mercoledì 17 giugno 2020

Eredità e Successioni

1) IL DIRITTO EREDITARIO:

Nel diritto ereditario i rapporti trasmissibili sono quelli che non si estinguono con la morte del soggetto. Quindi in via generale si trasmettono i diritti patrimoniali assoluti (proprietà, altri diritti reali e le relative azioni), tranne quelli personalissimi come l’usufrutto, l’uso, l’abitazione, che si estinguono con la morte del loro titolare. Contratti e obbligazioni pure si trasmettono, purché non fondati sulle qualità personali della parte; così pure i rapporti inerenti all’azienda, di cui il de cuius fosse titolare.

2) LA SUCCESSIONE:
La successione ereditaria che si apre al momento del decesso della persona nel luogo del suo ultimo domicilio, determina il trasferimento delle posizioni giuridiche, attive o passive, dal defunto al successore.-
Il diritto ereditario disciplina tre tipi di successione:
- testamentaria: il defunto ha disposto nell’atto di testamento, l’assegnazione del proprio patrimonio agli eredi ed eventualmente ai legatari;
- legittima: in mancanza di un testamento o nel caso di un testamento successivamente dichiarato invalido, interviene la legge ad individuare gli eredi nelle persone degli stretti congiunti del defunto e ad assegnare loro i beni dell’asse ereditario. La successione legittima può svolgere una funzione residuale rispetto a quella testamentaria, applicandosi per quei beni eventualmente esclusi dal testamento. In altri termini, se il testamento non disciplina l’intera successione, questa sarà in parte testamentaria e in parte legittima;
- necessaria: è prevista quando il testatore abbia disposto dei propri beni, ma senza rispettare i diritti garantiti dalla legge ai congiunti più stretti, a cui spetta sempre di diritto una quota di eredità.
La dichiarazione di successione:
In presenza o meno di volontà espresse dal testatore, entro un anno dalla morte del de cuius,  gli eredi che hanno accettato, espressamente o tacitamente, l’eredità dovranno presentare all’Agenzia delle Entrate (ufficio locale dell’ultima residenza del defunto) la dichiarazione di successione che dal 01.01.2019 deve essere trasmessa solo telematicamente (è preferibile attraverso un soggetto delegato, commercialista o CAF), per velocizzare la procedura, il pagamento delle imposte dovute e l’automatica voltura catastale per gli immobili ereditati; a tal fine l’Agenzia delle Entrate rende disponibile sul proprio sito internet un programma software gratuito per la compilazione e l’invio con le necessarie istruzioni e l’elenco dei documenti da allegare.
Contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione il soggetto deve provvedere al pagamento delle imposte ipotecarie, catastali, di bollo, delle tasse ipotecarie e dei tributi speciali in autoliquidazione, potendo ottenere dopo i controlli dell’Ufficio una ricevuta e copia semplice della dichiarazione di successione con gli estremi di registrazione, comunque inserita nel “cassetto fiscale” del contribuente.
Per quanto riguarda il contenuto della dichiarazione di successione essa deve comprendere tutti i beni e i diritti che spettavano al defunto, ossia i beni mobili, immobili, titoli al portatore, contanti, valori preziosi, rendite, pensioni, crediti, liquidazioni quote societarie, azioni, obbligazioni, quote sociali, aziende, BOT e CCT anche se esenti dall’imposta di successione. Non devono essere dichiarate in successione le indennità di fine rapporto del prestatore di lavoro e quelle spettanti agli eredi per assicurazioni previdenziali obbligatorie o sulla vita.
Chi non deve presentare la dichiarazione di successione:
Sia il coniuge e i parenti in linea retta a cui è stato devoluto un attivo ereditario non superiore a € 100.000,00, senza beni immobili o diritti reali immobiliari su fabbricati o terreni, sia  chi ha rinunciato all’eredità e al legato,  non deve presentare la dichiarazione di successione.

3) SUCCESSIONE LEGITTIMA:
Quando non c’è un testamento, l’eredità si devolve per legge al coniuge, ai figli e ai parenti fino al sesto grado; in mancanza di questi soggetti eredita lo Stato che risponderà dei debiti ereditari solo entro il limite dei crediti che rientrano nel patrimonio ereditario.
I familiari che ereditano per legge sono:
Coniuge
Figli
Fratelli (se mancano i figli)
Ascendenti (se mancano i figli)
Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:
Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% conBlice123Bliceiuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-

4) SUCCESSIONE TESTAMENTARIA:

La successione testamentaria è regolata dal testamento, ossia da un atto con il quale il soggetto dispone dei suoi averi, o parte di essi, per il tempo in cui avrà cessato di vivere.

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


5) Il Matrimonio: Comunione e Separazione dei Beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


6) ACCETTAZIONE DELL'EREDITA':

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


7) RINUNCIA ALL'EREDITA':


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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170 commenti:

  1. Buongiorno,avrei un dubbio che mi assilla:ho ereditato la casa in cui vivo da mio padre e sono l'unica erede. Ora mi sono risposata;se io muoio questa casa verrà divisa tra mio marito e mia figlia (maggiorenne e non sua) o,essendo un'eredità, passerà tutta a lei? So che le eredità non entrano in comunione e comunque noi siamo in regime di separazione dei beni. Grazie.

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    1. Ciao, anche se ereditata alla tua morte la casa va divisa metà a testa fra tuo marito e tua figlia, però se vuoi lasciare più percentuale della casa a tua figlia fai testamento e le lasci la tua quota disponible e cioè 1/3.Cosi tua figlia avrà il 66.66% e tuo marito il 33%. Comunque aspettiamo la risposta di Gianfranco

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  2. Buongiorno avvocato,
    7 anni fa, tramite bonifico bancario, ho ricevuto la somma di 9000€ da parte del marito di mia madre, ormai ex perchè adesso hanno divorziato.
    La somma mi è stata inviata tramite bonifico bancario indicante la causale REGALO.
    Stavo comprando casa e quindi ha voluto farmi di sua spontanea volontà questo regalo senza che io gli chiedessi nulla.
    Adesso che si sono lasciati e divorziati, pretende che io restituisca i soldi che mi ha regalato. Può pretenderli ? Come posso difendermi ?
    Le sue entrate si attestavano intorno ai 2500€ mensili, quindi era una persona tutto sommato benestante.

    Grazie

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    1. La legge prevede che in vita si può disporre liberamente dei propri beni, quindi si può regalare ciò che si vuole a chi si vuole, e solo dopo la morte gli eredi possono eventualmente richiedere che entrino a far parte dell'asse ereditario anche le donazioni fatte in vita se viene intaccata la quota di legittima.-

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  3. Ciao Gianfranco vorrei chiederti un favore da parte di mia cognata che ha avuto la perdita del marito(fratello di mia moglie)e sta facendo la successione senza testamento. Tra le varie cose c'è il mutuo cointestato. Per legge la metà del mutuo va in successione e dovrebbe essere diviso tra la moglie e i due figli e fin qui tutto ok. Mia cognata potrebbe accollarsi il mutuo del marito e quindi pagarlo lei e poi portarlo in detrazione nel 730? Mia cognata vorrebe evitare che il mutuo vada ereditato dai gigli e quindi poi la banca manderà le rate anche a loro che poi dovrebbero fare il 730 etc etc e ti dico anche che uno dei figli è incapiente. Quindi ti chiedo come può fare mia cognata a semplificare le cose e con la successione intestarsi lei tutta la parte del mutuo del marito.

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    1. Ciao Franco!
      La soluzione più semplice a mio avviso è che i figli rinuncino alla loro quota di eredità in favore della madre, che diventerebbe quindi l'unica proprietaria dell'immobile e di conseguenza l'unica intestataria del mutuo.-
      Presumo infatti che la banca difficilmente accetterebbe di far accollare il mutuo per intero a chi è proprietario solo in parte dell'immobile.-
      D'altra parte i figli potrebbero comunque stare tranquilli sull'eredità in quanto alla morte della madre subentrerebbero automaticamente entrambi al 50% ciascuno dell'immobile.-

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  4. Gentile Avvocato
    mio marito è invalido 100% e con un principio di demenza senile Noi non abbiamo figli ma lui ne ha da un precedente matrimonio e hanno più di 50 anni ciascuno
    Poichè faccio tutto io sia le cose sanitarie sia le di casa sia tutta la gestione economico-finanziaria senza aiuto peraltro da questi figli, onde evitare contrasti vorrei chiedere di essere nominata amministratore di sostegno da un giudice.
    Vorrei sapere la procedura. Il giudice deve convocare solo me in quanto richiedente e coniuge senza eredi o debbono essere convocati anche i figli dal giudice?
    Grazie se mi risponde

