lunedì 28 aprile 2014

Eredità e Successioni

Senza Testamento

I familiari che ereditano per legge sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Fratelli (se mancano i figli)
  • Ascendenti (se mancano i figli)
  • Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-


Con Testamento

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


Il matrimonio: comunione e separazione dei beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


Accettazione dell’eredità:

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


Rinuncia di eredità:


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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143 commenti:

  1. Buongiorno, la mia casa confina con un terreno incolto di proprietà di un ex pregiudicato tossicodipendente ,non viene mai a prendersi cura del campo, ho dovuto chiamare diverse volte i vigili i quali hanno mandato due verbali, tornati al mittente io stessa sono andata a cercarlo ma non l'ho trovato,intanto io continuo a far tagliare
    l'erba a mie spese altrimenti sarebbe una jungla.
    C'è una possibilità di usucapire il terreno? questo qui secondo me non paga neanche le imposte.

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    1. L'usucapione è un modo di acquisto dei diritti reali su beni mobili e beni immobili per effetto del possesso continuo e ininterrotto per i periodi di tempo stabili dalla legge; Il possesso deve protrarsi per venti anni (artt. 1158 e 1160 c.c.).-

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    2. Se sfalcio l erba regolarmente da questo terreno e non si presenta nessuno, anche se so che è di altra proprietà, può divenire mio? Il periodo iniziale è da considerarsi quando ho acquistato la casa confinante o serve un testimone.
      Grazie

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    3. Per il diritto all'usucapione servono delle prove e delle testimonianze.-

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  2. Gentile avvocato buona sera questo il mio quesito: mesi fa è morto uno zio coniugato , senza figli, fratelli e genitori tutti morti. Lascia con testamento tutto alla moglie. Al momento sono stati trovati 2 libretti di risparmio ( tra l'altro i cosiddetti dormienti) un libretto intestato solo al de cuius e aperto prima del matrimonio ed uno cointestato con il coniuge , aperto dopo il matrimonio. Volevo sapere , (soprattutto per il libretto aperto prima del matrimonio e intestato solo allo zio ) se alla zia spetta una eventuale quota e in che proporzione ( ammesso che si riescano a sbloccare poichè entrambi i libretti appunto dormienti e ancora in lire). Grazie per l'attenzione Maria

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    1. Ciao Maria!
      A Tua zia come moglie del de cuius il saldo totale di entrambi i libretti.-

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  3. Buongiorno avvocato,
    una domanda che le sembrerà banale ma... ho un dubbio: sulla dichiarazione di successione se il de cuius ha un deposito bancario cointestato con il coniuge pari ad esempio a € 25.000,00 deve essere indicata come quota di possesso 1/2 (e fin qui ci siamo) ma nel valore l'importo da scrivere è € 12.500,00 o sempre € 25.000,00???? Non ho ben capito se l'Agenzia delle Entrate ne ricava la quota di spettanza del defunto o vuole sapere l'intero deposito. Ovviamente parliamo di una successione che paga solo le imposte in autoliquidazione e non l'imposta di successione.
    Grazie e mi scusi per questa incertezza.
    Francesco

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    1. Ciao Francesco!
      Sulla dichiarazione di successione va indicata solo la propria quota di spettanza, quindi nel tuo esempio solo 25.000,00 euro.-

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  4. Buona sera, Avvocato, le vorrei chiedere un parere rispetto ad una cosa che ritengo sconcertante.
    Un mio zio è morto ed io e gli altri eredi ,dopo avere espletato le formalità di rito, abbiamo ottenuto di conoscere la liquidità del conto corrente e la consistenza del conto titoli.
    Quando però abbiamo chiesto la consistenza degli investimenti in polizze vita (tipo index linked ed affini ,vendute in filiale, ma emesse da una società esterna alla banca) che sappiamo esistere, ma di cui non siamo venuti in possesso delle polizze originali, ci è solo stata confermata la loro esistenza ma ci è stato detto che l’ufficio legale ha vietato di fornire alcun dato a riguardo (numero di polizza, consistenza, beneficiari ed eventuale scadenza temporale ecc.) e siamo stati invitati a rivolgerci direttamente alla società assicuratrice.
    Uno degli eredi ha fatto notare come lui, avendo una polizza dello stesso tipo e nella stessa filiale, può in qualsiasi momento farsi stampare una visura della situazione della polizza(comprensiva di tutti i dati , beneficiari compresi) direttamente in agenzia quindi lo poteva fare il defunto e quindi lo deve poter fare a sua volta l’erede che può esercitare i diritti di cui godeva il de cuius.
    La risposta è stata che in effetti funziona così ma agli eredi non è consentito. Ma è possibile tutto ciò?
    Io ora chiederò le trimestrali del conto corrente e da li recupererò i bonifici per le polizze, ma quando chiederò copia del documento controfirmato dal de cuis che permette il preciso bonifico verso l’assicurazione (ovvero, per forza di cose, la polizza stessa firmata in agenzia) potranno ancora opporre diniego e rifiutarsi di produrla ?
    Grazie e buona serata.

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    1. In effetti il diniego dell'ufficio legale è ingiustificato e quindi in un modo o nell'altro saranno costretti a fornirvi le polizze sottoscritte dal de cuius.-

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    2. Buona sera avvocato,è da poco morto un mio zio... Non aveva figli e ne moglie.. Come faccio a sapere se ha lasciato qualche testamento?? Cordiali saluti.

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    3. Per sapere se Tuo zio ha lasciato un testamento puoi rivolgerti alla cancelleria del tribunale della sua zona di residenza.-

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  5. Gentile avvocato,
    alla morte di mio padre avvenuta molti anni fa, a seguito di regolare successione, io, mia sorella e mia madre avemmo ciascuno una certa parte dei beni disponibili. Purtroppo di recente è venuta a mancare mia sorella, mentre mia madre è ancora viva. I beni di mia madre, alla sua morte, spetteranno esclusivamente a me oppure andranno divisi con gli eredi di mia sorella (marito e figlia)?
    La ringrazio

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    1. Alla morte di Tua madre i suoi beni andranno divisi tra te e gli eredi di tua sorella.-

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    2. Salve avvocato, ho un quesito da porle. Mia nonna ha sottoscritto delle polizze vita postali, prima che morisse, i cui beneficiari sono i suoi 2 figli. Cosa succede se al termine del contratto uno dei due beneficiari si rifiuta di ritirare la somma assicurativa?

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    3. Purtroppo se i beneficiari delle polizze sono due persone, se non si mettono d'accordo le poste ringraziano perché evitano di pagare, in quanto uno solo dei beneficiari per legge non può ritirare la sua sola quota.-

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  6. in seguito alla scomparsa della signora deceduta nel 2012 i 3 figli e il marito hanno firmato una delega all'INPS per la liquidazione delle rate maturate e non riscosse della pensione. Con questa delega uno dei figli è stato delegato alla riscossione e fornendo il proprio conto corrente a distanza di tempo ha ricevuto il bonifico. l'INPS ha provveduto ad informare con una lettera in carta semplice gli eredi che la "manovra burocratica" era conclusa e la somma era stata versata ad uno solo di essi.
    la delega degli eredi ad un solo di essi per le rate maturate e non riscosse della pensione del defunto, comporta il rifiuto o dopo averla firmata si ha ancora il diritto di rivalersi sugli altri eredi?

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    1. Se si sottoscrive una delega in favore di un familiare o di altra persona si perde il diritto ad ogni possibile rivalsa.-

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  7. Scusa una informazione se una mia zia nn ha figli è ha 3 nipoti è fa il testamento per lasciare la casa sola a un cugino si può cercare qualche clausola per dividere la casa??

