domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.

Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. BUONA SERA AVVREI ANCHE IO UN DOMNDA,HO LAVORATO COME BADANTE ED IL 8 MARZO SONO STATA LICENZIATA PERCHE IL MIO DATORE DI LAVORE E MORTO.ADESO I FIGLI MI DICONO CHE ALLA CHIUSURA DEL CONTRATO MI SPETANO SOLO 8 GIORNI QUELLI FINO ALLA MORTE DEL DEFUNTO.MA IN QUESTI CASI NON CE DA PAGARE ANCHE IL PREAVISO 15 GIORNI PIU 8 CHE HO LAVORATO A MARZO,MI PUO DARE UN RISPOSTA ,GRAZIE MILLE.SIMONA.I

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    1. Ciao Simona!
      SI!
      il CCNL colf e badanti prevede in caso di licenziamento, a prescindere quindi dalla causale del licenziamento stesso, un preavviso di 15 giorni di calendario.-

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  2. Buongiorno Dott. Censori,
    mi hanno dato il preavviso di licenziamento spettante dal mio tipo di contratto ossia quello metalmeccanico industria. Se volessi mettermi in malattia, i giorni di malattia vanno a scalare sui giorni di preavviso ? Non vorrei più tornare in quel posto...
    Un saluto e buona giornata

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    1. Purtroppo NO!
      Se ti metti in malattia il datore di lavoro può prolungare il preavviso e farti recuperare i giorni di malattia, devi quindi cercare di metterti d'accordo tenendo presente che se non ti presenti più al lavoro avrai detratti dalle tue competenze maturate, tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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    2. Grazie mille sempre gentilissimo buona serata

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    3. Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  3. Buona sera Dott.Censori,per via dei miei problemi alle ginocchia(intervento meniscopatie dx e gonartrosa bilaterale) non riesco piu a fare il mio lavoro in edilizia. Dopo 2 mesi di malattia (gennaio,febbraio 2017) non mi sono più presentato al lavoro, cioé dal 1marzo. Ho fatto assenze ingiustificate quasi 60 giorni e il titolare non mi licenzia. In questo tempo ho ricevuto una lettera chiedendo giustifica per le assenze e una seconda lettera dicendo che il mio rapporto di lavoro rimane, in assenza di formali dimissioni presentate. Cosa posso fare?

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    1. Se continui a non far seguito alle raccomandate del datore di lavoro, prima o poi sarà costretto a licenziarti, Ti consiglio comunque di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  4. Dott. Censori, oggi leggevo questa notizia: si andrà in pensione sempre più tardi dal 2019 si uscirà a 67 anni.
    Non si può andare avanti così si deve intervenire con un sciopero generale di forte impatto sociale! Tutte le sigle sindacali dovrebbero unirsi insieme! Abrogare la legge Fornero con un referendum !
    Ci stanno distruggendo a tutti così! Non è fattibile una cosa del genere! Bisogna riportare tutto a dei parametri più umani e sostenibili!
    Saluti

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    1. Sono d'accordo con te!
      Il problema però non è l'unione delle sigle sindacali, ma la volontà dei lavoratori di aderire di questi tempi a un eventuale sciopero generale, sul quale ho qualche dubbio.-

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  5. Gentilissimo,

    scrivo qui per avere un suo parere circa una situazione che sto vivendo, purtroppo non particolarmente piacevole.

    Sono assunto a tempo determinato da una grande azienda (CCNL 6° livello telecomunicazioni). Le mie performance non sono state molto buone negli ultimi mesi perchè ho avuto qualche difficoltà di adattamento e ad entrare nel ritmo del lavoro.

    Sono assunto tramite agenzia interinale, ovvero è l’agenzia stessa che mi paga e non l’azienda.

    Il mio capo aveva in passato fatto qualche rimostranza minacciando che in caso di mancato miglioramento ci sarebbero state delle conseguenze nei miei confronti.

    ieri l’agenzia mi ha chiamento dichiarando che l’azienda non è soddisfatta di me e cercando di trovare un “accordo”. L’accordo sarebbe per loro che io dia le dimissioni, ma io ho spiegato che voglio provare a rimanere ancora e cercaredi migliorare (sono assunto da solo tre mesi). La ragazza dell’agenzia ha accennato al fatto che l’azienda potrebbe intraprendere delle “azioni” nei miei confronti.

    Ora, la domanda è: si può licenziare una persona se le sue performance non sono buone? Cercando su internet ho letto che i contratti a tempo determinato possono essere interrotti solo per giusta causa. In caso positivo posso tutelarmi in qualche modo, avere qualche buonuscita ecc?

    Grazie.

    RUSTY

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    1. In caso di dimissioni non avresti diritto nemmeno all'indennità di disoccupazione, devi quindi comunicare all'agenzia che se vogliono interrompere il rapporto di lavoro dovono licenziarti, pertanto o ti licenziano o devono darti almeno 2 mensilità aggiuntive a compensazione.-

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  6. Buonasera Dott.censori,oggi ho scoperto di essere stato licenziato il 22 gennaio 2017 tramite l'ufficio di collocamento,senza un preavviso da parte della ditta per cui lavoravo,e quando ho chiamato il datore di lavoro per chiedere informazioni mi ha risposto che mi ha inviato la lettera di licenziamento a casa,io sinceramente non Non ho ricevuto nessuna lettera.
    Cosa devo fare?
    Cordiali saluti

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    1. Non capisco com'è possibile che hai scoperto solo oggi di essere stato licenziato a gennaio; cosa hai fatto fino ad oggi?
      Ti consiglio comunque di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  7. Salve vorrei porle un quesito...lavoro per una Coop...x motivi del committente la suddetta coop finita la proroga verrà sostituita dal 1/06 da altra. comunicazione data alla prima il 28/05 .quesito ho molte ferie arretrate, ore da recuperare, venendo assunto dalla nuova perdo tutto? l'anzianità di servizio? le ferie? il tfr. cosa fare?
    grazie

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    1. Ciao Bruno!
      Alla cessazione del rapporto di lavoro tutte competenze maturate dovranno esserti corrisposte dalla COOP attuale, e cioè la paga, il TFR e le ferie residue, quindi perderai solo l'anzianità di servizio trattandosi di una nuova assunzione con l'altra COOP.-

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  8. Egr. Dottor Censori,ho una colf 59venne che lavora per la mia famiglia a tempo ind. da 4 anni 25 ore settimanali.Causa incomprensioni vorrei licenziarla e lei è d'accordo,pensando di prendere la disoccupazione che le varrà anche per i contributi.
    È vero ? Se si per quanto tempo la prenderà ?
    Poi mi chiedo se io potrò assumere subito un'altra persona.
    Lei è molto gentile e la ringrazio.
    Giuseppina

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    1. Ciao Giuseppina!
      SI!
      Puoi licenziare la colf e lei avrà diritto all'indennità di disoccupazione che con 4 anni di lavoro potrà durare fino a 2 anni.-
      Il problema però è che nella lettera di licenziamento devi indicare una motivazione che sia compatibile con un'altra assunzione e non sia contestabile dalla colf.-

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  9. Buongiorno Dott. Censori,
    le scrivo per chiedere il suo parere circa la spiacevole situazione lavorativa che sto vivendo.
    A inizio giugno 2015 sono stata assunta a tempo indeterminato in uno studio professionale con il CCNL per i dipendenti di Studi Professionali, in qualità di impiegata generica 4° livello con mansioni di segreteria (specifico che sono laureata).
    Questo è il mio primo impiego lavorativo.
    Il datore di lavoro è poco presente in questo studio (avendone un altro) e ciò comporta una difficoltà nello svolgere alcune mansioni senza avere sue direttive al riguardo, in particolare per me, dato che sono alla prima esperienza e cerco in tutti i modi di aggiornarmi da sola sulle normative e sul lavoro da svolgere, a maggior ragione che non abbiamo a disposizioni corsi di aggiornamento.
    Inoltre lo studio non è curato sia dal punto di vista dell'igiene (è presente ovunque per terra la moquette, la quale non viene pulita da anni e mi causa non poca allergia e disturbi respiratori) e della sicurezza (ci sono molteplici fili elettrici scoperti o comunque non in sicurezza e una finestra a ribalta rotta che rischia di cadere definitivamente). Ho raccolto delle foto che attestano tutta la situazione descritta.
    Da un po' di tempo ho anche iniziato a soffrire di attacchi di panico poiché il titolare a volte mi mette in ridicolo davanti ai clienti in quanto non mi tratta proprio con molto rispetto.
    Sto cercando in ogni modo di uscire da questa situazione cercando un altro impiego che al momento purtroppo non arriva.
    Nel frattempo vorrei comunque trovare il modo di lasciare lo studio non perdendo però il diritto alla disoccupazione, quindi non dando dimissioni volontarie.
    Ho anche pensato di non presentarmi più al lavoro in modo tale da farmi licenziare anche se so che è una soluzione poco corretta.
    Come mi consiglia di procedere?
    La ringrazio di cuore per il responso che mi fornirà.



