domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.

Gianfranco Censori

176 commenti:

  1. Ciao Gianfranco,
    complimenti per il tuo ottimo servizio.
    Volevo chiederti se è possibile opporsi ad una procedura di licenziamento collettivo con messa in mobilità.
    Ti riassumo la questione: sono dipendente di una società di trasporti che ha varie sedi sul territorio; la stessa società ha deciso di chiudere la filiale in cui io lavoro con avvio di procedura per la messa in CIGS e mobilità di tutto il personale (tranne forse il direttore commerciale che verrà destinato ad altra filiale). Posso oppormi al licenziamento, non essendo mai stato iscritto al sindacato ???
    Insomma io non vorrei sottostare a questa che reputo un'ingiustizia...

    Grazie

    Roberto

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    1. Ciao Roberto!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo non ti capisco!
      Se l'azienda ha deciso di chiudere la filiale Tu che vorresti fare?
      Se non sei iscritto a un sindacato puoi rivolgerti a un avvocato ed opporti al licenziamento ma non credo proprio che tu abbia alcuna possibilità di impedirlo.-

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  2. Buonasera Sig. CENSORI le vorrei porre una domanda, io ho lavorato per una cooperativa per un anno e mezzo, sono stati veramente correttivi tutto, nel giugno 20 12 subentra la nuova cooperativa la quale mi impone di dare la mia ultima busta paga della vecchia cooperativa e di firmare un modulo in bianco ovvero Nn riempito nelle sue parti se avessi voluto continuare a lavorare! Tutte le altre dipendenti perpetrato hanno firmato, io ho detto no! Tanto che la nuova Cooperativa mi ha risposto : allora non puoi lavorare con noi se Nn firmi, .. a questo punto ho semplicemente risposto che non ero io ad andarmene , ma loro a licenziati! Qualche giorno dopo il subentro della nuova cooperativa hanno convocato tutto il resto del personale in camera del lavoro per firmare il contratto nuovo, io non ho ricevuto nessuna convocazione ne scritta ne verbale! Ora sono 2 anni che sono in causa , il giudice ha convocato Ange i miei testimoni che lavorano tutt ora li ed il 5 dicembre ho l ultima udienza, la controparte non si è mai presentata! Come pensa che potrà andare a finire? Eventualmente si potrebbe fare anche rivalsa direttamente sulla struttura nella quale lavoravo?

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    1. Attendo sua risposta per uscire da questa angoscia! Grazie mille

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    2. Purtroppo solo il Tuo avvocato può darti una risposta più o meno precisa, in quanto è l'unica persona che conosce la cooperativa e in base alle carte che ha presentato al giudice può farsi un'idea sul possibile esito.-
      Il problema delle cause civili è hanno dei tempi biblici, quindi durano diversi anni e l'esito è alquanto incerto, e chi Ti ha fatto "imbarcare" in questa avventura avrebbe dovuto avvisarti.-
      Comunque a questo punto puoi solo puntare a un risarcimento danni, quindi ti consiglio di metterti il cuore in pace, di cercare un nuovo lavoro ed attendere il più serenamente possibile l'evolversi della situazione.-

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    3. Grazie mille per la delucidazione!

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    4. Buongiorno Sig. Censori le espongo il mio caso..il 19 agosto eravamo appena andati in ferie, e la mia azienda ne ha approfittato per smontare le principali linee di produzione del nostro sito spostandole in altri siti di loro proprietà senza darci nessun tipo di preavviso e senza aver dichiarato stato di crisi ci ha licenziato(36 operai).Nella bacheca dell'azienda è stato appeso il foglio che le attivita' produttive sarebbero riprese regolarmente per tutti il 25 agosto. Dopo un primo incontro con i sindacati l'azienda ha ritirato i licenziamenti ma ci ha messo in cassa integrazione dicendoci che verremo reintegrati in altre posti e luoghi diversi dal nostro ex sito....vorrei chiederle come dovremmo comportarci e se abbiamo diritto a risarcimenti...

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    5. Il tutto dipende soprattutto da Voi!
      - Dovete prima decidere se accettare o meno la proposta del datore di lavoro.-
      - Dovete poi decidere se procedere uniti o ognuno per conto proprio.-
      - Poi in base a quello che deciderete potrete valutare i passi successivi.-
      Il mio consiglio è di mettervi tutti d'accordo e di rivolgervi insieme a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  3. Buon giorno sig Censori io ho un contratto di lavoro a tempo parziale con la masione di lavapiatti di 6°livelli disciplinato dal ccnl pubblici esercizi ..mi e stata manadata una lettere di richiamoper mancanza disciplinare perche un giorno mi sono rifiutata di uscire in sal e dice che ho messi in difficolta I miei colleghi di sala contringendoli ad un lavoro piu intenso ...pero io vista la masione che ho sto facendo anche aiuto cuoco...per nn dire cuoco per sto cucinando anche...sono stata mandata in ferie obbigate...e adesso mi e stato chiesto di firmare le demissioni...sono disperata perche nn so cosa fare....ieri nn mi soo presentata al lavoro e neanche oggi....se vengo licenztiata perche non mi presento al lavoro ci rimetto qualcosa per la disocupazione? O in futuro?

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  4. Il contratto mi scade a dicembre...

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    1. SI!
      Se non ti presenti al lavoro e vieni licenziata avrai comunque diritto alla disoccupazione, ma con la penalizzazione di un mese.-
      Ti consiglio comunque di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  5. Salve Sig. Censori, dopo 8 anni di contratto a tempo indeterminato (metalmeccanico VI Livello), sono stato licenziato a causa degli enormi problemi economici dell'azienda (con 5 dipendenti). Il 30 settembre finisce il periodo di preavviso e dal 1 ottobre sono disoccupato. Presenterò la domanda per l'indennità di disoccupazione (ASPI) tramite il modulo on-line sul portale Inps dopo aver fornito al Centri per l’impiego la dichiarazione di "immediata disponibilità" allo svolgimento di attività lavorativa.
    Stamani ho ricevuto un offerta di lavoro ma con contratto a progetto da parte di un'altra azienda.
    Se accettassi un contratto di lavoro subordinato per un periodo di 3-5 mesi perderei il diritto all'indennità di disoccupazione al termine della prestazione? Nel caso in cui il contratto non venga rinnovato perderò ogni diritto all'indennità di disoccupazione anche senza averne mai usufruito?
    Grazie per la disponibilità

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    1. Purtroppo SI!
      Con un contratto a progetto perdi il diritto all'ASPI, e se durerà solo 3 o 5 mesi alla scadenza non avresti diritto ne all'ASPI ne all'una tantum prevista per i lavoratori a progetto.-

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  6. Buongiorno, sono un viaggiatore piazzista in un'industria tessile con piu' di 50 dipendenti, che da 2 anni usufruisce della cassa integrazione(prima ordinaria e straordinaria) . Io non ne ho mai usufruito , sebbene abbia dovuto accettare una riduzione di stipendio e un contratto di trasferimento lavoro parziale ad altra azienda del gruppo. Adesso si prospetta una fusione di 2 aziende del gruppo con esubero e messa in mobilita' di 50 persone tra cui il sottoscritto. Al momento il mio direttore commerciale e' 3 mesi che fa pressioni telefoniche ogni 20 giorni perche' io dia le dimissioni per darmi come libero professionista i mandati delle loro aziende. Al momento ho sempre cercato di tirarla per le lunghe, in quanto la mole di lavoro per una sola regione (al momento ne seguo 4), non permette di avere un fatturato provvigionale decente. Oggi mi dice che mi arrivera' una raccomandata con cui vengo messo in cassa integrazione a 0 ore dal 15 ottobre 2014 e il servizio esternalizzato ad un'agenzia di rappresentanza, pero' se ci ripenso posso sempre contrattare una transazione in azienda e prendere io il lavoro. Mi sa tanto di ricatto, ma la cassa integrazione non serve comunque a sostenere il redditto nei reparti dove lavoro non ce n'e'? io sono l'unico dell'azienda ad avere questo inquadramento, e lavoro (anche se c'e' un minimo calo di fatturato) ne ho parecchio al momento. Mettendomi in cassa integrazione a 1000 euro, io che ne guadagno 2500 e ho moglie e figli a carico, mi mettono in una difficile situazione, tanto piu' che prima di vedere la mobilita' ed il tfr passeranno mesi(la fusione e' prevista a inizio 2015).Comunque non ho mai al momento, ricevuto niente di scritto, e' mesi che stressano per via telefonica e basta. Sono disposto a dare le dimissioni con un avvocato accanto e una sostanziosa buona uscita.Lei cosa ki puo' consigliare? Faccio presente che sono in contatto con alcune agenzie per mettermi in proprio, quindi accelerei l'ìter .

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    1. Io essendo sindacalista posso solo consigliarti di rivolgerti a un sindacato, e più precisamente alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-
      L'alternativa è che ti trovi un buon avvocato, ma devi trovarne uno competente in materia di diritto sul lavoro.-

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  7. Buongiorno Avvocato, ho un contratto in somministrazione 5 livello delle telecomunicazioni scadente il 31.12.2014, attualmente sono in malattia, da quello che ho capito al rientro in azienda non troverò tappeti rossi ad attendermi. Pertando una volta terminata la malattia non avrei intenzione di rientrare, se faccio assenze ingiustificate l azienda (o meglio l agenzia per il lavoro) mi può licenziare? Questo mi darebbe la possibilità di usufruire dell indennità di disoccupazione visto che negli ultimi 2 anni ho almeno 52 settimane di contributi. La ringrazio anticipatamente per la risposta

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    1. SI!
      Se vieni licenziato ed hai almeno 52 settimane di lavoro nel biennio, avrai diritto all'ASPI.-

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  8. salve avvocato , volevo chiedervi io sono apartenente alle cat.protette ,nell aria in azienda ,gira voce che il mio titolare vorrebe fare una coperativa , oviamente siamo sulle 250 dipendenti, siamo in 4 delle cat. protette e noi magiormente siamo un po preoccupati di questa cosa , vorebbe passare la logistica alla coperativa, mentre nella logistica siamo 20 persone ,ecco le chiedevo la nostra preocupazione sarebbe questa noi che siamo delle cat.protette staremmo in quelle 20 persone oppure ci dovrebbe rinpiazzare da qualche altra parte ? , il contratto e indeterminato a tutti e 4 della cat.protetta

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    1. Purtroppo in questo caso la normativa non vi protegge, Vi consiglio quindi di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. mi scusi avvocato forse non mi sono espresso io bene di questi 250 dipendenti solo 20 deve mettere con la coperativa gli altri 230 restano a lavoro comunque . ma la legge non dice che le aziende con 15 dipendenti in su devono avere un disabile , noi comunque ci troveremmo nella quantita" sui 230 dipendenti .e potremmo andare nei negozi come commessi oviamente passando dalla logistica hai negozi.la ringrazio avvocato dell suo disturbo .

