domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Salve Dott. Censori,
    una considerazione sono stati ritirati i licenziamenti circa 3000 dei lavoratori della società Almaviva, per carità è una cosa positiva! Ma, secondo me si sta creando un divario tra lavoratori di serie A e serie B, il governo/ministero del lavoro infatti per alcune società più potenti con agganci politici ecc.. si impegna fino a trovare una soluzione per salvaguardare il tutto, mentre per altre società meno note non fa nulla...!
    Cordiali saluti

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  2. Gentile Dott. Censori,
    sono stata licenziata nel 2012 e mandata in mobilità.
    A seguito di una lunga battaglia, dopo 4 anni, ho ottenuto la reintegra sul posto di lavoro.
    La mia azienda ha pensato bene di trasferirmi a quasi 100 Km dalla mia città per motivi tecnici ed organizzativi...
    Ora dovremmo avere un incontro dove devo fare le mie richieste per lasciare definitivamente il mio posto di lavoro.
    Qual è il massimo che posso chiedere oltre che ferie arretrate, stipendi arretrati a cui il giudice ha decurtato l'aliunde perceptum sia dei lavori dipendenti che ho svolto, sia l'indennità di mobilità che ho percepito (il che non mi sembra giusto in quanto l'INPS me ne farà richiesta di restituzione).

    La ringrazio anticipatamente
    Simona

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    1. Buongiorno Dott. Censori,
      cercherò di spiegarmi meglio.
      Dopo l'impugnazione del licenziamento ho vinto la causa ottenendo la reintegra sul posto di lavoro con tutte le condizioni che avevo prima del licenziamento (quindi anche la stessa sede dove lavoravo prima).
      La mia azienda a seguito della sentenza mi ha trasferito definitivamente in una sede a quasi 100 Km da casa mia per motivi tecnici ed organizzativi.
      Ho deciso pertanto di rinunciare al mio posto di lavoro dietro compenso e di accordarmi con loro per concordare la cifra.
      Volevo sapere qual è il massimo che posso chiedere. C'è una legge che non mi permette di chiedere più di un tot o è a discrezione dell'azienda fare una proposta e di conseguenza io fare la mia?

      Grazie ancora

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    2. Ciao Simona!
      La legge in questi casi non prevede ne un importo massimo ne un importo minimo e il tutto è quindi legato alla libera trattativa tra le parti.-
      Ovviamente se non si raggiunge un accordo si va ancora in causa e sarà quindi il giudice a stabilire l'entità del compenso.-

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  3. Se sono stata licenziata dopo 6 messi mi puo assumere un altra volta lo stesso datore de lavoro

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    1. SI!
      Se il datore di lavoro vuole riassumerti può farlo, anche se sei già stata licenziata 6 mesi fa dallo stesso datore di lavoro.-

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  4. Buongiorno sono stato licenziato per giustificato motivo oggettivo il 31/05/2016 sto tuttora lavorando in quanto sotto preavviso di tre mesi finisco il 31/08/2016 i 60 giorni per impugnare il preavviso da quando partono??

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    1. Prima di intraprendere l’azione giudiziale la legge prevede che il licenziamento debba essere impugnato stragiudizialmente per iscritto (raccomandata A.R o a mano, telegramma…) entro il termine di 60 gg.
      Trattasi di un termine previsto a pena di decadenza decorrente dalla data di comunicazione del licenziamento.-

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  5. Buongiorno,

    mia moglie è da 8 anni "socio lavoratore" di una società cooperativa con mansione di facchinaggio. La cooperativa ha cambiato diverse volte ragione sociale in questi anni.

    Con mia moglie stiamo pianificando un periodo di trasferta in altra località per un alcuni mesi. Mia moglie ha chiesto un periodo di aspettativa non retribuita (per preservare il posto di lavoro) ma il datore di lavoro non la vuole concedere e "invita" alle dimissioni volontarie.

    La cooperativa a fine giugno cambierà nuovamente denominazione sociale. La cooperativa provvederà al licenziamento e alla contestuale riassunzione dei dipendenti e i vari aspetti contrattuali (anzianità di servizio, tfr) etc verranno preservati.

    Vengo ai quesiti:

    1) è corretto che il datore di lavoro non conceda il periodo di aspettativa (non retribuita)?

    2) è possibile usufruire dell'indennità di disoccupazione qualora mia moglie decidesse di non firmare la riassunzione al cambio di ragione sociale?

    Grazie

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    1. - Purtroppo SI! Il datore di lavoro per legge non è obbligato a concedere al lavoratore un periodo di aspettativa non retribuita, quindi può rifiutarsi di concederla.-
      - Purtroppo NO! Si ha diritto all'indennità di disoccupazione se si viene licenziati, ma se c'è l'impegno di assunzione da parte di una nuova cooperativa non si può rifiutare l'offerta.-

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  6. Buonasera Avvocato,

    lavoro per una società informatica di oltre 200 dipendenti, da oltre dieci anni, ho contratto metalmeccanico a tempo indeterminato.

    Ultimamente questa società mi sta mettendo molto in difficoltà assegnandomi ad attività per le quali

    non riesco a raggiungere gli obbiettivi a me assegnati.

    Infatti l'azienda mi ha fatto notare con schede di valutazione che sono insufficente, inoltre anche il cliente da cui

    mi ha mandato a lavorare ha manifestato ovviamente il suo malcontento per il mio lavoro.


    Volevo sapere se l'azienda può licenziarmi diciamo anche domani per esempio, appoggiandosi sugli scarsi risultati ottenuti da me sul lavoro?

    In attesa di una sua cortese risposta, la saluto cordialmente

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    1. NO!
      L'azienda non può licenziarti per il mancato raggiungimento degli obietti aziendali, quindi se verrai licenziato potrai impugnare il licenziamento.-

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    2. Grazie sempre gentilissimo!

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  7. Salve dottore le spiego il mio problema lavoro in una azienda da 20 anno ho fatto una settimana di malattia e al mio ritorno sono stato cacciato


    Io da allora non mi sono più presentato al lavoro e non intendo tornarci ho ricevuto tre lettere di assenza ingiustificata ormai son passati circa due mesi quanto tempo dovrò ancora aspettare x ricevere il licenziento e il TFR e se ho diritto anche a qualcosa d altro tipo buona uscita x anzianità..eravamo in 5 dipendenti grazie

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    1. Ciao Alessio!
      Purtroppo il Tuo datore di lavoro può decidere di licenziarti quando vuole, in quanto nel frattempo sei sospeso, quindi non ti verrà corrisposta alcuna retribuzione, Ti consiglio pertanto di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  8. Buonasera Avvocato,
    Lavoro dal 2014 per una srl,come addetta vendita con 4 livello. Il mio datore di lavoro ha venduto il punto vendita situato a Napoli e mi ha dato il trasferimento a Firenze con lo stesso contratto,a 30 ore,quindi 1000€ mensili(da precisare che la vendita è avvenuta prima di comunicare il trasferimento).Mi è stato consigliato di rifiutare il trasferimento e di chiedere un bonus di buonuscita oltre al tfr . In cosa consiste questo bonus di buonuscita e in che modo viene quantificato?
    La ringrazio anticipatamente in attesa di risposta

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    1. Tu puoi richiedere quello che vuoi, ma dipende dal Tuo datore di lavoro se è disposto ad aggiungere dalle 3 alle 6 mensilità alle spettanze maturate, per evitare una vertenza da parte Tua.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    1. Ciao Fabio!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  10. Buongiorno,
    Le rappresento di seguito la mia situazione:
    sono dipendente di uno studio legale da 8 anni con contratto a tempo indeterminato part-time (6 ore lavorative).
    Nel 2015 sono rimasta a casa in maternità e, dopo varie contraddizioni e diritti non concessi da parte del mio datore di lavoro (es. volevo tenere due mesi di maternità facoltativa e mi ha obbligato a fare tutti mesi, ho chiesto le ore di allattamento non mi sono state concesse....)sono rientrata in ufficio.
    Durante la mia assenza è stata assunta una persona come mia sostituta con contratto per l'appunto in sostituzione maternità.I contratto prevedeva che al mio rientro il suo rapporto di lavoro sarebbe cessato, così non è stato, la persona è stata assunta a tempo indeterminato ancora quando io ero a casa in maternità e al mio rientro lei ha continuato a svolgere le mie mansioni e io scusi il termine ma me lo passi sono "tappabuchi" quando servo bene, altrimenti se non cè niente da fare nulla....
    Detto ciò la mia domanda è: il mio datore di lavoro può decidere di licenziarmi quando vuole giustificando il fatto che due impiegata sono troppe o che io faccio 6 ore e non sono sufficienti oppure dovrebbe chieder prima a me se voglio fare 8 ore in quanto sono da maggiore tempo dipendente, come mi devo comportare?
    La ringrazio e saluto Cordialmente

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    1. NO!
      Il Tuo datore di lavoro non può decidere di licenziarti quando vuole, e in caso di esubero di personale deve licenziare l'ultima persona assunta.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  11. Salve,
    sono dipendente a tempo indeterminato di una società di servizi e svolgo la mia attività dal cliente in appalto.
    Siamo in 4 a svolgere la stessa mansione a si parla forse che al prossimo appalto potrebbe esserci una figura in meno,in che modo la mia società potrà effettuare il licenziamento di una risorsa?lavoriamo da anni nella stessa sede,ma da due anni con questa società in quanto in ogni appalto chi vince ci riassorbe.
    Di noi solo uno è single con nessuno a carico,uno single con figlia a carico,uno con figlio a carico ma sposato con moglie impiegata ed un altro sposato con due figli di cui uno maggiorenne ma con problemi di disabilità..come e chi potrà rischiare il licenziamento?grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Nel tuo caso rischia il licenziamento il single.-

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  12. salve,

    ho un contratto di apprendistato, ho avuto discussione con il mio capo e vorrei essere licenziato, non mi sono più presentato al lavoro ma non ho ricevuto nessuna lettera, anzi la moglie del capo mi ha chiamato chiedendomi di dare le dimissioni che se no dovevano pagare dei soldi per licenziarmi.
    Come mi devo muovere?

    distinti saluti

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    1. Puoi comunicare al tuo datore di lavoro che non intendi presentarti più al lavoro e non intendi dare le dimissioni, e che quindi possono licenziarti per assenza ingiustificata senza incorrere in penali.-

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    2. salve,

      nel frattempo anche se non vado a lavoro devo essere retribuito giusto?

