lunedì 26 ottobre 2015

Ristrutturazione del Debito - Pignoramento della pensione - Pignoramento della paga

1) RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO:

Anche le famiglie e le piccole imprese possono fallire. Ma a differenza delle grande aziende non hanno il "privilegio" di portare i libri in tribunale. In altre parole, quando un livello di indebitamento ormai insostenibile le conduce dritte al default, le loro sorti sono nelle mani dei creditori (se non degli strozzini) senza nessuna protezione. Se una famiglia non ce la fa più a pagare rate e bollette viene trascinata in tribunale dai suoi creditori e rischia di perdere tutto.

La Legge 27 gennaio 2012 n. 3 (pubblicata nella G.U.R.I. del 30 gennaio 2012 n. 24) che detta le disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento, ha fornito anche alle famiglie in crisi finanziaria una rete per cadere sul morbido. La legge mira a fronteggiare le situazioni di crisi delle famiglie e delle piccole imprese, a cui finora non si applicavano le norme in materia di fallimento e procedure concorsuali riservate alle grandi aziende.

Viene quindi introdotto un meccanismo che dà possibilità anche ai privati di concordare con i creditori un piano di ristrutturazione del debito e arrivare alla "esdebitazione" definitiva. Cioè a chiudere una volta per tutte i conti con i creditori. Un meccanismo simile al concordato preventivo, la procedura con cui l'imprenditore ricerca un accordo con i suoi creditori per non essere dichiarato fallito o comunque per cercare di superare la crisi temporanea della sua azienda.

Il debitore in stato di sovraindebitamento, infatti, può proporre ai creditori, con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso. Il piano dovrà prevedere le scadenze e le modalità di pagamento dei creditori, le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti e le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni.

La proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei redditi futuri. Nei casi in cui i beni o i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire la fattibilità del piano, la proposta deve essere sottoscritta da uno o più terzi che consentono il conferimento, anche in garanzia, di redditi o beni sufficienti per l’attuabilità dell'accordo.

Il piano può prevedere una moratoria fino ad un anno per il pagamento dei creditori estranei quando ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni:
a) il piano risulti idoneo ad assicurare il pagamento alla scadenza del nuovo termine;
b) l'esecuzione del piano sia affidata ad un liquidatore nominato dal giudice su proposta dell’organismo di composizione della crisi;
c) la moratoria non riguardi il pagamento dei titolari di crediti impignorabili.

Una procedura in quattro mosse:

Il meccanismo è controllato e garantito da un giudice ma serve proprio a evitare di imbarcarsi in cause estremamente lunghe e costose, a vantaggio sia dei debitori che dei creditori (nonché della stessa macchina giudiziaria che si trova alleggerita di una notevole mole di processi).

Ecco la procedura da seguire per scampare alla bancarotta:

  1. Il cittadino (o la piccola impresa) deve presentare domanda al tribunale di residenza allegando le dichiarazioni dei redditi degli ultimi 3 anni e gli atti di disposizione del patrimonio (compravendite ecc.), degli ultimi 5 (la piccola imprese deve presentare le scritture contabili degli ultimi 3 esercizi). Alla domanda va allegata una relazione particolareggiata dell’organismo di composizione della crisi che deve contenere:
    a) L’indicazione delle cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal debitore persona fisica nell’assumere volontariamente le obbligazioni;
    b) L’esposizione delle ragioni dell’incapacità del debitore persona fisica di adempiere le obbligazioni assunte;
    c) Il resoconto sulla solvibilità del debitore persona fisica negli ultimi 5 anni;
    d) L’indicazione della eventuale esistenza di atti del debitore impugnati dai creditori;
    e) Il giudizio sulla completezza e attendibilità della documentazione depositata a corredo della domanda.- 
  2. Il giudice verifica i requisiti di ammissibilità e fissa una finestra di 120 giorni per mettere il patrimonio del debitore al riparo da azioni esecutive individuali o da sequestri conservativi.
  3. La valutazione passa a un organismo di composizione, formato da professionisti (avvocati, commercialisti o notai) e istituito presso le camere di commercio o gli enti locali. Questi professionisti dovranno essere iscritti in un apposito registro e riceveranno un compenso stabilito dal ministero della Giustizia. L'organismo aiuterà le parti a raggiungere un accordo di ristrutturazione del debito, per esempio il pagamento parziale o dilazionato su più anni. In alcuni casi specifici si può prevedere una moratoria di un anno per il pagamento.
    L'organismo di composizione della crisi, entro tre giorni dalla richiesta di relazione di cui al comma 3, ne da notizia all’agente della riscossione e agli uffici fiscali, anche presso gli enti locali, competenti sulla base dell’ultimo domicilio fiscale dell’istante.

