domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Buongiorno Dott. Censori,
    l'albergo dove la nostra mansione e' di contratto cameriere ai piani, viene esternata ad agenzia con totale subentro, dalle lenzuola ecc...Chiediamo, e' possibile questo?! Quando l'albergo e' in attivo, puo' delegare esternando ad agenzie il personale? Se si, come difenderci dal titolare per ora, che questo lo si usa a minaccia nei nostri confronti. I contratti sono a tempo indeterminato...possiamo chiedere prima che ci consegnino all'agenzia, un premio produzione visto i tanti anni (dai 16 ai 20 anni) lavorati per essi?
    Abbiamo gia' provveduto ad informarci presso il sindacato, il quale non mostra molta chiarezza sul fatto che una sola cameriera addetta ai piani, in quattro ore debba fare 16 camere + i piani compresi. E' possibile che la regola contrattuale sia questa, dato che il titolare non ci vuole mostrare cosa comprende e non, il nostro contratto di lavoro? La ringrazio in anticipo. Distinti saluti.

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    1. La regola contrattuale non prevede un lavoro a cottimo cioè un numero di camere da fare, ma solo l'impegno della lavoratrice a fare il possibile nell'ambito dell'orario di lavoro previsto dal contratto.-
      Per il resto solo un sindacato può tutelarvi ed assistervi per il meglio, quindi forse è il caso che vi rivolgiate ancora al sindacato o a un altro sindacato magari con un "approccio" diverso.-

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  2. Buonasera signor censori
    E mi complimento per il servizio che da a noi tutti.
    Volevo porvi una domanda.ho ricevuto un'offerta di lavoro da un albergo che ho rifiutato varie volte.Poi dopo svariate settimane sempre dallo stesso albergo mi hanno contattato e mi hanno detto che accettavano la mia richiesta(che e 800 euro superiore al CCNL TURISMO).Ad oggi sono 9 giorni che lavoro qui e conoscendoli di persona non mi danno tanto affidamento.Oggi mi hanno chiesto di firmare il contratto ma io gli ho detto che avrei firmato il contratto insieme ad un'integrazione che specificava il patto preso in precedenza per evitare furbate.Ora volevo chiederle dato che io non ho firmato il contratto quindi non ho accettato il periodo di prova loro possono licenziarmi.E in questi casi la legge o qualche sentenza cosa prevede come periodo di prova?Premetto che il contratto che mi hanno proposto e di tempo determinato 4 mesi inquadramento 4 livello turismo.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Durante il periodo di prova ognuna delle due parti può interrompere il rapporto di lavoro in qualsiasi momento, e il datore di lavoro è obbligato a retribuire solo le giornate lavorate.-

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  3. Buongiorno,
    alla fine hanno risposto ma purtroppo il mio sindacalista non può in quel giorno.Abbiamo deciso cmq con il sindacalista di andare a parlare anche con un avvocato cdel lavoro per avere altre dritte e per meglio muoverci.Purtroppo io credo di essere vittima di mobbing,perchè pensando a tutto ciò che e' successo da 2 anni a questa parte ed ecco perchè i richiami.In piu purtroppo manca la collaborazione tra colleghi.ti aggiorno e grazie ancora

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  4. Oggi a pranzo ho saputo una cosa allucinante,ad una mia amica nonchè collega le avrebbero detto che è meglio che non fosse amica amica mia perchè altrimenti la portavo sulla cattiva strada.Pare che si saino lamentati 2 anni fa perchè quando organizzavo i pranzi i panini non erano buoni,ma che colpa ne avevo io? Boh,,,e questo non è mobbing? Si stanno appellando a qualsisi cosa

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    1. Grazie.In ogni caso ho tanta paura. Non so cosa abbiano intenzione di fare.Sono mortificata dell'accaduto ed ero provata dall'intervento che avrei dovuto fare. Oggi sono crollata davanti la mia capa e le ho chiesto di aiutarmi se può...perchè non so piu cosa fare ci tengo a lavorare

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    2. L'unico consiglio che posso darti in questa fase è di cercare di attendere il più serenamente possibile l'evolversi della situazione senza fare simulazioni che non ti porterebbero da nessuna parte.-

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    3. Buongiorno,il sindacalista mi ha proposto di provare lui a chiedere prima dell'incontro quali siano le loro intenzioni,credo che sia la strada migliore da percorrere almeno so che succederà...Parlando con avvocati e anche con lui mi dicono che queste cose non sono poi cosi imputabili per un licenziamento.E' cmq chiaro che gli da fastidio il mio modo di essere diciamo "aperta" .L'altro giorno per esempio il telefono era rotto e io l'ho fatto subito presente con una mail,ma la cosa strana che visto che nella contestazione c'era anche questo problema,perchè io nn ho ricevuto nessuna comunicazione in merito? e perchè il responsabile dei servizi generali non ha MAI risposto alle mie richieste di intervento?Per fortuna che la responsabile della sede ha confermato il problema.L'unica cosa che mi preme è l'attesa prima e dopo la convocazione.Spero di avere presto una risposta.Un saluto e grazie
      PS la mia collega ha anche asserito che io tengo male le carte e ora sono tutte in ordine(il suo nome non è presente) ma l'ha detto lei in quanto nn credo che da Milano abbiano gli occhi bionici per vedere come tengo io le cose...

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    4. OK!
      La proposta del sindacalista mi sembra valida, nel senso che almeno si potrà fare un'idea di quello che ti aspetta, ammesso che riesca ad ottenere qualche informazione.-

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    5. Grazie,tutti mi dicono di stare tranquilla e per quanto sia però io ho un'ansia tremenda.L'avvocato come il sindacalista mi dicono che questi non sono veri e proprio motivi tali da muoversi al licenziamento anche se poi dipende dalla persona.Una cosa è certa hanno delle "riserve" nei miei confronti e ora ogni cosa io vivo nel terrore di sbagliare.Ho tantissima paura.La verità uscirà fuori prima o poi,anche se in questo caso diciamo non so come comportarmi ho sbagliato si ma la collaborazione non la sento. Grazie sempre

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    6. Purtroppo l'unica cosa che posso dirti è che devi cercare di controllare il più possibile la Tua ansia, perché magari il tuo datore di lavoro sta cercando di farti commettere qualche errore grave che giustifichi un eventuale licenziamento.-

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  5. Buonasera Dott. Censori,
    volevo porvi una domanda. I miei titolari, per un loro profitto, vogliono darmi in appalto (assieme alle mie colleghe di lavoro), facendomi così firmare un licenziamento forzato, senza giustificata causa o motivo. Esiste una legge che tuteli il licenziamento forzato? E inoltre, mi spetta il diritto di buona uscita vista l'anzianità di lavoro?
    Tutta questa situazione è vissuta molto male da tutte noi e come se non bastasse i titolari ci fanno ripicche, oltre alle mille minacce. Ciò ha portato una mia collega in depressione correlata per lo stress lavorativo. La sindacalista le ha detto di raccogliere quanti più documenti possibili per documentare la sua situazione ed aprire eventualmente un infortunio. E' possibile farlo?
    Perdoni le tante domande, ma le chiedo tutto ciò perché sono andata assieme alle mie colleghe dai sindacalisti più e più volte e non sono mai state chiari sull'orientarci verso il percorso da seguire per tutelarci al meglio...l'unica cosa da fare secondo loro è accettare il licenziamento e sperare di avere lo stesso contratto quando subentrerà l'appalto.
    La ringrazio in anticipo. Distinti saluti.

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    1. In effetti non vedo alternative!
      Dovete quindi attendere la lettera di licenziamento ed in base alla motivazione deciderete se impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni ed il raccogliere quanti più documenti possibili potrà esservi utile a suo tempo.-

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  6. Buonasera Dott. Censori,

    le scrivo perchè la settimana scorsa il mio datore di lavoro mi ha parlato per l'ennessima volta di licenziamento. Sono dipendente per questa piccola azienda meccanica da ben 40 anni e 6 mesi, ho 56 anni e una malattia professionale. Sto svolgendo le pratiche per presentare l'aggravamento della mia attuale malattia professionale ma da quando ho ricevuto la notizia del licenziamento non so come comportarmi. Le volevo chiedere intanto: mi possono licenziare? Con la malattia professionale sono tutelato? Mi mancano appena 2 anni alla pensione, cosa mi consiglia di fare? Il licenziamento, attualmente, non è sicuro considerando che non ho ricevuto nessun preavviso, ma qualora si presentasse il problema non ho nessuna tutela in base ai miei requisiti? La ringrazio anticipatamente.

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    1. Non credo che tu debba preoccuparti più di tanto!
      Infatti se verrai licenziata nel 2015 avrai diritto fino a 16 mesi di ASPI quindi arriverai quasi fino al pensionamento.-

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    2. Il licenziamento decorre un mese dopo l'arrivo della lettera di preavviso? Quindi nel mio caso dal 1 Gennaio 2015?

