lunedì 28 aprile 2014

Eredità e Successioni

Senza Testamento

I familiari che ereditano per legge sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Fratelli (se mancano i figli)
  • Ascendenti (se mancano i figli)
  • Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-


Con Testamento

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


Il matrimonio: comunione e separazione dei beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


Accettazione dell’eredità:

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


Rinuncia di eredità:


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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170 commenti:

  1. Buongiorno avvocato le chiedo gentilmente un consiglio sono sposata da 22 anni con separazione dei beni con 2 figli (20 e 16 anni) un mutuo regolarmente pagato da 15 anni che va ad estinzione ad ottobre di quest'anno, la casa e' intestata solo a mio marito perché al momento dell' acquisto io non lavoravo... il problema e' che da piu' di un anno ho scoperto che lui ha il vizio della ludopatia. Ora siamo in terapia in un centro, la gestione dei soldi adesso la tengo io, non riscontro piu ammanchi e posso pian piano pagare i debiti che lui ha fatto negli anni. Ma una cosa mi preoccupa ...se lui in futuro dovesse avere delle ricadute come posso tutelare me e soprattutto i miei figli sulla casa?

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    1. Purtroppo fino a quando la casa rimane intestata a Tuo marito per legge non puoi farci nulla, quindi puoi solo cercare di convincerlo a donare la casa ai suoi figli adesso che è in grado di capire le possibili conseguenze del suo vizio, e cioè che corre il rischio che la casa vada ai suoi creditori.-

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  2. Buongiorno avvocato vorrei chiederle:
    Ho debiti con la banca e con equitalia, alla mia morte equitalia può attaccare la casa intestata a mia moglie avuta in eredita dalla madre.

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    1. Alla Tua eventuale morte, Tua moglie dovrebbe rinunciare "formalmente" all'eredità in modo da non correre alcun tipo di rischi.-

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  3. Buon giorno Avvocato, avrei bisogno di una dritta. Conosco l'art. 480 c.c., però ho notato che spesso, nella pratica, viene disatteso e agli eredi è consentito fare la successione anche dopo i 10 anni. Allora Le chiedo : come posso far valere la avvenuta prescrizione contro alcuni chiamati all'eredità che sono rimasti inerti per più di 10 anni e ora hanno deciso di voler procedere alla successione? Posso impedirlo in qualche modo? A chi devo rivolgermi per far valere la avvenuta prescrizione? Grazie.

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    1. Codice Civile: ARTICOLO 480
      Prescrizione
      Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni.
      Il termine decorre dal giorno dell'apertura della successione e, in caso d' istituzione condizionale , dal giorno in cui si verifica la condizione. In caso di accertamento giudiziale della filiazione il termine decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che accerta la filiazione stessa.
      Il termine non corre per i chiamati ulteriori , se vi è stata accettazione da parte di precedenti chiamati e successivamente il loro acquisto ereditario è venuto meno.-
      Purtroppo nel tuo caso puoi far valere la avvenuta prescrizione solo per via giudiziaria.-

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  4. Buongiorno avvocato
    In diritto civile si definisce erede colui che sia stato chiamato a succedere

    nella universalità dei beni o in una quota di essi.
    Nel caso che gli eredi legittimi (moglie e figli) rinunciano all'eredità sono eredi

    legittimi, i genitori fratelli/sorelle del de cuius che diventano eredi chiamati all'eredità.

    Ma io fratello del de cuius posso non sapere della rinuncia espressa dalla moglie e dai figli
    e tenendo presente che non vi sia testamento redatto da un notaio, ma solo mortis in causa.
    Come si esplicita questa chiamata all'eredità??

    Da chi sarò convocato e/o informato? Dal tribunale, Dal giudice o da organi competenti o devo essere io parte diligente?
    In questo caso da quando decorre la prescrizione del diritto di rinuncia all'eredità?

    Ringrazio anticipatamente per la Vostra cortese risposta.

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  5. Buonasera avvocato, vorrei chiederle alcuni chiarimenti, in merito a del denaro che i miei genitori hanno deciso di cederci alla loro scomparsa;
    1)diverse polizze stipulate con le POSTE SPA in cui hanno indicato come beneficiari singolarmente per polizza noi figli viventi;
    2) diversi buoni emessi dalle POSTE SPA cointestati sia a loro che ad ognuno di noi.
    I quesiti che mi pongo sono i seguenti:
    nel momento in cui diveniamo beneficiari delle polizze e dei buoni postali, dobbiamo dichiarare questo denaro come eredità o non c'è nè bisogno;
    - altra ipotesi se veniamo in possesso dei risparmi dei miei genitori prima che avvenga il decesso cambia la procedura, nel senso che non c'è bisogno di dichiarare nulla?
    La ringrazio anticipatamente
    Felice

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    1. Ciao Felice!
      Alla morte dei genitori i figli devono presentare la dichiarazione di successione nella quale devono essere indicati i beni mobili e i beni immobili che vanno a ereditare.-
      Non c'è obbligo di dichiarazione se l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l'attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.-
      Lo stesso discorso vale se venite in possesso dei risparmi dei tuoi genitori prima che avvenga il decesso, nel senso che dipende dall'entità dei risparmi e dall'esistenza o meno di beni immobili.-

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  6. Buongiorno avvocato, sono comproprietaria di un terreno con mia sorella, la quale mi ha rilasciato procura a vendere. So che in caso di decesso del mandante la procura non è più valida, ma cosa succerebbe se il decesso avvenisse tra la stipula di un compromesso a vendere e il rogito? sarebbe ugualmente annullato? e in tal caso l'acquirente potrebbe richiedere la restituzione della caparra maggiorata come da impegno?
    La ringrazio molto

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    1. Purtroppo SI!
      In caso di decesso del mandante tra la stipula di un compromesso a vendere e il rogito,la procura non sarebbe più valida e quindi l'acquirente potrebbe richiedere la restituzione della caparra.-

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  7. Buongiorno, vorrei avere un chiarimento e ringrazio in anticipo, sono discorsi similari a quesiti a cui ha giaà risposto .
    I miei genitori (84 e 91 anni) mi hanno dato 50.000 Euro versati in un libretto intestato a me ed ai miei due figli, per ricompensarci dell'aiuto materiale che hanno sempre ricevuto dalla mia famiglia.
    Mi spiego, ho un solo fratello, pensionato, che per lavoro è andato via dal 1970, vive a circa 600 Km e viene a trovarli una volta l'anno per 3-4 giorni e quando sono stati ricoverati in ospedale per un lungo periodo, è venuto per 3 giorni ed è fuggito.
    La mia famiglia pensa ad accudirli in ogni momento con tutte le difficoltà di salute che hanno dovuto attraversare (ictus, ricoveri, ictus, terapie, ecc).
    Posseggono una casa di proprietà di mia madre ed altri 20.000 Euro in banca. Vorrei sapere, mio fratello potrebbe fare qualche rivalsa per questa loro decisione oppure conta qualcosa il fatto che la mia famiglia da 45 anni li accudisce ed i miei genitori ci vogliono gratificare e ricompensare tutto il nostro aiuto.
    Grazie Maria

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    1. Ciao Maria!
      Purtroppo SI!
      Tuo fratello, alla morte dei genitori potrebbe far entrare nell'asse ereditario anche i soldi che ti hanno versato, a prescindere quindi dalla motivazione per la quale ti sono stati dati.-
      Infatti per legge, alla morte dei genitori l'intera eredità comprese eventuali somme versate in vita, va divisa in parti uguali tra i figli, a meno che i genitori non dispongano diversamente con un testamento, ovviamente solo per la quota disponibile, cioè nel rispetto della quota di legittima.-

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  8. Buongiorno mio papà è mancato il 04/03/2015 lascia il coniuge mia mamma e 4 figli ed una eredità che tra casa negozio e terreno potrà aggirarsi sui 400/500 mila euro, noi volevamo sapere se è possibile nella successione intestare tutto a mia mamma rinunciando noi 4 figli all'eredità oppure intestare tutto a noi figli facendo rinunciare mia mamma all'eredità insomma vorremmo sapere quale è la forma migliore e anche più conveniente a livello economico

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    1. Il legislatore ha previsto che il proprietario possa donare uno o più diritti compresi nella piena proprietà, riservandosi un diritto “limitato”. Così, il proprietario può donare la proprietà (o meglio, la nuda proprietà) riservandosi il diritto di usufrutto.-
      Nel Vostro caso la soluzione più corretta a mio avviso è che Vostra madre ceda la sua quota di eredità a voi figli riservandosi l'usufrutto della casa o comunque dell'appartamento dove risiede.-

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  9. Salve le chiedo per una brutta situazione mia sorella in casa con la mamma sono in affitto, io sono sposato fuori casa hanno contratto molti debiti negli anni affitti case Acer indietro, da pagare bollette etc e mia sorella ha due finanziamenti grossi con il quinto dello stipendio del quale ora nn ha più perché si è licenziata causa depressione, ,,,io li ho sempre aiutati ma ora con due figli e poco lavoro nn posso più farlo, la mamma ha una misera pensione che copre alcune spese di le chiedo se dovesse succedere qualcosa a mia sorella, ,,,,venisse a mancare,,,,,,sperando nn capiti mai i suoi debiti li dovrò pagare io,,? Augurandomi nn succeda nulla ma se dovesse capitare chi pagherà i suoi debiti mia madre nn c'è la farebbe ,,mai, ,,,,grazie della risposta

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    1. Se Tua sorella non ha beni da lasciare ai familiari, i familiari all'eventuale sua morte non dovrebbero accettare alcuna eredità e quindi non dovrebbero pagare i suoi debiti.-

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  10. Buonasera avvocato siamo una coppia sposati dà 20 anni nn abbiamo avuto la fortuna di avere figli ,,,,,uun futuro lontano casa e tutti i ns beni a chi andranno ,,,,ai nipoti? Grazie per la risposta è intestato tutto a noi,,,,al momento abbiamo 5O anni

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    1. Senza testamento:
      - Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
      - Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
      - Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
      - Altri parenti oltre il 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-

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  11. Buongiorno Avvocato il fratello di mio marito é morto il mese di luglio 2014 e aveva una casa di proprietà da ristrutturare e con una causa pendente dei vicini...e parecchi debiti,non era sposato ma con un figlio di 25 anni che ha rinunciato all'eredità quindi vorrei sapere se i debiti ricadono sui fratelli quindi mio marito e gli altri 4 e come possiamo fare per rinunciare a eredità e debiti che superano di gran lunga ....grazie

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  12. Buongiorno avvocato,

    1- se alla mia morte mia moglie rinuncia all'eredita ha diritto alla pensione di reversibiltà ?

