domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Grazie mille del chiarimento e Auguri di Buona Pasqua!

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  2. Buongiorno ...lavoro da 6 anni al MC Donald's ormai le cose non vanno per niente bene dal momento in cui non ho più regalato totalmente la mia vita a loro facendo ore gratis e altro ragion per cui mi trattano come un cane ormai ....come posso fare per farmi licenziare ? Senza creare troppo scompiglio che tanto si sa come funziona da loro ....

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    1. Se vuoi farti licenziare inizia a rifiutarti di lavorare oltre all'orario di lavoro previsto dal tuo contratto, e cerca di attenerti scrupolosamente a quelle che sono le tue mansioni, e vedrai che prima o poi ti licenzieranno.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  3. Buongiorno, sono socia dipendente di una cooperativa da più di 2 anni, 5 liv, ho deciso di licenziarmi ma avevo dato disposizione di 2 settimane di ferie, posso convertire queste 2 settimane in preavviso? Ho già trovato un atro impiego e non possono aspettare perché nel nuovo lavoro gli serve subito una persona, grazie dei suoi preziosi consigli.

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    1. Purtroppo NO!
      I giorni di ferie non possono essere convertiti in giorni di preavviso, a meno che non ci sia il consenso del datore di lavoro dato per iscritto.-

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  4. Salve. Se ti licenziano perché non ti trovano a casa nel periodo di malattia si perde anche l'indennità Naspi?

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    1. NO!
      In caso di licenziamento si ha comunque diritto alla NASPI, a prescindere quindi dalla causale, e in caso di licenziamento per giusta causa c'è solo la perdita del primo mese di indennità.-

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  5. Salve Dottor.Censori sono titolare di una piccola pizzeria artigianale,se una mia dipendente dopo essere rientrata da un periodo di gravidanza,dove manca circa 3 mesi per 1 anno in cui è protetta,se litiga sul lavoro con un suo collega creandomi danni finanziari e figure di....davanti a clienti dopo avermi minacciato di farmela pagare quando mentre andava via ho cercato di trattenerla da titolare responsabile che non centravo nulla nella loro discussione,dove poi online dopo 2 ore dove gli ho spiegato che avendo lasciato il posto di lavoro ha oltre ha minacciarmi essendo il titolare anche se continua a venire a lavoro il giorno dopo,essendo a tempo indeterminato ma un part time cioè solo sab e dom...posso farli una lettera disciplinare e una denuncia ai carabinieri con testimoni oltre ad abbandono per avermi minacciato? in fin dei conti leggevo alcuni siti e post dove il giudice per abbandono ha licenziato!
    è vero chel'abbandono subito seppur gli dia la possibilità di venire il giorno dopo per non passare io nel torto posso tentare una causa di licenziamento oltre all'insubordinazione,poi minacce e abbandono del posto di lavoro con conseguente danno di incassi dovuti al fatto che di sabato c'era molto lavoro e abbiamo mandato via clienti!
    Cioè l'abbandono del posto di lavoro per un dipendente è un reato serio ai fini di chidere un licenziamento....premetto che stavo quasi chiamando i cc,perchè non ragionava!

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    1. Un licenziamento per giusta causa va dimostrato, quindi devi prima mandare una lettera di diffida alla dipendente, presentando eventualmente anche una denuncia ai carabinieri per le minacce ricevute, e successivamente in mancanza di un riscontro positivo soddisfacente procederai per il licenziamento con effetto immediato.-

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    2. Grazie Dottor Censori del consiglio perchè proprio oggi ho fatto ciò che mi ha consigliato e l'avvocato mi ha detto le identiche sue cose,in primis è partita una lettera,la denuncia la tiene in ufficio nel caso di invenzioni fantasiose della dipendente anche se ho il resto dei dipendenti a testimoniare di loro spontanea volontà!
      Mi facevo una domanda di come reagire nel caso a fine settimana non ricevendo la raccomandata se si presenta sul lavoro facendo finta di nulla o nel caso non accettasse appunto la raccomandata....come devo comportarmi farla lavorare o spiegarli qualcosa?
      Grazie del suo aiuto che offre in questa materia....poi la terrò aggiornata per questa vicenda!
      Grazie ancora!
      Saluti!

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    3. Prima di rientrare in servizio la lavoratrice deve ritirare e rispondere per iscritto alle contestazioni che le sono state rivolte, quindi se non ritira la raccomandata o non risponde deve essere rimandata a casa con l'avviso che seguirà un'altra raccomandata con la quale le verrà comunicato il licenziamento immediato per giusta causa.-

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    4. Salve Dottor.Censori appena ricevuta la raccomandata la dipendente dopo 2 ore credo sù consiglio del sindacato o dove si è rivolta(con la lettera di minacce e abbandono lavoro con testimoni)mi ha mandato un certificato medico di 4 giorni che è diritto seppur non ci sia scritto nessuna prognosi...ovviamente a mio parere è un dispetto oppure per guadagnare tempo ecc..non sò?
      Ora mi diceva l'avvocato che noi non possiamo procedere con eventuale sanzione di licenziamento ecc..in quanto come accennato è malata,ma è vero che lei comunque deve sempre rispondere entro 5 giorni alla lettera di richiamo seppur malata?

      Grazie!

      Buona Giornata!

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    5. SI!
      La lavoratrice deve comunque rispondere entro 5 giorni, quindi al termine della malattia in caso di mancata risposta o di risposta insoddisfacente potete procedere per il licenziamento per giusta causa con effetto immediato.-

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    6. Grazie Dottor.Censori offre un servizio di consulenza veramente professionale in un ramo a molte persone che a volte resta difficile capire e come muoversi!
      Cordiali Saluti!

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    7. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  6. Buona sera,vorrei chiedere un informazione se Lei gentilmente é disposto a dare...io ho lavoro in un bar dal 15 maggio 2018, tempo determinato per 6 mesi dopo il contratto è stato trasformato in indeterminato. Il 8 di aprile 2019 ho subito un intervento e sono stata in malattia fino a ieri 12 maggio. Dovevo iniziare il lavoro, chiamo il mio titolare il giorno 9 maggio per chiedere orari o se ci sono modifiche e lui mi dice che passa da me per spiegarmi le cose.È venuto dicendomi che non riapre più il bar e che oggi 13 maggio mi porta la lettera di licenziamento. Non è più venuto e non mi ha chiamato. Cosa devo fare e come mi devo comportare? Devo menzionare che il bar è chiuso per ferie dal 21 aprile per ferie.Grazie mille in anticipo per la risposta. Buona serata

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  7. dunque da imprenditore se il locale ha chiuso dal tuo ex titolare hai diritto a percepire il Tfr con tutti i tuoi diritti maturati,cioè ferie permessi ecc...mentre se è un fallimento tutto diventa più complicato e ancor di più ha lasciato debiti nel posto di lavoro questo dovrà dirtelo il dottor.Censori perchè per il recupero dei tuoi diritti finanziari oltre ad essere dura prenderli è una pratica che passa dal tribunale dei fallimenti e a volte esistono fondi per aiutare chi subisce ingiustizie o recuparare almeno i contributi per vedere di rientrare in un beneficio di disoccupazione.....se ha chiuso all'improvviso la vedo...leggendo tale post mi ricorda la storia di un conoscente il quale facendo il passo più lungo della gamba alla fine pieno di debiti ha rovinato molta gente compreso fornitori che rimandava sempre i pagamenti con scuse per poi chiudere e non farsi più vedere nelle vicinanze dura dipende dal tipo di chiusura,tanti chiudono e poi riaprono con prestanomi e quindi se è nulla tenente non ti dirà appunto che è nei guai e farà la vittima (comunque prima di firmare il licenziamento io avrei preso tempo e soprattutto chisto come e quando e soprattutto dove presentarti per percepire la tua paga ecc...),perchè lui potrebbe anche averti inventato una balla con la scusa di licenziarti.....ti consiglio di muoverti subito e levarti il dente.....cosi si dice da noi!
    il Dottor Censori ti sarà più utile di me come agire in quanto è un dottore in materia!

    Auguri perchè possa sbagliarmi!

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    1. Le opzioni possibili come hai scritto tu stesso sono diverse, quindi consiglio alla lavoratrice di rivolgersi a un sindacato per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  8. Buonasera avvocato, desideravo sapere se un contratto nuovo indeterminato può essere assoggettato, in via convenzionale,al regime di stabilità di cui art .8 n 300 comma della l.247/2012.in definitiva il lavoratore con questa dicitura sarà tutelato per intero dalla art 18,o lascia il tempo che trova , Grazie per attenzione.

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    1. L’art. 18 dello Statuto dei
      Lavoratori è stato radicalmente
      modificato negli ultimi tre anni,
      prima dalla Legge 92/2012,
      meglio conosciuta come Legge
      Fornero e oggi dal “Jobs Act”
      (legge delega 182/2014 e relativi
      decreti attuativi).
      Riguardo ai licenziamenti può digitare lei stesso tale articolo!

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  9. Buon giorno dott.

    vorrei chiedere un informazione,
    sono dipendente di un azienda di servizi , e sono in fase di licenziamento per termine di contratto con il cliente dove presto servizio da 30 anni, ma la mia azienda mi ha comunicato che non riesce a rintregrarmi, cosa mi aspetta di preavviso o altro?

