domenica 9 febbraio 2014

Pensioni di Invalidità

Le Pensioni di Invalidità possono essere riassunte nei 6 punti seguenti:


1) ASSEGNO MENSILE DI ASSISTENZA Anno 2014:


L'assegno mensile spetta ai mutilati e invalidi civili di età compresa tra i diciotto e i sessantacinque anni, nei cui confronti, in sede di visita medica presso la competente commissione sanitaria, sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa in misura non inferiore al 74% (invalidi parziali), che siano incollocati al lavoro, si trovino in stato di bisogno economico, siano cittadini italiani e abbiano la residenza in Italia.

  • Età compresa fra i 18 e i 65 anni di età;
  • Essere cittadino o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • Avere il riconoscimento di un'invalidità dal 74% al 99%;
  • Disporre di un reddito personale che rientri nei limiti
  • Non svolgere attività lavorativa;
  • Importo anno 2014 = euro 279,19 per 13 mensilità; Limite di reddito euro 4.795,97.-
  • Con un'invalidità al 100% il limite di reddito sale a 16.449,85 euro.-

L'assegno è incompatibile con l'erogazione di altre pensioni di invalidità erogate da altri organismi (es. INPS, INPDAP ecc.) . È inoltre incompatibile con pensioni di invalidità di guerra, lavoro e servizio. Al compimento dei 65 anni di età, la pensione viene trasformata automaticamente in assegno sociale, con i limiti di reddito dell'invalidità civile, e l'importo aumenta per diventare quello dell'assegno sociale.-


2) ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITÀ Anno 2014: 

x Invalidità parziale


È una prestazione previdenziale che spetta ai lavoratori dipendenti e autonomi affetti da un'infermità fisica o mentale.
Si può ottenere quando si verificano le seguenti condizioni:
  • l'infermità fisica o mentale, accertata dal medico dell'INPS, che provochi una riduzione permanente di due terzi della capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle attitudini del lavoratore.
  • un'anzianità contributiva di almeno cinque anni, di cui almeno tre versati nei cinque anni precedenti la domanda di pensione.
  • l'assegno ordinario di invalidità non è cumulabile con la rendita INAIL concessa per lo stesso evento invalidante.
L'assegno ordinario di invalidità non è una pensione definitiva; vale infatti fino ad un massimo di tre anni ed è rinnovabile su domanda del beneficiario che viene quindi sottoposto ad una nuova visita medico-legale.

Dopo due conferme consecutive l'assegno diventa definitivo.

L'assegno ordinario di invalidità viene concesso anche se si continua a lavorare. In questo caso il titolare può essere sottoposto ogni anno a visita medico-legale.

In caso di attività lavorativa l'assegno è soggetto alla trattenuta da lavoro dipendente o autonomo ed, in caso di superamento del reddito di 4 o 5 volte l'importo del trattamento minimo dell'INPS, ad una decurtazione rispettivamente pari al 25% e 50%.-

Non è reversibile ai superstiti aventi diritto.-
Al compimento dell'età pensionabile l'assegno viene trasformato d'ufficio in pensione di vecchiaia.-


3) PENSIONE DI INABILITÀ Anno 2014: 

x Invalidità totale

È una pensione che spetta ai lavoratori dipendenti o autonomi affetti da un'infermità fisica o mentale.
Si può ottenere quando si verificano le seguenti condizioni:
  • un'infermità fisica o mentale, accertata dal medico dell'INPS
  • che provochi una assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa
  • un'anzianità contributiva di almeno cinque anni, di cui tre versati nei cinque anni precedenti la domanda di pensione.
Per ottenere la pensione di inabilità non si deve svolgere alcuna attività lavorativa. La pensione di inabilità non è definitiva, può essere soggetta a revisione. Non viene trasformata in pensione di vecchiaia, ma in assegno sociale. È reversibile ai superstiti aventi diritto.

La pensione di inabilità non è cumulabile con la rendita INAIL concessa per lo stesso evento invalidante.

Dal 2012 c'è un vantaggio per le donne nel calcolo della pensione di inabilità INPS, alle quali la legge riconosce una maggiorazione convenzionale per tutti gli anni non versati dalla data di decorrenza della pensione al compimento dei 60 anni di età, entro il limite massimo di 40 anni di contributi.

Se il calcolo fosse fatto secondo il vecchio sistema retributivo il bonus si fermerebbe a 60 anni per gli uomini e a 55 anni per le donne. Con la riforma Fornero tutti a 60 anni: le donne recuperano cinque anni. Supponiamo che il lavoratore o la lavoratrice diventano inabili a 50 anni con 28 anni di contributi. Ebbene, le loro pensioni saranno calcolate con 38 anni di contributi. Supponiamo che a 50 anni abbiano già versato 32 anni di contributi. In questo caso il bonus scende a soli 8 anni in quanto non si possono superare i 40 anni nel complesso. La misura del bonus viene calcolata dall'INPS sulla media delle retribuzioni degli ultimi cinque anni, rivalutate secondo gli indici di variazione del PIL. Alla retribuzione media settimanale si applica l'aliquota del 33% (se si tratta di lavoratori dipendenti), o la diversa aliquota prevista per artigiani e commercianti. Poi si moltiplica la contribuzione media per numero delle settimane che stanno tra la data di decorrenza della pensione e i 60 anni di età, fino al limite massimo dello 2.080 settimane. In questo modo si determina la maggiorazione convenzionale contributiva, per cui la pensione viene rivalutata al massimo dell'anzianità. Sul montante contributivo, comprensivo bonus, si applica il relativo coefficiente e si ottiene la pensione.-


4) INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO Anno 2014:


Si ha diritto all'indennità di accompagnamento se:
  • Non si è in condizione di muoversi senza l'aiuto di un accompagnatore
  • Non si è in condizione di far fronte agli atti quotidiani della vita; mettersi a letto, alzarsi, lavarsi, vestirsi, mangiare ecc.
  • Non si è ricoverato gratuitamente in istituto

Anno 2014: l'importo mensile è di euro 504,07 corrisposto per 12 mensilità, senza limiti di reddito.-


5) LA PENSIONE ANTICIPATA DI VECCHIAIA Anno 2014:


Il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 (articolo 1, comma 8) prevede la possibilità per i lavoratori, iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, con invalidità non inferiore all’80%, di anticipare l’età pensionabile (pensione di vecchiaia) a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 13495/2003, ha ribadito che tale opportunità spetta con una invalidità pari o superiore all'80%, comprese le persone con sordità prelinguale, statuendo inoltre che l’invalidità da considerare è quella civile come definita dal Decreto del Ministero della Sanità 5 febbraio 1992.
Diverso il trattamento per i lavoratori non vedenti. Nel loro caso è ancora vigente il limite di età è di 50 anni per le donne e di 55 per gli uomini (art. 9, Legge 218/1952, confermato dall’art. 1, comma 6, Decreto Legislativo n. 503/1992).


