giovedì 9 ottobre 2008

Statuto dei lavoratori

Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori della libertà sindacale dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento. LEGGE n. 300 del 20 maggio 1970.-

Art. 1 - Libertà di opinione
I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge.

Art. 2 Guardie giurate
Il datore di lavoro può impiegare le guardie particolari giurate, di cui agli articoli 133 e seguente del testo unico approvato con Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773, soltanto per scopi di tutela del patrimonio aziendale.

Art. 3 Personale di vigilanza
I nominativi e le mansioni specifiche del personale addetto alla vigilanza dell'attività lavorativa debbono essere comunicati ai lavoratori interessati.

Art. 4 Impianti audiovisivi
È vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.
Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza della attività dei lavoratori possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra le modalità per l'uso di tali impianti.
Contro i provvedimenti dell'Ispettorato del lavoro, il datore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissione interna, oppure i sindacati dei lavoratori, possono ricorrere entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministero del lavoro e la previdenza sociale.

Art. 5 Accertamenti sanitari
Sono vietati accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneità sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente.

Art. 6 Visite personali di controllo
Le visite personali di controllo sul lavoratore sono vietate fuorchè nei casi in cui siano indispensabili ai fini della tutela del patrimonio aziendale.

Art. 7 Sanzioni disciplinari
Le norme disciplinari relative alle sanzioni alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti.

Art. 8 Divieto di indagini sulle opinioni
È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell'assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del lavoratore.

Art. 9 Tutela della salute e dell'integrità fisica
I lavoratori, mediante loro rappresentante, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.

Art. 10 Lavoratori studenti
I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a prestazioni di lavoro straordinario o durante i riposi settimanali.

Art. 11 Attività culturali ricreative ed assistenziali
Le attività culturali, ricreative ed assistenziali promosse nella azienda sono gestite da organismi formati a maggioranza dei rappresentanti dei lavoratori.

Art. 12 Istituti di patronato
Gli istituti di patronato e di assistenza sociale, riconosciuti dal Ministero del Lavoro, hanno diritto di svolgere, su un piano di parità, la loro attività all'interno dell'azienda, secondo le modalità da stabilirsi con accordi aziendali.

Art. 13 Mansioni del lavoratore
Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte senza alcuna diminuzione della retribuzione.

Art. 14 Diritto di associazione e di attività sindacale
Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attività sindacale, è garantito a tutti i lavoratori all'intero dei luoghi di lavoro.

Art. 15 Atti discriminatori
È nullo qualsiasi patto od atto diretto a:
a) subordinare l'occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di farne parte.
b) licenziare un lavoratore, discriminarlo nella assegnazione di qualifiche o mansioni, nei trasferimenti, nei provvedimenti disciplinari, o recargli altrimenti pregiudizi a causa della sua affiliazione o attività sindacale ovvero della sua partecipazione ad uno sciopero.

Art. 16 Trattamenti economici collettivi discriminatori
È vietata la concessione di trattamenti economici di maggior favore aventi carattere discriminatorio a mente dell'articolo 15.

Art. 17 Sindacati di comodo
È fatto divieto ai datori di lavoro e alle loro associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori.

Art. 18 Reintegrazione del posto di lavoro
Ferma restando l'esperibilità delle procedure previste dall'articolo 7 della legge 15 Luglio 1966 n. 604, il giudice, con sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell'art.2 della legge suddetta o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.

Art. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali
Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva.

Art. 20 Assemblea
I lavoratori hanno diritto di riunirsi, nella unità produttiva in cui prestano la loro opera, fuori dell'orario di lavoro, nonché durante l'orario di lavoro, nei limiti di dieci ore annue, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione. Migliori condizioni possono essere stabilite dalla contrattazione collettiva.

Art. 21 Referendum
Il datore di lavoro deve costituire nell'ambito aziendale lo svolgimento, fuori dell'orario di lavoro, di referendum, sia generali che per categoria su materie inerenti all'attività sindacale, indetti da tutte le rappresentanze sindacali aziendali tra i lavoratori, con diritto di partecipazione di tutti i lavoratori appartenenti all'unità produttiva e alla categoria particolarmente interessata.