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    1. In caso di licenziamento si ha diritto al preavviso previsto dal CCNL di riferimento in base all'anzianità di servizio e al livello di inquadramento, o alla relativa indennità sostitutiva, oltre ovviamente al TFR e a tutte le altre competenze maturate.-

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  10. Salve io ho l'indeterminato vorrei sapere un informazione se io vengo lasciato a casa pe assenza ingiustificata dal lavoro posso richiedere la dissocupazione? Mi trattengono dei soldi dal tfr se vengo lasciato a casa per assenza ingiustificata?

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    1. Ciao Mario!
      Puoi richiedere la disoccupazione solo se vieni licenziato per assenza ingiustificata, e non se vieni "semplicemente" lasciato a casa.-

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  11. Comunque ci vorrebbe una bella riforma sul lavoro,perchè quella della Fornero è troppo faraginosa e poco chiara oltre a non essere con i parametri di altri paesi Europei ""avanzati come noi"" è pure in alcuni punti anticostituzionale"!

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    1. Ogni volta che i nostri governanti rimettono le mani sulle pensioni è solo per peggiorarle, quindi non so se è il caso di augurasi una nuova riforma.-

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    2. ahah è vero non abbiano a peggiorare l'attuale,ma la vedo un pò troppo filocomunista....cioè la piccola azienda che attualmente fatica ad andare avanti per tassazioni ecc...io parlo delle piccole partite ive un piccolo bar ecc...basta che una dipendente si organizza per fare vertenza e a volte specialmente in tempi di crisi alcuni sono costretti a licenziare 1-2 dipendenti i quali si dovessero mettere daccordo,l'attività è costretta poi a chiudere,mi sembra abbino meno garanzie rispetto alle grandi...poi podarsi sia una mia errata impressione...però faccio l'esempio della maternità se una piccola attività come citavo li capita 1-2 maternità o una gemellare ecc...per me dovrebbe pagare direttamente l'inmps non mettere in condizioni di far chiudere la piccola impresa...è giusto che i diritti siano rispettati...ma guardiamo anche la tassazione del 70x100 per le piccole imprese,poi mettiamoci il poco lavoro se poi gli capita un problema del genere è un negozio in meno,considerando che dove abito io cè stata una moria dei piccoli che non hanno resistito alla crisi che ancora è in corso.....credo ehhh non voglio discriminizzare!

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    3. In effetti è giusto che la normativa tuteli i lavoratori e le lavoratrici ma è anche giusto che consenta alle piccole aziende di sopravvivere, altrimenti alla fine non tutela nessuno.-

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  12. Buongiorno Dottor.Censori chiedevo in un licenziamento disciplinare per giusta causa soggettiva per grave comportamento nei confronti del datore abbandono del posto di lavoro minacce ecc..da far cadere la futura fiducia per continuare,dove la dipendente è stata staccata dalla ditta come da prassi obbligatoria del commercialista....anche se la controparte avendolo impugnato ha diritto alla normale presunta ultima busta paga col Tfr compreso di chiusura?
    A parte il pagamento tracciabile deve firmare qualcosa,oppure posso pagarla tramite bonifico bancario e farli avere i documenti via emeil? c'è una prassi da seguire? Posso pagarli subito le sue spettanze anche avendo impugnato il licenziamento...(contratto del settore alimentare di tipo operaia a tempo indeterminato banconiera "piccola ditta individuale di tipo pizzeria asporto con solo 1 operaio a carico oltre la licenziata")!

    in attesa!
    Buona Giornata!
    Grazie!

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    1. La lavoratrice, anche se è stata licenziata per giusta causa, ha diritto al TFR e a tutte le altre competenze maturate, quindi puoi effettuare un pagamento tramite bonifico, senza che debba firmare nulla, e trasmetterle la relativa documentazione via posta o via mail.-
      Non a caso ho scritto "puoi", perché teoricamente potresti anche non pagare in attesa della sentenza del Tribunale, ma questa è una scelta tua.-

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  13. Buongiorno Avvocato
    Allora la mia situazione è un po complicata. Lavoravo tramite un azienda, come addetto custode ( portineria) presso un centro di accoglienza profughi. La mia azienda ha perso appalto e dal 1 marzo 2019 sono stato licenziato insieme ad altri miei colleghi. Che siamo in tre.
    Il giorno 10 aprile siamo stati convocati tramite la nostra sindacalista che l'azienda voleva proporci un lavoro. Un lavoro diverso alla mansione che facevamo prima , ( si chiama servizio di pulizia straordinaria) tenendo i livelli e retribuzioni inalterati. Purtroppo hanno detto che non possono darci una collocazione temporale ( turnistica) ma sarà una specie di lavoro a chiamata.Anche il luogo di lavoro non ben definito visto che si tratta di pulizia straordinaria di fabbriche che di volta in volta diversi. Ovviamente noi abbiamo rifiutato di accettare. Mansione diversa , nessuna turnistica e luogo non definito.
    Allora loro ci hanno licenziato dicendo per giustificato motivo oggettivo visto che hanno già perso l'appalto. Ma nella lettera di licenziamento hanno scritto tutto gonfiato dicendo che l'azienda ci ha fatto diverse proposte di lavoro ma noi abbiamo rifiutato. ( Se per loro questo può essere considerato un proposta di lavoro). In più oltre a dichiarare una falsità sulla lettera di licenziamento, hanno scritto che il nostro licenziamento parte dal primo di marzo. Guarda caso noi siamo stati invitati da loro per la proposta che volevano fare il 10 di aprile cioè dopo il licenziamento.
    E non basta. Il mio nome sulla lettera di licenziamento è stato scritto sbagliato ( invertendo due lettere ).
    In questo caso visto che loro si sono rifiutati di cambiare manco una virgola come posso procedere?
    Grazie per i suoi chiarimenti.

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    1. salve ho un conoscente con identica situazione alla tua salvo il discorso che per lettera sbagliata il licenziamento diventa nullo perchè avrà un incompetente..un avvocato non farebbe mai una lettera del genere oltretutto sbagliando nomi e recapiti,quindi avrai sicuramente un indennizzo questo.....solo che in teoria il licenziamento è legittimo perchè è come se vi avesse licenziato per mancanza o crisi di lavoro,in effetti come dici gli è stato tolto l'appalto ed ha fatto un licenziamento tipo collettivo forse perchè non sapeva come utilizzarvi visto che tale mansione dovuta alla perdita di appalto cioè lavoro è leggittimo licenziare...
      Poi secondo me dovresti spiegare al Dottor Censori se è un contratto a tempo indeterminato oppure determinato "cioè con una data di scadenza"rinnovabile a facoltà del datore in base appunto anche al lavoro che ha.....se mi dici che ha perso l'appalto per cui vi aveva assunto è ovvio che non aveva altra scelta che mettervi a casa....poi ovviamente potete impugnarlo perchè in base alla descrizione della lettera se vai ad un Patronato a spiegarli la situazione sicuramente impugnerà il licenziamento che a regola procurandovi un danno per tale periodo il datore dovrà pagarvi,ma poi sul discorso licenziamento sicuramente dopo ve lo rifarà perchè lasciando da parte le chiacchere che ha scritto poi davanti al giudice del lavoro quando sarà il momento lui si difenderà appunto sul discorso di chiusura del vostro serttore e impossibilità a ricollocarvi in altro reparto perchè forse non hà....fossi in voi lo impugnerei,ma poi cè da vedere tante cose dal tipo di contratto e dal tempo di permanenza!
      Auguri perchè oltre alla disoccupazione posso assicurarvi che sono cause un pò lunghette dove appunto cè da valutare se ne vale la pena in base al lavorato in passato presso tale azienda!
      il Dottor Censori sarà più chiaro,la mia è un opinione basata sù un mio amico licenziato appunto perchè la ditta non aveva più lavoro!
      Buona Giornata!

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  14. Grazie per la sua risposta. Allora praticamente noi eravamo tre portinai notturni che dal febbraio 2010 assunti con un contratto a tempo indeterminato dalla azienda X abbiamo gestito fino a settembre 2014 un albergo destinato a studenti dell universita , facendo sempre portinai. Da ottobre 2014 la provincia ha ripreso l'albero destinato all opera universitaria e ha detto ci metto i profughi e questi portinai continueranno a rimanere con la loro azienda a gestire la portineria e quindi i profughi. E così da come affido diretto alla nostra azienda X di gestire tutto l'albergo. Cosa succede? Nel settembre 2016 la provincia fa una gara di appalto e vince un altra coperativa Y.Noi per la clausola sociale passiamo dalla coperativa X a quella Y.Quindi assunti dalla Y sempre con contratto a tempo indeterminato ma con il Jobs act. L'appalto di quest'ultimo è di 2 anni. Quindi da ottobre 2016 ad settembre 2018.
    Abbiamo continuato a lavorare con questa coperativa Y fino a settembre 2018.E cui comincia il " teatro".
    La provincia vuole dare l'intera gestione alla Croce Rossa. Cosa succede? A fine appalto cioè a settembre 2018 la provincia da una proroga quindi un affido temporaneo alla nostra cooperativa Y fino al 28 febbraio 2019. Bene.
    Arriviamo a questa data cioè di fine affido. Cosa fa la provincia? Manda la croce rossa A gestire la portineria ma senza applicare la clausola sociale. Cioè noi siamo rimasti fuori. Guarda caso tre stranieri. Chiamiamolo discriminazione? In pratica la provincia da un appalto di 3 anni alla croce rossa per gestire ma tenendo fuori noi. Come clausola sociale e credo anche direttiva europea non dovevano escluderci. Siamo andati al sindacto che poi ha aperto una causa sociale. Anche perché Il lavoro di portineria non e stato soppresso. Esiste ancora.al posto di tre stranieri stanno lavorando tre italiani.
    E cosa fa la nostra cooperativa Y?
    Niente. Dice: amici miei noi abbiamo perso l'appalto. La croce rossa e quindi la provincia non vogliono applicare la clausola sociale a voi. Perciò siamo costretti a licenziarvi.Tutti e tre a casa.
    Ecco tutto spiegato in dettaglio.

