domenica 16 febbraio 2014

Pensioni Sociali, Assegno sociale, Pensione Integrata al Minimo e Quattordicesima anno 2014


1) ASSEGNO SOCIALE Anno 2014


L'assegno sociale (o pensione delle casalinghe), è una prestazione di natura assistenziale riservata ai cittadini italiani che abbiano 65 anni di età, ai cittadini UE residenti in Italia, e ai cittadini extracomunitari in possesso di carta di soggiorno a partire dal 1.1.2001, con un reddito pari a zero o di modesto importo.-

I limiti di reddito (totale netto) per il 2014 sono pari a
  • euro 5.818,93 annui se il pensionato è solo
  • euro 11.637,86 annui se è coniugato
Il limite per l'anno 2014 per l'assegno sociale è di 5.818,93 euro, ma solo per chi ne fa richiesta al compimento dei 65 anni di età, chi lo ottiene come trattamento sostitutivo della pensione di inabilità ha come limite di reddito quello della pensione di inabilità, fissato per quest'anno a 16.523,20 euro annuali.-

A decorrere dal 1° gennaio 2009 l'assegno sociale verrà corrisposto a chi soggiorna legalmente ed in via continuativa nel territorio italiano da almeno 10 anni.-

L'articolo 20 della legge di conversione del 6 agosto 2008 n. 133, stabilisce infatti che per poter usufruire dell'assegno sociale i cittadini stranieri dovranno soggiornare nel territorio nazionale da almeno 10 anni.-
Pertanto, il cittadino straniero che voglia usufruire di questa prestazione pensionistica dovrà rispettare i seguenti requisiti:
  • 65 anni di età
  • Mancanza di reddito o redditi inferiori ai limiti stabiliti dalla legge
  • Essere in possesso del permesso di soggiorno ce per soggiornanti di lungo periodo o di un permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno
  • Essere residenti in Italia da almeno 10 anni

Valori per l'anno 2014
Assegno sociale fino a 64 anni                             euro 447,61.
Assegno sociale con maggiorazione: 65 anni        euro 460,53.
Assegno sociale con maggiorazione: 70 anni        euro 637,82.

Requisito Anagrafico

Dal 1° gennaio 2018, il requisito anagrafico per il conseguimento dell'assegno sociale a 65 anni di età (ex pensione sociale, cui si ha diritto quando non si superano determinati limiti di reddito personale e coniugale) e degli assegni sociali sostitutivi dell'invalidità civile sarà elevato di un anno.

Applicando l'incremento della speranza di vita anche a queste prestazioni assistenziali, come già previsto dalle leggi n. 122/2010 e 111/2011, nei prossimi anni l'età anagrafica richiesta sarà la seguente:

Anno             Incremento presunto         Incremento          Nuova età
                     speranza di vita (mesi)        di un anno           (anni e mesi)
2012                                       -                                                            65
2013                                       3                                                           65 + 3
2014                                                                                                    65 + 3
2015                                                                                                    65 + 3
2016                                       4                                                           65 + 7
2017                                                                                                    65 + 7
2018                                                                        12                        66 + 7
2019                                       4                                                           66 + 11
2020                                                                                                    66 + 11
2021                                       3                                                           67 + 2
2022                                                                                                    67 + 2
2023                                       3                                                           67 + 5
2024                                                                                                    67 + 5
2025                                       3                                                           67 + 8
2026                                                                                                    67 + 8 



2) PENSIONE SOCIALE anno 2014

La pensione sociale, sostituita dall'assegno sociale dal 1/1/96, è una prestazione di carattere assistenziale concessa a 65 anni a uomini e donne, a condizione di essere cittadini italiani o extra – comunitari, titolari di carta di soggiorno, di essere residenti in territorio italiano, e di non superare la soglia di 364,51 euro mensili, per un totale di 4.738,63 euro annui se il pensionato è solo, e il totale di 9.477,26 euro se cumulati con il reddito del coniuge.-

Valori per l'anno 2014
Pensione sociale                                                  euro 368,89.
Pensione sociale con maggiorazione: 70 anni        euro 637,82.



3) PENSIONE INTEGRATA AL MINIMO anno 2014

Il trattamento minimo è un'integrazione che lo Stato, tramite l'Inps, corrisponde al pensionato quando la pensione, che deriva dal calcolo dei contributi, è di importo inferiore a quello che viene considerato il minimo vitale. In tal caso l'importo della pensione viene aumentato fino a raggiungere la cifra stabilita, di anno in anno, dalla legge.
Per verificare se si ha diritto all’integrazione al minimo bisogna considerare il proprio reddito personale, e  per le pensioni con decorrenza successiva al 1994 bisogna considerare anche i redditi del coniuge. Se si ha un reddito personale annuo inferiore a 6.517,94 euro e di coppia inferiore a 19.553,82 euro l’integrazione spetta sempre. Non spetta se il proprio reddito personale supera i 13.035,88 euro o se quello di coppia eccede i 26.071,76 euro all’anno. Se si hanno redditi intermedi tra il limite basso e il limite alto, l’integrazione spetta in misura parziale. L’integrazione non spetta in alcun caso a chi percepisce una pensione supplementare o una pensione calcolata esclusivamente con le regole del sistema contributivo.-  

Valori per l'anno 2014
Pensione integrata al minimo                                 euro 501,38.
Pensione con maggiorazione sociale ultra60enni    euro 527,21.-
Pensione con maggiorazione sociale ultra65enni    euro 584,02.-
Pensione con maggiorazione sociale ultra70enni    euro 637,82.-


4) QUATTORDICESIMA ANNO 2014

Per i pensionati che hanno compiuto i 64 anni di età, ed hanno un reddito personale non superiore per il 2014 a 9.776,91 euro annui, spetta una somma aggiuntiva per i pensionati residenti in Italia che varia in base all'anzianità contributiva:

Anzianità contributiva fino a 15 anni                  euro 336
Anzianità contributiva da 15 a 25 anni               euro 420
Anzianità contributiva oltre 25 anni                    euro 504
Lavoratori autonomi, servono 3 anni in più, quindi scaglioni da 0 a 18, da 18 a 28 e oltre 28 anni


Nel caso in cui i 64 anni siano raggiunti nel corso dell'anno, la somma aggiuntiva viene corrisposta in proporzione ai mesi di possesso del requisito anagrafico (il mese di compimento dell'età si valuta per intero). La stessa regola vale per le pensioni spettanti per un numero di mesi inferiore all'anno, in quanto la decorrenza è successiva al 1° gennaio.-


Requisiti di reddito per quattordicesima 2014

La quattordicesima viene erogata sulla base del solo reddito personale, che deve essere inferiore ai limiti, in relazione agli anni di contribuzione. Vediamo quali sono questi limiti:
  • 10.112,91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno pari o meno di 15 anni di contribuzione (pari o meno di 780 contributi settimanali) e per i lavoratori autonomi che hanno pari o meno di 18 anni di contribuzione (pari o meno di 936 contributi settimanali);
  • 10.196.91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno più di 15 anni di contribuzione e pari o meno di 25 anni di contribuzione (da 781 a 1.300 contributi settimanali) e per i lavoratori autonomi che più di 18 anni di contribuzione e pari o meno di 28 anni di contribuzione (da 937 a 1.456 contributi settimanali);
  • 10.280,91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno più di 25 anni di contribuzione (da 1.301 contributi settimanali in poi) e per i lavoratori autonomi che hanno più di 28 anni di contribuzione (da 1.457 contributi settimanali in poi).
Il limite di 1,5 volte il trattamento minimo. Il beneficio viene concesso interamente fino ad un limite di reddito uguale a 1,5 volte il trattamento minimo. Oltre tale soglia, l’aumento è corrisposto in misura pari alla differenza tra la somma aggiuntiva e la cifra eccedente il limite stesso (clausola di salvaguardia). Per l’anno 2014 tale limite è pari a 9.776,91 euro.

Redditi da considerare e quelli esclusi. Sono da considerare nel computo i redditi assoggettabili all’IRPEF, nonché i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva, compresi i redditi conseguiti all’estero o in Italia presso Enti ed organismi internazionali. Sono invece, per espressa previsione normativa, esclusi:

  • i trattamenti di famiglia comunque denominati;
  • le indennità di accompagnamento;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • i trattamenti di fine rapporto comunque denominati;
  • le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Sono altresì da non considerare i redditi:

  • delle pensioni di guerra;
  • delle indennità per i ciechi parziali e dell’indennità di comunicazione per i sordi prelinguali;
  • dell’indennizzo previsto dalla L. 210 del 25 febbraio 1992 in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati;
  • della somma di 154,94 euro di importo aggiuntivo previsto dalla Legge n. 388 del 2000;
  • dei sussidi economici che i Comuni ed altri Enti erogano agli anziani per bisogni strettamente connessi a situazioni contingenti e che non abbiano caratteristica di continuità. 

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori

170 commenti:

  1. Egregio Dott. Censori,le spigo il problema.mia madre ha 61anni,ed è vedova da poco tempo,mio padre percecepiva la pensione sociale non avendo raggiunto i contributi, e comunque riuscivano a vivere anche perchè mio babbo si arrangiava a fare lavoretti in nero,adesso che non ce più come fa mia mamma a vivere?esiste qualche aiuto sociale per lei?

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    1. Ciao Andrea!
      Purtroppo NO!
      A livello statale non è previsto nulla, quindi Tua madre può solo rivolgersi ai servizi sociali del suo Comune di residenza per richiedere un qualche tipo di sostegno di carattere economico.-

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  2. salve...complimenti innanzitutto. mio padre ha compiuto 65 anni il 23 maggio di quest'anno, avendo tutti i requisiti per l assegno sociale, ho fatto on-line rikiesta il 26 agosto ma e' stata respinta subito.......ho telef il num verde dell inps e mi hanno consigliato di rifarla a settembre. cosin ho fatto, la domanda e' "in giacenza" ....cosa significa? quali sono i tempi di attesa.... grazie in anticipo

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    1. Per il 2014 il requisito anagrafico per il diritto all'assegno sociale è stato elevato da 65 anni a 65 anni + 3 mesi d'età anagrafica.-
      Comunque io ho il vago sospetto che l'INPS cerchi di convincervi a presentare direttamente le domande on-line con la speranza che voi commettiate degli errori in modo che possa posticipare il più possibile i pagamenti e vi consiglio quindi di rivolgervi sempre e comunque a un patronato.-

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  3. ciao, maria sono rumena o 69 ani a dicembre , sono residente piu da 10 ani in italia e percepisco 501 euro mensili din pualle 200 euro la pensiune di anzianieta dalla romania e 301 euro dal, italia comme arssegno sociale.vorrei sapere se o diritto alla 14 ma e se comme prossimo anno compio 70 ani posso fare la domanda per la maggiorazione dell, assegno sociale per l età.grazie

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    1. Ciao Maria!
      - Purtroppo NO! La 14 ma spetta solo a chi ha versato almeno 15 anni di contributi in Italia.-
      - SI! Al compimento dei 70 anni d'età avrai diritto alla maggiorazione dell'assegno sociale.-

