giovedì 9 ottobre 2008

Statuto dei lavoratori

Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori della libertà sindacale dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento. LEGGE n. 300 del 20 maggio 1970.-

Art. 1 - Libertà di opinione
I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge.

Art. 2 Guardie giurate
Il datore di lavoro può impiegare le guardie particolari giurate, di cui agli articoli 133 e seguente del testo unico approvato con Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773, soltanto per scopi di tutela del patrimonio aziendale.

Art. 3 Personale di vigilanza
I nominativi e le mansioni specifiche del personale addetto alla vigilanza dell'attività lavorativa debbono essere comunicati ai lavoratori interessati.

Art. 4 Impianti audiovisivi
È vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.
Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza della attività dei lavoratori possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra le modalità per l'uso di tali impianti.
Contro i provvedimenti dell'Ispettorato del lavoro, il datore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissione interna, oppure i sindacati dei lavoratori, possono ricorrere entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministero del lavoro e la previdenza sociale.

Art. 5 Accertamenti sanitari
Sono vietati accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneità sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente.

Art. 6 Visite personali di controllo
Le visite personali di controllo sul lavoratore sono vietate fuorchè nei casi in cui siano indispensabili ai fini della tutela del patrimonio aziendale.

Art. 7 Sanzioni disciplinari
Le norme disciplinari relative alle sanzioni alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti.

Art. 8 Divieto di indagini sulle opinioni
È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell'assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del lavoratore.

Art. 9 Tutela della salute e dell'integrità fisica
I lavoratori, mediante loro rappresentante, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.

Art. 10 Lavoratori studenti
I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a prestazioni di lavoro straordinario o durante i riposi settimanali.

Art. 11 Attività culturali ricreative ed assistenziali
Le attività culturali, ricreative ed assistenziali promosse nella azienda sono gestite da organismi formati a maggioranza dei rappresentanti dei lavoratori.

Art. 12 Istituti di patronato
Gli istituti di patronato e di assistenza sociale, riconosciuti dal Ministero del Lavoro, hanno diritto di svolgere, su un piano di parità, la loro attività all'interno dell'azienda, secondo le modalità da stabilirsi con accordi aziendali.

Art. 13 Mansioni del lavoratore
Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte senza alcuna diminuzione della retribuzione.

Art. 14 Diritto di associazione e di attività sindacale
Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attività sindacale, è garantito a tutti i lavoratori all'intero dei luoghi di lavoro.

Art. 15 Atti discriminatori
È nullo qualsiasi patto od atto diretto a:
a) subordinare l'occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di farne parte.
b) licenziare un lavoratore, discriminarlo nella assegnazione di qualifiche o mansioni, nei trasferimenti, nei provvedimenti disciplinari, o recargli altrimenti pregiudizi a causa della sua affiliazione o attività sindacale ovvero della sua partecipazione ad uno sciopero.

Art. 16 Trattamenti economici collettivi discriminatori
È vietata la concessione di trattamenti economici di maggior favore aventi carattere discriminatorio a mente dell'articolo 15.

Art. 17 Sindacati di comodo
È fatto divieto ai datori di lavoro e alle loro associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori.

Art. 18 Reintegrazione del posto di lavoro
Ferma restando l'esperibilità delle procedure previste dall'articolo 7 della legge 15 Luglio 1966 n. 604, il giudice, con sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell'art.2 della legge suddetta o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.

Art. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali
Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva.

Art. 20 Assemblea
I lavoratori hanno diritto di riunirsi, nella unità produttiva in cui prestano la loro opera, fuori dell'orario di lavoro, nonché durante l'orario di lavoro, nei limiti di dieci ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione. Migliori condizioni possono essere stabilite dalla contrattazione collettiva.

Art. 21 Referendum
Il datore di lavoro deve costituire nell'ambito aziendale lo svolgimento, fuori dell'orario di lavoro, di referendum, sia generali che per categoria su materie inerenti all'attività sindacale, indetti da tutte le rappresentanze sindacali aziendali tra i lavoratori, con diritto di partecipazione di tutti i lavoratori appartenenti all'unità produttiva e alla categoria particolarmente interessata.

