lunedì 28 aprile 2014

Eredità e Successioni

Senza Testamento

I familiari che ereditano per legge sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Fratelli (se mancano i figli)
  • Ascendenti (se mancano i figli)
  • Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-


Con Testamento

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


Il matrimonio: comunione e separazione dei beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


Accettazione dell’eredità:

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


Rinuncia di eredità:


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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170 commenti:

  1. Buongiorno, volevo sapere se con la rinuncia all'eredità di mia madre, rinuncio anche alla donazione avuta da lei dieci anni fa di una villetta. grazie

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    1. Purtroppo SI!
      In fase di successione possono essere messe in ballo anche tutte le donazioni effettuate negli ultimi 10 anni di vita dal del de-cuius.-

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    2. grazie tante, ma volevo sapere da CHI può essere rimessa in discussione. Siamo due fratelli ed entrambi abbiamo ricevuto lo stesso valore di donazione. Ora io vorrei rinunciare a quote di srl che è l'unica proprietà rimasta a mia madre per farle prendere tutte a mio fratello, risparmiando così io le spese di successione, e pagare solo le spese di rinuncia.
      Ripeto quindi quello che vorrei sapere cioè , la donazione la può impugnare mio fratello? grazie ancora

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    3. SI!
      Se Tuo fratello ritiene che con la donazione non sia stata rispettata la sua quota di legittima può anche impugnare la donazione.-

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  2. buongiorno, ritiene che sia possibile presentare personalmente la domanda di rinuncia eredita presso tribunale , la modulistica e l'iter è facile da compilare e seguire?.

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    1. La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  3. Gent.mo Dott. Censori ho tolto dei debiti a mio suocero adesso lui vuole donarmi una parte dell'immobile però per il momento non ho soldi per pagare il notaio comunque lui mi ha fatto un testamento scritto con le sue volontà. Ora le chiedo aspetto che vengono a mancare e presento il testamento oppure conviene farlo dal momento che riuscirò a reperire la somma per il notaio?
    Ps. I tre fratelli sono d'accordo con la volontà del Padre

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    1. Tu essendo il genero non sei un parente diretto di tuo suocero, quindi il testamento sarà valido solo se la quota destinata a te rientrerà nella quota disponibile, in caso contrario è meglio che accetti la donazione appena ti sarà possibile.-

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  4. Egregio Avv. Censori Buongiorno; vorrei una delucidazione su come comportarmi in merito ad una questione di eredità:Mia nonna materna (di cui sono amministratore di sostegno) non ha rilasciato nessun testamento. Alla sua morte il patrimonio (casa e fondo del libretto) dovrebbero, per linea di successione, andare a mia madre (invalida civile 100% con mio padre come tutore). Essendo mio padre indebitato fino al collo, sfrutterebbe probabilmente i soldi del patrimonio e venderebbe la casa sotto tacito consenso di mia madre che non è capace di reagire. Vorrei sapere in merito a questa situazione cosa posso fare. A me nipote e amministratore di sostegno andrebbe una fetta del patrimonio? e nel caso, ci sarebbe un modo per evitare che accada quanto descritto qualche riga sopra?
    Ringrazio per l'attenzione e porgo cordiali saluti.

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    1. Purtroppo non puoi farci nulla!
      Infatti per legge essendo stato nominato Tuo padre tutore di Tua madre, a suo tempo potrà disporre liberamente dei beni ereditati da Tua madre.-
      Con testamento Tua nonna potrebbe comunque destinare a te il 33,3%, che è la quota disponibile, di tutto l'asse ereditario.-

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    2. Magari, ma è incapace di intendere e volere ormai. I miei prozii mi raccontarono che stava facendo un testamento lasciando a me la casa, ma per un litigio tra di loro lo strappò.

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    3. L'unica cosa che posso aggiungere è che Tuo padre dovrà comunque relazionare periodicamente al giudice tutelare sulla gestione del patrimonio di Tua madre, quindi un minimo di garanzia dovrebbe esserci.-

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  5. Salve Avvocato,
    volevo chiederle un parere su una questione un po’ complicata, mi sono informata ma ho ancora qualche dubbio.
    Alla morte di mio nonno, mio padre ha rinunciato all’eredità di una quota di un immobile, poichè aveva dei debiti. Stupidamente però, questo immobile è poi stato affittato con un contratto intestato a lui e non a me e mia sorella, come sarebbe stato logico, avendo lui fatto la rinuncia. Purtroppo un anno fa’ è venuto a mancare mio padre, noi eredi abbiam già fatto la rinuncia. Il quesito è questo; aver stipulato un contratto d’affitto a nome suo può esser considerato una forma di revoca della sua rinuncia all’eredità di suo padre? In tal caso, prendere possesso di quel bene subentrando nel contratto d’affitto, diverrebbe una forma di revoca anche della nostra rinuncia alla sua eredità? Ovvero, noi ereditiamo leggittimamente il bene dal nonno, o lo ereditiamo da mio padre?

    Spero di esser riuscita a esporre la questione in modo chiaro, un saluto. Grazie.

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    1. Se voi a suo tempo avete presentato la rinuncia all'eredità, ora non avete niente da ereditare ne da vostro nonno ne da vostro padre.-

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    2. La ringrazio per la risposta, ma temo di esser stata poco chiara. Non abbiam nulla da ereditare ora, è vero, l'eredità del nonno era nostra già dal momento della rinuncia di mio padre. Il punto da capire è se la sua rinuncia può ritenersi valida o meno.

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    3. La rinuncia di tuo padre è comunque valida, quindi l'eredità del nonno era già vostra da allora, e l'unico problema è che Tuo padre aveva stipulato un contratto d'affitto su un immobile non di sua proprietà, ma a questo punto la questione è ininfluente.-

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  6. Buongiorno Avvocato,
    Ho ricevuto in eredità da mio padre una quota di una società srl , il valore della società è molto basso visto la situazione debitoria anche se nel patrimonio societario c'è un immobile piuttosto grande,
    Volevo sapere secondo lei a quali spese vado incontro in quanto mi è sembrato di carpire che esiste una franchigia di 1 milione di euro per erede.
    Anche se c'è la franchigia sull'immobile devo pagare qualcosa perchè ho visto che quando si eredita una abitazione privata in ogni caso ci sono imposte da pagare in percentuale in ogni caso.
    grazie mille.

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    1. Imposta di Successione:
      Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
      - 4% se i beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
      - 6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
      - 6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
      - 8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-
      Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
      Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-

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  7. Buonasera avvocato, mio padre è deceduto qualche giorno fa ed era garante per un mutuo contratto da mia sorella e dal suo compagno che si estinguerà solo tra dieci anni,purtroppo hanno problemi economici e più volte sono stati in ritardo o hanno saltato rate o si sono fatti aiutare da mio padre.Io non sono in condizioni di poter aiutare mia sorella e temo accettando l'eredità di essere chiamata come garante e di dover rispondere con il mio patrimonio personale (la casa in cui vivo, acquistata con i soldi donati da mio padre, che però a suo tempo ha donato circa la stessa cifra anche a mia sorella) di loro eventuali insolvenze, per questo motivo vorrei rinunciare all'eredità, ho una figlia che sarà maggiorenne a novembre, mio padre lascia però una casa in campagna di valore veramente modesto a cui sono legata e che vorrei poi acquistare da mia sorella che accetterebbe l'eredità e che si è detta disposta a vendermela con pagamento rateale.Le chiedo se questa soluzione è fattibile o se ci sono problemi. Grazie.

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    1. La soluzione è fattibile, ma c'è un problema!
      Infatti se Tu e tua figlia rinunciate all'eredità non avrete problemi, ma il problema lo girate a Tua sorella, perché se accetta l'eredità si vedrà ipotecata la casa di campagna che tu vorresti acquistare, a garanzia del mutuo, e che quindi non potrà venderti prima di averlo estinto.-

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  8. La ringrazio per la risposta e mi permetto di chiederle ancora: mia sorella potrebbe rinunciare all'eredità avendo questo mutuo ed avendo un figlio di 12 anni?Lei possiede una piccola abitazione "acquistata" da mia madre (deceduta due anni fa) la banca potrebbe in tal caso iscrivere ipoteca su quella? Il suo compagno ha ricevuto a gennaio 18.000 euro in eredità che ha messo su un conto sconosciuto a mia sorella fino a pochi mesi fa ma la banca in cui ha acceso il mutuo può non saperlo e non aggredire questi soldi? Infine se io accettassi l'eredità di mio padre con beneficio di inventario diverrei garante per l'intero mutuo residuo (che le ricordo dura ancora 10 anni) o solo nei limiti del valore ereditato? E per quanti anni? La ringrazio fin da ora per la cortese risposta

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    1. Se la casa di campagna ti interessa la soluzione migliore è che Tu accetti l'eredità con beneficio d'inventario:
      Accettazione con beneficio d’inventario:
      In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

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  9. Buonasera, mio padre sta intestando praticamente tutto quello che può alla sua seconda moglie e alle due figlie, molto probabilmente ha diversi conti in diverse banche (della cui esistenza sono al corrente solo loro). Al momento dell'eredità, è possibile che io (figlio del primo matrimonio), prenda una misera legittima? Perché è chiaro che vuole tagliarmi fuori dall'eredità. Gli immobili una volta intestati alla matrigna e alle sorellastre sono intoccabili? E' possibile che i soldi vengano versati da mio padre in conti di cui non verrò mai a conoscenza?. Come potrò far valere i miei diritti di figlio primogenito?. Grazie...

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    1. Tuo padre in vita può disporre liberamente dei suoi beni e solo alla sua morte Tu potrai pretendere la Tua quota di legittima se non verrà rispettata, rimettendo in successione tutte le eventuali donazioni effettuate negli ultimi 10 anni.-
      Per quanto riguarda eventuali versamenti di soldi su conti sconosciuti purtroppo non puoi farci nulla, perché non potrai appunto dimostrane l'esistenza.-

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    2. Perdoni l'ignoranza ma che significa "rimettere in successione tutte le eventuali donazioni effettuate negli ultimi 10 anni"? E poi la quota che mi spetta è stabilita in base a ciò che lui dichiara di possedere prima di morire, ma lasciando tutto intestato a moglie e figlie può dichiarare di non avere altro e io non avrò nulla, o sbaglio?

