lunedì 28 aprile 2014

Eredità e Successioni

Senza Testamento

I familiari che ereditano per legge sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Fratelli (se mancano i figli)
  • Ascendenti (se mancano i figli)
  • Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-


Con Testamento

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


Il matrimonio: comunione e separazione dei beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


Accettazione dell’eredità:

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


Rinuncia di eredità:


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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173 commenti:

  1. Egr. Dott. Censori,

    recentemente è scomparsa mia madre ed io e mia sorella nutriamo alcuni dubbi in merito ad una ipotetica vendita della proprietà di famiglia dei nostri genitori.

    Mi spiego:

    I nostri genitori, in regime di comunione dei beni, negli anni 80 acquistarono, o meglio, mio padre acquistò una proprietà immobiliare diventata poi la casa di famiglia. Recentemente, come già premesso, nostra Madre è venuta a mancare e nostro padre sostiene essere divenuto il proprietario unico del bene immobiliare della famiglia. La mia domanda è: nostro padre in qualità di coniuge superstite, già intestatario del bene immobile sopra citato e acquistato in regime di comunione dei beni, può vendere la proprietà senza il consenso dei figli? E comunque, qualora si trovi nella condizione giuridica di poter vendere la proprietà è obbligato a riconoscere delle quote ai figli?

    Grazie.

    Cordiali saluti.

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    1. Se Tuo padre è l'unico intestatario dell'immobile, a prescindere quindi dal regime di comunione o di separazione dei beni, può disporre liberamente della proprietà.-
      Presumo che Tuo padre all'atto dell'acquisto dell'immobile abbia attestato che i soldi utilizzati erano solo suoi, e che tua madre lo abbia confermato, escludendo quindi l'immobile stesso dalla comunione dei beni.-

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  2. Gent. le Dott. Censori,
    mio padre è deceduto a gennaio 2014, quando era in vita non ha mai adottato mio fratello (figlio di mia madre ma non di mio padre) pur dandogli il cognome. Io e mia sorella (figlie legittime di papà e mamma) non lo abbiamo voluto inserire nella successione. Mia madre ha 86 anni e vuole redigere un testamento olografo e depositarlo presso un notaio per lasciare a mio fratello come eredità la quota detta "legittima". Le premetto che mio padre era proprietario di un appartamento fuori città e cointestatario con mia madre di un appartamento in città. La mia domanda è: come deve essere calcolata la legittima per mio fratello? Nostra madre può lasciare come legittima a mio fratello l'appartamento fuori città (che era di mio padre) escludendolo dall'appartamento in città? E noi sorelle possiamo rinunciare alla nostra quota dell'appartamento fuori città in che modo con quale atto? per lasciarlo a nostro fratello?
    La ringrazio per l'attenzione.

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    1. Con testamento in presenza di 3 figli Vostra madre deve destinare il 66,6% dell'intera eredità, che è la quota di legittima, in parti uguali ai figli, quindi il 22,2% ciascuno, mentre il residuo 33,3% può destinarlo a chi vuole.-
      Un'eventuale rinuncia all'eredità potrà essere fatta solo dopo la morte di vostra madre.-

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  3. Buongiorno, mio padre è deceduto da pochi giorni.
    Mia madre è ancora in vita ed ho un fratello, insieme abbiamo deciso che tutti i beni, immobili e denaro restino per ora a nostra madre.
    Possiamo fare rinuncia all'eredita' per questo scopo ?
    Grazie per la sua gentilezza

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    1. Purtroppo NO!
      Nel vostro caso dovete accettare l'eredità perla parte di vostra competenza e contemporaneamente potete donare il tutto a vostra madre.-

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  4. Gent.le Dott.Censori,siamo in 6 fratelli proprietari di 2 fabbricati ,suddivisi in parti eguali.(avuti in eredita' dai genitori e da una zia materna) Ora 2 di essi sono decedute.Una non aveva figli,l'altra ha avuto 3 figli dei quali uno morto(ha lasciato mogli e figli maggiorenni)una in coma vegetale( con figlia maggiorenne )e il marito (della defunta) con l'alzaimer.Ora questi figli rinunciano all'eredita' x debiti della madre .Che conseguenze abbiamo noi ?Cordiali saluti,grazie

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    1. Successioni legittime:
      Se vi sono altri coeredi legittimi, la parte di colui che rinuncia viene suddivisa equamente fra questi coeredi, salvo il diritto di rappresentazione, che fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente anche nel caso in cui quest’ultimo non vuole accettare l’eredità; se invece non vi sono altri coeredi legittimi, l'eredità si devolve a coloro ai quali spetterebbe nel caso che egli mancasse.-

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  5. Salve Dottore, puo' aiutarmi per quanto segue?Mia nonna e' deceduta; e' madre di mio zio e di mio padre defunto; quindi eredi mio zio, io e mio fratello.Ho gia fatto la dichiarazione sostitutiva di successione e registrata in banca e catasta.Mio zio, che era l'amministratore delegato di mia nonna, ora non mi vuol consegnare le chiavi di casa e mi dice inoltre che accettera' l'eredita con beneficio di inventario. L'abitazione e' vuota. Come faccio a farmi dare una copia delle chiavi di casa? Grazie

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    1. Purtroppo fino a quando Tuo zio non accetterà "formalmente" l'eredità tu non potrai accedere alla casa, quindi o cercate di mettervi d'accordo o dovrai intentare una causa a Tuo zio in modo che sarà il giudice a far inventariare tutto quello che si trova nella casa per poter disporre poi la divisione tra gli eredi di tutti i beni mobili e immobili in base alle rispettive quote di spettanza.-

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    2. Grazie Dottore, invece per il conto in banca la cosa e' diversa oppure no?Se lui non accetta lo svincolo del conto come faccio a sbloccare la mia quota parte sul conto corrente? Grazie

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    3. Purtroppo vale lo stesso discorso anche per il conto in banca!

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  6. Salve Dottore, vorrei gentilmente una sua opinione.
    Premetto che mio padre è deceduto un paio di anni fa, ed io sono la seconda di 4 figli, di cui uno al momento ancora minore.
    Quello su cui vorrei mi facesse chiarezza è questo : mio nonno paterno, vedovo giá da tempo, è deceduto un paio di settimane fa.
    I fratelli di mio padre, quindi i miei 5 zii ci hanno contattato in quanto mio nonno possedeva un immobile ed un conto bancario, e noi dovremmo prendere la parte di nostro padre.
    Faccio una seconda premessa, noi e loro non abbiamo mai avuto un vero e proprio rapporto, anzi neanche tra di loro scorre buon sangue, quasi non si salutano. Sono persone che pensano solo a loro stesse.
    Quindi hanno organizzato una riunione "di famiglia", per discutere sul da farsi.
    In parole povere, ci hanno chiesto i documenti per poter fare l'atto di successione, poter vendere la casa ed accedere al conto bancario.
    Qui entra in gioco un'altra persona, una cugina di mio padre che si sarebbe offerta per fare tutta la documentazione necessaria, volendo però una parte dell'ereditá. Questa persona ha anche proposto di creare un conto bancario a nome suo per il trasferimento del ricavato della vendita della casa, per poi sederci a tavolino e dividere il tutto.
    A noi chi ce lo assicura che una volta venduta la casa loro ci contattino per darci la nostra parte? Non è competenza del notaio registrare il tutto, fare le parti e dividere? Noi non sappiamo come comportarci, non abbiamo ancora consegnato i documenti. Ci dia qualche consiglio

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    1. In effetti i tuoi dubbi sono più che legittimi!
      Come scrivi tu stessa, per legge sono i notai che sono chiamati a svolgere tutte le pratiche di successione, e non hanno bisogno di intermediari, pertanto la cugina di tuo padre non ha titolo per provvedere in merito.-
      Ti consiglio quindi di comunicare agli altri eredi che Tu consegnerai i tuoi documenti solo a un notaio, anche se scelto da loro, che ti garantirà comunque che il tutto si svolgerà a norma di legge.-

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  7. I miei genitori erano sposati in comunione dei beni. Nel 1979 quando io avevo 11 anni mia mamma è morta all'improvviso. Della casa di famiglia 1/4 è andato a mio padre, che è diventato proprietario dei 3/4 e 1/4 a me. Mio padre ha sposato una ragazza madre e ne ha adottato il figlio. Quando è morto mio padre i 3/4 di casa di mio padre sono stati divisi tra i 3 eredi e io mi sono trovata con mezza casa, la mia matrigna con 1/4 e il mio fratellastro con l'altro quarto.
    Io ho venduto la mia metà alla mia matrigna che adesso è proprietaria del tutto e comincia ad essere avanti negli anni.
    Quando sono morti i genitori di mio padre la quota di mio papà è stata divisa tra me e il mio fratellastro in quanto mio padre l'aveva adottato.
    Ma quando morirà la mia matrigna sarà tutto del mio fratellastro in quanto solo lui è figlio suo o io figlia del marito ho diritto a qualcosa?

