lunedì 2 dicembre 2013

Dimissioni

Dimissioni - Validità ed efficacia

Nell'ordinamento giuridico italiano, le dimissioni si configurano come una facoltà del lavoratore, che può essere esercitata senza alcun limite, con il solo rispetto dell'obbligo di dare il preavviso previsto dai contratti collettivi.

Le dimissioni consistono in un atto volontario del lavoratore. La volontà del dipendente non deve quindi essere viziata (ad esempio da altrui minacce o raggiri, da errore, da incapacità), pena l'annullabilità dell'atto.

L'atto ha effetto al momento in cui viene a conoscenza del datore di lavoro. Non rileva in alcun modo l'eventuale dissenso del datore. L'eventuale revoca delle dimissioni è efficace, secondo le regole generali (art. 1328 c.c.), solo se è comunicata al datore di lavoro prima che quest'ultimo abbia avuto notizia dell'atto di recesso.

La legge italiana non prevedeva forme particolari per le dimissioni, che potevano, quindi, essere presentate anche oralmente. I requisiti di forma sono, però, spesso dettati dai contratti collettivi, che possono imporre l'onere della forma scritta a tutela del lavoratore.


Dimissioni e licenziamento

Sia le dimissioni che il licenziamento comportano la cessazione del rapporto di lavoro.

Le conseguenza giuridiche dei due atti sono però profondamente diverse, specie sotto il profilo della tutela del dipendente. In caso di dimissioni, il lavoratore non ha diritto all'eventuale indennità di mancato preavviso (salvo il caso di dimissioni per giusta causa), nonché alla tutela specifica predisposta contro i licenziamenti illegittimi. Inoltre, in caso di dimissioni, non vi è l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS.


Dimissioni per "giusta causa"

In presenza di un grave inadempimento del datore di lavoro che rende impossibile la prosecuzione anche solo provvisoria del rapporto (es. mancata osservanza delle norme sulla sicurezza, demansionamento, condotte gravemente lesive dell'onore e della reputazione, reiterato mancato pagamento della retribuzione, ecc.), il lavoratore può dimettersi per giusta causa, senza l'obbligo di dare il preavviso.

Al lavoratore dimissionario per giusta causa spetta l'indennità sostitutiva del preavviso, come se fosse stato licenziato. Egli può inoltre richiedere l'indennità ordinaria di disoccupazione (ASPI o Mini Aspi), in quanto il sopravvenuto stato di disoccupato non gli è imputabile.

In tali frangenti è molto probabile la fase contenziosa con il datore di lavoro che non vuole riconoscere l'esistenza dei presupposti per le dimissioni per giusta causa: vi potrà perciò essere la necessità di un procedimento giudiziale che accerti la sussistenza dei requisiti che la giustificano. Il lavoratore può essere assistito nel processo con il gratuito patrocinio in presenza dei requisiti reddituali.

Casi che costituiscono giusta causa:
  • Mancato o ritardato pagamento delle retribuzioni (cass. n. 1339 del 23/02/1983).- 
  • Molestie sessuali 
  • Comportamento ingiurioso del datore di lavoro nei confronti del lavoratore 
  • Richiesta di comportamenti illeciti 
  • Richiesta di disattendere una legge dello stato 
  • Azioni intimidatorie lesive della volontà del lavoratore 
  • Mancato versamento dei contributi previdenziali 
  • Mancata osservanza delle norme di sicurezza 

Dimissioni incentivate

Il datore di lavoro può favorire le dimissioni del dipendente offrendo un incentivo economico per lasciare il posto di lavoro. Tale condotta è considerata lecita in quanto l'iniziativa del datore di lavoro non priva il lavoratore della sua libertà di scelta.

Il rapporto di lavoro si estingue nel momento in cui il datore, ricevute le dimissioni, dà seguito al suo impegno corrispondendo al dipendente la somma offerta, oltre alle competenze retributive maturate.


Preavviso

La durata del tempo che intercorre tra il preavviso e le dimissioni effettive è diversa a seconda della tipologia del contratto collettivo di riferimento, del livello di inquadramento e dell’anzianità di servizio. In mancanza di norme specifiche al riguardo, si fa normalmente ricorso agli usi o all’equità.

Se il lavoratore si dimette senza dare il preavviso, deve versare al datore di lavoro una indennità di mancato preavviso, corrispondente all’importo delle retribuzioni che sarebbero spettate per il periodo di preavviso non lavorato. Il datore di lavoro può rinunciare espressamente al preavviso, pagando l’indennità sostitutiva, sempre che il lavoratore sia favorevole.

Tale periodo resta sospeso in caso di malattia, di infortunio, di ferie o di maternità, e riprende a decorrere una volta che sia cessata la causa.

Le dimissioni sono invece immediate, pertanto senza necessità del periodo di preavviso, nei seguenti casi:
  • durante il periodo di prova; 
  • nei casi in cui si verifica una "causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto" (articolo 2119 c.c.), cioè il recesso per giusta causa. 

Casistica in base ai contratti

  • Contratto a tempo determinato: non è previsto l'istituto del preavviso ed il recesso anticipato; in questi casi, il contratto obbliga la parte che recede a risarcire il danno all’altra, salvo il caso di dimissioni per giusta causa; le dimissioni anticipate del lavoratore comportano pertanto il risarcimento del danno al datore di lavoro.
  • Collaborazione a progetto: il rapporto di lavoro parasubordinato può essere rescisso in qualunque momento dalle due parti, salvo accordi specifici, finalizzati a fissare per iscritto un preavviso da rispettare per entrambe le parti.
  • Lavoro temporaneo: il rapporto di lavoro interinale può assumere la forma determinata o indeterminata, quindi in caso di dimissioni segue le regole previste per le tipologie corrispondenti.


Dimissioni nel primo anno di vita del bambino

La lavoratrice madre dimissionaria gode dell’ASPI solo nel primo anno di vita del bambino.

Il Ministero del lavoro, nell’interpello n. 6/2013, ha dichiarato che la lavoratrice madre che si dimetta dal lavoro ha diritto all’Aspi solo se rassegna le dimissioni entro il primo anno di vita del bambino, periodo durante il quale vige il divieto di licenziamento il datore di lavoro. A nulla rileva, in altre parole, che la riforma Fornero abbia esteso il periodo di convalida delle dimissioni da uno a tre anni di vita del figlio.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.

174 commenti:

  1. Buongirno Dott. Censori sono Luigi sul blog pensioni mi ha scritto che vado in pensione a settembre 2016. Visto che sono in congedo x parente disabile da settembre 2014 ad agosto 2016. Come mi devo comportare con l'azienda riguardo le dimissioni. contratto commercio dal 1981 iv livello extra.

    la ringrazio Luigi


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    1. Ciao Luigi!
      Nel Tuo caso il preavviso da dare sono 45 giorni, quindi se presenterai le dimissioni per raggiunti limiti pensionistici 45 giorni prima della decorrenza della pensione non avrai penalizzazioni, anche se sei in congedo biennale.-

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  2. Salve avvocato volevo un informazione se è possibile!!
    sto lavorando presso una ditta con un contratto a tempo indeterminato ma per un problema di skiena sn in malattia da 1 settimana!!volevo sapere se io dando le dimissioni al datore di lavoro posso continuare la malattia o no???

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    1. Non vedo perché devi dare le dimissioni!
      Comunque l'indennità di malattia è legata all'esistenza di un rapporto di lavoro, quindi se ti dimetti non ne hai più diritto, e con le dimissioni non avresti diritto nemmeno all'indennità di disoccupazione.-

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  3. Buonasera Avvocato, ho letto gli interventi e le sue risposte già date (e mi complimento con il suo sito). Non mi sono chiari dei passaggi che al momento mi necessita sapere: le volevo chiedere se 1) nel caso una persona si dimettesse da un lavoro per cui ha lavorato circa un anno e poi ne trovasse un altro per cui lavorerebbe un altro anno, alla fine di questo secondo lavoro potrebbe chiedere la disoccupazione rifacendosi del periodo di contributi anche del primo anno ovvero del lavoro per il quale si è dimesso? E se fosse stato licenziato per superamento giorni di malattia - 180 -? 2) Se si è assunti part-time anche se si hanno i due anni quindi non si può richiedere la disoccupazione? La mia situazione è questa: sto superando il periodo massimo di malattia e mi sto rendendo conto che non posso rientrare per fare la mansione che facevo, ma non ci sono altre mansioni disponibili. Non so se mi licenzieranno, a questo punto però è inutile rimanere anche così sospesa. Non so cosa mi convenga fare, se aspettare che mi licenzino, dare le dimissioni o portare qualche certificato..che tanto so che non servirà a niente visto che non ci sono altre possibilità. Grazie mille

    Sara

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    1. Ciao Sara!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Non c'è motivo per cui tu debba presentare le dimissioni, perché tra l'altro fino a quando sei in malattia non puoi cercarti nemmeno un altro lavoro, e con le dimissioni non avresti diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi se superi il periodo di comporto e verrai licenziata, potrai presentare la domanda di disoccupazione.-

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  4. Salve Avvocato,sono una cameriera assunta a ottobre 2014 con contratto determinato fino a Dicembre 2015.
    Visti i continui ritardi nell'erogazione del misero stipendio e dell'incompatibilità con il titolare, vorrei dare le dimissioni.
    Con quanto anticipo devo avvisare?
    Mi comporterà qualcosa dal punto di vista economico sull'ultima busta paga?
    Cordiali saluti.

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    1. La ringrazio per l'aiuto Avvocato, cosa può succedermi??
      Visto che sembra insensato cambiare lavoro al giorno d'oggi spiego che lo faccio solo per ragioni economiche,48 ore settimanali contro 16 di adesso.
      La ringrazio nuovamente per la Sua disponibilità e cortesia.
      Lorena

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    2. Ciao Lorena!
      Se Ti metti d'accordo con il tuo datore di lavoro sul preavviso che gli serve non ci sono problemi, in caso contrario l'azienda potrebbe richiederti un risarcimento danni da trattenere dalle Tue competenze maturate.-

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  5. Buongiorno Avvocato, avrei bisogno della seguente informazione: per poter usufruire della nuova disoccupazione che entra in vigore il 1° maggio 2015 bisogna tenere conto della data della lettera di licenziamento oppure della data di effettiva cessazione al termine del periodo di preavviso? La lettera di licenziamento dovrebbe arrivarmi entro la fine di questo mese di Marzo ma avendo da contratto due mesi di preavviso la cessazione sarà entro fine Maggio. Quale delle due date devo considerare? Grazie per l'attenzione.

