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mercoledì 5 ottobre 2016

Carta SIA

Carta SIA (Sostegno di Inclusione Attiva)


Dal  2 settembre 2016, entra in vigore la nuova Carta Acquisti come misura contro la povertà, la dispersione scolastica e l’esclusione sociale.
Il beneficio, consiste in un contributo economico di 80 euro a persona, importo che può aumentare in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare, è in pratica l’estensione della social card sperimentale, partita in 12 comuni italiani con più di 250 mila abitanti.

Cos’è ?


La Carta SIA, è una misura atta a contrastare la povertà, mediante il riconoscimento di un sussidio economico a quei nuclei familiari più deboli e disagiati economicamente, in cui sia presente un minore e che ripercorre le linee dell'attuale Carta Acquisti sperimentale.
L’erogazione effettiva del contributo economico, è però subordinato all’accettazione, da parte dei beneficiari, di partecipare ad un progetto di attivazione sociale e lavorativa che aiuti la famiglia ad uscire da questa situazione di stallo.
Il progetto personalizzato, viene gestito dai Comuni e/o dagli Ambiti territoriali, che hanno il compito di abbinare il sussidio economico ad un progetto personalizzato che coinvolga tutta la famiglia, ed in particolare i minori, al quale lavoreranno i servizi sociali, sanitari e le scuole.
Il SIA, funziona con un meccanismo molto semplice, se una famiglia è povera, può presentare domanda della nuova Carta Acquisti SIA 2016, ed ottenere così il sussidio economico di 80 euro a persona, 160 per 2 persone, 240 per 3 persone, 360 per 4 fino a 400 euro per 5 componenti o più.
Accettando il contributo contro la povertà, il beneficiario deve accettare anche di essere inserito, in un progetto di inclusione attiva che prevede in primis la cura dei figli, per cui scuola, visite mediche ecc., e poi l’impegno nella ricerca attiva di lavoro, accettando tirocini, borse di lavoro, formazione.

Come funziona?


Tale carta, quale misura contro la povertà, l’esclusione sociale e la dispersione scolastica, sarà quindi richiedibile da chi possiede tutti i requisiti SIA, a partire da tale data, presentando un apposito modulo domanda al Comune di residenza.
E’ una nuova Carta Acquisti che consente di effettuare pagamenti elettronici presso supermercati, negozi convenzionati e in Posta per pagare le bollette di elettricità, gas ecc.
La Carta SIA 2016, non è altro quindi che l’estensione della social card sperimentale, attiva da 2014 solo in 12 città italiane, ed ora riconosciuta e richiedibile in tutta Italia a partire dal 2 settembre 2016.
Ovviamente, per poter presentare la domanda carta SIA, occorre che le famiglie siano in possesso di tutti i requisiti richiesti e che accettino di essere inserite nel progetto inclusione attiva.

Requisiti: limiti reddito ISEE, disoccupazione e veicoli


I cittadini e le famiglie per ottenere il SIA, Sostegno inclusione attiva, devono essere in possesso dei seguiti requisiti Carta SIA 2016:

  1. Essere cittadini italiani o comunitari, oppure familiari con diritto di soggiorno, stranieri con permesso di soggiorno CE, residenti in Italia da almeno 2 anni;
  2. Deve essere presente un minore, un disabile o una donna in gravidanza. Nel caso in cui lo stato di gravidanza, sia l’unico requisito SIA, in possesso del nucleo familiare, la domanda carta SIA 2016, può essere presentata non prima di 4 mesi dalla data presunta del parto, allegando la relativa certificazione medica rilasciata da una struttura pubblica;
  3. Non essere in possesso di autoveicoli immatricolati nei 12 mesi prima della domanda;
  4. Non avere auto superiori a 1.300 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei 3 anni antecedenti la domanda;
  5. Limite reddito ISEE carta SIA: avere un ISEE 2016 non superiore a 3.000 euro;
  6. Non avere aiuti economici sopra a 600 euro al mese;
  7. Nel nucleo familiare non ci devono essere persone che percepiscono indennità a sostegno al reddito per i disoccupati quali ad esempio la disoccupazione Naspi 2016/2017 o l'Asdi.

Quanto spetta?


L'importo Carta Acquisti SIA 2016, dipende dal numero dei componenti nucleo familiare beneficiario. Nello specifico, spettano:
1 componente: 80 euro
2 componenti: 160 euro a famiglie monogenitoriali con 1 figlio minore a carico;
3 componenti: 240 euro alle Famiglie monogenitoriali con 2 figli minori a carico, o famiglie con 2 genitori e 1 figlio minore a carico;
4 componenti: 320 euro alle Famiglie monogenitoriali con 3 figli minori, o famiglie con 2 figli;
5 componenti o più: 400 euro alle Famiglie monogenitoriali con 4 o più figli, o famiglie con 3 o più figli minori a carico.

Decorrenza domande:


I tempi di attuazione della carta SIA, sono i seguenti:

  1. Dal 2 settembre 2016: ossia, entro 45 giorni dall’entrata in vigore del Decreto interministeriale del 26 maggio 2016, i cittadini possono iniziare a presentare la domanda Carta SIA 2016;
  2. Entro due mesi dalla domanda: i beneficiari, ricevono il primo accredito delle somme SIA;
  3. Entro 60 giorni dal primo accredito del primo bimestre: 90 giorni per le richieste presentate entro il 31 ottobre 2016, deve essere attivato il progetto personalizzato.


