domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Buonasera, sono unico dipendente di una srl, assunto dal 2013 con un contratto di apprendistato. Ho 30 anni e sto per diventare papà.
    Il mio datore di lavoro mi ha comunicato verbalmente che per mancanza di soldi mi dovrà licenziare.
    La ringrazio e la saluto cordialmente
    Ora considerando che sono un apprendista e il mio periodo formativo scadrà a settembre 2016 se l'azienda non chiude possono comunque licenziarmi?
    Inoltre non dovrebbero dimostrare in qualche modo che non possono più permettersi di tenermi, almeno fino alla fine del periodo di apprendistato?

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    1. In effetti con un contratto di apprendistato il datore di lavoro si è assunto con il lavoratore un impegno fino alla scadenza del contratto, quindi non è prevista dalla normativa una rescissione anticipata.-
      Se verrai effettivamente licenziato, in base alla motivazione che risulterà nella lettera di licenziamento, deciderai se impugnare o meno il licenziamento per richiedere eventualmente un risarcimento danni.-

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  2. Egregio dott. Censori sono il papà di una ragazza che dal 1 dicembre 2015 sarà senza lavoro perché licenziata dalla sua ditta con a carico 5 dipendenti del settore abbigliamento. Il quesito che le pongo è questo: mia figlia è stata assunta con contratto a tempo determinato il 30 maggio del 2014. Ha lavorato senza soluzione di continuità e con un totale di 5 rinnovi fino al 30 novembre 2015."Ultimo rinnovo dal 30 maggio 2015 al 30 Novembre 2015" Su sua richiesta Le viene comunicato che il rapporto lavorativo si conclude il 30 Novembre e che quindi non verrà rinnovato il contratto.Sono curioso di conoscere le motivazioni che citerà sulla lettera di licenziamento ma è legale che nel frattempo ha già contattato un'altra persona e sarà assunta dal 1 dicembre 2015? Le chiedo inoltre: poiché mia figlia dal 26 novembre al 30 Novembre 2015 ha presentato un certificato medico ai fini della richiesta di disoccupazione che influeza ha? Ed infine può il datore di lavoro ostacolarla nella presentazione dei documenti necessari per la pratica della disoccupazone? che documenti deve dare a mia figlia e in che tempi?La ringrazio per l'attenzione che mi darà e se può anticiparmi la risposta al mio email "filippo_rinella@yahoo.it"Le sarei veramente grato. Grazie

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    1. - Purtroppo con un contratto a termine il datore di lavoro può non rinnovarlo alla scadenza ed assumere in alternativa altro lavoratore a sua scelta.-
      - SI! Tua figlia alla scadenza del contratto potrà iscriversi al centro per l'impiego e presentare la domanda di disoccupazione, ma se comunica al centro per l'impiego di essere in malattia la decorrenza dell'indennità di disoccupazione sarà al termine della malattia, cioè quando riacquisterà la capacità lavorativa.-
      - NO! Il datore di lavoro non potrà ostacolare la pratica di disoccupazione, a meno che non versi i contributi all'INPS.-
      - Il datore di lavoro deve dare a Tua figlia solo le buste paga, perché presumo che le abbia già consegnato anche l'ultimo rinnovo di contratto.-

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  3. Salve sono dipendente presso un'azieda con contratto di apprendistato ho finito la formazione da circa un anno...e da maggio sono in maternità anticipata e da ottobre in obbligatoria...guorni fà mi è arrivata la lettera in cui si comunicava che a scadenza contratto (fine novembre) la risoluzione del contratto...ma lo possono fare??io sapevo che dovevano posticipare la scadenza per tutti i mesi in maternità....mi sbaglio??

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    1. Purtroppo NO!
      Anche se sei in maternità la scadenza del contratto rimane comunque invariata, e per il periodo successivo dovrai presentare all'INPS la domanda di pagamento diretto dell'indennità di maternità, insieme alla domanda di NASPI per il periodo successivo.-

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  4. Buongiorno Dott. Censori,
    prevedo prossimamente di dare le dimissioni volontarie per l'azienda per cui lavoro per una serie di svariati motivi...
    Io ho un contratto a tempo indeterminato del metalmeccanico da più di 10 anni tutelato con il vecchio art 18, volevo sapere se danno le dimissioni volontarie quindi licenziandomi avevo diritto comunque ad anno di disoccupazione (ho più di 40 anni) adesso so che c'e' la Naspi, cioè la mia domanda è se posso richiedere all'inps un'indennità o qualcosa di simile oppure visto che mi licenzio di mia spontanea volontà non ho diritto a niente?
    In attesa di una sua cortese risposta la saluto cordialmente, buona giornata

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    1. Purtroppo NO!
      Si ha diritto alla NASPI solo in caso di licenziamento o di scadenza del contratto, mentre in caso di dimissioni non si ha diritto ad alcuna indennità da parte dell'INPS.-

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  5. Buona sera dott.censori mi è stato accettato il par time dove lavoro,ho diritto al licenziamento ? Grazie

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    1. Purtroppo NO!
      Si ha diritto al pagamento del TFR solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro e non nel caso di cambio di contratto da tempo pieno a part-time.-

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  6. buongiormo io ho un contratto del 2011 di 6 mesi dopo un altro di 6 fino febraio 2012 e poi01.02.2012 indeterminato in novembre 2015 mi ariva la prima letera,per ofese al titolare,subito dopo un altra perche dicono loro ho lasciato il posto di lavoro prima del orario ordinario,niente vero naturalmente ho anche le prove!adesso il titolare mi fa l oferta di 5000euro per chiudere il contratto lasciandomi in disocupazione vi prego chi sa meglio mi risponda posso beneficiarede la lege 92 del 2012 o di quella vechia che mi dava per lege dal2,5 mensilitta al anno al 6

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    1. vi prego aiutatemi non so cosa fare

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    2. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  7. Buonasera,
    licenziato x giusta causa dal 1 agosto 2015 da una azienda ora in liquidazione,
    mi mancano ancora come pagamento oltre a mezzo tfr (meta' e' stato pagato) anche ben 200 giorni di ferie non godute e vari permessi.
    Come si considerano quete "ferie non godute" ?
    ho aspettato con fiducia ma di pagare queste ferie nessuno vuol sentir parlare,
    tanto che dall'ultimo statino dello stipendio di luglio 2015 sono state addirittura TOLTE!
    Questa manovra di azzerare ferie e permessi non goduti puo' configurarsi in qualche modo come un reato?
    Mi tocca metter in mora l'azienda a quanto pare, sono ancora in tempo x questa azione visto che probabilmente la ditta chiudera' a fine anno ?
    GRAZIE
    Silvio


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    1. Ciao Silvio!
      Purtroppo in caso di fallimento dell'azienda o di altra procedura concorsuale, il fondo di garanzia dell'INPS risponde solo per il TFR ed al massimo delle ultime 3 mensilità, e sono quindi escluse le ferie o i permessi maturati e non goduti.-

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  8. Oggetto: Causa Alitalia

    Salve sono un ex-dipendente Alitalia-CAI licenziato dall'azienda, in quanto considerato in esubero, per agevolare

    l'accordo con la compagnia Ethiad.
    Un accordo sindacale (non sottoscritto dalla CGIL e dai sindacati di base) che ha stabilito un licenziamento collettivo di circa 1600 persone,

    a cui seguentemente l'azienda ne ha aggiunti circa altri 500 ( senza aver sottoscritto alcun tipo di accordo con alcuna sigla sindacale).
    Non ho ricevuto alcun preavviso di licenziamento che comunque mi è stato pagato per 5 giorni lavorativi, dopo la mia messa in mobilità.
    L'avviso del licenziamento è stato ricevuto per mezzo raccomandata il 04/11/2014.
    L'avvocato al quale mi sono rivolto per impugnare il licenziamento, analizzata la mia situazione, mi ha detto che non mi era possibile fare causa in quanto nel settore in cui lavoravo, erano stati rispettati tutti i criteri di selezione, secondo l'accordo sindacale menzionato sopra.
    Recentemente, sono venuto a conoscenza di alcune cause vinte da colleghi licenziati dall'Alitalia-CAI, in quanto i giudici hanno determinato che i licenziamenti erano da considerarsi illegittimi, anche in base ad una normativa europea, perché il licenziamento è avvenuto in data antecedente al cambio della ragione sociale (da Alitalia-CAI in Alitalia-SAI).
    Inoltre i giudici hanno considerato illegittimi i licenziamenti perché, contrariamente a quanto stabilito dalla legge, non sono state spiegate al lavoratore, né in forma orale e né in forma scritta, le ragioni del suo licenziamento e i motivi della preferenza di altri.
    Gli stessi sindacati non firmatari, invitano a questo punto i lavoratori a fare riferimento a dette sentenze.
    Per quanto riguarda me, è purtroppo passato un anno dalla comunicazione del licenziamento ( 4/11/2014).
    Posso in qualche modo comunque intraprendere un'azione legale, in considerazione anche del fatto che non ho ricevuto alcun preavviso?
    Ringrazio anticipatamente e attendo una Vostra risposta, anche alla mia Email.
    Cordiali saluti.

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    1. Purtroppo NO!
      Infatti nel tuo caso sono scaduti tutti i termini per impugnare il licenziamento!
      Se si vuole impugnare un licenziamento, è meglio rivolgersi a un sindacato perché in genere è convenzionato con avvocati competenti in materia di diritti del lavoro.-

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  9. Salve,
    la mia azienda con più di 15 dipendenti dal 27 novembre u.s. ha inviato le lettere di licenziamento per giusta causa per mezzo raccomandata ad alcuni mie colleghi che hanno ricevuto la mia stessa contestazione. Io sono in malattia dal 23 di novembre e non ho ancora ricevuto la raccomandata. Ho dei dubbi: La raccomandata deve essere inviata necessariamente presso la mia residenza? la data di decorrenza del licenziamento qual'è? dove la posso reperire la data di cessazione del rapporto do lavoro ?
    Grazie in anticipo.
    Marta

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    1. Ciao Marta!
      Fino a quando sei in malattia non puoi essere licenziata, quindi la lettera di licenziamento ti verrà spedita presumibilmente non appena riprenderai servizio.-

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  10. Gentilissimo Dott. Censori,

    sto leggendo negli ultimi giorni notizie sempre più sconvolgenti tra le tante quella che più mi ha colpito è quella
    che riguarda che la possibilità di andare in pensioni che per quelli nati negli 80 sarà a 75 anni!?

