domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

184 commenti:

  1. Buongiorno,
    sono stata assunta in data 28/01/14 in un azienda proprietaria di 5 negozi. Ad oggi il titolare mi viene a dire che alla fine del contratto di prova cioè in data 19/04/14 mi dovrà mandare via nonostante sia una persona valida efficiente ecc. perché chiuderà un punto vendita. Tutto questo è legale? Ha assunto dopo di me anche un altra impiegata che non verrà licenziata. E tra l'altro avrò diritto alla disoccupazione? Ho lavorato fino a metà gennaio in un altro posto di lavoro,
    Grazie per l'interessamento

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    1. Purtroppo SI!
      Al termine del periodo di prova il datore di lavoro può interrompere il rapporto di lavoro, perché il periodo di prova serve proprio per verificare se il lavoratore ha i requisiti necessari per svolgere le mansioni che gli sono state affidate.-

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  2. salve lavoro con una ditta da 10 anni con contratto indeterminato il datore di lavoro mi ha mandato a casa per cig allora che lui a chiamato un altra persona con contratto determinato,il giorno dopo mi ha mandato a casa 2 racommandate dicendo che io lo offeso e che io sono agressivo, cosi non verri sono andato al cgil chi mi hanno fatte mandare 2 lettere come risposta dicendo che quello che dice il datore e falso, adesso voglio sapere si lui puoi licenciare me con per questo motivo e si mi licencie ho il dirito a mobilita disouccupazione e TFR sapendo che sono l´unico rimasto in questa azienda con contratto indeterminato e che che altre 2 che lui a chiamato con contratto determinato e che ho 47 anni lui ha fatto di tutto per licenciare me e ho fatto una dennuncia chi datta dal 2012 presso inspecteur di lavoro per il pagamento di cig. gracie

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    1. Purtroppo alla terza lettera di richiamo può seguire il licenziamento per giusta causa, ma nel tuo caso potrai eventualmente impugnare il licenziamento.-
      Se verrai licenziato avrai comunque diritto a tutte le competenze maturate, TFR compreso, e all'indennità di disoccupazione (ASPI).-

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  3. buona sera dott. Censoni vorrei sapere quale può essere lo scopo e se nel caso avrà conseguenze sui dipendenti, la decisione dell'azienda in questo caso una srl, di licenziare e liquidare a poco a poco tutti i dipendenti e nello stesso tempo riassumerli
    Ringraziando anticipatamente le porgo distinti saluti

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    1. NO!
      Un'azienda non può licenziare tutti i dipendenti per poi riassumerli, presumo quindi che sia previsto un cambio societario e che quindi venite licenziati da un'azienda per essere poi assunti da un'altra.-

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  4. Egr dottore sono impiegato presso una srl con contratto part-time, l'azienda mi ha cambiato unilateralmente l'orario distribuendomelo in modo tale da dover andare a lavoro un giorno in più. Sono intenzionato a chiedere l'aiuto dei sindacati dato che non è mia volontà accettare questo cambio di orario, ma volevo un suo parere sulla questione dato che il datore di lavoro mi ha minacciato che se non rispetto alla lettere l'orario indicatomi prenderà dei non meglio precisati provvedimenti. Sono obbligato ad accettare il nuovo orario? E se no come mi devo comportare se il datore di lavoro non mi permette, impedendomelo materialmente, di rispettare i vecchi orari?
    La ringrazio anticipatamente
    Bruno

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    1. Ciao Bruno!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  5. buonasera dottore, vorrei un Suo parere sulla seguente situazione:
    Lavoro dal 1994 in una società srl con meno di 15 dipendenti che adotta il contratto nazionale metalmeccanici con inquadramento al 6 livello con mansioni di responsabile produzione .Da più di quattro anni, per problemi legati a calo di commesse, stiamo usufruendo di Cig ordinaria alternata a periodi di Cig in deroga che io ho fatta tutta a zero ore;
    La domanda che Le pongo è la seguente: poichè a fine luglio finiremo il diritto alla CIG l'Azienda procederà al licenziamento mio e di altre due persone volevo sapere se il periodo di CIG può essere considerato sostitutivo del periodo di preavviso. In altre parole avendo io quattro mesi di preavviso posso essere licenziato a fine marzo e lasciato in cassa integrazione fino a fine luglio considerandolo questo periodo come preavviso ma retributo dall'INPS come CIG e non facendomi lavorare e quindi non con la mia retribuzione ?
    Non so se sono stato chiaro
    La ringrazio per la risposta.
    Giuseppe

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    1. Ciao Giuseppe!
      NO!
      Il periodo di CIG non può essere considerato come periodo di preavviso, quindi se vieni licenziato o l'azienda ti fa lavorare per il periodo di preavviso previsto dal Tuo CCNL in base al tuo livello di inquadramento e alla Tua anzianità di servizio, o dovrà corrisponderti l'indennità di mancato preavviso.-

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  6. Salve, sono stao mandato da una azienda italiana a lavorare fuori dalla comunitá europea con un contratto di un anno. Scaduto il contratto ho continuato a lavorare senza contratto con la promessa di rinnovarlo presto. Ho lavorato cosí per altri due anni, ora sono due mesi che il datore di lavoro non mi paga perché dice che non ha soldi, cosa posso fare?

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    1. Purtroppo lavorate senza contratto significa lavorare in nero, e questo vuol dire che se non paghi ne tasse ne contributi, poi non puoi nemmeno far valere i tuoi diritti.-
      Il problema infatti a questo punto è che per aprire vertenza o intentare una causa al tuo datore di lavoro devi avere delle prove e delle testimonianze a tuo favore inerenti la Tua attività lavorativa, e spiegare perché hai accettato di lavorare senza contratto.-

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  7. Buona sra Dott. Censori,
    gg 31 Marzo mi licenzieranno e avrò diritto alla MINI ASPI.
    Le scrivo per sapere se per caso... dopo 10 gg o anche di più dal licenziamento trovassi un lavoro per 2/3 mesi... dopo avrò sempre diritto alla MINI ASPI o la perdo?

    Grazie in anticipo.

    Arrivederci

    Michele

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    1. Ciao Michele!
      NO!
      Non c'è problema!
      Per il diritto alla Mini Aspi devono esserci almeno 13 settimane di lavoro nell'ultimo anno, partendo a ritroso dalla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro, e l'unico problema nella Tua ipotesi è che per far ripartire la Mini Aspi dovresti ripresentare una nuova domanda all'INPS.-

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  8. dott.io o contrato igiene ambientale indeterminato ,come poso prendere dezocupazione ?non volio più sta con questa ditta e purtropo o una bimba de 7 mezi,o de le promesi pero per coprirmi magari prendevo quaicoza fine al momento quando comincio il nuovo lavoro,grazie

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    1. Purtroppo se presenti le dimissioni non avrai diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi nemmeno all'indennità di disoccupazione, devi pertanto farti licenziare.-

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  9. Salve,
    innanzitutto vorrei ringraziarla per la disponibilità.
    Le spiego in breve la mia situazione.
    Lavoro da aprile 2010 in un negozio di proprietà di una srl abbastanza grande e famosa che ha in tutta Italia più di 100 punti vendita.
    Abbiamo saputo in via ancora ufficiosa (ci spetta solo un mese di preavviso) che a luglio verrà chiuso il punto vendita in cui lavoro io con altri due colleghi. Uno di noi ha il 5 livello telecomunicazioni, noi altri due il 3 livello sempre telecomunicazioni a tempo indeterminato. La mia domanda è: cosa ci spetta? ci hanno detto i nostri superiori che di solito garantiscono almeno 6 mesi di stipendio in modo da non lasciarci proprio in mezzo alla strada, ma io vorrei sapere se prima di licenziarmi devono propormi almeno un trasferimento presso un altro punto vendita in qualunque posto esso si trovi o se possono su due piedi mandarmi a casa. Ho, in caso di licenziamento, diritto alla prelazione in caso di nuove assunzioni? e se si, per quanto tempo?
    Grazie anticipatamente.

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    1. - Se il licenziamento viene effettuato nel rispetto dei criteri di legge, non vi spetta "niente" oltre ovviamente alle competenze maturate.-
      - SI! In alternativa al licenziamento, ovviamente dandovi il preavviso previsto dal Vostro contratto in base al Vostro livello di inquadramento e alla Vostra anzianità di servizio, devono proporvi un trasferimento ad altra sede.-
      - Se il punto vendita viene chiuso il problema della prelazione non si pone, mentre se non viene chiuso o viene chiuso e successivamente riaperto il periodo di prelazione è fino a 6 mesi.-

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  10. Buongiorno Dott. Censori,
    lavoro da novembre 2011 con un contratto a tempo determinato con scadenza a maggio 2014. La società mi ha comunicato che alla scadenza il mio contratto non sarà rinnovato e da qualche mese non mi vengono assegnate attività da svolgere (praticamente il mio lavoro attualmente consiste nel recarmi in ufficio). Data la situazione di stress che sto vivendo vorrei interrompere il prima possibile questo stallo per cercare attivamente lavoro. Il mio quesito è: quali alternative ho per interrompere l’attuale contratto al più presto senza perdere liquidazione e Aspi visto che sarà l’unica mia futura fonte di reddito?
    La ringrazio in anticipo per la disponibilità.
    Luigi

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    1. Ciao Luigi!
      Purtroppo nessuna!
      Se presenti le dimissioni non avrai diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali e quindi nemmeno all'ASPI, pertanto o cerchi di "resistere" fino a maggio, o devi farti licenziare.-

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  11. buonasera...lavoro come autista per una coperativa assunto con contratto nazionale a tempo indeterminato.dal 01-06-2011. Causa infarto in data 24-06-2013 ho fatto 180 giorni di malattia con scadenza 24-12-2013. Dal 24-12-2013 al 07-01-2014 ferie. Dal 08-01-2014 causa ricaduta di nuovo in malattia. La mia domanda è : puo la ditta licenziarmi ? se si per quale motivo! la ringrazio per la risposta.

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    1. Con le ferie hai interrotto i termini, ma se rimani ancora in malattia per più di ulteriori 180 giorni potrai essere licenziato per superamento del periodo di comporto.-

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  12. Salve volevo porle una domanda in merito alla mia posizione lavorativa. Verrò licenziato in data 28 febbraio ( senza nessun preavviso, il mio contratto è da impiegato settore commercio 5° livello a 30 ore settimanali ) e poi probabilmente riassunto con un contratto o di Apprendistato oppure con contratto Part-Time. Mi chiedevo è possibile tutto ciò e se si è anche possibile essere riassunti come Apprendisti ?

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    1. NO!
      Per legge non si può essere licenziati e riassunti successivamente con contratto di apprendistato dalla stessa azienda.-
      Per quanto riguarda il rapporto di lavoro part-time o il tipo di part-time il tutto è legato all'accordo tra le parti.-

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  13. Domani è il grande giorno ed ultimo per l'invio da parte delle aziende del "CUD/2014". In questi giorni ne ho approfittaato per fare una crociera navigando in internet. Possibile che si parli solo di termine ultimo, di come inviarlo, di come compilarlo ....e nessun riferimento alle sanzioni è fatto nei casi di consegna oltre la data stabilita del 28/02/2014.
    La consegna oltre la data stabilita come nella maggior parte dei casi accade si differisce addirittura agli ultimi giorni della presentazione dei 730.
    Esiste una legge che sanzioni il ritardo partendo da un giorno altre la data stabilita?
    Grazie Renato.