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    3. Se Tuo padre prima di morire dona tutti i suoi beni a moglie e figlie, alla sua morte dovrai intentare una causa alla moglie e alle figlie per reclamare la tua quota di legittima su tutte le donazioni fatte da Tuo padre negli ultimi 10 anni di vita.-

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  10. Buongiorno avvocato! Le scrivo per chiarirmi le idee..
    Cinque mesi fa è morto mio nonno, lasciando alle due figlie (mia madre e mia sorella) una casa in città e una in montagna.
    Non ha fatto testamento, quindi stanno finendo di sistemare la successione.
    Per la casa in montagna non ci sono problemi, entrambe la vogliono vendere.
    Il problema è la casa in città. Mia zia ci abita (viveva li da sempre, anche quando erano vivi i miei nonni), mamma la vorrebbe vendere e dividere tutto per due. Lei non vuole saperne. Continua a dire "ti darò la tua parte", ma non si informa per un mutuo, e sinceramente credo sia difficile anche che possa accenderne uno.
    Mia madre ha deciso di aspettare ancora un pò e poi mettere tutto in mano ad un avvocato, perchè vuole giustamente la sua parte.
    Io volevo sapere se ci sono dei tempi. Ossia, mia madre deve aspettare un tot di mesi per poter chiedere la sua parte?
    La ringrazio in anticipo!

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    1. NO!
      Non c'è un limite di tempo!
      Comunque prima entrambe le figlie devono fare la successione ciascuna per la sua quota di competenza, poi se non si mettono d'accordo sulla vendita, Tua madre deve intentare una causa a sua sorella per imporre la vendita della casa e la divisione del ricavato.-

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  11. Buongiorno dott. Censori, volevo chiederle informazioni in merito alla mia volontà
    di cedere la mia parte di immobile dove vive mia madre e mio fratello dopo la scomparsa di mio padre 15 anni fa in pratica io ho 111/1000 e vorrei donarla a mia madre gratuitamente e chiedo in che modo posso fare e i costi che devo affrontare.
    poi volevo chiedere se una volta fatta la donazione può essere revocabile.
    la ringrazio per l'attenzione alla mia richiesta.
    saluti
    lorenzo

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    1. Ciao Lorenzo!
      La donazione è un atto formale, pubblico, che va formalizzato davanti a un notaio alla presenza di due testimoni (sono esclusi i coniugi, i parenti o affini e le persone in qualche modo interessate all’atto). Per l’ipotesi di donazione di beni mobili è necessario indicare il loro valore. Il beneficiario della donazione deve “dire di sì”, ovvero deve accettare il regalo. Dire che la donazione è un contratto significa che il donante e il donatario devono essere d’accordo nel dare e ricevere, quindi manifestare reciprocamente la loro volontà.
      Essendo un contratto, la donazione non può essere revocata su iniziativa del solo donante, ma è necessario l’accordo di entrambe le parti. La legge prevede, però, una deroga: la revoca può essere richiesta all’autorità giudiziaria, per ingratitudine (quando il donatario abbia commesso reati gravi nei confronti del donante e dei suoi congiunti) e per sopravvenienza di figli. Ciò significa che, fatta eccezione per questi casi, una volta che si sceglie di donare, non si può più tornare indietro.-
      La donazione non è esente da costi. Infatti, si versa un’imposta sulle donazioni che varia a seconda del rapporto di parentela tra donante e destinatario della donazione. In particolare, a seconda del rapporto esistente tra i soggetti coinvolti, sono previste aliquote diverse ed eventuali franchigie, che rendono tassabili le donazioni per la parte eccedente il loro valore. Questo significa che, al di sotto di questi valori, la donazione non verrà tassata.
      Coniuge, figli e genitori: Imposta 4% - Franchigia 1.000.000 euro
      Se nella donazione sono presenti degli immobili, si pagano in ogni caso l’imposta ipotecaria e catastale sul valore catastale dell’immobile, pari rispettivamente al 2% e all’1%. Il notaio che si occupa della redazione dell’atto di donazione provvede anche al versamento delle imposte eventualmente dovute, cui vanno in ogni caso sommati 200 euro d’imposta di registro necessari alla registrazioni dell’atto di donazione.-

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  12. Salve Avv. Censori, nel potere di massima sintesi: sono il primogenito di tre fratelli a cui viene a mancare il padre che tra le varie possedeva buoni fruttiferi postali.
    Ho richiesto a poste italiane la capacità finanziaria alla data di decesso e mi è stata concessa previa compilazione moduli e verifica della firma... ma l'ufficio postale a cui mi sono rivolto non vuole fornirmi le date ne il nominativo di chi ha riscosso tali buoni postali in data post mortem e a mia insaputa. Potrebbe consigliarmi in merito?

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    1. Se i buoni fruttiferi postali erano intestati solo a Tuo padre, non potevano essere riscossi post mortem perché un'eventuale delega non sarebbe stata comunque valida dopo il decesso, quindi si tratterebbe di una truffa.-
      Se invece i buoni fruttiferi postali erano cointestati il discorso si complica perché per legge il valore dei buoni va diviso in parti uguali tra i vari cointestatari.-
      Comunque se ti è stata comunicata la capacità finanziaria al momento del decesso, è su quella che va impostata la successione, ma ho paura che dovrai intentare una causa perché solo un giudice potrà imporre alle Poste di comunicare chi ha incassato i buoni postali in modo da farli rientrare in successione.-

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  13. Buongiorno Avvocato,
    Le chiedo un consiglio: 3 anni fa è morta mia nonna paterna e mio padre non ha provveduto a presentare la dichiarazione di successione; 2 mesi fa è mancato mio padre e quindi dobbiamo risolvere la situazione. come eredi di mio padre siamo 3 fratelli e la seconda moglie, la quale, dice di non dover pagare la prima successione (dalla nonna a mio padre) ma rientra solo nella seconda fase... è corretta la sua posizione? Grazie
    Angelo

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    Risposte
    1. Ciao Angelo!
      SI!
      La posizione della seconda moglie di Tuo padre è corretta, in quanto lei non rientrava nell'asse ereditario di Tua nonna.-

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  14. Salve Avvocato, vorrei richiedere un Suo parere sul seguente quesito: a dicembre 2010 è purtroppo mancata la mia nonna. Aperta la successione l'eredità è stata divisa tra i suoi due figli, mia madre e mio zio.
    Oltre ad un appartamento che è stato diviso a metà, vi erano 3 conti correnti e 2 conti deposito titolo tutti cointestati o con delega sia a mia nonna che a mia mamma che a mio zio. Mio zio ha vissuto in casa con mia nonna e gestiva anche i conti e i titoli. Mia madre per eccesso di fiducia (evidentemente mal riposta) non ha mai chiesto di visionare i movimenti di nessuno dei conti. A distanza di anni, solo ora, vuotando un mobile della nonna, sono emersi vari estratti conto dei vari conti, dai quali si evince che mio zio ha per molti anni e ripetutamente prelevato molti soldi e anche tutti i dividendi derivati dai titoli. Si tratta di somme molto alte, che quindi non giustificano spese di gestione domestica relativa alla mia nonna. Inoltre sempre da questi conti è emerso che mia nonna ha prelevato soldi per comprare un garage che ha poi intestato esclusivamente a mio zio. E come se non bastasse, sono stati prelevati anche soldi per acquistare una casa sempre intestata a mio zio.
    Il quesito è il seguente: mia madre ora può in qualche modo ottenere la restituzione della metà dei soldi appropriati indebitamente a mio zio? Posso chiedere alle banche i vari estratti conto dei vari conti correnti cointestati andando indietro negli anni per vedere se ci sono altri prelievi ingiustificati? E esiste una sorta di prescrizione sia per la richiesta degli estratti conto alle banche che per la richiesta di "rimborso" dei soldi prelevati da mio zio esclusivamente per proprio utilizzo personale? La ringrazio fin da ora per ogni consiglio e parere utili che vorrà darmi. Grazie

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    1. Il IV comma dell'art. 563 cod. civ., siccome novellato dalla Legge 14 maggio 2005, n. 80 ed ulteriormente modificato dalla l. 28 dicembre 2005 n.263, prevede che il coniuge o i parenti in linea retta del donante possano, entro venti anni dalla trascrizione della donazione (vale a dire entro il termine di cui al I comma della stessa norma nonchè di quello, di eguale durata, di cui I comma dell'art. 561 cod. civ. ), notificare e trascrivere un atto stragiudiziale di opposizione. Il compimento di tale atto ha l'effetto di determinare la sospensione dei menzionati termini ventennali. La norma fa altresì salvo il disposto di cui al n. 8 dell'art. 2652 cod. civ..

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    2. Scusi, questo vale per acquisto di casa e garage, ma per i prelievi e le spese su conto corrente cointestato c'è un limite di tempo per contestare i movimenti? E la banca può crearmi problemi o chiedermi costi per procurare gli estratti di 20 anni fa? E come devo comportarmi per agire e tutelarmi per chiedere spiegazioni in merito a questi prelievi e acquisti? Grazie e scusi il disturbo!

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    3. La banca ti creerà sicuramente dei problemi, quindi senza una causa, cioè se non c'è un giudice che imponga alla banca di esibire gli estratti conto degli ultimi 10 anni, purtroppo non andrai da nessuna parte.-

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  15. Buongiorno Avvocato,
    Chiedo un suo consiglio, per cortesia, visto che non trovo informazioni in merito, sperando di non arrecare eccessivo disturbo.
    Eredità, il defunto aveva solo una piccola cifra sul C/C.
    Eredi sono figlia, e nipote, in conseguenza alla morte del secondo figlio.

    A causa della esigua cifra non è stata aperta alcuna successione, e credo che i beni saranno divisi al 50% tra gli eredi.
    Un erede ha pagato interamente le spese funebri, e ogni cura a cui il defunto è stato sottoposto.

