lunedì 28 aprile 2014

Eredità e Successioni

Senza Testamento

I familiari che ereditano per legge sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Fratelli (se mancano i figli)
  • Ascendenti (se mancano i figli)
  • Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-


Con Testamento

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


Il matrimonio: comunione e separazione dei beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


Accettazione dell’eredità:

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


Rinuncia di eredità:


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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140 commenti:

  1. Buongiorno avv. Gianfranco Censori.

    La mia situazione è un pò particolare.2 anni fa sono stata
    assunta come colf (25 ore sett. tempo indeterm.). Adesso sono al 6 mese
    di gravidanza e il padre del mio bambino è il mio dattore di
    lavoro.vogliamo iniziare a convivere e quindi dovrei spostate la
    residenza da lui.le domande sono:
    1. Se sposto la residenza dal mio dattore di lavoro (attualmente anche
    mio compagno) lui deve:modificare il contratto di lavoro in corso,
    oppure deve solo segnalarlo al INPS?
    2. Spostando la residenza divento convivente quindi cambia anche la
    situazione retributiva?
    3.In caso decidessimo di terminare il rapporto di lavoro (adesso non si
    può perché sono in gravidanza) avrò diritto alla disoccupazione o ci
    sono delle limitazioni essendo convivente ?
    La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità

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    1. - SI! Se sposti la residenza dal tuo datore di lavoro dovete modificare il contratto da non convivente a convivente.-
      - SI! Cambia la situazione retributiva.-
      - SI! Alla cessazione del rapporto di lavoro avrai diritto all'ASPI o alla Mini Aspi, in base alla Tua situazione contributiva.-

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  2. Buongiorno!
    Egregio Avvocato,
    Vorrei sapere se una casa ereditata dai genitori di mio padre durante il suo matrimonio con nostra madre , in caso di morte di mio padre,sia solo ereditata da noi due sorelle (nostra madre e convinta di questa legge) sia vero. Noi due sorelle voremmo anche rinunciare a quest'eredita, se capita un giorno. in modo di evitare di pagare tasse subito. Noi abitiamo all'estero. Voremmo solo ereditare quando i nostri due genitori non siano piu di questo mondo. Grazie per la vostra risposta.

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    1. NO!
      In caso di morte di tuo padre gli eredi sareste Tu, Tua sorella e Tua madre in 3 parti uguali, quindi a suo tempo Tu e Tua sorella potreste rinunciare alla vostra quota di proprietà in favore di Vostra madre.-

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  3. Buongiorno Avvocato,
    in breve questa è la mia storia: mi sono risposata circa tre anni fa, dopo 5 anni di convivenza, con A. che era divorziato e con due suoi figli..... e 10 anni fa era morta sua sorella con 44 anni e l'anno dopo suo padre.
    Mio marito aveva un'officina con parecchi macchinari, un po' suoi e un po' di suo padre defunto e un po' di mio padre.
    Tempo fa mio marito si è ammalato e per affrontare le spese mediche oncologiche, diversi interventi e spese di medicinali e altre varie, abbiamo dovuto vendere alcuni macchinari che non ricordo neanche quali fossero. Avevo tentato di chiedere aiuto ai figli ( a cui avevamo prestato 15.000 e mai più restituiti) e alla nipote ( figlia dell'unica sua sorella defunta) ma nessuno ha potuto o voluto aiutarci nè economicamente nè con la presenza. Oltretutto io ho dovuto licenziarmi da un lavoro fisso, perchè dopo aver usufruito dell'aspettativa prevista, mio marito era peggiorato tanto da essere dichiarato invalido al 100% e per dargli assistenza continua, non ho potuto che licenziarmi .
    Mio marito se n'è andato il 30 Aprile 2014 ed oggi la nipote mi ha telefonato chiedendomi tutti i macchinari che erano in parte anche del nonno e secondo lei sono cose di famiglia.....ma io non li ho più....mai visto nessuno di loro in tanti anni di malattia, adesso riescono a telefonare....per chiedere...
    cosa dice la legge? e quei pochi attrezzi rimasti sono obbligata a darglieli? chi dice che sono del nonno e di mio papà o di mio marito? la nipote vuole venire a casa mia, che poi è di MIO figlio a vedere l'officina....ma io non le ho ancora detto che avevamo venduto parecchie cose...
    Grazie infinite
    S.

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    1. Se l'officina meccanica era intestata solo a Tuo marito, tutte le attrezzature erano per legge di sua proprietà, quindi in vita Tuo marito poteva disporne liberamente, e la nipote comunque non ha titolo per richiedere una parte dei macchinari.-

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  4. Avvocato Egregio, buonasera! Le chiedo una cosa complicata. Un genitore con tre figli, fa testamento olografo a favore di uno solo dei figli, escludendo anche il coniuge. So che la legge dice che tutti i figli hanno gli stessi diritti ed anche il coniuge, ma legga prima tutto. Alla morte del testatore, restano quindi, il coniuge ed i tre figli. Il testamento fu pubblicato subito. Dopo 5 anni dalla pubblicazione del testamento, muore anche il coniuge superstite, restano i 3 figli e, i due non nominati nel testamento, pare non abbiano nessuna intenzione di impugnare il testamento. Uno dei due figli non nominato erede, ha debiti (banche, privati, finanziarie, equitalia, ecc...) , quindi diciamo che avrebbe anche interesse a non impugnare il testamento perchè a lui non andrebbe nulla, bensì finirebbe tutto ai suoi creditori. Il debitore di cui parlo, che ha però figli maggiorenni, potrebbe firmare, a distanza di 6 anni dalla pubblicazione del testamento, la rinuncia all'eredità? Se non altro per consentire al figlio nominato erede di poter vendere l'immobile, che poi è l'unico bene, non c'era altro, solo l'immobile in cui viveva il figlio nominato erede universale ed il coniuge che ci ha vissuto fino al decesso (in questo modo, tramite accordi privati coi fratelli, lui potrebbe anche recuperare qualche soldino senza l'intervento dei creditori, no?) Insomma, essendo passati 6 anni dalla pubblicazione del testamento, "chi" potrebbe intervenire sulla sua rinuncia all'eredità? I creditori o i figli? O, visto che son passati 6 anni, non può intervenire più nessuno sulla rinuncia all'eredità? Il problema è che il figlio nominato erede, vorrebbe vendere l'immobile, in quanto troppo grande per abitarlo, troppo dispendioso e sarebbe da ristrutturare, liquidando anche parzialmente i fratelli, ma pare che se non passano 10 anni dalla pubblicazione del testamento, questo non sia possibile. E' proprio così? O cosa bisognerebbe fare per riuscire comunque a vendere l'immobile pima dei 10 anni? Tra l'altro tutte le spese, IMU, condominio straordinario, ecc ecc, le sostiene, dalla morte del genitore testatore, sempre il figlio nominato erede, che però abita nell'immobile, gli altri due non hanno mai corrisposto un centesimo per il mantenimento dell'immobile. L'altro fratello firmerebbe la rinuncia e non ha nè figli , nè debiti, e non ha nessuna intenzione nemmeno lui di impugnare il testamento. Come se ne può venire fuori da questa situazione? La ringrazio tanto. donata

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    1. Se il figlio che ha debiti non vuole la sua parte di eredità perché finirebbe ai creditori, deve rinunciare all'eredità con atto pubblico, cioè con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente.-
      Purtroppo però i creditori del soggetto che ha rinunciato possono farsi autorizzare dal Tribunale ad accettare l’eredità in nome e luogo del loro debitore, per poter soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti. Questo diritto dei creditori si prescrive in cinque anni, decorrenti dalla data della dichiarazione di rinuncia.-
      L'unico sistema per uscirne è che tutti accettino l'eredità e che si mettano d'accordo sulla vendita e sulla divisione del ricavato, e se il ricavato di uno degli eredi andrà ai suoi creditori sarà solo un problema suo.-