    Ma mi chiedo come è possibile una cosa del genere come si fà qui si deve scendere in piazza fare qualcosa non è possibile...
    Ma questi governanti che fanno leggi si rendono conto!?.

    Un mercato dove già a 40/50 sei vecchio e non servi più e fanno di tutto per mandarti a casa, come si puo' arrivare all'età di 75 lavorando ...?

    Ma voi del sindacato siete gli unici che potete aiutarci organizzate con tutte le sigle una grande manifestazione nazionale,

    si deve trovare un'altra soluzione ...Vogliono farci morire prima di arrivare a pagarci la pensione questo è il piano del nostro governo attuale!

    Paghiamo i contributi per pagare i vitalizi e le pensioni dei politici e noi invece moriamo prima di arrivare alla nostra di pensioni.

    Si deve cambiare sistema pensionistico un riforma vera uno stato sociale vero !

    Cordialmente un saluto buona serata

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    1. In effetti il sindacato subito forse non ha capito l'effetto a lungo termine della riforma Fornero, ma oggi inizia ad esserci una consapevolezza e una sensibilità maggiore quindi sicuramente se il Governo non porterà dei correttivi prenderà iniziative unitarie di lotta e chiederà se necessario ai lavoratori di scendere in piazza.-

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  11. Egregio dott.Censori per conto di mia figlia Le ho scritto il 26 Novembre u.s. e la ringrazio per la sua gentile risposta. Se me lo consente Le chiedo: Può mia figlia comunicare all'inps"avendo attivato tramite patronato la pratica per la disoccupazione" il recapito della residenza diversa del domicilio giacchè ha dovuto lasciare l'alloggio dove era domiciliata?.Che tempi passano per cominciare a percepire l'assegno?. Può recarsi all'estero per studio e perfezionamento della lingua? RingraziandoLa anticipatamente Le porgo distinti saluti.

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    1. - SI! Tua figlia può comunicare all'INPS per via telematica il cambio di residenza, ma deve farlo tramite il patronato che ha presentato la domanda di disoccupazione.-
      - Di solito la prima rata di disoccupazione viene pagata dall'INPS dopo circa 45/60 giorni dalla data di presentazione della domanda.-
      - NO! Per il periodo indennizzabile Tua figlia non può andarsene all'estero perché deve dare la disponibilità lavorativa.-

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  12. Buonasera
    vorrei avere dei consigli sulla mia situazione:sono stata assunta da un pastificio alimentare a livello industriale di 130 dipendenti nel 2002 a tempo indeterminato.Attualmente sono in cassa integrazione straordinaria a rotazione,ma ormai lavoriamo 2 giorni la settimana (non abbiamo più commesse)con scadenza il 20 gennaio.E' aperta la mobilità volontaria per quest 'anno per 40 persone,molti si stanno licenziando,io ho 41 anni,se vado in mobilità ho la certezza dei 18 mesi ma se non vado cosa potrebbe succedere?Se la ditta mi licenzia è tenuta a darmi qualcosa?Mi è stato suggerito di aspettare perchè se fanno un concordato i dipendenti rimasti avranno 1 altro anno di cassa e poi la naspi...cosa ne pensa?Cordiali saluti

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    1. Se vai in mobilità quest'anno avrai la certezza dei 18 mesi, se vai in mobilità l'anno prossimo i mesi saranno solo 12, mentre se vai in mobilità dal 2017 in poi avrai solo la NASPI.-

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  13. Dott Censori, una domanda circa l'indennità di mobilità e la naspi mi puo' aiutare a capirci qualcosa soprattutto
    sulla durata di queste due indennità in particolare dell'ultima.


    Di seguito la mia situazione ho più di 40 anni ma meno di 50, ho contratto metalmeccanico presso un'azienda privata da più di 15 anni continuativi
    che in questo momento naviga in brutte acque e quindi si prospetta la mobilità.
    Se ho capito bene se si va in mobilità per il 2016 ho diritto ad un solo anno di indennità

    mentre se in mobilità dovessi andarci dal 2017 subentrerà la naspi e qui che non riesco a capire quanto dura un anno, due anni? bo non si capisce quanto quali sono i
    parametri di misurazione secondo la mia situazione. Nel caso dovessi andarci nel 2017 se ho capito di bene avrei una copertura maggiore circa due anni
    è corretto Dott Censori? oppure è sempre un anno?

    Certo se fosse così quelli che vanno nel 2016 (forse anch'io) oltre al danno anche la beffa! ma questo è il governo che ci meritiamo...

    La saluto cordialmente.

    Auguri di Buone Feste!

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    1. La NASPI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione. Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2017 la durata di fruizione della prestazione è in ogni caso limitata a un massimo di 78 settimane.-

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  14. Buongiorno,
    sono una lavoratrice con contratto di apprendistato contratto collettivo del commercio. L’azienda per cui lavoro ha deciso di farmi assumere da una cooperativa continuando a lavorare per loro, senza più avere l’onere di un dipendente (sono l’unica dipendente attualmente). Possono farlo senza che io sia d'accordo? Cosa cambierebbe per me concretamente?

    Grazie per il suo tempo!

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    1. Presumo che ci sia una "fregatura" in vista, nel senso che se l'azienda vuole fare questo tipo di operazione, vorrà farlo per risparmiare, e a spese di chi voglia risparmiare puoi arrivarci da sola.-
      Ovviamente questa operazione non possono farla senza il tuo consenso, quindi sia che tu venga licenziata o che ti chiedano di presentare le dimissioni, devi verificare le condizioni che ti offre la cooperativa che intende assumerti, sia a livello di orario di lavoro che di paga, perché il CCNL di riferimento sarà diverso.-

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  15. Buonasera,
    Le espongo il mio grande problema... Mio marito è in attesa di causa con la ditta per la quale lavora, ha avuto due lettere di contestazione con relativi giorni di sospensione (una di 5 gg e l'altra di 10 gg), per la seconda lettera il sindacato ha chiesto l'arbitrato all'azienda ma quest'ultima si è rifiutata. Il sindacato ha quindi deciso di procedere con la causa perché dice che l'azienda non ha seguito le procedure e che doveva aderire all'arbitrato. Temiamo molto questo periodo, il sindacalista ci ha detto che con due lettere di sospensione è già stato avvisato del futuro prossimo licenziamento. Cosa può succedere ora? Dopo la causa, che il sindacato da già per vinta (ma noi no) può finire questo tremendo periodo? Stiamo vivendo in balia di queste risposte da parte dell'azienda e tutto ciò per incaponirsi a farne fuori uno a giro...
    Cosa può succedere se perdiamo la causa? E se la vincessimo?
    Grazie anticipatamente per la risposta.
    Saluti.

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    1. Intentare una causa all'azienda con un rapporto di lavoro ancora in essere non mi pare il massimo, almeno sotto l'aspetto umano, quindi non condivido la procedura seguita dal vostro sindacato.-
      A mio avviso il sindacato doveva semplicemente rispondere alle due lettere di contestazione ed attendere la terza seguita dall'eventuale licenziamento, per procedere solo successivamente partendo da un arbitrato e facendo seguito con una causa.-
      Nel vostro caso quindi solo il sindacato che vi ha fatto "imbarcare" in quest'impresa può darti delle risposte; quello che posso dirti è che le cause in Italia possono durare anche 4 o 5 anni, quindi di pazienza ne dovrete avere molta.-

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  16. Buongiorno , sono una ragazza di 28 anni, lacoro da circs 3 mesi in un negozio, part time, con voucher, sono rimasta incinta, ora un mese e mezzo, non ho nessun diritto come lavoratrice e incinta? Non posso nemmeno eventualmente obbligarli ad assumermi? Aspetto una risposta grazie

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    1. Purtroppo NO!
      Il lavoro retribuito con i voucher non comporta alcun obbligo per il datore di lavoro, e non prevede alcuna tutela per la lavoratrice.-

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  17. Dott. Censori buongiorno le racconterò in breve la mia storia, lavoro presso un albergo da due anni e mezzo a tempo indeterminato (premetto che siamo in due ,con mansioni di addette alle pulizie adesso siccome il lavoro è calato il datore di lavoro vorrebbe licenziare una di noi due (premetto che sono capo famiglia in quanto mio marito ha perso il lavoro, e poi sono stata assunta un anno prima della mia collega, vorrei sapere se rischio il licenziamento vorrei una risposta da lei grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda

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  18. Buongiorno Dott. Censori,
    l'azienda per cui ho lavorato per sei anni e mezzo, lo scorso dicembre mi ha licenziato per giustificato motivo oggettivo.
    Come da contratto, avevo 30 giorni di preavviso. La lettera mi è stata consegnata il 1 dicembre, ma io, avendo molte ore di ferie a disposizione ne ho usufruito. Mi è stato, poi, detto che, però il preavviso non può coincidere con le ferie, per cui se io ho fatto circa 10 giorni tra ferie e permessi (3 gg segnati come ferie e 7 gg segnati come permesso) a dicembre, l'azienda mi dovrà pagare il preavviso che non ho fatto? E di che somma si tratterà?
    Ringraziando in anticipo,
    porgo i miei più distinti saluti
    Monica

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    1. Ciao Monica!
      NO!
      In effetti durante il periodo di preavviso non si possono richiedere dei giorni di ferie, e l'azienda avrebbe potuto importi di prolungare il preavviso recuperando i giorni di ferie, ma non avendolo fatto il rapporto di lavoro si è chiuso comunque alla data stabilita senza oneri aggiuntivi.-

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  19. Salve Dott. Censori
    ormai stanco del mobbing aziendale che sto subendo da alcuni anni, ho deciso di andare in malattia fino, finché non scade il termine di conservazione del posto
    praticamente voglio ricevere la lettera di licenziamento dall'azienda.
    Volevo sapere se in questo caso ho diritto alla Naspi?
    Cordiali saluti

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    1. La NASPI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
      - siano in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
      - possano far valere, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
      - possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

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    2. Mi scusi Dott. Censori quindi nel mio caso specifico anche in licenziamento per superati termini di malattia, rientra nella perdita involontaria del lavoro? Insomma non avro' problemi potrò avere la Naspi?
      Grazie mille sempre gentilissimo!

