domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

171 commenti:

  1. Buongiorno Sig. Censori,l'azienda spa dove lavoriamo a ottobre 2014 a trasferito la logistica (art.47) a una cooperativa fatta costituire un mese prima da un ex dipendente della stessa spa...la maggior parte dei miei colleghi a ottobre sono passati sotto cooperativa...adesso fine marzo 2015 dovremo passare anche noi addetti alle consegne ...il sindacalista che segue il tutto ci ha detto che per quanto riguardo il contratto non cambiano ne le mansioni ne lo stipendio però alla domanda: se uno non vuol passare in cooperativa è stato molto vago ci ha detto che si è obbligati a passare in cooperativa altrimenti uno si deve licenziare...la nostra domanda non è possibile essere messi in mobilità oppure avere qualche tipo di buonuscita è se non diamo le dimissioni dalla spa cosa succede? abbiamo tutti una anzianità lavorativa di oltre 10 anni.
    La ringraziamo anticipatamente e cordialmente la salutiamo.

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    1. Purtroppo è vero che se si firma le dimissioni non si avrà diritto alla disoccupazione, ma se non si firma le dimissioni e non si accetta il passaggio dalla SPA alla cooperativa si può far saltare tutto l'accordo per tutti.-

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  2. Buongiorno Gianfranco,
    Sono assunto da 3 anni con contratto a tempo Indeterminato.
    La mia Azienda attuale, causa situazione economica/ristrutturazione, mi ha proposto di firmare una Conciliazione, che conteneva un notevole riduzione dello stipendio, per me insostenibile dato che sono a capo di una famiglia monoreddito.
    Dopo varie contrattazioni, visto il muro insindacabile che l'Azienda opponeva, ho chiesto di fare una nuova Conciliazione dove trattare i termini delle mie dimissioni/licenziamento. Ovviamente non ho intenzione di dimettermi spontaneamente dato che adesso non ho un lavoro in alternativa e perderei anche gli ammortizzatori sociali.
    Io intenderei chiudere l'argomento in modo amichevole, ma secondo me loro vorrebbero chiudere come se fossi io a dimettermi e mi hanno già detto che non intendono corrispormi nulla in più del dovuto.
    Posso chiedere che nella Conciliazione, oltre alle mie spettanze, mi vengano erogate alcune mensilità a titolo di risarcimento o devo per forza fare in modo di arrivare ad impugnare il licenziamento?.
    Grazie della risposta
    Cordiali Saluti

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    1. SI!
      Tu puoi chiedere nella conciliazione, che oltre alle tue spettanze ti vengano erogate alcune mensilità aggiuntive come risarcimento danni, ma nessuno può garantirti che il tuo datore di lavoro sia disposto ad accettarle.-
      Questo significa che se non raggiungerete un accordo in quella sede, non potrai fare altro che impugnare il licenziamento.-

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  3. Buonasera Gianfranco, sto detraendo in 10 anni alcune ristrutturazioni edilizie. Purtroppo essendo stato messo in mobilita' per tutto il 2014 e buona parte del 2015 e' sicuro che saro' incapiente per un anno e forse per due. Se perdo la possibilita' di detrarre per due anni perdo tutta la detrazione rimanente o quando ritornero' capiente IRPEF potro' ricominciare le detrazioni ? grazie e cordiali saluti Giorgio

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    1. Ciao Giorgio!
      SI!
      Nel tuo caso quando ritornerai ad essere capiente potrai riprendere le detrazioni per le rate residue.-

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  4. Salve Avv. mi puo spiegare come funziona l'aspi e la mini aspi .vi spiego la mia situazione .sono stato licenziato .dopo essere stato in contratto di solidarietà a zero ore . andando a fare domanda per la disoccupazione .mi hanno detto che io prenderò la mini aspi .perchè i contributi che risultano gli ultimi 3 anni sono pochi .il 2014 risultano 14 settimane . il contratto di solidarietà prevede contributi figurativi .e quindi noi avremmo 4 soldi di disoccupazione .oltre il danno anche la beffa .mi sembra assurdo questo . mi sa dire se le cose stanno così o diversamente . chi mi a detto questo e un patronato .Grazie.

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    1. Per il diritto all'ASPI sono necessarie almeno 52 settimane di lavoro nell'ultimo biennio, mentre per il diritto alla Mini Aspi sono necessarie almeno 13 settimane di lavoro nell'ultimo anno.-

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  5. Buongiorno, vorrei un informazione! Purtroppo devo licenziarmi dal mio posto di lavoro per trasferirmi all'estero da mio marito. Vorrei sapere quanti giorni di preavviso ho considerando che lavoro in un negozio di abbigliamento con CCNl a tempo indeterminato, IV livello e adesso a 24 ore settimanali e lavoro in questa azienda da 5 anni e 2 mesi quasi.
    La ringrazio anticipatamente per la risposta
    Una buona giornata

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    1. Il preavviso previsto dal CCNL terziario per un 4° livello e un'anzianità di servizio compresa tra 5 e 10 anni è pari a 30 giorni, con decorrenza dal 1° o dal 16° giorno del mese.-

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  6. Buongiorno dott.censori
    sono un dipendente di una azienda piu di 50 dip.con contratto multiservizi
    la mia ditta ha preso in subappalto da un'altra grossa ditta
    la mia domanda questa
    nel caso che la mia ditta(sub appaltatrice) dicedessi di andare via la ditta grossada in sub appalto ad un'altra ditta noi saremmo assunti in automatico dalla ditta sub nuova opuure no?
    la seconda domanda nel caso che la ditta grossa non vuole dare in sub appalto noi saremmo assunti in automatico con questa ultima oppure no?
    cordiali saluti

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  7. ccnl multiservizi a tempoindeterminato dal2008

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    1. Purtroppo in Italia a livello di diritti dei lavoratori c'è poco di automatico, nel senso che sono i datori di lavoro che decidono, Vi consiglio quindi di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  8. Buongiorno Dr. Censori, in una azienda del commercio con più di 15 dipendenti, in caso di procedura di licenziamento collettivo, l' azienda è obbligata a comunicare ai sindacati chi sono le persone da licenziare? E se sì, i sindacati sono obbligati a comunicarlo ai dipendenti? O ancora, più semplicemente e direttamente, l' azienda deve comunicare i nominativi ai dipendenti? E se sì, tale comunicazione deve avvenire all' inizio di un periodo di trattativa tra azienda e sindacati/dipendenti oppure l' azienda può aspettare all' ultimo momento?

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    1. Quindi i sindacati vengono a sapere quali sono i lavoratori da mettere in mobilità perchè come lei scrive concordano con l' azienda il numero e i criteri di scelta, giusto?

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    2. Ciao Giuliano!
      SI!
      Giusto!
      Per poter dare il loro consenso, i sindacati devono essere informati di tutto.-

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  9. Salve Gianfranco,
    con riferimento alla mia prima domanda pubblicata il 9 marzo ore 19,35, le chiederei gentilmente un ulteriore chiarimento.
    Se nella conciliazione relativa al mio licenziamento, il datore di lavoro rifiutasse si darmi qualsiasi somma a titolo di risarcimento e nel documento scritto viene citata l'inoppugnabilità dello stesso ed il riferimento all'art. 2113 c.c. sarebbe comunque possibile dopo impugnare il licenziamento oppure firmerò qualcosa di irreversibile che metterà fine alla questione?.
    Grazie mille.
    Cordiali Saluti

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    1. Se ci sarà un accordo firmerai l'atto di conciliazione che ti impedirà l'impugnazione del licenziamento ed ogni azione legale, in caso contrario non firmerai nulla e sarai quindi libero di procedere per via giudiziaria.-

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  10. Salve Gianfranco .se e possibile farmi capire .come viene assegnata una mansione . il mio caso e questo .sul contratto di lavoro cè qualifica polivalente ,assistente alla persona , centralinista , autista ect . liv B4. La mia mansione svolta prevalentemente e quella di assistente .da circa 10 anni . ultimamente presi la patente D. e chiesi di cambiarmi la qualifica passando ad autista .come i due colleghi che avendo la stessa patente erano inquadrati come autisti con livello C3 e quindi con paga superiore .e facendo solo l'autista. la mia richiesta non e stata mai presa in considerazione quindi continuavo a fare l'assistente con la paga di assistente .anzi avendo conseguito la patente D ,di rado mi chiedevano di sostituire l'autista . per condurrre i mezzi del'azienda ci voleva per forza avere la patente D. da poco ci sono stati licenziamenti collettivi .di cui solo gli autisti sono stati licenziati compreso me .e gli altri dipendenti ci e stata proposta una riduzione di orario .che hanno accettato .a noi ci hanno licenziato con il motivo di soppressione del posto .e quindi non potentoci collocare ad altro posto . non e stata fatta nessun criterio perche la mia mansione datami era quella di autista . vi chiedo avendo una qualifica polivalente con diverse mansioni come mai mi e stata attribuita quella di autista .se la mia mansione prevalentemente svolta era quella di assistente? io vedo un licenziamento discriminatorio perche le colleghe che hanno la mia stessa qualifica lavorano ed io sono stato licenziato .o 57 anni e sono molto arrabiato .