Art. 22 Trasferimento dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali
Il trasferimento dall'unità produttiva dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali di cui al precedente articolo 19, dei candidati e dei membri di commissione interna può essere disposto solo previo nulla osta delle associazioni sindacali di appartenenza.

Art. 23 Permessi retribuiti
I dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali di cui all'articolo 19 hanno diritto, per l'espletamento del loro mandato, a permessi retribuiti.

Art. 24 Permessi non retribuiti
I dirigenti sindacali hanno diritto a permessi non retribuiti per la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale, in misura non inferiore a otto giorni all'anno.

Art. 25 Diritto di affissione
Le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di affiggere, su appositi spazi, che il datore di lavoro ha l'obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all'interno dell'unità produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materiale di di interesse sindacale e del lavoro.

Art. 26 Contributi sindacali
I lavoratori hanno diritto di raccogliere contributi e di svolgere opera di proselitismo per le loro organizzazioni sindacali all'interno dei luoghi di lavoro, senza pregiudizio del normale svolgimento dell'attività aziendale.

Art. 27 Locali delle rappresentanze sindacali aziendali
Il datore di lavoro nelle unità produttive con almeno 200 dipendenti pone permanentemente a disposizione delle rappresentanze sindacali aziendali, per l'esercizio delle loro funzioni, un idoneo locale comune all'interno dell'unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.

Art. 28 Repressione della condotta antisindacale
Qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l'esercizio della libertà e della attività sindacale nonché del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, i pretore del luogo ove è posto in essere il comportamento denunciato, nei due giorni successivi ordina al datore di lavoro la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti.

Art. 29 Fusione delle rappresentanze sindacali aziendali
Quando le rappresentanze sindacali aziendali siano costituite nell'ambito di due o più delle associazioni i limiti numerici stabiliti nell'articolo 23 si intendono riferiti a ciascuna delle associazioni sindacali unitariamente rappresentate nell'unità produttiva.

Art. 30 Permessi per i dirigenti provinciali e nazionali
I componenti degli organi direttivi, provinciali e nazionali, delle associazioni di cui all'articolo 19 hanno diritto a permessi retribuiti, secondo le norme dei contratti di lavoro, per la partecipazione alle riunioni degli organi suddetti.

Art. 31 Aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali
I lavoratori che siano eletti membri del Parlamento nazionale o di assemblee regionali ovvero siano chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive possono, a richiesta, essere collocati in aspettativa non retribuita, per tutta la durata del loro mandato.

Art. 32 Permessi a lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive
I lavoratori eletti alla carica di Consigliere Comunale o Provinciale che non chiedano di essere collocati in aspettativa sono, a loro richiesta, autorizzati ad assentarsi dal servizio per il tempo strettamente necessario all'espletamento del mandato, senza alcuna decurtazione della retribuzione.

Art. 33 Collocamento
La commissione per il collocamento, di cui all'articolo 26 della legge 29 aprile 1949, n. 264, è costituita obbligatoriamente presso le sezioni zonali, comunali e frazionali degli Uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione quando ne facciano richiesta le organizzazioni sindacali dei lavoratori.

Art. 34 Richieste nominative di manodopera
A decorrere dal novantesimo giorno dall'entrata invigore della presente legge, le richieste nominative di manodopera da avviare al lavoro sono ammesse esclusivamente per i componenti del nucleo familiare del datore di lavoro.

Art. 35 Campo di applicazione
Per le imprese industriali e commerciali, le disposizioni dell'art. 18 e del titolo III , ad eccezione del primo comma dell'art. 27, della presente legge si applicano a ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo che occupi più di quindici dipendenti.-. Le stesse disposizioni si applicano alle imprese agricole che occupano più di cinque dipendenti.

