domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Buonasera dott. Censori, desidero un chiarimento sul periodo di comporto nel contratto metalmeccanico per un contratto a tempo indeterminato con anzianità inferiore a 3 anni:
    sono 180 giorni all'anno ed ogni anno il conteggio dei giorni riparte da zero?
    Grazie

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    1. Purtroppo SI!
      Nel tuo caso sono 6 mesi cumulativi negli ultimi tre anni.-

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  2. Buon giorno dott.Censori le pongo una domanda, siamo stati licenziati (2 dipendenti) da un negozio commerciale per cessazione attività' in data 30/10/2014
    il negozio a tutt'oggi e' aperto e opera in conto liquidazione, hanno rifiutato il nostro riacquisto e manifestato il volere(a detta loro) di continuare, abbiamo gia' impugnato il licenziamento per i termini ma chiedo: ora loro possono chiudere e riaprire con altra ragione sociale mantenendo la struttura e l'operativita' escludendo cosi ogni nostro diritto? e finche sono in liquidazione conviene aspettare per fare vertenza ? grazie mille

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    1. Ciao Marco!
      Non so cosa intendi per ogni vostro diritto!
      Infatti se avete impugnato il licenziamento non illudetevi sulla possibilità di essere reintegrati in servizio, perché potete solo aspirare a un congruo risarcimento danni.-
      Sul fatto di cessare l'attività e riaprire con altra ragione sociale, per legge si tratterebbe comunque di una nuova azienda, non obbligata quindi ad assumersi alcun impegno per conto della precedente.-

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  3. quindi se l'azienda cambia da snc in liquidazione a individuale con lo stesso proprietario(senza il socio ) e stesso locale stessa attivita' non posso esercitare piu' rivalsa? nemmeno risarcimento?

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    1. Ciao Marco!
      Ogni Tua rivendicazione potrà essere effettuata solo nei confronti dell'azienda attuale.-

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  4. ''Buongiorno sig Gianfranco. mi potrebbe far capire meglio i carichi di famiglia. perchè purtroppo la mia azienda tra poco dovrà fare delle valutazioni per licenziare alcuni di noi in esubero, io o 3 figli più moglie. 2 figli disoccupati più mia moglie casalinga.1 lavora da circa un anno con contratto a tempo indeterminato . una collega a 3 figli minori .il marito lavora .pero a piu anzianita di servizio. l'altra collega a4 figli tutti che lavorano . però lavora da diversi anni piu di me . vorrei sapere con questi recquisiti una graduatoria . perche non si sa ancora se gli esuberi saranno due o uno . a come situazione economica io o piu problemi di loro avendo qualche finanziamento in corso .grazie mille.

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    1. Per carichi di famiglia si intendono le detrazioni fiscali che risultano agli atti dell'azienda, cioè se i lavoratori hanno il coniuge e i figli senza redditi e quindi fiscalmente a loro carico.-

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  5. Buongiorno,
    alla fine l'incontro è stato fatto il giorno giovedi 4/12. Sembra essere andato bene ma nn ho idea,ormai nn so piu cosa credere.Il sindacalista è stato proprio bravo perchè dopo avermi fatto parlare ha messo in evidenza il fatto che da un anno a questa parte si sono resi conto che sono diventata "discola" e che se hanno altre intenzioni di dirlo.... sono stati in silenzio. aAdesso mi tocca SOLO aspettare. Una cosa è certa che le accuse sono assurde. Ti aggiornerò come so qualcosa e intanto grazie mille

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  6. ma quanto tempo hanno per rispondere?

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    1. Non ti preoccupare!
      Ci penserà eventualmente il sindacalista a sollecitare una risposta se non riceverà comunicazioni in tempi brevi.-

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    2. Ma secondo te quali sono le loro intenzioni?

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    3. Purtroppo non ne ho idea, motivo in più per non "fasciarsi la testa prima di averla rotta".-

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    4. Buongiorno,penso che se però avessero voluto licenziarmi forse la risposta l'avrebbero già data no?Io ho un ansia tremenda. Se comunque dovessero sospendermi dovrebbe essere nell'anno in corso no?

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    5. In effetti se avessero voluto licenziarti o sospenderti avrebbero dovuto già farlo, quindi probabilmente la questione è al momento archiviata.-

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    6. Domani ci sta la festa aziendale e ovviamente verrà qualche rappresentante della direzione del personale e nn vorrei che me lo comunichino domani.Anche perchè forse che io sappia hanno tempo fino al 23 ultimo giorno di lavoro poi chiudiamo fino al 7.Ti tengo aggiornato

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    7. Ma la risposta deve essere data entro la chiusura aziendale che sarà il 23/12 altrimenti mi diceva una mia amica avvocato che potrebbe essere prescritta e i tempi si allungano ancora di piu?mamma mia

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    8. Il tempo gioca a Tuo favore, quindi cerca di stare tranquilla e se nessuno ti dice niente entro il 23 dicembre, vorrà di che per questa volta sarai a posto.-

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    9. A meno che nn si affidino ad un collegio arbitrario? O aspettano l'ultimo giorno utile...

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    10. Mi pare poco probabile, ma a questo punto è comunque inutile fare supposizioni.-

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  7. salve io son stato influenzato e in malattia per sette giorni,l'ultimo
    giorno di mutua e' passato un controllo e io non c' ero.il giorno dopo che
    non ero piu' in malattia sono andato all inps a dichiarare la mia assenza
    ma so gia che verra rifiutata e saranno grane,non posso permettermi di
    venire licenziato,voi potete fare qualcosa?mi potete aiutare in qualche
    modo? grazie e attendo vostre notizie urgenti.

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    1. Ciao Marco!
      Se non eri in casa alla visita di controllo probabilmente ti verrà decurtato un giorno di malattia, quindi un giorno di paga, ma l'assenza, ovviamente se è la prima volta che si verifica, non è un motivo valido per un licenziamento.-

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  8. sig Gianfranco vorrei sapere se e possibile agire cosi da parte del'azianda .le spiego .lavoro in un centro di riabilitazione convenzionato . da 3 anni stiamo in contratto di solidarieta .che scadra a febbraio . su 80 dipendenti solo una decina stiamo a zero ore perhe i posti da noi occupati verranno soppressi . sabato ci sara una riunione coi sindacati che ci diranno che l'azienda propone una riduzione di orario solo per chi gia lavora altrimenti dovra fare altri licenziamenti oltre noi .quindi se chi sta lavorando accettera l'azienda fara una riduzione di orario .altrimenti dovra procedere a licenziare sia noi a zero ore in piu un'altra decina di persone. vi chiedo e possibile che si possa fare in questo modo . i sindacati stanno dicendo che l'azienda lo puo fare in quanto i nostri posti verranno eliminati e quindi sopprimendo quei servizi noi non possiamo pretendere di restare . tutto questo mi sembra assurdo . il nostro licenziamento sara per motivi economici . grazie anticipatamente per la risposta.

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    1. Purtroppo SI!
      Se i vostri posti verranno eliminati voi sarete i primi ad essere licenziati e la legge lo consente, nel senso che in caso di riduzione di personale è il primo criterio di scelta dei lavoratori da licenziare.-

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  9. sig Gianfranco il contratto di solidarieta si puo impugnare anche se passati piu di 2 anni dei 3 che sono ancora in corso.visto che o saputo che la mia mansione e un'altra da quello che l'azienda a scritto . da premettere che io non o firmato niente .ce stata solo una trattativa tra azienda e sindacato . vi scrivo questo perche tra poco ci saranno dei licenziamenti .ed io avendo quel tipo di mansione verrei licenziato . da lei o saputo che la mia mansione non e quella che l'azienda a messo sul contratto di solidarieta ma la mie che sto dicendo di avere.cioe di assitente e non quella di autista .grazie.

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    1. Un contratto di solidarietà può essere impugnato subito e non dopo due anni perché a quel punto vale la regola del silenzio assenso.-
      Invece se verrai licenziato potrai impugnare il licenziamento perché verrai licenziato per una qualifica diversa rispetto a quella per la quale sei stato assunto.-

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  10. Sig Gianfranco se e possibile darmi anche questa risposta .il contratto di solidarieta di cui io sto prevedeva 2 anni .una volta scaduto ci anno dato un'altro anno .che scade a febbraio .io sto a zero ore quindi quando l'imps decide di mandare qualche cosina mi pagano . devo avere ancora 6 mesi del 2013 .poi ci sarebbe tutto il 2014 . l'altro giono parlando con i sindacati anno detto che per il 2014 non si sa se prenderemo soldi .perche nessun decreto e in essere .e addirittura rischiamo di non percepirli . mi chiedo non solo siamo stati penalizzati in quando l'inps paga quando ci fa comodo .adesso rischiamo di non percepire nemmeno l'ultimo anno ..vi chiedo se e cosi a noi chi ci paghera il 2014 . essendo comunque ancora dipendenti .Grazie anticipatamente .

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    1. Per il periodo di solidarietà deve provvedere l'INPS quindi non oso nemmeno pensare che il governo non metta a disposizione i fondi necessari, perché non ci sono alternative.-

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  11. Buongiorno, avrei bisogno di chiedere un informazione, la ditta per cui lavoro chiude una sede e quindi verremo licenziate o io o la mia collega per diminuzione di lavoro.Io lavoro da più anni in azienza ma lei ha 2 figli mentre io 1...conta più l'anzianità oppure il carico familiare?in più io sono stata assunta a tempo pieno poi anni fa mi è stato sostituito con il part time per calo lavoro mentre lei è stata assunta direttamente part time chi ha più diritti delle 2? Grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      1) Carichi di famiglia
      2) Esigenze tecnico-produttive
      3) Anzianità di servizio presso l'azienda

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    2. Ok ma ha più valore l'anzianità o il carico familiare?in più siamo solo noi 2 le dipendenti non ce ne sono altre!