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    1. Per aver diritto all'indennità di disoccupazione in caso di dimissioni, le dimissioni devono essere per giusta causa, ma la giusta causa va motivata, ed è quindi necessaria un'assistenza sindacale.-
      Ti consiglio pertanto di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  10. Buonasera Dott Censori,
    mi chiedo come è possibile che la Naspi dura solo al massimo 2 anni non ci sono più i criteri di età e di regione che garantivano un minimo di tranquillità. E' inutile mi sembra dirlo ma il divario tra nord e centro sud rimangono inoltre anche l'età ha un peso notevole. Hanno diminuito il periodo del sussidio di disoccupazione senza pero' mettere in atto politiche sociali adeguate. A questo punto meglio tornare indietro. Uno che ha più di 50 anni che vive nel centro sud che ha lavorato per più di 20 anni che adesso si trova senza lavoro, Le sembra corretto che puo' avere al massimo solo 2 anni di Naspi che poi già dal secondo/terzo mese diminuisce l'importo magari a famiglia mutuo ecc... invece di andare avanti si va indietro. Ritorniamo ai parametri di una volta e vigiliamo perchè i mezzi ci sono con i furbetti di turno, anche perchè così non si puo' andare avanti ci vogliono fare morire di disperazione!
    Così tutti i nostri contributi se li tiene l'Inps.
    Un cordiale saluto

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    1. Purtroppo è vero!
      Hanno tolto la mobilità per uniformare l'indennità di disoccupazione tra tutti i lavoratori, ma purtroppo il tutto è andato a danno dei lavoratori stessi, soprattutto di quelli del centro-sud.-

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  11. Salve dott censori.ho un contratto metalmeccanico a tempo indeterminato. .mi stato detto di cercare un lavoro. .perché la ditta sta passando in un momento di crisi economica. .e se dovesse nn trovarlo sono costretti di licenziarmi..adesso ho trovato un altro lavoro e mi assumano per due mesi di prova...la domanda mi conviene licenziare da solo o meglio farmi licenziare della ditta o purè nn cambia niente. .grazie mille

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    1. Ciao Roberto!
      Se sei sicuro dell'assunzione non cambia nulla, perché per il diritto all'indennità di disoccupazione conta solo l'ultimo rapporto di lavoro che deve concludersi o con il licenziamento o con la scadenza del contratto.-

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  12. Salve dott censori.ho un contratto metalmeccanico a tempo indeterminato. .mi stato detto di cercare un lavoro. .perché la ditta sta passando in un momento di crisi economica. .e se dovesse nn trovarlo sono costretti di licenziarmi..adesso ho trovato un altro lavoro e mi assumano per due mesi di prova...la domanda mi conviene licenziare da solo o meglio farmi licenziare della ditta o purè nn cambia niente. .grazie mille

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    1. Ciao Gianni!
      Se sei sicuro dell'assunzione non cambia nulla, perché per il diritto all'indennità di disoccupazione conta solo l'ultimo rapporto di lavoro che deve concludersi o con il licenziamento o con la scadenza del contratto.-

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  13. buonciorno.Ho una problema.Lavoro a una ditta con contrato indeterminato da due anni.Fra tempo sono stato acusato de qualche volte che sono presentato al lavoro ubriaco.Faccio la menziune che lavoro sempre di notte e a volte non mi posso riposare di giorno.Adesso il mio datore di lavoro me a fatto una proposta de a andare da solo per licenziarme .Che mi consigliate lei......grazie

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    1. Ti consiglio di non presentare le dimissioni ma di farti licenziare, perché se presenti le dimissioni non avrai diritto nemmeno all'indennità di disoccupazione.-

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  14. buona sera Dott.Censori
    Gentilmente chiedo suo consiglio.
    Sono una donna che per 2 anni e 6 mesi lavorava 8 ore al giorno come badante/assistente a domicilio di una persona anziana non autosufficiente....sono stata licenziata senza preavviso da un giorno all'altro perche secondo loro hanno trovato !!da un giorno all'altro !! una persona che restera giorno e notte con questa anziana .
    Mi hanno detto che stia tranquilla?...che mi pagheranno una "buona uscita"????....non mi fido,...vorrei saper bene i miei diritti prima di sentire la loro "buona uscita" che mi proporranno.
    Tante ma tante grazie,..buona salute e buon lavoro.

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    1. Ciao Elena!
      Se sei stata tenuta in regola, e sei stata pagata per le ore effettivamente lavorate e sono stati pagati regolarmente i contributi dovuti all'INPS, hai pochi motivi per poter contestare il licenziamento, che presumibilmente verrà motivato con "cambiate esigenze di assistenza", quindi io lo riterrei effettivamente un premio per la garanzia che non impugnerai il licenziamento.-

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  15. Buonasera Dott. sono operaio mettalmeccanico da 15 anni in una azienda multinazionale , ho avuto e ho vari problemi con il capo del personale . L'azienda da un paio di anni sta' usufruendo della solidarita' ed ha messo ha disposizone dei soldi per incentivare gli esuberi al momento di 100 persone . La domanda è che vorrei chiedere l'aspettativa x morivi personale per un periodo di 12 mesi , ma gia so per certo dai sindacalisti sindacali il rifiuo della mia domanda ? se cio accadesse a che mi posso rivolgere visto che l'azienda nella situazione di solidarieta' e esuberi non potrebbe motivare il rifiuto per cause di organizzative e produttive .

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    1. Ciao Filippo!
      Purtroppo non hai molte alternative, nel senso che o ti rivolgi al sindacato o ricorri direttamente a un avvocato, che sia ovviamente competente in materia, perché da solo non arrivi da nessuna parte.-

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  16. Salve Dott. Censori, sono un impiegato metalmeccanico presso un'azienda informatica che non se la passa bene ultimamente non riesce più a vincere le gare per gli appalti in quanto viene sempre estromessa da aziende che offrono tantissimo a costi per il cliente sempre più bassi, lo Stato dovrebbe intervenire non si puo' andare avanti così tanto puoi tutto il sistema ne risente sia il cliente in quanto il servizio sarà sicuramente scadente e sia i lavoratori che saranno sicuramente sfruttati con orari e attività improponibili. Detto questo ho la sensazione che a settembre sarò convocato dall'azienda per essere licenziato. Le volevo chiedere a fronte dei miei vent'anni in quest'azienda oltre al tfr maturato e alla naspi che mi spettano di diritto, posso secondo Lei avanzare la pretesa di avere un'ulteriore risarcimento o buona uscita da parte dell'azienda ?
    Grazie un saluto

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    1. SI!
      Di solito l'azienda che procede per alcuni licenziamenti propone ai lavoratori interessati un incentivo all'esodo per evitare che gli stessi possano impugnare il licenziamento, ma è consigliabile in questi casi farsi assistere da un sindacato per gestire al meglio un'eventuale controversia sull'entità dell'incentivo stesso.-

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    2. grazie gentilissimo come sempre
      buona serata

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  17. Buongiorno dottor Censori, la società per cui lavoro sta mettendo in atto un fitto di azienda , premetto che sia l'azienda che versa in difficoltà economiche che quella che affitta , sono dello stesso proprietario ma con intestazione diversa. Entrambe le aziende hanno meno di 15 dipendenti. Siamo stati convocato per essere messi a parte della situazione e ci è stato detto che a breve saremmo stati licenziati per poi (chi fosse stato d'accordo ) essere riassunti all'altra azienda . Preciso che di scritto non abbiamo nulla. Ad oggi ancora stiamo lavorando ma sembrerebbe che le lettere di licenziamento stiano per essere consegnate a mano dal datore di lavoro e che siano addirittura retroattive di circa una settimana . Possibile tutto ciò ? Grazie mille

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    1. In questa fase è inutile fare supposizioni, quindi devi attendere la lettera di licenziamento, che non potrà essere retrodatata, per decidere poi il da farsi.-

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  18. Salve
    Dottor Censori volevo presentare il mio caso dopo 10 anni ho lavorato presso una struttura sportiva come istruttrice di nuoto credendo che fosse una Asd lo scorso anno è arrivato un controllo della finanza in cui ha riscontrato l assenza dell Asd e noi istruttori ci siamo trovati con il contratto come dipendente io per 1 anno ho avuto solo contratti a tempo determinato fino alla fine di luglio del corrente anno. L ispettorato del lavoro successivamente mi ha chiamato a depositare. Ora mi chiedo l amministratore di questa struttura è cambiato ma io dopo 10 anni che diritti ho?? Buona serata

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    1. Mi pare un po tardi per porti il quesito!
      Infatti non capisco che tipo di contratto avevi in precedenza, e quindi come venivi retribuita, visto che lavoravi in una struttura sportiva non iscritta ad alcuna associazione sportiva dilettantistica.-

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    2. Salve, l associazione non è stata riconosciuta un anno fa quindi precedentemente secondo la struttura abbiamo lavorato x un asd pagati ora sono una lavoratrice dipendente e dovrei essere risarcita degli anni precedenti x quanto riguarda l INPS

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    3. Evidentemente non mi sono spigato bene!
      Per quanto riguarda l'INPS bisogna vedere se sono stati versati contributi, quindi che tipo di contratto avevi, e come venivi retribuita.-

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  19. Dottore buona sera,
    il mio datore di lavoro mi ha proposto di risolvere anticipatamente il contratto di lavoro in corso (apprendistato professionalizzante part time CCNL commercio) con una conciliazione sindacale nella quale dovrei dichiarare di non avere nulla a pretendere, assicurandomi che comunque mi spetterebbe l'indennità di disoccupazione. Dice il vero?
    Grazie mille.

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    Risposte
    1. SI!
      Con una conciliazione sindacale si ha diritto alla NASPI come in caso di licenziamento, perché il datore di lavoro attesta che non può portare a termine il contratto e il lavoratore accetta la rescissione anticipata dello stesso, presumo in cambio di un incentivo di carattere economico.-

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    2. Purtroppo nessun incentivo economico per me anzi, al contrario, credo proprio che mi sarà chiesto di rinunciare a qualche emolumento (TFR e chissà cosa altro ...).
      Grazie ancora.