    2- Mia moglie se accetta la pensione di reversibilità, i creditori la possono attaccare e pignorare la casa intestata solo a Lei, avuta in eredità dalla mamma deceduta alcuni anni fa.
    la ringrazio anticipatamente.

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    1. - SI! Alla Tua eventuale morte, anche in caso di rinuncia all'eredità, Tua moglie avrebbe comunque diritto alla pensione di reversibilità.-
      - NO! Se Tua moglie rinuncia all'eredità, i tuoi creditori non potrebbero comunque rivalersi su di lei, perché la pensione di reversibilità sarebbe ininfluente.-

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  13. Salve avvocato, avrei bisogno di alcune delucidazioni su come dare legale esecuzione alle volontà dei miei genitori che seppur molto anziani hanno deciso di darci del denaro sottoscrivendo delle polizze con Poste Italiane nominandoci per ogni polizza singolarmente come beneficiari finali.
    Inoltre hanno dei buoni postali ordinari cointestati con ognuno di noi.
    Il quesito è il seguente:
    noi siamo 4 figli viventi a godere di questo beneficio, ma vi è mia cognata (vedova del 5 fratello) che non beneficerebbe di questo, in quando dalla morte di mio fratello sia lei che la figlia che vivono a circa 500 km da noi hanno rifiutato di avere rapporti sia con i miei genitori che con noi, a tal punto che dietro richiesta telefonica di mia madre per salutale hanno detto di non voler avere alcun tipo di rapporto con noi tutti.
    Se così come sopra descritto, potrebbero vantare dei diritti mia cognata e mia nipote?
    E quale sarebbe secondo lei la soluzione per dare seguito alla volontà dei miei genitori?
    Ringraziandola anticipatamente, distinti saluti Giuseppe

    indicandocisottoforma di beneficiari di polizze vite intesta entrambi hanno

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    1. Ciao Giuseppe!
      Per legge, alla morte dei genitori l'intera eredità comprese eventuali somme versate in vita, va divisa in parti uguali tra i figli, a prescindere quindi dal comportamento dei singoli, a meno che i genitori non dispongano diversamente con un testamento, ovviamente solo per la quota disponibile, cioè nel rispetto della quota di legittima.-

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  14. Buonasera avvocato, avrei un quesito per Lei: mia madre è intestatario di un terreterreno che vorremmo vendere, acquistato durante il matrimonio, in comunione dei beni, con mio padre che è deceduto dieci anni fa'. Andava inserito nella successione? E se si adesso per poter vendere cosa bisogna fare? AnticAnticipatamente ringrazio

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    1. Prima Tua madre deve fare la denuncia di successione per la parte di proprietà del marito defunto, poi potrà disporre liberamente del terreno.-

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  15. Buongiorno avvocato,
    Mio nonno è venuto a mancare e ha lasciato a mia madre e mia zia una casa e diversi soldi in banca. Mia mamma ha però un debito con equitalia quindi la mia domanda è, per non perdere l eredità (visto che i debiti di mia mamma sono superiori alla eredità ) può lei rinunciarvi e rientrare io, come unica figlia, in successione? Oppure quale potrebbe essere un'alternativa?

    La ringrazio anticipatamente.

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    1. Purtroppo NO!
      I creditori del rinunziante possono essere pregiudicati dalla rinunzia che questi abbia fatto dell’eredità, qualora dalla rinunzia derivi il mancato ingresso di uno o più cespiti nel patrimonio del rinunziante, che, si ricorda, costituisce garanzia delle obbligazioni da questi assunte, secondo l’articolo 2740 del codice civile. In tale caso, anche qualora la rinunzia non consegua a frode ai danni dei creditori, questi possono farsi autorizzare ad accettare l’eredità in nome e per conto del rinunziante (articolo 524 del codice civile). Ciò allo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari, ma limitatamente al concorso tra il valore dei crediti vantati e il valore di beni ereditari e non oltre.-

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  16. Buona sera avvocato. Poche settimane fa è venuta a mancare mia zia. Lei senza figli e ne marito, viveva con un altra ed unica zia ancora in vita e con cui avevano un conto corrente cointestato. Non vi è testamento. Da parte nostra siamo rimasti noi nipoti di altri fratelli deceduti. A chi spetterebbe l'eventuale eredità. La ringrazio anticipatamente.

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    1. Senza testamento, senza coniuge, senza figli e senza ascendenti, l'intera eredità va divisa in parti uguali tra i fratelli in vita e i figli dei fratelli deceduti.-

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  17. Buongiorno avvocato,
    Mio padre e mia mamma sono in comunione dei beni.
    Mio padre ha grossi debiti con equitalia, alla sua morte se mia mamma rinuncia all'eredita di mio padre, ha diritto alla pensione di reversibiltà ?

    Mia mamma se accetta la pensione di reversibilità, equitalia le puo pignorare la casa, e i creditori la possono attaccare visto che ha la casa di proprietà intestata solo a Lei, avuta in eredità dalla mamma deceduta alcuni anni fa.
    grazie di cuore

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    1. Non c'è problema!
      All'eventuale morte di tuo padre, Tua madre potrebbe rinunciare all'eredità ed avere comunque diritto alla pensione di reversibilità, e non ci sarebbe alcun rischio per la casa di proprietà avuta in eredità.-

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  18. Buongiorno dott Censori, le pongo una domanda forse un po fuori tema.Mia zia 93 anni, vedova e senza figli,invalida civile al 100% per demenza senile, ha ricevuto una raccomandata di fine locazione e non rinnovo.Impensabile levarla da una casa dove ha passato 40 anni di vita.Esiste qualche tutela riguardo lo sfratto,vista l'eta' e la condizione (ed il poco che puo' restarle da vivere) posto che mai ci sono stati ritardi nei pagamenti dei canoni, o altro?grazie per una cortese risposta

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    1. Ciao Lucia!
      Innanzitutto, bisogna verificare il tipo di contratto. Per quelli ad uso abitativo possono essere usate diverse formule; una di queste prevede che questi venga a sciogliersi al suo termine, che può essere decretato dopo otto anni (con rinnovo dopo il quarto), oppure, dopo cinque. L'accordo può essere svincolato prima della scadenza solo se è stabilito nei termini e solo per alcune esigenze, quali la necessità dell'utilizzo dell'immobile da parte del proprietario, sia per motivi personali che commerciali. Anche la ristrutturazione dell'immobile può contemplare la fine dello stesso. Inoltre, questo iter è possibile solo se il proprietario ha effettuato la necessaria comunicazione all'inquilino entro un annualità da quando questi deve lasciare la casa. Se ciò non avviene, l'inquilino può chiedere un risarcimento, non inferiore a 36 mensilità, al locatore.-
      Vi consiglio comunque di rivolgervi alla sede più vicina del SUNIA per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  19. Salve Avvocato

    Mio sorella è morta, il marito e i figli hanno rinunciato all’eredità di mia sorella perchè lei aveva molti debiti con finanziarie e banche.
    Io come fratello unico rischio che l’eredità passa a me e sarò un futuro chiamato all’eredità,
    la domanda che Le chiedo è la seguente:
    devo già rinunciare all’eredità, ho posso aspettare di rinunciare quando sarò chiamato all’eredità.
    Sono preoccupato e non so cosa fare.
    Sono sposato in comunione dei beni e ho un figlio.
    La ringrazio tantissimo e la saluto grazie mille.

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  20. Gentilissimo Avvocato vi o scritto diverse volte, Siete una persona Molto Meritevole, vi ringrazio delle precedente volte dei vostri chiarimenti GRAZIE. Adesso ho un altro rompi capo con una proprietà della mia madre abbiamo una casetta in campagna io ho tre vani i miei confinanti una e due fratelli due vani persone che non mi sono parenti e ne amici da come si comportano . mi spiego davanti a questa casetta cera l'aia come si usava tempo fa premetto è in campagna zona agricola. l'aia era di circa 200 metri quadri , ora e circa 100 metri quadri. ed è una particella separata della casa e dei terreni, c'he sarebbe di tutti i proprietari della casetta. i gennitori di questi due fratelli che 'l'anno comprato negli anni 1965 già l'anno trovato dimezzata, io l'o saputo di questa particella che ho fatto l'accatastamento nel 2008 e da allora sempre verbalmente gli ho ripetuto di ripristinare l'aia. posso pretendere di ripristinare l'aia siccome è una particella apparta della casetta Vi ringrazio Carmine da Benevento

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    1. Ciao Carmine!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      SI!
      Le costruzioni agricole si trovavano ai lati dell' aia, che era un grosso quadrato o rettangolo, solito rivestita a mattoni o pietre e veniva utilizzata per trebbiare il grano e gli altri prodotti del podere. Nella vita familiare dei mezzadri e dei contadini l’aia svolgeva in estate la stessa funzione che aveva il camino d’inverno. Infatti sull'aia, le famiglie si riunivano ed alcune volte, venivano fatti i balli e feste campestri. L'aia era anche il luogo dove svolazzavano polli, galline, oche, faraone e tacchini ... da qui deriva il termine animali da cortile.-
      Questo significa che puoi far ripristinare l'aia come previsto in catasto, ma devi farlo per iscritto, cioè tramite raccomandata A/R, perché le comunicazioni verbali non hanno alcun valore giuridico.-

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  21. Egregio Avv. Censori, la scrivo in quanto vorrei dei chiarimenti per quanto riguarda la successione dell'eredità di mio padre deceduto un anno e mezzo fa senza testamento. Espongo il problema:
    mia madre sostendendo che mio padre avesse dei debiti, ha fatto fare solo a noi figli la rinuncia all'eredità (in pratica mia madre ha voluto l'eredità tutta per se). In seguito noi figli ci siamo accorti che questi debiti sono irrisori o comunque non superiori ai crediti pertanto non vorremmo più rinunciarci
    Le mie domande sono:
    possiamo revocare la rinuncia?
    se si entro quanto tempo e in che modalità? serve quanche documento?
    c'è bisogno di recarsi dallo stesso notaio da cui abbiamo fatto la rinuncia?
    deve essere presente, o portarla a conoscenza, nostra madre?

