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domenica 7 aprile 2019

Tempi di conservazione documenti

Documenti fiscali, scontrini, bollette e ricevute di pagamento hanno una data di scadenza; devono cioè essere conservati per un certo numero di anni, ed essere esibiti in caso di richiesta. Chi se ne libera troppo in fretta, potrebbe essere costretto a pagare nuovamente, soprattutto se si tratta di tasse.

I termini di prescrizione più comuni che interessano le famiglie sono i seguenti:



Affitto e spese condominiali;
Le ricevute dell'affitto e delle spese condominiali vanno conservate per almeno 5 anni, anche se è consigliabile custodirle più a lungo possibile.-

Assicurazioni;
Le quietanze delle polizze vanno conservate per 1 anno dalla scadenza, (salvo diversi tempi previsti dal contratto), e per 5 anni se usate ai fini fiscali, (spese detraibili).-

Atti notarili;
Gli atti notarili vanno conservati per sempre.-

Bollette domestiche;
Le bollette delle utenze (luce, telefono, gas e acqua), devono essere conservate per 5 anni dalla data di scadenza del pagamento.-

Bollettini ICI;
I bollettini dell'ICI devono essere conservati almeno fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui doveva essere fatto il pagamento o a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.-

Canone TV;
Per il pagamento del canone TV la prescrizione è di 10 anni.-

Cedolini Stipendio;
I cedolini dello stipendio sono documenti preziosi che vanno tenuti in un cassetto per tutta la vita. Molto spesso, a distanza di decenni, si rivelano l'unico modo per provare un rapporto di lavoro dipendente. Attenzione, nelle aziende con più di 15 dipendenti la possibilità di contestare i conteggi si prescrive dopo cinque anni. Nelle società con meno di 15 persone invece i documenti perdono valore solo dopo cinque anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. I cedolini paga possono invece tornare utili fino a dieci dopo l'inizio del trattamento pensionistico. I cedolini Inps o di qualsiasi ente previdenziale vanno conservati per dieci anni dopo il pensionamento.-

Estratti conto bancari e postali;
Vanno conservati per 10 anni.-

Fatture di professionisti e artigiani;
Le fatture di avvocati, commercialisti, idraulici, elettricisti, meccanici ecc., vanno conservate per almeno 3 anni.-

Modello Unico, Mod. 730 e CUD;
La documentazione deve essere conservata per almeno 6 anni. Infatti entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, gli uffici possono fare accertamenti. La documentazione di Unico 2004 o 730/2004, inerente i redditi del 2003, per esempio dovrà essere conservata fino al 31 dicembre 2009. Non vanno comunque cestinate le carte del modello Unico nella cui dichiarazione risultino imposte a credito; ma vanno conservate fino a quando non si è ottenuto il rimborso dall'Agenzia delle Entrate.-

Multe stradali;
I pagamenti delle multe stradali vanno tenuti nel cassetto per almeno 5 anni.-

Mutui;
Le quietanze delle rate vanno conservate per 10 anni.-

Rette scolastiche ed iscrizione a corsi sportivi;
Le ricevute vanno conservate per 1 anno, o per 5 anni se usate ai fini fiscali, come spese detraibili.-

Ricevute alberghi e pensioni;
Le fatture o ricevute di alberghi e pensioni vanno conservate per almeno 6 mesi-

Ricevute di spedizionieri o trasportatori;
Le ricevute vanno conservate per 1 anno se il trasporto avviene in Europa, o 18 mesi se il trasporto avviene fuori Europa.-

Scontrini;
Gli scontrini, se valgono come garanzia, vanno conservati per tutta la durata della stessa, (2 anni è la durata ufficiale della garanzia). Se riguardano l'acquisto di medicinali, portati in detrazione nella denuncia dei redditi, scatta il quinquennio previsto per la documentazione fiscale.-

Tassa di circolazione;
La tassa di circolazione (o bollo auto), deve essere conservata per 5 anni dalla scadenza, anche se l'auto è stata venduta.

