sabato 28 dicembre 2019

Donne Incinte e Maternità

Tutto quello che devi sapere se sei incinta.

  1. Maternità anticipata:
    Si può richiedere, fin dall’inizio della gestazione, per gravi complicanze alla gravidanza o per condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli, ed è retribuita all’80%.
  2. Maternità obbligatoria prima del parto:
    Va richiesta prima della fine del settimo mese di gravidanza per i 2 mesi prima del parto, ed è retribuita all’80%. 
  3. Maternità flessibile:
    Se non ci sono ne problemi di gestazione ne per l’attività che si svolge, si può lavorare fino ad un mese prima del parto, per prendersi poi 4 mesi dopo il parto.-
  4. Si può lavorare fino al parto: da quest’anno (2019) le neo mamme potranno lavorare fino al parto (e non saranno più obbligate a smettere un mese prima) e prendere poi tutto il congedo di maternità dopo la nascita del bimbo. È però necessario il via libera del medico.
  5. Premio alla nascita:
    È un assegno di 800 euro una tantum che può essere richiesto, senza alcuna limitazione di reddito, già a partire dall’inizio dell’ottavo mese di gravidanza.
  6. Maternità obbligatoria dopo il parto:
    Va richiesta dopo la nascita del bambino/a per i 3 mesi dopo il parto ed è retribuita all’80%.
  7. Maternità prolungata:
    Per attività gravose e/o insalubri può essere concessa dall’inizio della gestazione fino al settimo mese dopo il parto.
  8. Riposi per allattamento:
    Due ore di permesso giornaliere anche cumulabili da utilizzare entro il primo anno di vita del bambino (quando l'orario di lavoro è inferiore a 6 ore giornaliere il riposo è di una sola ora), in caso di parto gemellare i permessi raddoppiano.-
  9. Bonus Bebè: 
    A partire dal 1° gennaio 2020 il bonus bebè sarà così strutturato:
    160 euro al mese (1.920 euro all’anno), per le famiglie con modello ISEE fino a 7.000 euro
    120 euro al mese (1.440 euro all’anno) per le famiglie con modello ISEE da 7.001 a 40.000 euro;
    80 euro al mese (960 euro all’anno) per le famiglie con modello ISEE superiore a 40.000 euro.
    In caso di figlio successivo al primo, nato o adottato tra il 1° gennaio 2020 e il
    31 dicembre 2020, l’importo dell’assegno di natalità sarà aumentato di un ulteriore 20%.-
    Pur con l’eliminazione del requisito di reddito, il modello ISEE dovrà comunque essere presentato all’INPS, in quanto sarà il parametro per il calcolo dell’importo riconosciuto.-

    Viene confermata esclusivamente per un anno la durata del bonus bebè; l’assegno di natalità spetta dal mese di nascita o ingresso in famiglia del figlio adottato e affidato, per un totale di 12 mesi.-
  10. Assegno di maternità dei Comuni:
  11. È un contributo indirizzato alle madri disoccupate e casalinghe. La richiesta va presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bimbo; è di 346,00 euro al mese e spetta per cinque mensilità, a patto che il valore ISEE del nucleo familiare non risulti superiore a 17.330,00 euro.
  12. Congedo parentale:
    È retribuito al 30%, può durare fino a 6 mesi complessivi, si può richiedere fino ai 6 anni d’età del bambino e si può richiedere anche ad ore.
  13. Bonus Asilo Nido:
    Il bonus nido a partire dal 1° gennaio 2020 sarà riconosciuto secondo i seguenti importi:
    ·         3.000 euro per i nuclei familiari con modello ISEE di valore fino a 25.000 euro;
    ·         2.500 euro per i nucleo familiari con modello ISEE di valore tra 25.000 e 40.000 euro;
    ·         1.500 euro per i nuclei familiari con modello ISEE di valore superiore a 40.000 euro.
    Insomma, sarà il valore del proprio ISEE a determinare l’effettivo importo del bonus nido riconosciuto, e a fare la differenza sulla possibilità di aver diritto all’asilo gratis o meno.-
    Si ricorda che, a differenza degli altri bonus famiglia, il riconoscimento del bonus asilo nido è strettamente legato ai mesi di iscrizione: il pagamento viene effettuato dall’INPS soltanto dopo l’invio dei documenti che attestano il pagamento della retta.
    Ovviamente quindi non tutte le famiglie avranno diritto ai 3.000 euro, 2.500 euro o 1.500 euro di bonus asilo nido, ma il totale riconosciuto sarà riparametrato in base ai mesi di frequenza.
  14. Bonus terzo figlio:
  15. Per quanto riguarda il bonus terzo figlio 2019, anche noto come assegno al nucleo familiare per le famiglie numerose, si tratta di un contributo mensile pari a 144,00 euro, riconosciuto dai Comuni e pagato dall’INPS per 13 mesi, erogato ai nuclei con almeno tre figli minori a carico.-
    Per le domande presentate nel 2019 il requisito ISEE è fissato in 8.745,26 euro, limite massimo che consente di accedere all’assegno mensile riconosciuto dal Comune.-