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    3. Se solo 20 dipendenti passano alla cooperativa solo uno di voi 4 potrebbe far parte del gruppo dei 20, ma potreste anche rimanere tutti nell'azienda, quindi non vi resta che attendere quelle che saranno le decisioni aziendali per verificare se verrà rispettata o no la legge.-

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  9. Buonasera avvocato,
    la mia Cooperativa Sociale ha perso l'appalto e a breve saremo riassorbiti dalla Cooperativa vincente, che richiede una quota sociale di 4800 euro, di cui 700,00 a fondo perduto, a differenza dei 1500,00 versati per la precedente. I sindacati coinvolti non intendono opporsi a tale richiesta, dichiarata da più voci esterne anticostituzionale. Personalmente non intendo essere riassorbita da tale Cooperativa, sia per questa richiesta assurda, sia per motivi etici personali non dimostrabili. Ho qualche possibilità di accedere all'Aspi motivando il mio rifiuto all'esosa richiesta di quota sociale (condizione peggiorativa)? La ringrazio

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    1. SI!
      Non sei obbligata ad aderire alla cooperativa vincente, quindi puoi farti licenziare dalla Tua cooperativa attuale ed avere quindi diritto all'ASPI, ovviamente se hai almeno 52 settimane di lavoro nel biennio.-

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  10. Volevo solo sapere una cosa. Io a breve diventò papà... Il mio capo mi ha ricattato dicendo che se sto a casa quando nasce vengo licenziato.. Come faccio a tutelarmi

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    1. L’articolo 4 comma 24 della legge 92/2012 prevede l’introduzione di nuovi permessi – uno obbligatorio di un giorno, l’altro facoltativo di due giorni – in caso di nascita di un figlio. Entrambi i congedi spettano esclusivamente ai papà che siano lavoratori dipendenti e si applicano anche nelle ipotesi di adozione o affido. Il termine entro il quale occorre fruire dei permessi è di cinque mesi.
      Il congedo obbligatorio di un giorno può essere fruito anche durante il congedo di maternità di cui stia fruendo la madre. Il congedo facoltativo, invece, è subordinato alla scelta del coniuge (la madre anch’essa lavoratrice) di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità, con conseguente anticipazione del termine finale del periodo post partum di astensione obbligatoria. Questo vuol dire che se il padre fruisce di due giorni di permesso facoltativo, la madre dovrà rientrare due giorni prima del termine del proprio congedo di maternità.
      Entrambi i congedi non possono essere frazionati a ore, sono retribuiti e coperti da contribuzione. Il padre dipendente, infatti, ha diritto per i giorni di congedo ad una indennità giornaliera a carico dell’Inps pari al 100% della retribuzione. L’indennità è corrisposta dal datore di lavoro che recupererà la somma mediante conguaglio con i contributi che deve versare mensilmente all’Inps.
      Per fruire dei giorni di congedo il padre deve darne comunicazione scritta al proprio datore di lavoro, almeno quindici giorni prima, specificando i giorni in cui intende fruirne. Se in azienda è in funzione un sistema informativo specifico per le richieste e la gestione delle assenze la forma scritta può essere sostituita dall’utilizzo di tale sistema.

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  11. gent.mo Sig,Censori,sono appena stato licenziato dopo 13 anni di lavoro con licenziamento collettivo (15 dipendenti su 23) ai sensi degli art.4 e 24 della legge 223/2014 e successive.la ditta si è iscritta alle liste di mobilità.lavoravo nel settore edile industriale(prefabbricati).Vorrei,gentilmente sapere,se ho diritto ad una indennità risarcitoria in quanto la ditta ci vorrebbe fare firmare un accordo di un incentivo all'esodo pari a € 3000 al lordo delle ritenute di legge e il TFR liquidato in 24 rate mensili senza interessi (hanno firmato un accordo sindacale cisl uil cgil nonostante la metà di noi non fosse d'accordo) e rinunciando a qualsiasi forma di richiesta in denaro di risarcimento del danno di qualsiasi natura professionale e/o alla salute,all'immagine,biologico,contributivo e/o previdenziale e/o pensionistico e quant'altro inclusi i risarcimenti ex art.2017,2013 e 2016.
    le sembra un accordo conveniente per noi operai o possiamo avere di più?
    grazie e saluti Manlazza

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    1. Se l'accordo è stato sottoscritto da tutte e 3 le organizzazioni sindacali, presumo che non si poteva ottenere di più, e se non vi fidate dei sindacati dovete rivolgervi a un avvocato per conto vostro per far saltare l'accordo firmato e per far riavviare la trattativa.-

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    2. grazie della risposta,un'ultima cosa dott.Censori l'11 ottobre scaduti i gg di preavviso mi dovrò iscrivere alle liste di mobilità e avendo + di 50 anni ho diritto a 3 anni (fino a dicembre)di ammortizzazione sociale.facendo riavviare la trattativa c'è il pericolo che non possa iscrivermi alle liste di mobilità o una volta iscritto che non mi venga riconosciuta o tolta?comunque in ogni caso aspetterò la fine del preavviso prima di fare vertenza e l'iscrizione alle liste di mobilità.l'accordo singolarmente che ci verrà sottoposta dall'azienda singolarmente non lo abbiamo ancora firmato,è stato firmato solo dai sindacati.saluti e grazie di nuovo

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    3. Purtroppo se non sottoscrivi l'accordo e impugni il licenziamento non puoi iscriverti alle liste di mobilità, perché ovviamente l'azienda non darà il suo consenso.-

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  12. Buongiorno dottor censori, faccio l'operaio e la mia domanda riguarda la cessione di ramo d'azienda di cui sono stato oggetto.Dopo diversi mesi in cui poco o niente era cambiato a livello lavorativo ultimamente si nota una certa" tensione" nel titolare della ditta cessionaria;siamo sotto i 15 dipendenti e tutelati dall'art.2112;le domande sono:può il titolare licenziare senza che vi sia una giusta causa?se lo fa ci si puo rivalere sulla ditta cedente (reintegro)? Quando finirà l'appalto vi potranno essere variazioni economiche e/o normative (per esempio se l'appalto lo vince altra ditta)che ci riguardano?in che casi è previsto il reintegro nella ditta cedente? ringraziando anticipatamente.

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    1. Se ci mettiamo a valutare tutte le varie opzioni possibili non ne usciamo!
      Di solito con la cessione di ramo d'azienda i lavoratori interessati vengono licenziati dalla ditta cedente e vengono assunti dalla ditta subentrante alle stesse condizioni, quindi senza alcun danno di carattere economico.-
      Ci si può opporre al licenziamento ma di solito non ci sono i presupposti per richiedere il reintegro.-

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  13. Buongiorno Dott. Censori
    il datore di lavoro mi ha comunicato che purtroppo a causa di "scelte aziendali" e di difficoltà economiche non si può più permettere di tenermi,
    noi siamo in 4 in azienda attualmente: 2 apprendisti, io che ero a tempo indeterminato e sono assunta da 6anni e un collega che è stato assunto(alle mie stesse condizioni a tempo determinato però 4liv.commercio) ad inizio mese.
    Per l'appunto il datore di lavoro vuole lasciare a casa me, anche se io mi sono offerta per fare il lavoro del nuovo assunto, il datore di lavoro può mandare via me che sono la più anziana lavorativamente parlando?
    vorrebbe propormi un accordo.. ma non ho idea di quanto posso chiedergli di buonuscita, mi può aiutare???
    come è possibile che io che sono a tempo indeterminato posso esser mandata via così facilmente.. ed invece chi è appena assunto no? oppure gli apprendisti..
    spero che mi possa aiutare
    grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se il Tuo datore di lavoro non rispetterà i criteri di legge e verrai licenziata, potrai impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  14. Buongiorno Dott.Censori,avrei alcune domande da farle in materia di licenziamento per giusta causa.
    Il mio datore di lavoro non mi paga da mesi, e so già che se mi dovessi licenziare per giusta causa percepirei comunque la disoccupazione, ma che meccanismi si mettono in moto da questo mio licenziamento per giusta causa? cosa rischia il mio datore di lavoro? io non ho intenzione di essere pesante verso il lui e non vorrei che sindacati o tribunale possano esserlo anche indipendentemente dal mio volere.
    Poi vorrei sapere quali sono,approssimativamente i tempi di ricezione dell'indennità di disoccupazione!
    Grazie

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    1. Se vuoi presentare le dimissioni per giusta causa ed avere diritto all'indennità di disoccupazione, la giusta causa va dimostrata, quindi è necessario aprire una vertenza sindacale contro il datore di lavoro.-
      Se Ti preoccupi di quello che rischia il Tuo datore è meglio che lasci perdere ed attendi pazientemente di essere pagato se e quando lo decide lui.-
      Di solito l'INPS provvede al pagamento della prima rata di ASPI dopo circa 45/60 giorni dalla data di presentazione della domanda.-

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  15. Buon giorno avvocato mi chiamo loretta, le volevo chiedere una cosa:
    l'anno scorso mio marito è stato collocato in mobilità unitamente ad altri 5 colleghi perchè erano considerati in esubero...
    la ditta ha corrisposto tfr, ferie non fatte ecc. !
    Quest'anno sono stati licenziati e messi in mobilità nella medesima ditta altri 8 dipendenti alle stesse condizioni con la differenza che a questi ultimi è stato corrisposto un incentivo pari a 6 mensilità..
    E' a norma di legge questo incentivo?
    Se si possono reclamarlo i dipendenti licenziati l'anno prima?
    Preciso inoltre che al momento del licenziamento è stato firmato un accordo tra dipendenti, azienda e un rappresentante della CGIL nel quale si specificava che, dopo aver ricevuto tutte le spettanze, il dipendente non aveva più nulla a pretendere da suddetta ditta!
    Ringraziandola in anticipo per una vostra risposta,
    cordialmente saluto e ringrazio

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    1. Ciao Loretta!
      Un incentivo all'esodo è un'offerta del datore di lavoro come contropartita all'impegno del lavoratore a non impugnare il licenziamento, quindi è un accordo a norma di legge.-
      Purtroppo i dipendenti licenziati l'anno prima avendo dichiarato per iscritto di aver ricevuto tutte le spettanze non possono più fare nulla.-

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  16. Buongiorno Dr. Censori, in caso di licenziamento collettivo e successiva mobilità di una azienda privata, vorrei sapere come influisce il fatto di essere invalido categorie protette in relazione anche ai carichi di famiglia. Inoltre vorrei sapere se l' azienda può inserire l' invalido nelle persone da licenziare e dopo mettere a fare il suo lavoro uin normodotato.