    La domanda di liquidazione è inammissibile se la documentazione prodotta non consente di ricostruire compiutamente la situazione economica e patrimoniale del debitore.
    Non sono compresi nella liquidazione:
    a) i crediti impignorabili ai sensi dell’articolo 545 del codice di procedura civile;
    b) i crediti aventi carattere alimentare e di mantenimento, gli stipendi, pensioni, salari e ciò che il debitore guadagna con la sua attività, nei limiti di quanto occorra al mantenimento suo e della sua famiglia indicati dal giudice;
    c) i frutti derivanti dall’usufrutto legale sui beni dei figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale e i frutti di essi, salvo quanto disposto dall’articolo 170 del codice civile;
    d) le cose che non possono essere pignorate per disposizione di legge.

    Il deposito della domanda sospende, ai soli effetti del concorso, il corso degli interessi convenzionali o legali fino alla chiusura della liquidazione, a meno che i crediti non siano garantiti da ipoteca, da pegno o privilegio, salvo quanto previsto dagli articoli 2749, 2788 e 2855, commi secondo e terzo, del codice civile”.

    Inoltre le condizioni di inammissibilità previste dall’art. 7, c. 2, lett. a) e b) della L. n. 3/2012 consistono in: “La proposta non è ammissibile quando il debitore, anche consumatore:
    a) è soggetto a procedure concorsuali diverse da quelle regolate dal presente capo;
    b) ha fatto ricorso, nei precedenti cinque anni, ai procedimenti di cui al presente capo”, mentre i documenti previsti dall’art. 9, c. 2, L. n. 3/2013 sono rappresentati da: “Unitamente alla proposta devono essere depositati l’elenco di tutti i creditori, con l’indicazione delle somme dovute, di tutti i beni del debitore e degli eventuali atti di disposizione compiuti negli ultimi cinque anni, corredati delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e dell’attestazione sulla fattibilità del piano, nonché l’elenco delle spese correnti necessarie al sostentamento suo e della sua famiglia, previa indicazione della composizione del nucleo familiare corredata del certificato dello stato di famiglia”.

    Alla fine, se risultano soddisfatte tutte le premesse di cui sopra, il Giudice dichiara aperta la liquidazione ex art. 14 quinquies L. n. 3/2012 secondo cui: “Il giudice, se la domanda soddisfa i requisiti di cui all’articolo 14-ter, verificata l’assenza di atti in frode ai creditori negli ultimi cinque anni, dichiara aperta la procedura di liquidazione. Si applica l’articolo 10, comma 6.

    Con il decreto di cui al comma 1 il giudice:

    a) ove non sia stato nominato ai sensi dell’articolo 13, comma 1, nomina un liquidatore, da individuarsi in un professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 28 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;
    b) dispone che, sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo, non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni cautelari o esecutive ne’ acquistati diritti di prelazione sul patrimonio oggetto di liquidazione da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore;
    c) stabilisce idonea forma di pubblicità della domanda e del decreto, nonché’, nel caso in cui il debitore svolga attività d’impresa, l’annotazione nel registro delle imprese;
    d) ordina, quando il patrimonio comprende beni immobili o beni mobili registrati, la trascrizione del decreto, a cura del liquidatore;
    e) ordina la consegna o il rilascio dei beni facenti parte del patrimonio di liquidazione, salvo che non ritenga, in presenza di gravi e specifiche ragioni, di autorizzare il debitore ad utilizzare alcuni di essi. Il provvedimento è titolo esecutivo ed è posto in esecuzione a cura del liquidatore;
    f) fissa i limiti di cui all’articolo 14-ter, comma 5, lettera b).

    Il decreto di cui al comma 2 deve intendersi equiparato all’atto di pignoramento. La procedura rimane aperta sino alla completa esecuzione del programma di liquidazione e, in ogni caso, ai fini di cui all’articolo 14-undecies, per i quattro anni successivi al deposito della domanda”.
  4. L'accordo sul piano di "esdebitazione" passa di nuovo al giudice che si limita a verificarne la correttezza formale e a omologarlo. (A.D.M.)


