domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.

Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Grazie mille Avvocato.Ma ma secondo lei si può essere licenziati dopo essersi rifiutati per tre volte di fare lo straordinario.? E Nel caso mi facessi assistere da un Avvocato del Sindacato e andiamo in causa, le spese processulai le pago sempre io o l'Avvocato del Sindacato.Grazie ancora perla sua disponibilità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. NO!
      Non si può essere licenziati per essersi rifiutati per tre volte di fare lo straordinario se c'era una motivazione valida, ma il problema è che la motivazione dei rifiuti va dimostrata con prove concrete e con testimonianze.-
      Di solito un sindacato accetta di patrocinare una causa di lavoro solo se ritiene di avere buone probabilità di vincerla, e comunque prima di sottoscrivere una delega è bene informarsi sui rischi che si corrono.-

      Elimina
  2. Grazia ancora Avvocato, la terrò aggiornato comunque.

    RispondiElimina
  3. Buongiorno avvocato,dopo diciassette anni di servizio ho avuto un licenziamento disciplinare.il mio capo mi ha trovato con dei sacchetti con dentro pezzi di plastica codificati con scritto il codice e la quantita', credo lasciati lì da qualche collega per dimenticanza e non capisco perché ha pensato volessi impossessarsene,mi ha detto di riporli e così ho fatto. Io siccome lui era in negozio in borghese nel momento in cui me lo ha detto e stava x andare a casa al momento sono rimasta allibita dal suo comportamento ma poi l'ho chiamato mentre lui era in macchina di ritorno dal lavoro per chiedere spiegazioni.Mi sono sentita dire tutto bene stai tranquilla.Il giorno dopo sono stata chiamata su in ufficio dal direttore con il mio capo presente che mi ha imposto di spegnere il cellulare e fatto pressione psicologica per fare che dessi le dimissioni dicendomi di tutto,cose non vere.Non l'ho fatto ma dopo lettera loro e risposta mia entro cinque giorni come da prassi ho ricevuto un licenziamento disciplinare che ho immediatamente impugnato.Non ho testimoni,che posso farle???


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non capisco tecnicamente che significa che hai "immediatamente impugnato il licenziamento", perché presumo che ti sarai rivolta o a un sindacato o a un avvocato, quindi se non mi spieghi meglio quello che hai fatto purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

      Elimina
  4. Buonasera,
    volevo chiederle una informazione su come procedere per quanto accaduto: il mio datore di lavoro mi manda lettera di licenziamento, rispettando i 2 mesi di preavviso da contratto (io accetto e firmo la lettera). Giorno X sarebbe dovuto essere il mio ultimo giorno, invece il datore di lavoro mi comunica che lavorerò per altri 15gg (comunicazione solo verbale). Io pensavo di fare richiesta per Naspi, in quanto disoccupato a partire da giorno X+1,ma non posso,risulto ancora occupato. Il mio datore di lavoro mi ha detto che se trovassi lavoro devo dare dimissioni e non si tratta più di licenziamento. Come posso fare? Non ha rispettato i termini di preavviso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se nella lettera di licenziamento è indicato l'ultimo giorno di lavoro che tu hai accettato, dal giorno successivo sei libero da ogni impegno e puoi quindi presentare la domanda di NASPI, pertanto se il datore di lavoro non ha comunicato la cessazione non è un problema tuo.-
      Ovviamente se hai continuato o continuerai a lavorare dopo il termine vorrà dire che avrai accettato tacitamente la proroga.-

      Elimina
    2. Buongiorno. Io ho consegnato tutto (pc,sim ed altro) entro il mio ultimo giorno e non ho firmato altre carte in cui si parlava di questo prolungamento. E' stata solo una comunicazione verbale. Volevo sapere, ora, se io trovassi lavoro,come devo procedere? All'inps risulto ancora loro dipendente penso. Devo dare io dimissioni?

      Elimina
    3. E' scaduto il preavviso? Quando è scaduto? Una volta scaduto hai continuato a lavorare?

      Elimina
    4. E' scaduto il 30 Aprile. Non sto lavorando,ho consegnato tutto anche, non avrei il modo per lavorare pur volendo.

      Elimina
    5. In questo caso devi comunicare al tuo datore di lavoro che andrai al Centro per l'Impiego con la lettera di licenziamento per l'iscrizione nella lista dei disoccupati, e per presentare la domanda di NASPI, e che quindi se non lo ha già fatto, che dovrà provvedere in conformità.-

      Elimina
    6. Perfetto, grazie mille,è stato gentilissimo.

      Elimina
  5. Salve circa 2 settimane fa per via email ho firmato il foglio del licenziamento ma improvvisamente oggi ho scoperto che non è mai arrivato nessun foglio firmato ma a me dava che era stato inviato, io purtroppo non ho tenuto il foglio stampato....cosa devo fare adesso??? Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se si tratta effettivamente di licenziamento vale la comunicazione che hai ricevuto via mail, quindi basta che ti ristampi l'allegato anche senza firme, e puoi eventualmente consultare il Centro per l'impiego per verificare se risulta trasmessa la comunicazione.-

      Elimina
  6. Buongiorno avvocato Censori,
    Sono attualmente assunta in un'azienda artigiana metalmeccanica come impiegata segretaria in sostituzione di maternità. Nella lettera di assunzione è indicata come data di scadenza contratto il 10 Novembre 2020. Ora, non mi trovo bene e vorrei dimettermi prima della scadenza, appena troverò altro impiego. Questo cosa comporta? Vorrei capire se ho un preavviso da dover dare, lavoro li dal 15 gennaio 2020. Grazie per la risposta. ERICA

    RispondiElimina
  7. Altra cosa, è usuale che i datori di lavoro facciano causa per richiedere i danni al lavoratore se soi licenza senza giusta causa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Erica!
      Tu hai sottoscritto un contratto con scadenza 10 novembre 2020, un impegno quindi fino alla suddetta data, che non prevede un preavviso per dimissioni perché non prevede una rescissione anticipata, questo significa che in caso di dimissioni il datore di lavoro può richiederti anche un risarcimento danni per il mancato rispetto del contratto.-

      Elimina
  8. Il risarcimento danni solitamente in cosa consiste? Potrebbero per esempio poter pretendere tutte le mancate mensilità di stipendio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Erica!
      Come risarcimento danni potrebbero trattenersi tutti i soldi che ti sono dovuti per stipendi non ancora corrisposti, quote 13/ma e TFR maturato.-

      Elimina
  9. Ma nn quelle che mancano alla scadenza del contratto che nn farò se mi dimetto, corretto? O possono anche avanzare richieste di danni in tal senso in maniera che mi troverei io debitrice. Le faccio un esempio se mi dimetto nel mese attuale, il titolare potrebbe richiedermi i mesi restanti che nn farò?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Erica!
      NO!
      Al massimo possono trattenersi tutto quello che hai maturato e non riscosso, come risarcimento danni, ma non di più.-

      Elimina
  10. Grazie, lei è gentilissimo

    RispondiElimina
  11. Buonasera avv.Censori
    Da luglio 2017lavoro in un azienda tessile per il primo anno a tempo determinato poi passaggio diretto a tempo indeterminato fino ad oggi.
    Premetto che con il titolare ho sempre avuto buoni rapporti fino ad ottobre 2019, sono cominciate ad arrivarmi lettere per danneggiamento di beni aziendali, divieto di fumo con la seconda lettera e con la terza 2 ore di multa. A inizio dell'anno mi faccio male in ditta e resto a casa fino al 6 maggio rientro con cambio mansione e a fine mese mi arriva un altra lettera.
    Ho contattato sindacati per farmi tutelare e mi ha detto che ormai i rapporti si sono rotti, è vorrebbero che mi licenziare i di mia spontanea volontà. Ora le chiedo cosa è meglio fare? Se dicessi di Si quante mensilità di buona uscita potrei chiedere?se dicessi di no e continueranno a tartassati come potrei tutelarli?
    Grazie della rispodta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Premetto che loro non possono licenziare perché bloccate fino al 17 agosto