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    3. Tu non hai alcun obbligo di accettare la conciliazione se non sarà per te economicamente conveniente, perché se il datore di lavoro non ha intenzione di darti alcun incentivo , può semplicemente licenziarti senza ricorrere alla conciliazione.-

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  20. Buongiorno dottor Censori,
    Sono dipendente di poste italiane assunto tramite ricorso a t i nel 2010 ( avevo vinto in appello) dopodiche' l'azienda propone vari neh
    negli anni avvenire degli accordi la quale propone la restituzione delle mensilità che i giudici mi avevano corrisposto in questo cambio di chiudere il contenzioso e non proseguire per la cassazione.Per mia negligenza invio la raccomandata per aderirvi 10 giorni la data di accettazione quindi venivo giustamente estromesso nonostante avessi detto all'azienda che volevo aderire ma non hanno voluto sentire nientr dicendomi semplicemente che molto probabilmente negli anni avvenire potrebbe uscire nuovamente l'accordo cosa che è realmente accaduto nel 2015 e questa volta invio la raccomandata nei tempi stabiliti ma visto che non venivo chiamato avevo chiesto il perchè e per loro rispota mi è stato detto che c'era scritto in quest'ultimo accordo ( in totale ne avevano sottoscritti 5 sempre uguali) che coloro che in passato avevano auto possibilità di aderirvi e non lo hanno fatto venivano esclusi.A mio modesto parere mi sembra palesemente incostituzionale all'art 3.Nel frattempo il 27 luglio c'è stata la cassazione la quale cassa e rinvia presso la corte di appello per le spese e per il giudizio di legittimità in poche parole la causa è ancora pendente ma loro cosa fanno?Al mio collega gli notificano sul posto di lavoro il licenziamento con tanto di testimoni mentre a me che sono in ferie mi inviano la raccomandata che non ho ritirato visto che mi trovo a villeggiare ma non le dico con quale umore fuori città.La mia domanda è per loro sono licenziato ma non avendo nessuna comunicazione firmata e soprattutto sono in ferie programmate possono farlo?


    ps addirittura ci avevano detto visto che siamo in 2 nel ricorso che l'azienda non poteva licenziare visto che la causa è pendente .Infatti alcuni colleghi nella nostra medesima situazione stanno lavorando in attesa di appello

    Cordiali saluti

    Angelo C

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    1. Ciao Angelo!
      Il fatto che tu ritiri o meno la raccomandata ai fini giuridici non cambia nulla, e soprattutto fino a quando non la ritiri non potrai conoscerne il contenuto, e quindi solo dopo potrai eventualmente decidere sul da farsi.-

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  21. Buongiorno dott Censori.
    Se la corte accoglie il primo motivo e cassa in appello la sentenza è persa oppure i giudici della corte di appello potranno emettere una nuova sentenza?Le spiego brevemente nella causa di primo grado il giudice aveva nominato la CTU e noi avevamo il CPD.E' successo che la CTU aveva dichiarato che solo in un ufficio il lavoratore che aveva prestato servizio aveva ragione ma nonostante la CTU perdeva ugualmente.Noi che avevamo lavorato in ufficio diverso la CTU dava ragione ai lavoratori anche se dichirava il falso non per colpa sua bensi per colpa dell'azienda la quale forniva dati sbagliati cosa che non con il CPD avevamo sottolineato e fornito al giudice ma lui essendo stato sempre contro i lavoratori di contratti a termine non le ha ritenuto valide.In poche parole l'azienda ha fornito dei documenti dove affermava che per loro non c'era carenza di personale in quell'ufficio bensi solo lavoratori assenti in ferie o in malattia ma cosa si sono inventati questi geni? in poche parole hanno tutto il personale che svolgeva mansione amministrativo all'interno li hanno fatti figurare con diversa mansione in modo di colmare l'effettiva mancanza di personale.La mia domanda è possiamo in appello contare su tutte queste prove che sono gia nel fascicolo oppure no?

    Cordiali saluti

    Giuseppe

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    1. Ciao Giuseppe!
      Questa è una valutazione che può fare solo il vostro avvocato che ha seguito in dettaglio tutta la vertenza, ma dagli elementi che mi hai fornito deduco che ci siano poche probabilità di spuntarla.-

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  22. Dottore buona sera.

    L'azienda mi ha inviato lettera di licenziamento mentre mi trovavo in malattia , poteva farlo?Non ho superato il tempo di comporto .Comunque diciamo che leggendo il post di Giuseppe è simile al mio ,probabilmente parliamo della stessa azienda visto che sta succedendo in tutta Italia.Causa cassata anche la mia con rinvio in corte di appello ma, altri colleghi stanno lavorando in attesa di appello mentre altri stanno ricevendo lettere di licenziamento.Non capisco una cosa se la sentenza è cassata con rinvio non dovrebbe essere ancora pendente?

    Saluti Vincenzo Giordano

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    1. Ciao Vincenzo!
      Il principio di diritto è la corretta regola giuridica da applicare al caso di specie. Poiché la sentenza impugnata è stata cassata proprio per non aver fatto questo, spetterà al giudice del rinvio doverne curare l’applicazione ai fatti della controversia, in luogo della erronea regola applicata alla sentenza cassata.-
      Evidentemente l'azienda in questione si porta già avanti con i lavori dando per scontato l'esito favorevole della decisione della Corte di Appello.-

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    2. Buona sera dott il mio datore di lavoro a chiuso il bar il 30 settembbre e ad oggi nn mi ha ancora licenziato e nn è intenzionato a farlo.. La sua motivazione è che se mi licenzia nn puo piu assumere ma sinceramente nn mi sembra un mio problema nn so piu dove andare a sbattere la testa grazie

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    3. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  23. Grazie per la risposta dott Censori ma, se è legge la legge dovrebbe rispettarsi .Loro sono convinti ma loro " azienda" non sono il giudice quindi mai dire mai o sbaglio?Secondo lei il giudice del rinvio potrebbe anche se le possibilità sono poche emettere una nuova sentenza ?Potrei chiedere al giudice il reintegro per licenziamento illegittimo ?la prego gentilmente di rispondere alle mie domande nel frattempo la ringrazio in anticipo visto che da lei ho avuto piu notizie che dal mio ex avvocato.

    ps su internet hp letto che ci sono stati casi per la verità pochi il quale il giudice del rinvio emette una nuova sentenza

    cordiali saluti Vincenzo

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    1. Ciao Vincenzo!
      Purtroppo spesso la normativa non è chiara e quindi l'interpretazione dei giudici non è sempre la stessa, ecco perché gli avvocati non si pronunciano.-
      In teoria potresti anche chiedere al giudice il reintegro per licenziamento illegittimo, ma senza farti troppe illusioni, e soprattutto è necessario che il tuo avvocato sia d'accordo e presenti quindi idonea argomentazione e documentazione.-

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  24. Buonasera Dott. Censori,
    sto leggendo in questi giorni che saranno previsti sgravi fiscali e altre agevolazioni per le aziende che assumeranno gli under 32.
    Lasciamo perdere il fatto che questi nostri "amati" politici ci devono sempre dividere per categorie non riescono a fare una legge sul lavoro che aiuta tutti senza discriminazione. A fronte di ciò sono un po' preoccupato in quanto non vorrei che le aziende visto questa possibilità di assumere giovani si liberi di noi vecchie zavorre ho circa 50 anni... Secondo Lei metteranno dei paletti alle aziende ad esempio puoi assumere ma non devi licenziare, non ci deve essere in crisi o in cassa integrazione ecc... non so se mi sono spiegato, sono un po' preoccupato... Cordiali saluti

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    1. Al momento si tratta solo di proposte di legge, quindi è alquanto prematuro formulare ipotesi sulle possibili conseguenze positive o negative, ne riparleremo pertanto verso fine anno quando avremo le idee più chiare.-

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  25. Salve dott. Censori,
    grazie per la disponibilità e professionalità.
    Sono un neo papà dipendente di una grande azienda italiana da 17 anni, contratto commercio/terziario/servizi. Ho fruito del congedo parentale di 7 mesi, mentre mia moglie, libera professionista, ha ripreso a lavorare dopo la maternità "obbligatoria" di 5 mesi. Ora vorrei dimettermi entro l'anno del bimbo, visto che l'azienda non mi concede nessun ulteriore periodo in aspettativa non retribuita e non ho nessuno a cui affidarlo. So di avere diritto alla naspi e al preavviso pagato dall'azienda, ma vorrei chiedere una buonuscita (credo max 2 anni) perché a 46 anni, non so se poi troverò ancora lavoro. Cosa mi consiglia per indurre l'azienda a venirmi incontro, senza perdere gli altri diritti citati ? Pensavo di parlare chiaramente al personale dicendo che, senza incentivo, il mio rientro in ufficio sarà difficoltoso, visto che il bimbo piccolo si può ammalare spesso. Nel frattempo chiedo all'INPS il permesso per allattamento in modo da poter uscire alle 16 anziché le 18.
    Grazie molte!

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  26. Buongiorno e da circa tre mesi che ricevo sul posto di lavoro (casa di riposo ) lettere disciplinari per motivi per me non importanti (ho sbagliato a mettere un pannolino ho dimenticato di cambiare un anziano ho vestito un anziano con i panni di un altro)( la lavanderia sbaglia a mettere i vestiti negli armadi) rischio il licenziamento? L ultima lettera diceva che mi lasceranno un giorno a casa senza stipendio ho paura cosa faccio senza lavoro ( contratto uneba)grazie

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    1. La normativa prevede che alla terza lettera disciplinare può seguire il licenziamento per giusta causa, è quindi importante rispondere per iscritto ad ogni lettera, spiegando cos'è effettivamente successo, Ti consiglio pertanto di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  27. Buonasera dott Censori

    Quali sono i tempi per la riassunzione in appello?Ho avuto sentenza cassata con rinvio il 27 luglio 2017,Grazie

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    1. Ciao Angelo!
      Purtroppo con i tempi della giustizia italiana, nessuno è in grado di fare delle previsioni attendibili.-

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    2. Forse mi sono spiegato male dottor Censori.Siccome si deve iscrivere la causa nuovamente in appello volevo sapere i tempi.C'è chi dice entro 3 mesi chi entro 1 anno.

      Cordiali saluti

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    3. Ciao Angelo!
      In effetti i tempi sono questi, nel senso che possono andare da un minimo di 2 o 3 mesi fino al massimo di un anno, in base al numero delle cause in corso nello specifico tribunale.-

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  28. Ciao, sono Claudia, giorni fa mi sono licenziata dal posto in cui lavoravo (3 anni a tempo indeterminato) in quanto avevo una promessa di lavoro in un altro settore a me preferito; purtroppo la cosa non si è concretizzata.. ora il mio vecchio datore di lavoro mi ha offerto un contratto di 1 mese e mezzo per portare a termine la stagione.
    La mia domanda è questa: posso dopo il mese e mezzo di lavoro a tempo determinato chiedere la disoccupazione nonostante io stessa mi sono licenziata dalla stessa azienda circa due mesi prima? non è che ci sia qualche vincolo del tipo che non posso richiedere la disoccupazione se tipo nei 6 mesi precedenti ho dato dimissioni nella stessa azienda?