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  4. Ciao, mia zia è stato ammesso al asegno sociale, dovrebbe ricevere il 1 ottobre, due mesi, dal momento che le lettere sono state consegnate nel mese di luglio, agosto e settembre, dovrebbe ricevere, ma lei è stato colpito in un incidente stradale e avuto una morte momentaneamente al 25 agosto, poi diritto settembre non ai solo agosto , so che sociale non ha eredi, ma so che lei aveva il diritto di arretrati di cinque anni fa, perché aveva già 83 anni e non ha mai chiesto il sociale, che cosa devo fare perché mia zia non si sposò mai, e così aveva solo io come nipote, ho qualche diritto? Grazie

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    1. Purtroppo NO!
      L'assegno sociale non è una pensione maturata con i contributi versati, ma è un tipo di sostegno per gli anziani senza reddito, quindi alla morte della persona gli eredi non hanno alcun titolo ne sui ratei maturati e non riscossi ne sugli eventuali arretrati.-

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  5. Gentile dott. Censori ho una domanda a cui nessuno finora è riuscito a darmi una risposta univoca. Si figuri che neppure all'agenzia delle entrate sanno rispondermi: dal momento che l'assegno sociale è una prestazione di natura assistenziale esente da IRPEF,concorre o non concorre alla soglia dei 2840 euro per essere considerati fiscalmente a carico? Ho mia suocera titolare di assegno sociale e ancora nn ho capito se può essere a carico. Pensi che in un ufficio dell'agenzia Entrate mi hanno detto che posso metterla a carico! Ma io vorrei qualcosa di scritto e in merito non esistono circolari, ma è possibile? Nell'elenco dei redditi che concorrono alla soglia dei 2840 non figura l'assegno sociale, che non va neppure dichiarato. Quindi non fa reddito? Grazie

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    1. Ciao Franco!
      I redditi esenti ai fini Irpef:
      Il concetto di "reddito esente" ai fini Irpef è particolarmente importante sia ai fini della compilazione della denuncia dei redditi e del conseguente pagamento delle imposte, sia per definire quali siano i familiari a carico del contribuente.
      I familiari, infatti, possono essere considerati a carico solo se non dispongono di un reddito proprio superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili (sono esclusi alcuni redditi esenti fra i quali le pensioni, indennità e assegni corrisposti agli invalidi civili, ai sordomuti, ai ciechi civili). Va conteggiata invece l'eventuale rendita dell'abitazione principale.
      Per questi familiari il contribuente può contare sulla detrazioni specifiche per carichi di famiglia, e detrazioni per spese sostenute (es.: spese sanitarie, veicoli per disabili, ausili ecc.)
      Il Legislatore ha previsto specificamente quali siano i redditi da considerare esenti che non costituiscono, cioè, reddito.
      Sono considerata redditi esenti:
      - Le pensioni, gli assegni le indennità di accompagnamento e assegni erogati ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi civili;
      - Sussidi a favore degli hanseniani;
      - Pensioni sociali, (Assegno sociale compreso);
      - Le rendite Inail, esclusa l'indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta;
      - Compensi per un importo complessivamente non superiore a euro 7.500,00 derivanti da attività sportive dilettantistiche);

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    2. ah, quindi l'assegno sociale è esente e non concorre alla formazione dei 2840 euro, avevo letto anche io quella fonte ma non vedevo espressamente la parola "assegno sociale", grazie

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    3. Ciao Franco!
      Confermo!
      Per pensioni sociali si intende anche l'assegno sociale.-

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  6. Dott. Censori chiedo scusa ma sono un pò disorientato perchè in una risposta da Lei data il 16 Luglio alle 22.51 (quesito analogo al mio) ha detto esattamente il contrario e cioè:
    "Purtroppo SI!
    una volta che Tua madre percepirà l'assegno sociale non potrà più essere fiscalmente a tuo carico."

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    1. Ciao Franco, sono anche io nella tua stessa situazione, sono sicura che il Dott. Censori ci darà una risposta definitiva e speriamo positiva..Baci abbracci.

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    2. Ciao Franco!
      In effetti la risposta del 16 luglio era errata!
      Mi scuso per l'errore ma ho approfondito la questione con gli "esperti" del ramo, che mi hanno confermato che l'assegno sociale non è un reddito.-

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  7. buonasera,vorrei chiederle se mia madre che ha una pensione di invalità(100%)prende circa 300 euro ha la retinite e purtroppo quasi non vede piu,mio padre era dipendente comunale e prende una pensione di 900 euro circa,ha qualche diritto mia madre di avere una pensione un pò piu alta?grazie

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    1. Purtroppo NO!
      Una volta raggiunti i 65 anni d'età, a livello economico oltre alla pensione di invalidità è prevista solo l'indennità di accompagno, ovviamente se ci sono i requisiti di legge.-

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  8. buongiorno vorrei chiedere mia mamma ha una pensione sociale di €447 e ha 72 anni adesso il mio padre che e italiano ha 74 anni e residente al'stero per motivi di salute torna a vivere in italia cosi che ha chiesto la residenza (cancellazione al aire) puo chiedere l'assegno sociale gia che nessuno ha reditto e la mia mamma la maggiorazione ?
    Grazie

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    1. - Per quanto riguarda Tuo padre purtroppo NO! Infatti a decorrere dal 1° gennaio 2009 l'assegno sociale verrà corrisposto a chi soggiorna legalmente ed in via continuativa nel territorio italiano da almeno 10 anni.-
      - Invece per quanto riguarda Tua madre se entrambi sono sono senza redditi ha diritto alla maggiorazione.-

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  9. Salve Gianfranco volevo chiedere un informazione. Mio padre e mia mamma percepiscono entrambi un assegno sociale di 460€. Dal 01 ottobre mio padre percepirà una pensione di vecchiaia di quasi 1000€. Le chiedo questo, l'assegno sociale di mia mamma le verrà revocato automaticamente dall'INPS o deve lei comunicare qualcosa all'INPS. Grazie e complimenti per la sua professionalità.

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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Con una pensione di vecchiaia di 1.000 euro di tuo padre, entrambi i tuoi genitori perderanno il diritto all'assegno sociale, quindi o richiedono preventivamente all'INPS la sospensione dell'assegno sociale, o dovranno restituire successivamente all'INPS quanto avranno percepito in più.-

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    2. Grazie Gianfranco per la risposta. Le vorrei chiedere un ultima informazione, la richiesta di sospensione per mia mamma deve essere fatta prima o dopo il 01 ottobre (giorno in cui mio padre percepirà per la prima volta la pensione di vecchiaia). Grazie buon lavoro.

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    3. Di solito la domanda di pensione si presenta all'INPS un paio di mesi prima della decorrenza, quindi si può presentare la domanda di pensione e contemporaneamente richiedere la sospensione dell'assegno sociale, o comunque è sempre meglio prima della decorrenza.-

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  10. Salve, mio suocero nell'anno 2013 ha percepito di pensione 11400 euro, alla moglie gli spetta l'assegno sociale e se si di quanto?
    una cosa importante:hanno una figlia disabile al 100 per 100
    questo influisce(figlia disabile) sul calcolo dell'importo?Grazie

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    1. Il limite di reddito per il diritto all'assegno sociale è di euro 11.637,86 annui se il pensionato è coniugato.-
      Questo significa che nel Tuo caso Tua suocera ha diritto alla differenza tra 11.400 e 11.637 quindi a 237 euro all'anno.-
      L'eventuale reddito della figlia disabile è ininfluente ai fini del calcolo dell'importo dell'assegno sociale della madre.-

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  11. Dott. Censori, so che il reddito derivante dalla prima casa non va considerato ai fini del calcolo dell'assegno sociale. Ma se ho una seconda casa (o parte di essa) data ad un figlio in comodato gratuito, questa si deve considerare? Grazie

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  12. Inoltre, sempre per una seconda casa, non le sembra troppo semplicistico il ragionamento di sottrarre dall'importo annuo dell'assegno la rendita catastale? Intendo, l'INPS potrebbe fare un altro tipo didiscorso e cioè " se hai una seconda casa te la puoi vendere oppure fittare e vivere di quello". negando così a priori l'assegno. O mi sbaglio?

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    1. Ciao Franco!
      Alla prima domanda mi pari che hai risposto tu stesso con la seconda, nel senso che ai fini del calcolo dell'assegno sociale vale la rendita catastale rivalutata del 5% della seconda casa, o eventualmente della quota di proprietà.-
      Riguardo alla logica, la legge dice che se Tu hai una seconda casa e la tieni chiusa o la metti a disposizione di un familiare in pratica non ti rende niente quindi come reddito vale la rendita catastale, viceversa se la dai in affitto ti scala l'importo dell'affitto, e se è giusto o no questo è un altro discorso.-

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  13. Dott. Censori ma lei ,nella pratica, ha notizie di gente con seconda casa che ha ottenuto l'assegno? Secondo me l'INPS la nega d'ufficio, perchè se ho una seconda casa a disposizione, la stessa INPS mi potrebbe dire "perchè non la fitti?" imputandomi un valore presuntivo di locazione. A tal proposito ho trovato anche una sentenza della Corte di Appello di Venezia, mi farebbe piacere se mi desse il suo parere in merito

    Prestazioni – Assegno sociale – Computabilità del reddito
    ricavabile dalla locazione.

    Corte di Appello di Venezia – 12.3/29.5.2002,n. 203 –
    Pres. D’Avino – Rel. Santoro – INPS (Avv. Tagliente)
    – Bertuzzi (Avv. Papandrea).

    L’appellata ha obiettato che l’ente appellante non ha
    dimostrato la possibilità di locare a canone legale o di
    mercato i quattro immobili fonte di causa, ma tale
    possibilità ben può ritenersi fatto notorio in base alla
    permanente difficoltà esistente in tutta Italia di trovare
    immobili in locazione, tanto che il legislatore
    dall’immediato dopoguerra e sino ad epoca recente è dovuto
    intervenire per prorogare contratti e/o sfratti e calmierare
    i prezzi del mercato.
    La possibile opportunità di locare in modo
    economicamente conveniente immobili in proprietà deve
    ritenersi, a maggior ragione, sussistente nella provincia di
    Verona, in cui si trovano gli immobili di proprietà del
    marito della B**********, essendo tale zona caratterizzata sia
    da flussi turistici sia da flussi immigratori che rendono
    ulteriormente difficile reperimento di immobili in
    locazione.
    Sul punto l’ente appellante ha richiesto di provare
    tramite C.T.U. il reddito ricavabile dalla possibile
    locazione di tali immobili, ma la minima differenza
    esistente tra reddito riconosciuto (£. 12.152.000) e reddito
    massimo previsto per usufruire della prestazione richiesta
    (£. 12.966.200) rende superflua la richiesta C.T.U. perché
    anche il reddito ricavabile dalla locazione, a basso prezzo,
    di un solo immobile determinerebbe il superamento del
    reddito massimo.

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    1. Ciao Franco!
      In effetti credo di aver dato una risposta un po troppo superficiale.-
      Infatti in questi casi è la sede INPS della zona di residenza, alla quale si presenta la domanda per l'assegno sociale, che valuta se ci sono i requisiti per l'accoglimento.-

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    2. a.. ho capito, un peso due misure... w l'italia.
      ma scusi Dottor Censori, le spara a caso o è un professionista.
      il 16 luglio ha dato una risposta errata, il 15 settembre dice che crede di aver dato una risposta un po troppo superficiale, ma che gioco è questo.
      Alla faccia dei complimenti che riceve...

