domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


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Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Buongiorno
    CCNL COMMERCIO ho dato le dimissioni per un totale die 120gg di prevviso da calendario. il datore di lavoro non è contento e sta cercando porre i bastoni tra le ruote per questa scelta.
    è giusto che il datore di lavoro mi obblighi a usufruire in questo periodo di ferie (alcune maturate e altre non) per poter ulteriormente postporre le mie dimissioni per altri 15gg per un totale di 4,5 mesi: mi sento come in ostaggio.
    Il datore sta anche valutando la chiusura forzata natalizia in modo che il mio periodo di preavviso si prolunghi ulteriormente.è questo corretto è possibile da parte sua?
    Grazie per la delucidazione

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    1. NO!
      Nella lettera di dimissioni tu hai indicato l'ultimo giorno di lavoro, che rimarrà tale anche se usufruirai di alcuni giorni di ferie, quindi se non sei d'accordo, il datore di lavoro non può obbligarti a posticipare la data.-

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  2. Buon giorno spero tanto che mi possa aiutare xché non riesco a uscire da questa situazione lavoro come cameriera ai piani da 4 anni e mezzo in un b&b di 6 camere siamo 2 dipendenti il datore mi vuole licenziare x riorganizzazione del personale licenziamento consensuale con conciliazione x buona uscita quanto mi aspetta di buona uscita ?È si calcola lorda ?spero mi possa aiutare xché sinceramente in queste cose non ne so niente ....ho 60 anni e sono vedova e non so se riuscirò a questa età a ritrovare lavoro ....mi può aiutare ? le sarei infinitamente riconoscente .

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    1. Se il giudice non riconosce il giustificato motivo oggettivo che ha portato al licenziamento – quindi se il datore di lavoro si è appigliato pretestuosamente a questa causa – dichiara estinto il rapporto di lavoro e condanna il datore di lavoro al pagamento di una indennità (senza contributi previdenziali) di importo pari a 2 mensilità (1 per le aziende sotto i 15 dipendenti) per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 4 e non superiore a 24 mensilità (non inferiore a 2 e non superiore a 6 per le aziende sotto i 15 dipendenti.-
      In pratica se vieni licenziata e ricorri al giudice ti verrà riconosciuta un'indennità aggiuntiva alla competenze maturate pari a 4 mensilità, quindi puoi regolarti di conseguenza.-

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  3. Buon giorno,
    La mia situazione e la seguente: sono in regola con un contratto indeterminato come baby sitter e collaboratrice domestica, con 25 ore settimanali. Per delle incompressioni con il datore di lavoro per la riduzione del orario ho chiesto che venissi licenziata in modo di poter prendere la disoccupazione. Ce stato il rifiuto da parte dell datore di lavoro, e, a sua volta mi ha chiesto di dare le dimissioni. A questo punto non mi sono più presentata al lavoro dal 30 di settembre sperando che venissi licenziata con la giusta causa. Ovviamente il datore di lavoro non mi vuole licenziare. Cosa devo fare in questo caso? Anche perchè non mi sembra giusto di rimanere attaccata a un contratto di lavoro. E se in ottobre sarò in malattia il datore di lavoro mi deve pagare i contributi?

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    1. Sul "non mi sembra giusto" ho qualche dubbio, perché tu hai sottoscritto un contratto, e quindi ti sei assunta un impegno, pertanto se hai cambiato idea puoi presentare le dimissioni e cessare il rapporto di lavoro.-
      Pretendere di essere licenziata per poter presentare la domanda di disoccupazione è comunque una "forzatura", anche se il datore di lavoro prima o poi dovrà farlo.-
      Nel frattempo presumo che verrai considerata assente ingiustificata e quindi senza paga e senza contributi.-

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  4. Buonasera dottor Gianfranco.

    Sono stato licenziato qualche giorno fa per "giustificato motivo oggettivo" avevo un contratto di apprendistato e mi mancava un mese preciso per completare un anno operativo.

    Mi hanno licenziato in tronco davanti ad altri dipendenti (specificato anche nella lettera).
    Il motivo principale:
    "Riorganizzazione aziendale con conseguente soppressione della qualifica di Apprendista Archivista e non essendo possibile avvalersi della sua opera in un altro settore aziendale, la sua attività lavorativa non può più essere efficacemente utilizzata dall'azienda"

    Specifico da subito che io quel tipo di lavoro non l'ho mai fatto dopo aver firmato il contratto ad occhi chiusi mi hanno fatto fare tutto un altro tipo di lavoro. Essendo il primo lavoro all'inizio un po' euforico dal contratto nemmeno ci ho badato. (Ho anche testimoni)

    In questi giorni telefonicamente mi ha detto di far i vari conteggi e che l'azienda era aperta a tutte le richieste se evitavo di impugnare il licenziamento.

    L'azienda ha meno di 15 dipendenti.

    Quante mensilità posso chiedere in più se evito di impugnare il licenziamento cosi da evitare anche il reintegro a lavoro?

    E' una cosa legale trovare un accordo per farmi dare dei soldi in più?

    Con il contratto di apprendista archivista sicuramente prendevo meno soldi è una cosa che devo anche far notare?

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    1. E’ prevista una indennità, non assoggettata a contribuzione previdenziale, di importo pari a 2 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 4 e non superiore a 24 mensilità.
      La misura è dimezzata nelle piccole imprese e non può superare le sei mensilità.
      Esclusa l'applicazione dell'art. 7, l. n. 604/66, che introduce una procedura di conciliazione davanti alla Commissione provinciale di conciliazione presso la Dtl, che il datore di lavoro, avente i requisiti dimensionali previsti dalla legge n. 300/70, deve obbligatoriamente esperire prima di intimare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo (si tratta di una condizione di procedibilità).-

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  5. Buon giorno dottore.
    In data odierna sono stata licenziata. Alle 12 55 mi si comunicava la cessazione del mio rapporto di lavoro alle 13 dopo quasi 12 anni di onorato servizio. Ero un'impiegata a tempo indeterminato in un'azienda con meno di 15 dipendenti. Mi hanno proposto la corresponsione di 2 mensilità il pagamento del preavviso e il pagamento della naspi (ma quella in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo non mi spetta comunque?!).
    Mi domandavo se su quasi 12 anni di lavoro 2 mensilità non siano oggettivamente poche...
    La ringrazio anticipatamente per la gentilezza.

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    1. Se il lavoratore licenziato impugna il licenziamento ed il Giudice non riconosce all'azienda il giustificato motivo oggettivo, perché per esempio il datore di lavoro ha voluto mascherato con tale motivazione il licenziamento avvenuto per cause personali, sindacali o pretestuose, ordina che il rapporto di lavoro venga dichiarato estinto e condanna il datore di lavoro al pagamento di una indennità senza il riconoscimento dei contributi previdenziali.
      In questo caso al lavoratore spetta un'indennità di 2 mensilità per ogni anno di servizio.
      La misura di tale indennità va quindi da un minimo di 4 mesi ad un massimo 24 mensilità.
      Per le imprese con meno di 15 dipendenti l'indennità riconosciuta è pari ad 1 mensilità, e va da un minimo di 2 ad un massimo di 6 mesi.-
      Ovviamente la NASPI non c'entra nulla perché spetta comunque al lavoratore in caso di licenziamento.-

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    2. Io la ringrazio davvero per il tempo dedicatomi. Domani andrò a fare una controproposta in cui chiederò 4 mensilità come incentivo all'esodo, se non dovessero accettare impugnerò il licenziamento.

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  6. Buonasera Dott. Censori,
    Il 31 luglio sono stata licenziata per giustificato motive oggettivo. Il mio contract to precede a un preavviso di 3 mesi, ma data la tensione che regnant all'interno dell 'ufficio ho preferito terminare di lavorare l'8 settembre. Il datore di lavorare puo' trattenere dal tfr ( non ho ancora ricevuto il relativo cedolino) il preavviso non lavorato? La ringrazio fin d'ora per il suo riscontro.

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    1. Purtroppo SI!
      In caso di preavviso parziale il datore di lavoro può detrarre al lavoratore dalle competenze maturate tanti giorni di paga quanti sono i giorni di mancato preavviso.-

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  7. Sono un lavoratore dipendente di 58 anni in una piccola azienda con meno di 10 unità ed a fine anno raggiungerò 41 e 8 mesi di contribuzione. Da anno nuovo il mio datore di lavoro vorrebbe tenermi a lavorare con una specie di contratto a chiamata.
    La domanda è la seguente:
    Mi conviene farmi licenziare e raggiungere la data di pensionamento che l' Inps mi da come il 01/08/2019 con la NASPI.
    Il datore di lavoro può licenziare quando al dipendente manca poco più di un anno alla data di pensionamento?
    Gradirei anche altri consigli.

    Grazie

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    1. Il datore di lavoro può licenziarti per riduzione di personale, mentre non può cambiarti il tipo di contratto.-
      Puoi quindi farti licenziare ma l'importo della NASPI sarà ovviamente inferiore alla paga mensile.-

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  8. Buongiorno, dott. Censori, so che la Naspi la liquidano anche in forma unica per apertura di una partita iva, volevo sapere che tipo di ragione sociale è consentita per poterla ricevere, dovrei aprire una SRL però ne all'INPS ne al Patronato sanno delucidarmi se come ragione sociale va bene. Grazie

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    1. La circolare Inps n. 94 del 12 maggio 2015 stabilisce che “Il lavoratore avente diritto alla corresponsione della NASpI può richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, a titolo di incentivo all’avvio di un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio”.-
      Purtroppo l'apertura di una SRL con rientra nella tipologia prevista dall'INPS.-

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  9. Salve dott. Censori io sono stata licenziata, ho ricevuto la lettera di licenziamento, ma risulto ancora in forza al centro dell' impiego. Cosa posso fare per risolvere il problema?

