venerdì 27 marzo 2015

Pensione Sociale, Assegno sociale, Pensione Integrata al Minimo, Quattordicesima, Maggiorazioni Sociali

1) ASSEGNO SOCIALE Anno 2015


L'assegno sociale, (pensione delle casalinghe), è una prestazione di natura assistenziale riservata ai cittadini italiani che abbiano 65 anni di età, ai cittadini UE residenti in Italia, e ai cittadini extracomunitari in possesso di carta di soggiorno a partire dal 1.1.2001, con un reddito pari a zero o di modesto importo.-
I limiti di reddito (totale netto) per il 2015 sono pari a
euro 5.830,63 annui se il pensionato è solo
euro 11.661,26 annui se è coniugato

Il limite per l'anno 2015 per l'assegno sociale è di 5.830,63 euro, ma solo per chi ne fa richiesta al compimento dei 65 anni + 3 mesi di età, chi lo ottiene come trattamento sostitutivo della pensione di inabilità ha come limite di reddito quello della pensione di inabilità, fissato per quest'anno a 16.523,20 euro annuali.-

A decorrere dal 1° gennaio 2009 l'assegno sociale verrà corrisposto a chi soggiorna legalmente ed in via continuativa nel territorio italiano da almeno 10 anni.-

L'articolo 20 della legge di conversione del 6 agosto 2008 n. 133, stabilisce infatti che per poter usufruire dell'assegno sociale i cittadini stranieri dovranno soggiornare nel territorio nazionale da almeno 10 anni.-

Pertanto, il cittadino straniero che voglia usufruire di questa prestazione pensionistica dovrà rispettare i seguenti requisiti:
  • 65 anni di età
  • Mancanza di reddito o redditi inferiori ai limiti stabiliti dalla legge
  • Essere in possesso del permesso di soggiorno ce per soggiornanti di lungo periodo o di un permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno
  • essere residenti in Italia da almeno 10 anni

Valori per l'anno 2015
Assegno sociale fino a                     64 anni euro 448,51.-
Assegno sociale con maggiorazione: 65 anni euro 461,90.-
Assegno sociale con maggiorazione: 70 anni euro 638,82.-


Requisito Anagrafico:

Dal 1° gennaio 2018, il requisito anagrafico per il conseguimento dell'assegno sociale a 65 anni di età (ex pensione sociale, cui si ha diritto quando non si superano determinati limiti di reddito personale e coniugale) e degli assegni sociali sostitutivi dell'invalidità civile sarà elevato di un anno.

Applicando l'incremento della speranza di vita anche a queste prestazioni assistenziali, come già previsto dalle leggi n. 122/2010 e 111/2011, nei prossimi anni l'età anagrafica richiesta sarà la seguente:

Anno          Incremento presunto               Incremento         Nuova età
                 speranza di vita (mesi)              di un anno         (anni e mesi)


2012              -                                                                        65
2013             3                                                                        65 + 3
2014                                                                                       65 + 3
2015                                                                                       65 + 3
2016             4                                                                        65 + 7
2017                                                                                       65 + 7
2018                                                           12                        66 + 7
2019             4                                                                        66 + 11
2020                                                                                       66 + 11
2021             3                                                                        67 + 2
2022                                                                                       67 + 2
2023             3                                                                        67 + 5
2024                                                                                       67 + 5
2025             3                                                                        67 + 8
2026                                                                                       67 + 8



2) PENSIONE SOCIALE anno 2015

La pensione sociale, sostituita dall'assegno sociale dal 1/1/96, è una prestazione di carattere assistenziale concessa a 65 anni a uomini e donne, a condizione di essere cittadini italiani o extra – comunitari titolari di carta di soggiorno, di essere residenti in territorio italiano, e di non superare la soglia di 369,63 euro mensili, per un totale di 4.805,19 euro annui se il pensionato è solo, e il totale di 9.610,38 euro se cumulati con il reddito del coniuge.-

Valori per l'anno 2015
Pensione sociale                                          euro 369,63.-
Pensione sociale con maggiorazione: 70 anni euro 638,82.-



3) PENSIONE INTEGRATA AL MINIMO anno 2015

Il trattamento minimo è un'integrazione che lo Stato, tramite l'Inps, corrisponde al pensionato quando la pensione, che deriva dal calcolo dei contributi, è di importo inferiore a quello che viene considerato il minimo vitale. In tal caso l'importo della pensione viene aumentato fino a raggiungere la cifra stabilita, di anno in anno, dalla legge.
Per verificare se si ha diritto all’integrazione al minimo bisogna considerare il proprio reddito personale, e per le pensioni con decorrenza successiva al 1994 bisogna considerare anche i redditi del coniuge. Se si ha un reddito personale annuo inferiore a 6.530,94 euro e di coppia inferiore a 19.592,82 euro l’integrazione spetta sempre. Non spetta se il proprio reddito personale supera i 13.061,88 euro o se quello di coppia eccede i 26.123,76 euro all’anno. Se si hanno redditi intermedi tra il limite basso e il limite alto, l’integrazione spetta in misura parziale. L’integrazione non spetta in alcun caso a chi percepisce una pensione supplementare o una pensione calcolata esclusivamente con le regole del sistema contributivo.-

Valori per l'anno 2015
Pensione integrata al minimo                             euro 502,38.-
Pensione con maggiorazione sociale ultra60enni euro 528,22.-
Pensione con maggiorazione sociale ultra65enni euro 585,03.-
Pensione con maggiorazione sociale ultra70enni euro 626,83.-



4) QUATTORDICESIMA ANNO 2015

Per i pensionati che hanno compiuto i 64 anni di età, ed hanno un reddito personale non superiore per il 2015 a 9.796,41 euro annui, spetta una somma aggiuntiva per i pensionati residenti in Italia che varia in base all'anzianità contributiva:
Anzianità contributiva fino a 15 anni      euro 336
Anzianità contributiva da 15 a 25 anni   euro 420
Anzianità contributiva oltre 25 anni       euro 504

Lavoratori autonomi, servono 3 anni in più, quindi scaglioni da 0 a 18, da 18 a 28 e oltre 28 anni

Nel caso in cui i 64 anni siano raggiunti nel corso dell'anno, la somma aggiuntiva viene corrisposta in proporzione ai mesi di possesso del requisito anagrafico (il mese di compimento dell'età si valuta per intero). La stessa regola vale per le pensioni spettanti per un numero di mesi inferiore all'anno, in quanto la decorrenza è successiva al 1° gennaio.-

Requisiti di reddito per quattordicesima 2015

La quattordicesima viene erogata sulla base del solo reddito personale, che deve essere inferiore ai limiti, in relazione agli anni di contribuzione. Vediamo quali sono questi limiti:
  • 10.132,41 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno pari o meno di 15 anni di contribuzione (pari o meno di 780 contributi settimanali) e per i lavoratori autonomi che hanno pari o meno di 18 anni di contribuzione (pari o meno di 936 contributi settimanali);
  • 10.216,41 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno più di 15 anni di contribuzione e pari o meno di 25 anni di contribuzione (da 781 a 1.300 contributi settimanali) e per i lavoratori autonomi che più di 18 anni di contribuzione e pari o meno di 28 anni di contribuzione (da 937 a 1.456 contributi settimanali);
  • 10.300,41 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno più di 25 anni di contribuzione (da 1.301 contributi settimanali in poi) e per i lavoratori autonomi che hanno più di 28 anni di contribuzione (da 1.457 contributi settimanali in poi).

Il limite di 1,5 volte il trattamento minimo. 


Il beneficio viene concesso interamente fino ad un limite di reddito uguale a 1,5 volte il trattamento minimo. Oltre tale soglia, l’aumento è corrisposto in misura pari alla differenza tra la somma aggiuntiva e la cifra eccedente il limite stesso (clausola di salvaguardia). Per l’anno 2015 tale limite è pari a 9.796,41 euro.

Redditi da considerare e quelli esclusi. 


Sono da considerare nel computo i redditi assoggettabili all’IRPEF, nonché i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva, compresi i redditi conseguiti all’estero o in Italia presso Enti ed organismi internazionali. Sono invece, per espressa previsione normativa, esclusi:
  • i trattamenti di famiglia comunque denominati;
  • le indennità di accompagnamento;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • i trattamenti di fine rapporto comunque denominati;
  • le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.
Sono altresì da non considerare i redditi:
  • delle pensioni di guerra;
  • delle indennità per i ciechi parziali e dell’indennità di comunicazione per i sordi prelinguali;
  • dell’indennizzo previsto dalla L. 210 del 25 febbraio 1992 in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati;
  • della somma di 154,94 euro di importo aggiuntivo previsto dalla Legge n. 388 del 2000;
  • dei sussidi economici che i Comuni ed altri Enti erogano agli anziani per bisogni strettamente connessi a situazioni contingenti e che non abbiano caratteristica di continuità. 


5) MAGGIORAZIONI SOCIALI

Chi vive con una sola pensione o quasi può avere qualcosa in più della pensione minima.
La legge riconosce, infatti, le cosiddette maggiorazioni sociali, che variano in base all’età del pensionato. La quota aggiuntiva è di 25,83 euro al mese per coloro che hanno dai 60 ai 64 anni, di 82,64 euro per chi ha un’età che si colloca tra 65 e i 69 anni.
Dai 70 anni in su l’integrazione è di 136,44 euro. I 70 anni richiesti si possono ridurre fino a 65, in ragione di un anno per ogni cinque di contributi versati. Per gli invalidi totali l’età minima è di 60 anni.
Per i non coniugati il limite di reddito personale è dato dall’ammontare del trattamento minimo, più l’importo annuo della maggiorazione.
Mentre per i coniugati il reddito della coppia non deve superare il limite personale, maggiorato dell’importo dell’assegno sociale (448,61 euro mensili nel 2015).

Quali redditi
Sia per la pensione minima che per la maggiorazione sociale, è il caso di ricordare che l’Inps considera tutti i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti da Bot e altri titoli.
Nel computo rientrano anche le rendite INAIL e gli assegni assistenziali.
In altre parole bisogna denunciare tutto con la sola eccezione dei redditi provenienti da:
- la casa di abitazione;
- le pensioni di guerra;
- l’assegno di accompagno;
- i trattamenti di famiglia;
- i sussidi erogati da Enti Pubblici senza carattere di continuità

Limiti di reddito anno 2015:
da 60 a 64 anni - Personale 6.866,86 - Coniugale 12.697,62.-
da 65 a 69 anni - Personale 7.605,39 - Coniugale 13.436,15.-
da 70 anni in poi-Personale 8.291,66 - Coniugale 14.110,19.-





1) ASSEGNO SOCIALE Anno 2014

L'assegno sociale (o pensione delle casalinghe), è una prestazione di natura assistenziale riservata ai cittadini italiani che abbiano 65 anni di età, ai cittadini UE residenti in Italia, e ai cittadini extracomunitari in possesso di carta di soggiorno a partire dal 1.1.2001, con un reddito pari a zero o di modesto importo.-

I limiti di reddito (totale netto) per il 2014 sono pari a
  • euro 5.818,93 annui se il pensionato è solo
  • euro 11.637,86 annui se è coniugato
Il limite per l'anno 2014 per l'assegno sociale è di 5.818,93 euro, ma solo per chi ne fa richiesta al compimento dei 65 anni di età, chi lo ottiene come trattamento sostitutivo della pensione di inabilità ha come limite di reddito quello della pensione di inabilità, fissato per quest'anno a 16.523,20 euro annuali.-

A decorrere dal 1° gennaio 2009 l'assegno sociale verrà corrisposto a chi soggiorna legalmente ed in via continuativa nel territorio italiano da almeno 10 anni.-

L'articolo 20 della legge di conversione del 6 agosto 2008 n. 133, stabilisce infatti che per poter usufruire dell'assegno sociale i cittadini stranieri dovranno soggiornare nel territorio nazionale da almeno 10 anni.-
Pertanto, il cittadino straniero che voglia usufruire di questa prestazione pensionistica dovrà rispettare i seguenti requisiti:
  • 65 anni di età
  • Mancanza di reddito o redditi inferiori ai limiti stabiliti dalla legge
  • Essere in possesso del permesso di soggiorno ce per soggiornanti di lungo periodo o di un permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno
  • Essere residenti in Italia da almeno 10 anni

Valori per l'anno 2014
Assegno sociale fino a 64 anni                             euro 447,61.
Assegno sociale con maggiorazione: 65 anni        euro 460,53.
Assegno sociale con maggiorazione: 70 anni        euro 637,82.

