giovedì 2 dicembre 2010

Pensioni - Gestione separata INPS per Autonomi e Precari

Il presidente dell'Inps dice che l'istituto non permetterà a chi è iscritto alla “gestione separata” di poter fare online una “simulazione” della propria pensione: "Si rischierebbe un sommovimento sociale". Rivolta in Rete dei precari:

I giovani in Rete hanno dato il via al passaparola della dichiarazione di Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, che lo scorso 6 ottobre sulle pagine del Corriere della Sera ha chiosato al convegno dell’Ania e Consumatori: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”. Questo significa che, mentre i lavoratori che entro 12 mesi raggiungono il diritto al pensionamento possono consultare online quanto riscuoteranno, per i precari l’incertezza sulle cifre è assoluta. I contributi che pagano oggi, ovvero il 26% del loro stipendio, finisce nelle casse dell’istituto di previdenza per pagare nonni e genitori. Non certo il loro futuro.-

Chi è tenuto all'iscrizione:

Sono tenuti all'iscrizione ed alla contribuzione alla Gestione separata:

  • I soggetti che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo, non iscritti ad un'autonoma Cassa di previdenza.-
  • Gli incaricati alla vendita a domicilio che abbiano un reddito professionale annuo superiore ad Euro 5.000.-
  • Gli spedizionieri doganali
  • I titolari di borse di studio per la frequenza a corsi di dottorato di ricerca
  • I percettori di assegni per attività di tutorato o didattico-integrative, propedeutiche e di recupero
  • I soggetti che, nell'ambito dell'associazione in parrtecipazione, conferisocno prestazioni lavorative i cui compensi sono qualificati come redditi di lavoro autonomo
  • I titolari di co.co.pro. (collaborazioni coordinate a progetto).-
  • I titolari di co.co.co. (collaborazioni coordinate e continuative), occasionali senza progetto (c.d. mini collaborazioni caratterizzate dalla percezione di un reddito non superiore ad Euro 5.000 e da una durata inferiore  atrenta giorni nell'anno).-
  • I Pensionati di vecchiaia titolari di co.co.co.
  • I professionisti iscritti in Albi di categoria esistenti alla data del 24 ottobre 2003 che intrattengono rapporti di co.co.co. sempre che i relativi redditi non siano già assoggettati alla specifica previdenza di categoria
  • I soggetti che intrattengono rapporti di co.co.co. in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali
  • I componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società ed i partecipanti a collegi e commissioni
  • I lavoratori autonomi occasionali non iscritti ad autonoma Cassa di previdenza che producano un reddito annuo superiore ad Euro 5.000.-


Gli iscritti alla Gestione separata INPS hanno titolo a percepire, in relazione ai periodi di iscrizione alla predetta gestione, pensioni di vecchiaia, pensioni di d'inabilità, assegni d'invalidità e pensioni ai superstiti calcolate secondo il metodo contributivo di cui alla L. n. 335/95 nonché, per quanti versino il contributo nella misura piena, l'indennità di maternità, gli assegni per il nucleo familiare e l'indennità per la degenza ospedaliera.-

La pensione di vecchiaia:

La pensione di vecchiaia a carico della Gestione separata, spetta con almeno 57 anni di età e 5 anni di contributi (purchè in tal caso l'ammontare della pensione sia almeno pari a 1,2 volte l'importo dell'assegno sociale) oppure, a prescindere dal suddetto importo minimo, al compimento del 65° anno d'età. La pensione di vecchiaia spetta anche, a prescindere dal requisito anagrafico, nel caso in cui si possa vantare un'anzianità contributiva, presso la gestione separata, pari o superiore a 40 anni.-

Il calcolo delle pensioni:

Il calcolo delle pensioni dirette ed indirette a carico della Gestione separata si effettua mediante il sistema contributivo trasformando in rendita mediante uno specifico coefficente di trasformazione il montante dei contributi individuali.