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    1. Ciao Renato!
      Consegna CUD:
      Sanzioni
      Nell’ipotesi in cui si ravvisi la mancata emissione della certificazione oppure siano evidenti errori nelle certificazioni emesse (come precisato dal ministero delle Finanze nella circolare 25 gennaio 1999, n. 23) l’art. 11, comma 1, lett. a), D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, prevede l’applicazione di una sanzione compresa tra euro 258 ed euro 2.065. In linea teorica tale sanzione dovrebbe essere applicata anche nel caso in cui la certificazione sia consegnata agli interessati decorso il termine previsto dall’art. 4 del Dpr n. 322/1998. Nel caso di ritardo nella consegna dovrebbe, tuttavia, trovare applicazione l’esimente prevista dall’art. 6, comma 5-bis del D.Lgs. n. 18 dicembre 1997, n. 472 che sancisce la non applicazione di sanzioni in caso di violazioni meramente formali che non incidono:
      • né sulla determinazione dell’imponibile o dell’imposta;
      • né sull’attività di accertamento.
      Il ritardo nell’emissione della certificazione dovrebbe, quindi, ricadere nell’ipotesi di non punibilità, in quanto lo stesso sembra integrare le condizioni richieste dalla disposizione appena citata. A sostegno di questa tesi si ricorda che il ministero delle Finanze, nella circolare 3 agosto 2001, n. 77/E, ha sottolineato che la causa di non punibilità di cui al comma 5-bis, art. 6, D.Lgs. n. 472/1997 può essere applicata in relazione ad omissioni che prevedono sanzioni in misura fissa, non legate, cioè, all’ammontare del tributo. Inoltre, sempre nella circolare citata, è stato precisato che “violazioni potenzialmente idonee ad incidere negativamente sull’attività di controllo, come ad esempio le irregolarità formali relative al contenuto delle dichiarazioni di cui all’articolo 8, comma 1, del D.Lgs. n. 471 del 1997, non siano punibili, essendo risultato in concreto che le stesse, anche per effetto dell’eventuale regolarizzazione delle medesime, non abbiano ostacolato l’azione dell’Ufficio”.
      La ritardata consegna delle certificazioni non dovrebbe, quindi, essere sanzionata nell’ipotesi in cui il contribuente adempia spontaneamente alla prescrizione normativa, anche successivamente al termine previsto dalla legge.

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  14. Ciao
    Sono un dipendente di una nuova azienda che per motivi burocratici non abbiamo ancora iniziato a lavorare anche se io da inizio febbraio 2014 sono assunto come operaio qualificato a tempo indeterminato mi spetta qualcosa per questo tempo o devo chiedere il licenziamento e farmi assumere da qualche altra parte .Grazie mille in anticipo

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    1. SI!
      Se sei stato regolarmente assunto hai diritto alla retribuzione, Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  15. Buonasera Dott. Censori, l'azienda per la quale lavoro da diversi anni a tempo indeterminato ci ha chiesto di firmare le dimissioni da loro redatte e contestualmente firmare un nuovo contatto (ragione sociale diversa, stesso titolare, stesso luogo di lavoro). La nuova azienda non prenderà la gestione dell'attuale, ma "presterà lavoro" a quest'ultima. Il titolare dice che non cambia nulla in termini di retribuzione, contribuzione, tempo indeterminato e che ferie/permessi/tfr vengono trasferiti sul nuovo contratto. E' possibile? Ho chiesto di prendere visione in via anticipata del nuovo contratto, ma mi è stato detto che non è possibile. Grazie in anticipo

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    1. p.s. meno di 15 dipendenti

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    2. Il fatto che ti sia stato detto che non puoi prendere visione in via anticipata del nuovo contratto mi va venire il sospetto che ci sia un qualche "imbroglio", quindi devi porre attenzione a quello che fermi, e sarebbe comunque opportuno che Tu ti facessi assistere da un sindacato, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL.-
      Infatti devono consegnarti una lettera della ditta vecchia in cui ti comunicano che tutte le tue competenze maturate, TFR compreso, verranno trasferite alla nuova ditta, e una lettera della nuova ditta in cui ti comunicano che hanno preso in carico tutte le competenze, TFR compreso, della vecchia ditta, e si impegnano a rispettare tutti i Tuoi diritti acquisiti con la vecchia ditta.-

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  16. Gentile Dr. Censori
    ho un quesito che le vorrei sottoporre
    lavoro per un azienda a tempo indeterminato da ben 8 anni, a voce ci è stata data notizia che chiuderanno a brevissimo..e al momento siamo rimasti in 2 dipendenti. Immagino che molto probabilmente ci licenzieranno per giustificato motivo oggettivo..a questo punto Le chiedo come devo/posso comportarmi per uscirne al meglio?Grazie per la sua disponibilità

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    1. Purtroppo se l'azienda chiude per cessazione dell'attività puoi fare poco, cioè puoi richiedere il pagamento di tutte le competenze maturate preavviso compreso, e presentare all'INPS la domanda per l'ASPI.-

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  17. Grazie è la prima volta che ricevo una risposta così celere!
    Ma a tal proposito..nelle informazioni riportate in alto è indicato:"Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24." questa disposizione non può riguardarmi? perchè altrimenti non ho capito a chi è rivolta...Grazie ancora e complimenti per il servizio che ci date!

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo NO!
      Il pagamento dell'indennità aggiuntiva da 12 a 24 mensilità non riguarda i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e non riguarda le aziende artigianali.-

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  18. salve dott. Censori,
    Ringrazio anch'io come tutti, per il contributo e le informazioni che ci da e nonostante ho letto tutto ciò che c'è stato scritto fino qui, non riesco a trovare una risposta adeguata al mio problema. Sono stato assunto con un contratto p/t indetterminato a 19ore settimanali settore turismo, ccnl, da 4 anni in una ditta srl, ma uno dei soci è andato via a novembre, per intenderci, l'unico socio (di 3 ) lavoratore, che gestiva anche il locale dove lavoro, 8 dipendenti tutti assunti p/t. Entrato in società, il nuovo capo, ha inizialmente inserito altre 2 persone nell'organico (cioè moglie e la madre tra l'altro incompetenti totalmente nel lavoro da svolgere, perciò il nostro lavoro raddoppiava), cambiato gli orari di tutti, ma siccome noi avevamo degli orari ben definiti nel nostro contratto (sebbene facevamo degli straordinari, che venivano regolarmente pagati in busta ma per motivi burrocratici spiegati dal nostro ex capo, di almeno 30 ore settimanli ), il nuovo capo, non ha semplicemente cambiato l'orario ma ci costringeva a lavorare ad esempio di sabato sera, fino alle 3 di notte, per poi iniziare domenica mattina alle 7, perche alcuni di noi avevano di contratto la domenica inclusa, come giorno lavorativo (purtroppo me compreso). In seguito ai nostri lamenti, perche, quando ci lasciava a casa, di riposo, senza aver fatto nessun tipo di variazione orario nel nostro contratto, non solo in busta non c'era nessun aumento notturno per il lavoro svolto (perche purtroppo il nostro contratto non lo contemplava) ma anche riposando nei giorni prescritti da lui, e non modificati sul contratto, ci venivano decurtate le ferie e i rol (pure).. Questo discorso è le nostre continue discussioni al riguardo, sono andate avanti fino adesso, che abbiamo rivevuto io ed un altra mia collega, una lettera di licenziamento con la motivazione della cessazione di attività, ma a voce ci è stato detto che non chiudono e che vogliono rinnovare il personale con ragazze più giovani e più attraenti e che se vogliamo, possiamo venire a lavorare lì come prima, ma in nero o con i voucher perche hanno bisogno di noi, visto che siamo esperti, ma che non riescono più a pagare i contributi per noi e che con quello che ci spetta pagherebbero due persone al posto di una, anche se più inesperti. Ricevuta la raccomandata di preavviso licenziamento imminente per chiusura attività e a detta di loro, che non chiuderanno nemmeno un giorno ma cambiano soltanto la ragione sociale, la mia domanda è: posso impugnare il licenziamento solo perche cambia la ragione sociale ma l'attivita, non è vero che chiude? Posso, per caso, chiedere un risarcimento (o almeno quello che mi spetta) x il lavoro notturno svolto in questi mesi e che mi è stato fatto passare x orario normale o semplici ore supplementari, portando dei testimoni, clienti che abitualmente frequentano il locale? quali sono le mie possibilità?
    ringrazio anticipatamente
    Fausto.

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  19. PS: noi ancora non abbiamo finito di lavorare, secondo il nostro preavviso di licenziamento, e il capo sta spargendo la voce tra i clienti che cerca personale e quasi tutti i giorni arrivano persone nuove per un coloquio e qualcuno di nuovo alla sera in fine settimana lo affianca a noi perche imparino da noi qualcosa:-( Ma si può fare? Fausto.

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    1. Ciao Fausto!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento e per farti tutelare ed assistere per il meglio.-
      Infatti se sei stato licenziato per chiusura attività e ciò è non dovesse corrispondere a verità, potrai richiedere di essere reintegrato in servizio.-

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  20. Salve dott. Censori,ho dato le dimissioni per giusta causa dopo essere stato consigliato,ma mi sono reso conto che tale causa non sussiste, che cosa mi succederà?mi toglieranno anche il Tfr?

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  21. Do per assodato che non ho diritto all'ASPI, ma vorrei sapere se mi spetta comunque il Tfr
    Grazie mille

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    1. Se hai dato le dimissioni per giusta causa, ma la giusta causa non sussiste, hai comunque diritto al TFR e a tutte le competenze maturate, e l'unico problema è che se non hai dato il preavviso, ti verranno tolti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanti sono i giorni di mancato preavviso.-

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  22. Salve, lavoro come autista da10 anni. il mio titolare mi ha intimato mesi fa di prendere a mie spese una patente di categoria E perché intendeva cambiare un camion. Ora a cambio avvenuto, mi ha presentato lettera di licenziamento per motivo oggettivo.
    Avendo in ditta comunque un altro camion che posso guidare con la mia patente, secondo lei impugnando il licenziamento posso spuntare qualcosa?
    Nel caso, quante mensilità sarebbero oltre ai 8mesi di disoccupazione???
    ditta piccola... 2dipendenti.
    grazie

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    1. SI!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento, ed hai solo 60 giorni di tempo per farlo, per richiedere un congruo risarcimento danni che può variare dalle 3 alle 6 mensilità aggiuntive.-

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  23. Beba Roma
    Salve Dottore la mia è una situazione complicata , lavoravo con partita iva presso una nota azienda assicurativa, ed anche se risultavo autonoma ero dipendente a tutti gli effetti! Qualche giorno fa sono stata convocata in sede e subdolamente mi hanno fatto riconsegnare materiale in mio possesso ed intimato a riconsegnare le chiavi dell'ufficio presso il quale lavoravo sostenendo verbalmente che non dovevo più rientrare per gravi motivi imputati ingiustamente a me e neanche dimostrabili. Ero forse diventata scomoda a qualcuno! La mia domanda è questa: Anche se risultavo indipendente dalla società , ma non lo ero ,per cessare un contratto di collaborazione in tronco ci voleva qualcosa di scritto ed inotre un mimimo di preavviso? Grazie anticipatamente per la risposta!











