domenica 5 gennaio 2014

Licenziamento

Il licenziamento costituisce una modalità di cessazione del rapporto di lavoro, decisa dal datore di lavoro. Esistono diversi tipi di licenziamento a seconda dei motivi che lo hanno determinato e del fatto che si riferisca ad uno o più lavoratori. A ciascuno poi si applicano differenti regole.

Licenziamento per giusta causa

Affinché il licenziamento sia legittimo, il datore di lavoro deve giustificare la sua decisione. Il licenziamento per giusta causa scatta quando si verifica una circostanza così grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto lavorativo (art. 2119 c.c.). In tal caso il datore di lavoro può recedere dal contratto senza l'obbligo di dare il preavviso, né l’indennità di mancato preavviso. Si tratta di casi così gravi da provocare l’interruzione immediata del rapporto di lavoro (licenziamento in tronco).

Le tutele per il lavoratore

L'ultima Riforma del lavoro (Legge n. 92 del 2012) prevede, per i licenziamenti per giusta causa, definiti disciplinari, 2 tipi di tutele:
  • nel caso in cui il giudice accerti che non ci sia stato il fatto contestato, o che questo fosse punibile con una sanzione "conservativa" del posto di lavoro, intima il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore ed a pagargli un'indennità risarcitoria (fino a 12 mensilità);
  • nel caso in cui il giudice accerti che non vi sia stata giusta causa, ma per ragioni diverse da quelle sopra elencate, condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24, senza reintegro nel posto di lavoro.


Licenziamento per giustificato motivo

La motivazione del licenziamento, necessaria per la sua legittimità, può risiedere nella presenza di un giustificato motivo. In tal caso, a differenza del licenziamento per "giusta causa", il datore di lavoro è obbligato a dare il preavviso al lavoratore. La legge (n. 604 del 1966) distingue chiaramente tra due tipi di giustificato motivo: soggettivo e oggettivo.

Giustificato motivo soggettivo

Il "giustificato motivo soggettivo" è costituito dal "notevole inadempimento degli obblighi contrattuali" da parte del lavoratore, ma non in modo così grave da non consentire la prosecuzione del lavoro per il periodo del preavviso, come avverrebbe in caso di licenziamento per "giusta causa". Possono costituire ipotesi di giustificato motivo soggettivo l'abbandono ingiustificato del posto di lavoro, minacce, percosse, assenza per malattia oltre il periodo consentito.

I licenziamenti intimati per giustificato motivo soggettivo ricadono nella stessa disciplina del licenziamento disciplinare. Nel caso in cui il giudice accerti che non c'è stato il comportamento punibile dal lavoratore, o quando tale comportamento ricada nelle condotte punibili con una sanzione di tipo diverso ("conservativa" del posto di lavoro), ordina il reintegro del lavoratore nel posto di lavoro ed il pagamento di un'indennità risarcitoria. Nel caso in cui il giudice accerti che non vi è un giustificato motivo soggettivo, ma per ragioni diverse da quelle che consentono il reintegro, ordina il pagamento di una indennità compresa tra 12 e 24 mensilità.

Giustificato motivo oggettivo

Il "giustificato motivo oggettivo" riguarda i casi di licenziamento dovuto a "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa". Non riguarda pertanto il comportamento del lavoratore. Tra i casi più frequenti, individuati dalla giurisprudenza come giustificato motivo oggettivo, vi sono: cessazione dell'attività, fallimento, riorganizzazione aziendale; ma anche la sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli, o la sua carcerazione.

Nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo - definito come "economico" dalla Riforma del lavoro del 2012 - il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di un'indennità, tra un minimo di 12 mensilità ed un massimo di 24. Il reintegro nel posto di lavoro, che prima della Riforma era automatico, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, può essere ordinato dal giudice solamente nel caso in cui si provi che esso è stato determinato da ragioni discriminatorie o disciplinari.


Il nuovo regime sanzionatorio

La Legge n. 92 del 2012, cioè la Riforma del lavoro di Fornero, ha profondamente modificato la disciplina delle tutele del licenziamento, passando dalle sanzioni previste nel vecchio art. 18 (reintegrazione o riassunzione accompagnate da un'indennità), a 4 diversi regimi sanzionatori, individuati in base alla gravità dei vizi del licenziamento. Le nuove sanzioni, in particolare, sono:
  • reintegrazione con risarcimento integrale (pari a tutte le mensilità perdute ed ai contributi on versati); si applica in caso di licenziamento discriminatorio;
  • reintegrazione con risarcimento limitato nel massimo di 12 mensilità; il lavoratore ha la facoltà di optare per le 15 mensilità al posto del reintegro; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria, tra le 12 e le 24 mensilità, senza versamento contributivo; si può applicare, a discrezione del giudice, in caso di licenziamento disciplinare;
  • indennità risarcitoria in misura ridotta, da 6 a 12 mensilità.

Impugnazione del licenziamento

Il licenziamento, per essere valido, deve non solo essere giustificato, ma deve essere comunicato al lavoratore in forma scritta (Legge n. 108/1990, art. 2, c. 2).

La motivazione, a seguito della Riforma del Lavoro 2012, deve essere contestuale al licenziamento: il datore di lavoro deve cioè comunicare i motivi del licenziamento già nella lettera inviata al dipendente.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo, può impugnarlo entro 60 giorni dalla sua comunicazione. L’impugnazione va fatta in forma scritta, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore, ovvero "con qualsiasi atto scritto, anche extra-giudiziale, idoneo a rendere nota la sua (del lavoratore) volontà". In tal caso, è meglio farsi assistere dai sindacati.


Disciplina dei licenziamenti collettivi:

La disciplina dei licenziamenti collettivi è caratterizzata dalla dimensione occupazionale dell'impresa, (la quale deve impiegare più di 15 dipendenti), dal numero dei licenziamenti, (che devono coinvolgere almeno 5 dipendenti), e dall'arco temporale di 120 giorni entro i quali devono essere effettuati i licenziamenti stessi.-

La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
  • Carichi di famiglia
  • Esigenze tecnico-produttive
  • Anzianità di servizio presso l'azienda

Diritto di prelazione:

La legge 223/91, cioè la legge che disciplina il licenziamento collettivo, sancisce il diritto di prelazione, che dura un anno, all'assunzione dei lavoratori in mobilità da parte dello stesso datore di lavoro che, superato il periodo di crisi, si ritrovi nella necessità di assumere nuovi lavoratori; vale a dire che l'azienda deve dare la precedenza ai propri ex dipendenti ancora iscritti alle liste di mobilità e che nel frattempo non abbiano trovato altro lavoro.-

In caso di licenziamento individuale il diritto di prelazione dura sei mesi e la sua valenza è limitata ad assunzioni effettuate dal datore di lavoro per la stessa qualifica.-

Il diritto è limitato ai lavoratori adibiti alle stesse mansioni o mansioni equivalenti, con priorità per coloro che avevano trasformato il rapporto da tempo pieno a tempo parziale e con valutazione prioritaria, in caso di parità, per i carichi familiari e l'anzianità di servizio.-


Il preavviso di licenziamento

I Contratti Collettivi Nazionali di categoria (Ccnl) definiscono, per ogni livello di inquadramento, un periodo di preavviso, variabile anche in base all'anzianità di servizio, che datore e dipendente devono osservare prima di recedere unilateralmente dal contratto.
Il periodo da osservare è indicato nel contratto e può essere aumentato dalla trattativa individuale in sede di assunzione. Ma se ciò non è specificato nel contratto, il riferimento è il Ccnl.
Il dipendente che presenta le dimissioni o il datore che licenzia devono dare alla controparte un preavviso, durante il quale resta in vigore il rapporto di lavoro. Le dimissioni o il licenziamento diventano effettivi solo al termine di tale periodo. Il preavviso serve al lavoratore ad avere un tempo idoneo a trovarsi un'altra occupazione, e al datore ad assumere un'altra persona con un eventuale periodo di affiancamento.

Diversamente, il dipendente dimissionario o il datore licenziante devono corrispondere alla controparte un'indennità di mancato preavviso, pari alle mensilità previste.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Oggi devi andare fida suo ragioniere ma sono avvelenato .in tutti i casi dovrò cmq sempre per definire incontrare ilmio ex ddatore ? Grazie mi aiuti

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    1. La ringrazio molto ..le volevo chiedere e mi scuso se le faccio perdere tempo .adesso il mio medico curante gli ha mandato all inps un certificato medico di 28 giorni perché sto male per via di tutto degli insulti rivoltosi a me chiamando mi morto di fame ..ancora il suo ragioniere non ha chiamato per definire le cose ed io ancor nkn riesco a trovare lavoro ...non è che con questo certificato rischio qualcosa e lui datore di lavoro se ne approfitti per danneggiati ?lo fatto anche perché lui mi ha buttato fuori e non vorrei che mi licenzia se per abbandono del lavoro dato che non ho testimoni ..mi risponda la prego e grazie .lei è una brava persona ed è utilissima grazie per ciò che fa ..sino di una depressione che mai avrei pensato di avere

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    2. Tranquillo!
      Fino a quando sei in malattia non puoi essere ne danneggiato ne licenziato, ma poi non eri Tu che volevi essere licenziato? Quindi di che cosa ti preoccupi?
      Ti consiglio quindi di attendere il più serenamente possibile l'evolversi della situazione e quando il Tuo datore di lavoro si deciderà di licenziarti potrai iniziare a cercarti un nuovo lavoro.-

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  2. salve sig gianfranco sto in contratto di solidarietà tipo b .che scade il 17 febbraio ieri andando al centro dove lavoro lessi un cartello che il centro resterà chiuso dal 17 al 4 marzo per ferie collettive . tutti i dipendenti stanno in contratto di solidarietà chi con meno ore chi come me a zero ore . la mia domanda e questa .a noi a zero ore mica ci spettano le ferie? grazie

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    1. ha un'altra cosa il centro sta facendo la prassi per esubero di personale e che non e stato raggiunto nessun accordo col sindacato in quanto l'azienda voleva fare una riduzione di orario. mentre alcuni dipendenti non hanno voluto .vi chiedo perche l'azienda a fatto questa prassi delle ferie collettive ?