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    1. Ciao Claudia!
      Tranquilla!
      L'offerta del tuo vecchio datore di lavoro ti consentirà di richiedere alla scadenza del contratto l'indennità di disoccupazione, infatti la normativa prevede che per il diritto alla NASPI l'ultimo rapporto di lavoro deve cessare per licenziamento o per scadenza del contratto, ed è quindi ininfluente la causa di cessazione dei precedenti.-

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    2. salve, grazie per la risposta.. un ultima informazione.. nel requisito naspi è indicato 30 giorni di effettivo lavoro negli ultimi 12 mesi..
      questi giorni, nel mio caso possono essere anche part time? e se il contratto che andrò a firmare sarà di 1 mese o meno accedere ugualmente alla Naspi in quanto nei dodici mesi precedenti ad oggi ho lavorato più di 30gg oppure fa riferimento all ultima assunzione che deve essere obbligatoriamente 30gg o più per usufruire di tale sostegno?
      spero di essere stata chiara nel manifestare il mio dubbio...
      grazie

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    3. Ciao Claudia!
      - SI! I 30 giorni di effettivo lavoro nell'ultimo anno possono essere anche part-time.-
      - NO! I 30 giorni nell'ultimo anno vanno calcolati partendo dalla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro, si può andare indietro di un anno (es. data scadenza contratto 31/10/2017: i 30 giorni di lavoro devono esserci nel periodo tra il 31/10/2016 e il 31/10/2017).-

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  29. Buongiorno signor Gianfranco....io sono stato licenziato in tronco...la motivazione x loro è....atteggiamento non consone verso il datore di lavoro...la mia domanda è....avrò problemi con altre aziende?questo tipo di licenziamento risulta da qualche parte?

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    1. Licenziamento per giusta causa:
      Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).-
      Il licenziamento per giusta causa purtroppo risulta sia all'INPS che al Centro per l'Impiego quindi potresti avere problemi con altre aziende.-

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  30. Buongiorno Dottor Censori,
    oomplimenti per il suo ottimo Servizio!

    A fine luglio sono andato in pensione anticipata e con l'Inps è tutto ok in quanto ho già ricevuto comunica di accredito pensione.

    Ieri mi è arrivata una raccomandata dalla Ditta per cui ho lavorato gli ultimi 19 anni contenente il Cedolino dove ci sono indicati nel dettaglio:la tredicesima,la liquidazione,il conguaglio,L'Irpef e via dicendo e dai miei primi calcoli sembra tutto a posto.

    Ora Dottor Censori mi permetto di porle queste 2 domande:

    1) Mi si chiede di firmare e rinviare la seguente "Dichiarazione di quietanza liberatoria" alla mia ex Ditta:

    <Io sottoscritto Arturo XXXX a seguito della cessazione del suo rapporto di lavoro subordinato in qualità di Impiegato,, avvenuta il 31/07/2017 con la Ditta XYZ,dichiara di accettare e riscuotere gli importi lordi indicati in dettaglio sull'allegato corrisposti a saldo di ogni sua spettanza retribuita residua , nonché di quanto dovutigli ai sensi della legge 29 Maggio 1982 n°297 e ogni altra somma derivante da obblighi di contratto sia individuale sia collettivo.Nel ricevere l'importo complessivo netto di €..... accetta e contestualmente e liberamente dichiara che le suddette somme sono quelle ad egli dovute per i rispettivi titoli sopra indicati e di non avere null'altro da pretendere in relazione al rapporto di lavoro intercorso.

    Dottor Censori,è' normale quello che mi chiedono?Sono obbligato a firmarla e rinviarla alla Ditta ? Se sì entro quanto tempo? Se non lo faccio a cosa vado incontro?

    2)Non avrebbero dovuto darmi anche un minimo di buona uscita monetizzata dopo tutti questi anni di servizio? Sentendo i miei Colleghi sembra che abbiano dato qualcosa a tutti quelli usciti prima di me.

    Grazie in anticipo per la Sua consueta competenza e cortesia.

    Cordialità
    Arturo

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    Risposte
    1. Ciao Arturo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      - E' normale che la ditta cerchi di tutelarsi contro ogni possibile rischio, e presumo che senza la tua firma il pagamento delle tue competenze verrà quanto meno posticipato. Comunque se firmi la tua firma varrà solo per l'importo che riceverai perché avrai comunque 5 anni di tempo per contestare eventuali errori di calcolo.-
      - Un eventuale incentivo avresti dovuto contrattarlo con l'azienda prima di presentare le dimissioni, quindi a questo punto non è più proponibile.-

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    2. Buonasera Dottor Censori,

      riguardo al pagamento,questo è già stato effettuato tramite accredito bancario avente data 31 Agosto 2017,ossia dopo appena un mese.Per questo Le chiedevo se a questo punto,visto che la buona uscita non c'è stata e non è più trattabile, se devo comunque per legge rimandare i moduli firmati alla ditta o a questo punto non gli mando più nulla e non rispondo più anche ad eventuali solleciti.
      Il tutto mi è arrivato tramite raccomandata.

      Grazie ancora
      Cordialità
      Arturo

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    3. Ciao Arturo!
      NO!
      Per legge non sei obbligato a rimandare i moduli firmati alla ditta, in quanto con la ricevuta del bonifico effettuato hanno la prova dell'avvenuto pagamento delle tue competenze.-

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  31. buongiorno,io lavoro per un azienda gdo da 10 anni e da 10 giorni sono a casa in infortunio.Non ho intenzione di rientrare perche ' sono stato oggetto di mobbing pesante prima e durante l infortunio.Ho richiesto un appuntamento con il responsabile delle risorse umane che pero' non mi ha ancora risposto.Vorrei sapere se chiudendo l infortunio domenica e non presentandomi da lunedi mattina per 6 giorni vengo automaticamente licenziato e posso usufruire dell indennita di disoccupazione.Nel caso in cui io non mi presentassi e non fossi reperibile per 5-6 giorni cosa posso perdere a livello finanziario?? grazie

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    1. Se non ti presenti al lavoro alla chiusura dell'infortunio presumo che verrai licenziato, ma non c'è alcun automatismo nel senso che è il datore di lavoro che decise se e quando chiudere il rapporto di lavoro.-
      Se verrai licenziato ti verranno pagate tutte le competenze maturate ed avrai diritto all'indennità di disoccupazione.-

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    2. grazie mille...buona giornata Gianfranco

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  32. Buongiorno Sig. Gianfranco,
    io ho dato le dimissioni telematiche con preavviso di 30 giorni come prevedeva il mio contratto (commercio). I 30 giorni scadono a fine settembre. Il mio datore di lavoro mi ha detto che mi farà preparare dal loro consulente del lavoro un foglio da farmi firmare prima di andare via per tutelarsi il copyright. (io sono una designer e ho sempre e solo creato per questa azienda).
    Premetto che sul contratto non c'è scritto nulla sulla questione "copyright" e si rifà direttamente al contratto nazionale del commercio dove viene già espresso che tutto ciò che viene prodotto all'interno dell'azienda è proprietà dell'azienda.
    La mia domanda è questa: sono obbligata a firmare qualsiasi foglio mi sottopongano durante questo periodo di preavviso?
    La ringrazio anticipatamente per la sua risposta,
    cordiali saluti.

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    1. Dipende da quello che vogliono farti firmare!
      Infatti il CCNL prevede che "tutto ciò che viene prodotto all'interno dell'azienda è proprietà dell'azienda", e questo vale ovviamente anche per le "creazioni" che non possono essere cedute ad altre aziende.-

      Elimina
  33. Buonasera Dottor Gianfranco,

    essendo da poco in pensione dopo 20 anni nell'ultimi posto di lavoro,vorrei farmi controllare la liquidazione se è giusta da un sindacato o da un patronato ,però non ho tutte le buste paga;ce la fanno lo stesso a rintracciarmi gli ultimi 20 anni per verificare?
    Oltre a questo potrebbero anche controllarmi se l'importo della pensione è giusto,anche qui senza listini?
    Se si come fanno?
    Grazie mille sig Gianfranco e buonaserata

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    Risposte
    1. - Per quanto riguarda il TFR purtroppo senza le buste paga un sindacato non può effettuare alcun controllo, perché la quota maturata ogni anno è legata alle retribuzioni dell'anno stesso.-
      - Per quanto riguarda invece il controllo della pensione un patronato è in grado di farlo perché può stamparsi un estratto contributivo nel quale risultano le retribuzioni di tutto l'arco lavorativo.-

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  34. Buongiorno,
    Io avrei bisogno di aiuto per capire come gestire la mia situazione attuale. Il mio titolare mi ha chiesto le dimissioni e gli ho detto chiaro e tondo che non le firmerò mai e quindi di conseguenza mi ha mandato la prima lettera di richiamo. Ritornata al lavoro il giorno dopo mi ha messa in ferie senza nessun preavviso e mi ha chiesto le chiavi del ufficio. Quando tornerò ho ragione di credere che la mia postazione sarà completamente vuota. Vorrei capire cosa devo fare se mi dice che sn licenziata e che mene devo andare dal suo ufficio. Devo chiedere qualche documento scritto e devo solo uscire. Ho un contratto di apprendistato il quale a scadenza dei 3 anni diventa indeterminato.
    Saluti
    Grazie

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    1. Se il tuo datore di lavoro al rientro in servizio ti dirà che sei licenziata, dovrai richiedere la lettera di licenziamento, e se nella lettera ci sarà scritto che il licenziamento è immediato, cioè senza preavviso, potrai andartene dall'ufficio, e in base alla motivazione del licenziamento potrai decidere successivamente se impugnarlo o meno.-