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    3. L'ordine di importanza è quello che ti avevo già indicato, cioè hanno più valore i carichi di famiglia, poi vengono le esigenze aziendali e per ultima l'anzianità di servizio.-

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  12. salve Sig. Censori,
    volevo chiederle un'informazione se possibile:
    il giorno 29/11 ,sabato,il mio datore di lavoro mi comunica (non solo a me ma anche ad altri 8 miei colleghi) che da lunedì 01/12 non dovevo più recarmi al lavoro in quanto disoccupato.di lì ho iniziato a non sentirmi bene(in seguito ad un incidente sul lavoro ho riportato problemi alla mobilità e stati di ansia e depressione) così ,martedì 2/12 mi sono deciso ad andare dal medico il quale mi ha dato dei giorni di malattia(dal 02/12 al 06/12,dal 07/12 al 13/12 e dal 14/12 al 21/12).proprio oggi(16/12) vengo contattato dal commercialista dell'azienda il quale mi riferisce testuali parole:dei certificati me ne faccio niente!tu sei stato licenziato il 30 novembre(domenica????)!!!
    ecco,come comportarmi??io non ho firmato nessun licenziamento e non ho ricevuto nulla che potesse palesarmi il mio stato da disoccupato(oltre al "licenziamento verbale").
    è logico comportarsi così?di punto in bianco mi ritrovo disoccupato,un cinquantaseienne perdipiù invalido..come faccio adesso???
    grazie per l'attenzione e sperando in una vostra risposta le porgo i miei saluti
    lorenzo

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    1. Ciao Lorenzo!
      Il Tuo licenziamento, senza una comunicazione scritta e senza alcun preavviso è assolutamente ingiustificato, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso.-

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  13. Sig Gianfranco Buongiorno .in un eventuale scelta di personale da licenziare io avendo anche un'attestato di qualifica professionale rafforza la posizione avendo anche carichi familiari ? contro l'anzianità di servizio .di altri dipendenti . grazie.

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    1. Un attestato di qualifica professionale, se è attinente con l'attività lavorativa può essere preso in considerazione dal datore di lavoro, il quale comunque non è obbligato a farlo.-

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  14. Buonasera signor Gianfranco,
    purtroppo ho problemi di salute e c'è la possibilità che se risulto non idonea mi licenzino per giustificato motivo oggettivo (come ho letto sopra). In questo caso ho diritto all'ASpI? Ed il datore di lavoro è obbligato a darmi una buona uscita? Io lavoro per un'impresa di pulizie e avendo la scoliosi, un problema al bacino e la tendinite ischio crurale so che è meglio così, altrimenti mi distruggo e spesso devo stare in malattia per forti dolori. Vorrei solo sapere quanto sono tutelata. Inoltre, se decidessi di aprire partita Iva per una piccola attività, avrei diritto all'anticipazione dell'ASpI? La ringrazio Patricia

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    1. Ciao Patricia!
      SI!
      Se vieni licenziata avrai comunque diritto all'ASPI, a prescindere quindi dalla motivazione del licenziamento, ad al pagamento del TFR e di tutte le altre competenze maturate, e potrai anche richiedere l'anticipazione dell'ASPI in caso di apertura di un'attività autonoma.-

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  15. Buonasera Sig. Gianfranco,
    Lavoro da dodici anni in una organizzazione non profit come unica impiegata amministrativa, sempre più che alacremente. Ho un contratto a tempo indeterminato a 40 ore settimanali. Mi è stato chiesto di accettare di fare un orario part-time di 24 ore settimanali (per motivi economici, dicono) e io ho chiesto loro di farne almeno 30. La risposta è stata negativa; o accetto o minacciano di licenziarmi, non prima di avermi affiancato qualcuno cui passare, graziosamente, le consegne. C'è qualche modo per fare valere i miei diritti? La ringrazio per la Sua risposta.

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    1. Non so cosa intendi esattamente per "far valere i Tuoi diritti"!
      Infatti se l'organizzazione ritiene che per motivi economici deve ridurre il Tuo orario di lavoro, Tu puoi solo o accettare la riduzione d'orario o farti licenziare.-
      Infatti se Tu non accetti la riduzione d'orario e vieni licenziata, al tuo posto possono assumere un'altra persona con un contratto part-time di 24 ore settimanali, senza che tu possa farci nulla.-
      Ovviamente il discorso sarebbe diverso se il Tuo fosse un licenziamento discriminatorio.-

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  16. buonasera sono stata assunta il primo giugnio con un contrato di aprendistato per un anno a fine agosto ho avuto una tendinite alla spalla e al polso destro sono ancora in malatia fino a domani poi dovro lavorare con una mano perche non mi sono ancora ripresa ma il mio dottore dice che si puo lavorare cosi posso essere licenziata perche ho fatto una malatia lunga?prerche non posso lavorare con una mano? Se mi licenzino posso prendere la disocupazione? grazie

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    1. Ciao Adriana!
      Tu non puoi essere licenziata perché sei stata in malattia, ma puoi essere licenziata se non puoi più svolgere le mansioni per le quali sei stata assunta, ed eventualmente avrai diritto alla Mini Aspi che potrà durare al massimo per la metà delle settimane lavorate nell'ultimo anno.-

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  17. Salve dott Censori,
    sono in cassa integrazione straordinaria a zero ore per crisi aziendale e difficilmente
    l'azienda al termine della cassa (un anno) ci riprenderà in servizio.
    (L'azienda è una spa, con piu' di 200 dipendenti e il contratto è quello metalmeccanico)
    Le volevo chiedere alcune cose per capire meglio cosa mi aspetta...

    -Al termine della cgis partono subito le lettere di licenziamento da parte dell'azienda
    oppure il sindacato puo' opporsi (la cigs è stata attivata tramite un accordo azienda - sindacato)?

    -Puo' un'azienda attivare i licenziamenti dei propri dipendenti
    quando nel suo organico ha consulenti, persone a partite iva, interinali ecc...che
    fanno lo stesso lavoro dei dipendenti che sono stati messi in cigs e che prossimamente saranno licenziati?


    -Nel caso in cui ci fossero comunque questi licenziamenti l'azienda puo' nel frattempo
    fare nuove assunzioni sfruttando i benefici
    fiscali e altro dati dallo Stato ?

    Grazie
    Cordiali Saluti

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    Risposte
    1. - Al termine della cigs presumibilmente azienda e sindacati si incontreranno ancora per stabilire se aprire o meno la procedura di mobilità.-
      - Purtroppo per i consulenti, le persone a partita IVA e i lavoratori interinali non è prevista l'indennità di mobilità.-
      - Ovviamente NO! Se l'azienda licenzia dei lavoratori per riduzione di personale non può assumerne altri.-

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  18. buongiorno, avrei necessità di un Suo parere: lavoro per una piccola azienda,a tempo determinato ed a novembre 14 sono scaduti i secondi 6 mesi (dunque ho lavorato per 1 anno) successivamente mi ha confermato,in quanto sto ancora lavorando! Ma non ho firmato nulla e nell'ultima busta paga non mi risulta lo stipendio ma tfr, 14° mensilità, festività soppresse. Potrebbe non aver fatto l'assunzione? come posso scoprirlo in tempi brevi? Ho 50 anni e famiglia....non posso pensare ad una mossa così poco professionale! grazie

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    Risposte
    1. Purtroppo SI!
      Se Ti è stato liquidato il TFR, la 14/ma mensilità e le festività soppresse, vuol dire che il tuo rapporto di lavoro è stato interrotto, quindi devi chiarire con il Tuo datore di lavoro su quelle che sono le sue intenzioni.-

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  19. Buona sera,
    . sono una colf e lavoro come aiutocuoca in un convento di frati dal 2011. Mi é stato comunicato verbalmente, a me e a tutte le mie college, lo stesso giorno nella stessa stanza che ci licenziano tutte il giorno 31/1/15 per poi riassumerne 4 tenendo presente le situazioni famigliari e ke anzianità. Non credo abbiano tenuto conto della situazione famigliare, dell'anzianità sicuramente. La mia domanda é: ho diritto ad una buona uscita? Se si come si calcola. Tenga presente il fatto che dopo la comunicazione io mi sono aperta partita iva nel regime dei minimi ( il 22/12/14).
    La ringrazio anticipatamente Alessia

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    Risposte
    1. Ciao Alessia!
      Il CCNL colf e badanti prevede:
      TFR (Trattamento di fine rapporto)
      Deve essere liquidato al termine del rapporto di lavoro e indicativamente corrisponde ad una mensilità per ogni anno di servizio prestato.-
      Una volta stabilità qual è l'anzianità maturata dalla lavoratrice, si passa al calcolo vero e proprio.
      Il primo passo consiste nel determinare la somma pagata nel corso dei singoli anni, comprensiva della tredicesima e delle indennità di vitto e alloggio per le colf conviventi o che consumano in casa uno o più pasti.
      L'importo della retribuzione annuale, diviso per 13,5, rappresenta la quota annuale da accantonare per il trattamento di fine rapporto.
      Le singole quote annuali vanno rivalutate con degli appositi coefficienti dati dalla somma di due indici di cui:
      il primo è pari al 75% dell'aumento del costo della vita accertato dall'Istat per gli operai e gli impiegati;
      il secondo è dato da una percentuale fissa pari all'1,50% all'anno (0,125% al mese).

