venerdì 17 aprile 2015

NASPI ASDI DIS-COLL

Attuazione dell’articolo 1 comma 2 legge 183/2014
Titolo I - Disciplina della nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego.

1)  Art. 1 - Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASPI)

A decorrere dal 1 maggio 2015 è istituita presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all'articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e nell’ambito dell'Assicurazione sociale per l'impiego (ASPI) di cui all’art. 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, una indennità mensile di disoccupazione, denominata Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASPI), avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. La NASPI sostituisce le prestazioni di ASPI e Mini Aspi introdotte dall’art. 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92 con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 maggio 2015.

Art. 2 - Destinatari

Sono destinatari della NASPI i lavoratori dipendenti con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le disposizioni relative alla NASPI non si applicano inoltre nei confronti degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, per i quali trovano applicazione le norme di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, all'articolo 25 della legge 8 agosto 1972, n. 457, all'articolo 7 della legge 16 febbraio 1977, n. 37, e all'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247.

Art. 3 - Requisiti

1. La NASPI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
a. siano in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
b. possano far valere, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
c. possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

2. La NASPI è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 40 dell'articolo 1 della legge n. 92 del 2012.

Art. 4 - Calcolo e misura

1. La NASPI è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni utili, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.

2. Nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2015 all'importo di 1195 euro mensili, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente, l'indennità mensile è pari al 75% della retribuzione. Nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo l’indennità è pari al 75% del predetto importo incrementato di una somma pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. L’indennità mensile non può in ogni caso superare nel 2015 l'importo massimo mensile di euro 1300, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente.

3. L’indennità è ridotta progressivamente nella misura del 3% al mese dal primo giorno del quinto mese di fruizione. Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2016 tale riduzione si applica dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

4. Alla NASPI non si applica il prelievo contributivo di cui all'articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41.

Art. 5 - Durata

La NASPI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione. Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2017 la durata di fruizione della prestazione è in ogni caso limitata a un massimo di 78 settimane.

Art. 6 - Presentazione della domanda e decorrenza della prestazione

1. La NASPI è presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

2. La NASPI spetta a decorrere dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

Art. 7 - Condizionalità

1. L’erogazione della NASPI è condizionata, a pena di decadenza dalla prestazione:
a) alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
b) alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti ai sensi dell’art.1 comma 2 lett. g) del decreto legislativo 21 aprile 2000 n.181 e successive modificazioni.

2. Con il decreto legislativo previsto all’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n.183, sono introdotte ulteriori misure volte a condizionare la fruizione della NASPI alla ricerca attiva di un’occupazione e al reinserimento nel tessuto produttivo.

3. Con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di natura non regolamentare, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono determinate le condizioni e le modalità per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo nonché il sistema di sanzioni in caso di inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva di cui al comma 1.

Art. 8 - Incentivo all’autoimprenditorialità

1. Il lavoratore avente diritto alla corresponsione della NASPI può richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione, dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, a titolo di incentivo all’avvio di un’attività di lavoro autonomo o di un’attività in forma di impresa individuale o per associarsi in cooperativa.

2. L’erogazione anticipata in un’unica soluzione della NASPI non dà diritto alla contribuzione figurativa né all’Assegno per il Nucleo Familiare.

3. Il lavoratore che intende avvalersi della liquidazione in un’unica soluzione della NASPI deve presentare all'INPS domanda di anticipazione in via telematica entro 30 giorni dalla data di inizio dell'attività autonoma o dell'associazione in cooperativa.

4. Se il lavoratore, aderendo a una cooperativa, instaura un rapporto di lavoro subordinato, ai sensi dell'art. 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142, l’importo della prestazione anticipata compete alla cooperativa.

5. Il lavoratore che instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la NASPI è tenuto a restituirne per intero l’anticipazione ottenuta.

Art. 9 - Compatibilità e cumulabilità con rapporto di lavoro subordinato

1. Il lavoratore in corso di fruizione della NASPI che instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione decade dalla prestazione, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a sei mesi. In tale caso la prestazione è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro e fino a un massimo di sei mesi. La contribuzione versata durante il periodo di sospensione è utile ai fini di cui agli articoli 3 e 5.

2. Il lavoratore in corso di fruizione della NASPI che instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione mantiene la prestazione, a condizione che comunichi all'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività il reddito annuo previsto e che il datore di lavoro o, qualora il lavoratore sia impiegato con contratto di somministrazione, l’utilizzatore, siano diversi dal datore di lavoro o dall’utilizzatore per i quali il lavoratore prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla NASPI e non presentino rispetto ad essi rapporti di collegamento o di controllo ovvero assetti proprietari sostanzialmente coincidenti. In caso di mantenimento della NASPI, la prestazione è ridotta nei termini di cui all’articolo 10 e la contribuzione versata è utile ai fini di cui agli articoli 3 e 5.

3. Il lavoratore titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale che cessi da uno dei detti rapporti a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, o di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 40 dell'articolo 1 della legge n. 92 del 2012, e il cui reddito sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, ha diritto, ricorrendo tutti gli altri requisiti previsti, di percepire la NASPI, ridotta nei termini di cui all’articolo 10, a condizione che comunichi all'INPS entro un mese dalla domanda di prestazione il reddito annuo previsto.

Art. 10 - Compatibilità e cumulabilità con lo svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma

1. Il lavoratore in corso di fruizione di NASPI che intraprenda un’attività lavorativa autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, deve informare l'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La NASPI è ridotta di un importo pari all'80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell'anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all’INPS un'apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall'attività lavorativa autonoma.

2. La contribuzione relativa all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all'attività di lavoro autonomo non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riversata alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti,

Art. 11 - Decadenza

1. Il lavoratore decade dalla fruizione della NASPI nei seguenti casi:
a) perdita dello stato di disoccupazione;
b) inizio di un'attività lavorativa subordinata senza provvedere alle comunicazioni di cui ai commi due e tre dell’articolo 9;
c) inizio di un'attività lavorativa in forma autonoma senza provvedere alla comunicazione di cui all’articolo 10;
c) raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
d) acquisizione del diritto all'assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per la NASPI;
e) violazione delle regole di condizionalità di cui all’art. 7.

Art. 12 - Contribuzione figurativa

1. La contribuzione figurativa è rapportata alla retribuzione di cui all’art. 4, comma 1. Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2016, la contribuzione figurativa è rapportata alla retribuzione di cui all’art. 4, comma 1 entro un limite di retribuzione pari a 1,4 volte l’importo massimo mensile della prestazione della NASPI, determinato ai sensi all’art. 4 comma 2.

2. Le retribuzioni computate nei limiti di cui al comma 1, rivalutate fino alla data di decorrenza della pensione, non sono prese in considerazione per la determinazione della retribuzione pensionabile qualora siano di importo inferiore alla retribuzione media pensionabile ottenuta neutralizzando tali retribuzioni. Rimane salvo il computo dell’anzianità contributiva relativa ai periodi eventualmente neutralizzati nella determinazione della retribuzione pensionabile ai fini dell’applicazione dell'art. 24, comma 2, della legge 22 dicembre 2011, n. 214.
Art. 13 - Misura dell’indennità per le nuove categorie di lavoratori assicurati dal 1 gennaio 2013
Per i soci lavoratori delle cooperative di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602 e per il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, a decorrere dal 1 maggio 2015 la misura della NASPI è allineata a quella della generalità dei lavoratori.
Art. 14 - Disposizione di rinvio agli istituti in vigore
Alla NASPI si applicano le norme già operanti in materia di ASPI in quanto compatibili.


2) Art. 15 - Assegno di disoccupazione (ASDI)

1. A decorrere dal 1 maggio 2015 è istituito, in via sperimentale per l’anno 2015, l’Assegno di disoccupazione (ASDI), avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori percettori della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego NASPI di cui all’art. 1 che abbiano fruito di questa per l’intera sua durata senza trovare occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno, come definita ai sensi del comma 7, lettera a).

2. Nel primo anno di applicazione gli interventi saranno prioritariamente riservati ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e quindi ai lavoratori in età vicina al pensionamento, ma che non abbiano maturato i requisiti per i trattamenti di quiescenza. In relazione al monitoraggio della misura, al termine del primo anno di applicazione, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, possono essere stabilite modalità di estensione sino eventualmente a coprire l’intera platea di beneficiari di cui al primo periodo del primo comma, inclusi coloro la cui fruizione effettiva della NASPI sia impedita per effetto dell’operare del meccanismo di cui all’ultimo periodo dell’art. 5. In ogni caso, il sostegno economico non potrà essere erogato esaurite le risorse del Fondo di cui al comma 8.

3. L’ASDI è erogato per una durata massima di sei mesi ed è pari al 75% dell’ultimo trattamento percepito ai fini della NASPI, se non superiore alla misura dell’assegno sociale, di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335. L’ammontare di cui al periodo precedente è incrementato per gli eventuali carichi familiari del lavoratore, secondo le modalità specificate con il decreto di cui al comma 7, che stabilisce anche l’ammontare massimo complessivo della prestazione.

