lunedì 2 dicembre 2013

Dimissioni

Dimissioni - Validità ed efficacia

Nell'ordinamento giuridico italiano, le dimissioni si configurano come una facoltà del lavoratore, che può essere esercitata senza alcun limite, con il solo rispetto dell'obbligo di dare il preavviso previsto dai contratti collettivi.

Le dimissioni consistono in un atto volontario del lavoratore. La volontà del dipendente non deve quindi essere viziata (ad esempio da altrui minacce o raggiri, da errore, da incapacità), pena l'annullabilità dell'atto.

L'atto ha effetto al momento in cui viene a conoscenza del datore di lavoro. Non rileva in alcun modo l'eventuale dissenso del datore. L'eventuale revoca delle dimissioni è efficace, secondo le regole generali (art. 1328 c.c.), solo se è comunicata al datore di lavoro prima che quest'ultimo abbia avuto notizia dell'atto di recesso.

La legge italiana non prevedeva forme particolari per le dimissioni, che potevano, quindi, essere presentate anche oralmente. I requisiti di forma sono, però, spesso dettati dai contratti collettivi, che possono imporre l'onere della forma scritta a tutela del lavoratore.


Dimissioni e licenziamento

Sia le dimissioni che il licenziamento comportano la cessazione del rapporto di lavoro.

Le conseguenza giuridiche dei due atti sono però profondamente diverse, specie sotto il profilo della tutela del dipendente. In caso di dimissioni, il lavoratore non ha diritto all'eventuale indennità di mancato preavviso (salvo il caso di dimissioni per giusta causa), nonché alla tutela specifica predisposta contro i licenziamenti illegittimi. Inoltre, in caso di dimissioni, non vi è l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS.


Dimissioni per "giusta causa"

In presenza di un grave inadempimento del datore di lavoro che rende impossibile la prosecuzione anche solo provvisoria del rapporto (es. mancata osservanza delle norme sulla sicurezza, demansionamento, condotte gravemente lesive dell'onore e della reputazione, reiterato mancato pagamento della retribuzione, ecc.), il lavoratore può dimettersi per giusta causa, senza l'obbligo di dare il preavviso.

Al lavoratore dimissionario per giusta causa spetta l'indennità sostitutiva del preavviso, come se fosse stato licenziato. Egli può inoltre richiedere l'indennità ordinaria di disoccupazione (ASPI o Mini Aspi), in quanto il sopravvenuto stato di disoccupato non gli è imputabile.

In tali frangenti è molto probabile la fase contenziosa con il datore di lavoro che non vuole riconoscere l'esistenza dei presupposti per le dimissioni per giusta causa: vi potrà perciò essere la necessità di un procedimento giudiziale che accerti la sussistenza dei requisiti che la giustificano. Il lavoratore può essere assistito nel processo con il gratuito patrocinio in presenza dei requisiti reddituali.

Casi che costituiscono giusta causa:
  • Mancato o ritardato pagamento delle retribuzioni (cass. n. 1339 del 23/02/1983).- 
  • Molestie sessuali 
  • Comportamento ingiurioso del datore di lavoro nei confronti del lavoratore 
  • Richiesta di comportamenti illeciti 
  • Richiesta di disattendere una legge dello stato 
  • Azioni intimidatorie lesive della volontà del lavoratore 
  • Mancato versamento dei contributi previdenziali 
  • Mancata osservanza delle norme di sicurezza 

Dimissioni incentivate

Il datore di lavoro può favorire le dimissioni del dipendente offrendo un incentivo economico per lasciare il posto di lavoro. Tale condotta è considerata lecita in quanto l'iniziativa del datore di lavoro non priva il lavoratore della sua libertà di scelta.

Il rapporto di lavoro si estingue nel momento in cui il datore, ricevute le dimissioni, dà seguito al suo impegno corrispondendo al dipendente la somma offerta, oltre alle competenze retributive maturate.


Preavviso

La durata del tempo che intercorre tra il preavviso e le dimissioni effettive è diversa a seconda della tipologia del contratto collettivo di riferimento, del livello di inquadramento e dell’anzianità di servizio. In mancanza di norme specifiche al riguardo, si fa normalmente ricorso agli usi o all’equità.

Se il lavoratore si dimette senza dare il preavviso, deve versare al datore di lavoro una indennità di mancato preavviso, corrispondente all’importo delle retribuzioni che sarebbero spettate per il periodo di preavviso non lavorato. Il datore di lavoro può rinunciare espressamente al preavviso, pagando l’indennità sostitutiva, sempre che il lavoratore sia favorevole.

Tale periodo resta sospeso in caso di malattia, di infortunio, di ferie o di maternità, e riprende a decorrere una volta che sia cessata la causa.

Le dimissioni sono invece immediate, pertanto senza necessità del periodo di preavviso, nei seguenti casi:
  • durante il periodo di prova; 
  • nei casi in cui si verifica una "causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto" (articolo 2119 c.c.), cioè il recesso per giusta causa. 

Casistica in base ai contratti

  • Contratto a tempo determinato: non è previsto l'istituto del preavviso ed il recesso anticipato; in questi casi, il contratto obbliga la parte che recede a risarcire il danno all’altra, salvo il caso di dimissioni per giusta causa; le dimissioni anticipate del lavoratore comportano pertanto il risarcimento del danno al datore di lavoro.
  • Collaborazione a progetto: il rapporto di lavoro parasubordinato può essere rescisso in qualunque momento dalle due parti, salvo accordi specifici, finalizzati a fissare per iscritto un preavviso da rispettare per entrambe le parti.
  • Lavoro temporaneo: il rapporto di lavoro interinale può assumere la forma determinata o indeterminata, quindi in caso di dimissioni segue le regole previste per le tipologie corrispondenti.


Dimissioni nel primo anno di vita del bambino

La lavoratrice madre dimissionaria gode dell’ASPI solo nel primo anno di vita del bambino.

Il Ministero del lavoro, nell’interpello n. 6/2013, ha dichiarato che la lavoratrice madre che si dimetta dal lavoro ha diritto all’Aspi solo se rassegna le dimissioni entro il primo anno di vita del bambino, periodo durante il quale vige il divieto di licenziamento il datore di lavoro. A nulla rileva, in altre parole, che la riforma Fornero abbia esteso il periodo di convalida delle dimissioni da uno a tre anni di vita del figlio.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.

120 commenti:

  1. mi scusi, non ho scritto che h un contratto a tempo determinato.
    Grazie ancora

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      In effetti anche a me sembra una "furbata"!
      Non capisco che senso abbia farti presentare le dimissioni con un contratto a tempo determinato, che non prevede le dimissioni anticipate, per riassumerti a metà gennaio 2015.-
      Infatti se presenti le dimissioni corri il rischio di andare incontro a delle penali e se non vieni riassunto non avrai diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali tipo indennità di disoccupazione.-

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  2. BUONASERA GENTILE AVVOCATO,
    IN CASO DI DIMISSIONI SENZA PREAVVISO CON CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO, QUALI CONSEGUENZE AVREBBE IL LAVORATORE? PERDEREBBE SOLO I GIORNI DI RETRIBUZIONE PER MANCATO PREAVVISO?
    LEGGEVO IN GIRO CHE ADDIRITTURA SAREI COSTRETTO A VERSARE IL MIO STIPENDIO AL DATORE DI LAVORO FINO ALLA SCADENZA NATURALE DEL CONTRATTO. E POSSIBILE QUESTA COSA? GRAZIE

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    1. Purtroppo SI!
      Sottoscrivendo un contratto a tempo determinato, Ti sei assunto un impegno fino alla scadenza, quindi in caso di rescissione anticipata del rapporto di lavoro avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso, ma "teoricamente" ti potrebbero anche assere addebitate delle penali come risarcimento danni.-

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  3. Buonasera
    Dovrei dare le dimissioni dal mio posto di lavoro, e la sede del mio ufficio chiuderà per il periodo di Natale mentre la sede centrale resterà aperta.
    se mando le dimissioni in questi giorni senza preavviso quindi senza ricevere la retribuzione per i 15 giorni a cosa vado incontro legalmente?