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  20. ona sera dott Censori,

    Ho lavorato come receptionist dal 2006 al 2014 con contratto a tempo indeterminato.
    IL 07 Aprile 2014,viene data una comunicazione scritta di Risoluzione di lavoro per giustificato motivo oggettivo (Necessita di importanti interventi di recupero edilizio ed adeguamento alla normativa antincendio) con decorrenza dal 06 Giugno 2014.

    Ma viene comunicato verbalmente che l'attività e stata anche venduta a un'altra società,che deve effettuare gli interventi di recupero edilizio ed adeguamento alla normativa antincendio,e sarà la stessa società che deve gestire la una nuova attività ricettiva alberghiera.La vendita stata fatta senza alcun d'ccordo per la tutela del personale.

    La mia domando ,avrei potuto fare la impugnazione licenziamento,Visto anche la mio ex datore di lavoro sta avviando un nuova attività ricettiva alberghiera.

    La ringrazio anticipatamente ,Giorgio

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    1. Ciao Giorgio!
      SI!
      Avresti potuto impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni, ma siccome per legge il licenziamento deve essere impugnato entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, nel tuo caso sono trascorsi i termini ed è quindi inutile che ti poni il quesito.-

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  21. Buongiorno Dott Censori,

    sono nato a Marzo 1959 ed ho oltre 40 anni di contributi a fine 2014:2095 settimane,come da estratto certificativo INPS,quindi mi mancano 2,5 anni alla pensione.
    Grazie alla riforma Fornero,facendo i calcoli,dovrò fare 42 anni e 10 mesi di servizio ed avrò diritto alla pensione il 1° agosto 2017.
    So che se io mi licenziassi dall'azienda metalmeccanica dove sto lavorando ininterrottamente da quasi18 anni come Quadro Tecnico non avrei diritto all'ASPI,che mi sembra sia 16 mesi per gli over 55 anni,per cui le pongo questo quesito:se io mi licenziassi dall'attuale ditta e mi facessi assumere immediatamente da mio cognato che è artigiano carpentiere ( con la stessa paga ) e poi mi facessi licenziare dopo una settimana con la casuale che non ho passato il periodo di prova avrei diritto ai 16 mesi di ASPI (mensilità e contributi versati) e poi versare di mia tasca i mesi che mancano al traguardo con i contributi volontari?
    Mi sembra che il contratto di lavoro dica che durante il periodo di prova qualsiasi delle 2 parti può risolvere il rapporto di lavoro in qualunque momento senza dare giustificazioni all'altra.Quindi dovrebbe esserre percorribile questa soluzione o sbaglio qualcosa?
    Grazie per una risposta,la saluto cordialmente e la ringrazio in anticipo.

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    1. In teoria la Tua è una strada percorribile!
      In pratica però è una specie di "truffa" ai danni dell'INPS e quindi della collettività, nel senso che se l'INPS scopre che si tratta di un'assunzione di comodo da parte di tuo cognato non ti corrisponderà alcuna indennità e potreste anche essere denunciati entrambi per truffa.-

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  22. salve sig Gianfranco vorrei sapere se e possibile licenziare 2 dipendenti e poi prendere un inpresa di pulizia .i motivi sono economici. grazie .

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    1. SI!
      E' possibile licenziare due dipendenti e prendere un'impresa di pulizia, ma i dipendenti possono impugnare il licenziamento e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  23. Sig Gianfranco vorrei contestare il contratto di solidarietà fattomi nel 2012.che doveva essere di 2 anni poi ci hanno dato un al'tro anno .io lo contestato verbalmente perche la mia mansione non era quella che la ditta a comunicato al consulente del lavoro. vi chiedo questo anche se lei già mi a scritto che non posso in quanto lo dovevo contestare subito. in verità non lo fatto perchè non pensavo che adesso che scadrà noi verremmo licenziati essendo a zero ore . mentre altri colleghi che ci fu fatta una riduzione di ore non verranno licenziati.a meno che io non contesterò la mansione con cui sono stato assunto come mi scrisse lei. vi chiedo questo perchè dobbiamo avere ancora 6 mesi del 2013 più tutto il 2014 di soldi dal'imps. ese in caso di licenziamento posso chiedere anche questo danno causatomi..grazie mille .

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    1. Purtroppo le comunicazioni verbali non hanno alcun valore giuridico mentre i documenti sottoscritti valgono a tutti gli effetti di legge.-
      Comunque in caso di licenziamento potrai impugnare il licenziamento stesso e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  24. SALVE e complimenti per il blog , sono titolare di un bar e ho un'apprendista da circa un anno , volevo chiederle vista la crisi cali di fatturati documentabili, ecc, se posso lasciarlo a casa con giustificato motivo oggettivo lui e' a part time ed e' l'unico dipendente che ho andrei avanti solo io visto il volume d'affari annuale ,,,grazie anticipatamente,,,,marco.

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  25. Salve volevo aggiungere in caso di licenziamento dell'apprendista per giustificato motivo oggettivo dimostrabile vorrei proporre 2,5 mensilita' oltre a tfr ecc ecc, si puo' fare ,,,,,rif. al commento sopracitato del 29 dicembre 2014 ore 15.30. grazie della sua professionalita' .marco

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    1. Ciao Marco!
      Se effettivamente hai avuto un calo di fatturato e potresti andare avanti da solo, puoi licenziare l'apprendista per giustificato motivo oggettivo, ma devi sapere che dopo non potrai assumere un altro lavoratore e in caso di aumento di fatturato dovrai richiamare per primo il lavoratore licenziato.-
      Tieni presente che se l'apprendista impugna il licenziamento potrà ottenere dalle 3 alle 6 mensilità aggiuntive, quindi se raggiungete un accordo che eviti ogni possibile controversia è meglio per entrambi.-

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  26. Salve Sig. Gianfranco,

    puo' un'azienda mettere in cassa integrazione
    i propri dipendenti
    dicendo che non sa dove allocarli: "non ci son commesse",
    quando nello stesso tempo
    continua ad utilizzare per i propri progetti e commesse
    consulenti di società interinali e lavoratori a partita iva!
    L'azienda non dovrebbe dare precedenza alla riallocazione
    dei propri dipendenti che tra l'altro hanno le stesse qualfiche dei
    consulenti che sta appunto utilizzando?
    Le faccio questa domanda perchè questi
    dipendenti rischiano di essere licenziati e,
    in questo caso l'azienda potrebbe licenziare i propri dipendenti
    anche se nel proprio organico ci sono consulenti, internali
    e partite iva ?
    Grazie

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    1. SI!
      Per legge l'azienda dovrebbe dare la precedenza alla ricollocazione dei propri dipendenti, Vi consiglio quindi di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  27. Grazie Sig. Gianfranco della consulenza purtroppo non potro' assumere nessun'altro dipendente con utile d'impresa che ho avuto negli ultimi 2 anni , mi sa che il ragazzo che lavora con me pero' non accetta il licenziamento e' per quello che volevo gia' proporle delle mensilita' d'uscita evidenziate nel licenziamento se se si puo di legge spiegando le motivazione come motivo oggettivo 2,5 mensilita' piu' tfr 13 14 ferie ecc ecc ,,,,mi e' stato detto anche da un collega di un bar come il mio piccole dimensione solo un dipendente che nel periodo di preavviso la sua dipendente si era messa in malattia e ha dovuto spostare il licenziamento si puo fare se il dipendente vorrebbe far capire di non accettare il dipendente ? puo continuare a mettersi in malattia mi sembra strano ,,,,grazie della sua preparazione in materia ,,,Marco

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    1. La malattia interrompe il periodo di preavviso.Ad esempio se deve fare due mesi di preavviso e dopo uno si mette in mutua sei mesi,quando rientra deve fare il mese che resta.

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  28. Buon Anno Sig Gianfranco.vorrei sapere se e possibile adibire un dipendente categoria protetta ad una mansione occupata da altri dipendenti e poi mettere alcuni di questi in contratto di solidarietà a zero ore .. cioè fregare il posto ad un dipendente che in un eventuale licenziamento potrà perdere il posto. il posto adesso occupato da lui fu dichiarato in esubero . la mansione che svolgeva lui fu già soppressa tempo prima . cmq a un livello superiore al nostro noi siamo B4 LUI d4. GRAZIE.

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    1. Di questi tempi, quando si arriva a supporre che una persona invalida possa essere addirittura "privilegiata" dal proprio datore di lavoro rispetto agli altri lavoratori c'è qualcosa che non mi quadra, e comunque è un discorso che non mi appassiona.-

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  29. Gentilissimo Dr.Censori,
    avrei un quesito.
    Se una dipendente (da oltre due anni) con contratto di apprendistato professionalizzante part time viene licenziata a seguito di tre lettere di richiamo (ingiuste, ma questa è un‘altra faccenda) invece che alla scadenza del contratto triennale, ha ugualmente diritto all'indennità di disoccupazione ASpl o mini-ASpl?
    La ringrazio, cordiali saluti.

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    1. SI!
      In caso di licenziamento si ha comunque diritto all'ASPI o alla Mini Aspi, a prescindere quindi dalla causa del licenziamento stesso.-

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  30. Salve Sig Censori come può l'azienda dichiarare che tale dipendente svolge determinata mansione ? se poi il dipendente dichiara di svolgere altra mansione . lo può stabilire solo il giudice ? in un eventuale licenziamento. Grazie.