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    2. Se l'azienda non ha raggiunto un accordo con il sindacato vuol dire che vuole procedere per conto proprio contro ogni regola, l'unica cosa quindi che potete fare è quella di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  3. Salve Sig. Gianfranco, ho contratto metalmeccanico industria ho iniziato a fare i turni, volevo sapere tra un turno e l'altro quante ore devono passare... mi spiego meglio sono garantite delle ore di recupero fisico tra un turno e l'altro
    Faccio un esempio il lunedì lavoro dalle 15 fino alle 23 e il martedì attacco alle 7 di mattina è giusta questa cosa ...? Non mi sembra che ci sia lo stacco necessario per il riposo calcolando che alle 7 devo essere al lavoro ma mi devo svegliare molto prima... grazie cordiali saluti

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    1. NO!
      Non è giusto!
      Il Tuo CCNL prevede il diritto alle 24 ore consecutive di riposo, tra un turno e l'altro.-

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    2. Mi scusi Sig. Gianfranco forse mi sono spiegato male, i turni sono sempre di 8
      ore quindi ad esempio lun 15-23; mart 7-15; merc 8-20; giov 12-20 ecc...
      mi hanno detto che in base al mio contratto
      è previsto anche per questi tipi di turni devono essere garantiti almeno 11 ore di riposo
      (per recupero fisico) tra un turno e l'altro è vero?
      Lei chiedo questo perchè come gli dicevo nel post precedente, spesso
      mi capita il turno 15-23 o poi il giorno seguente attacco alle 7
      e finisco alle 15 praticamente non ho il tempo di arrivare a casa ....
      che devono tornare al lavoro.
      Grazie sempre per la sua gentilezza nel rispondere!
      Cordiali Saluti

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    3. SI!
      Per legge devono essere garantite al lavoratore almeno 11 ore di riposo, in caso di cambio di turno giornaliero.-

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  4. Buongiorno e complimenti, ho il dubbio di aver subito un licenziamento illegittimo. Sono stato dipendente a tempo indeterminato per quasi 10 anni presso una società di sevizi di ingegneria, una srl, con CCNL settore commercio con n. 3 dipendenti fino a giugno 2014, quando una collega dette le dimissioni. In realtà però questa piccola società è strettamente connessa (per usare un eufemismo) alla "vera" impresa di costruzioni, una spa con raggio d'azione su tutto il territorio nazionale, realizzatrice delle opere e per la quale ho sempre lavorato; alcuni esempi per rendere l'idea: la mia mail aziendale, con la quale intrattenevo tutti i rapporti, era proprio dell'impresa di costruzioni, la dirigenza a cui rispondevo pure, ho rappresentato su documenti ufficiali e con la mia presenza sempre la stessa impresa, le mie nomine sono firmate dal dirigente della stessa, siamo sempre stati un'unica squadra di colleghi fra le due società e addirittura condividevamo gli stessi spazi lavorativi e gli obiettivi comuni, tutte cose facilmente dimostrabili da numerosi documenti. La mia lettera di licenziamento è arrivata a fine gennaio 2015 così come ad alcuni colleghi dell'altra impresa per giustificato motivo oggettivo (economico) legato alla fine dell'ultimo cantiere seguito, presso il quale eravamo stati trasferiti circa 5 anni fa. È da dire che nella nostra storia all'interno dell'azienda eravamo inizialmente legati ad un altro cantiere, terminato il quale siamo stati trasferiti per qualche anno presso degli uffici di una sede periferica (tuttora esistenti anche se non presenziati) e poi trasferiti nuovamente nell'ultimo cantiere, come detto chiusosi appunto a gennaio. Inoltre abbiamo sempre prestato la nostra opera per i fini generali dell'impresa, oltre che per il singolo cantiere cui eravamo destinati, ad esempio nel mio caso ho seguito numerose progettazioni a livello nazionale e sempre collaborato con l'ufficio gare della sede centrale. L'impresa avrebbe anche due nuovi contratti firmati su gare vinte per prossimi lavori in un altra regione che però non si sa quando partiranno esattamente, comunque entro il 2015. I miei dubbi sarebbero i seguenti: il licenziamento per fine cantiere, nel mio caso che ho sempre lavorato a tutto tondo per qualunque problematica dell'impresa e dal momento che alcuni colleghi qualche mese fa hanno dato le dimissioni (per esempio l'ufficio gare risulta in questo momento senza necessario personale) e poteva esserci un ripescaggio è lecito? Possono considerarsi "collegate" le due imprese descritte? Se così fosse, si raggiungerebbe il limite dei 15 dipendenti poco prima del licenziamento, ma per rientrare nell'art 18 rivisitato da Fornero, ossia per arrivare a 16, bisognerebbe considerare per lo meno l'ultimo anno dal momento che il numero consueto di dipendenti ha subito una notevole contrazione proprio nel 2014 tra dimissioni e licenziamenti; è lecito tornare indietro di un anno per il calcolo dell'organico medio aziendale?? Infine per i carichi di famiglia: ho un figlio minore in tenera età, mentre l'altro dipendente della piccola società srl no, ma come anzianità ha circa 1 anno di più e un ruolo superiore come livello e incarico (io sono un primo livello e l'altro è un quadro); è stato legittimo dare a me la precedenza per il licenziamento? Molte grazie in anticipo

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Ti consiglio di impugnare comunque il licenziamento, ed hai solo 60 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per farlo, ma solo per richiedere un congruo risarcimento danni, in quanto non ci sono i presupposti per un reintegro in servizio, trattandosi giuridicamente di due aziende diverse anche se collegate tra loro.-

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  5. Buonasera Signor Censori,
    lavoro per una ditta come aiuto commessa b3 da 7 anni con contratto a tempo indeterminato la settimana scorsa il datore di lavoro si è presentato con un nuovo contratto di lavoro per tutti i dipendenti ( ha cambiato sia nome della ditta che numero di matricola ) su questo contratto sta scritto che tra accordi tra noi verbali mi assumeva a tempo indeterminato e con una prova di 45 giorni di lavoro effettivo allora io mi chiedo è possibile una cosa del genere?
    Chiesto a lui chiarimenti mi ha detto che lui ha fatto tutto alla luce del sole. anche se a me non sembra in quanto tra me e lui non ci è stato mai dialogo su un nuovo contratto di lavoro e comunque il vecchio si è chiuso al giorno 10 gennaio 2015 e il nuovo inizia il 12 gennaio 2015 a questo punto se mi è stato chiuso un contratto ci dovrebbe essere anche una lettera di licenziamento ?
    adesso io posso chiedere il TFR?
    Comunque di tutto ciò io mi sono fatto un idea non vorrei più lavorare con questa ditta ma non voglio nemmeno perdere il TFR e la disoccupazione
    lei gentilmente cosa mi consiglia di fare?

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio, perché corri il rischio di essere truffata.-
      Infatti in caso di cambio ditta o la nuova azienda si prende in carico il TFR e tutte le altre competenze maturate dai lavoratori e garantisce agli stessi lo stesso trattamento economico con passaggio diretto, o licenzia i lavoratori, paga il TFR e tutte le altre competenze maturate e concorda con i lavoratori stessi le condizioni per l'assunzione nella nuova azienda.-

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  6. Gentile Sig. Censori,
    vorrei, se possibile, alcuni chiarimenti riguardo la mia situazione lavorativa che descrivo brevemente.
    Dopo più di dieci anni di lavoro come barista/banconiera con contratto a tempo indeterminato, nel mese di novembre mi sono vista recapitare lettera di licenziamento per cessata attività.
    Premetto che il mio rapporto con i titolari era confidenziale e allo stesso tempo rispettoso, per cui speravo di essere messa al corrente della loro decisione affinchè potessi cercarmi un altro lavoro…
    Ma non è stato così, è accaduto tutto in fretta, giusto il tempo per osservare i giorni di preavviso che dovevano essere esplicati entro la fine di dicembre 2014. Con l’imminente anno nuovo sarebbero subentrati nuovi proprietari, che a quanto pare, a tutt’oggi, dei nuovi proprietari non se ne sa nulla.
    Visto che il bar continua la sua attività, posso chiedere il reintegro al lavoro perlomeno fino all’effettivo cambiamento di gestione? (…ammesso che ciò accada perché voci in giro dicono che l’affare è saltato). Qualora i miei sospetti fossero fondati, sospetti che lasciano pensare a una macchinazione per mandarmi a casa, posso esercitare il diritto di rivalsa chiedendo una buonuscita?

    Grazie

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    1. Ti consiglio di impugnare comunque il licenziamento, ed hai solo 60 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per farlo, ma solo per richiedere un congruo risarcimento danni, in quanto non ci sono i presupposti per un reintegro in servizio.-

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    2. Innanzitutto grazie per avermi risposto.
      Nella lettera precedente ho dimenticato di dire che dopo di me è stata assunta un' altra dipendente che tra l'altro continua a lavorare. La ragazza viene retribuita con i Voucher, non so però se questo tipo di
      prestazione occasionale possa fare la differenza per chiedere il reintegro in servizio.

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    3. Purtroppo NO!
      Le prestazioni occasionali retribuite con i voucher per legge non costituiscono un rapporto di lavoro dipendente.-

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  7. Buon giorno Sig. Gianfranco. Vorrei chiedergli una informazione.io sono licenziato in 2013.perché mi è sembrato ingiusto il licenziamento ho fatto la causa. Adesso il giudice ha deciso che il datore di lavoro mi deve riprendere al lavoro e mi deve pagare 6 mensilità e la liquidazione per I 2 anni che ho lavorato.adesso sto lavorando dal 1 gennaio 2015.Però il datore di lavoro non mi vuole pagare le 6 mensilità e la liquidazione. Posso fare qualcosa in questo caso? Vi ringrazio e buona giornata

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    1. Purtroppo nel Tuo caso se non vuoi rinunciare alle 6 mensilità e alla liquidazione non puoi fare altro che proseguire con gli atti giudiziari.-

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  8. Buongiorno Sig.Censori,
    vorrei sapere per cortesia come mi devo muovere.
    praticamente devo trasferirmi in un altra città per motivi personali.
    So che se mi licenzia perdo tutti i diritti per la disoccupazione. Ce per caso qualche legge che mi tutela in questo caso?
    Grazie

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    1. Purtroppo NO!
      In caso di dimissioni non si ha diritto ad alcun tipo di indennità!
      L'unica cosa che puoi fare è quella di trovare un nuovo lavoro nell'altra città, anche con un contratto a termine di breve durata, per poter presentare alla scadenza la domanda di disoccupazione.-

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  9. Gentile Dott. Volevo sapere una volta che ato e fallita e gli operai sono a casa,quando subentra un' altra ditta, anno diritto a essere riassunti di nuovo loro.Perchè quelli che lavoravano erano stati assunti per clientelismo ed alcuni erano operai della comune .Io a marzo sono in mobilita ho qualche vantaggio GRAZIE

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    1. Ciao Giovanni!
      Purtroppo NO!
      La ditta che subentra per legge non è obbligata ad assumere i lavoratori della ditta fallita, anche se assumendo dei lavoratori in mobilità avrebbe dei benefici a livello contributivo.-

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  10. Buongiorno Dott.
    Volevo chiedere questo, lavoro per una SPA come venditore interno/esterno da febbraio 2014 a tempo indeterminato. Oggi l'azienda dice che i risultati raggiunti non bastano per pagarmi lo stipendio e quindi mi ha proposto un contratto par-time. Oggi come oggi non posso accettare un contratto di questo tipo che non mi permetterebbe di mantenere la famigli. Preferisco ottenere il massimo risarcimento in caso di licenziamento da parte loro per poi cercarmi un posto nuovo. Secondo lei quanto potrei riuscire ad ottenere se dovessi essere licenziato?. Per la mia azienda lavorano piu di 15 dipendenti e anche alcuni agenti monomandatari... Ps prima di licenziarmi non dovrebbero ricollocarmi al posto di questi agenti monomandatari visto che sono assunto?. Grazie in anticipo per le risposte

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    1. In caso di licenziamento potrai impugnare il licenziamento stesso e richiedere un risarcimento danni che può variare dalle 3 alle 6 mensilità aggiuntive, se per il Tuo licenziamento non vengono seguiti i criteri di legge.-

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  11. Buongiorno Dott.
    ho un contratto a tempo indeterminato dal novembre 2011, in qualità di commessa full time. Da circa un paio di mesi, il mio responsabile sta cercando di convincermi a diminuire le mie ore lavorative, ovvero vuole che io dichiari di voler passare dalle mie 40 ore a 24 ore settimanali. Ovviamente ho più volte rifiutato, ma mi è stato intimato il trasferimento ad altre sedi e anche il licenziamento, tutto cio' in forma verbale. La motivazione di tale diminuzione ore, è la produttività inferiore rispetto ad altri colleghi assunti a tempo determinato, questo puo' esser un motivo di trasferimento o addirittura di licenziamento? Grazie in anticipo.

