domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.

Gianfranco Censori

171 commenti:

  1. Buonasera io soffro di ernia discale operata 2 volte nel giro di 5 anni, sono operaia e dopo 2 anni dall.ultimo intervento si sono ripresentati i problemi alla schiena, volevo sapere non credo che potro' fare ancora x molto questo lavoro,posso contrattare il licenziamento con il datore e fare in modo che sia l.azienda a lasciarmi a casa?visto che nel tempo darei problemi di assenza o x malattia o x(forse) un ulteriore intervento con conseguente assenza x il recupero,vorrei contrattare e chiedere all.azienda di licenziarmi in modo anche da poter prendere la disoccupazione, x loro sarebbe solo un vantaggio uno stipendio e contributi in meno da pagare

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    1. Il percorso che Tu hai in mente è una strada praticabile, che consentirebbe all'azienda di "liberarsi" di te, e a te di assicurarti un reddito per un anno, ma per il dopo ci hai pensato?
      Ti consiglio quindi di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per verificare se nel tuo caso ci sono i requisiti per il riconoscimento di una malattia professionale, e per farti comunque consigliare per il meglio in base alla Tua specifica situazione contributiva.-

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  2. salve. ho firmato licenziamento per motivi personali , subito dopo ho firmato contrato indeterminato senza prova.. se vengo licenziato. prendo dissocupazione????

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    1. SI!
      Ai fini del diritto all'ASPI conta solo l'ultimo rapporto di lavoro che deve cessare o per licenziamento o per scadenza del contratto e non per dimissioni.-

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  3. Buonasera dott.re lavoro sal 2011 in una sitta spa di spedizionieri a tempo indeterminato nel 2012 ci hanno messo in cassa integrazione in deroga. .ma venerdì sono stata chiamata in ufficio dicendomi che da domani potevo stare a casa in cassa integrazione a 0 ore x 10/15 giorni dopo di che mi sarebbe arrivata a casa la lettera di licenziamento..ma possono fare una cosa del genere? Senza neanche una buonuscita? Secondo lei dovrei informarmi da un consulente del lavoro per inpugnare il licenziamento? grazie mille.

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    1. I consulenti del lavoro tutelano i datori di lavoro e non i lavoratori, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento e per farti comunque tutelare ed assistere per il meglio.-

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  4. Buongiorno Dott. Gianfranco io lavoro in agricoltura come dipendente a 180 giornate al anno vengo assunto a genaio e licenziato a fine dicembre in automatico da 8 anni. la mia domanda e sicome che il lavoro e aumentato e ce piu bisognio se facio piu di 180 giornate mi toca losteso la disoccupazione agricola opure viene diminuita? grazie in anticipo .

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    1. SI!
      Ti spetta comunque l'indennità di disoccupazione agricola!
      Infatti l'indennità di disoccupazione agricola spetta per un numero di giornate pari a quelle lavorate entro il limite massimo di 365 giornate annue dalle quali si dovranno detrarre: le giornate di lavoro dipendente agricolo e non agricolo; le giornate di lavoro in proprio; le giornate indennizzate ad altro titolo e quelle non indennizzabili.-

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  5. Salve. volevo cortesemente un consiglio in merito a una questione con un mio dipendente. un mese fa questo dipendente mi informa che si vuole dimettere. io mi organizzo trovo un altro ragazzo e tutto ok. poi lo stesso dipendente cambia idea e non si vuole piu dimettere ma mi chiede di licenziarlo per avere l'aspi. li spiego che non posso licenziarlo e gli chiedo di nuovo di portarmi le dimissioni. lui si presenta oggi chiedendomi l'ultima busta paga, e mi informa anche che ha deciso di non dare le dimissioni e di non pesentarsi piu al lavoro perche non puo secondo lui. cosa poso fare per tutelarmi bene da lui, anche se mi ha detto che l'unica intenzione sua e prendere l'aspi non mi fido tanto, ho paura che impugni il licenziamento e che mi crei problemi. Grazie, Bruno.

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    1. Ciao Bruno!
      Presumo che il Tuo dipendente sia stato informato da qualcuno che in caso di dimissioni non avrebbe diritto all'ASPI e che quindi deve trovare il modo di farsi licenziare, e una delle opzioni possibili è quella di non presentarsi più al lavoro.-
      Purtroppo in tal caso tu non puoi far altro che licenziarlo per abbandono del posto di lavoro, magari facendo precedere il licenziamento a un richiamo scritto, ma nessuno può assicurarti che non possa comunque impugnare il licenziamento.-

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  6. Voglio licenziarmi per motivi di molestie sul posto di lavoro . Io lavoro da 1 anno e 5 mesi con un da apprendista della durata di 3 anni in scadenza a ottobre 2015.
    Motivi per il licenziamento sono :

    - Le molestie da parte di colleghi verbale/fisico
    - Derisione e le molestie morali da un collega
    - Derisione da capo
    - Mobbing

    Per esempio tre mesi fa io ii portavo materiale (cemento) ad un collega. Lui mi ha detto, che io non mi muovo abbastanza veloce e doppo lui ha stava gettando secchi vuoti, altri con un po di cemento, dopo di me dal ponteggio e insultarmi. Mi ha sporcato tutto e un po' atterraggio nella mia bocca.
    Io ho spiegando la situazione a datore di lavoro e lui ha cominciò a ridere di me come tutto sarebbe normale. Io ho detto ok lasciare così.


    Circa 1 settimana fa, esattamente il 2014/05/29, dopo pranzo lo stesso collega aveva fatto una battuta, mi ha spruzzato con un po di acqua, ho preso lo scherzo e non ho risposto
    in alcun modo che dopo un minuto lui ha preso un secchio d'acqua e lo gettò su di me e mi ha bagnato tutto.
    Da quelo momento io ho abbandonato il posto di lavoro senza risposte verbale/fisicamente e ho detto che non lavoro con queste persone.

    Cosa posso fare adesso ?
    Il mio datore di lavoro deve darmi i soldi per i mesi di marzo, aprile e maggio.
    Se io firmo la decisione di dimissioni può successivamente recuperare quei soldi perché egli sta dicendo che lui non ha i soldi in questo momento e vuole le mie dimissioni per non pagare le tasse in futuro (questo mese)?
    Che soldi dovrebbero anche ottenere da lui escluso il salario, per che qualcuno mi ha detto che lui mi deve pagare anche una liquidazione ( TFR ) .

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    1. Ti consiglio di non firmare una lettera di dimissioni ma di presentare eventualmente le dimissioni per giusta causa, per aver diritto almeno alla Mini Aspi, e di rivolgerti quindi alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  7. Buongiorno Dott. Censori,
    lavoro da 13 anni come impiegato in un'Impresa individuale settore artigiano.
    Ora più che mai mi rendo conto di come la situazione sia critica e mi dispiacerebbe molto perdere un buon TFR maturato.
    Per questo motivo volevo chiederle se rischio davvero di perdere il TFR in una eventuale situazione fallimentare della ditta.
    Mi conviene licenziarmi e portare a casa il TFR o farmi licenziare (causa crisi) e chiedere anche la disoccupazione?
    Grazie in anticipo, saluti.

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    1. - Per quanto riguarda il TFR in caso di fallimento dell'azienda, il fondo di garanzia dell'INPS provvede al pagamento del TFR ed al massimo delle ultime 3 mensilità eventualmente scoperte.-
      - In caso di dimissioni non avresti diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali quindi puoi presentarle solo se hai un altro rapporto di lavoro in vista.-
      - In caso di licenziamento avresti invece diritto all'ASPI che può durare fino a 8 o 12 mesi, in base alla Tua età anagrafica.-

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  8. Buon giorno dott. Sono un impiegato della cooperativa pegaso service srl (custude) cremona. Siamo in 2.ieri il nostro dattore di lavoro ci ha chiamato diciendo che ci envia una carta di licenzamento (chiusura attivita) io lavoro li dall 2009 e il 2011 ho firmato il contrato indeterminato.io a casa ho 3 figli piccoli da 1,3,5 anni il mio 2 figlio a una invalidita di 100% e io ho una invalidita di 60% .possonno lasciarmi a casa. Che dititto ho. Siamo asunto dalla pegaso service srl. Ma lavoriamo alla newlat spa pasta combattente cirticella cremona cirte di frate.vome custode sabato e domenica part time.mi potresti scribete a : piscot145@hotmail.com 3923907846

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    1. Purtroppo se la cooperativa ti licenzia per cessazione dell'attività lavorativa Tu non puoi farci nulla, ed avrai solo diritto all'ASPI che potrà durare fino a 8 o 12 mesi in base alla Tua età anagrafica.-
      Ti consiglio comunque di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  9. Buongiorno, mi sono trovata mio malgrado a licenziare un mio dipendente, sotto consiglio mi è stato detto di farlo per calo di lavoro anche se in realtà era insubordinazione. Il dipendente è tornato chiedendo scusa supplicandomi, a fatica, ma conoscendo la sua situazione ho cambiato idea, si può retrocedere ad un licenziamento?? Grazie in anticipo. Devo aspettare comunque sei mesi per riassumerlo vista la mootivazione che ho dato?