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    1. L'amministratore di sostegno può essere nominato temporaneamente o permanentemente. In quest’ultimo caso, l’amministratore di sostegno non è tenuto a continuare nello svolgimento dei suoi compiti oltre 10 anni, ad eccezione dei casi in cui tale incarico sia rivestito dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dagli ascendenti e discendenti. Durante il suo ufficio, l’amministratore di sostegno deve tenere regolare contabilità della sua amministrazione e rendere conto ogni anno al Giudice Tutelare.-
      Il procedimento inizia con la presentazione di un ricorso al Giudice Tutelare del Tribunale nel cui circondario è compreso il luogo di residenza o di domicilio della persona per la quale si richiede la nomina dell’amministratore. Tra l'altro, quando il comune di residenza o domicilio è compreso nella circoscrizione di una sezione distaccata del tribunale, il ricorso va presentato presso la sezione distaccata. Tale ricorso può essere presentato solo dai soggetti legislativamente previsti nel codice civile, così come riformato dalla legge n. 6/2004.-
      I soggetti legittimati sono il coniuge, la persona stabilmente convivente, i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il secondo grado, il pubblico ministero, o (eventualmente esista già un’interdizione o un’inabilitazione per il beneficiario) il tutore o il curatore.-
      Ovviamente il giudice può a sua discrezione convocare anche i figli per avere un loro parere in merito e decidere quindi anche in base al loro parere.-

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    1. Purtroppo NO!
      Con una pronuncia di un giudice, ogni ulteriore atto è solo una perdita di tempo e denaro, e resta comunque il fatto che la volontà del de cuius va rispettata visto che non ci sono eredi legittimi.-

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    2. salve avvocato censori le espongo il mio problema mi chiamo alessandro ho 33 anni mio padre e deceduto da 12 anni mi ha lasciato 3 appartamenti e 1 bed and breakfast , mia madre ora ha un nuovo compagno e non mi vuole fare usufruire degli affitti come posso agire legalmente nella migliore maniera e che diritti ho su questi immobili grazie mille per l assistenza

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    3. Ciao Alessandro!
      Se gli appartamenti sono tuoi, tua madre non ha titolo per usufruire degli affitti, presumo quindi che siano cointestati, pertanto se non mi spieghi meglio purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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    4. salve avvocato gli appartamenti sono stati fatti da mio padre mia madre quando era ancora in vita sono 3 più un altro usufruito a bad and breakfast esatto sono cointestati come diceva lei

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  6. Buon giorno Avvocato
    siamo in regime di separazione di beni ,mio marito vuole vendere una sua casa .Lui ha due figli da precedente matrimonio.Vorrei sapere se uno di loro può impedire al padre di vendere o accampare diritti sul denaro della vendita
    Grazie

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    1. NO!
      Per legge ciascuno può disporre liberamente dei suoi beni, quindi un figlio non può impedire al padre la vendita di una casa di proprietà.-

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    2. grazie moltissime

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  7. Buongiorno,
    Sono erede al 50% di una casa ereditata con mio fratello dopo la morte di nostra madre. Io risiedo in Svizzera, mio fratello invece ha ancora la residenza presso casa di mia madre, dove io vado saltuariamente. Anche se risiedo all'estero sono obbligata ad assumermi il 50% dei costi della casa? La mia domanda vale sia per le utenze che per la TARI. Grazie.

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    1. Ciao Manuela!
      SI!
      Anche se ci vai saltuariamente, presumo che hai comunque una parte della casa a tua disposizione, quindi devi accollarti il 50% dei costi della casa.-

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  8. Salve Avvocato gentilmente vorrei chiederle un consiglio:
    Io e mio marito sposati in comunione dei beni, lui è indebitato sia con equitalia che con delle finanziarie, alla sua morte , se rinuncio io e mio figlio alla sua eredita, i creditori possono attaccare i buoni postali intestati ( 50 mila a me e lui ) e (50 mila a me e mio figlio ), se si in che percentuale.
    La ringrazio anticipatamente

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    1. Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.-

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    2. Ennio buonasera gentilissimo avvocato io ero sposato in comunione dei beni,mia moglie e venuta a mancare 28 anni fa mia suocera 11 anni fa proprietaria di beni immobili terreni edificabili. Mio suocero e ancora in vita, mi spetta l'eredità da parte dei defunti. Perché non mi anno mai convocato dicendomi che non mi avrebbero fatto nulla ho diritto a qualcosa per legge grazie anticipatamente

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    3. A questo punto il problema si porrà solo alla morte di tuo suocero.-

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  9. Buon Giorno Avvocato
    ho dei problemi con i figli di primo letto di mio marito ovviamente sui soldi.
    Mio marito è invalido 100% incapace di fare gli atti quotidiani ex legge 104 con accompagno e con un po di demenza senile - circa 80 anni -
    Le chiedo Io come moglie che poteri ho per disporre dei beni di mio marito ( siamo in separazione di beni a questo punto per fortuna!!)al fine di accudirlo,spendere soldi per la sua fisioterapista, la badante , pagare visite e tutto quello che necessita per farlo stare bene a casa sua e che poteri ho per vendere la vecchia casa dei genitori che è a un piano seminterrato, in comproprietà : 50% mio marito 25% nipote figlio di sua sorella e 25% al cognato, al fine di rimediare un pò di soldi SOLO PER SPESE SU MIO MARITO CERTIFICABILI.
    Non siamo milionari ma pensionati come tutti e i soldi servono
    Questa casa è in condizioni indecenti affittata a cinesi e in condizioni interne indicibili.L'ho vista.
    Per questa casa non hanno mai speso una lire di manutenzione in circa 40 anni dalla morte della madre, compreso mio marito eh! e oggi vale molto poco
    Io non voglio avere problemi con questa casa, sono anziana anch'io e ora non ci sono soldi per alcuna manutenzione ordinaria o straordinaria - per carità!! - e quindi desidero venderla prima che cada a pezzi.
    D'accordo che prima abbiamo usufruito dell'affitto ci abbiamo pagato le tasse sopra ma la casa senza spese manutentive nel tempo è diventata un pianto!!
    I figli a questo punto si sono opposti nonostante avessi spiegato loro le necessita di denaro che abbiamo per la situazione del padre e che non ci sono soldi per le sicurissime spese alle quali bisognerà andare incontro. Stanno mettendo sù il padre e lui già capisce poco figuariamoci dopo le chiacchiere.
    Che posso fare? ho qualche potere per vendere questa casa? So che ci sono pratiche di inabilità, accompagno,etc. ma io vorrei solo sapere se la legge prevede più semplicemente che in tale situazione io possa prendere iniziative; in effetti non credo che SONO OBBLIGATA SOLO AD ACCUDIRE IL MARITO SENZA AVERE LA POSSIBILITÀ DI TROVARE ANCHE DEI SOSTENTAMENTI ECONOMICI, O NO?
    Per favore cosa dice la legge che posso fare per aiutare me e mio marito ad andare avanti dignitosamente?

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    1. Ciao Marisa!
      Se tuo marito è perfettamente in grado di intendere e volere non puoi fare nulla, in caso contrario se viene ritenuto inabile puoi richiedere di essere nominata dal giudice tutelare amministratore di sostegno per tutelare i suoi interessi.-

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  10. Buon giorno Gentilissimo Avvocato
    ho un problema di inquinamento acustico, abito in un centro storico e ogni anno fanno una sacra che richiama cieca 20mila persone, e ogni dieci metri ce un che suona a più di 300db tremano anche le case, e ogni porta e un wc,sono esaperato si suona per tutto il paese fino al mattino da diversi anni che segnalo al sindaco ai carabinieri ma non cambia nulla a chi mi dovrei rivolgere per far cessare questa musica. grazie

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    1. Lo stesso rumore può essere di disturbo per qualcuno e non per altri (soggettività nella reazione all'esposizione al rumore). A livello giuridico però si sono dovuti creare, sulla base di studi medici e scientifici, dei valori limite - soglia al rumore di valenza generale: se supera questi valori di pressione sonora il rumore si valuta come fastidioso, intollerabile ed inaccettabile ed è possibile per il soggetto disturbato difendersi dal rumore e reagire: con una diffida o una denuncia per inquinamento acustico (o esposto), se non basta con azione giudiziale. Per il rilevamento, misurazione e calcolo del rumore occorre però rivolgersi a organismi (esempio le ARPA) o consulenti specializzati (avvocati o tecnici competenti in acustica).-

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    2. Buona sera avvocato voglio chiedere una informazione io di eredità non ci capisco nulla mia moglie e morta 28 anni fa mia suocera 11 proprietaria di beni immobili. Mio suocero ancora in vita.mi a negato l'eredità speranze a mia moglie morta.non sono stato mai convocato per chiarimenti

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    3. A questo punto il problema si porrà solo alla morte di tuo suocero.-

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  11. Gentile avvocato buongiorno, mio padre è stato morto qualche anno fa e ha lasciato una casa su tre livelli a me e i miei due fratelli. Io ho il piano di sotto in cui vi è una cisterna in amianto che portava l acqua ai tre piani. Dovendo dmaltirla avevo chiesto il pagamento della loro quota ai miei fratelli ma loro dicono che non gli spetta in quanto la cisterna si trova fisicamente nel mio piano. Hanno ragione?

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    1. Se la cisterna fosse stata smaltita nel momento in cui è cessato l'uso, la spesa andava divisa per tre, ma a distanza di tempo non puoi più dimostrare che serviva per tutti, quindi dovresti fare causa ai tuoi fratelli senza avere la certezza di vincerla.-

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  12. Salve Avvocato gentilmente vorrei chiederle un consiglio:
    chiedo scusa se sono ripetitivo, perchè le ho gia spedito il mio
    quesito; pero non mi sono spiegato bene.

