lunedì 28 aprile 2014

Eredità e Successioni

Senza Testamento

I familiari che ereditano per legge sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Fratelli (se mancano i figli)
  • Ascendenti (se mancano i figli)
  • Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-


Con Testamento

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


Il matrimonio: comunione e separazione dei beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


Accettazione dell’eredità:

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


Rinuncia di eredità:


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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172 commenti:

  1. Salve volevo avere un chiarimento: nel 2003 è morto mio suocero e l'immobile di proprietà è stato ereditato da mia suocera ed i 5 figli. Nel 2014 è purtroppo defunta mia moglie ( con la quale avevo la comunione dei beni) ma mia suocera è ancora in vita. Premettendo che ho 2 figlie volevo sapere se anche io entro ufficialmente in eredità dopo la morte di mia suocera. Per quanto riguarda la parte invece già ereditata da mia moglie già sono coerede insieme alle mie figlie? Grazie mille

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    1. Ciao Ciro!
      La quota di eredità che sarebbe spettata a tua moglie spetta alle tue figlie, al 50% ciascuna, e lo stesso criterio varrà alla morte di tua suocera.-

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    2. Ciao Gianfranco, in questa risposta mi fai sorgere un dubbio, quando è morto il suocero di Ciro è giusto che nell'eredità entrasse solo la moglie, ma alla morte della moglie perchè dici che la quota spetta solo ai figli? Secondo me dopo la morte della moglie di Ciro la quota ereditata dalla moglie spetta anche a Ciro assieme alle figlie. Invece è giusto che alla morte della suocera nell'eredità entrano solo le due figlie in rappresentanza della madre premorta

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    3. I beni ricevuti in eredità vanno ai discendenti diretti!

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    4. Vuoi dire che la casa di mia moglie ricevuta in eredità da sua madre, quando muore mia moglie io come coniuge non ho diritto a nulla e si riprendono la casa i miei cognati(visto che non ho figli). Magari dopo che ho speso tanti soldi per metterla a posto.? Il notaio mi detto che la casa spetta a me, cosi come secondo me spetta a Ciro assieme alle figlie dopo la morte della moglie

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    5. Ciao Luca!
      Per discendenti diretti si intendono i figli, e se i figli non ci sono l'eredità passa al coniuge.-

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    6. se ci sono i figli che rinunciano l'eredità passa al coniuge?

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    7. SI!
      Se ci sino i figli che rinunciano l'eredità passa al coniuge.-

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  2. Buonasera Sig. Censori, sono Guglielmo, io e mio fratello abbiamo ereditato la casa di nostro padre, mio fratello abitava con lui, sua moglie e un figlio, tutt'ora abita li, mentre io abito in un altra città, la domanda è questa: Io per legge sono obblligato a pagare la tassa sui rifiuti o posso negarmi, preciso che l'utenza in questione è intestata a mio fratello che è usofruttuario dell'immobile. Cordiali saluti

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    1. Ciao Guglielmo!
      La tassa sui rifiuti solidi urbani (la nuova Tares, insomma, l'ex Tarsu) grava su "coloro che occupano o detengono i locali,

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    2. Grazie per la risposta, se ho ben capito, allora, solo mio fratello deve pagare, in quanto occupante, ma la deteniamo tutti e due, visto che siamo eredi... o no?

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    3. Ciao Guglielmo!
      SI!
      La tassa sui rifiuti deve pagarla per intero tuo fratello perché in casa ci abita solo Lui, anche se in parte è di proprietà anche Tua.-

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  3. Gent Sig Censori, volevo avere una precisazione in merito a questa domanda, mia sorella ed io siamo eredi di una casa, ora la mia paura è che il compagno con il quale convive le chieda di sposarsi, purtroppo mia sorella è malata e non le resta molto tempo, le hanno dato nemmeno un anno, cosa succede se lui la sposa, diventa erede anche lui con il figlioletto che hanno o sarà erede solo il bambino che adesso ha 11 anni..? Posso oppormi a questa eredità, visto che i miei genitori hanno impiegato anni e sacrifici per costruire questa villetta, e se lui morisse, l'eredità andrebbe anche ai familiari di lui, fratelli e sorelle, oltre che al bambino? Grazie, Juan

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    1. Ciao Juan!
      Se Tua sorella si sposa, alla sua morte la sua quota di eredità passerà al 50% al marito e al 50% al figlio.-

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    2. Ciao Juan, non preoccuparti se tuo cognato muore prima del figlio(come di solito avviene) l'intera eredità va tutto a tuo nipote, naturalmente se non c'è testamento. Col testamento tuo cognato il suo 50% può lasciarlo a chiunque, ma di solito si lascia tutto ai figli

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    3. scusate ma non ho capito, io e mia sorella siamo eredi, dunque 50% ciascuno, se purtroppo mia sorella si sposa con il compagno e dopo muore, lui eredita il 25% e il figlio il restante 25%, questo dovrebbe essere la legittima, di cui una parte se ne fa l'uso che uno vuole, questo solo in presenza di un testamento?

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    4. Allora, la tua preoccupazione era che in caso di morte di tuo cognato potrebbero entrare parenti di lui. Volevo solo tranquillizzarti perchè in caso di morte di tuo cognato senza testamento la sua quota va tutta tuo nipote, però se prima di morire fa il testamento la metà della sua quota la può lasciare a chi vuole, e sicuramente la lascerà al figlio, non penso sia un pazzo. Spero di essere stato chiaro e riuscito a tranquillizzarti.Sperando che Gianfranco Censori non si arrabbi.....

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  4. Buongiorno. Vorrei avere informazioni. Mi è stata donata una casa dai miei genitori. .e io e mio marito siamo sposati con comunione dei beni. ...la domanda è questa. .essendo adesso la nostra unica abitazione ..e avendo due figli minori ..in casa di mortè. .che tutele avrebbe mio marito? Cosa bisognerebbe fare in caso per averla? Buona giornata. .grazie

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    1. Ai fini ereditari una casa ricevuta in donazione equivale a una casa acquista, quindi in caso di tua morte, l'eredità andrebbe divisa in 3 parti uguali tra tuo marito e i tuoi due figli.-

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  5. Egregio avv. Censori, per quanti anni un testamento olografo pubblicato dal notaio, può essere impugnato dagli eredi esclusi?
    Ossia, un testamento di un genitore di quattro figli, fatto a favore di uno solo dei quattro figli, per quanto tempo è a rischio di essere impugnato? Mi hanno detto 10 anni, è giusto? O invece non c'è scadenza mai, per impugnare?? (L'eredità consiste solo in un piccolo appartamento, niente altro).
    La ringrazio

    Lucio

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    1. Ciao Lucio!
      Chiunque abbia interesse diretto può impugnare un testamento per invalidità. L’impugnazione consiste nell’instaurare un giudizio davanti al Tribunale citando tutti gli altri eredi e legatari.
      La legge prevede due figure di invalidità: la nullità e l’annullabilità.
      Un testamento è da ritenersi nullo quando è contrario alla legge oppure presenta gravi difetti di forma.
      Nel caso del testamento olografo, tali difetti possono riguardare l’autografia (per esempio un testamento non interamente scritto di pugno del testatore) e la mancanza della sottoscrizione.
      Il testamento è invece annullabile nel caso in cui il testatore sia incapace d’intendere e di volere o per altri difetti di forma del testamento, quali la mancanza della data.
      La possibilità di impugnare un testamento per nullità non ha limiti di tempo mentre l’azione di annullamento va esercitata nel termine di cinque anni da quando il Notaio legge il testamento davanti ai chiamati.
      L’art. 590 del codice civile stabilisce che la nullità di una disposizione testamentaria non possa essere fatta valere da chi, conoscendo la causa della nullità, abbia confermato la disposizione o abbia dato ad essa volontaria esecuzione dopo la morte del testatore.

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    2. Grazie avvocato per la Sua celerità, una cosa però non mi è ancora molto chiara.
      Se il figlio nominato unico erede, decide di vendere l'appartamento in questione, (diciamo almeno dopo i 10 anni dalla pubblicazione del testamento), come ci si regola nei confronti dell'acquirente? E' una vendita che resta a rischio restituzione denaro all'acquirente per tutta la vita?
      Cioè, ovemai dopo 15 anni dalla morte del padre, uno degli altri fratelli decidesse di impugnare il testamento perchè dichiara che il padre era incapace di intendere e di volere (e non lo era, tra l'altro! Ma poi come lo si dimostrerebbe più dopo tanti anni che non è più in vita??) , cosa succede se l'appartamento è stato già venduto?
      Oppure alla fine ci si trova dinanzi ad un immobile invendibile?

      Mi perdoni se le rubo altro tempo, ma ci terrei a capire come si risolve una questione così ingarbugliata. Grazie ancora.

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    3. Ciao Lucio!
      Il discorso va rovesciato!
      Infatti se uno dei fratelli vuole impugnare il testamento deve avere delle prove per farlo, e se parliamo per esempio di incapacità di intendere e di volere, più passa il tempo e più sarà difficile dimostrarlo, e dovrà anche dimostrare che solo in quel momento sarà venuto a conoscenza di fatti che potrebbero rendere nullo il testamento.-

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    4. Ok avvocato, ora mi è tutto chiarissimo.
      Grazie mille e.. alla prossima!
      Lucio

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    5. Ciao Lucio!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  6. Ciao Gianfranco, sono sposato in comunione di beni e senza figli.Alla morte di mia mamma ho avuto in eredità due appartamenti e due terreni che ho già diviso con mia sorella(un appartamento e un tereno a testa). Alla mia morte se non c'è testamento il 66.66% va mia moglie, e il 33% a mia sorella, ma dopo la morte di mia moglie è vero che in quel 66.66% mia sorella non avrà più diritto, ma andrà tutto ai parenti di mia moglie? Se lo confermi, cosa devo fare affinchè casa e terreno avuti da mia madre tornano alla morte di mia moglie a mia sorella.