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    1. Non ci sono problemi!
      Il discorso dei 6 mesi era valido se Tu avessi voluto assumere un altro lavoratore, ma se vuoi riassumere il lavoratore che hai licenziato puoi riassumerlo quando vuoi, quindi anche subito, a prescindere dalla motivazione del licenziamento.-

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    1. Ciao Pasquale!
      Purtroppo SI!
      Infatti se alla fine del processo Tu verrai condannato a un risarcimento danni, il Tuo ex datore di lavoro potrà rivalersi anche sul Tuo TFR maturato.-

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  11. Buongiorno dott.Censori,
    verrò licenziata questo mese per giusta causa. In effetti una giusta causa non esiste, è solo che il mio datore di lavoro dopo 18 anni di lavoro dice che mi vuole fuori per incompatibilità di carattere e da un anno mi pratica mobbing al fine che io dia le dimissioni. Il mio avvocato mi ha consigliato di farmi licenziare ed ha preparato una scrittura privata in cui accetterò la condizione di non impugnare il licenziamento in cambio di un'indennità pari ad 8 mensilità. Per quanto riguarda il preavviso di licenziamento, ove non lo concedesse, mi deve essere pagato in più? Inoltre è vero che durante il preavviso non si possono fare ferie?Grazie per la risposta

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    1. - SI! In caso di licenziamento o ti viene dato il preavviso previsto dal Tuo CCNL in base al Tuo livello di inquadramento e alla Tua anzianità di servizio, o dovrà esserti corrisposta l'indennità di mancato preavviso.-
      - E' vero! Durante il periodo di preavviso non si possono fare ferie, a meno che non siano espressamente autorizzate dal datore di lavoro.-

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    2. Grazie dott.Censori, sempre molto disponibile...
      Un'ultima informazione: durante il preavviso può il datore di lavoro obbligarmi a fare le ferie residue? E se mi rifiutassi? Ho ferie residue anche dell'anno scorso.
      Buona giornata e ancora grazie

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    3. Purtroppo SI!
      Il datore di lavoro potrebbe anche obbligarti a fare le ferie residue per evitare di pagartele, e Tu in tal caso non potresti rifiutarti.-

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  12. buonasera, il 31 marzo sono stato licenziato ho ricevuto l'ultimo stipendio ma il tfr niente ancora, il negozio dove lavoravo ha chiuso cosa mi consiglia di fare?

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    1. Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  13. Buongiorno dott. Censori,
    mi chiamo Aldo e volevo dei chiarimenti. Lavoro da 6 anni in maniera continuativa e per 8 ore al giorno presso uno studio commercialista come ragioniere. Il mio compenso è sempre stato pagato dietro presentazione di fattura.
    Ora mi hanno licenziato per problemi loro economici. Ho diritto alla buona uscita?

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    1. Ciao Aldo!
      Se il Tuo compenso ti è sempre stato pagato dietro presentazione di fattura vuol dire che Tu hai una partita IVA e che quindi non sei un lavoratore dipendente ma un lavoratore autonomo.-
      Nel Tuo caso vale quindi solo quello che è previsto nel contratto che Tu hai a suo tempo sottoscritto, pertanto puoi verificare la durata del contratto e se sono previste penali in caso di rescissione anticipata.-

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  14. Buongiorno dott. Censori,
    mi chiamo Antonella e lavoro da 4 anni in una ditta privata, da 2 anni con contratto a tempo indeterminato. All'inizio di quest'anno il titolare ha assunto in azienda un suo familiare ed è da gennaio che il mio titolare ha cominciato a dire che non ero più idonea a fare quel lavoro, assumendo atteggiamenti e comportamenti freddi e scostanti, utilizzando qualsiasi pretesto per rimproverarmi, invitandomi a dimettermi con la promessa che mi avrebbe aiutata a cercare un altro lavoro; io gli ho detto chiaramente di no e che se non ero più adatta alla sua azienda poteva licenziarmi; La situazione è precipitata quando gli è pervenuta la mia adesione al sindacato di categoria, quando ho cominciato a chiedergli di mettermi per iscritto i motivi per i quali chiedeva che io lasciassi il mio posto di lavoro. La settimana scorsa è tornato nuovamente alla carica proponendomi un colloquio di lavoro in una ditta di un suo conoscente e quando io gli ho risposto nuovamente di no mi ha detto che mi vuole fuori perché al mio posto deve assumere un tecnico. Gli ho proposto di incontrare il mio rappresentante sindacale lui si è rifiutato...ma è possibile tutto questo? io chiedo solo di lavorare altrimenti di andare ma con quanto mi spetta di diritto. La ringrazio per la sua attenzione e per i consigli che vorrà darmi.
    Antonella

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    1. Ciao Antonella!
      In effetti la Tua è una situazione piuttosto delicata e ti consiglio quindi di attenerti a quello che ti dice il tuo rappresentante sindacale perché è l'unico che possa tutelarti ed assisterti per il meglio.-
      Io personalmente non insisterei troppo per restare in un posto di lavoro dove non mi vogliono, e tenterei quindi di andarmene ovviamente alle migliori condizioni possibili.-
      Per esempio se il conoscente del Tuo datore di lavoro ti dovesse assumere, e se ti dovesse licenziare alla fine del periodo di prova, o il nuovo lavoro non ti interessasse, avresti comunque diritto all'ASPI, anche se il precedente rapporto di lavoro si era concluso con le dimissioni.-

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  15. Buonasera, dopo un anno sono di nuovo qui' a chiederle un parere, l'hanno scorso nel mese di marzo le avevo chiesto aiuto e il suo consiglio di rivolgermi al sindacato è servito e mi ha salvato dalla trappola che mi avevano teso i miei datori di lavoro (lasciandomi a casa in ferie forzate senza autorizzazione scritta e finendo le stesse per poi secondo loro passare a zero ore in busta paga). Ora mi ritrovo a chiederle un parere: dopo le varie lotte con i miei titolari il 27 aprile 2013 sono stato licenziato per motivi economici aziendali. Io ero inquadrato come elettricista qualificato 3° livello ed in più nel sito dell'azienda vi era scritto il mio nome e la mia vera mansione "responsabile impianti e manutenzioni". Tre mesi prima di licenziarmi hanno assunto un elettricista inquadrandolo al 5° livello. Su suggerimento del sindacato ed il legale del sindacato ho inoltrato una causa per rendere illegittimo il licenziamento e richiedere il pagamento degli straordinari (12 ore al giorno compresi i sabato mattina) e rimborsi chilometrici in quanto l'azienda aveva solo un camioncino ed io dovevo utilizzare la mia vettura. L'altro giorno c'è stata la prima udienza: come prima cosa il giudice ha controllato i fatturati del 2011 e 2012 e ha detto che secondo lui l'azienda non è in crisi perchè in quei due anni non è diminuito e più volte cercato di farci accordare ma senza esito da parte dei miei titolari tantè che li ha ripresi dicendogli che se ci accordavamo io mettevo in tasca più soldi ma loro spendevano meno invece se andavamo a vanti la causa era a rischio per entrambi ma che io avrei preso meno soldi e loro spendono di più. Comunque dal dibattito è emerso: che alla data del mio licenziamento il neoassunto aveva moglie e 2 figli a carico, io avevo una figlia in arrivo che è nata un mese dopo il licenziamento e un matrimonio a dicembre (i titolari erano al corrente ho presentato le prove ed hanno confermato loro stessi) e la mia attuale moglie che lavora. (su questa situazione il giudice ha detto che per lui era la prima volta che si verificava una causa con un figlio in arrivo e che si doveva documentare perchè non sapeva cosa fare). Poi è emerso secondo i miei titolari che il neoassunto è diplomato come perito elettrotecnico mentre io ho solo la licenza media ma ho prodotto copia di una visura della cciaa dove risultano tutte le mie abilitazioni rilasciate sempre dalla cciaa perchè io in passato per 11 anni ho avuto una mia impresa , i miei requisiti sono la lettera A, B, C, equivalenti a quelle dei periti elettrotecnici, elettronici e meccanici e a detta del giudice sono io quello che ha più qualifiche anche se loro sostengono il contrario. Il giudice ha fissato un udienza per il 10 luglio dicendo ai miei titolari di presentare prove come quel diploma vale più delle mie abilitazioni o come secondo loro è più qualificato.. Il mio avocato non si esprime dice che è una causa complicata e che il giudice non è un tecnico quindi non è in grado di stabilire queste cose e che sicuramente taglia rimborsi e straordinari? In base alle informazioni che le ho fornito secondo lei ho qualche possibilità di vincere la causa? Grazie Luigi

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    1. Ciao Luigi!
      Trovo piuttosto strano che il Tuo avvocato non si pronunci perché la Tua è una causa complicata, in quanto avrebbe dovuto saperlo all'inizio prima quindi di "imbarcarti" in questa impresa.-
      E' chiaro che un giudice non è un tecnico e che quindi emette la sua sentenza in base alla documentazione che gli viene presentata dalle parti, ed pertanto compito del Tuo avvocato presentare tutta la documentazione utile alla Tua causa.-
      E' comunque presumibile che alla fine il giudice ti verrà incontro solo parzialmente, riconoscendoti cioè forfettariamente solo una parte di rimborsi e straordinari.-

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    2. Si è proprio quello che penso anche io, mi da l'idea che l' avvocato se ne sia fregato perchè mi aveva affidato ad una sua dipendente che ora non c'è più ed ora ad un altra infatti il giorno prima dell'udienza e il giorno dell'udienza ho avuto la sensazione che lui non fosse al corrente o si fosse dimenticato della mia situazione e menomale ho portato in aula le copie delle prove che avevo. Comunque la ringrazio tanto e la terrò informato di quanto sucederà. saluti Luigi

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    3. Ciao Luigi!
      OK!
      Tienimi informato!

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  16. Gent.mo Dott. Censori
    Sono un dipendente di una ditta (settore commercio) con otto assunti a tempo indeterminato. L'anno 2013 abbiamo lavorato con riduzione di orario e coperti dalla
    cassa integrazione in deroga; fine gennaio 2014 ,convocati dai titolari, ci hanno proposto due condizioni , licenziamento di due persone o ulteriore riduzione di orario senza copertura di nessun ammortizzatore sociale (non possono aggravarsi di ulteriori costi) per tutti.
    Dal 1 febbraio 2014 abbiamo accettato la seconda condizione. Per questi motivi e
    per altri che evito di descrivere , a 23 mesi dalla pensione ho chiesto di essere licenziato, per poter usufruire dell'ASPI. Non ho mai ricevuto una risposta, che sia stata una vera risposta. Credo che il motivo riguardi, la mancanza di liquidità per il
    pagamento del mio TFR. Che cosa posso fare e come mi devo comportare per avere quanto richiesto?

