mercoledì 15 maggio 2013

Ferie, permessi e malattia

FERIE

Le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile per il lavoratore; un periodo di riposo necessario per reintegrare le energie psico-fisiche.-
Le ferie maturate e non godute non si perdono; possono essere differite nel tempo o, solo nei casi di legge, retribuite con una indennità sostitutiva.-
La legge 66/2003 stabilisce il diritto del lavoratore ad un periodo di riposo indicando che “il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane” e che il predetto periodo non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro.-
In genere le ferie si maturano nel corso dell'anno solare; un lavoratore che abbia lavorato tutto l'anno nella stessa azienda avrà diritto a tutti giorni di ferie stabiliti dal contratto nazionale applicato.-

Un lavoratore che invece abbia iniziato il rapporto di lavoro nel corso dell'anno avrà diritto ad un numero di giorni in proporzione ai mesi di servizio prestati.-
Qualora a fine anno solare risultassero dei giorni di ferie maturate ma non godute, le giornate residue devono essere fruite entro i 18 mesi successivi, a meno che il lavoratore non consenta di rinviare ulteriormente tale scadenza.-

Con circolare n. 8 dell'8 marzo 2005 il Ministero del lavoro ha chiarito che al lavoratore deve essere garantito un periodo di almeno due settimane, da fruirsi in modo ininterrotto nel corso dell'anno di maturazione, su richiesta del lavoratore stesso.-
I contratti collettivi di lavoro, anche aziendali, possono stabilire ovviamente condizioni di miglior favore per i lavoratori; infatti quasi tutti i contratti prevedono un periodo superiore rispetto alle quattro settimane.-
  

INFORTUNIO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO

Se il contratto di lavoro a tempo determinato scade mentre il dipendente si trova infortunato, il contratto non viene prorogato, ma l'INAIL corrisponde comunque l'indennità fino al termine dell'infortunio.-

MALATTIA

L'indennità di malattia è la somma che viene pagata, in sostituzione della retribuzione, ai lavoratori che si ammalano. Spetta per un periodo massimo di 180 giorni. I primi tre giorni sono, di regola, a carico del datore di lavoro, mentre dal quarto giorno di assenza è l'Inps a provvedere al pagamento.

Spetta agli operai dell'industria, dell'artigianato e dell'agricoltura, agli operai e agli impiegati del terziario, ai giovani assunti con contratto di inserimento, ai lavoratori parasubordinati, e agli apprendisti.

Il lavoratore deve trasmettere agli uffici Inps di residenza il certificato redatto dal medico di famiglia ed inviare la seconda parte (l'attestato senza diagnosi) al datore di lavoro. Il certificato va inviato sia all'Inps sia al datore di lavoro entro 2 giorni dalla data di compilazione. Nel caso di ritardata trasmissione l'indennità viene decurtata di un numero di giorni pari a quelli del ritardo.

VISITE DI CONTROLLO O VISITE FISCALI

Dipendenti privati:
Eventuali controlli possono essere effettuati dai medici dell'Inps dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 di ogni giorno, compresi i giorni festivi e le domeniche.

Dipendenti pubblici:
Eventuali controlli possono essere effettuati dai medici degli Enti preposti dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18 di ogni giorno, compresi i giorni festivi e le domeniche.

L'assenza può essere giustificata solo dalla necessità di effettuare accertamenti sanitari, visite mediche urgenti o per cause di forza maggiore. In caso di assenza ingiustificata, è prevista la perdita dell'indennità per un periodo di volta in volta valutato.

L'importo dell'indennità, che sia pagata dall'Inps o direttamente dal datore di lavoro, è pari al 50% della retribuzione media globale giornaliera (per i primi 20 giorni), mentre per i giorni successivi è pari al 66,66%. In genere la retribuzione è garantita per intero dai contratti di lavoro, che impegnano i datori di lavoro a pagare la differenza.
Il pagamento può essere effettuato dall'Inps a conguaglio (tramite il datore di lavoro) se è lavoratore dipendente oppure direttamente con accredito sul c/c bancario o postale oppure allo sportello di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale, se si tratta di lavoratore parasubordinato, agricolo, disoccupato o sospeso, stagionale.

MALATTIA ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO

Se il contratto di lavoro a tempo determinato scade mentre il dipendente si trova in malattia, il datore di lavoro non ha l'obbligo di prorogarlo; quindi alla scadenza cessa ogni tipo di indennità e tutela per il lavoratore.-

MALATTIA DURANTE IL PERIODO DI PROVA

La malattia intervenuta durante il periodo di prova, ne sospende il corso fino alla guarigione, e allunga i tempi del periodo di prova stesso; il recesso in quel caso è legittimo ma è inefficace fino al termine della malattia, e del periodo di prova contrattuale, aumentato dei giorni di malattia.-
Naturalmente la malattia deve essere portata immediatamente a conoscenza del datore di lavoro con certificato medico.-
In pratica, per esempio, se per un livello di un qualsiasi CCNL è previsto un periodo di prova di 2 mesi e nel periodo di prova si è avuta un'assenza per malattia di 15 giorni, il periodo di prova effettivo diventa di 2 mesi e 15 giorni.-
Questo significa che il datore di lavoro si riserva 15 giorni di tempo in più per decidere la trasformazione o la risoluzione del rapporto di lavoro, e il dipendente può richiedere 15 giorni di tempo in più per dimostrare le proprie capacità e competenze.-

MALATTIA DURANTE LE FERIE

L'INPS ha dettato una normativa in materia; in generale la malattia durante le ferie le sospende, a meno che il datore di lavoro possa dimostrare che il lavoratore poteva comunque fruire delle ferie.-
Se ti viene la febbre, se vieni ricoverato in ospedale, ecc., è dimostrabile che, in quelle condizioni, tu non puoi continuare le vacanze, quindi le ferie debbono essere sospese.-
Se invece hai un forte mal di testa, stress, ecc. , le ferie non vengono interrotte, anzi sono utili per farti guarire.-
In ogni caso il lavoratore deve comunicare tempestivamente la sopravvenuta malattia, in modo che il datore di lavoro possa eventualmente mettere in atto i suoi controlli.-

PERMESSI RETRIBUITI (ROL)

Oltre alle ferie, in genere, i dipendenti in base al contratto collettivo di appartenenza maturano anche ogni anno un certo numero di ore lavorative, che sono appunto Permessi Retribuiti o ROL (riduzione orario di lavoro), che possono essere quindi richiesti per motivi personali e goduti in ore.-

PERMESSI PER LUTTO FAMILIARE

La persona con contratto di lavoro dipendente, in caso di decesso di un familiare, ha diritto ad un permesso retribuito della durata massima di 3 giorni.
I giorni di permesso devono essere utilizzati entro 7 giorni dal decesso. Nei giorni di permesso non sono considerati i giorni festivi e quelli non lavorativi. Nel corso di un anno, anche se si verifica il decesso di altri familiari, il numero massimo di giorni a disposizione è comunque di 3.
Quando si verifica il decesso, la persona interessata è tenuta a comunicarlo tempestivamente al proprio datore di lavoro, indicando i giorni nei quali intende avvalersi del permesso. Poi, al rientro sul posto di lavoro, deve consegnare al datore la documentazione relativa al decesso, corredata da autocertificazione o da certificazione rilasciata dal Comune.
Il permesso per lutto è cumulabile con i congedi e permessi per familiari con handicap, previsti dalla legge n. 104 del 1992.
Il permesso retribuito è applicabile in caso di decesso:
  • del coniuge;
  • del convivente, purché la stabile convivenza risulti da certificazione anagrafica;
  • di parenti entro il secondo grado; (per 1° grado si intendono: padre/madre, figlio; per 2° grado: nonno. nipote);
  • di affini entro il primo grado (genero e suocera).
Caso di infermità
Lo stesso tipo di permesso si applica pure in caso di documentata grave infermità del coniuge, anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto componente la famiglia anagrafica della lavoratrice o del lavoratore. Per maggiori dettagli, si veda la pagina sui permessi e congedi per gravi motivi familiari.
Lavoratori parasubordinati
Per le lavoratrici e i lavoratori di tipo "parasubordinato" (a progetto, co.co.co., partita Iva), la legge non prevede permessi retribuiti, per i casi come quelli del lutto.
In caso di decesso di un familiare, la possibilità di concedere eventualmente tali permessi, e di farlo in forma retribuita, è pertanto a totale discrezione del datore di lavoro.