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    2. Mi scusi avvocato, ho dimenticato di dire che, all'atto della pubblicazione del testamento olografo, fu anche fatta dal notaio stesso, la variazione al catasto. E fu fatta anche la successione sempre e solo a nome dello stesso figlio senza aggiungere il coniuge, nè gli altri 2 figli. Quindi, da 6 anni, l'immobile è già intestato, al catasto, soltanto al figlio nominato erede unico. Non c'è da accettare nessuna eredità. Ed attualmente, il titolo di proprietà, è la pubblicazione del testamento, credo proprio perchè debbano passare i fatidici 10 anni per fare la voltura definitiva vera e propria. Gli altri 2 fratelli, non hanno intenzione di impugnare nulla, perchè sanno che, tramite civili accordi, riscuoteranno comunque qualcosa. Il problema è che il figlio erede unico, non può più sostenere le spese di un appartamento così grande e dispendioso e vorrebbe trovare il modo per vendere e liquidare i fratelli. Pare però che la legge non lo permetta prima dei 10 anni dalla pubblicazione del testamento, è proprio assolutamente così? Certo, tutto questo sempre che, i fratelli esclusi, non cambino idea nei prossimi 4 anni e decidano di fare causa, l'imprevedibile ovviamente non si può prevedere, ma è anche vero che sono cose così lunghe e costose che a tutti converrebbe un accordo. Da quello che lei mi ha risposto ho capito che i creditori possono intervenire sempre, entro i 5 anni, su una rinuncia e quindi, il fratello con debiti, non può rinunciare sennò intervengono i creditori immediatamente. E del resto, se lui non rinuncia, non si può vendere. E' così? Mi sto chiedendo, se al catasto l'immobile è già al 100% intestato ad un solo figlio, i creditori da dove risalgono a controllare se c'è la rinuncia degli altri due figli? I creditori fanno continui e periodici controlli al Tribunale? Grazie per le sue risposte chiarissime.

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    3. Purtroppo a suo tempo il notaio ha fatto una "forzatura", come è stata una "forzatura" la modifica al catasto, e dovrebbe quindi aver informato il figlio erede che prima di 10 anni non avrebbe potuto disporre "liberamente" dei suoi beni.-
      Infatti per legge entro 10 anni, i fratelli esclusi potrebbero ripensarci e pretendere quindi la loro quota, ed eventuali creditori dell'erede escluso potrebbero impugnare la vendita.-
      A questo punto non vedo quindi altre strade percorribili se non quella di attendere i 4 anni mancanti, perché eventuali ipotesi alternative finirebbero col rimettere tutto in discussione, e quindi anche la volontà dei fratelli esclusi dalla successione.-

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    4. Quindi è come chiedevo? I creditori fanno visure e controlli periodici dei vari Atti Pubblici tipo le rinunce, le accettazioni, eccetera?? Purtroppo temevo che fosse così! Nono, il notaio informò molto bene l'erede del vincolo dei 10 anni ma, essendo in vita l'altro coniuge, nessuno dei figli all'epoca pensava nè alla vendita, nè alle conseguenze di tutto ciò e si è pensato subito particolarmente a preservare la quota che, di sicuro, oggi sarebbe stata già ipotecata o impugnata. Tutto fatto senza pensare bene al futuro, purtroppo! Grazie mille avvocato. Buon lavoro!

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    5. Purtroppo SI!
      I creditori potrebbero fare visure e controlli periodici dei vari atti pubblici, essendo parte in causa, e se il notaio a suo tempo informò correttamente l'erede del vincolo dei 10 anni, non poteva fare di più.-

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    6. Avvocato, mille mille grazie !! Continuerò a seguirla perchè leggerla è un vero piacere. Buon proseguimento.

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  5. Caro Avvocato, buongiorno. Avevo una domanda da farle. Quando mia nonna era in vita, deciso di mettere mia madre come beneficiaria unica dopo la sua morte, di un suo conto in banca. Mia mamma ha tre fratelli, che all'epoca erano assolutamente a conoscenza della situazione, tanto che uno di loro accompagnò mia mamma in banca per tutte le firme e questioni burocratiche. Ovviamente c'era anche mia nonnache firmò il tutto. Ad oggi, i tre fratelli possono pretendere la loro quota? Nel senso, dato che mia mamma è l'unica beneficiaria ( e data la morte di nonna), può decidere lei e solo lei di quei soldi? Loro hanno diritto alla loro parte, o l'intera quota è solo di mamma?? Mia nonna non ha lasciato alcun testamento!

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    1. Purtroppo se Tua nonna non ha lasciato un testamento per legge il saldo del conto in banca va diviso in parti uguali tra tutti e 4 i suoi figli.-
      Ovviamente se i 3 fratelli, nel rispetto della volontà della loro madre, vogliono rinunciare alla loro quota di eredità in favore di tua madre possono farlo senza problemi.-

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    2. Avvocato, mi scusi ancora per il disturbo. Mi sono informato meglio. Non è un conto. Ma una vera e propria polizza. eurizon del Banco di Napoli. Vale la stesas cosa??

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    3. Purtroppo SI!
      Deposito in conto corrente o polizza eurizon ai fini del diritto ereditario è la stessa cosa.-

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  6. Buonasera avvocato,
    Sono chiamato, assieme ai miei tre fratelli, all'eredità di mio padre. Quella che lascia e` un'eredità "difficile". Gli altri eredi hanno deciso di accettare mentre io vorrei avvalermi dei 10 anni a disposizione per pensarci. Premetto che non sono venuto in possesso di nulla di mio padre pertanto sono nel mio pieno diritto. Ho figli minori. Ora mi trovo nella situazione in cui per chiudere un conto corrente peraltro in negativo intestato a mio padre la banca pretende anche una mia azione che comporterebbe però tacita accettazione dell'eredità. Come posso far compiere ai miei fratelli questa operazione di chiusura (come forse altre necessità che si presenteranno) senza intervenire attivamente e perdere la possibilità di usufruire dei 10 anni previsti dal codice civile? Grazie mille della sua disponibilità e professionalità. Carlo.

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    1. Ciao Carlo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo se non vuoi creare problemi ai Tuoi fratelli devi accettare o rinunciare all'eredità, perché il tuo diritto di poter attendere 10 anni contrasta con il diritto dei Tuoi fratelli di poter disporre prima dei 10 anni dei beni ereditati.-
      Ti consiglio eventualmente di accettare l'eredità con beneficio d'inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

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  7. Egregio Avvocato
    Vivo nella casa che per 1/3 ho ereditato da mio padre con il quale avevo stipulato un regolare contratto d’affitto registrato per € 450 + spese ordinarie ,quali fossero, a mio carico (circa 250€ /mese).
    Gli altri eredi sono mia madre e mio fratello che vivono in una villetta di proprietà di mia mamma.
    Secondo le informazioni che ho acquisito il contratto d’affitto passa in capo agli eredi ed ho provveduto a versare 1/3 dell’affitto a mio fratello (€150 mensili) e nulla a mia madre che mi ha concesso il comodato d’uso per il suo terzo.
    Ora il problema è che mio fratello non è soddisfatto della quota d’affitto che gli pago e vorrebbe di più.
    Visto come si mettevano le cose ho proposto lui di acquistargli la quota ma ha rifiutato o di venirci a vivere lui senza pagarmi il canone ed io andare con nostra madre ma ha rifiutato.
    Io trovo ricattatorio e ingiusto pagargli tutta la quota d’affitto ,dato che ha un solo terzo e mi sembra una prepotenza.
    Vuole disdire il contratto e vuole l’intera quota che versavo a mio padre solo per se o in alternativa che io lasci la casa per affittarla a terzi per guadagnarci di più.
    Volevo sapere legalmente come sono tutelato in questo caso e che valenza effettiva ha il contratto d’affitto ereditato e se per disdirlo basta una sola persona o ci vuole l’accordo di tutti.
    Insomma vorrei mettermi a posto dal punto di vista legale per chiudere la questione …..
    La ringrazio infinitamente per la disponibilità e la saluto cordialmente
    Paolo

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    1. Ciao Paolo!
      Il contratto d'affitto non può essere disdetto prima della scadenza, quindi puoi continuare a pagarli la sua quota di 150,00 euro.-
      Il problema si porrà però alla scadenza del contratto perché allora o vi metterete d'accordo o la casa andrà venduta e vi dividerete il ricavato.-

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    2. Grazie ! Però non riesco a capire una cosa : perché dobbiamo vendere la casa quando io gli ho offerto di acquistare la sua parte e lui ha rifiutato ? Io gli avrei i soldi per acquistarla ..... Grazie !

