lunedì 28 aprile 2014

Eredità e Successioni

Senza Testamento

I familiari che ereditano per legge sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Fratelli (se mancano i figli)
  • Ascendenti (se mancano i figli)
  • Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-


Con Testamento

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


Il matrimonio: comunione e separazione dei beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


Accettazione dell’eredità:

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


Rinuncia di eredità:


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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170 commenti:

  1. Caro Avvocato:
    Le chiedo consulenza per un mio dubbio: Io e mio marito siamo sposati in comune e con la comunione dei bene, non abbiamo figli, e la casa dove viviamo l'aveva acquistata lui, prima del matrimonio, perciò a nome suo.
    Nel caso lui venga a mancare io potrò continuare a vivere in questa casa? Oppure dovrò pagare agli eredi qualcosa? Mi faccia capire... mi illumini!

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    1. Non so chi sarebbero gli eredi di tuo marito!
      Se Tuo marito ha dei fratelli, alla sua morte l'eredità andrebbe divisa tra te i suoi fratelli, quindi dovresti poi metterti d'accordo con loro sulla destinazione della casa.-
      Ovviamente se Tuo marito vuole che la casa resti solo a te, deve redigere un testamento in tuo favore.-

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    2. Avvocato la ringrazio e le chiedo... Che tipo di testamento deve redigere?

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    3. Per evitare ogni rischio che il testamento possa un domani essere impugnato da terzi interessati, è consigliabile che Tuo marito si rivolga a un notaio.-

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  2. Buongiorno,
    siamo sei fratelli,abbiamo avuto in eredità l'abitazione di nostro padre, sono già state pagate le tasse di successione, adesso abbiamo deciso di vendere la casa e volevamo sapere che tasse ci sono da pagare. La casa ha un valore di 360.000 euro, nel rogito il suo valore è di 60.000 euro. Qualcuno mi ha detto che dobbiamo pagare l'irpef sulla differenza fra il valore del rogito e quella della vendita cosi come avviene per i terreni edificabili. Se è vero sarebbe una mazzata esorbitante di tasse, circa 120/130 mila euro di tasse. A me sembra assurdo, se fosse vero potremmo fare come si fa per i terreni pagando un'imposta sostitutiva come si fa appunto per la rivalutazione dei terreni? Comunque spero che non sia vero e bastano già le tassa pagate in fase di successione.Sperando in una sua risposta positiva Le auguro un buon Natale e un buon 2016

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    1. Ciao Francesco!
      Il fisco ‘colpisce’ laddove nell’operazione di vendita di una casa si intravvede un intento speculativo, che si concretizza con la plusvalenza ottenuta tra la fase di acquisto o di costruzione di un immobile e quello della vendita. Quindi in via di principio, se si ottiene una plusvalenza con la vendita di una casa tra privati, ma sono trascorsi almeno 5 anni, non c’è speculazione, quindi non c’è l’applicazione di alcuna tassa.
      L’ imposta sulla casa non è dovuta anche se sono trascorsi meno di 5 anni, ma il proprietario (od un suo familiare) vi ha eletto la propria residenza, attestandone il fatto che si è trattato di un’abitazione principale e non di un’operazione con scopo speculativo (anche se la casa non ha usufruito delle agevolazioni prima casa, diventandola successivamente con l’uso che ne è stato fatto).
      Negli altri casi si deve pagare la ‘tassa sulla plusvalenza’ che viene sottoposta all’aliquota fiscale applicata sui redditi del venditore oppure, su richiesta, all’aliquota sostitutiva ferma al 20% (che è quella che conviene di più).-

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    2. Ciao ho trovato questo articolo sul sito http://www.leonardoimmobiliare.info/17-vendere-casa-ereditata.html

      Tassazione di vendita della casa ereditata: plusvalenza e imposte

      In genere, un immobile acquistato e rivenduto prima dei 5 anni è soggetto a tassazione sulla plusvalenza. La plusvalenza altro non è che la differenza di valore tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto di un immobile. Questo valore è considerato un guadagno in quanto la vendita entro 5 anni viene considerata come attività speculativa e dunque va tassata con un'aliquota del 20%. Ovviamente se non c'è plusvalenza non c'è tassazione.
      Nel caso di vendita di una casa ereditata invece non si è soggetti a tassazione sulla plusvalenza se la vendita è successiva ai 5 anni. Si è soggetti ad una tassazione del 5% sulla plusvalenza nel caso di una vendita prima dei 5 anni.

      Porto alla tua attenzione la lettura da: Nel caso di vendita di una casa ereditata...............
      penso che faccia al caso mio e devo pagare solo il 5%, sei d'accordo?

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  3. buongiorno.
    Tempo fa io e mio marito, abbiamo sottoscritto un mutuo per aiutare mio figlio e gli abbiamo dato una somma considerevole come prestito per acquisto di una casa intestata a lui.. Contemporaneamente lui stesso, ha stipulato un mutuo per arrivare alla cifra . Successivamente si e' sposato in comunione di beni. Cosa dovrei fare per tutelare mia figlia (la sorella) Devo redigere una scrittura dove risulta che ho prestato soldi a mio figlio? Se dovesse mancare mio figlio la moglie ha diritto di abitazione nella casa? La moglie eredita la maggior parte della casa?. La moglie eredita anche buona parte del debito riguardante il mutuo intestato a mio figlio? I soldi che io e mio marito abbiamo prestato, possono in qualche maniera far parte del debito che eredita ? Quali prove dovrei avere? Ho stampato dei movimenti bancari dove risulta che abbiamo fatto bonifico al suo conto corrente come prestito. Abbiamo invece altri movimenti bancari di ritiro di grosse cifre che non hanno la causale. Anche se non sono in possesso dei movimenti bancari di mio figlio, e’ da considerare che nello stesso giorno o il giorno dopo, mio figlio ha effettuato i pagamenti della casa (e i pagamenti sono evidenziati anche nelle scritture private e nel rogito) con somme corrispondenti alle grosse cifre ritirate dal nostro conto corrente. Lo stesso problema sussisterebbe se venissimo a mancare sia io o mio marito. La sorella puo’ dimostrare con quello che e’ in mio possesso, di aver diritto a quella cifra da noi elargita al fratello? Grazie mille per una eventuale risposta

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    1. Ciao Grazia!
      Per tutelare Tua figlia, Tuo marito e tuo figlio dovrebbero sottoscrivere una scrittura privata, meglio se con atto notarile, nella quale deve essere indicata la cifra percepita da tuo figlio + l'importo del mutuo che state pagando per suo conto, nonché un termine entro il quale dovrà o almeno dovrebbe restituirvi il tutto.-
      La scrittura dovrà essere redatta in tre copie, una per Tuo marito, una per tuo figlio e una per tua figlia.-
      Se dovesse mancare Tuo figlio la moglie avrebbe diritto di abitazione nella casa, ed erediterebbe la casa per intero se da sola, o insieme ai figli o insieme a voi se ancora in vita.-
      Ovviamente chi eredita la casa dovrai poi accollarsi anche l'eventuale mutuo residuo di Tuo figlio.-

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    2. Grazie mille per la risposta molto esauriente. Se riesco a convincere mio figlio, e' tutto ok. Nell'eventualita' che ci fossero dei problemi a redigere questa scrittura(non sto a dire quali), se noi genitori venissimo a mancare senza aver potuto redigere questa scrittura, mia figlia potrebbe dimostrare, con i nostri tabulati bancari, durante l'atto di successione che mio figlio aveva questo debito? Oppure dovremmo fare testamento specificando che mio figlio ha avuto gia una somma a titolo di prestito e quindi la cifra andrebbe tolta dall'asse ereditario a favore di mia figlia?

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    3. Ciao Grazia!
      Purtroppo i tabulati bancari non sarebbero una prova sufficiente, quindi se volete "andarvene" tranquilli è necessaria o una scrittura privata o un vostro testamento.-

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  4. Egregio Dott.Censori, approfitto di questo spazio per sottoporLe una questione. Nel 1992 mio nonno ha fatto testamento disponendo delle sue proprietà che constano di una casa patronale con annesso campo e barchesse, di tre appartamenti e due negozi. Poichè a mio padre è stato assegnato il lotto più grande (la casa patronale, il campo e le barchesse), ha dovuto indennizzare i suoi fratelli per quanto riguarda la "differenza" fra le parti che allora ammontava a circa 70 milioni di lire. Questo passaggio di denaro è avvenuto con la sottoscrizione di una scrittura privata (che, peraltro, abbiamo oggi scoperto mancare della firma di mio padre!) a cui non è mai seguita la formalizzazione da un notaio. Ora, avendo noi figlie e generi avanzato il dubbio che questa scrittura non sia regolare vorremmo tutelarci a nostra volta rispetto ad eventuali futuri ripensamenti dato che fra le famiglie dei miei genitori e dei miei zii non corre buon sangue. Il nonno è mancato nel 2012 ed è seguita regolare successione con l'assegnazione delle varie parti che comunque rimangono "vincolate" dall'usufrutto di cui gode la nonna(la quale inoltre vorrebbe accollare le tasse dell'IMU a mio padre in quanto abita nella casa patronale!!!). Cosa ci consiglia di fare? Abbiamo già fissato un appuntamento dal notaio ma nell'attesa vorremmo avere qualche delucidazione. Saluti.