      Elimina
    2. Ti puoi licenziare di tua volontà solo se hai in vista un nuovo lavoro altrimenti non ha senso, perché se vieni licenziato avrai diritto alla NASPI che con 3 anni di lavoro può durare fino a un anno e mezzo, mentre se presenti le dimissioni non avrai diritto a niente.-
      Ti consiglio comunque di rivolgerti a un sindacato "serio" di cui ti fidi per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  12. Premetto che il sindacato mi ha detto che sono disposti a darmi una buona uscita( ma non mi ha detto in termini economici di quanto sia) secondo lei quante mensilità potrei chiedere? Per non arrivare ad agosto e farmi licenziare da loro? Perché se così fosse impegnerò il licenziamento e partirà una causa che so quando inizia ma non so quando finirà? Grazie ancora

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La risposta penso che indirettamente te l'avevo già data nel senso che se vieni licenziato, anche per giusta causa, avrai diritto alla NASPI per 18 mesi quindi dovresti chiedere almeno 12 mensilità aggiuntive.-

      Elimina
  13. Buonasera
    Lavoro da più di 12 anni ed ero un dipendente molto attivo. Ma
    la ditta ha detto che era in crisi e che non c'era lavoro per me (ufficialmente sto sul 3 reparti). So che il lavoro è arivato e stanno facendo degli straordinari. mi danno 9 mesi di buona uscita, ma il motivo del licenziamento: che non sono comparso sul posto di lavoro.
    Non sono stato d'accordo.
    Cosa dovrei fare in questa situazione?
    il motivo del licenziamento è sarà registrato da qualche parte?
    a me è stato detto che non c'è lavoro e non che sono un cattivo lavoratore.
    grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non c'è lavoro possono licenziarti per giustificato motivo oggettivo, mentre se sei un cattivo lavoratore possono licenziarti per giustificato motivo soggettivo (inadempimento degli obblighi contrattuali), e la causale del licenziamento risulterà sia al Centro per l'Impiego che all'INPS.-

      Elimina
    2. hanno ingannato questo per licenziarmi rapidamente.
      manca lavoro, ma il movito : sono cativo lavoratore. fanno furbi, in questo caso divento sporco per altro lavoro.
      chi mi può consigliare di contattare ed essere in grado di proteggere i miei diritti e prendere buona uscita.

      grazie

      Elimina
    3. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  14. Gentilissimo Avvocato, sono un dipendente da oltre 20 anni di un'azienda con contratto a tempo indeterminato metalmeccanico industria volevo sapere avendo un situazione lavorativa molto difficile mi stanno mettendo in condizioni molto difficile e mi sto esaurendo. Quanti mesi continuativi posso stare in malattia e in che modo posso evitare il licenziamento ....? Grazie cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si può restare in malattia al massimo per 6 mesi consecutivi, poi non si viene più retribuiti e si è a rischio licenziamento, ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  15. Buon giorno dott, Censori, lavoro da sei mesi in Rsa, presso una cooperativa sociale A.R.l, il 30 giugno mi e scaduto il contratto, il primo luglio mi lo hanno rinnovato, solo che aveva una novità, che dice cosi: Proroga rapporto di lavoro a tempo determinato,ed acquisizione status socio Lavorativo.
    Con una quota associativa di 129 euro più la tassa di ammissione di 50 euro, io non capisco come posso diventare socio con un contratto determinato, e se non mi rinnovano il contratto, cosa faccio, io non vorrei compilare i documenti di ammissione, con quel tipo di contratto non mi interessa diventare socia, solo che il contratto già lo ho firmato. Pero dovrei consegnare altro documento compilato, che ed la domanda d d'ammissione, sono un po delusa di questa situazione, cosa mi consiglia lei. Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Patricia!
      In effetti non è una procedura corretta, ti consiglio quindi o di pretendere un contratto a tempo indeterminato o di revocare lo status di socio lavoratore, e di rivolgerti eventualmente a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
    2. Gentilissimo dott,Censori, la ringrazio molto per la sua risposta

      Elimina
    3. Ciao Patricia!
      Prego!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  16. Buonasera Egregio Avvocato,
    in azienda ci rappresenta un'unica sigla sindacale le precedenti sono state "annullate" dall'azienda.
    Questa sigla sindacale è diventata l'unica RSU che ci dovrebbe rappresentare tuttavia quest'attività non
    viene fatta anzi senza neanche informarci ormai firma qualsiasi cosa che gli propone l'azienda!
    Volevo sapere gentilmente quanto tempo puo' stare in carica una RSU, quando scade il mandato perchè scade vero Avvocato?
    Oppure si rinnova tacitamente?
    Inoltre volevo chiedere se c'e' un modo per sfiduciare eventualmente questa RSU?

    Grazie come sempre gli faccio i complimenti per il sito

    Cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un'azienda non può "annullare" le sigle sindacali, perché per legge sono i lavoratori che decidono da chi farsi rappresentare, ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  17. Buongiorno dottor Censori vorrei il suo aiuto per questo mio problema:
    Sono stato assunto a febbraio il 21/2020 a tempo indeterminato part time presso azienda sicurezza negozio scarpe finisco il mese poi inizio la prima settimana di marzo e si ferma tutto per covid come tante aziende quindi confermato cassa integrazione fino al 4 luglio tuttora sono a casa la mia azienda mi dice che non sanno ancora cosa fare perché il negozio presso cui lavoro non ha bisogno della sicurezza.
    Sono abbastanza disperato perché ancora non c è stato nessun bonifico dall inps e la mia azienda non anticipa la c.i..
    Come mi devo comportare?
    Secondo lei devo rivolgermi hai sindacati?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  18. Grazie sarà fatto volevo essere sicuro per non fare innervosire l azienda in questione.
    Grazie ancora

    RispondiElimina
  19. Buongiorno,
    Sono stata assunta con un contratto a tempo determinato della durata di 1 anno in scadenza a fine ottobre. Mi hanno tenuta il massimo che hanno potuto in cassa integrazione e prima di essa ho subito un po' di mobbing non dimostrabile in ufficio.Sarei dovuta rientrare due settimane fa ma il mio dottore mi ha dato 2 settimane di malattia,soffro di attacchi di panico dimostrabili da un ricovero di qualche anno fa a seguito di una dipendenza.ora io sto davvero molto male e mi manca l'aria solo al pensiero di rientrare. Non so fino a quando starò in malattia ma loro durante questo periodo potrebbero licenziarmi per chiusura ufficio commerciale?oiché ho saputo che vogliono chiudere la sede dove lavoravo io o sono costretti a spostarmi all'altra azienda fino a chiusura ctr?e se rientrassi mi possono comunque licenziare con indennità o senza?Grazie mille per il supporto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non capisco il tuo problema!
      Se ti licenziano per chiusura ufficio, da quello che mi scrivi ti fanno un favore, e puoi richiedere la NASPI.-
      Comunque di solito se un'azienda chiude un ufficio propone ai lavoratori di trasferirsi a un altro aperto e se i lavoratori non accettano la proposta vengono licenziati.-

      Elimina
  20. Gentile Dott.Censori
    sono unico impegato di una ditta commercio alimentare con 7 dipendenti con anzianità di oltre 20 anni, senza alcun provvedimento disciplinare e con cosiderevole numero di ferie e permessi accumulati.
    Arrivato il covid il proprietario ha deciso di sfruttare (ma non per tutti i dipendenti) interamente la CIG; durante le 18settimane ha lavorato molto proficuamente essendo attività che ha potuto sempre restare attiva.
    Trascorso il termine mi (ci) propone trasformazione contratto a part-time adducendo (ovviamente) a crisi etc.
    Non ho accettato, dato il carattere ritorsivo della proposta. Sapendo benissimo che posso comunque essere fra i licenziati, come si può dimostrare che in effetti manca il 'giustificato motivo oggettivo' visto che si tratta palesemente di speculazione nascosta dietro 'crisi covid'?
    So che il rifiuto part time non potrebbe essere oggetto di licenziamento ma puo' essere considerato come tentativo di "repechage" (e quindi danneggiarmi in caso di mensilità aggiuntive al licenziamento)? E se non pretendo troppo a quante mensilità aggiuntive potrei ambire? Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il lavoratore, nel caso in cui il licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo o per giusta causa sia dichiarato dal giudice ingiustificato, sarà risarcito con il pagamento di una indennità da 4 a 24 mensilità, determinata in modo crescente in relazione all'anzianità di servizio.-