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    1. Ciao Maria!
      Purtroppo Tu non hai alcun legame di parentela con la Tua matrigna, quindi alla sua morte tutta l'eredità passerà al figlio, cioè al Tuo fratellastro.-

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  8. Mio marito vorrebbe sapere cosa fare per lasciare a me il più possibile della casa in cui abitiamo e che è di sua proprietà, avendola avuta prima del matrimonio fatto nel 1972 tenendo presente che abbiamo una figlia, ma lui vorrebbe salvaguardarmi il più possibile, grazie per la risposta

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  9. Sono ancora io Adriana, volevo anche chiederle cosa dobbiamo fare perchè io possa restare ad abitare nella casa fino alla mia morte, senza che mia figlia possa un giorno volerva vendere. Grazie per la sua disponibilità

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    1. Ciao Adriana!
      La normativa prevede con testamento:
      Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile.-
      Questo significa che che Tuo marito potrebbe destinare con testamento a Te la parte disponibile, che passeresti quindi dal 33,3% al 66,6% dell'immobile.-
      Con lo stesso testamento Tuo marito potrebbe anche riservare a te il diritto di abitazione nell'immobile fino alla tua morte, impedendone quindi un'eventuale vendita fino a quando sarai in vita.-

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  10. Gent.mo Dott. Censori, siamo alla seconda dichiarazione di successione ( è deceduto anche papà). Ci siamo recati al catasto e, con stupore abbiamo constatato che la visura per soggetto conteneva anche l'indicazione di due terreni-qualità seminativi-redditi 0,56 e 0,13 dominicale e 0,32 e 0,07 agrario ( la stessa era stata richiesta precedentemente e risultava solo l'immobile - un villino). Naturalmente i terreni non sono stati inseriti nella precedente dichiarazione e mai dichiarati nella dichiarzione dei redditi ( forse poco male visti gli importi irrisori). Cosa ci suggerisce di fare? riaprire la vecchia successione (dice il CAF) il funzionario dell'agenzia delle entrate non se la sente di dare consigli....cosa potremmo rischiare? vorremmo optare per il male minore...grazie infinite!

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    1. Purtroppo a questo punto il male minore è quello di riaprire la vecchia successione come suggerisce il CAF, e vi consiglio anche di conservare la vecchia visura catastale da mostrare eventualmente all'Agenzia delle Entrate a riprova della vostra buona fede, quindi per evitare o almeno per limitare eventuali sanzioni.-

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  11. Buongiorno avvocato, ho scoperto che mio padre ha dei debito molto importanti fronte Equitalia. La premessa e' che lui e' proprietario solo di una macchina e di uno scooter, mentre mia mamma ha una sua casettina per le ferie (sono in separazione dei beni da moltissimi anni). La mia prima domanda è se Equitalia si potrà rivalere su di me (sposato, con un bimbo minore e una casa intestata sia a me che a mia moglie) e se si, basterebbe che nel momento in cui venisse a mancare vada da un notaio e rinunci totalmente all'eredità anche per mio figlio ovviamente? Seconda domanda, anche l'eventuale figlio di mio figlio dovrà rinunciare a questa eredità? Terza domanda, mia mamma rischierebbe qualcosa o basterebbe che rinunci anche lei all'eredità? Cosi' anche mio fratello?
    Grazie Mille e buona giornata.

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    1. - Fino a quando Tuo padre è in vita risponde solo Lui dei sui debiti!
      - Alla sua morte, rivolgendoti a un notaio, dovrai rinunciare totalmente all'eredità anche per tuo figlio.-
      - Lo stesso discorso vale anche per Tua madre e per Tuo fratello.-

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    2. Grazie mille avvocato molto gentile. Ma l'eventuale figlio di mio figlio dovrà fare la stessa cosa? Si arriverà fino alla sesta generazione, oppure il tutto termina con noi parenti diretti?
      grazie e buona giornata.

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    3. Il tutto termina con voi parenti diretti attualmente in vita.-

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    4. Grazie avvocato e' stato molto gentile.
      Buona giornata.

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  12. Gentile avvocato grazie per la risposta, sono di nuovo Adriana, vorrei solo sapere se basta un testamento scritto a mano da mio marito , oppure necessita un notaio . Ringraziandola ancora

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    1. Ciao Adriana!
      Un testamento scritto a mano va bene solo se viene compilato a norma di legge, perché si corre il rischio che possa essere impugnato da chi si ritiene danneggiato, mentre se viene redatto davanti a un notaio ci sono delle spese da sostenere ma non si corrono rischi.-

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  13. Egregio Avvocato,
    vorrei sapere come può un figlio tutelarsi per la propria futura legittima con
    l'anziano padre ultra settantenne e ancora in vita, che ha:
    divorziato dalla propria madre e ora si è risposato
    e che, in seguito all'eredità derivante da beni della famiglia d'origine (suo padre),
    ha intestato un nuovo immobile alla seconda moglie, usando i denari provenienti dall'eredità.
    Questo figlio potrà, una volta deceduto il padre, richiedere la propria parte di legittima o ha già perso i propri diritti, assendo la villa ormai intestata alla seconda moglie?
    Altra indicazione: questo padre ha intestato a proprio nome un pingue conto bancario (parte della famosa eredità, appunto), un immobile commerciale e uno abitativo. E contro il volere del figlio, ha deciso di lasciare questi immobili, ora a lui stesso intestati, divisi come crede senza alcuna valutazione per le giuste % di legittima, cioè l'appartamento alla sua seconda moglie (oltre alla villa che ha già) e il negozio al figlio. Il figlio potrà impugnare questa serie di decisioni facendo fare, quando sarà, una perizia per ottenere la propria legittima per intero? Quale procedura dovrà seguire per poter ricevere di tutta l'eredità, la sua parte legittima, (villa, appartamento, negozio e conto bancario)?
    Distinti saluti, Anna

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    1. Ciao Anna!
      In vita il padre può disporre liberamente dei suoi beni, quindi solo dopo la sua morte i figli potranno eventualmente pretendere la loro quota di legittima.-
      Se il padre redige un testamento dovrebbe prevedere automaticamente per al quota di legittima agli aventi diritto.-
      L’art.563 del codice civile prevede che se il donatario nei cui confronti è chiesta la riduzione ( cioè l’impugnativa) della donazione – in quanto in tutto o in parte lesiva dei diritti che sono garantiti a quegli stretti familiari e nella misura che la legge indica anche per ciascuno di essi – ha alienato a terzi il bene, colui che agisce in riduzione può chiedere la restituzione del bene anche nei confronti dei successivi acquirenti qualunque sia il loro numero purché non siano passati venti anni dalla donazione.-

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  14. Avvocato buongiorno. Abbiamo ricevuto in successione io mia madre e mio fratello una casa in campagna, un terreno, e dei titoli che mio fratello ha tolto, prima della morte di mio padre, spostando il conto che aveva cointestato con mio padre su un altro, ora cointestato con mia madre, lasciando sulla successione la dicitura: titoli 00. Mio padre era ultraottantenne e hanno fatto lo spostamento a mia insaputa. Ora che rivendico la mia firma su quel conto, mia madre fa orecchie da mercante e mio fratello anche... Cosa devo fare?

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  15. Oltretutto mio padre era allettato, e non più in pieno delle sue facoltà psichiche, quindi lui ha agito in maniera non in regola, secondo me e continua ad agire su tutte le cose di mia madre ottantasettenne, dalla delega sulla pensione alla gestione di tutte le varie scartoffie oltre alla insistente volontà di incuncargli fischi per fiaschi e di conseguenza farle con tutta probabilità farle fare mosse testamentarie non consone. Visto che miamadre oltre a quel conto è anche intestataria soltanto lei di una casa a Roma di un valore maggiore e nella quale vivo io con mia moglie e figlio, visto che le si ritiro' nella casa in campagna. Capisce la mia giusta apprensione.. Come devo comportarmi per non avere sorprese future, oltre a quelle già avute? Grazie avvocato

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    1. Purtroppo Tua madre in vita, se non viene interdetta, può disporre liberamente dei suoi beni, quindi solo alla sua morte potrai eventualmente pretendere la Tua quota di legittima, se non verrà rispettata.-

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  16. Gentile avvocato .mia suocera è deceduta a maggio del 2014 e, mia moglie ha ereditato un appartamento insieme alle due sorelle pagando le tasse di tasi per la mamma abitazione principale per 4 mesi e tasi e imu per i rlmanenti 8 mesi nella dichiarazione 730 di quest'anno2015 per i redditi del 2014.Dato che mia moglie è a mio carico non possedendo nulla tranne il 50% della abitazione principale dove abitiamo,vorrei sapere se in questa dichiarazione avrei dovuto mettere 1/3 del valore catastale dell'appartamento ereditato? (l'appartamento è tuttora libero non affittato ) l'intenzione delle sorelle è quella di venderlo (la voltura catastaleè stata fatta intestando alle tre sorelle). La ringrazio di cuore.

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    1. Purtroppo SI!
      Tua moglie doveva presentare il 730 dichiarando sia il suo 50% dell'abitazione principale, anche se esente da tassazione IRPEF + l'appartamento ereditato per la sua quota di proprietà soggetto invece a tassazione.-

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    2. Ciao Gianfranco in merito alla tua risposta ho un dubbio: Non è così sicuro che la moglie doveva presentare il 730 perchè col 50% dell'abitazione principale e il 33% della casa ereditata potrebbe non arrivare a 500euro e quindi esentata.Quindi perchè dire a priori che doveva presentare il 730

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    3. Ciao Francesco!
      In effetti la normativa prevede che è esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi chi possiede esclusivamente redditi da terreni e/o fabbricati, comprese abitazione principale e sue pertinenze, uguali o inferiori a 500 euro.-

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  17. Gent.mo Gianfranco, abbiamo ereditato e fittato un'immobile ( siamo quattro figli).
    La mia quota di affitto corrisponde ad euro 87 mensili. Dovrei fare dichiarazione dei redditi, considerando che non ho altre entrate? Grazie.

