giovedì 11 giugno 2015

Tutela Giuridica

MISURE DI PROTEZIONE DELLA PERSONA


1) INTERDIZIONE (nomina Tutore):


Istituto attraverso il quale si dichiara l’assoluta incapacità di una persona a comprendere il significato e il valore delle scelte personali (per es. quelle terapeutiche) e degli atti giuridici (per es. comprare un immobile) da porre in essere.-

Alla dichiarazione di interdizione segue la nomina di un tutore, persona che compie tutte le scelte e gli atti giuridici in nome per conto della persona dichiarata interdetta, sostituendosi completamente alla stessa. Solo per alcuni atti il tutore ha necessità di un’ulteriore specifica autorizzazione da parte del Tribunale , previo parere del Giudice Tutelare, o solo del Giudice Tutelare:

Atti da autorizzare da parte del Tribunale:

  • La vendita di beni, eccetto i frutti ed i beni mobili soggetti a facile deterioramento.-
  • La costituzione di pegni e ipoteche.-
  • Le procedure di divisione o di promozione dei relativi giudizi
  • La stipula di compromessi e transazione o l’accettazione di concordati.-

Atti da autorizzare da parte del solo Giudice Tutelare:

  • L’acquisto di beni, ad eccezione dei beni mobili necessari per l’uso della persona interdetta, per l’economia domestica e per l’amministrazione del patrimonio.-
  • La riscossione di capitali, il consenso alla cancellazione di ipoteche o allo svincolo di pegni, l’assunzione di obbligazioni, alvo che queste riguardino le spese necessarie per il mantenimento dell’interdetto o per l’ordinaria amministrazione del patrimonio
  • L’accettazione o la rinuncia di eredità, l’accettazione di donazioni o legati soggetti a pesi o a condizioni.-
  • I contratti di locazione di immobili oltre i nove anni.-
  • L'istaurazione di procedimenti giudiziali, salvo che si tratti delle azioni di denuncia di nuova opera o di danno temuto, delle azioni possessorie o di sfratto e di quelle utili a riscuotere i frutti (per es. canoni di locazione) o per ottenere provvedimenti conservativi.-

Può essere interdetta una persona di maggiore età che si trova in abituale infermità di mente, tale da renderlo assolutamente incapace di provvedere ai propri interessi. Può essere interdetto anche il minore anticipato, ossia il minore ultrasedicenne che, avendo contratto matrimonio, non sia più soggetto alla potestà genitoriale.-

L’istanza per richiedere l’interdizione può essere presentata dallo stesso interdicendo, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado, dal curatore (se già inabilitato), dal pubblico ministero. Se l’interdicendo si trova sotto la responsabilità genitoriale o ha per curatore uno dei genitori, l’interdizione non può essere promossa anche su istanza del genitore o del pubblico ministero.-

L’istanza si presenta con ricorso, sottoscritto da un avvocato e depositato presso la cancelleria del Tribunale nel cui circondario la persona da interdire ha la residenza o il domicilio.-

Nel ricorso devono essere esposti i fatti sui quali la domanda è fondata e devono essere contenuti il nome, il cognome e la residenza del coniuge, dei parenti entro il quarto grado, degli affini entro il secondo grado e, se vi sono, del tutore o curatore della persona da interdire.-

Una volta depositato il ricorso, il Presidente del Tribunale, con decreto apposto in calce allo stesso, fissa l’udienza in cui sentire il ricorrente, la persona da interdire le persone, tra quelle indicate nel ricorso, le cui informazioni possono considerarsi utili.-

Il tribunale si pronuncia con sentenza di rigetto o accoglimento del ricorso. Contro tale sentenza è ammessa, da parte delle persone che hanno potuto attivare un procedimento, oltre che del neo nominato tutore/curatore, l’impugnazione innanzi alla Corte d’Appello entro 30 giorni dell’avvenuta notifica nei loro confronti.-


2) INABILITAZIONE (nomina Curatore):


Istituto attraverso il quale si dichiara l’incapacità di una persona a comprendere il valore ed il significato solo degli atti giuridici eccedenti l’ordinaria amministrazione (ossia quegli atti che sono ulteriori rispetto per es. alla semplice riscossione della pensione d’invalidità o di canoni di locazione per un proprio appartamento o che incidono in maniera determinante sul patrimonio, come per es. l’acquisto di un immobile). Alla dichiarazione di inabilitazione segue la nomina di un curatore che assiste la persona inabilitata nella riscossione dei capitali (e non di semplici rate mensili), nelle azioni giudiziarie e presta un previo consenso per tutti gli atti di straordinaria amministrazione che dovrebbero essere autorizzati dal giudice tutelare.