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    1. Ai fini del diritto alla NASPI fa fede la data di cessazione del rapporto di lavoro che deve essere successiva al 30 aprile 2015.-

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  6. Buona sera avvocato,approfitto della sua disponibilitá per porle un quesito. Lavoro in una fabbrica da ormai 15 anni da sette io ed altri 3 colleghi causa quasi fallimento siamo stati assorbiti da un'altra ditta con formula di "passaggio diretto" mantenendo di fatto la nostra stessa sede di lavoro ed invariati contratto e diritti,cambiava sl il nome della nostra fabbrica. Tutto bene fino ad oggi,quando ci viene comunicato ke x risanare le finanze dell'azienda conviene nn avere un nome diverso da quello della nostra attuale ditta madre e x venire incontro a questo cambiamento ci viene chiesto di licenziarci dal nostro attuale contratto a tempo indeterminato x poi venire riassunti con contratto determinato x 6 mesi e successivo ritorno al tempo indeterminato. Quello che nn riesco a capire è,perche nn fare un passaggio diretto visto ke i capi sn gli stessi che abbiamo ora,la ditta è la stessa ma cambia sl il nome,e sopratutto perché nn ci licenziano loro? Ringrazio x l'attenzione,distinti saluti, D.M.

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    1. In effetti la Tua domanda è più che legittima!
      Infatti se l'azienda è seria e ci tiene a Voi può semplicemente fare un passaggio diretto o può licenziarvi e riassumervi con l'altra azienda.-
      In caso di dimissioni non avreste diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi nemmeno all'indennità di disoccupazione.-
      Accettando la proposta, non siete sicuri di essere riassunti e il contratto di 6 mesi fa sorgere il dubbio che alla scadenza vogliano lasciarvi a casa, Vi consiglio quindi di non presentare assolutamente la lettera di dimissioni.-

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    2. ...buonasera avvocato,la ngrazio per aver chiarito il mio dubbio. A questo punto le rivolgo un'ultima domanda,nel caso in cui dovessero fare pressioni e diciamo "obbligarci"a dare le dimissioni,le trattenute sul tfr saranno maggiori? Grazie,distinti saluti D.M.

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    3. NO!
      Sia in caso di dimissioni che di licenziamento le trattenute sul TFR sarebbero comunque le stesse.-

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    4. Buongiorno Avvocato ed ancora GRAZIE per l'attenzione e la solerzia nelle risposte,mi è stato di grande aiuto. Speriamo si risolva tutto nel migliore dei modi...saluti,Daniela M.

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    5. Ciao Daniela!
      Ti ringrazio per i complimenti e spero anch'io che si rivolva tutto nel migliore dei modi!
      Alla prossima!!!

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  7. Buongiorno Avv. Censori,
    la ringrazio in anticipo per la disponibilità.
    A novembre scadrà il mio contratto a tempo determinato.
    Se dovessi decidere di rifiutare una eventuale proroga o un eventuale contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, avrei comunque diritto alla NASPI?
    Grazie per il supporto.
    Saluti.
    Claudia

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    1. Ciao Claudia!
      SI!
      Alla scadenza del contratto avresti comunque diritto alla NASPI, anche nel caso che Tu rifiutassi una proroga o un nuovo contratto a tempo indeterminato; ti consiglio però di comunicare il rifiuto solo verbalmente e quindi non per iscritto, se non vuoi correre rischi.-

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  8. Buonasera Avvocato
    grazie in anticipo per la risposta. Avevo un contratto a tempo indeterminato da luglio. Mi sono dimesso 4 gg fa con raccomandata AR per giusta causa per mancato pagamento stipendi dic gen feb (mar in corso) e tredicesima (salvo un acconto). Preciso che non ho nemmeno ricevuto queste buste paga perché so per certo non emesse. Le ho convalidate al centro per l'impiego e sono stato dai sindacati ed al momento abbiamo fatto una raccomandata AR con richiesta pagamento spettanze ed invito per tentativo di soluzione stragiudiziale.
    Ora sono pronto per fare la domanda on line per la mini Aspi ma ho solo due dubbi
    1) Ho percepito/percepitò l'indennità di mancato preavviso
    c'è da spuntare o no o si sino al
    il problema qui è che la cgil mi ha detto che in caso di dimissioni giusta causa per mancate retribuzioni mi spetta e loro chiederanno anche l'indennità di mancato preavviso ma sulla lettera di richieste pagamento spettanze hanno scritto solo "istituti indiretti". al call center dell'inps mi hanno detto di non spuntare perchè al momento non l'ho percepita e non si sanno i giorni da mettere sino al.
    Nel caso la mettessi i giorni di indennizzo del sussidio partono da 8 giorni da quella data e non da 8 giorni dalla data di dimissioni.
    Sinceramente non so cosa scrivere
    l'altro dubbio sulle detrazioni di imposta
    (articolo 23 del DPR 29 settembre 1973 n 600 e successive modifiche e integrazioni) ma li penso che devo puntare chiedo la detrazione per lavoro dipendente (non ho figli a carico)
    riesce gentilmente a chiarirmi questi dubbi?
    Grazie mille

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    1. Se ti sei rivolto alla CGIL per la convalida delle dimissioni per giusta causa, Ti consiglio di rivolgerti all'INCA - CGIL per presentare la domanda di Mini Aspi ed evitare di commettere errori.-
      Infatti prima di pagarti l'INPS ti richiederà la documentazione inerente la diffida della CGIL, quindi non c'è motivo per cui tu debba presentare la domanda da solo.-
      Comunque se la CGIL richiederà il mancato preavviso Tu devi precisarlo nella domanda, e per quanto riguarda le detrazioni per lavoro dipendente è consigliabile non richiederle per evitare un conguaglio negativo con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno.-

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  9. buongiorno avvocato, sono pensionato e lavoro presso un'azienda metalmeccanica con contratto a termine, (con scadenza 30 novembre 2015) part time 5 ore giornaliere, vorrei dimettermi per i continui ritardi nei pagamenti dei stipendi, con quanti giorni di preavviso devo presentare le dimissioni e in quale forma? Grazie Giuseppe M.

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    1. Ciao Giuseppe!
      Un contratto a termine non prevede dimissioni anticipate perché ci si è assunti un impegno con il datore di lavoro fino alla scadenza.-
      Nel Tuo caso quindi o ti metti d'accordo con il Tuo datore di lavoro per la rescissione anticipata del contratto, o presenti le dimissioni per giusta causa, ma la giusta causa va dimostrata.-

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  10. salve avvocato buonasera, io ho un contratto a tempo DETERMINATO (CCNL cooperative sociali sett. socio sanitario ,socio-assistenziale educativo) posizione economica D2 da un anno e mezzo circa, la mia domanda è valgono i 45 giorni di preavviso come i tempi indeterminati? o il tempo di preavviso avendo il contratto a tempo determinato cambia?

    grazie della risposta
    cordialità
    Stefano

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    1. Ciao Stefano!
      In teoria con un contratto tempo determinato ci si è assunti un impegno scritto fino alla scadenza, quindi la normativa non prevede dimissioni anticipate, ma di solito ci si mette d'accordo tra le parti con il preavviso previsto per lo stesso livello per i contratti a tempo indeterminato.-
      Ti consiglio quindi di evitare ogni forma di "arroganza" perché potresti correre il rischio che ti venga richiesto dal Tuo datore di lavoro un risarcimento danni per la rescissione anticipata del contratto.-

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  11. Salve avvocato,
    io ho un contratto a tempo indeterminato (regioni e autonomie locali categoria c) con la pubblica amministrazione part time al 50%. Al momento non sono in servizio perchè, per esigenze dell'ente da cui dipendo, effettuerò la prestazione lavorativa solo per i mesi centrali dell'anno (giugno - novembre). Quindi mi trovo nella posizione di essere assunto a tempo indeterminato ma di non percepire, per il momento, retribuzione. Sono stato contattato da un altro Comune (perchè sono idoneo anche in graduatorie a tempo determinato) per essere assunto con contratto a tempo determinato aprile-dicembre (stesse mansioni e categoria lavorativa), e avrei intenzione di accettare e lavorare almeno per il periodo che mi separa dalla presa in servizio nel comune dove sono assunto a tempo indeterminato. Premesso che il mio comune si è reso già disponibile a fornirmi nulla osta per il periodo aprile-giugno, vorrei sapere se posso firmare un contratto aprile-dicembre del nuovo comune pur sapendo di dovermi dimettere a giugno.
    Un conto è comunciare a lavorare e poi dimettersi per un nuovo lavoro più conveniente, altro è firmare un contratto sapendo prima di doversi licenziare.
    Posso comunicare, sin da subito, al Comune che mi assume a tempo determinato le mie intenzioni di licenziarmi prima della scadenza naturale del contratto?
    spero di essere stato chiaro il più possibile.

    enzo

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    1. Ciao Enzo!
      Purtroppo NO!
      Non puoi sottoscrivere un contratto a termine per poi presentare le dimissioni prima della scadenza, perché ti assumeresti per iscritto un impegno fino alla scadenza, quindi ti potrebbe essere richiesto un risarcimento danni per la rescissione anticipata del contratto.-

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    2. Grazie mille, buon lavoro.

      Enzo

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    3. Ciao Enzo!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  12. buongiorno,
    vorrei sapere se avendo un contratto a tempo determinato,se eventualmente volessero rinnovarmelo,posso rifiutare e avere comunque diritto a fare la domanda di disoccupazione?

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    1. SI!
      Alla scadenza del contratto puoi rifiutarti di rinnovarlo ed avere comunque diritto all'indennità di disoccupazione, ma devi comunicare la tua volontà al datore di lavoro, solo "verbalmente" qualche giorno prima della scadenza.-

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  13. Buongiorno,
    lavoro in un Ordine Professionale e nel mese di febbraio ho dato le mie dimissioni per collocamento per pensione (ho raggiunto i 41 anni e 6 mesi) a partire dal 1° settembre 2015. Nel contratto era previsto un preavviso di 4 mesi mentre io ne ho dati più di 6 mesi. Visto che di solito l'Ordine chiude le tre settimane di agosto ed io ho ancora tutte le mie ferie maturate da fare, se mi faranno fare le ferie in agosto, verranno tolte dai giorni di preavviso e avendo dato 6 mesi (due mesi in più) dovrei essere tranquilla da punto di vista che non mi verranno decurtate dallo stipendio?
    Grazie per la risposta, cari saluti Elisa

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    1. Ciao Elisa!
      Tranquilla!
      Durante il periodo di preavviso il lavoratore non può richiedere dei giorni di ferie senza il consenso del datore di lavoro, ma se è il datore di lavoro a stabilirle non c'è problema, quindi puoi andare tranquillamente in ferie, senza correre rischi di decurtazione di stipendio.-

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    2. Grazie Avvocato per la risposta. Ho chiesto e, visto che l'ufficio chiude come sempre, mi faranno fare le ferie, ma questa volta devo farmi rilasciare uno scritto col consenso del datore di lavoro o basta la parola?