Requisito Anagrafico

Dal 1° gennaio 2018, il requisito anagrafico per il conseguimento dell'assegno sociale a 65 anni di età (ex pensione sociale, cui si ha diritto quando non si superano determinati limiti di reddito personale e coniugale) e degli assegni sociali sostitutivi dell'invalidità civile sarà elevato di un anno.

Applicando l'incremento della speranza di vita anche a queste prestazioni assistenziali, come già previsto dalle leggi n. 122/2010 e 111/2011, nei prossimi anni l'età anagrafica richiesta sarà la seguente:

Anno             Incremento presunto         Incremento          Nuova età
                     speranza di vita (mesi)        di un anno           (anni e mesi)
2012                                       -                                                            65
2013                                       3                                                           65 + 3
2014                                                                                                    65 + 3
2015                                                                                                    65 + 3
2016                                       4                                                           65 + 7
2017                                                                                                    65 + 7
2018                                                                        12                        66 + 7
2019                                       4                                                           66 + 11
2020                                                                                                    66 + 11
2021                                       3                                                           67 + 2
2022                                                                                                    67 + 2
2023                                       3                                                           67 + 5
2024                                                                                                    67 + 5
2025                                       3                                                           67 + 8
2026                                                                                                    67 + 8 



2) PENSIONE SOCIALE anno 2014

La pensione sociale, sostituita dall'assegno sociale dal 1/1/96, è una prestazione di carattere assistenziale concessa a 65 anni a uomini e donne, a condizione di essere cittadini italiani o extra – comunitari, titolari di carta di soggiorno, di essere residenti in territorio italiano, e di non superare la soglia di 364,51 euro mensili, per un totale di 4.738,63 euro annui se il pensionato è solo, e il totale di 9.477,26 euro se cumulati con il reddito del coniuge.-

Valori per l'anno 2014
Pensione sociale                                                  euro 368,89.
Pensione sociale con maggiorazione: 70 anni        euro 637,82.



3) PENSIONE INTEGRATA AL MINIMO anno 2014

Il trattamento minimo è un'integrazione che lo Stato, tramite l'Inps, corrisponde al pensionato quando la pensione, che deriva dal calcolo dei contributi, è di importo inferiore a quello che viene considerato il minimo vitale. In tal caso l'importo della pensione viene aumentato fino a raggiungere la cifra stabilita, di anno in anno, dalla legge.
Per verificare se si ha diritto all’integrazione al minimo bisogna considerare il proprio reddito personale, e per le pensioni con decorrenza successiva al 1994 bisogna considerare anche i redditi del coniuge. Se si ha un reddito personale annuo inferiore a 6.517,94 euro e di coppia inferiore a 19.553,82 euro l’integrazione spetta sempre. Non spetta se il proprio reddito personale supera i 13.035,88 euro o se quello di coppia eccede i 26.071,76 euro all’anno. Se si hanno redditi intermedi tra il limite basso e il limite alto, l’integrazione spetta in misura parziale. L’integrazione non spetta in alcun caso a chi percepisce una pensione supplementare o una pensione calcolata esclusivamente con le regole del sistema contributivo.-

Valori per l'anno 2014
Pensione integrata al minimo                                 euro 501,38.
Pensione con maggiorazione sociale ultra60enni    euro 527,21.-
Pensione con maggiorazione sociale ultra65enni    euro 584,02.-
Pensione con maggiorazione sociale ultra70enni    euro 637,82.-


4) QUATTORDICESIMA ANNO 2014

Per i pensionati che hanno compiuto i 64 anni di età, ed hanno un reddito personale non superiore per il 2014 a 9.776,91 euro annui, spetta una somma aggiuntiva per i pensionati residenti in Italia che varia in base all'anzianità contributiva:

Anzianità contributiva fino a 15 anni                  euro 336
Anzianità contributiva da 15 a 25 anni               euro 420
Anzianità contributiva oltre 25 anni                    euro 504
Lavoratori autonomi, servono 3 anni in più, quindi scaglioni da 0 a 18, da 18 a 28 e oltre 28 anni


Nel caso in cui i 64 anni siano raggiunti nel corso dell'anno, la somma aggiuntiva viene corrisposta in proporzione ai mesi di possesso del requisito anagrafico (il mese di compimento dell'età si valuta per intero). La stessa regola vale per le pensioni spettanti per un numero di mesi inferiore all'anno, in quanto la decorrenza è successiva al 1° gennaio.-


Requisiti di reddito per quattordicesima 2014

La quattordicesima viene erogata sulla base del solo reddito personale, che deve essere inferiore ai limiti, in relazione agli anni di contribuzione. Vediamo quali sono questi limiti:
  • 10.112,91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno pari o meno di 15 anni di contribuzione (pari o meno di 780 contributi settimanali) e per i lavoratori autonomi che hanno pari o meno di 18 anni di contribuzione (pari o meno di 936 contributi settimanali);
  • 10.196.91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno più di 15 anni di contribuzione e pari o meno di 25 anni di contribuzione (da 781 a 1.300 contributi settimanali) e per i lavoratori autonomi che più di 18 anni di contribuzione e pari o meno di 28 anni di contribuzione (da 937 a 1.456 contributi settimanali);
  • 10.280,91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno più di 25 anni di contribuzione (da 1.301 contributi settimanali in poi) e per i lavoratori autonomi che hanno più di 28 anni di contribuzione (da 1.457 contributi settimanali in poi).
Il limite di 1,5 volte il trattamento minimo. Il beneficio viene concesso interamente fino ad un limite di reddito uguale a 1,5 volte il trattamento minimo. Oltre tale soglia, l’aumento è corrisposto in misura pari alla differenza tra la somma aggiuntiva e la cifra eccedente il limite stesso (clausola di salvaguardia). Per l’anno 2014 tale limite è pari a 9.776,91 euro.

Redditi da considerare e quelli esclusi. Sono da considerare nel computo i redditi assoggettabili all’IRPEF, nonché i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva, compresi i redditi conseguiti all’estero o in Italia presso Enti ed organismi internazionali. Sono invece, per espressa previsione normativa, esclusi:

  • i trattamenti di famiglia comunque denominati;
  • le indennità di accompagnamento;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • i trattamenti di fine rapporto comunque denominati;
  • le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Sono altresì da non considerare i redditi:

  • delle pensioni di guerra;
  • delle indennità per i ciechi parziali e dell’indennità di comunicazione per i sordi prelinguali;
  • dell’indennizzo previsto dalla L. 210 del 25 febbraio 1992 in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati;
  • della somma di 154,94 euro di importo aggiuntivo previsto dalla Legge n. 388 del 2000;
  • dei sussidi economici che i Comuni ed altri Enti erogano agli anziani per bisogni strettamente connessi a situazioni contingenti e che non abbiano caratteristica di continuità. 

5) MAGGIORAZIONI SOCIALI

Chi vive con una sola pensione o quasi può avere qualcosa in più della pensione minima.
La legge riconosce, infatti, le cosiddette maggiorazioni sociali, che variano in base all’età del pensionato. La quota aggiuntiva è di 25,83 euro al mese per coloro che hanno dai 60 ai 64 anni, di 82,64 euro per chi ha un’età che si colloca tra 65 e i 69 anni.
Dai 70 anni in su l’integrazione è di 136,44 euro. I 70 anni richiesti si possono ridurre fino a 65, in ragione di un anno per ogni cinque di contributi versati. Per gli invalidi totali l’età minima è di 60 anni.
Per i non coniugati il limite di reddito personale è dato dall’ammontare del trattamento minimo, più l’importo annuo della maggiorazione.
Mentre per i coniugati il reddito della coppia non deve superare il limite personale, maggiorato dell’importo dell’assegno sociale (447,61 euro mensili nel 2014).

Quali redditi
Sia per la pensione minima che per la maggiorazione sociale, è il caso di ricordare che l’Inps considera tutti i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti da Bot e altri titoli.
Nel computo rientrano anche le rendite INAIL e gli assegni assistenziali.
In altre parole bisogna denunciare tutto con la sola eccezione dei redditi provenienti da:
- la casa di abitazione;
- le pensioni di guerra;
- l’assegno di accompagno;
- i trattamenti di famiglia;
- i sussidi erogati da Enti Pubblici senza carattere di continuità

Limiti di reddito:
da 60 a 64 anni - Personale 6.853,73 - Coniugale 12.672,66.-
da 65 a 69 anni - Personale 7.592,26 - Coniugale 13.411,19.-
da 70 anni in poi- Personale 8.291,66 - Coniugale 14.110,19.-



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170 commenti:

  1. Buonasera dottor censori avrei bisogno del vostro aiuto.MIa mamma ha compiuto 65 a giugno ed ha fatto la i richiesta di assegno sociale. Ora volevo sapere da lei quale voce del 730 di mio padre devo calcolare per fare il calcolo della pensione...nel senso che so per certo che nn si calcola abitazione principale e si considerano i redditi assoggettabili all IRPEF al NETTO delle imposizioni fiscali e redditi esenti da imposta...quindi dal 730 nn devo prendere il reddito della voce REDDITO COMPLESSIVO ma prendo in considerazione il REDDITO IMPONIBILE meno l IMPOSTA LORDA giusto????

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    1. Ciao Katia!
      Purtroppo NO!
      Il reddito di tuo padre da prendere in considerazione dal 730 è il reddito lordo imponibile IRPEF.-

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    2. Capito.....grazie......però dottor censori perché da internet alla voce sulla pensione sociale nel paragrafo Calcolo dei Redditi c'è scritto che ai fini del l'attribuzione del assegno sociale si considerano i redditi del richiedente e del coniuge Redditi assoggettabili all Irpef ,al netto del l'imposizione fiscale e contributiva? Nn vuole dire questo? Cioè senza tasse?

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    3. Ciao Katia!
      E' vero:
      Ai fini dell’attribuzione dell’assegno sociale si considerano i redditi del richiedente e del coniuge come di seguito indicati:
      - redditi assoggettabili all’Irpef, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva;
      - redditi esenti da imposta;
      - redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premi, corrisposte dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche e private);
      - redditi soggetti ad imposta sostitutiva (interessi postali e bancari; interessi dei BOT,CCT e di ogni altro titolo di Stato; interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da banche e società per azioni; etc.);
      - redditi di terreni e fabbricati;
      - pensioni di guerra;
      - rendite vitalizie erogate dall’Inail;
      - pensioni dirette erogate da Stati esteri;
      - pensioni ed assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili, ai sordi;
      - assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.