30 commenti:

  1. Buonasera Dott. CEnsor avevo due domande da porle, la prima mia figlia sta frequentando il nido, è il primo anno che va,compira 3 anni a gennaio volevo sapere il bonus vale fino a gennaio o fino al termine dell'anno scolastico?
    Seconda domanda tra 1 mese nascerà la mia seconda figlia il padre ha diritto au 4 giorni, di cui manderemo la lettera alla ditta con la richiesta, il giorno in più facoltativo a cui devo rinunciare io fa parte della maternità obbligatoria o di quella al 30%?
    Ringraziandola porgo cordiali saluti

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    1. 1) Il bonus Asilo Nido va da gennaio fino al 31 dicembre, quindi nel tuo caso puoi richiederlo fino a gennaio 2019.-
      2) A seguito della nascita di un figlio, a partire dal gennaio 2018, e per tutto l’anno, sarà possibile per i papà (anche adottivi o affidatari) usufruire di QUATTRO GIORNI OBBLIGATORI e di UN GIORNO FACOLTATIVO di permesso, da utilizzare entro i 5 mesi del bambino.
      Il CONGEDO OBBLIGATORIO , di quattro giorni, è fruibile anche durante il congedo di maternità della madre e in aggiunta a esso.
      Il CONGEDO FACOLTATIVO , di un giorno, è utilizzabile anche in concomitanza con l’astensione della madre a condizione, però, che la madre scelga di non fruire di altrettanti giorni di congedo di maternità, anticipando conseguentemente il rientro al lavoro.-

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  2. Grazie per la risposta, quindi se io rinuncio ad un giorno di congedo obbligatorio lo posso trasferire al padre? Per fare questo mi devo recare presso il sindacato o basta comunicarlo allo studio che fa le paghe e ci pensano loro?
    Grazie ancora per le risposte.
    Federica

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    1. Ciao Federica!
      SI!
      Se rinunci a un giorno di congedo obbligatorio puoi trasferirlo al padre, e devi semplicemente comunicarlo allo studio che fa le paghe.-

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Buonasera dottor Censori,
    Ho terminato un contratto full time in maternità anticipata.
    Dopo due mesi ho iniziato un nuovo contratto part time, rimanendo in maternità.
    Ora mi chiedo l'importo della maternità a quale contratto farà riferimento?

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    1. L'indennità di maternità continuerà a fare riferimento al contratto full time, perché il contratto part time avrà efficacia solo al tuo rientro in servizio.-
      Comunque non capisco che senso ha farsi modificare il contratto durante la maternità, quindi nel periodo di astensione dal lavoro.-

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  5. Buongiorno dott. Gianfranco, sono Claudio e le ho scritto diverse volte in passato. Ad ottobre di quest'anno io sono giunto alla pensione e ho una domanda da rivolgere. Premetto che non sono un affittuario, non sono possessore di abitazione o terreni o quant'altro, sono “ nullatenente “. Percepisco esclusivamente la pensione dall’ INPS e basta. Volevo sapere se l'anno prossimo 2019 e gli anni a venire io sono obbligato a fare il 730 oppure no. Per quanto ne sappia, mi pare che io sono obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi solo nel caso in cui durante l'anno precedente ho sostenuto spese mediche per un importo superiore a Euro 129 ( le vecchie 250.000 lire). E' così ? In attesa di sua gradita risposta cordialmente la saluto.

