lunedì 28 aprile 2014

Eredità e Successioni

Senza Testamento

I familiari che ereditano per legge sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Fratelli (se mancano i figli)
  • Ascendenti (se mancano i figli)
  • Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-


Con Testamento

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


Il matrimonio: comunione e separazione dei beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


Accettazione dell’eredità:

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


Rinuncia di eredità:


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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170 commenti:

  1. Buongiorno avvocato Censori vorrei proporle un quesito. mio suocero che è mancato nel 2002 ha lasciato come donazione oltre ad un alloggio a ciascuno dei figli (3) un frantoio con la relativa rendita a mia cognata, frantoio che gìa di per se valeva molto più degli alloggi, ma che in questi anni ha reso almeno 200 mila euro di guadagno . mia cognata non solo quindi ha avuto una proprieta che valeva molto di più ma che le ha reso parecchio in questi 14 anni, inoltre non ha mai versato a mia suocera ovvero sua madre un compenso di 1500 euro che suo padre aveva stabilito dovesse lasciarle come una specie di indennizzo. lo scorso anno poi è mancata anche mia suocera e sempre mia cognata ha pensato bene gia a partire dal 2013 di ripulire il conto di mia suocera portandosi via circa 30 mila euro. Infatti mia cognata aveva convinto mia suocera ad aprire un conto insieme però a firme disgiunte. ora quello che è rimasto fregato è stato mio marito e i nostri figli. Mio marito dice che per il frantoio non si puo fare nulla perchè la legittima l'aveva avuta e mio suocero poteva lasciare il 25 a chi voleva (io mi chiedo anche in caso di attività commerciale) e ora non può o vuole far nulla per dimostrare che mia cognata si è appropriata illeggitimamente di soldi che erano di mia suocera e quindi di tutti gli eredi. quello che vorrei sapere se io posso ancora fare qualcosa a tutela dei figli in quanto essendo in separazione dei beni al dilà di quella che è la volontà di mio marito. grazie . Loretta
    Faccio presente che mia cognata inoltre ha prelevato ancora gli ultimi soldi sia in banca che in posta dopo la morte di ia suocera e ha continuato a percepire illegamente sul suo conto arretrati della pensione, rimborsi irpef per le spese del funarale che mia suocera si era di fatto pagato e cosi via.

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    1. Ciao Loretta!
      Purtroppo Tuo marito ha perfettamente ragione, e ti consiglio quindi di metterti "il cuore in pace", in quanto Tua suocera per legge in vita poteva disporre liberamente dei suoi beni, e se era perfettamente in grado di intendere e di volere anche tu devi rispettare le sua volontà, come sta facendo Tuo marito.-

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    2. il problema è che mia suocera non era in grado di intendere e volere.dal 2013 era diventata cieca invalida al 100 per cento edal 2014 anche con l'accompagnamento. Aveva una badante 24 ore su 24 che pagava mia cognata pagava con i soldi della sua pensione.mia cognata proprio approfittando di questo,c'erano periodi che mia suocera era talmente debilitata che a stento si alzava dal letto non riconosceva nessuno e non parlava ha firmato al posto suo tutte le operazioni in banca.

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  2. Buongiorno dott. Censori, le spiego la situazione.

    Mio nipote figlio di mia sorella (che ha una figlia) ha perso di recente la madre vedova.

    Mio nipote quindi, figlio unico, ha ereditato l'intero patrimonio (tra cui un immobile e una cantina), ma non ha mai provveduto a trascrivere l'accettazione dell'eredità, essendo esecutato.

    I creditori hanno immediatamente provveduto a pignorare l'immobile attraverso un semplice certificato ereditario (nessuna sentenza), e quindi hanno richiesto la vendita forzata, e il primo esperimento d'asta dovrebbe essere a giorni.

    Durante il preventivo sgombro dei locali, è stato rinvenuto un testamento olografo, che è stato registrato il giorno seguente (credo il 25 o 26 di Agosto).

    Nel testamento, conoscendo le difficoltà economiche del figlio, mia sorella nomina erede universale mio nipote, ma lega alla figlia la proprietà del solo immobile, riservando al figlio il diritto di abitazione.

    Il mio quesito è il seguente: considerando che il diritto di abitazione, da quello che sono riuscito a constatare, supera la quota di valore della nuda proprietà e che comunque a mio nipote è stato riservato il resto dell'asse ereditario (quindi senza alcuna lesione di legittima), considerando che mio nipote quindi non è proprietario del bene di cui "dovrebbe" godere solo del diritto di abitazione, c'è qualche modo per far valere il testamento in modo che l'immobile non venga venduto all'asta ?

    Grazie.

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    1. NO!
      Non può impedire che l'immobile venga venduto all'asta, ma presumo che difficilmente troveranno un acquirente, considerando che tuo nipote ha il diritto di abitazione sullo stesso.-

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  3. Buongiorno Dr. Censori approfittando della sua disponibilità avrei un quesito da porle e magari anche un consiglio:
    Io e mia sorella, unici figli eredi, nutriamo forti preoccupazioni circa il patrimonio di famiglia (proprietà immobiliare costituita da un terreno con villa) intestato a nostro padre, coniuge superstite, ultraottantenne, con molte energie e voglia di vivere... Anche se non abbiamo certezze, pensiamo che sia stato circuito da qualche “persona” che fortemente lo ha persuaso ha vendere la proprietà di famiglia. Il nostro quesito è: Possiamo io e mia sorella, in qualità di eredi, opporci alla vendita della proprietà di nostro padre? Dimenticavo di dire che nell'atto di compravendita della proprietà in questione, acquistata dopo il matrimonio in regime di comunione dei beni, compare, come parte acquirente, solamente il nome di nostro padre.
    Grazie.

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    1. Purtroppo NO!
      Tuo padre in vita può disporre liberamente dei suoi beni, quindi non potete opporvi alla vendita della proprietà.-
      Solo alla sua morte, tu e tua sorella potrete richiedere la vostra quota di legittima pari al 33,3% ciascuno del patrimonio, ovviamente se nel frattempo non avranno "delapidato" il tutto.-

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  4. Salve dott Censori

    Le vorrei porre un quesito in merito all mia situazione famigliare. Mio padre 80enne ed in buona forma è proprietario di un immobile e di investimenti in buoni postali. Io sono un libero professionista con moglie e figlia minorenne. Siamo in regime di separazione dei beni sin dal matrimonio . Non possediamo immobili e purtroppo ho qualche sospeso con Equitaila, sospeso che sto regolarmente pagando rateizzati.
    Vorrei sapere la modalitá per fare si che mio padre possa cedere a mia moglie in donazione o con testamento i suoi beni , per evitare che in fase di eredità i beni possano essere aggrediti .

    Grazie

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    1. Se sei figlio unico, Tuo padre con testamento può destinare a te il 50% del suo patrimonio e il restante 50% a Tua moglie.-
      Tuo padre non può destinare tutto a tua moglie ne può fare una donazione a tua moglie per il totale, perché i creditori si opporrebbero in quanto il 50% (cioè la quota di legittima) ti spetterebbe comunque per legge.-

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    2. Ciao Gianfranco, se uno in vita può fare quello che vuole non potrebbe vendere l'appartamento e il ricavato darlo un pò alla volta alla nuora? Oppure invece di una donazione lo vende direttamente alla nuora(se hanno la divisione dei beni)

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  5. Buonasera Avvocato.
    Vorrei porLe un quesito: mia nonna è deceduta circa 10 giorni fa, lasciando come eredi le figlie.
    Lei aveva in vita un debito di circa 30.000,00 €.
    In attivo non aveva nulla in quanto una casa era stata venduta nell'anno 2000 da lei e da mia madre a mia zia e un'altra casa era stata donata da lei e da mia zia a mia madre nel 1998. Mia nonna aveva mantenuto su questo immobile solo 1/3 dell'usufrutto.
    Pensavamo di procedere con la rinuncia all'eredità.
    Quello che volevo chiederLe è se ad oggi la casa donata a mia madre sia di sua completa proprietà (visto che con la morte dell'usufruttuario l'usufrutto si estingue), ma soprattutto se rinunciando all'eredità venga intaccata in qualche modo la donazione precedente.
    Grazie per la cortese risposta.

    Lucia.

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    1. Ciao Lucia!
      Purtroppo SI!
      Se gli eredi rinunciano all'eredità, i creditori potrebbero rivalersi sui beneficiari di donazioni effettuate in vita dalla nonna.-

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    2. La ringrazio per la solerte risposta...in realtà il mio quesito era rivolto a sapere se la rinuncia implicava anche la donazione precedente...cioè se rinuncio oggi perdo anche quello che avevo acquisito nel 1998 con la donazione fatta?
      Inoltre quando rinunceranno le figlie (essendo entrambe coniugate in regime di comunione legale) devono farlo anche i coniugi? (oltre ovviamente a noi nipoti)?
      Mi scuso per le domande e La ringrazio per la disponibilità.
      Lucia.