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    3. Ciao Elisa!
      Non c'è problema!
      Nel periodo in cui l'ufficio è chiuso il consenso del datore di lavoro all'utilizzo delle ferie è automatico e comunque per evitare ogni rischio potresti conservarti una copia delle comunicazioni che presumo facciano ai clienti sul periodo di chiusura.-

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  14. Buongiorno,
    le chiedevo un info,sono a tempo determinato scadenza fra 3 mesi...mia sorella sostiene che a scadenza non posso fare la domanda di disoccupazione in quanto nel lavoro precedente mi sono licenziata io e quindi sostiene che le 52 settimane nei 2 anni precedenti si annullano con il mio licenziamento.
    Preciso che ho lavorato quasi 6 anni nel lavoro precedente e poi mi sono licenziata io,quindi sono stata senza lavoro per 6 mesi e da gennaio lavoro con scadenza contratto 30/06.
    A me sembra strano quello che dice mia sorella quindi chiedo conferma a lei.
    Grazie,
    Michela

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    1. Ciao Michela!
      In effetti l'informazione di Tua sorella è sbagliata!
      Infatti ai fini del diritto all'ASPI o alla Mini Aspi l'importante è che l'ultimo rapporto di lavoro cessi o per licenziamento o per scadenza del contratto, quindi il motivo di cessazione dei precedenti è ininfluente.-

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    2. grazie mille,proprio quello che pensavo io....

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  15. Buongiorno Avvocato,
    sono apprendista da tre anni e sto pensando di dimettermi prima dell'estate (dopo entrata in vigore Naspi) dato il trattamento economico insoddisfacente.
    Volevo sapere, date le nuove norme, se dopo le dimissioni dovessi trovare un impiego a tempo determinato di qualche settimana (da 2 a 4), poi al termine di questo ipotetico contratto avrò diritto a richiedere la Naspi? Nel caso, sarà calcolata anche basandosi sui contributi versati durante l'apprendistato?
    la ringrazio in anticipo per l'attenzione,
    Agnese

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    1. Ciao Agnese!
      SI!
      Ai fini del diritto alla NASPI l'importante è che l'ultimo rapporto di lavoro cessi o per licenziamento o per scadenza del contratto, quindi il motivo di cessazione dei precedenti è ininfluente.-
      Il calcolo della NASPI verrà effettuato sulla media delle retribuzioni degli ultimi 4 anni.-

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  16. Salve, lavoro a tempo indeterminato da 4 mesi presso un'azienda del settore commercio. Siccome l'azienda non va molto bene, e il titolare non è regolare con gli stipendi, vengo pagata a rate e ad oggi aspetto ancora una buona parte dello stipendio di febbraio più lo stipendio di marzo, sto cercando un altro posto di lavoro.
    Il mio quesito era: Stando al CCNL settore commercio (in base al mio livello e alla durata del rapporto di lavoro) dovrei dare 20gg di calendario come preavviso. Potrei dare meno preavviso, ad es. 8gg, adducendo come motivazione il non regolare pagamento degli stipendi? e se non dovessi dare il preavviso previsto dal CCNL incorrerei in qualche problema poi se dovessi avvalermi di un avvocato per il recupero del credito da lavoro dipendente?
    Le chiedo questo perchè ho trovato un'azienda che mi assumerebbe ma hanno bisogno della disponibilità quasi immediata (al massimo entro 7-8 giorni).
    La ringrazio in anticipo.
    Elena

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    Risposte
    1. Ciao Elena!
      Se presenti le dimissioni e non dai il preavviso previsto dal Tuo CCNL, avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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    2. Grazie, era come immaginavo!
      Gentilissimo, buona giornata!

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    3. Ciao Elena!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  17. Buongiorno Sig. Gianfranco Censori, volevo chiederle un informazione. A maggio 2013 ho dato le dimissioni dal mio posto di lavoro. Ho lavorato solo per alcuni giorni nel settembre 2013 presso una scuola statale (contratto che è stato recesso per uno sbaglio nelle graduatorie in cui ero stata inserita) e da allora non ho più lavorato. Ieri mi è stato detto che nel momento in cui io le mie dimissioni sono state accettate sono stata anche cancellata dalle liste del centro dell'impiego. Volevo sapere se questo è vero? da quello che ho capito mi dovrei iscrivere nuovamente e il conteggio dei mesi in cui non ho lavorato ripartirebbero da zero.
    Grazie Angela

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    1. e vorrei capire in che modo questo potrebbe influenzare un eventuale disoccupazione che potrei prendere in futuro se mi dovessi trovare nella condizione di poterla prendere.

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    2. Alla cessazione di un rapporto di lavoro, sia per dimissioni che per licenziamento o per scadenza del contratto bisognerebbe andare al centro per l'impiego per iscriversi nelle liste di disoccupazione, quindi se non lo hai fatto è bene che ci vai appena possibile per evitare ogni eventuale problema futuro.-

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    3. Pensavo che fosse tutto automatico. Scusi se chiedo ancora ma l'iscrizione parte da zero mesi? E' come se mi iscrivessi per la prima volta? Vorrei capire se il numero dei mesi in cui risulto disoccupata sono 0 o 19?

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    4. Purtroppo in Italia c'è poco di automatico!
      Non è obbligatorio iscriversi perché si potrebbe anche non essere interessati a cercare un nuovo lavoro, quindi se ti interessa essere iscritta nella lista dei disoccupati devi provvedere Tu stessa per l'iscrizione che decorrerà da quando andrai ad iscriverti.-

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  18. Buongiorno,
    Innanzitutto complimenti per il suo sito, è davvero molto dettagliato e preciso!
    Lavoro a tempo indeterminato da quasi 4 anni come impiegata commercio 4 livello, purtroppo per una caduta dovrò subire un intervento che mi terrà ferma circa 3 mesi. Al contempo era già previsto da tempo che io a giugno mi trasferissi da Como a Bergamo, cosa della quale l'azienda era già informata e stavamo valutando in che sede più vicina alla nuova residenza fosse possibile eventualmente spostarmi, dimettendomi da qui e riassumendomi.
    Ora con questo problema dell'intervento dovrò andare in malattia quando mi opereranno e poi dovrò alla fine della stessa le dimissioni. In quanto sarò troppo lontana dall'attuale lavoro, sarà possibile utilizzare le ferie per coprire il periodo di preavviso? E visto che a metà malattia cambierò residenza, devo comunicare qualcosa all'INPS (oltre all'asl alla quale darò comunicazione per la reperibilità?)
    Scusi per le molte domande e grazie in anticipo,
    Buona giornata,
    Gaia

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    1. Ciao Gaia!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      - SI! Potrai utilizzare le ferie come periodo di preavviso, ma solo con il consenso del datore di lavoro.-
      - SI! Dovrai comunicare anche all'INPS il ambio di residenza.-
      Riguardo alle dimissioni Ti informo che in caso di dimissioni non si ha diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali, quindi nemmeno all'indennità di disoccupazione, pertanto se non sei sicura che verrai riassunta in altra sede è meglio che ti fai licenziare.-

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  19. Grazie mille dei chiarimenti! Purtroppo non credo l'azienda mi licenziata, so che non gli converrebbe molto, giusto?
    Scusi l'ulteriore domanda, ma ieri una collega mi diceva che secondo lei la malattia, essendo con gesso post intervento e poi tutore per riabilitazione (dovrò anche fare fiaioterapia) potrebbe non avere l'obbligo del restare a casa durante i canonici orari, potrebbe essere vero secondo lei? Mi informerò comunque anche col medico di base..
    La ringrazio ancora molto per la gentilezza!

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    1. Ciao Gaia!
      Purtroppo NO!
      Le fasce orarie previste durante il periodo di malattia vanno comunque rispettate, a prescindere quindi dal tipo di malattia, e in caso di visita fiscale se non si viene trovati in casa bisognerà poi fornire all'INPS una motivazione valida dell'assenza.-

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  20. Buongiorno, vorrei un'informazione. Il 30 giugno 2015 scade il mio contratto a termine iniziato il 13 Ottobre 2014, se io rifiutassi di firmare l'eventuale rinnovo per motivi personale e legati all'inizio di un nuovo lavoro meglio remunerato, ho diritto all'indennità di disoccupazione per il periodo d'intervallo fra i 2 lavori? La ringrazio per l'attenzione.

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    1. Ciao Maria!
      SI!
      Anche se non accetti un eventuale rinnovo del contratto alla scadenza, avrai comunque diritto all'indennità di disoccupazione, ma per evitare ogni rischio ti consiglio di comunicarlo "solo verbalmente" al datore di lavoro qualche giorno prima della scadenza.-

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  21. Buona sera,
    io sono attualmente in sostituzione maternità, il termine ultimo possibile è il 30/9, ma per ora l'unico dato certo è il 31/7, in cui finisce il primo periodo di congedo parentale che ha preso la sostituita.
    Cosa succederebbe se avessi bisogno di dimettermi (causa offerta di lavoro a tutele crescenti) prima possibile?
    Quanto preavviso dovrei dare? E' prevista questa possibilità?

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    1. Purtroppo NO!
      Tu hai sottoscritto con il Tuo datore di lavoro un contratto che ti impegna fino al rientro in servizio della persona in maternità, e non è quindi prevista una rescissione anticipata, pertanto in caso di dimissioni potrebbe esserti richiesto un risarcimento danni.-

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    2. Buona sera avvocato, scusi l'intrusione ma anch'io ho lo stesso problema, vorrei capire in che senso può richiedermi i danni??? e di che entità?
      si tratta di mancato preavviso?
      Grazie
      Vittoria

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    3. Ciao Vittoria!
      SI!
      La logica è la stessa del mancato preavviso, nel senso che se Tu non rispetti le condizioni contrattuali, devi dare al datore di lavoro un preavviso tale che gli consenta di trovare un'eventuale soluzione alternativa.-

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  22. Salve sono una lavoratrice agricola con 15 anni di contributi e 63 anni d età.Vorrei sapere se al raggiungimento sei 65 anni d età ho diritto alla pensione nonostante mio marito prende 870 euro al mese e superi il reddito e pertanto la pensione sociale non mi compete ma quella agricola?distinti saluti.

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    1. - Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia sono sufficienti 15 anni di contributi solo se versati tutti entro il 31 dicembre 1992.-
      - Per quanto riguarda invece l'assegno sociale con la pensione di tuo marito superate il limite di reddito quindi non ne hai diritto.-

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  23. Gentile Gianfranco, sono stata assunta da dicembre 2014 con contratto tempo a tempo determinato 3 livello fino a 30 novembre 2015. Vorrei dimettermi perché ho un' altra offerta di lavoro migliorativa. Qual è la soluzione migliore per terminare il mio attuale lavoro?