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    1. Senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti, la quota disponibile è il 100%, quindi Tua zia con testamento può disporre liberamente dei suoi beni.-

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  8. Gentile Avvocato
    un anno fa è deceduto un parente senza eredi diretti ed ora fatti tutti gli atti necessari si deve dividere l'eredità .Il parente deceduto aveva un conto corrente con liquidi ed un deposito amministrato con titoli Mediobanca, Banco popolare e Soc.Gen.
    Il valore del totale ereditario da dividere come si calcola per i titoli?
    Il valore del titolo è quello ALLA DATA DEL DECESSO oppure i titoli continuano a maturare ed i dividendi vanno ancora nel conto corrente del defunto e pertanto si sommano al tutto ?
    Grazie tante della risposta

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    1. Ciao Luciano!
      Il valore dei titoli che vanno in successione è quello stabilito alla data del decesso maggiorato di interessi o dividenti successivi.-

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  9. Gentile avvocato, vorrei sapere se un domani riceverò l'eredità da parte di mia zia, la sorella di mia madre. Mia madre è purtroppo deceduta, e mia zia, senza marito nè figli, ha un fratello. Sarà solo lui l'erede ho anche io? Grazie. Elga

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    1. Ciao Elga!
      SI!
      Sarai erede anche Tu per la parte che sarebbe spettata a Tua madre.-

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  10. Egregio avvocato, nel 2006 è morta una sorella di mia madre che vedevamo poco perchè risiedeva in un' altra città, sposata e senza figli. Il marito, (oggi 90enne), disse all'epoca a noi tutti (siamo una decina tra fratelli viventi e nipoti di mia zia), che mia zia aveva fatto testamento nominandolo unico erede e che quindi, i fratelli e nipoti (figli dei fratelli morti precedentemente), non avevano diritto a nulla e presentò la successione a suo nome soltanto. E, poichè nessuno di noi aveva intenzione di approfondire nè di pretendere nulla, ci siamo fidati ed attenuti a quanto lui ci ha detto. Ora, nel 2014, il marito di mia zia, che è ormai chiaro abbia mentito all'epoca, ci chiede la procura (pare che non basti la rinuncia all'eredità perchè alcuni nipoti hanno a loro volta dei figli), per poter vendere una piccola cantinola, perchè tutti i fratelli viventi e noi nipoti (nel frattempo, da un anno, è deceduta anche mia madre, vedova e noi siamo 3 figli) siamo diventati tutti "improvvisamente" eredi di mia zia, lui ha infatti, 2 mesi fa, fatto la rettifica della successione all' Agenzia delle Entrate, includendo mia madre che nel 2006 era ancora in vita... (E' lampante che il notaio gli ha rifiutato l'atto perchè necessita del consenso di tutti gli eredi). Avrei due domande da porre alla Sua cortesia, la prima è : la comunicazione di essere diventati proprietari di una quota di un qualsiasi bene, non la dovrebbe fare un notaio? O ognuno di noi dovrebbe andare ad indagare su quanto possedeva il parente deceduto ed a chi lo aveva destinato? Lo trovo assurdo e non capisco come sia possibile! La prego, mi spieghi la legge cosa dice in merito! Si diventa eredi in automatico e si è "tenuti" a saperlo? Seconda domanda: poichè quando è deceduta mia madre che non possedeva nulla, noi non abbiamo fatto nessuna successione, adesso (intendo dopo la rettifica della successione che ha presentato il marito di mia zia, includendo mia madre) dobbiamo provvedere a farla? Dovremmo anche pagare la mora per non averla presentata entro l'anno dal decesso? (Visto che non ne sapevamo nulla!!) E se non la si fa, a cosa si va incontro? E poi, noi eredi di mia madre, dovremo inserire nella nostra dichiarazione dei redditi la quota di una cantinola e pagarci anche le tasse? Perdoni l'ignoranza, ma non ne capisco proprio nulla! (E' evidente che di questa eredità io ne avrei fatto volentieri a meno perchè mi sembra soltanto una bella rogna ed io sarei stata per la rinuncia immediata consentendogli di vendere quello che vuole, perchè tra l'altro è anziano e trovo giusto che quel poco che ha sia soltanto suo e, se fosse stato meno diffidente, sarebbe stato tutto molto più semplice!) Si potrebbe anche procedere che, tra gli eredi, chi non ha figli rinuncia e chi ha figli gli dà la procura a vendere? Bah, spero di essermi spiegata bene, perchè in realtà la cosa è un pochino complessa. La ringrazio infinitamente, ho avuto già una volta modo di porle un quesito, la Sua competenza è vastissima e straordinaria, comprende al volo il problema che Le si sottopone e, con poche parole, riesce a spiegare molto bene anche a chi ha poca conoscenza su argomenti di legge. Grazie infinite e buon lavoro! Stefania

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    1. Ciao Stefania!
      La comunicazione di essere diventati proprietari di una quota di un qualsiasi bene viene fatta da un notaio solo se c'è un testamento, altrimenti purtroppo nessuno è tenuto a informarti.-
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-

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    2. Grazie avvocato! Una cosa però non l'ho capita, dobbiamo ora provvedere (noi figli eredi di mia madre) a presentare la successione per questa quota di cantinola a nome di mia madre, visto che mio zio ha fatto la rettifica (dopo 8 anni dalla precedente in cui si era dichiarato unico erede) all'Agenzia delle Entrate inserendola nella successione di mia zia? Oltre che l'ha presentata a un anno dal decesso di mia madre, pagando le dovute tasse ok, ma come si mette in successione una persona che non c'è più da un anno? Doveva mettere già i nomi di noi tre figli nella rettifica, o sbaglio? Bel caos.... vorrei evitare onerose future seccature col fisco, solo per questo vorrei capire cosa fare. Approfitto ancora della sua cortesia, se avrà tempo per rispondermi.
      Comunque Grazie! Cordialissimi Saluti. Stefania

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    3. Ciao Stefania!
      Purtroppo se Tuo zio ha indicato il nome di tua madre ora Voi come eredi siete tenuti a provvedere presso l'Agenzia delle Entrate a sistemare eventuali sospesi di Tua madre e provvedere al subentro a tutti gli effetti di legge.-

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    4. Ciao Stefania!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  11. Gentile Avvocato, vorrei spiegarle la mia situazione per un consulto legale.
    Nella mia famiglia siamo sette figli di cui 3 donne e 4 uomini (uno dei fratelli è andato in fallimento e le sue quote sono gestite da un curatore fallimentare).
    Mio padre e mia madre 15 anni fa ci hanno donato e venduto il 20% delle loro proprietà. 8 anni fa però mio padre è morto e mia madre ha gestito la sua successione diventando così proprietaria del 66% di tutte le proprietà e dividendo il restante in parti uguali fra noi 7 figli.
    In seguito le nostre sorelle ci hanno fatto causa per quel 20% che ci fu donato dai nostri genitori e questa causa è ancora oggi in corso.
    Oggi, però, una delle nostre sorelle si è trasferita con la propria famiglia a casa di mia madre. Premesso che mia madre soffre ormai da anni di disturbi mentali, abbiamo saputo e attestato che ha cambiato la sua successione, donando e vendendo le sue quote, parliamo sempre di quel 66%, a questa sorella che convive ora con lei e a suo marito.
    Ciò che mi domando quindi è se sia possibile, considerando le condizioni psichiche di mia madre, che quest'ultima cambi la sua eredità lasciando tutto a mia sorella senza che a noi altri figli tocchi nulla, o che ancor meglio tutto questo accada senza che noi altri figli siamo interpellati.
    La ringrazio del suo tempo e aspetto una sua risposta

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    1. Ciao Pasquale!
      Se Tua madre è in grado di intendere e di volere, purtroppo in vita può disporre liberamente dei suoi beni, quindi se soffre di disturbi mentali, dovreste farla interdire, far nominare un amministratore di sostegno e far annullare tutti gli atti compiuti ultimamente, ma ho paura che dovreste imbarcarvi in una lunga battaglia legale.-

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  12. Gentile avvocato
    mi chiamo Lucia e sono italiana residente in Spagna dal 1985.
    uno zio mio é morto in Italia e come ho molti dubbi rispetto alle leggi in Italia mi sono fatta coraggio a scriverla per avere il suo aiuto.
    Questo zio decesso non era sposato e nemmeno aveva figli, su informazioni su internet mi sembra aver capito che la sua ereditá andrebbe ai genitori se ci fossero (ma non é il caso) o ai fratelli e sorelle.
    Mio zio aveva due fratelli e una sorella, la sorella e un fratello sono ancora in vita, ma láltro fratello (mio padre) morí nel 97.
    Dunque la parte d ereditá di mio padre spetterebbe a me e mia sorella vero? o non ho capito bene?
    Ádesso incominciamo i miei dubbi, come si fa in Italia? lo stato ti avisa su un´ereditá o deve esser l´erede a sollecitarla?
    ché tempo c´é per fare il necessario? c´é un tempo limite?
    ho letto che esiste l´accettazione con diritto a inventario per sapere i debiti del defunto e poter pagarli con il patrimonio dello stesso e non del erede e cosí?
    che cosa dovrei fare per sollecitare questa forma?
    una volta fatto questo potrei pagare le tasse respettive alla mia parte nel paese dove resido o devo pagarle dove si é ottenuta l´ereditä?
    se io non fossi interessata alla mia parte di ereditá, potrei donarla a una associazione beneficiaria o allo stesso stato?
    quest´azione mi esonerebbe di pagare le tasse correspondenti?
    é tutto aspetto con impazienza la sua risposta
    un saluto y la ringrazzio di cuore per la sua attenzione

