domenica 16 febbraio 2014

Pensioni Sociali, Assegno sociale, Pensione Integrata al Minimo e Quattordicesima anno 2014


1) ASSEGNO SOCIALE Anno 2014


L'assegno sociale (o pensione delle casalinghe), è una prestazione di natura assistenziale riservata ai cittadini italiani che abbiano 65 anni di età, ai cittadini UE residenti in Italia, e ai cittadini extracomunitari in possesso di carta di soggiorno a partire dal 1.1.2001, con un reddito pari a zero o di modesto importo.-

I limiti di reddito (totale netto) per il 2014 sono pari a
  • euro 5.818,93 annui se il pensionato è solo
  • euro 11.637,86 annui se è coniugato
Il limite per l'anno 2014 per l'assegno sociale è di 5.818,93 euro, ma solo per chi ne fa richiesta al compimento dei 65 anni di età, chi lo ottiene come trattamento sostitutivo della pensione di inabilità ha come limite di reddito quello della pensione di inabilità, fissato per quest'anno a 16.523,20 euro annuali.-

A decorrere dal 1° gennaio 2009 l'assegno sociale verrà corrisposto a chi soggiorna legalmente ed in via continuativa nel territorio italiano da almeno 10 anni.-

L'articolo 20 della legge di conversione del 6 agosto 2008 n. 133, stabilisce infatti che per poter usufruire dell'assegno sociale i cittadini stranieri dovranno soggiornare nel territorio nazionale da almeno 10 anni.-
Pertanto, il cittadino straniero che voglia usufruire di questa prestazione pensionistica dovrà rispettare i seguenti requisiti:
  • 65 anni di età
  • Mancanza di reddito o redditi inferiori ai limiti stabiliti dalla legge
  • Essere in possesso del permesso di soggiorno ce per soggiornanti di lungo periodo o di un permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno
  • Essere residenti in Italia da almeno 10 anni

Valori per l'anno 2014
Assegno sociale fino a 64 anni                             euro 447,61.
Assegno sociale con maggiorazione: 65 anni        euro 460,53.
Assegno sociale con maggiorazione: 70 anni        euro 637,82.

Requisito Anagrafico

Dal 1° gennaio 2018, il requisito anagrafico per il conseguimento dell'assegno sociale a 65 anni di età (ex pensione sociale, cui si ha diritto quando non si superano determinati limiti di reddito personale e coniugale) e degli assegni sociali sostitutivi dell'invalidità civile sarà elevato di un anno.

Applicando l'incremento della speranza di vita anche a queste prestazioni assistenziali, come già previsto dalle leggi n. 122/2010 e 111/2011, nei prossimi anni l'età anagrafica richiesta sarà la seguente:

Anno             Incremento presunto         Incremento          Nuova età
                     speranza di vita (mesi)        di un anno           (anni e mesi)
2012                                       -                                                            65
2013                                       3                                                           65 + 3
2014                                                                                                    65 + 3
2015                                                                                                    65 + 3
2016                                       4                                                           65 + 7
2017                                                                                                    65 + 7
2018                                                                        12                        66 + 7
2019                                       4                                                           66 + 11
2020                                                                                                    66 + 11
2021                                       3                                                           67 + 2
2022                                                                                                    67 + 2
2023                                       3                                                           67 + 5
2024                                                                                                    67 + 5
2025                                       3                                                           67 + 8
2026                                                                                                    67 + 8 



2) PENSIONE SOCIALE anno 2014

La pensione sociale, sostituita dall'assegno sociale dal 1/1/96, è una prestazione di carattere assistenziale concessa a 65 anni a uomini e donne, a condizione di essere cittadini italiani o extra – comunitari, titolari di carta di soggiorno, di essere residenti in territorio italiano, e di non superare la soglia di 364,51 euro mensili, per un totale di 4.738,63 euro annui se il pensionato è solo, e il totale di 9.477,26 euro se cumulati con il reddito del coniuge.-

Valori per l'anno 2014
Pensione sociale                                                  euro 368,89.
Pensione sociale con maggiorazione: 70 anni        euro 637,82.



3) PENSIONE INTEGRATA AL MINIMO anno 2014

Il trattamento minimo è un'integrazione che lo Stato, tramite l'Inps, corrisponde al pensionato quando la pensione, che deriva dal calcolo dei contributi, è di importo inferiore a quello che viene considerato il minimo vitale. In tal caso l'importo della pensione viene aumentato fino a raggiungere la cifra stabilita, di anno in anno, dalla legge.
Per verificare se si ha diritto all’integrazione al minimo bisogna considerare il proprio reddito personale, e  per le pensioni con decorrenza successiva al 1994 bisogna considerare anche i redditi del coniuge. Se si ha un reddito personale annuo inferiore a 6.517,94 euro e di coppia inferiore a 19.553,82 euro l’integrazione spetta sempre. Non spetta se il proprio reddito personale supera i 13.035,88 euro o se quello di coppia eccede i 26.071,76 euro all’anno. Se si hanno redditi intermedi tra il limite basso e il limite alto, l’integrazione spetta in misura parziale. L’integrazione non spetta in alcun caso a chi percepisce una pensione supplementare o una pensione calcolata esclusivamente con le regole del sistema contributivo.-  

Valori per l'anno 2014
Pensione integrata al minimo                                 euro 501,38.
Pensione con maggiorazione sociale ultra60enni    euro 527,21.-
Pensione con maggiorazione sociale ultra65enni    euro 584,02.-
Pensione con maggiorazione sociale ultra70enni    euro 637,82.-


4) QUATTORDICESIMA ANNO 2014

Per i pensionati che hanno compiuto i 64 anni di età, ed hanno un reddito personale non superiore per il 2014 a 9.776,91 euro annui, spetta una somma aggiuntiva per i pensionati residenti in Italia che varia in base all'anzianità contributiva:

Anzianità contributiva fino a 15 anni                  euro 336
Anzianità contributiva da 15 a 25 anni               euro 420
Anzianità contributiva oltre 25 anni                    euro 504
Lavoratori autonomi, servono 3 anni in più, quindi scaglioni da 0 a 18, da 18 a 28 e oltre 28 anni


Nel caso in cui i 64 anni siano raggiunti nel corso dell'anno, la somma aggiuntiva viene corrisposta in proporzione ai mesi di possesso del requisito anagrafico (il mese di compimento dell'età si valuta per intero). La stessa regola vale per le pensioni spettanti per un numero di mesi inferiore all'anno, in quanto la decorrenza è successiva al 1° gennaio.-


Requisiti di reddito per quattordicesima 2014

La quattordicesima viene erogata sulla base del solo reddito personale, che deve essere inferiore ai limiti, in relazione agli anni di contribuzione. Vediamo quali sono questi limiti:
  • 10.112,91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno pari o meno di 15 anni di contribuzione (pari o meno di 780 contributi settimanali) e per i lavoratori autonomi che hanno pari o meno di 18 anni di contribuzione (pari o meno di 936 contributi settimanali);
  • 10.196.91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno più di 15 anni di contribuzione e pari o meno di 25 anni di contribuzione (da 781 a 1.300 contributi settimanali) e per i lavoratori autonomi che più di 18 anni di contribuzione e pari o meno di 28 anni di contribuzione (da 937 a 1.456 contributi settimanali);
  • 10.280,91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno più di 25 anni di contribuzione (da 1.301 contributi settimanali in poi) e per i lavoratori autonomi che hanno più di 28 anni di contribuzione (da 1.457 contributi settimanali in poi).
Il limite di 1,5 volte il trattamento minimo. Il beneficio viene concesso interamente fino ad un limite di reddito uguale a 1,5 volte il trattamento minimo. Oltre tale soglia, l’aumento è corrisposto in misura pari alla differenza tra la somma aggiuntiva e la cifra eccedente il limite stesso (clausola di salvaguardia). Per l’anno 2014 tale limite è pari a 9.776,91 euro.

Redditi da considerare e quelli esclusi. Sono da considerare nel computo i redditi assoggettabili all’IRPEF, nonché i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva, compresi i redditi conseguiti all’estero o in Italia presso Enti ed organismi internazionali. Sono invece, per espressa previsione normativa, esclusi:

  • i trattamenti di famiglia comunque denominati;
  • le indennità di accompagnamento;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • i trattamenti di fine rapporto comunque denominati;
  • le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Sono altresì da non considerare i redditi:

  • delle pensioni di guerra;
  • delle indennità per i ciechi parziali e dell’indennità di comunicazione per i sordi prelinguali;
  • dell’indennizzo previsto dalla L. 210 del 25 febbraio 1992 in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati;
  • della somma di 154,94 euro di importo aggiuntivo previsto dalla Legge n. 388 del 2000;
  • dei sussidi economici che i Comuni ed altri Enti erogano agli anziani per bisogni strettamente connessi a situazioni contingenti e che non abbiano caratteristica di continuità. 

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti


Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Buongiorno, dott. Censori.
    Vorrei porle alcune domande, ringraziandola anticipatamente per la risposta.
    Mia madre percepisce l'assegno sociale per la cifra di € 448,00 circa mensili. Lei ha 74 anni, separata e non ha altri redditi. Ho letto che dopo i 70 anni la cifra dovrebbe essere circa € 630,00.
    * E' possibile quindi richiedere l'adeguamento e gli eventuali arretrati?
    Mio padre, che è venuto a mancare questo settembre, percepiva una pensione di circa € 9180,00 annui.
    Come coniuge separato, mia madre ha diritto alla reversibilità? In che percentuale?
    Se si, l'assegno sociale le sarebbe tolto?

    Grazie, Eleonora

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Eleonora!
      - Purtroppo NO! Non è possibile richiedere gli arretrati della maggiorazione dell'assegno sociale.-
      - SI! La pensione di reversibilità spetta al coniuge anche se separato: se il coniuge superstite è separato con addebito, la pensione ai superstiti spetta a condizione che gli sia stato riconosciuto dal Tribunale il diritto agli alimenti.-
      - La percentuale della pensione di reversibilità è pari al 60%.-
      - Purtroppo SI! Con la pensione di reversibilità si perde il diritto all'assegno sociale.-

      Elimina
    2. Grazie, non sono tutte buone notizie....ma grazie per la risposta tempestiva

      Elimina
  2. Buona sera dott,
    mio babbo ha fatto la domanda della pensione il 23.03.2013. dopo centinaia di mail tra noi e INPS, stiamo parlando di una pensione in regime internazionale, il 01.06.2014 arriva la prima pensione con tutti gli arretrati a partire dal 01.04.2013. l'inps di TERNI ci scrive che onde accelerare la prima rata non procedera con il calcolo delel integrazioni dovute. l'inps di Bologna si prende l'impegno di fare i conti in un secondo momento.
    anzi siccome eravamo sotto le ferie ci chiede di attendere settembre per fare questi conti. attendiamo settembre e ci troviamo che le integrazioni sociali spettano solo dal momento della richiesta in poi.
    mi sono letta e riletta tutte le leggi indicate dal inps e non mi do pace che pur avendo torto loro nel dare in ritardo di un anno una pensione, non abbiamo avuto alcuna possibilità di fare la domanda prima di settembre 2014 in quanto non avevamo un ammontare della pensione.
    mi dice se c'e' qualche possibilità di avere gli arretrati.
    grazie mille e una buona serata,