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    1. Purtroppo SI!
      E' esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi il contribuente che possiede redditi per i quali è dovuta un'imposta non superiore a 10,33 euro, e non è il Tuo caso.-

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  18. Buongiorno Avvocato, in merito ad una successione nella quale non erano stati riportati i terreni ( valore irrisorio , mai stampati allo sportello del catasto a seguito ns. richiesta di visura per soggetto ) Lei ci suggeriva di riaprire la dichiarazione - anno 2014- ma quanto ci costerebbe? e quanto invece se l'irregolarità venisse contestata? In questa seconda successione naturalmente provvederemmo a dichiararli come possedimento ereditato. Grazie infinite......purtroppo abbiamo poca liquidità.......si lavora e si guadagna per sopravvivere!

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    1. Purtroppo non posso esserti d'aiuto perché non mi risultano tariffe omogenee in materia, Ti consiglio quindi di rivolgerti a uno studio notarile per avere un'idea precisa dei costi.-

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  19. Buonasera
    Se i miei genitori hanno dei debiti
    Ed io mi sposo l'anno prossimo, quindi farei famiglia a parte con mia moglie in un'altra redidenza, alla morte dei miei genitori i loro debiti continueranno a cadere su di me, nonostante me ne sia andato dal loro stato di famiglia? ..e se si, come potrei tutelarmi?

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    1. Fino a quando i tuoi genitori sono in vita Tu non puoi fare nulla, quindi alla loro morte dovrai decidere se accettare l'eredità senza riserve, accettare l'eredità con beneficio d'inventario o rinunciare all'eredità, rivolgendoti eventualmente a suo tempo a un notaio.-

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  20. Salve avvocato,i miei genitori ultra 80 enni sono proprietari di un appartamento hanno solo 2 figli io è mio fratello è pensavo di essere erede alla loro morte al 50% con mio fratello... ma così non è perchè ho saputo che i genitori hanno fatto testamento o donazione (non so con sicurezza cosa) a mio fratello o al figlio (mio nipote) potrei sapere io a cosa ho diritto per legge e come posso tutelarmi?Come faccio a sapere se hanno fatto testamento o donazione? Grazie infinite per la risposta.

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    1. Ciao Giuseppa!
      Eredità con testamento:
      Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile.-
      Questo significa nel tuo caso che Tu per legge avrai diritto solo al 33,3% del patrimonio dei tuoi genitori, come quota di legittima.-
      Fino a quando i tuoi genitori sono in vita Tu non puoi fare nulla, e alla loro morte potrai solo pretendere che ti venga garantita la quota di legittima.-

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    2. Grazie dott Censori.questo vale se c'è testamento ma se hanno fatto donazione a qualcuno avrò sempre diritto alla quota di legittima?come posso venirne a conoscenza se c'è donazione? Grazie ancora Giuseppa.

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    3. Ciao Giuseppa!
      Anche questo è un problema che potrai porti solo alla morte dei tuoi genitori, in quanto solo allora potrai verificare se negli ultimi anni di vita hanno effettuato delle donazioni.-

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    4. Salve dott.Ho fatto ricerche alla conservatoria... ebbene si tutte e 2 i genitori hanno fatto donazione per intero a mio fratello che ha accettato. mi sono recata dal notaio dove ho visto l'atto e raccontato l'accaduto il notaio mi disse che posso impugnare l'atto. Secondo lei può essere annullato? Grazie Giuseppa.

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    5. Ciao Giuseppa!
      NO!
      L'atto non può essere annullato, ma alla morte del tuoi genitori potrai far valere i tuoi diritti, impugnando le donazioni.-
      L’azione di impugnativa è diretta a rendere inefficaci tanto le disposizioni testamentarie quanto le donazioni , perché per patrimonio ereditario si intende la somma di quanto viene trasmesso per successione e di quanto è stato donato in vita dal defunto al valore che sarà stimato alla morte della persona della cui successione si tratta.-

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  21. Buonasera, avvocato volevo chiederle i seguenti dubbi a riguardo di una eredità:
    Una abitazione divisa da 2 appartamenti dove gli appartamenti sono in comproprietà di più eredi: 3 fratelli + 1 fratello deceduto da 10 anni che lascia moglie e figlio minore. Un appartamento è stato concesso solamente ad un figlio in comodato gratuito, l'unico figlio che 10 anni fa è deceduto il quale lo abitava con la moglie e il figlio che ad oggi ha 14 anni e risulta minorenne.
    Con la morte della madre unico genitore rimasto dei 4 figli gli eredi si chiedono:
    1) Il minore ha diritto di restare nell'appartamento fino alla maggiore età?
    2) Il comodato continua o può terminare?
    3) Se la vedova decide di acquistare le altre quote per diventare unica proprietaria vanta un diritto abitativo che gli permette di acquistarle ad un prezzo ridotto perché nell'appartamento vive con lei suo figlio minore.
    4) Possiamo chiedere la locazione finchè la vedova non decide di acquistare?
    5) La locazione o un indennizzo può essere retroattivo cioè partire da quando è morta la mamma dei 4 figli 2 anni fà?
    6) In caso gli eredi non si accordano per il prezzo di acquisto e vendita delle quote ereditate cosa succede?
    Grazie in anticipo per L'attenzione ed eventuali risposte..

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    1. - SI! Il minore ha diritto a restare nell'appartamento fino alla maggiore età.-
      - Il comodato gratuito può terminare al raggiungimento della maggiore età da parte del minore.-
      - NO! La vedova in caso di acquisto ha solo il diritto di prelazione, cioè di essere privilegiata allo stesso prezzo offerto da eventuali altri possibili acquirenti.-
      - NO! Non potete chiedere la locazione.-
      - Se gli erediti non si accordano per il prezzo di acquisto e vendita si va in causa e sarà il giudice a stabilire la vendita e la conseguente divisione del ricavato.-

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  22. Gentile avvocato Censori la ringrazio per la risposta datami il 25/10/2015 riguardo il 730 di mia moglie?.Ma, non capisco come e cosa avrei dovuto compilare del modello 730 la rendita catastale dell'abitazione principaleal 50%maggiorata del 5% è 627€ mentre il 33% della casa ereditata è 454€ e mia moglie è a mio carico non avendo mai lavorato. dovevo forse mettere questi dati sul mio 730? la ringrazio cordialmente.

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    1. La dichiarazione dei redditi è personale e non familiare, quindi Tua moglie deve presentare il 730 da sola, oppure potete presentare un 730 congiunto, dichiarando cioè ognuno due due i propri redditi.-

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  23. Buonasera avvocato Censori scusi mio italiano sonno española e ringrazio per la risposta in anticipo. il padre di mio figlio minorenne he morto da 1 anno era sposato con separacione dei benni ,separato consensualmente sensa a devito . avviamo fatto la sucesione a metad mio figlio e la moglie , ma non mi sta multo clara il padre de mio figlio a eredato di suo padre e questo non esta in la succesione ,la moglie separata consesualmente prendeva de li asegni di padre de mio figlio per manutensione (alora e con a devito penso)la mia domanda e posso chiedere al giudice una revisione di la succesione ,se lei prendeva questi asegni per manutensione ha dirito a la succesione.

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    1. Purtroppo NO!
      Anche se la moglie percepiva un assegno di mantenimento aveva comunque diritto alla sua quota di eredità.-

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  24. Gentile avvocato Censori siamo tre fratelli e,abbiamo ereditato da ns madre deceduta un appartamento che abbiamo già regi strato in catasto a nostro nome.Mentre i miei due fratelli possiedono l'abitazione dove abitano (abitazione principale)io vivo nell'abitazione di mia figlia. Vorrei sapere dato che i miei due fratelli pagano l'imu e tasi dello appartamento ereditato come seconda casa,io cosa dovrei pagare?, preciso che l'atto della successione l'ho fatta a mio nome dato che non possiedo nulla per potere pagare di meno la successione come prima casa.La ringrazio.

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    1. Purtroppo anche tu devi pagare la tua quota di IMU e TASI come i tuoi due fratelli, perché non si tratta comunque nemmeno per te della prima casa di residenza.-

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  25. Gent.mo, abbiamo qualche dubbio circa il valore catastale da riportare in successione dopo la morte di mamma - papà vedovo : ( villino A/7 -prima casa - rendita 976,10 rivalutata del 5% x 110 = 112.739,55?? terreni: dominicale 0,56 e 0,13 - agrario 0,32 e 0,07 - tot. 1,08 rivalutati del 25% x 90 = 121,50 ) i valori sono esatti? La ringraziamo tantissimo.

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    1. Gianfranco, ma la rendita della casa rivalutata del 5% non si moltiplica per 160? Forse in successione si usa il moltiplicatore 110?
      Scusami se metto in dubbio la tua risposta, ma almeno mi tolgo il dubbio anch'io

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    2. Ciao Francesco!
      Come si calcola il valore catastale:
      Il valore catastale si ottiene moltiplicando la rendita catastale (indicata nella visura) rivalutata del 5% per un determinato coefficiente stabilito per legge e variabile in base alla categoria catastale dello stesso immobile.
      Qui di seguito, per semplificare, troverete i moltiplicatori utilizzabili senza necessità di calcolare la rivalutazione della rendita del 5% (già compresa nel valore):
      - A (immobili a destinazione ordinaria) Abitazioni principali (1°casa) escluso A/1 A/7 A/8 x 115,5
      - Abitazioni secondarie (2°casa) o di Lusso x 126
      - TERRENI non edificabili (agricoli e non) x 112,50

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  26. Gentile Avvocato, avre bisogno di una delucidazione riguardo la ripartizione dell' eredità della mia povera mamma, le spiego meglio, perchè ho capito la suddivisione in quote più volte spiegata, ma il mio problema è un altro: Mia mamma aveva il suo appartamento al 100%, mio padre ne usufruirà fino alla morte come sarà pacifico. Quello che mi piacerebbe sapere, in caso di mancato accordo con la sorella perchè entrambi vorremmo la casa da acquistare, come si uscirebbe dall' empasse? Esiste ancora il famoso "diritto di primogenitura"? Mille grazie per la cortese attenzione e risposta.