    Io e mio marito sposati in comunione dei beni, lui è indebitato sia con equitalia che con delle finanziarie, alla sua morte , se rinuncio io e mio figlio alla sua eredita, i creditori possono attaccare i buoni postali intestati ( 50 mila euro) solo a me e mio figlio se si in che percentuale. Nei buoni postali il nome di mio marito non esiste, c,è solo il mio nominativo e quello di mio figlio
    La ringrazio anticipatamente

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    1. Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.-
      Questo significa che i buoni postali sottoscritti dopo il matrimonio appartengono al 50% ciascuno anche se intestati solo a uno dei due coniugi, e quindi alla morte di tuo marito i suoi creditori potrebbero attaccare il 50% dei titoli anche se intestati solo a te e a tuo figlio.-

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  13. Buongiorno Avvocato,
    mia sorella vive e lavora all estero in Inghilterra ha un figlio di 4 anni non sposata.
    In italia ha un abitazione 100% proprietaria,
    se dovesse perire prima della maggiore età del figlio la casa come verrebbe divisa. grazie Filippo

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    1. Ciao Filippo!
      La proprietà della casa passa comunque dalla madre al figlio anche se minorenne.-
      Eventualmente viene nominato un amministratore di sostegno che cura gli interessi del minore fino al raggiungimento della maggiore età.-

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  14. Buongiorno avvocato un suo parere 11 anni fa e venuta a mancare mia madre non abbiamo fatto successione perché sapevamo che non possedeva nulla e non doveva dare nulla.
    Ad oggi veniamo a sapere che è ereditiera di un 15/126 di una palazzina non indivisa di cui abitano 2 sorelle di mia madre la mia domanda è dopo 12 anni noi figli possiamo fare rinuncia perché ci siamo visti recapitare una lettera dall'avvocato delle zie che cè da ristrutturare il tetto quindi così abbiamo saputo di questa cosa.
    a questo punto come ci dobbiamo comportare per rinunciare grazie mille.

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.-
      Nel vostro caso se se effettivamente non eravate a conoscenza delle proprietà di tua madre, anche se sono trascorsi più di 10 anni, potete ancora procedere per la rinuncia all'eredità.-

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  15. Buongiorno signor Gianfranco, volevo sapere per cortesia. Mio figlio ha ereditato due appartamenti dal padre defunto nel 2009. Nel 2013 è venuta fuori una ragazza dicendo di essere la figlia del defunto. Ma fino adesso Lei non ha fatto nessuna variazione. E non risulta ancora sul catasto per poter vendere questi due appartamenti e dividere L'Eredità. Quanto tempo Ha questa ragazza per sistemare i documenti dal notaio? Io intanto continuo a pagare le spese condominiali e IMU e questa qui non si è fatta più sentire. C'è un termine perché lei possa Risultare sul catasto?

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    1. Da premettere che l'eredità questa ragazza l'ha accettata

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    2. Ciao Maria!
      Purtroppo se la ragazza ha accettato l'eredità non potete procedere per la vendita dei due appartamenti senza il suo consenso, dovete quindi cercare di mettervi d'accordo altrimenti dovete fare causa alla ragazza in modo che sia il giudice a imporre la vendita e alla conseguente divisione del ricavato.-

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  16. Buongiorno Gianfranco, l'anno scorso è morta mia moglie e abbiamo fatto la succesione e tra i vari immobili insieme ai miei due figlia abbiamo ereditato il 16.66% di tre terreni che mia moglie aveva ereditato da suo padre insieme a sua mamma e due sorelle. Quando morirà mia suocera nel 66.66% dei tre terreni entrerò pure io oppure lo avranno solo mia cognata e i figli di mia moglie e a me resta solo il terzo del 16.66% che avevo erditato da mio marito?

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    1. Ciao Claudio!
      Quando morirà tua suocera, la quota che sarebbe spettata a tua moglie andrà ai suoi figli.-

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  17. buona sera, è venuto a mancare mio padre e stiamo facendo la successione. Gli eredi siamo due figli e mia madre, noi figli per evitare di dividere tutto in tre: la casa, tre terrni epoi il il tfr e fondo pensione che non comunque non vogliamo perchè è giusto che prende tuttto nostra madre. Se rinunciamo all'eredità di nostro padre avremo problemi quando mancherà nostra madre? I nostri figli tutti minorenni devono rinunciare anche loro se lo facciamo noi?

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    1. Ciao Laura!
      NO!
      Se rinunciate all'eredità non avrete alcun problema quando mancherà vostra madre, e dovete rinunciare anche per conto dei vostri figli minorenni.-

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  18. BUONASERA AVV. STIAMO FACENDO LA SUCCESSIONE SULLA VENDITA DI UNA CASA APPARTENUTA ALLO ZIO DI MIO PADRE. DALLA PARTE DI MIO ZIO SIAMO IN 17 NIPOTI, DA QUELLA DELLA ZIA SONO IN DUE NIPOTI, NON Cè TESTAMENTO ED IL PRIMO A MANCARE è STATO MIO ZIO, MIA ZIA ACQUISITA è DECEDUTA IN UN SECONDO MOMENTO, CI è STATO RIFERITO CHE A NOI 17 ANDRà UN TERZO DELLA INTERA SOMMA DELLA VENDITA DELLA CASA, MENTRE I DUE TERZI PER I DUE NIPOTI DELLA MOGLIE DELLO ZIO DI MIO PADRE. DALLA PARTE DI MIO PADRE SIAMO IO, MIA MADRE E MIO FRATELLO COME EREDI, LA CASA VERRà VENDUTA A 174000 EURO,E LA SPARTIZIONE CI HANNO DETTO SARà IN QUESTO MODO: 124000 EURO PER I DUE NIPOTI DELLA ZIA E 4800 EURO CHE SAREBBE LA PARTE DI MIO PADRE CHE IO DOVREI DIVIDERE CON MIA MADRE E MIO FRATELLO,PER CONCLUDERE LE CHIEDO SE QUESTI I 4800 SONO GIUSTI DA SUDDIVIDERE CON MIA MADRE E MIO FRATELLO, O ESSENDO 3 SUCCESSIONI VANNO AD OGNUNO? è VERO CHE I DUE TERZI VANNO AI NIPOTI DELLA ZIA PERCHè LEI è DECEDUTA SUCCESSIVAMENTE AL MARITO? ULTIMA COSA LE CHIEDE SE POSSIAMO FARE RICORSO SUL FATTO CHE NON SIAMO MAI STATI INTERPELLATI NEANCHE SULLA CIFRA PER VENDERE LA CASA E ALTRO .... LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE

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    1. La normativa prevede nel vostro caso che la quota che sarebbe spettata a tuo padre andrà divisa per 3 tra te, tua madre e tuo fratello, e non avete titolo per fare ricorso se la maggioranza degli eredi sono d'accordo sulla procedura che è stata adottata per la vendita della casa.-

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    2. Grazie mille per la risposta

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  19. Buongiorno avvocato, mio padre è morto in agosto 2019. Nell'asse ereditario entriamo io che ho due figli maggiorenni e una nipote minorenne,mio fratello che ha un figlio maggiorenne e uno minorenne, poi ci sono tre nipoti (figli di un mio fratello deceduto) e altri due nipoti (figli di un altro mio fratello deceduto) . In eredità ci sarebbero 2 case con annessi 2 garages e 2 orti, sembra tanta roba ma gli immobili sono catapecchie senza valore e in piú sarebbe molto onerose da tenere essendo due case costruite tra altri due, quindi da "mantenere in sicurezza" in piú sopra ai garages presto ci sarà da far rimuovere il tetto in amianto.io avrei trovato un acquirente ma i miei"cari" nipoti orfani ci stanno ostacolando (a me e mio fratello) dicendo che loro rinunceranno a tutto e che per farlo avranno 10 anni di tempo!!!! Tempo che io non posso aspettare perché l'acquirente ormai non le vuole piú.La domanda è: c'è possibilità per me e mio fratello di poter rinunciare? E come fare? E a fare rinunciare anche ai nostri due minorenni è possibile? Come dobbiamo procedere e quanto tempo abbiamo a disposizione? Spero di essermi spiegata un po' perché non ci capisco piú niente nemmeno io...... Grazie

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    1. La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all'eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all'eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.-

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  20. Mi scusi, ciò vuole dire che se i due genitori rinunciano anche per il minore si fa senza passare per il giudice dei minori ?

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    1. Se rinunci all'eredità a causa dei debiti del defunto, questo problema passerà ai tuoi figli: occorre quindi che anche loro rinuncino all'eredità. Se, però, essi sono minorenni, occorrerà che un giudice del Tribunale, detto giudice tutelare, verifichi che la rinuncia sia effettivamente rispondente ai loro interessi e la autorizzi.-

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  21. La ringrazio infinitamente per le sue risposte.