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Le integrazioni sociali per legge vengono concesse solo se richieste e con decorrenza dalla data di richiesta, quindi non sono previsti arretrati.-

      Elimina
  3. Buonasera dottore,
    una signora nata il 14/06/1929 titolare di IO da 6.440 euro al mese, mai convertito in vecchiaia in quanto titolare di soli 5 anni di contribuzione ha diritto alla 14ma mensilità sulla IO? e visto che non è mai stata richiesta è possibile recuperarne eventualmente gli arretrati? Grazie. Antonietta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      La quattordicesima è prevista solo per chi è è titolare di pensione di anzianità o di vecchiaia, e non sulle pensioni di invalidità.-

      Elimina
  4. Buongiorno Dr. Censori, sto cercando di capirci qualcosa nella pensione di mia mamma. Dunque lei mi dice di aver versato le marche per la famosa pensine delle casalinghe ma attualmente sta prendendo una cifra che mi sembra essere quella dell' assegno sociale fino ai 64 anni. Le preciso che ella è proprietaria dell' appartamento in cui vive, è divorziata, e ha come unico reddito vero il 50% dell' appartamento nel quale conviveva anticamente con mio padre, del quale mio padre le paga un affitto di circa 360 euro nette al mese. Non capisco se sta prendendo l' assegno sociale o la pensione delle casalinghe, ammesso che tra le due ci sia differernza e nel caso che prenda la sociale come mai non le viene data la maggiorazione per gli ultrasettantenni?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giuliano!
      Se Tua madre percepisce una pensione di 447,61 euro mensili, vuol dire che percepisce l'assegno sociale, quindi avrà diritto alla maggiorazione al compimento dei 65 anni d'età.-

      Elimina
  5. buona sera Dr. Censori,,mio padre 75 anni,pensione sociale 447 euro,mia madre pensione sociale 72 anni,447 euro.mia madre invalida civile al 70% da circa 20 anni ,dopo i 65 anni gli anno cambiato la pensione.qualche giorno fa l inps l ha sottoposta a visita di controllo.cosa succedera' se la sua % di invalidita si abbassera?grazie per la cortese attenzione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non c'è problema!
      La percentuale di invalidità è ininfluente ai fini del diritto all'assegno sociale.-
      Comunque non capisco perché i tuoi genitori percepiscono solo 447,61 euro, in quanto dopo i 70 anni d'età in assenza di altri redditi si ha diritto alla maggiorazione.-
      Vi consiglio quindi di rivolgervi al più vicino Ufficio INCA - CGIL per una verifica delle pensioni dei Tuoi genitori.-

      Elimina
  6. Ciao Gianfranco, ti chiedo un aiuto per due quesiti.
    Io e mio fratello abbiamo ereditato un'abitazione a Bagheria(PA) metà ciascuno.
    Il caf mi ha detto che entrambi dobbiamo presentare la dichiarazione, però io leggendo le istruzioni del 730/2014sono convinto del contrario. Ti spiego le nostre codizioni di reddito.
    La mia: Sono pensionato e abito a Milano quindi in un comune diverso della casa ereditata.
    Reddito di mio fratello: disoccupato abita a Bagheria(quindi risiede nello stesso comune della casa ereditata)però vive nella sua casa di proprietà assieme alla moglie e in più possiede un piccolo terreno.
    Ho letto le istruzioni del 730/2014 a pagina 3 dove ci sono i casi di esonero in cui non bisogna presentare la dichiarazione dei redditi.
    Uno dice: chi ha redditi da pensione+ abit. princip e altri fabbricati non locati situati in territorio diverso del comune di residenza non deve fare la dichiarazione. E questo calza a pennello col mio caso e non capisco perchè il funzionario del caf (ignorante) insiste che devo presentare la dichiarazione.
    Poi per mio fratello invece ci sono due paragrafi contrapposti:
    A):sono esonerati chi ha il reddito solo con abit. princip. e altri fabbricati non locati situati in un comune diverso dalla residenza abituale. Con questo paragrafo mio fratello dovrebbe avere l'obbligo della dichiarazione perche la casa erditata è nello stesso comune.
    Però c'è un altro paragrafo di esonero con limite di reddito:
    B):Sono esonerati chi ha redditi da terreni o fabbricati(comprese abitazione principale e relative pertinenze con un reddito uguale o inferiore a 500 euro. Questo peragrafo calza per mio fratello e quindi non dovrebbe presentare la dichiarazione.Mio fratello ha un reddito di 425 euro.
    Ora mentre nel mio caso sono sicurissimo che non devo presentare nulla, per mio fratello chiedo consiglio a te. Secondo il paragrafo A dovrebbe presentarla, mentre secondo il paragrafo B no.Cosa facciamo sceglie lui se presentarla o no. Non Capisco come mai il caf è cosi sicuro che bisogna presentarla.
    Conclusione: secondo me nel mio caso confermo che non devo fare nulla e per mio fratello c'è la facoltà di scelta.
    Aspetto una tua risposta e complimenti per il forum

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Naturalmente quello che ti ho scritto sopra è valito se tutto resta uguale anche per la dichiarazione dei redditi del prossimo anno, ma non penso che per i casi di esonero ci saranno cambiamenti.
      Di nuovo un caro saluto

      Elimina
    2. Ciao Paolo!
      Quello che hai letto è esatto, ma forse ti è sfuggito un particolare, e cioè che il Tuo reddito lordo complessivo, inclusa quindi anche l'abitazione a Bagheria deve essere inferiore a 8.000 euro annuali.-

      Elimina
    3. Ciao Gianfranco, guarda che oltre al caso di esonero reddito degli 8000 euro c'è anche l'altro caso di esonero(come tipo di reddito e non come limite) sempre a pag. 3 delle istruzioni del 730 che appunto dice che sono esonerati i redditi di lavoro dipendente o pensioni+ abit. princip.,relative pertinenze e altri redditi non locati(*)situati in comune diverso dell'abitazione principale, e come ti ho scritto il 24 fa a caso mio.Strano che non lo hai visto è il terzo in alto sempre a pagina tre. Quindi spero che questo lo abbiamo chiarito, aspetto tua conferma, nel senso che non sono obbligato a fare la dichiarazione.

      Per quanto riguarda mio fratello non mi hai risposto, devo dedurre che ho interpretato bene e quindi lui ha la facoltà di scelta se fare o non fare la dichiarazione?
      Salutoni e grazie del tuo tempo

      Elimina
    4. Ciao Paolo!
      Evidentemente non ci capiamo!
      A pagina 3 delle istruzioni per la compilazione del 730 ci sono 3 "specchietti":
      1) Casi di esonero (solo abitazione principale e pertinenze)
      2) Casi di esonero con limite di reddito (ed è il Tuo caso e di tuo fratello).-
      3) Condizione generale di esonero ( e non è il caso che ci interessa).-

      Elimina
    5. Ciao, evidentemente non ci capiamo o abbiamo due istruzioni per la compilazione differenti.
      Nelle mie istruzioni nel primo specchietto in alto al terzo rigo c'è scritto:

      lavoro dipendente o pensioni+ abit. principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati(*) l'asterisco indica:l'esonero non si appilca se il fabbricato non locato è situato nello stesso comune di residenza.
      Ora scusa la mia insistenza, io ho un reddito da pensione+abitazione principale più il fabbricato non locato che non si trova nello stesso comune di residenza e mi sembra pari pari come c'è scritto nelle istruzioni. Il mio caso è preciso al terzo rigo dello specchietto superiore di pagina 3 al terzo rigo.

      Mentre per mio fratello non ho ancora capito cosa deve fare se ha la facolta di scelta di fare o non fare la dichiarazione.
      Mi scuso ancora se ti faccio perdere tempo abusando della tua pazienza e aspetto con ansia una tua risposta

      Elimina
    6. Ciao Paolo!
      Evidentemente c'è un errore nelle istruzioni!
      Comunque come vi ha detto il CAF dovete presentare la dichiarazione dei redditi entrambi, perché la logica è che è si è esentati dal presentare la dichiarazione dei redditi solo per l'abitazione principale e i fabbricati situati nello stesso comune di residenza.-

      Elimina
    7. Ciao Gianfranco, solo per metterti al corrente: per scrupolo ho scaricato dall'agenzia delle entrate tutte le istruzioni degli ultimi tre anni e a pagina tre nel terzo rigo dello specchietto superiore c'è scritto quello che ti ho detto e cioè:
      Sono esentati chi ha reddito da lavoro dipendente o pensioni+ abit. principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati(*) l'asterisco indica:l'esonero non si appilca se il fabbricato non locato è situato nello stesso comune di residenza.
      quindi se leggi bene non è come dici tu che si è esentati se i fabbricati sono situati nello stesso comune ma solo se sono situati nel comune DIVERSO dell'abitazione principale.
      Non penso che ci sia errore nelle istruzioni per tre anni di fila.
      Comunque forse hai tu delle istruzioni diverse, stamattina sono andato in un altro caf e mi ha confermato che io sono esentato e mio fratello può sceglire di farla oppure no. Volevo metterti a conoscenza, e vedere le istruzioni dal sito dell'agenzia delle entrate. La logica è una cosa ma le leggi sono un'altra cosa.Scusa se mi sono permesso di contraddirti ma stavolta forse hai dato un'informazione sbagliata

      Elimina
    8. Ciao Paolo!
      Ti ringrazio per la precisazione!
      Approfondirò la questione con il mio CAF di riferimento e mi riservo di ritornare sull'argomento quando avrò chiarito la questione.-

      Elimina
    9. Ciao Gianfranco, speravo mi rispondessi anche a me oggi, evidentemente non hai avuto tempo di approfondire col tuo caf. Speriamo che col tempo non ti dimenticherai il nocciolo dei quesiti se no ti tocca rileggere di nuovo tutto.Nella speranza di sapere qualche tua conferma, ti saluto e ti auguro un buon fine settimana

      Elimina

  7. Pensioni - Quali sono
    516 euro di pensione

    Pensionati con almeno 70 anni e con reddito inferiore ai limiti stabiliti dalla legge, anche residenti all'estero; titolari di pensione sociale, assegno sociale, di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e autonomi, di pensione dei fondi esclusivi e sostitutivi; invalidi civili con 70 anni di età; invalidi civili totali, sordomuti, ciechi civili assoluti o titolari di pensione d’inabilità con almeno 60 anni di età.

    Questi i soggetti che hanno diritto ad una pensione di 516,46 euro al mese, il famoso milione al mese stabilito con l'articolo 38 della legge numero 448 del 28 dicembre 2001, che per il 2009 è stato elevato a 594,64 euro al mese.

    RispondiElimina

  8. Le maggiorazioni sociali

    L'importo dell'assegno sociale può contare su una maggiorazione sociale in casi particolari.
    A decorrere dal 1° gennaio 2002, è infatti stato stabilito un incremento della maggiorazione sociale per garantire un importo di pensione fino a 516,46 euro al mese per tredici mensilità. Per l'anno 2009 quella maggiorazione è elevata a 594,64 euro.
    Per poter ottenere questa maggiorazione, i titolari di assegno sociale devono avere almeno 70 anni di età. Per i titolari di pensione di inabilità, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti l'età per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale si riduce a 60 anni.
    La maggiorazione può essere concessa ai beneficiari di pensione e ai titolari di prestazioni assistenziali, che, se non coniugati, possiedano redditi personali inferiori a 7.730,32 euro oppure, se coniugati, possiedano redditi propri inferiori a 7.730,32 euro e redditi propri che, sommati a quelli del coniuge, siano inferiori a 13.047,97 euro.
    I redditi da considerare sono gli stessi previsti per la concessione dell’assegno sociale.
    La domanda

    La domanda di assegno sociale e delle eventuali maggiorazione va presentata su un modulo disponibile presso le Sedi dell’INPS o presso i patronati sindacali.
    Alla domanda devono essere allegate:

    l'autocertificazione dei dati personali;
    la dichiarazione della situazione reddituale;
    la dichiarazione di responsabilità riguardo eventuale ricovero in istituto con retta a carico dello Stato.