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    3. Intanto sono pienamente in sintonia con Franco del 17 settembre ore 14.17 e poi le vorrei ricordare che questo è un forum informativo e il signor Censori ha sempre risposto educatamente e non merita certamente i suoi modi ineducati e per giunta anonimi.

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    4. Ciao Paolo!
      Ti ringrazio per il Tuo sostegno!
      Purtroppo la materia è piuttosto complessa e non si riesce sempre a dare risposte precise e inconfutabili, cercheremo comunque di "sparare a caso" il meno possibile.-

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    5. Capisco che la materia è molto complessa, ma dare delle risposte errate non è sicuramente la soluzione migliore.
      Caro Paolo, cosa vuol dire: e poi le vorrei ricordare che questo è un forum informativo. Proprio per questo bisogna dare risposte precise e inconfutabili.
      e poi non credo sia importante essere anonimi o farsi riconoscere.
      Nel bene o nel male, ho dato la mia opinione e forse anche quella di altri.

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    6. Caro anonimo, adesso speriamo di non trasformare qusto forum in un infinito dibattito personale. Secondo me il punto è che il signor Censori a volte(molto raramente) può dare una risposta non soddisfacente e se non la convince nelle risposte lo si può far notare in modo garbato ed educato e vedrà che si arriva sempre ad una soluzione senza polemiche e "sparatorie". Alla fine se il signor Censori non la convince per serietà e l'impegno con cui lavora facendo risparmiare tantissimo tempo a tanti utenti a cui ha dato un aiuto, può sempre cambiare canale.

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  14. Credo sia ingeneroso puntare il dito contro il dott. Censori che in maniera del tutto "gratuita" offre un servizio e risponde alle nostre domande, poi non sempre si può dare una risposta esaustiva o essere informati su tutto. Mi sembra che comunque la risposta sia stata chiara e cioè dipende dall'INPS di residenza, ognuna ha i suoi "criteri". Ad esempio nell'ipotesi da me prospettata della seconda casa a Bergamo te la concedono e a Brindisi magari no. Tutto ciò è davvero iniquo per non dire assurdo

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    1. Ciao Franco!
      Ti ringrazio per il Tuo sostegno!
      In effetti è proprio la disparità di comportamento delle diverse sedi dell'INPS che talvolta ci induce in errore.-

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    2. Prenda il caso di una signora priva di redditi, che ha una piccola abitazione ereditata in una località di mare. Tale abitazione è sprovvista di impianto di riscaldamento e l'impianto elettrico non è a norma (casa anni 60). Come potrebbe mai affittarla per vivere con il frutto di una locazione? Per ristrutturare e rifare gli impianti ci vogliono parecchi soldi che purtroppo mancano. Al massimo potrebbe andare bene per uso stagionale..ma come si fa a determinare e a provare che ogni anno verrebbe fittata? A questa signora consiglierebbe di richiedere l'assegno oppure no?

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    3. Ciao Franco!
      Purtroppo NO!
      Presumo infatti che all'INPS direbbero alla signora che potrebbe o mettere a norma l'abitazione ed affittarla, o in alternativa potrebbe venderla alle condizioni attuali.-

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  15. Buongiorno, dott. Censori.
    Vorrei porle alcune domande, ringraziandola anticipatamente per la risposta.
    Mia madre percepisce l'assegno sociale per la cifra di € 448,00 circa mensili. Lei ha 74 anni, separata e non ha altri redditi. Ho letto che dopo i 70 anni la cifra dovrebbe essere circa € 630,00.
    * E' possibile quindi richiedere l'adeguamento e gli eventuali arretrati?
    Mio padre, che è venuto a mancare questo settembre, percepiva una pensione di circa € 9180,00 annui.
    Come coniuge separato, mia madre ha diritto alla reversibilità? In che percentuale?
    Se si, l'assegno sociale le sarebbe tolto?

    Grazie, Eleonora

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    1. Ciao Eleonora!
      - Purtroppo NO! Non è possibile richiedere gli arretrati della maggiorazione dell'assegno sociale.-
      - SI! La pensione di reversibilità spetta al coniuge anche se separato: se il coniuge superstite è separato con addebito, la pensione ai superstiti spetta a condizione che gli sia stato riconosciuto dal Tribunale il diritto agli alimenti.-
      - La percentuale della pensione di reversibilità è pari al 60%.-
      - Purtroppo SI! Con la pensione di reversibilità si perde il diritto all'assegno sociale.-

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    2. Grazie, non sono tutte buone notizie....ma grazie per la risposta tempestiva

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    3. Dott Censori non sarebbe più giusto consigliare ad Eleonora di far fare la domanda per la maggiorazione della pensione sociale alla madre come ultrasettantenne per l'adeguamento e valutando i propri redditi se ne ha diritto? Forse potrebbe abbandonare la possibilità della reversibilità del marito se la cifra risultasse inferiore a quella dell'assegno sociale maggiorato. Bisognerebbe farsi fare qualche calcolo e decidere in merito.

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    4. Hai ragione!
      In effetti è una possibilità che non avevo valutato!
      Forse è il caso che Eleonora si rivolga a un patronato per una verifica della sua situazione pensionistica.-

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    5. Dott Censori la madre di Eleonora ha 74 anni e già da quando aveva compiuto 70 anni avrebbe dovuto percepire una maggiorazione che se non richiesta l' inps non da. E' assurdo nessuno t'informa di tale diritto? Come si può fare una richiesta se ignoriamo di poterlo ottenere? Nel frattempo si perdono somme spettanti che non si possono recuperare come arretrati . Un bellissimo imbroglio per i poveri cittadini "ignoranti". Chissa quanti non ne sono a conoscenza, questa situazione fa comodo allo stato che da un lato proclama leggi e dall'altro si approfitta di chi non richiede un proprio diritto.

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    6. Purtroppo è vero!
      In Italia non c'è niente di automatico, ma determinati benefici si possono ottenere solo se richiesti e con decorrenza da quando vengono richiesti.-

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  16. Buona sera dott,
    mio babbo ha fatto la domanda della pensione il 23.03.2013. dopo centinaia di mail tra noi e INPS, stiamo parlando di una pensione in regime internazionale, il 01.06.2014 arriva la prima pensione con tutti gli arretrati a partire dal 01.04.2013. l'inps di TERNI ci scrive che onde accelerare la prima rata non procedera con il calcolo delel integrazioni dovute. l'inps di Bologna si prende l'impegno di fare i conti in un secondo momento.
    anzi siccome eravamo sotto le ferie ci chiede di attendere settembre per fare questi conti. attendiamo settembre e ci troviamo che le integrazioni sociali spettano solo dal momento della richiesta in poi.
    mi sono letta e riletta tutte le leggi indicate dal inps e non mi do pace che pur avendo torto loro nel dare in ritardo di un anno una pensione, non abbiamo avuto alcuna possibilità di fare la domanda prima di settembre 2014 in quanto non avevamo un ammontare della pensione.
    mi dice se c'e' qualche possibilità di avere gli arretrati.
    grazie mille e una buona serata,

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    1. Purtroppo NO!
      Le integrazioni sociali per legge vengono concesse solo se richieste e con decorrenza dalla data di richiesta, quindi non sono previsti arretrati.-

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  17. Buonasera dottore,
    una signora nata il 14/06/1929 titolare di IO da 6.440 euro al mese, mai convertito in vecchiaia in quanto titolare di soli 5 anni di contribuzione ha diritto alla 14ma mensilità sulla IO? e visto che non è mai stata richiesta è possibile recuperarne eventualmente gli arretrati? Grazie. Antonietta

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    1. Purtroppo NO!
      La quattordicesima è prevista solo per chi è è titolare di pensione di anzianità o di vecchiaia, e non sulle pensioni di invalidità.-

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  18. Buongiorno Dr. Censori, sto cercando di capirci qualcosa nella pensione di mia mamma. Dunque lei mi dice di aver versato le marche per la famosa pensine delle casalinghe ma attualmente sta prendendo una cifra che mi sembra essere quella dell' assegno sociale fino ai 64 anni. Le preciso che ella è proprietaria dell' appartamento in cui vive, è divorziata, e ha come unico reddito vero il 50% dell' appartamento nel quale conviveva anticamente con mio padre, del quale mio padre le paga un affitto di circa 360 euro nette al mese. Non capisco se sta prendendo l' assegno sociale o la pensione delle casalinghe, ammesso che tra le due ci sia differernza e nel caso che prenda la sociale come mai non le viene data la maggiorazione per gli ultrasettantenni?

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    1. Ciao Giuliano!
      Se Tua madre percepisce una pensione di 447,61 euro mensili, vuol dire che percepisce l'assegno sociale, quindi avrà diritto alla maggiorazione al compimento dei 65 anni d'età.-

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  19. buona sera Dr. Censori,,mio padre 75 anni,pensione sociale 447 euro,mia madre pensione sociale 72 anni,447 euro.mia madre invalida civile al 70% da circa 20 anni ,dopo i 65 anni gli anno cambiato la pensione.qualche giorno fa l inps l ha sottoposta a visita di controllo.cosa succedera' se la sua % di invalidita si abbassera?grazie per la cortese attenzione

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    1. Non c'è problema!
      La percentuale di invalidità è ininfluente ai fini del diritto all'assegno sociale.-
      Comunque non capisco perché i tuoi genitori percepiscono solo 447,61 euro, in quanto dopo i 70 anni d'età in assenza di altri redditi si ha diritto alla maggiorazione.-
      Vi consiglio quindi di rivolgervi al più vicino Ufficio INCA - CGIL per una verifica delle pensioni dei Tuoi genitori.-

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  20. Ciao Gianfranco, ti chiedo un aiuto per due quesiti.
    Io e mio fratello abbiamo ereditato un'abitazione a Bagheria(PA) metà ciascuno.
    Il caf mi ha detto che entrambi dobbiamo presentare la dichiarazione, però io leggendo le istruzioni del 730/2014sono convinto del contrario. Ti spiego le nostre codizioni di reddito.
    La mia: Sono pensionato e abito a Milano quindi in un comune diverso della casa ereditata.
    Reddito di mio fratello: disoccupato abita a Bagheria(quindi risiede nello stesso comune della casa ereditata)però vive nella sua casa di proprietà assieme alla moglie e in più possiede un piccolo terreno.
    Ho letto le istruzioni del 730/2014 a pagina 3 dove ci sono i casi di esonero in cui non bisogna presentare la dichiarazione dei redditi.
    Uno dice: chi ha redditi da pensione+ abit. princip e altri fabbricati non locati situati in territorio diverso del comune di residenza non deve fare la dichiarazione. E questo calza a pennello col mio caso e non capisco perchè il funzionario del caf (ignorante) insiste che devo presentare la dichiarazione.
    Poi per mio fratello invece ci sono due paragrafi contrapposti:
    A):sono esonerati chi ha il reddito solo con abit. princip. e altri fabbricati non locati situati in un comune diverso dalla residenza abituale. Con questo paragrafo mio fratello dovrebbe avere l'obbligo della dichiarazione perche la casa erditata è nello stesso comune.
    Però c'è un altro paragrafo di esonero con limite di reddito:
    B):Sono esonerati chi ha redditi da terreni o fabbricati(comprese abitazione principale e relative pertinenze con un reddito uguale o inferiore a 500 euro. Questo peragrafo calza per mio fratello e quindi non dovrebbe presentare la dichiarazione.Mio fratello ha un reddito di 425 euro.
    Ora mentre nel mio caso sono sicurissimo che non devo presentare nulla, per mio fratello chiedo consiglio a te. Secondo il paragrafo A dovrebbe presentarla, mentre secondo il paragrafo B no.Cosa facciamo sceglie lui se presentarla o no. Non Capisco come mai il caf è cosi sicuro che bisogna presentarla.
    Conclusione: secondo me nel mio caso confermo che non devo fare nulla e per mio fratello c'è la facoltà di scelta.
    Aspetto una tua risposta e complimenti per il forum

