domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


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Gianfranco Censori

171 commenti:

  1. Gentile dott censori ho un contratto a tempo indeterminato presso una ditta individuale di cui sono L unica dipendente. Fino al 21 febbraio ho avuto periodo di allattamento fino cioè al compimento di un anno di mio figlio. Nel frattempo la mia titolare ha deciso di aprire una società srls e chiudere la sua ditta individuale. Non sa ancora quando avverrà questa chiusura in realtà ma entro L anno 2018. Io non ancora ricevo la lettera di licenziamento che mi hanno comunicato essere datata 1 febbraio. Presumo me la vogliano far firmare per ricevuta. Ha valore una simile comunicazione oppure è necessaria la raccomandata? Entro quanto tempo deve essere chiusa la ditta individuale affinché possano licenziarmi per chiusura attività? E io cosa posso fare per tutelarmi considerando che mio figlio ha compiuto un anno il 21 febbraio e la consulente del lavoro ha detto che per il mio contratto c è bisogno di un preavviso di 20 giorni? Grazie

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    1. Era meglio se presentavi le dimissioni entro l'anno d'età del bambino, perché avresti avuto diritto alla NASPI come se tu fossi stata licenziata.-
      A questo punto è inutile formulare ipotesi perché dipende tutto dal datore di lavoro, quindi fino a quando non ricevi la lettera di licenziamento sei in servizio e non puoi fare nulla.-
      Poi una volta ricevuta la lettera di licenziamento con indicata la data di cessazione del rapporto di lavoro, che sia previsto o no il preavviso, dopo il suddetto termine potrai presentare all'INPS la domanda di NASPI.-

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  2. Gentile Dr. Censori, a seguito di fallimento dell'azienda nella quale lavoravo da 40 anni, sono stato licenziato il 20 Ottobre 2016 e riassunto il 21 Ottobre 2016 (il giorno dopo) da una nuova azienda che ha rilevato il fallimento, lavorando effettivi 10 gg sino al 31 Ottobre. Dopodichè, essendo in congedo straordinario, ho ripreso tale congedo sino ad oggi; l'azienda mi comunica (sinora solo verbalmente) che ha intenzione di inviarmi un preavviso di licenziamento, in quanto il servizio nel quale prestavo servizio è stato soppresso (peraltro vero). La mia domanda è: ho diritto alla Naspi non avendo con codesta nuova azienda i requisiti che la soddisfano? Intendo le tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, e i trenta giorni di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio della disoccupazione. O per soddisfare tali requisiti si ricorre anche al periodo relativo all'azienda fallita? Grazie se vorrà darmi una delucidazione in merito.

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    1. I requisiti delle 13 settimane e dei 30 giorni di lavoro effettivo, per il diritto alla NASPI, decorrono andando a ritroso dalla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro.-

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  3. Gentile dott.Censori,sono la signora Lia,il datore di lavoro che le aveva chiesto un consiglio. Le vogli raccontare come ho chiuso la mia vicenda.Mi avevano chiesto 4 mesi comprensivi di stipendio e tredicesima per un totale di circa 9 mila euro e 3 mila euro per l'avvocato. Ho chiuso come le avevo anticipato:ho offerto 3 mila euro e pagamento dell'avvocato. Quello che mi ha meravigliat(ma sono cose che non mi riguardano) è l'aver saputo che l'operaio alla fine riceveranno 1500euro in quanto dovrà dare 1500 all'avvocato che così ha percepito un bel gruzzolo. A me resta solo l'amaro di aver dovuto pagare un qualcosa che ho percepIto come una costrizione (non voglio usare il termine ricatto).La ringrazio per avermi ascoltato e consigliato.Buon lavori.

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    1. Ciao Lia!
      Purtroppo quando si ricorre alle vie legali chi ci guadagna sono solo gli avvocati, quindi bisognerebbe ricorrere alle vie legali solo quando non c'è alcuna possibilità di risolvere bonariamente le controversie, e quello che ci racconti sta a dimostrarlo.-

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  4. Buon giorno dottor Censori vorrei che mi desse un porere sul mio problema che le espongo:sono stato licenziato il 24/10/2017 con giusta cousa e detta del mio ex datore di lavoro la motivazione è stata perche non ho comunicato il nr.di protocollo verbalmente ad esso (nell arco dei 2 anni a tempo indeterminato e 1 con contratto a tempo determinato e poi traformato.
    impugnato licenziamento tramite sindacato mi dicono che al massimo mi spettano due mensilità al massimo tre e il resto delle mie spettanze (t.f.r. e bla bla bla...)andando per via bonaria .
    La mia domanda è:devo accettare o devo andare tramite legale davanti a un giudice? perché io vorrei essere reintagrato .
    E se cosi fosse avrei qualche possibilità !!

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  5. buon giorno di nuovo dottore chiedo venia
    ma vorrei fare una piccola correzione nella lettera scritta pocanzi dove menziono che non ho comunicato il nr di protocollo che nel periodo in cui ho lavorato per loro non mi é stato mai richiesto .
    Chiedo ancora scusa e nell attesa di una risposta di nuovo buona girnata

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    1. Ti consiglio di accettare la proposta che ti viene fatta!
      Fare causa significa infatti tempi lunghi e spese al momento non quantificabili, perché se perdi la causa potresti essere chiamato a pagare anche le spese processuali.-

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    2. la ringrazio per il consigli dottor Censori anche per la velocita di risposta

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  6. Salve dottore scusate x il disturbo ho da fare una domanda...sonno stata assunta come badante conviventi contratto Determinato dal 27.11.17 al26.03.18 con una persona non autosufficiente il 30.01.18 manca la signora,ho avuto tfr,13,vacanza +15gg.previso però la lettera di cessazione non mille dano,io per la agenzia sono assente e giusto così?devo aspetere 26.03 x ricevere la dezucupazione....vi ringrazio.tati.

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    1. Se hai ricevuto il TFR, la tredicesima + 15 giorni di preavviso vuol dire che il rapporto di lavoro è cessato, quindi devi richiedere o la lettera di licenziamento o copia della comunicazione trasmessa al centro per l'impiego, per poter presentare la domanda di disoccupazione.-

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  7. Lavoro in una ditta con contratto tipo edile, l'azienda sta licenziando personale per esubero di personale, la cassa integrazione dura ormai da diversi anni. Ora mi dicono che sono tra quelle che verrà licenziata....mentre verrà salvata, usando dicono quelli dell'azienda parametri di legge, una collega pari mio grado ma con meno anni di anzianità in azienda di me. Questa persona è una RSU, è per darle più punteggio rispetto a me l'anno promossa aiutante capa.....modificandone il profilo professionale in fase di licenziamento per esubero aziendale. Vi sembra corretto, si stanno comportandova norma di legge? Lo possono fare? Grazie della risposta. Valentina

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    1. Ciao Valentina!
      Purtroppo SI!
      Se la tua collega è stata promossa ed assegnata ad altro profilo professionale ha diritto a un più alto punteggio.-

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  8. Buongiorno dott. Censori
    Scrivo per chiedere un informazione
    Lavoro presso una coop con contratto a tempo indeterminato
    Circa 2 mesi fa ho ricevuto una lettera alla quale ho fatto rispondere ad un sindacato entro i così detti 5 giorni,sono stato contattato ieri quindi dopo circa 2 mesi per presentarmi ad un colloquio con l'azienda
    Quindi la domanda adesso è: possono licenziarmi lo stesso? Grazie mille.

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    1. Non mi pare il caso di formulare ipotesi!
      Infatti hai ricevuto una lettera di richiamo alla quale hai risposto fornendo la tua versione dei fatti, quindi non ho idea di quello che potrebbero dirti.-
      Comunque se volessero licenziarti non sarebbe necessario convocarti per un colloquio, quindi ti presenterai ed ascolterai quello che avranno da dirti.-

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  9. Buonasera sera dott.Censori sono a casa in maternità facoltativa lavoro in un negozio di parrucchiera dal 2013, la mia titolare mi chiede quando finisco la maternità di licenziarmi io perché C'è poco lavoro... Ma a me non sembra giusto lei dopo l'anno della bambina può licenziarmi tranquillamente? Anche se ho un contratto parte time a tempo indeterminato o se come dice lei C'è un calo di lavoro lo deve dimostrare? Posso impugnare il licenziamento? In tal caso a cosa potrei andare incontro? La ringrazio

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    1. Dopo l'anno d'età della bambina il datore di lavoro può licenziarti per calo di lavoro.-
      Se la motivazione non sarà valida potrai impugnare il licenziamento e richiedere un risarcimento danni pari ad alcune mensilità aggiuntive.-

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    2. Come faccio a sapere se la motivazione è valida? E in caso riesco a prendere delle mensilità aggiuntive non perdo la disoccupazione?

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    3. Le opzioni possibili sono diverse, quindi è inutile formulare ipotesi!
      Se impugni il licenziamento perché non ritieni valida la motivazione, avrai comunque diritto all'indennità di disoccupazione.-

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  10. Buonasera dott. Censori,
    lo scorso mese di febbraio sono stato licenziato nell'ambito di un licenziamento collettivo. La lettera di licenziamento che ho firmato fa riferimento all'accordo (anche economico) raggiunto al MISE dall'azienda per la quale lavoravo e le rappresentanze sindacali. Nonostante tali espliciti riferimenti, nel mio caso l'azienda si è rifiutata di riconoscermi la buonuscita prevista da tale accordo in quanto ero riuscito a trovare un nuovo lavoro. In quel momento ho dovuto firmare la lettera di licenziamento per non rischiare di perdere la nuova opportunità di lavoro. Ciò premesso, posso pretendere che l'azienda mi riconosca la buonuscita prevista dall'accordo economico firmato al MISE, visto che nella lettera che ho firmato se ne fa riferimento? Grazie per una sua cortese risposta

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    1. Purtroppo NO!
      Un incentivo di carattere economico viene offerto a un lavoratore per dargli la possibilità di cercarsi con calma un nuovo lavoro, e viene quindi escluso chi lo trova subito.-

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    2. Ma questo era un incentivo economico legato ad una procedura di licenziamento collettivo non una negoziazione individuale. La lettera di licenziamento fa riferimento alla procedura prevista x legge e all'accordo siglato al mise che prevede anche la rinuncia da parte del dipendente all' indennita' di preavviso da parte dell'azienda. Nel mio caso l'indennita' di buonuscita mi e' stata riconosciuta in parte. Dalla sua risposta devo dedurre che questo accordo firmato da azienda, sindacati, ministero dello sviluppo economico etc non sia vincolante per l'azienda?