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    3. Ciao Lucia!
      Evidentemente non mi sono spiegato bene!
      La rinuncia non comporta automaticamente la perdita anche di quello che avevi acquisito nel 1998 con la donazione fatta, ma è possibile che i creditori possano comunque rivalersi su di te, ovviamente se riescono a risalire alla donazione.-

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  6. Buonasera Avvocato,
    Volevo porle questo quesito: dopo la separazione mio fratello è andato a vivere con i miei genitori ed ora a causa di un'invalidita' vuole chiedere a mio padre che gli lasci l usufrutto, pur essendo in grado sia fisicamente che economicamente di acquistare un immobile e a me è stato chiesto di rinunciare alla mia parte di eredità in vista di un ipotetico peggioramento del l'invalidità. cosa che ho rifiutato. posso fare altro per tutelarmi? La ringrazio. Marika

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    1. Ciao Marika!
      Purtroppo NO!
      In vita i tuoi genitori possono disporre liberamente dei loro beni, e solo dopo la loro morte potrai eventualmente pretendere la tua quota legittima di eredità, ovviamente se non verrà rispettata.-

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  7. Gentile Sig. Censori, nel 2004, in seguito al decesso di mio padre, ho ereditato una casa di villeggiatura.
    Ora il comune mi notifica il pagamento di una sanzione per mancata dichiarazione ai fini del pagamento della TARSU (ora TARI). Il pagamento si riferisce agli ultimi 6 anni. Ma io, in quanto erede, dovevo rifare la denuncia anche se l'aveva già fatta mio padre? Sia chiaro che la denuncia di successione è stata fatta regolarmente nel 2004.

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  8. Grazie !! Buona serata. Marika

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    1. Ciao Marika!
      Purtroppo SI!
      La denuncia di tuo padre era valida in vita, ma non aveva più alcun valore dopo il suo decesso, quindi avresti dovuto presentare una nuova dichiarazione a Tuo nome.-

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  9. Buonasera avvocato
    Nel 2014 ho stipulato un contratto di affitto 4+4 di un appartamento ad una signora anziana. Ora ho saputo casualmente che la signora è morta ed nel mio appartamento ci vive la badante. L'affitto mi viene regolarmente pagato da un figlio che vive altrove ma non sono stata avvisata della morte , come mi devo comportare? In questo caso è un recesso anticipato del contratto? Le eventuali spese di risoluzione contratto su chi ricadono? Grazie

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    1. La normativa prevede quanto segue:
      Se il conduttore deceduto viveva da solo nell'appartamento, il contratto di locazione cessa nel momento stesso della sua morte. Gli eredi possono pertanto riconsegnare l’immobile senza necessità di alcun preavviso, essendo tenuti solo a versare il corrispettivo per il periodo necessario alla riconsegna dei locali.
      Invece, se l’inquilino viveva con dei familiari, questi subentrano nel contratto d’affitto, che prosegue in capo ad essi.-
      Ti consiglio quindi di chiarire la questione con la badante, ed eventualmente di provvedere per il recesso anticipato del contratto, ovviamente a tue spese.-

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    2. Il recesso anticipato non ci può essere,se il conduttore è deceduto il contratto cessa il giorno stesso della morte.. Devo chiudere lo stesso il contratto all'agenzia delle entrate? la riconsegna dell'immobile deve avvenire entro tre mesi dalla morte?
      Grazie delle risposte.

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    3. L’art. 6, co. 1 della legge n°392/1978, dispone che, in caso di morte del conduttore, succedono a questi, nel contratto di locazione ad uso abitativo, il coniuge, gli eredi ed i parenti ed affini con l’inquilino abitualmente conviventi.-
      Nessun adempimento fiscale è richiesto, se non una semplice comunicazione in cui si mette a conoscenza l’ufficio competente del decesso del conduttore e che non ci sono eredi che subentrano nel contratto: in tale fattispecie si tratta di disdetta anticipata non frutto della volontà di una delle parti, ma per un evento imprevisto, non voluto, ma subito, per la venuta meno di una delle due parti del contratto, per causa di morte – appunto – e, quindi, l’imposta di registro per la risoluzione (al pari della cessione/successione per mortis causa del locatore) non è dovuta. Se poi l’imposta di registro è stata pagata per l’intera durata del contratto (non cedolarizzato), spetta il rimborso dell’importo pagato per le annualità successive a quella in cui il contratto si è estinto, allegando la certificazione dell’avvenuto decesso.-

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    4. Buonasera Avv. Censori
      Torno nell'argomento, mi sono rivolta all'agenziadelle entrate per chiarimenti se devo pagare io locatore l'impostadi risoluzione del contratto, mi hanno detto per loro non interessa chi paga basta che venga pagata la rrisoluzione... ora il conduttore mi manderà la disdetta per raccomandata, se eseguo questo adempimento on line ,come feci la registrazione del contratto, il sistema mi addebita i 67€.

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    5. All'Agenzia delle Entrate non interessa chi paga l'imposta di risoluzione del contratto, ma se non riceverà il pagamento si rivolgerà al locatore per richiedere il dovuto, quindi puoi regolarti di conseguenza.-

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  10. Salve,
    alla morte di un cugino celibe e avente come parenti prossimi una nipote (figlia del fratello defunto), un cugino e una cognata. A chi spetta l'eredità?
    Grazie. Saluti.

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    1. Grado di parentela:
      1° = genitore – figlio
      2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
      3° = zio – nipote (figlio di fratello)
      4° = 1° cugino
      5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
      6° = figlio di 2° cugino.-
      Nel tuo caso l'eredità spetta alla nipote (figlia del fratello) con il 3° grado di parentela.-

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  11. Buongiorno, sono alla ricerca di una risposta ad una questione molto delicata e, girando in internet, mi sono imbattuto in questa pagina.
    Se possibile, vorrei esporle brevemente la questione, sperando in una sua risposta.
    Nel 2012, nella mia famiglia, hanno deciso di procedere alla spartizione della proprietà in quanto mio padre, rimasto vedovo, ha iniziato a dilapidare i beni di famiglia, soprattutto il denaro. Nel timore che potesse fare lo stesso con le proprietà, si è deciso di "togliergli" ciò che gli sarebbe spettato, facendo in modo che mia nonna donasse la proprietà ai nipoti. La proprietaria di tutto, infatti, era mia nonna, mamma di mio padre, che ha anche un'altra figlia. Mio padre ha 2 figli, io e mio fratello, mentre mia zia ha un unico figlio.
    Poiché io lavoro e vivo altrove, con mio fratello avevamo deciso che lui avrebbe avuto in donazione i beni immobili che sarebbero spettati a nostro padre, di cui avremmo poi calcolato il valore totale affinché io ricevessi la mia quota in denaro, che doveva corrispondere alla metà del valore totale di ciò che aveva ricevuto lui (mi corregga se sbaglio).
    Quindi, in presenza di un notaio (ma in mia assenza), la nonna ha donato a mio fratello un appartamento di circa 130 mq di recentissima costruzione (ultimato pochi mesi prima, anno 2012), con garage e giardino, più la nuda proprietà della casa paterna, con diritto di usufrutto a mio padre.
    A mia zia ha donato la casa dove lei già abita attualmente, che è nella stessa struttura della mia casa paterna, e a mio cugino ha donato la nuda proprietà di un altro appartamento di recentissima costruzione, con garage (nello stesso stabile di quello donato a mio fratello), e con diritto di usufrutto a mia zia, cioè sua mamma.
    A me nulla, ovviamente, poiché così avevamo deciso io e mio fratello, anche se credevo che nell'atto di donazione sarebbe stato messo per iscritto ciò che sarebbe spettato a me, ossia il valore della proprietà andata a mio fratello, diviso a metà e che lui avrebbe dovuto corrispondermi in denaro. Si era parlato di circa centomila euro, facendo una stima approssimativa. Tuttavia, poco tempo dopo, mio fratello ha deciso che per lui fosse sufficiente darmi 45 mila euro come quota di eredità che mi spettava.
    Vorrei sapere da lei se ritiene che una siffatta donazione, che mi ha escluso totalmente, poteva essere fatta. Perché è vero che c'era un accordo con mio fratello, ma è vero anche che lui adesso è venuto meno. E in che modo potrei far valere i miei diritti a ricevere ciò che mi spetta?
    Mi scuso se mi sono dilungato troppo ma, come avrà capito, la questione mi preme molto.
    La ringrazio se vorrà fornirmi una risposta al mio quesito e la saluto cordialmente.

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    1. Ciao Stella!
      Purtroppo Tua nonna in vita poteva disporre liberamente dei suoi beni e solo alla sua morte Tu potrai reclamare la Tua quota di legittima tenendo anche conto delle donazioni effettuate.-

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    2. La nonna è mancata a inizio 2016. Quindi potrei ora reclamare ciò che mi spetta. Premetto che mia nonna mi adorava al pari degli altri nipoti. Purtroppo al momento della donazione era già nel pieno della demenza senile e le è stato spiegato che io non avrei ricevuto proprietà ma denaro.

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    3. Ciao Stella!
      SI!
      Se Tua nonna è deceduta puoi reclamare ciò che ti spetta, ma se non troverai un accorso amichevole dovrai incaricare un avvocato ed intentare una causa.-

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    4. Gentile avvocato, avrei un altro dubbio da sottoporle.
      Al fine di avere ciò che mi spetta, mio fratello, proprietario della nuda proprietà di mio padre, di cui questo ultimo è usufruttuario, può pretendere una sorta di affitto da lui?
      Se dovessi decidere di intentare una causa legale e vincessi, che quota della proprietà andrebbe a me?
      La ringrazio molto per la sua disponibilità.

