lunedì 2 dicembre 2013

Dimissioni

Dimissioni - Validità ed efficacia

Nell'ordinamento giuridico italiano, le dimissioni si configurano come una facoltà del lavoratore, che può essere esercitata senza alcun limite, con il solo rispetto dell'obbligo di dare il preavviso previsto dai contratti collettivi.

Le dimissioni consistono in un atto volontario del lavoratore. La volontà del dipendente non deve quindi essere viziata (ad esempio da altrui minacce o raggiri, da errore, da incapacità), pena l'annullabilità dell'atto.

L'atto ha effetto al momento in cui viene a conoscenza del datore di lavoro. Non rileva in alcun modo l'eventuale dissenso del datore. L'eventuale revoca delle dimissioni è efficace, secondo le regole generali (art. 1328 c.c.), solo se è comunicata al datore di lavoro prima che quest'ultimo abbia avuto notizia dell'atto di recesso.

La legge italiana non prevedeva forme particolari per le dimissioni, che potevano, quindi, essere presentate anche oralmente. I requisiti di forma sono, però, spesso dettati dai contratti collettivi, che possono imporre l'onere della forma scritta a tutela del lavoratore.


Dimissioni e licenziamento

Sia le dimissioni che il licenziamento comportano la cessazione del rapporto di lavoro.

Le conseguenza giuridiche dei due atti sono però profondamente diverse, specie sotto il profilo della tutela del dipendente. In caso di dimissioni, il lavoratore non ha diritto all'eventuale indennità di mancato preavviso (salvo il caso di dimissioni per giusta causa), nonché alla tutela specifica predisposta contro i licenziamenti illegittimi. Inoltre, in caso di dimissioni, non vi è l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS.


Dimissioni per "giusta causa"

In presenza di un grave inadempimento del datore di lavoro che rende impossibile la prosecuzione anche solo provvisoria del rapporto (es. mancata osservanza delle norme sulla sicurezza, demansionamento, condotte gravemente lesive dell'onore e della reputazione, reiterato mancato pagamento della retribuzione, ecc.), il lavoratore può dimettersi per giusta causa, senza l'obbligo di dare il preavviso.

Al lavoratore dimissionario per giusta causa spetta l'indennità sostitutiva del preavviso, come se fosse stato licenziato. Egli può inoltre richiedere l'indennità ordinaria di disoccupazione (ASPI o Mini Aspi), in quanto il sopravvenuto stato di disoccupato non gli è imputabile.

In tali frangenti è molto probabile la fase contenziosa con il datore di lavoro che non vuole riconoscere l'esistenza dei presupposti per le dimissioni per giusta causa: vi potrà perciò essere la necessità di un procedimento giudiziale che accerti la sussistenza dei requisiti che la giustificano. Il lavoratore può essere assistito nel processo con il gratuito patrocinio in presenza dei requisiti reddituali.

Casi che costituiscono giusta causa:
  • Mancato o ritardato pagamento delle retribuzioni (cass. n. 1339 del 23/02/1983).- 
  • Molestie sessuali 
  • Comportamento ingiurioso del datore di lavoro nei confronti del lavoratore 
  • Richiesta di comportamenti illeciti 
  • Richiesta di disattendere una legge dello stato 
  • Azioni intimidatorie lesive della volontà del lavoratore 
  • Mancato versamento dei contributi previdenziali 
  • Mancata osservanza delle norme di sicurezza 

Dimissioni incentivate

Il datore di lavoro può favorire le dimissioni del dipendente offrendo un incentivo economico per lasciare il posto di lavoro. Tale condotta è considerata lecita in quanto l'iniziativa del datore di lavoro non priva il lavoratore della sua libertà di scelta.

Il rapporto di lavoro si estingue nel momento in cui il datore, ricevute le dimissioni, dà seguito al suo impegno corrispondendo al dipendente la somma offerta, oltre alle competenze retributive maturate.


Preavviso

La durata del tempo che intercorre tra il preavviso e le dimissioni effettive è diversa a seconda della tipologia del contratto collettivo di riferimento, del livello di inquadramento e dell’anzianità di servizio. In mancanza di norme specifiche al riguardo, si fa normalmente ricorso agli usi o all’equità.

Se il lavoratore si dimette senza dare il preavviso, deve versare al datore di lavoro una indennità di mancato preavviso, corrispondente all’importo delle retribuzioni che sarebbero spettate per il periodo di preavviso non lavorato. Il datore di lavoro può rinunciare espressamente al preavviso, pagando l’indennità sostitutiva, sempre che il lavoratore sia favorevole.

Tale periodo resta sospeso in caso di malattia, di infortunio, di ferie o di maternità, e riprende a decorrere una volta che sia cessata la causa.

Le dimissioni sono invece immediate, pertanto senza necessità del periodo di preavviso, nei seguenti casi:
  • durante il periodo di prova; 
  • nei casi in cui si verifica una "causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto" (articolo 2119 c.c.), cioè il recesso per giusta causa. 

Casistica in base ai contratti

  • Contratto a tempo determinato: non è previsto l'istituto del preavviso ed il recesso anticipato; in questi casi, il contratto obbliga la parte che recede a risarcire il danno all’altra, salvo il caso di dimissioni per giusta causa; le dimissioni anticipate del lavoratore comportano pertanto il risarcimento del danno al datore di lavoro.
  • Collaborazione a progetto: il rapporto di lavoro parasubordinato può essere rescisso in qualunque momento dalle due parti, salvo accordi specifici, finalizzati a fissare per iscritto un preavviso da rispettare per entrambe le parti.
  • Lavoro temporaneo: il rapporto di lavoro interinale può assumere la forma determinata o indeterminata, quindi in caso di dimissioni segue le regole previste per le tipologie corrispondenti.


Dimissioni nel primo anno di vita del bambino

La lavoratrice madre dimissionaria gode dell’ASPI solo nel primo anno di vita del bambino.

Il Ministero del lavoro, nell’interpello n. 6/2013, ha dichiarato che la lavoratrice madre che si dimetta dal lavoro ha diritto all’Aspi solo se rassegna le dimissioni entro il primo anno di vita del bambino, periodo durante il quale vige il divieto di licenziamento il datore di lavoro. A nulla rileva, in altre parole, che la riforma Fornero abbia esteso il periodo di convalida delle dimissioni da uno a tre anni di vita del figlio.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.

132 commenti:

  1. sono un dipendente pubblico volevo sapere se io mi licenzio la liquidazione a me spetta essendo dipendente pubblico

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    1. SI!
      Il TFS (Trattamento di fine servizio) spetta comunque ai dipendenti pubblici sia in caso di licenziamento che in caso di dimissioni.-

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  2. Buonasera, la mia amica è stata assunta a tempo indeterminato il 5 dicembre 2014 con contratto da colf. Dopo una settimana ha scoperto di essere incinta e x lo più un a gravidanza a rischio. Ha mandato al datore di lavoro solo il primo certificato, poi come ha saputo che economicamente non le aspetta niente con questo tipo di contratto, non ha mandato altri certificati. Non vuole dare le dimissioni, perché il datore con lei non si è comportata bene. Oggi le è arrivata una raccomandata dove fa riferimento al CCNL art.7 L.330 e un prossimo licenziamento per giusta causa. Cosa può succedere con una futura assunzione se ci sarà questo licenziamento? È vero che con questo tipo di contratto non riesce a prendere la maternità a rischio? Grazie mille

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  3. CCNL art.7 L.300/1970. Nel commento precedente ho sbagliato il n di legge. Mi scusi e grazie ancora.