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    1. Se nel 2012 è stata effettuata una regolare successione, senza che qualcuno degli eredi abbia avuto qualcosa da obiettare, la successione è regolare e valida, e quindi il notaio deve solo formalizzarla senza che qualcuno possa opporsi, a prescindere dal fatto che la scrittura privata sia stata sottoscritta o meno da tutte le parti.-

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  5. Siamo una famiglia di 4 figli, di cui 3 sposati 1 vivente tuttora con mia madre.mio padre è deceduto 2 anni fa. Abbiamo fatto regolare successione.La mia domanda è questa:Mia madre può,alla sua morte, lasciare l'usufrutto dell'appartamento a mio fratello single che tuttora vive con lei?Saluto e ringrazio aspettando la sua risposta.Antonio 1964

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    1. SI!
      Tua madre può con testamento lasciare l'usufrutto dell'appartamento a tuo fratello single.-

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  6. buonasera avvocato,
    avrei bisogno del suoi aiuto, purtroppo a dicembre è venuta a mancare mia nonna, la quale come unica proprietà aveva un piccolo locale accatastato come c/1. Essendo mia madre figlia unica e già orfana di padre cosa deve fare per questo immobile? Ci sono tasse da pagare? E' necessario per forza un notaio o esite una pratica da fare direttamente all' agenzia dell entrate?
    La ringrazio per la sua disponibiltà
    Cordiali Saluti

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    1. Dichiarazione di successione:
      La dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che coincide, generalmente, con la data del decesso del contribuente.
      È necessario compilare l’apposito modulo (modello 4) disponibile presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e successivamente presentarlo all’ufficio nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza del defunto.
      Attenzione:
      i dati catastali relativi agli immobili oggetto della dichiarazione di successione vengono acquisiti d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate; i contribuenti non sono, quindi, più tenuti ad allegare alla dichiarazione gli “estratti catastali” (risoluzione n. 11/E del 13 febbraio 2013).
      Se si utilizza un modello differente, la dichiarazione risulta nulla.
      Se il defunto non aveva la residenza in Italia, la denuncia di successione deve essere presentata all’ufficio dell’Agenzia nella cui circoscrizione era stata fissata l’ultima residenza italiana.
      Se non si è a conoscenza di quest’ultima, la denuncia va presentata alla Direzione Provinciale II di ROMA - Ufficio Territoriale ROMA 6 - EUR TORRINO, in Via Canton 20 - CAP 00144 Roma.
      L'ufficio restituisce al dichiarante:
      una ricevuta di accettazione
      le copie necessarie per le volture catastali
      le copie necessarie da presentare all’autorità giudiziaria per il rilascio del certificato di eredità per l'intavolazione, se nella dichiarazione sono presenti immobili situati nelle zone in cui vige il sistema tavolare o dei libri fondiari.
      Per il rilascio di ulteriori copie conformi della dichiarazione presentata che, ad esempio, potrebbero essere richieste dalle banche per svincolare titoli, è necessario munirsi di contrassegni telematici (ex marca da bollo).
      Attenzione
      Entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di successione è necessario presentare la richiesta di voltura degli immobili agli uffici provinciali - Territorio dell'Agenzia.

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  7. Buonasera Dr. Censori. Nostra Madre è deceduta e dobbiam procedere con gli obblighi della successione. Considerando che per me, mia skrella e nostro padre non è prima casa e la rendita catastale è di 201 euro saprebbe indicarmi approssimativamente la spesa che in famiglia dovremo sostenere? Grazie.

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    1. VALORE CASA = 201 x 126 = 25.326 euro
      Stiamo facendo l'esempio in cui non si goda di agevolazione di prima casa e quindi le imposte andranno versate per intero. Le imposte da pagare saranno le seguenti:
      - imposta ipotecaria 2%
      - imposta catastale 1%
      - tassa ipotecaria 35 euro
      - imposta di bollo 64,00 euro

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  8. buona sera mio padre è deceduto e aveva solamente un conto corrente saldo €100 e un libretto postale intestato solamente a lui con circa 15000€ io e mio fratello dobbiamo fare la successione???????

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    1. NO!
      Non c'è obbligo di dichiarazione di successione se l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l'attivo ereditario ha un valore non superiore a 25.823 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.-

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  9. Buonasera. Se una signora muore, non lascia testamento, ha un marito e 2 figlie e due fratelli (genitori deceduti), queste ultime rinunciano all'eredità, la loro quota passa al marito o ai fratelli? grazie

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    1. Se la signora non lascia testamento, e le figlie rinunciano all'eredità, la loro quota passa al marito della signora defunta.-

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    2. Grazie per la risposta. Il dubbio era venuto perché ci era stato detto che avendo le figlie rinunciato, andavano considerate come non "esistenti" e quindi gli eredi sarebbero stati per 2/3 il marito e per 1/3 i fratelli e la quota di 1/3 sarebbe rimasta tale indipendentemente dal numero dei fratelli e anche se qualcuno avesse rinunciato.

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    3. Art. 522 codice civile: Devoluzione nelle successioni legittime:
      Nelle successioni legittime la parte di colui che rinunzia si accresce a coloro che avrebbero concorso col rinunziante.-

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  10. Buona sera.
    Dopo la morte di mio padre da premettere che era divorziare e risposato con figlio abbiamo fatto la dichiarazione di successione come previsto per legge. Dopo 10 anni che io mia sorella e mia madre abbiamo continuato a vivere nella casa che mio padre aveva aquistato in comunione con mia madre , la seconda moglie con il figlio ci hanno chiesto la loro quota +gli affitti con i relativi interessi ........e tutto normale???e possibile che ci chiedono gli affitti più gli interessi ???. Grazie

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    1. Salve avvocato.....ho letto qualcosa sulla casa familiare.
      Può rientrare nel mio caso??? è opppormi sugli affitti??? Se mi può dare una delucidazione???
      Grazie

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    2. Ciao Saverio!
      La casa familiare ti consenti il diritto di continuare a viverci, ma non a titolo gratuito.-

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    3. Anche se era stata assegnata dal giudice nella sentenza di divorzio....e alla morte di mio padre non eravamo economicamente autonomi....nessuno di noi tre anche se maggiorenni
      grazie

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    4. Ciao Saverio!
      Purtroppo SI!
      Questo significa che, o cercate di mettervi d'accordo tra di voi, o ci sarà una causa e sarà un giudice a dirimere la controversia.-

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    5. Grazie mille...e mi scusi

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    6. Ciao Saverio!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  11. buonasera,
    il 7 dicembre e' macato mio padre siamo 3 fratelli...non aveva immobili ma un conto corrente bancario. supponendo che i
    soldi saranno divisi per 3.. uno dei miei fratelli in fase di sucessione...chede se puo' direttamente donare i soldi della sucessione alla figlia!!!!!! si puo' fare? e se e' si dobbiamo per forza dichiarare la sucessione con un importo di 60000?????

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    1. Purtroppo NO!
      Gli eredi siete voi 3 fratelli, quindi dovete dichiarare in successione ciascuno la propria quota di competenza, poi una volta concluso l'iter burocratico potrete disporre liberamente della vostra quota spettante.-

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  12. salve avrei un dubbio da chiarire,i miei genitori hanno costruito 5 appartamenti x noi 5 figli,le case sono intestate a loro ma il condono edilizio a ognuno di noi,i miei genitori hanno gia fatto la donazione ai miei 4 fratelli,io x problema di soldi nn riesco a pagare il condono e bucalossi al comune di fiumicino,e quindi ancora no,ma vivo in questa casa dal 2000 e le utenze sono a mio nome,se dovessero venire a mancare il mio appartamento adrebbe a tutti i figli oppure solo a me??la prego mi dia una risposta perché tra i fratelli ce ne uno che proprio ce l'ha con me,questa è la seconda volta che gli scrivo,grazie aspetto notizie

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    1. La normativa prevede che alla morte dei due genitori, senza testamento, le loro proprietà vengono divise in parti uguali tra i figli, e questo significa nel tuo caso che solo l'appartamento in cui vivi andrebbe diviso in 5 parti uguali tra voi 5 figli.-
      Successivamente, qualora i Tuoi fratelli non dovessero rinunciare alla loro parte, Tu potresti intentare una causa per richiedere la tua quota di legittima.-

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    2. grazie,ma mi scusi anche se sulle loro donazioni ce scritto (la presente donazione viene fatta e accettata a titolo di anticipata successione a valere sulla quota leggettima e per l'eventuale supero a valere sulla quota disponibile con dispensa dalla collocazione?)cosi ce scritto su quello di mia sorella sugli altri nn lo so ma posso chiedere tranne di una che proprio è cattiva nei miei confronti...grazie mille

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    3. SI!
      La quota di legittima spetta anche sulle donazioni.-

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  13. Egregio dott.Censori
    Mia moglie ed altre 5 sorelle sono proprietarie di un appezzamento con casa colonica inclusa, proprieta' non ancora frazionata , la madre ancora usufruttuaria.
    Negli anni una sorella si è "costruita"prevaricando i diritti altrui, una casa sul terreno di tutte,con la scusa di aver lavorato piu di tutte....( e si è presa piu di tutte)grazie ad una pseudo donazione fatta dalla madre, essendo parecchie figlie ancora minorenni.
    Ora arriva l'IMU da pagare ad ognuna essendo tutte proprietarie. Non essendoci un accordo per il frazionamento( praticamente di 6000 mq di terreno ne pretende 3000 mq....) Le chiedo:
    se non versiamo l'IMU L'Agenzia delle Entrate arriva a pignorarci QUEL BENE?...o puo rivalersi su altre cose?...è quello che speriamo visto che colei che ci abita, non vuol saperne di pagarsi l'IMU.
    Stiamo cercando di farla ragionare ma….tra geometri ed avvocati ci sta portando in tribunale…rischiamo di dover pagare un conto salato per una causa che TUTTI COLORO CHE ABBIAMO INTERPELLATO , CI DANNO VINTA MA…..????
    La ringrazio

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    1. Ciao Gianni!
      Purtroppo SI!
      Se non versate l'IMU, l'Agenzia delle Entrate può far pignorare il terreno, ma può anche rivalersi su altre cose, quindi dovete o cercare di mettervi d'accordo o di risolvere comunque la questione per via giudiziaria.-

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  14. Buonasera il quesito che vorrei porle è questo io e mio marito siamo in separazione di beni sposati dal 1973 abbiamo 2 case mio marito ha fatto testamento al 100% in mio favore abbiamo 3 figli alla sua morte
    (spero tardi )come sarà suddivisa l'eredità? è meglio tornare in comunione di beni? sentitamente ringrazio

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    1. Il regime di comunione o di separazione dei beni serve solo a stabilire chi è proprietario delle 2 case, cioè se di entrambi al 50% ciascuno, o al 100% la persona intestataria.-
      Comunque la normativa prevede quanto segue:
      Senza testamento:
      33,3% dell'asse ereditario al coniuge + 66,6% in parti uguali per i 3 figli.-
      Con testamento:
      25% dell'asse ereditario al coniuge + 50% in parti uguali tra i 3 figli + 25% quota disponibile, che è la quota che un coniuge potrebbe destinare all'altro.-

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  15. Buongiorno Egregio,
    Mio padre deceduto nel 1993 e mia madre. Attualmente viva ed in buona salute per Grazia di Dio hanno una casa. Nella stessa vive mio fratello il quale il prossimo anno ha deciso di sposare la sua attuale fidanzata. Mia madre andrà a vivere in un altra casa con il suo attuale marito, lasciando "usare" a mio fratello la casa che attualmente sarebbe anche mia al 33% se nn erro. La mia domanda è a cosa vado in contro anche a distanza di più anni lasciando che mio fratello usi la suddetta? E cosa posso chiedere del.mio 33%. La ringrazio della sua cortese disponibilità. Saluti.