Atti da autorizzare da parte del Tribunale:

  • La vendita di beni, eccetto i frutti ed i beni mobili soggetti a facile deterioramento.-
  • La costituzione di pegni e ipoteche.-
  • Le procedure di divisione o di promozione dei relativi giudizi
  • La stipula di compromessi e transazione o l’accettazione di concordati.-

Atti da autorizzare da parte del solo Giudice Tutelare:

  • L’acquisto di beni, ad eccezione dei beni mobili necessari per l’uso della persona interdetta, per l’economia domestica e per l’amministrazione del patrimonio.-
  • La riscossione di capitali, il consenso alla cancellazione di ipoteche o allo svincolo di pegni, l’assunzione di obbligazioni, alvo che queste riguardino le spese necessarie per il mantenimento dell’interdetto o per l’ordinaria amministrazione del patrimonio
  • L’accettazione o la rinuncia di eredità, l’accettazione di donazioni o legati soggetti a pesi o a condizioni.-
  • I contratti di locazione di immobili oltre i nove anni.-
  • L’istaurazione di procedimenti giudiziali, salvo che si tratti delle azioni di denuncia di nuova opera o di danno temuto, delle azioni possessorie o di sfratto e di quelle utili a riscuotere i frutti (per es. canoni di locazione) o per ottenere provvedimenti conservativi.-

Destinatari:

  • Maggiore di età che si trova in un’abituale condizione di infermità di mente non così grave da dar luogo all’interdizione.-
  • Colui che per prodigalità o per uso abituale di bevande alcoliche o di stupefacenti espone se o la propria famiglia a gravi pregiudizi economici.-
  • La persona sordomuta o non vedente dalla nascita o dalla prima infanzia che, non avendo ricevuto un’educazione sufficiente e risulti del tutto incapace di provvedere per se stessa.-

L’istanza per richiedere l’inabilitazione può essere presentata dallo stesso inabilitando, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado, dagli affini entro il secondo grado, dal tutore (se si sta chiedendo di passare dall’interdizione all’inabilitazione, dal pubblico ministero. Se l’inabilitando si trova sotto la responsabilità genitoriale o ha per curatore uno dei genitori, l’inabilitazione può essere promossa anche su istanza del genitore medesimo o del pubblico ministero.-

L’istanza si presenta con ricorso, sottoscritto da un avvocato e depositato presso la cancelleria del Tribunale nel cui circondario la persona da inabilitare ha la residenza o il domicilio.-

Nel ricorso devono essere esposti i fatti sui quali la domanda è fondata e devono essere contenuti il nome, il cognome e la residenza del coniuge, dei parenti entro il quarto grado, degli affini entro il secondo grado e, se vi sono, del tutore o curatore della persona da inabilitare.-

Una volta depositato il ricorso, il Presidente del Tribunale, con decreto apposto in calce allo stesso, fissa l’udienza in cui sentire il ricorrente, la persona da inabilitare e le persone, tra quelle indicate nel ricorso, le cui informazioni possono considerarsi utili.-

Il tribunale si pronuncia con sentenza di rigetto o accoglimento del ricorso. Contro tale sentenza è ammessa, da parte delle persone che hanno potuto attivare un procedimento, oltre che del neo nominato tutore/curatore, l’impugnazione innanzi alla Corte d’Appello entro 30 giorni dell’avvenuta notifica nei loro confronti.-


3) NOMINA DI AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO:


Istituto attraverso il quale un Giudice Tutelare affianca una persona, amministratore di sostegno, a chi non sia in grado di provvedere a se stesso, in virtù di una propria condizione di disabilità.-

L’amministratore di sostegno copie tutti gli atti o le categorie di atti specificatamente individuati dal Giudice Tutelare al momento della sua nomina.-

Sono destinatari le persone con disabilità che, in virtù della loro menomazione fisica psichica, temporanea o permanente, non sono in grado, in tutto o in parte, di curare i propri interessi patrimoniali.-

L’amministrazione di sostegno rispetto all’interdizione non determina l’assoluta incapacità di compiere ogni atto di ordinaria e straordinaria amministrazione ma, al contrario, lascia impregiudicata per il beneficiario ogni facoltà circa gli atti verso i quali non sia accertata un’impossibilità, totale o parziale, da parte del Giudice Tutelare.-