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    3. Ciao Paolo!
      La legge prevede che gli eredi o si mettono d'accordo tra di loro o subentra un giudice che impone la vendita della casa e la divisione del ricavato.-
      Questo significa che la casa viene venduta a chi offre di più.-

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  8. Buongiorno Gianfranco.. volevo chiederle per cortesia , se una zia ha due nipoti ,figli di sorella , puo fare testamento a favore solo di uno di questi? o quello escluso puo rivendicare la sua parte?

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    1. Ciao Maria!
      Con testamento, senza coniuge, senza figli e senza ascendenti = 100 % quota disponibile, questo significa che la zia può fare testamento in favore di chi vuole e nessuno può impugnarlo.-

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  9. caro avvocato..volevo porle il problema di mia madre che ha ereditato la casa dei suoi genitori defunti,ma sua sorella e suo fratello vogliono venderla.mia madre vuole comprarla ma non ha i soldi per il suo valore essendo pensionata commerciante con 600 euro al mese e noi figli siamo disoccupati.grazie per la risposta

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    Risposte
    1. Se nessuno dei fratelli ha i soldi per rilevare le quote degli altri, la casa va messa in vendita e andrà quindi diviso il ricavato.-

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  10. caro avvocato vorrei sapere da lei se i fratelli di mia madre possono vendere la casa contro la sua volonta' (anche lei e' un erede della casa),posso vendere questa casa.
    grazie

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    1. Se tra fratelli non si mettono d'accordo per vendere la causa, dovranno andare in causa in modo che sarà il giudice a imporre la vendita e la divisione del ricavato.-

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  11. caro avvocato, vorrei sapere se i miei genitori con cui non mi parlo , possono estromettermi dall'eredità. Possono intestare tutto a mia sorella o mi spetta la legittima?grazie in anticipo per la risposta

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    1. Con testamento:
      Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile.-
      Questo significa che almeno il 25% che è la quota di legittima deve esserti garantito.-

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  12. Buona sera dott Censori sono Nicola.Voglio chiederti siamo quattro figli e siamo propietari di 1/3 ciascuno e di un 1/6 la nostra mamma di un'appartamento.La mia domanda e questa 2 dei miei fratelli vogliono rinunciare alla parte della mamma e donarla a i loro rispettivi figli possonno farlo premettendo che la mamma e venuta a mancare. O in automatico vanno a gli altri intestatari della casa ? Grazie anticipatamente della risposta Nicola

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    1. Ciao Nicola!
      SI!
      I Tuoi fratelli possono accettare o destinare la loro quota di eredità a chi vogliono.-

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  13. Buongiorno,
    espongo il caso di quattro eredi che sono tutti nel ramo paterno di una loro cugina che è deceduta non avendo figli, non essendo mai stata sposata e con tutti i parenti di primo grado (genitori e sorella) già deceduti. Il problema sta nel fatto che la madre era originaria di un'altra regione e nessuno ha mai avuto contatti con questo ramo familiare; in sostanza gli altri eventuali beneficiari residui dovrebbero essere i figli degli oltre dieci fratelli della madre (fratelli nati nell'ultimo quarto del 1800)) che però nessuno conosce e la cui integrale rintracciabilità è complicatissima. Come devono procedere per non arenarsi?
    Grazie,
    Piero

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    1. Ciao Piero!
      Purtroppo non esistono scorciatoie!
      Infatti fino a quando non vengono rintracciati tutti gli eredi non si può fare la successione.-

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    2. Buongiorno,
      in merito al quesito che ho posto, deduco che se fosse impossibile accertare se qualcuno degli eredi di una successione legittima sia ancora vivente o in ogni caso rintracciarlo (in questo caso parliamo di un numero ipotetico perché nessuno sa se gli zii del ramo materno avessero dei figli e quanti e ovviamente quanti siano ancora viventi) la successione decadrebbe.
      Grazie di nuovo
      Piero

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    3. Ciao Piero!
      Purtroppo SI!
      In tal caso la successione decadrebbe!!!

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  14. caro avvocato mia madre ha ereditato una casa insieme ai suoi due fratelli.la situazione e' questa:i 2 fratelli vogliono venderla,ma mia madre si oppone in quanto legata sia al valore affettivo e sia perche' non ha i soldi per pagare ai 2 fratelli il valore della casa.possono i suoi fratelli farle causa? e se si per quanto tempo durera' questa causa?
    mi scusi se non mi sono fatto capire bene nei precedenti commenti.grazie tante.

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    1. Purtroppo SI!
      Se Tua madre non da il suo consenso alla vendita della casa, i suoi fratelli possono farle causa in modo che sia il giudice a imporre la vendita e la conseguente divisione del ricavato.-
      I tempi della giustizia italiana sono piuttosto lunghi e questo vuol dire che alla fine una buona fetta del ricavato della casa andrà agli avvocati.-

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  15. Buongiorno avvocato volevo chiedere riguardo mio fratello che e' sposato con separazione dei beni e senza figli.nel testamento olografo di mio padre lascia la sua casa a mio fratello che non ha voluto fare la donazione da mio padre a lui.se mio fratello gli accade qualcosa puo' la moglie ereditare questa casa con testamento olografo di mio padre.
    grazie

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    1. Se Tuo fratello dovesse morire prima di tuo padre, Tuo padre potrebbe cambiare il testamento, mentre se dovesse morire dopo la morte del padre la casa passerebbe alla moglie.-

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  16. caro avvocato,a mio padre e' stata riconosciuta l'invalidita' al 100%con accompagnamento.questo pero' dopo un ricorso fatto un anno fa circa.vorrei sapere da quando ha decorrenza la pensione,se dall'accettazione della suddetta o da quando ha fatto la domanda e se quindi gli spettano gli arretrati.grazie.

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    1. Ciao Bruna!
      Se a tuo padre è stata riconosciuta l'invalidità al 100% con accompagnamento, la decorrenza sarà dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda all'INPS, quindi avrà diritto agli arretrati.-

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  17. Buonasera Avvocato !
    Ho ereditato una casa per 1/3 , glia altri 2/3 sono di mia madre e mia sorella che vogliono vendere.
    E' vero che , se interessata, avrei diritto di prelazione nel caso fossi interessata all'acquisto dei 2/3?
    grazie ! Irene

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    1. Ciao Irene!
      SI!
      Se Tu fossi interessata all'acquisto degli altri 2/3 della casa avresti il diritto di prelazione.-

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  18. Caro avvocato una mia zia signorina e deceduta senza lasciare testamento l'eredità ha due fratelli e cinque nipoti di fratelli deceduti come viene divisa in parti uguali o i nipoti prendono una parte e viene divisa seconfo quando figli aveva un fratello defunto

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    1. L'eredità va divisa in parti uguali tra i fratelli della deceduta, quindi ai fratelli deceduti subentrano i figli che si dividono la quota che sarebbe spettata al padre.-

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  19. Salve avvocato, ho un quesito da porle. Mia nonna ha sottoscritto delle polizze vita postali, prima che morisse, i cui beneficiari sono i suoi 2 figli. Cosa succede se al termine del contratto uno dei due beneficiari si rifiuta di ritirare la somma assicurativa?