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    1. In caso di dimissioni senza preavviso avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso, in base al periodo previsto dal Tuo CCNL per il Tuo livello di inquadramento e la Tua anzianità di servizio.-

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  4. Salve,
    vedendo il mio estratto conto contributivo mi ritrovo diversi numeri e lettere anche più ovlte nello stesso periodo come il "4" "5" e "C"
    ho scritto all'inps e mi hanno risposto:

    "Effettivamente la retribuzione percepita non è purtroppo sufficiente a coprire l'intero periodo e potrebbe esserci una contrazione delle settimane indicate nel Suo estratto"

    Io ho sentito che potrei ricevere anche sanzioni per contributi non versati, ma onestamente non credo essendo che non sono io a gestire il versamento di contributi.
    Cosa potrei fare ora?

    Note:
    c) Sono presenti flussi Emens successivi al consolidamento
    4) Contributi ridotti al numero massimo che puo' essere riconosciuto nel periodo.
    5) Numero di contributi soggetto a verifica in quanto la retribuzione corrisposta non e' sufficiente per riconoscere l'intero periodo.

    Grazie e Complimenti

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    1. Mi ha risposto l'Inps, tutto ok, sono cose normali - l'azienda non ha versato sbagliato

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  5. buongiorno Avvocato,
    volevo chiedere delle informazioni ho un contratto indeterminato
    ho un contratto al 6 livello del C.C.N.L. mi sono messa in malattia li 21 dicembre sono rimasta blocccata con la schiena e penso di continuare la malttia ,in quanto, ho male .
    la mia domanda è li mi sfruttono al massimo ho mandato oggi 23 dicembre 2014 le mie dimissioni con un preavisso di 15 giorni se durante questi 15 giorni sno in malattia l'inps me la paga la malattia o no?mi aspettono la tredicesima il tfr ?
    Spero di essermi spiegata bene
    grazie mille

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    1. SI!
      L'INPS ti paga la malattia e Tu hai diritto alla tredicesima e al TFR, ma se non farai il preavviso alla scadenza della malattia, avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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    2. ho già mandato la lettera di dimissioni con ricevuta di ritorno al dotore di lavoro....però siccome non sto bene vorrei prolungare la malattia ci stanno problemi avrndo mandato la lettera di dimissioni

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    3. vale il preaviso che ho mandato oppure no vale dopo la malattia?se il dotore di lavoro rinuncia al preaviso va bene?

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    4. quindi la lettera che ho mandato già durante la malattia con raccomandata non vale? o e sospesa e vale quando ritorno e partono da li i 15 giorni?ne devo rimandare un altra? se i datore di lavoro rinuncia al preaviso e scrive che mi paga tutto va bene?scusi la mia agitazione ma me ne voglio andare prima possibile da li

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    5. Il preavviso, a prescindere da quando hai mandato la lettera, decorre da quando cessa la malattia, quindi anche se prolunghi la malattia di qualche mese, o rientri in servizio al termine della malattia o avrai detratti dalle Tue competenze i giorni di mancato preavviso.-
      Se il Tuo datore di lavoro ti mette per iscritto che rinuncia al preavviso e ti paga tutto va bene, ma lo ritengo poco probabile.-

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  6. Buonasera Avvocato
    sono un dipendente a tempo indeterminato e vorrei presentare le dimissioni per giusta causa per omesso pagamento dei contributi previdenziali.Ho denunciato tramite email da diversi anni fa al mio datore tali mancanze, ma avendo avuto sempre risposte evasive e non chiarificanti in cui il datore procrastinava il problema, mi sono solo oggi deciso a segnalare all`INPS tramite un patronato il buco contributivo. I contributi risalgono a oltre 10 anni fa e temo che ormai siano caduti in prescrizione.
    Non avevo denunciato subito all`INPS la mancanza perché il datore mi diceva sempre che la situazione sarebbe stata prima o poi sanata, ma ad oggi non ho ancora i contributi versati. Posso in questo caso rassegnare le dimissioni per giusta causa, oppure il principio giuridico di immediatezza(Cass. civ., 1 giugno 1994) presuppone la mia tolleranza spontanea escludendo per definizione la giusta causa?

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    1. Ciao Pino!
      Per poter presentare le dimissioni per giusta causa occorre dimostrare la giusta causa, e nel tuo caso significa che devi prima aprire una vertenza sindacale nel confronti del tuo datore di lavoro per il recupero della contribuzione non versata all'INPS.-

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    2. Egregio Avvocato grazie per la cortese e celere risposta
      Come le dicevo ho gia' chiesto un controllo contributivo al patronato che ha provveduto ad inviarlo all'INPS. Questa rappresenta già una vertenza? Oppure la devo aprire successivamente in concomitanza delle mie dimissioni per giusta causa?

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    3. Ciao Pino!
      Purtroppo NO!
      Il richiedere un controllo contributivo all'INPS tramite patronato non rappresenta già l'apertura di una vertenza sindacale.-
      La procedura prevede che prima devi richiedere per iscritto all'azienda il versamento dei contributi dovuti all'INPS, poi in caso di mancata risposta o di risposta insoddisfacente da parte dell'azienda potrai presentare le dimissioni per giusta causa.-
      Successivamente dovrai aprire una vertenza sindacale per il recupero della contribuzione non versata all'INPS.-

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  7. Buonasera Avv., mi sono licenziato con decorrenza 14 Novembre (CCNLL Metalmeccanico 5 livello), ad oggi non ho ricevuto ne tredicesima ne TFR nonostante alcuni solleciti scritti e verbali.
    L'azienda mi risponde che dalla mia partenza poi sono emerse delle irregolarità e pertanto hanno congelato la mia posizione.
    Premetto che ho effettuato il passaggio di consegne come previsto e sono sempre stato a loro disposizione e fino a quando non li ho sollecitati non è emerso nulla. Cosa possa fare.
    Grazie
    Ancora

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    1. Per legge il datore di lavoro ha 60 giorni di tempo per corrispondere al lavoratore il TFR e tutte le altre competenze maturate.-
      Nel tuo caso Ti consiglio quindi di attendere la scadenza dei termini, e se nel frattempo non riceverai le Tue spettanze dovrai rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  8. Buonasera.ho 31anni ed ho un contratto co.co.co socio lavoratore di cooperativa parasuborbinato da 9 anni ora ho un problema di salute e non posso continuare a lavorare li anche perche non e un ambinte molto igienico.ora sono in malattia.finiti i giorni di malattia per dimettermi devo dare il preavviso?non percepisco neanche tfr.posso richiedere qualcosa?mi spetta la disoccupazione?