Tra l’altro, a differenza dell’interdizione, in cui il tutore sostituisce la persona interdetta ed agisce secondo le indicazioni de codice civile predeterminate in via generale, nell’amministrazione di sostegno, l’amministratore deve sia attenersi agli specifici compiti individuati col decreto di nomina, sia in ogni momento tentare di cogliere i soli fervori del beneficiario e non scegliere, in totale sostituzione dello stesso.-

Diversamente dall’inabilitazione, l’amministrazione si applica anche solo per disabilità motorie ovvero neurologiche, pure temporanee.-

Il Giudice Tutelare, nel nominare l’amministratore di sostegno, determina anche gli atti per i quali lo stesso deve fornire assistenza al beneficiario o deve provvedere direttamente, in nome e per conto del beneficiario. In ogni caso, durante la gestione dell’amministrazione di sostegno si deve sempre avere la massima attenzione per la persona del beneficiario.-

In ogni caso, vi sono una serie di atti di straordinaria amministrazione che devono comunque essere autorizzati, volta per volta, in maniera specifica dal Giudice Tutelare:

  • La vendita di beni, eccettuati i frutti ed i beni mobili soggetti a facile deterioramento.-
  • La costituzione di pegni o ipoteche
  • Le procedure di divisione o di promozione dei relativi giudizi.-
  • La stipula di compromessi e transazioni o l’accettazione di concordati.-
  • L’acquisto di beni, ad eccezione dei beni mobili necessari per l’uso dell’interdetto, per L’economia domestica e per l’amministrazione del patrimonio.-
  • La riscossione di capitali, il consenso alla cancellazione di ipoteche o allo svincolo di pegni, l’assunzione di obbligazioni, salvo che queste riguardino le spese necessarie per il mantenimento dell’interdetto e per l’ordinaria amministrazione del suo patrimonio.-
  • L’accettazione o la rinuncia di eredità, l’accettazione di donazioni o legati soggetti a pesi o a condizioni.-
  • I contratti di locazione di immobili oltre i nove anni.-
  • L’istaurazione di procedimenti giudiziali, salvo che si tratti delle azioni di denuncia di nuova opera o di danno temuto, delle azioni possessorie o di sfratto e di quelle utili a riscuotere i frutti (per esempio canoni di locazione) o per ottenere provvedimenti conservativi.-

L'amministratore di sostegno può essere nominato temporaneamente o permanentemente. In quest’ultimo caso, l’amministratore di sostegno non è tenuto a continuare nello svolgimento dei suoi compiti oltre 10 anni, ad eccezione dei casi in cui tale incarico sia rivestito dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dagli ascendenti e discendenti. Durante il suo ufficio, l’amministratore di sostegno deve tenere regolare contabilità della sua amministrazione e rendere conto ogni anno al Giudice Tutelare.-

Il procedimento inizia con la presentazione di un ricorso al Giudice Tutelare del Tribunale nel cui circondario è compreso il luogo di residenza o di domicilio della persona per la quale si richiede la nomina dell’amministratore. Tra l'altro, quando il comune di residenza o domicilio è compreso nella circoscrizione di una sezione distaccata del tribunale, il ricorso va presentato presso la sezione distaccata. Tale ricorso può essere presentato solo dai soggetti legislativamente previsti nel codice civile, così come riformato dalla legge n. 6/2004.-

I soggetti legittimati sono il coniuge, la persona stabilmente convivente, i parenti entro il quarto grado, gli affini entro il secondo grado, il pubblico ministero, o (eventualmente esista già un’interdizione o un’inabilitazione per il beneficiario) il tutore o il curatore.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.

