mercoledì 17 giugno 2020

Eredità e Successioni

1) IL DIRITTO EREDITARIO:

Nel diritto ereditario i rapporti trasmissibili sono quelli che non si estinguono con la morte del soggetto. Quindi in via generale si trasmettono i diritti patrimoniali assoluti (proprietà, altri diritti reali e le relative azioni), tranne quelli personalissimi come l’usufrutto, l’uso, l’abitazione, che si estinguono con la morte del loro titolare. Contratti e obbligazioni pure si trasmettono, purché non fondati sulle qualità personali della parte; così pure i rapporti inerenti all’azienda, di cui il de cuius fosse titolare.

2) LA SUCCESSIONE:
La successione ereditaria che si apre al momento del decesso della persona nel luogo del suo ultimo domicilio, determina il trasferimento delle posizioni giuridiche, attive o passive, dal defunto al successore.-
Il diritto ereditario disciplina tre tipi di successione:
- testamentaria: il defunto ha disposto nell’atto di testamento, l’assegnazione del proprio patrimonio agli eredi ed eventualmente ai legatari;
- legittima: in mancanza di un testamento o nel caso di un testamento successivamente dichiarato invalido, interviene la legge ad individuare gli eredi nelle persone degli stretti congiunti del defunto e ad assegnare loro i beni dell’asse ereditario. La successione legittima può svolgere una funzione residuale rispetto a quella testamentaria, applicandosi per quei beni eventualmente esclusi dal testamento. In altri termini, se il testamento non disciplina l’intera successione, questa sarà in parte testamentaria e in parte legittima;
- necessaria: è prevista quando il testatore abbia disposto dei propri beni, ma senza rispettare i diritti garantiti dalla legge ai congiunti più stretti, a cui spetta sempre di diritto una quota di eredità.
La dichiarazione di successione:
In presenza o meno di volontà espresse dal testatore, entro un anno dalla morte del de cuius,  gli eredi che hanno accettato, espressamente o tacitamente, l’eredità dovranno presentare all’Agenzia delle Entrate (ufficio locale dell’ultima residenza del defunto) la dichiarazione di successione che dal 01.01.2019 deve essere trasmessa solo telematicamente (è preferibile attraverso un soggetto delegato, commercialista o CAF), per velocizzare la procedura, il pagamento delle imposte dovute e l’automatica voltura catastale per gli immobili ereditati; a tal fine l’Agenzia delle Entrate rende disponibile sul proprio sito internet un programma software gratuito per la compilazione e l’invio con le necessarie istruzioni e l’elenco dei documenti da allegare.
Contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione il soggetto deve provvedere al pagamento delle imposte ipotecarie, catastali, di bollo, delle tasse ipotecarie e dei tributi speciali in autoliquidazione, potendo ottenere dopo i controlli dell’Ufficio una ricevuta e copia semplice della dichiarazione di successione con gli estremi di registrazione, comunque inserita nel “cassetto fiscale” del contribuente.
Per quanto riguarda il contenuto della dichiarazione di successione essa deve comprendere tutti i beni e i diritti che spettavano al defunto, ossia i beni mobili, immobili, titoli al portatore, contanti, valori preziosi, rendite, pensioni, crediti, liquidazioni quote societarie, azioni, obbligazioni, quote sociali, aziende, BOT e CCT anche se esenti dall’imposta di successione. Non devono essere dichiarate in successione le indennità di fine rapporto del prestatore di lavoro e quelle spettanti agli eredi per assicurazioni previdenziali obbligatorie o sulla vita.
Chi non deve presentare la dichiarazione di successione:
Sia il coniuge e i parenti in linea retta a cui è stato devoluto un attivo ereditario non superiore a € 100.000,00, senza beni immobili o diritti reali immobiliari su fabbricati o terreni, sia  chi ha rinunciato all’eredità e al legato,  non deve presentare la dichiarazione di successione.

3) SUCCESSIONE LEGITTIMA:
Quando non c’è un testamento, l’eredità si devolve per legge al coniuge, ai figli e ai parenti fino al sesto grado; in mancanza di questi soggetti eredita lo Stato che risponderà dei debiti ereditari solo entro il limite dei crediti che rientrano nel patrimonio ereditario.
I familiari che ereditano per legge sono:
Coniuge
Figli
Fratelli (se mancano i figli)
Ascendenti (se mancano i figli)
Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:
Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% conBlice123Bliceiuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-

4) SUCCESSIONE TESTAMENTARIA:

La successione testamentaria è regolata dal testamento, ossia da un atto con il quale il soggetto dispone dei suoi averi, o parte di essi, per il tempo in cui avrà cessato di vivere.

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


5) Il Matrimonio: Comunione e Separazione dei Beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


6) ACCETTAZIONE DELL'EREDITA':

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


7) RINUNCIA ALL'EREDITA':


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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171 commenti:

  1. Buongiorno sign. Censori
    Sono un libero professionista con partita IVA. Sono in pensione, però, continuo a lavorare e pago l'INPS 50 %.ho il diritto a 600 € che il governo eroga per le piccole imprese?

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    1. Purtroppo NO!
      Sono beneficiari del bonus di 600 euro i iberi professionisti con partita IVA (iscritti alla gestione separata INPS) e co.co.co. Sono compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo. Gli stessi non devono essere titolari di pensione e infine non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.-

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  2. Buongiorno sign. Censori

    Vorrei sapere se io, libero professionista in pensione, continuo a lavorare e pago l'INPS 50 %. ho diritto a 600 € erogato come aiuto dallo stato per le piccole imprese?
    Grazie per la risposta.

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    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Sono beneficiari del bonus di 600 euro i iberi professionisti con partita IVA (iscritti alla gestione separata INPS) e co.co.co. Sono compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo. Gli stessi non devono essere titolari di pensione e infine non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.-

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  3. Buonasera Dott Censori,
    mio padre alla morte della mamma nel 2010 mi ha voluto regalare 50000euro per la assistenza che tutta la mia famiglia a fatto, senza dirlo a mio fratello che vive all'estero e non si interessa della loro assistenza nemmeno telefonicamente. Quando mio padre morirà devo dirglielo o dato che sono passati tanti anni e continuo ad assistere mio padre posso tacere.

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    1. Per poterti dare una risposta ho bisogno di sapere se tuo padre ha intestati beni immobiliari tipo case e beni mobiliari tipo depositi bancari, e cioè se alla sua morte andrà fatta la successione.-

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    2. si, un piccolo pezzo di terreno ed il conto corrente dove va la sua pensione intestato a lui ed a me.grazie

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    3. Alla morte di tuo padre in fase di successione tu non sarai obbligato a dire nulla, ma tuo fratello se a corrente della donazione e non d'accordo, potrebbe pretendere che nella suddivisione dei beni venga considerata anche la donazione.-

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    4. buongiorno. Ma fatta la successione può fare ancora rivalsa? Che sono passati 10 anni non conta? scusi l'insistenza. grazie in anticipo

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    5. I 10 anni di cui parli decorrono dalla data della morte del de cuius e non dalla data in cui è stata fatta la donazione, perché finché è in vita nessuno può contestare le sue scelte.-

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  4. Buongiorno Avvocato,
    le espongo brevemente la questione.
    - Marito e moglie sposati da 10 anni.
    - Comunione dei beni
    - Conti separati
    - Due stipendi in famiglia
    - Possessori di 2 autovetture
    - Reddito totale di entrambi circa 3200€ mensili
    - Il figlio della moglie viveva con loro

    Il marito, in accordo con la moglie, decide di fare 2 bonifici uno da 4000€ e l'altro 5000€ nel lasso temporale di una settimana, entrambi con la causale "REGALO", a beneficio del figlio della moglie, ed entrambi in partenza del conto intestato solo al marito.

    A distanza di 8 anni, i coniugi divorziano, ed il marito (all'epoca titolare del conto, ma comunque in comunione dei beni), tramite avvocato reclama la restituzione dell'intera somma, addicendo che è una donazione e che vuole revocarla immediatamente.

    Può pretendere di revocare questa somma, oltre tutto che per il 50% sono soldi anche dell'altro coniuge?

    La ringrazio sentitamente, e mi scuso per essermi dilungato, ma il racconto doveva essere più preciso possibile.