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    1. Non capisco perché Tu hai accettato la seconda condizione quando ti interessava invece di essere licenziato, perché in effetti è strano chiedere di essere licenziato oggi quando solo 4 mesi fa hai accettato una riduzione d'orario proprio per evitare il licenziamento.-
      Purtroppo a questo punto il Tuo datore di lavoro non può licenziarti perché andrebbe contro agli accordi che ha sottoscritto con Voi, quindi devi rassegnarti a rimanere in servizio, a meno che non presenti le dimissioni e trovi successivamente un lavoro anche di breve durata per aver diritto all'ASPI.-

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  17. Gent.mo Dott. censori
    Sono un dipendente di una industria alimentare da 2 anni e mezzo che sta per passare ad una società agricola. ho un contratto a tempo determinato con scadenza a gennaio 2015 le volevo chiedere se nel caso mi presentano il nuovo contatto da bracciante agricolo e io non glielo firmo posso usufruire dell'ASPI??

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    1. SI!
      Non sei obbligato a sottoscrivere il nuovo contratto da bracciante agricolo, che tra l'altro sarebbe piuttosto penalizzante, quindi se non firmi avrai diritto all'ASPI.-

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  18. Caro dott Censori,volevo porgli un domanda io lavoro da circa tre anni nell'ambito della vigilanza precisamente nell'ambito dell'unversità, ora il nuovo appalto ha levato completamente il servizio tranne dove lavoro io quindi per un eventuale passaggio mi toccherebbe? Siamo in quindici che lavoriamo ed hanno levato tutto il servizi tranne il mio dove ho le presenze grazie in attesa di una risposta

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    1. Se il servizio dove lavori non è stato tolto, Tu potresti anche non essere licenziato, quindi devi attendere le decisioni aziendali.-

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  19. buongiorno dott Censori, lavoro presso una srl dedita al commercio tecnologico (unieuro, trony media etc) dal 2009 con contratto di ordinatore di magazzino, anche se sono un addetto alle vendite, a tempo indeterminato. ho maturato la volontà di licenziarmi per cercare di trovare un altra occupazione che mi permetta di dedicarmi di più alla mia famiglia, volevo sapere come posso ricevere l'indennità di disoccupazione nel periodo che eventualmente mi servirà per cercare altro? può essere la mia giusta causa la nascita avvenuta nel 2012 di mio figlio? grazie

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    1. Purtroppo NO!
      Le dimissioni per giusta causa si possono presentare solo in caso di un grave inadempimento del datore di lavoro che rende impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro, quindi per aver diritto all'ASPI devi farti licenziare.-

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  20. Salve, ho lavorato per 10 anni presso un'Azienda, ad Agosto 2013 ci hanno messo in cassa integrazione in deroga fino al 31 Dicembre 2013, e a Dicembre ci hanno convocato in Azienda per un colloquio dove ci dicono che c'è crisi e potevano chiedere altri sei mesi di cassa integrazione ordinaria. Il 23 dicembre ci arriva a casa la lettera di licenziamento la quale effettiva dall'11 Gennaio 2014 (su 6 persone hanno licenziato 5). Nel frattempo sappiamo che hanno preso 7 persone a lavorare sia a nero che con contratti a progetto, la mia domanda, lo possono fare??? Grazie Marco.

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    1. Ciao Marco!
      Per impugnare il licenziamento avevi 60 giorni di tempo, quindi se non lo hai fatto ora puoi solo presentare una denuncia all'Ispettorato del lavoro se effettivamente ci sono dei lavoratori che lavorano in nero.-

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  21. Buongiorno, io sono stata licenziata per riduzione del personale il 24/12/2013, il datore di lavoro mi sta dando il tfr a rate, il mese scorso gli ho scritto di saldarlo entro giugno 2014, in quanto sono già 6 mesi che va avanti così, ma oggi mi accorgo che mi ha mandato un'altra "rata". E' lecito tutto questo? non esiste un limite massimo per il saldo del tfr? grazie

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    1. Ciao Stefania!
      Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, e le parti possono concordare una rateizzazione o una dilazione fino a 6 mesi, quindi nel Tuo caso puoi rivolgerti a un sindacato o a un avvocato per far sollecitare il pagamento del Tuo TFR residuo.-

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  22. buongiorno nel 2007 sono stata operata di ernia discale espulsa, dopo rientro fatta visita medica aziendale, abile ma con prescrizione di essere spostata, la cosa non avviene x ben 3 anni! 2012 altro intervento x recidiva, in quel periodo ero gia' stata spostata, con molte recriminazioni da parte del mio direttore, 2013 rimango incinta e tutt'ora sto usando le ferie accumulate x stare con la bimba dopo aver sfruttato le varie maternita',tornano i dolori, risonanza visita ortop, la schiena e' conciata,forse non potro' piu' fare il mio lavoro(operaia tessile),l'azienda non crddo abbia altre mansioni x agevolarmi visto poi averlo gia' fatto in passato con riluttanza,domanda visto che darei problemi con molto probabilmente assene e in un futuri un 3 intervento posso concordare il mio licenziamento?ossia posso mettermi d'accordo che sia l.azienda a licenziarmi in modo da poter usufruire della disoccupazione e intanto cercare qualcosa consono al mio stato? potrei ottenere una buona uscita?

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    1. Se ti metti d'accordo con il Tuo datore di lavoro non ci sono problemi, ma l'accordo e un eventuale incentivo devono riguardare solo l'impegno da parte Tua a non impugnare il licenziamento, perché se non vieni licenziata non avrai diritto ad alcuna indennità.-

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  23. Gent.mo dott.Censori, sono ancora a disturbarla per un chiarimento: domani è il mio ultimo giorno di lavoro (licenziata per giusta causa di cui il mio post del 4 giugno h.17,08). Volevo sapere se era esatto il calcolo fatto dal mio avvocato: è vero che ho diritto da 6 a 10 mensilità di indennità di licenziamento avendo lavorato dal 1998 ad oggi in una piccola azienda artigiana con 3 dipendenti? E avendo io 55 anni, secondo la legge Fornero, a quanti mensilità di Aspi avrei diritto? E' esatto 36? Grazie mille, lei è proprio indispensabile in questa marea di norme!

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    1. Il calcolo che ha fatto l'avvocato di mensilità aggiuntive è la sua richiesta, bisognerà quindi vedere se verrà accolta dal tuo datore di lavoro.-
      L'ASPI da 55 anni d'età anagrafica potrà durare fino ad un massimo di 14 mesi.-

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    2. Il mio avvocato ha richiesto 8 mensilità che hanno accettato. La mia domanda era un'altra e cioè sapere se, nel mio specifico caso, quello che potevo richiedere rientrava nella forbice di min.6 e max 10 mensilità o no. Grazie ancora

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    3. SI!
      Sicuramente nel tuo caso specifico la richiesta di 8 mensilità aggiuntive è stata una richiesta congrua, e una richiesta più elevata presumibilmente sarebbe stata respinta.-

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  24. Buon pomeriggio,ho lavorato dal 2007 per una SPA e sono stata assunta con la legge 68/99 come impiegata amministrativa IV livello. poiche' appartenente alla categoria protetta, a tempo indeterminato legato alla commessa di un noto ospedale siciliano. Nell'ottobre del 2013 poiche' scaduto e perso l'appalto mi hanno offerto il trasferimento dalla Sicilia al Veneto, malgrado nel territorio rimanevano piccole attivita' lavorative adattando e formando un tecnico oltre alla sua qualifica ad impiegato amministrativo e rifiutando la mia richiesta di rimanere in loco con contratto part time. Ai miei colleghi tecnici che hanno accettato il trasferimento e' stata offerto un appartamento in uso foresteria, A me inizialmente offrivano invece una visita al mese in famiglia a spese dell'azienda. Ho tre figli, l'ultimo minorenne che completa la terza media proprio in questi giorni e li lasciavo in sicilia, piu' in la' quindi dopo gli esami, avrei trasferito il mio nucleo familiare. Ma arrivata a destinazione, a me, impiegata amministrativa non spettava nulla in piu' e piuttosto affermavano che non potevano fare eccezioni.e che io avevo capito male. E quindi, dopo tre settimane dove i costi, la invivibilita' (Pagavo 300 euro solo per dormire e .. con 1.100 cosa avrei mandato alla famiglia al sud? E come avrei potuto pagarmi pure un biglietto aereo per raggiungerli di tanto in tanto?) Motivo che mi fatto cadere nell'assoluta depressione. Tornata per due giorni di ferie, non sono piu' ritornata al lavoro.Non avevo il coraggio di tornare e di lasciare i miei figli. In preda ad un stress pazzesco. In cura farmacologica di psicofarmaci. Mi hanno licenziata lo scorso nove giugno. Perche' ho esagerato nei giorni di malattia e superato comporto. Malattia cominciata il 19 Novembre 2013 che finivo il 15 giugno scorso. Giusto il 16 tra tanti ragionamenti in famiglia avevo deciso di tornare al lavoro. E un avvocato mi aveva informato che dal primo gennaio 2014 ripartiva un contatore, che l'anno solare e' di 180 giorni e che l'ultimo giorno era il 29 giugno pv. L'azienda invece conta dal 19 Novembre e senza preavviso. Il nove giugno ho ricevuto la lettera di licenziamento, dove l'azienda paghera' il preavviso non inviato. Mi chiedo.. chi ha ragione? Il contratto e' quello del commercio. Ho diritto alla disoccupazione? Sono disperata...