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    1. Se presenti le dimissioni non avrai diritto ad alcun tipo di ammortizzatori sociali quindi devi eventualmente farti licenziare per aver diritto almeno all'una tantum prevista per i lavoratori a progetto.-
      Comunque a maggio andrà in vigore una nuova normativa per i disoccupati, Ti consiglio quindi se puoi di "resistere" al lavoro almeno fino a maggio.-
      Riguardo al Tuo "problema di salute", Ti consiglio di consultare il Tuo medico di famiglia per verificare se nel Tuo caso ci sono i presupposti per presentare all'INPS la domanda per l'assegno ordinario di invalidità (è necessaria una riduzione permanente della capacità lavorativa di due terzi in occupazioni confacenti alle attitudini del lavoratore).-

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  9. Buongiorno, vorrei avere delle informazioni sul periodo di preavviso legato ad un licenziamento x giustificato motivo soggettivo. Il 19 di dicembre 2014 sono stata licenziata e mi è stato scritto che mi sarà pagato il periodo di preavviso. Settore terziario del commercio, il preavviso decorre dal 1 di gennaio 2015 ma i giorni che vanno dal 20 dicembre al 31 dicembre 2014 come sono considerati? Io non sono più andata in ufficio dal 19 dicembre 2014. Grazie!

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    1. La decorrenza del preavviso è all'inizio o alla metà del mese solo ai fini del calcolo della durata, ma a livello economico la decorrenza è dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  10. Buongiorno avvocato
    vorrei un suo parere, ho un contratto a tempo indeterminato da un anno, l'azienda sta subendo dei cambiamenti perchè i due soci hanno deciso di recidere il loro rapporto. Uno dei soci ha deciso di mantenere la società e vorrebbe portare la sede operativa in un'altra città. l'ex socio mi invita a dimettermi da questa società per potermi riassumere in una sua società nuova, in caso contrario mi ha detto che in ogni modo verrò licenziata perchè sposteranno gli uffici perchè questi dove stanno ora a breve non ci saranno più.
    La mia domanda è ma loro possono licenziarmi? Premetto che la società ho saputo avere grossi problemi finanziari, infatti non mi pagano lo stipendio da novembre.
    Cosa mi consiglia di fare per non perdere i miei diritti? Grazie mille in anticipo.

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    1. Ti consiglio di dimetterti dall'azienda attuale solo se la nuova società ti offre una lettera di assunzione o almeno un impegno scritto di assunzione.-
      In caso contrario puoi comunicare all'azienda che non sei disposta a rassegnare le dimissioni e che in caso di licenziamento impugnerai il licenziamento stesso.-

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  11. Buongiorno Avvocato,

    il 6 febbraio mi scadrà un contratto del commercio a tempo determinato durato un anno, nel caso me lo vogliano rinnovare (ma solo, ovviamente , la pausa dei 20 gg) posso dire di no? nel caso io rifiutassi posso chiedere lo stesso il sussidio di disoccupazione?o mi faranno fare delle dimissioni?grazie mille

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    1. SI!
      Alla scadenza del contratto puoi rifiutarti di accettare la proroga ed avere quindi diritto all'indennità di disoccupazione, devi però comunicare la Tua volontà "verbalmente" al datore di lavoro qualche giorno prima della scadenza.-

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  12. Buonasera avvocato, le scrivo per chiederle un informazione.
    Ho un contratto a tempo indeterminato ma a causa di gravi problemi di salute vorrei dare le dimissioni in quanto il lavoro é diventato insostenibile.
    So che se dovessi dare le dimissioni non avrei diritto alla disoccupazione.
    Ho ricevuto da parte di un agenzia per il lavoro un offerta di lavoro subordinato part time di due ore settimanali; le chiedo cortesemente, qualora dovessi dare le dimissioni dal mio attuale lavoro, quanto tempo dovrei lavorare per questa agenzia per avere diritto all'aspi?
    La ringrazio in anticipo per la sua gentile collaborazione.

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    1. Ciao Elisa!
      Per il diritto all'ASPI sono necessarie almeno 52 settimane di lavoro nell'ultimo biennio.-
      Per 52 settimane di lavoro si intendono settimane piene cioè di 40 ore settimanali, quindi con un contratto di due ore settimanali non arrivi da nessuna parte.-

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  13. Salve, complimenti per il sito e grazie in anticipo avvocato;

    Vorrei sapere se è legale che molte agenzie pagano a 60/90 giorni dal fine mese i vari stipendi, possono farlo per legge?

    Grazie

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    1. Ovviamente NO!
      Gli stipendi per legge vanno corrisposti al lavoratori entro il giorno 10 del mese successivo a quello di competenza, e questo vale sia per le aziende che per per le agenzie interinali.-

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  14. Buonasera Avocato, le scrivo per chiederle un informazione:
    In dicembre ho dato le dimissioni dall'agenzia per il quale lavoravo, tuttavia oggi mi è arrivata la raccomandata dove mi invitano a convalidare le dimissioni.
    Sono obbligata ad andare presso il Centro per l'impiego/Direzione territoriale del lavoro se voglio convalidare le dimissioni? Succede qualcosa se "ignoro" questa raccomandata?

    Ho letto sul web che se il datore di lavoro ha ottemperato mandando l’invito, il lavoratore o la lavoratrice entro 7 giorni dalla ricezione può:
    -aderire all’invito;
    -non aderire all’invito e in questo caso il rapporto si intende comunque risolto;
    -revocare le dimissioni o la risoluzione consensuale.

    Se non aderisco all'invito è lo stesso che andare a confermare?
    La prego gentilmente di farmi chiarezza e la ringrazio anticipatamente.

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    1. NO!
      Non sei obbligata a convalidare le dimissioni al Centro per l'impiego, ma non capisco perché Tu non voglia farlo visto che si tratta solo di regolarizzare la Tua posizione lavorativa.-

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  15. Buonasera, ringraziandoLa anticipatamente per la Sua cortese risposta, sono a chiederle quanto segue:
    Lo scorso 8 settembre sono stato assunto in qualità di apprendista propagandista commerciale di V livello, oggi ho rassegnato le mie dimissioni per motivi personali, indicando come periodo di preavviso quello di legge disciplinato dal CCNL di riferimento (metalmeccanici piccola industria). Secondo il consulente dell'azienda tale preavviso dovrà essere di 1 mese e mezzo, mentre secondo il datore di lavoro dovrà essere di 8 gg. Chi ha ragione?
    Grazie ancora

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    1. Ciao Luca!
      Il Tuo contratto non prevede alcun preavviso per le dimissioni nel senso che Tu hai sottoscritto un impegno per la tutta la durata dell'apprendistato.-
      Comunque in caso di dimissioni anticipate per prassi si fa riferimento al preavviso previsto per il livello corrispondente, che nel tuo caso significa 1 mese e mezzo di preavviso, ma ti consiglio di attenerti alle indicazioni del Tuo datore di lavoro perché potrebbe pretendere anche un risarcimento danni per la rescissione anticipata del contratto.-

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  16. Buona sera avvocato,volevo rivolgerle due domande riguardo le dimissioni volontarie.
    Lavoro da 11 mesi a tempo determinato e avendo ricevuto la proposta di un contratto a tempo indeterminato volevo sapere quanti giorni di preavviso devo presentare al mio attuale datore di lavoro e se devo presentare le mie dimissioni un giorno specifico del mese.
    il mio contratto rientra nelle materie plastiche-gomma e il mio livello è "i".
    La ringrazio per la sua cortese attenzione.