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    1. Tuo fratello anche se è proprietario della casa al 33,3% non ha titolo per risiedervi a titolo gratuito, quindi una volta che tua madre andrà a vivere in un'altra casa potrai pretendere o che la casa venga messa in vendita, che eventualmente Tuo fratello rilevi le vostre quote, o che vi rimanga riconoscendovi però un canone di affitto rapportato alle vostre quote di proprietà.-

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    2. Grazie per la sua cortese risposta. Approfitto ancora un Po della sua conoscenza in materia per chiederle: siccome la situazione della divisione degli immobili ereditata dalla famiglia di.mia madre alla.morte dei miei nonni nn è chiara. In pratica nn è stata fatta una divisione vera e propria di tutte le proprietà ma di fatti ogni figlio vive in un appartamento dello stesso Palazzo. Ognuno di.loro dice di non poter pagare i costi della successione e oltretutto nn si mettono d'accordo su alcune divisioni. Potrò comunque io un giorno in accordo con.mio fratello quando.mia madre nn ci sarà più vendere la casa in questione? E cosa comporta il nn fare la successione tra gli stessi fratelli di.mia madre e mia madre? Saluti e grazie mille!

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    3. Purtroppo NO!
      Fino a quando non viene fatta la divisione, l'intero asse ereditario è indiviso, quindi non si può vendere nulla senza il consenso di tutti i comproprietari.-

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  16. Buongiorno avvocato
    Vorrei sapere come muovermi difronte ad un problema del genere.
    Lo zio di mia madre è deceduto lasciandoci dei buoni fruttiferi,dopo mesi le figlie pretendono quei soldi.
    Dobbiamo davvero restituirli?tutta la somma o una percentuale?
    Grazie della disponibilità

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    1. Ciao Alessandro!
      Se i buoni postali erano intestati solo a voi, le figlie non hanno alcun titolo per richiedervi di restituirli, viceversa se erano intestati anche alla persona deceduta, allora dovrete restituirli, i buoni andranno in successione e voi riceverete successivamente solo la vostra parte.-

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    2. Si erano intestati alla persona deceduta,però subito togliemmo il nome suo.
      Non possiamo farci niente?
      Grazie

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    3. Ciao Alessandro!
      Purtroppo NO!
      Evidentemente le Poste hanno fornito alle figlie l'elenco dei buoni postali intestati alla persona deceduta al momento del decesso, quindi non potete farci nulla.-

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  17. Salve Avvocato, vorrei sapere se è possibile stipulare un atto di compravendita fra padre e figlio.
    Ho avuto una esperienza (indiretta), in cui il notaio che stava stipulando un rogito fra venditore e compratore omonimi, ha voluto una certificazione che attestasse la non parentela.
    Mi può illuminare?
    la ringrazio

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    1. SI!
      E' possibile stipulare un atto di compravendita tra padre e figlio, ma deve esserci un effettivo passaggio di denaro, perché l'Agenzia delle Entrate potrebbe verificare che non si tratti di una vendita fittizia, cioè di una donazione mascherata da vendita.-

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  18. gentile avvocato mia madre è morta da poco (90anni)non ha fatto testamento ..viveva con mio fratello lei ha sempre detto che lasciava ogni cosa a lui e lui ha provveduto anche in banca la casa è intestata a lui io e mia sorella abbiamo abbiamo qualche diritto???senza litigare?

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    1. La normativa prevede che senza testamento l'intera eredità del de cuius va divisa in parti uguali trai figli, quindi sta a te e tua sorella decidere se rinunciare in tutto o in parte alle vostre quote che vi spetta per legge.-
      In pratica dovete decidere se rispettare la volontà di vostra madre o viceversa pretendere quello che prevede la legge, visto che vostra madre non ha espresso la sua volontà con un testamento.-

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  19. Gentilissimo Dottor Censori,
    Mia madre in comunione dei beni, è deceduta nel 2012,senza testamento. Era cointestataria di un immobile dove viveva con mio padre, me e uno dei 2 fratelli.
    Il terzo fratello, sposato con prole, in comunione dei beni con la moglie, è venuto ad abitare con mio padre, me e l'altro fratello, con tutta la famiglia (moglie e 2 figli).
    Io sono invalida al 40 percento in attesa di aggravamento.
    I miei quesiti sono questi:
    1-in mancanza di testamento di attribuzione di quota restante da parte di mia madre, ho solo diritto alla legittima, ma essendo a carico di mio padre, è lui che paga per me oneri dovuti sull'immobile. È giusto? Devo fare dichiarazione?
    2-quale prima casa, ed essendo invalida, se un fratello, non trovando accordi per mancanza di soldi per avere compensata la sua quota, chiedesse forzatamente la vendita, lo può fare? Ed il giudice può disporre essendo per me e mio padre e l'altro fratello prima casa, la vendita all'incanto svalutando il bene e mandandoci per strada non avendo altro se non debiti?
    3-non c'è normativa che tuteli un disabile in materia di diritto abitativo?
    4-dato che mio fratello occupa ben più della porzione spettante in metri quadri, dovrebbe pagare di più, degli oneri ordinari o straordinari, dato che è l'unico che percepisce lo stipendio oltre la pensione di mio padre?
    5-se io in passato ho contribuito con prestito di contante al pagamento del mutuo sull'immobile, e ho apportato migliorie strutturali allo stesso, posso in qualche modo rivalermi sulle somme versate trasformandole in diritto abitativo o richiedere che quanto speso, venga detratto sulle quote spettanti?
    Scusi ancora per le tante domande, ma l'argomento è mancante nel web (eredità ed erede invalido nella prima casa).
    Grazie mille

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    1. Aggiungo ancora: il bene è 160 mq di cui 20 mq sono parte comune (bagno e cucina), io occupo 11 mq, mio fratello con prole 45 mq stabili e 25 per far lavorare la moglie ad orari variabili, mio padre 18 mq e l'altro fratello 11 mq. Grazie

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    2. - Se Tu sei a carico di tuo padre, e lui paga anche la tua parte di oneri gravanti sull'immobile, non ci sono problemi e non devi fare alcuna dichiarazione.-
      - Se un fratello si rivolgesse a un giudice per imporre la vendita dell'immobile, sarebbe il giudice a decidere e quindi nessuno potrebbe sapere in anticipo la sentenza.-
      - Un invalidità civile del 40% non è una disabilità, quindi non avresti diritto ad alcuna tutela per l'invalidità.-
      - Gli oneri per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'immobile sono rapportati alla quota di proprietà e non alle condizioni economiche dei comproprietari.-
      - Le spese sostenute per migliorie strutturali dell'immobile possono essere fatte valere a livello del calcolo della quota di proprietà, ma vanno debitamente documentate.-

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  20. salve avvocato mio padre è morto, ha lasciato molti debiti, io ho fatto rinuncia eredità, vorrei sapere se quando mi sposerò e avrò figli la rinuncia a mio padre morto la devono fare anche loro.
    grazie in anticipatamente.

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    1. NO!
      La rinuncia all'eredità va presentata per conto dei figli minorenni, solo se già nati al momento della successione, e quindi non per quelli che eventualmente nasceranno successivamente.-

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  21. Buongiorno avvocato due anni fa è morta mia mamma , ho accettato eredita con beneficio di inventario, dopo tutta la prassi, desidero sapere se tra qualche anno uscirà ancora qualche debito di mia mamma lo devo pagare.
    Grazie mille

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    1. NO!
      Una volta che sarà terminato l'iter burocratico non sarai più tenuto a pagare eventuali debiti reclamati successivamente.-

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  22. Gentile Dr Censori,torno a scriverle x ulteriori complicazioni.Siamo 6 fratelli,abbiamo ereditato un appartamento con il beneficio d'inventario da una zia.ora 2 di noi sono morti e i figli di uno hanno rinunciato all'eredita'x debiti con il fisco e non so se altro.Noi vogliamo vendere,ma ora non sappiamo piu'cosa fare .Abbiamo gia' anticipato parecchi x la zia.La ringrazio eattendo la sua gentile risposta.

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    1. La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-
      Purtroppo nel vostro caso per verificare se anche i figli del secondo erede deceduto hanno rinunciato, dovete rivolgervi alla cancelleria del tribunale competente, anche se hanno 10 anni di tempo per farlo, quindi se non vi chiarite direttamente tra di voi, ho paura che non ne venite fuori.-

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    2. Gentile Dr Censori,proprio oggi ho avuto copia degli atti di rinuncia,hanno rinunciato tutti.Cosa dobbiamo fare i debiti ora cadono su di noi ela quota diventa del fisco? Dobbiamo fare rinuncia anche noi?Grazie della sua gentilezza.saluti

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    3. Accettazione con beneficio d’inventario:
      In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del de cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-
      Nel vostro caso quindi le quote degli eredi che hanno rinunciato passano a voi che dovrete accollarvi i debiti fino alla concorrenza del patrimonio in successione.-

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    4. Gentile Dr Censore .mi scusi ma dobbiamo fare la successione col beneficio d'inventario anche della sorella?e x il fisco o altro cosa dobbiamo fare?

