domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


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Gianfranco Censori

171 commenti:

  1. buongiorno avvocato a mia moglie non e' stato rinnovato il contratto di lavoro alla scadenza del precedente'perche' e' subentrata una nuova azienda nella gestione della ristorazione alberghiera,che non ha voluto prolungare il rapporto.
    La domanda e':circolando voci su un probabile fallimento dell'azienda precedente, come puo' fare mia moglie a recuperare tfr,ferie e permessi in sospeso,nonche' 2 mensilita' arretrate e mai pagate?
    Essendo il ristorante di albergo, cessione di ramo d'azienda deve l'albergo eventualmente rispondere in solido?
    grazie per una sua delucidazione
    daniele monaco

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    1. Ciao Daniele!
      Tua moglie deve o aprire una vertenza sindacale o intentare una causa al suo ex datore di lavoro per il recupero delle sue competenze maturate, e non ha titolo per rivolgersi alla nuova azienda subentrata.-
      In caso di fallimento provvederà il fondo di garanzia dell'INPS a provvedere al pagamento del TFR e delle ultime 2 mensilità arretrate, escluse ferie e permessi non recuperabili.-

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  2. grazie avvocato se l'azienda non risponde alle nostre rimostranze ,
    ci si puo' rivalere sull'hotel che avendo ceduto il ramo d'azienda
    risponderebbe in solido?
    grazie ancora
    daniele monaco

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  3. Buongiorno,
    Avevo precedentemente scritto un commento ma credo non fosse andato a buon fine.
    In questo evidenziavo il fatto che sono una dipendente indeterminato 3 livello con contratto commercio.
    Dopo una malattia legata ad una perdita affettiva non sono piu rientrata a lavoro dal 26/08.in questo momento sto male e non ne voglio sapere di colleghi lamentarsi per essere sfruttati ne delle continue esigenze da parte del datore di lavoro senza nemmeno essere retribuiti correttamente..non rientrero' piu non ho le forze.vorrei pensare solo a stare meglio fisicamente ed emotivamente.
    Volevo domandare se a livello legale solo per la mia assenza puo farmi una causa il mio datore di lavoro o l'inps?
    So che sto sbagliando io in questo momento e che paghero' con i miei soldi ma non m'importa.
    Quanti giorni per legge sono per licenziare una persona?
    Saluti e grazie

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  4. volevo aggiungere che ad oggi non ho ricevuto alcuna comunicazione ne telefonata.

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    1. Se non sei intenzionata a rientrare più in servizio, puoi presentare le dimissioni, in caso contrario l'azienda quando lo riterrà opportuno, provvederà a licenziarti per prolungate assenze ingiustificate.-

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    2. Grazie,ho provato a conttatarli per parlare del mio disagio senza risposte.
      Dopo quanti giorni di assenz possono licenziarmi?
      Possono farmi causa per questo?

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  5. Buongiorno,il mio datore di lavoro mi ha più volte incoraggiato a dare le dimissioni.Dopo 9 anni ho deciso di non presentarmi più al lavoro ma il mio capo dice che non mi licenzierà mai e che devo essere io a dare le DIMISSIONI.La mia domanda è perciò se può tenermi in questo"limbo"senza retribuzione è senza licenziarmi a oltranza. Grazie

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    1. Purtroppo SI!
      Se non sei intenzionato a rientrare più in servizio, puoi presentare le dimissioni, in caso contrario l'azienda quando lo riterrà opportuno, provvederà a licenziarti per prolungate assenze ingiustificate, e nel frattempo risulterai in aspettativa non retribuita.-

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  6. Gentilissimo Dottor Censori.
    Visto la sua cordiale risposta in merito alla mia dimissione,laddove non volessi piu rientrare a lavorare.
    Oggi mi sono recata al ufficio di collocamento e per loro risulto licenziata dalla mia attuale ditta nel 2016.io non sono mai stata licenziata da loro e, fino a luglio 2018,continuo a percepire stipendio e busta paga.i contributi fino al 6/2018.
    Ripeto,risulto assente dal 26/08 dal lavoro devo aspettarmi il loro licenziamento oppure meglio dimettermi in questa situazione.
    E non rispondono alle telefonate.
    Ho paura che mi creino ulteriori danni oltre gia quelli fisici (intervento) e morali (non hanno mai risposto in precedenza alle mie mail).
    Saluti

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    1. Se presenti le dimissioni sei tu che decidi i termini, mentre se aspetti il licenziamento è il datore di lavoro che li decide, quindi se vuole farti un dispetto può lasciare tutto in sospeso per mesi, ovviamente senza paga e senza contributi, come periodo di aspettativa non retribuita.-

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    2. La ringrazio per la sua disponibilita'.Ho presentato le mie dimissioni questa mattina.
      Perdero' i miei soldi del tfr accumulati in questi anni per la mia assenza o per il mancato preavviso?
      Saluti

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    3. Perderai il mancato preavviso, cioè tanti giorni di paga quanti erano i giorni di preavviso previsti dal tuo contratto.-

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  7. Salve dott. Censori, l’azienda dove lavoro da 5 anni, al rientro da una malattia di quasi tre mesi, mi ha comunicato che verrò trasferìto in un’altra sede, vicino a casa, ma io per motivi personali non accetto, cosa succede se non mi presento?? grazie mille

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    1. Se non ti presenti alla nuova sede di lavoro presumo che verrai licenziato per assenze ingiustificate.-

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  8. Buon giorno , avrei bisogno di un consiglio .
    Io sono una ragazza in maternità obbligatoria al nono mese di gravidanza , il bar/ ristorante per cui lavoravo ha chiuso senza nessun preavviso le saracinesche il 19/09/2018, quindi sette giorni fa. Mandando un messaggio a noi dipendenti con scritto " il bar è chiuso ho lasciato per voi dipendenti alcuni attrezzi del bar" .
    A questo punto ho provato a chiamare il proprietario dei muri del locale, e ho capito che i proprietari ( cinesi) non hanno avvisato nessuno della chiusura.
    Dopo sei giorni dalla chiusura la mia collega ha ricevuto una lettera dai titolari con scritto che l attività e stata chiusa per giustificato motivo oggettivo, e che il rapporto di lavoro si intende chiuso dal 30/09 a me non e arrivata nessuna lettera di licenziamento ancora, devo aspettare di riceverla o nel mio caso non possono licenziarmi? sono rimasti indietro al pagamento della maternita.mi sono rivolta all' Inps ma mi hanno detto di rivolgermi all' ispettorato del lavoro.
    Ora mi sono informata tramite sindacato e all' ispettorato del lavoro ma non mi sanno dire cosa posso fare.
    Mi conviene licenziarmi ? Ho diritto alla naspi ? Oppure devo rivolgermi a wualcun altro per esempio Inps per ricevere la maternità?purtroppo non mi sento tranquilla in questo ultimo mese di gestazione .
    Grazie attendo con ansia una sua risposta .

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    1. Mi pare strano che ti sei informata sia all'ispettorato del lavoro che al sindacato e non hanno saputo dirti cosa fare!
      Infatti se il datore di lavoro ha chiuso il locale tu devi essere licenziata come la tua collega, quindi devi attendere la lettera di licenziamento fino al 30 settembre.-
      Se i primi ottobre non avrai ancora ricevuto nulla, dovrai prima verificare al Centro per l'impiego se risulterà il tuo licenziamento e in caso negativo dovrai rivolgerti a un sindacato di cui ti fidi per presentare le dimissioni per giusta causa e richiedere successivamente all'INPS il pagamento diretto del periodo residuo di maternità obbligatoria e successivamente della NASPI.-

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  9. Buonasera,sono un educatore professionale livello d2, assunto a tempo indeterminato in una cooperativa sociale. Ho ricevuto la lettera di licenziamento per giustificato motivo oggettivo (questioni economiche e taglio di personale) con i regolari 45 giorni di preavviso.nel corso di questi 45 giorni il datore di lavoro può integrarmi nuovamente nell'organico "strappando" la lettera di licenziamento?Posso valutare l'offerta o sono costretto ad accettare?grazie

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    1. Un licenziamento per giustificato motivo oggettivo può essere revocato durante il periodo di preavviso, quindi il rapporto di lavoro può continuare senza interruzioni, a meno che il lavoratore non presenti le dimissioni perché magari nel frattempo ha trovato un nuovo lavoro.-

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    2. Grazie!Le condizioni/ore del contratto devono essere le stesse che c'erano prima del licenziamento,o possono essere modificate?Dunque se non con il licenziamento non posso oppormi...

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    3. Se il licenziamento viene revocato devono rimanere le stesse condizioni di prima perché è come se non ci fosse mai stato.-
      Non capisco a cosa vuoi opporti, nel senso che se il datore di lavoro annulla il licenziamento o rimani in servizio come prima o te ne vai presentando le dimissioni.-

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  10. buongiorno Dott. Censori, dopo 5 cinque giorni di assenza ingiustificata dovuta a un trasferimento che io per motivi personali non ho accettato ricevo lettera disciplinare alla quale non ho dato nessuna risposta, dopo quanti giorni verro'licenziato per giusta causa?

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    1. Per un eventuale licenziamento per giusta causa, non ci sono dei termini di legge, quindi i tempi li decide il datore di lavoro.-

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  11. GENTILE DOTT. CENSORI INNANZI TUTTO VOLEVO COMPLIMENTARMI CON LEI VEDO CHE SEGUE TUTTE LE RICHIESTE E PROVA A DARE SEMPRE UNA RISPOSTA SENZA DIRE "RIVOLGETEVI AL PATRONATO"
    VOLEVO SE POSSIBILE CHIEDERE ANCHE IO UN CONSIGLIO, HO SUPERATO IL PERIODO DI COMPORTO IL 10 SETTEMBRE (TEMPO DETERMINATO, 4 LIVELLO DEL TERZIARIO) A OGGI NON HO RICEVUTO NESSUN LICENZIAMENTO. PREMETTO CHE LA MIA MALATTIA (2 ATTACCHI ISCHEMICI E DERIVANTI) MI E CAPITATA MENTRE LAVORAVO DA CASA SENZA CHE IO AVESSI UN CONTRATTO PER LAVORARE DA CASA, (LA MIA DITTA MI HA FORNITO PC E ACCESSO INTERNET) ORA LA MIA DOMANDA NON HO CHIESTO ASPETTATIVA E NEANCHE FERIE LORO NON MI LICENZIANO E IO SONO ANCORA IN MALATTIA IN ATTESA DI UN OPERAZIONE. SE LORO NON LICENZIANO POSSONO FARMI BUSTA PAGA A IMPORTO 0? O HO DIRITTO A UN COMPENSO? POSSONO TENERMI COSI IN SOSPESO?