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  22. Gentile Avvocato mio marito con la sorella sono da anni eredi e comproprietari metà per ciascuno della casa dei genitori defunti data in affitto.
    Ora e’ deceduta la sorella con eredi figlio e marito.
    In questo caso la situazione è la seguente:
    mio marito rimane con la sua parte del 50%
    il figlio e il marito ricevono il 25% e il 25% rispettivamente con la successione ereditaria.
    Mio marito vuole cedere la sua quota del 50% al figlio della sorella con quota 25% perche’ ha chiesto la quota dello zio.
    Il marito della sorella non ha espresso nulla e pare non voglia nulla ma è comunque parte della comunione indivisa.
    Va avvertito? Va citato negli atti notarili? Non c’è obbligo di avviso di prelazione in quanto sono parenti ma l’atto di compromesso deve includere il marito al 25% o no?
    L’atto di compromesso è un atto particolare detto “”contratto preliminare di compravendita di quota ereditaria”” o può essere un qualunque semplice atto di compromesso come fosse tra privati?
    Va soggetto alla registrazione dal notaio e poi alla registrazione all’Agenzia delle Entrate?
    Come si procede?
    Lo so sono molte domande ma abbia pazienza e mi aiuti perché vorremmo fare le cose per bene
    La ringrazio infinitamente


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    1. Tuo marito è titolare del 50% della casa quindi può cedere la sua quota a chi vuole senza formalità.-
      Il marito della sorella andrebbe avvertito solo per correttezza, ma non c'è alcun obbligo di farlo.-
      Il contratto preliminare di compravendita è un semplice atto di compromesso tra privati.-
      Il contratto preliminare di compravendita immobiliare rientra nella tipologia – prevista dalla Legge – delle scritture private. Viene quindi stipulato da venditore e acquirente di comune accordo, senza l’obbligo di andare dal notaio (salvo casi specifici). La scrittura privata può però essere anche autenticata – dunque le parti vanno dal notaio per farsi autenticare le firme, regalandosi così una tutela in più – oppure registrata all’Agenzia delle Entrate, dove si pagherà il registro di imposta dando così alla scrittura una data certa.-

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  23. Salve. Vorrei redigere un testamento olografo in favore di mia nipote, figlia del mio unico fratello. Non sono coniugata, non ho figli e non ho immobili intestati. So che per legge, nel caso della mia dipartita, i miei genitori potrebbero impugnare il testamento e, di conseguenza, la loro parte potrebbe essere ereditata da mio fratello. Voglio evitare in tutti i modi che ciò accada perché lui ha abbandonato sua figlia quando era piccola, oltre a campare da sempre sulle spalle di mio padre. Perciò chiedo se esiste un altro modo per poter destinare l'intero mio patrimonio solo alla nipote.
    Grazie
    Jenny

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    1. Ciao Jenny!
      Purtroppo NO!
      La legge prevede infatti che con testamento, se ci sono Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile.-
      Questo significa che un terzo dell'eredità andrebbe comunque ai tuoi genitori, quindi solo per i due terzi restanti puoi disporne liberamente.-
      Ovviamente il problema non si porrà se i tuoi genitori, in base alla legge di natura, moriranno prima di te.-

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    2. Certo, io spero di campare altri 100 anni :) ma se dovesse succedermi qualcosa non voglio che i mei sudati risparmi finiscsno in mano a chi non li merita affatto, neanche un centesimo. Mi chiedevo se forse sarebbe meglio fare una donazione? O un'assicurazione sulla vita? O anche in questi casi i miei genitori possono impugnare?
      Eventualmente potrei sottoscrivere con i miei genitori una scrittura privata chiedendogli di destinare la loro quota alla nipote?
      Grazie ancora
      Jenny

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    3. Ciao Jenny!
      Il problema è solo quello di capire se i tuoi genitori sono o meno d'accordo sul fatto che i tuoi beni vadano tutti in eredità direttamente a tua nipote.-
      Se i tuoi genitori sono d'accordo su quelle che sono le tue volontà, puoi redigere il testamento nominando erede universale tua nipote, quindi non ci sono problemi.-
      Se invece hai dei dubbi purtroppo non ci sono alternative valide, nel senso che una scrittura privata, ammesso che i tuoi genitori la sottoscrivano, avrebbe valore giuridico, ma potrebbe anche essere annullata successivamente, quindi non avresti alcuna garanzia.-
      La stessa cosa potrebbe succedere con una donazione o un'assicurazione, perché anche in questo caso ci potrebbe essere un'impugnazione.-

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  24. salve avvocato

    Vorrei redigere un testamento olografo a favore di mia figlia e la moglie.
    Mettiamo che la figlia si sposa,e il matrimonio falisce (speriamo di no) ma e una cosa che succede con facilita giorno oggi. Come posso farlo per proteggere entrambe che il futuro genero , sopratutto nullatenente , pretende parte dei beni, visto che si tratta di due immobili (alberghi),i nostri sacrifici di una vita?.
    Grazie in anticipo per la sua risposta.

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    1. Ciao Giulio!
      Non so perché vuoi redigere un testamento se hai la moglie e una figlia, perché anche senza testamento in caso di morte, la tua eredità andrebbe divisa al 50% ciascuno tra tua moglie e tua figlia.-
      Comunque il 50% andrebbe solo a tua figlia anche se nel frattempo si fosse sposata, quindi l'eventuale futuro genero non avrebbe alcun titolo sull'eredità.-

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    2. Grazie mille per la gentile risposta. Chiedo scusa e approfitto di fare un altra domanda. Mia figlia può fare un contratto prematrimoniale dove può esprimere le sue condizioni?
      La ringrazio infinitamente e le auguro buon lavoro e buona vita

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    3. Ciao Giulio!
      SI!
      Comunque la giurisprudenza stabilisce che, in tema di divorzio, la convenzione, detta appunto accordo prematrimoniale, con cui gli interessati stabiliscono anticipatamente il regime giuridico relativamente alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, è invalida, nella parte riguardante le condizioni per il mantenimento dei figli e del coniuge.-

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  25. Buongiorno, mia sorella e' deceduta da poco e ha lasciato la sua parte di una proprieta' alle mie figlie(12 anni). La domanda e': visto che sto divorziando (matrimonio in separazione dei beni) chi e' il tutore delle mie figlie? Non vorrei avere interferenze dalla mia ex moglie , cosa devo fare?
    Grazie della sua attenzione

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    1. In sede di separazione o divorzio il giudice valuta sempre la possibilità che i figli minori siano affidati a entrambi i genitori (affidamento condiviso) oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati (affidamento esclusivo), sempre e comunque considerando l'esclusivo interesse della prole. Il giudice determina inoltre i tempi e le modalità della presenza dei figli presso ciascun genitore, fissando la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all'istruzione e all'educazione.
      Il coniuge affidatario in via esclusiva avrà la potestà sui figli oltre all'amministrazione e l'usufrutto legale sui loro beni. Il genitore non affidatario conserverà l'obbligo (ma anche il diritto) di mantenere, istruire ed educare i figli, è tenuto a versare un assegno di mantenimento per la prole.-

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    2. Grazie Avvocato, molto gentile, ma in questo caso (eredita'), la mia ex moglie deve essere coinvolta oppure no? Quando andro' dal notaio per finalizzare l'eredita' lasciata da mia sorella alle mie figlie, la mia ex moglie dovra' essere presente oppure no? Grazie ancora della sua disponibilita'

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    3. Quando andrai dal notaio per finalizzare l'eredità non sarà necessaria la presenza della tua ex moglie, che ovviamente dovrà comunque essere informata prima o dopo e coinvolta nella futura gestione del patrimonio delle figlie.-

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    4. Grazie mille avvocato, buon lavoro!!

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  26. Buongiorno sign. Censori
    Sono un libero professionista con partita IVA. Sono in pensione, però, continuo a lavorare e pago l'INPS 50 %.ho il diritto a 600 € che il governo eroga per le piccole imprese?

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    1. Purtroppo NO!
      Sono beneficiari del bonus di 600 euro i iberi professionisti con partita IVA (iscritti alla gestione separata INPS) e co.co.co. Sono compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo. Gli stessi non devono essere titolari di pensione e infine non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.-

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  27. Buongiorno sign. Censori

    Vorrei sapere se io, libero professionista in pensione, continuo a lavorare e pago l'INPS 50 %. ho diritto a 600 € erogato come aiuto dallo stato per le piccole imprese?
    Grazie per la risposta.

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    1. Purtroppo NO!
      Sono beneficiari del bonus di 600 euro i iberi professionisti con partita IVA (iscritti alla gestione separata INPS) e co.co.co. Sono compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo. Gli stessi non devono essere titolari di pensione e infine non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.-

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  28. Buonasera Dott Censori,
    mio padre alla morte della mamma nel 2010 mi ha voluto regalare 50000euro per la assistenza che tutta la mia famiglia a fatto, senza dirlo a mio fratello che vive all'estero e non si interessa della loro assistenza nemmeno telefonicamente. Quando mio padre morirà devo dirglielo o dato che sono passati tanti anni e continuo ad assistere mio padre posso tacere.