    La mia domanda è questa: Se il secodno erede accetta il 50% dell'eredità, in questo caso una somma dal C/C del defunto, a chi mi devo rivolgere, o cosa devo fare per richiedere che paghi (almeno) la sua quota per le spese funebri?
    Devo rivolgermi ad una vvocato? o al tribunale competente?.. sono nel bucompleto.

    Spero in un suo consiglio.
    Grazie.
    Cordiali Saluti.

    M.

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    1. L'erede che sostenuto le spese funebri e di cura del de cuius, deve chiedere al notaio che si tenga conto delle spese sostenute, in fase di successione.-

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    2. La ringrazio molto per la celere risposta!
      A causa di una eredità discreta, senza presenza di immobili ne ulteriori proprietà, non è stata aperta alcuna successione, quindi non è stato interpellato alcun notaio.
      La banca (presumo) liquiderà il C/C al 50% tra i due eredi, e immagino si concluda così.
      Per questo chiedevo come dovrei comportarmi, a questo punto, per richiedere che il secondo erede rispecchi in % alla sua quota (50%) le spese funebri, e se effettivamente è tenuto a farlo.
      Devo semplicemente fargli una telefonata e richiederlo? E in caso si rifiutasse, quale sarebbe la corretta procedura da eseguire?

      Nuovamente Grazie.
      Cordiali saluti.

      M.

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    3. La banca liquiderà il c/c al 50% ciascuno tra i due eredi, quindi per le spese funebri dovrai inviare al secondo erede una raccomandata A/R con copia della documentazione attestante le spese sostenute, richiedendo il rimborso del 50% delle stesse.-
      Qualora si rifiutasse di pagare, dovresti purtroppo ricorrere a un legale per tutelare i tuoi legittimi interessi.-

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    4. Capisco, è stato molto chiaro e gentile.
      Se posso permettermi un'ultima piccola domanda prima di smettere in definitiva di abusare della sua disponibilità, ho saputo che il secondo erede harichiesto alla banca i movimenti del C/C.
      Il C/C era intestato al defunto, con delega al primo erede con cui il defunto domiciliava.
      A parte ovvii prelievi per sostenerne le spese e le cure avvenuti tramite bancomat, è stata "spostata"una piccola cifra (si parla di circa 10.000€) con cui è stato aperto un secodno C/C intestato ai nipoti, ovvero figli del primo erede.
      (come ringraziamento voluto dal defunto per tutto l'aiuto ricevuto)
      Di questa informazione, i movimenti del C/C, che probabilmente gli concederà la banca per un tempo retroattivo di un anno, che uso potrebbe farne?
      Ha la possibilità di contestare le spese, i prelievi dal bancomat, o l'apertura del C/C intestato ai nipoti, (di cui non sono certo capisca l'esistenza tramite i movimenti del conto) e in che modo potrebbe farlo?

      La ringrazio davvero molto per la gentilezza e l'aiuto che mi ha offerto.
      è stato veramente apprezzato.

      Le auguro una serena giornata.
      Grazie nuovamente.
      Cordiali Saluti.

      M.

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    5. Il secondo erede, analizzando i movimenti del c/c del defunto potrebbe richiedere al primo erede la giustificazione delle spese sostenute, e potrebbe far rientrare nell'asse ereditario la cifra di 10.000 euro "spostata", e cioè potrebbe richiedere la metà di sua spettanza, cioè 5.000 euro.-

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  16. Buonasera Avvocato.
    Le volevo porre un quesito.Mio suocero è morto nell'anno 2001.Mia suocera ha fatto la denuncia di successione nell'anno 2013 pagando il dovuto per il ritardo.Successivamente è stata fatta la voltura dal de cuius agli eredi e precisamente: mia suocera,mia moglie e mia cognata dell'eredità. per i terreni già dal 2014 gli eredi hanno indicato nel 730 la proprietà per 1/3, invece per quanto riguarda l'appartamento dove mia suocera viveva con il de cuius la voltura è sta fatta nell'anno 2015.Pur sapendo che a mia moglie non spetta pagare l'imu ed irpef
    importi totalmente a carico del coniuge vivente. come deve comportarsi per la denuncia sul 730/redditi anno 2014, della proprietà di 1/3 dell'appartamento volturato nell'anno 2015. Avendo già compilato e spedito il mod.730 senza la denuncia della proprietà di 1/3 dell'appartamento,come mi devo comportare? S pero di essere stato chiaro.Grazie.
    Cordiali saluti
    M.E.

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    1. Se la voltura dell'appartamento è stata fatta nel 2015, Tua moglie potrà inserirlo nella dichiarazione dei redditi dell'anno prossimo.-

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  17. Buona sera avvocato,
    io e mio fratello abbiamo ereditato la casa di nostra padre, dopo il suo decesso. io sono sposata ed ho due figli ed abito in questa casa pagando un minimo affitto a mio fratello,il quale ha un figlio con la convivente ed è in affitto.Io e mio marito siamo proprietari di un secondo immobile regolarmente affittato dove abbiamo un mutuo di 30 anni, almeno in questa maniera possiamo pagare il mutuo.Mio fratello ora si trova a dover decidere di comprare la sua priam casa e mi ha chiesto di liquidargli la sua parte, ma io non posso liquidarlo potrò farlo solo fra 30 anni, se tutto va bene. Può pretendere la liquidazione della sua pare? Grazie in anticipo, aspetto una sua risposta

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    1. Purtroppo SI!
      Tuo fratello può pretendere la liquidazione della sua parte, o in alternativa può tramite un giudice, imporre la vendita della casa e la divisione del ricavato.-

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  18. buona sera avvocato siamo due fratelli siamo venuti a conoscenza due mesi fa di essere eredi di una persona deceduta, tramite una agenzia che cerca gli eredi per conto di chi non so proponendoci un contratto per recuperare un eredita a credito avvalendosi dei loro avvocati e notai. Abbiamo fatto delle ricerche e scoperto che un nostro cugino e morto a febbraio abitava solo in un altra regione. lui non avendo nessun famigliare gli unici eredi siamo noi due cugini domanda è meglio rivolgersi ad un avvocato o dovendo comunque aprire una una successione di morte è meglio un notaio ? ringraziandola anticipatamente per una sua risposta porgo CORDIALI SALUTI
    P.R.

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    1. Per una successione è necessario rivolgersi a un avvocato se ci sono delle controversie sulla divisione dei beni, altrimenti è meglio rivolgersi direttamente a un notaio per evitare di pagare due parcelle, cioè una all'avvocato e un'altra al notaio.-

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  19. Buongiorno Avvocato.
    Mia sorella ha una figlia ed è sposata con un uomo che non ha figli ma che ha cresciuto sempre mia nipote come se lo fosse.
    Ora vuole intestare tutto alla moglie e alla figlia della moglie così che eventuali parenti non rivendichino alcunchè.
    Ho consigliato loro un testamento cosicchè la parte disponibile (50%) sia intestata alla figlia della moglie ma non vorrei sbagliarmi...
    Può confermarmi che va bene? E' meglio andare da un notaio o fare un testamento olografo?
    Grazie per la Sua eventuale disponibilità.
    Sara

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    1. Ciao Sara!
      SI!
      Con testamento, in mancanza di figli e senza ascendenti, il 50% va al coniuge e l'altro 50% che è quota disponibile Tuo cognato può destinarla alla figlia della moglie.-
      Per evitare ogni possibile contestazione futura è meglio che Tuo cognato si rivolga a un notaio.-

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    2. Grazie per la Sua chiarificatrice risposta tempestiva. Le auguro buona giornata.

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  20. salve avvocato,
    mi chiamo Monica e ho un quesito da porle:
    nel dicembre 1983 è deceduto mio padre, non aveva beni nè debiti, quindi nessuno di noi ha rinunciato all'eredità(visto che non c'era nulla da rinunciare), 4 ani fa è morta anche mia madre, oggi il comune ci chiama e ci intima di versare un nuovo canone per il loculo, altrimenti lo esumeranno ( mio padre) e manderanno il conto a me e mie sorelle. Possiamo noi rifiutare di padìgare tale canone non avendo ereditato nulla? possiamo rinunciare all'eredità di nostra madre e avvalercene per contrastare le richieste del comune? il contratto è scaduto a dicembre 2013, ma il comune ci ha fatto la richiesta di rinnovo solo a luglio 2014, dopo che aveva aumantato il costo del canone del 50%, se saremo costrette a pagare possiamo pretendere di pagare quanto dovuto alla scadenza e non la nuova tariffa?
    La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione. In attesa di sollecito riscontro le invio cordiali saluti.
    Monica

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    1. Ciao Monica!
      Quando Tuo padre è deceduto qualcuno ha acquistato il loculo, quindi o Tua madre o voi figlie.-
      Se il loculo a suo tempo è stato acquistato da Vostra madre, alla sua morte siete diventare eredi e dovete quindi provvedere voi figlie o al rinnovo del canone o alla esumazione della salma, e comunque per legge sono sempre i familiari che devono rispondere a prescindere dall'accettazione o meno dell'eredità.-

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  21. Salve,ho una domanda,io abito in una casa con mio padre e mia madre,quest'ultima è l'intestataria.Il problema è che la metà della casa è intestata anche alla sorella di mia madre che adesso pretende la sua parte dei soldi.La cosa che mi sorge spontanea chiedermi è se dobbiamo dargliela visto che mio padre è in cassa integrazione,mia madre non lavora ed è invalida al 75% ed io non lavoro e soprattutto,vista la differenza d'età tra mia madre e sua sorella,la prima risulta averci abitato per circa 48 anni prendendosi cura del padre mentre la sorella ci ha vissuto per circa 5 anni...non conta nulla tutto ciò?

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    1. Purtroppo SI!
      Tua zia essendo proprietaria al 50% della casa se vuole venderla ha diritto al 50% del valore, a prescindere quindi dalla situazione lavorativa di tuo padre e all'invalidità di tua madre.-
      Se i tuoi genitori non possono riscattarla Tua zia può pretendere che la casa venga messa all'asta per dividersi il ricavato tra le due sorelle.-

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    2. Capisco,e non c'è nessun altro modo?perchè mia madre ha accudito mio nonno fino alla sua morte abitando con noi mentre mia zia ha sempre tralasciato tutto non prendendosi nessuna responsabilità riguardo al padre ma godendosi la vita.La ringrazio per la risposta.