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    1. Le motivazioni del tuo responsabile non sono valide per giustificare un licenziamento, quindi se verrai effettivamente licenziata potrai impugnare il licenziamento stesso.-

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  12. Buongiorno, ho un contratto a tempo indeterminato dal 93. Il mio ufficio e distaccato dall'azienda in quanto e una direzione commerciale, ed e coposto da tre tecnici e un direttore. L'azienda nn e in crisi grazie anche all'estero. Nel 2005 noi tre tecnici siamo stati rimansionati a promotori vendite interni all'azienda con benefit concessi. Ad oggi l'azienda ci indica che con i fatturati ottenuti nel 2014 nom vengono coperti i costi ufficio e quindi a marzo verra' licenziato uno di noi tre tecnici. Io godo anche di permessi 104 per assistere i miei genitori e gia l'anno scorso mi hanno pressato per lavorare da casa durante il tempo libero dei 104.(come se ce ne fosse...) mi avevano poi fatto una proposta verbale di passaggio partime che nn ho accettato. Volevo chiedere e corretto che possano procedere cosi e se fossi scelto io se puo esserci il presupposto di una discriminazione. Inoltrr come viene calcolato il carico familiare per il dipendente sposato con tre figli a carico e per un altro dipendente sposato senza figli a carico? Faccio presente che il dipendente con i tre figli a carico ha la moglie impiegata a tempo pieno mentre l'altro senza figli ha la moglie impiegata partime, inoltre il ptimo ha una anzianita di servizio di 10 anni mentre il secondo di 21anni. Ringrazio

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  13. Preciso inoltre che l'azienda ha piu fi 100 dipendenti

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    1. La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Per carichi di famiglia si intendono le detrazioni per familiari a carico che vengono richiesti dal lavoratore al datore di lavoro e che risultano quindi in busta paga.-

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  14. buonasera sig gianfranco . vi chiedo un consiglio .mi trovo in un pasticcio e vi spiego il perche sono stato in contratto di solidarietà per 3 anni .con mansione diversa dalla mia .la contestai verbalmente sia quando fecero il contratto sia ad oggi . purtroppo devono fare dei licenziamenti e dicono che verremmo licenziati .per esubero . vorrei sapere se loro si atterranno alle mansioni dateci all'ora . io posso contestare il licenziamento oppure loro diranno che io non o contestato il contratto di solidarieta perche contesto ora..da premettere che io il contratto di solidarieta lo contestai ma nessuno mi prese in considerazione perche fu verbale .. . anche avendo i testimoni. vi ringrazio.

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    1. Purtroppo le dichiarazioni verbali non hanno alcun valore giuridico, mentre fa fede quello che risulta agli atti, quindi ti sarebbe molto difficile contestare il licenziamento anche in presenza di testimoni, perché dovresti comunque spiegare perché non c'è stato un seguito alle contestazioni verbali.-

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    2. sig gianfranco non posso contestare il contratto di solidarietà .che e finito il 17 febbraio .adesso ci anno messo in ferie fino al 7 marzo quindi stiamo in carico . dopo le ferie l'azienda parla di licenziarci quindi se loro mi daranno ancora la mansione che mi fu data nel contratto di solidarietà e io dimostrerò che la mia mansione e un'altra perchè non verro preso in considerazioni .? poi vi chiedo un'ultima cosa se verro licenziato per motivi economici verra applicata la nuova norma cioè solo l'indennizzo o varrà la legge vecchia .Grazie.

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    3. Se verrai licenziato per motivi economici potrai impugnare il licenziamento solo per richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  15. Salve sono u. Piccolo commerciante. .ho tre dipendenti tutte a tempo indeterminato. Due di loro sono rimaste incinte stesso mese e tra gravidanza ecc sono ancora in maternità da un anno circa. In sostituzione di una delle due ragazze ho preso u a nuova ragazza messa in regola da cerca 4 mesi. a tempo indeterminato come apprendista. .ora ho saputo che ha un Ritardo anche lei...sinceramente mi sento il fessi della stazione il bancomat...posso fare qualkosa licenziare prima che dica qualcosa della gravidanza. ? E se dovesse dirlo posso fare ugualmente qualcosa ? Mi aiuti basta in regola ne approfittano. Cosa fosso fare per tutelarmi nOn arrivo più a pagare nulla.grazie

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    1. Ciao Rosario!
      Evidentemente non sei stato molto fortunato ma le scelte le hai fatte tu stesso!
      Infatti se una dipendente va in maternità se ne assume un'altra con un contratto a termine per la durata della maternità e non un'apprendista a tempo indeterminato per risparmiare sui contributi, visto che l'indennità di maternità è carico dell'INPS.-
      Comunque se l'apprendista è incinta non puoi licenziarla, ma se non richiede la maternità anticipata può lavorare fino alla fine del settimo mese di gravidanza.-

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  16. Buongiorno le scrivo per informazioni nuova Naspi2015. Precisamente le richiederei se ricevo la lettera di licenziamento a marzo e ho due mesi e 15 gg di preavviso e nn dovessi accettare di ricevere il corrispettivo ma di lavorarlo tutto e impugnando in contemporanea il licenziamento avrei diritto ugualmente di rientrare nelle nuove norme che dovrebbero entrare in vigore il 1 maggio?

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    1. La nuova Naspi andrà in vigore dal 1° maggio 2015, quindi sarà valida per i rapporti di lavoro che cesseranno successivamente alla suddetta data.-

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  17. Buongiorno, mi permetta un po' di domande nella speranza anche di ricevere le risposte ;-).Ho ricevuto formale lettera di intenzione al licenziamento (GMO) il 30-1-15 e conseguente convocazione presso la DTL, in effetti insieme a me altri 3 più un dirigente, totale 5. Qui la prima domanda: si tratta di licenziamento collettivo?
    Visto l'esito negativo della conciliazione davanti alla DTL, qual è la data effettiva del licenziamento? Come e se il datore di lavoro deve comunicare suddetto licenziamento a fronte del mancato accordo? Se il datore di lavoro non effettua questa comunicazione formale, come si fa attivare l'ASpi ed anche impugnare il licenziamento?

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    1. - NO! Nel tuo caso non si tratta di licenziamento collettivo.-
      - La data effettiva del licenziamento ti verrà comunicata dal datore di lavoro con un'altra comunicazione scritta.-
      - Senza la lettera di licenziamento Tu sei formalmente ancora in servizio, quindi non puoi ne attivare l'ASPI ne impugnare il licenziamento stesso.-

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    2. Nel frattempo ho scovato questo: http://www.bollettinoadapt.it/anche-dirigenti-nella-procedura-dei-licenziamenti-collettivi/ che ne dice?
      Ricapitolando siamo 4 dipendenti a tempo indeterminato + un dirigente iscritto ad una organizzazione sindacale. Per lei è sempre un NO?

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    3. Confermo!
      La procedura di mobilità è una procedura collettiva alla quale possono aderire solo le aziende industriali, cioè con più di 15 dipendenti, che il datore di lavoro deve attivare d'intesa con le organizzazioni sindacali, e non è il vostro caso.-

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    4. mi scuso è stata una mia mancata precisazione, in effetti la mia ex azienda supera abbondantemente i 15 dipendenti.

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  18. Buongiorno Sig. Censori, avrei bisogno di un chiarimento. Sono stato assunto a dicembre 2011 con la Legge 407/90. Dall'agosto 2013 l'azienda è stata ceduta ed io, come unico dipendente , sono stato ceduto all'azienda subentrante. Per motivi di ristrutturazione l'attività è rimasta chiusa 3 mesi, durante i quali non ho percepito né stipendio né busta paga (sono rimasto a casa). Ho ripreso quindi a lavorare a dicembre 2013 affiancato da nuovi colleghi. Ad oggi mi viene chiesto di dimettermi per un calo del lavoro. Specifico che siamo 9 colleghi (ma l'azienda ha circa 200 dipendenti)io sono l'unico ad avere un contratto a tempo indeterminato e potrei essere ricollocato. Avendo rifiutato di firmare le dimissioni sono stato mandato in ferie e lo rimarro' fino al loro esaurimento. Specifico anche che non ho mia figlia a carico (è a carico della mia compagna convivente) e so che questo gioca a mio sfavore perché tre colleghi hanno ciascuno tre figli a carico. Come mi devo comportare? Consideri che il sindacato mi ha già proposto di fare una "conciliazione" che i miei capi hanno rifiutato. La ringrazio in anticipo per tutti i consigli che mi potrà dare. Saluti.