6) CONTRIBUTI FIGURATIVI PER IL PREPENSIONAMENTO Anno 2014:


La legge 23 dicembre 2000, n. 388 (articolo 80, comma 3) consente ai lavoratori sordomuti e agli invalidi per qualsiasi causa (ai quali sia stata riconosciuta un'invalidità superiore al 74 per cento o assimilabile) di richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa. Il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa utile ai fini del diritto alla pensione e dell'anzianità contributiva.
Pertanto, usufruendo di questa opportunità, il lavoratore invalido o sordomuto può raggiungere il diritto ad andare in pensione con cinque anni di anticipo. L'entrata in vigore di questa agevolazione è stata fissata al 1 gennaio 2002.


Informazi anteriori possono essere recuperate nel nostro articolo relativo alle normative superate sulle pensioni.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

121 commenti:

  1. Salve.
    Mio marito è un invalido civile al 100% con indennità di accompagnamento. Viviamo in una casa di mia proprietà, io sono disoccupata e fino a qualche mese fa l'unico sostentamento (abbiamo una figlia a carico) era dato dalla sua pensione.
    Venuto a mancare mio padre, ho ereditato un quarto della sua casa di abitazione e un quarto dei risparmi di tutta una vita.
    Mi chiedo: potrebbe influire tutto questo sulla futura erogazione della pensione a mio marito?
    Grazie

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    1. Ciao Valeria!
      NO!
      I Tuoi redditi sono ininfluenti ai fini del diritto e quindi del calcolo alla pensione di Tuo marito.-

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  2. Buongiorno, mio padre ha l'assegno di accompagnamento per invalidità civile al 75% e dato che anche mia mamma ha diversi problemi di salute può chiederlo anche lei o non è cumulabile col coniuge? Grazie

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    1. SI!
      L'indennità di accompagnamento viene concessa in base alle condizioni fisiche dell'invalido quindi se sia la moglie che il marito hanno i requisiti di legge entrambi hanno diritto a percepirla.-

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  3. Sono una casalinga di 72 anni e dal 2006 mi è stata riconosciuta una invalidità del 100%. In questi gg. mi scade il contrassegno speciale è mi è stato detto dall'ASL che per avere il certificato per avere il pass devo presentare tutta la documentazione, già presentata nel 2006, e altri documenti rilascaiti per la revisione della mia invalidità. Volevo sapere se la visita che mi hanno fatto nel 2006
    è valida per sempre ho deve essere fatta una revisione ogni anno?

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    1. Nel verbale di riconoscimento dell'invalidità al 100% deve essere indicato se l'invalidità è stata riconosciuta con revisione o senza revisione e quindi definitiva, pertanto devi verificare quello che c'è scritto nel Tuo verbale.-

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  4. Mio papà ha 73 anni e vive da separato in casa con mia mamma che ha 72 anni, e prende una pensione di vecchiaia, mia mamma potrebbe prendere la pensione sociale se non è a carico?

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    1. Purtroppo NO!
      Il termine "separato in casa" non ha alcun valore giuridico, quindi Tua madre avrebbe diritto all'assegno sociale solo se separata legalmente e con una residenza diversa rispetto a quella dell'ex marito.-

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  5. Buongiorno Gianfranco, mi chiamo Gianni e sono titolare di un assegno ordinario di invalidita da ottobre 2010 e riconfermata ad'ottobre 2014,vorrei sapere se adesso la pensione diventa definitiva,e se tale assegno viene trasformato in assegno sociale al raggiungimento del eta' pensionabile. TI RINGRAZIO PER LA TUA RISPOSTA

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    1. Dopo due conferme consecutive l'assegno diventa definitivo.

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    2. Ciao Gianni!
      L'assegno ordinario di invalidità diventa diventa una pensione definitiva dopo due conferme, quindi se ti è stato confermato fino a ottobre 2014 è ancora provvisoria, e diventerà definitiva dopo la visita di revisione di ottobre.-
      Al raggiungimento dell'età pensionabile l'assegno ordinario di invalidità viene trasformato d'ufficio in pensione di vecchiaia.-

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  6. salve Dott. Gianfranco,
    sono giuseppe , le volevo chidere un informazione, mia figlia ha 36 anni e prende l'assegno mensile di assistenza + indennita di accompagnamento, volevo sapere se devo dichiararlo nella dichiarazione dei redditi miei o no. grazie per eventuale risposta. saluti.

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    1. Ciao Giuseppe!
      NO!
      La dichiarazione dei redditi è personale e non familiare, quindi Tu non devi dichiarare i redditi di Tua figlia, e Lei se ha solo le 2 pensioni che hai indicato non è tenuta perché le pensioni di invalidità sono esenti da tassazione IRPEF.-

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  7. buona sera ,una sola domanda chiaramente non c e lo con lei ci mancherebbe,un piccolo sfogo ma questi altri signori al governo come i loro precedessori,vogliono salvare l italia con noi disabili?non se ne può più, nel 2009 sono stato chiamato a visita di controllo,poi sono stato richiamato nel 2010 sempre visita di controllo,dopo un paio di mesi mi e arrivato a casa una lettera dove mi si diceva che non sarei stato più richiamato a visita di controllo ne a visita di verifica (D M 2/8/2007.ora siccome si vive sempre con l ancoscia o meglio con agonia .e questa e la mia domanda,con quale criterio devono chiamare questi altri controlli che si sta parlando in questi giorni? per me e per altri varra sempre larticolo D M /2/8/2007?RICHIAMERANNO DI NUOVO LE PERSONE CHE DAL 2009 SONO GIA STATI CONTROLLATI.grazie per la sua professionalità nel rispondermi.buona sera.

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    1. Purtroppo nel tuo caso non sarai più chiamato a una visita di controllo ordinaria, ma possono comunque chiamarti in qualsiasi momento a una visita straordinaria, per il semplice motivo che siccome in Italia ci sono troppi falsi invalidi, per cercare scovarli ci vanno di mezzo anche gli invalidi veri.-

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  8. Buongiorno Gianfranco, Sono sempre Gianni ed ho sbagliato una data nel porre la mia domanda che adesso ti riformulo. Sono titolare di un assegno ordinario di invalidita da ottobre del 2010, ad'ottobre del 2013 è stato riconvalidato,Vorrei sapere se tale assegno è definitivo e se viene trasformato in pensione di vecchiaia al raggiungimento del'eta pensionabile.Ti ringrazio. CIAO

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    1. Ciao Gianni!
      L'assegno ordinario di invalidità non è una pensione definitiva; vale infatti fino ad un massimo di tre anni ed è rinnovabile su domanda del beneficiario che viene quindi sottoposto ad una nuova visita medico-legale.
      Dopo due conferme consecutive l'assegno diventa definitivo.
      Al compimento dell'età pensionabile l'assegno viene trasformato d'ufficio in pensione di vecchiaia.-

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  9. buongiorno gianfranco. sono marco e le volevo chiedere un' informazione. percepisco sia la pensione di invalidita civile(279.19) che la pensione ordinaria di invalidita (io). la mia domanda è questa visto che mio marito produce reddito volevo sapere:1) se per la pensione di invalidita civile che che la pensione ordinaria di invalidita hanno dei limiti di reddito " 2) e se ci solo tali limiti si devono considerare anche i redditi del coniuge. 3) e se cosi fosse in caso di superamento la pensione di invalidità civile mi potrebbe essere tolta