    L'assegno decorre dal mese successivo alla data di presentazione della domanda.

    RispondiElimina
  9. Per poter ottenere questa maggiorazione, i titolari di assegno sociale devono avere almeno 70 anni di età. Per i titolari di pensione di inabilità, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti l'età per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale si riduce a 60 anni.
    Dott Censori può delucidarmi su questo argomento che ho letto in internet e si discosta da quello che ha consigliato ad alcuni lettori invalidi civili totali che le hanno chiesto informazioni sul diritto di ricevere l'assegno sociale maggiorato dalla legge Berlusconi del 2001 e di cui lei fa differenza tra assegno pensionistico e prestazione assistenziale? Addirittura per gl'invalidi totali l'età si riduce a 60 anni e lei non lo consiglia nemmeno a chi ha già 70 anni.

    RispondiElimina
  10. Il patronato inca mi ha fatto fare domanda di maggiorazione avendo già compiuto 70 anni ed invalido totale con accompagnamento, dicendomi che mi spettano gli arretrati di 5 anni . A 65 anni l' assegno d'invalidità mi è stato convertito ad assegno sociale. Secondo lei ho diritto o no agli arretrati? E la maggiorazione a 70 anni compiuti mi spetta e quale importo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assegno sociale:
      Valori per l'anno 2014
      Assegno sociale fino a 64 anni euro 447,61.
      Assegno sociale con maggiorazione: 65 anni euro 460,53.
      Assegno sociale con maggiorazione: 70 anni euro 637,82.
      Purtroppo non è prevista la corresponsione degli arretrati.-

      Elimina
  11. Qui si legge la circolare sull'argomento del precedente post:

    http://www.handylex.org/stato/c010302.shtml

    Mi rendo conto che l'argomento è vasto e soggettivo ai redditi di ognuno ma credo di aver capito che gl'invalidi totali al 100% ne abbiano diritto a partire dai 60 anni.

    Dott. Censori gradirei se possibile un suo parere che chiarisca i dubbi di tante persone che come me navigano in rete per avere notizie esatte sull'argomento.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La pensione di invalidità è incompatibile con l'erogazione di altre pensioni di invalidità erogate da altri organismi (es. INPS, INPDAP ecc.) . È inoltre incompatibile con pensioni di invalidità di guerra, lavoro e servizio. Al compimento dei 65 anni di età, la pensione viene trasformata automaticamente in assegno sociale, con i limiti di reddito dell'invalidità civile, e l'importo aumenta per diventare quello dell'assegno sociale.-

      Elimina
    2. Dott. Censori la domanda è: SI HA DIRITTO O NO ALL'ASSEGNO SOCIALE AL COMPIMENTO DEI 60 ANNI PER GL'INVALIDI CIVILI AL 100% INDIPENDENTEMENTE DAI CONTRIBUTI VERSATI? Ancora non ha dato una risposta chiara e continua ad affermare che l'età per ottenere l'assegno sociale è 65 anni ma soprattutto non dice che si può ottenere una maggiorazione dal decreto legge 28 dicembre 2001, n.448, per cui si può ottenere un aumento uguale a chi ha compiuto 70 anni.

      Elimina
    3. La mia domanda era: AL COMPIMENTO DEI 60 ANNI CHI E' INVALIDO CIVILE AL100% HA DIRITTO ALL'ASSEGNO SOCIALE ED ALLA MAGGIORAZIONE della legge 28 dicembre 2001, n. 448 indipendentemente dai contributi? Si o no? Lei continua a ripetere l'età di 65 anni e tralascia la risposta che desidero che lei confermi. Continua a dire che l'importo si ha a 65 anni ed è di euro 460,53 quando da ricerche da me effettuate l'importo è di più di 630,00 euro e se ne ha diritto se non si supera il reddito, richiesto. Lei di questo non accenna, evidentemente non ci siamo capiti. Adesso spero di essere stato chiaro.

      Elimina
    4. Soprattutto, se possibile, desidero la conferma dell'età di 60 anni e non di 65 come lei sempre continua a ripetere. Grazie.

      Elimina
    5. Purtroppo NO!
      La Legge 28 dicembre 2001, n. 448 è stata modificata dalla legge Fornero per la parte che riguarda l'età minima necessaria, come è stata modificata l'età pensionabile per tutti gli altri lavoratori.-

      Elimina
    6. A cura della Direzione Centrale per le Pensioni
      -
      Gruppo Controllo Elaborazione Pensioni
      pagina
      1
      Istituto Nazionale Previdenza Sociale
      Direzione centrale delle Prestazioni
      R
      innovo 20
      1
      4
      -
      Tabelle
      A cura della Direzione Centrale per le Pensioni
      -
      Gruppo Controllo Elaborazione Pensioni
      pagina
      33
      Tabella M
      5
      INCREMENTO AL MILIONE
      Articolo 38 della legge 448/2001, Finanziaria 2002
      Modificato dall’articolo 5 comma 5 della legge 127/2007
      1

      AUMENTO DELLE PRESTAZIONI INVCIV PER TITOLARI DI ETÀ COMPRESA
      TRA I SESSANTA E I SESSANTACINQUE ANNI

      INVALIDI CIVILI
      TOTALI E I SORDOMUTI (fasce 20, 21, 22, 26, 30, 31,
      32, 33, 39, 43)

      CIECHI TOTALI (fasce 6, 11)
      Anno
      Importo
      pensione
      Limiti di reddito
      Importo mensile aumento
      spettante
      Pensionato solo
      (A)
      Pensionato
      coniugato (B)
      2013
      275,87
      8.214,31
      13.964,21
      356,00

      A
      -
      (RP+INVCIV)

      / 13

      B

      (RF+RP+INVCIV)

      / 13
      2014
      279,19
      8.291,66
      14.110,59
      358,63

      A
      -
      (RP+INVCIV)

      / 13

      B

      (RF+RP+INVCIV)

      / 13

      Elimina
    7. La Legge 28 dicembre 2001, n. 448 è stata modificata dalla legge Fornero per la parte che riguarda l'età minima necessaria, come è stata modificata l'età pensionabile per tutti gli altri lavoratori.

      Elimina
    8. Questa su è la tabella inps 2014 nella parte che si riferisce agli invalidi totali ed agli aumenti alle fasce d'età tra i 60 e 65 anni


      e questo è il link da dove l'ho estratto: http://www.inps.it/circolarizip/circolare%20numero%207%20del%2017-01-2014_allegato%20n%204.pdf

      Dott. Censori io mi riferisco agli invalidi non lavoratori: Mi nomina la legge Fornero ma la tabella è aggiornata al 2014. Lei continua a non capirmi o finge? Le sto inviando diversi post e non credo di essermi spiegato male. Mi segnala lei un link in cui si cita la legge da me nominata e la modifica della Fornero ma nello specifico delle maggiorazioni dell'assegno sociale agli invalidi totali ed all'età di 60 anni che lei dice sia stata modificata? Io non ho trovato notizie in merito. Forse lei si riferisce all'età per ricevere l'assegno sociale che adesso è di 65 anni e 3 mesi ma io insisto nel citare il diritto dato agli invalidi totali ad ottenere l'aumento della sociale a 60 anni nella legge 28 dicembre 2001, n.448 e di cui chiedo notizie di eventuali modifiche con la Monti-Fornero.

      Elimina
    9. Da circolare inps 17 gennaio 2014:

      13. Incremento delle pensioni in favore dei soggetti disagiati di cui all’articolo 38, commi da 1 a 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (maggiorazioni sociali)



      Ai sensi del comma 5 dell’art. 5 della legge 127/2007 il limite di reddito annuo per l'incremento delle pensioni in favore di soggetti disagiati di cui all'art. 38, commi da 1 a 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 è aumentato in misura pari all'incremento dell'importo del trattamento minimo delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, rispetto all'anno precedente.

      Pertanto, per l’anno 2014 il limite di reddito per il diritto alla maggiorazione in argomento è pari ad euro 8.291,66.

      Si ricorda che il comma 4 dell’art. 5 della legge 127/2007 stabilisce che, qualora erogata, la somma aggiuntiva prevista al comma 1 del medesimo art. 5 (cosiddetta 14a), costituisce reddito per un importo pari a 156,00 euro ai soli fini dell’attribuzione delle maggiorazioni sociali di cui all'articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n.448.


      Art. 38.

      (Incremento delle pensioni in favore di soggetti disagiati)

      1. A decorrere dal 1º gennaio 2002 è incrementata, a favore dei soggetti di età pari o superiore a settanta anni e fino a garantire un reddito proprio pari a 516,46 euro al mese per tredici mensilità, la misura delle maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici di cui:
      a) all’articolo 1 della legge 29 dicembre 1988, n. 544, e successive modificazioni;
      b) all’articolo 70, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, con riferimento ai titolari dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
      c) all’articolo 2 della legge 29 dicembre 1988, n. 544, con riferimento ai titolari della pensione sociale di cui all’articolo 26 della legge 30 aprile 1969, n. 153.

      2. I medesimi benefici di cui al comma 1 in presenza dei requisiti anagrafici di cui al medesimo comma, sono corrisposti ai titolari dei trattamenti trasferiti all’INPS ai sensi dell’articolo 10 della legge 26 maggio 1970, n. 381, e dell’articolo 19 della legge 30 marzo 1971, n. 118, nonchè ai ciechi civili titolari di pensione, tenendo conto dei medesimi criteri economici adottati per l’accesso e per il calcolo dei predetti benefici.

      3. L’età anagrafica relativa ai soggetti di cui al comma 1 è ridotta, fino ad un massimo di cinque anni, di un anno ogni cinque anni di contribuzione fatta valere dal soggetto. Il requisito del quinquennio di contribuzione risulta soddisfatto in presenza di periodi contributivi complessivamente pari o superiori alla metà del quinquennio.

      4. I benefici incrementativi di cui al comma 1 sono altresì concessi ai soggetti di età pari o superiore a sessanta anni, che risultino invalidi civili totali o sordomuti o ciechi civili assoluti titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità di cui all’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222.
      Quest'ultimo comma 4 dell'art. 38 è quello a cui mi riferisco. Adesso spero di essere stato chiaro ed attendo una risposta esaustiva in merito.