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    1. Ciao Giuliano!
      La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-
      La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      Carichi di famiglia
      Esigenze tecnico-produttive
      Anzianità di servizio presso l'azienda

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    2. Dunque, se ho capito bene da una parte bisogna tenere presenti i

      Carichi di famiglia
      Esigenze tecnico-produttive
      Anzianità di servizio presso l'azienda

      e dall' altra la quota percentuale di categorie protette che l' azienda deve avere a seconda del numero totale dei dipendenti, ma mi interessa sapere se NEL CASO DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO L' AZIENDA PUò LICENZIARE L' INVALIDO METTENDO POI AL SUO POSTO UN NORMODOTATO. Le faccio la domanda perchè ho avuto notizia di una sentenza (se non ho capito se della cassazione o della costituzionale, se lei ha la sentenza la prego di darmi la traccia internet così che possa arivarci anch' io) con la quale l' invalido è stato reintegrato al posto di lavoro proprio per questo motivo ma non so se la cosa è valida sia per licenziamenti individuali che collettivi. Grazie, giuliano



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    3. Ciao Giuliano!
      Una sentenza vale solo per il caso specifico quindi non fa legge, e comunque ti servirebbe a poco, ma dovrai rivolgerti eventualmente a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  17. buonasera Dr.Censori le volevo porre questo quesito: Adesso sono un dipendente part-time in un locale pubblico (bar),sono padre di un bimbo di 7 anni...attualmente non percepisco gli assegni familiari per "ignoranza" del mio titolare, credendo che sono soldi che deve sborsare lui...io ho la domanda all'inps che mi è stata accetta e ho circa un'annetto forse più di assegni arretrati...volevo per cortesia sapere, SE mettendomi in proprio nell'apertura di un bar con la mia compagna (madre del bimbo ma non sposati) riuscissi a recuperare tutti gli assegni familiari non percepiti fino ad oggi !!! Grazie,cordiali saluti.

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    1. Purtroppo NO!
      Con un rapporto di lavoro in essere solo l'azienda può corrispondere gli assegni familiari, quindi non si può richiedere il pagamento diretto all'INPS; comunque si possono richiedere gli arretrati all'azienda fino ad un massimo di 5 anni indietro.-

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  18. Buongiorno, sono operatore di vendita assunta a 16 ore, causa malaffari aziendali il mio capo non ha + soldi e ci licenzia...mi manderà questa lettera ma non fidandomi troppo vorrei capire se va bene poi per chiedere la disoccupazione: Con la presente Le comunichiamo che abbiamo deciso di procedere alla risoluzione anticipata del rapporto di lavoro subordinato in essere tra Lei e la xxx per il mancato raggiungimento, da diversi mesi, del minimo fatturato parametrato aziendale ritenuto necessario per la prosecuzione proficua del rapporto stesso.
    Le sarà concesso un periodo di preavviso di 30 giorni a decorrere dal 08.10.2014, coerentemente con quanto previsto dal contratto sottoscritto all’atto dell’assunzione. Cesserà di svolgere la sua attività lavorativa presso la nostra azienda a partire dal giorno 14.11.2014.
    La invitiamo a contattare l’Ufficio del Personale per il ritiro delle sue spettanze.

    non vorrei trovarmi beffata due volte..lavoro con loro da settembre 2013..grazie mille

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    1. SI!
      Si tratta di una lettera di licenziamento regolare a tutti gli effetti di legge e che da quindi diritto all'indennità di disoccupazione.-

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    2. Grazie mille per la risposta! Isa

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  19. scrivo per complimentarmi per questo sito, davvero preciso e utile.isa

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  20. Buongiorno Dr. Censori, se non ho capito male, quando un' azienda privata ti mette in mobilità, nel caso che poi riassuma è costretta ancor prima di assumere dei nuovi dipendenti a "pescare" tra coloro che aveva messo in mobilità e, tra di essi i part-time in particolare hanno la precedenza (mi corregga se ho capito male); vorrei sapere se il fatto di essere invalido categorie protette obbliga l' azienda a tenerti presente nel caso di riassunzione così come si fa con i part-time. In tal caso una invalido part-time avrebbe più probabilità degli altri, giusto?

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  21. Buongiorno Dott. Censori ,la mia azienda deve aprire la procedura di mobilita' causa mancanza di fatturato, tra la lista e' compreso anche il mio nome ,ma io percepisco l'assegno ordinario di invalidita' categoria IO ,ho gia' fatto il rinnovo x 3 volte , intendo dunque rinunciare alla mobilita' x mantenere l'invalidita',in questo caso e' giusto che l'azienda, pretenda che sia io a scrivere la lettera di licenziamento ? Purtroppo in totale ho circa 34 anni di contributi, di conseguenza anche i 3 anni di mobilita' non mi aprirebbero nessuna finestra ,e con invalidita' del 75 % ho grosse difficolta' a svolgere qualsiasi tipo di lavoro .La ringrazio anticipatamente della risposta

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    1. NO!
      L'azienda deve comunque metterti in mobilità, poi sarai Tu successivamente a scegliere se optare per l'indennità di mobilità o per l'assegno ordinario di invalidità, e non c'è quindi alcun motivo per cui Tu debba presentare le dimissioni.-

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  22. Grazie ,x la risposta immediata , un ultimo dubbio , io essendo invalido categorie protette ,potrei essere iscritto comunque alla lista di mobilita' senza pero' percepire l'indennizzo monetario da parte dell' Inps visto l' incompatibilita' con l'assegno ?? Grazie ancora buona serata

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    1. SI!
      Se vieni messo in mobilità avrai comunque diritto ad iscriverti nelle liste di mobilità, a prescindere quindi dalla scelta tra indennità di mobilità e assegno ordinario di invalidità.-

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  23. Buongiorno Dr. Censori, proveniebdo già da diverse realtà lavorative ho notato che le aziende che vogliono licenziare di solito cominciano col fare un licenziamento collettivo di un esiguo numero di persone (10 - 15 persone circa), per poi procedere dopo un anno circa al licenziamento in grande di parecchie decine di persone se non addirittura centinaia. Come mai usano d' abitudine questo comportamento?

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    1. Ciao Giuliano!
      L'ipotesi più plausibile, ma che forse è anche la più ingenua, è che le aziende cerchino di guadagnare tempo nella speranza di salvare il salvabile, e non vorrei azzardare altre ipotesi.-

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  24. Salve una domanda:
    In base. Alle nuove modifiche all'art.18
    L'indennizzo delle mensilità va in base agli anni di anzianità o hanno un tetto massimo' in caso. Di licenziamento ingiusto? Ciso

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    1. Mi pare prematuro parlare in questa fase politica di modifiche all'art. 18 perché la legge è in parlamento, quindi fino a quando non verrà approvata in via definitiva da entrambe le camere è suscettibile di modifiche.-

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  25. Ciao Granfranco e grazie per tutte le informazioni che ci dai.
    Volevo chiederti se per recuperare 2 stipendi arretrati, è possibile muoversi contro un'azienda posta in amministrazione controllata.
    Ti riassumo la facenda.....un'azienda di trasporti ha deciso di chiudere la sede della mia zona ed ha avviato le procedure di CIGS e credo poi di mobilità, intendendo licenziare il personale per cessazione (ma a nessuno è arrivata la lettera di licenziamento.)
    Non percepiamo gli stipendi da 3 mesi ed ora l'azienda ha diffuso una circolare in cui "fa chiarezza" e dice che dal 17/09 è in amministrazione controllata e gli stipendi potranno essere pagati da tal data, non potendo operare per il pregresso.
    Noi vorremmo agire per vie legali per ecuperare almeno i precedenti 3 mesi (in pratica fino al 17/09).
    Secondo la tua esperienza, è possibile muoversi ???

    Grazie 1000

    Roberto

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    1. Ciao Roberto!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Se l'azienda è in amministrazione controllata, il ricorso alle vie legali in questa fase sarebbe inutile, perché ogni procedura giudiziaria verrebbe sospesa, Vi consiglio quindi di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  26. Buongiorno,
    avrei un quesito urgente da porle, sono stato licenziato da una azienda dopo 6 anni con contratto a tempo indeterminato, per calo di produzione dell'azienda. in data 04/10/2014 ho terminato il rapporto di lavoro e in data 10/10/2014 sono stato assunto con contratto a tempo determinato part-time(15 ore settimanali) per un mese in una nuova azienda. allo scadere di questo rapporto di lavoro posso ancora chiedere l'indennità di disoccupazione (ASPI)? L'attuale datore di lavoro mi ha detto che non rischiavo nulla se firmavo il contratto, ma ora io sono preoccupato che allo scadere del contratto mi potrei trovare senza alcuna indennità, non avendone fatto richiesta prima della stipula del contratto part-time.
    In attesa di risposta invio Cordiali saluti
    Michela

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    1. Ciao Michela!
      Il contratto part-time di un mese che hai stipulato non pregiudica il Tuo diritto all'ASPI, ma farà abbassare leggermente l'indennità mensile che viene calcolata sulla media delle retribuzioni degli ultimi due anni.-

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  27. buonasera,
    avrei un quesito se in pugno il licenziamento per problemi economici ho diritto al reintegro l'azienda dove lavoro non ha problemi economici

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    1. Purtroppo NO!
      Non credo proprio che tu sia in grado di dimostrare che l'azienda non ha problemi economici, quindi se impugni il licenziamento potrai solo richiedere un congruo risarcimento danni pari a qualche mensilità in più rispetto alle competenze maturate.-

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    2. scusi ma ci sono 2 pensionati e un contrattista non ho la possibilità di vincere il reintegro....posso dimostrare che non ha problemi economici

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    3. Purtroppo NO!
      Per legge solo il titolare o l'amministratore delegato dell'azienda può stabilire se l'azienda stessa ha o no problemi di carattere economico.-

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    4. quindi non posso sperare in un reintegro

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    5. Purtroppo NO!
      Le probabilità di un reintegro sono scarsissime.-