      Elimina
  21. Buonasera Dott. Censori
    Io ho un contratto a tempo indeterminato con una cooperativa che ha un appalto con un concessionario dove io svolgo il lavoro di segretaria il mio contratto è commercio. Ora ci hanno messo in cassa e poi ferie, io sono la più anziana tra le mie colleghe... Loro si occupano principalmente di sanità come servizi per gli ospedali, cliniche e pulizie degli stessi... La mia domanda è possono propormi un ruolo ad esempio per fare le pulizie in caso il concessionario non vuole più personale? Quindi passare da un contratto commercio ad un altro con una mansione totalmente differente? Hanno molti dipendenti e io appunto ho il contratto con la cooperativa e non con il concessionario. La ringrazio in anticipo
    Saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      La cooperativa può proporti un ruolo diverso e sta eventualmente decidere se accettarlo o meno.-

      Elimina
  22. Salve avvocato ho una domanda se mi può gentilmente rispondere Ho un contrato indeterminato part time da Gennaio e a aprile sono rimasta a casa per locdaun Mi manda un email la mia azienda che sono in casa integrazione dal 2 di Marzo e io ho lavorato fino a 24 di marzo Mi dicono che per salvare il mio lavoro aspetto casa integrazione e prendo 2 messi Marzo Aprille poi mi chiamano e rientro a lavoro a 6 di Maggio lavoro fino a 7 di luglio e nessun stipendio e nessuna risposta Poi ho voluto le spiegazioni niente e sono andata a casa mia non sono più andata a lavoro mi hanno mandato una lettera agosto dove mi scrivono che devo dare una risposta perché non sono andata a lavoro Sono una mama sola e le scuole chiuse e se non prendo il mio stipendio non so come pagare una bebisiter doppo qualche giorno mi mandano la lettera di licenziamento non mi hano neanche pagato i stipendi dei mesi successivi Cosa devo fare mi spetta disucupasione o no Vi ringrazio in anticipo per una eventuale risposta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ti rivolgevi prima a un sindacato forse avresti potuto evitare il licenziamento, ma non avendo risposto alla lettera di contestazione dell'azienda è difficile contestare ora il licenziamento stesso.-
      Presumo infatti che sei stata licenziata per giusta causa, quindi per tua "grave" colpa, anche se ritenevi di essere giustificata dal mancato pagamento degli ultimi stipendi.-
      Comunque anche se sei stata licenziata per giusta causa hai diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI), ti consiglio pertanto di rivolgerti a un patronato per la domanda ed eventualmente al sindacato per il recupero di tutte le tue spettanze.-

      Elimina
  23. salve dott Censori , vorrei porle il mo problema io da circa 37 mesi sono assunto a tempo determinato suddiviso in questo modo: contratto a chiamata intermittente part time 4 ore della durata di 22 mesi sostituzione maternità, 2° contratto a seguire contratto a tempo determinato sempre part time 4 ore della durata di 15 mesi per sostituzione maternità di un altra dipendente, volevo anche sottolineare che da un contratto all altro non mi sono stati dati il tfr del primo contratto + i 40 giorni di ferie maturati non goduti , con nuovo contratto non risultavano più' e ripartito da zero. adesso mi scade il contratto e mi a detto che se volevo continuare con un contratto a tempo indeterminato dovevo accettare una misera somma di tfr e ferie circa 70 giorni non godute sia del primo contratto che del secondo , io mi sono opposto anche perché gli orari di lavoro effettivi son 8 ore, ma nell contratto erano segnati part time a 4 ore ora ho scoperto che stanno assumendo un altra persona al posto mio possono farlo visto che ho lavorato per loro circa 37 mesi, e un altra domanda se decidessi di registrare la mia conversazione col datore di lavoro posso usarlo come prova ? grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio, perché per aprire una vertenza sindacale devi concordare preventivamente con il sindacato tutti i passi da seguire.-

      Elimina
  24. Salve ho lavorato con contratto a chiamata a tempo indeterminato l'azienda non mi chiamano più al lavoro da quasi 6mesi ma nemmeno non mi licenziano dicendo che non mi possono licenziare per il divieto di licenziamenti vorrei andare su disoccupazione non cello alcun indennizzo altro lavoro non o trovato non so cosa fare cosa mi consiglia di fare? Grazie aspetto la sua risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo non c'è soluzione!
      Premesso che non bisognerebbe mai sottoscrivere un contratto a chiamata a tempo indeterminato, perché è un vincolo solo per il lavoratore, che può avere dei problemi come nel tuo caso.-
      L'unico consiglio che posso darti è quello di darti fare per cercare un nuovo lavoro, magari con un contratto a termine anche di breve durata, perché se lo trovi puoi dare le dimissioni dall'azienda attuale, lavorare per la durata del contratto ed andare in disoccupazione alla scadenza dello stesso.-

      Elimina
  25. Grazie per avermi risposto Io o chiesto a vari sindacati e ogni uno mi ha dato un altra risposta per esempio CGIL dice che la sospensione dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo riguarda i contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato e non il contratto di lavoro intermittente, sia pure a tempo indeterminato, ove la prestazione lavorativa dipende dalla "chiamata" del datore di lavoro che può non arrivare mai o soltanto qualche volta.quindi lei mi conferma che il divieto di licenziamenti vale anche per contratti a chiamata? Grazie aspetto la sua risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io credo che se disquisiamo io e te su quello che prevede la normativa non ne veniamo a capo, nel senso che se il datore di lavoro non vuole licenziarti per non avere problemi in futuro, non puoi imporglielo, quindi il fatto che volendo potrebbe anche farlo purtroppo è secondario.-

      Elimina
  26. Buongiorno avvocato Censori, avrei un quesito da gennaio 2020 sono assunta presso un'azienda del settore metalmeccanica artigianato come impiegata segretaria di 4 livello in sostituz maternità fino al 13/ 11/2020. Al momento dell'assunzione quando avevo visto lo stipendio lordo di 1300 ho subito obiettato e si è stabilito uno stipendio di 1250 netti mensili se no nn avrei accettato il lavoro. Ovviamente mi hanno mantenuto il lo livello e messo una voce a parte "stipendio concordato" che varia di mese in mese. Credo nn siano in regola, perché ogni festività viene assorbita da quella voce, così come questo mese l'ex bonus Renzi che da luglio è passato a 101 euro io ho dinuovo percepito i 1250 stabiliti. Possono farlo? E se nel caso la risposta fosse negativa, come dovrei comportarmi? Potrei eventualmente chiedere la differenza una volta finito il contratto e dopo aver preso la liquidazione? Dovrei fare vertenza e si può fare anche dopo aver chiuso il contratto?
    Sono arrabbiata per questi comportamenti e nauseata, già pagano una ml miseria e fanno anche i furbi.... attendo gentile risposta, grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Claudia!
      Quando si concorda con il datore di lavoro uno stipendio netto può esserci una fregatura, perché bisogna vedere se nel contratto è precisato che la somma aggiuntiva è assorbibile o meno, in quanto se non è precisato che non è assoribibile vuol dire che hai diritto comunque solo alla somma netta concordata.-

      Elimina
  27. Io pensavo fosse assorbibile solo per dagli aumenti futuri del ccnl, no di certo dalle festività e bonus Renzi! Ad ogni modo io la vedo come una scorrettezza assoluta, poi senza neanche dirlo! Sicuro che io nn possa avanzare richieste risarcitorie?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Claudia!
      Sono d'accordo con te che si tratta di una scorrettezza, ma quando hai accettato la voce "stipendio concordato" dovevi essere consapevole del significato del termine, e siccome hai comunque percepito uno stipendio superiore al minimo contrattuale credo difficile che tu possa avanzare richieste risarcitorie, perché dovresti dimostrare di essere stata ingannata.-

      Elimina
  28. No, perche non mi ha rifatto la lettera di assunzione è ci siamo accordati a voce. Quindi la voce stipendio concordato l' ho vista solo alla consegna della busta paga......