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    1. Se nel licenziamento non vengono rispettati i criteri di legge, il lavoratore può impugnare il licenziamento stesso, entro 60 giorni, e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  11. Salve, sig. Gianfranco

    Le chiedo puo' un'azienda mettere in cassa integrazione
    i propri dipendenti e nello stesso tempo assumere altre persone tramite il jobs act?
    Ma in che Stato viviamo? E' ammesso tutto ciò dalla legge? Come si fa?
    Il ministero del lavoro che ha dato la possibilità di aprire la cassa integrazione all'azienda
    che verifiche ha fatto? Visto che non sembra tanto crisi in quanto sta assumendo gente ...?
    Cordialmente un suo assiduo lettore

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    1. La cassa integrazione è stata concordata anche con il sindacato, quindi bisogna informare il sindacato delle assunzioni dell'azienda in modo da far bloccare la cassa integrazione.-

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  12. salve ,sig.Gianfranco
    tramite sindacato ho aperto una causa per recuperare il tfr ,abbiamo fatto diversi pignoramenti ,premetto che la ditta e' una s.n.c ;sembra che finalmente si avra' un incontro con l'inps per recuperare il tfr dal fondo garanzia ma alla domanda che ho girato all'avvocato per sapere se il fondo paghera' ,l'avvocato mi ha risposto con"dovrebbe pagare".Lei che e' molto bravo e preparato e le faccio i complimenti cosa ne pensa:il fondo di garanzia paghera' anche senza fallimento dato che la ditta e' tuttoggi aperta?i pignoramenti sono tutti negativi tranne un conto corrente dove cera 1000 euro

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    1. Ciao Paola!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo non ho buone notizie per te, nel senso che senza una sentenza di fallimento o di altra procedura concorsuale, il fondo di garanzia dell'INPS non provvede al pagamento del TFR.-

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  13. a me il sindacato mi ha sempre detto che bastava l'insolvenza per accedere al fondo di garanzia perche' la ditta e' piena di debiti e uno dei due soci e' scappato .Perche' iniziare una causa se tanto ci vuole il fallimento?il mio sindacato non e' abbastanza informato?

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    1. Ciao Paola!
      Il discorso è un po più complicato nel senso che se nessuno inizia una causa non ci sarà mai, ne una sentenza di fallimento, ne si potrà dimostrare un'insolvenza dell'azienda, comunque a questo punto non puoi fare altro che attenerti alle indicazioni del Tuo avvocato.-

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  14. Buongiorno,
    Vorrei avere un consiglio su come comportarmi con un'apprendista commessa (che ha già ricevuto 2 lettere di richiamo) che pretende di essere licenziata in modo tale da godere dell'indennita' di disoccupazione. Nel caso non le venisse concessa ha minacciato di denunciare il datore di lavoro poiché alcuni giorni è capitato che fosse lasciata sola in negozio.
    Tuttavia, non ci sono mai stati controlli che hanno appurato la cosa. Come sarebbe opportuno comportarsi per evitare esborsi eccesivi e soprattutto non incorrere in cause legali?
    La ringrazio,
    Giulia

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    1. Ciao Giulia!
      Siccome la dipendente ha già ricevuto 2 lettere di richiamo, puoi consigliarle di metterti in condizione d inviarle una terza lettera di richiamo, alla quale può seguire il licenziamento per giusta causa.-

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  15. Salve . per sopprressione di mansione sono stato licenziato . nella mia qualifica di assunzione prevede più mansioni . anche di altri settori che non sono stati licenziati .la mia domanda e questa se il mio lavoro svolto prevalentemente e quello di altra mansione di cui non ci sono stati licenziamenti ma di riduzione di orario .come hanno fatto ad assegnarmi la mansione del posto che e stato soppresso ? o contestato in azienda ma mi anno risposto che io avevo anche il titolo per la mansione soppressa. e che sulla busta paga cera quella mansione . posso contestare il licenziamento .avendo le prove che io non svolgevo quella mansione ? Grazie.

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    1. Puoi provare a impugnare il licenziamento, ma senza farti troppe illusioni, perché sono necessarie prove e testimonianze, in quanto per legge fa fede la mansione indicata in busta paga, quindi se svolgevi una mansione diversa dovevi contestarlo prima del licenziamento.-

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  16. Salve Sig. Gianfranco, Le chiedo un consiglio... cosa possiamo fare noi dipendenti di una società dove l'unico sindacato presente è completamente succube dell'azienda... quello che dice quest'ultima il sindacato approva e firma non siamo tutelati per niente anzi...Praticamente il sindacato è il braccio destro dell'azienda
    Noi dipendenti non sappiamo più dove sbattere la testa ... non ci difende e tutela nessuno gli accordi fatti sono stati firmati senza neanche la votazione essendo il sindacato anche RSU...inoltre i dipendenti non sono neanche coesi tra di loro situazione veramente brutta...
    Cordialmente

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    1. Purtroppo ho paura che il problema sia solo l'ultimo che hai elencato e cioè che i dipendenti non sono coesi tra di loro, quindi è più facile dare la colpa al sindacato.-
      Infatti se il sindacato presente in azienda non rappresenta i lavoratori ci si può semplicemente rivolgere a un altro sindacato che non sia succube dell'azienda.-

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  17. buongiorno
    avrei bisogno di un suo consiglio
    nel caso venissi licenziata dal mio datore di lavoro (commercio) per aver superato i 180 giorni di malattia nell'anno solare, avrei diritto al usufruire dal Naspi,, il vecchio sussidio di disoccupazione ???
    la ringrazio
    anna lisa

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    1. Ciao Anna Lisa!
      Se verrai licenziata entro il 30 aprile avrai diritto all'ASPI mentre se verrai licenziata dopo il 1° maggio avrai diritto alla NASPI.-

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  18. Salve il mio datore di lavoro mi ha ridotto il mio part time dal 25 a 20h sett.sono andato al patronato e mi ha preparato una lettera di licenziamento per giusta causa il datore mi ha firmata poi secundo giorno mi ha detto che non o proceduto bene e che mi manda non so che lettera che cosa spetta a me e che posso fare?grazie

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    1. Presumo che il datore di lavoro voglia solo cambiare le carte in tavola, ma se il sindacato ha seguito la procedura corretta non hai di che preoccuparti.-

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  19. Buona sera sono un dipendente che lavora in una ditta settore commercio ho un'anzianità di lavoro di 30 anni in questa ditta ora mi cominciano a trattarmi male gia da qualche anno se mi licenziano ,a quante mensilità avrei diritto come risarcimento? Grazie per le sue risposte.

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    1. Se verrai licenziato avrai diritto alla NASPI che nel tuo caso potrà durare fino a 2 anni, mentre per quanto riguarda un eventuale risarcimento da parte della ditta dipenderà dalla motivazione del licenziamento stesso.-

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  20. Sig. GianFranco:

    Sono stato licenziato il 18 marzo e ho il preavisso fino al 21 aprile, quando mi e stato comunicato il licenziamento per motivi economici, ho accettato senza fare molte storie e senza chiedere tante spiegazioni, ho firmato la lettera di licenziamento, con la parola del capo del personale che poi avremo parlato del amontare del mio tfr, ferie, stipendi arretrati, ecc, poi mi hanno detto che posso anche chiedere una buonauscita, ma che questo lo dovevo fare prima di firmare la carta di licenziamento. lei mi sa dire si e vero questo o no? un altra cosa, subito dopo il licenziamento sono stato una settimana in malattia, devo allungare di una altra settimana il periodo del preaviso? e poi come posso fare se non voglio piu venire fino alla fine del preavisso, sono obligato a lavorare fino al 21 aprile?
    Grazie della sua risposta

    Edgard Rodriguez

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  21. leggendo gli altri comenti vedo ASpI e Naspi, mi sa dire qual'e la differenza e quale corrisponde a me, se ho il preavisso fino al 21 aprile?
    sempre grazie della risposta e sempre

    Edgard Rodriguez

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    1. Ciao Edgard!
      Nel tuo caso, siccome il rapporto di lavoro cesserà ad aprile avrai diritto all'ASPI la cui durata è legata alla Tua età anagrafica.-
      Se non andrai al lavoro fino alla scadenza del preavviso, avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-
      Per il resto credo che tu sia stato "imbrogliato" perché avendo accettato il licenziamento e firmato, ti sei precluso il diritto ad ogni eventuale buonuscita, se non è espressamente indicata nella lettera che hai firmato.-

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  22. buonasera SIG GIANFRANCO mi chiamo massimo e le volevo chiedere se si viene licenziati per assenza ingiustificata per più di tre giorni o meno?a questo proposito e' una perdita di lavoro involontariamente ?mi spetta la disoccupazione? se si quale : l'ASPI O LA NASPI . grazie per la sua cortesia prestata MASSIMO

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    Risposte
    1. Ciao Massimo!
      Se si viene licenziati, a prescindere dalla motivazione, entro il 30 aprile si avrà diritto all'ASPI, mentre se si verrà licenziati dopo il 1° maggio si avrà diritto alla NASPI.-

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  23. Dott. Censori,
    l'azienda ci sta paventando in maniera abbastanza chiara l'ipotesi di cambiarci il contratto da tempo indeterminato (vecchio con art.18) a quello a tutele crescenti (jobs act) puo' farlo !? possiamo opporci in qualche modo? Mi sa tanto di fregatura non è vero?

    Cordiali saluti

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    1. NO!
      Un contratto a tempo indeterminato non può essere cambiato in contratto a tutele crescenti, perché quest'ultimo si applica solo ai nuovi lavoratori assunti e non ai lavoratori già in servizio.-

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  24. Salve,se mia moglie dovesse licenziarsi per motivi fisici (ernia del disco dovuti ai continui sollevamenti di pesi 15/25 kg o lo stare seduti 8 ore su una sedia senza schienale),avrebbe diritto alla disoccupazione e al versamento dei contributi?
    se si per quanti mesi dato che lavora in azienda da 15 anni ?