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    1. L'azienda ha tutto l'interesse a dichiarare che il lavoratore svolge la mansione prevista nella lettera di assunzione, che è quindi quella che risulta agli atti, e sarà quindi il lavoratore che dovrà dimostrare, eventualmente davanti a un giudice con prove e testimonianze che invece svolge un'altra mansione.-

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  31. Buongiorno dott Censori, mi permetto di distrurbarla per chiederle delle info che non riesco a reperire.
    Lavoro come impiegata 1° liv. part time ( 20h) presso una piccola casa di spedizioni, siamo 4 dipendenti 3 operativi tutti full time ed io che faccio tutto come part time come indicato, la ditta è individuale i titolari sono due coniugi la moglie titolare effettiva il marito socio. Premetto che i miei colleghi sono tutti stati assuanti nel 2013 mentre io lavoravo li con i voucher . A gennaio 2014 sono stata assunta anch'io . I colleghi hanno tutti i livello piu' basso del mio e uno di loro non ha nessun carico famigliare e gli mancano 7 anni alla pensione. Oggi mi hanno comunicato la volonta' di licenziarmi e di farmi lavorare di nuovo con i voucher è una cosa che possono fare ? nonostante il livello e i miei carichi familiari ? ( sono una mamma single con figlio a carico al 100 % e purtroppo di quelle vere e non quelle finte ) ... grazie in anticipo per un suo riscontro

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se ritieni di essere discriminata, in caso di licenziamento potrai impugnare il licenziamento stesso e richiedere un congruo risarcimento danni.-
      Il discorso dei voucher è una presa in giro perché per legge possono essere retribuite con i voucher solo prestazioni occasionali di tipo accessorio.-

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    2. la ringrazio per la risposta ... speriamo bene

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  32. Buongiorno Dott. Censori, le scrivo perchè ieri ho ricevuto una raccomandata dall'azienda dove lavoro, mi hanno licenziato causa "mancanza di lavoro" con un preavviso di 30 giorni, ho un contratto a tempo indeterminato e lavoro dal 02/10/2008 settore commercio,volevo chiederle se io in questi 30 giorni potevo fare delle ferie o mutua? o funziona come quando è il lavoratore a dare le dimissioni e quindi è obbligato a lavorare per tutto il preavviso?
    io ovviamente chiederò la disoccupazione e non vorrei che, assentandomi dal lavoro, potrei avere dei problemi per poterne usufruire..quanti sono i giorni che devo lavorare per avere la disoccupazione?
    La ringrazio anticipatamente.
    saluti

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    1. Ciao Nicole!
      Purtroppo SI!
      Sia in caso di licenziamento che di dimissioni durante il periodo di preavviso non puoi assentarti dal lavoro, e puoi prenderti dei giorni di ferie solo con il consenso del Tuo datore di lavoro.-

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  33. Buogiorno Dott. Censori; ieri il mio datore di lavoro mi ha comunicato che dovrà licenziarmi, in quanto gli costo troppo rispetto i margini produttivi dell'azienda. Sono assunto come impiegato a tempo indeterminato 5 anni e mezzo fa - settore grafici, anche se lavoro all'esterno in qualità di commerciale.
    Volevo chiederle questo: oltre all'indennità di prevviso posso richiedere qualche mensilità extra per firmare la lettera di licenziamento? Se sì, fino a quante? Poi, ahimé, dovrò iscrivermi alla disoccupazione....
    Grazie per l'attenzione.

    RispondiElimina
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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se ritieni che il Tuo datore di lavoro non rispetti i criteri di legge puoi impugnare il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni.-

      Elimina
  34. Buongiorno dott Censori,
    spero tanto che lei possa darmi una conferma, in quanto non ci capisco più nulla, poichè
    sono stata licenziata per motivo oggettivo (riduzione del personale per ristrutturazione aziendale e soppressione mansione), dal mio capo(società con 3 dipendenti ) e nella lettera mi è stato chiesto di fare preavviso lavorato che è di 90 giorni , altrimenti il mio datore non me lo pagava.
    Durante il preavviso lavorato, sono peggiorata con la mia depressione in quanto il mio capo è da mesi che mi sminuisce di fronte ai colleghi, ogni giorno in ogni momento, quindi al 58° giorno di preavviso lavorato, ho impugnato in forma scritta il licenziamento e mi sono messa in malattia. Ora per arrivare a prendere la ASPI mi dicono che devo maturare 52 settimane contributive+1 settimana negli anni precedenti (quest’ultima l’ho maturata) ma mi mancano altre 8 settimane per arrivare a maturare le 52 settimane utili per ASPI.
    Ho iniziato delle sedute da un psicoterapeuta, che mi stanno aiutando,ma ho due quesiti da porle :
    1) prolungando la malattia per i prossimi due mesi, ho diritto all’ASPI ??(cosi arrivo ad avere le 52 settimane contributive)
    2)Un mio collega mi ha raccontato che il mio capo ha chiesto al suo consulente di chiudere il mio rapporto di lavoro perché è stufo che io sia in malattia,ma può farlo ???
    Spero che lei possaconsigliarmi,
    grazie mille
    sevigne

    RispondiElimina
  35. Buongiorno Dott. Censori. A seguito licenziamento, in fase di udienza preliminare il datore di lavoro ha depositato agli atti una raccomandata contraffatta (perno questo di vittoria). Dopo i dovuti accertamenti e costatato della veracità del "falso" ho presentato querela alla Procura. Trattandosi di una "s.r.l." ho querelato l'Amministratore Unico pertanto, trattandosi di persona fisica ho richiesto l'applicazione dell' 483 c.p.
    Ritirata copia in tribunale dell'elenco dei "fatti criminosi" scopro che alla mia "querela per falso" hanno attribuito l'art. 476 valido per i Pubblici Ufficiali nell'esercizio delle proprie azioni e l'art. 482 c.p. valido se è commesso da un privato, ovvero da un pubblico ufficiale fuori dell'esercizio delle sue funzioni.
    Ciò che Le chiedo:
    l'Amministratore Unico di una s.r.l. è da considerasi un Pubblico Ufficiale?
    E' per tale motivo che 'imputazione dei fatti da me richiesta con l'art. 483 è stata sostituita con l'art. 476 e 482?
    Grazie Renato

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    Risposte
    1. Ciao Renato!
      483 Codice penale:
      Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale [c.p. 357], in un atto pubblico [c.c. 2699; c.p. 492, 495], fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità [c.p. 567], è punito con la reclusione fino a due anni [c.p. 491] (1).
      Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile [c.c. 449; c.p. 495], la reclusione non può essere inferiore a tre mesi (2).
      476 Codice Penale:
      Il pubblico ufficiale, che, nell'esercizio delle sue funzioni (1), forma, in tutto o in parte, un atto falso (2) o altera un atto vero, è punito con la reclusione da uno a sei anni [491] (3).
      Se la falsità concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso [2699, 2700 c.c.], la reclusione è da tre a dieci anni [482, 490, 492, 493] (4).-
      Non so chi ti ha consigliato di seguire la via penale con una querela presentata in base tra l'altro anche a un articolo errato del codice penale, giustamente rettificato dalla Procura, perché è una strada che ti costerà molto in tempo e denaro e non ti porterà alcun beneficio di carattere economico.-

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  36. Mi scusi dott Censori,
    sono sempre Sevigne, messaggio del 14 gennaio ore 16.06,
    Volevo precisare che la società che mi ha licenziato è una SRL; inoltre non ho maturato le 52 settimane nell 'ultimo biennio in quanto nel mio precedente lavoro ero una lavoratrice con P.IVA, ma questi contributivi non valgono ai fini dell'ASPI, ecco perché vorrei arrivare a maturare le 8 settimane,
    il mio timore più grande èche il datore di lavoro faccia la cessazione del mio rapporto di lavoro al Centro per l 'impiego anche se io sono malattia, ma può farlo ???
    Cordiali saluti,
    attendo sua conferma,
    SEVIGNE

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sevigne!
      Fino a quando sei in malattia non possono licenziarti, ma non risolvi il problema rimanendo in malattia, quindi devi rientrare in servizio e far prolungare il Tuo rapporto di lavoro fino al raggiungimento del diritto all'ASPI.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

      Elimina
    2. buonasera dr Censori,
      ma è il sindacato che mi ha consigliato di stare in malattia senza rientrare maturando così le 8 settimane mancanti, non è cosi ???
      Inoltre so bene che se rientro il datore di lavoro ormai mi chiude immediatamente il rapporto, senza farmi fare il preavviso.
      attendo suo cortese riscontro, Sevigne

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    3. mi scusi dott.Censori, sono ancora Sevigne, il CCNL applicato è STUDI PROFESSIONALI e tra l'altro sono iscritta al sindacato proprio perché il datore prima di assumermi, mi ha tenuto 11 mesi in nero, cioè senza contratto poi mi ha fatto il contratto di assunzione per poi licenziarmi dopo 8 mesi di assunzione + 2 mesi ho fatto il preavviso lavorato poi sono entrata in malattia, quindi mancano le famose 8 settimane per maturare ASPI , mi da conferma se questa malattia mi fa maturare ASPI ??
      CORDIALI SALUTI
      SEVIGNE

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    4. Ciao Sevigne!
      Se c'è un sindacato che ti sta seguendo devi seguire le indicazioni del sindacato senza cercare conferme altrove, da parte di chi non conoscendo bene la situazione potrebbe solo metterti fuori strada.-

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  37. Buongiorno Dott.Censori,
    le scrivo in quanto abbiamo scoperto che i nostri titolari si stanno muovendo per aprire una nuova società, mettendo in liquidazione quella attuale e invieranno a breve le lettere di licenziamento a 9 dipendenti (assunti con contratto a tempo indeterminato) su 14.
    Vorremmo capire se esiste qualche forma di tutela, in quanto essendo una SRL con meno di 15 dipendenti non abbiamo diritto alla mobilità.
    Possono farlo? Possono lasciare così tante persone a casa considerando che si è arrivati a questo punto per la loro “mala” gestione aziendale (usando il conto corrente aziendale come se fosse il loro personale)?
    Abbiamo diritto al pagamento di un’ indennità?
    La ringrazio infinitamente per l’attenzione,
    Un saluto

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Se riterrete che il vostro datore di lavoro non abbia rispettato i criteri di legge potrete impugnare il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  38. Buongiorno Dott.

