mercoledì 4 marzo 2015

TFR in Busta paga, TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e TFS (Trattamento di fine servizio)

1) TFR IN BUSTA PAGA:

Dal 1° marzo 2015 i lavoratori dipendenti del settore privato possono chiedere che il TFR che, per legge viene accantonato dal datore di lavoro, venga erogato in busta paga:


Cos'è il TFR:

Il TFR (Trattamento di fine rapporto o più comunemente chiamato “liquidazione” viene considerato come salario differito. Si tratta cioè di una porzione di retribuzione spettante al lavoratore che si accumula mese per mese, ma che resta nelle disponibilità del datore di lavoro, e che poi viene restituita dallo stesso datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto di lavoro, oppure quando si va in pensione. Il TFR corrisponde a circa una mensilità all’anno: più precisamente si ottiene dividendo la retribuzione lorda per 13,5 e sottraendo la contribuzione dovuta all’INPS nella misura dello 0,5%.-


Chi può chiederlo in busta paga:


È previsto dalla Legge di Stabilità 2015 che il lavoratore possa chiedere al suo datore di lavoro che le quote accantonate mese per mese, vengano versate sullo stipendio. Possono richiedere il TFR in busta paga solo i lavoratori dipendenti del settore privato assunti da almeno sei mesi. Infatti i dipendenti pubblici non possono richiedere l'anticipo del TFR e neanche chi lavora in casa e nell'agricoltura. Nelle aziende con più di 50 dipendenti l’erogazione può iniziare subito. Per quelle più piccole inizierà il mese successivo al rilascio del via libera al datore di lavoro da parte della banca che anticipa le somme.-


Attenzione:

Se si decide di farsi versare il TFR in busta paga, non si può più tornare indietro per tre anni. Infatti la norma, introdotta in via sperimentale, vale fino al 30 giugno 2018.-

Convenienza:

Il TFR, se viene erogato quando si lascia il lavoro, viene tassato separatamente dal reddito di lavoro percepito, il prelievo fiscale è soggetto infatti a tassazione separata. Non fa quindi aumentare il reddito imponibile, ma viene tassato per conto proprio. Il prelievo fiscale sul TFR, quando si cessa il lavoro, varia a seconda del numero di anni di anzianità di servizio. Il risultato è una tassazione nella maggior parte dei casi tra il 23% e il 26% più bassa quindi dell’aliquota IRPEF ordinaria che viene calcolata sulla busta paga mensile e sulla denuncia annuale dei redditi. I calcoli sono piuttosto complessi e conviene rivolgersi a un CAF per capire quanto otteniamo subito in busta paga e quanto otterremmo a fine rapporto di lavoro. Se si sceglie l’erogazione in busta paga, la quota di stipendio in più verrà tassata con l’aliquota marginale superiore. Se si ha un reddito fino ai 15.000 euro verrà tassata al 23%; da 15.001 fino ai 28.000 euro al 27%; da 28.001 fino 55.000 euro al 38%; e così via, a cui si aggiungono le addizionali regionale e comunale.-


Incidenza sul reddito ISEE sugli assegni familiari e sulle detrazioni fiscali:


La busta paga resa più pesante dal TFR potrebbe avere effetti negativi sul reddito ISEE che serve per usufruire di molte prestazioni sociali. I soldi in più in busta paga incideranno anche sugli assegni familiari e sulle detrazioni per lavoro dipendente e per familiari a carico, che diminuiranno in relazione al reddito che aumenta. Non influiranno però sul diritto al bonus di 80 euro.-


Incidenza sui fondi pensione complementari:


Qualora un dipendente decidesse di optare per il TFR in busta paga destinerebbe anche la parte di liquidazione che viene accantonata nei fondi pensione.-



2) Disciplina del TFR (Trattamento di Fine Rapporto)