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Una volta superato il periodo di comporto tu sei a rischio licenziamento, ma il datore di lavoro non è obbligato a licenziarti, presumo quindi che nel tuo caso voglia venirti incontro aspettandosi un rientro in servizio in tempi accettabili, e nel frattempo continuerai a rimanere in servizio ma con busta paga a zero.-

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  12. Buonasera Avvocato
    le scrivo per chiederle un'informazione.
    Il ritardo del pagamento dello stipendio reiterato nel tempo, può essere impugnato dal lavoratore per ottenere il licenziamento per giusta causa?
    Per farle un esempio, io sono assunto come magazziniere da 3 anni presso un'azienda del settore commercio.
    Pagano lo stipendio il 15 del mese successivo, però non hanno mai mantenuto la data. Per esempio ad oggi, 14/11/2018 ho percepito il bonifico saldo di Agosto 2018 e acconto Settembre 2018 per 600 euro totali (200 Settembre 2018)
    MI stanno mettendo in difficoltà, pagano quando vogliono e mi rammentano che i clienti non pagano ecc ecc. Ora, sono entrato in questa ditta che c'erano 5 dipendenti e sono rimasto solo io.
    Evidentemente hanno in corso un bel po' di vertenze nei loro confronti.
    Ma il mio problema è un altro, vorrei richiedere il licenziamento per giusta causa ed ottenere la NASPI, sarebbe possibile secondo lei?
    Continuare a lavorare senza percepire lo stipendio è dura, ed oggi mi hanno fatto trovare sul posto di lavoro un'altra persona in prova. Ovviamente non hanno intenzione di licenziarmi, credo che vogliano portarmi all'esasperazione col mancato pagamento dello stipendio.
    Aspetto una sua risposta, se potessi impugnare la cosa allora mi muoverei in questo senso, ottenere il liecnziamento appunto per giusta causa.
    Le chiederei oltremodo la conferma del preavviso, grazie.
    Cordiali saluti
    Massimiliano

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    1. Ciao Massimiliano!
      Per poter presentare le dimissioni per giusta causa ed aver diritto alla NASPI, la giusta causa va dimostrata ed è quindi necessaria un'assistenza sindacale.-
      Infatti bisogna seguire una procedura di legge che prevede almeno una diffida sindacale al rispetto dei termini nel pagamento degli stipendi.-

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  13. ma io sono indietro di due stipendi, mi fanno sudare lo stipendio sempre con piccoli acconti sui 500 euro, pertanto si stanno accumulando ma sempre rimanendo nei due stipendi arretrati, mettendomi sempre in grosse difficoltà..... Si può lo stesso fare una diffida al rispetto dei termini di Pagamento? Lavoro nel commercio, quali sarebbero i termini ? Grazie avvocato!

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    1. Il pagamento degli stipendi deve essere effettuato entro i 15 giorni successivi al mese di lavoro, ed ovviamente si può fare una diffida al datore di lavoro se non vengono rispettati i termini.-

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  14. Grazie avvocato. Solo un altra domanda poi la lascio tranquillo. Se mi licenzio senza giusta causa e dopo un po' trovo lavoro a tempo determinato, diciamo anche breve, dopo ho comunque l indennità di disoccupazione?

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    1. SI!
      La normativa prevede che per il diritto alla NASPI è solo l'ultimo rapporto di lavoro, anche di breve durata, che deve terminare o per licenziamento o per scadenza del contratto, quindi è ininfluente il motivo di cessazione dei precedenti.-

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  15. Salve Dottore in pratica sono titolare da gennaio di una piccola pizzeria artigianale a livello familiare e l'unico dipendente che ho è un portapizze che mi serve per il servizio e una banconiera che per sbaglio è stata assunta a tempo indeterminato!
    Adesso il problema è che l'investimento fatto nella pizzeria è a rischio perchè il lavoro non è decollato e quindi ho problemi nel pagare l'operai anche se fino ad ora lo sempre pagati,ma io mio padre e mia padre non prendiamo paga!
    Qltretuto dalla banconiera che mi ha truffato facendosi assumere già in gravidanza mi deve rientrare a gennaio dopo che finirò di pagarli l'ottavo mese di maternità anticipata...ma questo è una cosa che ormai siamo alla fine!
    Chiedevo essendo una piccola ditta artigianale dimodtrando che stò affrontando un lungo periodo di crisi lavorativa....posso tramite un avvocato chiedere un licenziamento oggettivo della banconiera appunto perchè non posso pagarla?
    Poi chiedevo lei lavora a tempo indeterminato ma solo 2 ore a sera,quindi a cosa vado incontro visto la legge fornero col fatto dei Tichet a carico mio...cioè lei ha lavorato con me per circa 3 mesi quindi come anzianità con me ha poco,contano anche gli otto mesi pagati ma non lavorati al fine di calcolare una somma che l'imps può decidere anche se è un licenziamento Legittimo per evitare di chiudere?
    Quanto potrò pagare ai fini del tichet per farli ottenere la naspi considerato che lavora appunto 2 ore al giorno e 4 giorni a settimana?
    Gli faccio questa domanda perchè nella legge fornero parla appunto di TICHET a mio carico ma in base credo al periodo lavorato presso di me o sbaglio?
    Grazie!
    in attesa!
    Cordiali saluti!

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    1. Ciao Roberto!
      Maternità!
      Diritti sanciti:
      Divieto di licenziamento: dall'inizio della gestazione e fino ad un anno di vita del bambino, (salvo colpa grave della lavoratrice, cessazione dell'attività aziendale o mancato superamento del periodo di prova).-

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  16. Gentilissimo Dott. Censori,
    da circa 30 mesi lavoro per un azienda con un contratto a tempo determinato - il primo contratto di 6 mesi, poi 12, e infine 18. Mi è stata fatta una proposta di lavoro a tempo indeterminato presso un'altra azienda, che richiederebbe la mia presenza in tempi molto stretti. Mi sembra però di capire che per i contratti a tempo determinato non siano previste le dimissioni e che, nel caso volessi interrompere il rapporto di lavoro prima della scadenza del contratto (quindi circa 6 mesi), dovrei corrispondere un risarcimento al mio datore. Il fatto che il mio attuale datore mi stia tenendo a tempo determinato da un lungo periodo e che invece mi si offra un tempo indeterminato potrebbe essere giusta causa per licenziarmi, e quindi non pagare nessuna penale? Nel caso non lo fosse, mi saprebbe dire come potrei capire l'ammontare della penale stessa? So che ci si può accordare con il datore di lavoro per interrompere il rapporto senza penali ma temo che non sarebbe molto propenso, per questo vorrei almeno sapere a quanto potrebbe ammontare il rimborso che mi potrebbero chiedere.
    La ringrazio in anticipo,
    cordiali saluti.

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    1. Se è possibile ti consiglio di concordare con il tuo datore di lavoro un congruo periodo di preavviso; in caso contrario sono a rischio tutte le competenze maturate tipo ultima mensilità e TFR, che potrebbero esserti trattenute come risarcimento danni per la rescissione anticipata del contratto.-

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  17. Sallve dott. Cennsori. O ricevuto liceciamento dopo 15 mesi di lavoro per mancanca di lavoro e qvindi per non colpa mia, fato domanda per Naspi e stata respinta dicendo ce non e giusta causa pero su liceciamento e scrito ce non ho chiesto io liceciamento dopo paio di mesi ance riesame era respinto dicendo da inps ce non ho dirito per Naspi

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    1. Non capisco!
      In caso di licenziamento, a prescindere dalla causale, si ha comunque diritto alla NASPI, quindi se la tua domanda è stata respinta presumo che manchi un altro dei requisiti necessari che sono:
      - Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nell'ultimo anno.-
      - Almeno 13 settimane di lavoro negli ultimi 4 anni.-
      A meno che al Centro per l'Impiego non risulti come causale dimissioni volontarie.-

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  18. Buongiorno avv Censori
    Lavoro da 2 anni in una cooperativa, 6 liv , se non mi presento più al lavoro sono penalizzato ai fini naspi? Possono trattenersi il preavviso e la quota societaria che mi trattengono ogni mese ? ( dovrebbero restituirmi le quote trattenute a fine rapporto)
    Grazie
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non ti presenti più al lavoro non risolvi nulla, perché resterai comunque in servizio fino a quando verrai licenziata per giusta causa.-
      In tal caso, quando lo decideranno, il licenziamento sarà immediato e quindi senza preavviso, e nel frattempo non avrai diritto ad alcuna retribuzione.-

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  19. Se verrò licenziata per giusta causa, non perderò il diritto alla naspi?
    Grazie

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    Risposte
    1. NO!
      Se verrai licenziata non perderai il diritto alla NASPI ma avrai solo la penalizzazione di un mese, nel senso che l'indennità partirà un mese dopo dalla data di presentazione della domanda all'INPS.-

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  20. Salve Dottor Censori gli scrivo brevemente il problema,in pratica da 1 anno ho aperto una piccola pizzeria con ditta individuale e nei primi 3 mesi la banconiera che avevo assunto a tempo indeterminato 2 al giorno per 4 giorni alla settimana per un Tot di 8 ore settimanali..ho pagato l'intera maternità (interdizione anticipata per gravidanza a rischio)e nonostante i problemi di avvio attività perchè si è fatta assumere già in gravidanza in pratica sono andato avanti perchè era protetta.Adesso "cosa che mi aspettavo perchè non percepivo stipendio da titolare sennon per i vizi,mi ha convocato il mio commercialista per dirmi che se voglio andare avanti ed evitare la chiusura tramite la contabilità ha constatato devo eliminare il personale perchè gli incassi sono giusto per pagare le tasse,bollette,affitto,alimenti per lavorare quel poco ecc....adesso ho messo un Avvocato con cui avrò un appuntamento la prossima settimana per vedere di fare un licenziamento oggettivo perchè la crisi si fà sentire da non poter anticipare nemmeno gli assegni familiari e lei di cui il lavoro è draticamente calato che io non prendo stipendio da circa 5 mesi per pagare le spese!
    Chiedevo se essendo un licenziamento per crisi dove il commercialista e l'avvocato nella lettera di licenziamento metteranno tutte le motivazioni che riguardano appunto gli introiti da non poter sostenere personale sennon solo il portapizze perchè è un servizio extra che bisogna mantenere e che la ragazza di cui parlo non è in grado di farlo altrimenti avrei licenziato appunto il portapizze che era più facile visto che ha un contratto a tempo determinato!
    Nel caso lo impugnasse visto che poi lei perde solo sulle 250 euro di stipendio,ma il resto cioè assegni familiari e allattamento oltre alla disoccupazione quasi và a guadagnarci...
    Domanda:se ci fosse a cosa o quale sanzione posso andare incontro se la ragazza lo impugnasse visto che in varie leggi ho letto che il licenziamento per crisi o calo di produzione è legittimo anche se la ragazza viene da una maternità come dicevo terminata ma al rientro e di conseguenza ancora tutelata..ma dimostrando il quasi fallimento "anche se non ho debiti",ma appunto certificando a chi di dovere tramite avvocato la contabilità che certifica un andamento da non potermi più permettere peronale in più...eventualmente anche se lei andrà a prendere tutto tramite inps compreso disoccupazione ecc...è possibile che debba pagare un indennità ovviamente paragonata ai 3 mesi effettivi di lavoro e 6 di maternità?? considerando poi che passato un anno di età del bambino potrei farlo tranquillamente per tale causa di crisi..cioè è giusto che io perda un investimento quando posso tentare col tempo di farmi conoscere e riscrescere come all'inizio dove si lavorava di più!
    in attesa ringrazio lei per il servizio che offre per argomenti molto delicati e variegati!