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    1. Naturalmente quello che ti ho scritto sopra è valito se tutto resta uguale anche per la dichiarazione dei redditi del prossimo anno, ma non penso che per i casi di esonero ci saranno cambiamenti.
      Di nuovo un caro saluto

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    2. Ciao Paolo!
      Quello che hai letto è esatto, ma forse ti è sfuggito un particolare, e cioè che il Tuo reddito lordo complessivo, inclusa quindi anche l'abitazione a Bagheria deve essere inferiore a 8.000 euro annuali.-

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    3. Ciao Gianfranco, guarda che oltre al caso di esonero reddito degli 8000 euro c'è anche l'altro caso di esonero(come tipo di reddito e non come limite) sempre a pag. 3 delle istruzioni del 730 che appunto dice che sono esonerati i redditi di lavoro dipendente o pensioni+ abit. princip.,relative pertinenze e altri redditi non locati(*)situati in comune diverso dell'abitazione principale, e come ti ho scritto il 24 fa a caso mio.Strano che non lo hai visto è il terzo in alto sempre a pagina tre. Quindi spero che questo lo abbiamo chiarito, aspetto tua conferma, nel senso che non sono obbligato a fare la dichiarazione.

      Per quanto riguarda mio fratello non mi hai risposto, devo dedurre che ho interpretato bene e quindi lui ha la facoltà di scelta se fare o non fare la dichiarazione?
      Salutoni e grazie del tuo tempo

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    4. Ciao Paolo!
      Evidentemente non ci capiamo!
      A pagina 3 delle istruzioni per la compilazione del 730 ci sono 3 "specchietti":
      1) Casi di esonero (solo abitazione principale e pertinenze)
      2) Casi di esonero con limite di reddito (ed è il Tuo caso e di tuo fratello).-
      3) Condizione generale di esonero ( e non è il caso che ci interessa).-

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    5. Ciao, evidentemente non ci capiamo o abbiamo due istruzioni per la compilazione differenti.
      Nelle mie istruzioni nel primo specchietto in alto al terzo rigo c'è scritto:

      lavoro dipendente o pensioni+ abit. principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati(*) l'asterisco indica:l'esonero non si appilca se il fabbricato non locato è situato nello stesso comune di residenza.
      Ora scusa la mia insistenza, io ho un reddito da pensione+abitazione principale più il fabbricato non locato che non si trova nello stesso comune di residenza e mi sembra pari pari come c'è scritto nelle istruzioni. Il mio caso è preciso al terzo rigo dello specchietto superiore di pagina 3 al terzo rigo.

      Mentre per mio fratello non ho ancora capito cosa deve fare se ha la facolta di scelta di fare o non fare la dichiarazione.
      Mi scuso ancora se ti faccio perdere tempo abusando della tua pazienza e aspetto con ansia una tua risposta

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    6. Ciao Paolo!
      Evidentemente c'è un errore nelle istruzioni!
      Comunque come vi ha detto il CAF dovete presentare la dichiarazione dei redditi entrambi, perché la logica è che è si è esentati dal presentare la dichiarazione dei redditi solo per l'abitazione principale e i fabbricati situati nello stesso comune di residenza.-

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    7. Ciao Gianfranco, solo per metterti al corrente: per scrupolo ho scaricato dall'agenzia delle entrate tutte le istruzioni degli ultimi tre anni e a pagina tre nel terzo rigo dello specchietto superiore c'è scritto quello che ti ho detto e cioè:
      Sono esentati chi ha reddito da lavoro dipendente o pensioni+ abit. principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati(*) l'asterisco indica:l'esonero non si appilca se il fabbricato non locato è situato nello stesso comune di residenza.
      quindi se leggi bene non è come dici tu che si è esentati se i fabbricati sono situati nello stesso comune ma solo se sono situati nel comune DIVERSO dell'abitazione principale.
      Non penso che ci sia errore nelle istruzioni per tre anni di fila.
      Comunque forse hai tu delle istruzioni diverse, stamattina sono andato in un altro caf e mi ha confermato che io sono esentato e mio fratello può sceglire di farla oppure no. Volevo metterti a conoscenza, e vedere le istruzioni dal sito dell'agenzia delle entrate. La logica è una cosa ma le leggi sono un'altra cosa.Scusa se mi sono permesso di contraddirti ma stavolta forse hai dato un'informazione sbagliata

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    8. Ciao Paolo!
      Ti ringrazio per la precisazione!
      Approfondirò la questione con il mio CAF di riferimento e mi riservo di ritornare sull'argomento quando avrò chiarito la questione.-

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    9. Ciao Gianfranco, speravo mi rispondessi anche a me oggi, evidentemente non hai avuto tempo di approfondire col tuo caf. Speriamo che col tempo non ti dimenticherai il nocciolo dei quesiti se no ti tocca rileggere di nuovo tutto.Nella speranza di sapere qualche tua conferma, ti saluto e ti auguro un buon fine settimana

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  21. Pensioni - Quali sono
    516 euro di pensione

    Pensionati con almeno 70 anni e con reddito inferiore ai limiti stabiliti dalla legge, anche residenti all'estero; titolari di pensione sociale, assegno sociale, di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e autonomi, di pensione dei fondi esclusivi e sostitutivi; invalidi civili con 70 anni di età; invalidi civili totali, sordomuti, ciechi civili assoluti o titolari di pensione d’inabilità con almeno 60 anni di età.

    Questi i soggetti che hanno diritto ad una pensione di 516,46 euro al mese, il famoso milione al mese stabilito con l'articolo 38 della legge numero 448 del 28 dicembre 2001, che per il 2009 è stato elevato a 594,64 euro al mese.

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  22. Le maggiorazioni sociali

    L'importo dell'assegno sociale può contare su una maggiorazione sociale in casi particolari.
    A decorrere dal 1° gennaio 2002, è infatti stato stabilito un incremento della maggiorazione sociale per garantire un importo di pensione fino a 516,46 euro al mese per tredici mensilità. Per l'anno 2009 quella maggiorazione è elevata a 594,64 euro.
    Per poter ottenere questa maggiorazione, i titolari di assegno sociale devono avere almeno 70 anni di età. Per i titolari di pensione di inabilità, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti l'età per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale si riduce a 60 anni.
    La maggiorazione può essere concessa ai beneficiari di pensione e ai titolari di prestazioni assistenziali, che, se non coniugati, possiedano redditi personali inferiori a 7.730,32 euro oppure, se coniugati, possiedano redditi propri inferiori a 7.730,32 euro e redditi propri che, sommati a quelli del coniuge, siano inferiori a 13.047,97 euro.
    I redditi da considerare sono gli stessi previsti per la concessione dell’assegno sociale.
    La domanda

    La domanda di assegno sociale e delle eventuali maggiorazione va presentata su un modulo disponibile presso le Sedi dell’INPS o presso i patronati sindacali.
    Alla domanda devono essere allegate:

    l'autocertificazione dei dati personali;
    la dichiarazione della situazione reddituale;
    la dichiarazione di responsabilità riguardo eventuale ricovero in istituto con retta a carico dello Stato.

    L'assegno decorre dal mese successivo alla data di presentazione della domanda.

    RispondiElimina
  23. Per poter ottenere questa maggiorazione, i titolari di assegno sociale devono avere almeno 70 anni di età. Per i titolari di pensione di inabilità, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti l'età per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale si riduce a 60 anni.
    Dott Censori può delucidarmi su questo argomento che ho letto in internet e si discosta da quello che ha consigliato ad alcuni lettori invalidi civili totali che le hanno chiesto informazioni sul diritto di ricevere l'assegno sociale maggiorato dalla legge Berlusconi del 2001 e di cui lei fa differenza tra assegno pensionistico e prestazione assistenziale? Addirittura per gl'invalidi totali l'età si riduce a 60 anni e lei non lo consiglia nemmeno a chi ha già 70 anni.

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  24. Il patronato inca mi ha fatto fare domanda di maggiorazione avendo già compiuto 70 anni ed invalido totale con accompagnamento, dicendomi che mi spettano gli arretrati di 5 anni . A 65 anni l' assegno d'invalidità mi è stato convertito ad assegno sociale. Secondo lei ho diritto o no agli arretrati? E la maggiorazione a 70 anni compiuti mi spetta e quale importo?

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    Risposte
    1. Assegno sociale:
      Valori per l'anno 2014
      Assegno sociale fino a 64 anni euro 447,61.
      Assegno sociale con maggiorazione: 65 anni euro 460,53.
      Assegno sociale con maggiorazione: 70 anni euro 637,82.
      Purtroppo non è prevista la corresponsione degli arretrati.-

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  25. Qui si legge la circolare sull'argomento del precedente post:

    http://www.handylex.org/stato/c010302.shtml

    Mi rendo conto che l'argomento è vasto e soggettivo ai redditi di ognuno ma credo di aver capito che gl'invalidi totali al 100% ne abbiano diritto a partire dai 60 anni.

    Dott. Censori gradirei se possibile un suo parere che chiarisca i dubbi di tante persone che come me navigano in rete per avere notizie esatte sull'argomento.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La pensione di invalidità è incompatibile con l'erogazione di altre pensioni di invalidità erogate da altri organismi (es. INPS, INPDAP ecc.) . È inoltre incompatibile con pensioni di invalidità di guerra, lavoro e servizio. Al compimento dei 65 anni di età, la pensione viene trasformata automaticamente in assegno sociale, con i limiti di reddito dell'invalidità civile, e l'importo aumenta per diventare quello dell'assegno sociale.-

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    2. Dott. Censori la domanda è: SI HA DIRITTO O NO ALL'ASSEGNO SOCIALE AL COMPIMENTO DEI 60 ANNI PER GL'INVALIDI CIVILI AL 100% INDIPENDENTEMENTE DAI CONTRIBUTI VERSATI? Ancora non ha dato una risposta chiara e continua ad affermare che l'età per ottenere l'assegno sociale è 65 anni ma soprattutto non dice che si può ottenere una maggiorazione dal decreto legge 28 dicembre 2001, n.448, per cui si può ottenere un aumento uguale a chi ha compiuto 70 anni.

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    3. La mia domanda era: AL COMPIMENTO DEI 60 ANNI CHI E' INVALIDO CIVILE AL100% HA DIRITTO ALL'ASSEGNO SOCIALE ED ALLA MAGGIORAZIONE della legge 28 dicembre 2001, n. 448 indipendentemente dai contributi? Si o no? Lei continua a ripetere l'età di 65 anni e tralascia la risposta che desidero che lei confermi. Continua a dire che l'importo si ha a 65 anni ed è di euro 460,53 quando da ricerche da me effettuate l'importo è di più di 630,00 euro e se ne ha diritto se non si supera il reddito, richiesto. Lei di questo non accenna, evidentemente non ci siamo capiti. Adesso spero di essere stato chiaro.