Tale montante contributivo, a sua volta, si ottiene applicando, di anno in anno, l'aliquota di computo (di 2 punti percentuali più alta dell'aliquota contributiva di finanziamento) alla base imponibile nei casi che danno luogo a versamenti ed accrediti o ad obblighi contributivi e capitalizzando l'importo del montante, di anno in anno, sulla base della variazione media quinquennale del Pil.-

Per le pensioni di vecchiaia conseguite con anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni senza aver compiuto il 57° anno d'età così come per la pensione d'invalidità e d'inabilità erogate a beneficiari che non abbiano ancora compiuto il 57° anno d'età s'applica il coefficente di trasformazione relativo ai 57 anni.-

Identico coefficente di trasformazione s'applica nel caso di pensione ai superstiti erogata dalla Gestione separata qualora l'iscritto sia deceduto prima del compimento del 57° anno d'età.-

Ai pensionati d'inabilità è riconosciuta una maggiorazione convenzionale della contribuzione utile per il calcolo della pensione.-

Coefficienti di trasformazione:

Anno          2009     2010

Età anni 57   4,720%   4,419%
Età anni 58   4,860%   4,538%
Età anni 59   5,006%   4,664%
Età anni 60   5,163%   4,798%
Età anni 61   5,334%   4,940%
Età anni 62   5,514%   5,093%
Età anni 63   5,706%   5,257%
Età anni 64   5,911%   5,432%
Età anni 65   6,136%   5,620%


1) Simulazione - lavoratori dipendenti:

Età lavoratore anni 66 – Anni di versamento contributi 35 - Media annuale retribuzione (quota lavoratore + quota datore di lavoro) euro 18.000.-

18.000 x 33% (quota lavoratore + quota datore  lavoro)  = euro 5.940 x 35 = 207.900 x 5,432% = euro 11.293 lordi annuali : 13 = euro 868 lordi mensili.-

2) Simulazione - lavoratori autonomi  

Età lavoratore anni 66 – Anni di versamento contributi 35 – Media annuale retribuzione euro 16.000 x 26% (percentuale attuale contributiva) = euro 4.160 x 35 =  145.600 x 5,432% = euro 7.909 lordi annuali : 13 = euro 608 euro lordi mensili.-

3) Simulazione – lavoratori precari

Età lavoratore anni 66 – Anni di versamento contributi 25 – Media annuale retribuzione euro 12.000 x 26% (percentuale attuale contributiva) = euro 3.120 x 25 = euro 78.000 x 5,432% = euro 4.237 lordi annuali : 13 = euro 326 lordi mensili.-

L'assegno ordinario d'invalidità:

L'assegno d'invalidità a carico della gestione separata viene corripsosto ove l'assicurato presenti una riduzione permanente a meno di un terzo della capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle proprie attitudini pe rinfermità fisica o mentale e sia in possesso di almeno 5 anni di di contributi in tutta la vita assicurativa di cui almeno 3 nei 5 anni precedenti la data della domanda. Al compimento dell'età pensionabile prevista nel regime della Gestione separata, l'assegno d'invalidità, in presenza dei requisiti contributivi, viene trasformato in pensione di vecchiaia.-

La pensione d'inabilità:

La pensione d'inabilità a carico della Gestione separata viene corrisposto ove l'assicurato presenti una assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsivoglia attività lavorativa per infermità fisica o mentale e sia in possesso di almeno 5 anni di contributi in tutta la vita assicurativa di cui almeno 3 ne 5 anni precedenti la data della domanda.-

La pensione ai superstiti:

Ai superstiti del pensionato o dell'assicurato della Gestione separata sono riconosciute la pensione di reversibilità (nel primo caso) e la pensione indiretta (nel secondo caso) a condizione, in quest'ultimo caso, che l'assicurato possa vantare un'anzianità contributiva pari ad almeno cinque anni di cui almeno tre anni nei cinque precedenti al decesso, ovvero i requisiti per conseguire la pensione di vecchiaia.-

