domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.

Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Buogiorno Dott. Censori; ieri il mio datore di lavoro mi ha comunicato che dovrà licenziarmi, in quanto gli costo troppo rispetto i margini produttivi dell'azienda. Sono assunto come impiegato a tempo indeterminato 5 anni e mezzo fa - settore grafici, anche se lavoro all'esterno in qualità di commerciale.
    Volevo chiederle questo: oltre all'indennità di prevviso posso richiedere qualche mensilità extra per firmare la lettera di licenziamento? Se sì, fino a quante? Poi, ahimé, dovrò iscrivermi alla disoccupazione....
    Grazie per l'attenzione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se ritieni che il Tuo datore di lavoro non rispetti i criteri di legge puoi impugnare il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni.-

      Elimina
  2. Buongiorno dott Censori,
    spero tanto che lei possa darmi una conferma, in quanto non ci capisco più nulla, poichè
    sono stata licenziata per motivo oggettivo (riduzione del personale per ristrutturazione aziendale e soppressione mansione), dal mio capo(società con 3 dipendenti ) e nella lettera mi è stato chiesto di fare preavviso lavorato che è di 90 giorni , altrimenti il mio datore non me lo pagava.
    Durante il preavviso lavorato, sono peggiorata con la mia depressione in quanto il mio capo è da mesi che mi sminuisce di fronte ai colleghi, ogni giorno in ogni momento, quindi al 58° giorno di preavviso lavorato, ho impugnato in forma scritta il licenziamento e mi sono messa in malattia. Ora per arrivare a prendere la ASPI mi dicono che devo maturare 52 settimane contributive+1 settimana negli anni precedenti (quest’ultima l’ho maturata) ma mi mancano altre 8 settimane per arrivare a maturare le 52 settimane utili per ASPI.
    Ho iniziato delle sedute da un psicoterapeuta, che mi stanno aiutando,ma ho due quesiti da porle :
    1) prolungando la malattia per i prossimi due mesi, ho diritto all’ASPI ??(cosi arrivo ad avere le 52 settimane contributive)
    2)Un mio collega mi ha raccontato che il mio capo ha chiesto al suo consulente di chiudere il mio rapporto di lavoro perché è stufo che io sia in malattia,ma può farlo ???
    Spero che lei possaconsigliarmi,
    grazie mille
    sevigne

    RispondiElimina
  3. Buongiorno Dott. Censori. A seguito licenziamento, in fase di udienza preliminare il datore di lavoro ha depositato agli atti una raccomandata contraffatta (perno questo di vittoria). Dopo i dovuti accertamenti e costatato della veracità del "falso" ho presentato querela alla Procura. Trattandosi di una "s.r.l." ho querelato l'Amministratore Unico pertanto, trattandosi di persona fisica ho richiesto l'applicazione dell' 483 c.p.
    Ritirata copia in tribunale dell'elenco dei "fatti criminosi" scopro che alla mia "querela per falso" hanno attribuito l'art. 476 valido per i Pubblici Ufficiali nell'esercizio delle proprie azioni e l'art. 482 c.p. valido se è commesso da un privato, ovvero da un pubblico ufficiale fuori dell'esercizio delle sue funzioni.
    Ciò che Le chiedo:
    l'Amministratore Unico di una s.r.l. è da considerasi un Pubblico Ufficiale?
    E' per tale motivo che 'imputazione dei fatti da me richiesta con l'art. 483 è stata sostituita con l'art. 476 e 482?
    Grazie Renato

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Renato!
      483 Codice penale:
      Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale [c.p. 357], in un atto pubblico [c.c. 2699; c.p. 492, 495], fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità [c.p. 567], è punito con la reclusione fino a due anni [c.p. 491] (1).
      Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile [c.c. 449; c.p. 495], la reclusione non può essere inferiore a tre mesi (2).
      476 Codice Penale:
      Il pubblico ufficiale, che, nell'esercizio delle sue funzioni (1), forma, in tutto o in parte, un atto falso (2) o altera un atto vero, è punito con la reclusione da uno a sei anni [491] (3).
      Se la falsità concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso [2699, 2700 c.c.], la reclusione è da tre a dieci anni [482, 490, 492, 493] (4).-
      Non so chi ti ha consigliato di seguire la via penale con una querela presentata in base tra l'altro anche a un articolo errato del codice penale, giustamente rettificato dalla Procura, perché è una strada che ti costerà molto in tempo e denaro e non ti porterà alcun beneficio di carattere economico.-

      Elimina
  4. Mi scusi dott Censori,
    sono sempre Sevigne, messaggio del 14 gennaio ore 16.06,
    Volevo precisare che la società che mi ha licenziato è una SRL; inoltre non ho maturato le 52 settimane nell 'ultimo biennio in quanto nel mio precedente lavoro ero una lavoratrice con P.IVA, ma questi contributivi non valgono ai fini dell'ASPI, ecco perché vorrei arrivare a maturare le 8 settimane,
    il mio timore più grande èche il datore di lavoro faccia la cessazione del mio rapporto di lavoro al Centro per l 'impiego anche se io sono malattia, ma può farlo ???
    Cordiali saluti,
    attendo sua conferma,
    SEVIGNE

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sevigne!
      Fino a quando sei in malattia non possono licenziarti, ma non risolvi il problema rimanendo in malattia, quindi devi rientrare in servizio e far prolungare il Tuo rapporto di lavoro fino al raggiungimento del diritto all'ASPI.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
    2. buonasera dr Censori,
      ma è il sindacato che mi ha consigliato di stare in malattia senza rientrare maturando così le 8 settimane mancanti, non è cosi ???
      Inoltre so bene che se rientro il datore di lavoro ormai mi chiude immediatamente il rapporto, senza farmi fare il preavviso.
      attendo suo cortese riscontro, Sevigne

      Elimina
    3. mi scusi dott.Censori, sono ancora Sevigne, il CCNL applicato è STUDI PROFESSIONALI e tra l'altro sono iscritta al sindacato proprio perché il datore prima di assumermi, mi ha tenuto 11 mesi in nero, cioè senza contratto poi mi ha fatto il contratto di assunzione per poi licenziarmi dopo 8 mesi di assunzione + 2 mesi ho fatto il preavviso lavorato poi sono entrata in malattia, quindi mancano le famose 8 settimane per maturare ASPI , mi da conferma se questa malattia mi fa maturare ASPI ??
      CORDIALI SALUTI
      SEVIGNE

      Elimina
    4. Ciao Sevigne!
      Se c'è un sindacato che ti sta seguendo devi seguire le indicazioni del sindacato senza cercare conferme altrove, da parte di chi non conoscendo bene la situazione potrebbe solo metterti fuori strada.-

      Elimina
  5. Buongiorno Dott.Censori,
    le scrivo in quanto abbiamo scoperto che i nostri titolari si stanno muovendo per aprire una nuova società, mettendo in liquidazione quella attuale e invieranno a breve le lettere di licenziamento a 9 dipendenti (assunti con contratto a tempo indeterminato) su 14.
    Vorremmo capire se esiste qualche forma di tutela, in quanto essendo una SRL con meno di 15 dipendenti non abbiamo diritto alla mobilità.
    Possono farlo? Possono lasciare così tante persone a casa considerando che si è arrivati a questo punto per la loro “mala” gestione aziendale (usando il conto corrente aziendale come se fosse il loro personale)?
    Abbiamo diritto al pagamento di un’ indennità?
    La ringrazio infinitamente per l’attenzione,
    Un saluto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se riterrete che il vostro datore di lavoro non abbia rispettato i criteri di legge potrete impugnare il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni.-

      Elimina
  6. Buongiorno Dott.

    Sono stata informata dal datore di lavoro che l'azienda non ha l'intenzione di passare il mio contratto di apprendistato a indeterminato, questo dovuto ai diversi periodi di malattia che ho avuto avuto dovuto ad una tendinite, che per altro, l'ho contratta facendo il mio lavoro attuale.

    Le chiedo si è corretto che l'azienda motivi il mio "licenziamento" per essere stato assente dal lavoro per una malattia contratta durante il mio attuale contratto e dovuto al tipo di lavoro che svolgo.

    Inoltre, l'azienda va molto bene e continua ad assumere apprendisti. Questo per dire che se io non avesse avuto questa malattia sarei stato confermato e avrei oggi un contratto a tempo indeterminato.

    Attendo la sua risposta.

    Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo non puoi farci nulla!
      Infatti il datore di lavoro non è obbligato per legge alla scadenza del periodo di apprendistato a trasformare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.-
      Presumo ovviamente che si guarderà bene dal comunicare per iscritto che la motivazione della mancata conferma sarà dovuta ai diversi periodi di malattia.-

      Elimina
  7. salve vi porgo questo quesito . guardando il contratto nazionale dove lavoro o letto che con la qualifica a me data cioe polivalente con varie mansioni anche di autista con patente b o c .liv b4. al momento del'assunzione io avevo la patente B . il lavoro che svolgevo e svolgo e di altra mansione non di autista. dopo 3 anni mi chiesero se volevo prendermi la patente D perche i pulmini in dotazione del'azienda si potevano guidare solo con quel tipo di patente . i 2 autisti effettivi avevano sia la patente che un livello superiore .cioèC3.e svolgevano prettamente il compito di autista. vedendo che gli autisti avevano uno stipendio superiore decisi di prendermi la patente D. poi chiesi di passare a fare l'autista ma non o avuto mai risposta . la paga e il livello continua ad essere lo stesso che avevo. adesso ci sono degli esuberi per crisi economica ed io sono stato inserito tra gli autisti . come mi posso difendere. il sindacato a chiesto della mia posizione e l'azienda a ribadito che io facevo l'autista. a da premettere che dopo la non risposta di cambiarmi di livello . avendo conseguito la patente di rado o sostituito l'autista mentre il restante delle giornate continuavo a fare la mia mansione. in caso di licenziamento potrei avere il reintegro.grazie anticipatamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      In caso di licenziamento non avrai diritto al reintegro, ma potrai comunque impugnarlo per richiedere un congruo risarcimento danni.-

      Elimina
  8. salve se e possibile sapere se dopo il contratto di solidarietà a zero ore si può percepire la disoccupazione .grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si può percepire la disoccupazione solo in caso di licenziamento o di scadenza di un contratto a termine.-

      Elimina
  9. Buongiorno, durante la sospensione cautelativa (ccnl commercio), come vengono retribuiti i giorni di riposo che cadono nelle giornate festive come il giorno di Natale e quelli festivi in cui dovrei essere stato in servizio ma sopeso cautelativamente? e le festività durante il preavviso di licenziamento dove l' azienda rinuncia alle prestazioni del lavoratore e corrisponde l' indennità sostitutiva? grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nella generalità dei casi – e salvo che la prestazione del lavoratore non sia
      comunque divenuta impossibile per eventi estranei alla sfera decisionale del datore di lavoro (per esempio in caso di carcerazione preventiva del dipendente) – a meno che il contratto non preveda diversamente, al prestatore è dovuta la normale retribuzione: così Tribunale di Milano 31.5.2011; Cass. 6.6.2008, n. 15070; Cass. 15.11.1999, n. 12631; Cass. 8.1.2003, n. 89.-

      Elimina
  10. Buongiorno, volevo chiederle gentilmente un"informazione data la difficile situazione nella quale mi trovo. Mio padre lavora da 26 anni per una società srl con contratto a tempo indeterminato. La mia famiglia é composta da un disabile down e da tre anni mia madre a causa di più tumori ha una disabilità al 100%. É stato in aspettativa da quattro anni fa fino a un mese fa, ha rilavorato a dicembre una settimana dopodiché l azienda l ha fatto mettere in mutua per mancanza di lavoro. Oggi l hanno avvisato che lo licenzieranno. Mi chiedo se é possibile che non ci siano leggi che tutelino i lavoratori, come mio padre,con a carico due disabili. Insomma, lo possono davvero lincenziare ?
    Grazie anticipatamente per la risposta, che mi auguro avvenga il prima possibile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Quindi in caso di licenziamento consiglio a Tuo padre di rivolgersi alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso.-

      Elimina
  11. Sig Gianfranco mi puo spiegare chi licenzieranno tra questi lavoratori con qualifica eguale cioe b4 polivalente .per esubero dovranno rimanere 4 su 8 . tutti dicono che verranno licenziati per primo quelli assunti per ultimi . anche i sindacati dicono questo. le chiedo io avendo piu carichi di famiglia verro licenziato . ha tra uno di questi lavoratori piu anziani di servizio tra qualche anno dovra andare in pensione e dice che a lui non lo licenzieranno. quindi tra me e lui chi verra licenziato? grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Comunque l'ordine di importanza è quello che Ti ho indicato e cioè al primo posto vengono i carichi di famiglia.-

      Elimina
    2. come dice lei io avendo più carichi familiari dovrei non essere licenziato.mentre il collega anche se avendo più anzianità di servizio e presto alla pensione verrà licenziaato.? e così.

      Elimina
    3. ha mi scusi e se questo non succede .cosa dovrei fare.

      Elimina
    4. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  12. Buongiorno Sig.Censori, avrei un quesito che in questi giorni mi assale..Sto lavorando per un'azienda con contratto agidae, ci hanno informato che da marzo un settore dell'azienda (quello pulizie a cui appartengo)verrà esternalizzato ad una cooperativa e loro vogliono cambiarci contratto. Ci hanno proposto un contratto Cisal turismo che i sindacati ci hanno detto non è niente di buono,loro non l'hanno mai approvato e perdiamo quasi tutti i diritti che abbiamo adesso con l'Agidae. Noi ci stiamo rifiutando di firmarlo ma non ci possono licenziare per questo giusto? i sindacati ci stanno assistendo e vogliono arrivare ad un accordo ma vorrei essere sicura che finchè dura il contratto non possono mandarmi via (c'è anche chi ha un tempo determinato fra noi ma hanno gli stessi diritti dell'indeterminato giusto?). Grazie mille.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se c'è un sindacato che vi sta seguendo dovete seguire le indicazioni del sindacato, senza cercare conferme altrove da chi non a conoscenza della vostra specifica situazione lavorativa potrebbe solo mettervi fuori strada.-

      Elimina
  13. Buongiorno Sig.Censori, vorrei chiederle qualche informazione:
    lavoro da 8 anni in una azienda (settore commercio) di cui gli ultimi 5 a tempo indeterminato, sono stato assunto con la qualifica di magazziniere, questa qualifica è vincolante? visto che è diverso tempo che vengo utilizzato in altre mansioni.
    altra domanda, l'orario scritto sul contratto di lavoro è vincolante per l'azienda?
    Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se Tu sei stato assunto con un contratto che prevedeva una certa mansione e un certo orario di lavoro devi attenerti a quello che risulta nel contratto stesso, e nel caso di cambio di mansioni o d'orario di lavoro, che devono essere concordate tra datore di lavoro e lavoratore, va modificato il contratto.-

      Elimina
    2. Grazie mille per la velocissima risposta,approfitto della sua gentilezza per chiederLe qualche delucidazione: a me negli ultimi due anni è andato bene venire incontro all'azienda ed accettare il cambio di mansione e orario ma il contratto non è mai stato modificato, posso io adesso "impuntarmi" e chiedere che il contratto venga rispettato? in caso di risposta affermativa, se le mie richieste non venissero accolte dall'azienda cosa dovrei fare? ancora molte grazie.

      Elimina
    3. SI!
      Puoi impuntarti e richiedere che il Tuo contratto venga rispettato, e se le Tue richieste non verranno accolte ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  14. Buona Sera Sig Gianfranco sto in contratto di solidarietà a zero ore cioè da 2 anni senza fare un giorno di lavoro. alla scadenza dei 2 anni .ci dissero che potevamo avere un'altro anno . e cmq dovevamo risultare rientranti per poi ottenere un'altro anno anche non andando a lavorare perche ci dissero che ci mettevano in ferie .dopo un mese e mezzo ci dissero che stavamo di nuovo in solidarietà sempre a zero ore senza mai fare un giorno di lavoro . tra poco scade anche il terzo anno e ci stanno dicendo che purtroppo le cose non sono migliorate e quindi stando in esubero verremmo licenziati. la mia domanda e questa .il contratto di solidarietà non dovrebbe essere fatto per non licenziare ma di rientro del personale '? L'altra cosa che vi chiedo , e possibile che le zero ore sono annuali in questo caso. poi ultima cosa non abbiamo mai percepito la tredicesima . vi ringrazio per la risposta .

    RispondiElimina
  15. sig Gianfranco per quando riguardo alla mia domanda sopra citata nel contratto di solidarietà si parla di ore settimanali . nel nostro caso 100 per cento . quindi mi domando se e possibile stare a casa da 3 anni senza lavorare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti il contratto di solidarietà viene fatto per non licenziare dei lavoratori, quindi non può finire con il licenziamento dei lavoratori stessi, Vi consiglio pertanto se verrete effettivamente licenziati di impugnare il licenziamento stesso.-
      Riguardo alla tredicesima dovreste verificare se era prevista nel contratto di solidarietà che avete a suo tempo sottoscritto.-
      In effetti un contratto di solidarietà che preveda di stare a casa per 3 anni senza lavorare mi sembra assurdo, e dovete quindi chiarire la questione con il sindacato che ha permesso tutto questo.-

      Elimina
  16. buona sera ho un contrato di 9 ore setimanali 3 sabato e 6 domenica lavoro da setembrie 2014 ho dato il preaviso il 26 di genaio sono obligata in periodo di preaviso di andare a lavorare
    o no? e se non vado cosa mi sucede e urgente grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Nel periodo di preavviso sei obbligata ad andare a lavorare, e in caso contrario avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanto saranno i giorni di mancato preavviso.-

      Elimina
  17. Buonasera Sig. Gianfranco,
    ho un contratto metalmeccanico industria di recente mi hanno cambiato i turni di lavoro in particolare alcuni giorni seguirò il seguente orario dalle 15 fino alle 23 volevo sapere se mi spetta un maggiorazione sulla busta paga per orario notturno?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La novità per il lavoro notturno dei turnisti è la maggiorazione attiva dal 1 giugno 2013 del 5% rispetto ai valori precedenti su: notturno fino e oltre le ore 22.00 (20%), notturno festivo (55%), notturno festivo con riposo compensativo (35%).-

      Elimina
  18. Buongiorno sig gianfranco.le volevo chiedere ,sui criteri di scelta che l,azienda dovrà fare mi hanno detto che si dovrà stilare una classifica ,in quanto le 3 cose che determinano chi dovrà restare vanno in concomitanza quindi si dovranno fare dei conteggi . tra carichi di famiglia ,anzianità di servizio ,e esigenza tecnico lavorativa .guardando il mio caso e facendomi un calcolo .io sarei fuori a meno che nelle esigenze tecnico organizzative la mia posizione prevalerà sui colleghi in quanto avendo la stessa qualifica e mansione .io o più di loro o un attestato di qualifica professionale di primo livello . non so se puo bastare .in più vorrei sapere come verranno dati i punti sulle esigenze tecnico organizzative .Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I punti verranno calcolati in base a un criterio concordato tra il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali in rappresentanza dei lavoratori, nel rispetto della normativa vigente, quindi in un'azienda possono essere diversi rispetto ad un'altra, e lo stesso discorso vale per il riconoscimento o meno di qualche punto per chi è in possesso di attestato di qualifica professionale.-