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    1. Ciao Marco!
      Il limite di reddito per il diritto all'assegno mensile di assistenza è pari a 4.795,97 euro annuali; quindi se con l'assegno ordinario di invalidità si supera il suddetto limite, l'assegno mensile di assistenza viene revocato.-
      Ai fini del diritto alle suddette 2 pensioni, il reddito del coniuge è ininfluente.-

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  10. Buonasera Sig. Gianfranco, innanzitutto grazie per la Sua disponibilità!!
    Io sono Romina e sono una invalida parziale all' 80% e percepisco mensilmente da maggio del 2009 un assegno IO (ordinario di invalidità per i contributi versati) di 131 euro.
    A maggio 2014 (quinto anno) potrò chiedere all'INSP la ricostituzione dell'assegno IO per gli ulteriori contributi versati?
    Preciso una cosa, da novembre 2011 fino ad agosto 2012 (quindi per 10 mesi) ho beneficiato della disoccupazione perché ero stata licenziata e poi sono stata riassunta a settembre 2012 .
    La ringrazio anticipatamente per la Sua cortese risposta.
    Cordialmente.

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    1. Ciao Romina!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Purtroppo NO!
      I contributi versati dopo il pensionamento sia nell’Assicurazione Generale Obbligatoria sia nella Gestione Lavoratori Autonomi danno diritto alla liquidazione di un supplemento a condizione che siano trascorsi almeno 5 anni dalla data di decorrenza della pensione o del precedente supplemento e che sia stata compiuta l’età per la pensione di vecchiaia prevista nelle relative gestioni.-

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  11. Salve Sig.Gianfranco,
    mio padre è stato riconosciuto invalido pari al 68% nell'anno 2002 quando ancora lavorava alle dipendenze USL.A seguito di ulteriore visita medica è stato dispensato dal servizio nel 2006 e quindi in pensione.
    Nell'anno 2012 è stato riconosciuto invalido con indennità di accompagno.
    Volevo chiederLe se può fare anche la domanda d'invalidità o meno.
    Preciso che percepisce anche una pensione di reversibilità.
    La ringrazio

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    1. Se Tuo padre percepisce l'indennità di accompagno vuol dire che gli è stata riconosciuta anche l'invalidità al 100%, solo che per chi è titolare di pensione l'invalidità non comporta alcun beneficio di carattere economico oltre all'indennità di accompagno.-

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  12. Salve Sig. Gianfranco,
    sono un pensionato di 69 anni, affetto da morbo di parkinson e cardiopatia, cui fu riconosciuta un’invalidità civile totale diversi anni fa. Nel 2012 ho beneficiato di una sentenza per esposizione all’amianto che mi ha fruttato poche migliaia di euro di arretrati che mi sono stati accreditati dall’INPS nel mese di dicembre dello stesso anno. Nel mese di Aprile del 2013 ho ricevuto una lettera dall’ente previdenziale con cui mi comunicavano che dovevo restituire tutta l’INVCIV percepita nell’anno 2012 corrispondente a quasi la stessa cifra di arretrati per l’amianto che mi avevano riconosciuto. Dato che la lettera non esponeva una motivazione, mi sono informato personalmente ed ho scoperto che il mio reddito annuale del 2012 superava il limite per il diritto alla pensione di invalidità civile. Fermo restando che ho già restituito gran parte di questi soldi all’INPS del mio paese attraverso un piano di recupero personalizzato, esiste qualche norma giuridica che tutelerebbe me pensionato in questo caso, dato che comunque gli arretrati derivavano da una sentenza del tribunale che riconosceva la mia esposizione all’amianto, quindi si trattava di una giusta causa lavorativa ed essendo oltretutto affetto da malattia degenerativa (cioè il parkinson)?
    Ed inoltre, a maggio che vado a comunicare la dichiarazione dei redditi devo presentare la ricevuta di pagamento che ho intestato all’INPS nel 2013 facente parte del piano di restituzione per far risultare che ho guadagnato di meno nello scorso anno solare?
    Cordiali Saluti.

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    1. Purtroppo NO!
      La normativa prevede che si ha diritto all'indennità di invalidità civile solo se si rientra nei limiti di reddito, a prescindere quindi dal tipo di reddito, pertanto sei tenuto a restituire tutta l'indennità che hai percepito nel 2012, e non puoi portare in detrazione le somme che stai restituendo all'INPS.-

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  13. Buongiorno signor Censori.ho 55 anni,invalido al' 85% con 32 anni di contributi, da 25 anni faccio l'autista di camion in una impresa che costruisce linee elettriche per l'enel. I miei primi contributi sono stati versati nel 74 ed avevo 15 anni e possibile stabilire ora a che eta posso andare in pensione. LA ringrazio buongiorno

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    1. LA PENSIONE ANTICIPATA DI VECCHIAIA:
      Il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 (articolo 1, comma 8) prevede la possibilità per i lavoratori, iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, con invalidità non inferiore all’80%, di anticipare l’età pensionabile (pensione di vecchiaia) a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini.
      La Corte di Cassazione, con sentenza n. 13495/2003, ha ribadito che tale opportunità spetta con una invalidità pari o superiore all'80%, comprese le persone con sordità prelinguale, statuendo inoltre che l’invalidità da considerare è quella civile come definita dal Decreto del Ministero della Sanità 5 febbraio 1992.
      Diverso il trattamento per i lavoratori non vedenti. Nel loro caso è ancora vigente il limite di età è di 50 anni per le donne e di 55 per gli uomini (art. 9, Legge 218/1952, confermato dall’art. 1, comma 6, Decreto Legislativo n. 503/1992).-

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  14. salve,Gianfranco, ho fatto domanda di invalidita' civile , mi hanno riconosciuto il 75 per cento , nell'anno precedente ho lavorato ed ora ho percepito la miniaspi, devo inserire i redditi dell'anno precedente per la liquidazione dell'ap70?
    gianluca66

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    1. Purtroppo SI!
      Per la liquidazione dell'AP70 devi dichiarare i redditi dello scorso anno, e anche l'indennità da Mini Aspi è un reddito.-

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  15. buonosera sig .gianfranco sono gennaro prendo pensione i.o. dal 2009 con 38anni di contributi come dipedente con cumolo ora a maggio faro la ricostuzione di 5 anni e avro piu di 40 anni ci sara ancora trattenuta di cumoloda dipendente spero che sono stato chiaro gentillissimo gianfranco

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    1. Ciao Gennaro!
      SI!
      Avrai ancora la trattenuta di cumulo da dipendente fino a quando continuerai a lavorare.-

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  16. Caro Gianfranco sono un pensionato inabile 100% inpdap,avendo avuto dei fondi speciali ex ASST fino al 2000,volevo chiederle se sono stati conteggiati nella pensione IO oppure a 65 anni e tre mesi la pensione d'inabilità trasformata in assegno avrà un beneficio.cordiali saluti. Toni

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    1. Ciao Toni!
      Purtroppo il quesito non devi porlo a me ma a chi ti ha seguito la pratica di pensione, e soprattutto se a suo tempo hai comunicato al patronato i versamenti effettuati ai fondi speciali ex ASST.-

