domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.

Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Salve dott. Censori,
    volevo chiederle delle informazioni. Sono stato licenziato per giustificato motivo soggettivo dal mio datore di lavoro circa un mese fa,per assenteismo(non mi sono presentato al lavoro per motivi di salute.) alle sue due raccomandate dove mi chiedevano dei chiarimenti non ho risposto. nella mia condizione non mi interessava nulla del posto di lavoro( e sinceramente mi interessava pocco tutto il resto).mi ritrovo in una situazione difficile economica adesso senza lavoro cosa che mi rende difficile reagire anche nei confronti dei miei problemi. quello che mi chiedevo e se posso chiedere l'aspi dopo tutto questo tempo(in teoria dovrei soddisfare i requisiti) e se è normale che non ho ricevuto una vera e propria lettera di licenziamento, solo le due raccomandate, nel ultima era scrito che avrebbero proceduto al licenziamento se non rispondevo entro 3 giorni. La ringrazio del'eventuale risposta. Cordiali saluti.

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    1. Ciao Giulio!
      SI!
      Per presentare la domanda di ASPI all'INPS hai 68 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi sei ancora in tempo, è però necessaria la lettera di licenziamento perché nella domanda va indicata la data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  2. Salve, volevo un informazione poiché sono giovane e quindi poca esperta in questo campo . Io lavoro da quasi 2 mesi e sono pagati in voucher non ho firmato nessun contratto e sinceramente vorrei licenziarmi per vari motivi come devo fare? Posso farlo quando voglio o devo dare preavviso? Grazie

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    1. Il lavoro retribuito con i voucher non è un regolare rapporto di lavoro dipendente quindi non hai alcun obbligo nei confronti del Tuo datore di lavoro, perciò puoi "licenziarti" quando vuoi senza alcun obbligo di preavviso.-

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  3. salve, sono stata licenziata per cessazione di azienda, ma il titolare non mi ha dato un preavviso scritto.. mi spetta qualcosa? grazie.

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    1. SI!
      Se non ti è stato dato il preavviso previsto dal Tuo CCNL in base al Tuo livello di inquadramento e alla Tua anzianità di servizio, avrai diritto oltre a tutte le altre competenze maturate anche all'indennità di mancato preavviso.-

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  4. Salve!lavoro in una farmacia da 8 anni,e' cambiata la gestione e il titolare di adesso,ex socio del precedente,mi vuole licenziare poiche' "amica" dei precedenti.io sono inquadrata come codiuatore (3 livello) e lui tutti i giorni mi solleva dai miei ruoli e mi vuole mandare in magazzino a spachettare e a stivare i medicinali.dopo che mi sono rifiutata piu volte,spiegando i miei motivi (quando ci sono tempi vuoti sono la prima a dare una mano e a metter via i farmaci) mi e' arrivata la lettera di richiamo dove sostiene che io mi rifiuto di lavorare e che sono gia' stata richiamata piu' e piu' volte.ho risposto alla lettera nei 5 giorni previsti.ora sono in malattia da 1 mese causa problema ad un orecchio,e nn le dico le numerevoli visite fiscali che mi sono gia' arrivate.l'avvocato che ho preso sostiene che nn ci sia molto da poter fare,perche' le mie colleghe testimonierebbero contro di me.il punto e' dott.Censori,io di li me ne voglio andare,ma con una disoccupazione ed una mobilita',x cui se mi licenzio niente di tutto cio'!!!se torno li,loro possono mandarmi altre lettere con la stessa motivazione?e se mi licenziano con le lettere di richiamo,ho comunque diritto alla disoccupazione oppure no???la ringrazio molto!!

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    1. Volevo precisare che il lavoro del magazziniere,che lui mi vuole costringere a fare,e' un 4 livello.

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    2. In effetti Tu non devi assolutamente presentare le dimissioni perché non avresti diritto ad alcuna indennità, quindi devi fare in modo che ti licenzino magari alla terza lettera di richiamo.-
      In caso di licenziamento, a prescindere dalla causale, avresti comunque diritto all'ASPI, e se risponderai sempre per iscritto nei termini alle lettere di richiamo potrai anche impugnare il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni.-

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    3. Volevo chiederle inoltre,i "tirapiedi"del mio titolare,hanno risposto alla mia lettera di contestazione,dicendo ovviamente che nn potevano accettare le mie motivazioni e che si trattava di un "richiamo scritto".il mio avvocato a quella nn ha piu' voluto rispondere,ma altre persone mi avevano consigliato di si...le chiedo secondo lei?dovevo rispondere anche a quest'ultima lettera?

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    4. NO!
      Ha ragione il Tuo avvocato!
      Infatti la Tua lettera di risposta alla lettera di contestazione dell'azienda resterà agli atti a tutti gli effetti di legge, mentre la loro successiva comunicazione non ha alcun valore giuridico.-

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    5. Perfetto!!!la ringrazio moltissimo!!

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  5. Salve dott Censori,le chiedo sono stato licenziato il 2 dicembre 2014 per Riduzione del personale e mi hanno dato una buona uscita ma nel frattempo l'azienda per cui lavoravo ha assunto altra gente in questo caso io posso fargli causa per il reintegro anche restituendo la buona uscita.Resto in attesa di una sua risposta,Saluti

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    1. 2 Dicembre 2013 licenziamento

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    2. Purtroppo NO!
      Se hai ricevuto una buona uscita presumo che in contropartita Tu hai sottoscritto un impegno a non impugnare il licenziamento, quindi il documento che hai sottoscritto per legge non è revocabile.-

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  6. Salve dott. Censori,vorrei porle dei quesiti:stò lavorando con contratto part-time (4 ore)sebbene svolga 12 ore al giorno in un ingrosso alimentare.Nel caso in cui l'azienda dovesse chiudere a causa della crisi o per riduzione di personale ,dovessi perdere il lavoro,cosa mi spetta e come potrei far valere i miei diritti(liqiudazione,disoccupazione,ferie non godute da parecchi anni,tredicesime e quattordicesime non percepite).Dal 2005 al 2012 il contratto era full-time dove percepivo 13ma e 14ma e mai gli straordinari.Poi dal 2012 è cambiato il contratto diventando part-time,lo stipendio è rimasto invariato come da vecchio contratto ma non mi è stata data più alcuna busta paga e neanche il bonus Renzi mi viene dato.Al reclamo dei miei diritti,mi viene risposto o ci stai così o ti licenzi.Come muovermi eventualmente un domani?
    nell'attesa di una sua risposta ,cordiali saluti.
    Carmelo da Catania.

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    1. Ciao Carmelo!
      Per legge, per la parte di lavoro che fai in nero Tu non hai alcuna tutela, perché agli atti valgono solo le ore che risultano in busta paga, quindi non paghi tasse, non hai diritto al bonus Renzi e vengono versati all'INPS meno della metà dei contributi dovuti.-
      Più che pensare la domani Ti consiglio di pensare all'oggi e di cercare quindi di farti regolarizzare la Tua situazione lavorativa, ed ovviamente non devi assolutamente presentare le dimissioni.-

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  7. Salve dott. Censori
    A DICEMBRE 2014 ANDRO IN MOBILITA ,VORREI SAPERE SE E POSSIBILE SICCOME NON LO ANCORA CAPITO ,QUANTO VERRO A PRENDERE AL MESE DI STIPENDIO IN MOBILITA PER 30 MESI PRIMA DELLA PENSIONE . SE IL MIO STIPENDIO ATTUALE MENSILE LORDO DA GANNAIO A MARZO 2014 EURO 2040 POI DA APRILE A MAGGIO EURO 2067 POI GIUGNIO PRESUMO FINO A DICEMBRE PRENDERO EURO 2108
    LA RINGRAZIO.

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    1. Indennità di mobilità
      Ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera a), della legge 23 luglio 1991, n. 223, che fissa la misura dell’indennità di mobilità, per i primi dodici mesi, al cento per cento del trattamento straordinario di integrazione salariale, gli importi massimi dell’indennità di che trattasi corrispondono, per i primi dodici mesi, a quelli indicati al precedente paragrafo 2, prima parte.
      Ciò posto, si riportano gli importi massimi mensili da applicare alla misura iniziale dell’indennità di mobilità spettante per i primi dodici mesi, da liquidare in relazione ai licenziamenti successivi al 31 dicembre 2013, nonché la retribuzione mensile di riferimento, oltre la quale è possibile attribuire il massimale più alto.
      Gli importi sono indicati, rispettivamente, al lordo ed al netto della riduzione prevista dall’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, che attualmente è pari al 5,84 per cento:
      Indennità di mobilità
      Retribuzione Inferiore o uguale a euro 2.098,04 = lordo euro 969,77 pari a un netto di euro 913,14.-

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  8. Salve sono stato licenziato per giustificato motivo oggettivo (riduzione del personale) anche se in realtà la motivazione è la non rinuncia ad una mensilità.
    Ho un contratto a tempo indeterminato e sono l'ultimo assunto, siamo stati licenziati in 4 sempre con la solita motivazione.
    Da quasi due anni non facciamo piu cassa integrazione e sicuramente dopo il licenziamento i restanti lavoratori edfettueranno straordinario quotidianamente.
    Tramite il sindacato ho provato a raggiungere un accordo per il tfr, ma non ci siamo riusciti.
    Come dovrei muovermi adesso?
    Grazie

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    1. Se tramite il sindacato hai provato inutilmente a raggiungere un accordo per il TFR, solo lo stesso sindacato che seguito la trattativa ed è quindi a conoscenza della specifica situazione aziendale può consigliarti per il meglio.-

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  9. Buonasera dott. Censori,

    Mi chiamo Laura, lavoro per una cooperativa presso una ditta farmaceutica, attualmente sono in maternità, purtroppo la postazione dove io ero impiegata è stata eliminata, quindi la ditta mi ha comunicato che a fine maternità sarò licenziata. Il mio contratto era legato a quell'appalto ma non alla postazione, considerando che ci sono altre postazioni, dove addirittura colleghi fanno straordinario, posso considerare l'ingiusta causa? grazie e saluti.

