lunedì 28 aprile 2014

Eredità e Successioni

Senza Testamento

I familiari che ereditano per legge sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Fratelli (se mancano i figli)
  • Ascendenti (se mancano i figli)
  • Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-


Con Testamento

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


Il matrimonio: comunione e separazione dei beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


Accettazione dell’eredità:

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


Rinuncia di eredità:


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti
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174 commenti:

  1. Buonasera Avvocato, innanzitutto Buon Anno! Il mio quesito è il seguente: mio papà è morto di recente ma poichè viveva in un'altra città da oltre 30 anni non conosco la sua situazione patrimoniale ed essendo stato un imprenditore non posso escludere che avesse debiti o pendenze. Io e i miei fratelli non vorremmo accettare l'eredità (ammesso che ne esista una) per non correre alcun rischio e non siamo nemmeno interessati ad eventuali benefici derivanti dalla condizione di erede. Per stare tranquilli siamo costretti a effettuare una rinuncia formale all'eredità o è sufficiente restare inerti e non compiere alcuna azione, considerando che non siamo mai stati in possesso di alcun bene di proprietà del defunto?In attesa di un Suo gradito riscontro, Le faccio i miei complimenti e Le auguro buon lavoro. Ale

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    1. Io nel Tuo caso opterei per l'accettazione con beneficio d'inventario:
      Accettazione con beneficio d’inventario:
      In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-
      In alternativa, se hai dei sospetti, puoi rinunciare all'eredità:
      Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.-

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  2. Buon giorno Avvocato i miei genitori hanno una casa dove attualmente vivono,se un domani dovessero a venire a mancare,penso che avrei dei problemi con l'eredità ho un fratello che a tanti debiti che non ha mai pagato niente, senza lavoro, con poco interesse verso i genitori ,in questo caso cosa dovrei fare ? se lui mi chiedesse che rinuncia perchè ha paura che le venga tolto tutto ,chiedendomi dopo dei soldi sicuramente ,io in che sistuazione mi troverei a pagare i suoi debiti i creditori possono venire da me che ho ereditato tutto, grazie mille e buona giornata .

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    1. Mi pare prematuro porsi tante domande!
      Infatti fino a quando sono in vita i Tuoi genitori possono disporre liberamente dei loro beni e possono anche fare un testamento e decidere a chi destinare la casa, nel rispetto ovviamente della quota di legittima.-
      Se i Tuoi genitori non fanno testamento l'eredità andrà divisa in parti uguali tra te e tuo fratello, e purtroppo gli eventuali creditori potranno rivalersi su di lui per la sua quota, e una sua rinuncia sarebbe ininfluente.-

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  3. Salve Avvocato vorrei sciogliermi qualche dubbio, i miei genitori ci hanno lasciato una casa con atto di propieta a me e mio fratello 50e50 ma non divisa. Ora volendo venderla perche solo spese ho scoperto che la casa e ipotecata a causa di mio fratello avendo debiti con equitalia ma nn essendo a conoscenza di tutto. Oracosa succedera mettono tutto all asta ? O la mia parte rimane intoccabbile. Grazie attendo una sua risposta se possibile buonq giornata..

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    1. Nel tuo caso o ti metti d'accordo con i creditori di tuo fratello e ti fai autorizzare la vendita della casa con divisione del ricavato o la casa andrà all'asta e a te verrà dato il 50% del ricavato.-

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  4. Buon giorno Avvocato vorrei porle il mio quesito, un amico è deceduto lasciando moglie e 2 figli che non accetterenno l'eredità in quanto non vi sono beni immobili e vi sono debiti accumulati con vari istituti e tasse. Il defunto ha solamente un conto corrente con circa 1.500 euro. Pùò la moglie non accettando l'eredità richiedere che tale somma venga utilizzata per il pagamento delle spese funebri senza il rischio dell'annullamento della rinuncia? La ringrazio per la disponibilità Maurizio C.

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    1. Ciao Maurizio!
      Purtroppo NO!
      Se la moglie non accetta l'eredità non ha titolo per decidere sulla destinazione del saldo del conto corrente intestato al de cuius.-

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  5. Buon giorno avvocato, volevo farle una domanda: mio cognato fratello di mia moglie e deceduto il 21 settembre 2014, tutti gli eredi hanno rinunciato all'eredità poichè aveva ingenti debiti con equitalia, l'unico bene rimasto è l'autovettura personale a lui intestata. Mi sono recata al Pra per chiedere informazioni per poterla rottamare, ma mi hanno detto che avendo tutti gli eredi fatto rinuncia all'eredità, l'autovettura e diventata proprietà del demanio quindi non si può rottamare. Domanda! come faccio a disfarmi di questa autovettura senza essere nominato curatore dal Tribunale competente e visto che è stata lasciata incustodita presso una strada privata e non posso rottamarla?. Grazie

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    1. Se tutti gli eredi hanno rinunciato all'eredità nessuno ha titolo per poter far rottamare l'autovettura del de cuius, quindi l'unica cosa che puoi fare è quella di richiedere al vigili urbani che l'autovettura venga prelevata con un carro attrezzi per essere posta sotto sequestro a disposizione del demanio.-

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  6. Salve Avvocato,
    Io e mia moglie ci sposammo con separazioni dei beni,Equitalia ha inviato a mia moglie alcune cartelle esattoriali per mancato pagamento della Tari,tassa sui rifiuti.Purtroppo abbiamo in tutti i modi cercato di fare capire sia agli uffici comunali che equitalia che i pagamenti sono stati fatti regolarmente ,perche' la tari precedentemente era intestata a me,e successivamente a mia moglie.Comunque non c'e' stato alcun verso di farglielo capire,la mia domanda e' questa :" Stando in separazione dei beni se mia moglie non paga queste cartelle esattoriali riferite alla Tari,in qualche modo potrebbero avere rivalsa su di me"?La Tari rientra nel bene primario,in modo che anche in separazione dei beni i coniugi sono legati come se non lo fossero?Grazie in anticipo.

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    1. Separazione dei beni:
      Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
      Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
      Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.-
      Questo, nel tuo caso significa che se Tua moglie non "paga" la "Tari", Equitalia potrà rivalersi su di te.-

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  7. Buon giorno Dot Censori. Dopo la morte di mio padre io con alcuni miei fratelli abbiamo scoperto che mio padre era in possesso di una cospicua somma di euro tenendoci all'oscuro di tutto da parte di mia madre ed alcuni altri fratelli poi abbiamo scoperto che tutti questi soldi quasi tutti in azioni varie che non so spiegarle se li era intestati tutti mia madre perché mio padre impossibilitato a letto sapendo che molti figli hanno molti problemi economici non elargisce niente Vorrei sapere se adesso ci aspetta qualcosa di diritto oppure vorrei sapere se io o altri eredi possiamo chiedere alla banca periodicamente la lista movimenti prima che altri facciano sparire tutto.Cosa posso fare.Un cordiale saluto

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    1. Purtroppo NO!
      Se le azioni sono intestate a Vostra madre, fino a quando Lei sarà in vita voi figli non avete titolo e per legge può farne l'uso che riterrà più opportuno.-
      L'alternativa sarebbe quella di intentare una causa a Vostra madre, ma dovreste dimostrare che le azioni anche se sono intestate a lei in pratica erano di Tuo padre, per farle rientrare nell'asse ereditario.-

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  8. Buona sera Avvocato, mi rivolgo a Lei perchè mi sento il classico pollo all' angolo. Morta mia suocera abbiamo chiesto ad uno studio di predisporre la successione (scade a metà aprile il termine di presentazione). Dulcis in fundo, ora mio cognato m' informa di essere pieno di debiti (60'000 con le slot) e quì sorge il dubbio. E se mia suocera, vita durante, dovesse aver contratto prestiti, debiti o fornito garanzia a fronte di crediti a favore di mio cognato, come finisce al momento della successione? Questo pensiero mi ha frenato dal pagare le imposte ipot. e cat. per il successivo deposito dell' atto di sucessione, perchè il mio timore è che una volta formalizzato l' atto, si presentano certamente i vari creditori nei confronti di mio cognato e magari spuntano altre richieste per impegni non onorati in vita da mia suocera. La cosa mi terrorizza perchè temo che eventuali debiti possano tranquillamente superare quel poco di rimasto (20'000 euro in banca, 2 vignali per complessivi 3'000 mq e l' abitazione, fatiscente, dove abitava con mio cognato che tuttora occupa l' alloggio, stante la ristrettezza economica). Noi non abbiamo mai condiviso nulla con la famiglia d' origine di mia moglie, togliendoci di torno in giovane età per pagarci un piccolo tetto per la nostra famiglia (noi e 2 figli) ed ora, senza aver mai chiesto o preteso alcunche mia moglie si ritrova nel timore che qualcuno possa vantare crediti ed all' occorrenza aggredire la sua parte dell' appartamento, per il quale stiamo già oltrettutto pagando il mutuo e quindi siamo impossibilitati a sostenere altre spese. Ce chi dice che l' ereditare porta sempre un valore aggiunto agli eredi, beh in franchezza io dico che stavamo tanto bene prima ed ora, oltre alla perdita della suocera, ci troviamo a comnbattere con le incognite sopra spiegate, non riusciamo più a dormire ed il Maalox si spreca per il mal di stomaco. Che stranezza questa vita, è proprio vero che chi non ha nulla non deve temere, io e mia moglie abbiamo rinunciato, anche ora, a tanti svaghi e cose per poterci assicurare oggi per noi ma un domani per i figli, un tetto decoroso fatto di tanto sudore ed ora ci troviamo con il terrore che qualcuno si presenti a vantare crediti per debiti NON NOSTRI....che vergogna dover rimetterci anche la faccia e l' onore di noi, sempre precisi nel pagare tutto. CHE VERGOGNA. Perdoni questo sfogo ma proprio in questo momento ci sentiamo con l' acqua alla gola ed il terrore di trovarci, come si suol dire, con il sedere a terra in mezzo ad una strada. Le chiedo di darmi un lume di speranza, un consiglio sul come comportarmi o cosa fare. La ringrazio

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    1. Non conoscendo la reale situazione creditoria e debitoria di Tua suocera, io proporrei a Tua moglie di accettare l'eredità, ma con beneficio d'inventario:
      Accettazione con beneficio d’inventario:
      In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

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  9. Spett-le Avvocato
    potrebbe dirmi se ,mia sorella,residente in casa con mia madre ha diritto a rimanere in quella casa visto che la mamma è mancata?Potremmo noi fratelli chiederle un affitto anche pregresso,visto che la mamma è morta da quasi 2 anni?;non è stato fatto ancora l'atto di successione.Grazie molte.

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    1. Purtroppo NO!
      Fino a quando non viene fatto l'atto di successione voi fratelli non avete titolo giuridico per richiedere un affitto a vostra sorella e quindi non potete richiedere nemmeno gli arretrati.-

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  10. Buongiorno,
    Due nesi fa é mancata mia mamma che era sposata in comunione dei beni con una persona che non é mio padre. Non ha lasciato testamento quindi credo mi spetti il 25% del patrimonio.
    Per quanto riguarda la casa non ci sono problemi in quanto sarà intestata per il 25% a me e 75% al marito. La pensione di mia mamma veniva accreditata sul conto intestato solo al marito, di questo conto mi spetta qualcosa?
    Sarebbe corretto sostenere che, una volta valutato la casa, i soldi sul conto anche se intestato solo al marito, la vettura intestata a mia mamma e via dicendo, valutando il tutto ipoteticamente 400.000 euro a me ne spettano 100.000?
    La ringrazio
    Alberto

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    1. Ciao Alberto!
      Purtroppo NO!
      Se il conto corrente era intestato solo al marito gli eredi della moglie non hanno titolo giuridico per farlo entrare in successione.-
      Vorrei però farti rilevare che non è possibile che la pensione di Tua madre venisse accreditata sul conto corrente intestato solo al marito, perché l'INPS non effettua pagamenti a favore di pensionati se non sono intestatari o cointestatari dei conti correnti.-

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    2. Grazie mille,
      purtroppo però le confermo che la situazione è proprio come le ho descritto:
      Nel 2000 mia mamma ha firmato assieme al direttore di banca una autorizzazione all'accredito della pensione sul conto del marito (confermatomi dall'INPS).
      Un amico che lavora in altra banca mi ha detto che qualche anno fa hanno dovuto sanare tutte le situazioni simili, ma io non ho trovato nessuna legge in merito.
      E' pur vero che il conto è intestato solo al marito, ma comunque alimentato anche da mia mamma...

