domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

171 commenti:

  1. Dott. Censori ma finita la naspi(elemosina) un povero cristiano che deve fare ... il lavoro non si trova ! Non ci sta più per tutti ormai questo benedetto lavoro! le persone di 40/50/60 vengono discriminate dalle aziende e sono forse quelle che hanno più bisogno di lavorare... Dovete fare una grande manifestazione non si puo' andare avanti così basta con questi sussidi che non aiutano e che terminano in pochi mesi con somme sempre più ridotte ... si deve trovare qualcosa di diverso, di innovativo di europeo ma nel vero senso della parola!
    Un saluto, grazie cordiali saluti

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    1. Sono d'accordo!
      Ma per fare una grande manifestazione occorre una grande mobilitazione, ed è quindi necessario sostenere le organizzazioni sindacali impegnate in questo campo.-

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    2. Buongiorno Dr Censori, ero un lavoratore di una municipalizzata con contratto di riferimento FEDERAMBIENTE. Volevo cortesemente sapere come faccio a sapere quanti giorni lavorativi contiene una settimana ai fini del ricevimento della lettera di licenziamento. Provo a spiegarmi meglio la busta paga è calcolata su 26 giorni e il mio orario di lavoro si svolgeva su 5 giorni lavorativi (essendo un impiegato lavoravo dal lunedì al venerdì). Ora, avendo l'azienda 30 giorni lavorativi dal ricevimento delle mi giustificazioni per recapitarmi la lettera di licenziamento, gli stessi sono comprensivi del sabato oppure il sabato è considerato festivo? Spero di essere stato chiaro.
      Un saluto ringraziandola anticipatamente.

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    3. L'azienda ha 30 giorni di calendario, di tempo per licenziarti, con decorrenza dalla data di ricevimento delle tue giustificazioni.-

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  2. Buongiorno, Dottor Censori le scrivo per chiederle un consiglio.
    sono un dipendente di una azienda alimentare da circa 25 anni. Il mio datore di lavoro nel mio reparto ha assunto più di una persona con
    le classiche cooperative licenziando vuoi per motivo vuoi per un altro tutti i dipendenti a tempo indeterminato, cosa che ha fatto questo mese anche con me.
    E' dal mese di ottobre che pagava agli altri dipendenti lo stipendio tranne che a me (tanto è che dato che sono iscritto ai sindacati sono stato obbligato a fargli ricorso) ha obbligato alcuni suoi dipendenti a tempo indeterminato in cambio di un regalino a licenziarsi per scendere sotto la soglia consentita per legge (riassumendoli sotto cooperativa) per poi licenziare come voleva tutti coloro che non sono scesi a questi compromessi compreso io.
    Mi ha inviato la lettera di licenziamento dicendomi che l'azienda è in crisi e che per questo potevo rimanermene a casa. Motivo indicato Licenziamento causa giustificato motivo oggettivo.
    la mia domanda è questa: Può un datore di lavoro licenziare dipendenti a tempo indeterminato continuando ad avere dipendenti assunti con cooperativa da uno o due anni più un dipendente che prende le pensione. Non dovrebbe eliminare prima il superfluo e poi licenziare me che sono li da 25 anni.
    sono anni che cerca di mandarmi via in tutti i modi quest'anno addirittura cercando di farmi licenziare da solo non pagandomi gli stipendi.
    cosa mi consiglia di fare aspetto una sua risposta, la ringrazio anticipatamente.

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    1. Se sei iscritto al sindacato devi rivolgerti al sindacato al quale sei iscritto per impugnare il licenziamento e richiedere o il reintegro in servizio o in alternativa un congruo risarcimento danni.-

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  3. Salve dott.Censori, le spiego un pò la mia situazione. Ho lavorato per la mia azienda per 10 anni..ogni due anni facevano il solito gioco di chiudere sotto quel nome ed aprirlo sotto un altro. Da ottobre del 2014 lavoro sempre x questa azienda ma sotto altro nome. Ho avuto la lettera di trasferimento in un altra città ad aprile 2015 (io lavoro in Puglia Il trasferimento era su a Modena). A maggio 2015 mi so dovuta mettere in malattia x un infortunio sul lavoro, prima pagato dal inail e poi sono passata a giugno 2015 con l INPS. Da allora sono stata in malattia x curarmi l infortunio. Alla scadenza mi sono ripresentato in azienda nella sedè in Puglia, ma mi hanno detto di andare a Modena xke era lì Ke dovevo andare. Io ho avuto una forte crisi dovuta all infortunio ed ha tutta questa vicenda dove ho fatto partire un altra malattia x depressione. Sono stata in cura con uno psicologo. Ora la mia seconda malattia e partita come continuazione Dell altra, ovvero sotto un altra patologia, ma il mio medico curante nn ha specificato Ke io ero rientrata a lavoro. Ora dal 1marzo 2016 ho finito la mia malattia ma nn sono rientrata sul posto di lavoro e l azienda non mi manda ancora la lettera di licenziamento. Volevo sapere da lei come mai non mi mandano la lettera. P.s. ho un contratto a tempo indeterminato part time. Da lunedì al sabato, con necessità se l azienda lo richiede di lavorare anke nei giorni festivi. E un azienda che consegna materiale pubblicitario. Sn assicurata come fattoria. Spero mi risponda a questo mio dubbio, se posso prendere o meno la disoccupazione. La ringrazio.

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    1. Per prendere la disoccupazione devi essere licenziata, quindi se non ti licenziano ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    3. Non credo proprio che continuino a pagarti lo stipendio senza rientrare al lavoro, perché presumo che considerino il periodo come assenze ingiustificate e quindi non retribuite.-
      Comunque a questo punto devi seguire scrupolosamente le indicazioni del del sindacato, senza cercare conferme altrove, per evitare di commettere errori che potrebbero ritorcerti contro.-

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    4. Salve dott.censori ..volevo spiegarvi la mia brutta situazione lavorativa.e chiedervi un consiglio come meglio muovervi.lavoro circa da due anni in un azienda di smaltimento rifiuti..purtroppo da quando lavoro non sono mai stato accettato dai colleghi di lavoro.Sto ricevendo percosse dai colleghi.forse x gelosia x essere già da tanti anni in questo settore.ma la cosa che mi fa rabbia e che i miei datori sono a conoscenza , e non anno fatto nulla fino a oggi.e non e finita qui a dicembre di quest'anno ho avuto un incidente sul lavoro.che non lavoravo in sicurezza x cause di organizzazioni aziendali..il mio datore di lavoro mi ha intimato di mettermi in malattia.e di non dichiarare il vero.io pur cercando di tenere il posto di lavoro ho dovuto accettare la situazione.ma non finisce qui..quando ritorno a lavoro dopo due mesi.noto che i miei datori di lavoro non prestano attenzione nei miei confronti.e vedo la totale indifferenza nei miei confronti .Non mi fanno disposizione lavorativa..anzi mi intimano di non salire sui mezzi di lavoro.dopo qualche mese mi chiamano in disparte e mi dicono che io mi debba licenziare e andarmene da uomo altrimenti avrò delle ripercussioni.e gia dal mese prossimo non avrei più ricevuto lo stipendio.dopo tutta sta situazione io sto male psicologicamente ..e non so che devo.Grazie del attenzione vi prego di consigliarmi

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    5. Ciao Giovanni!
      Se presenti le dimissioni non avrai diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi nemmeno all'indennità di disoccupazione, pertanto eventualmente dovrai farti licenziare, ti consiglio comunque di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  4. La ringrazio del consiglio .buona giirnata

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  5. Buongiorno dott. Censori
    Le spiego a grandi linee il problema: Lavoro presso uno studio associato di professionisti, a settembre uno dei 2 soci termina l'attività per raggiunta età pensionistica, il socio che prenderà in mano l'attività ha riferito a tutte noi 4 dipendenti (tra le quali io ed una mia collega sopra i 50 anni di età) che chiuderà l'attività licenziandoci tutte, per poi riaprire con uno studio proprio, assumendo ragazze apprendiste e forse 1 o 2 tra noi con contratto part-time lavorandone ugualmente 8 di ore perchè costiamo troppo come tasse/contributi e non riesce a starci dentro con le spese, o così o nisba...
    La mia domanda è: riaprendo la medesima attività il giorno dopo aver chiuso la precedente, esiste una forma di reintegro a pari contratto o risarcimento?
    Lamentano sempre di avere problemi economici e poi hanno la 2°casa ad Artesina, una a New York, auto di lusso... piuttosto tagliano il personale e fanno sputare sangue a chi rimane al posto di optare per qualche rinuncia al loro stile di vita.
    La ringrazio infinitamente
    Cristina

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    1. Ciao Cristina!
      Purtroppo NO!
      Se lo studio associato cessa l'attività e uno dei soci riapre l'attività in proprio, sono comunque due entità giuridiche diverse, quindi la seconda non è obbligata ad accollarsi il personale della prima.-
      Ovviamente il nuovo datore di lavoro dovrà comunque rispettare il contratto e retribuire quindi i lavoratori assunti in base alle ore effettivamente lavorate.-

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  6. Salve, due mesi fa ho iniziato a lavorare presso un call center con contratto a progetto, una settimana fa la responsabile mi ha comunicato verbalmente il licenziamento dicendomi che la lettera mi sarebbe arrivata a casa con raccomandata. Cosi non e stato in quanto non ho ricevuto nulla!! Come devo comportarmi? Grazie dell attenzione.