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    1. Ciao Laura!
      Intanto fino al compimento di un anno d'età del bambino/a non puoi essere licenziata, a prescindere quindi dal fatto che la Tua postazione è stata eliminata, poi se verrai effettivamente licenziata presenterai opposizione al licenziamento stesso per richiedere o il reintegro in servizio o un congruo risarcimento danni.-

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  10. salve dott. mi chiamo fatima. grazie per le sue informazione molto utili che ci fornisce., ho recevuto una lettera di licenziamento dato che sono in ferie, mi è arrivata ieri 30/07/2014, sono stata da cgil che mi ha consigliato di impugniare dopo aver ricevito tutto cioè che mi aspetta come scritta nella lettera mese di luglio e il tempo di preavviso, per avere più idee sono andata anche a cisl dove mi hanno detto di andare subito al centro per l'impiego a iscrivermi per la disocupazione dove metterebbero timbro da far firmare il titolare per poi portare all'inps, siamo in 4 nella azienda dove ormai lavoravo fino a ieri altro siamo in 3 ( 1 apprendesta con 2 figlie è gli scade il contratto a marzo una che era a sustetuzione che poi la ha trasformato il contratto a tempo indeterminato a gennaio ed io che sono rientratta dalla maternita dopo 10 mesi perche avevo lavorato fino al 5 mese, io lavoro nella franchasing dal 2009 e nella azienda dal 2012 ) il motivo di licenziamento, dice per causa poco lavoro, io dico per punizione datto che il licenziamento è avenuto appena il mio primo figlio ha compiuto il primo anno di vita. volevo anche chiederla, ma prima di licenziare per poco lavoro non ci sono altre strade da prendere!!? mi scuso in anticipo per l'italiano sono dalla somalia,. grazie per tutto

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  11. sono una parrucchiera a tempo indeterminato. fatima

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    1. ormai ero..........

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    2. Ciao Fatima!
      Ti chiedo scusa ma a me da fastidio che talvolta in caso di difficoltà si consulti più sindacati contemporaneamente sulla stessa problematica, come se i sindacati fossero dei supermercati, e si andasse alla ricerca del negozio che fa il prezzo più basso per il prodotto che si intende acquistare.-
      Tutto questo per dirti che secondo me devi scegliere un sindacato di cui ti fidi e devi seguire le istruzioni che ti vengono date, perché altrimenti passando da uno ad un'altro alla fine nessuno ti tutelerà effettivamente, ed io non vorrei crearti ulteriore confusione aggiungendo una terza alternativa alle due che Tu hai già.-

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    3. Dunque non erano le mie intenzione fare confronti, tempo fa mi ero scritta Cisl che appena ho avuto bisogno ci sono andata, ma per sfortuna quel pomeriggio erano chiusi e intanto che ero in giro sono andata a CGIL perché i giorni a venire non sarei potuta tornare. Ed è così che sono venuta a sapere queste due informazione, per lo più non risultavo nemmeno scritta. :-( infatti solo dopo di che mi sono messa a cercare su internet alla ricerca di altri informazioni. Ed ho trovato lei , ma se non volete dire niente anche lei fa niente. La ringrazio comunque. A volte anche i dipendenti che dovrebbero tutelare i diritti dei lavoratori si scansano, ed io lo ho scoperto per sbaglio. Buona giornata

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    4. Ciao Fatima!
      Evidentemente non mi sono spiegato bene!
      Non sono entrato nel merito della Tua domanda perché solo chi è a conoscenza della Tua specifica situazione lavorativa e contributiva può darti delle indicazioni precise.-
      Comunque se Tu sei iscritta alla CISL una motivazione valida ci sarà, quindi non è "normale" che Tu sia andata anche alla CGIL solo perché quel pomeriggio erano chiusi, perché in questi casi è possibile ricevere risposte diverse, in quanto ogni sindacato ha il suo modo di lavorare per raggiungere ovviamente gli stessi obiettivi.-
      Non so come funzionano le stesse cose in Somalia, ma purtroppo in Italia è così.-

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  12. Buona sera dott.Censori,
    Vorrei porle una domanda:Lavoro presso una azienda Spa settore commercio che ha circa una cinquantina di dipendenti con contratto indeterminato ultimamente ha rilevato tre aziende dello stesso settore che stavano fallendo compresi i loro dipendenti...una quarantina circa...
    Il Titolare ha proposto al nostro responsabile della logistica di costituire una cooperativa e far passare tutti i dipendenti(della logistica)nostra e delle aziende rilevate sotto di essa...è possibile fare una cosa del genere? un dipendente Spa può passare sotto cooperativa con passaggio diretto(senza essere informato se non a cose fatte) facendo passare il tutto come cessione ramo aziendale e a chi si rifiutasse essere licenziato x giustificato motivo oggettivo anche se l'azienda non naviga in cattive acque anzi si sta ingrandendo rilevando altre aziende?
    Come dovremo comportarci dato che diversi miei colleghi hanno delle remore riguardo all'iscrizione al sindacato?
    Io personalmente preferirei essere tutelato da un sindacato piuttosto che non sapere cosa fare in questi casi...
    Grazie

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    1. Per la serie a ognuno il suo mestiere, io sono contrario al fai da te perché non ti porta da nessuna parte, quindi le opzioni possibili a mio avviso solo solo tre:
      - O si accetta "supinamente" quello che viene proposto.-
      - O ci si rivolge a un sindacato per farsi tutelare.-
      - O si ricorre a un avvocato competente in materia di diritto del lavoro per farsi assistere.-

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    2. Grazie x la risposta...io personalmente ho già provveduto a contattare il sindacato x iscrivermi...meglio pararsi le spalle in tempo...poi in ogni caso è sempre una tutela in più.

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    3. Perfetto!
      Condivido la tua scelta!

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  13. Buongiorno Avvocato, mi chiamo Matteo e un mese fa sono stato licenziato per motivo oggettivo ed ero l'unico dipendente. Ho saputo da fonti certe che all'interno dell'azienda ora lavorano attivamente 2 persone di cui una sicuramente inquadrata come stagista, l'altra probabilmente come collaboratore, ma non saprei come accertarmene. Le mansioni svolte nella pratica sono le stesse che svolgevo io, ma temo che nel caso del stagista figuri una diversa mansione. Ho possibilità di impugnare il licenziamento o rischio in qualche modo di rimetterci? Grazie mille

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    1. Ciao Matteo!
      SI!
      Puoi impugnare il licenziamento ed hai 60 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per farlo, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  14. entilissimo Dottor Censori
    A settembre la mia azienda molto probabilmente ridurrà il personale,ovvero approfitterà della legge fornero per levarsi dalle scatole persone non gradite.Essendo tra i "papabili"le chiedo:
    e possibile licenziare un'impiegato di un cantiere dove i lavori sono al 20% del totale e sostituirlo con un'altro di altra unita produttiva(cantiere di altra città della stessa ditta).?
    grazie

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    1. NO!
      La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se verrai effettivamente licenziato per essere sostituito da lavoratori di altra sede produttiva, potrai impugnare il licenziamento.-

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  15. Buongiorno dottor Censori
    Soffro di lombosciatalgia acuta,ho un anello della colonna vertebrale pressato e un ernia muscolare alla spalla destra.Ho lavorato per circa 11 anni in un ingrosso alimentare,dove non esistono carrelli elevatori e attrezzatura per sollevamento e trasporto pesi.Giornalmente arrivano sacchi di legumi e farinacei da 50 a 25 kg che vengono movimentati da me manualmente,si tratta di circa 3000-4000 kg.Esiste la possibilità di un risarcimento danni alla salute ?Grazie.

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    1. Ti consiglio di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA- CGIL per verificare se nel Tuo caso esistono i presupposti per l'avvio di una domanda di malattia professionale all'INAIL.-

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  16. Buongiorno dottor Censori sono un operaio che lavorava in un azienda s.p.a di 220 operai. A causa di problemi di produzione ha deciso di ridurre il personale lasciando in cassa integrazione 120 operai per 2 anni( ormai siamo alla scadenza), senza nessun controllo da parte dei sindacati nel tutelare l anzianità i carichi di famiglia ecc. dicendo che era la ditta che aveva scelto le persone da mettere in esubero.
    Quello che chiedo era se si fa causa all' azienda per essere stati licenziati ingiustamente per poi passare alla mobilità (arriverà la lettera a fine mese).Se si fa causa in tribunale si ha qualche speranza di essere reintegrati o risarciti. Premetto che sono stato assunto in azienda nel 94 sono sposato con figli e sono pure invalido con 60 % d invalidità,quindi ho quasi 20 anni di lavoro fatti in questa azienda.Le dico che sono già stato dal sindacato e non si sbilanciano perché sono coinvolti con l' azienda secondo il parere di molti miei colleghi e di rsu che fanno parte dei sindacati. Ce un conflitto d' interesse tra Cgil e Cisl per tenere i tesserati in azienda purtroppo senza valutare i problemi reali delle persone in essere.

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    1. Trovo strano che i sindacati possano aver detto che è la ditta che sceglie le persone da mettere in esubero, perché non è assolutamente vero, in quanto i criteri devono essere concordati tra il datore di lavoro e i sindacati in rappresentanza dei lavoratori.-
      Se tu mi dici che i sindacati tutelano i loro tesserati, questo è un altro discorso, ma in fondo è quello il loro mestiere, e se Tu non sei iscritto a nessun sindacato purtroppo è normale che nessuno ti tuteli; puoi rivolgerti a un avvocato e fare causa all'azienda ma senza farti troppe illusioni sull'esito.-

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  17. Buongiorno dottor Censori
    io fra un mese volontariamente andro in mobilita mi mancano 3 anni alla pensione ,la mia domanda e questa , mia mamma e anziana a 86 anni ha bisognio di essere assistita abita da sola ,e per questo motivo che accetto la mobilita,siccome con la mobilita il comune puo chiamarti per lavorare le chiedo cosa posso fare se mi chiamano dato che sono obbligato ad andare ,avendo questo problema cosa posso fare mi aiuti . la ringrazio.

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    1. Per essere esonerato dal lavorare in comune devi dimostrare che Tua madre ha bisogno di assistenza, quindi se non lo ha ancora fatto deve presentare all'INPS una domanda di invalidità civile e il riconoscimento della legge 104.-

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  18. Salve, ho lavorato dal mese di aprile fino a luglio presso una clinica privata svolgendo mansioni ben diverse da quelle previste da contratto e facendo il doppio delle ore previste tutte ore che venivano firmate nel foglio presenza ma il problema nn e' questo a luglio dopo richieste pultroppo verbali mi sono rivolto ad un sindacato in quanto in data odierna ho solo percepito la mensilità di aprile tutto facilmente verificabile tramite bonifico il patronato mi ha scritto la lettera di licenziamento per giusta causa , oggi vigilia di ferragosto mi è arrivata la lettera del datore nonché avvocato dicendomi che nn dovrò percepire indennità in quanto nn riconosciuta da lui... La domanda e' visto i gg di festa potrò rispondere solo tra una settimana ho tempo? Rischio qualcosa ripeto a data odierna nn ho ancora percepito i mesi di maggio giugno luglio che mi consiglia ?