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    3. L'accordo è vincolante, ma in questo caso tu sei un'eccezione, quindi l'azienda non è obbligata a rispettarlo.-

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  11. Buongiorno sono un dipendente privato con contratti a termine. Adesso mi trovo in malattia ma propio oggi é venuto il controllo e non mi ha trovato in casa.Volevo sapere se rischio oltre alla mancata retribuzione ,il licenziamento.Cordiali saluti

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    1. Purtroppo SI!
      Per quanto riguarda la mancata retribuzione provvederà d'ufficio l'INPS, mentre per quanto riguarda un eventuale licenziamento, è a discrezione del datore di lavoro.-
      Ovviamente se il controllo è avvento su richiesta del datore di lavoro allora il licenziamento è scontato.-

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  12. Buonasera Dott. Censori,
    cortesemente mi può chiarire come solo Lei sa fare in maniera pratica senza tutti i calcoli che si devono fare quando dura massimo la naspi alcuni dicono 18 mesi altri 2 due anni chi ha ragione?
    Grazie mille un cordiale saluto

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    1. La normativa prevede che la durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, tolti i periodi già utilizzati per altre indennità, quindi al massimo 2 anni se negli ultimi 4 anni si è lavorato sempre.-

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    2. Grazie gentilissimo come sempre un cordiale saluto

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  13. buonasera
    lavoro in una grande azienda del commercio dopo 16 anni il negozio chiude e ci trasferiscono a 300 km di distanza da casa , mutuo e figli .
    non ho accettato e dal 16 aprile non mi sono presentata
    il 26/4 mi è arrivata la lettera di contestazione disciplinare per mancata presentazione sul luogo di lavoro cui con ufficio vertenze ho riposto ma il gg 10/5 mi è arrivata la lettera di licenziamento per giusta causa datata il gg 9/05 con licenziamento datato 26/4.
    2 domande : perché giusta causa e non motivo oggettivo?
    perche il 26/4 e non il gg della data della raccomandata (9/05/2018)?
    cosi perdo parecchi giorni di naspi.
    la ringrazio anticipatamente
    Cordiali saluti

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    1. - Giusta causa perché il rifiuto al trasferimento andava comunicato per iscritto, quindi non avendolo fatto la tua era un'assenza ingiustificata.-
      - L'assenza ingiustificata prevede il licenziamento immediato, e comunque il licenziamento per giusta causa comporta un mese di penalizzazione ai fini della decorrenza della NASPI.-

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  14. Buongiorno Dott. Censori,
    sono stato licenziato il 17/05/2018 dalla mia azienda senza preavviso, so che mi spetta un indennità per mancato preavviso pari a 15gg lavorativi.
    Oltre all'indennità di mancato preavviso, a livello economico, l'azienda cosa deve darmi?
    Per quanto riguarda l'ultimo stipendio che devo percepire invece vorrei sapere se l'azienda deve corrispondermi un importo pari a quello dei giorni lavorati fino al 17/05 o deve corrispondermi lo stipendio relativo all'intero mese di maggio.
    Spero di essere stato chiaro.
    Grazie in anticipo
    Cordiali saluti

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    1. - Oltre al mancato preavviso l'azienda deve darti tutte le altre competenze maturate, cioè la paga di maggio + quota 13/ma + TFR + eventuale residuo ferie/permessi.-
      - Per il mese di maggio avrai pagati i 17 giorni lavorati + l'indennità di mancato preavviso pari a 15 giorni di paga.-

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    2. Grazie Mille Dott. Censori

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  15. Esimio dottore buonasera,
    sono dipendente di un’azienda privata settore commercio con contratto di apprendistato professionalizzante (36 mesi) part time 60%, iniziato il 29/7/2014. Sono sposata, a gennaio 2016 ho avuto 2 gemelli e, avendo usufruito del congedo per maternità facoltativo e obbligatorio, il contratto è stato parimenti prorogato ed è scaduto il 10 giugno scorso. Finora il datore di lavoro non mi ha comunicato nulla per cui sto continuando a lavorare normalmente però, ad oggi, al Centro per l’impiego il contratto risulta scaduto il 10/6/2018.
    Le chiedo quindi: c’è un termine entro il quale il datore di lavoro devi assumermi con nuovo contratto e comunicarmelo? Nel caso ritenesse definitivamente concluso il rapporto di lavoro posso accedere all’indennità di disoccupazione e dovrebbe liquidarmi solo il TFR? In quest’ultima ipotesi ci sarebbero delle tutele avendo i 2 bambini anzidetti?
    La ringrazio infinitamente e la saluto cordialmente.
    Sara

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    1. Ciao Sara!
      Se il tuo contratto è scaduto il 10 giugno, e non ti è stata fatta alcuna comunicazione scritta, e tu continui a lavorare, vuol dire che il tuo contratto è stato trasformato da apprendistato professionalizzante a contratto a tempo indeterminato.-

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    2. Dottore mi perdoni,
      che al centro per l'impiego il contratto di apprendistato risulti scaduto e non trasformato a tempo indeterminato mi deve far preoccupare?
      Grazie

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    3. Ciao Sara!
      Mi sembra una situazione assurda!
      Ti consiglio quindi di chiarire la questione direttamente con il tuo datore di lavoro!

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    4. Dottore buongiorno,
      il datore di lavoro mi ha prospettato un contratto a tempo determinato sempre part time 24 ore fino a dicembre 2018. Che cosa ne pensa. Così facendo mi spetterebbe il TFR per il triennale di apprendistato?
      Grazie mille.
      Sara

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    5. Ciao Sara!
      - Penso che a questo punto è la soluzione migliore!
      - SI! Il TFR ti spetterà comunque per tutto il periodo lavorato, quindi sia da apprendista che con contratto a termine.-

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  16. Salve Dottore, chissà se anche i datori d lavoro possono usufruire degli stessi diritti dei lavoratori, ergo della sua consulenza, in un mondo ideale dovrebbe essere così....
    Mi rivolgo a Lei perché ho una madre ultra novantenne, mi ero ripromessa d accompagnarla e assisterla fino alla sua fine, purtroppo io sono una malata oncologica ed a marzo 2017 il cancro è ritornato ed ora sono invalida al 100%. Come fatto già la prima volta mi sono preoccupata d sistemare mia madre prima d tutto! La prima volta ke mi sono ammalata le ho fatto avere l'accompagnamento e questa seconda volta l'assegno x l'AF, ma poiché anche mia madre nel frattempo ha cominciato a dare segni d demenza senile ho cercato tramite la cooperativa consigliata dai servizi sociali (pagando x la selezione!) una badante convivente a tempo pieno , ovviamente rumena,perché data la mia condizione non ce la facevo da sola a fare tutto.
    La Signora rumena (ho scoperto dopo aveva problemi alla schiena!) non puliva casa e non badava a mia madre, (gli episodi c sarebbero ma dovrei scrivere un memoriale!) ma la cosa peggiore è ke voleva cambiare le abitudini d mia madre, finchė siamo arrivati a mia madre in camicia da notte sulle scale del condominio,i vicini d casa ke hanno sempre voluto bene a mia madre mi hanno subito chiamato, abitando a 30 km da mia madre ho chiamato il medico il quale è andato subito da mia madre cogliendo al volo la situazione (ke avevo già capito anche io, ma siccome avevo bisogno... preferivo "abbozzare"!
    Quando sono arrivata da mia madre entrambe si facevano le proprie ragioni, ed io ho detto alla badante che dal giorno dopo se ne stesse pure a casa sua, xké io avevo bisogno d un aiuto e non d qualcuno ke mi complicasse ciò ke mi rimane da vivere!
    La badante x tutta risposta mi ha detto ke dovevo pagarle i 15 gg d preavviso, al ke ho risposto ke le sarebbe stato dato quello che la legge stabilisce.
    Questa signora ha lavorato x mia madre dal 2 gennaio al 2 febbraio ma poiché i servizi sociali ke mi seguono durante le festività fanno le vacanze lunghe, il contratto è stato firmato e registrato all'Inps il 17gennaio. Siccome credo d.essere una persona onesta ho detto a chi faceva le buste paga ke avevo intenzione d pagare regolarmente i giorni dal 2 al 16gennaio e quindi in busta paga hanno pensato bene d scrivere 26 giorni, peccato ke il contratto parta dal 17gennaio.
    La badante ha percepito x 26 gg 949euro nette in busta e x 15 gg d preavviso sempre il patronato della cooperativa mi ha conteggiato ben euro1.021,85!!!!!
    Sono andata da tre altri patronati più l'ufficio x l'impiego e tutti mi hanno detto ke gli sembrava troppo, soprattutto il TFR, ma nessuno, ripeto nessuno mi ha voluto fare il calcolo giusto! Ora venerdì 15.06.2018 mi è arrivata l'ingiunzione d pagamento da parte dell'avvocato della badante,che mi chiede 1152,15 +,le spese legali x un ammontare d 1403,35 da saldare entro 5 gg dal ricevimento della suddetta!! A questo punto non solo non vorrei darle un centesimo ma accarezzo l'idea d chiedere io i danni alla signora e persino alla cooperativa ke me l'ha mandata dopo "accurata selezione"!!
    Cosa mi consiglia? Devo regalare i soldi ad una persona così??
    Grazie se vorrà consigliarmi x il meglio!

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    1. Il problema se non paghi é che devi anche tu rivolgerti a un avvocato ed andare in causa!
      L'esito della causa nessuno può stabilirlo in partenza, ma sicuramente ci vorranno degli anni per una sentenza, quindi se sei disposta a "combattere" devi mettere in preventivo una causa lunga e devi trovarti dei testimoni a tuo favore.-
      Presumo comunque che prima di andare in causa l'avvocato della badante ti proponga una transazione, quindi a quel punto deciderai se arrivare a un accordo per togliertela definitivamente dalle scatole o viceversa se andare in causa.-

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    2. Grazie mille e x la risposta è x la celerità della stessa!!! Anche se speravo che il licenziamento "per giusta causa" prevedesse in "automatico" la non retribuzione dei 15gg d preavviso...
      A questo punto mi pare evidente una discrepanza tra il datore d lavoro ke ha solo doveri ed il lavoratore che ha solo diritti...infatti sono certa ke l'assistenza legale alla badante sia gratuita mentre io il legale me lo devo pagare...