Il Trattamento di Fine Rapporto è un istituto previdenziale, a garanzia dei lavoratori, introdotto dalla Legge 297 del 1982.Il testo della Legge citata ha sostituito il vecchio articolo 2120 del Codice Civile.
Il Trattamento di Fine Rapporto è una forma di retribuzione differita, liquidata al momento della cessazione del rapporto di lavoro del lavoratore dipendente.
La Legge 297/82 ha disciplinato in maniera innovativa le modalità ed i criteri di calcolo per la determinazione dell’indennità dovuta dal datore di lavoro.-
La Legge, peraltro, prevede esclusivamente l’obbligo, per le aziende, di registrazione contabile delle quote di tfr che maturano annualmente e di erogazione delle somme al termine del rapporto di lavoro.

Il TFR si determina calcolando, per ciascun anno di servizio, un importo pari, e comunque non superiore, all’entità della retribuzione lorda dovuta per ogni annualità, divisa per il parametro fisso 13,5. La quota rappresenta quindi il 7,41% della retribuzione (precisamente il 6,91% corrisposto all’ex dipendente più lo 0,50% corrisposto all’Inps).
Tale importo viene rivalutato, su base composta, al 31 Dicembre di ogni anno, di una percentuale costituita dall’1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice Istat dei prezzi al consumo.-
Gli elementi che concorrono alla formazione del TFR sono numerosi e vanno dallo stipendio base alle indennità di funzione comprendendo, in via generale, tutti i compensi a carattere continuativo.

Il TFR è una indennità riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato.

La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.

Entro il 30 giugno 2007, o entro sei mesi dalla data di assunzione, se tale data è successiva al al 1° gennaio 2007, i lavoratori dipendenti sono stati o saranno chiamati ad effettuare una Scelta sulla Destinazione del proprio TFR.

Anticipazione del TFR


Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70% del trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto di lavoro alla data della richiesta.-
Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo, e comunque del 4%  del numero totale dei dipendenti.

La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:
  • eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
  • acquisto della prima casa di abitazione per se o per i figli, documentato con atto notarile.
L'anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti, dal trattamento di fine rapporto.

Fondo di garanzia


È istituito per l'Istituto nazionale della previdenza sociale il “Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto” con lo scopo di sostituirsi al datore di lavoro in caso di insolvenza del medesimo nel pagamento del trattamento di fine rapporto; di cui all'articolo 2120 del codice civile, spettante ai lavoratori o loro aventi diritto.
Trascorsi quindici giorni dal deposito dello stato passivo, reso esecutivo ai sensi dell'articolo 97 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero dopo la pubblicazione della sentenza di cui all'articolo 99 dello stesso decreto, per il caso siano state proposte opposizioni o impugnazioni riguardanti il suo credito, ovvero dalla pubblicazione  della sentenza di omologazione del concordato preventivo, il lavoratore o i suoi aventi diritto possono ottenere a domanda di pagamento, a carico del fondo, del trattamento di fine rapporto di lavoro e dei relativi crediti accessori (fino a 3 mensilità ) , previa detrazione delle somme eventualmente corrisposte.
I pagamenti sono eseguiti dal fondo entro 60 giorni dalla richiesta dell'interessato.-         


Trattenute fiscali


Il D. Lgs. 47/2000 ha modificato, per gli Accantonamenti effettuati a partire dal 1° Gennaio 2001, la tassazione sul TFR; attualmente, la situazione è la seguente:
quote + rendimenti ante 1.1.2001 tassaz. Sep.
quote post 1.1.2001……………….tassaz. Sep.
rendimenti post 1.1.2001..11% per periodo d’imposta.


Come si calcola la tassazione separata


1) La base imponibile
tfrc = (tfr1-309,87 x n1) + (tfr2 - riv01)
tfrc = tfr complessivo
tfr1 = tfr maturato al 31-12-2000
tfr2 = tfr maturato all'1.1.2001
n1 = numero di anni di accantonamento
riv01 = rendimento finanziario post 2001

2) L'aliquota da applicare
Si divide il tfrc per n1 e si moltiplica il risultato per 12 (mesi), ottenendo così il RAR (Reddito Annuale di Riferimento).
Si calcola l'aliquota Irpef media sul RAR.