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    1. Revoca della donazione: due ipotesi:
      Le due ipotesi sono del tutto eterogenee, infatti la prima è volta a sanzionare, sia pure indirettamente, il comportamento "irriconoscente" del donatario: si parla, tecnicamente, di "ingratitudine" del donatario (cfr. art. 801 codice civile).
      La seconda ipotesi, invece, tende a tutelare anche a posteriori la piena libertà di scelta del donante, nel senso che il legislatore presume (ma non in modo assoluto, dato che in mancanza di apposita domanda giudiziale la presunzione de quo non ha luogo) che se il disponente, al tempo della donazione, avesse saputo che sarebbero sopravvenuti dei figli, non avrebbe deciso di compiere il negozio di cui trattasi (cfr. art. 803 c.c.).-
      La legittimazione ad agire per la domanda di revocazione spetta al donante e ai suoi eredi e va proposta entro un anno a decorrere dal momento in cui si è venuti a conoscenza della causa di ingratitudine ovvero entro cinque anni per la sopravvenienza di figli, a decorrere dal giorno della nascita dell'ultimo figlio nato nel matrimonio o discendente o della notizia dell'esistenza dello stesso o dell'avvenuto riconoscimento del figlio naturale, ai sensi degli artt. 803 e 804 c.c., per come modificati dal decreto legislativo n. 154 del 28.12.2013 (con decorrenza 7 febbraio 2014).-

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  5. Buongiorno Avvocato,
    il donante si appella al fatto che secondo lui la donazione è "non modica" e quindi nulla per mancanza di atto pubblico.
    Ma soprattutto, come fa a pretendere che l'intera somma è sua, quando c'era una comunione dei beni ?
    Grazie

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    1. Se il donante si appella solo al solo fatto che la donazione non è modica, non ha titolo per richiedere la restituzione della donazione, neanche della sua quota del 50%.-

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  6. Buongiorno,
    attualmente vivo in una villa al 50% di proprietà mia e 50% dei miei genitori (ormai anziani).
    Se dovessero mancare il 25% va a me e il 25% va a mio fratello (perché l'altro 50% è già mio).
    Mio fratello sta per sposarsi per la terza volta e la preoccupazione è che, se un giorno dovesse mancare, parte della villa vada in proprietà alla sua nuova moglie.
    Come ci si può tutelare? soprattutto perché nel caso in cui dopo mio fratello mancasse anche lei, la quota di eredità cadrebbe nelle mani di famiglia di lei che è straniera e sarebbe davvero un pasticcio avere nell'eredità una famiglia straniera con cui non si hanno mai avuti rapporti.
    Cosa si può fare per non far cadere a lei accidentalmente la quota di villa familiare in caso di pluri morte?

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    1. Purtroppo non puoi farci nulla, quindi se tuo fratello si risposa e dovesse morire prima di te dovrai successivamente trattare con sua moglie, come prevede la legge.-

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    2. Non è possibile fare in modo che da vivi i miei genitori donino a me (magari in accordo con mio fratello), il restante 50% della casa, così da prevenire una successione nei confronti della donna in questione?

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    3. SI!
      I tuoi genitori possono disporre liberamente dei loro beni quindi possono farti anche una donazione, ma il problema si porrà eventualmente alla loro morte nel senso che tuo fratello in quel momento potrebbe reclamare la sua parte di eredità anche se è stata fatta precedentemente una donazione a tuo favore.-
      Ovviamente se tuo fratello è d'accordo oggi e sarà ancora d'accordo un domani alla donazione non c'è e non ci sarà alcun problema.-

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  7. spett. avvocato Gianfranco Censori
    siamo due sorelle e un fratello che dobbiamo accordarci sull ereditá di una casa della quale prima é morto mio padre senza lasciare testamento dopo 3 anni é morta mia madre dicendo in un testamento oleografico che lasciava tutta la sua parte ad una figlia la domanda é questa avendo la prima sorella ricevuto gia un altra casa quando si é sposata ad un valore ben al disotto di mercato (tra l altro questo valore non é stato pagato per intero mancava solo l ultima parte) e successivamente questa sorella insieme al ex marito ha venduto questa casa riscuotendo a metá con il marito l intero importo della vendita all effettivo valore di mercato e l altra sorella invece ha usufruito di un intero piano (la casa é a due piani) per 35 anni della casa che ora é in ereditá ,in questa casa normalmente sono stati fatti un pochi lavori di manutenzione negli anni ma non molto onerosi questi valori sono sempre stati divisi a metá tra i miei genitori ( a volte in alcune spese ho aiutato anch io ) e mia sorella con suo marito io non ho mai ricevuto nessuna agevolazione o beneficio , dicevo posso ora io considerare queste donazioni o agevolazioni come appunto donazioni fatte in vita dai miei genitori e appunto conteggiarle nell'ereditá .Ringrazio per la risposta
    distinti saluti

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    Risposte
    1. SI!
      Puoi ora considerare tutte le donazioni e agevolazioni fatte in vita dai tuoi genitori e conteggiarle nell'eredità.-

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    2. buon giorno
      Innanzi tutto grazie per la risposta e la gentilezza.
      Se mi posso permettere un altra domanda ho letto che ciascun genitore ,ciascun asse ereditario, non puó agevolare solo un figlio e escludere gli altri (due)
      in questo caso la parte ereditata da mia madre 1/3 come verrebbe ridistribuita tra i figli , quella che nel testamento oleografico avrebbe dovuto avere tutta la parte di mia madre e gli altri due , come verrebbe ridistribuita questa parte chiedendo le legittime credo si definiscono cosí .
      Distinti saluti Enrico

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    3. Eredità con testamento:
      Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile.-
      In pratica la quota di legittima che spetta per legge ad ognuno dei 3 figli è il 22,2% di tutto l'asse ereditario.-

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  8. Buongiorno avvocato
    mia mamma e morta il 4 giugno 2019 adesso siamo in ballo per la successione di meta della casa che ci ha lasciato a me e mia sorella ,dentro e rimasto il compagno che diciamo la abita per la sua meta .La domanda e questa una volta fatta la successione io e mia sorella siamo proprietari per meta di quella casa? e che diritti abbiamo? nel senso lui dice che la sua meta la da a noi quando sarà ma in questo momento lui puo fare cio che vuole? persino portare un'altra compagna ?la ringrazio per l'attenzione ke auguro una buona giornata

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    Risposte
    1. In pratica con la successione tu e tua sorella diventate proprietarie per metà della casa.-
      Ovviamente il compagno di tua madre non può disporne come vuole, quindi o vi mettete d'accordo concordando magari un canone di affitto per l'utilizzo del vostro 50%, o per la vendita della casa e conseguente divisione del ricavato.-
      Il problema è che se non vi mettete d'accordo dovrete ricorrere a un tribunale per la tutela dei vostri diritti.-

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    2. grazie mille e stato molto gentile

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  9. Buonasera, le racconto la mia situazione per avere un consiglio. Sono figlia di genitori divorziati: abito con mia madre ma ho sempre avuto un bel rapporto con mio padre. Purtroppo però non ho mai avuto rapporti cordiali con sua famiglia: la sorella, il marito e il loro figlio.
    Adesso mio padre è in ospedale (due ischemie e forse un tumore), ragiona ancora ma non sappiamo ancora per quanto e volevo sapere quali sono i miei diritti come unica figlia. Mio padre ha il 50% della sua casa (l'altro 50% è della sorella e possiede anche l'usofrutto), una somma in banca e l'assicurazione. Non so se mio padre ha fatto un testamento (mi ha dato solo i fogli dell'assicurazione) ma se non ci fosse la sorella potrebbe pretendere qualcosa (a parte la casa a cui posso anche rinunciare), magari cercando di mettermi in cattiva luce con mio padre quando io non sono presente?
    Spero di essermi spiegata, la ringrazio per la disponibilità

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    1. La scrivo di nuovo per aggiornare la situazione.
      Da quando mio padre è ricoverato all'ospedale sua sorella:
      - si rifiuta di farmi una copia delle chiavi di casa di mio padre (la scusa è che "la serratura non funziona bene e visto che lei ha dei documenti importanti dentro casa pensa che io non riesco a chiudere bene la porta"), inoltre le chiavi personali di mio padre sono scomparse e secondo lei sono "state rubate da quelli dell'ambulanza"
      - ha preso il portafoglio di mio padre con tutte le carte dentro perchè "aveva paura che lo rubassero" (a me lo ha detto dopo)
      - hanno le chiavi della macchina di mio padre
      - hanno le chiavi della posta e quindi sanno quando arrivano bollette o altri documenti
      Io non ho niente di tutto questo.
      Una sera sono riuscita a farmi portare da loro a casa di mio padre per prendere il suo portatile (avevo il suo permesso verbale e poi gliene ho riparlato il giorno dopo), l'ho preso davanti a loro e poi sono andata via. La sera mi chiama e mi accusa di appropriazione indebita. Io ho risposto che quello che è di mio padre è mio (soprattutto con il suo permesso) e che quella che sta rubando è lei.
      Secondo la legge ho ragione io o loro?
      La ringrazio per la risposta