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  17. Buongiorno signor Gianfranco non ho fatto il modello unico del 2012 dei redditi del 2011 come posso recuperare la detrazione dei familiari e dove devo andare grazie

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    1. Purtroppo NO!
      Non è più possibile recuperare detrazioni di familiari a carico antecedenti l'anno 2013.-

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  18. Buongiorno sign.Censori...il mio problema : ho usufruito della malattia inps x il periodo dal..25-06-2013 al 24-12-2013 ( per infarto ) dal 24-12-2013 al 07-01-2014 ferie. Poi di nuovo malattia dal 08-01-2014 ( sempre x infarto ) attualmente in malattia. Oggi la mia ditta ( trasporti merci )....mi dice che non posso farne altra e che devo mettermi in aspettativa. Domanda : con le ferie ho interrotto il periodo di comporto ? L' inps ha risposto che posso usufruire di altri 180 giorni solari. Ma la ditta dice di no e che ha loro dire dovrei mandare una documentazione non ben ( specificata ). Con questo non mi pagano da gennaio....grz...per la sua disponibilita'...cordiali saluti

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    1. I lavoratori non in prova hanno diritto alla conservazione del
      posto:
      1) per 8 mesi se aventi anzianità di servizio non superiore a 5 anni;
      2) per 12 mesi se aventi anzianità di servizio superiore ai 5 anni.
      Superati i periodi di conservazione del posto, al lavoratore verrà accordato, previa richiesta scritta, un periodo di aspettativa per malattia, nella misura massima di 6 mesi non retribuiti.-
      Ti consiglio comunque di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  19. Dottore Buongiorno...ho 50 anni e 3 anni fa sono stata operata di tumore maligno ..ho fatto domanda per l'invalidità mi è stata accettata ma non erogata perche ho un debito con INPS ultimi versamenti che non ho potuto pagare ..per problemi...sono andata in Equitalia e mi hanno detto che dilazionando e pagando la prima rata dovrebbero erorare assegno...all'INPS invece mi dicono che devo estinguere il debito per avere diritto...ma non ho i soldi per farlo...NON avrò mai la mia Invalidità? come posso fare ? grazie

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    1. Non capisco perché all'INPS ti abbiano dato una risposta negativa, infatti avrebbero dovuto accettare una rateizzazione del debito, magari portando in detrazione la rata mensile dalla pensione di invalidità, Ti consiglio quindi di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per farti seguire in tutto l'iter burocratico necessario.-

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  20. Dottore Buongiorno... mia madre di 65 anni, ha usufruito dall'età di 56 anni della
    pensione di invalidità civile e ora gli anni fatto sapere che questa si trasformerà in pensione di vecchia tramite i contributi che ha versato. Le pongo le seguenti domande:
    1. Ricerverà più la pensione di invalidità civile?
    2. Dovrà restiutuire la somma percepita finora della pensione di invalidità civile?
    Cordiali saluti e grazie anticipatamente. Patrizia

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    1. Ciao Patrizia!
      L'assegno ordinario di invalidità al compimento dei 65 anni d'età viene trasformato d'ufficio in pensione di vecchiaia, quindi non si percepirà più la pensione di invalidità civile e non si dovrà restituire nulla all'INPS.-

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  21. Caro Gianfranco la pensione d'inabilità inpdap a 65 anni e tre mesi si trasforma in assegno sociale o in pensione di vecchiaia.Quali miglioramenti comporta? Grazie .
    Antonio

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    1. La pensione di inabilità al compimento dei 65 anni d'età si trasforma in assegno sociale e non comporta alcun beneficio di carattere economico.-

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  22. anonimo salve ho subito un intervento tolto mezza mandibola e ricostruita con osso di perone tolta sempre a me mi anno dato l'invalidita civile e in abile al lavoro mica datosi che nn posso lavorare mica me la tolgono rispondi grazie

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    1. La pensione di invalidità civile è legata al raggiungimento di un'invalidità di almeno il 74%, quindi a meno che ad una visita di revisione non ti venga ridotta la percentuale di invalidità la pensione non può esserti tolta.-

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  23. Buonasera dott.
    Ho un dubbio che mi assilla.
    Sono un venditore ambulante con partita IVA che guadagna meno di 4000 euro all'anno. Posso ottenere l'assegno mensile di assistenza?
    Le informazioni reperite non sono chiare. In alcuni casi si dice che bisogna essere disoccupati, in altri che bisogna non superare il limite di reddito.
    Grazie per la sua eventuale risposta.

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    1. L'assegno mensile spetta ai mutilati e invalidi civili di età compresa tra i diciotto e i sessantacinque anni, nei cui confronti, in sede di visita medica presso la competente commissione sanitaria, sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa in misura non inferiore al 74% (invalidi parziali), che siano incollocati al lavoro, si trovino in stato di bisogno economico, siano cittadini italiani e abbiano la residenza in Italia.
      Età compresa fra i 18 e i 65 anni di età;
      Essere cittadino o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
      Avere il riconoscimento di un'invalidità dal 74% al 99%;
      Disporre di un reddito personale che rientri nei limiti
      Non svolgere attività lavorativa;
      Importo anno 2014 = euro 279,19 per 13 mensilità; Limite di reddito euro 4.795,97.-
      Con un'invalidità al 100% il limite di reddito sale a 16.449,85 euro.-

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    2. Grazie della risposta.
      Però ho trovato in rete un messaggio INPS del 6 marzo 2008 n.5783 in cui dice, tra le altre cose, che:
      "La dichiarazione che viene resa con la compilazione del nuovo Modulo ICLAV2008, allegato al messaggio 3043 del 6.2.2007 (1), di prestare attività lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione (per l'anno in corso, euro 7500 per il lavoro dipendente e euro 4500 per il lavoro autonomo) equivale alla dichiarazione di non prestare alcuna attività."
      E ancora:
      "Alla luce di quanto sopra, nel caso in cui l'invalidità abbia come unica fonte di reddito quella derivante dall'attività lavorativa svolta, sebbene ciò, come evidenziato, permetta la conservazione dello stato di disoccupazione, l'assegno mensile spetterà solo se detto reddito rientrerà nel limite sopra indicato."
      E' un messaggio che non ha più valore visto che è del 2008?