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    3. SI!
      In caso di licenziamento, si ha diritto alla NASPI, a prescindere dalla causale del licenziamento stesso.-

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  20. Buongiorno Dott. Censori,
    avrei bisogno di un'informazione.
    La ditta in cui lavoravo, mi ha proposto la mobilità; il mio tfr mi verrà erogato prima dell'inizio della mobilità essendoci un licenziamento o mi verrà liquidato alla fine del periodo di mobilità?

    grazie mille

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    1. Ciao Emilia!
      Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, a prescindere quindi da quello che succederà dopo.-

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  21. Salve,

    lavoro per un azienda commerciale da quasi 5 anni.
    all'inizio ero assunto come apprendista poi l'anno scorso scaduto l'apprendistato sono passato ad "operaio" normale.
    In realtà io faccio il rappresentante per loro da 4 anni nonostante sia dipendente il mio lavoro è come quello di agente di commercio vero e proprio.
    La ditta è messa abbastanza male e a mio avviso nel giro di un anno massimo fallirà.
    Ora per via della situazione aziendale io ho perso parecchio fatturato (come altri miei colleghi) e ho paura che loro mi lasciano a casa. Da quello che sento dire se mi vogliono mandare via devono pagarmi per un anno è corretto? io ovviamente sono un lavoratore impeccabile...niente malattie ecc.

    Ringrazio in anticipo!

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    1. Non mi risulta da nessuna parte che se ti mandano via devono pagarti per un anno.-
      Se vieni licenziato, solo se presenti opposizione al licenziamento perché lo ritieni discriminatorio, puoi intentare una causa per richiedere un eventuale risarcimento danni.-

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  22. Salve Gianfranco volevo chiederle se subisco un licenziamento senza motivo dopo 24 anni in una azienda con 9 dipendenti a che buonuscita avrei diritto? Grazie vitale

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    1. Intendo dire in quanto viene stimato il risarcimento da licenziamento senza giusta causa di un lavoratore da 24 anni nella stessa azienda? Grazie vitale.. ps l azienda è messa bene.. solo che sto.antipatico...

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    2. Se vieni licenziato, e presenti opposizione al licenziamento perché lo ritieni ingiustificato o discriminatorio, puoi intentare una causa al Tuo datore di lavoro per richiedere un eventuale risarcimento danni, che sarà il giudice a quantificare.-

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  23. Buongiorno signor Censori
    La prego di prestarmi un poco della sua attenzione. Sono disperata!
    Le spiego:sono un'insegnante entrata in ruolo lo scorso anno scolastico (2014-2015),dopo quindici anni di precariato svolti con enormi sacrifici, lontana dalla famiglia e dalla mia casa, marito disoccupato,ma sempre nel rispetto della legalità.Ieri sono stata convocata dalla mia dirigente la quale mi ha comunicato un provvedimento di risoluzione di contratto con effetto immediato,disposto dal dirigente dell' USP, in quanto,nella domanda di aggiornamento della graduatoria ad esaurimento non avrei dichiarato una condanna penale ad una multa di 800 euro per "invasione di terreni". Ora sarebbe troppo lungo spiegarle le motivazioni di tale omissione ma le assicuro la mia più totale buona fede.le chiedo:impugnando il licenziamento ho possibilità di reintegrazione al lavoro? Grazie mille anticipatamente per una sua eventuale risposta.

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    1. Ciao Valentina!
      Ti consiglio di non cercare via internet risposte generiche e superficiali che potrebbero anche portarti fuori strada, ma di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. Grazie per la sua attenzione e per la sua risposta. In effetti mi sono rivolta alla Cgil, la quale mi ha già "inviata" da un loro avvocato. La vedo dura... ahimè!

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    3. Ciao Valentina!
      In effetti non sono entrato nel merito della questione proprio perché la questione è piuttosto complessa ed è quindi necessaria la valutazione di un avvocato competente in materia.-

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  24. Buonasera Dott. Censori,
    senta lei che sicuramente avrà avuto dei riscontri in merito essendo a contatto con questa realtà.
    Sto ricevendo la Naspi volevo sapere se effettivamente i centri dell'impiego mi chiameranno per
    eventuali offerte di lavoro ho letto di almeno due offerte possibili oppure sono ancora come ricordo tanti anni
    fa che non servivano a niente ed era una perdita di tempo...le cose sono migliorate da allora ?
    Io purtroppo non conosco nessun quindi un aiuto da parte di questo ufficio preposto sarebbe gradito ho bisogno di lavorare?
    Saluti

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    1. Purtroppo di questi tempi se speri che ti chiamino dal centro per l'impiego penso che non troverai presto un altro lavoro, quindi devi darti da fare da solo o presentandoti direttamente alle aziende del tuo settore di appartenenza o rivolgendoti anche alle eventuali agenzie interinali presenti sul tuo territorio.-

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  25. Buongiorno, ho subito un infortunio di lavoro con invalidità al 11% nel precedente lavoro. Ora lavoro da +di 4 anni in una ditta nuova. A seguito della riapertura dell'infortunio perché ho dovuto fare la protesi al ginocchio, mi è stato consigliato dal medico dell'INAIL di fare ricorso per potermi fare assegnare un punteggio + alto di inabilità che a sua detta dovrebbe superare il 33%. Posso essere licenziato dalla mia ditta perché non + adatto al lavoro che svolgo e con le mie competenze difficilmente reinseribile a meno che non mi facciano fare dei corsi, anche se poi dovrei essere inserito nelle liste speciali?. La ditta ha meno di 15 dipendenti e uno dei soci è mia moglie da cui mi stò separando...

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    1. NO!
      Non puoi essere licenziato solo perché con un ricorso all'INAIL potrebbe venirti assegnata una percentuale di invalidità superiore a quella attuale.-
      Tu potrai essere licenziato solo se non sarai più in grado di svolgere le mansioni che hai svolto fino ad oggi, e se non sarà possibile assegnarti una mansione consona al tuo stato di salute del momento.-

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  26. Buongiorno! Io lavoro in un negozio, da una chiamata ricevuta oggi ho capito che il titolare è intenzionato a vendere l'attività. rischio il licenziamento? Se si dovesse arrivare a questo posso ricevere dissocupazione o casa integrazione?

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    1. Mi pare alquanto prematuro porsi il problema!
      Infatti per prima cosa bisogna vedere se il tuo titolare cederà effettivamente l'attività, e poi se chi eventualmente subentrerà avrà interesse a tenerti o no.-
      Comunque nell'ipotesi che l'attività venga ceduta e chi subentrerà non è interessato a tenerti, il tuo attuale datore di lavoro dovrà licenziarti per cessazione dell'attività ed avrai diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI).-

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  27. Ho una situazione molto simile a quella sopra ma al contrario… Ho una piccola impresa con 9 dipendenti. Circa 5 anni fa ho assunto a tempo indeterminato un conoscente che aveva subito un infortunio sul lavoro con il 12% di invalidità. Ora questo signore ha riaperto l’infortunio si è fatto rioperare lasciandoci con una persona in meno per 4mesi e, a quanto riportano altri dipendenti, è intenzionato a riaprire la pratica per farsi riconoscere ulteriore punteggio che a detto del medico INAIL che l’ha consigliato lo porterebbe a raggiungere il famoso 33% per rientrare nella fascia protetta. Aggiunge in oltre che ciò facendo diventerebbe intoccabile e la ditta non potrebbe fare nulla per licenziarlo, anche se dicessimo che non è + idoneo alla mansione, perché costretta a dargli altre mansioni licenziando o modificando il personale in essere. Il nostro è un lavoro in cui l’operario deve rimanere in piedi (il suo problema è ad una gamba) e c’è da spostare pesi, e lavorando conto terzi non abbiamo sempre le stesse commesse. In questi anni si è dimostrato inaffidabile e un soggetto assolutamente destabilizzante nei rapporti sia con gli altri dipendenti che con me e il mio socio. C’è modo per tutelarci? La cosa sta’ diventando molto preoccupante noi abbiamo sempre chiuso gli occhi e sopportato perchè essendo piccoli non volevamo e non vorremmo imbarcarci in situazioni che ci costringano a chiudere e a lasciare a casa invece dipendenti che si sono sempre dimostrati validi e responsabili. Grazie

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    1. Il Tuo dipendente è il caso che non cerchi di tirare troppo la corda perché potrebbe spezzarsi!
      Ogni lavoratore è giustamente tutelato dalla legge, in modo che vengano salvaguardati i suoi diritti, ma nessuno è intoccabile.-
      Nel caso specifico, se il lavoratore non sarà più ritenuto idoneo alla mansione per la quale è stato assunto, e in azienda non è prevista una diversa mansione consona al suo stato di salute, il lavoratore potrà essere licenziato.-
      Siccome il lavoratore non è stato assunto dalla Tua azienda dal collocamento mirato, non hai alcun obbligo di tenertelo, e se rientrerà nella fascia protetta sarà eventualmente agevolato nel trovare un nuovo lavoro.-

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  28. salve dott.Censori io e mia moglie lavoriamo insieme nella stessa ditta con 80 dipendenti. in questi giorni ci hanno comunicato che siamo in esubero di 40 dipendenti
    e ci propongono un contratto par time per evitare i licenziamenti.
    cosa succede se non firmiamo il contratto par time ?

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    1. Mi pare che la risposta sia implicita nella Tua domanda!
      Infatti se la ditta con 80 dipendenti ha un esubero di 40, o i dipendenti si mettono d'accordo per il part-time o l'azienda provvederà per il licenziamento di 40 lavoratori che considererà in esubero.-
      Vi consiglio quindi di rivolgervi a un sindacato per proporre all'azienda eventuali soluzioni alternative a quelle proposte dall'azienda stessa.-

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  29. Buongiorno dottore,
    lavoro come commessa da Novembre 2015, con contratto a tempo determinato. Ho ricevuto fin ora la busta paga di Novembre e Dicembre, ma solo lo stipendio di Novembre. Ad oggi ad ogni mia chiamata la titolare mi risponde dicendo che il bonifico è stato fatto. Il mio conto è ancora a zero. Posso fare qualcosa per tutelarmi? Per esempio non presentarmi a lavoro finché non percepisco lo stipendio?