Qualora non sussistano i requisiti assicurativi e contributivi per la pensione ai superstiti in caso di morte dell'assicurato, ai medesimi superstiti, che non abbiano diritto a rendite per infortunio sul lavoro o malattia professionale in conseguenza del predetto evento e che si trovino in particolari condizioni reddituali, compete un'indennità una tantum.-

La pensione supplementare:

Se il titolare di posizione assicurativa presso la gestione separata non raggiunge i requisiti pe ril diritto ad una pensione autonoma ma consegue la titolarità di un trattamento pensionistico a carico dell'Ago, delle forme esclusive e sostitutive della medesima, delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e di quelle obbligatorie dei liberi professionisti ha diritto alla liquidazione di una pensione supplementare sempre che abbia compiuto i 57 anni d'età.-

I supplementi di pensione:

I contributi versati versati nella Gestione separata per i periodi successivi alla data di decorrenza della pensione a carico della gestione stessa danno titolo alla liquidazione di un primo supplemento di pensione dopo che siano decorsi due anni dalla data di decorrenza della pensione e successivamente dopo cinque anni dalla data di decorrenza del precedente supplemento.-

L'indennità di maternità:

Le madri lavoratrici iscritte alla gestione separata che versano il contributo pieno hanno diritto all'indennità di maternità per i due mesi antecedenti la data del parto e per i tre mesi successivi a condizione che, in favore delle stesse, risultino accreditati nei dodici mesi anteriori al periodo indennizzabile, tre mensilità contributive.-

La misura giornaliera dell'indennità èpari all'80% di 1/395 del reddito imponibile in favore della Gestione separata per i dodici mesi precedenti l'inizio del periodo indennizzabile. Per determinare l'ammontare dell'assegno, occorre riferirsi al reddito assoggettato a  contributi in favore della Gestione separata nei dodici mesi che precedono la nascita del bambino, applicare l'80%, dividere per dodici e moltiplicare per cinque.-

L'assegno per il nucleo familiare:

Agli iscritti alla Gestione separata dell'INPS viene estesa la disciplina relativa all'assegno per il nucleo familiare. La condizione per poter beneficiare del predetto assegno è che la somma dei redditi provenienti dall'attività di lavoro autonomo del richiedente non risulti inferiore al 70% del reddito complessivo del nucleo familiare.-



Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito “www.cgil.it


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51 commenti:

  1. Complimenti dott. Censori per il servizio che offre. Per favore mi aiuti a capire se posso smettere di lavorare perchè mi sto ammalando. Sono una lavoratrice agricola, nata nel 1955 l'ultimo ECOcert mi certificava alla data del 31-12-2011 1561 settimane di anzianità contributiva collegata all'età e 1857 sett. di anzianità contributiva in alternativa all'età. Nel 2012, 2013 2014,2015,2016 e 2017 ho lavorato per 151 giornate ogni anno con la relativa disoccupazione posso smettere di lavorare e fare domanda di pensione? L'Ecocert dice che posso andare in pensione a partire dal 01-03-2018 se perfeziono entro febbraio prossimo 2175 sett. in alternativa all'età...posso smettere di lavorare? Grazie Grazie Grazie Valeria

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    1. Ciao Valeria!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Presumo che l'ecocert dice che potrai andare in pensione anticipata con 2175 settimane di contributi a marzo 2018 solo se lavori fino a febbraio 2018, e quindi non se smetti prima, ti consiglio pertanto di rivolgerti a un patronato per una verifica della tua situazione contributiva e per valutare eventualmente le opzioni possibili nel tuo caso.-

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  2. Buongiorno Dott.Censori, sono nato nel settembre 1963 da sempre lavoratore dipendente e dal 2013 invalido civile al 100%,volevo gentilmente chiederle che requisiti mi servono per poter accedere a questa agognata pensione.
    Ringraziandola anticipatamente le porgo i miei
    Cordiali saluti
    Massimo

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    1. Ciao Massimo!
      Se sei invalido civile al 100% del 2013, dovresti avere la pensione di inabilità, quindi non capisco se la percepisci già o meno o se ti riferisci a un'altra pensione, cioè a quella anticipata o a quella di vecchiaia.-