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    1. Ciao Claudio!
      Si è obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi solo se nel corso dello stesso anno si ha più di un CUD o più di un reddito, o se si hanno delle spese da portare in detrazione.-

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  6. Gentile Dott.Censori, Le scrivo per chiedere un suo parere in merito alla compatibilità tra il congedo per allattamento e i Voucher Baby Sitting/Asili nido da 600 euro mensili. Mia moglie dovrebbe rientrare al lavoro al termine del periodo di maternità obbligatorio e vorrebbe usufruire del congedo per allattamento (2h) lavorando 6 ore al giorno. Il bimbo andrebbe al nido e vorremmo richiedere il voucher; secondo lei è possibile, oppure il congedo per allattamento esclude tale contributo?

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    1. Il contributo Baby Sitting/Asili Nido esclude il diritto al congedo per allattamento perché è alternativo al congedo parentale, nel quale ovviamente non si possono usufruire delle 2 ore di permesso giornaliere.-
      Infatti a che titolo la madre dovrebbe prendersi 2 ore di permesso al giorno se il bambino è all'asilo o seguito da una baby sitter?

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  7. Buongiorno avvocato! Le scrivo per chiedere un suo parere. Sono una ragazza di 28 anni e sono in maternità facoltativa fino al 03/01/2019. Ho lavorato in agricoltura con contratti a tempo determinato ( 3 mesi ogni contratto per un massimo di 8 mesi lavorati all'anno) fino al 30/06/2017. Poi non sono più rientrata a lavoro perché ho avuto una gravidanza a rischio. Adesso mancano 4 giorni per finire la maternità facoltativa e ho scoperto di essere nuovamente incinta di 5 settimane (si sospetta sempre gravidanza a rischio). Ora la mia domanda è,se va tutto bene con questa gravidanza ho ancora diritto alla maternità? O finita la facoltativa devo rientrare a lavoro ? Grazie,le auguro buon anno!

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    1. Finita la facoltativa devi rientrare al lavoro ed avviare eventualmente la pratica per la maternità a rischio.-

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  8. Salve Dott. Gianfranco, sono Claudio. Da poco ricevo la pensione. Io mi chiedevo come si fa a sapere a quanto ammonta il lordo. Non è come ricevere la busta paga dove sono elencate tutte le voci, dove è presente l'importo lordo, le trattenute ed infine il….netto. Per le pensioni , si vede solamente il netto accreditato il primo di ogni mese. Mi chiedevo perciò come faccio a saper il lordo? la domanda è di pertinenza quando si parla di perequazione delle pensioni nel 2019.
    Attendo suo gradita risposta, cordialmente la saluto e le auguro un felice anno 2019

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    1. Ciao Claudio!
      L'importo lordo della pensione lorda si vede sul modello OBIS/M che di solito viene messo a disposizione dei pensionati da parte dell'INPS verso la fine di febbraio di ogni anno.-

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  9. Buongiorno Dott. Censori, sono Claudio. Ho necessità di scrivere un’altra volta perché ho trovato una amara sorpresa quando ho visto l’accredito della pensione di Gennaio 2019.
    Premetto che io percepisco la pensione dal 1 ottobre 2018. Ebbene, da Ottobre 2018 a Dicembre 2018 l’importo lordo della pensione è stato sempre di 2245 euro/mese e le trattenute IRPEF di 400 euro/mese
    Dal 3 Gennaio 2019, inspiegabilmente il lordo è stato portato a 2270 euro/mese ( solo +25 euro) con la conseguenza che le trattenute IRPEF sono salite a 494 euro/mese (cioè +94 euro) e la pensione netta è scesa di ben 75 euro/ mese che vuol dire 900 euro all’anno.
    Ma io mi chiedo : perché mi hanno aumentato il lordo? E poi ho verificato che gli scaglioni di tassazione pensione vanno di 100 euro in 100. Mi è oscuro il fatto che io ci rimetterò un sacco di quattrini da gennaio 2019 senza sapere la ragione di questa decisione di aumento del lordo. Per 25 euro in più di lordo, non posso essere entrato in un’altra fascia di reddito, mi capisce?
    Dott. Censori, lei è in grado di darmi una spiegazione ragionevole e plausibile di questa amara sorpresa ?
    Nell’attesa , la ringrazio vivamente e porgo cordiali saluti