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    3. NO!
      Se non vai al lavoro e non hai un residuo ferie o permessi da utilizzare, vieni considerato in aspettativa non retribuita, cioè il rapporto di lavoro rimane aperto ma senza paga.-

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  13. Salve, ho bisogno di un'informazione perché ho sentito troppi pareri discordanti.
    Il 14 ho ricevuto la lettera di preavviso al licenziamento per cessata attività al 30/09.
    Avendo dei grossi problemi di scoliosi e non avendo mai usufruito della mutua in 13 anni di lavoro, vorrei farlo ora. Posso farlo o rischioche mi venga trattenuto qlcs sullo stipendio e sul tfr ? E un'altra cosa : i giorni di preavviso si contano dal 16 del mese, da quando ricevo la comunicazione o da quando la spediscono ?
    Io sono addetta vendite 5livello CCNL Commercio a t.indeterminato.
    Grazie molte. Amanda.

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    1. Ciao Amanda!
      - NO! Con un licenziamento per cessazione attività in caso di malattia non corri alcun rischio di trattenute ne sullo stipendio ne sul TFR.-
      - DECORRENZA DEL PREAVVISO:
      Il periodo di preavviso decorre dal momento in cui perviene alla controparte la comunicazione del recesso.
      Il momento in cui la controparte viene a conoscenza del recesso o è posta in condizione di venirne a conoscenza, rappresenta il momento a partire dal quale comincia a decorrere il periodo di preavviso.-

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  14. Molte grazie, la prima risposta chiara ed esauriente che ricevo.
    Approfitto a chiederle ancora una cosa...una mail è valida come preavviso di licenziamento?

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    1. Ciao Amanda!
      SI!
      Se l'azienda può dimostrare tramite notifica conferma lettura, che Tu hai ricevuto la mail, la mail è valida come preavviso di licenziamento.-

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  15. Buonasera,mi sono trovata con licenzamento a tronco ,poso fare domanda per dezocupazione ,grazie

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    1. Ciao Elena!
      SI!
      Si ha diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI), anche se si è licenziati in tronco, ovviamente se si ha almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni e almeno 30 giornate di lavoro effettivo nell'ultimo anno.-

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  16. Buongiorno, sono ancora Amanda... ieri ho scoperto vhe dove lavoravo hanno cessato l'attività al 30 settembre con la sola intenzione di licenziare me e altre ragazze.
    Ne è la prova il fatto che a tutt'oggi il negozio è aperto e funzionante. La sede è sempre la stessa, la merce è sempre la stessa, due mie ex colleghe sono ancora lì, il mio ex titolare è ancora presente in negozio.
    L'unica differenza è che invece di chiamarsi Pinco Pallo srl ora si chiama Micio Micio srl (nome di fantasia).
    Hanno cambiato la ragione sociale.
    È legittimo il loro licenziamento?

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    1. Ciao Amanda!
      Purtroppo SI!
      Il cambio di ragione sociale per legge significa un cambio di proprietà, quindi anche se apparentemente il titolare è lo stesso in pratica svolge le sue mansioni per conto di qualcun altro.-
      Se poi si tratta invece solo di un prestanome, allora il discorso è diverso, ma non credo che non sia facile poterlo dimostrare.-

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  17. Dott. Censori,
    l'azienda per cui lavoro una spa circa 200 dipendenti con contratto metalmeccanico
    sta convocando in questo periodo alcuni miei colleghi.
    Praticamente a quanto mi dicono quest'ultimi l'azienda gli sta
    comunicando che per loro non c'e' più posto non sa dove metterli
    per il loro skill non c'e' nessuna mansione disponibile nel breve/medio/lungotermine e quindi gli sta offrendo la possibilità di andare via con incentivi oppure saranno costretti al licenziamento per causa oggettiva!!!
    Le chiedo se l'azienda lo puo' fare, la maggior parte sono colleghi con oltre 10 anni di lavoro.
    Le faccio presente che l'azienda circa un anno fà ha chiuso la cassa integrazione straordinaria grazie alla quale si è liberata di parecchia gente
    ma sembra che ancora non gli basta...
    Il sindacato è presente in azienda (è una sola sigla e non è la CGIL), ma è totalmente succube e non sta dalla parte dei lavoratori per tante cose
    che ha fatto che non gli sto qui a raccontare.

    Dott. Censori che devo fare qualora venissi convocato anch'io
    (cosa molto probabile, visto che sono stato messo in cigs 3 mesi e puoi mi hanno richiamato al lavoro)
    e mi proponesserò un cosa del genere Le chiedo un consiglio!
    Grazie mille un saluto

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    1. Trovo piuttosto strano che in un'azienda di 200 dipendenti non ci sia un sindacato rappresentativo dei lavoratori, e questo significa che i lavoratori divisi e presi singolarmente non hanno alcun potere contrattuale.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti comunque, anche se da solo, alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  18. buona sera avvocato censori.mi chiamo ivana.lavoro con delle ditte di pulizie. e da circa 12 anni sono al centro per l impiego di trapani,cambiano la ditte ogni 3 anni, ma il personale che pulisce rimane avendo un contratto nazionale a tempo indeterminato.oggi dopo un anno e mezzo dalla nuova gara la regione sicilia per causa che non ha fondi decide di recedere il contratto.tutto apposto per la regione che non ha penalità da pagare visto che lo stesso datore decide di recedere perché a sua volta manco lui ha mai ricevuto un centesimo,e di conseguenza manco penale per lui.la penale la paghiamo io e la collega che per sopravivere dobbiamo fare più uffici sempre pubblici ma con altri datori di lavoro per un totale di 4 ore giornaliere tra cui 2 ore e mezzo solo per la regione.ora il sindacato ci dice che stanno cercando di trovare un accordo tra direttore del ufficio provinciale del lavoro e il datore di lavoro con una riduzione di orario che può passare da 2 ore 30,a 1 ora per 3 piani.o prendere la disoccupazione.un consiglio cosa ci conviene fare per conservare la speranza di una nuova gara di appalto che si terra non prima di 4 5 mesi e rientrare noi a lavorare accettare la riduzione di orario?
    o prendere la disoccupazione?

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    1. Ciao Ivana!
      Purtroppo non conoscendo la realtà locale non posso entrare nel merito della questione, quindi solo il sindacato che che vi sta seguendo può consigliarvi al meglio sul da farsi ed assistervi per tutto l'iter burocratico necessario.-

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  19. Il mio datore di lavoro mi ha licenziato verbalmente dopo una enesima litigata e poi mi ha detto che so no stato licenziato per assenteismo .Era ovvio che non potevamo poi lavorare insieme. Sicome non mi a dato t.r.f. e si rifiuta a consegnarmi lettera di licenziamento so no a dato da un sindacato per aiutarmi ad a here il mio doctor cioe il t.r.f..La mia domanda e se devo anche licenziamento visto che non possiamo poi lavorare insieme? Grazie .

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  20. Scuze per come ho scrito .Domanda era se devo impugnare licenziamento oltre chiedere t.r.f. ?

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    1. Ciao Marco!
      Per richiedere il TFR devi prima ricevere la lettera di licenziamento, in mancanza della quale devi rivolgerti al Centro per l'impiego della Tua zona di residenza per verificare se è stata effettuata la relativa comunicazione, altrimenti vuol dire che sei ancora in servizio.-

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  21. chiara morandin17 ottobre 2016 13:11

    Buongiorno DottCensori,le spiego in breve:
    ho firmato un contratto di 1 anno in un ente pubblico (casa riposo,sono infermiera).Dopo 6 mesi mi hanno licenziata con la motivazione che "vi era carenza di ospiti quindi meno necessità di personale".In realtà dopo poco hanno sostituito i tempi determinati con personale di una cooperativa.Ho sentito già un avvocato ho anche impugnato il contratto ma ora mi dice che è inutile fare causa che io nel frattempo ho trovato comunque un altro lavoro quindi di fatto danno non vi è stato. Vero però io con la promessa di 1 anno intero di contratto ho lasciato un posto più vicino casa con orari migliori e paga più alta che di fatto prevedeva un contratto di 6 mesi cosa che alla fine ho ottenuto nel posto nuovo al posto dei 12 promessi.Quindi noi lavoratori a tempo determinato possiamo essere presi e mollati così,senza nessuna garanzia?A che serve firmare un contratto?
    Cordialmente,
    Chiara Morandin

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    Risposte
    1. Ciao Chiara!
      In effetti con un contratto a termine le parti si impegnano reciprocamente fino alla scadenza, quindi in caso di licenziamento anticipato il lavoratore può richiedere un risarcimento danni per il mancato rispetto delle condizioni contrattuali.-

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    2. chiara morandin18 ottobre 2016 22:39

      Potevo quindi chiedere i 6 mesi di stipendio non recepiti,anche se nel frattempo grazie al cielo ho trovato un altro impiego?Parlo al passato perché ormai i termini per un'azione legale sono scaduti...