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    1. Se non ti presenti al lavoro fino a quando non ti pagano, passi dalla parte della ragione a quella del torto, quindi devi usare un altro sistema per tutelare i tuoi diritti, tipo rivolgerti a un sindacato per far sollecitare per iscritto il pagamento delle Tue competenze.-

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    2. salve dott censori scusi il disturbo chiedevo , sono in disoccupazione naspi da settembre, per tre mesi ho preso il bonus di 80 euro, dicembre.gennaio non lho percepito come mai grazie

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    3. Si ha diritto al bonus di 80 euro solo se il reddito lordo annuale è superiore a 8.000 euro, quindi se supererai il suddetto importo potrai recuperarlo con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno.-

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  30. salve dott. censori,
    mi presento:mi chiamo maria e dal gennaio 2012 lavoravo per una camiceria ma a domicilio.in questi giorni mi hanno informato che la ditta non potrà più darmi lavoro in quanto questo "scarseggia" e dunque si procederà al licenziamento.
    chiedo scusa se mi dilungo ma trovo difficile spiegare la situazione.
    a metà dicembre mi dicono che il lavoro è finito e che si riprenderà verso la metà di gennaio.a gennnaio li chiamo e mi dicono di "aspettare"ancora un pochino ,questo fino ad oggi quando li ho chiamati per informarmi sulla situazione.
    mi hanno detto che lavorando a domicilio non mi spetta ne l'indennità di disoccupazione,ne la mobilitàò e tantomeno il tfr.è vero??
    anche in busta paga risulta uma maggiorazione per tfr che però io non ho mai percepito,come ,ad esempio,il rimborso spese:in effetti in busta paga il netto corrisponde a quanto ho lavorato!(ogni pezzo ,ad esempio,valeva 1 euro,ne ho fatti 10 mi pagava giusto 10 euro).
    può darmi delucidazioni al riguardo??
    grazie e ancora scusa per essermi troppo dilungata nel discorso!!

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    1. Ciao Maria!
      INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE, MALATTIA E MATERNITA’
      I lavoratori a domicilio hanno diritto all’indennità di disoccupazione sia per la fine del rapporto di lavoro sia per la sospensione dell’attività aziendale per motivi imprevedibili. Anche per la malattia si applica la normativa vigente. Per l’infortunio e le malattie professionali, sono tutelati tutti quei lavoratori che effettuano attività previste dal Testo Unico degli Infortuni. Per quanto riguarda invece la maternità, viene applicata la normativa vigente ad eccezione del trattamento economico: si calcola l’indennità in base alla media contrattuale giornaliera erogata agli altri lavoratori interni con qualifica operaia della stessa industria.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  31. Buongiorno,
    Lavoro nel.commercio ptime 30/ore da 5/@nni,
    Usufruisco della legge 104,
    Ieri il direttore mi ha detto se.voglio accettare alcune mensilità per stare a casa
    Come posso quantificare là buona uscita?essendo in 104/cambia qualcosa? Grazie cordiali saluti

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    1. Se per farti accettare alcune mensilità ti propongono di presentare le dimissioni ti consiglio di non accettare la proposta perché in caso di licenziamento avrai diritto fino a 2 anni di indennità di disoccupazione (NASPI).-
      Se invece ti propongono alcune mensilità aggiuntive solo per evitare un'eventuale opposizione al licenziamento allora potresti richiedere dalle 6 alle 12 mensilità aggiuntive, oltre ovviamente a tutte le competenze maturate.-

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  32. Buonasera Dott.Censori, volevo avere una informazione: sono stata licenziata il 2 febbraio senza preavviso, per cui mi spetterà l'indennità sostitutiva che nel mio caso (ccnl commercio/terziario) ammonta a 20 giorni di calendario. L'azienda mi dice che essendo di calendario, praticamente mi verranno retribuiti 17 giorni in quanto nei 20 giorni ci sono 3 domeniche. E' giusto così? Inoltre io da gennaio 2015 a gennaio 2016 ho percepito ogni mese un premio variabile + 8 ore di straordinario fisso. La media della retribuzione per il calcolo dell'indennità sostitutiva del preavviso tiene conto di queste componenti e dei ratei di 13ma e 14ma? Grazie mille per la risposta che mi vorrà dare e complimenti per il blog. Saluti Stefania

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    1. Ciao Stefania!
      - NO! Essendo la retribuzione mensile per calcolare l'indennità sostitutiva del preavviso, la retribuzione mensile va divisa per 30 e moltiplicata per 20.-
      - NO! Il premio variabile o straordinario non rientra nel calcolo dell'indennità sostitutiva.-
      - SI! Il calcolo del TFR, della 13/ma e 14/ma devono tener conto anche del periodo di mancato preavviso.-

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    2. Mi scusi se la importuno nuovamente, ma stavo leggendo questo articolo del codice civile: "In base all'art. 2121, cod. civ., ai fini della determinazione dell'ammontare dell'indennità di mancato preavviso devono considerarsi tutti gli elementi retributivi aventi carattere continuativo, nonchè l'equivalente della retribuzione in natura (vitto, alloggio) dovuta al lavoratore.
      Nell'ipotesi di retribuzioni composte in tutto o in parte da elementi variabili come ad esempio provvigioni, premi di produzione, partecipazioni, l'indennità di mancato preavviso è calcolata sulla media degli emolumenti degli ultimi tre anni di servizio o del minor tempo di servizio prestato". Siccome sembrerebbe proprio il mio caso, per i premi di produzione, che ne pensa??? Grazie mille e mi scusi ancora.
      Stefania

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    3. Ciao Stefania!
      Un forfait straordinario fisso presuppone un accordo tra le parti che preveda delle ore di straordinario vengano fatte effettivamente, quindi a mio avviso anche se continuativo non rientra nel calcolo della retribuzione ai fini del calcolo dell'indennità sostitutiva.-

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  33. buongiorno,dottore,lavoro da 15 anni in una ditta edile dopo anni di tentennamenti dovuti alla crisi il titolare mi propone una buonuscita.secondo lei fino a quanto posso chiedere? padre di famiglia con moglie casalinga e una figlia di 12 anni.grazie bolg molto interessante.

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    1. Ciao Luca!
      Se si tratta comunque di licenziamento, tenendo conto che avrai diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI) che potrebbe durare fino a 2 anni, e quindi la buonuscita servirebbe solo per evitare un'opposizione al licenziamento stesso, potresti richiedere fino a 6 mensilità aggiuntive.-
      Ovviamente non devi presentare le dimissioni, a meno che Tu non abbia un altro lavoro in vista, perché non avresti diritto ad alcuna indennità da parte dell'INPS.-

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  34. si per il fatto della naspi avevo gia' visto sopra..per i 6 mesi pensavo di piu',molte grazie comunque.

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    1. Ciao Luca!
      Devi chiedere di più, anche 12 mensilità aggiuntive, per ottenerne in via transattiva almeno 6.-

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  35. Dott. Censori ma finita la naspi(elemosina) un povero cristiano che deve fare ... il lavoro non si trova ! Non ci sta più per tutti ormai questo benedetto lavoro! le persone di 40/50/60 vengono discriminate dalle aziende e sono forse quelle che hanno più bisogno di lavorare... Dovete fare una grande manifestazione non si puo' andare avanti così basta con questi sussidi che non aiutano e che terminano in pochi mesi con somme sempre più ridotte ... si deve trovare qualcosa di diverso, di innovativo di europeo ma nel vero senso della parola!
    Un saluto, grazie cordiali saluti

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    1. Sono d'accordo!
      Ma per fare una grande manifestazione occorre una grande mobilitazione, ed è quindi necessario sostenere le organizzazioni sindacali impegnate in questo campo.-

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    2. Buongiorno Dr Censori, ero un lavoratore di una municipalizzata con contratto di riferimento FEDERAMBIENTE. Volevo cortesemente sapere come faccio a sapere quanti giorni lavorativi contiene una settimana ai fini del ricevimento della lettera di licenziamento. Provo a spiegarmi meglio la busta paga è calcolata su 26 giorni e il mio orario di lavoro si svolgeva su 5 giorni lavorativi (essendo un impiegato lavoravo dal lunedì al venerdì). Ora, avendo l'azienda 30 giorni lavorativi dal ricevimento delle mi giustificazioni per recapitarmi la lettera di licenziamento, gli stessi sono comprensivi del sabato oppure il sabato è considerato festivo? Spero di essere stato chiaro.
      Un saluto ringraziandola anticipatamente.

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    3. L'azienda ha 30 giorni di calendario, di tempo per licenziarti, con decorrenza dalla data di ricevimento delle tue giustificazioni.-

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  36. Buongiorno, Dottor Censori le scrivo per chiederle un consiglio.
    sono un dipendente di una azienda alimentare da circa 25 anni. Il mio datore di lavoro nel mio reparto ha assunto più di una persona con
    le classiche cooperative licenziando vuoi per motivo vuoi per un altro tutti i dipendenti a tempo indeterminato, cosa che ha fatto questo mese anche con me.
    E' dal mese di ottobre che pagava agli altri dipendenti lo stipendio tranne che a me (tanto è che dato che sono iscritto ai sindacati sono stato obbligato a fargli ricorso) ha obbligato alcuni suoi dipendenti a tempo indeterminato in cambio di un regalino a licenziarsi per scendere sotto la soglia consentita per legge (riassumendoli sotto cooperativa) per poi licenziare come voleva tutti coloro che non sono scesi a questi compromessi compreso io.
    Mi ha inviato la lettera di licenziamento dicendomi che l'azienda è in crisi e che per questo potevo rimanermene a casa. Motivo indicato Licenziamento causa giustificato motivo oggettivo.
    la mia domanda è questa: Può un datore di lavoro licenziare dipendenti a tempo indeterminato continuando ad avere dipendenti assunti con cooperativa da uno o due anni più un dipendente che prende le pensione. Non dovrebbe eliminare prima il superfluo e poi licenziare me che sono li da 25 anni.
    sono anni che cerca di mandarmi via in tutti i modi quest'anno addirittura cercando di farmi licenziare da solo non pagandomi gli stipendi.
    cosa mi consiglia di fare aspetto una sua risposta, la ringrazio anticipatamente.

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    1. Se sei iscritto al sindacato devi rivolgerti al sindacato al quale sei iscritto per impugnare il licenziamento e richiedere o il reintegro in servizio o in alternativa un congruo risarcimento danni.-

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  37. Salve dott.Censori, le spiego un pò la mia situazione. Ho lavorato per la mia azienda per 10 anni..ogni due anni facevano il solito gioco di chiudere sotto quel nome ed aprirlo sotto un altro. Da ottobre del 2014 lavoro sempre x questa azienda ma sotto altro nome. Ho avuto la lettera di trasferimento in un altra città ad aprile 2015 (io lavoro in Puglia Il trasferimento era su a Modena). A maggio 2015 mi so dovuta mettere in malattia x un infortunio sul lavoro, prima pagato dal inail e poi sono passata a giugno 2015 con l INPS. Da allora sono stata in malattia x curarmi l infortunio. Alla scadenza mi sono ripresentato in azienda nella sedè in Puglia, ma mi hanno detto di andare a Modena xke era lì Ke dovevo andare. Io ho avuto una forte crisi dovuta all infortunio ed ha tutta questa vicenda dove ho fatto partire un altra malattia x depressione. Sono stata in cura con uno psicologo. Ora la mia seconda malattia e partita come continuazione Dell altra, ovvero sotto un altra patologia, ma il mio medico curante nn ha specificato Ke io ero rientrata a lavoro. Ora dal 1marzo 2016 ho finito la mia malattia ma nn sono rientrata sul posto di lavoro e l azienda non mi manda ancora la lettera di licenziamento. Volevo sapere da lei come mai non mi mandano la lettera. P.s. ho un contratto a tempo indeterminato part time. Da lunedì al sabato, con necessità se l azienda lo richiede di lavorare anke nei giorni festivi. E un azienda che consegna materiale pubblicitario. Sn assicurata come fattoria. Spero mi risponda a questo mio dubbio, se posso prendere o meno la disoccupazione. La ringrazio.

