domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.

Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Gentilissimo,

    lavoro per un'azienda privata con contratto metalmeccanico a tempo indeterminato. La mia attività lavorativa è svolta presso la sede del cliente, che è una Pubblica Amministrazione. Presso quest'ultima è appena uscito un concorso al quale vorrei partecipare per migliorare la mia carriera, ma ho paura che il mio datore di lavoro possa venirne a conoscenza e possa a causa di questo decidere di licenziarmi.
    Rischio realmente il licenziamento se scoperta a tentare un concorso pubblico?
    Grazie mille!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. NO!
      Non puoi essere licenziata per aver partecipato a un concorso pubblico, quindi l'unico problema è che potrebbe incrinarsi il rapporto fiduciario con il tuo datore di lavoro.-

      Elimina
  2. Buona sera volevo sapere ,ho la lavorato x 30 anni x un ente,il 31 dicembre 2018 ho dato le dimissioni di comune accordo,a marzo 2019 ho trovato lavoro come badante a tempo indeterminato,nel caso nel caso perdessi il lavoro avrei diritto alla disoccupazione e x quanto tempo grazie x la risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si ha diritto alla NASPI solo in caso di licenziamento o di scadenza del contratto e non in caso di dimissioni.-
      La durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, quindi può durare al massimo 2 anni.-

      Elimina
  3. Buongiorno Dottor.Censori ma quali criteri si usa uno che deve svendere una pizzeria arredata (no mura) solo licenza artigianale e arredamento completo nuovo aperta da 1 anno e mezzo attualmente in avviamento,se uno per motivi familiari deve uscirne?
    Mettiamo caso che l'incasso lordo annuale del primo anno è 60 mila tutti registrati e il netto è 11 mila del primo anno...mentre il secondo essendo avendo lavorato solo 6 mesi diciamo che è leggermente inferiore!
    Perchè ho sentito che prima con lo studio di settore era diverso e adesso se uno svende per essere regolare a parte il commercialista che mi fà il compromesso e poi la prassi dal notaio in 1 anno e mezzo che ho aperto posso svenderlo per motivi familiari senza che mi contestino qualcosa di tasse in più,oppure chi compra deve pagare subito dal notaio il calcolo realistico approssimativo delle tasse che eventualmente possono chiedere in futuro?
    Dottor. Censori non sò se sono riuscito a farmi capire in quanto la nuova legge attuale dicono i commercialisti che è più burocratica e noiosa!
    Premetto che chi mi subentra avrà un contratto nuovo dal padrone del fondo commerciale seppur l'abbia sfruttato solo come accennato 1 anno e 6 mesi!
    Ma sul fatto di svenderlo quali rischi corro e chi deve pagare eventuali sanzioni o tasse in più sulla compravendita tra privati di questa piccola pizzeria artigianale di 50mq come accennato sopra?

    Grazie!

    Buona Giornata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. - Puoi svendere la pizzeria arredata senza che ti contestino qualcosa, ovviamente se la vendita è in regola e non prevede il pagamento di una parte in nero.-
      - Anche chi compra non ha di che preoccuparsi, nel senso che che potrà sempre dire di aver concluso un buon affare.-

      Elimina
  4. Buongiorno Gianfranco,
    Il datore di lavoro di mia moglie ha consegnato a lei e alle altre 13 dipendenti la lettera di licenziamento in data 26/6 scorso, indicando come data di cessazione del rapporto lavorativo il 30/9/2019.
    Recentemente ci siamo recati dai sindacati per avere informazioni circa la domanda per ottenere la Naspi e ci è stato detto che i 68gg per effettuare la richiesta decorrono dal 30 settembre prossimo e non dal 26/6 come si era pensato.
    Detto questo il sindacalista ha notato che nella lettera, la motivazione addotta per giustificare il motivo del licenziamento è: “a causa della cessione totale dell’attività dell’azienda scrivente”, a lei invece è stato detto “a voce” che è loro intenzione accedere al concordato preventivo,… che però da una verifica sui terminali non risulta depositato.
    Da quello che ho capito in caso di cessione dell’attività impugnando il licenziamento si potrebbe tentare di salvaguardare il posto di lavoro, ma non ho capito se questo diritto viene sempre salvaguardato oppure in alcuni casi non viene riconosciuto (es: azienda subentrante che esercita attività diversa da quella del cedente,… cambio di nome …ecc), nel caso di concordato/fallimento una eventuale impugnazione non produrrebbe effetti.

    Chi ha interesse a salvaguardare il posto di lavoro (alcune) si chiede: se riesco ad ottenere il reintegro nella nuova ditta ma non mi trovo bene perché si occupano di altro, o semplicemente il nuovo lavoro non mi piace posso licenziarmi (entro i tre mesi) mantenendo la Naspi o queste motivazioni non sarebbero ritenute valide con conseguente perdita di questi diritti?

    Per quanto ci riguarda vorremmo tutelare il pagamento degli stipendi mancanti (i prossimi due mesi)… mantenere il diritto alla Naspi (inviando domanda nei tempi a partire dal 30/9) e recuperare il TFR, in sostanza per motivi personali non siamo interessati a tentare di mantenere il posto di lavoro (o richiedere risarcimenti) con azienda subentrante qualora ce ne fosse una.

    Da ulteriori informazioni acquisite successivamente alla visita effettuata dai sindacalisti, sembrerebbe che l’INPS intervenga a tutela del TFR solo in caso di Concordato P./Fallimento, e che il Concordato può prevedere anche la cessione dell’attività a soggetto terzo, e forse è questo il motivo per cui è stata inserita quella frase (Cessazione attività).
    Pertanto ricapitolando, mi pare di capire che se c’è Cessazione aziendale e susseguente Concordato Preventivo il TFR è corrisposto dal fondo qualora l’azienda non dovesse onorarlo, … ma che succede se l’attività viene ceduta e non segue un Concordato o Fallimento?
    Si può tentare di recuperarlo dando mandato ai sindacati anche se non si è provveduto -a suo tempo- a impugnare il licenziamento?

    Per concludere, come detto sopra siamo interessati sostanzialmente a non mettere a rischio il TFR pertanto ogni consiglio su procedure da adottare che sicuramente potrebbero sfuggirci sono ben accette.
    Mi scuso per le troppe domande.
    Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io per tali faccende che ben venga un opinione del Dottor. Censori,ma alla fine dovrebbe essere in mano ad un avvocato specializzato in materia...lasci stare i sindacati che pure loro prendono in mano le cause più profique per prenderci sopra i loro soldini e alla fine è come metterci un avvocato ma è certo che qualcosa risolve e chiude più in fretta dei sindacati!

      Elimina
  5. Grazie per le risposte...
    In realtà mi sono affidato al sindacato (CGIL di zona) che mi ha consigliato di opporci al licenziamento...ora però sono chiusi e non mi è possibile ottenere nuove informazioni fino alla loro riapertura prevista fra un mese, nel frattempo i titolari dell'azienda messi al corrente che qualcuno voleva impugnare il licenziamento in quanto riteneva che la "cessione dell'attività" gli avrebbe dato diritto di assunzione...ecc... hanno riunito i dipendenti informandoli che nella stesura della lettera c'è stato un errore e la parola cessione è da intendersi "Cessazione", invitandoli a ritirare una nuova Racc. a mano "corretta" con la stessa data della precedente, affermando che un licenziamento per cessione dell'attività NON DAREBBE DIRITTO ALLA DISOCCUPAZIONE (e questo mi piacerebbe appurarlo) ... a questo punto non sappiamo proprio cosa fare e il tempo stringe perchè i termini per l'opposizione scadono prima della riapertura del sindacato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao comunque nei licenziamenti per cessazione attività chi rientra nei parametri di mensilità lavorata...gli tocca la disoccupazione,vai tranquillo che quando rientrano i sindacati vi daranno una mano,purtoppo nel mese di agosto il nostro paese và in Tilt!
      Auguri per l'iter..