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  15. Ciao secondo me è impugnabile e vi tocca un indennizzo,lui vi vuole proporre un alternativa per farvi accettare il licenziamento e non pagarvi l'indennizzo che vi tocca in base ad alcuni criteri!
    Vedrete che il Dottor Censori saprà essere preciso e chiaro!

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    1. Confermo!
      Il licenziamento è giustificato dalla perdita dell'appalto, ma la modalità è discutibile, quindi può essere impugnato, ma solo per richiedere un eventuale risarcimento danni.-
      Nel frattempo si può comunque presentare all'INPS la domanda per la NASPI.-

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  16. Buongiorno avv Censori, mi sono licenziata dopo 2 anni da una Coop con contratto di logistica e trasporti, ora nell’ultima busta paga si sono trattenuti la quota del fondo sanilog sanitario, dicendomi che rimane attiva fino alla fine del anno e faceva parte del ccnl , è corretto?

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  17. Aggiungo che nel primo anno non c’era questa quota in busta paga.

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    1. SI!
      Confermo!
      La normativa prevede che il datore di lavoro deve provvedere al pagamento del fondo sanilog per tutto l'anno, anche se il rapporto di lavoro cessa prima, ed ovviamente la lavoratrice è coperta fino alla fine dell'anno.-

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    2. Lo deve pagare l'azienda, quindi come faccio se mi hanno decurtato i soldi dei mesi fino a dicembre nell'ultima busta paga?

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    3. Purtroppo se l'azienda è riuscita in qualche modo a chiudere la polizza alla data di cessazione del rapporto di lavoro non puoi più farci nulla, perché hai perso ogni copertura, quindi è inutile che ti poni il problema.-

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  18. Salve Avvocato,
    vorrei chiedere per problemi familiari mio padre è anziano e non riesce ad essere autosufficiente, il part time ho un contratto di metalmeccanico sono da oltre 10 anni dipendente. Da quello che ho letto anche sul suo sito l'azienda non è obbligata a concederlo tuttavia volevo sapere se presentando documentazione certificati medici potrei "forzare" questa a concedermelo? Volevo sapere se ai fini pensionistici il part time cosa comporta?
    Grazie Cordiali Saluti

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    1. Purtroppo NO!
      L'azienda non è obbligata a concederti il part-time a prescindere dalla documentazione che presenti.-
      Tuo padre può comunque richiedere l'invalidità civile e la 104, e nel caso che venga riconosciuta la 104 potresti richiedere fino a 3 giorni di permessi al mese.-
      Con un part-time di 20 ore settimanali la copertura contributiva potrebbe essere solo parziale perché sarebbe legata all'entità dei contributi versati all'INPS.-

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  19. Buongiorno dottore, sono stata licenziata per cessazione dell'attività ; avevo un contratto a tempo indeterminato da 6 anni (ccnl commercio 1 livello). Mi spettava l'indennità per mancato preavviso? Il datore di lavoro ritiene di no perché ci aveva anticipato la chiusura verbalmente...
    Grazie per la risposta

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    1. SI!
      Ti spettava l'indennità di mancato preavviso, in quanto le comunicazioni verbali, in caso di licenziamento, non hanno alcun valore giuridico.-

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  20. Gentilissimo,

    lavoro per un'azienda privata con contratto metalmeccanico a tempo indeterminato. La mia attività lavorativa è svolta presso la sede del cliente, che è una Pubblica Amministrazione. Presso quest'ultima è appena uscito un concorso al quale vorrei partecipare per migliorare la mia carriera, ma ho paura che il mio datore di lavoro possa venirne a conoscenza e possa a causa di questo decidere di licenziarmi.
    Rischio realmente il licenziamento se scoperta a tentare un concorso pubblico?
    Grazie mille!

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    1. NO!
      Non puoi essere licenziata per aver partecipato a un concorso pubblico, quindi l'unico problema è che potrebbe incrinarsi il rapporto fiduciario con il tuo datore di lavoro.-

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  21. Buona sera volevo sapere ,ho la lavorato x 30 anni x un ente,il 31 dicembre 2018 ho dato le dimissioni di comune accordo,a marzo 2019 ho trovato lavoro come badante a tempo indeterminato,nel caso nel caso perdessi il lavoro avrei diritto alla disoccupazione e x quanto tempo grazie x la risposta.

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    1. Si ha diritto alla NASPI solo in caso di licenziamento o di scadenza del contratto e non in caso di dimissioni.-
      La durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, quindi può durare al massimo 2 anni.-

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  22. Buongiorno Dottor.Censori ma quali criteri si usa uno che deve svendere una pizzeria arredata (no mura) solo licenza artigianale e arredamento completo nuovo aperta da 1 anno e mezzo attualmente in avviamento,se uno per motivi familiari deve uscirne?
    Mettiamo caso che l'incasso lordo annuale del primo anno è 60 mila tutti registrati e il netto è 11 mila del primo anno...mentre il secondo essendo avendo lavorato solo 6 mesi diciamo che è leggermente inferiore!
    Perchè ho sentito che prima con lo studio di settore era diverso e adesso se uno svende per essere regolare a parte il commercialista che mi fà il compromesso e poi la prassi dal notaio in 1 anno e mezzo che ho aperto posso svenderlo per motivi familiari senza che mi contestino qualcosa di tasse in più,oppure chi compra deve pagare subito dal notaio il calcolo realistico approssimativo delle tasse che eventualmente possono chiedere in futuro?
    Dottor. Censori non sò se sono riuscito a farmi capire in quanto la nuova legge attuale dicono i commercialisti che è più burocratica e noiosa!
    Premetto che chi mi subentra avrà un contratto nuovo dal padrone del fondo commerciale seppur l'abbia sfruttato solo come accennato 1 anno e 6 mesi!
    Ma sul fatto di svenderlo quali rischi corro e chi deve pagare eventuali sanzioni o tasse in più sulla compravendita tra privati di questa piccola pizzeria artigianale di 50mq come accennato sopra?

    Grazie!

    Buona Giornata!

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    1. - Puoi svendere la pizzeria arredata senza che ti contestino qualcosa, ovviamente se la vendita è in regola e non prevede il pagamento di una parte in nero.-
      - Anche chi compra non ha di che preoccuparsi, nel senso che che potrà sempre dire di aver concluso un buon affare.-

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  23. Buongiorno Gianfranco,
    Il datore di lavoro di mia moglie ha consegnato a lei e alle altre 13 dipendenti la lettera di licenziamento in data 26/6 scorso, indicando come data di cessazione del rapporto lavorativo il 30/9/2019.
    Recentemente ci siamo recati dai sindacati per avere informazioni circa la domanda per ottenere la Naspi e ci è stato detto che i 68gg per effettuare la richiesta decorrono dal 30 settembre prossimo e non dal 26/6 come si era pensato.
    Detto questo il sindacalista ha notato che nella lettera, la motivazione addotta per giustificare il motivo del licenziamento è: “a causa della cessione totale dell’attività dell’azienda scrivente”, a lei invece è stato detto “a voce” che è loro intenzione accedere al concordato preventivo,… che però da una verifica sui terminali non risulta depositato.
    Da quello che ho capito in caso di cessione dell’attività impugnando il licenziamento si potrebbe tentare di salvaguardare il posto di lavoro, ma non ho capito se questo diritto viene sempre salvaguardato oppure in alcuni casi non viene riconosciuto (es: azienda subentrante che esercita attività diversa da quella del cedente,… cambio di nome …ecc), nel caso di concordato/fallimento una eventuale impugnazione non produrrebbe effetti.

    Chi ha interesse a salvaguardare il posto di lavoro (alcune) si chiede: se riesco ad ottenere il reintegro nella nuova ditta ma non mi trovo bene perché si occupano di altro, o semplicemente il nuovo lavoro non mi piace posso licenziarmi (entro i tre mesi) mantenendo la Naspi o queste motivazioni non sarebbero ritenute valide con conseguente perdita di questi diritti?

    Per quanto ci riguarda vorremmo tutelare il pagamento degli stipendi mancanti (i prossimi due mesi)… mantenere il diritto alla Naspi (inviando domanda nei tempi a partire dal 30/9) e recuperare il TFR, in sostanza per motivi personali non siamo interessati a tentare di mantenere il posto di lavoro (o richiedere risarcimenti) con azienda subentrante qualora ce ne fosse una.