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    3. Ciao Chiara!
      Potevi richiedere i 6 mesi di stipendio non percepiti, per metterti poi d'accordo magari sulla metà, ma oramai è inutile pensarci.-

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    4. chiara morandin20 ottobre 2016 00:03

      Grazie.Purtroppo queste cose non le sapevo (mi ero rivolta ad un professionista apposta...).

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    5. Ciao Chiara!
      Pazienza!
      A questo punto è inutile pensarci!

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  22. buongiorno Censori,inanzitutto complimenti per il suo blog molto interessante,le spiego che mi sta succedendo,dove lavoro da 16 anni il titolare mi dice da prox settimana sei in cig,ok dico la crisi invernale c'e'portiamo pazienza.leggendo su internet le nuove regole per la richiesta di cig dicono che si deve coinvolgere anche i sindacati,il mio non sa nulla e nemmeno l'altro sindacato,ok dico chiediamo all'inps col nuovo servizio online e nemmeno a loro risulta la richiesta della cig.telefono alla ditta e mi dicono che non si sa bene cosa o chi ma la cassa e'concessa.siamo in cassa da una settimana ma non dovrebbe gia' risultare la richiesta da qualche parte? secondo lei che bevo fare? la ringrazio.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Il discorso non mi quadra!
      Infatti il datore di lavoro per poter richiedere la cassa integrazione ha bisogno del consenso sindacale, quindi il datore di lavoro deve dirti quale sindacato ha sottoscritto la domanda, e devi rivolgerti al Tuo sindacato che deve verificare il tutto.-
      E' inutile chiamare i call center dell'INPS perché non riescono a visualizzare i dati fino a quanto la pratica non viene attivata.-

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    2. buongiorno Censori,la aggiorno sul fatto:richiamo la titolare e mi spiega che la richiesta deve essere fatta entro 15 giorni da quando inizia CIG,in effetti e' come dice lei...comunque il solo fatto di nominare inps i titolari si infastidiscono,sara' perche' vi e' un abuso? secondo lei in tal caso come mi devo comportare?grazie ancora.

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    3. Ciao Luca!
      Purtroppo da solo non arrivi da nessuna parte, quindi o richiedi un'assistenza sindacale o ti attieni a quello che ti dice la titolare, in quanto non vedo altre alternative.-

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  23. Salve è da un mese che mia moglie e stata licenziata ovviamente dopo una maternità il datore di lavoro decide di licenziarla la sua causa è stata crisi aziendale ( dipende parrucchiera) a oggi non mi è stato ancora pagato il TFR quali sono i tempi da rispettare

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    1. Ciao Vincenzo!
      La normativa prevede che il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  24. Buonasera.. Volevo un'informazione.. Mi sono licenziata un mese fa per giusta causa, ma la mia ex titolare trova sempre scuse per non darmi l'ultimo stipendio.. Volevo sapere quanto tempo ha per darmelo.. Io lavoro nel settore della ristorazione..

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    1. Ciao Laura!
      Il licenziamento per giusta causa va dimostrato, spero quindi che ti sia rivolta a un sindacato, perché la motivazione può essere contestata dal datore di lavoro, con conseguente prolungamento dei tempi, quindi solo il sindacato o un avvocato può far accelerare i tempi di liquidazione delle tue competenze.-

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  25. ciao sono un disabile riconoscuto a 50 % .Lavoro in una azienda da 13 anni contratto indeterminato.non sono assunto come disabile.sono padre di 5 figli con uno figlio disabile grave.in piu un figlio nato meno di un anno in piu sono in congedo allatamento in corso.chiedo posso fare parte dei licenziati caso che la ditta fa una riduzione personale.la ditta non e in regole con assunzione categorie protete.

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    1. Purtroppo SI!
      Se la ditta non è corrente della tua invalidità, puoi essere incluso nella lista dei licenziabili per riduzione di personale.-
      Puoi però essere iscritto al Collocamento obbligatorio o speciale (L. 68/99) e comunicare gli estremi al tuo datore di lavoro.-

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  26. Buonasera sig .Gianfranco mi chiamo Marian. Dal 29 aprile a 29 ottobre 2016 , ho lavorato come operaio edilizia -industria. In data 29 ottobre il datore di lavoro mi ha comunicato per telefono che e ultimo giorno di lavoro, per motivo riduzione del personale , mancanza di lavoro. Secondo giorno ho mandato una raccomandata pec al datore di lavoro per chiedere in scrito quello che mi ha comunicato per telefono e lui non mi ha datto nesuna risposta .Come mi devo comportare ?. La ringrazio.

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  27. Sono sempre Marian ,la ditta che ho lavorato aveva 5 operai , uno e stato lincenziato a primo di settembre e adeso io . A noi no ni rizulta a inps e a cassa edile versamenti di contributi da parte di datore di lavoro. In questo caso posso fare la domanda per la cassa de integrazione ?. La ringrazio .

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    1. Ciao Marian!
      Presumo che la lettera di licenziamento ti arriverà i prossimi giorni, comunque nel frattempo puoi presentarti al Centro per l'impiego per verificare se risulta il Tuo licenziamento.-
      Se risulta il licenziamento puoi comunque presentare all'INPS la domanda di disoccupazione (NASPI).-
      Se tu sei in possesso delle buste paga, l'indennità di disoccupazione ti verrà comunque corrisposta a prescindere dal fatto che l'azienda versi o meno i contributi.-

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  28. Buongiorno, mi chiamo Daniela. Sono stata licenziata a decorrere dal 30 giugno. Ho impugnato il licenziamento in data 6 giugno e il datore di lavoro, saputo che avrebbe perso la causa per gravi vizi di forma, ha revocato il licenziamento, ma l'ha fatto in data 30 giugno, scaduto il termine dei 15 giorni dall'impugnazione. Se ora faccio ricorso, il giudice puo' giudicare negativamente il fatto che ho rifiutato il reintegro? Puo' compromettere il risultato del ricorso anche se io non ero piu' obbligata ad accettare il reintegro? La ringrazio.

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    1. Ciao Daniela!
      Ovviamente SI!
      Non capisco comunque cosa intendi per ricorso, visto che ti è stato proposto il reintegro e Tu l'hai rifiutato.-

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  29. Buongiorno, sono un operaio disabile quando avevo 4 anni con poliomelite riconoscuto 50 % .Lavoro da 13 anni con contratto indeterminato.Il mio datore , quando mi faceva l assunsione ha visto bene che sono disabile poliomelite.e non mi ha assunto come disabile.sono padre di 5 figli ( uno figlio con disabile grave 100 % con 3 giorni permessi 104 al mese ).e piu un figlio nato meno di un anno.Actualemente sono in congedo allatamento 2 ore di meno al lavoro. io quiedo , con la mia carica familiare e anzianita, non respeto dei regoli assunzione, e un figlio disabile a carico.Quiedo si posso fare parte dei licenziati si l azienda fa una riduzione personale ?

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    1. Presumo di NO!
      Infatti la scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda

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  30. Buongiorno Avv
    Lavoro in una azienda da 14 anni ho un contratto indeterminato,è da 2-3 anni il proprietario si comporta male in confronto a noi speso arrivo a casa stressato litigo con la moglie la mia famiglia, sono arrivto alla fine che non ce la fo più,ho chiesto al proprietario se mi poteva licenziare lui in modo che possa prendere la NASPI la su risposta è stata di si ho lavorato una settimana e poi mi ha messo in ferie,dopo una settimana mi ha chiamato al telefono per un incontro io pensavo che dovevo firmare il foglio di licenziamento come da nostro accordo invece no ,mi ha detto che non poteva e se volevo dare le dimissioni io,mi ha dato tempo ti riflettere dopo due giorni gli mando un messaggio e una email chiedendo la data di rientro dalle ferie perche senza la naspi non potevo far fronte economicamente alla mia famiglia , dopo tre giorno mi ha risposto che mi faceva sapere la data del rientro dalle ferie in giornata, ma sono passati 1 settimana e non ho avuto notizie sulla data del rientro.
    Un consiglio come mi devo comportare? Mi puo licenziare per qualche motivo?
    Saluti
    Grazie

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    1. Ciao Matteo!
      A questo punto presumo che possano licenziarti per giusta causa, cioè per assenza ingiustificata dal lavoro, quindi se a te sta bene puoi sollecitare il licenziamento, altrimenti puoi rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  31. Salve dottor censori,i chiamo Manuele e sono già iscritto cgl. Con poco tempo per recarmi in sede. niente Io sono un autista che a parte per due volte avere avuto8mesi di stipendio rimandato, e come sà certamente,qualche mancanza che ormai considero normale,non posso sintetizzare oltre perché non vorrei incombere in problemi di patente, ma volevo chiederle essendo al limite della sopportazione pur facendo più del dovuto e di quanto una giornata che spesso é quasi doppia per non essere troppo esplicito volevo chiederle più per orientarmi in un altro posto vorrei chiedergli gentilmente se oltre i mancati stipendi c'è altre motivazioni per il quale un dipendente si licenzia, sono 6amni che sono qua, e ha diritto a quei 2anno di disoccupazione o cassaintegrazione non so bene quale delle due mai approfondito se ci sono altre cause oltre lo stipendio. Non voglio servirmene teoricamente dovrei già avere un altro posto, ma nel caso sto mangiando il fegato e non sopporto più di essere controllato anche sei fermo per andare in bagno lasciamo stare il pranzo e a volte anche la cena è anche il lettoa tutti i troppi storpiano
    E fermarsi a qualsiasi ora per andare in bagno o fare bancomat diventa una subito super veloce telefonata perché sei fermo. E otre a questo non sei ancora partito da un cantiere ci vogliono due ore con il camion sto mondo storto del lavoro, il geometra dai fra un ora e mezza ti aspettano e hai un camion non una formula uno insomma se posso e non avendo la certezza matematica di ripartire subito al lavoro se ne avessi diritto a disoccupazione per anzianità, me ne andrei adesso forse l'ulcera dal nervoso che non avevo ansia e reflusso molto importante dovuto a sto crisi di nervi sparirebbero. Pensavo la schiavitù fosse finita invece con sto leggi é aumentata. La ringrazio per la sua risposta