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    4. Capito dottor censori.....ma quindi allora dovrò tenere conto del reddito complessivo oppure il reddito imponibile meno L' Imposta Lorda? Mi illumini....grazie

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    5. Ciao Katia!
      Ti chiedo scusa per la precedente risposta errata!
      Infatti devi tenere conto del reddito imponibile meno l'imposta lorda.-

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    6. Grazie mille dottor Censori siete stato gentilissimo ! Alla prossima

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    7. Ciao Katia!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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    8. Dottor censori.....purtroppo non è andata così...nel calcolo hanno tenuto conto del reddito lordo e non netto...che mi consiglia di fare? Sono andata al patronato dove ho presentato la domanda è mi hanno detto che secondo loro si calcola sempre il lordo è mai il Netto.....però su Internet sta scritto diversamente...cioè al netto dell imposizione fiscale....

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    9. Ciao Katia!
      Ti consiglio di presentarti direttamente alla sede INPS di zona per chiarire definitivamente la questione.-

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  2. buon giorno ,vorrei sapere se ho diritto alla maggiorazione della pensione minima (internazionale integrata al minima )) avendo compiuto in gennaio 2016 65 anni grazie mille stefano

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    1. Ciao Stefano!
      SI!
      Avendo compiuto i 65 anni d'età hai diritto alla maggiorazione, ovviamente se rientri nei limiti di reddito personale e coniugale.-

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  3. se sono nata a dicembre 54 con 21 anni di lavoro quando posso andare in pensione ??grazie mirela

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    1. Ciao Mirela!
      Essendo nata a dicembre del 1954, con 21 anni di contributi versati, potrai andare in pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni + 2 mesi d'età, quindi a marzo del 2022.-

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  4. Avendo compiuto 70 anni non ho nessun reditto oltre a l'assegno sociale vorrei sapere se imps mi attivera'la maggiorazion in automatico.sono single la ringrazio

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    1. Purtroppo in Italia c'è poco di automatico!
      Ti consiglio quindi di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per presentare la domanda di maggiorazione sociale all'INPS.-

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  5. Salve Dott. Censori.Già mi ha aiutato molto con mio padre,ora le pongo una domanda per me.
    Ho 47 anni e dalla morte di mio marito,3 anni fa, prendo la reversibilità.Un anno fa è mancata anche mia mamma e quindi ho ereditato il 50 % della sua casa,come seconda casa avendone già una di propietàSiamo in fase successoria,ma cosa succederà al momento del prossimo 730?Possono decurtarmi la pensione?lL ringrazio moltissimo saluti

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    1. Ciao Claudia!
      Assolutamente NO!
      La pensione non ti verrà decurtata, e l'unico problema è che dovrai pagare più tasse perché per la seconda casa non sono previste agevolazioni fiscali.-

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    2. Salve dott. Censori grazie come sempre per la Sua estrema gentilezza!Tasse intende Imu ecc o anche tasse sulla pensone?mi scusi ma ci capisco davvero poco,so solo che tutto mi sta costando tantissimo fra successione e resto.. :(

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    3. Ciao Claudia!
      Per più tasse intendo IMU e IRPEF che dovrai pagare sulla seconda casa, ma non cambierà nulla per quanto riguarda la pensione.-

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    4. Grazie Dott. Censori sempre gentilissimo e mi perdoni se approfitto ancora una volta del suo parere.Sento parlare sempre più spesso di legare la reversibilità all'ISEE.Nel mio caso sarebbe un disastro,avendo a questo punto due appartamenti intestati.Cosa ne pensa?Che probabilità che questo stato ci faccia anche questo?Come è possibile che pensioni da contributi diventino assistenziali?La ringrazio di nuovo,saluti preoccupati

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    5. Ciao Claudia!
      Purtroppo la reversibilità già incide per l'ISEE perché costituisce comunque reddito, come costituisce reddito la seconda casa.-

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    6. Salve Dott Censori,grazie sempre la sua gentilezza!Forse non mi sono spiegata bene,non intendevo la reversibilità che incide per l'ISEE ma il contrario e cioè che vogliono legare la reversibilità all'ISEE quindi in caso di ISEE alto,togliere la reversibilitàSe ne parla nell'ulitma legge di stabilità del governo.Di nuovo grazie,saluti

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  6. Buongiorno complimenti per le sue risposte precise .
    La mia domanda é la seguente :
    Mia mamma percepisce una pensione sociale, ha 84 anni e vive da sola, a seguito della mia separazione dopo qualche anno di mia residenza altrove, volevo portarla da mia Mamma , ma ho timore che con il mio reddito possa far perdere la pensione sociale a mia Mamma. Oppure il mio reddito non viene calcolato, pur di fatto vivendo con mia Mamma ? Grazie molte

    RispondiElimina
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    1. Ciao Lorenzo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Tranquilla!
      Ai fini del diritto e quindi del calcolo della pensione sociale di Tua madre, il Tuo reddito sarà ininfluente anche se avrete la stessa residenza.-

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    2. Dottor Censori grazie molte per la sua risposta esaustiva e precisa! . Riporterò allora la residenza e tornerò a vivere con mia Mamma senza timori. Buona continuazione !

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    3. Ciao Lorenzo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  7. buon giorno dr. Censori prima di tutto vorrei ringraziarLa per ogni suo intervento sempre così esaustivo e approfittare per un ulteriore chiarimento. Nwl 2014 al compimento dei 65 anni l'assegno di ivc è stato sostituito con assegno sociale. che mi veniva erogato separatamente dalla pensione ogni mese anziché ogni due. Nel 2015è stato conglobato nella pensione stessa. Ora, con la denunccia di redditi di quest'anno (per il 2015)cosa vuole dire, che tutto fa reddito? Prima l'ivc non faceva reddito e non bisognava denunciare. Grazie mille.




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    1. Ti ringrazio per i complimenti!
      Non c'è problema!
      L'assegno di IVC non fa reddito quindi non va inserito nella dichiarazione dei redditi.-

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  8. Buongiorno dott. Censori, mia madre ha un isee in corso di validità del valore di 7.410,00 euro. Ha 71 anni e volevo sapere se può richiedere la social card o no.
    Grazie anticipatamente.

    RispondiElimina
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    1. Purtroppo NO!
      La Carta Acquisti viene concessa agli anziani di età superiore o uguale ai 65 anni o alle famiglie con bambini di età inferiore ai 3 anni in possesso di particolari requisiti oggettivi.
      In particolare i cittadini di età pari o superiore a 65 anni dovranno avere i seguenti requisiti:
      - non godere di trattamenti pensionistici, ovvero godere di trattamenti di importo inferiore a euro 6.701,34 nell'anno precedente alla presentazione della domanda, se di età pari o superiore a 65 anni e inferiore a 70 anni;
      - se di età pari o superiore a 70 anni, godere di trattamenti di importo inferiore a euro 8.935,12 nell'anno precedente alla presentazione della domanda;
      - avere un ISEE (L'Indicatore della situazione economica equivalente), in corso di validità, inferiore a euro 6.701,34.

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  9. egr. dott. censori una donna separata che prende la pensione sociale e ha un figlio maggiorenne disoccupato può chiedere la detrazione fiscale o la deve chiedere il padre che vive in altra resid.Grazie

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    1. Le detrazioni fiscali non si possono richiedere sulla pensione sociale perché è esente da imposte, quindi nel tuo caso, le detrazioni per il figlio a carico può richiederle solo il padre anche se ha un'altra residenza.-

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  10. Buongiorno, spero di non essere OT ma spero in una sua risposta.
    Devo chiedere il congedo straordinario dato che mamma è disabile grave al 100 per cento con handicap, per farlo devo trasferire la residenza a casa sua.
    Posso chiedere subito il congedo all'inps appena ho fatto la domanda di cambiamento di residenza in comune prima che escano i vigili per accelerare la procedura o devo per forza aspettare che escano i vigili? Lo chiedo perché al momento sto prendendo ferie su ferie e non vorrei mi licenziassero per dover star dietro a mamma, visto che i tre giorni di 104 non bastano assolutamente per seguire un disabile grave e lo stato non fa altro.
    Se chiedo il congedo e poi l'ottengo e la mamma va in RSA per un mese o due, devo subito avvisare L'INPS oppure posso usufruire del congedo anche se mamma è ricoverata per massimo un mese o due.
    Se dico all'inps che mamma è ricoverata e mi tolgono il congedo per il periodo in cui mamma è ricoverata poi quando mamma torna a casa posso chiedere di nuovo il congedo per i mesi residui fino al secondo anno o no?
    Grazie mille per le risposte e complimenti per il lavoro speriamo che mi risponda, grazie

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    1. - Purtroppo si potrà richiedere il congedo straordinario solo quando risulterà in Comune il cambio di residenza.-
      - Se la mamma va in RSA, per il periodo di ricovero il congedo straordinario dovrà essere sospeso, per ripartire poi quando ritorna in casa per il periodo residuo, che complessivamente potrà comunque durare fino a 2 anni.-

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  11. dott. censori una donna separata consensualmente quando farà la domada di pensione sociale, le basterà la separazione omologata dal tribunale o il negoziato assistito, che dicono che per l'inps ha lo stesso valore. La domanda che le faccio è un pò particolare, ma so che lei è molto preparato. Grazie

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    1. Per il diritto all'assegno sociale è necessaria l'omologa della sentenza di separazione e il cambio di residenza di uno dei due ex coniugi.-

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  12. Buongiorno dott. Censori, sono una donna in fase di separazione, le vorrei chiedere un' informazione, io e mio marito abbiamo dei beni immobili in comune: un pezzo di terreno edificabile, un garage e la casa di abitazione. Per poter percepire la pensione sociale, dovrei liberarmi di tutto ciò ? Vorrei rinunciare all' assegno di mantenimento. La ringrazio anticipatamente.

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    1. NO!
      Per il diritto all'assegno sociale non devi liberarti dei tuoi beni, ma l'importo dell'assegno sociale sarà ridotto, perché terrà conto della rendita degli stessi.-

      Elimina
  13. dott. censori una donna separata senza redditi, che vive con figlia lavoratrice che ha qualche risparmio in banca e contrtatto indeterminato, può chiedere l'ass, sociale?La ringrazio e La saluto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non c'è problema!
      Ai fini del diritto all'assegno sociale i redditi e il patrimonio dei figli è ininfluente.-

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  14. Buongiorno,
    mia mamma 76 anni prendeva la pensione sociale di poco piu di 100,00€ al mese... a novembre e' morto mio papa' e ora prende solo la povera reversibilita' di 500,00€ mensili..la sociale le e' stata tolta...non mi sembra giusto perche' 500,00€ euro sono veramnte pochi e i 100,00€ di sociale le farebbero comodo.
    Grazie x la gentile risposta
    Saluti

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    1. Purtroppo la normativa prevede che la pensione di reversibilità è incompatibile con l'assegno sociale.-
      Comunque se Tua madre non dispone di altri redditi ha diritto alla maggiorazione sociale, Vi consiglio quindi di rivolgervi a un patronato per una verifica della sua pensione.-

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  15. buon giorno Dr Censori, come Lei mi aveva consigliato nel commento del 9/03 ore 16.04 2016, mi sono recata al patronato, dove mi viene detto, che l'assegno di ivc viene trasformato in as base senza aumenti Art.67 L448/98 e Art.52 L.488/99 di Euro 364,16. e quindi, non avrà mai nessun aumento, visto ,che il limite del suo reddito è di 16532.10. Visto, che di lei, ho una grandissima stima per il suo grande impegno verso il prossimo, le chiedo la sua opinione.
    cordiali saluti Anna.