      Elimina
  19. Salve sig. Granfranco, volevo alcune delucidazioni in merito alla mia posizione. Sono impiegata con contratto a tempo indeterminato da 17 anni nella stessa ditta. Ho chiesto al mio datore di lavoro di licenziarmi poichè è in ritardo con i pagamenti dello stipendio e licenziandomi io potrei andare in disoccupazione in attesa di trovare un altro posto. Mi ha appena pagato la mensilità di novembre. Lui però non ci sente. Avanzo anche circa un mese e mezzo di ferie che ho chiesto di farmi fare ma niente neanche così perchè non può non avere nessuno in ufficio. Come posso fare? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non vieni licenziata puoi avviare la procedura per le dimissioni per giusta causa, ma per aver diritto all'indennità di disoccupazione la giusta causa va dimostrata, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti seguire per tutto l'iter burocratico necessario.-

      Elimina
  20. Buonasera, vorrei cortesemente sapere se lo Studio Legale Associato per il quale lavoro può licenziarmi ovvero se ho motivi validi per impugnare il licenziamento.
    Sono assunta a tempo indeterminato da dodici anni.
    Ora, due dei quattro associati hanno comunicato la loro intenzione di lasciare l'associazione e aprire un altro studio per conto loro. I due associati che rimangono, nonostante praticamente non abbiano introiti, non intendono chiudere l'associazione ma continuare a tenerla aperta, cercando di farvi entrare qualche altro professionista.
    Sta di fatto che, ad associazione ancora integra ed economicamente stabile, hanno già licenziato la mia collega e tra oggi e domani daranno la lettera di licenziamento per giustificato motivo oggettivo anche a me.
    Mi hanno chiesto di firmare una lettera in cui mi impegno a non impugnare il licenziamento ed un'altra per concordare una rateizzazione del TFR, ma io non ho intenzione di firmare nulla, tranne la lettera di licenziamento.
    Cosa mi consiglia? Loro possono agire in questo modo?
    La ringrazio per l'attenzione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti non devi firmare nulla!
      Infatti devi fare tutto il contrario di quello che pretendono e cioè devi impugnare il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni e non accettare alcuna rateizzazione del TFR, e ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
    2. La ringrazio per la Sua risposta! Ho già fissato appuntamento alla CGIL per il giorno 10 febbraio.
      Grazie ancora!

      Elimina
  21. a giugno 2014 l'azienda ha aperto una procedura di solidarietà con una mobilità per 6 dipendenti. circa tre mesi più tardi ha aperto una nuova mobilità per altri 16 dipendenti.
    ai primi 6 sono stati corrisposti un bonus di 5000 euro e l'indennità di mancato preavviso, ai successivi nulla di tutto ciò oltre ai mancati stipendi (due) ferie arretrate, ticket (tre mesi) 5 premmi di partecipazione, contributi previdenziali integrativi non versati per circa 36 mesi, TFR etc..
    hanno preteso il nulla a pretendere e la rinuncia all'impugnativa con il ricatto della mancata concessione della mobilità entro dicembre con conseguente perdita dei benefici per cambio normativo.
    possiamo impugnare il licenziamento ?

    S.Ferrieri

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Se avete firmato il nulla a pretendere e la rinuncia all'impugnativa, per legge vale solo quello che avete sottoscritto e non ha importanza il motivo per cui avete sottoscritto l'accordo.-

      Elimina
  22. Buon giorno dott.mi scuso ma sto veramente male ...le spiego in breve e spero mi aiuti ...ciò le lacrime agli occhi ..ho interrotto ,col mio datore di lavoro, il lavoro in un bar di torrefaro messina dove svolgevo per 200€ per 7 gg su 7 .ho lavorato per 4 anni 365 gg all anno senza giorno libero senza giorno di feste natale Capodanno e via dicendo e se stavo male non venivo pagato ..un bar che non chiude mai per via delle slot machina presenti nella struttura .adesso sono arrivato mentalmente in tutti i sensi , ho chiesto di essere licenziato ma non mi è concesso perché credo che mi abbia fatto un contratto fasullo ho solo ricevuti 2 buste paga in 4 anni e mi ha detto che solo mel 2012 mi a fatto il c9n tratto col suo ragioniere compiacente .nom mi farà prendere neanche la disoccupazione dopo che me lo promise e con arroganza e presunzione vuole che gl8 firmi le dimissioni ...mi dica se nel caso lui mi liquidasse e firmo io posso cmq fargli la vertenza se non mi fa prendere la disoccupazione ? Mi aiuti prrche sono disperato sono solo .grazie

    RispondiElimina
  23. Mi scuso ancora ..per quanti riguarda la liquidazione mi ha detto che me la darebbe in 6 mesi cone per legge è vero questo ? Lo può fare per legge ? Premetto che è milionario ma a suo nome non cia nulla

    RispondiElimina
  24. Oggi devi andare fida suo ragioniere ma sono avvelenato .in tutti i casi dovrò cmq sempre per definire incontrare ilmio ex ddatore ? Grazie mi aiuti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se firmi la lettera di dimissioni perdi il diritto ad ogni tipo di ammortizzatori sociali, non devi quindi cedere ai ricatti e devi farti licenziare.-
      Per quanto riguarda il TFR per legge deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla di cessazione del rapporto di lavoro, ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
    2. La ringrazio molto ..le volevo chiedere e mi scuso se le faccio perdere tempo .adesso il mio medico curante gli ha mandato all inps un certificato medico di 28 giorni perché sto male per via di tutto degli insulti rivoltosi a me chiamando mi morto di fame ..ancora il suo ragioniere non ha chiamato per definire le cose ed io ancor nkn riesco a trovare lavoro ...non è che con questo certificato rischio qualcosa e lui datore di lavoro se ne approfitti per danneggiati ?lo fatto anche perché lui mi ha buttato fuori e non vorrei che mi licenzia se per abbandono del lavoro dato che non ho testimoni ..mi risponda la prego e grazie .lei è una brava persona ed è utilissima grazie per ciò che fa ..sino di una depressione che mai avrei pensato di avere

      Elimina
    3. Tranquillo!
      Fino a quando sei in malattia non puoi essere ne danneggiato ne licenziato, ma poi non eri Tu che volevi essere licenziato? Quindi di che cosa ti preoccupi?
      Ti consiglio quindi di attendere il più serenamente possibile l'evolversi della situazione e quando il Tuo datore di lavoro si deciderà di licenziarti potrai iniziare a cercarti un nuovo lavoro.-

      Elimina
    4. Salve dott censori .sempre complimenti ..volevo chiederle un altra cosa è mi scuso .la malattia sta per terminare .ancora nulla come scritto nei sms precedenti .ho avuto un altro colloquio col mio ex datore non buono ovviamente .mi son fatto rilasc d inps l estratto contrib dove risulta che lavoro per la ditta ma sono quasi tre anni che non ricevi ne b paga ne cud .parlando col commercialista suo mi inventa scuse non capisco perché ..le dico questo perché per poter fare domanda per l aspi anzi mini visto che dichiarava che facevo 24 ore sett ed invece erano 72 .perché tutto ciò ?perché non mi danno risposte certe ? Cosa c'è sotto che non hanno fatto ? Grazie

      Elimina
    5. Purtroppo l'unico consiglio che posso darti, e mi ripeto, è quello di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  25. salve sig gianfranco sto in contratto di solidarietà tipo b .che scade il 17 febbraio ieri andando al centro dove lavoro lessi un cartello che il centro resterà chiuso dal 17 al 4 marzo per ferie collettive . tutti i dipendenti stanno in contratto di solidarietà chi con meno ore chi come me a zero ore . la mia domanda e questa .a noi a zero ore mica ci spettano le ferie? grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ha un'altra cosa il centro sta facendo la prassi per esubero di personale e che non e stato raggiunto nessun accordo col sindacato in quanto l'azienda voleva fare una riduzione di orario. mentre alcuni dipendenti non hanno voluto .vi chiedo perche l'azienda a fatto questa prassi delle ferie collettive ?