Art. 36 Obblighi dei titolari di benefici accordati dallo Stato e degli appaltatori di opere pubbliche
Nei provvedimenti di concessione di benefici accordati ai sensi delle vigenti leggi dello Stato a favore di imprenditori che esercitano professionalmente una attività economica organizzata deve essere inserita la clausola esplicita determinante l'obbligo per il beneficiario o applicare o far applicare nei confronti dei lavoratori dipendenti condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi.

Art. 37 Applicazione ai dipendenti da enti pubblici
Le disposizioni della presente legge si applicano ai rapporti di lavoro e di impiego dei dipendenti da enti pubblici che svolgono esclusivamente o prevalentemente attività economica. Le disposizioni della presente legge si applicano altresì ai rapporti di impiego dei dipendenti degli altri enti pubblici, salvo che la materia sia diversamente regolata da norme speciali.

Art. 38 Disposizioni penali
Le violazioni degli articoli 2,4,5,6,8 e 15 primo comma, lettera a), sono punite, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con l'ammenda da lire 100.000 a lire un milione e con l'arresto da 15 giorni ad un anno.

Art. 39 Versamento delle ammende al Fondo adeguamento pensioni
L'importo delle ammende è versato al Fondo adeguamento pensioni dei lavoratori.

Art. 40 Abrogazione delle disposizioni contrastanti
Ogni disposizione in contrasto con le norme contenute nella presente legge è abrogata. Restano salve le condizioni dei contratti collettivi e degli accordi sindacali più favorevoli ai lavoratori.

Art. 41 Esenzioni fiscali
Tutti gli atti e documenti necessari per l'attuazione della presente legge e per l'esercizio dei diritti connessi nonché tutti gli atti e documenti relativi ai giudizi nascenti della sua applicazione sono esenti da bollo, imposte di registro o di qualsiasi altra specie e da tasse.

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito “www.cgil.it

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40 commenti:

  1. Gentile avv. Censori, ho una curiosità, questo mese mi scade l'agevolazione 407/90 circa il 20 ottobre e vorrei sapere se è valida per tutto ottobre ancora o gli ultimi dieci giorni pago i contributi pieni?

    Grazie e buon lavoro, la stimo moltissimo .

    Fabio

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    Risposte
    1. Ciao Fabio!
      Nel tuo caso l'agevolazione 407/90 vale per tutto il mese di ottobre.-

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  2. Salve Sig. Gianfranco,
    vorrei sapere se è previsto dal contratto commercio-terziario che il ritardo in entrata (limite massimo 15 minuti) anche di un solo minuto venga fatto recuperare con 15 minuti a fine turno di lavoro e che non sia possibile usufruire di permessi di mezz'ora, i permessi devono essere richiesti a fasce di un'ora!

    La ringrazio per la risposta

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    1. Purtroppo il contratto commercio-terziario non prevede nulla in merito a eventuali sanzioni per il ritardo in entrata al lavoro, in quanto il tutto è demandato a una trattativa diretta tra il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali in rappresentanza dei lavoratori.-

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  3. buongiorno, lavoro in una ditta con contratto metalmeccanico
    mi hanno detto di fare il capo turno ( tutor) nel mio orario di lavoro
    posso rifiutarmi? è previsto un'indennità per questa ulteriore mansione?
    non è presente nessun sindacato nell'azienda. grazie cordiali saluti

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    1. NO!
      Non è prevista un'indennità aggiuntiva per il capo turno, quindi o ti viene offerto un passaggio di livello o puoi rifiutarti.-

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  4. Salve Dott. Censori

    io sono un dipendente presso un'azienda spa da tanti anni ormai.
    HO contratto a tempo indeterminato contratto metalmeccanico industria
    per anni ho lavorato dal lun al ven orari di ufficio 9-18, adesso
    da ormai sei mesi mi hanno stravolto gli orari ( turni) e soprattutto
    lavoro anche il sabato per carità tutto pagato ma mi chiedo se l'azienda
    lo puo' fare nel senso che sul contratto che ho firmato non c'era
    scritto niente ne su orari e tanto meno che avrei potuto e dovuto lavorare anche il sabato,

    Il sindacato in azienda mi dice che si puo' fare e anche il CcNl lo prevede in quanto cmq siamo dipendenti e l'azienda con noi puo' fare quello che più gli pare
    mi hanno detto che l'azienda potrebbe anche mettermi a lavorare in un servizio H24!? Capisce, in che situazione mi trovo..!?