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    1. I figli sono tutti uguali: maschi, femmine, primogeniti e successivi. Tutti hanno diritto ad un uguale porzione di eredità, salvo una piccola parte che il de cuius può lasciare a chiunque, anche ad estranei.-
      Se i figli non riescono a mettersi d'accordo tra di loro si va in causa e sarà il giudice a decidere sulla destinazione dell'eredità.-

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  27. Gentile Avvocato, siamo alle prese con la dichiarazione di successione.
    Come esporre sul Q. B le proprietà?
    progressivo 001 ...immobile...dati da visura catastale e valore;
    progressivo 002 e successivi....terreni con numero da visura 707 e 708 vanno inseriti su progressivo 002 e 003?
    sempre da visura il 707 e il 708 risultano seminativi e con due valori: dominicale e agrario...possiamo fare la somma di entrambi e trascrivere il valore?
    grazie e buon lavoro

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    1. - SI! Progressivo 002 e 003 puoi inserire i terreni.-
      - SI! Puoi inserire direttamente la somma tra valore dominicale ed agrario.-

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  28. Buongiorno Avvocato,le avevo già scritto in passato riguardo alla donazione di una casa da parte di mia cugina 84'enne,la casa è stata aquistata da me e pagata da mia cugina,spero che questo sia legale.Ora si è presentato un'altro ''problema'',l'unico figlio celibe e senza figli si è ammalato gravemente e io e la mia famiglia ci stiamo prendendo cura di loro su loro richiesta..lei ora vorrebbe intestarmi tutti i suoi averi,può farlo?Rispettando la quota di legittima del figlio chi potrebbe rivalersi su di me? Non ha altri parenti tranne due nipoti,lei non vorrebbe avessero nulla perchè non si sono mai interessati di loro'e qualche altro cugino come me la ringrazio e spero di essere stata chiara

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    1. SI!
      L'importante è che venga rispettata la quota di legittima per il figlio, altrimenti la donazione potrebbe essere impugnata.-

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    2. Grazie,ma va bene fatto tutto tramite versamenti di assegni circolari e intestazione del suo libretto postale? O bisogna recarsi da un notaio? È stato molto chiaro..sempre!!grazie e buongiorno

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    3. E' meglio rivolgersi comunque a un notaio, perché è vero che ci sono delle spese in più da sostenere, ma si è poi al riparo da ogni possibile futura sorpresa negativa.-

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  29. Buongiorno Avvocato, le pongo il seguente quesito.: mio padre è deceduto lasciando come eredi la sua seconda moglie, mia sorella e me. Tra le cose che abbiamo ereditato vi è un'auto molto vecchia di mio padre che però per poco non è considerata d'epoca e quest'anno dovremmo pagare il bollo. L'auto è custodita nella casa di sua moglie che non ci dà l'accesso. Io e mia sorella vorremmo venderla o rottamarla per non pagare il bollo, ma sua moglie non rende disponibile il bene comune né a noi né a possibili acquirenti. Quali sono i nostri diritti? E come possiamo fare a tutelarci? La ringrazio moltissimo per la sua risposta.

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    1. Per quanto riguarda la vendita o la rottamazione, senza l'accordo di tutti gli eredi non è possibile procedere, quindi o vi mettete d'accordo o dovete intentare una causa alla seconda moglie di vostro padre, per imporre la vendita e la conseguente divisione del ricavato.-
      Nel frattempo va comunque pagato il bollo auto e va divisa la spesa tra tutti gli eredi.-

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    2. La ringrazio molto avvocato Censori e la saluto cordialmente

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  30. Gent.mo Avvocato, leggendo una sua risposta sul valore catastale, mi accorgo :
    -A (immobili a destinazione ordinaria) Abitazioni principali (1° casa) escluso A/1 A/7 A/8 x 115,5......è esatto escludere i villini (A7) ? Gli immobili A/7 non sono inclusi nel calcolo x 115,5? GRAZIE!

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    1. Il valore catastale si ottiene moltiplicando la rendita catastale (indicata nella visura) rivalutata del 5% per un determinato coefficiente stabilito per legge e variabile in base alla categoria catastale dello stesso immobile.
      Qui di seguito, per semplificare, troverete i moltiplicatori utilizzabili senza necessità di calcolare la rivalutazione della rendita del 5% (già compresa nel valore):
      - A (immobili a destinazione ordinaria) Abitazioni principali (1°casa) escluso A/1 A/7 A/8 x 115,5
      - Abitazioni secondarie (2°casa) o di Lusso x 126
      - TERRENI non edificabili (agricoli e non) x 112,50

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  31. salve avvocato , mio padre è deceduto circa 2 anni fà , preciso anche che mio padre era sposato la seconda moglie di cui ha avuto 3 figli , mentre con la prima moglie "cioè mia madre" ci siamo io e mio fratello , a conti fatti sull'asse ereditario siamo 5 fratelli e la seconda moglie di mio padre , mio padre è deceduto senza fare nessun testamento notorile, la casa era al 100% di mio padre , arrivo al nocciolo della questione , io vorrei la mia parte di eredità , ma cè un piccolo problema , la moglie di mio padre non ha possibilità di liquidarmi la parte di eredità che mi spetta ,o meglio dire, non vuole sentir ragioni verso i miei confronti , non ha assolutamente intenzione di darmi quello che mi spetta di diritto , io chiedo a lei sig. avvocato in questi casi come dovrei comportarmi , o come posso muovermi ? ops dimenticavo una cosa importante , l'anno di successione è trascorso regolarmente , tanto è vero che mi ha spedito tutta la documentazione via email riguardante l'agenzia dell'entrate compreso di atto ereditiero e la lista di tutti gli eredi , raffigurante una fittizzia cifra di cui sta ad indicare quello che spetta ad ognuno di noi ereditieri .

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    1. Purtroppo puoi fare ben poco!
      Intanto devi comunque procedere con la successione con quale diventi proprietaria della tua quota dell'asse ereditario.-
      Quando gli eredi non si mettono d'accordo sulla divisione dell'eredità si va in causa e sarà quindi il giudice a imporre la vendita degli immobili e alla divisione del ricavato tra gli eredi.-
      Se si tratta però della prima casa di residenza, la seconda moglie di Tuo padre non può essere obbligata ne ad abbandonare la casa ne a liquidare gli altri eredi, quindi non sarebbe semplice trovare possibili acquirenti.-

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  32. Salve Avvocato! Le pongo un mio quesito: Convivo dal 2009 col mio compagno e da settembre 2015 ho portato la residenza nella nostra casa, casa acquistata solo a nome suo per scelta mia. Come posso "tutelarmi dagli eredi" nel caso lui venga a mancare? Vita lunga al mio compagno! Riesco a tutelarmi sposandomi? In tutta franchezza possono mandarmi un giorno via da casa mia? Grazie!

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    1. Purtroppo in Italia le convivenze non sono previste e quindi non sono tutelate dalla legge, pertanto solo con il matrimonio puoi tutelarti in qualche modo dagli altri legittimi eredi.-

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    2. Grazie!
      Chiedo scusa, ma cosa intende "solo col matrimonio puoi tutelarti in qualche modo..."?
      Aiuto!!! Avessi fatto intestare pure a nome mio!...
      O non sarebbe cambiato niente? Nel senso che gli eredi entrano sempre? Grazie!

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    3. Siccome in Italia le convivenze non sono riconosciute dalla legge, vuol dire che alla morte del Tuo compagno tu non avresti alcun diritto e dovresti anche lasciare la casa, che andrebbe ai suoi familiari eredi, dei quali purtroppo tu non faresti comunque parte.-
      Nel tuo caso quindi per poter vantare dei diritti ci sono solo due opzioni possibili, e cioè o il matrimonio o un testamento in tuo favore del tuo compagno.-

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    4. Buonasera Avvocato!
      Si pensava al testamento olografo!
      Va bene oppure ci consiglia altro?
      E' valido e mi tutela a tutti gli effetti?
      Ancora Grazie!

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    5. Per evitare ogni rischio che il testamento possa un domani essere impugnato da terzi interessati, è consigliabile che il Tuo compagno si rivolga a un notaio.-

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  33. Gentile Avvocato le vorrei porre un quesito.Una nostra anziana vicina ha perso da poco il coniuge il quale con testamento olografo la ha nominata erede universale.La coppia non ha figli ed il marito era proprietario dell'immobile di residenza (acquistato prima del matrimonio avvenuto nel 1978).La coppia era in comunione dei beni.Non avendo un buon momento economico come può la signora ..risparmiare sulle spese di successione?? E' necessario che pubblichi il testamento tramite notaio oppure essendo la moglie diventa automaticamente la proprietaria?? L'accettazione deve essere per forza redatta da un notaio??Come può la signora spendere il meno possibile??.Il marito non aveva nessun familiare o parente.Spero che possa "illuminarci" Grazie

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    1. Non capisco perché il marito ha redatto un testamento, perché in mancanza di figli, senza fratelli e senza ascendenti l'intera eredità va al coniuge.-
      Comunque nel caso della Tua vicina è necessario che si pubblichi il testamento, e potrebbe fare la successione rivolgendosi direttamente a un CAF abilitato.-

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  34. Salve Avvocato, volevo chiederle se possibile un chiarimento, se un familiare lascia esempio: 10000.00 euro di cui la meta al figlio legittimo e la restante al figlio naturale, se uno di essi vuole ottenere la propria quota, il notaio può imporre la necessità della firma dell'altro figlio per ottenere la propria quota? Grazie Cordiali Saluti.