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    1. Non c'è problema!
      Puoi rispondere alla lettera dell'azienda entro 60 giorni, quindi puoi attendere tranquillamente la riapertura degli uffici del sindacato, e Ti consiglio pertanto di non prendere iniziative perché potresti complicare la Tua situazione.-

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  19. Salve dott.Censori,mi chiamo Paolo,ho 39 anni e purtroppo sono stato licenziato il 01 Febbraio di quest'anno per riduzione del personale (avevo un contratto a tempo indeterminato settore commercio). Nel mese di Agosto hanno licenziato un altro dipendente,sempre con contratto a tempo indeterminato e sempre per la stessa motivazione. In azienda lavorano altri 5-6 dipendenti ai quali hanno ridotto l'orario di lavoro da 40 ore settimanali a 32! E' possibile che io possa essere riassunto,anche con altre forme di contratti (subordinato - determinato - job act - etc.)? Deve passare un limite di tempo dal MIO licenziamento o da quello dell'ultimo di Agosto?...Grazie dell'attenzione

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    1. Ciao Paolo!
      Non capisco la Tua domanda!
      Infatti se Tu sei stato licenziato a febbraio per riduzione di personale, e ad agosto è stato licenziato anche un altro lavoratore, come puoi pretendere di essere riassunto, anche se in forma diversa?
      Comunque se l'azienda riprende il lavoro ed ha bisogno nuovo personale deve riassumere per primi i lavoratori licenziati.-

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  20. salve dott. CENSORI, mi chiamo Angela, ho 58 anni, lavoro come commessa part time a 24 ore e sono stata assunta da 15 anni con contratto indeterminato. Adesso il datore di lavoro vuole ridurmi le ore e sono sicura che l'intendo è poi di lasciarmi a casa .Chiedo casomai si verificasse ciò mi spetta la mobilità.

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    1. Ciao Angela!
      Purtroppo NO!
      Se verrai licenziata avrai diritto all'ASPI che nel tuo caso potrà durare al massimo per 14 mesi.-

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  21. buongiorno, ho 50 anni, lavoro da 23 anni in uno studio dentistico,il mio datore di lavoro non sopporta di lavorare con gente anziana,fa di tutto per mettermi in difficolta,sia davanti alla gente,sia verso le mie colleghe che hanno tutte 20 anni meno di me.mi aspetto qualsiasi cosa anche quello di portarmi ad un licenziamento,come posso prevenire?

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  22. Ciao ho lavorato in una cooperativa 4 anni fa da 30 gigno 2010 fino a 30aprile2012 e non avevo chiesto asegni famigliari.adeso la cooperativa dice che non ha piu pozizioni con inps e nessun dipendente e non puo darmi assegni famigliari.Inps dice che loro non posono darmi cosa devo fare?dove devo andare?grazie

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    1. Se la cooperativa ha cessato l'attività lavorativa, è l'INPS che deve provvedere al pagamento diretto degli arretrati degli assegni familiari, ma Tu devi dimostrare che non li ha percepiti quindi devi presentare la domanda per i periodi che ti interessa allegando le copie delle buste paga del periodo.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per farti seguire per tutto l'iter burocratico necessario.-

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  23. Buongiorno dottore, le espongo il mio caso. Lavoro come segretaria in uno studio legale. Quattro anni fa il mio datore di lavoro decise di mettersi in proprio e mi chiese se ero disposta ad andare a lavorare nel suo nuovo studio. Siccome lo studio era molto più distante da raggiungere e ho un bambino piccolo chiesi e mi fu concesso un part time a tempo indeterminato di 6 ore.
    Due anni fa il datore di lavoro, chiese a noi dipendenti, vista la crisi economica (che lui non ha subito visto che il suo fatturato è sempre in aumento) di ridurci l'orario di lavoro. Noi abbiamo fatto una controproposta e alla fine il compromesso è stato: io non vi riduco l'orario di lavoro ma tutte le ferie e i permessi non goduti a fine anno ve li azzero senza pagarveli. Ci ha fatto firmare anche un foglio, che non credo abbia valore legale.
    Ora invece la situazione attuale è questa: una mia collega anche lei part time si è licenziata e ora il mio datore di lavoro vorrebbe passarmi a full time dicendo che non intende più avere due part time perchè a livello economico spenderebbe di più. Indirettamente mi ha fatto capire che o passo a full time o mi licenzia.
    Mi sta vessando affinchè io accetti il full time.
    Se io mi rifiuto di passare a full time rischio veramente il licenziamento? Come posso tutelarmi? Se dovesse comunque licenziarmi posso sperare, facendogli causa, di riottenere il mio posto di lavoro?
    Grazie.

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    1. Per legge Tu non sei obbligata ad accettare il cambio di contratto da part-time a full-time, perché una modifica del contratto in essere può essere effettuata solo con il consenso di ambo le parti, e quindi non puoi essere licenziata con questa motivazione.-
      Comunque se vieni licenziata potrai impugnare il licenziamento ma non per riottenere il Tuo posto di lavoro, ma solo per ottenere un eventuale risarcimento danni a livello economico, cioè qualche mensilità aggiuntiva rispetto alle competenze maturate.-

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  24. mi perdoni il disturbo ho un problema da esporle , mio marito la ditta dove lavora gli ha trovato un altro posto di lavoro , ma qui fanno comntratti a un mese e stanno facendo di tutto x far si che lui si licenzi le premetto che solo lui che lavoro e abbiamo 2 figli a carico in questo caso come si deve comprtare grazie

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    1. Tuo marito non deve assolutamente presentare le dimissioni perché non avrebbe poi diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi può dire al suo datore di lavoro che provveda eventualmente a licenziarlo.-
      In caso di problemi Tuo marito potrà comunque rivolgersi alla sede più vicina della CGIL per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  25. buonasera...... la prego se possibile di darmi una risposta entro stasera.
    spiego brevemente.... lavoro per una cooperativa sociale, sono un'oss, ad aprile mi hanno allontanata dalla struttura perche', secondo loro...ma non e' vero, durante il turno di notte avreisbattuto un pannolone in faccia ad un ospite, ripeto che non ho assolutamento fatto questo...ma non mi hanno dato neanche la possibilita' di parlare....si tratta di ospite lucido e autosufficiente....una collega a registrato l'ospite che dice:"NON MI HA SBATTUTO NESSUN PANNOLONE IN FACCIA...MA L'HA DIMENTICATO IN FONDO AL LETTO" tralascio il modo di gestione in quella struttura, sono stata spostata in altra struttura...lontanissima e su consiglio dei sindacati ho rifiutato di andare....e mi ha suggerito un periodo di aspettativa che terminera' a fine agosto....(nel frattempo ho lavorato un meso e mezzo in altra struttura per sostituzione infortunio)....fra 3 gg saro' licenziata perche' non hanno nessuna struttura dove inverirmi...mi puo' dire seposso firmare il licenziamento o che altro devo fare???...Mi spetta un'indennizzo....grazie per la risposta

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  26. aggiungo che domattina vogliono farmi firmare un prelicenziamento, non so se si chiami proprio cosi'...e in seguito il licenziamento.....sono molto titubante e non so come mi devo comportare....sono con contratto a tempo indeterminato da diversi anni.....grazie ancora per la risposta

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    1. Ti consiglio di non firmare niente, quindi se si tratta di una lettera di licenziamento devi dire che debbono spedirtela per posta.-
      Poi una volta che riceverai la lettera dovresti rivolgerti o al sindacato con il quale ti eri già consultata, o alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  27. buonasera Dottor Censori, io ho dato dimissioni volontarie per andare a lavorare in un bar, persone che conosco e mi avevano promesso full time e contratto indeterminato. Dopo una settimana mi lasciano a casa, premetto che non ho mai firmato nulla, neanche nessun contratto, ma ho prove che lavoravo li. In sintesi vorrei chiedere i danni per ciò che mi hanno fatto, secondo lei ce la farò? Premetto che ho mandato una racc. di impugnativa di licenziamento e loro hanno risposto che non hanno provveduto al mio licenziamento ma a cessare il rapporto di lavoro in essere a causa del mancato superamento del periodo di prova dandone comunicazione UNILAV.
    Ripeto mai firmato nulla. Grazie mille

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    1. Purtroppo NO!
      Ogni tipo di contratto prevede un periodo di prova, che se non viene superato dal lavoratore, comporta l'immediata cessazione del rapporto di lavoro.-
      Nel tuo caso quindi puoi solo richiedere la copia del contratto, anche se non lo hai sottoscritto, e le Tue competenze maturate per i giorni che hai lavorato.-

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  28. Buongiorno dott.Censori,
    Se durante il periodo di preavviso il lavoratore si ammala ,cosa succede?
    grazie

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    1. Se durante il periodo di preavviso il lavoratore si ammala, egli avrà ugualmente diritto all'applicazione della disciplina sulla malattia e l'infortunio stabilita dalla legge e dalla contrattazione collettiva (conservazione del posto e trattamento economico) con corrispondente prolungamento del periodo di preavviso.-

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  29. Buongiorno
    sono l'unico dipendente di una ditta e verrò licenziato per riduzione di personale per mancanza di lavoro. Con il datore di lavoro sono in buoni rapporti e mi ha già assicurato che se dovesse arrivare tra tre mesi del lavoro mi riassume. Visti i buoni rapporti so che nei sei mesi se lui decide di assumere personale con le mie mansioni deve prima dare la precedenza a me io per motivazioni mie posso anche rispondere che non voglio tornare dando la possibilità a lui di assumere un'altra persona.
    Grazie in anticipo della risposta

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    1. Purtroppo non puoi rifiutarti!
      Infatti se vieni licenziato e presenti la domanda di ASPI o di Mini Aspi, nel caso Tu venga richiamato dal Tuo vecchio datore di lavoro, ed è obbligato a farlo in caso di ripresa del lavoro, non puoi rifiutarti se non vuoi perdere l'indennità di disoccupazione.-

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  30. Salve dott.r Censori,
    io ero l'unica dipendente nella filiale di Milano di un'azienda. Per la mancanza di lavoro mi hanno licenziata un giorno prima che dovevo andare in ferie. Quando io e il titolare siamo andati dal commercialista per firmare il licenziamento, il commercialista ha detto che entro 6 mesi l'azienda non può assumere un'altra persona e deve dare la precedenza a me. Dopo 3 settimane vengo a sapere che l'ufficio non è stato chiuso e ci lavora una collega della filiale di Rimini. Cosa posso fare? L'azienda ha diritto di farlo?
    Grazie mille in anticipo per la Sua risposta

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    1. Non capisco perché una dipendente deve andare dal commercialista dell'azienda per firmare il licenziamento, quando non è tenuta a firmare nulla, e può pretendere che la lettera di licenziamento le venga spedita per posta.-
      Infatti mi viene il sospetto che per tutelarsi il datore di lavoro ti abbia fatto firmare una qualche documentazione con la quali ti sei impegnata a non impugnare il licenziamento.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti o a un avvocato o a un sindacato per farti consigliare al meglio sul da farsi, ammesso che a questo punto tu possa fare qualcosa.-

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  31. Buongiorno Dott. Censori,
    volevo sapere se l'indennità risarcitoria che un datore di lavoro (privato) propone al proprio dipendente in fase di licenziamento e lo stato di indennità di disocuppazione prevista dallo Stato (ASPI) sono compatibili.
    Il lavoratore può usufruire di entrambe o solo di una delle due?
    Grazie mille in anticipo per la Sua risposta.
    I.