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    3. Ciao Alberto!
      Purtroppo in questo caso non c'è niente da fare!
      Mettiamola così!
      Forse era questa la volontà di Tua madre, e non c'è motivo quindi per cui Tu non debba rispettarla!

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  11. Buongiorno avvocato, ho un quesito da porle.Mio fratello si è sposato in punto di morte,lasciando in eredità alla moglie alla mamma e ai fratelli i liquidi dei conti correnti,ora si sta praticando la successione per quanto riguarda la casa,a me mio fratello e mia madre spetta il valore,chiaramente secondo le quote dell immobile? Lui viveva con lei,ma non erano sposati e l appartamento era di entrambi

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    1. Ciao Lucio!
      Anche se Tuo fratello si è sposato solo in punto di morte, alla moglie spetta comunque la sua quota dell'immobile.-

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    2. Grazie per la risposta... Ma a noi cioè io mamma e l altro mio fratello spetta qualcosa per quanto riguarda la casa?! Glielo chiedo perché sta facendo tutto la moglie.. Ed è stato un matrimonio un po ambiguo diciamo

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    3. Ciao Lucio!
      La legge prevede che con testamento l'intera eredità spetta:
      Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile.-
      Questo significa che a Tua madre spetta il 25% dell'intera eredità, al coniuge il 50% e per il restante 25% Tuo fratello poteva disporne liberamente, e non è prevista una quota di legittima per i fratelli.-

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  12. Salve avvocato,leggo con piacere tutti i post in quanto ha un metodo di spiegazione e risposta molto semplice e comprensivo.Ho da porle una domanda..la mamma di mio marito è morta quando lui aveva 7 anni ..qualche anno fà è morto anche lo zio per un incidente sul lavoro ..Siccome sono stati risarciti anche la nonna (mamma dei defunti) ed altri 2 zii viventi mi chiedo se anche a mio marito spettava il risarcimento visto che comunque la mamma seppur non in vita aveva legame di parentela essendo la sorella del deceduto.Attendo sue info..La ringrazio anticipatamente

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo NO!
      A Tuo marito non spettava alcun risarcimento!

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  13. Buon giorno, ho alcune perplessità per quanto riguarda l' eredita; mi spiego, io e mio fratello siamo gli unici eredi della mamma (già vedova) ed ora dobbiamo depositare la dichiarazione di successione. Mi chiedevo?
    1°) qualora fossi intenzionata di rinunciare all' eredità (non ho preso possesso di nulla) devo comunque formalizzare la successione e sostenere i relativi oneri?
    2°) avendo noi eredi richiesto ed ottenuto la liquidazione dei ratei inps non percepiti e successivamente pagato all'INPS anche il rimborso adizionali irpef com. e reg., pregiudica questo nostro incasso/esborso il poter aderire alla rinuncia, nel senso che un conoscente mi ha detto che avendo noi riscosso gli arretrati abbiamo implicitamente accettato di essere eredi?
    3°) in caso di accettazione con beneficio di inventario, per il c/c intestato alla defunta, possiamo accedervi per chiudere il rapporto e dividerci il saldo (pochè migliaia di euro) o è sempre necessario rivolgersi al Tribunale presso il quale si è fatta la domanda di accettazione con beneficio?
    Ringraziando per la risposta che vorrà fornirmi, porgo distinti saluti

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    1. Purtroppo avendo richiesto ed ottenuto la liquidazione dei ratei non puoi dire di non aver preso possesso di nulla, anzi per legge hai già accettato l'eredità, quindi non puoi più ne rinunciare all'eredità ne accettarla con beneficio di inventario, ma a questo punto puoi solo depositare la dichiarazione di successione.-

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  14. Gentile avvocato, da poco meno di un mese e mancata mia suocera, che ha una abitazione di sua proprietà e 6 figli ; uno di questi, single, continua e continuerà a vivere in tale abitazione.Le mie domande sono: dobbiamo fargli pagare un affitto? (per adesso nessuno a deciso di farlo)Dobbiamo tutelarci con un contratto ? Sono in programma lavori molto costosi al palazzo, dovremo pagarli comunque tutti in parti uguali? E l'IMU ?Inoltre mia suocera aveva il conto postale cointestato con la stessa figlia ,di cui sopra. Quando ,suppongo le poste ci chiameranno, possiamo chiedere un estratto conto dettagliato degli ultimi mesi '?? Siccome dovrebbero arrivare arretrati sulla pensione della defunta, mia cognata potrebbe appropriarsene? Anticipatamente la ringrazio

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    1. - Per quanto riguarda l'affitto e il contratto è una scelta vostra come è una scelta vostra che la figlia continui a vivere nell'abitazione.-
      - Sia le spese di ristrutturazione che l'IMU sono a carico di tutti gli eredi in base alla quota di eredità.-
      - Per quanto riguarda un conto cointestato tra due persone, per legge il saldo appartiene al 50% ciascuno, quindi alla morte di un dei due va in successione solo il 50% a prescindere da chi ha alimentato il conto stesso.-

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  15. Getile avvocato Censori siamo tre fratelli , nel 2014 mese di giugno è deceduta nostra madre (vedova) convivente dal 1975 con un signore che percepiva una buona pensione che permetteva loro di vivere tranquillamente.il convivente è deceduto il 01 -01 2011.mia madre aveva aperto nel dicembre 2007 un libretto bancario a lei intestato dove metteva solo la sua pensione di circa 1000euro mese dal 2009 mia madre percepiva anche l'accompagnamento fino al suo decesso.A un mio fratello gli era stata concessa la delega per ritirare l'eventuale pensione (dato che abitava vicino a nostra madre) in caso di neccessità.Mio fratello più volte sollecitato da me per farmi vedere le esistenze sul libretto bancario si è sempre rifiutato.HO CHIESTO ALLORA A MIA MADRE DI FARMI UNA DELEGA PER POTER VERIFICARE DI PERSONA direttamente in banca8 era il 2009 .mia madre ha acconsentito dicendomi però di non dire nulla a mio fratello.Da l2012 mia madre è peggiorata e non riconasceva ,ne parlava e non era nella maniera più assoluta di poter firmare un qualsiasi documento.Morale alla morte di mia mamma il libretto bancario era stato chiuso ad agosto 2011 da mia fratello e per cinque mesi aveva ritirato la pensione di nostra madre allo sportello postale e aperto successivamente un libretto postale.(come ha fatto ad aprire il libretto postale è un mistero forse la conoscenza di una persona che lavorava alle poste ?)..Dal libretto bancario mia sorella ha prelevato circa 70000 euro dal 2008 al 2014.Sul libretto BANCARIO l'ultimo prelievo è stato il 12-gennaio 2014 L'apertura del libretto postale è stato fatto all'insaputa mia e di nostra madre,non solo ma in agosto 2013 in un solo giorno ha prelevato 18000 euro che ha diviso al 50% con l'altro mio fratello.Vorrei sapere da Lei avvocato se ho la possibilità di potere avere la parte di denaro preso da mio fratello e forse diviso con l'altro fratello a me spettante GRAZIE

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    1. SI!
      Tu puoi avere la parte di denaro che ti spetta, ma devi intentare una causa a Tuo fratello che deve giustificare tutte le operazioni bancarie degli ultimi 10 anni inerenti i conti bancari o postali di Vostra madre, e sarà quindi il giudice a stabilire se è stata lesa la Tua quota di eredità.-

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  16. Domanda
    è morta mia nonna paterna (già vedova da diversi anni)

    Non ha beni immobili.
    Mio padre (figlio unico ed unico erede) , per poter proseguire al trasferimento dei liquidi presenti sul c/c bancario, dovrà presentare la successione?
    da quanto capito, se non ci saranno più di 100.000€ sul conto no!

    Ma in tal caso quale documentazione presentare alla banca?

    Grazie

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    1. Ciao Gianluca!
      Per rientrare in possesso dei risparmi depositati si deve consegnare all’istituto di credito una copia registrata presso l’Agenzia delle Entrate della dichiarazione di successione, ossia quel documento riportante tutti i beni di proprietà del defunto al momento della morte, coi i relativi valori. Tuttavia, ancor prima è necessario chiedere alla banca di fare i conteggi di tutte le posizioni già intestate al defunto e in essere alla data del decesso, nonché di consegnare agli eredi un documento riepilogativo di tali calcoli contenente gli importi dei conti correnti, dei titoli, fondi ecc. rivalutati alla data dell’apertura della successione. Questo documento servirà per la compilazione della dichiarazione di successione e andrà allegato a quest’ultima nel momento in cui verrà depositata per la registrazione.-

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  17. Salve,
    mi trovo in una situazione piuttosto confusa. Ho fatto rinuncia all eredita' ed ora mi ritrovo con le utenze (eni, mediaset premium, acea) di cui era titolare mio padre e che viveva nella casa di mia propieta'. Poiche' mi e' parso di capire che non posso compiere atto di disdetta, mi chiedo se la voltura mi assicuri da eventuali addebiti di somme residue dell'utenza precedente che non potrei pagare da rinunciante. Gentilmente mi consigli che non ne riesco a venire a capo. Peraltro Mediaset premium non si puo' volturare ed e' per di piu' necessaria la restituzione dei dispositivi sotto pagamento di un corrispettivo, come fare???? Grazie

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    1. Se la casa era abitata anche da te, non puoi richiedere le volture delle utenze senza accollarti anche i debiti lasciati da Tuo padre.-
      Se invece ora la casa è disabitata puoi richiedere il distacco delle utenze e provvederà al riallaccio chi andrà ad abitare la casa.-

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  18. Buongiorno....mio padre è mancato lo scorso mese di settembre lasciando a me, mio fratello e mia mamma una modestissima casetta in Sicilia, al momento affittata come magazzino ad una società che la lascerà il prossimo mese di maggio. Io non lavoro e sono a carico di mio marito. Abbiamo effettuato la pratica di successione e oltre alla casa, ci saranno pochi spiccioli nel c/c al momento ancora.bloccato. Io credevo non dover fare niente visto che non ho un reddito, i soldi su quel conto ritengo siano di mia.mamma idem per l'affitto.....ora qualcuno mi ha detto che invece.dovrò dichiarare la mia parte di casa e anche l'affitto. Possibile che la cosa sia così complicata? Non posso fare a meno di dichiarare questa "miseria" che mi.complica.soltanto la vita? Dovrò fare un modello particolare (unico) o posso inserire il tutto nel.730 di mio marito? Mi scuso per la poca "chiarezza" manla cosa mi ha messo in confusione. Grazie!