4. Al fine di incentivare la ricerca attiva del lavoro, sono stabiliti con il decreto di cui al comma 7 i limiti nei quali i redditi derivanti da nuova occupazione possono essere parzialmente cumulati con il sostegno economico e le modalità attraverso cui il sostegno declina gradualmente al perdurare dell’occupazione e in relazione al reddito da lavoro.

5. Il sostegno economico è condizionato all’adesione ad un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l’impiego, secondo modalità definite con il decreto di cui al comma 7 e comunque contenente specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare ad iniziative di orientamento e formazione, accettazione di adeguate proposte di lavoro. La partecipazione alle iniziative di attivazione proposte è obbligatoria, pena la perdita del beneficio.

6. Il sostegno economico è erogato per il tramite di uno strumento di pagamento elettronico, secondo le modalità definite dal decreto di cui al comma 7.

7. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono definiti:
a. la situazione economica del nucleo familiare in termini di ISEE, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 dicembre 2013, n. 159, che identifica la condizione di bisogno, di cui al comma 1; all’ISEE, ai soli fini dell’accesso all’ASDI, è sottratto l’ammontare dei trattamenti NASPI percepiti;
b. l’individuazione di criteri di priorità nell’accesso in caso di risorse insufficienti ad erogare il beneficio ai lavoratori nelle condizioni di cui al comma 2;
c. gli incrementi per carichi familiari del lavoratore, comunque nel limite di un importo massimo;
d. i limiti nei quali i redditi da lavoro intervenuti nel periodo di fruizione dell’ASDI possono essere parzialmente cumulati con il sostegno economico e le modalità di interruzione dell’ASDI al venir meno della condizione di povertà;
e. le caratteristiche del progetto personalizzato;
f. il sistema degli obblighi e delle sanzioni connessi al progetto personalizzato;
g. i flussi informativi tra i servizi per l’impiego e l’INPS volti ad alimentare il sistema informativo dei servizi sociali, di cui all’articolo 21 della legge 8 novembre 2000, n. 328, per il tramite del Casellario dell’assistenza, l’articolo 13 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, con finalità di controllo, gestione, monitoraggio e valutazione degli interventi;
h. il sistema dei controlli posto in essere per evitare la fruizione illegittima della prestazione;
i. le modalità specifiche di erogazione della prestazione attraverso l’utilizzo di uno strumento di pagamento elettronico;
j. l’individuazione di specifiche modalità di valutazione degli interventi;
k. le residue modalità attuative del programma.

8. Al finanziamento dell’ASDI si provvede mediante le risorse di uno specifico fondo istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. La dotazione del fondo è pari ad euro 300 milioni nel 2015. All’attuazione e alla gestione dell’intervento provvede l’INPS. Nel limite dell’1% delle risorse attribuite al fondo, possono essere finanziate attività di assistenza tecnica per il supporto dei servizi per l’impiego, per il monitoraggio e la valutazione degli interventi, nonché iniziative di comunicazione per la diffusione della conoscenza sugli interventi.

9. All’eventuale estensione dell’ASDI agli anni successivi al 2015 si provvede con le risorse previste da successivi provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie

Requisiti:
Il citato decreto ha precisato che l'ASDI spetta ai lavoratori che hanno esaurito l'intera durata della Naspi, che si trovino a tale data ancora in stato di disoccupazione, a condizione che versino in condizioni economiche di bisogno attestate da un ISEE pari o inferiore a 5mila euro. Il sostegno, inoltre, viene concesso solo ai lavoratori con nuclei familiari in cui siano presenti minorenni oppure ai lavoratori che hanno 55 anni e che non hanno raggiunto il diritto alla pensione di vecchiaia o alla pensione anticipata.
L'ASDI spetta per un massimo di 6 mesi ed pari al 75 per cento dell'ultima Naspi conseguita se non superiore all'assegno sociale (448,07 euro). Questo importo può essere incrementato in base al numero di figli a carico sino ad un massimo di 163 euro (che porterà l'assegno a toccare poco più di 611 euro al mese nell'ipotesi più vantaggiosa). La domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro 30 giorni dal termine della fruizione della Naspi.  (Maggiorazione:  Un figlio euro 89,70 – Due figli euro 116,60 – Tre figli euro 140,80 – Quattro o più figli euro 163,30).-

La corresponsione dell'assegno è condizionata all'adesione ad un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l'impiego, contenente specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare ad iniziative di orientamento e formazione, accettazione di adeguate proposte di lavoro. La partecipazione alle iniziative di attivazione proposte è obbligatoria, pena la perdita del beneficio. I redditi derivanti da nuova occupazione subordinata o autonoma possono essere cumulati con il sostegno con gli stessi limiti previsti per la Naspi. 

3) Art. 16 - Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto (DIS-COLL)

1. In attesa degli interventi di semplificazione, modifica o superamento delle forme contrattuali previsti all’art. 1, comma 7, lettera a della legge 10 dicembre 2014, n. 183, in via sperimentale per il 2015, in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1 gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015, è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, una indennità di disoccupazione mensile denominata DIS-COLL.

2. La DIS-COLL è riconosciuta ai soggetti di cui al comma 1 che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
a) siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
b) possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;
c) possano far valere, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di cui al comma 1 di durata pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà del importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione.

3. La DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati, derivante da rapporti di collaborazione di cui al comma 1, relativo all’anno in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno solare precedente, diviso per il numero di mesi di contribuzione, o frazione di essi.

4. La DIS-COLL, rapportata al reddito medio mensile come determinato al precedente comma 3, è pari al 75%  dello stesso reddito nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore nel 2015 all'importo di 1195 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente. Nei casi in cui il reddito medio mensile sia superiore al predetto importo l'indennità è pari al 75% del predetto importo incrementata di una somma pari al 25% del differenziale tra il reddito medio mensile e il predetto importo. L’indennità mensile non può in ogni caso superare l'importo massimo mensile di euro 1300 nel 2015, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente.

5. A partire dal primo giorno del quinto mese di fruizione l’indennità è ridotta progressivamente nella misura del 3% al mese.

6. La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione del lavoro al predetto evento. Ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione. La DIS-COLL non può in ogni caso superare la durata massima di sei mesi.

7. Per i periodi di fruizione della DIS-COLL non sono riconosciuti i contributi figurativi.

8. La DIS-COLL è presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

9. La DIS-COLL spetta a decorrere dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

10. L’erogazione della DIS-COLL è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti ai sensi dell’art.1 comma 2 lett. g) del decreto legislativo 21 aprile 2000 n.181 e successive modificazioni. Con il decreto legislativo previsto all’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n.183, sono introdotte ulteriori misure volte a condizionare la fruizione della DIS-COLL alla ricerca attiva di un’occupazione e al reinserimento nel tessuto produttivo.

11. In caso di nuova occupazione del lavoratore con contratto di lavoro subordinato, la DIS-COLL è sospesa d'ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui all'articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, fino ad un massimo di cinque giorni; al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore a cinque giorni l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa. Nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento nell’ambito dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego di cui all’art. 1 del presente decreto.

12. Il beneficiario di DIS-COLL che intraprenda un’attività lavorativa autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, deve informare l'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La DIS-COLL è ridotta di un importo pari all'80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell'anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all’INPS un'apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall'attività lavorativa autonoma.

13. I soggetti di cui all’articolo 2, commi da 51 a 56 della legge 28 giugno 2012 n. 92 fruiscono fino al 31 dicembre del 2015 esclusivamente delle prestazioni di cui al presente articolo. Restano salvi i diritti maturati in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi nell’anno 2013.

14. Le risorse finanziarie già previste per il finanziamento della tutela del sostegno al reddito dei collaboratori coordinati e continuativi di cui all’art. 19, comma 1, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni con legge 28 gennaio 2009, n. 2 e all’articolo 2, commi 51 e 56 della legge 28 giugno 2012 n. 92, concorrono al finanziamento degli oneri relativi alle disposizioni di cui al presente articolo per l’anno 2015.

15. All’eventuale estensione della DIS-COLL agli anni successivi al 2015 si provvede con le risorse previste da successivi provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it
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170 commenti:

  1. Salve dottor Censori. . Una domanda la mia domanda naspi è stata accettata il pagamento effettuato... ma vedendo sull estratto conto non mi trovo cn l importo.. quello dell estratto è molto più alto..

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    1. Sull estratto conto mi esce 3400 euro.. mentre a netto percepisco 2300 euro... mi sembra un po troppo non crede??

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  2. Risposte
    1. E' difficile che l'INPS si sbagli sull'importo di NASPI da corrispondere al lavoratore, presumo quindi che l'importo che ti è stato versato comprenda anche degli arretrati. Comunque la banca dovrebbe verificare nella causale a quale periodo si riferisce il bonifico, o puoi eventualmente richiederlo direttamente alla sede INPS di zona.-

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  3. Posizione amministrativa

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    1. Nell'estratto conto dell'INPS viene indicato l'importo lordo e non l'importo netto corrisposto al lavoratore.-

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  4. Buongiorno dott Censori, dal mese di settembre 2016 continuo a percepire l’indennita NASPI ma solo adesso sono venuto a sapere che era necessario dimostrare ogni mese di aver cercato lavoro. Se adesso mi presento adesso all’ufficio di collocamento per cominciare a fare la ricerca, cosa succede? Rischierei di perdere l’indennità?