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  10. Buongiorno dott. Censori, sono Claudio. Le chiedo scusa, ma vorrei ricollegarmi a quanto scritto in data 3 gennaio.
    In seguito all'adeguamento, alla rivalutazione del 1,1% avuto sullo stipendio di Gennaio 2019, rimane comunque un problema.
    La domanda è:
    Perchè a fronte di un aumento lordo di soli 24 euro
    (lordo Gen 2019 di 2269 euro meno lordo Nov. 2018 di 2245 euro = 24 euro)

    l'IRPEF è aumentata in modo così esagerato?
    Da 400 euro a Nov. 2018 a 494 euro a gen. 2019 = 94 euro in più, mi sembra una follia!

    Io dovrei pagare sull'eccedenza di quello che ho sforato, ma l'eccedenza è di soli 24 euro, e per soli 24 euro sono per caso finito in un altro scaglione? Mi sembra impossibile.

    E vengo all'altra domanda.
    Quello che mi può venire in mente in tali circostanze è :
    potrebbe essere che l'INPS mi ha conguagliato l'IRPEF che avrei pagato meno nei 3 mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre 2018?

    Dott. Censori, le chiedo perdono se la importuno così tanto, ma mi è venuta un pensiero fisso da cui vorrei uscirne con una risposta soddisfacente. Ecco perché mi rivogo a lei. Ringraziandola ancora una volta le auguro una serena giornata

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    1. Ciao Claudio!
      Il discorso dello scaglione di reddito puoi scartarlo subito, quindi la motivazione dell'aumento dell'IRPEF è dovuto a un'altra ragione, presumibilmente a un conguaglio delle addizionali regionale e comunale del 2018 che di solito viene effettuato nei mesi di gennaio e febbraio.-

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  11. Buonasera dott. Censori,
    Intanto La ringrazio in anticipo per il servizio che offre a tutti noi.
    Sto per accingermi a firmare un contratto full-time di qualche mese con un'azienda municipalizzata. Ho 2 bambini piccoli(di cui uno sotto i 3 anni di età) e spesso mi trovo in difficoltà a gestire la vita familiare. Ho dei mesi di facoltativa che non ho mai sfruttato e pensavo di usarli come facoltativa oraria. Possono licenziarmi nel periodo di prova qualora decidessi di usufruirne fin dall'inizio? Giada

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    1. Ciao Giada!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo SI!
      Nel periodo di prova puoi essere licenziata con una qualsiasi motivazione, e sicuramente non indicherebbero che il mancato superamento del periodo di prova è dovuto alla richiesta di maternità facoltativa.-

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  12. Buonasera dott. Censori, sono Claudio. Ogni tanto vengo alla ribalta. Anzitutto vorrei ringraziarla per il servizio molto utile e prezioso che offre a tutti coloro che la seguono Questa volta si tratta di mia moglie. E' venuto fuori che la società per la quale lavora da 38 anni non le ha versato i contributi relativi al periodo della sua maternità. Parliamo di circa 6 mesi mi pare e relativi all'anno 1984. Ciò è emerso quando lei è andata al Patronato per verificare la sua posizione. La ditta le ha chiesto di produrre le buste paga di 30 anni fa! Ovviamente lei non le ha più. Quindi lei ha scritto all'ufficio del personale per far presente la cosa. La domanda è: può una ditta pagare i contributi di un lavoratore 30 anni dopo? oppure tocca al lavoratore versarsi i contributi volontari per il periodo "oscuro" e quindi, come si dice, oltre al danno anche la beffa? La ringrazio e attendo sua cortese risposta

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    1. Ciao Claudio!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Le buste paga andrebbero conservate tutte fino al pensionamento proprio per evitare problemi come quelli di tua moglie, infatti l'INPS senza buste paga, CUD o ricevute di versamento contributi non effettua alcuna verifica.-
      Comunque in questo caso tua moglie può ritenersi fortunata perché l'errore è avvenuto presso l'azienda in cui lavora ancora, e che pertanto è ancora attiva, e che dovrà quindi necessariamente sanare in qualche modo la situazione.-