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    1. Se hai ricevuto da poco la lettera di licenziamento presumo che tu sia ancora nel periodo di preavviso, quindi il tuo rapporto di lavoro rimarrà in essere fino alla scadenza del preavviso stesso.-

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  10. Buongiorno da qualche giorno ho ricevuto la lettera licenziamneto collettivo la procedura si è chiusa il 14 novembre 2017...essa mi comunica che sono in preavviso di 15 giorni vale a dire il 29 novembre Ultimo giorno di lavoro.Nasce spontaneo un quesito si può estendere di 15 giorni dopo la chiusura ufficiale di procedura anche se si tratta del preavviso?o tale periodo deve essere espletato entro non oltre la chiusura della procedura di mobilità?

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    1. SI!
      Il periodo di preavviso può essere espletato anche dopo la chiusura della procedura di mobilità.-

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  11. Sono un dipendente full time a tempo indeterminato di una S.p.a. durante la mia malattia la filiale della mia città ha chiuso, mi è stato comunicato dai due colleghi ai quali non è stato rinnovato contratto in scadenza. Finita la malattia dove mi presento? La sede centrale è ad oltre 500 km. ho inviato e-mail all'ufficio personale x avere lumi circa la mia posizione lavorativa se venivo trasferito o peggio licenziato,ma non ho avuto risposta. Se non ricevo comunicazione come mi devo comportare? Non vorrei che mi licenziassero con la motivazione che non sono rientrato al lavoro. Saluti e grazie.

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    1. Fino a quando sei in malattia non puoi essere licenziato, quindi al termine della malattia presumo che o ti verrà proposto un trasferimento o verrai licenziato, ti consiglio quindi di contattare la sede centrale della tua azienda per verificare quali sono le loro intenzioni.-

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    2. L' e-mail che ho inviato all'ufficio personale risulta come se non fosse consegnata, strano! Volevo chiederle un altra cosa: ho il congedo straordinario per assistenza padre grave invalido al 100% che mi parte in data 10 dicembre in quella data io sono ancora in malattia, il congedo slitta o decade? Con il congedo straordinario sono protetto o l'azienda può licenziarmi?Saluti.

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    3. Se vieni licenziato il congedo straordinario decade.-

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  12. Sono in aspettativa volontaria da ormai 5 mesi ( ne ho richiesti ed ottenuti 6 mesi). Purtroppo per un mio problema personale non mi sento di rientrare. Il mio Ccnl è Commercio e terziario con 25 anni consecutivi di servizio: posso richidere altri mesi di aspettativa e fino ad un massimo di quanti mesi in totale?
    Nel caso in cui non mi venissero concessi altri mesi di aspettativa, e io decidessi comunque di non rientrare, rischierei il licenziamento per giusta causa. In tal caso, avrei comunque diritto alla Naspi? Subirei altre penalizzazioni eventuali? Grazie e cordiali saluti

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    1. La durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, quindi se prolunghi il periodo di aspettativa diminuirà il periodo di durata, ti consiglio pertanto di non rientrare in servizio alla scadenza dei 6 mesi, in quanto anche se verrai licenziato per giusta causa avrai comunque diritto alla NASPI.-

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  13. Salve dott.Censori. Vorrei esporre la situazione di mio fratello che io non trovo regolare ma non essendo esperta in materia necessito di un suo gentile parere:
    Mio fratello ha iniziato a lavorare in una casa di riposo a metà luglio. Fino a metà settembre ha lavorato in nero per una serie di scuse da parte del dattore di lavoro. A metà settembre è stato assunto tramite una cooperativa. Dopo circa un mese dell'assunzione, metà ottobre, è stato licenziato. Dal dattore di lavoro gli è stato detto che veniva licenziato perché non riuscivano a pagare sia lui che la cooperativa, essendoci poche entrate al momento. Poi é stato chiamato dalla cooperativa che invece gli ha presentato il licenziamento per giusta causa. Ora, il motivo del licenziamento non è assolutamente così grave da determinare il licenziamento stesso ma al massimo una lettera di richiamo. Mio fratello ha svolto la pulizia di un anziano a metà, cioè senza lavargli i capelli causa mancanza acqua calda nella doccia, cosa che non dipendeva da lui. Ha lavato comunque l anziano come già fatto in precedenza e insegnatogli proprio li. La sua pecca è stata di non averlo segnalato nella scheda riassuntiva di lavoro, tutto qui. A me non sembra un motivo così grave da portare al.licenziamento ma ahimè mio fratello per il grande dispiacere non ha voluto fare nessun tipo di reclamo. Oggi, a distanza di più di un mese non ha ancora ricevuto la busta paga e lo stipendio di ottobre. Alla cooperativa gli hanno detto che loro hanno 90 giorni per legge per liquidato. Ciò che dicono è vero, oppure è l ennesima scusa E dovrebbe inviare una lettera di sollecito? E ancora, alla luce del mio racconto secondo lei avrebbe motiv o comunque di contestare il licenziamento? Quali sono le possibilità di successo?
    Chiedo scusa per il.papiro e la ringrazio anticipatamente per la sua gentile risposta.
    Cordialmente
    Aleksandra Mirkovic

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    1. Ciao Aleksandra!
      Il comportamento della cooperativa non è stato assolutamente corretto, ne sulla causale del licenziamento, ne sui termini di pagamento delle sue competenze, consiglio quindi a tuo fratello di rivolgersi a un sindacato per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  14. Salve dott. Censori volevo chiedere un'informazione...
    Io mi sarei autolicenziato dalla mia ditta avente un contratto a tempo indeterminato 4 livello ramo metalmeccanico.
    Avrei dato il licenziamento il giorno 29 ottobre e quindi avrei dovuto finire al giorno 15 dicembre ma ho fatto prolungare fino al 1 gennaio 2018. Ora chiedo mancano 8 giorni lavorativi e io con l azienda che dovevo essere assunto non e andato a buon termine, quindi starei ancora cercando un posto di lavoro, se mi mettessi in mutua questi 8 giorni cosa potrebbe fare la mia ditta? Prolungherebbe o e possibile che non mi paghino? C e la possibilita di poter mandare avanti il licenziamento senza pero perdere i soldi?

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    1. Se hai concordato il prolungamento del rapporto di lavoro fino al 1° gennaio, la scadenza rimarrà comunque la stessa anche se ti metti in malattia, quindi senza penalizzazioni.-

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  15. buongiorno dott. Censori sono un lavoratore a tempo indeterminato dal 01/03/1999 la mia ditta è un s.a.s e siamo due operai con la stessa mansione il mio collega e anche lui a tempo indeterminato dal 01/09/2000 in caso di licenziamento la mia anzianita rispetto al collega ha una sua importanza ....premetto che io sono stato con la stessa ditta dal 1995 a fine 1998 e poi licenziato per un assestamento della ditta da s.r.l a s.a.s

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda

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  16. Salve Dott.re Censori
    La mia azienda, una srl del comparto metalmeccanico facente parte di una multinazionale importante, ha deciso di delocalizzare e chiudere lo stabilimento dove lavoriamo in cc 400 dipendenti.
    Tutti con oltre 15 anni di servizio.
    La scelta di chiudere definitivamente è avvenuta dopo ben 2 mesi di sciopero ad oltranza, dove l'azienda ci invitava a sospenderlo, anche inviandoci lettere a casa, spingendoci a rientrare e continuare le normali attività lavorative. Asserendo
    di fatto che le ns dimostranze erano frutto di infondatezze, nn avendo nessuna intenzione di lasciare il sito.
    Ora le chiedo:
    "è possibile impugnare il licenziamento e chiedere un congruo indenizzo?" Visto che finora, tre mesi alla data di chiusura, nn abbiamo ricevuto nessuna risposta soddisfacente (finora è sul piatto cc 50.000 euro lordi per ogni lavoratore, davvero pochi, visto che l'azienda ha un attivo di svariati di milioni).
    Grazie

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    1. Sulla carta, un'offerta di 50.000 euro per ogni lavoratore mi sembra una somma di tutto rispetto, ed è quindi difficile per chi è all'esterno come me valutarne la congruità, ti consiglio pertanto di seguire le indicazioni delle organizzazioni sindacali che stanno seguendo la vostra vertenza, e che quindi sono a conoscenza della situazione aziendale, per valutare fino a che cifra si si può arrivare con le richieste.-

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    2. Mi scusi ancora! Lei ritiene cmq che si può fare una vertenza all'azienda per chiedere maggior indennizzo anche per vie legali? nn so se c'è una legislazione a riguardo, è certo che l'azienda ha sfruttato molto il ns territorio. Sia a livello di risorse umane che a livello fiscale. Possibile che nn ci sia nulla che imponga alle aziende in attivo che decidono di dislocare di risarcire adeguatamente chi si è fatto un futuro in relazione al proprio lavoro. A 40 anni, poi, nn è facile trovarne di lavoro. La ringrazio ancora