    Io non ho trovato nulla di ciò ne sul contratto firmato molto generico ne sul CCNL al quale fa riferimento.

    Io capisco gli straordinari e quindi che possa capitare di lavorare qualche volta il sabato e/o la domenica ma non è questo il mio caso infatti
    ormai due sabati se non tre al mese lavoro, secondo lei è un cosa corretta è lecito? Mi posso lamentare presso l'azienda o l'ufficio del personale?
    Eventualmente potrei pensare di rivolegermi ad un avvocato in un futuro?

    Mi hanno stravolto la vita in quanto ho anche tanti problemi familiari che ovviamente all'azienda manco gli interessa anzi devo stare anche attento a non lamentarmi
    troppo...

    Un cordiale saluto e Buon Anno!

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    1. Il sindacato in azienda ti ha detto delle stupidaggini!
      Infatti il CCNL prevede che il Tuo orario di lavoro deve corrispondere a quello indicato nella lettera di assunzione, e ogni eventuale modifica deve essere concordata tra le parti e non può quindi essere imposta dal datore di lavoro.-
      Il datore di lavoro può richiedere che vengano fatti degli straordinari, ma devono essere occasionali e legati a esigenze contingenti.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  5. Grazie della risposta Dott. Censori, ma vede il problema è che nella lettera di assunzione non c'e' un orario e/o giorni specifici c'è scritto questo:"il suo orario di lavoro è di 8 ore (40 ore a settimana) ripartite nell'arco della giornata secondo quanto definito nell'ambito del suo settore di appartenenza in relazione alle esigenze correnti"
    Capisce adesso non so a cosa fare
    Cordialmente

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    1. Purtroppo in questi casi o c'è un accordo tra i lavoratori e tramite il sindacato interno si riesce a trattare gli orari con il datore di lavoro, o bisogna subire quello che decide il datore di lavoro.-

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  6. Buongiorno Dott.Censori,
    volevo chiedre una info.
    Ho un contratto a temp.indeterm. parttime 30 ore , settore commercio/terziario. Posso fare un altro lavoro part-time e di quante ore?

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    1. SI!
      Puoi fare un altro lavoro part-time, con il consenso del tuo attuale datore di lavoro, per un massimo di 10 ore settimanali, quindi in totale 40 ore settimanali.-

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  7. Buongiorno dott. Censori,

    a febbraio del 2013 sono stata messa in mobilità per 3 anni. Ad aprile 2013 ho trovato un lavoro a tempo determinato e da allora fino ad oggi ho sempre continuato con piccoli rinnovi senza mai interrompere. Fino a quando potrò usufruire della mobilità?