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    1. Purtroppo ti trovi in una situazione difficile ma non devi cedere ai ricatti, quindi non devi assolutamente presentare le dimissioni perché non avresti diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, pertanto devi comunicare al tuo datore di lavoro che se vogliono fare a meno di te debbono licenziarti, e una volta che sarai licenziato valuterai se ci saranno i requisiti per impugnare il licenziamento stesso.-

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    2. Buongiorno Sig. Censori, non è mia intenzione presentare le dimissioni, anche perché il problema del calo di lavoro lo dicono loro, il registro dei corrispettivi dimostra il contrario. Cio' che mi chiedo è se sono obbligato a rimanere a casa in ferie (attualmente sto recuperando i permessi non goduti), dal momento che stanno prendendo tempo perché evidentemente non trovano una motivazione valida al mio licenziamento? Il mio dubbio è che vogliano farmi esaurire anche i permessi in modo da non pagarmeli e lasciarmi a casa senza una motivazione, così risulterebbe un'assenza ingiustificata e quindi un valido motivo per licenziarmi. La ringrazio nuovamente per la Sua disponibilità. Saluti

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    3. Per quanto riguarda le ferie e i permessi maturati, il datore di lavoro può obbligarti ad azzerarli, ma una volta che avrai azzerato tutto, ovviamente solo quelli maturati e non goduti al 31 dicembre dello scorso anno, debbono richiamarti in servizio.-

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  19. Buongiorno Sig. Censori,
    l'azienda per cui lavoro ha aperto la CIGS questa terminerà fra un anno dopo di che non si sa... probabilmente l'azienda opterà per la mobilità volevo sapere entro quanto tempo l'azienda terminata la CIGS si deve attivare per mettere in mobilità? Diciamo noi dipendenti quando possiamo ritenerci salvi, cioè per farmi capire se dopo non so due mesi dalla fine della CIGS non abbiamo ricevuto nessuna lettera vuol dire che l'azienda ha esaurito il termine per richiedere la mobilità e noi dipendenti siamo per così dire salvi ? Le chiedo queste informazioni perchè l'azienda ci sta facendo con questo "giochino" molte pressione psicologiche non si campa più! La saluto cordialmente e grazie ancora per la Sua preziosa rubrica!

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    1. Al termine della CIGS o l'azienda vi richiama in servizio o deve mettervi subito in mobilità, comunque vi consiglio di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  20. buongiorno sig Gianfranco purtroppo sono stato licenziato ieri .se vi ricordate del problema della mansione . il contratto di solidarietà era scaduto da 15 giorni a noi a zero ore ci misero in ferie . dopo la trattativa con i sindacati andata male l'azieda a deciso di licenziare noi a zero ore e fare una diminuzione di orario al resto dei dipendenti . il motivo e quello della soppressione del posto di lavoro cioè quello di eliminare il servizio di trasporto .e quindi gli autisti . sino ad ora il mio problema che era quello di avermi dato la mansione di autista .non e stata presa in considerazione . anche facendoci vedere tutte le carti che dimostravano la mia mansione effettiva da cui erano 15 anni che la svolgevo . vi chiedo cosa posso fare .per contestare il licenziamento e se o possibilità una volta accertata la mansione se potro essere reintegrato . o pure loro si attaccheranno al contratto di solidarietà dicendo perchè io non lo contestai all'ora . grazie sempre gentilissimo .

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    1. Ti consiglio di impugnare il licenziamento, non per richiedere il reintegro in servizio, ma solo per richiedere un congruo risarcimento danni, e quindi di guardare oltre, cioè di cercare un nuovo lavoro.-

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  21. Buongiorno Sig. Censori,l'azienda spa dove lavoriamo a ottobre 2014 a trasferito la logistica (art.47) a una cooperativa fatta costituire un mese prima da un ex dipendente della stessa spa...la maggior parte dei miei colleghi a ottobre sono passati sotto cooperativa...adesso fine marzo 2015 dovremo passare anche noi addetti alle consegne ...il sindacalista che segue il tutto ci ha detto che per quanto riguardo il contratto non cambiano ne le mansioni ne lo stipendio però alla domanda: se uno non vuol passare in cooperativa è stato molto vago ci ha detto che si è obbligati a passare in cooperativa altrimenti uno si deve licenziare...la nostra domanda non è possibile essere messi in mobilità oppure avere qualche tipo di buonuscita è se non diamo le dimissioni dalla spa cosa succede? abbiamo tutti una anzianità lavorativa di oltre 10 anni.
    La ringraziamo anticipatamente e cordialmente la salutiamo.

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    1. In effetti ha ragione il sindacalista!
      Se c'è un accordo sindacale, che stato quindi accettato dalla maggior parte dei lavoratori, chi non è d'accordo presenta le dimissioni e va a lavorare dove vuole, ma non può pretendere di far saltare l'accordo proponendo ipotesi alternative.-

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    2. Buona sera, scusi,forse mi sono spiegato male...l'accordo x gli autisti è ancora da concordare entro la fine del mese non vogliamo far saltare l'accordo ai colleghi che sono già in cooperativa ma volevamo solo sapere a cosa si va incontro se non si firma le dimissioni dalla spa dato che firmando le dimissioni non si ha diritto alla disoccupazione da quanto abbiamo capito...scusi di nuovo e grazie.

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    3. Purtroppo è vero che se si firma le dimissioni non si avrà diritto alla disoccupazione, ma se non si firma le dimissioni e non si accetta il passaggio dalla SPA alla cooperativa si può far saltare tutto l'accordo per tutti.-

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  22. Buongiorno Gianfranco,
    Sono assunto da 3 anni con contratto a tempo Indeterminato.
    La mia Azienda attuale, causa situazione economica/ristrutturazione, mi ha proposto di firmare una Conciliazione, che conteneva un notevole riduzione dello stipendio, per me insostenibile dato che sono a capo di una famiglia monoreddito.
    Dopo varie contrattazioni, visto il muro insindacabile che l'Azienda opponeva, ho chiesto di fare una nuova Conciliazione dove trattare i termini delle mie dimissioni/licenziamento. Ovviamente non ho intenzione di dimettermi spontaneamente dato che adesso non ho un lavoro in alternativa e perderei anche gli ammortizzatori sociali.
    Io intenderei chiudere l'argomento in modo amichevole, ma secondo me loro vorrebbero chiudere come se fossi io a dimettermi e mi hanno già detto che non intendono corrispormi nulla in più del dovuto.
    Posso chiedere che nella Conciliazione, oltre alle mie spettanze, mi vengano erogate alcune mensilità a titolo di risarcimento o devo per forza fare in modo di arrivare ad impugnare il licenziamento?.
    Grazie della risposta
    Cordiali Saluti

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    1. SI!
      Tu puoi chiedere nella conciliazione, che oltre alle tue spettanze ti vengano erogate alcune mensilità aggiuntive come risarcimento danni, ma nessuno può garantirti che il tuo datore di lavoro sia disposto ad accettarle.-
      Questo significa che se non raggiungerete un accordo in quella sede, non potrai fare altro che impugnare il licenziamento.-

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  23. Buonasera Gianfranco, sto detraendo in 10 anni alcune ristrutturazioni edilizie. Purtroppo essendo stato messo in mobilita' per tutto il 2014 e buona parte del 2015 e' sicuro che saro' incapiente per un anno e forse per due. Se perdo la possibilita' di detrarre per due anni perdo tutta la detrazione rimanente o quando ritornero' capiente IRPEF potro' ricominciare le detrazioni ? grazie e cordiali saluti Giorgio

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    1. Ciao Giorgio!
      SI!
      Nel tuo caso quando ritornerai ad essere capiente potrai riprendere le detrazioni per le rate residue.-

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  24. Salve Avv. mi puo spiegare come funziona l'aspi e la mini aspi .vi spiego la mia situazione .sono stato licenziato .dopo essere stato in contratto di solidarietà a zero ore . andando a fare domanda per la disoccupazione .mi hanno detto che io prenderò la mini aspi .perchè i contributi che risultano gli ultimi 3 anni sono pochi .il 2014 risultano 14 settimane . il contratto di solidarietà prevede contributi figurativi .e quindi noi avremmo 4 soldi di disoccupazione .oltre il danno anche la beffa .mi sembra assurdo questo . mi sa dire se le cose stanno così o diversamente . chi mi a detto questo e un patronato .Grazie.

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    1. Per il diritto all'ASPI sono necessarie almeno 52 settimane di lavoro nell'ultimo biennio, mentre per il diritto alla Mini Aspi sono necessarie almeno 13 settimane di lavoro nell'ultimo anno.-

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  25. Buongiorno, vorrei un informazione! Purtroppo devo licenziarmi dal mio posto di lavoro per trasferirmi all'estero da mio marito. Vorrei sapere quanti giorni di preavviso ho considerando che lavoro in un negozio di abbigliamento con CCNl a tempo indeterminato, IV livello e adesso a 24 ore settimanali e lavoro in questa azienda da 5 anni e 2 mesi quasi.
    La ringrazio anticipatamente per la risposta
    Una buona giornata

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    1. Il preavviso previsto dal CCNL terziario per un 4° livello e un'anzianità di servizio compresa tra 5 e 10 anni è pari a 30 giorni, con decorrenza dal 1° o dal 16° giorno del mese.-

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  26. Buongiorno dott.censori
    sono un dipendente di una azienda piu di 50 dip.con contratto multiservizi
    la mia ditta ha preso in subappalto da un'altra grossa ditta
    la mia domanda questa
    nel caso che la mia ditta(sub appaltatrice) dicedessi di andare via la ditta grossada in sub appalto ad un'altra ditta noi saremmo assunti in automatico dalla ditta sub nuova opuure no?
    la seconda domanda nel caso che la ditta grossa non vuole dare in sub appalto noi saremmo assunti in automatico con questa ultima oppure no?
    cordiali saluti

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  27. ccnl multiservizi a tempoindeterminato dal2008

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    1. Purtroppo in Italia a livello di diritti dei lavoratori c'è poco di automatico, nel senso che sono i datori di lavoro che decidono, Vi consiglio quindi di rivolgervi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  28. Buongiorno Dr. Censori, in una azienda del commercio con più di 15 dipendenti, in caso di procedura di licenziamento collettivo, l' azienda è obbligata a comunicare ai sindacati chi sono le persone da licenziare? E se sì, i sindacati sono obbligati a comunicarlo ai dipendenti? O ancora, più semplicemente e direttamente, l' azienda deve comunicare i nominativi ai dipendenti? E se sì, tale comunicazione deve avvenire all' inizio di un periodo di trattativa tra azienda e sindacati/dipendenti oppure l' azienda può aspettare all' ultimo momento?

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    1. La legge prevede che in caso di crisi aziendale il datore di lavoro deve convocare le organizzazioni sindacali in rappresentanza dei lavoratori e concordare con loro l'eventuale numero di lavoratori da mettere in mobilità e i criteri di scelta degli stessi.-
      Ogni lavoratore quindi deve farsi tutelare ed assistere al meglio dal proprio sindacato di appartenenza.-

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    2. Quindi i sindacati vengono a sapere quali sono i lavoratori da mettere in mobilità perchè come lei scrive concordano con l' azienda il numero e i criteri di scelta, giusto?