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    1. Se per indennità risarcitoria Tu intendi l'indennità di mancato preavviso, l'INPS ne terrà conto e farà partire l'ASPI al termine del periodo indennizzato dall'azienda.-
      Se invece si tratta di un'indennità aggiuntiva dell'azienda che magari in cambio impegna il lavoratore a non impugnare il licenziamento, l'indennità è compatibile con l'ASPI.-

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  32. Buona sera dott.censori: le volevo chiedere mi anno proposto incentivo esodo poi mobilita di 16000 euro lordi e liquidazione di 12000 euro a quanto ammontano al netto.
    la ringrazio .

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    1. L'aliquota fiscale da applicare sulle somme percepite come incentivi all'esodo è quella del TFR, ed è legata quindi al reddito lordo complessivo annuale.-
      - Reddito da 15.001,00 a 28.000,00 = 27%
      - Reddito da 28.001,00 a 55.000,00 = 38%

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  33. la mia azienda mi sta sopponendo a mobbing sfrenato da parecchi mesi (chiamiamolo mobbing, straining, demansionamento...). Premetto che ho un contratto a tempo indeterminato e il chiaro intento è quello di farmi scappar le voglie. Mi hanno isolato e demansionato, ma ora gli è venuta terribilmente fretta di sbarazzarsi di me e allora mi vengono assegnati compiti incomprensibili (o comunque infattibili per quelli che sono il mio ruolo e preparazione e senza che venga ovviamente istruito) con delle scadenze. inutile ovviamente chiedere spiegazioni, gliene va sempre a loro. (mi riformulano i compiti in altra maniera incomprensibile, etc etc). inutile ovviamente chiedere anche di fare altro, perchè forzatamente mi è stata assegnata questa funzione, per il fine che appunto vi ho detto. adesso mi chiedo se si azzarderanno a mandarmi una lettera di richiamo scritta, magari con la motivazione che non eseguo i compiti (premesso che io qualcosa faccio sempre o tento comunque di fare, ovviamente non va mai bene). ho già sentito un sindacato che mi sconsiglia in questo momento di fare mosse azzardate, di star tranquillo e tener duro..ed è quello che sto facendo. non ho fatto nulla contro l'azienda perchè devo salvaguardare il posto, e se faccio l'elenco delle cose subite e che mi han fatto credo vi sian gli estremi davvero x agire, ma non so in questi casi, non avendo esperienza, con quali probabilità di successo. non credo nemmeno sia opportuno incrociar le mani o andar da loro a dire che nn farò piu nulla, o di cambiarmi mansione, perchè è fiato sprecato e comunque ho la sensazione che già sia in mano loro la prossima mossa. Cosa faranno? Mi faranno una lettera? quando devo muovermi con il sindacato (o l avvocato), e quante probabilità ho che mi venga data ragione?? Me ne manderanno una sola per minaccia o andranno oltre mandandomi la seconda o arrivando a licenziarmi?pensavo di fare qualche periodo di malattia, ma è unicamente per star sereno e prender tempo (ovviamente sto cercando di andarmene)..help me...

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    1. Purtroppo in questa fase devi solo seguire i suggerimenti che ti sono stati dati dal sindacato, in quanto non puoi fare altro, ed aspettare quindi che l'azienda esca "allo scoperto".-
      Infatti presumo che stanno cercando un pretesto per poterti licenziare, quindi devi evitare per quanto possibile di dar loro argomenti utili, svolgendo le mansioni che ti vengono assegnate nel miglior modo possibile.-
      Comunque per poterti licenziare devono esserci almeno 3 lettere di richiamo o una Tua mancanza molto grave, quindi fino a quando non ti arriva una lettera di richiamo scritta non possono farti nulla.-
      Però alla prima lettera di richiamo dovrai rivolgerti al sindacato per contestarne eventualmente il contenuto.-

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  34. Buonasera Sig. Gianfranco ho anche io un quesito....sono un'apprendista assunta il 01/09/2011 presso uno studio dentistico. Il mio contratto è scaduto il giorno 31/8/2014 e non mi è stato trasformato a tempo indeterminato, così come anticipato dal mio Datore per scritto. Sulla lettera dice che l'indennità di preavviso mi verrà erogata sull'ultima busta paga ovvero quella che percepiro' questo mese....volevo sapere è giusto?e in che modo mi viene retribuita?Grazie infinite

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    1. SI!
      Per quanto riguarda il preavviso o il datore di lavoro ti fa lavorare per il periodo di preavviso previsto dal tuo contratto o dovrà aggiungere alle Tue competenze maturate l'indennità di mancato preavviso, pari a tante giornate in più di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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  35. Salve. Sono una operatrice socio sanitaria con partita IVA. Fino a ieri lavoravo preso una famiglia (in domiciliare). Non ho nessun contratto, pero ho le fatture che dimostrano che lavoravo con loro da quasi due anni. Ieri sera mi chiama il figlio della signora malata dicendomi che non hanno più bisogno del mio "aiuto". Sono rimasta male perché oggi dovevo rientrare al lavoro. E giusto come ha fatto. Posso fare qualcosa nel mio aiuto ? Grazie in anticipo, Simona

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    1. Ciao Simona!
      Purtroppo NO!
      Se hai lavorato con partita IVA vuol dire che non si è trattato di un rapporto di lavoro dipendente, quindi se a suo tempo non hai almeno stipulato un contratto con fissate delle regole sulla cessazione del rapporto di collaborazione, la famiglia non ha alcun obbligo nei Tuoi confronti.-

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  36. Salve, le vorrei chiedere io mi vorrei licenziare, solo che così facendo non ho diritto alla disocuppazione, quindi c'è una maniera per far si che mi licenzi il datore di lavoro, senza che lui paghi la penale? E se il datore di lavoro mi licenzia quante mensilità deve pagare? Però la informo che a fine giugno io insieme alle mie colleghe abbiamo chiesto la busta paga non ancora data, e il datore mi ha intimato con la mano che se ho delle storie "quella è la porta", quindi io dal giorno dopo mi sono messa in malattia!!! Io sono malata di depressione da 5 anni,con questo suo comportarsi male nei miei confronti ha fatto in maniera di peggiorare la mia situazione di salute mentale, ad adesso sono 2 mesi e mezzo che sono in malattia

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  37. Buon giorno sign. Censori le vorrei porre un quesito :Sono un dipendente a tempo indeterminato e lavoro da 14 anni presso un laboratorio di pasticceria artigianale assieme ad altri due colleghi(siamo tutti e tre operai specializzati) ,(per ottenere la produzione corretta dobbiamo sempre lavorare in tre poiche' abbiamo mansioni e capacita' diverse che l'uno ha bisogno della cooperazione degli altri come una specie di catena di montaggio umana(chiamiamola cosi'),ora sorge il PROBLEMONE: il mio ex datore di lavoro circa 9 mesi fa ,dopo 25 anni ha deciso per motivi personali di cedere l'attivita' al figlio che si e' assunto la responsabilita' di prendersi a carico tutta la gestione dell'azienda e dei dipendenti del padre ,ora la pasticceria e' rimasta chiusa dal 7 di luglio sino ad ora poiche' i miei due colleghi nn piu' giovanissimi hanno subito entrambi alcune operazioni,quindi loro due sono andati in malattia ed io poiche' da solo nn posso lavorare ho accettato di andare in ferie,ma gia' da agosto le ferie le ho finite e il mio datore di lavoro mi ha detto di stare a casa sin quando nn avrebbe ri aperto la pasticceria e naturalmente avrei avuto la detrazione delle giornate nn lavorate.Ieri 9 settembre 2014 tramite telefonata la segretaria mi chiama ("doccia fredda") dicendomi che il mio datore di lavoro ha cambiato idea e vuole chiudere per poi ri aprire in futuro con altri dipendenti e che avrebbe preparato le lettere di licenziamento di noi tre.Ora la mia domanda e' questa sign. Gianfranco, Cosa posso fare ? ho diritto a un indennnizzo di DISOCCUPAZIONE?a chi devo rivolgermi? HO ANCORA DEI DIRITTI??nn so propio dove "sbattere la testa,la prego mi dia un consiglio lei,(premetto che sono un LAVORATORE che in ogni posto dove ha lavorato ho sempre concluso in buoni rapporti con tutti e nn vorrei essere costretto questa volta a nn fare altrettanto)in attesa di una sua risposta le porgo i miei cordiali saluti ,Francesco.

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    1. Ciao Francesco!
      A questo punto devi attendere la lettera di licenziamento, al ricevimento della quale dovresti rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso e richiedere un congruo risarcimento danni.-
      Contemporaneamente potrai presentare all'INPS, sempre tramite il patronato della CGIL, la domanda per l'indennità di disoccupazione (ASPI).-

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  38. buo giorno...io sono un sicio subordinato di una cooperativa che lavora in una ditta di materie plastiche...la settimana scorsa hanno controllato un bancale dei pezzi assembblati e il mio responsabile mi ha riferito che in una delle mie scatole hanno trovato 1 o 2 pezzi che nn andavano bene,e che devo stare ferma una settimana....noi dalla cooperativa non abbiamo nessun diritto di vedere la scheda dove sono scritte le scatole che le fai....Lunedi sono andata in ditta perche avevamo una riunione e il mio responsabile mi arriva con la lettera(tengo a precizare che e la seconda che prendo)pero era tutta sbagliata,c'erano scritte delle scatole che nn erano mie e gli ho detto che firmero quando sara corretta,e io continuo a stare a casa e la lettera nn arriva...le mie domande sono: possono prendere dei provvedimenti prima che io possa rispondere alla lettera?devo essera pagata per il tempo che sto a casa?cosa devo fare che non lo so...grazie mille

