sabato 15 settembre 2012

Eredità e Successioni

Senza Testamento

I familiari che ereditano per legge sono:
Coniuge
Figli
Fratelli (se mancano i figli)
Ascendenti (se mancano i figli)
Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:
Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-

Con Testamento

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
Coniuge
Figli
Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.
Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:
Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:
Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino

Il matrimonio: comunione e separazione dei beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime
patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni
Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni 
Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito “www.cgil.it
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120 commenti:

  1. Buongiorno, mia madre possiede una casa dove ha abitato per anni insieme a mio fratello senza però fare con lui nessun tipo di contratto. Alla sua morte sarà possibile suddividere in quanto erede tale immobile o vie sto che é occupato diventerà una mission impossible!?!

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  2. Mi scusi un altra domanda. Mia madre ha fatto a me è a mia sorella disgiuntamente una procura generale. Potrebbe mia sorella con questa procura nominare una terza persona delegandola a rappresentarla!?! Che poteri avrebbe sui beni della mamma!?! Grazie mille ancora.

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    1. Ciao Luca!
      - Si alla alla morte di Tua madre come eredi potrete suddividere la casa anche se sarà abitata da Tuo fratello.-
      - La procura generale riguarda tutti gli affari del rappresentato limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione, quindi Tua sorella non ha poteri per nominare una terza persona a rappresentarla.-

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  3. Gentile Avvocato
    Volevo chiedere,dato che a giorni sarò chiamato da un Notaio insieme ad altri tre fratelli per accettare quanto losciato da mio padre con testamento,alcuni chiarimenti:
    -se accetto ed entro in possesso di quanto lasciatomi,potrò successivamente se previa perizia dell'asse erediterio e verificata la lesione della mia quota di leggittima ,rivolgermi a un Giudice e chiedere la riduzione delle altre quote:
    -oppure il fatto di accettare preclude in se,successivamente di potermi rivolgere ad un giudice ed esercitare l'azione di riduzione?
    Dico questo perchè vorrei in questa fase accettare comunque,anche se ho il sospetto che realmente mi sia stata lesa la quota di leggittima,e valutare successivamente se intrapprendere una qualche azione di riduzione nei confronti degli altri eredi.
    Un cordiale saluto

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    1. Ciao Giuseppe!
      Purtroppo NO!
      Se accetti ed entri in possesso di quanto ti viene lasciato, automaticamente accetti la divisione ereditaria, e non potrai successivamente fare alcun ricorso, quindi se hai dei dubbi devi chiarirli prima con il notaio.-

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  4. Gentile Avvocato
    è deceduto l'anno scorso un fratello di mia madre vedovo,senza figli e senza testamento.
    Gli eredi sarebbero sei fratelli residui 93,80 e 80 anni gli altri tre sono morti da tempo e restano i loro eredi figli e nipoti di cui uno minore
    Il defunto lascia un conto corrente,titoli vari,e un appartamento.
    Una sorella di 80 anni si è messa di traverso in maniera incomprensibile.
    Nessuno quindi può prendere soldi e vendere l'appartamento - ci sono due fratelli hadicappati 100% ed un nipote minore.
    La sorella opponente dice che non vuole che si vendano titoli perché poi nessuno pagherà i costi dell'appartamento prima della vendita(condominio,utenze etc.) .
    E' un atteggiamento stranissimo ,si permette di fare un processo alle intenzioni ai fratelli !! se lo zio defunto non ha fatto testamento significa che intendeva lasciare eredità ai suoi congiunti tutti.
    Può un erede impedire - perdipiù a due fratelli handicappati ed a un pronipote minore - a TUTTI di esercitare il diritto di acquisizione di eredità?
    Gli eredi che strumenti di difesa hanno contro questa follia?
    Si pensi che decorrono - da un anno ormai ! - i costi del condominio,tasse e utenze varie dell'appartamento, i costi del conto corrente bancario e deposito titoli etc.
    Come possiamo far pagare tutte queste spese che lievitano da tutti non volute ,alla sorella opponente?
    Come usciamo da questa situazione,onerosissima per di più ?

    Grazie infinite della Sua pazienza ma siamo proprio disperati.

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    1. Ciao Alcide!
      Purtroppo se non vi mettete tutti d'accordo sulla vendita dell'appartamento e quindi sulla divisione del ricavato a norma di legge, dovete ricorrere a un giudice che con una sentenza imponga la vendita dell'immobile e la conseguente divisione del ricavato e dei titoli tra gli eredi.-

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    2. Grazie Dottore.
      Un ultimo problema allora.
      La casa dello zio ha ancora tutte le utenze ed il condominio che in un anno dalla morte è costato euro 1700 ...riscaldamento compreso credo !
      un erede solo - senza il consenso unanime quindi - può chiedere con lettera RR o telefonata alle Società la chiusura delle utenze e con RR all'Amministratore la chiusura dei termosifoni ?

      Grazie infinite

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    3. Ciao Alcide!
      SI!
      Un erede può richiedere con raccomandate A/R la chiusura di tutte le utenze.-

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  5. gentile avvocato volevo sapere a chi spetta pagare le spese del funerale di mio padre, avendo io, un fratello e mia madre separata legalmente, la quale percepisce la pensione di reversibilita ma nessuno dei due vuole contribuire alle spese. vorrei ricordarle che non vi è stata nessuna eredita. la ringrazio per l eventuale risposta.

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    1. Ciao Mirco!
      Se Tuo padre avesse lasciato dei beni, l'eredità sarebbe stata divisa in tre parti uguali tra la moglie e i due figli, e di conseguenza per legge siete tenuti a sostenere le spese del suo funerale in 3 parti uguali, quindi con lo stesso criterio, cioè in base al grado di parentela.-

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  6. sono una figlia adottiva ora vengo a sapere che a suo tempo solo mio padre mi ha adottato perche mamma non aveva l'eta prevista ora sono deceduti prima papa poi mammma che lascia una casa che aveva appena acquistato chi eradita? sono o no l'erede

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    1. Purtroppo NO!
      Se Tua madre non Ti ha mai adottato, Tu non hai alcun titolo titolo sulla casa che la Tua "mamma" aveva acquistato dopo la morte di tuo padre.-

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  7. gentilissimo avvocato scrivo dagli U.S e vorrei cortesemente f porle una domanda' circa 10 anni fa mio marito insieme con i suoi fratelli ha firmato una procura generale alla sorella in Italia dopo la morte del padre che e' deceduto senza lasciare testamento. Lei molto abusivamente si e' impossessata di tutti i beni immobili e mobili del padre perche' accudisce la mamma invalida incapace di indtendere e volere la mia domanda e': puo' mio marito opporsi a a questo sopruso e ricevere la sua parte d'eredita' e pu' essere la procura firmata essere annullata?