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    2. Si mi sono espresso male, io percepisco già la pensione di invalidità, mi riferivo a quella da lavoro dipendente (se ci sono agevolazioni per noi disabili).
      Grazie Massimo

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  3. Buonasera Dott. Censori, sono un operatore socio sanitario e starei valutando di mettermi in proprio facendo assistenze domiciliari. Vorrei chiederle: inizialmente potrei lavorare con ritenuta d'acconto rilasciando ricevuta e poi successivamente se ci sono buoni riscontri aprire una partita iva? Sarebbe utile iniziare così al fine di evitare di avere già all'inizio spese per i contributi inps. Aperto una sua risposta grazie

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    1. Il termine «ritenuta d’acconto» è ormai entrato nel gergo comune come sinonimo della «collaborazione occasionale», una forma di collaborazione lavorativa sempre più diffusa per via del fatto che il lavoro è sempre più spezzettato.-
      In questi casi spesso i datori di lavoro propongono ai collaboratori sprovvisti di partita IVA (per collaborazioni che non superino i 5.000€ di compenso lordo nell’anno) la formula della collaborazione occasionale, comunemente chiamata collaborazione a ritenuta d’acconto.
      E’ bene chiarire che in molti casi può essere utile aprire una partita IVA anche se non si è certi di raggiungere in 5.000€ di reddito annuo, questo è valido soprattutto se si sta entrando nel mondo del lavoro e si vuole avviare un percorso di aumento nel tempo del numero di clienti e collaborazioni: la partita iva può risultare fiscalmente più vantaggiosa e aiutare a negoziare condizioni e tariffe con maggior leva negoziale data dalla maggiore professionalità con cui ci si presenta sul mercato.
      Dal punto di vista pratico, al momento del pagamento della prestazione, il collaboratore deve produrre una ricevuta al committente che provvederà a saldarla.
      Spesso è il committente che fornisce un modello di ricevuta che il collaboratore firma e consegna: si tratta di un ribaltamento di ruoli dovuto solo al fatto che il collaboratore spesso non sa fattivamente come produrre la ricevuta ma, ribadisco, formalmente è il collaboratore che consegna la ricevuta al committente come se fosse una fattura.
      Dal punto di vista fiscale la ricevuta conterrà:
      - La data e il numero della ricevuta
      - I dati del collaboratore (incluso codice fiscale)
      - I dati del committente (inclusi codice fiscale e partita IVA)
      - La descrizione dell’attività prestata
      - L’importo del compenso lordo
      - L’importo della ritenuta d’acconto
      - L’importo netto (lordo - ritenuta d’acconto)

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    2. Salve Dott. Censori, La ringrazio per aver risposto alla mia richiesta ma non ho ben capito la risposta; posso esercitare come operatore socio sanitario effettuando assistenza a domicilio all'inizio con ritenuta d'acconto oppure devo necessariamente aprire la partita iva? Grazie

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    3. SI!
      Puoi esercitare come operatore socio sanitario con ritenuta d'acconto, ovviamente per un periodo limitato di tempo, nel limite di reddito di 5.000 euro lordi annuali.-

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    4. Buonasera Dott. Censori, la ringrazio per aver risposto alla mia domanda. Ma in questo caso che si svolge un lavoro per una persona fisica e quindi si rilascia una ricevuta intestata ad una persona e no azienda, il versamento della ritenuta compete ugualmente al privato? Cioè viene identificato come sostituto d'imposta come quando si lavora con ritenuta per un'azienda? Il privato poi è tenuto a rilasciarmi il cud con il riepilogo delle somme versate a me? Mi può spiegare per favore, grazie