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  35. Buongiorno
    CCNL COMMERCIO ho dato le dimissioni per un totale die 120gg di prevviso da calendario. il datore di lavoro non è contento e sta cercando porre i bastoni tra le ruote per questa scelta.
    è giusto che il datore di lavoro mi obblighi a usufruire in questo periodo di ferie (alcune maturate e altre non) per poter ulteriormente postporre le mie dimissioni per altri 15gg per un totale di 4,5 mesi: mi sento come in ostaggio.
    Il datore sta anche valutando la chiusura forzata natalizia in modo che il mio periodo di preavviso si prolunghi ulteriormente.è questo corretto è possibile da parte sua?
    Grazie per la delucidazione

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    1. NO!
      Nella lettera di dimissioni tu hai indicato l'ultimo giorno di lavoro, che rimarrà tale anche se usufruirai di alcuni giorni di ferie, quindi se non sei d'accordo, il datore di lavoro non può obbligarti a posticipare la data.-

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  36. Buon giorno spero tanto che mi possa aiutare xché non riesco a uscire da questa situazione lavoro come cameriera ai piani da 4 anni e mezzo in un b&b di 6 camere siamo 2 dipendenti il datore mi vuole licenziare x riorganizzazione del personale licenziamento consensuale con conciliazione x buona uscita quanto mi aspetta di buona uscita ?È si calcola lorda ?spero mi possa aiutare xché sinceramente in queste cose non ne so niente ....ho 60 anni e sono vedova e non so se riuscirò a questa età a ritrovare lavoro ....mi può aiutare ? le sarei infinitamente riconoscente .

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    1. Se il giudice non riconosce il giustificato motivo oggettivo che ha portato al licenziamento – quindi se il datore di lavoro si è appigliato pretestuosamente a questa causa – dichiara estinto il rapporto di lavoro e condanna il datore di lavoro al pagamento di una indennità (senza contributi previdenziali) di importo pari a 2 mensilità (1 per le aziende sotto i 15 dipendenti) per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 4 e non superiore a 24 mensilità (non inferiore a 2 e non superiore a 6 per le aziende sotto i 15 dipendenti.-
      In pratica se vieni licenziata e ricorri al giudice ti verrà riconosciuta un'indennità aggiuntiva alla competenze maturate pari a 4 mensilità, quindi puoi regolarti di conseguenza.-

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  37. Buon giorno,
    La mia situazione e la seguente: sono in regola con un contratto indeterminato come baby sitter e collaboratrice domestica, con 25 ore settimanali. Per delle incompressioni con il datore di lavoro per la riduzione del orario ho chiesto che venissi licenziata in modo di poter prendere la disoccupazione. Ce stato il rifiuto da parte dell datore di lavoro, e, a sua volta mi ha chiesto di dare le dimissioni. A questo punto non mi sono più presentata al lavoro dal 30 di settembre sperando che venissi licenziata con la giusta causa. Ovviamente il datore di lavoro non mi vuole licenziare. Cosa devo fare in questo caso? Anche perchè non mi sembra giusto di rimanere attaccata a un contratto di lavoro. E se in ottobre sarò in malattia il datore di lavoro mi deve pagare i contributi?

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    1. Sul "non mi sembra giusto" ho qualche dubbio, perché tu hai sottoscritto un contratto, e quindi ti sei assunta un impegno, pertanto se hai cambiato idea puoi presentare le dimissioni e cessare il rapporto di lavoro.-
      Pretendere di essere licenziata per poter presentare la domanda di disoccupazione è comunque una "forzatura", anche se il datore di lavoro prima o poi dovrà farlo.-
      Nel frattempo presumo che verrai considerata assente ingiustificata e quindi senza paga e senza contributi.-

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  38. Buonasera dottor Gianfranco.

    Sono stato licenziato qualche giorno fa per "giustificato motivo oggettivo" avevo un contratto di apprendistato e mi mancava un mese preciso per completare un anno operativo.

    Mi hanno licenziato in tronco davanti ad altri dipendenti (specificato anche nella lettera).
    Il motivo principale:
    "Riorganizzazione aziendale con conseguente soppressione della qualifica di Apprendista Archivista e non essendo possibile avvalersi della sua opera in un altro settore aziendale, la sua attività lavorativa non può più essere efficacemente utilizzata dall'azienda"

    Specifico da subito che io quel tipo di lavoro non l'ho mai fatto dopo aver firmato il contratto ad occhi chiusi mi hanno fatto fare tutto un altro tipo di lavoro. Essendo il primo lavoro all'inizio un po' euforico dal contratto nemmeno ci ho badato. (Ho anche testimoni)

    In questi giorni telefonicamente mi ha detto di far i vari conteggi e che l'azienda era aperta a tutte le richieste se evitavo di impugnare il licenziamento.

    L'azienda ha meno di 15 dipendenti.

    Quante mensilità posso chiedere in più se evito di impugnare il licenziamento cosi da evitare anche il reintegro a lavoro?

    E' una cosa legale trovare un accordo per farmi dare dei soldi in più?

    Con il contratto di apprendista archivista sicuramente prendevo meno soldi è una cosa che devo anche far notare?

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    Risposte
    1. E’ prevista una indennità, non assoggettata a contribuzione previdenziale, di importo pari a 2 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 4 e non superiore a 24 mensilità.
      La misura è dimezzata nelle piccole imprese e non può superare le sei mensilità.
      Esclusa l'applicazione dell'art. 7, l. n. 604/66, che introduce una procedura di conciliazione davanti alla Commissione provinciale di conciliazione presso la Dtl, che il datore di lavoro, avente i requisiti dimensionali previsti dalla legge n. 300/70, deve obbligatoriamente esperire prima di intimare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo (si tratta di una condizione di procedibilità).-

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  39. Buon giorno dottore.
    In data odierna sono stata licenziata. Alle 12 55 mi si comunicava la cessazione del mio rapporto di lavoro alle 13 dopo quasi 12 anni di onorato servizio. Ero un'impiegata a tempo indeterminato in un'azienda con meno di 15 dipendenti. Mi hanno proposto la corresponsione di 2 mensilità il pagamento del preavviso e il pagamento della naspi (ma quella in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo non mi spetta comunque?!).
    Mi domandavo se su quasi 12 anni di lavoro 2 mensilità non siano oggettivamente poche...
    La ringrazio anticipatamente per la gentilezza.

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    1. Se il lavoratore licenziato impugna il licenziamento ed il Giudice non riconosce all'azienda il giustificato motivo oggettivo, perché per esempio il datore di lavoro ha voluto mascherato con tale motivazione il licenziamento avvenuto per cause personali, sindacali o pretestuose, ordina che il rapporto di lavoro venga dichiarato estinto e condanna il datore di lavoro al pagamento di una indennità senza il riconoscimento dei contributi previdenziali.
      In questo caso al lavoratore spetta un'indennità di 2 mensilità per ogni anno di servizio.
      La misura di tale indennità va quindi da un minimo di 4 mesi ad un massimo 24 mensilità.
      Per le imprese con meno di 15 dipendenti l'indennità riconosciuta è pari ad 1 mensilità, e va da un minimo di 2 ad un massimo di 6 mesi.-
      Ovviamente la NASPI non c'entra nulla perché spetta comunque al lavoratore in caso di licenziamento.-

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    2. Io la ringrazio davvero per il tempo dedicatomi. Domani andrò a fare una controproposta in cui chiederò 4 mensilità come incentivo all'esodo, se non dovessero accettare impugnerò il licenziamento.

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  40. Buonasera Dott. Censori,
    Il 31 luglio sono stata licenziata per giustificato motive oggettivo. Il mio contract to precede a un preavviso di 3 mesi, ma data la tensione che regnant all'interno dell 'ufficio ho preferito terminare di lavorare l'8 settembre. Il datore di lavorare puo' trattenere dal tfr ( non ho ancora ricevuto il relativo cedolino) il preavviso non lavorato? La ringrazio fin d'ora per il suo riscontro.

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    1. Purtroppo SI!
      In caso di preavviso parziale il datore di lavoro può detrarre al lavoratore dalle competenze maturate tanti giorni di paga quanti sono i giorni di mancato preavviso.-

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  41. Sono un lavoratore dipendente di 58 anni in una piccola azienda con meno di 10 unità ed a fine anno raggiungerò 41 e 8 mesi di contribuzione. Da anno nuovo il mio datore di lavoro vorrebbe tenermi a lavorare con una specie di contratto a chiamata.
    La domanda è la seguente:
    Mi conviene farmi licenziare e raggiungere la data di pensionamento che l' Inps mi da come il 01/08/2019 con la NASPI.
    Il datore di lavoro può licenziare quando al dipendente manca poco più di un anno alla data di pensionamento?
    Gradirei anche altri consigli.

    Grazie

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    1. Il datore di lavoro può licenziarti per riduzione di personale, mentre non può cambiarti il tipo di contratto.-
      Puoi quindi farti licenziare ma l'importo della NASPI sarà ovviamente inferiore alla paga mensile.-

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  42. Buongiorno, dott. Censori, so che la Naspi la liquidano anche in forma unica per apertura di una partita iva, volevo sapere che tipo di ragione sociale è consentita per poterla ricevere, dovrei aprire una SRL però ne all'INPS ne al Patronato sanno delucidarmi se come ragione sociale va bene. Grazie

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    1. La circolare Inps n. 94 del 12 maggio 2015 stabilisce che “Il lavoratore avente diritto alla corresponsione della NASpI può richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, a titolo di incentivo all’avvio di un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio”.-
      Purtroppo l'apertura di una SRL con rientra nella tipologia prevista dall'INPS.-

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  43. Salve dott. Censori io sono stata licenziata, ho ricevuto la lettera di licenziamento, ma risulto ancora in forza al centro dell' impiego. Cosa posso fare per risolvere il problema?

