martedì 31 gennaio 2017

Anticipo Pensionistico (APE)

1) APE (Anticipo Pensionistico) volontaria:


In via sperimentale, a partire dal 1° maggio 2017 e fino al 31 dicembre 2018, è istituito l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE). Trattasi di un prestito, corrisposto in 12 mensilità l’anno, che abbia una durata minima di 6 mesi. La restituzione del prestito avverrà in 20 anni, con rate mensili sulla pensione di vecchiaia. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza per saldare, in caso di decesso, il debito residuo senza intaccare l’eventuale pensione di reversibilità.-

L’APE può essere chiesta dai lavoratori iscritti all’assicurazione obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive e alla gestione separata, che soddisfano le seguenti condizioni al moneto della richiesta:
  • Almeno 63 anni d’età;
  • Maturazione del diritto a pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • Possesso di almeno 20 anni di contribuzione;
  • Importo della pensione maturata, al netto della rata da restituire per l’APE richiesta, di almeno 1,4 volte il trattamento minimo (circa 703 euro mensili);
  • Non titolarità di trattamento pensionistico diretto;

Il richiedente presenta all’INPS, tramite il suo portale, direttamente o tramite Patronato, la domanda di certificazione del diritto all’APE. L’Istituto previdenziale, verificando il possesso dei requisiti, certifica il diritto e comunica all’interessato l’importo minimo e massimo dell’APE ottenibile.-

Ottenuta la certificazione, l’interessato presenta, direttamente o tramite Patronato, richiesta di APE e di domanda di pensione di vecchiaia. È ovvio che il trattamento pensionistico sarà liquidato al raggiungimento dei requisiti. Nella domanda, il richiedente indica il finanziatore del prestito e l’impresa assicurativa per la copertura del rischio premorienza.-

Le informazioni precontrattuali e contrattuali saranno fornite dall’INPS all’interessato in formato elettronico e su supporto durevole per conto del finanziatore e dell’assicurazione che avranno, nel frattempo, fornito all’INPS in tempo utile, la documentazione necessaria.-

L’Istituto finanziatore trasmette all’INPS e al richiedente il contratto di prestito, ovvero l’eventuale reiezione dello stesso. L’identificazione del richiedente per il perfezionamento del contratto di finanziamento e della polizza assicurativa del rischio premorienza è effettuata dall’INPS con il sistema SPID.-

L’erogazione del prestito ha inizio entro 30 giorni lavorativi dalla data del perfezionamento del contratto.-

L’INPS tratterrà la rata di rimborso del finanziamento a partire dalla prima mensilità di pensione e la riverserà tempestivamente al finanziatore e comunque non oltre 180 giorni.-

All’APE si applica il tasso di interesse e la misura del premio assicurativo per copertura rischio premorienza indicati negli accordi quadro che saranno stipulati.-

I datori di lavoro del settore privato, gli enti bilaterali o i fondi di solidarietà, previo accordo individuale con il lavoratore, possono incrementare il montante contributivo individuale di quest’ultimo, versando all’INPS, in un’unica soluzione, un contributo non inferiore, per ciascun anno o frazione di anno di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, all’importo determinato come prosecuzione volontaria della contribuzione, alla scadenza prevista per il pagamento dei contributi del mese di erogazione della prima mensilità dell’APE.-

La domanda di APE e di pensione di vecchiaia non sono revocabili, salvo in caso di esercizio del diritto di recesso secondo le leggi in materia bancaria e creditizia, nonché del codice del consumo ma entro il termine di 14 giorni dalla data del perfezionamento del prestito.-

In caso di reiezione della richiesta di APE o di recesso da parte del   richiedente, la domanda di pensione è priva di effetti.-

La somma del prestito ricevuto non concorre a formare il reddito ai fini dell’IRPEF. Sugli interessi pagati sul finanziamento e sui premi assicurativi per rischio premorienza è riconosciuto un credito di imposta annuo nella misura del 50% dell’importo pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi complessivamente pattuiti nei relativi contratti. Tale credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini fiscali ed è riconosciuto dall’INPS per l’intero importo rapportato a mese, a partire dalla prima mensilità della pensione, rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all’erario in qualità di sostituto d’imposta.