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    1. Purtroppo se i beneficiari delle polizze sono due persone, se non si mettono d'accordo le poste ringraziano perché evitano di pagare, in quanto uno solo dei beneficiari per legge non può ritirare la sua sola quota.-

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  20. Salve avvocato,siamo in 5 fratelli 4 abbiamo firmato x i soldi in banca ma un fratello no.cosa fare ?grazie.

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    1. Purtroppo se gli eredi sono 5 e non si mettono tutti d'accordo la banca ringrazia perché evita di pagare, in quanto i 4 beneficiari che hanno firmato per legge non possono ritirare la loro sola quota.-
      L'alternativa è intentare una causa al fratello che si rifiuta di firmare, in modo che sia il giudice a imporre la divisione del saldo dei depositi bancari.-

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  21. bn giorno...devo lavarmi dalla testa questo tarlo e mi serviva un suo sapere. alla morte di mio nonno una 50%dell eredità è stata suddivisa in tre la legittima quindi ( mio padre e i miei 2 zii) la nonna ancora in vita l altro 50%..succede che muore improvvisamente mio padre ,dopo 5 anni dalla sua morte mia nonna decide di vendere la sua quota ai due miei zii senza interpellarci( lo abbiamo saputo dopo due anni. gli avvocati sentiti in merito in quel periodo ci hanno smp detto che per sistemare la faccenda bisognava aspettare dopo la morte di mia nonna) )..ora sono due anni che è morta mia nonna... la mia domanda è? noi come eredi di mio padre quindi noi 2 fratelli e mia madre non abbiamo diritto di una legittima anche di mia nonna ? e cmq qsto atto di vendita è regolare nel senso si può fare senza richiesta di rinuncia da eventuali altri eredi ,come appunto in qst caso?? grazie...( la domanda in merito serve a sistemare una divisione di immobili fatti su terreni nn ancora suddivisi) grazie per l'attenzione!

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    1. L'atto di vendita è regolare perché una persona in vita può disporre liberamente dei suoi beni, quindi potrebbe anche regalarli all'amante senza che nessuno possa opporsi.-
      Il discorso invece cambia alla morte della persona, perché se c'è un testamento deve prevedere la quota di legittima, mentre se non c'è un testamento l'eredità va divisa tra tutti gli eredi in base a quello che prevede la legge.-

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    2. grazie...un altra domanda :per risalire se esiste o meno un testamento??..dato che....non abbiamo piu` avuto contatti diretti ?

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    3. Si può verificare l'esistenza o meno di un testamento rivolgendosi alla cancelleria del tribunale competente per la zona di residenza del de cuius.-

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  22. Buonasera, mio padre non ha mai provveduto a me, nè economicamente nè moralmente. So che è malato e ricoverato in ospedale. So che la sua attuale moglie è avida in merito ai beni materiali ed ha timore di perdere soldi o di dovermi dare qualcosa. Ci sono anche altri due figli e conosco le percentuali di suddivisione. La mia domanda è: se lei ora riesce a convincerlo ad intestare a lei appartamento e conti correnti, in modo tale da poter avere tutto alla sua dipartita, io come posso difendere i miei diritti? In altre parole, se la moglie riesce a convincerlo ad intestare tutto a lei ora che lui è ancora in vita, io rimango senza eredità? Cosa dice la Legge in merito a queste situazioni? Grazie.

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    1. Per legge Tuo padre in vita può disporre liberamente dei suoi beni, quindi può donare anche tutto alla sua attuale moglie senza che tu possa fare nulla, e solo alla sua morte gli eredi potranno mettere eventualmente in discussione le eventuali vendite o donazioni effettuate negli ultimi anni.-

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  23. Buongiorno avvocato, sono figlio da un matrimonio tra padre italiano e madre austriaca. Il matrimonio è stato effettuato in Austria secondo la legge austriaca, con la separazione dei beni. Mia madre ha un figlio dal precedente matrimonio, che vive in Austria. Abbiamo diversi immobili in Italia e all'estero, tutti intestati a mio padre che è l'unico a lavorare. Come andrebbe suddivisa l'eredità in caso del decesso di lui, o di lei? So che la questione può essere complicata. Grazie.

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    1. La normativa prevede che senza testamento l'intera eredità andrebbe divisa come segue:
      - Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
      - Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
      - Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli.-
      Siccome il matrimonio è stato effettuato in regime di separazione dei beni, alla morte di uno dei Tuoi genitori andrà in successione, in base alle percentuali suddette, solo i beni che ha intestati, esclusi ovviamente i beni che ha intestati l'altro genitore.-

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  24. Egregio avvocato le sarei grato se mi rispondesse al seguente quesito.
    se il genitore di minore, coerede di un bene immobile, sottoscrive un documento relativo allo scioglimento della comunione senza aver accettato l'eredità con beneficio d'inventario, ne tanto meno essere stato autorizzato a compiere tale atto dal giudice tutelare, è comunque vincolato a portare a termine l'impegno, oppure il documento è privo di valore, considerando, oltretutto, che tale sottoscrizione riguardava anche altri due figli maggiorenni - anch'essi coeredi - per semplice rappresentazione, ma senza alcuna delega scritta da parte dei medesimi ?
    La ringrazio e la saluto cordialmente

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    1. Se il genitore di minore coerede di un bene immobile, sottoscrive un documento inerente lo scioglimento della comunione senza aver accettato l'eredità, il documento è privo di qualsiasi valore giuridico.-

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  25. Buona sera avvocato , avrei bisogno di un consiglio , anni fa è morto mio nonno lasciando la moglie e tre figli , un paio di anni fa un figlio tramite un'avvocato ha prelevato una parte di soldi che erano nel libretto bancario e se li è intestati a lui ma ha detto che però non può usarli fino alla morte della mamma , l'altro fratello mi è stato detto che ultimamente ha prelevato tutto il contante , l'altra sorella(mia mamma ) non ha prelevato niente (i prelievi dei fratelli sono stati fatti nonostante non ci fosse la firma di tutti e tre) ora mia mamma vorrebbe prelevare la sua parte di eredità ossia il 66,6%: x 3 ma se libretto bancario è stato vuotato come può avere la sua parte di eredità lasciata da suo padre , i fratelli sono tenuti a dare risconto su come hanno speso i soldi e potevano farlo senza la sua firma ?mi scusi se mi sono espresso non proprio bene , la ringrazio x la sua cortese risposta

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    1. SI!
      I fratelli sono tenuti a dare riscontro su come hanno speso i soldi, visto che erano soldi di tutti, e non capisco perché alla morte di Tuo nonno gli eredi non hanno provveduto a dividersi il saldo del libretto bancario in base alle quote che prevede la legge.-
      Riguardo a come abbiano fatto, bisognerebbe capire com'è intestato il libretto e se qualcuno aveva una procura per poter prelevare dal libretto bancario stesso.-

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    2. Buongiorno , il libretto bancario è intestato a mia nonna ma i due figli hanno la procura x poter prelevare , mia mamma non ce l'ha , i suoi fratelli hanno fatto i furbi si sono presi in carico mia nonna x un breve periodo (il tempo di far mettere la loro firma sul libretto e ne hanno approfittato x prelevare ) più x i loro bisogni che per mia nonna novantenne e poi l'hanno scaricata in un ricovero , cosi uno ha prelevato già la sua parte di eredità lasciata dal nonno 22.000 euro ossia un terzo del 66.6 %che aspettava agli eredi , però mi sembra strano che il suo legale abbia dato la possibilità senza avere la firma di tutti e tre gli eredi , l'altro mi hanno detto che ha vuotato il conto utilizzando anche la parte di eredità spettante a mia mamma , cosa possiamo fare x provare ad ottenere la parte spettante a noi ? grazie

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    3. Purtroppo a questo punto Tua madre per recuperare la sua quota di eredità deve rivolgersi a un legale ed intentare una causa ai suoi fratelli.-

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    4. Buongiorno, grazie x la sua sollecita risposta , proveremo a contattare un legale .