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    1. Purtroppo è Vero!
      Per legge Tu devi presentare la dichiarazione dei redditi e dichiarare quindi sia la Tua quota della casa che la Tua quota di affitto.-
      Nel tuo caso se non vuoi presentare il modello unico puoi anche presentare il modello 730 congiunto con Tuo marito.-

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  19. Buongiorno S.re Gianfranco Censori,

    Alla scomparsa di mia madre io e le mie tre sorelle, previa successione abbiamo ereditato un piccolo appezzamento di terreno agricolo.
    La mia domanda sono le seguenti:
    Si può vendere il terreno senza fare il frazionamento (tutti concordi alla vendita), e vero che al momento della vendita davanti al notaio ci serve una liberatoria dei confinanti ( premetto che non sono interessati)
    Il terreno (piccolo) si tratta di 20 are, la plusvalenza della vendita va messa in dichiarazione dei redditi?
    Grazie molte x una suo eventuale aiuto
    Saluti Rosanna

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    1. Ciao Rosanna!
      - SI! Si può vendere il terreno senza fare il frazionamento!
      - SI! Vi serve anche una liberatoria dei confinanti!
      - SI! La plusvalenza della vendita andrà messa in dichiarazione dei redditi!

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  20. Salve avvocato...ho da porle una domanda che ci sta tormentando.Mia mamma ha subìto una causa su richiesta di una "pseudo badante" che in realtà non si è rivelata tale ,di mio nonno .Quest'ultimo è morto 7 anni fà e questa signora extracomunitaria ha citato in giudizio mia mamma e la sorella (mia zia) per chiedere 5.000€ in qualità di badante in vita per mio nonno.Per fortuna e dico per fortuna mia mamma ha vinto la causa perchè non c erano presupposti per avere questi soldi,ma il nostro avvocato ci ha comunicato che dobbiamo pagare le spese della controparte perchè nullatenente.Mi chiedo ma com'è possibile che dobbiamo pagare noi se abbiamo vinto e in più se la causa l'abbiamo subìta???Confido in lei..siamo tormentati..ci hanno chiesto 2500€..La saluto e ringrazio anticipatamente

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    1. Presumo che il Vostro avvocato non vi abbia informato correttamente!
      Infatti il problema non sono le spese della controparte ma le spese del Vostro avvocato che non può recuperare dalla controparte perché nullatenente, e su questo rischio avrebbe dovuto informarvi preventivamente.-

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  21. Buongiorno Avvocato,
    il 23/12/2014 è deceduto mio padre, ha lasciato mia mamma e 4 figli, la scorsa settimana ci siamo rivolti al notaio per la “pubblicazione del testamento”, con le volontà indicate in quel documento.
    Mio padre ha lasciato a mia sorella due negozi, al sottoscritto e l’altra mia sorella un appartamento + due stanze al piano terra con usufrutto a mia mamma fin che vive, mentre l’altro fratello circa tre campi di terra agricola.
    I negozi e l’appartamento sono sullo stesso sito, l’attività commerciale ( macelleria ), gestita da mia sorella e mio cognato, va a gonfie vele, mentre l’appartamento e le due stanze bisogna rifare l’impianto termico, elettrico, porte e finestre.
    Ho fatto valutare i negozi 270.000/280.000 euro , appartamento e 2 stanze 250.000 euro ( se in buon ordine) , la terra 90.000 euro.
    Praticamente il valore dei negozi è praticamente il doppio delle altre volontà, per questo motivo il notaio ci ha detto di far fare una valutazione e poi ricorrere in tribunale per impugnare il testamento (spero di aver capito bene ) ; cosa si puo’ fare per avere una divisione equa dei beni?
    Circa un anno fa mia madre ha trasferito sul suo conto circa 160.000 euro quando mio padre era incapace di intendere e volere; poteva farlo?.

    Cordiali Saluti

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    1. Con testamento l'eredità va divisa come segue:
      Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile.-
      Questo significa che a voi 4 figli per legge avete diritto alla quota di legittima pari al 12,5% ciascuno, a Tua madre spetta il 25%, mentre per il restante 25% Tuo padre poteva destinarlo a chi voleva.-
      Di conseguenza potete impugnare il testamento solo se la quota che vi è stata assegnata è inferiore al 12,5% del valore totale dei beni.-
      Io vi consiglierei di rispettare la volontà di Vostro padre visto che i beni erano i suoi e non i vostri, ma questo ovviamente non ha niente a che fare con quello che prevede la legge.-

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  22. Egregio Avvocato,
    Le rinnovo i miei ringraziamenti per la soluzione al quesito da me posto il 13 gennaio u.s.
    Anonima 55

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  23. buona sera avvocato mio padre ha comprato la nostra casa coniugale intestandola a tutti e due , mio marito e morto un paio di mesi fa , non abbiamo avuto figli e vorrei sapere la sua quota di casa se va a me oppure ai suoi fratelli e sorelle , premetto che e stato addotato e non so se esistano parenti in vita , la madre e morto quando aveva 8 anni e il padre non si sa chi sia . aspetto una sua risposta grazie

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    1. La quota di casa va solo a te in quanto l'eredità passa dal padre alla figlia e subentra il genero o i suoi eredi solo se la figlia era già deceduta alla morte del padre, ed ovviamente non è il Tuo caso.-

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    2. MIO PADRE HA COMPRATO LA NOSTRA CASA CONIUGALE A NOME MIO E DI MIO MARITO . MIO PADRE E MORTO TEMPO FA E DI RECENTE POI MIO MARITO . NELLA MIA CASA CONIUGALE SONO RIMASTA A VIVERE FINO AD ORA MA DEVO FARE LA SUCESSIONE, NON VORREI CHE LA PARTE DI MIO MARITO FOSSE DATA AD SUOI PARENTI CHE NON CONOSCO. DALTRONDE CE L,HA COMPRATA MIO PADRE .. VORREI SAPERE SE SONO IO L UNICO EREDE DELLA QUOTA DEL 50%DI MIO MARITO .OPPURE COME VIENE SUDDIVVISA ORA LA CASA VISTO CHE NON ABBIAMO FIGLI?

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    3. Purtroppo se la casa è intestata a a te e Tuo marito, a prescindere quindi da chi l'ha pagata, la quota di tuo marito per legge va divisa tra te e suoi parenti.-

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  24. Buona sera Avvocato, Le volevo fare un paio di domande.. mio padre è venuto a mancare il 24 Gennaio 2013.. io e mia madre siamo le eredi, mia madre vive nella loro casa, volevo sapere se io posso richiedere di vendere la casa dove vive mia madre quanto verrebbe a me ? solo il 25 % di mio padre oppure ho il 25%+25% di entrambi ? in totale in teoria dovrei avere 50% 25 da mio padre e 25 da mia madre giusto?

    L'altra mia domanda è mio suocero ha una casa giù in sicilia, ed è debitore di questa casa x colpa della commercialista.. volevo sapere se lui non riesce a pagare il debito va ai figli.. i figli rinunciando all'eredità poi cade alla sua nipote oppure anche la nipote potrebbe rinunciare all'eredità del nonno un domani che lui non c'è ? oppure si può fare qualcosa già da adesso a rinunciare sia i figli che la nipote e moglie all'eredità? Grazie per l'attenzione..

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    1. Ciao Claudia!
      - Se la casa era cointestata Tua madre dopo la morte di Tuo padre passa dal 50% al 75%, e a te spetta quindi il residuo 25%. Senza il consenso di tua madre Tu non puoi vendere nulla perché non credo che ci sia qualcuno disposto ad acquistare un 25% di una casa indivisa.-
      - Tutti i discorsi sulle varie opzioni possibili si possono fare solo dopo la morte di Tuo suocero, in quanto fino a quando è in vita può disporre liberamente dei suoi beni e deve provvedere direttamente al pagamento dei suoi debiti.-

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  25. Buonasera Avvocato...ho perso di recente un mio zio a cui ero molto legato...vorrei sapere quanto tempo mediamente occorre tra il decesso e l'apertura del testamento?
    la ringrazio anticipatamente
    Angelo

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    1. Chiunque è in possesso di un testamento olografo [602 c.c.] deve presentarlo a un notaio per la pubblicazione [608 c.c.], appena ha notizia della morte del testatore.
      Chiunque crede di avervi interesse può chiedere, con ricorso al tribunale del circondario in cui si è aperta la successione [456 c.c.], che sia fissato un termine per la presentazione [621 c.c., 749 c.p.c.].
      Il notaio procede alla pubblicazione del testamento [623 c.c.] in presenza di due testimoni, redigendo nella forma degli atti pubblici un verbale nel quale descrive lo stato del testamento, ne riproduce il contenuto e fa menzione della sua apertura, se è stato presentato chiuso con sigillo. Il verbale è sottoscritto dalla persona che presenta il testamento, dai testimoni e dal notaio. Ad esso sono uniti la carta in cui è scritto il testamento, vidimata in ciascun mezzo foglio dal notaio e dai testimoni, e l'estratto dell'atto di morte del testatore o copia del provvedimento che ordina l'apertura degli atti di ultima volontà dell'assente [50 c.c.] o della sentenza che dichiara la morte presunta [58, 63 c.c.].
      Nel caso in cui il testamento è stato depositato dal testatore presso un notaio, la pubblicazione è eseguita dal notaio depositario [685 c.c.].
      Avvenuta la pubblicazione, il testamento olografo ha esecuzione [623 c.c.].
      Per giustificati motivi, su istanza di chiunque vi ha interesse, il tribunale può disporre che periodi o frasi di carattere non patrimoniale [587 c.c.] siano cancellati dal testamento e omessi nelle copie che fossero richieste, salvo che l'autorità giudiziaria ordini il rilascio di copia integrale.

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  26. Buongiorno avvocato vorrei porle alcune domande ringraziandola anticipatamente
    Mia madre è venuta a manca re nel 2013.
    Era in possesso di due C/C cointestati con chi le sta scrivendo.
    I uno di essi veniva depositata la pensione della mamma.
    Dopo la sucessione ho prelevato dai i due conti la parte me spettante, cioè il 50%che o diviso con tre mie sorelle, escludendo due miei nipoti figli di mia sorella defunta per motivi personali in quanto mai presenti nell’ accudire la nonna nei momenti di difficolta’.
    Mia nipote, come erede, si rifiuta di firmare lo sblocco della parte in sucessione ancora giacente adducendo, a detta del proprio legale, che le somme depositate presso gli istituti sono tutte riferibili esclusivamente alla nonna senza diritto alcuno del cointestatario di trattenere somme, di fatto, appartenenti alla nonna e quindi avrei dovuto dividere anche con lei la parte a me spettante.
    Domanda: come cointestatario dei conti la mia parte e’ una mia esclusiva e gestirla a mio piacere o sono abbligato a dividerla con gli eredi in parti uguali?

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    1. In teoria, la tua parte potresti gestirla a Tuo piacere, ma in pratica è opportuno dividerla con gli eredi in parti uguali, perché chi viene escluso se ti intenta una causa e riesce a dimostrare che i soldi depositati erano tutti depositati da Tua madre ha comunque diritto alla sua quota di eredità anche se i conti correnti erano cointestati.-

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  27. Gentile avvocato bona sera! Vorrei sapere....se io mi sono sposata in secondo matrimonio con separazione dei beni....ho diritto io per eredita di mio marito oppure no? Mio marito ha due figli da primo matrimonio...pure io due da primo matrimonio.Grazie.