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    1. Ciao Roberto!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      La normativa prevede che il datore di lavoro non può intimare il licenziamento alla lavoratrice madre dall'inizio della gravidanza e sino al compimento di un anno di età del bambino. L’inizio della gestazione si presume avvenuto 300 giorni prima della data presunta del parto indicata nel certificato di gravidanza;
      In caso di licenziamento è necessario comunque che il datore comunichi per iscritto all'interessata i motivi e che questi non siano dovuti alla sua persona (gravidanza, puerperio ed allettamento), ma a motivi economici (crisi), tecnici e/o relativi all'organizzazione od alla produzione dell’impresa.-

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  21. Buongiorno Dottor Censori,vorrei chiederle gentilmente un consiglio.
    Sono stata assunta in una ditta meccanica come impiegata a tempo determinato dal primo luglio 2018, fino a luglio 2019. da metà dicembre, causa problemi seri di salute sono in malattia, sicuramente fino a fine febbraio ma probabilmente proseguirà.
    Ho chiamato il mio datore di lavoro per aggiornarlo sulla mia situazione clinica, chiedendogli come poter interrompere il rapporto. Ho richiesto qualsiasi tipo di licenziamento per poter richiedere la naspi, ovviamente escludendo le dimissioni. so che hanno bisogno di una persona che ricopra il mio ruolo e io nn sono proprio in condizioni di tornare, per questo mi sono preoccupata di avvisarlo in modo che cercassero una soluzione adatta ad entrambi,a parte le dimissioni, appunto.
    Mi hanno risposto che se mi licenziassero, avrebbero dei limiti per le successive assunzioni, persino tirocinanti...ma è vero?lei avrebbe una soluzione da proporre per la mia situazione?
    infine, un 'ultima domanda...il licenziamento appare da qualche parte?non so, al centro per l'impiego...insomma è rintracciabile e quindi potenziale deterrente per un futuro datore?
    grazie infinite per l'attenzione

    Cristina

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    1. Ciao Cristina!
      Ti stai ponendo un problema che non esiste!
      Infatti fino a 6 mesi consecutivi la malattia è indennizzata quindi non hai problemi ne tu ne il tuo datore di lavoro, e pertanto non sono necessarie ne le dimissioni ne il licenziamento.-
      Viceversa se la tua malattia è solo un pretesto perché non vuoi più rientrare in servizio, allora il discorso cambia nel senso che devi rispettare l'impegno che ti sei assunta sottoscrivendo il contratto.-

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  22. Salve Dottor.Consorti (scusi per l'anominato ma è una situazione abbastanza delicata e per il momento credo sia bene rimanerci).. Sono titolare di una piccola pizzeria insieme a mio padre e mia madre che da pensionati pagano l'inail per essere regolari nel darmi una mano,poi ho 2 operai di cui una banconiera addetta alla cassa....circa 1 anno e mezzo fà quando aprimmo ci siamo accorti che la cassiera rubava soldi dell'incasso giornaliero nei momenti in cui c'era confusione e più lavoro con precisione il sabato e domenica a cena lei riusciva ad approfittare del momento di confusione per sottrarre spesso anche banconote da 50...senza entrare nei particolari nel momento in cui mio padre voleva prendere delle misure..in 2 giorni si è messa in gravidanza anticipata e per circa 8-9 mesi non l'abbiamo più vista anche perchè mensilmente la pagavamo con bonifico...ora tra poco dovrebbe rientrare e noi trovandoci in una situazione di non fiducia e grande delusione siamo costretti a farla rientrare perchè è protetta fino ad 1 anno della bambina...premetto che all'epoca in cui ci siamo accorti dei furti non abbiamo denunciato in quanto per noi andando in maternità si disse tra noi che almeno per i mesi di gravidanza ce ne saremo sbarazzati,quindi la cosa è rimasta sospesa anche perchè mettendosi in gravidanza "poteva passare come scusa per un licenziamento che sarebbe stato respinto... pensando tra noi che siccome lavora solo 2 ore a sera a tempo indeterminato da operaia non sarebbe rientrata più...invece ci siamo sbagliati perchè lei per prendere gli assegni familiari adesso a breve ce la ritroviamo in servizio!
    La mia domanda specifica a parte il discorso telecamere che noi non vogliamo "forse".Se mio padre o io dovessimo ribeccarla a fare tale gesto come possiamo muoverci a livello di legge per effettuare un eventuale licenziamento....cioè è valida la nostra testimonianza visto che la pizzeria è totalmente a gestione familiare salvo un secondo operaio che facendo il portapizza a domicilio è spesso fuori e lei ruba in occasioni in cui appunto si trova o pensa di trovarsi sola....un giorno ad esempio un giorno non riuscendo a portare a termine il furto abbiamo trovato 50 euro tutte accartocciate come una pallina in un posto nascosto del cassetto pensando di prenderle appena poteva ma poi deve averci rinunciato non trovando il momento opportuno!
    Insomma come dobbiamo comportarci se la becchiamo....potrebbe essere valida la testimonianza se mio padre o madre o io la rivediamo fare tale gesto?
    Fino ad ora gli abbiamo dato tutti i suoi diritti nonostante ci sia un pò di crisi lavorativa o meglio il grande lavoro è concentrato solo sabato e domenica in cui ci rifacciamo degli incassi bassi infrasettimanali....ma se lei al rientro dovesse continuare con i suoi atti delittuosi come possiamo muoverci in caso la beccassimo ma non possiamo parlarli perchè appunto sabato e domenica è pieno di clienti e sarebbe una situazione oltre che difficile da trattare anche di brutto costume in caso mentisse davanti ad una sala piena in attesa della pizza,e visto che per privaci nessuno di noi può fare una perquisizione e nel caso chimassimo le forze dell'ordine potrebbe asserire che sono suoi oppure farli sparire....poi insomma chiamare la polizia...a parte che appena rientra la fiducia che c'era prima e l'amicizia verrà a mancare perchè mio padre in 45 anni di lavoro in proprio non si è mai trovato a gestire una situazione del genere come del resto io!
    Cosa ci consiglia di fare....premetto che il commercialista appena lo abbiamo avvisato si è limitata a stupirsi del fatto senza darci appunto qualche dritta per gestirlo!

    In attesa!
    Grazie del suo servizio e della disponibilità!

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    1. Purtroppo una vostra eventuale testimonianza non avrebbe alcun valore giuridico, in quanto come datori di lavoro siete parte in causa, quindi l'unica opzione possibile è quella di istallare delle telecamere, informando preventivamente i Carabinieri dei vostri sospetti sulla dipendente.-

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  23. Salve Dottor Censori nella risposta mi citava di installare le telecamere ed i carabinieri preventivamente....ma per l'installazione basta il consenso dei carabinieri oppure devo chiedere il permesso a chi di competenza dove poi i dipendenti devono firmare un foglio...quindi l'effetto sorpresa andrebbe a sparire e rimane solo come deterrente cioè per scoraggiare!
    oppure bastano i carabinieri per l'installazione?
    in attesa!
    Grazie!
    Buona giornata!

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    1. Per istallare le telecamere è sufficiente il consenso dei Carabinieri perché comunicherai i tuoi sospetti e saranno loro a controllare e verificare se saranno commessi dei reati.-

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  24. Buonasera, sono stata licenziata durante la maternità obbligatoria per cessazione di attività ma il mese successivo la stessa attività è ricominciata nello stesso locale, con gli stessi arredi e l'assunzione della mia collega. Dalla visura alla camera di commercio risulta la cessione del contratto di affitto del locale alla nuova società mentre la vecchia società è attualmente inattiva. È possibile dimostrare una cessione di attività e chiedere il mio reintegro a lavoro al termine della maternità? Se si, come devo procedere? Devo impugnare il licenziamento? E come posso chiedere il pagamento del mancato preavviso e del tfr? Grazie mille per la risposta

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    1. ho dimenticato di dirle che le due società non risultano essere legate tra loro in alcun modo e che risulta il pagamento di 20 mila per la cessione di affitto

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    2. Come giudizio non specializzato si legge chiaramente che con la cessione dell'azienda e la riapertura da parte di nuovi gestori non collegati ai precedenti credo che tù sia l'unico caso che non possa pretendere più nulla,perchè il nuovo gestore può assumere chi vuole non ha comprato l'attività compreso il personale....l'unica cosa che puoi pretendere credo sia il TFR salvo che il precedente tuo datore non abbia dichiarato un fallimento...ripeto se eri in gravidanza puoi solo pretendere il TFR DALL'EX datore,se ha chiuso nell'immediato non credo ci sia un preavviso...Dtto questo te continui a prendere i tuoi diritti di gravidanza direttamente dall'imps....magari se hai abbastanza contributi del passato oltre alla gravidanza percepisci una buona disoccupazione altrimenti ti tocca ugualmente una tantum dall'imps oppure dal comune....ripeto con la cessazione dell'intera attività credo sia legittimo il licenziamento...Comunque il Dottor Censori sarà più preciso! Auguri!

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    3. Assolutamente d'accordo a non pretendere nulla se la mia società avesse chiuso e basta ma dal momento che ha percepito un importo dalla nuova che prosegue la stessa identica attività (parafarmacia) nello stesso locale e con parte degli stessi dipendenti, sorge spontaneo il dubbio che si tratti di una cessione "nascosta", la mia maternità potrebbe essere scomoda... Vorrei solo capire se c'è margine d'azione in tal senso. Attendo con ansia la risposta. Grazie mille

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    4. Purtroppo NO!
      Confermo quello che ti è già stato scritto, nel senso che hai solo diritto al TFR e alle altre eventuali spettanze maturate con il tuo ex datore di lavoro, ma non hai alcun titolo per rivolgerti alla nuova società.-

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    5. Buonasera dottore, sono qui a disturbarla ancora perché il mio ex datore di lavoro mi ha inviato la busta paga ma non ha ancora provveduto al pagamento del tfr (rapporto concluso il 27 dicembre 2018). Dopo numerosi solleciti, mi è stato proposto il pagamento di 1000 euro al mese a partire dal 10 maggio ma, considerando che si tratta di 9650 euro, ci vorrà un anno per recuperare il tutto, posso rifiutare e pretendere il pagamento totale? Inoltre, non dovrei avere anche il pagamento del mancato preavviso? Il mio era un primo livello del ccnl commercio dal 1 febbraio 2013. Grazie mille per la disponibilità.

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  25. Buon giorno dottor Censori,scusi il disturbo avrei bisogno come tutti una delucidazione su questa mia situazione .
    sono stato assunto a tempo determinato x 6 masi purtroppo un improvviso stato di depressione x motivi familiari e altro dopo circa un mese mi hanno consigliato di andare dallo spicologo
    la malattia mi viene pagata normalmente per due mesi ;il terzo mese mi richiedono uno stipendio di 1500 circa dicendomi che loro li devono avere indietro perché non mi aspettavano non avendo maturato la malattia e mi che devo rivolgermi all' INPS per il pagamento diretto.
    mi rivolgo ai sindacati e mi dicono che è così che deve essere
    eseguo la trafila (sto ancora aspettando una risposta per il pagamento).
    la mia domanda è: visto che io purtroppo non ho retribuzione e che è scaduto il contratto e io devo dare indietro 1500 c.si possono trattenere il mio tfr con le altre spettanze ho sono obbligati dalla legge che dice che deve essere messo sul mio conto corrente con un bonifico.....
    in attesa la ringrazio per la pazienza e la risposta anticipatamente .
    M.F.