      Elimina
    10. In un blog si possono dare solo risposte di carattere generale, e non si può quindi entrare nel dettaglio di singoli commi di articoli riferiti a situazioni particolari, Ti consiglio quindi di rivolgerti a un patronato per avere informazioni precise e risposte più dettagliate ai tuoi quesiti.-

      Elimina
    11. Secondo lei il mio quesito è riferito ad una situazione particolare? Parlare di un diritto che la legge riconosce a tutti gl'invalidi sessantenni ma che nessuno ottiene per ignoranza di ognuno, è una situazione particolare? Ho chiesto chiarimenti a lei ottenendo solo risposte vaghe, adesso non ritiene opportuno rispondermi per non entrare nel dettaglio e mi consiglia di rivolgermi ad un patronato. Ma lo sa che il patronato mi diceva quello che lei continua a ripetere e cioè che l'età per avere l'aumento dell'assegno sociale è 65 anni e soltanto dietro mia insistenza e facendo riferimento alla legge su citata mi hanno fatto fare domanda di ricostituzione? Ho scoperto questa legge per puro caso e mi accorgo che non si vuole informare chi ne ha diritto cercando di sviare la risposta.
      Non ho capito se per la totale confusione in mezzo a tante leggi oppure volontariamente per fare cassa sulle spalle di noi disabili oltre ai tanti pensionati ultrasettantenni che nessuno informa, come nel caso della madre di Eleonora del precedente post del 17 settembre.
      Avevo segnalato il quesito per i tanti che ne hanno diritto ed a cui lei continua a dare informazioni errate. Credevo in un suo riscontro in merito ma mi sono sbagliato, preferisce continuare a rispondere senza andare a fondo all'argomento e mi viene un dubbio: ma lei è dottore in quale specializzazione?

      Elimina
    12. Non mi risulta di essermi mai spacciato per "dottore" in quanto non lo sono; ma sono semplicemente un "ragioniere" in pensione, ed attingo le mie informazioni forse dallo stesso patronato al quale ti se rivolto Tu "inutilmente".-
      Evidentemente siamo "indietro" sia io che il mio patronato, quindi quando risolvi la questione con l'INPS fammi sapere così almeno informiamo anche gli altri.-

      Elimina
    13. Rag. Censori, quando nel forum le chiedono informazioni e le scrivono dott. lei non accenna minimamente di non esserlo. Comunque le scrivo perchè intendo precisare che dovrebbe dare notizie esatte e se lei volesse approfondire i miei post precedenti così da aggiornare il patronato a cui lei fa riferimento ed informare esattamente chi si rivolge a voi in cerca di aiuto.
      Per ultimo le consiglio di leggere TABELLE PEREQUAZIONALI pag.33 tabella M5 della circolare del 17//01/2014 dell'INPS dove si legge il diritto di chi ha 60 anni ed invalido totale ad avere l'aumento della legge 448/2001 art. 38.
      Un forum che dà INFORMAZIONI PER TUTTI dovrebbe essere informato correttamente così da consigliare giustamente chi si rivolge in cerca d'aiuto. La legge non ammette ignoranza per cui si continua a legiferare e lasciare all'oscuro gli aventi diritto. Se poi non si fa giusta informazione ci si prende gioco di noi ,specialmente nel mio caso in cui, essendo minorato io come gli altri invalidi, spesso sono i familiari che chiedono informazioni ed a cui lei continua a non dare risposte esatte.
      Lo sa che l'impiegata del patronato a cui mi sono rivolto mi ha detto che pratiche come la mia non ne fanno quasi mai, solo alcune. Chi sono questi "fortunati"? Chi l' ha scoperto per caso come me? Siccome è difficile scoprirlo da soli e se il patronato continua a non informare correttamente chi chiede aiuto, come in questo forum, il gioco è fatto. Si continua nell'ignoranza. Invece di rimanere "indietro" come lei afferma potrebbe aggiornarsi così da dare consigli giusti e non aspettare che l'INPS risolva la mia questione?
      Continuo ad essere fiducioso che lei voglia offrire aiuto e che si possa in futuro ottenere i diritti che spesso vengono negati nell'ignoranza di chi ne ha bisogno e nella burocrazia infinitamente complicata.

      Elimina
    14. OK!
      Non ho è ne tempo ne voglia di portare avanti inutili polemiche, comunque cercherò di approfondire la questione con il mio patronato di riferimento e mi riservo eventualmente di ritornare sull'argomento.-

      Elimina
    15. Le seguenti tabelle sono pubblicate in INFORMAZIONI PER TUTTI (questo forum) su PENSIONI E PENSIONATI e su Adeguamento Annuale delle Pensioni - Minimi Anno 2014:


      Invalidità civile: Invalidi totali
      Invalidità civile 18 anni euro 279,19.-
      Invalidità civile 65 anni euro 364,51.-
      Invalidità civile con maggiorazione 18 anni euro 289,52.-
      Invalidità civile con maggiorazione 60 anni euro 637,82.-

      Invalidità civile: Invalidi parziali
      Invalidità civile 18 anni euro 279,19.-
      Invalidità civile 65 anni euro 364,51.-
      Invalidità civile con maggiorazione 18 anni euro 289,52.-
      Invalidità civile con maggiorazione 65 anni euro 460,53.-
      Invalidità civile con maggiorazione 70 anni euro 637,82.-

      Potrebbe gentilmente chiarire -

      Invalidità civile: invalidi totali con maggiorazione 60 anni euro 637,82
      Invalidità civile: invalidi parziali con maggiorazione 70 anni euro 637,82 -

      -secondo lei chi ha diritto a ricevere questi 637,82 euro?

      Per me è abbastanza chiaro che gl'invalidi totali ne hanno diritto a partire dai 60 anni al pari degl'invalidi parziali che ne hanno diritto al compimento dei 70 anni come tutti gli ultrasettantenni pensionati.

      Vuole gentilmente ritornare sull'argomento visto che nei precedenti post ha dichiarato che le regole sono cambiate con la legge Fornero?

      Mi spiega cosa significa questa tabella che ho letto nel vostro sito?

      Perchè continua a non dire che chi E' INVALIDO TOTALE AL COMPIMENTO DEI 60 ANNI HA DIRITTO ALLA MAGGIORAZIONE ED AI 637,82 EURO? Naturalmente bisogna solo verificare il reddito personale e dell'eventuale coniuge per averne diritto.

      Sarebbe giusto che i patronati dessero un aiuto a chi si trova in simili situazioni e fornissero adeguati consigli invece di depistare con false notizie gli aventi diritto.

      Cordialmente.

      Elimina
    16. Confermo!
      Per i titolari di pensione di inabilità, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti l'età per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale si riduce a 60 anni.-

      Elimina
  12. Salve Dr. Censori, volevo chiederle se l'assegno sociale viene versato mensilmente oppure il versamento è bimensile. La ringrazio e le auguro una buona serata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'assegno sociale, come ogni altro tipo di pensione, purché non sia di importo irrisorio, viene versato dall'INPS mensilmente.-

      Elimina
  13. con 15 anni di contributi come autonomo.ho nel 2014 sessanta anni quando andrò in pensione e con che trattamento

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Essendo nato nel 1954, potrai andare in pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni + 3 mesi d'età, ma dovrai arrivare almeno a 20 anni di contributi.-

      Elimina
  14. con un versamento di contributi di 15 anni prima del 1991,quando andrò in pensione e con quale trattamento considerando che sono contributi da commerciante

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non mi dici il Tuo anno di nascita purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

      Elimina
  15. buongiorno sig. Gianfranco , sono Andrea sto seguendo la situazione dei miei genitori e volevo chiedere a lei dei chiarimenti, mio padre da mesi senza lavoro ha 64 anni con 26 anni di contributi versati e mia madre 64 anni casalinga con pochi anni di contributi versati.
    la mie domande sono:
    - a quanti anni andrà mio padre in pensione e con che somma mensile?
    - mia madre a diritto all'assegno sociale da quando e per quanto tempo?

    certo della sua risposta e cortesia, porgo cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Andrea!
      - Tuo padre essendo nato nel 1950, andrà in pensione di vecchiaia al compimento dei 66 anni + 7 mesi d'età.-
      - L'importo della pensione di vecchiaia è legato all'entità dei contributi versati, comunque con 26 anni di contributi presumo che sarà poco più della minima.-
      - Tua madre al compimento dei 65 anni avrà diritto all'assegno sociale, ma presumibilmente solo in quota parte, perché l'importo sarà legato all'importo della pensione di Tuo padre.-

      Elimina
  16. Ciao Gianfranco, sono francesco, sono invalido al 80% con legge 104/92 dal ottobre 2013, la ditta dove lavoro a chiesto all'ufficio del lavoro del collocamento mirato, la conversione del mio contratto da lavoratore a tempo indeterminato, a assunzione di lavoratore disabile,con legge n.2550 del 21/06/2012, art 40 c.4, senza chiedermi nulla, l'ufficio l'ha concesso, cosa cambia per me , e era possibile farlo. da premettere che io non ho chiesto ne il cambio di mansione ne il ridimensionamento dei turi faccio ancora la notte, cosa mi consigli?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesco!
      L'assunzione di un lavoratore invalido dal collocamento mirato consente all'azienda di rispettare la percentuale di disabili prevista dal la legge in base al numero dei dipendenti.-
      A livello economico e a livello di inquadramento aziendale non deve cambiare nulla per Te, e le Tue mansioni dovranno rimanere compatibili con le Tue condizioni fisiche.-

      Elimina
  17. Buongiorno Dott. Censori,
    volevo sottoporle un quesito, mio padre ha compiuto 65 anni il 3 agosto dell'anno corrente, è coniugato con mia madre che percepisce la pensione di invalidità e accompagnamento, viviamo insieme in affitto.Io da novembre 2013 sono disoccupata, l'affitto è intestato a me. Per il calcolo del reddito bisogna considerare anche quello dei figli o solo quello del coniuge?? Mio padre avrebbe diritto alla pensione sociale?? La ringrazio in anticipo per la risposta. Roberta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Roberta!
      - Per il calcolo del reddito bisogna considerare solo quello del coniuge.-
      - Se Tua madre percepisce solo la pensione di invalidità e l'indennità di accompagnamento, Tuo padre ha diritto all'assegno sociale.-

      Elimina
    2. Sig. Censori anche in questo caso c'è un invalido in famiglia con l'indennità di accompagnamento, per cui invalido totale. Bisognerebbe chiedere quanti anni ha e se in possesso dei requisiti reddituali e di età (60 anni) potrebbe aver diritto all'aumento dell'assegno. Lei ritiene che non debba saperlo? E' giusto che lei approfondisca l'argomento oppure è meglio lasciare nell'ignoranza le persone?

