lunedì 28 aprile 2014

Eredità e Successioni

Senza Testamento

I familiari che ereditano per legge sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Fratelli (se mancano i figli)
  • Ascendenti (se mancano i figli)
  • Altri parenti entro il 6° grado (solo se unici eredi)
Nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.-

Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza fratelli e ascendenti) = intera eredità
Coniuge + figlio unico = 50% per ciascuno
Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno
Coniuge + tre o più di tre figli = 33,3% per il coniuge + 66,6% in parti uguali per i figli
Coniuge + ascendenti = 66,6% coniuge + 33,3% ascendenti
Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli
Figlio (senza coniuge) = intera eredità
Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti (senza coniuge, senza figli e senza fratelli) = intera eredità
Fratelli (senza coniuge, senza figli, e senza ascendenti) = intera eredità in parti uguali
Ascendenti + fratelli (senza coniuge e senza figli) = 50% ascendenti + 50% fratelli
Altri parenti oltreil 6° grado (se unici eredi) = intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo.-


Con Testamento

La quota di legittima rappresenta la parte dell’eredità che deve andare comunque ai parenti indicati, anche contro la volontà del de cuius. Nell’ordinamento successorio italiano è infatti vietato “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi, vedi sotto).

La quota disponibile è, invece, la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque, ivi compresi chiaramente anche agli eredi già beneficiari della quota di legittima (legittimari). In questa circostanza, la quota disponibile va ad accrescere la quota legittima.

I familiari che ereditano per testamento sono:
  • Coniuge
  • Figli
  • Ascendenti (se mancano i figli)
In questo tipo di successione, a differenza della prima (ex legge), i fratelli del de cuius non rientrano tra gli aventi diritto.

Anche nella successione con testamento vale la regola che, nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimari, succedono i parenti più prossimi di grado, nel rispetto della quota originariamente spettante all’erede.


Eredi:

Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile

Imposta di Successione:

Le aliquote dell'imposta di successione sono le seguenti:
4% se i  beneficiari sono il coniuge e parenti in linea retta, sul valore netto che supera, per ciascun beneficiario 1 milione di euro.-
6% per i beni devoluti a fratelli e sorelle, sul valore che eccede, per ciascun beneficiario, la franchigia di 100 mila euro.-
6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta, nonchè gli affini in linea collaterale fino al terzo grado come, ad esempio, cugini di primo grado, suoceri, cognati, nipoti e zii.-
8% per tutti gli altri soggetti, tra cui rientrano i conviventi. I parenti in linea retta sono i genitori e i  figli naturali e adottati e i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta.-     
Se il beneficiario è un portatore di handicap, l'imposta si sulle successioni si applica solo sul valore della quota o del legato che supera 1 milione e mezzo di euro.-
Se per esempio Tizio muore lasciando ai due figli eredi un immobile del valore complessivo di 1 milione e mezzo di euro, nessuno pagherà l'imposta di successione, ma saranno dovute solo le imposte relative al trasferimento (imposta ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria. I figli dovranno presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla data del decesso del padre.-


Grado di parentela:
1° = genitore – figlio
2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
3° = zio – nipote (figlio di fratello)
4° = 1° cugino
5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
6° = figlio di 2° cugino


Il matrimonio: comunione e separazione dei beni

La legge n. 151 del 19 maggio 1975 stabilisce che quando una coppia si unisce in matrimonio si applichi automaticamente il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Al momento del matrimonio, sia che si tratti di rito civile che religioso, gli sposi possono derogare la norma scegliendo il regime patrimoniale della separazione dei beni. La scelta deve essere dichiarata, al termine della cerimonia, all’ufficiale di stato civile o al sacerdote, inoltre può essere comunicata anche al momento della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio.
La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni viene annotata a margine dell’atto di matrimonio.
Se gli sposi non dichiarano questa scelta, la legge considera automaticamente, come regime patrimoniale familiare, la comunione dei beni.
Qualsiasi variazione successiva deve avvenire davanti ad un notaio con atto pubblico.
Per coloro che hanno contratto matrimonio prima del 20.09.1975, si applica automaticamente, da tale data, il regime patrimoniale della comunione dei beni.

Comunione dei beni

Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
Fanno parte del patrimonio comune:
  • i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale
  • gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio
I coniugi in regime di comunione legale dei beni possono agire con poteri disgiunti per il compimento di atti di ordinaria amministrazione, per quelli di straordinaria amministrazione devono, invece, agire congiuntamente. In caso di disaccordo si ricorrere alla decisione di un giudice.
Sono esclusi dal patrimonio comune (art. 177 - 178 e 179 del Codice Civile):
  • i beni personali di ciascun coniuge
  • i beni di ciascuno esistenti prima del matrimonio
  • i beni che ciascuno ha ricevuto dopo il matrimonio, per donazione o successione
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento danni o di pensione di invalidità al lavoro

Separazione dei beni

Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.


Accettazione dell’eredità:

La legge prevede diversi modi per accettare l’eredità:
  • Accettazione espressa
  • Accettazione tacita
  • Accettazione con beneficio d’inventario

Accettazione espressa: L’accettazione espressa consiste in una dichiarazione scritta dalla quale risulti l’intenzione di accettare l’eredità . L’accettazione può essere fatta o alla presenza di un notaio o anche con una semplice scrittura privata firmata e datata dall’accettante.-

Accettazione tacita: Si dice accettazione tacita quando l’erede a seguito di un suo comportamento chiaro ed inequivocabile, lascia intendere di avere accettato l’eredità, ad esempio appropriazione di beni ereditati, disposizione sugli stessi beni o promozione di un’azione spettante all’erede.-

Accettazione con beneficio d’inventario: In questo modo i debiti del de cuius vanno pagati ugualmente ma fino alla concorrenza del patrimonio del cuius. Quindi il patrimonio dell’erede non viene intaccato.-

In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-


Rinuncia di eredità:


La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.

La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.

I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.

La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti
.

.

171 commenti:

  1. Salve,
    mio marito è defunto lasciando me e due figlie minori. Mio marito non aveva beni immobili. Ma solamente alcuni conti in banca. In particolare in Italia 2 conti in banca cointestati con me con importi inferiori a 10mila euro e un paio di conti in Germania (nei quali anch'io dovrei essere cointestataria) dove aveva anche delle azioni con importi intorno ai 10mila euro. Mi potreste confermare che non è necessario effettuare la successione, data l'esigua entità degli importi? Qual è il limite massimo degli importi per non effettuare successione? Si cumulano gli importi dei conti italiani con quelli tedeschi? Per quanto riguarda la chiusura dei conti mi hanno chiesto l'autocertificazione degli eredi. Posso utilizzarla anche in Germania (naturalmente facendola tradurre ufficialmente)? In questa autocertificazione devo anche inserire le mie figlie come eredi? Dato che sono minorenni devo dichiararle come incapaci? Dato che esercito io la patria potestà è necessario incaricare un giudice tutelare? Non credo... Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. - Non devono presentare la dichiarazione di successione il coniuge e/o figli e/o genitori e/o altri parenti in linea retta se l’eredità ha valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari (come usufrutto, servitù, abitazione, superficie, ecc.).-
      - SI! Si cumulano gli importi dei conti italiani con quelli esteri.-
      - SI! Puoi utilizzare l'autocertificazione anche in Germania, inserendo le figlie anche se minorenni come madre, e quindi automaticamente tutrice delle stesse.-

      Elimina
  2. Gentile Avvocato ho un quesito da Porle e la ringrazio anticipatamente.
    Sono sposata in comunione dei beni con mio marito ho due figlie, mio marito è deceduto lasciando molti debiti con equitalia e finanziarie.
    Ho dei buoni postali cointestati a me e alle mie due figlie, può equitalia e le finanziarie attaccare i buoni postali e se si in che percentuale. Cosa devo fare per evitare che tutto cio;
    I buoni postali sono intestati solo a me e alle mie figlie, essi sono stati fatti quando mio marito era in vita.
    Grazie per la Sua disponibilità
    La ringrazio e aspetto i suoi consigli.
    Anna Russo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna!
      Con il regime patrimoniale in comunione dei beni, i beni acquistati dai coniugi insieme o individualmente nel corso del matrimonio, entrano automaticamente a far parte di un unico patrimonio comune a entrambi che ne sono proprietari al 50% indipendentemente dall'apporto reale di ognuno.
      Fanno parte del patrimonio comune:
      - i risparmi di ciascun coniuge accantonati durante la vita matrimoniale.-
      - Gli acquisti compiuti dai coniugi dopo il matrimonio.-
      I buoni postali cointestati tra te e le due figlie appartengono per legge un terzo ciascuna.-
      Questo significa che del terzo di tua appartenenza dei titoli, la metà "sarebbe" di tuo marito, quindi eventualmente "attaccabile" dai creditori.-

      Elimina
  3. Gentile Avvocato
    a seguito del decesso di mia madre debbo fare la successione.
    L'appartamento dove abitava aveva una ascensore installato privatamente a proprie spese con autorizzazione del condomino in quando la mamma era invalida.
    Debbo inserirlo nella successione ?
    Se sì dove va iscritto e quale valore debbo inscrivere?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Aurelio!
      NO!
      L'ascensore non va inserito nella successione!

      Elimina
    2. Grazie moltissime!!!!