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    1. Legge 300/1970: ART. 7. - Sanzioni disciplinari.
      Le norme disciplinari relative alle sanzioni alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto in materia é stabilito da accordi e contratti di lavoro ove esistano.
      Il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l'addebito e senza averlo sentito a sua difesa.
      Il lavoratore potrà farsi assistere da un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.
      Fermo restando quanto disposto dalla legge 15 luglio 1966, n. 604, non possono essere disposte sanzioni disciplinari che comportino mutamenti definitivi del rapporto di lavoro; inoltre la multa non può essere disposta per un importo superiore a quattro ore della retribuzione base e la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per più di dieci giorni.
      In ogni caso, i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possano essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa.
      Salvo analoghe procedure previste dai contratti collettivi di lavoro e ferma restando la facoltà di adire l'autorità giudiziaria, il lavoratore al quale sia stata applicata una sanzione disciplinare può promuovere, nei venti giorni successivi, anche per mezzo dell'associazione alla quale sia iscritto ovvero conferisca mandato, la costituzione, tramite l'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, di un collegio di conciliazione ed arbitrato, composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo membro scelto di comune accordo o, in difetto di accordo, nominato dal direttore dell'ufficio del lavoro. La sanzione disciplinare resta sospesa fino alla pronuncia da parte del collegio.
      Qualora il datore di lavoro non provveda, entro dieci giorni dall'invito rivoltogli dall'ufficio del lavoro, a nominare il proprio rappresentante in seno al collegio di cui al camma precedente, la sanzione disciplinare non ha effetto. Se il datore di lavoro adisce l' autorità giudiziaria, la sanzione disciplinare resta sospesa fino alla definizione del giudizio.
      Non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione.-
      Dovresti consigliare alla Tua amica di rivolgersi alla sede più vicina della CGIL per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  4. Buongiorno Avvocato, avrei un quesito da porLe: lavoro da sei anni con contratto a tempo indeterminato per uno Studio Legale Associato. Ora l'Associazione è in fase di scioglimento e mi hanno già anticipato che l'1 febbraio mi verrà consegnata lettera di licenziamento. Se io anticipassi la data di recesso, rinunciando a due mesi di preavviso, potrebbe poi essermi negata l'indennità di disoccupazione?
    La ringrazio per l'attenzione e per le informazioni che potrà darmi.

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    1. Purtroppo SI!
      Infatti uno dei requisiti per il diritto all'ASPI è che l'ultimo rapporto di lavoro deve cessare o per licenziamento o per scadenza del contratto e non per dimissioni.-

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    2. La ringrazio per la risposta.
      Preciso però che io non vorrei dimettermi, ma solamente rinunciare a due dei tre mesi che mi spettano di preavviso, ma dopo essere stata licenziata. Questo potrebbe essere considerato alla stregua di una dimissione? Perderei la disoccupazione?
      La ringrazio ancora per l'attenzione e mi scuso se prima non sono stata chiara.

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    3. Evidentemente non sono stato abbastanza chiaro io!
      Rinunciare a due dei tre mesi di preavviso, senza il consenso del datore di lavoro, per legge significa dimissioni con tutto quello che ne consegue.-

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    4. La ringrazio ancora. Ignoravo la cosa.

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  5. Buonasera, volevo alcune informazioni circa la possibilita' di licenziamento entro l'anno del bambino:
    Ad aprile finiro' maternita' facoltativa a cui chiedero' di attaccare ferie accumulate fino a giugno, il bambino compira' 1 anno a luglio, potete confermarmi che la procedura sia la seguente:
    Invio raccomandata al datore di lavoro per dimissioni volontarie entro luglio
    A questo punto devo attendere loro firma nelle dimissioni ? ( se si entro quanto tempo devono firmare e rinviarmele?) prima di poter presentarmi da voi oppure posso comunque presentarmi da voi il giorno successivo all'arrivo delle dimissioni sul tavolo dell'ufficio del personale senza avere conferma della loro firma? Nel senso devo presentarmi da voi con dimissioni firmate da me ma anche dal datore di lavoro?
    Poi ottengo se ritenuto idoneo da voi convalida e lo invio al datore di lavoro, a questo punto le dimissioni saranno valide dal giorno richiesto sulla lettera.
    La procedura e' corretta?
    Devo prima far convalidare da voi mia lettera di dimissioni e solo dopo inviare le dimissioni convalidate al datore di lavoro?
    Posso inviare queste dimissioni anche durante il periodo di ferie e quindi dopo la fine della maternita' facoltativa?

    Vi ringrazio anticipatamente,

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  6. Mi scusi Avvocato, nel mio messaggio qui sopra ho scritto 'da voi' ma si tratta di un refuso , volevo scrivere al dpl di competenza, attendo una vostra risposta e vi ringrazio,
    Laura

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    1. Ciao Laura!
      Tranquilla!
      Se non vuoi rientrare in servizio, dovresti farti fare dall'azienda un conto delle ferie residue, quindi una settimana prima della scadenza delle ferie, ovviamente comunque prima dell'anno d'età del bambino, preparerai la lettera di dimissioni a far data dal giorno successivo a quello della fine delle ferie, la porterai all'Ispettorato del Lavoro per la convalida e la consegnerai al datore di lavoro che non potrà fare altro che prenderne atto.-

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  7. Buon giorno avvocato. Io o fatto 2 denunce contro il mio ex datore di lavoro. Una contro la prima ditta e un altra contro la seconda ditta. Dalla prima aspetto da 3 anni fa il tfr di 7 anni di lavoro piu 2 anni di cassa edile non pagata e dalla seconda ditta o da prendere 7 mesi di stipendio piu cassa edile del 2014 più 2 anni e mezzo di tfr. O qualche possibilità di recuperare i miei soldi .Comunque dalla seconda ditta mi sono licenziato per giusta causa.

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    1. Con le denunce purtroppo non si rivolve nulla!
      Per recuperare i crediti da lavoro dipendente occorre o aprire una vertenza sindacale o intentare una causa al datore di lavoro!

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    2. Mi scusi o omesso di dire che sono stato dal CIGL e hanno aperto una vertenza. Volevo solo sapere se o qualche possibilità dal suo punto di vista perché comunque per me non sono solo due lire.
      La ringrazio anticipatamente

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    3. Se le due ditte sono ancora in attività prima o poi dovranno pagarti, ed è quindi compito anche della CGIL fare in modo che la procedura sia la più celere possibile.-
      Purtroppo i tempi sono legati anche alla possibilità di pagare da parte delle due aziende, quindi è il sindacato che deve farti una previsione attendibile.-

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  8. Buon giorno
    Sono stato licenziato da un contratto a tempo indeterminato per motivi disciplinari in una azienda sotto i 15 dipendenti. Ho ricevuto la lettera raccomandata ma non intendo presentare ricorso e impugnarlo. Quando posso presentare la richiesta del sussidio ASPI ? La posso presentare subito?Dopo essermi iscritto al centro dell`impiego?

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    1. SI!
      Se sei stato licenziato con effetto immediato, quindi senza preavviso, puoi iscriverti al centro per l'impiego e presentare subito all'INPS la domanda di ASPI.-

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  9. Gentile Sig. Gianfranco buonasera.
    Sono dipendente di un agenzia viaggi con contratto a tempo indeterminato. Dall'anno scorso lo stipendio me lo versano sempre piu tardi, ultimamente sto pagando tutte le bollette con interessi per ritardi nei pagamenti. Prima di natale la banca mi ha bloccato la carta di credito, l'ultimo stipendio ricevuto 23/12/2014 (ho preso lo stipendio di Novembre). Ad oggi 26/01/2015 non ho percepito ne' tredicesima ne stipendio di Dicembre e il mese di Gennaio sta finendo. Non posso piu andare a lavorare in quanto non ho piu' un euro in tasca per uscire di casa e andare a lavorare. La dita mi dice che non ha soldi per pagarmi senza dirmi nient'altro, Vorrei sapere se posso dimettermi per giusta causa e percepire l'ind. di disoccupazione . Vorrei sapere anche se posso non andare al lavoro fin che non mi viene versato il dovuto. Resto in attesa di un suo cortese riscontro e ringrazio per il suo tempo.

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    1. Per poter presentare le dimissioni per giusta causa ed aver diritto all'indennità di disoccupazione, la giusta causa va dimostrata, bisogna quindi inviare una diffida scritta al datore di lavoro alla quale deve seguire una vertenza, ed è quindi necessaria un'assistenza sindacale.-

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  10. SALVE HO PRESENTATO LE MIE DIMISSIONI CON PREAVVISO DI 90 GIORNI CIRCA UN MESE FA.SE NON RIUSCISSI A TERMINARE IL PERIODO DI PREAVVISO DEI 90 GIORNI (PERCHE SE MI CONCEDESSERO UN PRESTITO AGEVOLATO AL MOMENTO DELLA FIRMA DOVREI RISULTARE DISOCCUPATA E ISCRITTA AL cENTRO PER L'IMPIEGO)COSA DOVREI ASPETTARMI?IN CHE MISURA MI SAREBBE TRATTENUTA L'INDENNITA DI PREAVVISO?GRAZIE.