      Elimina
    2. Grazie!
      Come credo si sia capito la situazione è abbastanza ingarbugliata o quantomeno "fumosa"...
      1.Se si tratta di "cessata attività" il Naspi spetta ma il TFR lo deve pagare l'azienda...(se non c'è concordato o fallimento), e se non lo paga?
      2. Se invece fosse una cessione allora c'è il diritto alla conservazione del posto di lavoro e alla naspi
      3. Si propone di restituire la vecchia raccomandata con scritto "Cessione" e ritirarne una nuova consegnata a mano e con la stessa data (di un mese fa)... ma mi conviene?... e che rischi corro...non è forse un illecito? ... e poi per quale motivo la si vuole sostituire se anche fosse sbagliata la parola se nessuno fa storie non succede niente,... forse con quella parola (Cessione) si hanno dei diritti in quanto il licenziamento non sarebbe più per giusta causa?
      Ricapitolando... con una certa confusione in testa, ad oggi l'idea (se accerto che con l'attuale raccomandata c'è il diritto alla naspi) è quella di non firmare per ricevuta una nuova RR ... fare opposizione al licenziamento nei termini... e attendere il pagamento degli ultimi stipendi e Liquidazione, se tutto si conclude positivamente non è mia intenzione far passare altri guai a chi comunque ha dovuto chiudere l'attività, se invece non viene regolarmente corrisposta la liquidazione e dovesse subentrare una nuova azienda ...beh allora ne dedurrei che si sono alleggeriti dei dipendenti per vendere meglio l'azienda di conseguenza farei depositare l'impugnazione in tribunale per chiedere il riconoscimento di tutti i diritti... ma sono certo che in questa confusione mi sta sfuggendo qualcosa.
      Grazie per il supporto!

      Elimina
    3. Ciao Pino!
      1) Se l'azienda chiude per cessata attività, senza concordato o fallimento, il TFR lo deve pagare l'azienda e se non lo paga bisogna fargli causa.-
      2) SI! In caso di cessione dovrebbe esserci il diritto alla conservazione del posto di lavoro, e in subordine alla NASPI.-
      3) La proposta è inaccettabile!
      Se l'azienda ha mandato una lettera sbagliata deve inviare ai lavoratori una raccomanda A.R. a rettifica della stessa, quindi non c'è motivo per cui vi venga richiesta la restituzione della vecchia lettera con la consegna di una nuova raccomandata a mano.-
      In conclusione, siccome il comportamento dell'azienda non mi pare troppo corretto, e visto che non sappiamo dove vogliono andare a parare, vi consiglio di non restituire nulla, e di non accettare una raccomandata a mano, perché se non hanno nulla da nascondere possono tranquillamente inviarvi una nuova raccomandata per posta.-

      Elimina
    4. Ciao Gianfranco,
      le tue delucidazioni vanno nella stessa direzione del comportamento che abbiamo deciso di adottare, mia moglie infatti sebbene invitata verbalmente NON si è recata in ufficio a ritirare la nuova R/R a mano, nel frattempo gli ho aperto un indirizzo di PEC e abbiamo inviato mail all'azienda da questo indirizzo (mail a cui al momento NON hanno risposto) invitandoli a tenerlo come riferimento per eventuali comunicazioni.
      - Il secondo step sarà quello di fare opposizione al licenziamento non appena sarà accreditato il penultimo stipendio (dovrebbe avvenire a ridosso del 10/Ago), i 60 giorni scadono il 24/Ago
      - se questa seconda R/R arriva prima di questa data ... nella lettera di opposizione faremo riferimento a entrambe, se invece dovesse arrivare in data successiva alla nostra opposizione invieremo altra PEC prendendo atto di aver ricevuto la lettera e ribadendo l'impugnazione.
      Relativamente al TFR e agli ultimi 3 stipendi (al momento mancano gli ultimi due) mi è stato riferito -come tu stesso hai scritto- che se non fa concordato e non fallisce bisogna fare causa ... ma che comunque l'INPS li anticipa, su questo però non ho riscontrato uniformità di vedute.
      Approfitto dell'occasione per ringraziarti, la tua disponibilità ad aiutare chi si trova costretto a districarsi in queste problematiche è preziosa, devo ammettere che quando mi capita di avere necessità di qualche chiarimento immediatamente mi viene in mente il tuo sito..e infatti se non erro questa è la 3^/4^ volta che ti disturbo, per argomenti sempre diversi.
      Grazie!

      Elimina
    5. Ciao Pino!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo debbo comunicarti che l'INPS non anticipa mai il TFR se non c'è un procedura di fallimento o di concordato in corso.-

      Elimina
    6. Ciao Gianfranco,
      riprendo questa discussione per alcuni chiarimenti.
      - Il 12 AGO abbiamo fatto opposizione al licenziamento
      Il rapporto di lavoro si è concluso il 30/9/2019
      Il giorno 8/10 è partito il pagamento della NaspI
      Al momento manca il TFR che credo andava corrisposto entro 30gg e l'ultimo mese di contribuzione (lo stipendio+Ratei tredicesima/Quattordicesima è stato pagato).
      Il negozio è chiuso come lasciato l'ultimo giorno di lavoro.

      Premesso che settimana prossima andremo a prendere appuntamento per recarci alla CGIL di zona quanto prima, puoi darmi qualche consiglio in merito al recupero del TFR e pagamento contributi?

      Il deposito presso la cancelleria del Tribunale dell'opposizione al licenziamento è utile solo ai fini di un eventuale reintegro in caso di cessione a terzi dell'attività/risarcimento o anche ad altro?
      Grazie molte per i consigli
      Pino


      Elimina
    7. Ciao Pino!
      In caso di opposizione al licenziamento è possibile che il datore di lavoro tenga in sospeso il pagamento del TFR in attesa della definizione della vertenza; comunque in questa delicata situazione ti consiglio di attenerti scrupolosamente a quello che ti verrà detto dalla CGIL senza cercare conferme altrove da chi non a conoscenza dei dettagli potrebbe magari metterti fuori strada.-

      Elimina
  6. Buongiorno dott. Censori, dovrei concludere il mio rapporto di dirigente con una società privata nei prossimi giorni, poi presumibilmente dovrei stipulare un altro rapporto di lavoro, ma a tempo determinato di un anno sempre con la stessa azienda, ma nella funzione di quadro-impiegato (non più dirigente).
    Ho diritto al TFR, sia a quello maturato presso l'INPS che è depositato in azienda, che a quello presso il fondo per dirigenti Previndai?
    Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ci sarà un'interruzione del rapporto di lavoro di almeno un paio di mesi potrai farti liquidare il TFR maturato, quindi sia quello dell'INPS che quello del fondo per dirigenti, altrimenti no.-

      Elimina
  7. Salve dott.censori potrei esporle il mio problema riguardante il licenziamento?

    RispondiElimina
  8. Buongiorno Dott. Censori, le espongo il mio problema. Lavoro da 4 anni nel settore commercio come magazziniere consegnatario.
    il termine del pagamento dello stipendio dovrebbe essere al 15 del mese successivo, cosa mai rispettata. Sono almeno due anni che mi trovo in difficoltà economiche perchè mi danno acconto nelle date che decidono loro, acconti di 700 euro, 300, 500, 1000, alle date piu' disparate.Tant'è che sono indietro quasi sempre (da due anni almeno) di due mensilità e mezza, mentre in questo mese non ho percepito nulla, quindi siamo arrivati alla terza mensilità arretrata. Oltremodo si sono trattenuti sui 1.000 euro circa di multe non dandomi il giustificativo, possono farlo?
    Ora la mia domanda è questa: potrei dare secondo lei le dimissioni per giusta causa ed ottenere la naspi in attesa di trovare altro?
    Non riesco piu' ad andare avanti in questo modo, anch'io ho le mie spese per vivere e le mie scadenze che difficilmente riesco ad onorare viste le modalità di pagamento dello stipendio.
    Ora, come muovermi^? devo recarmi al caf, dare le dimissioni specificando la giusta causa? o mi reco direttamente al sindacato di categoria?
    attendo sua gentile risposta, grazie mille!
    Massimo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Massimo!
      I ritardi reiterati nel pagamento degli stipendi costituiscono una motivazione valida per poter presentare le dimissioni per giusta causa.-
      Però in caso di dimissioni per giusta causa, per il diritto alla NASPI la giusta causa va dimostrata all'INPS, è quindi consigliabile l'assistenza di un sindacato per farsi seguire per tutto l'iter burocratico necessario.-

      Elimina
  9. Buongiorno dottore, scrivo in anonimo perché sono in una fase un po' delicata. Sono stato vittima di mobbing sul lavoro e dopo un brutto episodio provato dal mio vice sono entrato in malattia per stress e depressione accumulato. Sono successe molte cose e non so ancora quanto riuscirei a stare in malattia ..quello che so e che non riusciurei mai e poi mai a rientrare dopo tutto..cosa succede se non mi presento più dopo ciò che e è accaduto..manca poco al termine del mio contratto ma io riesco più a restare lì nemmeno per un minuto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se manca poco alla scadenza del contratto cerca di farti tenere in malattia fino alla scadenza così non avrai alcun tipo di problema, in quanto il contratto presumibilmente non ti verrà prorogato.-
      In caso di problemi ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  10. Buongiorno dottore, sono in malattia da un mese per stress causato da mobbing.fino al 25 sono coperta..ma non so se gli altri giorni mi prolunga la malattia . Ma io ho il terrore di tornare. Che succederebbe se non torno in quella settimana? Premetto che il contratto mi scade il 1