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    1. Ciao Lucia!
      La comunicazione di essere diventati proprietari di una quota di un qualsiasi bene viene fatta da un notaio solo se c'è un testamento, altrimenti purtroppo nessuno è tenuto a informarti.-
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-
      Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-
      Purtroppo essendo residente in Spagna è necessario che incarichi qualcuno in Italia a seguire la Tua pratica di successione.-

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  13. Gentile avvocato,
    se alla morte di una persona le sopravvivovno il marito, l'unica figlia, la madre e un fratello, chi eredita?
    Grazie, Mario

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    1. Ciao Mario!
      Nella Tua ipotesi, senza testamento, ereditano solo il marito e la figlia al 50% ciascuno.-

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  14. Gentile Avvocato,
    Vorrei sapere quanto può valere un testamento redatto in forma olografico , davanti ad un notaio , se la persona è stata indotta a scrivere questo testamento sotto una influenza quantomeno subdola.
    Mi spiego meglio, mio fratello scapolo , vivendo ancora in casa con la mamma ultranovantenne, ha convinto questa, gettando fango su fratelli e sorelle,a imparare a memoria tutto quello che dovrà scrivere davanti ad un notaio chiamato appositamente per ritirare di persona il testamento dell'anziana mamma.
    Per mia fortuna avevo lasciato "distrattamente" acceso una cimice che ha registrato la conversazione tra mamma e figlio.
    Considerando che anche io ho usato una forma poco legale per difendermi,chi ne avrebbe la meglio, io violando la privacy ,o mio fratello plagiando la mamma?
    Facendo ascoltare questa registrazione allo stesso notaio, potrà rendere nullo il testamento o lo considererà comunque valido?
    Grazie
    leo

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    1. Ciao Leo!
      Purtroppo la registrazione non ha alcun valore giuridico e comunque anche se Tuo fratello ha gettato fango su fratelli e sorelle, se Tua madre è ancora in grado di intendere e di volere, cioè se non è stata interdetta, può decidere autonomamente a chi lasciare i suoi beni, ovviamente nel rispetto della quota di legittima per tutti gli eredi.-

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  15. Buona sera sono Chiara, ed ho un problema che non mi fà dormire di notte te lo illustro:
    Mio marito deve dividere la casa patronale dove abbitiamo, è composta da sei unità abbitate di ugual misura rispettivamente abitate da tutti e 6 i fratelli con le rispettive famiglie. Il più grande non è daccordo con la divisione ci ha fatto pervenire una lettera dall'avvocato con la quale cita alcuni testimoni che avanzerebbero l'ipotesi che diversi lavori sono stati pagati solo da lui e pretende di avere di più. Specifico che ormai visto che i lavori sono stati effettuati in epoca vetusta non vi sono fatture o scontrini dei materiali e giuro su quanto ho di più caro che i lavori sono stati pagati da tutti in uguale misura, le chiedo cortesemente di rinquorarmi con una spiegazione completa dei fatti visto che lui non parla tanto e lo vedo molto abbattuto.

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    1. Ciao Chiara!
      Purtroppo non ci sono molte alternative, nel senso che o tutti e 6 fratelli si mettono d'accordo sulla divisione della casa, o si va in causa e sarà il giudice a stabilire con una sentenza la divisione valutando se la richiesta del fratello maggiore è giustificata o meno.-

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  16. Gent.mo Avvvocato:
    Le pongo il mio quesito:
    2 anni fà è deceduto mio padre, (vedovo), e assieme a 4 miei fratelli ho ereditato un terreno di un certo valore.
    Il primo pensiero è stato quello di metterlo in vendita, ma uno dei fratelli (anche per una sorta di dispetto nei confronti di noi fratelli non essendoci buoni rapporti) si rifiuta di collaborare anzi, si oppone alla vendita.
    Lo stesso fratello si è rifiutato di pagare la sua quota di spese (successione e quant'altro, che abbiamo dovuto sobbarcarci noi), si rifiuta di firmare per la liquidazione del libretto postale di mio padre, impedendoci di fatto di venire in possesso ognuno della sua quota, non disdegnando però di riscuotere la quota parte di pensione che ancora mio padre non aveva riscosso.
    Premettendo anche che uno dei miei fratelli si trova in condizioni di particolare indigenza, con uno sfratto sulle spalle, e che la parte ricavata dalla vendita gli consentirebbe di acquistare una casa tutta sua, è possibile fare qualcosa per obbligare il fratello che non vuole vendere, ad acconsentire alla vendita?
    E' possibile in una qualche maniera fargli pagare il mancato guadagno e i danni che ci stà procurando?
    Grazie per la risposta.

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    1. Ciao Domenico!
      Purtroppo non ci sono molte alternative, nel senso che o tutti e 5 fratelli vi mettete d'accordo sulla vendita del terreno, o si va in causa e sarà il giudice a imporre con una sentenza la vendita e la conseguente divisione del ricavato.-

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    2. Grazie, gentilissimo.

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    3. Ciao Domenico!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  17. Buongiorno gentile avvocato,avrei bisogno di un consiglio da esporle.Sono una donna sposata con un uomo divorziato e con due figli con cui pero' nonha nessun rappporto,io ho 53 anni lui 68,il problema e' che pur essendo piu' giovane,combato da tanti anni con ua malattia,e poiche abitiamo nella casa che mi e' stata donata fndai miei genitori,vorrrei sapere se e' possibile fare qualcosa in modo che lui nonabbia nessun diritto,io ho due fratelli.Ho anche le mie ragioni,lui non si merita,anche perche' lui ha sempre detto che non mi lascera' nulla se venisse a mancare(possiede terreni e conti correnti)le sarei molto grata se volesse rispondermi,a ringrazio anticipatamente.Cordiali saluti.

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    1. La legge prevede che, anche se fai testamento alla Tua morte il 50% dei Tuoi beni andrebbero comunque a Tuo marito, e solo per il restante 50% potresti disporre liberamente destinandoli eventualmente ai Tuoi fratelli, e lo stesso discorso vale ovviamente anche per Tuo marito.-
      Purtroppo l'unico modo per evitare che eredi il coniuge è quello di divorziare.-

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  18. Buongiorno avvocato, alcune settimane fa è morta la nonna di mia moglie. Suo marito aveva redatto un testamento che il notaio non considera valido in cui si accennava alla eventuale divisione della casa fra i suoi due figli (mia suocera e l'altro). Il figlio si oppone alla divisione dicendo di non volere spendere un euro e vuole vendere tutto, mentre mia suocera vorrebbe dividere per destinare la casa a noi. Che strada possiamo compiere per "convincere" l'altro a dividere? Esiste solo la possibilità di comprare la sua metà, che fra l'altro per noi è un'alternativa economicamente molto difficile?

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    1. Purtroppo non esistono molte strade praticabili, nel senso che o gli eredi si mettono d'accordo sulla divisione o sulla vendita della casa, o devono andare in causa e a quel punto sarà il giudice a imporre la vendita e la conseguente divisione del ricavato.-

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  19. Buongiorno avvocato, una mia zia, vedova e senza figli, tantissimi anni fa, ha redatto un testamento olografo lasciando tutto ad un nipote ( all'epoca vivente )
    questa la situazione atttuale:
    la zia è ancora in vita,due fratelli della zia viventi, il nipote citato come unico erede è purtroppo deceduto da parecchi anni e sono ancora in vita i fratelli e i genitori ( del nipote erede) mi chiedevo quando morirà la zia si potrebbero verificare questi casi:
    1 ascendenti e fratelli dell'erede defunto ancora in vita
    2 ascendenti dell'erede defunto morti e fratelli viventi
    3 fratelli della zia ancora in vita
    4 fratelli della zia tutti morti
    ..............a chi andrà l'eventuale eredità, sia del testamento olografo sia eventuali quote legittime?
    Grazie e cordiali saluti