RICORRENZE FESTIVE

Agli effetti della legge n° 260 del 27 maggio 1949 e della legge n° 54 del 5 marzo 1977, sono considerati giorni festivi:
01) La domenica
02) Il 1° giorno dell'anno
03) Il giorno dell'Epifania (6 gennaio)
04) Il giorno di Pasqua
05) Il giorno di lunedì dopo Pasqua
06) Il 25 aprile (anniversario della liberazione)
07) Il 1° maggio (festa del lavoro)
08) Il 2 giugno (fondazione della Repubblica)
09) Il giorno dell'Assunzione della Beata Vergine Maria (15 agosto)
10) Il giorno di Ognissanti (1° novembre)
11) Il giorno dell'immacolata Concezione (8 dicembre)
12) Il giorno di Natale (25 dicembre)
13) Il giorno 26 dicembre
Il giorno di ricorrenza del S. Patrono del Comune in cui è ubicata l'unità produttiva
Quando la festività coincide con la domenica, (o il sabato se non lavorativo), i lavoratori retribuiti in misura fissa hanno altresì diritto ad una quota aggiuntiva di retribuzione determinata, salvo diverse e più favorevoli disposizioni contrattuali, in 1/26 della retribuzione fissa.-

FESTIVITÀ SOPPRESSE

Per gli effetti della legge 5 marzo 1977 n° 54 non sono più considerati festivi, agli effetti civili le festività religiose:
1) San Giuseppe (marzo)
2) Ascensione (maggio)
3) Corpus Domini (giugno)
4) Santi Pietro e Paolo (giugno)
In sostituzione delle 4 Ex Festività i lavoratori usufruiscono di 4 gruppi di 8 ore di permessi individuali retribuiti.
La celebrazione delle 2 Festività Nazionali del 2 Giugno (festa della Repubblica) e 4 Novembre (Festa dell'Unità Nazionale), sempre per effetto della stessa legge, hanno luogo rispettivamente la prima domenica di giugno e la prima domenica di novembre.
Il trattamento economico di dette 2 festività sarà quello previsto per le festività cadenti in domenica ( 6,67 ore o 1/26)
Con la legge del 20 novembre 2000 n° 336, a partire dal 2001 è stata ripristinata la Festa Nazionale della Repubblica del 2 giugno, pertanto detta festività si va ad aggiungere alle Festività al precedente paragrafo.



Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito “www.cgil.it
Iscriviti alla CGIL. Perchè? Perchè è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti


Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. buona sera avvocato, volevo sapere se è vero che trascorsi i 180 giorni di malattia,dopo essere stato dichiarato invalido al 100% dall'inps con rivalutazione fra un anno, i restanti 6 mesi non si percepisce più alcuno stipendio. Sono un infermiere professionale in struttura privata con contratto uneba
    grazie e buon lavoro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Purtroppo è vero!
      L'INPS paga l'indennità di malattia solo fino ad un massimo di 6 mesi consecutivi.-

      Elimina
  2. Buonasera Dott. Censori,
    Al rientro a lavoro (di mercoledì)dopo una settimana di malattia, non ho usufruito del mio giorno di riposo (che è mobile perché dipendente dai turni).
    Il mio datore di lavoro sostiene che non mi spetti recuperarlo. È corretto?
    La ringrazio anticipatamente
    Saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo SI!
      Il giorno di riposo nei turni è legato all'attività lavorativa, quindi se non si lavora perché si è in malattia non se ne ha diritto.-

      Elimina
  3. Buonasera Dott. Censori,
    un dipendente di mia moglie, dirigente scolastico, è stato eletto sindaco. Il quesito è: un docente a tempo indeterminato, scuola secondaria di primo grado (cattedra 18 ore settimanali), come vanno intese le 48 ore "lavorative" di permesso retribuito ex art. 79. Sono due giorni o vanno suddivise per le max 5 ore giornaliere di servizio. La ringrazio anticipatamente. Valter

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Valter!
      Le 48 ore di permesso retribuito per i sindaci ex art. 79, valgono per tutti, a prescindere dall'effettivo orario di lavoro, quindi vanno intese come due giorni.-

      Elimina
  4. Buongiorno Gianfranco,
    Sono Michele, impiegato 4° livello Contratto medie piccole aziende CONFAPI. Ho visto che dal 3/07/2017 di quest'anno c'è stato un rinnovo del contratto:
    - busta paga di ottobre euro 80,00 lordi
    - dal primo di novembre aggiornamento dei minimi tabellari
    - 150 euro 1/03/2018; 150 euro 1/03/2019; 150 euro 01/03/2020 come benefit legati al welfaree contrattuale.
    A proposito di questi benefit non mi è chiaro come vengano erogati...sono dei soldi esente tasse che mi vengano erogati a marzo del 2018, 2019, 2020.... o c'è qualcos'altro che mi sfugge ...?
    Spero di essere stato chiaro...
    Grazie per la sua disponibilità
    Michele

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Michele!
      L’abbattimento previsto dalla legge sui benefit va dall'attuale 23% al 10% di trattenuta IRPEF.-

      Elimina
  5. Buonasera Gianfranco,
    sono un impiegato livello c2 presso un azienda chimica farmaceutica da aprile 2012. Ho un dubbio in merito al preavviso di dimissione: un mese e mezzo o due mesi? Nel caso di interruzione quante mensilità mi vengono tolte? Grazie. Saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In caso di licenziamento il Tuo CCNL per il livello C2, con un'anzianità di servizio oltre i 5 anni, fino a 10 anni, prevede un preavviso di 2 mesi, che in caso di dimissioni si riduce della metà.-
      Le dimissioni decorrono dalla metà o dalla fine di ciascun mese.-
      Se non si rispetta il preavviso previsto, si avrà detratti dalle competenze maturate tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

      Elimina
    2. La ringrazio per le delucidazioni.
      Buona giornata

      Elimina
    3. Buonasera Gianfranco,
      approfitto della sua pazienza e competenza per un’ulteriore delucidazione
      1) Nel caso presentassi le mie dimissioni in data 15 ottobre con ultimo giorno di lavoro il 31 ottobre dovrò versare i giorni di paga fino al 15 di novembre?
      2) Nel caso di dimissioni concordate , una delle tre opzioni sul sito del ministero del lavoro , come ci si può accordare con l’azienda? Dipende solo dal lavoratore o dall’azienda?
      3) Altro caso dimissioni in tronco (senza preavviso) quante giorni di paga devo corrispondere?
      4) Ultimo caso licenziamento per mancanze tipo insubordinazione verso i superiori , mi viene corrisposto il salario fino al giorno del licenziamento ?
      Potrebbero sembrare ovvietà ma mi trovo in una situazione alquanto complicata, devo decidere in poco tempo e non è affatto facile.
      Certo della sua comprensione la saluto e la ringrazio.

      Elimina
    4. - SI! Se presenti le dimissioni in data 15 ottobre con ultimo giorno di lavoro 31 ottobre, dovrai versare 15 giorni di paga per mancato preavviso.-
      - La riduzione del periodo di preavviso dipende solo dall'azienda, che in caso di dimissioni è la parte danneggiata.-
      - In caso di dimissioni in tronco, quindi senza preavviso, devi corrispondere un mese di paga.-
      - SI! In caso di licenziamento, a prescindere dalla causale, ti deve essere corrisposto il salario fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

      Elimina
    5. Avrei un'ultima domanda: le dimissioni si chiedono on line dal sito del ministero del lavoro indicando la data di decorrenza. visto che il mio ultimo giorno di lavoro dovrebbe essere il 10 novembre (venerdì), devo indicare il 9 novembre (giovedì) o il 13 novembre (lunedì).
      grazie ancora.
      saluti

      Elimina
    6. La data di decorrenza delle dimissioni è il primo giorno lavorativo successivo all'ultimo giorno di lavoro, quindi nel tuo caso sarà il 13 novembre.-

      Elimina
    7. Buonasera,
      purtroppo ho dovuto posticipare la data di inizio del nuovo lavoro.
      Se invio le dimissioni il giorno 2 novembre o 3 novembre con decorrenza il 13 novembre devo corrispondere all'azienda i restanti giorni fino al 30 Novembre o il mese intero?
      Grazie.
      Saluti.