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    1. Se hai ricevuto da poco la lettera di licenziamento presumo che tu sia ancora nel periodo di preavviso, quindi il tuo rapporto di lavoro rimarrà in essere fino alla scadenza del preavviso stesso.-

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  44. Buongiorno da qualche giorno ho ricevuto la lettera licenziamneto collettivo la procedura si è chiusa il 14 novembre 2017...essa mi comunica che sono in preavviso di 15 giorni vale a dire il 29 novembre Ultimo giorno di lavoro.Nasce spontaneo un quesito si può estendere di 15 giorni dopo la chiusura ufficiale di procedura anche se si tratta del preavviso?o tale periodo deve essere espletato entro non oltre la chiusura della procedura di mobilità?

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    1. SI!
      Il periodo di preavviso può essere espletato anche dopo la chiusura della procedura di mobilità.-

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  45. Sono un dipendente full time a tempo indeterminato di una S.p.a. durante la mia malattia la filiale della mia città ha chiuso, mi è stato comunicato dai due colleghi ai quali non è stato rinnovato contratto in scadenza. Finita la malattia dove mi presento? La sede centrale è ad oltre 500 km. ho inviato e-mail all'ufficio personale x avere lumi circa la mia posizione lavorativa se venivo trasferito o peggio licenziato,ma non ho avuto risposta. Se non ricevo comunicazione come mi devo comportare? Non vorrei che mi licenziassero con la motivazione che non sono rientrato al lavoro. Saluti e grazie.

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    1. Fino a quando sei in malattia non puoi essere licenziato, quindi al termine della malattia presumo che o ti verrà proposto un trasferimento o verrai licenziato, ti consiglio quindi di contattare la sede centrale della tua azienda per verificare quali sono le loro intenzioni.-

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    2. L' e-mail che ho inviato all'ufficio personale risulta come se non fosse consegnata, strano! Volevo chiederle un altra cosa: ho il congedo straordinario per assistenza padre grave invalido al 100% che mi parte in data 10 dicembre in quella data io sono ancora in malattia, il congedo slitta o decade? Con il congedo straordinario sono protetto o l'azienda può licenziarmi?Saluti.

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    3. Se vieni licenziato il congedo straordinario decade.-

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  46. Sono in aspettativa volontaria da ormai 5 mesi ( ne ho richiesti ed ottenuti 6 mesi). Purtroppo per un mio problema personale non mi sento di rientrare. Il mio Ccnl è Commercio e terziario con 25 anni consecutivi di servizio: posso richidere altri mesi di aspettativa e fino ad un massimo di quanti mesi in totale?
    Nel caso in cui non mi venissero concessi altri mesi di aspettativa, e io decidessi comunque di non rientrare, rischierei il licenziamento per giusta causa. In tal caso, avrei comunque diritto alla Naspi? Subirei altre penalizzazioni eventuali? Grazie e cordiali saluti

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    1. La durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, quindi se prolunghi il periodo di aspettativa diminuirà il periodo di durata, ti consiglio pertanto di non rientrare in servizio alla scadenza dei 6 mesi, in quanto anche se verrai licenziato per giusta causa avrai comunque diritto alla NASPI.-

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  47. Salve dott.Censori. Vorrei esporre la situazione di mio fratello che io non trovo regolare ma non essendo esperta in materia necessito di un suo gentile parere:
    Mio fratello ha iniziato a lavorare in una casa di riposo a metà luglio. Fino a metà settembre ha lavorato in nero per una serie di scuse da parte del dattore di lavoro. A metà settembre è stato assunto tramite una cooperativa. Dopo circa un mese dell'assunzione, metà ottobre, è stato licenziato. Dal dattore di lavoro gli è stato detto che veniva licenziato perché non riuscivano a pagare sia lui che la cooperativa, essendoci poche entrate al momento. Poi é stato chiamato dalla cooperativa che invece gli ha presentato il licenziamento per giusta causa. Ora, il motivo del licenziamento non è assolutamente così grave da determinare il licenziamento stesso ma al massimo una lettera di richiamo. Mio fratello ha svolto la pulizia di un anziano a metà, cioè senza lavargli i capelli causa mancanza acqua calda nella doccia, cosa che non dipendeva da lui. Ha lavato comunque l anziano come già fatto in precedenza e insegnatogli proprio li. La sua pecca è stata di non averlo segnalato nella scheda riassuntiva di lavoro, tutto qui. A me non sembra un motivo così grave da portare al.licenziamento ma ahimè mio fratello per il grande dispiacere non ha voluto fare nessun tipo di reclamo. Oggi, a distanza di più di un mese non ha ancora ricevuto la busta paga e lo stipendio di ottobre. Alla cooperativa gli hanno detto che loro hanno 90 giorni per legge per liquidato. Ciò che dicono è vero, oppure è l ennesima scusa E dovrebbe inviare una lettera di sollecito? E ancora, alla luce del mio racconto secondo lei avrebbe motiv o comunque di contestare il licenziamento? Quali sono le possibilità di successo?
    Chiedo scusa per il.papiro e la ringrazio anticipatamente per la sua gentile risposta.
    Cordialmente
    Aleksandra Mirkovic

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    1. Ciao Aleksandra!
      Il comportamento della cooperativa non è stato assolutamente corretto, ne sulla causale del licenziamento, ne sui termini di pagamento delle sue competenze, consiglio quindi a tuo fratello di rivolgersi a un sindacato per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  48. Salve dott. Censori volevo chiedere un'informazione...
    Io mi sarei autolicenziato dalla mia ditta avente un contratto a tempo indeterminato 4 livello ramo metalmeccanico.
    Avrei dato il licenziamento il giorno 29 ottobre e quindi avrei dovuto finire al giorno 15 dicembre ma ho fatto prolungare fino al 1 gennaio 2018. Ora chiedo mancano 8 giorni lavorativi e io con l azienda che dovevo essere assunto non e andato a buon termine, quindi starei ancora cercando un posto di lavoro, se mi mettessi in mutua questi 8 giorni cosa potrebbe fare la mia ditta? Prolungherebbe o e possibile che non mi paghino? C e la possibilita di poter mandare avanti il licenziamento senza pero perdere i soldi?

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    1. Se hai concordato il prolungamento del rapporto di lavoro fino al 1° gennaio, la scadenza rimarrà comunque la stessa anche se ti metti in malattia, quindi senza penalizzazioni.-

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  49. buongiorno dott. Censori sono un lavoratore a tempo indeterminato dal 01/03/1999 la mia ditta è un s.a.s e siamo due operai con la stessa mansione il mio collega e anche lui a tempo indeterminato dal 01/09/2000 in caso di licenziamento la mia anzianita rispetto al collega ha una sua importanza ....premetto che io sono stato con la stessa ditta dal 1995 a fine 1998 e poi licenziato per un assestamento della ditta da s.r.l a s.a.s

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda

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  50. Salve Dott.re Censori
    La mia azienda, una srl del comparto metalmeccanico facente parte di una multinazionale importante, ha deciso di delocalizzare e chiudere lo stabilimento dove lavoriamo in cc 400 dipendenti.
    Tutti con oltre 15 anni di servizio.
    La scelta di chiudere definitivamente è avvenuta dopo ben 2 mesi di sciopero ad oltranza, dove l'azienda ci invitava a sospenderlo, anche inviandoci lettere a casa, spingendoci a rientrare e continuare le normali attività lavorative. Asserendo
    di fatto che le ns dimostranze erano frutto di infondatezze, nn avendo nessuna intenzione di lasciare il sito.
    Ora le chiedo:
    "è possibile impugnare il licenziamento e chiedere un congruo indenizzo?" Visto che finora, tre mesi alla data di chiusura, nn abbiamo ricevuto nessuna risposta soddisfacente (finora è sul piatto cc 50.000 euro lordi per ogni lavoratore, davvero pochi, visto che l'azienda ha un attivo di svariati di milioni).
    Grazie

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    1. Sulla carta, un'offerta di 50.000 euro per ogni lavoratore mi sembra una somma di tutto rispetto, ed è quindi difficile per chi è all'esterno come me valutarne la congruità, ti consiglio pertanto di seguire le indicazioni delle organizzazioni sindacali che stanno seguendo la vostra vertenza, e che quindi sono a conoscenza della situazione aziendale, per valutare fino a che cifra si si può arrivare con le richieste.-

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    2. Mi scusi ancora! Lei ritiene cmq che si può fare una vertenza all'azienda per chiedere maggior indennizzo anche per vie legali? nn so se c'è una legislazione a riguardo, è certo che l'azienda ha sfruttato molto il ns territorio. Sia a livello di risorse umane che a livello fiscale. Possibile che nn ci sia nulla che imponga alle aziende in attivo che decidono di dislocare di risarcire adeguatamente chi si è fatto un futuro in relazione al proprio lavoro. A 40 anni, poi, nn è facile trovarne di lavoro. La ringrazio ancora

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    3. Purtroppo, se fai una vertenza all'azienda, il giudice nella sua sentenza non credo che terrà conto delle tue valutazioni, quindi al posto tuo eviterei di imbarcarmi in una causa costosa e dall'esito alquanto incerto.-

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  51. Dott. Censori,
    qui parlano (intendo in nostri "capaci" politici) di incentivare l'assunzione di giovani ma oggi cosa vuol dire essere giovani!?Perchè penso che anche a 40 anni un po'ancora giovani lo si è, ma il lavoro non lo si trova c'e' una discriminazione dell'età questo va a discapito di tutti alla fine. Ormai s'è persa quella filiera che dava un certo ordine di successione figlio/padre/nonno, dicono sempre i nostri politici che la speranza di vita si è allungata ma lei la vede un'azienda privata che tiene un lavoratore fino a 67 anni quando già 40/50 sei vecchio e lo Stato che fa si mette a discriminare sul'età invece di trovare una soluzione generale che vada bene per tutte le classi sociali. Anch'io sono stato giovane e adesso a 40 anni con mutuo della casa, figli e genitori anziani da accudire tantissime spese e mi trovo in mobilità perchè l'azienda è in "crisi aziendale" creata ad arte solo per levarsi dai piedi gli "anziani" come me, perchè gli costano troppo per assumere poi giovani schiavizzandoli e poi dopo 10/15 anni buttarli nel cesso come hanno fatto con a me. Non è giusto !? E' sparita la serenità i sindacati devono intervenire scioperi generali ad oltranza deve cambiare l'organizzazione del sistema lavoro altrimenti qui si fa una brutta fine!!!
    Un cordiale saluto