    Sono stata informata dal datore di lavoro che l'azienda non ha l'intenzione di passare il mio contratto di apprendistato a indeterminato, questo dovuto ai diversi periodi di malattia che ho avuto avuto dovuto ad una tendinite, che per altro, l'ho contratta facendo il mio lavoro attuale.

    Le chiedo si è corretto che l'azienda motivi il mio "licenziamento" per essere stato assente dal lavoro per una malattia contratta durante il mio attuale contratto e dovuto al tipo di lavoro che svolgo.

    Inoltre, l'azienda va molto bene e continua ad assumere apprendisti. Questo per dire che se io non avesse avuto questa malattia sarei stato confermato e avrei oggi un contratto a tempo indeterminato.

    Attendo la sua risposta.

    Grazie mille

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    1. Purtroppo non puoi farci nulla!
      Infatti il datore di lavoro non è obbligato per legge alla scadenza del periodo di apprendistato a trasformare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.-
      Presumo ovviamente che si guarderà bene dal comunicare per iscritto che la motivazione della mancata conferma sarà dovuta ai diversi periodi di malattia.-

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  39. salve vi porgo questo quesito . guardando il contratto nazionale dove lavoro o letto che con la qualifica a me data cioe polivalente con varie mansioni anche di autista con patente b o c .liv b4. al momento del'assunzione io avevo la patente B . il lavoro che svolgevo e svolgo e di altra mansione non di autista. dopo 3 anni mi chiesero se volevo prendermi la patente D perche i pulmini in dotazione del'azienda si potevano guidare solo con quel tipo di patente . i 2 autisti effettivi avevano sia la patente che un livello superiore .cioèC3.e svolgevano prettamente il compito di autista. vedendo che gli autisti avevano uno stipendio superiore decisi di prendermi la patente D. poi chiesi di passare a fare l'autista ma non o avuto mai risposta . la paga e il livello continua ad essere lo stesso che avevo. adesso ci sono degli esuberi per crisi economica ed io sono stato inserito tra gli autisti . come mi posso difendere. il sindacato a chiesto della mia posizione e l'azienda a ribadito che io facevo l'autista. a da premettere che dopo la non risposta di cambiarmi di livello . avendo conseguito la patente di rado o sostituito l'autista mentre il restante delle giornate continuavo a fare la mia mansione. in caso di licenziamento potrei avere il reintegro.grazie anticipatamente

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    1. Purtroppo NO!
      In caso di licenziamento non avrai diritto al reintegro, ma potrai comunque impugnarlo per richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  40. salve se e possibile sapere se dopo il contratto di solidarietà a zero ore si può percepire la disoccupazione .grazie

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    1. Si può percepire la disoccupazione solo in caso di licenziamento o di scadenza di un contratto a termine.-

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  41. Buongiorno, durante la sospensione cautelativa (ccnl commercio), come vengono retribuiti i giorni di riposo che cadono nelle giornate festive come il giorno di Natale e quelli festivi in cui dovrei essere stato in servizio ma sopeso cautelativamente? e le festività durante il preavviso di licenziamento dove l' azienda rinuncia alle prestazioni del lavoratore e corrisponde l' indennità sostitutiva? grazie

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    Risposte
    1. Nella generalità dei casi – e salvo che la prestazione del lavoratore non sia
      comunque divenuta impossibile per eventi estranei alla sfera decisionale del datore di lavoro (per esempio in caso di carcerazione preventiva del dipendente) – a meno che il contratto non preveda diversamente, al prestatore è dovuta la normale retribuzione: così Tribunale di Milano 31.5.2011; Cass. 6.6.2008, n. 15070; Cass. 15.11.1999, n. 12631; Cass. 8.1.2003, n. 89.-

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  42. Buongiorno, volevo chiederle gentilmente un"informazione data la difficile situazione nella quale mi trovo. Mio padre lavora da 26 anni per una società srl con contratto a tempo indeterminato. La mia famiglia é composta da un disabile down e da tre anni mia madre a causa di più tumori ha una disabilità al 100%. É stato in aspettativa da quattro anni fa fino a un mese fa, ha rilavorato a dicembre una settimana dopodiché l azienda l ha fatto mettere in mutua per mancanza di lavoro. Oggi l hanno avvisato che lo licenzieranno. Mi chiedo se é possibile che non ci siano leggi che tutelino i lavoratori, come mio padre,con a carico due disabili. Insomma, lo possono davvero lincenziare ?
    Grazie anticipatamente per la risposta, che mi auguro avvenga il prima possibile.

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Quindi in caso di licenziamento consiglio a Tuo padre di rivolgersi alla sede più vicina della CGIL per impugnare il licenziamento stesso.-

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  43. Sig Gianfranco mi puo spiegare chi licenzieranno tra questi lavoratori con qualifica eguale cioe b4 polivalente .per esubero dovranno rimanere 4 su 8 . tutti dicono che verranno licenziati per primo quelli assunti per ultimi . anche i sindacati dicono questo. le chiedo io avendo piu carichi di famiglia verro licenziato . ha tra uno di questi lavoratori piu anziani di servizio tra qualche anno dovra andare in pensione e dice che a lui non lo licenzieranno. quindi tra me e lui chi verra licenziato? grazie

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Comunque l'ordine di importanza è quello che Ti ho indicato e cioè al primo posto vengono i carichi di famiglia.-

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    2. come dice lei io avendo più carichi familiari dovrei non essere licenziato.mentre il collega anche se avendo più anzianità di servizio e presto alla pensione verrà licenziaato.? e così.

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    3. ha mi scusi e se questo non succede .cosa dovrei fare.

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    4. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  44. Buongiorno Sig.Censori, avrei un quesito che in questi giorni mi assale..Sto lavorando per un'azienda con contratto agidae, ci hanno informato che da marzo un settore dell'azienda (quello pulizie a cui appartengo)verrà esternalizzato ad una cooperativa e loro vogliono cambiarci contratto. Ci hanno proposto un contratto Cisal turismo che i sindacati ci hanno detto non è niente di buono,loro non l'hanno mai approvato e perdiamo quasi tutti i diritti che abbiamo adesso con l'Agidae. Noi ci stiamo rifiutando di firmarlo ma non ci possono licenziare per questo giusto? i sindacati ci stanno assistendo e vogliono arrivare ad un accordo ma vorrei essere sicura che finchè dura il contratto non possono mandarmi via (c'è anche chi ha un tempo determinato fra noi ma hanno gli stessi diritti dell'indeterminato giusto?). Grazie mille.

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    1. Se c'è un sindacato che vi sta seguendo dovete seguire le indicazioni del sindacato, senza cercare conferme altrove da chi non a conoscenza della vostra specifica situazione lavorativa potrebbe solo mettervi fuori strada.-

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  45. Buongiorno Sig.Censori, vorrei chiederle qualche informazione:
    lavoro da 8 anni in una azienda (settore commercio) di cui gli ultimi 5 a tempo indeterminato, sono stato assunto con la qualifica di magazziniere, questa qualifica è vincolante? visto che è diverso tempo che vengo utilizzato in altre mansioni.
    altra domanda, l'orario scritto sul contratto di lavoro è vincolante per l'azienda?
    Grazie mille

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    1. Se Tu sei stato assunto con un contratto che prevedeva una certa mansione e un certo orario di lavoro devi attenerti a quello che risulta nel contratto stesso, e nel caso di cambio di mansioni o d'orario di lavoro, che devono essere concordate tra datore di lavoro e lavoratore, va modificato il contratto.-

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    2. Grazie mille per la velocissima risposta,approfitto della sua gentilezza per chiederLe qualche delucidazione: a me negli ultimi due anni è andato bene venire incontro all'azienda ed accettare il cambio di mansione e orario ma il contratto non è mai stato modificato, posso io adesso "impuntarmi" e chiedere che il contratto venga rispettato? in caso di risposta affermativa, se le mie richieste non venissero accolte dall'azienda cosa dovrei fare? ancora molte grazie.

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    3. SI!
      Puoi impuntarti e richiedere che il Tuo contratto venga rispettato, e se le Tue richieste non verranno accolte ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  46. Buona Sera Sig Gianfranco sto in contratto di solidarietà a zero ore cioè da 2 anni senza fare un giorno di lavoro. alla scadenza dei 2 anni .ci dissero che potevamo avere un'altro anno . e cmq dovevamo risultare rientranti per poi ottenere un'altro anno anche non andando a lavorare perche ci dissero che ci mettevano in ferie .dopo un mese e mezzo ci dissero che stavamo di nuovo in solidarietà sempre a zero ore senza mai fare un giorno di lavoro . tra poco scade anche il terzo anno e ci stanno dicendo che purtroppo le cose non sono migliorate e quindi stando in esubero verremmo licenziati. la mia domanda e questa .il contratto di solidarietà non dovrebbe essere fatto per non licenziare ma di rientro del personale '? L'altra cosa che vi chiedo , e possibile che le zero ore sono annuali in questo caso. poi ultima cosa non abbiamo mai percepito la tredicesima . vi ringrazio per la risposta .

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  47. sig Gianfranco per quando riguardo alla mia domanda sopra citata nel contratto di solidarietà si parla di ore settimanali . nel nostro caso 100 per cento . quindi mi domando se e possibile stare a casa da 3 anni senza lavorare.