      Elimina
  6. Buongiorno Dott Censori, avrei una domanda da farle: sono tra gli idonei nella graduatoria finale di un concorso in una ASL che pian piano sta chiamando per le assunzioni a tempo indeterminato. Nel bando di concorso c'è il vincolo di stare 5 anni nella ASL per per chiedere il trasferimento in altra ASL più vicina alla mia provenienza. Ho letto alcuni commenti di colleghi che dichiaravano che nonostante questa clausola dei 5 anni esiste la possibilità di richiedere dopo i 6 mesi di prova il cambio compensativo con un altra persona della stessa categoria che voglia fare il percorso invreso ; è vera questa affermazione? Si può tentare di riavvicinarsi a casa dopo i 6 mesi di prova nonostante la clausola dei 5 anni di permanenza obbligatoria? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      E' possibile!
      L'unico problema è che devi trovare un'altra persona della stessa categoria disposta a fare il percorso inverso al tuo, e comunque il trasferimento in questo caso non è automatico ma è a discrezione delle due ASL.-

      Elimina
  7. buonasera avvocato sono daniele chef de rang 4 livello ccnl pubblici esercizi,e' regolare un orario di spezzato che va dalle 12 30 alle 16 00 e riprende dalle 19 30 alle 23 00?
    E' giusto secondo lei ,che un nostro collega che ha contratto part time,ma che nella realta' svolge un orario full time(dimostrabile da tabella orario turni di lavoro),non svolga questo tipo di orario spezzato?
    grazie e buon lavoro daniele monaco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Daniele!
      L'orario di lavoro va concordato tra le parti, quindi se lo hai sottoscritto spezzato è regolare, e il confronto con altri colleghi che hanno sottoscritto un contratto diverso è improponibile.-

      Elimina
    2. ho capito avvocato ,non avendo spttpscritto alcun accordo di orario spezzato ,posso quindi rifiutarmi di svolgerlo?
      le ricordo che sono pero' dipendente full time.
      grazie ancora
      daniele monaco

      Elimina
    3. Ciao Daniele!
      SI!
      Se non hai sottoscritto alcun accordo di orario spezzato, puoi rifiutarti di svolgerlo.-

      Elimina
  8. Buongiorno avvocato,
    Mi chiamo Corina dal 2010 lavoro in un RSA come ASA. Qualche mese fa ho subito un intervento per artodesi L5-S1 e stenosi sinistro. Dopo l'intervento ha consigliato l'uso di un tutore per il piede
    sinistro. Ho eseguito la visita con il medico di lavoro per poter rientrare al lavoro. Sono stata considerata idonea con restrizioni/limitazioni: lavorare in copia, mobilizzare il paziente solo con l'utilizzo del ausilio (sollevatore), non eseguire flessioni ripetute del tronco. Per gran parte delle attività che io devo svolgere devo flettere il tronco. Sono stata reintegrata al lavoro essendomi assegnato un turno come operatore normale.(Nella nostra struttura ci sono persone idonee al lavoro con limitazioni che sono considerate un unità in più nel reparto). Ovviamente non e il mio cosa. Sono rimata un po sconcertata, perché visto che non poso fare gran che, anzi rallento il lavoro e spinga la mia collega a fare un lavoro che dev'essere diviso in due ha farlo da sola. Ho provato ha parlare con il direttore sanitario e la risposta e stata “mi devo attenere alle prescrizioni mediche). Come poso chiarire/risolvere questa situazione? Qualcuno ni ha consigliato di richiedere invalidità civile non per la pensione ma per essere tutelata al lavoro. Secondo voi è una soluzione?
    Grazie per la sua disponibilità

    RispondiElimina
  9. Buongiorno avvocato. Sono sempre Corina. Sono rientrata al lavoro. Il primo giorno ha dovuto posturare persone non autosufficienti, non collaboranti, ho dovuto portare in giro dei carreli, 30/35 chilogrammi. Poco prima del fine turno la mia gamba e ceduta e di conseguenza sono caduta. In PS hanno detto che non e considerato infortunio perche, per la mia fortuna, non e suceso nulla di grave. E posibile, anche se l'incidente e suceso durante il turno di lavoro, nel raparto, mentre stavo raggiungendo la mia collega per accompagnare le pesone a letto, anche se il cedimento della gamba è una consegvenza dello sforzo lavorativo?. Grazie per il suo tempo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Trovo strano che al pronto soccorso non ti abbiano aperto una pratica di infortunio, ma trattandosi di una questione di carattere medico non ho titolo per entrare nel merito della questione, come è strano che al rientro in servizio dopo l'intervento chirurgico non siano state prese in considerazione le indicazioni del medico del lavoro.-
      A questo punto ti consiglio quindi di avviare la pratica di invalidità civile, in modo che si verrà riconosciuta un'invalidità ci sarà un verbale attestante la tua patologia e di rivolgerti nel frattempo a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  10. Grazie mille avvocato.

    RispondiElimina
  11. Buongiorno Dottor Censori, ho vinto un concorso in ASL con clausola di obbligo di 5 anni prima di chiedere il trasferimento. Mio padre possiede invalidità civile al 80%, ci sarebbero gli estremi per chiedere l'avvicinamento nella mia regione? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per richiedere l'avvicinamento nella Tua regione non è sufficiente un'invalidità dell'80% ma è necessaria la legge 104/1992 art. 3 comma 3.-

      Elimina
  12. Buonasera Dott.Censori, sono dipendente fisioterapista uneba livello 3S con contratto in scadenza il 20 novembre... volevo chiederLe se per partecipare ad un concorso pubblico la prossima settimana ho il diritto a fruire di un permesso o il datore di lavoro può obiettarmelo e non concedermelo ( non ho buoni rapporti col datore). La ringrazio in anticipo per la risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. NO!
      Non sono previsti permessi specifici per poter partecipare a un concorso pubblico, quindi devi richiedere un giorno di ferie.-

      Elimina
  13. Buongiorno avvocato, sono stata assunta il 5 maggio 2017 da una cooperativa come addetta alle pulizie con contratto part time a tempo indeterminato di 18 ore settimanale (anche se ne faccio molto di più ). Vorrei sapere a quanti giorni di malattia ho diritto quest anno 2017 e a quanti di giorni di permesso. So che per la malattia sono 3 mesi all anno ma mi viene il dubbio essendo stata assunta solo a maggio. Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel tuo caso i giorni di malattia sono 3 mesi all'anno, quindi per il periodo che va da maggio 2017 ad aprile 2018.-

      Elimina
    2. Grazie mille avvocato e per quanto riguarda i permessi retribuiti?

      Elimina
    3. Il Tuo CCNL prevede quanto segue:
      Ferie
      22 giorni, per orario settimanale su 5 giorni, o 26 giorni, per orario su 6 giorni, lavorativi annui.
      Festività soppresse
      In sostituzione delle 4 festività abolite ai sensi del combinato disposto della legge 54/1977 e del D.P.R. 792/1985 spettano 32 ore di permesso retribuito.
      Riduzione orario di lavoro (ROL)
      40 ore annue, di norma attraverso il riconoscimento di corrispondenti giornate di riposo, o con modalità da definire in sede aziendale.

      Elimina
  14. con il contratto federculture le ore di permesso maturano durante la malattia?.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Renato!
      SI!
      Le ore di permesso maturano comunque anche in caso di malattia!

