domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

171 commenti:

  1. Gent.mo Dott. Censori,
    abbiamo appensa saputo che a fine anno chiuderà una sede dell'azienda dove lavoro, tranne che per 20 persone. Io già so che non sono tra quei 20 fortunati ma c'è di sicuro il mio collega di scrivania che è sposato e ha 2 figli. Mi sono spostata 3 mesi fa. Volevo sapere se il mio licenziamento è in qualche modo impugnabile o se mi devo rassegnare da subito.

    Grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Questo significa che Tu potrai impugnare il licenziamento solo se non verranno rispettati i suddetti criteri di legge.-

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  2. Gentile dottore, sono impiegata a tempo indeterminato in un'azienda con più di 15 dipendenti settore commercio, ho partorito a novembre 2013 ho fatto la maternità obbligatoria fino a marzo poi fino a giugno ho fatto 3 mesi di
    facoltativa. Sarei dovuta rientrare il primo luglio ma mi è stato chiesto di fare le ferie fino a fine agosto (quindi 2 mesi ed era il residuo che avevo maturato) e fin qui tutto ok. Il
    problema è che poco prima di rientrare mi è
    stato chiesto di finire la maternità facoltativa
    (l'ultimo giorno coincide con l'anno della
    bimba) perché c'è scarsità di lavoro. Ora mi
    sorge il dubbio che non mi faranno rientrare e che mi licenzieranno per mancanza di lavoro. Volevo chiederle visto che siamo in 2 a fare lo stesso lavoro se possono licenziare solo me o dovrebbero far fare un part time a tutte e due?E se nel caso licenziassero solo me potrei fare vertenza? A maggio hanno licenziato altre tre persone con lo stesso motivo. Grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se verrai effettivamente licenziata e se non verranno rispettati i criteri di legge, potrai impugnare il licenziamento.-

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  3. salve, sono un apprendista con contratto di 5 anni. il mio datore di lavoro vorrebbe licenziarmi per riduzione del lavoro, visto che siamo amici mi ha chiesto di dare le dimissioni. io ho chiesto se poteva licenziarmi lui cosi potevo avere la dissocupazione ma il suo commercialista gli ha riferito che se mi licenzia lui deve pagare allo stato dai 500€ agli 800€ è vero?

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    1. SI!
      Se ti licenzia il Tuo datore di lavoro deve pagare una penale, ma se presenti Tu le dimissioni perdi il diritto ad ogni tipo di ammortizzatori sociali, quindi ha senso solo se hai un altro rapporto di lavoro in vista.-

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  4. salve dott Censori ora vi espongo il mio " problema "
    lavora da sette anni in una società s.a.s. ho iniziato firmando un contratto a tempo determinato scaduto varie volte nel tempo e rinnovato nell ultimo anno il contratto è cambiato in determinato a mia insaputa e senza aver firmato nulla da piu di un anno nn firmo piu una busta paga e nn mi viene nemmeno data ora la ditta chiude per fallimento e riapre come società s.r.l. il nostro datore di lavoro ci ha detto ke a noi dipendenti nn ci aspetta essere liquidati vorrei sapere se è vero .Grazie mille x una eventuale risposta

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    1. Ovviamente non è vero!
      Se la ditta chiude per fallimento probabilmente non vi corrisponderà il TFR, ma in tal caso sarà il fondo di garanzia dell'INPS a provvedere per il pagamento del TFR ed al massimo delle ultime 3 mensilità scoperte, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  5. Quello che mi chiedo è come fare a stare un anno senza vedere una busta paga,
    poi è ovvio che il datore di lavoro vi sta letteralmente fregando. Per sapere se si ha un contratto basta andare al centro per l impiego e vedere se ci sono comunicazioni di rinnovo contratti i licenziamenti ecc....da li prendi un bell avvocato che ti saprà consigliare la via più opportuna.

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    1. Il consiglio di rivolgersi a un avvocato è alternativo a quello di rivolgersi a un sindacato, l'importante è che sia non "bello" ma competente in materia di diritto del lavoro.-

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  6. Salve Dott.Censori il 21 novembre dovrei rientrare al lavoro dopo aver usufruito della maternità anticipata fino all'anno di vita del bimbo....ieri mi sono recata dal mio datore per sapere il turno di lavoro che avrei dovuto fare e lui mi dice che il 23 mi sarebbe scaduto il contratto di apprendistato e nn lo avrebbe rinnovato perché già aveva 3 operaie full time e una part time e non poteva permettersi un'altra....io gli ho detto che doveva informarsi bene perché sapevo che il contratto di apprendistato dal momento in cui ero andata in maternità sarebbe slittato...le mie domande sono queste: Può licenziarmi? Con quale motivazione? Posso rispondere della disoccupazione? La liquidazione mi spetta x tutto il contratto o fino a che sono andata in maternità? Potrei impugnare il licenziamento chiedendogli il mio posto? E con un bimbo di un anno posso iniziare il mio turno alle 5 del mattino? Grazie per un eventuale risposta e mi scuso per le tante domande

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    1. Per legge l'apprendistato si sospende durante le astensioni per maternità, per massimo 180 giorni e riprende poi al rientro, e la legge sancisce il divieto di licenziamento e l'obbligo di rientro alle medesime mansioni, e non puoi essere assegnata a turni notturni o comunque disagiati.-
      Se verrai licenziata potrai quindi impugnare il licenziamento e presentare comunque la domanda di disoccupazione all'INPS.-
      La liquidazione ti spetta fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  7. Buonasera Dott, Censori, sono assicurato part time 10 ore settimanali benchè ne lavori 6/7 giornalirere (retribuite). Il datore di lavoro ha "perso" l'appalto e vuole licenziarmi mi ha proposto di firmare la lettera di dimissioni perchè altrimenti licenziandomi dovrebbe pagare una multa all'inps di € 1400, Mi chiedo è vero tutto ciò??
    La ringrazio

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    1. SI!
      E' vero!
      Però se presenti le dimissioni dopo non avrai diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi neanche all'indennità di disoccupazione.-

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  8. e in effetti è arrivato

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    1. Per ora l'unica cosa che puoi fare è quella di rispondere, ovviamente per iscritto, spiegando cos'è effettivamente successo, ed attendere poi lo sviluppo degli eventi.-

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  9. Buonasera Dott. Censori , la mia azienda deve aprire la procedura di mobilita' ,causa forte calo di produzione e crisi persistente , nei miei confronti stanno cercando di farla passare come mobilita' volontaria sottolineando il fatto che non esiste liquidita' x dare una buona uscita ,e vogliono accordare a breve l' incontro , davanti al conciliatore ,la mia domanda e' posso rifiutarmi di firmare anche se durante l'incontro con il titolare ,io non avendo altra scelta ,avevo accettato le loro condizioni? Premetto ho 51 anni e 34 di contributi x cui i 3 anni di mobilita' non mi aprono nessuna finestra pensionistica .Grazie e' sempre un piacere leggere le sue discussioni sono davvero molto interessanti

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Fino a quando non firmi sei libera di ripensarci, quindi non sei obbligata a firmare anche se hai hai dato il Tuo consenso al datore di lavoro, ovviamente dovrai spiegare al conciliatore il motivo del ripensamento, e dovrai anche valutare bene le possibili conseguenze del Tuo rifiuto.-

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  10. Buona sera Dott.Censori, io sono una ragazza rumena che da 2008 fino inizio di questo messe ho lavorato in regola come COLF x una famiglia. Dal 25 agosto 2014 fino al 12 ottobre 2014 (questo messe) sono stata in malattia per una protrusione discale. In questo periodo ho tenuto aggiornati a loro come mi sento e che stavo facendo la fisioterapia. A ritorno 13 ottobre 2014 senza dirmi niente prima al telefono , solamente mi domandavano come mi sento e quando a deciso il mio medico che potrei lavorare , mi sono trovata con il licenziamento davanti senza a scrivere il motivo. Secondo loro mi hanno detto che x loro non posso lavorare piu perche io ho "protrusione discale" e non sanno che possono a farmi fare. Non posso fare niente .....? E quale sono le norme del resto dei soldi che devo prendere ancora? Grazie

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    1. Purtroppo per quanto riguarda il licenziamento non puoi farci nulla perché il datore di lavoro non è obbligato a motivare il licenziamento.-
      Per quanto riguarda le tue competenze, il datore di lavoro per legge ha 60 giorni di tempo per corrisponderti l'ultima mensilità, il TFR e tutte le altre competenze maturate.-

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    2. Grazie. Un altra domanda se possibile cioè ho sentito in giro che loro per un anno non possono mettere in regola un altra persona , e vero? Loro già mi hanno fatto trovare già un altra persona

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    3. Purtroppo non è vero!
      Loro possono assumere un'altra persona anche da subito giustificando il fatto, a torto o a ragione, che tu non potevi più svolgere tutte le mansioni necessarie.-

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    4. Grazie mille x le sue risposte. Avrei un altra domanda da fare e credo che é ultima cioè NON posso nemmeno chiedere qualcosa x i miei danni ? tramite ad un aiuto di qualcuno ? É de chi? Non mi sembra giusto di lasciarmi senza un lavoro da un oggi a domani. Sono stata troppo onesta con loro e non credo che meritavo una "ricompensa" del genere da parte di loro. Grazie mille