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    1. Per poterti dare una risposta ho bisogno di sapere se tuo padre ha intestati beni immobiliari tipo case e beni mobiliari tipo depositi bancari, e cioè se alla sua morte andrà fatta la successione.-

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    2. si, un piccolo pezzo di terreno ed il conto corrente dove va la sua pensione intestato a lui ed a me.grazie

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    3. Alla morte di tuo padre in fase di successione tu non sarai obbligato a dire nulla, ma tuo fratello se a corrente della donazione e non d'accordo, potrebbe pretendere che nella suddivisione dei beni venga considerata anche la donazione.-

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    4. buongiorno. Ma fatta la successione può fare ancora rivalsa? Che sono passati 10 anni non conta? scusi l'insistenza. grazie in anticipo

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    5. I 10 anni di cui parli decorrono dalla data della morte del de cuius e non dalla data in cui è stata fatta la donazione, perché finché è in vita nessuno può contestare le sue scelte.-

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  29. Buongiorno Avvocato,
    le espongo brevemente la questione.
    - Marito e moglie sposati da 10 anni.
    - Comunione dei beni
    - Conti separati
    - Due stipendi in famiglia
    - Possessori di 2 autovetture
    - Reddito totale di entrambi circa 3200€ mensili
    - Il figlio della moglie viveva con loro

    Il marito, in accordo con la moglie, decide di fare 2 bonifici uno da 4000€ e l'altro 5000€ nel lasso temporale di una settimana, entrambi con la causale "REGALO", a beneficio del figlio della moglie, ed entrambi in partenza del conto intestato solo al marito.

    A distanza di 8 anni, i coniugi divorziano, ed il marito (all'epoca titolare del conto, ma comunque in comunione dei beni), tramite avvocato reclama la restituzione dell'intera somma, addicendo che è una donazione e che vuole revocarla immediatamente.

    Può pretendere di revocare questa somma, oltre tutto che per il 50% sono soldi anche dell'altro coniuge?

    La ringrazio sentitamente, e mi scuso per essermi dilungato, ma il racconto doveva essere più preciso possibile.

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    1. Revoca della donazione: due ipotesi:
      Le due ipotesi sono del tutto eterogenee, infatti la prima è volta a sanzionare, sia pure indirettamente, il comportamento "irriconoscente" del donatario: si parla, tecnicamente, di "ingratitudine" del donatario (cfr. art. 801 codice civile).
      La seconda ipotesi, invece, tende a tutelare anche a posteriori la piena libertà di scelta del donante, nel senso che il legislatore presume (ma non in modo assoluto, dato che in mancanza di apposita domanda giudiziale la presunzione de quo non ha luogo) che se il disponente, al tempo della donazione, avesse saputo che sarebbero sopravvenuti dei figli, non avrebbe deciso di compiere il negozio di cui trattasi (cfr. art. 803 c.c.).-
      La legittimazione ad agire per la domanda di revocazione spetta al donante e ai suoi eredi e va proposta entro un anno a decorrere dal momento in cui si è venuti a conoscenza della causa di ingratitudine ovvero entro cinque anni per la sopravvenienza di figli, a decorrere dal giorno della nascita dell'ultimo figlio nato nel matrimonio o discendente o della notizia dell'esistenza dello stesso o dell'avvenuto riconoscimento del figlio naturale, ai sensi degli artt. 803 e 804 c.c., per come modificati dal decreto legislativo n. 154 del 28.12.2013 (con decorrenza 7 febbraio 2014).-

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  30. Buongiorno Avvocato,
    il donante si appella al fatto che secondo lui la donazione è "non modica" e quindi nulla per mancanza di atto pubblico.
    Ma soprattutto, come fa a pretendere che l'intera somma è sua, quando c'era una comunione dei beni ?
    Grazie

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    1. Se il donante si appella solo al solo fatto che la donazione non è modica, non ha titolo per richiedere la restituzione della donazione, neanche della sua quota del 50%.-

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  31. Buongiorno,
    attualmente vivo in una villa al 50% di proprietà mia e 50% dei miei genitori (ormai anziani).
    Se dovessero mancare il 25% va a me e il 25% va a mio fratello (perché l'altro 50% è già mio).
    Mio fratello sta per sposarsi per la terza volta e la preoccupazione è che, se un giorno dovesse mancare, parte della villa vada in proprietà alla sua nuova moglie.
    Come ci si può tutelare? soprattutto perché nel caso in cui dopo mio fratello mancasse anche lei, la quota di eredità cadrebbe nelle mani di famiglia di lei che è straniera e sarebbe davvero un pasticcio avere nell'eredità una famiglia straniera con cui non si hanno mai avuti rapporti.
    Cosa si può fare per non far cadere a lei accidentalmente la quota di villa familiare in caso di pluri morte?

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    1. Purtroppo non puoi farci nulla, quindi se tuo fratello si risposa e dovesse morire prima di te dovrai successivamente trattare con sua moglie, come prevede la legge.-

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    2. Non è possibile fare in modo che da vivi i miei genitori donino a me (magari in accordo con mio fratello), il restante 50% della casa, così da prevenire una successione nei confronti della donna in questione?

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    3. SI!
      I tuoi genitori possono disporre liberamente dei loro beni quindi possono farti anche una donazione, ma il problema si porrà eventualmente alla loro morte nel senso che tuo fratello in quel momento potrebbe reclamare la sua parte di eredità anche se è stata fatta precedentemente una donazione a tuo favore.-
      Ovviamente se tuo fratello è d'accordo oggi e sarà ancora d'accordo un domani alla donazione non c'è e non ci sarà alcun problema.-

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  32. spett. avvocato Gianfranco Censori
    siamo due sorelle e un fratello che dobbiamo accordarci sull ereditá di una casa della quale prima é morto mio padre senza lasciare testamento dopo 3 anni é morta mia madre dicendo in un testamento oleografico che lasciava tutta la sua parte ad una figlia la domanda é questa avendo la prima sorella ricevuto gia un altra casa quando si é sposata ad un valore ben al disotto di mercato (tra l altro questo valore non é stato pagato per intero mancava solo l ultima parte) e successivamente questa sorella insieme al ex marito ha venduto questa casa riscuotendo a metá con il marito l intero importo della vendita all effettivo valore di mercato e l altra sorella invece ha usufruito di un intero piano (la casa é a due piani) per 35 anni della casa che ora é in ereditá ,in questa casa normalmente sono stati fatti un pochi lavori di manutenzione negli anni ma non molto onerosi questi valori sono sempre stati divisi a metá tra i miei genitori ( a volte in alcune spese ho aiutato anch io ) e mia sorella con suo marito io non ho mai ricevuto nessuna agevolazione o beneficio , dicevo posso ora io considerare queste donazioni o agevolazioni come appunto donazioni fatte in vita dai miei genitori e appunto conteggiarle nell'ereditá .Ringrazio per la risposta
    distinti saluti

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    1. SI!
      Puoi ora considerare tutte le donazioni e agevolazioni fatte in vita dai tuoi genitori e conteggiarle nell'eredità.-

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    2. buon giorno
      Innanzi tutto grazie per la risposta e la gentilezza.
      Se mi posso permettere un altra domanda ho letto che ciascun genitore ,ciascun asse ereditario, non puó agevolare solo un figlio e escludere gli altri (due)
      in questo caso la parte ereditata da mia madre 1/3 come verrebbe ridistribuita tra i figli , quella che nel testamento oleografico avrebbe dovuto avere tutta la parte di mia madre e gli altri due , come verrebbe ridistribuita questa parte chiedendo le legittime credo si definiscono cosí .
      Distinti saluti Enrico

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    3. Eredità con testamento:
      Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile.-
      In pratica la quota di legittima che spetta per legge ad ognuno dei 3 figli è il 22,2% di tutto l'asse ereditario.-

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  33. Buongiorno avvocato
    mia mamma e morta il 4 giugno 2019 adesso siamo in ballo per la successione di meta della casa che ci ha lasciato a me e mia sorella ,dentro e rimasto il compagno che diciamo la abita per la sua meta .La domanda e questa una volta fatta la successione io e mia sorella siamo proprietari per meta di quella casa? e che diritti abbiamo? nel senso lui dice che la sua meta la da a noi quando sarà ma in questo momento lui puo fare cio che vuole? persino portare un'altra compagna ?la ringrazio per l'attenzione ke auguro una buona giornata

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    1. In pratica con la successione tu e tua sorella diventate proprietarie per metà della casa.-
      Ovviamente il compagno di tua madre non può disporne come vuole, quindi o vi mettete d'accordo concordando magari un canone di affitto per l'utilizzo del vostro 50%, o per la vendita della casa e conseguente divisione del ricavato.-
      Il problema è che se non vi mettete d'accordo dovrete ricorrere a un tribunale per la tutela dei vostri diritti.-

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    2. grazie mille e stato molto gentile

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  34. Buonasera, le racconto la mia situazione per avere un consiglio. Sono figlia di genitori divorziati: abito con mia madre ma ho sempre avuto un bel rapporto con mio padre. Purtroppo però non ho mai avuto rapporti cordiali con sua famiglia: la sorella, il marito e il loro figlio.
    Adesso mio padre è in ospedale (due ischemie e forse un tumore), ragiona ancora ma non sappiamo ancora per quanto e volevo sapere quali sono i miei diritti come unica figlia. Mio padre ha il 50% della sua casa (l'altro 50% è della sorella e possiede anche l'usofrutto), una somma in banca e l'assicurazione. Non so se mio padre ha fatto un testamento (mi ha dato solo i fogli dell'assicurazione) ma se non ci fosse la sorella potrebbe pretendere qualcosa (a parte la casa a cui posso anche rinunciare), magari cercando di mettermi in cattiva luce con mio padre quando io non sono presente?
    Spero di essermi spiegata, la ringrazio per la disponibilità