      Elimina
  15. Buongiorno avvocato grazie per la disponibilità, sono Anna contratto UNEBA assunta dalla casa di riposo a maggio 2017, prima lavoravo sempre nella stessa casa di riposo ma con agenzia, sono in malattia da giugno per forte stress emotivo correlato al lavoro, mentre mi trovavo al lavoro ho avuto un episodio (non l'unico)di cardiopalmo, nodo alla gola e rigidità, chiamata ambulanza e portata al pronto soccorso in codice giallo.La situazione lavorativa in questo contesto è terrorizzante con mobbing, (ma non mi sono procurata prove)quindi non impugnabile. Non voglio più rientrare al lavoro perchè al solo pensiero vado in crisi di panico. Le chiedo: se il medico non mi desse più giorni di malattia, oppure scadono i sei mesi consecutivi di malattia e io senza giusta causa non mi presentassi più al lavoro la struttura mi può licenziare? Vorrei essere licenziata per avere la disoccupazione e cercarmi un'altro lavoro. Non voglio dare le dimissioni perchè perderei il diritto alla disoccupazione visto che la mia malattia è dovuta allo stress che provo in quel contesto. seconda domanda in caso di licenziamento da parte della struttura mi viene trattenuto il preavviso? Se si di quanti giorni? Mi consigli per favore come comportarmi per fare le cose a norma di legge.Questa situazione non mi fa più vivere, tutto a causa di mobbing ma ahimè senza prove. Grazie per il suo tempo che mi ha dedicato nel leggermi. Confido in un suo consiglio. Buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per fare le cose a norma di legge dovresti presentare le dimissioni o volontarie o per giusta causa, e nel tuo caso se non hai prove per la giusta causa dovresti presentarle volontarie ma perderesti il diritto all'indennità di disoccupazione.-
      Devi quindi trovare una scappatoia anche se non è proprio a norma di legge.-
      Uno dei sistemi può essere quello di non presentarsi più al lavoro finita la malattia, in modo che il datore di lavoro prima o poi sarà costretto a licenziarti per assenze ingiustificate.-
      In questo caso avresti comunque diritto all'indennità di di disoccupazione (NASPI), anche se con un mese di penalizzazione.-

      Elimina
    2. Grazie mille avvocato,le auguro una buona serata

      Elimina
  16. scusi se ripongo la domanda,con il contratto federculture le ore di permesso maturano o no?la ditta dice di no.grazie per la cortese risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  17. Buonasera Dott. Censori,avrei bisogno di un'informazione. Sono infermiera e sto svolgendo un periodo di prova presso un' Asl per un posto a tempo indeterminato ( ho passato un concorso ). Purtroppo sto vivendo un periodo difficilissimo : mio papà sarà dimesso a breve da una struttura ospedaliera e si è deciso di gestirlo a casa ( portatore di tracheostomia, Peg, dializzato) e mia mamma ha iniziato dei cicli di chemioterapia...C'è qualche permesso che posso chiedere per poterli aiutare sebbene io sia ancora nel periodo di prova ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Ti consiglio comunque di trovare qualche soluzione alternativa per tuo padre, se non vuoi correre il rischio di non superare il periodo di prova.-

      Elimina
  18. Buonasera Dottore. Censori, lavoro in una cooperativa a tempo determinato in una struttura ricettiva, sono stata in ferie dal 9 di novembre al 21 e mi sono ammalata, ho messo il certificato di malattia e poi un'altro per proseguire la malattia, purtroppo in mezzo c'era la festività il 1 di novembre e dato che noi abbiamo il sistema online vediamo tutte le presenze ecc..
    Mi sono accorta che non risultava la malattia del 1 di novembre ed ho chiesto spiegazioni, mi hanno risposto che le festività e le domeniche l'INPS non le paga è vero

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna!
      SI!
      E' vero!
      Comunque per te a livello economico non cambia nulla!

      Elimina
  19. salve avvocato avendo un contratto multisiervice di vigilanza non armata vorrei sapere quante ore di rol mi spettano annualmente, e quante ore di lavoro ordinario mensile dovrei fare. ( visto che ne faccio 195 mensili)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le ore di lavoro previste anche dal tuo CCNL sono 40 settimanali, e i ROL sono pari 48 ore all'anno.-

      Elimina
  20. salve un 'altra domanda: quando un'azienda puo' applicare l'art.32 portando un contratto di multiservice a 195 ore mensili?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se in azienda ci sono delle rappresentanze sindacali, l'applicazione è possibile tramite accordo sindacale, altrimenti è il solo datore di lavoro che decide.-

      Elimina
  21. Buon giorno vorrei sapere i miei diritti io lavori in hotel cameriera ai piani e 17 anni che sono li ma dal 2014 ero a dempo indeterminato poi siamo passati stagionali vorrei sapere quandi giorni di mallattia o diritto io quest anno avro fatti 3 mesi x problemi alla schiena e a settembre non mi e stata pagata la malattia dal datore di lavoro lims me la pagata ma il datorw di lavoro no come mai o fatto troppa malatia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu hai diritto a 180 giorni di malattia all'anno come tutti gli altri lavoratori, e l'unico problema con un contratto a termine è che l'indennità cessa alla scadenza del contratto.-

      Elimina
  22. buongiorno,vorrei esporle un quesito:le 30 ore di permesso retribuite annuali sono presenti nel contratto federculture? la ringrazio per la risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Il Tuo CCNL prevede che:
      Il lavoratore può usufruire, per giustificati motivi personali o familiari, di permessi. La durata di detti permessi non può superare le 30 ore complessive nell’arco dell’anno.-

      Elimina
  23. Salve Avv. Censori,
    Sono assunto da Giugno con contratto sostituzione maternità che scade il 23 Novembre, CCNL ANIA, volevo chiederle quanti giorni di ferie e permessi ho maturato nel mese di Novembre (1/11 - 23/11).
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il rateo ferie e permessi spetta se il mese è lavorato per intero, o per una frazione pari o superiore a 15 giorni, quindi nel tuo caso anche per il mese di novembre maturi il rateo mensile intero come per i precedenti mesi.-

      Elimina
  24. Buonasera avvocato,
    lavoro come operaio turnista (3 turni da 8 ore escluso il sabato e la domenica) CCNL Gomma e Plastica Industria, volevo capire come deve essere retribuita la malattia, in quanto nella mia busta paga viene liquidata solo l'indennità inps e l'integrazione ditta. E' corretto che non mi paghino la maggiorazione (media turnista) sulle ore di assenza per malattia? Mi sono anche accorto che dal 2008 ad oggi non mi è più stato pagato un premio che prima prendevo tutti i mesi, posso rivendicarlo anche se non ho nessuna lettera in merito?
    Grazie mille
    Leonardo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Leonardo!
      - Purtroppo SI! E' corretto che non ti paghino la maggiorazione per il periodo di assenza per malattia, perché è legata alla presenza.-
      - I premi sono legati alla situazione momentanea aziendale e quindi non sono un diritto acquisito.-

      Elimina
    2. grazie mille per la disponibilità!!!

      Elimina
    3. Ciao Leonardo!
      Prego!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  25. Buonasera avvocato
    Ho un contratto UNEBA- indeterminato. Lavoro come ASA in una Casa di Riposo. Di recente o subito un intervento alla schiena per artrodesi e stenosi sinistra. Dopo un'accurata visita, il medico di lavoro a deciso :idonea con limitazione: non deve essere adibita alla movimentazione pesi/pazienti e non deve essere adibita alle attività che necessitano flettere ripetutamente il tronco. Il datore di lavoro mi ha consegnato un piano di lavoro che non rispetta in tutto la prescrizione medica. Ho avvisato la direzione dell'avvenuto ma mi e stato consigliato di fare un altra visita con il medico di lavoro. Avrei due domande: perché devo rifare un altra visita medica (che per altro la direzione dice che l'ho devo richiedere io anche se sono loro a volerlo).; se per caso il medico decide che non sono idonea per svolgere questo lavoro rischio il licenziamento o il datore di lavoro mi deve trovare una sistemazione. Grazie per il suo tempo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. - Non spetta a te decidere tu se il piano di lavoro rispetta o meno in tutto la prescrizione medica, quindi o ti adegui o richiedi una nuova visita medica e sarà il medico del lavoro a decidere in merito.-
      - Se il medico del lavoro decide che non sei più idonea a svolgere il lavoro per il quale sei stata assunta, il datore di lavoro se è possibile può assegnarti ad altra mansione altrimenti può licenziarti.-

      Elimina
  26. Mi scusi avvocato, avevo ancora una domanda. Il datore di lavoro mi ha informato che ho superato 180 ore di malattia con16 giorni. Cosi mi ha informato che per quei 16 giorni non vero pagata dal INPS. Questo vuol dire che praticamente il mio stipendio per il mese in discusione sarà diminuito a meta, cioè verrò pagata per i giorni lavorati?
    Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Superati i 180 giorni di malattia, l'INPS non corrisponde più alcuna indennità, quindi verrai pagata solo fino al 180/mo giorno.-

      Elimina
  27. Grazie mille avvocato

    RispondiElimina
  28. Salve Dottore, volevo chiederle se essendo inquadrato in categoria giuridica C1 (istruttore in attività della riabilitazione)CCNL regioni ed autonomie locali posso chiedere la mobilità per un concorso per inquadramento categoria D (fisioterapista) sanità pubblica. Premetto che possiedo la laurea triennale in fisioterapia. Grazie in anticipo per la risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo non posso esserti d'aiuto perché non ho competenza in materia, ti consiglio quindi di rivolgerti a un patronato con competenze per il settore pubblico.-