Modulo domanda:


I cittadini interessati a presentare la richiesta della nuova carta acquisti, devono presentare la domanda direttamente al proprio Comune di appartenenza, successivamente, lo stesso, provvederà ad inoltrarla all’INPS, al fine di verificare il possesso di tutti i requisiti.
Il modulo ufficiale aggiornato all'8 agosto 2016, con l'ultima circolare INPS è scaricabile dai siti:
www.lavoro.gov.it e www.inps.it (Decreto 26/05/2016).
Carta SIA modulo domanda: modello in pdf ufficiale, valido per richiedere dal 2 settembre la nuova social card.

Tabella punteggio e graduatoria


Per ottenere il SIA, la famiglia deve avere almeno 45 punti. Punti che saranno assegnati dall’INPS, sulla base dei carichi familiari, difficoltà economica e lavorativa.
La tabella punteggio Carta SIA valida ai fini di graduatoria, attribuisce alle famiglie con bambini piccoli 0-3 anni, le famiglie monogenitoriali, quelle in cui sono presenti persone disabili o non autosufficienti, maggiori punti nella graduatoria finale.
I requisiti familiari sono tutti verificati nella dichiarazione presentata a fini ISEE 2016.


La scala attribuisce un punteggio massimo di 100 punti che viene attribuito sulla base dei seguenti criteri:


Punteggio massimo per carichi familiari: 65 punti

A) 2 figli minorenni: 10 punti;
B) 3 figli minori: 20 punti
C)  4 o più figli minorenni 25 punti;
D)  Almeno 1 figlio di età inferiore a 36 mesi: 5 punti
E)  Genitore solo con figli minorenni: 25 punti. In questo caso, valgono le stesse regole utilizzate ai fini ISEE (Quadro A della Dichiarazione Sostitutiva Unica – DSU)
F) Almeno 1 componente con disabilità grave: 5 punti. Valgono le stesse regole ISEE (Quadro FC7 della Dichiarazione Sostitutiva Unica – DSU)
G) Almeno 1 componente non autosufficiente: 10 punti: stesse regole ISEE (Quadro FC7 della Dichiarazione Sostitutiva Unica – DSU).

Punteggio condizione economica: massimo 25 punti

Si calcola sottraendo al valore massimo (25 punti) il valore dell’ISEE, precedentemente diviso per 120 per cui: 25 - (ISEE/120):
A) ISEE 0: 25 punti;
B) ISEE 2.400 euro: 5 punti;
C) ISEE 3000 euro nessun punto.

Condizione lavorativa: punteggio massimo 10 punti

Assenza di lavoro di tutti i componenti in età attiva: 10 punti. In questo caso ogni componente in età attiva deve aver dichiarato al portale nazionale delle politiche del lavoro la propria immediata disponibilità a lavorare ed a partecipare alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l'impiego (ai sensi dell’articolo 19 del Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150).


Esempio di attribuzione punteggio alle famiglie: valido per la graduatoria SIA:


Esempio 1:

Famiglia con 3 figli: 20 punti;
1 figlio con meno di 3 anni: 5 punti
Entrambi i genitori disoccupati: 10 punti;
ISEE 1.680 euro: 11 punti (25 – 1.680:120);
Totale punteggio: 46 punti

Esempio 2:

Famiglia con 1 solo genitore ed 1 solo figlio: 25 punti
Figlio con meno di tre anni: 5 punti
Genitore disoccupato 10 punti;
ISEE = 2.400 euro: 5 punti (25 – 2.400:120).
Totale punteggio: 45 punti


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito “www.cgil.it
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai lavoratori.

sabato 16 luglio 2016

Assegni familiari 2016-2017

ASSEGNI FAMILIARI dal 01/07/2016 al 30/06/2017

L'assegno per il nucleo familiare è previsto per aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari sono composti da più persone e i cui redditi sono al di sotto delle fasce di reddito massime stabilite dalla legge.-

A chi spetta:

Spetta ai lavoratori dipendenti in attività, ai disoccupati indennizzati, ai lavoratori cassaintegrati, ai lavoratori in mobilità, ai lavoratori in malattia o in maternità e ai pensionati ex lavoratori dipendenti; spetta anche ai lavoratori con contratto a termine.-
Per averne diritto è necessario che il reddito familiare non superi determinati limiti, stabiliti ogni anno dalla legge; è costituito da quello del richiedente e di tutte le persone che compongono il nucleo familiare, prodotto nell'anno solare precedente; decorre dal I° luglio di ogni anno ed ha valore fino al 30 giugno dell'anno successivo.-

Redditi:

Ai fini del diritto all'assegno familiare si considera la somma dei redditi complessivi assoggettati all'IRPEF di tutti i componenti, compresa la casa di abitazione, gli assegni familiari periodici corrisposti dal coniuge separato o divorziato, i redditi i redditi esenti da imposta, e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta o imposta sostitutiva, (ad esempio, le borse di studio, la pensione e l'assegno sociale, indennità per ciechi, sordomuti, invalidi civili, Interessi dei depositi e dei c/c bancari e postali,interessi di CCT, BOT  e i proventi da investimento).-
Rientrano tra i redditi soggetti ad imposta sostitutiva e pertanto vanno computati nel reddito familiare i  premi alla produttività solo qualora il loro ammontare superi complessivamente il limite di 1.032,91 euro al lordo delle ritenute, riferito all'intero nucleo.-
In caso di perdite d'esercizio derivanti dalla partecipazione ad una società di persone in contabilità ordinaria o semplificata è possibile detrarre, ai fini dell'assegno per il nucleo familiare, dal reddito di lavoro dipendente di uno dei componenti il nucleo le perdite di esercizio derivanti dalla sua partecipazione ad imprese in contabilità semplificata, ma non quelle provenienti da imprese in contabilità ordinaria.-    
Invece non si computano:
Il trattamento di fine rapporto, i trattamenti di famiglia, le rendite vitalizie erogate dall'INAIL, le pensioni di guerra, le pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio, le indennità di accompagnamento, le indennità di trasferta, l'assegno di mantenimento dei figli.-  