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    1. Ciao Fabio!
      SI!
      E' vero!
      Tu con testamento puoi decidere della destinazione dei tuoi beni alla tua morte, nel rispetto delle quote di legittima, ma non puoi decidere della destinazione dei beni di tua moglie alla sua morte, se sarà successiva alla Tua.-

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  7. Se ho capito bene, se quello che dice Fabio è vero, vuol dire che quello che mi hanno lasciato i miei genitori alla mia morte vanno a mio marito ma poi(non avendo figli nemmeno noi)alla sua morte va tutto ai parenti di mio mrito e ai miei niente? Non mi sembra tanto giusto

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    1. Ciao Vanessa!
      SI!
      E' vero!
      Tu con testamento puoi decidere della destinazione dei tuoi beni alla tua morte, nel rispetto delle quote di legittima, ma non puoi decidere della destinazione dei beni di tuo marito alla sua morte, se sarà successiva alla Tua.-

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  8. Salve avvocato.. non so se a letto il mio commento precedente lo riscrivo.. mio padre e stato sfrattato dal aler case popolari,nel 2008 .. e morto nel 2013 .. la morosita e arrivata a noi figli nel 2014 che a sua volta abbiamo fatto subito la rinuncia eredita da parte di nostro padre... ora è morta la zia sorella di mio padre non proprietaria di terreni o case ma soldi sul conto corrente ... essendo senza figli e marito entriamo anche noi come eredi.. le voglio chiedere accettando questa eredita,il debitore può ancora in qualche modo farsi valere o non c'entra nulla se noi dovessimo accettarla la ringrazio moltissimo avvocato e aspetto la sua risposta con ansia...distinti saluti Gueri

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    1. Se voi avete rinunciato all'eredità di vostro padre, i suoi creditori non possono chiedervi nulla, quindi potete tranquillamente accettare l'eredità di vostra zia.-

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  9. Gentile sig. Censori
    avendo trovato il testamento olografo di mio padre dopo la sua morte, avvenuta nel 2012 il 31 agosto, dove specificava la divisione degli immobili tra noi 4 fratelli, possiamo adesso portare il tutto da un notaio o da un Caf, per la divisione così come voleva lui? A tutti spetta una quota in eguale misura, per cui siamo d'accordo, ma non essendoci stato testamento al momento dela successione il tutto è stato diviso in parti uguali per ciascuno cosicchè sia io che i miei fratelli siamo comproprietari di tutti e 4 gli immobili, invece nel testamento mio padre specificava a chi sarebbe andato un immobile invece di un altro, cosa che da sempre si sapeva e con la quale eravamo d'accordo. Altrimenti se non fosse più possibile cosa si potrebbe fare per intestare ad ogniuno il suo immobile? Finta vendita, donazione o cosa, dico finta vendita perchè non possiamo effettivamente comprare... grazie della risposta. Pierpaolo

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    1. Ciao Pierpaolo!
      SI!
      Potete portare il tutto a un notaio per intestarvi ognuno l'immobile spettante in base alle disposizioni di vostro padre.-

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  10. Gentile dott. Censori, tra qualche giorno dovrò presentare la dichiarazione di successione per un solo immobile ...ho un dubbio :devo allegare la copia del rogito dell'immobile ? e se è si dovrò allegare l'autocertificazione di copia conforme all'originale ? grazie

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    1. Devi presentare all'agenzia delle entrate una copia del rogito dell'immobile, cioè semplicemente in fotocopia, senza autocertificazioni.-

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  11. gent. abuso ancora della sua consulenza.
    ho una zia vedova e senza figli che in seconde nozze si è sposata regolarmente in chiesa e comune, ora è di nuovo vedova ed il figlio del secondo marito risiede in Inghilterra. Con mia cugina ci stavamo chiedendo quali sono le nostre responsabilità, dato che la zia ha 90 anni e vive sola in un altro comune ed il "figlio" viene solo qualche giorno d'estate. Se dovesse succedere qualcosa quali sono le nostre posizioni. il figlio è sempre il primo o no. grazie
    maria

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    1. Ciao Maria!
      SI!
      Se dovesse succedere qualcosa a Tua zia, il figlio anche se residente all'estero è il primo, sia come doveri che come diritti di carattere ereditario.-

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    2. Un dubbio: Il figlio penso abbia diritto alla parte che ha ereditato dal padre, ma non essendo consanguineo con la matrigna forse hanno più diritto le nipote, o sbaglio. Il figlio del secondo marito non è in linea diretta ma un collaterale

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    3. Ciao Francesco!
      Io ho capito che parliamo di madre e non di matrigna, nel caso la Sig.ra Maria ci spiegherà meglio.-

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    4. Ciao Gianfranco, a me comunque sembra chiaro visto che la nipote ha detto zia senza figli, comunque come scrivi tu aspettiamo chiarimenti da Maria, così avrà meno dubbi, e scusami per l'intrusione

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    5. Salve, vengo a chiarire anche per me, mia zia non ha figli, il secondo marito era vedovo con un figlio che lei ha cresciuto. Comunque la mai era una richiesta più a livello di responsabilità che di eredità. ma adesso vorrei capire anche io. grazie maria

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    6. Ciao Maria!
      In effetti come mi aveva fatto rilevare anche Francesco avevo capito male!
      In questo caso purtroppo il discorso va rovesciato!
      Infatti il figlio del marito, se non è stato adottato, non ha alcun legame giuridico diretto con tua zia, quindi formalmente non ha alcun obbligo verso di lei anche se lo ha cresciuto, con tutto quello che ne consegue sia a livello di responsabilità che a livello di asse ereditario.-

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  12. Gentile avvocato
    Io e mio marito siamo sposati in separazione dei beni. Mio marito non ha dei figli , pero ha due nipoti (figli della sorella mancata da un po) che non si fanno sentire da quasi di 15 anni. Quando mio marito verra a mancare( se non saro io per prima) a chi e come andra il patrimonio. Se hanno diritto a qualcosa , come fare per escluderli?
    La ringrazio in anticipo per la risposta

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  13. Mi scuso con Lei ma devo aggiungere la domanda : Per la legge,dato la situazione, questi nipoti hanno diritto al patrimonio,e se di si, che percentuale?
    Grazie

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    1. Ciao Laura!
      La normativa prevede che anche senza testamento l'intera eredità, in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti, va al Coniuge.-

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  14. Gentile Avvocato,
    a dicembre scorso mia suocera è deceduta e dopo 2 mesi è stato pubblicato il testamento pubblico presso il notaio.
    Con esso la de cuius nominava erede del suo appartamento (dove abitava) le tre figlie e specificava che al quarto figlio aveva già donato in vita quote di denaro (nel testamento non veniva specificato quanto), per aiutarlo nella sua attività di imprenditore. Nel testamento non venivano menzionati i mobili e gli oggetti vari presenti nell'appartamento e che quindi andavano in eredità a tutti i quattro figli. Inoltre, sul conto corrente bancario, la defunta, lasciava solo pochi euro che non erano sufficienti a pagare le spese funerarie, a liquidare la badante, a pagare le bollette varie e il condominio. Queste spese venivano affrontate dalle tre figlie, mentre il quarto figlio non partecipava alle spese e chiedeva verbalmente la legittima di 30.000 € (cifra spropositata). Invitato dal notaio a prendere atto che la cifra era esagerata, rompeva con le sorelle e non si presentava agli incontri chiarificatori con le stesse. Il suo obiettivo è creare dei problemi alla vendita dell'appartamento per veder realizzata la sua richiesta. Fermo restando che le tre sorelle sanno che la legittima va riconosciuta, esse vogliono inserire, nella riduzione, le spese che si stanno sostenendo e i soldi che ha preso il fratello dalla mamma, in quanto hanno copia di alcuni assegni emessi dalla mamma al fratello. Praticamente se si fanno i conti, tra spese e donazioni, forse è il fratello che deve dare qualcosa. Ecco perché egli non si presenta agli incontri e vuole solo creare problemi. Le domande che le pongo, quindi, sono:
    1) nella successione va indicata la sua quota di legittima o le sorelle possono procedere nella successione e vendere senza di lui la casa?
    2) Per tranquillizzare l'acquirente della casa, con un'azione di riduzione sicura incombente, cosa si può fare? Una fideiussione bancaria?
    3) Siccome il fratello occupa con suoi oggetti tutta la cantinola e una stanza dell'appartamento, come si fa a fargli mettere fuori la sua roba, dovendo vendere l’appartamento?
    4) E come si fa a dividersi i mobili e i monili, presenti in casa, ereditati dai quattro figli, visto che il maschio non risponde agli inviti delle sorelle?
    5) Lo si può citare per il fatto che non dà nulla per le spese che si stanno sostenendo e per la sua latitanza atta a creare solo disagi?
    6) I soldi che lui ha avuto dalla madre vanno detratti dalla sua quota di legittima?
    7) Ci si può rivolgere a un mediatore o a un Giudice per quantificare la legittima e chiudere la faccenda quanto prima?
    8) Se la vicenda è chiara, lei può dare qualche suggerimento?
    La ringrazio per la disponibilità e porgo i migliori saluti.
    Giacomo.

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    1. Ciao Giacomo!
      Purtroppo senza il consenso di tutti gli eredi non si può procedere alla vendita della casa, quindi o si trova un accordo o si va in causa e sarà quindi il giudice a imporre la vendita e a stabilire le quote spettanti a ciascuno.-

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  15. Buongiorno
    Sposati in separazione dei beni senza figli, se uno dei due viene a mancare come viene suddivisa l'eredità?
    Per evitare che la successione con gli ascendenti legittima,risulti minima come si deve fare? È possibile fare una separazione consensuale? Cambiando destinazione del nominativo dei risparmi il giudice tiene conto di un lasso di tempo indicativo prima della morte?
    Grazie

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    1. La normativa prevede che con testamento l'intera eredità va divisa come segue:
      Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti.-

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  16. Grazie, ...ma per le altre domande poste ci sono possibilità si o no?

