mercoledì 30 marzo 2016

Maternità 2016

La tutela della maternità 2016


DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2001, n. 151 – TUTELA E SOSTEGNO DELLA MATERNITA' E DELLA PATERNITA'
Il congedo di maternità è  il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio. Durante il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro la lavoratrice percepisce un’indennità economica in sostituzione della retribuzione. Il diritto al congedo ed alla relativa indennità spettano anche in caso di adozione o affidamento di minori.
In presenza di determinate condizioni che impediscono alla madre di beneficiare del congedo di maternità, il diritto all’astensione dal lavoro ed alla relativa indennità spettano al padre (congedo di paternità).

Permessi retribuiti:

Per esami prenatali e accertamenti clinici
Retribuiti al 100%

Maternità obbligatoria:

Due mesi prima del parto e tre mesi dopo il parto (massimo 5 mesi).-
Retribuita all'80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-

Maternità flessibile:

Un mese prima del parto e 4 mesi dopo il parto (massimo 5 mesi).-
Retribuita all'80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
L'art. 20 del Decreto Legislativo n. 151 del 26 marzo 2001, pubblicato in G.U. n. 96 del 26 aprile 2001, Suppl. Ordinario n. 93, prevede al comma 1 che:
Ferma restando la durata complessiva del congedo di maternità, le lavoratrici hanno la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.
Il medico competente, ove presente in azienda, è quindi è tenuto a rilasciare il certificato medico che, congiuntamente a quello del ginecologo, deve essere presentato all'Inps per ottenere il congedo.
Il medico competente certifica l'assenza di controindicazioni dal punto di vista delle condizioni di lavoro al rilascio del congedo.
Se il  lavoro non è sottoposto a controllo sanitario, si dovrà presentare una dichiarazione del datore di lavoro da cui risulta che in azienda o per le attività svolte dalla lavoratrice interessata non esiste l'obbligo di sorveglianza sanitaria sul lavoro.

Maternità anticipata:

Il servizio sanitario locale (Asl) dovrà provvedere, in via esclusiva, alla procedura di interdizione anticipata dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza o persistenti forme morbose, compreso l’adozione del provvedimento finale di astensione. In caso di interdizione per gravi complicazioni della gestazione o per l’aggravamento in gravidanza di patologie preesistenti, la lavoratrice deve presentare la domanda all’Azienda Sanitaria Locale competente (con riferimento al luogo di residenza), unitamente al certificato medico. La domanda si intende accolta dalla Asl decorsi 7 giorni dalla sua presentazione. La data di inizio dell’astensione al lavoro coincide con il primo giorno di assenza dal posto di lavoro giustificato dal certificato medico rilasciato alla lavoratrice. Nell’astensione dal lavoro, la lavoratrice sarà retribuita all’80% e non avrà alcuna limitazione di reperibilità. In caso di interdizione per condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli, qualora non sia possibile adibire la lavoratrice ad altre mansioni, l’Azienda presenta domanda alla Direzione Territoriale del Lavoro. La domanda, previo effettivo accertamento dell’impossibilità di spostare la lavoratrice ad altre mansioni, deve essere accolta dalla Direzione Territoriale del Lavoro entro 7 giorni dalla sua presentazione. La data di inizio dell’astensione al lavoro coincide con la data di rilascio del provvedimento portato a conoscenza del datore di lavoro.
Per attività gravose e/o insalubri  può essere concessa fin dall'inizio della gestazione fino al settimo mese dopo il parto.

Maternità posticipata:

Per attività gravose e/o insalubri può essere concessa fin dall'inizio della gestazione fino al settimo mese dopo il parto.
Retribuita all'80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-

Parto prematuro:

I giorni di congedo di maternità non goduti prima del parto possono essere utilizzati in aggiunta ai 3 mesi dopo il parto sempre fino ad un massimo di 5 mesi totali
Retribuiti all'80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-

Riposi per allattamento:

Due ore di permesso giornaliere anche cumulabili da utilizzare entro il primo anno di vita del bambino (quando l'orario di lavoro è inferiore a 6 ore giornaliere il riposo è di una sola ora), in caso di parto gemellare i permessi raddoppiano.-

Congedo per malattia del figlio:

Senza limiti temporali per figli di età inferiore a 3 anni da usufruire alternativamente all'altro genitore; 5 giorni di permesso per ciascun genitore dal 3° all'ottavo anno di vita del bambino.-

Congedo paternità obbligatorio e facoltativo:

Dal 2016 i giorni a disposizione per il congedo parentale obbligatorio del padre lavoratore dipendente è di 2 giorni,  fruibili durante o dopo il congedo obbligatorio per maternità della madre lavoratrice, che potranno essere fruiti (sempre nell’arco dei cinque mesi dalla nascita della prole) anche non continuativamente.
Con il congedo di paternità facoltativo il padre potrà usufruire di 1 o 2 giorni di astensione dal lavoro purché  la madre, in congedo, rientri a lavoro 1 o 2 giorni prima rispetto alla scadenza del congedo di maternità della madre lavoratrice.
I congedi di paternità devono essere fruiti per l’intera giornata di lavoro, non è possibile frazionarli in ore.
La retribuzione dei giorni di congedo del padre lavoratore sono interamente a carico dell’Inps che corrisponderà una indennità pari al 100% della retribuzione spettante.

Congedo parentale:

Il decreto legislativo 80/2015 prevede che può essere richiesto entro i primi 12 anni del bambino per un periodo massimo di 6 mesi elevati a 7 se a prenderlo è il papà. Se il genitore è solo (vedovo, divorziato, single ecc.) il congedo sale a 10 mesi. E si arriva agli 11 complessivi (tra marito e moglie) se il papà chiede almeno 3 mesi per se stesso: In caso di parto gemellare il periodo si raddoppia (6 mesi per ciascun figlio).-
Le richieste di congedo parentale vanno presentate sempre prima della decorrenza, mai dopo. All’INPS va bene anche se presentate nello stesso giorno dell’assenza. Ma all’azienda che deve organizzare i lavori vanno presentate in anticipo, entro i termini indicati dal contratto collettivo di riferimento e comunque entro il limite minimo di 5 giorni per il congedo a mese, a settimana, o a giorno, ridotto a 2 se il congedo è frazionato a ore (mezza giornata). Per l’INPS la domanda è telematica e sono a disposizione 3 canali: 1) collegandosi con il sito www.inps.it; 2) collegandosi tramite telefonata al call-center: numeri 803.164 a pagamento; 3) rivolgendosi a un Patronato.-
I genitori naturali, possono usufruire dell’indennità per congedo parentale:

  • entro i primi 6 anni di età del bambino per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di 6 mesi con un importo pari al 30% della retribuzione media giornaliera calcolata considerando la retribuzione del mese precedente l’inizio del   periodo indennizzabile;
  • dai 6 anni e un giorno agli 8 anni di età del bambino, nel caso in cui i genitori non ne abbiano fruito nei primi 6 anni, o per la parte non fruita, il congedo verrà retribuito al 30% solo se il reddito individuale del genitore richiedente risulti inferiore a 2,5 volte l'importo annuo del trattamento minimo di pensione;
  • dagli 8 anni e un giorno ai 12 anni di età del bambino il congedo non è mai indennizzato. 

La legge 24 dicembre 2012, n.228 ha introdotto la possibilità di frazionare ad ore la fruizione del congedo parentale, rinviando tuttavia alla contrattazione collettiva di settore il compito di stabilire le modalità di fruizione del congedo stesso su base oraria, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l'equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa.
Il decreto legislativo del 15 giugno 2015, n. 80, attuativo della delega contenuta nel Jobs Act, prevede che i genitori lavoratori dipendenti, in assenza di contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, possano fruire del congedo parentale su base oraria in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale.
Per le modalità operative di presentazione della domanda e di fruizione del congedo parentale su base oraria, si rinvia a quanto contenuto nella circolare INPS n.152 del 18 agosto 2015.

Congedo di paternità:

Limitatamente ai 3 mesi dopo il parto e solo in caso di morte della madre, grave infermità della stessa e/o abbandono del figlio.-
Retribuita all'80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-

Maternità dopo scadenza contratto:

Entro 60 giorni tra scadenza contratto e inizio ottavo mese di maternità, si ha diritto a 5 mesi di indennità di maternità.-

Maternità anticipata dopo scadenza contratto:

L'INPS in base ad un parere del Consiglio di stato, riconosce il diritto all'indennità di maternità anche alla lavoratrice che, entro 60 giorni dalla sospensione o cessazione del rapporto di lavoro, ottenga dalla direzione provinciale del lavoro l'interdizione anticipata dal lavoro.-

Diritti sanciti:

Divieto di licenziamento: dall'inizio della gestazione e fino ad un anno di vita del bambino, (salvo colpa grave della lavoratrice, cessazione dell'attività aziendale o mancato superamento del periodo di prova).-
Divieto di adibire le lavoratrici a lavorazioni gravose e/o insalubri: dall'inizio della gestazione fino ad un anno di età del bambino.-
Divieto di adibire le lavoratrici a lavoro notturno: dall'inizio della gestazione fino ad un anno di vita del bambino.-
Diritto di rientrare nella stessa unità produttiva: in cui erano occupate prima dell'evento o in un'altra ubicata nello stesso comune (salvo rinuncia della lavoratrice).-
Divieto di discriminazione


Assegno del Comune:

Aventi  diritto:
Madri cittadine italiane; residenti casalinghe o disoccupate che non percepiscono alcun trattamento a titolo di maternità
Madri comunitarie; residenti casalinghe o disoccupate che non percepiscono alcun trattamento a titolo di maternità
Madri non comunitarie; titolari di carta di soggiorno casalinghe o disoccupate che non percepiscono alcun trattamento a titolo di maternità
Padre cittadino italiano residente; solo nel caso di abbandono del figlio, affidamento esclusivo o madre minorenne che fa parte della famiglia anagrafica del padre.-

L'assegno del comune viene erogato per un massimo di 5 mensilità. La domanda va presentata entro il termine perentorio di 6 mesi dalla nascita del figlio o dalla data di ingresso del minore in famiglia.-
Il reddito della famiglia anagrafica e dei soggetti fiscalmente a carico di essi, non deve essere superiore al valore dell'Indicatore della Situazione Economica (ISE).-

Anno 2016 – Importo mensile euro 338,89 per complessivi Euro 1.694,45 (Euro 338,89 X 5 mesi) – Limite ISEE euro 16.954,95.-


La tutela della maternità

DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2001, n. 151 - TUTELA E SOSTEGNO DELLA MATERNITÀ E DELLA PATERNITÀ

Diritti sanciti:

  • Divieto di licenziamento: dall’inizio della gestazione e fino ad un anno di vita del bambino, (salvo colpa grave della lavoratrice, cessazione dell’attività aziendale o mancato superamento del periodo di prova).
  • Divieto di adibire le lavoratrici a lavorazioni gravose e/o insalubri: dall’inizio della gestazione fino ad un anno di età del bambino.
  • Divieto di adibire le lavoratrici a lavoro notturno: dall’inizio della gestazione fino ad un anno di vita del bambino.
  • Diritto di rientrare nella stessa unità produttiva: in cui erano occupate prima dell’evento o in un’altra ubicata nello stesso comune (salvo rinuncia della lavoratrice).
  • Divieto di discriminazione


Madre Lavoratrice:

  • Permessi retribuiti: per esami prenatali e accertamenti clinici
  • Congedo di maternità: due mesi prima del parto e tre mesi dopo il parto (massimo 5 mesi).-
  • Congedo di maternità flessibile: 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo il parto (massimo 5 mesi)
  • Congedo di maternità anticipata: per problemi nella gestazione o per attività gravose e/o insalubri. In questo ultimo caso può essere concessa fin dall’inizio della gestazione fino al settimo mese dopo il parto.-
  • Parto prematuro: I giorni di congedo di maternità non goduti prima del parto possono essere utilizzati in aggiunta ai 3 mesi dopo il parto sempre fino ad un massimo di 5 mesi totali
  • Riposi per allattamento: Due ore di permesso giornaliere anche cumulabili da utilizzare entro il primo anno di vita del bambino (quando l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore giornaliere il riposo è di una sola ora), in caso di parto gemellare i permessi raddoppiano.-
  • Congedo per malattia del figlio: senza limiti temporali per figli di età inferiore a 3 anni da usufruire alternativamente all’altro genitore; 5 giorni di permesso per ciascun genitore dal 3° all’ottavo anno di vita del bambino.
  • Congedo parentale: Il decreto legislativo 80/2015 prevede che può essere richiesto entro i primi 12 anni del bambino per un periodo massimo di 6 mesi elevati a 7 se a prenderlo è il papà. Se il genitore è solo (vedovo, divorziato, single ecc.) il congedo sale a 10 mesi. E si arriva agli 11 complessivi (tra marito e moglie) se il papà chiede almeno 3 mesi per se stesso: In caso di parto gemellare il periodo si raddoppia (6 mesi per ciascun figlio).
    Le richieste di congedo parentale vanno presentate sempre prima della decorrenza, mai dopo. All’INPS va bene anche se presentate nello stesso giorno dell’assenza. Ma all’azienda che deve organizzare i lavori vanno presentate in anticipo, entro i termini indicati dal contratto collettivo di riferimento e comunque entro il limite minimo di 5 giorni per il congedo a mese, a settimana, o a giorno, ridotto a 2 se il congedo è frazionato a ore (mezza giornata). Per l’INPS la domanda è telematica e sono a disposizione 3 canali: 
    1. collegandosi con il sito www.inps.it
    2. collegandosi tramite telefonata al call-center: numeri 803.164 a pagamento; 
    3. rivolgendosi ad un Patronato.