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    3. Ciao Giuliano!
      SI!
      Giusto!
      Per poter dare il loro consenso, i sindacati devono essere informati di tutto.-

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  29. Salve Gianfranco,
    con riferimento alla mia prima domanda pubblicata il 9 marzo ore 19,35, le chiederei gentilmente un ulteriore chiarimento.
    Se nella conciliazione relativa al mio licenziamento, il datore di lavoro rifiutasse si darmi qualsiasi somma a titolo di risarcimento e nel documento scritto viene citata l'inoppugnabilità dello stesso ed il riferimento all'art. 2113 c.c. sarebbe comunque possibile dopo impugnare il licenziamento oppure firmerò qualcosa di irreversibile che metterà fine alla questione?.
    Grazie mille.
    Cordiali Saluti

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    1. Se ci sarà un accordo firmerai l'atto di conciliazione che ti impedirà l'impugnazione del licenziamento ed ogni azione legale, in caso contrario non firmerai nulla e sarai quindi libero di procedere per via giudiziaria.-

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  30. Salve Gianfranco .se e possibile farmi capire .come viene assegnata una mansione . il mio caso e questo .sul contratto di lavoro cè qualifica polivalente ,assistente alla persona , centralinista , autista ect . liv B4. La mia mansione svolta prevalentemente e quella di assistente .da circa 10 anni . ultimamente presi la patente D. e chiesi di cambiarmi la qualifica passando ad autista .come i due colleghi che avendo la stessa patente erano inquadrati come autisti con livello C3 e quindi con paga superiore .e facendo solo l'autista. la mia richiesta non e stata mai presa in considerazione quindi continuavo a fare l'assistente con la paga di assistente .anzi avendo conseguito la patente D ,di rado mi chiedevano di sostituire l'autista . per condurrre i mezzi del'azienda ci voleva per forza avere la patente D. da poco ci sono stati licenziamenti collettivi .di cui solo gli autisti sono stati licenziati compreso me .e gli altri dipendenti ci e stata proposta una riduzione di orario .che hanno accettato .a noi ci hanno licenziato con il motivo di soppressione del posto .e quindi non potentoci collocare ad altro posto . non e stata fatta nessun criterio perche la mia mansione datami era quella di autista . vi chiedo avendo una qualifica polivalente con diverse mansioni come mai mi e stata attribuita quella di autista .se la mia mansione prevalentemente svolta era quella di assistente? io vedo un licenziamento discriminatorio perche le colleghe che hanno la mia stessa qualifica lavorano ed io sono stato licenziato .o 57 anni e sono molto arrabiato .

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    1. Se nel licenziamento non vengono rispettati i criteri di legge, il lavoratore può impugnare il licenziamento stesso, entro 60 giorni, e richiedere un congruo risarcimento danni.-

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  31. Salve, sig. Gianfranco

    Le chiedo puo' un'azienda mettere in cassa integrazione
    i propri dipendenti e nello stesso tempo assumere altre persone tramite il jobs act?
    Ma in che Stato viviamo? E' ammesso tutto ciò dalla legge? Come si fa?
    Il ministero del lavoro che ha dato la possibilità di aprire la cassa integrazione all'azienda
    che verifiche ha fatto? Visto che non sembra tanto crisi in quanto sta assumendo gente ...?
    Cordialmente un suo assiduo lettore

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    1. La cassa integrazione è stata concordata anche con il sindacato, quindi bisogna informare il sindacato delle assunzioni dell'azienda in modo da far bloccare la cassa integrazione.-

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  32. salve ,sig.Gianfranco
    tramite sindacato ho aperto una causa per recuperare il tfr ,abbiamo fatto diversi pignoramenti ,premetto che la ditta e' una s.n.c ;sembra che finalmente si avra' un incontro con l'inps per recuperare il tfr dal fondo garanzia ma alla domanda che ho girato all'avvocato per sapere se il fondo paghera' ,l'avvocato mi ha risposto con"dovrebbe pagare".Lei che e' molto bravo e preparato e le faccio i complimenti cosa ne pensa:il fondo di garanzia paghera' anche senza fallimento dato che la ditta e' tuttoggi aperta?i pignoramenti sono tutti negativi tranne un conto corrente dove cera 1000 euro

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    1. Ciao Paola!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo non ho buone notizie per te, nel senso che senza una sentenza di fallimento o di altra procedura concorsuale, il fondo di garanzia dell'INPS non provvede al pagamento del TFR.-

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  33. a me il sindacato mi ha sempre detto che bastava l'insolvenza per accedere al fondo di garanzia perche' la ditta e' piena di debiti e uno dei due soci e' scappato .Perche' iniziare una causa se tanto ci vuole il fallimento?il mio sindacato non e' abbastanza informato?

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    1. Ciao Paola!
      Il discorso è un po più complicato nel senso che se nessuno inizia una causa non ci sarà mai, ne una sentenza di fallimento, ne si potrà dimostrare un'insolvenza dell'azienda, comunque a questo punto non puoi fare altro che attenerti alle indicazioni del Tuo avvocato.-

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  34. Buongiorno,
    Vorrei avere un consiglio su come comportarmi con un'apprendista commessa (che ha già ricevuto 2 lettere di richiamo) che pretende di essere licenziata in modo tale da godere dell'indennita' di disoccupazione. Nel caso non le venisse concessa ha minacciato di denunciare il datore di lavoro poiché alcuni giorni è capitato che fosse lasciata sola in negozio.
    Tuttavia, non ci sono mai stati controlli che hanno appurato la cosa. Come sarebbe opportuno comportarsi per evitare esborsi eccesivi e soprattutto non incorrere in cause legali?
    La ringrazio,
    Giulia

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    1. Ciao Giulia!
      Siccome la dipendente ha già ricevuto 2 lettere di richiamo, puoi consigliarle di metterti in condizione d inviarle una terza lettera di richiamo, alla quale può seguire il licenziamento per giusta causa.-

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  35. Salve . per sopprressione di mansione sono stato licenziato . nella mia qualifica di assunzione prevede più mansioni . anche di altri settori che non sono stati licenziati .la mia domanda e questa se il mio lavoro svolto prevalentemente e quello di altra mansione di cui non ci sono stati licenziamenti ma di riduzione di orario .come hanno fatto ad assegnarmi la mansione del posto che e stato soppresso ? o contestato in azienda ma mi anno risposto che io avevo anche il titolo per la mansione soppressa. e che sulla busta paga cera quella mansione . posso contestare il licenziamento .avendo le prove che io non svolgevo quella mansione ? Grazie.

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    1. Puoi provare a impugnare il licenziamento, ma senza farti troppe illusioni, perché sono necessarie prove e testimonianze, in quanto per legge fa fede la mansione indicata in busta paga, quindi se svolgevi una mansione diversa dovevi contestarlo prima del licenziamento.-

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  36. Salve Sig. Gianfranco, Le chiedo un consiglio... cosa possiamo fare noi dipendenti di una società dove l'unico sindacato presente è completamente succube dell'azienda... quello che dice quest'ultima il sindacato approva e firma non siamo tutelati per niente anzi...Praticamente il sindacato è il braccio destro dell'azienda
    Noi dipendenti non sappiamo più dove sbattere la testa ... non ci difende e tutela nessuno gli accordi fatti sono stati firmati senza neanche la votazione essendo il sindacato anche RSU...inoltre i dipendenti non sono neanche coesi tra di loro situazione veramente brutta...
    Cordialmente

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    1. Purtroppo ho paura che il problema sia solo l'ultimo che hai elencato e cioè che i dipendenti non sono coesi tra di loro, quindi è più facile dare la colpa al sindacato.-
      Infatti se il sindacato presente in azienda non rappresenta i lavoratori ci si può semplicemente rivolgere a un altro sindacato che non sia succube dell'azienda.-

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  37. buongiorno
    avrei bisogno di un suo consiglio
    nel caso venissi licenziata dal mio datore di lavoro (commercio) per aver superato i 180 giorni di malattia nell'anno solare, avrei diritto al usufruire dal Naspi,, il vecchio sussidio di disoccupazione ???
    la ringrazio
    anna lisa

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    1. Ciao Anna Lisa!
      Se verrai licenziata entro il 30 aprile avrai diritto all'ASPI mentre se verrai licenziata dopo il 1° maggio avrai diritto alla NASPI.-

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  38. Salve il mio datore di lavoro mi ha ridotto il mio part time dal 25 a 20h sett.sono andato al patronato e mi ha preparato una lettera di licenziamento per giusta causa il datore mi ha firmata poi secundo giorno mi ha detto che non o proceduto bene e che mi manda non so che lettera che cosa spetta a me e che posso fare?grazie

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    1. Presumo che il datore di lavoro voglia solo cambiare le carte in tavola, ma se il sindacato ha seguito la procedura corretta non hai di che preoccuparti.-

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  39. Buona sera sono un dipendente che lavora in una ditta settore commercio ho un'anzianità di lavoro di 30 anni in questa ditta ora mi cominciano a trattarmi male gia da qualche anno se mi licenziano ,a quante mensilità avrei diritto come risarcimento? Grazie per le sue risposte.

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    1. Se verrai licenziato avrai diritto alla NASPI che nel tuo caso potrà durare fino a 2 anni, mentre per quanto riguarda un eventuale risarcimento da parte della ditta dipenderà dalla motivazione del licenziamento stesso.-

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  40. Sig. GianFranco:

    Sono stato licenziato il 18 marzo e ho il preavisso fino al 21 aprile, quando mi e stato comunicato il licenziamento per motivi economici, ho accettato senza fare molte storie e senza chiedere tante spiegazioni, ho firmato la lettera di licenziamento, con la parola del capo del personale che poi avremo parlato del amontare del mio tfr, ferie, stipendi arretrati, ecc, poi mi hanno detto che posso anche chiedere una buonauscita, ma che questo lo dovevo fare prima di firmare la carta di licenziamento. lei mi sa dire si e vero questo o no? un altra cosa, subito dopo il licenziamento sono stato una settimana in malattia, devo allungare di una altra settimana il periodo del preaviso? e poi come posso fare se non voglio piu venire fino alla fine del preavisso, sono obligato a lavorare fino al 21 aprile?
    Grazie della sua risposta

    Edgard Rodriguez

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  41. leggendo gli altri comenti vedo ASpI e Naspi, mi sa dire qual'e la differenza e quale corrisponde a me, se ho il preavisso fino al 21 aprile?
    sempre grazie della risposta e sempre

    Edgard Rodriguez

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    1. Ciao Edgard!
      Nel tuo caso, siccome il rapporto di lavoro cesserà ad aprile avrai diritto all'ASPI la cui durata è legata alla Tua età anagrafica.-
      Se non andrai al lavoro fino alla scadenza del preavviso, avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-
      Per il resto credo che tu sia stato "imbrogliato" perché avendo accettato il licenziamento e firmato, ti sei precluso il diritto ad ogni eventuale buonuscita, se non è espressamente indicata nella lettera che hai firmato.-

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  42. buonasera SIG GIANFRANCO mi chiamo massimo e le volevo chiedere se si viene licenziati per assenza ingiustificata per più di tre giorni o meno?a questo proposito e' una perdita di lavoro involontariamente ?mi spetta la disoccupazione? se si quale : l'ASPI O LA NASPI . grazie per la sua cortesia prestata MASSIMO

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    1. Ciao Massimo!
      Se si viene licenziati, a prescindere dalla motivazione, entro il 30 aprile si avrà diritto all'ASPI, mentre se si verrà licenziati dopo il 1° maggio si avrà diritto alla NASPI.-

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  43. Dott. Censori,
    l'azienda ci sta paventando in maniera abbastanza chiara l'ipotesi di cambiarci il contratto da tempo indeterminato (vecchio con art.18) a quello a tutele crescenti (jobs act) puo' farlo !? possiamo opporci in qualche modo? Mi sa tanto di fregatura non è vero?