Art. 22 Trasferimento dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali
Il trasferimento dall'unità produttiva dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali di cui al precedente articolo 19, dei candidati e dei membri di commissione interna può essere disposto solo previo nulla osta delle associazioni sindacali di appartenenza.

Art. 23 Permessi retribuiti
I dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali di cui all'articolo 19 hanno diritto, per l'espletamento del loro mandato, a permessi retribuiti.

Art. 24 Permessi non retribuiti
I dirigenti sindacali hanno diritto a permessi non retribuiti per la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale, in misura non inferiore a otto giorni all'anno.

Art. 25 Diritto di affissione
Le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di affiggere, su appositi spazi, che il datore di lavoro ha l'obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all'interno dell'unità produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materiale di di interesse sindacale e del lavoro.

Art. 26 Contributi sindacali
I lavoratori hanno diritto di raccogliere contributi e di svolgere opera di proselitismo per le loro organizzazioni sindacali all'interno dei luoghi di lavoro, senza pregiudizio del normale svolgimento dell'attività aziendale.

Art. 27 Locali delle rappresentanze sindacali aziendali
Il datore di lavoro nelle unità produttive con almeno 200 dipendenti pone permanentemente a disposizione delle rappresentanze sindacali aziendali, per l'esercizio delle loro funzioni, un idoneo locale comune all'interno dell'unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.

Art. 28 Repressione della condotta antisindacale
Qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l'esercizio della libertà e della attività sindacale nonché del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, i pretore del luogo ove è posto in essere il comportamento denunciato, nei due giorni successivi ordina al datore di lavoro la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti.

Art. 29 Fusione delle rappresentanze sindacali aziendali
Quando le rappresentanze sindacali aziendali siano costituite nell'ambito di due o più delle associazioni i limiti numerici stabiliti nell'articolo 23 si intendono riferiti a ciascuna delle associazioni sindacali unitariamente rappresentate nell'unità produttiva.

Art. 30 Permessi per i dirigenti provinciali e nazionali
I componenti degli organi direttivi, provinciali e nazionali, delle associazioni di cui all'articolo 19 hanno diritto a permessi retribuiti, secondo le norme dei contratti di lavoro, per la partecipazione alle riunioni degli organi suddetti.

Art. 31 Aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali
I lavoratori che siano eletti membri del Parlamento nazionale o di assemblee regionali ovvero siano chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive possono, a richiesta, essere collocati in aspettativa non retribuita, per tutta la durata del loro mandato.

Art. 32 Permessi a lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive
I lavoratori eletti alla carica di Consigliere Comunale o Provinciale che non chiedano di essere collocati in aspettativa sono, a loro richiesta, autorizzati ad assentarsi dal servizio per il tempo strettamente necessario all'espletamento del mandato, senza alcuna decurtazione della retribuzione.

Art. 33 Collocamento
La commissione per il collocamento, di cui all'articolo 26 della legge 29 aprile 1949, n. 264, è costituita obbligatoriamente presso le sezioni zonali, comunali e frazionali degli Uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione quando ne facciano richiesta le organizzazioni sindacali dei lavoratori.

Art. 34 Richieste nominative di manodopera
A decorrere dal novantesimo giorno dall'entrata invigore della presente legge, le richieste nominative di manodopera da avviare al lavoro sono ammesse esclusivamente per i componenti del nucleo familiare del datore di lavoro.

Art. 35 Campo di applicazione
Per le imprese industriali e commerciali, le disposizioni dell'art. 18 e del titolo III , ad eccezione del primo comma dell'art. 27, della presente legge si applicano a ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo che occupi più di quindici dipendenti.-. Le stesse disposizioni si applicano alle imprese agricole che occupano più di cinque dipendenti.

Art. 36 Obblighi dei titolari di benefici accordati dallo Stato e degli appaltatori di opere pubbliche
Nei provvedimenti di concessione di benefici accordati ai sensi delle vigenti leggi dello Stato a favore di imprenditori che esercitano professionalmente una attività economica organizzata deve essere inserita la clausola esplicita determinante l'obbligo per il beneficiario o applicare o far applicare nei confronti dei lavoratori dipendenti condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi.