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  26. Buonasera, avrei bisogno di un suo consiglio ,:se gli eredi cono più di uno possono prelevare senza la firma di tutti gli aventi diritto di prelevare la parte di eredità spettante a loro senza la firma di consenso di tutti gli eredi ? e se lo fanno a cosa vanno incontro , devono rendere la parte prelevata oppure chi ha avuto ha avuto ? Grazie

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    1. Purtroppo NO!
      Per legge senza il consenso di tutti gli eredi nessuno può prelevare la sua parte spettante, quindi se qualcuno ci riesce in qualche modo "scavalcando" la legge, sarà tenuto poi a restituire la parte prelevata, che dovrà quindi anch'essa andare in successione.-

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  27. buonasera abbiamo ereditato per sucessione 2 appartamenti con mio fratello e sono cointestati adesso il mio lo voglio intestare ma lui non ne vuole sapere per non spendere denaro cosa devo fare?

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    1. buongiorno sono sebre io 23:58 la successione e stata trascritta nel 2005

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    2. Purtroppo non ci sono molte alternative!
      Infatti o cercate di mettervi d'accordo o devi ricorrere a un avvocato ed intentare una causa a Tuo fratello per imporre la divisione dell'eredità.-

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  28. Buongiorno Dott.Censori volevo gentilmente chiederle, quanti anni bisogna aver lavorato per poter ricevere in caso di morte la pensione di reversibilità alla moglie ed hai 2 figli minori?
    Grazie Massimo

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    1. Ciao Massimo!
      La pensione ai superstiti spetta solo se il deceduto aveva accumulato, in qualsiasi epoca, almeno 15 anni di contributi oppure se era assicurato da almeno 5 anni, di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la data di morte.-

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  29. buonasera vorrei porle il mio caso:
    mia mamma purtroppo è morta ed ha lasciato a me come erede la sua casa e dei terreni,visto che io ho già una casa posso rifiutarla e accettare solo i terreni oppure disporre che la casa venga donata ad esempio alla chiesa cattolica cm posso fare grazie saluti!!!

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    1. La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa.-
      Nel Tuo caso quindi devi accettare l'intera eredità per poi donare contestualmente o successivamente la casa a chi vuoi Tu.-

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  30. Buona sera dottor Censori, mio fratello ha ereditato alla morte di una zia, una somma in denaro. Lui è stato contattato dopo 5 mesi dall'altro erede che ha ricevuto immobili e denaro; la zia viveva in Canada ed il notaio che tramite l'altro erede ha chiamato mio fratello ha detto che per ricevere la quota deve pagare a lui l'onorario. Non so perchè ma qualcosa mi puzza di losco anche per altre cose affermate da questo presunto notaio italo-canadese. Io posso interpellare un legale per appurare se la mia sensazione è reale o meno?

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    1. In teoria la procedura potrebbe anche essere corretta, ma siccome non hai gli strumenti necessari per verificarlo, è il caso che effettivamente interpelli un legale, per evitare di cadere vittima di un'eventuale truffa.-

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  31. Salve Dottore, volevo chiederle un consiglio , circa 4 anni fa sono deceduti prima il nonno e dopo pochi mesi la nonna, mia mamma che eredere diretta è stat diciamo costretta psicologicamente ( i motivi sono lunghi per raccontarli) dai suoi fratelli e rispettivi cognati a rinunciare all eredita quindi di conseguenza abbiamo dovuto rinunciare anche noi 4 figli altrimenti con la rinuncia della mamma sarebbe spettata a noi l eredita , queste miei zii oltre ad aver pressato psicologicamente mia madre non ci hanno mai informato se i nonni avevano dei conti correnti noi sapevamo solo dell esistenza di un immobile , quando abbiamo fatto la rinuncia su di essa si diceva che rinunciavamo all eredita senza entrare nei particolari insomma della consistenza di essa, comunque abbiamo firmato , premetto che io sono l unico dei nipoti che ha dei figli quindo ho dovuto rinunciare anche per loro con una successiva rinuncia, dopo un po di indagini son venuto a sapere che i nonni avevano anche dei conti correnti , premetto una cosa molto importante , prima di fare rinuncia a mamma i suoi fratelli avevano fatto firmare un preliminare di vendita della casa dei miei nonni , la casa è stata venduta sempre a questa persona , ma la mamma non ha firmato nessun rogito , ma solo il compromesso e dopo è stata fatta la rinuncia all eredita... le chiedo ma questa rinuncia visto che pè stato firmato un preliminare di vendita è valida? e il fatto che il rogito non sia stato firmato da mia mamma pur avendo firmato il preliminare è valido? Grazie in anticipo per una sua risposta

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    1. La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      Purtroppo nel tuo caso anche se era stato firmato un preliminare di vendita la rinuncia è comunque valida, come è valido il rogito successivo, e vi consiglio quindi di mettervi il cuore in pace perché la "pressione psicologica" su Tua madre non credo sia facilmente dimostrabile.-

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  32. Salve volevo esporle il mio caso.
    Mia madre e i suoi 2 fratelli hanno ereditato dai genitori una casa e due terreni quando erano tutti e 3 non sposati. Dopo si sono sposati tutti. Mia madre e la sorella hanno avuto figli, il fratello no. Alla morte di mia zia (il coniuge ha rinunciato all'eredita) i suoi figli hanno ricevuto la loro parte di eredità. Adesso è deceduto anche mio zio e se ho capito bene l'eredità dovrebbe spettare alla moglie (che è ancora in vita) a mia madre e ai miei cugini (i figli della sorella) nelle varie percentuali. Quello che volevo sapere è: alla morte della moglie di mio zio le sue quote di casa e terreno tornano alla nostra famiglia o vanno alla sua di famiglia? Lei ha un fratello e una sorella.
    Grazie in anticipo per la sua risposta

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    1. Alla morte della moglie di Tuo zio le sue quote di casa e terreno vanno alla sua famiglia.-

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  33. Salve dott Censori ,per 2 anni ho convissuto in casa d'affitto,con contratto a nome del mio compagno che da pochi giorni è deceduto per malattia,come funziona per passare il contratto d'affitto a nome mio?Ne ho parlato col proprietario di casa che mette in evidenza che bisogna chiudere il contratto intestato al mio compagno con un costo di euro 200,00 e rifare un nuovo contratto a nome mio sempre al costo di euro 200,00..... il che mi suona strano.... io in passato lasciai una casa in affitto ma non pagai la risoluzione del contratto e per questo mi sembra molto strano ciò che dice il proprietario in questione.......... invece per quanto riguarda le utenze posso lasciarle a suo nome e continuare a pagare regolarmente?Lui ha lasciato dei debiti con i vecchi gestori (viveva da solo) tocca a me pagare?o subentrano gli eredi?La ringrazio sentitamente per la sua risposta.Cordialità Giuseppa.