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    1. Purtroppo il Tuo avvocato ti dato un'informazione errata, nel senso che il contatore a gennaio riparte da zero solo se c'è una ripresa dell'attività lavorativa altrimenti i giorni di quest'anno si sommano a quelli dell'anno precedente.-
      Ti consiglio comunque di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento e per presentare eventualmente la domanda di disoccupazione alla quale sicuramente avrai diritto.-

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  25. Buona sera,sono un autista magazziniere di una SPA settore commerciale con contratto indeterminato può l'azienda sostituire i dipendenti(autisti e magazzinieri sempre con contratto indeterminato) con i lavoratori di una cooperativa licenziandoli x giustificato motivo oggettivo?
    anche se la SPA non è in deficit...grazie.

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    1. NO!
      Vi consiglio di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento ed impedire quindi l'assunzione di lavoratori della cooperativa.-

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  26. Salve avvocato.. complimenti innanzitutto ho letto tutte le domande e le risposte in questo sito, ora avrei il mio problema da porle, lavoro in una fabbrica di borse dal gennaio 2013 ad agosto 2013 a nero e poi ho avuto contratto part time tempo indeterminato mentre invece di ore ne svolgo 8 quindi full time, amici competenti mi hanno detto che la mia busta paga e un imbroglio tra contributi e tasse a metà, più del mio salario che mi viene retribuito dall INPS anziché dal datore ecc ecc, vorrei sapere cosa mi spetta nel caso mi licenziassi, e se posso denunciarlo, in merito a tutti gli imbrogli che fa lui

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    1. chiedo scusa part time determinato

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    2. Ti ringrazio per i complimenti!
      Se Ti licenzi avrai diritto solo a quello che è previsto in busta paga, cioè il TFR e tutte le altre competenze calcolate in base al part-time, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  27. Salve avvocato! Per prima cosa Le voglio ringraziare per tutte le informazioni che ci da a tutti.. Mio padre è stato licenziato oggi 18/06 e ha firmato proprio il licenziamento per giustificato motivo oggettivo (gli avevano detto che la società non gli può più pagare lo stipendio). Se lui (oltre ad aver firmato la lettera di preavviso licenziamento un mese fa) oggi ha firmato anche il licenziamento proprio rischia di non prendere la disoccupazione (soprattutto) e buon uscita? per la buon uscita gli hanno detto che non si fanno le buste paga a meta mese.. ps: mio padre lavorava come custode dell'azienda e viviamo in un casa nel recinto dove stanno gli uffici dell'azienda...che a fine agosto dovremo anche sgomberare..visto che noi siamo tutti i giorni a contatto con loro sulla buon uscita non sono preoccupato, ma lo sono per la disoccupazione visto che ha firmato il licenziamento. Grazie mille! Buona giornata.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Non capisco cosa ha firmato Tuo marito!
      Infatti se Tuo marito ha firmato solo la ricezione della lettera di licenziamento dell'azienda non ci sono problemi per l'indennità di disoccupazione, mentre se per caso avesse firmato una lettera di dimissioni allora non avrebbe diritto ad alcuna indennità.-

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  28. Buongiorno dott.Censori, ho ricevuto lettera di licenziamento per giustificato motivo oggettivo dalla mia azienda (scuola privata) che chiudendo due sedi ed aprendone un altra ha addotto motivi di esubero di personale.
    Sono inquadrato come impiegato IV livello a tempo indeterminato dal 2006.
    Credo di avere riscontrato nella procedura due irregolarità :
    1) non mi è stato proposto il trasferimento in una delle altre due sedi presenti nella stessa città
    2) il preavviso indicato è di soli 15 giorni contro i 3 mesi previsti dal CCNL Assoscuola Aninsei
    A fronte di questi fatti volevo un suo consiglio se sarebbe meglio arrivare ad una transazione economica con l'azienda (e quanto potrei chiedere in termini di mensilità) oppure intentare una causa per il reintegro (opzione per me comunque non preferibile)
    Grazie per l'attenzione.

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    1. Per prima cosa ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento, perché hai solo 60 giorni tempo per farlo.-
      In fase di transazione potrai poi scegliere tra il rientro in servizio in altra sede o in alternativa dalle 6 alle 12 mensilità aggiuntive a tutte le competenze maturate.-

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  29. Buongiorno Dott. Censori
    mia moglie lavora da 5 anni a tempo indeterminato in un'azienda con contratto Pubblicità. E' una ditta di circa 350 persone e sembra che a maggio 2015 la ditta chiuda per portare tutto sulla sede di Torino e paesi dell'est.
    Mia moglie a luglio di questo anno darà alla luce il 3° bambino. Domanda: gli spetterà la disoccupazione?
    Grazie

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    1. SI!
      Ai fini del calcolo delle settimane utili per il diritto all'ASPI, il periodo di maternità obbligatoria è considerato come periodo lavorativo.-

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  30. Buonasera ,sono straniera e lavoro come badante da 5 ani ,sono in regola e paggo anche le tasse,la domande e la tfr, e 60 giorni e 65 ore de ferie quanti soldi mi aspetano alla liquidazione se per caso a nona le sucede qualcosa ( spero di no )io le dico cosi alla segniora che lavoro ,e un altra domanda se si puo certo ,io ho una bambina ma sono divortiata e li pago il mantedimento ,,io qui posso ricever il asegno per lei
    Grazie

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    1. Per quanto riguarda il TFR, alla data di cessazione del rapporto di lavoro, avrai diritto a una mensilità per ogni anno di lavoro, e le ferie se non verranno godute dovranno esserti retribuite in base alla paga oraria prevista dal Tuo contratto.-
      Per quanto riguarda gli assegni familiari, se Tua figlia non è residente in Italia, e se il Tuo Paese di origine non è convenzionato con l'Italia a livello previdenziale purtroppo non ne hai diritto.-

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  31. buonasera
    le espongo il mio caso sono stato assunto in cnh a tempo indeterminato dopo circa un anno ho avuto grossi problemi fisici ed in fine mi hanno operato al cuore , mi hanno riconosciuto un invalidita del 60% e ieri la ditta mi ha avvisato che ho superato i giorni di malattia per tanto procederanno con il licenziamento,posso fare qualcosa o non c'entra che io prima stavo bene e per causa di una malattia giustificata e approvata adesso mi possano licenziare , cosa posso fare e quante possibilità ho di non perdere il posto dopo aver impugnato il licenziamento. la ringrazio in anticipo

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento e per farti tutelare ed assistere per il meglio, ma senza farti troppe illusioni sulla possibilità di reintegro in servizio perché hai pochissime probabilità.-

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  32. Buongiorno, vorrei avere un'informazione in merito al mio recente licenziamento;dopo 9 anni il mio titolare mi ha dato una lettera di licenziamento "per giusta causa" in quanto l'azienda risulta essere in crisi da parecchi mesi ed a seguito della cassa integrazione fatta lo scorso anno, non si è risolto un granchè (tanto è vero che è stata fatta richiesta per effettuare cassa integrazione anche nei prossimi mesi);
    premetto che lo scorso anno una mia collega è stata a casa in maternità ed il titolare non ha fatto "assunzioni in sostituzione maternità" e prima del mio licenziamento, ho scoperto che un'altra collega ha comunicato di essere incinta e nonostante ciò, il mio "vecchio" titolare ha voluto ugualmente licenziarmi....ora ho fatto richiesta per avere le 6 mensilità (oltre ovviamente Tfr, 13a,14a e 40 giorni di mancato preavviso), ma su queste 6 mensilità il mio vecchio titolare non ne vuole sentire (mentre per tutto il resto non ha fatto problemi)....può rifiutarsi di pagarmi queste 6 mensilità o è obbligato a darmele?
    Grazie per la risposta.

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    1. Ciao Katia!
      Un licenziamento per giusta causa è un licenziamento per colpa del lavoratore, mentre se è per mancanza di lavoro il licenziamento deve avvenire per giustificato motivo oggettivo.-
      Se Tu ritieni di essere stata licenziata ingiustamente, puoi impugnare il licenziamento e richiedere un risarcimento danni pari a qualche mensilità aggiuntiva, ma purtroppo non c'è niente di automatico, perché se il datore di lavoro si rifiuta devi andare in causa.-

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  33. salve,vorrei avere un informazione.ho lavorato 3 mesi e poi mi sono dimesa,mi spetta qualcosa,del tipo tfr tfs buonuscita?grazie mille

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    1. SI!
      Se hai lavorato per 3 mesi, ed hai dato le dimissioni prestando il preavviso previsto dal Tuo CCNL, hai diritto al TFR, alla quota di 13/ma e a tutte le altre competenze maturate, ovviamente rapportate ai mesi di lavoro.-

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  34. Buongiorno, mi chiamo Nicola (eta' 48) e lavoro da 25 anni presso un azienda di informatica.
    Ora sono in cassa integrazione e la mia paura è che il primo Gennaio 2015 venga licenziato.
    Ho diritto ad un sussidio di disocupazione.
    Ho sentito parlare nel suo sito di ASPI , ma io che ho solo versato i contributi tramite l' Azienda ne ho diritto?
    Grazie Mille Saluti Nicola

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    1. Ciao Nicola!
      Non capisco che significa che "hai versato i contributi tramite l'azienda" perché tutti i lavoratori dipendenti versano i contributi tramite l'azienda.-
      Comunque se Tu hai un regolare rapporto di lavoro dipendente e verrai licenziato avrai diritto all'ASPI che potrà durare fino ad un massimo di 8 mesi, e l'indennità sarà pari al 75% della media delle retribuzioni degli ultimi 2 anni.-