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    1. Purtroppo se lavoravi con partita IVA per legge eri una lavoratrice autonoma quindi non avevi diritto ad alcuna tutela riservata ai lavoratori dipendenti, pertanto puoi solo verificare se a suo tempo avevi sottoscritto un contratto con l'azienda, e le eventuali clausole di rescissione del contratto stesso.-

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  24. Buongiorno, il mio datore di lavoro (azienda ccnl artigiani grafici con 3 dipendenti in cui sono unica impiegata 4°liv.) ha chiaramente espresso il suo odio verso di me dopo 7 mesi di continuo mobbing (ho ricevuto 5 contestazioni disciplinari in 6 mesi assolutamente ingiustificate e ho impugnato l'unica multa addebitatami) solo per essermi rifiutata dopo 17 anni di continuare a svolgere mansioni inferiori che non mi competono e per le quali non ho mai ricevuto neanche un "grazie". Ora mi ha chiesto di arrivare ad un accordo economico purchè me ne vada! Non so come comportarmi, se mi dimetto perdo l'aspi e il diritto all'iscrizione nelle liste di mobilità, quindi dovrebbe risarcirmi di queste mensilità più tfr e più una buonuscita? E come la quantifico? Ho 55 anni e lavoro 25h/w. Conviene che mi licenzi? E se sì non l'ha fatto perchè sa che gli farei causa e dovrebbe pagare lo stesso?
    Insomma come dovrei agire? Grazie per il suo preziosissimo consiglio

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Se presenti le dimissioni non potrai iscriverti alle liste di mobilità e non avrai diritto all'ASPI che nel tuo caso potrebbe durare fino a 14 mesi, quindi non c'è motivo per cui tu debba presentarle se non hai un nuovo rapporto di lavoro in vista.-
      Ti consiglio quindi di farti licenziare, se necessario anche per giusta causa, visto le 5 contestazioni disciplinari che hai già ricevuto, che non comprometterebbero il diritto all'ASPI.-

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  25. Buona sera signor Censori sono stato licenziato per giuetificato motivo oggettivo per perdita di fatturato etc etc senza preavviso, due giorni dopo vado a fare domanda al centro per l'impiego per la disoccupazione, e dopo un giorno al patronato che mi hanno rilasciato la ricevuta per l'accettazione della domanda di disoccupazione. Passano altri due giorni la ditta che mi ha licenziato mi telefona e mi chiede se voglio essere riassunto però abbassandomi lo stipendio, la mia domanda è ma tutto questo si può fare? E se io dicessi di no nel momento che io impugno il licenziamento riuscirei ad ottenere il mio risarcimento ?

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    1. Purtroppo di questi tempi, con la crisi economica in atto, è possibile tutto e il contrario di tutto.-
      Nel Tuo caso quindi hai due possibilità:
      - Accettare la proposta del Tuo ex datore di lavoro e riprendere quindi l'attività lavorativa anche se con uno stipendio più basso.-
      - Impugnare il licenziamento, ed hai solo 60 giorni di tempo per farlo, e richiedere un congruo risarcimento danni che può variare dalle 3 alle 6 mensilità aggiuntive.-

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  26. Salve. Io ho un lavoro domestico -golf- indeterminato, ma per motivi personali mi voglio dimettere. Domanda: dopo licenziamento ho diritto ai assegni familiari? Grazie.

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    1. Purtroppo NO!
      Gli assegni familiari sono legati a un'attività lavorativa, quindi non ne avrai più diritto una volta che ti sarai licenziato.-

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  27. Lavoro presso azienda con CNNL Terziario Commercio grande distribuzione.
    A gennaio 2014 è stata chiusa la filiale dove lavoravo io. L'azienda ci ha comunicato che verremo messi in mobilità e che non necessita del nostro lavoro c/o le altre filiali. Però invece nei fatti, ci fa andare a lavorare nelle filiali dove c'è carenza di personale, anche oltre 50 km di distanza senza nessun rimborso. Ho rifiutato l'accordo sindacale perchè dopo la mobilità resterò sicuramente senza lavoro, avendo 50 anni di età. Cosa che non accadrà agli altri due colleghi che passeranno dalla mobilità alla pensione. Ho qualche chances di essere reintegrato? Ho diritto a chiedere le spese di rimborso se nel periodo di preavviso mi mandano a lavorare lontano da casa? Oppure ho diritto a rifiutarmi di andare così lontano? Con il mio rifiuto e quindi con il mancato accordo, possono modificare il tipo di licenziamento da mobilità a licenziamento in tronco? Nell'attesa del suo prezioso responso, porgo i più distinti saluti.

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    1. Purtroppo se hai rifiutato l'accordo sindacale chi pensi che possa tutelarti nei tuoi diritti?
      Io credo che da solo non vai da nessuna parte, quindi se non ti trovi un buon avvocato competente in materia, dovrai attenerti a quello che deciderà l'azienda.-

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  28. Buongiorno signor Censori,
    Ho lavorato per un anno in un ristorante non mi e' stato rinnovato il contratto,
    motivazione: non ci sono motivazioni sei perfetta anzi sprecata per questo lavoro
    ma sei vecchia per il tempo indeterminato, la mia domanda e' potevano farlo?premetto che ero in mobilita':

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    1. Purtroppo SI!
      Un datore di lavoro non è obbligato rinnovare un contratto alla scadenza, quindi puoi rientrare in mobilità in attesa di una nuova offerta di lavoro.-

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  29. buongiorno signior censori. mi devo scusare con lei perché non scrivo bene italiano.ho lavorato per 3anni una casa di riposo che gestire un prete. avevo contratto indeterminato.in dicembre 2012 saputo che sono mallata. ho mallatia patologicha-grave.comminciato fare le cure,dopo primo ciclodi cura mi venuta embolia polmonale. sono stata in mallatia diciamo forcata perché io vuolevo riprendere il mio lavoro sono andata 3 volte parlare con mio dattore di lavoro pero lui mi diceva prendere giorni di mallatia opure le ferie.quando io in mallatia lui preso una persona.qesta persona doveva rimanere soltanto per coprire le ragazze che vanno in ferie.un certo punto odetto che io vorrei ritornare a lavorare.mi sentivo abbastanca bene e faccevo tutti lavori quelli che dovevo fare.il 8 novembre finito turno e lui mi licenciato in tronco come si dice.licenciato me con contratto indeterminato ma lasciato questa donna che aveva contratto determinato. mi adetto che mi licencia per motivi economici.pero questa donna aveva contratto che finiva a novembre poi erimasta qualche giorno a casa e stata assunta di nuovo.ho impugniato licenciamento pero non so cosa posso aspettare nel mio caso e cosa si puo fare.grazie e chiedo scusa per la scrittura. scusate tutti.

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    1. Se hai impugnato il licenziamento avrai diritto a un risarcimento danni che potrà variare dalle alle 6 mensilità aggiuntive.-

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  30. in data 1 marzo ho ricevuto la lettera di licenziamento a decorrenza 31 marzo
    attualmente sono in ferie che scadono proprio il 31 marzo
    lavoravo come part-time da 4 anni, vorrei sapere se prima del 31 marzo posso accettare un' altro part-time durata 3 mesi e poi chiedere la disoccupazione o vado a
    perderla se accetto questo nuovo lavoro?Grazie

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    1. Per accettare un altro rapporto di lavoro prima del 31 marzo devi prima chiudere il rapporto di lavoro in essere, e alla scadenza avrai ancora diritto all'ASPI.-

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  31. buongiorno dott. Censori.sono in una situazione spiacevole...ho deciso di fare da responsabile in un negozio all' interno di una struttura alberghiera di cui il proprietario del negozio e' lo stesso dell'albergo.mi sono licenziata dal precedente lavoro e dopo 2 mesi e mezzo sono stata assunta qui.ho un contratto a tempo indeterminato(per fortuna sono riuscita a farmelo fare).essendo un negozio nuovo aperto a ottobre ho insistito piu volte per la pubblicita' per le promozioni per attirare la clientela ma non avendo parola in queste cose e' stato fatto ben poco(1 volantinaggio in 5 mesi).dopo 2 mesi e mezzo gia il datore di lavoro non vedendo risultati ha incominciato a dire che probabilmente e' colpa mia se non entra gente e che probabilmente dovremmo rivedere il mio stipendio.attraverso altri professionisti che mi conoscono ho approvato il fatto di non avere colpe e che anzi la fidelizzazione delle clienti che sono entrate c'e.ora sono passati 5 mesi e ancora dovrebbe partire una pubblicita' e quello che ho chiesto e' di continuare a farla per un po ma non c e verso di farlo ragionare.purtroppo vivo in una situazione di disagio perche non riesco a lavorare per mancanza di clientela e perche il proprietario mi mette molto a disagio e non mi da le condizioni per lavorare.ora mi chiedo:mi puo diminuire lo stipendio? e se mi licenziasse per quale motivo dovrebbe farlo? e soprattutto se dovessi essere licenziata potrei prendere la disoccupazione? la ringrazio in anticipo

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    1. - NO! Il Tuo datore di lavoro non può ridurti lo stipendio senza il tuo consenso e comunque non può scendere al di sotto dei limiti contrattuali.-
      - Se verrai licenziata presumo che verrai licenziata per calo di lavoro e non per tue responsabilità, perché in quest'ultimo caso potresti impugnare il licenziamento.-
      - SI! Se verrai licenziata avrai comunque diritto all'ASPI.-

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    2. anche se non e' passato un'anno dall'assunzione?a quanto ammonta l aspi e per quanto tempo?e come mi dovrei muovere in caso di licenziamento?logicamente spero di trovare un posto prima di dover ricorrere alla disoccupazione.e soprattutto sono stata consigliata di non licenziarmi nonostante lo stress lavorativo ed alla condizione di disagio che vivo.guadagno 1450 e ho 30 anni.non sputo nel piatto dove mangio ma non sono il tipo che dice "chi se ne frega guadagno non facendo niente tanto sono una dipendente"...anzi...insisto per poter lavorare e non stare seduta su una poltrona approffittandone.grazie di tutto e' stato molto gentile

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    3. Per il diritto all'ASPI le condizioni necessarie sono le seguenti:
      - Bisogna avere almeno due anni di anzianità all'INPS.-
      - Bisogna avere almeno un anno di lavoro negli ultimi due.-
      - Bisogna essere licenziati o deve essere scaduto il contratto.-
      L'importo dell'ASPI, che può durare fino a 8 mesi per i primi 6 mesi è pari al 75% della media delle retribuzioni degli ultimi due anni.-

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  32. Buongiorno Dottore, la mia situazione e' un po' particolare: io sono stata licenziata nel mese di novembre, avevo un contratto a tempo indeterminato, per mancanza di commesse. A gennaio scopro di essere incinta ed impugno il licenziamento nei termini previsti. L'azienda però ho saputo che ha presentato concordato, in questo caso come faccio ad essere tutelata? Premetto che ancora mi devono pagare anche degli stipendi arretrati.in attesa di un suo gentile riscontro, la saluto cordialmente.