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  28. Buonasera Dr. Censori, vorrei chiederle gentilmente un'informazione. Sono una impiegata di un'azienda edile, inquadrata con il contratto del commercio. Fino ad oggi sono stata in maternità facoltativa e da domani dovrei ricominciare il lavoro. Il problema è che l'azienda ha chiesto il concordato preventivo ed è in liquidazione. Tutti i miei colleghi sono stati licenziati per cessata attività. Io, essendo in maternità, non ho ricevuto alcuna comunicazione. Il sindacato che mi segue mi consiglia di licenziarmi, in quanto dice che l'azienda non può farlo in quanto c'è il divieto di licenziamento entro l'anno di età del bambino. Francamente, mi sembra una cosa molto strana, in quanto so che il divieto di licenziamento non vale in caso di cessata attività. Cosa mi consiglia di fare? Io non voglio licenziarmi ed in teoria dovrei presentarmi al lavoro ma non saprei nemmeno dove, visto che gli uffici non ci sono più. O, forse, il mio rapporto di lavoro viene cessato automaticamente alla scadenza del periodo di maternità? In questo caso mi spetterebe un'indennità per la mancata ricezione della comunicazione scritta del licenziamento con il preavviso?
    La ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.
    Anna

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    1. Ciao Anna!
      Se hai un sindacato che ti segue non capisco perché non segui le indicazioni che ti vengono date!
      Infatti è vero che l'azienda per legge non può licenziarti prima del compimento dell'anno d'età del bambino, quindi se presenti subito le dimissioni che debbono essere convalidate dall'Ispettorato del Lavoro, avrai diritto all'ASPI come se fossi licenziata.-

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  29. Buonasera Dr. Censori,
    Ho una domanda da porle: lavoro da 12 mesi presso una ditta con contratto a tempo indeterminato ma ho percepito lo stipendio solo i primi due mesi, posso licenziarmi per giusta causa? E posso fare la domanda di disoccupazione (ASPI) ? Premetto che questo è il mio primo lavoro e che posso dimostrare che i pagamenti non sono stati effettuati.
    La ringrazio per il suo tempo.
    Distinti Saluti
    Nicoletta

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    1. Ciao Nicoletta!
      Per poter presentare le dimissioni per giusta causa, la giusta causa va dimostrata, è quindi necessaria un'assistenza sindacale.-
      Se lavori da 12 mesi presso un ditta ed è il Tuo primo lavoro, purtroppo avrai diritto solo alla Mini Aspi che potrà durare fino ad un massimo di 6 mesi.-

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  30. Buonasera Dr. Censori e 1000 complimenti per la sua professionalità,
    l'azienda per la quale lavoro (100 dipendenti circa) mi aveva distaccato su di un'altra società del gruppo.
    Il 12 Settembre alle 9.30 io avviso che mi stavo recando ad un centro di igiene mentale pubblico per una visita medica causa ansia e depressione. Il 12 Settembre alle 10.30 (l'ho scoperto dopo) mi hanno inviato un telegramma dicendo che mi richiamavano nella società datrice di lavoro. Sempre il 12 Settembre si sono recati presso una DTL (l'ho scoperto dopo ricevendo raccomandata datata 12 Settembre ma recapitata ovviamente dopo) comunicando le intenzioni di licenziarmi e sospendendomi dall'attività lavorativa in attesa di definire un'eventuale conciliazione. Sempre il 12 Settembre io tornato dal centro di igiene mentale sotto consiglio del mio medico curante, inizio la malattia datata e protocollata 12 Settembre. Nei giorni a venire ho comunicato che non potevo recarmi nella DTL per il tentativo di conciliazione in quanto ammalato. Qualche giorno fa ricevo la lettera di notifica licenziamento a decorrere dal 12 Settembre data in cui si erano iniziate le procedure e ricevo la busta paga dove oltre a liquidazione e tutto il resto, cosa ASSURDA evinco un giorno di malattia e quindi hanno ammesso di avermi licenziato in malattia. Considerando che io attualmente mi trovo ancora in malattia mi chiedo:
    1. Ma è un licenziamento inefficace o sbaglio ?
    2. E' vero che essendomi ammalato prima del licenziamento, l'INPS deve pagarmi l'indennità di malattia a far data dal 13 Settembre in avanti ? E se così fosse come faccio a farmela corrispondere visto che il datore di lavoro attualmente non mi considera più suo dipendente ?
    3. In merito alla disoccupazione, i termini che normalmente sono di 60 giorni, nel mio caso partono dal 12 Settembre o dalla data in cui sarà definita la sentenza di impugnamento licenziamento e/o data in cui terminerà la malattia ? Per logica io dovrei essere pagato per la malattia e poi anche per la disoccupazione ma si sa che la logica spesso non trova corrispondenza nel diritto italiano.
    Grazie mille se volete fornirmi qualche chiarimento. Saluti.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      - Purtroppo NO! Se il licenziamento è inefficace potrà stabilirlo solo il giudice con una sentenza alla conclusione di una causa o di una vertenza sindacale.-
      - Purtroppo NO! Per l'INPS fa fede la lettera di licenziamento quindi non ti corrisponderà più alcuna indennità per il periodo di malattia successivo al licenziamento stesso.-
      - In merito alla disoccupazione, anche in questo caso fa fede la lettera di licenziamento quindi il termine dei 60 giorni decorre dalla data di licenziamento.-

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  31. Buongiorno. Alla fine del mese di ottobre, il cliente per cui lavora la mia azienda non rinnova il contratto per questioni economiche. L'appalto verrà dato in affidamento a un altra agenzia di sicurezza. La nostra società è una srl e quella che subentra è una spa. A questo punto sia a me che ai miei colleghi sorge il una domanda: la nuova agenzia che subentra è obbligata ad assorbirci? Perché comunque sia la situazione, la mia agenzia chiude per fine appalto non avendo nessun altro lavoro e di conseguenza dove metterci a lavorare. La conseguenza è l'iscrizione alla disoccupazione. Contratto collettivo nazionale agenzie di sicurezza sussidiaria non armata e degli istituti investigativi.

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    1. Purtroppo NO!
      La nuova agenzia non è obbligata ad assorbirvi, a meno che non ci sia un accordo tra la vecchia e la nuova agenzia o l'assorbimento non venga imposto dal cliente.-

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  32. Gent.mo Dott. Censori,
    abbiamo appensa saputo che a fine anno chiuderà una sede dell'azienda dove lavoro, tranne che per 20 persone. Io già so che non sono tra quei 20 fortunati ma c'è di sicuro il mio collega di scrivania che è sposato e ha 2 figli. Mi sono spostata 3 mesi fa. Volevo sapere se il mio licenziamento è in qualche modo impugnabile o se mi devo rassegnare da subito.

    Grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Questo significa che Tu potrai impugnare il licenziamento solo se non verranno rispettati i suddetti criteri di legge.-

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    2. Grazie infinite per la risposta, ma il mio collega con 2 figli ha precedenza su di me che sono all'interno di un anno dopo il matrimonio?

      Grazie ancora

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    3. SI!
      Il Tuo collega, se la moglie non lavora, con moglie e 2 figli a carico ha precedenza su di te.-

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  33. Gentile dottore, sono impiegata a tempo indeterminato in un'azienda con più di 15 dipendenti settore commercio, ho partorito a novembre 2013 ho fatto la maternità obbligatoria fino a marzo poi fino a giugno ho fatto 3 mesi di
    facoltativa. Sarei dovuta rientrare il primo luglio ma mi è stato chiesto di fare le ferie fino a fine agosto (quindi 2 mesi ed era il residuo che avevo maturato) e fin qui tutto ok. Il
    problema è che poco prima di rientrare mi è
    stato chiesto di finire la maternità facoltativa
    (l'ultimo giorno coincide con l'anno della
    bimba) perché c'è scarsità di lavoro. Ora mi
    sorge il dubbio che non mi faranno rientrare e che mi licenzieranno per mancanza di lavoro. Volevo chiederle visto che siamo in 2 a fare lo stesso lavoro se possono licenziare solo me o dovrebbero far fare un part time a tutte e due?E se nel caso licenziassero solo me potrei fare vertenza? A maggio hanno licenziato altre tre persone con lo stesso motivo. Grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se verrai effettivamente licenziata e se non verranno rispettati i criteri di legge, potrai impugnare il licenziamento.-

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  34. salve, sono un apprendista con contratto di 5 anni. il mio datore di lavoro vorrebbe licenziarmi per riduzione del lavoro, visto che siamo amici mi ha chiesto di dare le dimissioni. io ho chiesto se poteva licenziarmi lui cosi potevo avere la dissocupazione ma il suo commercialista gli ha riferito che se mi licenzia lui deve pagare allo stato dai 500€ agli 800€ è vero?

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    1. SI!
      Se ti licenzia il Tuo datore di lavoro deve pagare una penale, ma se presenti Tu le dimissioni perdi il diritto ad ogni tipo di ammortizzatori sociali, quindi ha senso solo se hai un altro rapporto di lavoro in vista.-

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  35. salve dott Censori ora vi espongo il mio " problema "
    lavora da sette anni in una società s.a.s. ho iniziato firmando un contratto a tempo determinato scaduto varie volte nel tempo e rinnovato nell ultimo anno il contratto è cambiato in determinato a mia insaputa e senza aver firmato nulla da piu di un anno nn firmo piu una busta paga e nn mi viene nemmeno data ora la ditta chiude per fallimento e riapre come società s.r.l. il nostro datore di lavoro ci ha detto ke a noi dipendenti nn ci aspetta essere liquidati vorrei sapere se è vero .Grazie mille x una eventuale risposta

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    1. Ovviamente non è vero!
      Se la ditta chiude per fallimento probabilmente non vi corrisponderà il TFR, ma in tal caso sarà il fondo di garanzia dell'INPS a provvedere per il pagamento del TFR ed al massimo delle ultime 3 mensilità scoperte, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  36. Quello che mi chiedo è come fare a stare un anno senza vedere una busta paga,
    poi è ovvio che il datore di lavoro vi sta letteralmente fregando. Per sapere se si ha un contratto basta andare al centro per l impiego e vedere se ci sono comunicazioni di rinnovo contratti i licenziamenti ecc....da li prendi un bell avvocato che ti saprà consigliare la via più opportuna.