    Nell'attesa le porgo i miei ringraziamenti per l'attenzione e l'eventuali risposte.
    buona giornata

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.-

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  22. Buonasera Avvocato, vorrei chiarirmi le idee prima del mio matrimonio.
    Si tratta di seconde nozze, attualmente sono divorziata ed ho una figlia di 26 anni avuta nel primo matrimonio. Sono proprietaria di una casa che ho ereditato da mio padre parecchi anni fa. Vorrei sapere se dopo sposata mi dovesse accadere qualcosa la casa ricevuta da me in eredita' andrebbe in eredita' tutta a mia figlia o anche a mio marito? Il mio futuro marito ha due figli. Cambierebbe qualcosa essere sposati in comunione o separazione dei beni in riferimento sempre alla casa? La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

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    1. - Se dopo sposata ti dovesse accadere qualcosa l'eredità andrebbe divisa tra Tuo marito e Tua figlia, al 50% ciascuno.-
      - NO! Il regime di comunione o di separazione del beni sarebbe ininfluente ai fini ereditari.-

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  23. Buongiorno avvocato,scrivo per avere delucidazioni su un problema di eredita'. Mia madre, deceduta nel 2014, era pensionata INPS-INPDAP e indennita' di accompagnamento per una forma grave di halzaimer, gli ultimi 10 anni li ha vissuti con mio fratello, con cui aveva un c.c. cointestato, dove le venivano canalizzate le pensioni, il conto veniva alimentato esclusivamente dalle sue pensioni. Avendo chiesto, in qualità' di erede l'estratto conto a Poste Italiane per tutto il periodo dell'esistenza del c.c., vengo a scoprire che con cadenza mensile e piuttosto regolare, non appena maturavano gli importi delle pensioni, le somme relative venivano prelevate da mio fratello, in maniera che il conto restasse sempre a zero, non so se trasferendo il danaro sul suo conto esclusivo e se utilizzava il bancomat di mia madre per il menage economico della sua famiglia. Alla morte di mia madre sul conto residuva la somma di euro 1,93. Ora mi chiedo se va in successioe solo il saldo residuo come sostiene mio fratello, o tutto quello che lui in 10 anni ha sottratto dal conto, la ragguardevole cifra di 198.000 euro, solo per quanto riguarda le pensioni, considerandolo come fosse denaro proprio perche' cointestato. Ed ancora lui come cointestatario poteva prelevare sistematicamente tutto di volta in volta o doveva limitarsi a prelievi del 50% della pensione, lasciando sul conto una riserva di denaro per una improvvisa necessita' economica legata alla salute di mia madre? E' legittimo che a me non spetti proprio nulla?
    Grazie per la vostra risposta

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    1. Per legge nel caso di un c/c cointestato tra due persone, alla morte di uno dei due cointestatari, la metà del saldo finale va in successione, ma se gli altri eredi ritengono che negli ultimi 10 anni il cointestatario superstite ha sottratto in modo fraudolento dei fondi, possono richiedere che vada in successione la metà dei prelevamenti effettuati negli ultimi 10 anni senza una valida giustificazione.-

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  24. Buongiorno avvocato, sono divorziata e proprietaria di una casa di famiglia, vorrei risposarmi e fare in modo in caso di mio decesso che la casa rimanga tutta di proprieta' di mia figlia (avuta nel primo matrimonio). Sarebbe opportuno fare una donazione o ci sono altre possibilità? E se facessi donazione della casa a mia figlia e lei dovesse passare a miglior vita rientrerebbe nell'eredita' il padre e cioe' il mio ex marito? Grazie per la risposta.saluti

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    1. - Se vuoi che la casa rimanga tutta di proprietà di Tua figlia devi fare una donazione, perché anche con un testamento dovresti comunque riservare la quota di legittima a Tuo marito.-
      - Se fai la donazione della casa a Tua figlia e lei dovesse passare a miglior vita, l'eredità andrebbe a suo marito e ai suoi figli, mentre senza marito e senza figli andrebbe ai suoi genitori al 50% ciascuno.-

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  25. salve avvocato, mio marito è morto qualche mese fa, eravamo in comunione dei beni. abbiamo una casa(seppur intestata solo a me nell'atto di compravendita comprata poco fa). Oltre a me ci sono i miei 6 figli. Oltre alla casa, non ci ha lasciato altro se non debiti con equi e finanziarie. Dobbiamo fare la successione?

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    1. Purtroppo SI!
      Anche se la casa è intestata solo a Te, se è stata acquistata dopo il matrimonio, e se eravate in regime di comunione dei beni, a meno che all'atto dell'acquisto Tuo marito non abbia attestato davanti a un notaio che i soldi erano solo i Tuoi, per legge la casa va in successione per la metà di appartenenza di Tuo marito.-

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  26. Buongiorno, scrivo per avere informazioni in merito ad una chiusura immediata da parte di mio congnato di tre conti correnti. L'anno scorso mia moglie dopo che era mancato mio suocero e mia suocera è andata in banca per avere chiarimenti sui movimenti bancari (conto corrente di mio suocero insieme a mia suocera) dopo qualche minuto il direttore della banca comunica a mia moglie in via confidenziale che attualmente il nome di mia moglie non risultava sia su un conto che negli altri due. Ovviamente siamo coduti dalle nuvole e l'unica giustificazione che il dirattore ha dato a mia moglie era quella di riuscire a parlare con il fratello e chiedere spiegazioni in merito alla chiusura improvvisa di quei conti correnti soldi che per diritto e non così impropriamente invece lui senza avvertire la sorella a chiuso e riportato tutto su un'altor conto corrente a lei estraneo. Adesso sono mesi che non si parlano per questo motivo ovviamente lui non cede a dare spigazioni ma quella parte di soldi spettano di diritto anche a lei e non solo a lui. Come dobbiamo comportarci quando non c'è un dialogo ma sopratutto il direttore della banca poteva autorizzare il fratello a fare tale movimento senza avvisare di diritto la sorella?
    Grazie mille.

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    1. Senza testamento, alla morte del de cuius, in presenza del coniuge e di 2 figli, l'intera eredità quindi sia il patrimonio mobiliale che immobiliare vanno divisi in 3 parti uguali.-
      Nel tuo caso quindi Tua suocera e Tuo cognato anno escluso Tua moglie dall'eredità con la complicità della banca, Vi consiglio quindi di rivolgervi alla banca e richiedere il saldo dei conti correnti alla data del decesso di tuo suocero, minacciando il ricorso alle vie legali in caso di rifiuto.-

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  27. Buongiorno Avvocato La ringrazio per la risposta cosi' esauriente al mio quesito del 18 marzo ore 18,00. Ho ancora un dubbio se dopo il mio secondo matrimonio io e il mio futuro marito perissimo insieme in un'incidente ad esempio , la mia casa andrebbe in eredita' solo a mia figlia (avuta dal precedente matrimonio) mentre i suoi due figli, avuti anch'essi da precedente matrimonio, non avrebbere diritto a nulla? Ancora complimenti per questo sito che aiuta le persone come me a predisporre un futuro sereno alle persone che piu' amiamo. Un cordiale saluto ed ancora un ringraziamento.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      SI!
      In caso di decesso simultaneo di te e di tuo marito la Tua casa andrebbe in eredità solo a Tua figlia.-

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  28. Buongiorno Avvocato sono Maria del 10/03/2015.
    La ringrazio innanzitutto per la risposta poi vorrei commentare.
    Che legge del cavolo, allora uno si prende cura dei propri genitori con l’amore che ci unisce, poi loro decidono di ricompensare la figlia ed i 2 nipoti che giornalmente sono presenti, invece “l’eredità” è uguale per tutti i figli, indistintamente.
    Bella fregatura per me ed anche per i miei genitori che sono convinti che quei soldi andranno solo a me ed ai loro nipoti.
    Ma possono dare soldi solo ai miei figli?
    Ma questa "quota disponibile “, praticamente 1/3 di tutta l’eredità potrebbe essere data solo a me facendo una dichiarazione scritta, dicendo “ io sottoscritto…….dichiaro che la quota disponibile vada a mia figlia….”. grazie

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    1. Ciao Maria!
      Se i tuoi genitori vogliono destinare l'eredità in modo diverso da quello che prevede "normalmente" la legge, devono rivolgersi a un notaio e redigere un testamento, indicando quelle che sono le loro volontà.-

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  29. Buongiorno Avvocato,
    il mese scorso purtroppo è mancato mio padre all'età di 90 anni senza lasciare testamento. Avendo un fratello che vive a 20.000 km. di distanza, a partire dalla morte di mia madre, mi sono dovuta prendere cura di mio padre (anziano, malato e con un carattere difficile) da sola per 24 anni senza alcun contributo, né morale né economico, da parte di mio fratello. Per prendermi cura di mio padre ho dovuto rinunciare ad un lavoro molto ben retribuito, ma che mi avrebbe costretto a risiedere lontano dall'abitazione di mio padre, e alle vacanze per gli ultimi 10 anni. Inoltre in tutti questi anni non ho mai ricevuto riconoscimenti economici da mio padre, mentre ho casualmente scoperto che mio padre 14 anni fa, ha aiutato economicamente mio fratello ad acquistare casa (versandogli circa 400.000 €). A questo punto le domando: l'eredità lasciata da mio padre va suddivisa in parti uguali tra me e mio fratello? Non potrei intentare una causa mio fratello chiedendo un risarcimento economico per i 24 anni di cure prestate a nostro padre?
    La ringrazio anticipatamente per la cortese risposta

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    1. Purtroppo NO!
      Se Tuo padre voleva destinare la sua eredità in modo diverso da quello che prevede "normalmente" la legge, avrebbe dovuto redigere un testamento, quindi non avendolo fatto l'intera eredità andrà divisa in parti uguali tra te e tuo fratello.-

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  30. Buona sera Avvocato sono Monica.....avrei bisogno di alcune informazioni ringraziandola anticipatamente....
    Mia suocera e' deceduta un anno fa'....e' stata fatta la successione e il 25% di un immobile e un box spettano a mio marito (unico figlio)...il 25% spettano a mio suocero avendo solo la separazione e non il divorzio....l'altro 50% e' del convivente di cui ne e' intestatario....avendo lui il diritto di abitazione mio marito e mio suocero devono dichiarare la loro parte nella dichiarazione dei redditi???? o deve dichiararla tutta il convivente dato che ci vive lui...e per fare la dichiarazione del diritto di abitazione bisogna andare in comune???