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    1. Purtroppo Tu ti trovi in una situazione piuttosto delicata perché hai ricevuto 2 lettere di richiamo e alla terza può seguire il licenziamento per giusta causa, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  39. Salve, lavoro da un anno e mezzo in una società finanziaria. Qui ho un contratto a tempo indeterminato e quasi 30 anni. A luglio mi vengono a dire che non mi terranno per questa e quest'altra ragione. Però mi permettono di restare per altri sei mesi (come se fosse uno scivolo) e poi dovrò presentare io una lettera di dimissioni. Il mio dubbio è: mi conviene più essere licenziato o dare io le dimissioni? Anche se, come dovrebbe essere, potrei beneficiare dei sussidi alla disoccupazione, è vero che non è un bel biglietto da visita per un mio futuro colloqui? Un mio collega mi suggerisce di infischiarmene e pensare ai miei interessi. Le sarei molto grato di un parere/consiglio sincero. Grazie mille! Cordiali saluti. Luca

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    1. Ciao Luca!
      Presentare le dimissioni ha senso solo se si ha un altro rapporto di lavoro in vista, in quanto con le dimissioni non si ha diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali.-
      Se il Tuo datore vuole licenziarti che si assuma le sue responsabilità e ti licenzi, e a quel punto potrai impugnare il licenziamento, richiedere un congruo risarcimento danni e presentare all'INPS la domanda di disoccupazione (ASPI).-

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  40. Buonasera,
    la mia azienda, per la quale lavoro da 14 anni, mi ha comunicato ieri telefonicamente che, a causa di alcuni tagli del personale per ragioni economiche, domani mi invieranno la lettera di licenziamento. Verremo sostituiti tutti in quel settore e prenderanno altre persone che svolgeranno le stesse identiche mansioni ma si avvarranno di agenzie esterne per ridurre i costi. Mi hanno anche proposto di aiutarmi per una eventuale collaborazione con queste agenzie esterne: praticamente io lavorerei per le agenzie (mai assunto, sempre stagionalmente). Questa alternativa ovviamente non mi convince perchè non avrei alcuna garanzia e mi chiedo cosa posso rivendicare dall'azienza che mi sta licenziando.
    La ringrazio per la sua disponibilità e le auguro buon Lavoro. Federico

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    1. Ciao Federico!
      A questo punto devi attendere la lettera di licenziamento, al ricevimento della quale dovresti rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso e richiedere un congruo risarcimento danni.-
      Contemporaneamente potrai presentare all'INPS, sempre tramite il patronato della CGIL, la domanda per l'indennità di disoccupazione (ASPI).-

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  41. Buona sera Dott Censori, vorrei porle un quesito per sapere come comportarmi nella situazione in cui mi ritrovo oltre la mia volontà. A luglio 2014 ho terminato un rapporto di lavoro con una sas del settore del tessile artigianato dopo nove anni causa crisi economica. Premetto che non riuscivano piu a pagarmi i contributi e l'irpef da un anno e mezzo, oltre a difficoltà a pagarmi il netto che mi spettava. A fine maggio ho dato le dimissioni e al 31/07 ho cessato il rapp lavorativo dando il regolare preavviso. Ad agosto mi è stata comunicata la morte del socio amministratore, ora mi è stato comunicato che il socio restante, accomandante, sta trasformando la società in una srl. In caso di morte del socio amministratore di una sas e l'eventuale trasformaz in srl, chi risponde dei debiti sociali???? dovrei capire se del mio tfr ne risponde la nuova srl costituita o se devo far causa per cercare di recuperarlo. So che la situazione è molto complessa, ma devo capire se stanno cercando di non pagare i debiti pregressi e in che modo potrei tutelarmi. Grazie
    Enrica

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    1. Ciao Enrica!
      Se la sas viene trasformata in srl la nuova società si accolla i debiti della vecchia, con la differenza che se fallisce la sas i soci rispondono anche con il patrimonio personale, mentre con la srl no.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  42. Ciao Gianfranco,
    complimenti per il tuo ottimo servizio.
    Volevo chiederti se è possibile opporsi ad una procedura di licenziamento collettivo con messa in mobilità.
    Ti riassumo la questione: sono dipendente di una società di trasporti che ha varie sedi sul territorio; la stessa società ha deciso di chiudere la filiale in cui io lavoro con avvio di procedura per la messa in CIGS e mobilità di tutto il personale (tranne forse il direttore commerciale che verrà destinato ad altra filiale). Posso oppormi al licenziamento, non essendo mai stato iscritto al sindacato ???
    Insomma io non vorrei sottostare a questa che reputo un'ingiustizia...

    Grazie

    Roberto

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    1. Ciao Roberto!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo non ti capisco!
      Se l'azienda ha deciso di chiudere la filiale Tu che vorresti fare?
      Se non sei iscritto a un sindacato puoi rivolgerti a un avvocato ed opporti al licenziamento ma non credo proprio che tu abbia alcuna possibilità di impedirlo.-

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    2. Scusami Gianfranco,
      la mia domanda era in relazione a questo periodo estrapolato dalla comunicazione ricevuta dalla società:
      "alla data del 31/07/2015 (fine CIGS)potranno risolversi i rapporti di lavoro dei lavoratori che dichiareranno espressamente di non opporsi alla risoluzione dei rapporti di lavoro.
      Mentre i rapporti ancora in essere, alla data sopra indicata, potranno essere risolti a far dala dal 01/08/2015 con il criterio dell'esigenze tecniche, organizzative e produttive".

      In pratica, se dovessi non dare la disponibilità al licenziamento, e quindi oppormi, rischierei di non entrare nella lista dei lavoratori che potranno accedere alla mobilità??

      Scusami se non sono stato chiaro in precedenza.

      Ancora Grazie

      Roberto

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    3. Ciao Roberto!
      Purtroppo SI!
      Per la serie "non si può avere contemporaneamente la botte piena e la moglie ubriaca", Se tu non dovessi dare la Tua disponibilità al licenziamento non potresti entrare nella lista dei lavoratori che potranno accedere alla mobilità.-

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  43. Buonasera Sig. CENSORI le vorrei porre una domanda, io ho lavorato per una cooperativa per un anno e mezzo, sono stati veramente correttivi tutto, nel giugno 20 12 subentra la nuova cooperativa la quale mi impone di dare la mia ultima busta paga della vecchia cooperativa e di firmare un modulo in bianco ovvero Nn riempito nelle sue parti se avessi voluto continuare a lavorare! Tutte le altre dipendenti perpetrato hanno firmato, io ho detto no! Tanto che la nuova Cooperativa mi ha risposto : allora non puoi lavorare con noi se Nn firmi, .. a questo punto ho semplicemente risposto che non ero io ad andarmene , ma loro a licenziati! Qualche giorno dopo il subentro della nuova cooperativa hanno convocato tutto il resto del personale in camera del lavoro per firmare il contratto nuovo, io non ho ricevuto nessuna convocazione ne scritta ne verbale! Ora sono 2 anni che sono in causa , il giudice ha convocato Ange i miei testimoni che lavorano tutt ora li ed il 5 dicembre ho l ultima udienza, la controparte non si è mai presentata! Come pensa che potrà andare a finire? Eventualmente si potrebbe fare anche rivalsa direttamente sulla struttura nella quale lavoravo?

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    1. Attendo sua risposta per uscire da questa angoscia! Grazie mille

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    2. Purtroppo solo il Tuo avvocato può darti una risposta più o meno precisa, in quanto è l'unica persona che conosce la cooperativa e in base alle carte che ha presentato al giudice può farsi un'idea sul possibile esito.-
      Il problema delle cause civili è hanno dei tempi biblici, quindi durano diversi anni e l'esito è alquanto incerto, e chi Ti ha fatto "imbarcare" in questa avventura avrebbe dovuto avvisarti.-
      Comunque a questo punto puoi solo puntare a un risarcimento danni, quindi ti consiglio di metterti il cuore in pace, di cercare un nuovo lavoro ed attendere il più serenamente possibile l'evolversi della situazione.-

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    3. Grazie mille per la delucidazione!

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    4. Buongiorno Sig. Censori le espongo il mio caso..il 19 agosto eravamo appena andati in ferie, e la mia azienda ne ha approfittato per smontare le principali linee di produzione del nostro sito spostandole in altri siti di loro proprietà senza darci nessun tipo di preavviso e senza aver dichiarato stato di crisi ci ha licenziato(36 operai).Nella bacheca dell'azienda è stato appeso il foglio che le attivita' produttive sarebbero riprese regolarmente per tutti il 25 agosto. Dopo un primo incontro con i sindacati l'azienda ha ritirato i licenziamenti ma ci ha messo in cassa integrazione dicendoci che verremo reintegrati in altre posti e luoghi diversi dal nostro ex sito....vorrei chiederle come dovremmo comportarci e se abbiamo diritto a risarcimenti...

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    5. Il tutto dipende soprattutto da Voi!
      - Dovete prima decidere se accettare o meno la proposta del datore di lavoro.-
      - Dovete poi decidere se procedere uniti o ognuno per conto proprio.-
      - Poi in base a quello che deciderete potrete valutare i passi successivi.-
      Il mio consiglio è di mettervi tutti d'accordo e di rivolgervi insieme a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  44. Buon giorno sig Censori io ho un contratto di lavoro a tempo parziale con la masione di lavapiatti di 6°livelli disciplinato dal ccnl pubblici esercizi ..mi e stata manadata una lettere di richiamoper mancanza disciplinare perche un giorno mi sono rifiutata di uscire in sal e dice che ho messi in difficolta I miei colleghi di sala contringendoli ad un lavoro piu intenso ...pero io vista la masione che ho sto facendo anche aiuto cuoco...per nn dire cuoco per sto cucinando anche...sono stata mandata in ferie obbigate...e adesso mi e stato chiesto di firmare le demissioni...sono disperata perche nn so cosa fare....ieri nn mi soo presentata al lavoro e neanche oggi....se vengo licenztiata perche non mi presento al lavoro ci rimetto qualcosa per la disocupazione? O in futuro?

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  45. Il contratto mi scade a dicembre...