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    5. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per verificare se nel Tuo caso ci sono i presupposti per aprire una vertenza sindacale.-

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    6. Grazie mille x le sue risposte e x il suo aiuto. Spero di poter fare qualcosa xche sono troppo arabiata . Sono senza lavoro e senza i soldi. A diritura i signori hanno pensato di darmi i soldi ogni messe qualcosa nel periodo di 3 messi. Grazie ancora

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  11. Buongiorno dott. Censori dopo tanto tempo sono di nuovo sul forum. A volte chiedo a Lei cose che (forse) poco la riguardano comunque, dopo il mancato reintegro da parte del datore di lavoro ho presentato un ricorso per la parte economica e la richiesta di ritornare a lavoro anche se oltre un anno fa avevo dato all'azienda la mia disponibilità senza ricevere alcuna risposta.
    La controparte ha depositato delle copie di una raccomandata contraffatta ovvero falsa in tutte le parti. Ho preparato una querela nei confronti del titolare dell'azienda per "falso in atto pubblico".
    Volevo chiederLe: L'avvocato della controparte che ha depositato materialmente agli atti le copie dei documenti contraffatti ne è "Corresponsabile"? - Oppure la responsabilità è esclusivamente del datore di lavoro che ha consegnato delle copie false da depositare agli atti?
    Grazie Renato

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    1. Ciao Renato!
      Ovviamente NO!
      Un avvocato non è mai corresponsabile, perché non è tenuto a verificare l'autenticità dei documenti, che dovranno eventualmente essere verificati dal tribunale, e dei quali ne risponderà eventualmente chi li ha contraffatti.-

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  12. Io credo che vogliano mettermi in una condizione di stanchezza,ma al 3 richiamo cosa può succedere?

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    1. Al terzo richiamo, se non giustificato, o se la giustificazione non verrà ritenuta sufficiente, potrebbe seguire il licenziamento per giusta causa.-

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  13. grazie infinite.leggevo che se dovessero seguire l'iter potrebbero arrivare alla sospensione fino a 10 giorni come prevede il contratto nazionale (servizi e commercio).Comunque resta inteso che ho risposto chiedendo nuovamente l'incontro insieme al mio rappresentante sindacale.la cosa che mi dispiace è che io nn sapevo assolutamente che il report servisse per la fatturazione e cosa pazzesca non ho affatto manomesso il telefono volutamente.grazie ancora e aspettiamo l'evolversi

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    1. Penso che se vieni assistito dal Tuo rappresentante sindacale non dovresti preoccuparti più di tanto, nel senso che le false accuse potranno essere smontate.-

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  14. Buonasera, ho lavorato in un negozio di abbigliamento con un contratto a tempo determinato part-time (24h) dall'1 giugno 2014 al 30 ottobre 2014.
    Dato che fino al 28 ottobre non mi sapevano dire se mi riassumevano o meno io ho fatto dei colloqui per un altro negozio.
    Allorchè mi è stato comunicato che mi avrebbero prolungato il contratto fino al 31 marzo 2015 e attualmente lavoro ancora li ma non ho firmato nulla.
    Avevo un pò di domande:
    - Il datore di lavoro deve avvisare o no il dipendente se avrà un rinnovo o verrà lasciato a casa? E se sì, quanto tempo prima della scadenza del contratto?
    - Se dovessi essere chiamato dall'altro negozio (che aprirebbe il 13 novembre) come posso fare per il preavviso? (so che va dato l'1 o il 16 del mese) e io non potrei più darlo e non voglio perdere i giorni che sto attualmente lavorando.
    - Ho inoltre letto che se il lavoro continua anche dopo la scadenza contratto si dovrebbe avere una maggiorazione retributiva. é vero? (ricordo che io non ho attualmente firmato nulla, anzi ho solo avuto delle delucidazioni verbali riguardo ad un rinnovo).
    Spero di essere stato più o meno chiaro anche perchè l'azienda che mi assumerebbe ha detto che non c'è nessun problema riguardo al preavviso e al mio eventuale licenziamento, ma io ne vedo parecchi di problemi, quindi volevo capire se il lavoratore ha diritto ad essere informato in tempo su ciò che verrà fatto di lui dopo la scadenza contratto, perchè se io avessi saputo di un rinnovo 1-2 settimane prima della scadenza non avrei cercato lavoro da altre parti.
    Grazie per l'attenzione in caso.

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    1. - Il datore di lavoro deve avvisare il lavoratore di un'eventuale proroga del contratto entro il giorno di scadenza, e il lavoratore può anche non accettare la proroga.-
      - Se non hai chiarito la questione con il Tuo datore di lavoro entro il 30 ottobre e continui a lavorare vuol dire che ha accettato tacitamente la proroga con tutto quello che ne consegue.-
      - NO! In caso di proroga del contratto non è prevista alcuna maggiorazione retributiva.-

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  15. Buongiorno vorrei chiedere può una coop dire ad un dipendente di stare a casa non pagato senza ferie ne cassa integrazione ne licenziamento? Lavoro a tempo indeterminato e causa diminuzione del lavoro dicono di far lavorare a turno ma a me che mancano 5 anni alla pensione hanno detto che penseranno se possono far qualcosa, pagare i contributi magari col tfr ... ma possono? Esiste la possibilità di un prepensionamento a5 anni dalla pensione? Ma soprattutto si può dire alla gente di stare a casa senza stipendio? Grazie mille cordialità

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    1. NO!
      Una coop non può dire a un dipendente di stare a casa non pagato, i consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  16. Buonasera Dott. Censori. Avevo una domanda da porle...Siamo 5 signore, aventi contratto a tempo indeterminato, e lavoriamo nel campo alberghiero come cameriere addette ai piani. L'albergo ha un grande profitto e il lavoro non manca. I nostri datori di lavoro hanno deciso di darci in appalto ( per un loro profitto ), aumentandoci le ore di lavoro da 4 a 7, e minacciandoci di licenziarci in tronco in caso noi decidessimo di non firmare. Possono farlo? E noi come dobbiamo comportarci? La ringraziamo in anticipo. Cordiali saluti.

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    1. Ovviamente NO!
      Ogni modifica del contratto deve essere concordato tra le parti, e non può quindi essere imposto dal datore di lavoro, Ti consiglio pertanto di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  17. Buongiorno Dott. Censori e complimenti per il servizio dato. Il mio quesito : Sono stato licenziato insieme al mio collega circa un mese fà dopo 25anni di
    se rvizio dai entrambi . L'azienda è una snc e comunque intendono continuare solo i due soci. Preciso che il licenziamento è per diminuzione del personale e ci stiamo lasciando diciamo in tranquillitá. Il mio dubbio riguarda il tfr... Che nel mio caso è circa 25000 €..se decidessero di non elargire nell'arco di sei mesi come è meglio che mi comporti? È giusto che venga messo tutto per iscritto...grazie in anticipo ....pierpaolo

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    1. Ciao Pierpaolo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Se il datore di lavoro non provvede al pagamento del TFR entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro è consigliabile richiedere un impegno scritto su come e quando intende provvedere al pagamento delle Tue competenze.-

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  18. Buongiorno
    ho visto questo bellissimo e utilissimo servizio che lei dà e le faccio i miei complimenti. La disturbo per questo, lavoro come commessa in un negozio di articoli regalo e parlo a nome anche dell'altra collega. Il nostro datore di lavoro ha due negozi in uno lavoro io e lei e nell'altro la collega, a marzo 2015 l'unità locale verrà chiusa e il titolare ha già mandato a me e all'altra dipendente la lettera di licenziamento a quella data dandoci un bel congruo preavviso anziché il 30 giorni previsti dal contratto del commercio. La nostra domanda è può già fare la lettera ora per quella data? La motivazione del licenziamento per la collega è che chiude il negozio e si è ridotto il lavoro e a me che sono nel negozio con lei che rimane aperto è per riduzione di lavoro. Grazie mille per la risposta

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      SI!
      Il termine di preavviso previsto dal contratto in caso di licenziamento è il termine minimo, cioè un lasso di tempo che consenta al lavoratore di cercarsi un altro lavoro, mentre per legge non è previsto un tempo massimo, perché prima viene avvisato il lavoratore e meglio è, in quanto vuol dire che ha più tempo per cercare soluzioni alternative.-

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    2. Mi scusi sono nuovamente a disturbarla per chiederle questo se a fine marzo dovessi essere in malattia o maternità essendo che la ditta non cessa l'attività ma solo l'unità locale il mio licenziamento è nullo finchè non finisce la mutua o la maternità o cesso lo stesso? Grazie ancora

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    3. Purtroppo l'ampio margine di preavviso serve proprio al datore di lavoro per evitare eventuali sorprese dell'ultimo minuto, e questo significa nel Vostro caso che la data di cessazione del rapporto di lavoro non potrà essere modificata ne per malattia ne per maternità.-

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  19. Buongiorno, sono titolare di un impresa composta da me e due dipendenti. Una persona assunta da 2 anni a tempo indeterminato part-time(6 ore) e una persona assunta a tempo determinato full-time da pochi mesi. Considerando che sono 2 anni che non mi assegno uno stipendio e quindi sto lavorando per pagare i due dipendenti, ora vorrei procedere con il licenziamento per giusta causa(legato alla riorganizzazione aziendale) nei confronti della dipendente part-time, nonostante abbia più anzianità di servizio e sia madre di famiglia(la dipendente a tempo indeterminato no). Mi dirà, perchè ha assunto una nuova dipendente se non riesce a pagare gli stipendi? Semplice, la dipendente part-time da Marzo ad oggi ha fatto circa 3 mesi di malattia e ciclicamente fa 10/15 giorni di malattia al mese. quindi mi sono trovata a fare il lavoro per due(ho un figlio di 6 mesi!!) senza prendere lo stipendio! Quindi ho dovuto assumere una terza persona per aiutarmi, ma ora non posso pensare di prendere più lavoro perchè la prima dipendente continua a farmi malattia. Se la licenzio, vede dei difetti nella causa?