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  13. Gent.mo dott.Censori , grazie di nuovo per la sua pazienza e disponibilità

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  14. Buonasera dott. Censori,
    Grazie innanzitutto per tutte le informazioni che ci fornisce. L'azienda per cui lavoro a tempo indeterminato alla notizia della mia gravidanza mi ha messo subito in maternità per rischio lavorativo all'incirca 10 giorni prima dell'inizio del 3 mese (facendomi usufruire di ferie e permessi).L'azienda mi ha inoltre riferito che devo fare domanda all'INPS per la maternità presso un CAF.Purtroppo ho scoperto da oggi che ho perso il bambino. Volevo sapere in questo caso l'iter da seguire. Io sapevo che dopo un aborto dopo il 180.giorno si ha diritto alla maternità, è vera questa cosa? Grazie mille. Federica

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    1. Ciao Federica!
      L'interruzione di gravidanza, spontanea o terapeutica, che si verifichi entro il 180 giorno dall`inizio della gestazione è qualificata come aborto dall'art. 12 del D.P.R. n. 1026/1976.
      Mentre l`interruzione di gravidanza verificatasi oltre il suddetto termine è considerata a tutti gli effetti parto (prematuro) e, pertanto, comporta il diritto al congedo di maternità post partum ed al relativo trattamento economico - indennitario.-
      Lo stesso evento verificatosi in epoca anteriore (aborto) è equiparato ad una semplice malattia, cosicchè la lavoratrice ha diritto all`indennità di malattia per il periodo strettamente necessario al ripristino della capacità lavorativa (cfr. circolari INPS n. 134382 A.G.O. /17 del 26 gennaio 1982, parte I, nota 7; n. 396 S.L./139 del 21 giugno 1982, parte II, par. 14).-

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  15. Buonasera dott. Censori,
    Ho una domanda da porLe riguardo il congedo parentale ad ore. Nel 2017 per poter stare più vicino alle mie figlie piccole (per entrambe non ho usufruito della maternità facoltativa perché disoccupata)ho usufruito per 4 mesi del congedo parentale ad ore. Prima della fine del mese mi accordavo col datore di lavoro e poi mandavo la richiesta all'inps. Consideri che per ogni mese avrò chiesto mediamente 5-6 giorni, quindi un totale di 24 giorni. Attualmente ho potenzialmente 6 mesi per una figlia al di sotto dei 4 anni e parte del congedo (6 mesi meno 24 giorni) dell'altra figlia che compirà a breve 6 anni. Considerato che nel mio ccnl non è contemplato il numero di ore a giornata, quindi di base si prendono 8 ore, e volendo fare per esempio 20 ore settimanali, ciò vuol dire che io potrei fare un part-time a 20 ore spalmato su un anno? O altra ipotesi se avessi bisogno di 3 pomeriggi liberi a settimana (quindi corrispondenti in un mese a circa 6 giorni) ciò vuol dire che posso usufruire del congedo orario per circa un anno e mezzo? Non so se mi sono spiegata...glielo chiedo perché si parla nel sito dell'INPS di un periodo complessivo non superiore a 10 mesi e non ho ben capito a cosa faccia riferimento. Grazie. Antonella

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    1. Ciao Antonella!
      Il congedo parentale ad ore significa che ogni mese devi comunicare all'INPS le giornate che prendi, e devi concordare con il datore di lavoro come intendi trasformarle in ore, in base all'orario di lavoro giornaliero.-
      In totale spettano 180 giorni per figlio; il discorso dei 10 mesi riguarda il periodo massimo spettante se il congedo parentale viene richiesto da entrambi i genitori.-

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    2. Grazie mi ha chiarito molti dubbi. In giro per Internet ho letto che oltre al congedo parentale ad ore esiste il congedo giornaliero, la cui richiesta necessità di una procedura diversa rispetto al congedo ad ore. In cosa consiste?

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    3. Ciao Antonella!
      Il congedo parentale a giorni significa che richiedi un periodo indicando la data di inizio e la data di fine, per esempio dal 1° febbraio al 10 febbraio.-
      Il congedo parentale a ore significa che richiedi dei giorni in un mese da distribuire poi su base oraria, per esempio puoi richiedere 10 giorni per il mese di febbraio da rapportare ad ore giornaliere.-

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