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Claudia!
      Ti consiglio di lasciar perdere perché purtroppo non mi pare che tu abbia delle prove a sostegno della tua tesi.-

      Elimina
  29. Salve io ho lavorato con contratto intermittente a tempo indeterminato come cameriera per 3 anni l'azienda non mi chiamano più al lavoro da 6 mesi ma nemmeno non mi licenziano se io do le dimissioni perdo la disoccupazione io ho trovato un altro lavoro di breve durata per sostituire qualcuno per 3 settimane al termine di contratto posso chiedere la disoccupazione se do le dimissioni dal contratto intermittente?grazie aspetto la sua risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Se dai le dimissioni subito o comunque prima che scada il nuovo contratto, al termine dello stesso avrai diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI).-

      Elimina
  30. Grazie mille per avermi risposto.

    RispondiElimina
  31. Egregio avvocato, ho lavorato come colf con regolare contratto da settembre 2019 con lungo orario. Nei tempi previsti dalla legge ho ricevuto avviso di licenziamento, con decorrenza dal primo marzo2020. Il motivo per cui mi hanno voluto licenziare era dovuto a loro esigenze famigliari: avere una persona di servizio a tempo pieno, con vitto e alloggio. Ho preso atto della loro decisione e ho accettato il licenziamento. Per sue esigenze il mio datore di lavoro, nonostante il rapporto di lavoro fosse gia' concluso, ha comunicato il licenziamento soltanto il 30 aprile successivo, scrivendo, inoltre, che si trattava di una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.
    Per questo motivo la mia domanda per ottenere l'indennita' di disoccupazione (Naspi) e' stata respinta, perche', testualmente,"la cessazione del rapporto di lavoro per dimissioni non da' diritto alla concessione del trattamento in oggetto".
    Il datore di lavoro si e' dichiarato disponibile a correggere on line la motivazione della cessazione del rapporto di lavoro, chiarendo che si tratta di licenziamento e non di dimissioni. Visto che la correzione on line per l'Inps non e' valida, cosa mi consiglia di fare e che cosa dovrebbe fare il mio datore di lavoro?
    Distinti saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo ai fini del diritto alla NASPI le regole le stabilisce l'INPS e quindi ora non puoi più farci nulla, ti consiglio pertanto di rassegnarti.-
      L'unico consiglio che posso darti è quello di cercarti un nuovo lavoro anche con un contratto di breve durata, alla scadenza del quale avresti diritto alla NASPI calcolata anche sul precedente rapporto di lavoro.-

      Elimina
  32. Buongiorno le ho già scritto nel mese di febbraio, vorrei un consiglio. Lavoro da 29 come dipendente di una farmacia privata (commessa 4 livello). La mia titolare ha deciso di cedere L attività ad un altro farmacista il quale all’inizio aveva deciso di non tenere il personale presente. Ora il nuovo titolare. Iole parlare con me per capire se in qualche modo io voglia rimare al lavoro con lui. Premetto che mi mancano 3 anni alla pensione. Quello che vorrei sapere è se non accetto il passaggio chi mi deve licenziare? Perché la mia collega farmacista che non rimane al lavoro viene licenziata dal vecchio titolare con la promessa di non farle cause(comportamento corretto?). Nel caso posso chiedere un indennità di buona uscita. Grazie
    Antonia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Antonia!
      Forse non ho capito bene la domanda, nel senso che la tua collega viene licenziata magari con un incentivo se si impegna a non impugnare il licenziamento, mentre tu vorresti un incentivo anche se il nuovo titolare vuole assumerti?
      Comunque se ti mancano 3 anni alla pensione ti consiglio di accettare la nuova proposta perché in caso contrario corri il rischio che rifiutandola non avresti diritto nemmeno all'indennità di disoccupazione.-

      Elimina
  33. La mia collega viene licenziata senza incentivo con accordo tacito tra di loro. Io non voglio chiedere incentivo ma essere sicura che dal licenziamento passi alla naspi. E nel caso chi mi deve licenziare se la mia attuale titolare o il farmacista che subentra. Nel caso due anni sono coperti da naspi e il terzo me lo pagherei, come mi ha spiegato il sindacato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Antonia!
      Ti deve licenziare la tua attuale titolare come la tua collega, presumibilmente con le stesse modalità.-

      Elimina
    2. Il licenziamento per cessazione attività da diritto alla naspi.?grazie

      Elimina
    3. SI!
      Il licenziamento da diritto alla NASPI a prescindere dalla motivazione, quindi anche in caso di cessazione dell'attività.-

      Elimina
    4. Oggi ho ricevuto la lettera di licenziamento devo firmarla? E restituirla mi ha anche chiesto di firmare una lettera nella quale gli garantisco di non farle causa. Che fare? Grazie

      Elimina
    5. Ciao Antonia!
      Ti consiglio di non firmare nulla, di farti spedire la lettera di licenziamento per posta e di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  34. Grazie per la risposta.

    RispondiElimina
  35. Buongiorno,io ho lavorato con contratto intermittente a tempo indeterminato albergo dove lavoravo non mi chiamano più al lavoro dall mese di marzo se do le dimissioni per causa che non mi chiamano al lavoro da 7 mesi ho diritto a disoccupazione? Perché loro mi hanno detto che non mi possono licenziare per il divieto di licenziamenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo se presenti le dimissioni non hai diritto all'indennità di disoccupazione, quindi o aspetti che finisca il blocco dei licenziamenti o presenti le dimissioni e ti cerchi un lavoro anche con un contratto di breve durata, al termine del quale avrai diritto alla NASPI recuperando anche il precedente periodo di lavoro.-

      Elimina
  36. Grazie per la risposta ma se io aspetto che finisca il blocco di licenziamenti e loro non mi licenziano perche da quanto ho capito ce qualche multa da pagare se loro mi licenziano perche il mio contratto e a tempo indeterminato quindi la mia domanda e dopo che finisce blocco licenziamenti loro devono pagare lo stesso la multa o questo discorso della multa vale soltanto per questo periodo di blocco licenziamenti grazie aspetto la sua risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo il discorso della multa varrà anche dopo il blocco dei licenziamenti a meno che non cambi la normativa nel frattempo.-

      Elimina
  37. Grazie per la risposta.

    RispondiElimina
  38. Salve le avevo scritto in 15 di settembre Salve io ho lavorato con contratto intermittente a tempo indeterminato come cameriera per 3 anni l'azienda non mi chiamano più al lavoro da 6 mesi ma nemmeno non mi licenziano se io do le dimissioni perdo la disoccupazione io ho trovato un altro lavoro di breve durata per sostituire qualcuno per 3 settimane al termine di contratto posso chiedere la disoccupazione se do le dimissioni dal contratto intermittente?grazie aspetto la sua risposta.e lei mi aveva risposto di sì ora io gli spiego o trovato questo lavoro per un mese ma e soltanto di un giorno alla settimana ed e un contratto di colf secondo lei avrei diritto lo stesso alla scadenza del contratto alla disoccupazione se do le dimissioni dal lavoro intermittente grazie infinite aspetto la sua risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Alla scadenza del contratto da colf avrai diritto all'indennità di disoccupazione, ovviamente se non si tratta di un contratto "fasullo" perché l'INPS potrebbe disporre per dei controlli.-

      Elimina
  39. Buongiorno sono un dipendente pubblico licenziato con provvedimento disciplinare in data odierna senza preavviso ma in malattia dal 6.03.2020 ed ancora in malattia fino al 5.10.2020 se continuo la.malattia devono comunque continuare a pagarmi lo stipendio ho non ho più diritto a niente,continuo con la malattia? preciso che per contratto il periodo di comporto della malattia e pari a 18 mesi.
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In caso di licenziamento immediato il rapporto di lavoro cessa ad ogni effetto di legge quindi non si ha più diritto ad alcuna indennità anche se i è ancora in malattia.-

      Elimina
  40. Buongiorno volevo chiedere dei pareri
    Sono un cuoco con contratto a tempo indeterminato da giugno mi è stato comunicato verbalmente che c'è stata una proposta d'acquisto del Immobile e attrezzature ma non della società e volevo sapere che cosa mi devo aspettare e come mi dovrei muovere.
    Vi ringrazio anticipatamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Presumo che verrai licenziato per cessazione dell'attività, ma fino a quando non ricevi una comunicazione scritta non devi fare nulla, a parte il cercarti eventualmente un altro lavoro.-