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    3. Purtroppo il messaggio a cui ti riferisci non ha più alcun valore.-

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  24. Buonasera dott, ho 52 anni e 31 anni di contribuzione lavoratore dipendente, nel 2008 e poi nel 2011 ho subito due interventi e successivo riconoscimento di invalidità totale e inabilità al lavoro al 100 % art 2 e 12 L 118/71
    lavoro e percepisco anche un assegno di invalidità dal 2012. La mia domanda è se potrò usufruire del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 per il pensionamento a 55 anni
    grazie e cordiali saluti

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    1. Il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 (articolo 1, comma 8) prevede la possibilità per i lavoratori, iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, con invalidità non inferiore all’80%, di anticipare l’età pensionabile (pensione di vecchiaia) a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini.
      La Corte di Cassazione, con sentenza n. 13495/2003, ha ribadito che tale opportunità spetta con una invalidità pari o superiore all'80%, comprese le persone con sordità prelinguale, statuendo inoltre che l’invalidità da considerare è quella civile come definita dal Decreto del Ministero della Sanità 5 febbraio 1992.
      Diverso il trattamento per i lavoratori non vedenti. Nel loro caso è ancora vigente il limite di età è di 50 anni per le donne e di 55 per gli uomini (art. 9, Legge 218/1952, confermato dall’art. 1, comma 6, Decreto Legislativo n. 503/1992).-

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  25. salve mia mamma ha vinto il ricorso per la pensione di accompagnamento e da 2 anni che ha fatto il ricorso che ha vito non sappiamo piu niente il padronato dice che a momenti arriveranno tutti gli arretrati ... io mi chiedo ma l'avvocato del padronato della cgl che compenso gli tocca ????
    visto che sono sempre sfuggenti alla domana posso avere una risposta da lei?
    esiste una percentuale sul totale degli arretrati dell'accompagnamento che deve percepire mia mamma???
    il padronato e un sindacato e dovrebbe essere un aiuto al cittadino compreso anche il legale che ci fa parte?????

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    1. Ciao Aurelio!
      Quando Tua madre ha affidato l'incarico al patronato di presentare un ricorso per l'indennità di accompagnamento deve aver sottoscritto l'impegno a versare al patronato una quota degli arretrati che avrebbe percepito, quindi se ha sottoscritto l'impegno deve rispettarlo, altrimenti non deve nulla ne al patronato ne all'avvocato.-

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  26. Buongiorno sono invalido 100% a breve chiedero' assegno ordinario gia' prendo assegno di assistenza volevo chiedere se i due assegni sono compatibili se non si supera un certo reddito e se la commissione puo' variare la mia percentuale di invalidita'
    grazie
    Matteo

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    1. Ciao Matteo!
      Dipende dall'importo dell'importo dell'assegno ordinario di invalidità, infatti il limite di reddito per il diritto al'assegno mensile di assistenza è di euro 4.795,97.-

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  27. Caro Gianfranco avendo ricevuto prima dall'ASL L.108/71 e successivamente l'inabilità 100% C.M.V. nella scuola,mi spettano i 2 mesi per ogni anno prestato?
    Occorre fare domanda all'INPS.Grazie per la risposta.Antonio

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    1. Ciao Antonio!
      NO!
      Nel devi presentare alcuna domanda all'INPS in quanto l'accredito dei contributi figurativi potrai richiederlo al momento del raggiungimento dei requisiti pensionistici.-

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  28. salve sign.Gianfranco sono Vito,65 anni compiuti a febbraio,percepisco la pensione di invalidità e accompagno le scrissi a gennaio per sapere se la pensione d'invalidità al compimento dei 65 anni sarebbe diventata pensione sociale e lei mi ha risposto che sarebbe passata in automatico da invalidità a sociale ,il mese di marzo ho percepito sempre la somma della pensione ed anche stamattina non è cambiato nulla... cosa mi consiglia di fare? Grazie attendo gentile riscontro Vito

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    1. Ciao Vito!
      Ti consiglio di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  29. Salve Gianfranco, ho 50 anni e mi è stato riconosciuto il 46% di invalidità dopo un infarto. Sono collaboratrice familiare da un anno e mezzo ma mia figlia ora non vuole che vada più a lavorare nel bar. ho qualche diritto?

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    1. Ciao Patrizia!
      Se la percentuale di invalidità è pari o superiore al 46% ma inferiore al 67% - si ha diritto ad ottenere protesi, ortesi e/o ausili, l'iscrizione nelle liste speciali di collocamento.-

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  30. Caro Gianfranco la pensione d'inabilità IO dell'INPDAP che non supera i 16.000 euro è compatibile con l'assegno ordinario d'invalidità?

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    1. Purtroppo NO!
      La pensione di inabilità è alternativa all'assegno ordinario di invalidità.-

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  31. dottor censori ,mi puo dare delle risposte inerenti all assegno sociale,sono una persona con invalidità al 100x100 con indennità di accompagnamento,avendo 65 anni di età, compiuti a febbraio so che l assegno che prendo x invalidità civile mi verra trasformato a assegno sociale posso sapere se la cifra e la stessa? e inoltre mia moglie anche lei invalida civile a settembre compirà 65 anni, le spetterà l assegno sociale? chiaramente anche lei ora prende l assegno di invalidità 270 euro, dicevo le spetterà anche se io prendo l assegno sociale? praticamente marito e moglie possono prendere l assegno sociale?spero tanto di non aver fatto confusione .grazie buona sera.

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    1. - Al compimento dei 65 anni di età, l'assegno mensile di assistenza viene trasformato automaticamente in assegno sociale, con i limiti di reddito dell'invalidità civile, e l'importo aumenta per diventare quello dell'assegno sociale.-
      - SI! L'assegno sociale spetta sia al marito che alla moglie, ovviamente se sono entrambi senza redditi.-

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  32. Buongiorno, mi è stata riconosciuta una invalidità al 100 % e l'handicap per la 104.
    Volevo cortesemten chiedere se con un contratto di lavoro co.co.pro. posso richiedere comunque l'assegno ordinario di invalidità. Dal sito dell'inps leggo che è riconosciuto solo fino al 99 % di invalidità. Grazie in anticipo

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    1. Purtroppo NO!
      Con un'invalidità al 100% si ha diritto alla pensione di inabilità che è però incompatibile con ogni attività lavorativa.-

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    2. Mi scusi ma come è possibile che mi abbiano riconosciuto una invalidità del 100 % se ho chiaramente informato la commissione che ho un lavoro che svolgo regolarmente. Si può eventualmente fare ricorso per farsi riconoscere una percentuale inferiore. Mi sembra veramente paradossale. Con il 100% inoltre mi viene concesso di iscrivermi alle liste dei disabili, e anche questa è una contraddizione. Grazie in ogni caso per le informazioni

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    3. In effetti sembra paradossale anche a me!
      E' la prima volta che mi capita che un invalido si lamenti perché gli è stata riconosciuta una percentuale di invalidità superiore a quella che si aspettava.-
      Ti consiglio di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per farti consigliare al meglio sul da farsi.-

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  33. caro Gianfranco sono un pensionato inabile inpdap volevo sapere se devo presentare la dichiarazione dei redditi

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    1. E' obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi solo chi ha o più di un CUD nel corso dello stesso anno fiscale, o ha delle spese da portare in detrazione.-

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  34. Caro Gianfranco sono un pensionato inabile inpdap,avendo avuto la pensione d'inabilità a 60 anni,e quindi senza benefici contributivi,credo,mi conviene a 65 anni e tre mesi chiedere la riconversione in pensione di anzianità,l'importo è uguale ?la pensione 'IO è retributiva, grazie per la risposta.

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    1. SI!
      L'assegno ordinario di invalidità al compimento dell'età pensionabile viene trasformato d'ufficio in pensione di vecchiaia e l'importo sarà lo stesso a meno che non siano stati versati altri contributi all'INPS successivamente alla concessione della pensione.-

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  35. Salve Gianfranco quali sono i requisiti pensionistici per un pensionato inabile INPDAP? forse i famosi 65 anni?