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    1. Per prendere la disoccupazione devi essere licenziata, quindi se non ti licenziano ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    3. Non credo proprio che continuino a pagarti lo stipendio senza rientrare al lavoro, perché presumo che considerino il periodo come assenze ingiustificate e quindi non retribuite.-
      Comunque a questo punto devi seguire scrupolosamente le indicazioni del del sindacato, senza cercare conferme altrove, per evitare di commettere errori che potrebbero ritorcerti contro.-

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    4. Salve dott.censori ..volevo spiegarvi la mia brutta situazione lavorativa.e chiedervi un consiglio come meglio muovervi.lavoro circa da due anni in un azienda di smaltimento rifiuti..purtroppo da quando lavoro non sono mai stato accettato dai colleghi di lavoro.Sto ricevendo percosse dai colleghi.forse x gelosia x essere già da tanti anni in questo settore.ma la cosa che mi fa rabbia e che i miei datori sono a conoscenza , e non anno fatto nulla fino a oggi.e non e finita qui a dicembre di quest'anno ho avuto un incidente sul lavoro.che non lavoravo in sicurezza x cause di organizzazioni aziendali..il mio datore di lavoro mi ha intimato di mettermi in malattia.e di non dichiarare il vero.io pur cercando di tenere il posto di lavoro ho dovuto accettare la situazione.ma non finisce qui..quando ritorno a lavoro dopo due mesi.noto che i miei datori di lavoro non prestano attenzione nei miei confronti.e vedo la totale indifferenza nei miei confronti .Non mi fanno disposizione lavorativa..anzi mi intimano di non salire sui mezzi di lavoro.dopo qualche mese mi chiamano in disparte e mi dicono che io mi debba licenziare e andarmene da uomo altrimenti avrò delle ripercussioni.e gia dal mese prossimo non avrei più ricevuto lo stipendio.dopo tutta sta situazione io sto male psicologicamente ..e non so che devo.Grazie del attenzione vi prego di consigliarmi

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    5. Ciao Giovanni!
      Se presenti le dimissioni non avrai diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi nemmeno all'indennità di disoccupazione, pertanto eventualmente dovrai farti licenziare, ti consiglio comunque di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  38. La ringrazio del consiglio .buona giirnata

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  39. Buongiorno dott. Censori
    Le spiego a grandi linee il problema: Lavoro presso uno studio associato di professionisti, a settembre uno dei 2 soci termina l'attività per raggiunta età pensionistica, il socio che prenderà in mano l'attività ha riferito a tutte noi 4 dipendenti (tra le quali io ed una mia collega sopra i 50 anni di età) che chiuderà l'attività licenziandoci tutte, per poi riaprire con uno studio proprio, assumendo ragazze apprendiste e forse 1 o 2 tra noi con contratto part-time lavorandone ugualmente 8 di ore perchè costiamo troppo come tasse/contributi e non riesce a starci dentro con le spese, o così o nisba...
    La mia domanda è: riaprendo la medesima attività il giorno dopo aver chiuso la precedente, esiste una forma di reintegro a pari contratto o risarcimento?
    Lamentano sempre di avere problemi economici e poi hanno la 2°casa ad Artesina, una a New York, auto di lusso... piuttosto tagliano il personale e fanno sputare sangue a chi rimane al posto di optare per qualche rinuncia al loro stile di vita.
    La ringrazio infinitamente
    Cristina

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    1. Ciao Cristina!
      Purtroppo NO!
      Se lo studio associato cessa l'attività e uno dei soci riapre l'attività in proprio, sono comunque due entità giuridiche diverse, quindi la seconda non è obbligata ad accollarsi il personale della prima.-
      Ovviamente il nuovo datore di lavoro dovrà comunque rispettare il contratto e retribuire quindi i lavoratori assunti in base alle ore effettivamente lavorate.-

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  40. Salve, due mesi fa ho iniziato a lavorare presso un call center con contratto a progetto, una settimana fa la responsabile mi ha comunicato verbalmente il licenziamento dicendomi che la lettera mi sarebbe arrivata a casa con raccomandata. Cosi non e stato in quanto non ho ricevuto nulla!! Come devo comportarmi? Grazie dell attenzione.

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    1. Ciao Giulia!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  41. Salve Dott. Censori, volevo farle una domanda particolare. Una contestazione disciplinare per una presunta irregolarità all'atto dell'assunzione, avvenuta ben 8 anni prima, che si è conclusa con il licenziamento del lavoratore. E' ipotizzabile, in sede giudiziale, invocare la prescrizione trattandosi di un contratto fra privanti ed essendo passati più i 5 anni tra l'assunzione e la contezione?
    Con Stima, Alessandro

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    1. Ciao Alessandro!
      Dipende dal tipo di irregolarità!
      Infatti se l'irregolarità è consistita nell'omissione di dati che avrebbero potuto impedire l'assunzione, o comunque metterla in discussione, la normativa prevede che l'omissione di dati personali rilevanti, o la comunicazione di dati errati non va in prescrizione.-
      La prescrizione in questo, ad essere più precisi, c'è comunque ed è si di 5 anni, che decorrono però non dalla data di assunzione, ma dalla data in cui il datore di lavoro è venuto a conoscenza dell'irregolarità.-

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  42. Salve dott. Censori provo a spiegarle la mia situazione.lavoro in un ristorante da giugno 2015 e da dicembre ho avuto gravi problemi di salute e sono in malattia che finisce domani,il problema è che in questi mesi i miei titolari si sono indispettiti e da dicembre non ho più percepito stipendi ne visto buste paga nonostante abbia anche mandato raccomandate a/r di sollecito di pagamento.non me la sento di rientrare a lavoro neanche per il periodo di preavviso e vorrei dimettermi per giusta causa ma tramite sindacato ho scoperto che non esiste il modulo online per questo tipo di dimissioni e che il cartaceo non vale più e mi hanno consigliato di non presentarmi più a lavoro e farmi licenziare per assenze ingiustificate cosa che non mi convince e non mi piace.cosa mi consiglia?e davvero possibile che ora non ci si può più dimettere per giusta causa?

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    1. Ciao Francesca!
      La procedura di dimissioni telematica non fa venir meno l’obbligo per il datore di lavoro di effettuare la comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro nei cinque giorni successivi (articolo 9 bis del Dl 510/1996). In tale comunicazione è necessario indicare il motivo di cessazione del rapporto e appare altamente significativo che venga utilizzata la causale “dimissioni per giusta causa” per far sì che l’Inps la memorizzi, ai fini di una corretta e ottimale gestione della Naspi. Se il datore di lavoro dovesse, invece, utilizzare la causale “dimissioni”, il lavoratore potrebbe incontrare difficoltà nell’ottenere la prestazione a sostegno al reddito.
      In pratica potrebbe avvenire che il lavoratore si dimetta consegnando una lettera di dimissioni in cui indica chiaramente la giusta causa.
      È opportuno, dunque, che i dipendenti non omettano, prima di lasciare il posto di lavoro, di consegnare al datore di lavoro una “tradizionale” lettera di dimissioni con l’esatta causale. Se ciò non è avvenuto, è necessario che tali dimissioni siano notificate all’azienda a data e ricezione certa. La notifica deve anticipare la nuova procedura telematica. Questo eviterà che il datore di lavoro ricevendo la prevista e-mail del ministero, inoltri il modello unilav con la motivazione errata (ferma restando la possibilità di rettificarlo o annullarlo secondo le regole previste dal Cpi).-

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  43. Buongiorno dott, sono stata assunta presso un bar a tempo indeterminato a gennaio 2016 piu 2 anni precedenti con contratto determinato, per 4 ore giornaliere su 6 giorni, per gravi motivi familiari mio padre ja subito un grave incidente sono stata in aspettativa per 35 giorni aspettativa regolarmente accettata dal mio datore.
    venerdi al mio rientro mi e stato proposto un nuovo contratto di 18 ore setrimanali contro le 25 che avevo, dicendomi che se nn lo accetto e quindi non firmo, mi devo licenziare.vorrei aggiungere in oltre che questo e il contratto dell altra barista arrivata da 1 anno, ed a lei e stato cambiato il contratto aumentandone le ore.cosa posso fare siamo meno di 15 persone e il mio capo continua a dirmi che se non firmo mi devo licenziare, psicologicamente mi sta facendo pressioni per firmare, puo comportarsi cosi? La ringrazio con il cuore per la risposta

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    1. Scusi ho dimenticato che l aspettativa nn era retribuita

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    2. Ovviamente NO!
      Il Tuo capo non può sottoporti a questo tipo di ricatti, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  44. Salve dott. Gianfranco.
    Ho lavorato per un anno e un mese in un'azienda, mi sono licenziata perche mi hanno assunta in un posto migliore.
    Ora dopo 45 giorni di prova hanno deciso di mandarmi via, posso richiedere la mini aspi? Bastano solo 13 settimane di contribiti nei 12 mesi precedenti?
    Qualora trovassi un nuovo posto di lavoro, a meno che in nero, la disoccipazione cessa anche con i vaucher? Grazie in anticipo.

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  45. Mini aspi o naspi nel mio caso?