    Cordiali saluti

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    1. NO!
      Un contratto a tempo indeterminato non può essere cambiato in contratto a tutele crescenti, perché quest'ultimo si applica solo ai nuovi lavoratori assunti e non ai lavoratori già in servizio.-

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  44. Salve,se mia moglie dovesse licenziarsi per motivi fisici (ernia del disco dovuti ai continui sollevamenti di pesi 15/25 kg o lo stare seduti 8 ore su una sedia senza schienale),avrebbe diritto alla disoccupazione e al versamento dei contributi?
    se si per quanti mesi dato che lavora in azienda da 15 anni ?

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    1. Purtroppo NO!
      In caso di dimissioni non si ha diritto ad alcuna indennità da parte dell'INPS.-

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    2. Grazie per la risposta Sig. Gianfranco, ma volevo chiederle,non viene riconosciuta dall'inail come malattia professionale?

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    3. In questo caso Tua moglie dovrebbe consultare il Vostro medico di famiglia per verificare se i suoi problemi fisici possono essere collegati alla sua attività lavorativa, in modo da avviare eventualmente una pratica di malattia professionale.-

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  45. buonasera SIGNOR GIANFRANCO sono STEFANO e 8/5/2015 mi scadera' il contratto , presumo che a questo giro andro' in disoccupazione con la naspi tengo a precisare che ho tutti i versamenti da quando andro' in disoccupazione a quattro anni indietro cioe'208 settimane pero' ho un problema nel 2011 da febbraio a luglio sono stato in infortunio mi vengono contate sempre 208 settimane o 184 settimane perché 24 sono d'infortunio?per il calcolo della retribuzione complessiva fa somma anche quello che ho percepito dall'inail in 24 settimane oppure no?devo scalare la somma dell'inail per il calcolo della naspi?dovro' quindi dividere per due 184 o 208 per sapere quanti mesi mi spettano? grazie per la sua cortesia prestata a presto

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    1. Ciao Stefano!
      Ai fini del calcolo delle settimane utili per la durata della NASPI contano solo le settimane effettivamente lavorate, ed è quindi escluso il periodo di infortunio, e il calcolo dell'indennità verrà effettuato sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi 4 anni escluso il periodo di infortunio.-

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    2. buonasera SIGNOR GIANFRANCO SONO SEMPRE STEFANO MI SCUSI SE LA DISTURBO le volevo chiedere sulle le settimane che intende lavorate se sono escluse anche la malattia o viene contata ? grazie ancora

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    3. mi scusi sempre io stefano sono un rompiscatole ma volevo sapere se come settimane effettive lavorate intende anche le ferie o sono escluse ? grazie ancora

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    4. Ciao Stefano!
      Ai fini del calcolo della durata della NASPI i periodi di malattia non conteranno come giornate lavorate, mentre conteranno i giorni di ferie.-

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  46. Buongiorno.vorrei un chiarimento la mia azienda dovrà licenziare .e si parla di alcune figure .per risparmiare essendo in difficoltà economica . la mia qualifica .a più mansioni . di cui una di questa verrà soppressa . cosa posso fare se verro inserito anche io . da premettere che quella mansione non la svolgevo prevalentemente ma solo in casi sporadici .mentre le altre erano prevalenti .Grazie .

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    1. Mi pare prematuro formulare ipotesi!
      Ti consiglio quindi di attendere lo sviluppo degli eventi e in caso di licenziamento, in base alla motivazione addotta, verificherai se ci saranno i presupposti per impugnare il licenziamento stesso.-

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  47. Salve, avrei bisogno di alcune informazioni sulla mia situazione. Ho accettato sei mesi fa un lavoro in locale dove sarei stata retribuita a voucher fino il mese di aprile dove avrei firmato un contratto, purtroppo di voucher ne ho visti solo due e al posto del contratto sono stata mandata via per un motivo assurdo. Come dovrei comportarmi?

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  48. Carissimo Dr. Censori,

    desidererei chiederLe se a fronte di dimissioni, date per mia spontanea volontà, in una società nella quale lavoro da oltre 7 anni con contratto a tempo indeterminato se io NON volessi rispettare il periodo di preavviso e andarmene prima le indennità che dovrei corrispondere al mio attuale datore di lavoro possono essere scalate direttamente dal TFR (quindi percepirei un TFR più basso di X mensilità che sarebbero quelle che dovrei dare come indennità). Inoltre **IMPORTANTE** nell'eventualità che il TFR fosse bloccato (causa imminente cassa integrazione) è lo stesso possibile?

    La ringrazio per una sua risposta, porgo
    Cordiali Saluti.

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    1. In caso di dimissioni la normativa prevede che il datore di lavoro può detrarre dalle competenze maturate dal lavoratore tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-
      La detrazione potrà essere effettuata sull'ultima busta paga e se l'ultima mensilità, + rateo tredicesima e quattordicesima + eventuale residuo ferie e permessi, non dovesse essere sufficienti, potrà essere intaccato anche il TFR.-

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  49. Gentile Avvocato Censori, sono un lavoratore di livello 2a di un'azienda che si occupa di igiene urbano, ho cessato il rapporto di lavoro con la mia azienda ed a questa è subentrata un'altra azienda con la quale attualmente lavoro, vorrei sapere se mi spetta l'indennità di mancato preavviso da parte della precedente azienda. Grazie mille
    Mauro

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    1. Ciao Mauro!
      SI!
      Se l'azienda che ti ha licenziato non ti ha dato il preavviso previsto dal tuo contratto in base al Tuo livello di inquadramento e alla Tua anzianità di servizio, doveva esserti corrisposta l'indennità di mancato preavviso.-

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  50. Buongiorno gentilissimo Sig Censori,

    ho un problema relativo agli orari di lavoro con l'azienda per cui lavoro.

    Sul contratto di lavoro stipulato molti anni fa è specificato:"

    che l'orario di lavoro è di 8 ore (40 a settimana) ripartite nell'arco della giornata secondo quanto definito nell'ambito del suo settore di apparteneneza in relazione correnti.

    Per tutto quanto non precisato si fa riferimento alla Disciplina Generale del C.C.N.L dell'Industria Metalmeccanica Privata con la qualifica e mansione di impiegato."

    Scusi la premessa un po' lunga arrivo al punto, fino ad alcuni mesi fa il mio orario da circa 10 anni è sempre stato dalle 9 alle 18 orario di ufficio adesso invece l'azienda
    vorrebbe destinarmi in un'attività di turnazione addirittura con orari notturni!

    Mi chiedo puo' farlo? Sul contratto che ho firmato non viene mai esplicitata questa possibilità di orari a turni e/o notturni, basta il rimando generico al contratto nazionale
    per cambiare l'orario di lavoro stravolgendo di fatto la vita di una persona completamente?

    I colleghi di lavoro mi dicono che l'azienda non lo puo' fare, inoltre Le faccio notare che sono l'unico dipendente destinato a fare questi eventuali orari.

    Sig Censori quest'azienda sta facendo tutto correttamente? O posso far valere i miei eventuali diritti ?


    Grazie

    Cordiali Saluti

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    1. NO!
      Per legge l'orario di lavoro in essere non può essere modificato senza il consenso del lavoratore, quindi puoi rifiutarti, e ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  51. Salve Sig. Gianfranco,

    l'azienda mi ha messo in cassa integrazione e secondo la legge prima mi ha fatto consumare tutte le ferie residue degli anni precedenti
    circa una trentina di giorni sudati nel mese passato di febbraio...

    In cassa integrazione ci dovevo rimanere circa un anno a zero ore, ma all'improvviso dopo neanche un mese mi hanno richiamato a lavorare
    mi chiedo se non sia stata un'azione studiata dall'azienda per non pagarmi le ferie arretrate o impedirmi di farmele fare quando volevo io...

    Si puo' fare una cosa del genere? Dicevano che non sapevano dove allocarmi e dopo neanche un mese mi hanno trovato un posto...! Azienda furba non trova!?

    Cordialmente un suo lettore

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    1. In affetti probabilmente hanno fatto i furbi, ma purtroppo non puoi farci nulla, perché non puoi impedire che ti vengano fatte azzerare le ferie arretrate.-

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  52. Salve sono dipendente fi un azienda artigianale con contratto a tempo indeterminato ho fatto 3 giorni di assenza ingiustificata e doppo rientro al lavoro sono stata licenziata volevo sapere se ugualmente mi spetta la TFR

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    1. Ovviamente SI!
      Anche se sei stata licenziata per 3 giorni di assenza ingiustificata, Tu hai comunque diritto a tutte le competenze maturate, TFR compreso.-

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  53. Buongiorno sig. Gianfranco, una domanda veloce se possibile. Sono stata licenziata e mi è già stata accettata da parte dell'INPS la domanda per l'ASPI. Se adesso impugnassi il licenziamento, cosa succederebbe? Mi verrà comunque erogata o andrà in sospensione?

    Grazie mille
    Saluti

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    1. Anche se impugni il licenziamento avrai comunque diritto all'ASPI che ti continuerà ad essere corrisposta regolarmente, il problema però potrebbe porsi in seguito in base all'esito dell'impugnazione, nel senso che se riesci a spuntare qualcosa l'INPS potrebbe richiedere indietro l'indennità corrispondente.-

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  54. Salve dott Censori,
    sono metalmecanico e lavoro presso una piccola ditta di Torino, per colpa di un incendio al interno della ditta siamo stati mesi in CIGO zero ore, dal meta marzo fino alla fine di maggio. So che CIGO e di 80% dello stipendio, ma quello lordo o quello netto ? E gli €Renzi ? Non ho preso ancora la bustapaga, domani vado e vorrei essre preparato....la ringrazio in anticipo

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    1. - La CIGO è pari all'80% della della retribuzione lorda, quindi presumibilmente anche la retribuzione netta diminuirà più o meno della stessa percentuale.-
      - Se il Tuo reddito lordo del 2015 sarà comunque superiore agli 8.000 euro, la CIGO non influirà sul diritto al bonus di 80 euro mensili.-

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  55. Buon Giorno, Sig. Censori, mia moglie lavora da 22 anni presso una pasticceria con un contratto indeterminato part time orizzontale a 24 ore, ieri il titolare della società SAS l'ha convocata senza preavviso e gli ha comunicato che avrebbe chiuso l'attivita'con Equitalia e che nn avrebbe più potuto esercitare e gli ha posto 2 condizioni la prima di firmare le dimissioni e che poi in futuro dopo ristrutturazione dei locali come scusa x i clienti ma senza nessun cartello avrebbbe aperto il figlio con una nuova società e la seconda x il licenziamento da parte del titolare, noi abbiamo optato x la seconda in quanto nn vi erano garanzie.. almeno si può usufruire della disoccupazione....e comunque andando avanti x vie legali x i propri diritti, che ne pensa? Grazie la consulenza!