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    1. SI!
      Se non ti presenti al lavoro e vieni licenziata avrai comunque diritto alla disoccupazione, ma con la penalizzazione di un mese.-
      Ti consiglio comunque di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  46. Salve Sig. Censori, dopo 8 anni di contratto a tempo indeterminato (metalmeccanico VI Livello), sono stato licenziato a causa degli enormi problemi economici dell'azienda (con 5 dipendenti). Il 30 settembre finisce il periodo di preavviso e dal 1 ottobre sono disoccupato. Presenterò la domanda per l'indennità di disoccupazione (ASPI) tramite il modulo on-line sul portale Inps dopo aver fornito al Centri per l’impiego la dichiarazione di "immediata disponibilità" allo svolgimento di attività lavorativa.
    Stamani ho ricevuto un offerta di lavoro ma con contratto a progetto da parte di un'altra azienda.
    Se accettassi un contratto di lavoro subordinato per un periodo di 3-5 mesi perderei il diritto all'indennità di disoccupazione al termine della prestazione? Nel caso in cui il contratto non venga rinnovato perderò ogni diritto all'indennità di disoccupazione anche senza averne mai usufruito?
    Grazie per la disponibilità

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    1. Purtroppo SI!
      Con un contratto a progetto perdi il diritto all'ASPI, e se durerà solo 3 o 5 mesi alla scadenza non avresti diritto ne all'ASPI ne all'una tantum prevista per i lavoratori a progetto.-

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  47. Buongiorno, sono un viaggiatore piazzista in un'industria tessile con piu' di 50 dipendenti, che da 2 anni usufruisce della cassa integrazione(prima ordinaria e straordinaria) . Io non ne ho mai usufruito , sebbene abbia dovuto accettare una riduzione di stipendio e un contratto di trasferimento lavoro parziale ad altra azienda del gruppo. Adesso si prospetta una fusione di 2 aziende del gruppo con esubero e messa in mobilita' di 50 persone tra cui il sottoscritto. Al momento il mio direttore commerciale e' 3 mesi che fa pressioni telefoniche ogni 20 giorni perche' io dia le dimissioni per darmi come libero professionista i mandati delle loro aziende. Al momento ho sempre cercato di tirarla per le lunghe, in quanto la mole di lavoro per una sola regione (al momento ne seguo 4), non permette di avere un fatturato provvigionale decente. Oggi mi dice che mi arrivera' una raccomandata con cui vengo messo in cassa integrazione a 0 ore dal 15 ottobre 2014 e il servizio esternalizzato ad un'agenzia di rappresentanza, pero' se ci ripenso posso sempre contrattare una transazione in azienda e prendere io il lavoro. Mi sa tanto di ricatto, ma la cassa integrazione non serve comunque a sostenere il redditto nei reparti dove lavoro non ce n'e'? io sono l'unico dell'azienda ad avere questo inquadramento, e lavoro (anche se c'e' un minimo calo di fatturato) ne ho parecchio al momento. Mettendomi in cassa integrazione a 1000 euro, io che ne guadagno 2500 e ho moglie e figli a carico, mi mettono in una difficile situazione, tanto piu' che prima di vedere la mobilita' ed il tfr passeranno mesi(la fusione e' prevista a inizio 2015).Comunque non ho mai al momento, ricevuto niente di scritto, e' mesi che stressano per via telefonica e basta. Sono disposto a dare le dimissioni con un avvocato accanto e una sostanziosa buona uscita.Lei cosa ki puo' consigliare? Faccio presente che sono in contatto con alcune agenzie per mettermi in proprio, quindi accelerei l'ìter .

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    1. Io essendo sindacalista posso solo consigliarti di rivolgerti a un sindacato, e più precisamente alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-
      L'alternativa è che ti trovi un buon avvocato, ma devi trovarne uno competente in materia di diritto sul lavoro.-

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  48. Buongiorno Avvocato, ho un contratto in somministrazione 5 livello delle telecomunicazioni scadente il 31.12.2014, attualmente sono in malattia, da quello che ho capito al rientro in azienda non troverò tappeti rossi ad attendermi. Pertando una volta terminata la malattia non avrei intenzione di rientrare, se faccio assenze ingiustificate l azienda (o meglio l agenzia per il lavoro) mi può licenziare? Questo mi darebbe la possibilità di usufruire dell indennità di disoccupazione visto che negli ultimi 2 anni ho almeno 52 settimane di contributi. La ringrazio anticipatamente per la risposta

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    1. SI!
      Se vieni licenziato ed hai almeno 52 settimane di lavoro nel biennio, avrai diritto all'ASPI.-

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  49. salve avvocato , volevo chiedervi io sono apartenente alle cat.protette ,nell aria in azienda ,gira voce che il mio titolare vorrebe fare una coperativa , oviamente siamo sulle 250 dipendenti, siamo in 4 delle cat. protette e noi magiormente siamo un po preoccupati di questa cosa , vorebbe passare la logistica alla coperativa, mentre nella logistica siamo 20 persone ,ecco le chiedevo la nostra preocupazione sarebbe questa noi che siamo delle cat.protette staremmo in quelle 20 persone oppure ci dovrebbe rinpiazzare da qualche altra parte ? , il contratto e indeterminato a tutti e 4 della cat.protetta

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    1. Purtroppo in questo caso la normativa non vi protegge, Vi consiglio quindi di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. mi scusi avvocato forse non mi sono espresso io bene di questi 250 dipendenti solo 20 deve mettere con la coperativa gli altri 230 restano a lavoro comunque . ma la legge non dice che le aziende con 15 dipendenti in su devono avere un disabile , noi comunque ci troveremmo nella quantita" sui 230 dipendenti .e potremmo andare nei negozi come commessi oviamente passando dalla logistica hai negozi.la ringrazio avvocato dell suo disturbo .

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    3. Se solo 20 dipendenti passano alla cooperativa solo uno di voi 4 potrebbe far parte del gruppo dei 20, ma potreste anche rimanere tutti nell'azienda, quindi non vi resta che attendere quelle che saranno le decisioni aziendali per verificare se verrà rispettata o no la legge.-

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  50. Buonasera avvocato,
    la mia Cooperativa Sociale ha perso l'appalto e a breve saremo riassorbiti dalla Cooperativa vincente, che richiede una quota sociale di 4800 euro, di cui 700,00 a fondo perduto, a differenza dei 1500,00 versati per la precedente. I sindacati coinvolti non intendono opporsi a tale richiesta, dichiarata da più voci esterne anticostituzionale. Personalmente non intendo essere riassorbita da tale Cooperativa, sia per questa richiesta assurda, sia per motivi etici personali non dimostrabili. Ho qualche possibilità di accedere all'Aspi motivando il mio rifiuto all'esosa richiesta di quota sociale (condizione peggiorativa)? La ringrazio

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    1. SI!
      Non sei obbligata ad aderire alla cooperativa vincente, quindi puoi farti licenziare dalla Tua cooperativa attuale ed avere quindi diritto all'ASPI, ovviamente se hai almeno 52 settimane di lavoro nel biennio.-

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  51. Volevo solo sapere una cosa. Io a breve diventò papà... Il mio capo mi ha ricattato dicendo che se sto a casa quando nasce vengo licenziato.. Come faccio a tutelarmi

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    1. L’articolo 4 comma 24 della legge 92/2012 prevede l’introduzione di nuovi permessi – uno obbligatorio di un giorno, l’altro facoltativo di due giorni – in caso di nascita di un figlio. Entrambi i congedi spettano esclusivamente ai papà che siano lavoratori dipendenti e si applicano anche nelle ipotesi di adozione o affido. Il termine entro il quale occorre fruire dei permessi è di cinque mesi.
      Il congedo obbligatorio di un giorno può essere fruito anche durante il congedo di maternità di cui stia fruendo la madre. Il congedo facoltativo, invece, è subordinato alla scelta del coniuge (la madre anch’essa lavoratrice) di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità, con conseguente anticipazione del termine finale del periodo post partum di astensione obbligatoria. Questo vuol dire che se il padre fruisce di due giorni di permesso facoltativo, la madre dovrà rientrare due giorni prima del termine del proprio congedo di maternità.
      Entrambi i congedi non possono essere frazionati a ore, sono retribuiti e coperti da contribuzione. Il padre dipendente, infatti, ha diritto per i giorni di congedo ad una indennità giornaliera a carico dell’Inps pari al 100% della retribuzione. L’indennità è corrisposta dal datore di lavoro che recupererà la somma mediante conguaglio con i contributi che deve versare mensilmente all’Inps.
      Per fruire dei giorni di congedo il padre deve darne comunicazione scritta al proprio datore di lavoro, almeno quindici giorni prima, specificando i giorni in cui intende fruirne. Se in azienda è in funzione un sistema informativo specifico per le richieste e la gestione delle assenze la forma scritta può essere sostituita dall’utilizzo di tale sistema.

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  52. gent.mo Sig,Censori,sono appena stato licenziato dopo 13 anni di lavoro con licenziamento collettivo (15 dipendenti su 23) ai sensi degli art.4 e 24 della legge 223/2014 e successive.la ditta si è iscritta alle liste di mobilità.lavoravo nel settore edile industriale(prefabbricati).Vorrei,gentilmente sapere,se ho diritto ad una indennità risarcitoria in quanto la ditta ci vorrebbe fare firmare un accordo di un incentivo all'esodo pari a € 3000 al lordo delle ritenute di legge e il TFR liquidato in 24 rate mensili senza interessi (hanno firmato un accordo sindacale cisl uil cgil nonostante la metà di noi non fosse d'accordo) e rinunciando a qualsiasi forma di richiesta in denaro di risarcimento del danno di qualsiasi natura professionale e/o alla salute,all'immagine,biologico,contributivo e/o previdenziale e/o pensionistico e quant'altro inclusi i risarcimenti ex art.2017,2013 e 2016.
    le sembra un accordo conveniente per noi operai o possiamo avere di più?
    grazie e saluti Manlazza

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    1. Se l'accordo è stato sottoscritto da tutte e 3 le organizzazioni sindacali, presumo che non si poteva ottenere di più, e se non vi fidate dei sindacati dovete rivolgervi a un avvocato per conto vostro per far saltare l'accordo firmato e per far riavviare la trattativa.-

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    2. grazie della risposta,un'ultima cosa dott.Censori l'11 ottobre scaduti i gg di preavviso mi dovrò iscrivere alle liste di mobilità e avendo + di 50 anni ho diritto a 3 anni (fino a dicembre)di ammortizzazione sociale.facendo riavviare la trattativa c'è il pericolo che non possa iscrivermi alle liste di mobilità o una volta iscritto che non mi venga riconosciuta o tolta?comunque in ogni caso aspetterò la fine del preavviso prima di fare vertenza e l'iscrizione alle liste di mobilità.l'accordo singolarmente che ci verrà sottoposta dall'azienda singolarmente non lo abbiamo ancora firmato,è stato firmato solo dai sindacati.saluti e grazie di nuovo

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    3. Purtroppo se non sottoscrivi l'accordo e impugni il licenziamento non puoi iscriverti alle liste di mobilità, perché ovviamente l'azienda non darà il suo consenso.-

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  53. Buongiorno dottor censori, faccio l'operaio e la mia domanda riguarda la cessione di ramo d'azienda di cui sono stato oggetto.Dopo diversi mesi in cui poco o niente era cambiato a livello lavorativo ultimamente si nota una certa" tensione" nel titolare della ditta cessionaria;siamo sotto i 15 dipendenti e tutelati dall'art.2112;le domande sono:può il titolare licenziare senza che vi sia una giusta causa?se lo fa ci si puo rivalere sulla ditta cedente (reintegro)? Quando finirà l'appalto vi potranno essere variazioni economiche e/o normative (per esempio se l'appalto lo vince altra ditta)che ci riguardano?in che casi è previsto il reintegro nella ditta cedente? ringraziando anticipatamente.