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    1. Purtroppo se il datore di lavoro deve restituire dei soldi all'INPS per tuo conto, può trattenerli dalle tue spettanze maturate.-

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    2. mi sembra anche giusto,o meglio non vedo perchè debba rimetterci il commerciante sù un errore da parte istituzionale....in genere l'imps in diversi casi tipo gravidanze ecc...anche in situazioni di difficoltà oltre ad anticipare tutto durante la gravidanza e sostituirla durante l'assenza trovandosi a pagare doppio personale seppur la sostituta abbia degli sgravi và pagata per il suo lavoro.....ma l'imps non fà nessun rimborso o bonifico alla ditta che anticipa ma semplicemente scarica dai contributi di altro personale,ma mettiamo un attività piccola in tale maniera viene messa in grande difficoltà,oltre al fatto di tenerli poi il posto e al rientro pagarre cioè anticipare allattamento e assegni familiari.....LA LEGGE FORNERO è STATA FATTA PER ROVINARE LE PICCOLE ATTIVITà,E QUINDI ANDREBBE RIVISTA URGENTEMENTE ALTRIMENTI ARRIVEREMO AD UN PUNTO CHE LE DONNE NON AVRENNO MAI UN CONTRATTO FISSO E POI NON SI LAMENTINO SE ALL'INIZIO GLI VIENE INVASA LA PRIVACI COL FATTO DI CHIEDERLI SE VUOLE BIMBI IN UN FUTURO PROSSIMO....PERCHè RIPETO UNA GRANDE AZIENDA PUò SOSTENERE ALCUNE SPESE,MA I PICCOLI ARTIGIANI O NEGOZI CHE GIà METà HANNO CHIUSO PER CRISI DI LAVORO DEL PAESE...QUESTA PRASSI GLI Dà LA MAZZATA FINALE.....bisognerebbe che l'imps i suoi problemi e sussidi che decide di dare ai dipendenti in diverse situazioni di convalescenza se le paghi direttamente di tasca loro senza mettere in difficolta le piccole e medie imprese spesso poi accusate di intascarsi il contributo del dipendente perchè appunto fà da tramite.....ALLORA PER EVITARE IL TUTTO L'IMPS E CHI LI GOVERNA SI DECIDANO A PAGARLI DIRETTAMENTE TRAMITE BONIFICO...VISTO CHE HANNO FATTO IL PAGAMENTO TRACCIATO E PRESTO METTERANNO AI COMMERCIANTI LA CASSA ELETTRONICA COLLEGATA CON L'UFFICIO DELLE ENTRATE,FINANZA ECC....TUTTA BUROCRAZIA CHE POI AL SUD NON VIENE MAI RISPETTATA MENTRE AL NORD SI!

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  26. Buonasera Dott.Censori mi è stato notificato un preavviso di licenziamento per giusta causa (motivi di crisi economica della azienda) con dei giorni scadenza errati rispetto a quelli stabiliti dal CCNL. Nello specifico: 4 livello comnercio con anzianità maggiore di 10 anni dovrebbeto essere 45 giorni e sono stati notificati 30. Personalmente non mi ritengo danneggiato che fare? Ritenere corretta la scadenza notificata o rispettare la scadenza contrattuale e erogare lavoro per altri 15 giorni?
    In attesa di gentile risposta
    Cordiali saluti.

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    1. Salve per mia esperienza và in base o meglio non c’è un termine fisso per il preavviso. La durata, infatti, varia a seconda dei:

      contratti collettivi;
      categoria di lavoratori;
      livello di inquadramento;
      anzianità.
      Se non rispettato hai facoltà di impugnarlo e avere un indennità!
      Ma il Dottor Consorti le sarà più preciso in merito!
      Saluti!

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    2. Attendo fiducioso delutidazioni dal Dottore. Per intanto grazie mille.
      Saluti!

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    3. Va premesso che un licenziamento è per giusta causa solo se c'è una grave inadempienza del lavoratore, mentre se è per crisi aziendale il licenziamento deve essere per giustificato motivo oggettivo.-
      Nel tuo caso, se il licenziamento è per giustificato motivo oggettivo, e se a te sta bene che la durata del preavviso sia inferiore a quella contrattuale, puoi attenerti alla scadenza fissata dal datore di lavoro, in caso contrario ti consiglio di presentare opposizione al licenziamento stesso.-

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    4. Tutto chiaro grazie mille. Si mi sono espresso scorrettamrnte il mio è un licenziamento per giustificato motivo oggettivo

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  27. Buongiorno Dottor.Consorti ma una piccola azienda familiare tramite cosa dimostra la sua crisi lavorativa-economica x un eventuale licenziamento?
    Forse dimoctrando la contabilità del netto che rimane annualmente e calcolato dal commercialista? Opppure ci sono altre prassi da dimostrare!
    ED i licenziamenti per tale causa (giusta causa) hanno vincoli di indennizzo nei confronti del licenziato "a parte i suoi diritti nel ricevere l'ultima busta con Tfr e tutti gli altri accessori maturati come ferie,permessi non goduti ecc...che andranno pagati"! Ci sono delle sanzioni "a parte" nei contratti della Ccnl a tempo indeterminato indeterminato per i licenziamenti come dicevo per crisi di lavoro e mancanza di produzione ai limiti della cessione d'azienda in attesa di vendere per vedere di non perdere l'investimento fatto?
    Qual'è la certificazione appunto che il commercialista possa dimostrare la crisi lavorativa d'azienda al fine di licenziare personale in ecesso...in modo anche di poter cercare di salvare il salvabile o evitare la cessione aziendale come accennato prima?
    Grazie!

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    1. Una piccola azienda familiare può licenziare un lavoratore per crisi economica, che deve dimostrare in caso di opposizione, con la riduzione del fatturato e quindi del reddito complessivo.-
      Ovviamente il licenziamento non deve essere per giusta causa ma per giustificato motivo oggettivo.-

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  28. Salve, sono stato licenziato per giusta causa a febbraio 2018 (contratto a tempo indeterminato precedente al 2015).
    Il giudice mi ha reintegrato a febbraio 2019.

    MI SPETTA LA INDENNITA' DI MANCATO PREAVVISO IN CASO DI REINTEGRA?
    Alla luce delle 2 recenti sentenze della cassazione, la 14192 del 04/06/2018 e la 18508 del 21/09/2016 ?
    Voglio dire che molte sentenze precedenti non prevedevano questa indennità, mentre queste 2 citate SI.
    Cosa ne pensa?
    Grazie,Marco G.

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    1. io credo che questo và in base a quello che chiede il suo legale dell'ispettorato nell'istanza!
      Poi il Dottor Censori sarà più preciso!
      Comunque come parte di persona neutra....il mio parere è che rientra in un posto di lavoro dove si viene cacciati per vari motivi personali,io non riuscirei a rientrare come nulla fosse successo di conseguenza le l'avrei fatta pagare più sul piano finanziario se il licenziamento era illegittimo,cioè avrei preteso più un bel indennizzo che rientrare perchè poi i rapporti di lavoro si incrinano e si lavora malissimo...
      Poi ognuno ovviamente fà le sue scelte ma sicuramente non troverà più l'ambiente di prima....poi posso pure sbagliarmi..è una questione a volte d'orgoglio ma preferisco i danni e dimostrare che posso vivere pure con altro lavoro..ma poi ovviamente ognuno ragiona in base ai suoi principi!

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    2. Confermo e sono d'accordo con chi mi ha preceduto!

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  29. Buonasera Dott. Censori,
    Le volevo chiedere un consiglio sono in un'azienda da 21 anni presto probabilmente mi chiederanno se voglio consensualmente essere licenziato. A fronte di ciò per quale cifra/annualità potrei accettare? Grazie cordiali saluti

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    1. Tu puoi chiedere fino ad un massimo di 24 mensilità, e se te ne vengono proposte di meno accettarle o meno è una scelta tua.-

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  30. Buongiorno Dott. Censori, dopo 2 anni di lavoro con contratto a tempo indeterminato sono stata licenziata per giustificato motivo oggettivo e con pagamento dell'indennità sostitutiva di preavviso di 20 giorni in data 07/02/2019 e il 13/2 mi sono recata al patronato per l'attivazione della Naspi. La mia domanda è perché sull'ultima busta c'è scritto data cessazione 7/2 e indennità sost. preavv. dal 15/2 al 6/3? Perché l'ind. di preavviso non parte dall'8/2? Sono solo 7 giorni ma vorrei capire il motivo per cui "sono spariti". Preciso che la Naspi è partita il 7/3.
    Grazie in anticipo per la sua risposta.
    Anita

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    1. Ciao Anita!
      Purtroppo la normativa prevede che il pagamento della NASPI decorre, non dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, ma dalla data del termine del preavviso, avendo tu percepito l'indennità di mancato preavviso.-

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  31. Si ok, ma l'indennità di mancato preavviso non deve partire dal giorno successivo al licenziamento? Sulla busta paga parte dal 15 e non dall'8, ha sbagliato quello delle buste paga? Devo impugnarla?
    Grazie di nuovo!

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    1. Ciao Anita!
      Purtroppo c'è una settimana di "franchigia" tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e la decorrenza della NASPI.-

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  32. Grazie mille del chiarimento e Auguri di Buona Pasqua!

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  33. Buongiorno ...lavoro da 6 anni al MC Donald's ormai le cose non vanno per niente bene dal momento in cui non ho più regalato totalmente la mia vita a loro facendo ore gratis e altro ragion per cui mi trattano come un cane ormai ....come posso fare per farmi licenziare ? Senza creare troppo scompiglio che tanto si sa come funziona da loro ....

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    1. Se vuoi farti licenziare inizia a rifiutarti di lavorare oltre all'orario di lavoro previsto dal tuo contratto, e cerca di attenerti scrupolosamente a quelle che sono le tue mansioni, e vedrai che prima o poi ti licenzieranno.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  34. Buongiorno, sono socia dipendente di una cooperativa da più di 2 anni, 5 liv, ho deciso di licenziarmi ma avevo dato disposizione di 2 settimane di ferie, posso convertire queste 2 settimane in preavviso? Ho già trovato un atro impiego e non possono aspettare perché nel nuovo lavoro gli serve subito una persona, grazie dei suoi preziosi consigli.

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    1. Purtroppo NO!
      I giorni di ferie non possono essere convertiti in giorni di preavviso, a meno che non ci sia il consenso del datore di lavoro dato per iscritto.-

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  35. Salve. Se ti licenziano perché non ti trovano a casa nel periodo di malattia si perde anche l'indennità Naspi?

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    1. NO!
      In caso di licenziamento si ha comunque diritto alla NASPI, a prescindere quindi dalla causale, e in caso di licenziamento per giusta causa c'è solo la perdita del primo mese di indennità.-

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  36. Salve Dottor.Censori sono titolare di una piccola pizzeria artigianale,se una mia dipendente dopo essere rientrata da un periodo di gravidanza,dove manca circa 3 mesi per 1 anno in cui è protetta,se litiga sul lavoro con un suo collega creandomi danni finanziari e figure di....davanti a clienti dopo avermi minacciato di farmela pagare quando mentre andava via ho cercato di trattenerla da titolare responsabile che non centravo nulla nella loro discussione,dove poi online dopo 2 ore dove gli ho spiegato che avendo lasciato il posto di lavoro ha oltre ha minacciarmi essendo il titolare anche se continua a venire a lavoro il giorno dopo,essendo a tempo indeterminato ma un part time cioè solo sab e dom...posso farli una lettera disciplinare e una denuncia ai carabinieri con testimoni oltre ad abbandono per avermi minacciato? in fin dei conti leggevo alcuni siti e post dove il giudice per abbandono ha licenziato!
    è vero chel'abbandono subito seppur gli dia la possibilità di venire il giorno dopo per non passare io nel torto posso tentare una causa di licenziamento oltre all'insubordinazione,poi minacce e abbandono del posto di lavoro con conseguente danno di incassi dovuti al fatto che di sabato c'era molto lavoro e abbiamo mandato via clienti!
    Cioè l'abbandono del posto di lavoro per un dipendente è un reato serio ai fini di chidere un licenziamento....premetto che stavo quasi chiamando i cc,perchè non ragionava!

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    1. Un licenziamento per giusta causa va dimostrato, quindi devi prima mandare una lettera di diffida alla dipendente, presentando eventualmente anche una denuncia ai carabinieri per le minacce ricevute, e successivamente in mancanza di un riscontro positivo soddisfacente procederai per il licenziamento con effetto immediato.-

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    2. Grazie Dottor Censori del consiglio perchè proprio oggi ho fatto ciò che mi ha consigliato e l'avvocato mi ha detto le identiche sue cose,in primis è partita una lettera,la denuncia la tiene in ufficio nel caso di invenzioni fantasiose della dipendente anche se ho il resto dei dipendenti a testimoniare di loro spontanea volontà!
      Mi facevo una domanda di come reagire nel caso a fine settimana non ricevendo la raccomandata se si presenta sul lavoro facendo finta di nulla o nel caso non accettasse appunto la raccomandata....come devo comportarmi farla lavorare o spiegarli qualcosa?
      Grazie del suo aiuto che offre in questa materia....poi la terrò aggiornata per questa vicenda!
      Grazie ancora!
      Saluti!