    La ringrazio per la risposta

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    Risposte
    1. La sospensione dell’indennità di mobilità per rioccupazione a tempo determinato o parziale L’articolo 8 comma 6 della Legge 223/1991 ha affermato il principio che è data la facoltà di sospendere l’iscrizione alle liste e l’erogazione dell’indennità e di rioccuparsi sia a tempo parziale (determinato o indeterminato), che con contratto a termine. A carico del lavoratore vi è l’onere di comunicare tempestivamente all’INPS l’inizio del rapporto di lavoro. La Circolare INPS n. 16/1997, aveva individuato in cinque giorni il termine entro il quale comunicare all’Istituto di previdenza competente l’inizio dell’attività. La perentorietà di tale obbligo è stata ribadita, pena la decadenza dal diritto alla mobilità, dall’articolo 13, comma 2, lett. B e C del D. Lgs. n. 276/2003. Il comma 7 della Legge 223/1991 afferma che per il periodo di svolgimento dei predetti contratti, l’indennità di mobilità e l’iscrizione alle liste rimangono sospesi. Pertanto il periodo di lavoro a tempo parziale o a termine sono da considerare neutri a tutti gli effetti ai fini del beneficio monetario della mobilità, oltre che all’iscrizione alle liste speciali. Al fine di percepire l’intera indennità di mobilità spettante, la durata totale dei contratti a termine o a tempo parziale non devono superare la durata massima dell’indennità. L’INPS è intervenuto in via interpretativa sul punto, con la circolare n. 3 del 2 gennaio 1992, in cui ha puntualizzato che le giornate di lavoro eccedenti la durata della mobilità, andranno detratte poi dal periodo massimo indennizzabile. Ad esempio, se un lavoratore ha diritto ad un anno di indennità di mobilità, e dopo due mesi di permanenza in mobilità, si rioccupa con un contratto a tempo determinato di otto mesi, avrà al termine del contratto diritto ai restanti dieci mesi di mobilità. Qualora lo stesso lavoratore si rioccupi sempre a tempo determinato in più contratti per un totale di tredici mesi, gli resteranno di mobilità da fruire nove mesi e non più dieci in quanto la durata dei contratti ha prodotto un mese di eccedenza.
      In definitiva, per capire il massimo di mesi di contratto a termine o a tempo parziale utilizzabili per non perdere alcun giorno di indennizzabilità, occorre seguire il seguente schema:
      a) Lavoratore con diritto a 12 mesi di mobilità: contratti di durata totale massima di 12 mesi
      b) Lavoratore con diritto a 24 mesi di mobilità: contratti di durata totale massima di 24 mesi
      c) Lavoratore con diritto a 36 mesi di mobilità: contratti di durata totale massima di 36 mesi
      d) Lavoratore con diritto a 48 mesi di mobilità: contratti di durata totale massima di 48 mesi

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  8. Salve Dott. Censori,
    vorrei sapere se con la mobilità sospesa per un contratto di lavoro a tempo determinato posso dare le dimissioni per essere assunta presso un altro datore di lavoro, sempre a tempo determinato.
    Saluti

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    1. Purtroppo NO!
      Con le dimissioni perdi il diritto alla mobilità.-

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  9. Gentile Avvocato Censori mi chiamo Marco e volevo porle un quesito. Sono un cameriere di 27 anni e lavoro circa 12 ore al giorno. Il mio datore di lavoro non paga mai le maggiorazioni di lavoro straordinario dicendo che non si devono pagare dopo a 40esima ora settimanale ma popola 48 esima che si riferisce all'orario medio di lavoro. Io lavoro sei giorni la settimana è davvero possibile che non mi venga pagato lo straordinario?
    Grazie mille in anticipo .

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    1. Il Tuo CCNL prevede un orario di lavoro di 40 ore settimanali, quindi le ore lavorate in più devono essere retribuite come straordinari.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  10. Buonasera Sig. Censori,
    sto programmando le ferie per questa estate ed avrei bisogno di sapere se prendendo un periodo di congedo parentale posso poi attaccare anche un periodo di ferie.
    La ringrazio

    RispondiElimina
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    1. SI!
      Puoi attaccare le ferie al congedo parentale, ovviamente con il consenso del datore di lavoro, perché le ferie vanno concordate.-

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  11. Buongiorno Dott. Censori, ho una domanda:contratto di lavoro a tempo determinato tramite agenzia (partime 50%) 18 ore settimanali CCNL applicato:CCNL per la categoria agenzie somministrazione lavoro- CCNL utilizzatrice: ENTI LOCALI retribuzione oraria lorda 9,28.il mio dubbio è sulla contribuzione INPS. con questo tipo di contratto viene conteggiata una settimana completa o ci sono dei limiti? mi ha confermato l'agenzia che i versamenti verranno fatti nella gestione privata. La ringrazio per la risposta Massimo