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    1. Anche se hai impugnato il licenziamento potevi presentare la domanda per l'ASPI che sarebbe stata interrotta con la maternità, quindi se l'hai presentata non ci sono problemi, altrimenti non avrai diritto ne al rientro in servizio ne ad alcuna indennità di maternità se hai scoperto di essere incinta solo dopo il licenziamento.-

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  33. Salve Dottore la ditta dove lavoro:commercio terziario ci ha messo in orario ridotto,praticamente facciamo i turni di lavoro con i miei colleghi lavoriamo 2 giorni a settimana praticamente al posto di 208 ore mensili solo 60-64 ore.Siamo 4 dipendenti vorrei sapere se siamo una categoria che puo' ricevere un'integrazione allo stipendio.Grazie della risposta

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    1. In effetti nel vostro caso l'azienda potrebbe richiedere la cassa integrazione in deroga, Vi consiglio quindi di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  34. Buongiorno Dottore,
    avrei bisogno di un suo consiglio, il 30/09/2013 la società per cui lavoravo ha cambiato ragione sociale licenziando il personale e riassumendo tutti il 01/10/2013 con la nuova società; alla data odierna non abbiamo percepito il Ns TFR e dopo vari solleciti non abbiamo avuta nessuna risposta entro il 31/03/2014 la vecchia società cesserà di esistere quindi la domanda è come posso far valere le mie ragioni e ricevere quanto spettante prima che cessi definitivamente, inoltre dopo la cessazione potrò avere i mie soldi??
    Grazie mille e Buona Giornata

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    1. Tu avrai comunque diritto al pagamento del TFR e di tutte le altre competenze maturate, anche se la vecchia società cesserà di esistere, Ti consiglio quindi di rivolgerti al più vicino Ufficio Vertenze della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  35. Salve,
    innanzitutto vorrei ringraziarla per la disponibilità.
    Le spiego in breve la mia situazione.
    Lavoro da aprile 2008 in una pasticceria di proprietà di
    una snc,avevo iniziato con un contratto apprendistato che
    ha durato 3 anni, finiti i 3 anni mi hanno proposto 2 cose
    una era di fare un contratto a tempo determinato di 3 anni,
    altremente un contratto a tempo indeterminato pero !! Firmando
    una carta tipo di licenziamento senza data dove dichiaravo io
    il sotto scritto di licenziarmi e che quella carta rimaniva da
    loro come garanzia nel caso poco lavoro o che io iniziavo a fare il matto
    secondo loro!!
    Io ho accettato perchè avevo bisogno del contratto a tempo indeterminato
    fino a data di oggi va ancora tutto bene non ci sono problemi, ho sentito che
    sono state modificate le legge di licenziamento nel anno 2012.
    la mia domanda è cosa vale quella carta e quanto sono a rischio e come
    funziona nel mio caso e cosa devo fare se ci sono problemi??

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    1. Capita spesso che insieme al contratto di assunzione venga fatta firmare una lettera di dimissioni. Le cosiddette dimissioni in bianco, in bianco perché non viene riportata la data. Quella lettera verrà compilata con la data dall'impresa quando quella persona, quasi sempre una ragazza ma non solo, non sarà più desiderabile per l'azienda. Magari perché è incinta, perché si sta per sposare, nel corso di una lunga malattia o perché ha delle opinioni non gradite. In un Paese seppur "mammone" in cui però la maternità viene vista come un problema, un "intoppo" di cui deve farsi carico esclusivamente la madre, questo capita molto spesso.
      Si chiamano dimissioni in bianco, una pratica di ricatto che pende sulla testa delle persone e le condiziona mentre lavorano, non solo al momento dell'assunzione.
      Nel 2007 durante il governo Prodi una proposta di legge di cui ero firmataria insieme a Marisa Nicchi riuscì ad eliminare questo fenomeno con una modalità molto semplice: per dimettersi diventava necessario compilare un modulo con una numerazione progressiva, quindi il trucco della lettera fatta firmare insieme all'assunzione veniva automaticamente meno.
      Mentre viene definito il regolamento applicativo della legge cade il governo Prodi e si insedia il governo Berlusconi. Il primo atto che compie l'allora ministro del lavoro Sacconi è proprio quello di abrogare la legge 188, quasi come segnale di avvertimento o di inaugurazione delle politiche che hanno caratterizzato quell'esecutivo.
      Un movimento di donne molto ampio promosso dal comitato "188 per la 188" negli anni ha cercato di riconquistare questa norma di civiltà ed eliminare questo ricatto che pesa soprattutto sulle giovani donne madri. La legge Fornero dopo enormi pressioni, dentro e fuori il parlamento, rinomina il problema ma dà una soluzione inapplicabile.
      Qualche giorno fa la commissione lavoro della Camera, grazie anche alla nostra testardaggine, ha ridiscusso quella legge ed è riuscita a licenziare un testo che alla fine di Febbraio andrà in aula.
      Approvare questa legge vuol dire restituire alle persone, alle donne, ai giovani e alle ragazze un diritto di civiltà che è stato vergognosamente cancellato. E ci auguriamo proprio che venga fatto.-

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  36. Buongiorno! Lavoro in una cooperativa, ma con contratto di appalto.
    Quindi i ordini le da non l'amministratore ma un responsabile da azienda con quale abbiamo contratto.
    Ultimo tempo mi fanno la vitta insopportabile, cioè rompono le scatole per ogni cosa.
    Penso che vogliono che mi licenzio da solo.
    Come fare di meglio.
    Aspettare che mi licenziano loro, or licenziarmi.
    Che differenza ce.

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    1. Tu non devi assolutamente presentare le dimissioni, perché con le dimissioni perderesti il diritto ad ogni tipo di ammortizzatori sociali, tipo indennità di disoccupazione, quindi devi fare in modo di farti licenziare.-

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  37. Salve, in data 31 marzo verrò licenziato, volevo sapere x la disoccupazione se aspetto a chiederla fino a maggio rientro nella nuova Naspi in modo da poterla avere x 2 anni invece che 8 mes?.Se invece mi assume una nuova ditta con un contratto a 9 mesi prima che io chieda la disoccupazione, alla fine dei 9 mesi a cosa ho diritto?
    Cosa mi conviene fare?

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    1. Se vieni licenziato il 31 marzo rientri comunque nella normativa attuale, anche se presenti la domanda di ASPI a maggio.-
      Se Ti assume una nuova ditta durante il periodo di ASPI con un contratto di 9 mesi, alla scadenza avrai ancora diritto all'ASPI.-

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  38. Iter risoluzione consensuale rapporto di lavoro.

    Salve, volevo esporle una problematica relativa alla vicenda che mi appartiene;
    Lavoro con ccnl commercio da circa tre anni e mezzo, e da quasi due anni sono stato trasferito ad altra sede iniziale distante e scomoda ,e non avendo impugnato all'epoca ,entro 60 giorni il trasferimento ,secondo me illegittimo ,è purtroppo per me ,diventata questa la sede definitiva di lavoro. (colpa mia, perché avevo aspettato troppo prima di andare dal sindacato cisl/fisascat che tra l'altro ho lasciato da tesserato per motivi di cui non entro nel merito ).
    Io nel frattempo ho cercato di chiedere sempre ,anche tramite un legale ,il riavvicinamento, ma senza ottenere esito positivo,( oltre alle spese)peraltro con il sindacato fisascat come già scritto ,non sono riuscito ad ottenere aiuto ,se non la sola proposta di lasciare l'azienda con risoluzione consensuale, ma io non ho accettato perché ritenevo in quel momento ( novembre 2012) non una soluzione valida per motivi personali,morali e dignitàdella persona, insomma ,mi sono arrabiato e gliene ho detto di tutte i colori.
    Trascorso oltre un anno ,adesso sono stanco ,stressato e sono a pezzi ,soprattutto a causa del tempo e km da percorrere ,e ovviamente anche per le spese del viaggio da sostenere,ma anche a causa dell'ambiente lavorativo veramente scadente dove non vengono rispettati nemmeno i pochi diritti rimasti, e ho scritto all'azienda con raccomandata ar ,chiedendo se fosse ancora disponibile nei miei confronti alla risoluzione consensuale.Infatti mi hanno risposto e contattato dicendomi verbalmente che se voglio si può fare
    e sono disposti ,però l'incentivo per lasciare è di solo 1000 euro,( ovviamente perché sono stato io in questo caso a chiedere la risoluzione del rapporto ) ma a parte questo ,mi hanno spiegato l'iter da seguire ,dove quello più rapido sarebbe di assentarmi per almeno 5 giorni consecutivi dal lavoro di modo da farmi licenziare per giusta causa e di risoluzione consensuale,ovviamente io accederei all'ASPI oltre a ricevere tfr ,ferie non godute etc, oltre a 1000 euro offerti come incentivo.
    La cosa che non è chiara per me è questa: è normale che si finga entrambi ,ovvero simuli realmente l'assenza di 5 giorni per farmi licenziare ,dal momento che è un accordo consensuale ,quindi trovo inutile far finta che mi sono fatto licenziare assentandomi per 5 giorni , sennò perché si chiama
    " risoluzione consensuale" ? se ci si mette d'accordo prima che senso ha che io debba commettere realmente l'infrazione ? ... più che altro ho paura di qualche fregatura.
    L'altra possibilità proposta sarebbe quella di fingere un altro trasferimento ad altra sede ancora più distante e di conseguenza io impugnerei subito il trasferimento ,ma mi dicono che così ci vuole più tempo ,quindi loro propongono la prima possibilità, cioè stare assente per 5 giorni.

    Inoltre chiedo se ,ci sarebbe l’ipotesi di dimissioni da parte mia ,ma per giusta causa , visto che mi era stato detto davanti al legale che appena qualcuno in altre sedi si sarebbe dimesso per propria volontà e alla scadenza dei contratti atermine ,mi avrebbero sostituito e agevolato in quell’occasione.
    Infatti ci sono stati casi di dimissioni volontarie ,e alcuni contratti a termine sono stati rinnovati ,proprio di recente ,a tempo indeterminato,quindi l’esatto contrario di ciò che mi è stato detto l’anno scorso.

    Se potesse delucidarmi in merito a eventuali rischi o trappole ...la ringrazio in anticipo.

    mi scusi per la lungaggine

    cordiali saluti

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    1. A questo punto credo che la proposta del Tuo datore di lavoro sia la più "semplice" da attuare.-
      Infatti se ti assenti dal lavoro per 5 giorni verrai licenziato per giusta causa, quindi non sarà una risoluzione consensuale, ma con l'incentivo che ti verrà offerto ti impegnerai a non presentare opposizione al licenziamento.-

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    2. grazie per la risposta ,ma volevo anche chiederle ,se ,secondo lei ,sulla base della mia vicenda , cè la possibilità di dare le dimissioni per giusta causa ,oppure è un rischio ,perchè dovrei dimostrare gli illeciti del datore di lavoro? ( verba volant )

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    3. Purtroppo NO!
      Nel tuo caso non ci sono i requisiti per poter presentare le dimissioni per giusta causa.-

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  39. salve,sono stato licenciato per giusta causa ho fatto impugnazione,e una demanda di disoccupazione il 17/03/14,voglio sapere quanto tempo devo aspettare per avere miei diritti TFR e la disoccupazione,sapendo che io ho lavorato 10 anni con loro, e quanto tempo prende ( la procedura di impugnazione),mia moglia vuole fare una demanda di carta di soggiorno ho il CUD di 2014 cosa serve altro. gracie

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    1. - La prima rata di ASPI di solito viene messa in pagamento dall'INPS dopo circa 2 mesi dalla data di presentazione della domanda.-
      - Per quanto riguarda il TFR penso che per percepirlo dovrai attendere l'esito della vertenza visto che hai impugnato il licenziamento, e riguardo i tempi devi chiederlo al sindacato o all'avvocato che segue la Tua pratica.-

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  40. buonasera dott.Censori vorrei domandarle cortesemente una cosa--.-la ditta in cui lavoro è in procinto di un licenziamento collettivo premetto che sono inv. inail infortunato in ditta nel 1980 a causa come disse il giudice ...--della mala org. del titolare .-. adoggi mi ha inserito nelle liste difutura mobilità il sindacato mi consiglia di firmare il licenziamento e recuperare il tfr e poi di impugnare il licenziamento .-..-siccome tengo famiglia sono incerto sul da farsi mi potrebbe consigliare lei graie

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    1. Ciao Paolo!
      Ti consiglio di seguire le indicazioni del sindacato, anche se il licenziamento va impugnato entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi non so se farai in tempo a ricevere prima il TFR.-

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  41. Buonasera dott. Censori oggi sono stata licenziata x giusta causa in quanto dice che ho acquistato delle cartucce a nome dell azienda e nn le ho pagate. La mia stupidità è stata di dare i soldi in contanti e il mio capo ora nega tutto. Posso fare vertenza?