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    1. La scrivo di nuovo per aggiornare la situazione.
      Da quando mio padre è ricoverato all'ospedale sua sorella:
      - si rifiuta di farmi una copia delle chiavi di casa di mio padre (la scusa è che "la serratura non funziona bene e visto che lei ha dei documenti importanti dentro casa pensa che io non riesco a chiudere bene la porta"), inoltre le chiavi personali di mio padre sono scomparse e secondo lei sono "state rubate da quelli dell'ambulanza"
      - ha preso il portafoglio di mio padre con tutte le carte dentro perchè "aveva paura che lo rubassero" (a me lo ha detto dopo)
      - hanno le chiavi della macchina di mio padre
      - hanno le chiavi della posta e quindi sanno quando arrivano bollette o altri documenti
      Io non ho niente di tutto questo.
      Una sera sono riuscita a farmi portare da loro a casa di mio padre per prendere il suo portatile (avevo il suo permesso verbale e poi gliene ho riparlato il giorno dopo), l'ho preso davanti a loro e poi sono andata via. La sera mi chiama e mi accusa di appropriazione indebita. Io ho risposto che quello che è di mio padre è mio (soprattutto con il suo permesso) e che quella che sta rubando è lei.
      Secondo la legge ho ragione io o loro?
      La ringrazio per la risposta

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    2. Purtroppo fino a quando tuo padre è in vita tu non hai alcun diritto e quindi non puoi fare nulla, a meno che non venga interdetto e nominato un tutore.-
      Alla sua morte, senza testamento tu erediterai l'intero patrimonio, mentre con testamento a te dovrà comunque essere riservato il 50% di tutto l'asse ereditario.-
      L'unico consiglio che posso darti, visto che i rapporti con tua zia non sono dei migliori, è quello di raccogliere in qualche modo più informazioni possibili sulle disponibilità economiche e patrimoniali di tuo padre, informazioni che ti potrebbero essere utili un domani.-
      Infatti se è vero che oggi tu non puoi fare nulla, è altrettanto vero che alla sua morte potrai far rientrare nell'asse ereditario eventuali donazioni fatte da tuo padre a sua sorella.-

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  35. Buonasera, qualche giorno fa è mancato mio padre. Era separato legalmente da mia madre ed aveva la residenza in un altro comune in una casa di proprietà sua. Era accompagnato con la sua donna che abita in una casa popolare e negli ultimi 3 mesi ha fatto richiesta per il domicilio sanitario di mio padre presso di lei. Hanno insieme un conto corrente bancario cointestato nel quale gli introiti erano solo quelli di mio padre, in più un conto corrente in un'altra banca solo a nome di mio padre. Gli oggetti di valore di mio padre (oggetti d'oro,collezioni di monete e francobolli+ altri documenti) sono tutti in casa di lei. La domanda è: cosa spetta agli eredi ( mia mamma+mia sorella maggiorenne + me) a livello di beni immobili? E per i conti correnti? E per i beni che si trovano in casa di lei, che diritto abbiamo di richiedere il tutto? Anche con l'ausilio delle forze dell'ordine? Grazie mille

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    1. Eredità senza testamento:
      Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
      Eredità con testamento:
      Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile.-
      Per quanto riguarda il conto corrente cointestato tra due persone per legge il saldo appartiene al 50% ciascuno a prescindere da chi ha versato i soldi, quindi solo il 50% farà parte dell'asse ereditario.-
      Nel caso di separazione, il coniuge in vita mantiene i diritti acquisiti con il matrimonio, tranne nel caso di separazione con addebito a suo carico. Invece se i coniugi erano divorziati, il superstite perde in ogni caso tutti i diritti ereditari.-

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  36. Buongiorno un dubbio: de cuius già vedovo ha 3 figli e lascia testamento devolvendo i suoi beni ai due figli e al nipote minorenne del terzo figlio. Il nipote risulta legatario o erede? In successione va indicato anche il terzo figlio che accetta le volontà del padre di lasciare i beni al figlio minorenne E non a lui?
    Grazie mille

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    1. Ciao Cristina!
      L’erede subentra nell'intero patrimonio o in una quota di esso (per esempio un terzo o un diciottesimo), comprendente sia rapporti attivi che passivi.
      Il legatario invece acquista diritti patrimoniali specifici (es. una somma di denaro) e non risponde dei debiti ereditari.-
      Questo significa che il nipote minorenne risulta erede.-
      In successione va indicato anche il terzo figlio che sarebbe erede legittimo ma che rinuncia in favore di suo figlio nel rispetto delle volontà di suo padre.-

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    2. Grazie per la risposta, ma é obbligatoria la rinuncia del padre? E nella successione il minore deve essere rappresentato dal padre perché minore? Grazie

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    3. Ciao Cristina!
      SI!
      E' obbligatoria la rinuncia del padre e nella successione il minore deve essere rappresentato dal padre.-

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  37. Buona sera avrei uns domanda,
    I miei genitori hanno casa in cui era divisa 50 e 50. Purtroppo 6 anni fa venne a mancare mio padre, fecemo la successione e a noi figli ( siamo 3Forelle e un fratello) ci e ticcato
    Il 5 percento dell immobile e l 80 percento a mia madre,Novembre 2019 mia madre e venuta a mancare e io e mio fratello abbiamo rifiutato l eredita di mia madre, ma a noi e rimasto solo il 5 percento di mio padre, possiamo usofriure della casa.

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    1. Potete usufruire della casa solo con il consenso degli altri eredi, ed eventualmente potreste essere chiamati a pagare una quota di affitto per la parte della casa non di vostra proprietà.-

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  38. Buongiorno Avvocato vorrei delle delucidazioni se possibile,
    Mio padre sposato in comunione dei beni con mia mamma,è deceduto lasciando molti debiti, io e mia mamma abbiamo dei buoni postali cointestati solo a me e a lei, se rinunciamo all'eredità, i creditori possono attaccarere i buoni postali intestati solo a me e mia mamma e se si in che percentuale, la ringrazio anticipatamente.

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    1. SI!
      Se rinunciate all'eredità i creditori possono attaccare i buoni postali per il 50%, che per legge sono la parte di tua madre, la quale essendo stata in comunione dei beni deve rispondere per i debiti di suo marito.-

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  39. Buongiorno, sto seguendo la successione di una zia e avrei bisogno di un chiarimento.
    Il marito defunto ha ereditato una casa prima del loro matrimonio, unitamente ai suoi tre fratelli.
    Non hanno avuto figli. Questa quota di casa ereditata rientrerà nella successione e mia zia potrà diventarne proprietaria per la sua quota?
    Preciso che negli anni hanno contribuito entrambi, essendo in comunione de beni, a sostenere le spese di gestione di questa casa (riparazioni, lavori di manutenzione ecc.)
    Ringrazio anticipatamente

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    1. SI!
      Anche se il marito era proprietario per una quota di una casa ricevuta in eredità, la sua quota va in successione.-
      Eredità senza testamento:
      Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli

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  40. Buonasera avvocato,vorrei porle una domanda:
    Tra due fratelli dopo la morte dei genitori hanno una casa in eredita,uno dei due vorrebbe comprarla dal fratello,quale sarebbe la cifra da versare e se deve essere come va il mercato immobiliare;
    Grazie Antonio

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    1. Ciao Antonio!
      La cifra da versare è il valore attuale di mercato, quindi i due fratelli potrebbero rivolgersi a un tecnico di fiducia per una stima obiettiva e in base a quella mettersi d'accordo per la cessione della casa.-

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  41. Buon giorno . vorrei porle un qusito.
    Io sono separata da 8 annni consesualmente,mio marito e dececuto lasciando un immobile,lui ha un giglio dal primo matrimonio.
    la domanda : io ho il diritto di abitazione sulla casa se abito in un altro paese con la residenza da quanso sono separata cioe 8 anni.
    Grazie
    Graziella

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    1. Ciao Graziella!
      Purtroppo No!
      Il diritto di abitazione è legato alla residenza, quindi se hai la residenza in un altro Paese non puoi avere il diritto di residenza sull'immobile dell'ex coniuge deceduto.-

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    2. buon giorno avvocato non c'e un modo per ottenerla?
      Grazie

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    3. Ciao Graziella!
      Non sono un avvocato e quindi posso dirti tranquillamente che non vedo il motivo per cui una persona debba richiedere il diritto di abitazione su una casa quando risiede in un'altra in un altro Paese, ma forse se trovi un avvocato "bravo" una soluzione può prospettartela comunque, ovviamente se sei disposta a pagare una generosa parcella.-

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  42. Buongiorno avvocato vorrei sapere un indomani che viene ad Amman are mio padre potrei rinunciare alla proprietà visto che sotto ci sono tanti debiti e ci stanno pensando di rinunciare anche i miei fratelli? Come devo fare e quando ci viene a costare?