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    3. Nella lettera di licenziamento dovrà essere indicata la data di cessazione del rapporto di lavoro, che dovrebbe essere alla scadenza del preavviso, a meno che non ti venga corrisposta l''indennità di mancato preavviso, quindi farà fede a tutti gli effetti di legge la data indicata nella lettera stessa.-

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  7. Buongiorno dott. Censori, ho ricevuto la lettera di licenziamento per giustificato molitvo oggettivo (contenimento dei costi) con preavviso di un mese quindi lavorerò fino al 16 dicembre; navigando sul sito dell'inps ho visto che l'Aspi per i lavoratori licenziati nel 2015 è di 10 mensilità e ho chiesto se fosse possibile prolungare il preavviso al primo gennaio. Secondo lei è possibile farlo lasciando la data del licenziamento al 16 novembre? Il datore di lavoro mi ha detto che cercherà di trovarmi un altro lavoro ma non ne sono sicura così non so se impugnare il licenziamento. Nel caso non lo facessi potrei comunque chiedere qualcosa in più a livello economico oltre a quello che mi spetta? E in caso di impugnamento quante mensilità in più potrei avere? Sono l'unica impiegata di uno studio. La ringrazio molto

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    1. Ai fini della durata dell'ASPI fa fede la data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi se lavorerai fino al 16 dicembre varranno le regole del 2014.-
      Non credo che a questo punto il tuo datore di lavoro possa prorogare la scadenza del preavviso perché dovrebbe fornire una motivazione valida all'INPS e all'Ispettorato del Lavoro.-
      Potrai impugnare il licenziamento e richiedere quindi un congruo risarcimento danni solo se non sono stati rispettati i criteri di legge nella scelta del lavoratore da licenziare.-

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    2. essendo l'unica impiegata, quali dovrebbero essere i criteri di legge non rispettati? Ad esempio potrei chiedere un risarcimento(quante mensilità?) nel caso rimanesse aperto lo studio? La malattia prolunga la data di cessazione del rapporto? Grazie ancora per la sua professionalità e disponibilità

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    3. Se Tu sei l'unica impiegata, ovviamente non potrai impugnare il licenziamento perché discriminata, quindi potrai impugnarlo solo se il Tuo datore di lavoro dovesse assumere a breve termine un altro lavoratore al posto tuo.-

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  8. Buongiorno dott. Censori,volevo un suo parere,son stata licenziata in data 28-10-14 ad oggi nn ho visto ancora la busta paga di ottobre.La mia ex titolare vuole liquidarmi il tfr con 300 euro al mese e cosi andro' avanti 3 anni,ma nn vuole che vada dal sindacato,che devo firmare una carta fatta dal suo commercialista che tutto è in regola...c'è un limite di tempo per dare questo tfr ?e se lei dovesse sparire io che faccio???grazie

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    1. Di solito in questi casi si concorda tra le parti una rateizzazione del TFR e si va alla direzione provinciale del lavoro per sottoscrivere l'accordo, e se l'accordo non viene rispettato il lavoratore può procedere velocemente per le vie legali, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  9. Buongiorno Dott. Censori. Volevo disturbarla per avere un suo parere. Sono dipendente con contratto a tempo indeterminato da circa 7 anni di una società srl che ha a sua volta in gestione una sala slot di una catena importante italiana (di questi 7 anni 5 con la sede della catena slot e 2 con la srl). Alcuni mesi fa il titolare mi ha chiamato in ufficio e mi ha riferito che a gennaio avrebbe cessato l'attività facendo subentrare una nuova società e che questa non voleva prendere personale già presente sul posto con contratto a tempo indeterminato. Benchè meravigliato della sua richiesta ho cominciato a guardarmi interno ma non ho trovato tuttora alcuna opportunità lavorativa. Nei giorni scorsi il titolare è tornato alla riscossa e dapprima mi voleva far firmare la rinuncia all'indennità di cassa e poi pretendeva che io mi licenziassi prendendo come buona uscita 2 mensilità. Dopo aver rifiutato di firmare a accettare la sua proposta gli riferivo che avrei chiesto informazioni al sindacato e lui indispettito mi ha riferito che avrebbe proceduto a inviarmi diverse lettere di richiami per potermi licenziare con giusta causa. Preciso inoltre che attualmente ci sono oltre a me ed al titolare tre dipendenti a contratto determinato che, secondo quanto mi ha detto il datore di lavoro, sono pronti a testimoniare per lui in quanto gli ha promesso un posto di lavoro nella nuova società che subentrerà. Cosa posso fare per tutelarmi e soprattutto per non perdere l'ASPI visto che ho anche un mutuo da pagare? Grazie

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    1. Premetto che anche se vieni licenziato per giusta causa avrai comunque diritto all'ASPI, quindi non devi preoccuparti più di tanto delle minacce.-
      Comunque per legge solo alla terza lettera di richiamo può seguire un licenziamento per giusta causa, quindi l'importante è che ad ogni eventuale lettera di richiamo segua una risposta scritta da parte tua a giustificazione del Tuo operato.-
      Nel tuo caso quindi fino a quando le minacce sono solo verbali, non hanno alcun valore, quindi cerca di non tenerne conto, mentre se riceverai una comunicazione scritta Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  10. Buonasera, sono una dipendente da 5 anni in un bar, oggi il mio datore di lavoro mi ha comunicato che ha venduto il locale e che venerdì sarà il mio ultimo giorno di lavoro perchè la nuova proprietaria vuole già essere dentro da lunedi. Non doveva darmi il preavviso? Come devo comportarmi? Grazie

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    1. Ciao Elisa!
      Se non ti viene dato il preavviso previsto dal Tuo contratto in base alla Tua anzianità di servizio e al Tuo livello di inquadramento dovrà esserti corrisposta un'indennità di mancato preavviso.-
      Comunque visto il comportamento poco corretto del Tuo datore di lavoro ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  11. Egregio dott. Censori,
    La ringrazio per il prezioso contributo che fornisce a noi lettori su un argomento così delicato come quello del licenziamento.

    Leggendo i suoi commenti in risposta ai quesiti posti, mi è parso di capire che un'azienda con oltre 15 dipendenti che volesse procedere a un "licenziamento economico" (giustificato motivo oggettivo), non potrebbe scegliere a sua discrezione quali dipendenti licenziare, ma dovrebbe rispettare i seguenti criteri:

    1) Carichi di famiglia
    2) Esigenze tecnico-produttive
    3) Anzianità di servizio presso l'azienda

    Se è così, vorrei sapere se tra questi tre criteri uno è prevalente nei confronti degli altri.
    Inoltre nel caso l'azienda non rispettasse questi criiteri, il licenziamento sarebbe da ritenersi nullo?

    Grazie
    Pietro


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    1. Ciao Pietro!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      L'ordine di importanza dei criteri è quello che hai indicato Tu stesso, cioè il primo sono i carichi di famiglia, il secondo le esigenza dell'azienda e il terzo l'anzianità di servizio.-
      Se il licenziamento viene impugnato sarà il giudice a stabilire se è nullo quindi se imporre il reintegro in servizio o un risarcimento danni.-

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  12. Buon giorno signor Gianfranco. Volevo esporre il mio problema. E volevo sapere cosa fare o come comportarmi.
    Lavoro in una azienda con circa 60 operai.. attualmente siamo in cassa integrazione anticipata dalla azienda. Ma non tutto sono a casa (solo alcuni,e sempre i soliti tra cui io)...la cassa finisce il 6 dicembre.. e dopo vogliono mettere in mobilità e licenziare alcune persone. MA con quanto anticipo devono dare l'avviso? Poi hi saputo da qualche collega, che il capo della azienda ha chiamato 4/5 operai (in cassa) e le ha offerto la buona uscita etc. Invece a me Nn ha chiamato nessuno.
    come funziona questa cosa?

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    1. - SI! Nel caso di lavoratori messi in mobilità o viene dato Loro il preavviso previsto dal proprio contratto in base all'anzianità di servizio e al livello di inquadramento, o deve essere corrisposta l'indennità di mancato preavviso.-
      - Il datore di lavoro può fare le sue scelte, quindi può proporre degli incentivi ad alcuni lavoratori, ma se ti ritieni danneggiato puoi rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. Dimenticavo di dire che io appartengo alla categorie protette e sono stata assunta con legge68. Cassa integrazione finisce il 6. E domani le nostre sindacaliste vanno a firmare x la mobilità. Ancora ad oggi io non so se sono dentro alla mobilità oppure no. Perché non ho ricevuto nessuna lettera. La ringrazio

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    3. Se ci sono le vostre sindacaliste che vi stanno seguendo, saranno loro a tenervi informate sugli sviluppi della situazione.-

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  13. Buona sera dott. Censori, la mia azienda settore commercio (con circa 23 dipendenti) ha dichiarato fallimento in proprio. Il mio ultimo giorno lavorativo è stato il 21 ottobre 2014 per poi rimanere a casa in cassa integrazione in deroga. E' stato nominato il curatore fallimentare e pensavamo in breve arrivasse la lettera di licenziamento ma a nostra sorpresa è arrivata da parte del curatore una (sospensione del rapporto di lavoro)." Dichiarazione di fallimento con sentenza del 16/10/2014 e depositata il 22/10/2014." La lettera del curatore per sospensione del rapporto di lavoro, datata 7 novembre.
    Il 12 novembre c'è stato un' incontro con curatore e sindacato e le illustro la risposta tramite mail che quest' ultimo ci ha mandato: "Oggi abbiamo fatto l'incontro con la curatela per l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per fallimento. Non ho ritenuto opportuno sottoscrivere un accordo con la curatela, richiedendo una convocazione in Regione, che convocherà le organizzazioni sindacali e la curatela". Le nostre domande molto confuse al momento sono:
    - perché i sindacati hanno bloccato il licenziamento? (perché adottano queste misure su aziende de dichiarano fallimento in proprio)
    - Noi abbiamo ricevuto solo la lettera di sospensione dal lavoro e non di licenziamento ...chi ci paga questo periodo fino alle dimissioni vere e proprie.(che non sappiamo quando arriveranno e in più non possiamo neanche accettare nuove proposte di lavoro perché non liberi e il curatore neanche ci risponde).