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    1. SI!
      Tuo marito può opporsi alla divisione dei beni effettuata alla morte del padre, e pretendere la sua quota di eredità, ma deve intentare una causa a sua sorella, perché solo un giudice può imporre la divisone dei beni a norma di legge.-

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  8. Gentile avvocato,
    vorrei sapere se la spesa sostenuta per il funerale dagli eredi puo' essere indicata
    nelle passivita' della dichiarazione di successione ed essere quindi defalcata dall'asse ereditario.
    La ringrazio anticipatamente.
    Anna

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    1. Ciao Anna!
      SI!
      Le spese relative al funerale del “de cuius” sono giuridicamente qualificabili come debiti dell'asse ereditario, ai sensi dell'articolo 752 del codice civile.-

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  9. Buongiorno avvocato,
    sono sempre Anna e vorrei capire bene: le spese funebri sono passività del de cuius e pertanto sono detraibili dall'asse ereditario. Ma questo vale per chi è tenuto al pagamento dell'IMPOSTA DI SUCCESSIONE o vale anche per chi è tenuto al solo pagamento in autoliquidazione (quindi imposta ipotecaria/catastale, tassa ipotecaria, imp.di bollo e tributi speciali).
    La ringrazio ancora.
    Anna

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    1. Ciao Anna!
      Le spese funebri solo detraibili dall'asse ereditario solo da chi è tenuto al pagamento dell'imposta di successione.-

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  10. buongiorno avocato 24febbraio 2014 09.46 sono paola vorei capire bene mio padre e mancato a giugno 2013 non avendo fatto testamento noi siamo in 8 fratelli 5 di loro non vogliono fare la sucessione perche volevano dividere a modo loro e noi 3 ci siamo oposti noi la vogliamo pagare e sono pasati 20 mesi come posiamo fare e se non pagassimo ci sono 21 campi e una casa e 1 stalla e anessi rustici alla fine dei10 anni cosa sucederebbe mi scuso del mio scritto la ringrazio tantissimo e buona giornata

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    1. Ciao Paola!
      Alla fine dei 10 anni se non sarà stata la successione tutti i beni di Tuo padre passeranno allo stato, Vi consiglio quindi o di cercare di mettervi d'accordo magari mettendo in vendita tutte le proprietà per dividervi il ricavato, o di ricorrere a un avvocato che intenti un a causa in modo che sia un giudice a imporre la vendita.-

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  11. Gentile Avvocato
    Pongo una domanda un po' complicata, difficile da spiegare. Siamo sposati dal 1988, mia suocera ci ha lasciato uno dei due appartamenti che avevano in affitto dicendo che sarebbe diventato nostro. Mio marito non ha mai voluto comprare una casa insieme a me dicendo che tanto avevamo questa di mia suocera. Nel 2002 muore mia suocera e l'appartamento in cui viviamo rimane ancora in usufrutto e mio marito è solo proprietario di 1/3 dell'immobile con i due appartamenti. In quel momento vedendo la situazione gli ho di nuovo proposto di farci un mutuo per comprare una casa nostra visto che l'appartamento di sopra mia cognata unica sorella di mio marito lo aveva affittato per 400 euro al mese. Mio marito mi ha ripetuto che non voleva un mutuo visto che l'appartamento in cui abitavamo era nostro o sarebbe stato nostro. Mio suocero è morto nel 2012 e a distanza di due anni a Maggio vengo ancora a sapere che l'appartamento sotto e quella di sopra sono ancora al 50% di mia cognata. Al momento della perizia del geometra che valutava tutti i beni dei miei suoceri ( dove io non ho mai voluto sapere niente) avevo voglia di rifiutarmi di far entrare questo appartamento nel patrimonio legittimo visto che ci avevano sempre detto che sarebbe stato nostro e mia cognata a preso soldi con quello di sopra per quasi 8 anni. Vorrei sapere se potrei appellarmi a qualche diritto visto che io sarei senza casa perchè mio marito mi ha impedito di comprarmi una. Siamo in separazione di beni dal 2007. O dice che mi sarei dovuta svegliare prima e non credere a false promesse e avrei dovuto farmi un mutuo e prendermi una casa solo mia?

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    1. Purtroppo non hai alcun diritto da far rispettare, e con il senno del poi posso solo dirti che non avresti dovuto credere a false promesse.-

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  12. Buongiorno e complimenti per la sua professionalità.

    Sono proprietario di un garages di circa 200 mt unitamente a 5 miei cognati, l'immobile non risulta catastalmente frazionato e per lo stesso gli importi di luce gass ecc. vengono corrisposti da uno dei miei cognat.
    La mia domanda è la seguente, in una parte dell'immobile vi è uno studio delle dimenzioni di 18 mt che ho in uso esclusivo da circa 25 anni. Posso chiedere l'usucapione?

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    1. Che cos’è l’usucapione
      l’usucapione è l’istituto con cui si diventa proprietari di un bene immobile o mobile, se sussistono determinati presupposti
      Possesso e non detenzione
      C’è una differenza tra detenzione e possesso. L’usucapione avviene solo se si possiede il bene e non se si detiene.
      Si intende possesso quando Tizio tratta l’immobile o terreno come se fosse suo ma non ha nessun titolo. Apporta modifiche e migliorie, lo recinta e lo fa in modo indisturbato e continuativo.
      Per detenzione si intende quando Tizio gestisce una proprietà di Caio, con la consapevolezza che Caio potrà richiederla in qualsiasi momento o se regolata da un contratto di fitto, secondo i termini del contratto.
      Periodo determinato e Ininterrotto
      Il periodo stabilito dalla legge per usucapire un bene immobile è di venti anni.
      Il signor Tizio deve aver posseduto il bene per almeno 20 anni, senza mai essere stato interrotto dal suo possesso dal legittimo proprietario (colui che detiene il titolo).
      Non in clandestinità e non appropriandosene con violenza
      Per dare inizio all’usucapione, il possessore deve utilizzare il bene pubblicamente godendo del bene alla luce del sole. Inoltre l’immobile non deve essere stato preso con atto di forza, ad esempio cambiando la serratura o recintando il terreno impropriamente. Se si sono verificate le condizioni di violenza o clandestinità, l’usucapione ha inizio solo dal decorrere dalla data in cui finisce clandestinità o violenza.-

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  13. Buonasera sono Marco dell'usucapione, ti ringrazio dell'ampia spiegazione, capisco che è una mareria molto complessa, comunque da quanto esposto, considerato che non ho usato violenza e non ho ottenuto il bene in clandestinità posso avanzare la richiesta?. Premetto che le chiavi della porta oltre che in mio possesso una copia l'ho data a un mio cognato vicino di casa che non è mai entrato nello studio, non ho riportato alcuna miglioria. Grazie per la pazienza, grazie tante

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    1. Ciao Marco!
      SI!
      Se le cose stanno come sostieni Tu, puoi avanzare la richiesta di usucapione.-

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  14. Buongiorno avvocato, l'avevo interpellata tempo fa a proposito di una eredità con testamento, le chiedo una ulteriore cosa, al momento dell'accettazione ci siamo accorti che il marito nel nominare erede universale la moglie ha scritto erroneamente il secondo nome della stessa, Lina anziché Dina, puo' essere motivo di impugnazione da parte della parte estromessa? Grazie di nuovo per la disponibilità.

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    1. Ciao Dina!
      Se dal testamento risulta comunque a volontà del testatore, ed eventualmente il secondo nome è dimostrabile, il testamento non è impugnabile.-

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    2. Grazie avvocato, sempre in merito a questa successione sono sorte una serie di complicazioni, una tra le tante è dovuta al fatto che i cugini di mia mamma anche loro eredi sono entrati in possesso della chiave dell'appartamento in cui vivevano gli zii morti e sono entrati a insaputa di mia mamma ovviamente e sappiamo che qualcosa hanno portato via. Ora mia mamma, avendo visto l'immobile tanti anni fa vorrebbe entrare per poterlo vedere prima di metterlo in vendita ma i parenti non vogliono e al momento non è ancora riuscita. Essendo lei proprietaria al pari degli altri è possibile che non possa andarlo a vedere? Che non possa avere copia delle chiavi? Ci sono i presupposti per una azione legale? L'appartamento è libero non sono stati messi sigilli quindi sulla base di cosa non puo' avere accesso? Grazie in anticipo della cortesia.