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    1. Ciao Martina!
      La normativa a livello di indennità di disoccupazione è cambiata; ora è prevista la NASPI che può durare al massimo per la metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, tolti i periodi già utilizzati per altre indennità.-
      La NASPI è compatibile coni voucher nel limite massimo di 3.000 euro all'anno.-

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  46. Buongiorno gentilissimo dottor Censori
    Lavoro in un’azienda di servizi da 20 anni assunto nel 1996 con contratto a tempo indeterminato.
    Ho 43 anni e mi vorrebbero licenziare dopo 20 anni di anzianità per "giustificato motivo oggettivo"causa soppressione della mia posizione di coordinatore di nr 11 persone che verranno aggregate ad un altro reparto di altrettante in numero la cui gestione verrà affidata al mio responsabile.
    Sostengono inoltre l’ impossibilità a ricollocarmi in azienda con altra mansione.
    In azienda non è in atto nessun licenziamento collettivo e siamo circa 60 dipendenti.
    Mi propongono praticamente nulla ad eccetto del mio TFR e di 2 mesi di preavviso pagati e la NASPI come se la pagassero loro.
    A mio parere ritengo di poter avere anche una buona uscita aggiuntiva da 12 a 24 mensilità ma secondo loro no ma leggendo il paragrafo che qui riporto preso dal suo sito credo che mi spetti qualcosa “Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.”
    Inoltre le chiedo parere sulla possibilità di chiedere che venga applicato l’articolo 2245 del codice civile che prevede un indennizzo di anzianità pari all’importo di otto giorni dell’ultimo stipendio moltiplicato per gli anni di anzianità nell’azienda e se questo entra in conflitto con la buona uscita o si somma.
    Resta poi la valutazione che si tratti o meno di licenziamento illegittimo ma questa è un argomento troppo complesso per poterle chiederle una valutazione ora.
    L’ultima cosa che vorrei sapere è inerente questa nuova procedura a cui l’azienda ha fatto ricorso ovvero la convocazione delle parti presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali dove so che avverrà un incontro davanti ad una commissione per cercare un compromesso ; ma se li non riuscirò a trovare un accordo che succede ?
    Le chiedo cortesemente il suo prezioso parere e la ringrazio per il servizio che mette a disposizione
    Le invio i più cordiali saluti
    Giancarlo

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    1. Ciao Giancarlo!
      La convocazione alla direzione provinciale del lavoro ha lo scopo di cercare di arrivare a un accordo tra le parti per evitare ogni contenzioso, è ipotizzabile quindi che ti venga proposta una qualche mensilità aggiuntiva per evitare una Tua opposizione al licenziamento.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti o a un sindacato o a un avvocato per farti tutelare per il meglio, infatti in quella sede potrai richiedere di tutto e di più, ma se la controparte non è disposta a concedertela l'alternativa è solo una causa che purtroppo di questi tempi può durare anni, e dall'esito alquanto incerto nel tuo caso.-
      Infatti se il datore di lavoro riesce a dimostrare che il licenziamento non è discriminatorio ma dovuto solo a una diminuzione di personale per ristrutturazione aziendale, cioè licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ogni tua richiesta, oltre ovviamente alle competenze maturate, potrebbe essere respinta.-

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  47. Salve dottore, ho presentato la mia domanda di naspi il 22/02/2016 ed è stata accolta, ma in data 23/032016 mi dicono che c'è stata una reizione. posso sapere cosa significa?? Grazie

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    1. Reiezione significa respinta!
      Ti consiglio quindi di rivolgerti o al patronato che ti ha presentato la domanda di NASPI o direttamente alla sede INPS di zona per verificare il motivo per cui la Tua domanda non è stata accolta.-

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  48. Buongiorno, volevo avere alcune informazioni. Lavoro per una cooperativa a mutualità prevalente, con CCNL terziario e solo due dipendenti tra i 35 e i 45 anni con anzianità lavorativa rispettivamente di 14,5 e 2 anni. Gli amministratori hanno deciso di mettere la cooperativa in liquidazione dall'oggi al domani (sapevo che si incontravano ma l'ordine del giorno era la normale approvazione del bilancio nulla a pensare una decisione così drastica e repentina come quella discussa e già messa all'ordine del giorno per l'assemblea dei soci) e mi sono stati comunicati ieri durante la malattia questa notizia come un fulmine a ciel sereno ed anche il licenziamento. Al di la che sono anni che il settore è in crisi e lo immaginavo che prima o poi sarebbe arrivato questo giorno, ma le mie domande ora sono molte. E' possibile comunicare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo nel periodo di malattia? Per il momento è stato solo al telefono ma mi hanno anche detto che lo manderanno per posta. a cosa ho diritto eventualmente? dalla ditta, oltre a tfr ferie ecc, ho diritto anche a qualche mese di indennità? se si quanti? e come mobilità ho qualche diritto? e come disoccupazione? grazie dell'attenzione.

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    1. In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, si ha diritto da parte dell'azienda a tutte le indennità maturate + il TFR e + l'eventuale mancato preavviso.-
      Per quanto riguarda invece la disoccupazione, si ha diritto alla NASPI che potrà durare al massimo per la metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni.-

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    2. Grazie per l'attenzione. Ma a questo punto devo rientrare dalla malattia o ormai sono già licenziata?

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    3. La data di cessazione del rapporto di lavoro deve essere indicata nella lettera di licenziamento, quindi dovrai verificare se è previsto un periodo di preavviso che scadrà dopo il termine della malattia.-
      Se la data di cessazione del rapporto di lavoro è immediata non avrai diritto ne all'indennità di malattia ne alla NASPI fino alla data di riacquisto della capacità lavorativa (cioè di fine malattia).-

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  49. sono un disabile di 50% non assunto come disabile 12 ani fa e l azienda non e in regola con le categorie protete e padre de un figlio nato un mese fa.io quiedo in questo anno si l azienda vuole fare una reduzione personale con anticipo mobilita ,si posso fare parte?

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    1. La normativa prevede che il datore di lavoro possa chiedere che venga computato nella quota di riserva il lavoratore dipendente divenuto disabile successivamente all'instaurazione del rapporto di lavoro (così come previsto all'art. 4 Legge n. 68/99 e all'art. 3 DPR n. 333/2000), nei seguenti casi:
      - lavoratore divenuto disabile in costanza di rapporto di lavoro in conseguenza di infortunio o malattia con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60% e che non sia stata determinata da violazione delle norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro da parte dello stesso datore di lavoro.
      - lavoratore divenuto disabile in costanza di rapporto di lavoro per infortunio sul lavoro o malattia professionale con un grado di invalidità pari almeno al 34% non causata da violazione delle norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro da parte dello stesso datore di lavoro
      Tale richiesta deve essere presentata dal datore di lavoro ai Servizi provinciali competenti. È opportuno, quindi, che l'Azienda interessata si metta in contatto con il Centro per l'Impiego di competenza, per richiedere indicazioni circa la modalità di richiesta ed ogni ulteriore e più specifica informazione..

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  50. Salve Gianfranco Censori.Io e mia moglie ci vogliamo transferire in un altra città. Lei adesso e in maternita facoltativa, gli e rimasti 2 mesi per finirlo, ha un contratto di apprendistato che li scade in 09/2017.Vorrei sapere qual'è il miglior modo per chiedere il licenziamento? Vorrei sapere anche se gli aspetta la disocupazione? Invece io ho un contratto inderterminato, ho gia trovato un altro lavoro in città dove vorremo trasferirci, Come posso chiedere il licenziamento? Grazie in anticipo

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    1. Ciao Cristian!
      Purtroppo con un contratto di apprendistato Tua moglie non può essere licenziata, se non per giusta causa, e non potrebbe nemmeno presentare le dimissioni perché si è assunta un impegno fino a settembre del 2017, quindi può solo presentare le dimissioni con il consenso del datore di lavoro, e non avrà diritto all'indennità di disoccupazione.-
      Nel Tuo caso invece, se hai trovato un altro lavoro non è necessario il licenziamento ma puoi presentare le dimissioni dando il preavviso previsto dal Tuo CCNL.-

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  51. Gentilissimo Signor Censori,
    il mio problema è questo: Sul posto di lavoro sono stata aggredita e ho ricevuto sputi in faccia, da una mia collega. Inoltre la stessa ha danneggiato notevolmente il locale sporcando i muri di caffè.
    Per rimediare, dopo l'orario di lavoro ha fatto intervenire suo marito cercando di ripulire i muri e il soffitto con la candeggina.
    (ma l'intento non è riuscito, anzi ha peggiorato) Gli impiegati rientrando al lavoro hanno dovuto lasciare la finestra aperta per il forte odore. Premetto che gli uffici sono provinciali e non ci è consentito nel modo più assoluto ad usare candeggina.
    La mia domanda è se questa persona potrebbe essere licenziata?
    La ringrazio moltissimo anticipatamente per il suo grandissimo impegno nel rispondere a tante domande e La saluto cordialmente
    Mary.

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    1. Ciao Mary!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      SI!
      Questa persona potrebbe essere licenziata, ma è una decisione che spetta al datore di lavoro, che ovviamente deve essere informato anche dell'aggressione che hai ricevuto.-

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  52. Salve Gianfranco Censori. Mi chiamo maria e sono stata licenziata perche avevo chiesto al mio datore di lavoro di poter passare part time e che fosse adeguato il mio livello svolgendo da tre anni la mansione di cassiera con un sesto livello dove invece mi spettava un quarto.
    Dopo le mie richieste il mio datore di lavoro ha ben pensato di licenziarmi per giusta causa trovando una futile scusa ma mi sn subito rivolta ad un'avvocato e nonostante cio nn si e voluto accordare ne per un reintegro ne per una somma come risarcimento.
    Percio ora le chiedo se il giudice mi darà ragione mi conviene essere reintegrata o prendermi i soldi, se mi reintegra il mio datore di lavoro puo trovare nuove scuse per poi licenziarmi di nuovo??

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    1. Ciao Maria!
      Se il giudice ti da ragione ti consiglio di prenderti i soldi, perché con un reintegro in servizio presumo che il datore di lavoro cercherebbe ogni pretesto possibile e immaginabile per renderti la vita impossibile a livello lavorativo.-

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  53. Buonasera Dott.Censori,
    l'azienda per cui lavoro una SPA non sta salute, non vince più le gare e i contratti attivi ormai stanno scadendo.
    Si vocifera di una fusione con un'altra azienda sempre dello stesso settore.
    La mia domanda Dott. Censori è la seguente in un'eventuale fusione con l'altra azienda potrebbe verificarsi anche che alcuni dipendenti non vengano assorbiti perchè ritenuti non necessari o cose simili e quindi ci potrebbero essere dei licenziamenti?
    La saluto cordialmente.