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    1. Se non fai tutto il preavviso previsto dal Tuo contratto, avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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    2. Grazie mille per la cortese risposta.

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  11. buon pomeriggio, ho un quesito sul mio contratto a tempo inizialmente è stato stipulato un contratto di 18 mesi(07/2012) senza causale come categoria protetta poi alla scadenza mi è stato rinnovato di ulteriori 18 mesi con causale (visto il protarsi delle necessità di rafforzamento del team vendite...etc...etc..fino al 30 giugno 2015).La domanda è : potevano fare un contratto iniziale a - causale ? per poi prorogarlo con le specifiche descritte sopra?
    ora mi trovo con il max di 36 mesi e quindi con la paura che non volendo fare tempi indeterminati mi mandino a casa....!!
    volevo capire se nel caso di non continuità mi potevo appellare alla natura del contratto.Grazie in anticipo.

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    1. forse ho sbagliato sezione?

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    2. Purtroppo il datore di lavoro non è obbligato al termine dei 36 mesi a trasformare il contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, a prescindere quindi dal fatto che sia stata indicata o meno la causale.-

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  12. Avevo letto che per i contratti a tempo prima della riforma la causale era obbligatoria.

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    1. Purtroppo nel tuo caso la sostanza non cambia comunque!

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  13. Perche nel mio caso?

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    1. Non so come spiegartelo meglio!
      Un contratto a termine non diventa mai contratto a tempo indeterminato se non è d'accordo il datore di lavoro.-

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    2. La mancanza di ragioni giustificatrici dell'apposizione del termine al contratto di lavoro non comporta la nullità dell'intero contratto ex art. 1419, 1° comma, c.c., ma la mera sostituzione della clausola nulla ex art. 1419, 2° comma, con conseguente trasformazione del rapporto a tempo indeterminato; ciò anche in mancanza di una norma che espressamente stabilisca le conseguenze di tale omissione, giacché la sanzione da applicarsi ben può essere ricavata dai principi generali e, comunque, interpretando la norma nel quadro delineato dalla direttiva 1999/70/Ce, della quale il D.Lgs. 6/9/01 n. 368 è attuazione. (Cass. 21/5/2008 n. 12985, Pres. Mattone Est. Nobile, in D&L 2008, con nota di Matteo Paulli, "Primo intervento della Corte di Cassazione sulle conseguenze della nullità del termine dopo il D.Lgs. 368/01", 889)La mancata specificazione, nel contratto di lavoro, delle ragioni legittimanti l'assunzione a termine è sanzionata con l'efficacia della clausola del termine. Ne consegue che il contratto, privo di una valida clausola del termine, è a tempo indeterminato sin dalla sua stipulazione. In tal caso, il risarcimento del danno spettante al lavoratore va liquidato secondo la disciplina comune in materia di responsabilità contrattuale e, quindi, nella misura delle retribuzioni perdute a causa dell'illegittimo rifiuto di ricevere la prestazione lavorativa opposto dal datore di lavoro. (Corte app. Torino 14/1/2008, Pres. e Rel. Girolami, in Lav. nella giur. 2008, 1068)

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  14. Salve, lavoro T.Det. in una coop sociale. Ora mi devo licenziare per una proposta migliore che non mi consente il doppio impiego. Quanto preavviso devo dare?

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    1. Un contratto a tempo determinato non prevede un periodo di preavviso in caso di dimissioni perché c'è l'impegno scritto del lavoratore per tutta la durata indicata nel contratto stesso, quindi nel tuo caso devi concordare il periodo con il Tuo datore di lavoro se non vuoi che ti vengano effettuate trattenute per risarcimento danni.-

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  15. Salve sono un datore di lavoro che, purtroppo per la pressione fiscale del nostro stato, ho assunto un dipendente part-time pur lavorando l'intera giornata. Purtroppo ho scoperto che il mio dipendente, a mia insaputa, sta trafugando i miei clienti per convogliarli presso casa sua per sottoporli ai medesimi trattamenti professionali che effettuerebbero presso il mio istituto, non avendo ne le competenze ne professionali ne fiscali. Purtroppo mi sento frodato ed il mio dipendente ha perso la mia fiducia e mi sento costretto a licenziarlo. Come posso fare per non incorrere in sanzioni derivanti da vertenze sindacali ed affini. Mi hanno suggerito di far firmare un "nulla a pretendere" dinanzi al responsabile dell'ufficio controversie dell'Ispettorato del lavoro provinciale. Vi chiedo se sia corretto o comunque se ci sono altre forme che possano tutelarmi. Vi ringrazio per la vostra cortese disponibilità.

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    1. Assumere un dipendente con un contratto part-time e farlo lavorare l'intera giornata significa evasione sia fiscale che contributiva, corri quindi il rischio di una vertenza sindacale e una denuncia all'Ispettorato del lavoro, all'INPS e all'Agenzia delle Entrate.-
      Il far firmare un "nulla a pretendere" in sede di conciliazione alla direzione provinciale del lavoro chiuderebbe ogni controversia, ma questo presuppone che devi trovare un accordo con il lavoratore.-

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  16. Sono un manovale e il datore di lavoro mi vuole far firmare una carta che dice di licenziarmi x motivi familiari.mi spetta lo stesso la dissoccupazione anche se il licenziamento e solo x un mese

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    1. Purtroppo NO!
      Se presenti le dimissioni non avrai poi diritto all'indennità di disoccupazione.-

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  17. Sono un citadino italiano con la dopia citadinaza lavoro come banchista stampi inizione in fabrica dove lavoro sono asunto da 3 ani venendo dopo 10 ani di lavoro in una dita che e falita avevo 3 ani di mobilita doppo un ano di prova mi ano fato il contrato indeterminato adeso pur sapendo che se avicina la mia pensione voliono manadarmi via sono andato dai sindacati fino ala pensione avro ancora 2 ani io ho deto che venedo con la mobilita io me ne vado pero sempre come sono venuto che driti ho che devo fare la migliore cosa ...mille grazie e complimenti per il sito. Costantino.N

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    1. Ciao Costantino!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Se vieni licenziato non avrai più diritto alla mobilità ma all'ASPI che ti consentirà di avvicinarti alla pensione.-

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  18. Buongiorno avvocato,

    io lavoro presso uno studio condominiale, e ho dato le dimissioni verbali il giorno 10 e il giorno 13 do le scritte per ufficializzare, e con accordi presi con il datore di lavoro il mio ultimo giorno è il 27 febbraio.
    Posso tranquillamente firmare un nuovo contratto di lavoro e iniziare il 2 di marzo?

    Grazie

    Roberto

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    1. Ciao Roberto!
      SI!
      Avendo presentato le dimissioni per iscritto a far data 27 febbraio, puoi tranquillamente firmare un nuovo contratto di lavoro ed iniziare il 2 marzo.-

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  19. Buongiorno Avvocato,
    lavoro con contratto apprendistato da circa 4 anni. Tale contratto scadrà in questi giorni, volevo sapere ,qualora decidessero di rinnovarmi a tempo indeterminato, posso rifiutare senza conseguenze? Il mio rifiuto viene inteso come dimissioni e quindi devo pagare il mancato preavviso?