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    1. Per poter fare una vertenza al Tuo ex datore di lavoro devi avere delle prove o delle testimonianze che confermino che hai effettuato il pagamento in contanti.-

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  42. Buona sera Dottore,
    mi sono dimesso per giusta causa (mancata corresponsione stipendi) dopo che la mia società ha presentato richiesta di concordato con riserva.
    Il giudice ha concesso, come prassi consolidata, 120 gg per la presentazione del piano da sottoporre ai creditori (scad.aprile 2014).
    Vorrei chiederle se l'indennità di preavviso e/o il Tfr sono crediti in "prededuzione" ovvero devono seguire la normale trafila prevista per i creditori
    Grazie
    Luca

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    Risposte
    1. Ciao Luca!
      Con una richiesta di concordato in corso, la Tua indennità di preavviso e il TFR devono seguire la normale trafila prevista per i creditori.-

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  43. Buongiorno Dott. Censori,

    ho 51 anni e da poco più di 2 anni sono stato assunto a tempo indeterminato da una piccola azienda; siamo circa 45 persone in tutto.

    A seguito di una certa antipatia provata dai miei superiori nei miei confronti e dovuta al fatto che quando sono chiamato in causa ho l'abitudine di dire quello che penso, il titolare dell'azienda, che immancabilmente sta dalla loro parte, oltre ad accusarmi di imperizia, inefficienza e disaccordo con i colleghi, mi propone una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con una buona uscita di 5 mensilità.

    Vorrei sapere se si tratta di una procedura regolare a termini di legge e se il numero delle mensilità offerte non dovrebbe essere maggiore, o se c'è un minimo, tenendo conto che le prospettive di trovare un'altra occupazione sono assai scarse.

    La ringrazio e porgo distinti saluti.

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    1. In caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non avresti diritto all'ASPI, che nel tuo caso può durare fino a 12 mesi, quindi la buona uscita di 5 mesi può essere accettabile solo per sottoscrivere un impegno a non presentare opposizione a un tuo eventuale licenziamento da parte dell'azienda.-
      Di conseguenza una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro ha senso solo se ti offrono almeno 12 mensilità aggiuntive, altrimenti ti consiglio di fare in modo di farti licenziare.-

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    2. Scusate se m'intrometto, ma anche io ho avuto una proposta di licenziamento con risoluzione consensuale ,a parte che mi offrono solo una mensilità ...mille euro ! ma mi hanno anche detto che avrei comunque diritto all'ASPI ( 12 mesi perché ho 50 anni compiuti ) solo che ,come già spiegato poco sopra nel mio precedente post ,dovrei assentarmi 5 giorni di seguito per farmi licenziare e poi presentarsi insieme all'ufficio competente per firmare la risoluzione consensuale...è giusto tutto cio ? più che altro..ASPI o NON ASPI ...allora leggendo la risposta al precedente post perché Lei dice all'altro Signore che non avrebbe diritto ad averla ?

      grazie

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    3. SI!
      Se la "risoluzione consensuale" è successiva al licenziamento non ci sono problemi per l'ASPI, l'importante è che ci sia comunque un licenziamento e che l'eventuale accordo ci sia alla direzione provinciale del lavoro solo dopo.-

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    4. Salve Dott. Censori,

      molte grazie per la Sua risposta.

      Vorrei sapere se c'è un _motivo_ di licenziamento che può essere preferibile ad altri, ai fini del percepimento ASPI, o se la cosa è indifferente.

      La ringrazio e porgo distinti saluti.

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    5. Ai fini del diritto all'ASPI il motivo del licenziamento è indifferente.-

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  44. Buongiorno Sig. Censori,

    approfitto della sua gentilezza e competenza per avere alcune informazioni. Sono assunta in una ditta, nel settore del commercio dal 05 aprile 2004. a tempo indeterminato. Fino al 2011 a tempo pieno e poi dal 2012 dopo due anni dal mio rientro per maternità a tempo part time. L'azienda sta attraversando un momento di crisi e da giugno dello scorso anno siamo in cassa in deroga, confermata fino a fine marzo e non si sa ancora se proseguirà anche per i prossimi mesi. Il mio dato di lavoro giovedi scorso riprendendomi verbalmente per un errore commesso mi ha fatto capire che sono a rischio licenziamento, leggendo le varie domande poste sopra mi sembra di aver capito che per essere licenziati per errori commessi si devono ricevere tre richiami scritti, giusto? Nel caso mi venga consegnata una lettera di licenziamento a mano devo firmare la stessa????o pretendere che mi venga spedita per posta?? Lavorando a partime i giorni di preavviso rimangono uguali o sono ridotti alle ore lavorate? Inoltre per quanto riguarda il TFR posso pretendere che mi venga pagato subito o decide il datore in che misura erogarlo.
    Se mi devo rivolgere ad un sindacato devo trovare quello nel mio comune di residenza o quello dove risiede la ditta dove lavoro?? Visto il comportamento del datore di lavoro e la sue scorrettezze che non sto qua ad indicare anche riferite alla cassa in deroga vorrei tutelarmi nel miglior modo possibile. Sa indicarmi a quale sindacato posso rivolgermi nella zona di Cesano Maderno MB.
    Grazie e saluti Monica

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    1. Ciao Monica!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      - SI! Al terzo richiamo scritto per inadempienze contrattuali può seguire il licenziamento per giusta causa, ma un licenziamento per riduzione di personale può essere effettuato senza che sia necessario alcun tipo di richiamo.-
      - SI! Puoi pretendere che un'eventuale lettera di licenziamento ti venga spedita per posta, quindi non devi firmare nulla.-
      - SI! I giorni di preavviso sono sempre gli stessi, anche in caso di lavoro part-time.-
      - Per legge il TFR dovrebbe essere erogato al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-
      - Ti consiglio di rivolgerti alla sede dalla CGIL più vicina alla ditta in cui lavori per agevolare eventuali trattative con il datore di lavoro.-

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  45. Buon giorno sono gianni sono stato licenziato ho chiesto al mio ex datore di lavoro se poteva darmi alcune copie delle buste paga e cud mi ha fatto intendere che non ha i tensione di darmele come devo comportarmi?

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    1. Ciao Gianni!
      Se oltre alle buste paga devi percepire ancora qualche mensilità arretrata e il TFR Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio, altrimenti per le buste paga puoi fare una segnalazione all'Ispettorato del Lavoro, mentre per il CUD puoi segnalarlo all'Agenzia delle Entrate.-

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  46. Buon giorno,la contatto per un consiglio,essendo strabiliata dalla velocità delle sue risposte.Ho lavorato per 3 anni in un negozio,adesso sono stata sospesa dal lavoro,ho ricevuto la lettera disciplinare nella quale si constatava la mancanza a cui ho risposto da oltre 10 gg e sono fortemente convinta che mi licenzieranno,ci sono parecchi problemi di "dialogo"tra l'azienda e me..all'inizio pensavo all'eventualità di poter usufruire della disoccupazione,ma avrei trovato un altro posto di lavoro e visto che loro non si decidono..vorrei anticiparli mandando una lettera di dimissioni?Posso anche dare il preavviso,nel nuovo posto di lavoro mi danno la massima libertà d'azione.Vorrei sapere se la cosa è realizzabile..
    La ringrazio anticipatamente e complimenti per il gran lavoro svolto.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Non vedo il problema!
      Se hai trovato un altro lavoro e vuoi andartene puoi presentare le dimissioni quando vuoi, e se dai anche il preavviso previsto dal Tuo CCNL, non potranno nemmeno toglierti l'indennità di mancato preavviso.-
      L'unico problema è che che con le dimissioni se la nuova azienda non ti assume non avrai diritto all'indennità di disoccupazione.-

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  47. Salve, nel presentare la mia domanda Aspi mi chiedevano i giorni di preavviso. Cosa sono e a cosa servono.? Nel mio licenziamento non ci sono stati giorni di preavviso in quanto mi è stata data una lettera di liecenzaimento con raccomandata a mano nello stesso giorno.

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    1. Se Tu sei stato licenziato con effetto immediato vuol dire che l'azienda deve pagarti l'indennità di mancato preavviso corrispondente ai giorni di preavviso che avresti dovuto lavorare per il periodo successivo alla lettera di licenziamento.-
      Questo significa che l'ASPI nel Tuo caso partirà non dalla data di licenziamento ma dalla data di fine preavviso, perché per il periodo di preavviso Tu riceverai la relativa indennità di mancato preavviso.-

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  48. Buon giorno dott. le volevo chiedere alc uni chiarimenti in merito la mia situazione lavorativa, ho lavorato per ben 26 anni in un Ente, dove è stato chiesto da alcuni lavoratori lo stato di insolvenza. Dal MISE sono stati nominati tre commissari giudiziali e poi amministratori straordinari.Ho lavorato per l'A.S. da ott. 2011 a genn. 2013 (data di licenziamento), e non sono stata mai retribuita. Ho impugnato il licenziamento e il tribunale del lavoro competente ordina la reintegra ed il pagamento delle mensilità pari a 12. Non vengo mai reintegrata ne mi pagano quanto stabilito dall'ordinanza del giudice. A gennaio 2014 vengo reintegrata con una comunicazione scritta e subito dopo licenziata nuovamente per cessasione attività (tutti i dipendenti) Attualmente l'Ente è stato venduto ad un consorzio. Io ho impugnato il secondo licenziamento con la motivazione di errato calcolo punteggio di titoli ed esperienza lavorativa. La mia domanda è la seguente. corrisponde al vero che avendo impugnato il secondo licenziamento non ho diritto al TFR perchè devo aspettare che si conclude la controversia, cosa posso fare visto che i Commissari non solo non mi hanno mai pagato ma non mi hanno versato negli anni 2011 e 2012 il TFR. Grazie di tutto.

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    1. Purtroppo SI!
      Se hai impugnato il licenziamento non puoi pretendere il pagamento del TFR prima della conclusione della controversia perché teoricamente potresti anche essere reintegrata di nuovo in servizio.-
      Mi chiedo comunque chi Ti ha consigliato di impugnare il licenziamento, perché non ha senso impugnare il licenziamento se l'azienda cessa l'attività, mentre in alternativa avresti potuto avviare una procedura diversa per il recupero delle Tue competenze maturate.-

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    2. Dott. mi scusi ancora se approfitto della sua disponibilità e preparazione, oggi non è facile. Volevo sapere se a suo avviso è vero che non posso fare un decreto ingiuntivo all'amministrazione straordinariam ma devo insinuarmi al passivo, per quanto riguarda le somme stabilite dal giudice nell'ordinanza di reintegro e quelle del lavoro svolto sempre per l'a.s. nell'anno 2012. Per quest'ultimo essendo in possesso della certificazione del credito ho fatto il decreto ingiuntivo. Non capisco perchè per i debiti prodotti dall'amministrazione straordinaria mi devo insinuare nuovamente al passivo. Grazie Rosa
      P.S. l'impugnativa l ho fatta all'acquirente, perche se mi hanno bene informata dovrebbe rispondere dei debiti dell'a.s, quindi del mio decreto ingiuntivo nel caso in cui i commissari non hanno i soldi.