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    1. Ciao Simona!
      Con un contratto a tempo determinato Tu hai sottoscritto un contratto che ti impegna fino alla scadenza, quindi non è prevista una rescissione anticipata, Ti consiglio pertanto di metterti d'accordo con il Tuo datore di lavoro per evitare di pagare un risarcimento danni a seguito delle dimissioni.-

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  24. Salve,mi chiamo Andrea.Lavoro da 16 anni in una azienda metalmeccanica con un contratto a tempo indeterminato,causa crisi mi hanno ridotto lo stipendio al minimo sindacale,adesso ho trovato un'azienda che mi paga decisamente meglio e vorrei dare le dimissioni e andare la.Premesso che il mio tempo di preavviso è di ben 2 mesi e mezzo,facendo un passaggio diretto e assunto sempre indeterminato,avrò un contratto come ora dove sono "tutelato"dall'articolo 18 o avrò un contratto a tutela crescente?Oppure a a discrezione dell'azienda nuova?Grazie

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    1. Ciao Andrea!
      Purtroppo anche con un passaggio diretto si tratta comunque di una nuova assunzione da parte di un'altra azienda, quindi avrai un contratto a tutele crescenti come tutti i nuovi assunti.-

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  25. Gentile Avvocato, le riscrivo per un'altra domanda: ho il contratto del pubblico impiego non esercente e lavoro presso un Ordine Professionale, a fine 2015 vado in pensione per 41 anni e 6 mesi di servizio, il TFR entro quando mi verrà pagato dal mio datore di lavoro? Grazie mille per la risposta! Eli

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    1. TFS Trattamento di fine servizio.
      La legge di stabilità del 2014 ha stabilito tempi sempre più lunghi per la liquidazione del TFR (Trattamento di fine rapporto) e del TFS (Trattamento di Fine Servizio) dovuti a statali e dipendenti pubblici. Si deve attendere un periodo da 3 mesi e mezzo a 27 mesi. E se la prestazione supera un certo importo, la somma è frazionata in 2 o 3 rate annuali.
      - Per i pensionamenti per inabilità o decesso, blocco di 3 mesi e altri 15 giorni per consentire all’INPS di liquidare la domanda, in totale 3 mesi e mezzo.
      - Il blocco sale a un anno (cui si aggiungono i 3 mesi per lavorare la pratica; nel complesso 15 mesi per raggiungimento dei limiti di età o dei limiti di servizio, per cessazione del lavoro a tempo determinato o per risoluzioni unilaterali dell’amministrazione (esempio per gli esuberi).
      - Il blocco sale a 27 mesi (24+3) nei casi di dimissioni volontarie, per licenziamenti e destituzioni. Se si superano i tempi indicati l’INPS deve riconoscere sulle somme gli interessi di mora. Terminata l’attesa scatta un’altra norma di legge che divide in rate annuali la buonuscita quando supera i 50 mila euro lordi.
      - Se la buonuscita non supera 50 mila euro lordi il pagamento è completo.
      Tra 50 mila e 100 mila euro lordi il pagamento è diviso due tranches annuali: 50 mila euro il primo anno e la rimanenza il secondo.

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  26. Buongiorno vorrei chiedere alcune cose. Io lavoravo in Svizzera da frontaliere sono stato appena licenziato dopo circa un anno e mezzo e sulla lettera di licenziamento ce scritto CAUSA GRAVE quindi la mia domanda e con questo tipo di licenziamento posso richiedere la disoccupazione?? ho qualche possibilita che venga accettata?? grazie in anticipo buona giornata 


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    1. SI!
      Puoi iscriverti al centro per l'impiego della Tua zona di residenza e presentare all'INPS la domanda di disoccupazione, presentando la lettera di licenziamento e le buste paga relative all'attività lavorativa svolta in Svizzera.-

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  27. Salve! Volevo chiederle se sarebbe possibile richiedere le dimissioni per giusta causa (mancata retribuzione) durante il periodo di malattia o debba aspettare necessariamente il rientro a lavoro. Grazie!

    Valentina

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    1. Ciao Valentina!
      Per presentare le dimissioni devi necessariamente aspettare il rientro in servizio al termine della malattia, e per quanto riguarda le dimissioni per giusta causa, la giusta causa va in qualche modo dimostrata, quindi è necessaria un'assistenza sindacale.-

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  28. Buonasera Gianfranco,
    sono dimissionario con contratto 4° livello CCNL pelli e succedanei e mi hanno esonerato dal rispetto del periodo di preavviso, quindi avendo ferie da smaltire il mio rapporto con l'azienda finisce il 20 maggio, come comunicato dall'azienda stessa, ma di fatto il mio ultimo giorno sarà l'8.
    Sarebbe legale se firmassi il contratto con la nuova azienda in data 18 maggio (livello 2° CCNL Commercio)?

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    1. NO!
      Tu non puoi essere contemporaneamente in servizio in due aziende diverse, a meno che non si tratti di 2 part-time di 20 ore settimanali ciascuno, quindi o anticipi la cessazione del rapporto di lavoro con l'azienda attuale, o posticipi l'assunzione con la nuova azienda.-

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  29. buongiorno sono una lavoratrice del settore pulizie lavoro da 6 anni e mi voglio licenziare quanto preavviso devo dare ? siccome e una situazione diciamo brutta se non do preavviso cosa rischio ? grazie per le risposte

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    1. Il periodo di preavviso è legato al livello di inquadramento e all'anzianità di servizio in azienda, quindi se non mi dici il Tuo livello non posso esserti d'aiuto.-
      In caso di dimissioni senza preavviso avrai detratti dalle Tuo competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-
      Spero che Tu abbia un altro lavoro in vista, perché in caso di dimissioni non avrai diritto ad alcun tipo di indennità di disoccupazione da parte dell'INPS.-

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    2. Grazie per la risposta si ho gia un nuovo lavoro e non voglio perdere l occasione sono operaia di 5 livello con 6 anni di anzianita

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    3. CCNL Pulizie (Imprese artigiane):
      Preavviso in caso di dimissioni:
      Operai – oltre i 5 e fino a 10 anni di anzianità: – 8 giorni
      Termini di disdetta (operai): possono aver luogo in qualunque giorno della settimana.-

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  30. Buongiorno Avvocato,
    L'azienda dove lavoro oltre ad avere un credito nei loro confronti di 4 mesi di stipendi non pagati ora per poco lavoro mi vuole licenziare. Ho un contratto nel turismo a tempo indeterminato.
    No sono contrario al licenziamento ma loro mi hanno detto che mi presentano una lettera di licenziamento per diminuzione del lavoro aggiungendo la clausola che io rinuncio ad essere riassunto, così loro potrebbero riassumere. La data di licenziamento sarebbe il 30 Aprile.
    Oltretutto che ancora non ho visto questa lettera ma solo a parole mi domando se dovessi firmare una lettera di questo tipo perderei il diritto alla disoccupazione.

    Poi leggendo nelle discussioni precedenti ho letto che per usufruire della nuova disoccupazione la data di licenziamento dovrebbe essere dopo il 30 Aprile 2015?
    Grazie
    Cordiali Saluti

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    1. Ciao Marco!
      Se non vuoi correre rischi non devi firmare alcuna lettera di licenziamento, e puoi pretendere che ti venga inviata a casa per raccomandata.-
      Se il rapporto di lavoro è cessato entro il 30 aprile avrai diritto all'ASPI o alla Mini Aspi, mentre se cesserà dopo il 1°maggio avrai diritto alla NASPI.-

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  31. Buongiorno Avvocato
    Io sono un operaio metalmeccanico con contratto a tempo determinato interinale dal 20/3 fino al 30/5, a questo punto vorrei sapere se avrei dei problemi a dare le mie dimissioni per un altro contratto di lavoro che inizia il 28 /05 e quanto tempo di preavviso dovrei dare ?
    la ringrazio anticipatamente

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    1. Con un contratto a termine non è prevista la rescissione anticipata perché ci si è assunti un impegno scritto fino alla scadenza, quindi se vuoi cessare il rapporto di lavoro anticipatamente ti consiglio di metterti d'accordo con il datore di lavoro se non vuoi rischiare la richiesta di un risarcimento danni.-

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  32. Salve avvocato...sto cambiando il contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, il datore di lavoro mi ha chiesto le dimissioni per immediatamente passare al nuovo contratto. Secondo lei perdo i diritti di disoccupazione se dopo dovessi essere licenziato?

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    1. Non mi è chiaro il passaggio!
      Il Tuo datore di lavoro potrebbe trasformare il rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato senza che sia necessaria una Tua lettera di dimissioni.-
      Comunque Ti consiglio prima di consegnare la lettera di dimissioni di farti dare la lettera di assunzione con il nuovo contratto, in modo che in caso di successivo licenziamento avresti diritto all'indennità di disoccupazione.-

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  33. Buongiorno!! Sto per dare le dimissioni,lavoro come addetta vendite con contratto a tempo indeterminato, IV livello da 5 anni e mezzo. So che ho un mese di preavviso,ma volevo chiederle,se comunico se dimissioni domenica 10 maggio posso sperare che il mese di preavviso mi parta dal 16 maggio per poi concludersi il 16 giugno? O mi slitta al 1 giugno? Che tempistica c'è? Grazie in anticipo e una buona giornata!!!

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    1. Ci sono dei contratti che prevedono la decorrenza delle dimissioni dal giorno successivo a quello di presentazione della lettera, altri che prevedono la decorrenza dal 1° o dal 16° giorno del mese ed altri dal 1° giorno del mese successivo, quindi se non mi dici il Tuo settore lavorativo e quindi il Tuo CCNL di rifermento, purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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  34. Buon giorno.ho il contratto a tempo pieno e determinato senza obbligo di causale in qualita di addetta ricevimento in 5°livello del CCNL
    Alberghi 3-5stelle ai sensi dell'articolo 1,D.lgs.6.settembre 2001,n,.368,come modificato dalla L.78/2014..Non mi trovo per niente bene e vorrei dare le dimissioni. Per piacere cosa devo scrivere nella lettera delle dimissioni
    per non pagare nulla al dattore di lavoro, cioe' senza diritto ad un risarcimento per un danno per entrambe le parti. Non vorrei rischiare
    la richiesta di un risarcimento danni.-Quanti giorni di preavviso con questo contratto e livello? Grazie mille.Saluti. Isabel

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    1. Ciao Isabel!
      Purtroppo non esiste un sistema per non rischiare!
      Infatti Tu hai sottoscritto un contratto che ti impegna fino alla scadenza, e non prevede una rescissione anticipata, quindi se vuoi evitare il rischio di risarcimento danni, devi cercare di metterti d'accordo con il Tuo datore di lavoro sul preavviso da dare, che sia cioè sufficiente all'azienda a trovare un'eventuale soluzione alternativa.-

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    2. Buon giorno signor Gianfranco, grazie della risposta. Però se volessi dare lo stesso le dimissioni con preavviso per motivi personali o famigliari, potrei correre il rischio che mi venga richiesto dal mio datore di lavoro un risarcimento danni per la rescissione anticipata del contratto.- se si quanto esattamente, quanti Euro? E se mi mettessi d'accordo con il dattore di lavoro, cosa devo farli firmare? Grazie di cuore in anticipo. Cordiali saluti,. Isabel

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    3. Ciao Isabel!
      Se ti metti d'accordo con il datore di lavoro non ci sono problemi, nel senso che devi semplicemente scrivere la lettera di dimissioni indicando l'eventuale periodo di preavviso come concordato e sei a posto.-
      Viceversa se non vi mettete d'accordo sarà il datore di lavoro a stabilire il danno subito da tradurre in indennità di mancato preavviso che detrarrà dalle tue competenze maturate.-

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    4. Grazie mille. Porti pazienza, non si può sapere l'importo? Grazie mille

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    5. Di solito il datore di lavoro detrae il mancato preavviso in base a quello che è il preavviso previsto per i contratti a tempo indeterminato per lo stesso livello di inquadramento, cioè tanti giorni di paga quanti sono i giorni di mancato preavviso, ma non essendo previsto dalla normativa potrebbe anche detrarre di più.-

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    6. Buon giorno signor Censori.Per piacere un'altra domanda.Se il mio contratto è fissato a 40 ore settimanali,sarebbero 5 gg giusto? é possibile,che il dattore di lavoro pretende,che io invece lavoro 6 gg e mi dice,che è forfait,cioè compreso? Ho la pausa di 10-15 minuti,ma la recupero,perhè oltrettutto mi fanno stare sempre altri 10-30 minuti in più al giorno. Purtroppo non si timbra e non so come dimostrarlo,sono furbi. Posso pretendere di lavorare solo 40 ore settimanali? Grazie mille.