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    1. SI!
      Essendo sposata hai comunque diritto alla Tua quota di eredità anche se avete scelto il regime di separazione dei beni.-

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  28. Buongiorno Avvocato , Ringraziandola in Anticipo, mi permetto di porle qualche domanda: Mio Fratello ha fatto e pagato successione di un piccolo appartamento che e di mio padre e mia mamma, mia mamma e deceduta Il 5 Maggio 2008, dunque mio fratello a 43 Anni e piu piccolo di un anno di me possiede tutte le carte originali successione e mio padre a fotocopie sucessione, mio fratello rifuta di darmi una fotocopia della successione di appartamento familiale 'di mio padre e mia madre' io che devo fare per ottenere una carta che attesti che anche io o diritti su questo appartamento, lui rifiuta perche a pagato lui tutto visto che lui e benestante e io sono nulla tenente, quindi in pratica mi a detto che se non gli do i 1000 Euro della quota di prezzo totale di successione non mi da carte successione mi dice quali ricorsi o legalmente per avere carte successione e che devo fare? mi dice se lui a diritto di fare questo e se io perdo parte di familialevisto che non ho possibilita di pagare successione?
    Cordilamente

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    1. Per poter fare la successione se non sei in possesso della documentazione catastale dell'appartamento ti consiglio di rivolgerti a un notaio anche se può farla un geometra, un ragioniere o un commercialista.-

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  29. buongiorno avvocato
    le vorrei porgere il seguente quesito: muore una cugina che non ha ne figli ne fratelli ne genitori ne nonni gli unici parenti in vita sono:
    una zia sorella della madre e tanti cugini figli di altri fratelli/sorelle della madre e/o del padre. Per l'eredità di divide il patrimonio in tante teste quanti sono gli zii e i cugini subentrano per il genitore (zio-zia) deceduto? Oppure eredita solo la zia in vita?

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    1. Nel tuo caso i cugini subentrano per la quota del genitore deceduto, insieme alla zia in vita.-

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    2. Grazie mille avvocato. Aggiungo alla discussione un altro elemento: nel caso di cugini deceduti (figli di zii deceduti) subentrerebbero nella quota i loro figli?

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    3. Si!
      In caso di cugini deceduti subentrerebbero i loro figli!

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  30. Buonasera avvocato,
    vorrei chiederle se in presenza di più versioni di testamento olografico che possono essere state consegnate alla medesima persona in custodia,si ha modo di contestarne la mancata pubblicazione di quello più scomodo in quanto sembra andare contro ad ogni logica. .
    cordiali saluti

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    1. Purtroppo NO!
      Con un testamento olografo il testatore ha espresso chiaramente le sue volontà e anche se ha consegnato più versioni a una persona interessata, il fatto non è contestabile.-

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  31. Buonasera,
    la sorella di mia nonna,ovvero mia zia,è mancata per infarto.Chiesto al parroco della parrocchia eventuali volontà,comunica non c'è testamento con tali.Occupatomi della sepoltura e relative spese lo stesso parroco fa pubblicare dal notaio la presenza di testamento olografico nel quale la volontà di mia zia sembra essere lasciare tutto a delle parrocchie.Ci sono anche dei documenti relative a polizze vita con beneficiario io ed altri parenti.Trovando la volontà del testamento molto discorde con le altre azioni,come si può procedere ed impugnando cosa si può procedere per contestarne l'autenticità o eventuale plagio nei confronti della zia?
    Anticipatamente ringrazio.

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    1. Purtroppo un testamento olografico non è contestabile, e se Tua zia nell'ultimo periodo non era più in grado di intendere e di volere andava interdetta in vita e doveva essere nominato un tutore a tutela dei legittimi eredi.-

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  32. Gentile Avvocato, ho un'amica brasiliana, vedova di un italiano in seconde nozze, deceduto nel 2013 e questo signore ha lasciato oltre a lei anche 2 figli. Succede che questi figli, ai quali non piace la vedova del padre, non vogliono farla partecipare all'asse ereditario e cosi vogliono chiedere in giudizio la sua esclusione. Dicono che Le daranno la sua parte in contanti, quando venderanno il bene ereditato ma sono solo parole, non hanno firmato niente che le garantisca quanto detto da loro. Questo è possibile? Il Giudice può decidere senza sentire questa vedova? Grazie mille!!

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    1. Ciao Martina!
      Il giudice non può decidere senza sentire la vedova, ma dovresti consigliare alla Tua amica di farsi comunque assistere da un avvocato, per evitare brutte sorprese a livello di divisione dell'asse ereditario.-

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  33. Buongiorno Avvocato.
    Mio padre è proprietario di quatro appartamenti, siamo in quattro frattelli ( purtroppo uno è venuto a mancare due mese fa) , due di questi app abitate da me e mia sorella, io sono stato assegnato da un giudice l'amministratore del mio padre, la mia
    domanda è: La vedova di mio fratello ha il diritto di possesso del app che aspetterebbero al mio fratello dopo la morte di mio padre? Lei vuole affittare affermando che ha il diritto di possessione in quanto ha sostenuto delle spesa nella ristrutturazione dell'appartamento. Io como amministratori posso oppormi?
    La ringrazio

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    1. SI!
      Puoi opporti!
      La vedova di tuo fratello fino a quando Tuo padre sarà in vita non ha alcun diritto di "possessione", e deve quindi attenersi alle tue indicazioni che comunque non dovrebbero essere "vessatorie" in quanto Tu devi comportarti come si sarebbe comportato Tuo padre in possesso di tutte le facoltà mentali.-
      Per quanto riguarda le spese di ristrutturazione dovresti dire a Tua cognata di trattenere tutta la documentazione inerente le spese sostenute da far valere alla morte di Tuo padre in sede di divisione dell'asse ereditario.-

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  34. Salve ! Vorrei una diritta , mia madre doveva ereditare l'eredità dei genitori , 2 case con un terreno in più buoni alla posta che superano i 50.000,00€ , ma purtroppo mi è venuta a mancare improvvisamente anche lei , non avendo ancora fatto la successione ma solo divisione per le tasse adesso gli unici beneficiari siamo noi figli avendo la separazione dei beni,con mio padre ? Del l'eredità dei nonni?

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    1. SI!
      Per la quota di eredità dei nonni spettante a Vostra madre gli unici beneficiari siete voi figli.-

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  35. Gentile Avvocato Censori, sono Maria e le chiedo cortesemente di risolvermi questo quesito: mia sorella ha avuto da nostra madre sulla struttura esistente dell' immobile abitato da nostra madre piano terra,nel 1996 con tanto di atto notarile di vendita dell 'appoggio per potere costruire in sopraelevazione un appartamento di sua proprietà. Nell'atto notarile è evidenziato una planimetria dove si dice che nostra madre oltre all'appoggio ,concedeva un diritto "di passo da una porzione dell'abitazione di nostra madre di circa 17 mq per poter fare una scala interna per l'accesso all'abitazione al primo piano.Le chiedo dato che purtroppo nostra madre è deceduta senza lasciare testamento, se la parte concessa come diritto di passo rientra nel cumulo ereditario. Grazie

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    1. Ciao Maria!
      Se il piano superiore ha un altro accesso, il diritto di passo è cessato con il decesso di Tua madre, in quanto credo che era stato concesso per un collegamento diretto tra madre e figlia e quindi rientra nell'asse ereditario, viceversa se è l'unico accesso al piano superiore il diritto di passo resta.-

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  36. Caro Avvocato, sono figlio unico, mio padre e' morto 19 anni fa' e mia mamma e' morta qualche mese fa' lasciando molti debiti. Avevo gia' la nuda proprieta' sulla casa di famiglia, la mamma aveva solo l'usufrutto (che era stato pignorato). Ho fatto la rinuncia all'eredita', e non c'erano gioielli o beni mobili, solo il mobilio della casa che in realta' apparteneva a mio padre (e avevamo fatto rinuncia all'eredita' anche per lui), questo mobilio non ha alcun valore effettivo. Dovevo denunciarlo facendo una rinuncia con beneficio d'inventario o no? Mi e' stato consigliato di no, perche' non aveva valore commerciale, ma lei e' d'accordo, o qualcuno potrebbe impugnare la cosa? La ringrazio anticipatamente per la risposta.

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    1. Rinuncia all'eredità:
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.-
      Nel tuo caso per evitare ogni rischio dovresti optare per l'accettazione con beneficio d'inventario:
      Accettazione con beneficio d’inventario:
      In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-

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  37. Gentile Avvocato
    Le sottopongo un problema di “eredità” particolare sperando non esuli dagli argomenti del forum.
    Mio padre comprò un fornetto a ROMA per i suoi genitori che ancora vi riposano dal lontano 1971, quindi la sepoltura è perenne.
    L’atto di concessione nulla riferisce se non i nomi dei nonni, null’altro.
    Alla morte di mio padre mi sembra di aver capito che noi “discendenti” abbiamo acquisito questa specie di eredità ( siamo due fratelli con madre) che a noi non interessa perché abbiamo altre soluzioni e non vogliamo mantenere e riparare un'altra sepoltura.
    Non si sa però con certezza :1) come funziona la storia del subentro in questo tipo di sepoltura perenne 2) se alla morte di mio padre,concessionario,si “subentra” o si “eredita” 3) se rimaniamo solo con il diritto ad essere sepolti come discendenti ma non abbiamo diritti come concessionari 4) se in base sia al regolamento di polizia cimiteriale/14449/78 letto insieme al regolamento di polizia mortuaria DCC n.17 del 23/9/2008 si può procedere ad estumulare da questo sepolcro perenne i nonni,ricomporli,ricollocarli nel loro posto ed utilizzare lo spazio residuo per altre salme di consanguinei.
    Il problema è sorto perché un fratello di mio padre ha avanzato la richiesta di poter utilizzare quel fornetto per sé e per la moglie defunta,noi tutti saremmo d’accordo a patto che loro paghino tutto e poi accudiscano il sepolcro .
    Non è chiaro se l’ “eredità” è relativa solo al diritto di sepoltura o se proprio la concessione passa a noi, con anche il diritto quindi di poterla destinare secondo la “famiglia” di sangue,intendendo qui la famiglia di mio padre visto che lì vi sono sepolti i nonni e che comprende quindi il fratello richiedente ed i suoi eredi.
    Mi sono informata telefonicamente al Comune e in maniera vaga – però erano pressanti le domande per sapere dove era questo fornetto! -mi hanno detto che bisogna presentare un modulo e poi bisogna pagare un bel po’.
    Non mi hanno spiegato nulla ,solo cose molto vaghe, ed io temendo danni mi rivolgo a Lei che sa tutto, cos’è questo modulo? Cosa bisogna pagare?
    Sì ovviamente per ampliare lo spazio occorre fare delle cose che bisogna pagare ma poi se è “di proprietà” diciamo così - come può esserlo un bene sempre demaniale – cosa bisogna pagare?
    Ma soprattutto CHI deve pagare? Se noi rinunciamo al nostro diritto di sepoltura a vantaggio dello zio così come rinunciamo alla concessione della sepoltura dei suoi genitori, penso che tutte le spese le debba pagare lui visto che la sepoltura rimane a lui considerando anche che i nonni erano suoi genitori!
    Sì non si può fare opera di compravendita lo so, ma credo che allo zio spetti il diritto di sepoltura e la concessione come consanguineo.
    Cosa dobbiamo fare per, infine, consentire la sepoltura di un figlio ( e fratello di mio padre) nella sepoltura dei suoi genitori?
    Grazie molte, so che non è facile

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    1. Ciao Michele!
      Una sepoltura è perenne solo se e fino a quando vi rimangono i defunti già sepolti, quindi lasciando le cose come stanno, la "proprietà" passa di padre in figlio.-
      Però nel momento in cui un parente decide di estumulare i nonni, il fornetto ritorna di proprietà del Comune che lo rimette in vendita con concessione trentennale al nuovo acquirente.-
      Nel Tuo caso quindi Tu non devi rinunciare a nulla perché un fornetto non è un bene da mettere in vendita, e chi è interessato deve accollarsi le spese di estumulazione e di "riacquisto" del fornetto.-

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    2. Grazie molte
      il problema è proprio questo : se noi facciamo uno scritto al Comune dicendo che lasciamo il fornetto alla figlia - zia - dei defunti il Comune può anche non riassegnare il fornetto alla zia e costringere noi ad estumulare le salme dei nonni e lasciare il fornetto definitivamente.