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    3. Purtroppo, se fai una vertenza all'azienda, il giudice nella sua sentenza non credo che terrà conto delle tue valutazioni, quindi al posto tuo eviterei di imbarcarmi in una causa costosa e dall'esito alquanto incerto.-

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  17. Dott. Censori,
    qui parlano (intendo in nostri "capaci" politici) di incentivare l'assunzione di giovani ma oggi cosa vuol dire essere giovani!?Perchè penso che anche a 40 anni un po'ancora giovani lo si è, ma il lavoro non lo si trova c'e' una discriminazione dell'età questo va a discapito di tutti alla fine. Ormai s'è persa quella filiera che dava un certo ordine di successione figlio/padre/nonno, dicono sempre i nostri politici che la speranza di vita si è allungata ma lei la vede un'azienda privata che tiene un lavoratore fino a 67 anni quando già 40/50 sei vecchio e lo Stato che fa si mette a discriminare sul'età invece di trovare una soluzione generale che vada bene per tutte le classi sociali. Anch'io sono stato giovane e adesso a 40 anni con mutuo della casa, figli e genitori anziani da accudire tantissime spese e mi trovo in mobilità perchè l'azienda è in "crisi aziendale" creata ad arte solo per levarsi dai piedi gli "anziani" come me, perchè gli costano troppo per assumere poi giovani schiavizzandoli e poi dopo 10/15 anni buttarli nel cesso come hanno fatto con a me. Non è giusto !? E' sparita la serenità i sindacati devono intervenire scioperi generali ad oltranza deve cambiare l'organizzazione del sistema lavoro altrimenti qui si fa una brutta fine!!!
    Un cordiale saluto

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    1. Tutto quello che scrivi è vero, ma dimentichi un particolare molto importante! Tu eri iscritto a un sindacato prima di essere messo in mobilità?
      E' vero che i sindacati dovrebbero organizzare scioperi generali ad oltranza, ma i lavoratori sono disposti a farli?
      Il problema principale a mio avviso è che oggi i lavoratori hanno perso il senso della solidarietà tra loro, perché ognuno pensa solo al suo orticello, e quindi i datori di lavoro ci sguazzano e fanno i propri comodi.-

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    2. Dott. Censori,
      si ero e sono iscritto ad un sindacato l'unico possibile in azienda le altre sigle non riescono/non possono entrare...Non è la CGIL ;) :)
      Essendo un'azienda privata la maggior parte delle persone assunte, sono tutti amici degli amici, parenti ecc... uno schifo.. Ognuno giustamente si fa gli affari propri infatti quando misero in cassa integrazione questa fu mirata a un certo target di persone e non ci fu nessuna solidarietà da parte degli altri colleghi.
      Il sindacato creato ad arte da parte dell'azienda è semplicemente il braccio destro armato di questa per facilitargli il compito (spendere meno soldi, avere meno burocrazia, quorum voti ecc...) fanno tutto quello che dice quest'ultima. I classici italiani come dice lei che guardano solo al proprio orticello, anche i rappresentati di questo "sindacato" ovviamente.

      Devo dire pero' che anche voi come sindacati in particolare mi riferisco alle sigle principali non vedo molta unità...
      I datori di lavoro a mio avviso ci sguazzano perché siamo sotto ricatto perenne e l'eventuale perdita di lavoro in questo paese è una vera disgrazia...
      Un cordiale saluto e Buon Anno Nuovo!

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    3. Purtroppo quello che dici è vero, e non è un problema di facile soluzione!
      L'unica consolazione, se così si può chiamare, è che quando in un'azienda si assumono gli amici, gli amici degli amici, e i parenti, non si premia la professionalità e si è quindi destinati a fare una brutta fine.-

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  18. Io sono dall'altra parte della barricata di chi le scrive,egregio dott.Censori,sono un datore di lavoro e mi sento vessato e non poco.Ho dovuto licenziare,dopo 11 anni un operaio in quanto non riuscivo più a pagargi lo stipendio considerando la grave crisi della mia azienda che comprende me,la mia socia e tre operai.Ho deciso di licenziare questo operaio che produceva pasticceria in quanto la poca vendita di questi prodotti non giustificata la spesa di circa 3200 euro al mese dell'operaio. Quindi l"ho licenziato per GMO,informando che non avendo soldi gli avrei pagato il TFR a rate e che per ratificare questo saremmo dovuti andare al sindacato dove avrebbe avuto la giusta assistenza. In un primo momento si è detto d'accordo,salvo poi non rispondere alle telefonate o messaggi.Alla fine dopo che gli ho fatto il bonifico della prima rata del TFR di 5000 euro su un totale di 15000, (le altre avrei pagato 2000euro al mese per 5 mesi)è andato dall'avvocato della CGIL per impugnare il licenziamento e chiedermi di pagarli l'indennità di licenziamento che gli ho già pagato e che non gli ho fatto lavorare per permettergli di avere più tempo per cercarsi un posto di lavoro.Adesso ho anche le spese dell'avvocato.Le sembra cotretto?Lui lavora alla Coop,pur troppo le pasticcerie non lo prendono in quanto non si è aggiornato,e anche per questo che noi non vendevano più. Adesso io,che lavoravo mezza giornata,lavoro tutto il giorno e la poca pasticceria che serve la fa la mia socia.Cosa ne pensa?Ho testimoni a cui l"operaio diceva che il lavoro era poco.È da tre anni che cerco di vendere e avevo offerto a questo operaio di prendersi l'attività insieme alla mia socia e un altro operaio.Non chiedevo anticipi ma solo la rata.Sembrava che tutto andasse in porto e alla fine proprio lui si è tirato indietro.È da tre anni che cambio operai fornai i quali,sapendo che devo vendere,appena possono,si licenziano. L'unico saldo era lui,l"unico che purtroppo ho dovuto licenziare perché la pasticceria non si vende.Grazie per la risposta

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    1. Penso che l'unico errore che hai commesso è quello di avergli versato la prima rata del TFR di 5000 euro, perché la tua proposta di arrivare a una conciliazione sindacale era corretta, e in quella sede presumo che avreste trovato un accordo sia sulla liquidazione del TFR che su un eventuale incentivo per chiudere ogni pendenza.-
      A questo punto spero che il tuo avvocato ti abbia consigliato di sospendere ogni pagamento fino alla definizione della vertenza.-

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    2. Grazie per la sollecita risposta.In verità non mi sono rivolta a un avvocato perché non ho soldi da spendere.A giorni dovrò incontrare l'avvocato della Cgil e vedremo cosa vogliono.Grazie per il consiglio di non pagare il territorio, io, in effetti,avevo pensato di andare avanti con le rate e pagare il 10 la seconda di 2000 euro.Ma seguirò il suo consiglio.Grazie e buon anno!

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    3. OK!
      Ti consiglio di aspettare prima di fare altri pagamenti perché è una carta che puoi giocare in sede di trattativa con l'avvocato della CGIL.-

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    4. Gentile dottor Censori,sono andata dall'avvocato e mi ha detto che il licenziamento non è valido perché non è scritto bene e quindi,per chiudere tutto,mi hanno chiesto dai due tre mesi di stipendio più tredicesima e dovrei pagare la parcella dell'avvocato.Nella lettera di licenziamento abbiamo scritto:a causa dela sensibile diminuzione della vendita di pasticceria,non possiamo più avvalerci della sua collaborazione e non potendola reimpiegare in altro lavoro...ecc ecc.Dal 17 ottobre facciamo tutto noi,io e la mia socia,non abbiamo assunto nessuno. Pertanto credo di essere nel giusto.Ho sapuTo che devo dimostrare io,come datore di lavoro,che la crisi è vera ma che se lo dimostrò e vinco la causa,il giudice è obbligato a far pagare le spese all'operaio che non ha detto il vero.Sono tentata.Le dirò che,essendo io veramente in crisi,e avendo pensato,quando volevo portare io al sindacato l'operaio per rateizzare la liquidazione,di offrire uno stipendio,ecco vorrei offrire ancora uno stipendio e l'avvocato se lo paga lui.Se non accetta,andiamo in causa.Per la liquidazione,vorrebbero due rate da 5000 euro,che io non ho.Allora,se andassimo in causa,potrei continuare a pagare ogni mese le 2000 euro più qualcosa di interessi,fino a maggio.Avrei un po'di respiro e poi la causa si farà più avanti e vedremo...Gentile dottore, lei che ne pensa?

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    5. Ciao Lia!
      Credo che la tua proposta difficilmente verrà accettata, quindi io ti proporrei di andare loro incontro accettando le due mensilità + le spese dell'avvocato, con una rateizzazione del TFR, altrimenti andate in causa.-

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    6. Grazie del consiglio che seguiro'.L'unico problema è che non avendo possibilità economiche dovranno accettare di mettere in coda le due mensilita'.Chiaramente paghero' subito l'avvocati. Mi creda,dottore,mi sento violentata nell'animo.Grazie per la sua disponibilita'!

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    7. Ciao Lia!
      Ti capisco!
      Comunque se riesci a trovare un accordo è meglio perché oggi le cause si trascinano per decenni, come una telenovela senza fine.-

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  19. Buongiorno dott.Censori....desidero attenzionarle un quesito:
    Una azienda spa ha effettuato da poco licenziamenti collettivi x riduzione di personale,dopo qualche mese la stessa azienda x nuovi appalti in entrata deve riprendere dalla naspi ex dipendenti, il mio quesito è questo se la scelta delle riassunzioni deve essere effettuato con un criterio nel senso dall'ultimo licenziato a salire o altrimenti una libera scelta aziendale.
    Grazie x attenzione buona giornata.