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    1. Ciao Giuseppa!
      Purtroppo in Italia le convivenze non sono riconosciute dalla legge, quindi se il contratto di affitto era intestato al Tuo compagno, ora che è deceduto dovete rifare un nuovo contratto a nome Tuo come richiesto dal proprietario di casa.-
      Lo stesso discorso vale per le utenze, e cioè devi fare le volture di tutte, e non devi accollarti i suoi debiti fatti con vecchi gestori, a pagare i quali provvederanno eventualmente i suoi eredi, se c'è un'eredità.-

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    2. ringrazio per la risposta dott Censori e vorrei altra info... ho sostenuto tutte le spese funerarie perchè gli eredi si sono rifiutati di partecipare,ho regolare fattura,posso fare intervenire un avvocato per il recupero della somma anche parziale?

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    3. Ciao Giuseppa!
      La disciplina relativa alle modalità con cui i coeredi sono tenuti a rispondere dei debiti ereditari, è prevista dall'articolo 752 del codice civile. Ai sensi della suddetta disposizione ciascun coerede deve rispondere dei debiti del de cuius in maniera proporzionale alla quota di eredità a lui pervenuta.
      Ciascun coerede quindi è tenuto al pagamento dei debiti, soltanto in proporzione della sua quota.-
      Questo purtroppo significa che se gli eredi non hanno da dividersi alcuna eredità non sono obbligati ad accollarsi alcuna spesa.-

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    4. Dott Censori non so se ha lasciato eredità cmq sono venuta a conoscenza che ha un conto corrente bancario cointestato con una cugina...quindi va al 50% e il suo 50% spetterebbe alle sorelle...in tal caso potrei agire per il recupero... come posso fare a sapere se ha lasciato altre eredità?

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    5. Ciao Giuseppa!
      Per sapere se il de cuius ha lasciato altre eredità devi rivolgerti alla cancelleria del Tribunale della sua zona di residenza.-

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    6. Grazie infinite dott Censori :-)

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    7. Ciao Giuseppa!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  34. salve dott. Censori , volevo sapere se è possibile , trascorso 1 anno di successione posso incassare la mia parte di eredità ? e supponiamo che ci siano dei problemi con la moglie di mio padre e che per un qualsiasi motivo non vuole darmi la parte che mi spetta di diritto , nel caso non ha soldi oppure non vuole vendere la casa di mio padre , in questo caso come dovrei comportarmi? premetto che mio padre era sposato con un altra donna di cui ha avuto 3 figli , io sarei il primo dei figli oltre mio fratello con la prima moglie , avrei un altra domanda , visto e considerato che non sto bene economicamente volevo chiedere se sono obbligato a versare la mia quota di successione per rientrare nell'asse ereditario ? nell'attesa di un suo riscontro le porgo i miei più cordiali saluti , grazie.

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    1. - NO! L'eredità va divisa solo se tutti gli eredi sono d'accordo quindi non puoi incassare la Tua quota di eredità se anche tutti gli altri non possono fare altrettanto.-
      - SI! Per rientrare nell'asse ereditario devi versare la Tua quota di successione.-

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  35. egregio dottore sono proprietaria insieme alle mie sorelle e fratello di una piccola casa ereditata dai nostri genitori piccolissimo valore materiale una sorella e deceduta lasciando un po di debiti superiore al valore della sua quota parte i suoi figli hanno rinunciato all eredita vorrei sapere a cosa andiamo incontro gli altri tre proprietari perche abito fuori italia da tanti anni e non conosco le leggi italiane a chi appartiene la parte di mia sorellai miei figli avranno problemi quando accetteranno la mia eredita i miei figli non potranno rinunciare alla mia eredita possedento altri beni oltre la piccola casetta la ringrazio cordiali saluti amelia parigi




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    1. Ciao Amelia!
      Se i figli della sorella deceduta hanno rinunciato all'eredità, vuol dire che la sua quota verrà reclamata dai suoi creditori, presumo quindi che sarete costretti a vendere la casa e dividervi il ricavato.-

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  36. Buonasera avvocato
    Ho ereditato 1/3 della casa di famiglia e i mie fratelli sono disposti a vendermi i loro 2/3 perché hanno già una casa con le loro famiglie.
    Quello che vorrei chiederle è se secondo la legge ho diritto a chiedere un anticipo sulla mia liquidazione per pagare la casa dato che lavoro da 20 anni e se la mia convivente potrebbe fare lo stesso o dovremmo sposarci o lei in ogni caso non potrebbe chiederla.
    Grazie e cordiali saluti

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    1. - SI! Puoi richiedere l'anticipo del TFR per l'acquisto delle 2 quote della prima casa di residenza.-
      - SI! Anche la Tua convivente o moglie potrebbe chiedere l'anticipo del TFR, ovviamente se la casa verrà intestata ad entrambi.-

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  37. Buongiorno avvocato, vorrei chiederle se gli eredi oltre alle spese funebri , se sono tenuti a pagare anche la spesa per la lapide del defunto, fanno parte degli obblighi degli eredi, se si cosa si può fare se qualcuno si oppone a questa spesa? Grazie.

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  38. ho provato ad inserire un post, ma non lo vedo

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    1. Riprovo...la zia di una mia amica è morta l'11 luglio di quest'anno e il funerale è stato fatto il 13 luglio. il 14 luglio l'agenzia funebre ha emesso fattura a nome della mia amica che però non ha i soldi per pagarla. può aspettare che si apra la successione e pagare con i soldi dell'eredità e poi rifarsi sugli altri eredi o deve per forza pagare subito? e se non paga a cosa va incontro? grazie

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    2. La disciplina relativa alle modalità con cui i coeredi sono tenuti a rispondere dei debiti ereditari, è prevista dall'articolo 752 del codice civile. Ai sensi della suddetta disposizione ciascun coerede deve rispondere dei debiti del de cuius in maniera proporzionale alla quota di eredità a lui pervenuta.
      Questo purtroppo significa che le spese funerarie vanno divise tra gli eredi, ma chi ha stipulato il contratto con l'agenzia funebre deve onorare l'impegno assunto e rivalersi sugli altri eredi o prima o dopo la successione.-

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  39. Buongiorno, le rivolgo un quesito a cui mi hanno dato risposte diverse. Mio padre è deceduto a novembre 2013. A dicembre 2013 è arrivata una lettera dall'INPS che ci comunicava la messa in pagamento di € 30000 come arretrati per invalidità. Il problema è che mio padre aveva debiti con Equitalia per €40000 circa ed io per € 150000 ca (dovuti alla brillante idea di mio padre di intestarmi una ditta). Ora volevamo sapere se questi soldi si possono "prendere" (da dividere con i miei fratelli) oppure sono persi.
    La ringrazio anticipatamente.
    Saluti
    Fabio

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    1. Ciao Fabio!
      Se i debiti di tuo padre erano anche con l'INPS sicuramente l'INPS non pagherà e tratterrà l'importo a compensazione dei suoi crediti.-
      Se invece Tuo padre non aveva debiti con l'INPS e Equitalia non è al corrente del rimborso, potete prelevarli e dividerveli tra fratelli.-
      Devi però sapere che ritirare l'importo, per legge equivale all'accettazione dell'eredità con tutto quello che ne consegue..-

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  40. Buongiorno sig. Censori. Il mese di maggio di quest'anno è deceduta mia sorella, nubile. Siamo 4 i fratelli coeredi e sappiamo che entro un anno dalla sua morte dovremmo provvedere all'atto di successione. So che la sorella era titolare anche di conti correnti bancari, ma al momento tra di noi fratelli non se ne è parlato di questo. Posso io, presentandomi in Banca con il certificato di morte ritirare la mia parte del denaro (25%) o devo aspettare che tutti i fratelli decidano congiuntamente? Di che altro documento dovrei essere eventualmente in possesso? La ringrazio tanto, Miriam

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    1. Ciao Miriam!
      Purtroppo NO!
      Devi aspettare che tutti i fratelli decidano congiuntamente perché la banca pagherà gli eredi tutti insieme dietro presentazione di idonea certificazione attestante il decesso del de cuius, l'elenco e le quote di eredità spettanti agli eredi.-
      Infatti la banca pretenderà la firma congiunta di tutti gli eredi per evitare ogni possibile contestazione futura.-

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  41. Buongiorno, posso fare una rinuncia dell eredità di mia madre anche se lei è ancorain vita? Grazie per la risposta.