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    1. Ciao Monica!
      L'IMU e l'IRPEF dovranno essere pagate per intero (a prescindere dalla quota effettiva) dal convivente superstite che risiede nella casa con diritto di abitazione; ovviamente, potrà utilizzare per intero anche la relativa detrazione di 200 euro. Nulla è dovuto dagli altri proprietari.-

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  31. Buonasera Avvocato,
    le chiedo alcuni consigli premettendo quanto segue: ho perso mio padre ad inizio mese; egli non ha redatto testamento; io sono figlio unico ed i miei genitori sono divorziati; ho una figlia minore; ho l'assoluta certezza della passività dell'eredità (non sono presenti immobili, libretto postale con saldo irrisorio, bollette da pagare per attuali euro 500,00 circa, utimo affitto non onorato, più situazione debitoria preesistente mai caduta in prescrizione per una somma imprecisata (superiore di certo ad euro 7.000,00).
    1) per tutelare me e soprattutto mia figlia (rappresentazione) mi consiglia di rinunciare all'eredità o di accettare con beneficio di inventario?
    2) in caso di rinuncia posso eseguirla in forma plurima (contestualmente il figlio e la nipote richiedendo autorizzazione al Giudice Tutelare)?
    3) come posso comportarmi con i beni mobili di mio padre (vestiti, mobilio, oggetti, etc) ancora contenuti nell'appartamento di cui io possiedo le chiavi? Se consegno le chiavi al proprietario commetto un atto di alienazione dei beni tale da presupporre una accettazione tacita dell'eredtà? Consideri che il primo appuntamento disponibile presso la Cancelleria del Tribunale è in Agosto!!
    4) posso fornire disdetta delle utenze senza che ciò costituisca azione precipua di un erede?
    La ringrazio fin da ora per la sua disponibilità.

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    1. Accettazione con beneficio d’inventario:
      In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-
      Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-
      Se rinunci all'eredità devi semplicemente consegnare le chiavi al proprietario di casa, e quello che succederà dopo non sarà più affare Tuo.-

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  32. Buonasera Avvocato, sempre in riferimento al messaggio precedente ho dimenticato di chiederLe se per lasciare il 50% di eredita' a mia moglie devo fare testamento, in poche parole cambierebbe la quota con testamento o senza testamento per la questione della legittima? Nell'eventuale testamento è necessario indicare le quote o è sufficiente indicare che voglio lasciare la casa a mia moglie? Grazie ancora saluti.

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    1. - Senza testamento:
      Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
      - Con testamento:
      Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
      Nel tuo caso quindi con testamento dovresti destinare il 25% che è la quota disponibile a Tua moglie che salirebbe quindi dal 25% al 50%.-

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  33. GENTILE AVVOCATO
    SIAMO TRE FRATELLI, MIA MADRE VEDOVA SVINCOLAVA ALCUNI BUONI PER DARNE IL RICAVATO A UNA DELLE MIE SORELLE NEL 2012 VIENE A MANCARE MIA MADRE E MIA SORELLA NON VUOLE RESTITUIRMI LA MIA QUOTA DI CIRCA €30.000 PERCHE DICE CHE QUESTO PRESTITO NON CADE IN SUCCESSIONE.

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    1. Tua sorella si sbaglia!
      Infatti sia che si tratti di prestito che di donazione, l'importo versato da Tua madre a Tua sorella cade in successione.-

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  34. Gentilissimo avvocato,
    mio marito è deceduto ad agosto 2013. Abbiamo due figlie. Mio marito ha un fratello, sposato con due figlie. I genitori di mio marito sono ancora in vita. Sono persone ricche, danno un aiuto economico per le mie ragazze così come fanno per le altre due nipoti. Ma per le mie figlie l'aiuto è minimo in tutto. Vista la loro grande ricchezza vorrei sapere se un domani, alla loro morte, le mie figlie potrebbero rivalersi in qualche modo per ottenere quello che ora non hanno e che viene dato alle cugine e allo zio. Ora i miei suoceri vogliono vendere una villa in montagna ( mi è stato detto per escludere le mie due ragazze da una eventuale futura eredità). Un domani le mie figlie possono ottenere lo stesso qualcosa da questa vendita? E come posso fare per tutelare le ragazze? A mio marito in vita è stato dato poco e niente, al fratello tutto.Posso ottenere quello che spettava a lui e farlo avere almeno alle ragazze?
    Grazie.
    Edda

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    1. Ciao Edda!
      Purtroppo Tu non puoi fare nulla, in quanto i Tuoi suoceri in vita possono disporre liberamente dei loro beni, e solo alla loro morte le Tue figlie potranno pretendere la loro parte di eredità, in base alla situazione mobiliare e immobiliare del momento.-
      Riguardo alla vendita della villa in montagna, se i Tuoi suoceri destineranno il ricavato al figlio, a suo tempo le Tue figlie potranno far rientrare la donazione nell'asse ereditario, anche se non sarà facile perché bisognerà dimostrare il trasferimento del denaro.-

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    2. grazie di cuore, caro avvocato

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  35. buonasera avvocato,
    e' possibile che un avvocato consulti in banca movimenti bancari passati insieme 1 erede senza avvisare gli altri due eredi?
    Cioe' siamo due fratelli nipoti della nonna paterna piu' una zia figlia della nonna.
    La figlia cioe' la zia si e' presentata in banca assieme all avvocato a consultare i movimenti bancari di 4 anni orsono dopo avere fatto le opportune richieste.
    Io e mia sorella non dovevamo essere avvertiti dall avvocato?

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    1. Purtroppo un avvocato cura solo gli interessi del suo assistito, e non è quindi obbligato a fornire le informazioni in suo possesso a terze persone, pertanto o consultate anche voi lo stesso avvocato o dovete rivolgervi a un altro di vostra fiducia.-

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  36. Salve avvocato la ringrazio anticipatamente per la risposta.
    Io e mio marito siamo sposati in comunione dei beni e abbiamo dei buoni postali cointestati al 50% ognuno,
    mio marito ha debiti con delle finanziarie ed equitalia.

    1 - Possono rivalersi su i buoni postali ?

    2 – Possono rivalersi su tutto il valore dei buoni postali cointestati.

    Grazie

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    1. Non esistono prodotti finanziari impignorabili. Anche le polizze vita, con finalita' di risparmio, sono pignorabili.
      D’altra parte non e' semplice, per Equitalia, ricercare ed individuare cespiti mobiliari di proprietà del debitore sparsi per banche ed uffici postali, specie se tali beni sono assoggettati ad imposta sostitutiva e quindi non risultano censiti in anagrafe tributaria.
      L’azione esecutiva ha dei costi che non devono superare soglie compatibili al potenziale recupero del credito.
      Ciò detto, i buoni fruttiferi postali possono essere rimborsati anticipatamente in qualsiasi momento con diritto alla restituzione del capitale investito e, dopo un anno, al riconoscimento degli interessi fissi maturati.
      Dunque, non c’e' alcun ostacolo a modificare la proprietà del titolo. Cosi' come, con delega, e' possibile riscuotere un buono fruttifero per conto del soggetto a cui il buono e' intestato.-
      Se i buoni postali rimangono cointestati i creditori possono rivalersi sul 50% del valore.-

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  37. Buonasera avvocato.
    Se gli eredi sono due figli, ma soltanto uno si e occupato della mamma per i 20 anni ultimi della vita, compresso coabitazione inquanto invalida e poi agravvamento per cancro al pancreas; sono comunque eredi in parità di diritti?

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    1. Purtroppo SI!
      Per legge se gli eredi sono due figli, l'eredità va divisa in due parti uguali, a prescindere quindi dal comportamento in vita dei figli stessi, a meno che la mamma non abbia disposto diversamente con un testamento.-

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  38. Avvocato buonasera,le pongo il problema.Mio zio sposato regolarmente in comune e in chiesa, da 1 anno e' rimasto vedovo. non hanno figli, la zia defunta ha solo 6 nipoti i quali giustamente pretendono la successione della loro zia, che in soldi sono circa 400.00,00 euro, piu un appartamento del valore di circa 150.000.00 euro. Per svolgere le pratiche di detta successione, mio zio si e' rivolto ad un suo avvocato di fiducia, pertanto le chiedo quanto ammonterebbe la parcella dell'avvocato per fare il tutto? applicando la legge degli avvocati? la ringrazio.