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    5. SI!
      Se la sorella ha rinunciato dovete fare la successione con beneficio d'inventario anche per la sua quota e pagarci le relative imposte.-

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  23. Buongiorno Dott. Censori,
    vorrei chiederle un'informazione inerente dei buoni postali intestati al de cuius inseriti in successione.
    Tutti noi eredi (moglie e 3 figli) siamo daccordo per portali a scadenza.
    La mia domanda è: se uno di noi eredi viene meno prima della riscossione, la quota parte sarà divisa tra gli eredi in vita o a sua volta rientra nell'attivo del defunto?
    Inoltre hanno riportato nella successione i buoni elencandoli con l'indicazione del 50% in quanto si sostiene che, in quanto acquistati durante il matrimonio, sarebbero automaticamente da intendersi cointestati con mia madre.
    Leggendo su internet ho letto che l'ufficio postali mette in pagamento il totale suddividendolo in parti uguali tra gli eredi; in presenza di situazioni simili la posta dovrebbe ripartire in modo corretto la liquidazione o provvede semplicemente a dividerli in parti uguali?
    Grazie mille per la disponibilità e la cortesia. Buona giornata.

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    1. - Se uno di voi eredi viene meno prima della riscossione la sua quota andrà divisa solo tra i suoi eredi.-
      - SI! Se i buoni postali sono stati acquistati durante il matrimonio e i coniugi erano in regime di comunione dei beni, erano di proprietà al 50% ciascuno anche se intestati a uno solo dei coniugi.-
      - Di solito gli uffici postali non si assumono alcuna responsabilità, infatti richiedono la presenza simultanea di tutti gli eredi, fanno sottoscrivere una liberatoria e mettono a disposizione degli stessi il totale dei buoni postali "suggerendo" un criterio di divisione.-

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  24. VORREI CORTESEMENTE AVERE UN INFORMAZIONE.MIO PADRE E MORTO 1 ANNO FA ED IO E MIO FRATELLO UNICI EREDI.MIO PADRE HA FATTO TEST.PUBBLICO DA UN NOTAIO IL QUALE MI LEGA TRE IMMOBILI SENZA LICENZA EDILIZIA A ME,I RESTANTI IMMOBILI 3IN PARTI UGUALI CON LICENZA ED IL VALORE DI QUESTI ULTIMI SUPERA LA TERZA PARTE.volevo sapere se mio fratello può impugnare il testamento pubblico con formula di legato.

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    1. Ciao Renato!
      La normativa prevede con testamento:
      Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile, quindi se il valore degli immobili senza licenza edilizia rientra nella suddetta percentuale, Tuo fratello non può impugnare il testamento.-

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  25. Buongiorno Avvocato, Un paio di anni fa è morto mio fratello sposato e con due figli di cui uno suo e uno della sua compagna che lui ha riconosciuto, dopo la sua morte siccome i miei genitori non sono mai andati d'accordo con la moglie di mio fratello, per tutelarsi hanno ceduto la casa a me con una donazione e redatto testamento dal notaio a mio favore, io vorrei sapere dovendomi sposare e venendo a mancare i miei genitori, i miei nipoti potranno lo stesso pretendere la legittima, o potrei fare testamento a favore del mio compagno, per escluderli dall'eredita. La ringrazio in anticipo per la risposta.

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    1. Ciao Leila!
      Alla morte dei tuoi genitori i Tuoi nipoti potranno comunque pretendere la legittima, a prescindere quindi dal fatto che tu faccia o meno un testamento in favore del tuo compagno.-

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    2. Grazie mille per la sua delucidazione, e in caso mi dovessi sposare comunque i miei beni andrebbero a mio marito e loro entrerebbero comunque nell'asse ereditario.

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    3. Ciao Lella!
      SI!
      Nel caso che ti dovessi sposare i tuoi beni andrebbero eventualmente a tuo marito, ed entrerebbero comunque nell'asse ereditario.-

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  26. Buongiorno Dott.Censori
    Vorrei cortesemente avere un informazione. Io e mio marito siamo in separazione dei beni e abbiamo due figli . La casa e il conto corrente intestata a tutte due . Sotto lineo che sono anche l'amministratore delegato di mio marito visto che da molti anni in stato vegetativo . Incidente sul lavoro prendo anche la rendita da INAIL . Ho anche una maccina che intestato a me . Io vorrei sapere che dopo la morte di mio marito come sarà la divisione e chi paga la successione visto che miei figli non lavorano . Uno è vent'anni nullafaccente altro ha quindici anni . E visto che dopo vorrei vendere la casa ma se mio figlio maggiore non volesse perché vorrebbe continuare a vivere lì io cosa potrei fare ? Anche perché io andrei a vivere altrove .

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    1. Alla morte di tuo marito, le proprietà mobiliari e immobiliari andranno divise come segue:
      - 50,00% è la tua quota di proprietà
      - 16,65% è la tua quota di eredità
      - 16,65% è la quota di eredità del primo figlio
      - 16,65% è la quota di eredità del secondo figlio
      Per quanto riguarda la destinazione della casa, dovrete cercare di mettervi d'accordo, altrimenti dovrete ricorrere a un tribunale in modo che sia il giudice a imporre la vendita e la divisione del ricavato.-

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  27. Salve Avvocato gentilmente vorrei un vostro parere:
    1- Mio marito sposato in comunione dei beni (pieno di debiti con equitalia) è deceduto, se io e mia unica figlia rinunciamo alla sua eredità, possono attaccare i buoni postali cointestati a me , a lui e a nostra figlia, emessi dopo il nostro matrimonio ?

    2- La casa che ho avuto in eredita da mia mamma deceduta tre anni fa , equitalia la puo attaccare se rinuncio all’eredità di mio marito?

    Grazie mille gentilissimo

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    1. - SI! I buoni postali, per la parte di competenza di tuo marito, andranno a far parte dell'asse ereditario, quindi se rinunciate all'eredità dovrete rinunciare anche alla sua quota di buoni postali.-
      - NO! Se rinunci all'eredità la casa avuta in eredità è di tua esclusiva proprietà, quindi non farà parte dell'asse ereditario di tuo marito.-

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  28. Buongiorno avvocato cortesemente vorrei un vostro parere:
    1- Sono comproprietario insieme a 9 fratelli/sorelle di un appartamento lasciatoci da nostra mamma deceduta, 1 dei miei fratelli è deceduto ( lasciando debiti con le banche per un mutuo non pagato sulla sua casa), alla sua morte i figli hanno rinunciato all’eredità del padre, la moglie non ha rinunciato.

    2- Vorrei sapere se quando venderemo la casa lasciatoci da nostra mamma i creditori di mio fratello deceduto possono attaccarci a noi comproprietari della casa.
    Gentilmente vorrei un suo parere su come comportarci per tutelarci
    La ringrazio anticipatamente

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    1. Purtroppo SI!
      I creditori di tuo fratello deceduto possono impugnare la rinuncia dei figli e richiedere quindi a voi in caso di vendita della casa la loro quota del ricavato a recupero del credito.-

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  29. Gentile Avvocato
    È deceduto un fratello di mamma (sono tutto ultranovantenni) senza eredi diretti ; è stata fatta la successione e i suoi beni sono andati a 6 fratelli superstiti ,casa, titoli e soldi sul conto corrente.
    Poiché non vanno d’accordo tra loro i 5 fratelli , mamma è stata costretta a mettere l’avvocato, totale ci sono n. 3 avvocati tra tutti i parenti con relative spese!!
    Noi non abbiamo voluto la causa e quindi a furia di ricatti e controricatti delle altre parti si è riuscito a vendere la casa, decidere la vendita dei titoli e dividere i soldi con la firma congiunta di tutti , sono passati tre anni !!
    A questo punto manca di chiudere il conto del defunto – circa 27.000 euro – Mancano delle firme e la banca non ci fa prendere le quote e chiudere tutto.
    Chiedo : perché se già ci sono già state molte firme congiunte per la divisione dei denari provenienti dalla vendita della casa, dalla divisione delle quote dei titoli venduti etc. la banca continua a negare la chiusura del conto e la divisione di circa 4.500 euro a testa ?
    La Banca possiede sia il certificato di morte del de cuius sia i documenti dell’intera successione con i nomi degli eredi e quindi dei titolari del conto corrente ,titolari di diritto di proprietà o no?
    Perché questo diritto di proprietà non è tutelato se la successione notarile registrata ha definito gli eredi ?
    Come possiamo costringere la banca a chiudere finalmente il conto e finire questa misera storia?
    Mi dia qualche dritta legale ovviamente ,qualche argomento che non conosciamo da rappresentare alla banca,alle forze dell’ordine, al Presidente della Repubblica…basta che spariscano tutti dall’orizzonte della mamma!!
    Scusi lo sfogo,grazie molte per la sua rispota

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    1. Purtroppo non mi risultano soluzioni alternative!
      Infatti le banche nel caso di litigi tra eredi non si assumono alcuna responsabilità ed anzi sono ben "liete" che le pratiche vadano per le lunghe, e si limitano quindi ad applicare scrupolosamente la legge che è dalla loro parte e questo purtroppo vuol dire che senza le firme di tutti gli eredi possono tenere il conto bloccato.-

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  30. buona sera volevo un'informazione io e mio marito abitiamo in un'alloggio popolare (il contratto e a nome di mio marito),mia madre nel testamento ha lasciato la sua casa ai 3 figli quindi io possiedo un terzo dell'immobile (è un'abitazione normale cantina ,cucina ,bagno, 2 camere ) cambia qualcosa sul diritto ad avere un'alloggio popolare????????