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    1. Se una persona ha redatto un testamento a favore di un soggetto nel frattempo deceduto, l'eredità si devolverà agli eredi del soggetto defunto, ossia, agli eredi legittimi del soggetto a favore del quale era stata posta la disposizione testamentaria.-
      Quindi nel caso di Tua zia l'eredità andrà agli ascendenti dell'erede defunto morti e fratelli viventi.-

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  20. Buon Di Avvocato

    Mio padre è proprietario al 75% (50% quota sua originaria + 25% quota di mia madre) della proprietà che mia madre defunta ci ha lasciato in eredità e noi 2 figli lo siamo dell’12.5 %

    Senza consultarci ha deciso di vendere senza il nostro consenso
    Avvocato può mio padre fare ciò seguendo le norme vigenti in Italia?
    In realtà il mio pensiero e` di usufruirlo ed in un futuro pagare la quota sua e quella dell'altro erede
    Tiene presente che l'altro erede vuole anche essa vendere
    Quale opzioni in termini legali giudiziari ho?
    La ringrazio in anticipo per qualsiasi informazioni

    Cordiali saluti

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    1. Purtroppo se gli altri eredi intendono vendere la proprietà Tu non puoi opporti alla vendita, quindi le uniche opzioni possibili sono o di rilevare le quote degli altri eredi o di incassare la Tua quota del ricavato dalla vendita.-

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    2. Accovato Censori

      La ringrazio per le risposte tempestive
      Cordiali saluti

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  21. mia zia vedova da 10 anni e senza figli mi nomina erede universale, è deceduta, facendo una visura catastale l'appartamento di proprieta risulta a metà con il marito morto, possono subentrare i fratelli di mio zio morto o no? Grazie

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    1. Purtroppo SI!
      Per la quota di Tuo zio subentrano anche i fratelli, ai quali spetta il 33,3% della sua quota, pari quindi al 16,65% dell'appartamento.-

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  22. buon giorno sig. Censori..sono in aspi da novembre 2013 ...a febbraio ho compiuto 50 anni..e vorrei sapere se mi aspettano 8 o 12 mesi di disoccupazione..
    la ringrazio x la sua risposta..
    paolo

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    1. Ciao Paolo!
      Ai fini della durata dell'ASPI conta l'età anagrafica del momento in cui si presenta la domanda all'INPS, quindi nel tuo caso se quando hai presentato la domanda avevi 49 anni la durata dell'ASPI sarà di 8 mesi.-

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  23. Egr. Avv., ho un problema con mia sorella per l'eredità della nostra mamma defunta. Mia sorella non si è mai presa cura di mamma e tutte le spese le ho sostenute io, incluse quelle per il servizio funebre. Mia madre ha redatto testamento olografo con cui destina la propria quota di disponibilità di un appartamento a mia figlia. Riepilogando, gli eredi siamo io, mia sorella e mia figlia (mio padre è deceduto). Posso in questa fase, quando mi recherò dal notaio, rivalermi per le spese sostenute per il servizio funebre, sulla quota legittima spettante a mia sorella? Preciso che tali spese sono ampiamente documentate con ricevute fiscali a mio nome. La ringrazio in anticipo, buona serata.

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    1. Le spese relative al funerale del “de cuius” sono giuridicamente qualificabili come debiti dell'asse ereditario, ai sensi dell'articolo 752 del codice civile.
      Art. 752. Ripartizione dei debiti ereditari tra gli eredi.
      I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto.
      La disciplina relativa alle modalità con cui i coeredi sono tenuti a rispondere dei debiti ereditari, è prevista dall'articolo 752 del codice civile. Ai sensi della suddetta disposizione ciascun coerede deve rispondere dei debiti del de cuius in maniera proporzionale alla quota di eredità a lui pervenuta.
      Ciascun coerede quindi è tenuto al pagamento dei debiti, soltanto in proporzione della sua quota.-

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    2. La ringrazio infinitamente, ha confermato ciò che io già pensavo.

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  24. gentilissimo avvocato
    sono erede con i due miei fratelli di un appartamento. Uno dei miei fratelli è tossicodipendente, uno vive all'estero. Mi sono occupato sempre io di tutte le questioni legali e pratiche legate alla morte di mia madre e alla pratica di ricostruzione della casa di cui sopra colpita dal terremoto con l'accordo verbale fatto con i miei fratellli di abitarla con la mia famiglia e acquistarla fra qualche anno dopo la ristrutturazione e vendita della mia casa ancora terremotata. ora che la casa è quasi pronta loro vogliono venderla e avere la loro parte. Cosa mi consiglia, non ci sarebbe qualche soluzione alternativa alla vendita? Posso acquistare solo la parte di un fratello visto che l'altro tossicodipendente sciuperebbe subito i soldi?

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    1. Purtroppo NO!
      Se i Tuoi fratelli vogliono vendere la casa Tu non puoi opporti, quindi puoi solo acquistare la loro parte a prescindere pertanto dall'uso che potranno fare del ricavato della vendita.-

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  25. Buongiorno,
    in seguito alla morte dei miei nonni e in assenza di testamento, l'iimobile di loro proprietà è stato ereditato da mio padre e i suoi due fratelli in parti uguali. Uno dei due fratelli vorrebbe andarci a vivere senza acquistare le altre due quote e ha chiesto di avere le chiavi dell'appartamento. E' legale negargli le chiavi? Non essendo una persona ragionevole, mio padre e l'atro zio vorrebbero tutelarsi ed agire legalmente. Cosa possono fare?
    La ringrazio.

    Filippo

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    1. Ciao Filippo!
      Se tutti gli eredi non si mettono d'accordo sull'uso dell'immobile, l'immobile va venduto e il ricavato va diviso tra i fratelli, quindi uno solo degli eredi non ha titolo per andarci a vivere se non rileva le quote degli altri.-
      Nel Vostro caso vi consiglio di ricorrere a un avvocato per intentare una causa al fratello che vorrebbe andarci a vivere per imporre la vendita dell'immobile.-

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  26. Buongiorno,
    E' possibile che una zia nubile con testamento olografo può lasciare i propri beni ad un solo erede (nipote), lasciando fuori gli altri nipoti?

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    1. Senza coniuge, senza figli e senza ascendenti la quota disponibile è pari al 100%, quindi non esiste la quota di legittima, pertanto la zia nubile con testamento può disporre liberamente dei suoi beni.-

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  27. Egregio Avvocato, forse non sono riuscito a farLe avere il primo post che cerco di riproporLe perchè gradirei il Suo parere sulla seguente questione: cittadino italiano residente in Brasile, sposato in Brasile 30 anni fà con cittadina italiana (non so se in comunione o separazione dei beni), matrimonio regolarmente registrato in Italia, muore senza figli con beni immobili in Italia acquisiti prima del matrimonio, beni immobili ereditati dai genitori in Italia durante il matrimonio, beni immobili accquisiti in Brasile durante il matrimonio e cointestati con la moglie. Fa testamento pubblico in Italia nel 1986 che all'apertura prevede come prima "opzione" di lasciare l'usufrutto generale vitalizio di tutti i beni, esclusi quelli acquisiti prima del matrimonio e quelli avuti per successione dei genitori alla moglie e nomina erede il suo unico fratello e come seconda "opzione" - qualora la vedova avesse a pretendere la legittima - , escludendo sempre i beni acquisiti prima del matrimonio e quelli avuti per successione dei genitori, lascia alla moglie il 50% dei beni brasiliani, gravandoli di usufrutto a favore del fratello ed il restante 50% a favore di 2 nipoti (figli del fratello). Ora il fratello ha già preso possesso dei beni in Italia, i nipoti pretendono tutto in Brasile, la vedova ha dovuto affidare tutto agli avvocati sia brasiliani che italiani. Sicuramente il de cuius voleva mantenere il patrimonio all'interno della famiglia di origine, ma il notaio che ha ricevuto il testamento pubblico datato 1986 (ben 11 anni dopo la riforma del diritto di famiglia), ha operato del tutto correttamente? Dell'asse ereditario non dovrebbero fare parte anche i beni acquisiti prima del matrimonio e quelli ricevuti per successione? Gravare la legittima di usufrutto ad altri non riduce la quota di legittima? La ringrazio della risposta e cordialmente La saluto. Galdino

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    1. Ciao Galdino!
      Con testamento in mancanza di figli e senza ascendenti il 50% dell'intera eredità va al coniuge come quota di legittima, mentre per il restante 50% il de cuius può disporne liberamente.-
      Nel Tuo caso quindi la moglie ha diritto al 50% di tutti i beni italiani ed esteri, mentre non ha valore l'usufrutto su tutti i beni, quindi al fratello va solo il restante 50%.-
      Purtroppo se un testamento non viene redatto in modo corretto, tenendo conto cioè delle quote di legittima, si presta a diverse interpretazioni con conseguenti liti e cause per la "gioia" degli avvocati.-