Art. 37 Applicazione ai dipendenti da enti pubblici
Le disposizioni della presente legge si applicano ai rapporti di lavoro e di impiego dei dipendenti da enti pubblici che svolgono esclusivamente o prevalentemente attività economica. Le disposizioni della presente legge si applicano altresì ai rapporti di impiego dei dipendenti degli altri enti pubblici, salvo che la materia sia diversamente regolata da norme speciali.

Art. 38 Disposizioni penali
Le violazioni degli articoli 2,4,5,6,8 e 15 primo comma, lettera a), sono punite, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con l'ammenda da lire 100.000 a lire un milione e con l'arresto da 15 giorni ad un anno.

Art. 39 Versamento delle ammende al Fondo adeguamento pensioni
L'importo delle ammende è versato al Fondo adeguamento pensioni dei lavoratori.

Art. 40 Abrogazione delle disposizioni contrastanti
Ogni disposizione in contrasto con le norme contenute nella presente legge è abrogata. Restano salve le condizioni dei contratti collettivi e degli accordi sindacali più favorevoli ai lavoratori.

Art. 41 Esenzioni fiscali
Tutti gli atti e documenti necessari per l'attuazione della presente legge e per l'esercizio dei diritti connessi nonché tutti gli atti e documenti relativi ai giudizi nascenti della sua applicazione sono esenti da bollo, imposte di registro o di qualsiasi altra specie e da tasse.

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito “www.cgil.it

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50 commenti:

  1. Gentile Avvocato Censori mi chiamo Marco e volevo porle un quesito. Sono un cameriere di 27 anni e lavoro circa 12 ore al giorno. Il mio datore di lavoro non paga mai le maggiorazioni di lavoro straordinario dicendo che non si devono pagare dopo a 40esima ora settimanale ma popola 48 esima che si riferisce all'orario medio di lavoro. Io lavoro sei giorni la settimana è davvero possibile che non mi venga pagato lo straordinario?
    Grazie mille in anticipo .

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    1. Il Tuo CCNL prevede un orario di lavoro di 40 ore settimanali, quindi le ore lavorate in più devono essere retribuite come straordinari.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  2. Buonasera Sig. Censori,
    sto programmando le ferie per questa estate ed avrei bisogno di sapere se prendendo un periodo di congedo parentale posso poi attaccare anche un periodo di ferie.
    La ringrazio

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    1. SI!
      Puoi attaccare le ferie al congedo parentale, ovviamente con il consenso del datore di lavoro, perché le ferie vanno concordate.-

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  3. Buongiorno Dott. Censori, ho una domanda:contratto di lavoro a tempo determinato tramite agenzia (partime 50%) 18 ore settimanali CCNL applicato:CCNL per la categoria agenzie somministrazione lavoro- CCNL utilizzatrice: ENTI LOCALI retribuzione oraria lorda 9,28.il mio dubbio è sulla contribuzione INPS. con questo tipo di contratto viene conteggiata una settimana completa o ci sono dei limiti? mi ha confermato l'agenzia che i versamenti verranno fatti nella gestione privata. La ringrazio per la risposta Massimo

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    1. Ciao Massimo!
      Con un contratto di lavoro part-time la copertura contributiva è solo parziale ed è legata alla retribuzione lorda mensile dichiarata dal datore di lavoro.-
      In pratica l'INPS divide la retribuzione lorda mensile x 200 ed ottiene le settimane utili ai fini contributivi.-

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  4. Buonasera Dott. Censori,
    mio marito nel mese di marzo dell'anno scorso è stato assunto da un impresa edile con la qualifica OP.L.190/2014 - Mansione Manovale Edile- Livello 1. Ha gentilmente chiesto al datore che gli venisse cambiata la qualifica in quanto nella realtà lui non svolge i lavori di un manovale. Gli è stato detto che non è possibile perchè si perderebbero le agevolazioni. E' veramente cosi? Di quale agevolazioni si tratta? La ringrazio in anticipo.Chiara

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    1. Ciao Chiara!
      Assolutamente NO!
      Il datore di lavoro ha ottenuto delle agevolazioni a livello contributivo con l'assunzione di tuo marito con un contratto a tempo indeterminato, e perderebbe il diritto alle agevolazioni ottenute solo in caso di licenziamento e non di cambio di qualifica.-