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    1. Ciao Giulia!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  7. Salve Dott. Censori, volevo farle una domanda particolare. Una contestazione disciplinare per una presunta irregolarità all'atto dell'assunzione, avvenuta ben 8 anni prima, che si è conclusa con il licenziamento del lavoratore. E' ipotizzabile, in sede giudiziale, invocare la prescrizione trattandosi di un contratto fra privanti ed essendo passati più i 5 anni tra l'assunzione e la contezione?
    Con Stima, Alessandro

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    1. Ciao Alessandro!
      Dipende dal tipo di irregolarità!
      Infatti se l'irregolarità è consistita nell'omissione di dati che avrebbero potuto impedire l'assunzione, o comunque metterla in discussione, la normativa prevede che l'omissione di dati personali rilevanti, o la comunicazione di dati errati non va in prescrizione.-
      La prescrizione in questo, ad essere più precisi, c'è comunque ed è si di 5 anni, che decorrono però non dalla data di assunzione, ma dalla data in cui il datore di lavoro è venuto a conoscenza dell'irregolarità.-

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  8. Salve dott. Censori provo a spiegarle la mia situazione.lavoro in un ristorante da giugno 2015 e da dicembre ho avuto gravi problemi di salute e sono in malattia che finisce domani,il problema è che in questi mesi i miei titolari si sono indispettiti e da dicembre non ho più percepito stipendi ne visto buste paga nonostante abbia anche mandato raccomandate a/r di sollecito di pagamento.non me la sento di rientrare a lavoro neanche per il periodo di preavviso e vorrei dimettermi per giusta causa ma tramite sindacato ho scoperto che non esiste il modulo online per questo tipo di dimissioni e che il cartaceo non vale più e mi hanno consigliato di non presentarmi più a lavoro e farmi licenziare per assenze ingiustificate cosa che non mi convince e non mi piace.cosa mi consiglia?e davvero possibile che ora non ci si può più dimettere per giusta causa?

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    1. Ciao Francesca!
      La procedura di dimissioni telematica non fa venir meno l’obbligo per il datore di lavoro di effettuare la comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro nei cinque giorni successivi (articolo 9 bis del Dl 510/1996). In tale comunicazione è necessario indicare il motivo di cessazione del rapporto e appare altamente significativo che venga utilizzata la causale “dimissioni per giusta causa” per far sì che l’Inps la memorizzi, ai fini di una corretta e ottimale gestione della Naspi. Se il datore di lavoro dovesse, invece, utilizzare la causale “dimissioni”, il lavoratore potrebbe incontrare difficoltà nell’ottenere la prestazione a sostegno al reddito.
      In pratica potrebbe avvenire che il lavoratore si dimetta consegnando una lettera di dimissioni in cui indica chiaramente la giusta causa.
      È opportuno, dunque, che i dipendenti non omettano, prima di lasciare il posto di lavoro, di consegnare al datore di lavoro una “tradizionale” lettera di dimissioni con l’esatta causale. Se ciò non è avvenuto, è necessario che tali dimissioni siano notificate all’azienda a data e ricezione certa. La notifica deve anticipare la nuova procedura telematica. Questo eviterà che il datore di lavoro ricevendo la prevista e-mail del ministero, inoltri il modello unilav con la motivazione errata (ferma restando la possibilità di rettificarlo o annullarlo secondo le regole previste dal Cpi).-

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  9. Buongiorno dott, sono stata assunta presso un bar a tempo indeterminato a gennaio 2016 piu 2 anni precedenti con contratto determinato, per 4 ore giornaliere su 6 giorni, per gravi motivi familiari mio padre ja subito un grave incidente sono stata in aspettativa per 35 giorni aspettativa regolarmente accettata dal mio datore.
    venerdi al mio rientro mi e stato proposto un nuovo contratto di 18 ore setrimanali contro le 25 che avevo, dicendomi che se nn lo accetto e quindi non firmo, mi devo licenziare.vorrei aggiungere in oltre che questo e il contratto dell altra barista arrivata da 1 anno, ed a lei e stato cambiato il contratto aumentandone le ore.cosa posso fare siamo meno di 15 persone e il mio capo continua a dirmi che se non firmo mi devo licenziare, psicologicamente mi sta facendo pressioni per firmare, puo comportarsi cosi? La ringrazio con il cuore per la risposta

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    1. Scusi ho dimenticato che l aspettativa nn era retribuita

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    2. Ovviamente NO!
      Il Tuo capo non può sottoporti a questo tipo di ricatti, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  10. Salve dott. Gianfranco.
    Ho lavorato per un anno e un mese in un'azienda, mi sono licenziata perche mi hanno assunta in un posto migliore.
    Ora dopo 45 giorni di prova hanno deciso di mandarmi via, posso richiedere la mini aspi? Bastano solo 13 settimane di contribiti nei 12 mesi precedenti?
    Qualora trovassi un nuovo posto di lavoro, a meno che in nero, la disoccipazione cessa anche con i vaucher? Grazie in anticipo.

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  11. Mini aspi o naspi nel mio caso?

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    1. Ciao Martina!
      La normativa a livello di indennità di disoccupazione è cambiata; ora è prevista la NASPI che può durare al massimo per la metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, tolti i periodi già utilizzati per altre indennità.-
      La NASPI è compatibile coni voucher nel limite massimo di 3.000 euro all'anno.-

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  12. Buongiorno gentilissimo dottor Censori
    Lavoro in un’azienda di servizi da 20 anni assunto nel 1996 con contratto a tempo indeterminato.
    Ho 43 anni e mi vorrebbero licenziare dopo 20 anni di anzianità per "giustificato motivo oggettivo"causa soppressione della mia posizione di coordinatore di nr 11 persone che verranno aggregate ad un altro reparto di altrettante in numero la cui gestione verrà affidata al mio responsabile.
    Sostengono inoltre l’ impossibilità a ricollocarmi in azienda con altra mansione.
    In azienda non è in atto nessun licenziamento collettivo e siamo circa 60 dipendenti.
    Mi propongono praticamente nulla ad eccetto del mio TFR e di 2 mesi di preavviso pagati e la NASPI come se la pagassero loro.
    A mio parere ritengo di poter avere anche una buona uscita aggiuntiva da 12 a 24 mensilità ma secondo loro no ma leggendo il paragrafo che qui riporto preso dal suo sito credo che mi spetti qualcosa “Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.”
    Inoltre le chiedo parere sulla possibilità di chiedere che venga applicato l’articolo 2245 del codice civile che prevede un indennizzo di anzianità pari all’importo di otto giorni dell’ultimo stipendio moltiplicato per gli anni di anzianità nell’azienda e se questo entra in conflitto con la buona uscita o si somma.
    Resta poi la valutazione che si tratti o meno di licenziamento illegittimo ma questa è un argomento troppo complesso per poterle chiederle una valutazione ora.
    L’ultima cosa che vorrei sapere è inerente questa nuova procedura a cui l’azienda ha fatto ricorso ovvero la convocazione delle parti presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali dove so che avverrà un incontro davanti ad una commissione per cercare un compromesso ; ma se li non riuscirò a trovare un accordo che succede ?
    Le chiedo cortesemente il suo prezioso parere e la ringrazio per il servizio che mette a disposizione
    Le invio i più cordiali saluti
    Giancarlo

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    1. Ciao Giancarlo!
      La convocazione alla direzione provinciale del lavoro ha lo scopo di cercare di arrivare a un accordo tra le parti per evitare ogni contenzioso, è ipotizzabile quindi che ti venga proposta una qualche mensilità aggiuntiva per evitare una Tua opposizione al licenziamento.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti o a un sindacato o a un avvocato per farti tutelare per il meglio, infatti in quella sede potrai richiedere di tutto e di più, ma se la controparte non è disposta a concedertela l'alternativa è solo una causa che purtroppo di questi tempi può durare anni, e dall'esito alquanto incerto nel tuo caso.-
      Infatti se il datore di lavoro riesce a dimostrare che il licenziamento non è discriminatorio ma dovuto solo a una diminuzione di personale per ristrutturazione aziendale, cioè licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ogni tua richiesta, oltre ovviamente alle competenze maturate, potrebbe essere respinta.-

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  13. Salve dottore, ho presentato la mia domanda di naspi il 22/02/2016 ed è stata accolta, ma in data 23/032016 mi dicono che c'è stata una reizione. posso sapere cosa significa?? Grazie

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    1. Reiezione significa respinta!
      Ti consiglio quindi di rivolgerti o al patronato che ti ha presentato la domanda di NASPI o direttamente alla sede INPS di zona per verificare il motivo per cui la Tua domanda non è stata accolta.-

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  14. Buongiorno, volevo avere alcune informazioni. Lavoro per una cooperativa a mutualità prevalente, con CCNL terziario e solo due dipendenti tra i 35 e i 45 anni con anzianità lavorativa rispettivamente di 14,5 e 2 anni. Gli amministratori hanno deciso di mettere la cooperativa in liquidazione dall'oggi al domani (sapevo che si incontravano ma l'ordine del giorno era la normale approvazione del bilancio nulla a pensare una decisione così drastica e repentina come quella discussa e già messa all'ordine del giorno per l'assemblea dei soci) e mi sono stati comunicati ieri durante la malattia questa notizia come un fulmine a ciel sereno ed anche il licenziamento. Al di la che sono anni che il settore è in crisi e lo immaginavo che prima o poi sarebbe arrivato questo giorno, ma le mie domande ora sono molte. E' possibile comunicare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo nel periodo di malattia? Per il momento è stato solo al telefono ma mi hanno anche detto che lo manderanno per posta. a cosa ho diritto eventualmente? dalla ditta, oltre a tfr ferie ecc, ho diritto anche a qualche mese di indennità? se si quanti? e come mobilità ho qualche diritto? e come disoccupazione? grazie dell'attenzione.

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    1. In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, si ha diritto da parte dell'azienda a tutte le indennità maturate + il TFR e + l'eventuale mancato preavviso.-
      Per quanto riguarda invece la disoccupazione, si ha diritto alla NASPI che potrà durare al massimo per la metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni.-

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    2. Grazie per l'attenzione. Ma a questo punto devo rientrare dalla malattia o ormai sono già licenziata?

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    3. La data di cessazione del rapporto di lavoro deve essere indicata nella lettera di licenziamento, quindi dovrai verificare se è previsto un periodo di preavviso che scadrà dopo il termine della malattia.-
      Se la data di cessazione del rapporto di lavoro è immediata non avrai diritto ne all'indennità di malattia ne alla NASPI fino alla data di riacquisto della capacità lavorativa (cioè di fine malattia).-

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  15. sono un disabile di 50% non assunto come disabile 12 ani fa e l azienda non e in regola con le categorie protete e padre de un figlio nato un mese fa.io quiedo in questo anno si l azienda vuole fare una reduzione personale con anticipo mobilita ,si posso fare parte?