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  35. Gent.mo Dott. censori
    sono una dipendente di una ditta (bar con meno di 5 dipendenti).
    ho avuto diversi problemi con il mio datore di lavoro durante i 3.5 anni di lavoro per lui,
    non solo le mie mansioni (gestione cassa,servizio bar, e servizio tavoli in terrazza tutto questo avendo un contratto di 6 livello come aiuto-barman) sono esagerate per il mio contratto ma il DL a sempre avuto un atteggiamento offensivo(urla per qualsiasi tipo di errore ma anche quando li giravano e basta,scenate, sempre urlando, davanti ai clienti,minaccie di non rinovare i contratti quando si faceva qualche errore insignificante,anche quando l'errore si manifestava duarante una mansione che doveva svolgere lui, autoriatario in senso negativo e soffocante...etc etc...)
    Erano mesi,quasi un anno che avevo l'ansia ogni volta che metevo piede al lavoro,e mi segue anche fuori dal lavoro creandomi un casino di problemi personali e sociali,non potevo dimetermi e continuavo a fare il mio lavoro al meglio delle mie possibilita e non potevo affrontare il DL per un forte senso di debolezza e insicurezza ma anche perche avevo l'aritmia e un eccesiva sudorazione ogni volta che pensavo di dirgli quello che pensavo( chiedo scusa per il gioco di parole)
    il 2 giugno non resisto piu, si discute, lui fa le stesse scenate di sempre io rimango calma, finisco il lavoro e l'indomani non mi presento piu al lavoro... sono passati 11 giorni ed io non voglio piu ritornare al lavoro, non riesco ad affrontarlo è non so come fare... oggi ricevo una raccomandata dove la ditta chiede spiegazioni della mia assenza e mi scrive che se non rispondo alla raccomandata sarano costretti a prendere seri provvedimenti...
    Mi saprebbe dire per gentilezza che tipo di provedimento possono prendere nei mie confronti, se rischio una denuncia o altro ???
    e come fare per avere la mia ultima busta paga e il tfr...
    Grazie mille del'eventuale risposta dottore.

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    1. Se non ti presenti più al lavoro verrai licenziata per abbandono del posto di lavoro, cioè per giusta causa, Ti consiglio comunque di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  36. salve sono un apprendista barista di 21 anni, lavoro in una caffetteria/ristorante, da metà marzo ho un contratto di 3 anni full time. ieri mi è stato comunicato che dalle 40 ore mi vogliono far passare a 20 causa calo di clientela. il mio problema è che le 20 ore me le vogliono far fare serali facendomi fare servizio di sala (cameriera) non del bar ma del ristorante. io non voglio accettare questi orari altrimenti sarei limitata in tutto compreso nel trovare un lavoro diurno. volevo sapere in primis se dopo cosi pochi mesi possono ridurmi l'orario? e poi possono farmi fare la mansione di cameriera del ristorante se io sono apprendista barista? ed infine se io non accetto puo essere questo motivo valido di licenziamento? io non mi voglio licenziare anche perchè do massima disponibilità nelle ore diurne. attendo risposta grazie 1000

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    1. Ciao Martina!
      Purtroppo non hai molte alternative, nel senso che o accetti le condizioni "ricattatorie" del tuo datore di lavoro o corri il rischio di essere licenziata.-
      In teoria potresti anche intentare una causa al Tuo datore di lavoro per imporre il rispetto del contratto, ma se effettivamente c'è stato un calo di lavoro nessuno ti darebbe garanzie sull'eventuale esito della causa.-

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  37. Salve Sig.Censoni,
    il mio datore di lavoro mi vuole licenziare con motivazione calo del fatturato....premetto che ho un contratto a tempo indeterminato e lavoro da 1 anno e 3 mesi presso questa azienda(azienda con 9 dipendenti) ..io vorrei chiederle se lei mi saprebbe dire se mi spetta altro oltre al TFR.
    La ringrazio molto..

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    1. Vorrei aggiungere una domanda, è possibile che mi lasci a casa solo a me??
      il lavoro in azienda c'è la produzione non si è mai fermata anzi gli operai svolgono straordinarie tutti i giorni....semplicemente il titolare dice che deve eliminare le spese perché nell' ultimo anno il fatturato è diminuito e le spese aumentate..
      Per questo motivo le ho fatto la domanda precedentemente...cioè se oltre al TFR mi spettano altri soldi, magari sbaglio ma questa cosa mi sa di fregatura..grazie mille ancora

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    2. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se Il datore di lavoro nella scelta dei lavoratori da licenziare si attiene ai criteri di legge purtroppo è inutile impugnare il licenziamento, perché oltre al TFR e alle altre competenze maturate il lavoratore non avrebbe diritto ad altre indennità.-

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  38. salve sig. censoni
    sono l,unico operaio un aprendista e due giometrini assunti la ditta vuole licentiarci ma la dita non chiude e cosa devo fare io lavoro da 2 ani a tempo indeterminato

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    1. Se verrai licenziato Ti consiglio di impugnare il licenziamento per richiedere o il reintegro in servizio o un congruo risarcimento danni.-

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  39. Buona sera sig. Censoni ,sono un ragazzo che fa il muratore ho trovato un la voro in una ditta che mi hanno promesso dei mettermi in regola ho lavorato per due mesi e mezzo e adesso mi hanno detto che non hanno piu bisogno per il momento ,ma mi chiedo non dovevano darmi un preavviso? sonno rimasto senza lavoro e ho un bambino piccolo e in piu per 6 giorni nemmeno non mi hanno pagato

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per verificare se nel tuo caso ci sono i presupposti per aprire una vertenza sindacale nei confronti del Tuo ex datore di lavoro, ma non devi farti troppe illusioni perché avendo lavorato in nero il rapporto di lavoro va dimostrato con prove e testimonianze.-

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  40. Salve dttor censori. il mio capo mi ha licenziato x giusta causa dicendo che x telefono gli ho risposto dicendo la devi finire di scassarmi la minchia vai a fare inculo te e la tua impresa di merda. Io ho risposto con raccomandata non confermando quanto scritto e disposto ad un incontro chiarificatorio accompagnato dal mio sindacato lui non ha accettato il mio incontro.licenziandomi tramite raccomandata. Da premettere che nel frattempo mi trovavo in mutua x problemi di salute. scusi il linguaggio poco educato ma questo è quello che mi ha scritto .da premettere che ho svolto un servizio impeccabile x 12 anni senza mai un giorno di mutua e un richiamo.lavoro nel settore edile come escavatorista ed autista

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  41. Mi scusi se non mi sono presentato mi chiamo nicola

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    1. Ciao Nicola!
      A questo punto devi impugnare il licenziamento, ed hai solo 60 giorni di tempo per farlo, e richiedere o un congruo risarcimento danni o il reintegro in servizio; devi quindi rivolgerti al sindacato per farti seguire per tutto l'iter burocratico necessario.-

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  42. MI SONO LICENZIATO PERCHE' NON PERCEPIVO DA 7 MESI LO STIPENDIO " GIUSTA CAUSA" AZIENDA CON MENO DI 15 DIPENDENTI .
    HO DEI FINANZIAMENTI CONTRATTI PRIMA DEL LICENZIAMENTO , VI INCLUDEVANO CPI COPERTURE ASSICURATIVE IN CASO DI PERDITA DEL POSTO DI LAVORO , ALLA RICHIESTA DI APPLICAZIONE DI QUESTA ASSICURAZIONE O COME LA CHIAMANO CREDITO PROTETTO , MI NEGANO LA COPERTURA MOTIVANDO CHE LA PERDITA DELL'IMPIEGO E' AVVENUTA A SEGUITO DI UN GIUSTIFICATO MOTIVO SOGGETTIVO , LA COPERTURA ASSICURATIVA PREVEDE UN GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO.
    MI AIUTATE?

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    1. Le dimissioni per poter essere considerate dimissioni per giusta causa devono essere dimostrate, cioè devono essere state precedute da raccomandate di sollecito e deve esserci stato un intervento o di un sindacato o di un avvocato, in caso contrario per legge vengono considerate come dimissioni volontarie.-
      Nel tuo caso se hai seguito la procedura corretta e puoi quindi dimostrarlo con la relativa documentazione, rientri nel "giustificato motivo oggettivo", altrimenti purtroppo no.-

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  43. Buonasera Dottore mi ritrovo una sospensione cautelativa per non aver potuto completare un trasporto affidatomi ma non contrattuale sono un semplice operaio perchè ho accusato un forte malore. Disperato non ho informato il mio diretto superiore ma ho consegnato la merce ad un corriere che notoriamnete impegno a nome dell'azienda e tanto per permettere che la merce comunque arrivasse a destinazione. Ho controdedotto alla contestazione adducendo il mio malore,ma sembra che l'azienda voglia licenziami. che devo fare? grazie della risposta

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    1. Se alla lettera di contestazione hai controdedotto sempre per iscritto portando le tue motivazioni, per ora non puoi fare altro che attendere l'evolversi della situazione.-
      Non credo che l'azienda abbia intenzione di licenziarti per questa "inadempienza", ovviamente se non ci sono altri precedenti, e comunque se verrai effettivamente licenziato avrai motivi validi per impugnare il licenziamento.-

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  44. ho un contratto da apprendista, 40ore settimanali, quinto livello artigianato. se non mi presento di punto in bianco sul posto di lavoro, mi licenziano e riesco ad ottenere la disoccupazione? il datore puo farmi causa e portarmi in tribunale?