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    3. Purtroppo è vero!
      I sindacati tutelano i lavoratori contro gli abusi dei datori di lavoro, e danno per scontato che la loro versione dei fatti sia corretta, sta quindi al datore di lavoro, a sue spese, dimostrare il contrario.-

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  17. Buona sera vorrei chiedere un'informazione, la mia azienda mi ha licenziato x giusta causa il 15 di settembre del 2015 con un'età di 55 anni un affitto da pagare e un figlio invalido 100% ora sono trascorsi 2 anni e 9 mesi circa, posso fare denuncia al tribunale senza il reintegro ma per i danni subiti in famiglia?grazie anticipatamente.

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    1. Se sei stato licenziato per giusta causa, presumo che i danni li hai creati tu in azienda e non viceversa, quindi se la giusta causa non è stata contestata a suo tempo, ti consiglio di metterti il cuore in pace e di guardare oltre.-

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  18. salve io sono stato licenziato dalla mia ditta due anni fa per mancanza di lavoro vorrei sapere da lei se mi spettano dal mio datore di lavoro oltre alla liquidazione che mi è stata data anche 12/24 mesi lavorativi grazie

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    1. Purtroppo è un po tardi per porsi il quesito!
      Infatti la normativa prevede che si hanno 6 mesi di tempo per presentare opposizione a un licenziamento ritenuto ingiustificato.-

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  19. Buonasera dott.Censori.Ho subito un licenziamento per"giusta causa" motivi economici a dicembre. 2017.Ovviamente non è così. Non vi sono motivi economici non vi è giusta causa ma è purtroppo da dimostrare. Già da dimostrare visto che i termini scadono fine luglio.L'avvocato incaricato mi riferisce che nel primo trimestre '18 non risultano esserci dipendenti assunti questa e'per me una tattica loro.Eravamo in tre a dicembre '17.Il Mio avvocato mi chiede di fornirgli delle prove che le due persone stanno lavorando sennò in udienza perdiamo la causa, non so come fare...

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    1. Prima di intentare una causa, un avvocato dovrebbe accertarsi se ci sono i presupposti per vincerla, altrimenti fa solo spendere inutilmente dei soldi al suo assistito.-
      Nel tuo caso ho qualche dubbio sulla competenza in materia di diritto del lavoro del tuo avvocato, e purtroppo non hai alternative ma puoi solo cercare di far chiudere la causa il prima possibile e quindi con minori spese possibili.-

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  20. Buongiorno dott. Censori,
    Ho letto con molto interesse i numerosi commenti e le risposte, e desidero sottoporle anche il mio caso,ringraziandola anticipatamente.
    L'azienda per cui lavoro da 5 anni con contratto a tempo indeterminato, recentemente è stata assorbita da un gruppo più grosso, ed in questa sede ha deciso di cambiare ragione sociale passando da soc. Cooperativa a s.r.l.
    A motivo del cambio della ragione sociale ha chiesto ai suoi dipendenti di licenziarsi, con una impegnativa firmata dalla azienda a riassumerci ma senza troppe specifiche circa le condizioni del niovo contratto.
    Sono obbligato a rassegnare le dimissioni? Perché non mi licenziano loro? In caso le nuove condizioni di contratto siano peggiorativoe, posso fare qualcosa per avere almeno lo stesso trattamento economico?
    Grazie

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    1. NO!
      Non sei obbligato a rassegnare le dimissioni, anzi ti consiglio proprio di non farlo, perché quello del datore di lavoro è solo un ricatto.-
      Infatti in questi casi è la vecchia azienda che deve licenziare i lavoratori per cessazione attività, e la nuova azienda subentrante deve impegnarsi ad assumere i lavoratori rispettando per tutti le condizioni già in essere-
      Vi consiglio eventualmente di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  21. Buongiorno,
    sono stata licenziata con giustificato motivo oggettivo.
    La domanda è questa : può il datore di lavoro trattenere l'ultima busta paga?
    Ad oggi non ho ancora ricevuto lo stipendio di Giugno, oltre a tutte le spettanze reòative al licenziamento.
    Non ho ancora consegnato i benefits e il materiale, ma non a acusa mia, ma bensi a causa dell'azienda. Possono trattenere il mio stipendio per questo motivo.
    Ho già impugnato il licenziamento.
    Attendo una sua risposta

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    1. Purtroppo SI!
      Nel momento in cui tu decidi di impugnare il licenziamento, è normale che il datore di lavoro tenga in sospeso le ultime competenze maturate, in attesa o di una transazione che chiuda la vertenza, o addirittura della sentenza del giudice nel caso tu decida di andare in causa.-

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    2. Posso richiedere la sola busta all'ufficio paga?

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    3. SI!
      Puoi richiedere la sola busta paga, ma è possibile che per "dispetto" non ti venga consegnata.-

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  22. Posso trattenere i benefits fino a pagamento ultima busta?

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    1. Se non mi spieghi in cosa consistono i benefits, purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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  23. Gentilissimo Dott. Censori lavoro da circa 20 anni in una spa con contratto metalmeccanico.
    L'azienda vuole rinnovarsi e sta chiedendo ad alcuni di noi e presto anche a me le dimissioni volontarie dietro remunerazione. Secondo Lei visto i miei 20 anni in azienda fino a quanto potrei chiedere di buona uscita ?
    Grazie un cordiale saluto

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    1. Presentare le dimissioni volontarie ha senso solo se si ha un altro lavoro in vista, altrimenti è meglio farsi licenziare, magari con un accordo sindacale, che ti consentirebbe di avere fino a 2 anni di indennità di disoccupazione (NASPI).-
      Questo per dirti che dovresti richiedere almeno 2 anni di paga, e avrebbe poco senso anche per l'azienda che licenziandoti potrebbe spendere molto meno.-

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  24. Buongiorno signor Censori le volevo esporre il mio problema. Lavoro da circa 10 anni in una azienda privata e adesso ho chiesto un aspettativa non retribuita per gravi motivi familiari. Da poco ho avuto una proposta di lavoro in Germania. Posso iniziare il rapporto di lavoro in Germania conservando il mio posto in Italia nel caso dovesse andare male o devo comunque dare le dimissioni per poter iniziare un altro rapporto di lavoro all'estero? Cosa rischio?

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    1. Devi comunque dare le dimissioni per poter iniziare un altro rapporto di lavoro, sia in Italia che all'estero.-

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  25. Grazie Dottor Censori per la sua risposta le volevo soltanto chiedere un'altra cosa. Nella possibilità di riuscire a firmare il contratto in Germania e iniziare a lavorare nonostante sia in aspettativa quale rischio mi comporta se il datore di lavoro viene a sapere che ho stipulato un altro contratto, ma soprattutto posso comunque firmare e iniziare a lavorare o ci sta qualche impedimento a livello degli organi di controllo e previdenza tra i due paesi. La ringrazio molto per la sua pazienza disponibilità.

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    1. Evidentemente non sono stato abbastanza chiaro!
      La normativa prevede che prima di iniziare un nuovo rapporto di lavoro bisogna chiudere quello vecchio, perché non si può essere dipendenti contemporaneamente di due aziende diverse, a meno che non si tratti di due part-time di 20 ore settimanali ciascuno.-
      Nel caso di mancato rispetto della normativa, tra l'altro, l'azienda attuale potrebbe farti causa per "truffa", vista la "falsa" motivazione della richiesta dell'aspettativa, e richiederti un risarcimento danni.-

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  26. Dott. Censori buongiorno
    Grazie del servizio offerto.
    Volevo porle alcune domande:
    1. Ho lasciato il mio lavoro per problemi con il datore di lavoro.
    2. Dopo un accesa discussione sembra che lui mi voglia licenziare
    3. Non ho nessun rapporto con il mio datore di lavoro lavoro non voglio sporgere denuncia come farò a sapere se mi hanno licenziato dato che immagino che non mi verrà nemmeno comunicato?
    4. Successivamente all'accertamento del licenziamento anche se per giustificato motivo vorrei chiedere disoccupazione posso?

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    1. Aggiungo inoltre di non aver dato dimissioni telematiche e di non volerle fare nella speranza del licenziamento e che ad oggi ho dismesso l'attività lavorativa

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    2. Presumo che verrai licenziato, ma i tempi in questi casi li decide il datore di lavoro, quindi per avere informazioni più precise o contatti l'azienda o aspetti che si decida a licenziarti magari per assenze ingiustificate, e solo dopo potrai richiedere la NASPI.-
      L'unico problema è che la domanda di NASPI va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi prima che scadano i termini dovresti verificare al Centro per l'Impiego quella che risulta.-

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  27. buongiorno avvocato a mia moglie non e' stato rinnovato il contratto di lavoro alla scadenza del precedente'perche' e' subentrata una nuova azienda nella gestione della ristorazione alberghiera,che non ha voluto prolungare il rapporto.
    La domanda e':circolando voci su un probabile fallimento dell'azienda precedente, come puo' fare mia moglie a recuperare tfr,ferie e permessi in sospeso,nonche' 2 mensilita' arretrate e mai pagate?
    Essendo il ristorante di albergo, cessione di ramo d'azienda deve l'albergo eventualmente rispondere in solido?
    grazie per una sua delucidazione
    daniele monaco

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    1. Ciao Daniele!
      Tua moglie deve o aprire una vertenza sindacale o intentare una causa al suo ex datore di lavoro per il recupero delle sue competenze maturate, e non ha titolo per rivolgersi alla nuova azienda subentrata.-
      In caso di fallimento provvederà il fondo di garanzia dell'INPS a provvedere al pagamento del TFR e delle ultime 2 mensilità arretrate, escluse ferie e permessi non recuperabili.-

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  28. grazie avvocato se l'azienda non risponde alle nostre rimostranze ,
    ci si puo' rivalere sull'hotel che avendo ceduto il ramo d'azienda
    risponderebbe in solido?
    grazie ancora
    daniele monaco

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  29. Buongiorno,
    Avevo precedentemente scritto un commento ma credo non fosse andato a buon fine.
    In questo evidenziavo il fatto che sono una dipendente indeterminato 3 livello con contratto commercio.
    Dopo una malattia legata ad una perdita affettiva non sono piu rientrata a lavoro dal 26/08.in questo momento sto male e non ne voglio sapere di colleghi lamentarsi per essere sfruttati ne delle continue esigenze da parte del datore di lavoro senza nemmeno essere retribuiti correttamente..non rientrero' piu non ho le forze.vorrei pensare solo a stare meglio fisicamente ed emotivamente.
    Volevo domandare se a livello legale solo per la mia assenza puo farmi una causa il mio datore di lavoro o l'inps?
    So che sto sbagliando io in questo momento e che paghero' con i miei soldi ma non m'importa.
    Quanti giorni per legge sono per licenziare una persona?
    Saluti e grazie

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  30. volevo aggiungere che ad oggi non ho ricevuto alcuna comunicazione ne telefonata.