      Elimina
  29. Buonasera avvocato avendo la nostra società cambiato da SAS a srl e diminuito il numero degli addetti a meno di 15, viene a decadere la tutela dell'articolo 18? Anche se il datore di lavoro ha diverse altre società , con diversa denominazione ma facenti capo a lui? Sono daniele CCNL pubblici esercizi chef de rango full time.
    Grazie e buon lavoro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo SI!
      Infatti ora sei dipendente di una SRL che ha meno di 15 dipendenti, quindi che il datore di lavoro abbia anche altre società è ininfluente.-

      Elimina
    2. Ho capito avvocato , anche se noi siamo ex dipendenti dell'hotel, con piu di 15 dipendenti quindi,e passati a questa societa' con cessione di ramo d'azienda?
      grazie ancora per il suo tempo saluti Daniele Monaco

      Elimina
    3. Ciao Daniele!
      Purtroppo le cessioni di ramo d'azienda spesso servono anche per avere meno problemi con i dipendenti.-

      Elimina
  30. Salve Avvocato, sono ex dipendente uneba livello 3 super con contatto determinato dal 20/11/2016 al 21/11/2017, aspetto ancora la liquidazione del tfr da parte dell'azienda per la quale lavoravo che vorrebbe liquidarmelo al più tardi cioè a febbraio. Siccome mi trovo nella necessità di sostenere spese come affitto e bollette e non avendo un lavoro, posso richiedere l'anticipo di questo tfr? Esiste qualche legge che me lo permetta e mi tuteli? Grazie in anticipo per la risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La normativa prevede che il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, e una dilazione è possibile solo con l'accordo tra le parti.-

      Elimina
  31. buonasera Avv.Censori,vorrei porle un a domanda:ho un contratto federculture,con orario su tre turni di sei ore ;la ditta di punto in biancopuò variare l'orari riducendolo a quattro ore sena accordo dell'operaio e del sindacato.la ringrazio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Renato!
      NO!
      La normativa prevede che una modifica del contratto di lavoro è possibile solo con l'accordo tra le parti e non può essere quindi imposta dal datore di lavoro.-

      Elimina
    2. grazie,gentilissimo come al solito,

      Elimina
    3. Ciao Renato!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  32. Buongiorno avvocato le volevo chiedere: in caso di malattia, la retribuzione media giornaliera del mese precedente nel caso in cui non sia stato interamente lavorato ma c'era un evento di malattia,una volta calcolta la retribuzione da prendere in considerazione escludendo quella per malattia la si divide per i giorni retribuiti o lavorati ma si deve tener conto anche dei giorni di carenza oppure no ?visto che quello percepito per la carenza non viene considerato nel calcolo della retribuzione media giornaliera nemmeno i giorni su cui dividere la RMG dovrebbero tener conto dei gg di carenza. È corretto?

    RispondiElimina
  33. buongiorno, se un dipendente lavora abitualmente la domenica , puo' usufruire dei permessi legge 104?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I permessi per la legge 104 servono per l'assistenza a un familiare disabile, e di solito di domenica non sono previste ne visite mediche ne esami clinici, quindi bisogna avere una motivazione valida, perché possono esserci degli accertamenti da parte dell'INPS per verificare che non ci siano abusi nell'utilizzo dei permessi.-

      Elimina
  34. Salve Dott. Censori, sono stato assunto a tempo determinato (30 ore settimanali su turnazione) da una cooperativa come addetto alla reception, livello 1 (??), in base al CCNL Multiservizi; nella busta paga ho trovato defalcate 24 ore per "permessi non retribuiti". Chiaramente io non ne ho fatto, ne tantomeno usufruito, nessuna richiesta. E' normale?? La ringrazio anticipatamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Paolo!
      Ovviamente NO!
      I permessi non retribuiti sono legati a un'assenza dal lavoro nell'ambito dell'orario di lavoro contrattuale, e se non sono ancora maturati giorni di ferie o ROL.-

      Elimina
  35. Gentile, chiaro, competente!!! Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Paolo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  36. buongiorno avvocato volevo chiederle come funziona il distaccamento lavorativo?
    quali sono le forme di legge per poterlo attuare e i suoi limiti?
    grazie sono daniele ccnl pubblici esercizi full time

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Daniele!
      Distacco del lavoratore
      Il distacco del lavoratore, disciplinato dall’art. 30 del D. Lgs. 276/03, consiste in un provvedimento organizzativo con il quale il datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di altro soggetto per l'esecuzione di una determinata attività lavorativa.
      Il datore di lavoro rimane responsabile del trattamento economico e normativo del lavoratore e, in termini generali, non è subordinato all’indicazione di specifiche ragioni o al consenso del lavoratore distaccato. Tuttavia occorre considerare che:
      il distacco che comporti un mutamento di mansioni deve avvenire con il consenso del lavoratore interessato;
      il distacco che comporti un trasferimento a una unità produttiva sita a più di 50 km da quella in cui il lavoratore é adibito può avvenire soltanto per comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive.
      La legge 9 agosto 2013, n. 99, di conversione del D.L. 76/2013, ha inserito una particolar previsione relativa al distacco di personale che avvenga tra aziende che abbiano sottoscritto un contratto di rete di impresa che abbia validità ai sensi del D.L. 5/2009, convertito in legge 9 aprile 2009, n. 33.
      In questa ipotesi, come precisato anche dal Ministero del lavoro nella propria Circolare ministeriale del 29 agosto 2013, n. 35, l’interesse al distacco da parte del distaccante non deve essere accertato ma si presume connesso e pertanto sorge automaticamente, proprio in forza dell’operare della rete.
      I requisiti di legittimità del distacco ai sensi dell’art. 30 D. Lgs. 276/2003, così come precisato nella Circolare del Ministero del Lavoro del 15 gennaio 2004 n. 3 e da ultimo con la risposta a Interpello 1/2011, sono:
      l’interesse del distaccante: come precisato dal Ministero del lavoro con Circolare n. 28/2005, deve essere specifico, rilevante, concreto e persistente, da accertare caso per caso, in base alla natura dell’attività espletata e non semplicemente in relazione all’oggetto sociale dell’impresa. Può trattarsi di qualsiasi interesse produttivo del distaccante, anche di carattere non economico, che tuttavia non può mai coincidere con l’interesse lucrativo connesso alla mera somministrazione di lavoro;
      la temporaneità del distacco: il distacco deve essere necessariamente temporaneo. Tale previsione non incide sulla durata del distacco, breve o lunga che sia, ma sul presupposto che, qualunque sia la durata del distacco, non può trattarsi di passaggio definitivo;
      lo svolgimento di una determinata attività lavorativa: il lavoratore distaccato deve essere adibito ad attività specifiche e funzionali al soddisfacimento dell’interesse proprio del distaccante. Ne consegue che il provvedimento di distacco non può risolversi in una messa a disposizione del proprio personale in maniera generica e, quindi, senza predeterminazione di mansioni.
      In assenza di tali requisiti di legittimità, il lavoratore interessato può fare ricorso in giudizio per la costituzione di un rapporto di lavoro con il soggetto che ne ha utilizzato la prestazione, cioè il datore di lavoro presso cui è stato distaccato.
      Gli oneri relativi al trattamento economico e normativo del lavoratore rimangono a carico dell’effettivo datore di lavoro, tuttavia appare oramai pacificamente ammessa la possibilità di un “ribaltamento” dei costi sostenuti per il lavoratore dal distaccante sul distaccatario. Il rimborso al distaccante della spesa del trattamento economico non ha alcuna rilevanza ai fini della qualificazione del distacco genuino nelle ipotesi in cui non ecceda il costo sostenuto dal distaccante per il lavoratore, in caso contrario, invece, possono porsi delle criticità sia dal punto di vista giuslavoristico che fiscale.-

      Elimina
    2. grazie avvocato veramente esaustivo,nel concreto quindi il distaccamento deve essere attuato con lettera scritta e indicato distaccamento e non trasferimento giusto?
      grazie e buon lavoro

      Elimina
  37. buongiorno, nel contratto Studi professionali è riportato che i giorni di preavviso sono di 'calendario' quindi Le chiedo se nel conteggio dei giorni di preavviso NON lavorato, si debbano ricomprendere (quindi stornare dalla busta paga) anche le festività/domeniche che ricadono nel periodo, grazie Maria