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    1. SI!
      In teoria Tu hai sottoscritto un contratto che ti impegna fino alla scadenza, ma in pratica se non ti presenti più al lavoro verrai licenziato per inadempienza contrattuale e essendo apprendista avrai diritto solo alla Mini Aspi.-
      L'unica cosa che potrà fare il Tuo datore di lavoro sarà quella di detrarre dalla Tue competenze maturate l'indennità di mancato preavviso.-

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  45. Buongiorno. Lavoro come unico dipendente per una s.a.s. da ca. 12 anni (impiegato II livello). Ora mi dicono che, viste le difficoltà economiche in cui si trova l'azienda, non riescono più a farmi lavorare come dipendente e mi propongono una forma di consulenza, per ora non ancora ben definita. Premesso che sono già in possesso di partita IVA, svolgendo da qualche anno anche piccole consulenza in regime di libera professione (ovviamente per altre aziende), volevo chiederle se è più opportuno che io presenti le dimissioni volontariamente o se piuttosto devo "chiedere" di essere licenziato. Penso per es. se vi sia qualche possibilità di ricevere sussidi (mobilità, disoccupazione...) avendo già P.IVA e prospettandosi comunque lo scenario di continuare con questa azienda con P.IVA, o se vi siano altri risvolti di cui non sono a conoscenza.
    Ringrazio cordialmente
    Valentino

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    1. Ciao Valentino!
      Se vieni licenziato avrai diritto all'ASPI che però sarà incompatibile con eventuali redditi da attività autonoma, quindi se si tratterà solo di piccole consulenze ti verrà ridotta l'indennità altrimenti ti verrà sospesa.-

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  46. buon giorno dottor censori, le scrivo per chiederle ,ho lavorato per 10 anni presso un super mercato molto noto, ora il mio datore di lavoro a chiuso licenziandomi ,e a dovuto ridare il supermercato alla società stessa ,e sempre la stessa lo a rimodernato e lo a riaperto da poco; io ho diritto ad essere assunto da loro che è la stessa società,oppure no? la ringrazio in anticpo, e le chiedo se fosse si, che mi dovrebbero assumere ,come devo comportarmi ?,un c. saluto!

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    1. Purtroppo No!
      Se il Tuo datore di lavoro ha chiuso l'attività licenziandoti vuol dire che non Tu non avevi un rapporto di lavoro diretto con il super mercato, quindi la società che subentra non è obbligata ad assumerti.-

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  47. salve dottor censori , io lavoro in un super marcato da 9 anni ... adesso il mio datore di lavoro vuole licenziare tutti e riassumere sotto il nome dei suoi figli , la mia preoccupazione e..... se lui mi cambia il contratto che attualmente e a tempo indeterminato io perdo l'anzianità ? e se i suoi figli mi fanno un contratto di 3 mesi e poi mi licenziano perdo anche la disoccupazione ? grazie in anticipo

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    1. - Purtroppo SI! Se il datore di lavori ti licenzia e ti assumono i figli perdi l'anzianità di servizio.-
      - NO! Se i figli ti assumono e poi ti licenziano non perdi il diritto alla disoccupazione, l'importante è che non presenti le dimissioni.-

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  48. Un lavoratore in cassa integrazione scaduta il 24.06.2014, ora si ritrova in carico alla ditta, per la quale é in corso la pratica di fallimento, e quindi non percepisce nè stipendio ne alcuna forma di assistenza ( disoc. mobilità, ecc.) ed é in attesa di definizione della situazione;
    può in questa situazione lavorare con i voucher?
    Saluto e ringrazio per il suo utilissimo e prezioso lavoro.

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    1. Purtroppo NO!
      Fino a quando non viene definita la Tua situazione lavorativa Tu sei in carico dell'azienda e non puoi quindi svolgere alcuna attività lavorativa.-

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  49. Eg,Dott.ha già dato una prima risposta alla domanda rivoltale,purtroppo le mie giustificazioni scritte nei 5 gg. a seguito di un mia malore non sono state accolt e mi ritrovo licenziato per giusta causa senza preavviso.L'assurdo è aver letto che il suo presunto malore non è stato accolto.Vi è dell'incredibile ma come si permottono a dubitare del mio malessere?. Sono disperato mi aiuti. Credo di impugnare il licenziamento e passare tutta la pratica al sindacato. Che speranze ho di essere reintegrato. Oggi il lavoro è difficile trovarlo.Grazie della sua risposta

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    1. Ti consiglio di impugnare comunque il licenziamento, ed hai solo 60 giorni di tempo per farlo, ma senza farti troppe illusioni sul reintegro in servizio, quindi solo per ottenere un congruo risarcimento danni, oltre all'indennità di disoccupazione, per la quale spero Tu abbia già presentato la relativa domanda all'INPS.-

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  50. se mi licenzio io come faccio a non perderre la disoccuppazione

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    1. Purtroppo se presenti le dimissioni non avrai diritto alla disoccupazione, perché l'indennità di disoccupazione spetta solo in caso di licenziamento o di scadenza di contratto a termine.-

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  51. Eg.Dott. la ringrazio della sua seconda risposta e cioè quella di impugnare il licenziamento per giusta causa nella speranza di poter ottenere o il rientegro o come ha affermato un risarcimento del danno.Mi appresterò a presentare la domanda per ottenere l'aspi. Ora approfitto della sua cortesia chiedendole:l'impugnativa so che la posso fare con raccomandata extragiudiziale, ma per questo tipo di licenziamento è di obbligo esercitare la conciliazione presso l'ufficio del lavoro oppure è ininfluente ed ancora per l'eventuale giudizio a suo parere o per l'eventuale conciliazione dovrà essere adito il tribunale dove ha sede legale l'azienda:Napoli e quindi anche la conciliazione o dovrà essere adito il tribunale dove io lavoravo e cioè Torino. Grazie spero di non importunarla oltre il dovuto già esaustivo.

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    1. Una conciliazione presso l'ufficio provinciale del lavoro può essere richiesta da una delle due parti e può essere accettata o meno da parte dell'altra.-
      In assenza di conciliazione o in caso di mancato accordo in sede di conciliazione si va avanti per via giudiziaria e il tribunale competente è quello della sede legale dell'azienda.-

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  52. Egr.dott.censori,le scrivo x raccontare quanto accaduto: sono titolare di impr.fam con 1 dipendente assunto a tempo indeterminato da 2 anni e mezzo ora sono stato costretto a licenziarlo giust.motivo oggettivo farò svolgere la sua mansione ad un'azienda esterna.il lavoratore ha impugnato il licenziamento cosa mi devo attendere come richiesta?

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    1. Se il Tuo lavoratore ha impugnato il licenziamento potrebbe richiedere dalle 6 alle 12 mensilità da aggiungere alle sue competenze maturate.-

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  53. ho un contratto metalmecanico indeterminato, 40ore settimanali, 3livello . se non mi presento sul posto di lavoro, mi licenziano e riesco ad ottenere la disoccupazione? il datore puo farmi causa e portarmi in tribunale?

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    1. - SI! Se non ti presenti sul posto di lavoro puoi essere licenziato ed avrai comunque diritto all'indennità di disoccupazione.-
      - In caso di licenziamento il datore di lavoro può solo detrarre dalle Tue competenze il mancato preavviso, cioè tanti giorni di paga quanti sono i giorni di preavviso previsti dal tuo CCNL in base alla Tua anzianità di servizio e al tuo livello di inquadramento.-

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  54. Eg.Dott...buonasera,le scrivo per avere informazioni sul cud,sono stato licenziato l'anno scorso a marzo per crisi nel settore.Fino ad oggi non ho percepito il tfr,la mia domanda e' se firmo l'ultimo cud che mi spetta ce' il rischio che posso perdere il tfr?....il datore di lavoro puo' dire che me l'ha dato anche se non e' vero? aspetto sue risposte...buonasera

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    1. Nel CUD deve risultare che il TFR non è stato corrisposto, quindi se hai paura di un qualche imbroglio non firmare nulla e pretendi che il CUD ti venga spedito per posta.-

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    2. grazie mille...e una buona giornata

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  55. Egr.dott.censori Buongiorno. Sono una domestica . lavoro di 10 anni presso una famiglia di quale solo meta in regola,ho deciso di fare le dimissioni e vorrei sapere come posso pagare contributi per anni che non ho lavorato in regola e di posso prendere tfr in ultimo giorno di preaviso ( come si calcola tfr) GRAZIE MILLE

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    1. - Purtroppo NO! non è possibile versare i contributi per gli anni che non hai lavorato in regola.-
      - Il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro ed è pari a una mensilità aggiuntiva per ogni anno di lavoro ed è calcolato solo per il periodo in cui hai lavorato in regola.-

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  56. Salve Dott. Censori, ho un contratto CCNL ind. sono passato dalla cassa integrazione, con contratto full time e da 10 mesi a part time, l'azienda non riesce a pagare gli stipendi ai proprio dipendenti, devo avere sempre 5 mensilità, la situazione sta peggiorando anche se mi hanno pagato gli ultimi due mesi, vorrei capire se sono tutelato in caso di fallimento dell'azienda al recupero di quanto mi spetta per non parlare di ferie, permessi e tfr ma soprattutto, se volessi licenziarmi per evitare di lavorare ancora gratis per altri svariati mesi, visto che la ditta non licenzia, capire se in qualche modo posso ottenere la disoccupazione che so essere di diritto in caso in cui sia l'azienda a licenziare.
    La ringrazio molto per i consigli che potrà darmi.
    Saluti, Federico.