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    1. Ti devi presentare all'Ufficio di Collocamento solo quando vieni convocato, perché se vieni convocato e non ti presenti perdi il diritto alla NASPI per il periodo residuo, per il resto non sei tenuto a presentarti.-

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  5. Salve vorrei approfittando della sua cortesia porle unima quesito sul calcolo dell'importo NASPI :
    A stipendio 800 euro per 40 ore settimanali
    B stipendio 800 euro per 25 ore settimanali
    raggiunti i requisiti percepiranno lo stesso importo mensile per la NASPI ??? ossia conta solo lo stipendio percepito o centrano anche le ore lavorate ???
    la ringrazio e la saluto

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    1. L'importo della NASPI viene calcolato sulla media delle retribuzioni, a prescindere quindi dalle ore effettivamente lavorate.-

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  6. Salve Gianfranco ,gentilmente se mi puo' rispondere ad un quesito.se mia figlia fosse licenziata percependo la naspi venisse ,reintegrata al lavoro con la stessa ditta di restauro ,la naspi verrebbe sospesa.se poi dovesse essere licenziata di nuovo la naspi sospesa continuerebbe oppure ne inizia un'altra? Ancora un'altra cosa puo' la ditta licenziare solo perché gli operai edili non consegneranno in tempo la sala per il restauro? in questo caso poteva chiedere la C.I.G. la ringrazio come sempre.

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    1. Ciao Francesco!
      - Se tua figlia viene licenziata avrà diritto alla NASPI.-
      - Se viene poi riassunta con contratto a tempo indeterminato la NASPI viene chiusa.-
      - Quindi se viene licenziata di nuovo dovrà ripresentare una nuova domanda di NASPI.-
      - Se un licenziamento viene ritenuto ingiustificato si può impugnare.-
      - La C.I.G. può essere richiesta dal datore di lavoro, ma non può essere imposta dal lavoratore.-

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  7. Grazie delle risposte come sempre molto esaustive. Le chiedo: se la riassunzione fosse a tempo determinato la naspi non viene chiusa?

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    1. Ciao Francesco!
      Se la riassunzione avviene a tempo determinato, con durata fino a 6 mesi, la NASPI non viene chiusa.-

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  8. Buongiorno Sig. Censori, a fine Ottobre ho terminato 6 mesi di contratto di tirocinio presso un hotel a 800€ nette/mese. Le chiedo se ho diritto alla naspi o a qualche altra forma di sostegno. Grazie, Cristian.

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    1. Ciao Cristian!
      Purtroppo NO!
      Un contratto di tirocinio non prevede il versamento di contributi all'INPS, quindi non da diritto ne alla NASPI ne ad altre indennità di disoccupazione.-

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    2. Grazie Sig. Gianfranco. Prorpio oggi ho avuto una richiesta per lavorare in una società cooperativa settore coop sociali L.381/91 Terziario a tempo parziale con qualifica 'impiegato', livello 'B1- ex3° livello', pari ad un orario settimanale di 18 ore. Il contratto sarà di un mese. Questo tipo di attività prevede futuri sostegni se non dovessero confermarmi (come hanno promesso)? Grazie ancora, Cristian

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    3. Ciao Cristian!
      Dipende dalla tua situazione lavorativa precedente!
      Infatti per il diritto alla NASPI sono necessari i seguenti requisiti:
      - Sono necessarie almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.-
      - Sono necessari almeno 30 giorni di lavoro effettivo nell'ultimo anno.-

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  9. Salve mi chiamo Raffaele. Ho lavorato per 15 settimane nel periodo estivo in un villaggio turistico. Mi è venuto un dubbio. Sono titolare di partita IVA poiché faccio il venditore porta a porta ed ho un compenso annuo di circa 8.500 €uro. Ho fatto la domanda NASPI ho comunicato che sono titolare di partita IVA ma ho inserito che il mio reddito è Zero in quanto il reddito prodotto essendo a titolo d’imposta non va inserito in dichiarazione dei redditi o meglio non è imponibile ai fini IRPEF. Ho operato giusto oppure questi redditi, anche se non imponibili, mi influiscono sulla percezione della NASPI? Devo comunicarglieli? La ringrazio della sua risposta in anticipo

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    1. Ciao Raffale!
      Purtroppo con un compenso annuo di 8.500 euro da lavoro autonomo non hai diritto alla NASPI, quindi avendo dichiarato 0 euro di reddito l'indennità ti verrà corrisposta, ma quando a gennaio sarai chiamato a dichiarare il reddito effettivo, l'INPS ti richiederà indietro l'importo che ti avrà versato nel frattempo.-

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  10. Salve Dott.
    vorrei chiedere se avro un cud per l'asdi? perche' vedendo sul sito inps con il mio pin e vado sul estratto contributivi non hanno messo i soldi che avevo preso per l'asdi,la naspi si che ho ricevuto il cud ma l'asdi e' considerato reddito??grazie Dott.

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    1. L'ASDI, a livello previdenziale non figura come importo nell'estratto contributivo perché si tratta solo di contribuzione figurativa, mentre a livello fiscale costituisce reddito soggetto quindi a tassazione IRPEF.-

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    2. grazie x la risposta,ma e' da dichiarare sul 730 di prossimo anno (2018)?
      e posso chiederle un'altra cosa,sul ASDI hanno messo la maggioranza per i figli di 116€,quello e' gia' l'assegno per figli a carico?
      perche' non sappiamo se possiamo chiedere arretrati per l'ANF che mio marito lavorava in quel periodo che prendevo l'ASDi??
      grazie ancora e distinti saluti.

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    3. - SI! L'importo percepito quest'anno con l'ASDI sarà da dichiarare con il 730 del prossimo anno.-
      - Gli assegni familiari possono essere richiesti solo da uno dei due coniugi, quindi se sono stati richiesti nell'ASDI non possono essere richiesti dall'altro genitore per lo stesso periodo.-

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  11. Gentile Dott.Censori, sto percependo la Naspi da un mese, se volessi andare all'Estero sempre in EU, per cercare lavoro,devo comunicarlo? è vero che per 3 mesi pur all'estero percepirei la Naspi? lo stesso importo?
    grazie mille anticipatamente. Marco

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    1. Ciao Marco!
      NO!
      Tu puoi andare all'estero in vacanza per qualche giorno, al massimo per un mese, altrimenti il pagamento della NASPI verrà interrotto.-

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  12. Buongiorno Dott. Censori, da Aprile 2016 fino a Marzo 2018 usufruirò della mobilità. Nei due anni precedenti ho percepito cig. Durante la cig ho lavorato 3 settimane nel 2015 e 1 settimana nel 2016. Quindi riepilogando quelli che saranno gli ultimi 4 anni da Aprile 2014 a Marzo 2018: avrò percepito 2 anni di mobilità + 2 anni meno 4 settimane di cig + 4 settimane di lavoro effettivo a cavallo tra il 2015/2016. Le chiedo se al termine della mobilità posso usufruire della naspi o altro tipo di sostegno. Grazie, buona giornata. Gianfranco.

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    1. Ciao Gianfranco!
      Purtroppo NO!
      Se il periodo di mobilità non viene interrotto da attività lavorativa, al termine non sono previste altre indennità di disoccupazione.-

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  13. Grazie Dott. Censori. Per quanto tempo dovrebbe essere interrotta la mobilità? Tutte le attività lavorative interrompono la mobilità? Grazie ancora, Gianfranco.

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    1. Ciao Gianfranco!
      Interrompono la mobilità tutti i contratti di lavoro dipendente, e la durata della successiva NASPI sarà pari alla metà delle settimane lavorate.-

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    2. Mi scusi Dott. Censori le ripetute domande. Quindi la cassa integrazione, sia ordinaria che straordinaria, non è valida per il calcolo della naspi? Grazie mille, gianfranco.