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    1. La normativa prevede che il datore di lavoro possa chiedere che venga computato nella quota di riserva il lavoratore dipendente divenuto disabile successivamente all'instaurazione del rapporto di lavoro (così come previsto all'art. 4 Legge n. 68/99 e all'art. 3 DPR n. 333/2000), nei seguenti casi:
      - lavoratore divenuto disabile in costanza di rapporto di lavoro in conseguenza di infortunio o malattia con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60% e che non sia stata determinata da violazione delle norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro da parte dello stesso datore di lavoro.
      - lavoratore divenuto disabile in costanza di rapporto di lavoro per infortunio sul lavoro o malattia professionale con un grado di invalidità pari almeno al 34% non causata da violazione delle norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro da parte dello stesso datore di lavoro
      Tale richiesta deve essere presentata dal datore di lavoro ai Servizi provinciali competenti. È opportuno, quindi, che l'Azienda interessata si metta in contatto con il Centro per l'Impiego di competenza, per richiedere indicazioni circa la modalità di richiesta ed ogni ulteriore e più specifica informazione..

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  16. Salve Gianfranco Censori.Io e mia moglie ci vogliamo transferire in un altra città. Lei adesso e in maternita facoltativa, gli e rimasti 2 mesi per finirlo, ha un contratto di apprendistato che li scade in 09/2017.Vorrei sapere qual'è il miglior modo per chiedere il licenziamento? Vorrei sapere anche se gli aspetta la disocupazione? Invece io ho un contratto inderterminato, ho gia trovato un altro lavoro in città dove vorremo trasferirci, Come posso chiedere il licenziamento? Grazie in anticipo

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    1. Ciao Cristian!
      Purtroppo con un contratto di apprendistato Tua moglie non può essere licenziata, se non per giusta causa, e non potrebbe nemmeno presentare le dimissioni perché si è assunta un impegno fino a settembre del 2017, quindi può solo presentare le dimissioni con il consenso del datore di lavoro, e non avrà diritto all'indennità di disoccupazione.-
      Nel Tuo caso invece, se hai trovato un altro lavoro non è necessario il licenziamento ma puoi presentare le dimissioni dando il preavviso previsto dal Tuo CCNL.-

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  17. Gentilissimo Signor Censori,
    il mio problema è questo: Sul posto di lavoro sono stata aggredita e ho ricevuto sputi in faccia, da una mia collega. Inoltre la stessa ha danneggiato notevolmente il locale sporcando i muri di caffè.
    Per rimediare, dopo l'orario di lavoro ha fatto intervenire suo marito cercando di ripulire i muri e il soffitto con la candeggina.
    (ma l'intento non è riuscito, anzi ha peggiorato) Gli impiegati rientrando al lavoro hanno dovuto lasciare la finestra aperta per il forte odore. Premetto che gli uffici sono provinciali e non ci è consentito nel modo più assoluto ad usare candeggina.
    La mia domanda è se questa persona potrebbe essere licenziata?
    La ringrazio moltissimo anticipatamente per il suo grandissimo impegno nel rispondere a tante domande e La saluto cordialmente
    Mary.

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    1. Ciao Mary!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      SI!
      Questa persona potrebbe essere licenziata, ma è una decisione che spetta al datore di lavoro, che ovviamente deve essere informato anche dell'aggressione che hai ricevuto.-

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  18. Salve Gianfranco Censori. Mi chiamo maria e sono stata licenziata perche avevo chiesto al mio datore di lavoro di poter passare part time e che fosse adeguato il mio livello svolgendo da tre anni la mansione di cassiera con un sesto livello dove invece mi spettava un quarto.
    Dopo le mie richieste il mio datore di lavoro ha ben pensato di licenziarmi per giusta causa trovando una futile scusa ma mi sn subito rivolta ad un'avvocato e nonostante cio nn si e voluto accordare ne per un reintegro ne per una somma come risarcimento.
    Percio ora le chiedo se il giudice mi darà ragione mi conviene essere reintegrata o prendermi i soldi, se mi reintegra il mio datore di lavoro puo trovare nuove scuse per poi licenziarmi di nuovo??

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    1. Ciao Maria!
      Se il giudice ti da ragione ti consiglio di prenderti i soldi, perché con un reintegro in servizio presumo che il datore di lavoro cercherebbe ogni pretesto possibile e immaginabile per renderti la vita impossibile a livello lavorativo.-

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  19. Buonasera Dott.Censori,
    l'azienda per cui lavoro una SPA non sta salute, non vince più le gare e i contratti attivi ormai stanno scadendo.
    Si vocifera di una fusione con un'altra azienda sempre dello stesso settore.
    La mia domanda Dott. Censori è la seguente in un'eventuale fusione con l'altra azienda potrebbe verificarsi anche che alcuni dipendenti non vengano assorbiti perchè ritenuti non necessari o cose simili e quindi ci potrebbero essere dei licenziamenti?
    La saluto cordialmente.

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    1. Purtroppo SI!
      Spesso le fusioni si fanno per abbattere i costi, e il personale è ovviamente uno dei costi; comunque non puoi fare altro che attendere l'evolversi della situazione, rivolgendoti eventualmente a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. E'molto triste Dott Censori, non è possibile siamo esseri umani non un costo! Dovrebbe essere vietato dallo Stato questo tipo comportamento da parte dell'aziende che spesso è un pretesto per liberarsi di noi lavoratori considerati "pesi morti", non si puo' andare avanti così, inoltre fossimo in un altro Stato, siamo in Italia una volta che perdi il lavoro sei praticamente spacciato...
      Un saluto

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    3. Purtroppo è vero!
      Di questi tempi se perdi il lavoro è molto difficile trovarne un altro, e i lavoratori sono come "limoni" da spremere fino a quando hanno del "succo" da dare, per poi essere gettati quando non servono più.-
      Ma la colpa è anche dei lavoratori che hanno perso il senso della solidarietà tra colleghi, perché uniti si può anche non vincere ma divisi si perde di sicuro.-

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  20. Salve Dott. Censori,
    I fatti che le espongo risalgono al maggio del 2011,
    Ricoprivo il ruolo di chef di cucina con mansione di capo servizio al secondo livello.
    Durante la giornata di lavoro alla presenza di tutti e anche della direzione mi apprestavo a preparare delle derrate alimentari per uso personale che alla fine del servizio e prima di uscire dall'albergo, ho regolarmente pagato con carta di credito, dopo che l'addetto alla riscossione aveva controllato il tutto.
    Mi ha emesso regolare fattura, pertanto l'azienda accertava la regolare azione .
    Dopo quattro giorni però la stessa azienda mi mandava due diverse contestazioni disciplinari senza nulla dirmi quale fosse il mio comportamento irregolare ma si limitava a parlare genericamente di comportamento che faceva venir meno il rapporto
    fiduciario , pertanto mi sospende immediatamente. Non faccio in tempo a rispondere per difendermi che mi arriva il licenziamento per giusta causa ma non mi viene detto quale fosse il motivo.
    Aspetto la sentenza per il 12 luglio prossimo ma le chiedo se tutto questo è possibile, pagare regolarmente, l'azienda incassa e poi mi licenzia senza dirmi per cosa.
    La ringrazio in anticipo per la sua attenzione

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    1. Ciao Graziano!
      In effetti un licenziamento in tronco va motivato, e di solito può essere effettuato solo alla terza lettera di contestazione, quindi nel Tuo caso è assolutamente illegittimo; puoi pertanto attendere fiducioso la sentenza del 12 luglio prossimo.-

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  21. Buongiorno. Io ho un contratto di 6mesi e 60gg di prova, che scadono il 14/5/2016.
    Previa mia comunicazione e richiesta di 4ore di permesso, ho sostenuto un colloquio presso altra ditta, conoscitivo, con l'intento poi di farmi vendere dell'attrezzatura per il negozio dove lavoro.
    Tutto ok, licenziato. Prova non superata.
    É normale un cimlortamento del genere?

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    1. Quando chiedi se è normale, non so se ti riferisci al Tuo comportamento o a quello del tuo datore di lavoro!
      Infatti durante il periodo di prova, richiedere 4 ore di permesso per un colloquio presso un'altra ditta, significa dare un pretesto al datore di lavoro per farsi licenziare.-

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  22. Buongiorno gentile Avvocato,
    le porgo questa domanda :
    è legittimo il licenziamento di un capo reparto che usufruisce di un servizio presso l'azienda cui presta il lavoro,la direzione non si oppone alla vista, pago regolarmente le derrate con carta di credito, l'azienda riceve il pagamento normalmente senza nulla eccepire in quel momento, successivamente nei giorni seguenti, mi viene contestata l'azione e vengo licenziato in tronco nell'arco di 10 giorni, senza mai aver subito in precedenza alcun addebito scritto.
    E' legittima un' azione del genere, ma sopratutto, l'azienda prima si paga e poi mi licenzia? E' giusto?
    In sede di giudizio, il giudice potrebbe eccepire nulla contro di me?
    La ringrazio per la sua risposta
    Buona giornata

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    1. Ciao Graziano!
      Se non mi comunichi la causale indicata nella lettera di licenziamento, per capire cioè se è o meno contestabile, purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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  23. Buongiorno, la ditta per cui lavoro da 5 anni stà per vendere, cosa succederà a me? possono vendermi assieme alla ditta? Se mi licenzio invece? a chi mi posso rivolgere per avere maggiori informazioni?