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    1. Purtroppo NO!
      In caso di dimissioni non si ha diritto ad alcuna indennità da parte dell'INPS.-

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    2. Grazie per la risposta Sig. Gianfranco, ma volevo chiederle,non viene riconosciuta dall'inail come malattia professionale?

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    3. In questo caso Tua moglie dovrebbe consultare il Vostro medico di famiglia per verificare se i suoi problemi fisici possono essere collegati alla sua attività lavorativa, in modo da avviare eventualmente una pratica di malattia professionale.-

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  25. buonasera SIGNOR GIANFRANCO sono STEFANO e 8/5/2015 mi scadera' il contratto , presumo che a questo giro andro' in disoccupazione con la naspi tengo a precisare che ho tutti i versamenti da quando andro' in disoccupazione a quattro anni indietro cioe'208 settimane pero' ho un problema nel 2011 da febbraio a luglio sono stato in infortunio mi vengono contate sempre 208 settimane o 184 settimane perché 24 sono d'infortunio?per il calcolo della retribuzione complessiva fa somma anche quello che ho percepito dall'inail in 24 settimane oppure no?devo scalare la somma dell'inail per il calcolo della naspi?dovro' quindi dividere per due 184 o 208 per sapere quanti mesi mi spettano? grazie per la sua cortesia prestata a presto

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    1. Ciao Stefano!
      Ai fini del calcolo delle settimane utili per la durata della NASPI contano solo le settimane effettivamente lavorate, ed è quindi escluso il periodo di infortunio, e il calcolo dell'indennità verrà effettuato sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi 4 anni escluso il periodo di infortunio.-

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    2. buonasera SIGNOR GIANFRANCO SONO SEMPRE STEFANO MI SCUSI SE LA DISTURBO le volevo chiedere sulle le settimane che intende lavorate se sono escluse anche la malattia o viene contata ? grazie ancora

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    3. mi scusi sempre io stefano sono un rompiscatole ma volevo sapere se come settimane effettive lavorate intende anche le ferie o sono escluse ? grazie ancora

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    4. Ciao Stefano!
      Ai fini del calcolo della durata della NASPI i periodi di malattia non conteranno come giornate lavorate, mentre conteranno i giorni di ferie.-

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  26. Buongiorno.vorrei un chiarimento la mia azienda dovrà licenziare .e si parla di alcune figure .per risparmiare essendo in difficoltà economica . la mia qualifica .a più mansioni . di cui una di questa verrà soppressa . cosa posso fare se verro inserito anche io . da premettere che quella mansione non la svolgevo prevalentemente ma solo in casi sporadici .mentre le altre erano prevalenti .Grazie .

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    1. Mi pare prematuro formulare ipotesi!
      Ti consiglio quindi di attendere lo sviluppo degli eventi e in caso di licenziamento, in base alla motivazione addotta, verificherai se ci saranno i presupposti per impugnare il licenziamento stesso.-

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  27. Salve, avrei bisogno di alcune informazioni sulla mia situazione. Ho accettato sei mesi fa un lavoro in locale dove sarei stata retribuita a voucher fino il mese di aprile dove avrei firmato un contratto, purtroppo di voucher ne ho visti solo due e al posto del contratto sono stata mandata via per un motivo assurdo. Come dovrei comportarmi?

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  28. Carissimo Dr. Censori,

    desidererei chiederLe se a fronte di dimissioni, date per mia spontanea volontà, in una società nella quale lavoro da oltre 7 anni con contratto a tempo indeterminato se io NON volessi rispettare il periodo di preavviso e andarmene prima le indennità che dovrei corrispondere al mio attuale datore di lavoro possono essere scalate direttamente dal TFR (quindi percepirei un TFR più basso di X mensilità che sarebbero quelle che dovrei dare come indennità). Inoltre **IMPORTANTE** nell'eventualità che il TFR fosse bloccato (causa imminente cassa integrazione) è lo stesso possibile?

    La ringrazio per una sua risposta, porgo
    Cordiali Saluti.

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    1. In caso di dimissioni la normativa prevede che il datore di lavoro può detrarre dalle competenze maturate dal lavoratore tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-
      La detrazione potrà essere effettuata sull'ultima busta paga e se l'ultima mensilità, + rateo tredicesima e quattordicesima + eventuale residuo ferie e permessi, non dovesse essere sufficienti, potrà essere intaccato anche il TFR.-

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  29. Gentile Avvocato Censori, sono un lavoratore di livello 2a di un'azienda che si occupa di igiene urbano, ho cessato il rapporto di lavoro con la mia azienda ed a questa è subentrata un'altra azienda con la quale attualmente lavoro, vorrei sapere se mi spetta l'indennità di mancato preavviso da parte della precedente azienda. Grazie mille
    Mauro

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    1. Ciao Mauro!
      SI!
      Se l'azienda che ti ha licenziato non ti ha dato il preavviso previsto dal tuo contratto in base al Tuo livello di inquadramento e alla Tua anzianità di servizio, doveva esserti corrisposta l'indennità di mancato preavviso.-

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  30. Buongiorno gentilissimo Sig Censori,

    ho un problema relativo agli orari di lavoro con l'azienda per cui lavoro.

    Sul contratto di lavoro stipulato molti anni fa è specificato:"

    che l'orario di lavoro è di 8 ore (40 a settimana) ripartite nell'arco della giornata secondo quanto definito nell'ambito del suo settore di apparteneneza in relazione correnti.

    Per tutto quanto non precisato si fa riferimento alla Disciplina Generale del C.C.N.L dell'Industria Metalmeccanica Privata con la qualifica e mansione di impiegato."

    Scusi la premessa un po' lunga arrivo al punto, fino ad alcuni mesi fa il mio orario da circa 10 anni è sempre stato dalle 9 alle 18 orario di ufficio adesso invece l'azienda
    vorrebbe destinarmi in un'attività di turnazione addirittura con orari notturni!

    Mi chiedo puo' farlo? Sul contratto che ho firmato non viene mai esplicitata questa possibilità di orari a turni e/o notturni, basta il rimando generico al contratto nazionale
    per cambiare l'orario di lavoro stravolgendo di fatto la vita di una persona completamente?

    I colleghi di lavoro mi dicono che l'azienda non lo puo' fare, inoltre Le faccio notare che sono l'unico dipendente destinato a fare questi eventuali orari.

    Sig Censori quest'azienda sta facendo tutto correttamente? O posso far valere i miei eventuali diritti ?


    Grazie

    Cordiali Saluti

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    1. NO!
      Per legge l'orario di lavoro in essere non può essere modificato senza il consenso del lavoratore, quindi puoi rifiutarti, e ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  31. Salve Sig. Gianfranco,

    l'azienda mi ha messo in cassa integrazione e secondo la legge prima mi ha fatto consumare tutte le ferie residue degli anni precedenti
    circa una trentina di giorni sudati nel mese passato di febbraio...

    In cassa integrazione ci dovevo rimanere circa un anno a zero ore, ma all'improvviso dopo neanche un mese mi hanno richiamato a lavorare
    mi chiedo se non sia stata un'azione studiata dall'azienda per non pagarmi le ferie arretrate o impedirmi di farmele fare quando volevo io...

    Si puo' fare una cosa del genere? Dicevano che non sapevano dove allocarmi e dopo neanche un mese mi hanno trovato un posto...! Azienda furba non trova!?

    Cordialmente un suo lettore

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    1. In affetti probabilmente hanno fatto i furbi, ma purtroppo non puoi farci nulla, perché non puoi impedire che ti vengano fatte azzerare le ferie arretrate.-

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  32. Salve sono dipendente fi un azienda artigianale con contratto a tempo indeterminato ho fatto 3 giorni di assenza ingiustificata e doppo rientro al lavoro sono stata licenziata volevo sapere se ugualmente mi spetta la TFR

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    1. Ovviamente SI!
      Anche se sei stata licenziata per 3 giorni di assenza ingiustificata, Tu hai comunque diritto a tutte le competenze maturate, TFR compreso.-

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  33. Buongiorno sig. Gianfranco, una domanda veloce se possibile. Sono stata licenziata e mi è già stata accettata da parte dell'INPS la domanda per l'ASPI. Se adesso impugnassi il licenziamento, cosa succederebbe? Mi verrà comunque erogata o andrà in sospensione?

    Grazie mille
    Saluti

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    1. Anche se impugni il licenziamento avrai comunque diritto all'ASPI che ti continuerà ad essere corrisposta regolarmente, il problema però potrebbe porsi in seguito in base all'esito dell'impugnazione, nel senso che se riesci a spuntare qualcosa l'INPS potrebbe richiedere indietro l'indennità corrispondente.-

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  34. Salve dott Censori,
    sono metalmecanico e lavoro presso una piccola ditta di Torino, per colpa di un incendio al interno della ditta siamo stati mesi in CIGO zero ore, dal meta marzo fino alla fine di maggio. So che CIGO e di 80% dello stipendio, ma quello lordo o quello netto ? E gli €Renzi ? Non ho preso ancora la bustapaga, domani vado e vorrei essre preparato....la ringrazio in anticipo

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    1. - La CIGO è pari all'80% della della retribuzione lorda, quindi presumibilmente anche la retribuzione netta diminuirà più o meno della stessa percentuale.-
      - Se il Tuo reddito lordo del 2015 sarà comunque superiore agli 8.000 euro, la CIGO non influirà sul diritto al bonus di 80 euro mensili.-

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  35. Buon Giorno, Sig. Censori, mia moglie lavora da 22 anni presso una pasticceria con un contratto indeterminato part time orizzontale a 24 ore, ieri il titolare della società SAS l'ha convocata senza preavviso e gli ha comunicato che avrebbe chiuso l'attivita'con Equitalia e che nn avrebbe più potuto esercitare e gli ha posto 2 condizioni la prima di firmare le dimissioni e che poi in futuro dopo ristrutturazione dei locali come scusa x i clienti ma senza nessun cartello avrebbbe aperto il figlio con una nuova società e la seconda x il licenziamento da parte del titolare, noi abbiamo optato x la seconda in quanto nn vi erano garanzie.. almeno si può usufruire della disoccupazione....e comunque andando avanti x vie legali x i propri diritti, che ne pensa? Grazie la consulenza!