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    1. Fino a quando vostro padre è in vita può disporre liberamente dei sui beni quindi non potete fare nulla, e pertanto il problema si porrà solo alla sua morte.-

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  43. Buongiorno Dott. Censori, scusi per la domanda. Mia sorella (nubile) lavorava al Ministero della Giustizia (di Napoli) come assistente giudiziario dal 01/03/1979 al 25/09/2019 giorno in cui è deceduta nel giro di tre giorni. A noi unici 3 fratelli rimasti l' ufficio preposto del Ministero della Giustizia ci ha fatto compilare a ognuno di noi fratelli tutti i documenti previsti per la liquidazione TFS (33% ognuno) compreso documento con tutti i dati previsti con codice iban. Tali documenti sono stati inviati all' INPS di Benevento. In data 21/02/2020 mi sono arrivati dal Ministero della Giustizia di Roma il MOD. PL1 compilato dal Ministero, a me per conoscenza e all' INPS di Benevento per competenza. Il giorno 29/05/2020 mi è arrivata dall' INPS di Benevento lettera dove dice che per la liquidazione del TFS gli serve copia di successione da chiedere all' Agenzia delle Entrate. Sinceramente non riesco a capire perchè chiedono copia di successione visto che il Ministero della Giustizia per ognuno di noi fratelli ci ha fatto compilare e firmare che noi siamo gli unici eredi legittimi e di cui tale documento con tutti gli altri documenti previsti per legge erano stati già inviati all' INPS. In data 01/06/2020 mi è arrivata per raccomandata lettera dall' INPS di Benevento dove chiedono copia della dichiarazione di successione rilasciata dall' Agenzia delle Entrate che comprova che noi rientriamo nell' asse ereditario di nostra sorella dell' importo netto di 78.000,00€ e ognuno di noi deve comunicare codice IBAN per accredito.
    Spero in una sua cortese risposta in merito visto che sinceramente non ci sto capendo più nulla visto inoltre che il Ministero della Giustizia ci ha fatto compilare e firmare tutti i documenti previsti per l' assegnazione del tfs di nostra sorella. Spero di non essermi dilungato troppo, ma ho voluto spiegarLe il tutto. Rimango cortesemente in attesa di una Sua risposta. Visto inoltre che sono passati più di 105 giorni previsti per legge.

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    1. Non capisco qual'è il vostro problema!
      Se l'INPS vi richiede copia della dichiarazione di successione, dovete provvedere in conformità a prescindere da quello che vi aveva a suo tempo richiesto il Ministero della Giustizia.-

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  44. Chiedo scusa Avvocato le ho rinviato il quesito per richiederle il quesito ma modificato-
    Buongiorno Avvocato vorrei delle delucidazioni se possibile,
    Mio padre sposato in comunione dei beni con mia mamma, ha molti debiti, io e mia mamma abbiamo dei buoni postali cointestati solo a me e a lei, , i creditori possono attaccarere i buoni postali intestati solo a me e mia mamma e se si in che percentuale, la ringrazio anticipatamente. La ringrazio anticipatamente.

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    1. Mi sembrava di averti già risposto!
      SI!
      Se rinuncerete all'eredità i creditori potranno attaccare i buoni postali per il 50% del valore, che per legge sono la parte di tua madre, la quale essendo stata in comunione dei beni deve rispondere per i debiti di suo marito.-
      In pratica essendo in comunione dei beni la moglie deve comunque rispondere per i debiti del marito, e i buoni postali cointestati tra due persone per legge appartengono al 50% ciascuno.-

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  45. spett. avvocato
    volevo chiedere posso considerare una donazione fatta in vita dai genitori aver dato in usufrutto la parte inferiore di una casa a due piani (della casa che ora fa parte dell ereditá ) tale piano é cadastrato come sottosuolo perché ha un altezza di 2,50 m invece dei 2,70 mt necessari , questo é l unico difetto diciamo poi é a tutti gli effetti una casa di circa 110 m2 molto bella con ampie finestre bagno e alla quale é solo stata aggiunta da mia sorella e suo marito una porta che da sul giardino una cucina e una parte divisoria con la parte superiore della casa . Questo 38 anni fa quando hanno avuto l agevolazione di poter usar indipendentemente questa parte della casa.Come dicevo posso io ora al momento dell ereditá considerare questo come una donazione fatta in vita dai genitori in quanto io nello stesso periodo avendo avuto bisogno di una casa sono dovuto uscire e prendere in affitto un altra casa.Se si como posso calcolare l usufrutto di 38 anni.grazie della risposta

    Distinti saluti Enrico

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    1. Ciao Enrico!
      Purtroppo NO!
      L'usufrutto è un diritto reale minore regolato dagli articoli 978 e seguenti del codice civile, consistente nel diritto di un soggetto (usufruttuario) di godere di un bene di proprietà di un altro soggetto (nudo proprietario) e di raccoglierne i frutti, ma con l'obbligo di rispettarne la destinazione economica. Si tratta di un diritto reale di godimento su cosa altrui dal contenuto molto vasto: le facoltà dell'usufruttuario hanno infatti un'estensione che si approssima, pur senza raggiungerla, alla facoltà di godere delle cose spettanti al proprietario, al quale residua la nuda proprietà.
      La donazione è quell'atto con cui una persona (che viene chiamata in gergo tecnico donante) arricchisce l’altra (detta donatario) a titolo gratuito, cioè senza chiedere nulla in cambio. In parole molto semplici, la donazione è quel contratto con il quale si regala un bene mobile o immobile. Per essere valida, deve essere conclusa per atto pubblico sotto il controllo di un notaio e alla presenza di due testimoni. Poiché la donazione è una decisione irrevocabile (cioè non si può cambiare idea) e il valore del bene donato è generalmente elevato e può quindi modificare il patrimonio dei due, deve essere necessariamente regolata tramite contratto.-

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  46. Buona sera,
    Le sarei grato se mi chiarisse questa situazione: in caso di comunione dei beni, su un conto corrente cointestato la metà di patrimonio del marito defunto spetta alla moglie per il 66,66% oppure per il 25% del totale (in quanto in comunione dei beni) + il 66,66% sul restante 25%? Preciso che non hanno avuto figli e il marito defunto ha tre fratelli.
    Ringrazio anticipatamente per l’attenzione

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    1. Per legge in un conto cointestato tra due persone il saldo appartiene al 50% ciascuno, quindi in caso di morte di uno dei due va in successione solo il 50% della persona deceduta.-

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    2. Un chiarimento: ma di questo 50% che va in successione il coniuge senza figli eredita i 2/3, mentre il restante 1/3 va ai fratelli del defunto?
      Grazie per l'attenzione e la celerità nella risposta
      Buona serata

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    3. SI!
      Confermo!
      Eredità senza testamento:
      La legge prevede quanto segue:
      Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli

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  47. Buonasera Sig. Gianfranco..ho ereditato 2 immobili..uno però sta per essermi pignorato..posso vendere il secondo prima del pignoramento del primo.?

    RispondiElimina
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    1. SI!
      Puoi vendere il secondo immobile prima del pignoramento del primo, ma solo se il valore dell'immobile è sufficiente per estinguere il debito.-

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    2. Quindi cosa succede? Il nuovo proprietario può vedersi portare via la casa..e a me cosa succede?

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    3. Ciao Maria!
      I debiti vanno pagati, ovviamente se ce ne sono le possibilità, quindi se hai intenzione di perpetuare una truffa nei confronti dei creditori devi sapere che ci sono conseguenze sia di carattere civile che penale.-

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    4. Gentile Gianfranco lungi da me il fatto di vendere la casa per intascare i soldi ma potrei vendere la seconda casa per estinguere il debito della prima era questo che volevo sapere ma lungi da me il fatto di intascare i soldi perché so benissimo che non concluderei niente praticamente io ho due immobili uno pagato in contanti e un altro col mutuo Questi due li ho ereditati solo che poi è venuta fuori una terza erede della quale io non sapevo niente quindi ho smesso di pagare il mutuo perché l'altra erede si rifiutava di pagare con me quindi quello che io volevo era vendere l'immobile pagato in contanti per poter estinguere quello col mutuo In modo tale da non avere problemi ma invece il problema c'è perché la nuova erede mi blocca la vendita di uno degli immobili per cui non so come fare

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    5. Ciao Maria!
      Per legge gli eredi sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione entro dodici mesi dall'apertura della successione, quindi se il secondo erede non ha provveduto nei termini di legge devi rivolgerti a un avvocato per la tutela dei tuoi diritti.-

      Elimina
  48. Se due eredi ereditano un immobile e uno dei due non fa la successione dopo sette anni, e l'immobile a causa si un mutuo che non viene pagato..la banca può ignorarlo comunque? Grazie mille

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  49. Mi scusi ho scritto male.
    Se due eredi ereditano un immobile,e uno dei due non fa la successione dopo 7 anni, e l'immobile sta per essere pignorato a causa di un mutuo che non viene pagato ...la banca può ignorarlo comunque? Grazie mille

    RispondiElimina
  50. Volevo dire può pignorarlo comunque?