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    3. Prima di scegliere una strada da percorrere bisognerebbe pensarci bene, nel senso che se ci si affida a un avvocato deve essere competente in materia di diritto del lavoro, ed occorre di conseguenza seguire le sue istruzioni senza cercare informazioni altrove che potrebbero solo ingenerarti confusione.-
      Nel caso specifico il Tuo avvocato ha fatto una serie di scelte che non condivido, quindi se ti ha portato in una specie di vicolo cieco, è solo Lui che può e deve fartene uscire.-

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  49. buongiorno
    Lavoro da 13 anni in una società con contratto a tempo indeterminato,facendo mansioni a volte come capo turno. Ho ancora il terzo livello da 12 anni. posso fare ricorso per mancato guadagno?.
    Mi hanno cambiato di reparto per calo di produzione. Li non riesco a dare il 100% della produzione giornaliera, prima per essere nuovo sul posto di lavoro e l'altro perché ho ​​problemi alla mano sinistra con documentazione medica certificata,
    Oggi mi richiama il mio datore di lavoro per darmi la lettera di licenziamento motivandola per la Malattia (2 mesi nel 2014) ed comunque non ho superato i tempi di malattia previsti) e la bassa produzione che faccio
    E giusto questo; e come devo comportarmi?.
    Grazie per la sua cordiale risposta

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento, che nel tuo caso è ingiustificato, e per richiedere quindi un congruo risarcimento danni.-

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  50. Buona sera,
    Ho lavorato per mesi con un contratto a tempo indeterminato in un negozio che un mese fa circa ha chiuso per cessata attività.
    Non mi è stato dato alcun preavviso orale o scritto di licenziamento,sono stato avvisato praticamente a voce per telefono il giorno prima che chiudessero.
    Da allora non ho più sentito nessuno e mi sono stati versati in banca solo i soldi dell'ultimo mese che,calcolando gli altri mesi è lo stipendio base mensile solito.
    Non ho firmato nulla riguardante il licenziamento,non ho alcuna busta paga dell'ultimo mese e,chiedendo spiegazioni ottengo solo risposte vaghe e zero risultati. Inoltre da quanto letto avrei avuto anche diritto ad un preavviso che non mi è stato dato. Come devo comportarmi? Il mio ex datore ormai non risponde più alle mie chiamate ed è passato quasi un mese!
    Grazie in anticipo.

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    1. Ti consiglio di rivolgerti al più vicino Ufficio Vertenze della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  51. salve, ho bisogno di un parere
    il mio datore di lavoro ha cessato l'attività e chiuso le posizioni mandando la comunicazione del mio licenziamento (unico dipendente di ditta individuale) al centro per l'impiego,dove risulta il licenziamento, il problema e che io non ho firmato nulla, e per posta non mi è arrivata nessuna lettera di licenziamento, percio chiedo il licenziamento è valido,?
    potrei avere diritto alla reintegra? o a qualche risarcimento per non avermelo comunicato per iscirtto?
    grazie

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    1. Ti consiglio di rivolgerti al più vicino Ufficio Vertenze della CGIL per impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  52. salve! avrei bisogno di un'informazione:lavoro a tempo indeterminato in una ditta di autodemolizioni e l'anno scorso ho subito un incidente sul lavoro(ciò capitava nel mese di maggio).ora che l'inail mi ha "congedato" dall'infortunio scopro che il datore di lavoro non può tenermi sul posto perchè la mia mansione è troppo pericolosa ma mi rassicura che potrà "spostarmi"in un'altra sua ditta lavorando"sedentariamente".può avvenire il licenziamento e l'assunzione in un'unica fase?posso richiedere la disoccupazione??il datore non è stato molto chiaro,dovrei fidarmi?
    grazie mille,
    sperando in una vostra risposta
    Lorenzo

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    1. Ciao Lorenzo!
      SI!
      Il datore di lavoro può licenziarti e farti assumere in un'altra ditta anche con passaggio diretto, quindi senza farti perdere alcun giorno di lavoro.-
      Nel tuo caso quindi se vieni licenziato e riassunto subito non hai diritto alla disoccupazione, mentre se vieni licenziato e non riassunto subito puoi presentare la domanda di disoccupazione, e se non dovessi essere riassunto hai 60 giorni di tempo, dalla data di licenziamento per impugnare il licenziamento stesso.-

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  53. buonasera, oggi 31 marzo sono stato licenziato,domani vado ad iscrivermi al collocamento e a chiedere la disoccupazione, lavoravo part-time.
    (intanto mi sono trovato un lavoro con i voucher per il mese di aprile)
    Dal 2 maggio la stessa ditta del voucher mi fa un contratto full-time x 9 mesi, vorrei sapere se mi conviene chiedere la disoccupazione per 1 mese e poi bloccarla o non chiederla proprio e nel caso mi assumessero per 9 mesi mica la perdo? e poi l'importo del sussidio di disoccupazione che andrò' a chiedere a gennaio 2015 sarà relativo al part-time o al full-time?
    Grazie.

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    1. - SI! Ti conviene chiedere comunque l'indennità di disoccupazione, anche se solo per 1 mese, perché altrimenti l'indennità andrebbe perduta.-
      - Alla scadenza del successivo contratto potrai presentare una nuova domanda di ASPI e l'indennità verrà calcolata sulla media delle retribuzioni degli ultimi due anni di lavoro.-

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  54. Salve. A mio marito, dopo 9 anni con contratto a tempo indeterminato full time, è stato comunicato oggi verbalmente che gli arriverà una lettera di licenziamento. La ditta si occupa (presto non se ne occuperà più a causa di ingenti perdite economiche) di commesse di trasporto.
    Il suo datore di lavoro gli ha detto che da domani può anche non presentarsi più al lavoro, ma la lettera non gli è ancora arrivata, che fare?
    Grazie

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    1. Tuo marito deve pretendere la lettera di licenziamento, che tra l'altro dovrebbe prevedere anche un periodo di preavviso, quindi se gli viene rifiutata deve presentarsi comunque al lavoro ed attendere quindi le decisioni aziendali, senza fidarsi di comunicazioni verbali.-

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  55. Salve vorri un parere siccome sono statp messo in cassa integrazione ordinaria per due mesi e coincide propri con la scadenza appalto della società e quind dovrebbe subentrare la nuova che succede nel mio caso io ho un contratto a tempo indeterminato grazie

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    1. Mi pare prematuro formulare ipotesi, e tra l'altro Tu non potresti comunque farci nulla, quindi non puoi fare altro che attendere l'evolversi della situazione.-

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  56. Buongiorno, volevo un consiglio su come mi devo comportare.
    Lavoro per una cooperativa a tempo indeterminato da 4 anni, il 31 marzo le è scaduto l'appalto nella quale ero impiegata, non hanno altre posizioni in cui inserirmi.
    la scorsa settimana mi hanno intimato di mettermi in ferie 1 settimana e nel frattempo avrebbero capito cosa fare.
    non ho ancora avuto lettera di licenziamento, ma sono un D2 e credo di avere diritto a 2 mensilità, è corretto?
    - ho diritto alla disoccupazione anche se lavoro per cooperativa?
    - temo che vogliano evitare di pagarmi il preavviso di licenziamento. come mi tutelo?
    -possono tenermi assunta a zero ore, e quindi non pagarmi il preavviso?
    grazie per l'attenzione

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    1. Ancora una domanda, se mi danno il preavviso di licenziamento nei prossimi giorni, in pratica verrò licenziata effettivamente tra 2 mesi? quindi se non trovassi lavoro e dovessi chiedere la aspi, questa partirebbe tra due mesi?

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    2. Se ci mettiamo a valutare tutte le varie opzioni possibili non ne usciamo, e tra l'altro Tu non potresti comunque farci nulla, quindi puoi solo attendere l'evolversi della situazione e solo dopo in base a quelle che saranno le scelte della cooperativa deciderai il da farsi.-

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  57. anonimo
    salve dopo 3 anni di agente di commercio ho fatto una cazzata,delle bolle di reso senza averle portate in azienda e giustamente il cliente me le chiedeva ogni fine mese se erano pronte le note credito, ma io li rispo che dovevano ancora stamparle a quel punto a chiamato in azienda e si e scoperto tutto.
    sono stato licenziato.
    con figli e mutuo

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    1. Se avevi un regolare rapporto di lavoro dipendente, anche se sei stato licenziato per giusta causa, hai comunque diritto all'ASPI.-
      Per il resto, anche se hai figli e mutuo a pagare, la Tua posizione non è facilmente difendibile, quindi non hai i requisiti per presentare opposizione al licenziamento.-

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  58. Io lavoro in un'azienda edile faccio l'imbianchino l'azienda di un amico di famiglia e mio padre lavora con noi anche esso come imbianchino.
    Il mio datore di lavoro mi vuole licenziare per assenteismo, ha tutta la ragione del mondo xche mancavo a lavoro, ma anche esso mancava con i pagamenti ho un contratto indeterminato da ottobbre e gli stipendi di ottobbre novembre e dicembre gli ho visti a gennaio, ho sempre detto a lui che non volevo lavorare come imbianchino ma che mi sarebbe piaciuto fare il muratore xche fare l'imbianchino era noioso e stavo sempre fermo e non era un lavoro che fa per me mio padre non percepisce lo stipendio da 3 mesi ma esso ha anche altri operai che ogni mese ricevono lo stipendio cosa dovrei fare!?

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    1. Non capisco che risposta ti aspetti da me!
      Se fai un lavoro che non ti piace e il Tuo datore di lavoro vuole licenziarti per assenteismo, è normale che ti licenzi ed è quindi il caso che Tu ti trovi un altro lavoro.-
      Il discorso degli arretrati di stipendio non giustifica le Tue assenze dal lavoro, visto che il Tuo problema principale è che il lavoro che ti è stato assegnato non lo vorresti fare.-

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  59. Salve dottore.sono stato licenziato per giusta causa il 27/01/2014,dopo una dinuncia al cgil,adesso c ha in mano l avvocato la facenda..perche mancano delle mensilita e tfr etc...il problema per il quale ti scrivo e che fino adesso il ex dattore rifiuta di dareci il cud 2014..c e una possibilita di averlo?? e come?grazie mille

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    1. Se il CUD ti serve per la dichiarazione dei redditi, il CAF può ricavare i dati necessari dalla busta paga di dicembre 2013, e comunque puoi richiedere alla CGIL che faccia una segnalazione all'Agenzia delle Entrate del mancato invio del CUD da parte del Tuo ex datore di lavoro.-

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  60. salve dot.in una societa' in liquidazione visto i ritardi nei stipendi di febbraio e marzo io adesso sono in mallattia che succede ,chi paga lo stipendio di aprile. La informo che dal 3-06 2014 parte la mobilita' per tutti gli operai quasi 100 .

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    1. Prima della messa in mobilità, tutte le competenze dei lavoratori, compresi quindi anche i periodi di malattia, sono a carico dell'azienda.-

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  61. salve sig.censori,
    innanzitutto grazie per la precedente risposta,davvero.avrei un'altra cosa da chiederle,se possibile,ricapitolando:ho subito un incidente sul lavoro,al rientro mi viene detto che,poichè la mia mansione è pericolosa,non posso più lavorare in questa ditta e così mi viene proposto il licenziamento e l'assunzione immediata in un' altra.ecco,il mio dubbio è questo:perchè quando ho parlato di licenziamento mi è stato subito detto che sarà una dimissione?dicono che non potrebbero assumermi nell'altra ditta se venissi licenziato da loro(c'è una nuova legge la quale prevede che dopo il licenziamento si debba restare per un pò disoccupati...mah!) e che è preferibile che a licenziarmi fossi io.è così??non so che fare,vaglio tutte le possibilità ma tutte mi sembrano sbagliate...la ringrazio
    sempre più confuso
    Lorenzo

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    1. Ciao Lorenzo!
      In effetti per essere licenziato deve esserci una motivazione valida, quindi è poi difficile giustificare per il datore di lavoro una immediata successiva riassunzione.-
      Nel tuo caso, per risolvere il problema ed evitare di essere truffato, Tu puoi firmare una lettera di dimissioni, ma contemporaneamente il tuo datore di lavoro deve consegnarti una lettera di assunzione della nuova ditta.-

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  62. Buongiorno,vorrei chiederle se un azienda puo' lasciare a casa i dipendenti e far fare lo stesso lavoro a persone con partita iva.inoltre ogni giorno passato a casa ci viene conteggiato come ferie,al punto che mi ritrovo con 100 ore di ferie in negativo.Lavoro per questa ditta da 24 anni e l'esperienza e le conoscenze tecniche sono nettamente superiori ai "concorrenti" a partita iva
    Grazie

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  63. buonasera dott. censori le scrivo a nome di un mio amico che non ha famigliarità con il p.c. .-.-il mio amico mi fà questa domanda .....lui lavora in ditta da circa 20 anni ed era il primo operaio di quel settore di azienda dopo qualche anno la ditta ha assunto un collega come responsabile di quel settore ;ad oggi si trovano solo loro due in quel settore di azienda ..lui uò essere licenziato prima o dopo del suo responsabile di mag.