Padre Lavoratore:


  • Congedo di paternità: limitatamente ai 3 mesi dopo il parto e solo in caso di morte della madre, grave infermità della stessa e/o abbandono del figlio.-
  • Riposi per allattamento: Due ore di riposo giornaliero anche cumulabili da utilizzare entro il 1° anno di vita del bambino (Quando l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore giornaliere il riposo è di un’ora). In caso di parto gemellare i riposi si raddoppiano. Possono essere utilizzati in alternativa alla madre.-
  • Congedo per malattia del figlio: Senza limite temporale per figli di età inferiore a tre anni da fruire alternativamente all’altro genitore, 5 giorni di permesso all’anno per ciascun genitore dal 3° all’ottavo mese di vita del bambino.-
  • Congedo parentale: può essere fruito fino al dodicesimo anno di vita del bambino per un massimo di 6 mesi, elevati a 7 se a prenderlo è il papà (cumulati con quello del coniuge, massimo 10 mesi). Se il padre lavoratore usufruisce di almeno tre mesi (anche frazionati) ha diritto ad un ulteriore mese di congedo parentale (7 mesi): In questo caso può arrivare a 11 mesi.-

Trattamento economico:

  • Permessi per esami prenatali e/o accertamenti: Retribuiti al 100%
  • Congedo di maternità: Retribuito all’80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
  • Congedo di maternità flessibile: Retribuito all’80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
  • Congedo di maternità anticipata: Retribuito all’80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
  • Congedo di paternità: Retribuito all’80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-
  • Riposi per allattamento: Retribuiti al 100%
  • Congedo per malattia del figlio: Fino al compimento del terzo anno del figlio entrambi i genitori possono alternativamente astenersi dal lavoro per la malattia del figlio, senza limiti temporali.
    Dai tre agli otto anni, ciascun genitore ha diritto a 5 giorni lavorativi ogni anno per le malattie del figlio.
    Il ricovero ospedaliero del figlio interrompe, su richiesta , la eventuale fruizione delle ferie da parte del genitore.
  • Trattamento previdenziale 
    Questi congedi nel settore privato non sono retribuiti
    fino a tre anni del figlio le assenze dal lavoro sono coperte da contribuzione figurativa 
    i 5 giorni annui previsti per malattie del figlio dai tre agli otto anni sono accreditati figurativamente limitatamente ad una retribuzione convenzionale pari al:200% dell'assegno sociale (per il 2006:  €. 9.924,72), con possibilità di integrazione con riscatto o con versamenti volontari dei contributi.
    Per fruire di questa agevolazione è necessario presentare un certificato rilasciato da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato, oltre ad un'autocertificazione in cui si dichiari che l'altro genitore non si è assentato dal lavoro negli stessi giorni per il medesimo motivo.
  • Congedo parentale: 
  • Retribuito al 30% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria per un massimo di 6 mesi cumulati con quelli del coniuge e fino al 6° anno di vita del bambino. Per i periodi successivi ai sei mesi e dal 6° all'8° anno l'indennità economica spetta solo se non si supera un reddito imponibile IRPEF pari a due volte e mezza l'importo annuo del trattamento minimo INPS (anno 2015 euro 16.328,00). Sopra gli 8 anni del figlio (e fino a 12) niente più indennità, anche se i redditi sono inferiori al tetto indicato. I periodi di assenza dal lavoro sono riconosciuti nell’anzianità di servizio, ma fanno perdere le relative quote di tredicesima e ferie.

Maternità dopo scadenza contratto:

Entro 60 giorni tra scadenza contratto e inizio ottavo mese di maternità, si ha diritto a 5 mesi di indennità di maternità.- 

Maternità anticipata dopo scadenza contratto:

L'INPS in base ad un parere del Consiglio di stato, riconosce il diritto all'indennità di maternità anche alla lavoratrice che, entro 60 giorni dalla sospensione o cessazione del rapporto di lavoro, ottenga dalla direzione provinciale del lavoro l'interdizione anticipata dal lavoro.

Maternità e lavoro notturno:

E' vietato adibire le donne al lavoro dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.-
Il lavoro notturno non deve essere obbligatoriamente prestato (cioè la dipendente può rifiutarsi):
  • dalla lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a tre anni o alternativamente dal padre convivente con la stessa.-
  • dalla lavoratrice o dal lavoratore che sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a 12 anni.-
  • dalla lavoratrice o dal lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile
    Proroga astensione obbligatoria da lavoro:
    L’astensione obbligatoria può essere prorogata fino a 7 mesi dopo il  parto, quando la lavoratrice addetta a lavori pericolosi, faticosi e insalubri non possa essere spostata ad altre mansioni. Quindi in questo caso la proroga estende di almeno 4 mesi l’astensione che normalmente è di 5 mesi. Il provvedimento è adottato anche in questo caso dalla Direzione provinciale del lavoro (DPL), anche su richiesta della lavoratrice. 
     

    Assegno del Comune:

    Aventi Diritto:
    • Madri cittadine italiane; residenti casalinghe o disoccupate che non percepiscono alcun trattamento a titolo di maternità
    • Madri comunitarie; residenti casalinghe o disoccupate che non percepiscono alcun trattamento a titolo di maternità
    • Madri non comunitarie; titolari di carta di soggiorno casalinghe o disoccupate che non percepiscono alcun trattamento a titolo di maternità
    • Padre cittadino italiano residente; solo nel caso di abbandono del figlio, affidamento esclusivo o madre minorenne che fa parte della famiglia anagrafica del padre.-

    L’assegno del comune viene erogato per un massimo di 5 mensilità. La domanda va presentata entro il termine perentorio di 6 mesi dalla nascita del figlio o dalla data di ingresso del minore in famiglia.-
    Il reddito della famiglia anagrafica e dei soggetti fiscalmente a carico di essi, non deve essere superiore al valore dell’Indicatore della Situazione Economica (ISE).

    Anno 2015 – Importo mensile euro 338,89 per complessivi Euro 1.694,45 (Euro 338,89 X 5 mesi) – Limite ISEE euro 16.954,95.-

    Anno 2014 – Importo mensile euro 338,21 per complessivi Euro 1.691,05 (Euro 338,21 X 5 mesi) – Limite ISE per 3 componenti euro 35.253,84.-
    Per nuclei di 3 persone l'ISE deve essere inferiore o pari a euro 35.253,84; per i nuclei con un numero di persone diverso, il requisito economico è riparametrato sulla base della scala di equivalenza prevista dal DLgs n° 108/98 – rif. Comma l, art. 65 legge n° 448/1998 .-

    Anno 2013 – Importo mensile euro 334,53 – Limite ISE per 3 componenti euro 34.873,24.-
    Per nuclei di 3 persone l'ISE deve essere inferiore o pari a  euro  34.873,24 ; per i nuclei con un numero di persone diverso, il requisito economico è riparametrato sulla base della scala di equivalenza prevista dal DLgs n° 108/98 – rif. Comma l, art. 65 legge n° 448/1998 .



    Normativa vecchia valida fino all’anno 2014:

    • Congedo parentale: Può essere fruito fino all’ottavo anno di vita del bambino per un periodo massimo di 6 mesi (cumulati con quello del coniuge massimo 10 mesi), in caso di parto gemellare il periodo si raddoppia (6 mesi per ciascun figlio).- 
    • Congedo parentale: Retribuito al 30% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l’inizio dell’astensione obbligatoria senza rateo di 13° o 14° mensilità per un massimo di 6 mesi cumulati con quelli del coniuge e fino al 3° anno di vita del bambino. Per i periodi successivi ai sei mesi e dal 3° all’8° anno l’indennità economica spetta solo se non si supera un reddito imponibile IRPEF pari a due volte e mezza l’importo annuo del trattamento minimo INPS. Complessivamente i due genitori non possono superare il massimo di 10 mesi. 


    Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it
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    170 commenti:

    1. Buongiorno,

      sono appena stata assunta con tirocinio formativo dalla mia azienda con scadenza 30 novembre 2015. Qualche giorno fa ho scoperto di essere incinta di gia 2 mesi e mezzo e vorrei sapere se mi viene riconosciuta la maternità

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      Risposte
      1. Purtroppo NO!
        Un tirocinio formativo non prevede il versamento di contributi all'INPS quindi non da diritto ne all'indennità di disoccupazione ne all'indennità di maternità.-

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    2. Buongiorno avvocato,
      mi chiamo Daniele e desideravo info su maternità ed esattamente su interdizione anticipata rischio aborto. Mia moglie e' un'educatrice asilo nido c/o comune (contratto pubblico) con contratto a tempo determinato annuale scadenza 8 agosto 2015. Volevo sapere, per avviare la richiesta se bisogna rivolgersi ad un patronato (in caso quali documenti richiedono) oppure bisogna rivolgersi all'Amministrazione del Comune trattandosi di contratto pubblico.
      Cosa bisogna fare quando scade il contratto l' 8 agosto, se gli spetta la maternità obbligatoria fino ai tre mesi del bimbo e dopo eventualmente la disoccupazione?. La ringrazio anticipatamente per la Sua disponibilità, Daniele

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      Risposte
      1. Buongiorno avvocato,
        grazie ancora per la sua risposta.
        Le confermo che il medico ha riscontrato e certificato il rischio di aborto fino ad inizio della maternità Obbligatoria.
        Le chiedo un chiarimento riguardo le procedure: una volta fatta richiesta alla ASL ed ottenuto conferma, porto la documentazione al datore di lavoro (ente pubblico - Comune), dopo cosa devo fare? Si occupa di tutto l'Amministrazione anche dopo la scadenza del contratto (08/08/2015) e fino ad inizio obbligatoria oppure devo recarmi al patronato portando certificazione ASL, da subito (cioè prima di recarmi dal datore di lavoro facendo partire la pratica tramite patronato)?

        Grazie ancora, buona giornata
        Daniele.