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    1. Il consiglio di rivolgersi a un avvocato è alternativo a quello di rivolgersi a un sindacato, l'importante è che sia non "bello" ma competente in materia di diritto del lavoro.-

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  37. Salve Dott.Censori il 21 novembre dovrei rientrare al lavoro dopo aver usufruito della maternità anticipata fino all'anno di vita del bimbo....ieri mi sono recata dal mio datore per sapere il turno di lavoro che avrei dovuto fare e lui mi dice che il 23 mi sarebbe scaduto il contratto di apprendistato e nn lo avrebbe rinnovato perché già aveva 3 operaie full time e una part time e non poteva permettersi un'altra....io gli ho detto che doveva informarsi bene perché sapevo che il contratto di apprendistato dal momento in cui ero andata in maternità sarebbe slittato...le mie domande sono queste: Può licenziarmi? Con quale motivazione? Posso rispondere della disoccupazione? La liquidazione mi spetta x tutto il contratto o fino a che sono andata in maternità? Potrei impugnare il licenziamento chiedendogli il mio posto? E con un bimbo di un anno posso iniziare il mio turno alle 5 del mattino? Grazie per un eventuale risposta e mi scuso per le tante domande

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    1. Per legge l'apprendistato si sospende durante le astensioni per maternità, per massimo 180 giorni e riprende poi al rientro, e la legge sancisce il divieto di licenziamento e l'obbligo di rientro alle medesime mansioni, e non puoi essere assegnata a turni notturni o comunque disagiati.-
      Se verrai licenziata potrai quindi impugnare il licenziamento e presentare comunque la domanda di disoccupazione all'INPS.-
      La liquidazione ti spetta fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  38. Buonasera Dott, Censori, sono assicurato part time 10 ore settimanali benchè ne lavori 6/7 giornalirere (retribuite). Il datore di lavoro ha "perso" l'appalto e vuole licenziarmi mi ha proposto di firmare la lettera di dimissioni perchè altrimenti licenziandomi dovrebbe pagare una multa all'inps di € 1400, Mi chiedo è vero tutto ciò??
    La ringrazio

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    1. SI!
      E' vero!
      Però se presenti le dimissioni dopo non avrai diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi neanche all'indennità di disoccupazione.-

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  39. buonasera,forse ho ricevuto un altro e sarebbe il 3 richiamo.motivo perchè nn ho spedito nei tempi un report ma nn sapevo che fosse per la fatturazione.dovevo spedirlo il 5 ma ero in ferie e poi malattia.ho paura

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  40. e in effetti è arrivato

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    1. Per ora l'unica cosa che puoi fare è quella di rispondere, ovviamente per iscritto, spiegando cos'è effettivamente successo, ed attendere poi lo sviluppo degli eventi.-

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  41. Buonasera Dott. Censori , la mia azienda deve aprire la procedura di mobilita' ,causa forte calo di produzione e crisi persistente , nei miei confronti stanno cercando di farla passare come mobilita' volontaria sottolineando il fatto che non esiste liquidita' x dare una buona uscita ,e vogliono accordare a breve l' incontro , davanti al conciliatore ,la mia domanda e' posso rifiutarmi di firmare anche se durante l'incontro con il titolare ,io non avendo altra scelta ,avevo accettato le loro condizioni? Premetto ho 51 anni e 34 di contributi x cui i 3 anni di mobilita' non mi aprono nessuna finestra pensionistica .Grazie e' sempre un piacere leggere le sue discussioni sono davvero molto interessanti

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Fino a quando non firmi sei libera di ripensarci, quindi non sei obbligata a firmare anche se hai hai dato il Tuo consenso al datore di lavoro, ovviamente dovrai spiegare al conciliatore il motivo del ripensamento, e dovrai anche valutare bene le possibili conseguenze del Tuo rifiuto.-

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  42. Buona sera Dott.Censori, io sono una ragazza rumena che da 2008 fino inizio di questo messe ho lavorato in regola come COLF x una famiglia. Dal 25 agosto 2014 fino al 12 ottobre 2014 (questo messe) sono stata in malattia per una protrusione discale. In questo periodo ho tenuto aggiornati a loro come mi sento e che stavo facendo la fisioterapia. A ritorno 13 ottobre 2014 senza dirmi niente prima al telefono , solamente mi domandavano come mi sento e quando a deciso il mio medico che potrei lavorare , mi sono trovata con il licenziamento davanti senza a scrivere il motivo. Secondo loro mi hanno detto che x loro non posso lavorare piu perche io ho "protrusione discale" e non sanno che possono a farmi fare. Non posso fare niente .....? E quale sono le norme del resto dei soldi che devo prendere ancora? Grazie

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    1. Purtroppo per quanto riguarda il licenziamento non puoi farci nulla perché il datore di lavoro non è obbligato a motivare il licenziamento.-
      Per quanto riguarda le tue competenze, il datore di lavoro per legge ha 60 giorni di tempo per corrisponderti l'ultima mensilità, il TFR e tutte le altre competenze maturate.-

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    2. Grazie. Un altra domanda se possibile cioè ho sentito in giro che loro per un anno non possono mettere in regola un altra persona , e vero? Loro già mi hanno fatto trovare già un altra persona

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    3. Purtroppo non è vero!
      Loro possono assumere un'altra persona anche da subito giustificando il fatto, a torto o a ragione, che tu non potevi più svolgere tutte le mansioni necessarie.-

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    4. Grazie mille x le sue risposte. Avrei un altra domanda da fare e credo che é ultima cioè NON posso nemmeno chiedere qualcosa x i miei danni ? tramite ad un aiuto di qualcuno ? É de chi? Non mi sembra giusto di lasciarmi senza un lavoro da un oggi a domani. Sono stata troppo onesta con loro e non credo che meritavo una "ricompensa" del genere da parte di loro. Grazie mille

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    5. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per verificare se nel Tuo caso ci sono i presupposti per aprire una vertenza sindacale.-

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    6. Grazie mille x le sue risposte e x il suo aiuto. Spero di poter fare qualcosa xche sono troppo arabiata . Sono senza lavoro e senza i soldi. A diritura i signori hanno pensato di darmi i soldi ogni messe qualcosa nel periodo di 3 messi. Grazie ancora

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  43. Buongiorno dott. Censori dopo tanto tempo sono di nuovo sul forum. A volte chiedo a Lei cose che (forse) poco la riguardano comunque, dopo il mancato reintegro da parte del datore di lavoro ho presentato un ricorso per la parte economica e la richiesta di ritornare a lavoro anche se oltre un anno fa avevo dato all'azienda la mia disponibilità senza ricevere alcuna risposta.
    La controparte ha depositato delle copie di una raccomandata contraffatta ovvero falsa in tutte le parti. Ho preparato una querela nei confronti del titolare dell'azienda per "falso in atto pubblico".
    Volevo chiederLe: L'avvocato della controparte che ha depositato materialmente agli atti le copie dei documenti contraffatti ne è "Corresponsabile"? - Oppure la responsabilità è esclusivamente del datore di lavoro che ha consegnato delle copie false da depositare agli atti?
    Grazie Renato

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    1. Ciao Renato!
      Ovviamente NO!
      Un avvocato non è mai corresponsabile, perché non è tenuto a verificare l'autenticità dei documenti, che dovranno eventualmente essere verificati dal tribunale, e dei quali ne risponderà eventualmente chi li ha contraffatti.-

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  44. Io credo che vogliano mettermi in una condizione di stanchezza,ma al 3 richiamo cosa può succedere?

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    1. Al terzo richiamo, se non giustificato, o se la giustificazione non verrà ritenuta sufficiente, potrebbe seguire il licenziamento per giusta causa.-

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  45. grazie infinite.leggevo che se dovessero seguire l'iter potrebbero arrivare alla sospensione fino a 10 giorni come prevede il contratto nazionale (servizi e commercio).Comunque resta inteso che ho risposto chiedendo nuovamente l'incontro insieme al mio rappresentante sindacale.la cosa che mi dispiace è che io nn sapevo assolutamente che il report servisse per la fatturazione e cosa pazzesca non ho affatto manomesso il telefono volutamente.grazie ancora e aspettiamo l'evolversi

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    1. Penso che se vieni assistito dal Tuo rappresentante sindacale non dovresti preoccuparti più di tanto, nel senso che le false accuse potranno essere smontate.-

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  46. Buonasera, ho lavorato in un negozio di abbigliamento con un contratto a tempo determinato part-time (24h) dall'1 giugno 2014 al 30 ottobre 2014.
    Dato che fino al 28 ottobre non mi sapevano dire se mi riassumevano o meno io ho fatto dei colloqui per un altro negozio.
    Allorchè mi è stato comunicato che mi avrebbero prolungato il contratto fino al 31 marzo 2015 e attualmente lavoro ancora li ma non ho firmato nulla.
    Avevo un pò di domande:
    - Il datore di lavoro deve avvisare o no il dipendente se avrà un rinnovo o verrà lasciato a casa? E se sì, quanto tempo prima della scadenza del contratto?
    - Se dovessi essere chiamato dall'altro negozio (che aprirebbe il 13 novembre) come posso fare per il preavviso? (so che va dato l'1 o il 16 del mese) e io non potrei più darlo e non voglio perdere i giorni che sto attualmente lavorando.
    - Ho inoltre letto che se il lavoro continua anche dopo la scadenza contratto si dovrebbe avere una maggiorazione retributiva. é vero? (ricordo che io non ho attualmente firmato nulla, anzi ho solo avuto delle delucidazioni verbali riguardo ad un rinnovo).
    Spero di essere stato più o meno chiaro anche perchè l'azienda che mi assumerebbe ha detto che non c'è nessun problema riguardo al preavviso e al mio eventuale licenziamento, ma io ne vedo parecchi di problemi, quindi volevo capire se il lavoratore ha diritto ad essere informato in tempo su ciò che verrà fatto di lui dopo la scadenza contratto, perchè se io avessi saputo di un rinnovo 1-2 settimane prima della scadenza non avrei cercato lavoro da altre parti.
    Grazie per l'attenzione in caso.

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    1. - Il datore di lavoro deve avvisare il lavoratore di un'eventuale proroga del contratto entro il giorno di scadenza, e il lavoratore può anche non accettare la proroga.-
      - Se non hai chiarito la questione con il Tuo datore di lavoro entro il 30 ottobre e continui a lavorare vuol dire che ha accettato tacitamente la proroga con tutto quello che ne consegue.-
      - NO! In caso di proroga del contratto non è prevista alcuna maggiorazione retributiva.-

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  47. Buongiorno vorrei chiedere può una coop dire ad un dipendente di stare a casa non pagato senza ferie ne cassa integrazione ne licenziamento? Lavoro a tempo indeterminato e causa diminuzione del lavoro dicono di far lavorare a turno ma a me che mancano 5 anni alla pensione hanno detto che penseranno se possono far qualcosa, pagare i contributi magari col tfr ... ma possono? Esiste la possibilità di un prepensionamento a5 anni dalla pensione? Ma soprattutto si può dire alla gente di stare a casa senza stipendio? Grazie mille cordialità

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    1. NO!
      Una coop non può dire a un dipendente di stare a casa non pagato, i consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  48. Buonasera Dott. Censori. Avevo una domanda da porle...Siamo 5 signore, aventi contratto a tempo indeterminato, e lavoriamo nel campo alberghiero come cameriere addette ai piani. L'albergo ha un grande profitto e il lavoro non manca. I nostri datori di lavoro hanno deciso di darci in appalto ( per un loro profitto ), aumentandoci le ore di lavoro da 4 a 7, e minacciandoci di licenziarci in tronco in caso noi decidessimo di non firmare. Possono farlo? E noi come dobbiamo comportarci? La ringraziamo in anticipo. Cordiali saluti.