2) APE sociale o agevolata:

Indennità per soggetti che si trovano in particolari condizioni (commi 179-186):


In via sperimentale, a partire dal 1° maggio 2017 e fino al 31 dicembre 2018, è riconosciuta una indennità, erogata mensilmente dall’INPS in 12 mensilità all’anno, per una durata non superiore a al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e il compimento dell’età pensionabile. L’indennità è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione; in ogni caso non può superare 1500 euro mensili e non è soggetta a rivalutazione.   

L’indennità può essere chiesta dai lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive e alla gestione separata, che hanno compiuto 63 anni di età, possiedono 30 anni di contribuzione e si trovano in una delle seguenti condizioni:
  • In disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale (art. 7 della legge 604/1966) e senza ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi.-
  • Assistono da almeno 6 mesi il coniuge o parente di primo grado convivente con handicap grave (art. 3 comma 3, della legge 104/1992);
  • Riconosciuti invalidi dalle Commissioni mediche per il riconoscimento dell’invalidità civile in misura di almeno il 74%.-
L’indennità spetta anche ai lavoratori dipendenti che hanno compiuto 63 anni di età, possiedono 36 anni di contribuzione e svolgono da almeno 6 anni in via continuativa una delle seguenti attività lavorative particolarmente difficoltose e rischiose:
  • Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • Conciatori di pelli e pellicce;
  • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • Conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche con lavoro organizzato in turni;
  • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • Insegnanti dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • Facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • Operatori ecologici ed altri raccoglitori e separatori di rifiuti;

Per accedere al beneficio è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa e la non titolarità di trattamento pensionistico diretto.-

In caso di raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata il beneficiario decade diritto all’indennità.-

L’indennità non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione, con l’assegno di disoccupazione (ASDI) e con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.-

L’indennità è compatibile con la percezione dei redditi da lavoro dipendente o parasubordinato nel limite di 8.000 euro annui e dei redditi derivanti da attività di lavoro autonomo nel limite di 4.000 euro annui.-

Per i lavoratori dipendenti delle Amministrazioni pubbliche che richiedono il predetto beneficio, i termini di pagamento dell’indennità di fine servizio o di fine rapporto iniziano a decorrere dal compimento dell’età pensionabile.-




3) RITA:

Rendita integrativa temporanea anticipata (commi 188-193):

Viene introdotta in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 la possibilità di erogazione anticipata delle prestazioni della previdenza complementare cosiddetta Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA).-

Tale possibilità è prevista per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti pubblici e privati che hanno aderito alla previdenza complementare, che hanno cessato il rapporto di lavoro e che sono in possesso dei requisiti per l’accesso alla APE (comma 167) e della relativa certificazione INPS (comma 168).-

I requisiti per il diritto all’APE sono i seguenti:
  • Almeno 63 anni d’età;
  • Maturazione del diritto a pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • Possesso di almeno 20 anni di contribuzione;
  • Importo della pensione maturata, al netto della rata da restituire per l’APE richiesta, di almeno 1,4 volte il trattamento minimo (circa 703 euro mensili);
  • Non titolarità di trattamento pensionistico diretto;
Si applica alle forme di previdenza complementare in regime di contribuzione definita (sono definiti i contributi mentre le prestazioni a cui si avrà diritto dipenderanno dalla gestione finanziaria e dai contributi versati). Sono quindi escluse quelle in regime di prestazione definita (sono definite le prestazioni mentre i contributi saranno fissati in modo da coprire le prestazioni tenendo conto del rapporto tra gli attivi e i pensionati).-