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    3. Purtroppo NO!
      La cassa integrazione non è valida per il calcolo della NASPI, perché tutto quello che precede la mobilità viene neutralizzato con la mobilità stessa.-

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  14. Spett. Dott Gianfranco, una gentilezza, per avere accesso alla Naspi occorrono 13 settimane contributive negli ultimi 4 anni. Vorrei capire se rientrano nel computo: 1. il periodo di mobilità. 2. I contributi volontari.
    La ringrazio molto, e la saluto cordialmente.
    Simone

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    1. Ciao Simone!
      Purtroppo NO!
      Ai fini del raggiungimento delle 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni contano solo le settimane effettivamente lavorate.-

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  15. sig. Gianfranco mi chiamo Maurizio a Marzo 2018 compiro' 57 anni.
    il 31/05/2019 terminero'la i 2 anni della NASPI dove raggiungo i miei 42 anni di contributi, sono stato informato dal patronato che dovro' usufruire anche della ASDI al che raggiungerei i 42 e sei mesi (sempre che tra NASPI e ASDI sia coperto a livello contributivo. Arrivo al dunque finito tutto questo cosa devo fare?? esiste un altro sietema per raggiungere la pensione anticipata, tenga conto che ho iniziato a lavorare a 15 anni. se manco dei contributi posso pagarmeli. tutto qui spero in sua risposta
    cordiali saluti
    MAURIZIO
    MI CHIAMO ROVENTE DOMENICO ,MAURIZIO E' IL MIO SECONDO NOME

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    1. Ciao Domenico!
      Essendo nato a marzo del 1961, non 42 anni di contributi versati a maggio 2019, potrai andare in pensione anticipata con 43 anni + 11 settimane di contributi, quindi a settembre 2020.-
      Questo significa però che alla scadenza dell'ASDI, se non avrai trovato nel frattempo un nuovo lavoro, dovrai versare contributi volontari fino ad agosto 2019.-

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  16. Gentile Dott. Censori,
    mio padre è da poco tempo in regime di NASPI. Negli ultimi 4 anni ha lavorato per i primi 3 anni circa come lavoratore autonomo, e nell'ultimo anno come lavoratore dipendente.
    L'importo della NASPI dovrebbe prendere in considerazione soltanto i contributi versati come lavoratore dipendente oppure sia quelli di lavoratore dipendente e lavoratore autonomo riferiti agli ultimi 4 anni? In effetti, dall'8 al 30 novembre ha ricevuto soltanto 152€, il che mi fa pensare che per la NASPI vadano considerati solo i contributi da lavoro dipendente...
    La ringrazio per la disponibilità.
    Laura

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    1. Ciao Laura!
      La durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, e purtroppo valgono solo le settimane lavorate da dipendente, in quanto non contano quelle lavorate da autonomo.-

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  17. Gentile Dott. Censori,percepisco la naspi da 3 mesi,in questo momento non ho possibilità di contratti di lungo periodo ma di supplenze come maestra/educatrice con contratti giornalieri; se volessi ricominciare a lavorare nonostante la iperprecarietà cosa succede riguardo l'erogazione della naspi? altra domanda: devo comunicarlo all'inps con il relativo modulo, pur non avendo un contratto degno di questo nome? grazie mille anticipatamente. Laura

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    1. Ciao Laura!
      Nel tuo caso non devi sospendere la NASPI ma devi comunicare ogni fine mese all'INPS per via telematica (NASPI COM), le giornate lavorate, e l'INPS ne terrà conto per il pagamento dell'indennità.-

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  18. Buongiorno Gianfranco, i pagamenti Naspi che dispone l'Inps relativi a dicembre ma che vengono però pagati nel mese di gennaio come vengono inseriti nel Cud? Voglio dire, se a gennaio 2018 percepirò il mese di dicembre, l'importo di gennaio verrà inserito nel cud 2018 o 2019? Grazie

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    1. Ciao Manuel!
      A livello fiscale vale il criterio di cassa, quindi i pagamenti effettuati a gennaio 2018 andranno a finire nel CUD del 2019 come redditi del 2018, anche se sono di competenza del 2017.-

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  19. Buonasera Dottore, mi chiamo Eva. Volevo chiederle se secondo lei ho diritto alla naspi dal momento che ho lavorato meno di un mese come commessa e sono stata licenziata per mancato superamento del periodo di prova. Negli ultimi 4 anni ho lavorato per molti mesi presso altre ditte come commessa, di cui prima di quest'ultima sono andata via con dimissioni volontarie. Le altre invece per scadenza contratto. Grazie

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    1. Ciao Eva!
      I requisiti necessari per il diritto alla NASPI sono i seguenti:
      - Licenziamento o scadenza del contratto.-
      - Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nell'ultimo anno.-
      - Almeno 13 settimane di lavoro negli ultimi 4 anni.-

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    2. Grazie, volevo sapere in particolare se il mio caso rientra tra i casi di licenziamento. Io sono stata licenziata per mancato superamento del periodo di prova. Poi il resto dei requisiti li ho tutti. Grazie mille intanto

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    3. Ciao Eva!
      SI!
      La causale del licenziamento, ai fini del diritto alla NASPI, è ininfluente.-

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  20. Buongiorno
    le chiedevo gentilmente un suo parere. Una srl fa una cessione del ramo d'azienda ad un dipendente che pertanto cessa e apre la stessa attività in forma individuale secondo lei ha diritto a chiedere la Naspi in un'unica soluzione.
    Grazie e auguri di Buone Feste

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    1. SI!
      In caso di apertura di un'attività individuale si ha comunque diritto al pagamento della NASPI in un'unica soluzione, a prescindere quindi dal tipo di attività e dal legame con la precedente attività lavorativa.-

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  21. Buonasera dott. Censori, avrei bisogno di qualche informazione in merito alla dis coll. Il 30 dicembre mi scade il contratto a progetto mensile che ho con l'azienda in cui lavoro dal 2014 con la stessa modalità contrattuale ma in questo caso senza possibilità di rinnovo. Vorrei poter usufruire della dis coll e ho dei dubbi se richiedere o meno le detrazioni in fase di inserimento della domanda. Il mio imponibile previdenziale del 2016 è 12000€,mesi contributivi 9 e anche nel 2017 più o meno sarà lo stesso. Se a luglio dovessi trovare di nuovo un lavoro con imponibile fiscale anche di 4500€ rischio di pagare molta Irpef se dovessi richiedere le detrazioni dis coll? Cosa mi consiglia di fare? Se rinuncio alle detrazioni avrò modo di recuperarle il prossimo anno? Grazie e scusi se mi sono dilungata. Spero di essere riuscita a spiegare la mia situazione. Buona serata. L.

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    1. Nel tuo caso si tratta di fare una previsione sulla tua eventuale attività lavorativa del 2018.-
      Le detrazioni puoi richiederle subito o recuperarle con la dichiarazione dei redditi del 2019, e l'unica differenza è che se le richiedi subito e ti ritrovi alla fine dell'anno prossimo con un conguaglio a debito, oltre all'IRPEF dovuta per il 2018 dovrai pagare anche un acconto sul 2019, quindi io preferirei non richiedere le detrazioni sulla DIS-COLL, per richiederle con la dichiarazione die redditi del 2019, ma la scelta sta a te.-

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  22. Buona sera dottor Censori o un dubbio così ho pensato di scrivergli mio fratello ha preso il 22 % di una società che già esisteva da anni potrebbe richiedere l'anticipo della naspi in unica rata dimostrando che quei sldi servono per migliorie nella società ?

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    1. Purtroppo NO!
      Il lavoratore avente diritto alla corresponsione della NASPI può richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione, dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, a titolo di incentivo all’avvio di un’attività di lavoro autonomo o di un’attività in forma di impresa individuale o per associarsi in cooperativa.-

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  23. Buonasera dott. Censori,
    Ho appena ricevuto una proposta lavorativa part-time a 18h in una pubblica amministrazione come D3 con orario principalmente pomeridiano a 45 minuti di macchina. Il contratto prevede 30 giorni di periodo di prova. Se mi licenziassi durante tale periodo ho diritto alla disoccupazione (qualora ovviamente ci siano i requisiti)? Posso usufruire nel caso accettassi del congedo parentale su base oraria o della facoltativa piena? La ringrazio in anticipo per la sua risposta e la disponibilità. Tanti auguri di buone feste. Maria Grazia

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    1. Ciao Maria Grazia!
      - Per il diritto alla NASPI l'ultimo rapporto di lavoro deve cessare per licenziamento o per scadenza del contratto e non in caso di dimissioni.-
      - SI! Puoi usufruire del congedo parentale su base oraria o della facoltativa piena, fino alla scadenza del contratto.-

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    2. Quindi anche se part-time è possibile usufruire del congedo parentale?

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    3. Quindi anche se part-time potrei usufruire del congedo parentale su base oraria?

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    4. Ciao Maria Grazia!
      SI!
      Anche con rapporto di lavoro part-time si può usufruire del congedo parentale, anche su base oraria, il tutto ovviamente rapportato all'orario di lavoro contrattuale.-

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    5. Fino ad un massimo di metà orario lavorativo giusto?

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    6. Ciao Maria Grazia!
      SI!
      Giusto!!!

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  24. buonasera dottor Censori,come sempre molto utile il suo blog,le vorrei chiedere un'informazione: in naspi per 2 anni, da febbraio 2017, interrotta per vari contratti a tempo determinato da diverse agenzie,il periodo totale supera i sei mesi pero'tra due contratti (cambio di agenzia)vi e'un "buco"di 2 giorni dovuti al sabato e domenica,secondo lei interrompono i sei mesi ? distinti saluti.

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    1. Ciao Luca!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      NO!
      Se il periodo di durata dei contratti ha superato complessivamente i 6 mesi, la pratica di NASPI è chiusa, ti consiglio quindi di ripresentare una nuova domanda all'INPS.-

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    2. allora mi devo preoccupare visto le voci che sembra si azzera il tutto,e ricomincia da ultimo contratto?

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    3. Ciao Luca!
      Non c'è problema!
      La normativa infatti prevede che la durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, tolti i periodi già utilizzati per precedenti indennità di disoccupazione.-

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    4. grazie ancora Censori,la aggiornero' in merito.il suo blog e' oro colato...