Tassa sui rifiuti;
Le ricevute della Tarsu, (nettezza urbana), vanno conservate per 10 anni.-

Tosap;
Tosap, (tassa occupazione spazi ed aree pubbliche), devono essere conservati almeno 5 anni.-

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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domenica 22 febbraio 2009

Truffe agli Anziani

Campagna di prevenzione per la sicurezza dei cittadini più indifesi

IN CASA

Suonano alla porta. Se non aspettiamo nessuno, come ci comportiamo?
Per prima cosa, aspettiamo qualche istante. Se è un venditore, probabile che non sentendoci arrivare suoni anche ad altri inquilini. Già questo “primo passo” ci fa capire con chi eventualmente avremo a che fare.-
Ci sono venditori che fanno solo il loro mestiere, faticoso e onesto. Ma la prudenza non è mai troppa. Meglio verificare attraverso l'occhio-spia della porta.-

Controlliamo chi vuole controllarci:
Qualcuno si presenta dicendo di essere un tecnico dell'azienda comunale o un funzionario statale.-
Ci dice che vuole fare dei controlli, per il gas, l'acqua, la luce, la caldaia, il telefono.-
Ricordiamoci che le aziende pubbliche mandano prima un avviso quando devono fare dei controlli.- Quindi, attenzione. Se la persona si presenta come un funzionario o un responsabile di un istituto privato (banche, assicurazioni), non fidiamoci: anche se ha un cartellino di riconoscimento potrebbe essere falso. Il lavoro dei veri funzionari non viene fatto “porta a porta”, ma nelle loro sedi, nei loro uffici.-

Non sentiamoci dei maleducati, la nostra è solo prudenza:
Meglio non aprire il portone con il citofono se non sappiamo chi ha suonato.-
Non dobbiamo vivere barricati, sempre con l'ansia dello sconosciuto che suona alla nostra porta, ma il buon senso suggerisce di stare in guardia.-

PROTEGGERE LA CASA

Casa mia, per sicura che tu sia...
Purtroppo è così: c'era una volta la chiave sulla porta. Sarebbe lungo e complicato elencare le moltissime cause che hanno cambiato la società (noi e gli altri) fino a renderci poco tranquilli, sospettosi, insicuri. La realtà è questa, e andrebbe modificata, ma per adesso dobbiamo essere prudenti.
Quindi, niente più chiavi alla porta. Se una porta blindata non possiamo istallarla, montiamoci almeno una serratura di sicurezza, con catenelle e occhio-spia. Niente copie di chiavi nascoste sotto lo zerbino o nella cassetta della posta. I ladri vanno a cercarle proprio li. C'è chi, stando fuori casa per l'intera giornata, lascia una luce accesa, per indicare che qualcuno è in casa. Buona idea.-
Una lampadina accesa (a risparmio energetico) è un vigilante sempre in azione.-

PER LA STRADA

Scusi, sa dove si trova...?
A volte la richiesta di un'informazione è solo una scusa per truffarci:
E' capitato a tutti di aver dato un'informazione ad un automobilista o ad un passante. Rispondere è buona educazione. Tutta un'altra storia quando qualcuno ci chiede di accompagnarlo, perchè gli sembra complicato arrivare in quel dato posto, in macchina o a piedi. Meglio diffidare e rispondere che non si ha tempo.-
Può succedere di incontrare una persona che in quel momento chiede il nostro aiuto perchè dice di avere l'auto in panne o di sentirsi male. Se qualcosa non ci convince, meglio affrontare la situazione con distacco, cercando di capire come stanno realmente le cose.-

Occhio al portafoglio. Teniamolo lontano dallo sguardo degli estranei:
Quando usciamo di casa, mettiamo pochi soldi nel portafoglio. D'altronde, non è che facciamo grandi spese tutti i giorni. E' preferibile essere leggeri che farsi alleggerire. Il portafoglio teniamolo nelle tasche interne degli abiti o delle borse, sempre ben chiuse e possibilmente a tracolla.
Soprattutto quando ci troviamo in posti molto frequentati (al mercato, in autobus) o quando facciamo la fila: sono questi i momenti e i luoghi ideali per i borseggiatori.-

Al buio ci vedono bene solo i maleintenzionati:
“Ci” vedono bene, cioè vedono bene noi. Quindi, non passiamo di sera per luoghi solitari o poco illuminati. Sembrerebbe una raccomandazione ovvia, eppure l'imprudenza spesso ci fa essere poco accorti. Con conseguenze non certo piacevoli. Potendo, facciamo la strada con una persona che conosciamo, e se siamo soli arriviamo a destinazione prima che diventi troppo buio.-

Mettiamo un freno all'abitudine di lasciare la borsa in macchina:
Succede spesso di lasciare la borsa in macchina, specialmente quando pensiamo di tornare subito. Non è una buona abitudine. Una borsa in auto è una facile preda per chi ne vuole approfittare.
Se la borsa rubata contiene oltre al denaro anche i documenti personali ci sarà poi la seccatura di doverli rifare. Senza dimenticare che per impossessarsi della borsa il ladro forzerà la serratura o romperà il vetro. Anche se ci sembra tutto sotto controllo, portiamoci appresso la borsa. Sempre.-