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non c'è problema!
      Se non hai un residuo ferie o permessi da godere, i giorni di assenza verranno considerati dal datore di lavoro come permessi non retribuiti.-

      Elimina
  11. Buongiorno Dottore sono una farmacista di 62 anni ,sono stata licenziata dalla farmacia privata dove ho prestato servizio dal 02/11/2002 al25/09/2019 ,licenziamento per giustificato motivo oggettivo. DEVO PRECISARE che dal 01 /08/2019 con l'inserimento del figlio l' azienda è diventata una srl,consideri che ho103,67 giorni di ferie arretrate e214,00 ore di permessi non goduti.AVrei dovuto iniziare i miei 3 mesi di preavviso il primo giorno di ottobre ma quando mi sono presentata in farmacia mi hanno detto che il lavoro è poco e che preferiscono pagarmi queste giornate senza che io le lavori e se c'è bisogno verrò chiamata.Come mi devo comportare.. consideri che ho espressamente detto che non voglio fare ferie visto che non ho mai potuto scegliere un periodo a mio piacere poiché me le davano loro e detto all'ultimo momento. La ringrazio se mi da un consiglio su come muovermi ...Non voglio impugnare ormai voglio solo finire e non vorrei avere piu niente a che fare con loro.Le porgo i miei più distinti saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo se non vuoi impugnare il licenziamento devi attenerti alle loro disposizioni, quindi i prossimi 3 mesi ti pagheranno regolarmente senza lavorare scaricando i giorni di ferie e permessi maturati.-
      Comunque non capisco cosa vuoi effettivamente, perché da una parte dici che non vuoi andare in ferie e dall'altra parte dici che non vuoi più avere niente a che fare con loro.-
      Il mio consiglio è di guardare oltre, ed eventualmente comunicare al tuo datore di lavoro che per quello che ti riguarda il rapporto di lavoro è concluso e che quindi non sei disponibile a riprendere servizio, se verrai chiamata in caso di bisogno.-

      Elimina
  12. Buona sera dottore,io sono dipendente a tempo determinato da 26 anni presso un azienda che ha deciso di dare in appalto la sola logistica,siamo in 60 e splo in 8 nella logistica a cui è stato chiesto di licenziarci per poifarci assumere da questa nuova,azienda che appalta per soli 2 anni la logistica.L unico impegno che si assume la "mia azienda "e che ci riassume in caso di recessione,del contratto.Io sono stato assunto nrl 1995 mai una lettera di richiamo,un figlio con 104 e lazienda ha lavoratori che nterinali,terzisti e un fatturato considato.Posso rifiutarmi?E per questo ritiuto possono licenziarmi?

    RispondiElimina
  13. Scusi ho sctitto male ,sono assunto a tempo indeterminato da 26 anni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Pasquale!
      SI!
      Puoi rifiutarti di presentare le dimissioni!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  14. buona sera sign, Censori piu di un anno fa sono stato licenziato dopo 4 anni di lavoro nel campo edile il datore di lavoro a tt oggi non mi a pagato il tfr sono ancora in tempo per richiederlo per vie legali ?non avendo ancora firmato lultima busta paga e se per una sua esperienza personale se o possibilta favorevoli per ottenerlo la ringrazio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il diritto al TFR si prescrive in cinque anni (art. 2948, comma 5, del codice civile) che decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Quando il diritto al TFR è riconosciuto da sentenza di condanna passata in giudicato si prescrive in dieci anni (art. 2953 del codice civile).-

      Elimina
  15. Gentilissimo Sig. Censori,

    Leggo con attenzione e piacere il suo Blog perché mi tiene aggiornato. Vorrei un consiglio su una situazione personale.
    Il mio datore di lavoro mi ha assunto con un contratto di lavoro part time 50% con la promessa di discuterne dopo qualche mese sia per quanto riguarda lo stipendio attuale di 800 euro sia per il contratto. Attualmente svolgo lavoro in reception per un hotel 8 ore lavorative per 6 giorni a settimana per 800 euro. Dopo qualche mese ho deciso di parlare con il mio datore di lavoro il quale mi ha detto che questo mese avrò un aumento senza entrare nei particolari ed essendo sempre sfuggente sull'argomento. La mia domanda è questa dopo tanti anni mi sono stancato di far fare come gli pare ai miei datori di lavoro ad es: ferie e permessi scaricati come gli pare senza averne usufruito, se si manca dal lavoro per malattia ti decurtano lo stipendio, siamo sottoposti a degli atteggiamenti alquanto seccanti dato che svolgiamo mansioni neanche pertinenti al nostro ambito. Il mio contratto part time non è reale dato che faccio 48 ore settimana con un giorno di notturno al mese non retribuito. Le festività mi vengono retribuite normalmente etc etc ma penso che di questi atteggiamenti lei abbia sentito molto parlare. La mia domanda finale è come tutelarsi anche a costo di fare una lettera legale e licenziarsi con una causa per risarcimento? Quali le possibilità?

    La ringrazio per l'attenzione e mi scuso per le lungaggini.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah Sig. Censori volevo solo aggiungere che fino ad adesso in 7 mesi ho firmato tutte le buste paghe e da li accorgendomi che facevano come volevano ho incominciato ad infastidirmi.

      Elimina
    2. Ti ringrazio per i complimenti!
      Nel tuo caso ci sono i presupposti per poter presentare le dimissioni per giusta causa!
      La giusta causa però va dimostrata, ti consiglio quindi di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-
      Infatti il sindacato invierà per tuo conto una diffida al datore di lavoro richiedendo il rispetto del contratto, alla quale seguiranno le dimissioni telematiche per giusta causa, con il diritto alla NASPI, e successivamente una vertenza per il recupero di tutte le tue spettanze, compresi gli arretrati.-

      Elimina
  16. La ringrazio, lei pensa che attualmente che mi trovo ancora a lavoro posso creare delle prove ancora più schiaccianti per non avere problemi in seguito? Il fatto che io abbia firmato le buste paga pensa possa essere un problema?
    La ringrazio ancora per il suo supporto essendo vessati ogni giorno siete un grande aiuto per tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rettifico per creare chiaramente intendo acquisire. Se decido di intraprendere questa strada non vorrei avere problemi in seguito. E dato che sono ancora sul posto di lavoro se per esperienza in una eventuale vertenza mi dovessero servire prove o altro le acquisirei adesso che sono a lavoro. Spero possa aiutarmi.
      Saluti e Grazie

      Elimina
    2. Ti ripeto!
      Su queste cose non ci si può scherzare, nel senso che ci sono in ballo diversi "soldini", ti consiglio quindi ancora di rivolgerti a un sindacato del quale ti fidi, per organizzare al meglio insieme a loro la tua uscita dal posto di lavoro.-

      Elimina
  17. Buon giorno dott, Censori, mi puo aiutare per favore, lavororo in un RSA come Oss, dopo due contratti determinati di 6 mesi,mi possono licenziare per motivo esubero di personale, aspetto la sua risposta grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Patricia!
      Alla scadenza di un contratto a tempo determinato, il datore di lavoro non ha alcun obbligo, ne di concedere una proroga, ne tanto meno di trasformare il contratto da tempo determinato a tempo indeterminato.-

      Elimina
  18. Buona sera dott. Censore le ringrazio molto la sua risposta.

    RispondiElimina
  19. Buonasera Dott. Censori,
    lavoro da 5 anni come impiegata amministrativa in un'azienda del settore gomma plastica confapi (piccole e medie aziende).
    Intendo dare le dimissioni immediate senza dare il preavviso per vari motivi ( trattano male, respiro sostanze cancerogene, c'è abuso di potere da parte dei titolari) sono assunta col 5° livello.
    Ho guardato il contratto ed il preavviso sarebbe di un mese e mezzo.
    SE mi dimetto per motivi personali e non do il preavviso, quanto perdo nel tfr??
    Perche ho letto da qualche parte che se si dimette il lavoratore il preavviso si dimezza, quindi perderei la metà del periodo, ma nn ne sono certa, vorrei una conferma. Grazie per la risposta!Erica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Erica!
      Purtroppo NO!
      Nel tuo caso il preavviso da dare è di un mese e mezzo, quindi se presenti le dimissioni senza preavviso ti verrà detratto un mese e mezzo di paga dalle competenze maturate.-