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    7. Mi sono dimenticata di scrivere, che lavoro sempre pomeriggio-sera dalle 14.00 alle 22.00.Grazie,buona giornata. Isabel

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    8. Turismo reception in 5°livello. Prima ero in 2°livello.loro mi hanno messo in 5°livello,si può?

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    9. L'orario di lavoro è fissato nella lettera di assunzione e Tu devi attenerti a quello, e non può essere modificato senza il Tuo consenso.-
      Non hai alcun obbligo di lavorare oltre la 40 ore settimanali soprattutto se le ore lavorate in più non ti vengono retribuite come straordinari.-

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    10. Grazie mille avvocato. Alla fine ho dato le dimissioni,sembra tutto ok,hanno accettato . Comunque per sicurezza vorrei chiedere,se possono chiedermi il risarcimento anche in seguito. ??? Adesso io non ho il diritto alla disoccupazione,giusto? Devo iscrivermi lo stesso all'ufficio di collocamento? Se durante il periodo di prova del nuovo lavoro, decido io o il dattore di lavoro di terminare il rapporto , avrò in quel caso diritto alla disoccupazione? Grazie mille in anticipo per le risposte signor Gianfranco,buona settimana. Isabel

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    11. Ciao Isabel!
      - NO! Se hanno accettato le Tue dimissioni il discorso è chiuso definitivamente, quindi in seguito non potranno più richiederti alcun risarcimento.-
      - NO! Con le dimissioni non hai diritto alla disoccupazione.-
      - SI! Devi comunque iscriverti all'ufficio di collocamento.-
      - Avrai diritto alla disoccupazione solo se vieni licenziata al termine del periodo di prova e non se presenti le dimissioni.-

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  35. Buongiorno avvocato !
    Ho il contratto a chiamata indeterminato senza obligo di disponibilità. Lavoro presso agenzia turistica. Mansione svolta interprete-assistenza turistica.
    A dicembre 2014 agenzia licenzia 20 miei colelghi con stesso contratto.
    Rimaniamo in 12 dipendenti. Da dicembre 2014 rimaniamo in attesa di chiamata per il lavoro. (Lavoriamo con gruppi russi percio visto la crisi economica in Russia, per noi che lavoriamo qui con loro e stato pesante)
    Da aprile 2015 alcune delle mie colleghe cominciano essere chiamate e lavorano. Solo 7 di 12.
    Altre 5 stanno a casa a aspettare. Ieri avveo parlato con la nostra responsabile. Mi dice che agenzia ha deciso di non chiamare piu quelle 5 . Che fara lavorare questo anno solo quelle 7 che gia stanno lavorando. Mi ha consigliato di trovare qualche altro lavoretto, non licenziarmi da loro e aspettare anno prossimo.
    Avvocato, la mia domanda è :
    -dattore di lavoro quanto tempo puo non chiamare a lavoro un dipendente con contratto come mio ?
    -puo e non fare lavorare e non licenziare ?
    -mi sembra qualche discriminazione. Perché quelli 7 lavorano e 5 no. Puo essere come causa il discriminazione ?
    Io come altri miei colleghi non vogliamo autolicenziarsi per non perdere dissociazione.
    Non credo che si puo rimanere con contratto anche a chiamata ad aspettare per tanti mesi. Conoscendo il nostro dattore di lavoro lui non licenzia nessuno. Non chiama per tanto tempo e dipendenti si staccano da soli. Trane quell caso licenziamento colettivo del dicembre 2014.
    Cosa possiamo fare , avvocato ? Come agire ?
    Vi ringrazio in anticipo per la vostra risposta.
    Cordiali saluti, Camilla.

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    1. Ciao Camilla!
      Purtroppo con un contratto a chiamata a tempo indeterminato il datore di lavoro non ha alcun obbligo nei confronti del lavoratore, ma se non si viene chiamati al lavoro per un lungo periodo si può richiedere al datore di lavoro o che si venga chiamati al lavoro a rotazione insieme agli altri o che si venga licenziati, in modo da aver diritto all'indennità di disoccupazione.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  36. Buon pomeriggio Avv.to,
    tempo fa mi ha già dato degli ottimi consigli quindi ne approfitto ancora per farle una domanda: sono stata licenziata dall'azienda presso la quale ho lavorato circa 13 anni per causa oggettiva (crisi aziendale) nel mese di gennaio 2015. Mi sono immediatamente affidata ad un patronato che dopo alcuni mesi mi ha presentato i conteggi comprensivi di tutto quello che mi spetterebbe (mensilità non pagate, straordinari mai pagati, ferie arretrate ecc. ecc). E' venuta fuori una cifra abbastaza importante che sicuramente non vedrò mai (l'Italia non è propriamente la patria del diritto!!) però pensavo che l'azienda mi liquidasse almeno le spettanze degli ultimi tre anni cioè il tfr e tutto quello che non mi è stato pagato mensilmente perchè già sapevano che mi avrebbero licenziata (ho finalmente capito che la crisi c'è ma c'è anche chi ne approfitta a mani basse). Il patronato al quale mi sono affidato non so da che parte stia perchè un giorno mi dice di non accettare la misera proposta dell'azienda ed il giorno dopo mi spinge ad accettare perchè altrimenti rischierei di non vedere nulla. Io so che i titolari dell' azienda i soldi per godersi la vita li hanno eccome mentre quelli che mi spettano di diritto non riescono a trovarli e questo mi dà proprio fastidio perchè ho sempre lavorato onestamente a testa bassa senza mai rubare niente, mai un gorno di malattia, e pensavo che almeno mi fossero riconosciuti i miei pochi diritti. Scusi lo sfogo, comunque mentre il patronato spinge subito per accettare i 2/3 di quello che mi spetterebbe facendo proprio i conti dell'oste io non vorrei perdere almeno i 4 stipendi non pagati ed i 50 giorni di ferie che ho apssato al lavoro invece di stare a casa a riposarmi quindi sarei propensa a fare causa. A parte tutto quello che si legge e che mi ripetono in tanti cioè che fare causa non conviene perchè i tempi sono lunghi e non si è sicuri di prendere neanche il minimo di quello che ora offrono, lei cosa mi consiglia? Possibile che bisogna sottostare a tali ricatti? Come funziona e quali potrebbero essere i tempi di chiusura della causa?.
    La ringrazio.

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    1. Purtroppo con i tempi della giustizia italiana non è facile fare previsioni in quanto una causa può durare 2 o 3 anni, e se poi ci sarà un appello ne riparliamo tra 5 o 6 anni prima che Tu riesca a incassare quello che ti spetta, al netto delle spese della causa.-
      Tra l'altro non è nemmeno certo che tu riesca a vincere la causa, mentre sarebbero comunque certe le spese legali, perché il giudice deciderà in base alla documentazione e alle prove che tu riuscirai a produrre, quindi alle conclusioni puoi arrivarci da sola.-

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    2. Grazie per la risposta,
      ma ho sentito parlare di tentativo di conciliazione obbligatorio da farsi presso la direzione del lavoro: è consigliabile provare questa strada, almeno come ultimo deterrente nei confronti dell'azienda?
      Comumque mi permetta uo sfogo che potrebbe essere anche di monito e d'aiuto a tanti nella mia stessa situazione: l'Italia è un paese nel quale i diritti dei lavoratori non si sa neanche cosa siano. Il mio ex datore di lavoro, approfittando della mia buona fede, non mi ha pagato cinque mensilità dopodichè mi ha licenziato promettendomi di saldare tutto insieme al tfr, dopodichè mi ha proposto la metà di quello che avrebbe dovuto darmi (e parlo solo di mensilità non percepite). Ho anche fatto l'errore di rivolgermi ad un patronato dove mi hanno fatto i conteggi delle spettanze. Sono risultate cifre enormi anche se legittime, mettiamo 200, poi mi hanno consigliato di accettare solo se la proposta della controparte fosse stata almeno 100 e dopo un mese di attesa (proprio ieri) stanno premendo per farmi accettare 40 dalle quali devo togliere ben il 10% per il loro compenso. Qualcuno mi dica se il nostro è uno stato di diritto e dove sia la tutela del lavoratore.
      Quello che mi sta capitando mi sembra un furto in pena regola.
      Scusi lo sfogo e grazie ancora, almeno c'è qualcuno che, oltretutto gratis, impiega il suo tempo ad aiutare il prossimo con i suoi consigli professionali.

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    3. Purtroppo di questi tempi la crisi c'è per tutti quindi anche per i sindacati che sono pertanto costretti a farsi pagare le loro prestazioni, quindi possiamo discutere sulla percentuale che ti viene richiesta ma non puoi pretendere che qualcuno lavori gratis per te.-
      La conciliazione obbligatoria da farsi presso la direzione provinciale del lavoro è una procedura che può attivare solo un sindacato, quindi ritorniamo al punto di partenza.-
      L'Italia è uno stato di diritto, ma purtroppo i diritti non ti vengono elargiti d'ufficio ma devi pagare qualcuno che te li faccia rispettare, quindi se parliamo di diritti sul lavoro, devi rivolgerti o un avvocato a un sindacato.-

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    4. Giustissimo pagare una prestazione anche ad un sindacato, il problema è che 80 euro di tessera più il 10% delle mie spettanze a fronte di due telefonate da due persone diverse (una mi ha detto accetta quei pochi soldi che l'azienda ti offre, un'altra mi ha detto di fare una vertenza.....) mi sembra un vero e proprio furto. E' finita poi che ho trovato un accordo telefonico dirattamente con il mio ex datore di lavoro, così il patronato si troverà qualche migliaio di euro quasi gratis!!!
      Naturalmente spero che la mia sia stata solo una sfortunata esperienza e che non tutti i sindacati si comportino in questo modo.
      La ringrazio per il tempo dedicatomi.