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    1. Purtroppo non posso esserti d'aiuto perché non sono un avvocato e non sono quindi a conoscenza delle loro parcelle.-

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  39. buona sera avvocato , le espongo i fatti mia madre e' deceduta 10 giorni fa dopo essere stata ricoverata dall'11 gennaio in ospedale praticamente non e' piu' uscita dall'ospedale viva. avevamo una piccola osteria io sono il figlio ed ero collaboratore d'impresa senza busta paga praticamente mi pagavo i contributi e l'inail , quindi il commercialista per non pagare piu' l'affitto , mi ha fatto la chiusura attivita' al 31 dicembre . dentro il locale ho buttato via tutto c'era poca roba dei tavoli vecchi e privi di valore un banco da mescita antesignano che ancora e' li dal momento che il robivecchi mi vuole 150 euro per portarlo via (ma il titolare del locale mi ha intimato di sgombrargli il locale). vivevamo in una casa popolare io figlio mia madre intestataria del contratto di locazione. adesso ci viviamo io e mia sorella sono 40 metri quadri di abitazione . adesso mi arrivano cartelle di equitalia a nome di mia madre perché il commercialista ha fatto dei casini, omessi pagamenti inps o pagati in ritardo anche se i soldi sul conto di mia madre c'erano e lui era delegato a prelevare dal conto corrente e faceva i pagamenti on line. lui non ne vuole sapere nulla anzi si e' defilato. non riesco nemmeno a contattarlo ultimamente non aveva piu' neanche l'ufficio , ma io l'ho sempre pagato e non mi ha mai fatto ricevute. comunque il quesito e' questo mia madre non aveva capitali solo 33 euro sul conto corrente ed era intestataria della casa popolare . adesso io e mia sorella residente con lei nella stessa abitazione da 50 anni io e 46 mia sorella posso chiedere la voltura all'ente delle case popolari ? e posso rinunciare alla sua eredita' per non avere sulle mie spalle i suoi debiti? anche perché mi ritrovo con 37 anni di versamenti contributivi e in un attimo ho perso lavoro e madre. la ringrazio sentitamente se vorra' prendere in considerazione questa mia.

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    1. SI!
      Puoi chiedere la voltura del contratto all'ente delle case popolari, e puoi rinunciare all'eredità:
      Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  40. Buonasera avvocato, avrei qualche domanda da farLe. La mia compagna, con la quale abbiamo un figlio di 7 anni è morta 1 mese fa. Non essendo sposati mio figlio è l'unico erede, anche perché ha lasciato un testamento olografo. Avevamo conti separati e in banca non vogliono bloccare il suo conto finché non ci sarà l'atto di successione (dovrebbero richiederlo per sbloccarlo non per bloccarlo). La mi domanda è : visto che mio figlio è l'unico erede, posso usare anche i soldi della mia compagna per le spese di mio figlio anche prima che rilascino l'atto? D'altronde sono soldi che spettano a mio figlio (naturalmente solo per cose sue). Visto i tempi per la successione e per la pensione ho un po di difficoltà andare avanti senza un piccolo aiuto.
    Grazie mille

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    1. Purtroppo NO!
      Senza l'atto di successione Tu per legge non hai titolo per accedere al conto della Tua compagna deceduta, perché anche se avevi una delega, non è più valida dopo la sua morte.-

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  41. Buonasera, mio padre e morto da poco e lascia mia madre separata in comunione di beni e tre figli. I rapporti sono delicati e sto cercando di nn essere invadente perche mia madre mi metterebbe contro gli altri due fratelli come ha sempre fatto, ma nn so come gestire lamsuccessione perche quando ho tentato di parlarne sono stata liquidata con un 'e semplice, mamma ha il 75% delle due case e a noi spetta il resto diviso in parti uguali'. Ci sono pero anche delle liquidita in banca e alla posta e dei bot o simili, ma nn so di preciso. Inoltre mia madre era stata ' liquidata' in fase di separazione e aveva gia ricevuto una bella somma ma nn so a che titolo, forse una parte dei soldi che mionpadreaveva in banca.. come faccio neldmodo piu delicato possibile ad avere queste informazioni, e soprattutto possono loro agire senza informarmi, ad esempiomprelevare in banca o fare altre operazioni? Ci sono ad esempio dei gioielli che mio padre eredito dai genitori, mia madre puo impossessarsi di questi gioielli? Io ho suggerito a mio fratello di andare insieme da un notaioo cosi ci dice bene tutto ma sara difficile, mio fratello si fida ciecamente di mia madre e mia sorella e'avida come lei.. nn so come far valere i miei diritti senza entrare in conflitto.. gia dei sildi che mio padre aveva in casa, se li sono spartiti senza coinvolgermi e mi hanno dato una busta coi soldi dentro che dovevo accettare e basta .. mio fratello e sicuramente in buona fede nn ho dubbi ma mia madre gia al funerale faticava a nn soridere e parlava della pensione di reversibilita e mia sorella ha fatto un accenno che con mia madre si e gia accordata di quando loro decideranno di vendere almeno una delle case .. sono angosciata, oltre almdolore anche questi problemi, a chi mimpotrei rivolgere per rappresentarmi, un legale, un notaio, un commercialista, con la scusa che io non ci capisco nulla, che poi e vero .. grazie

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    1. Purtroppo non c'è un sistema per far valere i tuoi diritti senza entrare in conflitto con gli altri eredi, quindi o ti rassegni e ti prendi quello che ti danno, o devi rivolgerti a un avvocato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. Grazie! In effetti ha ragione .. il suo aiuto e preziosissimo, e' molto difficile essere lucidi dopo un lutto sembra tutto cosi irreale.. grazie mille!

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  42. Salve avvocato dopo 7 mesi da disoccupata oggi mi è arrivata l'offerta di lavoro presso un azienda a cui tenevo tanto tramite agenzia interinale, ,,,ho firmato il contratto oggi per una settimana ,,,ma ogni volta che è se viene rinnovato devo tornare in agenzia a firmare,,,,poi mi hanno detto che l'azienda va in ferie in agosto in questo caso verrei staccata dall'agenzia senza percepire stipendio, periodo ferie e se riprendo in settembre mi riassume l'agenzia, ,,, il periodo di agosto posso chiedere indennizzo della disoccupazione? Grazie della risposta

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    1. SI!
      Alla scadenza dell'ultimo contratto di luglio, puoi iscriverti al centro per l'impiego e presentare la domanda di disoccupazione all'INPS.-

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  43. Salve avvocato stiamo facendo le pratiche io e mia sorella per la mamma per ottenere invalidità e accompagnamento su consiglio della geriaTra nn possiamo più lasciarla sola,,,,, purtroppo o badante o un centro diurno, il problema oltreché dispiacere per la mamma nn possiamo pernetterci questi costi altissimi sia badante che centro diurno accompagnamento coprirà un po di spese ma nn saranno sufficienti siamo disperate,,,,lavoratrici precarie come possiamo fare la mamma ha una pensione che riesce a malapena pagare affitto con mia sorella,, la ringrazio per la risposta

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    1. Se a Tua madre verrà riconosciuta l'indennità di accompagnamento avrete altri 500 euro mensili da aggiungere alla pensione, e potrete eventualmente consultare i servizi sociali del Vostro Comune di residenza per richiedere un qualche sostegno di carattere economico che vi consenta di trovare una soluzione sostenibile a livello economico per Vostra madre.-

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  44. Salve...può una madre ancora in vita lasciare la casa di proprietà ad uno dei suoi figli escludendone quattro...da premettere che la casa è stata comprata da tutti i figli con l'eredità lasciata dal loro padre morto...sull'atto di acquisto sono presenti tutti i figli....grazie!

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    1. Ovviamente NO!
      La legge prevede infatti che con testamento:
      Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile.-
      Questo significa che la madre può disporre liberamente solo per un terzo della sua quota di proprietà.-

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  45. Buona sera. Mia madre è morta 5 anni fa. Mio padre è morto a gennaio dell'anno scorso. Nella casa paterna sono rimasti 2 i miei fratelli zitelli che abitano tuttora. Con la successione apertasi è stata data in eredità 1/3 ciascuno giacchè non c'è stato testamento. Domanda: io sono sposato e abito in altro immobile come prima casa; la terza parte che ho ricevuto in eredità LA DEVO INDICARE NEL MOD. 730? La casa non è a disposizione ma abitano i miei fratelli. Grazie della risposta.
    Sergio

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    1. Ciao Sergio!
      Purtroppo SI!
      La terza parte della casa che hai ereditato devi indicarla nel 730 e pagarci l'IRPEF dovuta anche se non è a Tua disposizione ed è abitata dai Tuoi fratelli.-

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  46. buongiorno avvocato 1 mese fa, mio padre e morto ed era in comunione dei beni con mia mamma, hanno una casa di proprietà, sei io e mia sorella rinunciamo all'eredità, la casa andra tutta a mia mamma, ho andra anche ai fratelli di mio padre.
    grazie di cuopre

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    1. Di solito si rinuncia all'eredità se ci sono debiti superiori al capitale e non mi pare che sia il vostro caso, quindi potete semplicemente donare la vostra quota a vostra madre in modo alla sua morte erediterete la casa al 50% ciascuno, senza dover dividere con altri familiari.-

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  47. Buongiorno,
    sono erede al 50% con mio fratello della casa dei miei genitori deceduti in un incidente solo 2 mesi fa, convivo con il mio compagno e abbiamo 1 figlio e un altro in arrivo, dobbiamo sposarci entro l'anno, io vorrei sposarmi in separazione dei beni, ma nel caso venissi a mancare volevo sapere in regime della separazione dei beni se l'eredità spetta anche al mio futuro marito oltre che ai miei figli come è ovvio, e chi in questo caso amministra la loro parte? e se venisse a mancare tutta la famiglia? a chi andrebbe la mia parte? spero no ai miei cognati e suoceri...Sono pessimista, ma visto come sono capitolate le cose in così breve tempo...devo tutelarmi. grazie per la risposta, la prego di non usare paroloni incomprensibili! Rossana

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    1. Ciao Rossana!
      - La casa ereditata prima del matrimonio è di Tua esclusiva proprietà a prescindere dal fatto che vi sposiate in regime di comunione o di separazione dei beni.-
      - Se tu venissi a mancare il tuo patrimonio verrebbe diviso in tre parti uguali tra Tuo marito e i tuoi due figli, e tuo marito sarebbe chiamato ad amministrare anche la parte dei figli fino al raggiungimento della maggiore età.-
      - Se venite a mancare sia Tu che Tuo marito, l'intera eredità passerebbe ai tuoi figli e il tribunale nominerebbe un amministratore di sostegno che amministrerebbe i beni fino alla loro maggiore età.-
      - Se si dovesse verificare una "strage", cioè se veniste a mancare tutti e quattro, l'intera eredità andrebbe ai tuoi parenti più prossimi.-

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    2. Grazie, in caso di strage allora ai parenti di lui più prossimi ,cioè cognati e suoceri non spetterebbe nulla, mi scusi ma perchè in caso venissi a mancare solo io la casa andrebbe divisa in tre parti uguali, leggo sempre che al coniuge va il 50% e ai figli il restante 50% diviso in parti uguali tra loro, questo forse sussiste solo se abitiamo nella casa ereditata? Mi perdoni ma sono dura di comprendonio!