      Elimina
    3. Su un blog si possono dare solo informazioni di carattere generale, in quanto non c'è la possibilità di valutare singolarmente tutte le varie opzioni possibili, mentre per le consulenze personalizzate bisogna rivolgersi a un patronato dove ognuno in base alla sua specifica situazione pensionistica e reddituale può avere una risposta mirata.-

      Elimina
  18. Salve Dottor Censori,
    volevo capire dopo quanto tempo può arrivare fatto la pensione sociale,dopo la richiesta.
    Mio padre ha compiuto 65 anni a Gennaio e ha fatto la richiesta ad Aprile (dopo 3 mesi dal compleanno).Dopo due mesi arriva una carta dell'Inps per comunicarci che mancava un documento.Il patronato ha inoltrato il tutto di nuovo(documento già mandato inizialmente) e ad oggi mio padre non ha ancora ricevuto nulla.Di solito dopo quanto tempo arriva?Dovremmo fare qualche sollecito particolare?Grazie anticipatamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di solito l'INPS provvede al pagamento dell'assegno sociale dopo circa 3 mesi dalla data di presentazione della domanda, e purtroppo nel caso di tuo padre la mancanza di un documento ha ritardato l'evasione della pratica.-
      Comunque a questo punto i termini sono trascorsi, vi consiglio quindi di ritornare al patronato che ha presentato la domanda per far trasmettere un sollecito all'INPS.-

      Elimina
  19. Buonasera , Dott. Censori mi chiamo Fabrizio
    volevo porle il seguente quesito
    Io, mia figlia e mia suocera per l'anagrafe risultiamo essere un unico nucleo familiare
    Io e mia figlia abbiamo redditi da lavoro dipendente
    Mia suocera ha una pensione categoria "SO" e una INVCIV
    Volevo sapere se i redditi miei e di mia figlia creano problemi a mia suocera
    per le sue pensioni , cioè possono toglierle o ri-conteggiarle
    la ringrazio anticipatamente e congratulazioni per il blog

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Fabrizio!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      NO!
      I redditi tuoi e di Tua figlia sono ininfluenti ai fini del calcolo delle pensioni di Tua suocera.-

      Elimina
  20. Dott. Censori oggi ho compiuto 65 anni, posso già domani presentare la domanda per l'assegno sociale oppure devo aspettare per forza altri tre mesi per compilarla e portarla all'Inps? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marcello!
      La decorrenza dell'assegno sociale sarà tra tre mesi ma la domanda puoi presentarla all'INPS anche subito.-
      La domanda va inviata all'INPS per via telematica, perché non accettano più la documentazione cartacea, Ti consiglio quindi di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per tutto l'iter burocratico necessario.-

      Elimina
  21. Salve dott. Censori mia mamma dal 01.08.2014 al 01.10.2014 ha ricevuto un assegno sociale pari ad euro 250 mensili. Mio padre invece dal 01.09.2014 riceve pensione di vecchiaia pari ad euro 1000. Dal momento in cui mio padre ha ottenuto la pensione ho fatto richiesta di sospensione dell'assegno sociale di mia mamma. L'INPS ha accolto la mia richiesta, ma stamattina mi è arrivata una lettera con cui l'INPS mi chiede la restituzione di tutti gli assegni sociali ricevuti da mia mamma. La mia domanda è la seguente: perché l'INPS vuole indietro anche l'importo dell'assegno sociale ottenuto in data 01.08.2014, quando mio padre ha ottenuto la pensione a partire dal giorno 01.09.2014.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo il limite di reddito per il diritto all'assegno sociale è annuale inteso come anno solare, quindi se il limite di reddito viene superato nel 2014, Tua madre deve restituire tutto quello che ha percepito nel corso dell'anno.-

      Elimina
  22. Buongiorno Dott.Censori,nel gennaio 2015 compirò i 65 anni e,non disponendo di reddito alcuno(possiedo solo la casa in cui abito),presenterò domanda all'INPS per la concessione dell'assegno sociale.Poichè anche mia moglie convivente non ha alcun reddito,mi spetta per lei una maggiorazione sull'importo base mensile di Euro 460,53?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se Tua moglie non ha redditi, Tu al compimento dei 65 anni + mesi d'età avrai diritto all'assegno sociale con maggiorazione pari complessivamente a 460,53 euro mensili.-

      Elimina
  23. Salve dottore,
    mio padre e' un pensionato di 81 anni e nell'anno 2013 ha percepito 15.078,72 Euro.
    Mia madre invece ha 74 anni e non percepisce la pensione sociale. Entrambi non hanno altri redditi. Volevo sapere se questo è possibile oppure se mia madre ha diritto a percepire qualcosa. Grazie e a presto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Tuo padre supera il limite di reddito di 11.637,86 euro previsto per entrambi i coniugi, quindi Tua madre non ha diritto all'assegno sociale.-

      Elimina
  24. buonasera vorrei sapere per cortesia se il mio assegno sociale di euro 477,00 assegnatomi il 1 dicembre 2012 viene ridotto e di quanto avendo dal 20 ottobre 2014 la pensione di vecchiaia con salvaguardia di mia moglie la pensione e la minima di euro 501,00 la decorrenza e dal 1/1 /2014 infatti la pensione di mia moglie le stata pagata dal primo gennaio al primo ottobre grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il limite di reddito per il 2014 per entrambi i coniugi per il 2014 è pari a 11.637,86 euro, quindi se il totale delle pensioni è inferiore al suddetto limite avrai diritto all'assegno sociale per differenza fino al raggiungimento del suddetto limite, mentre se è superiore l'assegno sociale verrà revocato.-

      Elimina
  25. Buonasera.
    Le chiedo gentilmente se può chiarimi alcuni dubbi.
    Mia suocera ha 72 anni e non percepisce alcun redditto, se non quello da immobili (una prima casa e una seconda casa).
    E' legalmente separata da mio suocero, il quale percepisce pensione di vecchiaia.
    Mia suocera ha diritto all'assegno sociale e in che misura?
    In caso affermativo, nel caso in cui mio suocero venisse a mancare, ella avrà comunque diritto alla reversibilità, pur percependo l'assegno sociale?
    Grazie e cordiali saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sergio!
      - Tua suocera ha diritto all'assegno sociale solo se il reddito degli immobili è inferiore a 5.818,93 euro all'anno, e comunque eventualmente per differenza, cioè fino al raggiungimento del suddetto limite.-
      - Lo stesso discorso vale per l'eventuale pensione di reversibilità, nel senso che ci sarebbe comunque il limite di 5.818,93 euro.-

      Elimina
  26. buongiorno,mia mamma ha appena compiuto 65 anni,non ha reddito e possiede solo la modesta casa dove abita.e legalmente separata da mio padre da 28 anni.mio padre non ha mai versato gli alimenti nonostante nella sentenza di separazione fosse stabilito che dovesse versare il 20% del suo reddito mensile.mio padre ha una pensione di vecchiaia di 700 euro netti al mese e ne spende 200 di affitto per cui e difficile pretendere qualcosa.quindi le chiedo: mia mamma puo' chiedere l'assegno sociale? l'assegno verra' decurtato o prendera' l'inporto intero?? se verra' decurtato l'unico modo per prendere l'assegno intero e fare il divorzio ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tua madre essendo legalmente separata, se è senza redditi ha diritto all'assegno sociale, ma se nella sentenza di separazione è previsto un assegno di mantenimento, l'importo dell'assegno sociale sarà per differenza.-
      Per poter percepire l'importo intero è necessaria una sentenza di divorzio dove risulti che Tua madre non richiede alcun assegno di mantenimento.-

      Elimina
  27. Salve.mio padre ètitolare di pensione sociale.Ha 69 anni e 4 anni di contributi da lavoro dipendente. può fare richiesta di maggiorazione? se si, quanto gli spetterebbe? Il nostro sindacalista gli ha detto che dobbiamo aspettare che compia 70 anni (il 23 dicembre) ma secondo me poteva farla già 10 mesi fa...visto che l'INPS parla di frazioni di 2,5 anni...lei che mi dice a riguardo? grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I 4 anni di contributi versati da lavoro dipendente purtroppo sono ininfluenti, quindi Tuo padre avrà diritto alla maggiorazione della pensione sociale solo al compimento dei 70 anni d'età.-

      Elimina
    2. Posso fare la domanda già ora visto che finche la prendono in esame compie i 70 anni?

      Elimina
    3. Purtroppo NO!
      La domanda non può essere presentata all'INPS prima del raggiungimento dei requisiti necessari.-

      Elimina
  28. Caro dott, Censori mi rivolgo a lei per un aiuto,mia moglie lavora in una cooperativa parastatale,nel febbraio di quest'anno è stata operata al seno di tumore maligno. E' stata riconosciuta dalla commissione medica invalida al 100 per 100,in più le hanno assegnato la legge 104 PORTATORE DI HANDICAP IN SITUAZIONE DI GRAVITA' (comma 3 art 3).Ancora oggi è in trattamento di radioterapia. Ora vengo al dunque:passati i sei mesi di malattia ,il datore di lavoro non là più pagata, telefonicamente ci ha comunicato che lo dovremmo pure ringraziare perchè non là licenziata. E' possibile una cosa del genere.In attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo SI!
      L'INPS non corrisponde più alcuna indennità dopo 6 mesi consecutivi di malattia, Vi consiglio comunque di rivolgervi al più vicino Ufficio INCA - CGIL per verificare se Tua moglie ha i requisiti necessari per l'assegno ordinario di invalidità o per la pensione di inabilità.-

      Elimina
  29. Buongiorno Sig. Giannfranco
    Ieri ho accompagnato mio suocero alla visita per l'invalidità e come commissione c'era un medico soltanto, ma funziona cosi adesso?
    Mi ricordo quando accompagnavo mia madre erano piu' medici.
    In attesa della sua risposta ringrazio anticipatamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Simona!
      Mi sembra strano!
      In effetti alla visita per l'invalidità civile per legge deve essere presente una commissione medica e quindi non un medico soltanto, presumo pertanto che la visita di Tuo suocero si riferisca ad altro tipo di pratica.-

      Elimina
  30. buonasera, ho un dubbio a cui non riesco a dare una soluzione perchè cercando su internet trovo risposte discordanti: in caso di coniugi senza redditi. la moglie compie 65 anni due anni prima del marito e ottiene l'assegno sociale, ma poi al compimento del 65° anno di età del marito avrà diritto anche quest'ultimo all'assegno sociale? e se sì, per l'intero importo? ho anche chiesto in un caf e mi hanno detto di no, solo un coniuge può avere l'assegno sociale, ma non capisco perchè se è l'unico reddito

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Al CAF Ti hanno dato un'informazione errata!
      Infatti se entrambi i coniugi sono senza redditi, entrambi hanno diritto all'assegno sociale al raggiungimento dei 65 anni d'età, che per il 2014 significa 460,53 euro ciascuno.-

      Elimina
  31. Salve dott Censori,le scrivo per avere delle delucidazioni,ho 69 anni e insieme a mio marito di 67 anni percepiamo l'assegno sociale.Dato che siamo senza redditi e solo in possesso della prima casa,io al compimento dei 70 anni, avro' il diritto alla maggiorazione dell'assegno sociale?Grazie e complimento per il servizio offerto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      In assenza di altri redditi al compimento dei 70 anni avrai diritto alla maggiorazione dell'assegno sociale.-

      Elimina
  32. salve. mio padre ha 74 anni e percepisce la pensione di invalidità più assegno sociale. mia madre l'anno prossimo può richiedere anche lei l'assegno sociale?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ho dimenticato di precisare che mia madre l'anno prossimo compie 65 anni

      Elimina
    2. SI!
      Anche Tua madre al compimento dei 65 anni + 3 mesi d'età, in assenza di altri redditi, avrà diritto all'assegno sociale.-

      Elimina
  33. Buonasera dottore,
    Sono Mirela e volevo chiederle se mia mamma ,cittadina rumena 68anni residente da oltre 10 in Italia con una oensione di cca 200 euro ha diritto alla pensione sociale/integrara per diferenza (premetto che mio padre 69 anni ha una pensione -sempre dalla romania di cca.700 euro) e in caso avesse diritto che documenti bisogna presentare x la richiesta ,la ringrazio e complimenti per il blog