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    1. Purtroppo NO!
      - La separazione consensuale aumenta la quota in favore degli ascendenti, quindi non è una strada praticabile.-
      - Essendo in regime di separazione dei beni, in caso di passaggio di denaro da un coniuge all'altro, gli eredi potrebbero pretendere che tutte le donazioni fatte in vita rientrino nell'asse ereditario.-
      L'unica opzione possibile è un testamento che potrebbe consentire di ridurre la percentuale spettante agli ascendenti come quota di legittima dal 33,3% al 25%.-

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  17. Gentilissimo. Avrei cortesemente un quesito. Chi eredita? Persona non sposata e senza figli 85enne muore. Con n. 1 fratello 91 in vita con 3 figli e n.6 nipoti figli di 2 fratelli deceduti in che percentiale viene divida l'eredita? Grazie mille per la risposta grazie

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    1. Senza testamento l'eredità va divisa in 3 parti uguali!
      - Un terzo va al fratello in vita.-
      - Un terzo da dividersi tra i figli del primo fratello deceduto.-
      - Un terzo da dividersi tra i figli del secondo fratello deceduto.-

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    2. Grazie mille per la sollecita e precisa risposta, anche perche' a me avevano detto che solo al fratello in vita spettava l'eredita') grazie

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  18. Buonasera Avvocato, volevo sottoporla ad un quesito. Premetto che abito in una villetta bifamiliare in provincia di Taranto nella quale al primo piano abitano i suoceri e al piano terra io e mia moglie.I suoceri hanno 3 figlie compresa mia moglie.E vengo al dunque.Nel 1988 in procinto di contrarre matrimonio con la figlia, propongono di rendere abitabile il locale sito al piano terra che era accatastato come deposito e quindi senza nessun tipo di servizio ed allo stato grezzo. In pratica 4 pilastri agli angoli, chiusi con blocchetti di calcestruzzo. Questo era all'epoca il locale in cui di fatto si trovava.Quindi procedono alla donazione che con animo grato accettiamo,non prima però di aver fatto fare una perizia giurata del manufatto da un geometra, che quantificava il valore donato pari a 41.000 milioni delle vecchie lire. La sorella più grande si sposava un anno prima di noi, ed i suoceri le donavano un appartamento in un quartiere di Taranto più o meno dello stesso valore della perizia soddifacendola.Rimane la figlia più piccola che all'epoca poteva avere 16/17 anni e quindi i suoceri non donarono nulla in quel momento per una questione prettamente di ristrettezze economiche.Senonchè procediamo a fare i lavori al piano terra rendendola abitabile,immagini le spese che abbiamo sopportato. Bene, si sposa nei fine anni 90 la sorella più piccola che decidono di andare ad abitare a Milano in fitto e dopo 4/5 anni ritornano nel paese di provenienza decidendo di acquistare una casa accendendo un mutuo che tutt'ora stanno pagando. In pratica la più piccola provava risentimento verso di noi per il semplice fatto che abbiamo fatto tutto alla luce del sole abitando e usufruendo della nostra casa mentre lei ha dovuto pagarsi il mutuo per avere una casa di proprietà. I suoceri le avevano proposto di fare dei lavori in casa loro in modo da dividere l'appartamento che per loro era grande (circa 180 mq.) rifiutata dalla figlia e quindi proponendole che alla dipartita dei genitori fosse divenuta proprietaria di tutto l'appartamento al primo piano,del lastrico solare del garage al piano terra, una cantinola ed un pezzetto di giardino e procedono alla donazione, in questo caso al figlio della cognata, in quanto l'immobile insiste nello stesso comume di residenza dei genitori.I rapporti con le sorelle non sono mai stati facili e quest'ultimo fatto ha fatto incancrenire ancor di più i rapporti che erano poco buoni. In pratica noi abbiamo avuto 41000 milioni (112 mq) dai suoceri e loro tutto sistemato (180 mq)garage che avevamo fatto richiesta ci venisse donato ma invano e tutti i servizi annessi e connessi.Sperando che il quadro sia chiaro, rivolgo a lei, se il tutto sia giusto o meno e se potremmo far valere la legittima. Mi scuso per la lunga domanda, la saluto, Gianni

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    1. Ciao Gianni!
      SI!
      Alla morte dei suoceri potreste far valere la legittima, ma tenendo conto anche delle donazioni effettuate in vita, quindi a suo tempo bisognerà fare tutti i calcoli per verificare se ci rientrerete.-

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  19. Buonasera avvocato,vorrei chiederle se possibile delle delucidazioni su di una situazione alquanto complessa. Quest'anno è venuto a mancare mio nonno, il quale non ha lasciato testamento e la sua casa ed i suoi risparmi che sono stati ereditati da entrambi i figli al 50% ciascuno, mia madre e mio zio. Adesso lui,essendo proprietario dell'immobile in questione al 50% vuole avere disponibilità di esso pur rifiutandosi di pagare le tasse, la successione, le ristrutturazioni necessarie, imu (essendo per entrambi seconda casa visto che nessuno dei due ha deciso di andarci a vivere)... Ecc ecc. Al momento le chiavi dell'immobile sono in possesso solo di mia madre coerede e comproprietaria anch'essa al 50%,la quale si è fatta carico di tutte le spese. La situazione degenera di giorno in giorno dal momento che lui non vuole pagare nulla ed avere piena disponibilità dell'immobile e lei non lo ritiene corretto dovendo pagare tutto di tasca sua. Come si può risolvere questa situazione? Mia madre vorrebbe comprare la quota di mio zio, il quale non vuole cedergliela, ma di controparte non è disposto a rilevare la parte di mia madre per un ipotetica vendita dell'immobile, il quale è indivisibile.

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    1. Ciao Veronica!
      Purtroppo non ci sono molte strade percorribili!
      Infatti, o i due figli si mettono d'accordo sulla destinazione della casa, o bisogna ricorrere alle vie legali e sarà quindi il giudice a imporre la vendita dell'immobile e la conseguente divisione del ricavato.-

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    2. Buonasera mi scusi,ma per quanto riguarda invece il pagamento delle tasse?lui non è tenuto a contribuire al 50%? Ed ultima domanda,se mia madre decidesse di andare a vivere nella proprietà spostandonci la sua residenza,sia per un risparmio economico di tasse, sia per motivi personali,anche pagando una piccola somma di "affitto" a mio zio per l'uso dell'abitazione per intero,mio zio avrebbe lo stesso il diritto di accedere all'immobile a suo piacimento?

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    3. Ciao Veronica!
      - Per quanto riguarda le tasse, la responsabilità è individuale quindi Tua madre deve pagare solo il suo 50%.-
      - Tua madre può decidere di spostare la residenza solo se si mette d'accordo su tutto con suo fratello, altrimenti ci saranno solo litigi.-

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  20. Buongiorno Avvocato Censori, le volevo sottoporre la mia situazione, Mi chiamo Giuseppe e ho 47 Anni, sono unico Erede diretto di due zii deceduti uno nel 1989 e l'altra nel 2005, e per loro sfortuna non hanno avuto figli. Le spiego il grado di parentela, mia zia era la sorella di mia nonna anch'essa deceduta nel 2008. Sono unico erede in quanto anche i miei nonni e mia madre sono deceduti. Al momento della morte dei zii con loro abitava una figlioccia a cui ho chiesto più volte se i miei zii avessero lasciato qualche testamento, anche perchè mia zia disse a voce che a sua morte, la figlioccia sapeva cosa fare con le eredità. Non ho detto più niente per rispetto dei miei zii, ma a distanza di anni, facendo una visura catastale, mi sono accorto che la figlioccia dal 2012 al 2013 si è intestata 11 particelle di beni immobili tra cui anche abitazioni. In questo caso posso fare rivalsa sulle proprietà in quanto unico erede? tenuto conto che la figlioccia non ha nessun legame di parentela con la nostra famiglia? Grazie in anticipo, saluti, Giuseppe

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    1. Ciao Giuseppe!
      Non capisco!
      Non capisco perché alla morte dei tuoi zii non hai provveduto alla successione e quindi al passaggio di proprietà dei beni immobili.-
      Non capisco nemmeno come abbia potuto la figlioccia ad intestarsi le 11 particelle di beni immobili, presumo quindi che ci sia un testamento, del quale non puoi non essere stato messo a conoscenza.-
      Comunque puoi verificare in catasto con quale documentazione la figlioccia si è intestata la sua parte degli immobili.-

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  21. Salve avvocato,avrei un quesito sa porle:
    Nel 1959 venne a mancare mia nonna , lasciò marito e due figlie piccole (tra cui mia madre) , ho saputo che negli anni parte dell eredità spettante alla mia nonna defunta è stata divisa tra i fratelli superstiti e nessuno aveva messo al corrente mio nonno e mia mamma con la sorella (che allora erano delle adolescenti)Ci sarebbe la possibilitá dopo tutti questi anni di rivalermi in qualche modo?Ci sarebbero in ballo dei terreni e delle costruzioni .Grazie Betty

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    1. Ciao Betty!
      Purtroppo NO!
      In generale, il chiamato all'eredità ha 10 anni di tempo per reclamare la propria parte. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull'asse ereditario.-

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  22. Buongiorno avvocato Censori vorrei proporle un quesito. mio suocero che è mancato nel 2002 ha lasciato come donazione oltre ad un alloggio a ciascuno dei figli (3) un frantoio con la relativa rendita a mia cognata, frantoio che gìa di per se valeva molto più degli alloggi, ma che in questi anni ha reso almeno 200 mila euro di guadagno . mia cognata non solo quindi ha avuto una proprieta che valeva molto di più ma che le ha reso parecchio in questi 14 anni, inoltre non ha mai versato a mia suocera ovvero sua madre un compenso di 1500 euro che suo padre aveva stabilito dovesse lasciarle come una specie di indennizzo. lo scorso anno poi è mancata anche mia suocera e sempre mia cognata ha pensato bene gia a partire dal 2013 di ripulire il conto di mia suocera portandosi via circa 30 mila euro. Infatti mia cognata aveva convinto mia suocera ad aprire un conto insieme però a firme disgiunte. ora quello che è rimasto fregato è stato mio marito e i nostri figli. Mio marito dice che per il frantoio non si puo fare nulla perchè la legittima l'aveva avuta e mio suocero poteva lasciare il 25 a chi voleva (io mi chiedo anche in caso di attività commerciale) e ora non può o vuole far nulla per dimostrare che mia cognata si è appropriata illeggitimamente di soldi che erano di mia suocera e quindi di tutti gli eredi. quello che vorrei sapere se io posso ancora fare qualcosa a tutela dei figli in quanto essendo in separazione dei beni al dilà di quella che è la volontà di mio marito. grazie . Loretta
    Faccio presente che mia cognata inoltre ha prelevato ancora gli ultimi soldi sia in banca che in posta dopo la morte di ia suocera e ha continuato a percepire illegamente sul suo conto arretrati della pensione, rimborsi irpef per le spese del funarale che mia suocera si era di fatto pagato e cosi via.