    Siamo più che confusi e sequestrati da una situazione che non riusciamo a comprendere.

    La ringrazio di cuore
    Maria


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    1. Ciao Maria!
      Il mestiere dei sindacati è quello di cercare di tutelare al meglio i lavoratori quindi se sei iscritta a un sindacato è al Tuo sindacato che devi richiedere informazioni, altrimenti devi comunque fidarti della scelta fatta, perché sicuramente sarà la strada migliore nel vostro interesse, scelta della quale non ho gli elementi necessari per entrare nel merito.-

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  14. Buonasera dott censori lavoro in una azienda come magazziniere con contratto a tempo indeterminato .settimana scorsa il capo ci convoca in assemblea dicendoci che con i costi nn ci sta piu dentro r quindi ce un esuberodi 34 persone di cui14 siamo noi del magazzino e per questo motivo deve dare in appalto il magazzino alla coperativa ...noi abbiamo sentito la coperativa che prendera in appalto il magazzino dicendoci che x noi rimarra tutto uguale tranne qualcosa allora io chiedo a lei ma se io accetto di andare con la coperativa cosa posso chiedere all'azienda oppure cosa mi deve dare da diritto premetto che sn assunto da circa tre anni ....la ringrazio intanto attendo sue...

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    1. Purtroppo il problema è tutto in quel "qualcosa" perché se tutto rimanesse come prima non ci sarebbe il motivo di dare il magazzino in appalto a una cooperativa.-
      Presumo che se vieni licenziato ed impugni il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni ti pregiudichi il diritto ad essere assunto dalla cooperativa, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  15. Salve dr Censori e complimenti per la professionalità, io ho superato i 180 giorni di malattia previsti in un anno, e l'azienda vuole licenziarmi anche con mio consenso.Volevo sapere se poi dopo posso prendere l'aspi essendo indeterminato da3 anni? Nell' attesa di una sua risposta le porgo i miei più cordiali saluti. Claudio.

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    1. Ciao Claudio!
      Ti ringrazi per i complimenti!
      SI!
      In caso di licenziamento si ha comunque diritto all'ASPI anche se si viene licenziati per superamento del periodo di comporto.-

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  16. salve dr censori
    sono un dipendente da 17 anni a tempo indeterminato in una azienda con 100 operai,da settembre 2012 sto usufruendo del congedo straordinario legge 104/92 per assistere mia sorella..ieri l'azienda mia inviato una raccomandata di intenzione a procedere al licenziamento per motivo oggettivo(lunga assenza per congedo e vari) mi domando:se una persona usa la legge 104/92 con regolarità può essere licenziato?
    segnalo che oltre a mia sorella disabile ho anche un giglio minore disabile grave anche lui 104/92.....
    segnalo anche che i rapporti con l'azienda non erano più buoni da tempo e sopratutto quando ero eletto rsu del cgil fino al 2012 e poi negli ultimi giorni ho chiesto al nuovo sindacalista cgil di chiedere un incontro con gli operai per iniziare la sua attività di assistenza e tutela....
    email:akramf26@live.it
    cordiali saluti

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    1. NO!
      Una persona che usa il congedo straordinario previsto dalla legge 104 per l'assistenza a un familiare disabile non può essere licenziato, Ti consiglio quindi di rivolgerti a un sindacato per impugnare il licenziamento che è assolutamente illegittimo.-

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  17. Buonasera sig Gianfranco se possibile vorrei dei consigli come comportarmi .lavoro in un centro di riabilitazione convenzionato .purtroppo per motivi di riduzione di terapie l'azienda e stata costretta per non licenziare a metterci in contratto di solidarieta .chi cn memo ore chi come me a zero ore ..adesso stanno per scadere i 3 anni .e l'azienda vuole licenziare noi che stavamo a zero ore mentre per gli altri ci vorrebbero far fare una diminuzione di orario . da premettere che io essendo stato assunto con qualifica di assistente alla persona qualificato. verrei licenziato in quanto loro dicono che ero autista e che sopprimendo il servizio non avranno piu bisogno di me . mentre le altre 2 assistenti no. io sto dicendoci che la mia qualifica non e di autista . anche se qualche volta in sostituzione degli attuali autisti e dico pagati per autista mentre io vengo pagato per assistente .ma solo perche qualche volta o sostituito uno di loro adesso mi dicono di essere autista .le mie mansioni principali erano di assistente nel centro . scusatemi per la scrittura .grazie.

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    1. Ai fini della scelta del personale in esubero da licenziare fa fede la qualifica che risulta agli atti e non le mansioni svolte saltuariamente, quindi se verrai licenziato potrai impugnare il licenziamento e richiedere o il reintegro in servizio o un congruo risarcimento danni.-

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    2. nel mio contratto ce scritto qualifica di assistente alla persona con qualifica polivalente che prevede anche autista. ma questa fatta saltuariamente in assenza dei 2 autisti. la mia mansione principale era assistente nel centro .quindi posso affermare di essere assistente e non autista? solo cosi ce possibilita di non essere licenziato grazie

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    3. SI!
      La Tua mansione principale è quella di assistente alla persona, quindi non puoi essere licenziato solo perché l'azienda non ha più bisogno di autisti.-

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  18. salve sig gianfranco .vorrei se possibile un chiarimento .tra me e 2 colleghe con piu anni di servizio ed io con 3 figli e moglie a carico chi potra essere licenziato. una collega a tre figli piu anzianita di servizio l'altra solo anzianita di servizio . grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      La priorità è in base all'ordine indicato nell'elenco, quindi contano di più i carichi di famiglia.-

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    2. vi ringrazio per la risposta cosi potro rivendicare un mio diritto .perche il consulente del lavoro della ditta dice che vale di piu l'anzianita di serrvizio .

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    3. Il consulente del lavoro è pagato dall'azienda per curare i suoi interessi e quindi non può curare anche i tuoi, ovviamente se sono contrastanti.-

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  19. buonasera .e possibile sapere lo stipendio netto stando in contratto di solidarieta .a zero ore . lavorando prendevo 1342euro .adesso circa 800 . vorrei sapere se e questa la mia paga grazie.

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    1. Un contratto di solidarietà non prevede una percentuale fissa di riduzione dell'orario di lavoro e quindi della paga, ma una percentuale concordata tra le parti in base alla situazione finanziaria dell'azienda.-

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  20. Salve Sig. Gianfranco. se possibile avere un chiarimento.
    Se viene impugnato un licenziamento, nel fratempo puoi essere assunto da un altra azienda? grazie mille.

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    1. NO!
      Se si viene assunti da un'altra azienda o non si deve impugnare il licenziamento o se è già stato impugnato, bisogna interrompere la procedura.-

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  21. Buongiorno Dott.,
    Complimenti per la disponibilità verso gli altri.
    Sono quasi 4 anni che lavoro per un'azienda con diversi contratti a tempo e da 1 e mezzo ho il tempo determinato....... da circa 10 mesi hanno assunto 4 persone con contratti a tempo ed un'apprendista che svolge diverse mansioni tra cui ancge la mia a giorni alterni.
    Questo mese come tutti gli anni nel periodo invernale c'è stato un calo del lavoro e hanno deciso di licenziarmi tenendo tutti i nuovi. Io non ho firmato il licenziamento e sono decisa ad impugnarlo.... come mi posso muovere? Posso chiedere inoltre la disoccupazione pur non avendo firmato il licenziamento?
    Grazie

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    1. Scusi da 1anno e mezzo contratto indeterminato

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    2. Ti ringrazio per i complimenti!
      Il Tuo licenziamento è ingiustificato Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso e per presentare anche la domanda di disoccupazione all'INPS alla quale hai comunque diritto.-

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  22. salve sig Gianfranco vi ringrazio per le risposte che date. vi voglio porgere quest'altra domanda essendo invalido al 55 per cento .pero non assunto con la categoria protetta .in caso di eventuale scelta di licenziamento .posso avere qualche agevolazione .la mia azienda e gia coperta per quando riguarda le persone invalide . grazie mille.

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    1. Purtroppo NO!
      Non essendo stato assunto come categoria protetta, ed essendo l'azienda coperta per quanto riguarda la percentuale di invalidi, la Tua invalidità sarebbe ininfluente in caso di licenziamento.-

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  23. A luglio 2013 sono stato licenziato,ad Aprile 2014 reintegrato,nel frattempo ho percepito aspi,ora a distanza di 7 mesi nuovamente licenziato.Faccio presente che il giudice ha condannato l'azienda a pagare tutti i contributi.Posso fare nuovamente domanda di aspi?Grazie

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    1. SI!
      Se sei stato ancora licenziato puoi presentare una nuova domanda di ASPI, ma il problema è se l'INPS poi te la pagherà, nel senso che potrebbe recuperare quello che hai già percepito con la precedente domanda, ovviamente se previsto dalla sentenza di reintegro in servizio.-

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  24. La mia azienda,circa 350 persone,mi ha mandato la lettera di licenziamento con l quale affermano che mi hanno fatto pedinare da un investigatore privato e che io usavo i permessi legge 104(due volte su circa 300)per scopi personali.Faccio presente che ho documentato che in quei giorni il disabile conviveva con me e che l'ho assistito durante la notte.Possono farlo?