Dichiarazione del reddito del nucleo familiare:

Il soggetto interessato deve consegnare al proprio datore di lavoro una specifica domanda utilizzando l'apposito mod. ANF/DIP contenente una specifica sezione denominata “Redditi conseguiti dal richiedente e dai componenti il nucleo familiare”.-

Periodo di riferimento del reddito:

Il reddito familiare da considerare ai fini della corresponsione degli assegni per il nucleo familiare è quello conseguito nell'anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno e rimarrà in vigore fino al 30 giugno dell'anno successivo (esempio per il periodo dal 01/07/2013 al 30/06/2014 fanno fede i redditi dell'anno 2012).-

Per chi spetta:

Fanno parte del nucleo familiare: il coniuge anche se non convivente, i figli minorenni, i figli maggiorenni inabili, fratelli sorelle e nipoti inabili e familiari residenti all'estero di cittadino straniero (solo se esiste un rapporto di reciprocità con lo Stato di provenienza o sia stata stipulata una convenzione in materia di ANF).-
Per i nuclei familiari numerosi, composti cioè da almeno 4 figli o equiparati di età inferiore a 26 anni, si avrà diritto all'assegno al nucleo familiare oltre che per i figli minori anche per i maggiori di anni 18 (compiuti) ed inferiore a 21 anni purché studenti o apprendisti.-

Incidenza in percentuale del reddito da lavoro dipendente:
L'assegno per il nucleo familiare non spetta se la somma dei redditi da lavoro dipendente e/o assimilati, da pensione o da altra prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente è inferiore al 70% del reddito familiare complessivo.-  

Chi paga:

Ai lavoratori in attività l'assegno familiare viene pagato dal datore di lavoro in occasione del pagamento della retribuzione. Il datore di lavoro chiede poi all'INPS il rimborso delle somme pagate. Per colf, operai agricoli dipendenti, disoccupati ecc., l'assegno viene pagato direttamente dall'INPS.-
Ai pensionati l'assegno familiare viene pagato direttamente dall'INPS insieme alla rata di pensione.-

L'autorizzazione dell'INPS:

In generale, il datore di lavoro corrisponde l'assegno al nucleo familiare al dipendente che ne fa richiesta e che dimostra di averne diritto.-
Però in alcuni casi particolari la corresponsione dell' assegno per il nucleo familiare è subordinata ad una preventiva autorizzazione da parte dell'INPS, da richiedere esclusivamente per via telematica con il mod. ANF42 (l'autorizzazione è necessaria ad esempio in caso di figli di divorziati o separati legalmente o del coniuge già divorziato, figli dell'altro coniuge nati da precedente matrimonio sciolto per divorzio, fratelli, sorelle e nipoti, soggetti maggiorenni inabili, o per i nipoti intesi come i figli dei figli se i genitori sono senza redditi).-

ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE AI LAVORATORI PARASUBORDINATI

E' una prestazione istituita per aiutare le famiglie dei lavoratori parasubordinati iscritti alla Gestione Separata, di cui all'art.2, comma 26, legge 335/95, che non siano iscritti ad altre forme pensionistiche obbligatorie e non siano pensionati.
L’importo dell’assegno varia, come per i lavoratori dipendenti, in base al numero dei componenti, alla tipologia e al reddito complessivo percepito dal nucleo stesso, secondo quanto stabilito nelle tabelle reddituali pubblicate ogni anno.
I redditi da dichiarare sono, oltre quelli la cui dichiarazione è già prevista per i lavoratori dipendenti, anche quelli derivanti dalle attività indicate all’art. 2, c. 26, L.335/95.
Pertanto, in questo caso, il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente ed assimilato o da reddito derivante dalle attività indicate all’art. 2, c. 26, L.335/95. In caso di nuclei a composizione reddituale mista, è data la possibilità di considerare realizzato il requisito del 70% di redditi da lavoro dipendente ed assimilato con la somma dei redditi da lavoro dipendente e dei redditi derivanti da attività di lavoro parasubordinato.
Ai lavoratori in questione l'assegno familiare sarà corrisposto per tutto il periodo che, ai fini previdenziali, risulti coperto dalla specifica contribuzione, comprensiva dell’aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,72% (0,50% fino al 6/11/07), specificamente introdotta dalla legge 449/97, art. 59, comma 16,  per il finanziamento delle prestazioni di maternità e degli assegni per il nucleo familiare.
La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali:

  • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto  - servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”, funzione ANF Gestione Separata;
  • Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • Contact - Center attraverso il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico.

A decorrere dal 1° febbraio dell’anno successivo a quello per il quale vengono richiesti gli assegni.
Qualora la domanda venga presentata per un periodo pregresso, gli arretrati spettanti vengono corrisposti nel limite massimo di 5 anni (prescrizione quinquennale).