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    3. Purtroppo NO!
      A livello legale non mi risultano altre opzioni possibili, in quanto le motivazioni che hai indicato hanno un grande valore morale ma non hanno alcun valore giuridico.-

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  22. Gentilissimo Avvocato, buongiorno

    approfitto per di questa rubrica per chiederle un consiglio. Circa quattro anni fà mio padre e madre hanno fatto un testamento olografo nel quale alla loro morte avrebbero lasciato rispettivamente il 50% dei loro averi al coniuge e il 50% diviso in parti uguali a noi 3 figli. Pochi giorni fa è venuto a mancare mio padre e volevo chiedere se era possibile fare, in questa occasione, un unico atto di successione chiedendo a nostra madre di rinunciare all'eredita mantenendo comunque tutti i diritti di utilizzo dell'appartamento in cui vive e mantenendo un fondo di riserva di liquidità a lei intestato. In questo caso noi fratelli sottoscriveremo un documento nel quale siamo tutti in accordo. Il mio dubbio però nasce dal fatto che se mia madre, che da anni soffre di Alzheimer con le problematiche che questa malattia comporta di fronte al Notaio o al Cancelliere, ha difficoltà di esprimere formalmente la propria rinuncia questa può essere considerata nulla? E nel caso fosse considerata valida perderebbe la reversibilità della pensione di mio padre e ne beneficeremo noi?
    La ringrazio anticipatamente

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    1. Purtroppo NO!
      Se vostra madre soffre di Alzheimer non può rinunciare all'eredità, va quindi interdetta e va nominato un tutore che non potrà comunque donare i suoi beni senza l'autorizzazione del tribunale.-

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  23. Salve Avvocato gentilmente vorrei chiederle un consiglio , mio papa' è deceduto nel 2012 non ha fatto testamento , mio papa' si era risposato con separazione dei beni con una altra donna che non era mia madre e non ha avuto figli, alla sua morte aveva dei buoni fruttiferi postali cointestai alla moglie , domanda : noi abbiamo diritto ad una parte di quei buoni , visto che abbiamo saputo che un mese dopo la morte la signora sposata con mia papa' è andata ed ha prelevato tutto, in secondo i beni mobili come l arredamento della casa va a noi tutto o in parte , mio padre ha pagato tutto l arredamento con cambiali intestate a lui che noi non abbiamo e comunque come facciamo a risalire a queste cambiali? oppure possiamo comunque prendere il 50% di questo arredamento anche senza le cambiali visto che erano in separazione di beni, e cosa altrettanto importante lei per non pagare debiti di mio padre ha anche fatto rinuncia ai suoi beni. La ringrazio in anticipo per le risposte.

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    1. - SI! Se i buoni postali erano cointestati la seconda moglie di tuo padre non poteva ritirarli dopo la morte perché dovevano andare in successione, quindi non dichiarando alle poste il decesso ha commesso un falso giuridico e comunque se ha fatto rinuncia all'eredità aveva diritto solo al 50% del saldo dei buoni.-
      - Anche per quanto riguarda i beni mobili spettano a voi il 50% perché non è possibile dimostrare che l'acquisto è stato fatto solo da tuo padre, anche se le cambiali erano intestate solo a lui.-

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  24. Buongiorno,
    approfitto di questa opportunità gratuita e della Sua professionalità per chiedere una informazione su un dettaglio in particolare riguardante le chiavi di casa di mia madre.
    Mia madre è deceduta e noi figli siamo in possesso delle chiavi di casa. Lei viveva da sola e non avendo ancora aperto la successione, né accettato l'eredità, mi chiedo chi deve tenere le chiavi. Dato che andiamo d'accordo, può tenerle soltanto uno di noi , è corretto?
    Siamo in attesa di sapere se c'è un testamento, per questo non ci siamo pronunciati per accettare o meno l'eredità.
    La ringrazio anticipatamente e la saluto cordialmente.


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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      SI!
      Se siete tutti d'accordo è meglio se le chiavi di casa le tenete uno solo di voi, anche se vi consiglio di visitarla tutti insieme, facendo magari un inventario dei beni al fine di evitare ogni possibile contestazione futura.-

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    2. Grazie, abbiamo fatto le chiavi per ciascuno.
      Cordiali saluti.

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    3. Non capisco a che vi serve avere tutti le chiavi, ma se andate d'accordo non c'è problema, e non è certo mia intenzione seminare "zizzania" tra di voi.-

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  25. Buonasera,
    vorrei chiederLe informazioni riguardo alla dichiarazione dei redditi 2014 di mio padre deceduto da poco, chi la deve presentare? Un erede legittimo, anche se la successione non è ancora stata fatta? E chi deve pagare relative tasse anche del 2015, tipo IMU ,TASI,TARI ,ecc .. ed entro quali tempi, visto che la successione dobbiamo ancora farla? Ho letto che la successione si potrebbe aprire anche dopo alcuni mesi, ma poi si dovranno pagare eventuali costi di addebito se alcune tasse sono scadute? Io, in quanto erede legittimo, devo pagare ad esempio subito il bollo auto in scadenza a fine mese che è anche una tassa di proprietà oppure devo aspettare l'apertura della successione? Grazie davvero, mi scusi sono un po' frastornato ancora dalla morte di mio padre, spero di essermi spiegato al meglio.
    Cordiali saluti.

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    1. Credo che la risposta l'hai già scritta tu stesso!
      Infatti è vero che la successione potete aprirla anche dopo alcuni mesi, ma dopo dovrete pagare, ciascuno in base alla sua quota di proprietà, imposte e tasse scadute più sanzioni e interessi.-
      Vi consiglio quindi o di accelerare al massimo la successione o di pagare il dovuto in base a quella che sarà la percentuale di eredità, e lo stesso discorso vale anche per la dichiarazione dei redditi di tuo padre.-

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  26. Buon giorno,
    vorrei trovare una soluzione ad un problema penso comune. Insieme ad altre sorelle alla morte di mio padre con i fondi liquidi lasciati dallo stesso, abbiamo acquistato un appartamento intestandolo per 2 terzi a mia madre e 1 terzo a noi 3 sorelle. Alla morte di mia madre la quota della stessa è stata ripartita tra noi 3 sorelle accrescendo proporzionalmente la precedente quota.
    Oggi sono emersi dissapori sull'utilizzo e sulla destinazione dell'appartamento e vorrei liberarmi da questo vincolo vendendo l'appartamento e dividendo il ricavato.
    Le mie sorelle però non vogliono vendere e vogliono invece proseguire a godere dello stesso come e quando vogliono.
    Come posso fare?
    Posso adire il giudice?
    Che cosa mi consiglia?
    Grazie della risposta che mi vorrà fornire.

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    1. Purtroppo o vi mettete d'accordo tra di voi o devi intentare una causa alle Tue sorelle in modo che sia il giudice a imporre la vendita dell'appartamento e alla conseguente divisione del ricavato.-

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  27. Buongiorno,
    le espongo la mia situazione.
    sono separata, in procinto di divorziare. con il mio ex marito non ho avuto figli.
    ora convivo ed ho un figlio. il padre è separato ed ha un altro figlio.
    vorrei sapere come tutelare nostro figlio. vorrei che il mio patrimonio fosse tutto per lui, o dovrà dividerlo con l'altro fratello consanguineo? eventualmente potrei tutelarlo con un testamento? se lo scrivo a mano con data e firma e lo conservo a casa è legale? grazie in anticipo per una vostra cortese risposta. cordiali saluti.

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    1. Se non ti sposi con il Tuo attuale compagno, la tua eredità per legge andrà interamente a tuo figlio e non è quindi necessario alcun testamento.-
      Viceversa se ti risposi, nel caso tu dovessi morire prima di Tuo marito una parte di eredità andrebbe comunque anche a Tuo marito, ma non averebbe comunque alcun titolo l'altro figlio di tuo marito.-

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  28. Gentile Avvocato
    è deceduto senza eredi un fratello di mamma lasciando un conto corrente e un titolo in scadenza 2018.
    I soldi nel conto sono stati distribuiti tra gli eredi ma per i soldi del titolo non scaduto la Banca del defunto ha detto che bisogna fare un nuovo deposito titoli a nome di tutti gli eredi e poi che gli eredi debbono aprire nuovi conti correnti presso la stessa banca , uno per ciascun erede.
    Non capisco questo traffico " tecnico".
    Può aiutarmi a capire ?

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    1. Ciao Antonio!
      La procedura indicata dalla banca è corretta se il titolo non è negoziabile prima della scadenza o se non è vostra intenzione negoziarlo subito.-
      Se invece il titolo è negoziabile e non vi interessa trattenerlo fino alla scadenza, potete imporre alla banca di negoziarlo e dividere il ricavato tra gli eredi.-

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  29. buonasera avvocato mi trovo nella brutta situazione che mio padre deceduto aveva fatto da garante per un mutuo non pagato e quindi so per certo che non ho scampo questo e' chiaro! in quanto al tempo non feci rinuncia sull'eredita'...io sono sposato in comunione dei beni mi chiedevo se e' neccessario che io faccia la separazione dei beni con mia moglie per metterla al sicuro da eventuali gravanti sui suoi beni grazie a presto

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    1. In regime di comunione dei beni i tuoi creditori possono rivalersi sul 50% dei vostri beni, che sarebbe la Tua parte.-
      Costituzione del regime di separazione:
      Il matrimonio instaura automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
      I coniugi possono però, scegliere il regime della separazione:
      - al momento della celebrazione del matrimonio rendendo apposita dichiarazione al celebrante (Ufficiale di Stato Civile, Parroco o altro Ministro di culto);
      - prima del matrimonio tramite apposita convenzione stipulata da un notaio (la convenzione deve essere trasmessa e prodotta all’Ufficiale dello Stato Civile al momento della celebrazione o della trascrizione del matrimonio); (vedi schede sul matrimonio civile e sul matrimonio religioso)
      - dopo il matrimonio con convenzione stipulata da un notaio e successivamente annotata a margine dell’atto di matrimonio.