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    1. Ciao Loretta!
      Purtroppo Tuo marito ha perfettamente ragione, e ti consiglio quindi di metterti "il cuore in pace", in quanto Tua suocera per legge in vita poteva disporre liberamente dei suoi beni, e se era perfettamente in grado di intendere e di volere anche tu devi rispettare le sua volontà, come sta facendo Tuo marito.-

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    2. il problema è che mia suocera non era in grado di intendere e volere.dal 2013 era diventata cieca invalida al 100 per cento edal 2014 anche con l'accompagnamento. Aveva una badante 24 ore su 24 che pagava mia cognata pagava con i soldi della sua pensione.mia cognata proprio approfittando di questo,c'erano periodi che mia suocera era talmente debilitata che a stento si alzava dal letto non riconosceva nessuno e non parlava ha firmato al posto suo tutte le operazioni in banca.

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    3. Mi scusi avvocato ma mi sono dimentica di aggiungere dei particolari perchè detta cosi lo avrei pensato pure io. Il problema è che mia suocera dal 2013 era praticamente cieca per una maculopatia degenerativa, aveva una badante 24 ore su 24, in estate dopo un periodo passato in ospedale era tornata a casa più morta che viva infatti proprio per quello mia cognata a inizio settembre 2013 per paura che morisse andò a prelevare il primo buono fruttifero di 25000 euro e ne apri successivamente un'altro a dicembre di 10000 con scadenza 2014, che si premuro' di prelevare ulteriormente. Dal 2014 poi mia suocera ebbe il riconoscimento anche dell'accompagnamento con i relativi arretrati. quindi dubito che le volontà di mia suocera fossero quelle che sua figlia prelevasse tutto all'insaputa dei due fratelli, infatti di questi prelevamenti, dell'apertura di un conto cointestato dove far transitare tutti i soldi di mia suocera (comprese le varie integrazioni per attività agricole etc)a nome anche di mia cognata lo abbiamo scoperto dopo la morte di mia suocera. e poi come si può dire che anche mio suocero avesse fatto le cose giuste, lasciando a parte un alloggio a ciascun figlio, la casa di mia suocera con l'usufrutto, a mio marito e una attività commerciale ovvero un frantoio che di suo gia valeva un sacco a mia cognata? oltre a due terreni edificabili a mio cognato e a mia cognata e a mio marito un terreno agricolo. Grazie. Loretta

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    4. Ciao Loretta!
      In teoria Tu hai perfettamente ragione, ma in pratica devi rassegnarti perché la legge non è dalla tua parte.-
      Infatti la normativa prevede che se una persona non è più in grado di intendere e volere, deve essere nominato un tutore che deve compiere tutte le scelte e gli atti giuridici in nome e per conto della persona dichiarata interdetta, o deve essere nominato un curatore che assiste la persona inabilitata nella riscossione dei capitali e in tutti gli altri atti di ordinaria amministrazione.-
      Questo purtroppo significa che se non è stata seguita la suddetta procedura, il fatto che tua suocera sia diventata cieca, invalida al 100% e dal 2014 anche con l'accompagnamento, è ininfluente perché non è sufficiente a dimostrare che non fosse in grado di intendere e volere.-

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  23. Buongiorno dott. Censori, le spiego la situazione.

    Mio nipote figlio di mia sorella (che ha una figlia) ha perso di recente la madre vedova.

    Mio nipote quindi, figlio unico, ha ereditato l'intero patrimonio (tra cui un immobile e una cantina), ma non ha mai provveduto a trascrivere l'accettazione dell'eredità, essendo esecutato.

    I creditori hanno immediatamente provveduto a pignorare l'immobile attraverso un semplice certificato ereditario (nessuna sentenza), e quindi hanno richiesto la vendita forzata, e il primo esperimento d'asta dovrebbe essere a giorni.

    Durante il preventivo sgombro dei locali, è stato rinvenuto un testamento olografo, che è stato registrato il giorno seguente (credo il 25 o 26 di Agosto).

    Nel testamento, conoscendo le difficoltà economiche del figlio, mia sorella nomina erede universale mio nipote, ma lega alla figlia la proprietà del solo immobile, riservando al figlio il diritto di abitazione.

    Il mio quesito è il seguente: considerando che il diritto di abitazione, da quello che sono riuscito a constatare, supera la quota di valore della nuda proprietà e che comunque a mio nipote è stato riservato il resto dell'asse ereditario (quindi senza alcuna lesione di legittima), considerando che mio nipote quindi non è proprietario del bene di cui "dovrebbe" godere solo del diritto di abitazione, c'è qualche modo per far valere il testamento in modo che l'immobile non venga venduto all'asta ?

    Grazie.

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    1. NO!
      Non può impedire che l'immobile venga venduto all'asta, ma presumo che difficilmente troveranno un acquirente, considerando che tuo nipote ha il diritto di abitazione sullo stesso.-

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  24. Buongiorno Dr. Censori approfittando della sua disponibilità avrei un quesito da porle e magari anche un consiglio:
    Io e mia sorella, unici figli eredi, nutriamo forti preoccupazioni circa il patrimonio di famiglia (proprietà immobiliare costituita da un terreno con villa) intestato a nostro padre, coniuge superstite, ultraottantenne, con molte energie e voglia di vivere... Anche se non abbiamo certezze, pensiamo che sia stato circuito da qualche “persona” che fortemente lo ha persuaso ha vendere la proprietà di famiglia. Il nostro quesito è: Possiamo io e mia sorella, in qualità di eredi, opporci alla vendita della proprietà di nostro padre? Dimenticavo di dire che nell'atto di compravendita della proprietà in questione, acquistata dopo il matrimonio in regime di comunione dei beni, compare, come parte acquirente, solamente il nome di nostro padre.
    Grazie.

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    1. Purtroppo NO!
      Tuo padre in vita può disporre liberamente dei suoi beni, quindi non potete opporvi alla vendita della proprietà.-
      Solo alla sua morte, tu e tua sorella potrete richiedere la vostra quota di legittima pari al 33,3% ciascuno del patrimonio, ovviamente se nel frattempo non avranno "delapidato" il tutto.-

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  25. Salve dott Censori

    Le vorrei porre un quesito in merito all mia situazione famigliare. Mio padre 80enne ed in buona forma è proprietario di un immobile e di investimenti in buoni postali. Io sono un libero professionista con moglie e figlia minorenne. Siamo in regime di separazione dei beni sin dal matrimonio . Non possediamo immobili e purtroppo ho qualche sospeso con Equitaila, sospeso che sto regolarmente pagando rateizzati.
    Vorrei sapere la modalitá per fare si che mio padre possa cedere a mia moglie in donazione o con testamento i suoi beni , per evitare che in fase di eredità i beni possano essere aggrediti .

    Grazie

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    1. Se sei figlio unico, Tuo padre con testamento può destinare a te il 50% del suo patrimonio e il restante 50% a Tua moglie.-
      Tuo padre non può destinare tutto a tua moglie ne può fare una donazione a tua moglie per il totale, perché i creditori si opporrebbero in quanto il 50% (cioè la quota di legittima) ti spetterebbe comunque per legge.-

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    2. Ciao Gianfranco, se uno in vita può fare quello che vuole non potrebbe vendere l'appartamento e il ricavato darlo un pò alla volta alla nuora? Oppure invece di una donazione lo vende direttamente alla nuora(se hanno la divisione dei beni)

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  26. Buonasera Avvocato.
    Vorrei porLe un quesito: mia nonna è deceduta circa 10 giorni fa, lasciando come eredi le figlie.
    Lei aveva in vita un debito di circa 30.000,00 €.
    In attivo non aveva nulla in quanto una casa era stata venduta nell'anno 2000 da lei e da mia madre a mia zia e un'altra casa era stata donata da lei e da mia zia a mia madre nel 1998. Mia nonna aveva mantenuto su questo immobile solo 1/3 dell'usufrutto.
    Pensavamo di procedere con la rinuncia all'eredità.
    Quello che volevo chiederLe è se ad oggi la casa donata a mia madre sia di sua completa proprietà (visto che con la morte dell'usufruttuario l'usufrutto si estingue), ma soprattutto se rinunciando all'eredità venga intaccata in qualche modo la donazione precedente.
    Grazie per la cortese risposta.

    Lucia.

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    1. Ciao Lucia!
      Purtroppo SI!
      Se gli eredi rinunciano all'eredità, i creditori potrebbero rivalersi sui beneficiari di donazioni effettuate in vita dalla nonna.-

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    2. La ringrazio per la solerte risposta...in realtà il mio quesito era rivolto a sapere se la rinuncia implicava anche la donazione precedente...cioè se rinuncio oggi perdo anche quello che avevo acquisito nel 1998 con la donazione fatta?
      Inoltre quando rinunceranno le figlie (essendo entrambe coniugate in regime di comunione legale) devono farlo anche i coniugi? (oltre ovviamente a noi nipoti)?
      Mi scuso per le domande e La ringrazio per la disponibilità.
      Lucia.

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    3. Ciao Lucia!
      Evidentemente non mi sono spiegato bene!
      La rinuncia non comporta automaticamente la perdita anche di quello che avevi acquisito nel 1998 con la donazione fatta, ma è possibile che i creditori possano comunque rivalersi su di te, ovviamente se riescono a risalire alla donazione.-

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  27. Buonasera Avvocato,
    Volevo porle questo quesito: dopo la separazione mio fratello è andato a vivere con i miei genitori ed ora a causa di un'invalidita' vuole chiedere a mio padre che gli lasci l usufrutto, pur essendo in grado sia fisicamente che economicamente di acquistare un immobile e a me è stato chiesto di rinunciare alla mia parte di eredità in vista di un ipotetico peggioramento del l'invalidità. cosa che ho rifiutato. posso fare altro per tutelarmi? La ringrazio. Marika

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    1. Ciao Marika!
      Purtroppo NO!
      In vita i tuoi genitori possono disporre liberamente dei loro beni, e solo dopo la loro morte potrai eventualmente pretendere la tua quota legittima di eredità, ovviamente se non verrà rispettata.-

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  28. Gentile Sig. Censori, nel 2004, in seguito al decesso di mio padre, ho ereditato una casa di villeggiatura.
    Ora il comune mi notifica il pagamento di una sanzione per mancata dichiarazione ai fini del pagamento della TARSU (ora TARI). Il pagamento si riferisce agli ultimi 6 anni. Ma io, in quanto erede, dovevo rifare la denuncia anche se l'aveva già fatta mio padre? Sia chiaro che la denuncia di successione è stata fatta regolarmente nel 2004.