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    3. Ciao Dina!
      SI!
      Nel tuo caso ci sono i presupposti per un'azione legale, Vi consiglio quindi di rivolgerti a un avvocato per la tutela dei Vostri diritti.-

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  15. Buongiorno avvocato,
    la ringrazio per il chiarimento al quesito del 24 febbraio circa la detraibilità delle spese funebri del defunto. Ho da porle un' altra domanda: il saldo contabile del de cuius porta un credito, diciamo, di 5.000 euro, il punto è che 4 gg prima del decesso è stato emesso un assegno su quel c/c pari a 1.000 euro che però è stato addebitato in banca dopo la data del decesso. Ora mi chiedo se nella dichiarazione di successione va indicato 5.000 o 4.000? La banca ha rilasciato solo una stampa dei movimenti e non una certificazione di consistenza patrimoniale, perché gli eredi hanno fretta di chiudere il tutto e non possono aspettare i tempi necessari alla filiale per espletare la pratica di richiesta alla sede centrale.
    Grazie infinite.
    Anna

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  16. Buongiorno avvocato,
    sono sempre Anna e le riscrivo perché ho dimenticato di chiederle anche se,
    in mancanza di testamento, i mobili, suppellettili e quant'altro esistente in una casa al momento del decesso rimangono alla persona che conserva il diritto di abitazione o se gli altri eventuali eredi possono pretenderne la divisione per quote legittime.
    La ringrazio nuovamente per la sua infinita chiarezza e disponibilità.
    Anna

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    1. Ciao Anna!
      Nel tuo caso, nella dichiarazione di successione va indicato 4.000 euro, perché anche se l'assegno di 1.000 euro è stata addebitato successivamente al decesso, è stato emesso prima del decesso.-
      I mobili, suppellettili e quant'altro esistente in casa al momento del decesso rimangono alla persona che conserva il diritto di abitazione.-

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  17. buongiorno,
    a settembre 2013 è deceduto mio padre, non ha lasciato testamento ma verbalmente ha lasciato la sua auto a me , in accordo con mia mamma e le mie due sorelle . Come posso fare il passaggio da loro a me risparmiando qualcosa? Mi parlano di un'autentica di firma in Comune avvalendomi dell'art 2688 c.c. come funziona? E poi devo rivolgermi comunque al PRA con quali documenti e posso andare solo io? Ultima cosa...cosa mi costerà il tutto? Grazie e saluti.

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    1. DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE ALL'ACI PER IL PASSAGGIO DI PROPRIETA’ DI AUTO TRA PRIVATI
      1)Certificato di proprietà originale del veicolo
      2)N.1 marca da bollo da € 16.00
      3)N.2 fotocopie del documento di identità/riconoscimento non scaduto dell’acquirente + codice fiscale (complete, avanti e dietro) + originali
      4)N.2 fotocopie del documento di identità/riconoscimento non scaduto del venditore + codice fiscale (complete, avanti e dietro) + originali
      5)N.2 fotocopie della carta di circolazione (complete, avanti e dietro) + originale
      6)N.2 dichiarazione sostitutiva con la quale l’acquirente dichiarerà la residenza, se diversa da quella indicata nel documento di identità/riconoscimento:
      DS residenza.-

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  18. Buonasera! Volevo chiedere un'opinione riguardo una delega autorizzata da una persona a me cara ma che, sfortunatamente è deceduta. Essa mi ha fatto delegata (non sono parente di sangue ma è come se lo fossi stata in tutti questi anni!) per quanto riguarda prelievi e assegni bancari; ho sempre svolto il mio ruolo nella massima fiducia e cioè quando aveva bisogno io ero pronta ad andare a prendere ciò che richiedeva (non c'era un massimo di prelievo nel contratto). Ora che la persona è deceduta, era compito mio, di delegata, dichiarare il decesso alla banca o aspettava agli eredi? (non essendoci un testamento si dovrebbe riunire il parentado del quale io non ne faccio parte).. Io con ciò che è rimasto sul conto corrente non c'entro nulla giusto? Perchè appena deceduta mi è venuto automatico pensare che la delega fosse scaduta e infatti non ho avuto più a che fare con la banca. Il conto è stato congelato quando dei parenti hanno agito per la riscossione di denaro (non c'è alcun testamento!) e sono stati bloccati dal fatto che ci fosse una delegata. (e non avevano neanche dichiarato il decesso essendo passati 10 mesi!); la banca mi ha chiamato e io bhe ho dovuto dire che la signora era deceduta perchè è la verità e non avrei potuto mentire visto il rapporto reciproco di fiducia tra me e la signora anche se defunta; compito della banca è quello di riunire l'asse ereditario (la defunta non era sposata ne aveva figli ma aveva fratelli con figli ecc) ma.. volendo chiudere questo capitolo, per me chiuso dal momento del decesso, io ho qualche ruolo in particolare? Col conto congelato la mia carica di delegata è caduta? Aspetto risposte perchè non ho a chi rivolgermi..grazie

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    1. Una delega è valida solo fino a quando la persona delegante non la revoca o è comunque ancora in vita, quindi alla data del suo decesso decade automaticamente.-
      Nel tuo caso quindi a suo tempo avresti dovuto comunicare alla banca il decesso della persona e restituire la delega scaduta.-
      Per evitare ogni possibile equivoco ti consiglio quindi di restituire la delega alla banca, confermando per iscritto che successivamente al decesso della persona delegante non hai più compiuto alcuna operazione bancaria.-

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  19. Gentile avvocato
    Vorrei esporre la mia situazione:
    -Siamo quattro fratelli ,avevamo ereditato otto anni fa la quota di mia madre deceduta;
    -Di recende è deceduto nostro padre,che ha lasciato testamento pubblico con assegnazione di quote del suo patrimonio;
    -Il notaio ci ha fatto avere copia del testamento pubblicato.
    Chiedo:
    E vero che bisogna per prima cosa presentare dichiarazione di successione all'agenzia delle entrate,come riferito dalla segretaria del notaio interpellata;
    Oppure questa incombenza necessariamente va fatta dopo l'atto pubblico che si dovrà comunque fare,trattandosi di beni che erano sia pure per quote già in comunione ereditaria con riferimento a ciò che faceva capo a nostra madre?
    A me sembra molto strano che con il semplice testamento si possa procedere a presentare la dichiarazione di successione presso l'ufficio agenzia delle entrate e procedere alla trascrizione e variazioni catastali.
    Chiedo inoltre,c'è un obbligo da parte del notaio a convocare gli eredi e per l'accettazione e per la divisione civilistica tramite atto pubblico?
    Grazie,Rosalba

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    1. Ciao Rosalba!
      Per la serie a ognuno il suo mestiere, sollevare una polemica inutile con il notaio non ti porta da nessuna parte, Ti consiglio quindi di attenerti scrupolosamente alle sue indicazioni, perché sta solo applicando quello che prevede la legge in materia di successione.-

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    2. Gentile Avvocato
      Ringrazio comunque della risposta,anche se la trovo evasiva.
      Ho certamente sopravalutato le sue conoscenze in materia giuridica.
      Comunque grazie lo stesso.
      Rosalba

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    3. Ciao Rosalba!
      Concordo con il Tuo giudizio!
      Infatti io non sono ne avvocato ne notaio e sono quindi in grado di dare solo informazioni generiche, mentre per consulenze specifiche Tu devi necessariamente ricorrere a un altro notaio o a un legale competente in materia.-

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  20. Gentile avvocato, mi rivolgo a Lei per sapere se una amica "sfrattata"di mia madre che è venuta ad abitare nella casa di mia madre e ne è residente vanta qualche diritto di permanenza nell'abitazione in caso di morte della appunto intestataria .
    La ringrazio e confido Suo cenno.