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    3. Ciao Rossana!
      I beni ereditati, in caso di morte vanno a propri familiari e non ai familiari del coniuge, e mi pare perfettamente normale, quindi se non mi dici qual'è il Tuo problema purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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  48. Salve avvocato sono Rossella,
    mi sposerò il prossimo anno in separazione dei beni, ho ereditato la casa di proprietà dei miei, ho una sorella, abbiamo fatto metà per uno, ora non essendo più tanto giovane e non potendo più avere figli vorrei sapere se nel caso io morissi prima di mio marito, a lui spetterebbe la mia parte anche se siamo in separazione dei beni? e se muore anche lui, ha 20 anni più di me..., a chi va la parte ,alla sua sorella e fratello? Grazie tante.

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    1. Ciao Rossella!
      - SI! Nel caso Tu morissi prima di Tuo marito, non avendo figli, l'intera eredità passerebbe a Tuo marito, a prescindere dal regime di comunione o di separazione dei beni.-
      - Se morisse anche Tuo marito prima di te o insieme a te, l'intera eredità andrebbe ai tuoi parenti più prossimi.-
      - Se invece Tuo marito morisse dopo di te, l'eredità passerebbe prima da te a lui e successivamente da lui ai sui parenti più prossimi.-

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    2. Salve, non so se ho capito bene...lei ha detto: - Se morisse anche Tuo marito prima di te o insieme a te, l'intera eredità andrebbe ai tuoi parenti più prossimi.-... se muore mio marito prima di me l'intera 'eredità andrebbe ai miei parenti più prossimi? dovrebbe essere mia sola, e dopo ha detto: - Se invece Tuo marito morisse dopo di te, l'eredità passerebbe prima da te a lui e successivamente da lui ai sui parenti più prossimi.- cioè una parte spetterebbe a mia sorella e una parte alla sua sorella e suo fratello? Bella legge, mi complimento con lo stato italiano, i miei hanno faticato una vita e poi la loro casa va in mano di perfetti estranei ! E' una cosa ignobile! Scusi lo sfogo, ma l'italia è veramente un paese dei balocchi e mi vergogno di essere italiana!

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    3. Ciao Rossella!
      Forse non ho capito bene il Tuo problema!
      Infatti se il Tuo problema sono i parenti di Tuo marito puoi redigere un testamento con il quale devi destinare il 50% della casa a Tuo marito perché è la quota di legittima, e l'altro 50% a chi vuoi.-
      Se non ti sta bene che nemmeno il 50% vada a Tuo marito allora non devi sposarti.-

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  49. Salve avvocato,
    ho trovato un testamento olografo di mio padre a distanza di 2 anni e quasi 8 mesi dalla sua morte, dove indica la divisione esatta della casa da dare a ciascun figlio, più o meno in parti uguali, se ne parlava sempre ed eravamo tutti d'accordo, di questo testamento ci sono 4 copie originali, una per ciascun figlio, possiamo fare qualcosa ora dopo la successione legittima?

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    1. Pubblicazione di un testamento
      Alla morte del testatore il testamento (se olografo o segreto) deve essere pubblicato, si devono cioè portare a conoscenza degli interessati le volontà espresse nel testamento.
      La legge stabilisce che chiunque sia in possesso di un testamento olografo è obbligato, non appena avuta notizia della morte del testatore, a consegnarlo ad un Notaio perché proceda alla sua pubblicazione.
      L’occultamento di un testamento olografo costituisce reato.
      Con la pubblicazione, il testamento cessa di essere un atto interno del suo autore.
      La pubblicazione del testamento comporta l’obbligo di dare esecuzione alle disposizioni del testatore.
      La pubblicazione avviene per intervento di un Notaio, alla presenza di due testimoni, con modalità diverse a seconda del tipo di testamento.
      Il testamento olografo per essere pubblicato deve essere consegnato ad un Notaio, non appena avuta notizia della morte del testatore. Il Notaio, alla presenza di due testimoni, redige un verbale che descrive il documento e ne trascrive il contenuto.
      Il testamento originale viene allegato al verbale.
      Il verbale di registrazione del testamento pubblico ed il verbale di pubblicazione del testamento olografo, alla morte del testatore, viene inviato a cura del Notaio alla cancelleria del tribunale del luogo di apertura della successione.
      Il testamento segreto deve essere aperto e pubblicato dal Notaio, non appena ricevuta notizia della morte del testatore.
      In ogni caso il Notaio deve dare comunicazione dell’esistenza delle volontà testamentarie ai beneficiari indicati nel documento, dei quali conosca il domicilio.

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    2. Grazie della sua risposta, ma il testamento era dentro un vecchio armadio che ho deciso di svuotare, probabilmente mio padre l'aveva scritto e non ha fatto in tempo a dirci qualcosa, ne a noi figli ne ad altri parenti, portava la data di 4 anni prima, in concomitanza con l'inizio della sua malattia, dunque non possiamo fare assolutamente nulla? Perchè per esempio a me toccava il piano inferiore del casale, a l'altro fratello quello superiore, alla sorella la depandance e all'altra il mulino, ne avevamo gia parlato, ma ora praticamente abbiamo tutto di tutti, come si fa per dividere per bene le proprietà visto e considerato che siamo tutti d'accordo con queste divisioni e non ci sono litigi tra di noi. Grazie ancora.

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    3. Le disposizioni di legge permettono ai contribuenti che hanno compiuto errori nella dichiarazione di successione di presentare una nuova dichiarazione, modificativa della precedente, entro un anno dalla data di apertura della successione.-
      Purtroppo nel vostro caso i termini sono scaduti quindi se siete tutti d'accordo potete rivolgervi a un notaio per modificare le quote di successione tramite reciproche donazioni.-

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  50. buonasera
    causa problemi finanziari gravi, volevo sapere se posso vendere la mia quota del 50% di un unico e grande appartamento avuto in eredità con mio fratello. O al limite affittarlo ?

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    1. Se gli eredi non trovano un accordo per la vendita del bene immobile, ai sensi dell'articolo 1105, IV comma, del codice civile, sarà possibile ricorrere all'autorità giudiziaria che, di conseguenza, prenderà i provvedimenti necessari per superare l'eventuale fase di stallo.
      Il giudice, coerentemente con la sua posizione terza ed imparziale, nei confronti delle parti processuali contendenti, deciderà la vendita dell'appartamento all'asta.
      Il bene sarà acquistato dal maggior offerente.
      La fase processuale comporterà inevitabilmente l'onere di gravosi costi processuali (è necessaria l'assistenza di un avvocato).
      Vi consiglio pertanto, di fare il possibile e l'impossibile per trovare un accordo.-

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  51. buongiorno, ci è deceduto uno zio con testamento olografo a favore dei nipoti - invece la sorella dello zio non è stata menzionata. può la zia farsi valere riguardo a questo testamento oppure no? e caso mai cosa può fare? grazie

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    1. Senza coniuge, senza figli e senza ascendenti la quota disponibile è pari al 100%, quindi Tuo zio con testamento poteva destinare i suoi beni a chi voleva.-

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  52. Buongiorno
    mio padre è deceduto e noi figli con nostra madre abbiamo ereditato la casa, come viene divisa in percentuale essendoci 2 figli?
    Un'altra domanda, noi figli questa eredità dobbiamo dichiararla nel prossimo 730 0 unico? Grazie tante e buona giornata

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    1. - Senza testamento l'intera eredità va divisa come segue:
      Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno.-
      - Ovviamente SI!
      La vostra quota di eredità andrà dichiarata nel prossimo 730 o UNICO.-

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    2. Buongiorno
      ho letto la sua risposta alla mia domanda, e la ringrazio, ma mi è sorto un dubbio quando ho parlato con una collega di lavoro che ha avuto la mia stessa situazione, madre in vita e due figli eredi, questo è successo nel 2001, lei facendo il 730 0 l'unico non ha mai dichiarato la sua parte di eredità, neanche il fratello l'ha mai fatto, mentre la madre si, questo perchè al CAF hanno sempre detto loro che non occorreva visto che la madre era ancra in vita, e che avrebbero dovuto dichiarare solo quando la madre sarebbe deceduta e la parte sarebbe stata solo di loro, premetto che la figlia conviveva con la madre, mentre il fratello no. E' giusto quello che le dissero al CAF?