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  30. Buongiorno avvocato, ho bisogno di un chiarimento. Mio padre è deceduto nel 2003 lasciando regolare testamento pubblico nel quale riconosceva unici suoi eredi mio fratello e me. Abbiamo fatto la successione, pagato tutto quello che c'era da pagare e ognuno di noi è entrato in possesso di ciò che gli spettava. Oggi, a distanza di tanti anni, scopro che avrei dovuto fare l'accettazione dell'eredità. Sinceramente non avevo mai sentito parlare di questa cosa, né mai nessun avvocato, notaio o banca mi ha mai detto che esisteva e che ero tenuta a farla. Ora che succede? Grazie...Eleonora

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    1. Ciao Eleonora!
      Ti è stata data un'informazione errata!
      Secondo l’art. 476 cod. civ., infatti il chiamato all'eredità accetta tacitamente l’eredità stessa quando compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede.-
      Nel tuo caso quindi avendo fatto la successione e avendo pagato il dovuto all'erario sei a posto con la legge.-

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  31. Buongiorno avvocato,
    nel caso di accettazione con beneficio di inventario le imposte sul patrimonio oggetto di eredità, come ad esempio l’IMU, si devono pagare o si pagano quando è costituito lo stato di graduazione?
    Grazie e buona giornata

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    Risposte
    1. Accettazione con beneficio d’inventario:
      In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-
      Questo significa che anche le imposte che gravano sul patrimonio tipo l'IMU vanno pagate.-

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    2. Non mi è chiaro se devo pagarle con i soldi del de cuius (il saldo del conto corrente è in negativo) o devo anticipare con il mio patrimonio personale.
      Grazie molte

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    3. Le imposte o si pagano nei termini di legge o si pagheranno successivamente maggiorate di interessi e sanzioni, quindi è una scelta che deve fare chi intende accettare l'eredità con beneficio di inventario.-

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  32. Buonasera Avvocato,
    nostro padre, deceduto, ha lasciato due appartamenti ma c'è anche un esercizio commerciale, di cui non sappiamo molto perchè viveva da solo in altra Regione.
    Siccome ci hanno parlato di affitti da pagare perchè non erano stati pagati e altre tasse.. è possibile, per contenere i costi, fare un beneficio di inventario senza appoggiarci ad un Notaio?
    Ovviamente faremo anche delle visure per vedere che non ci siano ipoteche, ma mi spaventa molto la spesa dell'inventario per poter fare la successione con beneficio. Mi hanno detto che se ci si appoggia ad un Notaio, lui cercherà dei periti per verificare il tutto che chiederanno una cifra in proporzione al patrimonio del defunto. Mentre se ci arrangiassimo da soli in Tribunale ci spetteranno solo i bolli da pagare.
    Può darmi delucidazioni in merito? grazie

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    1. Per la dichiarazione di accettazione d’eredità con beneficio d’inventario ci si deve rivolgere alla cancelleria del Tribunale civile del luogo dell’ultimo domicilio del deceduto.
      Ci si può rivolgere anche ad un notaio che trasmetterà poi l’atto al Tribunale, che ne curerà la trascrizione all’Ufficio del Territorio.
      Come si svolge
      Per dichiarare l’accettazione di eredità con beneficio d’inventario va fissato un appuntamento con la cancelleria del Tribunale.
      Per poter fissare l’appuntamento occorre la seguente documentazione:
      - certificato di morte in carta semplice (il coniuge, gli ascendenti e i discendenti possono anche avvalersi della dichiarazione sostitutiva di certificazione)
      - certificato ultima residenza del defunto
      - copia del codice fiscale dell’accettante e del defunto
      - copia del documento d’identità dell’accettante e del defunto
      - autorizzazione del Giudice Tutelare (per gli eredi minorenni, interdetti e inabilitati).
      Il giorno di stesura del verbale di accettazione con beneficio d’inventario:
      - presentare una marca da bollo da € 16,00 da applicare all’originale dell’atto
      - effettuare il versamento bancario di € 262,00 attraverso il modello F23 da ritirare allo sportello della cancelleria
      - la ricevuta del versamento dovrà essere consegnata in cancelleria subito dopo il pagamento che dovrà inderogabilmente avvenire il giorno dell’atto.
      Prima o dopo aver reso la dichiarazione al cancelliere, l’interessato dovrà presentare anche istanza per la redazione dell’inventario. L’inventario è necessario per accertare la consistenza dell’eredità.
      Per la redazione dell’inventario occorre presentare:
      - nota di iscrizione a ruolo
      - marca da bollo da € 27,00
      - contributo unificato € 98,00 (per i minori tale marca non occorre)
      - istanza per richiedere la nomina del cancelliere per la redazione dell’inventario.

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    2. La ringrazio per la risposta, se invece volessi rinunciare all'eredità, essendoci un esercizio commerciale di cui non voglio sapere nulla, quali sono i termini per rinunciare? Inoltre per rinunciare all'eredità è necessario aprire la successione o soltanto fare l'atto di rinuncia presso il Notaio?
      Grazie

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    3. La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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    4. Quindi da quanto ho capito, se rinuncio ,devo in ogni caso aprire la successione? grazie

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    5. Buongiorno Avvocato, i miei fratelli dicono che posso rinunciare e non sono obbligato ad aprire la successione, forse qualcosa mi sfugge e non capisco...

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    6. OK!
      Prima di procedere per la rinuncia sarebbe più corretto aprire comunque la successione, ma non è obbligatorio farlo!

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    7. Buongiorno Avvocato, trovo questo post che fa proprio al caso mio, ma non mi sono chiare alcune risposte. Ho appena rinunciato all'eredità di mio padre perchè ha lasciato un negozio di cui non sapevo e non voglio sapere nulla - il Notaio ha detto che non devo proprio fare altro.
      Cosa significa aprire la successione? E perché ha scritto " Purtroppo sì" nella risposta precedente e successivamente che invece non è obbligatorio? Cosa vuol dire che sarebbe più corretto aprirla?
      Non vorrei trovarmi con altri problemi, devo fare altro?
      Grazie.

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    8. Il dubbio si pone se non si è sicuri di aver seguito la procedura corretta, cioè tutto l'iter burocratico previsto dalla legge, ma se ci si rivolge a un notaio come nel Tuo caso non sono problemi, perché provvederà a tutto il notaio, quindi puoi stare tranquillo.-

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  33. Avvocato Buongiorno avrei un quesito da porLe:Una nostra prozia deceduta nel 2015 senza eredi legittimari ci ha nominati in un testamento pubblico eredi di due terreni . Nel frattempo dopo la redazione del testamento una delle mie sorelle(eravamo in tre) è deceduta nel 2001 lasciando un figlio( il marito era già deceduto).Quello che vorrei sapere è se a mio nipote spetterebbe la parte dei suddetti terreni che spettava alla madre deceduta e nel caso gli spettasse qualcosa in quale percentuale. Grazie se vorrà rispondermi

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    1. A Tuo nipote spetta la quota di eredità che sarebbe spettata alla madre deceduta.-

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  34. Mi trovo in una situazione delicata alla morte di mio padre mia mamma ha fatto la successione e ha per lei 50 e il restante 50 la diviso in 4 parti dei figli ora io avendo debiti ho paura che mi venga presa la mia parte da ffinanziaria vorrei sapere come rinunciare con atto di donazione ho altre soluzioni per non creare problemi a famiglia e non causarmi altre spese Grazie

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    1. Ciao Loretta!
      Impugnazione della rinuncia:
      La rinuncia all’eredità può essere impugnata sia da parte dei creditori (art. 524 cod. civ.), sia da parte dello stesso soggetto che ha rinunciato (art. 526 cod. civ.).
      Nel primo caso, i creditori del soggetto che ha rinunciato possono farsi autorizzare dal Tribunale ad accettare l’eredità in nome e luogo del loro debitore, per poter soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti. Questo diritto dei creditori si prescrive in cinque anni, decorrenti dalla data della dichiarazione di rinuncia.-

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  35. Buonasera avvocato, vorrei rinunciare all'eredità di mio padre morto circa 1 mese fa, siamo in 4 fratelli, non siamo in possesso dei beni ma io ho due figli uno maggiorenne ed uno minorenne, come posso fare per rinunciare senza che eventuali gravami economici ricadano su mio figlio minore? inoltre nel caso in cui intervenisse il tribunale a tutela dell'eredità per mio figlio, questo prenderà atto di tutta l'eredità e ne curerà gli interessi o solo per la parte spettante a mio figlio?

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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    2. Avvocato la ringrazio per la Sua disponibilità e competenza, di conseguenza è sufficiente che io e mia moglie ci presentiamo per dichiarare la rinuncia anche del nostro figlio minore o deve intervenire il tribunale a tutela del minore?
      grazie nuovamente

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    3. SI!
      E' sufficiente che che Tu e Tua moglie dichiariate la rinuncia all'eredità anche per vostro figlio minorenne.-

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  36. Buonasera,
    mio nonno è venuto a mancare senza lasciare testamento. L'unico erede è mio padre che ha rinunciato all'eredità presso il tribunale. Mio nonno lascia immobili e buoni fruttiferi postali. Con quella rinuncia, mio padre ha rinunciato anche ai buoni fruttiferi? perché dalle poste continuano a dirmi che sono titoli di stato che non rientrano in quella rinuncia. Allora a questo punto dico, io sono l'unica erede a quanto pare degli immobili. Per i buoni mio padre dovrebbe fare una rinuncia a parte? Data la situazione. visto che anche con un atto pubblico di rinuncia le poste rifiutano di accettare me come erede in successione, potrebbe mio padre cambiare quei buoni fruttiferi?? La ringrazio anticipatamente

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    1. Purtroppo SI!
      Con la rinuncia all'eredità Tuo padre ha rinunciato anche ai buoni fruttiferi, e quindi le poste devono comunicare al tribunale la sua rinuncia, e che pertanto i buoni postali sono eventualmente a disposizione dei creditori di tuo nonno.-

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    2. La ringrazio, mio nonno non aveva debiti. Mio padre ha semplicemente rinunciato all'eredità perché è malato ed essendo figlio unico ed io figlia unica abbiamo deciso di procedere in questo modo. Grazie ancora

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    3. In questo caso più che di una rinuncia all'eredità si tratta di una donazione, quindi tuo padre può tranquillamente incassare i buoni fruttiferi.-

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  37. Buongiorno, morte del padre e della madre avevano sei figli, uno degli eredi ( 6 fratelli) è morto sposato senza figli e la moglie si è risposata, come si divide il patrimonio? Tutto è accaduto nell'aprile del 2010 nell'eventualità la vedova può fare qualcosa per avere quanto le spetta visto che non è stata mai fatta rinuncia di eredità? La ringrazio di cuore anticipatamente per la sua gentilezza

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    1. Purtroppo se uno dei sei figli eredi è morto e non aveva figli, la sua quota di eredità va divisa tra i cinque fratelli in vita, in quanto alla moglie del figlio deceduto per legge non spetta nulla.-

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  38. Salve, dopo anni abbiamo scoperto che nostro padre ha "donato" con scrittura notarile a suo fratello un terreno che poi le figlie hanno rivenduto. Abbiamo un qualche diritto di rivalsa nei loro confronti?