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    2. Purtroppo fino a quando tuo padre è in vita tu non hai alcun diritto e quindi non puoi fare nulla, a meno che non venga interdetto e nominato un tutore.-
      Alla sua morte, senza testamento tu erediterai l'intero patrimonio, mentre con testamento a te dovrà comunque essere riservato il 50% di tutto l'asse ereditario.-
      L'unico consiglio che posso darti, visto che i rapporti con tua zia non sono dei migliori, è quello di raccogliere in qualche modo più informazioni possibili sulle disponibilità economiche e patrimoniali di tuo padre, informazioni che ti potrebbero essere utili un domani.-
      Infatti se è vero che oggi tu non puoi fare nulla, è altrettanto vero che alla sua morte potrai far rientrare nell'asse ereditario eventuali donazioni fatte da tuo padre a sua sorella.-

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  10. Buonasera, qualche giorno fa è mancato mio padre. Era separato legalmente da mia madre ed aveva la residenza in un altro comune in una casa di proprietà sua. Era accompagnato con la sua donna che abita in una casa popolare e negli ultimi 3 mesi ha fatto richiesta per il domicilio sanitario di mio padre presso di lei. Hanno insieme un conto corrente bancario cointestato nel quale gli introiti erano solo quelli di mio padre, in più un conto corrente in un'altra banca solo a nome di mio padre. Gli oggetti di valore di mio padre (oggetti d'oro,collezioni di monete e francobolli+ altri documenti) sono tutti in casa di lei. La domanda è: cosa spetta agli eredi ( mia mamma+mia sorella maggiorenne + me) a livello di beni immobili? E per i conti correnti? E per i beni che si trovano in casa di lei, che diritto abbiamo di richiedere il tutto? Anche con l'ausilio delle forze dell'ordine? Grazie mille

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    1. Eredità senza testamento:
      Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
      Eredità con testamento:
      Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile.-
      Per quanto riguarda il conto corrente cointestato tra due persone per legge il saldo appartiene al 50% ciascuno a prescindere da chi ha versato i soldi, quindi solo il 50% farà parte dell'asse ereditario.-
      Nel caso di separazione, il coniuge in vita mantiene i diritti acquisiti con il matrimonio, tranne nel caso di separazione con addebito a suo carico. Invece se i coniugi erano divorziati, il superstite perde in ogni caso tutti i diritti ereditari.-

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  11. Buongiorno un dubbio: de cuius già vedovo ha 3 figli e lascia testamento devolvendo i suoi beni ai due figli e al nipote minorenne del terzo figlio. Il nipote risulta legatario o erede? In successione va indicato anche il terzo figlio che accetta le volontà del padre di lasciare i beni al figlio minorenne E non a lui?
    Grazie mille

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    1. Ciao Cristina!
      L’erede subentra nell'intero patrimonio o in una quota di esso (per esempio un terzo o un diciottesimo), comprendente sia rapporti attivi che passivi.
      Il legatario invece acquista diritti patrimoniali specifici (es. una somma di denaro) e non risponde dei debiti ereditari.-
      Questo significa che il nipote minorenne risulta erede.-
      In successione va indicato anche il terzo figlio che sarebbe erede legittimo ma che rinuncia in favore di suo figlio nel rispetto delle volontà di suo padre.-

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    2. Grazie per la risposta, ma é obbligatoria la rinuncia del padre? E nella successione il minore deve essere rappresentato dal padre perché minore? Grazie

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    3. Ciao Cristina!
      SI!
      E' obbligatoria la rinuncia del padre e nella successione il minore deve essere rappresentato dal padre.-

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  12. Buona sera avrei uns domanda,
    I miei genitori hanno casa in cui era divisa 50 e 50. Purtroppo 6 anni fa venne a mancare mio padre, fecemo la successione e a noi figli ( siamo 3Forelle e un fratello) ci e ticcato
    Il 5 percento dell immobile e l 80 percento a mia madre,Novembre 2019 mia madre e venuta a mancare e io e mio fratello abbiamo rifiutato l eredita di mia madre, ma a noi e rimasto solo il 5 percento di mio padre, possiamo usofriure della casa.

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    1. Potete usufruire della casa solo con il consenso degli altri eredi, ed eventualmente potreste essere chiamati a pagare una quota di affitto per la parte della casa non di vostra proprietà.-

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  13. Buongiorno Avvocato vorrei delle delucidazioni se possibile,
    Mio padre sposato in comunione dei beni con mia mamma,è deceduto lasciando molti debiti, io e mia mamma abbiamo dei buoni postali cointestati solo a me e a lei, se rinunciamo all'eredità, i creditori possono attaccarere i buoni postali intestati solo a me e mia mamma e se si in che percentuale, la ringrazio anticipatamente.

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    Risposte
    1. SI!
      Se rinunciate all'eredità i creditori possono attaccare i buoni postali per il 50%, che per legge sono la parte di tua madre, la quale essendo stata in comunione dei beni deve rispondere per i debiti di suo marito.-

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  14. Buongiorno, sto seguendo la successione di una zia e avrei bisogno di un chiarimento.
    Il marito defunto ha ereditato una casa prima del loro matrimonio, unitamente ai suoi tre fratelli.
    Non hanno avuto figli. Questa quota di casa ereditata rientrerà nella successione e mia zia potrà diventarne proprietaria per la sua quota?
    Preciso che negli anni hanno contribuito entrambi, essendo in comunione de beni, a sostenere le spese di gestione di questa casa (riparazioni, lavori di manutenzione ecc.)
    Ringrazio anticipatamente

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    1. SI!
      Anche se il marito era proprietario per una quota di una casa ricevuta in eredità, la sua quota va in successione.-
      Eredità senza testamento:
      Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli

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  15. Buonasera avvocato,vorrei porle una domanda:
    Tra due fratelli dopo la morte dei genitori hanno una casa in eredita,uno dei due vorrebbe comprarla dal fratello,quale sarebbe la cifra da versare e se deve essere come va il mercato immobiliare;
    Grazie Antonio

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    1. Ciao Antonio!
      La cifra da versare è il valore attuale di mercato, quindi i due fratelli potrebbero rivolgersi a un tecnico di fiducia per una stima obiettiva e in base a quella mettersi d'accordo per la cessione della casa.-

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  16. Buon giorno . vorrei porle un qusito.
    Io sono separata da 8 annni consesualmente,mio marito e dececuto lasciando un immobile,lui ha un giglio dal primo matrimonio.
    la domanda : io ho il diritto di abitazione sulla casa se abito in un altro paese con la residenza da quanso sono separata cioe 8 anni.
    Grazie
    Graziella

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    1. Ciao Graziella!
      Purtroppo No!
      Il diritto di abitazione è legato alla residenza, quindi se hai la residenza in un altro Paese non puoi avere il diritto di residenza sull'immobile dell'ex coniuge deceduto.-

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    2. buon giorno avvocato non c'e un modo per ottenerla?
      Grazie

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    3. Ciao Graziella!
      Non sono un avvocato e quindi posso dirti tranquillamente che non vedo il motivo per cui una persona debba richiedere il diritto di abitazione su una casa quando risiede in un'altra in un altro Paese, ma forse se trovi un avvocato "bravo" una soluzione può prospettartela comunque, ovviamente se sei disposta a pagare una generosa parcella.-

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  17. Buongiorno avvocato vorrei sapere un indomani che viene ad Amman are mio padre potrei rinunciare alla proprietà visto che sotto ci sono tanti debiti e ci stanno pensando di rinunciare anche i miei fratelli? Come devo fare e quando ci viene a costare?

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    1. Fino a quando vostro padre è in vita può disporre liberamente dei sui beni quindi non potete fare nulla, e pertanto il problema si porrà solo alla sua morte.-

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  18. Buongiorno Dott. Censori, scusi per la domanda. Mia sorella (nubile) lavorava al Ministero della Giustizia (di Napoli) come assistente giudiziario dal 01/03/1979 al 25/09/2019 giorno in cui è deceduta nel giro di tre giorni. A noi unici 3 fratelli rimasti l' ufficio preposto del Ministero della Giustizia ci ha fatto compilare a ognuno di noi fratelli tutti i documenti previsti per la liquidazione TFS (33% ognuno) compreso documento con tutti i dati previsti con codice iban. Tali documenti sono stati inviati all' INPS di Benevento. In data 21/02/2020 mi sono arrivati dal Ministero della Giustizia di Roma il MOD. PL1 compilato dal Ministero, a me per conoscenza e all' INPS di Benevento per competenza. Il giorno 29/05/2020 mi è arrivata dall' INPS di Benevento lettera dove dice che per la liquidazione del TFS gli serve copia di successione da chiedere all' Agenzia delle Entrate. Sinceramente non riesco a capire perchè chiedono copia di successione visto che il Ministero della Giustizia per ognuno di noi fratelli ci ha fatto compilare e firmare che noi siamo gli unici eredi legittimi e di cui tale documento con tutti gli altri documenti previsti per legge erano stati già inviati all' INPS. In data 01/06/2020 mi è arrivata per raccomandata lettera dall' INPS di Benevento dove chiedono copia della dichiarazione di successione rilasciata dall' Agenzia delle Entrate che comprova che noi rientriamo nell' asse ereditario di nostra sorella dell' importo netto di 78.000,00€ e ognuno di noi deve comunicare codice IBAN per accredito.
    Spero in una sua cortese risposta in merito visto che sinceramente non ci sto capendo più nulla visto inoltre che il Ministero della Giustizia ci ha fatto compilare e firmare tutti i documenti previsti per l' assegnazione del tfs di nostra sorella. Spero di non essermi dilungato troppo, ma ho voluto spiegarLe il tutto. Rimango cortesemente in attesa di una Sua risposta. Visto inoltre che sono passati più di 105 giorni previsti per legge.