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    1. Ciao Anna!
      Presumo che il patronato abbia verificato i suoi redditi e che quindi non rientri nei limiti.-

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  16. Buona sera
    avrei una domanda da fare.Mia madre prende l'assegno sociale + una pensione al estero di 90,00€.Ha diritto della maggiorazione perché ha raggiunto 70 anni?L'assegno che prende adesso e la differenza tra quello che L'INPS da meno quello che prende al estero.Grazie mille

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    1. SI!
      Tua madre avendo compiuto i 70 anni ha diritto alla maggiorazione sociale, ma deve presentare apposita domanda all'INPS.-

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  17. Buona sera
    volevo chiedere una cosa.
    Mia madre prende l'assegno sociale e ha una appartamento di proiettata.Se vende l'appartamento perde l'assegno sociale?E possibile che lei regala questo appartamento ad un nipote senza perdere l'assegno?

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    1. Non c'è problema!
      L'eventuale vendita dell'appartamento da parte di Tua madre sarebbe ininfluente ai fini del diritto all'assegno sociale.-

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  18. Salve dott. Censori,
    C reversibilità della sua pensione per mia madre, poichè da conti fatti risulta un migliore trattamento se la stessa continua a prendere l'assegno sociale con l'aggiunta della maggiorazione. Quindi posso omettere di chiedere la reversibilità?
    Grazie

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    Risposte
    1. Salve dott. Censori,
      Con la morte di mio padre vorrei evitare di chiedere la reversibilità della sua pensione per mia madre, poichè da conti fatti risulta un migliore trattamento se la stessa continua a prendere l'assegno sociale con l'aggiunta della maggiorazione. Quindi posso omettere di chiedere la reversibilità?
      Grazie. Mi scusi ho ripetuto la domanda perché mancava qualcosa.

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    2. Ti consiglio di rivolgerti per scrupolo a un patronato per la verifica dei calcoli; comunque se non è economicamente conveniente si può tranquillamente omettere di richiedere la reversibilità.-

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  19. buona sera dott. Censori,
    Ho una sorella che riceve una pensione di vecchiaia integrata al trattamento minimo di 501 Euro (importo della pensione non integrata pari a 130 Euro), deve fare domanda di reversibilità della pensione del marito appena deceduto che prendeva una pensione sempre dall'INPS VOART. L'importo del 60% della pensione del marito si andrà ad aggiungere alla pensione minima di 501 Euro oppure alla pensione non integrata di 130 Euro?
    La ringrazio anticipatamente e le faccio i complimenti per le risposte esaurienti che dà.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Gianni!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Se Tua sorella non dispone di altri redditi avrà diritto al 60% della pensione del marito in aggiunta ai 501 euro che già percepisce.-

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  20. Buonasera dott. Censori, mio cugino compirà a dicembre 2016 68 anni. Al 30.06 chiuderà l'attività ma non avendo nel corso della vita accumulato contributi per 20 anni non potrà richiedere la pensione di vecchiaia. Nel 2017 non avendo altri redditi ed essendo single potrà richiedere la pensione sociale? Nella domanda ho visto che richiedono i redditi dell'anno precedente e ovviamente per il 2016 il reddito ci sarà ancora. E' sufficiente dichiarare che dal 2017 non avrà reddito? La ringrazio molto. Cordiali saluti. Sandra

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    1. Ciao Sandra!
      I redditi dell'anno precedente servono solo come riferimento per il calcolo provvisorio della pensione per l'anno in corso, quindi se Tuo cugino cesserà l'attività entro il 2016, nel 2017 avrà diritto all'assegno sociale.-

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  21. Buongiorno dott.Censori ,mia madre 78 anni, percepisce un assegno sociale di euro 638 ,in quanto separata,ora pero' mio padre e' venuto a mancare ,la sua pensione di reversibilita' e' di 653 euro.E' giusto che a mia madre venga interrotto l'assegno sociale.?

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    Risposte
    1. Purtroppo la normativa prevede che si ha diritto all'assegno sociale solo in assenza di altri redditi, e la pensione di reversibilità costituisce reddito.-

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  22. Ciao Gianfranco,
    Volevo un'informazione, devo fare il 730 e ho lavorato nel 2015 6 mesi in Ungheria e 4 mesi in Italia. Il reddito in Ungheria va dichiarato oppure devo fare il 730 col solo reddito italiano. Io vorrei dichiarare solo il reddito prodotto in Italia, se no pago un fracco di soldi.Spero che non ci sono obblighi e poter dichiarare qui solo il reddito italiano e a Budapest solo quello ungherese.Che mi consigli?

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    1. Ciao Fabio!
      Nel caso in cui un contribuente residente in Italia percepisca stipendi, pensioni o altri redditi assimilati prodotti in un Paese estero bisogna verificare poi se esiste una convenzione contro le doppie imposizioni e, nei casi in cui:
      non esista una convenzione contro le doppie imposizioni o
      esista una convenzione contro le doppie imposizioni in base alla quale tali redditi devono essere assoggettati a tassazione sia in Italia sia nello Stato estero,
      allora il contribuente ha diritto ad un credito per le imposte pagate all’estero a titolo definitivo, ai sensi dell’art. 165 del Tuir.
      Nel caso invece in cui esista una convenzione contro le doppie imposizioni in base alla quale tali redditi devono essere assoggettati a tassazione esclusivamente in Italia, allora se gli stessi hanno subito un prelievo fiscale anche nello Stato estero il contri­buente ha diritto al rimborso delle imposte pagate nello Stato estero che deve essere chiesto all’autorità estera competente in base alle procedure da questa stabilite.
      Ungheria:
      Convenzione firmata a Budapest il 16 maggio 1977 e ratificata con legge n. 509 del 23 luglio 1980. In vigore dal 1° dicembre 1980

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    2. Quindi se non sbaglio abbiamo firmato la convenzione con l'Ungheria e i miei redditi ungheresi verrsnno tassati anche in Italia.Ma nel 730 vanno inseriti nel quadro C nel rigo da c1 a C3? E le tasse che ho pagato in Ungheria vanno messe come credito d'imposta? Se si, in quale rigo?

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    3. Ciao Fabio!
      - I redditi ungheresi vanno indicati nel 730 nel quadro C rigo da C1 a C3, mentre le tasse pagate in Ungheria vanno messe nel quadro G sezione III (Credito d'imposta per redditi prodotti all'estero).-

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  23. salve.Signor Gianfranco sono Angelica un redto annual circa 17,0000 euro,con 2 figlie a carico anche mia mamma che ha 75 anni e da circa 9 anni in Italia,con documento tutto aposto pero no ha mai lavora in Italia puo percepire l assegno sociale. ho devo aspettare 10 anni di rezidenza . spero sua risposta Grazie.

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    1. Ciao Angelica!
      La normativa prevede che per il diritto all'assegno sociale sono necessari almeno 10 anni di residenza in Italia.-

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  24. Buona sera dr. Censori,
    vorrei avere qualche chiarimento in merito alla mia Carta Acquisti. Premesso che ho 73 anni e che sono titolare di AS.
    Nel 2014 ho ricevuto dall'Inps degli arretrati, per un calcolo sbagliato sull'assegno sociale da parte dell'Inps. Ora mi hanno bloccato la carta acquisti, perche' detti arretrati sono stati inseriti come reddito nel quadro FC8 sez. III, e naturalmente ha sforato di poco il massimo reddito consentito per la carta acquisti. Ora chiedo come mai quella somma erogata come arretrati viene calcolata come reddito, e non come somma a me spettante negli anni passati.
    Grazie per la disponibilità,
    Cordiali saluti
    Salvatore

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    Risposte
    1. Ciao Salvatore!
      Purtroppo è quello che prevede la normativa, quindi per "colpa" degli arretrati perderai il diritto alla carta acquisti per un anno.-

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  25. Salve .sig Gianfranco nel 2014 feci domanda per assegno di invalidita in primo giudizio non mi fu riconosciuto e presentai ricorso .nel frattempo nel marzo del 2015 sono stato licenziato .e feci domanda di disoccupazione aspi .che o percepito fino al 5 aprile del 2016 . in quanto reintegrato. 2 mesi prima mi arrivo una lettera dell'imps condicendo che avevo vinto la causa e quindi mi avrebbero assegnato l'assegno . il patronato mi disse che se era il mensile superiore alla disoccupazione all'ora mi faceva prendere l'assegno di invalidità altrimenti optava per la disoccupazione . e quindi mi avrebbero fatto sapere .alcune settimane fa sono stato reintegrato nel posto di lavoro .andai all'imps per comunicare di sospendere la disoccupazione e mi dissero che da all'ora avrei preso l'assegno di invalidità .senza percepire nessun arretrato .in quanto essendo stato in disoccupazione non mi spettano. l'assegno di invalidità mi e stato riconosciuto dal 10 ottobre del 2014 . mentre lo stato di disoccupazione era dal 4 aprile del 2015 al 5 aprile del 2016. vi chiedo se e cosi che non mi spetta niente degli arretrati .Grazie.

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    1. Gli arretrati ti spettano, quindi ti consiglio di presentare un ricorso all'INPS tramite il patronato che ha seguito la Tua pratica.-

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  26. Gentile Dott.Censori,
    cosa esattamente vuol dire: "In caso di inoccupazione successiva alla mobilità allegare certificato di inoccupazione del
    centro per l’impiego aggiornato alla data della richiesta di riscatto"? Devo richiedere il riscatto da un fondo pensioni, sono in mobilità e non riesco a capire questa dicitura. Grazie, complimenti per il lavoro che svolge e cordiali saluti. Giuseppe

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    Risposte
    1. Ciao Giuseppe!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Il certificato di inoccupazione viene rilasciato dal Centro per l'impiego, quindi quando ti serve puoi richiederlo confermando che sei ancora disoccupato.-

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  27. Gentile Dott. Censori
    Percepisco dal settembre 2014 un assegno dall'Inps che attualmente è di 479 € mensili ( circa) formati da una pensione da gestione separata ( VOAUT) di 93 € più un assegno sociale ( AS) di 386 €. Il 16 gennaio ho compiuto 75 anni non ho altri redditi e vivo da solo . Non dovrei percepire circa 638 € e non dovrei forse avere anche degli arretrati. Cordiali saluti. Emilio

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    1. Ciao Emilio!
      La maggiorazione dell'assegno sociale non viene concessa d'ufficio, ma va presentata apposita domanda all'INPS comunicando l'assenza di altri redditi; ti consiglio di rivolgerti eventualmente a un patronato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  28. Buonasera Dr. Censori
    Mia moglie ha una pensione integrata al minimo e io sono a suo carico dato che non ho redditi e prende l'assegno per il coniuge a carico.
    Vorrei gentilmente sapere, dato che al compimento dei 65 anni e 7 mesi presenterò domanda per avere l'assegno sociale, se le verrà tolto l'assegno per il coniuge all'accettazione della domanda. Grazie per la sua gentile risposta e complimenti per la sua rubrica sempre molto utile.Sandro

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    1. Ciao Sandro!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      NO!
      Anche quando prenderai l'assegno sociale Tua moglie potrà continuare a percepire l'assegno per i coniuge.-

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  29. buonasera dottore,devo ripetermi perchè non trovo più il messaggio di prima mi scusi.prendo un assegno sociale di 461 euro(mio unico reddito),mia moglie non ha reddito solo che un mese fa la madre ha deciso di dividere fra le sorelle dei soldi lasciati dal padre morto equivalente a 6500 euro a testa.ho fatto il red sempl. proprio oggi ma non ne fatto menzione.che devo fare devo denunciare questi soldi o no?fanno reddito per mia moglie? faccio presente che questo passaggio di soldi è avvenuto alla luce del giorno:dalla banca dove erano vincolati alla posta con libretti intestati ad ogni sorella.grazie dottore che mi possa dare una risposta perchè su queste cose fiscali non ci si capisce proprio niente io poi.buonasera

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    Risposte
    1. Ciao Enrico!
      I redditi da dichiarare quest'anno ai fini del RED sono quelli dell'anno scorso, quindi la somma percepita da Tua moglie il mese scorso andrà dichiarata il prossimo anno.-

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  30. Buonasera Dottore, si possono iniziare a versare contributi dal compimento del cinquantesimo anno in poi? Se si, a che anno si percepirebbe la pensione di vecchiaia? Grazie!!!