      Elimina
    2. Se l'azienda non ha raggiunto un accordo con il sindacato vuol dire che vuole procedere per conto proprio contro ogni regola, l'unica cosa quindi che potete fare è quella di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  26. Salve Sig. Gianfranco, ho contratto metalmeccanico industria ho iniziato a fare i turni, volevo sapere tra un turno e l'altro quante ore devono passare... mi spiego meglio sono garantite delle ore di recupero fisico tra un turno e l'altro
    Faccio un esempio il lunedì lavoro dalle 15 fino alle 23 e il martedì attacco alle 7 di mattina è giusta questa cosa ...? Non mi sembra che ci sia lo stacco necessario per il riposo calcolando che alle 7 devo essere al lavoro ma mi devo svegliare molto prima... grazie cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. NO!
      Non è giusto!
      Il Tuo CCNL prevede il diritto alle 24 ore consecutive di riposo, tra un turno e l'altro.-

      Elimina
    2. Mi scusi Sig. Gianfranco forse mi sono spiegato male, i turni sono sempre di 8
      ore quindi ad esempio lun 15-23; mart 7-15; merc 8-20; giov 12-20 ecc...
      mi hanno detto che in base al mio contratto
      è previsto anche per questi tipi di turni devono essere garantiti almeno 11 ore di riposo
      (per recupero fisico) tra un turno e l'altro è vero?
      Lei chiedo questo perchè come gli dicevo nel post precedente, spesso
      mi capita il turno 15-23 o poi il giorno seguente attacco alle 7
      e finisco alle 15 praticamente non ho il tempo di arrivare a casa ....
      che devono tornare al lavoro.
      Grazie sempre per la sua gentilezza nel rispondere!
      Cordiali Saluti

      Elimina
    3. SI!
      Per legge devono essere garantite al lavoratore almeno 11 ore di riposo, in caso di cambio di turno giornaliero.-

      Elimina
  27. Buongiorno e complimenti, ho il dubbio di aver subito un licenziamento illegittimo. Sono stato dipendente a tempo indeterminato per quasi 10 anni presso una società di sevizi di ingegneria, una srl, con CCNL settore commercio con n. 3 dipendenti fino a giugno 2014, quando una collega dette le dimissioni. In realtà però questa piccola società è strettamente connessa (per usare un eufemismo) alla "vera" impresa di costruzioni, una spa con raggio d'azione su tutto il territorio nazionale, realizzatrice delle opere e per la quale ho sempre lavorato; alcuni esempi per rendere l'idea: la mia mail aziendale, con la quale intrattenevo tutti i rapporti, era proprio dell'impresa di costruzioni, la dirigenza a cui rispondevo pure, ho rappresentato su documenti ufficiali e con la mia presenza sempre la stessa impresa, le mie nomine sono firmate dal dirigente della stessa, siamo sempre stati un'unica squadra di colleghi fra le due società e addirittura condividevamo gli stessi spazi lavorativi e gli obiettivi comuni, tutte cose facilmente dimostrabili da numerosi documenti. La mia lettera di licenziamento è arrivata a fine gennaio 2015 così come ad alcuni colleghi dell'altra impresa per giustificato motivo oggettivo (economico) legato alla fine dell'ultimo cantiere seguito, presso il quale eravamo stati trasferiti circa 5 anni fa. È da dire che nella nostra storia all'interno dell'azienda eravamo inizialmente legati ad un altro cantiere, terminato il quale siamo stati trasferiti per qualche anno presso degli uffici di una sede periferica (tuttora esistenti anche se non presenziati) e poi trasferiti nuovamente nell'ultimo cantiere, come detto chiusosi appunto a gennaio. Inoltre abbiamo sempre prestato la nostra opera per i fini generali dell'impresa, oltre che per il singolo cantiere cui eravamo destinati, ad esempio nel mio caso ho seguito numerose progettazioni a livello nazionale e sempre collaborato con l'ufficio gare della sede centrale. L'impresa avrebbe anche due nuovi contratti firmati su gare vinte per prossimi lavori in un altra regione che però non si sa quando partiranno esattamente, comunque entro il 2015. I miei dubbi sarebbero i seguenti: il licenziamento per fine cantiere, nel mio caso che ho sempre lavorato a tutto tondo per qualunque problematica dell'impresa e dal momento che alcuni colleghi qualche mese fa hanno dato le dimissioni (per esempio l'ufficio gare risulta in questo momento senza necessario personale) e poteva esserci un ripescaggio è lecito? Possono considerarsi "collegate" le due imprese descritte? Se così fosse, si raggiungerebbe il limite dei 15 dipendenti poco prima del licenziamento, ma per rientrare nell'art 18 rivisitato da Fornero, ossia per arrivare a 16, bisognerebbe considerare per lo meno l'ultimo anno dal momento che il numero consueto di dipendenti ha subito una notevole contrazione proprio nel 2014 tra dimissioni e licenziamenti; è lecito tornare indietro di un anno per il calcolo dell'organico medio aziendale?? Infine per i carichi di famiglia: ho un figlio minore in tenera età, mentre l'altro dipendente della piccola società srl no, ma come anzianità ha circa 1 anno di più e un ruolo superiore come livello e incarico (io sono un primo livello e l'altro è un quadro); è stato legittimo dare a me la precedenza per il licenziamento? Molte grazie in anticipo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Ti consiglio di impugnare comunque il licenziamento, ed hai solo 60 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per farlo, ma solo per richiedere un congruo risarcimento danni, in quanto non ci sono i presupposti per un reintegro in servizio, trattandosi giuridicamente di due aziende diverse anche se collegate tra loro.-

      Elimina
  28. Buonasera Signor Censori,
    lavoro per una ditta come aiuto commessa b3 da 7 anni con contratto a tempo indeterminato la settimana scorsa il datore di lavoro si è presentato con un nuovo contratto di lavoro per tutti i dipendenti ( ha cambiato sia nome della ditta che numero di matricola ) su questo contratto sta scritto che tra accordi tra noi verbali mi assumeva a tempo indeterminato e con una prova di 45 giorni di lavoro effettivo allora io mi chiedo è possibile una cosa del genere?
    Chiesto a lui chiarimenti mi ha detto che lui ha fatto tutto alla luce del sole. anche se a me non sembra in quanto tra me e lui non ci è stato mai dialogo su un nuovo contratto di lavoro e comunque il vecchio si è chiuso al giorno 10 gennaio 2015 e il nuovo inizia il 12 gennaio 2015 a questo punto se mi è stato chiuso un contratto ci dovrebbe essere anche una lettera di licenziamento ?
    adesso io posso chiedere il TFR?
    Comunque di tutto ciò io mi sono fatto un idea non vorrei più lavorare con questa ditta ma non voglio nemmeno perdere il TFR e la disoccupazione
    lei gentilmente cosa mi consiglia di fare?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio, perché corri il rischio di essere truffata.-
      Infatti in caso di cambio ditta o la nuova azienda si prende in carico il TFR e tutte le altre competenze maturate dai lavoratori e garantisce agli stessi lo stesso trattamento economico con passaggio diretto, o licenzia i lavoratori, paga il TFR e tutte le altre competenze maturate e concorda con i lavoratori stessi le condizioni per l'assunzione nella nuova azienda.-

      Elimina
  29. Gentile Sig. Censori,
    vorrei, se possibile, alcuni chiarimenti riguardo la mia situazione lavorativa che descrivo brevemente.
    Dopo più di dieci anni di lavoro come barista/banconiera con contratto a tempo indeterminato, nel mese di novembre mi sono vista recapitare lettera di licenziamento per cessata attività.
    Premetto che il mio rapporto con i titolari era confidenziale e allo stesso tempo rispettoso, per cui speravo di essere messa al corrente della loro decisione affinchè potessi cercarmi un altro lavoro…
    Ma non è stato così, è accaduto tutto in fretta, giusto il tempo per osservare i giorni di preavviso che dovevano essere esplicati entro la fine di dicembre 2014. Con l’imminente anno nuovo sarebbero subentrati nuovi proprietari, che a quanto pare, a tutt’oggi, dei nuovi proprietari non se ne sa nulla.
    Visto che il bar continua la sua attività, posso chiedere il reintegro al lavoro perlomeno fino all’effettivo cambiamento di gestione? (…ammesso che ciò accada perché voci in giro dicono che l’affare è saltato). Qualora i miei sospetti fossero fondati, sospetti che lasciano pensare a una macchinazione per mandarmi a casa, posso esercitare il diritto di rivalsa chiedendo una buonuscita?

    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio di impugnare comunque il licenziamento, ed hai solo 60 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per farlo, ma solo per richiedere un congruo risarcimento danni, in quanto non ci sono i presupposti per un reintegro in servizio.-

      Elimina
    2. Innanzitutto grazie per avermi risposto.
      Nella lettera precedente ho dimenticato di dire che dopo di me è stata assunta un' altra dipendente che tra l'altro continua a lavorare. La ragazza viene retribuita con i Voucher, non so però se questo tipo di
      prestazione occasionale possa fare la differenza per chiedere il reintegro in servizio.

      Elimina
    3. Purtroppo NO!
      Le prestazioni occasionali retribuite con i voucher per legge non costituiscono un rapporto di lavoro dipendente.-

      Elimina
  30. Buon giorno Sig. Gianfranco. Vorrei chiedergli una informazione.io sono licenziato in 2013.perché mi è sembrato ingiusto il licenziamento ho fatto la causa. Adesso il giudice ha deciso che il datore di lavoro mi deve riprendere al lavoro e mi deve pagare 6 mensilità e la liquidazione per I 2 anni che ho lavorato.adesso sto lavorando dal 1 gennaio 2015.Però il datore di lavoro non mi vuole pagare le 6 mensilità e la liquidazione. Posso fare qualcosa in questo caso? Vi ringrazio e buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo nel Tuo caso se non vuoi rinunciare alle 6 mensilità e alla liquidazione non puoi fare altro che proseguire con gli atti giudiziari.-

      Elimina
  31. Buongiorno Sig.Censori,
    vorrei sapere per cortesia come mi devo muovere.
    praticamente devo trasferirmi in un altra città per motivi personali.
    So che se mi licenzia perdo tutti i diritti per la disoccupazione. Ce per caso qualche legge che mi tutela in questo caso?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      In caso di dimissioni non si ha diritto ad alcun tipo di indennità!
      L'unica cosa che puoi fare è quella di trovare un nuovo lavoro nell'altra città, anche con un contratto a termine di breve durata, per poter presentare alla scadenza la domanda di disoccupazione.-

      Elimina
  32. Gentile Dott. Volevo sapere una volta che ato e fallita e gli operai sono a casa,quando subentra un' altra ditta, anno diritto a essere riassunti di nuovo loro.Perchè quelli che lavoravano erano stati assunti per clientelismo ed alcuni erano operai della comune .Io a marzo sono in mobilita ho qualche vantaggio GRAZIE

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giovanni!
      Purtroppo NO!
      La ditta che subentra per legge non è obbligata ad assumere i lavoratori della ditta fallita, anche se assumendo dei lavoratori in mobilità avrebbe dei benefici a livello contributivo.-