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    3. Ciao Michele!
      Un'operazione del genere si può fare solo se simultanea, cioè da una parte si procede ad estumare i nonni e dall'altra si procede ad utilizzare il fornetto per altri familiari, che ovviamente debbono essere deceduti.-

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  38. Buona sera avvocato,
    ho ereditato con mio fratello la casa di mia madre; abbiamo già avuto diverse proposte d' acquisto e quindi ci siamo posti la domanda: visto che stiamo procedendo alla successione con versamento dei relativi oneri catastali / ipotecari, esiste la possibilità di rogitare direttamente la vendita dell' immobile senza procedere prima alla trascrizione dell' immobile a nostro nome presso il catasto immobiliare? credo che potremmo risparmiarci un passaggio burocratico? è una cosa fattibile e ci sono delle convenienze economiche/procedurali?
    Ringraziando fin d' ora porgo distinti saluti.

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    1. Purtroppo NO!
      Tua madre in vita avrebbe potuto fare quello che voleva, ma da morta non può vendere un immobile, quindi per legge è necessaria prima la successione in seguito alla quale diventerete proprietari della casa e successivamente potrete procedere alla vendita.-

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  39. Gentile Avvocato Censori, Io e mia sorella siamo unici eredi, Mio padre e' mancato poco tempo fa' e ha lasciato testamento olografo presso notaio: a me a lasciato la casa e a mia sorella i soldi del C/C bancario a lui intestato dove io e mia sorella abbiamo solo la delega, e sempre a mia sorella anche i soldi di un conto postale (libretto postale per versamento pensione di mio padre) dove solo mia sorella ha la delega. Non sono favorevole a questa divisione, desidererei fare tutto a meta' dei soldi e della casa e Vorrei fare la successione di mia madre morta nel 2009 che era in comunione dei beni con mio padre, Sempre all'epoca della morte di mia madre c'e' solo l'appartamento di proprieta' dove vivevano e mia madre era proprietaria al 50%.
    Le Chiedo il testamento di mio padre e' nullo?? In quanto manca la successione di mia madre cioe' lui avrebbe diviso quota non di pertinenza
    Se chiedo la successione di mia madre come sarebbe suddivisa?
    Per facilitare diciamo che fra la banca e libretto postale c'e' un valore ipotetico di 300 e l'appartamento ha valore di 150
    La ringrazio

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    1. Con testamento l'intera eredità va divisa come segue:
      Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile.-
      Nel tuo caso quindi puoi impugnare il testamento solo se non viene rispettata la Tua quota di legittima, cioè almeno il 33,3% di tutto l'asse ereditario.-
      Per quanto riguarda la mancata successione di Tua madre, se i beni erano intestati a tuo padre non andava fatta anche se erano in regime di comunione dei beni.-

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  40. Buona sera,

    pongo il seguente quesito inerente la rinuncia di un eredità da suddividere con altri 2 fratelli.


    Nell anno 2001 si acquisisce a seguito successione quota di un immobile eredita
    t
    o da un genitore defunto.


    Nell anno 2015 a seguito di decesso dell' altro genitore a causa della presenza

    di debiti si vorrebbe rinunciare all' eredita( i chiamati all'redita sono 3 fra
    telli di cui 2 rifiuterebbero e 1 accetterebbe).

    Rinunciando all'eredità ci tuteleremmo dai creditori del defunto ( equitalia/ba
    nca ?)

    Qualora l'immobile di cui una quota già in possesso a seguito di successione de
    l 2001 e oggetto di rifiuto per quanto riguarda la quota ereditata dal 2° genito
    re defunto volesse essere alienato sarebbe possibile senza dover incorrere in qu
    alche accettazione tacita?

    Ringrazio per la disponibilità
    Cordiali saluti

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    1. - SI! Rinunciando all'eredità ci si tutela dai creditori del defunto Equitalia e Banca comprese.-
      - NO! Se si aliena la quota della quale si è già proprietari e si rinuncia alla quota del secondo genitore deceduto non ci sono problemi, perché i creditori possono rivalersi solo sui beni intestati al secondo genitore a momento del decesso.-

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  41. Avvocato buonasera, avrei un quesito da porle. Il 20 marzo 2005 ė deceduta mia madre, lasciando in ereditá a me e i miei 4 fratelli un terreno che aveva in comproprietá indivisa con la sorella. Mia zia mi ha interpellato per procedere alla divisione del terreno, ma non avendo provveduto ad effettuare la successione e non avendo alcun interesse ad accettare l'eredità, mi chiedevo se avessi qualche obbligo nei suoi confronti? Inoltre dopo il 21 marzo 2015 (essendo trascorsi 10 anni) potrò ritenermi estranea per ulteriori richieste da parte di mia zia? Se in futuro i miei fratelli decidessero di procedere alla successione, potrò ritenermi altresì estranea? Secondo lei, se dovessi effettuare regolare rinuncia all'eredita presso il tribunale il giorno 30 marzo 2015 (unica data disponibile) e quindi oltre il termine decennale di prescrizione, avrebbe qualche valore o sarebbe una spesa inutile? Grazie, cordiali saluti, Mara.

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    1. Ciao Mara!
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-
      Nel tuo caso quindi non è necessario che tu spenda inutilmente dei soldi per l'atto di rinuncia all'eredità, in quanto una volta che saranno trascorsi 10 anni potrai ritenerti estranea.-

      Elimina
  42. Buonasera Avvocato , avrei una domanda per lei , mio padre è deceduto lo scorso luglio non ha lasciato testamento e gli eredi legittimi siamo io , mia sorella e mia madre. Mio padre con mia madre avevano la comunione dei beni , volevo chiederle visto che mio padre lascia 2 case ereditate dai suoi nonni prima di sposarsi con mia madre ( una di queste 2 case è la nostra abitazione mia , di mia sorella e di mia madre ) queste 2 case vanno divise 1/3 ciascuno?? o essendo eredità dei nonni di mio padre (ereditati prima che i miei si sposassero)alla morte di mio padre spettano solamente a me e mia sorella nonostante la comunione dei beni dei miei genitori ?? la ringrazio in anticipo per la risposta

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    1. La normativa prevede che alla morte del de cuius, in presenza del coniuge e di due figli, senza testamento, l'intera eredità va divisa in 3 parti uguali a prescindere dalla provenienza del patrimonio.-

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  43. Buongiorno Avvocato, ho letto che se entro 10 anni dall'apertura della successione non si manifesta l'accettazione si perde ogni diritto sull'asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite per legge. Potrebbe spiegarmi cosa succede concretamente, quali sono queste regole? A chi passa l'eredità? Bisogna formalizzare in qualche modo l'avvenuta prescrizione o posso automaticamente considerarmi estraneo per future questioni? Le preciso che io non ho alcun interesse sull'asse ereditario, ma potrebbero averlo i miei due fratelli che come me hanno lasciato trascorrere i 10 anni. Infine le chiedo se nel caso in cui i miei fratelli decidessero di fare la denuncia di successione, dovrebbero inserire anche il mio nome o no. Grazie in anticipo per la risposta, Carlo.

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    1. Ciao Carlo!
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno.
      Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-
      Nel tuo caso quindi una volta che saranno trascorsi 10 anni potrai ritenerti estraneo all'asse ereditario, quindi l'eredità passerà agli altri eredi che avranno accettato, compresa quindi anche la Tua quota, e se nessuno avrà accettato passerà tutto allo stato.-

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  44. Buongiorno, Signor Notaio. I miei genitori (83 e 89 anni) vogliono darmi 60.000 Euro per ricompensarmi dell'aiuto che hanno sempre ricevuto dalla mia famiglia. Mi spiego, mio fratello, ora pensionato, per lavoro è andato via dal 1975 e viene a trovarli una volta l'anno per 4-5 giorni. La mia famiglia pensa ad accudirli in ogni momento con tutte le difficoltà di salute che hanno dovuto attraversare (ictus, ricoveri, ictus, terapie, ecc). Vorrei sapere se mio fratello potrebbe fare qualche denucia per questa loro decisione. Grazie.

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    1. Finché i Tuoi genitori sono in vita possono disporre liberamente dei loro beni, quindi Tuo fratello non può farci nulla, ma alla loro morte se con la donazione che ti viene fatta verrà intaccata la sua quota di legittima potrà farti causa per richiedere la sua parte.-

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  45. Buona sera, sono sposata in regime di separazione dei beni e non abbiamo figli. Mio marito ha 2 figli avuti prima di conoscermi. In caso morissimo entrambi insieme (in viaggio in macchina o aereo per esempio) i suoi figli avrebbero qualche diritto ereditario sui miei beni? grazie,

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    1. NO!
      Se siete in regime di separazione dei beni, alla Tua morte i Tuoi beni andrebbero alla Tua famiglia di origine e non ai figli di tuo marito con i quali Tu non hai alcun grado di parentela.-

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  46. Salve mi sono sposata in regime di comunione dei beni (io 50 anni lui 56 dopo 20 anni di convivenza). Non abbiamo figli.Mio marito non vuole assolutamente che una parte di eredità vada a un suo fratello con il quale non ha rapporti da anni ma che conoscendolo farà di tutto per averla. Era meglio la separazione dei beni oppure il regime da noi scelto? Comè possibile fare?

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    1. Nel Vostro caso il regime di comunione o di separazione dei beni è influente, quindi l'unico modo che ha Tuo marito per escludere suo fratello dall'eredità è quello di fare testamento destinando la quota disponibile a te o a chi vuole.-

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  47. Buongiorno, vorrei delle informazioni. 3 anni fa è morta mia zia, anno scorso suo marito, non hanno avuto figli. Con un proprio atto depositato da un notaio avevano stabilito che in caso di morte di uno dei due tutto passasse all'altro. I fratelli di lui hanno detto che ai fratelli e nipoti del coniuge deceduto prima non aspettava nulla. E' così oppure no? Noi non abbiamo e non vogliamo fare nessuna rivalsa ma sapere dove stà la verità. Grazie. Aldo Gianni- La spezia

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    1. Eredi con testamento:
      Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile.-
      Questo nel tuo caso significa che se i Tuoi zii avevano disposto l'uno in favore dell'altro, ai fratelli e ai nipoti del primo coniuge deceduto non spettava nulla.-

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  48. Buongiorno, vorrei Cortesemente delle informazioni, i miei genitori hanno dato nel 2001 70 milioni di vecchie lire a mia sorella per l'acquisto di una casa mentre al sottoscritto sono stati dati nel 2009 euro 35000. Non ho diritto alla collazione dato che i valori delle case pre euro erano notevolmente diversi rispetto alla situazione attuale del mercato immobiliare. Grazie

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    1. SI!
      La collazione è l'atto con cui i figli, i loro discendenti e il coniuge del defunto, conferiscono alla massa ereditaria - intesa come l'insieme dei beni che saranno oggetto di eredità - tutti i beni mobili e immobili ricevuti a titolo di donazione dal defunto quando questi era in vita. Le donazioni fatte dal defunto quando era in vita possono infatti incidere anche significativamente sia sul complesso dei beni lasciati dal defunto, sia, di conseguenza, sull'entità delle porzioni di beni spettanti a ciascuno degli eredi. Con la collazione, la legge intende pertanto ripristinare, a favore dei parenti più stretti del defunto, l'uguaglianza di trattamento nella ripartizione del patrimonio ereditario.-

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  49. Buongiorno, signor avvocato vorrei Cortesemente delle informazioni, e la ringrazio anticipatamente. Mio fratello due anni fa è deceduto, solo oggi vengo a sapere che la moglie e i figli hanno rinunciato all'eredità e non stanno pagando i debiti e il mutuo dello casa dove abitano intestata a mio fratello e alla moglie, vorrei chiedere posso ancora rinunciare all'eredità di mio fratello visto che sono conproprietario con lui e altri fratelli di una quota di un altra casa lasciata da nostra mamma deceduta, in questa casa in non ci abito ho solo una quota di possesso insieme a tutti gli altri fratelli compreso fratello deceduto.
    la ringrazio.