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    1. Non capisco qual'è il vostro problema!
      Se l'INPS vi richiede copia della dichiarazione di successione, dovete provvedere in conformità a prescindere da quello che vi aveva a suo tempo richiesto il Ministero della Giustizia.-

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  19. Chiedo scusa Avvocato le ho rinviato il quesito per richiederle il quesito ma modificato-
    Buongiorno Avvocato vorrei delle delucidazioni se possibile,
    Mio padre sposato in comunione dei beni con mia mamma, ha molti debiti, io e mia mamma abbiamo dei buoni postali cointestati solo a me e a lei, , i creditori possono attaccarere i buoni postali intestati solo a me e mia mamma e se si in che percentuale, la ringrazio anticipatamente. La ringrazio anticipatamente.

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    1. Mi sembrava di averti già risposto!
      SI!
      Se rinuncerete all'eredità i creditori potranno attaccare i buoni postali per il 50% del valore, che per legge sono la parte di tua madre, la quale essendo stata in comunione dei beni deve rispondere per i debiti di suo marito.-
      In pratica essendo in comunione dei beni la moglie deve comunque rispondere per i debiti del marito, e i buoni postali cointestati tra due persone per legge appartengono al 50% ciascuno.-

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  20. spett. avvocato
    volevo chiedere posso considerare una donazione fatta in vita dai genitori aver dato in usufrutto la parte inferiore di una casa a due piani (della casa che ora fa parte dell ereditá ) tale piano é cadastrato come sottosuolo perché ha un altezza di 2,50 m invece dei 2,70 mt necessari , questo é l unico difetto diciamo poi é a tutti gli effetti una casa di circa 110 m2 molto bella con ampie finestre bagno e alla quale é solo stata aggiunta da mia sorella e suo marito una porta che da sul giardino una cucina e una parte divisoria con la parte superiore della casa . Questo 38 anni fa quando hanno avuto l agevolazione di poter usar indipendentemente questa parte della casa.Come dicevo posso io ora al momento dell ereditá considerare questo come una donazione fatta in vita dai genitori in quanto io nello stesso periodo avendo avuto bisogno di una casa sono dovuto uscire e prendere in affitto un altra casa.Se si como posso calcolare l usufrutto di 38 anni.grazie della risposta

    Distinti saluti Enrico

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    1. Ciao Enrico!
      Purtroppo NO!
      L'usufrutto è un diritto reale minore regolato dagli articoli 978 e seguenti del codice civile, consistente nel diritto di un soggetto (usufruttuario) di godere di un bene di proprietà di un altro soggetto (nudo proprietario) e di raccoglierne i frutti, ma con l'obbligo di rispettarne la destinazione economica. Si tratta di un diritto reale di godimento su cosa altrui dal contenuto molto vasto: le facoltà dell'usufruttuario hanno infatti un'estensione che si approssima, pur senza raggiungerla, alla facoltà di godere delle cose spettanti al proprietario, al quale residua la nuda proprietà.
      La donazione è quell'atto con cui una persona (che viene chiamata in gergo tecnico donante) arricchisce l’altra (detta donatario) a titolo gratuito, cioè senza chiedere nulla in cambio. In parole molto semplici, la donazione è quel contratto con il quale si regala un bene mobile o immobile. Per essere valida, deve essere conclusa per atto pubblico sotto il controllo di un notaio e alla presenza di due testimoni. Poiché la donazione è una decisione irrevocabile (cioè non si può cambiare idea) e il valore del bene donato è generalmente elevato e può quindi modificare il patrimonio dei due, deve essere necessariamente regolata tramite contratto.-

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  21. Buona sera,
    Le sarei grato se mi chiarisse questa situazione: in caso di comunione dei beni, su un conto corrente cointestato la metà di patrimonio del marito defunto spetta alla moglie per il 66,66% oppure per il 25% del totale (in quanto in comunione dei beni) + il 66,66% sul restante 25%? Preciso che non hanno avuto figli e il marito defunto ha tre fratelli.
    Ringrazio anticipatamente per l’attenzione

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    1. Per legge in un conto cointestato tra due persone il saldo appartiene al 50% ciascuno, quindi in caso di morte di uno dei due va in successione solo il 50% della persona deceduta.-

      Elimina
    2. Un chiarimento: ma di questo 50% che va in successione il coniuge senza figli eredita i 2/3, mentre il restante 1/3 va ai fratelli del defunto?
      Grazie per l'attenzione e la celerità nella risposta
      Buona serata

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    3. SI!
      Confermo!
      Eredità senza testamento:
      La legge prevede quanto segue:
      Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli

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  22. Buonasera Sig. Gianfranco..ho ereditato 2 immobili..uno però sta per essermi pignorato..posso vendere il secondo prima del pignoramento del primo.?

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    1. SI!
      Puoi vendere il secondo immobile prima del pignoramento del primo, ma solo se il valore dell'immobile è sufficiente per estinguere il debito.-

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    2. Quindi cosa succede? Il nuovo proprietario può vedersi portare via la casa..e a me cosa succede?

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    3. Ciao Maria!
      I debiti vanno pagati, ovviamente se ce ne sono le possibilità, quindi se hai intenzione di perpetuare una truffa nei confronti dei creditori devi sapere che ci sono conseguenze sia di carattere civile che penale.-

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    4. Gentile Gianfranco lungi da me il fatto di vendere la casa per intascare i soldi ma potrei vendere la seconda casa per estinguere il debito della prima era questo che volevo sapere ma lungi da me il fatto di intascare i soldi perché so benissimo che non concluderei niente praticamente io ho due immobili uno pagato in contanti e un altro col mutuo Questi due li ho ereditati solo che poi è venuta fuori una terza erede della quale io non sapevo niente quindi ho smesso di pagare il mutuo perché l'altra erede si rifiutava di pagare con me quindi quello che io volevo era vendere l'immobile pagato in contanti per poter estinguere quello col mutuo In modo tale da non avere problemi ma invece il problema c'è perché la nuova erede mi blocca la vendita di uno degli immobili per cui non so come fare

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    5. Ciao Maria!
      Per legge gli eredi sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione entro dodici mesi dall'apertura della successione, quindi se il secondo erede non ha provveduto nei termini di legge devi rivolgerti a un avvocato per la tutela dei tuoi diritti.-

      Elimina
  23. Se due eredi ereditano un immobile e uno dei due non fa la successione dopo sette anni, e l'immobile a causa si un mutuo che non viene pagato..la banca può ignorarlo comunque? Grazie mille

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  24. Mi scusi ho scritto male.
    Se due eredi ereditano un immobile,e uno dei due non fa la successione dopo 7 anni, e l'immobile sta per essere pignorato a causa di un mutuo che non viene pagato ...la banca può ignorarlo comunque? Grazie mille

    RispondiElimina
  25. Volevo dire può pignorarlo comunque?

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    Risposte
    1. Ciao Maria!
      Purtroppo SI!
      La banca può imporre la successione e pignorare successivamente l'immobile.-

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  26. Buongiorno, una domanda nel caso in cui c'è una casa intestata a entrambi i coniugi, uno dei due muore quindi per successione subentrano i figli, le quote sono 75% del coniuge in vita e 12.5% ciascuno x i due figli. Uno dei due figli muore subentra la figlia, quest'ultima può pretendere la liquidazione del suo 12.5% alla nonna che vive e ha l'usufrutto della casa e non può permettersi di liquidarla? Grazie

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    1. NO!
      La nipote non può obbligare la nonna a liquidarle la sua parte se non è interessata o non può, quindi o attende la sua morte o può vendere a terzi la sua quota, ovviamente se trova degli acquirenti disponibili.-

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  27. Come faccio a dimostrare che un secondo erede ha accettato l'eredità e non ha fatto la successione...in questo caso mi blocca la vendita di un immobile che sta per essermi pignorato...cosa fare? Grazie mille

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    Risposte
    1. Ciao Maria!
      Per legge gli eredi sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione entro dodici mesi dall'apertura della successione, quindi se il secondo erede non ha provveduto nei termini di legge devi rivolgerti a un avvocato per la tutela dei tuoi diritti.-

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  28. Buonasera, vorrei un'informazione, i miei nonni deceduti possedevano una proprietà lasciata ai loro 3 figli per successione di cui 1 dei figli è mio padre deceduto 6 anni fa, anche i miei zii deceduti, il secondo nell 85 e l'ultimo figlio 4 anni fa di cui quest'ultimo viveva in questa proprietà e ha volturato i terreni che appartenevano a tutti e 3 i figli senza dividerli per possesso. L'ultimo deceduto 4 anni fa non aveva figli,moglie deceduta e ha dato tutto ad una persona estranea tutta la proprietà con testamento orografo e una parte con un atto di donazione, compresa quella di mio padre e mio zio deceduto nell 85 . possiamo impugnare ma soprattutto potrei riavere la proprietà di mio padre?