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    4. Soprattutto, se possibile, desidero la conferma dell'età di 60 anni e non di 65 come lei sempre continua a ripetere. Grazie.

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    5. Purtroppo NO!
      La Legge 28 dicembre 2001, n. 448 è stata modificata dalla legge Fornero per la parte che riguarda l'età minima necessaria, come è stata modificata l'età pensionabile per tutti gli altri lavoratori.-

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    6. A cura della Direzione Centrale per le Pensioni
      -
      Gruppo Controllo Elaborazione Pensioni
      pagina
      1
      Istituto Nazionale Previdenza Sociale
      Direzione centrale delle Prestazioni
      R
      innovo 20
      1
      4
      -
      Tabelle
      A cura della Direzione Centrale per le Pensioni
      -
      Gruppo Controllo Elaborazione Pensioni
      pagina
      33
      Tabella M
      5
      INCREMENTO AL MILIONE
      Articolo 38 della legge 448/2001, Finanziaria 2002
      Modificato dall’articolo 5 comma 5 della legge 127/2007
      1

      AUMENTO DELLE PRESTAZIONI INVCIV PER TITOLARI DI ETÀ COMPRESA
      TRA I SESSANTA E I SESSANTACINQUE ANNI

      INVALIDI CIVILI
      TOTALI E I SORDOMUTI (fasce 20, 21, 22, 26, 30, 31,
      32, 33, 39, 43)

      CIECHI TOTALI (fasce 6, 11)
      Anno
      Importo
      pensione
      Limiti di reddito
      Importo mensile aumento
      spettante
      Pensionato solo
      (A)
      Pensionato
      coniugato (B)
      2013
      275,87
      8.214,31
      13.964,21
      356,00

      A
      -
      (RP+INVCIV)

      / 13

      B

      (RF+RP+INVCIV)

      / 13
      2014
      279,19
      8.291,66
      14.110,59
      358,63

      A
      -
      (RP+INVCIV)

      / 13

      B

      (RF+RP+INVCIV)

      / 13

      Elimina
    7. La Legge 28 dicembre 2001, n. 448 è stata modificata dalla legge Fornero per la parte che riguarda l'età minima necessaria, come è stata modificata l'età pensionabile per tutti gli altri lavoratori.

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    8. Questa su è la tabella inps 2014 nella parte che si riferisce agli invalidi totali ed agli aumenti alle fasce d'età tra i 60 e 65 anni


      e questo è il link da dove l'ho estratto: http://www.inps.it/circolarizip/circolare%20numero%207%20del%2017-01-2014_allegato%20n%204.pdf

      Dott. Censori io mi riferisco agli invalidi non lavoratori: Mi nomina la legge Fornero ma la tabella è aggiornata al 2014. Lei continua a non capirmi o finge? Le sto inviando diversi post e non credo di essermi spiegato male. Mi segnala lei un link in cui si cita la legge da me nominata e la modifica della Fornero ma nello specifico delle maggiorazioni dell'assegno sociale agli invalidi totali ed all'età di 60 anni che lei dice sia stata modificata? Io non ho trovato notizie in merito. Forse lei si riferisce all'età per ricevere l'assegno sociale che adesso è di 65 anni e 3 mesi ma io insisto nel citare il diritto dato agli invalidi totali ad ottenere l'aumento della sociale a 60 anni nella legge 28 dicembre 2001, n.448 e di cui chiedo notizie di eventuali modifiche con la Monti-Fornero.

      Elimina
    9. Da circolare inps 17 gennaio 2014:

      13. Incremento delle pensioni in favore dei soggetti disagiati di cui all’articolo 38, commi da 1 a 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (maggiorazioni sociali)



      Ai sensi del comma 5 dell’art. 5 della legge 127/2007 il limite di reddito annuo per l'incremento delle pensioni in favore di soggetti disagiati di cui all'art. 38, commi da 1 a 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 è aumentato in misura pari all'incremento dell'importo del trattamento minimo delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, rispetto all'anno precedente.

      Pertanto, per l’anno 2014 il limite di reddito per il diritto alla maggiorazione in argomento è pari ad euro 8.291,66.

      Si ricorda che il comma 4 dell’art. 5 della legge 127/2007 stabilisce che, qualora erogata, la somma aggiuntiva prevista al comma 1 del medesimo art. 5 (cosiddetta 14a), costituisce reddito per un importo pari a 156,00 euro ai soli fini dell’attribuzione delle maggiorazioni sociali di cui all'articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n.448.


      Art. 38.

      (Incremento delle pensioni in favore di soggetti disagiati)

      1. A decorrere dal 1º gennaio 2002 è incrementata, a favore dei soggetti di età pari o superiore a settanta anni e fino a garantire un reddito proprio pari a 516,46 euro al mese per tredici mensilità, la misura delle maggiorazioni sociali dei trattamenti pensionistici di cui:
      a) all’articolo 1 della legge 29 dicembre 1988, n. 544, e successive modificazioni;
      b) all’articolo 70, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, con riferimento ai titolari dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
      c) all’articolo 2 della legge 29 dicembre 1988, n. 544, con riferimento ai titolari della pensione sociale di cui all’articolo 26 della legge 30 aprile 1969, n. 153.

      2. I medesimi benefici di cui al comma 1 in presenza dei requisiti anagrafici di cui al medesimo comma, sono corrisposti ai titolari dei trattamenti trasferiti all’INPS ai sensi dell’articolo 10 della legge 26 maggio 1970, n. 381, e dell’articolo 19 della legge 30 marzo 1971, n. 118, nonchè ai ciechi civili titolari di pensione, tenendo conto dei medesimi criteri economici adottati per l’accesso e per il calcolo dei predetti benefici.

      3. L’età anagrafica relativa ai soggetti di cui al comma 1 è ridotta, fino ad un massimo di cinque anni, di un anno ogni cinque anni di contribuzione fatta valere dal soggetto. Il requisito del quinquennio di contribuzione risulta soddisfatto in presenza di periodi contributivi complessivamente pari o superiori alla metà del quinquennio.

      4. I benefici incrementativi di cui al comma 1 sono altresì concessi ai soggetti di età pari o superiore a sessanta anni, che risultino invalidi civili totali o sordomuti o ciechi civili assoluti titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità di cui all’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222.
      Quest'ultimo comma 4 dell'art. 38 è quello a cui mi riferisco. Adesso spero di essere stato chiaro ed attendo una risposta esaustiva in merito.

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    10. In un blog si possono dare solo risposte di carattere generale, e non si può quindi entrare nel dettaglio di singoli commi di articoli riferiti a situazioni particolari, Ti consiglio quindi di rivolgerti a un patronato per avere informazioni precise e risposte più dettagliate ai tuoi quesiti.-

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    11. Secondo lei il mio quesito è riferito ad una situazione particolare? Parlare di un diritto che la legge riconosce a tutti gl'invalidi sessantenni ma che nessuno ottiene per ignoranza di ognuno, è una situazione particolare? Ho chiesto chiarimenti a lei ottenendo solo risposte vaghe, adesso non ritiene opportuno rispondermi per non entrare nel dettaglio e mi consiglia di rivolgermi ad un patronato. Ma lo sa che il patronato mi diceva quello che lei continua a ripetere e cioè che l'età per avere l'aumento dell'assegno sociale è 65 anni e soltanto dietro mia insistenza e facendo riferimento alla legge su citata mi hanno fatto fare domanda di ricostituzione? Ho scoperto questa legge per puro caso e mi accorgo che non si vuole informare chi ne ha diritto cercando di sviare la risposta.
      Non ho capito se per la totale confusione in mezzo a tante leggi oppure volontariamente per fare cassa sulle spalle di noi disabili oltre ai tanti pensionati ultrasettantenni che nessuno informa, come nel caso della madre di Eleonora del precedente post del 17 settembre.
      Avevo segnalato il quesito per i tanti che ne hanno diritto ed a cui lei continua a dare informazioni errate. Credevo in un suo riscontro in merito ma mi sono sbagliato, preferisce continuare a rispondere senza andare a fondo all'argomento e mi viene un dubbio: ma lei è dottore in quale specializzazione?

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    12. Non mi risulta di essermi mai spacciato per "dottore" in quanto non lo sono; ma sono semplicemente un "ragioniere" in pensione, ed attingo le mie informazioni forse dallo stesso patronato al quale ti se rivolto Tu "inutilmente".-
      Evidentemente siamo "indietro" sia io che il mio patronato, quindi quando risolvi la questione con l'INPS fammi sapere così almeno informiamo anche gli altri.-

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    13. Rag. Censori, quando nel forum le chiedono informazioni e le scrivono dott. lei non accenna minimamente di non esserlo. Comunque le scrivo perchè intendo precisare che dovrebbe dare notizie esatte e se lei volesse approfondire i miei post precedenti così da aggiornare il patronato a cui lei fa riferimento ed informare esattamente chi si rivolge a voi in cerca di aiuto.
      Per ultimo le consiglio di leggere TABELLE PEREQUAZIONALI pag.33 tabella M5 della circolare del 17//01/2014 dell'INPS dove si legge il diritto di chi ha 60 anni ed invalido totale ad avere l'aumento della legge 448/2001 art. 38.
      Un forum che dà INFORMAZIONI PER TUTTI dovrebbe essere informato correttamente così da consigliare giustamente chi si rivolge in cerca d'aiuto. La legge non ammette ignoranza per cui si continua a legiferare e lasciare all'oscuro gli aventi diritto. Se poi non si fa giusta informazione ci si prende gioco di noi ,specialmente nel mio caso in cui, essendo minorato io come gli altri invalidi, spesso sono i familiari che chiedono informazioni ed a cui lei continua a non dare risposte esatte.
      Lo sa che l'impiegata del patronato a cui mi sono rivolto mi ha detto che pratiche come la mia non ne fanno quasi mai, solo alcune. Chi sono questi "fortunati"? Chi l' ha scoperto per caso come me? Siccome è difficile scoprirlo da soli e se il patronato continua a non informare correttamente chi chiede aiuto, come in questo forum, il gioco è fatto. Si continua nell'ignoranza. Invece di rimanere "indietro" come lei afferma potrebbe aggiornarsi così da dare consigli giusti e non aspettare che l'INPS risolva la mia questione?
      Continuo ad essere fiducioso che lei voglia offrire aiuto e che si possa in futuro ottenere i diritti che spesso vengono negati nell'ignoranza di chi ne ha bisogno e nella burocrazia infinitamente complicata.

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    14. OK!
      Non ho è ne tempo ne voglia di portare avanti inutili polemiche, comunque cercherò di approfondire la questione con il mio patronato di riferimento e mi riservo eventualmente di ritornare sull'argomento.-

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    15. Le seguenti tabelle sono pubblicate in INFORMAZIONI PER TUTTI (questo forum) su PENSIONI E PENSIONATI e su Adeguamento Annuale delle Pensioni - Minimi Anno 2014:


      Invalidità civile: Invalidi totali
      Invalidità civile 18 anni euro 279,19.-
      Invalidità civile 65 anni euro 364,51.-
      Invalidità civile con maggiorazione 18 anni euro 289,52.-
      Invalidità civile con maggiorazione 60 anni euro 637,82.-

      Invalidità civile: Invalidi parziali
      Invalidità civile 18 anni euro 279,19.-
      Invalidità civile 65 anni euro 364,51.-
      Invalidità civile con maggiorazione 18 anni euro 289,52.-
      Invalidità civile con maggiorazione 65 anni euro 460,53.-
      Invalidità civile con maggiorazione 70 anni euro 637,82.-

      Potrebbe gentilmente chiarire -

      Invalidità civile: invalidi totali con maggiorazione 60 anni euro 637,82
      Invalidità civile: invalidi parziali con maggiorazione 70 anni euro 637,82 -

      -secondo lei chi ha diritto a ricevere questi 637,82 euro?