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    1. Ciao Manuele!
      Se pensi di avere un altro posto in vista io eviterei di imbarcami in una procedura di dimissioni per giusta causa, perché se ti assicurano l'assunzione anche se non dovessi superare il periodo di prova avresti poi comunque diritto all'indennità di disoccupazione.-
      Comunque per poter presentare le dimissioni per giusta causa, ed avere quindi diritto alla NASPI, la giusta causa va dimostrata, perché il datore di lavoro potrebbe contestarla, quindi devi rivolgerti al Tuo sindacalista di riferimento per farti consigliare ed assistere per il meglio.-

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  32. Buonasera Dott. Censori
    ho letto della fusione tra wind e tre, questo porterà
    a circa 1500 esuberi ossia tagli al personale. Mi chiedo perchè quando delle aziende si predispongo a una fusione,a rimetterci siamo sempre noi schiavi lavoratori, quasi sempre infatti queste fusioni vengono attuate di proposito per liberarsi noi! Dovrebbe essere vietato per legge questo tipo di manovra! Non trova? cordiali saluti

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    1. Purtroppo è vero!
      Ma il problema è che non dipende nemmeno dal nostro governo, perché le regole vengono fissate a livello europeo, quasi sempre al servizio delle multinazionali, e quindi noi possiamo farci ben poco.-

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  33. Buongiorno Dott.Censori, io lavoro presso una famiglia da più di 5 anni in regola,( per stirare).adesso ho capito che vogliono licenziarmi,se come sonno una mamma, ed faccio fatica trovarmi lavoro sollo la mattina, ci sto pensando di aprire un negozio per conto mio, da prossimo anno. Io vorrei sapere come devo fare, per poter prendere il licenziamento.La ringrazio.

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    1. Non capisco il tuo problema!
      Infatti se verrai licenziata, il datore di lavoro dovrà corrisponderti il TFR e tutte le altre competenze maturate, entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  34. Buongiorno Dott.Censori,intanto la ringrazio per la sua disponibilità poi volevo chiederle: io lavoro come impiegato tecnico presso una azienda edile la quale ha deciso di organizzare dei corsi sulla sicurezza sul lavoro riportando nella comunicazione scritta l'obbligatorietà della presenza. Ora io pur essendo favorevole a questa iniziativa rimango perplesso dal fatto che i suddetti corsi verranno svolti il sabato mattina nonostante il nostro contratto preveda 8 ore giornaliere quindi 40 ore settimanali,inoltre sulla lettera si dice esplicitamente che l'eventuale assenza può essere sanzionata ai sensi D.Lgs.81/08 art.59 co.1 lett.a
    Vorrei conoscere il suo parere e ringraziandola anticipatamente le porgo i miei Cordiali Saluti

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    1. Ciao Massimo!
      Se sono corsi di formazione che l'azienda e' obbligata a fare per legge, e che quindi devono essere fatti durante l'orario di lavoro (art. 22 comma 6), qualora, per motivi organizzativi, vengano fatti fuori dall'orario di lavoro, le ore relative debbono essere o recuperate o retribuite.-

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  35. Buonasera Dott.Censori,intanto la ringrazio per la sua risposta, e vorrei essere più chiara: se io vengo licenziata dal 10 dicembre, posso percepire l'indennità di disoccupazione, anche se io apro un negozio dal primo gennaio? oppure dovrei essere licenziata un mese prima di aprire un'attività per conto mio. Vorrei sapere il suo parere, e lo ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti.

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    1. SI!
      Se vieni licenziata dal 10 dicembre potrai presentare subito dopo la domanda di NASPI.-
      Successivamente, una volta aperto il negozio, potrai richiedere l'anticipazione in un’unica soluzione dell’indennità mensile Naspi spettante e non ancora percepita.-

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  36. Dott. Censori,ho notato che lei e' molto cortese e risponde a tutti, quindi sono a presentarle il mio caso , cerchero di essere sintetico e preciso.
    -siamo in cassa integrazione e solidarieta'da circa setteanni e negli anni di solidarieta la ditta ci ha fatto prendere le ferie 1 giorno di lavoro 1 per ogni mese ,come ferie, in quanto la solidarieta era a zero ore gestite dall'azienda di circa 400 dipendenti.
    - dopo sette anni tra esodati e lavoratori usciti in mobilita volontaria con ingentivi , siamo 180 circa.
    -rsu ,sindacati e azienda e regione hanno firmato accordo per ulteriore 10 mesi di cassa int.straor.con incentivi per uscita entro dicembre e mobilita per 1 anno.
    accordo mai approvato dai lavoratori.
    -un altro step dell'accordo prevedeva naspi e uscita a settembre.
    - i lavoratori si sono accorti che la naspi per il fatto che i periodi neutri erano intervallati da periodi di ferie (1gg al mese ), non ci sarebbero toccati , confermato dall'inps.
    -quanto dovremmo chiedere e quale sarebbe la soluzione migliore di uscita?in quanto se si esce a dicembre si prenderebbe incentivo e 1 anno di mobilita, invece uscendo a settembre non ci tocca la naspi, ed i sindacati sono silenti difronte a questo problema....dovremmo chiedere di piu' perche costretti ad accettare l'uscita a dicembre?
    la ringrazio sin da ora della sua pazienza e aiuto.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Quando ci sono discussioni ed accordi tra rsu, sindacati, azienda e regione, consiglio di attenersi ai suggerimenti dei sindacati, che sono a conoscenza di tutte le problematiche e possono quindi consigliarvi al meglio sulle varie opzioni possibili, e di non cercare quindi pareri esterni che potrebbero solo portarvi fuori strada.-

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  37. Buongiorno,
    siamo una piccola azienda con due dipendenti, ci vogliono licenziare dal 16 dicembre, io avrò 30 gg di preavviso perche lavoro da più di sei anni.
    Volevo sapere se, dandoci la lettera di licenziamento il 16 e chiudendo per ferie dal 23 al 8 io dovrò usare le mie ferie (non mi sembra giusto che mi lasciano a casa e poi mi devono anche far usare le mie ferie durante il preavviso) perchè se no se possibile io mi metto in malattia così almeno le mie ferie me le pagano. ho 170 ore di ferie. Inoltre si può avere una buonauscita essedno solo due dipendenti?
    Saluti
    Sara

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    1. Ciao Sara!
      Se l'azienda chiude per ferie, tu in quei giorni non lavori, quindi è normale che ti vengano scalati dei giorni di ferie, se vuoi avere la normale retribuzione mensile.-
      In caso di licenziamento si ha diritto al TFR e a tutte le altre competenze maturate.-
      Con una vertenza sindacale si possono richiedere delle mensilità aggiuntive solo se il licenziamento è ingiustificato.-

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  38. Buongiorno Dott. Censori,
    lavoro da gennaio 2013 con contratto a tempo indet. impiegata 5° livello presso uno studio di commercialisti (ccnl terziario servizi) ed ho una sola collega. Ho dei dubbi in merito alla busta paga (che viene fatta dal nostro datore di lavoro). In questi anni la paga oraria (di entrambe) è diminuita e lo stesso vale per gli elementi fissi (es. contingenza) e lo scatto di anzianità non viene riportato tra questi elementi fissi. Inoltre negli ultimi due mesi, il bonifico dello stipendio è di un importo minore rispetto al cedolino paga. Il datore può fare tutto questo? Quale dovrebbe essere la paga oraria? Come posso comportarmi se effettivamente il datore si è comportato in modo non regolare? Esiste un limite di tempo oltre il quale non si possono più contestare le buste paga? La ringrazio per il suo prezioso aiuto. Saluti

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    1. Quinto livello:
      Paga base € 950,83
      Contingenza € 521,94
      Edr € 2,07
      Somma € 1474,84
      Il bonifico dello stipendio deve corrispondere al netto risultante in busta paga, e se il datore di lavoro non si è comportato in modo regolare ci si può rivolgere a un sindacato per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-
      I termini entro i quali è possibile contestare il contenuto della busta paga sono:
      - un anno per gli errori di calcolo;
      - cinque anni per le interpretazioni delle norme contrattuali e di legge.
      I crediti di lavoro si prescrivono entro 5 anni, con la sola eccezione dei diritti connessi alla persona (ad esempio: la salute), i quali sono per legge imprescrivibili.

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    2. Quindi, se non ho capito male, la paga oraria non può diminuire nel corso degli anni....giusto?
      Grazie mille ancora per la sua pazienza e disponibilità. Saluti

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    3. Quindi, se non ho capito male, la paga oraria non può diminuire negli anni (cioè il datore è obbligato a seguire il ccnl)...giusto?
      Grazie per la Sua pazienza e disponibilità.
      Buona giornata, saluti.