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    Risposte
    1. Il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 (articolo 1, comma 8) prevede la possibilità per i lavoratori, iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, con invalidità non inferiore all’80%, di anticipare l’età pensionabile (pensione di vecchiaia) a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini.
      La Corte di Cassazione, con sentenza n. 13495/2003, ha ribadito che tale opportunità spetta con una invalidità pari o superiore all'80%, comprese le persone con sordità prelinguale, statuendo inoltre che l’invalidità da considerare è quella civile come definita dal Decreto del Ministero della Sanità 5 febbraio 1992.
      Diverso il trattamento per i lavoratori non vedenti. Nel loro caso è ancora vigente il limite di età è di 50 anni per le donne e di 55 per gli uomini (art. 9, Legge 218/1952, confermato dall’art. 1, comma 6, Decreto Legislativo n. 503/1992).

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  36. Buonasera Gianfranco, ho compiuto 65 anni il 19 marzo e sono da 14 anni pensionato con inabilità lavorativa inoltre sempre da 14 anni percepisco l'invalidità civile al 100% ho un reddito personale di €.14,500 mia moglie prende una pensione di €.480,00 volevo che mi spiegasse ora che ho compiuto i 65 anni cosa succede?ho sentito parlare di sssegno sociale ne ho diritto?
    Grazie per la sua disponibilità.
    Saluti Franco

    RispondiElimina
  37. Scusami ho dimenticato di chiederti se ho diritto all'assegno sociale quale somma avrei al mese?
    Grazie

    RispondiElimina
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    1. Ciao Franco!
      Purtroppo NO!
      L'assegno sociale spetta solo a chi non dispone di altri redditi.-

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  38. buongiorno.....Sign.Censori....domanda...c'è l'obbligo del datore di lavoro ad inviare la busta paga al dipendente in malattia ? grz. per l'attenzione.

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    1. Dipende dalla durata della malattia!
      Se la malattia ha una breve durata il lavoratore può ritirare la busta paga al rientro in servizio, altrimenti il datore di lavoro può inviarla al lavoratore per posta, ma è un dettaglio di scarso significato, in quanto l'importante è che venga regolarmente corrisposta la retribuzione.-

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  39. buonasera sig.r gianfranco sono gennaro ho pensione i.o. da maggio 2009 con 38 anni di contributi e a maggio 2014 ne avro 43 anni con 60 di eta potro fare la ricogiuzioni dei 5 anni come verrano calcolati il calcolo di tutti i contributi o solo i 5 anni grazie della sua gentile disponibilita spero che sia stato chiaro aspetto vostra risposta grazie.

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    Risposte
    1. Ciao Gennaro!
      SI!
      Dopo 5 anni si può richiedere la ricongiunzione dei contributi, quindi il ricalcolo della Tua pensione verrà effettuato in base ai contributi versati negli ultimi 5 anni.-

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  40. buonasera Gianfranco cono un uomo di 44 anni,premetto che nel 2009 mi e stata data l'invalidità del 46% poi nel 2014 ho fatto la domanda di aggranvamento visitato sia dalla asl e dall'inps mi hanno dato l'invalidità dell'80% dopo ho fatto la domanda del invalidità contributiva premesso che ho 23 anni di contributi quanto potrei prendere, poi purrtroppo sono rimasto disoccupato, e nel frattempo ho fatta la domanda di disoccupazione chiamata ora aspi ora mi e arrivata dall'inps se devo scegliere una delle due, sono andato ai sindacati per chiedere se potevo prima usufruire dell Aspi e poi finita in automatico prendere l'invaliditàcontributiva, e poi se lavoravo mentre prendevo la contributiva la somma era sempre quella e se ha visita mi diminuivano il punteggio perdevo il diritto di prendere l'invalidità

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    1. Purtroppo in Italia non c'è niente di automatico, quindi se opti per l'ASPI al termine devi ripresentare all'INPS una nuova domanda per il ripristino della pensione di invalidità.-
      Ovviamente è possibile che se riprendi l'attività l'attività lavorativa a una successiva visita medica ti venga ridotta la percentuale di invalidità.-

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  41. Mio marito percepisce la pensione io da maggio 2008 .da dicembre 2011 non lavora piu in azienda ma da due anni fa un lavoro partime che le porta a guadagnare intorno ai mille euro all anno .abbiamo richiesto il rinnovo della pensione io che scade a d aprile , ho letto collegandomi sul sito dell inps tra domande presentate che gli e stata riconfermata , ma su un altra domanda scartata per errore di calcolo . Mio , marito fa 66 anni a giugno e ha 39anni e 6 mesi di contributi . Non avendo nessun altro reddito ci possono bloccare la pensione io. La ringrazio della sua disponibilita nel rispondermi.

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    1. Da quello che mi scrivi non ho idea di cosa possa essere successo, Vi consiglio quindi o di rivolgervi al patronato che vi presentato la domanda o di presentarvi direttamente alla sede INPS di zona per verificare lo stato della pratica di Tuo marito.-

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  42. salve sigr gianfranco leggendo su sito inps x cumolo pensionato invalidita dipendente con 40anni di contributi non ce cumolo e vero perche io li sto paganto grazie x la risposta

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    1. Ciao Gennaro!
      ASSEGNO DI INVALIDITA'
      Per i titolari di assegno di invalidità la legge prevede un doppio taglio dell’assegno se il titolare continua a lavorare. La pensione si riduce del 25% se il reddito supera quattro volte il trattamento minimo annuo e del 50% se supera cinque volte.
      Se l'assegno ridotto resta comunque superiore al trattamento minimo può subire un secondo taglio. Ciò dipende dall’anzianità contributiva sulla base della quale è stato calcolato:
      con almeno 40 anni di contributi non c'è alcuna trattenuta aggiuntiva, perché in questo caso l'assegno è interamente cumulabile con il reddito da lavoro dipendente o autonomo;
      con meno di 40 anni di contributi scatta la seconda trattenuta che varia a seconda che il reddito provenga da lavoro dipendente o autonomo.
      Nel primo caso è pari al 50% della quota eccedente il trattamento minimo. Nel secondo caso invece è pari al 30% della quota eccedente il trattamento minimo e comunque non può essere superiore al 30% del reddito prodotto.
      In caso di trasformazione dell’assegno in pensione di vecchiaia la pensione è cumulabile con i redditi da lavoro.
      PENSIONE DI INVALIDITA’
      Se la pensione di invalidità è superiore al trattamento minimo può subire una trattenuta. Ciò dipende dall’anzianità contributiva sulla base della quale è stata calcolata:
      con almeno 40 anni di contributi non si effettua la trattenuta, perché in questo caso la pensione di invalidità è cumulabile con il reddito da lavoro dipendente o autonomo;
      con meno di 40 anni di contributi si effettua la trattenuta che varia a seconda che il reddito provenga da lavoro dipendente o autonomo.
      Nel primo caso è pari al 50% della quota eccedente il trattamento minimo. Nel secondo caso invece è pari al 30% della quota eccedente il trattamento minimo e comunque non può essere superiore al 30% del reddito prodotto.
      In caso di trasformazione della pensione di invalidità in pensione di vecchiaia la pensione è cumulabile con i redditi da lavoro.
      Sono altresì applicabili le norme che prevedono per il pensionato di età inferiore a quella prevista per il pensionamento di vecchiaia:
      la sospensione della pensione di invalidità se il reddito derivante da lavoro dipendente, autonomo, professionale o di impresa è superiore a 3 volte l’ammontare del trattamento minimo del fondo pensioni lavoratori dipendenti calcolato in misura pari a 13 volte l’importo mensile in vigore al 1° gennaio di ciascun anno.