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    1. Ciao Paolo!
      La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      Carichi di famiglia
      Esigenze tecnico-produttive
      Anzianità di servizio presso l'azienda

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  64. Buongiorno io sono stata licenziata per mancanza di lavoro .ho un contratto a tempo indeterminato come commessa. Sono obbligata a dare 20 gg di preavviso o posso rinunciarli? Se posso a cosa vado in contro?

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    1. Purtroppo se non dai tutti i 20 giorni di preavviso previsti dal Tuo contratto, avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanto saranno i giorni di mancato preavviso.-

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  65. Salve, volevo porre un quesito,cercherò di essere breve.
    Fino al 31 Marzo ho lavorato per 7 anni come addetto alla reception di un'importante azienda sanitaria insieme ad altri due colleghi. Il nostro servizio era appaltato ad una ditta di multiservizi che lo deteneva da circa 3 anni. Precedentemente eravamo dipendenti di un'altra multiservizi e durante i nostri anni di lavoro abbiamo cambiato ditta ben 4 volte per sopraggiunti cambi di appalto decisi dal committente.
    Il 28 marzo (quindi senza regolare preavviso) ci viene comunicato che il servizio reception è stato soppresso dal committente e quindi la ditta appaltatrice deve procedere a licenziarci non avendo dove ricollocarci. A tutt'oggi siamo ancora in attesa della raccomandata ma ci è stato detto di non presentarci al lavoro a partire dal 1 Aprile.
    Come devo comportarmi alla ricezione della raccomandata? premetto che la D.T.L. ci ha già comunicato la data della conciliazione che è stata fissata l'11 di Aprile.
    Volevo però chiarire il punto principale su cui io e miei colleghi siamo perplessi. Il nostro posto di lavoro non è stato in realtà soppresso come affermano ditta appaltatrice e committente. Al nostro posto lavorano ora dipendenti diretti dell'azienda sanitaria. In pratica poche ore dopo il nostro licenziamento la nostra ditta ha comunicato ufficialmente di aver rimodulato il contratto di appalto (che comprendeva anche cucina e pulizie) escludendo il servizio portineria perchè appunto soppresso. Mentre in realtà,come ripeto, al nostro posto ci sono altre persone che svolgono tutte le mansioni precedentemente svolte da noi.
    Possiamo rivalerci in qualche modo per questa che ci sembra una palese ingiustizia anche se siamo esternalizzati e non dipendenti diretti? Si parla di scelta economica ma sull'informativa interna diffusa dall'azienda sanitaria viene addotto la motivazione di migliorare la qualità del servizio accoglienza. che ci sembra anche discriminante nei nostri confronti visto che in 7 anni non abbbiamo mai ricevuto richiamo nè contestazioni sul nostro operato. Abbiamo intenzione di contestare il licenziamento e poi adire alle vie legali contro il committente. In base a quanto le ho scritto abbiamo delle possibilità di poterci rivalere?
    Grazie mille per l'eventuale risposta.

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    1. Ciao Luca!
      Potete sicuramente impugnare il licenziamento per cercare di spuntare qualcosa in più rispetto alle Vostre competenze maturate in sede di conciliazione, mentre per quanto riguarda il ricorso alle vie legali purtroppo non avete molte carte da giocare.-
      Infatti le aziende sanitarie ricorrono alle ditte appaltatrici proprio perché non vogliono avere impegni diretti con i lavoratori, e possono quindi interrompere alla scadenza di ogni appalto i rapporti di lavoro senza essere obbligati a fornire agli stessi una motivazione valida.-

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    2. Quindi è possibile rinnovare un'appalto anche prima della scadenza? In nostro scadeva a dicembre mentre ditta e committente hanno deciso di rimodularlo ad aprile senza informare nè noi nè i nostri sindacati. Possono farlo? Abbiamo comunque intenzione di sentire un legale perchè ci sono diversi punti da considerare e che non ho potuto esporre nella mia domanda. Primo tra tutti il fatto che anche essendo esternalizzati lavoravamo a diretto contatto con l'amministrazione dell'azienda sanitaria, anche con documenti intestati direttamente a noi come portineria. Purtroppo capisco che legalmente sia molto difficile e non ne dubitavo..certo è davvero ingiusto che esista questo sistema degli appalti che azzera tantissime tutele solo per alcune tipologie di lavoratori

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    3. Ciao Luca!
      Io parto dal presupposto che per intentare una causa al proprio datore di lavoro bisogna avere prove sufficienti per vincerla, perché altrimenti oltre al danno si averebbe anche la beffa, nel senso che ci si dovrebbe accollare anche le spese legali.-
      Pertanto se ricorrete a un sindacato sicuramente agiranno per il meglio, viceversa se ricorrete autonomamente a un avvocato cercate di trovarlo competente in materia.-

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  66. Buongiorno, lavoro da una professionista da giugno 2011 contratto part time ccnl centri elaborazione dati come impiegata 4°livello addetta all'elaborazione dati: ora mi ritrovo che stiamo indietro con il pagamento degli stipendi, ultimo stipendio pagato è novembre 2013 (pagato alla fine di marzo 2014) + 13ma pagata a febbraio 2014, le buste mi sono state date fino ad agosto 2013 sollecitate più volte, e anche il cud ad oggi ancora non mi è stato dato. Cosa posso fare? sono abbastanza giù di morale: vivo da sola e devo pagare il mutuo, che al momento sto pagando con i miei risparmi (che ovviamente stanno esaurendosi), anche le bollette le pago in ritardo, dormo malissimo la notte in preda a mille pensieri di non farcela... Ho letto che posso licenziarmi per giusta causa e richiedere la disoccupazione: è vero? grazie per la risposta

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    1. SI!
      Puoi licenziarti per giusta causa ed avere quindi diritto anche all'indennità di disoccupazione, ma devi seguire una precisa procedura di legge, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. incredibile come a volte può cambiare la vita... mi ha convocato nel suo studio proprio ieri e mi ha comunicato di aver deciso di chiudere lo studio entro fine maggio... a questo punto procedo comunque come mi ha detto? dare le dimissioni oppure è meglio se mi licenzia? grazie ancora.

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    3. A questo punto presentare le dimissioni per giusta causa non ha più senso, Ti conviene quindi attendere il licenziamento, che ti consentirà di richiedere l'indennità di disoccupazione senza problemi.-

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  67. Buongiorno, lavoro da 20 anni per un'azienda privata che versa in gravi difficoltà economiche, ma con cui sono in buoni rapporti. Cosa mi conviene fare: licenziarmi e con quale motivazione? farmi licenziare? tutto ciò per accedere ai benefici di legge.
    Escludo azioni per ottenere denaro, non hanno soldi!
    Grazie

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    1. Se sei in buoni rapporti con l'azienda ti conviene farti licenziare così non avrai problemi per l'accesso ai vari ammortizzatori sociali tipo indennità di disoccupazione.-

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    2. é vero che l'INPS con un fondo potrebbe erogare il TFR al posto dell'azienda? se sì è sempre meglio essere licenziati?

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    3. Il fondo di garanzia dell'INPS provvede al pagamento del TFR solo in caso di fallimento o di altra procedura concorsuale dell'azienda.-

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    4. Buongiorno, approfitto ancora della sua disponibilità per cui la ringrazio. Mi sembra d'aver capito che gli ammortizzatori sociali vengono erogati in caso di licenziamento dall'ottavo giorno, ma ho il problema del preavviso: se mi licenziano mi dovrebbero pagare il mancato preavviso ( ma l'azienda appunto non ha disponibilità).Come fare per "saltare" il preavviso? l'azienda sta per fallire ( devono portare i libri in tribunale). Grazie infinite.

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  68. Buongiorno lavoro da quasi 3 anni in un azienda srl che si occupa di telecomunicazioni..inizialmente sono stata assunta con contratto a progetto e da quasi 2 anni sono a tempo indeterminato. Da qualche mese si sente parlare di cassa integrazione o addirittura di licenziamento per i dipendenti a tempo indeterminato..la mia domanda e' poiché su 600 dipendenti solo 100 siamo a tempo indeterminato, tutti gli altri sono a progetto o a tempo determinato.. L azienda puo licenziare noi a tempo indeterminato???e lasciare quelli a progetto?? E' legittimo!? Inoltre puo indicarmi dove posso trovare maggiori info su qst argomento, in quanto nel contratto ccnl non e' approfondito qst argomento?
    Confido in una risposta.
    Grazie mille.

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    1. Purtroppo è legittimo!
      Infatti i contratti a progetto o a termine non possono essere interrotti prima della scadenza, quindi possono essere licenziati solo i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, ovviamente nel rispetto dei criteri di legge.-
      Volendo potresti anche acquisire informazioni dirette sulla normativa in essere, ma il problema è che poi ti serve comunque l'assistenza di un legale o di un sindacato per la tutela dei tuoi diritti, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  69. salve,
    volevo sapere se in caso di licenziamento per mancanza di lavoro, sono costretto obbligatoriamente a "mangiarmi" le ferie o posso avere diritto a farmele pagare con l'ultima busta paga dopo il licenziamento!

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    1. Purtroppo SI!
      Se hai un residuo ferie il datore di lavoro può obbligarti a farle proprio per evitare di pagartele alla cessazione del rapporto di lavoro.-

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  70. Buon giorno Sono M. lavoro da otre 10 anni in una azienda,da qualche anno, il mio datore di lavoro è proprietario di un'altra azienda e ( per fare chiarezza chiamerò A la mia azienda e B l'atra) entrambi con dipendenti diversi, ma collocati nella stessa struttura. Spesso fa fare il lavoro che toccherebbe ai lavoratori di A ai lavoratori della azienda B , togliendo così il lavoro ai lavoratori di A, fino al punto di dire che l'azienda A è in difficolta e deve ridurre il personale, facendo recapitare a me una trasformazione di contratto da tempo pieno a tempo part -time ( subito dopo la scadenza mia maternità ) e al mio collega il licenziamento.E' il resto dei lavoratori di A , non viene contestato nulla!!!! , facendo fare il lavoro mio e del mio collega ai dipendeneti di B . La domanda che Le chiedo è legale tutto questo? come possiamo far valeri i nostri diritti? e in che modo?... Premetto che il titolare è molto ben agganciato con la politica e il istituzioni.
    grazie

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    1. Ovviamente NO!
      Per legge i lavoratori di due aziende distinte devono lavorare in due uffici separati e di conseguenza i dipendenti dell'una non possono svolgere i lavori dell'altra.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  71. Buongiorno dott.Censori,
    lavoro da 8 anni per un'azienda con regolare CCNL a tempo indeterminato,settore terziario ( lavoro in una catena di supermercati, del tipo lidl, eurospin).La mia azienda ha diversi punti vendita distribuiti in tutta la sicilia, circa 20/25, se chiude il punto vendita dove lavoro io, possono licenziarmi per giustificato motivo oggettivo? o devo reintegrarmi in un altro punto vendita?
    Grazie per il suo lavoro...