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    5. Ciao Luca!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      OK!
      Tienimi aggiornato!

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    6. buongiorno dott.Censori,la naspi non si e' interrotta (l'inps ha ripreso il pagamento)perche' tra un contratto e l'altro vi erano 2 giorni di stacco sab.e dom.spiego meglio: uno e' terminato il 14 l'altro e' cominciato il 16 cioe' non era continuativo e nemmeno una proroga ma proprio 2 agenzie diverse.

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  25. Gentile Dott. Censori,sto percependo la Naspi,ma riprendo a lavorare entro breve, con contratti giornalieri, mi ha già precedentemente risposto in merito,informandomi che a fine mese devo comunicare all'inps i giorni lavorati ; non ho capito però se a luglio,quando cesserà il mio rapporto di lavoro, potrò chiedere di nuovo la naspi? quella attuale ha una durata di 291 giorni con decorrenza dall'8 agosto. non so se sono stata chiara. la ringrazio anticipatamente. Laura

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    1. Ciao Laura!
      Con i contratti giornalieri non si interrompe la NASPI, che continua quindi ad essere corrisposta per le giornate non lavorate, pertanto alla alla scadenza del contratto continuerà per il periodo residuo.-

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  26. altra domandda: se volessi interrompere comunque la naspi, il periodo residuo dei 291 giorni non percepito , è cumulato nella prossima domanda naspi?ilcompreso poi calcolabili nella prossima domanda. si interrompe automaticamente se non comunico i giorni lavorati( si tratta sempre di contratti giornalieri). grazie mille anticipatamente per la pazienza. Laura

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    1. Ciao Laura!
      Alla scadenza del contratto invece di far terminare la NASPI per il periodo residuo, si può presentare una nuova domanda per far conteggiare anche le giornate lavorate con l'ultimo contratto.-

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  27. buongiorno dott censori
    volevo un informazione, sul patto di servizio. Ho fatto domanda della NASPI con il call center ma non mi ha detto niente per il patto di servizio. Mi hanno accolto la domanda. UN mio amico invece la fatto e dice che è obbligatorio. Io non vorrei farlo, tranne che mi contattano loro. Posso farlo? grazie

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    1. Il Patto di Servizio Personalizzato 2018, PSP, è una specie di contratto che il lavoratore disoccupato, ha l’obbligo di sottoscrivere con il Centro per l’Impiego, entro 15 giorni, dalla presentazione per via telematica all’INPS, della domanda di disoccupazione.-

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  28. E se non lo sottoscrivo cosa succede?

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    1. Se non lo sottoscrivi perdi il diritto alla NASPI.-

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  29. Devo andarci spontaneamente o aspetto che vengo contattato?

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    1. Se non ti presenti entro 15 giorni la NASPI non ti verrà corrisposta.-

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  30. Gentile dottor Censori, il mio contratto di collaborazione partime iniziato il 15/07/2016 e terminato il 31/gennaio 2017 mi ha dato la possibilità di percepire nel 2017 la DIS_Coll per 68 giorni anche se la lettera dell'inps mi indicava 98 giorni di retribuizione. In tutti questi mesi di lavoro come collaboratore e fino al 31/08/2017 avevo in essere un contratto di lavoro nel regime generale di 3 ore settimanali che ho dimenticato di dichiarare al momento della domanda per 101 euro al mese.Cosa fare? Un lavoro di 101 euro al mese si considera un lavoro che pregiudica la DIS Coll? Come faccio a chiedere la retribuzione degli altri giorni che restano? Grazie infinite Alba

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    1. Ciao Alba!
      A questo punto devi comunicare all'INPS il periodo di durata del contratto di lavoro, la retribuzione percepita, e la richiesta di pagamento della DIS-COLL per il periodo residuo.-
      La richiesta va presentata per via telematica:
      Mod. DIS-COLL-Com. COD.-

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    2. Mi scusi ancora dott. Censori, ma quanto non si deve superare di stipendio per contratti di lavoro a tempo determinato per poter usufuire dell DIS coll ...non è che nel mio caso non ho diritto e mi chiedono inditro le somme già ricevute? Mi scusi ancora e ancora grazie. ALBA

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    3. Se si tratta di un contratto a chiamata tolgono dall'indennità l'importo corrispondente alle giornate lavorate, se si tratta invece di un contratto a tempo determinato, il pagamento dell'indennità viene sospeso.-

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  31. Salve volevo un informazione in merito alla mia maternità.
    Il 12 gennaio ho percepito l ultimo pagamento della Naspi.
    La data presunta del parto é la fine di marzo inizi aprile.
    Posso fare la domanda di maternità? Ci rientro con i requisiti?
    Oppure mi converrebbe qualcosa altro?
    Grazie in anticipo della sua disponibilità e gentilezza.

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    1. Purtroppo NO!
      Si ha diritto all'indennità di maternità solo se si arriva all'inizio dell'ottavo mese di gravidanza prima che termini il periodo indennizzato con la NASPI.-
      Nel tuo caso, se rientri nei limiti ISE - ISEE avrai diritto all'assegno del Comune alla nascita del bambino/a.-

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  32. Salve dott. Censori mi può dare delle spiegazioni, mi hanno posto in decadenza l'ASDI perche con il nuovo Isee che ho fatto è superiore di 700 euro rispetto alla condizione dei 5.000. Ho letto nella legge che vanno eliminato dal calcolo dell'Isee la componente Naspi percepiti prima della presentazione della domanda. Mi può indicare come posso risolvere il problema?

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    1. Se hai presentato la domanda di ASDI tramite un patronato devi rivolgerti allo stesso patronato, altrimenti devi presentarti direttamente alla sede INPS di zona per farti comunicare la procedura da seguire.-

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    2. quindi, dott. Censori ho interpretato bene la legge sull'asdi. Ho fatto il calcolo secondo l'art. 2 ed il mio Isee risulta inferiore ai 5.000 euro. Adesso ho bisogno di capire se qualcuno ha avuto lo stesso problema ed è riuscito a risolvere e come? Ma il calcolo lo devo fare l'inps d'ufficio? è perchè l'Hanno messo in decadenza?
      Vi prego aiutatemi a capire

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    3. Purtroppo in questo caso non posso esserti d'aiuto!

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  33. Egregio Dott. Censori,a fine novembre 2016, circa 3 settimane dopo la scadenza del contratto a tempo determinato ho presentato la mia domanda NASPI. L'INPS ha calcolato la durata NASPI pari a 207 giorni con decorrenza dal 26 novembre 2016. Non ho sfruttato tutta la durata perchè il 17 marzo 2017 sono stata assunta con il contratto che è scaduto il 5 ottobre 2017. Ho presentato una nuova domanda NASPI, e l'INPS ha calcolato che la nuova NASPI durerà 119 giorni (con decorrenza dal 13 ottobre 2017). Mi sembra strano che la durata della mia ultima NASPI sia di soli 119 giorni visto che non ho sfruttato circa 3 mensilità residue della mia NASPI precedente. Lei che ne pensa? Se pensa che il calcolo dell'INPS sia erroneo, dove mi consiglia rivolgermi? La domanda NASPI l'ho presentata da sola tramite il mio profilo sul sito INPS.

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    1. La normativa prevede che la durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, tolti i periodi già utilizzati per altre indennità.-
      Nel tuo caso, avendo ripreso l'attività lavorativa, alla scadenza del contratto avresti potuto optare in base alla convenienza o per completare il periodo residuo della vecchia domanda o per inoltrare una nuova domanda al'INPS.-
      Il problema è che presentando una nuova domanda, l'INPS ricalcola tutto il periodo residuo partendo però a ritroso dalla data della scadenza dell'ultimo contratto, quindi vengono esclusi i periodi più vecchi.-
      Comunque per una verifica del calcolo effettuato ti consiglio di presentarti direttamente allo sportello INPS della tua zona di residenza, evitando di chiamare i call center che non ti sarebbero di alcun aiuto.-

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    2. Egregio Dott. Censori, non ho capite alcune cose fra quelle che ha scritto:
      1. "Nel tuo caso, avendo ripreso l'attività lavorativa, alla scadenza del contratto avresti potuto optare in base alla convenienza o per completare il periodo residuo della vecchia domanda o per inoltrare una nuova domanda al'INPS."
      Dalla lettera che mi ha inviato l'INPS e dalle circolari (purtroppo adesso non riesco a trovare quella giusta sul sito dell'INPS) risulta che: "se il rapporto di lavoro é di durata superiore a sei mesi o a tempo
      indeterminato si produrrà la decadenza della prestazione."
      Da questa frase ho dato per scontato che se il contratto di lavoro dura più di 6 mesi, l'unica alternativa è fare una nuova richiesta NASPI; l'INPS ricalcola la durata di NASPI tenendo conto anche delle mensilità di NASPI interrotta non godute.Invece secondo Lei avrei potuto riprendere la NASPI interrotta anche se la durata del mio contratto ha superato 6 mesi?
      "Il problema è che presentando una nuova domanda, l'INPS ricalcola tutto il periodo residuo partendo però a ritroso dalla data della scadenza dell'ultimo contratto, quindi vengono esclusi i periodi più vecchi.-" Sono d'accordo, però non capisco come può influire sulla durata di nuova NASPI, visto che tanto al posto dei "periodi più vecchi" ci "sono entrati" circa 7 mesi del nuovo lavoro.
      Arriviamo a "La normativa prevede che la durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, tolti i periodi già utilizzati per altre indennità". - "tolti i periodi già utilizzati per altre indennità" - appunto. Secondo me non dovrebbero togliere i periodi usati per il calcolo della NASPI precedente se non ho sfruttato le ultime 3 mensilità di NASPI.
      Se a qualcuno spettano 2 anni di NASPI (quindi ha lavorato per gli ultimi 4 anni) e trova un lavoro di 7 mesi avendo percepito ad.es. una mensilità di NASPI, come si comporta l’INPS se si presenta una nuova domanda? Secondo me dovrebbero conecedere 3,5 mesi + 23 mesi residui della NASPI interrotta?
      La ringrazio del Suo aiuto.
      Saluti