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    3. Il II comma dell'art.540 cod.civ. assicura al coniuge del defunto, quand' anche concorra con altri chiamati, la riserva del diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano se di proprietà del defunto o comuni. L'attribuzione è subordinata ad un duplice requisito. Anzitutto la titolarità dell'immobile e dei mobili deve far capo al de cuius ovvero essere comune con il coniuge superstite; secondariamente la casa deve potersi considerare come quella di abituale coabitazione.-
      In questo caso sia per l'IRPEF che per l'IMU deve provvedere solo il coniuge del defunto per tutta la casa.-

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  53. Buongiorno avvocato,
    come fa a sapere dell'avvenuta morte un notaio presso il quale una persona ha depositato il testamento, see nessuno in famiglia è a conoscenza di questo atto? Grazie della sua risposta

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    1. La procedura di legge è la seguente:
      Al ricevimento di un testamento pubblico, consegue l'obbligo di presentare (o spedire), entro dieci giorni dalla data del ricevimento, all'archivio notarile copia autentica dello stesso in busta chiusa, munita di ceralacca, compilata, firmata e dotata dell'impronta del sigillo notarile.
      Il notaio che abbia ricevuto il testamento pubblico, appena gli è nota la morte del testatore, deve comunicare l'esistenza del testamento agli eredi e legatari di cui conosce il domicilio o la residenza.
      Successivamente il testamento viene attivato: il notaio, in altri termini, trasferisce il testamento dal repertorio degli atti di ultima volontà a quello degli atti tra vivi dandogli esecuzione.-

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  54. Salve volevo una risposta, a quanto ammonta la quota disponibile di una eredità, cioè io sono erede al 50% di una casa, in caso di mia morte la mia parte va ai miei figli, al 25% ciascuno, mi dica se è giusto, ma c'è una quota disponibile che ne posso fare quel che voglio, E nel mio caso quant'è? Ho un cc bancario, si applica anche a questo? devo fare testamento olografo e non so cosa mettere. 1000 grazie. Antonio

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    1. Ciao Antonio!
      - SI! In caso di tua morte, senza testamento, il tuo 50% della casa andrebbe diviso tra i Tuoi figli, ai quali andrebbe quindi il 25% ciascuno.-
      - In caso di testamento il 16,65% della casa andrebbe comunque a ciascuno dei tuoi figli, che è la quota di legittima, mentre per il 16,65% della casa che è la quota disponibile, puoi farne quello che vuoi.-
      Il discorso vale anche per il conto corrente bancario, ovviamente con le percentuali raddoppiate, cioè il 66,6% del saldo andrà diviso in parti uguali tra i due figli e 33,3% che è la quota disponibile puoi farne quello che vuoi.-

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  55. Buonasera
    dopo aver fatto una successione, a distanza di quasi tre anni io vorrei rinunciarvi e fare una donazione a mia 2 figlia, o una finta vendita, posso farloe a chi mi devo rivolgere? La casa fu divisa molti anni fa in 2 appartamenti ma non è mai stata denunciata al catasto urbano, devo mettere prima in regola oppure no? Grazie

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    1. Ciao Veronica!
      Prima devi mettere in regola il tutto in catasto poi potrai effettuare la donazione rivolgendoti a un notaio.-

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  56. buongiorno
    Vorrei chiedere cortesemente se in caso di lascito testamentario di una casa a due minori, i genitori possono disporre di vendere la suddetta casa in vece dei figli minori grazie

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    1. Per vendere la casa intestata ai figli minori, i genitori devono essere autorizzati dal Giudice Tutelare presso il Tribunale del proprio domicilio, quindi deve esserci una motivazione valida.-

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  57. Buongiorno sono Francesca, ho una domanda da porvi. i miei genitori mi hanno regalato dei soldi, vorrei sapere se un domani che loro non ci saranno più, mio fratello che non ha buoni rapporti con tutti noi, potrebbe pretendere la sua parte? Se si come dovrei fare per non dover glieli dare?

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    1. Ciao Francesca!
      Senza testamento, alla morte dei tuoi genitori l'intera eredità andrà divisa in parti uguali tra te e tuo fratello, che potrà anche pretendere la metà dei soldi che ti sono stati regalati.-
      Con testamento, il 66,6% del patrimonio andrà diviso in parti uguali tra te e tuo fratello, che è la quota di legittima, mentre per il restante 33,3% che è la quota disponibile i tuoi genitori possono destinarla a te, e potrebbero rientrarci i soldi che ti sono stati regalati.-

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  58. Gentile Avvocato, ecco il mio quesito:
    per rinunciare alla mia quota di eredità, ho bisogno della firma e del consenso dei miei fratelli (coeredi) davanti al notaio, o è una decisione che compete me sola?
    Grazie

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    1. La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.-
      La decisione compete a te sola.-

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  59. Buongiorno avvocato.
    Mio suocero, tuttora in vita, possiede un trattore che però viene utilizzato continuativamente da un suo genero. Si vuole regolarizzare la cosa procedendo al passaggio di proprietà, ma mio cognato non ha al momento fondi sufficienti per acquistarlo e vorrebbe inserirlo nella futura eredità come anticipo. Gli eredi, tra cui mio marito, potrebbero redigere una scrittura privata fra loro, dove l'interessato dichiara di ricevere in anticipo parte dell'eredità (es. valore attuale trattore 20.000 euro)? Se si, la scrittura avrebbe un domani valore legale o potrebbe venire disattesa dal beneficiario? Il valore ipotetico di 20.000 euro resterà immutato anche alla morte dei genitori o potrebbe subire una svalutazione? Cosa ci consiglia per tutelarci? Spero di essere stata chiara. Grazie

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    1. Per regolarizzare la cosa si potrebbe redigere una scrittura privata nella quale viene indicato che viene venduto il trattore da parte del suocero al genero al prezzo di 20.000 euro.-
      Dando con la presente ampia quietanza di quanto ricevuto il genero s’impegna a restituire la somma prestatagli non appena avrà la disponibilità finanziaria per poterlo fare e, comunque, entro e non oltre dieci anni dalla data del vendita.-
      Qualora dovessero verificarsi casi di premorienza rispetto all’assolvimento dell’impegno assunto, questo sarà concluso dai propri eredi legittimi nei confronti degli eredi dell’avente diritto.-
      Per avere valore giuridico le firme devono essere autenticate da un notaio.-

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  60. Buon giorno avrei bisogno di sapere una cosa. Se io muoio prima di mia madre e imiei fratelli, mio marito ha diritto a quella che era la mia quota di eredità? Siamo in separazione dei beni

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    1. Ciao Marina!
      NO!
      Al genero non spetterebbe nulla dell’eredità lasciata dalla suocera, mentre ai tuoi figli spetterebbe la quota che sarebbe toccata a te se fossi ancora in vita.-

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  61. Buongiorno , vorrei porle 2 quesiti e ringrazio anticipatamente:

    1; mio fratello è morto, sposato in comunione dei beni con la moglie, erano proprietari di una casa.
    Alla sua morte i figli hanno rinunciato all'eredità del padre, dopo la rinuncia dei figli, a chi va la quota della casa alla moglie ho anche a me fratello.
    2; I debiti di mio fratello passano alla moglie o passano anche a me fratello, Io vorrei solo stare tranquillo , non voglio niente ne quota della casa, ne soldi, ne debiti.
    ringrazio

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    1. Alla morte del de cuius, In presenza del coniuge e di due figli l'eredità viene divisa in tre parti uguali.-
      Se i figli rinunciano, l'eredità passa alla moglie al 100%, e solo se anche la moglie rinuncia all'eredità possono essere chiamati in ballo i parenti di grado più prossimo.-

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  62. Buongiorno, siamo due sorelle e io vorrei rinunciare all'eredità. Ho letto che ho dieci anni di tempo, ma se mia sorella apre la successione (io no!!!), ho sempre la possibilità di rinunciare? Lei può mica aprirla a nome mio senza il mio consenso? I beni in questione sono una società gestita da lei e un appartamento affittato. Io non gestisco e non riscuoto niente da entrambe le proprietà. Ho dieci anni o tre mesi per rinunciare?

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    1. Se i beni in successone sono solo immobili non in possesso dell'erede ci sono 10 anni di tempo per la successione, ma nel tuo caso essendoci anche una società la successione o la rinuncia va fatta entro 3 mesi.-

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  63. Gentile Avvocato
    alla morte di mio padre - unico proprietario - la casa è andata in successione 1/3 per ciascuno a me, mia sorella e mia madre che abita nell'appartamento e vi paga tutte le tasse.
    Mia madre è invalida al 100% e ancora intelligente ma ho la certezza che sia circuita da mia sorella che vuole la quota di mamma dell'abitazione o per la figlia o per la figlia della figlia di anni 4 ( o per ambedue ad abundantiam !!).
    Io non ho figli.
    Le chiedo : può succedere che la quota di 1/3 di mia madre possa passare alla pronipote e/o alla nipote? Con quali strumenti e sistemi ? Senza la mia volontà ?
    Come posso cautelarmi anche in considerazione della fragilità della mamma che può essere facilmente impressionabile e convincibile?
    La ringrazio dell'attenzione.

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    1. Ciao Assunta!
      Se e fino a quando Tua madre è in grado di intendere e di volere può disporre liberamente dei suoi beni, quindi a meno che non venga interdetta, Tu non puoi fare nulla per cautelarti.-
      Eventualmente alla sua morte potrai reclamare la Tua quota di legittima se non verrà rispettata.-

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    2. Grazie molte
      mi scusi, non ho capito : quindi alla morte della mamma avrei diritto ad una legittima sul terzo attualmente in suo possesso ?
      Come si suddividerebbero le quote di legittima sul terzo della mamma essendoci solo due figlie io e mia sorella ?
      Grazie molte della pazienza

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    3. Ciao Assunta!
      La normativa prevede:
      Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile.-
      Questo significa che almeno il 33,3% della quota di Tua madre che è la Tua quota di legittima ti spetta per legge.-

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  64. Gentile Avvocato, ecco la questione: mio padre è deceduto nel 2003 senza lasciare testamento e dividere l'eredità; sono rimasti mia madre come coniuge superstite e noi 7 figli ; mia madre è deceduta due anni fa sempre senza fare testamento e altro; se io volessi fare una rinuncia all'eredità dovrei calcolare i famosi dieci anni dalla successione di mio padre o di mia madre? In altre parole, sono scaduti i termini per rinunciare alla mia eredità? Grazie infinite

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    1. Purtroppo SI!
      Sono scaduti i termini per rinunciare all'eredità perché decorrevano dalla data della morte di Tuo padre.-

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  65. Dottor Censori buongiorno, non so se fuori tema, volevo chiederle in tema di successione circa la modalità di dichiarazione nel 730 delle proprietà cadute in successione. Mi spego, mio padre è deceduto in data 22 aprile 2014, la successione è stata fatta con regolare registrazione catastale in data 22/gennaio/2015 (entro un anno dal decesso). Ora per il 2014 come dovremo considerare le quote di possesso delle2 case, entrambe cointestate fra mio padre e mia madre e noi siamo 3 fratelli. Per legge siamo proprietari di quelle quote a far data dal 22 gennaio 2015 data riportata sulle visure o dal 23 aprile 2014 giorno successivo al decesso? Inoltre la casa di abitazione dove vive e risiede mamma ai fini irpef è da considerare sua al 100 % in virtù del diritto di usufrutto previsto dall'art. 540 CC o va proporzionata (66,67%+11,11%+11,11%+11,11%) fra noi 3 figli e mamma ? Grazie in anticipo per il lodevole lavoro che svolge per noi cittadini
    Domenico

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    1. Ciao Domenico!
      - Per legge siete proprietari delle quote di eredità dalla data del decesso di Tuo padre.-
      - SI! La casa di abitazione ai fini IRPEF va considerata al 100% a carico di tua madre essendo usufruttuaria.-

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  66. Buongiorno, mio padre è deceduto 2 giorni fa e possedeva il 30% di una srl, gli eredi siamo io e mia sorella(mio padre era vedovo). Io voglio rinunciare all'eredità per timori di eventuali debiti. Alla morte della mamma avevamo ricevuto in eredità parte di una bifamiliare in parti uguali io e mia sorella. Mio padre ci ha donato la restante parte dell''immobile in parti uguali a me e mia sorella. Se ora faccio rinuncia all'eredità di mio padre (quote srl), perdo la precedente donazione?