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Mirela!
      Il limite di reddito per il diritto all'assegno sociale per due persone coniugate è pari a 11.637,86 euro annuali, quindi se il reddito di entrambi i Tuoi genitori è inferiore al suddetto limite Tua madre ha diritto alla differenza.-
      Per presentare la relativa domanda all'INPS Vi consiglio di rivolgervi al più vicino Ufficio INCA - CGIL.-

      Elimina
  34. Dott. Censori volevo chiederle in che modo vengono effettuate le verifiche sulla residenza per avere l'assegno sociale? Devo aspettarmi la visita di un vigile come per un cambio di residenza? Se nei giorni in cui effettuano le verifiche dovessi trovarmi fuori città o in vacanza che succede mi negano l'assegno? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non vedo il problema!
      Se sei effettivamente residente nel luogo indicato nella domanda di assegno sociale non hai di che preoccuparti, perché se viene un vigile a cercarti e non ti trova in casa, farà delle indagini per verificare se sei assente da casa solo momentaneamente o se invece vuoi fare il "furbo".-

      Elimina
  35. I contributi volontari per ottenere la pensione di vecchiaia si possono versare anche se si inizia a percepire l'assegno sociale e se si superano i 66 anni o i contributi versati si perdono nel momento in cui si inizia a percepire l'assegno sociale?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non c'è problema!
      Puoi continuare a versare i contributi volontari fino a quando non raggiungerai il limite necessario per la pensione di vecchiaia, a prescindere quindi dall'età, e nel frattempo potrai percepire l'assegno sociale fino a quando non avrai diritto alla pensione di vecchiaia.-

      Elimina
  36. Buongiorno,

    Le illustro la situazione sulla quale vorrei dei chiarimenti:
    Mi madre compirà a gennaio 2015 61 anni, ha solo 4 anni di contributi e non ha altri redditi. E' sposata con mio padre ( 68 anni ) titolare di una pensione di 810 euro/mese maturata nel 2005 ( artigiano ) e che comprende già un piccolo assegno ( 30/40 euro come mantenimento di mia madre ) . Entrami sono proprietari al 50% ciascuno dell'immobile dove abitano ( prima casa ). l'unico reddito che hanno è la pensione di mio padre.

    Volevo chiederle se mia madre avrà diritto all'assegno sociale, se si in che misura e quando?

    grazie

    Alberto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Alberto!
      Il limite di reddito per il diritto all'assegno sociale per due persone coniugate è pari a 11.637,86 euro annuali, quindi se il reddito di entrambi i Tuoi genitori è inferiore al suddetto limite Tua madre avrà diritto alla differenza, ovviamente al compimento dei 65 anni d'età.-

      Elimina
  37. Ciao Gianfranco, ti scrivo come nuova discussione perchè magari quella vecchia te la sei dimenticata. Abbiamo iniziato una discussione il 23 setembre alle 18.59 fino all'8 ottobre 18.58, l'ultima tua risposta è stata il 4 ottobre alle 18.03 dicendomi che approfondirai la questione col tuo caf e mi avresti fatto sapere. Non è per farti fretta ma dopo 26 giorni mi viene da pensare che non mi vuoi rispondere (anche se non è nel tuo stile), però se hai voglia di rileggerti le nostre discussioni e vuoi darmi la risposta sono felicissimo di avermi sbagliato a pensar male.
    Buon fine settimana e comunque vada leggo sempre il tuo forum

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Paolo!
      Per i titolari di pensione di inabilità, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti l'età per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale si riduce a 60 anni.-

      Elimina
    2. Ciao Gianfranco, purtroppo mi hai scambiato per un'altra persona.Come ti ho scritto il 30 ottobre la nostra conversazione è iniziata il 23 settembre alle 18.59, con l'ultima tua risposta il 4 ottobre alle 18.03 e visto che non mi rispondevi più ho ripreso da qui.Comunque non voglio riscrivere tutto di nuovo, se vuoi rispondermi rileggi il post del 30 ottobre è tutto scritto lì, e ti riporta all'inizio delle conversazione iniziale del 23 settembre 18.59 fino all'ultima tua risposta del 4 ottobre 18.03 e ancora aspetto.Naturalmente dovresti rileggerti quei post perchè sicuramente te ne sarai dimenticato.
      Ciao, sperando che non mi scambi di nuovo per un altro, aspetto una tua definitiva risposta

      Elimina
    3. Ciao Paolo!
      Pagina 3 istruzioni 730:
      Casi di esonero:
      1) Specchietto:
      E' esonerato dalla dichiarazione il contribuente che possiede esclusivamente i redditi indicati nella prima colonna, se si sono verificate le condizioni descritte nella seconda colonna.-
      "redditi corrisposti da un unico sostituto d'imposta obbligato ad effettuare le ritenute di acconto o corrisposti da più sostituti purché certificati dell'ultimo che ha effettuato il conguaglio".-
      2) Specchietto:
      E' esonerato dalla dichiarazione il contribuente che possiede esclusivamente i redditi indicati nella prima colonna, nei limiti previsti nella seconda colonna, se si sono verificate le condizioni descritte nella terza colonna.-

      Elimina
  38. Salve dottor Censori mi chiamo Giuseppe le scrivo da napoli percepisco una pensione io di 380 euro mensili netti in piu lavoro come installatore elettrico presso un azienda di Roma la cui e dal mese di giugno che non mi retribuisce lo stipendio sono stato assunto il 9 giugno e il mio contratto scadra' il 31 12 2014 visto che non vi e stato mai un buon rapporto fra me e l'azienda le chiedo se ho i requisiti per richiedere direttamente all'inps le 80 euro e gli assegni familiari di mia moglie tenendo presente che il mio reddito per l'anno 2013 e stato di euro 15.000,00 grazie anticipatamente per la vostra risposta
    distinti saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giuseppe!
      Per quanto riguarda gli 80 euro non ci sono problemi, nel senso che potrai richiederli con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno, mentre per gli assegni familiari può provvedere solo il datore di lavoro, quindi se non ti verranno corrisposti dovrai aprire una vertenza sindacale per il recupero di tutte le Tue spettanze.-

      Elimina
  39. Gentile Dott. Censori sono un investigatore privato sto svolgento una ricerca per un povero vecchietto che e stato truffato da una cittadina ucraina che era una badante del famiglia che a morte della vecchietta ha sposato il mio cliente
    come si fa a sapere in vie ufficiale se la signara ucraina percepisce una pensione in ucraina ?e non vuole farlo sapere in italia grazie ( le solite truffe delle badante a danno dei nostri vecchietti )

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se la signora ucraina percepisce una pensione ucraina essendo residente in Italia dovrebbe dichiararla al fisco, quindi se presenta la dichiarazione dei redditi si può verificare all'Agenzia delle Entrate, se viceversa non la dichiara purtroppo non è verificabile.-
      Si può eventualmente presentare una denuncia alla Guardia di Finanza in modo che vengano fatte delle indagini in merito.-

      Elimina
  40. Esimio Dott. Censori. Sono un pensionato dipendente Statale nel 2000 sono stato riconosciuto invalido per lavoro per Artrosi Cervico/Lombare con Tab. A - Cat. 8° visto che l' I.N.P.D.A.P. ha fatto tutto un cumulo (pensione e invalidità). La mia domanda e la seguente se puoi informarmi quando e la somma mensili della sola invalidita.della tabella sopraindicata. In attesa La porgo distinti Saluti. Francesco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesco!
      Per conoscere il il dettaglio delle Tue pensioni devi richiedere all'INPS/INPDAP il Tuo Modello Obis M.-

      Elimina
  41. Giovanni Grillo05 novembre 2014 20:04
    Buona sera Gianfranco: Sono Giovanni può darmi cortesemente alcune informazioni in merito alla pensione di inabilità Inps calcolata con il metodo retributivo.Mia moglie percepisce l'assegno familiare di euro 51,13 posso io come inabile chiedere l'assegno come tale e sopratutto l'integrazione al minimo visto che il nostro reddito complessivo è di 18.541,00 lordi perché se non sbaglio si considera il reddito al lordo o al netto? Grazie della sua certa risposta.

    Elimina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giovanni!
      - Per la maggiorazione dell'assegno familiare in presenza di un componente inabile è necessaria un'autorizzazione preventiva dell'INPS.-
      - Integrazione al minimo; redditi personali e della coppia:
      Le persone coniugate devono superare un doppio sbarramento: quello del reddito personale che deve restare nei limiti sopra indicati e quello della coppia.
      Quest’anno la situazione si presenta così:
      • reddito personale che non supera 6.517,94 euro e reddito della coppia non oltre 19.553,82 euro; in questo caso al pensionato spetta l’integrazione intera e viene garantito il trattamento minimo di 501,38 euro al mese.
      • reddito personale compreso tra 6.517,94 e 13.035,88 e reddito della coppia compreso tra 19.553,82 e 26.071,76. In questo caso l’integrazione spetta in misura ridotta.
      La legge stabilisce che l’importo spettante è quello minore risultante dal doppio confronto tra il limite massimo di reddito personale (13.035,88) e quello effettivamente posseduto e tra il limite di reddito della coppia (26.071,76) e quello conseguito.-
      Per reddito si intende reddito al lordo delle trattenute IRPEF.-

      Elimina
  42. Gentile Gianfranco, innanzitutto desidero farti i complimenti per l'interessantissimo blog, e poi, approfittando della tua competenza, vorrei porti un paio di questioni sull'assegno sociale, forse ovvie, ma che ancora non ho ben inquadrato.
    1) Per la determinazione dell'assegno, è influente il possesso di beni MOBILI che non diano reddito reale? In soldoni: possedere in banca del denaro (poco) depositato su un cc a INTERESSE ZERO, incide sulla determinazione della prestazione assistenziale (assegno sociale o altro tipo)?
    2) Se (come mi sembra di aver capito) la casa d'abitazione non fa reddito, come mai quando l'INPS, annualmente, chiede il RED, al punto "B" del modulo di autocertificazione (quello presentato dal caaf) occorre dichiarare il reddito della casa di abitazione?
    Attendo con curiosità la tua risposta e ancora complimenti per la tua attività.
    Cordialità. Carlo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Carlo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      - NO! Possedere n banca del denaro depositato a interessi zero è ininfluente ai fini del calcolo dell'assegno sociale.-
      - Va dichiarato il reddito della casa di abitazione solo per fini statistici ma è comunque ininfluente ai fini del calcolo dell'assegno sociale.-

      Elimina
    2. Ti ringrazio per la tua (come sempre) rapidissima, puntuale e precisa risposta: mi è stata molto utile.
      Cordialità.
      Carlo

      Elimina
    3. Ciao Carlo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  43. Buongiorno Dr. Censori, mia mamma percepisce una pensione di 502 euro al mese e ha più di 70 anni. Sono andato ad informarmi all' inps per sapere come mai non prende l' integrazione a 637,82. Mi hanno risposto, se non ho capito male che grazie ai contributi versati prende una pensione che però viene ridotta a causa delle proprietà immobiliari e/o degli altri redditi percepiti. Nello specifico è prprietaria dell' appartamento in cui vive attualmente ed è anche proprietaria al 50% dell' appartamento in cui viveva anni fa con mio padre dal quale si è divorziata. Da mio padre percepisce a titolo di affitto euro 372 nette al mese. Mia mamma vorrebbe chiedere a mio padre la rivalutazione istat dell' affitto a 414 euro mensili ma il mio dubbio è il seguente: se mia mamma ha un introito maggiore da quell' affitto, l' inps le riduce ancora di più la pensione?E se si, di quanto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giuliano!
      Tua madre ha la pensione integrata al minimo, ma non ha diritto alla maggiorazione sociale perché dispone anche di altri redditi, quindi un eventuale maggiore introito per la rivalutazione ISTAT dell'affitto sarebbe ininfluente.-