    Da ulteriori informazioni acquisite successivamente alla visita effettuata dai sindacalisti, sembrerebbe che l’INPS intervenga a tutela del TFR solo in caso di Concordato P./Fallimento, e che il Concordato può prevedere anche la cessione dell’attività a soggetto terzo, e forse è questo il motivo per cui è stata inserita quella frase (Cessazione attività).
    Pertanto ricapitolando, mi pare di capire che se c’è Cessazione aziendale e susseguente Concordato Preventivo il TFR è corrisposto dal fondo qualora l’azienda non dovesse onorarlo, … ma che succede se l’attività viene ceduta e non segue un Concordato o Fallimento?
    Si può tentare di recuperarlo dando mandato ai sindacati anche se non si è provveduto -a suo tempo- a impugnare il licenziamento?

    Per concludere, come detto sopra siamo interessati sostanzialmente a non mettere a rischio il TFR pertanto ogni consiglio su procedure da adottare che sicuramente potrebbero sfuggirci sono ben accette.
    Mi scuso per le troppe domande.
    Grazie!

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    1. io per tali faccende che ben venga un opinione del Dottor. Censori,ma alla fine dovrebbe essere in mano ad un avvocato specializzato in materia...lasci stare i sindacati che pure loro prendono in mano le cause più profique per prenderci sopra i loro soldini e alla fine è come metterci un avvocato ma è certo che qualcosa risolve e chiude più in fretta dei sindacati!

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    2. Sono d'accordo con chi mi ha preceduto sul fatto che bisogna rivolgersi a un avvocato specializzato in materia, ma aggiungo che di solito i sindacati sono convenzionati con i migliori, e capita spesso che gli avvocati specializzati poi rimandano i clienti ai sindacati per completare l'iter burocratico che lasciano in sospeso.-
      Il mio consiglio è quindi di affidarvi a un sindacato di cui ci si fida e seguire scrupolosamente le indicazioni che vengono date, senza andare alla ricerca di pareri a chi dal di fuori non conoscendo la realtà dei fatti potrebbe mettervi fuori strada.-

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  24. Grazie per le risposte...
    In realtà mi sono affidato al sindacato (CGIL di zona) che mi ha consigliato di opporci al licenziamento...ora però sono chiusi e non mi è possibile ottenere nuove informazioni fino alla loro riapertura prevista fra un mese, nel frattempo i titolari dell'azienda messi al corrente che qualcuno voleva impugnare il licenziamento in quanto riteneva che la "cessione dell'attività" gli avrebbe dato diritto di assunzione...ecc... hanno riunito i dipendenti informandoli che nella stesura della lettera c'è stato un errore e la parola cessione è da intendersi "Cessazione", invitandoli a ritirare una nuova Racc. a mano "corretta" con la stessa data della precedente, affermando che un licenziamento per cessione dell'attività NON DAREBBE DIRITTO ALLA DISOCCUPAZIONE (e questo mi piacerebbe appurarlo) ... a questo punto non sappiamo proprio cosa fare e il tempo stringe perchè i termini per l'opposizione scadono prima della riapertura del sindacato.

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    1. Ciao comunque nei licenziamenti per cessazione attività chi rientra nei parametri di mensilità lavorata...gli tocca la disoccupazione,vai tranquillo che quando rientrano i sindacati vi daranno una mano,purtoppo nel mese di agosto il nostro paese và in Tilt!
      Auguri per l'iter..

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    2. Grazie!
      Come credo si sia capito la situazione è abbastanza ingarbugliata o quantomeno "fumosa"...
      1.Se si tratta di "cessata attività" il Naspi spetta ma il TFR lo deve pagare l'azienda...(se non c'è concordato o fallimento), e se non lo paga?
      2. Se invece fosse una cessione allora c'è il diritto alla conservazione del posto di lavoro e alla naspi
      3. Si propone di restituire la vecchia raccomandata con scritto "Cessione" e ritirarne una nuova consegnata a mano e con la stessa data (di un mese fa)... ma mi conviene?... e che rischi corro...non è forse un illecito? ... e poi per quale motivo la si vuole sostituire se anche fosse sbagliata la parola se nessuno fa storie non succede niente,... forse con quella parola (Cessione) si hanno dei diritti in quanto il licenziamento non sarebbe più per giusta causa?
      Ricapitolando... con una certa confusione in testa, ad oggi l'idea (se accerto che con l'attuale raccomandata c'è il diritto alla naspi) è quella di non firmare per ricevuta una nuova RR ... fare opposizione al licenziamento nei termini... e attendere il pagamento degli ultimi stipendi e Liquidazione, se tutto si conclude positivamente non è mia intenzione far passare altri guai a chi comunque ha dovuto chiudere l'attività, se invece non viene regolarmente corrisposta la liquidazione e dovesse subentrare una nuova azienda ...beh allora ne dedurrei che si sono alleggeriti dei dipendenti per vendere meglio l'azienda di conseguenza farei depositare l'impugnazione in tribunale per chiedere il riconoscimento di tutti i diritti... ma sono certo che in questa confusione mi sta sfuggendo qualcosa.
      Grazie per il supporto!

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    3. Ciao Pino!
      1) Se l'azienda chiude per cessata attività, senza concordato o fallimento, il TFR lo deve pagare l'azienda e se non lo paga bisogna fargli causa.-
      2) SI! In caso di cessione dovrebbe esserci il diritto alla conservazione del posto di lavoro, e in subordine alla NASPI.-
      3) La proposta è inaccettabile!
      Se l'azienda ha mandato una lettera sbagliata deve inviare ai lavoratori una raccomanda A.R. a rettifica della stessa, quindi non c'è motivo per cui vi venga richiesta la restituzione della vecchia lettera con la consegna di una nuova raccomandata a mano.-
      In conclusione, siccome il comportamento dell'azienda non mi pare troppo corretto, e visto che non sappiamo dove vogliono andare a parare, vi consiglio di non restituire nulla, e di non accettare una raccomandata a mano, perché se non hanno nulla da nascondere possono tranquillamente inviarvi una nuova raccomandata per posta.-

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    4. Ciao Gianfranco,
      le tue delucidazioni vanno nella stessa direzione del comportamento che abbiamo deciso di adottare, mia moglie infatti sebbene invitata verbalmente NON si è recata in ufficio a ritirare la nuova R/R a mano, nel frattempo gli ho aperto un indirizzo di PEC e abbiamo inviato mail all'azienda da questo indirizzo (mail a cui al momento NON hanno risposto) invitandoli a tenerlo come riferimento per eventuali comunicazioni.
      - Il secondo step sarà quello di fare opposizione al licenziamento non appena sarà accreditato il penultimo stipendio (dovrebbe avvenire a ridosso del 10/Ago), i 60 giorni scadono il 24/Ago
      - se questa seconda R/R arriva prima di questa data ... nella lettera di opposizione faremo riferimento a entrambe, se invece dovesse arrivare in data successiva alla nostra opposizione invieremo altra PEC prendendo atto di aver ricevuto la lettera e ribadendo l'impugnazione.
      Relativamente al TFR e agli ultimi 3 stipendi (al momento mancano gli ultimi due) mi è stato riferito -come tu stesso hai scritto- che se non fa concordato e non fallisce bisogna fare causa ... ma che comunque l'INPS li anticipa, su questo però non ho riscontrato uniformità di vedute.
      Approfitto dell'occasione per ringraziarti, la tua disponibilità ad aiutare chi si trova costretto a districarsi in queste problematiche è preziosa, devo ammettere che quando mi capita di avere necessità di qualche chiarimento immediatamente mi viene in mente il tuo sito..e infatti se non erro questa è la 3^/4^ volta che ti disturbo, per argomenti sempre diversi.
      Grazie!

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    5. Ciao Pino!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo debbo comunicarti che l'INPS non anticipa mai il TFR se non c'è un procedura di fallimento o di concordato in corso.-

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    6. Ciao Gianfranco,
      riprendo questa discussione per alcuni chiarimenti.
      - Il 12 AGO abbiamo fatto opposizione al licenziamento
      Il rapporto di lavoro si è concluso il 30/9/2019
      Il giorno 8/10 è partito il pagamento della NaspI
      Al momento manca il TFR che credo andava corrisposto entro 30gg e l'ultimo mese di contribuzione (lo stipendio+Ratei tredicesima/Quattordicesima è stato pagato).
      Il negozio è chiuso come lasciato l'ultimo giorno di lavoro.

      Premesso che settimana prossima andremo a prendere appuntamento per recarci alla CGIL di zona quanto prima, puoi darmi qualche consiglio in merito al recupero del TFR e pagamento contributi?

      Il deposito presso la cancelleria del Tribunale dell'opposizione al licenziamento è utile solo ai fini di un eventuale reintegro in caso di cessione a terzi dell'attività/risarcimento o anche ad altro?
      Grazie molte per i consigli
      Pino


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    7. Ciao Pino!
      In caso di opposizione al licenziamento è possibile che il datore di lavoro tenga in sospeso il pagamento del TFR in attesa della definizione della vertenza; comunque in questa delicata situazione ti consiglio di attenerti scrupolosamente a quello che ti verrà detto dalla CGIL senza cercare conferme altrove da chi non a conoscenza dei dettagli potrebbe magari metterti fuori strada.-

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  25. Buongiorno dott. Censori, dovrei concludere il mio rapporto di dirigente con una società privata nei prossimi giorni, poi presumibilmente dovrei stipulare un altro rapporto di lavoro, ma a tempo determinato di un anno sempre con la stessa azienda, ma nella funzione di quadro-impiegato (non più dirigente).
    Ho diritto al TFR, sia a quello maturato presso l'INPS che è depositato in azienda, che a quello presso il fondo per dirigenti Previndai?
    Grazie.