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    5. Ciao Stella!
      - SI! L'usufrutto può anche essere a titolo oneroso.-
      - In caso di causa legale vinta otterresti il 33,3% della proprietà.-

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  12. Ciao Dottore ti scrivo nuovamente per una informazione circa l'eredità di mio padre mancato a Gennaio 2016, non ha lasciato testamento i suoi beni consistono in un appartamento acquistato durante il primo matrimonio nel 1971
    e una autovettura Opel Corsa. Si è poi risposato nel 1994 in seconde nozze. gli eredi siamo io figlio e la sua seconda moglie che ci abita. volevo chiederti come si possono spartire questi beni. Poi chiedo anche in merito al conto corrente di mio padre e al conto titoli cointestato con la seconda moglie e al libretto della pensione e accompagno che riceveva visto che è vuoto. Grazie Fabio

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    1. Ciao Fabio!
      La normativa prevede che senza testamento l'eredità va divisa al 50% ciascuno tra il coniuge e il figlio, quindi l'appartamento non essendo ne divisibile ne vendibile senza il consenso della seconda moglie, dovrà essere cointestato a entrambi.-
      Anche per quanto riguarda il conto corrente, il saldo andrà diviso al 50% ciascuno, mentre per quanto riguarda i titoli cointestati andrà diviso a metà il 50% del loro valore.-
      Per quanto riguarda invece la pensione, la pensione di reversibilità spetta solo alla moglie, esclusa l'indennità di accompagno che non è reversibile.-

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  13. Buona sera avvocato...vorrei una spiegazione..perche' non capisco bene...io con mio marito ci siamo sposati con separazione dei beni. Lui da primo matrimonio ha 2 figli..tutta eredita lui gia aveva...e' ci siamo aposati dopo. Mio marito dice, che non importa che c'e separazione dei beni, uguale a me tocca 33%--vero o no? Grazie mille.

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    1. SI!
      Confermo!
      In caso di decesso di tuo marito avresti comunque diritto a un terzo dell'eredità, anche se vi siete sposati in regime di separazione dei beni.-

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  14. è deceduto un amico che era figlio unico di figli unici e non si è mai sposato per cui non ha nessun parente a cui può andare la sua eredità. un amico che lo ha seguito negli ultimi periodi di vita in ospedale disbrigando le varie pratiche con gli assistenti sociali degli ospedali e che si è occupato di lui come se fosse un parente fino ad occuparsi del funerale della sepoltura e delle pratiche post morte, puo in qualche modo diventare erede? grazie

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    1. Purtroppo NO!
      L'eredità spetta solo ai parenti del defunto, e solo con testamento, in assenza di parenti, il de cuius avrebbe potuto destinare l'intera eredità a chi avesse voluto.-

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  15. Gentile Avv. Censori, ho un dubbio e solo Lei può sciogliere. Nel 2013 in una successione, oltre ad immobili vi erano un conto postale (attualmente estinto) uno bancario (ancora attivo) con circa €. 3.900,00 e circa €. 10.000,00 depositati in azioni. Questi ultimi erano e sono ancora al 50% tra la defunta e la figlia del secondo marito. Sono stati inseriti nella successione per la quota del 50% spettante alla defunta, uno degli eredi è affetto da sindrome di Down e quindi ha un giudice che ne cura gli interessi. Ad oggi,per questa situazione, ancora non hanno potuto vendere gli immobili e tanto meno prelevare i soldi e le azioni di conseguenza chiudere il conto. Lo scorso anno è venuta a mancare la sorella della precedente defunta nonchè una dei 13 eredi. Adesso i figli di quest'ultima stanno preparando la successione, come ci si comporta con i soldi e con le azioni? Vanno inseriti nella successione o possono essere considerati fuori successione? Non sappiamo proprio come fare. Grazie in anticipo per il Suo prezioso apporto professionale.
    Saluti Giuditta

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    1. Ciao Giuditta!
      Purtroppo sia i soldi che le azioni vanno inseriti nella successione.-

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    2. Grazie Avvocato. Ho un altro quesito da porLe, un mio cugino ed altri due parenti hanno rifiutato la loro quota di eredità della nonna defunta. Si è recato al tribunale oltre 10 dopo la sua morte avvenuta nel 1988. Nel 2013 è stata avviata la successione proprio da questo cugino e, tutti hanno accettato l'eredità. Ad oggi la successione ha validità?
      Con stima
      Giuditta

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    3. Ciao Giuditta!
      SI!
      La successione ha validità!

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    4. Grazie Avvocato non ho modo per ringraziarLa. Sempre gentile e preciso nella Sua consulenza. Grazie ancora.
      Con rinnovata stima
      Giuditta

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    5. Ciao Giuditta!
      Prego!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!

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  16. Buongiorno Gentile Avvocato Censori,io e ia sorella abbiamo ricevuto in eredità dalla zia defunta una casa e delle disponibilità liquide in eguale misura , come da testamento regolarmente depositato presso un notaio.
    L'Agenzia delle Entrate ha mandato la liquidazione delle imposte di successione solo a me per l'intero patrimonio ereditato (quindi anche per la quota di mia sorella). Come posso fare per versare solo la parte di mia competenza?
    Grazie
    anna

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    1. Ciao Anna!
      Il codice civile, in materia di successioni, prevede che gli eredi e i legatari sia tenuti a provvedere ai pesi e debiti ereditari in proporzione a quanto ricevuto. Tuttavia in ordine al pagamento delle imposte di successione, la normativa vigente prevede che gli eredi siano tenuti in solido nei confronti dell'Agenzia delle Entrate la quale pertanto potrà rivolgersi anche solo ad uno di essi in caso di mancato pagamento degli altri. Colui che ha pagato potrà rivalersi nei confronti degli eredi inadempienti. Sono obbligati alla presentazione della denuncia di successione tutti gli eredi, ma ciascuno può ottemperarvi anche in dissenso degli altri, dovendo tra l'altro il documento essere firmato da uno solo degli eredi. Nei confronti del notaio, l'onere delle spese relative alla pubblicazione del testamento è posto a carico del richiedente o presentatore ai sensi dell'art. 74 della legge notarile: ciò, anche se egli non ne sia in alcun modo beneficiario. Dal punto di vista sostanziale le spese per la pubblicazione del testamento sono ritenute debiti ereditari, ossia debiti che sorgono a carico degli eredi in dipendenza della successione: ai sensi del codice civile (art. 752 c.c.) esse si ripartiscono tra i coeredi in proporzione alle rispettive quote ereditarie. Pertanto nel caso in cui vengano anticipate da uno dei coeredi, costui avrà diritto a chiedere a ciascun coerede la rispettiva quota di spettanza.

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  17. Salve Avvocato,
    Sono esecutore testamentario ed anche erede (insieme ad altre 3 persone) di un mio parente che ha avuto per circa un anno e mezzo una badante che, per questioni di sussidio dato ad un suo familiare, aveva chiesto di non essere assunta ma di lavorare in nero. Per un periodo questa badante si è sovrapposta con un'altra badante regolarmente assunta ed il datore di lavoro era il de cuius che era quasi completamente autonomo. Adesso questa persona chiede una grossa somma di danaro, tramite un suo legale, per straordinari, ferie, tredicesime etc... io sono riuscito a ricostruire tutti i pagamenti fatti tramite assegno dal de cuius ed è saltato fuori che il mese della morte ha ricevuto due assegni, di cui uno fatto da me a saldo delle spettanze, ma di cui non ho una quietanza perchè sono stato ingenuo. Come mi devo comportare? grazie del consiglio

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    1. Se si fa lavorare in nero una badante si evadono contributi e tasse, quindi non si hanno diritti da far valere, Ti consiglio pertanto di cercare una soluzione bonaria della questione perché se la badante va in causa probabilmente verrete condannati a pagare tutto quello che richiede.-

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  18. Salve Dottore, la disturbo ancora per il suo autorevole parere circa questa successione, gli eredi siamo 2 io figlio di primo letto e la sua seconda moglie con la quale non ho mai intrattenuto rapporti sereni e con la quale ora debbo affrontare il difficile compito della successione ereditaria di mio padre. Stiamo parlando di un appartamento di circa 100mq. in lussuoso immobile centrale, nel centro italia, la casa è abitata attualmente dalla 2° moglie di mio padre deceduto senza testamento, la quale ( Rumena ) ha introdotto in casa un'altra donna di Nazionalità Rumena insediandola in una camera da letto facendo uso comune della casa. Ora mi domando se ci sia una soluzione per poter salvare il mio 50% in qualche maniera visto che vado incontro a dovermi intestare il 50% senza poterne godere visto che a lei spetta l'uso della casa coniugale. La prego mi aiuti in qualche modo Grazie

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    1. Ciao Fabio!
      Purtroppo Tu non hai molte carte da giocare!
      Infatti la seconda moglie di Tuo padre ha il 50% di proprietà della casa + il diritto di abitazione, quindi le strade percorribili sono solo due.-
      1) Cercare una composizione amichevole della questione o sulla vendita dell'appartamento e la divisione del ricavato o una divisione dell'appartamento in due, ovviamente se l'appartamento è divisibile, in modo che ognuno possa intestarsi la sua parte.-
      2) Se non trovate un accordo puoi ricorrere alle vie legali, ma purtroppo solo per "infastidirla", cioè per esempio imponendole o di sfrattare la sua amica o di imporle un canone di affitto da dividere in due, in quanto non può far insediare in casa qualcuno senza il tuo consenso.-

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  19. Buongiorno gentile avocato! Poco tempo fa mi avete dato risposta per mia domanda, dove si trattava per un terzo eredita di mio marito, che mi tocca anche se ci siamo sposati in secondo matrimonio con separazione dei beni e lui ha da primo matrimonio 2 figli. Ma io vorrei chidere un l'altra cosa, perche solo Dio sa , chi puo mancare prima.E se sucede a me, allora hanno diritto di qello un terzo, che adesso tocca a me, miei figli da mio primo matrimonio, che abitano al estero. Se si, quale movimenti devono fare loro, perche se sucede qualcosa a me, loro saranno avvisati, pero dopo mancanza di mio marito, figli di lui magari non avvisano figli miei.Grazie mille.