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    4. Confermo!
      La paga oraria non può diminuire negli anni, perché il datore di lavoro deve seguire il CCNL, che prevede ovviamente solo aumenti ad ogni rinnovo.-

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  39. salve dott. censori, volevo chiedere se il mio licenziamento sia giusto. premetto che, con questa azienda ho lavorato per più di 30 anni, poi, nel 2008 ho avuto un infarto e di conseguenza operato di bypass, da quel momento in poi sono stato sempre umiliato dal mio datore di lavoro e figli per la mia scarsa disponibilità al lavoro.(a loro dire) per arrivare nel 2013 al licenziamento dall'azienda. ora, chiedo a lei dottor censori, se sia giusto il comportamento fatto dalla società e se dopo 3 anni che il datore di lavoro mi rimandava ogni qualvolta il sottoscritto chiedeva di essere integrato nell'azienda. trovava sempre e comunque scuse di ogni genere. chiedo anche se prima che arrivasse a licenziare il sottoscritto, ci sono ancora lavoratori nella stessa azienda con anni di anzianità molto inferiore al sottoscritto. è giusto? cosa posso fare? saluti.

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    1. Ciao Giuseppe!
      Purtroppo se sei stato licenziato nel 2013, a tre anni di distanza non puoi più farci nulla, quindi devi metterti il cuore in pace, anche nel senso letterale del termine, e guardare oltre.-

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    2. Ciao Giuseppe!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  40. Salve dott censori le spiego la mia situazione,sono Rosario dipendente di una multinazionale italiana da 2 anni in trasferta con un contratto a tempo indeterminato,l azienda tramite accordo sindacale sulle trasferte ci paga spese di alloggio,macchina a noleggio e carburante solo per uso casa lavoro e aeroporto, io purtroppo non ho rispettato i km e ho sforato di parecchio per km effettuati e carburante chiesto come rimborso spese, l azienda mi ha contestato 4 mesi di trasferta dandomi 8 giorni di sospensione piu il recupero delle spese di eccessivo carburante,la mia preoccupazione e che ancora non hanno visionato altri 3 mesi di trasferta in cui io ho fatto come i mesi precedenti contestati e quindi sono preoccupato avendomi gia sanzionato con una sanzione conservativa massima se possono licenziarmi, Grazie.

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  41. Gentilissimo Dott.Censori,
    dal 2017 Naspi sostituirà completamente la mobilità diventerà un sussidio unico per i poveri disoccupati. Alla luce di quello che sta accadendo a fronte di una naspi che avrà una durata massima di due anni senza distinzione di età e localizzazione geografica nord, centro e sud. Mi chiedo se non sarebbe opportuno tornare ai vecchi scaglioni sia di età e geografici come era qualche anno fa. Tanto lavoro non c'è, le politiche attive non esistono infatti l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro è qualcosa di sconosciuto, il jobs act è una bufala. Uno "sfigato" di 45/50 che perde lavoro che fa? Magari vive in zone come centro/sud dove si sa c'è anche meno richiesta di lavoro, ecc...
    Un bel referendum su un reddito minimo garantito, come lo vedrebbe? Magari attingendo/sbloccando i contributi che noi schiavi dipendenti versiamo all'Inps per una pensione sempre più lontana da raggiungere? Perchè anche se la vita media di noi schiavi si allungata (come dicono i nostri politici) la speranza di trovare/tenersi uno straccio di lavoro si è molto ma molto accorciata!
    Un saluto cordiale

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    1. Non sono molto convinto della possibilità di arrivare al "reddito minimo garantito", perché sarebbero necessarie delle risorse finanziarie immense, e parecchi "furbi" finirebbero per approfittarsene non avendone i requisiti.-
      La mia opinione è che dovremmo diminuire le pensioni più elevate partendo dalle pensioni d'oro, magari applicando il sistema contributivo da una certa soglia di pensione in su, liberando così risorse finanziarie da destinare ai disoccupati.-

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  42. salve, dott. Consori mi chiamio Francesco a fine Gennaio la ditta mi licenzia per supperamento di comporto per malattia, io ero stato conveertito da lavoratore a lavoratore disabile con 80% e la 104 personale nel Gennaio 2014. Nel Gennaio 2016 ho avuto un infortunio a un ginocchio con rottura del menisco e con successiva operazione infortunio riconosciuto dal INAIL fino gugnio /16 ho chiesto la vautazione dei postumi ma ancora l?INAIL non mi ha chiamato nel fratemppo la ditta no ritiene opportuno fermi rientrare in azienda con il coseguimento superamento dei giorni di malattia 465 in tre anni ( PREMESSO CHE IO AL 4 /12/2016 HO COMPIUTO 5 ANNI E 41 ANNI DI CONTRIBUTI + EVENTUALI BONUS LAVORATORE DISABILE) IL COMERCIALISTA HA COSIGLIATO LA DITTA DI LICENZIARMI COSI CON LA DISOCCUPAZIONE O IL DECRETO DELLA LEGGE DI SRABILITà IO POSSO ANDARE IN PENSIONE? Ho chiesto al patronato invalidi dicono che accettare...... vorrei chiedere due cose 1) non mi speta una buona usita sulla giusta causa
    2)Quanto durera la NASPI per me almeno due anni per arrivare a fine 2018? Intanto io sto facendo l'AGRAVAVAMENTO PER L'INNABILITA LAVORATIVA. GRAZIE FRANCESCO

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  43. SCUSI GLI ERRORI SONO FRANCESCO HO 57 ANNI SONO NATO IL 4/12/1959 E HO INIZIATO A LAVORARE IL 5/12/1975
    SALUTI DOTTORE

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    Risposte
    1. Ciao Francesco!
      - Non so cosa intendi per buona uscita sulla giusta causa, perché se vieni licenziato e non ti opponi al licenziamento avrai diritto solo al TFR e a tutte le altre competenze maturate.-
      - La durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, e può durare quindi al massimo per 2 anni.-

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  44. Dott. Censori,
    Le chiedo qual'è il principio per il quale la naspi dopo se non sbaglio il 4° mese si riduce di
    importo e con i mesi successivi prosegue questa riduzione?
    Come deve campare una persona!? Quando lavori ti massacrano di tasse quando lo perdi di riducono l'indennità, solo in Italia succedono queste cose...
    Saluti buona serata

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    1. La logica della legge doveva essere che la NASPI deve servire per un periodo breve e transitorio tra un lavoro e l'altro quindi la riduzione progressiva dell'indennità doveva avere la finalità di invogliarti a trovare un nuovo lavoro.-
      Il problema però è che oggi un nuovo lavoro non si trova anche se lo si cerca "disperatamente", quindi i nostri governanti devono in qualche modo trovare una soluzione diversa per chi rimane disoccupato per più di 3 mesi.-

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    2. Dott. Censori,
      i nostri governanti tipo quello che non sa quanto costa un litro di latte siamo messi bene..
      Grazie per il suo lavoro la seguo sempre sul sito
      Tanti Cari Auguri di Buone Feste e Buon Anno!

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    3. Tanti Auguri anche a Te e tutti i visitatori e le visitatrici del BLOG!

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  45. Buonasera Dottore,
    una domanda nel caso di licenziamento collettivo ho letto sul suo sito che il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
    Carichi di famiglia
    Esigenze tecnico-produttive
    Anzianità di servizio presso l'azienda
    Questi tre criteri sono valutati tutti allo stesso livello oppure hanno una rilevanza/importanza maggiore/minore/diversa?
    Nel mio caso ad esempio ho solo l'anzianità di servizio di molti anni più di quindici anni, ma non ho carichi di famiglia e neanche sono una figura strategica per l'azienda. Mi potrei salvare nel caso di licenziamento collettivo oppure no ? Grazie cordiali saluti

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    Risposte
    1. I criteri non hanno tutti la stessa importanza, e il valore segue la sequenza che tu stesso hai indicato, quindi contano di più i carichi di famiglia e le esigenze tecnico-produttive, quindi l'anzianità di servizio conta solo a parità delle altre condizioni.-

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  46. Salve Dott. Censori ....a metà ottobre dalla sera alla mattina sono stato licenZiato dall'azienda per cui lavoravo a tempo ind da 3 anni .....motivazione "il punto vendita era in calo"(io ho un contratto in cui accetto di essere spostato ,cosa che accade in azienda ogni 3/4 mesi regolarmente ).....sono tra i più anziani X carriera e ho moglie e due bimbi piccoli a carico ......mi sono rivolto ad un avvocato e qui da tre mesi ormai siamo in attesa di chiudere una conciliazione che per futili motivi slitta sempre .....il mio avvocato seriamente seccata mi dice comunque di mantenere la calma perché siamo bei tempi ancora per presentare tutta la mia situaZione in tribunale ......io allora mi chiedo ......hanno un tempo infinito o cercano di arrivare a farci uscire fuori ????? Nel frattempo ha assunto altro personale ......lei che mi consiglia ?ho ancora tempo X sperare o vado avanti ?(in azienda ci lavora mia sorella ho paura di andare oltre X lei altrimenti X i miei bimbi ......andavo un tribunale !!!!!)

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    1. Tu hai dato mandato a un avvocato di tutelarti ed assisterti, ti consiglio quindi di attenerti alle indicazioni che ti vengono date dal tuo avvocato, in quanto è l'unico che può darti informazioni precise, senza cercare conferme da chi non conoscendo la situazione specifica potrebbe darti informazioni errate.-

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  47. Salve dott. Censori,
    Lavoro per un'attivitá di ristorazione fast-food dal novembre 2005 e ho un contratto a tempo indeterminato.
    A fine gennaio anno corrente il proprietario vuole chiudere l'attivitá.
    Ha comunicato a noi dipendenti che ci sono trattative in corso per la vendita dell'attivitá con clausola di inclusione di tutti i dipendenti.
    Ieri ci é stato comunicato dall'azienda, tramite il sindacato che sta seguendo la nostra vicenda, che se vogliamo concordare il licenziamento individuale sono disposti a offrirci 4 mensilitá di buonuscita oltre a tfr, ferie spettanti, 13esima mensilitá maturata e con accesso alla NASpi.
    Le chiedo se, secondo Lei, 4 mensilitá siano giuste o se c'é possibilitá di chiedere qualcosa in più, visti gli 11 anni di lavoro continuativo.
    La ringrazio per l'eventuale risposta.
    Andrea.