    RispondiElimina
  38. Buon giorno,
    Vi scrivo in quanto ho dei problemi con il mio datore di lavoro.
    Sono assunta a tempo indeterminato da diversi anni come segretaria ( credo con il contratto del commercio ma non avendolo mai ricevuto non so esattamente specificare quale).
    Da fine settembre mi hanno messo in maternità anticipata per problemi di salute, da allora non mi hanno più parlato, risposto a chiamate e la titolare ha obbligato tutta l'azienda ( compresa la commercialista che elabora le buste paga) a non rivolgermi più la parola e non parlare con me al telefono.
    Volevo un chiarimento ovviamente dopo tantissimi solleciti sono riuscita a farmi pagare le mensilità arretrate, però ho notato che sulle buste paga non maturano più i ROLL, inoltre la tredicesima invece di calcolarla su 12 mesi è stata calcolata su 10 e sulla busta paga di diciembre 2017 c'è la voce TREDICESIMA MENSILITA' ed hanno tolto 0,76 quindi un totale di € 104,12.
    Vorrei sapere cortesemente se è ancora in vigore la legge L'articolo 22, comma 3, D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, dispone che "i periodi di congedo di maternità devono essere computati nell'anzianità di servizio a tutti gli effetti, compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità o alla gratifica natalizia e alle ferie" pertanto dovrei maturare ROLL, tredicesima e altro, e nel caso fosse ancora valida , vorrei mandare una raccomandata per chiedere spiegazioni e il ricalcolo del dovuto ( posso fare riferimento a questo articolo?).
    Grazie mille e buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Puoi inviare una raccomandata al tuo datore di lavoro, per chiedere spiegazioni, anche se non so che effetto possa avere, ti consiglio invece di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  39. B.giorno ho una collega ammalata, invece di mettersi in mallatia, usufruisce delle ferie cosi non ha orari puo' farlo? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Se la tua amica vuole "giocare" con la sua salute non ci sono problemi, in quanto ne il suo medico di famiglia ne il suo datore di lavoro sono informati "almeno formalmente" che è ammalata, quindi può fare quello che vuole.-

      Elimina
  40. B.giorno sono una dipendente uneba.a tempo indeterminato con un contratto di 26 gg di ferie annue, dopo 18 mesi si sono matturati anche i rol .adesso la struttura privata ci modifica le ferie da 26 gg a 24gg perché siamo arrivati a maturare i rol al 100%.e possibile modificare le ferie perché abbiamo raggiunto il massimo dei rol e costiamo troppo alla struttura. Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assolutamente NO!
      Il datore di lavoro non può modificare il numero dei giorni di ferie spettanti a un lavoratore perché sono espressamente previsti dal CCNL di riferimento.-

      Elimina
  41. Buonasera avvocato, lavoro in una struttura alberghiera con contratto part time a tempo indeterminato. Ora mi è stato chiesto di licenziarmi perché il datore non può sostenere la spesa di licenziamento di 1200 €, poi Butterà fallimento e Subito dopo sarei assunta da una cooperativa che sceglierà il " mio " capo con contratto a 6 mesi. Premetto che in questi 3 anni non ho mai ricevuto 13esima e ferie benché ho firmato le buste. Le volevo chiedere se un domani ho speranza di recuperare tutto questo oppure se é andato perso? il tfr lo prenderò a rate oppure tutto insieme?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se presenti le dimissioni e non vieni riassunto non avrai diritto nemmeno all'indennità di disoccupazione.-
      Se hai firmato le buste paga e non hai ricevuto tutto quello che ti spettava, presumo che sarà difficile a suo tempo che tu possa dimostrarlo.-
      Riguardo la TFR dipende da quello che farà il datore di lavoro perché potrebbe provvedere il fondo di garanzia dell'INPS ma solo dopo la sentenza di fallimento, quindi nessuno può darti garanzie sui tempi.-

      Elimina
  42. Salve.Una domanda,dopo 6 mesi di malattia,ho fatto le ferie godute, 10 giorni,se ancora non si sta bene,si puo' fare ancora malattia?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Dopo 6 mesi di malattia si può fare ancora malattia, ma non viene più retribuita e si è a rischio licenziamento!

      Elimina
  43. Buon giorno gentilissimo avocato,

    Sono una infermiera, dipendente
    da datore di lavoro privato(una RSA) con contratto Uneba indeterminato part time al 78,95%.
    Voglio aprire PIVa per poter lavorare anche in altre strutture.
    1)Chiedere nulla osta al datore di lavoro e obbligatorio e va fatto prima o dopo aver aperto piva?(e quanto tempo e valida la carta, cioè con nulla osta in mano ,quanto tempo ho a disposizione per aprire la Piva ?).
    2) Attuale contratto e a turni con la seguenza 4 giorni lavorativi con 4 di riposo(ben specificato nel contratto )quale mio datore di lavoro non rispetta...
    Voglio sapere una volta avendo un altro impegno lavorativo con Piva ,"posso costringere "datore di lavoro di darmi turni 4 lavorativi +4 riposi(per poter lavorare durante i miei riposi in Piva)
    3) che tipo di regime dovrei aprire visto che ho intenzione di fare cca 50 /70ore mensili con Piva?

    Grazie .....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'attività lavorativa in proprio potrebbe essere concorrenziale con quella da dipendente è quindi necessaria un'autorizzazione preventiva del datore di lavoro, in caso contrario corri il rischio di essere licenziata.-
      Il nulla osta del datore di lavoro non ha scadenza quindi puoi procedere nei tempi che ritieni più opportuno.-
      Le esigenze aziendali sono prioritarie quindi è l'orario del lavoro autonomo che deve rapportarsi, salvo accordi diversi con il datore di lavoro.-
      Per quanto riguarda il tipo di regime non posso esserti d'aiuto perché non sono a conoscenza della normativa, devi quindi consultare un commercialista.-

      Elimina
  44. Grazie avocato,

    Comunque mi rimane una cosa non tanto chiara....
    Visto che nel contratto sta scritto 4 giorni lavorativi seguiti da 4 di riposi,che poi non vengono quasi mai rispettati,mi devo prima “attenere “alla turistica di dipendente che mi viene assegnata ...e in base a quella dare la disponibilità per partita Iva ?
    Io ci tenevo tanto per i miei 4 riposi perché così potevo lavorare con Piva....
    Grazie ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per legge fa fede il contratto che hai sottoscritto, quindi il lavoro con partita IVA deve essere effettuato in giorni e orari diversi rispetto a quelli da dipendente.-
      Ovviamente per quanto riguarda il lavoro dipendente non sei obbligata a fare straordinari e non ti può essere cambiato il turno di lavoro senza il tuo consenso.-

      Elimina
  45. Grazie mille avvocato!

    RispondiElimina
  46. Buongiorno dott. Censori, lavoro in un ente pubblico da due mesi a tempo indeterminato in seguito ad un concorso vinto. Sul contratto c’è scritto che ci sono 6 mesi di prova e clausola di 5 anni di permanenza prima di fare richiesta di trasferimento. Mi hanno assegnato ad una sede lontana 75 km dal comune di residenza che mi sta creando non pochi problemi organizzativi; ci sarebbe un altra sede più vicina è più comoda a circa 35 km per cui ho fatto richiesta anche scritta in quanto dalla graduatoria del concorso stanno continuando a chiamare per assumere anche in questa sede più vicina. La mia richiesta per adesso non è stata presa in considerazione, come posso muovermi secondo lei ? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo non puoi farci nulla!
      Infatti tu hai sottoscritto un contratto che prevede delle clausole precise, che tu stesso hai indicato, è quindi inutile che cerchi delle scorciatoie.-

      Elimina
    2. Dott. Censori, mia nonna possiede la legge 104 con tutore mio zio che è libero professionista e quindi non nè può fare uso per fini lavorativi. Potrei avvalermi io per richiedere l'avvicinamento? Grazie

      Elimina
  47. Salve avvocato, avendo un contratto part time di 18 ore a settimana a tempo indeterminato da Maggio 2017, vorrei sapere quanti giorni di preavviso ci vogliono per dare le dimissioni? Mi verranno saldate anche le ferie maturate e non godute ?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non mi dici il tipo di contratto e il livello di inquadramento purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