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    1. Alla Tua morte, se i tuoi figli risiederanno ancora all'estero, dovranno rivolgersi a un notaio in Italia per le relative pratiche di successione.-

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  20. Buongiorno gentile avvocato Censori,
    la presente per porle un quesito, i miei suoceri sono proprietari di due alloggi identici, in uno vive la figlia senza pagare nessun affitto nel secondo vivevano i miei suoceri.
    Nel 2010 alla morte si mia suocera è avvenuta la successione tra mio suocero e i due figli del 50% di ciascun alloggio.
    Vorrei sapere, alla morte di mio suocero, i due figli erediteranno l'altra quota diventando possessori del 50% di due alloggi, come possono dividere le quote e diventare proprietari di un alloggio a testa pagando il meno possibile di tasse? Devono fare un secondo atto in via di successione o dopo averla fatta?
    Ringraziandola per la disponibilità porgo distinti saluti.
    Laura

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    1. Ciao Laura!
      Alla morte di Tuo suocero ai due figli spetterà il 50% ciascuno di entrambi gli alloggi, a meno che in sede di successione non si mettano d'accordo nell'intestarsi un alloggio a testa.-

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  21. Buongiorno Avvocato,

    Ho un quesito: il notaio, per presentare la successione richiede un'autocertificazione di stato di famiglia ed una persona citata nel testamento non ha intenzione di presentare questa autocertificazione. Come si procede in questi casi? Da quello che ho capito se non si ha questa autocertificazione non si piuò presentare la denuncia di successione e se scadono i termini si incade in sanzioni. Come si può fare per obligare questa persona a fornire l'autocertificazione?

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    1. Mediazione o negoziazione assistita:
      Se gli eredi litigano per più motivi inerenti la divisione (assegnazione dei beni, valore beni, valore quote) possono rivolgersi al proprio avvocato ed avviare una procedura di mediazione o di negoziazione assistita. Si chiede, cioè, all'avvocato (con l'ausilio del mediatore o anche senza l'ausilio del mediatore) di trovare un accordo bonario tra le parti in lite. L'accordo, frutto della mediazione degli avvocati o del mediatore ha il vantaggio di assecondare le volontà delle parti, non creando delle quote ereditarie ancorate al solo valore economico del bene. In altre parole, nelle procedure di mediazione, è possibile tenere conto del valore affettivo del bene, stabilire pagamenti di conguagli dilazionati nel tempo, permute. Cioè la mediazione serve a trovare una soluzione soddisfacente per tutte le parti, anche utilizzando una via non prettamente tecnica. Ancora, le divisioni ereditarie che vengono chiuse mediante accordi di mediazione hanno dei vantaggi fiscali (cioè sono esonerati dal pagamento di alcune imposte).
      L'accordo raggiunto in mediazione dovrà in ogni caso essere autenticato da un notaio che si occuperà della trascrizione nei registri immobiliari. Indi, dopo aver sottoscritto l'accordo di mediazione è necessario recarsi da un notaio. Per tutto il tempo in cui dura la comunione, qualora un coerede utilizzi in modo esclusivo un bene, gli altri coeredi hanno diritto a ricevere una indennità per mancato godimento del bene e gli eventuali frutti del bene, secondo le proprie quote.-

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  22. Buongiorno, sto cercando di trovare una soluzione ad un mio problema. La mia famiglia di origine è composta dai miei genitori, da me e da mia sorella. Quest’ultima, da qualche anno, ha praticamente interrotto qualsiasi rapporto con noi. Ora, i miei genitori sono proprietari della casa in cui vivono ed hanno una discreta somma investita in buoni postali. I buoni postali, fatti dal 1987 in avanti, sono in eguale numero intestati a me e mia sorella (e cointestati con i miei genitori). Mia sorella non sa niente di questi buoni. A questo punto i miei genitori vorrebbero ritirare alcuni (non tutti) dei buoni intestati a mia sorella e girarli a me. C’è un modo per mettersi al riparo di un’eventuale futura causa di mia sorella nei miei confronti?Naturalmente non si tratterebbe di ritirare tutto il patrimonio investito ma solo una parte. Inoltre, in caso di decesso di uno dei miei genitori, mia sorella potrebbe fare una ricerca titoli in posta andando a ritroso nel tempo, e chiedere che i buoni in questione rientrino nell’eredità perchè effetto di una forma di donazione?

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    1. Ciao Loris!
      Purtroppo SI!
      I tuoi genitori in vita possono disporre liberamente dei loro beni, ma alla loro morte tua sorella avrà diritto al 50% dell'eredità e potrà richiedere che anche le donazioni effettuate in vita rientrino nell'asse ereditario.-
      Se i tuoi genitori intendono assegnarti una percentuale maggiore del 50% che ti spetterebbe, debbono farlo con un testamento garantendo comunque a tua sorella la quota di legittima pari al 33,3% dell'intero asse ereditario.-

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  23. Buogiorno avvocato! Vorrei sapere una cosa, io ho terra, casa e un locale per commarcio. Ho moglie e' 2 figli da primo matrimonio, vorrei dividere la mia eredita fra di loro. Ma posso per esempio a mia moglie gia scrivere un documento, oppure testamento per locale. E' per figli piu tardi? Oppure devo scrivere subito per tutti tre. Grazie.

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    1. Se redigi un testamento, devi indicare tutti gli eredi e devi stabilire quindi la divisione di tutto l'asse ereditario.-

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  24. Buongiorno Dottore, mi aiuta a capire e sapere per cortesia? Vorrei porre un quesito: ho ereditato assieme a mio fratello (e per il 50% a testa quindi), una seconda casa. Ora, mio fratello vorrebbe liquidarmi il mio 50% e diventare quindi lui titolare e proprietario al 100% a tutti gli effetti. Quindi, se ho ben capito, cedendo la mia quota della metà io non sarei più proprietario di seconda casa, bensì soltanto della prima, e cioè della casa che ho acquistato e di cui pago ancora il mutuo in cui vivo e ho la residenza. Mio fratello ha anch'egli una prima casa di proprietà dove vive e risiede; quindi rilevando il mio 50% e diventando titolare di TUTTA la seconda casa per lui appunto resterebbe seconda casa in via esclusiva. Corretto? Ecco, la domanda è, in caso di cessione della mia quota del 50% di casa al mare ereditata che costi avremmo, tra spese notarili ipotecarie, catastali ecc? A norma di legge, cosa dovremmo pagare per fare l'atto? Grazie infinite.

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    1. Ciao Giuseppe!
      Purtroppo non sono in grado di fornirti questa informazione perché le spese notarili a carico delle parti e le varie imposte a carico del venditore sono legate alle tariffe notarili che non sono uniformi e al valore dell'immobile venduto.-

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  25. Buongiorno dott. Censori
    Ho bisogno ancora del suo aiuto!
    L'anno scorso abbiamo fatto la successione dopo la morte di mio padre avvenuta senza testamento
    Ora siamo proprietari tutti e quattro al 25% di tre case
    Mia mamma ha fatto la rinuncia a tutto e ha tenuto la casa coniugale che le spetta di diritto
    Adesso dobbiamo fare le divisioni e già sono affiorate le discordie!
    Abbiamo quattro case e siamo quattro fratelli;in una ci abita mia mamma nelle altre tre ci abitano i miei fratelli con rispettive famiglie ;io abito in un altro paese nella casa di proprietà di mio marito.
    Tutti i miei fratelli hanno messo soldi loro sistemando le case che erano di proprietà di mio papà e sistemando anche il giardino esterno che comunque era sempre di proprietà di mio padre !
    Premetto che io non ho mai messo soldi ,ma non ho mai neanche usato niente!!
    Ora vogliono detrarre le loro spese e adesso (e solo adesso )entro anch' io nei loro conti
    Io non penso sia giusto ,loro hanno speso soldi propri ma sulla proprietà di un altro
    Quindi io cosa centro ? dovevano chiederli a lui prima di morire non a me adesso! Sbaglio?

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    1. Purtroppo ti sbagli!
      Infatti i lavori fatti, ovviamente se si tratta di migliorie e non di ordinaria amministrazione, vanno ad aumentare il valore degli immobili, quindi le spese sostenute, se debitamente documentate, vanno considerate in sede di successione.-

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    2. Secondo me potresti provare questa soluzione: SE tua madre ha rinunciato a tutto e quindi ha tenuto l'usufrutto della casa coniugale dovreste essere proprietari al 25% di 4 case e non di 3. Se è cosi, prova a metterti d'accordo con i tuoi fratelli lasciando loro la casa dove vivono e tu prendi la nuda proprietà della casa dove vive tua madre.Se la casa coniugale ha più valore delle altre potresti potresti dare solo questa differenza, naturalmente se vale di meno la differenza l'avrai tu. Vediamo cosa ne pensa Gianfranco

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    3. In effetti se riescono a mettersi d'accordo tra di loro è meglio per tutti!

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  26. Siamo tre nipoti da parte di uno zio (fratello di mia mamma, la coppia è senza figli) premorto anni fa. La casa che ha costruito è stata costruita con il suo impegno e quello della nostra nonna. Abbiamo fatto la successione di un terzo della casa (una ns cugina ancora non l'ha fatto). Ora la casa è abitata dalla nostra zia acquisita che ha una sorella con un figlio ai quali aveva dato delega per la banca e ritirare lo stipendio. Ora mia zia acquisita sta male e questo nipote ha ritirato tutti i soldi dalla banca, in più ha messo nell'ospizio la sua madre (sorella della zia) e nell'ospizio anche la ns zia acquisita. E' legale tutto ciò? Non è nostro anche un terzo dei liquidi provenienti dai risparmi dello zio premorto?