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  43. gentilissimo sig Gianfranco, sono una signora con reddito zero,ho inoltrato la richiesta per l'assegno sociale ,presso un patronato,a metà marzo, sono molto preoccupata ,visto che non ho nessun reddito e la vita è molto difficile,posso sperare di averla ? Finora non ho avuto nessuna risposta.,grazie

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    1. Di solito l'INPS provvede alla liquidazione dell'assegno sociale dopo circa 3 mesi dalla data di presentazione della domanda.-

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  44. Buongiorno signor Gianfranco,sono Giovanni e prima di tutto la ringrazio per tutte le risposte che ci manda tramite questo forum, e avrei qualche domanda da farle. Con un' invalidita del 85% e 30 anni di contributi e 55 di eta a che eta posso fare domanda di pensione? Ed essendo titolare di assegno ordinario d' invalidita presentando domanda all'inail per malattia professionale in caso di accettazione posso perdere diritto a tale assegno? Grazie

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    1. Ciao Giovanni!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      L'assegno ordinario di invalidità è già una pensione legata ai contributi versati, quindi potrai richiedere solo il ricalcolo della pensione in base ai contributi versati successivamente al riconoscimento dello stesso.-
      L’assegno ordinario di invalidità non è cumulabile con le rendite vitalizie erogate dall’INAIL in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, o con le provvidenze per invalidità civile, se è riferito alla stessa causa.-

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  45. Gent.mo Sig. Gianfranco
    Io sono un invalido al 100% con legge 104 comma 3, attualmente lavoro come dipendente ( dopo che l'INPS mi ha riconosciuto delle residue capacità lavorative nel 1999 ) e percepisco una pensione IO di 170 € mensili ( causa decurtazione per reddito lavorativo); ora dopo quasi 15 anni di lavoro consecutivi non riesco più a conciliare l'attività lavorativa con i miei problemi e vorrei fare domanda inabilità all'imps.
    Le sottolineo che ho anche altri contributi versati negli anni precedenti dopo il militare fatto nell'86 (circa 4 anni )
    Attualmente ho 48
    Cosa mi consiglia di fare?
    Quale potrà essere l'eventuale importo pagato?

    Grazie infinite

    Massimo

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    1. Ciao Massimo!
      Ti consiglio di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per presentare all'INPS la domanda per la pensione di inabilità alla quale hai quasi sicuramente diritto con un'invalidità del 100%.-
      L'eventuale importo della pensione sarà legato all'entità dei contributi versati, e comunque il patronato potrà farti una simulazione di calcolo.-

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  46. Gent.mo , sono nato il 07/09/1953, 40 anni e 6 mesi di contributi, dovrei andare in pensione in ottobre 2014 ante Fornero, ma da giugno 2013 percepisco l' AOI. La DTL ha dato parere positivo Ma l' INPS non si è ancora pronunciata. Secondo lei come dovrei comportarmi.. Anticipatamente la ringrazio
    Cesare

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    1. Ciao Cesare!
      Questa è una valutazione che può fare solo un patronato esaminando la Tua specifica situazione contributiva.-

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  47. Gent.mo Gianfranco, sono nato il 27/12/1954 e il 1/2/2009 mi è stato accordato l'AOI dall'INPS, con 36 anni contributivi. Dal 1/2/2010 ho cessato l'attività lavorativa per dimissioni. Attualmente dispongo anche del riconoscimento di Invalido Civile al 80%. Il prossimo 1/2/2015 "dovrebbe" diventare definitivo l'AOI, dopo la seconda visita INPS, nel qual caso l'assegno diventerebbe pensione di vecchiaia al raggiungimento dell'età pensionabile. Le chiedo se è possibile ottenere, al verificarsi di quanto supposto, la trasformazione dell'AOI in pensione anticipata di vecchiaia a 60 anni, disponendo di un invalidità dell'80%. Cordiali saluti. Franco.

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    1. Ciao Franco!
      SI!
      Il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 (articolo 1, comma 8) prevede la possibilità per i lavoratori, iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, con invalidità non inferiore all’80%, di anticipare l’età pensionabile (pensione di vecchiaia) a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini.
      La Corte di Cassazione, con sentenza n. 13495/2003, ha ribadito che tale opportunità spetta con una invalidità pari o superiore all'80%, comprese le persone con sordità prelinguale, statuendo inoltre che l’invalidità da considerare è quella civile come definita dal Decreto del Ministero della Sanità 5 febbraio 1992.
      Diverso il trattamento per i lavoratori non vedenti. Nel loro caso è ancora vigente il limite di età è di 50 anni per le donne e di 55 per gli uomini (art. 9, Legge 218/1952, confermato dall’art. 1, comma 6, Decreto Legislativo n. 503/1992).-

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  48. ho 61 anni percepisco una pensione io con cud di 14800,00 euro e una pensione di invalidita' civile 100% di 279 euro...non ho mai fatto la ricostituzione della io ...mi consiglia di farla o aspettare...visto che se supero i 16000 euro perdo la pensione di invalidita'...è vero...?

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    1. Ti consiglio di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per una verifica della Tua situazione reddituale, anche se sono corretti i dati che hai indicato per la ricostituzione è meglio che aspetti.-

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  49. ho 72 anni e una pensione inail ho problemi gravi posso chiedere invalidita' e accompagnamento...? sono compatibili le due cose...?

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    1. Trattandosi di una questione di carattere medico, solo il Tuo medico di famiglia può stabilire se nel tuo caso ci sono i requisiti per presentare all'INPS la domanda di invalidità civile e accompagnamento, ed eventualmente le due cose sono compatibili.-

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  50. buongiorno Gianfranco le faccio due domande una e questa mia moglie e titolare di assegno ordinario di invalida definitivo con un reddito di 3200 euro l, anno posso metterla a mio carico con un reddito mio di 20000 euro l,anno? mia moglie a cessato di lavorare da due mesi . l,altra domanda e questa a diritto ad avere la minima visto che lei prende circa 290 euro al mese? grazie.Poi le vorrei dire se melo permette che l,assegno ordinario di invalidita diventa definitivo dopo 3 coffermme e no due come e riportato dal suo sito ,mi scusi,

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    1. - Purtroppo NO! Il limite di reddito da non superare per poter essere fiscalmente a carico di altro familiare è di 2.840,51 euro annuali.-
      - Purtroppo NO! Si ha diritto alla pensione minima al raggiungimento dell'età anagrafica per la pensione di vecchiaia.-
      - NO! Dopo tre riconoscimenti consecutivi, l'assegno di invalidità è confermato automaticamente, ferme restando le facoltà di revisione. Tre riconoscimenti consecutivi significa riconoscimento + 2 conferme consecutive.-