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    1. Purtroppo SI!
      Quando scrivi "nonostante abbia più anzianità di servizio e sia madre di famiglia", vuol dire che che vuoi licenziare una dipendente senza rispettare i criteri di legge.-
      Riguardo alla malattia non credo che Tu possa dimostrare che la Tua dipendente voglia "marciarci", perché c'è comunque un medico che la certifica, Ti consiglio quindi di rifletterci bene in quanto la lavoratrice poterebbe impugnare il licenziamento.-

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    2. Ok quindi se io ho una dipendente part-time e una assunta a tempo pieno ma con meno anzianità, devo licenziare quella a tempo pieno?? Io ho necessità di avere una persona che copra l'intera giornata lavorativa e quella part-time non accetta di fare tempo pieno. Per questo se devo fare una riduzione personale, opto per la persona assunta part-time. Per esigenze produttive, non per disciminazione.

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    3. SI!
      Per legge Tu devi licenziare la dipendente a tempo pieno, perché ha un'anzianità di servizio inferiore all'altra o proporre anche a Lei il part-time.-
      Ovviamente come datore di lavoro Tu puoi fare le scelte che ritieni più opportune, ma devi anche essere consapevole delle possibili conseguenze delle Tue scelte.-

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  20. Buon giorno doctore,sono stato licenziato perche ho assentato dal lavoro e ho firmato un accodo di conciliazione con assistenza CISL e il datore de lavoro,ho lavorato per 8anni,il ho chiesto al sg cisl se firmo il verbale ho diritto al aspi ,e mia risposto di si,e vero Grazie

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    1. SI!
      Confermo!
      Con un accordo di conciliazione si ha comunque diritto all'ASPI perché si tratta comunque di licenziamento e non di dimissioni volontarie.-

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  21. Buongiorno Dott. Censori
    lavoro in un'azienda composta da 5 lavoratori dipendenti e 2 titolari. Ho il sentore che a breve i datori di lavoro licenzieranno qualcuno a causa di di difficoltà economiche (l'azienda non è mai andata in rosso ma loro non percepiscono lo stipendio da un po').
    Premesso che siamo a tempo determinato tutti e 5 (CNL 4/5liv.commercio) e che l'ultimo arrivato è il figlio di un titolare; la domanda che le faccio è : "possiamo impugnare il licenziamento se non dovessero licenziare il figlio del titolare?" Non esistono metodi meno drastici che l'azienda può attuare, tipo riduzione dell'orario o cassa integrazione?
    Mi suggerisce di andare a parlare con un sindacato o di aspettare una eventuale lettera?

    spero che mi possa aiutare
    grazie

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    1. Fino a quando non riceverai una comunicazione scritta Ti consiglio di non prendere iniziative, quindi se e quando riceverai una lettera da parte del tuo datore di lavoro deciderai il da farsi.-

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  22. Buongiorno Dottore, vorrei esporle in breve quanto stà accadendo a me e ad altri 14 miei colleghi dal 1 Ottobre 2014.
    Lavoravo come dipendente in un istituto di vigilanza e prestavo il mio servizio nella sede dell'Agenzia Giornalistica Italiana a Roma.
    Il mio istituto ha perso l'appalto e saremmo dovuti essere assunti dall' istituto entrante, ma avendo questa nuova società la molbilità aperta per i propri dipendenti, ha dichiarato l'evidente momento di difficoltà nell' assumere nuovo personale (cosa che puo' fare secondo il CCNL della vigilanza).
    A questo punto il nostro istituto ha pensato bene di licenziarci (senza nemmeno il preavviso) con un velocissimo telegramma del 29 settembre e successiva lettera del 30 e dal 1 Ottobre siamo rimasti a casa.
    Premetto che il nostro istituto al momento del licenziamento non aveva (e non ha ancora oggi) problemi di alcun tipo, anzi ha guardie giurate che effettuano turni di 12 ore per coprire le guardie mancanti.
    Adesso avrei 2 o 3 domande da porle (premettendo che abbiamo giò attivato gli organi competenti e avvisato in forma scritta l'istituto delle nostre intenzioni ad impugnare il licenziamento):
    1) Ci sono buone probabilità per sperare in un riconoscimento del licenziamento illegittimo?
    2) Se alla fine io NON volessi rientrare e chiedessi l'indennità sostitutiva (mia moglie ha trovato lavoro negli Stati Uniti e tra qualche mese dovremmo trasferirci), il datore di lavoro sarebbe obbligato ad accettare la mia proposta di indennità sostitutiva al posto del reintegro o puo' anche rifiutarla e quindi potrei soltanto riprendere il mio posto di lavoro?
    3) Essendo il mio un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, quanto sarebbe l'indennità sostitutiva? 15 mensilità o dalle 12 alle 24 mensilità come leggo in alcuni siti, dopo la riforma Fornero del 2012 ?
    4) quanto tempo ha l'istituto per versare: Ferie e Permessi non goduti, TFR e indennità sostitutiva (se dovessero accettarla)? Al momento ci ha versato soltanto l'ultimo stipendio piu' 13a e 14a maturate fino all' ultimo giorno di lavoro.

    Scusandomi per averle "rubato" parecchio tempo
    e fiducioso in una sua risposta
    Porgo i piu' Cordiali Saluti

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    1. - Un licenziamento per riduzione di personale è previsto dalla normativa, quindi se il vostro istituto di vigilanza non ha la possibilità di collocarvi diversamente può licenziarvi.-
      - Nel Vostro caso impugnare il licenziamento può portare solo a un risarcimento danni corrispondente ad alcune mensilità aggiuntive da concordare eventualmente in sede di conciliazione.-
      - Per legge il datore di lavoro ha 60 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per corrispondere al lavoratore il TFR e tutte le altre competenze maturate, ma se hai impugnato il licenziamento è possibile che non ti venga corrisposto più nulla fino alla conclusione del contenzioso.-

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  23. Buon giorno ,ho lavorato come colf ,per 25 ore settimana di 3 ani in lo stesso posto,ho avuto contratto interrotto per 4 mesi ,adesso ho lavorato ancora con contratto dall 1 /09/2014.Adesso hano deciso di lincenziarmi ,senza stare in preavviso però pagarmi tuto .Vorrei sapere se tutto e legale e si ho diritto di disoccupazione.Grazie per la risposta.

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    1. Ciao Maria!
      Per capire se il licenziamento è legale dovrei conoscere la causale del licenziamento stesso, comunque essendo stata licenziata hai sicuramente diritto all'ASPI.-

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  24. Buongiorno,
    nella lettera era chiesto l'incontro oggi 12 novembre ma purtroppo il mio sindacalista non poteva esserci e quindi ha proposto 2 date alternative e al momento la direzione del personale non ha ancora risposto,anzi ho visto che proprio in quelle date sono previste videoconferenze e conference call.Io mi sto sentendo male a dire il vero.Non so dove vogliono arrivare e se portarmi allo sfinimento per poi io mi licenzio,ma non lo farò...sto in uno stato di ansia e malessere non indifferente.Ma se il datore non risponde che cosa significa?

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    1. Il Tuo datore di lavoro ha tutto l'interesse ad allungare i tempi all'infinito, quindi deve essere il Tuo sindacalista che in qualche modo deve "stanarlo" ed obbligarlo a stabilire in tempi brevi la data dell'incontro.-

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  25. Buongiorno Dott. Censori,
    l'albergo dove la nostra mansione e' di contratto cameriere ai piani, viene esternata ad agenzia con totale subentro, dalle lenzuola ecc...Chiediamo, e' possibile questo?! Quando l'albergo e' in attivo, puo' delegare esternando ad agenzie il personale? Se si, come difenderci dal titolare per ora, che questo lo si usa a minaccia nei nostri confronti. I contratti sono a tempo indeterminato...possiamo chiedere prima che ci consegnino all'agenzia, un premio produzione visto i tanti anni (dai 16 ai 20 anni) lavorati per essi?
    Abbiamo gia' provveduto ad informarci presso il sindacato, il quale non mostra molta chiarezza sul fatto che una sola cameriera addetta ai piani, in quattro ore debba fare 16 camere + i piani compresi. E' possibile che la regola contrattuale sia questa, dato che il titolare non ci vuole mostrare cosa comprende e non, il nostro contratto di lavoro? La ringrazio in anticipo. Distinti saluti.