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    1. SI!
      Il criterio di riassunzione dovrebbe essere quello inverso rispetto a quello del licenziamento, quindi l'azienda dovrebbe partire dall'ultimo a salire.-

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  20. Gentile dott. Censori l' azienda dove lavoravo tramite lettera ci ha comunicato l' intenzione di chiudere entro il 31/12/2017,in mancanza di commesse non ha neanche voluto richiedere la CIG, pertanto siamo andati al licenziamento consensuale collettivo e aperto laNASPI. Ora siamo venuti a sapere che l' azienda non solo non a chiuso ma ha mantenuto in forza alcuni lavoratori piu' graditi e addirittura ha aperto la CIG per gli stessi....e' possibile a questo punto impugnare il licenziamento e chiedere il riintegro? O in alternativa cosa possiamo fare? Grazie..Saluti.

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    1. Purtroppo non potete farci nulla!
      Un licenziamento consensuale collettivo non è revocabile, quindi è meglio che vi mettiate il cuore in pace ed andiate alla ricerca di un altro lavoro.-
      Infatti impugnare il licenziamento significa far bloccare la NASPI, senza alcuna garanzia sull'esito di un'eventuale causa o vertenza.-

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  21. Gentile dott. Censori sono stato licenziato per giustificato motivo oggettivo con esonero del preavviso (motivi economici riorganizzazione aziendale....) puo fare revoca del licenziamento senza mio accordo ??? e poi licenziarmi per motivi disciplinari ???

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    1. Più preciso la mia domanda :IL DATORE DI LAVORO DOPO RIFIUTO DA PARTE MIA DI UNA PROPOSTA FATTA TELEFONICAMENTE DI RIENTRO "PUO FARE LA REVOCA DEL LICENZIAMENTO ANCHE SE IO HO FATTO LA DOMANDA PER DISOCCUPAZIONE"

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    2. NO!
      Un licenziamento non può essere revocato, a meno che non venga impugnato dal lavoratore.-

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  22. Dott.Censori intanto grazie per la sua gentile e preziosa attenzione,desidero chiedere un quesito in una azienda che effettua licenziamenti collettivi senza il consenso delle parti sociali e quindi dei lavoratori x esigenze improvvise dopo un mese circa dei suddetti licenziamenti ,con un criterio di uscita gli stessi licenziati li deve riassumere nel frattempo moltimolti di loro hanno impugnato il tutto....ma in questi casi azienda obbligata visto che non sono passati i 6 mesi puo riassumerli con un nuovo contratto o deve reintegrati con le precedenti contrattazione....

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo i lavoratori licenziati, possono essere riassunti con un nuovo contratto, a meno che non abbiano impugnato tutti il licenziamento ed impongano quindi il reintegro in servizio.-

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  23. Buongiorno Dottore,datore e dipendente,se in comune accordo,possono rinunciare ai giorni di preavviso?In questo caso,l indennità non spetta a nessuno,giusto?

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    1. Se c'è l'accordo tra le parti non c'è problema, qualunque accordo va bene.-

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    2. Grazie mille

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  24. Salve, purtroppo causa incomprensioni con il mi datore di lavoro (non voleva concedermi permessi studio) ho deciso di non presentarmi più in ufficio dal 1 dicembre, ho ricevuto una lettera di richiamo e la mia busta paga è zero causa assenza ingiustificata. Io mi chiedo, ma ad oggi non avrebbe dovuto già licenziarmi?!?! Grazie e buona serata

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    1. Presumo a questo punto che verrai licenziato a breve termine, ma purtroppo i tempi li decide il datore di lavoro.-

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  25. Buon giorno sono stata licenziata dopo 15 anni in azienda x giusta causa ma la giusta causa non esiste xché priva di testimoni,cioè una mia responsabile ha dichiarato che io l'ho colpita a seguito di un litigio,provocandole un trauma in seguito al quale lei si e recata da sola in infermeria e al pronto soccorso.Ha sporto denuncia contro di me x lesioni mettendo una collega come testimone,la quale ha smentito tutto.Io col mio legale ho sporto denuncia x calunnia e x mobbing con testimoni nei suoi confronti.Sul mio caso sta indagando la procura è pare che a mio carico non pende nulla perché la denuncia della mia responsabile è priva di verità mentre le mie denunce vanno avanti.Ora abbiamo fatto un tentativo di conciliazione con azienda spiegando i fatti ma l'azienda ritiene che non riguardi loro ciò che dice la questura.Ma se il ,licenziamento è avvenuto solo x quel motivo x l'aggressione che non ce mai stata.Non intendono reintegrarmi,io devo ancora fare i ricorso, secondo lei mi spetta il REINTEGRO?Ho paura x la legge fornero.Se nel ricorso il giudice non disponesse il reintegro che posso fare?E se intanto la procura dimostra che sono innocente posso poi denunciare oltre che la responsabile anche l azienda x calunnia e ingiurie?Perché nel fascicolo che loro presentano scrivono e accusano x certo che io abbia colpito la collega in un attimo di ira è che io abbia un difficile caratterino.Insomma non si limitano a dire che in base ai fatti riportati dalla responsabile e in base ai fogli medici loro mi licenziano ma, mi apostrofano come non sono.Poi hanno violato la mia privacy mettendo agli atti i miei fogli di malattie e invalidità che non c'entrano nulla col licenziamento..Cosa ne pensate?Grazie x l'aiuto in anticipo.

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    1. Quando si riceve una denuncia falsa nel posto di lavoro ci si può limitare a difendersi dalla denuncia o passare al contrattacco e fare una contro denuncia.-
      Nel primo caso ci si preoccupa solo della conservazione del posto di lavoro o di uscirne al meglio possibile a livello economico e ci si rivolge quindi o a un sindacato o a un avvocato esperto di diritti del lavoro.-
      Nel secondo caso essendoci di mezzo anche responsabilità penali occorre rivolgersi a un avvocato esperto in materia di diritto penale, ma bisogna essere consapevoli che ci sono solo costi da sostenere per difendere la propria onorabilità, e bisognerebbe quindi chiedersi se ne vale la pena.-
      Ora nel tuo caso non posso sapere quello che stabilirà il giudice, ma ritengo poco probabile un reintegro, e tra l'altro l'azienda in tal caso ti renderebbe la vita impossibile, quindi presumo che ti verrà riconosciuto un indennizzo di carattere economico, che spero sia sufficiente a sostenere le spese legali.-
      Un consiglio finale:
      Prima di procedere ulteriormente per ogni atto, chiedi preventivamente al tuo avvocato quello che ti verrà a costare, così tanto per capire a cosa vai incontro.-

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  26. Buongiorno.
    Lavoro presso un'azienda con meno di 15 dipendenti da 2 anni e mezzo. Per permettere riorganizzazione interna, mi è stato proposto un licenziamento consensuale. Ammetto che dopo aver letto alcuni commenti, sono confuso su quanto mi sia dovuto. Un giudice potrebbe richiedere il versamento, a titolo sanzionatorio, oltre alla buonuscita, di due mensilità (una per anno completo di lavoro). Al contrario, in fase di trattativa "interna", la cifra è legata ad un accordo tra le parti. E' corretto? La ringrazio molto, in anticipo.

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  27. Gentile dott.Censori desidero un chiarimento azienda spa dove lavoro ha effettuato licenziamenti collettivi x riduzione di personale contro la volontà delle parti sociali effettuando a dire nostro vari vizi di forma x questo siamo in fase di impugnamento....adesso deve riassumere x nuovi appalti in entrata,  è in obbligo visto che passato poco più di un mese dai licenziamento... ad assumwre ex dipendenti in ordine cronologico di uscita...ma azienda propone un nuovo contratto a tempo determinato di 4 mesi con la dicitura di NOVAZIONE questo termine non convince a tutti noi che temiamo che firmando e quindi accettando perdiamo il regresso maturato tfr e ferie maturate e non godute in particolare il diritto di rivalsa impugnazione presentato x il precedente licenziamento.n.b.noi abbiamo risposto con il nostro legale che accettiamo assunzione in attesa della delibera del giudice ma azienda insiste a firmare il contratto con il termine di NOVAZIONE.
    Grazie sempre x la cortese e sopratutto preziosa attenzione.
    Cordiali saluti.

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    1. Se vi siete rivolti a un legale, dovete attenervi a quelle che sono le sue indicazioni, senza cercare conferme altrove magari da persone che dal di fuori, quindi senza essere a conoscenza dei dettagli, possono mettervi fuori strada.-

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    2. Si certamente,desideravo possibilmente delucidazioni se firmando un nuovo contratto di novazione non posso più vantare diritti sul regresso cioe indirettamente firmo una firma di conciliazione .....

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    3. SI!
      Per la serie non si può pretendere di avere insieme "la botte piena e la moglie ubriaca", nel senso che se firmi il nuovo contratto di novazione metti fuori gioco il tuo legale, è quindi indispensabile che concordi ogni mossa con lui.-

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  28. Buongiorno,mi è stato detto dal titolare che vuole licenziarmi ma io dovrei firmare il foglio che sono consapevole e accetto il licenziamento. Il giorno dopo mi avrebbe messo in ferie ma io dal giorno stesso mi son messa in malattia e siamo a quasi 3 mesi di malattia.Il tutto dovuto dal fatto che dopo una caduta sul lavoro invece di essere in infortunio mi sono messa in malattia e ci son stata un mese. A breve prevedo il rientro in ditta , come mi consigliate di comportarmi? Io nel frattempo mi sono iscritta alla UILA pronti a fare vertenza che penso di farla da licenziata.