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    1. Ciao Manuela!
      Purtroppo è legale e non potete farci nulla, in quanto una persona in vita, se non viene interdetta, può disporre liberamente dei suoi beni, e il fatto che sia stata messa in un ospizio è indifferente, perché potrebbe corrispondere alle sue volontà.-

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  27. mio padre ci ha lasciati ,la casa di famiglia risulta da visura ad ogno figlio per divisa 1/9 di parte .siamo tre figli ,tre nipoti e mamma ,le altre due parti vanno al coniuge mio e di mio fratello ? o il coniuge non c'entra nulla?

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    1. NO!
      Il coniuge non c'entra nulla con l'asse ereditario.-

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  28. Salve,
    siamo tre figli. Padre in vita e madre deceduta.
    La casa di abitazione intestata a mio padre, proprietario al 100% è stata venduta a mio fratello da mio padre senza il mio consenso quando io ero l'unico ad avere la residenza e a viverci.
    Posso impugnare la vendita?
    Inoltre, abbiamo un altro immobile di cui,mio padre è proprietario al 50%, mio fratello ha rinunciato alla sua parte di eredità ed io e l'altro mio fratello abbiamo la quota del 25%. Mio padre mi ha negato le chiavi, posso pretenderle? Ma devo chiederle solo a lui o anche a mio fratello?
    Grazie

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    1. Ciao Luca!
      - Purtroppo no! Non puoi impugnare la vendita perché Tuo padre in vita può disporre liberamente dei suoi beni.-
      - Quando un immobile è di proprietà di più persone, l'utilizzo deve essere concordato tra tutti i comproprietari, quindi nessuno può negare l'accesso agli altri.-

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  29. Salve,
    sto per acquistare un appartamento con le agevolazioni prima casa, previa vendita di un altro appartamento acquistato 15 anni fa con le stesse agevolazioni. Siccome non sono proprietaria di altre proprietà e sono in separazione dei beni con mio marito ne posso usufruire di nuovo e recuperare anche il credito d'imposta. Vorrei sapere se dovessi morire prima che sono trascorsi i cinque anni, mio marito e mio figlio, dovrebbero pagare le imposte con aliquota non agevolata e sanzioni del 30%, oppure mio figlio diciottenne che non ha mai usufruito delle agevolazioni prima casa, convivente con me, potrebbe continuare ad usufruirne? Grazie mille in anticipo, saluti.

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    1. Se Tu dovessi morire prima che siano trascorsi i 5 anni, Tuo figlio potrebbe continuare ad usufruire delle agevolazioni prima casa, per il suo 50% di proprietà, perché l'altro 50% passerebbe a Tuo marito.-

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    2. Grazie mille per la risposta, quindi magari d'accordo con mio marito, potrei fare un testamento a favore di mio figlio, in modo che potrebbe usufruire delle agevolazioni per intero. Altrimenti mio marito che ha già usufruito di agevolazioni prima casa, pagherebbe il suo 50% con l'aliquota piena oltre le sanzioni del 30%? Saluti.

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    3. SI!
      Puoi fare un testamento a favore di tuo figlio, ovviamente con il consenso di tuo marito, perché se non è d'accordo potrebbe impugnarlo.-

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  30. Gentile Avvocato sono in procinto di acquistare un immobile i cui propreitari sono 7 eredi, tuttavia un erede che viveva negli States è deceduto per cui la moglie e la figlia hanno ereditato la propria quota per il momento non hanno fatto nessuna successione per cui agli atti notarili risulta ancora il nome del defunto come si potrebbe arrivare alla stipula del rogito?
    lei per il momento ha firmato una proposta di acquisto dell'immobile a mio favore

    grazie infinite Roberto

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    1. Ciao Roberto!
      Purtroppo fino a quando la moglie e la figlia del deceduto non fanno la successione per la loro quota, non potete procedere per la stipula del rogito.-

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  31. Gentile Avvocato, in una successione la defunta aveva 20/120 di proprietà su tre distinti immobili. Alla compilazione della voltura ho indicato 4/120 per ogni erede (5) nel controllo formale mi riporta errore nelle attribuzioni delle quote. Come vanno considerate?
    Grazie per tutto quello che fa per noi
    Un abbraccio
    Giuditta

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    1. Ciao Giuditta!
      La quota di 20/120 di proprietà equivale al 16,66% che diviso per 5 = 3,33% per ogni erede.-

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  32. Gentile Avvocato il mio coniuge (unione civile con comunione dei beni celebrata a settembre 2016 dopo 16 anni di rapporto) è deceduto a ottobre 2016. Eredi sono io al 66,66% il genitore al 25% e i fratelli al 8,66%.
    Vorrei sapere a chi spettano tutti gli oggetti personali (ricordi acquistati durante i nostri viaggi e elettrodomestici), presenti nella casa in cui abitava con la mamma e acquistati da lui. La mamma è ora in casa di riposo. Io nell'ultimo anno ho abitato nella loro casa per accudire sia lui nella malattia che la mamma. I fratelli non si sono mai occupati ne' economicamente ne' moralmente della madre e del fratello.
    Oltre al dolore della grave perdita non vorrei mi fossero sottratti anche tutti i ricordi.
    grazie mille
    Andrea

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    1. Ciao Andrea!
      La divisione degli oggetti personali deve seguire lo stesso criterio dei beni mobili e immobili, quindi valgono le stesse percentuali a livello di valore di carattere economico.-

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  33. Salve dott Gianfranco le voglio chiedere su un appartamento lasciato da mia madre siamo quattro eredi e vorremmo vendere però e uscito fuori che uno degli eredi ha un ipoteca equitalia di 40000 € e possibile vendere l immobile o bisogna togliere prima l ipoteca?L appartamento vale pressapoco80000 La ringrazio per la risposta Luigi

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    1. Ciao Luigi!
      Se la casa è ipotecata, non solo non è consigliabile acquistare una casa gravata da ipoteca, ma nemmeno è consentito. E’ espressamente previsto che “il Notaio non può procedere alla stipula dell’atto di compravendita se non si sia proceduto alla suddivisione del finanziamento in quote o al perfezionamento di un titolo per la cancellazione o il frazionamento dell’ipoteca”. Frazionamento che, in tutta evidenza, deve intendersi finalizzato all'accollo del mutuo da parte dell’acquirente.-

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  34. Buona sera avvocato, se cambio nome e cognome (diversi da quelli attribuitimi con la mia adozione da bambina) perdo anche l'eredità che potrei ricevere in futuro dai miei genitori adottivi? Devo comunicare loro il mio nuovo nome e cognome? Grazie

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    1. Ciao Sabrina!
      Ovviamente SI!
      Se cambi nome e cognome perdi tutto, perché cambia il codice fiscale, la tessera sanitaria, la carta d'identità, il passaporto, la patente di guida e di conseguenza perderesti anche l'eredità assegnata a una figlia adottiva che non esiste più.-

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  35. Buongiorno avvocato
    Io possiedo l'immobile a mio nome, in caso di morte, come posso dare tutto a mia moglie e niente ai miei familiari, cosa dovrei fare e quale sarebbe il costo ?

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    1. Ciao Ivan!
      Ci sono dei familiari che hanno comunque diritto alla legittima, quindi se non mi dici chi sono i familiari che vuoi escludere dall'eredità, purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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  36. Sono sempre Luigi.Le volevo chiedere in base all'ipoteca su un appartamento lasciato in eredità a 4 figli di uno ha la sua parte ipotecata da equitalia le altre quote sono libere dovendolo vendere però non si può vendere in pratica l'appartamento vale 80000€ la quota ipotecata è di 20000€ cosa si deve fare?Il signore che ha l'ipoteca dovrebbe andare a equitalia e dovrebbe dare la sua parte ipotecata?O al momento che si va dal notaio l'equitalia manda un suo funzionario a riscuotere quella somma che dovevano andare al tizio ipotecato Dottore vorrei sapere come dobbiamo muoverci da questa trappola.La rngrazio per la risposta Luigi

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    1. Ciao Luigi!
      Si può fare tutto dal notaio che può far estinguere l'ipoteca destinando la cifra necessaria dalla quota spettante al debitore.-

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  37. Buonasera Avvocato, volevo chiederle un parere in merito a questo; tenendo conto il diritto di abitazione del coniuge superstite e che segue l’iscrizione ipotecaria volontaria della banca e nel caso in cui ci fosse stata la rinuncia all’eredità, se ho capito bene la banca può comunque vendere la casa all’asta, ma comunque con la madre dentro con il diritto di abitazione? la madre in questo caso, come può difendersi? quali articoli potrebbero aiutarla?

    Ipoteca - morte marito - diritto di abitazione articolo 540 - rinuncia eredità

    la ringrazio

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    1. La banca può vendere la casa all'asta ma il diritto di abitazione per legge resta comunque, quindi non credo che la casa sia facilmente vendibile, o comunque chi si aggiudica l'asta deve sapere che la casa non è disponibile.-

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    2. Ho capito.. La ringrazio per la risposta.. per caso ci sono delle normative o se ha il link di qualche sentenza riguardo a questo? cioè che ci sia l'ipoteca prima della morte e successivamente la rinuncia all'eredità? la ringrazio infinitivamente; questo per far si che almeno per la durata della vita della madre almeno lei possa rimanere nell'abitazione del padre...

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    3. Non mi risultano sentenze specifiche, ma nel tuo caso vale la normativa generale che tutela comunque il coniuge superstite.-

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    4. la ringrazio, buona giornata!