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    1. Ciao Carmela!
      SI!
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all'eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull'asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-

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    2. Grazie. Ma mi scusi ma visto che mio zio non aveva figli noi nipoti abbiamo diritto a una parte della sua quota leggittima

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    3. SI!
      Avete diritto alla vostra parte della sua quota di legittima!

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  29. Buongiorno, avrei un quesito da porLe:nell'ottobre del 2018 è deceduto mio padre dopo una breve malattia. A noi figli è stata lasciato in eredità l'appartamento dove viveva con la sua compagna.Nonostante continue sollecitazioni, la signora non esce dalla nostra proprietà,adducendo come motivazione il fatto che è stata inserita, nel 2015, nello stato di famiglia di mio padre.Come dobbiamo comportarci? Da precisare che i due non hanno contratto nel comune di residenza alcuna unione civile.
    Cordiali saluti

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    1. la signora,se non è stata sposata con tuo padre,deve uscire dalla casa...lo stato di famiglia non centra niente,quello serve solo perchè lei ovviamente fa residenza in quella casa è normale che è nello stato di famiglia....cioè tuo padre poteva anche metterci un barbone inn quella casa che avrebbe fatto residenza i quella casa e ovviamnete rientrata nello stato di famiglia....quindi tu puoi cacciarla di casa,perchè con tuo padre non era sposato...al contrario se tuo padre fosse stato sposato con questa signora lei rientrava nell'eredità

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    2. Grazie,come immaginavo...

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  30. Buongiorno,vorrei un informazione mio zio possiede una casa,non ha coniugi e ne figli,ma ha un fratello(che è mio padre) e una sorella(che è mia zia)....Lui vuole lasciarlo a me e alle mie sorelle,ma non vuole lasciare niente alla sorella(cioè mia zia) perchè non vi è in buoni rapporti...ovviamente mia zia ha dei figli....avevamo pensato di comprarci la casa ma adesso non possiamo economicamente(cosi mia zia non può fare nulla),allora un altra soluzione che ci è venuta in mente è fare testamento cosi lui alla sua morte lascia a me e alle mie sorelle la casa,l'unica cosa che ha paura mio zio è che la sorella egli altri nipoti possono "impugnare"il testamento....ha dei consigli?siamo andati a due notai e uno dice che può impugnarlo e l altro invece dice che non può.... siamo confusi...attendo una vostra risposta,grazie mille

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    1. La legge prevede quanto segue:
      Con testamento:
      Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile.-
      Questo significa che tuo zio con testamento può disporre liberamente dei suoi beni, e quindi ne i fratelli ne i nipoti possono impugnarlo.-

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  31. Buongiorno mi piacerebbe avere il suo commento su un mio dubbio:
    Può mia cognata richiedere l'estratto conto ( ancora bloccato per diatribe ereditarie) della suocera deceduta (mia mamma) ?
    Gli eredi erano il marito( mio papà) - io figlia-mio fratello. Purtroppo mio fratello è venuto a mancare. Quindi secondo me i legittimi eredi ora sono: il marito (mio papà)-io la figlia- le nipoti( 2 figlie di mio fratello). La mia domanda è: La nuora(mia cognata) ha il diritto di richiedere l'estratto conto della suocere deceduta o invece come penso io viola la privacy e la legge? Mi stanno rendendo la vita impossibile! posso usare qualcosa contro le di lei azioni? Ora io sto accudendo mio padre e loro per contro stanno richiedendo un amministratore di sostegno perchè hanno paura che spenda tutti i sodi che erediteremo!Come posso tutelarmi da queste persone? Grazie infinite.

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    1. Possono richiedere l'estratto conto della suocera deceduta gli eredi legittimi, quindi nel vostro caso il marito tu e le nipoti.-
      La nuora può richiederlo solo se le figlie sono minorenni e quindi per loro conto.-

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    2. grazie mille!! Le figlie sono maggiorenni!quindi sta facendo un atto illecito!!!Non c'è nulla che io possa fare per quietare questa sua cattiveria? perchè ha fatto disattivare i pagamenti delle utenze dal conto senza dirmi nulla, e come dicevo sta richiedendo un amministratore di sostegno per mio padre(tramite le figlie). Ma già mio padre vive con me, e me sto prendendo cura io.Se riesce a darmi qualche suggerimento...gliene sarei grata.

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    3. L'amministratore di sostegno è una figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell'impossibilità di provvedere ai propri interessi, quindi bisogna vede se tuo padre si trova in queste condizioni.-
      Per la nomina di un amministratore di sostegno è necessario anche il tuo consenso; comunque la soluzione più logica è che il ruolo venga eventualmente assegnato a te visto che te ne stai già occupando.-
      In tal caso tutti gli altri familiari dovrebbero stare tranquilli perché l'amministratore di sostegno è obbligato per legge a fornire periodicamente al giudice il dettaglio delle entrate e delle spese sostenute per conto della persona assistita.-

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  32. Buonasera,
    il mio quesito è questo:
    mio padre è deceduto, unici eredi mia madre ed io.
    Abbiamo effettuato la dichiarazione di successione.
    Le proproprietà consistono in due immobili, uno in cui già risultava la proprietà al 50% ciascuno acquistato recentemente e l'altro che risultava al 100% di mio padre.
    Sul primo la voltura catastale riporta la proprietà suddivisa 75 mia madre e 25 io.
    Sul secondo dalla cui visura catastale precedente risultava proprietario mio padre al 100% adesso risulta mio padre proprietario di 1/2 mia madre 1/4 ed io 1/4.
    Ma se è deceduto come è possibile risulti ancora proprietario?
    Questo ultimo immobile è stato accatastato nel 1997 ed hanno sempre pagato entrambi IMU. Anche nel 730 hanno sempre considerato 50% in quanto in comunione dei beni.
    DA cosa può dipendere che mio padre risulti ancora proprietario al 50? Cosa mi consiglia?
    Grazie mille.
    Saluti

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    1. Presumo che ci stato un errore nella compilazione della dichiarazione di successione, vi consiglio quindi di provvedere per la modifica o direttamente presso l'Agenzia delle Entrate o tramite un geometra di fiducia.-

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  33. Buongiorno
    avrei bisogno di un chiarimento riguardo alla successione di un parente defunto da alcuni mesi, sposato senza figli. Lui aveva un conto corrente cointestato con il fratello. La moglie, che era in comunione dei beni con lui, avrà diritto solo ai 2/3 della metà di quanto depositato sul conto e sul conto titoli o al 25% (in quanto in comunione dei beni) + i 2/3 del restante 25%?
    La ringrazio per l'attenzione

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    1. Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
      Fanno parte del patrimonio comune:
      - i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
      - gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio

      Elimina
  34. Buongiorno Avvocato vorrei chiederle un suo parere e la ringrazio anticipatamente:
    Io sono sposata in comunione dei beni con mio marito il quale si e' indebitato con finanziarie ed altro, noi abbiamo dei risparmi postali intestati a me e a lui, possono i creditori di mio marito attaccare i risparmi postali intestati a me e mio marito e se si in che percentuale possono attaccarli e come posso tutelarmi per salvare il salvabile.
    La ringrazio a presto.