      Elimina
  33. Buongiorno Dott.
    Volevo chiedere questo, lavoro per una SPA come venditore interno/esterno da febbraio 2014 a tempo indeterminato. Oggi l'azienda dice che i risultati raggiunti non bastano per pagarmi lo stipendio e quindi mi ha proposto un contratto par-time. Oggi come oggi non posso accettare un contratto di questo tipo che non mi permetterebbe di mantenere la famigli. Preferisco ottenere il massimo risarcimento in caso di licenziamento da parte loro per poi cercarmi un posto nuovo. Secondo lei quanto potrei riuscire ad ottenere se dovessi essere licenziato?. Per la mia azienda lavorano piu di 15 dipendenti e anche alcuni agenti monomandatari... Ps prima di licenziarmi non dovrebbero ricollocarmi al posto di questi agenti monomandatari visto che sono assunto?. Grazie in anticipo per le risposte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In caso di licenziamento potrai impugnare il licenziamento stesso e richiedere un risarcimento danni che può variare dalle 3 alle 6 mensilità aggiuntive, se per il Tuo licenziamento non vengono seguiti i criteri di legge.-

      Elimina
  34. Buongiorno Dott.
    ho un contratto a tempo indeterminato dal novembre 2011, in qualità di commessa full time. Da circa un paio di mesi, il mio responsabile sta cercando di convincermi a diminuire le mie ore lavorative, ovvero vuole che io dichiari di voler passare dalle mie 40 ore a 24 ore settimanali. Ovviamente ho più volte rifiutato, ma mi è stato intimato il trasferimento ad altre sedi e anche il licenziamento, tutto cio' in forma verbale. La motivazione di tale diminuzione ore, è la produttività inferiore rispetto ad altri colleghi assunti a tempo determinato, questo puo' esser un motivo di trasferimento o addirittura di licenziamento? Grazie in anticipo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le motivazioni del tuo responsabile non sono valide per giustificare un licenziamento, quindi se verrai effettivamente licenziata potrai impugnare il licenziamento stesso.-

      Elimina
  35. Buongiorno, ho un contratto a tempo indeterminato dal 93. Il mio ufficio e distaccato dall'azienda in quanto e una direzione commerciale, ed e coposto da tre tecnici e un direttore. L'azienda nn e in crisi grazie anche all'estero. Nel 2005 noi tre tecnici siamo stati rimansionati a promotori vendite interni all'azienda con benefit concessi. Ad oggi l'azienda ci indica che con i fatturati ottenuti nel 2014 nom vengono coperti i costi ufficio e quindi a marzo verra' licenziato uno di noi tre tecnici. Io godo anche di permessi 104 per assistere i miei genitori e gia l'anno scorso mi hanno pressato per lavorare da casa durante il tempo libero dei 104.(come se ce ne fosse...) mi avevano poi fatto una proposta verbale di passaggio partime che nn ho accettato. Volevo chiedere e corretto che possano procedere cosi e se fossi scelto io se puo esserci il presupposto di una discriminazione. Inoltrr come viene calcolato il carico familiare per il dipendente sposato con tre figli a carico e per un altro dipendente sposato senza figli a carico? Faccio presente che il dipendente con i tre figli a carico ha la moglie impiegata a tempo pieno mentre l'altro senza figli ha la moglie impiegata partime, inoltre il ptimo ha una anzianita di servizio di 10 anni mentre il secondo di 21anni. Ringrazio

    RispondiElimina
  36. Preciso inoltre che l'azienda ha piu fi 100 dipendenti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Per carichi di famiglia si intendono le detrazioni per familiari a carico che vengono richiesti dal lavoratore al datore di lavoro e che risultano quindi in busta paga.-

      Elimina
  37. buonasera sig gianfranco . vi chiedo un consiglio .mi trovo in un pasticcio e vi spiego il perche sono stato in contratto di solidarietà per 3 anni .con mansione diversa dalla mia .la contestai verbalmente sia quando fecero il contratto sia ad oggi . purtroppo devono fare dei licenziamenti e dicono che verremmo licenziati .per esubero . vorrei sapere se loro si atterranno alle mansioni dateci all'ora . io posso contestare il licenziamento oppure loro diranno che io non o contestato il contratto di solidarieta perche contesto ora..da premettere che io il contratto di solidarieta lo contestai ma nessuno mi prese in considerazione perche fu verbale .. . anche avendo i testimoni. vi ringrazio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo le dichiarazioni verbali non hanno alcun valore giuridico, mentre fa fede quello che risulta agli atti, quindi ti sarebbe molto difficile contestare il licenziamento anche in presenza di testimoni, perché dovresti comunque spiegare perché non c'è stato un seguito alle contestazioni verbali.-

      Elimina
    2. sig gianfranco non posso contestare il contratto di solidarietà .che e finito il 17 febbraio .adesso ci anno messo in ferie fino al 7 marzo quindi stiamo in carico . dopo le ferie l'azienda parla di licenziarci quindi se loro mi daranno ancora la mansione che mi fu data nel contratto di solidarietà e io dimostrerò che la mia mansione e un'altra perchè non verro preso in considerazioni .? poi vi chiedo un'ultima cosa se verro licenziato per motivi economici verra applicata la nuova norma cioè solo l'indennizzo o varrà la legge vecchia .Grazie.

      Elimina
    3. Se verrai licenziato per motivi economici potrai impugnare il licenziamento solo per richiedere un congruo risarcimento danni.-

      Elimina
  38. Salve sono u. Piccolo commerciante. .ho tre dipendenti tutte a tempo indeterminato. Due di loro sono rimaste incinte stesso mese e tra gravidanza ecc sono ancora in maternità da un anno circa. In sostituzione di una delle due ragazze ho preso u a nuova ragazza messa in regola da cerca 4 mesi. a tempo indeterminato come apprendista. .ora ho saputo che ha un Ritardo anche lei...sinceramente mi sento il fessi della stazione il bancomat...posso fare qualkosa licenziare prima che dica qualcosa della gravidanza. ? E se dovesse dirlo posso fare ugualmente qualcosa ? Mi aiuti basta in regola ne approfittano. Cosa fosso fare per tutelarmi nOn arrivo più a pagare nulla.grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rosario!
      Evidentemente non sei stato molto fortunato ma le scelte le hai fatte tu stesso!
      Infatti se una dipendente va in maternità se ne assume un'altra con un contratto a termine per la durata della maternità e non un'apprendista a tempo indeterminato per risparmiare sui contributi, visto che l'indennità di maternità è carico dell'INPS.-
      Comunque se l'apprendista è incinta non puoi licenziarla, ma se non richiede la maternità anticipata può lavorare fino alla fine del settimo mese di gravidanza.-

      Elimina
  39. Buongiorno le scrivo per informazioni nuova Naspi2015. Precisamente le richiederei se ricevo la lettera di licenziamento a marzo e ho due mesi e 15 gg di preavviso e nn dovessi accettare di ricevere il corrispettivo ma di lavorarlo tutto e impugnando in contemporanea il licenziamento avrei diritto ugualmente di rientrare nelle nuove norme che dovrebbero entrare in vigore il 1 maggio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La nuova Naspi andrà in vigore dal 1° maggio 2015, quindi sarà valida per i rapporti di lavoro che cesseranno successivamente alla suddetta data.-

      Elimina
  40. Buongiorno, mi permetta un po' di domande nella speranza anche di ricevere le risposte ;-).Ho ricevuto formale lettera di intenzione al licenziamento (GMO) il 30-1-15 e conseguente convocazione presso la DTL, in effetti insieme a me altri 3 più un dirigente, totale 5. Qui la prima domanda: si tratta di licenziamento collettivo?
    Visto l'esito negativo della conciliazione davanti alla DTL, qual è la data effettiva del licenziamento? Come e se il datore di lavoro deve comunicare suddetto licenziamento a fronte del mancato accordo? Se il datore di lavoro non effettua questa comunicazione formale, come si fa attivare l'ASpi ed anche impugnare il licenziamento?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. - NO! Nel tuo caso non si tratta di licenziamento collettivo.-
      - La data effettiva del licenziamento ti verrà comunicata dal datore di lavoro con un'altra comunicazione scritta.-
      - Senza la lettera di licenziamento Tu sei formalmente ancora in servizio, quindi non puoi ne attivare l'ASPI ne impugnare il licenziamento stesso.-

      Elimina
    2. Nel frattempo ho scovato questo: http://www.bollettinoadapt.it/anche-dirigenti-nella-procedura-dei-licenziamenti-collettivi/ che ne dice?
      Ricapitolando siamo 4 dipendenti a tempo indeterminato + un dirigente iscritto ad una organizzazione sindacale. Per lei è sempre un NO?

      Elimina
    3. Confermo!
      La procedura di mobilità è una procedura collettiva alla quale possono aderire solo le aziende industriali, cioè con più di 15 dipendenti, che il datore di lavoro deve attivare d'intesa con le organizzazioni sindacali, e non è il vostro caso.-

      Elimina
    4. mi scuso è stata una mia mancata precisazione, in effetti la mia ex azienda supera abbondantemente i 15 dipendenti.