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    1. In affetti se i datore di lavoro chiude l'attività non ha senso che pretenda che siano i dipendenti a presentare le dimissioni, perché fa venire il sospetto che abbia in mente qualche manovra non chiara, quindi avete fatto bene a richiedere di essere licenziati, perché così avrete diritto all'indennità di disoccupazione e potreste anche aprire una vertenza sindacale.-

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    2. La ringrazio molto x la sua consulenza distinti saluti.

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    3. Mi scusi, ma visto che mi ha messo la pulce nell'orecchio volevo ankora chiederle ma con che presupposto potremo aprire una vertenza se questo individuo...
      come ci dice ....che gli hanno bloccato il conto e x x uscirne pulito cessa l' attivita e ne fa riaprire una nuova con il figlio......

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    4. Anche se il padre cessa l'attività, per legge deve comunque far fronte ai suoi impegni, deve cioè pagare i suoi debiti, a meno che non li trasferisca al figlio.-

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    5. Gentilissimo, ankora grazie la saluto!

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  36. Salve dott Censori,
    grazie ancora xla risposta, sono il metalmeccanico in CIGO, zero ore, adesso ho la bustapaga ma...secondo i calcoli che sono riuscito a fare i conti non tornano...secondo LEI, con una retribuzione mensile di 1407€ lordi ho in busta 882€, e giusto che sia cosi??? (gli €Renzi sono 78,90) I miei calcoli davano aprox 959€... cosa devo fare? mi puo dare un consiglio? la ringrazio in anticipo, buona giornata

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per una verifica della Tua busta paga,e per farti quindi consigliare al meglio sul da farsi.-

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  37. Buongiorno dott.Censori in breve le spiego quello che sta'succedendo nella mia azienda, hanno deciso di esternitizzare l azienda , chiedendo a noi operai di firmare il contratto con la cooperativa che ha preso in appalto ,noi lavoriamo li da tanti anni e non vorremmo firmare le nostre dimissioni , sappiamo che loro ci possono licenziare, noi possiamo impugnare il licenziamento?da 30 operai siamo rimasi in 8, se si quanto ci spetta di risarcimento? Grazie x la risposta

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    1. Se venite licenziati per riduzione di personale potreste non aver diritto ad alcun risarcimento, ma solo all'indennità di disoccupazione, è il caso quindi che valutate attentamente l'offerta del datore di lavoro, Vi consiglio quindi di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  38. buongiorno dott. Censori,avrei bisogno di un suo chiarimento. Sono un IV livello contratto del commercio assunta nel 2011 (poco più di quattro anni di anzianità). L'azienda è stata ceduta una settimana fa a una nuova proprietà. Durnte il primo colloquio conoscitivo il nuovo proprietario ha espresso perplessità nel mantenere la funzione in cui laviamo io e il mio capo pertanto ci ha chiesto di sospendere tutte le nostre attività e di attendere una settimana,quindci giorni...non si sa di preciso ma in attesa di una sua decisione. Abbiamo dato la disponibilità a svolgere altri compiti,ma non abbiamo ricevuto risposte se non di stare tranquille e non fare nulla.le nostre mansioni però sono ormai da una settimana svolte da altri colleghi.mi chiedo quindi cosa possono fare e a quante mensilità posso puntate comr buona uscita.
    La ringrazio in anticipo per la sua consulenza.
    Saluti, C.

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    1. Prima di parlare di buona uscita, deve esserci una lettera di licenziamento, e siccome avete dato la vostra disponibilità a svolgere anche altre mansioni, dovete attendere le decisioni del Vostro datore di lavoro prima di prendere iniziative, quindi potete solo confermare la vostra disponibilità lavorativa, magari rivolgendovi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  39. Buongiorno,

    per favore avrei un quesito al quale non so darmi risposta.
    Mio padre è l'ex amministratore (e socio) di un'azienda, nella quale lavoro anche io da un paio di anni. Essendosene andato mio padre, chi rimane vuole mandare via anche me, che sono assunta come impiegata a tempo indeterminato da oltre due anni.
    Con una lettera che parla di riorganizzazione dell'azienda e della difficile situazione economica, mi obbligano a 3 mesi di ferie, entro i quali decideranno del mio futuro (mi han già anticipato di non volermi tra i piedi).
    Possono obbligarmi a così tante ferie forzate?
    sono l'unica a svolgere la mia mansione (ho un fisso + provvigioni sul venduto) ed ora nessuno ha preso contatto con i miei clienti per gli ordini e per informarli della mi assenza. dato che perderò quasi certamente quei clienti, che oltretutto avevano già trasmesso le loro previsioni d'ordine per i prossimi mesi, non ho diritto ad un indennizzo?

    grazie della risposta.

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    1. Se il datore di lavoro Ti ha imposto 3 mesi di ferie presumo che Tu abbia molte ferie arretrate, perché l'azienda può importi solo di azzerare le ferie maturate fino al 31 dicembre dello scorso anno, in quanto quelle che maturerai quest'anno vanno concordate.-
      Per quanto riguarda un eventuale indennizzo dovrai attendere la lettera di licenziamento ed in base alla motivazione deciderai poi il da farsi.-

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  40. Gentilissimo Dott Censori,

    ho contratto a tempo indeterminato da diversi anni (precisamente metalmeccanico) spesso l'azienda per cui lavoro una spa mi manda dal cliente a lavorare dicendomi che devo osservare gli orari lavorativi del cliente e fino a qui niente di strano tuttavia da contratto stipulato con la mia azienda mi spetta un'ora di pausa pranzo, mentre il cliente mi fa fare solo mezz'ora di pausa pranzo, questa riduzione dell'orario di pausa è stata studiata apposta per farmi fare determinati orari di lavoro che con una pausa pranzo di un'ora non si potrebbero far fare.

    Le chiedo posso far valere presso la mia azienda il mio diritto di una pausa pranzo di un'ora anche se questa afferma che quando si sta dal cliente si devono osservare gli orari stabili da quest'ultimo?

    Cordiali saluti

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    1. Tu sei obbligato a rispettare quello che è previsto dal tuo contratto e non quello che è previsto dal contratto dei tuoi clienti, quindi il tuo datore di lavoro non può importi di ridurre l'orario di pausa, pertanto puoi rifiutarti di modificare il tuo orario di lavoro.-

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  41. buonasera Dott. Censori, ho data la mia dimmissione volontario al dattore di lavoro il 18 maggio, sono stato gia' 2 volte all' ufficio dell'impiego per iscrivermi disponibile al lavoro, ma mia ex azienda ancora non avevano communicata il fine rapporto. Mentre li ho scoperto che sono stato messa in regola soltanto dal 13 Maggio, ma inrealta' ho iniziato a lavorare almeno 20 giorni prima, Richiedendo di essere pagato per i giorni lavorati l'azienda mi sta chiedendo di scrivere la mia dimmisione un altr volta ma in data 30 maggio, mi puo dire in che cosa vado incontro sè faccio quello che chiedono, temo che potrebbe essere un trucco per non pagarmi. Prego notare che ancora non avevo ricevuto o firmato un contratto di lavoro. Grazie.

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    1. Da quello che mi scrivi non c'è niente di regolare, cioè non hai sottoscritto un contratto, la data di assunzione non corrisponde con la data inizio dell'attività lavorativa e la lettera di dimissioni non è stata presa in carico dal datore di lavoro, quindi o ti metti direttamente d'accordo su tutto con il datore di lavoro o devi rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  42. Buongiorno il 31 maggio ho finito la cassa in deroga purtroppo non ancora pagata dall'ims x mancanza di fondi il primo giugno ho scritto agli uffici perché ero assente ingiustificata e mi hanno risposto che mi faranno sapere. i sindacati hanno fatto una riunione lla settimana prima dicendo che chi era in cassa sarebbe stato licenziato e che l'azienda una coop non avrebbe considerato le singole situazioni per il saldo dovuto per mancata corresponsione di aumenti contrattuali festività ecc e che avrebbe dato 6000 euro forfettari. Alla fine l'accordo è stato Che chi voleva accettava e chi non voleva faceva vertenza le domande sono:
    I licenziamenti possono essere retroattivI? Io ho 68 giorni per iscrivermi alla naspi Quanto tempo hanno per mandarmi la lettera di licenziamento? In quanto tempo devono darmi Tfr e cifra pattuita? Dopo averla presa posso comunque prendere un avvocato farmi fare i conti e fare una vertenza solo economica senza chiedere il reintegro? Tenga presente che io non rientro per anzianita' nel job act essendo in questa coop da più di cinque anni. Il licenziamento è causato da mancanza di commesse ma altri stanno lavorando. Grazie mille per l'attenzione

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    1. - NO! I licenziamenti non possono essere retroattivi.-
      - La lettera di licenziamento possono mandarla quando vogliono, ma ovviamente fino a quando non la mandano sei ancora in servizio.-
      - I termini di pagamento della cifra pattuita e del TFR verranno fissati nell'accordo che dovrai sottoscrivere.-
      - Ovviamente NO! Se accetti la cifra forfettaria dovrai sottoscrivere una liberatoria e quindi l'impegno a non aprire successivamente una vertenza.-

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  43. Buongiorno Dr. Censori, le scrivo per alcune precisazioni perchè mi sembra che il sito dell' inps non sia ben aggiornato in merito.
    1) Nel caso di aziende del commercio, la procedura di mobilità può essere richiesta solo dalle aziende con più di 200 dipendenti o anche meno?