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    1. Ciao Massimo!
      Con un contratto di lavoro part-time la copertura contributiva è solo parziale ed è legata alla retribuzione lorda mensile dichiarata dal datore di lavoro.-
      In pratica l'INPS divide la retribuzione lorda mensile x 200 ed ottiene le settimane utili ai fini contributivi.-

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  12. Buonasera Dott. Censori,
    mio marito nel mese di marzo dell'anno scorso è stato assunto da un impresa edile con la qualifica OP.L.190/2014 - Mansione Manovale Edile- Livello 1. Ha gentilmente chiesto al datore che gli venisse cambiata la qualifica in quanto nella realtà lui non svolge i lavori di un manovale. Gli è stato detto che non è possibile perchè si perderebbero le agevolazioni. E' veramente cosi? Di quale agevolazioni si tratta? La ringrazio in anticipo.Chiara

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    1. Ciao Chiara!
      Assolutamente NO!
      Il datore di lavoro ha ottenuto delle agevolazioni a livello contributivo con l'assunzione di tuo marito con un contratto a tempo indeterminato, e perderebbe il diritto alle agevolazioni ottenute solo in caso di licenziamento e non di cambio di qualifica.-

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  13. Grazie mille!! A mio marito invece il datore aveva anche detto che per alzarlo di livello doveva licenziarlo in un cantiere e riassumerlo in un altro...evidentemente solo scuse.Buona giornata e grazie di nuovo.Chiara

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  14. Buonasera Dott. Gianfranco,
    sono iscritto ad un sindacato l'unico all'interno dell'azienda in cui lavoro, secondo il mio parere è abbastanza succube dell'azienda.
    Se volessi cambiare sindacato iscrivendomi ad uno esterno che ovviamente non ha rappresentanza all'interno dell'azienda, visto che come gli dicevo sopra è presente in azienda una sola sigla che al momento non mi soddisfa anche altri colleghi ci stanno pensando comunque arrivo al dunque io ogni mese ho la trattenuta sindacale sulla busta paga, aderendo al nuovo sindacato viene automaticamente trasferita la trattenuta al nuovo sindacato o mi ritrovo con due trattenute. Come devo fare devo disdire mandare delle comunicazioni all'azienda e/o al sindacato che lascio o è tutto automatico?
    Grazie, cordiali saluti


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    1. Se decidi di aderire a un altro sindacato non ci sono problemi nel senso che all'atto dell'iscrizione ti farai preparare anche la disdetta a quello attuale.-

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  15. Buongiorno Signor Gianfranco, lavoro con contratto da metalmeccanico per una nota ditta operante in tutta Italia. Anni fa la mia azienda aveva stipulato un accordo con UniSalute, ossia un piano sanitario a favore dei dipendenti, piuttosto completo (cure dentistiche con prezzi vantaggiosi, rimborso dell'intero ticket asul etc. Ora questo accordo, per quanto ne so io non è più operativo. Vorrei chiederle se questi piani sanitari sono previsti dai vari ccnl nazionali o se invece sta a discrezione dell'azienda decidere se aderirvi o meno. Vorrei capire inoltre se alcune aziende con tot numeri di dipendenti, sono invece obbligati ad offrire ai propri dipendenti dei piani sanitari. Grazie

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    Risposte
    1. Ciao Ludovico!
      SI!
      I piani sanitari sono previsti dai vari CCNL nazionali, ma l'adesione delle aziende non è obbligatoria, quindi deve essere concordata tra i lavoratori e i loro datori di lavoro.-

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    2. Salve Gianfranco, mi saprebbe dire come posso reperire ciò? dovrei sentire in ditta? Grazie

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    3. Ciao Ludovico!
      Puoi rivolgerti in ditta o richiedere informazioni a un sindacato, che in base al Tuo CCNL di riferimento ti darà informazioni più precise.-