      Elimina
  4. Salve due persone anziane possono vendere la nuda proprietà della loro abitazione con riserva di usufrutto fino alla loro morte anche se hanno degli eredi? Se lo fanno gli eredi possono rivalersi in qualche maniera? Esiste un modo per i genitori di eludere l'eredità ad un figlio? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sabrina!
      Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile.-
      Questo significa che voi due genitori potete disporre liberamente solo del 33,3% della casa, perché il 66,6% che è la parte di legittima, spetta comunque ai figli.-

      Elimina
  5. buona sera..sono PAOLO..............ho questo dilemma, una delle 2 sorelle di mio padre si è sposata ma non ha avuto figli, quindi alla sua morte la sua casa è andata in successione al marito, a mio padre e all'altra sorella, ora mio padre e l'altra zia sono deceduti anche loro, in tutto siamo rimasti 4 nipoti dello zio (affine)che non ha nessun altro parente di sangue che potra' presentarsi per un eventuale successione. insomma se nessunconsanguineo dello zio si presenta alla successione, le restanti quote di casa le ereditiamo noi nipoti, o no ? vanno allo stato ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Paolo!
      SI!
      Se Tuo zio non ha altri parenti di sangue, l'eredità andrà divisa tra voi nipoti, ovviamente se non disporrà diversamente con testamento.-

      Elimina
  6. Gentilissimo avvocato Gianfranco, vorrei un suo illustre parere. Sono separato dal 2013 e ho due figli che stanno con la madre. Mi sono sposato nella casa che i suoi genitori le hanno donato prima del matrimonio e dopo , durante il matrimonio le hanno dato la nuda proprietà e loro l'usufrutto. Naturalmente io sono stato escluso dalla donazione. La mia domanda è questa: quando l'immobile ci è stato dato era allo stato grezzo ed io , con i miei risparmi e facendo dei finanziamenti l'ho finita ed arredata. Quando ci siamo separati mi è stato detto che a me non aspettava nulla tantomeno le spese che ho sostenuto. È vero tutto ciò? Ho diritto in qualche modo al recupero delle spese da me fatte? In attesa di una vostra esaustiva risposta porgo distinti saluti, Fabio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Fabio!
      SI!
      E' vero!
      Le spese sostenute per la sistemazione della casa e per l'arredamento, sono state necessarie per l'utilizzo della casa stessa da parte di tutta la famiglia, quindi se con la separazione sei stato costretto ad andartene, la casa verrà comunque utilizzata dal resto della Tua famiglia, cioè dalla Tua ex moglie e dai tuoi figli, pertanto ogni richiesta di rimborso spese è ingiustificata.-

      Elimina
    2. Se dovessero goderne solo i miei figli la cosa non mi interesserebbe ma così non è perché ci vive anche il nuovo compagno!!! Ultima domanda avvocato, siccome la mia ex manifesta continuamente l'intenzione di andarsene da quella casa e trasferirsi all'estero, neanche in questo caso posso chiedere ai miei ex suoceri, i quali hanno l'usufrutto,il rimborso? Grazie

      Elimina
    3. I tuoi ex suoceri purtroppo non c'entrano comunque nel discorso!
      Se la tua ex moglie si trasferisce all'estero e conserva la nuda proprietà non puoi farci nulla; comunque in futuro la casa passerebbe ai tuoi figli, e resterebbe ovviamente escluso il nuovo compagno.-
      Il discorso sarebbe invece diverso nel caso che la tua ex moglie decidesse di mettere in vendita la casa magari d'accordo con i tuoi ex suoceri; in questo caso potresti far valere in sede giudiziaria i diritti tuoi e dei tuoi figli.-

      Elimina
  7. Salve Avvocato la ringrazio anticipatamente.
    Mio marito sposato in comunione dei beni è deceduto , abbiamo una figlia. Mio marito è proprietario con altri tre fratelli di una appartamento, , vorrei sapere ora appena faro la sua successione di morte che succederà, visto che mio marito non ha problemi ne con equitalia ne con banche, mentre i suoi tre fratelli hanno molti problemi sia con equitala sia con le banche. Può equitalia o le banche attaccare la quota di proprietà di mio marito appena faccio la successione e di conseguenza rivalersi su di noi.
    la ringrazio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. NO!
      Ne equitalia, ne le banche, possono attaccare la quota di proprietà di tuo marito, a meno che a suo tempo non abbia "garantito" per i suoi fratelli.-

      Elimina
  8. Egregio Avvocato.
    Le pongo un quesito che per me è un rompicapo e spero possa darmi chiarimenti:
    facendo una visura catastale, mi sono ritrovata compropietaria di un immobile assieme ai miei 4 fratelli, e a 2 nipoti!!
    Cioè è morta la zia ed i 5 diretti eredi (nipoti) ci siamo ritrovati con il 50% della proprietà in parti uguali mentre l'altro 50% diviso in due parti a due pronipoti (figlie di una delle eredi dirette) che hanno ereditato da testamento olografo.
    La successione è stata effettuata a nostra insaputa dalla mamma delle pronipoti, senza chiederci documenti, senza dirci che c'era un testamento; insomma per puro caso, facendo una visura catastale ho scoperto (insieme agli altri ignari fratelli, tranne ovviamente chi ha fatto la successione) che un anno fà questa sorella, diretta discendente ha effettuato la successione in queste modalità.
    Le chiedo: è legale tutto ciò?
    Non dovevamo essere avvisati dell'avvio della successione, casomai qualcuno avesse voluto rinunciare all'eredità?
    Non dovevano esserci richiesti i documenti personali (codice fiscale e documento di riconoscimento?)
    Non doveva essere reso noto il testamento alle pronipoti?
    Insomma mi dica lei, abbiamo da recriminare qualcosa? e cosa possiamo fare per tutelarci?
    Grazie anticipatamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Simeone!
      Se c'era un testamento il notaio avrebbe dovuto informarvi, quindi presumo che in mancanza del testamento uno degli eredi legittimi abbia provveduto per la successione per la sua parte di sua competenza, fornendo anche l'elenco degli altri coeredi.-
      Non mi pare che siano stati lesi i vostri diritti, quindi non capisco cosa volete recriminare, a parte il lamentarvi per il fatto di non essere stati interpellati, ma questo rientra nei rapporti personali tra parenti, e non ha alcuna valenza di carattere giuridico.-

      Elimina
  9. Buon pomeriggio egreggio avvocato,vorrei sapere se si puo fare ho no, ho quello che si potrebbe fare, di tutto ciò che le sto per chiedere. I miei nonni sono defunti, e come figli dei miei nonni sono rimasti mio padre e sua sorella mia zia, con altre nuore dei miei nonni, tutte le famiglie con figli, di cui abitano tutti all'estero, noi invece abitiamo sul posto. Mia zia vuole vendere la casa paterna, e mio padre no, si deve vendere ho non si puo vendere perchè mio padre dice no! Unaltra cosa, essendo io il primogenito e in piu porto il nome e il cogmome di mio nonno, io posso andare ad abitare nella casa dei miei nonni che è chiusa, e qualche parente per legge mi puo fare buttare fuori, ho nessuno puo fare niente. Carissimo Avvocato la ringrazzio anticipatamente, e spero di avere sue notizie al piu presto. MILLE GRAZZIE

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Angelo!
      - NO! Tua zia non può vendere la casa paterna senza il consenso degli altri coeredi, e al massimo potrebbe vendere la sua quota, ammesso che trovi degli acquirenti disposti a rilevarla.-
      - NO! Tu non puoi andare ad abitare nella casa senza il consenso degli eredi legittimi.-

      Elimina
    2. Inanzi tutto grazzie delle sue risposte. Le volevo chiedere, facendo corna, se venisse a mangare mio padre, prima di mia zia, vale lo stesso anche per noi nipoti, se uno di noi nipoti dice no, mia zia non puo vendere la casa! E vale anche se rimaniamo solo i nipoti! Unaltra cosa, quello che c'è all'interno della casa si puo toccare! La ringrazzio della sua buonda, e una buona serata. MILLE GRAZZIE

      Elimina
    3. Ciao Angelo!
      - SI! Vale comunque lo stesso discorso a prescindere da chi viene a mancare prima.-
      - SI! Vale lo stesso discorso anche per quello che c'è all'interno della casa.-

      Elimina
  10. Buonasera.. Avrei bisogno di qualche delucidazione e consiglio per una situazione che mi sta tanto a cuore e non so come risolvere.. In pratica nel 2014 mio padre e' morto e ha lasciato in eredità a noi figlie una casa di proprietà e un'altra casa a titolo di secondo casa. La seconda casa e' stata venduta per ovvie ragioni e la somma e' stata ripartita fra tutte e tre, mentre la casa principale intestata lo stesso a tutte e tre mediante successione enon avendo però ancora fatto la divisione.. Bene, io l'anno scorso mi sono sposata in separazione dei beni e son partita con mio marito per il suo Paese ( il Paraguay) però dopo alcune incomprensioni son ritornata. Ora vorremmo riprovarci ed io vorrei tutelarmi un po di piu' sia nel caso di possibile separazione che proseguendo con la storia.Antecedentemente con una delle mie sorelle avevamo fatto un prestito infruttifero per cercare di mettere al sicuro, in caso di presunta rivendicazione da parte di mio marito, i soldi derivanti dalla vendita della casa però a dire il vero non son tanto sicura possa essere la soluzione più indicata.. Primo perche' di mezzo ci sono loro, le mie sorelle, secondo perche' non so realmente posso fidarmi, nel senso che poi sia certo che mi ritornino. Quale potrebbero essere le migliori soluzioni per mettere tt al sicuro e per cui lui non possa rivendicare o pretendere qualcosa? Essendo eredità sotto forma di liquidi o immobili e avuta prima del matrimonio a lui spetta qualcosa? Vi prego aiutatemi! Vi ringrazio

    Cordialmente Giada

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giada!
      Separazione dei beni:
      Con la separazione dei beni gli sposi mantengono la titolarità esclusiva non solo dei beni acquistati antecedentemente al matrimonio ma anche di quelli conseguiti durante il matrimonio.
      Al coniuge proprietario dei beni spettano, in via esclusiva, il godimento e l'amministrazione degli stessi che può essere anche assegnata all'altro coniuge tramite una procura.
      Rispetto alle necessità del nucleo familiare, entrambi i coniugi sono obbligati a contribuire alle spese ognuno proporzionalmente alle sue possibilità.-

      Elimina
  11. Gentilissimo Avvocato Salve avrei bisogno di un vostro gradito consiglio, ho un negozio da circa sei anni e ho pagato regolarmente l'affitto, adesso lo stabile e stato venduto e compreso dove ho l'attività, la proprietaria non mi ha invitato adirmi che vendeva tutto, adesso ho parlato con il nuovo proprietario mi diceva che mi vendeva dove ho l'attività, ma si ha rimangiato la parola, premetto che nel mio negozio ho speso circa ottantamila euro, come posso tutelarmi. Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo le promesse verbali non hanno alcun valore giuridico, quindi se le spese sostenute sono documentate e concordate per iscritto con la vecchia proprietaria, potrai recuperarle dai canoni d'affitto.-

      Elimina
  12. gentile avvocato, mio marito prima di morire ha risolto una questione monetaria con la sorella e hanno deciso che la sorella versasse la somma su un conto postale intestato a nostra figlia all'epoca minorenne, io nn ho mai dichiarato ai fini isee tale somma, vorrei sapere se ho sbagliato e se mia figlia oggi maggiorenne se usa i suoi soldi deve pagare tasse o se può usarli liberamente, grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ai fini ISE-ISEE vanno dichiarati oltre ai redditi anche i depositi postali e bancari di tutti i componenti il nucleo familiare, quindi avresti dovuto dichiarare anche il saldo del c/c postale di tua figlia.-
      Comunque ora che tua figlia è maggiorenne può usare liberamente i soldi depositati, e non deve pagarci alcuna tassa.-