    Grazie

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    1. Ciao Giusi!
      NO!
      In forza del rapporto giuridico attuale che lega te ed il datore di lavoro, tu sei obbligata ad eseguire la prestazione lavorativa fino al giorno di scadenza del contratto, poiché in tale data si scioglie il contratto. A questo punto, se decidono di costituire un nuovo rapporto di lavoro, ti proporranno di sottoscrivere un contratto ed il giorno a partire dal quale sei obbligata a presentarti sul posto di lavoro è il giorno dal quale il contratto diviene efficace, non il giorno dal quale ti comunicano il rinnovo.-
      Ovviamente se non sei interessata non devi sottoscrivere il nuovo contratto e non devi pagare il mancato preavviso.-

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  20. Buongiorno Avvocato.
    Ho un contratto a tempo indeterminato e, per varie cause, vorrei poter cambiare lavoro.
    Sono riuscito da poco a trovare un lavoro con un contratto di 2 settimane, con possibilità di rinnovo e successivo inserimento diretto in azienda. Classico da agenzia interinale.
    Nel caso in cui l'agenzia/nuovo datore di lavoro non mi rinnovare il contratto al termine delle 2 settimane, avrei diritto comunque alla disoccupazione oppure no?
    Non vorrei fare un passo troppo azzardato con il rischio di trovarmi senza niente e un finanziamento da estinguere.
    Grazie tante.

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    1. Ciao Mirko!
      SI!
      Per il diritto all'indennità di disoccupazione l'importante è che l'ultimo rapporto di lavoro cessi o per licenziamento o per scadenza del contratto, quindi è ininfluente il motivo di cessazione dei precedenti.-

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    2. Grazie Avvocato....gentilissimo come sempre!

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    3. Ciao Mirko!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  21. Buongiorno Avvocato,

    la mia titolare (essendo in buoni rapporti) ha detto che non è necessaria la lettera visto che entrambi abbiamo concordato il 27 la chiusura dei rapporti, e il preavviso è stato rispettato.
    E' possibile accettare un altro lavoro tranquillamente? Perchè se è solo un discorso a livello di liquidazione per me non c'è problema...basta andare via.

    Grazie in anticipo

    Roberto

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    1. Ciao Roberto!
      Gli accordi verbali non hanno alcun valore giuridico quindi puoi fare quello che vuoi, ma se dopo dovesse venir fuori un qualche problema non potrai prendertela con nessuno.-

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  22. Buon giorno avvocato
    vorrei chiedere il patrocinio gratuito per promuovere una causa contro il datore di lavoro . Ora sono disoccupato.
    Fa testo la dichiarazione dei redditi dell`anno in corso quella che faro risultando disoccupato nel 2015, relativa pero` ai redditi percepiti per l`anno 2014, oppure fa testo il mio stato attuale di disoccupazione per richiedere il patrocinio?

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    1. Non tutti possono accedere al gratuito patrocinio: possono beneficiare solo i meno abbienti.
      Il requisito per l’ammissione è, infatti, il possesso di un reddito imponibile ai fini IRPEF, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.369,24.
      Per calcolare il reddito si fa riferimento alla dichiarazione dell’anno precedente alla richiesta: si considerano e si sommano tutti i redditi imponibili, tenendo in considerazione anche quelli che, per legge, sono esenti da IRPEF e quelli assoggettati a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva, percepiti nell’ultimo anno dall’interessato.
      Nel caso in cui quest’ultimo abbia conviventi, l’ammontare del reddito è dato dalla somma dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare.-

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  23. Buongiorno, attualmente lavoro in un'azienda come operaia (mansione "rasatrice di tessuti") con contratto di lavoro a t. Determinato per 12 mesi (scadenza maggio 2015).
    Già all inizio dell'assunzione mi hanno fatto restare a casa qualche giorno dicendomi a voce che avevano "poco lavoro" , ma nulla di scritto. Così di conseguenza ogni mese mi ritrovo con delle giornate lavorative mancanti con conseguente riduzione dello stipendio mensile ("truccano" le buste paga adducendo giorni e ore di permessi e ferie da me NON richiesti). Questo mese di febbraio sono a casa da più di 2 settimane, mentre le altre operaie (seppur con mansione diversa o generica) hanno sempre lavorato in questo periodo. Non mi è stato proposto un lavoro alternativo pur di non lasciarmi a casa (cosa alla quale ovviamente sarei stata ben disposta). Tra l'altro risulto particolarmente "antipatica" ai titolari e mi hanno fatto subire vessazioni di ogni tipo purtroppo non dimostrabili (penso proprio che i colleghi, anche se molto solidali verbalmente con me, non testimonierebbero a mio favore per non perdere il posto di lavoro).
    Ad oggi non c è nemmeno una lettera di richiamo a mio sfavore e nessuna azione in malafede da parte mia. Questa situazione mi sta portando all'esasperazione, mi sento sminuita dai loro comportamenti e non nascondo di essere turbata anche dall'aspetto economico della situazione. .
    Mi posso licenziare per giusta causa o per giustificato motivo? Posso ottenere anche gli arretrati dei giorni che mi hanno fatto stare a casa e gli stipendi che avrei percepito fino alla scadenza del contratto?
    Grazie anticipatamente

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    1. Purtroppo NO!
      Nel tuo caso non esistono i presupposti per richiedere le dimissioni per giusta causa, ma ti consiglio di rivolgerti comunque alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  24. Buongiorno avvocato,
    la mia situazione è la seguente. Lavoro da quasi 8 anni nell'azienda di famiglia che a causa della crisi sta vivendo un periodo di estrema difficoltà (credo non abbia ancora chiuso solo per garantirmi una busta paga visto che sono mamma e mio marito è disoccupato)
    Ora, ovviamente, sto cercando un'altra occupazione e proprio oggi ho un colloquio.
    La mia domanda è questa: nel caso il colloquio avesse esito positivo, come dovremmo comportarci per evitare di perdere l'indennità di disoccupazione?
    Il passaggio diretto non credo sia possibile perché "arretrerei" di un livello, quindi l'unica soluzione pare essere il licenziamento da parte dell'azienda. Ma una volta fatto questo, devo presentare la domanda di disoccupazione prima dell'assunzione nella nuova azienda? E se non la presentassi e la nuova azienda non mi rinnovasse il contratto dopo i 6 mesi, ne avrei comunque diritto?
    Grazie infinite

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    1. Se vieni assunta da una nuova azienda non avrai diritto all'indennità di disoccupazione, quindi una volta che sarai sicura di essere assunta potrai presentare le dimissioni ed eventualmente se non ti verrà rinnovato il contratto di 6 mesi potrai presentare alla scadenza la domanda di disoccupazione.-

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  25. Buon pomeriggio Sig. Gianfranco. Sono in procinto di dimettermi da un contratto a tempo indeterminato, settore commercio, con inquadramento al V livello. Non mi sono chiare però le tempistiche di preavviso in quanto alcuni siti internet indicano 20 gg, mentre altri 15 gg (sempre con decorrenza il 1° o il 16° giorno del mese). Vorrei da Lei una delucidazione definitiva in modo da potermi organizzare in questo senso. Inoltre le chiedo se, avendo ferie, rol e ore accantonate nella famosa banca delle ore, l'azienda mi può costringere ad usufruirne durante il periodo di preavviso per non dovermele poi monetizzare con il tfr. Grazie mille della disponibilità.

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    Risposte
    1. CCNL Commercio
      I termini di preavviso sono i seguenti:
      Fino a 5 anni di servizio compiuti:
      Quadri e I Livello: 60 giorni di calendario
      II e III Livello: 30 giorni di calendario
      IV e V Livello: 20 giorni di calendario
      VI e VII Livello: 15 giorni di calendario
      Oltre i 5 anni e fino a 10 anni di servizio compiuti:
      Quadri e I Livello: 90 giorni di calendario
      II e III Livello: 45 giorni di calendario
      IV e V Livello: 30 giorni di calendario
      VI e VII Livello: 20 giorni di calendario
      Oltre i 10 anni di servizio compiuti:
      Quadri e I Livello: 120 giorni di calendario
      II e III Livello: 60 giorni di calendario
      IV e V Livello: 45 giorni di calendario
      VI e VII Livello: 20 giorni di calendario
      Purtroppo SI!
      E' facoltà del datore di lavoro farti lavorare nel periodo di preavviso o farti usufruire di giorni di ferie per evitare di monetizzarle con il TFR.-

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    2. Grazie mille per la risposta Avvocato!
      Se posso approfittarne ancora, le chiederei cosa mi devo aspettare dall'ultima busta paga insieme al TFR. Considerando che sono assunta dal maggio 2013 oltre al TFR e alle ferie/rol/bdo non godute e che mi saranno monetizzate, mi devo aspettare anche i ratei di 14ma e 13ma ? E se si in che misura? La 13ma percependola a dicembre immagino si inizi a "maturare" a gennaio ma la 14ma che si percepisce a giugno/luglio si "matura" da quella data o sempre da gennaio? In pratica mi devo attendere 9/12mi di 14ma o solo 3/12mi (considerando che dando le dimissioni il 16 marzo, con 20 gg di preavviso il mio contratto scadrà il 04/04)?
      Grazie mille e mi scuso se non sono stata sufficientemente chiara.