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  24. Salve Dottore,
    cosa ne pensa dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro se ne parla da più di un anno sembra che si stia muovendo qualcosa, possiamo noi sfigati disoccupati avere qualche speranza o si tratta della solita "zozzeria" italiana per buttare i soldi pubblici...?
    Cordialmente la saluto

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    1. L’ANPAL, Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, è stata recentemente introdotta con il Jobs Act, la legge di riforma del lavoro che, in caso di disoccupazione, prevede la Naspi.
      L’ANPAL, Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, è stata recentemente introdotta con il Jobs Act, la legge di riforma del lavoro che, in caso di disoccupazione, prevede la Naspi.
      L’ANPAL coordina la nuova Rete Nazionale dei Servizi per le Politiche Attive del Territorio e coinvolge i principali enti impegnati nell’erogazione degli ammortizzatori sociali, come INPS, INAIL, le Camere di Commercio, ma anche soggetti operanti come intermediatori nel mondo del lavoro, quali scuole e università.
      Fra i compiti dell’ANPAL ci sono quello di stabilire i programmi delle politiche attive, finanziati dall’FSE (Fondo Sociale Europeo), supervisionare la Rete Nazionale, archiviare tutti i fascicoli personali dei lavoratori e tenere un albo delle agenzie private del lavoro.
      Ciò che rileva per i cittadini è che solo con l’iscrizione all’ANPAL il disoccupato (che sia stato licenziato o che abbia rassegnato le dimissioni per giusta causa) può aver diritto alla Naspi.
      L’iscrizione all’ANPAL viene effettuata dai Centri per l’Impiego, durante un colloquio con il disoccupato : dalla data di licenziamento (o dimissioni per giusta causa) il Centro per l’Impiego ha 2 mesi di tempo per convocare il lavoratore, dalla convocazione il disoccupato ha tempo 15 giorni per presentarsi al Centro per l’Impiego, pena la perdita di un quarto dell’assegno di disoccupazione.
      Nel corso del colloquio al Centro per l’Impiego, il disoccupato dovrà anche sottoscrivere un patto di servizio, cioè un programma che mira al ricollocamento dello stesso nel mondo del lavoro. Fino a che il disoccupato non troverà un nuovo impiego, il suo impegno nella formazione e ricollocazione professionale viene monitorato da un tutor.
      Credo che sia prematuro esprimere un giudizio, diciamo che è un tentativo in più per cercare di avvicinare la domanda e l'offerta di lavoro, ma sul quale purtroppo non bisogna farsi troppe illusioni.-

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  25. Ciao.dove lavoro io non siamo muniti di
    Badge.
    Ho sbagliato a inserire le ore sul PC.
    Ho ammesso l'errore ed ero disposto a pagare .
    Ma mi hanno dato in mano un foglio.
    Con relative date.
    E mi hanno avvisato che se non faccio una raccomandata entro 5 giorni.
    Scatta il procedimento.
    Sono disperato.
    I capi non mi guardano neanche in faccia.
    Se mi licenziano in tronco perdo la disoccupazione e TFR?

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    1. Ciao Carmelo!
      Il Tuo errore non giustifica di certo un licenziamento in tronco, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-
      Se ti licenziano in tronco avrai comunque diritto sia all'indennità di disoccupazione che al TFR che a tutte le altre competenze maturate.-

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  26. Buongiorno Sig Gianfranco, grazie sia il prezioso servizio che ci mette a disposizione che per la sua competenza. Una domanda: Ero dipendente di un grande gruppo e sono stato licenziato per una presunta irregolarità nell'assunzione non imputabile al sottoscritto. Secondo l’attuale consiglio di amministrazione il precedente amministratore delegato non ha rispettato le procedure interne per la selezione del personale.
    L’azienda nella lettera di licenziamento ha richiamato l’annullabilità del contratto di assunzione essendoci, secondo lei, un vizio. Ora il quesito è il seguente: essendo passati oltre 5 anni dall’assunzione ed avendo richiamato l’annullabilità del contratto (e non la nullità) ed essendo un problema di procedure interne imputabili esclusivamente al datore di lavoro, è possibile richiedere la prescrizione del procedimento di licenziamento.
    Grazie infinite

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo non capisco il senso della Tua domanda!
      Infatti se sei stato licenziato per un'irregolarità nell'assunzione non dovuta a una tua colpa, non hai di che preoccuparti, e non vedo quindi a che ti serve la prescrizione del licenziamento e a chi vorresti richiederla.-

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  27. Buonasera Dott. Gianfranco,
    volevo chiederle quando tempo minimo devo lavorare per avere diritto alla naspi?
    Grazie cordiali saluti

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    1. Requisiti
      La NASPI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
      a. siano in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
      b. possano far valere, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
      c. possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

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  28. Gentile avv.io ho un indennità di mancato preavviso di 12 mesi la naspi la ricevo alla fine dei 12 mesi? E se impugno il licenziamento indennità di mancato preavviso la prendo lo stesso?

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    1. Ciao Monica!
      Trovo strano un preavviso di 12 mesi, comunque la domanda della NASPI va presentata subito, anche se la decorrenza sarà dalla fine del preavviso indennizzato.-
      Se impugni il licenziamento, in teoria l'indennità di mancato preavviso dovrebbe esserti corrisposta comunque, ma presumo che in pratica verrà tenuta in sospeso fino alla fine della causa.-

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  29. Buonasera dott. Censori ,sono un padre che pensava di mettersi in congedo parentale per 2 settimane.Parlando con il responsabile dell'azienda , mi fece capire che mi stavo mettendo contro il titolare . Diciamo che il titolare è un tiranno, dunque la mia paura è di perdere il posto di lavoro o mettermi nelle condizioni tali. Lo possono fare? Grazie mille

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    1. Ovviamente NO!
      Non puoi assolutamente essere licenziato per un congedo parentale di 2 settimane, in quanto è previsto dalla legge.-

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  30. buon giorno
    vi spiego il mio problema
    settore metalmeccanico
    a settembre un mio operaio e' andato in pensione quindi ho cercato un altro operaio.il quale aveva gia fatto un periodo di lavora presso la mia azienda.
    da quando lo ho assunto circa 7 mesi non e' mai riuscito a fare una settimana intera di lavoro .ogni settimana 1-2 giorni o di malattia o di ferie, arrivando che in 7 mesi sono più le volte che non c'e' di quelle che c'e'.
    io avevo bisogno di un operaio non di un assenteista
    per assurdo ho dovuto prendere un ragazzo dalla coperativa per sostituirlo.
    ogni volta le scuse sono ho perso il pulman arrivo in ritardo e poi non arriva piu'
    mal di schiena
    mal di denti
    mal di gambe
    devo fare la residenza mi devo trasferire
    devo andare in banca
    e aggiungete voi che tanto non mancano penso mi abbia detto di tutto ormai
    LA MIA DOMANDA E'
    vorrei lasciarlo licenziarlo e tenere quello della coperativa che vale 10 volte questo
    cosa devo fare per licenziarlo senza cadere in sanzioni
    GRAZIE BUONA GIORNATA

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    1. Ciao Luca!
      Un licenziamento per giusta causa va dimostrato!
      Per legge ad ogni inadempienza contrattuale deve seguire una lettera di diffida al lavoratore da parte dell'azienda, e alla terza diffida, alla quale non segua una giustificazione accettabile, può seguire il licenziamento per giusta causa.-

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  31. Buongiorno dottor Censori, grazie per questo servizio. Io e i miei colleghi - ormai solo una decina - stiamo per essere licenziati per giusta causa oggettiva , cioè per cessazione dell'attività da una società attualmente in liquidazione. Effettivamente il lavoro negli ultimi tempi si è molto ridotto, ma qualche attività è rimasta in piedi e ci è stato chiesto di trasferirla ad un'altra società. Ci chiediamo quindi se questo sia consentito, cioè se sia legittimo chiudere una società e licenziare per cessazione dell'attività, quando in realtà l'attività c'era ed è stata trasferita altrove. Grazie mille per la risposta.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Vi consiglio di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  32. Salve Dottor Censori....sono una signiora rumena Che dal ottombre 2013 so no stată a sunt în una panetteria pasticeria come comessa(però ne contratto figuravo come aiutto comesa !!!) Îl datore Di labor și comportava malissimo con me,con îl resto de dipendenti ...e lo permeteva pure alla sua convivente Di urare e agredire verbalmente le persone Che lavorano per loro !!!La fine Di aprile 2016 mi ha detto Di prendermi tutta la mia roba(vestiți, scarpe,etc)del negozio ...perche dovro lavorare nel posto Di sua convivente (proprio dove cè il laboratorio, forno, tutto),perche sua convivente ha de problemi Di salutte e prenderebe îl mi posto .Sono andata al sindacato dove Sono registrata e mi hano detto che mi devono cambiare îl nivelo del contratto e la pag. ..per lavorare in pasticeria e fare de torcetti !! Ho incontrato mi datore Di lavoro proprio dopo un ora e ho provato Di parlamentare con lui e Di chiedergli I miei diritti,insieme ai soldi che non mi voleva pahare per asegni familiari de 2 figli, giorni di permessi che non ho mai presi(io non avevo nesun'diritto) !!! Mi ha riposto che devo acontentarmi di quello che prendo perche il lavoro non cè in giro e lui non mi da di più! !Alla fine mi ha detto che cambiava il contratto, però il giorno dopo quando sono andatta al lavoro...mi ha messo il licenziamento in mano (dicendomi che era gusta cauza) !! Il sindacato a impugniato subito îl licenziamento, però adesso mi obligano acettare 4000€ e chiudere tutto !!! E possibile ??? Cosa mi aspect e cosa devo fare ???? Grazie mille !!!

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    1. Tu non sei obbligata ad accettare 4.000 euro, ma se c'è un sindacato che ti segue, devi seguire le indicazioni del sindacato, che dovrebbe tutelarti ed assistere per il meglio.-
      Se non ti fidi del sindacato che hai scelto puoi rivolgerti a un altro, ma senza un appoggio di un sindacato, da sola non arrivi da nessuna parte.-

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    2. Salve dottore....io vorei sapere se è vero che le cose possono durare anche un pò di ani(questo lo dice il sindacato ) !!! E vorei tanto sapere se io adesso posso metermi în disocupazione,perche non so il periodo che ho per metermi !!! Grazie mille !!!