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    1. Assolutamente NO!
      Ti consiglio di impugnare il licenziamento perché il Tuo licenziamento è ingiustificato in quanto l'azienda non è autorizzata ad entrare nel merito dell'utilizzo dei permessi previsti dalla legge 104.-

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  25. buonasera Dott.Censori,da circa 6 mesi mi è stata riscontrata una BPCO e tramite il patronato abbiamo fatto la domanda per malattia professionale visto che nella mia azienda non era niente a norma,niente aspiratori sulle macchine.Sono 9 anni che lavoravo li ieri sera mi è stata consegnata la lettera di licenziamento,per il seguente motivo l'azienda per problemi economici non può più accollarsi il mio stipendio,inoltre le dico che in due mesi hanno assunto a due ragazzi,tra cui uno di loro lo hanno inserito sulla macchina che operavo io e per me non c'era modo di utilizzarmi in altri posti.io le chiedo cortesemente posso chiedere un risarcimento oneroso a questa azienda e se è possibile che dopo 9 anni senza mai aver fatto malattia possono procedere in questa maniera,viasto che in azienda eravamo in 10.So anche benissimo che loro hanno proceduto a licenziarmi perché ho fatto domanda di malattia professionale,oggi sono disperato mi auguro che al più presto posso ricevere una sua risposta la ringrazio tantissimo

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    1. Il Tuo licenziamento è assolutamente ingiustificato ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso e richiedere un congruo risarcimento danni.-
      Nel frattempo, in attesa dell'esito della domanda di malattia professionale, potrai presentare all'INPS la domanda di indennità di disoccupazione.-

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  26. ho lavorato per una azienda per circa 6 mesi con contratti attraverso una agenzia interinale o del lavoro chiaramente i contratti venivano disdetti in prossimità di festività chi sà perchè ma il punto altro lavoravo per 8 ore per cinque giorni alla settimana ma mi facevano dichiarare solo 25 ore settimanale a fronte delle 40 effettuate chiaramente in un periodo come questo ho accettato anche perchè mi avevano garantito che sarebbe stata transitoria inoltre il 31 luglio mi dicono di darmi le ferie per il mese di agosto chiaramente non retribuite anche perchè ad ogni fine contratto mi liquidavano quelle maturate e che sarei rientrata a lavoro il 1 settembre questo non è avvenuto a tutt’oggi anzi temporeggiano con varie scuse a darmi una risposta definitiva a questo punto sono delusa e amareggiata della loro poca professionalità la domanda è posso fare vertenza per le ore non dichiarate e a chi alla agenzia o all’impresa grazie

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    1. Ciao Antonella!
      Puoi aprire una vertenza nei confronti dell'agenzia, che è stato il Tuo datore di lavoro, a prescindere quindi dall'azienda in cui ha lavorato, ma devi avere delle prove e delle testimonianze a dimostrazione del tuo effettivo orario di lavoro.-

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  27. Buonasera dott. Censori, desidero un chiarimento sul periodo di comporto nel contratto metalmeccanico per un contratto a tempo indeterminato con anzianità inferiore a 3 anni:
    sono 180 giorni all'anno ed ogni anno il conteggio dei giorni riparte da zero?
    Grazie

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    1. Contratto Metalmeccanici: i periodi di seguito si intendono per assenze verificatesi nei tre anni precedenti ogni nuovo ultimo episodio morboso: 6 mesi per anzianità di servizio fino a 3 anni compiuti (più altri 3 mesi in caso di assenza ininterrotta o interrotta da un'unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a due mesi), 9 mesi per anzianità di servizio oltre i 3 anni e fino ai 6 anni compiuti (più altri 4,5 mesi in caso di assenza ininterrotta o interrotta da un'unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a due mesi), 12 mesi per anzianità di servizio oltre i 6 anni (più altri 6 mesi in caso di assenza ininterrotta o interrotta da un'unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a due mesi)
      Contratto Metalmeccanici Artigiani Confsal: 6 mesi nell'ultimo biennio e 9 mesi nell'ultimo triennio
      Contratto Metalmeccanici Artigiani: 9 mesi o 10 mesi nell'arco dei 24 mesi precedenti.-

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    2. La ringrazio per la risposta. In sintesi sono 6 mesi cumulativo negli ultimi 3 anni e non sei mesi all'anno?

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    3. Purtroppo SI!
      Nel tuo caso sono 6 mesi cumulativi negli ultimi tre anni.-

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  28. Buon giorno dott.Censori le pongo una domanda, siamo stati licenziati (2 dipendenti) da un negozio commerciale per cessazione attività' in data 30/10/2014
    il negozio a tutt'oggi e' aperto e opera in conto liquidazione, hanno rifiutato il nostro riacquisto e manifestato il volere(a detta loro) di continuare, abbiamo gia' impugnato il licenziamento per i termini ma chiedo: ora loro possono chiudere e riaprire con altra ragione sociale mantenendo la struttura e l'operativita' escludendo cosi ogni nostro diritto? e finche sono in liquidazione conviene aspettare per fare vertenza ? grazie mille

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    1. Ciao Marco!
      Non so cosa intendi per ogni vostro diritto!
      Infatti se avete impugnato il licenziamento non illudetevi sulla possibilità di essere reintegrati in servizio, perché potete solo aspirare a un congruo risarcimento danni.-
      Sul fatto di cessare l'attività e riaprire con altra ragione sociale, per legge si tratterebbe comunque di una nuova azienda, non obbligata quindi ad assumersi alcun impegno per conto della precedente.-

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  29. quindi se l'azienda cambia da snc in liquidazione a individuale con lo stesso proprietario(senza il socio ) e stesso locale stessa attivita' non posso esercitare piu' rivalsa? nemmeno risarcimento?

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    1. Ciao Marco!
      Ogni Tua rivendicazione potrà essere effettuata solo nei confronti dell'azienda attuale.-

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  30. ''Buongiorno sig Gianfranco. mi potrebbe far capire meglio i carichi di famiglia. perchè purtroppo la mia azienda tra poco dovrà fare delle valutazioni per licenziare alcuni di noi in esubero, io o 3 figli più moglie. 2 figli disoccupati più mia moglie casalinga.1 lavora da circa un anno con contratto a tempo indeterminato . una collega a 3 figli minori .il marito lavora .pero a piu anzianita di servizio. l'altra collega a4 figli tutti che lavorano . però lavora da diversi anni piu di me . vorrei sapere con questi recquisiti una graduatoria . perche non si sa ancora se gli esuberi saranno due o uno . a come situazione economica io o piu problemi di loro avendo qualche finanziamento in corso .grazie mille.

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    1. Per carichi di famiglia si intendono le detrazioni fiscali che risultano agli atti dell'azienda, cioè se i lavoratori hanno il coniuge e i figli senza redditi e quindi fiscalmente a loro carico.-

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  31. Buongiorno,
    alla fine l'incontro è stato fatto il giorno giovedi 4/12. Sembra essere andato bene ma nn ho idea,ormai nn so piu cosa credere.Il sindacalista è stato proprio bravo perchè dopo avermi fatto parlare ha messo in evidenza il fatto che da un anno a questa parte si sono resi conto che sono diventata "discola" e che se hanno altre intenzioni di dirlo.... sono stati in silenzio. aAdesso mi tocca SOLO aspettare. Una cosa è certa che le accuse sono assurde. Ti aggiornerò come so qualcosa e intanto grazie mille

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  32. ma quanto tempo hanno per rispondere?

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    1. Non ti preoccupare!
      Ci penserà eventualmente il sindacalista a sollecitare una risposta se non riceverà comunicazioni in tempi brevi.-

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    2. Ma secondo te quali sono le loro intenzioni?

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    3. Purtroppo non ne ho idea, motivo in più per non "fasciarsi la testa prima di averla rotta".-

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    4. Buongiorno,penso che se però avessero voluto licenziarmi forse la risposta l'avrebbero già data no?Io ho un ansia tremenda. Se comunque dovessero sospendermi dovrebbe essere nell'anno in corso no?

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    5. In effetti se avessero voluto licenziarti o sospenderti avrebbero dovuto già farlo, quindi probabilmente la questione è al momento archiviata.-

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    6. Domani ci sta la festa aziendale e ovviamente verrà qualche rappresentante della direzione del personale e nn vorrei che me lo comunichino domani.Anche perchè forse che io sappia hanno tempo fino al 23 ultimo giorno di lavoro poi chiudiamo fino al 7.Ti tengo aggiornato

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    7. Ma la risposta deve essere data entro la chiusura aziendale che sarà il 23/12 altrimenti mi diceva una mia amica avvocato che potrebbe essere prescritta e i tempi si allungano ancora di piu?mamma mia

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    8. Il tempo gioca a Tuo favore, quindi cerca di stare tranquilla e se nessuno ti dice niente entro il 23 dicembre, vorrà di che per questa volta sarai a posto.-

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    9. A meno che nn si affidino ad un collegio arbitrario? O aspettano l'ultimo giorno utile...

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    10. Mi pare poco probabile, ma a questo punto è comunque inutile fare supposizioni.-

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  33. salve io son stato influenzato e in malattia per sette giorni,l'ultimo
    giorno di mutua e' passato un controllo e io non c' ero.il giorno dopo che
    non ero piu' in malattia sono andato all inps a dichiarare la mia assenza
    ma so gia che verra rifiutata e saranno grane,non posso permettermi di
    venire licenziato,voi potete fare qualcosa?mi potete aiutare in qualche
    modo? grazie e attendo vostre notizie urgenti.