      Elimina
  20. Buongiorno Dottore,io ho lavorato 12 anni in pizzeria ma mi sono stufata che il padrone dava i stipendi in ritardo,fino 2014 era tutto aposto poi passano i nipoti giovani padroni e erano SRL,1 anno pagano bene anche loro poi cominciano a ritardare i mesi finché io rimango 14 messi indietro di stipendi,mi sonno stufata e trovo un altro lavoro aviso i mio titolare che comincio un altro lavoro in sottovuoto formaggio e il 5 novembre comincio,in pizzeria diminunisco le ore e lavoro 8 ore ala settimana i do tempo di trovare personale e nel frateo speravo che va avanti a pagarmi i messi,vado avanti fino gennaio con 2 lavori ma lui paga poco lo steso,mi sono stancata e io detto che mi licenzio completamente ei do 2 messi di preavviso quindi fino il 14aprille che ho fatto anche giusto 12 anni di lavoro in pizzeria,non ho fatto per giusta causa ch'è non volevo fare del male a loro,e fino adesso che scrivo mi ha pagato pian piano i 13 mesi e mezzo,adesso mi deve dare metta del 14dicesia che sonno 3 mesi che lo sposta e non me lo manda,e mi deve dare licenziamento che doveva già cominciare a settembre da 1000 euro ha detto lui,ma non i manda neanche queli,non so cosa fare sono stufa sono delusa sono arrabbiata aiutatemi cosa faccio grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  21. Salve Dottore, sono un'oss assunta a tempo indeterminato e lavoro all'interno di una cooperativa sociale. Questa cooperativa verrà assorbita e trasformata in Fondazione fra pochi mesi. Il fatto è che nel passaggio da cooperativa a fondazione ci hanno comunicato la necessità di un concorso pubblico per poter continuare a lavorare. Se io mi rifiuto di fare il concorso che conseguenze ci saranno per me che sono assunta a tempo indeterminato?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se la cooperativa verrà assorbita e trasformata in fondazione, vuol dir che cesserà l'attività, quindi se ti rifiuti da fare il concorso verrai licenziata.-

      Elimina
  22. Salve dottore volevo chiederle una informazione.. ho dato le dimissioni gli spettavano 8 giorni di preavisso ma in questi 8 giorni il datore non mi a più chiamato per lavorare il mio lavoro e situato nei diversi cantieri cosa rischio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se il datore di lavoro non ti ha più chiamato al lavoro non è un problema tuo, presumo che ti abbia messo in ferie, quindi non rischi nulla.-

      Elimina
  23. Buon sera dottor Gianfranco dopo 4 nni di lavoro ho avuto un infartoacuto con intervento e stent e sono andato in malattia per 2 mesi set Rottofreno 2019 purtroppo a gennaio 2020 sono andato in malattia per vertebra fratturato il dattore di lavoro mi ha detto di non prendere più malattia se no mi avrebbe licenziato .ma mi domando può farlo in malattia. E mi può licenziare io lavoro come operatore ecologico con contratto a tempo indeterminato col full verticale e se così quando si conta la malattia in mesi e mi spetta la disocupazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo dopo 6 mesi di malattia consecutiva si può essere licenziati per superamento del periodo di comporto.-
      In caso di licenziamento avresti diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI) che con 4 anni di lavoro può durare fino a 2 anni.-
      Ti consiglio comunque di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  24. Buona sera sono stata licenziata dalla mia azienda per cui lavoro da tanti anni .prima hanno provato con una contestazione scritta per aver contato male all inventario e poi dopo la prima contestazione me ne e arrivata un altra che mi incolpavano di aver danneggiato l azienda tenendo prodotti scaduti in cella con la apposito cartello merce non idonea alla vendita. Il mio responsabile ne era alcorrente diquei prodotti che non mi ha fatto smaltire ma al mio datore di lavoro dopo che mi ha sentito mi lasciato a casa per molti giorni senza motivo per poi dopo un mese mi fa arrivare a casa una lettera di licenziamento datata un mese prima senza intestazione della azienda una data di quando è stata scritta ma solo firmata con motivo di: licenziamento giustificato. Mi hanno proposto un accordo minimo ma io vorrei portarli in causa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La normativa prevede che al terzo richiamo scritto può seguire il licenziamento per giusta causa, bisogna quindi verificare se alle precedenti contestazioni hai risposto per iscritto con le tue giustificazioni.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti a un sindacato per verificare se nel tuo caso ci sono prove e testimonianze a tuo favore in grado di giustificare l'apertura di una vertenza sindacale.-
      Infatti di questi tempi le cause sono lunghe e dispendiose e se si perdono si può essere condannati anche al pagamento delle spese processuali.-

      Elimina
  25. Buongiorno.
    A mio fratello, dopo che non si è presentato una mattina al lavoro per non aver sentito la sveglia (doveva finire alle 23 la sera prima ma il datore gli ha chiesto il favore di restare fino a chiusura, è tornato a casa alle 2 passate), ed aver chiamato per avvisare del disguito, è stato detto di non presentarsi più e che dopo 3 giorni di assenza ingiustificata sarebbe stato licenziato per giusta causa.
    Come si può difendere da una situazione del genere dal momento che il non andare al lavoro gli è stato imposto?

    Grazie mille.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Daniele!
      Gli consiglio di rivolgersi alla sede più vicina della CGIL per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  26. Buongiorno Dott.Censori,
    Lavoro da oltre 35 anni in una ditta del settore tessile, la ditta sta cambiando le strategie aziendali e dopo 10 mesi di riduzione orario stiamo facendo 9 mesi di cassa integrazione poi saremo messi in Naspi. Io sono cresciuto in questa ditta e sono in grado di seguire tutte le fasi produttive. Volevo chiederle se la ditta può tenere un ragazzo in magazzino che lavora da noi da soli 2 anni e lasciare a casa me che ho una anzianità di oltre 35 anni e potrei tranquillamente svolgere il suo lavoro. In tal caso posso avere diritto a una buon'uscita? Ad oggi mi mancano 5 anni per maturare la pensione. Grazie Dino

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Dino!
      La ditta potrebbe tenere in magazzino un ragazzo che lavora da voi solo da 2 anni, simulando che è assegnato a mansioni diverse dalle tue, e tu comunque potresti richiedere una buonuscita per non opporti al licenziamento; ti consiglio comunque di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.

      Elimina
  27. Buongiorno lavoro da circa 30 anni in una farmacia privata la mia titolare mi ha comunicato che fine 2020 cederà la farmacia ad un nuovo farmacista il quale non ha intenzione di tenere il personale. Secondo lei posso chiedere oltre al dovuto tfr ecc una buona uscita visto che mi mancano solo 3 anni oer per la pensione?
    La ringrazio
    Antonia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Antonia!
      Purtroppo NO!
      Se la titolare della farmacia cessa l'attività non puoi farci nulla, ne puoi rivalerti sul nuovo farmacista.-
      L'unica consolazione è che avrai diritto a 2 anni di NASPI coperti anche da contribuzione figurativa valida ai fini pensionistici.-

      Elimina
    2. Ok grazie mille comunque sono andata al sindacato di categoria e loro sostengono di non firmare il licenziamento nel caso impugnarlo ed eventualmente far valere il fatto che non essendo laureata in tutti questi anni ho svolto mansioni non consone alla mia categoria. Tipo servire al banco eccc che mi dice di tutto ciò
      Grazie

      Elimina
    3. Ciao Antonia!
      Ti consiglio di attenerti alle indicazioni del sindacato, e cioè di non firmare il licenziamento, poi per impugnarlo vedrai successivamente se nel tuo caso ci sono i requisiti per richiedere una somma aggiuntiva rispetto al TFR maturato.-

      Elimina
  28. Egregio Dott. Censori,
    sono stata assunta da 11 anni presso una società anonima ( La chiamo A) in Svizzera. Nel 2016 tale società A viene acquisita da una ditta immobiliare ( la chiamo X ) sempre società anonima.
    Attualmente mi trovo in malattia e la mia amministratrice unica secondo cui mi é stato fatto il contratto dalla società A nel 2016 dice di dimettersi da amministratrice unica tramite email dalla società immobiliare X e di rivolgermi ad una nuova direttrice di tutt'altra azienda con tutt'altra mansione, la quale a seguito di una telefonata mi dice di avere acquisito la società A presso la quale sono stata assunta.
    La società A secondo cui sono stata assunta risulta ancora attiva e con firma della mia prima titolare alla camera di commercio. Il mio dubbio è cosa succede se dal 1 di marzo, al mio rientro della malattia la società con cui ho il contratto risultasse inattiva?.
    (Non capisco xche la mia vecchia titolare abbia dovuto dimettersi dalla società immobiliare e non da quella in cui ho il contratto.)
    rischio di perdere i mesi di diritto e soprattutto la Naspi? Sono già stata dai sindacati, i quali mi hanno fatto scrivere una lettera alla mia vecchia titolare in cui chiedere spiegazioni, ma non ho ricevuto risposta.
    Ho il dubbio che si siano accordati con i nuovi subentranti....i sindacati mi dicono di aspettare il colloquio con questa nuova tizia e di vedere cosa mi propongono senza firmare nulla.
    Lei cosa pensa?
    Grazie
    Stefania