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    1. Nel caso in cui muoia il comodatario, il comodante ha la libertà di sentirsi svincolato da ogni obbligo e di recedere dal contratto anche prima della scadenza dei termini (qualora stipulati) o a maggior ragione si estingue naturalmente in assenza di una data per la riconsegna.
      Gli eredi del comodatario hanno l’obbligo dell’immediata restituzione del bene, ma se così non avviene, il rapporto di comodato prosegue nei termini e con le caratteristiche iniziali. Pertanto la morte del comodatario non determina automaticamente l’estinzione del rapporto, ma quest’ultima si perfezione solo Quando il comodante chiede agli eredi la restituzione dell’immobile in oggetto.
      In caso di decesso del comodante i suoi eredi sono tenuti al rispetto dei termini di durata del godimento dell’immobile da parte del comodatario se in presenza, appunto, di un’esplicita data.
      La morte del comodante genera l’estinzione dei comodati precari (quelli privi di data), ma non quelli a termine poiché obbliga gli eredi del comodante a consentire al comodatario di continuare a godere del bene fino al tempo stabilito, fermo restando il diritto degli eredi – così come spettante al comodante – di recedere come previsto dalla legge.-

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  21. Sig.Gianfranco, sono Maria.
    Ho ereditato da una zia una quota consistente in fabbricati e terreni in misura pari a 15/45, valore di mercato stimato € 15.000, per tutti gli eredi € 45.000.
    Quali sono le tasse che si devono pagare per la divisione ereditaria?
    Vengono considerate le rendite catastali o il valore di mercato per il calcolo della tassa?
    Ringrazio.

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    1. Ciao Maria!
      I calcoli da effettuare sono:
      Rendita catastale moltiplicata per 115,5 se la acquisti o ti viene donata con agevolazione "prima casa" e su quella cifra paghi il 3% più 164 o 167 euro di tasse catastali, altrettante di ipotecarie, inoltre c'è l'onorario del notaio che si aggira sullo 0,8% della cifra da stipulare.-

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  22. Gentile avocato mi rivolgo a lei per una questione che mi preocupa molto.sono sposata con un uomo divorziato e con due figli vorrei aquistare una casa solo sul nome mio ,(noi non abiamo figli)quindi se mio marito venise a mancare spero piu tardi possibile i suoi figli possono togliermi la casa ?Grazie.chiedo scusa per la scrittura.

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    1. Se vi sposate in regime di separazione dei beni e intesti la casa solo a te, se tuo marito venisse a mancare i suoi figli non avrebbero alcun titolo sulla casa.-
      Se invece vi sposate in comunione dei beni, la metà della casa sarebbe comunque di tuo marito anche se intestata solo a te e quindi se venisse a mancare, la sua quota andrebbe in successione divisa in tre parti uguali tra te e i suoi figli.-

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    2. La ringrazio per la gentilezza e per la prontezza con la quale mi ha risposto.cordiali saluti.

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    3. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  23. Sig. Gianfranco.
    Sono comproprietario di una piccola quota (circa il 7%) ereditata da uno zio a seguito di successione. In caso di vendita a uno dei comproprietari quali sono le spese a mio e a suo carico? E se nessuno dei 9 comproprietari fosse interessato ad acquistare, trattandosi di valore anche nel complesso di modesta entità, quale potrebbe essere un'eventuale soluzione dovendo procedere a divisione ereditaria? C'è una franchigia o un'aliquota di favore trattandosi di divisione ereditaria il cui valore di mercato complessivo stimato è inferiore a 50.000 €?
    Grazie, Ugo.

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    1. Ciao Ugo!
      In questi casi sarebbe meglio nominare un perito o comunque un tecnico che goda della fiducia di tutti gli eredi per far stimare il valore del bene, e se nessuno dei comproprietari è interessato all'acquisto il bene va messo in vendita.-
      Una volta venduto il bene ognuno pagherà le imposte in base al ricavato detratte le spese sostenute per il passaggio di proprietà.-

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  24. Gentile avvocato, sono in possesso di buoni postali fruttiferi intestati a me e mio
    zio ora deceduto. Lo zio non ha fatto testamento, ha una nuora ma non ha ne moglie ne figli e noi siamo sei nipoti. La nuora è cointestataria con lo zio del libretto postale. Lo zio ha lasciato alla nuora un appartamento con testamento.
    Volevo sapere chi sono gli eredi e se io ho diritto al 50% del valore dei buoni.
    Grazie.

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    1. Per quanto riguarda i buoni postali e il libretto postale cointestati, per legge appartengono al 50% ciascuno ai due intestatari, quindi in caso di decesso di uno dei cointestatari va in successione solo il 50%.-
      Per quanto riguarda la divisione dell'eredità, non ho capito se Tuo zio ha ha fatto o no testamento, perché prima scrivi che non ha fatto testamento poi scrivi che ha lasciato alla nuora un appartamento con testamento.-

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  25. Buongiorno avvocato,
    vorrei sapere se nella compilazione della dichiarazione di successione,nel riquadro in cui vanno riportati i dati degli eredi, vanno indicati TUTTI gli eredi o solo chi effettivamente ha ereditato in quanto c'è un testamento. Per es: muore Caio, (coniugato, senza figli, con due fratelli) il quale nomina erede universale la moglie.
    Sulla dichiarazione vanno indicate solo le generalità del coniuge o vanno comunque riportate anche quelle dei fratelli pur essendo esclusi dalla successione?
    Grazie,
    Francesca

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    1. Ciao Francesca!
      Nella dichiarazione di successione vanno indicate solo le generalità del coniuge che ereditato il tutto.-

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  26. Buongiorno avvocato . Circa 30 anni fa ' insieme a tre sorelle due fratelli dai nostri genitori abbiamo ereditato una casa e delle terre. Sono circa 20 anni che non torno acasa e vorrei rinunciare alla mia parte di eredita. come posso fare . Grazie . Antonio

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    1. Ciao Antonio!
      Dopo 30 anni dalla morte dei Tuoi genitori puoi solo cedere o donare la Tua quota di eredità alle Tue sorelle e ai Tuoi fratelli.-

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    2. Grazie avvocato. E se loro la riffiutassero come posso procedere ? Grazie ...

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    3. Se loro rifiutassero puoi informarli che cercherai di mettere in vendita la Tua quota a terze persone eventualmente interessate.-

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  27. gentile avvocato, mio fratello che ha 55anni , ha 37 anni di versamenti contributivi ha altri 5 anni per la pensione, vorrebbe sapere se esiste la possibilità di versare lui stesso i contributi e di quale cifra dovrebbe pagare , premetto che è un artigiano( imbianchino),e che ora non ha un lavoro. la ringraziamo per la cortesia e l attenzione alle quali dedica le sue risposte.

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    1. Ciao Mirco!
      SI!
      Tuo fratello può richiedere all'INPS l'autorizzazione per il versamento di contributi volontari, solo che il costo è piuttosto elevato perché è pari al 33% del reddito lordo annuale dichiarato all'INPS, per ogni anno di contributi.-

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    2. Buon giorno avvocato le volevo domandare i miei genitori sono tuttora viventi ma non ho rapporti con loro da diverso tempo so che non vogliono lasciarmi eredità spendendo interamente il loro patrimonio posso chiedere un anticipo di legittima grazie cordiali saluti franco

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    3. Ciao Franco!
      Purtroppo NO!
      In vita i Tuoi genitori possono disporre liberamente dei lori beni!