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  16. Salve dott.Censori,
    attualmente in azienda c'è un'aria strana , faccio parte del settore terziario-commercio con CCNL indeterminati ed in azienda da 11anni con la società palermo discounts srl.
    La proprietà sta facendo a giro nei vari punti vendita delle riunioni in cui comunicano che a breve la società cambierà in XXXXX srl , e quindi passeremo a questa società. Loro dicono che nn toccheranno i contratti,le ferie, i livelli ecc ecc, e che addirittura riceveremo un "regalino di ringraziamento" , però dovremo firmare presso l'inps un foglio nero su bianco in cui dichiariamo che in tutti questi anni con la palermo discounts abbiamo avuto sempre tutto in regola, ore lavorative-festività-permessi-rol-ferie-scatti e quant'altro (COSA ASSOLUTAMENTE NN VERAAAAAA!!!! 11 anni x me di sopprusi e tante ore lavorate senza straordinario ma tutto sulle spalle) . Cmq la nostra più grande preoccupazione e che possano cambiare il contratto di lavoro , con l'attuale job act.
    Cosa mi consiglia o può dire dall'alto della sua esperienza/competenza?
    La ringrazio tantissimo..
    Salvo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Salvo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Il prezzo del "regalino di ringraziamento" è che dovete firmare una liberatoria nella quale attestate che in passato avete ricevuto tutto quello che vi spettava e che quindi vi impegnate a non aprire successivamente vertenze sindacali.-
      Questo significa che in pratica non potrete più aprire vertenze sindacali o intentare cause di lavoro all'attuale azienda per nessun motivo, quindi solo voi potete decidere se aderire o meno a questo accordo.-
      Purtroppo se vi licenzia l'azienda attuale e vi assume una nuova vi assumerà in base alle nuove regole, quindi con l'attuale job act.-
      In conclusione mi pare chiaro che la manovra della proprietà e quella di coprirsi le spalle per il passato ed avere mani libere per il futuro, quindi l'unico consiglio che posso darvi è quello di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  17. Buongiorno dott. Censori,
    ultimamente mi trovo delle trattenute in busta paga, seppur di pochi € a cui comunque non sò le motivazioni. Queste sono una trattenuta ENTE BILATERALE TERRITORIALE e l'altra trattenuta ASS. CONTRATTUALE QACR.
    Saprebbe dirmi di cosa si tratta?
    ( dipendende con ccnl commercio-terziario)
    Saluti
    Salvo

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    Risposte
    1. Ciao Salvo!
      Si tratta di trattenute per l'iscrizione ad enti che offrono benefici e tutele superiori agli altri lavoratori, ma per avere informazioni più dettagliate bisogna rivolgersi alle organizzazioni sindacali del settore.-

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    2. Grazie Dott. Censori.
      Ma io non sono iscritto a nessun sindacato!!!quindi a chi mi posso rivolgere per avere info? e cosa intende con "benefici e tutele ad ALTRI lavoratori"?
      Grazie ancora e saluti.

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    3. Ciao Salvo!
      Si tratta di accordi tra sindacati e datori di lavoro previsti dal contratto a beneficio dei lavoratori, quindi per avere informazioni più precise devi rivolgerti o a un sindacato o al tuo datore di lavoro.-

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  18. Salve dott. Censori ho un contratto da 30ore nel settore commercio terziario.
    Sul mio contratto c'è scritto che dovrei fare tutte le mattine con orari 9-13 o 9-14 ed il sabato 9-13 / 16-20. Invece io faccio tutt'altri orari da 3anni a questa parte, lavoro quasi sempre 16-20 , o faccio orari 13-20 ; 12-20 , e lavoro anche la domenica 9-13 che sul contratto non c'è scritto. Ora un pò mi sono rotto, loro continuano a giustificare per esigenze di lavorative ed organizzative. Mi sono appellare a qualcuno? è una strada percorribile o devo tacere e basta?
    Grazie e buon lavoro

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    1. Per legge dovresti attenerti all'orario di lavoro previsto dal tuo contratto, in quanto un'eventuale modifica va concordata tra le parti; ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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