2) PIGNORAMENTO DELLA PENSIONE:

Decreto legge 83/2015:

Cresce la parte non pignorabile. Non è più la misura della pensione minima, che quest’anno è di 502,38 euro, ma sale a una cifra più consistente, pari all’assegno sociale aumentato della metà. La quota non pignorabile è ora di 672,78 euro. Ciò significa che:
a) Le pensioni fino a 672,78 euro non sono pignorabili
b) Le pensioni mensili più alte sono pignorabili ma solo sulla parte eccedente, nel solito limite di un quinto, che non viene modificato.-
Esempio: pensione di euro 1.500, (1.500 - 672,78 = 827,22 x 1 : 5) = 165,44 euro al mese, che è la cifra che viene prelevata mensilmente sulla pensione.-
Regole un po’ differenti nei casi in cui la pensione viene dall’INPS accreditata sul conto corrente, che il pensionato ha acceso presso la posta o la banca.
a) Pensione accreditata prima del pignoramento:
In questo caso diventa intoccabile la somma pari al triplo dell’assegno sociale e cioè 1.345,56 euro. E diventa pignorabile l’eventuale eccedenza, tutta intera senza applicazione del sistema del quinto.-
b) Pensione accreditata dopo il pignoramento:
In questo caso si torna al sistema sopra delineato e cioè sono intoccabili i primi 672,78 euro e l’eccedenza è pignorabile di nuovo nel limite di un quinto.-



3) PIGNORAMENTO DELLA PAGA:

Le buste paga, al netto delle ritenute fiscali e previdenziali sono pignorabili nei limiti:
a) Di un terzo se si tratta di alimenti dovuti per legge, ad esempio a figli e coniuge.
b) Di un quinto per recuperare debiti verso il proprio datore di lavoro o per tributi dovuti allo Stato, provincie e comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito.-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai lavoratori.

50 commenti:

  1. Buon giorno Avocato se mio marito si licenza io poso percepire anche per lui l'arseni famigliari visto che già percepisco per i due figli minori??? Grazie

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    1. Gli assegni sono per il nucleo familiare, quindi se li percepisci già, vuol dire che li stai percependo anche per tuo marito, pertanto il fatto che tuo marito lavori o meno incide solo sul calcolo, perché gli assegni familiari vengono calcolati sul reddito lordo complessivo di entrambi i genitori.-

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  2. Buongiorno Avocato io e mio marito vogliamo chiedere un finanziamento ma se un domani non avessimo più la posibilita di pagare opure ci succede qualcosa chi è che ci rimette i figli ho l'assicurazione? Visto che di beni noi non abia ma i figli si.

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    1. Il problema purtroppo è diverso!
      Infatti credo che nessuno vi concede un finanziamento se non riceve in cambio delle garanzie sul recupero del credito, cioè o la cessione del quinto se ci sono redditi o pensioni da pignorare, o l'avallo di un familiare che garantisca eventualmente con i suoi beni.-
      Naturalmente se riuscite ad ottenere un finanziamento senza che venga richiesta una firma da parte dei vostri figli, non ci sono problemi.-

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  3. Salve e complimenti per la chiarezza.sono lavoratrice dipendente con due figli minori.mio marito non percepisce reddito.i mie figli sono comproprietari della abitazione di residenza.la rendita catastale e di circa 400 euro.devo inserire e dove tali redditi nel modulo per la richiesta degli assegni familiari?Grazie

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      SI!
      Ai fini del calcolo degli assegni familiari va inserita anche la rendita catastale della casa di residenza, e va indicata nella tabella A colonna 2 (altri redditi).-

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  4. HO UNA PENSIONE LORDA DI EURO 14500,00 CIRCA, IN CASO DI MORTE A MIA MOGLIE SPETTA L"ASSEGNO SOCIALE?

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    1. NO!
      In caso di morte, a tua moglie spetta la pensione di reversibilità pari al 60% dell'importo della Tua pensione.-

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  5. Salve avvocato!!!
    Ho trovato una famiglia che ha bisogno di una badante (5ora al giorno) per la mamma la quale soffre di Alzheimer.Bisogna lavarla perche se no non lo fa as e difficilissimo a farli fare qualcosa.Bisogna inoltre occuparsi della casa biancheria e i pasti.Volevo sapere quale livello per il contratto mi spetta e quant'è la retribuzione oraria.Grazie in anticipo e buona giornata.