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  28. Gentile avvocato, vorrei sottoporLe un quesito. Anni fa per firme messe in una società poi fallita ho acquisito debiti che non sarò mai in grado di pagare (a meno di una vincita milionaria, ma difficile visto che non gioco).
    Questa è la situazione ad un eventuale mio decesso: solo il c/c dove transita il mio stipendio e se avrò vita la mia pensione, quindi circa 1000 euro a inizio mese e solo pochi euro a fine mese.
    Sono sposata in separazione di beni o ho un figlio di 22 anni. Da un pò di tempo sono terrorizzata dall'idea che se dovessi venire a mancare (ovviamente spero fra almeno trent'anni) possa lasciare una situazione debitoria ai miei cari che non c'entrano nulla coi miei problemi e vorrei lasciare loro disposizioni.
    1) dire a mio marito e a mio figlio di andare a fare atto di rinuncia dell'eredità.
    2) non andare a chiudere il mio c/c (in quanto ho letto che sarebbe come accettare eredità)
    3) non incassare nulla che dovesse arrivare a mio nome (che so anche solo un piccolo rimborso irpef dall'erario...)
    Mi chiedo però nel momento in cui mio marito e mio figlio rinunciano...finisce lì o poi devono fare rinuncia anche gli eventuali fratelli e sorelle ancora in vita?
    E se mio figlio nel frattempo avesse un figlio il quale fosse minorenne??
    Mamma mia che pasticcio e pensare che le firme le ho messe solo per un favore....mi sono rovinata la vita e vorrei fare di tutto per non rovinarla agli altri.
    Grazie tante per l'ultile servizio che sta fornendo.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      La legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado (pronipote), oltre il quale l’eredità si devolve a favore dello Stato. In presenza di soli debiti del defunto è necessario che tutti coloro cui si sarebbe devoluta la quota di eredità rinunzino alla stessa. La rinunzia, essendo un negozio unilaterale, deve farsi dai singoli eredi con una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del Tribunale ove viene aperta la successione. In presenza di minori è necessario ottenere preventivamente l’autorizzazione del Giudice Tutelare.-

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  29. Gentile Avvocato,

    essendo in causa da diversi anni per la divisione di un'eredità, vorrei porle alcune domande.
    Mio padre è deceduto nel 1995 e ha lasciato due immobili. Inoltre nel 1980 aveva donato un terzo immobile a uno solo dei miei fratelli.

    1) Dovendo determinare la quota legittima per gli eredi (madre e figli), il perito deve determinare il valore dei due immobili lasciati e del terzo immobile donato, al momento dell'apertura della successione (1995) o al momento in cui effettua la perizia (2014)?

    2) Dovendo determinare le quote di eredità che spettano ad ogni singolo erede (madre e figli), il perito deve determinare il valore dei due immobili lasciati e del terzo immobile donato, al momento dell'apertura della successione (1995) o al momento in cui effettua la perizia (2014)?

    3) Se fosse necessario ridurre la donazione, il perito deve considerare il valore dell'immobile donato, al momento dell'apertura della successione (1995) o al momento in cui effettua la perizia (2014)?

    Grazie!!!

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    Risposte
    1. - Per stabilire la quota di legittima il perito deve determinare il valore degli immobili al momento in cui effettua la perizia.-
      - Anche per stabilire il valore delle quote di eredità il perito deve determinare il valore degli immobili al momento in cui effettua la perizia.-
      - Anche per un'eventuale riduzione della donazione il perito deve determinare il valore degli immobili al momento in cui effettua la perizia.-

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  30. Filippo di Milano,
    Buona sera dott. volevo porle questo quesito.
    Mio fratello è morto circa 10 mesi fa e non aveva ne moglie e ne figli, gli eredi saremmo io e io miei 2 fratelli. Di recente abbiamo scoperto che era intestatario di un cc bancario con non tantissimi soldi. Sono andato in banca e mi hanno detto di fare la dichiarazione sostitutiva per poterli prelevare. In accordo con i miei fratelli (vista la cifra) abbiamo deciso di dare tutto ad uno dei tre, Inoltre un fratello è in America e l'altro è anziano accudito in un istituto di suore. Come posso fare per avere le loro deleghe senza cadere in sanzioni? visto che nella dichiarazione devo citarli? grazie e buona serata

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    1. Ciao Filippo!
      Per quanto riguarda la delega di tuo fratello residente in America la legalizzazione deve essere fatta dalle Rappresentanze diplomatico-consolari italiane all'estero. Di norma bisogna presentarsi, previo appuntamento, presso l'Ufficio consolare munito dell'atto (in originale) da legalizzare.-
      Per quanto riguarda l'altro anziano accudito in un istituto di suore, la delega deve essere autenticata da un notaio o da un pubblico ufficiale.-

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    2. Grazie Avvocato per aver risposto al mio quesito.
      Quindi lei mi sta confermando che è possibile avere una delega da parte dei miei fratelli e poter gestire io la riscossione dei soldi in banca? mi saprebbe anche dire i costi di tale operazione?

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    3. - SI! Con una delega puoi gestire Tu la riscossione dei soldi in banca.-
      - Il costo di una procura, esente da registrazione, esclusi i bolli, ove non siano necessarie ricerche ipotecarie, catastali e/o ipotecarie, è di circa Euro 80,00.

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  31. Buongiorno avvocato ,
    ho un quesito da porre ,
    mio padre e' morto circa due anni e mezzi fa', adesso dopo aver fatto la dichiarazione siamo giunti alla divisione ufficilae .
    Sono state fatte le divisioni delle quote , e una mia sorella ha esposto la richiesta di essere liquidata .
    Questa liquidazione della parte da parte di chi vorrebbe acquistare ha il problema che non possiede la totale disponibilita' economica.
    E' possibile dilazionare in che termini , e se l'erede che non accetta questa forma cosa succede .
    Per ultimo questo erede , se non si trova accordo puo' imporre che alla morte di mia madre si venga venduto la proprieta e ognuno venga liquidato .
    Cordiali saluti

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    Risposte
    1. Se chi vorrebbe acquistare non possiede la totale disponibilità, Tua sorella non può essere liquidata, quindi se non si trova un accordo alla morte di tua madre la proprietà dovrà essere venduta e ognuno verrà liquidato per la quota del ricavato di sua spettanza.-

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  32. separazione dei beni con figli in caso di morte dei coniugi:
    Quesito Il mio marito e la sua sorella eredi, ma usufrutto ha tutto in mano ancora la loro madre. noi abbiamo una bambina,la sorella sposata ne ha un figlio.lei abita in un appartamento del padre morto., ma mio marito non a recivuto niente di suo padre morto. perchè lui di voce a detto questo sera tuo un giorno una altra casa che a ereditato la mamma.ma dopo di morto il padre la mamma non a dato nulla a mio marito solo alla sorella.Ora vorrei capire: tra "100 anni" che la loro madre muoia cosa posso ereditare io come moglie e mia figlia piccola? abitiamo in casa di affitto, vi aspetta qualcosa a noi? mio marito no a nulla.solo una macchina e mobili.facciamo (le corna)si lui muore prima della mamma... per legge la mamma deve dare qualcosa per parte del mio marito a sua figlia .visto che la mamma è la che comanda.Grazie porgo distinti saluti!