50 commenti:

  1. Gentile Avv. Censori,
    chiedo il Suo parere rispetto al seguente quesito.
    Durante un'udienza in tribunale - sez.lavoro una persona (attrice nella vertenza) a me vicina è stata ingiuriata.
    L'episodio è avvenuto alla presenza del Giudice, dei due avvocati difensori e dei due avvocati della parte convenuta.
    La persona offesa sarebbe intenzionata a presentare querela ed
    a questo proposito desidererei sapere se può citare come testi
    il Giudice stesso e tutti gli avvocati oppure ciò non è possibile
    per qualche motivo e quale eventualmente.
    Ringrazio e porgo distinti saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rodolfo!
      SI!
      La persona offesa può presentare querela e citare come testi chi ritiene opportuno, ma è il caso che chieda preventivamente la loro disponibilità, perché in caso contrario potrebbe ottenere l'effetto contrario a quello che si prefigge.-

      Elimina
  2. Buongiorno Sig Censori mi chiamo Nicola,non so se la pagina dove ho scritto sia quella giusta Spero che possa aiutarmi a risolvere questo problema.Ho vinto una sentenza di lavoro a tempo indeterminato immediatamente esecutiva con immediato riintegro sul posto di lavoro con una società importante Nel gennaio 2017. Dopo un primo pagamento iniziale che mi hanno versato su disposizione del giudice del lavoro,improvvisamente le retribuzioni in mio favore si sono bloccati.Parlando con il mio avv.che purtroppo si occupa solamente di sentenze di lavoro mi ha assicurato che la società non ha fatto appello e che di conseguenza devo percepire regolarmente gli stipendi e mi devono anche assumere. ecco le mie domande al quale vorrei sottoporre alla sua attenzione sono:Posso denunciare penalmente la società per non avere ottemperato la sentenza? devo andare prima a fare la denuncia alla caserma dei carabinieri, e poi cercarmi un avv. penalista? Oppure prima andare da un avv.penalista e poi eventualmente denunciarlo? Grazie in anticipo se potrà aiutarmi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Nicola!
      Quando il giudice emette la sentenza, questa viene notificata con Posta elettronica certificata agli avvocati delle parti, affinché ne prendano conoscenza: il che significa che il cliente può sapere, in tempo reale, l’esito della causa, se ha vinto o se ha perso e, in ultimo ma non meno importante, se vi è stata “condanna alle spese processuali”.-
      A questo punto, la sentenza va notificata materialmente alla controparte e al suo difensore. Poiché quest’onere è condizione perché decorra il termine di 30 giorni per fare appello e per procedere all’esecuzione forzata.-
      Insieme alla sentenza o successivamente deve essere notificato anche l’atto di precetto, ossia un ultimo avvertimento che si dà alla controparte con cui la si invita ad adempiere al comando del giudice. Entro 90 giorni – e non oltre – dalla notifica del precetto, la parte che ha vinto la causa può procedere ad esecuzione forzata. Se il termine scade senza avviare alcun atto di pignoramento, è necessario notificare un ulteriore precetto. E così via.-
      Non vorrei che il tuo avvocato voglia abbandonarti a metà strada, e comunque la questione non ha alcuna rilevanza a livello penale, quindi o continua lui o devi rivolgerti a un altro avvocato per il seguito.-
      Ho paura che il tuo avvocato non ti abbia sufficientemente informato dei rischi a cui andavi incontro, ed ora magari si sta pentendo della strada intrapresa.-

      Elimina
  3. Egr. Dott. Gianfranco Censori buongiorno e buon anno!
    Sono cortesemente a chiederLe la seguente informazione: causa decesso di un mio fratello, devo, insieme ad un altro fratello, avviare la procedura per la successione. Questo mio fratello conviveva in un immobile, (valore circa 40.000 euro), intestato a lui con nostra madre che resterà ovviamente usufruttuaria. Essendo io invalido al 100% con accompagno ho diritto a qualche esenzione/riduzione su qualche imposta? E poi, approssimativamente, visto il valore del citato immobile, quanto potrebbero essere le spese per questa successione? Per me si tratterebbe della prima casa, visto che dove vivo adesso è intestata a mia moglie, mentre per l'altro mio fratello si tratterebbe della seconda casa. Con la speranza di essere stato abbastanza chiaro e in attesa di un Suo pregiato riscontro, Le porgo cordiali saluti. Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giuseppe!
      Purtroppo ogni agevolazione è prevista solo per la prima casa di residenza, quindi se non si è residenti nella stessa per legge viene considerata comunque come una seconda casa, con tutto quello che ne consegue.-
      - imposta ipotecaria: 2%
      - imposta catastale: 1%
      - tassa ipotecaria: 35 euro
      - imposta di bollo: 64 euro
      - tributi speciali: cifra variabile