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    5. Un privato può emettere, verso un altro privato, una ricevuta per lavoro occasionale (in basso il fac simile modello), senza ritenuta d’acconto, che contenga i nostri dati, quelli del committente e solo l’importo lordo, senza l’applicazione di ritenute. Alla nota va applicata una marca da bollo di 1,81 euro, se il compenso é superiore a 77,47 euro. Come dichiarare questa prestazione occasionale? L’importo totale delle prestazioni occasionali tra privati, può essere dichiarato in fase di dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Unico) nella sezione “altri redditi”.
      Come fare una ricevuta tra privati? Ecco un esempio pratico: supponiamo di aver effettuato una prestazione occasionale per un privato, senza partita IVA, per un compenso di 300 euro. Alla fine del lavoro, emetteremo una nota di collaborazione occasionale, senza ritenuta d’acconto.
      Di seguito un fac simile modello ricevuta prestazione occasionale tra privati
      Nostro Nome e Cognome
      Indirizzo
      Tel. XXXXXXX
      Codice Fiscale

      Spett.le Nome Cliente
      Indirizzo
      Tel. XXXXXXX
      Codice fiscale

      Nota n. ___ (il numero della nota dobbiamo inserirlo noi) del ________ (data di emissione della nota)

      Io sottoscritto ____________, nato a __________ il ____________ e residente a ________

      in via ________________________ al n. ________________________

      RICEVO

      in data ____________la somma di € 300,00 per il lavoro occasionale di _______________

      eseguito nel periodo ____________

      Compenso 300 euro
      Netto a pagare 300 euro

      La prestazione é di natura occasionale ed é esclusa dall’applicazione dell’IVA (art. 5 del D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972).

      Data e Firma

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    6. Buongiorno Dott. Censori, non so veramente come ringraziarla. E' stato veramente molto gentile, grazie

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  4. Gentile Dott Gianfranco, vorrei gentilmente un chiarimento a proposito della nuova norma quota 41 precoci:
    Io ho il requisito dell'anno di contributi fatto prima dei 19, ho perso il lavoro in seguito a licenziamento collettivo, ho fatto 3 anni di mobilità e adesso sto versando i volontari. Ora avrei 38 anni di contributi, fra 3 anni pensavo di accedere con questa norma dei precoci, MA, qualche mese fa (già finita la mobilità) ho fatto la stupidata, cioè un contratto a tempo determinato per 15 giorni. L'unico in tutto questo tempo di inattività, e se ho ben capito con questo mi sono bruciato l'accesso alla quota 41 precoci, è vero? Posso rimediare in qualche modo? Grazie molte in anticipo!

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    1. E' prematuro parlarne perché bisognerà vedere se la norma sarà ancora in vigore i prossimi anni, ma non vedo il problema.-
      Infatti uno dei requisiti in base alla normativa attuale è che i lavoratori:
      "siano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi";

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  5. Buon giorno vorrei chiederle un'informazione: sono nata a marzo del 1953 ho lavorato sempre presso una azienda agricola, ho smesso di versare i contributi nel 1996 con 25 anni totali, sto cercando il modo più veloce per poter andare in pensione c'è qualche possibilità???

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    1. In base alla normativa attuale, essendo nata a marzo del 1953, con 25 anni di contributi versati, potrai andare in pensione di vecchiaia a 67 anni d'età, quindi ad aprile del 2020.-

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  6. Buon giorno,vorrei chederle:sono badante,ho lavorato 4 ani e 10 mesi con contrato e 2 ani di dezocupazione,voglio sapere se ho diritto la pensione quando arrivero`la eta` giusta.Grazie in anticipo!

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    1. Per il diritto alla pensione di vecchiaia sono necessari almeno 20 anni di contributi versati all'INPS.-

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  7. Buongiorno dottor Censori.
    Ho lavorato per un periodo di 5 mesi in Francia versando i contributi pensionistici.
    Le volevo chiedere se devo chiedere il riscatto di questi contributi presso l'INPS oppure procedere in futuro alla loro totalizzazione con i contributi italiani.
    La ringrazio molto per il suo aiuto.
    Buaan giornata.
    David