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    1. Se non sei intenzionata a rientrare più in servizio, puoi presentare le dimissioni, in caso contrario l'azienda quando lo riterrà opportuno, provvederà a licenziarti per prolungate assenze ingiustificate.-

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    2. Grazie,ho provato a conttatarli per parlare del mio disagio senza risposte.
      Dopo quanti giorni di assenz possono licenziarmi?
      Possono farmi causa per questo?

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    3. Evidentemente non sono stato abbastanza chiaro!
      Se presenti le dimissioni sei tu che decidi i termini, mentre se aspetti il licenziamento è il datore di lavoro che li decide, quindi se vuole farti un dispetto può lasciare tutto in sospeso per mesi, ovviamente senza paga e senza contributi, come periodo di aspettativa non retribuita.-

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  31. Buongiorno,il mio datore di lavoro mi ha più volte incoraggiato a dare le dimissioni.Dopo 9 anni ho deciso di non presentarmi più al lavoro ma il mio capo dice che non mi licenzierà mai e che devo essere io a dare le DIMISSIONI.La mia domanda è perciò se può tenermi in questo"limbo"senza retribuzione è senza licenziarmi a oltranza. Grazie

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    1. Purtroppo SI!
      Se non sei intenzionato a rientrare più in servizio, puoi presentare le dimissioni, in caso contrario l'azienda quando lo riterrà opportuno, provvederà a licenziarti per prolungate assenze ingiustificate, e nel frattempo risulterai in aspettativa non retribuita.-

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  32. Gentilissimo Dottor Censori.
    Visto la sua cordiale risposta in merito alla mia dimissione,laddove non volessi piu rientrare a lavorare.
    Oggi mi sono recata al ufficio di collocamento e per loro risulto licenziata dalla mia attuale ditta nel 2016.io non sono mai stata licenziata da loro e, fino a luglio 2018,continuo a percepire stipendio e busta paga.i contributi fino al 6/2018.
    Ripeto,risulto assente dal 26/08 dal lavoro devo aspettarmi il loro licenziamento oppure meglio dimettermi in questa situazione.
    E non rispondono alle telefonate.
    Ho paura che mi creino ulteriori danni oltre gia quelli fisici (intervento) e morali (non hanno mai risposto in precedenza alle mie mail).
    Saluti

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    1. Se presenti le dimissioni sei tu che decidi i termini, mentre se aspetti il licenziamento è il datore di lavoro che li decide, quindi se vuole farti un dispetto può lasciare tutto in sospeso per mesi, ovviamente senza paga e senza contributi, come periodo di aspettativa non retribuita.-

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    2. La ringrazio per la sua disponibilita'.Ho presentato le mie dimissioni questa mattina.
      Perdero' i miei soldi del tfr accumulati in questi anni per la mia assenza o per il mancato preavviso?
      Saluti

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    3. Perderai il mancato preavviso, cioè tanti giorni di paga quanti erano i giorni di preavviso previsti dal tuo contratto.-

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  33. Salve dott. Censori, l’azienda dove lavoro da 5 anni, al rientro da una malattia di quasi tre mesi, mi ha comunicato che verrò trasferìto in un’altra sede, vicino a casa, ma io per motivi personali non accetto, cosa succede se non mi presento?? grazie mille

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    1. Se non ti presenti alla nuova sede di lavoro presumo che verrai licenziato per assenze ingiustificate.-

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  34. Buon giorno , avrei bisogno di un consiglio .
    Io sono una ragazza in maternità obbligatoria al nono mese di gravidanza , il bar/ ristorante per cui lavoravo ha chiuso senza nessun preavviso le saracinesche il 19/09/2018, quindi sette giorni fa. Mandando un messaggio a noi dipendenti con scritto " il bar è chiuso ho lasciato per voi dipendenti alcuni attrezzi del bar" .
    A questo punto ho provato a chiamare il proprietario dei muri del locale, e ho capito che i proprietari ( cinesi) non hanno avvisato nessuno della chiusura.
    Dopo sei giorni dalla chiusura la mia collega ha ricevuto una lettera dai titolari con scritto che l attività e stata chiusa per giustificato motivo oggettivo, e che il rapporto di lavoro si intende chiuso dal 30/09 a me non e arrivata nessuna lettera di licenziamento ancora, devo aspettare di riceverla o nel mio caso non possono licenziarmi? sono rimasti indietro al pagamento della maternita.mi sono rivolta all' Inps ma mi hanno detto di rivolgermi all' ispettorato del lavoro.
    Ora mi sono informata tramite sindacato e all' ispettorato del lavoro ma non mi sanno dire cosa posso fare.
    Mi conviene licenziarmi ? Ho diritto alla naspi ? Oppure devo rivolgermi a wualcun altro per esempio Inps per ricevere la maternità?purtroppo non mi sento tranquilla in questo ultimo mese di gestazione .
    Grazie attendo con ansia una sua risposta .

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    1. Mi pare strano che ti sei informata sia all'ispettorato del lavoro che al sindacato e non hanno saputo dirti cosa fare!
      Infatti se il datore di lavoro ha chiuso il locale tu devi essere licenziata come la tua collega, quindi devi attendere la lettera di licenziamento fino al 30 settembre.-
      Se i primi ottobre non avrai ancora ricevuto nulla, dovrai prima verificare al Centro per l'impiego se risulterà il tuo licenziamento e in caso negativo dovrai rivolgerti a un sindacato di cui ti fidi per presentare le dimissioni per giusta causa e richiedere successivamente all'INPS il pagamento diretto del periodo residuo di maternità obbligatoria e successivamente della NASPI.-

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  35. Buonasera,sono un educatore professionale livello d2, assunto a tempo indeterminato in una cooperativa sociale. Ho ricevuto la lettera di licenziamento per giustificato motivo oggettivo (questioni economiche e taglio di personale) con i regolari 45 giorni di preavviso.nel corso di questi 45 giorni il datore di lavoro può integrarmi nuovamente nell'organico "strappando" la lettera di licenziamento?Posso valutare l'offerta o sono costretto ad accettare?grazie

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    1. Un licenziamento per giustificato motivo oggettivo può essere revocato durante il periodo di preavviso, quindi il rapporto di lavoro può continuare senza interruzioni, a meno che il lavoratore non presenti le dimissioni perché magari nel frattempo ha trovato un nuovo lavoro.-

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    2. Grazie!Le condizioni/ore del contratto devono essere le stesse che c'erano prima del licenziamento,o possono essere modificate?Dunque se non con il licenziamento non posso oppormi...

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    3. Se il licenziamento viene revocato devono rimanere le stesse condizioni di prima perché è come se non ci fosse mai stato.-
      Non capisco a cosa vuoi opporti, nel senso che se il datore di lavoro annulla il licenziamento o rimani in servizio come prima o te ne vai presentando le dimissioni.-

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  36. buongiorno Dott. Censori, dopo 5 cinque giorni di assenza ingiustificata dovuta a un trasferimento che io per motivi personali non ho accettato ricevo lettera disciplinare alla quale non ho dato nessuna risposta, dopo quanti giorni verro'licenziato per giusta causa?

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    1. Per un eventuale licenziamento per giusta causa, non ci sono dei termini di legge, quindi i tempi li decide il datore di lavoro.-

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  37. GENTILE DOTT. CENSORI INNANZI TUTTO VOLEVO COMPLIMENTARMI CON LEI VEDO CHE SEGUE TUTTE LE RICHIESTE E PROVA A DARE SEMPRE UNA RISPOSTA SENZA DIRE "RIVOLGETEVI AL PATRONATO"
    VOLEVO SE POSSIBILE CHIEDERE ANCHE IO UN CONSIGLIO, HO SUPERATO IL PERIODO DI COMPORTO IL 10 SETTEMBRE (TEMPO DETERMINATO, 4 LIVELLO DEL TERZIARIO) A OGGI NON HO RICEVUTO NESSUN LICENZIAMENTO. PREMETTO CHE LA MIA MALATTIA (2 ATTACCHI ISCHEMICI E DERIVANTI) MI E CAPITATA MENTRE LAVORAVO DA CASA SENZA CHE IO AVESSI UN CONTRATTO PER LAVORARE DA CASA, (LA MIA DITTA MI HA FORNITO PC E ACCESSO INTERNET) ORA LA MIA DOMANDA NON HO CHIESTO ASPETTATIVA E NEANCHE FERIE LORO NON MI LICENZIANO E IO SONO ANCORA IN MALATTIA IN ATTESA DI UN OPERAZIONE. SE LORO NON LICENZIANO POSSONO FARMI BUSTA PAGA A IMPORTO 0? O HO DIRITTO A UN COMPENSO? POSSONO TENERMI COSI IN SOSPESO?