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    1. Si possono iniziare a versare i contributi volontari a qualsiasi età e l'unico problema è che per il diritto alla pensione di vecchiaia sono necessari almeno 20 anni di contributi versati all'INPS.-

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  31. Buongiorno Dottore Rosati,
    Volevo sapere, gentilmente, come una persona ottantenne non coniugata senza figli e senza proprietà, titolare solo di un assegno sociale e di una pensione di accompagnamento, come può detrarre i contributi versati alla badante e le spese mediche.
    Ci è stato comunicato che non può presentare il modello 730.
    Grazie anticipatamente

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  32. mi scusi Dr. Censori per averLe cambiato il cognome

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    1. Purtroppo non è possibile!
      Infatti si possono portare in detrazione delle spese al massimo fino all'importo dell'IRPEF pagata, e siccome sia l'assegno sociale che l'indennità di accompagnamento sono esenti da tassazione IRPEF, non si può portare in detrazione nemmeno un centesimo.-

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  33. dott.censori mia mamma ha venduto l'appartamento di sua proprietà e ha messo i soldi in banca per una somma di circa 250.000 euro.é vero che adesso può perdere la pensione sociale per il fatto di tale situazione?grazie, la saluto

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    1. SI!
      Se la rendita della somma depositata in banca è superiore all'importo dell'assegno sociale non si ha più diritto all'assegno sociale, mentre se è inferiore si ha diritto solo alla differenza.-

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  34. Buonasera dott. CENSORI hho 72 anni ed ho una pensione IO dei lavoratori dipendenti di €562 mensili più l,assegno sociale di €333 sono sposato mia moglie ha 68 anni non ho altri redditi volevo chiederle posso chiedere la maggiorazione sociale? La saluto nicola

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    1. Ciao Nicola!
      MAGGIORAZIONI SOCIALI
      Chi vive con una sola pensione o quasi può avere qualcosa in più della pensione minima.
      La legge riconosce, infatti, le cosiddette maggiorazioni sociali, che variano in base all’età del pensionato. La quota aggiuntiva è di 25,83 euro al mese per coloro che hanno dai 60 ai 64 anni, di 82,64 euro per chi ha un’età che si colloca tra 65 e i 69 anni.
      Dai 70 anni in su l’integrazione è di 136,44 euro. I 70 anni richiesti si possono ridurre fino a 65, in ragione di un anno per ogni cinque di contributi versati. Per gli invalidi totali l’età minima è di 60 anni.
      Per i non coniugati il limite di reddito personale è dato dall’ammontare del trattamento minimo, più l’importo annuo della maggiorazione.
      Mentre per i coniugati il reddito della coppia non deve superare il limite personale, maggiorato dell’importo dell’assegno sociale (447,61 euro mensili nel 2014).
      Quali redditi
      Sia per la pensione minima che per la maggiorazione sociale, è il caso di ricordare che l’Inps considera tutti i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti da Bot e altri titoli.
      Nel computo rientrano anche le rendite INAIL e gli assegni assistenziali.
      In altre parole bisogna denunciare tutto con la sola eccezione dei redditi provenienti da:
      - la casa di abitazione;
      - le pensioni di guerra;
      - l’assegno di accompagno;
      - i trattamenti di famiglia;
      - i sussidi erogati da Enti Pubblici senza carattere di continuità
      Limiti di reddito:
      da 60 a 64 anni - Personale 6.853,73 - Coniugale 12.672,66.-
      da 65 a 69 anni - Personale 7.592,26 - Coniugale 13.411,19.-
      da 70 anni in poi- Personale 8.291,66 - Coniugale 14.110,19.-

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  35. Egregio dott. Censori, se la moglie percepisce l'assegno di mantenimento dal marito da cui ha divorziato e questo è d'importo inferiore all'ammontare dell'assegno sociale, l'INPS provvede alla relativa integrazione. Di fatto, dunque, la moglie percepisce, in totale, un importo mensile pari all'ammontare dell'assegno sociale. Orbene, se il marito non corrispondesse più l'assegno di mantenimento, per la moglie le cose non cambierebbero, giacchè, come abbiamo visto, comunque ella percepirebbe mensilmente dall'INPS l'intero importo dell'assegno sociale e non solo l'integrazione. Per il marito, invece, che è un modesto pensionato, il potersi liberare dall'obbligo dell'assegno di mantenimento costituirebbe un grande sollievo. Per poter ottenere questo risultato, qual'è secondo Lei la strada che il marito dovrebbe seguire?
    Un contenzioso giudiziario nel quale chiedere al giudice la revisione, nel senso dell'abrogazione, dell'obbligo relativo (per l'altro, il pagamento dell'assegno in discorso ha luogo attraverso la diretta corresponsione alla moglie da parte dell'ente pensionistico del marito)?
    Esiste quale altra modalità che Lei sappia per poter ottenere il risultato voluto dal marito ? Grazie per la Sua cortese attenzione e cordiali saluti, Vincenzo.

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    1. Ciao Vincenzo!
      Il risultato voluto dal marito contrasta ovviamente con le esigenze dell'INPS che non è disposta a pagare di più, quindi per annullare l'assegno di mantenimento è necessaria una sentenza del giudice da richiedere con il consenso dell'ex coniuge.-

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  36. dott. censori le spese mediche per una persona a carico possono essere detratte nel 730? grazie e la saluto

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    1. SI!
      Le spese mediche sostenute per una persona a carico possono essere detratte dal 730.-

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  37. egregio dott censori ,sono sempre io salvatrice scrivo dalla sicilia ,si ricorda i contributi di mia madre ,quelli scritti con data di nascita sbagliata? dopo varie peripezie sono finalmente riuscita a farli rimettere a posto ,vorrei solo dirle ,hanno fatto i conteggi e li hanno fatti a partire dall'anno in corso più 5 anni addietro ,io mi chiedo come è possibile dato che i contributi risalgono al 1977 ? mi hanno risposto che sono andati in prescrizione ,ma come puo succedere tutto questo se lo sbaglio è stato commesso da loro sulla data di nascita sbagliata ,e oltretutto scritta a penna ,è giusto agire cosi? è nel loro diritto o è diritto di mia madre ricevere quello per cui ha lavorato ,per un errore non commesso da lei? attendo un suo parere con ansia e le porgo i più cordiali saluti

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    1. Purtroppo è quello che prevede la legge!
      Infatti sia i debiti che i crediti pregressi si prescrivono in 5 anni, che poi sia giusto o no questo è un altro discorso, ma non possiamo comunque farci nulla.-

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  38. sono titolare di una pensione IO e un assegno sociale dsono sposato e percepisco in tutto 950€ circa al mese voglio sapere vendendo un appartamento lasciato in eredità di € 20.ooo influisce sulle pensioni la ringrazio per la risposta la saluto nicola

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    1. Ciao Nicola!
      NO!
      La vendita dell'appartamento di 20.000 euro non inciderà sulle pensioni.-

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  39. Dott censori sono sempre Niccola volevo chiederle ,ma se l'assegno sociale fa reddito insieme a una pensione IO grazie nicola

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    1. Ciao Nicola!
      NO!
      L'assegno sociale non fa reddito, perché è esente da tassazione IRPEF.-

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  40. dott. censori volevo sapere se mio marito percepisce e. 600 al mese di pensione ed ha interessi bancari intestati solo a lui, io posso chiedere non avendo nessun reddito l'assegno sociale, anche perchè quando farò il red sono tenuta a dichiarare solo la mia situazione e non posso sapere i fatti di mio marito,Grazie e la saluto

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    1. Purtroppo non è così!
      Infatti sia per per il diritto, che per il calcolo dell'assegno sociale contano anche i redditi del coniuge che vanno dichiarati tutti, e di qualsiasi tipo.-

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  41. Buongiorno Dottore, mia madre di 77 anni è rimasta vedova e percepisce la sola pensione di reversibilità non avendo mai versato lei contributi. Ha diritto ad un'altra pensione integrativa?
    grazie

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    1. Il diritto a un'eventuale pensione integrativa dipende dall'importo della pensione di reversibilità che percepisce tua madre.-

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  42. Dott: Censori Buon Giorno. Sono un invalido civile e percepisco un assegno di 290 euro,avendo compiuto 65 anni e 7 mesi nel mese di maggio con il mese di giugno 2016 in automatico mi verseranno l assegno sociale. Non posedento reddito né io né mia moglie posso ricevere la maggiorazione sociale a 66 anni avendo 20 anni di contribuzione.Grazie per la risposta di un professionista come lei.

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    1. Con 20 anni di contributi, al compimento dei 66 anni + 7 mesi d'età avrai diritto alla pensione di vecchiaia con la maggiorazione sociale.-

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  43. egr.dott Censori mi scuso se la importuno di nuovo ma non ci sto capendo più niente . ,le descrivo di nuovo il caso di mia madre ,IANNUSO ANGELA di anni 83,aggiungendo dei particolari cosi da farle capire cos'è successo. mia madre ha lavorato per 15 anni come collaboratrice domestica ,dal 1956 al 71 e dal 72 al 76 ,dopo un intervento operatorio si è ritirata e ha fatto ulteriore versamento volontario di un anno e più circa ,sono passati svariati anni ma lei ha sempre preso una pensione IO con maggiorazione ,credendo di prendere la sua pensione retributiva ,alla morte di mio padre ,ha preso per circa 8 mesi la sua di pensione e la reversibilità ,dopo si è vista arrivare una comunicazione dove le toglievano la sua pensione ,che aggiornata al ricalcolo risultava di e,2,97 ,e doveva restituire la somma di e 3.940 in quanto aveva percepito anche la pensione sociale non spettante per 8 mesi .da premettere che qualche anno prima era arrivata comunicazione dall'inps che mia madre era in debito a partire dal 1998 e fino al 2008 di somma corrisposta e non dovuta di e 6,768 ,in quanto avendo contributi per 260 settimane per variazione dei dati di calcolo variazione trattamento minimo e di aumento al milione ,l'inps aveva pagato in più tale somma ,riferito sempre a questo sopracitato avviso dopo due mesi arriva un altro avviso che dice ,in quanto l'importo della pensione non è variato ,non risultano somme a debito o a credito in suo favore ,per caso nel 2015 trovo nella borsa di mia madre il libretto assicurativo con i contributi mancanti dal suo estratto conto ,vado a vedere la data di nascita e mi accorgo che è sbagliata ,siccome mia madre è quasi analfabeta non si è mai accorta di questa cosa ,oltretutto è gia da 8 anni che ha l'alzheimer ,quindi faccio di tutto per ricongiungere questi contributi ,alla fine ci riesco ,e che cosa ottengo? niente ,perché il primo debito quello di 3940 e lo sta gia pagando dal 2014 ,e con il primo ricalcolo della pensione con contributi ,si sono presi il resto ,1910 e, piu 660 e di conguaglio irpef che lei non dovrebbe pagare perché pensione senza rid ,piu la rata di 82 euro che si prendono tutti i mesi , ma nel ricalcolo non sono stati aggiunti ancora i dieci anni ,ma solo quelli dell'anno volontario sommati ai 5 anni che gia aveva , quindi io penso che il debito sia stato estinto .facendo richiesta la patronato ,lo stesso mese di aprile ,corrente , rifanno il calcolo ,aggiungendo anche i dieci anni ,e mia madre va ad accumulare una pensione ct IO di e 81 ,92 , con un'altra beffa ,vado a vedere i pagamenti di giugno ,e si sono presi altri 2219 euro di recupero crediti piu altri 618 di conguaglio irpef anno precedente piu 51 e irpef anno corrente più la rata di recupero crediti di euro 82 ,ma non era gia pagato il debito?,io mi chiedo: ma se non risultavano piu debiti a suo carico perché hanno preso sti soldi? perché hanno messo l'irpef quando non le tocca pagarla? e soprattutto come li hanno fatti sti calcoli dato che sull'estratto conto retributivo la somma della retribuzione si vede solo in quelli volontari e non in quelli lavorativi? non c'è scritto quanto dovrebbe essere la retribuzione ,possibile che sia solo di 81 euro? se solo per i 5 anni più l'anno di versamento volontario è stato fatto un calcolo di 36 euro ,come mai per tutti e 16 arriva solo a 81 euro ? e tutti questi soldi 'e giusto che mia madre li debba pagare quando l'errore è stato commesso da loro riguardo alla data di nascita? ed infine ,vorrei chiedervi se è giusto che sia stato calcolato rimborso (che oltretutto non è mai avvenuto in quanto se li sono ripresi sotto forma di debito)a partire dall'anno in corso e 5 anni addietro ,perché a sentir loro sono andati in prescrizione gli anni precedenti ,e come mai per loro non sono andati in prescrizione quelli che doveva mia madre? e non per colpa sua? ,questa secondo me è truffa ai danni di poveretti che non sanno cosa fare ,ma vorrei un vostro parere in proposito .In attesa di un riscontro porgo cordiali saluti