      Per me è abbastanza chiaro che gl'invalidi totali ne hanno diritto a partire dai 60 anni al pari degl'invalidi parziali che ne hanno diritto al compimento dei 70 anni come tutti gli ultrasettantenni pensionati.

      Vuole gentilmente ritornare sull'argomento visto che nei precedenti post ha dichiarato che le regole sono cambiate con la legge Fornero?

      Mi spiega cosa significa questa tabella che ho letto nel vostro sito?

      Perchè continua a non dire che chi E' INVALIDO TOTALE AL COMPIMENTO DEI 60 ANNI HA DIRITTO ALLA MAGGIORAZIONE ED AI 637,82 EURO? Naturalmente bisogna solo verificare il reddito personale e dell'eventuale coniuge per averne diritto.

      Sarebbe giusto che i patronati dessero un aiuto a chi si trova in simili situazioni e fornissero adeguati consigli invece di depistare con false notizie gli aventi diritto.

      Cordialmente.

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    16. Confermo!
      Per i titolari di pensione di inabilità, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti l'età per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale si riduce a 60 anni.-

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  26. Salve Dr. Censori, volevo chiederle se l'assegno sociale viene versato mensilmente oppure il versamento è bimensile. La ringrazio e le auguro una buona serata.

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    1. L'assegno sociale, come ogni altro tipo di pensione, purché non sia di importo irrisorio, viene versato dall'INPS mensilmente.-

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  27. con 15 anni di contributi come autonomo.ho nel 2014 sessanta anni quando andrò in pensione e con che trattamento

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    1. Essendo nato nel 1954, potrai andare in pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni + 3 mesi d'età, ma dovrai arrivare almeno a 20 anni di contributi.-

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  28. con un versamento di contributi di 15 anni prima del 1991,quando andrò in pensione e con quale trattamento considerando che sono contributi da commerciante

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    1. Se non mi dici il Tuo anno di nascita purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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  29. buongiorno sig. Gianfranco , sono Andrea sto seguendo la situazione dei miei genitori e volevo chiedere a lei dei chiarimenti, mio padre da mesi senza lavoro ha 64 anni con 26 anni di contributi versati e mia madre 64 anni casalinga con pochi anni di contributi versati.
    la mie domande sono:
    - a quanti anni andrà mio padre in pensione e con che somma mensile?
    - mia madre a diritto all'assegno sociale da quando e per quanto tempo?

    certo della sua risposta e cortesia, porgo cordiali saluti

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    1. Ciao Andrea!
      - Tuo padre essendo nato nel 1950, andrà in pensione di vecchiaia al compimento dei 66 anni + 7 mesi d'età.-
      - L'importo della pensione di vecchiaia è legato all'entità dei contributi versati, comunque con 26 anni di contributi presumo che sarà poco più della minima.-
      - Tua madre al compimento dei 65 anni avrà diritto all'assegno sociale, ma presumibilmente solo in quota parte, perché l'importo sarà legato all'importo della pensione di Tuo padre.-

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  30. Ciao Gianfranco, sono francesco, sono invalido al 80% con legge 104/92 dal ottobre 2013, la ditta dove lavoro a chiesto all'ufficio del lavoro del collocamento mirato, la conversione del mio contratto da lavoratore a tempo indeterminato, a assunzione di lavoratore disabile,con legge n.2550 del 21/06/2012, art 40 c.4, senza chiedermi nulla, l'ufficio l'ha concesso, cosa cambia per me , e era possibile farlo. da premettere che io non ho chiesto ne il cambio di mansione ne il ridimensionamento dei turi faccio ancora la notte, cosa mi consigli?

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    1. Ciao Francesco!
      L'assunzione di un lavoratore invalido dal collocamento mirato consente all'azienda di rispettare la percentuale di disabili prevista dal la legge in base al numero dei dipendenti.-
      A livello economico e a livello di inquadramento aziendale non deve cambiare nulla per Te, e le Tue mansioni dovranno rimanere compatibili con le Tue condizioni fisiche.-

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  31. Buongiorno Dott. Censori,
    volevo sottoporle un quesito, mio padre ha compiuto 65 anni il 3 agosto dell'anno corrente, è coniugato con mia madre che percepisce la pensione di invalidità e accompagnamento, viviamo insieme in affitto.Io da novembre 2013 sono disoccupata, l'affitto è intestato a me. Per il calcolo del reddito bisogna considerare anche quello dei figli o solo quello del coniuge?? Mio padre avrebbe diritto alla pensione sociale?? La ringrazio in anticipo per la risposta. Roberta

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    1. Ciao Roberta!
      - Per il calcolo del reddito bisogna considerare solo quello del coniuge.-
      - Se Tua madre percepisce solo la pensione di invalidità e l'indennità di accompagnamento, Tuo padre ha diritto all'assegno sociale.-

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    2. Sig. Censori anche in questo caso c'è un invalido in famiglia con l'indennità di accompagnamento, per cui invalido totale. Bisognerebbe chiedere quanti anni ha e se in possesso dei requisiti reddituali e di età (60 anni) potrebbe aver diritto all'aumento dell'assegno. Lei ritiene che non debba saperlo? E' giusto che lei approfondisca l'argomento oppure è meglio lasciare nell'ignoranza le persone?

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    3. Su un blog si possono dare solo informazioni di carattere generale, in quanto non c'è la possibilità di valutare singolarmente tutte le varie opzioni possibili, mentre per le consulenze personalizzate bisogna rivolgersi a un patronato dove ognuno in base alla sua specifica situazione pensionistica e reddituale può avere una risposta mirata.-

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  32. Salve Dottor Censori,
    volevo capire dopo quanto tempo può arrivare fatto la pensione sociale,dopo la richiesta.
    Mio padre ha compiuto 65 anni a Gennaio e ha fatto la richiesta ad Aprile (dopo 3 mesi dal compleanno).Dopo due mesi arriva una carta dell'Inps per comunicarci che mancava un documento.Il patronato ha inoltrato il tutto di nuovo(documento già mandato inizialmente) e ad oggi mio padre non ha ancora ricevuto nulla.Di solito dopo quanto tempo arriva?Dovremmo fare qualche sollecito particolare?Grazie anticipatamente

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    1. Di solito l'INPS provvede al pagamento dell'assegno sociale dopo circa 3 mesi dalla data di presentazione della domanda, e purtroppo nel caso di tuo padre la mancanza di un documento ha ritardato l'evasione della pratica.-
      Comunque a questo punto i termini sono trascorsi, vi consiglio quindi di ritornare al patronato che ha presentato la domanda per far trasmettere un sollecito all'INPS.-

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  33. Buonasera , Dott. Censori mi chiamo Fabrizio
    volevo porle il seguente quesito
    Io, mia figlia e mia suocera per l'anagrafe risultiamo essere un unico nucleo familiare
    Io e mia figlia abbiamo redditi da lavoro dipendente
    Mia suocera ha una pensione categoria "SO" e una INVCIV
    Volevo sapere se i redditi miei e di mia figlia creano problemi a mia suocera
    per le sue pensioni , cioè possono toglierle o ri-conteggiarle
    la ringrazio anticipatamente e congratulazioni per il blog

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    1. Ciao Fabrizio!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      NO!
      I redditi tuoi e di Tua figlia sono ininfluenti ai fini del calcolo delle pensioni di Tua suocera.-

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  34. Dott. Censori oggi ho compiuto 65 anni, posso già domani presentare la domanda per l'assegno sociale oppure devo aspettare per forza altri tre mesi per compilarla e portarla all'Inps? Grazie

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    1. Ciao Marcello!
      La decorrenza dell'assegno sociale sarà tra tre mesi ma la domanda puoi presentarla all'INPS anche subito.-
      La domanda va inviata all'INPS per via telematica, perché non accettano più la documentazione cartacea, Ti consiglio quindi di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per tutto l'iter burocratico necessario.-

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  35. Salve dott. Censori mia mamma dal 01.08.2014 al 01.10.2014 ha ricevuto un assegno sociale pari ad euro 250 mensili. Mio padre invece dal 01.09.2014 riceve pensione di vecchiaia pari ad euro 1000. Dal momento in cui mio padre ha ottenuto la pensione ho fatto richiesta di sospensione dell'assegno sociale di mia mamma. L'INPS ha accolto la mia richiesta, ma stamattina mi è arrivata una lettera con cui l'INPS mi chiede la restituzione di tutti gli assegni sociali ricevuti da mia mamma. La mia domanda è la seguente: perché l'INPS vuole indietro anche l'importo dell'assegno sociale ottenuto in data 01.08.2014, quando mio padre ha ottenuto la pensione a partire dal giorno 01.09.2014.

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    1. Purtroppo il limite di reddito per il diritto all'assegno sociale è annuale inteso come anno solare, quindi se il limite di reddito viene superato nel 2014, Tua madre deve restituire tutto quello che ha percepito nel corso dell'anno.-

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  36. Buongiorno Dott.Censori,nel gennaio 2015 compirò i 65 anni e,non disponendo di reddito alcuno(possiedo solo la casa in cui abito),presenterò domanda all'INPS per la concessione dell'assegno sociale.Poichè anche mia moglie convivente non ha alcun reddito,mi spetta per lei una maggiorazione sull'importo base mensile di Euro 460,53?

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    1. Se Tua moglie non ha redditi, Tu al compimento dei 65 anni + mesi d'età avrai diritto all'assegno sociale con maggiorazione pari complessivamente a 460,53 euro mensili.-

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  37. Salve dottore,
    mio padre e' un pensionato di 81 anni e nell'anno 2013 ha percepito 15.078,72 Euro.
    Mia madre invece ha 74 anni e non percepisce la pensione sociale. Entrambi non hanno altri redditi. Volevo sapere se questo è possibile oppure se mia madre ha diritto a percepire qualcosa. Grazie e a presto.

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    1. Purtroppo NO!
      Tuo padre supera il limite di reddito di 11.637,86 euro previsto per entrambi i coniugi, quindi Tua madre non ha diritto all'assegno sociale.-

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  38. buonasera vorrei sapere per cortesia se il mio assegno sociale di euro 477,00 assegnatomi il 1 dicembre 2012 viene ridotto e di quanto avendo dal 20 ottobre 2014 la pensione di vecchiaia con salvaguardia di mia moglie la pensione e la minima di euro 501,00 la decorrenza e dal 1/1 /2014 infatti la pensione di mia moglie le stata pagata dal primo gennaio al primo ottobre grazie

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    1. Il limite di reddito per il 2014 per entrambi i coniugi per il 2014 è pari a 11.637,86 euro, quindi se il totale delle pensioni è inferiore al suddetto limite avrai diritto all'assegno sociale per differenza fino al raggiungimento del suddetto limite, mentre se è superiore l'assegno sociale verrà revocato.-

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  39. Buonasera.
    Le chiedo gentilmente se può chiarimi alcuni dubbi.
    Mia suocera ha 72 anni e non percepisce alcun redditto, se non quello da immobili (una prima casa e una seconda casa).
    E' legalmente separata da mio suocero, il quale percepisce pensione di vecchiaia.
    Mia suocera ha diritto all'assegno sociale e in che misura?
    In caso affermativo, nel caso in cui mio suocero venisse a mancare, ella avrà comunque diritto alla reversibilità, pur percependo l'assegno sociale?
    Grazie e cordiali saluti.