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    1. In effetti il contratto di solidarietà viene fatto per non licenziare dei lavoratori, quindi non può finire con il licenziamento dei lavoratori stessi, Vi consiglio pertanto se verrete effettivamente licenziati di impugnare il licenziamento stesso.-
      Riguardo alla tredicesima dovreste verificare se era prevista nel contratto di solidarietà che avete a suo tempo sottoscritto.-
      In effetti un contratto di solidarietà che preveda di stare a casa per 3 anni senza lavorare mi sembra assurdo, e dovete quindi chiarire la questione con il sindacato che ha permesso tutto questo.-

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  48. buona sera ho un contrato di 9 ore setimanali 3 sabato e 6 domenica lavoro da setembrie 2014 ho dato il preaviso il 26 di genaio sono obligata in periodo di preaviso di andare a lavorare
    o no? e se non vado cosa mi sucede e urgente grazie

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    1. SI!
      Nel periodo di preavviso sei obbligata ad andare a lavorare, e in caso contrario avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanto saranno i giorni di mancato preavviso.-

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  49. Buonasera Sig. Gianfranco,
    ho un contratto metalmeccanico industria di recente mi hanno cambiato i turni di lavoro in particolare alcuni giorni seguirò il seguente orario dalle 15 fino alle 23 volevo sapere se mi spetta un maggiorazione sulla busta paga per orario notturno?
    Grazie

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    1. La novità per il lavoro notturno dei turnisti è la maggiorazione attiva dal 1 giugno 2013 del 5% rispetto ai valori precedenti su: notturno fino e oltre le ore 22.00 (20%), notturno festivo (55%), notturno festivo con riposo compensativo (35%).-

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  50. Buongiorno sig gianfranco.le volevo chiedere ,sui criteri di scelta che l,azienda dovrà fare mi hanno detto che si dovrà stilare una classifica ,in quanto le 3 cose che determinano chi dovrà restare vanno in concomitanza quindi si dovranno fare dei conteggi . tra carichi di famiglia ,anzianità di servizio ,e esigenza tecnico lavorativa .guardando il mio caso e facendomi un calcolo .io sarei fuori a meno che nelle esigenze tecnico organizzative la mia posizione prevalerà sui colleghi in quanto avendo la stessa qualifica e mansione .io o più di loro o un attestato di qualifica professionale di primo livello . non so se puo bastare .in più vorrei sapere come verranno dati i punti sulle esigenze tecnico organizzative .Grazie

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    1. I punti verranno calcolati in base a un criterio concordato tra il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali in rappresentanza dei lavoratori, nel rispetto della normativa vigente, quindi in un'azienda possono essere diversi rispetto ad un'altra, e lo stesso discorso vale per il riconoscimento o meno di qualche punto per chi è in possesso di attestato di qualifica professionale.-

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  51. Salve sig. Granfranco, volevo alcune delucidazioni in merito alla mia posizione. Sono impiegata con contratto a tempo indeterminato da 17 anni nella stessa ditta. Ho chiesto al mio datore di lavoro di licenziarmi poichè è in ritardo con i pagamenti dello stipendio e licenziandomi io potrei andare in disoccupazione in attesa di trovare un altro posto. Mi ha appena pagato la mensilità di novembre. Lui però non ci sente. Avanzo anche circa un mese e mezzo di ferie che ho chiesto di farmi fare ma niente neanche così perchè non può non avere nessuno in ufficio. Come posso fare? Grazie

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    1. Se non vieni licenziata puoi avviare la procedura per le dimissioni per giusta causa, ma per aver diritto all'indennità di disoccupazione la giusta causa va dimostrata, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti seguire per tutto l'iter burocratico necessario.-

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  52. Buonasera, vorrei cortesemente sapere se lo Studio Legale Associato per il quale lavoro può licenziarmi ovvero se ho motivi validi per impugnare il licenziamento.
    Sono assunta a tempo indeterminato da dodici anni.
    Ora, due dei quattro associati hanno comunicato la loro intenzione di lasciare l'associazione e aprire un altro studio per conto loro. I due associati che rimangono, nonostante praticamente non abbiano introiti, non intendono chiudere l'associazione ma continuare a tenerla aperta, cercando di farvi entrare qualche altro professionista.
    Sta di fatto che, ad associazione ancora integra ed economicamente stabile, hanno già licenziato la mia collega e tra oggi e domani daranno la lettera di licenziamento per giustificato motivo oggettivo anche a me.
    Mi hanno chiesto di firmare una lettera in cui mi impegno a non impugnare il licenziamento ed un'altra per concordare una rateizzazione del TFR, ma io non ho intenzione di firmare nulla, tranne la lettera di licenziamento.
    Cosa mi consiglia? Loro possono agire in questo modo?
    La ringrazio per l'attenzione.

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    1. In effetti non devi firmare nulla!
      Infatti devi fare tutto il contrario di quello che pretendono e cioè devi impugnare il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni e non accettare alcuna rateizzazione del TFR, e ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. La ringrazio per la Sua risposta! Ho già fissato appuntamento alla CGIL per il giorno 10 febbraio.
      Grazie ancora!

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  53. a giugno 2014 l'azienda ha aperto una procedura di solidarietà con una mobilità per 6 dipendenti. circa tre mesi più tardi ha aperto una nuova mobilità per altri 16 dipendenti.
    ai primi 6 sono stati corrisposti un bonus di 5000 euro e l'indennità di mancato preavviso, ai successivi nulla di tutto ciò oltre ai mancati stipendi (due) ferie arretrate, ticket (tre mesi) 5 premmi di partecipazione, contributi previdenziali integrativi non versati per circa 36 mesi, TFR etc..
    hanno preteso il nulla a pretendere e la rinuncia all'impugnativa con il ricatto della mancata concessione della mobilità entro dicembre con conseguente perdita dei benefici per cambio normativo.
    possiamo impugnare il licenziamento ?

    S.Ferrieri

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    1. Purtroppo NO!
      Se avete firmato il nulla a pretendere e la rinuncia all'impugnativa, per legge vale solo quello che avete sottoscritto e non ha importanza il motivo per cui avete sottoscritto l'accordo.-

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  54. Buon giorno dott.mi scuso ma sto veramente male ...le spiego in breve e spero mi aiuti ...ciò le lacrime agli occhi ..ho interrotto ,col mio datore di lavoro, il lavoro in un bar di torrefaro messina dove svolgevo per 200€ per 7 gg su 7 .ho lavorato per 4 anni 365 gg all anno senza giorno libero senza giorno di feste natale Capodanno e via dicendo e se stavo male non venivo pagato ..un bar che non chiude mai per via delle slot machina presenti nella struttura .adesso sono arrivato mentalmente in tutti i sensi , ho chiesto di essere licenziato ma non mi è concesso perché credo che mi abbia fatto un contratto fasullo ho solo ricevuti 2 buste paga in 4 anni e mi ha detto che solo mel 2012 mi a fatto il c9n tratto col suo ragioniere compiacente .nom mi farà prendere neanche la disoccupazione dopo che me lo promise e con arroganza e presunzione vuole che gl8 firmi le dimissioni ...mi dica se nel caso lui mi liquidasse e firmo io posso cmq fargli la vertenza se non mi fa prendere la disoccupazione ? Mi aiuti prrche sono disperato sono solo .grazie

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  55. Mi scuso ancora ..per quanti riguarda la liquidazione mi ha detto che me la darebbe in 6 mesi cone per legge è vero questo ? Lo può fare per legge ? Premetto che è milionario ma a suo nome non cia nulla

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  56. Oggi devi andare fida suo ragioniere ma sono avvelenato .in tutti i casi dovrò cmq sempre per definire incontrare ilmio ex ddatore ? Grazie mi aiuti

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    1. Se firmi la lettera di dimissioni perdi il diritto ad ogni tipo di ammortizzatori sociali, non devi quindi cedere ai ricatti e devi farti licenziare.-
      Per quanto riguarda il TFR per legge deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla di cessazione del rapporto di lavoro, ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. La ringrazio molto ..le volevo chiedere e mi scuso se le faccio perdere tempo .adesso il mio medico curante gli ha mandato all inps un certificato medico di 28 giorni perché sto male per via di tutto degli insulti rivoltosi a me chiamando mi morto di fame ..ancora il suo ragioniere non ha chiamato per definire le cose ed io ancor nkn riesco a trovare lavoro ...non è che con questo certificato rischio qualcosa e lui datore di lavoro se ne approfitti per danneggiati ?lo fatto anche perché lui mi ha buttato fuori e non vorrei che mi licenzia se per abbandono del lavoro dato che non ho testimoni ..mi risponda la prego e grazie .lei è una brava persona ed è utilissima grazie per ciò che fa ..sino di una depressione che mai avrei pensato di avere

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    3. Tranquillo!
      Fino a quando sei in malattia non puoi essere ne danneggiato ne licenziato, ma poi non eri Tu che volevi essere licenziato? Quindi di che cosa ti preoccupi?
      Ti consiglio quindi di attendere il più serenamente possibile l'evolversi della situazione e quando il Tuo datore di lavoro si deciderà di licenziarti potrai iniziare a cercarti un nuovo lavoro.-

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    4. Salve dott censori .sempre complimenti ..volevo chiederle un altra cosa è mi scuso .la malattia sta per terminare .ancora nulla come scritto nei sms precedenti .ho avuto un altro colloquio col mio ex datore non buono ovviamente .mi son fatto rilasc d inps l estratto contrib dove risulta che lavoro per la ditta ma sono quasi tre anni che non ricevi ne b paga ne cud .parlando col commercialista suo mi inventa scuse non capisco perché ..le dico questo perché per poter fare domanda per l aspi anzi mini visto che dichiarava che facevo 24 ore sett ed invece erano 72 .perché tutto ciò ?perché non mi danno risposte certe ? Cosa c'è sotto che non hanno fatto ? Grazie

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    5. Purtroppo l'unico consiglio che posso darti, e mi ripeto, è quello di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  57. salve sig gianfranco sto in contratto di solidarietà tipo b .che scade il 17 febbraio ieri andando al centro dove lavoro lessi un cartello che il centro resterà chiuso dal 17 al 4 marzo per ferie collettive . tutti i dipendenti stanno in contratto di solidarietà chi con meno ore chi come me a zero ore . la mia domanda e questa .a noi a zero ore mica ci spettano le ferie? grazie

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    1. ha un'altra cosa il centro sta facendo la prassi per esubero di personale e che non e stato raggiunto nessun accordo col sindacato in quanto l'azienda voleva fare una riduzione di orario. mentre alcuni dipendenti non hanno voluto .vi chiedo perche l'azienda a fatto questa prassi delle ferie collettive ?