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  28. La ringrazio, egr. Avvocato, ma La pregherei ancora, dopo un piccola rettifica da parte mia, di una sola precisazione e, se Lei ritiene, di un Suo, anche diplomatico, "comment" o "no comment" al mio dubbio.
    Rettifica: Il de cuius nomina eredi la moglie del 50% dei beni brasiliani gravandoli di usufrutto in favore del fratello e del restante 50% nomina eredi i suoi due nipoti.
    Sua precisazione: i beni immobili brasiliani erano cointestati quindi si parla della sola metà intestata al de cuius.
    Suo "comment": che senso ha fare un testamento pubblico, pagare la salata parcella al Notaio, per poi dover andare in causa come si trattasse di un mal fatto testamento olografo?
    Ancora grazie. Galdino

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    1. Ciao Galdino!
      Se il notaio al momento della stesura del testamento ha imposto al testatore il rispetto della legge, cioè ha garantito le quote di legittima, il testamento può anche essere impugnato dagli eredi che si presumo danneggiati, ma non hanno alcuna possibilità di spuntarla, in caso contrario il notaio ha fatto un favore ad avvocati che ci andranno a "nozze".-

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  29. Buongiorno avv. Gianfranco Censori.

    La mia situazione è un pò particolare.2 anni fa sono stata
    assunta come colf (25 ore sett. tempo indeterm.). Adesso sono al 6 mese
    di gravidanza e il padre del mio bambino è il mio dattore di
    lavoro.vogliamo iniziare a convivere e quindi dovrei spostate la
    residenza da lui.le domande sono:
    1. Se sposto la residenza dal mio dattore di lavoro (attualmente anche
    mio compagno) lui deve:modificare il contratto di lavoro in corso,
    oppure deve solo segnalarlo al INPS?
    2. Spostando la residenza divento convivente quindi cambia anche la
    situazione retributiva?
    3.In caso decidessimo di terminare il rapporto di lavoro (adesso non si
    può perché sono in gravidanza) avrò diritto alla disoccupazione o ci
    sono delle limitazioni essendo convivente ?
    La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità

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    Risposte
    1. - SI! Se sposti la residenza dal tuo datore di lavoro dovete modificare il contratto da non convivente a convivente.-
      - SI! Cambia la situazione retributiva.-
      - SI! Alla cessazione del rapporto di lavoro avrai diritto all'ASPI o alla Mini Aspi, in base alla Tua situazione contributiva.-

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  30. Buongiorno!
    Egregio Avvocato,
    Vorrei sapere se una casa ereditata dai genitori di mio padre durante il suo matrimonio con nostra madre , in caso di morte di mio padre,sia solo ereditata da noi due sorelle (nostra madre e convinta di questa legge) sia vero. Noi due sorelle voremmo anche rinunciare a quest'eredita, se capita un giorno. in modo di evitare di pagare tasse subito. Noi abitiamo all'estero. Voremmo solo ereditare quando i nostri due genitori non siano piu di questo mondo. Grazie per la vostra risposta.

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    Risposte
    1. NO!
      In caso di morte di tuo padre gli eredi sareste Tu, Tua sorella e Tua madre in 3 parti uguali, quindi a suo tempo Tu e Tua sorella potreste rinunciare alla vostra quota di proprietà in favore di Vostra madre.-

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  31. Buongiorno Avvocato,
    in breve questa è la mia storia: mi sono risposata circa tre anni fa, dopo 5 anni di convivenza, con A. che era divorziato e con due suoi figli..... e 10 anni fa era morta sua sorella con 44 anni e l'anno dopo suo padre.
    Mio marito aveva un'officina con parecchi macchinari, un po' suoi e un po' di suo padre defunto e un po' di mio padre.
    Tempo fa mio marito si è ammalato e per affrontare le spese mediche oncologiche, diversi interventi e spese di medicinali e altre varie, abbiamo dovuto vendere alcuni macchinari che non ricordo neanche quali fossero. Avevo tentato di chiedere aiuto ai figli ( a cui avevamo prestato 15.000 e mai più restituiti) e alla nipote ( figlia dell'unica sua sorella defunta) ma nessuno ha potuto o voluto aiutarci nè economicamente nè con la presenza. Oltretutto io ho dovuto licenziarmi da un lavoro fisso, perchè dopo aver usufruito dell'aspettativa prevista, mio marito era peggiorato tanto da essere dichiarato invalido al 100% e per dargli assistenza continua, non ho potuto che licenziarmi .
    Mio marito se n'è andato il 30 Aprile 2014 ed oggi la nipote mi ha telefonato chiedendomi tutti i macchinari che erano in parte anche del nonno e secondo lei sono cose di famiglia.....ma io non li ho più....mai visto nessuno di loro in tanti anni di malattia, adesso riescono a telefonare....per chiedere...
    cosa dice la legge? e quei pochi attrezzi rimasti sono obbligata a darglieli? chi dice che sono del nonno e di mio papà o di mio marito? la nipote vuole venire a casa mia, che poi è di MIO figlio a vedere l'officina....ma io non le ho ancora detto che avevamo venduto parecchie cose...
    Grazie infinite
    S.

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    1. Se l'officina meccanica era intestata solo a Tuo marito, tutte le attrezzature erano per legge di sua proprietà, quindi in vita Tuo marito poteva disporne liberamente, e la nipote comunque non ha titolo per richiedere una parte dei macchinari.-

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  32. Avvocato Egregio, buonasera! Le chiedo una cosa complicata. Un genitore con tre figli, fa testamento olografo a favore di uno solo dei figli, escludendo anche il coniuge. So che la legge dice che tutti i figli hanno gli stessi diritti ed anche il coniuge, ma legga prima tutto. Alla morte del testatore, restano quindi, il coniuge ed i tre figli. Il testamento fu pubblicato subito. Dopo 5 anni dalla pubblicazione del testamento, muore anche il coniuge superstite, restano i 3 figli e, i due non nominati nel testamento, pare non abbiano nessuna intenzione di impugnare il testamento. Uno dei due figli non nominato erede, ha debiti (banche, privati, finanziarie, equitalia, ecc...) , quindi diciamo che avrebbe anche interesse a non impugnare il testamento perchè a lui non andrebbe nulla, bensì finirebbe tutto ai suoi creditori. Il debitore di cui parlo, che ha però figli maggiorenni, potrebbe firmare, a distanza di 6 anni dalla pubblicazione del testamento, la rinuncia all'eredità? Se non altro per consentire al figlio nominato erede di poter vendere l'immobile, che poi è l'unico bene, non c'era altro, solo l'immobile in cui viveva il figlio nominato erede universale ed il coniuge che ci ha vissuto fino al decesso (in questo modo, tramite accordi privati coi fratelli, lui potrebbe anche recuperare qualche soldino senza l'intervento dei creditori, no?) Insomma, essendo passati 6 anni dalla pubblicazione del testamento, "chi" potrebbe intervenire sulla sua rinuncia all'eredità? I creditori o i figli? O, visto che son passati 6 anni, non può intervenire più nessuno sulla rinuncia all'eredità? Il problema è che il figlio nominato erede, vorrebbe vendere l'immobile, in quanto troppo grande per abitarlo, troppo dispendioso e sarebbe da ristrutturare, liquidando anche parzialmente i fratelli, ma pare che se non passano 10 anni dalla pubblicazione del testamento, questo non sia possibile. E' proprio così? O cosa bisognerebbe fare per riuscire comunque a vendere l'immobile pima dei 10 anni? Tra l'altro tutte le spese, IMU, condominio straordinario, ecc ecc, le sostiene, dalla morte del genitore testatore, sempre il figlio nominato erede, che però abita nell'immobile, gli altri due non hanno mai corrisposto un centesimo per il mantenimento dell'immobile. L'altro fratello firmerebbe la rinuncia e non ha nè figli , nè debiti, e non ha nessuna intenzione nemmeno lui di impugnare il testamento. Come se ne può venire fuori da questa situazione? La ringrazio tanto. donata