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    1. Ciao Federico!
      - In caso di dimissioni non avresti diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali.-
      - In caso di licenziamento se l'azienda fallisce il fondo di garanzia dell'INPS subentra per il pagamento del TFR ed al massimo delle ultime 3 mensilità scoperte escluse comunque ferie e permessi.-
      - Puoi eventualmente presentare le dimissioni per giusta causa, ma la giusta causa va dimostrata, Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  57. Buongiorno Dr. Censor,
    lavoro tramite una coop. da maggio del 2013. Sono stata in ferie e dovevo riprendere oggi a lavorare, ma ieri sera ricevo una telefonata dalla cooperativa che mi informa che la ditta per il quale lavoro ha fatto un pò di ridimensionamento e mi hanno lasciato a casa senza preavviso. Mi è stato detto che mi stanno mandando una raccomandata e che devo trovarmi un'altra ricollocazione altrimenti cesserà il rapporto di lavoro. Cosa posso fare? E' giusto che la legge permette tutto che un giorno qualcuno si sveglia e decida di lasciarti a casa senza preavviso? Grazie per avermi ascoltato. cordiali saluti

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    1. Non capisco che significa "che devi trovarti un'altra ricollocazione", Ti consiglio quindi di attendere la raccomandata, poi in base al suo contenuto deciderai il da farsi.-

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  58. Buongiorno, da i primi di maggio mi hanno licenziato perchè non c è più lavoro.Ora il mio ex titolare a luglio licenzierà anche il mio convivente per lo stesso motivo.
    Essendo una ditta di 4 persone,lui è assunto con il più alto livello ditutti e ha due figli a carico non dovrebbe essere licenziato il suo collega? essendo che oltre l'aspi a lui non spetterebbe nientepuò Inoltre può richiedere che il tfr gli venga dato entro 60 giorni. e se loro rispondessero che per motivi economici glielo devono frazionare in 6 mesi (come hanno fatto con me)?ringrazio anticipatamente e cordiali saluti.
    pamy

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se l'azienda non rispetta i criteri di legge, il Tuo convivente può impugnare il licenziamento e richiedere o il reintegro in servizio o un congruo risarcimento danni.-
      Per quanto riguarda il TFR, per legge il pagamento deve essere effettuato al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi il Tuo convivente può opporsi a una proposta di frazionamento.-

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  59. Buongiorno ho ricevuto una seconda lettera di richiamo a distanza di sei mesi dalla prima perchè a fronte di una richiesta da parte di una società esterna dell'organizzazione di un meeting.Il mio capo di Milano,noi siamo una filiale mi aveva dato l'ok e io stupidamente non ho tempestivamente avvisato la mia capa nonchè responsabile della sede di Roma.Di solito è un'altra persona che si occupa di queste cose ma quel giorno era assente.Purtroppo oltretutto io poi non sarei potuta essere presente perchè avevo una visita medica.Comunque mi hanno ripreso sia perchè non avevo chiesto il permesso e ddi conseguenza nn essendoci poi la possibilità di organizzarlo in breve tempo una conseguente brutta figura di relazione e business e poi perchè non è il mio ruolo.ho una gran paura

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    1. Ad ogni lettera di richiamo dell'azienda deve seguire una risposta scritta, entro 5 giorni, a giustificazione del proprio comportamento, perché alla terza lettera di richiamo può seguire il licenziamento per giusta causa.-
      Siccome sei a rischio licenziamento, Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. Buonasera e grazie della risposta.Effettivamente mi sono già rivolta ai sindacati ed è stato fissato un incontro con i sindacati e la direzione del personale nei prossimi giorni dove darò le mie giustificazioni.Il problema è che anche i miei referenti sono a Roma e colui che sapeva dell'evento sta a Milano.Mi sono dimenticata di dire che io sono categoria protetta ma credo che a questo punto possa decadere tutto.Ma oltre alla tutela come posso fare?

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    3. Grazie mille della risposta,Ad ogni modo sto aspettando di ricevere una risposta per l'incontro che avverrà tra me il sindacato e la direzione del personale,che doveva essere fatto settimana scorsa ma purtroppo il sindacalista che mi segue era in ferie e nessuno lo poteva sostituire quindi abbiamo poticipato l'incontro in questi giorni.Mi sono dimenticata di dire che io sono ance categoria protetta,ma non so se può significare molto.Cosa posso fare altrimenti? Grazie

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    4. S c'è un sindacalista che ti segue al momento non puoi fare di più, quindi in base a quello che succederà nell'incontro programmato con la direzione del personale deciderai successivamente il da farsi.-

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    5. ma rischio il licenziamento?

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    6. l'avvocato mi ha detto essendo la seconda potrebbero togliermi 3 giorni ma loro sono arrabbiati perchè dicono che hanno fatto una figuraccia ma se uno dei capi dicesse che lo sapeva forse si risolverebbe.ma piu che altro perchè ripeto dicono che nn ho detto subito alla direttrice della sede

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    7. NO!
      Non rischi il licenziamento, e al massimo come ti ha detto l'avvocato, rischi 3 giorni di sospensione, quindi a questo punto è inutile che ti preoccupi più di tanto come è inutile che ti metti a fare supposizioni.-

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    8. Grazie infinite e spero veramente che sia cosi perchè purtroppo si appellano alla recidiva nel senso che dicono che io voglio fare piu delle mie competenze,ma se mi volevano licenziare credo che sarebbe già arrivata la lettera? e come devo comportarmi in questo caso?il sindacalista lo vedo oggi per organizzare il da farsi per domani che ci sarà appunto l'incontro.Ti tengo aggiornato e intanto ti ringrazio

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    9. Anche perchè dalla prima tua risposta sembrava che dicessi esattamente il contrario.Ho una paura tremenda. Io spero che cmq se il sindacalista avesse saputo qualcosa me l'avrebbe detto.

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    10. A questo punto mi farai sapere com'è andata.-

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    11. Buongiorno,l'incontro sembra essere andato bene.Ho parlato prima con la direzione del personale da sola e gli ho spiegato il tutto.e ho fatto una "promessa" nel senso che d'ora in poi farò riferimento solo ai miei responsabile di sede.ho nominato il mio capo di Milano dicendo che lui era a conoscenza della cosa anche se verbalmente mi aveva dato l'ok e magari a questo punto ho capito male.le stesse identiche cose le ho dette davanti al sindacalista.Il sindacalista è stato un mito perchè ha palesemente chiesto se questa lettera non fosse l'anticamera del licenziamento.hanno risposto no.comunque hanno 20 giorni che io sappia per rispondere.poi ti aggiorno grazie infinite

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    12. Bene!
      Sembra che tutto proceda per il meglio!
      Tienimi informato!
      A presto!!!

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  60. Buongiorno Dott. Censori , sono un lavoratore in cassa integrazione , per quanto riguarda il bonus degli 80€. mi è stata accreditata in banca la somma di €.145 da parte dell'Imps,
    che in busta paga di €. 63 da parte
    dell'azienda, ma mi dicono di disdettare gli
    accrediti imps , perché percepisco gia'
    dall'azienda, per poi non restituirli a fine anno.

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    1. In effetti non puoi ricevere il bonus degli 80,00 sia dall'INPS che dall'azienda, quindi o richiedi all'INPS che non ti vengano più pagati, o sarai costretto a restituire l'importo che avrai percepito in più con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno.-

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  61. Buongiorno. Sono un lavoratore che verrà presto licenziato (licenziamento collettivo, non ho i requisiti per restare), con beneficio aspi. Se lavoro per 5 mesi per un'altra azienda, l'aspi si sospende e poi riprende alla fine? Mi hanno detto che il limite per non perderla è di sei mesi. Quindi se lavoro 6 mesi la perdo?
    Grazie.

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    1. Se verrai licenziato, e il Tuo sarà un licenziamento collettivo, non capisco perché non avrai diritto alla mobilità ma solo all'ASPI.-
      Comunque non ti preoccupare, perché se lavori per 5 mesi per un'altra azienda alla scadenza del contratto o potrai far ripartire l'ASPI sospesa per il periodo residuo o ripresentare una nuova domanda se ci sarà ancora il requisito delle 52 settimane di lavoro nell'ultimo biennio.-

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    2. Grazie mille. Si, effettivamente, sarò collocato nelle liste di mobilità...

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  62. A maggio ho vinto una causa di lavoro in corte d’appello. Il giudice ha ordinato all’azienda il reintegro e tutti gli arretrati dal giorno del licenziamento fino al momento della effettiva reintegrazione nel posto di lavoro.
    Mi hanno detto che al posto del reintegro posso prendere 15 mensilità. Volevo fare una domanda: "Se dovessi prendere le 15 mensilità ho diritto dopo alla disoccupazione ordinaria?"

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    1. Presumo di NO!
      Infatti la domanda per l'ASPI va presentata all'INPS entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  63. Mi chiedo io , ma lavorate nei lagher? O con persone? Rimango allibito e nel contempo dispiaciuto di leggere le situazioni più disparate e assurde,non aspettatevi sindacalisti o altre cose, fatevi giustizia da voi.
    Il mondo dei sondacati e ampiamente corrotto da accorqi di comodo e e decisioni di parte, che spesso mon vanno a favore del lavoratore.
    Perché nessuno lo dice questo?
    Io parlo per esperienza personale , quindi so quel.che dico.
    Un saluto e in bocca al lupo a tutti.!

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    1. Sarei curioso di capire che cosa intendi per "fatevi giustizia da soli"!