      Elimina
    2. La ringrazio per la risposta. Cordiali saluti, Giuseppe

      Elimina
    3. Ciao Giuseppe!
      Prego!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  4. Buongiorno Gianfranco,
    dopo aver gia approfittato più volte della sua disponibilità in ambito fiscale provo a vedere se può darmi anche un consiglio anche in ambito legale.
    Circa 28 anni fa ho acquistato casa con mio marito ma per vari motivi sia la casa che il mutuo furono intestati solo a lui anche se in realtà abbiamo pagato entrambi (anche se in quote diverse). Nel 2012 ci siamo separati e da allora io ho continuato a vivere gratuitamente nella casa assieme a mio figlio (gia maggiorenne).
    Ora dovremmo procedere con il divorzio. La mia domanda è: a parte vendere la casa e dividerci il ricavato, c'è altro modo per avere qualche diritto sulla mia quota di casa? Preciso che il figlio a breve probabilmente andrà a vivere per conto suo, il mio ex mi lascerebbe vivere ancora qui in cambio di 1/2 affitto, la cosa sarebbe anche giusta ma la mia paura è che se succedesse qualcosa a lui dopo il divorzio perderei tutti i diritti sulla mia quota di casa. Si può fare una donazione di una quota o c'è altro modo per fare in modo che la casa risulti un po' anche mia?
    La ringrazio moltissimo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Roberta!
      Per la serie "non si può avere contemporaneamente la botte piena e la moglie ubriaca", c'e un piccolo problema.-
      Infatti se volete vendere la casa, un conto se è libera, altro conto se c'è un vincolo, perché il valore ovviamente cambia.-
      Infatti se la casa è libera ha un valore in base ai prezzi di mercato, invece se c'è o una tua quota di proprietà, o un usufrutto a tuo favore, potete vendere solo la nuda proprietà, quindi il ricavato sarà molto inferiore.-
      Ovviamente è preferibile una donazione di una quota della casa a tuo favore, in modo che saresti al riparo da eventuali future sorprese o magari ripensamenti.-

      Elimina
    2. grazie Gianfranco,
      sempre molto disponibile. Al momento non c'è nessun vincolo ma per evitare di vendere credo che la donazione di una quota e il pagamento da parte mia del 50% dell'affitto sia la cosa migliore per tutelare entrambi. Nuovamente grazie

      Elimina
    3. Ciao Roberta!
      OK!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  5. Gentile Avv. Censori,
    chiedo il suo aiuto per il seguente problema.
    Tutti i giorni, in modo particolare nel tardo pomeriggio, il mio appartamento viene invaso da sgradevoli odori derivanti da cibi che vengono cucinati dal condomino che abita sopra di me.
    Diversi mesi orsono avevo notiziato verbalmente, prima la nostra custode, successivamente l'amministratore circa l'inconveniente senza
    ottenere alcun risultato.
    Ho poi scritto una mail all'amministratore sollecitando il suo intervento al fine di fare cessare questa situazione. Non mi è stato dato alcun riscontro e continuo a subire questo pesante disturbo.
    Infatti ogni sera devo aprire le finestre per fare uscire l'odore sgradevole e pungente con l'ulteriore conseguenza di fare entrare anche il freddo nel mio appartamento.
    Desidererei sapere se l'amministratore ha il dovere di intervenire ed in caso non lo facesse come posso fare valere le mie istanze.
    Ho sbagliato a presentare la richiesta all'amministratore?
    Dovevo invece segnalare il problema all'ASL?
    Ringrazio e saluto cordialmente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rodolfo!
      A livello giuridico si può fare poco, nel senso che non si può impedire a un condomino di cucinare quello che vuole e come lo vuole, quindi bisogna trovare una soluzione amichevole che riduca al minimo possibile la diffusione di odori da un appartamento a un altro.-
      E' quindi l'amministratore che deve trovare una soluzione obbligando il condomino ad adottare delle misure che riducano al minimo la diffusione degli odori, tipo la chiusura di porte e finestre quando cucina ed eventualmente l'istallazione di assorbi-odori.-

      Elimina
    2. Grazie Gianfranco per la rapida e precisa risposta.
      Insisterò presso l'amministratore affinchè si possa risolvere
      l'inconveniente.