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    2. Se l'azienda non ha raggiunto un accordo con il sindacato vuol dire che vuole procedere per conto proprio contro ogni regola, l'unica cosa quindi che potete fare è quella di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  58. Salve Sig. Gianfranco, ho contratto metalmeccanico industria ho iniziato a fare i turni, volevo sapere tra un turno e l'altro quante ore devono passare... mi spiego meglio sono garantite delle ore di recupero fisico tra un turno e l'altro
    Faccio un esempio il lunedì lavoro dalle 15 fino alle 23 e il martedì attacco alle 7 di mattina è giusta questa cosa ...? Non mi sembra che ci sia lo stacco necessario per il riposo calcolando che alle 7 devo essere al lavoro ma mi devo svegliare molto prima... grazie cordiali saluti

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    1. NO!
      Non è giusto!
      Il Tuo CCNL prevede il diritto alle 24 ore consecutive di riposo, tra un turno e l'altro.-

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    2. Mi scusi Sig. Gianfranco forse mi sono spiegato male, i turni sono sempre di 8
      ore quindi ad esempio lun 15-23; mart 7-15; merc 8-20; giov 12-20 ecc...
      mi hanno detto che in base al mio contratto
      è previsto anche per questi tipi di turni devono essere garantiti almeno 11 ore di riposo
      (per recupero fisico) tra un turno e l'altro è vero?
      Lei chiedo questo perchè come gli dicevo nel post precedente, spesso
      mi capita il turno 15-23 o poi il giorno seguente attacco alle 7
      e finisco alle 15 praticamente non ho il tempo di arrivare a casa ....
      che devono tornare al lavoro.
      Grazie sempre per la sua gentilezza nel rispondere!
      Cordiali Saluti

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    3. SI!
      Per legge devono essere garantite al lavoratore almeno 11 ore di riposo, in caso di cambio di turno giornaliero.-

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  59. Buongiorno e complimenti, ho il dubbio di aver subito un licenziamento illegittimo. Sono stato dipendente a tempo indeterminato per quasi 10 anni presso una società di sevizi di ingegneria, una srl, con CCNL settore commercio con n. 3 dipendenti fino a giugno 2014, quando una collega dette le dimissioni. In realtà però questa piccola società è strettamente connessa (per usare un eufemismo) alla "vera" impresa di costruzioni, una spa con raggio d'azione su tutto il territorio nazionale, realizzatrice delle opere e per la quale ho sempre lavorato; alcuni esempi per rendere l'idea: la mia mail aziendale, con la quale intrattenevo tutti i rapporti, era proprio dell'impresa di costruzioni, la dirigenza a cui rispondevo pure, ho rappresentato su documenti ufficiali e con la mia presenza sempre la stessa impresa, le mie nomine sono firmate dal dirigente della stessa, siamo sempre stati un'unica squadra di colleghi fra le due società e addirittura condividevamo gli stessi spazi lavorativi e gli obiettivi comuni, tutte cose facilmente dimostrabili da numerosi documenti. La mia lettera di licenziamento è arrivata a fine gennaio 2015 così come ad alcuni colleghi dell'altra impresa per giustificato motivo oggettivo (economico) legato alla fine dell'ultimo cantiere seguito, presso il quale eravamo stati trasferiti circa 5 anni fa. È da dire che nella nostra storia all'interno dell'azienda eravamo inizialmente legati ad un altro cantiere, terminato il quale siamo stati trasferiti per qualche anno presso degli uffici di una sede periferica (tuttora esistenti anche se non presenziati) e poi trasferiti nuovamente nell'ultimo cantiere, come detto chiusosi appunto a gennaio. Inoltre abbiamo sempre prestato la nostra opera per i fini generali dell'impresa, oltre che per il singolo cantiere cui eravamo destinati, ad esempio nel mio caso ho seguito numerose progettazioni a livello nazionale e sempre collaborato con l'ufficio gare della sede centrale. L'impresa avrebbe anche due nuovi contratti firmati su gare vinte per prossimi lavori in un altra regione che però non si sa quando partiranno esattamente, comunque entro il 2015. I miei dubbi sarebbero i seguenti: il licenziamento per fine cantiere, nel mio caso che ho sempre lavorato a tutto tondo per qualunque problematica dell'impresa e dal momento che alcuni colleghi qualche mese fa hanno dato le dimissioni (per esempio l'ufficio gare risulta in questo momento senza necessario personale) e poteva esserci un ripescaggio è lecito? Possono considerarsi "collegate" le due imprese descritte? Se così fosse, si raggiungerebbe il limite dei 15 dipendenti poco prima del licenziamento, ma per rientrare nell'art 18 rivisitato da Fornero, ossia per arrivare a 16, bisognerebbe considerare per lo meno l'ultimo anno dal momento che il numero consueto di dipendenti ha subito una notevole contrazione proprio nel 2014 tra dimissioni e licenziamenti; è lecito tornare indietro di un anno per il calcolo dell'organico medio aziendale?? Infine per i carichi di famiglia: ho un figlio minore in tenera età, mentre l'altro dipendente della piccola società srl no, ma come anzianità ha circa 1 anno di più e un ruolo superiore come livello e incarico (io sono un primo livello e l'altro è un quadro); è stato legittimo dare a me la precedenza per il licenziamento? Molte grazie in anticipo

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Ti consiglio di impugnare comunque il licenziamento, ed hai solo 60 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per farlo, ma solo per richiedere un congruo risarcimento danni, in quanto non ci sono i presupposti per un reintegro in servizio, trattandosi giuridicamente di due aziende diverse anche se collegate tra loro.-

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  60. Buonasera Signor Censori,
    lavoro per una ditta come aiuto commessa b3 da 7 anni con contratto a tempo indeterminato la settimana scorsa il datore di lavoro si è presentato con un nuovo contratto di lavoro per tutti i dipendenti ( ha cambiato sia nome della ditta che numero di matricola ) su questo contratto sta scritto che tra accordi tra noi verbali mi assumeva a tempo indeterminato e con una prova di 45 giorni di lavoro effettivo allora io mi chiedo è possibile una cosa del genere?
    Chiesto a lui chiarimenti mi ha detto che lui ha fatto tutto alla luce del sole. anche se a me non sembra in quanto tra me e lui non ci è stato mai dialogo su un nuovo contratto di lavoro e comunque il vecchio si è chiuso al giorno 10 gennaio 2015 e il nuovo inizia il 12 gennaio 2015 a questo punto se mi è stato chiuso un contratto ci dovrebbe essere anche una lettera di licenziamento ?
    adesso io posso chiedere il TFR?
    Comunque di tutto ciò io mi sono fatto un idea non vorrei più lavorare con questa ditta ma non voglio nemmeno perdere il TFR e la disoccupazione
    lei gentilmente cosa mi consiglia di fare?

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio, perché corri il rischio di essere truffata.-
      Infatti in caso di cambio ditta o la nuova azienda si prende in carico il TFR e tutte le altre competenze maturate dai lavoratori e garantisce agli stessi lo stesso trattamento economico con passaggio diretto, o licenzia i lavoratori, paga il TFR e tutte le altre competenze maturate e concorda con i lavoratori stessi le condizioni per l'assunzione nella nuova azienda.-

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  61. Gentile Sig. Censori,
    vorrei, se possibile, alcuni chiarimenti riguardo la mia situazione lavorativa che descrivo brevemente.
    Dopo più di dieci anni di lavoro come barista/banconiera con contratto a tempo indeterminato, nel mese di novembre mi sono vista recapitare lettera di licenziamento per cessata attività.
    Premetto che il mio rapporto con i titolari era confidenziale e allo stesso tempo rispettoso, per cui speravo di essere messa al corrente della loro decisione affinchè potessi cercarmi un altro lavoro…
    Ma non è stato così, è accaduto tutto in fretta, giusto il tempo per osservare i giorni di preavviso che dovevano essere esplicati entro la fine di dicembre 2014. Con l’imminente anno nuovo sarebbero subentrati nuovi proprietari, che a quanto pare, a tutt’oggi, dei nuovi proprietari non se ne sa nulla.
    Visto che il bar continua la sua attività, posso chiedere il reintegro al lavoro perlomeno fino all’effettivo cambiamento di gestione? (…ammesso che ciò accada perché voci in giro dicono che l’affare è saltato). Qualora i miei sospetti fossero fondati, sospetti che lasciano pensare a una macchinazione per mandarmi a casa, posso esercitare il diritto di rivalsa chiedendo una buonuscita?