    2) Secondo il sito dell' inps i lavoratori tra i 40 e i 50 anni hanno ancora adesso diritto a 24 mesi di mobilità mentre quelli sopra i 50 hanno diritto a 36 mesi. Dal suo sito apprendo invece che, al momento attuale chi è tra i 40 e i 50 ha diritto a 18 mesi e chi è sopra i 50 ha diritto a 24 mesi. Mi conferma che è l' inps che non aggiorna il proprio sito? Grazie, Giuliano.

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    1. Ciao Giuliano!
      - Procedura mobilità:
      Imprese commerciali che hanno impiegato mediamente più di 200 dipendenti nell’ultimo semestre;
      - Mobilità anno 2015:
      Aziende centro-nord
      fino a 39 anni = 12 mesi
      da 40 a 50 anni = 18 mesi
      oltre 50 anni = 24 mesi
      Aziende del mezzogiorno:
      fino a 39 anni = 12 mesi
      da 40 a 50 anni = 24 mesi
      oltre 50 anni = 36 mesi

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    2. Mi perdoni, ma per le aziende commerciali con meno di 200 dipendenti quali sono gli ammortizzatori sociali?

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    3. Ciao Giuliano!
      Per le aziende commerciali con meno di 200 dipendenti c'è la NASPI.-

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  44. Buongiorno Dr Censori, leggo che i licenziamenti collettivi avvengono tenendo presenti 3 parametri:

    Carichi di famiglia
    Esigenze tecnico-produttive
    Anzianità di servizio presso l'azienda

    Tali parametri sono in subordine uno rispetto all' altro, cioè i carichi di famiglia hanno più importanza rispetto alle esigenze tecnico-produttive o invece hanno tutti e tre la stessa importanza?

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    1. Ciao Giuliano!
      La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Questo significa che i criteri di valutazione debbono essere concordati tra il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali altrimenti la procedura di mobilità non parte.-

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  45. Buongiorno Dottore, lavoro in un centro anziani da 4 anni che è passato da giugno con un affitto d'azienda ad un'altra struttura che ci ha acquisito. I nuovi proprietari mi vogliono cambiare i turni di lavoro e vogliono che frequenti un corso O.S.S. che è diventato obbligatorio. Tutto questo mi è stato richiesto da parte loro per iscritto e io sempre per scritto ho risposto di no a tutte e due le richieste (ho 4 figli e non posso proprio). Possono licenziarmi per questo mio rifiuto? Grazie per la risposta

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    1. L'azienda non può obbligarti ad accettare un cambio di turno perché è necessario il tuo consenso, mentre può licenziarti se ti rifiuti di frequentare un corso obbligatorio di O.S.S., quindi non "scherzare" sulle cose serie, perché se vieni licenziato avrai tutto il tempo che vuoi da dedicare ai tuoi 4 figli, ma non credo che è quello che tu voglia.-

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  46. buongiorno e grazie per le precedenti chiarissime risposte. Ho ancora una domanda al momento non mi hanno mandato la lettera di licenziamento ma neanche mi stanno versando i contributi ho scritto alla coop ma senza ricevere risposta. Venerdi' i sindacati faranno una riunione ma se i lavoratori (almeno 30 su 40) non accetteranno l'ultimo accordo il licenziamento dovrà andare in regione e passerà ancora del tempo (anche 80 giorni dicono), ma cosa deve fare la regione? ho guardato on line e non ho trovato nulla su questa procedura. Grazie mille

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    1. Presumo che l'incontro in regione serva per cercare di evitare i licenziamenti, e che quindi il ritardo sia dovuto solo al tentativo di raggiungere un accordo, ma su questo punto solo i sindacati possono darti informazioni precise.-

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  47. Salve, sono stata licenziata il 4 maggio 2015,dopo 18 anni di servizio(ero una di quelle più anziane in azienda) e con me altri 4 colleghi per motivi economici, poiché a detta del datore di lavoro non rientravamo nei criteri di legge,
    ci hanno già liquidato il tfr, poi abbiamo contattato un avvocato e volevamo impugnare il licenziamento dato che rientriamo nei termini di legge per farlo , lei pensa che ci spetteranno qualche mensilità? l'azienda è ancora aperta e ha tenuto quattro operaie ma non sappiamo con che criteri l'abbiano tenute... grazie per l'attenzione

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  48. Mi scusi nn ho precisato , l'azienda è settore gomma plastica ed eravamo meno di 15 dipendenti grazie

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    1. Vi spetterà qualche mensilità aggiuntiva solo se il datore di lavoro non ha rispettato i criteri di legge per il vostro licenziamento, e nel vostro caso solo un avvocato o un sindacato può valutarlo.-

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  49. Salve dott. Censori,
    sono in procinto di dimettermi per giusta causa dall'azienda per cui lavoro con contratto settore terziario CCNL da settembre 2014; l'inadempienza grave è la mancata corresponsione di retribuzioni dal mese di gennaio 2015 (ultimo accredito ricevuto in data 24/04/2015 relativamente al 50% dello stipendio di dicembre, tredicesima esclusa).
    Oltre alle suddette motivazioni, le mie dimissioni sono anche giustificate dall'aver trovato un nuovo lavoro.
    Ciò premesso, dimettendomi domani e iniziando il nuovo lavoro il giorno dopo (sotto contratto di prova determinato a 3 mesi) perderei le mensilità arretrate? Il TFR? I contributi? Ecc.ecc.
    Infine c'è anche da dire che l'azienda dal 21 maggio 2015 ha omologato l'istituto del concordato preventivo.
    Sin d'ora La ringrazio per l'eventuale risposta con cui vorrà beneficiarmi e Le faccio i miei più e sinceri complimenti per il Suo operato.

    Saluti
    Antonio R.

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    1. Ciao Antonio!
      Se Tu hai trovato un nuovo lavoro le dimissioni per giusta causa ti servono solo per evitare di dover pagare il mancato preavviso.-
      Comunque la giusta causa va dimostrata e deve esserci un intervento sindacale con il quale deve essere richiesto formalmente il pagamento di tutte le mensilità arretrate entro un certo termine.-
      Se non segui la procedura corretta avrai detratti dalle Tue competenze maturate tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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    2. Grazie mille!
      Volevo solo aggiungere che gia' sono iscritto alla UIL e già più volte lo stesso sindacato ha provveduto in questi mesi a sollecitare per iscritto il pagamento delle mensilità arretrate, imponendo termini mai rispettati vista la grave situazione finanziaria in cui versava e versa tutt'ora la società.

      Grazie ancora e complimenti!

      Saluti

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    3. Ciao Antonio!
      Perfetto!
      In questo caso non hai di che preoccuparti!

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  50. Salve dott. Censori, volevo porle un quesito alquanto complicato. Io sono un ragazzo di 27 anni e dall'uno ottobre 2014 lavoro con regolare contratto part time in un ristorante e sono stato assunto con le agevolazioni contributive che prevede la legge 407. Essendo io uno studente fuori sede e dovendomi laureare l'anno venturo ho già detto al titolare che a giugno 2016 terminerò il periodo lavorativo, su questo siamo entrambi daccordo. Ovviamente ho chiesto se quando sarà di poter essere licenziato, magari pagando io stesso l'indennizzo per poter cosi accedere alla disoccupazione o mini Aspi, però lui dice che non può poiché in quel caso dovrebbe restituire tutti i contributi non versati per le agevolazioni della 407, e quindi dovrei dimettermi io, perdendo cosi il diritto alla disoccupazione. Cosa potrei fare o proporgli? C'è qualche escamotage?

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    1. Purtroppo con l'attuale datore di lavoro non c'è escamotage che tenga!
      L'unica cosa che puoi fare è quella di presentare le dimissioni e di cercarti un altro lavoro, magari con un contratto a termine anche di breve durata, che ti consentirebbe alla scadenza di accedere all'indennità di disoccupazione.-

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  51. Buonasera Sig. Gianfranco
    mi puo' aiutare a capire, il prossimo anno sarò messo in mobilità (se ancora si chiama così) la mia confunsione è che tra mobilità, aspi, mini aspi, naspi non riesco a capirci nulla.

    Io ho 42 anni ed ho contratto metalmeccanico industria, lavoro da quasi 17 anni presso la stessa azienda, come gli ho detto sopra dal 2016 forse sarò messo in mobilità
    stando alla legge attuale se ho capito bene avro' soltanto 12 mesi di sussidio è corretto !?
    Ma nello stesso tempo leggo che dovrebbero esserci degli interventi normativi con la NASPI che dovrebbe allungare almeno a 24 mesi un eventuale sussidio è giusto!? o comunque sia mi puo'
    chiarire effettivamente se c'e' una speranza di un allungamento per me dei tempi di sussidio faro' parte di questa eventuale riforma...