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    1. Ciao Marco!
      Se non eri in casa alla visita di controllo probabilmente ti verrà decurtato un giorno di malattia, quindi un giorno di paga, ma l'assenza, ovviamente se è la prima volta che si verifica, non è un motivo valido per un licenziamento.-

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  34. sig Gianfranco vorrei sapere se e possibile agire cosi da parte del'azianda .le spiego .lavoro in un centro di riabilitazione convenzionato . da 3 anni stiamo in contratto di solidarieta .che scadra a febbraio . su 80 dipendenti solo una decina stiamo a zero ore perhe i posti da noi occupati verranno soppressi . sabato ci sara una riunione coi sindacati che ci diranno che l'azienda propone una riduzione di orario solo per chi gia lavora altrimenti dovra fare altri licenziamenti oltre noi .quindi se chi sta lavorando accettera l'azienda fara una riduzione di orario .altrimenti dovra procedere a licenziare sia noi a zero ore in piu un'altra decina di persone. vi chiedo e possibile che si possa fare in questo modo . i sindacati stanno dicendo che l'azienda lo puo fare in quanto i nostri posti verranno eliminati e quindi sopprimendo quei servizi noi non possiamo pretendere di restare . tutto questo mi sembra assurdo . il nostro licenziamento sara per motivi economici . grazie anticipatamente per la risposta.

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    1. Purtroppo SI!
      Se i vostri posti verranno eliminati voi sarete i primi ad essere licenziati e la legge lo consente, nel senso che in caso di riduzione di personale è il primo criterio di scelta dei lavoratori da licenziare.-

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  35. sig Gianfranco il contratto di solidarieta si puo impugnare anche se passati piu di 2 anni dei 3 che sono ancora in corso.visto che o saputo che la mia mansione e un'altra da quello che l'azienda a scritto . da premettere che io non o firmato niente .ce stata solo una trattativa tra azienda e sindacato . vi scrivo questo perche tra poco ci saranno dei licenziamenti .ed io avendo quel tipo di mansione verrei licenziato . da lei o saputo che la mia mansione non e quella che l'azienda a messo sul contratto di solidarieta ma la mie che sto dicendo di avere.cioe di assitente e non quella di autista .grazie.

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    1. Un contratto di solidarietà può essere impugnato subito e non dopo due anni perché a quel punto vale la regola del silenzio assenso.-
      Invece se verrai licenziato potrai impugnare il licenziamento perché verrai licenziato per una qualifica diversa rispetto a quella per la quale sei stato assunto.-

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  36. Sig Gianfranco se e possibile darmi anche questa risposta .il contratto di solidarieta di cui io sto prevedeva 2 anni .una volta scaduto ci anno dato un'altro anno .che scade a febbraio .io sto a zero ore quindi quando l'imps decide di mandare qualche cosina mi pagano . devo avere ancora 6 mesi del 2013 .poi ci sarebbe tutto il 2014 . l'altro giono parlando con i sindacati anno detto che per il 2014 non si sa se prenderemo soldi .perche nessun decreto e in essere .e addirittura rischiamo di non percepirli . mi chiedo non solo siamo stati penalizzati in quando l'inps paga quando ci fa comodo .adesso rischiamo di non percepire nemmeno l'ultimo anno ..vi chiedo se e cosi a noi chi ci paghera il 2014 . essendo comunque ancora dipendenti .Grazie anticipatamente .

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    1. Per il periodo di solidarietà deve provvedere l'INPS quindi non oso nemmeno pensare che il governo non metta a disposizione i fondi necessari, perché non ci sono alternative.-

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  37. Buongiorno, avrei bisogno di chiedere un informazione, la ditta per cui lavoro chiude una sede e quindi verremo licenziate o io o la mia collega per diminuzione di lavoro.Io lavoro da più anni in azienza ma lei ha 2 figli mentre io 1...conta più l'anzianità oppure il carico familiare?in più io sono stata assunta a tempo pieno poi anni fa mi è stato sostituito con il part time per calo lavoro mentre lei è stata assunta direttamente part time chi ha più diritti delle 2? Grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      1) Carichi di famiglia
      2) Esigenze tecnico-produttive
      3) Anzianità di servizio presso l'azienda

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    2. Ok ma ha più valore l'anzianità o il carico familiare?in più siamo solo noi 2 le dipendenti non ce ne sono altre!

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    3. L'ordine di importanza è quello che ti avevo già indicato, cioè hanno più valore i carichi di famiglia, poi vengono le esigenze aziendali e per ultima l'anzianità di servizio.-

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  38. salve Sig. Censori,
    volevo chiederle un'informazione se possibile:
    il giorno 29/11 ,sabato,il mio datore di lavoro mi comunica (non solo a me ma anche ad altri 8 miei colleghi) che da lunedì 01/12 non dovevo più recarmi al lavoro in quanto disoccupato.di lì ho iniziato a non sentirmi bene(in seguito ad un incidente sul lavoro ho riportato problemi alla mobilità e stati di ansia e depressione) così ,martedì 2/12 mi sono deciso ad andare dal medico il quale mi ha dato dei giorni di malattia(dal 02/12 al 06/12,dal 07/12 al 13/12 e dal 14/12 al 21/12).proprio oggi(16/12) vengo contattato dal commercialista dell'azienda il quale mi riferisce testuali parole:dei certificati me ne faccio niente!tu sei stato licenziato il 30 novembre(domenica????)!!!
    ecco,come comportarmi??io non ho firmato nessun licenziamento e non ho ricevuto nulla che potesse palesarmi il mio stato da disoccupato(oltre al "licenziamento verbale").
    è logico comportarsi così?di punto in bianco mi ritrovo disoccupato,un cinquantaseienne perdipiù invalido..come faccio adesso???
    grazie per l'attenzione e sperando in una vostra risposta le porgo i miei saluti
    lorenzo

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    1. Ciao Lorenzo!
      Il Tuo licenziamento, senza una comunicazione scritta e senza alcun preavviso è assolutamente ingiustificato, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso.-

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  39. Sig Gianfranco Buongiorno .in un eventuale scelta di personale da licenziare io avendo anche un'attestato di qualifica professionale rafforza la posizione avendo anche carichi familiari ? contro l'anzianità di servizio .di altri dipendenti . grazie.

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    1. Un attestato di qualifica professionale, se è attinente con l'attività lavorativa può essere preso in considerazione dal datore di lavoro, il quale comunque non è obbligato a farlo.-

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  40. Buonasera signor Gianfranco,
    purtroppo ho problemi di salute e c'è la possibilità che se risulto non idonea mi licenzino per giustificato motivo oggettivo (come ho letto sopra). In questo caso ho diritto all'ASpI? Ed il datore di lavoro è obbligato a darmi una buona uscita? Io lavoro per un'impresa di pulizie e avendo la scoliosi, un problema al bacino e la tendinite ischio crurale so che è meglio così, altrimenti mi distruggo e spesso devo stare in malattia per forti dolori. Vorrei solo sapere quanto sono tutelata. Inoltre, se decidessi di aprire partita Iva per una piccola attività, avrei diritto all'anticipazione dell'ASpI? La ringrazio Patricia

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    1. Ciao Patricia!
      SI!
      Se vieni licenziata avrai comunque diritto all'ASPI, a prescindere quindi dalla motivazione del licenziamento, ad al pagamento del TFR e di tutte le altre competenze maturate, e potrai anche richiedere l'anticipazione dell'ASPI in caso di apertura di un'attività autonoma.-

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  41. Buonasera Sig. Gianfranco,
    Lavoro da dodici anni in una organizzazione non profit come unica impiegata amministrativa, sempre più che alacremente. Ho un contratto a tempo indeterminato a 40 ore settimanali. Mi è stato chiesto di accettare di fare un orario part-time di 24 ore settimanali (per motivi economici, dicono) e io ho chiesto loro di farne almeno 30. La risposta è stata negativa; o accetto o minacciano di licenziarmi, non prima di avermi affiancato qualcuno cui passare, graziosamente, le consegne. C'è qualche modo per fare valere i miei diritti? La ringrazio per la Sua risposta.

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    1. Non so cosa intendi esattamente per "far valere i Tuoi diritti"!
      Infatti se l'organizzazione ritiene che per motivi economici deve ridurre il Tuo orario di lavoro, Tu puoi solo o accettare la riduzione d'orario o farti licenziare.-
      Infatti se Tu non accetti la riduzione d'orario e vieni licenziata, al tuo posto possono assumere un'altra persona con un contratto part-time di 24 ore settimanali, senza che tu possa farci nulla.-
      Ovviamente il discorso sarebbe diverso se il Tuo fosse un licenziamento discriminatorio.-

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  42. buonasera sono stata assunta il primo giugnio con un contrato di aprendistato per un anno a fine agosto ho avuto una tendinite alla spalla e al polso destro sono ancora in malatia fino a domani poi dovro lavorare con una mano perche non mi sono ancora ripresa ma il mio dottore dice che si puo lavorare cosi posso essere licenziata perche ho fatto una malatia lunga?prerche non posso lavorare con una mano? Se mi licenzino posso prendere la disocupazione? grazie

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    1. Ciao Adriana!
      Tu non puoi essere licenziata perché sei stata in malattia, ma puoi essere licenziata se non puoi più svolgere le mansioni per le quali sei stata assunta, ed eventualmente avrai diritto alla Mini Aspi che potrà durare al massimo per la metà delle settimane lavorate nell'ultimo anno.-

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  43. Salve dott Censori,
    sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore per crisi aziendale e difficilmente
    l'azienda al termine della cassa (un anno) ci riprenderà in servizio.
    (L'azienda è una spa, con piu' di 200 dipendenti e il contratto è quello metalmeccanico)
    Le volevo chiedere alcune cose per capire meglio cosa mi aspetta...