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  5. Grazie mille!! A mio marito invece il datore aveva anche detto che per alzarlo di livello doveva licenziarlo in un cantiere e riassumerlo in un altro...evidentemente solo scuse.Buona giornata e grazie di nuovo.Chiara

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  6. Buonasera Dott. Gianfranco,
    sono iscritto ad un sindacato l'unico all'interno dell'azienda in cui lavoro, secondo il mio parere è abbastanza succube dell'azienda.
    Se volessi cambiare sindacato iscrivendomi ad uno esterno che ovviamente non ha rappresentanza all'interno dell'azienda, visto che come gli dicevo sopra è presente in azienda una sola sigla che al momento non mi soddisfa anche altri colleghi ci stanno pensando comunque arrivo al dunque io ogni mese ho la trattenuta sindacale sulla busta paga, aderendo al nuovo sindacato viene automaticamente trasferita la trattenuta al nuovo sindacato o mi ritrovo con due trattenute. Come devo fare devo disdire mandare delle comunicazioni all'azienda e/o al sindacato che lascio o è tutto automatico?
    Grazie, cordiali saluti


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    1. Se decidi di aderire a un altro sindacato non ci sono problemi nel senso che all'atto dell'iscrizione ti farai preparare anche la disdetta a quello attuale.-

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  7. Buongiorno Signor Gianfranco, lavoro con contratto da metalmeccanico per una nota ditta operante in tutta Italia. Anni fa la mia azienda aveva stipulato un accordo con UniSalute, ossia un piano sanitario a favore dei dipendenti, piuttosto completo (cure dentistiche con prezzi vantaggiosi, rimborso dell'intero ticket asul etc. Ora questo accordo, per quanto ne so io non è più operativo. Vorrei chiederle se questi piani sanitari sono previsti dai vari ccnl nazionali o se invece sta a discrezione dell'azienda decidere se aderirvi o meno. Vorrei capire inoltre se alcune aziende con tot numeri di dipendenti, sono invece obbligati ad offrire ai propri dipendenti dei piani sanitari. Grazie

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    1. Ciao Ludovico!
      SI!
      I piani sanitari sono previsti dai vari CCNL nazionali, ma l'adesione delle aziende non è obbligatoria, quindi deve essere concordata tra i lavoratori e i loro datori di lavoro.-

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    2. Salve Gianfranco, mi saprebbe dire come posso reperire ciò? dovrei sentire in ditta? Grazie

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    3. Ciao Ludovico!
      Puoi rivolgerti in ditta o richiedere informazioni a un sindacato, che in base al Tuo CCNL di riferimento ti darà informazioni più precise.-

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  8. Salve dott.Censori,
    attualmente in azienda c'è un'aria strana , faccio parte del settore terziario-commercio con CCNL indeterminati ed in azienda da 11anni con la società palermo discounts srl.
    La proprietà sta facendo a giro nei vari punti vendita delle riunioni in cui comunicano che a breve la società cambierà in XXXXX srl , e quindi passeremo a questa società. Loro dicono che nn toccheranno i contratti,le ferie, i livelli ecc ecc, e che addirittura riceveremo un "regalino di ringraziamento" , però dovremo firmare presso l'inps un foglio nero su bianco in cui dichiariamo che in tutti questi anni con la palermo discounts abbiamo avuto sempre tutto in regola, ore lavorative-festività-permessi-rol-ferie-scatti e quant'altro (COSA ASSOLUTAMENTE NN VERAAAAAA!!!! 11 anni x me di sopprusi e tante ore lavorate senza straordinario ma tutto sulle spalle) . Cmq la nostra più grande preoccupazione e che possano cambiare il contratto di lavoro , con l'attuale job act.
    Cosa mi consiglia o può dire dall'alto della sua esperienza/competenza?
    La ringrazio tantissimo..
    Salvo