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      2. Ciao Daniele!
        NO!
        Fino alla scadenza del contratto ci pensa l'amministrazione, ma alla scadenza tua moglie deve presentare all'INPS la domanda di pagamento diretto dell'indennità di maternità, è quindi il caso che si rivolga a un patronato per farsi seguire per tutto l'iter burocratico necessario successivamente.-

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    3. Buonasera Avvocato, mi chiamo Maria e volevo chiederle se ci possono essere dei problemi per quanto segue : Sono incinta al 9. Mese e la data del parto e' prevista per il 19 agosto. A causa di complicanze la dottoressa mi ha messo in gravidanza anticipata. Nel fratempo ho preso prima una settimana di mallatia e poi 7 gg di ferie cosi da richiedere poi la maternità il primo luglio ad un caf. Mi ha detto il consulente del lavoro che non potevo farlo senza il consenso del medico aziendale perché lui doveva fare una relazione particolare perché non ho fatto 2 mesi prima del parto la richiesta della maternità ma solo 1 mese e mezzo prima. Posso avere dei problemi adesso? E poi posso aggiungere i 14 gg di malattia e ferie ai 3 mesi di maternità? Grazie Maria

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      1. Ciao Maria!
        Non capisco!
        Se la data presunta parto è il 19 agosto tu dovesi essere in maternità obbligatoria dal 19 giugno, quindi per lavorare oltre tale data era necessario il consenso del medico aziendale per la maternità flessibile.-
        Comunque a questo punto se la maternità è partita il primo luglio, finirà il primo dicembre.-

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    4. Buongiorno Avvocato, lavoro presso un' azienda da maggio 2014 con i seguenti contratti: (25/5/2014-31/7/2014)~(02/09/2014- 31/7/2015). Adesso mi hanno comunicato che il prossimo contratto sarà:1/9/2015-31/12/2015. La mia domanda è:posso chiedere al gg 1 settembre la maternità che non ho fatto con la mia piccola di 2 anni ?quando ho partorito non ero sotto contratto. Ho partorito a maggio è ad agosto 2013 ho iniziato a lavorare con contatto indeterminato ed ho usufruito solo di 1 ora di allattamento. Inoltre nel caso in cui la risposta alla.mia domanda fosse positiva e il mio datore di lavoro decidesse di licenziarami, potrei agire per vie legali ?Grazie in anticipo. Cinzia

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      Risposte
      1. Ciao Cinzia!
        Purtroppo NO!
        Si ha diritto all'indennità di maternità solo per i 2 mesi prima del parto e i 3 mesi dopo il parto, con un contratto di lavoro in essere, quindi l'indennità non può essere richiesta successivamente.-

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    5. buongiorno dott.Censori, sono laura lavoratrice co.co.pro. in maternità obbligatoria fino al 07 settembre, allattando io la bimba posso chiedere l'astensione facoltativa dopo l'obbligatoria? o x il nostro tipo di contratto nn è prevista? se sì la devo chiedere sempre all'inps che eventualmente l'indennizza? cosa mi spetta di diritto maternità dopo l'obbligatoria?.
      grazie x la sua disponibilità

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      Risposte
      1. In caso di gravidanza la collaboratrice a progetto ha diritto, ai sensi dell’art. 66 del D.Lgs. 276/2003, alla sospensione del rapporto e alla proroga della scadenza del contratto di 180 giorni, a meno che il contratto stipulato con il collaboratore non contenga disposizioni a lui più favorevoli. Il D.M. 12/07/2007 ha poi esteso l’astensione obbligatoria dal lavoro per maternità anche alle collaboratrici a progetto. Il periodo in cui la collaboratrice deve astenersi dal lavoro, sono gli stessi delle lavoratrici dipendenti, ossia:
        - 2 mesi prima della data presunta del parto;
        eventuale periodo intercorrente tra data presunta ed effettiva del parto;
        - 3 mesi dopo la data del parto (è possibile attuare la c.d. “flessibilità” dell’astensione obbligatoria, che consente di assentarsi dal lavoro 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo);
        Per tutto il periodo di astensione obbligatoria (quindi compresa l’eventuale interdizione anticipata) spetta alla collaboratrice un’indennità pari all’80% del reddito medio giornaliero moltiplicato per tutte le giornate comprese nel periodo indennizzabile, a condizione che non vi sia iscrizione ad altra forma previdenziale obbligatoria e che nei 12 mesi precedenti il periodo indennizzabile vi sia stato accredito contributivo di almeno 3 mensilità.
        - E’ inoltre riconosciuto – a condizione che il rapporto di lavoro sia ancora in corso di validità – il diritto al congedo parentale (astensione facoltativa) per un massimo di 3 mesi e con un’indennità pari al 30% del reddito medio giornaliero moltiplicato per tutte le giornate comprese nel periodo indennizzabile.
        La domanda di indennizzo deve essere redatta su apposito modulo (disponibile sul sito INPS) prima dell’astensione dall’attività lavorativa e comunque entro 1 anno dal termine del periodo indennizzabile.

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    6. Salve,
      ho bisogno di capire come fare per chiedere l'assegno del comune per maternità in stato di disoccupazione. Sono cittadina italiana ho lavorato versando regolarmente i contributi fino a settembre 2014 e il parto in teoria avverrà il 1 agosto 2015, So che ho a disposizione 6 mesi per effettuare la richiesta dopo la nascita di mia figlia ma non so quali documenti servono e a chi rivolgermi per presentare la domanda. Grazie Sara

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      1. Ciao Sara!
        La domanda va presentata al Comune insieme alla certificazione ISEE, ti consiglio quindi di rivolgerti ai servizi sociali del tuo Comune di residenza per richiedere il relativo modulo ed informarti sull'iter burocratico da seguire.-

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    7. Buongiorno,
      mi chiamo Carla, come posso presentare domanda per il bonus bebè? Mi indica l'iter da seguire e i documenti necessari? Grazie

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      1. Ciao Carla!
        La domanda del bonus bebè va presentata all'INPS per via telematica dopo aver richiesto la nuova certificazione ISEE 2015, quindi o provvedi da sola o devi rivolgerti a un patronato con l'ISEE e il Tuo codice IBAN necessario per l'accredito.-

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    8. Gent.mo Avvocato,
      Anch'io mi complimento per le informazioni chiare e dettagliate che fornisce in modo totalmente gratuito agli utenti.
      Le chiedo alcune delucidazioni in quanto non ho ancora le idee chiare.
      Lavoro in un'azienda sanitaria da diversi anni (quasi 7) con un contratto a tempo determinato con rinnovo annuale e scadenza il 31 dicembre di ogni anno.
      Nel caso di un'eventuale gravidanza, per i tempi determinati, non funziona come per l'apprendistato che c'è il congelamento del contratto?
      Il tempo determinato, indipendentemente dalla gravidanza, scade comunque alla data stabilità dal contratto?
      Nel mio caso se avessi una gravidanza durante l'anno di rinnovo (es. con nascita a agosto/settembre) e dovessi rientrare al lavoro prima della scadenza del contratto (es. metà novembre/dicembre) potrebbero comunque decidere di non rinnovarmelo? Oppure se rientro entro i tempi stabili non potrebbero?
      Il rinnovo è sempre a discrezione del datore allo scadere del contratto, vero?

      La ringrazio infinitamente per le sue risposte

      Cordiali saluti

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      1. Ti ringrazio per i complimenti!
        - Purtroppo un contratto a tempo determinato scade comunque alla data stabilita, anche in caso di gravidanza.-
        - Il rinnovo di un contratto a tempo determinato è sempre a discrezione del datore di lavoro, quindi il fatto che ci sia stata una gravidanza e il periodo di maternità è cessato prima della scadenza, è ininfluente ai fini del rinnovo.-

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    9. In caso di mancato rinnovo del tempo determinato, con una gravidanza, potrei in tal caso chiedere la disoccupazione o la maternità? Come funziona?
      Ancora grazie

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      1. SI!
        In caso di mancato rinnovo del contratto avrai diritto all'indennità di maternità e all'indennità di disoccupazione.-
        La procedura dipende dallo stato di gravidanza alla data di scadenza del contratto, nel senso che se scade prima dell'inizio dell'ottavo mese di gravidanza, prima avrai diritto alla NASPI poi ai 5 mesi di maternità obbligatoria ed infine al periodo residuo di NASPI.-
        Se invece il contratto scade durante il periodo di maternità obbligatoria, prima avrai diritto all'indennità di maternità per il residuo dei 5 mesi e poi avrai diritto alla NASPI.-

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    10. Grazie mille per la celerità delle risposte e per la competenza

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      Risposte
      1. Ti ringrazio per i complimenti!
        Alla prossima!!!

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    11. Salve avvocato.
      Le vorrei rivolgere alcune domande, nella speranza di ricevere dei chiarimenti.
      Lavoro da anni per una cooperativa sociale con contratto co.co.pro, dall'1/11/2014 ho un contratto a tempo determinato con scadenza il 15/06/2015. il 7/04/2015 sono entrata in interodizione di maternita' anticipata (ero al 5 mese di gravidanza) e mi hanno fatto una proroga del contratto fino al 30/11/2015 per coprirmi l' intero periodo di maternita' obbligatoria ( i primi 2 mesi scadono il 28/08/2015, nonche' data presunta del parto, e i 3 mesi dopo scadono il 28/11/2015).
      Ovviamente rientrero' prima della scadenza del suddetto contratto, ma vorrei sapere se loro possono comunque non rinnovarmelo, anche se io rientrassi prima del termine.
      Oppure, posso chiedere la maternita' facoltativa prima della scadenza del contratto, il giorno dopo la fine della maternita' obbligatoria(esempio: obbligatoria finisce il 28/11/2015 e la facoltativa parte dal 29/11/2015).
      Con un contratto a tempo determinato di neanche un anno, sono consapevole di non avere chissa' quali diritti, ma una mia collega con un contratto a tempo determinato da tre anni(consecutivi) ha terminato la maternita' obbligatoria il 31/07/2015 e aveva la scadenza del contratto l'1/08/2015. Le hanno rinnovato il contratto a tempo indeterminato (perche' le spettava) con lo stesso monte ore del contratto precedente, quindi senza nessuna variazione, ma soprattutto, non e' stato necessario che lei rientrasse a lavoro.
      Mi chiedo e' possibile avere il rinnovo in questo modo? A me hanno fatto chiaramente capire che il mio si sarebbe "risolto" nel momento in cui non fossi rientrata, e addirittura di comunicare il mio eventuale rientro gia' i primi di ottobre per una questione organizzativa.

      La ringrazio per tutti i chiarimenti che sara' in grado di fornirmi.

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      1. Purtroppo un contratto a tempo determinato, alla scadenza il datore di lavoro non è obbligato ne a prorogarlo ne tanto meno a trasformarlo in contratto a tempo indeterminato, e ti è andata quindi bene che te lo hanno prorogato fino al termine della maternità obbligatoria.-
        Nel tuo caso quindi alla scadenza del contratto, che è anche la scadenza della maternità obbligatoria, se vuoi che ti venga rinnovato devi rientrare in servizio, oppure vai in disoccupazione.-

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    12. Buon giorno avvocato
      Sono una ragazza rumena lavoratrice in Italia a contratto indeterminato da più di 10 anni,adesso mi trovo in Romania per problemi di salute e da poco ho scoperto di essere incinta,la mia domanda e questa:se come e una gravidanza a rischio il certificato medico rumeno che atesta questa cosa tradotto e legalizzato in lingua italiana e valido per poter mandarlo al INPS e al datorie di lavoro che poi servirea anche per congedo di maternità anticipata,ho devo per forza viaggiare in Italia per accertamenti da parte de la ente italiana

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      1. Purtroppo non è sufficiente un certificato medico emesso dal ginecologo rumeno perché devi essere sottoposta a visita medica dal medico della ASL della Tua zona di residenza in Italia che dovrà confermare che nel Tuo caso si tratta effettivamente di una gravidanza a rischio, quindi devi ritornare in Italia.-
        Vorrei anche farti rilevare che se sei in malattia non potevi assolutamente ritornare in Romania e se il medico dell'INPS fa un controllo e non ti trova in casa perderai il diritto ad ogni indennità.-

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      2. Grazie per la riposta,Cordiali saluti

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      3. Buon giorno,la disturbo ancora una volta.lo so che per legge una persona non può stare in malattia più si 180 giorni,la mia domanda e:se ci sonno malattie che hanno un regime speciale tipo una malattia infezziosa come potrebbe essere il TBC e che necessita meno contatto con le persone come nel ambito del lavoro o quelli 180 giorni si applicano per tutte le malattie

        Grazie mille.

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      4. Purtroppo NO!
        Il limite dei 180 giorni di malattia vale per tutti i tipi di malattia, quindi una volta trascorso il suddetto termine si è a rischio licenziamento, anche se il datore di lavoro prima di procedere al licenziamento dovrebbe accertarsi se si tratta effettivamente di una malattia grave che necessita di tempi lunghi per la guarigione.-

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    13. Gentile Gianfranco
      Buonasera!
      Mi chiamo Bianca e sono un operatore socio-sanitario, lavoro presso una coop. sociale con contratto indeterminato di 36 ore settimanali.
      La mia domanda riguarda il congedo parentale a ore. Posso usufruire delle 3 ore di congedo giornaliero in modo non continuativo? Dico 3 ore in quanto ho capito che le ore devono essere pari alla metà delle 6 ore che svolgo normalmente al giorno. Le dico anche, che a volte ,le 6 ore lavorative vengono divise mattina e pomeriggio oppure 4-5 ore la mattina e 1,30-2 al pomeriggio. Quasi mai le 6 ore giornaliere vengono svolte in modo continuato. Le ho voluto fare un po il quadro lavorativo delle ore giornaliere.
      Grazie mille della risposta.
      Cordiali saluti.