      Elimina
    2. Contratto part time a tempo indeterminato. Addetta alle pulizie

      Elimina
    3. Il preavviso da dare è di 15 giorni, con decorrenza o dal 1° o dal 16 del mese.-

      Elimina
  48. buongiorno.... in caso di lavoro in un giorno festivo (ore che rientrano nelle 40 settimanali) va erogata la maggiorazione lav. festivo al 20% oppure straordinario lavoro festivo al 120%? grazie mille.. (ccnl pubblici esercizi)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In caso di lavoro in un giorno festivo si ha diritto allo straordinario lavoro festivo al 120%.-

      Elimina
  49. Buongiorno sono un dipendente di una cooperativa agricole a tempo indeterminato volevo chiederle le ferie gestite io faccio i turni e ogni mese mi capita di trovarmi con due o tre giorni di ferie in meno per dei giorni che non si lavora

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marco!
      In effetti per i giorni che non si lavora o si è in ferie o non si ha diritto alla retribuzione.-

      Elimina
  50. Buon giorno dott. Censori,

    Volevo chiedere come devo procedere per chiedere al mio datore di lavoro passaggio da contratto part-time a full-time(richiesta scritta?)
    e in base a che cosa ho la priorità(cè una graduatoria ?) visto che datore di lavoro continua ad assumere (senza dare al personale part-time la priorità di tempo pieno).
    In quanto tempo dalla mia domanda e tenuto a rispondermi?
    Grazie tante!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu hai sottoscritto un contratto part-time quindi il datore di lavoro non ha alcun obbligo di trasformarlo in full-time.-
      Se sei interessato a un modifica del contratto, devi presentare apposita domanda al tuo datore di lavoro, che può prenderla o meno in considerazione in base alle esigenze aziendali.-

      Elimina
  51. buonasera durante il calcolo della retribuzione giornaliera per la liquidazione della malattia l'importo risulta inferiore al minimale INPS per l'esattezza di circa 28 euro avendo il lavoratore anche il mese precedente effettuato parecchi giorni di malattia bisogna utilizzare comunqUE l'importo di 28 che diventerà la metà visti che inps i primi 20 giorni paga al 50 % oppure ragguagliarla al minimale di legge che questo anno è di 48,20 euro?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per il calcolo della retribuzione giornaliera, in caso di malattia l'importo va comunque ragguagliato al minimo di legge, che nel tuo caso è di 48,20 euro.-

      Elimina
    2. Buongiorno dalle note inps risulta che le Assenze retribuite con indennità a carico degli istituti previdenziali e assistenziali e con integrazione a carico del datore di lavoro: in questo caso, il minimale non viene applicato sulle retribuzioni corrisposte dal datore di lavoro a titolo di integrazione di indennità a carico dell’INPS (ad esempio malattia, maternità o cassa integrazione) o dell’INAIL. SOno un po' confuso.grazie

      Elimina
    3. Per assenze retribuite in questo caso si intende ferie o ROL.-

      Elimina
  52. BUONGIORNO AVVOCATO, SONO UN DIPENDENTE DEL SETTORE METALMECCANICO, HO MOLTI GIORNI DI FERIE E DI PERMESSI GIà MATURATI, MA ULTIMAMENTE MI è STATO RIFIUTATO UN PERMESSO, CHIESTO CON ANTICIPO DI 15 GIORNI, QUANDO POSSONO RIFIUTARLO E Perché? GRAZIE

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La normativa prevede che per la metà delle ferie e dei permessi può decidere il datore di lavoro, mentre per l'altra metà può decidere il lavoratore, quindi una richiesta di un permesso non può essere rifiutata se non per valide esigenze aziendali da motivare al lavoratore.-

      Elimina
  53. salve avvocato
    ho preso due giorni di ferie dal datore di lavoro di cui uno sara' day hospital
    la mia domanda e' questa come viene regolato il day hospital come la malattia nel senso che vado dal mio medico e mi faccio rilasciare il certificato con il numero di protocollo oppure in altra maniera?

    cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per far cambiare un giorno di ferie in malattia devi farti rilasciare dall'ospedale un certificato di ricovero da presentare al datore di lavoro.-

      Elimina
  54. Buongiorno,
    Ho un contratto UNEBA a tempo indeterminato. In seguito ad un intervento di stabilizzazione della colonna vertebrale sono stata dichiarata non idonea alla mansione ASA. In questo caso c'è il rischio di essere licenziata? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo SI!
      Se non sei più idonea alla mansione o in azienda esistono altre mansioni consone al tuo stato attuale di salute, alle quali tu possa essere assegnata, o in mancanza potresti essere licenziata.-

      Elimina
  55. Buon giorno gentilissimo Dott.Censori,
    Lavoro presso un ente privato con un contratto uneba ,livello 3s.
    Periodi dei contratti:
    1) 16.06.2014 al 28.09.2014
    2) 25.05.2015 al 31.12.2015
    3) 31.12.2015 ad oggi(indeterminato)

    Non ho avuto nessun scatto anzianità.
    Secondo mio datore di lavoro ,prossimo e il primo scatto sarà il 01/07/2020.
    Chiedo a lei :
    -e giusto il loro conteggio dicendomi che "i TEP(trattamento economico progressivo) hanno gli scatti congelati fino al 36-mo mese, poi parte la maturazione che dopo 3 anni darà luogo allo scatto"?

    -Per un contratto al 78,95% i ROL durante l'anno quanti sono?
    La ringrazio anticipatamente della sua disponibilità.

    Buona giornata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo SI!
      In base al trattamento economico progressivo che vale per i lavoratori neo assunti, il periodo di maturazione dell’anzianità di servizio ai fini dell’attribuzione del primo scatto di anzianità decorre dal 37° mese.-
      Il contratto nazionale Uneba prevede le RoL in misura di 9 giornate annue, riproporzionate all’orario individuale nel caso di part-time. Sono esclusi dal godimento delle RoL coloro che osservano un orario settimanale inferiore a 38 ore.-

      Elimina
  56. Buon giorno gentile Dott. Censori.
    sono un impiegato metalmeccanico privato in malattia (21gg) a seguito di un intervento chirurgico, mi sono accorto che il certificato del medico finisce di Domenica, ma io generalmente lavoro dal lunedì al venerdì e non faccio turni.
    Sarebbe il caso se possibile far modificare il certificato e farlo terminare il venerdì.

    grazie e buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesco!
      Purtroppo NO!
      Non credo che il tuo medico abbia una motivazione valida per far modificare la scadenza del certificato, a parte quella di farti uscire di casa anche negli orari di visita il sabato e la domenica, ma non è una motivazione valida.-

      Elimina
  57. Salve Avvocato lavoro da giugno a settembre in un albergo cameriera ai piani, stagionale, ho diritto alla legge 104 ? ho papà in casa con me, in albergo lavoro 7 gg su 7 per sette ore. Grazie gentilissimo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mariateresa!
      SI!
      Si ha diritto alla legge 104 anche con un contratto a termine.-

      Elimina
  58. Buongiorno avv.Censori
    Se il medico mi prescrive 3 giorni di malattia ( autocertificazione) può esserci la visita fiscale?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      La visita fiscale può esserci anche se il medico ti prescrive solo 3 giorni di malattia.-

      Elimina
  59. SALVE DOTT.CENSORI

    LE VORREI CHIEDERE QUESTO QUANTO TEMPO PRIMA SI DOVREBBE FARE LA DOMANDA TELEMATICA PER RICHIEDERE IL CONGEDO PARENTALE
    QUALCUNO DICE 5 GIORNI PRIMA ALTRI DICONO 15 GIORNI PRIMA
    QUALE DI QUESTI E' GIUSTO?
    CONTRATTO MULTISERVIZI TEMPO INDETERMINATO

    CORDIALI SALUTI

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il congedo parentale andrebbe richiesto per via telematica all'INPS almeno 15 giorni prima della decorrenza, perché in caso contrario la comunicazione non arriverebbe in tempo al datore di lavoro.-

      Elimina
  60. Buona sera,
    Io lavoro in un negozio di camicie con contratto ccnl artigianale part-time 4ore per 5gg(anche se ne lavoro di più in nero).vorrei sapere quanti permessi e ferie maturo in 1 mese.
    Grazie mille in anticipo.Loredana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Loredana!
      Con un orario di lavoro part-time distribuito per 5 giorni, si maturano in un anno 22 giorni di ferie + 44 ore di permessi.-