    Grazie

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    1. Ti consiglio di impugnare comunque il licenziamento, ed hai solo 60 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per farlo, ma solo per richiedere un congruo risarcimento danni, in quanto non ci sono i presupposti per un reintegro in servizio.-

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    2. Innanzitutto grazie per avermi risposto.
      Nella lettera precedente ho dimenticato di dire che dopo di me è stata assunta un' altra dipendente che tra l'altro continua a lavorare. La ragazza viene retribuita con i Voucher, non so però se questo tipo di
      prestazione occasionale possa fare la differenza per chiedere il reintegro in servizio.

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    3. Purtroppo NO!
      Le prestazioni occasionali retribuite con i voucher per legge non costituiscono un rapporto di lavoro dipendente.-

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  62. Buon giorno Sig. Gianfranco. Vorrei chiedergli una informazione.io sono licenziato in 2013.perché mi è sembrato ingiusto il licenziamento ho fatto la causa. Adesso il giudice ha deciso che il datore di lavoro mi deve riprendere al lavoro e mi deve pagare 6 mensilità e la liquidazione per I 2 anni che ho lavorato.adesso sto lavorando dal 1 gennaio 2015.Però il datore di lavoro non mi vuole pagare le 6 mensilità e la liquidazione. Posso fare qualcosa in questo caso? Vi ringrazio e buona giornata

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    1. Purtroppo nel Tuo caso se non vuoi rinunciare alle 6 mensilità e alla liquidazione non puoi fare altro che proseguire con gli atti giudiziari.-

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  63. Buongiorno Sig.Censori,
    vorrei sapere per cortesia come mi devo muovere.
    praticamente devo trasferirmi in un altra città per motivi personali.
    So che se mi licenzia perdo tutti i diritti per la disoccupazione. Ce per caso qualche legge che mi tutela in questo caso?
    Grazie

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    1. Purtroppo NO!
      In caso di dimissioni non si ha diritto ad alcun tipo di indennità!
      L'unica cosa che puoi fare è quella di trovare un nuovo lavoro nell'altra città, anche con un contratto a termine di breve durata, per poter presentare alla scadenza la domanda di disoccupazione.-

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  64. Gentile Dott. Volevo sapere una volta che ato e fallita e gli operai sono a casa,quando subentra un' altra ditta, anno diritto a essere riassunti di nuovo loro.Perchè quelli che lavoravano erano stati assunti per clientelismo ed alcuni erano operai della comune .Io a marzo sono in mobilita ho qualche vantaggio GRAZIE

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    1. Ciao Giovanni!
      Purtroppo NO!
      La ditta che subentra per legge non è obbligata ad assumere i lavoratori della ditta fallita, anche se assumendo dei lavoratori in mobilità avrebbe dei benefici a livello contributivo.-

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  65. Buongiorno Dott.
    Volevo chiedere questo, lavoro per una SPA come venditore interno/esterno da febbraio 2014 a tempo indeterminato. Oggi l'azienda dice che i risultati raggiunti non bastano per pagarmi lo stipendio e quindi mi ha proposto un contratto par-time. Oggi come oggi non posso accettare un contratto di questo tipo che non mi permetterebbe di mantenere la famigli. Preferisco ottenere il massimo risarcimento in caso di licenziamento da parte loro per poi cercarmi un posto nuovo. Secondo lei quanto potrei riuscire ad ottenere se dovessi essere licenziato?. Per la mia azienda lavorano piu di 15 dipendenti e anche alcuni agenti monomandatari... Ps prima di licenziarmi non dovrebbero ricollocarmi al posto di questi agenti monomandatari visto che sono assunto?. Grazie in anticipo per le risposte

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    1. In caso di licenziamento potrai impugnare il licenziamento stesso e richiedere un risarcimento danni che può variare dalle 3 alle 6 mensilità aggiuntive, se per il Tuo licenziamento non vengono seguiti i criteri di legge.-

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  66. Buongiorno Dott.
    ho un contratto a tempo indeterminato dal novembre 2011, in qualità di commessa full time. Da circa un paio di mesi, il mio responsabile sta cercando di convincermi a diminuire le mie ore lavorative, ovvero vuole che io dichiari di voler passare dalle mie 40 ore a 24 ore settimanali. Ovviamente ho più volte rifiutato, ma mi è stato intimato il trasferimento ad altre sedi e anche il licenziamento, tutto cio' in forma verbale. La motivazione di tale diminuzione ore, è la produttività inferiore rispetto ad altri colleghi assunti a tempo determinato, questo puo' esser un motivo di trasferimento o addirittura di licenziamento? Grazie in anticipo.

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    1. Le motivazioni del tuo responsabile non sono valide per giustificare un licenziamento, quindi se verrai effettivamente licenziata potrai impugnare il licenziamento stesso.-

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  67. Buongiorno, ho un contratto a tempo indeterminato dal 93. Il mio ufficio e distaccato dall'azienda in quanto e una direzione commerciale, ed e coposto da tre tecnici e un direttore. L'azienda nn e in crisi grazie anche all'estero. Nel 2005 noi tre tecnici siamo stati rimansionati a promotori vendite interni all'azienda con benefit concessi. Ad oggi l'azienda ci indica che con i fatturati ottenuti nel 2014 nom vengono coperti i costi ufficio e quindi a marzo verra' licenziato uno di noi tre tecnici. Io godo anche di permessi 104 per assistere i miei genitori e gia l'anno scorso mi hanno pressato per lavorare da casa durante il tempo libero dei 104.(come se ce ne fosse...) mi avevano poi fatto una proposta verbale di passaggio partime che nn ho accettato. Volevo chiedere e corretto che possano procedere cosi e se fossi scelto io se puo esserci il presupposto di una discriminazione. Inoltrr come viene calcolato il carico familiare per il dipendente sposato con tre figli a carico e per un altro dipendente sposato senza figli a carico? Faccio presente che il dipendente con i tre figli a carico ha la moglie impiegata a tempo pieno mentre l'altro senza figli ha la moglie impiegata partime, inoltre il ptimo ha una anzianita di servizio di 10 anni mentre il secondo di 21anni. Ringrazio

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  68. Preciso inoltre che l'azienda ha piu fi 100 dipendenti

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Per carichi di famiglia si intendono le detrazioni per familiari a carico che vengono richiesti dal lavoratore al datore di lavoro e che risultano quindi in busta paga.-

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  69. buonasera sig gianfranco . vi chiedo un consiglio .mi trovo in un pasticcio e vi spiego il perche sono stato in contratto di solidarietà per 3 anni .con mansione diversa dalla mia .la contestai verbalmente sia quando fecero il contratto sia ad oggi . purtroppo devono fare dei licenziamenti e dicono che verremmo licenziati .per esubero . vorrei sapere se loro si atterranno alle mansioni dateci all'ora . io posso contestare il licenziamento oppure loro diranno che io non o contestato il contratto di solidarieta perche contesto ora..da premettere che io il contratto di solidarieta lo contestai ma nessuno mi prese in considerazione perche fu verbale .. . anche avendo i testimoni. vi ringrazio.

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    1. Purtroppo le dichiarazioni verbali non hanno alcun valore giuridico, mentre fa fede quello che risulta agli atti, quindi ti sarebbe molto difficile contestare il licenziamento anche in presenza di testimoni, perché dovresti comunque spiegare perché non c'è stato un seguito alle contestazioni verbali.-

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    2. sig gianfranco non posso contestare il contratto di solidarietà .che e finito il 17 febbraio .adesso ci anno messo in ferie fino al 7 marzo quindi stiamo in carico . dopo le ferie l'azienda parla di licenziarci quindi se loro mi daranno ancora la mansione che mi fu data nel contratto di solidarietà e io dimostrerò che la mia mansione e un'altra perchè non verro preso in considerazioni .? poi vi chiedo un'ultima cosa se verro licenziato per motivi economici verra applicata la nuova norma cioè solo l'indennizzo o varrà la legge vecchia .Grazie.

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    3. Se verrai licenziato per motivi economici potrai impugnare il licenziamento solo per richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  70. Salve sono u. Piccolo commerciante. .ho tre dipendenti tutte a tempo indeterminato. Due di loro sono rimaste incinte stesso mese e tra gravidanza ecc sono ancora in maternità da un anno circa. In sostituzione di una delle due ragazze ho preso u a nuova ragazza messa in regola da cerca 4 mesi. a tempo indeterminato come apprendista. .ora ho saputo che ha un Ritardo anche lei...sinceramente mi sento il fessi della stazione il bancomat...posso fare qualkosa licenziare prima che dica qualcosa della gravidanza. ? E se dovesse dirlo posso fare ugualmente qualcosa ? Mi aiuti basta in regola ne approfittano. Cosa fosso fare per tutelarmi nOn arrivo più a pagare nulla.grazie

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    1. Ciao Rosario!
      Evidentemente non sei stato molto fortunato ma le scelte le hai fatte tu stesso!
      Infatti se una dipendente va in maternità se ne assume un'altra con un contratto a termine per la durata della maternità e non un'apprendista a tempo indeterminato per risparmiare sui contributi, visto che l'indennità di maternità è carico dell'INPS.-
      Comunque se l'apprendista è incinta non puoi licenziarla, ma se non richiede la maternità anticipata può lavorare fino alla fine del settimo mese di gravidanza.-

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  71. Buongiorno le scrivo per informazioni nuova Naspi2015. Precisamente le richiederei se ricevo la lettera di licenziamento a marzo e ho due mesi e 15 gg di preavviso e nn dovessi accettare di ricevere il corrispettivo ma di lavorarlo tutto e impugnando in contemporanea il licenziamento avrei diritto ugualmente di rientrare nelle nuove norme che dovrebbero entrare in vigore il 1 maggio?

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    1. La nuova Naspi andrà in vigore dal 1° maggio 2015, quindi sarà valida per i rapporti di lavoro che cesseranno successivamente alla suddetta data.-

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