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    1. La regola contrattuale non prevede un lavoro a cottimo cioè un numero di camere da fare, ma solo l'impegno della lavoratrice a fare il possibile nell'ambito dell'orario di lavoro previsto dal contratto.-
      Per il resto solo un sindacato può tutelarvi ed assistervi per il meglio, quindi forse è il caso che vi rivolgiate ancora al sindacato o a un altro sindacato magari con un "approccio" diverso.-

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  26. Buonasera signor censori
    E mi complimento per il servizio che da a noi tutti.
    Volevo porvi una domanda.ho ricevuto un'offerta di lavoro da un albergo che ho rifiutato varie volte.Poi dopo svariate settimane sempre dallo stesso albergo mi hanno contattato e mi hanno detto che accettavano la mia richiesta(che e 800 euro superiore al CCNL TURISMO).Ad oggi sono 9 giorni che lavoro qui e conoscendoli di persona non mi danno tanto affidamento.Oggi mi hanno chiesto di firmare il contratto ma io gli ho detto che avrei firmato il contratto insieme ad un'integrazione che specificava il patto preso in precedenza per evitare furbate.Ora volevo chiederle dato che io non ho firmato il contratto quindi non ho accettato il periodo di prova loro possono licenziarmi.E in questi casi la legge o qualche sentenza cosa prevede come periodo di prova?Premetto che il contratto che mi hanno proposto e di tempo determinato 4 mesi inquadramento 4 livello turismo.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Durante il periodo di prova ognuna delle due parti può interrompere il rapporto di lavoro in qualsiasi momento, e il datore di lavoro è obbligato a retribuire solo le giornate lavorate.-

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  27. Buongiorno,
    alla fine hanno risposto ma purtroppo il mio sindacalista non può in quel giorno.Abbiamo deciso cmq con il sindacalista di andare a parlare anche con un avvocato cdel lavoro per avere altre dritte e per meglio muoverci.Purtroppo io credo di essere vittima di mobbing,perchè pensando a tutto ciò che e' successo da 2 anni a questa parte ed ecco perchè i richiami.In piu purtroppo manca la collaborazione tra colleghi.ti aggiorno e grazie ancora

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  28. Oggi a pranzo ho saputo una cosa allucinante,ad una mia amica nonchè collega le avrebbero detto che è meglio che non fosse amica amica mia perchè altrimenti la portavo sulla cattiva strada.Pare che si saino lamentati 2 anni fa perchè quando organizzavo i pranzi i panini non erano buoni,ma che colpa ne avevo io? Boh,,,e questo non è mobbing? Si stanno appellando a qualsisi cosa

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    1. Ti consiglio di far finta di niente perché non è detto che la Tua amica ti sia proprio amica e che ti dica quindi proprio la verità.-

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    2. Grazie.In ogni caso ho tanta paura. Non so cosa abbiano intenzione di fare.Sono mortificata dell'accaduto ed ero provata dall'intervento che avrei dovuto fare. Oggi sono crollata davanti la mia capa e le ho chiesto di aiutarmi se può...perchè non so piu cosa fare ci tengo a lavorare

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    3. L'unico consiglio che posso darti in questa fase è di cercare di attendere il più serenamente possibile l'evolversi della situazione senza fare simulazioni che non ti porterebbero da nessuna parte.-

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    4. Buongiorno,il sindacalista mi ha proposto di provare lui a chiedere prima dell'incontro quali siano le loro intenzioni,credo che sia la strada migliore da percorrere almeno so che succederà...Parlando con avvocati e anche con lui mi dicono che queste cose non sono poi cosi imputabili per un licenziamento.E' cmq chiaro che gli da fastidio il mio modo di essere diciamo "aperta" .L'altro giorno per esempio il telefono era rotto e io l'ho fatto subito presente con una mail,ma la cosa strana che visto che nella contestazione c'era anche questo problema,perchè io nn ho ricevuto nessuna comunicazione in merito? e perchè il responsabile dei servizi generali non ha MAI risposto alle mie richieste di intervento?Per fortuna che la responsabile della sede ha confermato il problema.L'unica cosa che mi preme è l'attesa prima e dopo la convocazione.Spero di avere presto una risposta.Un saluto e grazie
      PS la mia collega ha anche asserito che io tengo male le carte e ora sono tutte in ordine(il suo nome non è presente) ma l'ha detto lei in quanto nn credo che da Milano abbiano gli occhi bionici per vedere come tengo io le cose...

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    5. OK!
      La proposta del sindacalista mi sembra valida, nel senso che almeno si potrà fare un'idea di quello che ti aspetta, ammesso che riesca ad ottenere qualche informazione.-

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    6. Grazie,tutti mi dicono di stare tranquilla e per quanto sia però io ho un'ansia tremenda.L'avvocato come il sindacalista mi dicono che questi non sono veri e proprio motivi tali da muoversi al licenziamento anche se poi dipende dalla persona.Una cosa è certa hanno delle "riserve" nei miei confronti e ora ogni cosa io vivo nel terrore di sbagliare.Ho tantissima paura.La verità uscirà fuori prima o poi,anche se in questo caso diciamo non so come comportarmi ho sbagliato si ma la collaborazione non la sento. Grazie sempre

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    7. Purtroppo l'unica cosa che posso dirti è che devi cercare di controllare il più possibile la Tua ansia, perché magari il tuo datore di lavoro sta cercando di farti commettere qualche errore grave che giustifichi un eventuale licenziamento.-

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  29. Buonasera Dott. Censori,
    volevo porvi una domanda. I miei titolari, per un loro profitto, vogliono darmi in appalto (assieme alle mie colleghe di lavoro), facendomi così firmare un licenziamento forzato, senza giustificata causa o motivo. Esiste una legge che tuteli il licenziamento forzato? E inoltre, mi spetta il diritto di buona uscita vista l'anzianità di lavoro?
    Tutta questa situazione è vissuta molto male da tutte noi e come se non bastasse i titolari ci fanno ripicche, oltre alle mille minacce. Ciò ha portato una mia collega in depressione correlata per lo stress lavorativo. La sindacalista le ha detto di raccogliere quanti più documenti possibili per documentare la sua situazione ed aprire eventualmente un infortunio. E' possibile farlo?
    Perdoni le tante domande, ma le chiedo tutto ciò perché sono andata assieme alle mie colleghe dai sindacalisti più e più volte e non sono mai state chiari sull'orientarci verso il percorso da seguire per tutelarci al meglio...l'unica cosa da fare secondo loro è accettare il licenziamento e sperare di avere lo stesso contratto quando subentrerà l'appalto.
    La ringrazio in anticipo. Distinti saluti.

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    1. In effetti non vedo alternative!
      Dovete quindi attendere la lettera di licenziamento ed in base alla motivazione deciderete se impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni ed il raccogliere quanti più documenti possibili potrà esservi utile a suo tempo.-

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  30. Buonasera Dott. Censori,

    le scrivo perchè la settimana scorsa il mio datore di lavoro mi ha parlato per l'ennessima volta di licenziamento. Sono dipendente per questa piccola azienda meccanica da ben 40 anni e 6 mesi, ho 56 anni e una malattia professionale. Sto svolgendo le pratiche per presentare l'aggravamento della mia attuale malattia professionale ma da quando ho ricevuto la notizia del licenziamento non so come comportarmi. Le volevo chiedere intanto: mi possono licenziare? Con la malattia professionale sono tutelato? Mi mancano appena 2 anni alla pensione, cosa mi consiglia di fare? Il licenziamento, attualmente, non è sicuro considerando che non ho ricevuto nessun preavviso, ma qualora si presentasse il problema non ho nessuna tutela in base ai miei requisiti? La ringrazio anticipatamente.

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    1. Non credo che tu debba preoccuparti più di tanto!
      Infatti se verrai licenziata nel 2015 avrai diritto fino a 16 mesi di ASPI quindi arriverai quasi fino al pensionamento.-

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    2. Il licenziamento decorre un mese dopo l'arrivo della lettera di preavviso? Quindi nel mio caso dal 1 Gennaio 2015?