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    1. Se ci sarà un'interruzione del rapporto di lavoro di almeno un paio di mesi potrai farti liquidare il TFR maturato, quindi sia quello dell'INPS che quello del fondo per dirigenti, altrimenti no.-

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  26. Salve dott.censori potrei esporle il mio problema riguardante il licenziamento?

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  27. Buongiorno Dott. Censori, le espongo il mio problema. Lavoro da 4 anni nel settore commercio come magazziniere consegnatario.
    il termine del pagamento dello stipendio dovrebbe essere al 15 del mese successivo, cosa mai rispettata. Sono almeno due anni che mi trovo in difficoltà economiche perchè mi danno acconto nelle date che decidono loro, acconti di 700 euro, 300, 500, 1000, alle date piu' disparate.Tant'è che sono indietro quasi sempre (da due anni almeno) di due mensilità e mezza, mentre in questo mese non ho percepito nulla, quindi siamo arrivati alla terza mensilità arretrata. Oltremodo si sono trattenuti sui 1.000 euro circa di multe non dandomi il giustificativo, possono farlo?
    Ora la mia domanda è questa: potrei dare secondo lei le dimissioni per giusta causa ed ottenere la naspi in attesa di trovare altro?
    Non riesco piu' ad andare avanti in questo modo, anch'io ho le mie spese per vivere e le mie scadenze che difficilmente riesco ad onorare viste le modalità di pagamento dello stipendio.
    Ora, come muovermi^? devo recarmi al caf, dare le dimissioni specificando la giusta causa? o mi reco direttamente al sindacato di categoria?
    attendo sua gentile risposta, grazie mille!
    Massimo

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    1. Ciao Massimo!
      I ritardi reiterati nel pagamento degli stipendi costituiscono una motivazione valida per poter presentare le dimissioni per giusta causa.-
      Però in caso di dimissioni per giusta causa, per il diritto alla NASPI la giusta causa va dimostrata all'INPS, è quindi consigliabile l'assistenza di un sindacato per farsi seguire per tutto l'iter burocratico necessario.-

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  28. Buongiorno dottore, scrivo in anonimo perché sono in una fase un po' delicata. Sono stato vittima di mobbing sul lavoro e dopo un brutto episodio provato dal mio vice sono entrato in malattia per stress e depressione accumulato. Sono successe molte cose e non so ancora quanto riuscirei a stare in malattia ..quello che so e che non riusciurei mai e poi mai a rientrare dopo tutto..cosa succede se non mi presento più dopo ciò che e è accaduto..manca poco al termine del mio contratto ma io riesco più a restare lì nemmeno per un minuto

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    1. Se manca poco alla scadenza del contratto cerca di farti tenere in malattia fino alla scadenza così non avrai alcun tipo di problema, in quanto il contratto presumibilmente non ti verrà prorogato.-
      In caso di problemi ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  29. Buongiorno dottore, sono in malattia da un mese per stress causato da mobbing.fino al 25 sono coperta..ma non so se gli altri giorni mi prolunga la malattia . Ma io ho il terrore di tornare. Che succederebbe se non torno in quella settimana? Premetto che il contratto mi scade il 1

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    1. Non c'è problema!
      Se non hai un residuo ferie o permessi da godere, i giorni di assenza verranno considerati dal datore di lavoro come permessi non retribuiti.-

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  30. Buongiorno Dottore sono una farmacista di 62 anni ,sono stata licenziata dalla farmacia privata dove ho prestato servizio dal 02/11/2002 al25/09/2019 ,licenziamento per giustificato motivo oggettivo. DEVO PRECISARE che dal 01 /08/2019 con l'inserimento del figlio l' azienda è diventata una srl,consideri che ho103,67 giorni di ferie arretrate e214,00 ore di permessi non goduti.AVrei dovuto iniziare i miei 3 mesi di preavviso il primo giorno di ottobre ma quando mi sono presentata in farmacia mi hanno detto che il lavoro è poco e che preferiscono pagarmi queste giornate senza che io le lavori e se c'è bisogno verrò chiamata.Come mi devo comportare.. consideri che ho espressamente detto che non voglio fare ferie visto che non ho mai potuto scegliere un periodo a mio piacere poiché me le davano loro e detto all'ultimo momento. La ringrazio se mi da un consiglio su come muovermi ...Non voglio impugnare ormai voglio solo finire e non vorrei avere piu niente a che fare con loro.Le porgo i miei più distinti saluti

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    1. Purtroppo se non vuoi impugnare il licenziamento devi attenerti alle loro disposizioni, quindi i prossimi 3 mesi ti pagheranno regolarmente senza lavorare scaricando i giorni di ferie e permessi maturati.-
      Comunque non capisco cosa vuoi effettivamente, perché da una parte dici che non vuoi andare in ferie e dall'altra parte dici che non vuoi più avere niente a che fare con loro.-
      Il mio consiglio è di guardare oltre, ed eventualmente comunicare al tuo datore di lavoro che per quello che ti riguarda il rapporto di lavoro è concluso e che quindi non sei disponibile a riprendere servizio, se verrai chiamata in caso di bisogno.-

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  31. Buona sera dottore,io sono dipendente a tempo determinato da 26 anni presso un azienda che ha deciso di dare in appalto la sola logistica,siamo in 60 e splo in 8 nella logistica a cui è stato chiesto di licenziarci per poifarci assumere da questa nuova,azienda che appalta per soli 2 anni la logistica.L unico impegno che si assume la "mia azienda "e che ci riassume in caso di recessione,del contratto.Io sono stato assunto nrl 1995 mai una lettera di richiamo,un figlio con 104 e lazienda ha lavoratori che nterinali,terzisti e un fatturato considato.Posso rifiutarmi?E per questo ritiuto possono licenziarmi?

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  32. Scusi ho sctitto male ,sono assunto a tempo indeterminato da 26 anni.

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    1. Ciao Pasquale!
      SI!
      Puoi rifiutarti di presentare le dimissioni!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  33. buona sera sign, Censori piu di un anno fa sono stato licenziato dopo 4 anni di lavoro nel campo edile il datore di lavoro a tt oggi non mi a pagato il tfr sono ancora in tempo per richiederlo per vie legali ?non avendo ancora firmato lultima busta paga e se per una sua esperienza personale se o possibilta favorevoli per ottenerlo la ringrazio

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    1. Il diritto al TFR si prescrive in cinque anni (art. 2948, comma 5, del codice civile) che decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Quando il diritto al TFR è riconosciuto da sentenza di condanna passata in giudicato si prescrive in dieci anni (art. 2953 del codice civile).-

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  34. Gentilissimo Sig. Censori,

    Leggo con attenzione e piacere il suo Blog perché mi tiene aggiornato. Vorrei un consiglio su una situazione personale.
    Il mio datore di lavoro mi ha assunto con un contratto di lavoro part time 50% con la promessa di discuterne dopo qualche mese sia per quanto riguarda lo stipendio attuale di 800 euro sia per il contratto. Attualmente svolgo lavoro in reception per un hotel 8 ore lavorative per 6 giorni a settimana per 800 euro. Dopo qualche mese ho deciso di parlare con il mio datore di lavoro il quale mi ha detto che questo mese avrò un aumento senza entrare nei particolari ed essendo sempre sfuggente sull'argomento. La mia domanda è questa dopo tanti anni mi sono stancato di far fare come gli pare ai miei datori di lavoro ad es: ferie e permessi scaricati come gli pare senza averne usufruito, se si manca dal lavoro per malattia ti decurtano lo stipendio, siamo sottoposti a degli atteggiamenti alquanto seccanti dato che svolgiamo mansioni neanche pertinenti al nostro ambito. Il mio contratto part time non è reale dato che faccio 48 ore settimana con un giorno di notturno al mese non retribuito. Le festività mi vengono retribuite normalmente etc etc ma penso che di questi atteggiamenti lei abbia sentito molto parlare. La mia domanda finale è come tutelarsi anche a costo di fare una lettera legale e licenziarsi con una causa per risarcimento? Quali le possibilità?

    La ringrazio per l'attenzione e mi scuso per le lungaggini.

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    1. Ah Sig. Censori volevo solo aggiungere che fino ad adesso in 7 mesi ho firmato tutte le buste paghe e da li accorgendomi che facevano come volevano ho incominciato ad infastidirmi.

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    2. Ti ringrazio per i complimenti!
      Nel tuo caso ci sono i presupposti per poter presentare le dimissioni per giusta causa!
      La giusta causa però va dimostrata, ti consiglio quindi di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-
      Infatti il sindacato invierà per tuo conto una diffida al datore di lavoro richiedendo il rispetto del contratto, alla quale seguiranno le dimissioni telematiche per giusta causa, con il diritto alla NASPI, e successivamente una vertenza per il recupero di tutte le tue spettanze, compresi gli arretrati.-

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  35. La ringrazio, lei pensa che attualmente che mi trovo ancora a lavoro posso creare delle prove ancora più schiaccianti per non avere problemi in seguito? Il fatto che io abbia firmato le buste paga pensa possa essere un problema?
    La ringrazio ancora per il suo supporto essendo vessati ogni giorno siete un grande aiuto per tutti.