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    1. Dipende se ci sono i debiti e se c'erano prima della donazione!
      Infatti se ci sono dei debiti e i creditori possono dimostrare che erano antecedenti alla donazione, la donazione può essere revocata.-

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  67. Buongiorno, voglio presentare la rinuncia all'eredità direttamente al tribunale senza passare dal notaio per evitare ulteriori costi. Come devo procedere? I tribunali hanno modelli prestampati? grazie

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    1. La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  68. Buongiorno Avvocato
    In seguito a successione e premesso che tutti gli eredi hanno accettato, siamo arrivati al momento della liquidazione delle quote spettanti. Uno degli eredi pare al momento impossibilitato a venire causa problemi fisici, nel caso si prolunghino oltre modo i tempi di guarigione si può ovviare con delega a riscuotere ad uno dei restanti eredi oppure in quale altra maniera?
    Grazie

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    1. Per la liquidazione delle quote spettanti è necessaria la presenza di tutti gli eredi all'atto per la firma, oppure una procura notarile ad un altro degli eredi che firmerà anche in nome dell'erede impossibilitato ad essere presente per malattia.-

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  69. Buongiorno Avvocato la situazione è questa, mio papà è deceduto a novembre 2014 lasciando come eredità la casa di proprietà al 50% con mamma dove vivevano. Ora entro un anno dobbiamo fare la successione per la suddetta abitazione come ci dobbiamo comportare essendoci moglie e 3 figli? Mia mamma oltre al suo 50% eredita un'altra parte e la restante suddivisa a noi tre figli. Lei continuerà ad abitare in quella casa che per lei è abitazione principale, pertanto nella successione bisognerà indicare che gli eredi sono quattro ma che la mamma su quella casa avrà il diritto di abitazione? Così facendo tutte le imposte sulla casa sono a suo carico e noi anche avendo ereditato non dobbiamo pagarci nulla?
    Grazie per la risposta

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    1. SI!
      Nella successione dovrete indicare la suddivisione delle quote di proprietà aggiungendo che sulla casa vostra madre avrà il diritto di abitazione, in modo che tutte le imposte sulla casa saranno a suo carico.-

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  70. Salve avvocato Censori,vorrei sapere una cosa:io abito in casa dei miei genitori con mia madre,mia figlia di 7 anni e la mia compagna.(mio padre e' morto 28anni fa') Siccome ho 5 fratelli,che vivono ognuno in casa propria,quando non ci sara' piu' mia madre,mi possono buttare fuori casa?(se non ci sara' nessun testamento).Grazie e cordiali saluti.

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    1. Purtroppo SI!
      Alla morte di Tua madre dovrai metterti d'accordo con i tuoi fratelli sulla destinazione della casa, perché potrebbe essere messa in vendita per dividervi il ricavato.-

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  71. Buongiorno Avv. e mi scusi di nuovo..un'altra cosa vorrei chiederle:se mettiamo in vendita la casa con mia madre sempre in vita,lei puo' decidere a chi dare i soldi e quanto o x forza deve darli a tutti e in parti uguali?grazie nuovamente.

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    1. Se la casa è ora di proprietà di Tua madre, o comunque se Tua madre ha una quota di proprietà, in vita può disporre liberamente dei suoi beni.-

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  72. Buona sera,
    una mia zia è morta lasciando il conto corrente cointestato con due suoi fratelli.
    La denuncia di successione è stata fatta, come prescritto dalla legge, per un importo pari ad 1/3 del conto, ma i due fratelli riconoscono che tutto l'importo era della sorella defunta e quindi intendono dividere anche i 2/3 restanti fra i vari eredi (i due fratelli stessi e 5 nipoti).
    Se trasferiscono direttamente agli eredi i 2/3 del capitale possono esserci problemi per il mancato pagamento dell'imposta di successione, pagata dai nipoti ovviamente soltanto su 1/3 del capitale come da denuncia di successione?
    Ringrazio anticipatamente per la sua risposta

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    1. Ciao Paola!
      La successione va fatta in base a quello che prevede la legge, quindi quello che "riconoscono" i due fratelli non ha alcun valore giuridico, pertanto devono pagare l'imposta di successione sul totale e successivamente potranno eventualmente dividersi l'importo come riterranno più opportuno.-

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    2. Grazie mille per la risposta. Non riesco però a capire se come nipote è sufficiente che io paghi l'imposta di successione sulla mia quota ufficiale indicata nella denunciata di successione o se l'imposta la devo pagare anche sulla quota, teoricamente di proprietà dei fratelli cointestatari del conto, che mi daranno in ogni caso avendo riconosciuto che tutti i soldi sul conto erano della defunta.
      Grazie ancora

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    3. Ciao Paola!
      Se la denuncia di successione è stata fatta prima della donazione, l'imposta di successione va pagata in base alle quote stabilite nella denuncia di successione.-

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  73. Buongiorno Sig. Censori.
    Avendo già avuto in passato il vostro puntuale e cortese supporto mi permetto di approffittarne ulteriormente, fiducioso di avere chiarimenti esaustivi.
    Il quesito è il seguente :
    Morta la Mamma senza coniuge con due figli e un nipote ( figlio della figlia defunta )
    lascia dei buoni fruttiferi con me cointestati; ora dovendo dividere la somma ereditata, vorrei sapere cosa prevede la legge e quale è la stessa che stabilisce le percentuali .

    La ringrazio in anticipo per la sua cortese consulenza e il suo ottimo servizio gratuito.

    Graziano


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    1. Ciao Graziano!
      Per legge i buoni fruttiferi cointestati tra due persone appartengono al 50% ciascuno, quindi nel tuo caso andrà in successione il 50% del valore attuale dei buoni fruttiferi, in quanto il restante 50% è di tua esclusiva proprietà.-

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  74. Buon giorno Sig .Censori,
    le chiedo gentilmente dei chiarimenti riguardo una faccenda delicata.
    6 anni fa' mio padre mi dono' un appartamento in regalo ,situato in un unica residenza con annessi altri due appartamenti promettendomi di mettere in seguito agli atti il tutto ,affinche' l' abitazione venisse intestata a me .Nel frattempo una volta datomi l' ok ho eseguito i lavori di ristrutturazione per poterci andare a vivere con la mia famiglia dopo qualche anno mio padre muore all' improvviso,senza lasciare uno scritto.
    Essendo che ho due sorelle e mia madre ancora in vita,ed avendo fatto la successione in modo da avere le parti uguali poiche' possessori di piu' appartamenti,mie sorelle contestano il diritto di vendere le proprieta' in parti uguali senza pero' volermi risarcire dei costi effettuati per la ristrutturazione del mio ,che grazie agli interventi fatti l' immobile acquista valore.Secondo lei e secondo le norme vigenti,sono obbligate a darmi il rimborso dei lavori?La ringrazio anticipatamente.

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    1. SI!
      Per legge le spesi di ristrutturazione sostenute da uno degli eredi, ovviamente se debitamente documentate, devono essere considerate nella divisione dell'asse ereditario tra gli eredi.-

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  75. buonasera
    da conviventi, se dovesse mancare una delle due parti avente un immobile acquistato insieme, e gli eredi avviassero la successione senza avvertire il convivente rimasto in vita, egli può informarsi presso il tribunale o l'agenzia delle entrate per sapere a che punto sta la successione essendo proprietario della metà dell'immobile?
    grazie

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    1. SI!
      Se l'immobile è cointestato tra i due conviventi, alla morte di uno dei due, gli eredi devono avviare la successione per la loro quota di competenza, e il convivente superstite può in qualsiasi momento verificare presso il tribunale o l'agenzia delle entrate se hanno provveduto o meno per la successione.-

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  76. Gent. Dott. Censori
    vorrei un suo consiglio, mio padre vedovo dal 2013, poichè mia madre dal 2008 ha avuto gravi problemi di salute, ha voluto rcompensare la mia disponibilità dandomi 500€ al mese e gli ultimi tempi prima della morte di mia madre, 1000€ perchè io dovevo dormire a casa loro lasciando la mia famiglia.
    la cifra in tutto è di circa 45000€ per tutti questi anni che mi ha voluto ricompensare.
    se mio padre dovesse morire, mia sorella potrebbe rivalersi su questa ricompensa
    Devo farmi fare da mio padre una dichiarazione in tal proposito
    grazie

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    1. Non c'è problema!
      Infatti Tuo padre in vita può disporre liberamente dei suoi beni, quindi se Ti ha dato un compenso per l'assistenza che hai prestato a Tua madre, Tua sorella non avrebbe alcun titolo per una rivalsa, in quanto presumo che Lei non abbia prestato a Tua madre la stessa tua assistenza.-

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    2. infatti mia sorella non si è occupata di nessuno, ma devo farmi fare da mio padre un dichiarazione. Grazie per la risposta e grazie per la prossima risposta.

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    3. NO|
      Non è necessaria alcuna dichiarazione da parte di Tuo padre, perché se Ti ha dato dei soldi vuol dire che te li sei meritati, e non hai quindi nulla di cui preoccuparti.-

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