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    1. grazie anticipatamente

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    2. Se ti sei iscritta a un sindacato devi attenerti a quelle che sono le indicazioni dello stesso, senza cercare conferme altrove.-

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  29. Ciao vorrei un informazione ho un contratto indeterminato la mia azienda mi ha chiesto di dimettermi perché non cec molto lavoro io mi sn rifiutatto aspettando loro notizie ora il problema è che mi hanno intimatoiditornare a lavoro perché sennossarei licenziato per assenze ingiustificate. Se fosse cosi perdo ogni diritto tipo la disoccupazione ?

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    1. NO!
      Non c'è problema!
      Infatti perdi il diritto all'indennità di disoccupazione se presenti le dimissioni, invece ne hai diritto in caso di licenziamento, a prescindere dalla causale dello stesso.-

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    2. Ciao io Sn andato al patronato e mi e stato detto che nnn prendo la disocupazioned se mi licenziano per assenza ingiustificate perché ho recato danni alla azienda e vero?

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    3. NO!
      Non è vero e ti consiglio di cambiare patronato!

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  30. Salve, io dovrei rientrare domani dal mio congedo parentale, pero per gravi motivi famigliari non riesco a tornare. Per il momento mi metterò in ferie ma dovrei trovare una soluzione definitiva. E vero che se do le dimissioni, avrei diritto alla Naspi, essendo una mamma lavoratrice e che la mia bimba ha meno di 1 anno? Per la naspi, dovrei dare le solite dimissioni o fare un accordo consensuale con la mia azienda? Altra domanda, la naspi spetta anche a chi prende 12 o 24 mensilità di buonuscita? Grazie cordiali saluti

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    1. - SI! Se presenti le dimissioni entro l'anno d'età della bambina avrai diritto alla NASPI, ma le dimissioni devono essere convalidate dall'Ispettorato del lavoro.-
      - NO! Un eventuale accordo consensuale con l'azienda che preveda il pagamento di mensilità aggiuntive ti preclude il diritto alla NASPI.-

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  31. Gentile dott censori ho un contratto a tempo indeterminato presso una ditta individuale di cui sono L unica dipendente. Fino al 21 febbraio ho avuto periodo di allattamento fino cioè al compimento di un anno di mio figlio. Nel frattempo la mia titolare ha deciso di aprire una società srls e chiudere la sua ditta individuale. Non sa ancora quando avverrà questa chiusura in realtà ma entro L anno 2018. Io non ancora ricevo la lettera di licenziamento che mi hanno comunicato essere datata 1 febbraio. Presumo me la vogliano far firmare per ricevuta. Ha valore una simile comunicazione oppure è necessaria la raccomandata? Entro quanto tempo deve essere chiusa la ditta individuale affinché possano licenziarmi per chiusura attività? E io cosa posso fare per tutelarmi considerando che mio figlio ha compiuto un anno il 21 febbraio e la consulente del lavoro ha detto che per il mio contratto c è bisogno di un preavviso di 20 giorni? Grazie

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    1. Era meglio se presentavi le dimissioni entro l'anno d'età del bambino, perché avresti avuto diritto alla NASPI come se tu fossi stata licenziata.-
      A questo punto è inutile formulare ipotesi perché dipende tutto dal datore di lavoro, quindi fino a quando non ricevi la lettera di licenziamento sei in servizio e non puoi fare nulla.-
      Poi una volta ricevuta la lettera di licenziamento con indicata la data di cessazione del rapporto di lavoro, che sia previsto o no il preavviso, dopo il suddetto termine potrai presentare all'INPS la domanda di NASPI.-

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  32. Gentile Dr. Censori, a seguito di fallimento dell'azienda nella quale lavoravo da 40 anni, sono stato licenziato il 20 Ottobre 2016 e riassunto il 21 Ottobre 2016 (il giorno dopo) da una nuova azienda che ha rilevato il fallimento, lavorando effettivi 10 gg sino al 31 Ottobre. Dopodichè, essendo in congedo straordinario, ho ripreso tale congedo sino ad oggi; l'azienda mi comunica (sinora solo verbalmente) che ha intenzione di inviarmi un preavviso di licenziamento, in quanto il servizio nel quale prestavo servizio è stato soppresso (peraltro vero). La mia domanda è: ho diritto alla Naspi non avendo con codesta nuova azienda i requisiti che la soddisfano? Intendo le tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, e i trenta giorni di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio della disoccupazione. O per soddisfare tali requisiti si ricorre anche al periodo relativo all'azienda fallita? Grazie se vorrà darmi una delucidazione in merito.

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    1. I requisiti delle 13 settimane e dei 30 giorni di lavoro effettivo, per il diritto alla NASPI, decorrono andando a ritroso dalla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro.-

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  33. Gentile dott.Censori,sono la signora Lia,il datore di lavoro che le aveva chiesto un consiglio. Le vogli raccontare come ho chiuso la mia vicenda.Mi avevano chiesto 4 mesi comprensivi di stipendio e tredicesima per un totale di circa 9 mila euro e 3 mila euro per l'avvocato. Ho chiuso come le avevo anticipato:ho offerto 3 mila euro e pagamento dell'avvocato. Quello che mi ha meravigliat(ma sono cose che non mi riguardano) è l'aver saputo che l'operaio alla fine riceveranno 1500euro in quanto dovrà dare 1500 all'avvocato che così ha percepito un bel gruzzolo. A me resta solo l'amaro di aver dovuto pagare un qualcosa che ho percepIto come una costrizione (non voglio usare il termine ricatto).La ringrazio per avermi ascoltato e consigliato.Buon lavori.

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    1. Ciao Lia!
      Purtroppo quando si ricorre alle vie legali chi ci guadagna sono solo gli avvocati, quindi bisognerebbe ricorrere alle vie legali solo quando non c'è alcuna possibilità di risolvere bonariamente le controversie, e quello che ci racconti sta a dimostrarlo.-

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  34. Buon giorno dottor Censori vorrei che mi desse un porere sul mio problema che le espongo:sono stato licenziato il 24/10/2017 con giusta cousa e detta del mio ex datore di lavoro la motivazione è stata perche non ho comunicato il nr.di protocollo verbalmente ad esso (nell arco dei 2 anni a tempo indeterminato e 1 con contratto a tempo determinato e poi traformato.
    impugnato licenziamento tramite sindacato mi dicono che al massimo mi spettano due mensilità al massimo tre e il resto delle mie spettanze (t.f.r. e bla bla bla...)andando per via bonaria .
    La mia domanda è:devo accettare o devo andare tramite legale davanti a un giudice? perché io vorrei essere reintagrato .
    E se cosi fosse avrei qualche possibilità !!

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  35. buon giorno di nuovo dottore chiedo venia
    ma vorrei fare una piccola correzione nella lettera scritta pocanzi dove menziono che non ho comunicato il nr di protocollo che nel periodo in cui ho lavorato per loro non mi é stato mai richiesto .
    Chiedo ancora scusa e nell attesa di una risposta di nuovo buona girnata

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    1. Ti consiglio di accettare la proposta che ti viene fatta!
      Fare causa significa infatti tempi lunghi e spese al momento non quantificabili, perché se perdi la causa potresti essere chiamato a pagare anche le spese processuali.-

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    2. la ringrazio per il consigli dottor Censori anche per la velocita di risposta

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  36. Salve dottore scusate x il disturbo ho da fare una domanda...sonno stata assunta come badante conviventi contratto Determinato dal 27.11.17 al26.03.18 con una persona non autosufficiente il 30.01.18 manca la signora,ho avuto tfr,13,vacanza +15gg.previso però la lettera di cessazione non mille dano,io per la agenzia sono assente e giusto così?devo aspetere 26.03 x ricevere la dezucupazione....vi ringrazio.tati.

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    1. Se hai ricevuto il TFR, la tredicesima + 15 giorni di preavviso vuol dire che il rapporto di lavoro è cessato, quindi devi richiedere o la lettera di licenziamento o copia della comunicazione trasmessa al centro per l'impiego, per poter presentare la domanda di disoccupazione.-

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  37. Lavoro in una ditta con contratto tipo edile, l'azienda sta licenziando personale per esubero di personale, la cassa integrazione dura ormai da diversi anni. Ora mi dicono che sono tra quelle che verrà licenziata....mentre verrà salvata, usando dicono quelli dell'azienda parametri di legge, una collega pari mio grado ma con meno anni di anzianità in azienda di me. Questa persona è una RSU, è per darle più punteggio rispetto a me l'anno promossa aiutante capa.....modificandone il profilo professionale in fase di licenziamento per esubero aziendale. Vi sembra corretto, si stanno comportandova norma di legge? Lo possono fare? Grazie della risposta. Valentina

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    1. Ciao Valentina!
      Purtroppo SI!
      Se la tua collega è stata promossa ed assegnata ad altro profilo professionale ha diritto a un più alto punteggio.-

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  38. Buongiorno dott. Censori
    Scrivo per chiedere un informazione
    Lavoro presso una coop con contratto a tempo indeterminato
    Circa 2 mesi fa ho ricevuto una lettera alla quale ho fatto rispondere ad un sindacato entro i così detti 5 giorni,sono stato contattato ieri quindi dopo circa 2 mesi per presentarmi ad un colloquio con l'azienda
    Quindi la domanda adesso è: possono licenziarmi lo stesso? Grazie mille.