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    1. Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
      Fanno parte del patrimonio comune:
      - i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
      - gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio.-

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  35. buongiorno avvocato ,
    e' possibile fare la successione di un immobile ( una parte in regola e una parte no) dopo 11 anni dalla morte dei genitori??
    si perde la proprieta'? attendo risposta grazie

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    1. In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all'eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull'asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-

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  36. Buon giorno Avvocato ,
    mio padre è mancato un anno fa e non aveva nulla ne immobili ne tanto meno denaro,chiedo se devo rinunciare all'eredità tramite notaio o cancelliere ugualmente dato che un'istituto di credito mi ha contattato per un vecchio debito di mio padre? Grazie
    Paolo Massari

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    1. Ciao Paolo!
      La rinuncia va fatta solo se c'è qualcosa da ereditare, quindi se tuo padre non aveva ne immobili ne denaro non devi presentare alcuna rinuncia.-
      Per legge non sei obbligato a saldare i debiti di tuo padre e trovo scorretto che l'Istituto di Credito si rivolga a te, ovviamente se a conoscenza della situazione patrimoniale di tuo padre.-

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  37. Donatella - Como16 luglio 2020 12:22

    Buongiorno, le ripropongo il quesito chiesto in precedenza non avendo certezza che l'invio sia andato a buon fine. Se così non fosse, non lo consideri, in quanto identico.
    Avvocato Censori buongiorno,
    dopo averLa consultata per chiarimenti in merito alla dichiarazione ISEE, sono a porLe un altro quesito:
    Ho ereditato nel 2012 a seguito morte di mia madre, 1/6 di due appartamenti abitati allora e a tutt'oggi, rispettivamente da mio padre e da mio fratello con la sua famiglia.
    Ora sono a chiederLe, se volessi rinunciare a tale eredità, devo obbligatoriamente ricorrere ad un atto notarile, immagino, con costi non indifferenti, o posso redigere un altro atto, valido a tale fine? Se così fosse, devono rinunciare anche i miei figli? (ho due figli ormai maggiorenni). E sempre parlando di rinuncia a questa eredità che comprende anche una piccola percentuale per un immobile appartenuto a mia nonna, la rinuncia all'eredità è totale per tutti gli immobili?
    La ringrazio per la risposta che mi vorrà dare.
    Donatella - Como

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    1. La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all'eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all'eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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    2. Donatella - Como17 luglio 2020 12:49

      Avvocato Censori, grazie infinite.
      Ultimo chiarimento: il possesso dei beni, nel mio caso specifico è praticamente solo sulla carta, perchè in effetti io non ne ho la disponibilità, essendo tali immobili abitati sino ad oggi dai miei familiari. Per la legge è comunque possesso?
      Grazie per la sua diasponibilità.

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    3. Per possesso dei beni immobili si intende risiedervi e quindi utilizzarli, non so pertanto cosa intendi per "possesso praticamente solo sulla carta".-

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  38. Gentile Avvocato mio marito vende il 50% della sua quota di una comune casa in proprietà al nipote .
    La casa è affittata ed era il nipote a riscuotere le quote di affitto.
    Il rogito è imminente ma il nipote ancora non ha dato gli ultimi 3 mesi a mio marito
    Al momento del rogito il notaio è tenuto - come nel caso di condomini in cui bisogna portare il documento che non ci sono debiti - ad accertare che vengano restituite queste quote non date al momento del rogito?
    Grazie molte

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    1. E' un problema vostro e non del notaio, che può non essere a conoscenza della questione, problema che dovete quindi risolvere prima del rogito.-

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  39. Buongiorno Avvocato Censori.Sono figlio di genitori divorziati e vivo con mia madre a Torino mentre mio padre vive in Sicilia da oltre 20 anni.Si è sposato,ha avuto una figlia e ora un nipote.Nel 2005 con la morte di mio nonno,che non lasciò nulla di scritto,ha venduto la sua casa a mia insaputa accendendo un mutuo con sua moglie per un'altra casa intestata a tutti e due.Mia madre se avesse saputo l'avrebbe comprata.Vivo davvero male tutto questo e le chiedo se posso avanzare dei diritti ereditari o rassegnarmi nonostante tutto il rancore per questo gesto inqualificabile.Spero mi possa delucidare a riguardo.Grazie e buona giornata.

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    1. Purtroppo No:
      Ai sensi dell'articolo 480 I comma del codice civile e dell'articolo 2946 del codice civile, il termine per accettare l'eredità e quindi per rivendicare i diritti ereditari, è pari a dieci anni dalla morte del de cuius.-

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    2. Avvocato,mi scusi,ma come diretto successore non ho neanche diritto a un eventuale risarcimento?La ringrazio e perdoni la mia ignoranza in materia,

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    3. Purtroppo NO!
      Una volta che sono trascorsi 10 anni dalla morte del de cuius non si hanno più diritti da far valere perché è caduto tutto in prescrizione.-

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    4. Grazie mille per la sua professionalità e gentilezza.Buone vacanze

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  40. buon giorno dott. Gianfranco
    ho i genitori in comunione e cointestatari di tutti i beni. Hanno fatto ognuno il proprio testamento olografo identici come intenti ereditari. I beni ereditabili sono 4 immobili e soldi in banca. L'intento dichiarato nel testamento è che il primo che muore lascia ad ognuno dei 4 figli un immobile e tutto il denaro al coniuge superstite. La sommatoria del valore degli immobili è uguale all'ammontare dei soldi in banca. Inoltre, nel testamento, prevedono di lasciare una quota dichiarata al figlio che li stà seguendo da diversi anni. Come potrebbe svolgersi questa ripartizione? grazie per l'attenzione

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    1. Se i due testamenti olografi sono stati compilati in modo corretto, dagli stessi deve risultare ad ognuno dei figli l'immobile a lui o a lei destinato e la cifra destinata al figlio che li sta seguendo da detrarre ovviamente dai soldi in banca destinati al coniuge superstite.-

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  41. gabbianella20@gmail.com29 luglio 2020 15:52

    Buongiorno dott. Censori

    Avrei bisogno di un chiarimento riguardo alle spese funebri.
    Mi ha già chiarito che una moglie, senza figli, eredita dal marito i 2/3 del patrimonio e che il restante 1/3 spetta ai fratelli del marito defunto.
    Le spese funebri sono a carico della moglie per il 100% o solo per i 2/3? Chiedo questo perché i fratelli non vogliono contribuire, perché la moglie ha già pagato le spese e ha una pensione sufficiente a coprire tali spese.

    La ringrazio per l'attenzione.

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    1. Quali parenti devono pagare le spese funebri?
      Se anche il debito delle pompe funebri ricade solo sugli eredi, di solito a farvi fronte sono i cosiddetti “chiamati all'eredità”, coloro cioè che, pur non avendo ancora accettato l’eredità, potenzialmente potranno diventare eredi (per previsione di legge o del testamento). Nella pratica succede quasi sempre che un chiamato all'eredità anticipi la spesa del funerale e della sepoltura, spesa che poi provvederà a ripartire con tutti gli altri eredi. Egli ha quindi diritto ad essere rimborsato da coloro i quali accetteranno l’eredità secondo le rispettive quote. Se chi ha anticipato l’importo intende poi rifiutare l’eredità (cosa che può certamente fare) avrà diritto al rimborso del 100% della somma spesa, altrimenti solo della parte eccedente la propria quota ereditaria.-

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    2. La ringrazio per la celere risposta

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  42. salve dott.Censori

    Avrei bisogno di un suo consiglio.Mia moglie prima di tre figli,nel momento in cui è morto suo padre ha scoperto che il fratello e la sorella, avevano preso tutti i soldi del padre dalla cassaforte in più non le hanno mai detto quanti soldi c'erano,quanti ne hanno spesi,li hanno solo presi.Praticamente proprio come sei lei non foste stata figlia,per sapere qualche notizia ha dovuto fare un estratto conto.Tutto questo è legale?So che hanno fatto una pratica per l'amianto,ma lo so solo perchè all'epoca le chiesero i documenti e siccome lei ancora doveva capire con chi aveva a che fare,glieli diede pure.Successivamente le chiesero di mettere una firma che lei non ha mai voluto mettere,Perchè non le hanno fatto sapere niente a chi hanno affidato la causa e neanche nessun documento ha mai visto.Ma se lei non mette la firma per la pratica stessa,loro possono riscuotere?Considerando che la madre è ancora in vita anche se ammalata incapace di intendere e di volere.Si sospetta che hanno rinunciato alla domanda di accompagnamento per far risultare che la madre sia in grado di gestire il suo patrimonio e quindi prendersi loro in futuro far sparire tutto nelle loro tasche.Come posso fare per impedire tutto ciò?Visto che la madre dipende completamente da loro e le hanno tolto tutti i soldi di tasca e da quando è morto il marito non le hanno dato mai un euro,la stessa vive in una casa abusiva di proprietà della nuora in posto isolatissimo,non vede persone da tempo come se fosse in bunker,per di più con una badante anche lei non in regola.Possibile che una delle figlie debba essere lasciata fuori da tutto e questi devono restare impuniti?Oltretutto andando anche contro la volontà dello stesso padre,che negli ultimi suoi giorni di malattia continuava a ripeterci con un filo di voce:(mi raccomando dividete tutto per 3).Ho scoperto anche dall'estratto conto che 2 giorni prima che il padre morisse avevano spostato sul conto della sorella di mia moglie tutti i soldi,naturalmente senza dirle niente.Mia moglie vorrebbe fare qualcosa per avere giustizia perchè è stata tradita dai suoi fratelli in un modo indegno,pero purtroppo le nostre condizioni economiche sono catastrofiche,mi potrebbe dare lei un consiglio?La ringrazio sin da ora e nell'attesa di una risposta la saluto cordialmente