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    3. Se il Tuo rapporto di lavoro cesserà il 4 aprile avrai diritto a 3/12 della retribuzione mensile come 13/ma e a 9/12 della retribuzione mensile come 14/ma.-

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  26. Salve mi chiamo Luciano ed ho svolto per 11 anni l'attivita' di agente di commercio per conto di una torrefazione.Dopo una serie di reiterate sottrazioni di clienti da parte dell'azienda avvenute nell'arco degli ultimi 5-6 anni,nell'ultimo caso accaduto nel periodo settembre/dicembre 2013 e per il quale non percepii le provvigioni maturate,spinto dall'esasperazione per una situazione non piu' sostenibile,mi rivolsi ad un avvocato chiedendogli di attivare la procedura delle mie dimissioni per giusta causa.Fui alquanto ingenuo e superficiale,ma purtroppo l'ho capito solo a distanza di tempo.Pensavo che le mie dimissioni per giusta causa fossero una procedura semplice e banale e non mi resi conto che per attivarle non bastava un avvocato qualsiasi ma uno esperto nel diritto del lavoro.In pratica il legale a cui affidai il mandato mi fece direttamente sottoscrivere una lettera di dimissioni per giusta causa e nella quale era anche sommariamente elencato il motivo.Mi occupai personalmente di inviare tale lettera con raccomandata a-r all'azienda.Successivamente ci costituimmo e nello scorso 5 febbraio fe' stata emessa la sentenza dal giudice che ha rigettato il mio ricorso perche 'prima delle mie dimissioni non avevo inviato all'azienda una lettera di diffida e/o sollecito di pagamento delle mie spettanze.Trattasi quindi di errore procedurale del quale me ne assumo la responsabilita' perche' la scelta di quell'azzeccagarbugli fu mia.A sto punto la mia domanda e':come posso cercare di rimediare a questa leggerezza nel mio prox ricorso in Appello?

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    1. Ho dimenticato di dire che il giudice mi ha anche condannato a pagare l'indennita' di mancato preavviso all'azienda nella misura di 7.500 euro circa piu' 1.600 euro all'avvocato della controparte.Io questi soldi non li ho e non so come fare

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    2. Ciao Luciano!
      Ti consiglio di lasciar perdere!
      Un ricorso in appello significa altre spese legali e nessuna garanzia di spuntarla, perché l'errore procedurale a suo tempo commesso non è rimediabile, in quanto le dimissioni per giusta causa erano e rimangono ancora per legge "ingiustificate".-
      Purtroppo l'unico consiglio che posso darti è quello di cercare di arrivare a una transazione con il Tuo ex datore di lavoro, magari "bleffando" su un'eventuale documentazione che potresti presentare in sede di ricorso in appello.-

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    3. Ciao Gianfranco,ti ringrazio per la sollecita risposta anche se speravo fosse piu' confortante.Ho dimenticato di dirti che con ogni probabilita' potrei provare che l'azienda ha sempre operato strafregandosene del principio di lealta' e buona fede.Mi ha infatti sottratto reiteratamente e con motivazioni risibili(del tipo abbiamo concesso un prestito oppure dato un macchinario in comodato d'uso all'esercente ecc)tutta una serie di clienti da me acquisiti,mettendomi di fatto in ginocchio e quindi nelì'impossibilita' di vivere dignitosamente del mio lavoro.Quando poi mi hanno sottratto a sett 2013 l'ennesimo cliente,tra l'altro di rilievo,per un prestituccio effettuato,non c'ho visto piu' e sono andato via sbattendo la porta.Tutte ste reiterate sottrazioni' sono in grado di documentarle,ma cio'puo' essermi concretamente d'aiuto?

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    4. ...sono andato via a fine dicembre 2013 sbattendo la porta ...ecc ecc

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    5. Ciao Gianfranco,cio' che intendo chiederti e': una volta usciti dalla porta principale in primo grado per le stupidaggini del mio avv che non fece precedere la mia lettera di dimissioni x giusta causa da ingiunzioni,diffide solleciti di pagamento ecc,posso provare a rientrare dalla finestra in appello? Magari ponendo a base del ricorso cio' che e' accaduto negli ultimi 5-6 anni,vale a dire il comportamento esageratamente scorretto dell'azienda,fatto di sottrazioni sistematiche di clienti con motivazioni risibili e conseguenti ingenti danni economici per il sottoscritto?E tutto cio' in netto contrasto con il Principio di lealta' e buona fede?Ergo:cercando di infilare nel discorso giusta causa anche tutti i clienti reiteeratamente sottratti?Il ricorso lo fonderei su una sentenza della Cassazione(N.5146/1998) che a quanto sembrerebbe mi potrebbe consentire di eludere il principio dell'immediata contestazione;Cit:"E' irrilevante l'immediatezza quando gli effetti del recesso siano differiti per rispetto dei Principi di buona fede e correttezza"In definitiva,avrei qualche fondata possibilita' di spuntarla,o il tutto si rivelerebbe solo una perdita di tempo e soldi?

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    6. ...E ancora,eventualmente convenisse ricorrere,i clienti sottratti negli ultimi anni potrebbero essere considerati una giusta causa di dimissioni,rappresentando dei dati di fatto acclarati?
      Grz e scusami per la lunghezza delle mie domande.Ti assicuro che in questo momento provo una rabbia e un'amarezza indicibili.

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    7. Ciao Luciano!
      Per poter presentare le dimissioni per giusta causa ci sono delle regole precise stabilite dalla legge da rispettare, e se non vengono rispettate ogni giustificazione successiva che sia più o meno valida non risolve il problema.-
      Se ti consigliassi di provare a ricorre in appello, ti prenderei in giro, e non mi pare proprio il caso!
      Potresti provare a fare un "patto" con il Tuo avvocato attuale o con un altro, e cioè se è disposto a difenderti con una parcella legata all'esito della causa, cioè a percentuale su quello che andresti a incassare, e avresti così un'idea sulla possibilità di spuntarla.-

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  27. Ho diritto a ricevere monetizzate insieme al TFR le ferie e i permessi non usufruiti maturati fino alla data del licenziamento disciplinare?
    Grazie

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    1. SI!
      Anche in caso di licenziamento disciplinare si ha diritto al TFR e a tutte le altre competenze maturate, comprese ferie e permessi maturati e non goduti alla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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    2. Grazie per la cortese risposta
      in 18 anni di lavoro non ho mai preso un permesso. Dovranno essere monetizzati?