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    3. Prima di rientrare in servizio la lavoratrice deve ritirare e rispondere per iscritto alle contestazioni che le sono state rivolte, quindi se non ritira la raccomandata o non risponde deve essere rimandata a casa con l'avviso che seguirà un'altra raccomandata con la quale le verrà comunicato il licenziamento immediato per giusta causa.-

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    4. Salve Dottor.Censori appena ricevuta la raccomandata la dipendente dopo 2 ore credo sù consiglio del sindacato o dove si è rivolta(con la lettera di minacce e abbandono lavoro con testimoni)mi ha mandato un certificato medico di 4 giorni che è diritto seppur non ci sia scritto nessuna prognosi...ovviamente a mio parere è un dispetto oppure per guadagnare tempo ecc..non sò?
      Ora mi diceva l'avvocato che noi non possiamo procedere con eventuale sanzione di licenziamento ecc..in quanto come accennato è malata,ma è vero che lei comunque deve sempre rispondere entro 5 giorni alla lettera di richiamo seppur malata?

      Grazie!

      Buona Giornata!

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    5. SI!
      La lavoratrice deve comunque rispondere entro 5 giorni, quindi al termine della malattia in caso di mancata risposta o di risposta insoddisfacente potete procedere per il licenziamento per giusta causa con effetto immediato.-

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    6. Grazie Dottor.Censori offre un servizio di consulenza veramente professionale in un ramo a molte persone che a volte resta difficile capire e come muoversi!
      Cordiali Saluti!

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    7. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  37. Buona sera,vorrei chiedere un informazione se Lei gentilmente é disposto a dare...io ho lavoro in un bar dal 15 maggio 2018, tempo determinato per 6 mesi dopo il contratto è stato trasformato in indeterminato. Il 8 di aprile 2019 ho subito un intervento e sono stata in malattia fino a ieri 12 maggio. Dovevo iniziare il lavoro, chiamo il mio titolare il giorno 9 maggio per chiedere orari o se ci sono modifiche e lui mi dice che passa da me per spiegarmi le cose.È venuto dicendomi che non riapre più il bar e che oggi 13 maggio mi porta la lettera di licenziamento. Non è più venuto e non mi ha chiamato. Cosa devo fare e come mi devo comportare? Devo menzionare che il bar è chiuso per ferie dal 21 aprile per ferie.Grazie mille in anticipo per la risposta. Buona serata

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  38. dunque da imprenditore se il locale ha chiuso dal tuo ex titolare hai diritto a percepire il Tfr con tutti i tuoi diritti maturati,cioè ferie permessi ecc...mentre se è un fallimento tutto diventa più complicato e ancor di più ha lasciato debiti nel posto di lavoro questo dovrà dirtelo il dottor.Censori perchè per il recupero dei tuoi diritti finanziari oltre ad essere dura prenderli è una pratica che passa dal tribunale dei fallimenti e a volte esistono fondi per aiutare chi subisce ingiustizie o recuparare almeno i contributi per vedere di rientrare in un beneficio di disoccupazione.....se ha chiuso all'improvviso la vedo...leggendo tale post mi ricorda la storia di un conoscente il quale facendo il passo più lungo della gamba alla fine pieno di debiti ha rovinato molta gente compreso fornitori che rimandava sempre i pagamenti con scuse per poi chiudere e non farsi più vedere nelle vicinanze dura dipende dal tipo di chiusura,tanti chiudono e poi riaprono con prestanomi e quindi se è nulla tenente non ti dirà appunto che è nei guai e farà la vittima (comunque prima di firmare il licenziamento io avrei preso tempo e soprattutto chisto come e quando e soprattutto dove presentarti per percepire la tua paga ecc...),perchè lui potrebbe anche averti inventato una balla con la scusa di licenziarti.....ti consiglio di muoverti subito e levarti il dente.....cosi si dice da noi!
    il Dottor Censori ti sarà più utile di me come agire in quanto è un dottore in materia!

    Auguri perchè possa sbagliarmi!

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    1. Le opzioni possibili come hai scritto tu stesso sono diverse, quindi consiglio alla lavoratrice di rivolgersi a un sindacato per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  39. Buonasera avvocato, desideravo sapere se un contratto nuovo indeterminato può essere assoggettato, in via convenzionale,al regime di stabilità di cui art .8 n 300 comma della l.247/2012.in definitiva il lavoratore con questa dicitura sarà tutelato per intero dalla art 18,o lascia il tempo che trova , Grazie per attenzione.

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    1. L’art. 18 dello Statuto dei
      Lavoratori è stato radicalmente
      modificato negli ultimi tre anni,
      prima dalla Legge 92/2012,
      meglio conosciuta come Legge
      Fornero e oggi dal “Jobs Act”
      (legge delega 182/2014 e relativi
      decreti attuativi).
      Riguardo ai licenziamenti può digitare lei stesso tale articolo!

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  40. Buon giorno dott.

    vorrei chiedere un informazione,
    sono dipendente di un azienda di servizi , e sono in fase di licenziamento per termine di contratto con il cliente dove presto servizio da 30 anni, ma la mia azienda mi ha comunicato che non riesce a rintregrarmi, cosa mi aspetta di preavviso o altro?

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    1. In caso di licenziamento si ha diritto al preavviso previsto dal CCNL di riferimento in base all'anzianità di servizio e al livello di inquadramento, o alla relativa indennità sostitutiva, oltre ovviamente al TFR e a tutte le altre competenze maturate.-

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  41. Salve io ho l'indeterminato vorrei sapere un informazione se io vengo lasciato a casa pe assenza ingiustificata dal lavoro posso richiedere la dissocupazione? Mi trattengono dei soldi dal tfr se vengo lasciato a casa per assenza ingiustificata?

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    1. Ciao Mario!
      Puoi richiedere la disoccupazione solo se vieni licenziato per assenza ingiustificata, e non se vieni "semplicemente" lasciato a casa.-

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  42. Comunque ci vorrebbe una bella riforma sul lavoro,perchè quella della Fornero è troppo faraginosa e poco chiara oltre a non essere con i parametri di altri paesi Europei ""avanzati come noi"" è pure in alcuni punti anticostituzionale"!

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    1. Ogni volta che i nostri governanti rimettono le mani sulle pensioni è solo per peggiorarle, quindi non so se è il caso di augurasi una nuova riforma.-

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    2. ahah è vero non abbiano a peggiorare l'attuale,ma la vedo un pò troppo filocomunista....cioè la piccola azienda che attualmente fatica ad andare avanti per tassazioni ecc...io parlo delle piccole partite ive un piccolo bar ecc...basta che una dipendente si organizza per fare vertenza e a volte specialmente in tempi di crisi alcuni sono costretti a licenziare 1-2 dipendenti i quali si dovessero mettere daccordo,l'attività è costretta poi a chiudere,mi sembra abbino meno garanzie rispetto alle grandi...poi podarsi sia una mia errata impressione...però faccio l'esempio della maternità se una piccola attività come citavo li capita 1-2 maternità o una gemellare ecc...per me dovrebbe pagare direttamente l'inmps non mettere in condizioni di far chiudere la piccola impresa...è giusto che i diritti siano rispettati...ma guardiamo anche la tassazione del 70x100 per le piccole imprese,poi mettiamoci il poco lavoro se poi gli capita un problema del genere è un negozio in meno,considerando che dove abito io cè stata una moria dei piccoli che non hanno resistito alla crisi che ancora è in corso.....credo ehhh non voglio discriminizzare!

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    3. In effetti è giusto che la normativa tuteli i lavoratori e le lavoratrici ma è anche giusto che consenta alle piccole aziende di sopravvivere, altrimenti alla fine non tutela nessuno.-

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  43. Buongiorno Dottor.Censori chiedevo in un licenziamento disciplinare per giusta causa soggettiva per grave comportamento nei confronti del datore abbandono del posto di lavoro minacce ecc..da far cadere la futura fiducia per continuare,dove la dipendente è stata staccata dalla ditta come da prassi obbligatoria del commercialista....anche se la controparte avendolo impugnato ha diritto alla normale presunta ultima busta paga col Tfr compreso di chiusura?
    A parte il pagamento tracciabile deve firmare qualcosa,oppure posso pagarla tramite bonifico bancario e farli avere i documenti via emeil? c'è una prassi da seguire? Posso pagarli subito le sue spettanze anche avendo impugnato il licenziamento...(contratto del settore alimentare di tipo operaia a tempo indeterminato banconiera "piccola ditta individuale di tipo pizzeria asporto con solo 1 operaio a carico oltre la licenziata")!

    in attesa!
    Buona Giornata!
    Grazie!

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    1. La lavoratrice, anche se è stata licenziata per giusta causa, ha diritto al TFR e a tutte le altre competenze maturate, quindi puoi effettuare un pagamento tramite bonifico, senza che debba firmare nulla, e trasmetterle la relativa documentazione via posta o via mail.-
      Non a caso ho scritto "puoi", perché teoricamente potresti anche non pagare in attesa della sentenza del Tribunale, ma questa è una scelta tua.-

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  44. Buongiorno Avvocato
    Allora la mia situazione è un po complicata. Lavoravo tramite un azienda, come addetto custode ( portineria) presso un centro di accoglienza profughi. La mia azienda ha perso appalto e dal 1 marzo 2019 sono stato licenziato insieme ad altri miei colleghi. Che siamo in tre.
    Il giorno 10 aprile siamo stati convocati tramite la nostra sindacalista che l'azienda voleva proporci un lavoro. Un lavoro diverso alla mansione che facevamo prima , ( si chiama servizio di pulizia straordinaria) tenendo i livelli e retribuzioni inalterati. Purtroppo hanno detto che non possono darci una collocazione temporale ( turnistica) ma sarà una specie di lavoro a chiamata.Anche il luogo di lavoro non ben definito visto che si tratta di pulizia straordinaria di fabbriche che di volta in volta diversi. Ovviamente noi abbiamo rifiutato di accettare. Mansione diversa , nessuna turnistica e luogo non definito.
    Allora loro ci hanno licenziato dicendo per giustificato motivo oggettivo visto che hanno già perso l'appalto. Ma nella lettera di licenziamento hanno scritto tutto gonfiato dicendo che l'azienda ci ha fatto diverse proposte di lavoro ma noi abbiamo rifiutato. ( Se per loro questo può essere considerato un proposta di lavoro). In più oltre a dichiarare una falsità sulla lettera di licenziamento, hanno scritto che il nostro licenziamento parte dal primo di marzo. Guarda caso noi siamo stati invitati da loro per la proposta che volevano fare il 10 di aprile cioè dopo il licenziamento.
    E non basta. Il mio nome sulla lettera di licenziamento è stato scritto sbagliato ( invertendo due lettere ).
    In questo caso visto che loro si sono rifiutati di cambiare manco una virgola come posso procedere?
    Grazie per i suoi chiarimenti.