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    1. Senza testamento alla morte della madre l'eredità andrà divisa in parti uguali tra Tuo marito e sua sorella.-
      Nel caso che muoiano prima i figli, alla morte della madre la loro quota andrà ai familiari dei figli deceduti.-

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  33. Buongiorno avvocato ,
    ho un quesito da porre, siamo 3 fratelli nostra madre è morta un mese fa. Il padre morto 2 anni fa. Avevamo con nostra madre solo un c/C cointestato con le firme congiunte. Ora volevamo dividerci le quote spettanti a noi fratelli, e la quota della mamma per legge rimane bloccata per le pratiche di rito, ma un fratello non vuole firmare le pratiche della banca e quindi non possiamo prendere la parte che ci aspetta per eredità. E' possibile tutto ciò? Esiste una strada da sbloccare quella parte di eredità che ci spetta? grazie per la risposta

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    1. Purtroppo NO!
      Bisogna che cercate di mettervi d'accordo, perché per prelevare in banca la propria parte di eredità è necessaria la firma di tutti gli eredi.-
      L'alternativa è che andiate in causa, e a quel punto sarà il giudice a stabile in base a quello che prevede la legge la quota spettante a ognuno degli eredi.-

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  34. egr. dott. censori
    il quesito che pongo alla sua attenzione è il seguente:
    mia madre muore 15 anni fà e non viene fatta successione, mio padre muore 8 mesi fà, ora io e i miei 5 fratelli vorremmo sistemare la situazione e cioè una casa intestata a mia madre e due terreni intestati a mio padre. come procedere per effettuare la successione?

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    1. Ciao Mario!
      Purtroppo ora di pratiche di successione ne dove fare due!
      La prima per l'eredità di Tua madre e la seconda per l'eredità di Tuo padre, Vi consiglio quindi di rivolgervi a un notaio per farvi seguire in tutto l'iter burocratico necessario.-

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  35. Buonasera avvocato ,ho un problema,poste italiane mi chiede l'autorizzazione del giudice tutelare per poter prelevare la quota spettante dall'eredità dei nonni per mio figlio minore, io ho rinunciato per cose mie all'eredità di conseguenza sono subentrai i miei figli, ora mi chiedo siccome i nonni sono deceduti entrambi a distanza di due mesi l'uno dall'altro, mi trovo a dover pagare circa 700 euro per tale documentazione, somma che io non posso assolutamente disporre, sono un disoccupato e per giunta nulla tenente. Ora mi chiedo come possono fare gli altri eredi a venire in possesso delle loro quote se io non fornisco la documentazione che mi chiede poste italiane? Grazie per la risposta cordiali saluti.

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    1. Purtroppo non ci sono soluzioni alternative!
      Se Tu non disponi dei 700 euro, gli altri eredi o te li danno loro per poter richiedere l'autorizzazione del giudice tutelare, o i soldi restano alle poste italiane.-

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    2. Grazie della risposta, dunque se non ho capito male se non mi danno le 700 euro significa che perderemmo i soldi? O possiamo ritirarli solo quando il bambino diventerà maggiorenne? Grazie

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    3. Dipende dell'età del bambino, perché l'eredità può essere accettata solo entro 10 anni dalla data di decesso del de cuius.-

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    4. Capito il bambino compie otto anni fra poco quindi calcolando che è passato un'anno e mezzo circa.... Grazie per la sua disponibilità.

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  36. Gentilissimo:
    Le espongo il mio problema.
    Circa due anni fà venne a mancare mio padre (mia madre era mancata circa 30 anni fà), lasciandoci eredi di una proprietà (siamo in cinque figli) e di un libretto postale cointestato con un nostro nipote.
    Abbiamo a suo tempo avviato la successione regolarmente, tutti gli eredi hanno ricevuto dall'Inps a casa ognuno per suo conto, la parte di pensione maturata da mio padre ma non ancora riscossa, mio nipote ha provveduto a riscuotere la parte che gli spetta dalla cointestazione del libretto postale.
    Adesso noi 5 eredi dovremmo riscuotere la nostra parte del libretto postale e le Poste ci hanno chiesto di andare a firmare (ogni erede) per potere riscuotere, Quando tutti gli eredi avranno firmato, solo allora potremo entrare in possesso della parte di ciascuno; e quì il primo problema, uno degli eredi si rifiuta di firmare, impedendo di fatto a tutti gli altri di venire in possesso della propria parte, inoltre si rifiuta di firmare anche l'incarico dato ad una agenzia immobiliare per la vendita della proprietà, anche quì di fatto impedendone la vendita.
    Cosa possiamo fare gli altri eredi ? C'è un modo di evitare di rivolgersi ad un tribunale ? potrebbe bastare presentarsi davanti ad un giudice di pace? Può l'erede che si rifiuta, comportare danni agli altri eredi?
    In alternativa, le poste possono in qualche maniera corrispondere la quota spettante del libretto postale agli eredi che hanno firmato, anche se uno degli eredi non vuol firmare?
    ps. l'erede che non vuole firmare, non ha a suo tempo rinunciato all'eredità, ma è diventato proprietario come gli altri; diciamo che per vecchie ruggini familiari stà prendendosi delle....soddisfazioni personali. Può farlo impunemente ?
    Grazie della risposta

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    1. Purtroppo o cercate di mettervi d'accordo tra tutti gli eredi o dovete ricorrere a un tribunale, in quanto non ci sono altre strade percorribili.-

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    2. Grazie della risposta.

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  37. Gentile Avvocato, in seguito al decesso del padre, senza testamento, mio marito, le sue due sorelle e la loro madre, hanno ereditato, oltre ad un appartamento, un conto corrente ed un conto titoli, sul quale sono depositate obbligazioni della banca stessa. Ad un mese dalla presentazione della denuncia di successione all'Agenzia delle Entrate, copia della quale è stata fornita alla banca, insieme all'atto notorio, la banca non ha ancora provveduto alla ripartizione ed alla liquidazione delle quote ereditarie. Almeno non a mio marito, che non è in buoni rapporti con le sorelle. Tanto le coeredi che il direttore della filiale bancaria, infatti, pretendono che mio marito apra un conto titoli individuale presso l'istituto di credito, e a questo vincolano l'effettiva divisione ereditaria dei titoli e del conto corrente. Ma mio marito vorrebbe invece che i titoli in successione fossero venduti, e la sua quota del ricavato liquidata con bonifico presso la banca di cui siamo già clienti. Le pressioni a cui è sottoposte sono davvero forti e vengono accampati motivi "giuridici" del tipo: "le obbligazioni non possono dividersi se tutti i coeredi non hanno attivo un conto titoli individuale" e "se si vendessero le obbligazioni prima della scadenza per liquidare in contanti si pagherebbe una penale del 20% del capitale investito". Ora, secondo me è impossiblile ripartire delle obbligazioni se non vendendole e ricomprandole, nel senso che non credo possano migrare da un conto cointestato ad altri singoli senza essere vendute e ricomprate: non penso possibile che ci sia una penale del 20% per vendita anticipata solo nel caso un coerede voglia lasciare quella banca. Quindi, vista l'assoluta indisponibilità delle coeredi a vendere i titoli in successione e l'altrettanto assoluta indisponibilità di mio marito ad aprire un conto corrente e un conto titoli presso quella banca, che strumenti ha mio marito per entrare in possesso della sua quota ereditaria? Mille grazie per l'attenzione.