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  29. Grazie !! Buona serata. Marika

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    1. Ciao Marika!
      Purtroppo SI!
      La denuncia di tuo padre era valida in vita, ma non aveva più alcun valore dopo il suo decesso, quindi avresti dovuto presentare una nuova dichiarazione a Tuo nome.-

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  30. Buonasera avvocato
    Nel 2014 ho stipulato un contratto di affitto 4+4 di un appartamento ad una signora anziana. Ora ho saputo casualmente che la signora è morta ed nel mio appartamento ci vive la badante. L'affitto mi viene regolarmente pagato da un figlio che vive altrove ma non sono stata avvisata della morte , come mi devo comportare? In questo caso è un recesso anticipato del contratto? Le eventuali spese di risoluzione contratto su chi ricadono? Grazie

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    1. La normativa prevede quanto segue:
      Se il conduttore deceduto viveva da solo nell'appartamento, il contratto di locazione cessa nel momento stesso della sua morte. Gli eredi possono pertanto riconsegnare l’immobile senza necessità di alcun preavviso, essendo tenuti solo a versare il corrispettivo per il periodo necessario alla riconsegna dei locali.
      Invece, se l’inquilino viveva con dei familiari, questi subentrano nel contratto d’affitto, che prosegue in capo ad essi.-
      Ti consiglio quindi di chiarire la questione con la badante, ed eventualmente di provvedere per il recesso anticipato del contratto, ovviamente a tue spese.-

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    2. Il recesso anticipato non ci può essere,se il conduttore è deceduto il contratto cessa il giorno stesso della morte.. Devo chiudere lo stesso il contratto all'agenzia delle entrate? la riconsegna dell'immobile deve avvenire entro tre mesi dalla morte?
      Grazie delle risposte.

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    3. L’art. 6, co. 1 della legge n°392/1978, dispone che, in caso di morte del conduttore, succedono a questi, nel contratto di locazione ad uso abitativo, il coniuge, gli eredi ed i parenti ed affini con l’inquilino abitualmente conviventi.-
      Nessun adempimento fiscale è richiesto, se non una semplice comunicazione in cui si mette a conoscenza l’ufficio competente del decesso del conduttore e che non ci sono eredi che subentrano nel contratto: in tale fattispecie si tratta di disdetta anticipata non frutto della volontà di una delle parti, ma per un evento imprevisto, non voluto, ma subito, per la venuta meno di una delle due parti del contratto, per causa di morte – appunto – e, quindi, l’imposta di registro per la risoluzione (al pari della cessione/successione per mortis causa del locatore) non è dovuta. Se poi l’imposta di registro è stata pagata per l’intera durata del contratto (non cedolarizzato), spetta il rimborso dell’importo pagato per le annualità successive a quella in cui il contratto si è estinto, allegando la certificazione dell’avvenuto decesso.-

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    4. Buonasera Avv. Censori
      Torno nell'argomento, mi sono rivolta all'agenziadelle entrate per chiarimenti se devo pagare io locatore l'impostadi risoluzione del contratto, mi hanno detto per loro non interessa chi paga basta che venga pagata la rrisoluzione... ora il conduttore mi manderà la disdetta per raccomandata, se eseguo questo adempimento on line ,come feci la registrazione del contratto, il sistema mi addebita i 67€.

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    5. All'Agenzia delle Entrate non interessa chi paga l'imposta di risoluzione del contratto, ma se non riceverà il pagamento si rivolgerà al locatore per richiedere il dovuto, quindi puoi regolarti di conseguenza.-

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  31. Salve,
    alla morte di un cugino celibe e avente come parenti prossimi una nipote (figlia del fratello defunto), un cugino e una cognata. A chi spetta l'eredità?
    Grazie. Saluti.

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    Risposte
    1. Grado di parentela:
      1° = genitore – figlio
      2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
      3° = zio – nipote (figlio di fratello)
      4° = 1° cugino
      5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
      6° = figlio di 2° cugino.-
      Nel tuo caso l'eredità spetta alla nipote (figlia del fratello) con il 3° grado di parentela.-

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  32. Buongiorno, sono alla ricerca di una risposta ad una questione molto delicata e, girando in internet, mi sono imbattuto in questa pagina.
    Se possibile, vorrei esporle brevemente la questione, sperando in una sua risposta.
    Nel 2012, nella mia famiglia, hanno deciso di procedere alla spartizione della proprietà in quanto mio padre, rimasto vedovo, ha iniziato a dilapidare i beni di famiglia, soprattutto il denaro. Nel timore che potesse fare lo stesso con le proprietà, si è deciso di "togliergli" ciò che gli sarebbe spettato, facendo in modo che mia nonna donasse la proprietà ai nipoti. La proprietaria di tutto, infatti, era mia nonna, mamma di mio padre, che ha anche un'altra figlia. Mio padre ha 2 figli, io e mio fratello, mentre mia zia ha un unico figlio.
    Poiché io lavoro e vivo altrove, con mio fratello avevamo deciso che lui avrebbe avuto in donazione i beni immobili che sarebbero spettati a nostro padre, di cui avremmo poi calcolato il valore totale affinché io ricevessi la mia quota in denaro, che doveva corrispondere alla metà del valore totale di ciò che aveva ricevuto lui (mi corregga se sbaglio).
    Quindi, in presenza di un notaio (ma in mia assenza), la nonna ha donato a mio fratello un appartamento di circa 130 mq di recentissima costruzione (ultimato pochi mesi prima, anno 2012), con garage e giardino, più la nuda proprietà della casa paterna, con diritto di usufrutto a mio padre.
    A mia zia ha donato la casa dove lei già abita attualmente, che è nella stessa struttura della mia casa paterna, e a mio cugino ha donato la nuda proprietà di un altro appartamento di recentissima costruzione, con garage (nello stesso stabile di quello donato a mio fratello), e con diritto di usufrutto a mia zia, cioè sua mamma.
    A me nulla, ovviamente, poiché così avevamo deciso io e mio fratello, anche se credevo che nell'atto di donazione sarebbe stato messo per iscritto ciò che sarebbe spettato a me, ossia il valore della proprietà andata a mio fratello, diviso a metà e che lui avrebbe dovuto corrispondermi in denaro. Si era parlato di circa centomila euro, facendo una stima approssimativa. Tuttavia, poco tempo dopo, mio fratello ha deciso che per lui fosse sufficiente darmi 45 mila euro come quota di eredità che mi spettava.
    Vorrei sapere da lei se ritiene che una siffatta donazione, che mi ha escluso totalmente, poteva essere fatta. Perché è vero che c'era un accordo con mio fratello, ma è vero anche che lui adesso è venuto meno. E in che modo potrei far valere i miei diritti a ricevere ciò che mi spetta?
    Mi scuso se mi sono dilungato troppo ma, come avrà capito, la questione mi preme molto.
    La ringrazio se vorrà fornirmi una risposta al mio quesito e la saluto cordialmente.

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    1. Ciao Stella!
      Purtroppo Tua nonna in vita poteva disporre liberamente dei suoi beni e solo alla sua morte Tu potrai reclamare la Tua quota di legittima tenendo anche conto delle donazioni effettuate.-

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    2. La nonna è mancata a inizio 2016. Quindi potrei ora reclamare ciò che mi spetta. Premetto che mia nonna mi adorava al pari degli altri nipoti. Purtroppo al momento della donazione era già nel pieno della demenza senile e le è stato spiegato che io non avrei ricevuto proprietà ma denaro.

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    3. Ciao Stella!
      SI!
      Se Tua nonna è deceduta puoi reclamare ciò che ti spetta, ma se non troverai un accorso amichevole dovrai incaricare un avvocato ed intentare una causa.-

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    4. Gentile avvocato, avrei un altro dubbio da sottoporle.
      Al fine di avere ciò che mi spetta, mio fratello, proprietario della nuda proprietà di mio padre, di cui questo ultimo è usufruttuario, può pretendere una sorta di affitto da lui?
      Se dovessi decidere di intentare una causa legale e vincessi, che quota della proprietà andrebbe a me?
      La ringrazio molto per la sua disponibilità.

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    5. Ciao Stella!
      - SI! L'usufrutto può anche essere a titolo oneroso.-
      - In caso di causa legale vinta otterresti il 33,3% della proprietà.-

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  33. Ciao Dottore ti scrivo nuovamente per una informazione circa l'eredità di mio padre mancato a Gennaio 2016, non ha lasciato testamento i suoi beni consistono in un appartamento acquistato durante il primo matrimonio nel 1971
    e una autovettura Opel Corsa. Si è poi risposato nel 1994 in seconde nozze. gli eredi siamo io figlio e la sua seconda moglie che ci abita. volevo chiederti come si possono spartire questi beni. Poi chiedo anche in merito al conto corrente di mio padre e al conto titoli cointestato con la seconda moglie e al libretto della pensione e accompagno che riceveva visto che è vuoto. Grazie Fabio

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    1. Ciao Fabio!
      La normativa prevede che senza testamento l'eredità va divisa al 50% ciascuno tra il coniuge e il figlio, quindi l'appartamento non essendo ne divisibile ne vendibile senza il consenso della seconda moglie, dovrà essere cointestato a entrambi.-
      Anche per quanto riguarda il conto corrente, il saldo andrà diviso al 50% ciascuno, mentre per quanto riguarda i titoli cointestati andrà diviso a metà il 50% del loro valore.-
      Per quanto riguarda invece la pensione, la pensione di reversibilità spetta solo alla moglie, esclusa l'indennità di accompagno che non è reversibile.-

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  34. Buona sera avvocato...vorrei una spiegazione..perche' non capisco bene...io con mio marito ci siamo sposati con separazione dei beni. Lui da primo matrimonio ha 2 figli..tutta eredita lui gia aveva...e' ci siamo aposati dopo. Mio marito dice, che non importa che c'e separazione dei beni, uguale a me tocca 33%--vero o no? Grazie mille.