ASSEGNO FAMILIARE AI LAVORATORI DOMESTICI:

I lavoratori domestici hanno diritto alla corresponsione dell’ assegno per il nucleo familiare, ma a differenza dei lavoratori subordinati il pagamento non avviene da parte del datore di lavoro, bensì direttamente dall’INPS. La richiesta va quindi effettuata direttamente all’INPS via internet, tramite accesso alla propria area riservata sul portale www.inps.it o tramite patronato.
L’ assegno per il nucleo familiare è pagato direttamente dall’INPS con due rate semestrali posticipate secondo la modalità scelta dall’interessato nel modello di domanda (bonifico presso l’Ufficio Postale, accredito sul conto corrente bancario o postale).
La misura dell’assegno varia oltre che in base al reddito lordo complessivo e al numero dei componenti il nucleo familiare anche in base alle ore di lavoro:
Ai lavoratori domestici spettano tanti assegni familiari giornalieri quanti ne risultano dal quoziente che si ottiene dividendo per quattro il numero delle ore di lavoro risultanti dalla contribuzione complessivamente versata o dovuta nel trimestre, da uno o più datori di lavoro, e per un massimo di sei assegni giornalieri per ogni settimana.-


ASSEGNI FAMILIARI dal 01/07/2016 al 30/06/2017 (circ. 92 del 27/05/2016 INPS)

Anche quest’anno l’Inps ha pubblicato la circolare con la quale trasmette le tabelle con i nuovi livelli reddituali per la corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare.
Le nuove tabelle, allegate alla circolare Inps n. 92 del 27 maggio 2016, non subiscono modifiche rispetto a quelle dell’anno scorso. Infatti, il Dipartimento delle politiche per la famiglia con il Comunicato pubblicato sulla G.U. n. 35 del 12.02.2016, ha reso noto che, in base ai calcoli effettuati dall'ISTAT, la variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo tra l'anno 2014 e l'anno 2015 è risultata pari a – 0,1 per cento.
Quindi, restano fermi per l’anno 2016 i livelli reddituali contenuti nelle tabelle relative all’anno 2015 (circolare INPS n. 109/2015), nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2016 al 30 giugno 2017, alle diverse tipologie di nuclei familiari.
Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.




ASSEGNI FAMILIARI dal 01/07/2015 al 30/06/2016 (circ.109 del 27/05/2015 INPS)
Tab. 11 – Nuclei familiari con entrambi i genitori e almeno un figlio minore, in cui non siano presenti componenti inabili.-
Della tabella  n. 11 vengono riportati solo alcuni esempi, per dare un'idea di massima, perché l'importo esatto viene calcolato in base alla fascia specifica di appartenenza che varia  ogni 114,82 euro.-

assegni familiari tabella 21 A
Tab. 21A – Nuclei familiari con entrambi i genitori, senza figli, assenza di inabili.-
Reddito familiare annuo da euro 00.000,00 a euro 13.593,49 = euro 46,48
Reddito familiare annuo da euro 13.593,50 a euro 16.991,12 = euro 36,15
Reddito familiare annuo da euro 16.991,13 a euro 20.388,74 = euro 25,82
Reddito familiare annuo da euro 20.388,75 a euro 23.785,05 = euro 10,33
Reddito familiare annuo da euro 23.785,06  non spettano assegni familiari


ASSEGNI FAMILIARI dal 01/07/2014 al 30/06/2015 (circ.76 del 11/06/2014 INPS)

Tab. 11 – Nuclei familiari con entrambi i genitori e almeno un figlio minore, in cui non siano presenti componenti inabili.-
Della tabella  n. 11 vengono riportati solo alcuni esempi, per dare un'idea di massima, perché l'importo esatto viene calcolato in base alla fascia specifica di appartenenza che varia  ogni 114,82 euro.-


Tab. 11 – Nuclei familiari con entrambi i genitori, senza figli, assenza di inabili.-
Reddito familiare annuo da euro 00.000,00 a euro 13.566,36 = euro 46,48
Reddito familiare annuo da euro 13.566,37 a euro 16.957,21 = euro 36,15
Reddito familiare annuo da euro 16.957,22 a euro 20.348,04 = euro 25,82
Reddito familiare annuo da euro 20.348,05 a euro 23.757,57 = euro 10,33
Reddito familiare annuo da euro 23.757,58  non spettano assegni familiari


Altre informazioni, relative agli anni passati con le normative superate, possono essere reperite nel nostro articolo Assegni Familiari.

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate sugli assegni familiari puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.

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martedì 7 maggio 2013

Carta Acquisti - Social Card anno 2013

Per effetto dell'adeguamento al tasso di inflazione ISTAT sono stati modificati gli importi di reddito e l'indicatore ISEE che regolano l'accesso alla Carta Acquisti (social card 2013). A partire, dunque, dal 1 gennaio 2013 per i cittadini che presentano domanda per ottenere tale beneficio, dovrà essere utilizzata la nuova modulistica con i limiti ISEE e reddituali aggiornati.

La Carta Acquisti è completamente gratuita e funziona come una normale carta di pagamento elettronica, con la differenza che le spese, invece che essere addebitate al titolare della carta, sono addebitate e saldate direttamente dallo Stato.
Vale 40 € al mese e viene caricata ogni due mesi con 80 €. Può essere utilizzata per il sostegno della spesa sanitaria e alimentare, presso gli esercizi commerciali convenzionati e abilitati al circuito Mastercard, e permette perfino di pagare le utenze domestiche (gas ed elettricità) presso gli Uffici Postali. Non è abilitata per prelevare contanti.

La Carta Acquisti viene concessa agli anziani di età superiore o uguale ai 65 anni o alle famiglie con bambini di età inferiore ai 3 anni in possesso di particolari requisiti oggettivi.
In particolare i cittadini di età pari o superiore a 65 anni dovranno avere i seguenti requisiti:
  • non godere di trattamenti pensionistici, ovvero godere di trattamenti di importo inferiore a euro 6.701,34 nell'anno precedente alla presentazione della domanda, se di età pari o superiore a 65 anni e inferiore a 70 anni; 
  • se di età pari o superiore a 70 anni, godere di trattamenti di importo inferiore a euro 8.935,12 nell'anno precedente alla presentazione della domanda;
  • avere un ISEE (L'Indicatore della situazione economica equivalente), in corso di validità, inferiore a euro 6.701,34.
  • non essere da solo o insieme al coniuge (indicato nel quadro 4):
    • intestatario/i di più di una utenza elettrica domestica;
    • intestatario/i di utenze elettriche non domestiche;
    • intestatario/i di più di una utenze del gas;
    • proprietario/i di più di un autoveicolo;
    • proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 25%, di più di un immobile ad uso abitativo;
    • proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 10%, di immobili non ad uso abitativo o di cat. catastale C7;
    • titolare/i di un patrimonio mobiliare, come rilevato nella dichiarazione ISEE, superiore a euro 15.000, non fruire di vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni, per ricovero in Istituti di cura di lunga degenza o detenzione in Istituti di pena. 