      Elimina
  41. Salve sig.Gianfranco,sono in cig in deroga a zero ore contratto part-time da 6 ore al giorno,36 a settimane e 156 al mese ,operaio 3 livello.
    Inizio cig 9 settimane dal10/03/2020 al 09/05/2020,
    Proroga di altre 5 settimane dal 11/05/2020 al 13/06/2020,le altre 4 settimane anticipate in base al decreto dal 15/06/2020 al 11/07/2020.
    Poi con il nuovo decreto in quanto avevo usufruito delle 18 settimane sono rientrato nelle successive 9+9.
    Le prime nove dal 13/07/2020 al 12/09/2020 già pagate .
    Adesso devono farmi le ultime 9 settimane aspettano che ci sono i moduli e metedo x potere inviare la domanda ,l azienda ha avuto durante il lockdown sospensione e perdita di fatturato superiore al
    20%.
    Dopo tutta la descrizione viene fuori la domanda che mi interessa.
    Il decreto agosto art.14 non dice che appena usufruisco di tutti gli ammortizzatori sociale cig posso essere licenziato?
    Il consulente del mio datore che è la moglie sostiene che prima del 31 dicembre non posso essere licenziato ,la mia cig le ultime 9 settimane che vanno dal 14/ 09/2020 al 14/11/2020 quindi secondo il decreto potrei essere licenziato da giorno 15/11/2020 e non aspettare altre 7 settimane senza ammortizzatori e con sospensione e assenze senza nessun guadagno in quel periodo.
    La consulente dice se voglio do le dimissioni cosa che non farò.
    Secondo me si confonde su gli sgravi contributivi che se mi reintegrava senza accettare le 18 settimane di cig aveva ragione lei che prima del 31 non potevo essere licenziato,almeno io interpreto così il decreto.
    Adesso a lei la risposta da vero professionista,la ringrazio in anticipo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mauro!
      Il decreto di Agosto, a differenza che nelle precedenti occasioni, dice che il divieto licenziamento è legato alla scelta del datore di lavoro di fruire dei benefici economici derivanti dal ricorso agli ammortizzatori sociali. In altre parole, se l’azienda ha chiesto la cassa integrazione con causale COVID-19 dal 12 luglio 2020 in poi, il divieto di licenziamento durerà finché esiste la possibilità di fruire della Cig.
      Cioè per 18 settimane per i periodi decorrenti dal 13 luglio al 31 dicembre 2020. Ma anche se il datore di lavoro ha optato per l’esonero contributivo in luogo della proroga della Cig. Il divieto di licenziamento si protrae sino al termine dell’intera fruizione dell’esonero stesso (cioè per quattro mesi con scadenza entro il 31 dicembre 2020).-

      Elimina
    2. Grazie S.Gianfranco,quindi al termine della cig continuativa cheil mi finisce il 14 novembre deve licenziarmi o reintegro al lovoro.

      Elimina
    3. Ciao Mauro!
      In base alla normativa in essere tu non puoi essere licenziato prima del 31 dicembre 2020.-

      Elimina
    4. A quanto pare l azienda non vuole presentare le ulteriori 9 settimane di cig con fatturato e mi vuole mette assente dal 12 settembre ultima data delle prime 9 settimane di cig,fino al 31 dicembre.
      Ma è facoltativa la cig?
      Se non vuole accettarla deve fare il reintegro a lavoro o può mettermi assente x quasi 4 mesi senza reddito e senza potere accedere alla naspi.
      Ma che aiuto è dallo stato così.
      Al momento è difficile trovare un altro lavoro x pensare a dare dimissioni.
      Grazie ancora per la pazienza.

      Elimina
    5. Ciao Mauro!
      E' inutile che facciamo supposizioni in quanto le opzioni possibili sono diverse, ti consiglio quindi di avere "pazienza" e di attendere l'evolversi della situazione.-

      Elimina
  42. Buongiorno Dott Censori, vorrei chiederle una cosa sul contratto di sostituzione maternità che ho firmato. Sono stata assunta con decorrenza il 15/01/2020Ditta artigianato Metalmeccanico in qualità di segretaria amministrativa. Sono stata assunta con scadenza il giorno 13/11/2020. Tenga presente che io voglio andare via alla scadenza, ma so che quasi sicuramente la persona che sto sostituendo non rientrerà il 13/11/2020. Ora le riporto ciò che c'è scritto sulla lettera di assunzione, vorrei da lei sapere se possono "obbligarmi " a rimanere in sostituzione della persona oppure se posso andarmene e avere diritto alla Naspi. Sulla lettera di assunzione c'è scritto "l'inizio della prestazione è il 15/01/2020con scadenza il giorno 13/11/2020,ovvero contestualmete al rientro in servizio del lavoratore sostituito,e comunque al venir meno del suo diritto alla conservazione del posto di lavoro. Ciascuna parte, pertanto, trattandosi di contratto a tempo determinato, potrà recedere dallo stesso solo ai sensi dell'art 2119c.c. Trattandosi di contratto a tempo determinato,è stabilito sin da ora che alla scadenza del termineprevisto dal contratto, il rapporto di lavoro si intenderà definitivamente risolto ad ogni effetto senza necessità di ulteriore preavviso".
    Ora dottore mi dica, se io nn intendo continuare a rimanere li e la persona che sostituisco non rientra, i datori di lavoro possono in qualche modo "obbligarmi" e quindi non avrei nemmeno il diritto alla Naspi?
    Grazie, attendo la sua gentile risposta
    Enrica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Enrica!
      Purtroppo quando si sottoscrive un contratto di sostituzione maternità ci si assume un impegno con l'azienda fino al rientro in servizio della persona in maternità, e la data di scadenza dello stesso ha valore solo in caso di rientro immediato della stessa.-
      Tu potresti comunque presentare le dimissioni a far data 13/11/2020 ma non avresti diritto alla NASPI.-

      Elimina
  43. Buongiorno Dottore e grazie per la risposta.
    Se decidessi di dare le Dimissioni a far data dal 13 novembre, devo dare il preavviso?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Erica!
      SI!
      Se tu decidessi di dare le dimissioni devi dare il preavviso previsto dal tuo CCNL di riferimento in base al tuo livello di inquadramento.-

      Elimina
  44. Buongiorno Avv.Censori Sono una donna di 57 anni sono entrata a lavorare in ditta il 15/1/2019.Ho fatto sei mesi di lavoro in ritenuta d'ACCONTO, Al termine dei sei mesi sono stata assunta a tempo indeterminato in luglio del 2019.Con la crisi covid vengo messa in cassa integrazione da fine Marzo a fine giugno.Senza essere richiamata al rientro per fine cassa integrazione mi vengono date ferie dal 1 luglio al 15 luglio.Senza essere avvisata dalla ditta di trovarmi in ferie. al termine di queste ferie vengo richiamata al rientro in ditta dove il datore mi chiede verbalmente di accettare per motivi di ristrutturazione lavorativa aziendale,per mancato fatturato la mia disponibilita' di accettare il licenziamento 16 luglio 2020 nonostante il blocco licenziamento.Naturalmente ho rifiutato.ho continuato a lavorare fino a fine Agosto.Poi appena entrato in vigore il rinnovo della cassa integrazione. Mi ha rimesso in cassa integrazione, dove sono tuttora.Io penso di impugnare il licenziamento, pensa che potrei chiedere un indennizzo? anche se non arrivo ai 2 anni di lavoro? anche perche' dove potrei trovare un altro lavoro a 57 anni?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi pare prematuro pensare ad impugnare il licenziamento prima ancora che si venga licenziati, ti consiglio quindi di attendere l'evolversi della situazione, e di rivolgerti eventualmente a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  45. Buon giorno Dottor Censori, la mia domanda è, lavoro con una cooperativa in Rsa, il 16 novembre faccio un anno, voglio dare le dimissioni, perché mi hanno chiamato per un altro posto, quanti giorni sono di preavviso, grazie mille

    RispondiElimina
  46. Comunque il contratto scade il 31/12/2020, faccio il anno con contratti sempre rinnovabili, il primo era il 16/11/19 fino al 31/12/2019 per sostituzioni turni, dopo lo stesso contratto e prorogato fino al 31/01/20, dopo lo stesso contratto e prorogato, fino al 30/06/20,con un nuovo orario de lavoro part time, dopo lo stesso contratto e prorogato fino al 31/12/20, con nuovo orario full time.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Patricia!
      Un contratto a termine non prevede un periodo di preavviso perché non contempla una rescissione anticipata, in quanto ambo le parti si sono assunti un impegno fino alla scadenza.-
      Questo significa che il periodo di preavviso devi concordarlo con il datore di lavoro perché altrimenti potrebbe richiederti un risarcimento danni per la rescissione anticipata del contratto.-

      Elimina
  47. Gentilissimo dottor Censore, la ringrazio infinitamente per le sue risposte. Grazie a lei sono riuscita a trovare un accordo.