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    1. Se l'azienda ha diversi punti vendita in zona, in caso di esubero di personale deve proporre ai lavoratori interessati il trasferimento in altra sede, e solo se il trasferimento viene rifiutato dal lavoratore, il datore di lavoro può licenziarlo per giustificato motivo oggettivo.-

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  72. salve, quando entra in vigore la naspi al posto di aspi???
    se veng licenziato a maggio, mi spettano 8mesi??? venissi licenziato a luglio ad esempio magari 2 anni.
    non mi pare giusto, oppure agli 8mei di aspi, poi se ne aggingono altri 16???
    sarà retroattivala naspi? grazie

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    1. Per il nuovo assegno di disoccupazione, denominato Naspi, nessun decreto, ma un ddl per la delega al governo a legiferare in materia. L’esecutivo insomma deve chiedere alle Camere di poter cambiare il sistema di ammortizzatori sociali della legge Fornero. Nella delega è compresa anche l’istituzione del reddito minimo.-
      In questa fase mi pare quindi prematuro parlarne non avendo elementi concreti su cui discutere.-

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  73. Buonasera, sono un operaio e sono stato licenziato il 17/03/14 dopo aver effettuato quindi undici giorni nel mese di Marzo. Avendo una moglie e due figli a carico, mi spetta ugualmente l'assegno famigliare?

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    1. SI!
      Se hai i requisiti per l'ASPI o per la Mini Aspi hai diritto agli assegni familiari per tutto il periodo indennizzabile.-

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  74. Buongiorno Avvocato. Ho un contratto da apprendista della durata di 4anni in scadenza a Maggio 2014. Sono un 5^livello settore commercio. Quando preavviso mi deve dare la ditta in caso di non rinnovo? Se il preavviso non viene rispettato è tacito rinnovo? Ed inolte ho diritto alla aspi o alla mini aspi. Grazie in anticipo

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    1. Alla scadenza di un contratto di apprendistato non è previsto alcun preavviso, ma il datore di lavoro deve solo comunicare al lavoratore se il rapporto di lavoro viene interrotto o trasformato in contratto a tempo indeterminato.-
      Se il contratto di apprendistato è il Tuo primo lavoro in assoluto, in caso di cessazione del rapporto di lavoro avrai diritto solo alla Mini Aspi.-

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  75. Perché ci manda sempre alla cgil.......a me piace andare alla cisl.......

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    1. Pensavo si fosse capito!
      Io vi mando alla CGIL perché è il sindacato al quale sono iscritto, ma ognuno ovviamente può rivolgersi al sindacato che preferisce.-

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  76. Buongiorno Avvocato.
    Lavoro presso una srl come impiegato technico da ben 12 anni, con un contratto piccola media impresa. Sono laureato in Scienze Motorie, e forse c'è una buona opportunità di essere chiamato al insegnamento verso Ottobre di quest'anno 2014, questo però se avviene ( che mi chiamano per un incarico annuale) sarò chiamato dalla mattina alla sera, naturalmente no posso interrompere il mio rapporto di lavoro un mese o quindici giorni prima, per un lavoro incerto.
    La domanda, ex.: Essendo io di Roma, stamattina; ricevo una telefonata da un istituto di Milano (Sig. Rossi lei è disponibile per un incarico annuale ?, a partire da domani ?), come mi devo comportare con la società in cui sto lavorando?
    Basta mandare un telegramma di licenziamento?
    A cosa vado incontro?
    Cosa mi consiglia.......?
    Grazie mille.

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    1. A parte la correttezza nei confronti del Tuo attuale datore di lavoro, ma questo è un problema Tuo, Tu per legge puoi presentare le dimissioni anche per telegramma con effetto immediato, quindi senza preavviso, ma vedrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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  77. Buonasera Dr. Censori,
    vorrei poterle chiedere un paio di cose, viste la sue competenze e la sua gentilezza;
    lavoro in una srl con contratto industria, a febbraio mi hanno fatto firmare l'inizio cassa integrazione specificando sulla lettera che si trattava di cassa in deroga, ma settimana scorsa ho voluto fare un giro di chiamate per capire a che punto eravamo con i pagamenti e le procedure di questa cassa; chiamando in regione ho scoperto grazie a loro che non c'era in atto nessuna procedura di cassa in deroga aperta e così mi sono accertato chiamando in ditta e loro dopo aver consultato il loro commercialista mi hanno richiamato dicendomi che si trattava di cassa ordinaria. A questo punto chiamando l'inps per verificare la mia posizione ho saputo anche da loro che non risultano pagamenti a mio favore!
    Cosa sta succedendo? Il mio datore non mi vuole pagare la cassa nonostante sia stata autorizzata? Anche perché è ordinaria e in teoria i tempi dovrebbero essere un po' più brevi! Posso licenziarmi per giusta causa se non mi paga la CIGO per tre mesi?
    Ringrazio anticipatamente e porgo
    Cordiali saluti

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Per la richiesta di cassa integrazione deve esserci un accordo sindacale, Ti consiglio quindi di rivolgerti alle organizzazioni sindacali che hanno seguito la trattativa, in quanto da solo non ne esci, e senza un'assistenza sindacale non puoi nemmeno presentare le dimissioni per giusta causa, perché dovresti dimostrare la giusta causa.-

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  78. Buongiorno, ho ricevuto una lettera di licenziamento, vorrei sapere se la sono obbligata firmare subito?

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  79. Buongiorno Dott. Censori
    sono stata assunta con contratto determinato di 6 mesi dal 19/03 al 30/07 con periodo di prova di 60 giorni, compresi.
    l'8/04 ho terminato anticipatamente e spontaneamente il mio contratto, quindi ancora in prova. mi aspetta la retribuzione dei giorni in cui ho lavorato? la ringrazio!

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  80. Buonasera Dott.Censori
    Lavoro presso una casa di riposo privata da cinque anni voglio andare a vivere a francia come fare per essere licenziata per non perdere la disoccupazione?penso al assenza senza preaviso.cosa perdo in questo caso?
    Giorni di preaviso?tfr? Ferie? Si non mi scrivo al centro d'impiego
    entro sette giorni perche sono fuori italia non posso fare la domanda di disoccupazione?
    Grazie per la sua disponibilita

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  81. Gentile dott.Censori,lavoro dal 2000 a tempo indeterminato,in una ditta con meno di 15 operai,da qualche tempo la titolare sta facendo cose strane,ovvero diminuisce le ore sul contratto,quindi quando c'è lavoro una che ha un contratto di tre ore ne lavora otto e poi in teoria dovrebbe stare a casa nei momenti di calma,ma sto verificando che non è proprio cosi,e lo sto verificando a mie spese,perchè sono io che sto a casa facendo ferie non chieste,se mi fosse chiesto di firmare un contratto con la diminuzione delle ore di lavoro mi posso rifiutare di firmarlo,e nel caso di licenziamento ho diritto agli ammortizzatori sociali,al tfr ecc..

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  82. Salve, sono stata licenziata ingiustamente da una ditta con 3 commesse.
    Ho saputo che sicuramente entro l'anno la ditta chiuderà e volevo sapere se decidessi di andare in causa per chiedere la reintegra e durante il processo la ditta chiudesse, cosa accadrebbe?
    potrei ottenere lo stesso la reintegra?
    grazie

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  83. Buonasera dott. Censori,dopo nove mesi di lavoro mi sono licenziata,avevo un stipend io di 2,40 a 2,70 al mese,ho diritto a una liquidazione per queste nove mesi di lavoro? li ringrazio.

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  84. Buongiorno avvocato.
    Io mi trovo in una situazione molto particolare.
    Sono stata assunta come stagista nel settembre 2011 fino a dicembre 2011 in un ufficio, che mi ha assunta come apprendista nel gennaio 2012.
    A febbraio 2014 mi sono accordata con il mio datore di lavoro per essere licenziata non appena lui avesse trovato qualcuno con cui sostituirmi.
    Adesso lui ha assunto come apprendista una signora e mi ha chiesto di rimanere fino ad agosto. Ho accettato e adesso sono in attesa.
    Premetto che vivo una situazione di mobbing incredibile, nonostante io sia praticamente già fuori e non ne capisco la motivazione.
    Il mio contratto di apprendistato scadrebbe a gennaio 2015.
    Volevo sapere quali potrebbero essere le cause di licenziamento che il mio capo potrebbe addurre e se mi spetta l'indennità e il diritto ad iscrivermi alle liste di mobilità.

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  85. buongiorno, la mia situazione è questa: sono stata assunta a settembre 2013 con contratto di apprendistato per 3 anni settore paghe (nonostante la mia mansione sia completamente diversa e di paghe neanche l'ombra-il contratto è solo per agevolare il datore di lavoro)..prima di essere assunta ho fatto quasi due mesi di prova. Ora il titolare mi ha detto per ora solo a voce che lavorerò solo fino al 30 giugno 2014 perché secondo lui caratterialmente non sono adatta per lo studio ( lavorativamente parlando invece mi ha fatto presente che svolgo tutto benissimo). Mi ha chiesto le dimissioni che io ovviamente non ho voluto dare! Al momento non ho visto alcuna lettera di licenziamento..mi hanno solo detto che mi daranno un incentivo all'esodo. Come mi posso comportare? E soprattutto posso chiedere un risarcimento?

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  86. L'azienda dove lavoro è stata chiusa per fallimento a seguito confisca in odore di mafia ( Bingo las Vegas di Palermo con 47 dipendenti). Il mio contratto è a tempo indeteminato. Ufficialmente non ho ricevuto alcuna comunicazione. Che devo fare adesso per tutelarmi? Grazie.

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  87. dopo 4 anni da operaio 2 livello quanto posso chiedere in mesi di buona uscita a parte il tfr senza andare tramite avvocati e sentenze grazie

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  88. Sono stato licenziato il 31 marzo entro quanto tempo posso chiedere la disoccupazione?
    La srl per cui lavoravo ha chiuso, entro quando mi deve dare tfr e ultimo stipendio,
    e se non lo fa come devo comportarmi
    grazie.

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  89. Buona sera dottore.....mia moglie ad agosto verra licenziata con un contratto a tempo indeterminato con motivazione calo del fatturato....premetto che mia moglie adesso è in maternita ed al suo posto in un negozio di abbigliamento c'è una sistituzione maternita.....i dipedenti sono meno di 15 su un totale di 4 negozi.....volevo sapere come si deve comportare quando riceverà la lettera di licenziamento. ....il17 maggio gli scade la matetnita facoltativa e dal 18 il suo datore di lavoro la vuole mettere in ferie fino ....le ferie accumulate scadranno in contemporanea con ol compimento dell anno della nostra bambina.......cosa mi consiglia? La puo licenziare a cosa avrà diritto? Spero di essere stato abbastanza chiaro....buona sera lucio

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  90. Buona sera dottore.....mia moglie ad agosto verra licenziata con un contratto a tempo indeterminato con motivazione calo del fatturato....premetto che mia moglie adesso è in maternita ed al suo posto in un negozio di abbigliamento c'è una sistituzione maternita.....i dipedenti sono meno di 15 su un totale di 4 negozi.....volevo sapere come si deve comportare quando riceverà la lettera di licenziamento. ....il17 maggio gli scade la matetnita facoltativa e dal 18 il suo datore di lavoro la vuole mettere in ferie fino ....le ferie accumulate scadranno in contemporanea con ol compimento dell anno della nostra bambina.......cosa mi consiglia? La puo licenziare a cosa avrà diritto? Spero di essere stato abbastanza chiaro....buona sera lucio

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