      Elimina
  41. Buongiorno Sig. Censori, avrei bisogno di un chiarimento. Sono stato assunto a dicembre 2011 con la Legge 407/90. Dall'agosto 2013 l'azienda è stata ceduta ed io, come unico dipendente , sono stato ceduto all'azienda subentrante. Per motivi di ristrutturazione l'attività è rimasta chiusa 3 mesi, durante i quali non ho percepito né stipendio né busta paga (sono rimasto a casa). Ho ripreso quindi a lavorare a dicembre 2013 affiancato da nuovi colleghi. Ad oggi mi viene chiesto di dimettermi per un calo del lavoro. Specifico che siamo 9 colleghi (ma l'azienda ha circa 200 dipendenti)io sono l'unico ad avere un contratto a tempo indeterminato e potrei essere ricollocato. Avendo rifiutato di firmare le dimissioni sono stato mandato in ferie e lo rimarro' fino al loro esaurimento. Specifico anche che non ho mia figlia a carico (è a carico della mia compagna convivente) e so che questo gioca a mio sfavore perché tre colleghi hanno ciascuno tre figli a carico. Come mi devo comportare? Consideri che il sindacato mi ha già proposto di fare una "conciliazione" che i miei capi hanno rifiutato. La ringrazio in anticipo per tutti i consigli che mi potrà dare. Saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo ti trovi in una situazione difficile ma non devi cedere ai ricatti, quindi non devi assolutamente presentare le dimissioni perché non avresti diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, pertanto devi comunicare al tuo datore di lavoro che se vogliono fare a meno di te debbono licenziarti, e una volta che sarai licenziato valuterai se ci saranno i requisiti per impugnare il licenziamento stesso.-

      Elimina
    2. Buongiorno Sig. Censori, non è mia intenzione presentare le dimissioni, anche perché il problema del calo di lavoro lo dicono loro, il registro dei corrispettivi dimostra il contrario. Cio' che mi chiedo è se sono obbligato a rimanere a casa in ferie (attualmente sto recuperando i permessi non goduti), dal momento che stanno prendendo tempo perché evidentemente non trovano una motivazione valida al mio licenziamento? Il mio dubbio è che vogliano farmi esaurire anche i permessi in modo da non pagarmeli e lasciarmi a casa senza una motivazione, così risulterebbe un'assenza ingiustificata e quindi un valido motivo per licenziarmi. La ringrazio nuovamente per la Sua disponibilità. Saluti

      Elimina
    3. Per quanto riguarda le ferie e i permessi maturati, il datore di lavoro può obbligarti ad azzerarli, ma una volta che avrai azzerato tutto, ovviamente solo quelli maturati e non goduti al 31 dicembre dello scorso anno, debbono richiamarti in servizio.-

      Elimina
  42. Buongiorno Sig. Censori,
    l'azienda per cui lavoro ha aperto la CIGS questa terminerà fra un anno dopo di che non si sa... probabilmente l'azienda opterà per la mobilità volevo sapere entro quanto tempo l'azienda terminata la CIGS si deve attivare per mettere in mobilità? Diciamo noi dipendenti quando possiamo ritenerci salvi, cioè per farmi capire se dopo non so due mesi dalla fine della CIGS non abbiamo ricevuto nessuna lettera vuol dire che l'azienda ha esaurito il termine per richiedere la mobilità e noi dipendenti siamo per così dire salvi ? Le chiedo queste informazioni perchè l'azienda ci sta facendo con questo "giochino" molte pressione psicologiche non si campa più! La saluto cordialmente e grazie ancora per la Sua preziosa rubrica!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Al termine della CIGS o l'azienda vi richiama in servizio o deve mettervi subito in mobilità, comunque vi consiglio di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  43. buongiorno sig Gianfranco purtroppo sono stato licenziato ieri .se vi ricordate del problema della mansione . il contratto di solidarietà era scaduto da 15 giorni a noi a zero ore ci misero in ferie . dopo la trattativa con i sindacati andata male l'azieda a deciso di licenziare noi a zero ore e fare una diminuzione di orario al resto dei dipendenti . il motivo e quello della soppressione del posto di lavoro cioè quello di eliminare il servizio di trasporto .e quindi gli autisti . sino ad ora il mio problema che era quello di avermi dato la mansione di autista .non e stata presa in considerazione . anche facendoci vedere tutte le carti che dimostravano la mia mansione effettiva da cui erano 15 anni che la svolgevo . vi chiedo cosa posso fare .per contestare il licenziamento e se o possibilità una volta accertata la mansione se potro essere reintegrato . o pure loro si attaccheranno al contratto di solidarietà dicendo perchè io non lo contestai all'ora . grazie sempre gentilissimo .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio di impugnare il licenziamento, non per richiedere il reintegro in servizio, ma solo per richiedere un congruo risarcimento danni, e quindi di guardare oltre, cioè di cercare un nuovo lavoro.-

      Elimina
  44. Buongiorno Sig. Censori,l'azienda spa dove lavoriamo a ottobre 2014 a trasferito la logistica (art.47) a una cooperativa fatta costituire un mese prima da un ex dipendente della stessa spa...la maggior parte dei miei colleghi a ottobre sono passati sotto cooperativa...adesso fine marzo 2015 dovremo passare anche noi addetti alle consegne ...il sindacalista che segue il tutto ci ha detto che per quanto riguardo il contratto non cambiano ne le mansioni ne lo stipendio però alla domanda: se uno non vuol passare in cooperativa è stato molto vago ci ha detto che si è obbligati a passare in cooperativa altrimenti uno si deve licenziare...la nostra domanda non è possibile essere messi in mobilità oppure avere qualche tipo di buonuscita è se non diamo le dimissioni dalla spa cosa succede? abbiamo tutti una anzianità lavorativa di oltre 10 anni.
    La ringraziamo anticipatamente e cordialmente la salutiamo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti ha ragione il sindacalista!
      Se c'è un accordo sindacale, che stato quindi accettato dalla maggior parte dei lavoratori, chi non è d'accordo presenta le dimissioni e va a lavorare dove vuole, ma non può pretendere di far saltare l'accordo proponendo ipotesi alternative.-

      Elimina
    2. Buona sera, scusi,forse mi sono spiegato male...l'accordo x gli autisti è ancora da concordare entro la fine del mese non vogliamo far saltare l'accordo ai colleghi che sono già in cooperativa ma volevamo solo sapere a cosa si va incontro se non si firma le dimissioni dalla spa dato che firmando le dimissioni non si ha diritto alla disoccupazione da quanto abbiamo capito...scusi di nuovo e grazie.

      Elimina
    3. Purtroppo è vero che se si firma le dimissioni non si avrà diritto alla disoccupazione, ma se non si firma le dimissioni e non si accetta il passaggio dalla SPA alla cooperativa si può far saltare tutto l'accordo per tutti.-

      Elimina
  45. Buongiorno Gianfranco,
    Sono assunto da 3 anni con contratto a tempo Indeterminato.
    La mia Azienda attuale, causa situazione economica/ristrutturazione, mi ha proposto di firmare una Conciliazione, che conteneva un notevole riduzione dello stipendio, per me insostenibile dato che sono a capo di una famiglia monoreddito.
    Dopo varie contrattazioni, visto il muro insindacabile che l'Azienda opponeva, ho chiesto di fare una nuova Conciliazione dove trattare i termini delle mie dimissioni/licenziamento. Ovviamente non ho intenzione di dimettermi spontaneamente dato che adesso non ho un lavoro in alternativa e perderei anche gli ammortizzatori sociali.
    Io intenderei chiudere l'argomento in modo amichevole, ma secondo me loro vorrebbero chiudere come se fossi io a dimettermi e mi hanno già detto che non intendono corrispormi nulla in più del dovuto.
    Posso chiedere che nella Conciliazione, oltre alle mie spettanze, mi vengano erogate alcune mensilità a titolo di risarcimento o devo per forza fare in modo di arrivare ad impugnare il licenziamento?.
    Grazie della risposta
    Cordiali Saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Tu puoi chiedere nella conciliazione, che oltre alle tue spettanze ti vengano erogate alcune mensilità aggiuntive come risarcimento danni, ma nessuno può garantirti che il tuo datore di lavoro sia disposto ad accettarle.-
      Questo significa che se non raggiungerete un accordo in quella sede, non potrai fare altro che impugnare il licenziamento.-

      Elimina
  46. Buonasera Gianfranco, sto detraendo in 10 anni alcune ristrutturazioni edilizie. Purtroppo essendo stato messo in mobilita' per tutto il 2014 e buona parte del 2015 e' sicuro che saro' incapiente per un anno e forse per due. Se perdo la possibilita' di detrarre per due anni perdo tutta la detrazione rimanente o quando ritornero' capiente IRPEF potro' ricominciare le detrazioni ? grazie e cordiali saluti Giorgio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giorgio!
      SI!
      Nel tuo caso quando ritornerai ad essere capiente potrai riprendere le detrazioni per le rate residue.-

      Elimina
  47. Salve Avv. mi puo spiegare come funziona l'aspi e la mini aspi .vi spiego la mia situazione .sono stato licenziato .dopo essere stato in contratto di solidarietà a zero ore . andando a fare domanda per la disoccupazione .mi hanno detto che io prenderò la mini aspi .perchè i contributi che risultano gli ultimi 3 anni sono pochi .il 2014 risultano 14 settimane . il contratto di solidarietà prevede contributi figurativi .e quindi noi avremmo 4 soldi di disoccupazione .oltre il danno anche la beffa .mi sembra assurdo questo . mi sa dire se le cose stanno così o diversamente . chi mi a detto questo e un patronato .Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per il diritto all'ASPI sono necessarie almeno 52 settimane di lavoro nell'ultimo biennio, mentre per il diritto alla Mini Aspi sono necessarie almeno 13 settimane di lavoro nell'ultimo anno.-