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    1. Ciao Davide!
      Il CCNL Gomma e plastica aziende industriali prevede il seguente preavviso:
      Fino a 5 anni compiuti di servizio:
      Q, A livello – 2 mesi
      B, C, D livello – 1 mese e ½
      E, F livello – 1 mese
      G, H livello – 3 settimane
      I livello – 2 settimane
      Termini di disdetta: decorrono dalla metà o dalla fine di ciascun mese.
      Forma delle dimissioni: per iscritto, decorrono dal giorno del ricevimento da parte dell’azienda.-
      Tieni comunque presente che sottoscrivendo un contratto a termine ti sei assunto un impegno fino alla scadenza, e che quindi in caso di rescissione anticipata il Tuo datore di lavoro potrebbe pretendere anche un risarcimento danni.-

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  17. Buongiorno avvocato! Volevo chiederle in merito a quanto segue: ho un contratto a tempo indeterminato ma ho detto al mio datore di lavoro che sto cercando altro.... ora visto che non riesco a trovare nulla posso rimanere lo stesso nonostante lui si sia messo già alla ricerca di un'altra persona? La ringrazio anticipatamente

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    1. SI!
      Se non hai presentato la lettera di dimissioni puoi comunicare al tuo datore di lavoro, sempre verbalmente, che ci hai ripensato e che quindi hai intenzione di rimanere in servizio in azienda.-

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  18. sono un dipendente pubblico volevo sapere se io mi licenzio la liquidazione a me spetta essendo dipendente pubblico

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    1. SI!
      Il TFS (Trattamento di fine servizio) spetta comunque ai dipendenti pubblici sia in caso di licenziamento che in caso di dimissioni.-

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  19. Buonasera, la mia amica è stata assunta a tempo indeterminato il 5 dicembre 2014 con contratto da colf. Dopo una settimana ha scoperto di essere incinta e x lo più un a gravidanza a rischio. Ha mandato al datore di lavoro solo il primo certificato, poi come ha saputo che economicamente non le aspetta niente con questo tipo di contratto, non ha mandato altri certificati. Non vuole dare le dimissioni, perché il datore con lei non si è comportata bene. Oggi le è arrivata una raccomandata dove fa riferimento al CCNL art.7 L.330 e un prossimo licenziamento per giusta causa. Cosa può succedere con una futura assunzione se ci sarà questo licenziamento? È vero che con questo tipo di contratto non riesce a prendere la maternità a rischio? Grazie mille

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  20. Ccnl Art.7 L.300/1970, ho sbagliato la legge nel commento precedente. Ho scritto 330 invece di 300. Mi scusi e ancora grazie

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  21. CCNL art.7 L.300/1970. Nel commento precedente ho sbagliato il n di legge. Mi scusi e grazie ancora.

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    1. Legge 300/1970: ART. 7. - Sanzioni disciplinari.
      Le norme disciplinari relative alle sanzioni alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto in materia é stabilito da accordi e contratti di lavoro ove esistano.
      Il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l'addebito e senza averlo sentito a sua difesa.
      Il lavoratore potrà farsi assistere da un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.
      Fermo restando quanto disposto dalla legge 15 luglio 1966, n. 604, non possono essere disposte sanzioni disciplinari che comportino mutamenti definitivi del rapporto di lavoro; inoltre la multa non può essere disposta per un importo superiore a quattro ore della retribuzione base e la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per più di dieci giorni.
      In ogni caso, i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possano essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa.
      Salvo analoghe procedure previste dai contratti collettivi di lavoro e ferma restando la facoltà di adire l'autorità giudiziaria, il lavoratore al quale sia stata applicata una sanzione disciplinare può promuovere, nei venti giorni successivi, anche per mezzo dell'associazione alla quale sia iscritto ovvero conferisca mandato, la costituzione, tramite l'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, di un collegio di conciliazione ed arbitrato, composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo membro scelto di comune accordo o, in difetto di accordo, nominato dal direttore dell'ufficio del lavoro. La sanzione disciplinare resta sospesa fino alla pronuncia da parte del collegio.
      Qualora il datore di lavoro non provveda, entro dieci giorni dall'invito rivoltogli dall'ufficio del lavoro, a nominare il proprio rappresentante in seno al collegio di cui al camma precedente, la sanzione disciplinare non ha effetto. Se il datore di lavoro adisce l' autorità giudiziaria, la sanzione disciplinare resta sospesa fino alla definizione del giudizio.
      Non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione.-
      Dovresti consigliare alla Tua amica di rivolgersi alla sede più vicina della CGIL per farsi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  22. Buongiorno Avvocato, avrei un quesito da porLe: lavoro da sei anni con contratto a tempo indeterminato per uno Studio Legale Associato. Ora l'Associazione è in fase di scioglimento e mi hanno già anticipato che l'1 febbraio mi verrà consegnata lettera di licenziamento. Se io anticipassi la data di recesso, rinunciando a due mesi di preavviso, potrebbe poi essermi negata l'indennità di disoccupazione?
    La ringrazio per l'attenzione e per le informazioni che potrà darmi.

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    1. Purtroppo SI!
      Infatti uno dei requisiti per il diritto all'ASPI è che l'ultimo rapporto di lavoro deve cessare o per licenziamento o per scadenza del contratto e non per dimissioni.-

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    2. La ringrazio per la risposta.
      Preciso però che io non vorrei dimettermi, ma solamente rinunciare a due dei tre mesi che mi spettano di preavviso, ma dopo essere stata licenziata. Questo potrebbe essere considerato alla stregua di una dimissione? Perderei la disoccupazione?
      La ringrazio ancora per l'attenzione e mi scuso se prima non sono stata chiara.

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    3. Evidentemente non sono stato abbastanza chiaro io!
      Rinunciare a due dei tre mesi di preavviso, senza il consenso del datore di lavoro, per legge significa dimissioni con tutto quello che ne consegue.-

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    4. La ringrazio ancora. Ignoravo la cosa.

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  23. Buonasera, volevo alcune informazioni circa la possibilita' di licenziamento entro l'anno del bambino:
    Ad aprile finiro' maternita' facoltativa a cui chiedero' di attaccare ferie accumulate fino a giugno, il bambino compira' 1 anno a luglio, potete confermarmi che la procedura sia la seguente:
    Invio raccomandata al datore di lavoro per dimissioni volontarie entro luglio
    A questo punto devo attendere loro firma nelle dimissioni ? ( se si entro quanto tempo devono firmare e rinviarmele?) prima di poter presentarmi da voi oppure posso comunque presentarmi da voi il giorno successivo all'arrivo delle dimissioni sul tavolo dell'ufficio del personale senza avere conferma della loro firma? Nel senso devo presentarmi da voi con dimissioni firmate da me ma anche dal datore di lavoro?
    Poi ottengo se ritenuto idoneo da voi convalida e lo invio al datore di lavoro, a questo punto le dimissioni saranno valide dal giorno richiesto sulla lettera.
    La procedura e' corretta?
    Devo prima far convalidare da voi mia lettera di dimissioni e solo dopo inviare le dimissioni convalidate al datore di lavoro?
    Posso inviare queste dimissioni anche durante il periodo di ferie e quindi dopo la fine della maternita' facoltativa?