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  38. Buongiorno Avvocato,
    volevo gentilmente chiedere un suo parere in merito alla mia situazione:
    sono vedova da due anni con tre figlie maggiorenni non ancora sposate, al momento della successione di mio marito loro hanno rinunciato all'eredita' del papà perchè l'attivita' che aveva mio marito era in una situazione molto delicata. Come unica erede sono riuscita a chiudere l'attivita', pagando i vari debiti e sono riuscita a salvare la parte di casa intestata a mio marito, ora intestata a me. L'altro 25% di casa è intestato a mio cognato, un ragazzo down che convive con noi. Avendo solo un'altra sorella in caso di morte di mio cognato come verrebbe suddivisa l'erdedita'?. Il fatto che le mie figlie abbiano rinunciato all'eredita' del papà verrebbero annullate dall'asse? e io come unica erede di mio marito rientrerei ?
    Grazie infinite in anticipo delle sua risposta.
    Claudia R.

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    1. Ciao Claudia!
      In caso di morte di tuo cognato la sua parte di eredità andrebbe al 50% a tua sorella e l'altro 50% diviso in parti uguali alle tue tre figlie.-

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  39. Se la casa in cui vivo è condonata e ha la licemza a nome di mio marito....ho bollettini di imu pagati delle quote di tutti degli eredi dal 1994....il contatore è a nome di mio marito....noi abbiamo sempre gestito le serrature....costruito un garage. ..spostando il portone....posso usucapire le quote degli altri eredi che non vivono in quella casa da più di venti anni. ..a parte mia suocera che è ancora in vita...ma solo noi provvediamo a tutto a nostre spese?

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    1. Per il diritto all'usucapione il proprietario effettivo del bene deve essersi disinteressato completamente dell'immobile, lasciando (in modo consapevole o inconsapevole) che l’immobile venisse utilizzato dall'altro soggetto e ci si sia comportati, durante questo periodo, come se si fosse i veri proprietari, cioè alla luce del sole e davanti a tutta la collettività .-
      Affinché, però, il possesso si trasformi in proprietà riconosciuta dall'ordinamento, è necessario che intervenga una sentenza del giudice, che dichiari che si è compiuto l’usucapione. Pertanto, bisognerà iniziare una vera e propria causa e provare l’esistenza dei predetti presupposti (possesso e decorso del tempo). La sentenza è necessaria visto che l’usucapione, è una situazione di fatto e, quindi, non c’è alcun atto o contratto da andare a registrare nei pubblici registri immobiliari e formalizzare il passaggio di proprietà. Pertanto, nei registri pubblici si andrà a trascrivere proprio la sentenza.
      La prova da fornire davanti al giudice può essere data in qualsiasi modo: quindi è molto facile, in questi casi, ricorrere ai testimoni.

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  40. Grazie mille...gentilissimo....le auguro una buona giornata....

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  41. Buongiorno Avvocato gentilmente vorrei delle delucidazioni la ringrazio anticipatamente.
    Io e i miei tre fratelli sia intestatari di un appartamento in quote uguali,
    1 mese fa un mio fratello sposato in comunione dei beni con la moglie, è deceduto,
    i suoi due figli hanno rinunciato all’eredita, perchè mio fratello era pieno di debiti e un mutuo da pagare su una casa comprata con la moglie , vorrei sapere:
    1- possono i creditori attaccare la nostra quota di proprieta che abbiamo con nostro fratello sulla casa intestata a tutti noi fratelli;
    2 i suoi debiti possono ricadere su noi fratelli rimasti
    La ringrazio anticipatamente

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    1. NO!
      I creditori di tuo fratello possono reclamare solo la sua quota di eredità e quindi non la vostra, e pertanto non possono rivalersi su di voi fratelli rimasti.-

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  42. Buongiorno Avvocato,
    volevo cortesemente chiedere un parere sulla seguente questione.
    Dopo il decesso di mio padre, si è fatta viva una mia sorella nata da relazione extraconiugale.
    Una volta ricevuto l'atto di nascita dal suo avvocato, io e mia madre abbiamo fatto la dichiarazione di successione inserendo la nuova erede che vuole liquidata la sua parte.
    Nella dichiarazione ci sono un pò di liquidi e la casa di mia madre (a lei spetterebbe 1/6)
    Ora però, non abbiamo più notizie dal suo avvocato; a questo punto come si può fare per liquidare la sua parte? stiamo in attesa? se si ripresenta fra un pò di anni c'e' la possibilità che richieda qualche forma di interesse legale maturato sulla sua parte?
    Insomma il punto è che vorremmo darle la sua parte per chiudere la questione una volta per tutte e non attendere oltre.

    la ringrazio in anticipo per una sua risposta,
    buona giornata


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    1. Purtroppo per mettersi d'accordo e chiudere quindi la questione bisogna essere in due a volerlo, quindi dovete rintracciarla o direttamente o tramite il suo avvocato, perché altrimenti in qualsiasi momento potrebbe reclamare la sua parte di eredità maggiorata di interessi.-

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  43. Gentile Avvocato,
    mio padre ha pagato immobili acquistati per conto e nome di mio fratello durante vita. Ora che è morto, questi immobili rientrano nell'asse ereditario, anche se nell'atto compare solo il nome di mio fratello? Posso rivalermi in qualche modo?
    Grazie in anticipo

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    1. Ciao Serena!
      Purtroppo NO!
      Per legge fa fede l'atto di vendita, quindi non ha importanza se la spesa è stata sostenuta da altro familiare, a meno che non si riesca a dimostrare in qualche modo l'esborso di denaro effettuato dal familiare per l'acquisto.-

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  44. mia madre vuole vendere un terreno io sono contrario e nn firmo lei puo venderlo lostesso?

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    1. Ciao Mauro!
      Se Tua madre è l'unica intestataria del terreno può disporne liberamente, mentre se siete entrambi cointestatari tua madre non può vendere il terreno senza il tuo consenso, o più precisamente potrebbe vendere solo la sua parte, nel caso ovviamente che trovi un acquirente disponibile ad acquistarla.-

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  45. Buongiorno avvocato , volevo sapere cosa cambia fare la rinuncia prima o dopo l'apertura della successione , tenga presente che ci sono minori tra gli eredi e non hanno potuto ancora rinunciare.Noi abbiamo fatto la rinuncia prima della successione , ma gli eredi dicono che non riescono a chiudere la successione (a causa della rinuncia fatta prima della successione)prima dei 10 anni e quindi avranno da pagare le tasse annualmente. Grazie.

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    1. Se il chiamato all'eredità (erede) non intende accettarla, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, egli vi deve rinunciare espressamente. In questo modo egli fa cessare gli effetti verificatisi nei suoi confronti a seguito dell'apertura della successione e rimane, pertanto, completamente estraneo alla stessa, con la conseguenza che nessun creditore potrà rivolgersi a lui per il pagamento dei debiti ereditari, né egli potrà esercitare alcuna azione ereditaria o acquistare alcun bene facente parte della successione.-

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  46. Buongiorno Avvocato,
    mia zia (sorella di mia mamma) è stata sposata col marito. Il quale ha avuto un figlio dalla 1° moglie deceduta. Ora anche lui è deceduto
    Per gli immobili, fondi, conti correnti, assicurazioni, come vanno suddivisi in percentuale tra il figlio di 1° letto, mia mamma e altri 2 fratelli?
    Inoltre l'oro di proprietà di mia zia (regalatole dal marito in vita) rientra nell'asse ereditaria?
    Grazie mille per la risposta. Cordialmente
    Lorena

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    1. Ciao Lorena!
      Se Tua zia è deceduta prima del marito, l'intera eredità va al figlio di 1° letto del marito, ovviamente se non ha avuto altri figli con tua zia.-

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  47. buonasera avv.avrei bisogno di una consulenza,è venuta a mancare una zia di mio marito non sposata no figli aveva due sorelle ed un fratello morti prima di lei anche siamo rimasti 14 nipoti ed un cognato ora come si dividera' l'eredita' visto che non cè testamento?

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  48. Mi perdoni avv. se ho capito bene spetterebbe tutto al cognato marito della sorella unico in vita oltre i 14 nipoti tra cui 8 di una sorella 3 di un altra sorella e 3 del fratello tutti e tre deceduti e anche la cognata deceduta moglie del fratello e cognato marito di una sorella

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    1. Nel Tuo caso l'intera eredità andrà solo ai 14 nipoti, che si divideranno ciascuno la quota di un terzo che sarebbe spettata al proprio genitore, fratello o sorella del deceduto.-

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    2. quindi in tre parti poi chi ha 8 figli prenderà di meno

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  49. Buon pomeriggio dott.Censori,per caso sono venuta a conoscenza che i miei genitori (mamma 80enne è papà 83enne )hanno donato la casa di loro proprietà solo a mio fratello è mi dissero che a me non tocca nulla tranne che qualche spicciolo di legittima.Mio padre venne a mancare da 1 hanno,mamma ancora in vita.tutte due i genitori ammalati papà di cancro alla vescica è si ammalò nel 2012 mamma affetta da demenza senile quindi invalida dal 2009 ..l'atto di donazione fu fatto nel 2014,posso impugnare l'atto e far valere i miei diritti di figlia legittima è rientrare erede al 50% ? come posso tutelarmi?La ringrazio fini d'ora per il tempo che vorrà dedicarmi.Saluti Giuseppa.

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    1. Ciao Giuseppa!
      La donazione è considerata dal legislatore come un anticipo sulla successione, ed è pertanto soggetta agli stessi tipi di impugnazioni cui è soggetto il testamento da parte degli eredi legittimari: da parte, cioè, di quelle categorie di eredi che possono vantare un diritto ad una quota dell’eredità del donante. Il nostro ordinamento, infatti, riserva a determinati soggetti, detti “legittimari”, (coniuge, figli e ascendenti del defunto) una quota di eredità detta “legittima” della quale non possono essere privati. Se un legittimario ritiene di essere stato privato o semplicemente leso della sua quota di legittima per effetto di una o più donazioni effettuate in vita dal defunto a favore di altri soggetti (che siano altri legittimari o non), può far valere il proprio diritto (sempre in via giudiziale) all’ottenimento dell’intera quota di legittima a lui spettante mediante un’apposita azione giudiziaria, ossia l’azione di riduzione. L’azione di riduzione va proposta dopo la morte del donante e contro il donatario, e se questi ha ceduto a terzi l’immobile che aveva ricevuto in donazione, il legittimario (solo se ed in quanto il donatario non abbia altri beni sui quali soddisfare le proprie ragioni) può chiedere ai successivi proprietari la restituzione del bene (azione di restituzione).