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    1. Ciao Andrea!
      Si tratta in questi casi di una trattativa diretta, nel senso che la ditta vi offre 4 mensilità aggiuntive, voi potete richiederne 8 e magari alla fine vi mettete d'accordo su 6.-

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  48. Salve Dott.Censori,le spiego la mia situazione,ho un contratto a tempo indeterminato da un anno,ho avuto un periodo di malattia dopo il quale non mi sono più presentato al lavoro quindi assenza ingiustificata da 20 giorni.L'azienda mi ha spedito una raccomandata dove mi si dice di giustificare tale assenza.Come devo comportarmi se non voglio più rientrare?Possono licenziarmi in tronco?Devono darmi un preavviso per iscritto?E soprattutto se mi licenziano ho diritto alla naspi?Grazie mille

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    1. - Se non dai seguito alla raccomanda, presumibilmente verrai licenziato in tronco per assenza ingiustificata, ma i tempi li decide il datore di lavoro.-
      - SI! Se verrai licenziato avrai diritto alla NASPI.-

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  49. Salve Dott.Censori,ho un contratto a tempo indeterminato da 23 anni e il 23/12/2016 sono stato licenziato per cessazione attività.In realtà la ditta ha cambiato solo e parzialmente il nome(dal padre alla figlia con una nuova partita iva) sempre con la stessa sede e uguali apparecchiature,praticamente non è cambiato nulla,tranne il fatto che io,unico dipendente,ho perso il posto di lavoro.Inoltre da 4 anni ho delle buste a part time(il mancante mi veniva dato in nero).Ho chiesto al datore,dopo che lui stesso mi ha proposto una conciliazione "solo verbale",di fare tutti i conteggi di quello che mi spetta di diritto e sopratutto di calcolare il TFR e la NASPL mancante per i 4 anni a part time.Se accetto "il conteggio",dobbiamo recarci necessariamente presso un ente preposto alla conciliazione ,o possiamo accordarci personalmente? E in quanto tempo deve saldarmi? Se non troviamo un accordo e impugno il licenziamento,secondo lei,ho buone probabilità di vincere la causa? La NASPL la prendo lo stesso anche se vado avanti con l'impugnazione? Grazie mille in anticipo,cordiali saluti.

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    1. Di solito per una conciliazione ci si rivolge alla direzione provinciale del lavoro, nella quale viene verbalizzato un eventuale accordo, vincolante per ambo le parti, che può accelerare l'iter giudiziario in caso di mancato rispetto dell'accordo stesso.-
      Ovviamente puoi metterti d'accordo direttamente con il datore di lavoro, ma in quel caso presumo che il datore di lavoro ti farà firmare un documento nel quale ti impegni a non impugnare il licenziamento, e non avrai alcuna tutela se non rispetta l'accordo.-

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    2. Grazie per avermi risposto in modo molto celere ma,mi chiedo ancora,se non troviamo un accordo e impugno il licenziamento,la NASPL mi spetta lo stesso? Grazie mille ancora e cordiali saluti.

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    3. SI!
      La NASPI ti spetta comunque, quindi spero che tu abbia già presentato la domanda all'INPS, altrimenti ti consiglio di provvedere prima possibile, perché se la domanda non viene presentata entro i primi sette giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro l'indennità parte dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda, e la domanda va comunque presentata entro 68 giorni.-

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  50. Buongiorno dott. Censori,
    Lavoro in una cucina di ristorante da quasi 2 anni ho un contratto a tempo indet.part time(anche se in realtà faccio quasi il doppio delle ore NON PAGATE) lo stipendio arriva sempre con 7-8 giorni di ritardo.
    Man mano la mia situazione e diventata difficile non mi sono più trovato bene fino a quando mia madre non e stata bene e mi sono aasentato da lavoro per 8 giorni lavorativi,avvisando e non ricevendo risposta da nessuno)adesso immagino voglia licenziarmi dopo già 2 lettere ricevute per lo stesso motivo. Sinceramente la cosa non mi dispiace perché la mia voglia di cambiare ristorante e tanta.
    Adesso ho sollecitato per sapere cosa devo fare se presentarmi al lavoro o meno dato che mi hanno riferito che lei vuole licenziarmi ma a me non dice nulla, vorrei saperlo almeno chiedo la disoccupazione ecc..
    Cosa posso fare? Che diritti ho? spetta qualcosa come disoccupazione? Non mi e mai successo...la ringrazio nel caso in cui mi risponda.

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    1. Se non ti interessa rientrare in servizio puoi non presentarti più al lavoro e prima o poi verrai licenziato per assenza ingiustificata.-
      Una volta che verrai licenziato avrai diritto all'indennità di disoccupazione (NASPI).-

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  51. Buonasera, sono stata assunta a tempo determinato da un'azienda a giugno con prima scadenza di contratto a fine luglio , ulteriore proroga fino alla fine di novembre e prima dell'ultima scadenza prevista a fine gennaio mi è stato comunicato che non mi verrò rinnovato il contratto perchè sono venute meno le esigenze organizzative e produttive che avevano motivato il rapporto di lavoro.
    Premetto che a Natale sono state assunti due grandi amici del direttore a cui invece il contratto è stato prorogato fino al 30 aprile prossimo e mi chiedevo se nel mio caso,pur avendo un tempo determinato, non dovevano essere gli ultimi assunti a non avere una proroga se c'è un esubero di personale?
    La ringrazio anticipatamente e la saluto.

    Laura.

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    1. Ciao Laura!
      Purtroppo NO!
      Un contratto a tempo determinato non offre alcun diritto, quindi alla scadenza il datore di lavoro non ha alcun obbligo nei confronti del lavoratore.-

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    2. Grazie per la sua risposta, speravo ci fosse una qualche tutela visto che è palese che il non rinnovo è stato fortemente influenzato da interessi personali del direttore a tutela dei suoi amici. Peccato!

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    3. Ciao Laura!
      Purtroppo in questi casi non c'è niente da fare, ma si può solo guardare oltre e cercare un altro lavoro.-

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  52. Salve...vorrei fare una domanda...Siccome sono stata licenziata dopo un anno e un mese o due nella lettera di licenziamento c'è scritto causa ingiustificata vorrei sapere se mi spetta la disoccupazione avendo fatto la domanda di disoccupazione...grazie in anticipo

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    1. SI!
      In caso di licenziamento si ha comunque diritto all'indennità di disoccupazione, a prescindere quindi dalla causale del licenziamento stesso.-

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  53. buongiorno dott. Censori,come sempre utilissimo il suo blog.la mia situazione ora e' cambiata le volevo chiedere con la naspi "aperta" che tipo di contratto potrei fare per mantenerla e lavorare nell'agricoltura? con i suoi consigli in passato ho ottenuto il meglio,la ringrazio infinitamente.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      La NASPI non è compatibile con un'attività lavorativa, anche se agricola, e un'attività lavorativa in agricoltura non darà diritto a un'ulteriore periodo di NASPI ma solo all'indennità di disoccupazione agricola.-

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    2. ma la sospensione ,durante il contratto a termine, della naspi non riprende dopo?a parte quella agricola a me interessano i 24 mesi che mi spettano visto che e' ancora in "visione"all'inps.

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    3. SI!
      Con un contratto a termine di durata inferiore ai 6 mesi, la NASPI si interrompe per il periodo che si lavora e riprende alla scadenza del contratto per il periodo residuo.-

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  54. Buonasera, sono in scadenza di contratto a tempo determinato e vorrei scrivere la lettera per esercitare il diritto di precedenza; ho lavorato per oltre sei mesi e vorrei sapere se il suddetto diritto può essere esercitato sulle future assunzioni sia a tempo indeterminato sia su assunzioni a tempo determinato.
    La saluto cordialmente.

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    1. Purtroppo per legge un contratto a tempo determinato non offre alcun diritto di precedenza, quindi è inutile che scrivi la lettera all'azienda.-

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  55. Buongiorno dott. Censori, ho lavorato per 30 anni in una multinazionale, nel giugno scorso sono stata licenziata per giustificato motivo, secondo loro. Ho impugnato il licenziamento, per vari motivi ...anche un mobbing disumano, giòaccertato da relazione asl di competenza. Ora stanno chiedendomi un accordo monetario, ma da quello che capisco, con l'avvento della legge Fornero il massimo dell'indennità risarcitoria e conclusiva per non consentire il mio reintegro sono 24 mesi del mio stipendio, ormai perso. Non mi consentirebbe grandi cose, sono obbligata ad accettare? L'indennità deve essere obbligatoriamente di massimo 24 mesi?Cosi' facendo i datori di lavoro hanno piena libertà di licenziare chiunque non gli vada a genio, prevendo un eventuale esborso già programmato. Il lavoratore non puo' difendersi è come se già potessero prevedere chi ha diritto di vita o di morte.La ringrazio

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    1. Purtroppo SI!
      L'indennità prevista dalla normativa attuale deve essere obbligatoriamente al massimo di 24 mesi di retribuzione.-

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  56. Buon giorno dott. Censori, avrei un paio di quesiti che un po mi turbano. Inizialmente Le dico che sono invalido al 70% e iscritto al collocamento mirato, sto per essere assunto con contratto a tempo determinato di 1 anno da una ditta con la legge 68/99, la prima domanda e questa, se nell' anno di contratto mi viene fatta la revisione dall' inps e perdo la 68/99 per diminuzione invalidita e alla scadenza il contratto viene trasformato in tempo indeterminato sono obbligato ad avvisare il datore di lavoro prima del rinnovo o viene considerato una continuazione del rapporto? 2 domanda, se invece vengo assunto prima della revisione a tempo indeterminato e poi in fase di revisione perdo la 68/99 rischio il licenziamento? e come mi dovrei comportare? Per precisione siccome ho sentito che le cose variano di Regione in Regione Le dico che abito a Milano.
    La ringrazio anticipatamente e infinitamente per l'eventuale risposta.