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    1. Il CCNL colf e badanti prevede per un livello CS una retribuzione oraria di 6,69 euro + 13/ma + TFR + contributi.-

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  6. Scusa e adesso prendo 380 euro al mese per 12 ore a settimana e come li dicevo in questi soldi mensili vengono pagate le ferie trf e tredicesima non mi ha mai pagato ii giorni festivi grazie per la sua gentileza

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    1. Il CCNL colf e badanti prevede per un livello B una paga oraria di 5,68 euro + 13/ma + TFR + contributi, ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  7. Buona sera.sono Vittoria lavatrice come badante,nel mio contratto con livello BS e scritto stipendio mensile lordi 851.8,la mia domanda sé mi po rispondere qualcuno per favore,Devo pagare contributi io anche ?o li paga solo il dattore di lavoro???

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    1. Ciao Vittoria!
      I contributi li paga il datore di lavoro per intero, ma dalla busta paga detrae la parte di tua competenza pari a 0,25 euro all'ora.-

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  8. Buona sera voglio fare una domanda sono stata in malattia una settimana a agosto una a settembre e un'altra a ottobre adesso in là basta paga di ottobre c'è scritto malattia 3 giorno non retribuita. Sono un cinta da 4 mese e non mi sento tanto bene oggi ho chiamato dove fanno la busta paga mi hanno detto che ho finito di malattia cosa vuol dire che non mi posso ammalare più .grazie

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    1. Ciao Susan!
      Non è assolutamente vero!
      E' il tuo medico di famiglia che deve stabilire se puoi o no metterti in malattia e non il il Tuo datore di lavoro, quindi con regolare certificazione medica non hai di che preoccuparti.-

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  9. Buona sera avvocato.Io lavoro come badante convivente per una persona disabile 100/100 e mi è stato fatto un contratto di 40 ore settimanali,per quale pago 45 euro contributi.Ma io losso che il contratto di badante nazionale prevede 54 ore e si pagano 60 euro contributi.Poi mi è stato detto che io di notte sono obbligata assistere la persona,ma non sarò pagata di più perché è un mio dovere perché vivo li, e anche mi è stato detto che le 2 ore di riposo io non posso uscire di casa se l'asistito non è d'accordo.Poi nel contratto non si parla niente di diritto di malatia..mi faccia capire lei grazie perché sono da vero molto confusa.Grazie

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    1. Ciao Diana!
      - Se l'orario di lavoro è di 54 ore settimanali anche il contratto deve essere di 54 ore settimanali, perché se si pagano meno contributi all'INPS c'è un'evasione contributiva e minori garanzie a livello previdenziale.-
      - Il contratto da convivente prevede una retribuzione più bassa perché c'è compreso vitto e alloggio gratuiti, quindi la badante non ha alcun obbligo di assistenza notturna.-
      - Nelle ore di riposo per legge Tu puoi fare quello che vuoi e andare dove vuoi senza alcun obbligo nei confronti dell'assistito.-
      - Nel contratto colf e badanti è prevista anche la retribuzione della malattia in base all'anzianità di servizio.-

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    2. Grazie mile..,molto gentile

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    3. Ciao Diana!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  10. Buongiorno Avv.to Censori,
    Sono pensionato Inps da 2 anni con 1140,00 €. lorde.
    Un anno fa ho chiesto una cessione del quinto e pago 185,0€. mensili quindi percepisco un netto di 740,00 €.
    Ho una pendenza con una finanziaria che non sono in grado di pagare questa, può pignorarmi un secondo quinto della pensione dando mandato all’INPS per pagarsi il prestito oppure, deve attendere che termino il mio primo quinto ovvero 10 anni?
    Nel caso potesse accedere ad un secondo quinto qual’è l’importo massimo che mi può essere detratto?
    Grazie Renato.

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    1. Ciao Renato!
      Due cessioni del quinto in busta paga o sulla pensione non possono coesistere, in quanto per legge è consentita solamente una cessione del quinto sulla busta paga o sulla pensione. Tuttavia vi è la possibilità di una seconda trattenuta sulla busta paga.
      La seconda trattenuta in busta paga o sulla pensione è ottenibile tramite un prodotto simile alla cessione del quinto, chiamato delegazione di pagamento. La delegazione di pagamento è un prodotto simile alla cessione del quinto, in quanto il rimborso viene effettuato direttamente tramite la propria busta paga o la pensione sia per la delegazione di pagamento che per la cessione del quinto.-