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    3. - Purtroppo SI! In caso di contenzioso una causa può durare anche diversi anni.-
      - SI! Hai diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI) e la domanda va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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    4. Buona sera dottore e mile grazie per le sue riposte !!! L'ultima domanda : quindi, anche se non ho firmato il licenziamento (impugnandolo) posso già presentarmi per la disoccupazione

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    5. SI!
      Anche se impugni il licenziamento puoi comunque presentare la domanda di disoccupazione all'INPS.-

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  33. Salve Dott. Censori,
    una considerazione sono stati ritirati i licenziamenti circa 3000 dei lavoratori della società Almaviva, per carità è una cosa positiva! Ma, secondo me si sta creando un divario tra lavoratori di serie A e serie B, il governo/ministero del lavoro infatti per alcune società più potenti con agganci politici ecc.. si impegna fino a trovare una soluzione per salvaguardare il tutto, mentre per altre società meno note non fa nulla...!
    Cordiali saluti

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  34. Gentile Dott. Censori,
    sono stata licenziata nel 2012 e mandata in mobilità.
    A seguito di una lunga battaglia, dopo 4 anni, ho ottenuto la reintegra sul posto di lavoro.
    La mia azienda ha pensato bene di trasferirmi a quasi 100 Km dalla mia città per motivi tecnici ed organizzativi...
    Ora dovremmo avere un incontro dove devo fare le mie richieste per lasciare definitivamente il mio posto di lavoro.
    Qual è il massimo che posso chiedere oltre che ferie arretrate, stipendi arretrati a cui il giudice ha decurtato l'aliunde perceptum sia dei lavori dipendenti che ho svolto, sia l'indennità di mobilità che ho percepito (il che non mi sembra giusto in quanto l'INPS me ne farà richiesta di restituzione).

    La ringrazio anticipatamente
    Simona

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    1. Ciao Simona!
      Purtroppo non conoscendo la dinamica dei fatti che si sono succeduti non posso esserti d'aiuto, e credo che solo chi ti ha seguito sotto l'aspetto legale in questi 4 anni può consigliarti per il meglio sul da farsi.-

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    2. Buongiorno Dott. Censori,
      cercherò di spiegarmi meglio.
      Dopo l'impugnazione del licenziamento ho vinto la causa ottenendo la reintegra sul posto di lavoro con tutte le condizioni che avevo prima del licenziamento (quindi anche la stessa sede dove lavoravo prima).
      La mia azienda a seguito della sentenza mi ha trasferito definitivamente in una sede a quasi 100 Km da casa mia per motivi tecnici ed organizzativi.
      Ho deciso pertanto di rinunciare al mio posto di lavoro dietro compenso e di accordarmi con loro per concordare la cifra.
      Volevo sapere qual è il massimo che posso chiedere. C'è una legge che non mi permette di chiedere più di un tot o è a discrezione dell'azienda fare una proposta e di conseguenza io fare la mia?

      Grazie ancora

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    3. Ciao Simona!
      La legge in questi casi non prevede ne un importo massimo ne un importo minimo e il tutto è quindi legato alla libera trattativa tra le parti.-
      Ovviamente se non si raggiunge un accordo si va ancora in causa e sarà quindi il giudice a stabilire l'entità del compenso.-

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  35. Se sono stata licenziata dopo 6 messi mi puo assumere un altra volta lo stesso datore de lavoro

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    1. SI!
      Se il datore di lavoro vuole riassumerti può farlo, anche se sei già stata licenziata 6 mesi fa dallo stesso datore di lavoro.-

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  36. Buongiorno sono stato licenziato per giustificato motivo oggettivo il 31/05/2016 sto tuttora lavorando in quanto sotto preavviso di tre mesi finisco il 31/08/2016 i 60 giorni per impugnare il preavviso da quando partono??

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    1. Prima di intraprendere l’azione giudiziale la legge prevede che il licenziamento debba essere impugnato stragiudizialmente per iscritto (raccomandata A.R o a mano, telegramma…) entro il termine di 60 gg.
      Trattasi di un termine previsto a pena di decadenza decorrente dalla data di comunicazione del licenziamento.-

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  37. Buongiorno,

    mia moglie è da 8 anni "socio lavoratore" di una società cooperativa con mansione di facchinaggio. La cooperativa ha cambiato diverse volte ragione sociale in questi anni.

    Con mia moglie stiamo pianificando un periodo di trasferta in altra località per un alcuni mesi. Mia moglie ha chiesto un periodo di aspettativa non retribuita (per preservare il posto di lavoro) ma il datore di lavoro non la vuole concedere e "invita" alle dimissioni volontarie.

    La cooperativa a fine giugno cambierà nuovamente denominazione sociale. La cooperativa provvederà al licenziamento e alla contestuale riassunzione dei dipendenti e i vari aspetti contrattuali (anzianità di servizio, tfr) etc verranno preservati.

    Vengo ai quesiti:

    1) è corretto che il datore di lavoro non conceda il periodo di aspettativa (non retribuita)?

    2) è possibile usufruire dell'indennità di disoccupazione qualora mia moglie decidesse di non firmare la riassunzione al cambio di ragione sociale?

    Grazie

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    1. - Purtroppo SI! Il datore di lavoro per legge non è obbligato a concedere al lavoratore un periodo di aspettativa non retribuita, quindi può rifiutarsi di concederla.-
      - Purtroppo NO! Si ha diritto all'indennità di disoccupazione se si viene licenziati, ma se c'è l'impegno di assunzione da parte di una nuova cooperativa non si può rifiutare l'offerta.-

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  38. Buonasera Avvocato,

    lavoro per una società informatica di oltre 200 dipendenti, da oltre dieci anni, ho contratto metalmeccanico a tempo indeterminato.

    Ultimamente questa società mi sta mettendo molto in difficoltà assegnandomi ad attività per le quali

    non riesco a raggiungere gli obbiettivi a me assegnati.

    Infatti l'azienda mi ha fatto notare con schede di valutazione che sono insufficente, inoltre anche il cliente da cui

    mi ha mandato a lavorare ha manifestato ovviamente il suo malcontento per il mio lavoro.


    Volevo sapere se l'azienda può licenziarmi diciamo anche domani per esempio, appoggiandosi sugli scarsi risultati ottenuti da me sul lavoro?

    In attesa di una sua cortese risposta, la saluto cordialmente

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    1. NO!
      L'azienda non può licenziarti per il mancato raggiungimento degli obietti aziendali, quindi se verrai licenziato potrai impugnare il licenziamento.-

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    2. Grazie sempre gentilissimo!

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  39. Salve dottore le spiego il mio problema lavoro in una azienda da 20 anno ho fatto una settimana di malattia e al mio ritorno sono stato cacciato


    Io da allora non mi sono più presentato al lavoro e non intendo tornarci ho ricevuto tre lettere di assenza ingiustificata ormai son passati circa due mesi quanto tempo dovrò ancora aspettare x ricevere il licenziento e il TFR e se ho diritto anche a qualcosa d altro tipo buona uscita x anzianità..eravamo in 5 dipendenti grazie

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    1. Ciao Alessio!
      Purtroppo il Tuo datore di lavoro può decidere di licenziarti quando vuole, in quanto nel frattempo sei sospeso, quindi non ti verrà corrisposta alcuna retribuzione, Ti consiglio pertanto di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  40. Buonasera Avvocato,
    Lavoro dal 2014 per una srl,come addetta vendita con 4 livello. Il mio datore di lavoro ha venduto il punto vendita situato a Napoli e mi ha dato il trasferimento a Firenze con lo stesso contratto,a 30 ore,quindi 1000€ mensili(da precisare che la vendita è avvenuta prima di comunicare il trasferimento).Mi è stato consigliato di rifiutare il trasferimento e di chiedere un bonus di buonuscita oltre al tfr . In cosa consiste questo bonus di buonuscita e in che modo viene quantificato?
    La ringrazio anticipatamente in attesa di risposta

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    1. Tu puoi richiedere quello che vuoi, ma dipende dal Tuo datore di lavoro se è disposto ad aggiungere dalle 3 alle 6 mensilità alle spettanze maturate, per evitare una vertenza da parte Tua.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    1. Ciao Fabio!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  42. Buongiorno,
    Le rappresento di seguito la mia situazione:
    sono dipendente di uno studio legale da 8 anni con contratto a tempo indeterminato part-time (6 ore lavorative).
    Nel 2015 sono rimasta a casa in maternità e, dopo varie contraddizioni e diritti non concessi da parte del mio datore di lavoro (es. volevo tenere due mesi di maternità facoltativa e mi ha obbligato a fare tutti mesi, ho chiesto le ore di allattamento non mi sono state concesse....)sono rientrata in ufficio.
    Durante la mia assenza è stata assunta una persona come mia sostituta con contratto per l'appunto in sostituzione maternità.I contratto prevedeva che al mio rientro il suo rapporto di lavoro sarebbe cessato, così non è stato, la persona è stata assunta a tempo indeterminato ancora quando io ero a casa in maternità e al mio rientro lei ha continuato a svolgere le mie mansioni e io scusi il termine ma me lo passi sono "tappabuchi" quando servo bene, altrimenti se non cè niente da fare nulla....
    Detto ciò la mia domanda è: il mio datore di lavoro può decidere di licenziarmi quando vuole giustificando il fatto che due impiegata sono troppe o che io faccio 6 ore e non sono sufficienti oppure dovrebbe chieder prima a me se voglio fare 8 ore in quanto sono da maggiore tempo dipendente, come mi devo comportare?
    La ringrazio e saluto Cordialmente

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    1. NO!
      Il Tuo datore di lavoro non può decidere di licenziarti quando vuole, e in caso di esubero di personale deve licenziare l'ultima persona assunta.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  43. Salve,
    sono dipendente a tempo indeterminato di una società di servizi e svolgo la mia attività dal cliente in appalto.
    Siamo in 4 a svolgere la stessa mansione a si parla forse che al prossimo appalto potrebbe esserci una figura in meno,in che modo la mia società potrà effettuare il licenziamento di una risorsa?lavoriamo da anni nella stessa sede,ma da due anni con questa società in quanto in ogni appalto chi vince ci riassorbe.
    Di noi solo uno è single con nessuno a carico,uno single con figlia a carico,uno con figlio a carico ma sposato con moglie impiegata ed un altro sposato con due figli di cui uno maggiorenne ma con problemi di disabilità..come e chi potrà rischiare il licenziamento?grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Nel tuo caso rischia il licenziamento il single.-

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  44. salve,

    ho un contratto di apprendistato, ho avuto discussione con il mio capo e vorrei essere licenziato, non mi sono più presentato al lavoro ma non ho ricevuto nessuna lettera, anzi la moglie del capo mi ha chiamato chiedendomi di dare le dimissioni che se no dovevano pagare dei soldi per licenziarmi.
    Come mi devo muovere?

    distinti saluti

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    1. Puoi comunicare al tuo datore di lavoro che non intendi presentarti più al lavoro e non intendi dare le dimissioni, e che quindi possono licenziarti per assenza ingiustificata senza incorrere in penali.-

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    2. salve,

      nel frattempo anche se non vado a lavoro devo essere retribuito giusto?