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      Risposte
      1. Ciao Bianca!
        A CHI SPETTA:
        Il congedo parentale a ore può essere richiesto dai lavoratori dipendenti, genitori di un bambino che abbia fino ai dodici anni di età. Le stesse regole valgono anche per le situazioni di adozione e affidamento: in questo caso, i dodici anni si contano a partire dall’ingresso in famiglia del bambino.
        IL CONGEDO DURA SOLO PER MEZZA GIORNATA:
        L’utilizzo del congedo su base oraria si traduce, nei fatti, nella possibilità di astenersi dal lavoro per metà giornata. La circolare Inps, infatti, spiega che in mancanza di altre indicazioni frutto della contrattazione, “la fruizione nella singola giornata di lavoro è necessariamente pari alla metà dell’orario medio giornaliero”. La misura, per adesso, è disponibile solo fino a dicembre 2015, come stabilito dal relativo decreto del Jobs act. In realtà, il governo si è impegnato a rendere strutturale questa possibilità, ma l’ufficialità arriverà solo più avanti, con l’entrata in vigore del decreto sugli ammortizzatori sociali.-
        COME FARE RICHIESTA:
        Le domande di congedo parentale a ore possono essere inoltrate attraverso il sito dell’Inps, nella sezione “Domande di maternità online”. A questo fine, è possibile anche servirsi del contact center dell’istituto 803164 o dei patronati. La richiesta va presentata al datore di lavoro almeno due giorni prima del congedo. In una prima fase di transizione, la domanda sarà relativa al singolo mese. Quindi se si vuole fare richiesta di congedo da settembre ad ottobre, bisognerà presentare due richieste distinte. Sempre in questa fase iniziale, sarà possibile fare domanda per giornate antecedenti all’inoltro della richiesta.

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    14. Caro avvocato, il mio quesito riguarda la possibilità di ottenere l'esonero dai turni notturni per una infermiera che non è sposata, ma convivente con il padre del figlio che ha riconosciuto il bambino, di età inferiore a 12 anni. Ho letto l'art. 11 del dlgs 66/03 ma volevo sapere se la figura di genitore unico affidatario, è deciso dal tribunale per i separati o è sufficiente non essere sposati per essere riconosciuti tali. Grazie

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      1. La figura del genitore unico affidatario è decisa dal tribunale per i separati in apposita sentenza.-

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    15. Caro avvocato,
      Avrei bisogno di un aiuto
      Una settimana prima dal mio rientro in ufficio, mi trovo una lettera del datore di lavoro chiedendomi per scarsa attività lavorativa di cambiare il mio contratto di lavoro da full a part time 50%
      Inoltre di rimanere a casa per finire tutte le ferie per un problema di bilancio
      1- può cambiare il mio contratto?
      2- se mi rifiuto di accettare che mi succede?
      3- le ferie quelle dell'anno precedente mi ero già messo d'accordo con lui per farle a dicembre, quelli. Di quest'anno li devo fare per forza?
      Mi vuole incontrare per sapere che cosa ho deciso, che devo fare
      La storia lo fatta molto breve perché ci sono tanti altri aspetti
      Se lo ritiene opportuno gliela racconterò
      Aspetto le sue risposte, grazie mille
      Ps contratto tempo indet

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      1. - NO! La modifica di un contratto può essere effettuata solo con il consenso di ambo le parti, non può essere quindi imposta dal datore di lavoro.-
        - Se ti rifiuti, il contratto non potrà essere modificato, quindi dovrà rimanere quello in essere.-
        - La normativa prevede che le ferie o vengono concordate tutte all'inizio dell'anno o in caso contrario per la metà può decidere il datore di lavoro e per l'altra metà può decidere il lavoratore.-

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    16. Buongiorno avvocato
      Ho un contratto agricolo a tempo determinato di 152 giornate con scadenza dicembre2015
      Adesso sono incinta e dovrei andare in maternità a febbraio 2016
      Volevo sapere se mi tocca la maternità o no
      Posso fare domanda all inps a febbraio
      Grazie

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      1. Ciao Maura!
        Maternità dopo scadenza contratto:
        Entro 60 giorni tra scadenza contratto e inizio ottavo mese di maternità, si ha diritto a 5 mesi di indennità di maternità.-

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    17. Salve e Complimenti veramente per il servizio.
      Mi chiamo Andreea, lavoro con Contratto di Apprendista professionalizzante presso un Negozio di vendita Materiali edili mentre prima ero stata lavoratrice dipendente part-time presso altro negozio Sono in stato interessante e purtroppo anche in gravidanza a rischio. Il contratto è a termine e cessera' il 31.10.2015. Volevo sapere:
      1) Il datore per procedere al licenziamento deve aspettare l'anno di vita del bambino oppure essendo un contratto a termine cessa automaticamente?
      2) La data presunta del parto è il 02 Febbraio 2016 la gravidanza a rischio continuera' a pagarla l'INPS?
      3) Ho diritto alla maternita' visto che al momento del parto non risultero' assunta?
      4) Oppure dovro' richiedere la Naspi e poi sospenderla durante la gravidanza?
      Mi puo' dare il consiglio migliore.
      Grazie
      Andreea

      RispondiElimina
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      1. Ciao Andreea!
        - Purtroppo essendo un contratto a termine al 31/10/2015 cesserà comunque anche se sei in gravidanza.-
        - Se la gravidanza a rischio ti verrà riconosciuta e convalidata dalla ASL, alla scadenza del contratto l'indennità di maternità anticipata ti verrà corrisposta direttamente dall'INPS alla quale seguirà l'indennità di maternità obbligatoria.-
        - Alla scadenza della maternità obbligatoria avrai diritto alla NASPI.-

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    18. Buonasera, mi chiamo Elena e volevo chiedere alcune info riguardo l'allattamento in costanza di maternità facoltativa.
      Sono una lavoratrice dipendente con contratto full-time a tempo indeterminato presso un'azienda metalmeccanica: sono attualmente in maternità facoltativa (ho partorito a metà marzo 2015) e dovrei rientrare al lavoro ai primi di ottobre 2015.
      Ho concordato col mio datore di lavoro di lavorare al mattino 4 ore e di fare 2 ore di allattamento + 2 ore di maternità facoltativa.
      Il mio datore di lavoro ha espresso alcuni dubbi (che dovrà però chiarire col consulente del lavoro aziendale) sulle 2 ore di allattamento giornaliere in quanto afferma che forse avrò diritto solo ad un'ora xché lavorerò solo 4 ore al giorno...
      A mio parere si deve far riferimento al mio orario contrattuale, che resta full-time 8 ore al giorno, per cui le ore di allattamento saranno due giornaliere, anche se la mia giornata per qualche tempo sarà articolata come sopra esposto.
      Per cortesia potrebbe confermare la mia versione, o almeno chiarirmi se avrò diritto a due ore di allattamento piuttosto che solo una? In questo modo potrò farmi un'idea di quanta facoltativa utilizzare.
      La ringrazio.
      Cordiali saluti, Elena.

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      Risposte
      1. Ciao Elena!
        La normativa prevede quanto segue:
        La lavoratrice dipendente ha diritto fino all’anno di vita del bambino e nel caso di adozioni o affidamento, entro un anno dalla data di ingresso del minore in famiglia a:
        - 2 ore al giorno di riposo per allattamento se l'orario di lavoro è pari o superiore alle 6 ore giornaliere;
        - 1 ora al giorno di riposo per allattamento se l'orario stesso è inferiore alle 6 ore;
        Questo significa che le ore di allattamento sono legate all'orario di lavoro contrattuale.-

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    19. Salve e grazie per il vostro servizio.
      Mi chiamo Raffaella. Sono una apprendista Commessa presso un negozio Da maggio 2012. Il Contratto di apprendistato era di 36 mesi e cessava quindi automaticamente a Maggio 2015. Da fine Agosto 2014 non sto lavorando in quanto sono stata in Maternita' e per 6 mesi in congedo parentale poi. Nel mese di Maggio 2015 il datore di lavoro mi ha comunicato verbalmente di aver prorogato il contratto perchè non avevo terminato il periodo di Apprendistato, poi invece mi ha detto perche' il bambino doveva compiere l'anno. Da circa due mesi ho saputo di essere di nuovo in stato interessante e purtroppo le cose non vanno cosi' bene costringendomi a stare a letto. Dal canto suo il datore di lavoro (lo capisco) non l'ha presa tanto bene. Le mie domande sono?
      - La proroga è fino al 15 Ottobre 2015, a questa data il contratto cesserà automaticamente, oppure visto che non ho finito il periodo di Apprendistato poichè sono stata assente per Astensione facoltativa e Congedo Parentale ed ora per maternita' anticipata non potrà farlo ed i mesi per questo tipo di assenza prorogheranno automaticamente il contratto fino a quando non cesserò il percorso completo di apprendistato? Altrimenti il contratto di apprendistato non è nullo?
      A supporto di questa tesi ho trovato il parere della Fondazione Studi del CDL:
      Nell’ipotesi di astensione obbligatoria e/o facoltativa dal lavoro, la Fondazione studi - supportata anche dal messaggio dell’Inps n. 6827 del 9 marzo 2010 - ha sottolineato come il rapporto di lavoro debba subire uno slittamento di durata pari a quella della sospensione in questione, in quanto i periodi summenzionati non possono essere computati ai fini della durata del rapporto di apprendistato. La decisione è imposta dal fatto che la formazione dovuta al lavoratore - contenuta nell’obbligazione negoziale e finalizzata a far conseguire la qualifica al lavoratore - potrebbe non risultare completa laddove il rapporto di apprendistato avesse una durata effettiva più breve di quanto previsto ab origine.
      Da quanto ho capito lo slittamento è un obbligo e non una facolta’ . E’ cosi’?
      - In caso mi dovesse licenziare invece, avro' diritto alla maternita' anticipata visto che sono un'Apprendista?
      Grazie

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      1. Ciao Raffaella!
        - SI! Lo slittamento nel tuo caso è previsto dalla legge quindi è un obbligo e non una facoltà del datore di lavoro.-
        - SI! Se vieni licenziata dopo che è stata riconosciuta la maternità anticipata, avrai diritto al periodo residuo di maternità anticipata e a quella obbligatoria pagate direttamente dall'INPS.-

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    20. Buongiorno gentillissimo Avvocato
      Sono in disoccupazione adesso dopo aver fatto fino alla matermità facoltativa. Mio bimbo a appena compiuto 1 anno. il centro per l'impiego mi ha chiamato dicendomi di venire per un colloquio di 15 minuti. Solo che al momento, non avendo nessuno che mi possa tenere il bimbo, sono costretta a stare con lui per almeno 1 anno ancora.
      La mia domanda è come mi dovrei comportare con il centro per l'impiego dato che non posso ancora dare la mia disponobilità.
      Grazie
      Cordialità!

      RispondiElimina
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      1. Non c'è problema!
        Al colloquio al Centro per l'Impiego devi semplicemente comunicare quelle che sono le Tue esigenze, e quindi che al momento non sei interessata a trovare un nuovo lavoro.-

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    21. Buongiorno Avvocato,
      le scrivo per un informazione da lavoratore del CAF.
      Una donna iscritta ad una cassa professionale (commercialista, avvocato, medici) che prende un'indennità per la maternità, può richiedere anche la maternità del comune. ho letto sul sito del comune di torino che l'unico requisito richiesto è quello di non percepire somme previdenziali da parte dell'INPS. è corretto? La ringrazio. Cordialmente.

      RispondiElimina
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      1. NO!
        Se la donna prende un'indennità per la maternità, che per le lavoratrici autonome significa 5 mesi di indennità da parte dell'INPS dopo il parto, non può richiedere anche l'assegno del Comune.-

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    22. Ciao Gianfranco,
      volevo sapere per favore, se nel mio caso che sono pensionata Ex Inpdap, dal 2003, posso farmi accreditare la maternità avuta al di fuori del rapporto di lavoro ? o è ormai troppo tardi ? Grazie Mille

      RispondiElimina
      Risposte
      1. Ciao Sara!
        Purtroppo NO!
        L'accredito contributivo della maternità avuta al di fuori del rapporto di lavoro può essere richiesto all'INPS/INPDAP solo prima del pensionamento.-

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      2. Salve, le spiego la mia situazione sono al 3mese di gravidanza, ho presentato al datore il certificato gravidanza, però mi è stato detto che è incompleto per rimanere a casa, nel frattempo porto un documento del D. P. L che il datore deve compilare (cioè che attesti che il lavoro è a rischio)dopo 15 giorni non ricevo ancora risposta, la domanda è questa quanto tempo devo aspettare, in che modo, che l'azienda si decida nella compilazione del modulo lavoro rischio?