    -Al termine della cgis partono subito le lettere di licenziamento da parte dell'azienda
    oppure il sindacato puo' opporsi (la cigs è stata attivata tramite un accordo azienda - sindacato)?

    -Puo' un'azienda attivare i licenziamenti dei propri dipendenti
    quando nel suo organico ha consulenti, persone a partite iva, interinali ecc...che
    fanno lo stesso lavoro dei dipendenti che sono stati messi in cigs e che prossimamente saranno licenziati?


    -Nel caso in cui ci fossero comunque questi licenziamenti l'azienda puo' nel frattempo
    fare nuove assunzioni sfruttando i benefici
    fiscali e altro dati dallo Stato ?

    Grazie
    Cordiali Saluti

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    1. - Al termine della cigs presumibilmente azienda e sindacati si incontreranno ancora per stabilire se aprire o meno la procedura di mobilità.-
      - Purtroppo per i consulenti, le persone a partita IVA e i lavoratori interinali non è prevista l'indennità di mobilità.-
      - Ovviamente NO! Se l'azienda licenzia dei lavoratori per riduzione di personale non può assumerne altri.-

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  44. buongiorno, avrei necessità di un Suo parere: lavoro per una piccola azienda,a tempo determinato ed a novembre 14 sono scaduti i secondi 6 mesi (dunque ho lavorato per 1 anno) successivamente mi ha confermato,in quanto sto ancora lavorando! Ma non ho firmato nulla e nell'ultima busta paga non mi risulta lo stipendio ma tfr, 14° mensilità, festività soppresse. Potrebbe non aver fatto l'assunzione? come posso scoprirlo in tempi brevi? Ho 50 anni e famiglia....non posso pensare ad una mossa così poco professionale! grazie

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    1. Purtroppo SI!
      Se Ti è stato liquidato il TFR, la 14/ma mensilità e le festività soppresse, vuol dire che il tuo rapporto di lavoro è stato interrotto, quindi devi chiarire con il Tuo datore di lavoro su quelle che sono le sue intenzioni.-

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  45. Buona sera,
    . sono una colf e lavoro come aiutocuoca in un convento di frati dal 2011. Mi é stato comunicato verbalmente, a me e a tutte le mie college, lo stesso giorno nella stessa stanza che ci licenziano tutte il giorno 31/1/15 per poi riassumerne 4 tenendo presente le situazioni famigliari e ke anzianità. Non credo abbiano tenuto conto della situazione famigliare, dell'anzianità sicuramente. La mia domanda é: ho diritto ad una buona uscita? Se si come si calcola. Tenga presente il fatto che dopo la comunicazione io mi sono aperta partita iva nel regime dei minimi ( il 22/12/14).
    La ringrazio anticipatamente Alessia

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    1. Ciao Alessia!
      Il CCNL colf e badanti prevede:
      TFR (Trattamento di fine rapporto)
      Deve essere liquidato al termine del rapporto di lavoro e indicativamente corrisponde ad una mensilità per ogni anno di servizio prestato.-
      Una volta stabilità qual è l'anzianità maturata dalla lavoratrice, si passa al calcolo vero e proprio.
      Il primo passo consiste nel determinare la somma pagata nel corso dei singoli anni, comprensiva della tredicesima e delle indennità di vitto e alloggio per le colf conviventi o che consumano in casa uno o più pasti.
      L'importo della retribuzione annuale, diviso per 13,5, rappresenta la quota annuale da accantonare per il trattamento di fine rapporto.
      Le singole quote annuali vanno rivalutate con degli appositi coefficienti dati dalla somma di due indici di cui:
      il primo è pari al 75% dell'aumento del costo della vita accertato dall'Istat per gli operai e gli impiegati;
      il secondo è dato da una percentuale fissa pari all'1,50% all'anno (0,125% al mese).

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  46. ona sera dott Censori,

    Ho lavorato come receptionist dal 2006 al 2014 con contratto a tempo indeterminato.
    IL 07 Aprile 2014,viene data una comunicazione scritta di Risoluzione di lavoro per giustificato motivo oggettivo (Necessita di importanti interventi di recupero edilizio ed adeguamento alla normativa antincendio) con decorrenza dal 06 Giugno 2014.

    Ma viene comunicato verbalmente che l'attività e stata anche venduta a un'altra società,che deve effettuare gli interventi di recupero edilizio ed adeguamento alla normativa antincendio,e sarà la stessa società che deve gestire la una nuova attività ricettiva alberghiera.La vendita stata fatta senza alcun d'ccordo per la tutela del personale.

    La mia domando ,avrei potuto fare la impugnazione licenziamento,Visto anche la mio ex datore di lavoro sta avviando un nuova attività ricettiva alberghiera.

    La ringrazio anticipatamente ,Giorgio

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    1. Ciao Giorgio!
      SI!
      Avresti potuto impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni, ma siccome per legge il licenziamento deve essere impugnato entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, nel tuo caso sono trascorsi i termini ed è quindi inutile che ti poni il quesito.-

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  47. Buongiorno Dott Censori,

    sono nato a Marzo 1959 ed ho oltre 40 anni di contributi a fine 2014:2095 settimane,come da estratto certificativo INPS,quindi mi mancano 2,5 anni alla pensione.
    Grazie alla riforma Fornero,facendo i calcoli,dovrò fare 42 anni e 10 mesi di servizio ed avrò diritto alla pensione il 1° agosto 2017.
    So che se io mi licenziassi dall'azienda metalmeccanica dove sto lavorando ininterrottamente da quasi18 anni come Quadro Tecnico non avrei diritto all'ASPI,che mi sembra sia 16 mesi per gli over 55 anni,per cui le pongo questo quesito:se io mi licenziassi dall'attuale ditta e mi facessi assumere immediatamente da mio cognato che è artigiano carpentiere ( con la stessa paga ) e poi mi facessi licenziare dopo una settimana con la casuale che non ho passato il periodo di prova avrei diritto ai 16 mesi di ASPI (mensilità e contributi versati) e poi versare di mia tasca i mesi che mancano al traguardo con i contributi volontari?
    Mi sembra che il contratto di lavoro dica che durante il periodo di prova qualsiasi delle 2 parti può risolvere il rapporto di lavoro in qualunque momento senza dare giustificazioni all'altra.Quindi dovrebbe esserre percorribile questa soluzione o sbaglio qualcosa?
    Grazie per una risposta,la saluto cordialmente e la ringrazio in anticipo.

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    1. In teoria la Tua è una strada percorribile!
      In pratica però è una specie di "truffa" ai danni dell'INPS e quindi della collettività, nel senso che se l'INPS scopre che si tratta di un'assunzione di comodo da parte di tuo cognato non ti corrisponderà alcuna indennità e potreste anche essere denunciati entrambi per truffa.-

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  48. salve sig Gianfranco vorrei sapere se e possibile licenziare 2 dipendenti e poi prendere un inpresa di pulizia .i motivi sono economici. grazie .

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    1. SI!
      E' possibile licenziare due dipendenti e prendere un'impresa di pulizia, ma i dipendenti possono impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  49. Sig Gianfranco vorrei contestare il contratto di solidarietà fattomi nel 2012.che doveva essere di 2 anni poi ci hanno dato un al'tro anno .io lo contestato verbalmente perche la mia mansione non era quella che la ditta a comunicato al consulente del lavoro. vi chiedo questo anche se lei già mi a scritto che non posso in quanto lo dovevo contestare subito. in verità non lo fatto perchè non pensavo che adesso che scadrà noi verremmo licenziati essendo a zero ore . mentre altri colleghi che ci fu fatta una riduzione di ore non verranno licenziati.a meno che io non contesterò la mansione con cui sono stato assunto come mi scrisse lei. vi chiedo questo perchè dobbiamo avere ancora 6 mesi del 2013 più tutto il 2014 di soldi dal'imps. ese in caso di licenziamento posso chiedere anche questo danno causatomi..grazie mille .

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    1. Purtroppo le comunicazioni verbali non hanno alcun valore giuridico mentre i documenti sottoscritti valgono a tutti gli effetti di legge.-
      Comunque in caso di licenziamento potrai impugnare il licenziamento stesso e richiedere un congruo risarcimento danni.-

      Elimina
  50. SALVE e complimenti per il blog , sono titolare di un bar e ho un'apprendista da circa un anno , volevo chiederle vista la crisi cali di fatturati documentabili, ecc, se posso lasciarlo a casa con giustificato motivo oggettivo lui e' a part time ed e' l'unico dipendente che ho andrei avanti solo io visto il volume d'affari annuale ,,,grazie anticipatamente,,,,marco.