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    1. Rettifico per creare chiaramente intendo acquisire. Se decido di intraprendere questa strada non vorrei avere problemi in seguito. E dato che sono ancora sul posto di lavoro se per esperienza in una eventuale vertenza mi dovessero servire prove o altro le acquisirei adesso che sono a lavoro. Spero possa aiutarmi.
      Saluti e Grazie

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    2. Ti ripeto!
      Su queste cose non ci si può scherzare, nel senso che ci sono in ballo diversi "soldini", ti consiglio quindi ancora di rivolgerti a un sindacato del quale ti fidi, per organizzare al meglio insieme a loro la tua uscita dal posto di lavoro.-

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  36. Buon giorno dott, Censori, mi puo aiutare per favore, lavororo in un RSA come Oss, dopo due contratti determinati di 6 mesi,mi possono licenziare per motivo esubero di personale, aspetto la sua risposta grazie mille

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    1. Ciao Patricia!
      Alla scadenza di un contratto a tempo determinato, il datore di lavoro non ha alcun obbligo, ne di concedere una proroga, ne tanto meno di trasformare il contratto da tempo determinato a tempo indeterminato.-

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  37. Buona sera dott. Censore le ringrazio molto la sua risposta.

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  38. Buonasera Dott. Censori,
    lavoro da 5 anni come impiegata amministrativa in un'azienda del settore gomma plastica confapi (piccole e medie aziende).
    Intendo dare le dimissioni immediate senza dare il preavviso per vari motivi ( trattano male, respiro sostanze cancerogene, c'è abuso di potere da parte dei titolari) sono assunta col 5° livello.
    Ho guardato il contratto ed il preavviso sarebbe di un mese e mezzo.
    SE mi dimetto per motivi personali e non do il preavviso, quanto perdo nel tfr??
    Perche ho letto da qualche parte che se si dimette il lavoratore il preavviso si dimezza, quindi perderei la metà del periodo, ma nn ne sono certa, vorrei una conferma. Grazie per la risposta!Erica

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    1. Ciao Erica!
      Purtroppo NO!
      Nel tuo caso il preavviso da dare è di un mese e mezzo, quindi se presenti le dimissioni senza preavviso ti verrà detratto un mese e mezzo di paga dalle competenze maturate.-

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  39. Buongiorno Dottore,io ho lavorato 12 anni in pizzeria ma mi sono stufata che il padrone dava i stipendi in ritardo,fino 2014 era tutto aposto poi passano i nipoti giovani padroni e erano SRL,1 anno pagano bene anche loro poi cominciano a ritardare i mesi finché io rimango 14 messi indietro di stipendi,mi sonno stufata e trovo un altro lavoro aviso i mio titolare che comincio un altro lavoro in sottovuoto formaggio e il 5 novembre comincio,in pizzeria diminunisco le ore e lavoro 8 ore ala settimana i do tempo di trovare personale e nel frateo speravo che va avanti a pagarmi i messi,vado avanti fino gennaio con 2 lavori ma lui paga poco lo steso,mi sono stancata e io detto che mi licenzio completamente ei do 2 messi di preavviso quindi fino il 14aprille che ho fatto anche giusto 12 anni di lavoro in pizzeria,non ho fatto per giusta causa ch'è non volevo fare del male a loro,e fino adesso che scrivo mi ha pagato pian piano i 13 mesi e mezzo,adesso mi deve dare metta del 14dicesia che sonno 3 mesi che lo sposta e non me lo manda,e mi deve dare licenziamento che doveva già cominciare a settembre da 1000 euro ha detto lui,ma non i manda neanche queli,non so cosa fare sono stufa sono delusa sono arrabbiata aiutatemi cosa faccio grazie mille

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  40. Salve Dottore, sono un'oss assunta a tempo indeterminato e lavoro all'interno di una cooperativa sociale. Questa cooperativa verrà assorbita e trasformata in Fondazione fra pochi mesi. Il fatto è che nel passaggio da cooperativa a fondazione ci hanno comunicato la necessità di un concorso pubblico per poter continuare a lavorare. Se io mi rifiuto di fare il concorso che conseguenze ci saranno per me che sono assunta a tempo indeterminato?

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    1. Se la cooperativa verrà assorbita e trasformata in fondazione, vuol dir che cesserà l'attività, quindi se ti rifiuti da fare il concorso verrai licenziata.-

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  41. Salve dottore volevo chiederle una informazione.. ho dato le dimissioni gli spettavano 8 giorni di preavisso ma in questi 8 giorni il datore non mi a più chiamato per lavorare il mio lavoro e situato nei diversi cantieri cosa rischio?

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    1. Se il datore di lavoro non ti ha più chiamato al lavoro non è un problema tuo, presumo che ti abbia messo in ferie, quindi non rischi nulla.-

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  42. Buon sera dottor Gianfranco dopo 4 nni di lavoro ho avuto un infartoacuto con intervento e stent e sono andato in malattia per 2 mesi set Rottofreno 2019 purtroppo a gennaio 2020 sono andato in malattia per vertebra fratturato il dattore di lavoro mi ha detto di non prendere più malattia se no mi avrebbe licenziato .ma mi domando può farlo in malattia. E mi può licenziare io lavoro come operatore ecologico con contratto a tempo indeterminato col full verticale e se così quando si conta la malattia in mesi e mi spetta la disocupazione.

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    1. Purtroppo dopo 6 mesi di malattia consecutiva si può essere licenziati per superamento del periodo di comporto.-
      In caso di licenziamento avresti diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI) che con 4 anni di lavoro può durare fino a 2 anni.-
      Ti consiglio comunque di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  43. Buona sera sono stata licenziata dalla mia azienda per cui lavoro da tanti anni .prima hanno provato con una contestazione scritta per aver contato male all inventario e poi dopo la prima contestazione me ne e arrivata un altra che mi incolpavano di aver danneggiato l azienda tenendo prodotti scaduti in cella con la apposito cartello merce non idonea alla vendita. Il mio responsabile ne era alcorrente diquei prodotti che non mi ha fatto smaltire ma al mio datore di lavoro dopo che mi ha sentito mi lasciato a casa per molti giorni senza motivo per poi dopo un mese mi fa arrivare a casa una lettera di licenziamento datata un mese prima senza intestazione della azienda una data di quando è stata scritta ma solo firmata con motivo di: licenziamento giustificato. Mi hanno proposto un accordo minimo ma io vorrei portarli in causa

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    1. La normativa prevede che al terzo richiamo scritto può seguire il licenziamento per giusta causa, bisogna quindi verificare se alle precedenti contestazioni hai risposto per iscritto con le tue giustificazioni.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti a un sindacato per verificare se nel tuo caso ci sono prove e testimonianze a tuo favore in grado di giustificare l'apertura di una vertenza sindacale.-
      Infatti di questi tempi le cause sono lunghe e dispendiose e se si perdono si può essere condannati anche al pagamento delle spese processuali.-

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  44. Buongiorno.
    A mio fratello, dopo che non si è presentato una mattina al lavoro per non aver sentito la sveglia (doveva finire alle 23 la sera prima ma il datore gli ha chiesto il favore di restare fino a chiusura, è tornato a casa alle 2 passate), ed aver chiamato per avvisare del disguito, è stato detto di non presentarsi più e che dopo 3 giorni di assenza ingiustificata sarebbe stato licenziato per giusta causa.
    Come si può difendere da una situazione del genere dal momento che il non andare al lavoro gli è stato imposto?

    Grazie mille.

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    1. Ciao Daniele!
      Gli consiglio di rivolgersi alla sede più vicina della CGIL per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  45. Buongiorno Dott.Censori,
    Lavoro da oltre 35 anni in una ditta del settore tessile, la ditta sta cambiando le strategie aziendali e dopo 10 mesi di riduzione orario stiamo facendo 9 mesi di cassa integrazione poi saremo messi in Naspi. Io sono cresciuto in questa ditta e sono in grado di seguire tutte le fasi produttive. Volevo chiederle se la ditta può tenere un ragazzo in magazzino che lavora da noi da soli 2 anni e lasciare a casa me che ho una anzianità di oltre 35 anni e potrei tranquillamente svolgere il suo lavoro. In tal caso posso avere diritto a una buon'uscita? Ad oggi mi mancano 5 anni per maturare la pensione. Grazie Dino

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    1. Ciao Dino!
      La ditta potrebbe tenere in magazzino un ragazzo che lavora da voi solo da 2 anni, simulando che è assegnato a mansioni diverse dalle tue, e tu comunque potresti richiedere una buonuscita per non opporti al licenziamento; ti consiglio comunque di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.