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    1. Ciao Salvo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Il prezzo del "regalino di ringraziamento" è che dovete firmare una liberatoria nella quale attestate che in passato avete ricevuto tutto quello che vi spettava e che quindi vi impegnate a non aprire successivamente vertenze sindacali.-
      Questo significa che in pratica non potrete più aprire vertenze sindacali o intentare cause di lavoro all'attuale azienda per nessun motivo, quindi solo voi potete decidere se aderire o meno a questo accordo.-
      Purtroppo se vi licenzia l'azienda attuale e vi assume una nuova vi assumerà in base alle nuove regole, quindi con l'attuale job act.-
      In conclusione mi pare chiaro che la manovra della proprietà e quella di coprirsi le spalle per il passato ed avere mani libere per il futuro, quindi l'unico consiglio che posso darvi è quello di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  9. Buongiorno dott. Censori,
    ultimamente mi trovo delle trattenute in busta paga, seppur di pochi € a cui comunque non sò le motivazioni. Queste sono una trattenuta ENTE BILATERALE TERRITORIALE e l'altra trattenuta ASS. CONTRATTUALE QACR.
    Saprebbe dirmi di cosa si tratta?
    ( dipendende con ccnl commercio-terziario)
    Saluti
    Salvo

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    1. Ciao Salvo!
      Si tratta di trattenute per l'iscrizione ad enti che offrono benefici e tutele superiori agli altri lavoratori, ma per avere informazioni più dettagliate bisogna rivolgersi alle organizzazioni sindacali del settore.-

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    2. Grazie Dott. Censori.
      Ma io non sono iscritto a nessun sindacato!!!quindi a chi mi posso rivolgere per avere info? e cosa intende con "benefici e tutele ad ALTRI lavoratori"?
      Grazie ancora e saluti.

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    3. Ciao Salvo!
      Si tratta di accordi tra sindacati e datori di lavoro previsti dal contratto a beneficio dei lavoratori, quindi per avere informazioni più precise devi rivolgerti o a un sindacato o al tuo datore di lavoro.-

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  10. Salve dott. Censori ho un contratto da 30ore nel settore commercio terziario.
    Sul mio contratto c'è scritto che dovrei fare tutte le mattine con orari 9-13 o 9-14 ed il sabato 9-13 / 16-20. Invece io faccio tutt'altri orari da 3anni a questa parte, lavoro quasi sempre 16-20 , o faccio orari 13-20 ; 12-20 , e lavoro anche la domenica 9-13 che sul contratto non c'è scritto. Ora un pò mi sono rotto, loro continuano a giustificare per esigenze di lavorative ed organizzative. Mi sono appellare a qualcuno? è una strada percorribile o devo tacere e basta?
    Grazie e buon lavoro

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    1. Per legge dovresti attenerti all'orario di lavoro previsto dal tuo contratto, in quanto un'eventuale modifica va concordata tra le parti; ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  11. Buonasera Dr.Censori,
    Avrei bisogno di informazioni riguardo l' aspettativa dal lavoro.
    Sono dipendente di una ditta privata,contratto a tempo pieno e indeterminato. Vorrei chiedere un aspettativa di tre mesi per svolgere un altro lavoro presso la ditta di famiglia. È possibile fare ciò? La ringrazio e La saluto.

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    1. Purtroppo NO!
      Se richiedi un periodo di aspettativa rimani comunque in forza all'azienda, anche se senza retribuzione, quindi non puoi essere assunto da un'altra.-

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  12. Salve Dott Censori e da anni che frequento questo blog e la ringrazio in anticipo per la risposta al mio quesito.Lavoro nel settore metalmeccanico con un azienda con contratto determinato proseguendo il lavoro mi hanno rinnovato questo contratto ad oggi sono arrivato a +6 proroghe.Posso alla fine del rapporto impugnare il licenziamento trasformando il contratto determinato in indeterminato?

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    1. Purtroppo NO!
      Un contratto a tempo determinato non prevede il licenziamento, quindi il datore di lavoro se vuole interrompere il rapporto di lavoro può farlo semplicemente non rinnovando il contratto.-
      Purtroppo la nuova normativa non prevede più l'obbligo di trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato dopo 3 rinnovi, e comunque spesso i datori di lavoro per non incorrere in rischi, intervallano le proroghe con contratti indiretti tramite agenzia, quindi non bisogna farsi illusioni.-

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    2. Salve quello che intendedo dire e'che ho avuto n 6 proroghe con la stessa azienda con lo stesso nominativo avendo ricevuto i contratti.Grazie