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    3. Nella lettera di licenziamento dovrà essere indicata la data di cessazione del rapporto di lavoro, che dovrebbe essere alla scadenza del preavviso, a meno che non ti venga corrisposta l''indennità di mancato preavviso, quindi farà fede a tutti gli effetti di legge la data indicata nella lettera stessa.-

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  31. Buongiorno dott. Censori, ho ricevuto la lettera di licenziamento per giustificato molitvo oggettivo (contenimento dei costi) con preavviso di un mese quindi lavorerò fino al 16 dicembre; navigando sul sito dell'inps ho visto che l'Aspi per i lavoratori licenziati nel 2015 è di 10 mensilità e ho chiesto se fosse possibile prolungare il preavviso al primo gennaio. Secondo lei è possibile farlo lasciando la data del licenziamento al 16 novembre? Il datore di lavoro mi ha detto che cercherà di trovarmi un altro lavoro ma non ne sono sicura così non so se impugnare il licenziamento. Nel caso non lo facessi potrei comunque chiedere qualcosa in più a livello economico oltre a quello che mi spetta? E in caso di impugnamento quante mensilità in più potrei avere? Sono l'unica impiegata di uno studio. La ringrazio molto

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    1. Ai fini della durata dell'ASPI fa fede la data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi se lavorerai fino al 16 dicembre varranno le regole del 2014.-
      Non credo che a questo punto il tuo datore di lavoro possa prorogare la scadenza del preavviso perché dovrebbe fornire una motivazione valida all'INPS e all'Ispettorato del Lavoro.-
      Potrai impugnare il licenziamento e richiedere quindi un congruo risarcimento danni solo se non sono stati rispettati i criteri di legge nella scelta del lavoratore da licenziare.-

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    2. essendo l'unica impiegata, quali dovrebbero essere i criteri di legge non rispettati? Ad esempio potrei chiedere un risarcimento(quante mensilità?) nel caso rimanesse aperto lo studio? La malattia prolunga la data di cessazione del rapporto? Grazie ancora per la sua professionalità e disponibilità

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    3. Se Tu sei l'unica impiegata, ovviamente non potrai impugnare il licenziamento perché discriminata, quindi potrai impugnarlo solo se il Tuo datore di lavoro dovesse assumere a breve termine un altro lavoratore al posto tuo.-

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  32. Buongiorno dott. Censori,volevo un suo parere,son stata licenziata in data 28-10-14 ad oggi nn ho visto ancora la busta paga di ottobre.La mia ex titolare vuole liquidarmi il tfr con 300 euro al mese e cosi andro' avanti 3 anni,ma nn vuole che vada dal sindacato,che devo firmare una carta fatta dal suo commercialista che tutto è in regola...c'è un limite di tempo per dare questo tfr ?e se lei dovesse sparire io che faccio???grazie

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    1. Di solito in questi casi si concorda tra le parti una rateizzazione del TFR e si va alla direzione provinciale del lavoro per sottoscrivere l'accordo, e se l'accordo non viene rispettato il lavoratore può procedere velocemente per le vie legali, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  33. Buongiorno Dott. Censori. Volevo disturbarla per avere un suo parere. Sono dipendente con contratto a tempo indeterminato da circa 7 anni di una società srl che ha a sua volta in gestione una sala slot di una catena importante italiana (di questi 7 anni 5 con la sede della catena slot e 2 con la srl). Alcuni mesi fa il titolare mi ha chiamato in ufficio e mi ha riferito che a gennaio avrebbe cessato l'attività facendo subentrare una nuova società e che questa non voleva prendere personale già presente sul posto con contratto a tempo indeterminato. Benchè meravigliato della sua richiesta ho cominciato a guardarmi interno ma non ho trovato tuttora alcuna opportunità lavorativa. Nei giorni scorsi il titolare è tornato alla riscossa e dapprima mi voleva far firmare la rinuncia all'indennità di cassa e poi pretendeva che io mi licenziassi prendendo come buona uscita 2 mensilità. Dopo aver rifiutato di firmare a accettare la sua proposta gli riferivo che avrei chiesto informazioni al sindacato e lui indispettito mi ha riferito che avrebbe proceduto a inviarmi diverse lettere di richiami per potermi licenziare con giusta causa. Preciso inoltre che attualmente ci sono oltre a me ed al titolare tre dipendenti a contratto determinato che, secondo quanto mi ha detto il datore di lavoro, sono pronti a testimoniare per lui in quanto gli ha promesso un posto di lavoro nella nuova società che subentrerà. Cosa posso fare per tutelarmi e soprattutto per non perdere l'ASPI visto che ho anche un mutuo da pagare? Grazie

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    1. Premetto che anche se vieni licenziato per giusta causa avrai comunque diritto all'ASPI, quindi non devi preoccuparti più di tanto delle minacce.-
      Comunque per legge solo alla terza lettera di richiamo può seguire un licenziamento per giusta causa, quindi l'importante è che ad ogni eventuale lettera di richiamo segua una risposta scritta da parte tua a giustificazione del Tuo operato.-
      Nel tuo caso quindi fino a quando le minacce sono solo verbali, non hanno alcun valore, quindi cerca di non tenerne conto, mentre se riceverai una comunicazione scritta Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  34. Buonasera, sono una dipendente da 5 anni in un bar, oggi il mio datore di lavoro mi ha comunicato che ha venduto il locale e che venerdì sarà il mio ultimo giorno di lavoro perchè la nuova proprietaria vuole già essere dentro da lunedi. Non doveva darmi il preavviso? Come devo comportarmi? Grazie

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    1. Ciao Elisa!
      Se non ti viene dato il preavviso previsto dal Tuo contratto in base alla Tua anzianità di servizio e al Tuo livello di inquadramento dovrà esserti corrisposta un'indennità di mancato preavviso.-
      Comunque visto il comportamento poco corretto del Tuo datore di lavoro ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  35. Egregio dott. Censori,
    La ringrazio per il prezioso contributo che fornisce a noi lettori su un argomento così delicato come quello del licenziamento.

    Leggendo i suoi commenti in risposta ai quesiti posti, mi è parso di capire che un'azienda con oltre 15 dipendenti che volesse procedere a un "licenziamento economico" (giustificato motivo oggettivo), non potrebbe scegliere a sua discrezione quali dipendenti licenziare, ma dovrebbe rispettare i seguenti criteri:

    1) Carichi di famiglia
    2) Esigenze tecnico-produttive
    3) Anzianità di servizio presso l'azienda

    Se è così, vorrei sapere se tra questi tre criteri uno è prevalente nei confronti degli altri.
    Inoltre nel caso l'azienda non rispettasse questi criiteri, il licenziamento sarebbe da ritenersi nullo?

    Grazie
    Pietro


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    1. Ciao Pietro!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      L'ordine di importanza dei criteri è quello che hai indicato Tu stesso, cioè il primo sono i carichi di famiglia, il secondo le esigenza dell'azienda e il terzo l'anzianità di servizio.-
      Se il licenziamento viene impugnato sarà il giudice a stabilire se è nullo quindi se imporre il reintegro in servizio o un risarcimento danni.-

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  36. Buon giorno signor Gianfranco. Volevo esporre il mio problema. E volevo sapere cosa fare o come comportarmi.
    Lavoro in una azienda con circa 60 operai.. attualmente siamo in cassa integrazione anticipata dalla azienda. Ma non tutto sono a casa (solo alcuni,e sempre i soliti tra cui io)...la cassa finisce il 6 dicembre.. e dopo vogliono mettere in mobilità e licenziare alcune persone. MA con quanto anticipo devono dare l'avviso? Poi hi saputo da qualche collega, che il capo della azienda ha chiamato 4/5 operai (in cassa) e le ha offerto la buona uscita etc. Invece a me Nn ha chiamato nessuno.
    come funziona questa cosa?

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    1. - SI! Nel caso di lavoratori messi in mobilità o viene dato Loro il preavviso previsto dal proprio contratto in base all'anzianità di servizio e al livello di inquadramento, o deve essere corrisposta l'indennità di mancato preavviso.-
      - Il datore di lavoro può fare le sue scelte, quindi può proporre degli incentivi ad alcuni lavoratori, ma se ti ritieni danneggiato puoi rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. Dimenticavo di dire che io appartengo alla categorie protette e sono stata assunta con legge68. Cassa integrazione finisce il 6. E domani le nostre sindacaliste vanno a firmare x la mobilità. Ancora ad oggi io non so se sono dentro alla mobilità oppure no. Perché non ho ricevuto nessuna lettera. La ringrazio

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    3. Se ci sono le vostre sindacaliste che vi stanno seguendo, saranno loro a tenervi informate sugli sviluppi della situazione.-

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  37. Buona sera dott. Censori, la mia azienda settore commercio (con circa 23 dipendenti) ha dichiarato fallimento in proprio. Il mio ultimo giorno lavorativo è stato il 21 ottobre 2014 per poi rimanere a casa in cassa integrazione in deroga. E' stato nominato il curatore fallimentare e pensavamo in breve arrivasse la lettera di licenziamento ma a nostra sorpresa è arrivata da parte del curatore una (sospensione del rapporto di lavoro)." Dichiarazione di fallimento con sentenza del 16/10/2014 e depositata il 22/10/2014." La lettera del curatore per sospensione del rapporto di lavoro, datata 7 novembre.
    Il 12 novembre c'è stato un' incontro con curatore e sindacato e le illustro la risposta tramite mail che quest' ultimo ci ha mandato: "Oggi abbiamo fatto l'incontro con la curatela per l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per fallimento. Non ho ritenuto opportuno sottoscrivere un accordo con la curatela, richiedendo una convocazione in Regione, che convocherà le organizzazioni sindacali e la curatela". Le nostre domande molto confuse al momento sono:
    - perché i sindacati hanno bloccato il licenziamento? (perché adottano queste misure su aziende de dichiarano fallimento in proprio)
    - Noi abbiamo ricevuto solo la lettera di sospensione dal lavoro e non di licenziamento ...chi ci paga questo periodo fino alle dimissioni vere e proprie.(che non sappiamo quando arriveranno e in più non possiamo neanche accettare nuove proposte di lavoro perché non liberi e il curatore neanche ci risponde).