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    1. Purtroppo SI!
      Se vieni assunto con la legge 68/99, in caso di revoca dei requisiti sei obbligato ad informare subito il Tuo datore di lavoro che deve assumere un'altra persona a norma di legge.-
      In tal caso l'azienda può assegnarti ad altre mansioni o licenziarti se non ce ne sono altre disponibili.-

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    2. E se l'azienda avesse circa 4000 dipendenti, per cui immagino difficile dimostrare la non ricollocabilità del dipendente che perde la 68/99 sarebbe possibile fare causa per un eventuale rientro in caso di licenziamento? E che possibilità di vincere ci sarebbero in caso? Grazie mille per la risposta precedente e grazie per l'eventuale delucidazione.
      Giuseppe

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    3. Ciao Giuseppe!
      Mi pare prematuro oggi, prima ancora di essere assunto, formulare ipotesi su quello che potrebbe succedere in futuro.-
      Io ti consiglio solo di comportarti in modo corretto, perché la correttezza a lungo andare paga sempre.-

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    4. Grazie infinite è gentilissimo e questo sito lo trovo veramente ottimo complimenti.!!!
      Giuseppe

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    5. Ciao Giuseppe!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  57. Buonasera dott. Censori
    Il 16 luglio 2015 sono stata assunta in qualità di cameriera apprendista (38 mesi) con un contratto di 40 ore sett. presso un ristorante. Dopo 1 anno di lavoro mi è stata assegnata la mansione di responsabile di sala e altri tipi di mansioni quali cassa, chiusura giornata, gestione ordini merci ect. In tutto ciò non è avvenuta alcuna modifica ne a livello contrattuale ne a livello retributivo economico. Al primo tentativo di richiesta di aumento di stipendio sono partite le minacce e la comunicazione d'incompatibilità mia con la società da parte del titolare. Il primo di febbraio 2017 mi è stato comunicato il linceziamento per giustificato motivo oggettivo in seguito al processo di riorganizzazione aziendale e sempre la società mi chiede di firmare un verbale di conciliazione. In questo caso quante mensilità posso chiedere come buonuscita? Nel caso in cui non si trova un accordo posso impugnare il licenziamento?? Un'altra domanda a cui spero tanto che Lei mi dia qualche delucidazione.. dal mese di ottobre non riceviamo le mance, il titolare ha deciso di tenerle per poi donarle in beneficenza cosa mai dimostrata e penso mai avvenuta, come possiamo entrare nel possesso delle mance oppure come ci dobbiamo comportare in questa situazione??
    RingraziandoLa per la Sua disponibilità, cordiali saluti

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    1. Di solito in questi casi si possono richiedere dalle 3 alle 6 mensilità aggiuntive, e se non si trova un accordo devi andare in causa e sarà il giudice "tra qualche anno", a stabilire l'entità dell'eventuale risarcimento danni.-
      Riguardo alle mance dovete pretendere una ricevuta che provi il versamento effettuato per beneficenza, minacciandolo eventualmente di denunciarlo per appropriazione indebita in caso di diniego.-

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  58. Buongiorno avvocato,
    complimenti per la sue generose risposte.
    Sono impiegato 3 livello CCNL commercio da 7 anni, unico dipendente di una srl. Dopo aspri confronti che tendevano a farmi dare le dimissioni, siamo giunti lo scorso 30 gennaio al licenziamento per giustificato motivo, con preavviso di 45 giorni di calendario quindi ultimo giorno di lavoro 17 marzo. nei giorni seguenti per sms e mail del titolare che si opponeva in pratica a permessi speciali per ricerca di nuova occupazione durante il preavviso ho comunicato ORALMENTE di considerare l'ultimo giorno da me lavorato il 10 febbraio.
    Il sindacato mi ha suggerito di non scrivere nulla. Sono consapevole che mi tratterranno il periodo e si sono da subito trattenuti la retribuzione di gennaio regolarmente lavorato.
    Sono andato al centro per l'impiego e risulto ancora in organico, loro possono iscrivermi dal 18 marzo come da lettera.
    Cosa mi conviene fare? possono modificare in corso le ragioni del licenziamento per giusta causa o peggio allungare il preavviso? cioè non rendermi "libero" fino a fine aprile? nel frattempo se interviene un'stanza di fallimento? e la Naspi se è giusta causa?
    Vivo in una piccola cittadina e l'imprenditore è persona ben nota con incarichi amministrativi e onoreficenze, non è facile nemmeno avere un consiglio affidabile.
    Grazie e saluti.
    Gino

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    1. Ciao Gino!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      E' giusta l'interpretazione del centro per l'impiego, nel senso che fa fede la lettera di licenziamento, quindi il tuo rapporto di lavoro si concluderà comunque il il 17 marzo.-
      Ovviamente se non farai il preavviso previsto dal contratto, avrai detratti dalle tue competenze maturate, tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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  59. Buongiorno, sono stato licenziato per giusta causa da una coperativa
    posso chiedere i giorni di preavviso e quanti sono.

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    1. Purtroppo NO!
      Il licenziamento per giusta causa è immediato e non prevede quindi alcun giorno di preavviso, pertanto o lo impugni se lo ritieni ingiustificato, o devi rassegnarti al mancato preavviso.-

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  60. Buona sera,complimenti per il blog!sono stato licenziato il 18/12/2015 e ho lavorato per tre anni totalmente in nero,posso denunciarlo soltanto ora?dopo quanto tempo cade in prescrizione?

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    1. Ciao Gianni!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Quando si lavora in nero si evadono tasse e contributi, quindi non si hanno nemmeno diritti da far valere.-
      Per aprire una vertenza o intentare una causa nei confronti dell'ex datore di lavoro occorrono prove e testimonianze da far valere per l'attività svolta, quindi a distanza di oltre un anno diventa tutto molto difficile, ti consiglio pertanto di lasciar perdere e di guardare oltre.-

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  61. Buongiorno Dott Censori,

    grazie a Dio a fine Marzo mi licenzierò e dopo 4 mesi di preavviso a fine Luglio 2017 andrò in pensione.Visto che assisto da qualche anno mia madre disabile,vorrei cortesemente sapere se i giorni di Legge 104 si possono usufruire anche durante il periodo di preavviso e,a differenza delle ferie,se valgono a tutti gli effetti come giorni lavorativi e quindi non ci sarà nessuna decurtazione per mancato preavviso.

    Grazie e complimenti per il Suo utile Servizio.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      I dipendenti continuano a fruire dei permessi per l'assistenza a congiunti disabili anche durante il periodo di preavviso di risoluzione del rapporto di lavoro, la cui durata di conseguenza è prolungata in misura pari ai permessi goduti. E' importante quindi calcolare il periodo di preavviso in modo da includere la durata dei permessi, così evitando il rischio di dover corrispondere una indennità sostitutiva e/o di allungarne la durata.-

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  62. Buonasera dott. Censori, innanzitutto congratulazioni per questo interessante blog.
    Nell'esercizio commerciale dove lavoro c'è una collega il cui atteggiamento che non piace ai miei titolari, ma non vogliono farle un licenziamento per giusta causa perchè non hanno una motivazione valida e perchè non vogliono rovinarle il certificato storico all'ufficio di collocamento. Hanno pensato di mandarla via in un altro modo, licenziandola per chiusura dell'attività.Il loro scopo è farla uscire dal negozio senza un licenziamento per giusta causa, chiudendo l'attività e quindi licenziandola, riaprendo l'attività pochi giorni dopo e mantenendo me come dipendente. Il problema è che mi hanno chiesto di firmare le dimissioni qualche giorno prima che mettono in atto questa "chiusura attività" perchè dicono che se vengo licenziata anche io non possono riassumermi subito ma devono attendere molto tempo.La cosa non mi quadra, premetto che lavoro da un anno e mezzo e sono stata assunta 15 giorni dopo che è stata assunta la collega che vogliono mandare via.Hanno anche parlato che non mi assumeranno nell'attività commerciale del negozio ma inizialmente sarò assunta presso lo studio commerciale del mio stesso titolare, anche se lavorerò sempre nel negozio, e il contratto verrà successivamente modificato più avanti per risultare di nuovo nel negozio.Non capisco che "giri" stanno facendo, non credo sia giusta questa procedura e non mi fido a firmare dimissioni.Può darmi delle spiegazioni? Grazie, Lalla.

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    1. Ciao Lalla!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Ti consiglio di presentare le dimissioni solo con una lettera di impegno all'assunzione da parte del "nuovo" datore di lavoro, perché in effetti il discorso non quadra nemmeno a me visto che verresti assunta presso lo studio commerciale, e quindi potresti essere assunta anche subito.-

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  63. Buongiorno Dott Censori,

    come da vigente legge,ho inviato le dimissioni online alla PEC della mia Azienda.Questa mi dice che comunque devo compilare e dargli anche le vecchie dimissioni cartacee indicando il preavviso.
    Ora Le domando:ma dal 12 Marzo 2016 non sono state abolite tutte le vecchie forme di dimissioni e valgono solo più quelle online?E' vero che le Aziende che richiedono ancora anche quelle cartacee sono passibili di sanzioni?
    Come mi devo comportare in merito?

    La ringrazio in anticipo e la saluto cordialmente.