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    1. Se vostro padre è ancora in vita non potete fare nulla perché in vita può disporre liberamente dei suoi beni, se invece è deceduto, una rivalsa nei confronti delle vostre cugine è possibile solo se non è stata rispettata la vostra quota di legittima.-

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  39. buonasera volevo un'informazione: alla morte di mio padre come da testamento la casa di famiglia è andata a me come proprietario e mia sorella usufruttuaria,adesso vorrei venderla posso farlo visto che lei non vuole ???? come posso muovermi??
    grazie saluti

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    1. Il primo diritto che compete all’usufruttuario è sicuramente quello di conseguire il possesso della cosa, acquisendo una relazione immediata con la cosa stessa per servirsene, amministrarla e farne propri i frutti, senza che sia necessaria la collaborazione del nudo proprietario o di altri soggetti (tipico carattere dell’immediatezza, che accomuna tutti i diritti reali di godimento). All’usufruttuario spettano, inoltre, tutti i frutti, tanto naturali quanto civili, che la res produrrà fino all’estinzione dell’usufrutto.
      Tra le facoltà concesse all’usufruttuario, peraltro, meritano di essere menzionate quella di locare il bene, di concedere ipoteca sull'usufrutto (mentre non può costituire servitù a carico del fondo). L'usufruttuario può anche cedere il proprio diritto per un tempo determinato o perfino sine die (sempre fermo restando il limite della vita dell’originario usufruttuario, essendo vietata la disposizione dell’usufrutto “mortis causa”).

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  40. stò scrivendo il mio testamento e vorrei sapere posso lasciare un casetta di campagna a mio nipote (ho 2 figli e sono senza moglie) inoltre sono intenzionato a lasciare la mia casa al figlio,potrei mettere un'appunto(che la figlia può entrare in casa con la famiglia quando vuole ???)
    grazie

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    1. La normativa prevede con testamento:
      Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile.-
      Questo significa nel tuo caso che per legge devi lasciare ai tuoi figli almeno il 33,3% ciascuno del totale dei tuoi beni, e solo il 33,3% puoi destinarlo direttamente a Tuo nipote.-

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    2. ma se nel testamento lascio i beni in modo diverso,il testamento non viene accettato?????

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    3. Se nel testamento lasci i beni in modo diverso e ai tuoi figli starà bene non ci saranno problemi; viceversa se non fossero d'accordo potrebbero impugnare il testamento per ottenere la quota di legittima che spetterebbe loro per legge.-

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  41. Buongiorno, sono coniugata in separazione dei beni possiedo un box al 50% con mio marito e ho due appartamenti, uno al 100% e l'altro al 25%, che rispettivamente sono stati acquistati ed ereditati prima del matrimonio. Ho due figli gemelli (26 anni) di primo letto che mio marito ha cresciuto fin dalla tenera età di due anni. Mio marito ha un fratello con due figli e il padre ancora in vita. La domande sono le seguenti:
    1) se dovessi mancare prima io, chi e in che percentuale eredita? E se poi mancasse mio marito a chi spetta l'eredità avuta da me e i suoi beni?
    2) se dovesse mancare prima mio marito chi e in che percentuale eredita?
    Siccome mio marito vorrebbe lasciare tutto ai miei figli come possiamo tutelarci per evitare che altri parenti si inseriscano nelle eredità?

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    1. Senza testamento:
      Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
      Con testamento:
      Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile.-
      Questo ovviamente vale per entrambi!

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    2. Anonimo ha detto...

      Ci deve essere stato un misunderstanding, ma mio marito non ha figli biologici, e ai miei gemelli (avendoli cresciuti lui) vorrebbe lasciare tutti i suoi beni (avendo lui un padre e un fratello con due figli) vorrei sapere come si può fare per evitare che i suoi parenti rientrino nell'asse ereditario se mai ne dovessero far parte! Grazie mille

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    3. Tuo marito con testamento:
      Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile.-

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  42. Salve,
    la mia mamma è morta l'8 luglio scorso.
    Mamma aveva redatto un testamento olografo chiamando a successione me e mio nipote ( figlio di mia sorella prematuramente scomparsa) per quote rispettivamente di 2/3 e di 1/3 .
    Mia madre era titolare di un conto corrente presso un istituto di credito e per sua volontà ( per altro espressa anche nel testamento) abbiamo chiesto di potervi addebitare le spese funebri essendo un debito ereditario.
    La banca ci sta ponendo innumerevoli problemi in tal senso.
    Chiederei se la prassi di addebitare le spese funebri sul conto del defunto sia stabilita da norme di legge e se la banca che di fatto ci sta creando tante difficoltà stia operando nel modo corretto.
    Grazie

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    1. Purtroppo la normativa non prevede che si possa attingere a un conto di una persona defunta prima che sia concluda la procedura di successione, quindi dovete anticipare di tasca vostra le spese funebri per recuperarle successivamente a successione conclusa.-

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  43. buon giorno la mia domanda è questa,mio padre è deceduto e la seconda sua moglie gia in precedenza si era fatta da prima al momento del matrimonio intestare la meta dei soldi in suo favore e da dopo diciamo un cinque anni nprima che mio padre morisse tutto il restante patrimonio.in questi casi io ora come figlio ho diritto a qualche cosa oppure no?

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  44. chi mi risponde???nessuno sa darmi consigli???

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    1. Se, all’apertura della successione, gli eredi legittimari vengono a conoscenza del fatto che il testatore ha preso delle decisioni relative a quella parte di eredità su cui per legge non aveva alcun diritto, si verifica una lesione della quota di legittima. I legittimari possono quindi intervenire con quella che è definita l’azione di riduzione: l’obiettivo è la reintegrazione della quota di legittima riducendo dapprima quanto disposto dal testamento e, se questo non risultasse sufficiente, le donazioni fatte in vita. Le disposizioni lesive dei diritti dei legittimari avranno piena efficacia fino al momento in cui il legittimario leso non ne dia dimostrazione, quantificando la lesione della propria quota di legittima.-

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  45. Buongiorno,a breve mio padre mi donerà una somma sulla vendita della casa di sua proprietà versando tale importo su conto cointestato.Tengo a precisare che ho due fratelli e mio padre è divorziato.Attualmente a seguito delle sue diverse patologie invalidanti sono a sua totale disposizione nelle cure e nei vari servizi alla sua persona.Desidero un suo consiglio inerente per volontà di mio padre a non beneficiare uno dei mie fratelli in un futuro lascito di eredità e in quale maniera tutelare la somma a me donata per ovvi motivi.La ringrazio per la futura risposta

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    1. La normativa prevede quanto segue:
      Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile.-
      Questo significa che tuo padre deve garantire il 22,2% di tutto il suo patrimonio, comprese le donazioni effettuate in vita, a tutti e 3 i figli, e quindi solo per il 33,3% può disporne liberamente, pertanto se ai tuoi fratelli verrà lesa la loro quota di legittima potranno pretendere da te la loro quota di proprietà spettante per legge.-

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  46. Buonasera,mio padre è deceduto circa due mesi fa lasciando moglie e tre figli. Mio padre era comproprietario con mia madre di n.3 appartamenti e cointestatario con lei di un c/ c. Alla sua morte abbiamo scoperto che ha diverse pendenze con equitalia il cui importo, pur non superando il valore dei beni è comunque elevato. Avevo pensato all'accettazione con beneficio di inventario per tutelare almeno le quote di proprietà di mamma. È nostra intenzione pagare le pendenze che risulteranno effettivamente dovute (pur sapendo bene che non potrei provvedere con denaro personale)ma vorrei tutelarmi per l'eventualità in cui un domani non riuscissi più a pagare. È una procedura molto vincolante?ci sono altri rimedi?

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    1. Accettazione con beneficio d’inventario:
      In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-
      In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-
      Nel Vostro caso mi sembra la soluzione migliore.-

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  47. Grazie per la risposta. Mi chiedevo, in caso di accettazione beneficiata, pur rispondendo gli eredi solo con i beni ereditari possiamo pagare con denaro nostro per non intaccare non solo la quota del 50% di mia madre ma anche la quota di mio padre sui detti beni, considerato che l'asse ereditario è costituito solo da quote di immobili? Può un creditore opporsi?La scelta del beneficio di inventario, ripeto, resta solo una preventiva valutazione della possibilità che in futuro noi eredi non riuscissimo più a pagare le pendenze e subissimo l'aggressione dell'unico creditore Equitalia.In ogni caso sono obbligata all'accettazione nei tre mesi in considerazione del fatto che mia madre è nel possesso dei beni ereditaria quale comproprietaria. Grazie.