    Vi ringrazio anticipatamente,

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  24. Mi scusi Avvocato, nel mio messaggio qui sopra ho scritto 'da voi' ma si tratta di un refuso , volevo scrivere al dpl di competenza, attendo una vostra risposta e vi ringrazio,
    Laura

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    1. Ciao Laura!
      Tranquilla!
      Se non vuoi rientrare in servizio, dovresti farti fare dall'azienda un conto delle ferie residue, quindi una settimana prima della scadenza delle ferie, ovviamente comunque prima dell'anno d'età del bambino, preparerai la lettera di dimissioni a far data dal giorno successivo a quello della fine delle ferie, la porterai all'Ispettorato del Lavoro per la convalida e la consegnerai al datore di lavoro che non potrà fare altro che prenderne atto.-

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  25. Buon giorno avvocato. Io o fatto 2 denunce contro il mio ex datore di lavoro. Una contro la prima ditta e un altra contro la seconda ditta. Dalla prima aspetto da 3 anni fa il tfr di 7 anni di lavoro piu 2 anni di cassa edile non pagata e dalla seconda ditta o da prendere 7 mesi di stipendio piu cassa edile del 2014 più 2 anni e mezzo di tfr. O qualche possibilità di recuperare i miei soldi .Comunque dalla seconda ditta mi sono licenziato per giusta causa.

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    1. Con le denunce purtroppo non si rivolve nulla!
      Per recuperare i crediti da lavoro dipendente occorre o aprire una vertenza sindacale o intentare una causa al datore di lavoro!

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    2. Mi scusi o omesso di dire che sono stato dal CIGL e hanno aperto una vertenza. Volevo solo sapere se o qualche possibilità dal suo punto di vista perché comunque per me non sono solo due lire.
      La ringrazio anticipatamente

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    3. Se le due ditte sono ancora in attività prima o poi dovranno pagarti, ed è quindi compito anche della CGIL fare in modo che la procedura sia la più celere possibile.-
      Purtroppo i tempi sono legati anche alla possibilità di pagare da parte delle due aziende, quindi è il sindacato che deve farti una previsione attendibile.-

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  26. Buon giorno
    Sono stato licenziato da un contratto a tempo indeterminato per motivi disciplinari in una azienda sotto i 15 dipendenti. Ho ricevuto la lettera raccomandata ma non intendo presentare ricorso e impugnarlo. Quando posso presentare la richiesta del sussidio ASPI ? La posso presentare subito?Dopo essermi iscritto al centro dell`impiego?

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    1. SI!
      Se sei stato licenziato con effetto immediato, quindi senza preavviso, puoi iscriverti al centro per l'impiego e presentare subito all'INPS la domanda di ASPI.-

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  27. Gentile Sig. Gianfranco buonasera.
    Sono dipendente di un agenzia viaggi con contratto a tempo indeterminato. Dall'anno scorso lo stipendio me lo versano sempre piu tardi, ultimamente sto pagando tutte le bollette con interessi per ritardi nei pagamenti. Prima di natale la banca mi ha bloccato la carta di credito, l'ultimo stipendio ricevuto 23/12/2014 (ho preso lo stipendio di Novembre). Ad oggi 26/01/2015 non ho percepito ne' tredicesima ne stipendio di Dicembre e il mese di Gennaio sta finendo. Non posso piu andare a lavorare in quanto non ho piu' un euro in tasca per uscire di casa e andare a lavorare. La dita mi dice che non ha soldi per pagarmi senza dirmi nient'altro, Vorrei sapere se posso dimettermi per giusta causa e percepire l'ind. di disoccupazione . Vorrei sapere anche se posso non andare al lavoro fin che non mi viene versato il dovuto. Resto in attesa di un suo cortese riscontro e ringrazio per il suo tempo.

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    1. Per poter presentare le dimissioni per giusta causa ed aver diritto all'indennità di disoccupazione, la giusta causa va dimostrata, bisogna quindi inviare una diffida scritta al datore di lavoro alla quale deve seguire una vertenza, ed è quindi necessaria un'assistenza sindacale.-

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  28. SALVE HO PRESENTATO LE MIE DIMISSIONI CON PREAVVISO DI 90 GIORNI CIRCA UN MESE FA.SE NON RIUSCISSI A TERMINARE IL PERIODO DI PREAVVISO DEI 90 GIORNI (PERCHE SE MI CONCEDESSERO UN PRESTITO AGEVOLATO AL MOMENTO DELLA FIRMA DOVREI RISULTARE DISOCCUPATA E ISCRITTA AL cENTRO PER L'IMPIEGO)COSA DOVREI ASPETTARMI?IN CHE MISURA MI SAREBBE TRATTENUTA L'INDENNITA DI PREAVVISO?GRAZIE.

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    1. Se non fai tutto il preavviso previsto dal Tuo contratto, avrai detratti dalle Tue competenze tanti giorni di paga quanti saranno i giorni di mancato preavviso.-

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    2. Grazie mille per la cortese risposta.

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  29. buon pomeriggio, ho un quesito sul mio contratto a tempo inizialmente è stato stipulato un contratto di 18 mesi(07/2012) senza causale come categoria protetta poi alla scadenza mi è stato rinnovato di ulteriori 18 mesi con causale (visto il protarsi delle necessità di rafforzamento del team vendite...etc...etc..fino al 30 giugno 2015).La domanda è : potevano fare un contratto iniziale a - causale ? per poi prorogarlo con le specifiche descritte sopra?
    ora mi trovo con il max di 36 mesi e quindi con la paura che non volendo fare tempi indeterminati mi mandino a casa....!!
    volevo capire se nel caso di non continuità mi potevo appellare alla natura del contratto.Grazie in anticipo.

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    1. forse ho sbagliato sezione?

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    2. Purtroppo il datore di lavoro non è obbligato al termine dei 36 mesi a trasformare il contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, a prescindere quindi dal fatto che sia stata indicata o meno la causale.-

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  30. Avevo letto che per i contratti a tempo prima della riforma la causale era obbligatoria.

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    1. Purtroppo nel tuo caso la sostanza non cambia comunque!

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  31. Perche nel mio caso?

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    1. Non so come spiegartelo meglio!
      Un contratto a termine non diventa mai contratto a tempo indeterminato se non è d'accordo il datore di lavoro.-

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    2. La mancanza di ragioni giustificatrici dell'apposizione del termine al contratto di lavoro non comporta la nullità dell'intero contratto ex art. 1419, 1° comma, c.c., ma la mera sostituzione della clausola nulla ex art. 1419, 2° comma, con conseguente trasformazione del rapporto a tempo indeterminato; ciò anche in mancanza di una norma che espressamente stabilisca le conseguenze di tale omissione, giacché la sanzione da applicarsi ben può essere ricavata dai principi generali e, comunque, interpretando la norma nel quadro delineato dalla direttiva 1999/70/Ce, della quale il D.Lgs. 6/9/01 n. 368 è attuazione. (Cass. 21/5/2008 n. 12985, Pres. Mattone Est. Nobile, in D&L 2008, con nota di Matteo Paulli, "Primo intervento della Corte di Cassazione sulle conseguenze della nullità del termine dopo il D.Lgs. 368/01", 889)La mancata specificazione, nel contratto di lavoro, delle ragioni legittimanti l'assunzione a termine è sanzionata con l'efficacia della clausola del termine. Ne consegue che il contratto, privo di una valida clausola del termine, è a tempo indeterminato sin dalla sua stipulazione. In tal caso, il risarcimento del danno spettante al lavoratore va liquidato secondo la disciplina comune in materia di responsabilità contrattuale e, quindi, nella misura delle retribuzioni perdute a causa dell'illegittimo rifiuto di ricevere la prestazione lavorativa opposto dal datore di lavoro. (Corte app. Torino 14/1/2008, Pres. e Rel. Girolami, in Lav. nella giur. 2008, 1068)

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  32. Salve, lavoro T.Det. in una coop sociale. Ora mi devo licenziare per una proposta migliore che non mi consente il doppio impiego. Quanto preavviso devo dare?