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Una volta superato il periodo di comporto tu sei a rischio licenziamento, ma il datore di lavoro non è obbligato a licenziarti, presumo quindi che nel tuo caso voglia venirti incontro aspettandosi un rientro in servizio in tempi accettabili, e nel frattempo continuerai a rimanere in servizio ma con busta paga a zero.-

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  38. Buonasera Avvocato
    le scrivo per chiederle un'informazione.
    Il ritardo del pagamento dello stipendio reiterato nel tempo, può essere impugnato dal lavoratore per ottenere il licenziamento per giusta causa?
    Per farle un esempio, io sono assunto come magazziniere da 3 anni presso un'azienda del settore commercio.
    Pagano lo stipendio il 15 del mese successivo, però non hanno mai mantenuto la data. Per esempio ad oggi, 14/11/2018 ho percepito il bonifico saldo di Agosto 2018 e acconto Settembre 2018 per 600 euro totali (200 Settembre 2018)
    MI stanno mettendo in difficoltà, pagano quando vogliono e mi rammentano che i clienti non pagano ecc ecc. Ora, sono entrato in questa ditta che c'erano 5 dipendenti e sono rimasto solo io.
    Evidentemente hanno in corso un bel po' di vertenze nei loro confronti.
    Ma il mio problema è un altro, vorrei richiedere il licenziamento per giusta causa ed ottenere la NASPI, sarebbe possibile secondo lei?
    Continuare a lavorare senza percepire lo stipendio è dura, ed oggi mi hanno fatto trovare sul posto di lavoro un'altra persona in prova. Ovviamente non hanno intenzione di licenziarmi, credo che vogliano portarmi all'esasperazione col mancato pagamento dello stipendio.
    Aspetto una sua risposta, se potessi impugnare la cosa allora mi muoverei in questo senso, ottenere il liecnziamento appunto per giusta causa.
    Le chiederei oltremodo la conferma del preavviso, grazie.
    Cordiali saluti
    Massimiliano

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    1. Ciao Massimiliano!
      Per poter presentare le dimissioni per giusta causa ed aver diritto alla NASPI, la giusta causa va dimostrata ed è quindi necessaria un'assistenza sindacale.-
      Infatti bisogna seguire una procedura di legge che prevede almeno una diffida sindacale al rispetto dei termini nel pagamento degli stipendi.-

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  39. ma io sono indietro di due stipendi, mi fanno sudare lo stipendio sempre con piccoli acconti sui 500 euro, pertanto si stanno accumulando ma sempre rimanendo nei due stipendi arretrati, mettendomi sempre in grosse difficoltà..... Si può lo stesso fare una diffida al rispetto dei termini di Pagamento? Lavoro nel commercio, quali sarebbero i termini ? Grazie avvocato!

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    1. Il pagamento degli stipendi deve essere effettuato entro i 15 giorni successivi al mese di lavoro, ed ovviamente si può fare una diffida al datore di lavoro se non vengono rispettati i termini.-

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  40. Grazie avvocato. Solo un altra domanda poi la lascio tranquillo. Se mi licenzio senza giusta causa e dopo un po' trovo lavoro a tempo determinato, diciamo anche breve, dopo ho comunque l indennità di disoccupazione?

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    1. SI!
      La normativa prevede che per il diritto alla NASPI è solo l'ultimo rapporto di lavoro, anche di breve durata, che deve terminare o per licenziamento o per scadenza del contratto, quindi è ininfluente il motivo di cessazione dei precedenti.-

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  41. Salve Dottore in pratica sono titolare da gennaio di una piccola pizzeria artigianale a livello familiare e l'unico dipendente che ho è un portapizze che mi serve per il servizio e una banconiera che per sbaglio è stata assunta a tempo indeterminato!
    Adesso il problema è che l'investimento fatto nella pizzeria è a rischio perchè il lavoro non è decollato e quindi ho problemi nel pagare l'operai anche se fino ad ora lo sempre pagati,ma io mio padre e mia padre non prendiamo paga!
    Qltretuto dalla banconiera che mi ha truffato facendosi assumere già in gravidanza mi deve rientrare a gennaio dopo che finirò di pagarli l'ottavo mese di maternità anticipata...ma questo è una cosa che ormai siamo alla fine!
    Chiedevo essendo una piccola ditta artigianale dimodtrando che stò affrontando un lungo periodo di crisi lavorativa....posso tramite un avvocato chiedere un licenziamento oggettivo della banconiera appunto perchè non posso pagarla?
    Poi chiedevo lei lavora a tempo indeterminato ma solo 2 ore a sera,quindi a cosa vado incontro visto la legge fornero col fatto dei Tichet a carico mio...cioè lei ha lavorato con me per circa 3 mesi quindi come anzianità con me ha poco,contano anche gli otto mesi pagati ma non lavorati al fine di calcolare una somma che l'imps può decidere anche se è un licenziamento Legittimo per evitare di chiudere?
    Quanto potrò pagare ai fini del tichet per farli ottenere la naspi considerato che lavora appunto 2 ore al giorno e 4 giorni a settimana?
    Gli faccio questa domanda perchè nella legge fornero parla appunto di TICHET a mio carico ma in base credo al periodo lavorato presso di me o sbaglio?
    Grazie!
    in attesa!
    Cordiali saluti!

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    1. Ciao Roberto!
      Maternità!
      Diritti sanciti:
      Divieto di licenziamento: dall'inizio della gestazione e fino ad un anno di vita del bambino, (salvo colpa grave della lavoratrice, cessazione dell'attività aziendale o mancato superamento del periodo di prova).-

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  42. Gentilissimo Dott. Censori,
    da circa 30 mesi lavoro per un azienda con un contratto a tempo determinato - il primo contratto di 6 mesi, poi 12, e infine 18. Mi è stata fatta una proposta di lavoro a tempo indeterminato presso un'altra azienda, che richiederebbe la mia presenza in tempi molto stretti. Mi sembra però di capire che per i contratti a tempo determinato non siano previste le dimissioni e che, nel caso volessi interrompere il rapporto di lavoro prima della scadenza del contratto (quindi circa 6 mesi), dovrei corrispondere un risarcimento al mio datore. Il fatto che il mio attuale datore mi stia tenendo a tempo determinato da un lungo periodo e che invece mi si offra un tempo indeterminato potrebbe essere giusta causa per licenziarmi, e quindi non pagare nessuna penale? Nel caso non lo fosse, mi saprebbe dire come potrei capire l'ammontare della penale stessa? So che ci si può accordare con il datore di lavoro per interrompere il rapporto senza penali ma temo che non sarebbe molto propenso, per questo vorrei almeno sapere a quanto potrebbe ammontare il rimborso che mi potrebbero chiedere.
    La ringrazio in anticipo,
    cordiali saluti.

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    1. Se è possibile ti consiglio di concordare con il tuo datore di lavoro un congruo periodo di preavviso; in caso contrario sono a rischio tutte le competenze maturate tipo ultima mensilità e TFR, che potrebbero esserti trattenute come risarcimento danni per la rescissione anticipata del contratto.-

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  43. Sallve dott. Cennsori. O ricevuto liceciamento dopo 15 mesi di lavoro per mancanca di lavoro e qvindi per non colpa mia, fato domanda per Naspi e stata respinta dicendo ce non e giusta causa pero su liceciamento e scrito ce non ho chiesto io liceciamento dopo paio di mesi ance riesame era respinto dicendo da inps ce non ho dirito per Naspi

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    Risposte
    1. Non capisco!
      In caso di licenziamento, a prescindere dalla causale, si ha comunque diritto alla NASPI, quindi se la tua domanda è stata respinta presumo che manchi un altro dei requisiti necessari che sono:
      - Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nell'ultimo anno.-
      - Almeno 13 settimane di lavoro negli ultimi 4 anni.-
      A meno che al Centro per l'Impiego non risulti come causale dimissioni volontarie.-

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  44. Buongiorno avv Censori
    Lavoro da 2 anni in una cooperativa, 6 liv , se non mi presento più al lavoro sono penalizzato ai fini naspi? Possono trattenersi il preavviso e la quota societaria che mi trattengono ogni mese ? ( dovrebbero restituirmi le quote trattenute a fine rapporto)
    Grazie
    Grazie

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    Risposte
    1. Se non ti presenti più al lavoro non risolvi nulla, perché resterai comunque in servizio fino a quando verrai licenziata per giusta causa.-
      In tal caso, quando lo decideranno, il licenziamento sarà immediato e quindi senza preavviso, e nel frattempo non avrai diritto ad alcuna retribuzione.-

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  45. Se verrò licenziata per giusta causa, non perderò il diritto alla naspi?
    Grazie

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    1. NO!
      Se verrai licenziata non perderai il diritto alla NASPI ma avrai solo la penalizzazione di un mese, nel senso che l'indennità partirà un mese dopo dalla data di presentazione della domanda all'INPS.-

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  46. Salve Dottor Censori gli scrivo brevemente il problema,in pratica da 1 anno ho aperto una piccola pizzeria con ditta individuale e nei primi 3 mesi la banconiera che avevo assunto a tempo indeterminato 2 al giorno per 4 giorni alla settimana per un Tot di 8 ore settimanali..ho pagato l'intera maternità (interdizione anticipata per gravidanza a rischio)e nonostante i problemi di avvio attività perchè si è fatta assumere già in gravidanza in pratica sono andato avanti perchè era protetta.Adesso "cosa che mi aspettavo perchè non percepivo stipendio da titolare sennon per i vizi,mi ha convocato il mio commercialista per dirmi che se voglio andare avanti ed evitare la chiusura tramite la contabilità ha constatato devo eliminare il personale perchè gli incassi sono giusto per pagare le tasse,bollette,affitto,alimenti per lavorare quel poco ecc....adesso ho messo un Avvocato con cui avrò un appuntamento la prossima settimana per vedere di fare un licenziamento oggettivo perchè la crisi si fà sentire da non poter anticipare nemmeno gli assegni familiari e lei di cui il lavoro è draticamente calato che io non prendo stipendio da circa 5 mesi per pagare le spese!
    Chiedevo se essendo un licenziamento per crisi dove il commercialista e l'avvocato nella lettera di licenziamento metteranno tutte le motivazioni che riguardano appunto gli introiti da non poter sostenere personale sennon solo il portapizze perchè è un servizio extra che bisogna mantenere e che la ragazza di cui parlo non è in grado di farlo altrimenti avrei licenziato appunto il portapizze che era più facile visto che ha un contratto a tempo determinato!
    Nel caso lo impugnasse visto che poi lei perde solo sulle 250 euro di stipendio,ma il resto cioè assegni familiari e allattamento oltre alla disoccupazione quasi và a guadagnarci...
    Domanda:se ci fosse a cosa o quale sanzione posso andare incontro se la ragazza lo impugnasse visto che in varie leggi ho letto che il licenziamento per crisi o calo di produzione è legittimo anche se la ragazza viene da una maternità come dicevo terminata ma al rientro e di conseguenza ancora tutelata..ma dimostrando il quasi fallimento "anche se non ho debiti",ma appunto certificando a chi di dovere tramite avvocato la contabilità che certifica un andamento da non potermi più permettere peronale in più...eventualmente anche se lei andrà a prendere tutto tramite inps compreso disoccupazione ecc...è possibile che debba pagare un indennità ovviamente paragonata ai 3 mesi effettivi di lavoro e 6 di maternità?? considerando poi che passato un anno di età del bambino potrei farlo tranquillamente per tale causa di crisi..cioè è giusto che io perda un investimento quando posso tentare col tempo di farmi conoscere e riscrescere come all'inizio dove si lavorava di più!
    in attesa ringrazio lei per il servizio che offre per argomenti molto delicati e variegati!