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    5. In effetti nel Tuo caso non posso certo darti torto!
      Spero anch'io che la tua sia stata solo una sfortunata esperienza, e mi piacerebbe sapere qual'è il sindacato perché forse non sono tutti uguali.-

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  37. Salve io o inozoato un nuovo lavoro e mi son licenziato i quello che lavoravo prima per venire su questo e che adesso mi ritrovo 3 mesi di prova su un vontratto indeterminato se mi lascia a casa nel periodo di prova o diritto lo stesso alla aspi? Grazie

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    Risposte
    1. SI!
      Se verrai licenziato anche nel periodo di prova avrai comunque diritto alla NASPI, l'importate è che non sia Tu a presentare le dimissioni.-

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    2. Si ok ma anche se diche che il motivo e il nn superamento della prova che nn sono capace di svolgere le mansioni richieste?

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    3. SI!
      Avrai diritto alla NASPI anche se verrai licenziato nel periodo di prova, e puoi essere licenziato in questo caso solo perché non vieni ritenuto idoneo alla mansione, altrimenti non puoi essere licenziato.-

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  38. Chiedevo se in caso di dimissioni consensuale per intraprendere altro percorso lavorativo se dopo 15 giorni vengo licenziato mi spetta la disoccupazione? ??

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    1. Non Ti capisco!
      Per aver diritto all'indennità di disoccupazione bisogna essere licenziati, e non se ne ha quindi diritto in caso di dimissioni anche se sono consensuali.-

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  39. Buongiorno Avvocato, circa due mesi fa io e i miei colleghi ci siamo dimessi per giusta causa per il fatto che non percepivamo più lo stipendio da qualche mese, inoltre l'azienda non ha più versato i contributi previdenziale da circa un anno.Abbiamo regolarmente inoltrato la richiesta di disoccupazione che è stata accettata da parte dell' INPS. può l'azienda assumere altro personale nonostante non ci abbiano ancora versato le mensilità arretrate e il tfr ?

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    Risposte
    1. SI!
      Se non siete stati licenziati ma vi siete dimessi, a prescindere dal motivo delle dimissioni, l'azienda può assumere altri lavoratori in vostra sostituzione.-
      Per quanto riguarda le mensilità arretrate che non vi sono state corrisposte è una questione diversa che dovete risolvere con una vertenza sindacale.-

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  40. Buongiorno,
    ho un tempo indeterminato come impiegato 3°. ho subito per 2 anni del mobbing dal mio capo ufficio e quando finalmente sono scoppiato e mi sono ribellato, i titolari hanno tenuto la parte del mio capo ufficio, per loro evidentemente molto piu' importante di me come risorsa aziendale. ho mandato avanti i sindacati ma l'azienda ha fatto la furba comunicando che aveva parlato con il mio capo ufficio e che era tutto risolto. ora io so che è tutta una mossa perché non vogliono spendere soldi per licenziarmi con un accordo e una buona uscita....mi sono messo in mutua perché attualmente ho un problema fisico. la mia domanda è questa: lo so che non è eticamente corretto ma, se esco dalla mutua e non mi presento al lavoro, loro mi possono licenziare per giusta causa no? e se mi licenziano, avrei diritto alla disoccupazione comunque?? grazie mille.

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    1. SI!
      Se alla scadenza della malattia non ti presenti al lavoro puoi essere licenziato per giusta causa ed avrai comunque diritto all'indennità di disoccupazione, ma non capisco perché non continui ad avvalerti dell'assistenza sindacale.-

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  41. Buongiorno avvocato, lavoro da 27 anni nella stessa azienda metalmeccanica. 5liv, il titolare mi ha proposto di dimettermi per ricollocamento del personale, tra l'altro ha appena assunto un dipendente nel mio reparto a tempo indeterminato.(può farlo?)
    Se non troviamo un accordo e andiamo per vie legali quante probabilità ho di farcela?
    Cosa mi consiglia di chiedere come buonuscita tenendo presente che ho quasi 50 anni?
    Con la nuova legge dal primo maggio posso richiedere la naspi anche con dimissioni consensuali?
    Grazie per la sua disponibilità!

    RispondiElimina
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    1. Per il diritto alla NASPI non è sufficiente una risoluzione consensuale, ma è necessaria un'assistenza sindacale e l'accordo va sottoscritto alla direzione provinciale del lavoro.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  42. Buonasera avvocato,

    Lavoro da 2 anni per una scuola privata a tempo indeterminata, ma ho trovato un altro lavoro e dato la dimissione con preavviso di 3 mesi seconda mio livello e le regole del mio CCNL.

    Purtroppo, il mio preavviso e per giugno, luglio ed agosto, ma la scuole chiude per agosto e il mio titolare vuole tenere un mese di stipendio perché le ferie non possono coincidere con il preavviso.

    Ogni tanto la scuole rimane aperta per agosto, e spesso ci chiedono di specificare se vogliamo luglio o agosto per le ferie.

    Perciò, speravo di lavorare tutta l'estate.

    La mia domanda è, il mio titolare può obbligarmi di prendere le ferie durante il mio preavviso, e poi tenere un mese di stipendio?

    Aggiungo che il titolare ha già firmato la mia lettere di dimissione, anche se crede ha firmato per errore (perché mi ha chiesto di distruggerla ma non l'ho fatto)

    Grazie tantissimo,

    Elena Paradiso

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    1. Ciao Elena!
      Il Tuo CCNL prevede 3 mesi di preavviso e tu sei in regola, quindi il problema è il periodo di chiusura della scuola, pertanto se nel periodo di chiusura ti viene richiesto di lavorare non puoi rifiutarti, ma se non ti viene richiesto di lavorare tu puoi utilizzare le ferie e la scadenza del preavviso non cambia, quindi il titolare in tal caso non ha titolo per trattenere un mese di stipendio.-

      Elimina
  43. Buongiorno avvocato,
    ho un contratto da lavoratrice domestica, sono in malattia e vorrei dare le dimissioni per giusta causa poichè non vengo retribuita da diversi mesi. Posso farlo anche se sono in malattia o devo terminarla?
    Grazie mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per dare le dimissioni per giusta causa, ed avere quindi diritto all'indennità di disoccupazione va seguita una precisa procedura di legge ed è quindi necessaria un'assistenza sindacale, e comunque le dimissioni non possono essere presentate mentre si è in malattia, ma solo al termine della malattia stessa.-

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  44. Gent.mo Avvocato,
    lavoro da 3 mesi come impiegata in una associazione con un contratto di sostituzione maternità (contratto part-time 30 ore - 4°livello - CCNL commercio/terziario); la maternità obbligatoria termina il 10 agosto ma nella mia lettera di assunzione c'è scritto "dipendente ecc. ecc. ....assente per maternità obbligatoria, posticipata e facoltativa".
    Questo significa che io non posso prevedere quando finirà il mio contratto, giusto? Siccome non mi trovo bene e sto cercando attivamente un altro lavoro, cosa succederebbe se me ne andassi licenziandomi? So che non è previsto un preavviso né un recesso da un contratto a tempo determinato, ma cosa potrebbero farmi se io andassi via, diciamo con un preavviso di 15 giorni? Semplicemente rivalersi sul mio stipendio o TFR dovuto o potrebbero farmi causa per danni? E in caso di causa, come si potrebbe quantificare il danno in termini di rimborso al datore di lavoro?
    La ringrazio anticipatamente se potrà rispondermi.
    Cordialmente,
    Monica

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Monica!
      Purtroppo avendo sottoscritto un contratto di sostituzione di maternità ti sei assunta nei confronti del tuo datore di lavoro un impegno fino al rientro in servizio della persona in maternità, e il tuo contratto non prevede quindi una rescissione anticipata.-
      Se presenti le dimissioni in teoria potrebbero bloccarti tutte le competenze maturare e farti anche causa per risarcimento danni, non semplici da quantificare preventivamente, Ti consiglio quindi di cercare di metterti d'accordo garantendo un periodo di preavviso sufficiente all'associazione a trovare un'altra persona in Tua sostituzione.-

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    2. Mille grazie per la cortese e rapida risposta, Avvocato, purtroppo lei mi conferma ciò che temevo. Mi scuso per il ringraziamento tardivo.

      Avrei un altro paio di delucidazioni da chiederle, se possibile.
      Supponendo che la neo-mamma in questione, la cui maternità obbligatoria termina il 10 agosto (periodo in cui siamo chiusi per 3 settimane consecutive) "rientri" solo virtualmente, chiedendo ed usufruendo dei suoi 20 giorni di ferie, tornando quindi fisicamente in ufficio solo ai primi di settembre, e chiedendo il tempo ridotto per allattamento: in questo caso quando potrei io ritenermi libera da vincoli contrattuali? Già dal 10 agosto oppure quando lei sarà effettivamente sul posto di lavoro, alla fine delle sue ferie?

      Inoltre, se il datore di lavoro volesse prolungare il mio lavoro per coadiuvare l'orario ridotto della dipendente (in quanto in settembre/ottobre ci sarà un forte picco lavorativo), dovrebbe però ritrattare con me una nuova offerta e farmi un nuovo contratto, vero? (questa associazione - sportiva - utilizza persone per vari lavori usufruendo della L.133/99 per pagare i compensi).

      Ancora grazie per la sua disponibilità,
      saluti cordiali,
      Monica

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    3. - Se la neo mamma non richiede un periodo di congedo parentale il Tuo vincolo con l'azienda scade alla fine della maternità obbligatoria, quindi il 10 agosto.-
      - SI! Se il datore di lavoro volesse prolungare il Tuo lavoro deve stipulare un nuovo contratto di lavoro alle condizioni che dovrete concordare.-

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    4. È stato molto gentile e chiarissimo, Avvocato.
      La ringrazio e Le auguro buon lavoro.
      Cordialmente,
      Monica

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    5. Ciao Monica!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  45. Buongiorno Avvocato,

    ho dato le dimissioni dal mio attuale studio e intendo rispettare il periodo di preavviso di 28 gg. Tuttavia non intendo assolutamente prestare nemmeno un minuto in più di straordinari in quanto il motivo per cui mi dimetto è il trattamento ricevuto in questo studio dal capo e dal responsabile del personale. Cosa rischio?
    Grazie.