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    1. Purtroppo in questo caso può esserti d'aiuto solo il patronato che ha seguito la tua pratica, esaminando tutta la documentazione in tuo possesso, che potrà quindi verificare se ci sono i presupposti per un ricorso all'INPS.-

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  44. Buonasera avv. Censori ho 72 anni ed percepisco una pen sione IO di 520€ ed un assegno sociale di 350€ circa sono sposato mia moglie non ha nessun reddito posso chiedere la maggiorazione sociale la ringrazio saluti ennio

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    1. Ciao Ennio!
      MAGGIORAZIONI SOCIALI
      Chi vive con una sola pensione o quasi può avere qualcosa in più della pensione minima.
      La legge riconosce, infatti, le cosiddette maggiorazioni sociali, che variano in base all’età del pensionato. La quota aggiuntiva è di 25,83 euro al mese per coloro che hanno dai 60 ai 64 anni, di 82,64 euro per chi ha un’età che si colloca tra 65 e i 69 anni.
      Dai 70 anni in su l’integrazione è di 136,44 euro. I 70 anni richiesti si possono ridurre fino a 65, in ragione di un anno per ogni cinque di contributi versati. Per gli invalidi totali l’età minima è di 60 anni.
      Per i non coniugati il limite di reddito personale è dato dall’ammontare del trattamento minimo, più l’importo annuo della maggiorazione.
      Mentre per i coniugati il reddito della coppia non deve superare il limite personale, maggiorato dell’importo dell’assegno sociale (448,61 euro mensili nel 2015).
      Quali redditi
      Sia per la pensione minima che per la maggiorazione sociale, è il caso di ricordare che l’Inps considera tutti i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti da Bot e altri titoli.
      Nel computo rientrano anche le rendite INAIL e gli assegni assistenziali.
      In altre parole bisogna denunciare tutto con la sola eccezione dei redditi provenienti da:
      - la casa di abitazione;
      - le pensioni di guerra;
      - l’assegno di accompagno;
      - i trattamenti di famiglia;
      - i sussidi erogati da Enti Pubblici senza carattere di continuità
      Limiti di reddito anno 2015:
      da 60 a 64 anni - Personale 6.866,86 - Coniugale 12.697,62.-
      da 65 a 69 anni - Personale 7.605,39 - Coniugale 13.436,15.-
      da 70 anni in poi-Personale 8.291,66 - Coniugale 14.110,19.-

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  45. Scusami sono sempre ennio mi riferisco alla domanda che ho fatto prima cioè siccome l'assegno sociale lo prendo io come titolare di pensione di inabilità e mia mnoglie ha 68 anni e io 72 non è che dovrei aspettare che mia moglie compie i 70 anni per poter usufruire della maggiorazione sociale?

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    1. Ciao Ennio!
      Purtroppo non hai diritto alla maggiorazione sociale perché superi il limite di reddito.-

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  46. Salve! Sono una signora di 67 anni, percepisco una pensione sociale di 446 euro mensili. Sono nulla tenente non ho altre entrate, la mia domanda è: debbo fare la dichiarazione dei redditi? 2^ posso chiedere la maggiorazione sociale, visto che pago l affitto, non posseggo niente e nessuno mi aiuta! Grazie

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    1. Ciao Giovanna!
      Assegno sociale:
      Valori per l'anno 2016
      - Assegno sociale fino a 64 anni euro 448,51.-
      - Assegno sociale con maggiorazione: 65 anni euro 461,90.-
      - Assegno sociale con maggiorazione: 70 anni euro 638,82.-
      Ti consiglio di rivolgerti al più vicino Ufficio INCA - CGIL per presentare la domanda di maggiorazione anche se si tratta di una cifra irrisoria, e di rivolgerti eventualmente ai servizi sociali del Tuo Comune di residenza per richiedere un qualche tipo di sostegno di carattere economico.-

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  47. Buonasera dott. Censori le scrivo per conto del mio compagno che ha 60 anni, invalido civile, disoccupato e con 20 anni di contributi versati alla cassa dei geometra. Potrebbe dirmi se gli spetta la pensione e a quale età oppure se gli spetterà solo l'assegno sociale e quanto dovrà ancora aspettare? Le faccio presente che l'unico suo sostentamento è questa pensione di invalidità. La ringrazio resto in attesa di una sua risposta

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  48. Mi scusi dottore dimenticavo di scrivere che praticamente vive in un camper perchè non ha altre possibilità ma presto gli toglieranno anche quello quindi può darmi qualche consiglio? Grazie e una buona serata

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    1. Ciao Antonella!
      Il Tuo compagno avrà diritto alla pensione di vecchiaia, con almeno 20 anni di contributi versati all'INPS, o in alternativa all'assegno sociale al compimento dei 67 anni + 5 mesi d'età.-
      Purtroppo l'unico consiglio che posso darvi è quello di rivolgervi ai servizi sociali del Vostro Comune di residenza per richiedere un qualche tipo di sostegno di carattere economico.-

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  49. La ringrazio dottore per la sua cortese risposta e vorrei ancora approfittare della sua gentilezza per chiederle invece della mia posizione. Io ho 57 anni, disoccupata e con 10 anni di contributi versati come dipendente e 5 da commerciante. Avrò diritto alla pensione di vecchiaia o mi spetterà quella sociale e a che età? La ringrazio ancora per la sua disponibilità e le auguro una buona serata.

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    1. Ciao Antonella!
      Purtroppo con 15 anni di contributi versati all'INPS, non avrai diritto alla pensione di vecchiaia, ma solo alla pensione sociale, al compimento dei 67 anni + 8 mesi d'età.-

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  50. Gentile Avv. Censori Sono un pensionato di anni 82 con 15 anni di contributi, mi spetta la pensione minima di E.502.39 + la Maggiorazione Sociale (Legge 448 Art. 38) pari a E. 136.43 per un importo mensile di E.638.83 pari a 8.304.66 annuo, ho un reddito di fabbricati al (50%) con mia moglie di E. 1.033.oo pertanto vorrei sapere e mi confermi se l’importo esatto della mia pensione mensile corrisponde a E. 559.40
    Mentre a mia moglie di anni 80 ha l’assegno sociale e pari con me ha altri redditi di fabbricati (50%) di E. 1.033.oo Vorrei che mi confermasse se l’assegno che gli spetta dovrebbe essere di E. 369.05 Perché l’Inps no eroga tali importi che secondo tali calcoli dovrebbe emettere, cioè per me E.559.40 e per mia moglie E. 369.05 Gli sarei veramente grato se mi confermi qiesti importi Grazie Giuseppe

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    1. Ciao Giuseppe!
      Purtroppo SI!
      Infatti Tu hai diritto all'assegno sociale dell'importo di 638,82 euro - il 50% del reddito da fabbricati, e Tua moglie ha diritto all'assegno sociale di 448,51 - il 50% del reddito da fabbricati.-

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  51. Buonasera dott. Censori, in questi giorni sto sentendo parlare della possibilità di andare in pensione anticipatamente seguendo determinati criteri. Ma è solo per quelli che ancora lavorano o potrebbe essere applicato anche a coloro che adesso sono disoccupati? Grazie

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    1. Ciao Antonella!
      Al momento si tratta solo di ipotesi, quindi è inutile fare previsioni su quello che potrebbe prevedere un'eventuale legge futura.-

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  52. Buongiorno dottore censori volevo chiederle un info...mio padre ha 69 anni...70 ad ottobre....ed ha una pensione di vecchia calcolata con contributi misti di quasi €560.,.,dal suo 730 annuo i suoi redditi ammontano complessivamente a quasi 11.0000€......secondo lei ha diritto alla maggiorazione sociale? Ho letto le risposte che lei di solito mette a chi le chiede la mia stessa cosa....però non riesco a capire di preciso se lui rientra....grazie

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    1. Ciao Katia!
      Purtroppo NO!
      Limiti di reddito per il diritto alla maggiorazione sociale:
      da 60 a 64 anni - Personale 6.853,73 - Coniugale 12.672,66.-
      da 65 a 69 anni - Personale 7.592,26 - Coniugale 13.411,19.-
      da 70 anni in poi- Personale 8.291,66 - Coniugale 14.110,19.-

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  53. Buondì dottor censori mi scusi ho messo uno zero in più....il reddito complessivo di mio padre coniugale è di quasi €11.000

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    1. Ciao Katia!
      SI!
      Se il reddito complessivo coniugale dei tuoi genitori è di 11.000 euro, Tuo padre al compimento dei 70 anni avrà diritto alla maggiorazione sociale.-

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  54. Buongiorno dot censori ho 71 anni e percepisco
    una pensione io dei lavoratori dipendenti di €560 e l assegno sociale di 330 € sono sposato non ho altri redditi vorrei sapere se ho diritto alla maggiorazione sociale e se ho diritto alla quattordicesima la ringrazio anticipatamente e la saluto dino

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    1. Ciao Dino!
      Purtroppo NO!
      Infatti sommando le due pensioni Tu superi il limite di reddito!