Precisiamo a tal proposito che i Fondi Pensione Negoziali sono a contribuzione definita.-
La RITA consiste nell’erogazione in tutto o in parte delle prestazioni della previdenza complementare, su richiesta dell’aderente, in forma di Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA). Erogazione frazionata del montante accumulato richiesto a decorrere dal momento dell’accettazione della richiesta fino al conseguimento dei requisiti di accesso alla prestazione nel regime obbligatorio.-

Viene applicata la tassazione relativa alle prestazioni di previdenza complementare. Quindi sull’importo erogato al netto dei contributi già assoggettati ad imposta si applica una ritenuta a titolo di imposta del 15% ridotta dello 0,30% per ogni anno eccedente il 15° anno di partecipazione fino a un limite massimo del 6% per gli importi maturati dal 1° gennaio 2007. Se la data di iscrizione è anteriore al 01/01/2007 gli anni di iscrizione prima di tale data sono computabili fino ad un massimo di 15 anni.-

Quindi le somme da erogare sono formate da montanti maturati in vigenza di tre diversi regimi fiscali:
M1 = montante maturato fino al 31 dicembre 2000.-
M2 = montante maturato dal 1° gennaio 2001 fino al 31 dicembre 2006.-
M3 = montante maturato dal 1° gennaio del 2007.-

Tali disposizioni trovano applicazione anche per i dipendenti pubblici che hanno aderito alle forme pensionistiche complementari a loro destinate.-

Per i dipendenti pubblici che cessano l’attività lavorativa e richiedono la RITA il termine previsto per l’erogazione del trattamento di fine rapporto e di fine servizio inizia a decorrere solo al compimento dei requisiti per il trattamento pensionistico di vecchiaia.-


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito “www.cgil.it
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai lavoratori.-

20 commenti:

  1. Salve dottor Censori il 16 settembre 2016 il giudice ha omologato la mia pensione di inabilita' al lavoro nei primi giorni gli e stato notificato all'inps della avvenuta omologa le volevo chiedere visto che e' stata notificata i primi giorni di ottobre quanto tempo ha l'inps per erogarmi la prestazione grazie
    Distinti saluti

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  2. Tali disposizioni trovano applicazione anche per i dipendenti pubblici che hanno aderito alle forme pensionistiche complementari a loro destinate. Cosa significa? Che se io pubblico dipendente ho aderito al fondo "Perseo" mi compete le Rita mentre se ho aderito ad un fondo pensioni privato (Allianz previdenza, per es.) no? Se è così trattasi dell'ennesima norma incostituzionale partorita dal governo RENZI (violazione art.3),

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    1. La RITA compete a tutti quello che hanno aderito ad un fondo pensionistico, quindi sia ai dipendenti pubblici che ai privati.-

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  3. buongiorno,Dott Censori
    le vorrei porre qualche domanda.
    dal 1985 faccio parte dell'arma dei carabinieri,attualmente ancora oggi.
    la mia domanda e la seguente, visto che precedentemente ho versato tre anni di contributi nel privato,vorrei sapere se li posso riscattare con quelli che ho versato nell'arma.
    la ringrazio per la sua risposta,le auguro buon lavoro.
    antonio

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    1. Ciao Antonio!
      SI!
      I contributi versati nel privato potranno essere ricongiunti con quelli versati nel pubblico, e la ricongiunzione è gratuita, ma il problema si pone ora solo se sei vicino alla pensione, altrimenti puoi aspettare.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti a un patronato per una verifica della tua situazione contributiva, e per farti quindi consigliare per il meglio sul da farsi.-