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    3. In effetti hai ragione, perché se la durata del contratto è superiore a 6 mesi non si può più far ripartire la vecchia domanda di NASPI.-
      Anche riguardo alla durata in effetti dovrebbe essere leggermente inferiore a quella che hai calcolato tu, ma sicuramente è errata quella che ha indicato l'INPS, ti consiglio quindi di presentarti allo sportello di zona per far verificare il calcolo.-

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    4. Grazie, Dott. Censori.

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  34. Egregio Dott. Censori,
    ho lavorato per oltre 6 anni presso un'azienda di telecomunicazioni. Poi a seguito di crisi azienda sono stata licenziata e mandata in mobilità ordinaria per 12 mesi.
    Al termine della mobilità sono stata contrattualizzata a tempo determinato da un'agenzia interinale, con un part-time verticale. Il primo contratto determinato si è protratto per 4 mesi. Poi c'è stato un rinnovo per altri 6 mesi. Ad oggi è già trascorso il primo di questi 6 mesi. In totale, in pratica, ho lavorato 5 mesi (non solo i 3 giorni settimanali, ma anche numerosissimi straordinari).
    Attualmente ho ricevuto una lettera di richiamo disciplinare (insieme a tutti gli altri impiegati su una commessa). Qualora ci fosse un licenziamento per giusta causa o un licenziamento in tronco, avrei diritto alla NASPI?
    Infine, poiché ho fruito per 12 mesi della mobilità ordinaria, come si calcola la durata della NASPI? Verranno conteggiati gli anni precedenti e l'importo mensile che guadagnavo in precedenza?

    La ringrazio anticipatamente.

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    1. SI!
      In caso di licenziamento, a prescindere dalla motivazione, avrai diritto alla NASPI, che durerà per la metà delle settimane lavorate dopo la fine della mobilità, e per i primi 3 mesi, sarà pari al 75% della media delle retribuzioni di questi ultimi mesi di lavoro, poi dal 4° mese in poi scenderà di un 3% al mese.-

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  35. Salve Gianfranco,mia figlia in disoccupazione NASPI da tre mesi, ancora non ha percepito l'indennita'cosa fare? Inoltre le chiedo, se il 3% si perde dopo tre mesi o dopo cinque mesi.Infine dovrebbe riprendere il lavoro con la stessa ditta di restauro a breve termine,una evntuale NASPI fara' cumulo o si azzera.Le ricordo che aveva un contratto a tempo indeterminato.Conviene farsi assumere a tempo determinato o indeterminato? Grazie come sempre.

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    1. Ciao Francesco!
      - Tua figlia dovrebbe presentarsi direttamente alla sede INPS di zona per verificare lo stato della sua pratica.-
      - La normativa prevede che per i primi 3 mesi la NASPI è pari al 75% della madia delle retribuzioni, e dal 4° mese in poi l'importo scende di un 3% al mese.-
      - Mi pare ovvio che conviene farsi assumere con contratto a tempo indeterminato.-

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  36. Gentile dott.Censori, mi è stata approvata la NASPI per 133 giorni, mi sono stati accreditati n. 56 giorni dal 18/02/2018 al 15/04/2018 pari a euro 517 circa ed euro 138 per 15 giorni dal 16/04/2018 al 30/04/2018 disponibili a partire dall'11 maggio 2018. Posso predisporre il mio 730 precompilato con una dichiarazione congiunta con mio marito con cui chiedere le detrazioni e il credito irpef mio e di mio marito indicando come sostituto l'INPS e sperando che queste somme mi siano accreditate a luglio unitamente alla Naspi? Grazie dottore se mi vorrà rispondere. Anna Maria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna Maria!
      Purtroppo NO!
      L'INPS provvede ai rimborsi IRPEF con la rata di pensione o di NASPI del mese di agosto, mentre la tua NASPI finirà a luglio.-

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  37. Gentilissimo dott. Censori, le porgo cortesemente una domanda: sto lasciando un lavoro a tempo indeterminato dopo 6 anni con dimissioni volontarie. So di non avere diritto alla Naspi al momento. Avrei diritto a riceverla dopo un eventuale lavoro occasionale (voucher), contratto a progetto(ad esempio un mese o due in un call center con gestione separata), o un breve contratto (1mese) a tempo determinato?Sarebbe comunque Naspi o altro? Grazie del suo tempo. E complimenti. Marco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marco!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Avrai diritto alla NASPI solo con un "regolare" contratto a termine anche di breve durata, mentre negli altri casi purtroppo non avrai diritto a nulla.-

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    2. La ringrazio, era proprio come pensavo! Speriamo di trovare qualcosa di più duraturo di un mese comunque. :)

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    3. Ciao Marco!
      Prego!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  38. Buonasera dottore,
    Ho presentato domanda di dis coll perché ho terminato il dottorato di ricerca il 31/03/2018. Dopo varie peripezie finalmente la domanda risulta lavorata e accolta. Ora ho ricevuto comunicazione sul sito che mi verranno corrisposti solo 60 giorni su un contratto di 3 anni. Può forse influire il fatto che nel 2017 ho usufruito dei 5 mesi di maternità obbligatoria?? Sono veramente delusa e amareggiata se si tratta di questo....può aiutarmi? Grazie

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    1. Ciao Elisa!
      La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione, per lavoro effettivo, presenti nel periodo che va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione del lavoro al predetto evento.-

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  39. Grazie! Quindi, se non erro, essendo 15 mesi (1 gennaio 2017/31 marzo 2018), togliendo i 5 mesi di maternità, dovrebbero essere corrisposti 5 mesi,e non 60 gg, giusto? Dovrei quindi fare ricorso? La ringrazio della disponibilità

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    Risposte
    1. Ciao Elisa!
      Ti consiglio di presentarti direttamente nella sede INPS di zona per una verifica dei calcoli effettuati.-

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  40. Gent.mo Dott.Censori,ho un contratto a tempo determinato al 30.06 e contributi previdenziali versate alla gestione separata come autonoma negli anni precedenti(piu'altri due in cassa previdenziale privata)posso accedere alla Naspi?
    Grazie.
    Simona

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Simona!
      Si non mi dici la durata del contratto purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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  41. Buongiorno e complimenti per il servizio. Mi chiamo Giuseppina. il 30-06-2018 cesserò la mia attività lavorativa per licenziamento da parte del datore di lavoro. Nell'ultimo quadriennio oltre alle settimane lavorate ho accumulato 8 mesi di malattia e (di comune accordo con il datore) circa 13 mesi di aspettativa non retribuita in quanto la mia salute non mi permetteva di continuare a lavorare. Volevo sapere ai fini NASPi i periodi di Aspettativa non retribuita e la malattia sono neutralizzabili? Cioè i mesi di aspettativa non retribuita mi fanno maturare la possibilità di andare a ritroso nel tempo in modo che il periodo di riferimento sia non quattro anni ma esempio cinque?. In modo che godro' per una periodo maggiore di NASPI? Grazie Giuseppina

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    1. Ciao Giuseppina!
      I periodi di malattia vanno neutralizzati ai fini dell'accesso al sostegno contro la disoccupazione in quanto ininfluenti, e determinano un ampliamento del quadriennio di riferimento, invece i periodi di aspettativa non retribuita purtroppo non contano.-

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  42. Contratto iniziato fine settembre 2017 termine 30 giugno 2018

    RispondiElimina
  43. Mi riferivo alla sua richiesta di dettagliarmi l'inizio del contratto di lavoro(settembre 2017-termine 30 giugno 2018)primo anno di lavoro dipendente con alle spalle almeno 3 anni di contribuzione con gestione cassa separata.Sono stati assolte le 13 settimane richieste per la Naspi?
    Grazie,
    Simona

    RispondiElimina
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    1. Ciao Simona!
      Non c'è problema!
      Con un contratto di 10 mesi vengono soddisfatti entrambi i requisiti, quindi sia quello delle 13 settimane che quello dei 30 giorni di effettivo lavoro.-

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  44. Buongiorno avv.
    Ci sono novità con il nuovo governo: ho finito la naspi ho 51 anni e non ho requisiti isse inf alle normative, cosa mi attende mi spetta qualcosa ..devo fare richiesta...
    Grazie Mille!