    Siamo più che confusi e sequestrati da una situazione che non riusciamo a comprendere.

    La ringrazio di cuore
    Maria


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    1. Ciao Maria!
      Il mestiere dei sindacati è quello di cercare di tutelare al meglio i lavoratori quindi se sei iscritta a un sindacato è al Tuo sindacato che devi richiedere informazioni, altrimenti devi comunque fidarti della scelta fatta, perché sicuramente sarà la strada migliore nel vostro interesse, scelta della quale non ho gli elementi necessari per entrare nel merito.-

      Elimina
  38. Buonasera dott censori lavoro in una azienda come magazziniere con contratto a tempo indeterminato .settimana scorsa il capo ci convoca in assemblea dicendoci che con i costi nn ci sta piu dentro r quindi ce un esuberodi 34 persone di cui14 siamo noi del magazzino e per questo motivo deve dare in appalto il magazzino alla coperativa ...noi abbiamo sentito la coperativa che prendera in appalto il magazzino dicendoci che x noi rimarra tutto uguale tranne qualcosa allora io chiedo a lei ma se io accetto di andare con la coperativa cosa posso chiedere all'azienda oppure cosa mi deve dare da diritto premetto che sn assunto da circa tre anni ....la ringrazio intanto attendo sue...

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    1. Purtroppo il problema è tutto in quel "qualcosa" perché se tutto rimanesse come prima non ci sarebbe il motivo di dare il magazzino in appalto a una cooperativa.-
      Presumo che se vieni licenziato ed impugni il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni ti pregiudichi il diritto ad essere assunto dalla cooperativa, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  39. Salve dr Censori e complimenti per la professionalità, io ho superato i 180 giorni di malattia previsti in un anno, e l'azienda vuole licenziarmi anche con mio consenso.Volevo sapere se poi dopo posso prendere l'aspi essendo indeterminato da3 anni? Nell' attesa di una sua risposta le porgo i miei più cordiali saluti. Claudio.

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    1. Ciao Claudio!
      Ti ringrazi per i complimenti!
      SI!
      In caso di licenziamento si ha comunque diritto all'ASPI anche se si viene licenziati per superamento del periodo di comporto.-

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  40. salve dr censori
    sono un dipendente da 17 anni a tempo indeterminato in una azienda con 100 operai,da settembre 2012 sto usufruendo del congedo straordinario legge 104/92 per assistere mia sorella..ieri l'azienda mia inviato una raccomandata di intenzione a procedere al licenziamento per motivo oggettivo(lunga assenza per congedo e vari) mi domando:se una persona usa la legge 104/92 con regolarità può essere licenziato?
    segnalo che oltre a mia sorella disabile ho anche un giglio minore disabile grave anche lui 104/92.....
    segnalo anche che i rapporti con l'azienda non erano più buoni da tempo e sopratutto quando ero eletto rsu del cgil fino al 2012 e poi negli ultimi giorni ho chiesto al nuovo sindacalista cgil di chiedere un incontro con gli operai per iniziare la sua attività di assistenza e tutela....
    email:akramf26@live.it
    cordiali saluti

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    1. NO!
      Una persona che usa il congedo straordinario previsto dalla legge 104 per l'assistenza a un familiare disabile non può essere licenziato, Ti consiglio quindi di rivolgerti a un sindacato per impugnare il licenziamento che è assolutamente illegittimo.-

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  41. Buonasera sig Gianfranco se possibile vorrei dei consigli come comportarmi .lavoro in un centro di riabilitazione convenzionato .purtroppo per motivi di riduzione di terapie l'azienda e stata costretta per non licenziare a metterci in contratto di solidarieta .chi cn memo ore chi come me a zero ore ..adesso stanno per scadere i 3 anni .e l'azienda vuole licenziare noi che stavamo a zero ore mentre per gli altri ci vorrebbero far fare una diminuzione di orario . da premettere che io essendo stato assunto con qualifica di assistente alla persona qualificato. verrei licenziato in quanto loro dicono che ero autista e che sopprimendo il servizio non avranno piu bisogno di me . mentre le altre 2 assistenti no. io sto dicendoci che la mia qualifica non e di autista . anche se qualche volta in sostituzione degli attuali autisti e dico pagati per autista mentre io vengo pagato per assistente .ma solo perche qualche volta o sostituito uno di loro adesso mi dicono di essere autista .le mie mansioni principali erano di assistente nel centro . scusatemi per la scrittura .grazie.

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    1. Ai fini della scelta del personale in esubero da licenziare fa fede la qualifica che risulta agli atti e non le mansioni svolte saltuariamente, quindi se verrai licenziato potrai impugnare il licenziamento e richiedere o il reintegro in servizio o un congruo risarcimento danni.-

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    2. nel mio contratto ce scritto qualifica di assistente alla persona con qualifica polivalente che prevede anche autista. ma questa fatta saltuariamente in assenza dei 2 autisti. la mia mansione principale era assistente nel centro .quindi posso affermare di essere assistente e non autista? solo cosi ce possibilita di non essere licenziato grazie

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    3. SI!
      La Tua mansione principale è quella di assistente alla persona, quindi non puoi essere licenziato solo perché l'azienda non ha più bisogno di autisti.-

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  42. salve sig gianfranco .vorrei se possibile un chiarimento .tra me e 2 colleghe con piu anni di servizio ed io con 3 figli e moglie a carico chi potra essere licenziato. una collega a tre figli piu anzianita di servizio l'altra solo anzianita di servizio . grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      La priorità è in base all'ordine indicato nell'elenco, quindi contano di più i carichi di famiglia.-

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    2. vi ringrazio per la risposta cosi potro rivendicare un mio diritto .perche il consulente del lavoro della ditta dice che vale di piu l'anzianita di serrvizio .

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    3. Il consulente del lavoro è pagato dall'azienda per curare i suoi interessi e quindi non può curare anche i tuoi, ovviamente se sono contrastanti.-

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  43. buonasera .e possibile sapere lo stipendio netto stando in contratto di solidarieta .a zero ore . lavorando prendevo 1342euro .adesso circa 800 . vorrei sapere se e questa la mia paga grazie.

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    1. Un contratto di solidarietà non prevede una percentuale fissa di riduzione dell'orario di lavoro e quindi della paga, ma una percentuale concordata tra le parti in base alla situazione finanziaria dell'azienda.-

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  44. Salve Sig. Gianfranco. se possibile avere un chiarimento.
    Se viene impugnato un licenziamento, nel fratempo puoi essere assunto da un altra azienda? grazie mille.

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    1. NO!
      Se si viene assunti da un'altra azienda o non si deve impugnare il licenziamento o se è già stato impugnato, bisogna interrompere la procedura.-

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  45. Buongiorno Dott.,
    Complimenti per la disponibilità verso gli altri.
    Sono quasi 4 anni che lavoro per un'azienda con diversi contratti a tempo e da 1 e mezzo ho il tempo determinato....... da circa 10 mesi hanno assunto 4 persone con contratti a tempo ed un'apprendista che svolge diverse mansioni tra cui ancge la mia a giorni alterni.
    Questo mese come tutti gli anni nel periodo invernale c'è stato un calo del lavoro e hanno deciso di licenziarmi tenendo tutti i nuovi. Io non ho firmato il licenziamento e sono decisa ad impugnarlo.... come mi posso muovere? Posso chiedere inoltre la disoccupazione pur non avendo firmato il licenziamento?
    Grazie

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    1. Scusi da 1anno e mezzo contratto indeterminato

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    2. Ti ringrazio per i complimenti!
      Il Tuo licenziamento è ingiustificato Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso e per presentare anche la domanda di disoccupazione all'INPS alla quale hai comunque diritto.-

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  46. salve sig Gianfranco vi ringrazio per le risposte che date. vi voglio porgere quest'altra domanda essendo invalido al 55 per cento .pero non assunto con la categoria protetta .in caso di eventuale scelta di licenziamento .posso avere qualche agevolazione .la mia azienda e gia coperta per quando riguarda le persone invalide . grazie mille.

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    1. Purtroppo NO!
      Non essendo stato assunto come categoria protetta, ed essendo l'azienda coperta per quanto riguarda la percentuale di invalidi, la Tua invalidità sarebbe ininfluente in caso di licenziamento.-

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  47. A luglio 2013 sono stato licenziato,ad Aprile 2014 reintegrato,nel frattempo ho percepito aspi,ora a distanza di 7 mesi nuovamente licenziato.Faccio presente che il giudice ha condannato l'azienda a pagare tutti i contributi.Posso fare nuovamente domanda di aspi?Grazie

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    1. SI!
      Se sei stato ancora licenziato puoi presentare una nuova domanda di ASPI, ma il problema è se l'INPS poi te la pagherà, nel senso che potrebbe recuperare quello che hai già percepito con la precedente domanda, ovviamente se previsto dalla sentenza di reintegro in servizio.-

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  48. La mia azienda,circa 350 persone,mi ha mandato la lettera di licenziamento con l quale affermano che mi hanno fatto pedinare da un investigatore privato e che io usavo i permessi legge 104(due volte su circa 300)per scopi personali.Faccio presente che ho documentato che in quei giorni il disabile conviveva con me e che l'ho assistito durante la notte.Possono farlo?