Le famiglie con bambini di età inferiore a 3 anni di cittadinanza italiana dovranno:
  • avere un ISEE (l'Indicatore della situazione economica equivalente), in corso di validità, inferiore a euro 6.701,34;
  • non essere, da solo o insieme all'esercente la potestà genitoriale/soggetto affidatario e all'altro esercente la potestà genitoriale/soggetto affidatario:
    • intestatario/i di più di una utenza elettrica domestica;
    • intestatario/i di più di una utenza elettrica non domestica;
    • intestatario/i di più di due utenze del gas;
    • proprietario/i di più di due autoveicoli;
    • proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 25%, di più di un immobile ad uso abitativo;
    • proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 10%, di immobili non ad uso abitativo o di cat. catastale C7;
    • titolare/i di un patrimonio mobiliare, come rilevato nella dichiarazione ISEE, superiore a 15.000 €. 
Chi avendone i requisiti volesse richiederlo può recarsi in un qualsiasi Ufficio Postale abilitato, e presentare:
  • uno dei due Moduli di richiesta compilato in ogni sua parte:
    • Beneficiario con 65 anni o più – Modulo A006/13 (Istruzioni)
    • Beneficiario minore di 3 anni – Modulo B006/13 (Istruzioni)
  • l'originale e una fotocopia del proprio documento di identità;
  • un'attestazione ISEE in corso di validità, anche in fotocopia, relativa al beneficiario. L'ISEE è un coefficiente che serve a misurare la situazione economica complessiva del Suo nucleo familiare. Per avere un’attestazione ISEE (che dovrà allegare alla domanda) l’interessato può recarsi presso il Comune di residenza, l’INPS o un Centro di Assistenza Fiscale (CAF).




Che cos'è
La Social Card avrà un colore azzurro e sarà anonima, simile al bancomat. La potrà usare chiunque, il titolare della carta o un suo parente. Potrà essere utilizzata in tutti i negozi abilitati al circuito Mastercard.-

A chi spetta
  • Anziani, cittadini e residenti italiani tra i 65 e 69 anni con redditi o pensione fino a 6.000 euro l'anno.-
  • Anziani, cittadini e residenti italiani oltre i 70 anni con redditi o pensione fino a 8.000 euro l'anno.-
  • Famiglie con figli sotto i 3 anni, con un indicatore ISEE di 6.000 euro.-
Gli ultra 65enni dovranno avere redditi pensionistici sotto i 6mila euro (8mila se ultra 70enni), essere incapienti ed avere un indicatore ISEE familiare complessivo sotto i 6mila euro. Dovranno avere una sola casa di abitazione insieme al coniuge, una sola utenza di elettricità e gas, un solo autoveicolo, avere meno di 15mila euro in banca (o alle poste), parametri analoghi per le famiglie con bimbi piccoli.-

Quanto vale
La carta sarà caricata ogni due mesi con un importo di 80 euro (cioè 40 euro al mese).-
Chi presenterà la domanda entro il 31 dicembre avrà diritto anche a tre mesi di arretrato, dunque si troverà sulla carta in partenza 120 euro.-

Come si ottiene
A gestire l'operazione saranno le Poste che hanno iniziato ad inviare le lettere alle persone che si presume potranno richiederla a partire da dicembre. In pratica una volta ricevuta la lettera ci si dovrà presentare all'ufficio postale del proprio quartiere con la stessa lettera, la domanda e il modello ISEE compilato. Nella generalità dei casi verrà consegnata subito la Carta Acquisti che sarà utilizzabile dal secondo giorno lavorativo.-

Come si usa
La card potrà essere utilizzata per effettuare i propri acquisti in tutti i negozi alimentari e i supermercati abilitati. Potrà servire anche per usufruire della tariffa sociale dell'ENEL. Ma il suo utilizzo ai fini sociali sarà esteso anche ad altre attività.
Intanto i negozi convenzionati che sostengono il programma acquisti faranno uno sconto sulla spesa effettuata con la Card. Per ora lo sconto è fissato al 5% ma non detto che non possa aumentare.-

Quanto dura
La copertura finanziaria prevista al momento arriva solo all'anno 2009. Il governo però ha assicurato che per gli anni successivi i soldi ci saranno sicuramente.
Sulla tessera viene indicata una data di scadenza, come per una nornmale carta di credito. Si suppone che, terminato il periodo di validità, potrà essere rinnovata. In caso che si smagnetizzi o che si deteriori, si può sempre chiedere la sostituzione agli uffici postali. L'eventuale cifra ancora da spendere viene trasferita sulla nuova carta.-

L'iter burocratico (o la corsa ad ostacoli):
- Attendere lettera del ministero e dell'INPS con la modulistica
- Prenotare al CAF appuntamento per farsi rilasciare il certificato ISEE
- Recarsi in comune per richiede lo stato di famiglia x ISEE
- Recarsi al CAF, con la documentazione necessaria, per ritirare ISEE
- Compilare la modulistica, se muniti di una laurea idoena
- Presentare la documentazione alla posta X consegna SOCIAL CARD
- Ritirare dopo qualche giorno tessera SOCIAL CARD
- Cercare supermercati o negozi convenzionati per utilizzarla
- Fare la spesa e consegnare SOCIAL CARD alla cassa digitando il PIN
- Ripetere le varie operazioni ogni due mesi

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A proposito di “elenco dei poveri”

Un episodio di vita vissuta!