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  46. Buongiorno lavoro da circa 30 anni in una farmacia privata la mia titolare mi ha comunicato che fine 2020 cederà la farmacia ad un nuovo farmacista il quale non ha intenzione di tenere il personale. Secondo lei posso chiedere oltre al dovuto tfr ecc una buona uscita visto che mi mancano solo 3 anni oer per la pensione?
    La ringrazio
    Antonia

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    1. Ciao Antonia!
      Purtroppo NO!
      Se la titolare della farmacia cessa l'attività non puoi farci nulla, ne puoi rivalerti sul nuovo farmacista.-
      L'unica consolazione è che avrai diritto a 2 anni di NASPI coperti anche da contribuzione figurativa valida ai fini pensionistici.-

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    2. Ok grazie mille comunque sono andata al sindacato di categoria e loro sostengono di non firmare il licenziamento nel caso impugnarlo ed eventualmente far valere il fatto che non essendo laureata in tutti questi anni ho svolto mansioni non consone alla mia categoria. Tipo servire al banco eccc che mi dice di tutto ciò
      Grazie

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    3. Ciao Antonia!
      Ti consiglio di attenerti alle indicazioni del sindacato, e cioè di non firmare il licenziamento, poi per impugnarlo vedrai successivamente se nel tuo caso ci sono i requisiti per richiedere una somma aggiuntiva rispetto al TFR maturato.-

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  47. Egregio Dott. Censori,
    sono stata assunta da 11 anni presso una società anonima ( La chiamo A) in Svizzera. Nel 2016 tale società A viene acquisita da una ditta immobiliare ( la chiamo X ) sempre società anonima.
    Attualmente mi trovo in malattia e la mia amministratrice unica secondo cui mi é stato fatto il contratto dalla società A nel 2016 dice di dimettersi da amministratrice unica tramite email dalla società immobiliare X e di rivolgermi ad una nuova direttrice di tutt'altra azienda con tutt'altra mansione, la quale a seguito di una telefonata mi dice di avere acquisito la società A presso la quale sono stata assunta.
    La società A secondo cui sono stata assunta risulta ancora attiva e con firma della mia prima titolare alla camera di commercio. Il mio dubbio è cosa succede se dal 1 di marzo, al mio rientro della malattia la società con cui ho il contratto risultasse inattiva?.
    (Non capisco xche la mia vecchia titolare abbia dovuto dimettersi dalla società immobiliare e non da quella in cui ho il contratto.)
    rischio di perdere i mesi di diritto e soprattutto la Naspi? Sono già stata dai sindacati, i quali mi hanno fatto scrivere una lettera alla mia vecchia titolare in cui chiedere spiegazioni, ma non ho ricevuto risposta.
    Ho il dubbio che si siano accordati con i nuovi subentranti....i sindacati mi dicono di aspettare il colloquio con questa nuova tizia e di vedere cosa mi propongono senza firmare nulla.
    Lei cosa pensa?
    Grazie
    Stefania

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    1. Ciao Stefania!
      In effetti fino a quando non ti viene chiarita la tua posizione lavorativa attuale non puoi fare nulla, quindi solo dopo aver parlato con "questa nuova tizia" potrai regolarti di conseguenza.-

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  48. Buongiorno Avvocato,
    sono il titolare di una panetteria, ho sorpreso guardando le telecamere la mia dipendente rubare dal cassetto; il mio commercialista mi ha detto che è meglio non licenziarla per giusta causa perchè io non posso guardare i dipendenti dalle telecamere; dice, visto il calo del fatturato in questi primi mesi, di licenziarla per giustificato motivo oggettivo. RIschierei meno la contestazione del licenziamento.
    Cosa mi consiglia lei ?
    Grazie

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    1. Ti consiglio di seguire le indicazioni del tuo commercialista.-
      Posso capire il tuo disappunto, ma la legge non consente di spiare i dipendenti con le telecamere, quindi se licenzi la dipendente per giusta causa e porti la registrazione in tribunale passi automaticamente dalla ragione al torto, mentre con un licenziamento per giustificato motivo oggettivo corri meno rischi anche se ottieni meno soddisfazione.-

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  49. Ciao avvocato.io lavoro da una detta settore alimentare 8anni.. fatto d'accordo con d'attore di lavoro che mi lecinziarre...mia detto che deve rimanere a casa poi te mando una lettera e nn deve rispondere poi dopo cerca 5 giorni te arriverà lettera di licenziamento .cosa posso perdere in questo cosa..e posso fare la disoccupazione..grazie. Ora sono a casa dal 1 aprile 2020.
    a

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  50. Parlato con Comercielasta del lavoro mia detto te manderanno lettera perché
    nn presente al lavoro e te licenza per motivi Disciplina dei licenziamenti.io quello voglio capire per favore posso fare disoccupazione.graIe

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    1. Se verrai licenziata per giusta causa avrai comunque diritto alla NASPI, e l'unico problema è che avrai un mese di penalizzazione nel senso che l'indennità ti verrà corrisposta con decorrenza dal secondo mese di in poi.-

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    2. Nn capito bene avocato.scusami si po' mi spieghi bene.grazie

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    3. Se per esempio vieni licenziata a fine aprile, la NASPI non partirà i primi di maggio ma i primi di giugno, quindi per il mese di maggio non avrai diritto ad alcuna indennità.-

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  51. Grazie avvocato.molto gentile.capito bene

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  52. Esimio Avv. Censori ,sono stato licenziato per abbandono posto di lavoro ero sotto di 2 mensilità compreso competenze tredicesima per cui preventivamente ho fatto telegramma di autosospensione dal lavoro sino al momento del saldo degli arretrati dopo è sopraggiunta la lettera di licenziamento Posso chiedere ed avere diritto alla APE social premetto che ho i requisiti per l'accesso .Grazie Cordialmente F. VENUTI

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    1. SI!
      Anche se si viene licenziati per giusta causa si ha diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI) e si potrà quindi aver diritto poi all'APE social, anche se era meglio se avessi presentato le dimissioni per giusta causa, e tu ne avresti avuto i requisiti se avessi seguito la procedura corretta.-

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    2. Grazie Gentilissimo Buona serata .


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  53. Gent.mo Avvocato, volevo sottopporre la mia situazioneun pò ambigua.Sono stata licenziata dopo sette anni per motivo diciplinare, per giusta causa, soloper essermi rifiutata per motivi familiari di fare gli straordinari per 3 volte.Poi un caro suo dipendente nonchè mio direttore, ci ha messo il carico da 90 riferendo al mio datore che io lo avevo offeso(cosa falsa) ma negata dallo stesso telefonicamente.Per tutta rispost mi sono vista recapitare senza preavviso una lettera che mi preannunciva il licenziamento disciplinare.Cosa rischio se lo impugno e perdo la causa? Premetto che l'azienda ha piu di 300 dipendenti.La saluto cordialmente RITA S.

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  54. Volevo aggiungere che quello è stato il primo ed unico richiano riportato nella lettera.Prima di allora non mi hanno mai detto niente, la lettera di licenziamento è scattata solo al terzo rifiuto. Grazie

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    1. Ciao Rita!
      Se impugni il licenziamento e perdi la causa corri il rischio di essere condannata a pagare anche le spese processuali, ti consiglio quindi di consultare un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  55. Grazie mille Avvocato.Ma ma secondo lei si può essere licenziati dopo essersi rifiutati per tre volte di fare lo straordinario.? E Nel caso mi facessi assistere da un Avvocato del Sindacato e andiamo in causa, le spese processulai le pago sempre io o l'Avvocato del Sindacato.Grazie ancora perla sua disponibilità.

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    1. NO!
      Non si può essere licenziati per essersi rifiutati per tre volte di fare lo straordinario se c'era una motivazione valida, ma il problema è che la motivazione dei rifiuti va dimostrata con prove concrete e con testimonianze.-
      Di solito un sindacato accetta di patrocinare una causa di lavoro solo se ritiene di avere buone probabilità di vincerla, e comunque prima di sottoscrivere una delega è bene informarsi sui rischi che si corrono.-

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  56. Grazia ancora Avvocato, la terrò aggiornato comunque.

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  57. Buongiorno avvocato,dopo diciassette anni di servizio ho avuto un licenziamento disciplinare.il mio capo mi ha trovato con dei sacchetti con dentro pezzi di plastica codificati con scritto il codice e la quantita', credo lasciati lì da qualche collega per dimenticanza e non capisco perché ha pensato volessi impossessarsene,mi ha detto di riporli e così ho fatto. Io siccome lui era in negozio in borghese nel momento in cui me lo ha detto e stava x andare a casa al momento sono rimasta allibita dal suo comportamento ma poi l'ho chiamato mentre lui era in macchina di ritorno dal lavoro per chiedere spiegazioni.Mi sono sentita dire tutto bene stai tranquilla.Il giorno dopo sono stata chiamata su in ufficio dal direttore con il mio capo presente che mi ha imposto di spegnere il cellulare e fatto pressione psicologica per fare che dessi le dimissioni dicendomi di tutto,cose non vere.Non l'ho fatto ma dopo lettera loro e risposta mia entro cinque giorni come da prassi ho ricevuto un licenziamento disciplinare che ho immediatamente impugnato.Non ho testimoni,che posso farle???


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    1. Non capisco tecnicamente che significa che hai "immediatamente impugnato il licenziamento", perché presumo che ti sarai rivolta o a un sindacato o a un avvocato, quindi se non mi spieghi meglio quello che hai fatto purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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  58. Buonasera,
    volevo chiederle una informazione su come procedere per quanto accaduto: il mio datore di lavoro mi manda lettera di licenziamento, rispettando i 2 mesi di preavviso da contratto (io accetto e firmo la lettera). Giorno X sarebbe dovuto essere il mio ultimo giorno, invece il datore di lavoro mi comunica che lavorerò per altri 15gg (comunicazione solo verbale). Io pensavo di fare richiesta per Naspi, in quanto disoccupato a partire da giorno X+1,ma non posso,risulto ancora occupato. Il mio datore di lavoro mi ha detto che se trovassi lavoro devo dare dimissioni e non si tratta più di licenziamento. Come posso fare? Non ha rispettato i termini di preavviso.