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    1. NO!
      Fino a quando la persona è viva non è possibile ne accettare ne rinunciare all'eredità ed ogni atto in merito sarebbe nullo.-

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  42. Buona Sera Avvocato vorrei chederle un informazione, mio Padre un mese Fa è Deceduto e qualche giorno fa' sono stato contattato da uno studio Notarile che mi dice che mio Padre avendo fatto Testamento dovevo andare a firmare per la successione, premetto siamo due figli io e mia sorella, siccome ho scoperto che tutti i Beni Immobili e Conto in Banca son stati ereditati tutti a Mia Madre, anche se mia sorella firmasse il consenso ed io mi dovessi rifiutare di firmare cosa succede? Posso pretendere Legalmente la percentuale che mi spetta da Figlio Legittimo? O cmq eredita comunque tutto e solo mia madre? Ringraziandola in Anticipo Porgo distinti Saluti.

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    1. Penso che Tu ti stai ponendo un problema che non esiste!
      Infatti ogni testamento deve prevedere comunque la quota di legittima per gli eredi aventi diritto, quindi il testatore può decidere solo per la quota disponibile.-

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  43. Non ho trovato la risposta del post del 4 agosto 2014 08:10 Riformulo la domanda.
    Buongiorno avvocato, vorrei chiederle se gli eredi oltre alle spese funebri , se sono tenuti a pagare anche la spesa per la lapide del defunto, fanno parte degli obblighi degli eredi, se si cosa si può fare se qualcuno si oppone a questa spesa? Grazie

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    1. La disciplina relativa alle modalità con cui i coeredi sono tenuti a rispondere dei debiti ereditari, è prevista dall'articolo 752 del codice civile. Ai sensi della suddetta disposizione ciascun coerede deve rispondere dei debiti del de cuius in maniera proporzionale alla quota di eredità a lui pervenuta.
      Questo purtroppo significa che le spese funerarie, compresa quindi anche la spesa per la lapide, vanno divise tra gli eredi, ma chi ha stipulato il contratto con l'agenzia funebre deve onorare l'impegno assunto e rivalersi sugli altri eredi o prima o dopo la successione.-

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    2. Grazie Dott Censori molto gentile come sempre

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    3. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  44. Egregio avvocato, Il nonno per testamento lascia i due nipoti minori eredi di una polizza assicurativa bancaria. Quale è il G.Tutelare competente quello dove si è aperta la successione o quello del luogo di residenza..? Grazie per la risposta.

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    1. Il Giudice Tutelare competente è quello dove si è aperta la successione, che poi era il luogo di residenza del de cuius.-

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  45. Avvocato la ringrazio per la gentile risposta.

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  46. Buongiorno gentile avvocato. Volevo chiederle un chiarimento, mio padre ha ereditato con successione alla morte della mamma 1/3 di un appartamento. Adesso che e deceduto anche lui la casa ereditata vai un successione a chi? Siamo 2 fratelli e la mamma. La ringrazio

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    1. Senza Testamento!
      Eredi del de cuius:
      Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno

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  47. ilmente desidererei conoscere i modi ed i tempi per rinunciare all' eredità. Mio padre è deceduto a settembre dello scorso anno e viveva con mia madre, io sono sposato con 4 figli minori, sono andato al tribunale di Napoli e mi hanno detto che oltre a me devono rinunciare all eredità anche i miei figli per non pagare i debiti di mio padre , premetto che mio padre quando è morto non aveva beni immobili, mi è stato riferito dalla segreteria del tribunale che il giudice tutelare di Napoli difficilmente accetta la richiesta di rinuncia per conto dei minori. ho tempo per fare la rinuncia ? la faccio prima io visto che ho due fratelli ed uno già ha rinunciato? aspetto e chiedo l autorizzazione al giudice per i miei figli ,cosi la faccio con loro risparmiando i costi?
    anche per loro che sono attualmente minori ci sono 10 anni per la rinuncia,o non appena compiono 18 anni devono farla? questa cosa mi preme perche mio padre ha lasciato un debito con equitalia di circa 350000 euro grazie

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  48. Buongiorno avvocato,
    Un bonifico disposto da un cc del defunto dopo il decesso a favore di un erede si può configurare come accettazione tacita dell'eredità? Come si potrebbe annullare? Forse restituendo il bonifico? Grazie .

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    1. Un bonifico disposto da un conto corrente del defunto dopo il decesso, senza aver fatto la successione è illegale, quindi va avvisata la banca e restituito l'importo.-

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  49. Buongiorno avvocato, mio padre era consigliere d'amministrazione di una finanziaria ,poi fallita, nel frattempo mio padre e' deceduto nel 2009,lasciando la sua quota di eredita' a me e mio fratello in parti uguali e usufruttuario mia madre, avendo con lei la comunione dei beni.Il problema mio e 'che adesso siamo stati chiamati nel fallimento io ,mia madre e mio fratello e non avendo fatto l'accettazione dell'eredita' con beneficio d'inventario,la mia proprieta' si andrebbe ad aggiungere con quella ereditata. Possiedo un appartamento di mia proprieta'acquistato da poco(2009)e intestato solo a me.Da premettere che con mia moglie sono in separazione dei beni.Cosa posso fare per non perdere quello che e' gia' di mia proprieta'?Posso donare tutto a mia moglie?Oppure posso rinunciare all'eredita' visto che la legge parla di 10 anni dopo la morte.

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    1. Ciao Sergio!
      Nel tuo caso sono ancora possibili entrambe le opzioni:
      Accettazione con beneficio d’inventario:
      In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-
      Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.-

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    2. Egregio avvocato,
      mi avevano detto, invece, che,siccome mio padre ha fatto testamento olografo per la sua parte di eredita' del 50 per cento(l'altro 50 per cento e' di mia madre perche' in comunione dei beni) l'accettazione con beneficio d'inventario andava effettuata entro i tre mesi dall'apertura del testamento olografo.Comunque, secondo lei come dovrei comportarmi per uscire al meglio da questa situazione?Accetttazione con beneficio d'inventario; Rinuncia all 'eredita'(a chi andrebbe la mia parte) oppure accettare l'eredita' e donarla a mia moglie visto che abbiamo la separazione dei beni.Accetto molto volentieri un suo consiglio.Grazie

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    3. Ciao Sergio!
      Nella Tua situazione io opterei per l'accettazione con beneficio d'inventario che potrebbe crearti qualche incombenza in più ma ti metterebbe al riparo da ogni brutta sorpresa o rischio "fregatura".-

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    4. Caro avvocato,
      quindi se ho ben capito ,posso ancora accettare l'eredita' con beneficio d'inventario anche se sono trascorsi quasi 5 anni dal decesso di mio padre? E anche se ha fatto testamento olografo del suo 50% a me e mio fratello in parti uguali?Mi deve scusare se insisto a farle tante domande, ma sono proprio molto confuso per questa situazione che si e' venuta a creare, non so proprio cosa fare, lei e' stato l'unico che mi ha dato risposte precise. quindi mi fido di lei e accetto i consigli che mi da'.La ringrazio infinitamente, mi e' stato veramente molto d'aiuto.Grazie

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    5. Ciao Sergio!
      La normativa prevede quanto segue:
      L’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario consente di distinguere il patrimonio del defunto da quello dell’erede: in questo modo l’erede risponderà di eventuali debiti del defunto soltanto con il patrimonio ereditato.
      Questa procedura è obbligatoria se l’erede è un minore, anche se emancipato (art. 472 c.c.), per le associazioni, fondazioni ed enti non riconosciuti (art. 473 c.c.).
      L’interessato deve dichiarare al cancelliere di voler accettare l’eredità con beneficio di inventario. Il cancelliere redigerà un verbale.
      Prima o dopo aver reso la dichiarazione, l’interessato dovrà presentare anche istanza per la redazione dell’inventario. L’inventario è necessario per accertare la consistenza dell’eredità.
      Se l’erede è in possesso dei beni ereditati (tutti o alcuni) e intende accettare l’eredità con beneficio d’inventario, lo deve fare entro tre mesi dalla data della morte. Se l’inventario non è compiuto nei tre mesi, l’erede decade dal beneficio e viene considerato erede puro e semplice con la conseguenza che dovrà farsi carico di tutti gli eventuali debiti del defunto.
      Se l’erede non è in possesso di beni appartenenti al defunto, può chiedere l’accettazione con beneficio di inventario entro dieci anni dalla morte. L’inventario deve essere compiuto entro tre mesi dalla data della dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario.