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    1. Ciao Roberto!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      La normativa prevede che il datore di lavoro non può intimare il licenziamento alla lavoratrice madre dall'inizio della gravidanza e sino al compimento di un anno di età del bambino. L’inizio della gestazione si presume avvenuto 300 giorni prima della data presunta del parto indicata nel certificato di gravidanza;
      In caso di licenziamento è necessario comunque che il datore comunichi per iscritto all'interessata i motivi e che questi non siano dovuti alla sua persona (gravidanza, puerperio ed allettamento), ma a motivi economici (crisi), tecnici e/o relativi all'organizzazione od alla produzione dell’impresa.-

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  47. Buongiorno Dottor Censori,vorrei chiederle gentilmente un consiglio.
    Sono stata assunta in una ditta meccanica come impiegata a tempo determinato dal primo luglio 2018, fino a luglio 2019. da metà dicembre, causa problemi seri di salute sono in malattia, sicuramente fino a fine febbraio ma probabilmente proseguirà.
    Ho chiamato il mio datore di lavoro per aggiornarlo sulla mia situazione clinica, chiedendogli come poter interrompere il rapporto. Ho richiesto qualsiasi tipo di licenziamento per poter richiedere la naspi, ovviamente escludendo le dimissioni. so che hanno bisogno di una persona che ricopra il mio ruolo e io nn sono proprio in condizioni di tornare, per questo mi sono preoccupata di avvisarlo in modo che cercassero una soluzione adatta ad entrambi,a parte le dimissioni, appunto.
    Mi hanno risposto che se mi licenziassero, avrebbero dei limiti per le successive assunzioni, persino tirocinanti...ma è vero?lei avrebbe una soluzione da proporre per la mia situazione?
    infine, un 'ultima domanda...il licenziamento appare da qualche parte?non so, al centro per l'impiego...insomma è rintracciabile e quindi potenziale deterrente per un futuro datore?
    grazie infinite per l'attenzione

    Cristina

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    1. Ciao Cristina!
      Ti stai ponendo un problema che non esiste!
      Infatti fino a 6 mesi consecutivi la malattia è indennizzata quindi non hai problemi ne tu ne il tuo datore di lavoro, e pertanto non sono necessarie ne le dimissioni ne il licenziamento.-
      Viceversa se la tua malattia è solo un pretesto perché non vuoi più rientrare in servizio, allora il discorso cambia nel senso che devi rispettare l'impegno che ti sei assunta sottoscrivendo il contratto.-

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  48. Salve Dottor.Consorti (scusi per l'anominato ma è una situazione abbastanza delicata e per il momento credo sia bene rimanerci).. Sono titolare di una piccola pizzeria insieme a mio padre e mia madre che da pensionati pagano l'inail per essere regolari nel darmi una mano,poi ho 2 operai di cui una banconiera addetta alla cassa....circa 1 anno e mezzo fà quando aprimmo ci siamo accorti che la cassiera rubava soldi dell'incasso giornaliero nei momenti in cui c'era confusione e più lavoro con precisione il sabato e domenica a cena lei riusciva ad approfittare del momento di confusione per sottrarre spesso anche banconote da 50...senza entrare nei particolari nel momento in cui mio padre voleva prendere delle misure..in 2 giorni si è messa in gravidanza anticipata e per circa 8-9 mesi non l'abbiamo più vista anche perchè mensilmente la pagavamo con bonifico...ora tra poco dovrebbe rientrare e noi trovandoci in una situazione di non fiducia e grande delusione siamo costretti a farla rientrare perchè è protetta fino ad 1 anno della bambina...premetto che all'epoca in cui ci siamo accorti dei furti non abbiamo denunciato in quanto per noi andando in maternità si disse tra noi che almeno per i mesi di gravidanza ce ne saremo sbarazzati,quindi la cosa è rimasta sospesa anche perchè mettendosi in gravidanza "poteva passare come scusa per un licenziamento che sarebbe stato respinto... pensando tra noi che siccome lavora solo 2 ore a sera a tempo indeterminato da operaia non sarebbe rientrata più...invece ci siamo sbagliati perchè lei per prendere gli assegni familiari adesso a breve ce la ritroviamo in servizio!
    La mia domanda specifica a parte il discorso telecamere che noi non vogliamo "forse".Se mio padre o io dovessimo ribeccarla a fare tale gesto come possiamo muoverci a livello di legge per effettuare un eventuale licenziamento....cioè è valida la nostra testimonianza visto che la pizzeria è totalmente a gestione familiare salvo un secondo operaio che facendo il portapizza a domicilio è spesso fuori e lei ruba in occasioni in cui appunto si trova o pensa di trovarsi sola....un giorno ad esempio un giorno non riuscendo a portare a termine il furto abbiamo trovato 50 euro tutte accartocciate come una pallina in un posto nascosto del cassetto pensando di prenderle appena poteva ma poi deve averci rinunciato non trovando il momento opportuno!
    Insomma come dobbiamo comportarci se la becchiamo....potrebbe essere valida la testimonianza se mio padre o madre o io la rivediamo fare tale gesto?
    Fino ad ora gli abbiamo dato tutti i suoi diritti nonostante ci sia un pò di crisi lavorativa o meglio il grande lavoro è concentrato solo sabato e domenica in cui ci rifacciamo degli incassi bassi infrasettimanali....ma se lei al rientro dovesse continuare con i suoi atti delittuosi come possiamo muoverci in caso la beccassimo ma non possiamo parlarli perchè appunto sabato e domenica è pieno di clienti e sarebbe una situazione oltre che difficile da trattare anche di brutto costume in caso mentisse davanti ad una sala piena in attesa della pizza,e visto che per privaci nessuno di noi può fare una perquisizione e nel caso chimassimo le forze dell'ordine potrebbe asserire che sono suoi oppure farli sparire....poi insomma chiamare la polizia...a parte che appena rientra la fiducia che c'era prima e l'amicizia verrà a mancare perchè mio padre in 45 anni di lavoro in proprio non si è mai trovato a gestire una situazione del genere come del resto io!
    Cosa ci consiglia di fare....premetto che il commercialista appena lo abbiamo avvisato si è limitata a stupirsi del fatto senza darci appunto qualche dritta per gestirlo!

    In attesa!
    Grazie del suo servizio e della disponibilità!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo una vostra eventuale testimonianza non avrebbe alcun valore giuridico, in quanto come datori di lavoro siete parte in causa, quindi l'unica opzione possibile è quella di istallare delle telecamere, informando preventivamente i Carabinieri dei vostri sospetti sulla dipendente.-

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  49. Salve Dottor Censori nella risposta mi citava di installare le telecamere ed i carabinieri preventivamente....ma per l'installazione basta il consenso dei carabinieri oppure devo chiedere il permesso a chi di competenza dove poi i dipendenti devono firmare un foglio...quindi l'effetto sorpresa andrebbe a sparire e rimane solo come deterrente cioè per scoraggiare!
    oppure bastano i carabinieri per l'installazione?
    in attesa!
    Grazie!
    Buona giornata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per istallare le telecamere è sufficiente il consenso dei Carabinieri perché comunicherai i tuoi sospetti e saranno loro a controllare e verificare se saranno commessi dei reati.-

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  50. Buonasera, sono stata licenziata durante la maternità obbligatoria per cessazione di attività ma il mese successivo la stessa attività è ricominciata nello stesso locale, con gli stessi arredi e l'assunzione della mia collega. Dalla visura alla camera di commercio risulta la cessione del contratto di affitto del locale alla nuova società mentre la vecchia società è attualmente inattiva. È possibile dimostrare una cessione di attività e chiedere il mio reintegro a lavoro al termine della maternità? Se si, come devo procedere? Devo impugnare il licenziamento? E come posso chiedere il pagamento del mancato preavviso e del tfr? Grazie mille per la risposta

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    1. ho dimenticato di dirle che le due società non risultano essere legate tra loro in alcun modo e che risulta il pagamento di 20 mila per la cessione di affitto

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    2. Come giudizio non specializzato si legge chiaramente che con la cessione dell'azienda e la riapertura da parte di nuovi gestori non collegati ai precedenti credo che tù sia l'unico caso che non possa pretendere più nulla,perchè il nuovo gestore può assumere chi vuole non ha comprato l'attività compreso il personale....l'unica cosa che puoi pretendere credo sia il TFR salvo che il precedente tuo datore non abbia dichiarato un fallimento...ripeto se eri in gravidanza puoi solo pretendere il TFR DALL'EX datore,se ha chiuso nell'immediato non credo ci sia un preavviso...Dtto questo te continui a prendere i tuoi diritti di gravidanza direttamente dall'imps....magari se hai abbastanza contributi del passato oltre alla gravidanza percepisci una buona disoccupazione altrimenti ti tocca ugualmente una tantum dall'imps oppure dal comune....ripeto con la cessazione dell'intera attività credo sia legittimo il licenziamento...Comunque il Dottor Censori sarà più preciso! Auguri!

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    3. Assolutamente d'accordo a non pretendere nulla se la mia società avesse chiuso e basta ma dal momento che ha percepito un importo dalla nuova che prosegue la stessa identica attività (parafarmacia) nello stesso locale e con parte degli stessi dipendenti, sorge spontaneo il dubbio che si tratti di una cessione "nascosta", la mia maternità potrebbe essere scomoda... Vorrei solo capire se c'è margine d'azione in tal senso. Attendo con ansia la risposta. Grazie mille

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    4. Purtroppo NO!
      Confermo quello che ti è già stato scritto, nel senso che hai solo diritto al TFR e alle altre eventuali spettanze maturate con il tuo ex datore di lavoro, ma non hai alcun titolo per rivolgerti alla nuova società.-

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    5. Buonasera dottore, sono qui a disturbarla ancora perché il mio ex datore di lavoro mi ha inviato la busta paga ma non ha ancora provveduto al pagamento del tfr (rapporto concluso il 27 dicembre 2018). Dopo numerosi solleciti, mi è stato proposto il pagamento di 1000 euro al mese a partire dal 10 maggio ma, considerando che si tratta di 9650 euro, ci vorrà un anno per recuperare il tutto, posso rifiutare e pretendere il pagamento totale? Inoltre, non dovrei avere anche il pagamento del mancato preavviso? Il mio era un primo livello del ccnl commercio dal 1 febbraio 2013. Grazie mille per la disponibilità.