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    1. Se tua moglie ha "dovuto" fare un estratto conto, presumo che il conto era cointestato, o comunque anche lei aveva una delega, è quindi difficile dimostrare che sui movimenti effettuati lei non era informata e non era d'accordo.-
      Sui soldi che erano nella cassaforte e sono spariti è ancora più difficile conoscerne l'entità e quindi la parte di competenza di tua moglie.-
      Tua moglie potrebbe intentare una causa a suo fratello e a sua sorella, ma questo tipo di cause sono lunghe, costose e dall'esito alquanto incerto perché dovrebbe dimostrare che sono spariti dei soldi che suo padre aveva destinato a lei.-
      Riguardo alla situazione attuale della madre, tua moglie potrebbe denunciare suo fratello e sua sorella per maltrattamenti nei confronti della madre richiedendo la sua interdizione, ma non so se a questo punto ne vale la pena a livello economico, nel senso che verrebbe nominato un tutore che potrebbe essere anche tua moglie ma se ci sono ancora dei beni da tutelare.-

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    2. salve,per quanto riguarda l'estratto conto,mia moglie lo ha fatto in quanto erede,per sapere il padre quanto aveva perchè i fratelli non le hanno fatto vedere nessun documento,libretto di pensione e quant'altro.Siccome mia suocera percepisce circa 3.500 euro di pensione al mese e non lo sa nemmeno,non può e non sa gestire neanche un euro e ribadisco che evitano l'accompagnamento per farla risultare in grado di gestire la pensione,cosa che si vede a vista d'occhio che non è cosi.Mia moglie che può fare per farle avere l'accompagnamento e quindi una volta accertato che non è capace di intendere e di volere verrebbe nominato un tutore che potrebbe essere mia moglie o chicchessia e cosi si gestirebbe equamente fra i 3 fratelli e mia suocera potrebbe avere una regolare assistenza e nessuno potrebbe danneggiare l'altro.In merito all'amianto non sappiamo proprio come muoverci,se gentilmente potrebbe darci delle delucidazioni,sinceramente credo che anche in questo caso stiano imbrogliando,mia moglie li denuncerebbe,loro in cosa possono incorrere?.Grazie mille

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    3. Grazie per la sua risposta

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    4. Ciao Oreste!
      Contrariamente a quanto viene normalmente consigliato dalle cancellerie dei tribunali, e cioè che per ottenere tale provvedimento occorre rivolgersi ad uno studio legale (la qual cosa comporta oneri talvolta di alcune migliaia di euro) ed in netto contrasto con la via perseguita da altre organizzazioni che, oltre ad obbligare il richiedente ad associarsi, lo costringono di fatto ad utilizzare il proprio legale quando non anche il medico di loro fiducia, la via da seguire si limita semplicemente a far redigere la domanda in carta semplice alla sede della Procura della Repubblica dove risiede l’interdicendo allegando: copia del certificato di invalidità, l’estratto dell’atto di nascita, i certificati di residenza e di cittadinanza, una dichiarazione medica che attesti la totale e definitiva incapacità dell’interdicendo.
      È preferibile che la domanda venga redatta dalla persona che si propone quale tutore.
      Nella richiesta devono essere indicati i parenti (e gli affini) della persona da interdire (ad esempio genitori, fratelli e sorelle anche non conviventi, ecc.).
      È necessario indicare anche le generalità delle persone che si sono dichiarate disposte ad assumere l’incarico di tutore e quello di pro-tutore.
      La domanda e la relativa documentazione, vengono inoltrate alla segreteria della competente Procura della Repubblica che provvede ad espletare le procedure di rito e ad inviare ai parenti indicati nella domanda, la notifica di comparizione davanti al Giudice fissandone giorno ed ora (di solito dopo due-tre mesi dalla domanda).-

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  43. Buongiorno, volevo sapere se nel caso specifico dei miei genitori che sono sposati, separati e mio padre non ha mai contribuito in nessun modo, non si è mai fatto vedere e neanche economicamente ha mai partecipato.Anche in casi come questo, lui rimane erede di qualcosa di mia madre, o un giudice potrebbe decidere che non ha nessun diritto?

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    1. Separazione senza addebito ed eredità:
      Dopo la morte del coniuge separato, l’altro, se non ha subito l’addebito, gli succede come se i due fossero ancora sposati. Non c’è quindi alcuna differenza quindi, almeno ai fini successori, tra coppia separata e coppia ancora sposata. Anche in caso di rifiuto dell’eredità, spetta ugualmente il diritto a ottenere la pensione di reversibilità.
      Separazione con addebito ed eredità:
      Diverso è il caso se il coniuge superstite ha subito l’addebito perché è stato causa della fine del matrimonio. In tal caso non ha alcun diritto alla successione.-

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  44. Buonasera Dott.Censori, sono figlio unico e mia madre mori nel 2005 e mio padre nel 2011 e loro si sposarono nel 1971. Dal 1978 vivo nella casa acquistata da Loro e mio padre ereditò dal padre 2 piccole proprietà in altra regione.A tutt’oggi non ho potuto eseguire la successione per problemi economici. Vorrei sapere se devo fare la successione anche per mia madre o se basta solo quella per mio padre e se le faccio dopo i 10 anni in quali pericoli incorro???
    Non sono sposato ma mio padre ha fratelli e nipoti!
    Grazie
    Danilo

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    1. Ciao Danilo!
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all'eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull'asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-

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    2. La ringrazio per la risposta!
      Quindi se io avessi accettato tacitamente l’eredità, per esempio abitando nell’ immobile principale con residenza sempre avuta e pagando l’IMU per le altre unità è come se avessi manifestato l’accettazione(tacita) e non perderei più i miei diritti, giusto?!
      Grazie infinite
      Danilo

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  45. gentile dott.censori!deceduto mio fratello,noi le sorelle e fratelli siamo unici eredi,tre di noi viviamo all estero,uno in italia,lui a mandato a noi gia scritta procura speciale per pratice successorie-lui sarebbe unico erede,a nostra insaputa gia portato via le cose di nostro fratello,abbiamo dubbi perche fine oggi non chiarito niente,cosa dobbiamo fare?scusi per errori,sono la moglie uno di fratelli-viventi in polonia

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    1. Per rientrare nell'eredità dovete rivolgervi a un avvocato in Italia e intentare una causa a vostro fratello che ha comunicato fraudolentemente di essere l'unico erede.-

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  46. Buongiorno avvocato, le sottopongo un caso particolare. 5 fratelli di cui uno malato di Duchenne in fase avanzata, quindi senza possibilità di firmare. Durante il periodo del Covid decide di far scrivere le proprie volontà ad un'assistente che le trascrive sul computer. In definitiva, oltre a lasciare indicazioni sul proprio funerale, sulla destinazione di alcuni oggetti personali (foto, libri...) lascia tutto alla sorella che lo assiste da anni. Qualche mese dopo muore improvvisamente per un collasso cardiocircolatorio senza essere riuscito a depositare da un notaio le sue volontà. I fratelli sono comunque d'accordo nel rispettarle. Può essere riconosciuto valido questo testamento senza firma? Nel caso non fosse valido e i chiamati all'eredità decidessero per la rinuncia, come può formalizzarla uno degli eredi che, a causa di una malattia oncologica, non riesce a spostarsi da casa? Grazie

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    1. Purtroppo il testamento non è valido quindi tutti gli altri eredi devono rinunciare all'eredità.-
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all'eredità dichiara di non volerla accettare. In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all'eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.-

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  47. Avvocato buongiorno,
    siamo 10 tra fratelli e sorelle germani ed abbiamo ereditato la casa di nostra madre deceduta e vorremmo venderla. Tra tutti solo una sorella si oppone alla vendita senza una precisa motivazione. E’ possibile che la sola sua opposizione a sottoscrivere un atto di vendita blocchi la situazione? In che modo si può risolvere quest’assurda vicenda che, tra l’altro, ci vede obbligati a pagare le imposte previste?
    La ringrazio e saluto cordialmente.
    Pina

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    1. Ciao Pina!
      Purtroppo la normativa prevede che senza il consenso di tutti gli eredi non si può procedere per la vendita della casa.-
      L'unica alternativa è quella di fare causa alla sorella che si oppone alla vendita, in modo che sia il giudice a imporre con una sentenza la vendita e la conseguente divisione del ricavato.-

      Elimina
  48. Esimio Avvocato buongiorno,
    nel 2017 decedeva una nostra sorella che conviveva con un altro fratello (entrambi non sposati); quest’ultimo affermò di essere in possesso di un testamento olografo che lo destinava erede unico dei beni mobili di nostra sorella deceduta (conto corrente e titoli bancari). Tale testamento venne consegnato ad un notaio che, alla presenza del fratello suddetto e di altre due sorelle, ratificò la successione. Precisandole che in totale siamo 9 fratelli e sorelle (viventi) le chiedo se il tutto è da ritenere legalmente valido.
    Grazie mille e cordiali saluti.
    Paolo

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    1. Ciao Paolo!
      Purtroppo SI!
      Infatti la legge prevede che con testamento:
      "Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile".-
      Questo significa che non essendo previste quote di legittima tra fratelli, il de cuius poteva disporre liberamente dei suoi beni.-

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  49. Gentile Avvocato, a seguito della morte di nostro padre, io e mio fratello vorremmo rinunciare all'eredità per far sì che unica erede sia nostra madre. Se per la "prima casa" in cui viviamo e il conto corrente (entrambi cointestati tra i genitori) non abbiamo dubbi, questi sopraggiungono per il caso di una quota (1/3) relativa ad una casa che nostro padre ha ereditato insieme ai suoi due fratelli dalla loro madre (nostra nonna). La domanda è: se io e mi fratello rinunciamo all'eredità nostra madre entrerà interamente in possesso di quel 1/3? Grazie

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    1. Ciao Davide!
      SI!
      Se tu e tuo fratello rinunciate all'eredità, l'intera eredità andrà a vostra madre.-

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    2. Grazie. Quindi entra in gioco l'istituto dell'accrescimento?