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    1. Accettazione con beneficio d'inventario significa che se la Tua quota di eredità vale per esempio 100.000 euro, Tu o cedi la tua quota o metti a disposizione dei creditori l'importo suddetto e sarà il tribunale a decidere a chi andrà, e a quel punto il discorso con i creditori è chiuso.-

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  48. Avvocato, mio padre è deceduto e ho rinunciato all'eredità, ci sono i miei figli maggiorenni che potrebbero decidere di accettare, uno lavora e l'altra studia. Quest'ultima vorrebbe accettare ,ma alla fine è come se avessi accettato io perchè economicamente dipende da me? Cosa devo fare se non sono d'accordo?
    Chi paga le eventuali spese di tutto? grazie

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    1. Una figlia maggiorenne per legge può decidere liberamente a prescindere quindi dalla volontà dei genitori ed assumersi pertanto la responsabilità delle sue scelte.-
      Ovviamente se la figlia decide di accollarsi delle spese non può certo obbligare i genitori a pagare per suo conto.-

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  49. Gentile avvocato, siamo tre figli eredi e non ancora siamo andati dal notaio per la successione. Mia madre ha lasciato una casa molto grande e nel testamento ha lasciato agli altri due fratelli non solo la disponibile, ma anche parte della mia legittima. Ora si sono resi necessari dei lavori urgenti nella casa, che dobbiamo eseguire subito e la mia domanda è questa: la spesa di tali lavori va divisa in tre parti uguali oppure io devo pagare in base ai millesimi ricevuti?
    La stessa domanda vale per le spese della successione e del notaio: si dividono in parti uguali o secondo quanto ho ricevuto? E chi fa questo calcolo, il notaio? O chi?
    Ringrazio e saluto.
    Anna

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    1. Ciao Anna!
      - Se Tu non intendi impugnare il testamento la spesa dei lavori di ristrutturazione va divisa in base ai millesimi ricevuti.-
      - Per la divisione delle spese di successione provvede direttamente il notaio perché una parte, cioè la parcella notarile, va divisa in parti uguali, mentre un'altra che riguarda la spese di successione verrà divisa in base ai millesimi ricevuti.-

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  50. buona sera io e i miei fratelli(siamo in 3) abbiamo litigato,mia madre(era vedova) nel testamento ha lasciato la casa di proprietà a me e ai miei fratelli una casetta in campagna ,è legale??? se i miei fratelli impugnano il testamento cosa succede????

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    1. Eredità con testamento:
      Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile.-
      Questo significa che se ai tuoi fratelli non è stata garantita la quota di legittima pari al 22,2% dell'intera eredità ciascuno, possono impugnare il testamento e pretendere la loro quota spettante per legge.-
      In tal caso o tu paghi l'eventuale differenza ai tuoi fratelli o la casa va all'asta e vi dividerete il ricavato a norma di legge.-

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  51. Gent. Avvocato,
    volevo essere certo del fatto che, volendo io rinunciare all'eredità, le mie 2 figlie maggiorenni, qualora volessero, devono necessariamente fare altre 2 personali rinunce all'eredità (e quindi 3 versamenti, 3 marche da bollo....) o si può "fare" un'unica rinuncia e quindi 1 versamento e 1 marca da bollo...

    Ringraziando in anticipo per il Suo tempo, cordiali saluti.

    Enzo.

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    Risposte
    1. Ciao Enzo!
      Purtroppo l'accettazione o la rinuncia all'eredità è una scelta personale, che ognuno deve fare per conto proprio, quindi nel tuo caso sono necessari 3 versamenti e 3 marche da bollo.-

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    2. Come temevo...

      Grazie per la disponibilità.

      Enzo.

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    3. Ciao Enzo!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  52. Gent. Avvocato,
    Le pongo una questione complessa. Si tratta di una successione testamentaria tra due fratelli. Nell'ottobre 2012 muore il padre proprietario di un'azienda commerciale con beni immobili (un magazzino con annessa abitazione) e tre terreni. I conti bancari sono utilizzati per l'attività di commercio e quindi con scarsa liquidità. Su questi conti però ci sono collegati alcuni fidi e piccoli rimasugli di mutui. Il padre muore come proprietario di tutto e lasciando quindi l'attività ancora funzionante. Di tutto si è sempre occupato il figlio minore che ha praticamente proseguito l'attività commerciale del padre. Il testamento olografo dice che il de cuius lascia l'intero patrimonio al figlio minore, l'usufrutto (parte del magazzino è affittato) dell'intero immobile alla vedova e un legato al primo figlio. Quest'ultimo non accetta e tramite avvocato richiede cifre enormi al fratello minore non sborsando nulla per ora nel saldare i debiti. Il fratello minore salda a proprie spese tutto e prosegue l'attività cercando un accordo proponendo la legittima (25%) al fratello maggiore in termini di parti di magazzino e terra richiedendo anche però saldo del 25% della situazione debitoria.L'azienda del fratello minore versa ora però in situazione debitoria, serve un mutuo per sanare. La banca richiede l'avvenuta successione e l'accettazione anche dell'altro fratello del legato o della legittima, ma quest'ultimo non intende accettare beni, vuole denaro che è impossibile erogare. Il fratello minore attualmente si vede costretto a chiudere in situazione fallimentare. Esiste la possibilità di chiedere una veloce accettazione del legato o della legittima senza attendere i 10 anni previsti? Conviene fare la successione al fratello minore con la spada di Damocle che l'altro fratello la impugni? La legittima può essere liquidata con parti di beni o necessariamente con liquidità? Si ravvisano possibilità di richiesta danni per eventuale chiusura fallimentare dell' attività del fratello minore?.
    Questa situazione sta creando molte problematiche e ogni tentativo di trovare accordo non ha trovato soluzioni. Scusi per le tante domande. Grazie per la sua sempre puntuale e preziosa consulenza anche in periodo vacanziero.
    Cordiali Saluti.
    Federico

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    Risposte
    1. Ciao Federico!
      - NO! Non è possibile richiedere al fratello l'accettazione del legato o della legittima prima che siano trascorsi i 10 anni previsti dalla legge.-
      - NO! Al fratello minore non conviene fare la successione se non viene rispettata la legittima per il fratello maggiore, in pratica senza il suo consenso.-
      Purtroppo in questi casi o i due fratelli si mettono d'accordo tra di loro o ricorrono alle vie legali e sarà quindi il giudice a stabilire se l'attività può proseguire e l'eventuale divisione del patrimonio anche in base alle disposizioni testamentarie del padre defunto.-

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  53. Gentile avvocato vorrei un informazione. Il fratello di mia madre è morto senza lasciare testamento era sposato senza figli. Mia mamma unica sorella ha diritto ad una quota dell'appartamento di cui era proprietario al 50% con la moglie? Nessuno ci ha avvisato, dobbiamo pagare anche noi la successione o delle tasse? La moglie abita nel suddetto appartamento. Grazie cordialmente barbara

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    Risposte
    1. Ciao Barbara!
      Senza testamento:
      La legge prevede quanto segue:
      Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
      Questo significa che se il fratello di tua madre era proprietario al 50%, a tua madre spetta la metà del 33,3% e cioè il 16,65% del valore dell'appartamento.-

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  54. Grazie per la sua risposta! Secondo lei dobbiamo pagare delle imposte sull'immobile...in tanti anni (13) la vedova di mio zio non si è mai fatta sentire,visti anche i non buoni rapporti con quest'ultima ..grazie ancora per il suo aiuto,barbara

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    Risposte
    1. Ciao Barbara!
      Tua madre aveva 10 anni di tempo per accettare l'eredità e fare la successione, quindi se ne sono trascorsi 13 è un po tardi per porsi il problema.-

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  55. Buona sera Avv.Censori ,su sua risposta ho provveduto tramite il mio legale di provvedere alla nomina di un giudice tutelare e di un amministratore di sostegno visto che mia sorella ha venduto due appartamenti ereditati al 100% dall'altra mia sorella affetta da sindrome down. Anche per questo ho completato con una denunzia presso la procura della Repubblica. Un anno è trascorso e mi lamento che l'amministratore non ha provveduto ad informarmi del suo operato. Inoltre l'abitazione dove risiedo la mia quota di appartenenza è 22% quale deve essere il mio comportamento in caso di spese straordinarie urgenti ,visto che la settimana scorsa si è rotta la saracinesca del box con quota di appartenenza 11%.Il mio legale ha cercato di mettersi in contatto con l'amministratore assente -il suo sostituto assente .Io essendo invalido al 71% per cardiopatia ischemica mi sono ritrovato la macchina dentro il box.Ho rimediato facendo intervenire una ditta ,ho pagato con bonifico bancario ed ho fatto tante foto anche durante la riparazione.Da precisare che sia le mie sorelle e l'amministratore sono di una altra città. Dentro il box da anni ci sono due auto una intestata a mia madre -l'altra intestata al 2 marito .Mi chiedo con quale diritto vengono utilizzate da mio nipote che abita nella stessa mia città.Non sarebbe opportuno che l'amministratore provveda a vendere una range rover che si trova a disposizione delle mie sorelle realizzando e portandosi a disposizione una delle due auto che vengano utilizzate in modo improprio vendendo anche l'altra. Gentilissimo Avvocato può darmi chiarimenti sia per quanto riguarda il comportamento dell'amministratore -come mi debbo comportare sia per la mia abitazione e del box -di provvedere alla vendita di 2 auto

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    1. L'amministratore di sostegno è tenuto ad informarti del suo operato, ed è con lui che va chiarita sia la questione della tua abitazione che delle due auto, quindi il Tuo legale deve provare ancora a contattarlo, e se non si rende disponibile, dovrà informare il giudice tutelare del suo comportamento.-

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  56. Salve,se potrebbe rispondere alla mia domanda,ho una madre anziana che vuole di sua spontanea volonta' abitare da sola,ed un fratello interessato solamente alla sua avidita' e denaro,e' riuscito a farsi fare delega di tutta la pensione.Il problema che mia madre ha avuto da sempre un debole x lui,e fa cio' che sempre le dice,che per lei e' un ordine fare,anche contro la mia volonta'.ultimamente sta cercando di metterla contro di me,in modo che lui non viene ostacolato da nessuno,x tutte le marachelle che sta combinando con i suoi soldi.Mia madre a anche una casa di sua propria' e mio fratello sta facendo del tutto x farla vendere,in modo che i soldi andranno depositati in posta,ed avendo delega a riscuotere,trovera' pane x i suoi denti.Si potrebbe fare qualcosa,x togliergli la delega,o almeno se per legge mi potrei tutelare un pochino,non per i soldi,ma solo x cercare di fargliele vincere tutte,avendo mia madre che quello che dice lui"x i suoi scopi" e' legge.Ringrazio

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    1. Purtroppo se Tua madre è in grado di intendere e di volere, cioè se non è possibile farla interdire, in vita può disporre liberamente dei suoi beni, quindi Tu non puoi farci nulla.-
      Invece alla sua morte, se Tua madre non avrà rispettato i criteri di legge, cioè se non ti avrà lasciato almeno la Tua quota di legittima, potrai intentare una causa a Tuo fratello per ottenere quello che ti spetta, considerando anche le eventuali donazioni effettuate in vita.-

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  57. Buongiorno, mia madre vorrebbe rinunciare all'eredità di suo padre appena defunto e ha letto che bisogna effettuare un versamento di 200 euro + 16 di marca da bollo ed altri 11 euro. Anche io e mio fratello vorremmo rinunciare.... occorrono tre versamenti distinti oppure basta uno solo?Tre versamenti sarebbe davvero un furto. Come si può procedere?può aiutarmi?grazie

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    1. Inoltre ci hanno richiesto un aurocertificazione di rinuncia e copia del codice fiscale del defunto, io però come faccio a procurarmi quest'ultimo se siamo 30 anni che non ci trattiamo?Grazie per l'attenzione.