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    1. Purtroppo SI!
      Il notaio può imporre la necessità della firma di entrambi i figli che si dividono l'eredità.-

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  35. Gentile avvocato, secondo il testamento di mia madre,della casa in cui abito (che era di sua proprietà) io erediterei oltra la quota legittima, anche la disponibile, mentre i restanti due fratelli sono proprietari di un terzo. Ora, uno dei due vorrebbe "devolvere" la quota legittima alla moglie o addirittura alla nipote acquisita non avendo lui figli. Ma cosa c'entrano, costoro, con la nostra casa? Grazie

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    1. Per legge ogni legittimo erede può disporre liberamente della sua quota di eredità, che può quindi cedere o donare a chi vuole.-

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  36. Gentile Sig. Avvocato con mio fratello siamo proprietari di un rustico e dei terreni però su parte di questi esiste una legittima dell'1% di una persona morta da 55 anni ,le 2 figlie di questa gia oltre gli ottantanni non vanno d'accordo e non vogliono fare la successione .Noi vorremmo vendere ma diventa difficile con questo problema

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  37. Gentile Avvocato volevo specificare che questa proprietà e stata da noi acquista nel 2002, quindi volevo sapere se esiste qualche soluzione per risolvere questo problema e per poter vendere ,La ringrazio ,Cordiali Saluti

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    1. Ciao Roberta!
      Purtroppo, se non riuscite a mettervi d'accordo, l'unica opzione possibile è che intentiate una causa alle 2 figlie in modo che sia il giudice a imporre la vendita del rustico e dei terreni e la divisione del ricavato in base alle quote spettanti ad ognuno.-

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  38. Caro Avvocato:
    Le scrivo perché ho bisogno di un chiarimento sul seguente tema: Mio padre è morto otto anni fa e i miei due fratelli ed io pensavamo che non avesse lasciato nessun bene. Invece un anno fa habbiamo saputo che aveva lasciato una piccola propietá senza valore ed abbiamo deciso rinunciare all'eredita.
    Come io abito in un' altra cittá ho spedito la mia rinuncia a finché i miei fratelli potessero procedere inmediatamente alla rinuncia congiunta. Tuttavia solo dopo alcuni mesi i miei fratelli hanno realizzato l'atto di rinuncia.

    Nel tempo trascorso tra la mia rinuncia e la loro: i miei fratelli avrebbero potuto usare le mia rinuncia per ricevere un' eredità di mio padre che non sia stata di mia conoscenza? ¿Sarebbe stato possibile per i miei fratelli rinunciare all'ereditá se qualche mese prima avessero accettato e ricevuto dei beni di questa stessa ereditá? É possibile rinunciare all'eredita avendo giá ricevuto ed accettato dei beni di questa ereditá?


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    1. Ciao Antonio!
      - SI! I Tuoi fratelli avrebbero potuto usare la Tua rinuncia per ricevere la loro + la tua quota di eredità.-
      - NO! Se si è accettata l'eredità e ricevuto dei beni, successivamente non è più possibile una rinuncia alla stessa eredità.-

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  39. Gentile Avvocato, la ringrazio per la risposta fornitami circa il 3° della casa che mio fratello intenderebbe intestare, attraverso donazione, alla moglie ed alla nipote di lei...Supponiamo però che io (proprietaria a mia volta di un terzo più la disponibile) ed avendo nella casadi nostra madre residenza e domicilio non sia d'accordo nel vendere non possendo nulla all'infuori di questa abitazione, mentre lui e la moglie stanno pagando la casa di loro proprietà, temo che sia la moglie che la di lei nipote possano in futuro crearmi dei problemi.Ma possibile che io non possa difendermi in alcun modo da chi direttamente o indirettamente ambisce ad un bene proveniente dalla mia famiglia?? Come tutelarmi? Faccio presente che mio fratello e la moglie sono in comunione di beni, per cui, dal poco che ne so, non dovrebbe entrare nel patrimonio comune anche il terzo di casa da lui ereditata. E infine: si può fare già da ora una donazione in favore della nipote "acquisita"? Comprenda la mia amarezza, la prego, tanto più che il desiderio mio e di nostra madre sarebbe stato che alla fine di questo terribile "iter" l'immobile andasse al nipote diretto, figlio del terzo fratello. Che fare? mi aiuti

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    1. Se Tu sei proprietaria di un 3° della casa, la casa non può essere venduta senza il tuo consenso, e tu avresti comunque il diritto di prelazione.-
      Gli altri comproprietari potrebbero eventualmente ricorrere a un tribunale per imporre la vendita, ma essendo la Tua prima casa di residenza non potrebbero obbligarti ad andartene, quindi ammesso che riescano a venderla con te dentro, potresti comunque rimanerci a vita.-

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  40. Caro Avvocato:
    Le chiedo consulenza per un mio dubbio: Io e mio marito siamo sposati in comune e con la comunione dei bene, non abbiamo figli, e la casa dove viviamo l'aveva acquistata lui, prima del matrimonio, perciò a nome suo.
    Nel caso lui venga a mancare io potrò continuare a vivere in questa casa? Oppure dovrò pagare agli eredi qualcosa? Mi faccia capire... mi illumini!

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    1. Non so chi sarebbero gli eredi di tuo marito!
      Se Tuo marito ha dei fratelli, alla sua morte l'eredità andrebbe divisa tra te i suoi fratelli, quindi dovresti poi metterti d'accordo con loro sulla destinazione della casa.-
      Ovviamente se Tuo marito vuole che la casa resti solo a te, deve redigere un testamento in tuo favore.-

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    2. Avvocato la ringrazio e le chiedo... Che tipo di testamento deve redigere?

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    3. Per evitare ogni rischio che il testamento possa un domani essere impugnato da terzi interessati, è consigliabile che Tuo marito si rivolga a un notaio.-

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    4. Avvocato Grazie!

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  41. Buongiorno,
    siamo sei fratelli,abbiamo avuto in eredità l'abitazione di nostro padre, sono già state pagate le tasse di successione, adesso abbiamo deciso di vendere la casa e volevamo sapere che tasse ci sono da pagare. La casa ha un valore di 360.000 euro, nel rogito il suo valore è di 60.000 euro. Qualcuno mi ha detto che dobbiamo pagare l'irpef sulla differenza fra il valore del rogito e quella della vendita cosi come avviene per i terreni edificabili. Se è vero sarebbe una mazzata esorbitante di tasse, circa 120/130 mila euro di tasse. A me sembra assurdo, se fosse vero potremmo fare come si fa per i terreni pagando un'imposta sostitutiva come si fa appunto per la rivalutazione dei terreni? Comunque spero che non sia vero e bastano già le tassa pagate in fase di successione.Sperando in una sua risposta positiva Le auguro un buon Natale e un buon 2016

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    1. Ciao Francesco!
      Il fisco ‘colpisce’ laddove nell’operazione di vendita di una casa si intravvede un intento speculativo, che si concretizza con la plusvalenza ottenuta tra la fase di acquisto o di costruzione di un immobile e quello della vendita. Quindi in via di principio, se si ottiene una plusvalenza con la vendita di una casa tra privati, ma sono trascorsi almeno 5 anni, non c’è speculazione, quindi non c’è l’applicazione di alcuna tassa.
      L’ imposta sulla casa non è dovuta anche se sono trascorsi meno di 5 anni, ma il proprietario (od un suo familiare) vi ha eletto la propria residenza, attestandone il fatto che si è trattato di un’abitazione principale e non di un’operazione con scopo speculativo (anche se la casa non ha usufruito delle agevolazioni prima casa, diventandola successivamente con l’uso che ne è stato fatto).
      Negli altri casi si deve pagare la ‘tassa sulla plusvalenza’ che viene sottoposta all’aliquota fiscale applicata sui redditi del venditore oppure, su richiesta, all’aliquota sostitutiva ferma al 20% (che è quella che conviene di più).-

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    2. Ciao ho trovato questo articolo sul sito http://www.leonardoimmobiliare.info/17-vendere-casa-ereditata.html

      Tassazione di vendita della casa ereditata: plusvalenza e imposte

      In genere, un immobile acquistato e rivenduto prima dei 5 anni è soggetto a tassazione sulla plusvalenza. La plusvalenza altro non è che la differenza di valore tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto di un immobile. Questo valore è considerato un guadagno in quanto la vendita entro 5 anni viene considerata come attività speculativa e dunque va tassata con un'aliquota del 20%. Ovviamente se non c'è plusvalenza non c'è tassazione.
      Nel caso di vendita di una casa ereditata invece non si è soggetti a tassazione sulla plusvalenza se la vendita è successiva ai 5 anni. Si è soggetti ad una tassazione del 5% sulla plusvalenza nel caso di una vendita prima dei 5 anni.

      Porto alla tua attenzione la lettura da: Nel caso di vendita di una casa ereditata...............
      penso che faccia al caso mio e devo pagare solo il 5%, sei d'accordo?