      Elimina
  48. Buongiorno, vorrei un informazione! Purtroppo devo licenziarmi dal mio posto di lavoro per trasferirmi all'estero da mio marito. Vorrei sapere quanti giorni di preavviso ho considerando che lavoro in un negozio di abbigliamento con CCNl a tempo indeterminato, IV livello e adesso a 24 ore settimanali e lavoro in questa azienda da 5 anni e 2 mesi quasi.
    La ringrazio anticipatamente per la risposta
    Una buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il preavviso previsto dal CCNL terziario per un 4° livello e un'anzianità di servizio compresa tra 5 e 10 anni è pari a 30 giorni, con decorrenza dal 1° o dal 16° giorno del mese.-

      Elimina
  49. Buongiorno dott.censori
    sono un dipendente di una azienda piu di 50 dip.con contratto multiservizi
    la mia ditta ha preso in subappalto da un'altra grossa ditta
    la mia domanda questa
    nel caso che la mia ditta(sub appaltatrice) dicedessi di andare via la ditta grossada in sub appalto ad un'altra ditta noi saremmo assunti in automatico dalla ditta sub nuova opuure no?
    la seconda domanda nel caso che la ditta grossa non vuole dare in sub appalto noi saremmo assunti in automatico con questa ultima oppure no?
    cordiali saluti

    RispondiElimina
  50. ccnl multiservizi a tempoindeterminato dal2008

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo in Italia a livello di diritti dei lavoratori c'è poco di automatico, nel senso che sono i datori di lavoro che decidono, Vi consiglio quindi di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  51. Buongiorno Dr. Censori, in una azienda del commercio con più di 15 dipendenti, in caso di procedura di licenziamento collettivo, l' azienda è obbligata a comunicare ai sindacati chi sono le persone da licenziare? E se sì, i sindacati sono obbligati a comunicarlo ai dipendenti? O ancora, più semplicemente e direttamente, l' azienda deve comunicare i nominativi ai dipendenti? E se sì, tale comunicazione deve avvenire all' inizio di un periodo di trattativa tra azienda e sindacati/dipendenti oppure l' azienda può aspettare all' ultimo momento?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La legge prevede che in caso di crisi aziendale il datore di lavoro deve convocare le organizzazioni sindacali in rappresentanza dei lavoratori e concordare con loro l'eventuale numero di lavoratori da mettere in mobilità e i criteri di scelta degli stessi.-
      Ogni lavoratore quindi deve farsi tutelare ed assistere al meglio dal proprio sindacato di appartenenza.-

      Elimina
    2. Quindi i sindacati vengono a sapere quali sono i lavoratori da mettere in mobilità perchè come lei scrive concordano con l' azienda il numero e i criteri di scelta, giusto?

      Elimina
    3. Ciao Giuliano!
      SI!
      Giusto!
      Per poter dare il loro consenso, i sindacati devono essere informati di tutto.-

      Elimina
  52. Salve Gianfranco,
    con riferimento alla mia prima domanda pubblicata il 9 marzo ore 19,35, le chiederei gentilmente un ulteriore chiarimento.
    Se nella conciliazione relativa al mio licenziamento, il datore di lavoro rifiutasse si darmi qualsiasi somma a titolo di risarcimento e nel documento scritto viene citata l'inoppugnabilità dello stesso ed il riferimento all'art. 2113 c.c. sarebbe comunque possibile dopo impugnare il licenziamento oppure firmerò qualcosa di irreversibile che metterà fine alla questione?.
    Grazie mille.
    Cordiali Saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ci sarà un accordo firmerai l'atto di conciliazione che ti impedirà l'impugnazione del licenziamento ed ogni azione legale, in caso contrario non firmerai nulla e sarai quindi libero di procedere per via giudiziaria.-

      Elimina
  53. Salve Gianfranco .se e possibile farmi capire .come viene assegnata una mansione . il mio caso e questo .sul contratto di lavoro cè qualifica polivalente ,assistente alla persona , centralinista , autista ect . liv B4. La mia mansione svolta prevalentemente e quella di assistente .da circa 10 anni . ultimamente presi la patente D. e chiesi di cambiarmi la qualifica passando ad autista .come i due colleghi che avendo la stessa patente erano inquadrati come autisti con livello C3 e quindi con paga superiore .e facendo solo l'autista. la mia richiesta non e stata mai presa in considerazione quindi continuavo a fare l'assistente con la paga di assistente .anzi avendo conseguito la patente D ,di rado mi chiedevano di sostituire l'autista . per condurrre i mezzi del'azienda ci voleva per forza avere la patente D. da poco ci sono stati licenziamenti collettivi .di cui solo gli autisti sono stati licenziati compreso me .e gli altri dipendenti ci e stata proposta una riduzione di orario .che hanno accettato .a noi ci hanno licenziato con il motivo di soppressione del posto .e quindi non potentoci collocare ad altro posto . non e stata fatta nessun criterio perche la mia mansione datami era quella di autista . vi chiedo avendo una qualifica polivalente con diverse mansioni come mai mi e stata attribuita quella di autista .se la mia mansione prevalentemente svolta era quella di assistente? io vedo un licenziamento discriminatorio perche le colleghe che hanno la mia stessa qualifica lavorano ed io sono stato licenziato .o 57 anni e sono molto arrabiato .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se nel licenziamento non vengono rispettati i criteri di legge, il lavoratore può impugnare il licenziamento stesso, entro 60 giorni, e richiedere un congruo risarcimento danni.-

      Elimina
  54. Salve, sig. Gianfranco

    Le chiedo puo' un'azienda mettere in cassa integrazione
    i propri dipendenti e nello stesso tempo assumere altre persone tramite il jobs act?
    Ma in che Stato viviamo? E' ammesso tutto ciò dalla legge? Come si fa?
    Il ministero del lavoro che ha dato la possibilità di aprire la cassa integrazione all'azienda
    che verifiche ha fatto? Visto che non sembra tanto crisi in quanto sta assumendo gente ...?
    Cordialmente un suo assiduo lettore

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La cassa integrazione è stata concordata anche con il sindacato, quindi bisogna informare il sindacato delle assunzioni dell'azienda in modo da far bloccare la cassa integrazione.-

      Elimina
  55. salve ,sig.Gianfranco
    tramite sindacato ho aperto una causa per recuperare il tfr ,abbiamo fatto diversi pignoramenti ,premetto che la ditta e' una s.n.c ;sembra che finalmente si avra' un incontro con l'inps per recuperare il tfr dal fondo garanzia ma alla domanda che ho girato all'avvocato per sapere se il fondo paghera' ,l'avvocato mi ha risposto con"dovrebbe pagare".Lei che e' molto bravo e preparato e le faccio i complimenti cosa ne pensa:il fondo di garanzia paghera' anche senza fallimento dato che la ditta e' tuttoggi aperta?i pignoramenti sono tutti negativi tranne un conto corrente dove cera 1000 euro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Paola!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo non ho buone notizie per te, nel senso che senza una sentenza di fallimento o di altra procedura concorsuale, il fondo di garanzia dell'INPS non provvede al pagamento del TFR.-

      Elimina
  56. a me il sindacato mi ha sempre detto che bastava l'insolvenza per accedere al fondo di garanzia perche' la ditta e' piena di debiti e uno dei due soci e' scappato .Perche' iniziare una causa se tanto ci vuole il fallimento?il mio sindacato non e' abbastanza informato?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Paola!
      Il discorso è un po più complicato nel senso che se nessuno inizia una causa non ci sarà mai, ne una sentenza di fallimento, ne si potrà dimostrare un'insolvenza dell'azienda, comunque a questo punto non puoi fare altro che attenerti alle indicazioni del Tuo avvocato.-

      Elimina
  57. Buongiorno,
    Vorrei avere un consiglio su come comportarmi con un'apprendista commessa (che ha già ricevuto 2 lettere di richiamo) che pretende di essere licenziata in modo tale da godere dell'indennita' di disoccupazione. Nel caso non le venisse concessa ha minacciato di denunciare il datore di lavoro poiché alcuni giorni è capitato che fosse lasciata sola in negozio.
    Tuttavia, non ci sono mai stati controlli che hanno appurato la cosa. Come sarebbe opportuno comportarsi per evitare esborsi eccesivi e soprattutto non incorrere in cause legali?
    La ringrazio,
    Giulia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giulia!
      Siccome la dipendente ha già ricevuto 2 lettere di richiamo, puoi consigliarle di metterti in condizione d inviarle una terza lettera di richiamo, alla quale può seguire il licenziamento per giusta causa.-

      Elimina
  58. Salve . per sopprressione di mansione sono stato licenziato . nella mia qualifica di assunzione prevede più mansioni . anche di altri settori che non sono stati licenziati .la mia domanda e questa se il mio lavoro svolto prevalentemente e quello di altra mansione di cui non ci sono stati licenziamenti ma di riduzione di orario .come hanno fatto ad assegnarmi la mansione del posto che e stato soppresso ? o contestato in azienda ma mi anno risposto che io avevo anche il titolo per la mansione soppressa. e che sulla busta paga cera quella mansione . posso contestare il licenziamento .avendo le prove che io non svolgevo quella mansione ? Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Puoi provare a impugnare il licenziamento, ma senza farti troppe illusioni, perché sono necessarie prove e testimonianze, in quanto per legge fa fede la mansione indicata in busta paga, quindi se svolgevi una mansione diversa dovevi contestarlo prima del licenziamento.-