    Un anno di sussidio mi sembra veramente poco visto la situazione lavorativa italiana e anche la mia età considerata ormai non più giovane e fuori mercato sono molto preoccupato
    almeno due anni sarei almeno un po' più tranquillo...


    Cordialmente
    un suo affezionato lettore

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    1. Dal 1° gennaio 2017, la Naspi sostituirà l'indennità di mobilità ordinaria. L'abrogazione dell'ammortizzatore sociale destinato ai lavoratori con piu' di 15 dipendenti era stato già preventivato dalla legge 92/2012, la legge Fornero di Riforma del Mercato del Lavoro per cedere il posto all'Aspi. Ora però si cambia di nuovo. Con la soppressione dell'Aspi dal 1° maggio 2015 e dell'indennità di mobilità ordinaria, i lavoratori che oggi fruiscono della mobilità ordinaria accederanno alla Naspi.
      Interessati sono tutti i lavoratori delle grandi aziende licenziati a far data dal 31 dicembre 2016 che non potranno più essere collocati in mobilità ordinaria, in quanto l’iscrizione nelle liste decorre dall’ 1 gennaio 2017, giorno successivo alla data di licenziamento. Tali soggetti, quindi, potranno beneficiare a tale data, ricorrendone i requisiti, esclusivamente della Naspi.-
      L’indennità di mobilità prevista oggi per le aziende più grandi, si sta infatti riducendo ai sensi di quanto previsto dalla legge 92/2012: da gennaio di quest’anno c'è stata una stretta sulle durate: massimo 12, 24 o 36 mesi, a seconda dell’età. Dopo un ulteriore giro di vite nel 2016 (il trattamento più favorevole sarà 24 mesi di durata per i lavoratori over 50 al Sud), e la definitiva archiviazione della mobilità (anche quella in deroga cessarà dal 1° gennaio 2017) chi entrerà nella Naspi, potrà contare su un sostegno pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni.
      In pratica la durata massima del sussidio Naspi potrà salire fino a due anni (un anno e mezzo dal 2017) e non sarà più ancorata all’età del lavoratore o alla zona di residenza. Aumenterà anche il tetto dell’importo: 1.300 euro (leggermente più alto di quello dell’Aspi, 1.195,37 euro) e la riduzione dopo i primi mesi sarà del 3% invece che del 15 per cento.-

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  52. Buonasera Dott. Censori, mi chiamo Franco, da novembre 2014 sto lavorando in un bar con regolare contratto subordinato, 50% part-time e indeterminato 6 livello con mansioni di Barista. Il contratto prevede 20 ore settimanali ma io ne faccio 10 in più a settinana, ora dal mese di aprile non ricevo più lo stipendio e non so come comportarmi la coperativa per cui lavoro (come socio-lavoratore) mi ha chiesto di chiedere un periodo di aspettativa non retribuita di 2 mesi e poi si vedra. Io sono molto scettico non so cosa fare consigliatemi ho 30 anni. Grazie

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    1. Ciao Franco!
      La richiesta che ti è stata fatta dalla cooperativa è inaccettabile, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  53. Salve...io a dicembre sono stato licenziato per poco lavoro...dovevano licenziare solo un mio collega che è rimasto in malattia per quasi un anno...ma lui ha dei figli a carico e per poter licenziare lui hanno dovuto licenziare prima a me xkè lui ha delle priorità ..ora trascorsi i sei mesi l'azienda vuole riassumermi ma lui tramite l'inail ha mandato un comunicato dove prima di riassumere me devono riassumere lui...ora io non posso fare nulla? L'azienda vuole me...é possibile che passati i sei mesi lui abbia ancora priorità? E io nn posso fare nulla? Grazie

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    1. Purtroppo Tu non puoi fare nulla!
      La normativa prevede infatti il diritto di prelazione per chi ha dei familiari a carico, quindi il datore di lavoro può assumerti solo se vieni assegnato a mansioni diverse rispetto a quelle che erano svolte dall'altro lavoratore.-

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  54. Buongiorno Sig Gianfranco,
    il prossimo mese termina per me l'indennità di mobilità nel frattempo non sono riuscito a trovare un lavoro in tutto quest'anno nonostante tutti cv inviati e colloqui fatti non mi prende nessuno brutta fine!
    Cosa posso fare ? Posso richiedere la disoccupazione è possibile che a breve non avrò più nessun sostegno economico almeno per mangiare! Ho lavorato tanti anni e lo stato dopo un anno di "sostegno" mi abbandona così !
    Grazie Saluti

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    1. Purtroppo se il periodo di mobilità indennizzata non è stato interrotto da attività lavorativa, al termine della mobilità, a livello statale non sono previste altre indennità.-

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  55. Buongiorno,
    Dipendente di Srl settore metalmeccanico con 5 dipendenti. Il 30.06 riceviamo tutti la raccomandata di licenziamento per giustificato motivo oggettivo a causa della cessazione dell'attività dell'azienda per messa in liquidazione.
    Facciamo qualche indagine e scopriamo che a tutt'oggi 14.07 causa problemi fisici sia del titolare che del futuro liquidatore, la procedura di liquidazione non è ancora stata fatta. Quindi nessuna formalizzazione dal notaio, nessuna nomina del liquidatore e nessuna indicazione sulla carta intestata della ditta di "..azienda in liquidazione". Ovviamente mancando l'atto dal notaio, nessuno ha registrato la cosa in Camera di Commercio.
    Parallelamente, ci dicono di continuare la normale attività lavorativa, quindi di fare offerte, prendere commesse dai clienti ed emettere ordini ai fornitori come se nulla fosse.
    Tutto questo è regolare ? Le lettere di licenziamento sono valide anche se inviate prima della regolarizzazione della procedura di liquidazione ?

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    1. Aggiungo anche che quasi tutte le commesse in essere ed anche quelle che stanno entrando, hanno data di consegna successiva alla fine del preavviso di noi dipendenti. Questo significa che gli attuali dipendenti non saranno presenti in azienda quando ci sarà da consegnare ed installare quanto venduto. Può l'azienda avere tutti i dipendenti o ex-dipendenti a casa e terminare le commesse esclusivamente con personale esterno ?

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    2. Ciao Andrea!
      Le lettere di licenziamento sono comunque valide, Vi consiglio comunque di impugnarle, ed avete solo 60 giorni di tempo per farlo, in modo che l'azienda sia obbligata ad espletare tutte le procedure di legge ed eviti di proseguire l'attività lavorativa oltre i termini.-

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    3. Buongiorno Sig. Censori,
      Grazie per la gentile risposta. Ma esiste un termine entro il quale l'azienda è obbligata a formalizzare la procedura di liquidazione, dalla data di invio delle lettere di licenziamento ?
      Un'ultima domanda riguardo il periodo di preavviso. L'azienda sostiene che l'ultimo giorno di lavoro si ottiene sommando il preavviso ai giorni di ferie maturati (esempio: lettera al 30/06, 2 mesi preavviso + 1 mese di ferie = ultimo giorno di lavoro a fine Settembre).
      I sindacati interpellati, hanno invece detto che fa fede solo il preavviso (quindi per il caso di cui sopra, ultimo giorno a fine Agosto).
      Chi ha ragione ?
      Questa diatriba sta creando parecchi attriti in azienda.
      Di nuovo grazie per la cortese disponibilità.
      Andrea

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    4. Ciao Andrea!
      - L'azienda può avviare la procedura di liquidazione quando lo ritiene necessario, e sono eventualmente i creditori che devono imporre l'avvio della procedura se non vengono pagati regolarmente.-
      - Riguardo al preavviso, l'azienda ha l'interesse a prorogare la scadenza del rapporto di lavoro in modo da non dover pagare un residuo ferie, quindi se ai lavoratori non sta bene possono attenersi al solo preavviso, e farsi pagare il residuo ferie.-

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    5. La ringrazio nuovamente per la gentile risposta.
      Trovo che sia un grave carenza legislativa il fatto che un'azienda possa licenziare i dipendenti per "per giustificato motivo oggettivo a causa della cessazione dell'attività dell'azienda per messa in liquidazione " senza però essere obbligata ad ufficializzare tale procedura prima di mandare le lettere o comunque entro un certo periodo dalla data delle lettere.
      Teoricamente e praticamente, possono licenziare i dipendenti e continuare indisturbati l'attività per i secoli a venire, senza che nessuno intervenga.
      E probabilmente qui succederà proprio questo, ovvero che i dipendenti saranno a casa e l'azienda completerà le commesse in essere e continuerà la propria attività esclusivamente con personale esterno.
      Questo mi sembra inaccettabile in un paese civile nell'anno 2015.
      Perdoni lo sfogo.
      Ancora grazie per la preziosa consulenza.

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    6. Ciao Andrea!
      Sono d'accordo con te!
      Alla prossima!!!

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    7. A questo punto abbiamo intenzione di impugnare il licenziamento.
      Dove è possibile trovare un facsimile o un modello di quella che potrebbe essere la lettera da recapitare in azienda ?
      Grazie ancora / Andrea

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    8. Ciao Andrea!
      Vi consiglio di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  56. buonasera, sono stato licenziato e ho impugnato il licenziamento tramite il sindacato a cui mi sono rivolto. Il tutto prima del termine del periodo di preavviso pari a giorni trenta. La mia domanda è molto banale: il 25 luglio è il mio ultimo giorno di lavoro, successivamente come mi devo comportare?? devo continuare a presentarmi al lavoro? Visto che il mio titolare non mi rivolge più la parola e non mi ha comunicato nulla per iscritto. Grazie infinite.