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    3. NO!
      Se non vai al lavoro e non hai un residuo ferie o permessi da utilizzare, vieni considerato in aspettativa non retribuita, cioè il rapporto di lavoro rimane aperto ma senza paga.-

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  45. Salve, ho bisogno di un'informazione perché ho sentito troppi pareri discordanti.
    Il 14 ho ricevuto la lettera di preavviso al licenziamento per cessata attività al 30/09.
    Avendo dei grossi problemi di scoliosi e non avendo mai usufruito della mutua in 13 anni di lavoro, vorrei farlo ora. Posso farlo o rischioche mi venga trattenuto qlcs sullo stipendio e sul tfr ? E un'altra cosa : i giorni di preavviso si contano dal 16 del mese, da quando ricevo la comunicazione o da quando la spediscono ?
    Io sono addetta vendite 5livello CCNL Commercio a t.indeterminato.
    Grazie molte. Amanda.

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    1. Ciao Amanda!
      - NO! Con un licenziamento per cessazione attività in caso di malattia non corri alcun rischio di trattenute ne sullo stipendio ne sul TFR.-
      - DECORRENZA DEL PREAVVISO:
      Il periodo di preavviso decorre dal momento in cui perviene alla controparte la comunicazione del recesso.
      Il momento in cui la controparte viene a conoscenza del recesso o è posta in condizione di venirne a conoscenza, rappresenta il momento a partire dal quale comincia a decorrere il periodo di preavviso.-

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  46. Molte grazie, la prima risposta chiara ed esauriente che ricevo.
    Approfitto a chiederle ancora una cosa...una mail è valida come preavviso di licenziamento?

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    1. Ciao Amanda!
      SI!
      Se l'azienda può dimostrare tramite notifica conferma lettura, che Tu hai ricevuto la mail, la mail è valida come preavviso di licenziamento.-

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  47. Buonasera,mi sono trovata con licenzamento a tronco ,poso fare domanda per dezocupazione ,grazie

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    1. Ciao Elena!
      SI!
      Si ha diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI), anche se si è licenziati in tronco, ovviamente se si ha almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni e almeno 30 giornate di lavoro effettivo nell'ultimo anno.-

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  48. Buongiorno, sono ancora Amanda... ieri ho scoperto vhe dove lavoravo hanno cessato l'attività al 30 settembre con la sola intenzione di licenziare me e altre ragazze.
    Ne è la prova il fatto che a tutt'oggi il negozio è aperto e funzionante. La sede è sempre la stessa, la merce è sempre la stessa, due mie ex colleghe sono ancora lì, il mio ex titolare è ancora presente in negozio.
    L'unica differenza è che invece di chiamarsi Pinco Pallo srl ora si chiama Micio Micio srl (nome di fantasia).
    Hanno cambiato la ragione sociale.
    È legittimo il loro licenziamento?

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    1. Ciao Amanda!
      Purtroppo SI!
      Il cambio di ragione sociale per legge significa un cambio di proprietà, quindi anche se apparentemente il titolare è lo stesso in pratica svolge le sue mansioni per conto di qualcun altro.-
      Se poi si tratta invece solo di un prestanome, allora il discorso è diverso, ma non credo che non sia facile poterlo dimostrare.-

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  49. Dott. Censori,
    l'azienda per cui lavoro una spa circa 200 dipendenti con contratto metalmeccanico
    sta convocando in questo periodo alcuni miei colleghi.
    Praticamente a quanto mi dicono quest'ultimi l'azienda gli sta
    comunicando che per loro non c'e' più posto non sa dove metterli
    per il loro skill non c'e' nessuna mansione disponibile nel breve/medio/lungotermine e quindi gli sta offrendo la possibilità di andare via con incentivi oppure saranno costretti al licenziamento per causa oggettiva!!!
    Le chiedo se l'azienda lo puo' fare, la maggior parte sono colleghi con oltre 10 anni di lavoro.
    Le faccio presente che l'azienda circa un anno fà ha chiuso la cassa integrazione straordinaria grazie alla quale si è liberata di parecchia gente
    ma sembra che ancora non gli basta...
    Il sindacato è presente in azienda (è una sola sigla e non è la CGIL), ma è totalmente succube e non sta dalla parte dei lavoratori per tante cose
    che ha fatto che non gli sto qui a raccontare.

    Dott. Censori che devo fare qualora venissi convocato anch'io
    (cosa molto probabile, visto che sono stato messo in cigs 3 mesi e puoi mi hanno richiamato al lavoro)
    e mi proponesserò un cosa del genere Le chiedo un consiglio!
    Grazie mille un saluto

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    1. Trovo piuttosto strano che in un'azienda di 200 dipendenti non ci sia un sindacato rappresentativo dei lavoratori, e questo significa che i lavoratori divisi e presi singolarmente non hanno alcun potere contrattuale.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti comunque, anche se da solo, alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  50. buona sera avvocato censori.mi chiamo ivana.lavoro con delle ditte di pulizie. e da circa 12 anni sono al centro per l impiego di trapani,cambiano la ditte ogni 3 anni, ma il personale che pulisce rimane avendo un contratto nazionale a tempo indeterminato.oggi dopo un anno e mezzo dalla nuova gara la regione sicilia per causa che non ha fondi decide di recedere il contratto.tutto apposto per la regione che non ha penalità da pagare visto che lo stesso datore decide di recedere perché a sua volta manco lui ha mai ricevuto un centesimo,e di conseguenza manco penale per lui.la penale la paghiamo io e la collega che per sopravivere dobbiamo fare più uffici sempre pubblici ma con altri datori di lavoro per un totale di 4 ore giornaliere tra cui 2 ore e mezzo solo per la regione.ora il sindacato ci dice che stanno cercando di trovare un accordo tra direttore del ufficio provinciale del lavoro e il datore di lavoro con una riduzione di orario che può passare da 2 ore 30,a 1 ora per 3 piani.o prendere la disoccupazione.un consiglio cosa ci conviene fare per conservare la speranza di una nuova gara di appalto che si terra non prima di 4 5 mesi e rientrare noi a lavorare accettare la riduzione di orario?
    o prendere la disoccupazione?

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    1. Ciao Ivana!
      Purtroppo non conoscendo la realtà locale non posso entrare nel merito della questione, quindi solo il sindacato che che vi sta seguendo può consigliarvi al meglio sul da farsi ed assistervi per tutto l'iter burocratico necessario.-

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  51. Il mio datore di lavoro mi ha licenziato verbalmente dopo una enesima litigata e poi mi ha detto che so no stato licenziato per assenteismo .Era ovvio che non potevamo poi lavorare insieme. Sicome non mi a dato t.r.f. e si rifiuta a consegnarmi lettera di licenziamento so no a dato da un sindacato per aiutarmi ad a here il mio doctor cioe il t.r.f..La mia domanda e se devo anche licenziamento visto che non possiamo poi lavorare insieme? Grazie .

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  52. Scuze per come ho scrito .Domanda era se devo impugnare licenziamento oltre chiedere t.r.f. ?

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    1. Ciao Marco!
      Per richiedere il TFR devi prima ricevere la lettera di licenziamento, in mancanza della quale devi rivolgerti al Centro per l'impiego della Tua zona di residenza per verificare se è stata effettuata la relativa comunicazione, altrimenti vuol dire che sei ancora in servizio.-

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  53. chiara morandin17 ottobre 2016 13:11

    Buongiorno DottCensori,le spiego in breve:
    ho firmato un contratto di 1 anno in un ente pubblico (casa riposo,sono infermiera).Dopo 6 mesi mi hanno licenziata con la motivazione che "vi era carenza di ospiti quindi meno necessità di personale".In realtà dopo poco hanno sostituito i tempi determinati con personale di una cooperativa.Ho sentito già un avvocato ho anche impugnato il contratto ma ora mi dice che è inutile fare causa che io nel frattempo ho trovato comunque un altro lavoro quindi di fatto danno non vi è stato. Vero però io con la promessa di 1 anno intero di contratto ho lasciato un posto più vicino casa con orari migliori e paga più alta che di fatto prevedeva un contratto di 6 mesi cosa che alla fine ho ottenuto nel posto nuovo al posto dei 12 promessi.Quindi noi lavoratori a tempo determinato possiamo essere presi e mollati così,senza nessuna garanzia?A che serve firmare un contratto?
    Cordialmente,
    Chiara Morandin

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    1. Ciao Chiara!
      In effetti con un contratto a termine le parti si impegnano reciprocamente fino alla scadenza, quindi in caso di licenziamento anticipato il lavoratore può richiedere un risarcimento danni per il mancato rispetto delle condizioni contrattuali.-

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    2. chiara morandin18 ottobre 2016 22:39

      Potevo quindi chiedere i 6 mesi di stipendio non recepiti,anche se nel frattempo grazie al cielo ho trovato un altro impiego?Parlo al passato perché ormai i termini per un'azione legale sono scaduti...

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    3. Ciao Chiara!
      Potevi richiedere i 6 mesi di stipendio non percepiti, per metterti poi d'accordo magari sulla metà, ma oramai è inutile pensarci.-

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    4. chiara morandin20 ottobre 2016 00:03

      Grazie.Purtroppo queste cose non le sapevo (mi ero rivolta ad un professionista apposta...).