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    1. Se il figlio che ha debiti non vuole la sua parte di eredità perché finirebbe ai creditori, deve rinunciare all'eredità con atto pubblico, cioè con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente.-
      Purtroppo però i creditori del soggetto che ha rinunciato possono farsi autorizzare dal Tribunale ad accettare l’eredità in nome e luogo del loro debitore, per poter soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti. Questo diritto dei creditori si prescrive in cinque anni, decorrenti dalla data della dichiarazione di rinuncia.-
      L'unico sistema per uscirne è che tutti accettino l'eredità e che si mettano d'accordo sulla vendita e sulla divisione del ricavato, e se il ricavato di uno degli eredi andrà ai suoi creditori sarà solo un problema suo.-

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    2. Mi scusi avvocato, ho dimenticato di dire che, all'atto della pubblicazione del testamento olografo, fu anche fatta dal notaio stesso, la variazione al catasto. E fu fatta anche la successione sempre e solo a nome dello stesso figlio senza aggiungere il coniuge, nè gli altri 2 figli. Quindi, da 6 anni, l'immobile è già intestato, al catasto, soltanto al figlio nominato erede unico. Non c'è da accettare nessuna eredità. Ed attualmente, il titolo di proprietà, è la pubblicazione del testamento, credo proprio perchè debbano passare i fatidici 10 anni per fare la voltura definitiva vera e propria. Gli altri 2 fratelli, non hanno intenzione di impugnare nulla, perchè sanno che, tramite civili accordi, riscuoteranno comunque qualcosa. Il problema è che il figlio erede unico, non può più sostenere le spese di un appartamento così grande e dispendioso e vorrebbe trovare il modo per vendere e liquidare i fratelli. Pare però che la legge non lo permetta prima dei 10 anni dalla pubblicazione del testamento, è proprio assolutamente così? Certo, tutto questo sempre che, i fratelli esclusi, non cambino idea nei prossimi 4 anni e decidano di fare causa, l'imprevedibile ovviamente non si può prevedere, ma è anche vero che sono cose così lunghe e costose che a tutti converrebbe un accordo. Da quello che lei mi ha risposto ho capito che i creditori possono intervenire sempre, entro i 5 anni, su una rinuncia e quindi, il fratello con debiti, non può rinunciare sennò intervengono i creditori immediatamente. E del resto, se lui non rinuncia, non si può vendere. E' così? Mi sto chiedendo, se al catasto l'immobile è già al 100% intestato ad un solo figlio, i creditori da dove risalgono a controllare se c'è la rinuncia degli altri due figli? I creditori fanno continui e periodici controlli al Tribunale? Grazie per le sue risposte chiarissime.

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    3. Purtroppo a suo tempo il notaio ha fatto una "forzatura", come è stata una "forzatura" la modifica al catasto, e dovrebbe quindi aver informato il figlio erede che prima di 10 anni non avrebbe potuto disporre "liberamente" dei suoi beni.-
      Infatti per legge entro 10 anni, i fratelli esclusi potrebbero ripensarci e pretendere quindi la loro quota, ed eventuali creditori dell'erede escluso potrebbero impugnare la vendita.-
      A questo punto non vedo quindi altre strade percorribili se non quella di attendere i 4 anni mancanti, perché eventuali ipotesi alternative finirebbero col rimettere tutto in discussione, e quindi anche la volontà dei fratelli esclusi dalla successione.-

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    4. Quindi è come chiedevo? I creditori fanno visure e controlli periodici dei vari Atti Pubblici tipo le rinunce, le accettazioni, eccetera?? Purtroppo temevo che fosse così! Nono, il notaio informò molto bene l'erede del vincolo dei 10 anni ma, essendo in vita l'altro coniuge, nessuno dei figli all'epoca pensava nè alla vendita, nè alle conseguenze di tutto ciò e si è pensato subito particolarmente a preservare la quota che, di sicuro, oggi sarebbe stata già ipotecata o impugnata. Tutto fatto senza pensare bene al futuro, purtroppo! Grazie mille avvocato. Buon lavoro!

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    5. Purtroppo SI!
      I creditori potrebbero fare visure e controlli periodici dei vari atti pubblici, essendo parte in causa, e se il notaio a suo tempo informò correttamente l'erede del vincolo dei 10 anni, non poteva fare di più.-

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    6. Avvocato, mille mille grazie !! Continuerò a seguirla perchè leggerla è un vero piacere. Buon proseguimento.

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    7. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  33. Caro Avvocato, buongiorno. Avevo una domanda da farle. Quando mia nonna era in vita, deciso di mettere mia madre come beneficiaria unica dopo la sua morte, di un suo conto in banca. Mia mamma ha tre fratelli, che all'epoca erano assolutamente a conoscenza della situazione, tanto che uno di loro accompagnò mia mamma in banca per tutte le firme e questioni burocratiche. Ovviamente c'era anche mia nonnache firmò il tutto. Ad oggi, i tre fratelli possono pretendere la loro quota? Nel senso, dato che mia mamma è l'unica beneficiaria ( e data la morte di nonna), può decidere lei e solo lei di quei soldi? Loro hanno diritto alla loro parte, o l'intera quota è solo di mamma?? Mia nonna non ha lasciato alcun testamento!

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    1. Purtroppo se Tua nonna non ha lasciato un testamento per legge il saldo del conto in banca va diviso in parti uguali tra tutti e 4 i suoi figli.-
      Ovviamente se i 3 fratelli, nel rispetto della volontà della loro madre, vogliono rinunciare alla loro quota di eredità in favore di tua madre possono farlo senza problemi.-

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    2. Avvocato, mi scusi ancora per il disturbo. Mi sono informato meglio. Non è un conto. Ma una vera e propria polizza. eurizon del Banco di Napoli. Vale la stesas cosa??

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    3. Purtroppo SI!
      Deposito in conto corrente o polizza eurizon ai fini del diritto ereditario è la stessa cosa.-

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  34. Buonasera avvocato,
    Sono chiamato, assieme ai miei tre fratelli, all'eredità di mio padre. Quella che lascia e` un'eredità "difficile". Gli altri eredi hanno deciso di accettare mentre io vorrei avvalermi dei 10 anni a disposizione per pensarci. Premetto che non sono venuto in possesso di nulla di mio padre pertanto sono nel mio pieno diritto. Ho figli minori. Ora mi trovo nella situazione in cui per chiudere un conto corrente peraltro in negativo intestato a mio padre la banca pretende anche una mia azione che comporterebbe però tacita accettazione dell'eredità. Come posso far compiere ai miei fratelli questa operazione di chiusura (come forse altre necessità che si presenteranno) senza intervenire attivamente e perdere la possibilità di usufruire dei 10 anni previsti dal codice civile? Grazie mille della sua disponibilità e professionalità. Carlo.

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    1. Ciao Carlo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo se non vuoi creare problemi ai Tuoi fratelli devi accettare o rinunciare all'eredità, perché il tuo diritto di poter attendere 10 anni contrasta con il diritto dei Tuoi fratelli di poter disporre prima dei 10 anni dei beni ereditati.-
      Ti consiglio eventualmente di accettare l'eredità con beneficio d'inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

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  35. Egregio Avvocato
    Vivo nella casa che per 1/3 ho ereditato da mio padre con il quale avevo stipulato un regolare contratto d’affitto registrato per € 450 + spese ordinarie ,quali fossero, a mio carico (circa 250€ /mese).
    Gli altri eredi sono mia madre e mio fratello che vivono in una villetta di proprietà di mia mamma.
    Secondo le informazioni che ho acquisito il contratto d’affitto passa in capo agli eredi ed ho provveduto a versare 1/3 dell’affitto a mio fratello (€150 mensili) e nulla a mia madre che mi ha concesso il comodato d’uso per il suo terzo.
    Ora il problema è che mio fratello non è soddisfatto della quota d’affitto che gli pago e vorrebbe di più.
    Visto come si mettevano le cose ho proposto lui di acquistargli la quota ma ha rifiutato o di venirci a vivere lui senza pagarmi il canone ed io andare con nostra madre ma ha rifiutato.
    Io trovo ricattatorio e ingiusto pagargli tutta la quota d’affitto ,dato che ha un solo terzo e mi sembra una prepotenza.
    Vuole disdire il contratto e vuole l’intera quota che versavo a mio padre solo per se o in alternativa che io lasci la casa per affittarla a terzi per guadagnarci di più.
    Volevo sapere legalmente come sono tutelato in questo caso e che valenza effettiva ha il contratto d’affitto ereditato e se per disdirlo basta una sola persona o ci vuole l’accordo di tutti.
    Insomma vorrei mettermi a posto dal punto di vista legale per chiudere la questione …..
    La ringrazio infinitamente per la disponibilità e la saluto cordialmente
    Paolo

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    1. Ciao Paolo!
      Il contratto d'affitto non può essere disdetto prima della scadenza, quindi puoi continuare a pagarli la sua quota di 150,00 euro.-
      Il problema si porrà però alla scadenza del contratto perché allora o vi metterete d'accordo o la casa andrà venduta e vi dividerete il ricavato.-

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    2. Grazie ! Però non riesco a capire una cosa : perché dobbiamo vendere la casa quando io gli ho offerto di acquistare la sua parte e lui ha rifiutato ? Io gli avrei i soldi per acquistarla ..... Grazie !