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    3. SI!
      Se i permessi residui risultano ancora in busta paga, cioè se non ti sono stati "scippati" nel corso degli anni, dovranno essere monetizzati.-

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  28. Buonasera, ho un contratto a chiamata a tempo indeterminato. Sono stato assunto nel 2010 e dopo due proroghe si è trasformato appunto da determinato ad indeterminato. Mi è stato comunicato che ho lavorato circa 350 giorni in questi anni e non posso sforare oltre i 400 giorni altrimenti non potrei piu lavorare, quindi mi è stato proposto di passare ad un part-time verticale da 28 ore settimanali nel fine settimana...la mia domanda è: se io rifiuto questa proposta e non si riesce a trovare un accordo lavorativo, avendo io un contratto pur a chiamata ma a tempo indeterminato, cosa succede?loro possono licenziarmi nel caso io non accettassi la loro proposta? grazie

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    1. NO!
      Una modifica del contratto va concordata tra le parti e non può essere quindi imposta dal datore di lavoro, che non può pertanto licenziare il lavoratore che si rifiuta di accettare la modifica.-

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  29. Ciao io ho datto le dimissioni perché ero malatto i richiedeva abbastanza tempo a casa allora il mio responsabile mi a fatto dare le dimissioni dicendo q cosi no andavo nalla lista nera del azienda i q cosi mi riprendevano a lavotare ma dopo4 mesi ancora nulla cosa dovrei fare a queto punto visto che sono stato messo alle muro dai responsabili grazie

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    1. Purtroppo a questo punto non puoi farci nulla!
      Infatti avendo presentato le dimissioni ti sei precluso ogni diritto, e devi pertanto guardare oltre e cercarti un nuovo lavoro in un'altra azienda.-

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  30. Salve volevo chiedere un informazione. Il 6 di febbraio mi hanno trasformato il contratto da tempo determinato a tempo indeterminato (contratto metalmeccanico) ho dato le dimissioni il giorno 25 febbraio con termine ultimo il 27, visto che il periodo di lavoro è inferiore al tempo del preavviso quanto devono trattenersi come penale? Mi hanno detto che è sempre un mese e mezzo ma non mi convince. La ringrazio anticipatamente

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    1. Purtroppo SI!
      Il Tuo contratto il 6 febbraio è stato solo modificato, quindi ai fini del preavviso fa fede la data di assunzione, e non la data di trasformazione del rapporto di lavoro.-

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  31. Salve, vorrei sottoporle una situazione un po' complessa.
    Ho dato le dimissioni senza preavviso per un contratto a tempo indeterminato, visto che senza motivo si è verificata una campagna diffamatoria nei miei confronti.
    Ovviamente non sono sherlock holmes e a parte le giornate di 8 ore che sembravano 16, non ho prove tangibili per dimostrarlo.
    Ho dato allora le dimissioni senza preavviso, vessato ormai da una situazione insostenibile psicologicamente.
    Ho ricoperto ruoli dirigenziali (dimostrabili) durante un contratto per mansioni ben al di sotto sia come paga che come livello. Posso esigere l' esonero dell' indennità di preavviso rinunciando a un adeguamento posticipato di livello e di retribuzione?
    Può essere una corretta transazione? oppure ormai i 15 giorni di preavviso sono perduti e chi si è visto si è visto? (ovviamente poi partirà tutta la trafila e chissà quando vedrò il riallineamento....)
    è molto urgente, grazie

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    1. Per legge il Tuo datore di lavoro può detrarre dalle Tue competenze maturate tanti giorni di paga quanti sono i giorni di mancato preavviso, come stabilito dal Tuo contratto in base alla Tua anzianità di servizio e al Tuo livello di inquadramento.-
      Se Tu disponi di una qualche "arma di ricatto" puoi proporre "verbalmente" al tuo datore di lavoro di evitarti la detrazione in cambio di una rinuncia a una vertenza sindacale.-

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  32. Buongiorno,

    settimana scorsa ho trovato un lavoro e dato che avevano fretta di concludere mi hanno fatto firmare un foglio dove dicono che "siamo lieti di confermarLe il ns. impegno alla Sua assunzione presso la ns. azienda alle seguenti condizioni:............". E' un vero contratto? Le chiedo questo perchè non trovandomi bene ed avendo avuto una proposta migliore volevo sapere se posso licenziarmi.
    La tipologia del rapporto è a tempo detreminato ed il periodo di prova sono 6 mesi.

    Grazie 1000 per una Sua riposta.

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    1. Dimissioni durante il periodo di prova
      Il periodo di prova è quel periodo all’inizio del rapporto di lavoro stabilito solitamente nel contratto di lavoro individuale ma regolamentato dai Contratti collettivi che serve ad ambedue le parti per capire se effettivamente il lavoro ci va a genio e se il lavoratore è adeguato alle mansioni da svolgere.
      Durante il periodo di prova ciascuna delle due parti può recedere dal rapporto di lavoro senza obbligo di preavviso. La volontà di recedere dal contratto deve essere comunque manifestata per iscritto mediante apposita lettera di dimissioni se il recesso è del lavoratore.
      In questo caso quindi le dimissioni avvengono in tronco, ma non è prevista alcuna indennità sostitutiva proprio perché ci si trova durante il periodo di prova.
      Per le dimissioni durante il periodo di prova non è prevista la convalida delle dimissioni, il lavoratore però perde comunque il diritto all’indennità di disoccupazione.

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  33. buonasera vorrei sapere se dopo le dimissioni volontarie presso un agenzia interinale si può tornare indietro ed essere di nuovo ricollocato a lavoro? grazie

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  34. Si tratta di dimissioni durante il periodo di prova...

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  35. dimissioni effettuate da parte del lavoratore nei confronti dell agenzia..la ringrazio anticipatamente attendo la sua risposta...

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    1. Dipende da quando tempo sono state presentate e quindi dalla volontà dell'agenzia!
      Infatti se il datore di lavoro ha già comunicato al centro per l'impiego la cessazione del rapporto di lavoro per dimissioni le dimissioni non sono più revocabili.-
      Viceversa è il datore di lavoro che può decidere se accettare o meno la revoca delle dimissioni, perché potrebbe comunque dire che nel frattempo ha trovato soluzioni alternative.-

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  36. Buongiorno,
    sono stata assunta con contratto Ccnl dei servizi a tempo determinato per sostituzione di maternità nell'ottobre 2014 '' fino al rientro della collega'' che dovrebbe verificarsi a settembre 2014 . Sono residente a Novara ma lavoro a Milano. Nel caso in cui mi venisse offerto un lavoro con contratto a tempo indeterminato vicino casa posso dare le dimissioni per giusta causa? Nel caso in cui rimanessi in cinta posso dare le dimissioni per giusta causa e con quali termini? Avrei diritto all'ASPI ? la ringrazio

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  37. scusi ho sbagliato a digitare l'anno.... '' il rientro della collega a settembre 2015 ''

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    1. Dimissioni per "giusta causa"
      In presenza di un grave inadempimento del datore di lavoro che rende impossibile la prosecuzione anche solo provvisoria del rapporto (es. mancata osservanza delle norme sulla sicurezza, demansionamento, condotte gravemente lesive dell'onore e della reputazione, reiterato mancato pagamento della retribuzione, ecc.), il lavoratore può dimettersi per giusta causa, senza l'obbligo di dare il preavviso.-
      Nelle due ipotesi da te formulate la giusta causa non c'entra niente, quindi devi cercare di mantenere l'impegno che ti sei assunta sottoscrivendo il contratto.-

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  38. Buongiorno; essendo mia moglie in attesa di un bambino che nascera' a luglio ed non essendo intenzionata a tornare al lavoro, volevo chiedere se ritiene corretto il suo futuro comportamento: maternita' obbligatoria due mesi prima e tre mesi dopo il parto; astensione facoltativa al 30% per sei mesi; utilizzo ferie e permessi residui; dimissioni con decorrenza al termine dell'utilizzo ferie e permessi entro l'anno di vita del bambino beneficiando anche del pagamento del preavviso; iscrizione all'Aspi.
    La ringrazio per il suo interessamento.

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    1. SI!
      E' corretto!
      Vi consiglio comunque di rivolgervi al più vicino Ufficio INCA - CGIL per farvi assistere per tutto l'iter burocratico necessario, in modo da evitare errori che possano ritardare o pregiudicare il diritto a qualcuna delle indennità previste dalla normativa.-

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  39. Buonasera Dott.Censori sono Gennaro e a giugno 2015 raggiungero' i requisiti per la pensione di anzianita'.quanto tempo prima devo comunicarlo al datore di lavoro?
    Grazie x la risposta

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    1. I termini di preavviso in caso di dimissioni sono previsti dal proprio CCNL di riferimento e sono legati all'anzianità di servizio e al livello di inquadramento.-

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  40. Salve Dott. Censori,
    vorrei un consiglio su come fare per dare dimissioni da tempo determinato magari con preavviso ma cercando di evitare penali . Nella lettera di dimissioni cosa occorrerebbe scrivere o citare. Grazie

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    1. Purtroppo non è possibile!
      Tu hai sottoscritto un contratto con il quale ti sei preso un impegno con l'azienda fino alla scadenza, quindi un'eventuale rescissione anticipata deve essere concordata con il Tuo datore di lavoro, se vuoi evitate eventuali penali.-

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  41. Buongirno Dott. Censori sono Luigi sul blog pensioni mi ha scritto che vado in pensione a settembre 2016. Visto che sono in congedo x parente disabile da settembre 2014 ad agosto 2016. Come mi devo comportare con l'azienda riguardo le dimissioni. contratto commercio dal 1981 iv livello extra.

    la ringrazio Luigi


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    1. Ciao Luigi!
      Nel Tuo caso il preavviso da dare sono 45 giorni, quindi se presenterai le dimissioni per raggiunti limiti pensionistici 45 giorni prima della decorrenza della pensione non avrai penalizzazioni, anche se sei in congedo biennale.-

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  42. Salve avvocato volevo un informazione se è possibile!!
    sto lavorando presso una ditta con un contratto a tempo indeterminato ma per un problema di skiena sn in malattia da 1 settimana!!volevo sapere se io dando le dimissioni al datore di lavoro posso continuare la malattia o no???