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    5. Ciao Chiara!
      Pazienza!
      A questo punto è inutile pensarci!

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  54. buongiorno Censori,inanzitutto complimenti per il suo blog molto interessante,le spiego che mi sta succedendo,dove lavoro da 16 anni il titolare mi dice da prox settimana sei in cig,ok dico la crisi invernale c'e'portiamo pazienza.leggendo su internet le nuove regole per la richiesta di cig dicono che si deve coinvolgere anche i sindacati,il mio non sa nulla e nemmeno l'altro sindacato,ok dico chiediamo all'inps col nuovo servizio online e nemmeno a loro risulta la richiesta della cig.telefono alla ditta e mi dicono che non si sa bene cosa o chi ma la cassa e'concessa.siamo in cassa da una settimana ma non dovrebbe gia' risultare la richiesta da qualche parte? secondo lei che bevo fare? la ringrazio.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Il discorso non mi quadra!
      Infatti il datore di lavoro per poter richiedere la cassa integrazione ha bisogno del consenso sindacale, quindi il datore di lavoro deve dirti quale sindacato ha sottoscritto la domanda, e devi rivolgerti al Tuo sindacato che deve verificare il tutto.-
      E' inutile chiamare i call center dell'INPS perché non riescono a visualizzare i dati fino a quanto la pratica non viene attivata.-

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    2. buongiorno Censori,la aggiorno sul fatto:richiamo la titolare e mi spiega che la richiesta deve essere fatta entro 15 giorni da quando inizia CIG,in effetti e' come dice lei...comunque il solo fatto di nominare inps i titolari si infastidiscono,sara' perche' vi e' un abuso? secondo lei in tal caso come mi devo comportare?grazie ancora.

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    3. Ciao Luca!
      Purtroppo da solo non arrivi da nessuna parte, quindi o richiedi un'assistenza sindacale o ti attieni a quello che ti dice la titolare, in quanto non vedo altre alternative.-

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  55. Salve è da un mese che mia moglie e stata licenziata ovviamente dopo una maternità il datore di lavoro decide di licenziarla la sua causa è stata crisi aziendale ( dipende parrucchiera) a oggi non mi è stato ancora pagato il TFR quali sono i tempi da rispettare

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    1. Ciao Vincenzo!
      La normativa prevede che il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  56. Buonasera.. Volevo un'informazione.. Mi sono licenziata un mese fa per giusta causa, ma la mia ex titolare trova sempre scuse per non darmi l'ultimo stipendio.. Volevo sapere quanto tempo ha per darmelo.. Io lavoro nel settore della ristorazione..

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    1. Ciao Laura!
      Il licenziamento per giusta causa va dimostrato, spero quindi che ti sia rivolta a un sindacato, perché la motivazione può essere contestata dal datore di lavoro, con conseguente prolungamento dei tempi, quindi solo il sindacato o un avvocato può far accelerare i tempi di liquidazione delle tue competenze.-

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  57. ciao sono un disabile riconoscuto a 50 % .Lavoro in una azienda da 13 anni contratto indeterminato.non sono assunto come disabile.sono padre di 5 figli con uno figlio disabile grave.in piu un figlio nato meno di un anno in piu sono in congedo allatamento in corso.chiedo posso fare parte dei licenziati caso che la ditta fa una riduzione personale.la ditta non e in regole con assunzione categorie protete.

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    1. Purtroppo SI!
      Se la ditta non è corrente della tua invalidità, puoi essere incluso nella lista dei licenziabili per riduzione di personale.-
      Puoi però essere iscritto al Collocamento obbligatorio o speciale (L. 68/99) e comunicare gli estremi al tuo datore di lavoro.-

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  58. Buonasera sig .Gianfranco mi chiamo Marian. Dal 29 aprile a 29 ottobre 2016 , ho lavorato come operaio edilizia -industria. In data 29 ottobre il datore di lavoro mi ha comunicato per telefono che e ultimo giorno di lavoro, per motivo riduzione del personale , mancanza di lavoro. Secondo giorno ho mandato una raccomandata pec al datore di lavoro per chiedere in scrito quello che mi ha comunicato per telefono e lui non mi ha datto nesuna risposta .Come mi devo comportare ?. La ringrazio.

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  59. Sono sempre Marian ,la ditta che ho lavorato aveva 5 operai , uno e stato lincenziato a primo di settembre e adeso io . A noi no ni rizulta a inps e a cassa edile versamenti di contributi da parte di datore di lavoro. In questo caso posso fare la domanda per la cassa de integrazione ?. La ringrazio .

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    1. Ciao Marian!
      Presumo che la lettera di licenziamento ti arriverà i prossimi giorni, comunque nel frattempo puoi presentarti al Centro per l'impiego per verificare se risulta il Tuo licenziamento.-
      Se risulta il licenziamento puoi comunque presentare all'INPS la domanda di disoccupazione (NASPI).-
      Se tu sei in possesso delle buste paga, l'indennità di disoccupazione ti verrà comunque corrisposta a prescindere dal fatto che l'azienda versi o meno i contributi.-

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  60. Buongiorno, mi chiamo Daniela. Sono stata licenziata a decorrere dal 30 giugno. Ho impugnato il licenziamento in data 6 giugno e il datore di lavoro, saputo che avrebbe perso la causa per gravi vizi di forma, ha revocato il licenziamento, ma l'ha fatto in data 30 giugno, scaduto il termine dei 15 giorni dall'impugnazione. Se ora faccio ricorso, il giudice puo' giudicare negativamente il fatto che ho rifiutato il reintegro? Puo' compromettere il risultato del ricorso anche se io non ero piu' obbligata ad accettare il reintegro? La ringrazio.

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    1. Ciao Daniela!
      Ovviamente SI!
      Non capisco comunque cosa intendi per ricorso, visto che ti è stato proposto il reintegro e Tu l'hai rifiutato.-

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  61. Buongiorno, sono un operaio disabile quando avevo 4 anni con poliomelite riconoscuto 50 % .Lavoro da 13 anni con contratto indeterminato.Il mio datore , quando mi faceva l assunsione ha visto bene che sono disabile poliomelite.e non mi ha assunto come disabile.sono padre di 5 figli ( uno figlio con disabile grave 100 % con 3 giorni permessi 104 al mese ).e piu un figlio nato meno di un anno.Actualemente sono in congedo allatamento 2 ore di meno al lavoro. io quiedo , con la mia carica familiare e anzianita, non respeto dei regoli assunzione, e un figlio disabile a carico.Quiedo si posso fare parte dei licenziati si l azienda fa una riduzione personale ?

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    1. Presumo di NO!
      Infatti la scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda

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  62. Buongiorno Avv
    Lavoro in una azienda da 14 anni ho un contratto indeterminato,è da 2-3 anni il proprietario si comporta male in confronto a noi speso arrivo a casa stressato litigo con la moglie la mia famiglia, sono arrivto alla fine che non ce la fo più,ho chiesto al proprietario se mi poteva licenziare lui in modo che possa prendere la NASPI la su risposta è stata di si ho lavorato una settimana e poi mi ha messo in ferie,dopo una settimana mi ha chiamato al telefono per un incontro io pensavo che dovevo firmare il foglio di licenziamento come da nostro accordo invece no ,mi ha detto che non poteva e se volevo dare le dimissioni io,mi ha dato tempo ti riflettere dopo due giorni gli mando un messaggio e una email chiedendo la data di rientro dalle ferie perche senza la naspi non potevo far fronte economicamente alla mia famiglia , dopo tre giorno mi ha risposto che mi faceva sapere la data del rientro dalle ferie in giornata, ma sono passati 1 settimana e non ho avuto notizie sulla data del rientro.
    Un consiglio come mi devo comportare? Mi puo licenziare per qualche motivo?
    Saluti
    Grazie

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    1. Ciao Matteo!
      A questo punto presumo che possano licenziarti per giusta causa, cioè per assenza ingiustificata dal lavoro, quindi se a te sta bene puoi sollecitare il licenziamento, altrimenti puoi rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  63. Salve dottor censori,i chiamo Manuele e sono già iscritto cgl. Con poco tempo per recarmi in sede. niente Io sono un autista che a parte per due volte avere avuto8mesi di stipendio rimandato, e come sà certamente,qualche mancanza che ormai considero normale,non posso sintetizzare oltre perché non vorrei incombere in problemi di patente, ma volevo chiederle essendo al limite della sopportazione pur facendo più del dovuto e di quanto una giornata che spesso é quasi doppia per non essere troppo esplicito volevo chiederle più per orientarmi in un altro posto vorrei chiedergli gentilmente se oltre i mancati stipendi c'è altre motivazioni per il quale un dipendente si licenzia, sono 6amni che sono qua, e ha diritto a quei 2anno di disoccupazione o cassaintegrazione non so bene quale delle due mai approfondito se ci sono altre cause oltre lo stipendio. Non voglio servirmene teoricamente dovrei già avere un altro posto, ma nel caso sto mangiando il fegato e non sopporto più di essere controllato anche sei fermo per andare in bagno lasciamo stare il pranzo e a volte anche la cena è anche il lettoa tutti i troppi storpiano
    E fermarsi a qualsiasi ora per andare in bagno o fare bancomat diventa una subito super veloce telefonata perché sei fermo. E otre a questo non sei ancora partito da un cantiere ci vogliono due ore con il camion sto mondo storto del lavoro, il geometra dai fra un ora e mezza ti aspettano e hai un camion non una formula uno insomma se posso e non avendo la certezza matematica di ripartire subito al lavoro se ne avessi diritto a disoccupazione per anzianità, me ne andrei adesso forse l'ulcera dal nervoso che non avevo ansia e reflusso molto importante dovuto a sto crisi di nervi sparirebbero. Pensavo la schiavitù fosse finita invece con sto leggi é aumentata. La ringrazio per la sua risposta

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    1. Ciao Manuele!
      Se pensi di avere un altro posto in vista io eviterei di imbarcami in una procedura di dimissioni per giusta causa, perché se ti assicurano l'assunzione anche se non dovessi superare il periodo di prova avresti poi comunque diritto all'indennità di disoccupazione.-
      Comunque per poter presentare le dimissioni per giusta causa, ed avere quindi diritto alla NASPI, la giusta causa va dimostrata, perché il datore di lavoro potrebbe contestarla, quindi devi rivolgerti al Tuo sindacalista di riferimento per farti consigliare ed assistere per il meglio.-

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  64. Buonasera Dott. Censori
    ho letto della fusione tra wind e tre, questo porterà
    a circa 1500 esuberi ossia tagli al personale. Mi chiedo perchè quando delle aziende si predispongo a una fusione,a rimetterci siamo sempre noi schiavi lavoratori, quasi sempre infatti queste fusioni vengono attuate di proposito per liberarsi noi! Dovrebbe essere vietato per legge questo tipo di manovra! Non trova? cordiali saluti

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    1. Purtroppo è vero!
      Ma il problema è che non dipende nemmeno dal nostro governo, perché le regole vengono fissate a livello europeo, quasi sempre al servizio delle multinazionali, e quindi noi possiamo farci ben poco.-

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  65. Buongiorno Dott.Censori, io lavoro presso una famiglia da più di 5 anni in regola,( per stirare).adesso ho capito che vogliono licenziarmi,se come sonno una mamma, ed faccio fatica trovarmi lavoro sollo la mattina, ci sto pensando di aprire un negozio per conto mio, da prossimo anno. Io vorrei sapere come devo fare, per poter prendere il licenziamento.La ringrazio.