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    1. salve ho un conoscente con identica situazione alla tua salvo il discorso che per lettera sbagliata il licenziamento diventa nullo perchè avrà un incompetente..un avvocato non farebbe mai una lettera del genere oltretutto sbagliando nomi e recapiti,quindi avrai sicuramente un indennizzo questo.....solo che in teoria il licenziamento è legittimo perchè è come se vi avesse licenziato per mancanza o crisi di lavoro,in effetti come dici gli è stato tolto l'appalto ed ha fatto un licenziamento tipo collettivo forse perchè non sapeva come utilizzarvi visto che tale mansione dovuta alla perdita di appalto cioè lavoro è leggittimo licenziare...
      Poi secondo me dovresti spiegare al Dottor Censori se è un contratto a tempo indeterminato oppure determinato "cioè con una data di scadenza"rinnovabile a facoltà del datore in base appunto anche al lavoro che ha.....se mi dici che ha perso l'appalto per cui vi aveva assunto è ovvio che non aveva altra scelta che mettervi a casa....poi ovviamente potete impugnarlo perchè in base alla descrizione della lettera se vai ad un Patronato a spiegarli la situazione sicuramente impugnerà il licenziamento che a regola procurandovi un danno per tale periodo il datore dovrà pagarvi,ma poi sul discorso licenziamento sicuramente dopo ve lo rifarà perchè lasciando da parte le chiacchere che ha scritto poi davanti al giudice del lavoro quando sarà il momento lui si difenderà appunto sul discorso di chiusura del vostro serttore e impossibilità a ricollocarvi in altro reparto perchè forse non hà....fossi in voi lo impugnerei,ma poi cè da vedere tante cose dal tipo di contratto e dal tempo di permanenza!
      Auguri perchè oltre alla disoccupazione posso assicurarvi che sono cause un pò lunghette dove appunto cè da valutare se ne vale la pena in base al lavorato in passato presso tale azienda!
      il Dottor Censori sarà più chiaro,la mia è un opinione basata sù un mio amico licenziato appunto perchè la ditta non aveva più lavoro!
      Buona Giornata!

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  45. Grazie per la sua risposta. Allora praticamente noi eravamo tre portinai notturni che dal febbraio 2010 assunti con un contratto a tempo indeterminato dalla azienda X abbiamo gestito fino a settembre 2014 un albergo destinato a studenti dell universita , facendo sempre portinai. Da ottobre 2014 la provincia ha ripreso l'albero destinato all opera universitaria e ha detto ci metto i profughi e questi portinai continueranno a rimanere con la loro azienda a gestire la portineria e quindi i profughi. E così da come affido diretto alla nostra azienda X di gestire tutto l'albergo. Cosa succede? Nel settembre 2016 la provincia fa una gara di appalto e vince un altra coperativa Y.Noi per la clausola sociale passiamo dalla coperativa X a quella Y.Quindi assunti dalla Y sempre con contratto a tempo indeterminato ma con il Jobs act. L'appalto di quest'ultimo è di 2 anni. Quindi da ottobre 2016 ad settembre 2018.
    Abbiamo continuato a lavorare con questa coperativa Y fino a settembre 2018.E cui comincia il " teatro".
    La provincia vuole dare l'intera gestione alla Croce Rossa. Cosa succede? A fine appalto cioè a settembre 2018 la provincia da una proroga quindi un affido temporaneo alla nostra cooperativa Y fino al 28 febbraio 2019. Bene.
    Arriviamo a questa data cioè di fine affido. Cosa fa la provincia? Manda la croce rossa A gestire la portineria ma senza applicare la clausola sociale. Cioè noi siamo rimasti fuori. Guarda caso tre stranieri. Chiamiamolo discriminazione? In pratica la provincia da un appalto di 3 anni alla croce rossa per gestire ma tenendo fuori noi. Come clausola sociale e credo anche direttiva europea non dovevano escluderci. Siamo andati al sindacto che poi ha aperto una causa sociale. Anche perché Il lavoro di portineria non e stato soppresso. Esiste ancora.al posto di tre stranieri stanno lavorando tre italiani.
    E cosa fa la nostra cooperativa Y?
    Niente. Dice: amici miei noi abbiamo perso l'appalto. La croce rossa e quindi la provincia non vogliono applicare la clausola sociale a voi. Perciò siamo costretti a licenziarvi.Tutti e tre a casa.
    Ecco tutto spiegato in dettaglio.

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  46. Ciao secondo me è impugnabile e vi tocca un indennizzo,lui vi vuole proporre un alternativa per farvi accettare il licenziamento e non pagarvi l'indennizzo che vi tocca in base ad alcuni criteri!
    Vedrete che il Dottor Censori saprà essere preciso e chiaro!

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    1. Confermo!
      Il licenziamento è giustificato dalla perdita dell'appalto, ma la modalità è discutibile, quindi può essere impugnato, ma solo per richiedere un eventuale risarcimento danni.-
      Nel frattempo si può comunque presentare all'INPS la domanda per la NASPI.-

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  47. Buongiorno avv Censori, mi sono licenziata dopo 2 anni da una Coop con contratto di logistica e trasporti, ora nell’ultima busta paga si sono trattenuti la quota del fondo sanilog sanitario, dicendomi che rimane attiva fino alla fine del anno e faceva parte del ccnl , è corretto?

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  48. Aggiungo che nel primo anno non c’era questa quota in busta paga.

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    1. SI!
      Confermo!
      La normativa prevede che il datore di lavoro deve provvedere al pagamento del fondo sanilog per tutto l'anno, anche se il rapporto di lavoro cessa prima, ed ovviamente la lavoratrice è coperta fino alla fine dell'anno.-

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    2. Lo deve pagare l'azienda, quindi come faccio se mi hanno decurtato i soldi dei mesi fino a dicembre nell'ultima busta paga?

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    3. Purtroppo se l'azienda è riuscita in qualche modo a chiudere la polizza alla data di cessazione del rapporto di lavoro non puoi più farci nulla, perché hai perso ogni copertura, quindi è inutile che ti poni il problema.-

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  49. Salve Avvocato,
    vorrei chiedere per problemi familiari mio padre è anziano e non riesce ad essere autosufficiente, il part time ho un contratto di metalmeccanico sono da oltre 10 anni dipendente. Da quello che ho letto anche sul suo sito l'azienda non è obbligata a concederlo tuttavia volevo sapere se presentando documentazione certificati medici potrei "forzare" questa a concedermelo? Volevo sapere se ai fini pensionistici il part time cosa comporta?
    Grazie Cordiali Saluti

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    1. Purtroppo NO!
      L'azienda non è obbligata a concederti il part-time a prescindere dalla documentazione che presenti.-
      Tuo padre può comunque richiedere l'invalidità civile e la 104, e nel caso che venga riconosciuta la 104 potresti richiedere fino a 3 giorni di permessi al mese.-
      Con un part-time di 20 ore settimanali la copertura contributiva potrebbe essere solo parziale perché sarebbe legata all'entità dei contributi versati all'INPS.-

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  50. Buongiorno dottore, sono stata licenziata per cessazione dell'attività ; avevo un contratto a tempo indeterminato da 6 anni (ccnl commercio 1 livello). Mi spettava l'indennità per mancato preavviso? Il datore di lavoro ritiene di no perché ci aveva anticipato la chiusura verbalmente...
    Grazie per la risposta

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    1. SI!
      Ti spettava l'indennità di mancato preavviso, in quanto le comunicazioni verbali, in caso di licenziamento, non hanno alcun valore giuridico.-

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  51. Gentilissimo,

    lavoro per un'azienda privata con contratto metalmeccanico a tempo indeterminato. La mia attività lavorativa è svolta presso la sede del cliente, che è una Pubblica Amministrazione. Presso quest'ultima è appena uscito un concorso al quale vorrei partecipare per migliorare la mia carriera, ma ho paura che il mio datore di lavoro possa venirne a conoscenza e possa a causa di questo decidere di licenziarmi.
    Rischio realmente il licenziamento se scoperta a tentare un concorso pubblico?
    Grazie mille!

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    1. NO!
      Non puoi essere licenziata per aver partecipato a un concorso pubblico, quindi l'unico problema è che potrebbe incrinarsi il rapporto fiduciario con il tuo datore di lavoro.-

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  52. Buona sera volevo sapere ,ho la lavorato x 30 anni x un ente,il 31 dicembre 2018 ho dato le dimissioni di comune accordo,a marzo 2019 ho trovato lavoro come badante a tempo indeterminato,nel caso nel caso perdessi il lavoro avrei diritto alla disoccupazione e x quanto tempo grazie x la risposta.

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    1. Si ha diritto alla NASPI solo in caso di licenziamento o di scadenza del contratto e non in caso di dimissioni.-
      La durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, quindi può durare al massimo 2 anni.-

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  53. Buongiorno Dottor.Censori ma quali criteri si usa uno che deve svendere una pizzeria arredata (no mura) solo licenza artigianale e arredamento completo nuovo aperta da 1 anno e mezzo attualmente in avviamento,se uno per motivi familiari deve uscirne?
    Mettiamo caso che l'incasso lordo annuale del primo anno è 60 mila tutti registrati e il netto è 11 mila del primo anno...mentre il secondo essendo avendo lavorato solo 6 mesi diciamo che è leggermente inferiore!
    Perchè ho sentito che prima con lo studio di settore era diverso e adesso se uno svende per essere regolare a parte il commercialista che mi fà il compromesso e poi la prassi dal notaio in 1 anno e mezzo che ho aperto posso svenderlo per motivi familiari senza che mi contestino qualcosa di tasse in più,oppure chi compra deve pagare subito dal notaio il calcolo realistico approssimativo delle tasse che eventualmente possono chiedere in futuro?
    Dottor. Censori non sò se sono riuscito a farmi capire in quanto la nuova legge attuale dicono i commercialisti che è più burocratica e noiosa!
    Premetto che chi mi subentra avrà un contratto nuovo dal padrone del fondo commerciale seppur l'abbia sfruttato solo come accennato 1 anno e 6 mesi!
    Ma sul fatto di svenderlo quali rischi corro e chi deve pagare eventuali sanzioni o tasse in più sulla compravendita tra privati di questa piccola pizzeria artigianale di 50mq come accennato sopra?

    Grazie!

    Buona Giornata!

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    1. - Puoi svendere la pizzeria arredata senza che ti contestino qualcosa, ovviamente se la vendita è in regola e non prevede il pagamento di una parte in nero.-
      - Anche chi compra non ha di che preoccuparsi, nel senso che che potrà sempre dire di aver concluso un buon affare.-

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  54. Buongiorno Gianfranco,
    Il datore di lavoro di mia moglie ha consegnato a lei e alle altre 13 dipendenti la lettera di licenziamento in data 26/6 scorso, indicando come data di cessazione del rapporto lavorativo il 30/9/2019.
    Recentemente ci siamo recati dai sindacati per avere informazioni circa la domanda per ottenere la Naspi e ci è stato detto che i 68gg per effettuare la richiesta decorrono dal 30 settembre prossimo e non dal 26/6 come si era pensato.
    Detto questo il sindacalista ha notato che nella lettera, la motivazione addotta per giustificare il motivo del licenziamento è: “a causa della cessione totale dell’attività dell’azienda scrivente”, a lei invece è stato detto “a voce” che è loro intenzione accedere al concordato preventivo,… che però da una verifica sui terminali non risulta depositato.
    Da quello che ho capito in caso di cessione dell’attività impugnando il licenziamento si potrebbe tentare di salvaguardare il posto di lavoro, ma non ho capito se questo diritto viene sempre salvaguardato oppure in alcuni casi non viene riconosciuto (es: azienda subentrante che esercita attività diversa da quella del cedente,… cambio di nome …ecc), nel caso di concordato/fallimento una eventuale impugnazione non produrrebbe effetti.

    Chi ha interesse a salvaguardare il posto di lavoro (alcune) si chiede: se riesco ad ottenere il reintegro nella nuova ditta ma non mi trovo bene perché si occupano di altro, o semplicemente il nuovo lavoro non mi piace posso licenziarmi (entro i tre mesi) mantenendo la Naspi o queste motivazioni non sarebbero ritenute valide con conseguente perdita di questi diritti?