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    1. NO!
      Al termine del preavviso il tuo rapporto di lavoro per legge si considera chiuso, quindi non devi più presentarti al lavoro, e devi attendere l'evolversi della situazione.-

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  57. Buonasera Dott. Censori,
    volevo alcune informazioni sulla malattia, il mio contratto è quello metalmeccanico, ho più di 10 anni di anzianità.
    Ho letto che posso fare 6 mesi continuativi di malattia è corretto?
    Ma questi 6 mesi di malattia se ho iniziato nel 2015 e ho fatto tre mesi, nel 2016 mi rimangono solo altri 3 mesi oppure con il nuovo anno il periodo eventuale fatto di malattia viene azzerato e riparto dai 6 mesi?
    Quando l'azienda mi puo' licenziare superati solo i 6 mesi continuativi o/e anche quando una persona nell'arco della vita lavorativa accumula tanti mesi di malattia?Che non so quanti sono ?
    In attesa di una sua cortese risposta cordiali saluti

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    1. Periodo di comporto:
      Contratto Metalmeccanici:
      - i periodi di seguito si intendono per assenze verificatesi nei tre anni precedenti ogni nuovo ultimo episodio morboso: 6 mesi per anzianità di servizio fino a 3 anni compiuti (più altri 3 mesi in caso di assenza ininterrotta o interrotta da un'unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a due mesi), 9 mesi per anzianità di servizio oltre i 3 anni e fino ai 6 anni compiuti (più altri 4,5 mesi in caso di assenza ininterrotta o interrotta da un'unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a due mesi), 12 mesi per anzianità di servizio oltre i 6 anni (più altri 6 mesi in caso di assenza ininterrotta o interrotta da un'unica ripresa del lavoro per un periodo non superiore a due mesi)
      Contratto Metalmeccanici Artigiani Confsal:
      - 6 mesi nell'ultimo biennio e 9 mesi nell'ultimo triennio
      Contratto Metalmeccanici Artigiani:
      - 9 mesi o 10 mesi nell'arco dei 24 mesi precedenti

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  58. Buona sera dott. Censori
    Io lavoro presso una cooperativa edile e sono assunto a tempo indeterminato
    oggi mi hanno comunicato che vorrebbero fare il licenziamento perché non hanno molto lavoro o pochissimo lavoro da svolgere. Volevo sapere come devo comportarmi e se mi spetta qualcosa oltre al mio stipendio e il TFR.
    Grazie mille

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    1. In caso di licenziamento avrai diritto alla NASPI che potrà durare al massimo fino alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni.-

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    2. Allora vuol dire che possono licenziare chi e quando vogliono?

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    3. NO!
      La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda

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  59. Buona sera dott. Censori io lavoro presso una cooperativa edile e sono stato assunto come socio amministratore o almeno cosi risulta sulla busta paga
    ora vogliono risolvere il rapporto per mancanza di lavoro.
    Come dovrebbero procedere? Mi spetta la disoccupazione?
    Grazie mille anticipatamente.

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    1. Ti spetta l'indennità di disoccupazione solo se vieni licenziato e non in caso di dimissioni.-

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  60. Salve Dott. Censori,

    la nostra RSU insieme all'azienda ha stipulato un contratto integrativo aziendale e fino a qui niente di nuovo, tranne per il fatto che invece di tutelare
    va a danneggiare ancora di più noi poveri lavoratori.

    Infatti questo contratto prevede che con un eventuale demansionamento è previsto insieme anche una riduzione del nostro già misero stipendio.


    Noi lavoratori abbiamo cercato di opporci facendolo presente alla nostra RSU, ma quest'ultima non ci ha voluto ascoltare più di tanto, dicendo che la situazione aziendale
    non permetteva altre soluzioni e quindi per salvarci a firmato l'accordo con l'azienda.


    Io ho letto che il demansionamento è possibile, ma una riduzione dello stipendio non è prevista dalla legge è corretto?





    Cordialmente La saluto
    grazie

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    1. RSU vuol dire Rappresentanza Sindacale Unitaria. È un organismo sindacale che esiste in ogni luogo di lavoro pubblico e privato ed è costituito da non meno di tre persone elette da tutti i lavoratori iscritti e non iscritti al sindacato.-
      I poteri e le competenze contrattuali nei luoghi di lavoro vengono esercitati dalle RSU e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del relativo CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) di comparto.-
      La RSU funziona come unico organismo che decide a maggioranza la linea di condotta e se firmare un accordo.-
      Al momento non è stato ancora inventato un altro modo più democratico di tutela dei lavoratori, quindi bisogna che ti attieni agli accordi sottoscritti dalla RSU, e se non ti rendi conto che nel tuo caso è stato sottoscritto anche a tutela del tuo posto di lavoro, mi dispiace ma non posso farci nulla.-

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  61. Egregio Dott. Censori
    Mia figlia è stata assunta, come unica dipendente di un centro estetico di Milano nel febbraio del 2014, con i benefici della legge 407. Per problemi legati al mobbing (non dimostrabile in quanto unica dipendente) che le faceva la sua datrice di lavoro, mia figlia è in malattia ed è curata da uno psichiatra da 180 giorni oggi.Volevo sapere se licenziata per fine periodo di comporto da diritto alla disoccupazione e se la sua datrice, avendo usufruito delle agevolazioni fiscali, in qualche modo deve renderle, perché se così fosse, non la licenzierebbe mai!!
    Piero Lauro

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    1. SI!
      Se Tua figlia viene licenziata per fine del periodo di comporto avrà diritto all'indennità di disoccupazione, e la datrice di lavoro non avrebbe problemi per aver usufruito di eventuali agevolazioni.-

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    2. Carissimo, vorrei avere alcune delucidazioni sulla situazione di mia figlia al momento. Lei ha finito i 180 giorni di malattia il 3 agosto ma il suo certificato di malattia scadeva il 14 agosto. Lei il 18 agosto, primo giorno lavorativo utile, non si è presentata al lavoro e a tutt'oggi non ha avuto nessuna comunicazione da parte della datrice di lavoro. Debbo precisare che il centro estetico in quei giorni era chiuso per ferie della titolare e nessuna comunicazione le è stata mai data al riguardo.Le mie domande sono queste: mia figlia al momento risulta automaticamente licenziata avendo finito i 180 giorni di malattia?
      lei non ha goduto ne di ferie ne di permessi e pertanto questi giorni le devono essere pagati o deve prenderli comunque come ferie?
      inoltre, come da contratto, lei ha diritto ad un preavviso di licenziamento, desumo che gli verranno pagate queste giornate?
      lei, essendo stata assunta a tempo indeterminato nel febbraio del 2014, ha diritto alla disoccupazione?
      infine il TFR gli sarà corrisposto dalla datrice di lavoro entro quanto tempo?
      Scusa per le molte domande, ma nel giro delle mie conoscenze nessuno è stato in grado di darmi delle risposte univoche.
      Piero Lauro

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    3. - NO! Non c'è nessun automatismo, ma è la datrice di lavoro che dovrà decidere.-
      - Anche questo lo deciderà la datrice di lavoro che potrà scegliere se licenziarla in tronco e pagarle le ferie residue o trattenerla in servizio per farle smaltire le ferie residue.-
      - SI! Lo stesso discorso vale per il preavviso o le verrà fatto fare o le verrà pagato il mancato preavviso.-
      - SI! Tua figlia se licenziata avrà comunque diritto all'indennità di disoccupazione.-
      - Il TFR per legge deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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    4. Carissimo, vorrei aggiornarti sulla situazione di mia figlia, in data 14 agosto l'INPS comunicava a lei e alla sua datrice di lavoro che in pari data aveva finito il periodo di malattia massimo in un anno (180gg). Ad oggi però non ha avuto dalla datrice di lavoro nessuna comunicazione! Cisa significa? È ancora in forza presso di lei, anche se non si è presentata al lavoro alla scadenza della malattia? E questi giorni come vengono considerati?

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  62. Buonasera Dott Censori. Sono stato licenziato per giusta causa a fine luglio. Mi sono rivolto al sindacato per oppormi al licenziamento perché ho tre figli e perché non ero l'ultimo assunto con quella mansione. Non ho ricevuto alcuna comunicazione dalla ditta oltre al licenziamento. Ho effettuato in questi giorni l'iscrizione al centro per l'impiego e la domanda di naspi on line. L'inps mi risponde che la mia domanda risulta sospesa per "Istruttoria". Cosa significa??? che non percepirò nessuna indennità?? quanto può farmi aspettare l'ultima busta paga e la liquidazione il mio ex datore di lavoro?? La ringrazio anticipatamente.