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    1. SI!
      Confermo!
      In caso di decesso di tuo marito avresti comunque diritto a un terzo dell'eredità, anche se vi siete sposati in regime di separazione dei beni.-

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  35. è deceduto un amico che era figlio unico di figli unici e non si è mai sposato per cui non ha nessun parente a cui può andare la sua eredità. un amico che lo ha seguito negli ultimi periodi di vita in ospedale disbrigando le varie pratiche con gli assistenti sociali degli ospedali e che si è occupato di lui come se fosse un parente fino ad occuparsi del funerale della sepoltura e delle pratiche post morte, puo in qualche modo diventare erede? grazie

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    1. Purtroppo NO!
      L'eredità spetta solo ai parenti del defunto, e solo con testamento, in assenza di parenti, il de cuius avrebbe potuto destinare l'intera eredità a chi avesse voluto.-

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  36. Gentile Avv. Censori, ho un dubbio e solo Lei può sciogliere. Nel 2013 in una successione, oltre ad immobili vi erano un conto postale (attualmente estinto) uno bancario (ancora attivo) con circa €. 3.900,00 e circa €. 10.000,00 depositati in azioni. Questi ultimi erano e sono ancora al 50% tra la defunta e la figlia del secondo marito. Sono stati inseriti nella successione per la quota del 50% spettante alla defunta, uno degli eredi è affetto da sindrome di Down e quindi ha un giudice che ne cura gli interessi. Ad oggi,per questa situazione, ancora non hanno potuto vendere gli immobili e tanto meno prelevare i soldi e le azioni di conseguenza chiudere il conto. Lo scorso anno è venuta a mancare la sorella della precedente defunta nonchè una dei 13 eredi. Adesso i figli di quest'ultima stanno preparando la successione, come ci si comporta con i soldi e con le azioni? Vanno inseriti nella successione o possono essere considerati fuori successione? Non sappiamo proprio come fare. Grazie in anticipo per il Suo prezioso apporto professionale.
    Saluti Giuditta

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    1. Ciao Giuditta!
      Purtroppo sia i soldi che le azioni vanno inseriti nella successione.-

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    2. Grazie Avvocato. Ho un altro quesito da porLe, un mio cugino ed altri due parenti hanno rifiutato la loro quota di eredità della nonna defunta. Si è recato al tribunale oltre 10 dopo la sua morte avvenuta nel 1988. Nel 2013 è stata avviata la successione proprio da questo cugino e, tutti hanno accettato l'eredità. Ad oggi la successione ha validità?
      Con stima
      Giuditta

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    3. Ciao Giuditta!
      SI!
      La successione ha validità!

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    4. Grazie Avvocato non ho modo per ringraziarLa. Sempre gentile e preciso nella Sua consulenza. Grazie ancora.
      Con rinnovata stima
      Giuditta

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    5. Ciao Giuditta!
      Prego!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!

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  37. Buongiorno Gentile Avvocato Censori,io e ia sorella abbiamo ricevuto in eredità dalla zia defunta una casa e delle disponibilità liquide in eguale misura , come da testamento regolarmente depositato presso un notaio.
    L'Agenzia delle Entrate ha mandato la liquidazione delle imposte di successione solo a me per l'intero patrimonio ereditato (quindi anche per la quota di mia sorella). Come posso fare per versare solo la parte di mia competenza?
    Grazie
    anna

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    1. Ciao Anna!
      Il codice civile, in materia di successioni, prevede che gli eredi e i legatari sia tenuti a provvedere ai pesi e debiti ereditari in proporzione a quanto ricevuto. Tuttavia in ordine al pagamento delle imposte di successione, la normativa vigente prevede che gli eredi siano tenuti in solido nei confronti dell'Agenzia delle Entrate la quale pertanto potrà rivolgersi anche solo ad uno di essi in caso di mancato pagamento degli altri. Colui che ha pagato potrà rivalersi nei confronti degli eredi inadempienti. Sono obbligati alla presentazione della denuncia di successione tutti gli eredi, ma ciascuno può ottemperarvi anche in dissenso degli altri, dovendo tra l'altro il documento essere firmato da uno solo degli eredi. Nei confronti del notaio, l'onere delle spese relative alla pubblicazione del testamento è posto a carico del richiedente o presentatore ai sensi dell'art. 74 della legge notarile: ciò, anche se egli non ne sia in alcun modo beneficiario. Dal punto di vista sostanziale le spese per la pubblicazione del testamento sono ritenute debiti ereditari, ossia debiti che sorgono a carico degli eredi in dipendenza della successione: ai sensi del codice civile (art. 752 c.c.) esse si ripartiscono tra i coeredi in proporzione alle rispettive quote ereditarie. Pertanto nel caso in cui vengano anticipate da uno dei coeredi, costui avrà diritto a chiedere a ciascun coerede la rispettiva quota di spettanza.

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  38. Salve Avvocato,
    Sono esecutore testamentario ed anche erede (insieme ad altre 3 persone) di un mio parente che ha avuto per circa un anno e mezzo una badante che, per questioni di sussidio dato ad un suo familiare, aveva chiesto di non essere assunta ma di lavorare in nero. Per un periodo questa badante si è sovrapposta con un'altra badante regolarmente assunta ed il datore di lavoro era il de cuius che era quasi completamente autonomo. Adesso questa persona chiede una grossa somma di danaro, tramite un suo legale, per straordinari, ferie, tredicesime etc... io sono riuscito a ricostruire tutti i pagamenti fatti tramite assegno dal de cuius ed è saltato fuori che il mese della morte ha ricevuto due assegni, di cui uno fatto da me a saldo delle spettanze, ma di cui non ho una quietanza perchè sono stato ingenuo. Come mi devo comportare? grazie del consiglio

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    1. Se si fa lavorare in nero una badante si evadono contributi e tasse, quindi non si hanno diritti da far valere, Ti consiglio pertanto di cercare una soluzione bonaria della questione perché se la badante va in causa probabilmente verrete condannati a pagare tutto quello che richiede.-

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  39. Salve Dottore, la disturbo ancora per il suo autorevole parere circa questa successione, gli eredi siamo 2 io figlio di primo letto e la sua seconda moglie con la quale non ho mai intrattenuto rapporti sereni e con la quale ora debbo affrontare il difficile compito della successione ereditaria di mio padre. Stiamo parlando di un appartamento di circa 100mq. in lussuoso immobile centrale, nel centro italia, la casa è abitata attualmente dalla 2° moglie di mio padre deceduto senza testamento, la quale ( Rumena ) ha introdotto in casa un'altra donna di Nazionalità Rumena insediandola in una camera da letto facendo uso comune della casa. Ora mi domando se ci sia una soluzione per poter salvare il mio 50% in qualche maniera visto che vado incontro a dovermi intestare il 50% senza poterne godere visto che a lei spetta l'uso della casa coniugale. La prego mi aiuti in qualche modo Grazie

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    1. Ciao Fabio!
      Purtroppo Tu non hai molte carte da giocare!
      Infatti la seconda moglie di Tuo padre ha il 50% di proprietà della casa + il diritto di abitazione, quindi le strade percorribili sono solo due.-
      1) Cercare una composizione amichevole della questione o sulla vendita dell'appartamento e la divisione del ricavato o una divisione dell'appartamento in due, ovviamente se l'appartamento è divisibile, in modo che ognuno possa intestarsi la sua parte.-
      2) Se non trovate un accordo puoi ricorrere alle vie legali, ma purtroppo solo per "infastidirla", cioè per esempio imponendole o di sfrattare la sua amica o di imporle un canone di affitto da dividere in due, in quanto non può far insediare in casa qualcuno senza il tuo consenso.-

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  40. Buongiorno gentile avocato! Poco tempo fa mi avete dato risposta per mia domanda, dove si trattava per un terzo eredita di mio marito, che mi tocca anche se ci siamo sposati in secondo matrimonio con separazione dei beni e lui ha da primo matrimonio 2 figli. Ma io vorrei chidere un l'altra cosa, perche solo Dio sa , chi puo mancare prima.E se sucede a me, allora hanno diritto di qello un terzo, che adesso tocca a me, miei figli da mio primo matrimonio, che abitano al estero. Se si, quale movimenti devono fare loro, perche se sucede qualcosa a me, loro saranno avvisati, pero dopo mancanza di mio marito, figli di lui magari non avvisano figli miei.Grazie mille.

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    1. Alla Tua morte, se i tuoi figli risiederanno ancora all'estero, dovranno rivolgersi a un notaio in Italia per le relative pratiche di successione.-

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  41. Buongiorno gentile avvocato Censori,
    la presente per porle un quesito, i miei suoceri sono proprietari di due alloggi identici, in uno vive la figlia senza pagare nessun affitto nel secondo vivevano i miei suoceri.
    Nel 2010 alla morte si mia suocera è avvenuta la successione tra mio suocero e i due figli del 50% di ciascun alloggio.
    Vorrei sapere, alla morte di mio suocero, i due figli erediteranno l'altra quota diventando possessori del 50% di due alloggi, come possono dividere le quote e diventare proprietari di un alloggio a testa pagando il meno possibile di tasse? Devono fare un secondo atto in via di successione o dopo averla fatta?
    Ringraziandola per la disponibilità porgo distinti saluti.
    Laura

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    1. Ciao Laura!
      Alla morte di Tuo suocero ai due figli spetterà il 50% ciascuno di entrambi gli alloggi, a meno che in sede di successione non si mettano d'accordo nell'intestarsi un alloggio a testa.-

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  42. Buongiorno Avvocato,

    Ho un quesito: il notaio, per presentare la successione richiede un'autocertificazione di stato di famiglia ed una persona citata nel testamento non ha intenzione di presentare questa autocertificazione. Come si procede in questi casi? Da quello che ho capito se non si ha questa autocertificazione non si piuò presentare la denuncia di successione e se scadono i termini si incade in sanzioni. Come si può fare per obligare questa persona a fornire l'autocertificazione?