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  51. Buon giorno dottor Censori,scusi il disturbo avrei bisogno come tutti una delucidazione su questa mia situazione .
    sono stato assunto a tempo determinato x 6 masi purtroppo un improvviso stato di depressione x motivi familiari e altro dopo circa un mese mi hanno consigliato di andare dallo spicologo
    la malattia mi viene pagata normalmente per due mesi ;il terzo mese mi richiedono uno stipendio di 1500 circa dicendomi che loro li devono avere indietro perché non mi aspettavano non avendo maturato la malattia e mi che devo rivolgermi all' INPS per il pagamento diretto.
    mi rivolgo ai sindacati e mi dicono che è così che deve essere
    eseguo la trafila (sto ancora aspettando una risposta per il pagamento).
    la mia domanda è: visto che io purtroppo non ho retribuzione e che è scaduto il contratto e io devo dare indietro 1500 c.si possono trattenere il mio tfr con le altre spettanze ho sono obbligati dalla legge che dice che deve essere messo sul mio conto corrente con un bonifico.....
    in attesa la ringrazio per la pazienza e la risposta anticipatamente .
    M.F.

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    1. Purtroppo se il datore di lavoro deve restituire dei soldi all'INPS per tuo conto, può trattenerli dalle tue spettanze maturate.-

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    2. mi sembra anche giusto,o meglio non vedo perchè debba rimetterci il commerciante sù un errore da parte istituzionale....in genere l'imps in diversi casi tipo gravidanze ecc...anche in situazioni di difficoltà oltre ad anticipare tutto durante la gravidanza e sostituirla durante l'assenza trovandosi a pagare doppio personale seppur la sostituta abbia degli sgravi và pagata per il suo lavoro.....ma l'imps non fà nessun rimborso o bonifico alla ditta che anticipa ma semplicemente scarica dai contributi di altro personale,ma mettiamo un attività piccola in tale maniera viene messa in grande difficoltà,oltre al fatto di tenerli poi il posto e al rientro pagarre cioè anticipare allattamento e assegni familiari.....LA LEGGE FORNERO è STATA FATTA PER ROVINARE LE PICCOLE ATTIVITà,E QUINDI ANDREBBE RIVISTA URGENTEMENTE ALTRIMENTI ARRIVEREMO AD UN PUNTO CHE LE DONNE NON AVRENNO MAI UN CONTRATTO FISSO E POI NON SI LAMENTINO SE ALL'INIZIO GLI VIENE INVASA LA PRIVACI COL FATTO DI CHIEDERLI SE VUOLE BIMBI IN UN FUTURO PROSSIMO....PERCHè RIPETO UNA GRANDE AZIENDA PUò SOSTENERE ALCUNE SPESE,MA I PICCOLI ARTIGIANI O NEGOZI CHE GIà METà HANNO CHIUSO PER CRISI DI LAVORO DEL PAESE...QUESTA PRASSI GLI Dà LA MAZZATA FINALE.....bisognerebbe che l'imps i suoi problemi e sussidi che decide di dare ai dipendenti in diverse situazioni di convalescenza se le paghi direttamente di tasca loro senza mettere in difficolta le piccole e medie imprese spesso poi accusate di intascarsi il contributo del dipendente perchè appunto fà da tramite.....ALLORA PER EVITARE IL TUTTO L'IMPS E CHI LI GOVERNA SI DECIDANO A PAGARLI DIRETTAMENTE TRAMITE BONIFICO...VISTO CHE HANNO FATTO IL PAGAMENTO TRACCIATO E PRESTO METTERANNO AI COMMERCIANTI LA CASSA ELETTRONICA COLLEGATA CON L'UFFICIO DELLE ENTRATE,FINANZA ECC....TUTTA BUROCRAZIA CHE POI AL SUD NON VIENE MAI RISPETTATA MENTRE AL NORD SI!

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  52. Buonasera Dott.Censori mi è stato notificato un preavviso di licenziamento per giusta causa (motivi di crisi economica della azienda) con dei giorni scadenza errati rispetto a quelli stabiliti dal CCNL. Nello specifico: 4 livello comnercio con anzianità maggiore di 10 anni dovrebbeto essere 45 giorni e sono stati notificati 30. Personalmente non mi ritengo danneggiato che fare? Ritenere corretta la scadenza notificata o rispettare la scadenza contrattuale e erogare lavoro per altri 15 giorni?
    In attesa di gentile risposta
    Cordiali saluti.

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    Risposte
    1. Salve per mia esperienza và in base o meglio non c’è un termine fisso per il preavviso. La durata, infatti, varia a seconda dei:

      contratti collettivi;
      categoria di lavoratori;
      livello di inquadramento;
      anzianità.
      Se non rispettato hai facoltà di impugnarlo e avere un indennità!
      Ma il Dottor Consorti le sarà più preciso in merito!
      Saluti!

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    2. Attendo fiducioso delutidazioni dal Dottore. Per intanto grazie mille.
      Saluti!

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    3. Va premesso che un licenziamento è per giusta causa solo se c'è una grave inadempienza del lavoratore, mentre se è per crisi aziendale il licenziamento deve essere per giustificato motivo oggettivo.-
      Nel tuo caso, se il licenziamento è per giustificato motivo oggettivo, e se a te sta bene che la durata del preavviso sia inferiore a quella contrattuale, puoi attenerti alla scadenza fissata dal datore di lavoro, in caso contrario ti consiglio di presentare opposizione al licenziamento stesso.-

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    4. Tutto chiaro grazie mille. Si mi sono espresso scorrettamrnte il mio è un licenziamento per giustificato motivo oggettivo

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  53. Buongiorno Dottor.Consorti ma una piccola azienda familiare tramite cosa dimostra la sua crisi lavorativa-economica x un eventuale licenziamento?
    Forse dimoctrando la contabilità del netto che rimane annualmente e calcolato dal commercialista? Opppure ci sono altre prassi da dimostrare!
    ED i licenziamenti per tale causa (giusta causa) hanno vincoli di indennizzo nei confronti del licenziato "a parte i suoi diritti nel ricevere l'ultima busta con Tfr e tutti gli altri accessori maturati come ferie,permessi non goduti ecc...che andranno pagati"! Ci sono delle sanzioni "a parte" nei contratti della Ccnl a tempo indeterminato indeterminato per i licenziamenti come dicevo per crisi di lavoro e mancanza di produzione ai limiti della cessione d'azienda in attesa di vendere per vedere di non perdere l'investimento fatto?
    Qual'è la certificazione appunto che il commercialista possa dimostrare la crisi lavorativa d'azienda al fine di licenziare personale in ecesso...in modo anche di poter cercare di salvare il salvabile o evitare la cessione aziendale come accennato prima?
    Grazie!

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    1. Una piccola azienda familiare può licenziare un lavoratore per crisi economica, che deve dimostrare in caso di opposizione, con la riduzione del fatturato e quindi del reddito complessivo.-
      Ovviamente il licenziamento non deve essere per giusta causa ma per giustificato motivo oggettivo.-

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  54. Salve, sono stato licenziato per giusta causa a febbraio 2018 (contratto a tempo indeterminato precedente al 2015).
    Il giudice mi ha reintegrato a febbraio 2019.

    MI SPETTA LA INDENNITA' DI MANCATO PREAVVISO IN CASO DI REINTEGRA?
    Alla luce delle 2 recenti sentenze della cassazione, la 14192 del 04/06/2018 e la 18508 del 21/09/2016 ?
    Voglio dire che molte sentenze precedenti non prevedevano questa indennità, mentre queste 2 citate SI.
    Cosa ne pensa?
    Grazie,Marco G.

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    1. io credo che questo và in base a quello che chiede il suo legale dell'ispettorato nell'istanza!
      Poi il Dottor Censori sarà più preciso!
      Comunque come parte di persona neutra....il mio parere è che rientra in un posto di lavoro dove si viene cacciati per vari motivi personali,io non riuscirei a rientrare come nulla fosse successo di conseguenza le l'avrei fatta pagare più sul piano finanziario se il licenziamento era illegittimo,cioè avrei preteso più un bel indennizzo che rientrare perchè poi i rapporti di lavoro si incrinano e si lavora malissimo...
      Poi ognuno ovviamente fà le sue scelte ma sicuramente non troverà più l'ambiente di prima....poi posso pure sbagliarmi..è una questione a volte d'orgoglio ma preferisco i danni e dimostrare che posso vivere pure con altro lavoro..ma poi ovviamente ognuno ragiona in base ai suoi principi!

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    2. Confermo e sono d'accordo con chi mi ha preceduto!

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  55. Buonasera Dott. Censori,
    Le volevo chiedere un consiglio sono in un'azienda da 21 anni presto probabilmente mi chiederanno se voglio consensualmente essere licenziato. A fronte di ciò per quale cifra/annualità potrei accettare? Grazie cordiali saluti

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    1. Tu puoi chiedere fino ad un massimo di 24 mensilità, e se te ne vengono proposte di meno accettarle o meno è una scelta tua.-

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  56. Buongiorno Dott. Censori, dopo 2 anni di lavoro con contratto a tempo indeterminato sono stata licenziata per giustificato motivo oggettivo e con pagamento dell'indennità sostitutiva di preavviso di 20 giorni in data 07/02/2019 e il 13/2 mi sono recata al patronato per l'attivazione della Naspi. La mia domanda è perché sull'ultima busta c'è scritto data cessazione 7/2 e indennità sost. preavv. dal 15/2 al 6/3? Perché l'ind. di preavviso non parte dall'8/2? Sono solo 7 giorni ma vorrei capire il motivo per cui "sono spariti". Preciso che la Naspi è partita il 7/3.
    Grazie in anticipo per la sua risposta.
    Anita

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    1. Ciao Anita!
      Purtroppo la normativa prevede che il pagamento della NASPI decorre, non dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, ma dalla data del termine del preavviso, avendo tu percepito l'indennità di mancato preavviso.-

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  57. Si ok, ma l'indennità di mancato preavviso non deve partire dal giorno successivo al licenziamento? Sulla busta paga parte dal 15 e non dall'8, ha sbagliato quello delle buste paga? Devo impugnarla?
    Grazie di nuovo!