    RispondiElimina
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    1. Purtroppo al momento mi sembra che siamo ancora in campagna elettorale, perché di discorsi se ne stanno facendo tanti ma il parlamento non ha ancora votato alcuna legge, quindi è inutile fare previsioni.-

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  45. Buon pomeriggio dott. Gianfranco sono Ela volevo chiedere chiarimenti per quello che riguarda la mia disoccupazione il mese scorso ho ricevuto l'indennità disoccupazione o meglio una parte dei soldi "Indennità NASPI N.13giorni da 18/04/2018 al 30/04/2018 visto che siamo al mese 06 vorrei chiedere una spiegazione ed dove mi devo recare visto che la mia domanda disoccupazione risulta già attiva grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Ela!
      Se vuoi avere informazioni più precise devi presentarti direttamente alla sede INPS della tua zona di residenza.-

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  46. Buongiorno Gianfranco,
    lavoro presso un'azienda in amministrazione straordinaria ed in questi giorni si decideranno le nostre sorti, nel caso in cui "perdiamo" il posto di lavoro faremo CIGS fino alla fine dell'anno e poi subentrerà la NASPI per ulteriori 24 mesi (lavoro da oltre 10 anni).
    Se ho capito bene nel momento in cui trovo lavoro se mi viene proposto un contratto inferiore a 6 mesi la mia NASPI verrebbe sospesa, mentre se superiore verrebbe interrotta.
    Il mio dubbio è:
    supponiamo che dopo 6 mesi di naspi mi viene fatto un contratto di 12 mesi poi non più rinnovato, nel momento in cui io presento una nuova domanda NASPI la durata della stessa viene calcolata dall'ultima richiesta fatta quindi tenendo in considerazione l'ultimo contratto, quindi percepirei solo 6 mesi di NASPI o si tengono in considerazione comunque gli ultimi quattro anni togliendo eventualmente il periodo già usufruito in precedenza e quindi mi spetterebbero ancora 18 mesi di NASPI?
    Saluti, Gianni

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Gianni!
      La normativa prevede che la durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni tolti i periodi già utilizzati per altre indennità.-
      Nella tua ipotesi quindi la NASPI durerebbe la metà dell'ultimo periodo lavorativo + il residuo non utilizzato con la precedente indennità.-

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    2. Grazie Gianfranco per la disponibilità.
      Saluti

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    3. Ciao Gianni!
      Prego!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  47. Gentile dott. Censori,
    sono una Collaboratrice Scolastica che sta per chiedere la Naspi Scuola on-line: il mio contratto è terminato il 30.06 scorso.
    Vorrei sapere se la prestazione autonoma occasionale di €500 lordi, effettuata con ritenuta d'acconto tra febbraio e marzo mentre lavoravo a scuola, debba essere indicata comunque nella domanda.
    E se sì, va inserita direttamente nella Naspi (alla pagina 3/6 dove si chiede di inserire l'eventuale attività autonoma) o tramite Naspi Com (indicandolo al punto "Reddito effettivo per attività autonoma")?
    Va infine indicata la data del pagamento o la data di inizio e fine attività?

    Grazie e buona giornata,
    Mara

    RispondiElimina
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    1. Ciao Mara!
      NO!
      La prestazione autonoma occasionale va dichiarata all'INPS solo se si riferisce al periodo successivo alla data di presentazione della domanda di NASPI, e non al periodo precedente.-

      Elimina
    2. Davvero? Buono a sapersi!

      1) Quindi anche delle eventuali prestazioni occasionali e/o a progetto, sotto i relativi limiti e DOPO aver terminato la ricezione della NASPI, non vanno inserite con la NaspiCom. Giusto?

      2) Mi scusi se la disturbo ancora ma ho ricevuto proprio oggi una novità di questi giorni: giovedì prossimo inizierò un lavoro a progetto (NO prest. autonoma occasionale) di tre settimane che mi frutterà €800. Per questo motivo ho deciso di posticipare la richiesta Naspi al mese prossimo, visto che ho tempo una sessantina di giorni per richiederla: devo inserire comunque nel modulo Naspi anche questi soldi, visto che si tratta di reddito da lavoro (subordinato)?
      Grazie!

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    3. Ciao Mara!
      Il lavoro a progetto non è un'attività di lavoro dipendente e non da diritto alla NASPI, ma alla DIS-COLL che però è riservata a chi ha svolto solo questo tipo di attività e non è il tuo caso.-
      Ti consiglio quindi di presentare la domanda di NASPI da sospendere solo con un regolare contratto da lavoro dipendente, ovviamente per il periodo di durata della stessa.-

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  48. buongiorno avvocato,
    mia moglie ha lavorato presso un hotel con contratto determinato dal
    7 aprile 2018 al 31 luglio 2018.
    Alla scadenza del medesimo ,causa avvento di altra societa' nei servizi di ristorazione,non le e' stato prolungato il rapporto di lavoro.
    Alla base di quanto descritto ha diritto alla corrensponsione del sussidio di disoccupazione?
    grazie e buon lavoro
    daniele monaco

    RispondiElimina
  49. scusi mia moglie aveva contratto part time 30 ore settimanali.
    grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Daniele!
      SI!
      Per il diritto alla NASPI i requisiti necessari sono i seguenti:
      - Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nell'ultimo anno.-
      - Almeno 13 settimane di lavoro negli ultimi 4 anni.-
      - L'ultimo rapporto di lavoro deve essere cessato o per licenziamento o per scadenza contratto e non per dimissioni.-

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  50. Buongiorno Dr.Censori, ho avuto un breve rapporto di lavoro dall'11 giugno al 12 luglio scorso. Ora scopro che potrei avere diritto alla NASPI, i 30 gg. includono anche quelli non lavorati? Negli ultimi quattro anni ho lavorato per un totale di 17 mesi per sostituzioni di maternità e in quel frangente venivo pescata dalle liste di mobilità, con sospensione della stessa. Si possono considerare validi quei periodi per richiedere la NASPI? Eventualmente per quanto ne avrei diritto? Grazie. Monica.

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    Risposte
    1. Ciao Monica!
      Per il diritto alla NASPI i requisiti necessari sono i seguenti:
      - Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nell'ultimo anno.-
      - Almeno 13 settimane di lavoro negli ultimi 4 anni.-
      - L'ultimo rapporto di lavoro deve essere cessato o per licenziamento o per scadenza contratto e non per dimissioni.-

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    2. Grazie mille!Come viene conteggiato il periodo lavorato negli ultimi 4 anni:dal mio primo contratto (luglio 2014),4 anni antecedenti la data della domanda Naspi, oppure si parte da gennaio 2015? Grazie ancora.

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    3. Ciao Monica!
      Per il calcolo del quadriennio si parte dalla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro e si va 4 anni indietro (esempio in caso di lavoro cessato il 31/07/2018 il periodo di riferimento è dal 31/07/2014 al 31/07/2018).-

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    4. La sua risposta mi è molto utile. L'impiegata al CAF qui vicino mi dice invece che si conteggiano 4 anni solari, quindi da gennaio 2015, per cui perderei circa 6 mesi utili. A questo punto spero sia male informata la signora e che invece per quanto riguarda la pratica, INPS calcoli le settimane come mi sta dicendo lei. Grazie.

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    5. Ciao Monica!
      Tranquilla!
      L'INPS procederà d'ufficio, disponendo di programmi appositi per questo tipo di calcoli!

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    6. Buongiorno, sto percependo la Naspi per qualche mese, in caso di breve assunzione come procedo? Ovvero:avverto subito Inps che sospende l'indennita' ma devo anche informare il datore di lavoro come nel caso della mobilita'? Grazie. Monica

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    7. Ciao Monica!
      In caso di ripresa dell'attività lavorativa va comunicato solo all'INPS per via telematica, entro 5 giorni, la data di inizio e di fine del contratto.-

      Elimina
  51. salve dottor Censori volevo un informazione dato che ho fatto domanda della naspi il 2 luglio secondo lei che tempo dovro' aspettare e per quanto tempo dovro' riceverla? ho 45 anni.. grz

    RispondiElimina
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    1. Di solito l'INPS provvede a liquidare una pratica di NASPI nel giro di 45/60 giorni dalla data di presentazione della domanda.-

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  52. Buongiorno Dott. Censori, volevo avere delucidazioni su questa situazione: ho lavorato fino al 18 agosto per 5 anni in un panificio che ha cessato l'attività e naturalmente ci ha licenziati. Non ho ancora presentato la domanda Naspi perché ho un dubbio: dal 01 settembre sono socia accomandante di una sas (non lavoro, ho solamente finanziato). Ho diritto alla Naspi ugualmente?????
    Grazie mille per la risposta che mi vorrà dare.
    Saluti e buon lavoro.
    Marta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marta!
      SI!
      Tu hai diritto comunque alla NASPI, ma dovrai dichiarare all'INPS il reddito che prevedi di ricavare dalla partecipazione alla SAS nell'anno 2018, e l'INPS ne terrà conto in sede di liquidazione dell'indennità.-

      Elimina
  53. Salve,

    un lavoratore stagionale che ha avuto un contratto (4 mesi) presenta le dimissioni, viene assunto per (2 mesi) termina per scadenza contratto.