      Elimina
  13. Buonasera giorni fa è venuta a mancare una zia la quale era proprietaria di un immobile.L unico figlio e il coniuge sono morti anni fa...adesso la nuora non permette a nessun parente di entrare in casa e si sente proprietaria di tutto. Le chiedo ma visto che l appartamento era intestato esclusivamente a lei nell asse ereditario oltre ai nipoti che ne hanno diritto potrebbe entrarci anche se in minima parte l unica sorella ancora in vita? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      A meno che non sia stato redatto un testamento, l'eredità spetta solo ai nipoti.-

      Elimina
  14. Gentile Dott. Censori buongiorno,
    volevo chiederLe cortesemente la seguente informazione. Giorni fa è venuto a mancare mio fratello il quale (ho saputo) qualche mese ha fatto un testamento lasciando tutto i suoi averi a 4 nipoti. Le chiedevo, ma per legge, essendo un fratello diretto, non mi spetterebbe il 50% a prescindere dal lascito/testamento? E se si, come dovrei comportarmi? Grazie e distinti saluti. Giuseppe

    RispondiElimina
  15. Gentile Dott. Censori,
    riprendendo il mio post precedente ho trovato questa notizia: "Le quote stabilite dalla legge - Le quote ereditarie previste dalla legge variano in base ai gradi di parentela. Si tiene conto innanzitutto di coniuge o partner, poi degli altri parenti in linea retta, e, infine, di quelli in linea collaterale. A coniuge, partner e ai parenti in linea retta la normativa riserva un trattamento particolare, assicurando la “legittima”, cioè una quota di eredità che deve essere riconosciuta in ogni caso a prescindere da eventuali altre disposizioni testamentarie. In pratica si tratta di soggetti che non è possibile diseredare. Ecco le quote stabilite dalla legge:
    Coniuge, in assenza di figli, genitori e fratelli: 100%;
    Coniuge e un figlio: 50% ciascuno;
    Coniuge e più figli: 33,33% al coniuge, 66,66% ai figli;
    Solo figli: 100%;
    Coniuge e genitori 66,66% al coniuge, 33,33% ai genitori;
    Coniuge o e uno o più fratelli: 66,66% al coniuge, 33,33% ai fratelli;
    Coniuge, genitori e uno o più fratelli: 66,66% al coniuge, 25% ai genitori, 8,33% ai fratelli;
    Solo genitori : 100%;
    Genitori e fratelli: 50% ai genitori, 50% ai fratelli;
    Solo fratelli: 100%". Da come leggo mi pare di capire che la mia parte mi spetterebbe a prescindere, Lei cosa mi può dire in merito? Grazie ancora per l'attenzione e cordiali saluti. Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giuseppe!
      Purtroppo NO!
      Infatti la normativa prevede con testamento quanto segue:
      Eredi:
      - Coniuge (in mancanza di figli e senza ascendenti) = 50% coniuge + 50% quota disponibile
      - Coniuge + figlio unico = 33,3% coniuge + 33,3% figlio + 33,3% quota disponibile
      - Coniuge + 2 o più figli = 25% coniuge + 50% in parti uguali tra i figli + 25% quota disponibile
      - Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile
      - Figlio unico senza coniuge = 50% figlio + 50% quota disponibile
      - Più figli senza coniuge = 66,6% in parti uguali tra i figli + 33,3% quota disponibile
      - Ascendenti senza coniuge e senza figli = 33,3% ascendenti + 66,6% quota disponibile
      - Senza coniuge senza figli e senza ascendenti = 100% quota disponibile.-

      Elimina
  16. Salve, circa 40 anni fa mio cugino ha messo fuori casa sua madre( sorella di mio padre)e non ha più avuto rapporti con lei. Mia madre,che poi è rimasta vedova, quando mia zia si è invecchiata ha cominciato ad accudirla ( i miei zii, fratelli di mia zia, abitavano molto lontani) Questa mia zia aveva cointestato il conto con mia madre a firme disgiunte, quindi mia madre poteva fare tutte le operazioni e faceva anche i prelievi per conto di mia zia. Mia zia è deceduta nel 2012 dopo essere stata anche nel ricovero per anni. Mio cugino non si è mai riavvicinato. Oggi è arrivata a mia madre una lettera di un avvocato nominato da mio cugino che chiede una considerevole cifra dicendo che mancano. può fare questo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo SI!
      Tua madre deve dimostrare come ha speso i soldi di tua zia, altrimenti deve restituire a tuo cugino le somme prelevate dal conto da tua madre senza giustificazione.-

      Elimina
  17. Buonasera volevo sapere quando una sorella muore senza figli, coniuge e genitori con un fratello con moglie e figlio muore prima di accettare l'eredità chi subentra solo il figlio o il figlio e la moglie? Grazie mille e buona serata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo non riesco a capire la tua domanda, quindi se non mi spieghi meglio chi "muore" e le relative parentele purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

      Elimina
  18. Buongiorno
    nel mese di gennaio 2016 è morta una zia di mio papà senza figli e vedova. Nella successione sono subentrati due fratelli viventi e 4 nipoti figli di fratelli deceduti. E' stata fatta la successione ma per uno dei fratelli viventi (coniugato con figli) è stato nominato un amministratore di sostegno il quale doveva procedere, dopo aver ricevuto l'autorizzazione dal giudice tutelare, all'accettazione di eredità con beneficio di inventario. Purtroppo prima ancora che si facesse la domanda per accettare l'eredità lo zio è deceduto.
    Ora per quanto riguarda la sua parte chi eredita: solo i figli o i figli e anche la moglie?
    Spero di essere riuscita a spiegare il problema, ringraziandoLa anticipatamente porgo cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non avendo fatto in tempo uno dei fratelli ad accettare l'eredità prima del suo decesso, la sua quota va solo ai figli, ed è quindi esclusa la moglie.-

      Elimina
    2. La ringrazio tantissimo per la risposta e per la Sua disponibilità. Cordiali saluti

      Elimina
    3. Ultimissimo dubbio, nell'eredità della zia (sorella di mio papà) c'era anche un immobile. Se i figli dello fratello morto (che non è stata fatta la procedura per accettare l'eredità) hanno incluso nella successione anche la madre (che non aveva nessun diritto e non so se per sbaglio, per ignoranza o volutamente) e l'immobile è stato venduto, l'atto di vendita potrebbe essere nullo o avere delle problematiche? In effetti i figli hanno diviso la quota del papà in 1/3 alla mamma e 2/3 diviso tra loro tre figli, senza intaccare le quote degli altri eredi.
      Solo uno dei figli potrebbe richiedere alla madre la Sua parte di quota avuta impropriamente.
      Le faccio questa domanda perchè uno degli eredi è mio papà e non vorrei che in futuro possa avere dei problemi di rettifica successione.
      La ringrazio tantissimo per la Sua preziosa disponibilità. Cordiali saluti

      Elimina
    4. Come è stata divisa la quota del fratello deceduto tra gli eredi è ininfluente per gli altri fratelli, che si sono divise solo le loro quote.-

      Elimina
  19. BUONGIORNO AVVOCATO, MIO MARITO DECEDUITO 4 MESI FA NON HA LASCIATO TESTAMENTO
    DAL SUO CONTO CORRENTE SIRULTATO FATTE DUE POLIZZE VITA COME UNICO BENEFICIARIO IO STESSA LA MOGLIE, POI AL MOMENTO DEL DECESSO C'ERANO 50000 EURO IN TITOLI E 28000 EURO IN CONTANTI, MIO MARITO HA UNA FIGLIA DAL PRIMO MATRIMONIO, ORA LORO ANDANDO A CONTROLLARE GLI ESTRATTI CONTO IN ARRETRATO HANNO VISTO QUESTE POLIZZE E CERTI CHE SIA IO IL BENEFICIARIO VOGLIONO CHE RIVENGA MESSA SUL CONTO CONRRENTE L'IMPORTO DI DANARO USATO PER INVESTIRE QUESTE DUE POLIZZE PER POI DIVIDERE TALE IMPORTO AL 50% CON LA FIGLIA COME BISOGNA FARE?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo la richiesta della figlia di tuo marito è legittima, perché per legge in mancanza di testamento, a lei spetta il 50% di tutto l'asse ereditario, comprese le donazioni fatte in vita, quindi devi adeguarti!

      Elimina
  20. Buongiorno avvocato,
    mio padre è morto a novembre 2016. Non ha lasciato nessun testamento quindi stiamo sistemando le carte per la successione legittima, gli eredi siamo io ( figlia) mia madre e l'altra mia sorella. Oltre la casa ci sono dei titoli bancari. Il problema che sorge e pertanto la contatto è che mia sorella ( residente a nord Italia, noi provincia di Salerno) per una discussione avuta con mia madre, non vuole scendere a firmare le carte per concludere la pratica, mi chiedevo se esiste qualche modello da compilare per delega, sia per la casa e per i titoli bancari, da poterle inviare e procedere con la successione? e se si come si procede? lei deve fare la firma da un notaio??? La ringrazio per un eventuale risposta, anche perché non sappiamo come fare, visto che manca poco al termine dell'anno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo in questi casi la banche sono molto formali, e per non correre rischi di possibili contestazioni future sulla divisione del ricavato dei titoli, vogliono vedere fisicamente tutti gli eredi, quindi non ci sono alternative.-

      Elimina
  21. Salve avvocato vorrei porLE una questione;
    mio padre nel 1974 ha comprato un terreno e una casa insieme a mio zio che poi è deceduto nel 1986, l'acquisto dell'immobile è avvenuto insieme a mio nonno. Nell'atto di acquisto compaiono mio padre mio zio e mio nonno. Alla morte di mio nonno mia zia ha preteso la parte del padre pur non partecipado all'acquisto della casa e del terreno. La mia domanda è questa può esercitare la sua rivalsa della sua parte da premettere che ha percepito soldi e altri beni da parte di nonno che non ha lasciato testamento, adesso vuole esercitare la sua rivalsa pur avendo preso soldi e altri beni gli spetta una parte della casa e del terreno se sono stati comprati da mio padre e mio zio e nell'atto compare anchem io nonno grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo SI!
      Tua zia può esercitare la sua rivalsa, a meno che non riusciate a dimostrare con prove concrete che ha percepito soldi ed altri beni a compensazione.-