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  42. buongiorno.
    Tempo fa io e mio marito, abbiamo sottoscritto un mutuo per aiutare mio figlio e gli abbiamo dato una somma considerevole come prestito per acquisto di una casa intestata a lui.. Contemporaneamente lui stesso, ha stipulato un mutuo per arrivare alla cifra . Successivamente si e' sposato in comunione di beni. Cosa dovrei fare per tutelare mia figlia (la sorella) Devo redigere una scrittura dove risulta che ho prestato soldi a mio figlio? Se dovesse mancare mio figlio la moglie ha diritto di abitazione nella casa? La moglie eredita la maggior parte della casa?. La moglie eredita anche buona parte del debito riguardante il mutuo intestato a mio figlio? I soldi che io e mio marito abbiamo prestato, possono in qualche maniera far parte del debito che eredita ? Quali prove dovrei avere? Ho stampato dei movimenti bancari dove risulta che abbiamo fatto bonifico al suo conto corrente come prestito. Abbiamo invece altri movimenti bancari di ritiro di grosse cifre che non hanno la causale. Anche se non sono in possesso dei movimenti bancari di mio figlio, e’ da considerare che nello stesso giorno o il giorno dopo, mio figlio ha effettuato i pagamenti della casa (e i pagamenti sono evidenziati anche nelle scritture private e nel rogito) con somme corrispondenti alle grosse cifre ritirate dal nostro conto corrente. Lo stesso problema sussisterebbe se venissimo a mancare sia io o mio marito. La sorella puo’ dimostrare con quello che e’ in mio possesso, di aver diritto a quella cifra da noi elargita al fratello? Grazie mille per una eventuale risposta

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    1. Ciao Grazia!
      Per tutelare Tua figlia, Tuo marito e tuo figlio dovrebbero sottoscrivere una scrittura privata, meglio se con atto notarile, nella quale deve essere indicata la cifra percepita da tuo figlio + l'importo del mutuo che state pagando per suo conto, nonché un termine entro il quale dovrà o almeno dovrebbe restituirvi il tutto.-
      La scrittura dovrà essere redatta in tre copie, una per Tuo marito, una per tuo figlio e una per tua figlia.-
      Se dovesse mancare Tuo figlio la moglie avrebbe diritto di abitazione nella casa, ed erediterebbe la casa per intero se da sola, o insieme ai figli o insieme a voi se ancora in vita.-
      Ovviamente chi eredita la casa dovrai poi accollarsi anche l'eventuale mutuo residuo di Tuo figlio.-

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    2. Grazie mille per la risposta molto esauriente. Se riesco a convincere mio figlio, e' tutto ok. Nell'eventualita' che ci fossero dei problemi a redigere questa scrittura(non sto a dire quali), se noi genitori venissimo a mancare senza aver potuto redigere questa scrittura, mia figlia potrebbe dimostrare, con i nostri tabulati bancari, durante l'atto di successione che mio figlio aveva questo debito? Oppure dovremmo fare testamento specificando che mio figlio ha avuto gia una somma a titolo di prestito e quindi la cifra andrebbe tolta dall'asse ereditario a favore di mia figlia?

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    3. Ciao Grazia!
      Purtroppo i tabulati bancari non sarebbero una prova sufficiente, quindi se volete "andarvene" tranquilli è necessaria o una scrittura privata o un vostro testamento.-

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  43. Egregio Dott.Censori, approfitto di questo spazio per sottoporLe una questione. Nel 1992 mio nonno ha fatto testamento disponendo delle sue proprietà che constano di una casa patronale con annesso campo e barchesse, di tre appartamenti e due negozi. Poichè a mio padre è stato assegnato il lotto più grande (la casa patronale, il campo e le barchesse), ha dovuto indennizzare i suoi fratelli per quanto riguarda la "differenza" fra le parti che allora ammontava a circa 70 milioni di lire. Questo passaggio di denaro è avvenuto con la sottoscrizione di una scrittura privata (che, peraltro, abbiamo oggi scoperto mancare della firma di mio padre!) a cui non è mai seguita la formalizzazione da un notaio. Ora, avendo noi figlie e generi avanzato il dubbio che questa scrittura non sia regolare vorremmo tutelarci a nostra volta rispetto ad eventuali futuri ripensamenti dato che fra le famiglie dei miei genitori e dei miei zii non corre buon sangue. Il nonno è mancato nel 2012 ed è seguita regolare successione con l'assegnazione delle varie parti che comunque rimangono "vincolate" dall'usufrutto di cui gode la nonna(la quale inoltre vorrebbe accollare le tasse dell'IMU a mio padre in quanto abita nella casa patronale!!!). Cosa ci consiglia di fare? Abbiamo già fissato un appuntamento dal notaio ma nell'attesa vorremmo avere qualche delucidazione. Saluti.

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    1. Se nel 2012 è stata effettuata una regolare successione, senza che qualcuno degli eredi abbia avuto qualcosa da obiettare, la successione è regolare e valida, e quindi il notaio deve solo formalizzarla senza che qualcuno possa opporsi, a prescindere dal fatto che la scrittura privata sia stata sottoscritta o meno da tutte le parti.-

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  44. Siamo una famiglia di 4 figli, di cui 3 sposati 1 vivente tuttora con mia madre.mio padre è deceduto 2 anni fa. Abbiamo fatto regolare successione.La mia domanda è questa:Mia madre può,alla sua morte, lasciare l'usufrutto dell'appartamento a mio fratello single che tuttora vive con lei?Saluto e ringrazio aspettando la sua risposta.Antonio 1964

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    1. SI!
      Tua madre può con testamento lasciare l'usufrutto dell'appartamento a tuo fratello single.-

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  45. buonasera avvocato,
    avrei bisogno del suoi aiuto, purtroppo a dicembre è venuta a mancare mia nonna, la quale come unica proprietà aveva un piccolo locale accatastato come c/1. Essendo mia madre figlia unica e già orfana di padre cosa deve fare per questo immobile? Ci sono tasse da pagare? E' necessario per forza un notaio o esite una pratica da fare direttamente all' agenzia dell entrate?
    La ringrazio per la sua disponibiltà
    Cordiali Saluti

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    1. Dichiarazione di successione:
      La dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che coincide, generalmente, con la data del decesso del contribuente.
      È necessario compilare l’apposito modulo (modello 4) disponibile presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e successivamente presentarlo all’ufficio nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza del defunto.
      Attenzione:
      i dati catastali relativi agli immobili oggetto della dichiarazione di successione vengono acquisiti d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate; i contribuenti non sono, quindi, più tenuti ad allegare alla dichiarazione gli “estratti catastali” (risoluzione n. 11/E del 13 febbraio 2013).
      Se si utilizza un modello differente, la dichiarazione risulta nulla.
      Se il defunto non aveva la residenza in Italia, la denuncia di successione deve essere presentata all’ufficio dell’Agenzia nella cui circoscrizione era stata fissata l’ultima residenza italiana.
      Se non si è a conoscenza di quest’ultima, la denuncia va presentata alla Direzione Provinciale II di ROMA - Ufficio Territoriale ROMA 6 - EUR TORRINO, in Via Canton 20 - CAP 00144 Roma.
      L'ufficio restituisce al dichiarante:
      una ricevuta di accettazione
      le copie necessarie per le volture catastali
      le copie necessarie da presentare all’autorità giudiziaria per il rilascio del certificato di eredità per l'intavolazione, se nella dichiarazione sono presenti immobili situati nelle zone in cui vige il sistema tavolare o dei libri fondiari.
      Per il rilascio di ulteriori copie conformi della dichiarazione presentata che, ad esempio, potrebbero essere richieste dalle banche per svincolare titoli, è necessario munirsi di contrassegni telematici (ex marca da bollo).
      Attenzione
      Entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione è necessario presentare la richiesta di voltura degli immobili agli uffici provinciali - Territorio dell'Agenzia.

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  46. Buonasera Dr. Censori. Nostra Madre è deceduta e dobbiam procedere con gli obblighi della successione. Considerando che per me, mia skrella e nostro padre non è prima casa e la rendita catastale è di 201 euro saprebbe indicarmi approssimativamente la spesa che in famiglia dovremo sostenere? Grazie.

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    1. VALORE CASA = 201 x 126 = 25.326 euro
      Stiamo facendo l'esempio in cui non si goda di agevolazione di prima casa e quindi le imposte andranno versate per intero. Le imposte da pagare saranno le seguenti:
      - imposta ipotecaria 2%
      - imposta catastale 1%
      - tassa ipotecaria 35 euro
      - imposta di bollo 64,00 euro

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  47. buona sera mio padre è deceduto e aveva solamente un conto corrente saldo €100 e un libretto postale intestato solamente a lui con circa 15000€ io e mio fratello dobbiamo fare la successione???????

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    1. NO!
      Non c'è obbligo di dichiarazione di successione se l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l'attivo ereditario ha un valore non superiore a 25.823 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.-

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  48. Buonasera. Se una signora muore, non lascia testamento, ha un marito e 2 figlie e due fratelli (genitori deceduti), queste ultime rinunciano all'eredità, la loro quota passa al marito o ai fratelli? grazie

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    1. Se la signora non lascia testamento, e le figlie rinunciano all'eredità, la loro quota passa al marito della signora defunta.-

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    2. Grazie per la risposta. Il dubbio era venuto perché ci era stato detto che avendo le figlie rinunciato, andavano considerate come non "esistenti" e quindi gli eredi sarebbero stati per 2/3 il marito e per 1/3 i fratelli e la quota di 1/3 sarebbe rimasta tale indipendentemente dal numero dei fratelli e anche se qualcuno avesse rinunciato.