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    3. Ciao Paolo!
      La legge prevede che gli eredi o si mettono d'accordo tra di loro o subentra un giudice che impone la vendita della casa e la divisione del ricavato.-
      Questo significa che la casa viene venduta a chi offre di più.-

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  36. Buongiorno Gianfranco.. volevo chiederle per cortesia , se una zia ha due nipoti ,figli di sorella , puo fare testamento a favore solo di uno di questi? o quello escluso puo rivendicare la sua parte?

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    1. Ciao Maria!
      Con testamento, senza coniuge, senza figli e senza ascendenti = 100 % quota disponibile, questo significa che la zia può fare testamento in favore di chi vuole e nessuno può impugnarlo.-

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  37. caro avvocato..volevo porle il problema di mia madre che ha ereditato la casa dei suoi genitori defunti,ma sua sorella e suo fratello vogliono venderla.mia madre vuole comprarla ma non ha i soldi per il suo valore essendo pensionata commerciante con 600 euro al mese e noi figli siamo disoccupati.grazie per la risposta

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    1. Se nessuno dei fratelli ha i soldi per rilevare le quote degli altri, la casa va messa in vendita e andrà quindi diviso il ricavato.-

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  38. caro avvocato vorrei sapere da lei se i fratelli di mia madre possono vendere la casa contro la sua volonta' (anche lei e' un erede della casa),posso vendere questa casa.
    grazie

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    1. Se tra fratelli non si mettono d'accordo per vendere la causa, dovranno andare in causa in modo che sarà il giudice a imporre la vendita e la divisione del ricavato.-

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  39. caro avvocato, vorrei sapere se i miei genitori con cui non mi parlo , possono estromettermi dall'eredità. Possono intestare tutto a mia sorella o mi spetta la legittima?grazie in anticipo per la risposta

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    1. Con testamento:
      Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile.-
      Questo significa che almeno il 25% che è la quota di legittima deve esserti garantito.-

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  40. Buona sera dott Censori sono Nicola.Voglio chiederti siamo quattro figli e siamo propietari di 1/3 ciascuno e di un 1/6 la nostra mamma di un'appartamento.La mia domanda e questa 2 dei miei fratelli vogliono rinunciare alla parte della mamma e donarla a i loro rispettivi figli possonno farlo premettendo che la mamma e venuta a mancare. O in automatico vanno a gli altri intestatari della casa ? Grazie anticipatamente della risposta Nicola

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    1. Ciao Nicola!
      SI!
      I Tuoi fratelli possono accettare o destinare la loro quota di eredità a chi vogliono.-

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  41. Buongiorno,
    espongo il caso di quattro eredi che sono tutti nel ramo paterno di una loro cugina che è deceduta non avendo figli, non essendo mai stata sposata e con tutti i parenti di primo grado (genitori e sorella) già deceduti. Il problema sta nel fatto che la madre era originaria di un'altra regione e nessuno ha mai avuto contatti con questo ramo familiare; in sostanza gli altri eventuali beneficiari residui dovrebbero essere i figli degli oltre dieci fratelli della madre (fratelli nati nell'ultimo quarto del 1800)) che però nessuno conosce e la cui integrale rintracciabilità è complicatissima. Come devono procedere per non arenarsi?
    Grazie,
    Piero

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    1. Ciao Piero!
      Purtroppo non esistono scorciatoie!
      Infatti fino a quando non vengono rintracciati tutti gli eredi non si può fare la successione.-

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    2. Buongiorno,
      in merito al quesito che ho posto, deduco che se fosse impossibile accertare se qualcuno degli eredi di una successione legittima sia ancora vivente o in ogni caso rintracciarlo (in questo caso parliamo di un numero ipotetico perché nessuno sa se gli zii del ramo materno avessero dei figli e quanti e ovviamente quanti siano ancora viventi) la successione decadrebbe.
      Grazie di nuovo
      Piero

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    3. Ciao Piero!
      Purtroppo SI!
      In tal caso la successione decadrebbe!!!

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  42. caro avvocato mia madre ha ereditato una casa insieme ai suoi due fratelli.la situazione e' questa:i 2 fratelli vogliono venderla,ma mia madre si oppone in quanto legata sia al valore affettivo e sia perche' non ha i soldi per pagare ai 2 fratelli il valore della casa.possono i suoi fratelli farle causa? e se si per quanto tempo durera' questa causa?
    mi scusi se non mi sono fatto capire bene nei precedenti commenti.grazie tante.

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    1. Purtroppo SI!
      Se Tua madre non da il suo consenso alla vendita della casa, i suoi fratelli possono farle causa in modo che sia il giudice a imporre la vendita e la conseguente divisione del ricavato.-
      I tempi della giustizia italiana sono piuttosto lunghi e questo vuol dire che alla fine una buona fetta del ricavato della casa andrà agli avvocati.-

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  43. Buongiorno avvocato volevo chiedere riguardo mio fratello che e' sposato con separazione dei beni e senza figli.nel testamento olografo di mio padre lascia la sua casa a mio fratello che non ha voluto fare la donazione da mio padre a lui.se mio fratello gli accade qualcosa puo' la moglie ereditare questa casa con testamento olografo di mio padre.
    grazie

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    1. Se Tuo fratello dovesse morire prima di tuo padre, Tuo padre potrebbe cambiare il testamento, mentre se dovesse morire dopo la morte del padre la casa passerebbe alla moglie.-

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  44. caro avvocato,a mio padre e' stata riconosciuta l'invalidita' al 100%con accompagnamento.questo pero' dopo un ricorso fatto un anno fa circa.vorrei sapere da quando ha decorrenza la pensione,se dall'accettazione della suddetta o da quando ha fatto la domanda e se quindi gli spettano gli arretrati.grazie.

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    1. Ciao Bruna!
      Se a tuo padre è stata riconosciuta l'invalidità al 100% con accompagnamento, la decorrenza sarà dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda all'INPS, quindi avrà diritto agli arretrati.-

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  45. Buonasera Avvocato !
    Ho ereditato una casa per 1/3 , glia altri 2/3 sono di mia madre e mia sorella che vogliono vendere.
    E' vero che , se interessata, avrei diritto di prelazione nel caso fossi interessata all'acquisto dei 2/3?
    grazie ! Irene

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    1. Ciao Irene!
      SI!
      Se Tu fossi interessata all'acquisto degli altri 2/3 della casa avresti il diritto di prelazione.-

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  46. Caro avvocato una mia zia signorina e deceduta senza lasciare testamento l'eredità ha due fratelli e cinque nipoti di fratelli deceduti come viene divisa in parti uguali o i nipoti prendono una parte e viene divisa seconfo quando figli aveva un fratello defunto

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    1. L'eredità va divisa in parti uguali tra i fratelli della deceduta, quindi ai fratelli deceduti subentrano i figli che si dividono la quota che sarebbe spettata al padre.-

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  47. Salve avvocato, ho un quesito da porle. Mia nonna ha sottoscritto delle polizze vita postali, prima che morisse, i cui beneficiari sono i suoi 2 figli. Cosa succede se al termine del contratto uno dei due beneficiari si rifiuta di ritirare la somma assicurativa?

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    1. Purtroppo se i beneficiari delle polizze sono due persone, se non si mettono d'accordo le poste ringraziano perché evitano di pagare, in quanto uno solo dei beneficiari per legge non può ritirare la sua sola quota.-

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  48. Salve avvocato,siamo in 5 fratelli 4 abbiamo firmato x i soldi in banca ma un fratello no.cosa fare ?grazie.