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  50. Buonasera avvocato
    Il mio dubbio riguarda una donazione per la nuda propietà fatta anni fa da mia madre a noi figli.
    ora se accetta la resersibilità di mio padre si farà carico anche dei suoi debiti...che sono molti essendo lei nulla tenente mi chiedevo se e chi si può attacccare ad una donazione o se arrivano solo al 5° della pensione.

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    1. Purtroppo SI!
      I creditori oltre al 5° della pensione si potrebbero attaccare anche ad una donazione.-

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  51. Gentile Avvocato
    vorrei chiederle : io e mio marito siamo in regime di separazione di beni.
    Io possiedo una casa, mio marito un'altra ciascuno a proprio nome.
    Mio marito ha due figli da un precedente matrimonio.
    Se muoio prima di mia marito a chi va la mia eredità?
    Se muore mio marito prima di me a chi va la sua eredità?
    Entrambi abbiamo fratelli.
    A seconda di come Lei risponderà vorrei che entrambi fossimo tutelati alla nostra reciproca morte in modo da continuare ad essere sicuri nella nostra vecchiaia.
    Grazie

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    1. Ciao Chiara!
      Senza testamento:
      Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
      Questo nel caso muoia prima Tuo marito.-
      Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
      Questo nel caso muoia prima Tu.-
      Con testamento:
      Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile.-
      Nel caso muoia prima Tuo marito il 50% del suo patrimonio andrebbe comunque per legge ai figli.-
      Nel caso invece che muoia prima Tu, il Tuo patrimonio andrebbe tutto a Tuo marito.-

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  52. Buongiorno avvocato le chiedo gentilmente un consiglio sono sposata da 22 anni con separazione dei beni con 2 figli (20 e 16 anni) un mutuo regolarmente pagato da 15 anni che va ad estinzione ad ottobre di quest'anno, la casa e' intestata solo a mio marito perché al momento dell' acquisto io non lavoravo... il problema e' che da piu' di un anno ho scoperto che lui ha il vizio della ludopatia. Ora siamo in terapia in un centro, la gestione dei soldi adesso la tengo io, non riscontro piu ammanchi e posso pian piano pagare i debiti che lui ha fatto negli anni. Ma una cosa mi preoccupa ...se lui in futuro dovesse avere delle ricadute come posso tutelare me e soprattutto i miei figli sulla casa?

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    1. Purtroppo fino a quando la casa rimane intestata a Tuo marito per legge non puoi farci nulla, quindi puoi solo cercare di convincerlo a donare la casa ai suoi figli adesso che è in grado di capire le possibili conseguenze del suo vizio, e cioè che corre il rischio che la casa vada ai suoi creditori.-

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  53. Buongiorno avvocato vorrei chiederle:
    Ho debiti con la banca e con equitalia, alla mia morte equitalia può attaccare la casa intestata a mia moglie avuta in eredita dalla madre.

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    1. Alla Tua eventuale morte, Tua moglie dovrebbe rinunciare "formalmente" all'eredità in modo da non correre alcun tipo di rischi.-

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  54. Buon giorno Avvocato, avrei bisogno di una dritta. Conosco l'art. 480 c.c., però ho notato che spesso, nella pratica, viene disatteso e agli eredi è consentito fare la successione anche dopo i 10 anni. Allora Le chiedo : come posso far valere la avvenuta prescrizione contro alcuni chiamati all'eredità che sono rimasti inerti per più di 10 anni e ora hanno deciso di voler procedere alla successione? Posso impedirlo in qualche modo? A chi devo rivolgermi per far valere la avvenuta prescrizione? Grazie.

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    1. Codice Civile: ARTICOLO 480
      Prescrizione
      Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni.
      Il termine decorre dal giorno dell'apertura della successione e, in caso d' istituzione condizionale , dal giorno in cui si verifica la condizione. In caso di accertamento giudiziale della filiazione il termine decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che accerta la filiazione stessa.
      Il termine non corre per i chiamati ulteriori , se vi è stata accettazione da parte di precedenti chiamati e successivamente il loro acquisto ereditario è venuto meno.-
      Purtroppo nel tuo caso puoi far valere la avvenuta prescrizione solo per via giudiziaria.-

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  55. Buongiorno avvocato
    In diritto civile si definisce erede colui che sia stato chiamato a succedere

    nella universalità dei beni o in una quota di essi.
    Nel caso che gli eredi legittimi (moglie e figli) rinunciano all'eredità sono eredi

    legittimi, i genitori fratelli/sorelle del de cuius che diventano eredi chiamati all'eredità.

    Ma io fratello del de cuius posso non sapere della rinuncia espressa dalla moglie e dai figli
    e tenendo presente che non vi sia testamento redatto da un notaio, ma solo mortis in causa.
    Come si esplicita questa chiamata all'eredità??

    Da chi sarò convocato e/o informato? Dal tribunale, Dal giudice o da organi competenti o devo essere io parte diligente?
    In questo caso da quando decorre la prescrizione del diritto di rinuncia all'eredità?

    Ringrazio anticipatamente per la Vostra cortese risposta.

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  56. Buonasera avvocato, vorrei chiederle alcuni chiarimenti, in merito a del denaro che i miei genitori hanno deciso di cederci alla loro scomparsa;
    1)diverse polizze stipulate con le POSTE SPA in cui hanno indicato come beneficiari singolarmente per polizza noi figli viventi;
    2) diversi buoni emessi dalle POSTE SPA cointestati sia a loro che ad ognuno di noi.
    I quesiti che mi pongo sono i seguenti:
    nel momento in cui diveniamo beneficiari delle polizze e dei buoni postali, dobbiamo dichiarare questo denaro come eredità o non c'è nè bisogno;
    - altra ipotesi se veniamo in possesso dei risparmi dei miei genitori prima che avvenga il decesso cambia la procedura, nel senso che non c'è bisogno di dichiarare nulla?
    La ringrazio anticipatamente
    Felice

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    1. Ciao Felice!
      Alla morte dei genitori i figli devono presentare la dichiarazione di successione nella quale devono essere indicati i beni mobili e i beni immobili che vanno a ereditare.-
      Non c'è obbligo di dichiarazione se l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l'attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.-
      Lo stesso discorso vale se venite in possesso dei risparmi dei tuoi genitori prima che avvenga il decesso, nel senso che dipende dall'entità dei risparmi e dall'esistenza o meno di beni immobili.-

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  57. Buongiorno avvocato, sono comproprietaria di un terreno con mia sorella, la quale mi ha rilasciato procura a vendere. So che in caso di decesso del mandante la procura non è più valida, ma cosa succerebbe se il decesso avvenisse tra la stipula di un compromesso a vendere e il rogito? sarebbe ugualmente annullato? e in tal caso l'acquirente potrebbe richiedere la restituzione della caparra maggiorata come da impegno?
    La ringrazio molto

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    1. Purtroppo SI!
      In caso di decesso del mandante tra la stipula di un compromesso a vendere e il rogito,la procura non sarebbe più valida e quindi l'acquirente potrebbe richiedere la restituzione della caparra.-

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  58. Buongiorno, vorrei avere un chiarimento e ringrazio in anticipo, sono discorsi similari a quesiti a cui ha giaà risposto .
    I miei genitori (84 e 91 anni) mi hanno dato 50.000 Euro versati in un libretto intestato a me ed ai miei due figli, per ricompensarci dell'aiuto materiale che hanno sempre ricevuto dalla mia famiglia.
    Mi spiego, ho un solo fratello, pensionato, che per lavoro è andato via dal 1970, vive a circa 600 Km e viene a trovarli una volta l'anno per 3-4 giorni e quando sono stati ricoverati in ospedale per un lungo periodo, è venuto per 3 giorni ed è fuggito.
    La mia famiglia pensa ad accudirli in ogni momento con tutte le difficoltà di salute che hanno dovuto attraversare (ictus, ricoveri, ictus, terapie, ecc).
    Posseggono una casa di proprietà di mia madre ed altri 20.000 Euro in banca. Vorrei sapere, mio fratello potrebbe fare qualche rivalsa per questa loro decisione oppure conta qualcosa il fatto che la mia famiglia da 45 anni li accudisce ed i miei genitori ci vogliono gratificare e ricompensare tutto il nostro aiuto.
    Grazie Maria

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    1. Ciao Maria!
      Purtroppo SI!
      Tuo fratello, alla morte dei genitori potrebbe far entrare nell'asse ereditario anche i soldi che ti hanno versato, a prescindere quindi dalla motivazione per la quale ti sono stati dati.-
      Infatti per legge, alla morte dei genitori l'intera eredità comprese eventuali somme versate in vita, va divisa in parti uguali tra i figli, a meno che i genitori non dispongano diversamente con un testamento, ovviamente solo per la quota disponibile, cioè nel rispetto della quota di legittima.-

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  59. Buongiorno mio papà è mancato il 04/03/2015 lascia il coniuge mia mamma e 4 figli ed una eredità che tra casa negozio e terreno potrà aggirarsi sui 400/500 mila euro, noi volevamo sapere se è possibile nella successione intestare tutto a mia mamma rinunciando noi 4 figli all'eredità oppure intestare tutto a noi figli facendo rinunciare mia mamma all'eredità insomma vorremmo sapere quale è la forma migliore e anche più conveniente a livello economico

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    1. Il legislatore ha previsto che il proprietario possa donare uno o più diritti compresi nella piena proprietà, riservandosi un diritto “limitato”. Così, il proprietario può donare la proprietà (o meglio, la nuda proprietà) riservandosi il diritto di usufrutto.-
      Nel Vostro caso la soluzione più corretta a mio avviso è che Vostra madre ceda la sua quota di eredità a voi figli riservandosi l'usufrutto della casa o comunque dell'appartamento dove risiede.-

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  60. Salve le chiedo per una brutta situazione mia sorella in casa con la mamma sono in affitto, io sono sposato fuori casa hanno contratto molti debiti negli anni affitti case Acer indietro, da pagare bollette etc e mia sorella ha due finanziamenti grossi con il quinto dello stipendio del quale ora nn ha più perché si è licenziata causa depressione, ,,,io li ho sempre aiutati ma ora con due figli e poco lavoro nn posso più farlo, la mamma ha una misera pensione che copre alcune spese di le chiedo se dovesse succedere qualcosa a mia sorella, ,,,,venisse a mancare,,,,,,sperando nn capiti mai i suoi debiti li dovrò pagare io,,? Augurandomi nn succeda nulla ma se dovesse capitare chi pagherà i suoi debiti mia madre nn c'è la farebbe ,,mai, ,,,,grazie della risposta

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    1. Se Tua sorella non ha beni da lasciare ai familiari, i familiari all'eventuale sua morte non dovrebbero accettare alcuna eredità e quindi non dovrebbero pagare i suoi debiti.-

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  61. Buonasera avvocato siamo una coppia sposati dà 20 anni nn abbiamo avuto la fortuna di avere figli ,,,,,uun futuro lontano casa e tutti i ns beni a chi andranno ,,,,ai nipoti? Grazie per la risposta è intestato tutto a noi,,,,al momento abbiamo 5O anni

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    1. Senza testamento:
      - Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
      - Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
      - Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
      - Altri parenti oltre il 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-

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  62. Buongiorno Avvocato il fratello di mio marito é morto il mese di luglio 2014 e aveva una casa di proprietà da ristrutturare e con una causa pendente dei vicini...e parecchi debiti,non era sposato ma con un figlio di 25 anni che ha rinunciato all'eredità quindi vorrei sapere se i debiti ricadono sui fratelli quindi mio marito e gli altri 4 e come possiamo fare per rinunciare a eredità e debiti che superano di gran lunga ....grazie

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  63. Buongiorno avvocato,

    1- se alla mia morte mia moglie rinuncia all'eredita ha diritto alla pensione di reversibiltà ?