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  55. Buon pomeriggio dott. Censori mio padre ha 85 anni e percepisce una pensione come commerciante di circa 480€ mentre la mamma ha 82 anni e percepisce una pensione di invalida civile integrata con la sociale di circa 580€. Papà ha diritto a qualche maggiorazione? Abbiamo una casa di proprietà ma a none mio che sono disoccupata quindi non ho nessun reddito però i miei sono nel mio stesso stato di famiglia. Grazie

    RispondiElimina
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    1. Ciao Antonella!
      SI!
      Se Tuo padre rientra nei seguenti limiti di reddito ha diritto alla maggiorazione sociale:
      Limiti di reddito:
      da 60 a 64 anni - Personale 6.853,73 - Coniugale 12.672,66.-
      da 65 a 69 anni - Personale 7.592,26 - Coniugale 13.411,19.-
      da 70 anni in poi- Personale 8.291,66 - Coniugale 14.110,19.-
      Vi consiglio quindi di rivolgervi al più vicino Ufficio INCA - CGIL per una verifica dei redditi dei tuoi genitori e per presentare eventualmente la relativa domanda all'INPS.-

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  56. Buondì dott. Censori, stamattina ho sentito in tv che una persona invalida almeno all'80% può andare in pensione anticipatamente avendo maturato almeno 20 anni di contribuzione ma questa legge è valida anche per chi ha versato i contributi fino al 1993 alla cassa dei geometra? L'invalidità comunque gli è stata riscontrata da tre anni a questa parte e 60 anni li ha compiuti a dicembre 2015. Grazie

    RispondiElimina
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    1. Ciao Antonella!
      Il beneficio consiste in 2 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di invalidità civile, quindi per 3 anni significa 6 mesi, e sono necessari almeno 20 anni di contributi versati all'INPS.-

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  57. Buona sera dott. Censori, a luglio 2016 sarà un anno che percepisco l'assegno sociale,
    volevo sapere se il rinnovo è automatico oppure dovrò ripetere tutto l'iter. (preciso la mia situazione economica non è cambiata). infinite grazie. Saluti Elsa

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    Risposte
    1. Ciao Elsa!
      Il rinnovo è automatico, e se non presenti la dichiarazione dei redditi, ogni anno l'INPS ti manderà a chiedere il RED, con il quale attesterai il permanere dei requisiti per il diritto all'assegno sociale.-

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  58. Buona sera Dottore, la mia è una domanda che forse le è stata già fatta e di questo le chiedo scusa.
    Mio padre ( che vive a casa mia) da pochi mesi percepisce l'assegno sociale di 439€.
    La mia domanda è: continuerò a ricevere il rimborso ( come genitore a carico) sulla dichiarazione del 730?
    Spero di essermi spiegato.. grazie per la sua anomala pazienza. GRAZIE

    RispondiElimina
    Risposte
    1. SI!
      L'assegno sociale è esente da tassazione IRPEF quindi avrai ancora diritto alla detrazione per tuo padre come genitore a carico.-

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  59. Buongiorno Dottore,
    volevo porgerle un quesito.
    I miei suoceri si sono separati nel dicembre del 2014 consensualmente e senza che nessuno dei due percepisca un assegno di mantenimento.
    Nel 2015 (giugno) mio suocero (trovandosi in difficoltà economia e senza percepire alcun reddito) ha fatto richiesta dell'assegno sociale presso un patronato. Tale richiesta è stata rigettata con tale motivazione "il ricorso per la separazione consensuale dei coniugi,non prevede l'erogazione dell'assegno di mantenimento al coniuge più debole economicamente, che poteva però essere richiesto alla moglie.Ciò denota l'autosufficienza economica del richiedente".
    Come poter impugnare tale rigetto e dimostrando l'effettiva difficoltà economica attuale senza percepire nessun reddito?
    Spero di essere stato chiaro nel porle il quesito.
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti c'è qualcosa che non quadra nel Tuo discorso!
      Infatti se due coniugi entrambi con redditi bassi si separano è normale che la separazione sia consensuale e senza erogazione di assegno di mantenimento.-
      Però se uno dei due ha un reddito sufficiente per mantenersi entrambi e l'altro in sede di separazione non richiede un assegno di mantenimento, vuol dire che per legge è in grado di mantenersi da solo, e non ha quindi diritto all'assegno sociale.-

      Elimina
  60. Dott. Censori buongiorno,
    Le chiedevo la seguente informazione: una persona in mobilità, può avvalersi della legge 104 (permessi e congedo), se chiamata per i lavori socialmente utili dall'ufficio per l'impiego, o spetta solo ai lavoratori non in mobilità? Grazie, complimenti per il lavoro che svolge e cortesi saluti. Giuseppe

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    Risposte
    1. Ciao Giuseppe!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Una persona in mobilità può avvalersi della legge 104 per quanto riguarda i 3 giorni di permesso, presentando idonea certificazione all'Ente dove si viene chiamati, ma non al congedo biennale riservato solo ai lavoratori ancora in attività.-

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  61. Buonasera,i miei genitori,72enni,hanno appena fatto la separazione consensuale in comune,che sarà ufficiale tra un mese. Mio padre non ha reddito,quando posso fare richiesta di assegno sociale?cosa dovrò allegare come dichiarazione dei redditi?quella di mia madre da?serve l isee?e soprattutto il comune mi rilascerà qualcosa che attesti la separazione?

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    1. Ciao Valeria!
      Purtroppo la questione non è così semplice come pensi!
      Infatti per il diritto all'assegno sociale non è sufficiente la separazione consensuale ma è necessario anche il cambio di residenza di uno dei due coniugi, altrimenti l'INPS considera la separazione solo fittizia e respinge la domanda di assegno sociale.-
      In oltre va tenuto conto anche del reddito dell'altro coniuge, perché se è consistente e non è previsto nella sentenza di separazione un assegno di mantenimento per il coniuge economicamente più debole, anche in questo caso l'INPS respinge la domanda di assegno sociale.-

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  62. Salve dottor censori ....mio padre oggi ha ricevuto una lettera del inps in cui le veniva detto che gli sarà erogato la somma di€420,00 come quattordicesima inps....è la prima volta in 4 anni che sta in pensione che la riceve.....non è che si sono sbagliati? Le spiego so che il limite da non superare è di 9.786,86......il reddito complessivo dal 730 di papà è 11.076 mentre quello imponibile e €10.843 .......volevo sapere forse considerano al netto del l'imposizione fiscale? Cioè meno l imposta lorda??? Perché in quel caso allora ci siamo...

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    1. Ciao Katia!
      Per verificare se si ha o meno diritto alla quattordicesima occorre tener conto di tutti i redditi personali valutati al lordo, con la sola esclusione dei redditi della casa di abitazione, dalla percezione degli assegni al nucleo familiare e delle indennità di accompagnamento o dai redditi derivanti dal pagamento dei trattamenti di fine rapporto e di quelli soggetti a tassazione separata.-

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    2. Dottor censori quindi che devo pensare che si sono sbagliati?

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    3. Ciao Katia!
      Strano!
      L'INPS rileva i dati dal 730, quindi non capisco da cosa possa dipendere l'errore, Ti consiglio comunque di rivolgerti a un patronato o direttamente alla sede INPS di zona per chiarire la questione.-

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  63. Dott. Censori buonasera.
    Mia madre oggi settantasettenne e con una invalidità pari al 50%, percepiva mensilmente, un'assegno sociale e relativa maggiorazione pari circa ad eu.630,00 totali. Dal 2013 percepisce una pensione di guerra (orfana di grande invalido di guerra, inabile al proficuo lavoro) di eu. 457,00 mensili ed è proprietaria di un immobile dove non risiede del valore catastale di eu.49,00. Fino al 2015 l'inps le ha regolarmente erogato solo la maggiorazione sociale pari a circa 190,00 eu.
    Da gennaio 2016 l'inps ha sospeso il pagamento di questa somma (maggiorazione sociale)ed il patronato mi ha consigliato di provvedere ad inoltrare una domanda di ricostituzione reddituale e cioè inviare all'inps i dati relativi ai redditi (pensione di guerra e valore catastale de'immobile per riottenere il pagamento di questa maggiorazione. Volevo sapere se questo è quello che effettivamente si deve fare e soprattutto cosa fare nel futuro per non ritrovarmi a dover affrontare lo stesso problema (da gennaio del 2015 mia madre "vive" con eu.460,00 dei quali 250,00 solo per pagare l'affitto.
    La ringrazio anticipatamente
    federico

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    1. Ciao Federico!
      Purtroppo SI!
      Per richiedere il ripristino della maggiorazione sociale occorre inviare una domanda di ricostituzione reddituale all'INPS.-
      Probabilmente il disguido è dovuto al fatto che che Tua madre non ha evaso una richiesta RED da parte dell'INPS, che serviva appunto per comunicare all'INPS l'assenza di altri redditi oltre ovviamente all'assegno sociale.-

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    2. Gent.mo Dott.Censori Le scrivo per capire se mia madre, secondo quanto esposto nella mia precedente richiesta ha o non ha diritto a percepire la differenza tra assegno sociale + maggiorazione pari a circa 638,00 eu mensili e la pensione di guerra di eu. 460,00 mensili (possiede anche un immobile del valore catastale pari ad eu.49,00 dove non risulta residente.
      Per gli anni 2012 e 2013 l'inps Le ha riconosciuto una differenza pari a 190,00 eu. Purtroppo da comunicazione inps l'assegno di eu 190,00 è stato azzerato. Il patronato mi dice che è necessario recarsi personalmente all'inps perchè sostiene che il calcolo fatto dall'inps sia errato ed io vorrei conoscere il Suo parere
      ancora grazie Federico

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    3. Ciao Federico!
      SI!
      Confermo!
      Se il patronato non ti assiste, Ti consiglio di recarti personalmente alla sede INPS di zona per risolvere direttamente la questione.-

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  64. buon giorno dr Censori,Le volevo chiedere, se l'assegno sostitutivo dell'assegno di invalidità, può avere le stesse integrazioni e se sono validi, sempre i due mesi l'anno per ogni anno lavorativo. Spero, riesca a capirmi, se non sono stata chiara. Grazie ancora per l'aiuto, che sempre da a tutti.

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    1. - Purtroppo NO! L'assegno ordinario di invalidità viene calcolato in base ai contributi versati e non da diritto a integrazioni.-
      - La legge 23 dicembre 2000, n. 388 (articolo 80, comma 3) consente ai lavoratori sordomuti e agli invalidi per qualsiasi causa (ai quali sia stata riconosciuta un'invalidità superiore al 74 per cento o assimilabile) di richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa. Il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa utile ai fini del diritto alla pensione e dell'anzianità contributiva.
      Pertanto, usufruendo di questa opportunità, il lavoratore invalido o sordomuto può raggiungere il diritto ad andare in pensione con cinque anni di anticipo.

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  65. Gentile Dott. Censori,
    ho 59 anni, sono invalido civile al 100% con accompagnamento dal 2013 e percettore della pensione d’inabilità sempre dal 2013. Sono stato costretto a dare le dimissioni dal lavoro per poter usufruire della citata pensione a maggio 2013 e a quella data avevo raggiunto i 35 anni di contributi. Le chiedevo cortesemente se con questa invalidità (100% con accompagno), questa età e dai contributi versati, non potrei “aspirare” a qualche tipo di pensione diversa da quella che percepisco, e se a tal proposito devo fare qualche domanda/richiesta specifica all’INPS, oppure devo continuare a percepire la pensione d’inabilità. Ultimamente ho letto/sentito qualcosa a riguardo delle pensioni 2016: vecchiaia, anticipata, invalidi, usuranti, ecc. ma non ho capito se posso rientrare in queste voci. Spero di essermi spiegato in modo sufficiente, La ringrazio per l’attenzione e Le porgo cordiali saluti. Giuseppe

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    1. Ciao Giuseppe!
      Purtroppo NO!
      La pensione di inabilità prevede già una maggiorazione convenzionale per tutti gli anni non versati dalla data della decorrenza della pensione fino al compimento dei 60 anni, quindi non sono previste altre agevolazioni.-