      Elimina
    3. Ciao Rodolfo!
      Prego!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  6. Gentilissimo Dott. Censori salve sono Tommaso 51 abitiamo un condominio con 15 famiglie dove è stato deciso di rifare i citofoni con video e istallare un sistema di video sorveglianza ora l'amministratore ha deciso di dividere le spese in parti uguali senza tenere conto dei millesimali noi saremo penalizzati essendo i minori sulla tabella secondo lei è giusto? mi può spiegare? grazie come sempre distinti saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Tommaso!
      Purtroppo SI!
      Infatti il sistema di video sorveglianza tutela tutti i condomini allo stesso modo, quindi a prescindere dalla grandezza degli appartamenti, perché teoricamente anche chi ha appartamenti più piccoli può conservare in casa gli stessi oggetti valore di quelli più grandi, pertanto la normativa prevede che la spesa venga divisa in parti uguali.-

      Elimina
  7. buonasera Dott.Censori ho un problema abito in un condominio, il proprietario del piano terra con ampio terrazzo ,sottostante il mio balcone ,sta realizzando un percolato tutta struttura fissa in legno,con spessore di parecchi cm, e copertura con telone rigido sotto il mio balcone dicendomi che il comune ha dato il permesso,e quindi la puo'fare.Posso vietare,questa realizzazione in quanto va a ledere la mia proprietà, facilitando maleintenzionati ad avere il passaggio piu' facile, e dare possibilità ai gatti di salire nel mio balcone facendo sporcizie e cose varie,volevo sapere se puo' farla,oppure se per legge non la puo' fare ,e se puo'indicarmi qualche consiglio o art. grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La normativa prevede che il Comune non può subordinare il rilascio della licenza all'autorizzazione del condominio perché si tratta di normative di tipo diverso, con regole e presupposti differenti: la prima di carattere pubblicistico, la seconda privatistico. A riguardo di quest’ultimo punto, il proprietario deve evitare che il pergolato:
      - pregiudichi il decoro architettonico dell’edificio;
      - pregiudichi la stabilità dell’edificio;
      - violi le norme sulle distanze minime anche in senso verticale, ossia rispetto al piano superiore, limitando a quest’ultimo lo spazio e l’aria.
      Peraltro, se il regolamento di condominio non prescrive diversamente, il proprietario della costruzione non deve prima sottoporre la questione all'approvazione dell’assemblea di condominio e chiedere il consenso di questa, ma deve solo dare notizia dell’inizio dei lavori all'amministratore che, a sua volta, dovrà riferirlo agli altri condomini. Sarà poi onere di questi, se ritengono che il manufatto pregiudichi il decoro architettonico dell’edificio o la stabilità, chiederne la demolizione.-

      Elimina
  8. Buonasera Dott.Censori, abitiamo una palazzina con 3 piani ogni piano un proprietario .L'ultimo possiede un terrazzo calpestabile e fruito solo dal proprietario questo appartamento è coperto con asfalto in guaina che per problemi da infiltrazione ha bisogno di riparazione, noi altri su codesta copertura abbiamo le nostre singole antenne tv ora vorremmo sapere se le spese riguardo il terrazzo calpestabile e alla copertura in asfalto vanno divise e in quale modo,oppure tocca solo al legittimo usufruitore che è il proprietario. Grazie per le informazioni e cordiali saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel vostro caso, siccome il terrazzo viene utilizzato da tutti, anche se da qualcuno solo per le antenne TV, quindi la spesa va divisa in tre parti uguali.-

      Elimina
  9. Salve Dottor Censori non ho trovato l'apposita sezione per avere o fare una domanda in merito!
    In poche parole stò trattando di vendere una pizzeria piccola artigianale di 55mq per motivi gravi familiari ho fatto un annuncio online con un prezzo basso circa 18mila euro altrimenti a ottobre sarei costretto appunto a chiuderla per problemi....il locale è avviato 1 anno e mezzo,ma è vero che se la vendo ad un prezzo basso rispetto a quello che denunciato dopo 2-3 anni mi possono venire a reclamare perchè non credono o meglio calcolano un prezzo superiore in base agli incassi.....ad esempio se una pizzeria denuncia 60mila euro di incassi "non utili" e la pizzeria in questione è appena 1 anno e mezzo in futuro cosa può succedere per l'ufficio delle entrate...io in fin dei conti faccio tutto alla luce del sole,lo messo in vendita a cifre superiori ma oggi la gente preferisce tipo con 60mila euro aprirsela.....a come posso tutelarmi io e il compratore in futuro da eventuali accertamenti e vengono a dirmi che la pizzeria vale di più di quello percepito oppure dicendo che la pizzeria valeva di più rispetto alla cifra venduta?
    In fin dei conti se attobre sono costretto a chiudere per problemi di salute familiare...e mettendola a prezzi alti nessuno si faceva sentire,ad esempio appena messo 18 mila euro (è uscito un compratore)....cosi almeno riesco a prendere almeno la cifra che ho speso per l'arredo,non sono libero di SVENDERLA O VADO INCONTRO AD ACCERTAMENTI futuri perchè per loro in base all'incassi di 1 anno e mezzo in cui la possiedo varrebbe di più?
    Cè un alternativa per evitare questo che ho sentito dire e svenderla al prezzo che voglio?
    Perchè devo chiuderla e rimetterci l'arredo seminuvo di appena 2 anni?
    In attesa grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In caso di cessione di un'attività ad un prezzo molto basso, l'Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare delle verifiche per accertarsi che non ci sia stato un accordo tra le parti che prevedesse anche una quota in nero, quindi se la vendita della pizzeria viene fatta in regola non hai di che preoccuparti, a parte la perdita di carattere economico.-
      Ovviamente su eventuale richiesta potrai motivare la scelta della svendita, e il compratore potrà semplicemente vantarsi di aver concluso un ottimo affare.-