      Elimina
  59. Salve Sig. Gianfranco, Le chiedo un consiglio... cosa possiamo fare noi dipendenti di una società dove l'unico sindacato presente è completamente succube dell'azienda... quello che dice quest'ultima il sindacato approva e firma non siamo tutelati per niente anzi...Praticamente il sindacato è il braccio destro dell'azienda
    Noi dipendenti non sappiamo più dove sbattere la testa ... non ci difende e tutela nessuno gli accordi fatti sono stati firmati senza neanche la votazione essendo il sindacato anche RSU...inoltre i dipendenti non sono neanche coesi tra di loro situazione veramente brutta...
    Cordialmente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo ho paura che il problema sia solo l'ultimo che hai elencato e cioè che i dipendenti non sono coesi tra di loro, quindi è più facile dare la colpa al sindacato.-
      Infatti se il sindacato presente in azienda non rappresenta i lavoratori ci si può semplicemente rivolgere a un altro sindacato che non sia succube dell'azienda.-

      Elimina
  60. buongiorno
    avrei bisogno di un suo consiglio
    nel caso venissi licenziata dal mio datore di lavoro (commercio) per aver superato i 180 giorni di malattia nell'anno solare, avrei diritto al usufruire dal Naspi,, il vecchio sussidio di disoccupazione ???
    la ringrazio
    anna lisa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna Lisa!
      Se verrai licenziata entro il 30 aprile avrai diritto all'ASPI mentre se verrai licenziata dopo il 1° maggio avrai diritto alla NASPI.-

      Elimina
  61. Salve il mio datore di lavoro mi ha ridotto il mio part time dal 25 a 20h sett.sono andato al patronato e mi ha preparato una lettera di licenziamento per giusta causa il datore mi ha firmata poi secundo giorno mi ha detto che non o proceduto bene e che mi manda non so che lettera che cosa spetta a me e che posso fare?grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Presumo che il datore di lavoro voglia solo cambiare le carte in tavola, ma se il sindacato ha seguito la procedura corretta non hai di che preoccuparti.-

      Elimina
  62. Buona sera sono un dipendente che lavora in una ditta settore commercio ho un'anzianità di lavoro di 30 anni in questa ditta ora mi cominciano a trattarmi male gia da qualche anno se mi licenziano ,a quante mensilità avrei diritto come risarcimento? Grazie per le sue risposte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se verrai licenziato avrai diritto alla NASPI che nel tuo caso potrà durare fino a 2 anni, mentre per quanto riguarda un eventuale risarcimento da parte della ditta dipenderà dalla motivazione del licenziamento stesso.-

      Elimina
  63. Sig. GianFranco:

    Sono stato licenziato il 18 marzo e ho il preavisso fino al 21 aprile, quando mi e stato comunicato il licenziamento per motivi economici, ho accettato senza fare molte storie e senza chiedere tante spiegazioni, ho firmato la lettera di licenziamento, con la parola del capo del personale che poi avremo parlato del amontare del mio tfr, ferie, stipendi arretrati, ecc, poi mi hanno detto che posso anche chiedere una buonauscita, ma che questo lo dovevo fare prima di firmare la carta di licenziamento. lei mi sa dire si e vero questo o no? un altra cosa, subito dopo il licenziamento sono stato una settimana in malattia, devo allungare di una altra settimana il periodo del preaviso? e poi come posso fare se non voglio piu venire fino alla fine del preavisso, sono obligato a lavorare fino al 21 aprile?
    Grazie della sua risposta

    Edgard Rodriguez

    RispondiElimina
  64. leggendo gli altri comenti vedo ASpI e Naspi, mi sa dire qual'e la differenza e quale corrisponde a me, se ho il preavisso fino al 21 aprile?
    sempre grazie della risposta e sempre

    Edgard Rodriguez

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Edgard!
      Nel tuo caso, siccome il rapporto di lavoro cesserà ad aprile avrai diritto all'ASPI la cui durata è legata alla Tua età anagrafica.-
      Se non andrai al lavoro fino alla scadenza del preavviso, avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-
      Per il resto credo che tu sia stato "imbrogliato" perché avendo accettato il licenziamento e firmato, ti sei precluso il diritto ad ogni eventuale buonuscita, se non è espressamente indicata nella lettera che hai firmato.-

      Elimina
  65. buonasera SIG GIANFRANCO mi chiamo massimo e le volevo chiedere se si viene licenziati per assenza ingiustificata per più di tre giorni o meno?a questo proposito e' una perdita di lavoro involontariamente ?mi spetta la disoccupazione? se si quale : l'ASPI O LA NASPI . grazie per la sua cortesia prestata MASSIMO

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Massimo!
      Se si viene licenziati, a prescindere dalla motivazione, entro il 30 aprile si avrà diritto all'ASPI, mentre se si verrà licenziati dopo il 1° maggio si avrà diritto alla NASPI.-

      Elimina
  66. Dott. Censori,
    l'azienda ci sta paventando in maniera abbastanza chiara l'ipotesi di cambiarci il contratto da tempo indeterminato (vecchio con art.18) a quello a tutele crescenti (jobs act) puo' farlo !? possiamo opporci in qualche modo? Mi sa tanto di fregatura non è vero?

    Cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. NO!
      Un contratto a tempo indeterminato non può essere cambiato in contratto a tutele crescenti, perché quest'ultimo si applica solo ai nuovi lavoratori assunti e non ai lavoratori già in servizio.-

      Elimina
  67. Salve,se mia moglie dovesse licenziarsi per motivi fisici (ernia del disco dovuti ai continui sollevamenti di pesi 15/25 kg o lo stare seduti 8 ore su una sedia senza schienale),avrebbe diritto alla disoccupazione e al versamento dei contributi?
    se si per quanti mesi dato che lavora in azienda da 15 anni ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      In caso di dimissioni non si ha diritto ad alcuna indennità da parte dell'INPS.-

      Elimina
    2. Grazie per la risposta Sig. Gianfranco, ma volevo chiederle,non viene riconosciuta dall'inail come malattia professionale?

      Elimina
    3. In questo caso Tua moglie dovrebbe consultare il Vostro medico di famiglia per verificare se i suoi problemi fisici possono essere collegati alla sua attività lavorativa, in modo da avviare eventualmente una pratica di malattia professionale.-

      Elimina
  68. buonasera SIGNOR GIANFRANCO sono STEFANO e 8/5/2015 mi scadera' il contratto , presumo che a questo giro andro' in disoccupazione con la naspi tengo a precisare che ho tutti i versamenti da quando andro' in disoccupazione a quattro anni indietro cioe'208 settimane pero' ho un problema nel 2011 da febbraio a luglio sono stato in infortunio mi vengono contate sempre 208 settimane o 184 settimane perché 24 sono d'infortunio?per il calcolo della retribuzione complessiva fa somma anche quello che ho percepito dall'inail in 24 settimane oppure no?devo scalare la somma dell'inail per il calcolo della naspi?dovro' quindi dividere per due 184 o 208 per sapere quanti mesi mi spettano? grazie per la sua cortesia prestata a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Stefano!
      Ai fini del calcolo delle settimane utili per la durata della NASPI contano solo le settimane effettivamente lavorate, ed è quindi escluso il periodo di infortunio, e il calcolo dell'indennità verrà effettuato sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi 4 anni escluso il periodo di infortunio.-

      Elimina
    2. buonasera SIGNOR GIANFRANCO SONO SEMPRE STEFANO MI SCUSI SE LA DISTURBO le volevo chiedere sulle le settimane che intende lavorate se sono escluse anche la malattia o viene contata ? grazie ancora

      Elimina
    3. mi scusi sempre io stefano sono un rompiscatole ma volevo sapere se come settimane effettive lavorate intende anche le ferie o sono escluse ? grazie ancora

      Elimina
    4. Ciao Stefano!
      Ai fini del calcolo della durata della NASPI i periodi di malattia non conteranno come giornate lavorate, mentre conteranno i giorni di ferie.-

      Elimina
  69. Buongiorno.vorrei un chiarimento la mia azienda dovrà licenziare .e si parla di alcune figure .per risparmiare essendo in difficoltà economica . la mia qualifica .a più mansioni . di cui una di questa verrà soppressa . cosa posso fare se verro inserito anche io . da premettere che quella mansione non la svolgevo prevalentemente ma solo in casi sporadici .mentre le altre erano prevalenti .Grazie .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi pare prematuro formulare ipotesi!
      Ti consiglio quindi di attendere lo sviluppo degli eventi e in caso di licenziamento, in base alla motivazione addotta, verificherai se ci saranno i presupposti per impugnare il licenziamento stesso.-

      Elimina
  70. Salve, avrei bisogno di alcune informazioni sulla mia situazione. Ho accettato sei mesi fa un lavoro in locale dove sarei stata retribuita a voucher fino il mese di aprile dove avrei firmato un contratto, purtroppo di voucher ne ho visti solo due e al posto del contratto sono stata mandata via per un motivo assurdo. Come dovrei comportarmi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
  71. Carissimo Dr. Censori,

    desidererei chiederLe se a fronte di dimissioni, date per mia spontanea volontà, in una società nella quale lavoro da oltre 7 anni con contratto a tempo indeterminato se io NON volessi rispettare il periodo di preavviso e andarmene prima le indennità che dovrei corrispondere al mio attuale datore di lavoro possono essere scalate direttamente dal TFR (quindi percepirei un TFR più basso di X mensilità che sarebbero quelle che dovrei dare come indennità). Inoltre **IMPORTANTE** nell'eventualità che il TFR fosse bloccato (causa imminente cassa integrazione) è lo stesso possibile?

    La ringrazio per una sua risposta, porgo
    Cordiali Saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In caso di dimissioni la normativa prevede che il datore di lavoro può detrarre dalle competenze maturate dal lavoratore tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-
      La detrazione potrà essere effettuata sull'ultima busta paga e se l'ultima mensilità, + rateo tredicesima e quattordicesima + eventuale residuo ferie e permessi, non dovesse essere sufficienti, potrà essere intaccato anche il TFR.-

      Elimina

I commenti rimarranno disabilitati nel fine settimana.

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.