      Elimina
  22. Salve Avvocato,
    Il mio quesito è il seguente: nel 2000 i miei genitori, in comunione dei beni, hanno donato un alloggio da loro acquistato a mia sorella, la quale ci abita con il marito.
    Nel 2002 mio padre è mancato e l'eredità è stata divisa con normale successione, a meno dell'alloggio suddetto.
    Da poco è mancata anche mia madre.
    Posso ancora far valere i miei diritti di erede sull'alloggio indicato?
    Grazie in anticipo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Il termine di prescrizione è di 10 anni, che è quindi ampiamente scaduto.-

      Elimina
  23. Buongiorno Gianfranco,
    volevo chiederti un quesito sull'eredità. Con mia moglie abbiamo un appartamento in divisione dei beni. La legge dice che se un coniuge muore avendo fatto testamento la quota libera è del 25% perchè come leggittima va il 50% al coniuge e 25 all'ascendente.Mi sembra tutto chiaro con un solo dubbio: quando si parla di leggittima del 50% al coniuge vivente parliamo del 50% del sola parte del coniuge che muore, giusto? Nel mio caso avendo la divisione dei beni se io muoio, a mia moglie spettà il 50% di leggittima del mio 50% più naturalmente il suo 50% che già possiede,giusto? Non avendo figli l'altro 25% del mio 50 va mia madre e io posso disporre solo il 25% sempre del mio 50%.
    Sperando di essre stato chiaro, ti auguro una buona giornata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giovanni!
      SI!
      Confermo!
      Infatti un appartamento cointestato tra due persone appartiene per legge al 50% ciascuno, quindi alla morte di uno dei due va in successione solo il suo 50%, in quanto l'altro 50% già appartiene al superstite.-

      Elimina
  24. Salve Avvocato,
    Il mio quesito è il seguente: mia nonna è venuta a mancare pochi giorni fa. Ha lasciato due figli e una nipote (figlia di un figlio già deceduto)mentre il coniuge è già deceduto da diversi anni. Ora la nipote vorrebbe rinunciare all' eredità (anche se non ci sono debiti ma solo crediti. La domanda è: avendo la nipote numero 4 figli è vero che poi toccherebbe loro per rappresentazione con tanto di intervento di giudice tutelare qualora i figli siano minorenni??
    Grazie in anticipo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

      Elimina
  25. Buongiorno Avvocato,
    le vorrei sottoporre un quesito sperando che lei possa aiutarmi.
    Nel giugno 2015 muore il de cuius senza lasciare testamento. Questi ha moglie, figli e nipoti minorenni. La moglie e i figli fanno stipulare dal notaio rinuncia all’eredità, non so per quali motivi.
    Il de cuius ha me come fratello, ascendente di 2 grado per via collaterale.
    Io vengo a conoscenza di tale rinuncia in modo occasionale.
    Vorrei sapere,
    1. se io sono considerato erede, anche se nessuno mi ha comunicato nulla, pur avendo il de cuius tre nipoti discendenti in linea diretta.
    2. se io posso a mia volta, rinunciare a questa eredità, sulla quale ho chiaramente delle grosse riserve e sulla quale, però, nessuna notizia ufficiale mi è pervenuta.
    Ringrazio in anticipo,

    RispondiElimina
    Risposte
    1. - SI! Se la moglie e i figli hanno rinunciato all'eredità, come fratello del de cuius, anche tu rientri nella successione.-
      - SI! Anche tu puoi rinunciare all'eredità.-

      Elimina
  26. Buonasera Sig. Gianfranco, mio marito ed io siamo in separazione dei beni, senza figli e lui ha ancora in vita solo un genitore ed un fratello. Mio marito deve recarsi all'estero per lavoro e prima di farlo vorrebbe tutelarmi al max sopratutto contro il fratello con il quale non va più d'accordo. Noi viviamo in casa di proprietà di mio marito e se non ho capito male:
    1° domanda : "se" dovesse succedergli qualcosa non facendo testamento a me andrebbe il 66,6% e a suo padre invece il 33,3% e 0% a suo fratello ? giusto ?
    2° domanda: "se" invece fa testamento al coniuge và il 50% + eventuale altro 25% e a suo padre 25% e sempre 0% al fratello, giusto ?
    3° domanda: per fare testamento puo' farlo anche olografo di suo pugno senza bisogno di andare da notai ?grazie mille in anticipo per una sua gentile conferma/risposta. SARA

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sara!
      - SI! Senza testamento il 66,6% va al coniuge e il 33,3% al genitore, quindi niente al fratello.-
      - SI! Con testamento il 50% va al coniuge, il 25% al genitore e il 25% che è la quota disponibile che può destinare a chi vuole.-
      - SI! Un testamento può essere anche olografo, purché scritto per intero di suo pugno, firmato, e con indicata la data in cui è stato redatto.-

      Elimina
    2. UN DUBBIO, rileggendo però l'inizio dell'argomento eredità ho visto che la quota in presenza di ascendente +fratelli + coniuge la ripartizione è rispettivamento: 25% + fratelli 8,33% + coniuge 66,6% o sbaglio ? quindi non 66,6 e 33,3 ?

      Elimina
    3. SI!
      E' vero!
      Senza testamento!
      Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli.-

      Elimina
  27. Buongiorno Sig. CENSORI, mi chiamo Andrea e volevo gentilmente avere un suo consiglio. Sono titolare con mia moglie e con un altro collega di una piccola attività. Sono sposato com mia moglie in separazione dei beni e senza figli. Ad oggi ho ancora mio padre vivo ma anche un fratello con il quale non vado molto d'accordo. Come mi suggerisce di procedere se volessi salvaguardare solo mia moglie ed evitare che in caso di mia premorienza la mia quota di attività vada in mano a mio fratello ? La ringrazio in anticipo, cordiali saluti Andrea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Andrea!
      Eredità!
      Senza testamento!
      Coniuge + ascendenti + fratelli = 66,6% coniuge + 25% ascendenti + 8,33% fratelli.-
      Con testamento:
      Coniuge + ascendenti (senza figli) = 50% coniuge + 25% ascendenti + 25% quota disponibile (che potresti aggiungere al coniuge o al genitore), e rimarrebbe quindi escluso tuo fratello.-

      Elimina
  28. Salve, avendo speso tanti soldi nel piano (pilastri e soletta) datomi da mio suocero, oggi defunto, mi chiedo se l'altra figlia prende il piano dove abita la mamma (già finito,ma eventualmente solo da ristrutturare tra un po' di anni), a me verrà riconosciuta una fetta maggiore di eredità e/o altro? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      In sede di successione potrai farti riconoscere le spese da te sostenute per la ristrutturazione dell'appartamento, ma dovrai dimostrare le spese effettivamente sostenute, devi quindi conservare tutte le fatture e la documentazione inerente i lavori effettuati.-

      Elimina
  29. Egr. Dott. Censori,
    sono cortesemente a chiederLe un'informazione. Dal 1999 al 2006 ho assistito mia madre, ammalata di alzheimer, in tutto e per tutto con il menefreghismo totale degli altri miei fratelli (4), dove l'unica loro idea/proposta era quella di affidarla a un istituto preposto per queste malattie, ma io ho preferito, naturalmente senza modi imperativi, tenerla e assisterla a casa mia/sua in pratica nello stesso immobile avente 2 appartamenti, e tutto ciò era stato accettato dai miei fratelli perché all'epoca nessuno si oppose. Adesso dopo oltre 10 anni dalla sua scomparsa (2006), i miei ("cari") fratelli mi fanno sapere che vorrebbero intraprendere un'azione legale perché io, a loro dire, mi sarei appropriata indebitamente della sua pensione e indennità di accompagnamento e chiedono la loro parte. Al di là della loro, a mio parere, VERGOGNOSA pretesa, sono a chiederLe ma possono davvero avere ragioni in termini legali? Francesca

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel post precedente mi sono dimenticata (e Le chiedo scusa) di porgerLe i ringraziamenti per la Sua disponibilità e i miei più cordiali saluti. Francesca

      Elimina
    2. Ciao Francesca!
      Purtroppo SI!
      La legge prevede in questi casi che chi assiste un familiare disabile deve essere nominato dal tribunale come tutore e quindi periodicamente deve presentare al giudice le entrate e le spese sostenute per conto del suo assistito.-
      Nel tuo caso quindi dovresti documentare le uscite perché presumo che i tuoi fratelli possano accedere al conto corrente o libretto bancario/postale di tua madre e verificare quindi quello che percepiva.-
      In pratica le spese sostenute non documentabili, per legge entrano a far parte della successione, per le quali i tuoi fratelli possono pretendere la loro parte, in quanto è come se tu ti fossi indebitamente appropriata dei soldi di tua madre.-

      Elimina
    3. Egr. Dott. Censori,
      sono ancora a chiederLe un quesito inerente al mio post del 23 agosto, (a parte che abbiamo già fatto la divisione ereditaria nel 2007 e niente è saltato fuori di questa storia) ma in questo caso non opererebbe la prescrizione visto che si tratta di un caso finito, alla morte di mia madre, nel 2006? Sono passati oltre 11 anni, possibile che questo reato (appropriazione indebita) non si prescriva in così tanto tempo? Grazie ancora per la Sua disponibilità e cordiali saluti. Francesca

      Elimina
    4. Egr. Dott. Censori buonasera,
      in riferimento sempre alla mia richiesta del 23 agosto; leggendo qua e la ho capito una cosa, che l’unico caso in cui si può verificare la prescrizione in ambito civile è prima del processo quando il cittadino non esercita per tempo il proprio diritto, attivando immediatamente il giudizio davanti al giudice. Qui interviene l’interesse della controparte che non può e non deve restare sospesa una vita intera a un debito, un comportamento sbagliato o come nel mio caso ad una appropriazione indebita e quant'altro. Quindi, il diritto va esercitato e fatto valere entro il termine di prescrizione, scaduto il quale il processo non può più avere luogo. Ecco, io Le chiedo, è possibile che dopo oltre 11 anni questo diritto resta ancora valido? In attesa di un Suo gentile riscontro, porgo cordiali saluti. Francesca