      Elimina
  10. Dott.Censori in un condominio primo secondo e terzo piano noi abitiamo il secondo ove due camere sono coperte da un terrazzo calpestabile usufruito esclusivamente dal proprietario essendo esso sua di propria pertinenza risulta agi atti notarili ora vorremmo sapere siccome su questo terrazzo per problemi di infiltrazioni bisogna intervenire con spese abbastanza rilevanti di chi sono gli oneri grazie per la informazione distinti saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qualora dell’uso del lastrico solare abbiano diritto esclusivo uno o alcuni dei condomini, questi ultimi concorrono nella misura di 1/3 al sostentamento delle relative spese, mentre i restanti 2/3 devono essere sostenuti da tutti i condomini (ivi eventualmente compresi quelli in precedenza citati) che fruiscono della copertura comune in proporzione delle rispettive quote millesimali (ex art. 1126).-

      Elimina
  11. Dott. salve sono uomo di 60anni che ha causa di un operazione all'anca ha avuto nel corso dell'operazione una complicanza che ha provocato dei problemi neurologici alla gamba. l'operazione è stata fatta nel 2016. Volevo chiederle se a distanza di anni 3 è possibile richiedere un risarcimento danni e se può indirizzarmi ad un ente che faccia tutela legale gratuita ed eventualmente con una percent. di utile sul risarcimento. Claudio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Claudio!
      SI!
      Dopo 3 anni è possibile richiedere un risarcimento danni, ti consiglio quindi di rivolgerti a un'associazione di difesa del malato che di solito è presente negli ospedali.-

      Elimina
  12. Gentile Avv.Censori,
    chiedo il Suo aiuto per il seguente quesito.
    Mia figlia,separata legalmente,ha attualmente un compagno e quest'ultimo,recatosi presso l'ufficio postale in cui ha acceso un conto postale,ha effettuato la seguente operazione, dopo aver ricevuto assicurazione da parte del funzionario preposto circa la validità di quella stessa operazione.
    Si tratta di questo: ha rilasciato una dichiarazione scritta affermando che in caso di sua premorienza,lasciava tutto ciò che si trovava sul suo conto a mia figlia.
    Preciso che la persona ha,come unici familiari viventi,un fratello ed una sorella.
    Poichè non sono convinto della valenza giuridica di tale disposizione,Le chiedo di delucidarmi in merito.
    Resto in attesa e anticipatamente ringrazio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rodolfo!
      I tuoi dubbi sono più che fondati!
      Infatti il documento, ammesso che esista realmente, non ha alcun valore giuridico in quanto solo con un testamento eventualmente anche olografo, si può disporre la destinazione dei propri beni compresi i saldi dei conti correnti bancari e postali.-

      Elimina
  13. Grazie Gianfranco per la consueta rapida e precisa risposta.
    Provvederò ad informare mia figlia ed il suo compagno che a questo punto dovrà modificare la sua manifestazione di volontà.