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    1. Se nella lettera di licenziamento è indicato l'ultimo giorno di lavoro che tu hai accettato, dal giorno successivo sei libero da ogni impegno e puoi quindi presentare la domanda di NASPI, pertanto se il datore di lavoro non ha comunicato la cessazione non è un problema tuo.-
      Ovviamente se hai continuato o continuerai a lavorare dopo il termine vorrà dire che avrai accettato tacitamente la proroga.-

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    2. Buongiorno. Io ho consegnato tutto (pc,sim ed altro) entro il mio ultimo giorno e non ho firmato altre carte in cui si parlava di questo prolungamento. E' stata solo una comunicazione verbale. Volevo sapere, ora, se io trovassi lavoro,come devo procedere? All'inps risulto ancora loro dipendente penso. Devo dare io dimissioni?

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    3. E' scaduto il preavviso? Quando è scaduto? Una volta scaduto hai continuato a lavorare?

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    4. E' scaduto il 30 Aprile. Non sto lavorando,ho consegnato tutto anche, non avrei il modo per lavorare pur volendo.

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    5. In questo caso devi comunicare al tuo datore di lavoro che andrai al Centro per l'Impiego con la lettera di licenziamento per l'iscrizione nella lista dei disoccupati, e per presentare la domanda di NASPI, e che quindi se non lo ha già fatto, che dovrà provvedere in conformità.-

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    6. Perfetto, grazie mille,è stato gentilissimo.

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  59. Salve circa 2 settimane fa per via email ho firmato il foglio del licenziamento ma improvvisamente oggi ho scoperto che non è mai arrivato nessun foglio firmato ma a me dava che era stato inviato, io purtroppo non ho tenuto il foglio stampato....cosa devo fare adesso??? Grazie mille

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    1. Se si tratta effettivamente di licenziamento vale la comunicazione che hai ricevuto via mail, quindi basta che ti ristampi l'allegato anche senza firme, e puoi eventualmente consultare il Centro per l'impiego per verificare se risulta trasmessa la comunicazione.-

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  60. Buongiorno avvocato Censori,
    Sono attualmente assunta in un'azienda artigiana metalmeccanica come impiegata segretaria in sostituzione di maternità. Nella lettera di assunzione è indicata come data di scadenza contratto il 10 Novembre 2020. Ora, non mi trovo bene e vorrei dimettermi prima della scadenza, appena troverò altro impiego. Questo cosa comporta? Vorrei capire se ho un preavviso da dover dare, lavoro li dal 15 gennaio 2020. Grazie per la risposta. ERICA

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  61. Altra cosa, è usuale che i datori di lavoro facciano causa per richiedere i danni al lavoratore se soi licenza senza giusta causa?

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    1. Ciao Erica!
      Tu hai sottoscritto un contratto con scadenza 10 novembre 2020, un impegno quindi fino alla suddetta data, che non prevede un preavviso per dimissioni perché non prevede una rescissione anticipata, questo significa che in caso di dimissioni il datore di lavoro può richiederti anche un risarcimento danni per il mancato rispetto del contratto.-

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  62. Il risarcimento danni solitamente in cosa consiste? Potrebbero per esempio poter pretendere tutte le mancate mensilità di stipendio?

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    1. Ciao Erica!
      Come risarcimento danni potrebbero trattenersi tutti i soldi che ti sono dovuti per stipendi non ancora corrisposti, quote 13/ma e TFR maturato.-

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  63. Ma nn quelle che mancano alla scadenza del contratto che nn farò se mi dimetto, corretto? O possono anche avanzare richieste di danni in tal senso in maniera che mi troverei io debitrice. Le faccio un esempio se mi dimetto nel mese attuale, il titolare potrebbe richiedermi i mesi restanti che nn farò?

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    1. Ciao Erica!
      NO!
      Al massimo possono trattenersi tutto quello che hai maturato e non riscosso, come risarcimento danni, ma non di più.-

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  64. Grazie, lei è gentilissimo

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  65. Buonasera avv.Censori
    Da luglio 2017lavoro in un azienda tessile per il primo anno a tempo determinato poi passaggio diretto a tempo indeterminato fino ad oggi.
    Premetto che con il titolare ho sempre avuto buoni rapporti fino ad ottobre 2019, sono cominciate ad arrivarmi lettere per danneggiamento di beni aziendali, divieto di fumo con la seconda lettera e con la terza 2 ore di multa. A inizio dell'anno mi faccio male in ditta e resto a casa fino al 6 maggio rientro con cambio mansione e a fine mese mi arriva un altra lettera.
    Ho contattato sindacati per farmi tutelare e mi ha detto che ormai i rapporti si sono rotti, è vorrebbero che mi licenziare i di mia spontanea volontà. Ora le chiedo cosa è meglio fare? Se dicessi di Si quante mensilità di buona uscita potrei chiedere?se dicessi di no e continueranno a tartassati come potrei tutelarli?
    Grazie della rispodta

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    1. Premetto che loro non possono licenziare perché bloccate fino al 17 agosto

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    2. Ti puoi licenziare di tua volontà solo se hai in vista un nuovo lavoro altrimenti non ha senso, perché se vieni licenziato avrai diritto alla NASPI che con 3 anni di lavoro può durare fino a un anno e mezzo, mentre se presenti le dimissioni non avrai diritto a niente.-
      Ti consiglio comunque di rivolgerti a un sindacato "serio" di cui ti fidi per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  66. Premetto che il sindacato mi ha detto che sono disposti a darmi una buona uscita( ma non mi ha detto in termini economici di quanto sia) secondo lei quante mensilità potrei chiedere? Per non arrivare ad agosto e farmi licenziare da loro? Perché se così fosse impegnerò il licenziamento e partirà una causa che so quando inizia ma non so quando finirà? Grazie ancora

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    1. La risposta penso che indirettamente te l'avevo già data nel senso che se vieni licenziato, anche per giusta causa, avrai diritto alla NASPI per 18 mesi quindi dovresti chiedere almeno 12 mensilità aggiuntive.-

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  67. Buonasera
    Lavoro da più di 12 anni ed ero un dipendente molto attivo. Ma
    la ditta ha detto che era in crisi e che non c'era lavoro per me (ufficialmente sto sul 3 reparti). So che il lavoro è arivato e stanno facendo degli straordinari. mi danno 9 mesi di buona uscita, ma il motivo del licenziamento: che non sono comparso sul posto di lavoro.
    Non sono stato d'accordo.
    Cosa dovrei fare in questa situazione?
    il motivo del licenziamento è sarà registrato da qualche parte?
    a me è stato detto che non c'è lavoro e non che sono un cattivo lavoratore.
    grazie

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    1. Se non c'è lavoro possono licenziarti per giustificato motivo oggettivo, mentre se sei un cattivo lavoratore possono licenziarti per giustificato motivo soggettivo (inadempimento degli obblighi contrattuali), e la causale del licenziamento risulterà sia al Centro per l'Impiego che all'INPS.-

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    2. hanno ingannato questo per licenziarmi rapidamente.
      manca lavoro, ma il movito : sono cativo lavoratore. fanno furbi, in questo caso divento sporco per altro lavoro.
      chi mi può consigliare di contattare ed essere in grado di proteggere i miei diritti e prendere buona uscita.

      grazie

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    3. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  68. Gentilissimo Avvocato, sono un dipendente da oltre 20 anni di un'azienda con contratto a tempo indeterminato metalmeccanico industria volevo sapere avendo un situazione lavorativa molto difficile mi stanno mettendo in condizioni molto difficile e mi sto esaurendo. Quanti mesi continuativi posso stare in malattia e in che modo posso evitare il licenziamento ....? Grazie cordiali saluti

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    1. Si può restare in malattia al massimo per 6 mesi consecutivi, poi non si viene più retribuiti e si è a rischio licenziamento, ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  69. Buon giorno dott, Censori, lavoro da sei mesi in Rsa, presso una cooperativa sociale A.R.l, il 30 giugno mi e scaduto il contratto, il primo luglio mi lo hanno rinnovato, solo che aveva una novità, che dice cosi: Proroga rapporto di lavoro a tempo determinato,ed acquisizione status socio Lavorativo.
    Con una quota associativa di 129 euro più la tassa di ammissione di 50 euro, io non capisco come posso diventare socio con un contratto determinato, e se non mi rinnovano il contratto, cosa faccio, io non vorrei compilare i documenti di ammissione, con quel tipo di contratto non mi interessa diventare socia, solo che il contratto già lo ho firmato. Pero dovrei consegnare altro documento compilato, che ed la domanda d d'ammissione, sono un po delusa di questa situazione, cosa mi consiglia lei. Grazie mille

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    1. Ciao Patricia!
      In effetti non è una procedura corretta, ti consiglio quindi o di pretendere un contratto a tempo indeterminato o di revocare lo status di socio lavoratore, e di rivolgerti eventualmente a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. Gentilissimo dott,Censori, la ringrazio molto per la sua risposta

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    3. Ciao Patricia!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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