      Elimina
  44. Dott. Censori volevo chiederle come mai i tempi di erogazione dell'assegno sociale sono così lunghi? (nell'ordine dei 3-4 mesi mi pare) Dati i particolari requisiti richiesti non credo ci siano liste d'attesa lunghe..forse l'INPS è lenta nei controlli? Eppure per valutare l'esistenza di redditi e patrimoni ci sono le banche dati. Non capisco i motivi delle lungaggini

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Massimo!
      Purtroppo è vero!
      I tempi di erogazione di ogni tipo di pensione da parte dell'INPS si aggirano mediamente sui tre mesi dalla data di presentazione della domanda, e presumo che siano i tempi della burocrazia.-

      Elimina
  45. buongiorno,complimenti e grazie in anticipo,io ho mia madre che vive con me dal 2001 in italia,ha fatto domanda per l'assegno sociale a settembre tramite un caf di zona,ma ancora nessuna risposta,cosa bisogna fare? grazie. carmen

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Carmen!
      Di solito l'INPS provvede al pagamento della prima rata di pensione dopo circa 3 mesi dalla data di presentazione della domanda.-

      Elimina
  46. Gentile Censori, settimana scorsa ho inoltrato domanda per l'assegno sociale tramite patronato. Adesso devo aspettarmi una visita dei vigili a casa? Oppure il controllo lo vengono a fare solo per casi sospetti (ad esempio per gli stranieri). Io sono italiana e non ho mai messo piede all'estero. Mi angoscia pensare che devo starmene a casa ad aspettare i vigili senza sapere quando vengono! Potrebbero passare anche tra un mese o due? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Loredana!
      Non vedo di cosa ti preoccupi!
      Se verranno a casa Tua i vigili vorranno solo controllare se Tu sei effettivamente residente all'indirizzo che hai indicato nella domanda di assegno sociale, quindi se non ti troveranno intervisteranno i vicini per avere conferma della Tua residenza.-

      Elimina
  47. Buonasera, ringrazio anticipatamente per questo forum, volevo sapere se potevo chiedere la pensione integrativa al minimo per mia mamma casalinga di 70 anni in base alla legge 122/10 art. 13 essendo a carico di mio papa' che percepisce una pensione di € 957,00 lordi/mensili...(ho letto che il reddito lordo non puo' superare € 15.000, circa annui)....grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per verificare se si ha diritto all’integrazione al minimo bisogna considerare il proprio reddito personale, e per le pensioni con decorrenza successiva al 1994 bisogna considerare anche i redditi del coniuge. Se si ha un reddito personale annuo inferiore a 6.517,94 euro e di coppia inferiore a 19.553,82 euro l’integrazione spetta sempre. Non spetta se il proprio reddito personale supera i 13.035,88 euro o se quello di coppia eccede i 26.071,76 euro all’anno. Se si hanno redditi intermedi tra il limite basso e il limite alto, l’integrazione spetta in misura parziale. L’integrazione non spetta in alcun caso a chi percepisce una pensione supplementare o una pensione calcolata esclusivamente con le regole del sistema contributivo.-

      Elimina
    2. Ringrazio per la sua risposta.....da quello che leggo volevo capire se mia mamma non ha reddito pero' e' coniugata devo prendere il reddito personale di mio papa' (6.517,94) o quello di coppia (19.553,82) ???? mi rivolgero' a un uffico inps e che carte devo esattamente presentare visto che avevo gia' provato ma non sapevano bene questa legge??...grazie mille....

      Elimina
    3. SI!
      Se Tua madre non ha reddito devi prendere il reddito di coppia pari a 19.553,82 euro, e Ti consiglio di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per farti seguire per tutto l'iter burocratico necessario.-

      Elimina
  48. Egregio Gianfranco, avevo fatto una richiesta il 18 c.m. ma vedo che è sparita.Provo a riformularla: sono un lavoratore statale che lavora in regime di pensione e part time dal 2005 anno in cui con 38 anni di contributi ho optato di terminare la mia carriera lavorativa in tale modo visto che era consentito dalla legge vigente.Ora con 62 anni di età verrò collocato in pensione definitivamente con la direttiva del governo Renzi. La domanda è la seguente i calcoli per la nuova pensione saranno fatti ex novo cioè con l'ultimo stipendio per la quota A e ultimi 10 anni per la quota B, oppure verrà tenuta in considerazione come base di calcolo anche quello effettuato nel 2004.Grazie per la risposta cordiali saluti Giancarlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giancarlo!
      La Tua pensione del 2004 verrà solo rivalutata in base ai contributi versati successivamente.-

      Elimina
  49. Salve Dr. Censori nel 2010 a visita la commissione medica mi riconosce l'ottanta per cento di invalidità, preciso il mio legale fa ricorso e il giudice mi riconosce il 100% di invalidità, l'inps dopo ben otto mesi mi rigetta la sentenza motivando che il ricorso è stato impostato per la richiesta del solo accompagnamento e non per il 100% di invalidità, quindi quattro anni al vento di arretrati e sentenza carta straccia. Posso impugnare la sentenza o riconoscere la responsabilità del mio legale può cortesemente darmi una sua consulenza. Ringraziandola sinceramente le porgo distinti saluti.
    Francesco Calabrese

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesco!
      Volendo puoi ricorrere a un altro legale ma ho paura che perdi solo tempo e denaro perché non è facile dimostrare le eventuali responsabilità del Tuo avvocato, in quanto a suo tempo ti avrà sicuramente fatto firmare una liberatoria, e una sentenza di un tribunale non è impugnabile.-
      Purtroppo a questo punto l'unica strada percorribile è quella di ricominciare da capo tutto l'iter burocratico con una domanda di aggravamento.-

      Elimina
  50. Salve Dr. Censori il mio nuovo legale credo che voglia solo sensibilizzare il buon senso del giudice o dell'ufficio legale dell'inps, per quanto riguarda il legale quale mio cugino sono d'accordo con lei....ma difficile fino a che punto potrei sempre impugnare la giustizia mia....non vorrei sembrare un criminale, facciamo cosi visto che il legale che ha combinato il pasticcio e mio cugino almeno e di sicuro "credo" rendere pubblico il suon buon operato. Dr. Censori ho uno dei legali più importanti d'italia è in primis mi ha detto le sue stesse considerazioni. Ringraziandola di cuore cordialmente la saluto con una semplice riflessione che la invito a fare; lei che farebbe! Unringrazio particolare di cuore, evviva la sofferenza di noi fessi.. Francesco Calabrese

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesco!
      Purtroppo quando una battaglia è persa è inutile cercare delle rivincite, è quindi meglio metterci una pietra sopra e ripartire da capo, ne guadagnerai sicuramente in salute.-

      Elimina
    2. Sei una buona e saggia persona, ti ringrazio di cuore Dr. Censori le auguro una buona giornata.
      Francesco Calabrese

      Elimina
    3. Ciao Francesco!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  51. SALVE. MIA MOGLIE ,65 ANNI COMPIUTI, PERCEPISCE REDDITI IMMOBILIARI E DA INTERESSI SU INVESTIMENTI PER UNA SOMMA INFERIORE AL VALORE ANNUALE DELL'ASSEGNO SOCIALE. IO,PERCEPISCO SOLO REDDITI DA INVESTIMENTI,A META' CON MIA MOGLIE.HA O NO DIRITTO MIA MOGLIE ALL'ASSEGNO SOCIALE? GRAZIE PER LA SUA RISPOSTA. MICHELE.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Michele!
      I limiti di reddito (totale netto) per il 2014 sono pari a euro 5.818,93 annui se il pensionato è solo euro 11.637,86 annui se è coniugato.-
      Nel tuo caso quindi se rientrate nei limiti di reddito Tua moglie avrà diritto alla differenza necessaria a raggiungere il suddetto limite.-

      Elimina
  52. Ho compiuto 65 anni lo scorso ottobre, sono disoccupato ed a reddito zero; ho 32 anni di contributi da dipendente, 2 da commerciante e 3 da autonomo. In attesa della pensione (giugno 2016) a gennaio chiederò l'assegno sociale: dati gli anni di contributi avrò diritto alla maggirazione (5 anni di anticipo rispetto ai 70): va segnalato il diritto o l'Inps lo rileva automaticamente ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel tuo caso il diritto va segnalato all'INPS all'atto della presentazione della domanda di assegno sociale all'INPS.-

      Elimina
  53. Ho 66 anni ricevo assegno sociale sono separato con un figlio di quasi 4 anni, il bimbo è stato affidato a tutti e due i genitori in ugual misura....la mamma ha rinunciato a qualsiasi mantenimento sia per lei che per il bimbo....lei è ritornata in Romania, il bimbo vive tre mesi con me e tre con lei....Ho diritto a gli assagni famigliari? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo NO!
      Gli assegni familiari sono previsti solo sulla pensione di anzianità o di vecchiaia e non sull'assegno sociale.-

      Elimina
  54. Salve innanzitutto grazie per il tempo dedicatomi,mia madre percepisce assegno sociale mensile di 460,50 euro causa maggiorazione dei 65 anni+,ora nessuno sa dirci ne inps ne caf quanto e se le spetta di tredicesima se cifra intera di 460,50 o altro.Può darci lei una delucidazione in merito?Grazie ancora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      L'importo dell'assegno sociale con maggiorazione è pari a 460,53 euro per tredici mensilità all'anno.-

      Elimina
    2. La ringrazio anche a nome di mia madre per la velocità della risposta,quindi in totale dovrà prendere 460,53+460,53 per un totale di 921 euro a dicembre giusto?Grazie ancora Signor Censori.

      Elimina
    3. SI!
      Confermo!
      A dicembre tua madre dovrà prendere 921 euro.-

      Elimina
    4. Confermo quanto mi ha detto,grazie ancora Dott. Censori.