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    1. Ciao Anita!
      Purtroppo c'è una settimana di "franchigia" tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e la decorrenza della NASPI.-

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  58. Grazie mille del chiarimento e Auguri di Buona Pasqua!

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  59. Buongiorno ...lavoro da 6 anni al MC Donald's ormai le cose non vanno per niente bene dal momento in cui non ho più regalato totalmente la mia vita a loro facendo ore gratis e altro ragion per cui mi trattano come un cane ormai ....come posso fare per farmi licenziare ? Senza creare troppo scompiglio che tanto si sa come funziona da loro ....

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    1. Se vuoi farti licenziare inizia a rifiutarti di lavorare oltre all'orario di lavoro previsto dal tuo contratto, e cerca di attenerti scrupolosamente a quelle che sono le tue mansioni, e vedrai che prima o poi ti licenzieranno.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  60. Buongiorno, sono socia dipendente di una cooperativa da più di 2 anni, 5 liv, ho deciso di licenziarmi ma avevo dato disposizione di 2 settimane di ferie, posso convertire queste 2 settimane in preavviso? Ho già trovato un atro impiego e non possono aspettare perché nel nuovo lavoro gli serve subito una persona, grazie dei suoi preziosi consigli.

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    1. Purtroppo NO!
      I giorni di ferie non possono essere convertiti in giorni di preavviso, a meno che non ci sia il consenso del datore di lavoro dato per iscritto.-

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  61. Salve. Se ti licenziano perché non ti trovano a casa nel periodo di malattia si perde anche l'indennità Naspi?

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    1. NO!
      In caso di licenziamento si ha comunque diritto alla NASPI, a prescindere quindi dalla causale, e in caso di licenziamento per giusta causa c'è solo la perdita del primo mese di indennità.-

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  62. Salve Dottor.Censori sono titolare di una piccola pizzeria artigianale,se una mia dipendente dopo essere rientrata da un periodo di gravidanza,dove manca circa 3 mesi per 1 anno in cui è protetta,se litiga sul lavoro con un suo collega creandomi danni finanziari e figure di....davanti a clienti dopo avermi minacciato di farmela pagare quando mentre andava via ho cercato di trattenerla da titolare responsabile che non centravo nulla nella loro discussione,dove poi online dopo 2 ore dove gli ho spiegato che avendo lasciato il posto di lavoro ha oltre ha minacciarmi essendo il titolare anche se continua a venire a lavoro il giorno dopo,essendo a tempo indeterminato ma un part time cioè solo sab e dom...posso farli una lettera disciplinare e una denuncia ai carabinieri con testimoni oltre ad abbandono per avermi minacciato? in fin dei conti leggevo alcuni siti e post dove il giudice per abbandono ha licenziato!
    è vero chel'abbandono subito seppur gli dia la possibilità di venire il giorno dopo per non passare io nel torto posso tentare una causa di licenziamento oltre all'insubordinazione,poi minacce e abbandono del posto di lavoro con conseguente danno di incassi dovuti al fatto che di sabato c'era molto lavoro e abbiamo mandato via clienti!
    Cioè l'abbandono del posto di lavoro per un dipendente è un reato serio ai fini di chidere un licenziamento....premetto che stavo quasi chiamando i cc,perchè non ragionava!

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    1. Un licenziamento per giusta causa va dimostrato, quindi devi prima mandare una lettera di diffida alla dipendente, presentando eventualmente anche una denuncia ai carabinieri per le minacce ricevute, e successivamente in mancanza di un riscontro positivo soddisfacente procederai per il licenziamento con effetto immediato.-

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    2. Grazie Dottor Censori del consiglio perchè proprio oggi ho fatto ciò che mi ha consigliato e l'avvocato mi ha detto le identiche sue cose,in primis è partita una lettera,la denuncia la tiene in ufficio nel caso di invenzioni fantasiose della dipendente anche se ho il resto dei dipendenti a testimoniare di loro spontanea volontà!
      Mi facevo una domanda di come reagire nel caso a fine settimana non ricevendo la raccomandata se si presenta sul lavoro facendo finta di nulla o nel caso non accettasse appunto la raccomandata....come devo comportarmi farla lavorare o spiegarli qualcosa?
      Grazie del suo aiuto che offre in questa materia....poi la terrò aggiornata per questa vicenda!
      Grazie ancora!
      Saluti!

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    3. Prima di rientrare in servizio la lavoratrice deve ritirare e rispondere per iscritto alle contestazioni che le sono state rivolte, quindi se non ritira la raccomandata o non risponde deve essere rimandata a casa con l'avviso che seguirà un'altra raccomandata con la quale le verrà comunicato il licenziamento immediato per giusta causa.-

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    4. Salve Dottor.Censori appena ricevuta la raccomandata la dipendente dopo 2 ore credo sù consiglio del sindacato o dove si è rivolta(con la lettera di minacce e abbandono lavoro con testimoni)mi ha mandato un certificato medico di 4 giorni che è diritto seppur non ci sia scritto nessuna prognosi...ovviamente a mio parere è un dispetto oppure per guadagnare tempo ecc..non sò?
      Ora mi diceva l'avvocato che noi non possiamo procedere con eventuale sanzione di licenziamento ecc..in quanto come accennato è malata,ma è vero che lei comunque deve sempre rispondere entro 5 giorni alla lettera di richiamo seppur malata?

      Grazie!

      Buona Giornata!

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    5. SI!
      La lavoratrice deve comunque rispondere entro 5 giorni, quindi al termine della malattia in caso di mancata risposta o di risposta insoddisfacente potete procedere per il licenziamento per giusta causa con effetto immediato.-

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    6. Grazie Dottor.Censori offre un servizio di consulenza veramente professionale in un ramo a molte persone che a volte resta difficile capire e come muoversi!
      Cordiali Saluti!

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    7. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  63. Buona sera,vorrei chiedere un informazione se Lei gentilmente é disposto a dare...io ho lavoro in un bar dal 15 maggio 2018, tempo determinato per 6 mesi dopo il contratto è stato trasformato in indeterminato. Il 8 di aprile 2019 ho subito un intervento e sono stata in malattia fino a ieri 12 maggio. Dovevo iniziare il lavoro, chiamo il mio titolare il giorno 9 maggio per chiedere orari o se ci sono modifiche e lui mi dice che passa da me per spiegarmi le cose.È venuto dicendomi che non riapre più il bar e che oggi 13 maggio mi porta la lettera di licenziamento. Non è più venuto e non mi ha chiamato. Cosa devo fare e come mi devo comportare? Devo menzionare che il bar è chiuso per ferie dal 21 aprile per ferie.Grazie mille in anticipo per la risposta. Buona serata

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  64. dunque da imprenditore se il locale ha chiuso dal tuo ex titolare hai diritto a percepire il Tfr con tutti i tuoi diritti maturati,cioè ferie permessi ecc...mentre se è un fallimento tutto diventa più complicato e ancor di più ha lasciato debiti nel posto di lavoro questo dovrà dirtelo il dottor.Censori perchè per il recupero dei tuoi diritti finanziari oltre ad essere dura prenderli è una pratica che passa dal tribunale dei fallimenti e a volte esistono fondi per aiutare chi subisce ingiustizie o recuparare almeno i contributi per vedere di rientrare in un beneficio di disoccupazione.....se ha chiuso all'improvviso la vedo...leggendo tale post mi ricorda la storia di un conoscente il quale facendo il passo più lungo della gamba alla fine pieno di debiti ha rovinato molta gente compreso fornitori che rimandava sempre i pagamenti con scuse per poi chiudere e non farsi più vedere nelle vicinanze dura dipende dal tipo di chiusura,tanti chiudono e poi riaprono con prestanomi e quindi se è nulla tenente non ti dirà appunto che è nei guai e farà la vittima (comunque prima di firmare il licenziamento io avrei preso tempo e soprattutto chisto come e quando e soprattutto dove presentarti per percepire la tua paga ecc...),perchè lui potrebbe anche averti inventato una balla con la scusa di licenziarti.....ti consiglio di muoverti subito e levarti il dente.....cosi si dice da noi!
    il Dottor Censori ti sarà più utile di me come agire in quanto è un dottore in materia!

    Auguri perchè possa sbagliarmi!

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    1. Le opzioni possibili come hai scritto tu stesso sono diverse, quindi consiglio alla lavoratrice di rivolgersi a un sindacato per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  65. Buonasera avvocato, desideravo sapere se un contratto nuovo indeterminato può essere assoggettato, in via convenzionale,al regime di stabilità di cui art .8 n 300 comma della l.247/2012.in definitiva il lavoratore con questa dicitura sarà tutelato per intero dalla art 18,o lascia il tempo che trova , Grazie per attenzione.

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    1. L’art. 18 dello Statuto dei
      Lavoratori è stato radicalmente
      modificato negli ultimi tre anni,
      prima dalla Legge 92/2012,
      meglio conosciuta come Legge
      Fornero e oggi dal “Jobs Act”
      (legge delega 182/2014 e relativi
      decreti attuativi).
      Riguardo ai licenziamenti può digitare lei stesso tale articolo!

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  66. Buon giorno dott.

    vorrei chiedere un informazione,
    sono dipendente di un azienda di servizi , e sono in fase di licenziamento per termine di contratto con il cliente dove presto servizio da 30 anni, ma la mia azienda mi ha comunicato che non riesce a rintregrarmi, cosa mi aspetta di preavviso o altro?

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    1. In caso di licenziamento si ha diritto al preavviso previsto dal CCNL di riferimento in base all'anzianità di servizio e al livello di inquadramento, o alla relativa indennità sostitutiva, oltre ovviamente al TFR e a tutte le altre competenze maturate.-

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  67. Salve io ho l'indeterminato vorrei sapere un informazione se io vengo lasciato a casa pe assenza ingiustificata dal lavoro posso richiedere la dissocupazione? Mi trattengono dei soldi dal tfr se vengo lasciato a casa per assenza ingiustificata?

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