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    1. Ciao David!
      I periodi di assicurazione, di attività subordinata, autonoma o di residenza maturati in uno stato dell'Unione Europea possono essere sommati a quelli perfezionati in un altro Stato membro nella misura necessaria per conseguire la pensione a condizione che questi periodi non siano sovrapposti e che, nell'ambito dello Stato che concede la pensione, i contributi accreditati siano superiori ad un anno.-

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  8. Gentile Sig. Censori, al 31 dicembre prossimo avrò 41 anni 8 mesi e circa 20 giorni di anzianità contributiva, quindi non potrò andare in pensione perché, con la attuale legge, a quella data serviranno 41 anni e 10 mesi.
    Ho scoperto per caso che i contributi figurativi relativi alla maternità (in un periodo in cui si lavorava), vanno comunque accreditati su richiesta della lavoratrice.
    Vorrei la conferma che quanto esposto sia vero, anche perché ho scoperto dall’estratto conto INPS, che mi mancano 2 mesi di contributi nel 1978, proprio l’anno in cui è nata mia figlia.
    Proprio i due mesi che mi mancano per andare in pensione entro l’anno. Se così fosse avrei fatto tombola!!
    Le chiedo quindi di confermare o meno quanto Le ho detto ed eventualmente consigliarmi sul da farsi.
    La ringrazio per il suo prezioso lavoro.

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  9. mi scusi, il commento è apparso come anonimo. Sono Mara Capponi

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  10. mi scusi di nuovo, credo di aver sbagliato sezione, riscrivo nel posto appropriato

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    1. Ciao Mara!
      Strano!
      Si può richiedere l'accredito dei contributi figurativi se la maternità è avvenuta in un periodo non lavorativo, perché in caso contrario dovevano già essere stati accreditati automaticamente; ti consiglio comunque di rivolgerti a un patronato per la verifica della tua situazione contributiva e per presentare eventualmente la relativa domanda all'INPS.-

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  11. Buongiorno Gianfranco, ho una curiosità. Andrò sicuramente ad un patronato per un'analisi della mia situazione, ma.. Secondo lei lavorando part time 25 ore/settimana con un lordo annuo intorno ai 18000€,in un anno di lavoro maturo un anno di contributi per la pensione o no? Grazie

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    1. Ciao Roberta!
      SI!
      Si con un reddito lordo annuo di 18.000 euro, anche se con sole 25 ore settimanali di lavoro, hai sicuramente la copertura totale annuale dei contributi.-
      Infatti il minimo necessario stabilito dall'INPS per la copertura totale è di circa 200 euro lordi settimanali.-

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  12. Buongiorno, Ufficialmente in pensione dal 2008, nel 2013 iscritto alla gestione separata per tre anni vorrei sapere quando e se potrò chiede integrazione alla pensione.

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    1. Si può richiedere all'INPS il ricalcolo della pensione, dopo 5 anni dall'inizio dell'attività lavorativa successiva al pensionamento.-

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  13. Buongiorno. Sono cancelliere in tribunale. Secondo i miei calcoli tra lavoro pregresso ( incarichi e supplenze a scuola e poi lavoro alle poste) dovrei andare in pensione a febbraio 2020. Nel caso in cui l’inps dovesse farmi un calcolo diverso posso far valere una determina dell’ipost avente ad oggetto: APPLICAZIONE LEGGE N. 29/79 che avalla la mia tesi ove al punto d) sta scritto: servizio complessivamente utile al 21/01/1992 anni 14, mesi 2, giorni 0. Ne terranno conto? Grazie

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    1. Per la serie "a ognuno il suo mestiere", ti consiglio di rivolgerti a un patronato per una verifica della tua situazione contributiva ed eventualmente per richiedere all'INPS un estratto contributivo certificato, ed evitare così ogni possibile contestazione futura.-

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  14. Buongiorno Dr Censori, ricorro a lei per un consiglio, sono molto preoccupata.
    Con l'avvento del Cumulo contributivo pensavo di aver scansato il Regime in Totalizzazione che mi costringeva al conteggio contributivo su tutti gli anni lavorativi
    29 anni Ago
    6,9 anni gestione separata
    Dal 2013 lavoro domestico 25 ore sett.
    Ora scopro che i conteggi per gli anni retributivi vengono fatti sugli ultimi anni dove lo stipendio è ridotto a 1/3
    Stavo rincorrendo i 42,3 di contributi necessari da ieri ma,
    fatto i conti mi conviene di gran lunga ricorrere alla totalizzazione altrimenti uscirei con 660 euro al mese.