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    1. Assolutamente NO!
      Ti consiglio di impugnare il licenziamento perché il Tuo licenziamento è ingiustificato in quanto l'azienda non è autorizzata ad entrare nel merito dell'utilizzo dei permessi previsti dalla legge 104.-

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  49. buonasera Dott.Censori,da circa 6 mesi mi è stata riscontrata una BPCO e tramite il patronato abbiamo fatto la domanda per malattia professionale visto che nella mia azienda non era niente a norma,niente aspiratori sulle macchine.Sono 9 anni che lavoravo li ieri sera mi è stata consegnata la lettera di licenziamento,per il seguente motivo l'azienda per problemi economici non può più accollarsi il mio stipendio,inoltre le dico che in due mesi hanno assunto a due ragazzi,tra cui uno di loro lo hanno inserito sulla macchina che operavo io e per me non c'era modo di utilizzarmi in altri posti.io le chiedo cortesemente posso chiedere un risarcimento oneroso a questa azienda e se è possibile che dopo 9 anni senza mai aver fatto malattia possono procedere in questa maniera,viasto che in azienda eravamo in 10.So anche benissimo che loro hanno proceduto a licenziarmi perché ho fatto domanda di malattia professionale,oggi sono disperato mi auguro che al più presto posso ricevere una sua risposta la ringrazio tantissimo

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    1. Il Tuo licenziamento è assolutamente ingiustificato ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso e richiedere un congruo risarcimento danni.-
      Nel frattempo, in attesa dell'esito della domanda di malattia professionale, potrai presentare all'INPS la domanda di indennità di disoccupazione.-

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  50. ho lavorato per una azienda per circa 6 mesi con contratti attraverso una agenzia interinale o del lavoro chiaramente i contratti venivano disdetti in prossimità di festività chi sà perchè ma il punto altro lavoravo per 8 ore per cinque giorni alla settimana ma mi facevano dichiarare solo 25 ore settimanale a fronte delle 40 effettuate chiaramente in un periodo come questo ho accettato anche perchè mi avevano garantito che sarebbe stata transitoria inoltre il 31 luglio mi dicono di darmi le ferie per il mese di agosto chiaramente non retribuite anche perchè ad ogni fine contratto mi liquidavano quelle maturate e che sarei rientrata a lavoro il 1 settembre questo non è avvenuto a tutt’oggi anzi temporeggiano con varie scuse a darmi una risposta definitiva a questo punto sono delusa e amareggiata della loro poca professionalità la domanda è posso fare vertenza per le ore non dichiarate e a chi alla agenzia o all’impresa grazie

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    1. Ciao Antonella!
      Puoi aprire una vertenza nei confronti dell'agenzia, che è stato il Tuo datore di lavoro, a prescindere quindi dall'azienda in cui ha lavorato, ma devi avere delle prove e delle testimonianze a dimostrazione del tuo effettivo orario di lavoro.-

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  51. Buonasera dott. Censori, desidero un chiarimento sul periodo di comporto nel contratto metalmeccanico per un contratto a tempo indeterminato con anzianità inferiore a 3 anni:
    sono 180 giorni all'anno ed ogni anno il conteggio dei giorni riparte da zero?
    Grazie

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    1. Contratto Metalmeccanici: i periodi di seguito si intendono per assenze verificatesi nei tre anni precedenti ogni nuovo ultimo episodio morboso: 6 mesi per anzianità di servizio fino a 3 anni compiuti (più altri 3 mesi in caso di assenza ininterrotta o interrotta da un'unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a due mesi), 9 mesi per anzianità di servizio oltre i 3 anni e fino ai 6 anni compiuti (più altri 4,5 mesi in caso di assenza ininterrotta o interrotta da un'unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a due mesi), 12 mesi per anzianità di servizio oltre i 6 anni (più altri 6 mesi in caso di assenza ininterrotta o interrotta da un'unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a due mesi)
      Contratto Metalmeccanici Artigiani Confsal: 6 mesi nell'ultimo biennio e 9 mesi nell'ultimo triennio
      Contratto Metalmeccanici Artigiani: 9 mesi o 10 mesi nell'arco dei 24 mesi precedenti.-

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    2. La ringrazio per la risposta. In sintesi sono 6 mesi cumulativo negli ultimi 3 anni e non sei mesi all'anno?

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    3. Purtroppo SI!
      Nel tuo caso sono 6 mesi cumulativi negli ultimi tre anni.-

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  52. Buon giorno dott.Censori le pongo una domanda, siamo stati licenziati (2 dipendenti) da un negozio commerciale per cessazione attività' in data 30/10/2014
    il negozio a tutt'oggi e' aperto e opera in conto liquidazione, hanno rifiutato il nostro riacquisto e manifestato il volere(a detta loro) di continuare, abbiamo gia' impugnato il licenziamento per i termini ma chiedo: ora loro possono chiudere e riaprire con altra ragione sociale mantenendo la struttura e l'operativita' escludendo cosi ogni nostro diritto? e finche sono in liquidazione conviene aspettare per fare vertenza ? grazie mille

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    1. Ciao Marco!
      Non so cosa intendi per ogni vostro diritto!
      Infatti se avete impugnato il licenziamento non illudetevi sulla possibilità di essere reintegrati in servizio, perché potete solo aspirare a un congruo risarcimento danni.-
      Sul fatto di cessare l'attività e riaprire con altra ragione sociale, per legge si tratterebbe comunque di una nuova azienda, non obbligata quindi ad assumersi alcun impegno per conto della precedente.-

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  53. quindi se l'azienda cambia da snc in liquidazione a individuale con lo stesso proprietario(senza il socio ) e stesso locale stessa attivita' non posso esercitare piu' rivalsa? nemmeno risarcimento?

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    1. Ciao Marco!
      Ogni Tua rivendicazione potrà essere effettuata solo nei confronti dell'azienda attuale.-

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  54. ''Buongiorno sig Gianfranco. mi potrebbe far capire meglio i carichi di famiglia. perchè purtroppo la mia azienda tra poco dovrà fare delle valutazioni per licenziare alcuni di noi in esubero, io o 3 figli più moglie. 2 figli disoccupati più mia moglie casalinga.1 lavora da circa un anno con contratto a tempo indeterminato . una collega a 3 figli minori .il marito lavora .pero a piu anzianita di servizio. l'altra collega a4 figli tutti che lavorano . però lavora da diversi anni piu di me . vorrei sapere con questi recquisiti una graduatoria . perche non si sa ancora se gli esuberi saranno due o uno . a come situazione economica io o piu problemi di loro avendo qualche finanziamento in corso .grazie mille.

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    1. Per carichi di famiglia si intendono le detrazioni fiscali che risultano agli atti dell'azienda, cioè se i lavoratori hanno il coniuge e i figli senza redditi e quindi fiscalmente a loro carico.-

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  55. Buongiorno,
    alla fine l'incontro è stato fatto il giorno giovedi 4/12. Sembra essere andato bene ma nn ho idea,ormai nn so piu cosa credere.Il sindacalista è stato proprio bravo perchè dopo avermi fatto parlare ha messo in evidenza il fatto che da un anno a questa parte si sono resi conto che sono diventata "discola" e che se hanno altre intenzioni di dirlo.... sono stati in silenzio. aAdesso mi tocca SOLO aspettare. Una cosa è certa che le accuse sono assurde. Ti aggiornerò come so qualcosa e intanto grazie mille

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  56. ma quanto tempo hanno per rispondere?

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    1. Non ti preoccupare!
      Ci penserà eventualmente il sindacalista a sollecitare una risposta se non riceverà comunicazioni in tempi brevi.-

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    2. Ma secondo te quali sono le loro intenzioni?

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    3. Purtroppo non ne ho idea, motivo in più per non "fasciarsi la testa prima di averla rotta".-

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    4. Buongiorno,penso che se però avessero voluto licenziarmi forse la risposta l'avrebbero già data no?Io ho un ansia tremenda. Se comunque dovessero sospendermi dovrebbe essere nell'anno in corso no?

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    5. In effetti se avessero voluto licenziarti o sospenderti avrebbero dovuto già farlo, quindi probabilmente la questione è al momento archiviata.-

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    6. Domani ci sta la festa aziendale e ovviamente verrà qualche rappresentante della direzione del personale e nn vorrei che me lo comunichino domani.Anche perchè forse che io sappia hanno tempo fino al 23 ultimo giorno di lavoro poi chiudiamo fino al 7.Ti tengo aggiornato

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    7. Ma la risposta deve essere data entro la chiusura aziendale che sarà il 23/12 altrimenti mi diceva una mia amica avvocato che potrebbe essere prescritta e i tempi si allungano ancora di piu?mamma mia

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    8. Il tempo gioca a Tuo favore, quindi cerca di stare tranquilla e se nessuno ti dice niente entro il 23 dicembre, vorrà di che per questa volta sarai a posto.-

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    9. A meno che nn si affidino ad un collegio arbitrario? O aspettano l'ultimo giorno utile...