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    3. Art. 522 codice civile: Devoluzione nelle successioni legittime:
      Nelle successioni legittime la parte di colui che rinunzia si accresce a coloro che avrebbero concorso col rinunziante.-

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  49. Buona sera.
    Dopo la morte di mio padre da premettere che era divorziare e risposato con figlio abbiamo fatto la dichiarazione di successione come previsto per legge. Dopo 10 anni che io mia sorella e mia madre abbiamo continuato a vivere nella casa che mio padre aveva aquistato in comunione con mia madre , la seconda moglie con il figlio ci hanno chiesto la loro quota +gli affitti con i relativi interessi ........e tutto normale???e possibile che ci chiedono gli affitti più gli interessi ???. Grazie

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    1. Salve avvocato.....ho letto qualcosa sulla casa familiare.
      Può rientrare nel mio caso??? è opppormi sugli affitti??? Se mi può dare una delucidazione???
      Grazie

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    2. Ciao Saverio!
      La casa familiare ti consenti il diritto di continuare a viverci, ma non a titolo gratuito.-

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    3. Anche se era stata assegnata dal giudice nella sentenza di divorzio....e alla morte di mio padre non eravamo economicamente autonomi....nessuno di noi tre anche se maggiorenni
      grazie

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    4. Ciao Saverio!
      Purtroppo SI!
      Questo significa che, o cercate di mettervi d'accordo tra di voi, o ci sarà una causa e sarà un giudice a dirimere la controversia.-

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    5. Grazie mille...e mi scusi

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    6. Ciao Saverio!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  50. buonasera,
    il 7 dicembre e' macato mio padre siamo 3 fratelli...non aveva immobili ma un conto corrente bancario. supponendo che i
    soldi saranno divisi per 3.. uno dei miei fratelli in fase di sucessione...chede se puo' direttamente donare i soldi della sucessione alla figlia!!!!!! si puo' fare? e se e' si dobbiamo per forza dichiarare la sucessione con un importo di 60000?????

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    1. Purtroppo NO!
      Gli eredi siete voi 3 fratelli, quindi dovete dichiarare in successione ciascuno la propria quota di competenza, poi una volta concluso l'iter burocratico potrete disporre liberamente della vostra quota spettante.-

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  51. salve avrei un dubbio da chiarire,i miei genitori hanno costruito 5 appartamenti x noi 5 figli,le case sono intestate a loro ma il condono edilizio a ognuno di noi,i miei genitori hanno gia fatto la donazione ai miei 4 fratelli,io x problema di soldi nn riesco a pagare il condono e bucalossi al comune di fiumicino,e quindi ancora no,ma vivo in questa casa dal 2000 e le utenze sono a mio nome,se dovessero venire a mancare il mio appartamento adrebbe a tutti i figli oppure solo a me??la prego mi dia una risposta perché tra i fratelli ce ne uno che proprio ce l'ha con me,questa è la seconda volta che gli scrivo,grazie aspetto notizie

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    1. La normativa prevede che alla morte dei due genitori, senza testamento, le loro proprietà vengono divise in parti uguali tra i figli, e questo significa nel tuo caso che solo l'appartamento in cui vivi andrebbe diviso in 5 parti uguali tra voi 5 figli.-
      Successivamente, qualora i Tuoi fratelli non dovessero rinunciare alla loro parte, Tu potresti intentare una causa per richiedere la tua quota di legittima.-

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    2. grazie,ma mi scusi anche se sulle loro donazioni ce scritto (la presente donazione viene fatta e accettata a titolo di anticipata successione a valere sulla quota leggettima e per l'eventuale supero a valere sulla quota disponibile con dispensa dalla collocazione?)cosi ce scritto su quello di mia sorella sugli altri nn lo so ma posso chiedere tranne di una che proprio è cattiva nei miei confronti...grazie mille

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    3. SI!
      La quota di legittima spetta anche sulle donazioni.-

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  52. Egregio dott.Censori
    Mia moglie ed altre 5 sorelle sono proprietarie di un appezzamento con casa colonica inclusa, proprieta' non ancora frazionata , la madre ancora usufruttuaria.
    Negli anni una sorella si è "costruita"prevaricando i diritti altrui, una casa sul terreno di tutte,con la scusa di aver lavorato piu di tutte....( e si è presa piu di tutte)grazie ad una pseudo donazione fatta dalla madre, essendo parecchie figlie ancora minorenni.
    Ora arriva l'IMU da pagare ad ognuna essendo tutte proprietarie. Non essendoci un accordo per il frazionamento( praticamente di 6000 mq di terreno ne pretende 3000 mq....) Le chiedo:
    se non versiamo l'IMU L'Agenzia delle Entrate arriva a pignorarci QUEL BENE?...o puo rivalersi su altre cose?...è quello che speriamo visto che colei che ci abita, non vuol saperne di pagarsi l'IMU.
    Stiamo cercando di farla ragionare ma….tra geometri ed avvocati ci sta portando in tribunale…rischiamo di dover pagare un conto salato per una causa che TUTTI COLORO CHE ABBIAMO INTERPELLATO , CI DANNO VINTA MA…..????
    La ringrazio

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    1. Ciao Gianni!
      Purtroppo SI!
      Se non versate l'IMU, l'Agenzia delle Entrate può far pignorare il terreno, ma può anche rivalersi su altre cose, quindi dovete o cercare di mettervi d'accordo o di risolvere comunque la questione per via giudiziaria.-

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  53. Buonasera il quesito che vorrei porle è questo io e mio marito siamo in separazione di beni sposati dal 1973 abbiamo 2 case mio marito ha fatto testamento al 100% in mio favore abbiamo 3 figli alla sua morte
    (spero tardi )come sarà suddivisa l'eredità? è meglio tornare in comunione di beni? sentitamente ringrazio

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    1. Il regime di comunione o di separazione dei beni serve solo a stabilire chi è proprietario delle 2 case, cioè se di entrambi al 50% ciascuno, o al 100% la persona intestataria.-
      Comunque la normativa prevede quanto segue:
      Senza testamento:
      33,3% dell'asse ereditario al coniuge + 66,6% in parti uguali per i 3 figli.-
      Con testamento:
      25% dell'asse ereditario al coniuge + 50% in parti uguali tra i 3 figli + 25% quota disponibile, che è la quota che un coniuge potrebbe destinare all'altro.-

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  54. Buongiorno Egregio,
    Mio padre deceduto nel 1993 e mia madre. Attualmente viva ed in buona salute per Grazia di Dio hanno una casa. Nella stessa vive mio fratello il quale il prossimo anno ha deciso di sposare la sua attuale fidanzata. Mia madre andrà a vivere in un altra casa con il suo attuale marito, lasciando "usare" a mio fratello la casa che attualmente sarebbe anche mia al 33% se nn erro. La mia domanda è a cosa vado in contro anche a distanza di più anni lasciando che mio fratello usi la suddetta? E cosa posso chiedere del.mio 33%. La ringrazio della sua cortese disponibilità. Saluti.

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    1. Tuo fratello anche se è proprietario della casa al 33,3% non ha titolo per risiedervi a titolo gratuito, quindi una volta che tua madre andrà a vivere in un'altra casa potrai pretendere o che la casa venga messa in vendita, che eventualmente Tuo fratello rilevi le vostre quote, o che vi rimanga riconoscendovi però un canone di affitto rapportato alle vostre quote di proprietà.-

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    2. Grazie per la sua cortese risposta. Approfitto ancora un Po della sua conoscenza in materia per chiederle: siccome la situazione della divisione degli immobili ereditata dalla famiglia di.mia madre alla.morte dei miei nonni nn è chiara. In pratica nn è stata fatta una divisione vera e propria di tutte le proprietà ma di fatti ogni figlio vive in un appartamento dello stesso Palazzo. Ognuno di.loro dice di non poter pagare i costi della successione e oltretutto nn si mettono d'accordo su alcune divisioni. Potrò comunque io un giorno in accordo con.mio fratello quando.mia madre nn ci sarà più vendere la casa in questione? E cosa comporta il nn fare la successione tra gli stessi fratelli di.mia madre e mia madre? Saluti e grazie mille!

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    3. Purtroppo NO!
      Fino a quando non viene fatta la divisione, l'intero asse ereditario è indiviso, quindi non si può vendere nulla senza il consenso di tutti i comproprietari.-

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  55. Buongiorno avvocato
    Vorrei sapere come muovermi difronte ad un problema del genere.
    Lo zio di mia madre è deceduto lasciandoci dei buoni fruttiferi,dopo mesi le figlie pretendono quei soldi.
    Dobbiamo davvero restituirli?tutta la somma o una percentuale?
    Grazie della disponibilità

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    1. Ciao Alessandro!
      Se i buoni postali erano intestati solo a voi, le figlie non hanno alcun titolo per richiedervi di restituirli, viceversa se erano intestati anche alla persona deceduta, allora dovrete restituirli, i buoni andranno in successione e voi riceverete successivamente solo la vostra parte.-

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    2. Si erano intestati alla persona deceduta,però subito togliemmo il nome suo.
      Non possiamo farci niente?
      Grazie

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    3. Ciao Alessandro!
      Purtroppo NO!
      Evidentemente le Poste hanno fornito alle figlie l'elenco dei buoni postali intestati alla persona deceduta al momento del decesso, quindi non potete farci nulla.-

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  56. Salve Avvocato, vorrei sapere se è possibile stipulare un atto di compravendita fra padre e figlio.
    Ho avuto una esperienza (indiretta), in cui il notaio che stava stipulando un rogito fra venditore e compratore omonimi, ha voluto una certificazione che attestasse la non parentela.
    Mi può illuminare?
    la ringrazio

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    1. SI!
      E' possibile stipulare un atto di compravendita tra padre e figlio, ma deve esserci un effettivo passaggio di denaro, perché l'Agenzia delle Entrate potrebbe verificare che non si tratti di una vendita fittizia, cioè di una donazione mascherata da vendita.-

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  57. gentile avvocato mia madre è morta da poco (90anni)non ha fatto testamento ..viveva con mio fratello lei ha sempre detto che lasciava ogni cosa a lui e lui ha provveduto anche in banca la casa è intestata a lui io e mia sorella abbiamo abbiamo qualche diritto???senza litigare?