    Ho totalizzato i 40,7 ad agosto 2018

    Questa la domanda per Lei

    Come mi devo comportare ?
    Faccio subito domanda per totalizzazione avendo i requisiti e continuo a lavorare versando i contributi fino allo scadere della lunga finestra, a giugno 2020 ?
    Se continuo a lavorare raggiungerò 42,4 di contributi, può essere che poi mi costringono al conteggio misto perché più favorevole per la cassa ?

    Spero di essere stata chiara, grazie fin d'ora per la gentile risposta

    Con l'occasione le auguro Buon Anno

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    1. Ti consiglio di rivolgerti comunque a un patronato per una verifica dei calcoli che hai effettuato e per una sicurezza sul totale dei contributi versati , e comunque io aspetterei il raggiungimento dei 42 anni + 4 mesi di contributi necessari, per valutare al momento l'opzione più favorevole, tenendo comunque presente che la scelta spetterà a te non all'ente erogatore.-

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  15. Grazie, dunque non faccio domanda subito altrimenti resto vincolata ?
    Purtroppo i conteggi per la parte retributiva dal 1972 al 2001( 29 anni Ago) vengono fatti sugli ultimi stipendi
    Dal 2013 al 2020 le retribuzioni da lavoro domestico vanno da 7500 a 8500 all'anno e sebbene gli anni 1999-2000-2001(gli ultimi anni Ago prima della gest separata) le retribuzioni erano attorno a 38.000 la cifra per la pensione resta bassissima,550 euro netti, da piangere.
    Dal 2002 al 2008 la gestione separata frutterà un netto di soli 110 euro (conteggio patronato) per un totale di 660 euro per 42 anni di lavoro
    In totalizzazione 950 euro con conteggio contributivo.

    grazie ancora

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    1. Esatto!
      Non ti conviene presentare la domanda subito perché resteresti comunque vincolata, e almeno teoricamente la normativa potrebbe anche cambiare nel frattempo.-

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  16. Nel fascicolo contributivo inps vedo 52 settimane accreditate anche per ogni anno del lavoro domestico.
    Il contratto è per 25 ore settimanal, lei mi conferma che sarà cosi ?
    Mi è venuto il dubbio visto che mi consiglia di far controllare i contributi versati

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    1. SI!
      Con 25 ore settimanali la copertura contributiva è completa, anche se ovviamente inciderà negativamente sul calcolo dell'importo della pensione.-

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    2. Mi complimento per la sua grande disponibilità e competenza offerta in cambio di un semplice ringraziamento

      Grazie ancora e Buon Anno

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    3. Ti ringrazio per i complimenti!
      Buon Anno anche a te e a tutti i visitatori e le visitatrici del blog!

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  17. Grazie Egregio
    Non ho pace, sono stata alle Acli dicendo che aspetto a fare domanda però loro mi dicono il contrario, cioè che se raggiungo anche il requisito Fornero con calcolo retributivo verrò liquidata con quello
    Io mi fido più di lei, cercando sul sito Inps le norme ho trovato questa, sotto la voce Pensione in Totalizzazione, da cui estraggo questo passo che però non mi è proprio chiaro,specialmente il passo dove dice : IN PRESENZA DI UN DIRITTO AUTONOMO l'interessato ha la facoltà di richiedere IL SISTEMA DI CALCOLO PIÙ FAVOREVOLE
    COS'È il diritto autonomo, io avrò questo diritto ?
    Dice anche che chi ha iniziato prima del 1996 che raggiunge i requisiti minimi avrà il conteggio retributivo misto.
    Io ho iniziato 1972 !
    Copio e incollo di seguito
    Importo della pensione++