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      3. Se il Tuo lavoro è a rischio non lo decidi Tu ma il tuo datore di lavoro, che potrebbe eventualmente anche cambiarti mansione, quindi devi verificare con l'azienda come intendono procedere.-

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    23. Buongiorno Avvocato,
      sono una dipendente a tempo indeterminato. Lavoro come autista soccorrittrice in ambulanza. Sono alla seconda maternità (il secondo bimbo è arrivato dopo tre mesi dal parto, quindi non ho ricominciato a lavorare tra l'uno e l'altro). Attualmente sono in maternità facoltativa ancora per sei mesi. Alla scadenza della maternità avrò la necessità di licenziarmi per seguire i miei bimbi (uno di tre mesi e l'altra di sedici mesi).
      So che devo far convalidare le dimissioni dall'ispettorato del lavoro. Ho letto che avrei diritto alla disoccupazione se mi licenzio entro anno del bambino... le settimane necessarie per la disoccupazione...vengono conteggiate nel mio caso negli ultimi 4 anni di lavoro?
      Mi potrebbe dire qual'é la trafila da fare... Nel senso: non si capisce bene se devo o non devo dare preavviso? Quanto tempo prima rispetto il termine della maternita facoltativa devo dare comunicazione per raccomandata al datore di lavoro? C'è un modulo da compilare all'ispettorato del lavoro?
      Dunque dovrei fare prima la lettera di dimissioni al datore di lavoro, poi portare all'ispettorato a firmare, poi chiedere disoccupazione all'inps? In ultimo devo comunque iscrivermi al centro per impiego vero??
      Ho proprio bisogno di capire le tempistiche e la sequenza in cui far pervenire la diversa documentazione e se ne ho diritto
      Grazie infinite!

      RispondiElimina
      Risposte
      1. Ciao Sara!
        - Al termine della maternità facoltativa o presenti le dimissioni o devi rientrare in servizio.-
        - Se presenti le dimissioni entro l'anno d'età del bambino, la lettera di dimissioni con effetto immediato, quindi senza preavviso, deve essere convalidata dall'Ispettorato del lavoro e presentata poi al datore di lavoro.-
        - Nei giorni successivi dovrai poi presentarti al Centro per l'Impiego per l'iscrizione e presentare poi la domanda di NASPI all'INPS che potrà durare al massimo per la metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni.-

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      2. Grazie infinite Avvocato per le esaurienti risposte!
        Posso solo chiederle ancora un chiarimento.
        - Quindi secondo lei posso far sapere in via amichevole al datore di lavoro prima la mia decisione..per potersi organizzare senza di me?
        - C'è qualcosa di particolare da scrivere nella lettera di dimissioni da portare all'Ispettorato?
        - Per quanto riguarda le settimane lavorate negli ultimi 4 anni ...fanno conto anche le settimane di maternità anticipata per lavoro a rischio, obbligatoria e facoltativa?
        - Invece al centro per impiego dovrebbero avere tutto loro circa la mia posizione lavorativa...giusto? Io gli dico solo che voglio riscrivermi alle liste e gli farò vedere le motivazioni delle dimissioni?
        Grazie di nuovo!

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      3. Ciao Sara!
        - SI! Puoi informare preventivamente il Tuo datore di lavoro.-
        - NO! Non devi scrivere niente di particolare nella lettera di dimissioni, o magari "per esigenze di carattere familiare".-
        - NO! Le settimane di maternità non contano ma consentono di retrocedere il quadriennio del periodo corrispondente.-
        - SI! Al centro per l'impiego devi semplicemente portare la lettera di dimissioni e richiedere l'iscrizione alla lista dei disoccupati.-

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    24. Buona sera avvocato!! Sono rumena con residenza in Italia da tanti anni. Lavoro in regola a tempo indeterminato dal 2008 full -tim e da maggio par-time. In questo momento sono incinta in quinto mese e ancora lavoro finché non vado in maternità obbligatoria.Dopo aver fatto la domanda di maternità avrei intenzione di andare in Romania e partorire la,passare la mia maternità in Romania lasciando il conto corrente aperto qui in Italia e tutto il resto così com'e adesso,per poi tornare in Italia. Volevo sapere e possibile fare questo ho rischio di perdere la maternità?!se è possibile come mi devo comportare?! Basta il certificato di nascita rumeno multilingue e legalizzato per portarlo subito dopo il parto al inps e al datore di lavoro ho devo venire subito io entro 30 giorni dalla nascita,in Italia a fare il codice fiscale al bambino
      Voglio precisare che io comunque torno ma non posso venire con il bambino appena nato devo aspettare che ha almeno qualche settimana.Non so come posso fare subito dopo aver partorito.Pensavo di far venire mio marito e portare il certificato di nascita rumeno legalizzato però la mia domanda è basta quello? può venire solo lui,può fare lui il codice fiscale al bambino .Spero che sono stata abbastanza chiara.grazie aspetto una risposta

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      1. Ciao Mihaela!
        SI!
        Dopo aver presentato all'INPS la domanda di maternità obbligatoria puoi andare in Romania per il parto, e l'INPS ti pagherà fino alla data presunta del parto.-
        Dopo il parto, con il certificato di nascita rumeno legalizzato, al tuo ritorno in Italia, richiederai il codice fiscale del bambino e presenterai all'INPS la domanda per il pagamento della maternità per i 3 mesi dopo il parto.-
        Purtroppo è una pratica che non puoi delegare a Tuo marito.-

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    25. Buongiorno avvocato, avrei una domanda da porle.
      Mia moglie aveva un contratto a progetto con scadenza 31.07.15; a fine maggio abbiamo scoperto di aspettare un bambino e, lavorando in un asilo nido, ha dovuto avvisare subito la sua datrice che ha avviato le pratiche per ottenere dall'ispettorato la certificazione per la maternità anticipata in quanto lavoro a rischio. L'ispettorato del lavoro ha convalidato la richiesta ma solo fino alla scadenza del contratto (Quindi fino al 31 luglio 2015). La domanda è la seguente: posto che per il mese di luglio la situazione sembra chiara, a mia moglie spetta la maternità anticipata per il periodo in cui rimane senza contratto (quindi da agosto 2015) oppure le spetta solo la maternità obbligatoria (2 mesi prima del parto e 3 mesi successivi) che partirà da inizio dicembre?
      La ringrazio anticipatamente
      Emanuele

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      1. Ciao Emanuele!
        Alla scadenza del contratto Tua moglie dovrà presentare all'INPS la domanda di pagamento diretto prima della maternità anticipata per il periodo residuo e successivamente per il periodo di maternità obbligatoria.-

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    26. Gentile avvocato, ho lavorato in un progetto di scuola primavera fino al giugno 2015 e la mia domanda di disoccupazione è stata accolta per giorni 232. Mio figlio è nato il 5 settembre e ho fatto domanda di maternità all'inps....ora mi hanno nominata per una supplenza a scuola per tre giorni e mi hanno detto che devo accettare perchè mi riconosceranno l'astensione obbligatoria. Cosa fare? Grazie infinite spero di avere una risposta quanto prima dato che devo decidere presto. Ancora tante tante grazie Rossella

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      1. Ciao Rossella!
        Tu devi comunicare alla scuola che sei nel periodo di maternità obbligatoria, e che quindi per legge non puoi svolgere alcuna attività lavorativa, riservandoti eventualmente di fornire tutta la documentazione che ti venga richiesta a riprova.-

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      2. Grazie della sua risposta...ma l'operatore del mio sindacato telefonicamente mi ha detto che non aveva ancora inoltrato la domanda di maternità all'inps e si è arrabbiato dicendo che non posso lavorare...mentre la scuola mi dice che devo accettare la nomina e contemporaneamente comunicando la mia maternità, questo mi dà diritto alla astensione obbligatoria e dunque ad una indennità al 100% per i tre giorni di lavoro e all'80% di indennità fuori nomina fino al 12 dicembre data presunta del parto . Quindi perchè il sindacalista si è arrabbiato? Ma chi mi pagherà l'Inps o la scuola?GRAZIE AVVOCATO CENSORI solo lei mi può sciogliere i dubbi.

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      3. Ciao Rossella!
        I Tuoi dubbi può scioglierli solo il tuo sindacalista, ti consiglio quindi di seguire "scrupolosamente" le sue disposizioni, a prescindere pertanto da quello che ti dice la scuola.-

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    27. Salve, avvocato. Volevo sapere se mia moglie che lavora part time a sei ore con parto gemellare. Quante ore dovrà lavorare al giorno fino al primo anno di età dei bimbi.grazie

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      1. RIPOSI ALLATTAMENTO
        La lavoratrice dipendente ha diritto fino all’anno di vita del bambino e nel caso di adozioni o affidamento, entro un anno dalla data di ingresso del minore in famiglia a:
        - 2 ore al giorno di riposo per allattamento se l'orario di lavoro è pari o superiore alle 6 ore giornaliere;
        - 1 ora al giorno di riposo per allattamento se l'orario stesso è inferiore alle 6 ore;
        I riposi per allattamento si raddoppiano nei casi di:
        - adozione o affidamento di 2 o più bambini, anche non fratelli, entrati in famiglia anche in date diverse;
        - parto gemellare o plurimo.

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    28. Grazie mille per la risposta chiara ed esaustiva. Mi scusi sono domenico

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    29. Gent.mo Avvocato Censori,
      Volevo porle un ulteriore domanda.
      Volevo sapere se gli assegni familiari e le detrazioni per figli a carico sono/si ottengono nel medesimo modo. Nel senso il mio compagno (con cui non siamo ancora sposati....causa altre problematiche burocratiche... ma ho il vestito da sposa che mi attende!) lavora all'estero e dunque percepisce lui gli assegni familiari per i due piccoli. Mia suocera mi diceva che secondo lei sono due aspetti separati. Ma mi sembra di aver capito che le detrazioni irpef quest'anno si richiedono con il documento degli assegni familiari...o mi sbaglio? grazie infinite!

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      1. Ciao Sara!
        Le detrazioni fiscali sono tasse in meno da pagare e riguarda l'erario, mentre gli assegni familiari sono un sostegno al reddito e riguarda l'INPS, quindi sono due questioni separate.-
        Gli assegni familiari per i figli li può richiedere solo un genitore con il consenso dell'altro, mentre le detrazioni fiscali le può richiedere o al 100% il genitore con il reddito più elevato o entrambi i genitori al 50% ciascuno.-

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    30. Buonasera avvocato.
      mi scusi disturbo ma sono un po confusa via del mio contratto e naturalmente busta paga. Ho contratto tipologia colf livello cs a tempo indeterminato. Facio badante noturna 26 o 27 notti al mese (4riposi mensili) 13ore x notte con stipendio 1300 euro mensili. Nella busta paga è scritto che faccio ore ordinarie 160.00 paga base 710.00 superminimo assorbibile 641,94 e una festivita che dire vero lavoro tutte le feste e domeniche.in un mese faccio 338ore mensile e non ho un riposo settimanale xche avolte faccio 10-14 notti sensa riposolavoro dalle 19 alle 8 del mattino. vorrei chiedere gentilmente se mia busta paga è corettaa e ore che faccio sono giuste.miei riposi sono di 35 ore cioe es. finisco venerdi alle 8 del mattina e comincio sabato alle 19. è cosi che funziona? grazie della disponibilita. cordiali saluti

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      1. Il contratto prevede per un livello CS Assistenza a persone non autosufficienti, una paga mensile di 1.102,36 euro + 13/ma + TFR + 26 giorni di ferie + vitto e alloggio + contributi, per un orario di lavoro di 54 ore settimanali.-
        Questo significa che devi lavorare solo 54 ore settimanali, e le eventuali ore lavorate in più debbono essere retribuite come straordinari.-

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    31. Buonasera avvocato.
      Avrei una domanda da farle.
      Le spiego la mia situazione lavorativa.
      Lavoro da 4 anni in una cooperativa (CCNL Metalmeccanici) a tempo indeterminato. Da un paio di anni, il mio orario di lavoro è stato modificato per esigenze aziendali. Da 40 ore settimani (full time) è passato inizialmente a 20 ore (part time) e poi da circa un anno a 28 ore (sempre part time). Quest'ultimo però, è a scadenza, ogni tot mesi me lo rinnovano.
      Ora il mio ultimo rinnovo scade il 31/12/2015.
      Poichè sono in dolce attesa e a metà dicembre dobbiamo trasferirci in altra sede lontana da casa circa 60 km, andrò in maternità anticipata poichè il mio ginecologo mi ha detto che a queste condizioni, andare a lavoro durante una gravidanza, non è possibile.
      La mia domanda a questo punto è ... a scadenza orario part time 28 ore, ovvero il 31/12 e poichè andrò in maternità anticipata a metà dicembre, possono modificarmi il contratto e passarmi dinuovo a 20 ore settimanali o l'azienda deve rinnovarmi obbligatoriamente a 28 ore? La ringrazio anticipatamente per la risposta.
      Saluti Roberta

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      1. Ciao Roberta!
        Il problema è un altro!
        Anche se sei in maternità anticipata il datore di lavoro non è obbligato per legge a rinnovarti il contratto in scadenza, quindi alle conclusioni puoi arrivarci da sola.-

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      2. Grazie della risposta avv.
        Beh quindi sicuro lo rinnoveranno a 20 ore settimanali viste le condizioni economiche in cui versa l'azienda.
        Non mi resta che parlare con il responsabile e vedere se può comunque rinnovarlo a 28 ore visto che paga l'Inps e non l'azienda.
        Grazie ancora e buona serata

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      3. Buongiorno avv.
        avrei un'altra domanda da porle. Ho letto che l'INPS paga l'80% dell'ultimo stipendio percepito prima della maternità, anticipata o regolare. Quindi la mia domanda è la seguente, se vado in maternità il prossimo mese, percepisco comunque l'80% dello stipendio di novembre per tutto il periodo di maternità anche se al 31/12 mi riducono le ore di lavoro?
        Grazie ancora
        Saluti Roberta

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      4. Ciao Roberta!
        - SI! In effetti, almeno per le durata del periodo di maternità potrebbero rinnovarti il contratto a 28 ore.-
        - Purtroppo NO! Il calcolo dell'indennità di maternità viene fatto sull'ultimo stipendio se l'orario di lavoro contrattuale rimane invariato, altrimenti l'importo viene ridotto proporzionalmente, in quanto ti pagherà comunque l'azienda in base alle segnalazioni che farà all'INPS.-

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    32. Buonasera avvocato, avrei una domanda da porle..
      sono in maternità facoltativa fino al 12.02.16, il mio contratto di apprendistato scadeva il 10.10.15. Ora nella mia busta paga compare la dicitura contratto sospeso fino al 12.02.16.. Potrebbe spiegarmi il significato? A quanto ne so, essendo apprendista, la durata del contratto dovrebbe prolungarsi in base a quanto tempo io non ho lavorato. Da questa nuova dicitura purtroppo pero non riesco a comprendere il futuro del mio contratto. Grazie mille in anticipo per la risposta, Saluti.