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    1. In affetti se i datore di lavoro chiude l'attività non ha senso che pretenda che siano i dipendenti a presentare le dimissioni, perché fa venire il sospetto che abbia in mente qualche manovra non chiara, quindi avete fatto bene a richiedere di essere licenziati, perché così avrete diritto all'indennità di disoccupazione e potreste anche aprire una vertenza sindacale.-

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    2. La ringrazio molto x la sua consulenza distinti saluti.

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    3. Mi scusi, ma visto che mi ha messo la pulce nell'orecchio volevo ankora chiederle ma con che presupposto potremo aprire una vertenza se questo individuo...
      come ci dice ....che gli hanno bloccato il conto e x x uscirne pulito cessa l' attivita e ne fa riaprire una nuova con il figlio......

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    4. Anche se il padre cessa l'attività, per legge deve comunque far fronte ai suoi impegni, deve cioè pagare i suoi debiti, a meno che non li trasferisca al figlio.-

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    5. Gentilissimo, ankora grazie la saluto!

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  56. Salve dott Censori,
    grazie ancora xla risposta, sono il metalmeccanico in CIGO, zero ore, adesso ho la bustapaga ma...secondo i calcoli che sono riuscito a fare i conti non tornano...secondo LEI, con una retribuzione mensile di 1407€ lordi ho in busta 882€, e giusto che sia cosi??? (gli €Renzi sono 78,90) I miei calcoli davano aprox 959€... cosa devo fare? mi puo dare un consiglio? la ringrazio in anticipo, buona giornata

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    1. Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per una verifica della Tua busta paga,e per farti quindi consigliare al meglio sul da farsi.-

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  57. Buongiorno dott.Censori in breve le spiego quello che sta'succedendo nella mia azienda, hanno deciso di esternitizzare l azienda , chiedendo a noi operai di firmare il contratto con la cooperativa che ha preso in appalto ,noi lavoriamo li da tanti anni e non vorremmo firmare le nostre dimissioni , sappiamo che loro ci possono licenziare, noi possiamo impugnare il licenziamento?da 30 operai siamo rimasi in 8, se si quanto ci spetta di risarcimento? Grazie x la risposta

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    1. Se venite licenziati per riduzione di personale potreste non aver diritto ad alcun risarcimento, ma solo all'indennità di disoccupazione, è il caso quindi che valutate attentamente l'offerta del datore di lavoro, Vi consiglio quindi di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  58. buongiorno dott. Censori,avrei bisogno di un suo chiarimento. Sono un IV livello contratto del commercio assunta nel 2011 (poco più di quattro anni di anzianità). L'azienda è stata ceduta una settimana fa a una nuova proprietà. Durnte il primo colloquio conoscitivo il nuovo proprietario ha espresso perplessità nel mantenere la funzione in cui laviamo io e il mio capo pertanto ci ha chiesto di sospendere tutte le nostre attività e di attendere una settimana,quindci giorni...non si sa di preciso ma in attesa di una sua decisione. Abbiamo dato la disponibilità a svolgere altri compiti,ma non abbiamo ricevuto risposte se non di stare tranquille e non fare nulla.le nostre mansioni però sono ormai da una settimana svolte da altri colleghi.mi chiedo quindi cosa possono fare e a quante mensilità posso puntate comr buona uscita.
    La ringrazio in anticipo per la sua consulenza.
    Saluti, C.

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    1. Prima di parlare di buona uscita, deve esserci una lettera di licenziamento, e siccome avete dato la vostra disponibilità a svolgere anche altre mansioni, dovete attendere le decisioni del Vostro datore di lavoro prima di prendere iniziative, quindi potete solo confermare la vostra disponibilità lavorativa, magari rivolgendovi a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  59. Buongiorno,

    per favore avrei un quesito al quale non so darmi risposta.
    Mio padre è l'ex amministratore (e socio) di un'azienda, nella quale lavoro anche io da un paio di anni. Essendosene andato mio padre, chi rimane vuole mandare via anche me, che sono assunta come impiegata a tempo indeterminato da oltre due anni.
    Con una lettera che parla di riorganizzazione dell'azienda e della difficile situazione economica, mi obbligano a 3 mesi di ferie, entro i quali decideranno del mio futuro (mi han già anticipato di non volermi tra i piedi).
    Possono obbligarmi a così tante ferie forzate?
    sono l'unica a svolgere la mia mansione (ho un fisso + provvigioni sul venduto) ed ora nessuno ha preso contatto con i miei clienti per gli ordini e per informarli della mi assenza. dato che perderò quasi certamente quei clienti, che oltretutto avevano già trasmesso le loro previsioni d'ordine per i prossimi mesi, non ho diritto ad un indennizzo?

    grazie della risposta.

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    1. Se il datore di lavoro Ti ha imposto 3 mesi di ferie presumo che Tu abbia molte ferie arretrate, perché l'azienda può importi solo di azzerare le ferie maturate fino al 31 dicembre dello scorso anno, in quanto quelle che maturerai quest'anno vanno concordate.-
      Per quanto riguarda un eventuale indennizzo dovrai attendere la lettera di licenziamento ed in base alla motivazione deciderai poi il da farsi.-

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  60. Gentilissimo Dott Censori,

    ho contratto a tempo indeterminato da diversi anni (precisamente metalmeccanico) spesso l'azienda per cui lavoro una spa mi manda dal cliente a lavorare dicendomi che devo osservare gli orari lavorativi del cliente e fino a qui niente di strano tuttavia da contratto stipulato con la mia azienda mi spetta un'ora di pausa pranzo, mentre il cliente mi fa fare solo mezz'ora di pausa pranzo, questa riduzione dell'orario di pausa è stata studiata apposta per farmi fare determinati orari di lavoro che con una pausa pranzo di un'ora non si potrebbero far fare.

    Le chiedo posso far valere presso la mia azienda il mio diritto di una pausa pranzo di un'ora anche se questa afferma che quando si sta dal cliente si devono osservare gli orari stabili da quest'ultimo?

    Cordiali saluti

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    1. Tu sei obbligato a rispettare quello che è previsto dal tuo contratto e non quello che è previsto dal contratto dei tuoi clienti, quindi il tuo datore di lavoro non può importi di ridurre l'orario di pausa, pertanto puoi rifiutarti di modificare il tuo orario di lavoro.-

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  61. buonasera Dott. Censori, ho data la mia dimmissione volontario al dattore di lavoro il 18 maggio, sono stato gia' 2 volte all' ufficio dell'impiego per iscrivermi disponibile al lavoro, ma mia ex azienda ancora non avevano communicata il fine rapporto. Mentre li ho scoperto che sono stato messa in regola soltanto dal 13 Maggio, ma inrealta' ho iniziato a lavorare almeno 20 giorni prima, Richiedendo di essere pagato per i giorni lavorati l'azienda mi sta chiedendo di scrivere la mia dimmisione un altr volta ma in data 30 maggio, mi puo dire in che cosa vado incontro sè faccio quello che chiedono, temo che potrebbe essere un trucco per non pagarmi. Prego notare che ancora non avevo ricevuto o firmato un contratto di lavoro. Grazie.

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    1. Da quello che mi scrivi non c'è niente di regolare, cioè non hai sottoscritto un contratto, la data di assunzione non corrisponde con la data inizio dell'attività lavorativa e la lettera di dimissioni non è stata presa in carico dal datore di lavoro, quindi o ti metti direttamente d'accordo su tutto con il datore di lavoro o devi rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  62. Buongiorno il 31 maggio ho finito la cassa in deroga purtroppo non ancora pagata dall'ims x mancanza di fondi il primo giugno ho scritto agli uffici perché ero assente ingiustificata e mi hanno risposto che mi faranno sapere. i sindacati hanno fatto una riunione lla settimana prima dicendo che chi era in cassa sarebbe stato licenziato e che l'azienda una coop non avrebbe considerato le singole situazioni per il saldo dovuto per mancata corresponsione di aumenti contrattuali festività ecc e che avrebbe dato 6000 euro forfettari. Alla fine l'accordo è stato Che chi voleva accettava e chi non voleva faceva vertenza le domande sono:
    I licenziamenti possono essere retroattivI? Io ho 68 giorni per iscrivermi alla naspi Quanto tempo hanno per mandarmi la lettera di licenziamento? In quanto tempo devono darmi Tfr e cifra pattuita? Dopo averla presa posso comunque prendere un avvocato farmi fare i conti e fare una vertenza solo economica senza chiedere il reintegro? Tenga presente che io non rientro per anzianita' nel job act essendo in questa coop da più di cinque anni. Il licenziamento è causato da mancanza di commesse ma altri stanno lavorando. Grazie mille per l'attenzione

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    1. - NO! I licenziamenti non possono essere retroattivi.-
      - La lettera di licenziamento possono mandarla quando vogliono, ma ovviamente fino a quando non la mandano sei ancora in servizio.-
      - I termini di pagamento della cifra pattuita e del TFR verranno fissati nell'accordo che dovrai sottoscrivere.-
      - Ovviamente NO! Se accetti la cifra forfettaria dovrai sottoscrivere una liberatoria e quindi l'impegno a non aprire successivamente una vertenza.-

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  63. Buongiorno Dr. Censori, le scrivo per alcune precisazioni perchè mi sembra che il sito dell' inps non sia ben aggiornato in merito.
    1) Nel caso di aziende del commercio, la procedura di mobilità può essere richiesta solo dalle aziende con più di 200 dipendenti o anche meno?

    2) Secondo il sito dell' inps i lavoratori tra i 40 e i 50 anni hanno ancora adesso diritto a 24 mesi di mobilità mentre quelli sopra i 50 hanno diritto a 36 mesi. Dal suo sito apprendo invece che, al momento attuale chi è tra i 40 e i 50 ha diritto a 18 mesi e chi è sopra i 50 ha diritto a 24 mesi. Mi conferma che è l' inps che non aggiorna il proprio sito? Grazie, Giuliano.