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    1. Tutto quello che scrivi è vero, ma dimentichi un particolare molto importante! Tu eri iscritto a un sindacato prima di essere messo in mobilità?
      E' vero che i sindacati dovrebbero organizzare scioperi generali ad oltranza, ma i lavoratori sono disposti a farli?
      Il problema principale a mio avviso è che oggi i lavoratori hanno perso il senso della solidarietà tra loro, perché ognuno pensa solo al suo orticello, e quindi i datori di lavoro ci sguazzano e fanno i propri comodi.-

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    2. Dott. Censori,
      si ero e sono iscritto ad un sindacato l'unico possibile in azienda le altre sigle non riescono/non possono entrare...Non è la CGIL ;) :)
      Essendo un'azienda privata la maggior parte delle persone assunte, sono tutti amici degli amici, parenti ecc... uno schifo.. Ognuno giustamente si fa gli affari propri infatti quando misero in cassa integrazione questa fu mirata a un certo target di persone e non ci fu nessuna solidarietà da parte degli altri colleghi.
      Il sindacato creato ad arte da parte dell'azienda è semplicemente il braccio destro armato di questa per facilitargli il compito (spendere meno soldi, avere meno burocrazia, quorum voti ecc...) fanno tutto quello che dice quest'ultima. I classici italiani come dice lei che guardano solo al proprio orticello, anche i rappresentati di questo "sindacato" ovviamente.

      Devo dire pero' che anche voi come sindacati in particolare mi riferisco alle sigle principali non vedo molta unità...
      I datori di lavoro a mio avviso ci sguazzano perché siamo sotto ricatto perenne e l'eventuale perdita di lavoro in questo paese è una vera disgrazia...
      Un cordiale saluto e Buon Anno Nuovo!

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    3. Purtroppo quello che dici è vero, e non è un problema di facile soluzione!
      L'unica consolazione, se così si può chiamare, è che quando in un'azienda si assumono gli amici, gli amici degli amici, e i parenti, non si premia la professionalità e si è quindi destinati a fare una brutta fine.-

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  52. Io sono dall'altra parte della barricata di chi le scrive,egregio dott.Censori,sono un datore di lavoro e mi sento vessato e non poco.Ho dovuto licenziare,dopo 11 anni un operaio in quanto non riuscivo più a pagargi lo stipendio considerando la grave crisi della mia azienda che comprende me,la mia socia e tre operai.Ho deciso di licenziare questo operaio che produceva pasticceria in quanto la poca vendita di questi prodotti non giustificata la spesa di circa 3200 euro al mese dell'operaio. Quindi l"ho licenziato per GMO,informando che non avendo soldi gli avrei pagato il TFR a rate e che per ratificare questo saremmo dovuti andare al sindacato dove avrebbe avuto la giusta assistenza. In un primo momento si è detto d'accordo,salvo poi non rispondere alle telefonate o messaggi.Alla fine dopo che gli ho fatto il bonifico della prima rata del TFR di 5000 euro su un totale di 15000, (le altre avrei pagato 2000euro al mese per 5 mesi)è andato dall'avvocato della CGIL per impugnare il licenziamento e chiedermi di pagarli l'indennità di licenziamento che gli ho già pagato e che non gli ho fatto lavorare per permettergli di avere più tempo per cercarsi un posto di lavoro.Adesso ho anche le spese dell'avvocato.Le sembra cotretto?Lui lavora alla Coop,pur troppo le pasticcerie non lo prendono in quanto non si è aggiornato,e anche per questo che noi non vendevano più. Adesso io,che lavoravo mezza giornata,lavoro tutto il giorno e la poca pasticceria che serve la fa la mia socia.Cosa ne pensa?Ho testimoni a cui l"operaio diceva che il lavoro era poco.È da tre anni che cerco di vendere e avevo offerto a questo operaio di prendersi l'attività insieme alla mia socia e un altro operaio.Non chiedevo anticipi ma solo la rata.Sembrava che tutto andasse in porto e alla fine proprio lui si è tirato indietro.È da tre anni che cambio operai fornai i quali,sapendo che devo vendere,appena possono,si licenziano. L'unico saldo era lui,l"unico che purtroppo ho dovuto licenziare perché la pasticceria non si vende.Grazie per la risposta

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    1. Penso che l'unico errore che hai commesso è quello di avergli versato la prima rata del TFR di 5000 euro, perché la tua proposta di arrivare a una conciliazione sindacale era corretta, e in quella sede presumo che avreste trovato un accordo sia sulla liquidazione del TFR che su un eventuale incentivo per chiudere ogni pendenza.-
      A questo punto spero che il tuo avvocato ti abbia consigliato di sospendere ogni pagamento fino alla definizione della vertenza.-

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    2. Grazie per la sollecita risposta.In verità non mi sono rivolta a un avvocato perché non ho soldi da spendere.A giorni dovrò incontrare l'avvocato della Cgil e vedremo cosa vogliono.Grazie per il consiglio di non pagare il territorio, io, in effetti,avevo pensato di andare avanti con le rate e pagare il 10 la seconda di 2000 euro.Ma seguirò il suo consiglio.Grazie e buon anno!

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    3. OK!
      Ti consiglio di aspettare prima di fare altri pagamenti perché è una carta che puoi giocare in sede di trattativa con l'avvocato della CGIL.-

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    4. Gentile dottor Censori,sono andata dall'avvocato e mi ha detto che il licenziamento non è valido perché non è scritto bene e quindi,per chiudere tutto,mi hanno chiesto dai due tre mesi di stipendio più tredicesima e dovrei pagare la parcella dell'avvocato.Nella lettera di licenziamento abbiamo scritto:a causa dela sensibile diminuzione della vendita di pasticceria,non possiamo più avvalerci della sua collaborazione e non potendola reimpiegare in altro lavoro...ecc ecc.Dal 17 ottobre facciamo tutto noi,io e la mia socia,non abbiamo assunto nessuno. Pertanto credo di essere nel giusto.Ho sapuTo che devo dimostrare io,come datore di lavoro,che la crisi è vera ma che se lo dimostrò e vinco la causa,il giudice è obbligato a far pagare le spese all'operaio che non ha detto il vero.Sono tentata.Le dirò che,essendo io veramente in crisi,e avendo pensato,quando volevo portare io al sindacato l'operaio per rateizzare la liquidazione,di offrire uno stipendio,ecco vorrei offrire ancora uno stipendio e l'avvocato se lo paga lui.Se non accetta,andiamo in causa.Per la liquidazione,vorrebbero due rate da 5000 euro,che io non ho.Allora,se andassimo in causa,potrei continuare a pagare ogni mese le 2000 euro più qualcosa di interessi,fino a maggio.Avrei un po'di respiro e poi la causa si farà più avanti e vedremo...Gentile dottore, lei che ne pensa?

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    5. Ciao Lia!
      Credo che la tua proposta difficilmente verrà accettata, quindi io ti proporrei di andare loro incontro accettando le due mensilità + le spese dell'avvocato, con una rateizzazione del TFR, altrimenti andate in causa.-

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    6. Grazie del consiglio che seguiro'.L'unico problema è che non avendo possibilità economiche dovranno accettare di mettere in coda le due mensilita'.Chiaramente paghero' subito l'avvocati. Mi creda,dottore,mi sento violentata nell'animo.Grazie per la sua disponibilita'!

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    7. Ciao Lia!
      Ti capisco!
      Comunque se riesci a trovare un accordo è meglio perché oggi le cause si trascinano per decenni, come una telenovela senza fine.-

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  53. Buongiorno dott.Censori....desidero attenzionarle un quesito:
    Una azienda spa ha effettuato da poco licenziamenti collettivi x riduzione di personale,dopo qualche mese la stessa azienda x nuovi appalti in entrata deve riprendere dalla naspi ex dipendenti, il mio quesito è questo se la scelta delle riassunzioni deve essere effettuato con un criterio nel senso dall'ultimo licenziato a salire o altrimenti una libera scelta aziendale.
    Grazie x attenzione buona giornata.

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    1. SI!
      Il criterio di riassunzione dovrebbe essere quello inverso rispetto a quello del licenziamento, quindi l'azienda dovrebbe partire dall'ultimo a salire.-

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  54. Gentile dott. Censori l' azienda dove lavoravo tramite lettera ci ha comunicato l' intenzione di chiudere entro il 31/12/2017,in mancanza di commesse non ha neanche voluto richiedere la CIG, pertanto siamo andati al licenziamento consensuale collettivo e aperto laNASPI. Ora siamo venuti a sapere che l' azienda non solo non a chiuso ma ha mantenuto in forza alcuni lavoratori piu' graditi e addirittura ha aperto la CIG per gli stessi....e' possibile a questo punto impugnare il licenziamento e chiedere il riintegro? O in alternativa cosa possiamo fare? Grazie..Saluti.

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    1. Purtroppo non potete farci nulla!
      Un licenziamento consensuale collettivo non è revocabile, quindi è meglio che vi mettiate il cuore in pace ed andiate alla ricerca di un altro lavoro.-
      Infatti impugnare il licenziamento significa far bloccare la NASPI, senza alcuna garanzia sull'esito di un'eventuale causa o vertenza.-

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  55. Gentile dott. Censori sono stato licenziato per giustificato motivo oggettivo con esonero del preavviso (motivi economici riorganizzazione aziendale....) puo fare revoca del licenziamento senza mio accordo ??? e poi licenziarmi per motivi disciplinari ???