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    2. Gentile Dott. Censori,
      no non chiedo altre agevolazioni, ma la possibilità di richiedere la pensione di vecchiaia anticipata visto il grado di disabilità. Ho letto che viene data la possibilità, ai soggetti con invalidità di almeno l’80%, di andare in pensione secondo le regole del regime precedente al 1992, quindi a 55 anni per le donne e a 60 anni per gli uomini. Tale possibilità non è stata eliminata dalle previsioni della riforma pensionistica del 2011, la cosiddetta “Legge Fornero”, ma è soggetta all’incremento dell’aspettativa di vita, 3 mesi nell’anno 2015 e 4 mesi nel 2016. L’erogazione è però soggetta ad una finestra mobile di 1 anno. Riguarda tutti i lavoratori con un’anzianità contributiva come lavoratore DIPENDENTE di almeno 20 anni oppure di 15 anni se i contributi sono stati versati prima del 31/12/1992; ciò è valido anche se attualmente percepisco la pensione d’inabilità. Il requisito è che si abbia accumulato, come lavoratore dipendente, almeno una certa quantità di contributi; io attualmente sono lavoratore inabile, ma sempre lavoratore sono. Quello che mi sfugge è che dopo l’accoglimento della pensione anticipata occorre attendere una “finestra” per percepirla materialmente, di circa 1 anno e non so se in quest’anno di attesa la pensione di inabilità può essere percepita. Grazie ancora per la Sua disponibilità e cortesi saluti. Giuseppe

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    3. Ciao Giuseppe!
      Evidentemente non sono stato abbastanza chiaro!
      La pensione di inabilità è già una pensione di vecchiaia anticipata, perché viene calcolata in base ai contributi versati + una maggiorazione, quindi non hai diritto ad altre pensioni.-

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    4. Gentile Dott. Censori,
      adesso ho capito. Grazie per la risposta, complimenti per il lavoro che svolge e cordiali saluti. Giuseppe

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    5. Ciao Giuseppe!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  66. Salve Dr. Censori
    Sono pensionata da Novembre 2015 con l'integrazione al minimo e coniuge a carico, con reddito di circa 8.400 euro come dichiarato nel 730.
    Non possedendo altri redditi, vorrei gentilmente sapere se ho diritto alla quattordicesima, dato che non ho ricevuto niente.
    Vorrei anche sapere, se non ricevo nulla, fino a quando sarà possibile effettuare la richiesta all'INPS tramite
    INCA-CGIL. Grazie per la sua gentile risposta. Luciana

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    1. Ciao Luciana!
      QUATTORDICESIMA:
      Per i pensionati che hanno compiuto i 64 anni di età, ed hanno un reddito personale non superiore a 9.776,91 euro annui, spetta una somma aggiuntiva per i pensionati residenti in Italia che varia in base all'anzianità contributiva:
      Anzianità contributiva fino a 15 anni euro 336
      Anzianità contributiva da 15 a 25 anni euro 420
      Anzianità contributiva oltre 25 anni euro 504
      Lavoratori autonomi, servono 3 anni in più, quindi scaglioni da 0 a 18, da 18 a 28 e oltre 28 anni
      Nel caso in cui i 64 anni siano raggiunti nel corso dell'anno, la somma aggiuntiva viene corrisposta in proporzione ai mesi di possesso del requisito anagrafico (il mese di compimento dell'età si valuta per intero). La stessa regola vale per le pensioni spettanti per un numero di mesi inferiore all'anno, in quanto la decorrenza è successiva al 1° gennaio.-
      Requisiti di reddito per quattordicesima
      La quattordicesima viene erogata sulla base del solo reddito personale, che deve essere inferiore ai limiti, in relazione agli anni di contribuzione. Vediamo quali sono questi limiti:
      10.112,91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno pari o meno di 15 anni di contribuzione (pari o meno di 780 contributi settimanali) e per i lavoratori autonomi che hanno pari o meno di 18 anni di contribuzione (pari o meno di 936 contributi settimanali);
      10.196.91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno più di 15 anni di contribuzione e pari o meno di 25 anni di contribuzione (da 781 a 1.300 contributi settimanali) e per i lavoratori autonomi che più di 18 anni di contribuzione e pari o meno di 28 anni di contribuzione (da 937 a 1.456 contributi settimanali);
      10.280,91 euro di limite massimo per i lavoratori dipendenti che hanno più di 25 anni di contribuzione (da 1.301 contributi settimanali in poi) e per i lavoratori autonomi che hanno più di 28 anni di contribuzione (da 1.457 contributi settimanali in poi).

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  67. Salve Dr. Censori, volevo avere informazione per la pensione da casalinga di mia made separata, a maggio ha compiuto 70 anni, ma non c'è stato nessuna maggiorazione sia a al I giugno che al I luglio mi può dare qualche delucidazione
    grazi

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    1. Ciao Alberto!
      MAGGIORAZIONI SOCIALI
      Chi vive con una sola pensione o quasi può avere qualcosa in più della pensione minima.
      La legge riconosce, infatti, le cosiddette maggiorazioni sociali, che variano in base all’età del pensionato. La quota aggiuntiva è di 25,83 euro al mese per coloro che hanno dai 60 ai 64 anni, di 82,64 euro per chi ha un’età che si colloca tra 65 e i 69 anni.
      Dai 70 anni in su l’integrazione è di 136,44 euro. I 70 anni richiesti si possono ridurre fino a 65, in ragione di un anno per ogni cinque di contributi versati. Per gli invalidi totali l’età minima è di 60 anni.
      Per i non coniugati il limite di reddito personale è dato dall’ammontare del trattamento minimo, più l’importo annuo della maggiorazione.
      Mentre per i coniugati il reddito della coppia non deve superare il limite personale, maggiorato dell’importo dell’assegno sociale (448,61 euro mensili nel 2015).
      Quali redditi
      Sia per la pensione minima che per la maggiorazione sociale, è il caso di ricordare che l’Inps considera tutti i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti da Bot e altri titoli.
      Nel computo rientrano anche le rendite INAIL e gli assegni assistenziali.
      In altre parole bisogna denunciare tutto con la sola eccezione dei redditi provenienti da:
      - la casa di abitazione;
      - le pensioni di guerra;
      - l’assegno di accompagno;
      - i trattamenti di famiglia;
      - i sussidi erogati da Enti Pubblici senza carattere di continuità
      Limiti di reddito anno 2015:
      da 60 a 64 anni - Personale 6.866,86 - Coniugale 12.697,62.-
      da 65 a 69 anni - Personale 7.605,39 - Coniugale 13.436,15.-
      da 70 anni in poi-Personale 8.291,66 - Coniugale 14.110,19.-

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  68. Buonasera,
    ho una parrucchieria di mia proprietà, verso regolarmente i contributi, dal mio estratto sono titolare di impresa ART,e sono in attesa di un bimbo. Volevo sapere se ho diritto alla maternità e se durante i 5 mesi obbligatori posso continuare a lavorare oppure se ho l'obbligo di astensione dal lavoro.
    Grazie anticipatamente
    Anna

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    1. Ciao Anna!
      LAVORATRICI AUTONOME
      L’indennità di maternità (artt. 66 e seguenti del T.U.) è riconosciuta alle lavoratrici autonome per i due mesi precedenti la data del parto e per i tre mesi successivi alla data medesima.
      In caso di adozione o affidamento nazionale di minore di cui alla legge 184/1983 spetta per i 5 mesi successivi all’effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o affidato preadottivamente nonché per il giorno dell’ingresso stesso.
      Per le adozioni o gli affidamenti preadottivi internazionali di cui alla legge 184/1983 la lavoratrice ha diritto ad un’indennità par a 5 mesi per i periodi e secondo quanto previsto dall’art.26 del T.U.
      In caso di affidamento non preadottivo di cui alla legge 184/1983 l’indennità spetta per un periodo di 3 mesi da fruire, anche in modo frazionato, entro l’arco temporale di 5 mesi dalla data di affidamento del minore.
      L'indennità non comporta comunque obbligo di astensione dall'attività lavorativa autonoma.

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  69. Buonasera dott. Censori, mio fratello ha solo 15 anni di contributi versati prima del 1992 perchè poi non è più riuscito a trovare un lavoro, quindi è disoccupato da allora. Adesso ha 62 anni e voleva sapere se ha diritto alla pensione di vecchiaia e se si a quanti anni potrà prenderla? Dimenticavo di dirle che non ha altri redditi e possiede solo 1/6 della casa in cui vive insieme ad un altro fratello ma in ogni caso sono due nuclei familiari a se. La ringrazio anticipatamente e le auguro una buona serata.

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    1. Ciao Antonella!
      Tuo fratello essendo nato nel 1954, con almeno 15 anni di contributi versati al 31/12/1992, andrà in pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni + 2 mesi d'età anagrafica.-

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  70. Buongiorno dott. Censori,
    sono una dipendente, sono anche stata titolare per circa 12 anni di una fabbrica poi chiusa e ora sono tornata alle dipendenze sempre in una fabbrica per coprire il periodo di lavoro necessario per raggiungere il diritto alla pensione e dovrei averla dal 1 agosto. Il sindacato che mi sta preparando la domanda mi dice che devo presentare al mio datore di lavoro una lettera di licenziamento entro luglio ma una mia collega, anche lei prossima alla pensione, mi ha invece detto che non c'è bisogno perchè quando si fa la domanda di pensione automaticamente scatta il licenziamento. A chi devo credere?
    Ho molta fiducia in lei, leggo sempre le sue risposte.
    Grazie
    Mirella

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    1. Ciao Mirella!
      La Tua collega non è bene informata in materia perché purtroppo in Italia c'è poco di automatico.-
      Infatti la normativa prevede per i lavoratori dipendenti che alla domanda di pensione debba essere allegata una copia della lettera di dimissioni, necessaria all'azienda e all'INPS per poter provvedere alla liquidazione della pensione stessa.-

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  71. Gentile Dr. Censori, vengo a chiederle semplicemente fino a che data è possibile fare domanda per la quattordicesima dato che l'INPS si è dimenticata di erogarmela avendone pieno diritto dato che ho più di 64 anni e il mio reddito è di circa 8000 euro lordi. La ringrazio anticipatamente. Sandro

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    1. Ciao Sandro!
      E' possibile presentare la domanda per la quattordicesima entro dicembre, ma ti consiglio di presentarla prima possibile, magari rivolgendoti a un patronato.-

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  72. Gentile Dr.Censori,
    Le chiedevo se in caso di sospensione dell'indennità di mobilità (per un qualsiasi motivo), l'INPS deve comunque avvisare il percettore della mobilità spiegando anche il motivo, oppure no. Grazie, complimenti ancora per il lavoro che svolge e cortesi saluti. Giuseppe

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    1. Ciao Giuseppe!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      In effetti l'INPS per legge dovrebbe sempre comunicare per iscritto la sospensione del pagamento dell'indennità di mobilità al percettore e la relativa motivazione, ma purtroppo se non lo fa non incorre in sanzioni, quindi è inutile porsi il quesito e bisogna fare buon viso a cattiva sorte, e presentarsi direttamente alla sede INPS di zona per richiedere i chiarimenti del caso.-

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  73. Buonasera sig.censori mi chiamo Flavio da circa 10 anni ho un invalidità del 75% con rivedibilita ogni 2 anni.Non percepisco nessun assegno di invalidità perché lavoro.nonostante i miei continui solleciti anzitempo con un sindacato(cgil) per farmi chiamare prima che scada il verbale di invalidità,sistematicamente lo fanno scadere.dottore cosa posso fare perché la cosa non accade? E mai possibile che ogni volta devo avere il verbale scaduto per colpa loro? Posso mettere un avvocato con il sindacato? Per favore mi aiuti a trovare qualunque soluzione,anche la più drastica.spero di avermi fatto capire quello che voglio dirle,e la ringrazio per la risposta che potrà darmi per risolvere il problema.

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    1. Ciao Flavio!
      Purtroppo non c'è soluzione!
      Infatti se nemmeno il patronato riesce a far rispettare la normativa in essere, è inutile farsi illusioni, perché non è possibile lottare contro certa burocrazia, ti consiglio pertanto di rassegnarti e di fare buon viso a cattiva sorte.-

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