NOI E GLI ALTRI

Partiamo per le vacanze? Non diciamolo ai quattro venti: possono ascoltarci anche degli estranei.
La ragione ovviamente è semplice: se qualche malintenzionato viene a sapere quando e per quanto tempo resteremo fuori casa, avrà “campo libero”.-
D'accordo, ci sono gli allarmi e le serrature di sicurezza, ma vale sempre il proverbio “l'occasione fa l'uomo ladro”.-
Facciamo le nostre meritate vacanze, e raccontiamole al ritorno. Noi saremo più rilassati e la nostra casa ancora in ordine.-

Se ci propongono un buonissimo affare al volo, è probabile che ci ritroveremo un po' spennati:
I truffatori di professione in genere sono eleganti e convincenti. Proprio come nei film. Ma la realtà non è un film. Non facciamo allora la parte degli sprovveduti. Diffidiamo di chi ci propone guadagni facili e imediati. Se insiste, chiamiamo la polizia. Mettiamo alle strette i truffatori. Si terranno alla larga.-

Ritirare o versare dei soldi. Il truffatore lo fa dalle nostre tasche alle sue:
Dobbiamo ritirare la pensione, prelevare soldi o depositi. Duarante il tragitto da casa alla banca o dalla banca a casa, andiamo dritti per la nostra strada, e non facciamoci “distrarre” da persone che non conosciamo. Il truffatore è scaltro, abile e sa come approfittare della nostra buona fede.-
In questi casi, una persona di fiducia che ci accompagna sarebbe l'ideale. Se per strada uno sconosciuto ci ferma e dice di essere un impiegato della banca o delle poste che vuole controllare il nostro denaro, perchè secondo lui ci hanno dato dei soldi in più o in meno, non crediamogli.-
E' certamente un truffatore. Se insiste, diciamogli che chiameremo la polizia. Per stare più sicuri, conviene avere in tasca pochi soldi; abituiamoci a fare acquisti con una card o con altri strumenti.-

MEZZI DI PAGAMENTO ELETTRONICI

Bancomat
Quando ci si reca allo sportello è bene verificare che l'apparecchio non presenti anomalie, che non vi siano microtelecamere, che la fessura nella quale si inserisce il bancomat sia ben fissa (se si muove potrebbe essere stata coperta con un dispositivo - skimmer - in grado di leggere i dati della banda magnetica del badge), e che sopra la tastiera non sia stato sovrapposto nulla che consenta di memorizzare il PIN. Digitare il codice nascondendo con una mano l'operazione effettuata e se si sospetta che lo sportello bancomat sia stato manomesso non esitare a rivolgersi al più vicino Reparto del Corpo della Guardia di Finanza.

Carte di credito
Conservare le ricevute rilasciate dagli esercizi commerciali in occasione degli acquisti e controllare ogni mese l'estratto conto, è l'unico modo per accorgersi di eventuali spese che non siano mai state effettuate. In caso di addebiti impropri occorre immediatamente denunciare la clonazione della carta alle forze dell'ordine e alla società che emesso la carta, al fine di disconoscere le spese addebitate; pertanto sarà bene tenere a portata di mano i numeri telefonici (in genere numeri verdi) forniti dal gestore della carta. Appena possibile copia della denuncia andrà inviata alla società emittente, tramite raccomandata A.R.

Non perdere mai di vista la carta al momento dei pagamenti e firmare la ricevuta solo dopo aver controllato l'importo. -

Se si ricevono messaggi nella casella di posta elettronica o sul cellulare, con cui vengono richiesti dati relativi alla carta di credito o al conto corrente, non si deve rispondere ma avvertire la banca o le forze dell'ordine avendo l'accortezza di non cancellare il messaggio ricevuto. Questo sistema, noto come phishing, è infatti un sistema usato per truffare i titolari di carte di credito acquisendo dagli stessi alcuni dati relativi all'home banking, utilizzati poi per svuotare i conti correnti.-
In base alla Raccomandazione 97/489/CE riguardante le "Responsabilità per i prelievi bancomat fraudolenti", il titolare di una carta di credito non è responsabile delle perdite derivanti dallo smarrimento o dal furto dei mezzi elettronici di pagamento, dopo averne data notizia all'istituto di credito emittente; fino al momento della notificazione (in genere con denuncia effettuata nelle 48 ore), il titolare sostiene la perdita subita in conseguenza dello smarrimento o del furto nei limiti di un massimale non superiore a 150 Euro.-

Numeri telefonici di emergenza:
  • 112 CARABINIERI
  • 113 POLIZIA STRADALE
  • 115 VIGILI DEL FUOCO
  • 117 GUARDIA DI FINANZA
  • 118 PRONTO SOCCORSO
Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito “www.cgil.it”
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