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      1. Purtroppo NO!
        La maternità obbligatoria prolunga il contratto, quella facoltativa no, quindi il Tuo contratto cesserà alla scadenza della maternità facoltativa, cioè il 12/02/2016.-

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    33. Buonasera Avvocato.sonno una ragaza moldava,sonno in maternitta obligatoria si comme devvo tornare a lavorare il 2 di dicembrie perro non o con chi lasciare il bambino,mi devo licenziarmi ho posso fare la domanda di dimissione fin ad un anno del bambino?dopo posso fare la domanda di disocupazione??lavoro comme golf preso una famiglia con contrato a tempo indeterminato da piu di 3 anni.grazie per la risposta!

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      1. Le dimissioni per il diritto all'indennità di disoccupazione devono essere convalidate dall'Ispettorato del lavoro, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti assistere per tutto l'iter burocratico necessario.-

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    34. Buonasera avvocato, sono una cameriera a tempo indeterminato part-time anche se le mansioni che svolgo sono molteplici e pesanti, avanzo sei mesi di stipendi e ho scoperta di essere in cinta, ho sentito che per far partire la maternità devo avere tutti gli stipendi arretrati, so già che farà storie e non me li darà nel frattempo che dovrei fare? sarebbe impossibile lavorare li con una situazione del genere, devo farmi dare per forza malattia finche non mi rende gli stipendi? E quanto tempo ha per darmeli? Grazie mille

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      1. Il problema nel tuo caso non è solo per gli stipendi ma soprattutto per i contributi da versare all'INPS, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    35. Buonasera avvocato! Il 10 di dicembre mi finira' il periodo di congedo parentale. In poche parole il datore di lavoro mi aveva chiesto di firmare un periodo di aspettativa fino al primo anno di vita del bambino e che dopo veró licenziata perché nel fra tempo ci sono stati dei cambiamenti in azienda. La domanda é se anche dopo tre mesi di aspettativa non retribuita avró diritto alla disoccupazione? Se mi licenziassi da sola ne avrei diritto? Grazie mille.

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      1. Ciao Vera!
        Le dimissioni per il diritto all'indennità di disoccupazione devono essere convalidate dall'Ispettorato del lavoro, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti assistere per tutto l'iter burocratico necessario.-
        Non c'è motivo per cui tu debba richiedere 3 mesi di aspettativa non retribuita, perché il datore di lavoro è obbligato per legge a farti rientrare in servizio fino al compimento di un anno d'età del bambino.-

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      2. Grazie avvocato! Chiedere le dimissioni mi fa paura ma dovró farlo! Mi tolga comunque questo dubbio che non ne ho la certezza, aspettativa non retribuita da diritto all' indenitá di disoccupazione? Se non vengono versati i contributi durante questo periodo? Grazie ancora.

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      3. Ciao Vera!
        A mio modesto avviso, richiedere un periodo di aspettativa non retribuita ha senso solo se al termine della stessa si intende rientrare in servizio.-
        Infatti nel periodo di aspettativa non retribuita non matura la paga, non matura la tredicesima e quindi non maturano nemmeno i contributi.-
        Per quando riguarda l'indennità di disoccupazione, uno dei requisiti per il diritto alla NASPI è che sono necessarie almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.-

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    36. Buongiorno vorrei sapere una cosa,io finisco la maternità obligatoria il 14/12 dopo d che mi parte la facoltativa.quindi x il mese d dicembre mi verra pagato tutto il mese d obligatoria o solo metà?grazie

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      1. Per il mese di dicembre ti verrà pagata l'indennità di maternità obbligatoria fino al 14 per intero, mentre dal 15 in poi il congedo parentale di importo ridotto.-

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    37. Egr. Dott. Censori,
      Per richiedere l'accredito figurativo dei contributi per i periodi di maternità verificatisi al di fuori del rapporto di lavoro, è sufficiente compilare il modello AP101 e inviarlo, corredato da copia del documento di identità, alla mia sede INPS di appartenenza tramite raccomandata A/R, oppure bisogna utilizzare la procedura on line?
      La ringrazio anticipatamente per la risposta.
      Giovanna

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      1. Ciao Giovanna!
        L'INPS non accetta più la documentazione cartacea, quindi anche per l'accredito figurativo dei contributi di maternità, bisogna utilizzare la procedura on line.-

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    38. Salve Dottore volevo sapere se c'è differenza tra assegno di maternità di stato e quella dei comuni. Mi sembra di aver capito che per quanto riguarda quella di stato, l'accettazione della richiesta non dipende da una soglia Isee.

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      1. L'assegno di maternità dello Stato è una prestazione previdenziale a carico dello Stato erogata e concessa direttamente dall'Inps.
        L'assegno di maternità dei Comuni è una prestazione assistenziale concessa dai Comuni ed erogata dall'Inps in presenza di determinati requisiti reddituali.
        Assegno di maternità dello Stato
        se lavoratrice, deve avere almeno 3 mesi di contribuzione per maternità nel periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi precedenti il parto o l'effettivo ingresso del bambino in famiglia in caso di adozione
        L'importo dell'assegno, per le nascite avvenute nel 2014 e per gli affidamenti preadottivi e le adozioni dei minori il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2014, è pari a Euro 2.082,08 (misura intera).
        Assegno di maternità dei Comuni
        L'assegno non è cumulabile con altri trattamenti previdenziali fatto salvo l'eventuale diritto a percepire dal Comune la quota differenziale e spetta:
        alle cittadine italiane
        alle cittadine comunitarie
        alle cittadine extracomunitarie in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo purché residenti in Italia.
        Il diritto all'assegno compete in presenza di determinati requisiti reddituali la cui verifica compete al Comune di residenza.
        L' importo dell'assegno e il requisito reddituale, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e adozioni senza affidamento avvenuti nell'anno 2014, sono i seguenti:
        assegno di maternità (in misura piena) = Euro 338,21 mensili per complessivi Euro 1.691,05 (Euro 338,21 X 5 mesi)
        indicatore della situazione economica (I.S.E.) con riferimento ai nuclei familiari con tre componenti = Euro 35.256,84.-

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    39. Buonasera Dr.Censori,
      Mi servirebbe cortesemente un chiarimento riguardo la mia situazione.
      Il mio contratto di lavoro a tempo determinato scade il 24.12.2015.
      Tra quindici giorni se la gravidanza procede, verrà certificata la maternità a rischio.
      Posso fare domanda all' INPS per la maternità anticipata oppure devo richiedere la Naspi perché la maternità non mi spetta?
      La ringrazio e La saluto.

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      1. Nel Tuo caso prima dovrai presentare all'INPS la domanda di NASPI, poi se ti verrà riconosciuta la maternità a rischio presenterai la domanda di maternità anticipata prima e obbligatoria poi, interrompendo la NASPI.-

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      2. La ringrazio.
        Se così dovesse andare, alla fine della maternità obbligatoria, si riattivera' la Naspi, giusto?
        Saluti.

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      3. SI!
        Alla fine della maternità obbligatoria si riattiverà la NASPI per il periodo residuo.-

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    40. buongiorno vorrei chiedere se i 5 giorni all'anno di assenza non retribuita per assistere il figlio malato di età tra i 3 ed gli 8 anni (art 47 c.2 dlg 151/2001 e l.1204/71 art.7 c.4) sia soggetta a riprorzionamenti nei casi di assunzione in corso d'anno, assenza per aspettativa in corso d'anno, part time oppure sia sempre e comunque fissa 5 giorni per ogni figlio. Grazie

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      1. E' possibile richiedere i 5 giorni all'anno di assenza non retribuita per assistere un figlio malato, anche se si viene assunti nel corso dell'anno, anche con aspettativa in corso d'anno, ed anche con un rapporto di lavoro part-time.-

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    41. Buonasera Dottore,
      volevo chiederle delle delucidazioni riguardo il mio contratto di lavoro.
      Sono stato assunto a Luglio con contratto di sostituzione maternità riportante scritto il Nome e Cognome della lavoratrice che sto sostituendo.
      Il contratto con scadenza fine novembre, mi è stato rinnovato fino al 31 luglio 2016.
      Siccome la lavoratrice rientrerà a marzo, vorrei sapere se il mio contratto decadrà o potrà continuare ugualmente fino a scadenza.
      Grazie mille.
      Daniele.

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      1. Ciao Daniele!
        Di solito in un contratto di sostituzione maternità non viene indicata una scadenza, perché il datore di lavoro non può sapere in anticipo la data di rientro in servizio della lavoratrice, quindi se nel Tuo caso è stata indicata vuol dire che rimarrai in servizio fino alla scadenza anche se la lavoratrice rientrerà prima.-

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    42. Salve Dottore, ho dato le mie dimissioni volontarie e ho terminato il mio rapporto di lavoro il 31/12/2015. Oggi ho scoperto di essere incinta. Posso aver diritto alla disoccupazione? Grazie

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      1. Purtroppo NO!
        Si ha diritto all'indennità di disoccupazione solo in caso di licenziamento o di scadenza del contratto e non in caso di dimissioni volontarie.-

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    43. Salve sono un datore di lavoro per parrucchiere .. la mia dipendente è in attesa... giustamente mettendosi in maternità dovrei lavorare da solo quindi per me retribuirla mi è impossibile ... può fare qualcosa tramite inps ..

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      1. L'indennità di maternità è a carico dell'INPS, quindi o provvedi Tu portando in detrazione l'indennità dai contributi che devi versare all'INPS, o devi consegnare alla lavoratrice una comunicazione scritta con la quale attesti che non sei in grado di pagarla e l'autorizzi quindi a richiedere il pagamento diretto all'INPS.-

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    44. Buongiorno Avvocato Censori,
      ogni volta che controllo come organizzarmi per Aprile (quando mi scadrà la maternità facoltativa), mi accorgo che qualcosa nelle leggi o nella documentazione è cambiato!!
      Allora la mia situazione è dipendente a tempo indeterminato con due bimbi piccoli che alla scadenza della maternità facoltativa il 6 aprile avranno 22 mesi la prima e 9 mesi il secondo.
      Mi dimetterò per seguire i miei figli (in tal senso trovo assurdo dovermi iscrivere immediatamente al centro per impiego...dimettendomi proprio perchè non ho sufficiente tempo per stare con loro...ma così vuole la legge giusto?).
      Anche se non ho obbligo di preavviso pensavo di consegnare comunque la lettera di dimissioni un mese prima per agevolare il mio datore di lavoro, si può fare o mi conviene fare solo uno scritto per conoscenza e alla fine del periodo dare quella vera?
      Ho poi chiesto appuntamento per Aprile al centro per l'impiego per avere il certificato in cui mi rendo disponibile a un nuovo lavoro, ma mi hanno detto che dal 12 marzo prossimo non si farà più così e dovrò inviare la documentazione on line.
      Si sa già qualche cosa di più a riguardo? Dicono che poi chiameranno loro dopo un mese per controllare i documenti e individuare una carriera? Non sono sicura di aver capito bene la procedura.
      Magari lei ne sa di più anche se non è ancora entrata in vigore.
      Come sempre, grazie infinite per la sua diponibilità.