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    1. La normativa prevede che senza testamento l'intera eredità del de cuius va divisa in parti uguali trai figli, quindi sta a te e tua sorella decidere se rinunciare in tutto o in parte alle vostre quote che vi spetta per legge.-
      In pratica dovete decidere se rispettare la volontà di vostra madre o viceversa pretendere quello che prevede la legge, visto che vostra madre non ha espresso la sua volontà con un testamento.-

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  58. Gentilissimo Dottor Censori,
    Mia madre in comunione dei beni, è deceduta nel 2012,senza testamento. Era cointestataria di un immobile dove viveva con mio padre, me e uno dei 2 fratelli.
    Il terzo fratello, sposato con prole, in comunione dei beni con la moglie, è venuto ad abitare con mio padre, me e l'altro fratello, con tutta la famiglia (moglie e 2 figli).
    Io sono invalida al 40 percento in attesa di aggravamento.
    I miei quesiti sono questi:
    1-in mancanza di testamento di attribuzione di quota restante da parte di mia madre, ho solo diritto alla legittima, ma essendo a carico di mio padre, è lui che paga per me oneri dovuti sull'immobile. È giusto? Devo fare dichiarazione?
    2-quale prima casa, ed essendo invalida, se un fratello, non trovando accordi per mancanza di soldi per avere compensata la sua quota, chiedesse forzatamente la vendita, lo può fare? Ed il giudice può disporre essendo per me e mio padre e l'altro fratello prima casa, la vendita all'incanto svalutando il bene e mandandoci per strada non avendo altro se non debiti?
    3-non c'è normativa che tuteli un disabile in materia di diritto abitativo?
    4-dato che mio fratello occupa ben più della porzione spettante in metri quadri, dovrebbe pagare di più, degli oneri ordinari o straordinari, dato che è l'unico che percepisce lo stipendio oltre la pensione di mio padre?
    5-se io in passato ho contribuito con prestito di contante al pagamento del mutuo sull'immobile, e ho apportato migliorie strutturali allo stesso, posso in qualche modo rivalermi sulle somme versate trasformandole in diritto abitativo o richiedere che quanto speso, venga detratto sulle quote spettanti?
    Scusi ancora per le tante domande, ma l'argomento è mancante nel web (eredità ed erede invalido nella prima casa).
    Grazie mille

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    1. Aggiungo ancora: il bene è 160 mq di cui 20 mq sono parte comune (bagno e cucina), io occupo 11 mq, mio fratello con prole 45 mq stabili e 25 per far lavorare la moglie ad orari variabili, mio padre 18 mq e l'altro fratello 11 mq. Grazie

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    2. - Se Tu sei a carico di tuo padre, e lui paga anche la tua parte di oneri gravanti sull'immobile, non ci sono problemi e non devi fare alcuna dichiarazione.-
      - Se un fratello si rivolgesse a un giudice per imporre la vendita dell'immobile, sarebbe il giudice a decidere e quindi nessuno potrebbe sapere in anticipo la sentenza.-
      - Un invalidità civile del 40% non è una disabilità, quindi non avresti diritto ad alcuna tutela per l'invalidità.-
      - Gli oneri per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'immobile sono rapportati alla quota di proprietà e non alle condizioni economiche dei comproprietari.-
      - Le spese sostenute per migliorie strutturali dell'immobile possono essere fatte valere a livello del calcolo della quota di proprietà, ma vanno debitamente documentate.-

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  59. salve avvocato mio padre è morto, ha lasciato molti debiti, io ho fatto rinuncia eredità, vorrei sapere se quando mi sposerò e avrò figli la rinuncia a mio padre morto la devono fare anche loro.
    grazie in anticipatamente.

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    1. NO!
      La rinuncia all'eredità va presentata per conto dei figli minorenni, solo se già nati al momento della successione, e quindi non per quelli che eventualmente nasceranno successivamente.-

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  60. Buongiorno avvocato due anni fa è morta mia mamma , ho accettato eredita con beneficio di inventario, dopo tutta la prassi, desidero sapere se tra qualche anno uscirà ancora qualche debito di mia mamma lo devo pagare.
    Grazie mille

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    1. NO!
      Una volta che sarà terminato l'iter burocratico non sarai più tenuto a pagare eventuali debiti reclamati successivamente.-

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  61. Gentile Dr Censori,torno a scriverle x ulteriori complicazioni.Siamo 6 fratelli,abbiamo ereditato un appartamento con il beneficio d'inventario da una zia.ora 2 di noi sono morti e i figli di uno hanno rinunciato all'eredita'x debiti con il fisco e non so se altro.Noi vogliamo vendere,ma ora non sappiamo piu'cosa fare .Abbiamo gia' anticipato parecchi x la zia.La ringrazio eattendo la sua gentile risposta.

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    1. La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-
      Purtroppo nel vostro caso per verificare se anche i figli del secondo erede deceduto hanno rinunciato, dovete rivolgervi alla cancelleria del tribunale competente, anche se hanno 10 anni di tempo per farlo, quindi se non vi chiarite direttamente tra di voi, ho paura che non ne venite fuori.-

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    2. Gentile Dr Censori,proprio oggi ho avuto copia degli atti di rinuncia,hanno rinunciato tutti.Cosa dobbiamo fare i debiti ora cadono su di noi ela quota diventa del fisco? Dobbiamo fare rinuncia anche noi?Grazie della sua gentilezza.saluti

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    3. Accettazione con beneficio d’inventario:
      In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del de cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-
      Nel vostro caso quindi le quote degli eredi che hanno rinunciato passano a voi che dovrete accollarvi i debiti fino alla concorrenza del patrimonio in successione.-

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    4. Gentile Dr Censore .mi scusi ma dobbiamo fare la successione col beneficio d'inventario anche della sorella?e x il fisco o altro cosa dobbiamo fare?

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  62. Buongiorno Dott. Censori,
    vorrei chiederle un'informazione inerente dei buoni postali intestati al de cuius inseriti in successione.
    Tutti noi eredi (moglie e 3 figli) siamo daccordo per portali a scadenza.
    La mia domanda è: se uno di noi eredi viene meno prima della riscossione, la quota parte sarà divisa tra gli eredi in vita o a sua volta rientra nell'attivo del defunto?
    Inoltre hanno riportato nella successione i buoni elencandoli con l'indicazione del 50% in quanto si sostiene che, in quanto acquistati durante il matrimonio, sarebbero automaticamente da intendersi cointestati con mia madre.
    Leggendo su internet ho letto che l'ufficio postali mette in pagamento il totale suddividendolo in parti uguali tra gli eredi; in presenza di situazioni simili la posta dovrebbe ripartire in modo corretto la liquidazione o provvede semplicemente a dividerli in parti uguali?
    Grazie mille per la disponibilità e la cortesia. Buona giornata.

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    1. - Se uno di voi eredi viene meno prima della riscossione la sua quota andrà divisa solo tra i suoi eredi.-
      - SI! Se i buoni postali sono stati acquistati durante il matrimonio e i coniugi erano in regime di comunione dei beni, erano di proprietà al 50% ciascuno anche se intestati a uno solo dei coniugi.-
      - Di solito gli uffici postali non si assumono alcuna responsabilità, infatti richiedono la presenza simultanea di tutti gli eredi, fanno sottoscrivere una liberatoria e mettono a disposizione degli stessi il totale dei buoni postali "suggerendo" un criterio di divisione.-

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  63. VORREI CORTESEMENTE AVERE UN INFORMAZIONE.MIO PADRE E MORTO 1 ANNO FA ED IO E MIO FRATELLO UNICI EREDI.MIO PADRE HA FATTO TEST.PUBBLICO DA UN NOTAIO IL QUALE MI LEGA TRE IMMOBILI SENZA LICENZA EDILIZIA A ME,I RESTANTI IMMOBILI 3IN PARTI UGUALI CON LICENZA ED IL VALORE DI QUESTI ULTIMI SUPERA LA TERZA PARTE.volevo sapere se mio fratello può impugnare il testamento pubblico con formula di legato.

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  64. VORREI CORTESEMENTE AVERE UN INFORMAZIONE.MIO PADRE E MORTO 1 ANNO FA ED IO E MIO FRATELLO UNICI EREDI.MIO PADRE HA FATTO TEST.PUBBLICO DA UN NOTAIO IL QUALE MI LEGA TRE IMMOBILI SENZA LICENZA EDILIZIA A ME,I RESTANTI IMMOBILI 3IN PARTI UGUALI CON LICENZA ED IL VALORE DI QUESTI ULTIMI SUPERA LA TERZA PARTE.volevo sapere se mio fratello può impugnare il testamento pubblico con formula di legato.

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