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    1. Non capisco il tuo problema!
      Infatti se verrai licenziata, il datore di lavoro dovrà corrisponderti il TFR e tutte le altre competenze maturate, entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

      Elimina
  66. Buongiorno Dott.Censori,intanto la ringrazio per la sua disponibilità poi volevo chiederle: io lavoro come impiegato tecnico presso una azienda edile la quale ha deciso di organizzare dei corsi sulla sicurezza sul lavoro riportando nella comunicazione scritta l'obbligatorietà della presenza. Ora io pur essendo favorevole a questa iniziativa rimango perplesso dal fatto che i suddetti corsi verranno svolti il sabato mattina nonostante il nostro contratto preveda 8 ore giornaliere quindi 40 ore settimanali,inoltre sulla lettera si dice esplicitamente che l'eventuale assenza può essere sanzionata ai sensi D.Lgs.81/08 art.59 co.1 lett.a
    Vorrei conoscere il suo parere e ringraziandola anticipatamente le porgo i miei Cordiali Saluti

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    1. Ciao Massimo!
      Se sono corsi di formazione che l'azienda e' obbligata a fare per legge, e che quindi devono essere fatti durante l'orario di lavoro (art. 22 comma 6), qualora, per motivi organizzativi, vengano fatti fuori dall'orario di lavoro, le ore relative debbono essere o recuperate o retribuite.-

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  67. Buonasera Dott.Censori,intanto la ringrazio per la sua risposta, e vorrei essere più chiara: se io vengo licenziata dal 10 dicembre, posso percepire l'indennità di disoccupazione, anche se io apro un negozio dal primo gennaio? oppure dovrei essere licenziata un mese prima di aprire un'attività per conto mio. Vorrei sapere il suo parere, e lo ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti.

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    1. SI!
      Se vieni licenziata dal 10 dicembre potrai presentare subito dopo la domanda di NASPI.-
      Successivamente, una volta aperto il negozio, potrai richiedere l'anticipazione in un’unica soluzione dell’indennità mensile Naspi spettante e non ancora percepita.-

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  68. Dott. Censori,ho notato che lei e' molto cortese e risponde a tutti, quindi sono a presentarle il mio caso , cerchero di essere sintetico e preciso.
    -siamo in cassa integrazione e solidarieta'da circa setteanni e negli anni di solidarieta la ditta ci ha fatto prendere le ferie 1 giorno di lavoro 1 per ogni mese ,come ferie, in quanto la solidarieta era a zero ore gestite dall'azienda di circa 400 dipendenti.
    - dopo sette anni tra esodati e lavoratori usciti in mobilita volontaria con ingentivi , siamo 180 circa.
    -rsu ,sindacati e azienda e regione hanno firmato accordo per ulteriore 10 mesi di cassa int.straor.con incentivi per uscita entro dicembre e mobilita per 1 anno.
    accordo mai approvato dai lavoratori.
    -un altro step dell'accordo prevedeva naspi e uscita a settembre.
    - i lavoratori si sono accorti che la naspi per il fatto che i periodi neutri erano intervallati da periodi di ferie (1gg al mese ), non ci sarebbero toccati , confermato dall'inps.
    -quanto dovremmo chiedere e quale sarebbe la soluzione migliore di uscita?in quanto se si esce a dicembre si prenderebbe incentivo e 1 anno di mobilita, invece uscendo a settembre non ci tocca la naspi, ed i sindacati sono silenti difronte a questo problema....dovremmo chiedere di piu' perche costretti ad accettare l'uscita a dicembre?
    la ringrazio sin da ora della sua pazienza e aiuto.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Quando ci sono discussioni ed accordi tra rsu, sindacati, azienda e regione, consiglio di attenersi ai suggerimenti dei sindacati, che sono a conoscenza di tutte le problematiche e possono quindi consigliarvi al meglio sulle varie opzioni possibili, e di non cercare quindi pareri esterni che potrebbero solo portarvi fuori strada.-

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  69. Buongiorno,
    siamo una piccola azienda con due dipendenti, ci vogliono licenziare dal 16 dicembre, io avrò 30 gg di preavviso perche lavoro da più di sei anni.
    Volevo sapere se, dandoci la lettera di licenziamento il 16 e chiudendo per ferie dal 23 al 8 io dovrò usare le mie ferie (non mi sembra giusto che mi lasciano a casa e poi mi devono anche far usare le mie ferie durante il preavviso) perchè se no se possibile io mi metto in malattia così almeno le mie ferie me le pagano. ho 170 ore di ferie. Inoltre si può avere una buonauscita essedno solo due dipendenti?
    Saluti
    Sara

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    1. Ciao Sara!
      Se l'azienda chiude per ferie, tu in quei giorni non lavori, quindi è normale che ti vengano scalati dei giorni di ferie, se vuoi avere la normale retribuzione mensile.-
      In caso di licenziamento si ha diritto al TFR e a tutte le altre competenze maturate.-
      Con una vertenza sindacale si possono richiedere delle mensilità aggiuntive solo se il licenziamento è ingiustificato.-

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  70. Buongiorno Dott. Censori,
    lavoro da gennaio 2013 con contratto a tempo indet. impiegata 5° livello presso uno studio di commercialisti (ccnl terziario servizi) ed ho una sola collega. Ho dei dubbi in merito alla busta paga (che viene fatta dal nostro datore di lavoro). In questi anni la paga oraria (di entrambe) è diminuita e lo stesso vale per gli elementi fissi (es. contingenza) e lo scatto di anzianità non viene riportato tra questi elementi fissi. Inoltre negli ultimi due mesi, il bonifico dello stipendio è di un importo minore rispetto al cedolino paga. Il datore può fare tutto questo? Quale dovrebbe essere la paga oraria? Come posso comportarmi se effettivamente il datore si è comportato in modo non regolare? Esiste un limite di tempo oltre il quale non si possono più contestare le buste paga? La ringrazio per il suo prezioso aiuto. Saluti

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    1. Quinto livello:
      Paga base € 950,83
      Contingenza € 521,94
      Edr € 2,07
      Somma € 1474,84
      Il bonifico dello stipendio deve corrispondere al netto risultante in busta paga, e se il datore di lavoro non si è comportato in modo regolare ci si può rivolgere a un sindacato per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-
      I termini entro i quali è possibile contestare il contenuto della busta paga sono:
      - un anno per gli errori di calcolo;
      - cinque anni per le interpretazioni delle norme contrattuali e di legge.
      I crediti di lavoro si prescrivono entro 5 anni, con la sola eccezione dei diritti connessi alla persona (ad esempio: la salute), i quali sono per legge imprescrivibili.

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  71. salve dott. censori, volevo chiedere se il mio licenziamento sia giusto. premetto che, con questa azienda ho lavorato per più di 30 anni, poi, nel 2008 ho avuto un infarto e di conseguenza operato di bypass, da quel momento in poi sono stato sempre umiliato dal mio datore di lavoro e figli per la mia scarsa disponibilità al lavoro.(a loro dire) per arrivare nel 2013 al licenziamento dall'azienda. ora, chiedo a lei dottor censori, se sia giusto il comportamento fatto dalla società e se dopo 3 anni che il datore di lavoro mi rimandava ogni qualvolta il sottoscritto chiedeva di essere integrato nell'azienda. trovava sempre e comunque scuse di ogni genere. chiedo anche se prima che arrivasse a licenziare il sottoscritto, ci sono ancora lavoratori nella stessa azienda con anni di anzianità molto inferiore al sottoscritto. è giusto? cosa posso fare? saluti.

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    1. Ciao Giuseppe!
      Purtroppo se sei stato licenziato nel 2013, a tre anni di distanza non puoi più farci nulla, quindi devi metterti il cuore in pace, anche nel senso letterale del termine, e guardare oltre.-

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  72. Salve dott censori le spiego la mia situazione,sono Rosario dipendente di una multinazionale italiana da 2 anni in trasferta con un contratto a tempo indeterminato,l azienda tramite accordo sindacale sulle trasferte ci paga spese di alloggio,macchina a noleggio e carburante solo per uso casa lavoro e aeroporto, io purtroppo non ho rispettato i km e ho sforato di parecchio per km effettuati e carburante chiesto come rimborso spese, l azienda mi ha contestato 4 mesi di trasferta dandomi 8 giorni di sospensione piu il recupero delle spese di eccessivo carburante,la mia preoccupazione e che ancora non hanno visionato altri 3 mesi di trasferta in cui io ho fatto come i mesi precedenti contestati e quindi sono preoccupato avendomi gia sanzionato con una sanzione conservativa massima se possono licenziarmi, Grazie.

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