    RispondiElimina
  48. Buongiorno Dott Censori,
    lavoro da gennaio 2020 in sostituzione maternità in un'azienda artigiana metalmeccanica come impiegata segretaria assunta al 6° livello, il contratto ha scadenza il 31/03/2021. Avendo trovato un altro impiego dovrei dare le dimissioni, mi può dire quanto preavviso dovrei dare? e' mia intenzione iniziare a gennaio 2021 nella nuova azienda e stavo pensando di dare le dimissioni nell'attuale il 15 dicembre e iniziare nella nuova il 16 gennaio 2021. Potrei farlo? in questo caso perderei qualcosa ? sarebbe un mese di preavviso. Altra domanda, devo specificare nelle dimissioni che l'ultimo giorno di lavoro è il 15 gennaio 2021?
    Attendo sua gentile risposta, grazie e saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Claudia!
      Un contratto a termine non prevede un periodo di preavviso perché ambo le parti si sono assunte un impegno fino alla scadenza, questo significa che devi concordare con il datore di lavoro un congruo periodo di preavviso se non vuoi correre il rischio che ti venga richiesto un risarcimento danni per la rescissione anticipata del contratto.-

      Elimina
    2. Bonjiorno sono stato infere a Romania. Non o puto tornare in tempo a lavoro o fato un ritardo de 5 jiore venuto da me e mia proposto di fare licenziamento de comune acordo e poi mia deto cke acke se torno a lavoro mia deto cke avrò una vita de inferno

      Elimina
    3. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  49. Posso essere riassunto dopo essermi licenziato dal Pubblico Impiego? nel 2015 con un nuovo concorso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Puoi partecipare a un nuovo concorso e se lo vinci puoi essere riassunto senza problemi.-

      Elimina
  50. Buongiorno sign Censori,
    Esiste un modo per sapere in tempo reale se un lavoratore è ancora assunto o no? Essendo che si trova in cassa integrazione? Oggi i centri per l'impiego danno info a remoto. L'estratto contributivo inps si aggiorna anche dopo 3 mesi. Sono successi casi che lavoratori hanno perso la naspi.

    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dando "quasi" per scontato che se un lavoratore è in cassa integrazione deve essere automaticamente ancora in servizio, e il tutto deve risultare in busta paga.-
      Comunque i modi per esserne certi sono solo i seguenti:
      1) Buste paga e quindi conferma da parte del datore di lavoro.-
      2) Conferma da parte della sede INPS di zona.-
      3) Conferma da parte del Centro per l'Impiego.-

      Elimina
  51. Quante letere deve inviare il datore di lavoro per licenziamento?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per il licenziamento il datore di lavoro deve inviare una sola lettera, che deve essere preceduta da altre due lettere di diffida in caso di licenziamento per giusta causa.-

      Elimina
  52. Buongiorno signor Censori,sono assunta in una cooperativa come addetta mensa con contratto indeterminato sono stata messa alle strette dai coordinatori e dai colleghi con carichi in più di lavoro ai quali io ho risposto con toni accesi stando sempre nel rispetto delle persone... la mia azzienda non mi licenzierà mai per paura di un mia impugnazione di licenziamento ho deciso così di non andare più al lavoro dato che i rapporti si sono raffreddati e non c'è più fiducia da ambo le parti, se non vado più al lavoro e non mando malattia senza presentare il licenziamento da parte mia cosa rischio di sanzioni? E se vengo poi a seguito licenziata dopo sei mesi per giusta causa ho diritto alla naspi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non ti presenti più al lavoro presumo che prima o poi verrai licenziata per giusta causa.-
      Se se viene licenziati per giusta causa si ha comunque diritto alla NASPI, ma con la penalizzazione di un mese di indennità.-

      Elimina
    2. Grazie Dottor Cesori per avermi risposto ma vorrei porle altre domande se non mi presento più al lavoro al momento del licenziamento si trattengono il mio Tfr per pagare la quota della Naspi da versare da parte dell'azienda? E non incobbo a ulteriori sanzioni o multe da parte della azienda se non mi reco più al lavoro?

      Elimina
    3. NO!
      Al momento del licenziamento devono comunque liquidarti tutte le competenze maturate, compreso il TFR, e se ti dovessero fare delle trattenute non dovute potresti comunque aprire una vertenza.-

      Elimina
  53. Grazie mille per l informazioni Dottor Censori mi è stato molto utile

    RispondiElimina
  54. Buongiorno mio figlio ha lavorato con una dita autolavaggio,aveva un contratto di 4ore però lui lavorava 12il messe di maggio l'hanno licenziamento verbale non cartaceo il datore di lavoro ha presso per un anno la casa integrazione ora abbiamo scoperto che lui sta ancora lavorando che li ha rinnovato il contratto fino al 28/02/2021 dove deve andare ?grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Elena!
      Vi consiglio di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  55. Buongiorno Dottor Censori ho problemi di lavoro le avevo già scritto in precedenza ma si sono verificati altri problemi lavoro in una cooperativa come addetta mensa a un contratto di 15 ore settimanali da quest'ultimo anno però facevo sette ore 3 di contratto e 4 di straordinario mi hanno chiesto ulteriori mansione a cui io da sola non riuscivo a stare dietro a tutto il lavoro in più si intensifica maggiormente creandosi difficoltà lavorative a cui non riuscivo a far fronte così mi hannovtrasferita dandomi solo le mie 3vore contrattuali quindi da carico di lavoro in più a demansionamento togliendomi le 4 ore di straordinario che facevo da un anno il datore di lavoro puo fare tutto questo? e io cosa potrei fare per fare valere i miei diritti se mai ho diritto a poter fare qualcosa? Posso rivolgermi ad un avvocato che mi aiuti a risolvere il problema o non ho speranze e quindi costretta a trasferirmi dove mi hanno collocata? Grazie Dottor Censori spero che mi dia qualche delucidazione su come posso muovermi e se posso ottenere qualcosa la ringrazio anticipatamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  56. Buongiorno dottor Censori ,
    Lavoro da circa un anno , assunto a tempo indeterminato presso un’azienda ccnl merci e trasporti come magazziniere 3 livello , siccome ad un mio collega che fa l’autista verranno tolte le patenti per un vecchio incidente , il datore di lavoro vorrebbe mettermi a me a fare l’autista .
    La domanda che vorrei porvi è : può cambiarmi di mansione ? Può eventualmente obbligarmi a fare la patente c ? Se io non dovessi accettare, potrebbe licenziarmi per giusta causa e perdere la naspi ?
    Viceversa potrei trovare un accordo per un licenziamento “ concordato “ ed avere diritto alla naspi , l’azienda ha meno di 15 dipendenti !
    Grazie mille .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il datore di lavoro può cambiarti di mansione con una motivazione valida, non può obbligarti a richiedere la patente C, e non può licenziarti per giusta causa.-
      Comunque in caso di licenziamento avresti comunque diritto alla NASPI anche in caso di licenziamento per giusta causa.-

      Elimina
    2. La ringrazio tantissimo per la risposta , spero che il motivo di ritiro patente del mio collega non sia considerata motivazione valida , tra l’altro non sapevo che un licenziamento per giusta causa potesse comunque dare diritto alla naspi ...
      grazie davvero