    2- Mia moglie se accetta la pensione di reversibilità, i creditori la possono attaccare e pignorare la casa intestata solo a Lei, avuta in eredità dalla mamma deceduta alcuni anni fa.
    la ringrazio anticipatamente.

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    1. - SI! Alla Tua eventuale morte, anche in caso di rinuncia all'eredità, Tua moglie avrebbe comunque diritto alla pensione di reversibilità.-
      - NO! Se Tua moglie rinuncia all'eredità, i tuoi creditori non potrebbero comunque rivalersi su di lei, perché la pensione di reversibilità sarebbe ininfluente.-

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  64. Salve avvocato, avrei bisogno di alcune delucidazioni su come dare legale esecuzione alle volontà dei miei genitori che seppur molto anziani hanno deciso di darci del denaro sottoscrivendo delle polizze con Poste Italiane nominandoci per ogni polizza singolarmente come beneficiari finali.
    Inoltre hanno dei buoni postali ordinari cointestati con ognuno di noi.
    Il quesito è il seguente:
    noi siamo 4 figli viventi a godere di questo beneficio, ma vi è mia cognata (vedova del 5 fratello) che non beneficerebbe di questo, in quando dalla morte di mio fratello sia lei che la figlia che vivono a circa 500 km da noi hanno rifiutato di avere rapporti sia con i miei genitori che con noi, a tal punto che dietro richiesta telefonica di mia madre per salutale hanno detto di non voler avere alcun tipo di rapporto con noi tutti.
    Se così come sopra descritto, potrebbero vantare dei diritti mia cognata e mia nipote?
    E quale sarebbe secondo lei la soluzione per dare seguito alla volontà dei miei genitori?
    Ringraziandola anticipatamente, distinti saluti Giuseppe

    indicandocisottoforma di beneficiari di polizze vite intesta entrambi hanno

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    1. Ciao Giuseppe!
      Per legge, alla morte dei genitori l'intera eredità comprese eventuali somme versate in vita, va divisa in parti uguali tra i figli, a prescindere quindi dal comportamento dei singoli, a meno che i genitori non dispongano diversamente con un testamento, ovviamente solo per la quota disponibile, cioè nel rispetto della quota di legittima.-

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  65. Buonasera avvocato, avrei un quesito per Lei: mia madre è intestatario di un terreterreno che vorremmo vendere, acquistato durante il matrimonio, in comunione dei beni, con mio padre che è deceduto dieci anni fa'. Andava inserito nella successione? E se si adesso per poter vendere cosa bisogna fare? AnticAnticipatamente ringrazio

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    1. Prima Tua madre deve fare la denuncia di successione per la parte di proprietà del marito defunto, poi potrà disporre liberamente del terreno.-

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  66. Buongiorno avvocato,
    Mio nonno è venuto a mancare e ha lasciato a mia madre e mia zia una casa e diversi soldi in banca. Mia mamma ha però un debito con equitalia quindi la mia domanda è, per non perdere l eredità (visto che i debiti di mia mamma sono superiori alla eredità ) può lei rinunciarvi e rientrare io, come unica figlia, in successione? Oppure quale potrebbe essere un'alternativa?

    La ringrazio anticipatamente.

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    1. Purtroppo NO!
      I creditori del rinunziante possono essere pregiudicati dalla rinunzia che questi abbia fatto dell’eredità, qualora dalla rinunzia derivi il mancato ingresso di uno o più cespiti nel patrimonio del rinunziante, che, si ricorda, costituisce garanzia delle obbligazioni da questi assunte, secondo l’articolo 2740 del codice civile. In tale caso, anche qualora la rinunzia non consegua a frode ai danni dei creditori, questi possono farsi autorizzare ad accettare l’eredità in nome e per conto del rinunziante (articolo 524 del codice civile). Ciò allo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari, ma limitatamente al concorso tra il valore dei crediti vantati e il valore di beni ereditari e non oltre.-

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  67. Buona sera avvocato. Poche settimane fa è venuta a mancare mia zia. Lei senza figli e ne marito, viveva con un altra ed unica zia ancora in vita e con cui avevano un conto corrente cointestato. Non vi è testamento. Da parte nostra siamo rimasti noi nipoti di altri fratelli deceduti. A chi spetterebbe l'eventuale eredità. La ringrazio anticipatamente.

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    1. Senza testamento, senza coniuge, senza figli e senza ascendenti, l'intera eredità va divisa in parti uguali tra i fratelli in vita e i figli dei fratelli deceduti.-

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  68. Buongiorno avvocato,
    Mio padre e mia mamma sono in comunione dei beni.
    Mio padre ha grossi debiti con equitalia, alla sua morte se mia mamma rinuncia all'eredita di mio padre, ha diritto alla pensione di reversibiltà ?

    Mia mamma se accetta la pensione di reversibilità, equitalia le puo pignorare la casa, e i creditori la possono attaccare visto che ha la casa di proprietà intestata solo a Lei, avuta in eredità dalla mamma deceduta alcuni anni fa.
    grazie di cuore

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    1. Non c'è problema!
      All'eventuale morte di tuo padre, Tua madre potrebbe rinunciare all'eredità ed avere comunque diritto alla pensione di reversibilità, e non ci sarebbe alcun rischio per la casa di proprietà avuta in eredità.-

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  69. Buongiorno dott Censori, le pongo una domanda forse un po fuori tema.Mia zia 93 anni, vedova e senza figli,invalida civile al 100% per demenza senile, ha ricevuto una raccomandata di fine locazione e non rinnovo.Impensabile levarla da una casa dove ha passato 40 anni di vita.Esiste qualche tutela riguardo lo sfratto,vista l'eta' e la condizione (ed il poco che puo' restarle da vivere) posto che mai ci sono stati ritardi nei pagamenti dei canoni, o altro?grazie per una cortese risposta

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    1. Ciao Lucia!
      Innanzitutto, bisogna verificare il tipo di contratto. Per quelli ad uso abitativo possono essere usate diverse formule; una di queste prevede che questi venga a sciogliersi al suo termine, che può essere decretato dopo otto anni (con rinnovo dopo il quarto), oppure, dopo cinque. L'accordo può essere svincolato prima della scadenza solo se è stabilito nei termini e solo per alcune esigenze, quali la necessità dell'utilizzo dell'immobile da parte del proprietario, sia per motivi personali che commerciali. Anche la ristrutturazione dell'immobile può contemplare la fine dello stesso. Inoltre, questo iter è possibile solo se il proprietario ha effettuato la necessaria comunicazione all'inquilino entro un annualità da quando questi deve lasciare la casa. Se ciò non avviene, l'inquilino può chiedere un risarcimento, non inferiore a 36 mensilità, al locatore.-
      Vi consiglio comunque di rivolgervi alla sede più vicina del SUNIA per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  70. Salve Avvocato

    Mio sorella è morta, il marito e i figli hanno rinunciato all’eredità di mia sorella perchè lei aveva molti debiti con finanziarie e banche.
    Io come fratello unico rischio che l’eredità passa a me e sarò un futuro chiamato all’eredità,
    la domanda che Le chiedo è la seguente:
    devo già rinunciare all’eredità, ho posso aspettare di rinunciare quando sarò chiamato all’eredità.
    Sono preoccupato e non so cosa fare.
    Sono sposato in comunione dei beni e ho un figlio.
    La ringrazio tantissimo e la saluto grazie mille.

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  71. Gentilissimo Avvocato vi o scritto diverse volte, Siete una persona Molto Meritevole, vi ringrazio delle precedente volte dei vostri chiarimenti GRAZIE. Adesso ho un altro rompi capo con una proprietà della mia madre abbiamo una casetta in campagna io ho tre vani i miei confinanti una e due fratelli due vani persone che non mi sono parenti e ne amici da come si comportano . mi spiego davanti a questa casetta cera l'aia come si usava tempo fa premetto è in campagna zona agricola. l'aia era di circa 200 metri quadri , ora e circa 100 metri quadri. ed è una particella separata della casa e dei terreni, c'he sarebbe di tutti i proprietari della casetta. i gennitori di questi due fratelli che 'l'anno comprato negli anni 1965 già l'anno trovato dimezzata, io l'o saputo di questa particella che ho fatto l'accatastamento nel 2008 e da allora sempre verbalmente gli ho ripetuto di ripristinare l'aia. posso pretendere di ripristinare l'aia siccome è una particella apparta della casetta Vi ringrazio Carmine da Benevento

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    1. Ciao Carmine!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      SI!
      Le costruzioni agricole si trovavano ai lati dell' aia, che era un grosso quadrato o rettangolo, solito rivestita a mattoni o pietre e veniva utilizzata per trebbiare il grano e gli altri prodotti del podere. Nella vita familiare dei mezzadri e dei contadini l’aia svolgeva in estate la stessa funzione che aveva il camino d’inverno. Infatti sull'aia, le famiglie si riunivano ed alcune volte, venivano fatti i balli e feste campestri. L'aia era anche il luogo dove svolazzavano polli, galline, oche, faraone e tacchini ... da qui deriva il termine animali da cortile.-
      Questo significa che puoi far ripristinare l'aia come previsto in catasto, ma devi farlo per iscritto, cioè tramite raccomandata A/R, perché le comunicazioni verbali non hanno alcun valore giuridico.-

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  72. Egregio Avv. Censori, la scrivo in quanto vorrei dei chiarimenti per quanto riguarda la successione dell'eredità di mio padre deceduto un anno e mezzo fa senza testamento. Espongo il problema:
    mia madre sostendendo che mio padre avesse dei debiti, ha fatto fare solo a noi figli la rinuncia all'eredità (in pratica mia madre ha voluto l'eredità tutta per se). In seguito noi figli ci siamo accorti che questi debiti sono irrisori o comunque non superiori ai crediti pertanto non vorremmo più rinunciarci
    Le mie domande sono:
    possiamo revocare la rinuncia?
    se si entro quanto tempo e in che modalità? serve quanche documento?
    c'è bisogno di recarsi dallo stesso notaio da cui abbiamo fatto la rinuncia?
    deve essere presente, o portarla a conoscenza, nostra madre?