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    1. Ciao Giuliano!
      - Procedura mobilità:
      Imprese commerciali che hanno impiegato mediamente più di 200 dipendenti nell’ultimo semestre;
      - Mobilità anno 2015:
      Aziende centro-nord
      fino a 39 anni = 12 mesi
      da 40 a 50 anni = 18 mesi
      oltre 50 anni = 24 mesi
      Aziende del mezzogiorno:
      fino a 39 anni = 12 mesi
      da 40 a 50 anni = 24 mesi
      oltre 50 anni = 36 mesi

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    2. Mi perdoni, ma per le aziende commerciali con meno di 200 dipendenti quali sono gli ammortizzatori sociali?

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    3. Ciao Giuliano!
      Per le aziende commerciali con meno di 200 dipendenti c'è la NASPI.-

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  64. Buongiorno Dr Censori, leggo che i licenziamenti collettivi avvengono tenendo presenti 3 parametri:

    Carichi di famiglia
    Esigenze tecnico-produttive
    Anzianità di servizio presso l'azienda

    Tali parametri sono in subordine uno rispetto all' altro, cioè i carichi di famiglia hanno più importanza rispetto alle esigenze tecnico-produttive o invece hanno tutti e tre la stessa importanza?

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    1. Ciao Giuliano!
      La scelta dei lavoratori da licenziare non è libera; il datore di lavoro si deve attenere ai criteri di scelta indicati nei contratti collettivi o, in mancanza, ad una valutazione comparata dei criteri indicati nell'art. 5 L. 233//91, quali:
      - Carichi di famiglia
      - Esigenze tecnico-produttive
      - Anzianità di servizio presso l'azienda
      Questo significa che i criteri di valutazione debbono essere concordati tra il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali altrimenti la procedura di mobilità non parte.-

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  65. Buongiorno Dottore, lavoro in un centro anziani da 4 anni che è passato da giugno con un affitto d'azienda ad un'altra struttura che ci ha acquisito. I nuovi proprietari mi vogliono cambiare i turni di lavoro e vogliono che frequenti un corso O.S.S. che è diventato obbligatorio. Tutto questo mi è stato richiesto da parte loro per iscritto e io sempre per scritto ho risposto di no a tutte e due le richieste (ho 4 figli e non posso proprio). Possono licenziarmi per questo mio rifiuto? Grazie per la risposta

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    1. L'azienda non può obbligarti ad accettare un cambio di turno perché è necessario il tuo consenso, mentre può licenziarti se ti rifiuti di frequentare un corso obbligatorio di O.S.S., quindi non "scherzare" sulle cose serie, perché se vieni licenziato avrai tutto il tempo che vuoi da dedicare ai tuoi 4 figli, ma non credo che è quello che tu voglia.-

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  66. buongiorno e grazie per le precedenti chiarissime risposte. Ho ancora una domanda al momento non mi hanno mandato la lettera di licenziamento ma neanche mi stanno versando i contributi ho scritto alla coop ma senza ricevere risposta. Venerdi' i sindacati faranno una riunione ma se i lavoratori (almeno 30 su 40) non accetteranno l'ultimo accordo il licenziamento dovrà andare in regione e passerà ancora del tempo (anche 80 giorni dicono), ma cosa deve fare la regione? ho guardato on line e non ho trovato nulla su questa procedura. Grazie mille

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    1. Presumo che l'incontro in regione serva per cercare di evitare i licenziamenti, e che quindi il ritardo sia dovuto solo al tentativo di raggiungere un accordo, ma su questo punto solo i sindacati possono darti informazioni precise.-

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  67. Salve, sono stata licenziata il 4 maggio 2015,dopo 18 anni di servizio(ero una di quelle più anziane in azienda) e con me altri 4 colleghi per motivi economici, poiché a detta del datore di lavoro non rientravamo nei criteri di legge,
    ci hanno già liquidato il tfr, poi abbiamo contattato un avvocato e volevamo impugnare il licenziamento dato che rientriamo nei termini di legge per farlo , lei pensa che ci spetteranno qualche mensilità? l'azienda è ancora aperta e ha tenuto quattro operaie ma non sappiamo con che criteri l'abbiano tenute... grazie per l'attenzione

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  68. Mi scusi nn ho precisato , l'azienda è settore gomma plastica ed eravamo meno di 15 dipendenti grazie

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    1. Vi spetterà qualche mensilità aggiuntiva solo se il datore di lavoro non ha rispettato i criteri di legge per il vostro licenziamento, e nel vostro caso solo un avvocato o un sindacato può valutarlo.-

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  69. Salve dott. Censori,
    sono in procinto di dimettermi per giusta causa dall'azienda per cui lavoro con contratto settore terziario CCNL da settembre 2014; l'inadempienza grave è la mancata corresponsione di retribuzioni dal mese di gennaio 2015 (ultimo accredito ricevuto in data 24/04/2015 relativamente al 50% dello stipendio di dicembre, tredicesima esclusa).
    Oltre alle suddette motivazioni, le mie dimissioni sono anche giustificate dall'aver trovato un nuovo lavoro.
    Ciò premesso, dimettendomi domani e iniziando il nuovo lavoro il giorno dopo (sotto contratto di prova determinato a 3 mesi) perderei le mensilità arretrate? Il TFR? I contributi? Ecc.ecc.
    Infine c'è anche da dire che l'azienda dal 21 maggio 2015 ha omologato l'istituto del concordato preventivo.
    Sin d'ora La ringrazio per l'eventuale risposta con cui vorrà beneficiarmi e Le faccio i miei più e sinceri complimenti per il Suo operato.

    Saluti
    Antonio R.

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    1. Ciao Antonio!
      Se Tu hai trovato un nuovo lavoro le dimissioni per giusta causa ti servono solo per evitare di dover pagare il mancato preavviso.-
      Comunque la giusta causa va dimostrata e deve esserci un intervento sindacale con il quale deve essere richiesto formalmente il pagamento di tutte le mensilità arretrate entro un certo termine.-
      Se non segui la procedura corretta avrai detratti dalle Tue competenze maturate tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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    2. Grazie mille!
      Volevo solo aggiungere che gia' sono iscritto alla UIL e già più volte lo stesso sindacato ha provveduto in questi mesi a sollecitare per iscritto il pagamento delle mensilità arretrate, imponendo termini mai rispettati vista la grave situazione finanziaria in cui versava e versa tutt'ora la società.

      Grazie ancora e complimenti!

      Saluti

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    3. Ciao Antonio!
      Perfetto!
      In questo caso non hai di che preoccuparti!

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  70. Salve dott. Censori, volevo porle un quesito alquanto complicato. Io sono un ragazzo di 27 anni e dall'uno ottobre 2014 lavoro con regolare contratto part time in un ristorante e sono stato assunto con le agevolazioni contributive che prevede la legge 407. Essendo io uno studente fuori sede e dovendomi laureare l'anno venturo ho già detto al titolare che a giugno 2016 terminerò il periodo lavorativo, su questo siamo entrambi daccordo. Ovviamente ho chiesto se quando sarà di poter essere licenziato, magari pagando io stesso l'indennizzo per poter cosi accedere alla disoccupazione o mini Aspi, però lui dice che non può poiché in quel caso dovrebbe restituire tutti i contributi non versati per le agevolazioni della 407, e quindi dovrei dimettermi io, perdendo cosi il diritto alla disoccupazione. Cosa potrei fare o proporgli? C'è qualche escamotage?

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    1. Purtroppo con l'attuale datore di lavoro non c'è escamotage che tenga!
      L'unica cosa che puoi fare è quella di presentare le dimissioni e di cercarti un altro lavoro, magari con un contratto a termine anche di breve durata, che ti consentirebbe alla scadenza di accedere all'indennità di disoccupazione.-

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  71. Buonasera Sig. Gianfranco
    mi puo' aiutare a capire, il prossimo anno sarò messo in mobilità (se ancora si chiama così) la mia confunsione è che tra mobilità, aspi, mini aspi, naspi non riesco a capirci nulla.

    Io ho 42 anni ed ho contratto metalmeccanico industria, lavoro da quasi 17 anni presso la stessa azienda, come gli ho detto sopra dal 2016 forse sarò messo in mobilità
    stando alla legge attuale se ho capito bene avro' soltanto 12 mesi di sussidio è corretto !?
    Ma nello stesso tempo leggo che dovrebbero esserci degli interventi normativi con la NASPI che dovrebbe allungare almeno a 24 mesi un eventuale sussidio è giusto!? o comunque sia mi puo'
    chiarire effettivamente se c'e' una speranza di un allungamento per me dei tempi di sussidio faro' parte di questa eventuale riforma...

    Un anno di sussidio mi sembra veramente poco visto la situazione lavorativa italiana e anche la mia età considerata ormai non più giovane e fuori mercato sono molto preoccupato
    almeno due anni sarei almeno un po' più tranquillo...


    Cordialmente
    un suo affezionato lettore

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    1. Dal 1° gennaio 2017, la Naspi sostituirà l'indennità di mobilità ordinaria. L'abrogazione dell'ammortizzatore sociale destinato ai lavoratori con piu' di 15 dipendenti era stato già preventivato dalla legge 92/2012, la legge Fornero di Riforma del Mercato del Lavoro per cedere il posto all'Aspi. Ora però si cambia di nuovo. Con la soppressione dell'Aspi dal 1° maggio 2015 e dell'indennità di mobilità ordinaria, i lavoratori che oggi fruiscono della mobilità ordinaria accederanno alla Naspi.
      Interessati sono tutti i lavoratori delle grandi aziende licenziati a far data dal 31 dicembre 2016 che non potranno più essere collocati in mobilità ordinaria, in quanto l’iscrizione nelle liste decorre dall’ 1 gennaio 2017, giorno successivo alla data di licenziamento. Tali soggetti, quindi, potranno beneficiare a tale data, ricorrendone i requisiti, esclusivamente della Naspi.-
      L’indennità di mobilità prevista oggi per le aziende più grandi, si sta infatti riducendo ai sensi di quanto previsto dalla legge 92/2012: da gennaio di quest’anno c'è stata una stretta sulle durate: massimo 12, 24 o 36 mesi, a seconda dell’età. Dopo un ulteriore giro di vite nel 2016 (il trattamento più favorevole sarà 24 mesi di durata per i lavoratori over 50 al Sud), e la definitiva archiviazione della mobilità (anche quella in deroga cessarà dal 1° gennaio 2017) chi entrerà nella Naspi, potrà contare su un sostegno pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni.
      In pratica la durata massima del sussidio Naspi potrà salire fino a due anni (un anno e mezzo dal 2017) e non sarà più ancorata all’età del lavoratore o alla zona di residenza. Aumenterà anche il tetto dell’importo: 1.300 euro (leggermente più alto di quello dell’Aspi, 1.195,37 euro) e la riduzione dopo i primi mesi sarà del 3% invece che del 15 per cento.-

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