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  57. salve io son stato influenzato e in malattia per sette giorni,l'ultimo
    giorno di mutua e' passato un controllo e io non c' ero.il giorno dopo che
    non ero piu' in malattia sono andato all inps a dichiarare la mia assenza
    ma so gia che verra rifiutata e saranno grane,non posso permettermi di
    venire licenziato,voi potete fare qualcosa?mi potete aiutare in qualche
    modo? grazie e attendo vostre notizie urgenti.

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    1. Ciao Marco!
      Se non eri in casa alla visita di controllo probabilmente ti verrà decurtato un giorno di malattia, quindi un giorno di paga, ma l'assenza, ovviamente se è la prima volta che si verifica, non è un motivo valido per un licenziamento.-

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  58. sig Gianfranco vorrei sapere se e possibile agire cosi da parte del'azianda .le spiego .lavoro in un centro di riabilitazione convenzionato . da 3 anni stiamo in contratto di solidarieta .che scadra a febbraio . su 80 dipendenti solo una decina stiamo a zero ore perhe i posti da noi occupati verranno soppressi . sabato ci sara una riunione coi sindacati che ci diranno che l'azienda propone una riduzione di orario solo per chi gia lavora altrimenti dovra fare altri licenziamenti oltre noi .quindi se chi sta lavorando accettera l'azienda fara una riduzione di orario .altrimenti dovra procedere a licenziare sia noi a zero ore in piu un'altra decina di persone. vi chiedo e possibile che si possa fare in questo modo . i sindacati stanno dicendo che l'azienda lo puo fare in quanto i nostri posti verranno eliminati e quindi sopprimendo quei servizi noi non possiamo pretendere di restare . tutto questo mi sembra assurdo . il nostro licenziamento sara per motivi economici . grazie anticipatamente per la risposta.

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    1. Purtroppo SI!
      Se i vostri posti verranno eliminati voi sarete i primi ad essere licenziati e la legge lo consente, nel senso che in caso di riduzione di personale è il primo criterio di scelta dei lavoratori da licenziare.-

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  59. sig Gianfranco il contratto di solidarieta si puo impugnare anche se passati piu di 2 anni dei 3 che sono ancora in corso.visto che o saputo che la mia mansione e un'altra da quello che l'azienda a scritto . da premettere che io non o firmato niente .ce stata solo una trattativa tra azienda e sindacato . vi scrivo questo perche tra poco ci saranno dei licenziamenti .ed io avendo quel tipo di mansione verrei licenziato . da lei o saputo che la mia mansione non e quella che l'azienda a messo sul contratto di solidarieta ma la mie che sto dicendo di avere.cioe di assitente e non quella di autista .grazie.

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    1. Un contratto di solidarietà può essere impugnato subito e non dopo due anni perché a quel punto vale la regola del silenzio assenso.-
      Invece se verrai licenziato potrai impugnare il licenziamento perché verrai licenziato per una qualifica diversa rispetto a quella per la quale sei stato assunto.-

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  60. Sig Gianfranco se e possibile darmi anche questa risposta .il contratto di solidarieta di cui io sto prevedeva 2 anni .una volta scaduto ci anno dato un'altro anno .che scade a febbraio .io sto a zero ore quindi quando l'imps decide di mandare qualche cosina mi pagano . devo avere ancora 6 mesi del 2013 .poi ci sarebbe tutto il 2014 . l'altro giono parlando con i sindacati anno detto che per il 2014 non si sa se prenderemo soldi .perche nessun decreto e in essere .e addirittura rischiamo di non percepirli . mi chiedo non solo siamo stati penalizzati in quando l'inps paga quando ci fa comodo .adesso rischiamo di non percepire nemmeno l'ultimo anno ..vi chiedo se e cosi a noi chi ci paghera il 2014 . essendo comunque ancora dipendenti .Grazie anticipatamente .

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    1. Per il periodo di solidarietà deve provvedere l'INPS quindi non oso nemmeno pensare che il governo non metta a disposizione i fondi necessari, perché non ci sono alternative.-

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  61. Buongiorno, avrei bisogno di chiedere un informazione, la ditta per cui lavoro chiude una sede e quindi verremo licenziate o io o la mia collega per diminuzione di lavoro.Io lavoro da più anni in azienza ma lei ha 2 figli mentre io 1...conta più l'anzianità oppure il carico familiare?in più io sono stata assunta a tempo pieno poi anni fa mi è stato sostituito con il part time per calo lavoro mentre lei è stata assunta direttamente part time chi ha più diritti delle 2? Grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      1) Carichi di famiglia
      2) Esigenze tecnico-produttive
      3) Anzianità di servizio presso l'azienda

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    2. Ok ma ha più valore l'anzianità o il carico familiare?in più siamo solo noi 2 le dipendenti non ce ne sono altre!

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    3. L'ordine di importanza è quello che ti avevo già indicato, cioè hanno più valore i carichi di famiglia, poi vengono le esigenze aziendali e per ultima l'anzianità di servizio.-

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  62. salve Sig. Censori,
    volevo chiederle un'informazione se possibile:
    il giorno 29/11 ,sabato,il mio datore di lavoro mi comunica (non solo a me ma anche ad altri 8 miei colleghi) che da lunedì 01/12 non dovevo più recarmi al lavoro in quanto disoccupato.di lì ho iniziato a non sentirmi bene(in seguito ad un incidente sul lavoro ho riportato problemi alla mobilità e stati di ansia e depressione) così ,martedì 2/12 mi sono deciso ad andare dal medico il quale mi ha dato dei giorni di malattia(dal 02/12 al 06/12,dal 07/12 al 13/12 e dal 14/12 al 21/12).proprio oggi(16/12) vengo contattato dal commercialista dell'azienda il quale mi riferisce testuali parole:dei certificati me ne faccio niente!tu sei stato licenziato il 30 novembre(domenica????)!!!
    ecco,come comportarmi??io non ho firmato nessun licenziamento e non ho ricevuto nulla che potesse palesarmi il mio stato da disoccupato(oltre al "licenziamento verbale").
    è logico comportarsi così?di punto in bianco mi ritrovo disoccupato,un cinquantaseienne perdipiù invalido..come faccio adesso???
    grazie per l'attenzione e sperando in una vostra risposta le porgo i miei saluti
    lorenzo

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    1. Ciao Lorenzo!
      Il Tuo licenziamento, senza una comunicazione scritta e senza alcun preavviso è assolutamente ingiustificato, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso.-

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  63. Sig Gianfranco Buongiorno .in un eventuale scelta di personale da licenziare io avendo anche un'attestato di qualifica professionale rafforza la posizione avendo anche carichi familiari ? contro l'anzianità di servizio .di altri dipendenti . grazie.

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    1. Un attestato di qualifica professionale, se è attinente con l'attività lavorativa può essere preso in considerazione dal datore di lavoro, il quale comunque non è obbligato a farlo.-

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  64. Buonasera signor Gianfranco,
    purtroppo ho problemi di salute e c'è la possibilità che se risulto non idonea mi licenzino per giustificato motivo oggettivo (come ho letto sopra). In questo caso ho diritto all'ASpI? Ed il datore di lavoro è obbligato a darmi una buona uscita? Io lavoro per un'impresa di pulizie e avendo la scoliosi, un problema al bacino e la tendinite ischio crurale so che è meglio così, altrimenti mi distruggo e spesso devo stare in malattia per forti dolori. Vorrei solo sapere quanto sono tutelata. Inoltre, se decidessi di aprire partita Iva per una piccola attività, avrei diritto all'anticipazione dell'ASpI? La ringrazio Patricia

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    1. Ciao Patricia!
      SI!
      Se vieni licenziata avrai comunque diritto all'ASPI, a prescindere quindi dalla motivazione del licenziamento, ad al pagamento del TFR e di tutte le altre competenze maturate, e potrai anche richiedere l'anticipazione dell'ASPI in caso di apertura di un'attività autonoma.-

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  65. Buonasera Sig. Gianfranco,
    Lavoro da dodici anni in una organizzazione non profit come unica impiegata amministrativa, sempre più che alacremente. Ho un contratto a tempo indeterminato a 40 ore settimanali. Mi è stato chiesto di accettare di fare un orario part-time di 24 ore settimanali (per motivi economici, dicono) e io ho chiesto loro di farne almeno 30. La risposta è stata negativa; o accetto o minacciano di licenziarmi, non prima di avermi affiancato qualcuno cui passare, graziosamente, le consegne. C'è qualche modo per fare valere i miei diritti? La ringrazio per la Sua risposta.

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    1. Non so cosa intendi esattamente per "far valere i Tuoi diritti"!
      Infatti se l'organizzazione ritiene che per motivi economici deve ridurre il Tuo orario di lavoro, Tu puoi solo o accettare la riduzione d'orario o farti licenziare.-
      Infatti se Tu non accetti la riduzione d'orario e vieni licenziata, al tuo posto possono assumere un'altra persona con un contratto part-time di 24 ore settimanali, senza che tu possa farci nulla.-
      Ovviamente il discorso sarebbe diverso se il Tuo fosse un licenziamento discriminatorio.-

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