      Elimina
    5. L’azione che dà ai legittimari la possibilità di agire in giudizio per tutelare i propri diritti lesi è la cosiddetta “azione di riduzione”.
      In particolare essi possono aggredire le donazioni fatte in vita dal de cuius, nonché le altre quote ereditarie e i legati.
      In primo luogo, si riducono le disposizioni testamentarie (eredità e legati) nella misura eccedente la quota legittima e proporzionalmente tra loro (articoli 554, 558 codice civile), salvo diversa volontà del testatore. Successivamente, se la riduzione delle disposizioni testamentarie non basta a integrare le quote legittime lese, si riducono le donazioni fatte in vita dal de cuius, partendo dalla più recente che ha provocato la lesione e via via risalendo a quelle più recenti, fino all’integrazione della quota legittima (articolo 550 codice civile).
      L’azione di riduzione è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale, decorrente dall’apertura della successione, che, secondo le disposizioni di legge, coincide con la morte della persona della cui eredità si tratta. Quindi, una donazione lesiva può essere impugnata per dieci anni dalla morte del donante.
      Nel caso in cui, in base all’ordine sopra evidenziato, sia dichiarata dal Giudice la riduzione di una donazione, il donatario sarà tenuto a restituire in tutto o in parte il bene ricevuto.-

      Elimina
    6. Egr. Dott. Censori buongiorno,
      premesso che io avevo un conto (libretto postale) cointestato con la mia mamma con 2 firme, la mia e la sua, chiuso in seguito a aprile del 2006.
      Se ho ben capito l'"azione di riduzione" di cui Lei parla si prescrive in 10 anni, quindi parlando di fatti accaduti e terminati a febbraio 2006, anche se procedessero con azioni legali opererebbe la prescrizione. Anche perché in primo luogo a maggio 2007 abbiamo fatto la divisione ereditaria davanti a un notaio e nulla di tutto ciò fu da loro richiesto nei miei confronti in termini legali, in secondo luogo non c'è stata da parte dei miei fratelli, in questo lasso di tempo -2006-2016-, nessuna azione interruttiva che potesse fermare il termine prescrittivo e ad oggi, settembre 2017, siamo ben oltre, 11 anni! Mi corregga pure se ho capito male. Nel ringraziarLa per l'attenzione e la Sua gentile disponibilità, porgo cordiali saluti. Francesca

      Elimina
    7. Ciao Francesca!
      SI!
      Se non c'è stata alcuna azione interruttiva, non è più possibile l'azione di riduzione per prescrizione.-

      Elimina
  30. Buongiorno Gent.mo Avvocato
    Mi chiamo Luca, sono il nipote di uno zia deceduta senza testamento, per legge, come abbiamo già constatato io e altri cugini figli dei fratelli deceduti, siamo gli eredi di ciò che possiede, negli ultimi mesi della sua vita e’ stato nominato un amministratore di sostegno che, però fino a questo memento non ci ha informati su tutto quanto e’ venuto a conoscenza, in particolare sugli averi dello zio (attivo o passivo), fra qualche giorno abbiamo deciso di accettare l’eredita’ con beneficio d’inventario, ma, durante questo ultimo periodo, per decidere se procedere con questa successione o rinunciare prima, abbiamo cercato qualche notizia, la zia aveva anche un commercialista, dove io mi sono recato, volontariamente benché sapesse che ancora non avevo deciso se procedere con la successione, mi ha consegnato l’ultima dichiarazione dei redditi che la zia aveva fatto, con i documenti allegati, li ho portati a casa, li ho letti, qualche informazioni in più, ora ce l’abbiamo…. E’ proprio per questo, abbiamo deciso, visto che ci sono situazioni poco chiare, appunto come le dicevo, di dare atto alla successione con beneficio d’inventario dando l’incarico ad un Notaio, rivoltomi ad un avvocato per sostegno, mi ha detto, che non avevo titolo per richiedere di leggere la dichiarazione dei redditi dello zio perché, ancora non avevo accettato di fare la successione e, quindi, qualcuno potrebbe dire che non posso farla con beneficio d’inventario ma solo accettare o peggio che, questo mia informazione, (i documenti li riconsegnerò, così come mi sono stati dati al commercialista appena torna dalle vacanze) comporta che io abbia già accettato l’eredità! Io ho qualche dubbio…. Ma e’ proprio così? Ma fino a quando non si va da un notaio, gli si dice che si vuol fare la successione con beneficio d’inventario non si può visionare alcun documento che viene consegnato spontaneamente e riconsegnato? Grazie mille per la sua disponibilità
    Luca

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Luca!
      In effetti, non avendo ancora deciso se accettare o meno l'eredità, tu non avevi titolo per visionare la documentazione fiscale di zia, quindi anche se formalmente non hai comunicato al notaio la tua volontà, in pratica hai compiuto atti che comportano un'accettazione tacita dell'eredità.-

      Elimina
  31. buongiorno avvocato,mia moglie mesi fa ha ricevuto parte di una eredità di una sua zia deceduta.ora,non riusciamo a capire se vi sono altri eventuali eredi dato che non vi erano rapporti .mia moglia con la sua quota vorrebbe acquistare una seconda casa al mare,io invece mi oppongo per il timore che spuntino altri eredi in futuro e pretandano la loro quota,e se i soldi non ci sono più che si fa? la ringrazio per la risposta. danilo lazzari

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Danilo!
      In effetti se ci sono altri eredi rimasti esclusi dall'eredità, questi hanno 10 anni di tempo per reclamare la loro quota.-

      Elimina
  32. Buongiorno Dott. Censori
    Ho un quesito da chiederle !
    siamo 4 fratelli ,dopo la morte di mio padre senza testamento, nel 2015 abbiamo fatto la successione.
    Ora siamo proprietari tutti al 25% e ci troviamo a pagare seconde
    case (che effettivamente non sono ) ma sono abitate da anni dai
    miei tre fratelli con le loro famiglie
    Sono tre anni che stiamo discutendo per la divisione (già elaborata da un tecnico ) ma un fratello non vuole fare nulla
    Come possiamo procedere senza andare da un avvocato per poterlo convincere che questa sarebbe la soluzione migliore per tutti?
    Ora lui non parla più con nessuno di noi tre !

    RispondiElimina
  33. Scusi Dott Censori sono ancora elisabetta
    Questo fratello anni fa mi aveva accennato che lui avendo abitato in quella casa da più di 20 anni voleva far valere l'usocapione
    è possibile ?

    RispondiElimina
  34. Risposte
    1. Ciao Elisabetta!
      - Purtroppo non avete alternative, nel senso che o vi mettete d'accordo tra tutti gli erediti, o dovete ricorre a un avvocato per intentare una causa a vostro fratello, e a quel punto sarà il giudice a decidere sulla divisione dell'eredità.-
      - NO! Vostro fratello non può assolutamente far valere l'usucapione anche se ha abitato in quella casa da più di 20 anni.-

      Elimina
  35. Buonasera Dott.Censori, mi chiamo Vittoria. Siamo due sorelle ed entrambe abbiamo ricevuto dai nostri genitori una casa più terreno con regolare atto di donazione davanti a notaio. Nell'atto di donazione c'è un articolo, il numero 3 che dice:" la presente donazione si intende altresi fatta ed accettata e da imputarsi sulla quota disponibile della eredità che sarà dismessa dalla parte donante, mentre l'eventuale eccedenza sarà da imputarsi sulla quota di leggittima, con espressa dispensa dalla collazione". Cosa significa questo esattamente ? grazie in anticipo Vittoria.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Vittoria!
      La dispensa dalla collazione è, più precisamente, il negozio giuridico unilaterale per il cui tramite il disponente esonera il donatario dall'obbligo di conferire ai coeredi ciò che ha ricevuto dal defunto per donazione.-
      Significa in pratica che alla morte dei vostri genitori i beni donati non rientreranno nell'asse ereditario, e vi dividerete quindi solo l'eventuale eccedenza.-

      Elimina
  36. buonasera avvocato,nel ringraziarla perla risposta volevo spiegarle come è stata divisa questa eredità.parliamo di 5 persone,3 sorelle e due fratelli,Gaetano,luigi,Anna,maria e Giovanna.il primo Gaetano è deceduto nel 1.980,non era sposato e non aveva ne figli e ne genitori,i suoi beni sono stati divisi tra il fratello e le tre sorelle.il secondo Luigi è deceduto nel 2.005,i suoi beni sono passati alla moglie,la quale aveva una figlia avuta da un precedente matrimonio.anna,madre di mia moglie,è deceduta nel 2.007,non aveva nulla e quindi nessuno ha ereditato.la signora maria,zia di mia moglie,è deceduta lo scorso anno,era vedova e non aveva figli,i suoi beni sono stati divisi metà a mia moglie che ha ereditato la quota di sua madre,e metà all'ultima sorella,Giovanna ancora in vita.ora le chiedo,la quota spettante al Gigi quando è deceduto è passata alla moglie poi deceduta anche lei,quindi credo che sia passata alla figlia ancora in vita.secondo lei ha diritto alla sua parte di eredità.la ringrazio,buonasera.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Danilo!
      SI!
      La figlia di Gigi ha diritto alla sua parte di eredità!

      Elimina
  37. Gentile Avvocato
    mia madre è deceduta inizio anno, ho fatto il 730 eredi e chiedo: per il contribuente defunto c'è obbligo di conservazione dei 730 2017 ed anni precedenti o solo per il 730 2017 che ho fatto io?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per gli eredi del contribuente defunto c'è l'obbligo di conservazione dei 730/2017 e anni precedenti, perché potrebbero essere chiamati a rispondere da parte dell'Agenzia delle Entrate di eventuali mancati o errati pagamenti dovuti all'erario.-

      Elimina
  38. Buonasera avvocato.
    sono sposata in comunione dei beni. ho dei risparmi che sono miei. come posso investirli per fare in modo che in caso di morte vadano solamente a mio figlio e non a mio marito ? Mi avevo detto che le polizze vita saltano l'asse ereditario.
    E' vero ? La ringrazio infinitamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando ci si sposa, se si sceglie il regime di comunione dei beni, non esistono risparmi che sono solo di uno dei coniugi, quindi ogni stratagemma che si possa adottare per escludere il coniuge per legge può essere impugnato dall'altro.-

      Elimina
  39. Buongiorno avvocato,
    volevo capire come verrà divisa l'ereditò nel caso in cui il il defunto era vedovo della prima moglie, senza figli, nessun fratello in vita ma con nipoti (in vita) e seconda moglie (in vita).

    Grazie Mille

    Antonio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Antonio!
      Essendo i nipoti figli dei fratelli, non rientrano nell'asse ereditario, quindi l'intera eredità va alla seconda moglie.-

      Elimina
    2. Grazie Mille, ma ho un dubbio interpretativo. All'inizio di questa pagina leggo che in mancanza di testamento la suddivisione dovrebbe essere:
      Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
      tenendo conto che nell’eventualità di premorienza degli eredi legittimi, succedono i parenti più prossimi di grado, il 33.3% (1/3) andrebbe ai nupoti. Dove sto sbagliando nell'interpretazione? E in caso di testamento come funziona?
      Grazie ancora.