Era la vigilia di natale del 1960, io avevo 10 anni e mio padre mi accompagnò in Comune - sala consigliare - C'era molta gente, tanti bambini come me e tanti genitori, mi ricordo di un uomo vestito di nero con una tunica bianca – il Parroco - un altro ben vestito con una fascia tricolore – il Sindaco - un uomo con una divisa militare – un Carabiniere - e altre autorità.
Al centro della sala una montagna di regali.
Finiti i discorsi di circostanza un uomo vestito di bianco – un Vigile - ad un certo punto, chiama noi bambini presenti per nome e cognome e consegna un regalo ad ognuno.
Viene il mio turno, mi consegnano un bel pacco che orgoglioso mi porto via senza scartare.
Arrivato a casa lo apro e trovo un bel trenino elettrico della “Lima”, formato da una motrice, due vagoni e diversi pezzi di binari, mio padre mi aiuta a unire i binari e appena pronta la pista mi metto a giocare felice.
Finite le vacanze ritorno a scuola, si parla tra bambini dei regali ricevuti e io racconto ai miei compagni del bel dono ricevuto. Uno dei miei compagni con tono di scherno mi dice: “Se hai ricevuto il regalo in Comune vuol dire che sei povero!”
E io: “Che significa?”
Lui: “Vuol dire che tuo padre è iscritto nell'elenco dei poveri del Comune e a natale il Comune regala dei giocattoli ai figli dei poveri del paese.”
Al ritorno a casa cerco mio padre e gli dico: “Papà il trenino non mi interessa più, voglio distruggerlo”
E Lui: “Perché?”
Gli spiego quello che mi hanno detto a scuola e lui mi risponde tranquillo: “Vedi figliolo essere poveri non è un disonore, né una cosa della quale ci dobbiamo vergognare, ma vuol dire solo che abbiamo momentaneamente bisogno di un sostegno economico. Che colpa ha tuo padre se è stato costretto dal Duce a combattere una guerra assurda in Africa, se si è ammalato e quindi ora non può più fare né il contadino come prima di partire per la guerra, né altri lavori pesanti, ma deve tirare avanti con una misera pensione per invalidi di guerra? E Tua madre è costretta a fare tutti i lavoretti domestici che trova in giro per aiutare il bilancio familiare?”
Io: “Ho capito papà, da oggi non ti chiederò più regali costosi ma, per favore in futuro non portarmi più in quel posto e io comunque questo trenino voglio distruggerlo lo stesso”
Lui: “Va bene sono sicuro che hai capito il mio messaggio, sono d'accordo con te e ti prometto che non ti porterò più in Comune la vigilia di natale e ti auterò anche a distruggere il trenino.”
Prende un martello ed inizia a rompere prima la motrice poi i vagoni, io nel frattempo rompo i binari e gettiamo via il tutto. Il giorno dopo appena ritorno a casa dalla scuola mio padre mi viene incontro e mi dà una fionda. Mi dice: “Questa è in sostituzione del trenino, te l'ho fatta io e quindi non mi è costata nulla.”
Era un rametto d'albero, a forma di Y, adattato e intagliato, con allacciati due elastici formati da pezzi di camera d'aria di bicicletta e un pezzettino di cuoio legato in fondo, preso da un vecchio paio di scarpe.
Penso sia il più bel regalo che ho ricevuto da mio padre, se non altro perché me lo ricordo ancora, e forse se cerco in giro trovo ancora da qualche parte quel pezzettino di legno intagliato.

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Sono trascorsi quasi cinquant'anni e la storia si ripete?
Questa volta con gli anziani, con una tessera dei poveri?
40 euro al mese, ci diranno dove spenderli e come spenderli? E la nostra dignità? E la nostra privacy?
E se tra i sessantenni di oggi che hanno bisogno della CREDIT CARD ci sono anche quelli che cinquantanni fa da bambini hanno ricevuto come me questi regali?
Ho descritto questo episodio solo per cercare di spiegare la differenza tra un diritto a ricevere aiuti da parte delle istituzioni, per poter condurre una vita dignitosa (anche per chi non ha mezzi sufficienti) e il ricevere invece una carta che si configura come una schedatura e quindi un'inutile umiliazione.
Il precedente governo di centro-sinistra ha concesso una mensilità di pensione in più a chi si trovava in stato di necessità, senza tanti clamori nel rispetto della dignità delle persone; il governo di centro-destra offre invece una scheda che consente degli sconti di prezzo o altri vantaggi ma che identifica i destinatari di questi benefici come poveri e quindi bisognosi di un'elemosina da parte della collettività.

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito “www.cgil.it
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Gianfranco Censori

sabato 20 dicembre 2008

Bonus Sociali: Bonus Energia Elettrica, Bonus Gas, Bonus canone telefonico


BONUS SOCIALI 2008/2013

Anno 2013:

1) BONUS TARIFFE ENERGIA ELETTRICA 

E' uno strumento introdotto dal Governo e reso operativo dall'Autorità per l'energia con la collaborazione dei Comuni , per garantire alle famiglie in condizione di disagio economico e alle famiglie numerose un risparmio sulla spesa per l'energia elettrica. Il bonus elettrico è previsto anche per i casi di disagio fisico, cioè per i casi in cui una grave malattia costringa all'utilizzo di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita.