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    1. Purtroppo SI!
      La proprietà di un terzo di un immobile costituisce comunque un un patrimonio e quindi un reddito, ed è destinato quindi ad aumentare l'ISEE, che incide sia sul canone di affitto che sul diritto alla conservazione dell'alloggio popolare.-

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    2. ma visto che la casa è piccola per 4 (io,mio marito,e i miei fratelli) possono togliere a me e a mio marito l'appartamento popolare dove viviamo????? cmque non mi importa se aumenta l'affitto...........
      grazie

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    3. NO!
      Non possono togliervi l'appartamento popolare dove vivete, ma possono aumentarvi l'affitto.-

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  31. buongiorno Avvocato,gradirei un consiglio.
    Mia Madre é deceuta 3 anni fa'.io e mia sorella viviamo con nostro padre nella casa familiare intestata a mia Madre e a mio Padre.
    mio padre vorrebbe sposare in futuro la sua nuova compagna e anare a vivere a casa di Lei.
    come possiamo tuttelarci io e mia sorella prima o dopo che si sposino ,xke la seconda moglie on abbia nulla?
    la ringrazio e saluto

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    1. Se la casa è intestata a Tua madre e a Tuo padre vuol dire che con il decesso di Tua madre Tuo padre è proprietario del 50,00% + il 16,65% = 66,65%, mentre a te e Tua sorella spetta il 16,65% ciascuno.-
      Tuo padre anche con testamento non potrebbe comunque escludere completamente la moglie che avrebbe comunque diritto almeno alla legittima pari al 25% della quota del marito.-

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  32. salve Dott. Censori sono Tommaso 51 vorrei un suo consiglio le spiego la cosa, nell'anno 2000 da comune accordo tra fratelli e sorelle abbiamo con atto notarile diviso la proprietà dei nostri genitori a me è toccato un locale al piano terra della palazzina un locale dicevo di categoria c nel 2008 ho chiesto al comune la licenza per la trasformazione in appartamento ad uso abitativo quando mi è stata concessa ho potuto iniziare i lavori terminati alla fine 2009, l'anno dopo ho sposato con rito civile in comunione dei beni la mia compagna viviamo adesso in questo appartamento usufruendo dei benefici fiscali sulla prima casa, qualche anno fa abbiamo trasferito in un solo conto cointestato i nostri risparmi senza nessun tipo di problema <> ora il mio dubbio è questo,non avendo noi figli nel caso succedesse qualcosa a me per la successione entrerebbero eventuali mie sorelle fratelli? questo a me non sta bene mi spieghi per favore come posso tutelare mia moglie inoltre un domani che venisse a mancare la vedova a chi spetta la eventuale eredità dato che sia io che lei abbiamo nipoti la cosa verrebbe suddivisa tra i due gruppi? oppure solamente ai miei compreso qualche tasca non ,questo è quanto. vorrei un suo consiglio per chiarire le cose ed evitare futuri pasticci; confido nelle sue istruttive spiegazioni e la saluto cordialmente come sempre Tommaso 51

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    1. Ciao Tommaso!
      Successione ereditaria:
      Senza testamento:
      Coniuge + fratelli:
      66,6% al coniuge + 33,3% fratelli
      Con testamento:
      Senza figli:
      Si può disporre che il 100% vada al coniuge.-
      Alla morte anche del coniuge superstite l'intera eredità andrà solo ai suoi parenti e non ai parenti del coniuge, a meno che anche in questo caso non venga disposto diversamente con testamento.-

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  33. Gentile avvocato, Ho in mano un testamento olografo, in cui mia madre,mi lascia una piccola percentuale in più,rispetto a mia sorella, di un appartamento,per pareggiare dei conti.Nella eredità vi sono anche dei debiti vantati da una badante, Ora mia sorella vorrebbe farmi pagare i debiti della badante e le spese condominiali con la stessa percentuale in più della casa, non mi sembra giusto la legge cosa dice, la ringrazio della risposta

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    1. Purtroppo ha ragione Tua sorella!
      Infatti la legge prevede che i debiti del de cuius vanno pagati dagli eredi in base alla quota di eredità ricevuta.-

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  34. Gentile avvocato volevo proporle il mio caso. C'era il sig. A. con moglie e 4 figli che nel 1983 muore senza testamento. Qualche anno dopo madre e i 4 figli stipulano dal notaio questo atto di compravendita della casa di famiglia e di altri beni, madre e 3 figli vendono le proprietà ad 1 dei figli dietro corrispettivo economico. La madre resta a vivere nella casa di famiglia con il figlio che ha acquistato l'immobile. Nei successivi anni il figlio-padrone ha contratto numerosi debiti ipotecando l'immobile fino a giungere al pignoramento e vendita forzata. Io ho acquistato tramite asta giudiziaria la piena proprietà di questo immobile, solo che a seguito dell'acquisto e atto di trasferimento mi sono visto protagonista di una rivendica del diritto di abitazione. In sostanza la vedova mi scrive di non aver intenzione di lasciare l'immobile da me acquistato perché dice di avere il diritto di abitazione ec art. 540 cc. É possibile tutto ciò? La vedova avendo partecipato con gli altro figli alla disposizione della piena proprietà del bene, senza menzionare nulla riguardo al diritto di abitazione, in favore di un altro figlio può poi presentarsi dopo anni da pignoramento e dopo la vendita forzata facendo valere il diritto di abitazione? Come dovrei comportarmi secondo lei? Grazie

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    1. Purtroppo non puoi farci nulla!
      Il codice civile prevede, all'art. 540, un'unica ipotesi di costituzione legale del diritto di abitazione precisando che al coniuge del defunto, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano.
      Ciò avviene per tutelare le abitudini di vita del coniuge rimasto in vita ed evitargli l'ulteriore danno, psicologico e morale che potrebbe derivare dal dover abbandonare l'alloggio abituale.
      La Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, ha stabilito che nella successione legittima al coniuge del de cuius spettano i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano previsti dall'art. 540 c.c.: il valore capitale di tali diritti deve essere stralciato dall'asse ereditario per poi procedere alla divisione di quest'ultimo tra tutti i coeredi,secondo le norme sulla successione legittima, non tenendo conto dell'attribuzione dei suddetti diritti secondo un meccanismo assimilabile al prelegato (cfr. Cass., SS.UU. 4847/2013).-

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  35. buonasera ..mio figlio sposato con un bimbo di 3 anni purtroppo è gravemente ammalato vorrei sapere: alla sua dipartita.... lavorano entrambi quindi hanno il conto separato in passato hanno venduto una casetta il ricavato ( poco perchè hanno estinto li mutuo )se fosse su un conto in comune ....mia nuora potrà disporre di tutto? ccon la morte nel cuore la ringrazio

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    1. La normativa prevede che senza testamento l'intera eredità va divisa come segue:
      Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno.-
      Questo significa che la madre potrà disporre liberamente della sua parte e diventerà tutrice della parte spettante al figlio.-

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  36. Salve, alla morte del padre 2 sorelle (uniche eredi) ereditano una casa, un automobile ancora da pagare e diversi debiti. Solo una delle 2 sorelle si accolla debiti, spese di funerale, successione, pratiche legali-burocratiche...tutto. L'altra sorella, da sempre assente e non in grado di sostenere nessuna spesa e rifiutandosi inoltredi collaborare anche per le firme che necessita la banca per far chiudere il conto del padre, reclama la sua parte ovvero metà della casa. La sorella che sta sostenendo tutto, ha dei diritti o comunque può "invitare" la sorella alla rinuncia all'eredita (dato che, in pratica, il suo comportamento sta dimostrando proprio quello? Grazie.

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    1. La sorella che si sta accollando le spese o richiede all'altra di rinunciare all'eredità o potrà recuperare il 50% delle spese sostenute in sede di divisione dell'asse ereditario.-

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  37. Ciao Gianfranco,
    Vorrei un tuo parere su due quesiti.
    1)Nel 2015 ho fatto la rivalutazione di un terreno edificabile ed è stato valutato con perizia giurata 70.000 euro e pagato un'imposta di 5600 in una sola volta. Farò il 7/30 precompilato nel quale non posso dichiarare l'imposta di 5600, mi hanno detto che anche se faccio il 7/30 posso fare l'Unico compilando solo il fascicolo1 e il quadro RM. Compilerei il facicolo1 mettendo i miei dati e la x nel qradro RM, poi nel quadro RM compilo il rigo RM22 colonna1 con 70000, colonna due 5600 e colonna 4 ancora 5600.Giusto? Dimenticavo una cosa: Devo mettere la x nella casellina"dichiarazione presentata per la prima volta"? Effettivamente quest'anno è la prima volta che presento l'Unico, e quindi non conta se tutti gli anni ho presentato il 7/30?

    2)Ho avuto insieme ai miei 6 fratelli in eredità da mia madre un appartamento. Abbiamo già pagato le tasse per la successione, l'anno prossimo vorremmo metterlo in vendita a 350.000 euro, vorrei sapere che tasse dobbiamo pagare su 350000 e poi quando divideremo in parti uguali, la somma procapite va dichiarata nel 7/30 e dovremo pagare ancora tasse.Grazie di tutto e buona Pasqua

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    1. Ciao Luca!
      - OK! Per il modello unico; devi mettere la x nella casella "dichiarazione presentata per la prima volta", anche se gli anni scorsi hai presentato il 730.-
      - Chi vende un bene immobile può richiedere al notaio, all’atto della cessione, l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito pari al 20%.
      La disposizione riguarda le plusvalenze realizzate per le cessioni a titolo oneroso di beni immobili (fabbricati e terreni agricoli) acquistati, costruiti o ricevuti in donazione da non più di cinque anni. In quest’ultimo caso, il periodo di cinque anni decorre dalla data di acquisto da parte del donante. La somma percepita non andrà dichiarata nel 730.-

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  38. buongiorno Gianfranco
    le chiedo queste informazioni: mio marito ha un fratello il quale è divorziato da trenta anni ed ha una figlia con la quale non ha più nessun contatto da venti anni e pertanto potrebbe anche non essere più in vita. In caso di morte di mio cognato chi si deve occupare delle spese del funerale ed eventualmente se ha contratto dei debiti mio marito ne dovrà rispondere? grazie elena

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  39. scusa Gianfranco , preciso che la figlia di cui sopra è del fratello di mio marito. grazie elena

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    1. Ciao Elena!
      Alla morte di tuo cognato l'intera eredità va alla figlia se viva e se rintracciabile, altrimenti va a tuo marito se è l'unico fratello e quindi il parente più stretto in vita.-
      Se tuo fratello accetta l'eredità dovrà accollarsi le spese funerarie e gli eventuali debiti, quindi dovrà decidere se accettare l'eredità senza condizioni, o accettare l'eredità con beneficio d'inventario, o rinunciare all'eredità.-

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  40. Gentile avvocato, volevo chiederLe un consiglio: mia madre è proprietaria al 66,66% di un appartamento nel quale viveva con il marito (ora defunto) a seguito successione anche il figlio e la figlia hanno ereditato il 16,66% cad. La mamma ha il diritto di abitazione. L'altro appartamento sempre nella stessa casa è di proprietà al 66,66% della mamma ed il 16,66 del figlio che ci risiede come prima casa ed il 16,66% della figlia che è seconda casa. Se mia mamma dovesse fare donazione compreso usufrutto al figlio e alla figlia solo nuda proprietà (rimanendo a lei usufrutto o diritto abitazione?) si potrebbe lasciare le pertinenze (garage e terreno annesso alla casa) così come sono senza divisione? Le spese da affrontare saranno molte? Grazie cordiali saluti

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    1. Non capisco se la donazione con usufrutto a un figlio e la nuda proprietà alla figlia riguarda uno degli appartamenti o entrambi, comunque se la madre e i figli sono d'accordo possono procedere come vogliono.-

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  41. Mi scuso avevo un'altra domanda: se un domani decidessi di vendere il mio appartamento dopo la donazione potrei farlo? Eventualmente anche al fratello. Grazie

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    1. SI!
      Dopo la donazione potresti vendere l'appartamento anche a Tuo fratello.-

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  42. Grazie mille per le risposte, forse non mi sono spiegata molto bene, intendevo dire che la madre tiene l'usufrutto o il diritto di abitazione (non so qual è meglio) per l'appartamento della figlia perché altrimenti per la figlia essendo 2° casa dovrebbe pagare l'imu e tasi, mentre per il figlio è prima casa. Anche se immagino che le spese di donazione e usufrutto ecc. dal notaio non saranno indifferenti. Grazie cordiali saluti.