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Stefania!
      In effetti fino a quando non ti viene chiarita la tua posizione lavorativa attuale non puoi fare nulla, quindi solo dopo aver parlato con "questa nuova tizia" potrai regolarti di conseguenza.-

      Elimina
  29. Buongiorno Avvocato,
    sono il titolare di una panetteria, ho sorpreso guardando le telecamere la mia dipendente rubare dal cassetto; il mio commercialista mi ha detto che è meglio non licenziarla per giusta causa perchè io non posso guardare i dipendenti dalle telecamere; dice, visto il calo del fatturato in questi primi mesi, di licenziarla per giustificato motivo oggettivo. RIschierei meno la contestazione del licenziamento.
    Cosa mi consiglia lei ?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio di seguire le indicazioni del tuo commercialista.-
      Posso capire il tuo disappunto, ma la legge non consente di spiare i dipendenti con le telecamere, quindi se licenzi la dipendente per giusta causa e porti la registrazione in tribunale passi automaticamente dalla ragione al torto, mentre con un licenziamento per giustificato motivo oggettivo corri meno rischi anche se ottieni meno soddisfazione.-

      Elimina
  30. Ciao avvocato.io lavoro da una detta settore alimentare 8anni.. fatto d'accordo con d'attore di lavoro che mi lecinziarre...mia detto che deve rimanere a casa poi te mando una lettera e nn deve rispondere poi dopo cerca 5 giorni te arriverà lettera di licenziamento .cosa posso perdere in questo cosa..e posso fare la disoccupazione..grazie. Ora sono a casa dal 1 aprile 2020.
    a

    RispondiElimina
  31. Parlato con Comercielasta del lavoro mia detto te manderanno lettera perché
    nn presente al lavoro e te licenza per motivi Disciplina dei licenziamenti.io quello voglio capire per favore posso fare disoccupazione.graIe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se verrai licenziata per giusta causa avrai comunque diritto alla NASPI, e l'unico problema è che avrai un mese di penalizzazione nel senso che l'indennità ti verrà corrisposta con decorrenza dal secondo mese di in poi.-

      Elimina
    2. Nn capito bene avocato.scusami si po' mi spieghi bene.grazie

      Elimina
    3. Se per esempio vieni licenziata a fine aprile, la NASPI non partirà i primi di maggio ma i primi di giugno, quindi per il mese di maggio non avrai diritto ad alcuna indennità.-

      Elimina
  32. Grazie avvocato.molto gentile.capito bene

    RispondiElimina
  33. Esimio Avv. Censori ,sono stato licenziato per abbandono posto di lavoro ero sotto di 2 mensilità compreso competenze tredicesima per cui preventivamente ho fatto telegramma di autosospensione dal lavoro sino al momento del saldo degli arretrati dopo è sopraggiunta la lettera di licenziamento Posso chiedere ed avere diritto alla APE social premetto che ho i requisiti per l'accesso .Grazie Cordialmente F. VENUTI

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Anche se si viene licenziati per giusta causa si ha diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI) e si potrà quindi aver diritto poi all'APE social, anche se era meglio se avessi presentato le dimissioni per giusta causa, e tu ne avresti avuto i requisiti se avessi seguito la procedura corretta.-

      Elimina

    2. Grazie Gentilissimo Buona serata .


      Elimina
  34. Gent.mo Avvocato, volevo sottopporre la mia situazioneun pò ambigua.Sono stata licenziata dopo sette anni per motivo diciplinare, per giusta causa, soloper essermi rifiutata per motivi familiari di fare gli straordinari per 3 volte.Poi un caro suo dipendente nonchè mio direttore, ci ha messo il carico da 90 riferendo al mio datore che io lo avevo offeso(cosa falsa) ma negata dallo stesso telefonicamente.Per tutta rispost mi sono vista recapitare senza preavviso una lettera che mi preannunciva il licenziamento disciplinare.Cosa rischio se lo impugno e perdo la causa? Premetto che l'azienda ha piu di 300 dipendenti.La saluto cordialmente RITA S.

    RispondiElimina
  35. Volevo aggiungere che quello è stato il primo ed unico richiano riportato nella lettera.Prima di allora non mi hanno mai detto niente, la lettera di licenziamento è scattata solo al terzo rifiuto. Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rita!
      Se impugni il licenziamento e perdi la causa corri il rischio di essere condannata a pagare anche le spese processuali, ti consiglio quindi di consultare un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  36. Grazie mille Avvocato.Ma ma secondo lei si può essere licenziati dopo essersi rifiutati per tre volte di fare lo straordinario.? E Nel caso mi facessi assistere da un Avvocato del Sindacato e andiamo in causa, le spese processulai le pago sempre io o l'Avvocato del Sindacato.Grazie ancora perla sua disponibilità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. NO!
      Non si può essere licenziati per essersi rifiutati per tre volte di fare lo straordinario se c'era una motivazione valida, ma il problema è che la motivazione dei rifiuti va dimostrata con prove concrete e con testimonianze.-
      Di solito un sindacato accetta di patrocinare una causa di lavoro solo se ritiene di avere buone probabilità di vincerla, e comunque prima di sottoscrivere una delega è bene informarsi sui rischi che si corrono.-

      Elimina
  37. Grazia ancora Avvocato, la terrò aggiornato comunque.

    RispondiElimina
  38. Buongiorno avvocato,dopo diciassette anni di servizio ho avuto un licenziamento disciplinare.il mio capo mi ha trovato con dei sacchetti con dentro pezzi di plastica codificati con scritto il codice e la quantita', credo lasciati lì da qualche collega per dimenticanza e non capisco perché ha pensato volessi impossessarsene,mi ha detto di riporli e così ho fatto. Io siccome lui era in negozio in borghese nel momento in cui me lo ha detto e stava x andare a casa al momento sono rimasta allibita dal suo comportamento ma poi l'ho chiamato mentre lui era in macchina di ritorno dal lavoro per chiedere spiegazioni.Mi sono sentita dire tutto bene stai tranquilla.Il giorno dopo sono stata chiamata su in ufficio dal direttore con il mio capo presente che mi ha imposto di spegnere il cellulare e fatto pressione psicologica per fare che dessi le dimissioni dicendomi di tutto,cose non vere.Non l'ho fatto ma dopo lettera loro e risposta mia entro cinque giorni come da prassi ho ricevuto un licenziamento disciplinare che ho immediatamente impugnato.Non ho testimoni,che posso farle???


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non capisco tecnicamente che significa che hai "immediatamente impugnato il licenziamento", perché presumo che ti sarai rivolta o a un sindacato o a un avvocato, quindi se non mi spieghi meglio quello che hai fatto purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

      Elimina
  39. Buonasera,
    volevo chiederle una informazione su come procedere per quanto accaduto: il mio datore di lavoro mi manda lettera di licenziamento, rispettando i 2 mesi di preavviso da contratto (io accetto e firmo la lettera). Giorno X sarebbe dovuto essere il mio ultimo giorno, invece il datore di lavoro mi comunica che lavorerò per altri 15gg (comunicazione solo verbale). Io pensavo di fare richiesta per Naspi, in quanto disoccupato a partire da giorno X+1,ma non posso,risulto ancora occupato. Il mio datore di lavoro mi ha detto che se trovassi lavoro devo dare dimissioni e non si tratta più di licenziamento. Come posso fare? Non ha rispettato i termini di preavviso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se nella lettera di licenziamento è indicato l'ultimo giorno di lavoro che tu hai accettato, dal giorno successivo sei libero da ogni impegno e puoi quindi presentare la domanda di NASPI, pertanto se il datore di lavoro non ha comunicato la cessazione non è un problema tuo.-
      Ovviamente se hai continuato o continuerai a lavorare dopo il termine vorrà dire che avrai accettato tacitamente la proroga.-

      Elimina
    2. Buongiorno. Io ho consegnato tutto (pc,sim ed altro) entro il mio ultimo giorno e non ho firmato altre carte in cui si parlava di questo prolungamento. E' stata solo una comunicazione verbale. Volevo sapere, ora, se io trovassi lavoro,come devo procedere? All'inps risulto ancora loro dipendente penso. Devo dare io dimissioni?

      Elimina
    3. E' scaduto il preavviso? Quando è scaduto? Una volta scaduto hai continuato a lavorare?

      Elimina
    4. E' scaduto il 30 Aprile. Non sto lavorando,ho consegnato tutto anche, non avrei il modo per lavorare pur volendo.