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    1. Un contratto a tempo determinato non prevede un periodo di preavviso in caso di dimissioni perché c'è l'impegno scritto del lavoratore per tutta la durata indicata nel contratto stesso, quindi nel tuo caso devi concordare il periodo con il Tuo datore di lavoro se non vuoi che ti vengano effettuate trattenute per risarcimento danni.-

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  33. Salve sono un datore di lavoro che, purtroppo per la pressione fiscale del nostro stato, ho assunto un dipendente part-time pur lavorando l'intera giornata. Purtroppo ho scoperto che il mio dipendente, a mia insaputa, sta trafugando i miei clienti per convogliarli presso casa sua per sottoporli ai medesimi trattamenti professionali che effettuerebbero presso il mio istituto, non avendo ne le competenze ne professionali ne fiscali. Purtroppo mi sento frodato ed il mio dipendente ha perso la mia fiducia e mi sento costretto a licenziarlo. Come posso fare per non incorrere in sanzioni derivanti da vertenze sindacali ed affini. Mi hanno suggerito di far firmare un "nulla a pretendere" dinanzi al responsabile dell'ufficio controversie dell'Ispettorato del lavoro provinciale. Vi chiedo se sia corretto o comunque se ci sono altre forme che possano tutelarmi. Vi ringrazio per la vostra cortese disponibilità.

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    1. Assumere un dipendente con un contratto part-time e farlo lavorare l'intera giornata significa evasione sia fiscale che contributiva, corri quindi il rischio di una vertenza sindacale e una denuncia all'Ispettorato del lavoro, all'INPS e all'Agenzia delle Entrate.-
      Il far firmare un "nulla a pretendere" in sede di conciliazione alla direzione provinciale del lavoro chiuderebbe ogni controversia, ma questo presuppone che devi trovare un accordo con il lavoratore.-

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  34. Sono un manovale e il datore di lavoro mi vuole far firmare una carta che dice di licenziarmi x motivi familiari.mi spetta lo stesso la dissoccupazione anche se il licenziamento e solo x un mese

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    1. Purtroppo NO!
      Se presenti le dimissioni non avrai poi diritto all'indennità di disoccupazione.-

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  35. Sono un citadino italiano con la dopia citadinaza lavoro come banchista stampi inizione in fabrica dove lavoro sono asunto da 3 ani venendo dopo 10 ani di lavoro in una dita che e falita avevo 3 ani di mobilita doppo un ano di prova mi ano fato il contrato indeterminato adeso pur sapendo che se avicina la mia pensione voliono manadarmi via sono andato dai sindacati fino ala pensione avro ancora 2 ani io ho deto che venedo con la mobilita io me ne vado pero sempre come sono venuto che driti ho che devo fare la migliore cosa ...mille grazie e complimenti per il sito. Costantino.N

    RispondiElimina
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    1. Ciao Costantino!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Se vieni licenziato non avrai più diritto alla mobilità ma all'ASPI che ti consentirà di avvicinarti alla pensione.-

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  36. Buongiorno avvocato,

    io lavoro presso uno studio condominiale, e ho dato le dimissioni verbali il giorno 10 e il giorno 13 do le scritte per ufficializzare, e con accordi presi con il datore di lavoro il mio ultimo giorno è il 27 febbraio.
    Posso tranquillamente firmare un nuovo contratto di lavoro e iniziare il 2 di marzo?

    Grazie

    Roberto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Roberto!
      SI!
      Avendo presentato le dimissioni per iscritto a far data 27 febbraio, puoi tranquillamente firmare un nuovo contratto di lavoro ed iniziare il 2 marzo.-

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  37. Buongiorno Avvocato,
    lavoro con contratto apprendistato da circa 4 anni. Tale contratto scadrà in questi giorni, volevo sapere ,qualora decidessero di rinnovarmi a tempo indeterminato, posso rifiutare senza conseguenze? Il mio rifiuto viene inteso come dimissioni e quindi devo pagare il mancato preavviso?

    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giusi!
      NO!
      In forza del rapporto giuridico attuale che lega te ed il datore di lavoro, tu sei obbligata ad eseguire la prestazione lavorativa fino al giorno di scadenza del contratto, poiché in tale data si scioglie il contratto. A questo punto, se decidono di costituire un nuovo rapporto di lavoro, ti proporranno di sottoscrivere un contratto ed il giorno a partire dal quale sei obbligata a presentarti sul posto di lavoro è il giorno dal quale il contratto diviene efficace, non il giorno dal quale ti comunicano il rinnovo.-
      Ovviamente se non sei interessata non devi sottoscrivere il nuovo contratto e non devi pagare il mancato preavviso.-

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  38. Buongiorno Avvocato.
    Ho un contratto a tempo indeterminato e, per varie cause, vorrei poter cambiare lavoro.
    Sono riuscito da poco a trovare un lavoro con un contratto di 2 settimane, con possibilità di rinnovo e successivo inserimento diretto in azienda. Classico da agenzia interinale.
    Nel caso in cui l'agenzia/nuovo datore di lavoro non mi rinnovare il contratto al termine delle 2 settimane, avrei diritto comunque alla disoccupazione oppure no?
    Non vorrei fare un passo troppo azzardato con il rischio di trovarmi senza niente e un finanziamento da estinguere.
    Grazie tante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mirko!
      SI!
      Per il diritto all'indennità di disoccupazione l'importante è che l'ultimo rapporto di lavoro cessi o per licenziamento o per scadenza del contratto, quindi è ininfluente il motivo di cessazione dei precedenti.-

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    2. Grazie Avvocato....gentilissimo come sempre!

      Elimina
    3. Ciao Mirko!
      Prego!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  39. Buongiorno Avvocato,

    la mia titolare (essendo in buoni rapporti) ha detto che non è necessaria la lettera visto che entrambi abbiamo concordato il 27 la chiusura dei rapporti, e il preavviso è stato rispettato.
    E' possibile accettare un altro lavoro tranquillamente? Perchè se è solo un discorso a livello di liquidazione per me non c'è problema...basta andare via.