      Elimina
  61. Buongiorno, a me è capitato di aver sostituito dei colleghi, e proprio nei giorni in cui mi avevano assegnato due giornate di recupero e poi il giorno libero, io ero in malattia, esibendo il certificato del medico del pronto soccorso dove mi sono trovata due giorni...li posso recuperare questi giorni? La cooperativa dove lavoro mi chiede in base a quale legge... grazie, se potete aiutarmi a capirne di più...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Non esiste una legge che consente di recuperare i giorni di recupero e il giorno libero se si è in malattia; in pratica nel tuo caso il certificato medico non è servito a nulla, come non servirebbe a nulla un certificato di malattia per il sabato e la domenica, se uno lavoro dal lunedì al venerdì.-

      Elimina
  62. salve
    sono padre di un bambino meno di 3 anni lavoro 5 giorni alla settimana di cui due giorni fino a mezza notte contratto multi servizi tempo indeterminato
    la mia domanda ho diritto a chiedere al datore di non fare fino a mezza notte 14-20 e le 4 ore che rimangono posso farli di mattina tipo 9-13?
    grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Il fatto che tu abbia un figlio con meno di 3 anni d'età, non ti da diritto all'esclusione dai turni notturni.-

      Elimina
  63. SALVE
    LE VORREI CHIEDERE UNA COSA CHE MI HA FATTO VENIRE IL DUBBIO
    NEL CASO CHE UN MIO PARENTE SI OPERA IO LAVORATORE DIPENDENTE CONTRATTO MULTISERVIZI AVRO' DIRITTO A CHIEDERE L'ASSISTENZA PER QUESTO PARENTE TIPO ASSENZA RETRIBUITA?

    GRAZIE

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      La normativa non permette la possibilità di prendere permessi retribuiti per l'assistenza a parenti.-

      Elimina
    2. SALVE
      COSA MI DICI RIGUARDA LA LEGGE 53/2000?

      GRAZIE

      Elimina
    3. Legge 8 marzo 2000, n. 53
      "Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città"
      (Pubblicata nella Gazzetta Ordinaria del 13 marzo 2000, n. 60).-

      Elimina
    4. articolo 4 congedi per eventi e cause particolari
      questo non mi da il diritto di assistere un parente dopo un operazione?
      grazie

      Elimina
    5. Purtroppo NO!
      Il congedo a cui fai riferimento si può richiedere solo per un familiare e solo se non ci sono altri familiari che possono provvedere per l'assistenza.-

      Elimina
  64. Buongiorno Dott. Censori,
    sono un impiegato dipendente di un'impresa edile (contratto edile industria). Chiedo se ho diritto ad un congedo per lutto in caso di morte del padre di mia moglie che non è residente nel nostro nucleo familiare? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      PERMESSI PER LUTTO FAMILIARE
      La persona con contratto di lavoro dipendente, in caso di decesso di un familiare, ha diritto ad un permesso retribuito della durata massima di 3 giorni.
      I giorni di permesso devono essere utilizzati entro 7 giorni dal decesso. Nei giorni di permesso non sono considerati i giorni festivi e quelli non lavorativi. Nel corso di un anno, anche se si verifica il decesso di altri familiari, il numero massimo di giorni a disposizione è comunque di 3.
      Quando si verifica il decesso, la persona interessata è tenuta a comunicarlo tempestivamente al proprio datore di lavoro, indicando i giorni nei quali intende avvalersi del permesso. Poi, al rientro sul posto di lavoro, deve consegnare al datore la documentazione relativa al decesso, corredata da autocertificazione o da certificazione rilasciata dal Comune.
      Il permesso per lutto è cumulabile con i congedi e permessi per familiari con handicap, previsti dalla legge n. 104 del 1992.
      Il permesso retribuito è applicabile in caso di decesso:
      - del coniuge;
      - del convivente, purché la stabile convivenza risulti da certificazione anagrafica;
      - di parenti entro il secondo grado; (per 1° grado si intendono: padre/madre, figlio; per 2° grado: nonno. nipote);
      - di affini entro il primo grado (genero e suocera).

      Elimina
  65. Gentilissimo dott.Censori,
    volevo chiederle:
    1)in caso di malattia di 5 giorni ma solo 4 lavorativi e uno di riposo(secondo turni esposti da azienda) come verrano conteggiati ?(calcolati tutti 5 come lavorativi e per quale percentuale per INPS?)
    2)Oppure se si presenta malattia per 4 giorni, l'Inps con quale percentuale la retribuisce?
    Spero di essere stato chiaro...

    La ringrazio anticipatamente per la sua risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'INPS paga la malattia dal 4° al 20° giorno di calendario il 50% della retribuzione media giornaliera.-

      Elimina
  66. Buona sera,
    Lavoro part time indeterminato al 80% con contratto Uneba.
    Ho fatto la domanda scritta per passaggio a tempo pieno,ma mi e stata rifiutata dal direttore di azienda ,verbalmente,dicendomi che per azienda conviene tenere lavoratori part-time,per averli di scorta(quando sono di riposo)per essere chiamati
    per sostituzione in caso di necessità.
    In realtà non vengo quasi mai chiamato "per necessità"

    Da maggio a.c. quando ho fatto la richiesta scritta,il direttore ha fatto altre assunzioni part time e tempo pieno determinato.
    E giusto proseguire con le assunzioni, non accordando priorità al proprio dipendente che ha presentato la richiesta per tempo pieno?

    A questo punto ho chiesto un superminimo individuale(per compensare la diferenza retributiva in qualche modo da part time a tempo pieno),che anche questo mi e stato rifiutato.("perchè se viene dato a me,lo deve dare a tutti!")
    Cosa devo fare per risolvere almeno uno di questi 2 quesiti che vada a buon fine?
    Ce qualche soluzione?
    Ringrazio per la sua risposta.
    Buona serata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Non c'è soluzione!
      Infatti sia per il passaggio da part-time a full-time, che per il superminimo, è necessario il consenso del datore di lavoro, perché non c'è alcun obbligo di legge in materia.-

      Elimina
  67. Salve, un dipendente con contratto del turismo a T.I. non si presentasse per 7gg continui senza comunicare nulla al datore di lavoro (assenza ingiustificata) si può far licenziare? Ed avrebbe diritto alla disoccupazione?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se un dipendente non si presentasse più al lavoro, senza comunicare nulla al datore di lavoro, prima o poi verrebbe licenziato, ma i tempi li deciderebbe il datore di lavoro, e il lavoratore una volta licenziato avrebbe comunque diritto all'indennità di disoccupazione.-

      Elimina
  68. Buon giorno Dott.Censori,

    Ho lavorato in proprio co Piva dal 2010-2018,in settore edilizio,pagando regolarmente contributi Inps,Inail e varie tasse.
    Ho chiuso l'attività a 30 marzo 2018 per calo di lavoro.
    In seguito sono stato assunto con un contratto confcomerccio 6 livello per cca 3 mesi(dopo mi sono licenziato perchè mancavano pagamenti!)
    Adesso sono nella ricerca di un impiego.
    Volevo chiederle se ho diritto alla disoccupazione .
    La ringrazio anticipatamente della sua risposta.
    Buona serata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      L'indennità di disoccupazione spetta in caso di licenziamento o di scadenza di contratto e non in caso di dimissioni.-

      Elimina
  69. Buonasera Avvocato! Sono un oss con contratto uneba a tempo indeterminato da circa tre anni. Sono a conoscenza del fatto che l'azienda non sia tenuta a concedere giorni (che siano di ferie o quant'altro) per sostenere concorsi pubblici, tuttavia maturo dei rol: Possono in qualche modo essere tramutati in giorni di riposo/permesso? Vige la regola aziendale secondo cui vadano richieste ferie entro il giorno 10del mese in essere per i prossimi. Da due giorni sono state ufficializzate le date di svolgimento di un concorso a cui m'interessa partecipare, ha da darmi qualche suggerimento? Grazie anticipatamente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La normativa prevede che una metà delle ferie possono essere decise dal datore di lavoro, mentre l'altra metà possono essere decise dal lavoratore, quindi per la parte di tua competenza se la richiesta viene effettuata con un congruo anticipo i giorni di ferie non possono essere rifiutati.-

      Elimina

I commenti rimarranno disabilitati nel fine settimana.