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    3. Nuova normativa prevista dal Jobs Act:
      Solo il superamento del limite di 36 mesi ha la stessa conseguenza della trasformazione del rapporto a tempo indeterminato: “qualora il limite dei trentasei mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato dalla data di tale superamento”.-

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  13. Salve a essere sincero non sono convinto,lei e'sicuro che funzioni cosi?grazie

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    1. Purtroppo di questi tempi nessuno può darti delle certezze assolute!
      Comunque se trovi un sindacato o un avvocato disponibile, prova a impugnare la mancata assunzione a tempo indeterminato, ti consiglio però di informarti prima sulle possibilità di vincere la causa e sui costi da sostenere.-

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    2. Si e'vero ce' poca chiarezza al riguardo,grazie per il consiglio lo terro'a mente.Saluti

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  14. Buonasera Dott. Censori,
    le scrivo per chiederle le seguenti cose:
    lavoro per una s.r.l ( nel settore edile).
    Non mi sono state pagate circa 10 mensilità di cui una parte sono relative all'anno 2016 e una parte a quest'anno. Ancora non mi è stata consegnata la CU. Quando me la daranno, se mettono tutte le mensilità del 2016 lo stesso devo fare la dichiarazione dei redditi su redditi non percepiti?
    Inoltre, se gli altri operai, ormai licenziati e non retribuiti, agiscono legalmente per ricevere le mensilità arretrate e riescono quindi a bloccare dei mandati, anch' io che non agisco legalmente avrò dei benefici ovvero dovranno pagare necessariamente pure me?
    La ringrazio in anticipo.
    Saluti Gianluca

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    1. Ciao Gianluca!
      - Nella CU devono essere indicate sia le mensilità spettanti che quelle effettivamente retribuite, in modo che la dichiarazione dei redditi venga presentata tenendo solo delle mensilità pagate.-
      - Purtroppo NO! Le procedure legali sono personali, quindi ogni creditore deve provvedere per conto suo.-

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  15. Buongiorno Dott. Censori guardando su internet ho visto il suo sito in cui gentilmente risponde a vari quesiti e mi rivolgo a lei per un suo parere in merito avendo sentito più pareri discordanti. Il contratto intermittente nel settore pubblici esercizi (ristorante) è soggetto ai limiti di età (non compiuti i 25 e superiore a 55) o no. So di colleghi ai quali il loro consulente ha detto che si può e altri no. Cordiali saluti e grazie

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    1. Il Ministero del Lavoro ha confermato in un interpello che possono ricorrere al lavoro intermittente o a chiamata tutti i datori di lavoro nei settori pubblici esercizi, turismo e spettacolo senza dover rispettare il limite di 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni solari previsto dalla normativa.
      Più precisamente il Ministero ha risposto che il ricorso al lavoro a chiamata, senza il limite di 400 giornate di effettivo lavoro nel triennio, può essere effettuato da tutti i datori di lavoro di questi tre settori (Pubblici esercizi, Turismo e Spettacolo), sia i datori di lavoro iscritti alla Camera di Commercio con il codice attività ATECO 2007 corrispondente ai citati settori produttivi, che quelli che, pur non rientrando nel Codice ATECO corrispondente ai settori in questione, svolgano attività proprie del settore turismo, pubblici esercizi e spettacolo applicando i relativi contratti collettivi.
      E’ possibile quindi ricorrere al lavoro a chiamata nei bar, ristoranti, pizzerie, e tutti gli altri Pubblici esercizi, negli alberghi (consentito anche in caso di appalti) e altri datori di lavoro nel settore Turismo, nonché negli spettacoli teatrali, cinematrografici e televisivi e altre aziende del settore Spettacolo, senza limitare il ricorso a quel lavoratore per 400 giornate in un triennio, ossia i limiti imposti al lavoro intermittente dalla Riforma Fornero.-

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    2. Grazie per la risposta pertanto bisogna rispettare i limiti di età se ho ben capito anche per i pubblici esercizi.