    Grazie in anticipo

    Roberto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Roberto!
      Gli accordi verbali non hanno alcun valore giuridico quindi puoi fare quello che vuoi, ma se dopo dovesse venir fuori un qualche problema non potrai prendertela con nessuno.-

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  40. Buon giorno avvocato
    vorrei chiedere il patrocinio gratuito per promuovere una causa contro il datore di lavoro . Ora sono disoccupato.
    Fa testo la dichiarazione dei redditi dell`anno in corso quella che faro risultando disoccupato nel 2015, relativa pero` ai redditi percepiti per l`anno 2014, oppure fa testo il mio stato attuale di disoccupazione per richiedere il patrocinio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non tutti possono accedere al gratuito patrocinio: possono beneficiare solo i meno abbienti.
      Il requisito per l’ammissione è, infatti, il possesso di un reddito imponibile ai fini IRPEF, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.369,24.
      Per calcolare il reddito si fa riferimento alla dichiarazione dell’anno precedente alla richiesta: si considerano e si sommano tutti i redditi imponibili, tenendo in considerazione anche quelli che, per legge, sono esenti da IRPEF e quelli assoggettati a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva, percepiti nell’ultimo anno dall’interessato.
      Nel caso in cui quest’ultimo abbia conviventi, l’ammontare del reddito è dato dalla somma dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare.-

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  41. Buongiorno, attualmente lavoro in un'azienda come operaia (mansione "rasatrice di tessuti") con contratto di lavoro a t. Determinato per 12 mesi (scadenza maggio 2015).
    Già all inizio dell'assunzione mi hanno fatto restare a casa qualche giorno dicendomi a voce che avevano "poco lavoro" , ma nulla di scritto. Così di conseguenza ogni mese mi ritrovo con delle giornate lavorative mancanti con conseguente riduzione dello stipendio mensile ("truccano" le buste paga adducendo giorni e ore di permessi e ferie da me NON richiesti). Questo mese di febbraio sono a casa da più di 2 settimane, mentre le altre operaie (seppur con mansione diversa o generica) hanno sempre lavorato in questo periodo. Non mi è stato proposto un lavoro alternativo pur di non lasciarmi a casa (cosa alla quale ovviamente sarei stata ben disposta). Tra l'altro risulto particolarmente "antipatica" ai titolari e mi hanno fatto subire vessazioni di ogni tipo purtroppo non dimostrabili (penso proprio che i colleghi, anche se molto solidali verbalmente con me, non testimonierebbero a mio favore per non perdere il posto di lavoro).
    Ad oggi non c è nemmeno una lettera di richiamo a mio sfavore e nessuna azione in malafede da parte mia. Questa situazione mi sta portando all'esasperazione, mi sento sminuita dai loro comportamenti e non nascondo di essere turbata anche dall'aspetto economico della situazione. .
    Mi posso licenziare per giusta causa o per giustificato motivo? Posso ottenere anche gli arretrati dei giorni che mi hanno fatto stare a casa e gli stipendi che avrei percepito fino alla scadenza del contratto?
    Grazie anticipatamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Nel tuo caso non esistono i presupposti per richiedere le dimissioni per giusta causa, ma ti consiglio di rivolgerti comunque alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  42. Buongiorno avvocato,
    la mia situazione è la seguente. Lavoro da quasi 8 anni nell'azienda di famiglia che a causa della crisi sta vivendo un periodo di estrema difficoltà (credo non abbia ancora chiuso solo per garantirmi una busta paga visto che sono mamma e mio marito è disoccupato)
    Ora, ovviamente, sto cercando un'altra occupazione e proprio oggi ho un colloquio.
    La mia domanda è questa: nel caso il colloquio avesse esito positivo, come dovremmo comportarci per evitare di perdere l'indennità di disoccupazione?
    Il passaggio diretto non credo sia possibile perché "arretrerei" di un livello, quindi l'unica soluzione pare essere il licenziamento da parte dell'azienda. Ma una volta fatto questo, devo presentare la domanda di disoccupazione prima dell'assunzione nella nuova azienda? E se non la presentassi e la nuova azienda non mi rinnovasse il contratto dopo i 6 mesi, ne avrei comunque diritto?
    Grazie infinite

    RispondiElimina
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    1. Se vieni assunta da una nuova azienda non avrai diritto all'indennità di disoccupazione, quindi una volta che sarai sicura di essere assunta potrai presentare le dimissioni ed eventualmente se non ti verrà rinnovato il contratto di 6 mesi potrai presentare alla scadenza la domanda di disoccupazione.-

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  43. Buon pomeriggio Sig. Gianfranco. Sono in procinto di dimettermi da un contratto a tempo indeterminato, settore commercio, con inquadramento al V livello. Non mi sono chiare però le tempistiche di preavviso in quanto alcuni siti internet indicano 20 gg, mentre altri 15 gg (sempre con decorrenza il 1° o il 16° giorno del mese). Vorrei da Lei una delucidazione definitiva in modo da potermi organizzare in questo senso. Inoltre le chiedo se, avendo ferie, rol e ore accantonate nella famosa banca delle ore, l'azienda mi può costringere ad usufruirne durante il periodo di preavviso per non dovermele poi monetizzare con il tfr. Grazie mille della disponibilità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. CCNL Commercio
      I termini di preavviso sono i seguenti:
      Fino a 5 anni di servizio compiuti:
      Quadri e I Livello: 60 giorni di calendario
      II e III Livello: 30 giorni di calendario
      IV e V Livello: 20 giorni di calendario
      VI e VII Livello: 15 giorni di calendario
      Oltre i 5 anni e fino a 10 anni di servizio compiuti:
      Quadri e I Livello: 90 giorni di calendario
      II e III Livello: 45 giorni di calendario
      IV e V Livello: 30 giorni di calendario
      VI e VII Livello: 20 giorni di calendario
      Oltre i 10 anni di servizio compiuti:
      Quadri e I Livello: 120 giorni di calendario
      II e III Livello: 60 giorni di calendario
      IV e V Livello: 45 giorni di calendario
      VI e VII Livello: 20 giorni di calendario
      Purtroppo SI!
      E' facoltà del datore di lavoro farti lavorare nel periodo di preavviso o farti usufruire di giorni di ferie per evitare di monetizzarle con il TFR.-

      Elimina
    2. Grazie mille per la risposta Avvocato!
      Se posso approfittarne ancora, le chiederei cosa mi devo aspettare dall'ultima busta paga insieme al TFR. Considerando che sono assunta dal maggio 2013 oltre al TFR e alle ferie/rol/bdo non godute e che mi saranno monetizzate, mi devo aspettare anche i ratei di 14ma e 13ma ? E se si in che misura? La 13ma percependola a dicembre immagino si inizi a "maturare" a gennaio ma la 14ma che si percepisce a giugno/luglio si "matura" da quella data o sempre da gennaio? In pratica mi devo attendere 9/12mi di 14ma o solo 3/12mi (considerando che dando le dimissioni il 16 marzo, con 20 gg di preavviso il mio contratto scadrà il 04/04)?
      Grazie mille e mi scuso se non sono stata sufficientemente chiara.