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    1. Ciao Sergio!
      - Tua suocera ha diritto all'assegno sociale solo se il reddito degli immobili è inferiore a 5.818,93 euro all'anno, e comunque eventualmente per differenza, cioè fino al raggiungimento del suddetto limite.-
      - Lo stesso discorso vale per l'eventuale pensione di reversibilità, nel senso che ci sarebbe comunque il limite di 5.818,93 euro.-

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  40. buongiorno,mia mamma ha appena compiuto 65 anni,non ha reddito e possiede solo la modesta casa dove abita.e legalmente separata da mio padre da 28 anni.mio padre non ha mai versato gli alimenti nonostante nella sentenza di separazione fosse stabilito che dovesse versare il 20% del suo reddito mensile.mio padre ha una pensione di vecchiaia di 700 euro netti al mese e ne spende 200 di affitto per cui e difficile pretendere qualcosa.quindi le chiedo: mia mamma puo' chiedere l'assegno sociale? l'assegno verra' decurtato o prendera' l'inporto intero?? se verra' decurtato l'unico modo per prendere l'assegno intero e fare il divorzio ?

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    1. Tua madre essendo legalmente separata, se è senza redditi ha diritto all'assegno sociale, ma se nella sentenza di separazione è previsto un assegno di mantenimento, l'importo dell'assegno sociale sarà per differenza.-
      Per poter percepire l'importo intero è necessaria una sentenza di divorzio dove risulti che Tua madre non richiede alcun assegno di mantenimento.-

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  41. Salve.mio padre ètitolare di pensione sociale.Ha 69 anni e 4 anni di contributi da lavoro dipendente. può fare richiesta di maggiorazione? se si, quanto gli spetterebbe? Il nostro sindacalista gli ha detto che dobbiamo aspettare che compia 70 anni (il 23 dicembre) ma secondo me poteva farla già 10 mesi fa...visto che l'INPS parla di frazioni di 2,5 anni...lei che mi dice a riguardo? grazie

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    1. I 4 anni di contributi versati da lavoro dipendente purtroppo sono ininfluenti, quindi Tuo padre avrà diritto alla maggiorazione della pensione sociale solo al compimento dei 70 anni d'età.-

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    2. Posso fare la domanda già ora visto che finche la prendono in esame compie i 70 anni?

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    3. Purtroppo NO!
      La domanda non può essere presentata all'INPS prima del raggiungimento dei requisiti necessari.-

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  42. Caro dott, Censori mi rivolgo a lei per un aiuto,mia moglie lavora in una cooperativa parastatale,nel febbraio di quest'anno è stata operata al seno di tumore maligno. E' stata riconosciuta dalla commissione medica invalida al 100 per 100,in più le hanno assegnato la legge 104 PORTATORE DI HANDICAP IN SITUAZIONE DI GRAVITA' (comma 3 art 3).Ancora oggi è in trattamento di radioterapia. Ora vengo al dunque:passati i sei mesi di malattia ,il datore di lavoro non là più pagata, telefonicamente ci ha comunicato che lo dovremmo pure ringraziare perchè non là licenziata. E' possibile una cosa del genere.In attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente

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    1. Purtroppo SI!
      L'INPS non corrisponde più alcuna indennità dopo 6 mesi consecutivi di malattia, Vi consiglio comunque di rivolgervi al più vicino Ufficio INCA - CGIL per verificare se Tua moglie ha i requisiti necessari per l'assegno ordinario di invalidità o per la pensione di inabilità.-

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  43. Buongiorno Sig. Giannfranco
    Ieri ho accompagnato mio suocero alla visita per l'invalidità e come commissione c'era un medico soltanto, ma funziona cosi adesso?
    Mi ricordo quando accompagnavo mia madre erano piu' medici.
    In attesa della sua risposta ringrazio anticipatamente

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    1. Ciao Simona!
      Mi sembra strano!
      In effetti alla visita per l'invalidità civile per legge deve essere presente una commissione medica e quindi non un medico soltanto, presumo pertanto che la visita di Tuo suocero si riferisca ad altro tipo di pratica.-

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  44. buonasera, ho un dubbio a cui non riesco a dare una soluzione perchè cercando su internet trovo risposte discordanti: in caso di coniugi senza redditi. la moglie compie 65 anni due anni prima del marito e ottiene l'assegno sociale, ma poi al compimento del 65° anno di età del marito avrà diritto anche quest'ultimo all'assegno sociale? e se sì, per l'intero importo? ho anche chiesto in un caf e mi hanno detto di no, solo un coniuge può avere l'assegno sociale, ma non capisco perchè se è l'unico reddito

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    1. Al CAF Ti hanno dato un'informazione errata!
      Infatti se entrambi i coniugi sono senza redditi, entrambi hanno diritto all'assegno sociale al raggiungimento dei 65 anni d'età, che per il 2014 significa 460,53 euro ciascuno.-

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  45. Salve dott Censori,le scrivo per avere delle delucidazioni,ho 69 anni e insieme a mio marito di 67 anni percepiamo l'assegno sociale.Dato che siamo senza redditi e solo in possesso della prima casa,io al compimento dei 70 anni, avro' il diritto alla maggiorazione dell'assegno sociale?Grazie e complimento per il servizio offerto.

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    1. SI!
      In assenza di altri redditi al compimento dei 70 anni avrai diritto alla maggiorazione dell'assegno sociale.-

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  46. salve. mio padre ha 74 anni e percepisce la pensione di invalidità più assegno sociale. mia madre l'anno prossimo può richiedere anche lei l'assegno sociale?

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    1. ho dimenticato di precisare che mia madre l'anno prossimo compie 65 anni

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    2. SI!
      Anche Tua madre al compimento dei 65 anni + 3 mesi d'età, in assenza di altri redditi, avrà diritto all'assegno sociale.-

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  47. Buonasera dottore,
    Sono Mirela e volevo chiederle se mia mamma ,cittadina rumena 68anni residente da oltre 10 in Italia con una oensione di cca 200 euro ha diritto alla pensione sociale/integrara per diferenza (premetto che mio padre 69 anni ha una pensione -sempre dalla romania di cca.700 euro) e in caso avesse diritto che documenti bisogna presentare x la richiesta ,la ringrazio e complimenti per il blog

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    Risposte
    1. Ciao Mirela!
      Il limite di reddito per il diritto all'assegno sociale per due persone coniugate è pari a 11.637,86 euro annuali, quindi se il reddito di entrambi i Tuoi genitori è inferiore al suddetto limite Tua madre ha diritto alla differenza.-
      Per presentare la relativa domanda all'INPS Vi consiglio di rivolgervi al più vicino Ufficio INCA - CGIL.-

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  48. Dott. Censori volevo chiederle in che modo vengono effettuate le verifiche sulla residenza per avere l'assegno sociale? Devo aspettarmi la visita di un vigile come per un cambio di residenza? Se nei giorni in cui effettuano le verifiche dovessi trovarmi fuori città o in vacanza che succede mi negano l'assegno? Grazie

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    1. Non vedo il problema!
      Se sei effettivamente residente nel luogo indicato nella domanda di assegno sociale non hai di che preoccuparti, perché se viene un vigile a cercarti e non ti trova in casa, farà delle indagini per verificare se sei assente da casa solo momentaneamente o se invece vuoi fare il "furbo".-

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  49. I contributi volontari per ottenere la pensione di vecchiaia si possono versare anche se si inizia a percepire l'assegno sociale e se si superano i 66 anni o i contributi versati si perdono nel momento in cui si inizia a percepire l'assegno sociale?

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    1. Non c'è problema!
      Puoi continuare a versare i contributi volontari fino a quando non raggiungerai il limite necessario per la pensione di vecchiaia, a prescindere quindi dall'età, e nel frattempo potrai percepire l'assegno sociale fino a quando non avrai diritto alla pensione di vecchiaia.-

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  50. Buongiorno,

    Le illustro la situazione sulla quale vorrei dei chiarimenti:
    Mi madre compirà a gennaio 2015 61 anni, ha solo 4 anni di contributi e non ha altri redditi. E' sposata con mio padre ( 68 anni ) titolare di una pensione di 810 euro/mese maturata nel 2005 ( artigiano ) e che comprende già un piccolo assegno ( 30/40 euro come mantenimento di mia madre ) . Entrami sono proprietari al 50% ciascuno dell'immobile dove abitano ( prima casa ). l'unico reddito che hanno è la pensione di mio padre.

    Volevo chiederle se mia madre avrà diritto all'assegno sociale, se si in che misura e quando?

    grazie

    Alberto

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    1. Ciao Alberto!
      Il limite di reddito per il diritto all'assegno sociale per due persone coniugate è pari a 11.637,86 euro annuali, quindi se il reddito di entrambi i Tuoi genitori è inferiore al suddetto limite Tua madre avrà diritto alla differenza, ovviamente al compimento dei 65 anni d'età.-

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  51. Ciao Gianfranco, ti scrivo come nuova discussione perchè magari quella vecchia te la sei dimenticata. Abbiamo iniziato una discussione il 23 setembre alle 18.59 fino all'8 ottobre 18.58, l'ultima tua risposta è stata il 4 ottobre alle 18.03 dicendomi che approfondirai la questione col tuo caf e mi avresti fatto sapere. Non è per farti fretta ma dopo 26 giorni mi viene da pensare che non mi vuoi rispondere (anche se non è nel tuo stile), però se hai voglia di rileggerti le nostre discussioni e vuoi darmi la risposta sono felicissimo di avermi sbagliato a pensar male.
    Buon fine settimana e comunque vada leggo sempre il tuo forum

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    1. Ciao Paolo!
      Per i titolari di pensione di inabilità, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti l'età per poter ottenere l'incremento della maggiorazione sociale si riduce a 60 anni.-

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    2. Ciao Gianfranco, purtroppo mi hai scambiato per un'altra persona.Come ti ho scritto il 30 ottobre la nostra conversazione è iniziata il 23 settembre alle 18.59, con l'ultima tua risposta il 4 ottobre alle 18.03 e visto che non mi rispondevi più ho ripreso da qui.Comunque non voglio riscrivere tutto di nuovo, se vuoi rispondermi rileggi il post del 30 ottobre è tutto scritto lì, e ti riporta all'inizio delle conversazione iniziale del 23 settembre 18.59 fino all'ultima tua risposta del 4 ottobre 18.03 e ancora aspetto.Naturalmente dovresti rileggerti quei post perchè sicuramente te ne sarai dimenticato.
      Ciao, sperando che non mi scambi di nuovo per un altro, aspetto una tua definitiva risposta