Chi ha diritto al bonus elettrico:

Possono accedere al bonus tutti i clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura elettrica, per la sola abitazione di residenza, con potenza impegnata fino a 3 kW per un numero di familiari con la stessa residenza fino a 4, o fino a 4,5 Kw, per un numero di familiari con la stessa residenza superiore a 4, e:
  • appartenenti ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 7500 euro;
  • appartenenti ad un nucleo familiare con più di 3 figli a carico e ISEE non superiore a 20.000 euro
  • presso i quali viva un malato grave che debba usare macchine elettromedicali per il mantenimento in vita. in questo caso senza limitazioni di residenza o potenza impegnata.

Quanto vale il bonus elettrico:

Nel caso di famiglie in condizioni di disagio economico e per le famiglie numerose, il bonus consente un risparmio pari a circa il 20% della spesa annua presunta (al netto delle imposte) per una famiglia tipo. Il valore è differenziato a seconda del numero dei componenti della famiglia.
per l'anno 2013 è di:

  • 71 euro per una famiglia di 1 o 2 persone
  • 91 euro per 3 o 4 persone
  • 155 euro per più di 4 persone
  • per i soggetti in gravi condizioni di salute il valore del bonus dal 2013 è stato modificato e differenziato in base al numero di apparecchiature medico-terapeutiche salvavita utilizzate e al tempo giornaliero del loro utilizzo.

Come richiedere il bonus elettrico:

Per richiedere il bonus occorre compilare l'apposita modulistica e consegnarla al proprio Comune di residenza o presso altro istituto eventualmente designato dallo stesso Comune ( ad esempio i centri di assistenza fiscale CAF).


2) BONUS GAS:

E' una riduzione sulle bollette del gas riservata alle famiglie a basso reddito e numerose. Il bonus è stato introdotto dal Governo e reso operativo dall'Autorità per l'energia, con la collaborazione dei Comuni. Il bonus vale esclusivamente per il gas metano distribuito a rete (e non per il gas in bombola o per il GPL), per i consumi nell'abitazione di residenza.

Chi ha diritto al bonus gas:

Il bonus può essere richiesto da tutti i clienti domestici che utilizzano gas naturale con un contratto di fornitura diretto o con un impianto condominiale, se in presenza di un indicatore ISEE:
  • non superiore a 7.500 euro,
  • non superiore a 20.000 euro per le famiglie numerose (con più di 3 figli a carico).

Quanto vale il bonus gas:

Il bonus è determinato ogni anno dall'Autorità per consentire un risparmio del 15% circa sulla spesa media annua presunta per la fornitura di gas naturale (al netto delle imposte). Il valore del bonus sarà differenziato:
  • per tipologia di utilizzo del gas (solo cottura cibi e acqua calda; solo riscaldamento; oppure cottura cibi, acqua calda e riscaldamento insieme);
  • per numero di persone residenti nella stessa abitazione;
  • per zona climatica di residenza (in modo da tenere conto delle specifiche esigenze di riscaldamento delle diverse località);
Ad esempio, per l'anno 2013, il bonus può variare per le famiglie con meno di quattro componenti da un minimo di 39 euro ad un massimo di 242 euro, mentre per le famiglie con più di 4 componenti da un minimo di 62 euro ad un massimo di 350 euro.

Come richiedere il bonus gas:

Per fare domanda occorre compilare gli appositi moduli e consegnarli al proprio Comune di residenza o presso altro istituto eventualmente designato dallo stesso Comune (ad esempio i Centri di Assistenza Fiscale CAF)




3) BONUS CANONE TELEFONICO:
Per richiedere il bonus i soggetti interessati devono presentare la domanda direttamente alla Telecom Italia S.p.A. compilando l’apposito modulo, ed inviarlo all'indirizzo indicato nella bolletta telefonica, allegando fotocopia documento di identità, fotocopia attestato ISEE e fotocopia documentazione inerente secondo requisito.



A chi spetta:
Per accedere alla riduzione del canone TELECOM bisogna avere un indicatore ISEE uguale o inferiore a 6.713,94 euro, e di appartenere ad una delle seguenti categorie:
  • Nucleo familiare al cui interno è presente un percettore di pensione di invalidità civile
  • Nucleo familiare al cui interno è presente un percettore di pensione sociale
  • Nucleo familiare al cui interno è presente una persona al di sopra dei 75 anni di età
  • Nucleo familiare in cui il capofamiglia risulti disoccupato o in cerca di prima occupazione.


Valore del bonus:
Il bonus telefonico consente di ottenere una riduzione del 50% dell'importo mensile di abbonamento al servizio telefonico di categoria B alla Telecom Italia S.p.A. (il bonus non si applica ad altri operatori telefonici).-


4) RATEIZZARE LE BOLLETTE:
L'Autorità per l’energia elettrica e gas oggi, danno la possibilità ai consumatori di dilazionare i pagamenti delle bollette piu salate specialmente in presenza di conguagli salati e in un numero di rate pari alle bollette d’acconto ricevute, senza alcun tasso di interesse poichè la cifra a conguaglio è dovuta a causa della mancata lettura da parte della società dei contatori. Quindi si consiglia di comunicare periodicamente i consumi alle società di fornitura di energia elettrica per evitare di dover pagare grossi conguagli (fonte Adiconsum).