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  51. Gianfranco carissimo ,scrivo per un quesito. Sono pensionato inabile 100%inpdap ho avuto fondi speciali ex ASSt,vorrei sapere se mi spetta a 65 anni anche la pensione complementare?Altrimenti a cosa mi servono i fondi? grazie della risposta

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    1. Purtroppo non posso esserti d'aiuto perché non sono a conoscenza della normativa in materia, Ti consiglio quindi di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per avere informazioni più precise.-

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  52. GENTILISSIMO GIANFRANCO SCRIVO PER MIA MAMMA DI 84 ANNI.STA BENE HA I VARI ACCIACCHI DI SALUTE,PRENDE LA PILLOLETTA DELLA PRESSIONE L UDITO E' QUELLO CHE E' E HA AVUTO IN PASSATO OPERAZIONE ALLO STOMACO E MOLTO TEMPO PRIMA LO STRAPPAMENTO.VOLEVO SAPERE GENTILMENTE SE POSSO USUFRUIRE DI QUALCHE AGEVOLAZIONE O ASSEGNO.RIBADISCO CHE LEI ANCHE CON QUESTI ACCIACCHI FORTUNATAMENTE E' ANCORA AUTONOMA.HA DIMENTICAVO E' STATA OPERATA QUEST'ANNO DI CATARATTA AD ENTRAMBI GLI OCCHI.CON I DOVUTI RINGRAZIAMENTI PORGO DISTINTI SALUTI.

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    1. Purtroppo un'invalidità riconosciuta dopo i 65 d'età non comporta alcun beneficio di carattere economico, a meno che non venga riconosciuto il diritto all'indennità di accompagnamento, Ti consiglio quindi di consultare il Vostro medico di famiglia per verificare se nel caso di Tua madre ci sono i requisiti necessari per presentare eventualmente la domanda all'INPS.-

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  53. ma che significa dopo tre riconoscimenti consecutivi, l' assegno diinvalidita' e confermato automaticamente ,ferme restando le facolta' di revisione . tre riconoscimenti consecutivi significa riconoscimento+2 conferme conecutive Ma non e quello che o detto io ?si spieghi meglio ,per me e per tutti quelli che la seguiamo con affetto l'inps dice che e definitiva dopo tre riconoscimenti ,salvo la facolta' di revisione

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    1. Forse diciamo la stessa cosa ma non ci capiamo!
      Tre conferme, letteralmente significa che prima c'è il riconoscimento e successivamente devono esserci altre 3 conferme, mentre riconoscimento + 2 conferme significa appunto che prima c'è il riconoscimento e successivamente sono necessarie solo 2 conferme.-

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  54. Il Dl del 30/12/1992 n.503 e applicabile anche ai dipendenti dello stato?

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    1. SI!
      Il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 contiene norme per il riordinamento del sistema previdenziale dei lavoratori privati e pubblici.-

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  55. ciao sigr gianfranco grazie dalla risposta del cumolo allora se ho letto bene io non dovrei pagare nessuna trattenuta perche da una domanda precedente mi avete risposto che se lavoravo doveva ancora pagare siccome la somma che pago e alta sono 24euro giornalieri per26gg e non so se mi conviene volevo un suo consiglio grazie e vi auguro una buona pasqua. gennaro

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    1. Ciao Gennaro!
      Purtroppo non posso entrare nel merito di questioni specifiche senza conoscere la situazione contributiva, lavorativa e reddituale della persona interessata, Ti consiglio quindi di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA -CGIL per avere informazioni più precise.-

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  56. Salve,
    mi hanno da poco confermata una invalidità pari al 75%. Io vivo da sola perchè mio marito non vive con me ma percepisce uno stipendio per conto suo. L'assegno mensile di asssitenza mi spetta comunque? Fra un anno al compimento dei miei 65 anni si trasformerà comunque in assegno sociale o lo stipendo di mio marito impedirà sia la riscossione dell'assegno mensile di assistenza e di conseguenza di quello sociale? Grazie.

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    1. Il reddito da prendere in considerazione, ai fini del diritto all'assegno mensile di assistenza e successivamente all'assegno sociale è solo quello personale, e non quello familiare, quindi il reddito di tuo marito è ininfluente.-

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  57. Complimenti per il servizio. Mia zia e' stata riconosciuta invalida civile all' 80% ed avra' diritto alla pensione. cosi come risulta dai verbali. Lei lavora come badante pe 27 ore settimanali. Puo' continuare a lavorare ad orario ridotto per non superare il limite dei 4700 €? Oppure dovra' rinunciare a lavorare poiche' tra i requisiti sul sito INPS c'e' scritto che non deve svolgere attivita' lavorativa (salvo casi particolari)? Grazie Raffaele

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    1. Ciao Raffaele!
      Purtroppo debbo confermarti quello che c'è scritto nel sito dell'INPS e cioè che l'assegno mensile di assistenza è incompatibile con ogni attività lavorativa.-

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  58. Egr.dottore sono invalido civile al 100x100 con accompagno non ho contributi sufficienti volevo sapere se a60 anni posso usufruire dell,anticipo di pensione o devo aspettare 65 anni.

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    1. SI!
      Il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 (articolo 1, comma 8) prevede la possibilità per i lavoratori, iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, con invalidità non inferiore all’80%, di anticipare l’età pensionabile (pensione di vecchiaia) a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini.
      La Corte di Cassazione, con sentenza n. 13495/2003, ha ribadito che tale opportunità spetta con una invalidità pari o superiore all'80%, comprese le persone con sordità prelinguale, statuendo inoltre che l’invalidità da considerare è quella civile come definita dal Decreto del Ministero della Sanità 5 febbraio 1992.
      Diverso il trattamento per i lavoratori non vedenti. Nel loro caso è ancora vigente il limite di età è di 50 anni per le donne e di 55 per gli uomini (art. 9, Legge 218/1952, confermato dall’art. 1, comma 6, Decreto Legislativo n. 503/1992).-

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  59. Buongiorno Dottor Gianfranco, vorrei chiederle alcune "delucidazioni" in merito a detrazioni per familiari a carico ed assegni familiari.
    Sono legalmente separata dal 2011 ma da dicembre 2013 mio "marito" ed io siamo tornati a vivere assieme e abbiamo la medesima residenza.
    Lui è invalido al 70% con domanda di aggravamento in corso in quanto adesso è anche diabetico. E' disoccupato dal 2008 e nullatenente.
    Io ho appena ricominciato a lavorare come dipendente dopo alcuni mesi senza lavoro.
    Ho sentito dire che se i coniugi sono legalmente separati ma convivono senza una "autorizzazione" del tribunale per i "separati in casa" il coniuge senza reddito può essere a carico dell'altro come "altro familiare a carico".
    Sto compilando i moduli per le detrazioni irpef, mi sa dire se è vero? Potrei anche chiedere gli assegni familiari?
    Fino allo scorso anno abbiamo fatto due dichiarazioni ISEE diverse, continuiamo così o dobbiamo fare un unico ISEE?
    La ringrazio anticipatamente per il suo aiuto.
    Maria

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