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    1. Non vedo perché devi dare le dimissioni!
      Comunque l'indennità di malattia è legata all'esistenza di un rapporto di lavoro, quindi se ti dimetti non ne hai più diritto, e con le dimissioni non avresti diritto nemmeno all'indennità di disoccupazione.-

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  43. Buonasera Avvocato, ho letto gli interventi e le sue risposte già date (e mi complimento con il suo sito). Non mi sono chiari dei passaggi che al momento mi necessita sapere: le volevo chiedere se 1) nel caso una persona si dimettesse da un lavoro per cui ha lavorato circa un anno e poi ne trovasse un altro per cui lavorerebbe un altro anno, alla fine di questo secondo lavoro potrebbe chiedere la disoccupazione rifacendosi del periodo di contributi anche del primo anno ovvero del lavoro per il quale si è dimesso? E se fosse stato licenziato per superamento giorni di malattia - 180 -? 2) Se si è assunti part-time anche se si hanno i due anni quindi non si può richiedere la disoccupazione? La mia situazione è questa: sto superando il periodo massimo di malattia e mi sto rendendo conto che non posso rientrare per fare la mansione che facevo, ma non ci sono altre mansioni disponibili. Non so se mi licenzieranno, a questo punto però è inutile rimanere anche così sospesa. Non so cosa mi convenga fare, se aspettare che mi licenzino, dare le dimissioni o portare qualche certificato..che tanto so che non servirà a niente visto che non ci sono altre possibilità. Grazie mille

    Sara

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    1. Ciao Sara!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Non c'è motivo per cui tu debba presentare le dimissioni, perché tra l'altro fino a quando sei in malattia non puoi cercarti nemmeno un altro lavoro, e con le dimissioni non avresti diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi se superi il periodo di comporto e verrai licenziata, potrai presentare la domanda di disoccupazione.-

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  44. Salve Avvocato,sono una cameriera assunta a ottobre 2014 con contratto determinato fino a Dicembre 2015.
    Visti i continui ritardi nell'erogazione del misero stipendio e dell'incompatibilità con il titolare, vorrei dare le dimissioni.
    Con quanto anticipo devo avvisare?
    Mi comporterà qualcosa dal punto di vista economico sull'ultima busta paga?
    Cordiali saluti.

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    1. Con un contratto a termine ti sei assunta un impegno scritto fino alla scadenza, quindi non potresti dare le dimissioni prima, pertanto devi cercare dimetterti d'accordo con il Tuo datore di lavoro, e comunque in caso di dimissioni non avresti diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali tipo indennità di disoccupazione.-

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    2. La ringrazio per l'aiuto Avvocato, cosa può succedermi??
      Visto che sembra insensato cambiare lavoro al giorno d'oggi spiego che lo faccio solo per ragioni economiche,48 ore settimanali contro 16 di adesso.
      La ringrazio nuovamente per la Sua disponibilità e cortesia.
      Lorena

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    3. Ciao Lorena!
      Se Ti metti d'accordo con il tuo datore di lavoro sul preavviso che gli serve non ci sono problemi, in caso contrario l'azienda potrebbe richiederti un risarcimento danni da trattenere dalle Tue competenze maturate.-

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  45. Buongiorno Avvocato, avrei bisogno della seguente informazione: per poter usufruire della nuova disoccupazione che entra in vigore il 1° maggio 2015 bisogna tenere conto della data della lettera di licenziamento oppure della data di effettiva cessazione al termine del periodo di preavviso? La lettera di licenziamento dovrebbe arrivarmi entro la fine di questo mese di Marzo ma avendo da contratto due mesi di preavviso la cessazione sarà entro fine Maggio. Quale delle due date devo considerare? Grazie per l'attenzione.

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    1. Ai fini del diritto alla NASPI fa fede la data di cessazione del rapporto di lavoro che deve essere successiva al 30 aprile 2015.-

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  46. Buona sera avvocato,approfitto della sua disponibilitá per porle un quesito. Lavoro in una fabbrica da ormai 15 anni da sette io ed altri 3 colleghi causa quasi fallimento siamo stati assorbiti da un'altra ditta con formula di "passaggio diretto" mantenendo di fatto la nostra stessa sede di lavoro ed invariati contratto e diritti,cambiava sl il nome della nostra fabbrica. Tutto bene fino ad oggi,quando ci viene comunicato ke x risanare le finanze dell'azienda conviene nn avere un nome diverso da quello della nostra attuale ditta madre e x venire incontro a questo cambiamento ci viene chiesto di licenziarci dal nostro attuale contratto a tempo indeterminato x poi venire riassunti con contratto determinato x 6 mesi e successivo ritorno al tempo indeterminato. Quello che nn riesco a capire è,perche nn fare un passaggio diretto visto ke i capi sn gli stessi che abbiamo ora,la ditta è la stessa ma cambia sl il nome,e sopratutto perché nn ci licenziano loro? Ringrazio x l'attenzione,distinti saluti, D.M.

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    1. In effetti la Tua domanda è più che legittima!
      Infatti se l'azienda è seria e ci tiene a Voi può semplicemente fare un passaggio diretto o può licenziarvi e riassumervi con l'altra azienda.-
      In caso di dimissioni non avreste diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi nemmeno all'indennità di disoccupazione.-
      Accettando la proposta, non siete sicuri di essere riassunti e il contratto di 6 mesi fa sorgere il dubbio che alla scadenza vogliano lasciarvi a casa, Vi consiglio quindi di non presentare assolutamente la lettera di dimissioni.-

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    2. ...buonasera avvocato,la ngrazio per aver chiarito il mio dubbio. A questo punto le rivolgo un'ultima domanda,nel caso in cui dovessero fare pressioni e diciamo "obbligarci"a dare le dimissioni,le trattenute sul tfr saranno maggiori? Grazie,distinti saluti D.M.

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    3. NO!
      Sia in caso di dimissioni che di licenziamento le trattenute sul TFR sarebbero comunque le stesse.-

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    4. Buongiorno Avvocato ed ancora GRAZIE per l'attenzione e la solerzia nelle risposte,mi è stato di grande aiuto. Speriamo si risolva tutto nel migliore dei modi...saluti,Daniela M.

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    5. Ciao Daniela!
      Ti ringrazio per i complimenti e spero anch'io che si rivolva tutto nel migliore dei modi!
      Alla prossima!!!