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    1. Vi consiglio di rivolgervi a un CAF per valutare tutti i costi in base alle varie opzioni possibili, e per farvi quindi consigliare al meglio sul da farsi.-

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  43. Buon giorno avvocato Censori. Circa un anno fa mio padre ha deciso di andare in un notaio e scrivere un testamento. Siamo 3 fratelli e alla scrittura eravamo tutti e 3 presenti insieme ad un testimone. A uno di loro è stato lasciato una parte di terra con una casa, avendo un maggiore valore rispetto alla terra che dovrei ereditare io ho detto a mio padre come aveva già detto lui in passato che si doveva valutare il tutto, mio padre si è "rimangiato" la parola e mio fratello no ne vuole sapere di uscire la parte. Ora le chiedo un consiglio ,gentilmente,io posso rinunciare a mettere firma nel testamento(nonostante presente durante la scrittura)? Se non firmo i miei fratelli godranno dell'eredità o non riceveranno neanche la loro parte? Grazie in anticipo per la risposta

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    1. Con la Tua firma non vuol dire che accetti le scelte di Tuo padre, ma solo che eri presente al momento in cui è stato redatto il testamento, quindi non c'è motivo per cui Tu debba rinunciare, e sarebbe comunque ininfluente.-
      Poi al momento del decesso di tuo padre, potrai comunque impugnare il testamento, ma ovviamente solo se verrà lesa la tua quota di legittima.-

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  44. Buongiorno,
    mio padre ha vissuto per oltre 13 anni con la madre, dopo la morte del padre, nella casa paterna di proprietà per successione sua, della madre e della sorella.
    dopo la morte della madre la sorella tramite raccomandata gli ha chiesto gli affitti arretrati dei 13 anni vissuti da mio padre nella casa anche di sua proprietà

    Premetto che prima della morte della madre non è stata mai fatta nessuna richiesta, anzi ha permesso alla sorella di usufruire di tutte le agevolazioni della legge 104.

    può richiedere la sorella tali soldi?
    in attesa le porgo cordiali saluti

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    1. Il diritto del locatore di richiedere i canoni arretrati si prescrive in 5 anni che decorrono da ogni scadenza pattuita. Quindi, per esempio, la mensilità di gennaio 2016 si prescriverà il 31 dicembre 2021; la mensilità di febbraio 2016 si prescriverà il 31 gennaio 2021; la mensilità di marzo 2017 si prescriverà il 28 febbraio 2022, e così via. Questo significa che il locatore non dovrà necessariamente attendere la fine della locazione per agire, potendolo (e dovendolo) fare anche in corso di esecuzione del contratto. Qualora dovesse sottovalutare tale aspetto, potrebbe trovarsi dinanzi alla sorpresa di non poter più recuperare il proprio credito per intervenuta prescrizione. Il locatore, in prossimità dell’intervento della prescrizione, potrebbe inviare al conduttore una lettera di diffida, con raccomandata a.r., intimandogli il pagamento dell’importo non corrisposto. Tale comunicazione avrebbe l’effetto di interrompere la prescrizione e far decorrere il termine nuovamente da capo, a partire dal giorno successivo alla comunicazione stessa.-

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    2. Grazie per la risposta.
      Quindi questo principio di prescrizione vale anche se la casa era al 25% di mio padre e mia sorella e 50% di mia nonna?

      grazie ancora

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    3. SI!
      Il principio di prescrizione vale comunque!

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  45. Buonasera penso che il mio caso sia unico, sono figlio unico, mia madre dopo 3 anni dal matrimonio ha acquistato nel 1962 tutto il patrimonio da mio nonno ( immobili e terreni) non sto a spiegare il perchè. Mio padre è morto nel 1988, per anni non ho pensato al patrimonio ma ora si, ho qualche possibilità di chiedere parte della successione di mio padre o per effetto della legge del 1975 sono fuori dai giochi? razie GP

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    1. Purtroppo NO!
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-

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  46. buonasera ho un terreno di mia proprietà, poi sono intestataria per 1/3 di un terreno limitrofo circa 100 metri quadri gli atri due eredi non ci sono più, i figli sono all'estero, solo uno e dove sono io come posso fare ad averlo in donazione(se conviene o altro metodo).non vorrei fargli fare il viaggio per la firma dal notaio come si può fare ?sentitamente ringrazio in un suo consiglio e parere
    distinti saluti

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    1. Ciao Giovanna!
      Nel tuo caso la donazione è il metodo migliore, Ti consiglio quindi di rivolgerti a un notaio disponibile per la stipula di atti presso il domicilio degli interessati nei casi in cui si presentino impedimenti oggettivi che precludono ai cittadini di visitare lo studio del notaio.-

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  47. Buongiorno,
    nel calcolo dell'eredità fra fratelli un immobile donato in vita ad uno di essi ha il valore del momento della donazione o quello attuale. Grazie

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    1. Il calcolo delle quote dell'asse ereditario viene effettuato sul valore attuale degli immobili, quindi lo stesso discorso vale anche per gli immobili donati in vita.-

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  48. Buona sera gentilissimo. La parte finanziaria di una eredità è stata riscossa dagli otto eredi. Rimane la vendita della casa che viene bloccata da due di questi in quanto intendono adire le vie legali nei confronti di alcuni (estranei) che si ritiene abbiano circuito la defunta per poter beneficiare di una assicurazione a loro favore, con il risultato che, malgrado si siano trovati i compratori, la vendita viene impedita. A mio parere, questa operazione mi sembra senza fondamento.
    Grazie.

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    1. Ciao Gianni!
      Sono d'accordo con te!
      Il ricorso alle vie legali nel vostro caso comporta di sicuro solo delle spese, si dovrà attendere diversi anni prima di arrivare a una sentenza, dall'esito alquanto incerto, e nel frattempo la casa perderà inevitabilmente di valore.-

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    2. Completo la mia domanda. Il fatto che alcuni si oppongano alla vendita può essere dovuto all'intenzione di non accettare il 100% dell'eredità per non precludere il ricorso alle vie legali? Grazie.

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    3. Ciao Gianni!
      SI!
      E' possibile!
      Comunque conoscere il motivo per cui alcuni si oppongono alla vendita è solo una curiosità che non vi risolve il problema.-

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  49. Buongiorno,
    da poco ho saputo che è morta una zia di mio padre e gli unici eredi dovremmo essere n. 6 parenti di 6 grado ma non siamo certi. Come dobbiamo procedere per vedere se ci sono altri eredi prima di noi e se c'è un testamento? e poi quali sono i passi da seguire?

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    1. Se c'è un testamento potete verificarlo alla cancelleria del tribunale della zona di residenza della zia di tuo padre.-
      Se ci sono parenti di grado inferiore al 6°, purtroppo è una ricerca che dovete fare voi.-

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  50. buongiorno,
    grazie per la sua risposta quindi effettuerò questi controlli...ma volevo anche sapere nel caso in cui non ci fosse un testamento come dobbiamo procedere? grazie

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    1. In questi casi è consigliabile rivolgerti a un notaio, per evitare eventuali successive brutte sorprese, tipo parenti dei quali non si era a conoscenza.-

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  51. Gent. Avvocato,

    mio padre è morto nel 2001, noi figli e nostra madre non abbiamo mai nè fatto la successione nè accettato nessun tipo di eredità. qualche giorno fà ricevo da parte del tribunale copia di una sentenza definitiva in cui mio padre viene condannato (cassazione) insieme ai suoi fratelli, a risarcire un danno per circa 50.000,00 euro, noi figli vivi (nel frattempo è morta anche nostra madre) siamo obbligati pagare questo debito oppure essendo mio padre morto da quasi 15 anni e non avendo mai noi "accettato" l'eredità nè siamo esclusi?
    visto che c'è un termine per accettare l'eredità(10 anni mi sembra) c'è anche un termine entro il quale se non si fà la rinuncia espressamente questa avviene di diritto?
    Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
    confido in una sua risposta e la ringrazio anticipatamente,
    Cordialità
    Raffaele

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    1. Ciao Raffaele!
      Potete evitare di pagare il debito di vostro padre solo se non c'è stata un'accettazione dell'eredità ne espressa ne tacita:
      Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

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  52. gentile avvocato le espongo una situazione attuale:
    mio padre ha sposato in seconde nozze una donna, la quale ha abitato la casa di mio padre sino a quando non si è ammalata. a questo punto è tornata a vivere con la figlia. noi siamo due fratelli e desideriamo sapere se, possiamo usufruire della nostra parte , poiché la casa inizia ad avere bisogno di manutenzione e pulizia. l'amministratore ci intima di fare una disinfestazione ( presenza di animalettiinfestanti , formiche scarafaggi etc etc )
    La figlia di questa donna ( seconda moglie di mio padre ) non intende farci accedere all'abitazione poiché dice che li ci sono i beni di sua madre e mobili preziosi. morale della favola, stiamo mandando in rovina tutto. potremmo affittarla, ma questa tizia non vuole, potremmo venderla neppure a parlarne, e vorremmo comunque pulirla, ma non se ne parla a farci entrare. siamo con le mani legate. lei cosa consiglia?