      Elimina
    5. In questo caso devi comunicare al tuo datore di lavoro che andrai al Centro per l'Impiego con la lettera di licenziamento per l'iscrizione nella lista dei disoccupati, e per presentare la domanda di NASPI, e che quindi se non lo ha già fatto, che dovrà provvedere in conformità.-

      Elimina
    6. Perfetto, grazie mille,è stato gentilissimo.

      Elimina
  40. Salve circa 2 settimane fa per via email ho firmato il foglio del licenziamento ma improvvisamente oggi ho scoperto che non è mai arrivato nessun foglio firmato ma a me dava che era stato inviato, io purtroppo non ho tenuto il foglio stampato....cosa devo fare adesso??? Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se si tratta effettivamente di licenziamento vale la comunicazione che hai ricevuto via mail, quindi basta che ti ristampi l'allegato anche senza firme, e puoi eventualmente consultare il Centro per l'impiego per verificare se risulta trasmessa la comunicazione.-

      Elimina
  41. Buongiorno avvocato Censori,
    Sono attualmente assunta in un'azienda artigiana metalmeccanica come impiegata segretaria in sostituzione di maternità. Nella lettera di assunzione è indicata come data di scadenza contratto il 10 Novembre 2020. Ora, non mi trovo bene e vorrei dimettermi prima della scadenza, appena troverò altro impiego. Questo cosa comporta? Vorrei capire se ho un preavviso da dover dare, lavoro li dal 15 gennaio 2020. Grazie per la risposta. ERICA

    RispondiElimina
  42. Altra cosa, è usuale che i datori di lavoro facciano causa per richiedere i danni al lavoratore se soi licenza senza giusta causa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Erica!
      Tu hai sottoscritto un contratto con scadenza 10 novembre 2020, un impegno quindi fino alla suddetta data, che non prevede un preavviso per dimissioni perché non prevede una rescissione anticipata, questo significa che in caso di dimissioni il datore di lavoro può richiederti anche un risarcimento danni per il mancato rispetto del contratto.-

      Elimina
  43. Il risarcimento danni solitamente in cosa consiste? Potrebbero per esempio poter pretendere tutte le mancate mensilità di stipendio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Erica!
      Come risarcimento danni potrebbero trattenersi tutti i soldi che ti sono dovuti per stipendi non ancora corrisposti, quote 13/ma e TFR maturato.-

      Elimina
  44. Ma nn quelle che mancano alla scadenza del contratto che nn farò se mi dimetto, corretto? O possono anche avanzare richieste di danni in tal senso in maniera che mi troverei io debitrice. Le faccio un esempio se mi dimetto nel mese attuale, il titolare potrebbe richiedermi i mesi restanti che nn farò?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Erica!
      NO!
      Al massimo possono trattenersi tutto quello che hai maturato e non riscosso, come risarcimento danni, ma non di più.-

      Elimina
  45. Grazie, lei è gentilissimo

    RispondiElimina
  46. Buonasera avv.Censori
    Da luglio 2017lavoro in un azienda tessile per il primo anno a tempo determinato poi passaggio diretto a tempo indeterminato fino ad oggi.
    Premetto che con il titolare ho sempre avuto buoni rapporti fino ad ottobre 2019, sono cominciate ad arrivarmi lettere per danneggiamento di beni aziendali, divieto di fumo con la seconda lettera e con la terza 2 ore di multa. A inizio dell'anno mi faccio male in ditta e resto a casa fino al 6 maggio rientro con cambio mansione e a fine mese mi arriva un altra lettera.
    Ho contattato sindacati per farmi tutelare e mi ha detto che ormai i rapporti si sono rotti, è vorrebbero che mi licenziare i di mia spontanea volontà. Ora le chiedo cosa è meglio fare? Se dicessi di Si quante mensilità di buona uscita potrei chiedere?se dicessi di no e continueranno a tartassati come potrei tutelarli?
    Grazie della rispodta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Premetto che loro non possono licenziare perché bloccate fino al 17 agosto

      Elimina
    2. Ti puoi licenziare di tua volontà solo se hai in vista un nuovo lavoro altrimenti non ha senso, perché se vieni licenziato avrai diritto alla NASPI che con 3 anni di lavoro può durare fino a un anno e mezzo, mentre se presenti le dimissioni non avrai diritto a niente.-
      Ti consiglio comunque di rivolgerti a un sindacato "serio" di cui ti fidi per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  47. Premetto che il sindacato mi ha detto che sono disposti a darmi una buona uscita( ma non mi ha detto in termini economici di quanto sia) secondo lei quante mensilità potrei chiedere? Per non arrivare ad agosto e farmi licenziare da loro? Perché se così fosse impegnerò il licenziamento e partirà una causa che so quando inizia ma non so quando finirà? Grazie ancora

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La risposta penso che indirettamente te l'avevo già data nel senso che se vieni licenziato, anche per giusta causa, avrai diritto alla NASPI per 18 mesi quindi dovresti chiedere almeno 12 mensilità aggiuntive.-

      Elimina
  48. Buonasera
    Lavoro da più di 12 anni ed ero un dipendente molto attivo. Ma
    la ditta ha detto che era in crisi e che non c'era lavoro per me (ufficialmente sto sul 3 reparti). So che il lavoro è arivato e stanno facendo degli straordinari. mi danno 9 mesi di buona uscita, ma il motivo del licenziamento: che non sono comparso sul posto di lavoro.
    Non sono stato d'accordo.
    Cosa dovrei fare in questa situazione?
    il motivo del licenziamento è sarà registrato da qualche parte?
    a me è stato detto che non c'è lavoro e non che sono un cattivo lavoratore.
    grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non c'è lavoro possono licenziarti per giustificato motivo oggettivo, mentre se sei un cattivo lavoratore possono licenziarti per giustificato motivo soggettivo (inadempimento degli obblighi contrattuali), e la causale del licenziamento risulterà sia al Centro per l'Impiego che all'INPS.-

      Elimina
    2. hanno ingannato questo per licenziarmi rapidamente.
      manca lavoro, ma il movito : sono cativo lavoratore. fanno furbi, in questo caso divento sporco per altro lavoro.
      chi mi può consigliare di contattare ed essere in grado di proteggere i miei diritti e prendere buona uscita.

      grazie

      Elimina
    3. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  49. Gentilissimo Avvocato, sono un dipendente da oltre 20 anni di un'azienda con contratto a tempo indeterminato metalmeccanico industria volevo sapere avendo un situazione lavorativa molto difficile mi stanno mettendo in condizioni molto difficile e mi sto esaurendo. Quanti mesi continuativi posso stare in malattia e in che modo posso evitare il licenziamento ....? Grazie cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si può restare in malattia al massimo per 6 mesi consecutivi, poi non si viene più retribuiti e si è a rischio licenziamento, ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  50. Buon giorno dott, Censori, lavoro da sei mesi in Rsa, presso una cooperativa sociale A.R.l, il 30 giugno mi e scaduto il contratto, il primo luglio mi lo hanno rinnovato, solo che aveva una novità, che dice cosi: Proroga rapporto di lavoro a tempo determinato,ed acquisizione status socio Lavorativo.
    Con una quota associativa di 129 euro più la tassa di ammissione di 50 euro, io non capisco come posso diventare socio con un contratto determinato, e se non mi rinnovano il contratto, cosa faccio, io non vorrei compilare i documenti di ammissione, con quel tipo di contratto non mi interessa diventare socia, solo che il contratto già lo ho firmato. Pero dovrei consegnare altro documento compilato, che ed la domanda d d'ammissione, sono un po delusa di questa situazione, cosa mi consiglia lei. Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Patricia!
      In effetti non è una procedura corretta, ti consiglio quindi o di pretendere un contratto a tempo indeterminato o di revocare lo status di socio lavoratore, e di rivolgerti eventualmente a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
    2. Gentilissimo dott,Censori, la ringrazio molto per la sua risposta

      Elimina
    3. Ciao Patricia!
      Prego!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  51. Buonasera Egregio Avvocato,
    in azienda ci rappresenta un'unica sigla sindacale le precedenti sono state "annullate" dall'azienda.
    Questa sigla sindacale è diventata l'unica RSU che ci dovrebbe rappresentare tuttavia quest'attività non
    viene fatta anzi senza neanche informarci ormai firma qualsiasi cosa che gli propone l'azienda!
    Volevo sapere gentilmente quanto tempo puo' stare in carica una RSU, quando scade il mandato perchè scade vero Avvocato?
    Oppure si rinnova tacitamente?
    Inoltre volevo chiedere se c'e' un modo per sfiduciare eventualmente questa RSU?