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    Risposte
    1. Ciao Maria!
      Purtroppo SI!
      La banca può imporre la successione e pignorare successivamente l'immobile.-

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  51. Buongiorno, una domanda nel caso in cui c'è una casa intestata a entrambi i coniugi, uno dei due muore quindi per successione subentrano i figli, le quote sono 75% del coniuge in vita e 12.5% ciascuno x i due figli. Uno dei due figli muore subentra la figlia, quest'ultima può pretendere la liquidazione del suo 12.5% alla nonna che vive e ha l'usufrutto della casa e non può permettersi di liquidarla? Grazie

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    1. NO!
      La nipote non può obbligare la nonna a liquidarle la sua parte se non è interessata o non può, quindi o attende la sua morte o può vendere a terzi la sua quota, ovviamente se trova degli acquirenti disponibili.-

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  52. Come faccio a dimostrare che un secondo erede ha accettato l'eredità e non ha fatto la successione...in questo caso mi blocca la vendita di un immobile che sta per essermi pignorato...cosa fare? Grazie mille

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    Risposte
    1. Ciao Maria!
      Per legge gli eredi sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione entro dodici mesi dall'apertura della successione, quindi se il secondo erede non ha provveduto nei termini di legge devi rivolgerti a un avvocato per la tutela dei tuoi diritti.-

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  53. Buonasera, vorrei un'informazione, i miei nonni deceduti possedevano una proprietà lasciata ai loro 3 figli per successione di cui 1 dei figli è mio padre deceduto 6 anni fa, anche i miei zii deceduti, il secondo nell 85 e l'ultimo figlio 4 anni fa di cui quest'ultimo viveva in questa proprietà e ha volturato i terreni che appartenevano a tutti e 3 i figli senza dividerli per possesso. L'ultimo deceduto 4 anni fa non aveva figli,moglie deceduta e ha dato tutto ad una persona estranea tutta la proprietà con testamento orografo e una parte con un atto di donazione, compresa quella di mio padre e mio zio deceduto nell 85 . possiamo impugnare ma soprattutto potrei riavere la proprietà di mio padre?

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    1. Ciao Carmela!
      SI!
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all'eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull'asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-

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    2. Grazie. Ma mi scusi ma visto che mio zio non aveva figli noi nipoti abbiamo diritto a una parte della sua quota leggittima

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    3. SI!
      Avete diritto alla vostra parte della sua quota di legittima!

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  54. Buongiorno, avrei un quesito da porLe:nell'ottobre del 2018 è deceduto mio padre dopo una breve malattia. A noi figli è stata lasciato in eredità l'appartamento dove viveva con la sua compagna.Nonostante continue sollecitazioni, la signora non esce dalla nostra proprietà,adducendo come motivazione il fatto che è stata inserita, nel 2015, nello stato di famiglia di mio padre.Come dobbiamo comportarci? Da precisare che i due non hanno contratto nel comune di residenza alcuna unione civile.
    Cordiali saluti

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    1. la signora,se non è stata sposata con tuo padre,deve uscire dalla casa...lo stato di famiglia non centra niente,quello serve solo perchè lei ovviamente fa residenza in quella casa è normale che è nello stato di famiglia....cioè tuo padre poteva anche metterci un barbone inn quella casa che avrebbe fatto residenza i quella casa e ovviamnete rientrata nello stato di famiglia....quindi tu puoi cacciarla di casa,perchè con tuo padre non era sposato...al contrario se tuo padre fosse stato sposato con questa signora lei rientrava nell'eredità

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    2. Grazie,come immaginavo...

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  55. Buongiorno,vorrei un informazione mio zio possiede una casa,non ha coniugi e ne figli,ma ha un fratello(che è mio padre) e una sorella(che è mia zia)....Lui vuole lasciarlo a me e alle mie sorelle,ma non vuole lasciare niente alla sorella(cioè mia zia) perchè non vi è in buoni rapporti...ovviamente mia zia ha dei figli....avevamo pensato di comprarci la casa ma adesso non possiamo economicamente(cosi mia zia non può fare nulla),allora un altra soluzione che ci è venuta in mente è fare testamento cosi lui alla sua morte lascia a me e alle mie sorelle la casa,l'unica cosa che ha paura mio zio è che la sorella egli altri nipoti possono "impugnare"il testamento....ha dei consigli?siamo andati a due notai e uno dice che può impugnarlo e l altro invece dice che non può.... siamo confusi...attendo una vostra risposta,grazie mille

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    1. La legge prevede quanto segue:
      Con testamento:
      Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile.-
      Questo significa che tuo zio con testamento può disporre liberamente dei suoi beni, e quindi ne i fratelli ne i nipoti possono impugnarlo.-

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  56. Buongiorno mi piacerebbe avere il suo commento su un mio dubbio:
    Può mia cognata richiedere l'estratto conto ( ancora bloccato per diatribe ereditarie) della suocera deceduta (mia mamma) ?
    Gli eredi erano il marito( mio papà) - io figlia-mio fratello. Purtroppo mio fratello è venuto a mancare. Quindi secondo me i legittimi eredi ora sono: il marito (mio papà)-io la figlia- le nipoti( 2 figlie di mio fratello). La mia domanda è: La nuora(mia cognata) ha il diritto di richiedere l'estratto conto della suocere deceduta o invece come penso io viola la privacy e la legge? Mi stanno rendendo la vita impossibile! posso usare qualcosa contro le di lei azioni? Ora io sto accudendo mio padre e loro per contro stanno richiedendo un amministratore di sostegno perchè hanno paura che spenda tutti i sodi che erediteremo!Come posso tutelarmi da queste persone? Grazie infinite.

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    1. Possono richiedere l'estratto conto della suocera deceduta gli eredi legittimi, quindi nel vostro caso il marito tu e le nipoti.-
      La nuora può richiederlo solo se le figlie sono minorenni e quindi per loro conto.-

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    2. grazie mille!! Le figlie sono maggiorenni!quindi sta facendo un atto illecito!!!Non c'è nulla che io possa fare per quietare questa sua cattiveria? perchè ha fatto disattivare i pagamenti delle utenze dal conto senza dirmi nulla, e come dicevo sta richiedendo un amministratore di sostegno per mio padre(tramite le figlie). Ma già mio padre vive con me, e me sto prendendo cura io.Se riesce a darmi qualche suggerimento...gliene sarei grata.

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    3. L'amministratore di sostegno è una figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell'impossibilità di provvedere ai propri interessi, quindi bisogna vede se tuo padre si trova in queste condizioni.-
      Per la nomina di un amministratore di sostegno è necessario anche il tuo consenso; comunque la soluzione più logica è che il ruolo venga eventualmente assegnato a te visto che te ne stai già occupando.-
      In tal caso tutti gli altri familiari dovrebbero stare tranquilli perché l'amministratore di sostegno è obbligato per legge a fornire periodicamente al giudice il dettaglio delle entrate e delle spese sostenute per conto della persona assistita.-

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  57. Buonasera,
    il mio quesito è questo:
    mio padre è deceduto, unici eredi mia madre ed io.
    Abbiamo effettuato la dichiarazione di successione.
    Le proproprietà consistono in due immobili, uno in cui già risultava la proprietà al 50% ciascuno acquistato recentemente e l'altro che risultava al 100% di mio padre.
    Sul primo la voltura catastale riporta la proprietà suddivisa 75 mia madre e 25 io.
    Sul secondo dalla cui visura catastale precedente risultava proprietario mio padre al 100% adesso risulta mio padre proprietario di 1/2 mia madre 1/4 ed io 1/4.
    Ma se è deceduto come è possibile risulti ancora proprietario?
    Questo ultimo immobile è stato accatastato nel 1997 ed hanno sempre pagato entrambi IMU. Anche nel 730 hanno sempre considerato 50% in quanto in comunione dei beni.
    DA cosa può dipendere che mio padre risulti ancora proprietario al 50? Cosa mi consiglia?
    Grazie mille.
    Saluti

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    1. Presumo che ci stato un errore nella compilazione della dichiarazione di successione, vi consiglio quindi di provvedere per la modifica o direttamente presso l'Agenzia delle Entrate o tramite un geometra di fiducia.-

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  58. Buongiorno
    avrei bisogno di un chiarimento riguardo alla successione di un parente defunto da alcuni mesi, sposato senza figli. Lui aveva un conto corrente cointestato con il fratello. La moglie, che era in comunione dei beni con lui, avrà diritto solo ai 2/3 della metà di quanto depositato sul conto e sul conto titoli o al 25% (in quanto in comunione dei beni) + i 2/3 del restante 25%?
    La ringrazio per l'attenzione

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    1. Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
      Fanno parte del patrimonio comune:
      - i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
      - gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio

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  59. Buongiorno Avvocato vorrei chiederle un suo parere e la ringrazio anticipatamente:
    Io sono sposata in comunione dei beni con mio marito il quale si e' indebitato con finanziarie ed altro, noi abbiamo dei risparmi postali intestati a me e a lui, possono i creditori di mio marito attaccare i risparmi postali intestati a me e mio marito e se si in che percentuale possono attaccarli e come posso tutelarmi per salvare il salvabile.
    La ringrazio a presto.

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    1. Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
      Fanno parte del patrimonio comune:
      - i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
      - gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio.-

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  60. buongiorno avvocato ,
    e' possibile fare la successione di un immobile ( una parte in regola e una parte no) dopo 11 anni dalla morte dei genitori??
    si perde la proprieta'? attendo risposta grazie

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    1. In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all'eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull'asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-

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