    RispondiElimina
  14. Salve avvocato , complimenti x il suo bel sito. Volevo chiederle : all atto di nascita so che un bimbo dovrà avere la residenza della mamma( nel caso in cui i genitori abbiano due residenze diverse). Fino qui
    Lo
    Sapevo. Ora le chiedo : è possibile poi in seguito , ad esempio dopo alcuni mesi ... 7/8 mesi spostare la residenza del bimbo con il
    Padre ? Oppure c’è da aspettare un determinato periodo? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rosa!
      La residenza del bimbo potete spostarla quando volete, ovviamente appena non avrà più bisogno dell'allattamento al seno, ma deve essere un cambio di residenza effettivo e non fittizio perché sono possibili dei controlli da parte dei servizi sociali del Comune.-

      Elimina
  15. Gentile Avv.Censori,
    chiedo il Suo parere per il seguente quesito.
    Persona maggiorenne, invalido al 100% con pensione di invalidità ed accompagnamento; penso trattasi di pensione assistenziale.
    Persona non interdetta nè inabilitata nè con amministratore di sostegno. Non possiede alcun bene.
    A seguito di reato penale dovrà risarcire anche la parte civile.
    Queste le mie domande.
    Detta persona risponderà con il solo reddito pensionistico ed in quale misura?
    I genitori sono obbligati al risarcimento oppure risponde solo l'invalido?
    Possono essere pignorati i mobili di casa ed i vestiti ed eventualmente quali?
    Nel caso in cui non possa risarcire alcunchè cosa succede?
    Grazie per la risposta.



    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rodolfo!
      - Non è pignorabile ne la pensione di invalidità civile ne l'indennità di accompagnamento.-
      - Essendo il figlio maggiorenne, i genitori non hanno alcun obbligo.-
      - Non possono essere pignorati ne i mobili di casa ne i vestiti, ma solo eventuali oggetti di valore, tipo quadri.-
      - Nel caso non possa risarcire alcunché al debitore non succede nulla, ma ovviamente non potrà più intestarsi ne beni mobili ne beni immobili e ne per esempio un'autovettura.-

      Elimina
    2. Grazie Gianfranco.
      La risposta che mia hai dato è chiarissima in punto di diritto.
      Rodolfo.

      Elimina
    3. Ciao Rodolfo!
      Prego!
      Alla prossima!!!

      Elimina
  16. Buongiorno dott.Censori. Sono Luisa. Non so se la pagina dove ho scritto sia quella giusta. Spero possa aiutarmi a risolvere questo problema.
    Qualche mese fa è deceduto il fratello, celibe, di cui sono erede con successione da farsi a breve, convivente fino alla sua morte con una compagna. Ora la signora, chiede, in considerazione di questa convivenza durata parecchi anni, di avere una specie di liquidazione rimanendo a vivere nella stessa casa dove aveva e ha tutt'ora la residenza, di proprietà del fratello deceduto, per un periodo che potrebbe essere di 5 anni a zero spese.
    Per una mia tutela, che tipo di scrittura si potrebbe fare? in forma privata, registrata come?, o preferibile presso notaio?
    E per quanto riguarda le tasse da pagare (esempio IMU) rimarrebbero a mio carico?
    Grazie ancora infinite e auguri per una serena Pasqua.


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Luisa!
      Per evitare ogni possibile contestazione futura è consigliabile stipulare un accordo con atto notarile dove sia indicato anche chi deve pagare le tasse sulla casa tipo IMU o TARI.-

      Elimina
  17. Gentile Avv. Censori,
    chiedo il Suo aiuto per il seguente quesito.
    La seminfermità, come la totale infermità mentale, obbliga al risarcimento del danno oppure lo esclude?
    Grazie per la risposta.
    Rodolfo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Rodolfo!
      Purtroppo non riesco a capire il senso della tua domanda, quindi se non mi spieghi meglio la questione non posso esserti d'aiuto.-

      Elimina
    2. Gentile Avv. Censori,
      a completamento della mia domanda, tento di aggiungere alcuni dettagli.
      Persona invalida 100% condannata in primo grado per reato penale ed anche al risarcimento ed alle spese legali e processuali.
      Maggiorenne, dispone di sola pensione invalidità con accompagnamento.
      Come può risarcire e pagare se la sua pensione non è pignorabile?
      Essendo stata riconosciuta in giudizio la semiinfermità mentale, viene esonerato dal pagamento?
      Grazie per la risposta.

      Elimina
    3. Ciao Rodolfo!
      La pensione non è pignorabile quindi il credito non è al momento risarcibile, ma non sei esonerato e dovrai eventualmente provvedere se cambierà la tua situazione economica o patrimoniale.-

      Elimina
  18. Grazie Gianfranco.
    Era una richiesta che ho fatto per conto di un soggetto invalido.

    RispondiElimina