      Elimina
  57. Buongiorno Dottore, non mi sono presentato più a lavoro e mi sono arrivate già due lettere di contestazione, a cui non ho risposto. Il datore ancora non mi ha inviato lettera di licenziamento. Cosa fare? Può lasciarmi così? Grazie mille...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Gennaro!
      Presumo che presto ti arriverà la terza lettera di contestazione seguita dal licenziamento per giusta causa, ma purtroppo i tempi li decide il datore di lavoro, quindi non puoi fare altro che attendere.-

      Elimina
  58. Buongiorno avvocato,
    Dopo 32 anni da dipendente subisco vessazioni in azienda, sto male, mi metto in malattia e ci sto oer tantissimi mesi senza rientrare. Nel frattempo mi rivolgo ad hn legale per tutelare i miei diritti. Imbastisco una con lui una causa x mobbing, demansionamento e reintegro nelle mansioni. Il mio legale, forse causa pandemia in corao, dopo oltre 7 mrsi non ha pero ancora depositato atto di causa in tribunale. Intanto vengo licenziata per superamento del comporto.... Che in effetti ho superato. Cosa devo fare per non essere dissanguata da spese legali e tutelare i miei diritti?
    Grazie per i consigli emma

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando ci sono dei problemi di carattere lavorativo è consigliabile rivolgersi a un sindacato perché i sindacati di solito sono convenzionati con legali competenti in materia.-
      Nel tuo caso cambiare ora avvocato significa "imbarcarsi" in altre spese, quindi devi valutare bene se è il caso di insistere con il tuo legale o rivolgerti a un altro avvocato, magari tramite un sindacato, è però necessario che il tuo attuale legale ti consegni tutta la documentazione inerente la sua attività svolta, prima di essere liquidato.-

      Elimina
    2. Avvocato Censori Buonasera,
      Sono Emma la laviratrice oggi disoccupata dopo 32 anni di lavoro. Prima di cambiare eventualmemte avvocato Le chiedo espressamente... Depositare una causa in tribunale per demansionamento, vessazioni e richiesta reintegro nel mio ruolo aziendale ben prima della scadenza del leriodo di omporto avrebbe dato un corso diverso alla mia vicenda lavorativa e quindi, in base alla sua esperienza, il mio datore di lavoro non si sarebbe trovato, servito su un piatto d'argento, l'opportunita di licenziarmi per superamento comportò senza pegno pagare? Votrei capire se intravede che il mio legale mi abbia danneggiato o perlomeno arrexato danbo col ritardo nel depositare atto? Grazie per la riaposta, Emma

      Elimina
    3. Ciao Emma!
      E' chiaro che il tuo avvocato ti ha danneggiato trattando con "leggerezza" la tua pratica, devi quindi capire se merita ancora la tua fiducia o no; ovviamente ora devi concentrarti sul futuro senza pensare a quello che si sarebbe potuto fare prima.-

      Elimina
  59. Salve,mia figlia prende la naspi ha trovato un lavoro a chiamata 2, giorni alla settimana se lei accetta il lavoro perderà la disoccupazione? O gli verrà diminuito l'importo se si di quanto in base alle ore lavorate o ai giorni lavorati? Grazie infinite.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Con un contratto a chiamata bisogna comunicare mensilmente all'INPS le giornate lavorate e l'INPS non corrisponderà la NASPI per le stesse giornate.-

      Elimina
  60. Buongiorno,
    Sono stato licenziato per superamento del comporto ma nel Percorso Lavoratore del Centro per l'imoiego (ex libretto di lavoro) il mio ex datore di lavoro ha indicato licenziamento per giustificato motivo OGGETTIVO. Mi risulta invece che il superamento del comporto rientra fra le possibili cause di licenziamento per giustificato motivo SOGGETTIVO non oggettivo. Le chiedo quindi in quale fattispecie di licenziamento rientra esattamente il superamento del periodo di comporto? Se in quello soggettivo come ho capito io il fatto che azienda abbia indicato invece goustificato motivo oggettivo mi crea un problema se voglio impugnare il licenziamento? Devo fare correggere la causale di licenziamento? Cosa devo fare? Grazie avv.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La causale del tuo licenziamento è corretta:
      Giustificato motivo oggettivo
      Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.-
      Giustificato motivo soggettivo
      Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.-

      Elimina
  61. Sono ancora un po'confuso Avvocato. Mi hanno licenziato per superamento del periodo di malattia consentito che lei include nel licenziamento per giustificato motivo SOGGETTIVO. Poi pero sostiene che la causale del mio licenziamento è corretta cioe lic. Per giustificato motivo OGGETTIVO. BOH.... non ho capito.
    Comunque sia se nella lettera di licenziamento hanno scritto per superamento del comporto (cioè del peirodo di malattia consentito) e poi al CPI hanno dichiarato licenz.x giustificato motivo Oggettivo penso che comunque per me non cambi nulla e posso comunque impugnare il licenziamento. La lettera di licenziamento è datata da loro 18 febbraio ma io l'ho ricevuta il 20 febbraio da quale data devi calcolare i 60 gg per impugnarla? Grz Antonio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Antonio!
      In effetti puoi impugnare il licenziamento a prescindere dalla causale indicata dal datore di lavoro e ai fini del calcolo dei 60 giorni il termine decorre dalla data di invio della raccomandata.-

      Elimina
    2. Buongiorno,
      Sono Antonio, il lavoratore licenziato per giistificato motivo oggettivo. Il mio ex datore di lavoro ha indicato come data corresponsione del mio tfr (fara un bonifico) proprio il giorno in cui scadono i 60 gg entro i quali si puo impugnare il licenIamento con una lettera in via stragiudiziale. A) se il giorno orima di quella scadenza gli verrà recapitata la mia impugnazione del licenziamento ha la facoltà di bloccare la corresponsione del tfr il giorno seguente, anche solo ritardarlo, cioè la Legge glielo consente? B) premesso che so che il tfr è di mia conoetenza e la legge mi tutela ma mi chiedo... Nel caso l'ex datore di lavoro potesse appellarsi a mancanza di liquidità o qualsiasi altra scusa per ritardare il pagamento del tfr sarei poi costretto ad adire a vie legali o aspettare evolversi causa di inpugnazione cioe tempi molto lunghi per vedermi pagato il tfr, rischio questo? C) lei come mi consigkia di muovermi circa inpugbazione licenziamebto e tfr? Grazie di nuovo avvocato.

      Elimina
    3. Presumo che il TFR ti verrà corrisposto solo dopo che saranno trascorsi i 60 giorni dal licenziamento, quindi se intendi impugnarlo devi essere consapevole che potrebbe non esserti corrisposto fino all'esito della causa anche se il datore di lavoro non potrebbe farlo.-

      Elimina
    4. Comprendo..
      Il 9 marzo mi ha risposto qui sopra che il termine dei 60gg per impugnare il licenziamento decorre dalla dsta di INVIO della raccomandata... Cosa intende? I 60gg si calcolano dalla data in cui il lavoratore RICEVE al suo domicilio/residenza la raccomandata del datore di lavoro con la quale gli comunica il licenziamebto vero? Cioe se la raccomandata del mio datore di laviro mi fosse arrivata oggi 16 marzo devo spedire la lettera di impugnazione entro il 14 maggio 2021..ho capito bene? La ringrazio dottor Censori

      Elimina
    5. La normativa prevede che la decorrenza del preavviso viene individuata nel omento in cui il recesso è portato a conoscenza della controparte o nel diverso momento previsto dal contratto collettivo di riferimento.
      Questo significa che per il datore di lavoro è la data in cui invia la raccomandata mentre per il lavoratore può essere la data in cui la riceve.-
      Questo significa che non è il caso di attendere l'ultimo giorno utile per una eventuale impugnazione dello stesso.-