      Antonio

      Elimina
    3. Ciao Antonio!
      In effetti è vero!
      Senza testamento!
      Coniuge + fratelli = 66,6% al coniuge + 33,3% ai fratelli.-
      Con testamento!
      I fratelli non hanno diritto alla quota di legittima, quindi il marito può destinare l'intera eredità alla moglie.-

      Elimina
  40. buongiorno avvocato,
    vorrei spiegarle il mio caso sperando di eesere il piu' chiaro possibile.
    Mio nonno era in possesso di circa 10 ettari di terreno agricolo. Aveva due figli , mio padre e mio zio.Mio nonno alla sua morte non ha lasciato nessun testamento ma ha sempre detto a voce ai suoi due figli che alla sua morte avrebbero dovuto dividere tutto a meta'.Premetto che mio padre ha sempre fatto l'agricoltore e quindi ha sempre lavorato nel terreno con mio nonno per tutta la vita , mentre mio zio aveva una macelleria e nel terreno non ha mai messo piede.Lo scorso anno mio zio e' morto e quindi la meta' di questo terreno e' andato a sua moglie.Le vorrei chiedere questo:
    -Mia zia ed i suoi figli hanno diritto a questa parte di terra anche se suo marito non vi ha mai lavorato?
    - E' vero che dopo un tot di anni dal matrimonio ed allontanamento da un certo bene come case o terreni si perde il diritto ad averle in eredita'?

    grazie mille e scusi per la lughezza del mio messaggio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La normativa prevede che in mancanza di testamento:
      Più figli (senza coniuge) = intera eredità in parti uguali
      Questo significa che tua zia e i suoi figli hanno diritto al 50% del terreno, a prescindere quindi dal fatto che vi abbiano lavorato o meno.-

      Elimina
  41. avv. buonasera mia mamma e' deceduta senza lasciare testamento ed era proprietaria di una seconda casa da me donatagli nel 1992 siamo io mia sorella e mio padre come va divisa l eredita'?inoltre ce un libretto postale dove alla data della morte di mamma c erano circa 3000 euro dopo 4 giorni mio padre ha prelevato quasi tutto e aperto un libretto cointestato con mia sorella poteva farlo?posso oppormi e pretendere qualcosa grazie e le porgo distinti saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La normativa prevede che in mancanza di testamento:
      Coniuge + due figli = 33,3% per ciascuno.-
      Il discorso del 33,3% vale per tutto l'asse ereditario e quindi anche per i depositi postali.-

      Elimina
  42. Buonasera Avvocato, vorrei porle un quesito.
    Mia zia vedova è deceduta ad agosto 2016, dopo 10 mesi è deceduto anche il suo unico figlio( celibe, senza figli né ascendenti).
    Considerando che mio cugino defunto non aveva ancora provveduto ad effettuare la denuncia di successione, chi devo considerare come de cuius, mia zia o mio cugino? Inoltre considerando che è ancora in vita una sorella di mia zia e io sono la figlia di un fratello deceduto, vorrei sapere chi sono i chiamati all'eredità?
    Grazie in anticipo per la risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel tuo caso il de cuius è tuo cugino, perchè era l'unico erede di tua zia.-
      Grado di parentela:
      1° = genitore – figlio
      2° = nonno – nipote (figlio di figlio) – fratello
      3° = zio – nipote (figlio di fratello)
      4° = 1° cugino
      5° = 2° cugino – figlio di 1° cugino
      6° = figlio di 2° cugino
      Nel vostro caso siete entrambi parenti di 3° grado, e quindi chiamati all'eredità al 50% ciascuno.-

      Elimina
  43. Gentile Avvocato,
    mia figlia ha ereditato dalla madre, scomparsa un anno fa, il 33% della casa dove vive con me. Se vuole acquistare una casa tutta sua, dovrà pagare l'imposta di registro al 9% come seconda casa? O c'è una maniera per pagarla al 2%, come prima casa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si può pagare l'imposta di registro ridotta al 2% per l'acquisto di una casa, solo se subito dopo l'acquisto diventa la prima casa di residenza.-

      Elimina
  44. Buona Sera Avv.to,le scrivo per conto di mia cugina.
    Mia cugina vive in Venezuela figlia di Italiani e cittadina anch'essa Italiana,ha scoperto da poco che il nonno materno è venuto a mancare...E che non sa se si sia risposto o solo conviveva con una donna dell'est che ha ereditato tutto. Può mia cugina richiedere parte dell'Eredita? È quanto tempo ci vuole?
    Grazie Mille.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Se suo nonno si era risposato spettava l'intera eredità alla moglie, e anche se non si era risposato ma aveva fatto testamento, avrebbe potuto comunque destinare l'intera eredità alla sua convivente.-

      Elimina
  45. Buonasera avvocato.....mio padre è morto tre anni fa....noi siamo quattro figli...abbiamo fatto la successione ma ancora dobbiamo fare le divisioni....mio padre ci ha lasciato due appartamenti ..mio fratello vuole rinunciare a favore di noi tre sorelle. ..lo può fare?ha due figli minorenni?se si,come?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

      Elimina
  46. Gentile Avvocato
    nel 2013 morì un fratello di nostra madre ,dopo anni di sforzi di tre avvocati con le firme di tutti fu venduta la casa e divise le spettanze tra i coeredi (6), furono divisi i soldi di obbligazioni varie alla loro scadenza ed alla fine sono rimasti circa 30.000 euro sul detto conto.
    Quindi a varie riprese sono stati prelevati e divisi tra i coeredi circa 700.000 euro tra depositi e obbligazioni con l’accordo e le firme di tutti i coeredi
    Per questo residuo di 30.000 euro la Banca pretende nuovamente la firma di tutti per chiudere il conto e dividere la somma tra i coeredi.
    Un coerede per dispetto si rifiuta di mettere questa nuova firma, la Banca si rifiuta di dividere pro- quota la somma e nessuno può ritirare .
    Ho letto varie cose sulla comunione indivisa,i pareri dell'arbitro finanziario etc.etc. non chiede questo, quello che vorrei opporre alla Banca con RR è questo:
    perchè se ha già tutte le firme messe a suo tempo per somme più ingenti adesso pretende ulteriori firme?
    Può farlo?
    Non è un caso di comunione indivisa ,tutela della Banca etc.etc. mi sembra invece più un arbitrio della Banca
    Che opposizione si può fare ragionevolmente?
    Posso fare una raccomandata A/R chiedendo la quota spettante sulla base del già concesso?
    Che posso fare?
    La ringrazio se mi aiuta

    RispondiElimina
  47. continua.....
    mi scusi
    mi è venuto in mente questo:
    mia madre può chiedere di chiudere il conto corrente presso la banca resistente come cointestataria con gli altri eredi e dire di non voler più pagare i costi della tenuta conto e prendere la sua quota?
    Lo può fare in qualità di intestataria di conto corrente ?
    Scusi ma mi fuma il cervello!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non riesco a capire perché se non eravate d'accordo tra coeredi sulla divisione dell'eredità e siete dovuti ricorrere a degli avvocati, avete lasciato in sospeso un conto corrente di 30.000 euro.-
      Purtroppo a questo punto non avete molte alternative, nel senso che o cercate di mettervi tutti d'accordo, o dovete intentare una causa al coerede che si rifiuta di firmare, in modo che sia il giudice a imporre la chiusura del conto corrente e la conseguente divisione del saldo tra i vari coeredi.-

      Elimina
    2. mi sembrava di essere stato chiaro, questa eredità è una cosa strana e per questo ho chiesto un Suo parere
      Cioè: è una comunione ereditaria e quindi i crediti già spettanti al de cuius, a differenza dei debiti, entrerebbero a far parte automaticamente della comunione ereditaria, con la conseguente possibilità per ciascuno dei coeredi di agire per ottenere la riscossione dell'intero credito. Cfr. Cass. Civ. Sez. Unite, n. 24657, 28 novembre 2007, che rinnega l'orientamento precedentemente espresso da Cass. Civ. Sez. II, n. 11128, 13 ottobre 1992 e cfr. Cass. Civ. Sez. VI, n. 995, 24 gennaio 2012. 142 Cfr. art. 713 c.c
      Senza voler entrare nel merito delle sentenze che sono ondivaghe io avevo notato questo: se per una parte molto consistente dell’eredità i coeredi hanno proceduto con unanimità di consensi - quella stessa unanimità prevista nella divisione ereditaria amichevole e sono state fatte le divisioni dei soldi e tutti si sono presi i soldi - la divisione allora è avvenuta o no? la comunione è stata o no sciolta?
      Per questo residuo di 30.000 euro - che non capisco neanche io - viceversa una coerede si oppone per una storia tra fratelli di posti nella tomba del de cuius ,tomba che tra l’altro non può essere oggetto di divisione ereditaria per noti motivi.Litigano per i posti tomba.
      Può essere questo un motivo che non chiude la divisione testamentaria o la divisione in sostanza è già avvenuta come sopra evidenziato?
      Grazie se mi risponde

      Elimina
    3. Anche a me sembrava di essere stato chiaro!
      Alla banca le nostre disquisizioni non interessa, e se non c'è un giudice che gli impone di chiudere un conto corrente e di versare le varie quote a chi spetta, il conto corrente rimarrà aperto "sine die".-

      Elimina
  48. Buona sera Avvocato,siamo 4 fratelli tutti d'accordo alla rinuncia dell'eredità di nostro padre, perché pensiamo che i debiti siano maggiori , per fare questo possiamo andare solo noi o dobbiamo portare i nostri figli , mogli e nostri nipoti ancora minorenni? a io con mia moglie ho la divisione dei beni da sempre . Grazie avvocato

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni, e non c'entrano le mogli. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.-

      Elimina
  49. Buongiorno, ho una domanda da inesperto del settore.
    Mio nonno, morendo, ha lasciato in eredità un appartamento ai suoi 2 figli ancora in vita. Uno è mio padre, l'altro è mio zio.
    Mio zio è sposato ma non ha figli. Alla morte di mio zio, se dovesse morire prima di mia zia acquisita, l'appartamento potrà anche andare ai parenti della zia acquisita? (fratelli o nipoti) Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Correggo la 2 parte poco chiara:
      Alla morte di mio zio l'appartamento in questione, in cui mia zia non è residente, sarà ereditato dalla zia? ed eventualmente alla sua morte, chi lo erediterà? Grazie

      Elimina
    2. Eredità senza testamento:
      Coniuge + fratelli = 66,6% coniuge + 33,3% fratelli
      Alla morte anche del coniuge l'eredità andrebbe ai parenti del coniuge.-

      Elimina
  50. buongiorno,

    della famiglia di un mio carissimo amico morto recentemente è rimasta solo la cognata .I fratelli, senza figli, sono tutti defunti così come i genitori e non ci sono altri parenti quali cugini nipoti etc. Non c'è testamento. La cognata (senza figli) può ereditare?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      La cognata è il parente più prossimo quindi ha diritto all'intera eredità.-
      Affini di secondo grado:
      - marito e fratello della moglie (in quanto la moglie è parente di secondo grado con il proprio fratello), moglie e sorella del marito etc..