    Per quanto ci riguarda vorremmo tutelare il pagamento degli stipendi mancanti (i prossimi due mesi)… mantenere il diritto alla Naspi (inviando domanda nei tempi a partire dal 30/9) e recuperare il TFR, in sostanza per motivi personali non siamo interessati a tentare di mantenere il posto di lavoro (o richiedere risarcimenti) con azienda subentrante qualora ce ne fosse una.

    Da ulteriori informazioni acquisite successivamente alla visita effettuata dai sindacalisti, sembrerebbe che l’INPS intervenga a tutela del TFR solo in caso di Concordato P./Fallimento, e che il Concordato può prevedere anche la cessione dell’attività a soggetto terzo, e forse è questo il motivo per cui è stata inserita quella frase (Cessazione attività).
    Pertanto ricapitolando, mi pare di capire che se c’è Cessazione aziendale e susseguente Concordato Preventivo il TFR è corrisposto dal fondo qualora l’azienda non dovesse onorarlo, … ma che succede se l’attività viene ceduta e non segue un Concordato o Fallimento?
    Si può tentare di recuperarlo dando mandato ai sindacati anche se non si è provveduto -a suo tempo- a impugnare il licenziamento?

    Per concludere, come detto sopra siamo interessati sostanzialmente a non mettere a rischio il TFR pertanto ogni consiglio su procedure da adottare che sicuramente potrebbero sfuggirci sono ben accette.
    Mi scuso per le troppe domande.
    Grazie!

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    1. io per tali faccende che ben venga un opinione del Dottor. Censori,ma alla fine dovrebbe essere in mano ad un avvocato specializzato in materia...lasci stare i sindacati che pure loro prendono in mano le cause più profique per prenderci sopra i loro soldini e alla fine è come metterci un avvocato ma è certo che qualcosa risolve e chiude più in fretta dei sindacati!

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    2. Sono d'accordo con chi mi ha preceduto sul fatto che bisogna rivolgersi a un avvocato specializzato in materia, ma aggiungo che di solito i sindacati sono convenzionati con i migliori, e capita spesso che gli avvocati specializzati poi rimandano i clienti ai sindacati per completare l'iter burocratico che lasciano in sospeso.-
      Il mio consiglio è quindi di affidarvi a un sindacato di cui ci si fida e seguire scrupolosamente le indicazioni che vengono date, senza andare alla ricerca di pareri a chi dal di fuori non conoscendo la realtà dei fatti potrebbe mettervi fuori strada.-

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  55. Grazie per le risposte...
    In realtà mi sono affidato al sindacato (CGIL di zona) che mi ha consigliato di opporci al licenziamento...ora però sono chiusi e non mi è possibile ottenere nuove informazioni fino alla loro riapertura prevista fra un mese, nel frattempo i titolari dell'azienda messi al corrente che qualcuno voleva impugnare il licenziamento in quanto riteneva che la "cessione dell'attività" gli avrebbe dato diritto di assunzione...ecc... hanno riunito i dipendenti informandoli che nella stesura della lettera c'è stato un errore e la parola cessione è da intendersi "Cessazione", invitandoli a ritirare una nuova Racc. a mano "corretta" con la stessa data della precedente, affermando che un licenziamento per cessione dell'attività NON DAREBBE DIRITTO ALLA DISOCCUPAZIONE (e questo mi piacerebbe appurarlo) ... a questo punto non sappiamo proprio cosa fare e il tempo stringe perchè i termini per l'opposizione scadono prima della riapertura del sindacato.

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    1. Ciao comunque nei licenziamenti per cessazione attività chi rientra nei parametri di mensilità lavorata...gli tocca la disoccupazione,vai tranquillo che quando rientrano i sindacati vi daranno una mano,purtoppo nel mese di agosto il nostro paese và in Tilt!
      Auguri per l'iter..

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    2. Grazie!
      Come credo si sia capito la situazione è abbastanza ingarbugliata o quantomeno "fumosa"...
      1.Se si tratta di "cessata attività" il Naspi spetta ma il TFR lo deve pagare l'azienda...(se non c'è concordato o fallimento), e se non lo paga?
      2. Se invece fosse una cessione allora c'è il diritto alla conservazione del posto di lavoro e alla naspi
      3. Si propone di restituire la vecchia raccomandata con scritto "Cessione" e ritirarne una nuova consegnata a mano e con la stessa data (di un mese fa)... ma mi conviene?... e che rischi corro...non è forse un illecito? ... e poi per quale motivo la si vuole sostituire se anche fosse sbagliata la parola se nessuno fa storie non succede niente,... forse con quella parola (Cessione) si hanno dei diritti in quanto il licenziamento non sarebbe più per giusta causa?
      Ricapitolando... con una certa confusione in testa, ad oggi l'idea (se accerto che con l'attuale raccomandata c'è il diritto alla naspi) è quella di non firmare per ricevuta una nuova RR ... fare opposizione al licenziamento nei termini... e attendere il pagamento degli ultimi stipendi e Liquidazione, se tutto si conclude positivamente non è mia intenzione far passare altri guai a chi comunque ha dovuto chiudere l'attività, se invece non viene regolarmente corrisposta la liquidazione e dovesse subentrare una nuova azienda ...beh allora ne dedurrei che si sono alleggeriti dei dipendenti per vendere meglio l'azienda di conseguenza farei depositare l'impugnazione in tribunale per chiedere il riconoscimento di tutti i diritti... ma sono certo che in questa confusione mi sta sfuggendo qualcosa.
      Grazie per il supporto!

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    3. Ciao Pino!
      1) Se l'azienda chiude per cessata attività, senza concordato o fallimento, il TFR lo deve pagare l'azienda e se non lo paga bisogna fargli causa.-
      2) SI! In caso di cessione dovrebbe esserci il diritto alla conservazione del posto di lavoro, e in subordine alla NASPI.-
      3) La proposta è inaccettabile!
      Se l'azienda ha mandato una lettera sbagliata deve inviare ai lavoratori una raccomanda A.R. a rettifica della stessa, quindi non c'è motivo per cui vi venga richiesta la restituzione della vecchia lettera con la consegna di una nuova raccomandata a mano.-
      In conclusione, siccome il comportamento dell'azienda non mi pare troppo corretto, e visto che non sappiamo dove vogliono andare a parare, vi consiglio di non restituire nulla, e di non accettare una raccomandata a mano, perché se non hanno nulla da nascondere possono tranquillamente inviarvi una nuova raccomandata per posta.-

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    4. Ciao Gianfranco,
      le tue delucidazioni vanno nella stessa direzione del comportamento che abbiamo deciso di adottare, mia moglie infatti sebbene invitata verbalmente NON si è recata in ufficio a ritirare la nuova R/R a mano, nel frattempo gli ho aperto un indirizzo di PEC e abbiamo inviato mail all'azienda da questo indirizzo (mail a cui al momento NON hanno risposto) invitandoli a tenerlo come riferimento per eventuali comunicazioni.
      - Il secondo step sarà quello di fare opposizione al licenziamento non appena sarà accreditato il penultimo stipendio (dovrebbe avvenire a ridosso del 10/Ago), i 60 giorni scadono il 24/Ago
      - se questa seconda R/R arriva prima di questa data ... nella lettera di opposizione faremo riferimento a entrambe, se invece dovesse arrivare in data successiva alla nostra opposizione invieremo altra PEC prendendo atto di aver ricevuto la lettera e ribadendo l'impugnazione.
      Relativamente al TFR e agli ultimi 3 stipendi (al momento mancano gli ultimi due) mi è stato riferito -come tu stesso hai scritto- che se non fa concordato e non fallisce bisogna fare causa ... ma che comunque l'INPS li anticipa, su questo però non ho riscontrato uniformità di vedute.
      Approfitto dell'occasione per ringraziarti, la tua disponibilità ad aiutare chi si trova costretto a districarsi in queste problematiche è preziosa, devo ammettere che quando mi capita di avere necessità di qualche chiarimento immediatamente mi viene in mente il tuo sito..e infatti se non erro questa è la 3^/4^ volta che ti disturbo, per argomenti sempre diversi.
      Grazie!

      Elimina
    5. Ciao Pino!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo debbo comunicarti che l'INPS non anticipa mai il TFR se non c'è un procedura di fallimento o di concordato in corso.-

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    6. Ciao Gianfranco,
      riprendo questa discussione per alcuni chiarimenti.
      - Il 12 AGO abbiamo fatto opposizione al licenziamento
      Il rapporto di lavoro si è concluso il 30/9/2019
      Il giorno 8/10 è partito il pagamento della NaspI
      Al momento manca il TFR che credo andava corrisposto entro 30gg e l'ultimo mese di contribuzione (lo stipendio+Ratei tredicesima/Quattordicesima è stato pagato).
      Il negozio è chiuso come lasciato l'ultimo giorno di lavoro.

      Premesso che settimana prossima andremo a prendere appuntamento per recarci alla CGIL di zona quanto prima, puoi darmi qualche consiglio in merito al recupero del TFR e pagamento contributi?

      Il deposito presso la cancelleria del Tribunale dell'opposizione al licenziamento è utile solo ai fini di un eventuale reintegro in caso di cessione a terzi dell'attività/risarcimento o anche ad altro?
      Grazie molte per i consigli
      Pino


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    7. Ciao Pino!
      In caso di opposizione al licenziamento è possibile che il datore di lavoro tenga in sospeso il pagamento del TFR in attesa della definizione della vertenza; comunque in questa delicata situazione ti consiglio di attenerti scrupolosamente a quello che ti verrà detto dalla CGIL senza cercare conferme altrove da chi non a conoscenza dei dettagli potrebbe magari metterti fuori strada.-

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  56. Buongiorno dott. Censori, dovrei concludere il mio rapporto di dirigente con una società privata nei prossimi giorni, poi presumibilmente dovrei stipulare un altro rapporto di lavoro, ma a tempo determinato di un anno sempre con la stessa azienda, ma nella funzione di quadro-impiegato (non più dirigente).
    Ho diritto al TFR, sia a quello maturato presso l'INPS che è depositato in azienda, che a quello presso il fondo per dirigenti Previndai?
    Grazie.

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    1. Se ci sarà un'interruzione del rapporto di lavoro di almeno un paio di mesi potrai farti liquidare il TFR maturato, quindi sia quello dell'INPS che quello del fondo per dirigenti, altrimenti no.-

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  57. Salve dott.censori potrei esporle il mio problema riguardante il licenziamento?