      Elimina
  62. Salve sig. Gianfranco, in seguito alle mie dimissioni per giusta causa tramite caf il 13 gennaio 2021, il mio datore di lavoro ha fatto la comunicazione unilav dopo un mese, la naspi mi è stata accettata.
    Il mio dubbio è:
    Ieri ho nota tato sul sito inps sulla posizione annuale da lavoratore dipendente che su quella aggiornata al 1 al 31 gennaio 2021 risulta come tipo di cessazione: Licenziamento per giusta causa; a seguito di licenziamento disciplinare; per giustificato motivo soggettivo.
    Che significa se ho fatto le dimissioni per giusta causa?
    Il datore di lavoro ha comunicato che mi ha licenziato lui per motivi disciplinari, senza preavviso è modo di poter impugnare la sua decisione.
    Mi può dare un chiarimento magari interdetto male io.
    Sono andato al CPI è li mi hanno detto che a confermato le dimissioni per giusta causa.
    Attendo sue notizie come sempre attento è professionale, grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mauro!
      Quando si presentano le dimissioni per giusta causa, la giusta causa va dimostrata, ed ovviamente il datore di lavoro può non essere d'accordo e sostenere la tesi opposta.-
      Questo significa che se ci sarà una causa o una vertenza sindacale il datore di lavoro si opporrà alle dimissioni per giusta causa e sosterrà che la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta per colpa tua.-
      Comunque ai fini del diritto della NASPI forse è meglio così perché il datore di lavoro avrebbe potuto considerale come dimissioni volontarie e la NASPI magari ti sarebbe anche stata revocata.-

      Elimina
  63. Ok grazie, ma al CPI mi hanno detto che ha confermato le dimissioni per giusta causa, solo nella posizione annuale da lavoro dipendente figura
    Cessazione 13 Gennaio 2021 Tipo Cessazione Licenziamento per giusta causa; a seguito di licenziamento disciplinare; per giustificato motivo soggettivo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mauro!
      Mi pare di averti già risposto e comunque non capisco qual'è il tuo problema!

      Elimina
  64. Buongiorno, io sono rimasto senza lavoro ho fatto richiesta naspi che mi e stata accetta per una durata di 15mesi io ora ho trovato un lavoro part time con un contratto di 6 mesi la mia domanda e perdo diritto alla disoccupazione? La disoccupazione verrà sospesa e posso riprenderla dopo la scadenza del contratto o vera persa e io perdo tutti mesi della naspi che non gli ho usufruito grazie.

    RispondiElimina
  65. A dimenticavo se al termine del contratto devo fare una nuova domanda? E come vera conteggio dei contributi in base al ultimo contratto o anche quelli residui che non gli ho usufruito grazie mille.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Con un contratto di 6 mesi la pratica di NASPI viene archiviata e alla scadenza dovrai presentare all'INPS una nuova domanda con la quale potrai recuperare anche il periodo di NASPI non utilizzata precedentemente.-
      L'unico problema è che con un contratto part-time la retribuzione sarà presumibilmente inferiore alla NASPI e quando presenterai la nuova domanda la media per il calcolo della futura indennità si abbasserà in quanto terrà conto anche dell'ultimo rapporto di lavoro.-

      Elimina
  66. Grazie mille gentilissimo.

    RispondiElimina
  67. Oscar Pettinari18 marzo 2021 17:20

    Gentilissimo Avvocato,
    Ho in essere un contratto di lavoro a tempo determinato per un anno:
    da ott-2020 a set-2021 - Impiegato 3°liv CCNL terziario commercio.

    Tuttavia dal 15/02/2021 decido da non recarmi più nel posto di lavoro con l'obiettivo di farmi licenziare, ottenere lo status di disoccupazione e quindi richiedere la NASPI.
    Lo sto facendo perché ad aprile vorrei partecipare ad un corso riqualificante.
    Ad oggi (18/03/2021) però non ricevuto comunicazione di licenziamento.

    L’azienda finora ha provveduto alle seguenti azioni:
    -17/02/2021 raccomandata lettera di contestazione disciplinare per assenza ingiustificata
    -03/03/2021 raccomandata irrogazione di sanzione disciplinare ex art. 7, L.300/70: multa pari all’importo di quattro ore
    -03/03/2021 raccomandata contestazione disciplinare per prolungata assenza ingiustificata dal lavoro: mi intimano di fornire giustificazioni entro 5giorni
    -12/03/2021 mi bonificano 200€ credo relativi alla mensilità di febbraio (ma per ora non ho ricevuto la busta paga di febbraio quindi non posso esserne certo)

    Perché ancora non mi licenziano? Devo preoccuparmi che mi possa arrivare una richiesta danni?
    Premesso che posso anche rinunciare alla mensilità di febbraio, ferie residue e TFR, cosa mi conviene fare per ottenere la NASPI che mi dovrà supportare durante la frequentazione del corso?

    -Potrei dimettermi per giusta causa visto che il pagamento dei 200€ è un corrispettivo inferiore rispetto a quello avrei dovuto percepire in febbraio avendo lavorato dal 01/02/2021 al 12/02/2021 ?
    -Trovare un nuovo lavoro e farmi licenziare per mancato superamento del periodo di prova ?
    -Se non mi dovessero licenziare, posso pretendere di essere pagato come se lavorassi ? (in busta paga figuro in SMART WORKING).
    Grazie per la sua disponibilità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Oscar!
      Si ha diritto alla NASPI solo in caso di licenziamento, quindi pretendere di essere licenziati solo per aver diritto alla NASPI e farsi poi i comodi propri non è un comportamento proprio corretto, quindi posso capire il tuo datore di lavoro che cerca di non agevolarti nei tuoi programmi.-
      D'altra parte nel rispetto di chi viene effettivamente licenziato per mancanza di lavoro o per scadenza del contratto, non intendo agevolare chi vuole semplicemente fare il "furbo".-

      Elimina
  68. Buongiorno Avvocato, mi ritrovo in una situazione incómoda..dipendente full time azienda settore metalmeccanici 5 dipendenti in totale . La mia mansione era gestione ciclo attivo e passivo escluso parti documenti relativi al bilancio gestito sino 2020 da un consulente esterno.. Ora hanno cambiato commercialista e hanno dato in esterno tt la mia attività. Mi avrebbero già licenziata se eon ci fosse il blocco sino 30/06/2021...sicuramente mi metteranno in CIG.. Domanda.. Come posso tutelarmi? Possono togliermi tt l attività? Sono ancora in ufficio ma sto impazzendo.. Grazie

    RispondiElimina
  69. Sto vivendo uno stato d ansia incredibile, pressione alta.. Davvero non soeo più io... Mi scuso per il disturbo buona giornata grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' prevedibile che con lo sblocco dei licenziamenti tu verrai licenziata, ovviamente se non potrai essere assegnata ad altra mansione.-
      Se verrai licenziata e riterrai il tuo licenziamento discriminatorio potrai rivolgerti a un sindacato per impugnarlo.-
      Comunque essere licenziati perché il proprio lavoro viene dato in appalto all'esterno non dipende da proprie mancanze, quindi puoi stare tranquilla, andare in disoccupazione (NASPI) e cercarti con comodo un altro lavoro.-

      Elimina
  70. Buon giorno avvocato vole un informazione io e.dl 3 marzo 2020 che sono in.naspi e alla 30/06/2021 sono sicuro che verrò licenziato.averei trovato di lavorare per 2 mesi , posso licenziato poi lavorare 2 mesi e poi andare in disoccupazione?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Per il diritto alla NASPI conta l'ultimo rapporto di lavoro, anche di breve durata, che deve cessare o per licenziamento o per scadenza del contratto.-

      Elimina
  71. Buonasera avvocato Gianfranco Censori avrei una domanda da porle,mio figlio ha avuto una forte discussione con il suo datore di lavoro dopo questa discussione mio figlio si e messo in malattia per una settimana oggi al suo rientro sul suo posto di lavoro il suo titolare gli ha ordinato di stare seduto su una sedia in officina senza lavorare la mia domanda è può dirgli di stare seduto senza fare niente e senza lavorare? In questi casi come ti puoi comportare? Grazie anticipatamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Consiglio a tuo figlio di rivolgersi a un sindacato per farsi tutelare ed assistere per il meglio, perché presumo che verrà "costretto" a presentare le dimissioni o verrà licenziato per giusta causa.-

      Elimina