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    1. SI!
      Confermo!
      A partire dal 12 marzo 2016 le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono essere effettuate in modalità esclusivamente telematiche, tramite una procedura online accessibile dal sito Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
      Il Decreto Ministeriale del 15 dicembre 2015, in base alla previsione contenuta nel Decreto Legislativo n.151/2015, definisce le suddette modalità e individua il modulo delle dimissioni e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, la loro revoca, gli standard, le regole tecniche per la compilazione del modulo e per la sua trasmissione al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente.-
      Devi quindi comunicare al datore di lavoro che non puoi presentare anche le vecchie dimissioni cartacee perché non sono più previste dalla normativa in essere.-

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  64. Buonasera Signor censori
    Lavoro nell'ambito del turismo e mi e' successa una cosa alquanto strana.A maggio scorso un'albergo in trentino alto adige mi contatta,facendomi una proposta di lavoro di pocopiu' di 7 mesi che dopo svariati giorni accetto,ma essendo fuori regione gli chiedo di mandarmi il contratto tramite posta certificata e vengo accontentat
    Sulle e-mail che ci siamo scambiati il vitto e l'alloggio era compreso ma nel contratto no ma si faceva riferimento al contratto nazionale di categoria..Dopo pocopiu' di un mese alla consegna della busta paga mi viene detto che l'alloggio era compreso ma dato che io rimanevo e che gli altri pagano 150 euro di spese,dovevo pagarle pure io e che tale somma da versare mensilmente rigorosamente in nero e retroattivamente cioe' dovevo pagare cio' che non avevo pattuito.E vengo costretto a firmare un documento scritto rigorosamente in tedesco che parla proprio di queste spese.Non gli ho mai dato un euro.Dopo circa 3 mesi di lavoro mi viene diagnosticata un'ernia ombelicale che' a detta dei dottori li in trentino era da operarsi il piu' presto possibile.Cosi' Avendo un periodo di ferie ritorno nel mio posto di residenza e cerco di rintracciare il mio chirurgo che purtroppo essendo fine agosto era ancora in ferie.Nel mio ultimo giorno di ferie riesco a rintracciarlo e lui dopo avermi visitato mi dice che sono da operare e da li' ad una settimana l'intervento fu' fatto.Logicamente ho avvisato il mio datore di lavoro la mattina stessa in cui sarei dovuto rientrare e ho mandato regolarmente il certificato.L'intervento l'ho fatto il 7 settembre e il fine malattia dovuto anche al lavoro che facevo (non d'ufficio ma di sforzo fisico dovendo scaricare 3-4 volte a settimana merce)era per la prima settimana di ottobre. Cosicche' il mio datore di lavoro che gia' durante le ferie mi aveva rimpiazzato Mi dice che lui non ha piu' bisogno di me e che non avendo mai pagato le spese di alloggio,non potevo usufruire piu' dello stesso e che mi aveva messo fuori tutte le mie cose.Il problema e che lui quando abbiamo fatto il contratto,sullo stesso non ha scritto che usufruivo del vitto e dell'alloggio ma me l'ho ha detto a voce anzi me l'ho ha scritto in una e-mail prima di inviarmi il contratto.Ritornando a noi io non sapendo cosa fare e non potendo rientrare a lavoro continuo la malattia fino al 10 novembre.L'11 novembre rientro in albergo chiedendo la scheda per entrare in cucina.Ma mi viene detto dallo stesso personaggio che io per rientrare avrei dovuto farmi fare un certificato dal mio medico di guarigione completa avendo superato i 60 giorni di malattia e che mi aveva messo in ferie fino al 29 novembre per questo motivo.Cosi va' a finire che io chiamo i carabinieri e faccio verbalizzare il tutto ugualmente come fa' lui.Alche il 17 novembre mi viene recapitato un licenziamento per giusta causa con svariate motivazioni inesistenti e che non possono causare un licenziamento in tronco.Mi rivolgo ad un sindacato di categoria e il 26 novembre viene impugnato il contratto.Ora in breve volevo chiederle per legge cosa vale quel documento che mi ha fatto firmare?E un accordo privato e quindi i pagamenti anche se fatti non li posso dimostrare.Poi volevo chiederle per me che ero residente fuori regione il ccnl turismo non prevede un alloggio obbligatorio anche se non specificato nel contratto??Quanto tempo ha il sindacato in caso non riesca ad accordarsi in sede sindacale per depositare il ricorso in tribunale?Non mi ha pagato neanche il TFR e possibile far rientrare anche quello nel ricorso??Cortesemente mi puo' dare un po' di luce su questi argomenti di cui lei e esperto.

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    1. Dimenticavo di dirvi che il mio contratto scadeva il 15 gennaio di quest'anno.

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    2. Ciao Giuseppe!
      Quando ci si affida a un sindacato per una vertenza bisogna fidarsi del sindacato stesso, ponendo al sindacalista di rifermento tutti i quesiti inerenti la propria pratica, senza quindi rivolgersi altrove perché da persone non a conoscenza in dettaglio della questione potresti ricevere informazioni errate che poterebbero portarti fuori strada.-
      Comunque un documento sottoscritto, purtroppo è valido a tutti gli effetti di legge, anche se non è scritto in italiano, con tutto quello che ne consegue.-
      L'alloggio per essere compreso, e quindi a carico del datore di lavoro, deve essere espressamente previsto dal contratto.-
      In mancanza di accordo, il sindacato ha 180 giorni di tempo a decorrere dalla data del verbale di mancato accordo, per depositare il ricorso in tribunale.-

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    3. Il contratto e stato impugnato ma da quel momento non e stato fatto piu' niente da parte del sindacato....quindi i 180 giorni partono dalla data di impugnazione??

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    4. Ciao Giuseppe!
      NO!
      I 180 giorni partono dalla data del verbale di mancato accordo, perché dovrebbe comunque esserci un tentativo di conciliazione da parte della direzione provinciale del lavoro.-
      Ti consiglio quindi di sollecitare il sindacato affinché organizzi il prima possibile questo incontro.-

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  65. Buongiorno, è possibile obbligare il dipendente a dimettersi? in tal caso il dipendente perde tutti i diritti anche quelli di poter eseguire una causa in futuro ?

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    1. Se un dipendente presenta le dimissioni volontarie perde ogni diritto sia per un'eventuale causa in futuro che a livello di indennità di disoccupazione, quindi deve o presentare le dimissioni per giusta causa, ovviamente se ce ne sono i presupposti o deve farsi licenziare.-

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  66. BUONA SERA AVVREI ANCHE IO UN DOMNDA,HO LAVORATO COME BADANTE ED IL 8 MARZO SONO STATA LICENZIATA PERCHE IL MIO DATORE DI LAVORE E MORTO.ADESO I FIGLI MI DICONO CHE ALLA CHIUSURA DEL CONTRATO MI SPETANO SOLO 8 GIORNI QUELLI FINO ALLA MORTE DEL DEFUNTO.MA IN QUESTI CASI NON CE DA PAGARE ANCHE IL PREAVISO 15 GIORNI PIU 8 CHE HO LAVORATO A MARZO,MI PUO DARE UN RISPOSTA ,GRAZIE MILLE.SIMONA.I

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    1. Ciao Simona!
      SI!
      il CCNL colf e badanti prevede in caso di licenziamento, a prescindere quindi dalla causale del licenziamento stesso, un preavviso di 15 giorni di calendario.-

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    2. Buonasera,
      56 anni, contratto commercio 1 livello, assunta il 01.04.2003, unica dipendente con responsabilità amministrative in società di consulenza direzionale, sono stata licenziata con RA, notificatami il 15 Febbraio 2017.
      Mi è stato detto che devo fare il preavviso sino al 15 Giugno e in questo periodo mi stanno facendo lavorare ininterrottamente per assicurare alla società un passaggio soft di tutta la contabilità e tesoreria ad un commercialista di loro fiducia.
      Vorrei interrompere a breve il rapporto, senza aspettare il 15 Giugno. Mi possono trattenere qualcosa anche se sono stata licenziata, per un mero calcolo di taglio dei costi? Grazie in anticipo ed una buona pasqua a tutti. Candida

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    3. Purtroppo SI!
      Se non rispetti il preavviso previsto dal tuo contratto, avrai detratti dalle tue competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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  67. Buongiorno Dott. Censori,
    mi hanno dato il preavviso di licenziamento spettante dal mio tipo di contratto ossia quello metalmeccanico industria. Se volessi mettermi in malattia, i giorni di malattia vanno a scalare sui giorni di preavviso ? Non vorrei più tornare in quel posto...
    Un saluto e buona giornata

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    1. Purtroppo NO!
      Se ti metti in malattia il datore di lavoro può prolungare il preavviso e farti recuperare i giorni di malattia, devi quindi cercare di metterti d'accordo tenendo presente che se non ti presenti più al lavoro avrai detratti dalle tue competenze maturate, tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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    2. Grazie mille sempre gentilissimo buona serata

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    3. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  68. Buona sera Dott.Censori,per via dei miei problemi alle ginocchia(intervento meniscopatie dx e gonartrosa bilaterale) non riesco piu a fare il mio lavoro in edilizia. Dopo 2 mesi di malattia (gennaio,febbraio 2017) non mi sono più presentato al lavoro, cioé dal 1marzo. Ho fatto assenze ingiustificate quasi 60 giorni e il titolare non mi licenzia. In questo tempo ho ricevuto una lettera chiedendo giustifica per le assenze e una seconda lettera dicendo che il mio rapporto di lavoro rimane, in assenza di formali dimissioni presentate. Cosa posso fare?

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    1. Se continui a non far seguito alle raccomandate del datore di lavoro, prima o poi sarà costretto a licenziarti, Ti consiglio comunque di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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