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  58. Buongiorno Dott. Censori, le espongo il mio problema. Lavoro da 4 anni nel settore commercio come magazziniere consegnatario.
    il termine del pagamento dello stipendio dovrebbe essere al 15 del mese successivo, cosa mai rispettata. Sono almeno due anni che mi trovo in difficoltà economiche perchè mi danno acconto nelle date che decidono loro, acconti di 700 euro, 300, 500, 1000, alle date piu' disparate.Tant'è che sono indietro quasi sempre (da due anni almeno) di due mensilità e mezza, mentre in questo mese non ho percepito nulla, quindi siamo arrivati alla terza mensilità arretrata. Oltremodo si sono trattenuti sui 1.000 euro circa di multe non dandomi il giustificativo, possono farlo?
    Ora la mia domanda è questa: potrei dare secondo lei le dimissioni per giusta causa ed ottenere la naspi in attesa di trovare altro?
    Non riesco piu' ad andare avanti in questo modo, anch'io ho le mie spese per vivere e le mie scadenze che difficilmente riesco ad onorare viste le modalità di pagamento dello stipendio.
    Ora, come muovermi^? devo recarmi al caf, dare le dimissioni specificando la giusta causa? o mi reco direttamente al sindacato di categoria?
    attendo sua gentile risposta, grazie mille!
    Massimo

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    1. Ciao Massimo!
      I ritardi reiterati nel pagamento degli stipendi costituiscono una motivazione valida per poter presentare le dimissioni per giusta causa.-
      Però in caso di dimissioni per giusta causa, per il diritto alla NASPI la giusta causa va dimostrata all'INPS, è quindi consigliabile l'assistenza di un sindacato per farsi seguire per tutto l'iter burocratico necessario.-

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  59. Buongiorno dottore, scrivo in anonimo perché sono in una fase un po' delicata. Sono stato vittima di mobbing sul lavoro e dopo un brutto episodio provato dal mio vice sono entrato in malattia per stress e depressione accumulato. Sono successe molte cose e non so ancora quanto riuscirei a stare in malattia ..quello che so e che non riusciurei mai e poi mai a rientrare dopo tutto..cosa succede se non mi presento più dopo ciò che e è accaduto..manca poco al termine del mio contratto ma io riesco più a restare lì nemmeno per un minuto

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    1. Se manca poco alla scadenza del contratto cerca di farti tenere in malattia fino alla scadenza così non avrai alcun tipo di problema, in quanto il contratto presumibilmente non ti verrà prorogato.-
      In caso di problemi ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  60. Buongiorno dottore, sono in malattia da un mese per stress causato da mobbing.fino al 25 sono coperta..ma non so se gli altri giorni mi prolunga la malattia . Ma io ho il terrore di tornare. Che succederebbe se non torno in quella settimana? Premetto che il contratto mi scade il 1

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    1. Non c'è problema!
      Se non hai un residuo ferie o permessi da godere, i giorni di assenza verranno considerati dal datore di lavoro come permessi non retribuiti.-

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  61. Buongiorno Dottore sono una farmacista di 62 anni ,sono stata licenziata dalla farmacia privata dove ho prestato servizio dal 02/11/2002 al25/09/2019 ,licenziamento per giustificato motivo oggettivo. DEVO PRECISARE che dal 01 /08/2019 con l'inserimento del figlio l' azienda è diventata una srl,consideri che ho103,67 giorni di ferie arretrate e214,00 ore di permessi non goduti.AVrei dovuto iniziare i miei 3 mesi di preavviso il primo giorno di ottobre ma quando mi sono presentata in farmacia mi hanno detto che il lavoro è poco e che preferiscono pagarmi queste giornate senza che io le lavori e se c'è bisogno verrò chiamata.Come mi devo comportare.. consideri che ho espressamente detto che non voglio fare ferie visto che non ho mai potuto scegliere un periodo a mio piacere poiché me le davano loro e detto all'ultimo momento. La ringrazio se mi da un consiglio su come muovermi ...Non voglio impugnare ormai voglio solo finire e non vorrei avere piu niente a che fare con loro.Le porgo i miei più distinti saluti

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    1. Purtroppo se non vuoi impugnare il licenziamento devi attenerti alle loro disposizioni, quindi i prossimi 3 mesi ti pagheranno regolarmente senza lavorare scaricando i giorni di ferie e permessi maturati.-
      Comunque non capisco cosa vuoi effettivamente, perché da una parte dici che non vuoi andare in ferie e dall'altra parte dici che non vuoi più avere niente a che fare con loro.-
      Il mio consiglio è di guardare oltre, ed eventualmente comunicare al tuo datore di lavoro che per quello che ti riguarda il rapporto di lavoro è concluso e che quindi non sei disponibile a riprendere servizio, se verrai chiamata in caso di bisogno.-

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  62. Buona sera dottore,io sono dipendente a tempo determinato da 26 anni presso un azienda che ha deciso di dare in appalto la sola logistica,siamo in 60 e splo in 8 nella logistica a cui è stato chiesto di licenziarci per poifarci assumere da questa nuova,azienda che appalta per soli 2 anni la logistica.L unico impegno che si assume la "mia azienda "e che ci riassume in caso di recessione,del contratto.Io sono stato assunto nrl 1995 mai una lettera di richiamo,un figlio con 104 e lazienda ha lavoratori che nterinali,terzisti e un fatturato considato.Posso rifiutarmi?E per questo ritiuto possono licenziarmi?

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  63. Scusi ho sctitto male ,sono assunto a tempo indeterminato da 26 anni.

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    1. Ciao Pasquale!
      SI!
      Puoi rifiutarti di presentare le dimissioni!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  64. buona sera sign, Censori piu di un anno fa sono stato licenziato dopo 4 anni di lavoro nel campo edile il datore di lavoro a tt oggi non mi a pagato il tfr sono ancora in tempo per richiederlo per vie legali ?non avendo ancora firmato lultima busta paga e se per una sua esperienza personale se o possibilta favorevoli per ottenerlo la ringrazio

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    1. Il diritto al TFR si prescrive in cinque anni (art. 2948, comma 5, del codice civile) che decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Quando il diritto al TFR è riconosciuto da sentenza di condanna passata in giudicato si prescrive in dieci anni (art. 2953 del codice civile).-

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  65. Gentilissimo Sig. Censori,

    Leggo con attenzione e piacere il suo Blog perché mi tiene aggiornato. Vorrei un consiglio su una situazione personale.
    Il mio datore di lavoro mi ha assunto con un contratto di lavoro part time 50% con la promessa di discuterne dopo qualche mese sia per quanto riguarda lo stipendio attuale di 800 euro sia per il contratto. Attualmente svolgo lavoro in reception per un hotel 8 ore lavorative per 6 giorni a settimana per 800 euro. Dopo qualche mese ho deciso di parlare con il mio datore di lavoro il quale mi ha detto che questo mese avrò un aumento senza entrare nei particolari ed essendo sempre sfuggente sull'argomento. La mia domanda è questa dopo tanti anni mi sono stancato di far fare come gli pare ai miei datori di lavoro ad es: ferie e permessi scaricati come gli pare senza averne usufruito, se si manca dal lavoro per malattia ti decurtano lo stipendio, siamo sottoposti a degli atteggiamenti alquanto seccanti dato che svolgiamo mansioni neanche pertinenti al nostro ambito. Il mio contratto part time non è reale dato che faccio 48 ore settimana con un giorno di notturno al mese non retribuito. Le festività mi vengono retribuite normalmente etc etc ma penso che di questi atteggiamenti lei abbia sentito molto parlare. La mia domanda finale è come tutelarsi anche a costo di fare una lettera legale e licenziarsi con una causa per risarcimento? Quali le possibilità?

    La ringrazio per l'attenzione e mi scuso per le lungaggini.

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    1. Ah Sig. Censori volevo solo aggiungere che fino ad adesso in 7 mesi ho firmato tutte le buste paghe e da li accorgendomi che facevano come volevano ho incominciato ad infastidirmi.

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    2. Ti ringrazio per i complimenti!
      Nel tuo caso ci sono i presupposti per poter presentare le dimissioni per giusta causa!
      La giusta causa però va dimostrata, ti consiglio quindi di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-
      Infatti il sindacato invierà per tuo conto una diffida al datore di lavoro richiedendo il rispetto del contratto, alla quale seguiranno le dimissioni telematiche per giusta causa, con il diritto alla NASPI, e successivamente una vertenza per il recupero di tutte le tue spettanze, compresi gli arretrati.-

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  66. La ringrazio, lei pensa che attualmente che mi trovo ancora a lavoro posso creare delle prove ancora più schiaccianti per non avere problemi in seguito? Il fatto che io abbia firmato le buste paga pensa possa essere un problema?
    La ringrazio ancora per il suo supporto essendo vessati ogni giorno siete un grande aiuto per tutti.

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    1. Rettifico per creare chiaramente intendo acquisire. Se decido di intraprendere questa strada non vorrei avere problemi in seguito. E dato che sono ancora sul posto di lavoro se per esperienza in una eventuale vertenza mi dovessero servire prove o altro le acquisirei adesso che sono a lavoro. Spero possa aiutarmi.
      Saluti e Grazie

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    2. Ti ripeto!
      Su queste cose non ci si può scherzare, nel senso che ci sono in ballo diversi "soldini", ti consiglio quindi ancora di rivolgerti a un sindacato del quale ti fidi, per organizzare al meglio insieme a loro la tua uscita dal posto di lavoro.-

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  67. Buon giorno dott, Censori, mi puo aiutare per favore, lavororo in un RSA come Oss, dopo due contratti determinati di 6 mesi,mi possono licenziare per motivo esubero di personale, aspetto la sua risposta grazie mille

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    1. Ciao Patricia!
      Alla scadenza di un contratto a tempo determinato, il datore di lavoro non ha alcun obbligo, ne di concedere una proroga, ne tanto meno di trasformare il contratto da tempo determinato a tempo indeterminato.-

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  68. Buona sera dott. Censore le ringrazio molto la sua risposta.

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  69. Buonasera Dott. Censori,
    lavoro da 5 anni come impiegata amministrativa in un'azienda del settore gomma plastica confapi (piccole e medie aziende).
    Intendo dare le dimissioni immediate senza dare il preavviso per vari motivi ( trattano male, respiro sostanze cancerogene, c'è abuso di potere da parte dei titolari) sono assunta col 5° livello.
    Ho guardato il contratto ed il preavviso sarebbe di un mese e mezzo.
    SE mi dimetto per motivi personali e non do il preavviso, quanto perdo nel tfr??
    Perche ho letto da qualche parte che se si dimette il lavoratore il preavviso si dimezza, quindi perderei la metà del periodo, ma nn ne sono certa, vorrei una conferma. Grazie per la risposta!Erica

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    1. Ciao Erica!
      Purtroppo NO!
      Nel tuo caso il preavviso da dare è di un mese e mezzo, quindi se presenti le dimissioni senza preavviso ti verrà detratto un mese e mezzo di paga dalle competenze maturate.-

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  70. Buongiorno Dottore,io ho lavorato 12 anni in pizzeria ma mi sono stufata che il padrone dava i stipendi in ritardo,fino 2014 era tutto aposto poi passano i nipoti giovani padroni e erano SRL,1 anno pagano bene anche loro poi cominciano a ritardare i mesi finché io rimango 14 messi indietro di stipendi,mi sonno stufata e trovo un altro lavoro aviso i mio titolare che comincio un altro lavoro in sottovuoto formaggio e il 5 novembre comincio,in pizzeria diminunisco le ore e lavoro 8 ore ala settimana i do tempo di trovare personale e nel frateo speravo che va avanti a pagarmi i messi,vado avanti fino gennaio con 2 lavori ma lui paga poco lo steso,mi sono stancata e io detto che mi licenzio completamente ei do 2 messi di preavviso quindi fino il 14aprille che ho fatto anche giusto 12 anni di lavoro in pizzeria,non ho fatto per giusta causa ch'è non volevo fare del male a loro,e fino adesso che scrivo mi ha pagato pian piano i 13 mesi e mezzo,adesso mi deve dare metta del 14dicesia che sonno 3 mesi che lo sposta e non me lo manda,e mi deve dare licenziamento che doveva già cominciare a settembre da 1000 euro ha detto lui,ma non i manda neanche queli,non so cosa fare sono stufa sono delusa sono arrabbiata aiutatemi cosa faccio grazie mille

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  71. Salve Dottore, sono un'oss assunta a tempo indeterminato e lavoro all'interno di una cooperativa sociale. Questa cooperativa verrà assorbita e trasformata in Fondazione fra pochi mesi. Il fatto è che nel passaggio da cooperativa a fondazione ci hanno comunicato la necessità di un concorso pubblico per poter continuare a lavorare. Se io mi rifiuto di fare il concorso che conseguenze ci saranno per me che sono assunta a tempo indeterminato?

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