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    1. Purtroppo o cercate di mettervi d'accordo tra tutti gli eredi o dovete ricorrere a un tribunale, in quanto non ci sono altre strade percorribili.-

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  38. Buongiorno avvocato ,
    ho un quesito da porre, siamo 3 fratelli nostra madre è morta un mese fa. Il padre morto 2 anni fa. Avevamo con nostra madre solo un c/C cointestato con le firme congiunte. Ora volevamo dividerci le quote spettanti a noi fratelli, e la quota della mamma per legge rimane bloccata per le pratiche di rito, ma un fratello non vuole firmare le pratiche della banca e quindi non possiamo prendere la parte che ci aspetta per eredità. E' possibile tutto ciò? Esiste una strada da sbloccare quella parte di eredità che ci spetta? Questo era il quesito che le avevo posto il 20 di marzo e mi aveva già dato una risposta esauriente, ma la persona che non ha intenzione di firmare ha tempo fino ad un anno, cioè il tempo della successione come dice la legge o altrimenti mi dica lei.............. la ringrazio della risposta.

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    1. Purtroppo o cercate di mettervi d'accordo tra tutti gli eredi o dovete ricorrere a un tribunale, in quanto non ci sono altre strade percorribili.-

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  39. Gentile Avvocato
    in una eredità di un fratello deceduto senza eredi è nato un problema.
    un coerede mette i bastoni tra le ruote- ha quasi 90 anni - non dà il consenso per la divisione totale dell'eredità composta da un conto corrente e titoli in scadenza molto lontana.
    Dice che bisogna prendere solo il contante ma non vuole vendere titoli in scadenza 2018!! Lui !! che magari nel 2018 non ci sarà più...ma deve comunque dar fastidio a tutti!!
    Manteniamo una comunione su un conto corrente fino al 2018?
    C'è inoltre un nipotino minore che ha un'ordinanza del Giudice tutelare per prendere TUTTA la sua parte, sembra però che anche per il minore con ordinanza ci voglia la firma di tutti.
    Cosa dobbiamo fare?
    C'è chi vuole andare in giudizio per lo scioglimento giudiziale della comunione ma nel caso che il quasi novantenne si decida e firmi ma soltanto per la concessione dell'eredità al minore cosa avviene per gli altri?
    i titoli si dovranno comunque vendere tutti se bisogna dare la quota spettante al minore? allora andare in giudizio non servirebbe più?
    Il conto si scioglie quindi per questa ordinanza del giudice tutelare che se firmano tutti va a vantaggio anche di tuttti ?
    Mi aiuti a capire!!
    Grazie

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    1. Purtroppo se non riuscite a mettervi d'accordo tra tutti gli eredi l'unica soluzione è quella di andare in giudizio, e a quel punto sarà il giudice a disporre la vendita di tutti i titoli e a dividere il ricavato in base alle quote di eredità spettanti.-

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    2. Grazie
      posso chiedere ancora?
      in questo caso poiché la situazione è insanabile e si è già perso tanto tempo si può andare direttamente dal Giudice senza passare dal tentativo di conciliazione che ha costi e tempi?
      C'è un modo per bypassare la conciliazione inutile a questo punto?
      Grazie se mi risponde

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    3. SI!
      Si può andare direttamente dal giudice ma dovete incaricare un avvocato per avviare la procedura di legge.-

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  40. Gentile avvocato
    il mese scorso è deceduto un mio zio coniugato e senza figli. Poiché vivevano soli in un'altra città e non avevano rapporti stretti con noi parenti vorrei sapere a chi dobbiamo rivolgerci per sapere se possedeva beni immobili, buoni postali ecc, dato che anche la moglie molto anziana e ancora vivente non è a conoscenza di eventuali beni posseduti . Grazie per la cortese attenzione

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    1. Purtroppo fino a quando Vostra zia sarà ancora in vita, a prescindere quindi dalla sua età, Voi non avrete titolo per effettuare alcun tipo di ricerca, a meno che Vostra zia non venga dichiarata non più in grado di intendere e volere.-

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    2. Grazie per la risposta, allora gradirei sapere comunque a chi si può rivolgere la zia , in qualità di vedova del de cuius, per avere questo tipo di informazioni essendo ancora in grado di intendere e di volere nonostante l'età avanzata ( 85 anni), La ringrazio nuovamente Angelina

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    3. Ciao Angelina!
      MI pare strano che Tua zia anche se ha 85 anni non sappia se suo marito possedeva beni immobili o buoni postali, comunque per i beni immobili bisogna effettuare una ricerca in catasto, mentre per i buoni o depositi postali deve rivolgersi allo sportello di zona delle poste.-

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  41. Buongiorno avvocato,
    nella dichiarazione di successione va indicato anche il deposito bancario esistente in Belgio? E' rilevante per l'agenzia delle entrate oppure no? Consideri che per il de cuius sarebbe previsto solo il versamento delle imposte in autoliquidazione e non
    quella di successione.
    La ringrazio in anticipo.
    Francesco

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    1. Ciao Francesco!
      Purtroppo SI!
      Nella dichiarazione di successione va indicato anche il deposito bancario esistente in Belgio, perché tra l'altro vi verrà richiesta anche dalla banca italiana alla quale trasferirete il saldo.-

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  42. Buonasera avvocato,
    mi trovo in una situazione "delicata", avendo perso mio padre ai primi di febbraio.
    Lui si era risposato e ha avuto un figlio dal secondo matrimonio (ora e' maggiorenne).
    Avendo ricevuto informazioni poco chiare da parte della seconda moglie ho effettuato i controlli del caso e scopro che sul conto cointestato (firme disgiunte) tra lei e mio padre sono spariti praticamente tutti i soldi dal conto con due assegni emessi uno a favore di mio fratello (la quasi totalita') e uno a lei stessa.
    Le date degli stessi sono di due gg prima della data del decesso (mio padre oramai era in fin di vita e sapevamo che ci avrebbe lasciato di li a qualche giorno!), ma nell'estratto conto in un caso la data dell'operazione e della valuta sono del giorno prima del decesso; nell'altro invece le due date (operazione e valuta) sono di 5 giorni successivi, salvo poi, un mese e mezzo dopo, subire una rettifica di valuta che porta la data della stessa, di nuovo, ai due gg prima del decesso.
    Ora, io mi chiedo se poteva farlo (ha lasciato nel cc una cifra irrisoria dicendomi tra l'altro che lei non lo aveva toccato) e se posso farle scrivere da un avvocato per "distrazione di fondi" o "appropriazione indebita", dal momento che secondo l'articolo 1298cc avrebbe potuto agire solo per il suo 50%? O queste date (peraltro assai "truccate", dubito che vi fosse un conoscente in filiale) potrebbero compromettere una mia azione legale, visto che in genere si parla di "saldo alla data del decesso"?

    A questo cc era abbinata una cassetta di sicurezza, che dovremo aprire prossimamente (io sto posticipando la data con varie scuse) nella quale, lei dice, esservi tutti i regali di battesimo di mio fratello: a questo punto, se non dovesse provarne la provenienza, posso oppormi e far includere nell'asse ereditario anche il contenuto della cassetta cosi' come sarebbe dovuto accadere anche per il cc? Mi sa che sta facendo la furba e allo stesso tempo vorrei essere accorta con le azioni da compiere.
    Grazie in anticipo per la risposta.