      Elimina
  51. salve, mio zio si è intestato la casa di sua mamma (mia nonna) prima che morisse, poteva farlo? perchè ora non rientra nell'eredità questa casa, poi vabbè si sono tenuto i gioielli, soldi liquidi trovati in casa , attrezzature agricole etc etc, potrebbe gentilmente dirmi se la casa resta nell'eredità o meno? e il resto? grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Rientra tutto nell'asse ereditario, quindi sia le donazioni fatte in vita che i soldi liquidi e i gioielli!

      Elimina
  52. Buongiorno
    nel caso in cui il de cuius sia il padre di una bambina di 8 anni non sposato con la sua compagna (nonchè madre della bambina); la casa (intestata come proprietario unico al de cuius) ed il conto in banca va tutto alla bambina? Può accettare l'eredità a firma della madre? deve essere nominato un giudice tutelare? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Alessandro!
      La madre può accettare la casa, che verrà però intestata alla bambina, e la stessa cosa per il conto in banca il cui saldo andrà in un altro conto intestato alla bambina.-
      Il problema del giudice tutelare si porrà solo se la madre vorrà vendere la casa o utilizzare i soldi del conto intestato alla figlia.-

      Elimina
  53. chiedo un parere su questa situazione. eredita' suddivisa tra due figli di primo letto, seconda moglie e il di lei figlio. l'eredita' comprende un immobile pignorato da equitalia peer debiti di uno dei figli ereditanti. gli altri eredi perderanno la loro parte? grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Fiorella!
      NO!
      Equitalia può pignorare solo la quota di eredità spettante al suo debitore, e non quella destinata ad altri familiari o parenti.-

      Elimina
  54. Gent.mo Avvocato,
    documentandomi ho intuito che si può redigere un documento dove si esclude il fratello dall'ereditare la quota disponibile

    rif Sole 24 ore 29 aprile 2008
    Eredi legittimari: ascendenti e discendenti
    “..Coniuge senza lasciare alcunché ai propri fratelli, è assolutamente efficace se reso nelle forme di legge e non soggetto ad alcuna azione da parte dei medesimi fratelli o nipoti mentre azioni di riduzione potrebbero esprimere i genitori viventi …”
    dove si possono trovare documenti di esempio da cui copiare la forma?
    cosa si intende per "reso nelle forme di legge"? presso un notaio o testamento?

    grazie mille per il Vs servizio su questo sito

    RispondiElimina
    Risposte
    1. - Il testamento olografo è un tipo di testamento definito dall'art. 602 del codice civile: è il testamento scritto per intero, datato e sottoscritto di mano dal testatore.-
      - Il testamento pubblico è un atto pubblico ricevuto da un notaio in presenza di due testimoni ed avente ad oggetto un atto cd. mortis causa (con esso, infatti, il testatore dispone dei suoi beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere).-

      Elimina
  55. buonasera avvocato, sono proprietaria insieme alle mie due sorelle di un 15esimo di una villa ereditata con sucessione, mio zio non aveva figli o moglie e la villa e' stata ereditata dai 4 fratelli(mio padre non c'e' più), tre di queste 5 famiglie non vuole affittare o vuole svendere la villa, essendo in maggioranza hanno potere su di noi obbligandoci alle loro decisioni? quali diritti abbiamo?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non vi mettete tutti d'accordo tra eredi, chi intende vendere la villa, può intentare una causa agli altri, in modo che sia il giudice a imporre la vendita e la conseguente divisione del ricavato.-

      Elimina
  56. Avvocato, mia mamma è morta l'anno scorso. Mio padre si è occupato della successione. Ho avuto 1/4 della casa della mia nonna materna (1/4 mio padre, 1/2 è del fratello di mia madre). Mio padre ha chiuso il conto cointestato con mia madre e ne ha aperto uno cointestato con me, dal quale mi sono però tirata fuori ora in quanto mio padre ha conosciuto una donna, alla quale ha girato oltre metà dei risparmi e io non approvando la cosa e temendo che lui non si fermasse e andasse in rosso costringendomi a coprire i suoi debiti in qualità di cointestataria, ho preferito uscirne. Alla richiesta della banca se volesse liquidarmi con 1/4 dei risparmi residui, visto che derivano dal conto che era intestato a lui e mia madre, mio padre si è rifiutato dicendo che i soldi sono tutti suoi. Mi ha detto che gli servono per la sua nuova vita con la sua compagna e ne io non devo interferire. I miei amici mi dicono che anche se tronco tutti i rapporti con lui, qualora lui un giorno versasse in cattive condizioni di salute e venisse abbandonato dalla compagna, io quale unica figlia sarei comunque obbligata per legge a sostentarlo, per esempio pagando un ricovero o ospizio qualora lui avesse esaurito tutti i suoi risparmi. E mi dicono che in teoria lui non mi ha nemmeno ceduto 1/4 dell'appartamento in cui vive e che mi spetterebbe come eredità di mia madre ma lui mi ha sempre detto che questo era intestato solo a lui è che quindi non fa parte della mia eredità di mia mamma (A me però risulta che fossero in comunione dei beni e che Quindi risparmi e casa fossero di entrambi e in tal caso non dovrei ricevere una parte?). Quindi: in teoria lui può anche intestarlo alla sua nuova compagna estromettendomi del tutto... oppure mi sta ingannando e privando di diritti che potrebbero tornarmi utili qualora fossi costretta a occuparmi di lui in futuro? Io non sono sposata, non ho figli, ho uno stipendio da impiegata e un mutuo per altri 10 anni, pagare di tasca mia un ricovero o una badante 24 ore sarebbe impossibile e mi metterebbe in ginocchio per sempre! Graziebper la sua risposta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo la quota di tuo padre non ti spetta perché in una quota di una casa ereditata non c'entra il coniuge, anche se sono in regime di comunione dei beni.-
      Per il resto, nella peggiore delle ipotesi, se tuo padre dovesse versare in cattive condizioni di salute, e senza soldi, interverrebbero i servizi sociali del Comune, e tu come unica figlia verresti chiamata in causa, e dovresti contribuire alle eventuali spese di ricovero in un ospizio , in base alle tue condizioni economiche del momento.-

      Elimina
  57. Buona sera, vorrei porre un questito:
    circa 30 anni fa, venne a mancare mio nonno paterno.I suoi 3 figli non hanno mai fatto la successione dell'immobile di cui era proprietario. L'immobile, dopo la sua morte, non è mai stato abitato. La sola utenza attiva (corrente elettrica) è stata sempre regolarmente pagata. L'immobile attualmente è ancora disabitato. Per esso non sono mai state pagate le eventuali dovute tasse in questi 30 anni. Ne mai i suoi figli hanno ricevuto comunicazioni e/o solleciti di pagamento.
    Attualmente possono ancora ritenersi proprietari dell'immobile? Se si, quale iter e quali costi dovrebbero sostenere per regolarizzare?
    Saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In generale qualunque sia la modalità di accettazione, il chiamato all’eredità ha 10 anni di tempo per decidere se accettare o meno. Se entro 10 anni non si manifesta l’accettazione si perde ogni diritto sull’asse ereditario, che si devolve secondo le regole stabilite dalla legge.-

      Elimina
  58. Buongiorno Avvocato.
    Avrei un quesito da porle e la ringrazio fin d'ora per il consiglio che vorrà darmi. Nel 2001 è venuta a mancare mia mamma: mio padre ed io abbiamo proceduto alla successione nelle quote stabilite per legge. Nel 2008 è venuto a mancare anche mio padre ed ho quindi fatto ulteriore pratica di successione diventando proprietaria ed erede al 100% di un immobile. Ora ho deciso di vendere l'appartamento. Il notaio mi chiede quota doppia (€450 + €450 indicativamente!) per l'eccettazione tacita d'eredità, da stipulare durante il rogito, sostenendo che saranno due le pratiche. E' formalmente corretto o basta una sola accettazione? La ringrazio molto.
    Un caro saluto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti le pratiche sono due in quanto prima sei diventata proprietaria del 50% dell'immobile, e successivamente anche dell'altro 50%, c'è stato quindi un doppio passaggio di proprietà.-

      Elimina
    2. Grazie infinite!!
      Buon lavoro!

      Elimina
  59. Buonasera Avvocato. Ho un quesito da porle. Due fratelli ereditano insieme alla madre 3 immobili. In uno vive la madre, nell'altro vive uno dei due fratelli ed il 3 immobile (che è una pizzeria) viene affittato. L'affitto viene equamente diviso in 3. dopo qualche anno i fratelli litigano e non si parlano più. la madre trova il testamento del maritoove c'è scritto che la pizzeria viene lasciata ad un nipote (non c'è lesione della quota di legittima già appurato). il nipote che ha ereditato la pizzeria può chiedere gli affitti arretrati che negli anni sono stati divisi tra i fratelli (uno del quale è il padre con cui va d'accordo) e la vedova? se si, da quando può farseli restituire? Dalla pubblicazione testamento (avvenuta dopo 5 anni dalla morte de cuius) o dalla morte de cuius? Grazie in anticipo. Ale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La divisione ereditaria ha effetto retroattivo, nel senso che ciascun condividente viene considerato unico ed immediato successore dei beni costituenti la sua quota sin dal momento dell'apertura della successione.-

      Elimina
  60. Mi perdoni avvocato ma voglio capire meglio. Quindi se ora è venuto fuori il testamento dal quale si evince che il nipote è stato nominato unico erede della pizzeria, quest'ultimo può pretendere dagli altri eredi gli affitti che questi hanno percepito in tutti questi anni a seguito della locazione dell'immobile? Grazie ancora. Ale