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    3. Ciao Davide!
      Nelle successioni legittime la parte di colui che rinunzia si accresce a coloro che avrebbero concorso col rinunziante, salvo il diritto di rappresentazione e salvo il disposto dell’ultimo comma dell’articolo 571.”
      La norma in esame, tuttavia, non deve essere intesa in senso stretto, ma è viceversa tesa ad individuare a chi vada attribuita la quota in caso di rinuncia o impossibilità a conseguire l’eredità.
      L’articolo 522 del codice civile va dunque letto alla luce della retroattività della rinuncia all’eredità. La retroattività della rinuncia o il mancato acquisto in via definitiva da parte di un chiamato, dà luogo alla finzione di diritto che fa si che lo stesso si abbia per mai chiamato. Il cosiddetto “accrescimento” darà luogo quindi all’apertura della successione tenendo quale riferimento alla situazione di fatto e di concorso fra coeredi come se il chiamato rinunciante non fosse mai esistito, e non fosse già rinunciante o impossibilitato ad accettare l’eredità.-

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  50. Gentile Avvocato, mia zia, rimasta vedova e non avendo figli, ha deciso tramite testamento notarile di lasciare il proprio appartamento a sua nipote (figlia di sua sorella). Mi potrebbe far sapere come andrebbe calcolata la spesa per la successione e soprattutto se altri membri possono impugnare il testamento e aver diritto a qualcosa? La ringrazio infinitamente. Buona serata Riccardo

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    1. Ciao Riccardo!
      La legge prevede che con testamento:
      Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile.-
      Questo significa che non essendo previste quote di legittima, il de cuius può disporre liberamente dei suoi beni.-
      Imposta di Successione:
      Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
      - 4% se i beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
      - 6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
      - 6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
      - 8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-
      Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
      Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-

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  51. grazie mille per la risposta. Gentilissimo davvero. Buona serata

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  52. Buongiorno avvocato

    Uno zio, dopo una malattia, è morto senza lasciare testamento. Era in comunione dei beni con la moglie, non aveva figli. Aveva un conto cointestato con il fratello e nell'ambito degli investimenti aveva stipulato una polizza di 150.000 euro a favore del fratello (non risulta una polizza speculare, a suo favore, ma solo questa che vede il fratello come beneficiario). Ė corretto che il fratello abbia incassato totalmente l'importo della polizza, anche se la moglie era in comunione dei beni?
    La ringrazio anticipatamente per il chiarimento.

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    1. SI!
      E' corretto che il fratello abbia incassato totalmente l'importo della polizza, perché era comunque la volontà del de cuius, anche in mancanza di un testamento.-

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  53. Salve,
    Mio nonno non ha lasciato alcun testamento,quindi le sue proprietà saranno divise tra i figli, poiché vedovo.
    Ma cosa succede se mio padre rinuncia? La sua parte va ai suoi fratelli,o subentriamo noi figli? Grazie

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    1. Se tuo padre rinuncia all'eredità, la sua parte va ai suoi fratelli.-

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    2. Ciao Gianfranco, scusa se mi inserisco, ma se il padre rinuncia all'eredità non dovrebbero subentrare i figli(sempre se non rinunciano anche loro)per effetto del principio di rappresentanza? Quindi se Jessi non rinuncia dovrebbe subentrare al padre

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    3. Ciao Francesco!
      Il tuo discorso sarebbe valido in assenza di altri fratelli o se anche gli altri fratelli rinunciassero all'eredità.-

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  54. Buongiorno
    Io ho rinunciato all' eredità per me e mio figlio.Mio figlio ha comunque diritto ad una parte di eredità nella vendita della casa dei nonni paterni?

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    1. NO!
      Se tuo figlio tramite te ha rinunciato all'eredità non ha alcun diritto sulla vendita della casa dei nonni.-

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  55. Buongiorno, ho rinunciato a una eredità di uno zio. Avendo due figli minori, quando mi sono recato in tribunale per la rinuncia, il cancelliere mi ha detto che per quanto riguarda i figli avevo due possibilità o far rinunciare subito anche loro chiedendo l'autorizzazione al Giudice Tutelare oppure attendere il diciottessimo anno di età e fargli fare la rinuncia. Le mie domande sono : quale mi conviene fare per evitare di avere delle spese? In entrambi i casi dovrò pagare l'imposta di successione oppure no? Se dovessi scegliere di attendere i 18 anni nel frattempo potrei ricevere delle cartelle da parte dell'Agenzia delle Entrate riguardanti Imu ecc. Grazie.

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    1. Ti conviene far rinunciare subito anche ai tuoi figli, così evitate la tassa di successione e non andrete incontro ad altre spese in futuro.-

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  56. Salve Dott. Censori ho domanda dalla parte del mio marito. Padre del mio marito morto 10 anni fa, ma non lascito nessun testamento. Ma la loro mamma e viva.hanno una casa della loro proprietà, mia suocera ha 8 figli di quale uno non sposato, io e mio marito con due figli minorenni viviamo con lei,nostro figlio ha lo stesso nome e cognome di mio suocero deceduto. Mia suocera vole vendere la casa, che poi mettere il soldi nel controcorrente nella banca a quale innestato se a lei se al suo figlio non sposato. Ma non vuole donare nulla al figli dicendo che uno degl figli non sposato deve ereditare tutto lui .Grazie. Cordiali saluti.

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    1. La casa intestata sempre al mio suocero. Grazie.

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    2. Tua suocera in vita può disporre liberamente dei suoi beni, quindi può anche vendere la sua casa, e nessuno può fare qualcosa per impedirlo.-
      Invece alla sua morte tutti gli eredi potranno richiedere la loro quota di legittima rivalendosi eventualmente su chi in passato ha ricevuto una donazione.-

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  57. Buongiorno avvocato

    ho fatto rinuncia all'eredita di mia madre 12 anni fa, per me e i miei figli minori, 15 gg prima della morte di mia madre e morta pure mia nonna, e l'anno scorso mio nonno. mia madre eredita parte della casa dei miei nonni. io posso rientrare in questa eredita anche se avevo fatto la rinuncia all'eredita di mia madre?

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    1. Purtroppo NO!
      Avendo già rinunciato all'eredità di tua madre ora sei fuori dall'asse ereditario.-

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  58. Gentile Avvocato
    io e mio marito siamo in separazione di beni, mio marito è invalido 100% e lo accudisco solo io da anni (...senza i suoi figli!!... ) ha 2 figli da precedente matrimonio
    Mio marito ha una casa di sua proprietà che vuole vendere ancora in vita e vuole tenere per sé il 50% del ricavato (sarebbe la mia quota + la sua ? ) e il residuo 50% darlo ai figli .
    Non so se il ragionamento è corretto!!
    Grazie se mi risponde

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    1. Ciao Chiara!
      Eredità senza testamento:
      Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
      Eredità con testamento:
      Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
      Mi pare quindi che il suo ragionamento sia corretto!

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  59. Grazie moltissime !!!!

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  60. Ciao Gianfranco, stiamo facendo la successione di mia madre. In eredità ci sono due appartamenti. In uno ha la residenza mio nipote e abita con mia madre e nell'altro ha la residenza mio fratello. Si può fare la successione con tutte e due le abitazioni in forma agevolata, oppure col nipote non si può. Devo dirte che la mamma del nipote(mia sorella) abita in una sua casa diversa e il figlio invece resterà nella casa di mia madre. Per questo ti chiedo se si può fare la successione agevolata con entrambe le case, oppure devono abitarci in entrambi i fgli.
    Grazie e buona giornata

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    1. Ciao Franco!
      Potete fare come volete, ma devono essere d'accordo tutti gli eredi, perché il nipote non ha diritto ad alcuna agevolazione.-

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    2. Grazie per la risposta, quindi se ho capito bene, per avere la successione agevolata nelle due abitazioni devono prendere residenza solo i figli, ad esempio al posto di mio nipote potrei andarci a vivere io e avere l'agevolazione, giusto?

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