3) La riliquidazione
L'imposta viene riliquidata dagli uffici finanziari in base all'aliquota media di tassazione relativa ai 5 anni precedenti a quello di maturazione del diritto alla percezione del TFR.


Trattenute fiscali su anticipazione del TFR

Per le anticipazioni del trattamento di fine rapporto si applicano le  stesse norme di tassazione sopra esposte, salvo conguaglio all'atto della liquidazione definitiva, come da circolare del ministero delle finanze n. 29/E del 20/03/2001.



3) TFS (Trattamento di Fine Servizio) x Statali e Dipendenti pubblici

TFS tempi blocchi

La legge di stabilità del 2014 ha stabilito tempi sempre più lunghi per la liquidazione del TFR (Trattamento di fine rapporto) e del TFS (Trattamento di Fine Servizio) dovuti a statali e dipendenti pubblici. Si deve attendere un periodo da 3 mesi e mezzo a 27 mesi. E se la prestazione supera un certo importo, la somma è frazionata in 2 o 3 rate annuali.
  • Per i pensionamenti per inabilità o decesso, blocco di 3 mesi e altri 15 giorni per consentire all’INPS di liquidare la domanda, in totale 3 mesi e mezzo.
  • Il blocco sale a un anno (cui si aggiungono i 3 mesi per lavorare la pratica; nel complesso 15 mesi per raggiungimento dei limiti di età o dei limiti di servizio, per cessazione del lavoro a tempo determinato o per risoluzioni unilaterali dell’amministrazione (esempio per gli esuberi).
  • Il blocco sale a 27 mesi (24+3) nei casi di dimissioni volontarie, per licenziamenti e destituzioni. Se si superano i tempi indicati l’INPS deve riconoscere sulle somme gli interessi di mora. Terminata l’attesa scatta un’altra norma di legge che divide in rate annuali la buonuscita quando supera i 50 mila euro lordi.
  • Se la buonuscita non supera 50 mila euro lordi il pagamento è completo.
  • Tra 50 mila e 100 mila euro lordi il pagamento è diviso due tranches annuali: 50 mila euro il primo anno e la rimanenza il secondo.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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80 commenti:

  1. Salve Dott. Gianfranco, mi conferma che x i lavori a detrazione edilizia al 50% bisogna dichiarare nel 730 l'importo totale anche nei successivi 10 anni, e se bisogna allegare la fattura ed anche i bonifici? grazie. Poi cosa fare in caso di ristrutturazione edilizia al 65% risparmio energetico seentito parlare di pratica enea? Mi puo aiutare nella procedura esatta? grazie

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    1. - SI! Per i lavori di ristrutturazione edilizia bisogna dichiarare nel 730 sempre l'importo totale con il numero della rata dell'anno che si porta in detrazione,allegando sempre la relativa documentazione.-
      - Per usufruire dello sconto per risparmio energetico occorre rispettare correttamente tutti gli adempimenti richiesti.
      E’ sempre necessario trasmettere all’Enea in via telematica la documentazione obbligatoria, diversa a seconda dell’intervento realizzato, entro novanta giorni dalla fine dei lavori. Tra la documentazione necessaria per il bonus del 65%, ricordiamo l’asservazione di un tecnico abilitato che attesta che l’intervento è conforme ai requisiti richiesti; l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica, che comprende i dati relativi all’efficienza energetica propri dell’edificio; la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