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    1. Nessun rischio!
      Lo straordinario per legge non può essere mai imposto dal datore di lavoro ma va sempre concordato tra le parti, e non si è assolutamente obbligati a farlo nel periodo di preavviso.-

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  46. Salve ho un ccnl telecomunicazioni da 3 anni indeterminato non mi trovo bene e con le dimissioni non ho diritto alla disoccupazione se trovo un lavoro determinato posso chiedere disoccupazione? Con che tipo di contratto? Grazie Fabrizio

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    1. Ciao Fabrizio!
      Per il diritto all'indennità di disoccupazione l'ultimo rapporto di lavoro deve cessare o per licenziamento o per scadenza del contratto, e l'importante nel Tuo caso è che si tratti di un "regolare" contratto a termine, a prescindere dalla durata.-

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  47. Salve Avvocato sono un promotore finanziario, ho un contratto di agenzia a tempo indeterminato, ho cumulato un mio pacchetto clienti importante, il mio "datore" per prendersi tale pacchetto mi ha licenziato con preavviso di sei mesi. Poichè l' ambiente lavorativo è diventato difficile posso recedere prima dal preavviso? se si appellandomi a cosa senza avere pregiudizio?
    Grazie

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    1. Il preavviso che devi dare al tuo datore di lavoro è quello previsto dal tuo contratto in base al Tuo livello di inquadramento e alla Tua anzianità di servizio, quindi devi rispettare solo quello, a meno che Tu a suo tempo non abbia sottoscritto la clausola dei 6 mesi.-
      In quest'ultimo caso purtroppo a una rescissione anticipata potrebbe seguire una causa per risarcimento danni da parte del Tuo datore di lavoro.-

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  48. salve Avvocato sono un direttore tecnico di onoranze funebri volevo sapere quanti giorni devo dare per le dimissioni grazie

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    1. Ciao Gianluca!
      Art. 63 Preavviso di licenziamento e di dimissioni
      1. Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato non può essere risolto da nessuna delle due parti senza preavviso, i cui termini sono stabiliti come segue:
      A) Per gli impiegati:
      1) mesi tre per gli impiegati di 1° livello;
      2) mesi due per gli impiegati di 2° livello;
      3) mesi uno per gli impiegati dei livelli 3°, 4°.
      B) Per gli operai non in prova, quattordici giorni lavorativi.
      2. Per tutto il personale, in caso di dimissioni il periodo di preavviso è ridotto del 50%.
      3. La parte che risolve il rapporto senza l'osservanza dei predetti termini di preavviso, deve corrispondere all'altra una indennità pari all'importo della retribuzione per il periodo di mancato preavviso.
      4. Il datore di lavoro ha diritto di ritenere, su quanto sia da lui dovuto al lavoratore, un importo corrispondente alla retribuzione per il periodo di preavviso da questi eventualmente non dato.-

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  49. buongiorno avv.volevo sapere se al seguito di una sospensione seguita da un licenziamento per giusta causa ke sto meditando di impugnare in prossimita di un nuovo impiego nella stessa casistica supermercati il nuovo datore di lavoro puo venirlo a sapere se omesso in fase di colloquio...temo possa rappresentare un forte deterrente la ringrazio anticipatamente

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    1. Presumo che una delle prime domande a un eventuale colloquio di lavoro sia quella inerente la tua precedente attività lavorativa, quindi presumo che non sia facile nasconderla.-

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  50. Buongiorno, vorrei sapere se è possibile la revoca delle dimissioni volontarie nel caso di un contratto a tempo determinato?
    Grazie

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    1. Purtroppo NO!
      Le dimissioni non possono essere revocate senza il consenso del datore di lavoro, a prescindere dal tipo di contratto in essere.-

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    2. Nemmeno se il mio contratto è ancora in essere? Sto ancora lavorando (fino al 25 giugno) e avevo presentato domanda di dimissione con un preavviso di un mese

      Inoltre le dimissioni non dovrebbero essere convalidate anche nel caso di un contratto a tempo determinato (lavoro nella pubblica amministrazione)? Sono padre di un bimbo di 2 anni

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    3. Evidentemente non mi sono spiegato bene!
      Una volta che hai presentato le dimissioni è il datore di lavoro che decide se accettarle o meno, quindi tu puoi solo inviare una raccomanda A/R chiedendo la revoca delle stesse, ma nessuno può obbligare il Tuo datore di lavoro ad accettare la revoca.-

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  51. Buongiorno, non riesco a trovare una situazione analoga alla mia ed avrei bisogno di alcune delucidazioni. Ho lavorato presso un azienda dal 2010 per il primo anno con contratto apprendista poi dopo il primo anno sono passato ad indeterminato nel 2013 sono stato licenziato e trasferito presso un altra azienda sempre con contratto a tempo indetrminato a febbraio 2015 ho dato le dimissioni e sono stato assunto con contratto a tempo determinato in un altra azienda ancora la mia domanda è adesso se venissi licenziato potrei usufruire della nuova naspi o è decaduto tutto con le dimissioni di febbraio? Grazie in anticipo cordiali saluti

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    1. Ai fini del diritto alla NASPI conta l'ultimo rapporto di lavoro che deve cessare o per licenziamento o per scadenza del contratto, e non per dimissioni, quindi la causa di cessazione dei precedenti rapporti di lavoro è ininfluente.-

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    2. Grazie mille gentilissimo.. Saluti

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  52. Buonasera avvocato. Volevo avere un chiarimento rispetto ad un problema che non mi è chiaro: dal 1° di luglio, mio marito ,secondo i calcoli sindacali dovrebbe essere collocato in pensione. Ha già fatto tutto quello che gli è stato richiesto compreso le dimissioni al datore di lavoro, ma a tutt'oggi dall' Inps non ha ricevuto nulla che gli confermi che può terminare l'attività lavorativa. Cosa deve fare nel frattempo? Grazie

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    1. Spero che il sindacato abbia seguito la procedura corretta e cioè che prima di far presentare le dimissioni a Tuo marito abbia richiesto all'INPS un estratto contributivo certificativo.-
      In questo caso i tempi di elaborazione delle pratiche da parte dell'INPS sono di circa 90 giorni, quindi la domanda andrebbe presentata circa 90 giorni prima della decorrenza per non avere ritardi nella liquidazione della pensione.-

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  53. Gent.mo Avvocato,
    Le spiego la mia situazione. Sono un'apprendista e ho un bimbo di 11 mesi; ho usufruito della maternità obbligatoria (2+3) e di tutto il congedo parentale; attualmente sono in ferie; ho diversi stipendi in arretrato ormai e vorrei presentare le mie dimissioni. Mi hanno detto che ho tempo entro l'anno di vita del bambino per attivare la direz. provinciale del lavoro presentando denuncia su carta libera per agli stipendi non ricevuti durante la maternità. Io nel frattempo sto cercando accordi con l'azienda ma ho paura di concludere poco nel giro di questo mese e soprattutto di perdere questa possibilità. Non ho capito se la lettera di dimissioni per l'azienda e la denuncia alla dpl devono essere insieme oppure posso agire separatamente. Inoltre, successivamente alle dimissioni, mi hanno consigliato di iscrivermi al centro per l'impiego e fare richiesta all'inps per la disoccupazione, è corretto? Spero in un suo aiuto nelle modalità e tempistiche e La ringrazio in anticipo.

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    1. In caso di dimissioni entro l'anno d'età del bambino, le dimissioni devono essere convalidate dall'Ispettorato del lavoro, e danno diritto all'indennità di disoccupazione.-
      La domanda di NASPI va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-
      Per quanto riguarda le mensilità scoperte hai fino a 5 anni di tempo per procedere per il recupero, e comunque la questione non è collegata con le dimissioni.-

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  54. buongiorno, ho un ccnl edilizia industria 5° livello (impiegato tecnico), sono dipendente da giugno 2008, a tempo indeterminato. ieri ho dato le dimissioni e quindi come da contratto collettivo il mio ultimo giorno di lavoro sarà il 31 luglio. avevo già concordato le ferie dal 6 al 10 luglio, oggi il mio DL mi propone di fare la settimana di ferie e di prolungarle sino al 31.
    dall'ultima busta paga ricevuta (maggio) mi risultamo 24,70 giorni di ferie e 4 giorni di permesso...vorrei capire...me l'ha proposto per non dovermi liquidare le ferie residue? e ancora. se da lettera di dimissioni il mio ultimo giorno di lavoro è il 31, se io lavorassi effettivamente solo fino al 6 percepisco lo stipendio solo per 6 giorni??
    grazie

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    1. Ovviamente SI!
      Vogliono mandarti in ferie per evitare di pagarti le ferie residue!
      Se lavori fino al 6 avrai comunque la retribuzione di luglio completa, perché per i primi 6 giorni sarà lavoro e per i giorni successivi saranno ferie.-

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  55. buongiorno,sono Giovanni di Brescia,
    chiedo scusa se avrà già risposto ad altri...ho contratto a tempo determinato x 12 mesi,scadenza 25 agosto 2015,CCNL Commercio 3° livello,assunzione effettuata nel rispetto della legge 78/2014.L'azienda ad oggi non mi ha comunicato le sue intenzioni al mio riguardo,la mia intenzione è quella di portare a termine il contratto e non rinnovare.Devo mandare lettera di dimissioni con 30 gg di preavviso?Nel caso non sia dovuto,posso 15 gg prima della scadenza comunicare volontariamente per iscritto le mie intenzioni? Grazie e complimenti !!

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    1. Ciao Giovanni!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Ti consiglio di non mettere niente per iscritto ma di comunicare verbalmente al Tuo datore di lavoro, un paio di settimane prima della scadenza del contratto, che non sei interessato a un eventuale rinnovo.-

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  56. Salve avvocato, sono un autista di linea 3 livello super, ho dato le dimissioni con preavviso di 15 giorni come da contratto che termineranno martedì 30. La mia domanda e' questa, se gli ultimi due giorni evito di andare a lavoro avvertendo il mio responsabile di questa decisione, a cosa vado incontro? Grazie in anticipo per la risposta. Davide

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    1. Ciao Davide!
      Non c'è problema!
      Se hai un residuo ferie ti scaricheranno 2 giorni di ferie, altrimenti ti detrarranno 2 giorni di paga dalle Tue competenze maturate.-

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  57. Salve avvocato Censori credo che lei possa aiutarmi a rispondere ad un mio quesito. io ho lavorato dal febbraio 2011 in una agenzia di scommesse come cassiere (full time) con contratto a tempo indeterminato e mi sono dimesso volontariamente a luglio del 2014. niente disoccupazione fino a li perché appunto mi sono dimesso. adesso ho la possibilità /certezza di farmi assumere full time per 40 gg circa con contratto full time a tempo DETERMINATO da un altra attività (settore ristorazione) .la domanda è : alla fine del rapporto posso chiedere la naspi contando anche e soprattutto aggiungo sulle settimane lavorative e sui contributi maturati nella vecchia esperienza lavorativa (quella nel agenzia di scommesse)o quelli non valgono più per via delle mie dimissioni? in attesa di una sua risposta chiara le porgo i miei saluti

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    1. Ciao Giuseppe!
      Non c'è problema!
      La durata della NASPI sarà pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, e ai fini del diritto alla NASPI conta solo l'ultimo rapporto di lavoro che deve cessare o per licenziamento o per scadenza del contratto, e quindi è ininfluente la causa della cessazione dei precedenti rapporti di lavoro.-