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    2. Specifico che sia io che mio fratello viviamo con i nostri genitori e siamo disoccupati. Spero che sia possibile effettuare un unico versamento per noi tre, anche perchè sennò per noi sarebbe una spesa impossibile. Grazie ancora e scusi per i tanti commenti

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    3. Purtroppo occorrono tre versamenti distinti di rinuncia all'eredità, perché per legge ognuno può rinunciare solo per se stesso e non per altri familiari.-
      Per quanto riguarda il codice fiscale del defunto potete eventualmente richiederlo direttamente all'Agenzia delle Entrate .-

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    4. Grazie della risposta, gentilissimo

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    5. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  58. Vorrei un informazione...x puro caso facendo dei documenti x l'acquisto di un immobile mio padre è venuto a conoscenza di possedere un sesto di un immobile ereditato dal fratello,il quale è morto lasciando una moglie e appunto mio padre...cosa dobbiamo fare non avendo nessun rapporto con la vedova,la quale non ci ha informato di nulla...il decesso risale al 2002...ci ha sempre fatto credere di essere in affitto...grazie marisa

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    1. Ciao Marisa!
      Il discorso di tuo padre non mi quadra!
      Infatti la normativa prevede che in generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-
      A questo punto quindi Tuo padre o fa mente locale e cerca di ricordarsi quello che a suo tempo ha sottoscritto o deve indagare per capire cos'è effettivamente successo alla morte del fratello.-

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  59. Gentile Dottore.
    I miei genitori hanno nel tempo costruito una casa che risiede in un lotto di terra.
    Qualora venissero a mancare mia moglie potra effettuare qualche tipo di rivalsa e pretendere qualcosa?
    Siamo 2 fratelli.
    Siamo in regime di separazione di beni fatta successivamente al matrimonio.

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    1. NO!
      Alla morte dei tuoi genitori l'intera eredità passerà a voi due figli, al 50% ciascuno, quindi le nuore non avranno alcun diritto.-

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  60. Egregio dott. Censori, in gennaio è deceduto mio fratello celibe. Oltre alla sottoscritta, ci sono altri tre fratelli di cui uno ha l'amministratore di sostegno che sono io (sorella). Ho fatto l'accettazione dell'eredità, l'inventario dei beni. Orbene per fare il passaggio dell'autovettura alla sottoscritta sorella l'Aci mi dice che devo cointestarla con il fratello amministrato in quanto non posso firmare/accettare anche per lui. Salvo che non sia autorizzata dal Tribunale. Faccio presente che ho la nomina, e ripeto l'autorizzazione ad accettare l'eredità con il beneficio dell'inventario che abbiamo fatto con il notaio.
    E' possibile che l'auto la intesti solo a me ? Chiaramente con le firme di accettazione degli altri due fratelli.
    Grazie

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    1. Purtroppo NO!
      Tu hai ottenuto l'autorizzazione ad accettare l'eredità per conto di Tuo fratello amministrato, ma non ad "appropriarti" dei suoi beni, quindi per poter intestare l'autovettura solo a te hai bisogno di un'autorizzazione del Tribunale.-

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  61. Buonasera avvocato,
    Dopo circa vent'anni dalla morte di mio nonno è spuntato un buono postale da poter ritirare. Mio zio pretende tutta la somma giustificando il gesto dicendo che si è occupato del funerale. Preciso che è stata una sua iniziativa e comunque adesso pretende parte della somma spesa oltre gli interessi. Dobbiamo io e i miei fratelli lasciargli tutta la somma come chiede...dopo così tanto tempo????

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  62. Grazie in anticipo....

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  63. Scusi avvocato, volevo precisare che hai tempi non ha chiesto nulla alla mia famiglia procedendo come ha voluto. Inoltre è giusto che pretenda addirittura gli interessi? Mi sembra assurdo....grazie ancora

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  64. Scusi avvocato, preciso che ai tempi mio zio ha proceduto al funerale senza interpellarci e fin'ora non ci sono stati contatti. Ora con la divisione dell'assegno vuole la nostra parte delle spese più gli interessi di vent'anni...ma è possibile ???? Grazie ancora...mi sembra un'assurdità....

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    1. Tuo zio può richiedere la vostra parte delle spese sostenute per il funerale di Tuo nonno, ovviamente presentando la relativa documentazione, ma non degli interessi se non vi è stata fatta alcuna richiesta al momento del decesso.-

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    2. Buonasera avv. Censori,

      avrei un quesito da sottoporle che un pò esula dagli argomenti finora trattati ma cui lei forse potrà dare risposta.
      Mio marito, da circa tre mesi in coma (a detta dei medici) irreversibile in seguito ad un ictus, è unico proprietario di un alloggio da poco sfitto.
      Trattandosi di amministrazione ordinaria posso io affittare l'immobile ad un nuovo inquilino o devo chiedere l'interdizione di mio marito con la lunga trafila burocratica che ne consegue?

      Grazie.

      Lina.

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    3. Ciao Lina!
      Purtroppo NO!
      Se Tuo marito è l'unico proprietario dell'alloggio Tu non hai titolo per poter stipulare un contratto di affitto ne a suo nome ne a tuo nome.-
      INTERDIZIONE (nomina Tutore):
      Istituto attraverso il quale si dichiara l’assoluta incapacità di una persona a comprendere il significato e il valore delle scelte personali (per es. quelle terapeutiche) e degli atti giuridici (per es. comprare un immobile) da porre in essere.-
      Alla dichiarazione di interdizione segue la nomina di un tutore, persona che compie tutte le scelte e gli atti giuridici in nome per conto della persona dichiarata interdetta, sostituendosi completamente alla stessa. Solo per alcuni atti il tutore ha necessità di un’ulteriore specifica autorizzazione da parte del Tribunale , previo parere del Giudice Tutelare, o solo del Giudice Tutelare:
      Atti da autorizzare da parte del Tribunale:
      La vendita di beni, eccetto i frutti ed i beni mobili soggetti a facile deterioramento.-
      La costituzione di pegni e ipoteche.-
      Le procedure di divisione o di promozione dei relativi giudizi
      La stipula di compromessi e transazione o l’accettazione di concordati.-
      Atti da autorizzare da parte del solo Giudice Tutelare:
      L’acquisto di beni, ad eccezione dei beni mobili necessari per l’uso della persona interdetta, per l’economia domestica e per l’amministrazione del patrimonio.-
      La riscossione di capitali, il consenso alla cancellazione di ipoteche o allo svincolo di pegni, l’assunzione di obbligazioni, alvo che queste riguardino le spese necessarie per il mantenimento dell’interdetto o per l’ordinaria amministrazione del patrimonio
      L’accettazione o la rinuncia di eredità, l’accettazione di donazioni o legati soggetti a pesi o a condizioni.-
      I contratti di locazione di immobili oltre i nove anni.-
      L'instaurazione di procedimenti giudiziali, salvo che si tratti delle azioni di denuncia di nuova opera o di danno temuto, delle azioni possessorie o di sfratto e di quelle utili a riscuotere i frutti (per es. canoni di locazione) o per ottenere provvedimenti conservativi.-
      Può essere interdetta una persona di maggiore età che si trova in abituale infermità di mente, tale da renderlo assolutamente incapace di provvedere ai propri interessi. Può essere interdetto anche il minore anticipato, ossia il minore ultrasedicenne che, avendo contratto matrimonio, non sia più soggetto alla potestà genitoriale.-
      L’istanza per richiedere l’interdizione può essere presentata dallo stesso interdicendo, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado, dal curatore (se già inabilitato), dal pubblico ministero. Se l’interdicendo si trova sotto la responsabilità genitoriale o ha per curatore uno dei genitori, l’interdizione non può essere promossa anche su istanza del genitore o del pubblico ministero.-
      L’istanza si presenta con ricorso, sottoscritto da un avvocato e depositato presso la cancelleria del Tribunale nel cui circondario la persona da interdire ha la residenza o il domicilio.-
      Nel ricorso devono essere esposti i fatti sui quali la domanda è fondata e devono essere contenuti il nome, il cognome e la residenza del coniuge, dei parenti entro il quarto grado, degli affini entro il secondo grado e, se vi sono, del tutore o curatore della persona da interdire.-
      Una volta depositato il ricorso, il Presidente del Tribunale, con decreto apposto in calce allo stesso, fissa l’udienza in cui sentire il ricorrente, la persona da interdire le persone, tra quelle indicate nel ricorso, le cui informazioni possono considerarsi utili.-
      Il tribunale si pronuncia con sentenza di rigetto o accoglimento del ricorso. Contro tale sentenza è ammessa, da parte delle persone che hanno potuto attivare un procedimento, oltre che del neo nominato tutore/curatore, l’impugnazione innanzi alla Corte d’Appello entro 30 giorni dell’avvenuta notifica nei loro confronti.-

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