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    45. Dimenticavo...Un'ultima cosa...nel mio caso le dimissioni entro l'anno di vita del bambino si "chiamano" con esonero da preavviso?
      Esiste un modello a cui fare riferimento per cosa scrivere nella lettera di dimissioni? Grazie

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      1. Ciao Sara!
        Se la maternità facoltativa ti scade il 6 aprile, prima non devi e non puoi fare nulla, quindi alla scadenza dovrai decidere se rientrare in servizio o no.-
        Nel caso che tu non intenda rientrare in servizio, i primi di aprile preparerai la lettera di dimissioni, che dovrà essere convalidata dall'Ispettorato del lavoro, e che ti esonererà dal prestare il preavviso.-
        Poi, una volta cessato il rapporto di lavoro, dovrai iscriverti al centro per l'impiego, in base alle procedure in essere al momento, per presentare poi all'INPS la domanda di disoccupazione (NASPI).-

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    46. Buongiorno Avvocato!

      La mia domanda è: se ho due lavori part- time contemporaneamente..poi nella domanda di maternità obbligatoria devo inserire solo un datore di lavoro o entrambi? Pensavo di poter presentare la domanda telematicamente all'Inps anche da sola...
      La ringrazio in anticipo per la risposta

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      1. Con due rapporti di lavoro part-time, nella domanda di maternità obbligatoria che devi presentare all'INPS, devi indicare entrambi i datori di lavoro.-

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    47. Salve mi chiamo Tetyana.01.01.2016 sono andata a maternita anticiprichesta5.01.2016 ho mandatp la richesta all'inps.gia pasato un messe e nn ho otenuto nessun tipo di risposto appure qualche pagamento.di solito quanto tempo si aspetta per ottenere i soldi?grazie mille

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      1. Ciao Tetyana!
        Non so che tipo di lavoro svolgi, e di conseguenza chi è che deve pagarti la maternità, quindi se non mi spieghi meglio purtroppo non posso esserti d'aiuto.-

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    48. salve avvocato
      io sono assunta con un contatto a tempo indeterminato part time (dopo la mia prima maternità infatti prima si trattava di contatto full time) .
      adesso, dopo la seconda maternità, sto per tornare a lavoro, ma il mio datore di lavoro "esige" che io torni con un full time .
      io non sono assolutamente d'accordo , poiché per esigenze stettamente personali, avendo due bimbi, mi è praticamente impossibile tornare a lavorare 8 ore al giorno (e non 4 come nel part time).
      cosa posso fare? posso rifiutare il cambio del contratto? e rifiutando rischio il licenziamento?

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      1. Un contratto di lavoro non può essere modificato senza il consenso del lavoratore, quindi non puoi essere licenziata se rifiuti la trasformazione del contratto da part-time a full-time.-

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    49. Buongiorno Avvocato,

      volevo cortesemente chiederle, se fosse possibile percepire l'assegno di maternità direttamente dall'INPS e non facendo anticipare l'importo al datore di lavoro.
      Ho un contratto di apprendistato, il mio datore di lavoro è in forte difficoltà economica e dovendo assumere un altra impiegata non riuscirà a far fronte a 2 stipendi (dovendo anticipare anche il mio).
      In attesa di ricevere una Vs. gradita risposta,

      Grazie in anticipo per la collaborazione,

      Cordiali saluti

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      1. Purtroppo NO!
        Con un rapporto di lavoro in essere l'INPS non provvede al pagamento diretto dell'indennità di maternità.-
        Comunque per il datore di lavoro è solo una partita di giro, perché da una parte provvede al pagamento della lavoratrice, ma dall'altra detrae l'importo dai contributi che deve versare all'INPS.-

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    50. Salve avvocato,quanti mesi servono per la maternita obligatoria per una lavoratrice colf 40 ore settimana perche qualcuno dice 3 mesi qualcuno 6 mesi.Sono andata al inps mi hanno detto che servono 3 mesi invece la patronato mi dice 6 mesi.inizio lavoro 21.03.2016 data dell parto 15.09.2016,riesco aprofitarlo.Grazie

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      1. Le lavoratrici domestiche hanno diritto all'indennità di maternità subordinatamente al fatto che abbiamo maturato 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti la data di inizio del congedo di maternità oppure 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti la data di inizio del congedo.-

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      2. Salve avvocato Allora 26 contributi settimanali o dovuti fanno 6 mesi e non rientro in maternita visto che non li faccio 6 mesi di lavoro.

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      3. Purtroppo NO!
        Con soli 3 mesi di lavoro da colf non hai diritto all'indennità di maternità.-

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    51. Egr. dott. Censori buonasera,
      lavoro con contratto part time di apprendistato per una retribuzione di 700 €, mio marito è disoccuparo, il 4 gennaio ho partorito due gemelli, l'indicatore ISEE è 3.163 €. Sono in maternità ed ho richiesto bonus bebé e social card e delle amiche dicono di aver percepito anche l'assegno di maternità dal Comune. Le chiedo se posso farne richiesta e se ci sono altre forme di sostegno economico cui posso accedere.
      La ringrazio per la sua cortesia e competenza.
      Cordiali saluti.
      Olga

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      1. Ciao Olga!
        Purtroppo NO!
        L'assegno del Comune è alternativo all'indennità di maternità, quindi non si ha diritto ad entrambi, e non mi risultano altre forme di sostegno a livello nazionale.-
        Comunque puoi richiedere ai servizi sociali del Tuo Comune di residenza se è previsto qualcosa a livello locale.-

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    52. buongiorno,
      io ho un contratto a tempo indeterminato full time. sono al quinto mese di gravidanza e il mio datore di lavoro, per cessazione dell'attività a fine giugno dovrà licenziarmi. posso chiedere il pagamento della mia maternità obbligatoria, usufruendo della flessibilità e lavorando perciò fino all'ottavo mese)?se si, in che tempi devo presentare la domanda all'inps?
      grazie

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      1. Come si presenta la domanda per usufruire della flessibilità e lavorare fino all'ottavo mese di gravidanza?
        La domanda deve essere inoltrata all'Inps nel corso del settimo mese di gravidanza (quello alla fine del quale scatterebbe la normale maternità obbligatoria 2+3). Quindi, in pratica, se ad esempio la data presunta del parto è fissata per il 5 maggio, la domanda per la flessibilità deve essere presentata tra il 5 febbraio ed il 4 marzo (perché il 5 marzo scatterebbe la maternità obbligatoria 2+3).
        Per la domanda di flessibilità è necessario avere un certificato del ginecologo che attesta che la gestante non ha problemi a continuare a lavorare fino all'ottavo mese e che indica la data presunta del parto. Il certificato deve essere firmato da un ginecologo della Asl o un ginecologo che lavora in ospedale (e che deve quindi mettere sul certificato il timbro dell'ospedale). Nel caso in cui il proprio ginecologo sia privato, si deve fare convalidare il certificato del proprio ginecologo da un ginecologo della Asl. Per farlo è necessario farsi fare una impegnativa per una visita ginecologica per certificazione della flessibilità e poi prendere appuntamento con un ginecologo della Asl.-

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      2. si può fare la richiesta direttamente della flessibilità (con il certificato di cui sopra) o prima devo comunque inoltrare all'inps quella della mat. obbligatoria? il rapporto di lavoro deve comunque essere appena cessato, esatto?

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      3. Devi inoltrare all'INPS la domanda di maternità flessibile prima dell'inizio di quella obbligatoria, cioè prima dell'inizio del settimo mese di gravidanza, per presentare poi la domanda di pagamento diretto all'INPS alla scadenza del contratto.-

        Elimina
    53. Buongiorno,
      Tra due giorni scade il quarto rinnovo del contratto a tempo determinato. Voci di corridoio mi hanno parlato di un possibile spostamento in altro negozio (sono una commessa) con relativo altro rinnovo anche se senza specificare la nuova natura del contratto. Ovviamente ad oggi il mio diretto superiore non mi ha ancora ufficialmente detto ne se sono fuori dai giochi ne se effettivamente accadrà qualcosa. Il mio problema nasce dal fatto che sono nel terzo mese di gravidanza e la mia azienda non è a conoscenza di questo evento sia perché a mio parere ancora troppo prematuro per sbandierarlo, sia per via del contratto in scadenza giorno 31 c.m.
      La mia coscienza e la mia onestà mi suggerirebbero di comunicarlo anche perché eventualmente nell altro negozio andrei a coprire un posto vacante e la mole di lavoro sarebbe maggiore rispetto a dove mi trovo adesso. E poi perché temo che semmai mi dovessero fare il tanto atteso indeterminato, questo avrebbe comunque i 60 GG di prova nei quali ,se tutto dovesse andare bene, arriverei al quinto mese. Temo che nei giorni di prova possano lasciarmi a casa ... Mi chiedo come sia meglio agire..
      La ringrazio,
      F

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      1. Purtroppo questa è una decisione che puoi prendere solo Tu e non puoi quindi delegarla ad altri!
        Ci sono infatti una serie di fattori da prendere in considerazione, e cioè c'è l'aspetto economico, c'è il rapporto con il tuo diretto superiore, e c'è di mezzo la Tua salute e quella del nascituro/a in arrivo.-

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    54. salve, vorrei sapere se l'interdizione anticipata e la maternità obbligatoria vengono certificate nel CU e quindi dichiarate al fisco.

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      1. SI!
        L'indennità di maternità sia quella anticipata che quella obbligatoria vengono certificate nel CU e quindi vengono dichiarate al fisco.-

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    55. Buonasera avvocato, sono Melissa vorrei avere qualche informazione sul mio stato di maternità. Sono stata assunta presso un ente municipalizzato poiché inserita in una graduatoria dal 15 febbraio 2016 al 15 maggio 2016. Appena assunta sono stata messa in maternità anticipata 3 giorni dopo perché non potevo essere adibita ad altre mansioni. Ora l'inizio della maternità obbligatoria comincerebbe il 5 maggio. Vorrei sapere se il contratto scade con la data prevista dal contratto o x via della maternità rimane congelato x riprendere al 3 mese di vita del bambino x completare il periodo rimanente? La ringrazio. Buona serara

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      1. Ciao Melissa!
        Anche se sei in maternità, il contratto scadrà comunque alla data prevista, e per il periodo successivo l'indennità di maternità ti verrà corrisposta direttamente dall'INPS.-

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      2. In tal caso la richiesta x la maternità obbligatoria da inviare all'INPS va fatta 2 volte, una per i pochi giorni che lavoro come dipendente all'inizio del periodo della maternità obbligatoria e l'altra appena scaduto il contratto? Oppure devo farne una alla scadenza del contratto? La ringrazio per la celerità e la professionalità delle sue risposte. Buona giornata

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      3. Ti ringrazio per i complimenti!
        La richiesta per la maternità obbligatoria all'INPS, nel tuo caso andrà presentata due volte, la prima fino alla scadenza del contratto con pagamento da parte del datore di lavoro e la seconda a contratto scaduto richiedendo il pagamento diretto dell'indennità.-

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    56. Buongiorno Avvocato, sono Marisa e volevo chiederle se, in base alla nuova legge di stabilita' 2016 che ha elevato a due giorni il congedo obbligatorio di paternità, mio marito, lavoratore dipendente a tempo indeterminato, ne può usufruire, visto che ad oggi l'INPS continua a utilizzare i vecchi moduli SR136, che prevedono un solo giorno.
      La ringrazio
      Marisa

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      1. Ciao Marisa!
        SI!
        Tuo marito può usufruire di due giorni di congedo obbligatorio di paternità, anche se la modulistica dell'INPS non è stata ancora aggiornata.-

        Elimina
    57. Salve Avvocato, io da due settimane ho cominciato a lavorare e da pochi giorni ho scoperto di essere in cinta. Lavoro nell'agricoltura e ho il contratto fino alla fine di luglio. Per fare la domanda della maternità anticipata devo avere i 52 giorni? nell'anno precedente ho solo 41 giorni ma i 52 di quest'anno devo farli tutti prima di entrare della maternità anticipata oppure basta che nel contratto ci siano i 52 giorni segnati? Perché altrimenti devo lavorare fino alla fine di maggio per arrivare a 52 giorni e poi fare la domanda della gravidanza a rischio? Grazie

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      1. Ciao Marjana!
        Per il diritto alla maternità anticipata devi aver lavorato almeno 52 giorni.-

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    58. Salve.avrei bisogno di un'informazione.sono incinta di 3 mesi quasi ed ho un contratto part time a tempo indeterminato dal inizio del anno .posso percepire l'indennità di maternita? In che condizioni? Grazie

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      1. Maternità obbligatoria:
        Due mesi prima del parto e tre mesi dopo il parto (massimo 5 mesi).-
        Retribuita all'80% della retribuzione media percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione obbligatoria (salvo migliore trattamento previsto dal CCNL).-

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    59. Buonasera dott. Censori, vorrei sottoporre alla sua attenzione il seguente quesito:

      Mia moglie (lavoratrice dipende a tempo indeterminato, nel settore privato) è in malattia dal 24/01/16 e lo sarà fino al 15/04/16 (quindi già da circa 80 giorni, più eventuali altre prolungamenti) a causa di un intervento di ernia discale. Attualmente ha scoperto però di essere in gravidanza e vuole chiedere al suo ginecologo la gravidanza a rischio. Dato che, se si superano i 180 giorni di assenza dal lavoro per malattia, si può rischiare essere licenziati,a questo punto qual è la cosa migliore da fare? Deve sospendere la malattia, prima dei 180 giorni, e poi chiedere la gravidanza a rischio. Oppure può già iniziare la gravidanza a rischio senza aspettare la fine della malattia del 15/04/16?