      Elimina
  55. Buona sera dottor Censori,vorrei chiarire alcuni dubbi sulla posizione di mia moglie. Mia moglie e Brasiliana ma abita in Italia da 10 anni,essendo casalinga,vorrei sapere se a diritto a una pensione quando avra la cosidetta eta pensionistica.
    Ringrazio e Porgo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I limiti di reddito (totale netto) per il 2014 sono pari a euro 5.818,93 annui se il pensionato è solo euro 11.637,86 annui se è coniugato, nel Tuo caso dipenderà quindi dall'importo della Tua pensione.-

      Elimina
    2. Dottor Censori,io sicuramente arrivero a 65 con pochi contributi versati,avendo lavorato con compagnie di crociere americane,in nero per piu di 20 anni,percio anche io andrei in pensione con la sociale?
      Ringrazio tanto per le sue informazioni

      Elimina
    3. SI!
      Se al compimento dei 65 anni d'età non avrai almeno 20 anni di contributi e se rientrerai nei limiti di reddito personale e coniugale avrai diritto all'assegno sociale.-

      Elimina
  56. Salve, ho una piccola domanda data la totale e' difficile situazione burocratica italiana.. richiesta "pensione sociale" con eta' di circa 65 e+5mesi, la domanda viene rigettata perché c'erano circa 3mesi di lavoro svolto in germania, fatto il ricorso e ovviamente vinto, mi danno l'ok .. ora non mi hanno saputo dire , quando iniziero' a percepirla? o sentitito paralare pure di arretrati nel senso che dovrei avere diritto dal giorco in cui o presentato la domanda, che tempi tecnici dovrei aspettari?, Grazie in anticipo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di solito l'INPS provvede a liquidare una pensione dopo circa 90 giorni dalla data di presentazione della domanda, o dopo circa 30 giorni da quando viene trasmessa tutta lo documentazione necessaria.-

      Elimina
  57. Sera Dr. Censori mi scuso per disturbarla spesso ultimamente, ho deciso di andare a vivere fuori dall'italia in quanto non ritengo più l'italia un paese che ti da la possibilità di vivere dignitosamente, il mio quesito è questo trasferendomi definitivamente in Argentina la mia pensione mi verra corrisposta al loro delle trattenute, irpef, addizionali etc, con stima e cordialità la saluto.
    Francesco Calabrese

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesco!
      Con alcuni Paesi, tra i quali L'Argentina, sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito, in base alle quali ciascuno Stato contraente individua i propri residenti fiscali.
      Le Convenzioni contro la doppia imposizione fiscale prevedono generalmente che le pensioni corrisposte a cittadini non residenti siano tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori pubblici o dei lavoratori privati.
      Per verificare qual è il regime fiscale applicabile alla gestione previdenziale d’interesse è disponibile il testo relativo a ciascuna Convenzione in vigore contro le doppie imposizioni.
      Pertanto, il pensionato che risiede all’estero può chiedere all’INPS l’applicazione delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni fiscali in vigore, al fine di ottenere, nei casi espressamente previsti, la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza), oppure l’applicazione del trattamento fiscale più favorevole ivi indicato (es. imposizione fiscale in Italia solo in caso di superamento di determinate soglie di esenzione).
      A tal fine il pensionato dovrà presentare, alla sede INPS che gestisce la prestazione erogata, l’apposito modulo disponibile nel sito INPS alla sezione Moduli > Convenzioni Internazionali in 4 versioni: CI531-EP-I1 modulo italiano-inglese, CI532-EP-I2 modulo italiano-francese, CI533-EP-I3 modulo italiano-tedesco, CI534-EP-I4 modulo italiano-spagnolo.
      Si tratta di un modello predisposto unilateralmente dall'Italia ed accettato dalla maggior parte dei Paesi partners dei trattati. Esso costituisce istanza per chiedere la non effettuazione totale o parziale della ritenuta alla fonte dell'imposta italiana da operare sulle pensioni e/o altre remunerazioni analoghe, percepite da soggetti residenti in Stati con i quali l'Italia ha stipulato Convenzioni per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, che lo prevedono espressamente.
      Il modello deve contenere anche la necessaria attestazione della residenza fiscale estera da parte della competente Autorità straniera.-

      Elimina
    2. Salve Dr. Censori gentile e cortese come sempre, la ringrazio per la sua disponibilità.
      Francesco Calabrese

      Elimina
    3. Ciao Francesco!
      Prego!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  58. Buonasera Sig. Censori, ho 67 e non percepisco una pensione dall'INPS in quanto ho versato contributi (anche se molto alti) per soli 17 anni. Non ho mai scritto all'ente, ma accettato quanto mi è stato riferito allo sportello due anni fa. Mia moglie ha 64 anni ed anche lei non percepisce pensione. Volevo sapere se abbiamo entrambi diritto all'assegno sociale e se sì di quanto sarebbe l'importo mensile. La ringrazio e la saluto cordialmente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I requisiti necessari per il diritto all'assegno sociale sono i seguenti:
      - 65 anni di età
      - Mancanza di reddito o redditi inferiori ai limiti stabiliti dalla legge
      Valori per l'anno 2014
      - Assegno sociale con maggiorazione: 65 anni euro 460,53.
      - Assegno sociale con maggiorazione: 70 anni euro 637,82.

      Elimina
  59. Buonasera Dott. Censori!
    Ho 48 anni e sono una lavoratrice stagionale. Attualmente percepisco l'indennità ASpI. Sto valutando l'ipotesi di iscrivermi al Fondo Casalinghe e versare i contributi per i mesi in cui sono disoccupata, in modo da percepire, al compimento dei 65 anni, un'ulteriore rendita. Sono stata però colta da un dubbio: quando maturerò i requisiti per la pensione di vecchiaia (nel 2035, essendo nata nell'ottobre del 1966), potrò percepire anche la pensione di casalinga o le due pensioni non sono cumulabili?
    In attesa di riscontro La saluto cordialmente.
    Giovanna

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giovanna!
      Le due pensioni sono cumulabili, perché si tratta di due gestioni diverse, l'importante però è che però tu abbia già raggiunto almeno 20 anni di contributi all'INPS necessari per la pensione di vecchiaia.-

      Elimina
  60. Mio marito italiano ha 68 anni e contributi versati dal 2003 ancora lavora como dipendente privato,vorrei sapere fino a quando puo lavorare e si per gli anni di contributi ha diritto a qualche pensione o un porcentuale di pensione grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tuo marito può lavorare fino a quando vuole e per il diritto alla pensione di vecchiaia sono necessari almeno 20 anni di contributi versati all'INPS.-

      Elimina
  61. Buongiorno Dottore, a mia madre è stata reiettata la domanda per l'assegno sociale, in quanto ( a detta di loro ) mancavano dei documenti, senza specificare quali.
    ho fatto varie domande all'inps per sapere cosa mancava, e l'unica cosa che mi hanno consigliato è stata quella di fare ricorso con allegata la documentazione isee.
    in questi documenti risulta che la situazione reddituale del soggetto pari a zero, pur avendo due case inagibili.
    Sono passati quasi novanta giorni e ancora nessuna risposta secondo lei avrà diritto all'assegno? grazie gentilissimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non capisco!
      Se la domanda di assegno sociale è stata rigettata, Tua madre deve essere in possesso di una lettera dell'INPS che spiega la motivazione del rigetto, quindi solo in base a quella si può presentare un ricorso.-
      Riguardo alle due case inagibili, Tua madre deve dimostrare che sono effettivamente inagibili e che non producono quindi alcun reddito.-
      Vi consiglio comunque di rivolgervi al più vicino Ufficio INCA - CGIL per farvi assistere per tutto l'iter burocratico necessario.-

      Elimina
  62. Buongiorno,
    ho fatto la richiesta per l'assegno sociale per mia madre che ha 70 anni, l'unico reddito, oltre alla casa di abitazione, è la pensione di mio padre (che ha più di 70 anni), l'INPS ha rigettato la richiesta perchè viene superato il reddito di € 11.637,86.
    Vorrei chiederLe se è corretto il rifiuto dell'ente in quanto, se non sbaglio, il reddito di riferimento per i pensionati con età superiore o pari a 70 anni è di circa € 13.900,00.
    Grazie mille
    Matteo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Matteo!
      Purtroppo è corretto:
      I limiti di reddito (totale netto) per il 2014 per il diritto all'assegno sociale sono pari a
      - euro 5.818,93 annui se il pensionato è solo
      - euro 11.637,86 annui se è coniugato

      Elimina
  63. Buongiorno Dott. Gianfranco,

    questa mattina abbiamo ricevuto (io ed i miei fratelli) una lettera dall'INPS con la quale ci chiedono il pagamento di 1100 euro circa in qualità di eredi di nostra madre defunta nell'aprile 2011. Scrivono che questi 1100 euro (da ripartire fra tutti gli eredi) sono stati pagati in più sulla pensione del Dante Causa nel periodo dal 01/01/2002 al 31/12/2004 per il seguente motivo: è stata corrisposta la maggiorazione sociale o l'aumento sociale della pensione non spettante a causa del possesso di redditi di importo superiore ai limiti stabiliti dalla legge. Nostra madre prendeva la pensione sociale e nostro padre la pensione di vecchiaia (deceduto nel 2009). Considerando che nella lettera non c'è un briciolo di calcolo ma solo un totale da pagare e tenuto conto che forse non riusciremo a ritrovare i documenti fiscali di quel periodo Le chiedo se non ci sono gli estremi di una prescrizione considerando che si parla degli anni 2002-2003-2004 e se in mancanza di documenti fiscali come possiamo fare ricorso. La cosa che ci fa rabbia è che ci chiedono questo pagamento dopo tanto tempo (circa 12 anni). La ringrazio anticipatamente per la sua risposta e con l'occasione le porgo cordiali saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vi consiglio di rivolgervi ad un patronato per richiedere o copia di una precedente raccomandata con richiesta di rimborso che abbia interrotto i termini di prescrizione o l'archiviazione della pratica in quanto il credito è prescritto.-

      Elimina
  64. Gentile Gianfranco,
    le volevo fare un paio di domande forse un po' atipiche per quanto riguarda la richiesta di assegno sociale.
    I miei genitori (papà 80 e mamma 71 anni) avendo reddito pari a zero hanno fatto richiesta di assegno sociale, tramite patronato, ormai da quasi un anno.
    Entrambi sono nati e vissuti all'estero (Egitto e Libano) fino all'età di, rispettivamente, 30 e 22 anni.
    Arrivati in Italia negli anni '60 e lavorato come imprenditori, non hanno mai versato contributi (la legge a quel tempo lo permetteva e le prospettive erano diverse da oggi). Mio papà era già italiano, mentre mia mamma ha acquisito la cittadinanza italiana una volta sposata (e ha dovuto rinunciare a quella Libanese).
    Negli ultimi anni sono riusciti a vivere con gli ultimi risparmi e con l'aiuto di noi figli ma con la crisi la situazione é diventata veramente dura.
    Sulla carta hanno tutti i requisiti per ottenere l'assegno sociale (età, reddito = 0, cittadinanza italiana e residenza stabile in italia da oltre 40 anni) ma dopo vari solleciti abbiamo saputo che mancherebbero dei certificati emessi dai paesi di nascita nei quali si attesti che i richiedenti di assegno sociale non percepiscono alcun tipo di reddito o pensione da questi paesi.
    Posto che i miei genitori abbiano lavorato in tali paesi fino a quando si sono trasferiti in Italia (30 e 22 anni) come é possibile pensare che possano percepire qualsiasi tipo di pensione/reddito con qualche anno di lavoro ? Tale domanda é lecita da parte dell'INPS ?
    Ovviamente i miei genitori non percepiscono alcun'che da tali paesi ma il problema é ottenere un certificato che lo attesti!
    Cosa mi consiglia di fare ?

    La ringrazio anticipatamente per la sua risposta e con l'occasione le porgo i miei piu' cordiali saluti.

    Michele



    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Michele!
      Purtroppo SI!
      Il diritto all'assegno sociale è legato all'assenza di altri redditi, quindi è normale che l'INPS nel caso di persone vissute all'estero vogliano accertarsi che dall'estero non percepiscano alcuna pensione.-
      Questo significa che i tuoi genitori debbono dimostrare con dei certificati emessi dagli enti previdenziali dei Paesi in cui hanno vissuto, che non hanno versato contributi e che quindi non percepiscono alcuna pensione.-

      Elimina

I commenti rimarranno disabilitati nel fine settimana.