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    3. Se il Tuo rapporto di lavoro cesserà il 4 aprile avrai diritto a 3/12 della retribuzione mensile come 13/ma e a 9/12 della retribuzione mensile come 14/ma.-

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  44. Salve mi chiamo Luciano ed ho svolto per 11 anni l'attivita' di agente di commercio per conto di una torrefazione.Dopo una serie di reiterate sottrazioni di clienti da parte dell'azienda avvenute nell'arco degli ultimi 5-6 anni,nell'ultimo caso accaduto nel periodo settembre/dicembre 2013 e per il quale non percepii le provvigioni maturate,spinto dall'esasperazione per una situazione non piu' sostenibile,mi rivolsi ad un avvocato chiedendogli di attivare la procedura delle mie dimissioni per giusta causa.Fui alquanto ingenuo e superficiale,ma purtroppo l'ho capito solo a distanza di tempo.Pensavo che le mie dimissioni per giusta causa fossero una procedura semplice e banale e non mi resi conto che per attivarle non bastava un avvocato qualsiasi ma uno esperto nel diritto del lavoro.In pratica il legale a cui affidai il mandato mi fece direttamente sottoscrivere una lettera di dimissioni per giusta causa e nella quale era anche sommariamente elencato il motivo.Mi occupai personalmente di inviare tale lettera con raccomandata a-r all'azienda.Successivamente ci costituimmo e nello scorso 5 febbraio fe' stata emessa la sentenza dal giudice che ha rigettato il mio ricorso perche 'prima delle mie dimissioni non avevo inviato all'azienda una lettera di diffida e/o sollecito di pagamento delle mie spettanze.Trattasi quindi di errore procedurale del quale me ne assumo la responsabilita' perche' la scelta di quell'azzeccagarbugli fu mia.A sto punto la mia domanda e':come posso cercare di rimediare a questa leggerezza nel mio prox ricorso in Appello?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho dimenticato di dire che il giudice mi ha anche condannato a pagare l'indennita' di mancato preavviso all'azienda nella misura di 7.500 euro circa piu' 1.600 euro all'avvocato della controparte.Io questi soldi non li ho e non so come fare

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    2. Ciao Luciano!
      Ti consiglio di lasciar perdere!
      Un ricorso in appello significa altre spese legali e nessuna garanzia di spuntarla, perché l'errore procedurale a suo tempo commesso non è rimediabile, in quanto le dimissioni per giusta causa erano e rimangono ancora per legge "ingiustificate".-
      Purtroppo l'unico consiglio che posso darti è quello di cercare di arrivare a una transazione con il Tuo ex datore di lavoro, magari "bleffando" su un'eventuale documentazione che potresti presentare in sede di ricorso in appello.-

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    3. Ciao Gianfranco,ti ringrazio per la sollecita risposta anche se speravo fosse piu' confortante.Ho dimenticato di dirti che con ogni probabilita' potrei provare che l'azienda ha sempre operato strafregandosene del principio di lealta' e buona fede.Mi ha infatti sottratto reiteratamente e con motivazioni risibili(del tipo abbiamo concesso un prestito oppure dato un macchinario in comodato d'uso all'esercente ecc)tutta una serie di clienti da me acquisiti,mettendomi di fatto in ginocchio e quindi nelì'impossibilita' di vivere dignitosamente del mio lavoro.Quando poi mi hanno sottratto a sett 2013 l'ennesimo cliente,tra l'altro di rilievo,per un prestituccio effettuato,non c'ho visto piu' e sono andato via sbattendo la porta.Tutte ste reiterate sottrazioni' sono in grado di documentarle,ma cio'puo' essermi concretamente d'aiuto?

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    4. ...sono andato via a fine dicembre 2013 sbattendo la porta ...ecc ecc

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    5. Ciao Gianfranco,cio' che intendo chiederti e': una volta usciti dalla porta principale in primo grado per le stupidaggini del mio avv che non fece precedere la mia lettera di dimissioni x giusta causa da ingiunzioni,diffide solleciti di pagamento ecc,posso provare a rientrare dalla finestra in appello? Magari ponendo a base del ricorso cio' che e' accaduto negli ultimi 5-6 anni,vale a dire il comportamento esageratamente scorretto dell'azienda,fatto di sottrazioni sistematiche di clienti con motivazioni risibili e conseguenti ingenti danni economici per il sottoscritto?E tutto cio' in netto contrasto con il Principio di lealta' e buona fede?Ergo:cercando di infilare nel discorso giusta causa anche tutti i clienti reiteeratamente sottratti?Il ricorso lo fonderei su una sentenza della Cassazione(N.5146/1998) che a quanto sembrerebbe mi potrebbe consentire di eludere il principio dell'immediata contestazione;Cit:"E' irrilevante l'immediatezza quando gli effetti del recesso siano differiti per rispetto dei Principi di buona fede e correttezza"In definitiva,avrei qualche fondata possibilita' di spuntarla,o il tutto si rivelerebbe solo una perdita di tempo e soldi?

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    6. ...E ancora,eventualmente convenisse ricorrere,i clienti sottratti negli ultimi anni potrebbero essere considerati una giusta causa di dimissioni,rappresentando dei dati di fatto acclarati?
      Grz e scusami per la lunghezza delle mie domande.Ti assicuro che in questo momento provo una rabbia e un'amarezza indicibili.

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    7. Ciao Luciano!
      Per poter presentare le dimissioni per giusta causa ci sono delle regole precise stabilite dalla legge da rispettare, e se non vengono rispettate ogni giustificazione successiva che sia più o meno valida non risolve il problema.-
      Se ti consigliassi di provare a ricorre in appello, ti prenderei in giro, e non mi pare proprio il caso!
      Potresti provare a fare un "patto" con il Tuo avvocato attuale o con un altro, e cioè se è disposto a difenderti con una parcella legata all'esito della causa, cioè a percentuale su quello che andresti a incassare, e avresti così un'idea sulla possibilità di spuntarla.-

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  45. Ho diritto a ricevere monetizzate insieme al TFR le ferie e i permessi non usufruiti maturati fino alla data del licenziamento disciplinare?
    Grazie

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    1. SI!
      Anche in caso di licenziamento disciplinare si ha diritto al TFR e a tutte le altre competenze maturate, comprese ferie e permessi maturati e non goduti alla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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    2. Grazie per la cortese risposta
      in 18 anni di lavoro non ho mai preso un permesso. Dovranno essere monetizzati?

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    3. SI!
      Se i permessi residui risultano ancora in busta paga, cioè se non ti sono stati "scippati" nel corso degli anni, dovranno essere monetizzati.-

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  46. Buonasera, ho un contratto a chiamata a tempo indeterminato. Sono stato assunto nel 2010 e dopo due proroghe si è trasformato appunto da determinato ad indeterminato. Mi è stato comunicato che ho lavorato circa 350 giorni in questi anni e non posso sforare oltre i 400 giorni altrimenti non potrei piu lavorare, quindi mi è stato proposto di passare ad un part-time verticale da 28 ore settimanali nel fine settimana...la mia domanda è: se io rifiuto questa proposta e non si riesce a trovare un accordo lavorativo, avendo io un contratto pur a chiamata ma a tempo indeterminato, cosa succede?loro possono licenziarmi nel caso io non accettassi la loro proposta? grazie

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    1. NO!
      Una modifica del contratto va concordata tra le parti e non può essere quindi imposta dal datore di lavoro, che non può pertanto licenziare il lavoratore che si rifiuta di accettare la modifica.-

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  47. Ciao io ho datto le dimissioni perché ero malatto i richiedeva abbastanza tempo a casa allora il mio responsabile mi a fatto dare le dimissioni dicendo q cosi no andavo nalla lista nera del azienda i q cosi mi riprendevano a lavotare ma dopo4 mesi ancora nulla cosa dovrei fare a queto punto visto che sono stato messo alle muro dai responsabili grazie

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    1. Purtroppo a questo punto non puoi farci nulla!
      Infatti avendo presentato le dimissioni ti sei precluso ogni diritto, e devi pertanto guardare oltre e cercarti un nuovo lavoro in un'altra azienda.-

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