    L'importo della pensione è determinato in "pro-quota" da ciascuna gestione pensionistica interessata, in rapporto ai periodi di iscrizione maturati.
    Di norma, le quote di pensione liquidate da enti previdenziali pubblici vengono calcolate con le regole del sistema contributivo. Tuttavia, se il lavoratore iscritto prima del 1996 ha già raggiunto in una di tali gestioni i requisiti minimi per il conseguimento del diritto a una autonoma pensione, si effettua un calcolo retributivo/misto.
    In presenza di un diritto autonomo, l'interessato ha la facoltà di richiedere il sistema di calcolo più favorevole.
    L'importo complessivo del trattamento pensionistico derivante dalla totalizzazione è corrisposto dall'INPS, per conto anche degli altri enti, con i quali sono state stipulate apposite convenzioni. L'INPS provvede al pagamento delle pensioni anche nei casi in cui non vi siano quote a proprio carico.

    Poi la disturberò più, grazie

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    1. Il sistema retributivo si applica a chi al 31/12/1995 aveva raggiunto u'anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni.-
      Il sistema misto si applica a chi al 31/12/1995 aveva un'anzianità contributiva inferiore a 18 ani.-
      Il sistema contributivo si applica a chi ha iniziato la sua attività lavorativa a partire dal 1° gennaio 1996.-
      Per diritto autonomo si intende che devono essere stati raggiunti i requisiti minimi in una delle diverse gestioni.-

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  18. Credo di aver capito, grazie ancora e cordiali saluti

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  19. Buongiorno Sig.Censori,
    Attualmente lavoro 8 ore al giorno e sto usufruendo della maternità. In vista di chiedere il part time, le chiedo, ci sono un numero di ore minime a settimana per le quali si ha un buon trattamento per la pensione a livello contributivo o avrò comunque i contributi in proporzione? Come funziona?
    la ringrazio

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    1. Ciao Ilaria!
      Sono accreditabili a domanda i periodi di astensione facoltativa dal lavoro che si sono verificati dopo l’astensione obbligatoria (assenza facoltativa post partum).
      Tali periodi sono utili:
      - per il diritto e per la misura di tutte le pensioni;
      - per il diritto e per la misura dell'assistenza sanatoriale e dell'indennità di disoccupazione.
      Non sono utili per il diritto alla prosecuzione volontaria (periodo neutro).-

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    2. Non ho capito..io ho fatto l'obbligatoria e poi ho iniziato la facoltativa ad ore. Devo far qualche comunicazione all'inps per i contributi?
      La mia domanda verteva sul part time..mi hanno detto (a non ricordo il numero di ore..forse 25) che con un certo numero di ore si ha la contribuzione piena per la pensione..sotto una certa soglia invece sia à dimezzata..è vero?

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    3. Con il part time la copertura contributiva annuale può essere solo parziale perché è legata all'importo delle retribuzioni dichiarate all'INPS, e su questo non ci si può fare nulla, mentre per quanto riguarda la copertura contributiva per l'astensione facoltativa andrà presentata una domanda all'INPS quando si sarà utilizzato tutto il periodo spettante.-

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    4. ma c'è un modulo da compilare? dove si fa questa comunicazione?

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    5. Ho chiesto meglio..mi dicono che far le 30 ore è visto come un full time a livello contributivo..è vera questa cosa?io penso vada cmq in proporzione..ma chiedo a chi del mestiere

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    6. SI!
      Con un contratto di 30 ore settimanali la copertura contributiva è totale, comunque puoi rivolgerti a un patronato per richiedere un estratto contributivo e per avere eventualmente la conferma della copertura contributiva.-

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    7. ma praticamente che io faccio 40 ore e che ne faccio 30 io ho gli stessi contributi versati??
      ma se ne facessi 20 che copertura si avrebbe?
      scusi le domande ma non ne capisco nulla e lei è cosi gentile e chiaro nello spiegare.

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