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    1. Ovviamente NO!
      Ogni modifica del contratto deve essere concordato tra le parti, e non può quindi essere imposto dal datore di lavoro, Ti consiglio pertanto di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  49. Buongiorno Dott. Censori e complimenti per il servizio dato. Il mio quesito : Sono stato licenziato insieme al mio collega circa un mese fà dopo 25anni di
    se rvizio dai entrambi . L'azienda è una snc e comunque intendono continuare solo i due soci. Preciso che il licenziamento è per diminuzione del personale e ci stiamo lasciando diciamo in tranquillitá. Il mio dubbio riguarda il tfr... Che nel mio caso è circa 25000 €..se decidessero di non elargire nell'arco di sei mesi come è meglio che mi comporti? È giusto che venga messo tutto per iscritto...grazie in anticipo ....pierpaolo

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    1. Ciao Pierpaolo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Se il datore di lavoro non provvede al pagamento del TFR entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro è consigliabile richiedere un impegno scritto su come e quando intende provvedere al pagamento delle Tue competenze.-

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  50. Buongiorno
    ho visto questo bellissimo e utilissimo servizio che lei dà e le faccio i miei complimenti. La disturbo per questo, lavoro come commessa in un negozio di articoli regalo e parlo a nome anche dell'altra collega. Il nostro datore di lavoro ha due negozi in uno lavoro io e lei e nell'altro la collega, a marzo 2015 l'unità locale verrà chiusa e il titolare ha già mandato a me e all'altra dipendente la lettera di licenziamento a quella data dandoci un bel congruo preavviso anziché il 30 giorni previsti dal contratto del commercio. La nostra domanda è può già fare la lettera ora per quella data? La motivazione del licenziamento per la collega è che chiude il negozio e si è ridotto il lavoro e a me che sono nel negozio con lei che rimane aperto è per riduzione di lavoro. Grazie mille per la risposta

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      SI!
      Il termine di preavviso previsto dal contratto in caso di licenziamento è il termine minimo, cioè un lasso di tempo che consenta al lavoratore di cercarsi un altro lavoro, mentre per legge non è previsto un tempo massimo, perché prima viene avvisato il lavoratore e meglio è, in quanto vuol dire che ha più tempo per cercare soluzioni alternative.-

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    2. Mi scusi sono nuovamente a disturbarla per chiederle questo se a fine marzo dovessi essere in malattia o maternità essendo che la ditta non cessa l'attività ma solo l'unità locale il mio licenziamento è nullo finchè non finisce la mutua o la maternità o cesso lo stesso? Grazie ancora

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    3. Purtroppo l'ampio margine di preavviso serve proprio al datore di lavoro per evitare eventuali sorprese dell'ultimo minuto, e questo significa nel Vostro caso che la data di cessazione del rapporto di lavoro non potrà essere modificata ne per malattia ne per maternità.-

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  51. Buongiorno, sono titolare di un impresa composta da me e due dipendenti. Una persona assunta da 2 anni a tempo indeterminato part-time(6 ore) e una persona assunta a tempo determinato full-time da pochi mesi. Considerando che sono 2 anni che non mi assegno uno stipendio e quindi sto lavorando per pagare i due dipendenti, ora vorrei procedere con il licenziamento per giusta causa(legato alla riorganizzazione aziendale) nei confronti della dipendente part-time, nonostante abbia più anzianità di servizio e sia madre di famiglia(la dipendente a tempo indeterminato no). Mi dirà, perchè ha assunto una nuova dipendente se non riesce a pagare gli stipendi? Semplice, la dipendente part-time da Marzo ad oggi ha fatto circa 3 mesi di malattia e ciclicamente fa 10/15 giorni di malattia al mese. quindi mi sono trovata a fare il lavoro per due(ho un figlio di 6 mesi!!) senza prendere lo stipendio! Quindi ho dovuto assumere una terza persona per aiutarmi, ma ora non posso pensare di prendere più lavoro perchè la prima dipendente continua a farmi malattia. Se la licenzio, vede dei difetti nella causa?

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    1. Purtroppo SI!
      Quando scrivi "nonostante abbia più anzianità di servizio e sia madre di famiglia", vuol dire che che vuoi licenziare una dipendente senza rispettare i criteri di legge.-
      Riguardo alla malattia non credo che Tu possa dimostrare che la Tua dipendente voglia "marciarci", perché c'è comunque un medico che la certifica, Ti consiglio quindi di rifletterci bene in quanto la lavoratrice poterebbe impugnare il licenziamento.-

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    2. Ok quindi se io ho una dipendente part-time e una assunta a tempo pieno ma con meno anzianità, devo licenziare quella a tempo pieno?? Io ho necessità di avere una persona che copra l'intera giornata lavorativa e quella part-time non accetta di fare tempo pieno. Per questo se devo fare una riduzione personale, opto per la persona assunta part-time. Per esigenze produttive, non per disciminazione.

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    3. SI!
      Per legge Tu devi licenziare la dipendente a tempo pieno, perché ha un'anzianità di servizio inferiore all'altra o proporre anche a Lei il part-time.-
      Ovviamente come datore di lavoro Tu puoi fare le scelte che ritieni più opportune, ma devi anche essere consapevole delle possibili conseguenze delle Tue scelte.-

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  52. Buon giorno doctore,sono stato licenziato perche ho assentato dal lavoro e ho firmato un accodo di conciliazione con assistenza CISL e il datore de lavoro,ho lavorato per 8anni,il ho chiesto al sg cisl se firmo il verbale ho diritto al aspi ,e mia risposto di si,e vero Grazie

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    1. SI!
      Confermo!
      Con un accordo di conciliazione si ha comunque diritto all'ASPI perché si tratta comunque di licenziamento e non di dimissioni volontarie.-

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  53. Buongiorno Dott. Censori
    lavoro in un'azienda composta da 5 lavoratori dipendenti e 2 titolari. Ho il sentore che a breve i datori di lavoro licenzieranno qualcuno a causa di di difficoltà economiche (l'azienda non è mai andata in rosso ma loro non percepiscono lo stipendio da un po').
    Premesso che siamo a tempo determinato tutti e 5 (CNL 4/5liv.commercio) e che l'ultimo arrivato è il figlio di un titolare; la domanda che le faccio è : "possiamo impugnare il licenziamento se non dovessero licenziare il figlio del titolare?" Non esistono metodi meno drastici che l'azienda può attuare, tipo riduzione dell'orario o cassa integrazione?
    Mi suggerisce di andare a parlare con un sindacato o di aspettare una eventuale lettera?

    spero che mi possa aiutare
    grazie

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    1. Fino a quando non riceverai una comunicazione scritta Ti consiglio di non prendere iniziative, quindi se e quando riceverai una lettera da parte del tuo datore di lavoro deciderai il da farsi.-

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  54. Buongiorno Dottore, vorrei esporle in breve quanto stà accadendo a me e ad altri 14 miei colleghi dal 1 Ottobre 2014.
    Lavoravo come dipendente in un istituto di vigilanza e prestavo il mio servizio nella sede dell'Agenzia Giornalistica Italiana a Roma.
    Il mio istituto ha perso l'appalto e saremmo dovuti essere assunti dall' istituto entrante, ma avendo questa nuova società la molbilità aperta per i propri dipendenti, ha dichiarato l'evidente momento di difficoltà nell' assumere nuovo personale (cosa che puo' fare secondo il CCNL della vigilanza).
    A questo punto il nostro istituto ha pensato bene di licenziarci (senza nemmeno il preavviso) con un velocissimo telegramma del 29 settembre e successiva lettera del 30 e dal 1 Ottobre siamo rimasti a casa.
    Premetto che il nostro istituto al momento del licenziamento non aveva (e non ha ancora oggi) problemi di alcun tipo, anzi ha guardie giurate che effettuano turni di 12 ore per coprire le guardie mancanti.
    Adesso avrei 2 o 3 domande da porle (premettendo che abbiamo giò attivato gli organi competenti e avvisato in forma scritta l'istituto delle nostre intenzioni ad impugnare il licenziamento):
    1) Ci sono buone probabilità per sperare in un riconoscimento del licenziamento illegittimo?
    2) Se alla fine io NON volessi rientrare e chiedessi l'indennità sostitutiva (mia moglie ha trovato lavoro negli Stati Uniti e tra qualche mese dovremmo trasferirci), il datore di lavoro sarebbe obbligato ad accettare la mia proposta di indennità sostitutiva al posto del reintegro o puo' anche rifiutarla e quindi potrei soltanto riprendere il mio posto di lavoro?
    3) Essendo il mio un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, quanto sarebbe l'indennità sostitutiva? 15 mensilità o dalle 12 alle 24 mensilità come leggo in alcuni siti, dopo la riforma Fornero del 2012 ?
    4) quanto tempo ha l'istituto per versare: Ferie e Permessi non goduti, TFR e indennità sostitutiva (se dovessero accettarla)? Al momento ci ha versato soltanto l'ultimo stipendio piu' 13a e 14a maturate fino all' ultimo giorno di lavoro.

    Scusandomi per averle "rubato" parecchio tempo
    e fiducioso in una sua risposta
    Porgo i piu' Cordiali Saluti

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    1. - Un licenziamento per riduzione di personale è previsto dalla normativa, quindi se il vostro istituto di vigilanza non ha la possibilità di collocarvi diversamente può licenziarvi.-
      - Nel Vostro caso impugnare il licenziamento può portare solo a un risarcimento danni corrispondente ad alcune mensilità aggiuntive da concordare eventualmente in sede di conciliazione.-
      - Per legge il datore di lavoro ha 60 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per corrispondere al lavoratore il TFR e tutte le altre competenze maturate, ma se hai impugnato il licenziamento è possibile che non ti venga corrisposto più nulla fino alla conclusione del contenzioso.-

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  55. Buon giorno ,ho lavorato come colf ,per 25 ore settimana di 3 ani in lo stesso posto,ho avuto contratto interrotto per 4 mesi ,adesso ho lavorato ancora con contratto dall 1 /09/2014.Adesso hano deciso di lincenziarmi ,senza stare in preavviso però pagarmi tuto .Vorrei sapere se tutto e legale e si ho diritto di disoccupazione.Grazie per la risposta.