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    3. Ciao Paolo!
      Pagina 3 istruzioni 730:
      Casi di esonero:
      1) Specchietto:
      E' esonerato dalla dichiarazione il contribuente che possiede esclusivamente i redditi indicati nella prima colonna, se si sono verificate le condizioni descritte nella seconda colonna.-
      "redditi corrisposti da un unico sostituto d'imposta obbligato ad effettuare le ritenute di acconto o corrisposti da più sostituti purché certificati dell'ultimo che ha effettuato il conguaglio".-
      2) Specchietto:
      E' esonerato dalla dichiarazione il contribuente che possiede esclusivamente i redditi indicati nella prima colonna, nei limiti previsti nella seconda colonna, se si sono verificate le condizioni descritte nella terza colonna.-

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  52. Salve dottor Censori mi chiamo Giuseppe le scrivo da napoli percepisco una pensione io di 380 euro mensili netti in piu lavoro come installatore elettrico presso un azienda di Roma la cui e dal mese di giugno che non mi retribuisce lo stipendio sono stato assunto il 9 giugno e il mio contratto scadra' il 31 12 2014 visto che non vi e stato mai un buon rapporto fra me e l'azienda le chiedo se ho i requisiti per richiedere direttamente all'inps le 80 euro e gli assegni familiari di mia moglie tenendo presente che il mio reddito per l'anno 2013 e stato di euro 15.000,00 grazie anticipatamente per la vostra risposta
    distinti saluti

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    1. Ciao Giuseppe!
      Per quanto riguarda gli 80 euro non ci sono problemi, nel senso che potrai richiederli con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno, mentre per gli assegni familiari può provvedere solo il datore di lavoro, quindi se non ti verranno corrisposti dovrai aprire una vertenza sindacale per il recupero di tutte le Tue spettanze.-

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  53. Gentile Dott. Censori sono un investigatore privato sto svolgento una ricerca per un povero vecchietto che e stato truffato da una cittadina ucraina che era una badante del famiglia che a morte della vecchietta ha sposato il mio cliente
    come si fa a sapere in vie ufficiale se la signara ucraina percepisce una pensione in ucraina ?e non vuole farlo sapere in italia grazie ( le solite truffe delle badante a danno dei nostri vecchietti )

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    1. Se la signora ucraina percepisce una pensione ucraina essendo residente in Italia dovrebbe dichiararla al fisco, quindi se presenta la dichiarazione dei redditi si può verificare all'Agenzia delle Entrate, se viceversa non la dichiara purtroppo non è verificabile.-
      Si può eventualmente presentare una denuncia alla Guardia di Finanza in modo che vengano fatte delle indagini in merito.-

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  54. Esimio Dott. Censori. Sono un pensionato dipendente Statale nel 2000 sono stato riconosciuto invalido per lavoro per Artrosi Cervico/Lombare con Tab. A - Cat. 8° visto che l' I.N.P.D.A.P. ha fatto tutto un cumulo (pensione e invalidità). La mia domanda e la seguente se puoi informarmi quando e la somma mensili della sola invalidita.della tabella sopraindicata. In attesa La porgo distinti Saluti. Francesco

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    1. Ciao Francesco!
      Per conoscere il il dettaglio delle Tue pensioni devi richiedere all'INPS/INPDAP il Tuo Modello Obis M.-

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  55. Giovanni Grillo05 novembre 2014 20:04
    Buona sera Gianfranco: Sono Giovanni può darmi cortesemente alcune informazioni in merito alla pensione di inabilità Inps calcolata con il metodo retributivo.Mia moglie percepisce l'assegno familiare di euro 51,13 posso io come inabile chiedere l'assegno come tale e sopratutto l'integrazione al minimo visto che il nostro reddito complessivo è di 18.541,00 lordi perché se non sbaglio si considera il reddito al lordo o al netto? Grazie della sua certa risposta.

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    1. Ciao Giovanni!
      - Per la maggiorazione dell'assegno familiare in presenza di un componente inabile è necessaria un'autorizzazione preventiva dell'INPS.-
      - Integrazione al minimo; redditi personali e della coppia:
      Le persone coniugate devono superare un doppio sbarramento: quello del reddito personale che deve restare nei limiti sopra indicati e quello della coppia.
      Quest’anno la situazione si presenta così:
      • reddito personale che non supera 6.517,94 euro e reddito della coppia non oltre 19.553,82 euro; in questo caso al pensionato spetta l’integrazione intera e viene garantito il trattamento minimo di 501,38 euro al mese.
      • reddito personale compreso tra 6.517,94 e 13.035,88 e reddito della coppia compreso tra 19.553,82 e 26.071,76. In questo caso l’integrazione spetta in misura ridotta.
      La legge stabilisce che l’importo spettante è quello minore risultante dal doppio confronto tra il limite massimo di reddito personale (13.035,88) e quello effettivamente posseduto e tra il limite di reddito della coppia (26.071,76) e quello conseguito.-
      Per reddito si intende reddito al lordo delle trattenute IRPEF.-

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  56. Gentile Gianfranco, innanzitutto desidero farti i complimenti per l'interessantissimo blog, e poi, approfittando della tua competenza, vorrei porti un paio di questioni sull'assegno sociale, forse ovvie, ma che ancora non ho ben inquadrato.
    1) Per la determinazione dell'assegno, è influente il possesso di beni MOBILI che non diano reddito reale? In soldoni: possedere in banca del denaro (poco) depositato su un cc a INTERESSE ZERO, incide sulla determinazione della prestazione assistenziale (assegno sociale o altro tipo)?
    2) Se (come mi sembra di aver capito) la casa d'abitazione non fa reddito, come mai quando l'INPS, annualmente, chiede il RED, al punto "B" del modulo di autocertificazione (quello presentato dal caaf) occorre dichiarare il reddito della casa di abitazione?
    Attendo con curiosità la tua risposta e ancora complimenti per la tua attività.
    Cordialità. Carlo

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    1. Ciao Carlo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      - NO! Possedere n banca del denaro depositato a interessi zero è ininfluente ai fini del calcolo dell'assegno sociale.-
      - Va dichiarato il reddito della casa di abitazione solo per fini statistici ma è comunque ininfluente ai fini del calcolo dell'assegno sociale.-

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    2. Ti ringrazio per la tua (come sempre) rapidissima, puntuale e precisa risposta: mi è stata molto utile.
      Cordialità.
      Carlo

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    3. Ciao Carlo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  57. Buongiorno Dr. Censori, mia mamma percepisce una pensione di 502 euro al mese e ha più di 70 anni. Sono andato ad informarmi all' inps per sapere come mai non prende l' integrazione a 637,82. Mi hanno risposto, se non ho capito male che grazie ai contributi versati prende una pensione che però viene ridotta a causa delle proprietà immobiliari e/o degli altri redditi percepiti. Nello specifico è prprietaria dell' appartamento in cui vive attualmente ed è anche proprietaria al 50% dell' appartamento in cui viveva anni fa con mio padre dal quale si è divorziata. Da mio padre percepisce a titolo di affitto euro 372 nette al mese. Mia mamma vorrebbe chiedere a mio padre la rivalutazione istat dell' affitto a 414 euro mensili ma il mio dubbio è il seguente: se mia mamma ha un introito maggiore da quell' affitto, l' inps le riduce ancora di più la pensione?E se si, di quanto?

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    1. Ciao Giuliano!
      Tua madre ha la pensione integrata al minimo, ma non ha diritto alla maggiorazione sociale perché dispone anche di altri redditi, quindi un eventuale maggiore introito per la rivalutazione ISTAT dell'affitto sarebbe ininfluente.-

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  58. Dott. Censori volevo chiederle come mai i tempi di erogazione dell'assegno sociale sono così lunghi? (nell'ordine dei 3-4 mesi mi pare) Dati i particolari requisiti richiesti non credo ci siano liste d'attesa lunghe..forse l'INPS è lenta nei controlli? Eppure per valutare l'esistenza di redditi e patrimoni ci sono le banche dati. Non capisco i motivi delle lungaggini

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    1. Ciao Massimo!
      Purtroppo è vero!
      I tempi di erogazione di ogni tipo di pensione da parte dell'INPS si aggirano mediamente sui tre mesi dalla data di presentazione della domanda, e presumo che siano i tempi della burocrazia.-

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  59. buongiorno,complimenti e grazie in anticipo,io ho mia madre che vive con me dal 2001 in italia,ha fatto domanda per l'assegno sociale a settembre tramite un caf di zona,ma ancora nessuna risposta,cosa bisogna fare? grazie. carmen

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    1. Ciao Carmen!
      Di solito l'INPS provvede al pagamento della prima rata di pensione dopo circa 3 mesi dalla data di presentazione della domanda.-

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  60. Gentile Censori, settimana scorsa ho inoltrato domanda per l'assegno sociale tramite patronato. Adesso devo aspettarmi una visita dei vigili a casa? Oppure il controllo lo vengono a fare solo per casi sospetti (ad esempio per gli stranieri). Io sono italiana e non ho mai messo piede all'estero. Mi angoscia pensare che devo starmene a casa ad aspettare i vigili senza sapere quando vengono! Potrebbero passare anche tra un mese o due? Grazie

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    1. Ciao Loredana!
      Non vedo di cosa ti preoccupi!
      Se verranno a casa Tua i vigili vorranno solo controllare se Tu sei effettivamente residente all'indirizzo che hai indicato nella domanda di assegno sociale, quindi se non ti troveranno intervisteranno i vicini per avere conferma della Tua residenza.-

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  61. Buonasera, ringrazio anticipatamente per questo forum, volevo sapere se potevo chiedere la pensione integrativa al minimo per mia mamma casalinga di 70 anni in base alla legge 122/10 art. 13 essendo a carico di mio papa' che percepisce una pensione di € 957,00 lordi/mensili...(ho letto che il reddito lordo non puo' superare € 15.000, circa annui)....grazie

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    1. Per verificare se si ha diritto all’integrazione al minimo bisogna considerare il proprio reddito personale, e per le pensioni con decorrenza successiva al 1994 bisogna considerare anche i redditi del coniuge. Se si ha un reddito personale annuo inferiore a 6.517,94 euro e di coppia inferiore a 19.553,82 euro l’integrazione spetta sempre. Non spetta se il proprio reddito personale supera i 13.035,88 euro o se quello di coppia eccede i 26.071,76 euro all’anno. Se si hanno redditi intermedi tra il limite basso e il limite alto, l’integrazione spetta in misura parziale. L’integrazione non spetta in alcun caso a chi percepisce una pensione supplementare o una pensione calcolata esclusivamente con le regole del sistema contributivo.-

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  62. Egregio Gianfranco, avevo fatto una richiesta il 18 c.m. ma vedo che è sparita.Provo a riformularla: sono un lavoratore statale che lavora in regime di pensione e part time dal 2005 anno in cui con 38 anni di contributi ho optato di terminare la mia carriera lavorativa in tale modo visto che era consentito dalla legge vigente.Ora con 62 anni di età verrò collocato in pensione definitivamente con la direttiva del governo Renzi. La domanda è la seguente i calcoli per la nuova pensione saranno fatti ex novo cioè con l'ultimo stipendio per la quota A e ultimi 10 anni per la quota B, oppure verrà tenuta in considerazione come base di calcolo anche quello effettuato nel 2004.Grazie per la risposta cordiali saluti Giancarlo.

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    1. Ciao Giancarlo!
      La Tua pensione del 2004 verrà solo rivalutata in base ai contributi versati successivamente.-

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