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    1. Trovo strano che tu ti rivolga a me quando c'è un sindacato che ti segue!
      Infatti un licenziamento per giusta causa presuppone una tua mancanza molto grave, quindi è influente il fatto che tu abbia 3 figli e non eri l'ultimo assunto, pertanto nell'opposizione al licenziamento doveva essere contestata la motivazione del licenziamento stesso.-
      Se Ti sei rivolto al sindacato per presentare opposizione al licenziamento perché non ti hai fatto presentare anche la domanda per la NASPI?
      Domanda sospesa in attesa di istruttoria significa che non è stata ancora esaminata da parte dell'INPS, ma se hai commesso un qualche errore lo saprai solo quando la tua pratica verrà esaminata e ti verrà comunicato l'esito o ti verranno richiesti eventuali chiarimenti.-
      Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, a meno che il datore di lavoro non pretenda anche un risarcimento danni.-

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    2. Ringrazio per la celere risposta e chiedo scusa se mi sono espresso in modo non corretto. Il licenziamento è avvenuto per mancanza di lavoro e motivi economici legati alla azienda. Il sindacato purtroppo è in ferie. E mi hanno detto che la domanda di naspi poteva essere solo presentata tramite procedura on line. grazie ancora

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    3. OK!
      Ovviamente allora il licenziamento non è per giusta causa ma per giustificato motivo oggettivo, quindi per volontà dell'azienda e senza alcuna responsabilità da parte tua; pertanto devi solo attendere i tempi tecnici necessari per l'esame della Tua domanda di NASPI da parte dell'INPS.-

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    4. Ho ricevuto ieri risposta dall'inps. La domanda è stata accettata e riporta la seguente nota: bonifico disposto il 18/08 con decorrenza 05/08. Non capisco perché un periodo così breve. Credevo erogassero la mensilità.
      Grazie mille.

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    5. Tranquillo!
      Di solito l'INPS effettua il primo pagamento di NASPI in acconto, cioè per un periodo ridotto, e solo dal secondo o dal terzo avrà regolare cadenza mensile.-

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  63. Buongiorno volevo chiedere una piccola delucidazione. Sono dipendente di una azienda da 15 anni, sono seguita da Cgil perché non mi pagano lo stipendio e voglio dare le dimissioni per giusta causa. Stamattina dovevo spedire la raccomandata ma mi hanno fatto un bonifico con tutti gli arretrati quindi non mi posso più dimettere. La Cgil purtroppo è chiusa per ferie fino al 25 agosto loro mi avevano consigliato se fosse arrivato il bonifico di non presentarmi più al lavoro così mi licenziano e io non perdo la naspi. Ma il datore di lavoro può richiedermi dei danni? Possono non licenziarmi? Se mi licenziano per assenza ingiustificata è sicuro che non perdo la naspi? Grazie

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  64. P.S. se mi licenziano per assenza ingiustificata devo rientrare al lavoro per il periodo di preavviso? Posso rifiutarmi?

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    1. Ti consiglio di seguire il consiglio della CGIL!
      - NO! Se non ti presenti più al lavoro il datore di lavoro non può richiederti dei danni.-
      - SI! Possono anche non licenziarti subito, ma non hanno molte alternative se non rientri in servizio.-
      - SI! Se vieni licenziata avrai comunque diritto alla NASPI a prescindere dalla causa del licenziamento.-
      - NO! Non hai alcun obbligo di rientro in servizio per il periodo di preavviso, che presumibilmente non ti verrà nemmeno dato perché verrai licenziata in tronco dopo qualche giorno di assenza ingiustificata.-

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  65. Buongiorno,
    vorrei il suo parere, se possibile, circa la mia situazione:
    La ditta per cui lavoro da oltre 4 anni a tempo indet. mi ha licenziata per giustificato motivo oggettivo a luglio (28/07), in questi giorni sto facendo i giorni di preavviso, 20 come da cnnl commerico/terziario.
    Ma proprio da pochi giorni ho scoperto di essere incinta, e il concepimento risale comunque a prima del licenziamento. Ho inviato il certificato in ditta.
    Il punto è:
    so che la gravidanza interrompe il licenziamento e poi ci dovrebbe essere il renitegro.
    Io per ragioni di tutela mia e non solo, a questo punto non vorrei proprio rientrare, perchè lavorerei con una persona che mi fa stare male in ufficio.
    In questi casi posso attraverso il sindacato raggiungere un compromesso? So che in caso di rifiuto dei reintegro mi spetta una indennità, ma in quel caso poi comunque potrei richiedere la disoccupazione (Naspi)?

    Grazie mille!

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    1. Non capisco perché hai mandato il certificato di gravidanza in ditta se non ti interessava la prosecuzione del rapporto di lavoro.-
      Comunque a questo punto non puoi più raggiungere alcun compromesso con il datore di lavoro perché non può comunque licenziarti, e quindi puoi solo presentare le dimissioni.-
      Se presenti le dimissioni in gravidanza avrai comunque diritto alla NASPI, che si interromperà per i 5 mesi di maternità obbligatoria, per completare il periodo residuo al termine della maternità obbligatoria.-

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  66. Buongiorno Sig Gianfranco. vorrei un vostro parere. sto in causa con la mia azienda in quanto licenziato per soppressione di uno dei posti di lavoro. mentre per altri hanno avuto una riduzione di orario . compreso le mie colleghe .mentre a me mi hanno inserito tra gli Autisti .e quindi sopprimendo il servizio mi hanno messo fuori. adesso sto facendo causa all'azienda il primo giudizio il giudice a chiesto le prove testimoniali di entrambi .in quando l'azienda asserisce che facevo l'autista mentre io si o sostituito qualche volta un mio collega .ma solo in sua assenza per un periodo breve. perchè la mia mansione era quella di assistente prevalentemente svolta. può l'azienda provare che io facevo l'autista se io non ero in possesso del CQCpersone e della tessera del conducente in quanto il pulmino era provvisto ti tacmetro. io o solo la patente D. adesso porterò le mie testimonianze .e non so cosa potranno dire loro . a da premettere che nelle mie mansioni potevo anche guidare il pulmino .ma con patente B o C . avendo il livello B4. mentre gli autisti avevano un livello superiore e erano in possesso sia del CQC sia il tesserino personale che inserivano nel tacmetro. vi ringrazio per la risposta.

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    1. Con una causa in corso il mio parere non ha alcun significato perché il giudice, come hai scritto tu stesso, deciderà in base alle prove testimoniali, quindi non ho idea di quello che dichiareranno i testimoni del datore di lavoro, pertanto a questo punto puoi solo attendere con la massima "pazienza" possibile l'esito della causa, tenendo conto che i tempi saranno presumibilmente piuttosto lunghi.-

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  67. si può attribuire una mansione di autista di pulmino superiore ha 9 posti di cui cè bisogno di patente D piu cqc piu tesserino personale da inserire nel tacmetro. se io non sono in possesso come fa le ditta a ritenermi Autista '? Sono in possesso solo della patente D. la mia mansione prevalentemente svolta non era quella di Autista .non so se un giudice può decidere di essere autista .grazie.

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    1. Sono d'accordo con te!
      E speriamo che il Tuo avvocato riesca a spiegare bene la questione al Giudice, quindi è importante che il Tuo avvocato capisca bene il meccanismo per spiegarlo al Giudice che dovrà decidere nel merito.-

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  68. Buongiorno Dott. Censori,
    Ho un quesito da porle. Sono assunto presso un azienda di servizi con CCNL Multiservizi di 30 ore settimanali con fascia orario 06.00/12.00.
    Ora l'azienda mi comunica con raccomandata che vuole modificare il mio orario di lavoro dalle 06.00/09.00 e 14.00/17.00.
    La mia domanda è questa: Possono cambiarmi la fascia oraria in modo unilaterale senza il mio consenso?

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  69. Premetto che non ho firmato clausole di flessibilità e di reperibilità.

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    1. Ciao Nicola!
      NO!
      Nella Tua lettera di assunzione deve risultare il tipo di CCNL applicato, il livello di inquadramento , la retribuzione, l'orario di lavoro e la fascia oraria, che quindi può essere modificata solo con il consenso di ambo le parti.-

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  70. Buongiorno, vorrei fare una domanda. Sono a voucher da metà aprile 2015 con un ristorante. Ora vorrei licenziarmi..ci sono dei tempi di preavviso da rispettare? Come posso agevolarmi? Grazie mille!

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    1. Non c'è problema!
      Se la tua attività lavorativa viene retribuita con i voucher, Tu non hai alcun impegno con il Tuo datore di lavoro, quindi devi semplicemente comunicargli verbalmente che non intendi più lavorare per lui.-

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  71. Buon giorno, vorrei avere un chiarimento riguardo la mia situazione lavorativa. Da aprile lavoro presso un ufficio di poste private. Feci il colloquio per sostituzione maternità. Il contratto che invece in realtà mi è stato fatto è CCNL 151 part- time a tempo indeterminato. oltre la firma d'assunzione mi fecero però firmare anche il licenziamento. Due giorni fa, mi hanno comunicato che sta rientrando a lavoro la ragazza che era andata in maternità e mi hanno detto che non posso più lavorare li. La cosa che mi insospettisce è che mi hanno detto che mi pagheranno tutto settembre e come regalo (mah nessuno regala niente per niente) anche il mese di ottobre a patto che, firmi le mie dimissioni (quidi come fossi io ad andarmene e non loro a licenziarmi). Mi potrebbe aiutare? cosa si cela dietro tanto buoniso? quali sono i miei diritti?
    GRAZIE MILLE

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    1. Quando ti hanno assunto Ti hanno assunto ti hanno fatto firmare anche una lettera di dimissioni, che è contro legge, quindi ora vogliono che Tu firmi una nuova lettera di dimissioni in modo che il Tuo datore di lavoro può utilizzare comunque gli sgravi contributivi previsti per le assunzioni a tempo indeterminato ed in cambio ti offrono un "contentino".-
      Il problema però nel Tuo caso è che con le dimissioni Tu non avresti diritto all'indennità di disoccupazione, Ti consiglio quindi di farti licenziare e di rivolgerti eventualmente a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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