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    1. Ciao Maria!
      Per capire se il licenziamento è legale dovrei conoscere la causale del licenziamento stesso, comunque essendo stata licenziata hai sicuramente diritto all'ASPI.-

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  56. Buongiorno,
    nella lettera era chiesto l'incontro oggi 12 novembre ma purtroppo il mio sindacalista non poteva esserci e quindi ha proposto 2 date alternative e al momento la direzione del personale non ha ancora risposto,anzi ho visto che proprio in quelle date sono previste videoconferenze e conference call.Io mi sto sentendo male a dire il vero.Non so dove vogliono arrivare e se portarmi allo sfinimento per poi io mi licenzio,ma non lo farò...sto in uno stato di ansia e malessere non indifferente.Ma se il datore non risponde che cosa significa?

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    1. Il Tuo datore di lavoro ha tutto l'interesse ad allungare i tempi all'infinito, quindi deve essere il Tuo sindacalista che in qualche modo deve "stanarlo" ed obbligarlo a stabilire in tempi brevi la data dell'incontro.-

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  57. Buongiorno Dott. Censori,
    l'albergo dove la nostra mansione e' di contratto cameriere ai piani, viene esternata ad agenzia con totale subentro, dalle lenzuola ecc...Chiediamo, e' possibile questo?! Quando l'albergo e' in attivo, puo' delegare esternando ad agenzie il personale? Se si, come difenderci dal titolare per ora, che questo lo si usa a minaccia nei nostri confronti. I contratti sono a tempo indeterminato...possiamo chiedere prima che ci consegnino all'agenzia, un premio produzione visto i tanti anni (dai 16 ai 20 anni) lavorati per essi?
    Abbiamo gia' provveduto ad informarci presso il sindacato, il quale non mostra molta chiarezza sul fatto che una sola cameriera addetta ai piani, in quattro ore debba fare 16 camere + i piani compresi. E' possibile che la regola contrattuale sia questa, dato che il titolare non ci vuole mostrare cosa comprende e non, il nostro contratto di lavoro? La ringrazio in anticipo. Distinti saluti.

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    1. La regola contrattuale non prevede un lavoro a cottimo cioè un numero di camere da fare, ma solo l'impegno della lavoratrice a fare il possibile nell'ambito dell'orario di lavoro previsto dal contratto.-
      Per il resto solo un sindacato può tutelarvi ed assistervi per il meglio, quindi forse è il caso che vi rivolgiate ancora al sindacato o a un altro sindacato magari con un "approccio" diverso.-

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  58. Buonasera signor censori
    E mi complimento per il servizio che da a noi tutti.
    Volevo porvi una domanda.ho ricevuto un'offerta di lavoro da un albergo che ho rifiutato varie volte.Poi dopo svariate settimane sempre dallo stesso albergo mi hanno contattato e mi hanno detto che accettavano la mia richiesta(che e 800 euro superiore al CCNL TURISMO).Ad oggi sono 9 giorni che lavoro qui e conoscendoli di persona non mi danno tanto affidamento.Oggi mi hanno chiesto di firmare il contratto ma io gli ho detto che avrei firmato il contratto insieme ad un'integrazione che specificava il patto preso in precedenza per evitare furbate.Ora volevo chiederle dato che io non ho firmato il contratto quindi non ho accettato il periodo di prova loro possono licenziarmi.E in questi casi la legge o qualche sentenza cosa prevede come periodo di prova?Premetto che il contratto che mi hanno proposto e di tempo determinato 4 mesi inquadramento 4 livello turismo.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Durante il periodo di prova ognuna delle due parti può interrompere il rapporto di lavoro in qualsiasi momento, e il datore di lavoro è obbligato a retribuire solo le giornate lavorate.-

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  59. Buongiorno,
    alla fine hanno risposto ma purtroppo il mio sindacalista non può in quel giorno.Abbiamo deciso cmq con il sindacalista di andare a parlare anche con un avvocato cdel lavoro per avere altre dritte e per meglio muoverci.Purtroppo io credo di essere vittima di mobbing,perchè pensando a tutto ciò che e' successo da 2 anni a questa parte ed ecco perchè i richiami.In piu purtroppo manca la collaborazione tra colleghi.ti aggiorno e grazie ancora

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  60. Oggi a pranzo ho saputo una cosa allucinante,ad una mia amica nonchè collega le avrebbero detto che è meglio che non fosse amica amica mia perchè altrimenti la portavo sulla cattiva strada.Pare che si saino lamentati 2 anni fa perchè quando organizzavo i pranzi i panini non erano buoni,ma che colpa ne avevo io? Boh,,,e questo non è mobbing? Si stanno appellando a qualsisi cosa

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    1. Ti consiglio di far finta di niente perché non è detto che la Tua amica ti sia proprio amica e che ti dica quindi proprio la verità.-

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    2. Grazie.In ogni caso ho tanta paura. Non so cosa abbiano intenzione di fare.Sono mortificata dell'accaduto ed ero provata dall'intervento che avrei dovuto fare. Oggi sono crollata davanti la mia capa e le ho chiesto di aiutarmi se può...perchè non so piu cosa fare ci tengo a lavorare

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    3. L'unico consiglio che posso darti in questa fase è di cercare di attendere il più serenamente possibile l'evolversi della situazione senza fare simulazioni che non ti porterebbero da nessuna parte.-

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    4. Buongiorno,il sindacalista mi ha proposto di provare lui a chiedere prima dell'incontro quali siano le loro intenzioni,credo che sia la strada migliore da percorrere almeno so che succederà...Parlando con avvocati e anche con lui mi dicono che queste cose non sono poi cosi imputabili per un licenziamento.E' cmq chiaro che gli da fastidio il mio modo di essere diciamo "aperta" .L'altro giorno per esempio il telefono era rotto e io l'ho fatto subito presente con una mail,ma la cosa strana che visto che nella contestazione c'era anche questo problema,perchè io nn ho ricevuto nessuna comunicazione in merito? e perchè il responsabile dei servizi generali non ha MAI risposto alle mie richieste di intervento?Per fortuna che la responsabile della sede ha confermato il problema.L'unica cosa che mi preme è l'attesa prima e dopo la convocazione.Spero di avere presto una risposta.Un saluto e grazie
      PS la mia collega ha anche asserito che io tengo male le carte e ora sono tutte in ordine(il suo nome non è presente) ma l'ha detto lei in quanto nn credo che da Milano abbiano gli occhi bionici per vedere come tengo io le cose...

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    5. OK!
      La proposta del sindacalista mi sembra valida, nel senso che almeno si potrà fare un'idea di quello che ti aspetta, ammesso che riesca ad ottenere qualche informazione.-

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    6. Grazie,tutti mi dicono di stare tranquilla e per quanto sia però io ho un'ansia tremenda.L'avvocato come il sindacalista mi dicono che questi non sono veri e proprio motivi tali da muoversi al licenziamento anche se poi dipende dalla persona.Una cosa è certa hanno delle "riserve" nei miei confronti e ora ogni cosa io vivo nel terrore di sbagliare.Ho tantissima paura.La verità uscirà fuori prima o poi,anche se in questo caso diciamo non so come comportarmi ho sbagliato si ma la collaborazione non la sento. Grazie sempre

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  61. Buonasera Dott. Censori,
    volevo porvi una domanda. I miei titolari, per un loro profitto, vogliono darmi in appalto (assieme alle mie colleghe di lavoro), facendomi così firmare un licenziamento forzato, senza giustificata causa o motivo. Esiste una legge che tuteli il licenziamento forzato? E inoltre, mi spetta il diritto di buona uscita vista l'anzianità di lavoro?
    Tutta questa situazione è vissuta molto male da tutte noi e come se non bastasse i titolari ci fanno ripicche, oltre alle mille minacce. Ciò ha portato una mia collega in depressione correlata per lo stress lavorativo. La sindacalista le ha detto di raccogliere quanti più documenti possibili per documentare la sua situazione ed aprire eventualmente un infortunio. E' possibile farlo?
    Perdoni le tante domande, ma le chiedo tutto ciò perché sono andata assieme alle mie colleghe dai sindacalisti più e più volte e non sono mai state chiari sull'orientarci verso il percorso da seguire per tutelarci al meglio...l'unica cosa da fare secondo loro è accettare il licenziamento e sperare di avere lo stesso contratto quando subentrerà l'appalto.
    La ringrazio in anticipo. Distinti saluti.

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    1. In effetti non vedo alternative!
      Dovete quindi attendere la lettera di licenziamento ed in base alla motivazione deciderete se impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni ed il raccogliere quanti più documenti possibili potrà esservi utile a suo tempo.-

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  62. Buonasera Dott. Censori,

    le scrivo perchè la settimana scorsa il mio datore di lavoro mi ha parlato per l'ennessima volta di licenziamento. Sono dipendente per questa piccola azienda meccanica da ben 40 anni e 6 mesi, ho 56 anni e una malattia professionale. Sto svolgendo le pratiche per presentare l'aggravamento della mia attuale malattia professionale ma da quando ho ricevuto la notizia del licenziamento non so come comportarmi. Le volevo chiedere intanto: mi possono licenziare? Con la malattia professionale sono tutelato? Mi mancano appena 2 anni alla pensione, cosa mi consiglia di fare? Il licenziamento, attualmente, non è sicuro considerando che non ho ricevuto nessun preavviso, ma qualora si presentasse il problema non ho nessuna tutela in base ai miei requisiti? La ringrazio anticipatamente.

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    1. Non credo che tu debba preoccuparti più di tanto!
      Infatti se verrai licenziata nel 2015 avrai diritto fino a 16 mesi di ASPI quindi arriverai quasi fino al pensionamento.-

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    2. Il licenziamento decorre un mese dopo l'arrivo della lettera di preavviso? Quindi nel mio caso dal 1 Gennaio 2015?