    Ha diritto alla Naspi?

    Per quanti mesi ha diritto alla Naspi (considerando che nei 4 anni ha usufruito più volte di Naspi)

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    1. SI!
      Ai fini del diritto alla NASPI conta l'ultimo rapporto di lavoro che deve terminare o per licenziamento o per scadenza del contratto, quindi il motivo di cessazione dei precedenti è ininfluente.-
      La normativa prevede che la durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, tolti i periodi già utilizzati con precedenti indennità.-

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  54. salve dottor Censori ho un problema ho fatto domanda naspi il 2 luglio ma a tutt oggi ancora niente il sito dice che e' ancora in lavorazione o in attesa di istruttoria.. ho chiamato e dicono che la domanda e' ok.. che devo fare mi puo' aiutare sono quasi tre mesi che non entra un euro nella mia famiglia ho 2 figli

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I solleciti telefonici spesso "lasciano il tempo che trovano", ti consiglio quindi di presentarti direttamente allo sportello INPS di zona per verificare lo stato della tua pratica.-

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  55. Salve è obligatorio bloccare la Naspi se il contratto è inferiore ai 6 mesi? Grazie

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    Risposte
    1. SI!
      E' obbligatorio bloccare la NASPI anche se il contratto è inferiore a 6 mesi, perché l'INPS potrebbe non accorgersi in tempo della ripresa dell'attività lavorativa e quindi potrebbe continuare a corrisponderti l'indennità, per richiederla poi indietro successivamente.-

      Elimina
  56. Buonasera Sig. Gianfranco, ad ottobre dovrò fare domanda per la Naspi. Le chiedo una cosa: ho letto che l'indennità spetta dall'ottavo giorno dalla cessazione del rapporto lavorativo se la domanda la si fa entro gli 8 giorni, mentre invece dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda nel caso la domanda sia presentata dopo l'ottavo giorno dalla cessazione del rapporto. Vorrei sapere quindi se ai fini della durata dell'erogazione cambi qualcosa o meno, e quindi risulti indifferente farla entro o dopo gli 8 giorni. Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Manuel!
      NO!
      La durata della NASPI è legata alle settimane lavorate quindi è ininfluente il giorno in cui si presenta la domanda.-
      In pratica per esempio se presenti la domanda dopo 38 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, la durata sarà comunque la stessa e cesserà quindi 30 giorni dopo.-

      Elimina
  57. Gentile dott. Censori,
    sono disoccupata e terminerò i primi giorni di novembre il periodo relativo alla mia NASPI.
    Mi hanno proposto una prestazione autonoma occasionale (quella al 20% irpef) per lavorare un giorno a settimana, fino a fine anno: inizierei a metà ottobre, terminerei verso Natale e verrei pagata a fine dicembre.
    La mia domanda è: devo segnalare con il modello NASPI Com questo lavoro autonomo oppure non influisce visto che il lavoro mi verrà pagato dopo il termine della Naspi?
    Grazie e a presto!
    Elena

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    Risposte
    1. Ciao Elena!
      Non conta la data del pagamento ma il periodo in cui si effettua la prestazione lavorativa, quindi qualunque attività venga svolta nel periodo indennizzato con la NASPI va segnalata all'INPS insieme al reddito presunto fino al 31 dicembre.-

      Elimina
    2. Grazie per la gentile risposta.
      Mi perdoni ancora se le rivolgo qualche altra domanda:

      1) Visto che terminerò il lavoro sotto le festività, temo che mi paghino a gennaio 2019. In questo caso, devo comunque segnalare all'INPS il periodo in cui effettuo la prestazione autonoma, anche se la retribuzione avverrà nell'anno successivo?

      2) Nel modulo Naspi-Com devo segnalare precisamente i giorni all'interno del periodo della Naspi in cui lavoro (1 o 2 a settimana), in modo che mi decurtino solo quelli in cui ho realmente lavorato?

      3) Il fatto che questa prestazione occasionale sia la seconda tenutasi con lo stesso committente (la prima è stata effettuata 3 mesi prima del periodo Naspi, ma sempre nel 2018) non porterà a fraintendimenti da parte dell'INPS, visto che nella CU verrano cumulate entrambe le prestazioni, senza informazioni relative al loro svolgimento?

      Grazie per la disponibilità!

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    3. - SI! Conta il periodo lavorato e non la data del pagamento.-
      - NO! Devi segnalare il reddito presunto fino a dicembre, poi a gennaio quello effettivo a prescindere dalle giornate lavorate.-
      - Nella CU verranno cumulate entrambe le prestazioni ma verranno indicati anche i periodi di riferimento, o comunque a richiesta dovrai essere in grado di dimostrarlo con una qualche documentazione.-

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    4. Grazie!

      Sempre per il punto 2, devo scrivere "il reddito presunto fino a dicembre" che comprende TUTTI i redditi dell'anno (prima, durante e dopo la NASPI) oppure solo quelli presumibili durante il periodo della NASPI (es. 5 gg * 2h * 10€ = 100€)?

      Oppure devo segnalare la cifra totale legata a questa prestazione (es. 500€ tot), indipendentemente dal fatto che venga iniziata durante la NASPI, continuata a dicembre a NASPI conclusa e pagata nel 2019?

      Mi scusi per tutti questi dubbi, ma non vorrei fare pasticci!

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    5. Il reddito presunto che devi dichiarare è quello presumibile durante il periodo indennizzato con la NASPI.-

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  58. Buongiorno dottor Censori,
    nel caso si decada dalla Naspi che si percepisce per mancata presentazione al centro per l'impiego per la sottoscrizione del patto personalizzato o per mancata presentazione ai laboratori attivi o di formazione, nel caso ci si rioccupa e dopo il licenziamento si presenta una nuova domanda di Naspi (sempre con i requisiti dei 30 giorni e 13 settimane nel quadriennio)nel conteggio ai fini della liquidazione dei giorni da indennizzare si tiene ugualmente conto del periodo oggetto della Naspi decaduta e quindi conteggiare i 4 anni addietro di contribuzione o sebbene non fruita ed essendosi verificata la decadenza tale periodo non viene computato?

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    Risposte
    1. Ciao Francesco!
      Purtroppo sebbene non fruita ed essendo verificata la decadenza tale periodo non viene più computato ai fini del calcolo della durata della nuova NASPI.-

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  59. Dottor Censori le chiedo se riguardo la Naspi ci sono delle novità già approvate, o delle idee da portare a compimento

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    1. Non mi risultano notizie inerenti a modifiche della NASPI-

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  60. I giorni di riposo nel Contratto non vengono calcolati ho lavorato 3 mesi e 14 giorni il calcolo è di 41 giorni è giusto

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    1. La normativa prevede che la durata della NASPI è pari alla metà delle settimane lavorate!

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  61. si lo so ma può essere che nell estratto contributivo non si vede il mese di settembre quindi non lo hanno calcolato ?

    RispondiElimina
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    1. SI!
      Può essere che non sia stato calcolato il mese di settembre, ma questo vuol dire che è stata sbagliata la domanda di NASPI, e cioè che non è stata indicata correttamente la data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  62. Salve ho finito di lavorare e ho riaperto la domanda naspi che ho bloccato ma non ho risposte dall inps devo andare all'ufficio collocamento.

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    1. Se a suo tempo avevi comunicato all'INPS la ripresa dell'attività lavorativa tramite Naspi-Com e la durata del contratto è rimasta quella che avevi indicato, la NASPI riparte automaticamente per il periodo residuo, dopo circa un mese.-

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  63. Gentilissimo Dott. Censori, approfitto della sua disponibilità e competenza per porle un quesito non comune, ma spero risolvibile.

    Durante il periodo di fruizione della DISCOLL, ho svolto una ulteriore cococo – che naturalmente ho comunicato nei termini e infatti l’importo mi è stato effettivamente decurtato (anche se poi il pagamento non mi è stato ancora erogato).

    Al termine della cococo ho richiesto una nuova discoll, che mi è stata accolta, ma con esito del calcolo nullo: “IL CALCOLO EFFETTUATO IN BASE ALLA LEGGE N. 160 DEL 20.05.88 NON HA PRODOTTO ALCUNA GIORNATA INDENNIZZABILE".

    Sono rimasta perplessa, perché per la prima discoll avevo utilizzato solo 12 delle 15 mensilità di contribuzione maturate nel periodo di osservazione, quindi me ne rimarrebbero altre 3 e inoltre il nuovo incarico avrebbe dovuto aggiungerne altre 6.
    Non capisco davvero :-(

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    Risposte
    1. Dal sito dell'INPS:
      LA DURATA
      La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell'anno solare precedente l'evento di cessazione del rapporto di collaborazione e l'evento stesso.
      Ai soli fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione. In ogni caso la prestazione DIS-COLL può essere corrisposta per una durata massima di sei mesi.
      Qualora la prestazione sia fruita parzialmente, in occasione della presentazione di una nuova domanda di DIS-COLL non saranno computati, ai fini del calcolo della durata, un numero di mesi di contribuzione pari al doppio dei mesi di prestazione fruiti.-

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