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    1. Più preciso la mia domanda :IL DATORE DI LAVORO DOPO RIFIUTO DA PARTE MIA DI UNA PROPOSTA FATTA TELEFONICAMENTE DI RIENTRO "PUO FARE LA REVOCA DEL LICENZIAMENTO ANCHE SE IO HO FATTO LA DOMANDA PER DISOCCUPAZIONE"

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    2. NO!
      Un licenziamento non può essere revocato, a meno che non venga impugnato dal lavoratore.-

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  56. Dott.Censori intanto grazie per la sua gentile e preziosa attenzione,desidero chiedere un quesito in una azienda che effettua licenziamenti collettivi senza il consenso delle parti sociali e quindi dei lavoratori x esigenze improvvise dopo un mese circa dei suddetti licenziamenti ,con un criterio di uscita gli stessi licenziati li deve riassumere nel frattempo moltimolti di loro hanno impugnato il tutto....ma in questi casi azienda obbligata visto che non sono passati i 6 mesi puo riassumerli con un nuovo contratto o deve reintegrati con le precedenti contrattazione....

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo i lavoratori licenziati, possono essere riassunti con un nuovo contratto, a meno che non abbiano impugnato tutti il licenziamento ed impongano quindi il reintegro in servizio.-

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  57. Buongiorno Dottore,datore e dipendente,se in comune accordo,possono rinunciare ai giorni di preavviso?In questo caso,l indennità non spetta a nessuno,giusto?

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    1. Se c'è l'accordo tra le parti non c'è problema, qualunque accordo va bene.-

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    2. Grazie mille

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  58. Salve, purtroppo causa incomprensioni con il mi datore di lavoro (non voleva concedermi permessi studio) ho deciso di non presentarmi più in ufficio dal 1 dicembre, ho ricevuto una lettera di richiamo e la mia busta paga è zero causa assenza ingiustificata. Io mi chiedo, ma ad oggi non avrebbe dovuto già licenziarmi?!?! Grazie e buona serata

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    1. Presumo a questo punto che verrai licenziato a breve termine, ma purtroppo i tempi li decide il datore di lavoro.-

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  59. Buon giorno sono stata licenziata dopo 15 anni in azienda x giusta causa ma la giusta causa non esiste xché priva di testimoni,cioè una mia responsabile ha dichiarato che io l'ho colpita a seguito di un litigio,provocandole un trauma in seguito al quale lei si e recata da sola in infermeria e al pronto soccorso.Ha sporto denuncia contro di me x lesioni mettendo una collega come testimone,la quale ha smentito tutto.Io col mio legale ho sporto denuncia x calunnia e x mobbing con testimoni nei suoi confronti.Sul mio caso sta indagando la procura è pare che a mio carico non pende nulla perché la denuncia della mia responsabile è priva di verità mentre le mie denunce vanno avanti.Ora abbiamo fatto un tentativo di conciliazione con azienda spiegando i fatti ma l'azienda ritiene che non riguardi loro ciò che dice la questura.Ma se il ,licenziamento è avvenuto solo x quel motivo x l'aggressione che non ce mai stata.Non intendono reintegrarmi,io devo ancora fare i ricorso, secondo lei mi spetta il REINTEGRO?Ho paura x la legge fornero.Se nel ricorso il giudice non disponesse il reintegro che posso fare?E se intanto la procura dimostra che sono innocente posso poi denunciare oltre che la responsabile anche l azienda x calunnia e ingiurie?Perché nel fascicolo che loro presentano scrivono e accusano x certo che io abbia colpito la collega in un attimo di ira è che io abbia un difficile caratterino.Insomma non si limitano a dire che in base ai fatti riportati dalla responsabile e in base ai fogli medici loro mi licenziano ma, mi apostrofano come non sono.Poi hanno violato la mia privacy mettendo agli atti i miei fogli di malattie e invalidità che non c'entrano nulla col licenziamento..Cosa ne pensate?Grazie x l'aiuto in anticipo.

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    1. Quando si riceve una denuncia falsa nel posto di lavoro ci si può limitare a difendersi dalla denuncia o passare al contrattacco e fare una contro denuncia.-
      Nel primo caso ci si preoccupa solo della conservazione del posto di lavoro o di uscirne al meglio possibile a livello economico e ci si rivolge quindi o a un sindacato o a un avvocato esperto di diritti del lavoro.-
      Nel secondo caso essendoci di mezzo anche responsabilità penali occorre rivolgersi a un avvocato esperto in materia di diritto penale, ma bisogna essere consapevoli che ci sono solo costi da sostenere per difendere la propria onorabilità, e bisognerebbe quindi chiedersi se ne vale la pena.-
      Ora nel tuo caso non posso sapere quello che stabilirà il giudice, ma ritengo poco probabile un reintegro, e tra l'altro l'azienda in tal caso ti renderebbe la vita impossibile, quindi presumo che ti verrà riconosciuto un indennizzo di carattere economico, che spero sia sufficiente a sostenere le spese legali.-
      Un consiglio finale:
      Prima di procedere ulteriormente per ogni atto, chiedi preventivamente al tuo avvocato quello che ti verrà a costare, così tanto per capire a cosa vai incontro.-

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  60. Buongiorno.
    Lavoro presso un'azienda con meno di 15 dipendenti da 2 anni e mezzo. Per permettere riorganizzazione interna, mi è stato proposto un licenziamento consensuale. Ammetto che dopo aver letto alcuni commenti, sono confuso su quanto mi sia dovuto. Un giudice potrebbe richiedere il versamento, a titolo sanzionatorio, oltre alla buonuscita, di due mensilità (una per anno completo di lavoro). Al contrario, in fase di trattativa "interna", la cifra è legata ad un accordo tra le parti. E' corretto? La ringrazio molto, in anticipo.

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  61. Gentile dott.Censori desidero un chiarimento azienda spa dove lavoro ha effettuato licenziamenti collettivi x riduzione di personale contro la volontà delle parti sociali effettuando a dire nostro vari vizi di forma x questo siamo in fase di impugnamento....adesso deve riassumere x nuovi appalti in entrata,  è in obbligo visto che passato poco più di un mese dai licenziamento... ad assumwre ex dipendenti in ordine cronologico di uscita...ma azienda propone un nuovo contratto a tempo determinato di 4 mesi con la dicitura di NOVAZIONE questo termine non convince a tutti noi che temiamo che firmando e quindi accettando perdiamo il regresso maturato tfr e ferie maturate e non godute in particolare il diritto di rivalsa impugnazione presentato x il precedente licenziamento.n.b.noi abbiamo risposto con il nostro legale che accettiamo assunzione in attesa della delibera del giudice ma azienda insiste a firmare il contratto con il termine di NOVAZIONE.
    Grazie sempre x la cortese e sopratutto preziosa attenzione.
    Cordiali saluti.

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    1. Se vi siete rivolti a un legale, dovete attenervi a quelle che sono le sue indicazioni, senza cercare conferme altrove magari da persone che dal di fuori, quindi senza essere a conoscenza dei dettagli, possono mettervi fuori strada.-

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    2. Si certamente,desideravo possibilmente delucidazioni se firmando un nuovo contratto di novazione non posso più vantare diritti sul regresso cioe indirettamente firmo una firma di conciliazione .....

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    3. SI!
      Per la serie non si può pretendere di avere insieme "la botte piena e la moglie ubriaca", nel senso che se firmi il nuovo contratto di novazione metti fuori gioco il tuo legale, è quindi indispensabile che concordi ogni mossa con lui.-

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  62. Buongiorno,mi è stato detto dal titolare che vuole licenziarmi ma io dovrei firmare il foglio che sono consapevole e accetto il licenziamento. Il giorno dopo mi avrebbe messo in ferie ma io dal giorno stesso mi son messa in malattia e siamo a quasi 3 mesi di malattia.Il tutto dovuto dal fatto che dopo una caduta sul lavoro invece di essere in infortunio mi sono messa in malattia e ci son stata un mese. A breve prevedo il rientro in ditta , come mi consigliate di comportarmi? Io nel frattempo mi sono iscritta alla UILA pronti a fare vertenza che penso di farla da licenziata.

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    1. grazie anticipatamente

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    2. Se ti sei iscritta a un sindacato devi attenerti a quelle che sono le indicazioni dello stesso, senza cercare conferme altrove.-

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  63. Ciao vorrei un informazione ho un contratto indeterminato la mia azienda mi ha chiesto di dimettermi perché non cec molto lavoro io mi sn rifiutatto aspettando loro notizie ora il problema è che mi hanno intimatoiditornare a lavoro perché sennossarei licenziato per assenze ingiustificate. Se fosse cosi perdo ogni diritto tipo la disoccupazione ?

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    1. NO!
      Non c'è problema!
      Infatti perdi il diritto all'indennità di disoccupazione se presenti le dimissioni, invece ne hai diritto in caso di licenziamento, a prescindere dalla causale dello stesso.-

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    2. Ciao io Sn andato al patronato e mi e stato detto che nnn prendo la disocupazioned se mi licenziano per assenza ingiustificate perché ho recato danni alla azienda e vero?

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    3. NO!
      Non è vero e ti consiglio di cambiare patronato!

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  64. Salve, io dovrei rientrare domani dal mio congedo parentale, pero per gravi motivi famigliari non riesco a tornare. Per il momento mi metterò in ferie ma dovrei trovare una soluzione definitiva. E vero che se do le dimissioni, avrei diritto alla Naspi, essendo una mamma lavoratrice e che la mia bimba ha meno di 1 anno? Per la naspi, dovrei dare le solite dimissioni o fare un accordo consensuale con la mia azienda? Altra domanda, la naspi spetta anche a chi prende 12 o 24 mensilità di buonuscita? Grazie cordiali saluti

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    1. - SI! Se presenti le dimissioni entro l'anno d'età della bambina avrai diritto alla NASPI, ma le dimissioni devono essere convalidate dall'Ispettorato del lavoro.-
      - NO! Un eventuale accordo consensuale con l'azienda che preveda il pagamento di mensilità aggiuntive ti preclude il diritto alla NASPI.-

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