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  64. sono una signiora straniera lavoro dal 2003 preso vetrerie riunite pero soto cooperative dico cozi perche fino adesso sono cambiate 4 A terza e arivata in 2006 fino 2014 precizamente 30 giugnio dal 2006 o avuto contrato logistica livello5 fino 2009 quando anno messo un contrato de lavoro terziario livello6 in20011 hanno messo un altro contrato multiservitii livelo7 pero questo io no lo firmato in 20012 in 2014 hano messo un altro contrato multiservitii livelo 8 questo a stato firmato di tuti perche siamo state minaciate pero la coop 3 e andata via e stato fata un altra 4 in 1 giugnio fino 15 giugnio quando noi abiamo fato siopero e andata via anche questa La mia domanda e'? COME POSO PRENDERE IL TFR E QUATO TEMPO DURA FINCHE AVRO E SE MI ASPETA QUALCOZA DE LA BUSTA PAGA PER PERIODO SENZA CONTRATO IN TUTE BUSTE CE LO TRANSFERTA ITALIA PERMESO NON RITRIBUITO GRAZIE

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    1. Purtroppo senza poter consultare la documentazione in Tuo possesso inerente i vari rapporti di lavoro non posso esserti d'aiuto, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  65. Buongiorno,
    sono stato licenziato a fine aprile 2014 per crisi produttiva ossia per giusta causa con contratto determinato, ricevuto lettera di licenziamento con su scritto la dispensiamo dalla effettuazionedel prescritto avviso contrattuale per il quale le sara erogata la relativa indennita'. fino li forse tutto ok.ho fatto anche domanda di disocc. aspi che pure di quella non si sa ancora niente sono passati 2 mesi e mezzo dalla domanda . Il problema e' che devo prendere gli stipendi di meta' febbraio , marzo aprile il preavviso del datore tredicesima quattordicesima tfr ferie permessi spero che ho messo tutto. Io gli telefono ma la risposta e' sempre la stessa(NON CI SONO SOLDI) pero la ditta continua a produrre lavoromai miei soldi??? . ,Dopo tutto questo , lei cosa mi consigli di fare
    Saluti e' Grazie mille di una sicura sua risposta

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    1. Per legge il TFR insieme a tutte le altre competenze maturate deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, Ti consiglio quindi di rivolgerti o a un avvocato o alla sede più vicina della CGIL per aprire una vertenza sindacale.-

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  66. Buonasera volevo chiederle una cosa: presto daro' dimissioni volontarie prima dell'anno della mia bimba,volevo sapere se la mia ditta oltre a pagarmi i giorni di preavviso mi deve

    anche delle mensilita' oppure no,lavoro nel
    tessile 12 anni e 3 mesi di anzianita' 3 livello, sento tanti che in altri campi hanno dalle 2 alle 6 mensilita', sicuramente nel mio non ci sara' una cosa del genere grazie

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    1. NO!
      Presentando le dimissioni entro l'anno di vita del bambino avrai diritto da parte della ditta solo al preavviso e a tutte le altre competenze maturate.-
      L'unico beneficio nel Tuo caso è il diritto all'ASPI perché le dimissioni vengono parificate al licenziamento.-

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  67. Salve Gianfranco e complimenti.
    Vorrei chiederti delle informazioni circa la mia delicata situazione lavorativa attuale che riassumo brevemente: sono dipendente di una filiale di una impresa di trasporti che conta, nella filiale in questione, circa una decina di dipendenti.
    Abbiamo prima percepito e poi avuta sicurezza che la casa madre vuole chiudere la filiale, mettendo tutti in cassa integrazione secondo un criterio non meglio specificato di carichi familiari, ma sicuramente alla fine licenzieranno tutti....
    Si sono sempre rifiutati di darci comunicazione scritta, ma la mia domanda è la seguente: è legale che noi non sappiamo nulla (io non sono iscritta a nessun sindacato) e nel caso di messa in cig immediata. posso contestarla se non c'è stato un accordo sindacale ???
    Domani mi daranno una comunicazione ufficiale e potrò essere più precisa, ma vorrei contestare questo atteggiamento dell'azienda, arrivando pure a fargli causa se possibile.
    Tu come mi consigli di muovermi ??? Anche i miei colleghi sindacalizzati stanno nella stessa situazione, non avendo notizie sull'evolversi della questione.
    Grazie di cuore, Gianfranco

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    1. Ciao Roberta!
      Io credo che da sola non vai da nessuna parte, Ti consiglio quindi di metterti d'accordo con i tuoi colleghi e di valutare insieme con il sindacato il da farsi tutti insieme.-

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    2. Certo....ho appena ricevuto la comunicazione....si parla di chiusura programmata per crisi fissata per il giorno 15/08/14 e nel frattempo vogliono programmare un incontro presso la regione per accedere agli ammortizzatori sociali CIGS (ma mi spetteranno solo per 12 mesi ???); inoltre i sindacati sapevano tutto ma ci hanno tenuto all'oscuro....spero tanto di sbagliarmi ma la lettera è datata 22/07/14 (ma era pronta da almeno un mese..... ora mi ristrovo a 45 anni e non so dove sbattere la testa...scusa lo sfogo ma non so cosa fare

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    3. Ciao Roberta!
      Se non ti fidi dei sindacati purtroppo non posso esserti d'aiuto perché non mi vengono in mente altre strade percorribili.-

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  68. Salve dott. Censori mi chiamo francesco ho lavorato per un'azienda dal 09/09/2011 al 21/07/2014 con contratto part-time di 4 ore al giorno assunto con la legge 407/90 ora mi sono dimesso però a presto verrò assunto da un'altra azienda con contratto a tempo determinato di circa una mese. Volevo sapere se alla scadenza del contratto mi spetterà l'aspi o la mini. La ringrazio

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    1. Ciao Francesco!
      Avendo più di un anno di lavoro negli ultimi due, alla scadenza del contratto avrai diritto all'ASPI.-

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  69. Buonasera Avvocato, avrei un dubbio da chiarire. A fine giugno ho presentato la lettera di dimissioni al datore di lavoro poiché ho cambiato domicilio e residenza per motivi familiari, ed ora la distanza tra casa e lavoro e di oltre 100 km. Purtroppo lo stipendio non è molto alto pertanto ho dovuto fare una scelta e non potendo permermi di spendere una buona parte di stipendio in pagamenti al caselli dell'autostrada e carburante, ho rassegnato le mie dimissioni. Preciso che ho un contratto a tempo indeterminato e che le dimissioni dovevo fornirle due mesi prima della cessazione del rapporto di lavoro, pertanto il temine indicato nella lettera è il 31 agosto 2014. Qualora nell'arco di questi due mesi di preavviso, comparissero i segnali di una gravidanza accertata poi da un medico, è possibile revocare le dimissioni e fare richiesta di maternità? Preciso anche che svolgo un lavoro che in caso di gravidanza è considerato a rischio pertanto dovrei andare subito in malattia e poi maternità.
    Grazie in anticipo per le cortesi informazioni che saprà fornirmi!

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    1. SI!
      In caso di maternità certificata dal Tuo ginecologo prima della scadenza del periodo di preavviso, potrai revocare le dimissioni e metterti eventualmente in malattia, fino al riconoscimento di maternità a rischio.-

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  70. Salve dott. Censori,
    volevo chiederle delle informazioni. Sono stato licenziato per giustificato motivo soggettivo dal mio datore di lavoro circa un mese fa,per assenteismo(non mi sono presentato al lavoro per motivi di salute.) alle sue due raccomandate dove mi chiedevano dei chiarimenti non ho risposto. nella mia condizione non mi interessava nulla del posto di lavoro( e sinceramente mi interessava pocco tutto il resto).mi ritrovo in una situazione difficile economica adesso senza lavoro cosa che mi rende difficile reagire anche nei confronti dei miei problemi. quello che mi chiedevo e se posso chiedere l'aspi dopo tutto questo tempo(in teoria dovrei soddisfare i requisiti) e se è normale che non ho ricevuto una vera e propria lettera di licenziamento, solo le due raccomandate, nel ultima era scrito che avrebbero proceduto al licenziamento se non rispondevo entro 3 giorni. La ringrazio del'eventuale risposta. Cordiali saluti.

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    1. Ciao Giulio!
      SI!
      Per presentare la domanda di ASPI all'INPS hai 68 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi sei ancora in tempo, è però necessaria la lettera di licenziamento perché nella domanda va indicata la data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  71. Salve, volevo un informazione poiché sono giovane e quindi poca esperta in questo campo . Io lavoro da quasi 2 mesi e sono pagati in voucher non ho firmato nessun contratto e sinceramente vorrei licenziarmi per vari motivi come devo fare? Posso farlo quando voglio o devo dare preavviso? Grazie

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    1. Il lavoro retribuito con i voucher non è un regolare rapporto di lavoro dipendente quindi non hai alcun obbligo nei confronti del Tuo datore di lavoro, perciò puoi "licenziarti" quando vuoi senza alcun obbligo di preavviso.-

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  72. salve, sono stata licenziata per cessazione di azienda, ma il titolare non mi ha dato un preavviso scritto.. mi spetta qualcosa? grazie.

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    1. SI!
      Se non ti è stato dato il preavviso previsto dal Tuo CCNL in base al Tuo livello di inquadramento e alla Tua anzianità di servizio, avrai diritto oltre a tutte le altre competenze maturate anche all'indennità di mancato preavviso.-

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  73. Salve!lavoro in una farmacia da 8 anni,e' cambiata la gestione e il titolare di adesso,ex socio del precedente,mi vuole licenziare poiche' "amica" dei precedenti.io sono inquadrata come codiuatore (3 livello) e lui tutti i giorni mi solleva dai miei ruoli e mi vuole mandare in magazzino a spachettare e a stivare i medicinali.dopo che mi sono rifiutata piu volte,spiegando i miei motivi (quando ci sono tempi vuoti sono la prima a dare una mano e a metter via i farmaci) mi e' arrivata la lettera di richiamo dove sostiene che io mi rifiuto di lavorare e che sono gia' stata richiamata piu' e piu' volte.ho risposto alla lettera nei 5 giorni previsti.ora sono in malattia da 1 mese causa problema ad un orecchio,e nn le dico le numerevoli visite fiscali che mi sono gia' arrivate.l'avvocato che ho preso sostiene che nn ci sia molto da poter fare,perche' le mie colleghe testimonierebbero contro di me.il punto e' dott.Censori,io di li me ne voglio andare,ma con una disoccupazione ed una mobilita',x cui se mi licenzio niente di tutto cio'!!!se torno li,loro possono mandarmi altre lettere con la stessa motivazione?e se mi licenziano con le lettere di richiamo,ho comunque diritto alla disoccupazione oppure no???la ringrazio molto!!

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