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  47. Buongiorno Avv. Censori,
    la ringrazio in anticipo per la disponibilità.
    A novembre scadrà il mio contratto a tempo determinato.
    Se dovessi decidere di rifiutare una eventuale proroga o un eventuale contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, avrei comunque diritto alla NASPI?
    Grazie per il supporto.
    Saluti.
    Claudia

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    Risposte
    1. Ciao Claudia!
      SI!
      Alla scadenza del contratto avresti comunque diritto alla NASPI, anche nel caso che Tu rifiutassi una proroga o un nuovo contratto a tempo indeterminato; ti consiglio però di comunicare il rifiuto solo verbalmente e quindi non per iscritto, se non vuoi correre rischi.-

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  48. Buonasera Avvocato
    grazie in anticipo per la risposta. Avevo un contratto a tempo indeterminato da luglio. Mi sono dimesso 4 gg fa con raccomandata AR per giusta causa per mancato pagamento stipendi dic gen feb (mar in corso) e tredicesima (salvo un acconto). Preciso che non ho nemmeno ricevuto queste buste paga perché so per certo non emesse. Le ho convalidate al centro per l'impiego e sono stato dai sindacati ed al momento abbiamo fatto una raccomandata AR con richiesta pagamento spettanze ed invito per tentativo di soluzione stragiudiziale.
    Ora sono pronto per fare la domanda on line per la mini Aspi ma ho solo due dubbi
    1) Ho percepito/percepitò l'indennità di mancato preavviso
    c'è da spuntare o no o si sino al
    il problema qui è che la cgil mi ha detto che in caso di dimissioni giusta causa per mancate retribuzioni mi spetta e loro chiederanno anche l'indennità di mancato preavviso ma sulla lettera di richieste pagamento spettanze hanno scritto solo "istituti indiretti". al call center dell'inps mi hanno detto di non spuntare perchè al momento non l'ho percepita e non si sanno i giorni da mettere sino al.
    Nel caso la mettessi i giorni di indennizzo del sussidio partono da 8 giorni da quella data e non da 8 giorni dalla data di dimissioni.
    Sinceramente non so cosa scrivere
    l'altro dubbio sulle detrazioni di imposta
    (articolo 23 del DPR 29 settembre 1973 n 600 e successive modifiche e integrazioni) ma li penso che devo puntare chiedo la detrazione per lavoro dipendente (non ho figli a carico)
    riesce gentilmente a chiarirmi questi dubbi?
    Grazie mille

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    Risposte
    1. Se ti sei rivolto alla CGIL per la convalida delle dimissioni per giusta causa, Ti consiglio di rivolgerti all'INCA - CGIL per presentare la domanda di Mini Aspi ed evitare di commettere errori.-
      Infatti prima di pagarti l'INPS ti richiederà la documentazione inerente la diffida della CGIL, quindi non c'è motivo per cui tu debba presentare la domanda da solo.-
      Comunque se la CGIL richiederà il mancato preavviso Tu devi precisarlo nella domanda, e per quanto riguarda le detrazioni per lavoro dipendente è consigliabile non richiederle per evitare un conguaglio negativo con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno.-

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  49. buongiorno avvocato, sono pensionato e lavoro presso un'azienda metalmeccanica con contratto a termine, (con scadenza 30 novembre 2015) part time 5 ore giornaliere, vorrei dimettermi per i continui ritardi nei pagamenti dei stipendi, con quanti giorni di preavviso devo presentare le dimissioni e in quale forma? Grazie Giuseppe M.

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    1. Ciao Giuseppe!
      Un contratto a termine non prevede dimissioni anticipate perché ci si è assunti un impegno con il datore di lavoro fino alla scadenza.-
      Nel Tuo caso quindi o ti metti d'accordo con il Tuo datore di lavoro per la rescissione anticipata del contratto, o presenti le dimissioni per giusta causa, ma la giusta causa va dimostrata.-

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  50. salve avvocato buonasera, io ho un contratto a tempo DETERMINATO (CCNL cooperative sociali sett. socio sanitario ,socio-assistenziale educativo) posizione economica D2 da un anno e mezzo circa, la mia domanda è valgono i 45 giorni di preavviso come i tempi indeterminati? o il tempo di preavviso avendo il contratto a tempo determinato cambia?

    grazie della risposta
    cordialità
    Stefano

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    Risposte
    1. Ciao Stefano!
      In teoria con un contratto tempo determinato ci si è assunti un impegno scritto fino alla scadenza, quindi la normativa non prevede dimissioni anticipate, ma di solito ci si mette d'accordo tra le parti con il preavviso previsto per lo stesso livello per i contratti a tempo indeterminato.-
      Ti consiglio quindi di evitare ogni forma di "arroganza" perché potresti correre il rischio che ti venga richiesto dal Tuo datore di lavoro un risarcimento danni per la rescissione anticipata del contratto.-

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  51. Salve avvocato,
    io ho un contratto a tempo indeterminato (regioni e autonomie locali categoria c) con la pubblica amministrazione part time al 50%. Al momento non sono in servizio perchè, per esigenze dell'ente da cui dipendo, effettuerò la prestazione lavorativa solo per i mesi centrali dell'anno (giugno - novembre). Quindi mi trovo nella posizione di essere assunto a tempo indeterminato ma di non percepire, per il momento, retribuzione. Sono stato contattato da un altro Comune (perchè sono idoneo anche in graduatorie a tempo determinato) per essere assunto con contratto a tempo determinato aprile-dicembre (stesse mansioni e categoria lavorativa), e avrei intenzione di accettare e lavorare almeno per il periodo che mi separa dalla presa in servizio nel comune dove sono assunto a tempo indeterminato. Premesso che il mio comune si è reso già disponibile a fornirmi nulla osta per il periodo aprile-giugno, vorrei sapere se posso firmare un contratto aprile-dicembre del nuovo comune pur sapendo di dovermi dimettere a giugno.
    Un conto è comunciare a lavorare e poi dimettersi per un nuovo lavoro più conveniente, altro è firmare un contratto sapendo prima di doversi licenziare.
    Posso comunicare, sin da subito, al Comune che mi assume a tempo determinato le mie intenzioni di licenziarmi prima della scadenza naturale del contratto?
    spero di essere stato chiaro il più possibile.

    enzo

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    Risposte
    1. Ciao Enzo!
      Purtroppo NO!
      Non puoi sottoscrivere un contratto a termine per poi presentare le dimissioni prima della scadenza, perché ti assumeresti per iscritto un impegno fino alla scadenza, quindi ti potrebbe essere richiesto un risarcimento danni per la rescissione anticipata del contratto.-

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  52. buongiorno,
    vorrei sapere se avendo un contratto a tempo determinato,se eventualmente volessero rinnovarmelo,posso rifiutare e avere comunque diritto a fare la domanda di disoccupazione?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      Alla scadenza del contratto puoi rifiutarti di rinnovarlo ed avere comunque diritto all'indennità di disoccupazione, ma devi comunicare la tua volontà al datore di lavoro, solo "verbalmente" qualche giorno prima della scadenza.-

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  53. Buongiorno,
    lavoro in un Ordine Professionale e nel mese di febbraio ho dato le mie dimissioni per collocamento per pensione (ho raggiunto i 41 anni e 6 mesi) a partire dal 1° settembre 2015. Nel contratto era previsto un preavviso di 4 mesi mentre io ne ho dati più di 6 mesi. Visto che di solito l'Ordine chiude le tre settimane di agosto ed io ho ancora tutte le mie ferie maturate da fare, se mi faranno fare le ferie in agosto, verranno tolte dai giorni di preavviso e avendo dato 6 mesi (due mesi in più) dovrei essere tranquilla da punto di vista che non mi verranno decurtate dallo stipendio?
    Grazie per la risposta, cari saluti Elisa

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    Risposte
    1. Ciao Elisa!
      Tranquilla!
      Durante il periodo di preavviso il lavoratore non può richiedere dei giorni di ferie senza il consenso del datore di lavoro, ma se è il datore di lavoro a stabilirle non c'è problema, quindi puoi andare tranquillamente in ferie, senza correre rischi di decurtazione di stipendio.-

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  54. Ciao,
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    Saluti,
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  55. Buongiorno,
    le chiedevo un info,sono a tempo determinato scadenza fra 3 mesi...mia sorella sostiene che a scadenza non posso fare la domanda di disoccupazione in quanto nel lavoro precedente mi sono licenziata io e quindi sostiene che le 52 settimane nei 2 anni precedenti si annullano con il mio licenziamento.
    Preciso che ho lavorato quasi 6 anni nel lavoro precedente e poi mi sono licenziata io,quindi sono stata senza lavoro per 6 mesi e da gennaio lavoro con scadenza contratto 30/06.
    A me sembra strano quello che dice mia sorella quindi chiedo conferma a lei.
    Grazie,
    Michela

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