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  51. Salve volevo aggiungere in caso di licenziamento dell'apprendista per giustificato motivo oggettivo dimostrabile vorrei proporre 2,5 mensilita' oltre a tfr ecc ecc, si puo' fare ,,,,,rif. al commento sopracitato del 29 dicembre 2014 ore 15.30. grazie della sua professionalita' .marco

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    1. Ciao Marco!
      Se effettivamente hai avuto un calo di fatturato e potresti andare avanti da solo, puoi licenziare l'apprendista per giustificato motivo oggettivo, ma devi sapere che dopo non potrai assumere un altro lavoratore e in caso di aumento di fatturato dovrai richiamare per primo il lavoratore licenziato.-
      Tieni presente che se l'apprendista impugna il licenziamento potrà ottenere dalle 3 alle 6 mensilità aggiuntive, quindi se raggiungete un accordo che eviti ogni possibile controversia è meglio per entrambi.-

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  52. Salve Sig. Gianfranco,

    puo' un'azienda mettere in cassa integrazione
    i propri dipendenti
    dicendo che non sa dove allocarli: "non ci son commesse",
    quando nello stesso tempo
    continua ad utilizzare per i propri progetti e commesse
    consulenti di società interinali e lavoratori a partita iva!
    L'azienda non dovrebbe dare precedenza alla riallocazione
    dei propri dipendenti che tra l'altro hanno le stesse qualfiche dei
    consulenti che sta appunto utilizzando?
    Le faccio questa domanda perchè questi
    dipendenti rischiano di essere licenziati e,
    in questo caso l'azienda potrebbe licenziare i propri dipendenti
    anche se nel proprio organico ci sono consulenti, internali
    e partite iva ?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Per legge l'azienda dovrebbe dare la precedenza alla ricollocazione dei propri dipendenti, Vi consiglio quindi di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  53. Grazie Sig. Gianfranco della consulenza purtroppo non potro' assumere nessun'altro dipendente con utile d'impresa che ho avuto negli ultimi 2 anni , mi sa che il ragazzo che lavora con me pero' non accetta il licenziamento e' per quello che volevo gia' proporle delle mensilita' d'uscita evidenziate nel licenziamento se se si puo di legge spiegando le motivazione come motivo oggettivo 2,5 mensilita' piu' tfr 13 14 ferie ecc ecc ,,,,mi e' stato detto anche da un collega di un bar come il mio piccole dimensione solo un dipendente che nel periodo di preavviso la sua dipendente si era messa in malattia e ha dovuto spostare il licenziamento si puo fare se il dipendente vorrebbe far capire di non accettare il dipendente ? puo continuare a mettersi in malattia mi sembra strano ,,,,grazie della sua preparazione in materia ,,,Marco

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    1. La malattia interrompe il periodo di preavviso.Ad esempio se deve fare due mesi di preavviso e dopo uno si mette in mutua sei mesi,quando rientra deve fare il mese che resta.

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  54. Buon Anno Sig Gianfranco.vorrei sapere se e possibile adibire un dipendente categoria protetta ad una mansione occupata da altri dipendenti e poi mettere alcuni di questi in contratto di solidarietà a zero ore .. cioè fregare il posto ad un dipendente che in un eventuale licenziamento potrà perdere il posto. il posto adesso occupato da lui fu dichiarato in esubero . la mansione che svolgeva lui fu già soppressa tempo prima . cmq a un livello superiore al nostro noi siamo B4 LUI d4. GRAZIE.

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    1. Di questi tempi, quando si arriva a supporre che una persona invalida possa essere addirittura "privilegiata" dal proprio datore di lavoro rispetto agli altri lavoratori c'è qualcosa che non mi quadra, e comunque è un discorso che non mi appassiona.-

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  55. Gentilissimo Dr.Censori,
    avrei un quesito.
    Se una dipendente (da oltre due anni) con contratto di apprendistato professionalizzante part time viene licenziata a seguito di tre lettere di richiamo (ingiuste, ma questa è un‘altra faccenda) invece che alla scadenza del contratto triennale, ha ugualmente diritto all'indennità di disoccupazione ASpl o mini-ASpl?
    La ringrazio, cordiali saluti.

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    1. SI!
      In caso di licenziamento si ha comunque diritto all'ASPI o alla Mini Aspi, a prescindere quindi dalla causa del licenziamento stesso.-

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  56. Salve Sig Censori come può l'azienda dichiarare che tale dipendente svolge determinata mansione ? se poi il dipendente dichiara di svolgere altra mansione . lo può stabilire solo il giudice ? in un eventuale licenziamento. Grazie.

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    1. L'azienda ha tutto l'interesse a dichiarare che il lavoratore svolge la mansione prevista nella lettera di assunzione, che è quindi quella che risulta agli atti, e sarà quindi il lavoratore che dovrà dimostrare, eventualmente davanti a un giudice con prove e testimonianze che invece svolge un'altra mansione.-

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  57. Buongiorno dott Censori, mi permetto di distrurbarla per chiederle delle info che non riesco a reperire.
    Lavoro come impiegata 1° liv. part time ( 20h) presso una piccola casa di spedizioni, siamo 4 dipendenti 3 operativi tutti full time ed io che faccio tutto come part time come indicato, la ditta è individuale i titolari sono due coniugi la moglie titolare effettiva il marito socio. Premetto che i miei colleghi sono tutti stati assuanti nel 2013 mentre io lavoravo li con i voucher . A gennaio 2014 sono stata assunta anch'io . I colleghi hanno tutti i livello piu' basso del mio e uno di loro non ha nessun carico famigliare e gli mancano 7 anni alla pensione. Oggi mi hanno comunicato la volonta' di licenziarmi e di farmi lavorare di nuovo con i voucher è una cosa che possono fare ? nonostante il livello e i miei carichi familiari ? ( sono una mamma single con figlio a carico al 100 % e purtroppo di quelle vere e non quelle finte ) ... grazie in anticipo per un suo riscontro

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se ritieni di essere discriminata, in caso di licenziamento potrai impugnare il licenziamento stesso e richiedere un congruo risarcimento danni.-
      Il discorso dei voucher è una presa in giro perché per legge possono essere retribuite con i voucher solo prestazioni occasionali di tipo accessorio.-

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    2. la ringrazio per la risposta ... speriamo bene

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  58. Buongiorno Dott. Censori, le scrivo perchè ieri ho ricevuto una raccomandata dall'azienda dove lavoro, mi hanno licenziato causa "mancanza di lavoro" con un preavviso di 30 giorni, ho un contratto a tempo indeterminato e lavoro dal 02/10/2008 settore commercio,volevo chiederle se io in questi 30 giorni potevo fare delle ferie o mutua? o funziona come quando è il lavoratore a dare le dimissioni e quindi è obbligato a lavorare per tutto il preavviso?
    io ovviamente chiederò la disoccupazione e non vorrei che, assentandomi dal lavoro, potrei avere dei problemi per poterne usufruire..quanti sono i giorni che devo lavorare per avere la disoccupazione?
    La ringrazio anticipatamente.
    saluti

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    1. Ciao Nicole!
      Purtroppo SI!
      Sia in caso di licenziamento che di dimissioni durante il periodo di preavviso non puoi assentarti dal lavoro, e puoi prenderti dei giorni di ferie solo con il consenso del Tuo datore di lavoro.-

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  59. Buogiorno Dott. Censori; ieri il mio datore di lavoro mi ha comunicato che dovrà licenziarmi, in quanto gli costo troppo rispetto i margini produttivi dell'azienda. Sono assunto come impiegato a tempo indeterminato 5 anni e mezzo fa - settore grafici, anche se lavoro all'esterno in qualità di commerciale.
    Volevo chiederle questo: oltre all'indennità di prevviso posso richiedere qualche mensilità extra per firmare la lettera di licenziamento? Se sì, fino a quante? Poi, ahimé, dovrò iscrivermi alla disoccupazione....
    Grazie per l'attenzione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se ritieni che il Tuo datore di lavoro non rispetti i criteri di legge puoi impugnare il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni.-

      Elimina
  60. Buongiorno dott Censori,
    spero tanto che lei possa darmi una conferma, in quanto non ci capisco più nulla, poichè
    sono stata licenziata per motivo oggettivo (riduzione del personale per ristrutturazione aziendale e soppressione mansione), dal mio capo(società con 3 dipendenti ) e nella lettera mi è stato chiesto di fare preavviso lavorato che è di 90 giorni , altrimenti il mio datore non me lo pagava.
    Durante il preavviso lavorato, sono peggiorata con la mia depressione in quanto il mio capo è da mesi che mi sminuisce di fronte ai colleghi, ogni giorno in ogni momento, quindi al 58° giorno di preavviso lavorato, ho impugnato in forma scritta il licenziamento e mi sono messa in malattia. Ora per arrivare a prendere la ASPI mi dicono che devo maturare 52 settimane contributive+1 settimana negli anni precedenti (quest’ultima l’ho maturata) ma mi mancano altre 8 settimane per arrivare a maturare le 52 settimane utili per ASPI.
    Ho iniziato delle sedute da un psicoterapeuta, che mi stanno aiutando,ma ho due quesiti da porle :
    1) prolungando la malattia per i prossimi due mesi, ho diritto all’ASPI ??(cosi arrivo ad avere le 52 settimane contributive)
    2)Un mio collega mi ha raccontato che il mio capo ha chiesto al suo consulente di chiudere il mio rapporto di lavoro perché è stufo che io sia in malattia,ma può farlo ???
    Spero che lei possaconsigliarmi,
    grazie mille
    sevigne