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  50. buongiorno avvocato,sono la primogenita di 6 fratelli, mia madre gia vedova è deceduta circa 2 anni fa e tutti abbiamo ereditato la casa e il giardino adiacente. mia madre prima di morire ha lasciato la sua disponibile a me e a un'altro fratello. 3 fratelli hanno messo in vendita le loro quote di casa a me e mio fratello e noi abbiamo comprato, solo un fratello si è rifiutato di vendere e la casa rimane indivisibile. mio fratello puo rifiutarsi di vendere la sua quota?e io cosa posso fare?

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    1. Purtroppo SI!
      Tuo fratello può rifiutarsi di vendere la sua quota, e Voi avete fatto male a comprare le quote degli altri fratelli se non eravate tutti d'accordo.-
      A questo punto l'unica cosa che puoi fare è quella di intentare una causa a Tuo fratello in modo che sia un giudice a imporre la vendita, ma ho paura che i costi sarebbero piuttosto alti, e spero quindi che troviate un accordo bonario.-

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  51. buona sera avvocato ,
    io volevo sapere cortesemente se , potevo tener bloccata la successione di una casa e 4 spiccioli dopo la morte di mio padre, visto che durante la sua degenza in un hospice le mie sorelle hanno prelevato dei soldi in banca ed inoltre abbiamo venduto l'auto ed è stata pagata con assegno circolare intestato solo ad un erede e non ha tutti e 4 e si rifiutano di darmi la mia parte ! grazie mille

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    1. Ciao Patrizia!
      SI!
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-

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    2. ma grazie avvocato !
      la successione deve essere presentata da tutti gli eredi all'unisono vero?
      e per il maltolto cosa posso fare? una causa la vedo fuori luogo per l'esiguita' degli importi , era solo per farle tribulare un po' , non firmando appunto la successione , e se nn venisse presentata da nessuno entro un anno cosa succede ?
      la ringrazio scusandomi ma ringraziandola del tempo che mi dedichera' !
      patrizia

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    3. Ciao Patrizia!
      - SI! La successione deve essere presentata da tutti gli eredi all'unisono.-
      - Se la successione non viene presentata, fino a 10 anni non succede niente nel senso che rimane tutto in sospeso, mentre dopo i 10 anni gli eredi perdono ogni diritto.-

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  52. Caro avvocato,
    Alla morte di nostro padre nel 1980 io e sei dei miei fratelli abbiamo ereditato la casa paterna. Da allora in poi la casa è stata abitata per qualche anno da uno dei miei fratelli, decesso pure lui da una ventina d'anni. Da allora in poi la casa è rimasta praticamente disabitata; dico praticamente disabitata perché, in realtà, continuava, e continua, ad essere usata come posto di ripostiglio da due dei miei fratelli, che abotano in case circostanti. In seguito alla morte del fratello, le tasse municipali su questa casa sono state pagate regolarmente dagli altri fratelli, ognuno la sua quota, fuorché da me. Io abito all’estero e solo di recente ho saputo che nessuno ha mai pagato la mia parte delle tasse. Il municipio comunale, neppure quello, mi ha mai mandato un avviso sulle tasse che aspetterebbero a me di pagare. Questa la situazione. I miei fratelli mi informano ora che vorrebbero vendere il fabbricato ereditato. Io non sono contrario alla proposta. Vorrei ora porle due domande: 1) posso ancora io rinunciare a questa eredità anche dopo tutti questi anni? 2) al momento della vendita sarei io tenuto (dalla minicipalità) a pagare le tasse, e se sì, le dovrei pagare per ogni anno trascorso dall’anno di eredità in poi? Le sarei gratissimo se potesse soddisfare questa mia curiosità!
    Ermes
    British Columbia, Canada

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    1. Ciao Ermes!
      - Purtroppo NO! La rinuncia all'eredità può essere fatta solo entro 10 anni dalla morte del de cuius.-
      - Purtroppo SI! A prescindere dalla vendita della casa, Tu sei comunque tenuto a pagare la tua quota di tasse per ogni anno trascorso dall'anno dell'eredità in poi.-
      Ti consiglio quindi di incaricare qualcuno, magari uno dei Tuoi fratelli dei quali ti fidi, per verificare l'entità dei tuoi debiti in Comune, in modo che poi tu possa agire di conseguenza.-

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  53. Gentile Signor avvocato, buongiorno,
    vorrei avere una conferma circa questa situazione:

    da quando avevo un anno sono cresciuta con i miei nonni paterni, che hanno 3 figli (di cui uno, mio padre, deceduto due anni fa) e 7 nipoti me compresa, più un bis nipote.

    Avendomi praticamente fatto da genitori, hanno deciso di sostenermi e hanno fatto nel 2007 una donazione a mio favore: mi hanno intestato un appartamento a piano terra, di loro proprietà.

    Mi hanno detto che anche nel testamento sottolineano che la donazione a mio favore è stata una scelta loro fortemente voluta e per i figli lasceranno la loro casa attuale con terreno, più una casa in montagna. Hanno un solo dubbio: pur lasciando un patrimonio sufficiente ai figli insieme alle proprietà, c’è il rischio che questi possano comunque opporsi alla donazione o in qualche modo farmi perdere la casa?

    Grazie

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    1. Quando prepara un testamento, il testatore deve sapere che può decidere autonomamente solo per la quota disponibile, in quanto la quota di legittima deve essere comunque garantita a tutti gli eredi come previsto dalla legge.-
      Questo nel tuo caso significa che, se alla morte dei Tuoi nonni agli altri eredi non verrà garantita la quota di legittima, potranno anche far mettere in discussione la donazione per ottenere quello che spetta loro per legge.-

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  54. buna sera avvocato volevo un consiglio mio padre e deceduto 3 mesi fa da circa 7 anni mio padre non poteva più amministrare la sua pensione perché nn poteva alzarsi più dal letto e ha delegato mia sorella per la riscossione della pensione adesso parlando con mia sorella lei mi dice che mio padre nn aveva niente mentre io sapevo che per 2 volte ha preso degli arretrati e in più prendeva 1200 euro di pensione circa adesso come posso fare ha sapere se mio padre aveva qualcosa nell attesa cordiali saluti

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    1. Tua sorella ha l'obbligo di legge di documentarti le entrate e le spese di tuo padre da quando è stata delegata a riscuotere la sua pensione, e deve quindi mostrarti anche gli eventuali estratti conto bancari o postali di tuo padre degli ultimi anni.-
      Purtroppo se si rifiuta di fornirti tutta la documentazione, l'unica cosa che puoi fare è quella di farle causa, e devi quindi valutare se parliamo di cifre tali da giustificare una causa civile.-

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