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    1. Se ci mettiamo a valutare tutte le varie opzioni possibili non ne usciamo!
      Di solito con la cessione di ramo d'azienda i lavoratori interessati vengono licenziati dalla ditta cedente e vengono assunti dalla ditta subentrante alle stesse condizioni, quindi senza alcun danno di carattere economico.-
      Ci si può opporre al licenziamento ma di solito non ci sono i presupposti per richiedere il reintegro.-

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  54. Buongiorno Dott. Censori
    il datore di lavoro mi ha comunicato che purtroppo a causa di "scelte aziendali" e di difficoltà economiche non si può più permettere di tenermi,
    noi siamo in 4 in azienda attualmente: 2 apprendisti, io che ero a tempo indeterminato e sono assunta da 6anni e un collega che è stato assunto(alle mie stesse condizioni a tempo determinato però 4liv.commercio) ad inizio mese.
    Per l'appunto il datore di lavoro vuole lasciare a casa me, anche se io mi sono offerta per fare il lavoro del nuovo assunto, il datore di lavoro può mandare via me che sono la più anziana lavorativamente parlando?
    vorrebbe propormi un accordo.. ma non ho idea di quanto posso chiedergli di buonuscita, mi può aiutare???
    come è possibile che io che sono a tempo indeterminato posso esser mandata via così facilmente.. ed invece chi è appena assunto no? oppure gli apprendisti..
    spero che mi possa aiutare
    grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se il Tuo datore di lavoro non rispetterà i criteri di legge e verrai licenziata, potrai impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  55. Buongiorno Dott.Censori,avrei alcune domande da farle in materia di licenziamento per giusta causa.
    Il mio datore di lavoro non mi paga da mesi, e so già che se mi dovessi licenziare per giusta causa percepirei comunque la disoccupazione, ma che meccanismi si mettono in moto da questo mio licenziamento per giusta causa? cosa rischia il mio datore di lavoro? io non ho intenzione di essere pesante verso il lui e non vorrei che sindacati o tribunale possano esserlo anche indipendentemente dal mio volere.
    Poi vorrei sapere quali sono,approssimativamente i tempi di ricezione dell'indennità di disoccupazione!
    Grazie

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    1. Se vuoi presentare le dimissioni per giusta causa ed avere diritto all'indennità di disoccupazione, la giusta causa va dimostrata, quindi è necessario aprire una vertenza sindacale contro il datore di lavoro.-
      Se Ti preoccupi di quello che rischia il Tuo datore è meglio che lasci perdere ed attendi pazientemente di essere pagato se e quando lo decide lui.-
      Di solito l'INPS provvede al pagamento della prima rata di ASPI dopo circa 45/60 giorni dalla data di presentazione della domanda.-

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  56. Buon giorno avvocato mi chiamo loretta, le volevo chiedere una cosa:
    l'anno scorso mio marito è stato collocato in mobilità unitamente ad altri 5 colleghi perchè erano considerati in esubero...
    la ditta ha corrisposto tfr, ferie non fatte ecc. !
    Quest'anno sono stati licenziati e messi in mobilità nella medesima ditta altri 8 dipendenti alle stesse condizioni con la differenza che a questi ultimi è stato corrisposto un incentivo pari a 6 mensilità..
    E' a norma di legge questo incentivo?
    Se si possono reclamarlo i dipendenti licenziati l'anno prima?
    Preciso inoltre che al momento del licenziamento è stato firmato un accordo tra dipendenti, azienda e un rappresentante della CGIL nel quale si specificava che, dopo aver ricevuto tutte le spettanze, il dipendente non aveva più nulla a pretendere da suddetta ditta!
    Ringraziandola in anticipo per una vostra risposta,
    cordialmente saluto e ringrazio

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    1. Ciao Loretta!
      Un incentivo all'esodo è un'offerta del datore di lavoro come contropartita all'impegno del lavoratore a non impugnare il licenziamento, quindi è un accordo a norma di legge.-
      Purtroppo i dipendenti licenziati l'anno prima avendo dichiarato per iscritto di aver ricevuto tutte le spettanze non possono più fare nulla.-

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  57. Buongiorno Dr. Censori, in caso di licenziamento collettivo e successiva mobilità di una azienda privata, vorrei sapere come influisce il fatto di essere invalido categorie protette in relazione anche ai carichi di famiglia. Inoltre vorrei sapere se l' azienda può inserire l' invalido nelle persone da licenziare e dopo mettere a fare il suo lavoro uin normodotato.

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    1. Ciao Giuliano!
      La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-
      La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      Carichi di famiglia
      Esigenze tecnico-produttive
      Anzianità di servizio presso l'azienda

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    2. Dunque, se ho capito bene da una parte bisogna tenere presenti i

      Carichi di famiglia
      Esigenze tecnico-produttive
      Anzianità di servizio presso l'azienda

      e dall' altra la quota percentuale di categorie protette che l' azienda deve avere a seconda del numero totale dei dipendenti, ma mi interessa sapere se NEL CASO DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO L' AZIENDA PUò LICENZIARE L' INVALIDO METTENDO POI AL SUO POSTO UN NORMODOTATO. Le faccio la domanda perchè ho avuto notizia di una sentenza (se non ho capito se della cassazione o della costituzionale, se lei ha la sentenza la prego di darmi la traccia internet così che possa arivarci anch' io) con la quale l' invalido è stato reintegrato al posto di lavoro proprio per questo motivo ma non so se la cosa è valida sia per licenziamenti individuali che collettivi. Grazie, giuliano



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    3. Ciao Giuliano!
      Una sentenza vale solo per il caso specifico quindi non fa legge, e comunque ti servirebbe a poco, ma dovrai rivolgerti eventualmente a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  58. buonasera Dr.Censori le volevo porre questo quesito: Adesso sono un dipendente part-time in un locale pubblico (bar),sono padre di un bimbo di 7 anni...attualmente non percepisco gli assegni familiari per "ignoranza" del mio titolare, credendo che sono soldi che deve sborsare lui...io ho la domanda all'inps che mi è stata accetta e ho circa un'annetto forse più di assegni arretrati...volevo per cortesia sapere, SE mettendomi in proprio nell'apertura di un bar con la mia compagna (madre del bimbo ma non sposati) riuscissi a recuperare tutti gli assegni familiari non percepiti fino ad oggi !!! Grazie,cordiali saluti.

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    1. Purtroppo NO!
      Con un rapporto di lavoro in essere solo l'azienda può corrispondere gli assegni familiari, quindi non si può richiedere il pagamento diretto all'INPS; comunque si possono richiedere gli arretrati all'azienda fino ad un massimo di 5 anni indietro.-

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  59. Buongiorno, sono operatore di vendita assunta a 16 ore, causa malaffari aziendali il mio capo non ha + soldi e ci licenzia...mi manderà questa lettera ma non fidandomi troppo vorrei capire se va bene poi per chiedere la disoccupazione: Con la presente Le comunichiamo che abbiamo deciso di procedere alla risoluzione anticipata del rapporto di lavoro subordinato in essere tra Lei e la xxx per il mancato raggiungimento, da diversi mesi, del minimo fatturato parametrato aziendale ritenuto necessario per la prosecuzione proficua del rapporto stesso.
    Le sarà concesso un periodo di preavviso di 30 giorni a decorrere dal 08.10.2014, coerentemente con quanto previsto dal contratto sottoscritto all’atto dell’assunzione. Cesserà di svolgere la sua attività lavorativa presso la nostra azienda a partire dal giorno 14.11.2014.
    La invitiamo a contattare l’Ufficio del Personale per il ritiro delle sue spettanze.

    non vorrei trovarmi beffata due volte..lavoro con loro da settembre 2013..grazie mille

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    1. SI!
      Si tratta di una lettera di licenziamento regolare a tutti gli effetti di legge e che da quindi diritto all'indennità di disoccupazione.-

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    2. Grazie mille per la risposta! Isa

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  60. scrivo per complimentarmi per questo sito, davvero preciso e utile.isa

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  61. Buongiorno Dr. Censori, se non ho capito male, quando un' azienda privata ti mette in mobilità, nel caso che poi riassuma è costretta ancor prima di assumere dei nuovi dipendenti a "pescare" tra coloro che aveva messo in mobilità e, tra di essi i part-time in particolare hanno la precedenza (mi corregga se ho capito male); vorrei sapere se il fatto di essere invalido categorie protette obbliga l' azienda a tenerti presente nel caso di riassunzione così come si fa con i part-time. In tal caso una invalido part-time avrebbe più probabilità degli altri, giusto?

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  62. Buongiorno Dott. Censori ,la mia azienda deve aprire la procedura di mobilita' causa mancanza di fatturato, tra la lista e' compreso anche il mio nome ,ma io percepisco l'assegno ordinario di invalidita' categoria IO ,ho gia' fatto il rinnovo x 3 volte , intendo dunque rinunciare alla mobilita' x mantenere l'invalidita',in questo caso e' giusto che l'azienda, pretenda che sia io a scrivere la lettera di licenziamento ? Purtroppo in totale ho circa 34 anni di contributi, di conseguenza anche i 3 anni di mobilita' non mi aprirebbero nessuna finestra ,e con invalidita' del 75 % ho grosse difficolta' a svolgere qualsiasi tipo di lavoro .La ringrazio anticipatamente della risposta

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    1. NO!
      L'azienda deve comunque metterti in mobilità, poi sarai Tu successivamente a scegliere se optare per l'indennità di mobilità o per l'assegno ordinario di invalidità, e non c'è quindi alcun motivo per cui Tu debba presentare le dimissioni.-

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  63. Grazie ,x la risposta immediata , un ultimo dubbio , io essendo invalido categorie protette ,potrei essere iscritto comunque alla lista di mobilita' senza pero' percepire l'indennizzo monetario da parte dell' Inps visto l' incompatibilita' con l'assegno ?? Grazie ancora buona serata

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    1. SI!
      Se vieni messo in mobilità avrai comunque diritto ad iscriverti nelle liste di mobilità, a prescindere quindi dalla scelta tra indennità di mobilità e assegno ordinario di invalidità.-

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  64. Buongiorno Dr. Censori, proveniebdo già da diverse realtà lavorative ho notato che le aziende che vogliono licenziare di solito cominciano col fare un licenziamento collettivo di un esiguo numero di persone (10 - 15 persone circa), per poi procedere dopo un anno circa al licenziamento in grande di parecchie decine di persone se non addirittura centinaia. Come mai usano d' abitudine questo comportamento?