      Grazie per la cortesia!
      Cosimo

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      1. Ciao Cosimo!
        La cosa migliore da fare è quella di richiedere la gravidanza a rischio, che sospende e sostituisce la malattia.-

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      2. Grazie Dott. Censori per la risposta!
        Le vorrei anche chiedere: a seguito di gravidanza a rischio lo stipendio che percepirà resta tale a quale a prima oppure subisce delle riduzione? Inoltre ha diritto a tredicesima, quattordicesima, ferie, permessi ecc. come prima? Oppure non gli vengono riconosciuti?

        Grazie per la cortesia!

        Elimina
      3. - L'importo dell'indennità di maternità, sia quella anticipata che quella obbligatoria è pari all'80% della retribuzione.-
        - SI! Nel periodo di maternità maturano regolarmente la tredicesima, la quattordicesima e le ferie.-

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    60. Salve, io sono incinta...e vorrei andare in maternita anticipata...per problemi di salute...ho un contratto a tempo indeterminato...il problema che l'azenda dove lavoro e stata venduta insiemme ai dipendenti...e il passagio avvera il 1 maggio 2016...la mia domanda..io posso andare in maternita anticipata...rischio di non passare in quella azenda nuova..e rimango con la vecchia...grazie mille per la risposta....buona giornata.

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      1. Purtroppo nessuno può darti delle garanzie in merito, quindi il rischio effettivamente c'è"!

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      2. Salve Dott.Censori...anche si io vado in malatie non ho una garanzia? Come posso fare ...di andare in maternita anticipata...e di non essere licenziata?....grazie per la sua risposta e per il suo tempo...

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      3. L'unico consiglio che posso darti è quello di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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      4. Grazie mille Dott. Censori.

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    61. Buonasera sono la ragazza delle pulizie. Lavoro 4 ore settimanali da un privato. Ho partorito a gennaio 2016 e ho smesso di lavorare dal novembre pero non ho segnalato niente al INPS . Cosa posso fare ora? Posso chiedere ancora la maternità ho no?

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      1. Purtroppo NO!
        Con un contratto di lavoro di 4 ore settimanali non si raggiungono i requisiti per l'indennità di maternità.-

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    62. Con un contratto a tempo indeterminato di 20 ore settimanale quanti mesi di contributi versati servono per poter ricevere l'indennita di maternita? Sara pagata dal datore di lavoro? Devo asolutamente non essere licenziata prima dei 7 mesi?come funziona?grazie mille

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    63. Devo fare qualche domanda all inps?qualche comunicazione?io non so cosa dovrei fare .la prego di aiutarmi con queste informazioni.

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      1. Con un contratto a tempo indeterminato di 20 ore settimanali si ha comunque diritto all'indennità di maternità per i 2 mesi prima del parto e per i 3 mesi successivi al parto.-
        La domanda va presentata all'INPS per via telematica circa 15 giorni prima dell'inizio dell'ottavo mese di gravidanza, e provvederà comunque il datore di lavoro per il pagamento della relativa indennità.-

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    64. Buongiorno,
      volevo farle una domanda: se io durante la gravidanza (durante il periodo lavorativo) debba effettuare visite e analisi inerenti la gravidanza qualora lo dimostri con relativa documentazione le ore di permessi richieste mi sono retribuite e NON scalate?
      Grazie
      Cordiali saluti

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      1. Permessi riconosciuti:
        Le lavoratrici che aspettano un bambino hanno diritto a permessi retribuiti per effettuare esami prenatali, accertamenti clinici o visite mediche specialistiche, nel caso in cui debbano essere fatti durante l'orario di lavoro. Inoltre durante il primo anno del bambino la lavoratrice madre ha diritto a periodi di riposo giornalieri retribuiti (si chiamano permessi per l'allattamento), uscendo prima dall'azienda.-

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    65. Buonasera Avvocato e complementi per il servizio.
      Mi servirebbe cortesemente un chiarimento, sono cittadina italiana, ho un contratto a tempo indeterminato, adesso sono in maternità anticipata per rischio lavorativo.
      Vorrei partorire in Argentina, posso fare la domanda per la maternità obbligatoria on line da Argentina? Perche dovrei viaggiare prima di fare la domanda in Italia, per le regole della compagnia aerea.
      Grazie mille per la collaborazione. Buena giornata!

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      1. Ti ringrazio per i complimenti!
        SI!
        Puoi presentare la domanda di maternità obbligatoria per via telematica dall'Argentina, ma sarà valida solo fino alla data presunta del parto, perché per i 3 mesi dopo il parto dovrai comunicare il codice fiscale del bambino/a validato dall'Agenzia delle Entrate.-

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      2. Grazie per la vostra risposta. Allora io faccio il certificato di gravidanza con il ginecologo in Argentina, e faccio la traduzione in italiano nel consolato Italiano in Argentina. Va bene cosi?
        Grazie mille

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      3. SI!
        Puoi richiedere il certificato di gravidanza al ginecologo in Argentina, con la traduzione in italiano del consolato italiano in Argentina.-

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    66. Buongiorno Avvocato, complimenti per il servizio e grazie fin d'ora della sua disponibilità. Volevo gentilmente avere una conferma. Mia moglie è in maternità anticipata dal 13 aprile e il suo contratto a tempo determinato scade il 30 giugno. In caso di non rinnovo lei ha diritto alla maternità pagata dall'INPS per 5 mesi e poi all'indennità di disoccupazione? In caso bisogna rivolgersi direttamente all'INPS? Grazie mille

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      1. Ti ringrazio per i complimenti!
        SI!
        Confermo!
        In caso di mancato rinnovo del contratto, alla scadenza, Tua moglie potrà presentare all'INPS per via telematica domanda di pagamento diretto dell'indennità di maternità.-

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    67. Buon giorno, mi chiamo Olga e sono incinta di 9 settimane... Ho portato al DL il certificato di gravidanza che cosi mi lo manda al ministero di lavoro per la prematternita... Ho chiamato dopo 4 giorni al ministero di lavoro e mi hanno detto che ancora non risulta niente con il mio nome, adesso sono coperta con malattia fino 29/04 e ho paura che ne anche la il certificato di malattia non mi lo ha mandato e potrei trovarmi con una sorpresa a casa? Con il lincianziamento ? In questa situazione non so cosa dovrei fare anche perchè lui non risponde al telefono...

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      1. Ciao Olga!
        La normativa prevede quanto segue:
        Maternità anticipata:
        Il servizio sanitario locale (Asl) dovrà provvedere, in via esclusiva, alla procedura di interdizione anticipata dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza o persistenti forme morbose, compreso l’adozione del provvedimento finale di astensione. In caso di interdizione per gravi complicazioni della gestazione o per l’aggravamento in gravidanza di patologie preesistenti, la lavoratrice deve presentare la domanda all’Azienda Sanitaria Locale competente (con riferimento al luogo di residenza), unitamente al certificato medico. La domanda si intende accolta dalla Asl decorsi 7 giorni dalla sua presentazione. La data di inizio dell’astensione al lavoro coincide con il primo giorno di assenza dal posto di lavoro giustificato dal certificato medico rilasciato alla lavoratrice. Nell’astensione dal lavoro, la lavoratrice sarà retribuita all’80% e non avrà alcuna limitazione di reperibilità. In caso di interdizione per condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli, qualora non sia possibile adibire la lavoratrice ad altre mansioni, l’Azienda presenta domanda alla Direzione Territoriale del Lavoro. La domanda, previo effettivo accertamento dell’impossibilità di spostare la lavoratrice ad altre mansioni, deve essere accolta dalla Direzione Territoriale del Lavoro entro 7 giorni dalla sua presentazione. La data di inizio dell’astensione al lavoro coincide con la data di rilascio del provvedimento portato a conoscenza del datore di lavoro.
        Per attività gravose e/o insalubri può essere concessa fin dall'inizio della gestazione fino al settimo mese dopo il parto.-

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    68. La mia osservazione è semplice :genitori entrambi pubblici dipendenti di ruolo,,padre sanità,madre scuola statale,parto gemellare prematuro 17 dicembre 2015,passati i cinque mesi di cosa si ha realmente diritto.Il fatto che sono gemelli raddoppia o no i congedi ,non per allattamento,ma le astensioni facoltative,oppure quelli col 30% di salario. Il papà cosa può avere in termini di congedi assieme alla madre e come fare per ottenerli.
      Ecco tutto qua.grazie paolo messina

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      1. Ciao Paolo!
        In caso di parto gemellare o plurigemellare ciascun genitore ha diritto a fruire per ogni nato del numero di mesi di congedo parentale previsti dalla normativa (in sintesi, per ciascun figlio, fino a 6 mesi per la madre, fino a 7 mesi per il padre, nel limite complessivo di 10 o 11 mesi fra entrambi i genitori).-
        La domanda va presentata dal genitore interessato al proprio Ente di appartenenza.-

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    69. buonasera,
      x cessazione dell'attività aziendale il 15/05 verrò licenziata dalla società dove svolgo il lavoro di impiegata; il 27/05 inizia il mio ottavo mese di gravidanza (x intenderci quindi, maggio è il settimo). entro fine di questo (maggio) sono ancora in tempo x presentare la domanda della maternità obbligatoria? quella della disoccupazione, altresì, va presentata contemporaneamente o successivamente ai 5 mesi di interdizione obbligatoria?
      al momento della nascita del bambino, è necessario fare qualche comunicazione all'inps?
      la ringrazio fin d'ora x la sua gentile risposta.
      sara

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      1. Ciao Sara!
        Alla cessazione del rapporto di lavoro dovrai presentare all'INPS la domanda di NASPI + la domanda di maternità obbligatoria fino alla data presunta parto.-
        Poi alla nascita del bambino/a dovrai presentare all'INPS la domanda di pagamento diretto dell'indennità di maternità per i 3 mesi dopo il parto, alla fine dei quali ripartirà la NASPI per il periodo residuo spettante.-

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    70. gentile aavocato,
      avrei bisogno di un aiuto. sono incinta al quinto mese e fino al 10/05/2016 sono in gravidanza a rischio per una cisti all'ovaio destro. dall'ultimo controllo risulta che la cisti si è ridotta e la ginecologa mi ha detto che non mi farà piu' certificato per gravidanza a rischio perché non c'è piu' nessun rischio aborto. io lavoro presso una cooperativa sociale come aec-assistente educativo culturale presso una scuola per disabili gravi e come assistente domiciliare. mi occupo dei bambini in tutto e per tutto. posso fare domanda di interdizione da lavoro a rischio? devo rivolgermi all'ispettorato del lavoro vero?ma quali documenti devo presentare? grazie per la disponibilità.

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      Risposte
      1. In caso di interdizione per condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli, qualora non sia possibile adibire la lavoratrice ad altre mansioni, l’Azienda presenta domanda alla Direzione Territoriale del Lavoro. La domanda, previo effettivo accertamento dell’impossibilità di spostare la lavoratrice ad altre mansioni, deve essere accolta dalla Direzione Territoriale del Lavoro entro 7 giorni dalla sua presentazione. La data di inizio dell’astensione al lavoro coincide con la data di rilascio del provvedimento portato a conoscenza del datore di lavoro.
        Per attività gravose e/o insalubri può essere concessa fin dall'inizio della gestazione fino al settimo mese dopo il parto.

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