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    1. Purtroppo SI!
      Spesso le fusioni si fanno per abbattere i costi, e il personale è ovviamente uno dei costi; comunque non puoi fare altro che attendere l'evolversi della situazione, rivolgendoti eventualmente a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. E'molto triste Dott Censori, non è possibile siamo esseri umani non un costo! Dovrebbe essere vietato dallo Stato questo tipo comportamento da parte dell'aziende che spesso è un pretesto per liberarsi di noi lavoratori considerati "pesi morti", non si puo' andare avanti così, inoltre fossimo in un altro Stato, siamo in Italia una volta che perdi il lavoro sei praticamente spacciato...
      Un saluto

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    3. Purtroppo è vero!
      Di questi tempi se perdi il lavoro è molto difficile trovarne un altro, e i lavoratori sono come "limoni" da spremere fino a quando hanno del "succo" da dare, per poi essere gettati quando non servono più.-
      Ma la colpa è anche dei lavoratori che hanno perso il senso della solidarietà tra colleghi, perché uniti si può anche non vincere ma divisi si perde di sicuro.-

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  54. Salve Dott. Censori,
    I fatti che le espongo risalgono al maggio del 2011,
    Ricoprivo il ruolo di chef di cucina con mansione di capo servizio al secondo livello.
    Durante la giornata di lavoro alla presenza di tutti e anche della direzione mi apprestavo a preparare delle derrate alimentari per uso personale che alla fine del servizio e prima di uscire dall'albergo, ho regolarmente pagato con carta di credito, dopo che l'addetto alla riscossione aveva controllato il tutto.
    Mi ha emesso regolare fattura, pertanto l'azienda accertava la regolare azione .
    Dopo quattro giorni però la stessa azienda mi mandava due diverse contestazioni disciplinari senza nulla dirmi quale fosse il mio comportamento irregolare ma si limitava a parlare genericamente di comportamento che faceva venir meno il rapporto
    fiduciario , pertanto mi sospende immediatamente. Non faccio in tempo a rispondere per difendermi che mi arriva il licenziamento per giusta causa ma non mi viene detto quale fosse il motivo.
    Aspetto la sentenza per il 12 luglio prossimo ma le chiedo se tutto questo è possibile, pagare regolarmente, l'azienda incassa e poi mi licenzia senza dirmi per cosa.
    La ringrazio in anticipo per la sua attenzione

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    1. Ciao Graziano!
      In effetti un licenziamento in tronco va motivato, e di solito può essere effettuato solo alla terza lettera di contestazione, quindi nel Tuo caso è assolutamente illegittimo; puoi pertanto attendere fiducioso la sentenza del 12 luglio prossimo.-

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  55. Buongiorno. Io ho un contratto di 6mesi e 60gg di prova, che scadono il 14/5/2016.
    Previa mia comunicazione e richiesta di 4ore di permesso, ho sostenuto un colloquio presso altra ditta, conoscitivo, con l'intento poi di farmi vendere dell'attrezzatura per il negozio dove lavoro.
    Tutto ok, licenziato. Prova non superata.
    É normale un cimlortamento del genere?

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    1. Quando chiedi se è normale, non so se ti riferisci al Tuo comportamento o a quello del tuo datore di lavoro!
      Infatti durante il periodo di prova, richiedere 4 ore di permesso per un colloquio presso un'altra ditta, significa dare un pretesto al datore di lavoro per farsi licenziare.-

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  56. Buongiorno gentile Avvocato,
    le porgo questa domanda :
    è legittimo il licenziamento di un capo reparto che usufruisce di un servizio presso l'azienda cui presta il lavoro,la direzione non si oppone alla vista, pago regolarmente le derrate con carta di credito, l'azienda riceve il pagamento normalmente senza nulla eccepire in quel momento, successivamente nei giorni seguenti, mi viene contestata l'azione e vengo licenziato in tronco nell'arco di 10 giorni, senza mai aver subito in precedenza alcun addebito scritto.
    E' legittima un' azione del genere, ma sopratutto, l'azienda prima si paga e poi mi licenzia? E' giusto?
    In sede di giudizio, il giudice potrebbe eccepire nulla contro di me?
    La ringrazio per la sua risposta
    Buona giornata

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    1. Ciao Graziano!
      Se non mi comunichi la causale indicata nella lettera di licenziamento, per capire cioè se è o meno contestabile, purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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  57. Buongiorno, la ditta per cui lavoro da 5 anni stà per vendere, cosa succederà a me? possono vendermi assieme alla ditta? Se mi licenzio invece? a chi mi posso rivolgere per avere maggiori informazioni?

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  58. Salve Dottore,
    cosa ne pensa dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro se ne parla da più di un anno sembra che si stia muovendo qualcosa, possiamo noi sfigati disoccupati avere qualche speranza o si tratta della solita "zozzeria" italiana per buttare i soldi pubblici...?
    Cordialmente la saluto

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    1. L’ANPAL, Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, è stata recentemente introdotta con il Jobs Act, la legge di riforma del lavoro che, in caso di disoccupazione, prevede la Naspi.
      L’ANPAL, Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, è stata recentemente introdotta con il Jobs Act, la legge di riforma del lavoro che, in caso di disoccupazione, prevede la Naspi.
      L’ANPAL coordina la nuova Rete Nazionale dei Servizi per le Politiche Attive del Territorio e coinvolge i principali enti impegnati nell’erogazione degli ammortizzatori sociali, come INPS, INAIL, le Camere di Commercio, ma anche soggetti operanti come intermediatori nel mondo del lavoro, quali scuole e università.
      Fra i compiti dell’ANPAL ci sono quello di stabilire i programmi delle politiche attive, finanziati dall’FSE (Fondo Sociale Europeo), supervisionare la Rete Nazionale, archiviare tutti i fascicoli personali dei lavoratori e tenere un albo delle agenzie private del lavoro.
      Ciò che rileva per i cittadini è che solo con l’iscrizione all’ANPAL il disoccupato (che sia stato licenziato o che abbia rassegnato le dimissioni per giusta causa) può aver diritto alla Naspi.
      L’iscrizione all’ANPAL viene effettuata dai Centri per l’Impiego, durante un colloquio con il disoccupato : dalla data di licenziamento (o dimissioni per giusta causa) il Centro per l’Impiego ha 2 mesi di tempo per convocare il lavoratore, dalla convocazione il disoccupato ha tempo 15 giorni per presentarsi al Centro per l’Impiego, pena la perdita di un quarto dell’assegno di disoccupazione.
      Nel corso del colloquio al Centro per l’Impiego, il disoccupato dovrà anche sottoscrivere un patto di servizio, cioè un programma che mira al ricollocamento dello stesso nel mondo del lavoro. Fino a che il disoccupato non troverà un nuovo impiego, il suo impegno nella formazione e ricollocazione professionale viene monitorato da un tutor.
      Credo che sia prematuro esprimere un giudizio, diciamo che è un tentativo in più per cercare di avvicinare la domanda e l'offerta di lavoro, ma sul quale purtroppo non bisogna farsi troppe illusioni.-

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  59. Ciao.dove lavoro io non siamo muniti di
    Badge.
    Ho sbagliato a inserire le ore sul PC.
    Ho ammesso l'errore ed ero disposto a pagare .
    Ma mi hanno dato in mano un foglio.
    Con relative date.
    E mi hanno avvisato che se non faccio una raccomandata entro 5 giorni.
    Scatta il procedimento.
    Sono disperato.
    I capi non mi guardano neanche in faccia.
    Se mi licenziano in tronco perdo la disoccupazione e TFR?

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    1. Ciao Carmelo!
      Il Tuo errore non giustifica di certo un licenziamento in tronco, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-
      Se ti licenziano in tronco avrai comunque diritto sia all'indennità di disoccupazione che al TFR che a tutte le altre competenze maturate.-

      Elimina
  60. Buongiorno Sig Gianfranco, grazie sia il prezioso servizio che ci mette a disposizione che per la sua competenza. Una domanda: Ero dipendente di un grande gruppo e sono stato licenziato per una presunta irregolarità nell'assunzione non imputabile al sottoscritto. Secondo l’attuale consiglio di amministrazione il precedente amministratore delegato non ha rispettato le procedure interne per la selezione del personale.
    L’azienda nella lettera di licenziamento ha richiamato l’annullabilità del contratto di assunzione essendoci, secondo lei, un vizio. Ora il quesito è il seguente: essendo passati oltre 5 anni dall’assunzione ed avendo richiamato l’annullabilità del contratto (e non la nullità) ed essendo un problema di procedure interne imputabili esclusivamente al datore di lavoro, è possibile richiedere la prescrizione del procedimento di licenziamento.
    Grazie infinite

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo non capisco il senso della Tua domanda!
      Infatti se sei stato licenziato per un'irregolarità nell'assunzione non dovuta a una tua colpa, non hai di che preoccuparti, e non vedo quindi a che ti serve la prescrizione del licenziamento e a chi vorresti richiederla.-

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  61. Buonasera Dott. Gianfranco,
    volevo chiederle quando tempo minimo devo lavorare per avere diritto alla naspi?
    Grazie cordiali saluti

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    Risposte
    1. Requisiti
      La NASPI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
      a. siano in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
      b. possano far valere, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
      c. possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

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  62. Gentile avv.io ho un indennità di mancato preavviso di 12 mesi la naspi la ricevo alla fine dei 12 mesi? E se impugno il licenziamento indennità di mancato preavviso la prendo lo stesso?