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    1. Non mi pare il caso di formulare ipotesi!
      Infatti hai ricevuto una lettera di richiamo alla quale hai risposto fornendo la tua versione dei fatti, quindi non ho idea di quello che potrebbero dirti.-
      Comunque se volessero licenziarti non sarebbe necessario convocarti per un colloquio, quindi ti presenterai ed ascolterai quello che avranno da dirti.-

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  39. Buonasera sera dott.Censori sono a casa in maternità facoltativa lavoro in un negozio di parrucchiera dal 2013, la mia titolare mi chiede quando finisco la maternità di licenziarmi io perché C'è poco lavoro... Ma a me non sembra giusto lei dopo l'anno della bambina può licenziarmi tranquillamente? Anche se ho un contratto parte time a tempo indeterminato o se come dice lei C'è un calo di lavoro lo deve dimostrare? Posso impugnare il licenziamento? In tal caso a cosa potrei andare incontro? La ringrazio

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    1. Dopo l'anno d'età della bambina il datore di lavoro può licenziarti per calo di lavoro.-
      Se la motivazione non sarà valida potrai impugnare il licenziamento e richiedere un risarcimento danni pari ad alcune mensilità aggiuntive.-

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    2. Come faccio a sapere se la motivazione è valida? E in caso riesco a prendere delle mensilità aggiuntive non perdo la disoccupazione?

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    3. Le opzioni possibili sono diverse, quindi è inutile formulare ipotesi!
      Se impugni il licenziamento perché non ritieni valida la motivazione, avrai comunque diritto all'indennità di disoccupazione.-

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  40. Buonasera dott. Censori,
    lo scorso mese di febbraio sono stato licenziato nell'ambito di un licenziamento collettivo. La lettera di licenziamento che ho firmato fa riferimento all'accordo (anche economico) raggiunto al MISE dall'azienda per la quale lavoravo e le rappresentanze sindacali. Nonostante tali espliciti riferimenti, nel mio caso l'azienda si è rifiutata di riconoscermi la buonuscita prevista da tale accordo in quanto ero riuscito a trovare un nuovo lavoro. In quel momento ho dovuto firmare la lettera di licenziamento per non rischiare di perdere la nuova opportunità di lavoro. Ciò premesso, posso pretendere che l'azienda mi riconosca la buonuscita prevista dall'accordo economico firmato al MISE, visto che nella lettera che ho firmato se ne fa riferimento? Grazie per una sua cortese risposta

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    1. Purtroppo NO!
      Un incentivo di carattere economico viene offerto a un lavoratore per dargli la possibilità di cercarsi con calma un nuovo lavoro, e viene quindi escluso chi lo trova subito.-

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    2. Ma questo era un incentivo economico legato ad una procedura di licenziamento collettivo non una negoziazione individuale. La lettera di licenziamento fa riferimento alla procedura prevista x legge e all'accordo siglato al mise che prevede anche la rinuncia da parte del dipendente all' indennita' di preavviso da parte dell'azienda. Nel mio caso l'indennita' di buonuscita mi e' stata riconosciuta in parte. Dalla sua risposta devo dedurre che questo accordo firmato da azienda, sindacati, ministero dello sviluppo economico etc non sia vincolante per l'azienda?

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    3. L'accordo è vincolante, ma in questo caso tu sei un'eccezione, quindi l'azienda non è obbligata a rispettarlo.-

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  41. Buongiorno sono un dipendente privato con contratti a termine. Adesso mi trovo in malattia ma propio oggi é venuto il controllo e non mi ha trovato in casa.Volevo sapere se rischio oltre alla mancata retribuzione ,il licenziamento.Cordiali saluti

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    1. Purtroppo SI!
      Per quanto riguarda la mancata retribuzione provvederà d'ufficio l'INPS, mentre per quanto riguarda un eventuale licenziamento, è a discrezione del datore di lavoro.-
      Ovviamente se il controllo è avvento su richiesta del datore di lavoro allora il licenziamento è scontato.-

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  42. Buonasera Dott. Censori,
    cortesemente mi può chiarire come solo Lei sa fare in maniera pratica senza tutti i calcoli che si devono fare quando dura massimo la naspi alcuni dicono 18 mesi altri 2 due anni chi ha ragione?
    Grazie mille un cordiale saluto

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    1. La normativa prevede che la durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, tolti i periodi già utilizzati per altre indennità, quindi al massimo 2 anni se negli ultimi 4 anni si è lavorato sempre.-

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    2. Grazie gentilissimo come sempre un cordiale saluto

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  43. buonasera
    lavoro in una grande azienda del commercio dopo 16 anni il negozio chiude e ci trasferiscono a 300 km di distanza da casa , mutuo e figli .
    non ho accettato e dal 16 aprile non mi sono presentata
    il 26/4 mi è arrivata la lettera di contestazione disciplinare per mancata presentazione sul luogo di lavoro cui con ufficio vertenze ho riposto ma il gg 10/5 mi è arrivata la lettera di licenziamento per giusta causa datata il gg 9/05 con licenziamento datato 26/4.
    2 domande : perché giusta causa e non motivo oggettivo?
    perche il 26/4 e non il gg della data della raccomandata (9/05/2018)?
    cosi perdo parecchi giorni di naspi.
    la ringrazio anticipatamente
    Cordiali saluti

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    1. - Giusta causa perché il rifiuto al trasferimento andava comunicato per iscritto, quindi non avendolo fatto la tua era un'assenza ingiustificata.-
      - L'assenza ingiustificata prevede il licenziamento immediato, e comunque il licenziamento per giusta causa comporta un mese di penalizzazione ai fini della decorrenza della NASPI.-

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  44. Buongiorno Dott. Censori,
    sono stato licenziato il 17/05/2018 dalla mia azienda senza preavviso, so che mi spetta un indennità per mancato preavviso pari a 15gg lavorativi.
    Oltre all'indennità di mancato preavviso, a livello economico, l'azienda cosa deve darmi?
    Per quanto riguarda l'ultimo stipendio che devo percepire invece vorrei sapere se l'azienda deve corrispondermi un importo pari a quello dei giorni lavorati fino al 17/05 o deve corrispondermi lo stipendio relativo all'intero mese di maggio.
    Spero di essere stato chiaro.
    Grazie in anticipo
    Cordiali saluti

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    1. - Oltre al mancato preavviso l'azienda deve darti tutte le altre competenze maturate, cioè la paga di maggio + quota 13/ma + TFR + eventuale residuo ferie/permessi.-
      - Per il mese di maggio avrai pagati i 17 giorni lavorati + l'indennità di mancato preavviso pari a 15 giorni di paga.-

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    2. Grazie Mille Dott. Censori

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  45. Esimio dottore buonasera,
    sono dipendente di un’azienda privata settore commercio con contratto di apprendistato professionalizzante (36 mesi) part time 60%, iniziato il 29/7/2014. Sono sposata, a gennaio 2016 ho avuto 2 gemelli e, avendo usufruito del congedo per maternità facoltativo e obbligatorio, il contratto è stato parimenti prorogato ed è scaduto il 10 giugno scorso. Finora il datore di lavoro non mi ha comunicato nulla per cui sto continuando a lavorare normalmente però, ad oggi, al Centro per l’impiego il contratto risulta scaduto il 10/6/2018.
    Le chiedo quindi: c’è un termine entro il quale il datore di lavoro devi assumermi con nuovo contratto e comunicarmelo? Nel caso ritenesse definitivamente concluso il rapporto di lavoro posso accedere all’indennità di disoccupazione e dovrebbe liquidarmi solo il TFR? In quest’ultima ipotesi ci sarebbero delle tutele avendo i 2 bambini anzidetti?
    La ringrazio infinitamente e la saluto cordialmente.
    Sara

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    1. Ciao Sara!
      Se il tuo contratto è scaduto il 10 giugno, e non ti è stata fatta alcuna comunicazione scritta, e tu continui a lavorare, vuol dire che il tuo contratto è stato trasformato da apprendistato professionalizzante a contratto a tempo indeterminato.-

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    2. Dottore mi perdoni,
      che al centro per l'impiego il contratto di apprendistato risulti scaduto e non trasformato a tempo indeterminato mi deve far preoccupare?
      Grazie

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    3. Ciao Sara!
      Mi sembra una situazione assurda!
      Ti consiglio quindi di chiarire la questione direttamente con il tuo datore di lavoro!