    Nell'attesa le porgo i miei ringraziamenti per l'attenzione e l'eventuali risposte.
    buona giornata

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.-

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  73. Buonasera Avvocato, vorrei chiarirmi le idee prima del mio matrimonio.
    Si tratta di seconde nozze, attualmente sono divorziata ed ho una figlia di 26 anni avuta nel primo matrimonio. Sono proprietaria di una casa che ho ereditato da mio padre parecchi anni fa. Vorrei sapere se dopo sposata mi dovesse accadere qualcosa la casa ricevuta da me in eredita' andrebbe in eredita' tutta a mia figlia o anche a mio marito? Il mio futuro marito ha due figli. Cambierebbe qualcosa essere sposati in comunione o separazione dei beni in riferimento sempre alla casa? La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

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    1. - Se dopo sposata ti dovesse accadere qualcosa l'eredità andrebbe divisa tra Tuo marito e Tua figlia, al 50% ciascuno.-
      - NO! Il regime di comunione o di separazione del beni sarebbe ininfluente ai fini ereditari.-

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  74. Buongiorno avvocato,scrivo per avere delucidazioni su un problema di eredita'. Mia madre, deceduta nel 2014, era pensionata INPS-INPDAP e indennita' di accompagnamento per una forma grave di halzaimer, gli ultimi 10 anni li ha vissuti con mio fratello, con cui aveva un c.c. cointestato, dove le venivano canalizzate le pensioni, il conto veniva alimentato esclusivamente dalle sue pensioni. Avendo chiesto, in qualità' di erede l'estratto conto a Poste Italiane per tutto il periodo dell'esistenza del c.c., vengo a scoprire che con cadenza mensile e piuttosto regolare, non appena maturavano gli importi delle pensioni, le somme relative venivano prelevate da mio fratello, in maniera che il conto restasse sempre a zero, non so se trasferendo il danaro sul suo conto esclusivo e se utilizzava il bancomat di mia madre per il menage economico della sua famiglia. Alla morte di mia madre sul conto residuva la somma di euro 1,93. Ora mi chiedo se va in successioe solo il saldo residuo come sostiene mio fratello, o tutto quello che lui in 10 anni ha sottratto dal conto, la ragguardevole cifra di 198.000 euro, solo per quanto riguarda le pensioni, considerandolo come fosse denaro proprio perche' cointestato. Ed ancora lui come cointestatario poteva prelevare sistematicamente tutto di volta in volta o doveva limitarsi a prelievi del 50% della pensione, lasciando sul conto una riserva di denaro per una improvvisa necessita' economica legata alla salute di mia madre? E' legittimo che a me non spetti proprio nulla?
    Grazie per la vostra risposta

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    1. Per legge nel caso di un c/c cointestato tra due persone, alla morte di uno dei due cointestatari, la metà del saldo finale va in successione, ma se gli altri eredi ritengono che negli ultimi 10 anni il cointestatario superstite ha sottratto in modo fraudolento dei fondi, possono richiedere che vada in successione la metà dei prelevamenti effettuati negli ultimi 10 anni senza una valida giustificazione.-

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  75. Buongiorno avvocato, sono divorziata e proprietaria di una casa di famiglia, vorrei risposarmi e fare in modo in caso di mio decesso che la casa rimanga tutta di proprieta' di mia figlia (avuta nel primo matrimonio). Sarebbe opportuno fare una donazione o ci sono altre possibilità? E se facessi donazione della casa a mia figlia e lei dovesse passare a miglior vita rientrerebbe nell'eredita' il padre e cioe' il mio ex marito? Grazie per la risposta.saluti

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    1. - Se vuoi che la casa rimanga tutta di proprietà di Tua figlia devi fare una donazione, perché anche con un testamento dovresti comunque riservare la quota di legittima a Tuo marito.-
      - Se fai la donazione della casa a Tua figlia e lei dovesse passare a miglior vita, l'eredità andrebbe a suo marito e ai suoi figli, mentre senza marito e senza figli andrebbe ai suoi genitori al 50% ciascuno.-

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  76. salve avvocato, mio marito è morto qualche mese fa, eravamo in comunione dei beni. abbiamo una casa(seppur intestata solo a me nell'atto di compravendita comprata poco fa). Oltre a me ci sono i miei 6 figli. Oltre alla casa, non ci ha lasciato altro se non debiti con equi e finanziarie. Dobbiamo fare la successione?

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    1. Purtroppo SI!
      Anche se la casa è intestata solo a Te, se è stata acquistata dopo il matrimonio, e se eravate in regime di comunione dei beni, a meno che all'atto dell'acquisto Tuo marito non abbia attestato davanti a un notaio che i soldi erano solo i Tuoi, per legge la casa va in successione per la metà di appartenenza di Tuo marito.-

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  77. Buongiorno, scrivo per avere informazioni in merito ad una chiusura immediata da parte di mio congnato di tre conti correnti. L'anno scorso mia moglie dopo che era mancato mio suocero e mia suocera è andata in banca per avere chiarimenti sui movimenti bancari (conto corrente di mio suocero insieme a mia suocera) dopo qualche minuto il direttore della banca comunica a mia moglie in via confidenziale che attualmente il nome di mia moglie non risultava sia su un conto che negli altri due. Ovviamente siamo coduti dalle nuvole e l'unica giustificazione che il dirattore ha dato a mia moglie era quella di riuscire a parlare con il fratello e chiedere spiegazioni in merito alla chiusura improvvisa di quei conti correnti soldi che per diritto e non così impropriamente invece lui senza avvertire la sorella a chiuso e riportato tutto su un'altor conto corrente a lei estraneo. Adesso sono mesi che non si parlano per questo motivo ovviamente lui non cede a dare spigazioni ma quella parte di soldi spettano di diritto anche a lei e non solo a lui. Come dobbiamo comportarci quando non c'è un dialogo ma sopratutto il direttore della banca poteva autorizzare il fratello a fare tale movimento senza avvisare di diritto la sorella?
    Grazie mille.

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    1. Senza testamento, alla morte del de cuius, in presenza del coniuge e di 2 figli, l'intera eredità quindi sia il patrimonio mobiliale che immobiliare vanno divisi in 3 parti uguali.-
      Nel tuo caso quindi Tua suocera e Tuo cognato anno escluso Tua moglie dall'eredità con la complicità della banca, Vi consiglio quindi di rivolgervi alla banca e richiedere il saldo dei conti correnti alla data del decesso di tuo suocero, minacciando il ricorso alle vie legali in caso di rifiuto.-

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  78. Buongiorno Avvocato La ringrazio per la risposta cosi' esauriente al mio quesito del 18 marzo ore 18,00. Ho ancora un dubbio se dopo il mio secondo matrimonio io e il mio futuro marito perissimo insieme in un'incidente ad esempio , la mia casa andrebbe in eredita' solo a mia figlia (avuta dal precedente matrimonio) mentre i suoi due figli, avuti anch'essi da precedente matrimonio, non avrebbere diritto a nulla? Ancora complimenti per questo sito che aiuta le persone come me a predisporre un futuro sereno alle persone che piu' amiamo. Un cordiale saluto ed ancora un ringraziamento.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      SI!
      In caso di decesso simultaneo di te e di tuo marito la Tua casa andrebbe in eredità solo a Tua figlia.-

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  79. Buongiorno Avvocato sono Maria del 10/03/2015.
    La ringrazio innanzitutto per la risposta poi vorrei commentare.
    Che legge del cavolo, allora uno si prende cura dei propri genitori con l’amore che ci unisce, poi loro decidono di ricompensare la figlia ed i 2 nipoti che giornalmente sono presenti, invece “l’eredità” è uguale per tutti i figli, indistintamente.
    Bella fregatura per me ed anche per i miei genitori che sono convinti che quei soldi andranno solo a me ed ai loro nipoti.
    Ma possono dare soldi solo ai miei figli?
    Ma questa "quota disponibile “, praticamente 1/3 di tutta l’eredità potrebbe essere data solo a me facendo una dichiarazione scritta, dicendo “ io sottoscritto…….dichiaro che la quota disponibile vada a mia figlia….”. grazie

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    1. Ciao Maria!
      Se i tuoi genitori vogliono destinare l'eredità in modo diverso da quello che prevede "normalmente" la legge, devono rivolgersi a un notaio e redigere un testamento, indicando quelle che sono le loro volontà.-

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  80. Buongiorno Avvocato,
    il mese scorso purtroppo è mancato mio padre all'età di 90 anni senza lasciare testamento. Avendo un fratello che vive a 20.000 km. di distanza, a partire dalla morte di mia madre, mi sono dovuta prendere cura di mio padre (anziano, malato e con un carattere difficile) da sola per 24 anni senza alcun contributo, né morale né economico, da parte di mio fratello. Per prendermi cura di mio padre ho dovuto rinunciare ad un lavoro molto ben retribuito, ma che mi avrebbe costretto a risiedere lontano dall'abitazione di mio padre, e alle vacanze per gli ultimi 10 anni. Inoltre in tutti questi anni non ho mai ricevuto riconoscimenti economici da mio padre, mentre ho casualmente scoperto che mio padre 14 anni fa, ha aiutato economicamente mio fratello ad acquistare casa (versandogli circa 400.000 €). A questo punto le domando: l'eredità lasciata da mio padre va suddivisa in parti uguali tra me e mio fratello? Non potrei intentare una causa mio fratello chiedendo un risarcimento economico per i 24 anni di cure prestate a nostro padre?
    La ringrazio anticipatamente per la cortese risposta

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    1. Purtroppo NO!
      Se Tuo padre voleva destinare la sua eredità in modo diverso da quello che prevede "normalmente" la legge, avrebbe dovuto redigere un testamento, quindi non avendolo fatto l'intera eredità andrà divisa in parti uguali tra te e tuo fratello.-

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  81. Buona sera Avvocato sono Monica.....avrei bisogno di alcune informazioni ringraziandola anticipatamente....
    Mia suocera e' deceduta un anno fa'....e' stata fatta la successione e il 25% di un immobile e un box spettano a mio marito (unico figlio)...il 25% spettano a mio suocero avendo solo la separazione e non il divorzio....l'altro 50% e' del convivente di cui ne e' intestatario....avendo lui il diritto di abitazione mio marito e mio suocero devono dichiarare la loro parte nella dichiarazione dei redditi???? o deve dichiararla tutta il convivente dato che ci vive lui...e per fare la dichiarazione del diritto di abitazione bisogna andare in comune???

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  82. Buonasera Avvocato,
    le chiedo alcuni consigli premettendo quanto segue: ho perso mio padre ad inizio mese; egli non ha redatto testamento; io sono figlio unico ed i miei genitori sono divorziati; ho una figlia minore; ho l'assoluta certezza della passività dell'eredità (non sono presenti immobili, libretto postale con saldo irrisorio, bollette da pagare per attuali euro 500,00 circa, utimo affitto non onorato, più situazione debitoria preesistente mai caduta in prescrizione per una somma imprecisata (superiore di certo ad euro 7.000,00).
    1) per tutelare me e soprattutto mia figlia (rappresentazione) mi consiglia di rinunciare all'eredità o di accettare con beneficio di inventario?
    2) in caso di rinuncia posso eseguirla in forma plurima (contestualmente il figlio e la nipote richiedendo autorizzazione al Giudice Tutelare)?
    3) come posso comportarmi con i beni mobili di mio padre (vestiti, mobilio, oggetti, etc) ancora contenuti nell'appartamento di cui io possiedo le chiavi? Se consegno le chiavi al proprietario commetto un atto di alienazione dei beni tale da presupporre una accettazione tacita dell'eredtà? Consideri che il primo appuntamento disponibile presso la Cancelleria del Tribunale è in Agosto!!
    4) posso fornire disdetta delle utenze senza che ciò costituisca azione precipua di un erede?
    La ringrazio fin da ora per la sua disponibilità.

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  83. Buonasera Avvocato, sono possessore di una casa e sposato in seconde nozze, ho due figli dal precedente matrimonio in caso di mia morte la casa andrebbe in eredita' a mia moglie per il 50% e per il restante 50% suddiviso tra i miei due figli?
    Grazie mille.

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  84. Buonasera Avvocato, sempre in riferimento al messaggio precedente ho dimenticato di chiederLe se per lasciare il 50% di eredita' a mia moglie devo fare testamento, in poche parole cambierebbe la quota con testamento o senza testamento per la questione della legittima? Nell'eventuale testamento è necessario indicare le quote o è sufficiente indicare che voglio lasciare la casa a mia moglie? Grazie ancora saluti.

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