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    1. Mediazione o negoziazione assistita:
      Se gli eredi litigano per più motivi inerenti la divisione (assegnazione dei beni, valore beni, valore quote) possono rivolgersi al proprio avvocato ed avviare una procedura di mediazione o di negoziazione assistita. Si chiede, cioè, all'avvocato (con l'ausilio del mediatore o anche senza l'ausilio del mediatore) di trovare un accordo bonario tra le parti in lite. L'accordo, frutto della mediazione degli avvocati o del mediatore ha il vantaggio di assecondare le volontà delle parti, non creando delle quote ereditarie ancorate al solo valore economico del bene. In altre parole, nelle procedure di mediazione, è possibile tenere conto del valore affettivo del bene, stabilire pagamenti di conguagli dilazionati nel tempo, permute. Cioè la mediazione serve a trovare una soluzione soddisfacente per tutte le parti, anche utilizzando una via non prettamente tecnica. Ancora, le divisioni ereditarie che vengono chiuse mediante accordi di mediazione hanno dei vantaggi fiscali (cioè sono esonerati dal pagamento di alcune imposte).
      L'accordo raggiunto in mediazione dovrà in ogni caso essere autenticato da un notaio che si occuperà della trascrizione nei registri immobiliari. Indi, dopo aver sottoscritto l'accordo di mediazione è necessario recarsi da un notaio. Per tutto il tempo in cui dura la comunione, qualora un coerede utilizzi in modo esclusivo un bene, gli altri coeredi hanno diritto a ricevere una indennità per mancato godimento del bene e gli eventuali frutti del bene, secondo le proprie quote.-

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  43. Buongiorno, sto cercando di trovare una soluzione ad un mio problema. La mia famiglia di origine è composta dai miei genitori, da me e da mia sorella. Quest’ultima, da qualche anno, ha praticamente interrotto qualsiasi rapporto con noi. Ora, i miei genitori sono proprietari della casa in cui vivono ed hanno una discreta somma investita in buoni postali. I buoni postali, fatti dal 1987 in avanti, sono in eguale numero intestati a me e mia sorella (e cointestati con i miei genitori). Mia sorella non sa niente di questi buoni. A questo punto i miei genitori vorrebbero ritirare alcuni (non tutti) dei buoni intestati a mia sorella e girarli a me. C’è un modo per mettersi al riparo di un’eventuale futura causa di mia sorella nei miei confronti?Naturalmente non si tratterebbe di ritirare tutto il patrimonio investito ma solo una parte. Inoltre, in caso di decesso di uno dei miei genitori, mia sorella potrebbe fare una ricerca titoli in posta andando a ritroso nel tempo, e chiedere che i buoni in questione rientrino nell’eredità perchè effetto di una forma di donazione?

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    1. Ciao Loris!
      Purtroppo SI!
      I tuoi genitori in vita possono disporre liberamente dei loro beni, ma alla loro morte tua sorella avrà diritto al 50% dell'eredità e potrà richiedere che anche le donazioni effettuate in vita rientrino nell'asse ereditario.-
      Se i tuoi genitori intendono assegnarti una percentuale maggiore del 50% che ti spetterebbe, debbono farlo con un testamento garantendo comunque a tua sorella la quota di legittima pari al 33,3% dell'intero asse ereditario.-

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  44. Buogiorno avvocato! Vorrei sapere una cosa, io ho terra, casa e un locale per commarcio. Ho moglie e' 2 figli da primo matrimonio, vorrei dividere la mia eredita fra di loro. Ma posso per esempio a mia moglie gia scrivere un documento, oppure testamento per locale. E' per figli piu tardi? Oppure devo scrivere subito per tutti tre. Grazie.

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    1. Se redigi un testamento, devi indicare tutti gli eredi e devi stabilire quindi la divisione di tutto l'asse ereditario.-

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  45. Buongiorno Dottore, mi aiuta a capire e sapere per cortesia? Vorrei porre un quesito: ho ereditato assieme a mio fratello (e per il 50% a testa quindi), una seconda casa. Ora, mio fratello vorrebbe liquidarmi il mio 50% e diventare quindi lui titolare e proprietario al 100% a tutti gli effetti. Quindi, se ho ben capito, cedendo la mia quota della metà io non sarei più proprietario di seconda casa, bensì soltanto della prima, e cioè della casa che ho acquistato e di cui pago ancora il mutuo in cui vivo e ho la residenza. Mio fratello ha anch'egli una prima casa di proprietà dove vive e risiede; quindi rilevando il mio 50% e diventando titolare di TUTTA la seconda casa per lui appunto resterebbe seconda casa in via esclusiva. Corretto? Ecco, la domanda è, in caso di cessione della mia quota del 50% di casa al mare ereditata che costi avremmo, tra spese notarili ipotecarie, catastali ecc? A norma di legge, cosa dovremmo pagare per fare l'atto? Grazie infinite.

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    1. Ciao Giuseppe!
      Purtroppo non sono in grado di fornirti questa informazione perché le spese notarili a carico delle parti e le varie imposte a carico del venditore sono legate alle tariffe notarili che non sono uniformi e al valore dell'immobile venduto.-

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  46. Buongiorno dott. Censori
    Ho bisogno ancora del suo aiuto!
    L'anno scorso abbiamo fatto la successione dopo la morte di mio padre avvenuta senza testamento
    Ora siamo proprietari tutti e quattro al 25% di tre case
    Mia mamma ha fatto la rinuncia a tutto e ha tenuto la casa coniugale che le spetta di diritto
    Adesso dobbiamo fare le divisioni e già sono affiorate le discordie!
    Abbiamo quattro case e siamo quattro fratelli;in una ci abita mia mamma nelle altre tre ci abitano i miei fratelli con rispettive famiglie ;io abito in un altro paese nella casa di proprietà di mio marito.
    Tutti i miei fratelli hanno messo soldi loro sistemando le case che erano di proprietà di mio papà e sistemando anche il giardino esterno che comunque era sempre di proprietà di mio padre !
    Premetto che io non ho mai messo soldi ,ma non ho mai neanche usato niente!!
    Ora vogliono detrarre le loro spese e adesso (e solo adesso )entro anch' io nei loro conti
    Io non penso sia giusto ,loro hanno speso soldi propri ma sulla proprietà di un altro
    Quindi io cosa centro ? dovevano chiederli a lui prima di morire non a me adesso! Sbaglio?

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    1. Purtroppo ti sbagli!
      Infatti i lavori fatti, ovviamente se si tratta di migliorie e non di ordinaria amministrazione, vanno ad aumentare il valore degli immobili, quindi le spese sostenute, se debitamente documentate, vanno considerate in sede di successione.-

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    2. Secondo me potresti provare questa soluzione: SE tua madre ha rinunciato a tutto e quindi ha tenuto l'usufrutto della casa coniugale dovreste essere proprietari al 25% di 4 case e non di 3. Se è cosi, prova a metterti d'accordo con i tuoi fratelli lasciando loro la casa dove vivono e tu prendi la nuda proprietà della casa dove vive tua madre.Se la casa coniugale ha più valore delle altre potresti potresti dare solo questa differenza, naturalmente se vale di meno la differenza l'avrai tu. Vediamo cosa ne pensa Gianfranco

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    3. In effetti se riescono a mettersi d'accordo tra di loro è meglio per tutti!

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  47. Siamo tre nipoti da parte di uno zio (fratello di mia mamma, la coppia è senza figli) premorto anni fa. La casa che ha costruito è stata costruita con il suo impegno e quello della nostra nonna. Abbiamo fatto la successione di un terzo della casa (una ns cugina ancora non l'ha fatto). Ora la casa è abitata dalla nostra zia acquisita che ha una sorella con un figlio ai quali aveva dato delega per la banca e ritirare lo stipendio. Ora mia zia acquisita sta male e questo nipote ha ritirato tutti i soldi dalla banca, in più ha messo nell'ospizio la sua madre (sorella della zia) e nell'ospizio anche la ns zia acquisita. E' legale tutto ciò? Non è nostro anche un terzo dei liquidi provenienti dai risparmi dello zio premorto?

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    1. Ciao Manuela!
      Purtroppo è legale e non potete farci nulla, in quanto una persona in vita, se non viene interdetta, può disporre liberamente dei suoi beni, e il fatto che sia stata messa in un ospizio è indifferente, perché potrebbe corrispondere alle sue volontà.-

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  48. mio padre ci ha lasciati ,la casa di famiglia risulta da visura ad ogno figlio per divisa 1/9 di parte .siamo tre figli ,tre nipoti e mamma ,le altre due parti vanno al coniuge mio e di mio fratello ? o il coniuge non c'entra nulla?

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    1. NO!
      Il coniuge non c'entra nulla con l'asse ereditario.-

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  49. Salve,
    siamo tre figli. Padre in vita e madre deceduta.
    La casa di abitazione intestata a mio padre, proprietario al 100% è stata venduta a mio fratello da mio padre senza il mio consenso quando io ero l'unico ad avere la residenza e a viverci.
    Posso impugnare la vendita?
    Inoltre, abbiamo un altro immobile di cui,mio padre è proprietario al 50%, mio fratello ha rinunciato alla sua parte di eredità ed io e l'altro mio fratello abbiamo la quota del 25%. Mio padre mi ha negato le chiavi, posso pretenderle? Ma devo chiederle solo a lui o anche a mio fratello?
    Grazie

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    1. Ciao Luca!
      - Purtroppo no! Non puoi impugnare la vendita perché Tuo padre in vita può disporre liberamente dei suoi beni.-
      - Quando un immobile è di proprietà di più persone, l'utilizzo deve essere concordato tra tutti i comproprietari, quindi nessuno può negare l'accesso agli altri.-

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  50. Salve,
    sto per acquistare un appartamento con le agevolazioni prima casa, previa vendita di un altro appartamento acquistato 15 anni fa con le stesse agevolazioni. Siccome non sono proprietaria di altre proprietà e sono in separazione dei beni con mio marito ne posso usufruire di nuovo e recuperare anche il credito d'imposta. Vorrei sapere se dovessi morire prima che sono trascorsi i cinque anni, mio marito e mio figlio, dovrebbero pagare le imposte con aliquota non agevolata e sanzioni del 30%, oppure mio figlio diciottenne che non ha mai usufruito delle agevolazioni prima casa, convivente con me, potrebbe continuare ad usufruirne? Grazie mille in anticipo, saluti.