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    1. In effetti la seconda moglie di tuo padre sta cercando di fare la "furba" e in modo scorretto vuole escluderti dall'eredità di Tuo padre, contro la sua volontà, perché in mancanza di un testamento Tu hai diritto a un terzo dei suoi beni.-
      I prelevamenti effettuati dai conti correnti bancari o postali subito prima o peggio ancora dopo il decesso del de cuius, devono per legge rientrare nell'asse ereditario, Ti consiglio quindi di rivolgerti a un legale per tutelare i tuoi legittimi interessi.-

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  43. Salve avvocato Censori! 4 anni fa ho rinunciato all'eredita' di famiglia e non avevo figli. adesso un mio cugino vuole acquistare la villa del patrimonio ereditario a cui ho rinunciato ma dato che da pochi mesi sono mamma di un bimbo mi ha chiesto di firmare una dichiarazione dove dico che mio figlio non pretendera' da un punto di vista ereditario, nulla da lui. E' valida questa dichiarazione? Posso decidere di non firmarla? Grazie sempre!!!!!! Ina!

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    1. Nell'esercizio della potestà dei genitori nei confronti di figli minori, occorre l'autorizzazione del Giudice tutelare per compiere atti eccedenti l'ordinaria amministrazione.Nel caso di successione del figlio minore al familiare defunto, i genitori che vogliano rinunciare all'eredità per il minore devono presentare ricorso al Giudice tutelare per ottenere l'autorizzazione in nome e per conto del figlio alla rinuncia.-
      Nel Tuo caso essendo Tuo figlio nato dopo la Tua rinuncia all'eredità, una Tua dichiarazione non ha alcun valore giuridico, quindi che Tu la firmi o meno è la stessa cosa.-

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  44. Grazie mille per la risposta.
    In effetti ora ho preso un primo contatto con un legale.
    Volevo essere certa di questa prima informazione perché i presupposti generali parlano sempre di data del saldo alla data del decesso, ma in questo caso specifico mi sembra si ravvisi un intento preciso di svuotare tutto in previsione della morte di mio papà di li a breve.
    É stato gentilissimo, tante belle cose a lei.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti e contraccambio!
      Alla prossima!!!

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  45. Gentile avvocato volevo sapere alcune risposte.
    siamo 4 fratelli una sorella abitava dal 1981 in una casa di mio padre io dal 1989 in
    un altra ,la mia e solo di mio padre, mio padre e deceduto il 1999 abbiamo fatto la successione,mia sorella piccola il 2004 tramite avvocato voleva sciogliere i beni ma mamma non ha voluto,io con raccomandata con ricevuta di ritorno chiedevo il 2007 rinnovo comune dei beni di cui abbiamo ereditato.
    il 2011 e deceduta mia madre abbiamo riformulato la successione, nel frattempo
    io e mia moglie abbiamo acquistato un appartamento distante 11 km che paga mia moglie dal suo stipendio,lavora con poste italiane e dal suo conto viene trattenuto la rata. Gli immobili sono 6 di cui 4 appartamenti e due locali commerciali il mio di prima e vuoto, ora vorrei sapere se mia sorella puo fare usucapione con tutte queste citazioni se e si,io posso usufruire dello stesso quando pagavo e pago il condominio di spese ordinarie e straordinarie manutenzione edificio avvocati danni causati altri condomini spese cimiteriali dei genitori a mio carico,mentre loro non hanno queste spese essendo un edificio privato tutto di mio padre e mia madre mai fatta manutenzione che ad occhio ne avrebbe bisogno,o cosa posso fare.

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    1. Ciao Renato!
      NO!
      Tua sorella non può fare usucapione come non puoi farla Tu, quindi dovete cercare di mettervi d'accordo tutti e 4 o sulla divisione degli appartamenti e dei locali commerciali, o per la messa in vendita di tutti gli immobili e la relativa divisione del ricavato.-

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  46. Buongiorno avvocato sono Giovanni il mio problema è che circa 5 anni fa donai a mio figlio la mia casa, facendo una comprovendita (fasulla), si fece solo un passaggio di soldi che il giorno dopo ritornavano sul cc di mio figlio: Ora da 3 anni che non ho nessun legamento con mio figlio, la mia richoiesta sarebbe posso instaurare una pratica legale per riprendermi indietro la mia casa, visto che lui non vuole avere nessun rapporto con mè? La ringrazio anticipatamente e aspetto fiducioso una sua risposta:

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    1. Ciao Giovanni!
      Purtroppo NO!
      Revoca della donazione per ingratitudine: art. 801 c.c. è possibile se il donatario :
      - ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il donante, il coniuge, un discendente o un ascendente di questo; ovvero abbia commesso contro di loro un fatto al quale si applicano le disposizioni sull’omicidio (es.: istigazione al suicidio di minore di anni 14), oppure li abbia denunciati infondatamente o abbia testimoniato falsamente contro di loro per un reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni.
      - si è reso colpevole d’ingiuria grave verso il donante, ritenendo l'ingiuria grave non solo quella prevista dall'art. 594 c.p. ma anche quando abbia trattato in maniera offensiva il donante, ne abbia offeso il decoro etc.
      - ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui
      - gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti ai sensi degli articoli 433 e 436 c.c.

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  47. Gentile avvocato mio padre e morto siamo 13 fratelli in piu mia mamma con un fratelloportatore di endicap 12 piu mamma vogliamo vendere 2 si oppongono papa non a lasciato testamento come fare grazie mille sono federico

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    1. Ciao Federico!
      Purtroppo dovete cercare di mettervi d'accordo tutti e 13, altrimenti dovrete ricorrere alle vie legali in modo che sarà il giudice a imporre la vendita e la conseguente divisione del ricavato.-

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  48. Buonasera avvocato, sono Maria volevo sapere chi rientra nell'asse ereditario nel seguente caso: alcuni mesi fa è morto uno zio coniugato e senza figli in vita è rimasta la vedova e noi 5 cugini, figli di 2 fratelli dello zio ( fratelli tutti morti), preciso che lo zio ha lasciato s0lo un c/c bancario cointestato con la moglie. Grazie per l'attenzione.

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    1. Ciao Maria!
      Nel caso da lei prospettato, oltre alla moglie, concorrono all'eredità anche i figli dei fratelli morti dividendosi l'intero per stirpi (per il numero di fratelli e sorelle vivi e/o premorti) e quindi assegnando a ciascuna stirpe pari quota di eredità.-
      In pratica con il conto corrente bancario cointestato solo il 50% del saldo va in successione, per il quale il 66,6% va alla moglie e il 33,3% va ai nipoti.-

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  49. Buongiorno Avvocato, vorrei chiederle consiglio circa le possibili varianti legittime a quanto si può dichiarare su un atto notorio(o dichiarazione sostitutiva dello stesso) da presentare in banca.
    La situazione è questa:
    - è morto uno zio non sposato (senza più ascendenti) e senza testamento, quindi gli eredi sono i fratelli o i loro discendenti,
    - lo zio aveva anche due fratelli non germani tutti e due defunti ma con discendenza a cui quindi spetterà una parte della eredità,
    - nessuno tra i fratelli germani o i loro discendenti conosce i dati (anche solo i nomi completi) dei discendenti dei fratelli non germani e allo stesso modo nessuno di loro conosce la possibile consistenza del conto corrente ed eventuali investimenti.
    Si può quindi fare un atto in cui invece di dichiarare tutti gli eredi si dichiarano quelli di cui si sa e si indica anche chiaramente che ve ne sono certamente altri di cui al momento non se ne conoscono i dati, in modo tale da poterlo presentare in banca per vedere la consistenza della eredità e quindi solo in un secondo momento , se ne vale la pena, dare mandato ad un professionista di occuparsi di tutto, compresa anche la ricerca degli eredi non noti ?
    Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.

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    1. SI!
      Si può fare un atto dove si dichiarano tutti gli eredi che si conoscono, precisando che ce ne sono altri dei quali non se ne conoscono i dati.-

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