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    3. Nella lettera di licenziamento dovrà essere indicata la data di cessazione del rapporto di lavoro, che dovrebbe essere alla scadenza del preavviso, a meno che non ti venga corrisposta l''indennità di mancato preavviso, quindi farà fede a tutti gli effetti di legge la data indicata nella lettera stessa.-

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  63. Buongiorno dott. Censori, ho ricevuto la lettera di licenziamento per giustificato molitvo oggettivo (contenimento dei costi) con preavviso di un mese quindi lavorerò fino al 16 dicembre; navigando sul sito dell'inps ho visto che l'Aspi per i lavoratori licenziati nel 2015 è di 10 mensilità e ho chiesto se fosse possibile prolungare il preavviso al primo gennaio. Secondo lei è possibile farlo lasciando la data del licenziamento al 16 novembre? Il datore di lavoro mi ha detto che cercherà di trovarmi un altro lavoro ma non ne sono sicura così non so se impugnare il licenziamento. Nel caso non lo facessi potrei comunque chiedere qualcosa in più a livello economico oltre a quello che mi spetta? E in caso di impugnamento quante mensilità in più potrei avere? Sono l'unica impiegata di uno studio. La ringrazio molto

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    1. Ai fini della durata dell'ASPI fa fede la data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi se lavorerai fino al 16 dicembre varranno le regole del 2014.-
      Non credo che a questo punto il tuo datore di lavoro possa prorogare la scadenza del preavviso perché dovrebbe fornire una motivazione valida all'INPS e all'Ispettorato del Lavoro.-
      Potrai impugnare il licenziamento e richiedere quindi un congruo risarcimento danni solo se non sono stati rispettati i criteri di legge nella scelta del lavoratore da licenziare.-

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    2. essendo l'unica impiegata, quali dovrebbero essere i criteri di legge non rispettati? Ad esempio potrei chiedere un risarcimento(quante mensilità?) nel caso rimanesse aperto lo studio? La malattia prolunga la data di cessazione del rapporto? Grazie ancora per la sua professionalità e disponibilità

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    3. Se Tu sei l'unica impiegata, ovviamente non potrai impugnare il licenziamento perché discriminata, quindi potrai impugnarlo solo se il Tuo datore di lavoro dovesse assumere a breve termine un altro lavoratore al posto tuo.-

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  64. Buongiorno dott. Censori,volevo un suo parere,son stata licenziata in data 28-10-14 ad oggi nn ho visto ancora la busta paga di ottobre.La mia ex titolare vuole liquidarmi il tfr con 300 euro al mese e cosi andro' avanti 3 anni,ma nn vuole che vada dal sindacato,che devo firmare una carta fatta dal suo commercialista che tutto è in regola...c'è un limite di tempo per dare questo tfr ?e se lei dovesse sparire io che faccio???grazie

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    1. Di solito in questi casi si concorda tra le parti una rateizzazione del TFR e si va alla direzione provinciale del lavoro per sottoscrivere l'accordo, e se l'accordo non viene rispettato il lavoratore può procedere velocemente per le vie legali, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  65. Buongiorno Dott. Censori. Volevo disturbarla per avere un suo parere. Sono dipendente con contratto a tempo indeterminato da circa 7 anni di una società srl che ha a sua volta in gestione una sala slot di una catena importante italiana (di questi 7 anni 5 con la sede della catena slot e 2 con la srl). Alcuni mesi fa il titolare mi ha chiamato in ufficio e mi ha riferito che a gennaio avrebbe cessato l'attività facendo subentrare una nuova società e che questa non voleva prendere personale già presente sul posto con contratto a tempo indeterminato. Benchè meravigliato della sua richiesta ho cominciato a guardarmi interno ma non ho trovato tuttora alcuna opportunità lavorativa. Nei giorni scorsi il titolare è tornato alla riscossa e dapprima mi voleva far firmare la rinuncia all'indennità di cassa e poi pretendeva che io mi licenziassi prendendo come buona uscita 2 mensilità. Dopo aver rifiutato di firmare a accettare la sua proposta gli riferivo che avrei chiesto informazioni al sindacato e lui indispettito mi ha riferito che avrebbe proceduto a inviarmi diverse lettere di richiami per potermi licenziare con giusta causa. Preciso inoltre che attualmente ci sono oltre a me ed al titolare tre dipendenti a contratto determinato che, secondo quanto mi ha detto il datore di lavoro, sono pronti a testimoniare per lui in quanto gli ha promesso un posto di lavoro nella nuova società che subentrerà. Cosa posso fare per tutelarmi e soprattutto per non perdere l'ASPI visto che ho anche un mutuo da pagare? Grazie

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    1. Premetto che anche se vieni licenziato per giusta causa avrai comunque diritto all'ASPI, quindi non devi preoccuparti più di tanto delle minacce.-
      Comunque per legge solo alla terza lettera di richiamo può seguire un licenziamento per giusta causa, quindi l'importante è che ad ogni eventuale lettera di richiamo segua una risposta scritta da parte tua a giustificazione del Tuo operato.-
      Nel tuo caso quindi fino a quando le minacce sono solo verbali, non hanno alcun valore, quindi cerca di non tenerne conto, mentre se riceverai una comunicazione scritta Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  66. Buonasera, sono una dipendente da 5 anni in un bar, oggi il mio datore di lavoro mi ha comunicato che ha venduto il locale e che venerdì sarà il mio ultimo giorno di lavoro perchè la nuova proprietaria vuole già essere dentro da lunedi. Non doveva darmi il preavviso? Come devo comportarmi? Grazie

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    1. Ciao Elisa!
      Se non ti viene dato il preavviso previsto dal Tuo contratto in base alla Tua anzianità di servizio e al Tuo livello di inquadramento dovrà esserti corrisposta un'indennità di mancato preavviso.-
      Comunque visto il comportamento poco corretto del Tuo datore di lavoro ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  67. Egregio dott. Censori,
    La ringrazio per il prezioso contributo che fornisce a noi lettori su un argomento così delicato come quello del licenziamento.

    Leggendo i suoi commenti in risposta ai quesiti posti, mi è parso di capire che un'azienda con oltre 15 dipendenti che volesse procedere a un "licenziamento economico" (giustificato motivo oggettivo), non potrebbe scegliere a sua discrezione quali dipendenti licenziare, ma dovrebbe rispettare i seguenti criteri:

    1) Carichi di famiglia
    2) Esigenze tecnico-produttive
    3) Anzianità di servizio presso l'azienda

    Se è così, vorrei sapere se tra questi tre criteri uno è prevalente nei confronti degli altri.
    Inoltre nel caso l'azienda non rispettasse questi criiteri, il licenziamento sarebbe da ritenersi nullo?

    Grazie
    Pietro


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    1. Ciao Pietro!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      L'ordine di importanza dei criteri è quello che hai indicato Tu stesso, cioè il primo sono i carichi di famiglia, il secondo le esigenza dell'azienda e il terzo l'anzianità di servizio.-
      Se il licenziamento viene impugnato sarà il giudice a stabilire se è nullo quindi se imporre il reintegro in servizio o un risarcimento danni.-

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  68. Buon giorno signor Gianfranco. Volevo esporre il mio problema. E volevo sapere cosa fare o come comportarmi.
    Lavoro in una azienda con circa 60 operai.. attualmente siamo in cassa integrazione anticipata dalla azienda. Ma non tutto sono a casa (solo alcuni,e sempre i soliti tra cui io)...la cassa finisce il 6 dicembre.. e dopo vogliono mettere in mobilità e licenziare alcune persone. MA con quanto anticipo devono dare l'avviso? Poi hi saputo da qualche collega, che il capo della azienda ha chiamato 4/5 operai (in cassa) e le ha offerto la buona uscita etc. Invece a me Nn ha chiamato nessuno.
    come funziona questa cosa?

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  69. Buona sera dott. Censori, la mia azienda settore commercio (con circa 23 dipendenti) ha dichiarato fallimento in proprio. Il mio ultimo giorno lavorativo è stato il 21 ottobre 2014 per poi rimanere a casa in cassa integrazione in deroga. E' stato nominato il curatore fallimentare e pensavamo in breve arrivasse la lettera di licenziamento ma a nostra sorpresa è arrivata da parte del curatore una (sospensione del rapporto di lavoro)." Dichiarazione di fallimento con sentenza del 16/10/2014 e depositata il 22/10/2014." La lettera del curatore per sospensione del rapporto di lavoro, datata 7 novembre.
    Il 12 novembre c'è stato un' incontro con curatore e sindacato e le illustro la risposta tramite mail che quest' ultimo ci ha mandato: "Oggi abbiamo fatto l'incontro con la curatela per l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per fallimento. Non ho ritenuto opportuno sottoscrivere un accordo con la curatela, richiedendo una convocazione in Regione, che convocherà le organizzazioni sindacali e la curatela". Le nostre domande molto confuse al momento sono:
    - perché i sindacati hanno bloccato il licenziamento? (perché adottano queste misure su aziende de dichiarano fallimento in proprio)
    - Noi abbiamo ricevuto solo la lettera di sospensione dal lavoro e non di licenziamento ...chi ci paga questo periodo fino alle dimissioni vere e proprie.(che non sappiamo quando arriveranno e in più non possiamo neanche accettare nuove proposte di lavoro perché non liberi e il curatore neanche ci risponde).

    Siamo più che confusi e sequestrati da una situazione che non riusciamo a comprendere.

    La ringrazio di cuore
    Maria


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  70. Buonasera dott censori lavoro in una azienda come magazziniere con contratto a tempo indeterminato .settimana scorsa il capo ci convoca in assemblea dicendoci che con i costi nn ci sta piu dentro r quindi ce un esuberodi 34 persone di cui14 siamo noi del magazzino e per questo motivo deve dare in appalto il magazzino alla coperativa ...noi abbiamo sentito la coperativa che prendera in appalto il magazzino dicendoci che x noi rimarra tutto uguale tranne qualcosa allora io chiedo a lei ma se io accetto di andare con la coperativa cosa posso chiedere all'azienda oppure cosa mi deve dare da diritto premetto che sn assunto da circa tre anni ....la ringrazio intanto attendo sue...

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  71. Salve dr Censori e complimenti per la professionalità, io ho superato i 180 giorni di malattia previsti in un anno, e l'azienda vuole licenziarmi anche con mio consenso.Volevo sapere se poi dopo posso prendere l'aspi essendo indeterminato da3 anni? Nell' attesa di una sua risposta le porgo i miei più cordiali saluti. Claudio.

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  72. salve dr censori
    sono un dipendente da 17 anni a tempo indeterminato in una azienda con 100 operai,da settembre 2012 sto usufruendo del congedo straordinario legge 104/92 per assistere mia sorella..ieri l'azienda mia inviato una raccomandata di intenzione a procedere al licenziamento per motivo oggettivo(lunga assenza per congedo e vari) mi domando:se una persona usa la legge 104/92 con regolarità può essere licenziato?
    segnalo che oltre a mia sorella disabile ho anche un giglio minore disabile grave anche lui 104/92.....
    segnalo anche che i rapporti con l'azienda non erano più buoni da tempo e sopratutto quando ero eletto rsu del cgil fino al 2012 e poi negli ultimi giorni ho chiesto al nuovo sindacalista cgil di chiedere un incontro con gli operai per iniziare la sua attività di assistenza e tutela....
    email:akramf26@live.it
    cordiali saluti

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