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    2. Grazie dott Censori,per quanto impugnare la donazione perché quando è stata fatta i genitori erano già ammalati e quindi suppongo ci sia stata circonvenzione...me lo consiglia? Grazie Giuseppa.

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    3. Ciao Giuseppa!
      Non credo che sia molto semplice dimostrare la circonvenzione, perché a questo dovresti arrivare, in quanto il fatto che i genitori fossero anziani e malati non vuol dire che fossero non in grado di intendere e di volere, quindi io ci andrei molto cauto.-

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    4. Grazie mille dott Censori gentilissimo come sempre.Saluti Giuseppa.

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    5. Ciao Giuseppa!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  50. Buongiorno Avvocato vorrei delle spiegazioni e la ringrazio anticipatamente
    Sono sposata in comunione dei beni con mio marito e abbiamo una figlia di 20 anni, mio marito è deceduto lasciando molti debiti con finanziarie ed equitalia. I debiti sono intestati a lui.
    Possono i creditori attaccare i nostri risparmi postali (buoni postali) cointestati a mio marito a mia figlia e a me
    (e se si in che percentuale.)
    I buoni postali sono quasi 50000 euri.
    La ringrazio

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    1. Se accettate l'eredità purtroppo dovete pagare tutti i debiti di tuo marito, mentre se rinunciate all'eredità, la quota dei buoni postali di sua pertinenza (cioè un terzo del totale) andrà ai creditori.-

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  51. Buongiorno Avvocato avrei una domanda da porle. Mio nonno ancora in vita è proprietario di due immobili,ha due figli ma vorrebbe intestare uno dei due immobili a me adesso che è ancora in vita nel quale andrei ad abitare a breve..è possibile? Quali saranno però le conseguenze dopo la sua morte? Potrebbe lasciare l'altro immobile all altro figlio e niente a mia madre( soluzione che a lei andrebbe bene) o andrei incontro a qualche problematica? La ringrazio.

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    1. Ciao Lorenzo!
      Purtroppo presumo che andrai incontro a qualche problematica!
      Infatti in vita tuo nonno può disporre liberamente dei suoi beni, ma alla sua morte i legittimi eredi, se non verrà rispettata la loro quota di legittima, tenendo ovviamente conto anche delle donazioni effettuate in vita, potrebbero rivalersi su di te.-

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    2. Mi scusi se mi intrometto. E se Lorenzo facesse una compravendita con il nonno?

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    3. Ciao Stella!
      Una compravendita "simulata", cioè senza passaggio di denaro potrebbe essere scoperta, mentre una compravendita effettiva dovrebbe lasciare delle tracce nei movimenti bancari o postali.-

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  52. Avvocato vorrei delle spiegazioni e la ringrazio anticipatamente
    Sono sposata in comunione dei beni con mio marito e abbiamo due figlie maggiorenni non sposate , mio marito è deceduto lasciando molti debiti con equitalia.
    I debiti sono intestati solo a lui ,può Equitalia attaccare i nostri risparmi postali (buoni postali) cointestati solo a me e alle mie due figlie (e se si in che percentuale.)
    I risparmi postali sono quasi 70000 euri
    La ringrazio
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    1. Premesso che sia tu che le tue figlie dovete rinunciare formalmente all'eredità di tuo marito, altrimenti Equitalia si rivarrà su di voi eredi.-
      Per legge, il saldo dei buoni postali cointestati appartiene in parti uguali agli intestatari, in pratica se un buono postale è cointestato tra due persone, il saldo appartiene al 50% ciascuno, se è cointestato tra 3 persone il saldo appartiene al 33,3% ciascuno e così via.-

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  53. Gentile Avvocato Censori ho un quesito che solo lei può sbrogliare. E'stata registrata una successione, previo controllo allo sportello dell'Agenzia Entrate. Una copia è stata restituita per permettere agli eredi di riscattare la quota economica di 1/6 della mamma, già ricevuta in eredità dalla sorella defunta. La banca non sblocca la quota perché chiedono: dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta', necessaria per il rilascio della certificazione dei saldi. Gli eredi non hanno presentato tale dichiarazione, cosa si può fare? Non basta solo la copia in bollo per la banca?
    Grazie per la Sua disponibilità
    Saluti e buon lavoro
    Giuditta

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    1. Ciao Giuditta!
      Purtroppo in questi casi le regole le fissa la banca, nel senso che dovete attenervi a quanto richiesto, anche se presumo che il pretesto serve solo per "guadagnare" tempo e per non correre alcun rischio.-

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  54. Buonasera avvocato Censori,
    Mio padre è morto 16 mesi fa e non ha lasciato testamento; siamo rimasti io mio fratello e mia madre.
    Nel patrimonio ci sono i beni immobili dell'azienda e 1 appartamento, 1 macchina che mia madre ha provveduto a vendere,quadri, 1 conto in banca che era intestato a mio padre e dei contanti trovati in una sua cassaforte.
    Mia madre dice che tutto: contanti conto in banca intestato a mio padre, quadri, servono per pagare i debiti aziendali e che non ha contanti per liquidarci la nostra quota del 20% nell'azienda (l'abbiamo nominata amministratrice) anche se in realtà non fa molto per vendere degli immobili.
    Mia Madre vorrebbe sostituire la figura di mio padre senza darci la nostra parte di eredità, mi è stato detto che l'unica soluzione sia quella di trovare un socio che acquisti la mia quota; posso chiederle se gentilmente conosce altre strade percorribili?
    Inoltre io e mio fratello negli anni avevamo risparmiato dei soldi su una specie di agendina, che teneva mio padre e annotava gli importi che gli davamo con firma a lato, ora io dovrei avere una cifra ma mio fratello dice di vantare una che ammonta a più del doppio; si possono impugnare queste agende? Anche perché andrebbero a ledere la mia quota di eredita e ultimamente anche mia madre ha iniziato a dire di avere imprestato una volta soldi a mio padre mai più restituiti. La ringrazio in anticipo!

    Distinti saluti, Filippo.

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    1. Ciao Filippo!
      Purtroppo in questi casi non ci sono molte alternative, nel senso che o ci si mette tutti d'accordo tra gli eredi, o si va in causa e sarà il giudice a stabilire tramite perizia il valore a livello economico dell'azienda e degli altri beni mobili e immobili e quindi la quota spettante a ogni erede.-
      In pratica a questo punto per legge l'azienda appartiene a tutti e 3 gli eredi, per un terzo ciascuno, quindi o vostra madre vi include nella società, ovviamente se siete d'accordo, o vi liquida la vostra quota, o cede l'azienda e vi dividete il ricavato.-

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  55. Buongiorno,
    mio padre è deceduto il mese scorso, purtroppo ci sono molti problemi per la riscossione della quota che mi spetta.
    Fra i beni che ha lasciato, c'è una casa che egli stesso aveva acquisito circa 35 anni fa per donazione dal padre -mio nonno paterno-
    Mio padre era in regime di comunione dei beni con mia madre, la casa l'acquisita durante il matrimonio. Vorrei sapere se mia madre è gode solo dell'usufrutto del suddetto immobile oppure è titolare di una quota?
    Ringraziandola anticipatamente porgo Cordiali saluti.
    Michela

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    1. Ciao Michela!
      Se i tuoi genitori erano in comunione dei beni e la casa è stata acquistata durante il matrimonio, per legge erano proprietari al 50% ciascuno, quindi va in successione solo il 50% di tuo padre, e anche di questo 50% una parte a va a tua madre, che va ad aggiungersi al suo 50%.-

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  56. buona sera AVV.Avrei bisogno di una risposta grazie siamo tre eredi la tassa di successione puo essere pagata da uno solo

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    1. Ciao Valerio!
      NO!
      La tassa di successione si paga sul patrimonio ereditato compreso il valore degli immobili e dei diritti immobiliari, tenendo conto delle franchigie per i vari gradi di parentela, quindi ognuno deve pagare la sua quota di pertinenza.-

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  57. Buongiorno Avvocato, avrei da chiederle una delucidazione. Sono proprietario al 50% di un appartamento con la mia ex-convivente, con la quale ho in comune una figlia di 27 anni. Io adesso vivo con un altra donna e sto per sposarmi con lei. Mi chiedevo, in caso di mio decesso dopo essermi sposato, il 50% dell'immobile chi lo eredita? La ringrazio anticipatamente e la stimo molto, Giovanni Barbera.