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  58. avvocato la ringrazio veramente soprattutto per la semplicità nonché chiarezza della risposta (scrissi una mail settimane fa all inps e mi rispose con un elenco di leggi e decreti!...le lascio immaginare), adesso so con certezza che mi spetta ;)

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    1. Ciao Giuseppe!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  59. Buon giorno Avvocato, le anticipo da subito i miei ringraziamenti per la risposta che mi darà. Sono da 7 anni in un azienda metalmeccanica con indicativamente circa 600 dipendenti, il mio è un contratto a tempo indeterminato di 7 livello. Mi occupo dell'area commerciale nel nord Italia. Ho 45 anni con esperienze decennali nello stesso ruolo e mai mi sono trovato in una situazione come questa in termini di rapporti con il mio responsabile commerciale. Il ns rapporto, mai stato idilliaco, si è deteriorato e giornalmente non vengo "considerato", questa situazione invivibile per me, mi ha portato a prendere la decisione di rassegnare le dimissioni ma senza al momento avere altre opportunità professionali. Non è mia intenzione creare problematiche (parlo di minacce di Mobing. ..che per altro non so nemmeno se potesse essere reale), ma non essendo più sereno non voglio...ammalarmi per il lavoro. Nel mio ruolo (per una ricollocazione nello stesso mercato) il passa parola è fondamentale è quindi sarebbe mia intenzione lasciarmi nel migliore dei modi...potendo lo anche "giustificare" alla clientela. Sono anche vincolato da un patto di non concorrenza di 18 mesi. COme mi consiglia di comportarmi? Devo incontrare l'ufficio personale e sarebbe mia intenzione negoziare un'uscita volontaria dall'azienda. Fino a che punto in una situazione simile si può azzardare a chiedere? Ps mi stupisco che non sia stata l'azienda a farmi proposte fin ora considerando che è palese l'insofferenza del mio capo nei miei confronti. Grazie

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    1. Se la situazione è insostenibile devi farti licenziare perché se presenti le dimissioni non avrai diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali e non puoi nemmeno riprendere un'attività lavorativa nel tuo ramo di competenza per 18 mesi.-
      Potresti quindi di proporre al tuo datore di lavoro una risoluzione consensuale che preveda un accordo da sottoscrivere alla direzione provinciale del lavoro, con un incentivo che ti consenta di recuperare per i 18 mesi di inattività quello che andrai a perdere con la NASPI rispetto alla retribuzione attuale.-
      Ti consiglio comunque di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  60. Grazie avvocato per la sua preziosa risposta. Stamane ho incontrato l'ufficio personale che mi ha fatto due proposte che non ho accettato: la prima (assurda x me) mie dimissioni e riduzione del patto di non concorrenza a fine anno senza € , la seconda quella di farmi accedere re alla naspi concordando il modo di farmi licenziare. Ho rifiutato entrambe, la prima perché conveniente solo per loro, la seconda perché il licenziamento (e quindi l'accesso alla naspi ) produrrebbe un brutto viatico alla mia "carriera" limitando eventuali contatti lavorativi futuri. Ho fatto io una terza proposta, quella di negoziare una buona uscita con dimissioni volontarie. Secondo lei, fino a che punto per l'azienda è conveniente accettare (visto che mi hanno chiesto di quantificare un importo) e soprattutto come deve avvenire questa soluzione (accordo firmato?) . Questa cifra poi avrà un regime fiscale di trattenute? Si parla di lordo o netto e come deve essere erogata? Pensavo di chiedere 20.000 euro. Grazie avvocato

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    1. Non sono d'accordo!
      Io avrei accettato la seconda proposta dell'azienda che ti avrebbe garantito un'indennità fino alla ripresa dell'attività lavorativa e non mi sarei preoccupato del brutto viatico che a mio avviso non ci sarebbe comunque stato.-
      Una buona uscita con dimissioni volontarie ha senso solo se hai un altro lavoro in vista e se vieni liberato del patto di non concorrenza, altrimenti 20.000 euro lordi e quindi soggetti alla normale tassazione IRPEF ti servirebbero a poco.-
      Ovviamente l'accordo va sottoscritto da ambo le parti con un'apposita scrittura privata.-

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  61. Egregio Dr.Censori, Le scrivo per avere un Suo parere riguardo al seguente problema:
    mia figlia è dipendente del Comune di Firenze con contratto a tempo determinato dall'agosto 2014 per un anno. Attualmente usufruisce del congedo facoltativo per maternità essendo madre di un bimbo di quattro mesi. Allo scadere del contratto previsto per il 31 luglio p.v.avrebbe fatto richiesta di Naspi. Stamani ha ricevuto una chiamata dall'ufficio personale del comune e le è stata comunicata l'intenzione di prorogare il contratto per un ulteriore anno a condizione però che riprenda servizio ancor prima dello scadere del contratto in essere. Mia figlia, pur essendo felice per la proposta, ha esternato le sue perplessità in quanto sta allattando il bimbo che è ancora molto piccolo, inoltre noi abitiamo a Pistoia e il viaggio in treno e il successivo trasferimento in autobus per raggiungere la sede di lavoro si porterebbero via parecchie ore giornaliere nonostante il congedo per allattamento.
    L'impiegato le ha fatto presente che rifiutando la proposta non le spetterebbe più la Naspi, inoltre ha richiesto una eventuale e-mail di rinuncia. A questo punto, dopo essermi documentata, due sono le mie perplessità:

    1) Mi sembra che la normativa che regola la Naspi salvaguardi per così dire le donne in maternità anche se rinunciano al posto di lavoro.

    2) Non mi sembra giusto dare una risposta scritta ad una proposta verbale


    Ho lavorato anch'io per 30 anni presso la HR di una grande azienda e non sono abituata a prendere per oro colato quello che ci viene detto, forse sbaglio, ma è così.

    Grazie per il tempo che potrà dedicarmi.
    Cordiali saluti

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  62. Salve....volevo avere se è possibile un informazione anzi 2....
    la prima...la mia titolare mi ha comunicato che dal 25 giugno sono sotto contratto....un contratto a chiamata fino a fine settembre...ma io non ho ancora firmato nulla e non ho visto nessun contratto...posso ritenermi libera al momento se mi capitasse di meglio tra le mani???
    Seconda domanda....nel caso in cui io dia le dimissioni in tronco senza giusta causa so che il titolare potrebbe chiedermi i danni... una somma pari ai giorni di mancato preavviso...nel mio caso quindi con un contratto a chiamata a tempo determinato i giorni di preavviso sono Circa 30 se non erro...a quanto potrebbe ammontare il danno???? Grazie in anticipo per l attenzione

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  63. Aggiungo una cosa....so che non è il massimo ciò che sto per scrivere ma in tempi di crisi purtroppo la realtà è questa, mi scuso per la franchezza ma dato che mi hanno tenuto per 7 mesi a lavorare in nero in caso di mie dimissioni in tronco avrebbero interesse a crearmi problemi dato che io di questo lavoro in nero ho le prove? (I fogli con il conteggio delle ore)....so che dovrei denunciare ma preferirei evitare se non mi costringono....

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    1. - SI! Non è il massimo della correttezza, ma fino a quando non sottoscrivi il contratto formalmente non hai alcun vincolo con il Tuo datore di lavoro, quindi puoi ritenerti libera di accettare eventuali altre offerte di lavoro.-
      - Se sottoscrivi il contratto e dai le dimissioni in tronco possono portare in detrazione dalle tue competenze maturate 30 giorni di paga come risarcimento danni per mancato preavviso.-
      Il ricatto del lavoro in nero non ho idea se possa "spaventare" il Tuo datore di lavoro perché dipende dalla validità delle prove in tuo possesso.-

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    2. Grazie mille per la risposta è stato utile ed esaustivo! So bene che nella normalità delle cose non sarebbe molto corretto ma mi creda sTo subendo offese personali e confidenze squallide e discutibili da parte dei miei superiori..... quindi penso non meritino molti scrupoli da parte mia.... se ne aprofittano perché sanno che ho bisogno di lavorare.... ma la situazione è pesante torno a casa in lacrime quasi ogni sera.... come prove ho delle registrazioni di conversazioni a cui sono presente e i fogli con il conteggio delle ore mese per mese.... Addirittura stasera la mia titolare mi ha detto che ancora non sa dirmi il giorno in cui risultò assunta....ma a me questa cosa sembra davvero strana io ancora non ho visto e firmato nulla e neanche sappiamo da quando comincia la mia assunzione???? Mi sembra che mi stiano prendendo in giro :(

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    3. Grazie mille per la risposta è stato utile ed esaustivo! So bene che nella normalità delle cose non sarebbe molto corretto ma mi creda sTo subendo offese personali e confidenze squallide e discutibili da parte dei miei superiori..... quindi penso non meritino molti scrupoli da parte mia.... se ne aprofittano perché sanno che ho bisogno di lavorare.... ma la situazione è pesante torno a casa in lacrime quasi ogni sera.... come prove ho delle registrazioni di conversazioni a cui sono presente e i fogli con il conteggio delle ore mese per mese.... Addirittura stasera la mia titolare mi ha detto che ancora non sa dirmi il giorno in cui risultò assunta....ma a me questa cosa sembra davvero strana io ancora non ho visto e firmato nulla e neanche sappiamo da quando comincia la mia assunzione???? Mi sembra che mi stiano prendendo in giro :(

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  64. A completamento del mio messaggio delle 18.24, nel caso possa essere utile, aggiungo che mia figlia lavora ininterrottamente dal 2009 con contratti a tempo determinato ma comunque consecutivi.

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    1. Ciao Lorella!
      Tua figlia non è obbligata ad accettare la proroga del contratto e può quindi comunicare verbalmente che non è interessata, ma non deve assolutamente fare comunicazioni scritte che potrebbero essere usate contro di lei.-
      Nel caso che all'ufficio personale del Comune vogliano farle un dispetto ed informino il centro per l'impiego per impedirle di percepire la NASPI, Tua figlia fino al compimento di un anno d'età del bambino/a è comunque tutelata dalla legge anche in caso di dimissioni.-

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  65. Anonimo 2 luglio 2015 22.42Grazie mille per la risposta è stato utile ed esaustivo! So bene che nella normalità delle cose non sarebbe molto corretto ma mi creda sTo subendo offese personali e confidenze squallide e discutibili da parte dei miei superiori..... quindi penso non meritino molti scrupoli da parte mia.... se ne aprofittano perché sanno che ho bisogno di lavorare.... ma la situazione è pesante torno a casa in lacrime quasi ogni sera.... come prove ho delle registrazioni di conversazioni a cui sono presente e i fogli con il conteggio delle ore mese per mese.... Addirittura stasera la mia titolare mi ha detto che ancora non sa dirmi il giorno in cui risultò assunta....ma a me questa cosa sembra davvero strana io ancora non ho visto e firmato nulla e neanche sappiamo da quando comincia la mia assunzione???? Mi sembra che mi stiano prendendo in giro :(

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