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    1. Ciao Monica!
      Trovo strano un preavviso di 12 mesi, comunque la domanda della NASPI va presentata subito, anche se la decorrenza sarà dalla fine del preavviso indennizzato.-
      Se impugni il licenziamento, in teoria l'indennità di mancato preavviso dovrebbe esserti corrisposta comunque, ma presumo che in pratica verrà tenuta in sospeso fino alla fine della causa.-

      Elimina
  63. Buonasera dott. Censori ,sono un padre che pensava di mettersi in congedo parentale per 2 settimane.Parlando con il responsabile dell'azienda , mi fece capire che mi stavo mettendo contro il titolare . Diciamo che il titolare è un tiranno, dunque la mia paura è di perdere il posto di lavoro o mettermi nelle condizioni tali. Lo possono fare? Grazie mille

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    1. Ovviamente NO!
      Non puoi assolutamente essere licenziato per un congedo parentale di 2 settimane, in quanto è previsto dalla legge.-

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  64. buon giorno
    vi spiego il mio problema
    settore metalmeccanico
    a settembre un mio operaio e' andato in pensione quindi ho cercato un altro operaio.il quale aveva gia fatto un periodo di lavora presso la mia azienda.
    da quando lo ho assunto circa 7 mesi non e' mai riuscito a fare una settimana intera di lavoro .ogni settimana 1-2 giorni o di malattia o di ferie, arrivando che in 7 mesi sono più le volte che non c'e' di quelle che c'e'.
    io avevo bisogno di un operaio non di un assenteista
    per assurdo ho dovuto prendere un ragazzo dalla coperativa per sostituirlo.
    ogni volta le scuse sono ho perso il pulman arrivo in ritardo e poi non arriva piu'
    mal di schiena
    mal di denti
    mal di gambe
    devo fare la residenza mi devo trasferire
    devo andare in banca
    e aggiungete voi che tanto non mancano penso mi abbia detto di tutto ormai
    LA MIA DOMANDA E'
    vorrei lasciarlo licenziarlo e tenere quello della coperativa che vale 10 volte questo
    cosa devo fare per licenziarlo senza cadere in sanzioni
    GRAZIE BUONA GIORNATA

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    Risposte
    1. Ciao Luca!
      Un licenziamento per giusta causa va dimostrato!
      Per legge ad ogni inadempienza contrattuale deve seguire una lettera di diffida al lavoratore da parte dell'azienda, e alla terza diffida, alla quale non segua una giustificazione accettabile, può seguire il licenziamento per giusta causa.-

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  65. Buongiorno dottor Censori, grazie per questo servizio. Io e i miei colleghi - ormai solo una decina - stiamo per essere licenziati per giusta causa oggettiva , cioè per cessazione dell'attività da una società attualmente in liquidazione. Effettivamente il lavoro negli ultimi tempi si è molto ridotto, ma qualche attività è rimasta in piedi e ci è stato chiesto di trasferirla ad un'altra società. Ci chiediamo quindi se questo sia consentito, cioè se sia legittimo chiudere una società e licenziare per cessazione dell'attività, quando in realtà l'attività c'era ed è stata trasferita altrove. Grazie mille per la risposta.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Vi consiglio di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  66. Salve Dottor Censori....sono una signiora rumena Che dal ottombre 2013 so no stată a sunt în una panetteria pasticeria come comessa(però ne contratto figuravo come aiutto comesa !!!) Îl datore Di labor și comportava malissimo con me,con îl resto de dipendenti ...e lo permeteva pure alla sua convivente Di urare e agredire verbalmente le persone Che lavorano per loro !!!La fine Di aprile 2016 mi ha detto Di prendermi tutta la mia roba(vestiți, scarpe,etc)del negozio ...perche dovro lavorare nel posto Di sua convivente (proprio dove cè il laboratorio, forno, tutto),perche sua convivente ha de problemi Di salutte e prenderebe îl mi posto .Sono andata al sindacato dove Sono registrata e mi hano detto che mi devono cambiare îl nivelo del contratto e la pag. ..per lavorare in pasticeria e fare de torcetti !! Ho incontrato mi datore Di lavoro proprio dopo un ora e ho provato Di parlamentare con lui e Di chiedergli I miei diritti,insieme ai soldi che non mi voleva pahare per asegni familiari de 2 figli, giorni di permessi che non ho mai presi(io non avevo nesun'diritto) !!! Mi ha riposto che devo acontentarmi di quello che prendo perche il lavoro non cè in giro e lui non mi da di più! !Alla fine mi ha detto che cambiava il contratto, però il giorno dopo quando sono andatta al lavoro...mi ha messo il licenziamento in mano (dicendomi che era gusta cauza) !! Il sindacato a impugniato subito îl licenziamento, però adesso mi obligano acettare 4000€ e chiudere tutto !!! E possibile ??? Cosa mi aspect e cosa devo fare ???? Grazie mille !!!

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    1. Tu non sei obbligata ad accettare 4.000 euro, ma se c'è un sindacato che ti segue, devi seguire le indicazioni del sindacato, che dovrebbe tutelarti ed assistere per il meglio.-
      Se non ti fidi del sindacato che hai scelto puoi rivolgerti a un altro, ma senza un appoggio di un sindacato, da sola non arrivi da nessuna parte.-

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    2. Salve dottore....io vorei sapere se è vero che le cose possono durare anche un pò di ani(questo lo dice il sindacato ) !!! E vorei tanto sapere se io adesso posso metermi în disocupazione,perche non so il periodo che ho per metermi !!! Grazie mille !!!

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    3. - Purtroppo SI! In caso di contenzioso una causa può durare anche diversi anni.-
      - SI! Hai diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI) e la domanda va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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    4. Buona sera dottore e mile grazie per le sue riposte !!! L'ultima domanda : quindi, anche se non ho firmato il licenziamento (impugnandolo) posso già presentarmi per la disoccupazione

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    5. SI!
      Anche se impugni il licenziamento puoi comunque presentare la domanda di disoccupazione all'INPS.-

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  67. Salve Dott. Censori,
    una considerazione sono stati ritirati i licenziamenti circa 3000 dei lavoratori della società Almaviva, per carità è una cosa positiva! Ma, secondo me si sta creando un divario tra lavoratori di serie A e serie B, il governo/ministero del lavoro infatti per alcune società più potenti con agganci politici ecc.. si impegna fino a trovare una soluzione per salvaguardare il tutto, mentre per altre società meno note non fa nulla...!
    Cordiali saluti

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  68. Gentile Dott. Censori,
    sono stata licenziata nel 2012 e mandata in mobilità.
    A seguito di una lunga battaglia, dopo 4 anni, ho ottenuto la reintegra sul posto di lavoro.
    La mia azienda ha pensato bene di trasferirmi a quasi 100 Km dalla mia città per motivi tecnici ed organizzativi...
    Ora dovremmo avere un incontro dove devo fare le mie richieste per lasciare definitivamente il mio posto di lavoro.
    Qual è il massimo che posso chiedere oltre che ferie arretrate, stipendi arretrati a cui il giudice ha decurtato l'aliunde perceptum sia dei lavori dipendenti che ho svolto, sia l'indennità di mobilità che ho percepito (il che non mi sembra giusto in quanto l'INPS me ne farà richiesta di restituzione).

    La ringrazio anticipatamente
    Simona

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    1. Ciao Simona!
      Purtroppo non conoscendo la dinamica dei fatti che si sono succeduti non posso esserti d'aiuto, e credo che solo chi ti ha seguito sotto l'aspetto legale in questi 4 anni può consigliarti per il meglio sul da farsi.-

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    2. Buongiorno Dott. Censori,
      cercherò di spiegarmi meglio.
      Dopo l'impugnazione del licenziamento ho vinto la causa ottenendo la reintegra sul posto di lavoro con tutte le condizioni che avevo prima del licenziamento (quindi anche la stessa sede dove lavoravo prima).
      La mia azienda a seguito della sentenza mi ha trasferito definitivamente in una sede a quasi 100 Km da casa mia per motivi tecnici ed organizzativi.
      Ho deciso pertanto di rinunciare al mio posto di lavoro dietro compenso e di accordarmi con loro per concordare la cifra.
      Volevo sapere qual è il massimo che posso chiedere. C'è una legge che non mi permette di chiedere più di un tot o è a discrezione dell'azienda fare una proposta e di conseguenza io fare la mia?

      Grazie ancora

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    3. Ciao Simona!
      La legge in questi casi non prevede ne un importo massimo ne un importo minimo e il tutto è quindi legato alla libera trattativa tra le parti.-
      Ovviamente se non si raggiunge un accordo si va ancora in causa e sarà quindi il giudice a stabilire l'entità del compenso.-

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  69. Se sono stata licenziata dopo 6 messi mi puo assumere un altra volta lo stesso datore de lavoro

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    1. SI!
      Se il datore di lavoro vuole riassumerti può farlo, anche se sei già stata licenziata 6 mesi fa dallo stesso datore di lavoro.-

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  70. Buongiorno sono stato licenziato per giustificato motivo oggettivo il 31/05/2016 sto tuttora lavorando in quanto sotto preavviso di tre mesi finisco il 31/08/2016 i 60 giorni per impugnare il preavviso da quando partono??

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    1. Prima di intraprendere l’azione giudiziale la legge prevede che il licenziamento debba essere impugnato stragiudizialmente per iscritto (raccomandata A.R o a mano, telegramma…) entro il termine di 60 gg.
      Trattasi di un termine previsto a pena di decadenza decorrente dalla data di comunicazione del licenziamento.-

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  71. Buongiorno,

    mia moglie è da 8 anni "socio lavoratore" di una società cooperativa con mansione di facchinaggio. La cooperativa ha cambiato diverse volte ragione sociale in questi anni.

    Con mia moglie stiamo pianificando un periodo di trasferta in altra località per un alcuni mesi. Mia moglie ha chiesto un periodo di aspettativa non retribuita (per preservare il posto di lavoro) ma il datore di lavoro non la vuole concedere e "invita" alle dimissioni volontarie.

    La cooperativa a fine giugno cambierà nuovamente denominazione sociale. La cooperativa provvederà al licenziamento e alla contestuale riassunzione dei dipendenti e i vari aspetti contrattuali (anzianità di servizio, tfr) etc verranno preservati.

    Vengo ai quesiti:

    1) è corretto che il datore di lavoro non conceda il periodo di aspettativa (non retribuita)?

    2) è possibile usufruire dell'indennità di disoccupazione qualora mia moglie decidesse di non firmare la riassunzione al cambio di ragione sociale?

    Grazie

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    1. - Purtroppo SI! Il datore di lavoro per legge non è obbligato a concedere al lavoratore un periodo di aspettativa non retribuita, quindi può rifiutarsi di concederla.-
      - Purtroppo NO! Si ha diritto all'indennità di disoccupazione se si viene licenziati, ma se c'è l'impegno di assunzione da parte di una nuova cooperativa non si può rifiutare l'offerta.-

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  72. Buonasera Avvocato,

    lavoro per una società informatica di oltre 200 dipendenti, da oltre dieci anni, ho contratto metalmeccanico a tempo indeterminato.

    Ultimamente questa società mi sta mettendo molto in difficoltà assegnandomi ad attività per le quali

    non riesco a raggiungere gli obbiettivi a me assegnati.

    Infatti l'azienda mi ha fatto notare con schede di valutazione che sono insufficente, inoltre anche il cliente da cui

    mi ha mandato a lavorare ha manifestato ovviamente il suo malcontento per il mio lavoro.


    Volevo sapere se l'azienda può licenziarmi diciamo anche domani per esempio, appoggiandosi sugli scarsi risultati ottenuti da me sul lavoro?

    In attesa di una sua cortese risposta, la saluto cordialmente

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    1. NO!
      L'azienda non può licenziarti per il mancato raggiungimento degli obietti aziendali, quindi se verrai licenziato potrai impugnare il licenziamento.-

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