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  4. Buonasera Gianfranco.
    Nato a dicembre 1953, oggi lavoratore autonomo, secondo il sito Inps andrei in pensione di vecchiaia al 1/1/2021 e vorrei aderire se posso, all'Ape volontario avendo maturato ad oggi 39anni e 4 mesi di contributi totali tra 20 anni di dipendente ed il resto di autonomo (Inps commerciante).
    Vorrei sapere un paio di cose che possono aiutarmi se aderire o meno:
    1) Continuando l'attività anche se nel regime dei minimi, i versamenti all'Inps che andrei a versare contribuiranno ad incrementare futura pensione ed in che misura?
    2) Nel caso in cui nel tempo i requisiti dovessero cambiare nella ipotesi che si potrà andare in pensione a 65 anni per tutti, cosa succede ai 65enni che si trovano con un prestito da restituire all'Inps per aver aderito all'Ape?
    Grazie in anticipo della risposta.
    Luca

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    1. Ciao Luca!
      Fino a quando non verranno emanate le norme attuative, speriamo a giorni, purtroppo non sono in grado di rispondere alle tue domande.-
      Trovo comunque strano che tu voglia richiedere l'APE volontaria continuando a lavorare, perché con l'APE volontaria l'INPS ti fa semplicemente un prestito che dovrai restituire in 20 anni maggiorato di interessi e quota assicurativa contro rischio premorienza, quindi lo ritengo vantaggioso solo per chi non ha alcuna fonte di reddito, o non ha più possibilità di trovare un lavoro.-

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    2. Caro Gianfranco, so benissimo a cosa vado incontro ma purtroppo la situazione attuale non mi permette di guadagnare quanto gli anni precedenti e si fa sempre meno, perciò ho pensato di aderire per "arrotondare" quello che riuscirò a tirare fuori dal lavoro che resta (sempre che continua). Pensa che sono passato al regime dei minimi e man mano sto perdendo quello che ho accumulato negli anni. E' molto dura!. Inoltre l'importo della pensione che andrò a prendere va sempre a diminuire.
      Continuo a ringraziarti per la tua preziosa collaborazione.
      Aspettiamo perciò questi decreti che spero non rinviano e che posso entrare in quest'APE.
      Una buona serata.

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    3. Ciao Luca!
      OK!
      A questo punto siamo solo in attesa di una circolare dell'INPS che specifichi in dettaglio i requisiti necessari in dettaglio per il diritto all'APE, quindi presumo che sia solo una questione di giorni.-

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    4. Grazie ancora Gianfranco.
      Anche se sappiamo che non sarà un regalo, speriamo si potranno sopportare i costi e non faranno come al solito vane promesse.
      Attendiamo perciò.
      Ciao

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    5. Ciao Luca!
      Non appena avremo notizie "certe" Vi informeremo!

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  5. Buonasera Dr. Censori
    Approfitto della sempre gentile disponibilità per un ulteriore richiesta in merito alla totalizzazione o al cumulo dei contributi (Gestione Separata e INPS Dipendenti/Commercio).
    In virtù della partenza dell' 1/5 dell'Ape volontaria, la richiesta per la totalizzazione o per il cumulo quando è possibile farla?
    Nel sito INPS non trovo risposte esaustive, né ho capito se conviene la totalizzazione o il cumulo.
    Grazie sempre della cortese risposta.

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    1. Ciao Luca!
      La richiesta di totalizzazione o di cumulo va presentata all'INPS all'atto della presentazione della domanda di pensione.-

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  6. Grazie come sempre dell'attenta risposta, ma chiedevo anche se è conveniente la totalizzazione o il cumulo perché se ho ben capito con la totalizzazione si determina la pensione col sistema contributivo mentre con il cumulo si somma quanto maturato nei due sistemi retributivo e contributivo. E' così ?

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    1. Ciao Luca!
      Ogni persona ha una vita lavorativa e quindi contributiva diversa dagli altri, quindi non si possono fare delle generalizzazioni, e questo significa che al raggiungimento dei requisiti pensionistici andranno fatte delle simulazioni di calcolo, rivolgendosi eventualmente a un patronato, con le quali si potrà optare per la scelta economicamente più conveniente.-

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