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    4. Dottore buongiorno,
      il datore di lavoro mi ha prospettato un contratto a tempo determinato sempre part time 24 ore fino a dicembre 2018. Che cosa ne pensa. Così facendo mi spetterebbe il TFR per il triennale di apprendistato?
      Grazie mille.
      Sara

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    5. Ciao Sara!
      - Penso che a questo punto è la soluzione migliore!
      - SI! Il TFR ti spetterà comunque per tutto il periodo lavorato, quindi sia da apprendista che con contratto a termine.-

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  46. Salve Dottore, chissà se anche i datori d lavoro possono usufruire degli stessi diritti dei lavoratori, ergo della sua consulenza, in un mondo ideale dovrebbe essere così....
    Mi rivolgo a Lei perché ho una madre ultra novantenne, mi ero ripromessa d accompagnarla e assisterla fino alla sua fine, purtroppo io sono una malata oncologica ed a marzo 2017 il cancro è ritornato ed ora sono invalida al 100%. Come fatto già la prima volta mi sono preoccupata d sistemare mia madre prima d tutto! La prima volta ke mi sono ammalata le ho fatto avere l'accompagnamento e questa seconda volta l'assegno x l'AF, ma poiché anche mia madre nel frattempo ha cominciato a dare segni d demenza senile ho cercato tramite la cooperativa consigliata dai servizi sociali (pagando x la selezione!) una badante convivente a tempo pieno , ovviamente rumena,perché data la mia condizione non ce la facevo da sola a fare tutto.
    La Signora rumena (ho scoperto dopo aveva problemi alla schiena!) non puliva casa e non badava a mia madre, (gli episodi c sarebbero ma dovrei scrivere un memoriale!) ma la cosa peggiore è ke voleva cambiare le abitudini d mia madre, finchė siamo arrivati a mia madre in camicia da notte sulle scale del condominio,i vicini d casa ke hanno sempre voluto bene a mia madre mi hanno subito chiamato, abitando a 30 km da mia madre ho chiamato il medico il quale è andato subito da mia madre cogliendo al volo la situazione (ke avevo già capito anche io, ma siccome avevo bisogno... preferivo "abbozzare"!
    Quando sono arrivata da mia madre entrambe si facevano le proprie ragioni, ed io ho detto alla badante che dal giorno dopo se ne stesse pure a casa sua, xké io avevo bisogno d un aiuto e non d qualcuno ke mi complicasse ciò ke mi rimane da vivere!
    La badante x tutta risposta mi ha detto ke dovevo pagarle i 15 gg d preavviso, al ke ho risposto ke le sarebbe stato dato quello che la legge stabilisce.
    Questa signora ha lavorato x mia madre dal 2 gennaio al 2 febbraio ma poiché i servizi sociali ke mi seguono durante le festività fanno le vacanze lunghe, il contratto è stato firmato e registrato all'Inps il 17gennaio. Siccome credo d.essere una persona onesta ho detto a chi faceva le buste paga ke avevo intenzione d pagare regolarmente i giorni dal 2 al 16gennaio e quindi in busta paga hanno pensato bene d scrivere 26 giorni, peccato ke il contratto parta dal 17gennaio.
    La badante ha percepito x 26 gg 949euro nette in busta e x 15 gg d preavviso sempre il patronato della cooperativa mi ha conteggiato ben euro1.021,85!!!!!
    Sono andata da tre altri patronati più l'ufficio x l'impiego e tutti mi hanno detto ke gli sembrava troppo, soprattutto il TFR, ma nessuno, ripeto nessuno mi ha voluto fare il calcolo giusto! Ora venerdì 15.06.2018 mi è arrivata l'ingiunzione d pagamento da parte dell'avvocato della badante,che mi chiede 1152,15 +,le spese legali x un ammontare d 1403,35 da saldare entro 5 gg dal ricevimento della suddetta!! A questo punto non solo non vorrei darle un centesimo ma accarezzo l'idea d chiedere io i danni alla signora e persino alla cooperativa ke me l'ha mandata dopo "accurata selezione"!!
    Cosa mi consiglia? Devo regalare i soldi ad una persona così??
    Grazie se vorrà consigliarmi x il meglio!

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    1. Il problema se non paghi é che devi anche tu rivolgerti a un avvocato ed andare in causa!
      L'esito della causa nessuno può stabilirlo in partenza, ma sicuramente ci vorranno degli anni per una sentenza, quindi se sei disposta a "combattere" devi mettere in preventivo una causa lunga e devi trovarti dei testimoni a tuo favore.-
      Presumo comunque che prima di andare in causa l'avvocato della badante ti proponga una transazione, quindi a quel punto deciderai se arrivare a un accordo per togliertela definitivamente dalle scatole o viceversa se andare in causa.-

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    2. Grazie mille e x la risposta è x la celerità della stessa!!! Anche se speravo che il licenziamento "per giusta causa" prevedesse in "automatico" la non retribuzione dei 15gg d preavviso...
      A questo punto mi pare evidente una discrepanza tra il datore d lavoro ke ha solo doveri ed il lavoratore che ha solo diritti...infatti sono certa ke l'assistenza legale alla badante sia gratuita mentre io il legale me lo devo pagare...

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    3. Purtroppo è vero!
      I sindacati tutelano i lavoratori contro gli abusi dei datori di lavoro, e danno per scontato che la loro versione dei fatti sia corretta, sta quindi al datore di lavoro, a sue spese, dimostrare il contrario.-

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  47. Buona sera vorrei chiedere un'informazione, la mia azienda mi ha licenziato x giusta causa il 15 di settembre del 2015 con un'età di 55 anni un affitto da pagare e un figlio invalido 100% ora sono trascorsi 2 anni e 9 mesi circa, posso fare denuncia al tribunale senza il reintegro ma per i danni subiti in famiglia?grazie anticipatamente.

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    1. Se sei stato licenziato per giusta causa, presumo che i danni li hai creati tu in azienda e non viceversa, quindi se la giusta causa non è stata contestata a suo tempo, ti consiglio di metterti il cuore in pace e di guardare oltre.-

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  48. salve io sono stato licenziato dalla mia ditta due anni fa per mancanza di lavoro vorrei sapere da lei se mi spettano dal mio datore di lavoro oltre alla liquidazione che mi è stata data anche 12/24 mesi lavorativi grazie

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    1. Purtroppo è un po tardi per porsi il quesito!
      Infatti la normativa prevede che si hanno 6 mesi di tempo per presentare opposizione a un licenziamento ritenuto ingiustificato.-

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  49. Buonasera dott.Censori.Ho subito un licenziamento per"giusta causa" motivi economici a dicembre. 2017.Ovviamente non è così. Non vi sono motivi economici non vi è giusta causa ma è purtroppo da dimostrare. Già da dimostrare visto che i termini scadono fine luglio.L'avvocato incaricato mi riferisce che nel primo trimestre '18 non risultano esserci dipendenti assunti questa e'per me una tattica loro.Eravamo in tre a dicembre '17.Il Mio avvocato mi chiede di fornirgli delle prove che le due persone stanno lavorando sennò in udienza perdiamo la causa, non so come fare...

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    1. Prima di intentare una causa, un avvocato dovrebbe accertarsi se ci sono i presupposti per vincerla, altrimenti fa solo spendere inutilmente dei soldi al suo assistito.-
      Nel tuo caso ho qualche dubbio sulla competenza in materia di diritto del lavoro del tuo avvocato, e purtroppo non hai alternative ma puoi solo cercare di far chiudere la causa il prima possibile e quindi con minori spese possibili.-

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  50. Buongiorno dott. Censori,
    Ho letto con molto interesse i numerosi commenti e le risposte, e desidero sottoporle anche il mio caso,ringraziandola anticipatamente.
    L'azienda per cui lavoro da 5 anni con contratto a tempo indeterminato, recentemente è stata assorbita da un gruppo più grosso, ed in questa sede ha deciso di cambiare ragione sociale passando da soc. Cooperativa a s.r.l.
    A motivo del cambio della ragione sociale ha chiesto ai suoi dipendenti di licenziarsi, con una impegnativa firmata dalla azienda a riassumerci ma senza troppe specifiche circa le condizioni del niovo contratto.
    Sono obbligato a rassegnare le dimissioni? Perché non mi licenziano loro? In caso le nuove condizioni di contratto siano peggiorativoe, posso fare qualcosa per avere almeno lo stesso trattamento economico?
    Grazie

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    1. NO!
      Non sei obbligato a rassegnare le dimissioni, anzi ti consiglio proprio di non farlo, perché quello del datore di lavoro è solo un ricatto.-
      Infatti in questi casi è la vecchia azienda che deve licenziare i lavoratori per cessazione attività, e la nuova azienda subentrante deve impegnarsi ad assumere i lavoratori rispettando per tutti le condizioni già in essere-
      Vi consiglio eventualmente di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  51. Buongiorno,
    sono stata licenziata con giustificato motivo oggettivo.
    La domanda è questa : può il datore di lavoro trattenere l'ultima busta paga?
    Ad oggi non ho ancora ricevuto lo stipendio di Giugno, oltre a tutte le spettanze reòative al licenziamento.
    Non ho ancora consegnato i benefits e il materiale, ma non a acusa mia, ma bensi a causa dell'azienda. Possono trattenere il mio stipendio per questo motivo.
    Ho già impugnato il licenziamento.
    Attendo una sua risposta

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    1. Purtroppo SI!
      Nel momento in cui tu decidi di impugnare il licenziamento, è normale che il datore di lavoro tenga in sospeso le ultime competenze maturate, in attesa o di una transazione che chiuda la vertenza, o addirittura della sentenza del giudice nel caso tu decida di andare in causa.-

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    2. Posso richiedere la sola busta all'ufficio paga?

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    3. SI!
      Puoi richiedere la sola busta paga, ma è possibile che per "dispetto" non ti venga consegnata.-

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  52. Posso trattenere i benefits fino a pagamento ultima busta?