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    1. Purtroppo in questi casi o si cerca di mettersi d'accordo tra tutti gli eredi o bisogna intentare una causa, e sarà quindi il giudice a imporre la vendita dell'immobile e alla conseguente divisione del ricavato.-

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  53. Gentile Avvocato, festeggio i 50anni di iscrizione alla CGIL e, Le chiedo spiegazioni: mia sorella è morta e noi che siamo in sette fratelli di cui 2 premorti abbiamo chiesto la liquidazione delle polizze assicurative-fondi. La banca ha suddiviso le quote in parti uguali non per sette quote ma per nove quote cioè ognuno di noi ha percepito €. 6.0
    00 c.a a testa e non € 8.000 di cui 2 di questi 8.000 e lei (€ 16.000) da dividere fra i 4 nipoti figli dei fratelli premorti. Alle rimostranze la Banca ha risposto che beneficiari nella polizza era scritto: o per testamento o per eredi legittimi e le nipoti rientrano non per rappresentazione ma, come eredi legittimi a pari dei fratelli, questa è la loro interpretazione perché mia sorella poteva lasciare tutto a un solo fratello e noi lo sapevamo ma, sappiamo che era sua intenzione non fare differenze. Chiedo se, queste polizze vengono così gestite, posso io rinunciare alla mia quota e far subentrare i miei 2 figli? così,allora essi subentrerebbero con una quota maggiore della mia e uguale fra tutti i nipoti. Grazie Aida

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    1. Ciao Aida!
      L'interpretazione della banca non è corretta, perché ai nipoti spetta solo la quota di competenza del genitore deceduto, e non una quota ciascuno, quindi per legge l'eredità andava divisa per 7 e non per 9.-
      Purtroppo non puoi rinunciare alla Tua quota perché altrimenti rientrerebbero in ballo tutti gli altri eredi.-

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  54. Buongiorno Signor notaio vorre porle una domanda inerenti degli immobili, un anno fa è venuto a mancare mio padre senza lasciare testamento, 45 anni fa è venuto in possesso di una casa agricola pagandola a riscatto . 13 anni fa è diventato proprietario , e davanti ad un notaio si è intestato il tutto a lui...sapendo che c'erano quattro figlie . Ora è qui viene il bello, dalla casa agricola con stalla , in sorella chiede in modo abusivo se poteva costruire un appartamento senza chiedere il consenso alle altre tre sorelle. Poi nel tempo e' stata condonata . Mio padre si è trovato con ( prima ,e seconda casa intestato tutto a lui. Ora che non c'è più , cosa succede visto che stiamo facendo la compra vendita in favore della sorella che abita nella seconda casa , ma ci salda con la valutazione di un geometra la prima casa, e lasciando fuori la seconda. Scusi se mi ripeto , mia sorella ....35anni fa, la pagata di tasca sua 18 milioni, il geometra la valutata quest'anno 28.000,00€ ma lei a noi sorelle non ci dà nulla perché dice che se le pagata lei. È' normale questo atteggiamento nei confronti delle altre tre eredi. P. S. Sottolineo che nostra madre è deceduto 18 anni fa. Mi scuso per gli errori. Se mi può rispondere subito mi farebbe una cortesia. Giovedì dobbiamo firmare davanti al notaio. Cordiali saluti.

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    1. Se, sia la prima che la seconda casa sono intestate a Tuo padre, entrambe entrano a far parte dell'asse ereditario, e tua sorella può solo richiedere che nel calcolare il valore degli immobili, venga tenuto conto delle spese che ha sostenuto a suo tempo per la seconda casa.-

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  55. Cortese Avvocato La ringrazio per la sua veloce risposta. Le vorrei chiede lumi sempre su questa eredita'.Specifico: siamo in quattro sorelle, una sorella vuole l' immobile senza valutare quello che si fatto lei a suo tempo abusivamente, ma di questo mi ha gia' risposto. Le espongo le altre domande: un tecnico quando valuta un immobile, nella valutazione e' compreso anche il terreno? (nostro padre aveva anche un ettaro circa di terreno agricolo). Sono valutati anche i mobili e arredi vari? Prima di una valutazione gli eredi si possono impadronire arbitrariamente di mobili, stoviglie, elettrodomestici e/o tutto quello che ci puo' essere nella abitazione di nostro padre? Nostro padre aveva anche dei risparmi (circa 100,000 euro spariti) aveva il conto cointestato con la mia sorella piu' giovane, ancora in vita lui avrebbe regalato questa somma e lei perche' lo ha accudito negli ultimi mesi della sua vita. Da quello che ne so , lei ha speso tutto investendo sulla pesca. Gli sono rimasti 23,00 euro sul conto, cosi lei dice. Ora con un ridicola somma rispetto alla cifra di cui sopra vorrebbe farci firmare a noi sorelle un documento che non conosciamo il contenuto, e allegare a questo documento anche copia della compravendita dell' immobile a favore dell' altra sorella che averra' tra un paio di giorni.Le chiedo come erede quali sono i miei diritti? Perche' il suo legale vuole allegare l' atto di compravendita al documento che lei vorrebbe farci firmare? Mia sorella puo' gestire a suo piacimento la somma che nostro padre aveva? In attesa di una sua gradita risposta Le porgo i miei piu' cordiali saluti. Anna Maria.

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    1. Ciao Anna Maria!
      I Tuoi diritti sono legati alla possibilità di dimostrare quello che scrivi, e questo significa che o fai la "finta tonta" ed accetti tutto quello che ti viene proposto o devi ricorrere anche tu a un legale per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  56. Buonasera avvocato, volevo porle una domanda..
    Se un uomo,non sposato ma con un figlio decede, la sua eredità spetta al figlio ? Grazie

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    1. SI!
      La normativa prevede che senza testamento, con un figlio senza coniuge, l'intera eredità spetta al figlio.-

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  57. Salve dott. Censori ho bisogno di un sapere quali sono le quote di eredità per successione legittima fra il coniuge superstite e i 4 figli : matrimonio del 1963 la casa comprata nel 1970 e intestata al 100% al coniuge morto , ma dal 1975 in poi sono per le nuove leggi in comunione di beni ; la moglie ha anche il diritto di abitazione ho il dubbio se le quote sono 1/3 al coniuge e 2/3 ai 4 figli oppure considerando la comunione di beni 2/3 al coniuge ( 1/2 + 1/3*1/2) mentre a ciascun figlio 1/12 ((2/3 *1/2):4 )

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    1. La normativa prevede che senza testamento l'intera eredità nel tuo caso va divisa come segue:
      Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli.-

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    2. grazie per la sua cortesia ...

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  58. Salve, ho da sottoporre una questione che a me sembra ingarbugliata: il centro della questione è un appartamento di poco valore. Questo appartamento era intestato a mia nonna che aveva solo 2 figlie, una sposata (mia madre) ed una nubile. Muore mia nonna, rimangono in vita mia madre e mia zia nubile. poco tempo dopo mia madre muore, lasciando 5 figli (me compresa). quindi in successione, muore mia zia, rimaniamo 5 nipoti. A questo punto una delle nipoti (mia sorella) che era l'unica ad avere le chiavi dell'appartamento di mia zia, ad un anno di distanza non ci ha ancora dato la disponibilità delle chiavi dell'appartamento, ma anzi dice di avere trovato un testamento che lascerebbe il 50% dell'appartamento alle 2 figlie di questa sorella (pronipoti). Fino ad oggi non è stata fatta nessuna successione a partire dalla nonna. Spero di essere stato abbastanza chiaro, e le chiedo: Prima questione: Quanto è la quota che spetta ai pronipoti con il testamento calcolando le varie successioni? (se naturalmente spetta ai pronipoti). Seconda questione, avendo detenuto le chiavi per tanto tempo, può arbitrariamente tenersele e non darci nessuna comunicazione in merito, oppure dobbiamo essere noi a fare una richiesta di consegna delle chiavi? Ed avendo questa mia sorella gestito la pensione di mia zia per oltre 30 anni, è tenuta a darne conto? (non esiste da che sappiamo nessun libretto di conto corrente o postale intestato a mia zia, che riscuoteva la pensione personalmente ogni mese in contanti). Grazie della risposta

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    1. Ciao Aurelio!
      Chiunque sia in possesso di un testamento olografo è obbligato a consegnarlo ad un notaio per la pubblicazione, appena abbia notizia della morte del testatore; ciò stabilisce, infatti, l’art. 620 del codice civile.
      Qualora ciò non avvenga, chiunque vi abbia interesse può fare ricorso al tribunale del circondario ove si e’ aperta la successione affinché sia fissato un termine per la suddetta presentazione.
      Come procedere
      A tal fine, si può effettuare una ricerca presso il locale Archivio notarile. In tale ufficio viene accertato se il testamento oggetto della ricerca è già stato pubblicato (nel qual caso saranno fornite le necessarie informazioni per reperire il notaio che conserva l’atto), oppure se si trovi tra i testamenti pubblici ricevuti dai Notai non più in esercizio nel Distretto.
      Altra via percorribile (per quanto si tratti di una richiesta a titolo di cortesia) è quella di contattare il Consiglio notarile del distretto, o – se possibile – direttamente il Presidente, chiedendo di fare una verifica presso gli studi notarili del distretto.
      Per richiedere tale ricerca (così come per quella presso l’Archivio Notarile) l’interessato deve produrre il certificato di morte in originale (anche in carta libera) e rilasciare le proprie generalità.
      L’Ufficio invierà la richiesta di ricerca via fax o e-mail a tutti i Notai del Distretto; in caso di effettiva sussistenza del testamento, il Notaio che lo detiene si metterà in contatto con l’interessato.-
      Purtroppo fino a quando non viene accertato se c'è o meno il testamento, ed eventualmente quello che prevede, è inutile fare simulazioni di calcolo delle quote spettanti ai vari eredi.-

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  59. Gentile Avvocato, sono esecutore testamentario di uncugino di mia madre che non aveva moglie né figli. Il suddetto de cuius ha lasciato testamento pubblico in cui destina somme in vario modo tra cui una cifra X ad una donna estranea ma per cui aveva delle simpatie. visionando i movimenti del conto corrente di questo cugino di mia madre (estratti conto arrivati per posta) vedo che verso questa signora sono stati fatti 3 bonofici di cui due un mese prima della morte del cugino per un totale di circa 2X. la cosa che mi fa piú rabbia è che il terzo bonifico pari a X è stato fatto 20 giorni prima del decesso quando il mio parente sta giá male. La signora deve ricevere la quota che le è stata assegnata nel testamento? il notaio presso cui è stato depositato il testamento dice di no, ma un avvocato di mia conoscenza dice di si... che devo fare?