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  16. Buongiorno Sig. Censori, avrei bisogno di un chiarimento circa il congedo parentale: mio figlio ha 4 anni ed ho già usufruito dei 6 mesi di astensione facoltativa al 30%, vorrei sapere se fino ai 12 anni di età posso continuare a chiedere il congedo parentale a stipendio zero... mi sono accorta che già lo scorso anno ne ho fatto domanda avendo superato i 6 mesi e l'INPS nello stato della mia domanda ha scritto "respinto indennizzo" (come era giusto che fosse) e non "domanda respinta", quindi questo mi fa pensare che possa richiederla anche quest'annno.
    Spero di essere stata chiara e la ringrazio.

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    1. Ciao Simona!
      Purtroppo NO!
      Se hai già usufruito per intero dei 6 mesi di congedo parentale o astensione facoltativa, la normativa non prevede periodi aggiuntivi, quindi puoi solo richiedere al tuo datore di lavoro un periodo di aspettativa non retribuita.-

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  17. Buongiorno scorrendo su internet ho visto questo sito dove lei gentilmente risposnde a quesiti dei lavoratori, io invece sono un datore di lavoro e le chiederei un parere in merito a quanto le vado ad esporre. Ho una ditta di catering con 7 dipendenti tra tempo pieno e part time, occasionalmente per matrimoni o altro mi servono camerieri fidati che però non posso prendere a chiamata in quanto sono quasi tutti tra i 30/40 anni e neanche i nuovi voucher avendo superato il limite dei dipendenti. Il consulente mi ha detto di fare prestazioni occasionali ma parlando con altre persone mi dicono che per i camerieri non va bene....secondo il suo parere è giusto quello che mi dicono e se sì per lei come posso fare visto che magari un mese mi servono due giorni un altro niente e quello dopo magari 4 giorni e così via. Grazie per la sua cortese risposta. Giulia

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    1. Ciao Giulia!
      La tua è un'esigenza chiamiamola "particolare" nel senso che non è prevista espressamente dalla normativa, che pone dei paletti sia sul numero dei dipendenti in essere che sull'attività che può essere svolta, quindi l'unica soluzione possibile è quella che ti è stata proposta dal consulente, anche se purtroppo non ti pone al riparo da ogni rischio.-

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  18. Buongiorno
    volevo avere un'informazione se sia possibile assumere una badante per mia mamma alle seguenti condizioni. Io per lavoro sono via la prima e la terza settimana del mese per cui volevo assumere una badante per mia mamma a tempo indeterminato ma solo per quelle due settimane, mi è stato detto che non è possibile farla lavorare in questa maniera secondo il suo parere è così? Grazie in anticipo per la risposta e cordiali saluti

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    1. Purtroppo è vero!
      Il CCNL colf e badanti non prevede questa tipologia di lavoro!

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  19. Buongiorno Signor Gianfranco, un'agenzia mi ha assunto con contratto di somministrazione a maggio e l'ultima proroga aveva come termine il 15 settembre. Con mio gran stupore mi hanno fatto un nuovo contratto con inizio il 18 settembre. Io ero rimasta che nell'arco dei 36 mesi si poteva fare un unico contratto con al massimo 6 proroghe e poi o si assumeva a tempo indeterminato o si licenziava il dipendente. Ora, mi può dire cos'è cambiato? E' normale che l'agenzia mi abbia fatto un nuovo contratto? quanti contratti mi possono fare? e le proroghe sono rimaste sempre 6 per contratto? Inoltre mi hanno detto che il Tfr non mi sarà liquidato il prossimo mese ma fra 3 mesi. Anche qui cose poche chiare. Mi auguro possa farmi un po' di chiarezza. Cordiali saluti

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    1. Ciao Erika!
      Purtroppo il discorso delle 6 proroghe vale solo per le assunzioni dirette da aziende, mentre non vale per le agenzie, e quindi per i contratti di somministrazione, per i quali non ci sono limiti di proroghe.-

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    2. Buonasera Gianfranco, io sapevo che per ogni contratto potevano fare al massimo 6 proroghe. Ora mi pare di capire che non vi è più nessun limite nemmeno per i contratti e quindi possono fare tutti i contratti che vogliono nell'arco dei 36 mesi. Me ne dia conferma. Bello schifo comunque. Grazie per l'attenzione.

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    3. Ciao Erika!
      Purtroppo è vero!!!

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