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  11. Buongiorno avv-to. La banca mi ha pignorato un quinto dello stipendio perché non sono riuscito a pagare il mutuo , l'appartamento e andato all'asta e a me rimane da pagare un monte di debiti. Le mie domande sono: 1. Esiste un minimo vitale impignorabile? 2. L'assegno nucleo famigliare sulla busta paga e pignorabile? 3. Da quando mi devono trattenere sulla busta il 1/5 -prima o dopo la decisione del giudice? 4. Si trattiene un 1/5 sul netto o sul lordo? Grazie! Paolo

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    1. Ciao Paolo!
      Il creditore non può pignorare più di 1/5 (un quinto) dello stipendio. Il “quinto” viene calcolato sul netto dello stipendio e non sul lordo. Per cui, uno stipendio netto di 1.000 euro subisce una trattenuta di 200 euro, pari cioè al 20%.-
      Questa regola vale per qualsiasi tipo di stipendio, a prescindere dall'importo erogato al dipendente. Per ipotesi, anche uno stipendio di 300 euro resta pignorabile per un quinto, alla pari di uno da 5.000 euro al mese. Non esistono soglie sotto le quali lo stipendio non sia pignorabile.-

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  12. Grazie. Speravo a un minimo vitale impignorabile. Complimenti per il suo lavoro.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  13. Buongiorno avvocato.Mi chimo Maria.Io lavoro come badante per una famiglia(marito e moglie) 9 anni.Prima avuva contratto livello BS 30 ore settimanale.Adeso abiamo cambiato livelo CS 54 ore settinanali.Mia domanba e come devono pagate scatto di anzianita?Grazie mille.

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    1. Ciao Maria!
      Scatti di anzianità
      Per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro spetta al lavoratore un aumento pari al 4% sulla retribuzione minima contrattuale, per un massimo di 7 scatti.-

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  14. Buonasera avocato.Sono Maria.Grazie per la risposta.Ma vorrei sapere questi4% si conta da 965.38 o da 750 Grazie.

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    1. Ogni scatto di anzianità va calcolato sulla paga del periodo di competenza, quindi per gli anni in cui prendevi 750 euro va calcolato su 750 euro.-

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  15. Buona sera dottore
    Lavoro come badante e in questo momento sono in disoccupazione
    Vorrei sapere quali sono i documenti da presentare x ISEE
    Non ho nessuno a carico e abito in affitto
    Grazie mille x la risposta

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    1. Ai fini della certificazione ISE -ISEE vanno dichiarati redditi e patrimonio di tutti i componenti il nucleo familiare, compresi depositi bancari e postali, quindi fino a dicembre 2016 i redditi del 2014 e i saldi dei conti correnti bancari e postali al 31/12/2015, e relative giacenze medie anno 2015.-

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    2. Buon giorno
      Ho lavorato come badante in una regione differente di quella dove abito in questo momento sono in disoccupazione e voglio sapere come entrare nel possesso del CUD del 2016
      Grazie buon lavoro

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    3. Il CUD del 2016 devi richiederlo al datore di lavoro per il quale hai lavorato nel 2015, e all'INPS se nel 2015 hai percepito anche l'indennità di disoccupazione.-

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  16. Buonasera. Attualmente mi viene pignorato un quinto dello stipendio presso il datore di lavoro. Se cambio lavoro mi vedrò pignorato anche il tfr? Se si di quanto? 100% oppure un quinto del tfr? Grazie!

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    1. Oltre che sullo stipendio mensile, il creditore del lavoratore può rivalersi anche sul suo TFR, pignorandolo presso il datore di lavoro. Anche in questo caso, però, esiste un limite legale che consiste nella misura di un quinto (il 20%).-

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  17. Buona sera dottor Censori
    Lavoro come badante e in questo momento sono in disoccupazione
    Mi interessa sapere se in questo caso è possibile andare nel mio paese a trovare i miei genitori oltre ottantenni x circa 5-6 settimane
    Grazie buon lavoro e buon anno

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    1. Purtroppo NO!
      L'indennità di disoccupazione è legata alla disponibilità lavorativa che non puoi garantire se ti trasferisci all'estero, quindi se viene scoperta dall'INPS la tua assenza dall'Italia, l'indennità di disoccupazione ti verrà sospesa.-

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  18. Buona sera dottor Censori

    La mia moglie lavora come badante da una anziana disabili e malatta volevo sapere quale il livello inoltre e il stipendio e grazie.

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    1. Il livello CS Conviventi, prevede una retribuzione mensile di 965,38 euro + 13/ma + TFR + contributi, per un orario di lavoro fino a 54 ore settimanali.-

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