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Anni 2008/2011:
 
1) BONUS ENERGIA ELETTRICA

Sono operative le agevolazioni per la compensazione della spesa per la fornitura di energia elettrica sostenuta dai clienti domestici disagiati.-

A chi spetta:
Per accedere al bonus sociale (o bonus energia) occorre un reddito ISEE uguale o inferiore a 7.500 euro annuali.-
A titolo esemplificativo, un nucleo familiare composto da padre, madre e due figli, monoreddito in affitto e senza ulteriori disponibilità patrimoniali, rientra nella soglia utile per il bonus sociale con un reddito annuo lordo fino a circa 23.400 euro.-
(Reddito euro 23.400,00 – Affitto massimo euro 5.164,16 = euro 18.235,84 : 2,46 = ISEE euro 7.412,94).-
Al bonus avranno diritto anche le famiglie che abbiano un componente del nucleo familiare in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l'utlilizzo di macchinari salvavita. Gli importi del bonus per i clienti in gravi condizioni di salute saranno definiti dall'Autorità dopo l'approvazione da parte del Ministero dello Sviluppo economico dei criteri per la loro determinazione.-

Quanto vale:
Il bonus sociale consente di ottenere una riduzione di circa il 20% della bolletta di energia elettrica. Il valore sarà differenziato a seconda della numerosità del nucleo familiare:
  • 60 euro/anno per un nucleo familiare di 1 - 2 persone
  • 78 euro/anno per 3 – 4 persone
  • 135 euro/anno per un numero di persone superiore a 4
Come verrà corrisposto:
Il bonus sarà corrisposto direttamente come sconto sull'importo della bolletta, dividendo l'importo annuale per il numero delle bollette. Qualora il bonus dovesse superare l'importo della bolletta (al netto delle imposte), il cliente non dovrà pagare nulla, ma non è previsto un bonus annuale superiore al costo della bolletta.-

Per quale periodo va richiesto:
Il sistema sarà pienamente operativo dal gennaio 2009 e prevede che il godimento del bonus possa essere anche retroattivo per tutto il 2008, per le richieste effettuate entro il 28 febbraio 2009.-

Come ottenerlo - A chi va presentata la domanda:
L'interessato potrà fare richiesta di accesso al bonus recandosi presso il proprio Comune di residenza con l'attestazione del valore ISEE, con le indicazioni della sua fornitura elettrica (reperibili sulla bolletta) e con la composizione del proprio nucleo familiare.-


2) BONUS GAS
Dal 1° novembre 2009 è possibile presentare presso il proprio Comune di residenza la domanda per ottenere “il bonus gas”.
Per le domande presentate entro il 30 aprile 2010, il bonus ha valore retroattivo al 1° gennaio 2009; per i beneficiari, il bonus compenserà anche per il riscaldamento di buona parte dell'inverno passato, oltre che di quelli futuri.
Occorre avere un ISEE non superiore a 7.500 euro, nonché le famiglie numerose (4 o più figli a carico) un ISEE non superiore a 20.000 euro.-
Questi parametri economici sono gli stessi che permettono ai clienti domestici in condizioni disagiate di accedere anche al bonus elettrico.
Il bonus potrà essere richiesto anche da coloro che, in presenza dei requisiti ISEE, utilizzano impianti di riscaldamento condominiali centralizzati, ovviamente a gas naturale.
La compensazione della spesa è riconosciuta in modo differenziato in base alle zone climatiche e al numero di componenti della famiglia, per una riduzione della spesa indicativamente del 15%

BONUS GAS E LUCE:
Cambio Gestore:
Se si cambia gestore non si deve presentare una nuova domanda ma è il distributore di rete che deve comunicare al nuovo gestore l'applicazione del bonus in bolletta, se non lo fa si deve fare un sollecito ma non una nuova domanda che comunque non verrebbe ammessa dal sistema perchè l'utente è già agevolato.-
Cambio Residenza:
Se si cambia residenza si deve tornare al CAF o al Comune e compilare il modulo spuntando la casella variazione di residenza, aggiungendo tutti i dati relativi alla nuova fornitura (Pod, indirizzo nuovo, ecc.).-
Applicazione del bonus in fattura:
Per quanto riguarda l'applicazione del bonus gas in fattura i gestori dovrebbero iniziare l'erogazione nelle primissime fatture, sommandolo ai mesi precedenti non ancora scontati. Se avete la lettera ricevuta da SGATE dell'accoglimento della domanda, Vi consigliamo di inviarla via fax al vostro gestore e sollecitare l'applicazione del bonus.-
Scadenza delle domande di bonus:
Non c'è scadenza per la presentazione delle domande di bonus. Si possono presentare in qualsiasi momento e l'agevolazione parte dal primo giorno del secondo mese dalla data di inserimento della domanda nel sistema SGATE.-
Esempio: Se presentate la domanda nel mese di febbraio, l'agevolazione parte il primo di aprile successivo, e così via.-


3) BONUS CANONE TELEFONICO:

Si tratta di una riduzione del canone telefonico TELECOM:

A chi spetta:
Per accedere alla riduzione del canone TELECOM bisogna avere un indicatore ISEE uguale o inferiore a 6.713,94 euro, e di appartenere ad una delle seguenti categorie:
- Nucleo familiare al cui interno è presente un percettore di pensione di invalidità civile.--
- Nucleo familiare al cui interno è presente un percettore di pensione sociale.-
- Nucleo familiare al cui interno è presente una persona al di sopra dei 75 anni di età.-
- Nucleo familiare in cui il capofamiglia risulti disocccupato/in cerca di prima occupazione.-

Quanto vale:
Il bonus telefonico consente di ottenere una riduzione del 50% dell'importo mensile di abbonamento al servizio telefonico di categoria B alla Telecom Italia S.p.A.

A chi va presentata la domanda:
La domanda va fatta, compilando apposito modulo, direttamente alla Telecom Italia S.p.A. , all'indirizzo indicato nella bolletta telefonica, allegando fotocopia documento di identità, fotocopia attestato ISEE e fotocopia documentazione inerente secondo requisito.-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito “www.cgil.it”
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