    RispondiElimina
  61. Buonasera Avvocato.
    Un informazione.
    Se mia madre mi fa atto di donazione del 20 per cento della sua casa e io ho altro residenza perché non abito la ma ci abita lei con mio fratello che ha pure il 20 per cento di donazione.
    Se in questa casa facciamo caso si fa un furto di luce, o altro del genere e io non lo so perché abito altro. Anch'io sono responsabile per legge pur se non ho residenza la ma abito altrove? Cioè per legge avrò problemi o no?
    Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu sei responsabile ai fini fiscali in base alla tua quota di proprietà, ma non hai alcuna responsabilità per quello che succede nella casa, se non hai la residenza nella stessa.-

      Elimina
  62. Buongiorno vorrei avere delle informazioni per quanto riguarda una casa di successione..mio padre è venuto a mancare danun’anno e aveva una casa di famiglia con le sue due sorelle e pagava sempre le utenze lice acqua e gas come dicono loro solo i canoni..ma noi non abbiamo
    Mai visto una bolletta ora ho chiesto di vederle ogni bolletta che arriva ..si sono alterati dandomi della malfidata...vorrei chiederle visto che ora sono anche io una proprietaria ma non isufruiscodell’abitazione mai andata.. come devo comportarmi? Devo pagare per forza queste bollette oppure no?? Avrò lo stesso diritto di proprietaria?? È un mio diritto vedere le bollette?? Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesca!
      Se tu non hai la residenza nella casa, anche se sei comproprietaria, le bollette delle utenze non sono intestate a te, quindi le persone residenti non sono obbligate a mostrartele, ed ovviamente tu non hai alcun obbligo di pagarle.-

      Elimina
  63. Ma ai fini di proprietà se io mi esimo nel pagarle possono far qualcosa?? Mi hanno detto che dovrei pagare solo un fisso e se comunque loro pretendono che io le paghi ovviamente io potrei pretendere di vederle giusto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesca!
      Non vedo perché tu debba pagare un fisso sulle delle utenze delle quali non usufruisci.-
      Ovviamente se pretendono che tu paghi qualcosa, debbono metterti a disposizione le bollette in modo che tu possa verificare quello che ti compete.-

      Elimina
  64. Buongiorno avvocato, avrei il seguente quesito da poterle.
    Se di recente è venuto a mancare un parente e gli eredi a conoscenza del fatto non avvisano/danno comunicazione agli eredi ignori dell’accaduto, quest’ultimi sono esenti dal presentare la dichiarazione di successione all’agenzia delle entrate non sapendo? La ringrazio in anticipo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lucia!
      Gli eredi non a conoscenza del decesso del parente sono esenti dal presentare la dichiarazione di successione solo se rinunciano o comunque non accettano l'eredità.-

      Elimina
  65. Gentile Avvocato
    morto un parente senza eredi con conto corrente intestato solo a lui
    un coerede non firma x dispetto e la banca non chiude il conto
    sono già più di 3 anni che va avanti la cosa, i coeredi data la somma non ingente bloccata nel cc. non mettono l'avvocato per la divisione giudiziale dato che dicono che non conviene.
    Domanda : se nessuno può ritirare e nessun giudice interviene che fine fanno quei soldi? Tornano allo Stato?
    Grazie se mi risponde

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo SI!
      Una volta che saranno trascorsi 10 anni dalla morte del de cuius, senza che gli eredi abbiano reclamato l'importo, il saldo del c/c andrà all'Erario.-

      Elimina
  66. Buonasera, vorrei chiederle un’informazione:
    una persona muore lasciando coniuge e due figli. Sia la moglie che i figli rinunciano all’eredità.
    L’eredità passa ai fratelli, i quali, a loro volta, rinunciano, così come i rispettivi figli ( nipoti del defunto). a questo punto l'eredità si devolve ai cugini?
    Grazie in anticipo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      La normativa prevede che se il coniuge e i figli rinunciano all'eredità, la stessa andrà ai parenti più prossimi in base al grado di parentela.-

      Elimina
  67. Gentile Avvocato,
    una madre che scompare lascia, con testamento, la casa di proprietà solo alle tre figlie poiché al quarto figlio, fa scrivere dal notaio nel testamento,gli ha dato dei soldi in vita. Il figlio, ricorrendo in giudizio, chiede la legittima, ma (ecco la domanda) le tre sorelle possono vendere l'appartamento a un estraneo o il fratello escluso ha diritto alla prelazione?
    Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il fratello escluso ha diritto alla prelazione, e comunque l'appartamento non può essere venduto senza il suo consenso, perché un eventuale acquirente deve essere preventivamente informato della causa in corso.-

      Elimina
  68. Buongiorno dott. Censori io sono divorziato, unici parenti prossimi un fratello e un nipote, vorrei chiederLe cortesemente se,depositando il mio testamento da un notaio,posso lasciare i miei beni a chi voglio oppure se scatta la legittima a favore dei suddetti. Se invece dovessi decedere senza lasciare alcun testamento, i beni si devolvono automaticamente a mio fratello e in subordine a mio nipote? Grazie per la cortese informazione - cordiali saluti.Alberto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Alberto!
      - SI! Depositando il tuo testamento da un notaio puoi lasciare i tuoi beni a chi vuoi.-
      - SI! Senza testamento i tuoi beni andranno a tuo fratello e in subordine a tuo nipote.-

      Elimina
  69. Buongiorno, è vero che non si vende se la casa è abitata da un erede senza reddito e anche se a voler vendere è un solo erede su 15 eredi che possiede il 3,95%?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Senza il consenso di tutti gli eredi un immobile non si può vendere.-
      L'unica alternativa è quella di intentare una causa in modo che sia il giudice a imporre la vendita e la conseguente divisione del ricavato.-

      Elimina
  70. buongiorno, la zia non sposata e senza figli ha fatto testamento e lascia ai 2 nipoti 50% ciascuno, uno dei nipoti è in vita l'altro è deceduto, quello deceduto lascia moglie e una figlia; la domanda è questa: l'eredità spetta al nipote e alla pronipote, la moglie è esclusa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sandra!
      NO!
      La moglie eredita il 50% della quota spettante al marito deceduto e l'altro 50% va alla figlia.-

      Elimina
  71. Gentile Avvocato,
    un mese è mezzo fa è mancato un mio cugino materno celibe e senza figli. Le chiamate a succedere erano due zie di cui una sposata e l'altra con una figlia. La zia sposata è mancata due settimane fa e nessuna delle due aveva ancora fatto nulla per aprire la dichiarazione di successione. Mi pare di capire che ora la quota spettante alla zia deceduta dopo il cugino spetti al coniuge della zia stessa, il mio problema è che poichè il cugino viveva vicino a me e c'era un bel legame io mi sono sobbarcata delle ingenti spese funerarie e lo zio respinge qualsiasi mia richiesta finalizzata ad avere un rimborso delle spese. Che posso fare? La ringrazio anticipatamente per la Sua attenzione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo non puoi fare nulla!
      Infatti Tu non eri obbligata per legge ad accollarti le spese funerarie di tuo cugino; è stata quindi una tua libera scelta, e di conseguenza non puoi obbligare altri a rimborsarti le spese sostenute, anche se sono i legittimi eredi.-

      Elimina
  72. Gentile Avvocato,
    a Novembre 2016 è venuta a mancare una mia zia che aveva tre figlie; La successione non è stata ancora fatta.
    Purtroppo, a luglio 2017, è venuta a mancare una figlia di questa mia zia che era sposata e con due figli; La successione non è stata ancora fatta.
    Mi accingo a fare la prima dichiarazione di successione di mia zia che scade tra pochi giorni.
    Mi chiedevo se devo inserire tra gli eredi la figlia ormai defunta o gli eredi di quest'ultima (solo i due figli) indicando loro come rappresentanti della madre defunta rappresentata?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nella successione devi inserire gli eredi della figlia defunta come rappresentanti della madre.-

      Elimina
  73. Buonasera Avvocato
    Vorrei sapere se mi sa dare una risposta a questo caso particolare:
    Nel corso dello stesso anno muoiono in sequenza prima la madre e poi il padre e lasciano come eredi legittime due figlie entrambe sposate con prole. Tuttavia non fanno in tempo ad espletare la successione dei genitori che improvvisamente muore anche una delle due sorelle.
    Adesso la sorella superstite, essendo che ancora non era stata fatta la successione dei genitori, deve succedere ai beni di questi ultimi insieme al cognato e al nipote?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      La quota spettante alla sorella deceduta va al marito a al figlio di quest'ultima.-

      Elimina
  74. Buona sera Avvocato. Forse Lei mi puo aiutare. Sono lituana, ho una figlia di 7 anni con compagnio italiano.Viviamo in un appartamento in affitto. Io non lavoro,perche lui mi impedito sempre. Due mesi fa lui mi ha lashiato. L'affitto non paga da 4 mesi, non da soldi per fare spesa e minaccia che mi porta via la figlia. Lui attualmente disoccupato perche fatto fallire la fabrica di sua madre. La proprietaria mi ha chiesto di liberare appartamento. Sono disperata, non riesco trovare lavoro. A me e la figlia mantiene sua madre. Volevo chiedere se posso chiedere alloggio e residenza a casa di mia suocera, e pignorare la casa sua per mia figlia, visto che mio compagno gia ha fatto fuori quasi tutto che avevano suoi genitori, ho paura che mia figlia un giorno rimangono solo i debiti che continua a fare suo padre. Grazie mille.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio di rivolgerti ai servizi sociali del Tuo Comune di residenza, per farti assistere e consigliare per il meglio.-

      Elimina
  75. buona sera sig.avvocato.
    mio padre vedono ha lasciato un conto corrente e un appartamento .
    siamo io e mio fratello gli eredi .
    ora mio fratello vive nell' appartamento di mio padre come prima casa .
    io ho già una casa di mia proprietà e non vorrei accollarmi ulteriori spese e tasse per 1/2 appartamento dove io non vivrei .
    sul conto corrente di padre c'è abbastanza denaro da coprire il valore di 1/2 appartamento .
    ora la mia domanda è questa :
    è possibile all' atto della sucessione e divisione dei beni trascrivere in modo chiaro che io vorrei convertire la mia 1/2 parte di appartamento in denaro ( prelevando i soldi dal conto corrente di padre ) e mio fratello ( d'accordo con me ) diventare proprietario al 100% dell' appartamento ?
    in parole povere è possibile scambiarsi i beni immobiliari e non ( denaro contante ) , in modo da ottenere comunque una partizione al 50% finale?
    Questo eviterebbe di frazionare un appartamento e il denaro in più proprietari ......
    grazie se mi vorrà rispondere .
    Saluti .

    RispondiElimina

I commenti rimarranno disabilitati nel fine settimana.