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    1. Purtroppo se gli eredi sono 5 e non si mettono tutti d'accordo la banca ringrazia perché evita di pagare, in quanto i 4 beneficiari che hanno firmato per legge non possono ritirare la loro sola quota.-
      L'alternativa è intentare una causa al fratello che si rifiuta di firmare, in modo che sia il giudice a imporre la divisione del saldo dei depositi bancari.-

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  49. bn giorno...devo lavarmi dalla testa questo tarlo e mi serviva un suo sapere. alla morte di mio nonno una 50%dell eredità è stata suddivisa in tre la legittima quindi ( mio padre e i miei 2 zii) la nonna ancora in vita l altro 50%..succede che muore improvvisamente mio padre ,dopo 5 anni dalla sua morte mia nonna decide di vendere la sua quota ai due miei zii senza interpellarci( lo abbiamo saputo dopo due anni. gli avvocati sentiti in merito in quel periodo ci hanno smp detto che per sistemare la faccenda bisognava aspettare dopo la morte di mia nonna) )..ora sono due anni che è morta mia nonna... la mia domanda è? noi come eredi di mio padre quindi noi 2 fratelli e mia madre non abbiamo diritto di una legittima anche di mia nonna ? e cmq qsto atto di vendita è regolare nel senso si può fare senza richiesta di rinuncia da eventuali altri eredi ,come appunto in qst caso?? grazie...( la domanda in merito serve a sistemare una divisione di immobili fatti su terreni nn ancora suddivisi) grazie per l'attenzione!

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    1. L'atto di vendita è regolare perché una persona in vita può disporre liberamente dei suoi beni, quindi potrebbe anche regalarli all'amante senza che nessuno possa opporsi.-
      Il discorso invece cambia alla morte della persona, perché se c'è un testamento deve prevedere la quota di legittima, mentre se non c'è un testamento l'eredità va divisa tra tutti gli eredi in base a quello che prevede la legge.-

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    2. grazie...un altra domanda :per risalire se esiste o meno un testamento??..dato che....non abbiamo piu` avuto contatti diretti ?

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    3. Si può verificare l'esistenza o meno di un testamento rivolgendosi alla cancelleria del tribunale competente per la zona di residenza del de cuius.-

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  50. Buonasera, mio padre non ha mai provveduto a me, nè economicamente nè moralmente. So che è malato e ricoverato in ospedale. So che la sua attuale moglie è avida in merito ai beni materiali ed ha timore di perdere soldi o di dovermi dare qualcosa. Ci sono anche altri due figli e conosco le percentuali di suddivisione. La mia domanda è: se lei ora riesce a convincerlo ad intestare a lei appartamento e conti correnti, in modo tale da poter avere tutto alla sua dipartita, io come posso difendere i miei diritti? In altre parole, se la moglie riesce a convincerlo ad intestare tutto a lei ora che lui è ancora in vita, io rimango senza eredità? Cosa dice la Legge in merito a queste situazioni? Grazie.

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    1. Per legge Tuo padre in vita può disporre liberamente dei suoi beni, quindi può donare anche tutto alla sua attuale moglie senza che tu possa fare nulla, e solo alla sua morte gli eredi potranno mettere eventualmente in discussione le eventuali vendite o donazioni effettuate negli ultimi anni.-

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  51. Buongiorno avvocato, sono figlio da un matrimonio tra padre italiano e madre austriaca. Il matrimonio è stato effettuato in Austria secondo la legge austriaca, con la separazione dei beni. Mia madre ha un figlio dal precedente matrimonio, che vive in Austria. Abbiamo diversi immobili in Italia e all'estero, tutti intestati a mio padre che è l'unico a lavorare. Come andrebbe suddivisa l'eredità in caso del decesso di lui, o di lei? So che la questione può essere complicata. Grazie.

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    1. La normativa prevede che senza testamento l'intera eredità andrebbe divisa come segue:
      - Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
      - Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
      - Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli.-
      Siccome il matrimonio è stato effettuato in regime di separazione dei beni, alla morte di uno dei Tuoi genitori andrà in successione, in base alle percentuali suddette, solo i beni che ha intestati, esclusi ovviamente i beni che ha intestati l'altro genitore.-

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  52. Egregio avvocato le sarei grato se mi rispondesse al seguente quesito.
    se il genitore di minore, coerede di un bene immobile, sottoscrive un documento relativo allo scioglimento della comunione senza aver accettato l'eredità con beneficio d'inventario, ne tanto meno essere stato autorizzato a compiere tale atto dal giudice tutelare, è comunque vincolato a portare a termine l'impegno, oppure il documento è privo di valore, considerando, oltretutto, che tale sottoscrizione riguardava anche altri due figli maggiorenni - anch'essi coeredi - per semplice rappresentazione, ma senza alcuna delega scritta da parte dei medesimi ?
    La ringrazio e la saluto cordialmente

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    1. Se il genitore di minore coerede di un bene immobile, sottoscrive un documento inerente lo scioglimento della comunione senza aver accettato l'eredità, il documento è privo di qualsiasi valore giuridico.-

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  53. Buona sera avvocato , avrei bisogno di un consiglio , anni fa è morto mio nonno lasciando la moglie e tre figli , un paio di anni fa un figlio tramite un'avvocato ha prelevato una parte di soldi che erano nel libretto bancario e se li è intestati a lui ma ha detto che però non può usarli fino alla morte della mamma , l'altro fratello mi è stato detto che ultimamente ha prelevato tutto il contante , l'altra sorella(mia mamma ) non ha prelevato niente (i prelievi dei fratelli sono stati fatti nonostante non ci fosse la firma di tutti e tre) ora mia mamma vorrebbe prelevare la sua parte di eredità ossia il 66,6%: x 3 ma se libretto bancario è stato vuotato come può avere la sua parte di eredità lasciata da suo padre , i fratelli sono tenuti a dare risconto su come hanno speso i soldi e potevano farlo senza la sua firma ?mi scusi se mi sono espresso non proprio bene , la ringrazio x la sua cortese risposta

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    1. SI!
      I fratelli sono tenuti a dare riscontro su come hanno speso i soldi, visto che erano soldi di tutti, e non capisco perché alla morte di Tuo nonno gli eredi non hanno provveduto a dividersi il saldo del libretto bancario in base alle quote che prevede la legge.-
      Riguardo a come abbiano fatto, bisognerebbe capire com'è intestato il libretto e se qualcuno aveva una procura per poter prelevare dal libretto bancario stesso.-

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    2. Buongiorno , il libretto bancario è intestato a mia nonna ma i due figli hanno la procura x poter prelevare , mia mamma non ce l'ha , i suoi fratelli hanno fatto i furbi si sono presi in carico mia nonna x un breve periodo (il tempo di far mettere la loro firma sul libretto e ne hanno approfittato x prelevare ) più x i loro bisogni che per mia nonna novantenne e poi l'hanno scaricata in un ricovero , cosi uno ha prelevato già la sua parte di eredità lasciata dal nonno 22.000 euro ossia un terzo del 66.6 %che aspettava agli eredi , però mi sembra strano che il suo legale abbia dato la possibilità senza avere la firma di tutti e tre gli eredi , l'altro mi hanno detto che ha vuotato il conto utilizzando anche la parte di eredità spettante a mia mamma , cosa possiamo fare x provare ad ottenere la parte spettante a noi ? grazie

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    3. Purtroppo a questo punto Tua madre per recuperare la sua quota di eredità deve rivolgersi a un legale ed intentare una causa ai suoi fratelli.-

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    4. Buongiorno, grazie x la sua sollecita risposta , proveremo a contattare un legale .

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  54. Buonasera, avrei bisogno di un suo consiglio ,:se gli eredi cono più di uno possono prelevare senza la firma di tutti gli aventi diritto di prelevare la parte di eredità spettante a loro senza la firma di consenso di tutti gli eredi ? e se lo fanno a cosa vanno incontro , devono rendere la parte prelevata oppure chi ha avuto ha avuto ? Grazie

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    1. Purtroppo NO!
      Per legge senza il consenso di tutti gli eredi nessuno può prelevare la sua parte spettante, quindi se qualcuno ci riesce in qualche modo "scavalcando" la legge, sarà tenuto poi a restituire la parte prelevata, che dovrà quindi anch'essa andare in successione.-

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  55. buonasera abbiamo ereditato per sucessione 2 appartamenti con mio fratello e sono cointestati adesso il mio lo voglio intestare ma lui non ne vuole sapere per non spendere denaro cosa devo fare?

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    1. buongiorno sono sebre io 23:58 la successione e stata trascritta nel 2005

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