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    1. In ogni testamento deve essere prevista una quota di legittima e una quota disponibile, questo significa che si può richiedere che vengano incluse nell'asse ereditario anche le donazioni effettuate in vita dal de cuius, solo se vanno a intaccare le quote di legittima degli altri eredi.-

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    2. Riscrivo perchè non capisco se il sito mi rifiuta il testo o no...
      La ringrazio per la risposta, ma è proprio questo punto che non mi è chiaro.
      In caso in considerazione non ci sono eredi leggittimi perchè la persona non aveva coniuge, figli, fratelli. Il parente più vicino è mia madre, ma sono cugini perchè erano cugini primi i genitori.
      Il mio problema è che, ammesso che ci sia una somma di danaro sufficiente a coprire le volonta del de cuius, il notaio mi dice che comunque le donazioni sono un anticipazione del testamento e quindi a questa persona non va dato nulla perchè ha già avuto più di quanto specificato nelle volontà, mentre l'avvocato dice il contrario.
      Tra l'altro non c'è nessun dcumento che accompagna questa donazione (e, da quanto ho capito è necessario che le donazioni siano formalizzate con un atto pubblico o scrittura privata).
      Mi può spiegare?
      Grazie in anticipo

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    3. Se non ci sono eredi legittimi va rispettata la volontà del de cuius, nel senso che in vita poteva disporre liberamente dei suoi beni senza dover rendere conto a nessuno del suo operato, e alla sua morte va rispettato il testamento senza considerare le somme versate a vario titolo in vita, quindi è corretta l'interpretazione dell'avvocato.-

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    4. Grazie Avvocato.
      Vorrei chiederle ancora perchè allora le donazioni sono definite come anticipazioni del testamento. Questa definizione è soggetta a differenti condizioni a contorno?
      Può suggerirmi quale parte del codice civile studiare per chiarirmi le idee sull'argomento e, in generale, sui doveri dell'esecutore testamentario?

      La ringrazio moltissimo.

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    5. Ritorniamo al discorso di partenza!
      Le donazioni sono definite come anticipazioni del testamento solo se vanno a ledere la quota di legittima degli altri eredi, ma se non ci sono eredi legittimi il problema non si pone.-

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  60. Salve dott. Censori ho bisogno di una informazione sulla compilazione del modello F24 per pagare le imposte sulla successione ...ho un dubbio su cosa scrivere nella sezione Erario in Codice ufficio TX7 ? cosi come vedo nel prospetto dell'Agenzia dell'Entrate ? e cosa scrivo in codice atto ? grazie ...

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    1. Il codice atto dipende dal tipo di imposte che devi pagare:
      Ti consiglio quindi di consultare il seguente sito:
      http://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/approfondimenti/117199/successioni-codici-tributo-per-f24.html

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  61. Salve Dott.Censori
    Ho bisogno di una informazione
    Dopo la morte di mio padre senza testamento e dopo la successione sono diventata proprietaria di tutto il patrimonio al 25% perché siamo quattro fratelli
    Mio padre possedeva quattro case tutte nello stesso comune di residenza e alcuni terreni ;tre di queste case le ha date in uso gratuito ai miei tre fratelli con rispettive famiglie ,la quarta era la sua abitazione ed ora spetta di diritto a mia madre (quando verrà a mancare mia madre sarà mia ) Ora ,per la prima volta dopo la successione devo fare il 730
    Io sono casalinga e a carico di mio marito ,il 730 l ha sempre fatto solo a nome suo
    Ora il caf (CGIL) mi dice che io essendo fuori comune non devo dichiarare le proprietà e che assolvo il mio pagamento delle tasse con l imu,mentre a mio fratello il caf (cisl) ha detto che devo dichiarare tutto
    Qual è il modo esatto? GRAZIE

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    1. Ciao Elisabetta!
      Se Tu non hai redditi non devi presentare alcuna dichiarazione dei redditi quindi non devi pagare nulla, a parte la tua quota di IMU sulla parte del patrimonio di Tua proprietà.-
      Presumo quindi che tuo fratello non abbia fornito al CAF un'informazione corretta sulla tua situazione reddituale e patrimoniale.-

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    2. Ciao Elisabetta!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  62. gentile avvocato: mio padre è deceduto dodici anni fà ed è stata fatta la successione, siamo quattro figli,di cui io vivo con mia madre da sempre.mia madre mi vuole donare la casa in cui viviamo. due sorelle vogliono fare la rinuncia, e una sorella non fa la rinuncia.E non vuole venire nemmeno dal notaio anche se gli spetta qualcosa.COME MI DEVO COMPORTARE NEI SUOI CONFRONTI

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    1. Ciao Dario!
      Purtroppo non puoi fare nulla!
      Infatti Tu non puoi imporre alcuna scelta a tua sorella, quindi senza l'accordo di tutti, Tua madre non può fare nulla, perché se Tua madre procede comunque per la donazione, alla sua morte tua sorella potrà comunque impugnarla.-

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  63. Buongiorno avvocato,sono Alessandro da Padova,volevo chiederle un consiglio cortesemente.
    Io sono figlio unico sono sposato ho due figlie e come proprietà immobiliari ho solo la metà della casa in cui vivo con mia moglie.
    In caso che erediti da mio padre la sua casa (mia madre e morta qualche anno fa)devo pagare delle tasse di successione in base al valore? Conviene che mio padre mi faccia una donazione? Non siamo ricchi ,non vorrei fare un mutuo per ereditare l'unico bene che abbiamo.
    Grazie per la sua risposta .

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    1. Ciao Alessandro!
      Non c'è problema!
      Imposta di Successione:
      Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
      - 4% se i beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
      - 6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
      - 6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
      - 8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-

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  64. Gent. Avvocato, io e mia sorella siamo diventati comproprietari di una casa a Roma attraverso la successione prima a mio padre nel 2012 (insieme a mia madre) e poi a mia madre nel 2015. In entrambi i casi io sono stato l'intestatario e ho usufruito dei benefici prima casa vivendo con i miei genitori e non avendo altre case mentre mia sorella aveva gia’ una casa. Dopo la morte di mia madre io e mia sorella abbiamo firmato un preliminare di vendita e qualche mese dopo mi sono trasferito a Genova acquistando un’altra casa tutta mia e usufruendo dei benefici prima casa per l’acquisto. Da qualche mese ho preso la residenza a Genova. Adesso che io e mia sorella siamo arrivati al rogito della casa di Roma e mia sorella sta vendendo insieme a me, perdo i benefici delle due successioni avendo venduto prima dei 5 anni anche se non potevo fare altrimenti? Comunque ho acquistato un’altra casa, solo 6 mesi prima della vendita di quella su cui c’era stata la successione. Siamo responsabili entrambi dell’integrazione da versare all’Agenzia delle Entrate e quanto tempo ho?

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    1. - Purtroppo SI! Vendendo la casa prima dei 5 anni perdi i benefici delle due successioni.-
      - Purtroppo NO! Sei responsabile solo Tu dell'integrazione da versare all'Agenzia delle Entrate in quanto per tua sorella non si trattava della prima casa.-
      - L’imposta di successione liquidata dall’ufficio sulla base della dichiarazione presentata può essere pagata anche a rate, con queste modalità:
      - almeno il 20% dell’importo entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione
      - la parte restante, in otto rate trimestrali (dodici, per importi superiori a ventimila euro), sulle quali sono dovuti gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale. Le rate scadono l'ultimo giorno di ciascun trimestre.
      Questa rateazione non è ammessa per importi inferiori a mille euro.-

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  65. Salve
    mio padre è defunto nel 1995 e aveva da anni problemi di salute invalidanti per i quali aveva fatto richiesta nel 1987 dell'assegno di invalidità e dal 1995 della pensione di invalidità avendo più di 15 anni di contributi versati; in vita entrambe le indennità non gli sono mai state riconosciute. Nel 1997 io mia madre e mia sorella (unici suoi eredi) abbiamo intentato una causa e nel 2001 il Tribunale ha obbligato l'INPS a riscuotere la somma equivalente per le indennità richieste riconoscendo le patologie di mio padre, per le quali oltre tutto era deceduto. Nel provvedimento del giudice siamo citati tutti e tre come riccorrenti e aventi diritto. All'epoca questa somma fu investita nell'acquisto di una casa come anticipo, coprendo la restante parte con l'accensione di un mutuo; per usufruire di un tasso più agevolato il mutuo è stato acceso da mia sorella come dipendente di Banca a condizione che l'unica intestataria della casa fosse lei. In seguito ho provato in ogni modo a convincerla di formulare un atto notarile che stabilisse la comproprietà dell'immobile con usufrutto a mia madre, ma siamo arrivati al 2016 e non si è voluto fare nulla. Ora ho la mia famiglia e le mie esigenze e volevo sapere se e in che modo posso recuperare la mia quota, che credo debba corrispondere ad 1/3, della somma corrisposta dall'INPS che non è mai arrivata a me, ma è stata interamente impiegata per l'acquisto di questa casa su cui io non ho alcun diritto.
    La ringrazio in anticipo
    Saluti

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    1. Termini di prescrizione del credito:
      La perdita del diritto alla riscossione del credito si determina nel caso in cui il proprio diritto non venga esercitato per un delimitato periodo.
      I tempi di prescrizione vengono definiti a seconda della tipologia del credito ed in generale, salvi i casi in cui la legge dispone diversamente, il credito si prescrive in 10 anni (art. 2946 c.c).
      Il decorso della prescrizione del credito può essere interrotto con la notifica al debitore di un atto con cui il creditore manifesti in maniera esplicita la propria intenzione di interrompere il decorso della prescrizione oltreché costituire in mora il debitore.
      Dalla data di ricezione di tale atto il termine di prescrizione ricomincerà a decorrere.-

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