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  61. Buongiorno Dott. Censori. A seguito licenziamento, in fase di udienza preliminare il datore di lavoro ha depositato agli atti una raccomandata contraffatta (perno questo di vittoria). Dopo i dovuti accertamenti e costatato della veracità del "falso" ho presentato querela alla Procura. Trattandosi di una "s.r.l." ho querelato l'Amministratore Unico pertanto, trattandosi di persona fisica ho richiesto l'applicazione dell' 483 c.p.
    Ritirata copia in tribunale dell'elenco dei "fatti criminosi" scopro che alla mia "querela per falso" hanno attribuito l'art. 476 valido per i Pubblici Ufficiali nell'esercizio delle proprie azioni e l'art. 482 c.p. valido se è commesso da un privato, ovvero da un pubblico ufficiale fuori dell'esercizio delle sue funzioni.
    Ciò che Le chiedo:
    l'Amministratore Unico di una s.r.l. è da considerasi un Pubblico Ufficiale?
    E' per tale motivo che 'imputazione dei fatti da me richiesta con l'art. 483 è stata sostituita con l'art. 476 e 482?
    Grazie Renato

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    1. Ciao Renato!
      483 Codice penale:
      Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale [c.p. 357], in un atto pubblico [c.c. 2699; c.p. 492, 495], fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità [c.p. 567], è punito con la reclusione fino a due anni [c.p. 491] (1).
      Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile [c.c. 449; c.p. 495], la reclusione non può essere inferiore a tre mesi (2).
      476 Codice Penale:
      Il pubblico ufficiale, che, nell'esercizio delle sue funzioni (1), forma, in tutto o in parte, un atto falso (2) o altera un atto vero, è punito con la reclusione da uno a sei anni [491] (3).
      Se la falsità concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso [2699, 2700 c.c.], la reclusione è da tre a dieci anni [482, 490, 492, 493] (4).-
      Non so chi ti ha consigliato di seguire la via penale con una querela presentata in base tra l'altro anche a un articolo errato del codice penale, giustamente rettificato dalla Procura, perché è una strada che ti costerà molto in tempo e denaro e non ti porterà alcun beneficio di carattere economico.-

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  62. Mi scusi dott Censori,
    sono sempre Sevigne, messaggio del 14 gennaio ore 16.06,
    Volevo precisare che la società che mi ha licenziato è una SRL; inoltre non ho maturato le 52 settimane nell 'ultimo biennio in quanto nel mio precedente lavoro ero una lavoratrice con P.IVA, ma questi contributivi non valgono ai fini dell'ASPI, ecco perché vorrei arrivare a maturare le 8 settimane,
    il mio timore più grande èche il datore di lavoro faccia la cessazione del mio rapporto di lavoro al Centro per l 'impiego anche se io sono malattia, ma può farlo ???
    Cordiali saluti,
    attendo sua conferma,
    SEVIGNE

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    1. Ciao Sevigne!
      Fino a quando sei in malattia non possono licenziarti, ma non risolvi il problema rimanendo in malattia, quindi devi rientrare in servizio e far prolungare il Tuo rapporto di lavoro fino al raggiungimento del diritto all'ASPI.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. buonasera dr Censori,
      ma è il sindacato che mi ha consigliato di stare in malattia senza rientrare maturando così le 8 settimane mancanti, non è cosi ???
      Inoltre so bene che se rientro il datore di lavoro ormai mi chiude immediatamente il rapporto, senza farmi fare il preavviso.
      attendo suo cortese riscontro, Sevigne

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    3. mi scusi dott.Censori, sono ancora Sevigne, il CCNL applicato è STUDI PROFESSIONALI e tra l'altro sono iscritta al sindacato proprio perché il datore prima di assumermi, mi ha tenuto 11 mesi in nero, cioè senza contratto poi mi ha fatto il contratto di assunzione per poi licenziarmi dopo 8 mesi di assunzione + 2 mesi ho fatto il preavviso lavorato poi sono entrata in malattia, quindi mancano le famose 8 settimane per maturare ASPI , mi da conferma se questa malattia mi fa maturare ASPI ??
      CORDIALI SALUTI
      SEVIGNE

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    4. Ciao Sevigne!
      Se c'è un sindacato che ti sta seguendo devi seguire le indicazioni del sindacato senza cercare conferme altrove, da parte di chi non conoscendo bene la situazione potrebbe solo metterti fuori strada.-

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  63. Buongiorno Dott.Censori,
    le scrivo in quanto abbiamo scoperto che i nostri titolari si stanno muovendo per aprire una nuova società, mettendo in liquidazione quella attuale e invieranno a breve le lettere di licenziamento a 9 dipendenti (assunti con contratto a tempo indeterminato) su 14.
    Vorremmo capire se esiste qualche forma di tutela, in quanto essendo una SRL con meno di 15 dipendenti non abbiamo diritto alla mobilità.
    Possono farlo? Possono lasciare così tante persone a casa considerando che si è arrivati a questo punto per la loro “mala” gestione aziendale (usando il conto corrente aziendale come se fosse il loro personale)?
    Abbiamo diritto al pagamento di un’ indennità?
    La ringrazio infinitamente per l’attenzione,
    Un saluto

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se riterrete che il vostro datore di lavoro non abbia rispettato i criteri di legge potrete impugnare il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  64. Buongiorno Dott.

    Sono stata informata dal datore di lavoro che l'azienda non ha l'intenzione di passare il mio contratto di apprendistato a indeterminato, questo dovuto ai diversi periodi di malattia che ho avuto avuto dovuto ad una tendinite, che per altro, l'ho contratta facendo il mio lavoro attuale.

    Le chiedo si è corretto che l'azienda motivi il mio "licenziamento" per essere stato assente dal lavoro per una malattia contratta durante il mio attuale contratto e dovuto al tipo di lavoro che svolgo.

    Inoltre, l'azienda va molto bene e continua ad assumere apprendisti. Questo per dire che se io non avesse avuto questa malattia sarei stato confermato e avrei oggi un contratto a tempo indeterminato.

    Attendo la sua risposta.

    Grazie mille

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    1. Purtroppo non puoi farci nulla!
      Infatti il datore di lavoro non è obbligato per legge alla scadenza del periodo di apprendistato a trasformare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.-
      Presumo ovviamente che si guarderà bene dal comunicare per iscritto che la motivazione della mancata conferma sarà dovuta ai diversi periodi di malattia.-

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  65. salve vi porgo questo quesito . guardando il contratto nazionale dove lavoro o letto che con la qualifica a me data cioe polivalente con varie mansioni anche di autista con patente b o c .liv b4. al momento del'assunzione io avevo la patente B . il lavoro che svolgevo e svolgo e di altra mansione non di autista. dopo 3 anni mi chiesero se volevo prendermi la patente D perche i pulmini in dotazione del'azienda si potevano guidare solo con quel tipo di patente . i 2 autisti effettivi avevano sia la patente che un livello superiore .cioèC3.e svolgevano prettamente il compito di autista. vedendo che gli autisti avevano uno stipendio superiore decisi di prendermi la patente D. poi chiesi di passare a fare l'autista ma non o avuto mai risposta . la paga e il livello continua ad essere lo stesso che avevo. adesso ci sono degli esuberi per crisi economica ed io sono stato inserito tra gli autisti . come mi posso difendere. il sindacato a chiesto della mia posizione e l'azienda a ribadito che io facevo l'autista. a da premettere che dopo la non risposta di cambiarmi di livello . avendo conseguito la patente di rado o sostituito l'autista mentre il restante delle giornate continuavo a fare la mia mansione. in caso di licenziamento potrei avere il reintegro.grazie anticipatamente

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    1. Purtroppo NO!
      In caso di licenziamento non avrai diritto al reintegro, ma potrai comunque impugnarlo per richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  66. salve se e possibile sapere se dopo il contratto di solidarietà a zero ore si può percepire la disoccupazione .grazie

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    1. Si può percepire la disoccupazione solo in caso di licenziamento o di scadenza di un contratto a termine.-

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  67. Buongiorno, durante la sospensione cautelativa (ccnl commercio), come vengono retribuiti i giorni di riposo che cadono nelle giornate festive come il giorno di Natale e quelli festivi in cui dovrei essere stato in servizio ma sopeso cautelativamente? e le festività durante il preavviso di licenziamento dove l' azienda rinuncia alle prestazioni del lavoratore e corrisponde l' indennità sostitutiva? grazie

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    1. Nella generalità dei casi – e salvo che la prestazione del lavoratore non sia
      comunque divenuta impossibile per eventi estranei alla sfera decisionale del datore di lavoro (per esempio in caso di carcerazione preventiva del dipendente) – a meno che il contratto non preveda diversamente, al prestatore è dovuta la normale retribuzione: così Tribunale di Milano 31.5.2011; Cass. 6.6.2008, n. 15070; Cass. 15.11.1999, n. 12631; Cass. 8.1.2003, n. 89.-

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  68. Buongiorno, volevo chiederle gentilmente un"informazione data la difficile situazione nella quale mi trovo. Mio padre lavora da 26 anni per una società srl con contratto a tempo indeterminato. La mia famiglia é composta da un disabile down e da tre anni mia madre a causa di più tumori ha una disabilità al 100%. É stato in aspettativa da quattro anni fa fino a un mese fa, ha rilavorato a dicembre una settimana dopodiché l azienda l ha fatto mettere in mutua per mancanza di lavoro. Oggi l hanno avvisato che lo licenzieranno. Mi chiedo se é possibile che non ci siano leggi che tutelino i lavoratori, come mio padre,con a carico due disabili. Insomma, lo possono davvero lincenziare ?
    Grazie anticipatamente per la risposta, che mi auguro avvenga il prima possibile.

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Quindi in caso di licenziamento consiglio a Tuo padre di rivolgersi alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso.-

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