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    1. Ciao Giuliano!
      L'ipotesi più plausibile, ma che forse è anche la più ingenua, è che le aziende cerchino di guadagnare tempo nella speranza di salvare il salvabile, e non vorrei azzardare altre ipotesi.-

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  65. Salve una domanda:
    In base. Alle nuove modifiche all'art.18
    L'indennizzo delle mensilità va in base agli anni di anzianità o hanno un tetto massimo' in caso. Di licenziamento ingiusto? Ciso

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    1. Mi pare prematuro parlare in questa fase politica di modifiche all'art. 18 perché la legge è in parlamento, quindi fino a quando non verrà approvata in via definitiva da entrambe le camere è suscettibile di modifiche.-

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  66. Ciao Granfranco e grazie per tutte le informazioni che ci dai.
    Volevo chiederti se per recuperare 2 stipendi arretrati, è possibile muoversi contro un'azienda posta in amministrazione controllata.
    Ti riassumo la facenda.....un'azienda di trasporti ha deciso di chiudere la sede della mia zona ed ha avviato le procedure di CIGS e credo poi di mobilità, intendendo licenziare il personale per cessazione (ma a nessuno è arrivata la lettera di licenziamento.)
    Non percepiamo gli stipendi da 3 mesi ed ora l'azienda ha diffuso una circolare in cui "fa chiarezza" e dice che dal 17/09 è in amministrazione controllata e gli stipendi potranno essere pagati da tal data, non potendo operare per il pregresso.
    Noi vorremmo agire per vie legali per ecuperare almeno i precedenti 3 mesi (in pratica fino al 17/09).
    Secondo la tua esperienza, è possibile muoversi ???

    Grazie 1000

    Roberto

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    1. Ciao Roberto!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Se l'azienda è in amministrazione controllata, il ricorso alle vie legali in questa fase sarebbe inutile, perché ogni procedura giudiziaria verrebbe sospesa, Vi consiglio quindi di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  67. Buongiorno,
    avrei un quesito urgente da porle, sono stato licenziato da una azienda dopo 6 anni con contratto a tempo indeterminato, per calo di produzione dell'azienda. in data 04/10/2014 ho terminato il rapporto di lavoro e in data 10/10/2014 sono stato assunto con contratto a tempo determinato part-time(15 ore settimanali) per un mese in una nuova azienda. allo scadere di questo rapporto di lavoro posso ancora chiedere l'indennità di disoccupazione (ASPI)? L'attuale datore di lavoro mi ha detto che non rischiavo nulla se firmavo il contratto, ma ora io sono preoccupato che allo scadere del contratto mi potrei trovare senza alcuna indennità, non avendone fatto richiesta prima della stipula del contratto part-time.
    In attesa di risposta invio Cordiali saluti
    Michela

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    1. Ciao Michela!
      Il contratto part-time di un mese che hai stipulato non pregiudica il Tuo diritto all'ASPI, ma farà abbassare leggermente l'indennità mensile che viene calcolata sulla media delle retribuzioni degli ultimi due anni.-

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  68. buonasera,
    avrei un quesito se in pugno il licenziamento per problemi economici ho diritto al reintegro l'azienda dove lavoro non ha problemi economici

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    1. Purtroppo NO!
      Non credo proprio che tu sia in grado di dimostrare che l'azienda non ha problemi economici, quindi se impugni il licenziamento potrai solo richiedere un congruo risarcimento danni pari a qualche mensilità in più rispetto alle competenze maturate.-

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    2. scusi ma ci sono 2 pensionati e un contrattista non ho la possibilità di vincere il reintegro....posso dimostrare che non ha problemi economici

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    3. Purtroppo NO!
      Per legge solo il titolare o l'amministratore delegato dell'azienda può stabilire se l'azienda stessa ha o no problemi di carattere economico.-

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  69. Buonasera Dr. Censori, vorrei chiederle gentilmente un'informazione. Sono una impiegata di un'azienda edile, inquadrata con il contratto del commercio. Fino ad oggi sono stata in maternità facoltativa e da domani dovrei ricominciare il lavoro. Il problema è che l'azienda ha chiesto il concordato preventivo ed è in liquidazione. Tutti i miei colleghi sono stati licenziati per cessata attività. Io, essendo in maternità, non ho ricevuto alcuna comunicazione. Il sindacato che mi segue mi consiglia di licenziarmi, in quanto dice che l'azienda non può farlo in quanto c'è il divieto di licenziamento entro l'anno di età del bambino. Francamente, mi sembra una cosa molto strana, in quanto so che il divieto di licenziamento non vale in caso di cessata attività. Cosa mi consiglia di fare? Io non voglio licenziarmi ed in teoria dovrei presentarmi al lavoro ma non saprei nemmeno dove, visto che gli uffici non ci sono più. O, forse, il mio rapporto di lavoro viene cessato automaticamente alla scadenza del periodo di maternità? In questo caso mi spetterebe un'indennità per la mancata ricezione della comunicazione scritta del licenziamento con il preavviso?
    La ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.
    Anna

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    1. Ciao Anna!
      Se hai un sindacato che ti segue non capisco perché non segui le indicazioni che ti vengono date!
      Infatti è vero che l'azienda per legge non può licenziarti prima del compimento dell'anno d'età del bambino, quindi se presenti subito le dimissioni che debbono essere convalidate dall'Ispettorato del Lavoro, avrai diritto all'ASPI come se fossi licenziata.-

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  70. Buonasera Dr. Censori,
    Ho una domanda da porle: lavoro da 12 mesi presso una ditta con contratto a tempo indeterminato ma ho percepito lo stipendio solo i primi due mesi, posso licenziarmi per giusta causa? E posso fare la domanda di disoccupazione (ASPI) ? Premetto che questo è il mio primo lavoro e che posso dimostrare che i pagamenti non sono stati effettuati.
    La ringrazio per il suo tempo.
    Distinti Saluti
    Nicoletta

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    1. Ciao Nicoletta!
      Per poter presentare le dimissioni per giusta causa, la giusta causa va dimostrata, è quindi necessaria un'assistenza sindacale.-
      Se lavori da 12 mesi presso un ditta ed è il Tuo primo lavoro, purtroppo avrai diritto solo alla Mini Aspi che potrà durare fino ad un massimo di 6 mesi.-

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  71. Buonasera Dr. Censori e 1000 complimenti per la sua professionalità,
    l'azienda per la quale lavoro (100 dipendenti circa) mi aveva distaccato su di un'altra società del gruppo.
    Il 12 Settembre alle 9.30 io avviso che mi stavo recando ad un centro di igiene mentale pubblico per una visita medica causa ansia e depressione. Il 12 Settembre alle 10.30 (l'ho scoperto dopo) mi hanno inviato un telegramma dicendo che mi richiamavano nella società datrice di lavoro. Sempre il 12 Settembre si sono recati presso una DTL (l'ho scoperto dopo ricevendo raccomandata datata 12 Settembre ma recapitata ovviamente dopo) comunicando le intenzioni di licenziarmi e sospendendomi dall'attività lavorativa in attesa di definire un'eventuale conciliazione. Sempre il 12 Settembre io tornato dal centro di igiene mentale sotto consiglio del mio medico curante, inizio la malattia datata e protocollata 12 Settembre. Nei giorni a venire ho comunicato che non potevo recarmi nella DTL per il tentativo di conciliazione in quanto ammalato. Qualche giorno fa ricevo la lettera di notifica licenziamento a decorrere dal 12 Settembre data in cui si erano iniziate le procedure e ricevo la busta paga dove oltre a liquidazione e tutto il resto, cosa ASSURDA evinco un giorno di malattia e quindi hanno ammesso di avermi licenziato in malattia. Considerando che io attualmente mi trovo ancora in malattia mi chiedo:
    1. Ma è un licenziamento inefficace o sbaglio ?
    2. E' vero che essendomi ammalato prima del licenziamento, l'INPS deve pagarmi l'indennità di malattia a far data dal 13 Settembre in avanti ? E se così fosse come faccio a farmela corrispondere visto che il datore di lavoro attualmente non mi considera più suo dipendente ?
    3. In merito alla disoccupazione, i termini che normalmente sono di 60 giorni, nel mio caso partono dal 12 Settembre o dalla data in cui sarà definita la sentenza di impugnamento licenziamento e/o data in cui terminerà la malattia ? Per logica io dovrei essere pagato per la malattia e poi anche per la disoccupazione ma si sa che la logica spesso non trova corrispondenza nel diritto italiano.
    Grazie mille se volete fornirmi qualche chiarimento. Saluti.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      - Purtroppo NO! Se il licenziamento è inefficace potrà stabilirlo solo il giudice con una sentenza alla conclusione di una causa o di una vertenza sindacale.-
      - Purtroppo NO! Per l'INPS fa fede la lettera di licenziamento quindi non ti corrisponderà più alcuna indennità per il periodo di malattia successivo al licenziamento stesso.-
      - In merito alla disoccupazione, anche in questo caso fa fede la lettera di licenziamento quindi il termine dei 60 giorni decorre dalla data di licenziamento.-

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  72. Buongiorno. Alla fine del mese di ottobre, il cliente per cui lavora la mia azienda non rinnova il contratto per questioni economiche. L'appalto verrà dato in affidamento a un altra agenzia di sicurezza. La nostra società è una srl e quella che subentra è una spa. A questo punto sia a me che ai miei colleghi sorge il una domanda: la nuova agenzia che subentra è obbligata ad assorbirci? Perché comunque sia la situazione, la mia agenzia chiude per fine appalto non avendo nessun altro lavoro e di conseguenza dove metterci a lavorare. La conseguenza è l'iscrizione alla disoccupazione. Contratto collettivo nazionale agenzie di sicurezza sussidiaria non armata e degli istituti investigativi.

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    1. Purtroppo NO!
      La nuova agenzia non è obbligata ad assorbirvi, a meno che non ci sia un accordo tra la vecchia e la nuova agenzia o l'assorbimento non venga imposto dal cliente.-

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  73. Gent.mo Dott. Censori,
    abbiamo appensa saputo che a fine anno chiuderà una sede dell'azienda dove lavoro, tranne che per 20 persone. Io già so che non sono tra quei 20 fortunati ma c'è di sicuro il mio collega di scrivania che è sposato e ha 2 figli. Mi sono spostata 3 mesi fa. Volevo sapere se il mio licenziamento è in qualche modo impugnabile o se mi devo rassegnare da subito.

    Grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Questo significa che Tu potrai impugnare il licenziamento solo se non verranno rispettati i suddetti criteri di legge.-

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