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    1. Se non mi spieghi in cosa consistono i benefits, purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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  53. Gentilissimo Dott. Censori lavoro da circa 20 anni in una spa con contratto metalmeccanico.
    L'azienda vuole rinnovarsi e sta chiedendo ad alcuni di noi e presto anche a me le dimissioni volontarie dietro remunerazione. Secondo Lei visto i miei 20 anni in azienda fino a quanto potrei chiedere di buona uscita ?
    Grazie un cordiale saluto

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    1. Presentare le dimissioni volontarie ha senso solo se si ha un altro lavoro in vista, altrimenti è meglio farsi licenziare, magari con un accordo sindacale, che ti consentirebbe di avere fino a 2 anni di indennità di disoccupazione (NASPI).-
      Questo per dirti che dovresti richiedere almeno 2 anni di paga, e avrebbe poco senso anche per l'azienda che licenziandoti potrebbe spendere molto meno.-

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  54. Buongiorno signor Censori le volevo esporre il mio problema. Lavoro da circa 10 anni in una azienda privata e adesso ho chiesto un aspettativa non retribuita per gravi motivi familiari. Da poco ho avuto una proposta di lavoro in Germania. Posso iniziare il rapporto di lavoro in Germania conservando il mio posto in Italia nel caso dovesse andare male o devo comunque dare le dimissioni per poter iniziare un altro rapporto di lavoro all'estero? Cosa rischio?

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    1. Devi comunque dare le dimissioni per poter iniziare un altro rapporto di lavoro, sia in Italia che all'estero.-

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  55. Grazie Dottor Censori per la sua risposta le volevo soltanto chiedere un'altra cosa. Nella possibilità di riuscire a firmare il contratto in Germania e iniziare a lavorare nonostante sia in aspettativa quale rischio mi comporta se il datore di lavoro viene a sapere che ho stipulato un altro contratto, ma soprattutto posso comunque firmare e iniziare a lavorare o ci sta qualche impedimento a livello degli organi di controllo e previdenza tra i due paesi. La ringrazio molto per la sua pazienza disponibilità.

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    1. Evidentemente non sono stato abbastanza chiaro!
      La normativa prevede che prima di iniziare un nuovo rapporto di lavoro bisogna chiudere quello vecchio, perché non si può essere dipendenti contemporaneamente di due aziende diverse, a meno che non si tratti di due part-time di 20 ore settimanali ciascuno.-
      Nel caso di mancato rispetto della normativa, tra l'altro, l'azienda attuale potrebbe farti causa per "truffa", vista la "falsa" motivazione della richiesta dell'aspettativa, e richiederti un risarcimento danni.-

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  56. Dott. Censori buongiorno
    Grazie del servizio offerto.
    Volevo porle alcune domande:
    1. Ho lasciato il mio lavoro per problemi con il datore di lavoro.
    2. Dopo un accesa discussione sembra che lui mi voglia licenziare
    3. Non ho nessun rapporto con il mio datore di lavoro lavoro non voglio sporgere denuncia come farò a sapere se mi hanno licenziato dato che immagino che non mi verrà nemmeno comunicato?
    4. Successivamente all'accertamento del licenziamento anche se per giustificato motivo vorrei chiedere disoccupazione posso?

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    1. Aggiungo inoltre di non aver dato dimissioni telematiche e di non volerle fare nella speranza del licenziamento e che ad oggi ho dismesso l'attività lavorativa

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    2. Presumo che verrai licenziato, ma i tempi in questi casi li decide il datore di lavoro, quindi per avere informazioni più precise o contatti l'azienda o aspetti che si decida a licenziarti magari per assenze ingiustificate, e solo dopo potrai richiedere la NASPI.-
      L'unico problema è che la domanda di NASPI va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi prima che scadano i termini dovresti verificare al Centro per l'Impiego quella che risulta.-

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  57. buongiorno avvocato a mia moglie non e' stato rinnovato il contratto di lavoro alla scadenza del precedente'perche' e' subentrata una nuova azienda nella gestione della ristorazione alberghiera,che non ha voluto prolungare il rapporto.
    La domanda e':circolando voci su un probabile fallimento dell'azienda precedente, come puo' fare mia moglie a recuperare tfr,ferie e permessi in sospeso,nonche' 2 mensilita' arretrate e mai pagate?
    Essendo il ristorante di albergo, cessione di ramo d'azienda deve l'albergo eventualmente rispondere in solido?
    grazie per una sua delucidazione
    daniele monaco

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    1. Ciao Daniele!
      Tua moglie deve o aprire una vertenza sindacale o intentare una causa al suo ex datore di lavoro per il recupero delle sue competenze maturate, e non ha titolo per rivolgersi alla nuova azienda subentrata.-
      In caso di fallimento provvederà il fondo di garanzia dell'INPS a provvedere al pagamento del TFR e delle ultime 2 mensilità arretrate, escluse ferie e permessi non recuperabili.-

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  58. grazie avvocato se l'azienda non risponde alle nostre rimostranze ,
    ci si puo' rivalere sull'hotel che avendo ceduto il ramo d'azienda
    risponderebbe in solido?
    grazie ancora
    daniele monaco

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  59. Buongiorno,
    Avevo precedentemente scritto un commento ma credo non fosse andato a buon fine.
    In questo evidenziavo il fatto che sono una dipendente indeterminato 3 livello con contratto commercio.
    Dopo una malattia legata ad una perdita affettiva non sono piu rientrata a lavoro dal 26/08.in questo momento sto male e non ne voglio sapere di colleghi lamentarsi per essere sfruttati ne delle continue esigenze da parte del datore di lavoro senza nemmeno essere retribuiti correttamente..non rientrero' piu non ho le forze.vorrei pensare solo a stare meglio fisicamente ed emotivamente.
    Volevo domandare se a livello legale solo per la mia assenza puo farmi una causa il mio datore di lavoro o l'inps?
    So che sto sbagliando io in questo momento e che paghero' con i miei soldi ma non m'importa.
    Quanti giorni per legge sono per licenziare una persona?
    Saluti e grazie

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  60. volevo aggiungere che ad oggi non ho ricevuto alcuna comunicazione ne telefonata.

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    1. Se non sei intenzionata a rientrare più in servizio, puoi presentare le dimissioni, in caso contrario l'azienda quando lo riterrà opportuno, provvederà a licenziarti per prolungate assenze ingiustificate.-

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    2. Grazie,ho provato a conttatarli per parlare del mio disagio senza risposte.
      Dopo quanti giorni di assenz possono licenziarmi?
      Possono farmi causa per questo?

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    3. Evidentemente non sono stato abbastanza chiaro!
      Se presenti le dimissioni sei tu che decidi i termini, mentre se aspetti il licenziamento è il datore di lavoro che li decide, quindi se vuole farti un dispetto può lasciare tutto in sospeso per mesi, ovviamente senza paga e senza contributi, come periodo di aspettativa non retribuita.-

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  61. Buongiorno,il mio datore di lavoro mi ha più volte incoraggiato a dare le dimissioni.Dopo 9 anni ho deciso di non presentarmi più al lavoro ma il mio capo dice che non mi licenzierà mai e che devo essere io a dare le DIMISSIONI.La mia domanda è perciò se può tenermi in questo"limbo"senza retribuzione è senza licenziarmi a oltranza. Grazie

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    1. Purtroppo SI!
      Se non sei intenzionato a rientrare più in servizio, puoi presentare le dimissioni, in caso contrario l'azienda quando lo riterrà opportuno, provvederà a licenziarti per prolungate assenze ingiustificate, e nel frattempo risulterai in aspettativa non retribuita.-

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  62. Gentilissimo Dottor Censori.
    Visto la sua cordiale risposta in merito alla mia dimissione,laddove non volessi piu rientrare a lavorare.
    Oggi mi sono recata al ufficio di collocamento e per loro risulto licenziata dalla mia attuale ditta nel 2016.io non sono mai stata licenziata da loro e, fino a luglio 2018,continuo a percepire stipendio e busta paga.i contributi fino al 6/2018.
    Ripeto,risulto assente dal 26/08 dal lavoro devo aspettarmi il loro licenziamento oppure meglio dimettermi in questa situazione.
    E non rispondono alle telefonate.
    Ho paura che mi creino ulteriori danni oltre gia quelli fisici (intervento) e morali (non hanno mai risposto in precedenza alle mie mail).
    Saluti

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    1. Se presenti le dimissioni sei tu che decidi i termini, mentre se aspetti il licenziamento è il datore di lavoro che li decide, quindi se vuole farti un dispetto può lasciare tutto in sospeso per mesi, ovviamente senza paga e senza contributi, come periodo di aspettativa non retribuita.-

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    2. La ringrazio per la sua disponibilita'.Ho presentato le mie dimissioni questa mattina.
      Perdero' i miei soldi del tfr accumulati in questi anni per la mia assenza o per il mancato preavviso?
      Saluti

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    3. Perderai il mancato preavviso, cioè tanti giorni di paga quanti erano i giorni di preavviso previsti dal tuo contratto.-

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  63. Salve dott. Censori, l’azienda dove lavoro da 5 anni, al rientro da una malattia di quasi tre mesi, mi ha comunicato che verrò trasferìto in un’altra sede, vicino a casa, ma io per motivi personali non accetto, cosa succede se non mi presento?? grazie mille

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    1. Se non ti presenti alla nuova sede di lavoro presumo che verrai licenziato per assenze ingiustificate.-

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