    Grazie come sempre gli faccio i complimenti per il sito

    Cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un'azienda non può "annullare" le sigle sindacali, perché per legge sono i lavoratori che decidono da chi farsi rappresentare, ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  52. Buongiorno dottor Censori vorrei il suo aiuto per questo mio problema:
    Sono stato assunto a febbraio il 21/2020 a tempo indeterminato part time presso azienda sicurezza negozio scarpe finisco il mese poi inizio la prima settimana di marzo e si ferma tutto per covid come tante aziende quindi confermato cassa integrazione fino al 4 luglio tuttora sono a casa la mia azienda mi dice che non sanno ancora cosa fare perché il negozio presso cui lavoro non ha bisogno della sicurezza.
    Sono abbastanza disperato perché ancora non c è stato nessun bonifico dall inps e la mia azienda non anticipa la c.i..
    Come mi devo comportare?
    Secondo lei devo rivolgermi hai sindacati?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  53. Grazie sarà fatto volevo essere sicuro per non fare innervosire l azienda in questione.
    Grazie ancora

    RispondiElimina
  54. Buongiorno,
    Sono stata assunta con un contratto a tempo determinato della durata di 1 anno in scadenza a fine ottobre. Mi hanno tenuta il massimo che hanno potuto in cassa integrazione e prima di essa ho subito un po' di mobbing non dimostrabile in ufficio.Sarei dovuta rientrare due settimane fa ma il mio dottore mi ha dato 2 settimane di malattia,soffro di attacchi di panico dimostrabili da un ricovero di qualche anno fa a seguito di una dipendenza.ora io sto davvero molto male e mi manca l'aria solo al pensiero di rientrare. Non so fino a quando starò in malattia ma loro durante questo periodo potrebbero licenziarmi per chiusura ufficio commerciale?oiché ho saputo che vogliono chiudere la sede dove lavoravo io o sono costretti a spostarmi all'altra azienda fino a chiusura ctr?e se rientrassi mi possono comunque licenziare con indennità o senza?Grazie mille per il supporto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non capisco il tuo problema!
      Se ti licenziano per chiusura ufficio, da quello che mi scrivi ti fanno un favore, e puoi richiedere la NASPI.-
      Comunque di solito se un'azienda chiude un ufficio propone ai lavoratori di trasferirsi a un altro aperto e se i lavoratori non accettano la proposta vengono licenziati.-

      Elimina
  55. Gentile Dott.Censori
    sono unico impegato di una ditta commercio alimentare con 7 dipendenti con anzianità di oltre 20 anni, senza alcun provvedimento disciplinare e con cosiderevole numero di ferie e permessi accumulati.
    Arrivato il covid il proprietario ha deciso di sfruttare (ma non per tutti i dipendenti) interamente la CIG; durante le 18settimane ha lavorato molto proficuamente essendo attività che ha potuto sempre restare attiva.
    Trascorso il termine mi (ci) propone trasformazione contratto a part-time adducendo (ovviamente) a crisi etc.
    Non ho accettato, dato il carattere ritorsivo della proposta. Sapendo benissimo che posso comunque essere fra i licenziati, come si può dimostrare che in effetti manca il 'giustificato motivo oggettivo' visto che si tratta palesemente di speculazione nascosta dietro 'crisi covid'?
    So che il rifiuto part time non potrebbe essere oggetto di licenziamento ma puo' essere considerato come tentativo di "repechage" (e quindi danneggiarmi in caso di mensilità aggiuntive al licenziamento)? E se non pretendo troppo a quante mensilità aggiuntive potrei ambire? Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il lavoratore, nel caso in cui il licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo o per giusta causa sia dichiarato dal giudice ingiustificato, sarà risarcito con il pagamento di una indennità da 4 a 24 mensilità, determinata in modo crescente in relazione all'anzianità di servizio.-

      Elimina
  56. Buonasera Dott. Censori
    Io ho un contratto a tempo indeterminato con una cooperativa che ha un appalto con un concessionario dove io svolgo il lavoro di segretaria il mio contratto è commercio. Ora ci hanno messo in cassa e poi ferie, io sono la più anziana tra le mie colleghe... Loro si occupano principalmente di sanità come servizi per gli ospedali, cliniche e pulizie degli stessi... La mia domanda è possono propormi un ruolo ad esempio per fare le pulizie in caso il concessionario non vuole più personale? Quindi passare da un contratto commercio ad un altro con una mansione totalmente differente? Hanno molti dipendenti e io appunto ho il contratto con la cooperativa e non con il concessionario. La ringrazio in anticipo
    Saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      La cooperativa può proporti un ruolo diverso e sta eventualmente decidere se accettarlo o meno.-

      Elimina
  57. Salve avvocato ho una domanda se mi può gentilmente rispondere Ho un contrato indeterminato part time da Gennaio e a aprile sono rimasta a casa per locdaun Mi manda un email la mia azienda che sono in casa integrazione dal 2 di Marzo e io ho lavorato fino a 24 di marzo Mi dicono che per salvare il mio lavoro aspetto casa integrazione e prendo 2 messi Marzo Aprille poi mi chiamano e rientro a lavoro a 6 di Maggio lavoro fino a 7 di luglio e nessun stipendio e nessuna risposta Poi ho voluto le spiegazioni niente e sono andata a casa mia non sono più andata a lavoro mi hanno mandato una lettera agosto dove mi scrivono che devo dare una risposta perché non sono andata a lavoro Sono una mama sola e le scuole chiuse e se non prendo il mio stipendio non so come pagare una bebisiter doppo qualche giorno mi mandano la lettera di licenziamento non mi hano neanche pagato i stipendi dei mesi successivi Cosa devo fare mi spetta disucupasione o no Vi ringrazio in anticipo per una eventuale risposta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ti rivolgevi prima a un sindacato forse avresti potuto evitare il licenziamento, ma non avendo risposto alla lettera di contestazione dell'azienda è difficile contestare ora il licenziamento stesso.-
      Presumo infatti che sei stata licenziata per giusta causa, quindi per tua "grave" colpa, anche se ritenevi di essere giustificata dal mancato pagamento degli ultimi stipendi.-
      Comunque anche se sei stata licenziata per giusta causa hai diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI), ti consiglio pertanto di rivolgerti a un patronato per la domanda ed eventualmente al sindacato per il recupero di tutte le tue spettanze.-

      Elimina
  58. salve dott Censori , vorrei porle il mo problema io da circa 37 mesi sono assunto a tempo determinato suddiviso in questo modo: contratto a chiamata intermittente part time 4 ore della durata di 22 mesi sostituzione maternità, 2° contratto a seguire contratto a tempo determinato sempre part time 4 ore della durata di 15 mesi per sostituzione maternità di un altra dipendente, volevo anche sottolineare che da un contratto all altro non mi sono stati dati il tfr del primo contratto + i 40 giorni di ferie maturati non goduti , con nuovo contratto non risultavano più' e ripartito da zero. adesso mi scade il contratto e mi a detto che se volevo continuare con un contratto a tempo indeterminato dovevo accettare una misera somma di tfr e ferie circa 70 giorni non godute sia del primo contratto che del secondo , io mi sono opposto anche perché gli orari di lavoro effettivi son 8 ore, ma nell contratto erano segnati part time a 4 ore ora ho scoperto che stanno assumendo un altra persona al posto mio possono farlo visto che ho lavorato per loro circa 37 mesi, e un altra domanda se decidessi di registrare la mia conversazione col datore di lavoro posso usarlo come prova ? grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio, perché per aprire una vertenza sindacale devi concordare preventivamente con il sindacato tutti i passi da seguire.-

      Elimina
  59. Salve ho lavorato con contratto a chiamata a tempo indeterminato l'azienda non mi chiamano più al lavoro da quasi 6mesi ma nemmeno non mi licenziano dicendo che non mi possono licenziare per il divieto di licenziamenti vorrei andare su disoccupazione non cello alcun indennizzo altro lavoro non o trovato non so cosa fare cosa mi consiglia di fare? Grazie aspetto la sua risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo non c'è soluzione!
      Premesso che non bisognerebbe mai sottoscrivere un contratto a chiamata a tempo indeterminato, perché è un vincolo solo per il lavoratore, che può avere dei problemi come nel tuo caso.-
      L'unico consiglio che posso darti è quello di darti fare per cercare un nuovo lavoro, magari con un contratto a termine anche di breve durata, perché se lo trovi puoi dare le dimissioni dall'azienda attuale, lavorare per la durata del contratto ed andare in disoccupazione alla scadenza dello stesso.-