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    1. Se Tu dovessi morire prima che siano trascorsi i 5 anni, Tuo figlio potrebbe continuare ad usufruire delle agevolazioni prima casa, per il suo 50% di proprietà, perché l'altro 50% passerebbe a Tuo marito.-

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    2. Grazie mille per la risposta, quindi magari d'accordo con mio marito, potrei fare un testamento a favore di mio figlio, in modo che potrebbe usufruire delle agevolazioni per intero. Altrimenti mio marito che ha già usufruito di agevolazioni prima casa, pagherebbe il suo 50% con l'aliquota piena oltre le sanzioni del 30%? Saluti.

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    3. SI!
      Puoi fare un testamento a favore di tuo figlio, ovviamente con il consenso di tuo marito, perché se non è d'accordo potrebbe impugnarlo.-

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  51. Gentile Avvocato sono in procinto di acquistare un immobile i cui propreitari sono 7 eredi, tuttavia un erede che viveva negli States è deceduto per cui la moglie e la figlia hanno ereditato la propria quota per il momento non hanno fatto nessuna successione per cui agli atti notarili risulta ancora il nome del defunto come si potrebbe arrivare alla stipula del rogito?
    lei per il momento ha firmato una proposta di acquisto dell'immobile a mio favore

    grazie infinite Roberto

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    1. Ciao Roberto!
      Purtroppo fino a quando la moglie e la figlia del deceduto non fanno la successione per la loro quota, non potete procedere per la stipula del rogito.-

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  52. Gentile Avvocato, in una successione la defunta aveva 20/120 di proprietà su tre distinti immobili. Alla compilazione della voltura ho indicato 4/120 per ogni erede (5) nel controllo formale mi riporta errore nelle attribuzioni delle quote. Come vanno considerate?
    Grazie per tutto quello che fa per noi
    Un abbraccio
    Giuditta

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    1. Ciao Giuditta!
      La quota di 20/120 di proprietà equivale al 16,66% che diviso per 5 = 3,33% per ogni erede.-

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  53. Gentile Avvocato il mio coniuge (unione civile con comunione dei beni celebrata a settembre 2016 dopo 16 anni di rapporto) è deceduto a ottobre 2016. Eredi sono io al 66,66% il genitore al 25% e i fratelli al 8,66%.
    Vorrei sapere a chi spettano tutti gli oggetti personali (ricordi acquistati durante i nostri viaggi e elettrodomestici), presenti nella casa in cui abitava con la mamma e acquistati da lui. La mamma è ora in casa di riposo. Io nell'ultimo anno ho abitato nella loro casa per accudire sia lui nella malattia che la mamma. I fratelli non si sono mai occupati ne' economicamente ne' moralmente della madre e del fratello.
    Oltre al dolore della grave perdita non vorrei mi fossero sottratti anche tutti i ricordi.
    grazie mille
    Andrea

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    1. Ciao Andrea!
      La divisione degli oggetti personali deve seguire lo stesso criterio dei beni mobili e immobili, quindi valgono le stesse percentuali a livello di valore di carattere economico.-

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  54. Salve dott Gianfranco le voglio chiedere su un appartamento lasciato da mia madre siamo quattro eredi e vorremmo vendere però e uscito fuori che uno degli eredi ha un ipoteca equitalia di 40000 € e possibile vendere l immobile o bisogna togliere prima l ipoteca?L appartamento vale pressapoco80000 La ringrazio per la risposta Luigi

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    1. Ciao Luigi!
      Se la casa è ipotecata, non solo non è consigliabile acquistare una casa gravata da ipoteca, ma nemmeno è consentito. E’ espressamente previsto che “il Notaio non può procedere alla stipula dell’atto di compravendita se non si sia proceduto alla suddivisione del finanziamento in quote o al perfezionamento di un titolo per la cancellazione o il frazionamento dell’ipoteca”. Frazionamento che, in tutta evidenza, deve intendersi finalizzato all'accollo del mutuo da parte dell’acquirente.-

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  55. Buona sera avvocato, se cambio nome e cognome (diversi da quelli attribuitimi con la mia adozione da bambina) perdo anche l'eredità che potrei ricevere in futuro dai miei genitori adottivi? Devo comunicare loro il mio nuovo nome e cognome? Grazie

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    1. Ciao Sabrina!
      Ovviamente SI!
      Se cambi nome e cognome perdi tutto, perché cambia il codice fiscale, la tessera sanitaria, la carta d'identità, il passaporto, la patente di guida e di conseguenza perderesti anche l'eredità assegnata a una figlia adottiva che non esiste più.-

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  56. Buongiorno avvocato
    Io possiedo l'immobile a mio nome, in caso di morte, come posso dare tutto a mia moglie e niente ai miei familiari, cosa dovrei fare e quale sarebbe il costo ?

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    1. Ciao Ivan!
      Ci sono dei familiari che hanno comunque diritto alla legittima, quindi se non mi dici chi sono i familiari che vuoi escludere dall'eredità, purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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  57. Sono sempre Luigi.Le volevo chiedere in base all'ipoteca su un appartamento lasciato in eredità a 4 figli di uno ha la sua parte ipotecata da equitalia le altre quote sono libere dovendolo vendere però non si può vendere in pratica l'appartamento vale 80000€ la quota ipotecata è di 20000€ cosa si deve fare?Il signore che ha l'ipoteca dovrebbe andare a equitalia e dovrebbe dare la sua parte ipotecata?O al momento che si va dal notaio l'equitalia manda un suo funzionario a riscuotere quella somma che dovevano andare al tizio ipotecato Dottore vorrei sapere come dobbiamo muoverci da questa trappola.La rngrazio per la risposta Luigi

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    1. Ciao Luigi!
      Si può fare tutto dal notaio che può far estinguere l'ipoteca destinando la cifra necessaria dalla quota spettante al debitore.-

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  58. Buonasera Avvocato, volevo chiederle un parere in merito a questo; tenendo conto il diritto di abitazione del coniuge superstite e che segue l’iscrizione ipotecaria volontaria della banca e nel caso in cui ci fosse stata la rinuncia all’eredità, se ho capito bene la banca può comunque vendere la casa all’asta, ma comunque con la madre dentro con il diritto di abitazione? la madre in questo caso, come può difendersi? quali articoli potrebbero aiutarla?

    Ipoteca - morte marito - diritto di abitazione articolo 540 - rinuncia eredità

    la ringrazio

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    1. La banca può vendere la casa all'asta ma il diritto di abitazione per legge resta comunque, quindi non credo che la casa sia facilmente vendibile, o comunque chi si aggiudica l'asta deve sapere che la casa non è disponibile.-

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    2. Ho capito.. La ringrazio per la risposta.. per caso ci sono delle normative o se ha il link di qualche sentenza riguardo a questo? cioè che ci sia l'ipoteca prima della morte e successivamente la rinuncia all'eredità? la ringrazio infinitivamente; questo per far si che almeno per la durata della vita della madre almeno lei possa rimanere nell'abitazione del padre...

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    3. Non mi risultano sentenze specifiche, ma nel tuo caso vale la normativa generale che tutela comunque il coniuge superstite.-

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  59. Buongiorno Avvocato,
    volevo gentilmente chiedere un suo parere in merito alla mia situazione:
    sono vedova da due anni con tre figlie maggiorenni non ancora sposate, al momento della successione di mio marito loro hanno rinunciato all'eredita' del papà perchè l'attivita' che aveva mio marito era in una situazione molto delicata. Come unica erede sono riuscita a chiudere l'attivita', pagando i vari debiti e sono riuscita a salvare la parte di casa intestata a mio marito, ora intestata a me. L'altro 25% di casa è intestato a mio cognato, un ragazzo down che convive con noi. Avendo solo un'altra sorella in caso di morte di mio cognato come verrebbe suddivisa l'erdedita'?. Il fatto che le mie figlie abbiano rinunciato all'eredita' del papà verrebbero annullate dall'asse? e io come unica erede di mio marito rientrerei ?
    Grazie infinite in anticipo delle sua risposta.
    Claudia R.

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    1. Ciao Claudia!
      In caso di morte di tuo cognato la sua parte di eredità sarebbe divisa in parti uguali tra te e la sorella.-

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    2. Ciao Gianfranco toglimi un dubbio, ma se il 25% della casa apparteneva solo al cognato e Claudia non e parente diretta, la parte del cognato non dovrebbe andare tutta alla sorella? oppure gli spetta la metà per la rinuncia dei figli

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  60. Se la casa in cui vivo è condonata e ha la licemza a nome di mio marito....ho bollettini di imu pagati delle quote di tutti degli eredi dal 1994....il contatore è a nome di mio marito....noi abbiamo sempre gestito le serrature....costruito un garage. ..spostando il portone....posso usucapire le quote degli altri eredi che non vivono in quella casa da più di venti anni. ..a parte mia suocera che è ancora in vita...ma solo noi provvediamo a tutto a nostre spese?

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    1. Per il diritto all'usucapione il proprietario effettivo del bene deve essersi disinteressato completamente dell'immobile, lasciando (in modo consapevole o inconsapevole) che l’immobile venisse utilizzato dall'altro soggetto e ci si sia comportati, durante questo periodo, come se si fosse i veri proprietari, cioè alla luce del sole e davanti a tutta la collettività .-
      Affinché, però, il possesso si trasformi in proprietà riconosciuta dall'ordinamento, è necessario che intervenga una sentenza del giudice, che dichiari che si è compiuto l’usucapione. Pertanto, bisognerà iniziare una vera e propria causa e provare l’esistenza dei predetti presupposti (possesso e decorso del tempo). La sentenza è necessaria visto che l’usucapione, è una situazione di fatto e, quindi, non c’è alcun atto o contratto da andare a registrare nei pubblici registri immobiliari e formalizzare il passaggio di proprietà. Pertanto, nei registri pubblici si andrà a trascrivere proprio la sentenza.
      La prova da fornire davanti al giudice può essere data in qualsiasi modo: quindi è molto facile, in questi casi, ricorrere ai testimoni.

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  61. Grazie mille...gentilissimo....le auguro una buona giornata....

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