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    1. Ciao Giovanni!
      In caso di decesso, il Tuo 50% dell'appartamento andrebbe diviso in parti uguali tra tua moglie e tua figlia.-

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  58. Gentile Avvocato,
    mia madre è morta in Luglio e ha lasciato un conto personale e dei conti cointestati con mio padre.
    Mio padre considera questi soldi solo suoi e in accordo con il suo bancario di fiducia ha organizzato una "misteriosa" operazione (di cui non ha voluto darci ragguagli più precisi)per cui noi tre figli dovremo firmare delle imprecisate carte che attribuiranno a noi i soldi presenti sul conto personale di mia madre, mentre lui terrà per sè tutto il resto.
    Mio padre ha 82 anni e noi figli per vari motivi non ci sentiamo di contraddirlo in queste sue decisioni.
    La mia domanda è: ci possono essere problemi in seguito ?
    E soprattutto, i nostri coniugi (ex coniuge per quanto riguarda uno dei miei fratelli) in nome dei figli minorenni ( nipoti di mia madre)possono contestare questa operazione e chiedere i soldi ai quali noi in un certo qualmodo rinunciamo ?
    La ringrazio anticipatamente.
    Simona

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    1. Ciao Simona!
      - NO! Se rinunciate alla vostra quota di eredità, è una vostra libera scelta, quindi non possono esserci problemi in seguito.-
      - NO! I coniugi o ex coniugi non hanno titolo per l'eredità, nemmeno per i figli minorenni.-

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    2. Grazie ancora !

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  59. Gentile avvocato,
    Mia moglie è morta da poco ed ho un solo figlio a cui vorrei lasciare in donazione tutta la casa da noi posseduta, posso indicare questa donazione nella dichiarazione di successione o come dovrei fare per evitare che lui debba rifare la successione alla mia morte?

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    1. Ciao Daniele!
      Purtroppo si tratta di due procedure diverse!
      Infatti prima devi presentare la dichiarazione di successione e successivamente l'atto di donazione.-

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  60. Buongiorno Dottore Censori.
    E' possibile fare una successione anche se non ci sono ne soldi ne immobili da ereditare?
    In pratica mi viene richiesta una successione per mia nonna semplicemente per determinare l'asse ereditario per sbrigare una pratica legata ad un immobile da riscattare, ma che materialmente non era ancora di proprietà di mia nonna, in quanto appunto non aveva finito di riscattare l'immobile.
    Grazie

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    1. Purtroppo NO!
      La dichiarazione di successione deve essere presentata dagli eredi, dai chiamati all'eredità, dai legatari entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che coincide, generalmente, con la data del decesso del contribuente, quindi se non ci sono ne beni mobili ne beni immobili da ereditare non si può presentare.-

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  61. Buongiorno signor avvocato, mi scusi per il disturbo ma avrei bisogno di un suo consiglio su una questione piuttosto delicata. Mio nonno è morto a Dicembre 2016. La casa era stata venduta come nuda proprietà. Non mi risulta alcun testamento per ora.
    Mio nonno aveva una seconda moglie ancora in vita e tre figli fra cui mio padre, il figlio maggiore. Quindi i soldi dovrebbero essere spartiti fra loro, giusto? Ma di recente, mia zia mi ha informato che il fratello minore di mio padre aveva ottenuto un permesso di gestione sul conto corrente del nonno. Ora… mia zia mi ha detto di non fare nulla ma di aspettare. È davvero così?
    Ho letto da qualche parte che di solito è lo stato che spartisce l'eredità in parti eque fra gli eredi. È corretto? Non c'è nessuna azione da parte nostra che va compiuta?
    Lo chiedo anche per una ragione che è il motivo principale per cui le scrivo in verità.
    Questo fratello di mio padre mi è noto ha lo stipendio pignorato ed un debito di oltre 100.000 euro. Quindi mi domando cosa posso fare per proteggere gli interessi di mio padre. Non sta bene fisicamente e quella somma seppur suoni cinico, ci farebbe comodo, ho paura che se quel tipo avesse preso tutto come temiamo, non ci sia modo di rivalersi…
    Grazie per la cortese attenzione.

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    1. Ciao Tony!
      La legge prevede che senza testamento l'eredità va divisa come segue:
      Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli.-
      Il problema però è che se non ci sono beni immobili intestati a Tuo nonno, presumo che non verrà fatta alcuna successione.-
      Quindi tuo padre per poter ricevere la sua parte di eredità, considerando anche eventuali somme percepite in vita da uno dei fratelli, dovrà intentare una causa ai sui fratelli e alla seconda moglie di tuo nonno.-

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  62. Buongiorno, sono sposata in regime di divisione dei beni, senza figli con una sorella. Mio marito ha dei fratelli.
    Viviamo nella casa acquistata da me prima del matrimonio ed intestata solo a me. In caso sia io a morire per prima, la casa resterebbe in usufrutto a mio marito e va bene. Però vorrei che alla sua morte la casa andasse a mia sorella e non ai suoi fratelli. Come fare ?
    Grazie

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    1. La legge prevede quanto segue:
      Senza testamento l'eredità va divisa come segue:
      Coniuge + fratelli:
      66,6% al coniuge + 33,3% ai fratelli.-
      Con testamento:
      50% al coniuge + 50% parte disponibile (che si può destinare a chi si vuole).-

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    2. la ringazio molto, ma questo lo sapevo. Il mio problema è che comunque anche se faccio il 50% a ciascuno, poi il 50% della casa andrà ai parenti di mio marito una volta che lui è deceduto. La mia domanda è come fare per evitare questo ? Dovrebbe forse fare testamento mio marito in questa direzione ? Oppure devo vendere a mia sorella la nuda proprietà e lasciare a lui usufrutto. Ci sono solo queste 2 chances?
      Grazie ancora per l'attenzione e il chiarimento. Cordialmente

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    3. Tu non puoi decidere cosa dovrà fare Tuo marito dopo la tua eventuale "morte" con i beni che avrà legittimamente ereditato, ne puoi escludere tuo marito dall'asse ereditario, quindi se ti fidi di tuo marito provvederà lui per il meglio con testamento, tenendo conto anche delle tue volontà, altrimenti non mi risulta una soluzione alternativa.-

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  63. Buonasera avvocato mi chiamo Luigi mio padre e venuto a mancare 8 mesi fa,
    Noi siamo 4 figli di cui una avuto con la seconda moglie poiché mia madre e morta 26 anni fa,la seconda moglie puo rinunciare all'eredità di uno stabile senza dannegiare la figlia?
    possiamo dividere lo stabile noi 4 figli se la moglie rinuncia?

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    1. Ciao Luigi!
      Presumo che la seconda moglie di tuo padre sia disposta a rinunciare alla sua parte di eredità in favore di sua figlia e non in favore di tutti, comunque è una questione che dovrete definire con un notaio, in quanto la vedova dovrà decidere a chi cedere la propria quota di eredità.-

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  64. Buonasera mio zio vorrebbe rinunciare alla sua quota di eredità della moglie defunta (2/3) non possiede figli e gli altri eredi sono una sorella della de cuius e i figli di altra sorella premorta. Mio zio ha solo una sorella, né ascendenti né discendenti. Le chiedo: può sua sorella (o i suoi eventuali eredi) opporsi alla rinuncia di mio zio? Grazie

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    1. Ciao Angela!
      NO!
      Se Tuo zio non ha figli, gli altri suoi eventuali eredi non hanno titolo per opporsi alla sua rinuncia di una quota dell'eredità della moglie.-

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  65. Buonasera Avvocato. Vorrei rimanere anonima per favore. Le spiego la mia situazione. Mio padre è morto 1 anno fa, abbiamo fatto la successione legittima come è previsto per legge tra mia madre , mio fratello ed io. Quindi abbiamo tutti e tre il 33,3% della proprietà della casa. Ora mio fratello vuole comprare il mio 33,3% e con questo dice che è apposto, e lui si tiene tutta la casa. Ma mi scusi non dovrebbe pagarmi il 50% della casa se la vuole tutta?

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    1. NO!
      La tua quota è il 33,3% della casa, quindi Tuo fratello deve pagarti solo la tua quota.-
      Una volta acquisita la Tua quota, tuo fratello passerà dal 33,3% al 66,6% della casa, in quanto il restante 33,3% è di vostra madre, a meno che non voglia acquisire anche quella.-

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  66. Gentile Dott. Censori, vengo a porle un quesito che non trova d'accordo alcuni eredi.
    Il 3/5/1997 è deceduta mia cognata lasciando una figlia legittima quale unica erede, questa però, presentandosi di fronte al Cancelliere della Pretura fece subito atto di rinuncia.
    L'8/3/2012 è deceduta mia suocera proprietaria di un'immobile.
    Vorrei sapere se la figlia di mia cognata che ha rinunciato all'eredità della Madre, essendo trascorsi oltre 10 anni alla data dell'apertura della successione della Nonna ha diritto alla quota di proprietà dell'immobile.
    Alcuni eredi dicono che non ne ha diritto in base all'art 479 del c.c. ultimo capoverso, altri dicono che ne ha diritto in base all'art. 468 del c.c., in particolare quanto previsto dal comma 2.
    Chi ha ragione?
    A disposizione per eventuali chiarimenti porgo cordiali saluti.
    Antonio.

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    1. Ciao Antonio!
      NO!
      La figlia di di tua cognata non ha titolo per succedere alla nonna, avendo rinunciato all'eredità della madre, in base all'Art. 479 del c.c..-

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  67. Gent.mo Gianfranco, buona giornata. L'unica figlia della zia è deceduta prima della madre. Quest'ultima ha rilasciato testamento devolvendo l'eredità ad una nipote che ha presentato denuncia di successione riscuotendo così quanto giaceva sul c/c. A distanza di un anno, la nipote riceve cartella esattoriale dall'Ag. Entrate con la richiesta di imposte non pagate dalla figlia della zia. Inoltre, dopo verifica presso Equitalia, risulta che la stessa figlia è debitrice a titoli diversi di oltre 6.0000 euro (ben oltre l'entità dell'eredità) e che si ritiene saranno richiesti all'erede. E corretto? Grazie.

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    1. Ciao Gianni!
      Purtroppo SI!
      Quando si accetta l'eredità, si è obbligati per legge a pagare tutti gli eventuali debiti gravanti sull'asse ereditario.-

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