      Elimina
  60. Grazie per avermi risposto Io o chiesto a vari sindacati e ogni uno mi ha dato un altra risposta per esempio CGIL dice che la sospensione dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo riguarda i contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato e non il contratto di lavoro intermittente, sia pure a tempo indeterminato, ove la prestazione lavorativa dipende dalla "chiamata" del datore di lavoro che può non arrivare mai o soltanto qualche volta.quindi lei mi conferma che il divieto di licenziamenti vale anche per contratti a chiamata? Grazie aspetto la sua risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io credo che se disquisiamo io e te su quello che prevede la normativa non ne veniamo a capo, nel senso che se il datore di lavoro non vuole licenziarti per non avere problemi in futuro, non puoi imporglielo, quindi il fatto che volendo potrebbe anche farlo purtroppo è secondario.-

      Elimina
  61. Buongiorno avvocato Censori, avrei un quesito da gennaio 2020 sono assunta presso un'azienda del settore metalmeccanica artigianato come impiegata segretaria di 4 livello in sostituz maternità fino al 13/ 11/2020. Al momento dell'assunzione quando avevo visto lo stipendio lordo di 1300 ho subito obiettato e si è stabilito uno stipendio di 1250 netti mensili se no nn avrei accettato il lavoro. Ovviamente mi hanno mantenuto il lo livello e messo una voce a parte "stipendio concordato" che varia di mese in mese. Credo nn siano in regola, perché ogni festività viene assorbita da quella voce, così come questo mese l'ex bonus Renzi che da luglio è passato a 101 euro io ho dinuovo percepito i 1250 stabiliti. Possono farlo? E se nel caso la risposta fosse negativa, come dovrei comportarmi? Potrei eventualmente chiedere la differenza una volta finito il contratto e dopo aver preso la liquidazione? Dovrei fare vertenza e si può fare anche dopo aver chiuso il contratto?
    Sono arrabbiata per questi comportamenti e nauseata, già pagano una ml miseria e fanno anche i furbi.... attendo gentile risposta, grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Claudia!
      Quando si concorda con il datore di lavoro uno stipendio netto può esserci una fregatura, perché bisogna vedere se nel contratto è precisato che la somma aggiuntiva è assorbibile o meno, in quanto se non è precisato che non è assoribibile vuol dire che hai diritto comunque solo alla somma netta concordata.-

      Elimina
  62. Io pensavo fosse assorbibile solo per dagli aumenti futuri del ccnl, no di certo dalle festività e bonus Renzi! Ad ogni modo io la vedo come una scorrettezza assoluta, poi senza neanche dirlo! Sicuro che io nn possa avanzare richieste risarcitorie?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Claudia!
      Sono d'accordo con te che si tratta di una scorrettezza, ma quando hai accettato la voce "stipendio concordato" dovevi essere consapevole del significato del termine, e siccome hai comunque percepito uno stipendio superiore al minimo contrattuale credo difficile che tu possa avanzare richieste risarcitorie, perché dovresti dimostrare di essere stata ingannata.-

      Elimina
  63. No, perche non mi ha rifatto la lettera di assunzione è ci siamo accordati a voce. Quindi la voce stipendio concordato l' ho vista solo alla consegna della busta paga......

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Claudia!
      Ti consiglio di lasciar perdere perché purtroppo non mi pare che tu abbia delle prove a sostegno della tua tesi.-

      Elimina
  64. Salve io ho lavorato con contratto intermittente a tempo indeterminato come cameriera per 3 anni l'azienda non mi chiamano più al lavoro da 6 mesi ma nemmeno non mi licenziano se io do le dimissioni perdo la disoccupazione io ho trovato un altro lavoro di breve durata per sostituire qualcuno per 3 settimane al termine di contratto posso chiedere la disoccupazione se do le dimissioni dal contratto intermittente?grazie aspetto la sua risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Se dai le dimissioni subito o comunque prima che scada il nuovo contratto, al termine dello stesso avrai diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI).-

      Elimina
  65. Grazie mille per avermi risposto.

    RispondiElimina
  66. Egregio avvocato, ho lavorato come colf con regolare contratto da settembre 2019 con lungo orario. Nei tempi previsti dalla legge ho ricevuto avviso di licenziamento, con decorrenza dal primo marzo2020. Il motivo per cui mi hanno voluto licenziare era dovuto a loro esigenze famigliari: avere una persona di servizio a tempo pieno, con vitto e alloggio. Ho preso atto della loro decisione e ho accettato il licenziamento. Per sue esigenze il mio datore di lavoro, nonostante il rapporto di lavoro fosse gia' concluso, ha comunicato il licenziamento soltanto il 30 aprile successivo, scrivendo, inoltre, che si trattava di una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.
    Per questo motivo la mia domanda per ottenere l'indennita' di disoccupazione (Naspi) e' stata respinta, perche', testualmente,"la cessazione del rapporto di lavoro per dimissioni non da' diritto alla concessione del trattamento in oggetto".
    Il datore di lavoro si e' dichiarato disponibile a correggere on line la motivazione della cessazione del rapporto di lavoro, chiarendo che si tratta di licenziamento e non di dimissioni. Visto che la correzione on line per l'Inps non e' valida, cosa mi consiglia di fare e che cosa dovrebbe fare il mio datore di lavoro?
    Distinti saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo ai fini del diritto alla NASPI le regole le stabilisce l'INPS e quindi ora non puoi più farci nulla, ti consiglio pertanto di rassegnarti.-
      L'unico consiglio che posso darti è quello di cercarti un nuovo lavoro anche con un contratto di breve durata, alla scadenza del quale avresti diritto alla NASPI calcolata anche sul precedente rapporto di lavoro.-

      Elimina
  67. Buongiorno le ho già scritto nel mese di febbraio, vorrei un consiglio. Lavoro da 29 come dipendente di una farmacia privata (commessa 4 livello). La mia titolare ha deciso di cedere L attività ad un altro farmacista il quale all’inizio aveva deciso di non tenere il personale presente. Ora il nuovo titolare. Iole parlare con me per capire se in qualche modo io voglia rimare al lavoro con lui. Premetto che mi mancano 3 anni alla pensione. Quello che vorrei sapere è se non accetto il passaggio chi mi deve licenziare? Perché la mia collega farmacista che non rimane al lavoro viene licenziata dal vecchio titolare con la promessa di non farle cause(comportamento corretto?). Nel caso posso chiedere un indennità di buona uscita. Grazie
    Antonia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Antonia!
      Forse non ho capito bene la domanda, nel senso che la tua collega viene licenziata magari con un incentivo se si impegna a non impugnare il licenziamento, mentre tu vorresti un incentivo anche se il nuovo titolare vuole assumerti?
      Comunque se ti mancano 3 anni alla pensione ti consiglio di accettare la nuova proposta perché in caso contrario corri il rischio che rifiutandola non avresti diritto nemmeno all'indennità di disoccupazione.-

      Elimina
  68. La mia collega viene licenziata senza incentivo con accordo tacito tra di loro. Io non voglio chiedere incentivo ma essere sicura che dal licenziamento passi alla naspi. E nel caso chi mi deve licenziare se la mia attuale titolare o il farmacista che subentra. Nel caso due anni sono coperti da naspi e il terzo me lo pagherei, come mi ha spiegato il sindacato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Antonia!
      Ti deve licenziare la tua attuale titolare come la tua collega, presumibilmente con le stesse modalità.-

      Elimina
    2. Il licenziamento per cessazione attività da diritto alla naspi.?grazie

      Elimina
    3. SI!
      Il licenziamento da diritto alla NASPI a prescindere dalla motivazione, quindi anche in caso di cessazione dell'attività.-

      Elimina
  69. Grazie per la risposta.

    RispondiElimina
  70. Buongiorno,io ho lavorato con contratto intermittente a tempo indeterminato albergo dove lavoravo non mi chiamano più al lavoro dall mese di marzo se do le dimissioni per causa che non mi chiamano al lavoro da 7 mesi ho diritto a disoccupazione? Perché loro mi hanno detto che non mi possono licenziare per il divieto di licenziamenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo se presenti le dimissioni non hai diritto all'indennità di disoccupazione, quindi o aspetti che finisca il blocco dei licenziamenti o presenti le dimissioni e ti cerchi un lavoro anche con un contratto di breve durata, al termine del quale avrai diritto alla NASPI recuperando anche il precedente periodo di lavoro.-

      Elimina
  71. Grazie per la risposta ma se io aspetto che finisca il blocco di licenziamenti e loro non mi licenziano perche da quanto ho capito ce qualche multa da pagare se loro mi licenziano perche il mio contratto e a tempo indeterminato quindi la mia domanda e dopo che finisce blocco licenziamenti loro devono pagare lo stesso la multa o questo discorso della multa vale soltanto per questo periodo di blocco licenziamenti grazie aspetto la sua risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo il discorso della multa varrà anche dopo il blocco dei licenziamenti a meno che non cambi la normativa nel frattempo.-

      Elimina
  72. Grazie per la risposta.

    RispondiElimina

I commenti rimarranno disabilitati nel fine settimana.