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  2. Gentile sig . Gianfranco,sono in pensione dal 01/12/2011 e ho percepito
    regolarmente il mio T F R il 19/01/2012 assieme a tutte le mie competenze finali.
    In data 29/09/2015 ho ricevuto una raccomandata da parte dell’Agenzia delle entrate
    dove mi invita a pagare € 837 perché dai loro conteggi sul T F R cosi risulta.Le illustro
    parte della lettera inviatami:
    “ Da un punto di vista pratico al momento dell’erogazione , il reddito è soggetto a una prima
    tassazione provvisoria effettuata dal datore di lavoro o direttamente da lei con un versamento
    in acconto, cui segue il conteggio conclusivo da parte dell’Agenzia delle Entrate.
    Dal nostro calcolo definitivo risulta che lei deve ancora versare € 837 come da prospetto
    allegato…………”
    Le chiedo gentilmente, come faccio ad essere sicuro del fatto che debba pagare questa cifra?
    Grazie per la sua gentilezza e buon lavoro
    Alessandro

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    1. Ciao Alessandro!
      Nel prospetto che ti è stato inviato dall'Agenzia delle Entrate deve risultare il reddito lordo complessivo dell'anno 2011, sul quale è stata calcolata la tassazione del TFR, quindi o riesci da solo a verificare se il reddito indicato è esatto o devi rivolgerti a un CAF con tutti i redditi del 2011 per farti fare il relativo controllo.-

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  3. Buongiorno sig. Gianfranco, la mia ditta deve trasferirmi dalla sede principale ad una nuova ditta della stessa proprietà ma con altra ragione sociale. Mi dicono che per far questo devo essere licenziato dalla ditta madre e poi riassunto dalla nuova ditta. In questo caso il TFR mi deve essere corrisposto automaticamente oppure passa nella nuova ditta? E aldilà del TFR cosa comporta questo passaggio a livello di tassazioni o altro?

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    1. Se vieni licenziato per essere riassunto da una nuova ditta deve esserti pagato il TFR e tutte le altre competenze maturate.-
      L'unico problema è che la nuova ditta potrà assumerti inquadrandoti allo stesso livello e quindi con la stessa retribuzione ma perderai gli eventuali scatti di anzianità maturati.-

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  4. Buongiorno Sig. Gianfranco,
    avrei una domanda per lei.
    La ditta par la quale lavoro ha deciso di erogare delle anticipazioni tfr a tutti i dipendenti per alleggerire il carico dell'azienda.
    E' una cosa che si può fare? Esiste una normativa al riguardo?
    La ringrazio in anticipo e le auguro una buona giornata.

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    1. NO!
      La normativa prevede la possibilità di anticipare il TFR ai lavoratori solo per l'acquisto della prima casa o per spese mediche straordinarie, quindi se i lavoratori non sono d'accordo possono rifiutare l'anticipo.-

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  5. Sono un operaio agricolo a tempo determinato volevo sapere se il tfr mi viene pagato a fine contratto anche se dopo un mese mi rifanno il contratto nuovo sempre a tempo determinato grazie

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    1. SI!
      Il TFR deve esserti corrisposto comunque alla scadenza del contratto anche se dopo un mese te ne rifaranno un altro.-

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  6. Buonasera Signor Gianfranco sono un operatore socio sanitario, mi sono licenziato da soc.coop.sociale il giorno 16 ottobre rispettando i 15 giorni di preavviso così come da accordi. Dal 1 ottobre sono svincolato ed ora lavoro sotto privato. Volevo possibilmente sapere quali sono i termini di tempo per erogare tfr sotto società cooperativa sociale in ambito sanitario, che attendo tutt' ora dal mio ex datore . Aspetto saldo di 12 mesi contratrtto a tempo indeterminato come lavoratore terziario... Grazie ...Luca.

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    1. Ciao Luca!
      La normativa prevede che il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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    2. Grazie Sig Gianfranco per la tempestività . Distinti saluti

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    3. Ciao Luca!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  7. Salve signor Gianfranco io aspetto il mio TFR da sette mesi da l'INPS ho fatto mille solleciti 2 mesi fa mi hanno detto che erano pronti a liquidare invece nulla la somma e di 8 mila metà a me e metà a una finanziaria per quale avevo un prestito del quinto dello stipendio 50 miei colleghi sono stati liquidati entrò 60 giorni potrei denunciare ai carabinieri grazie non di più che fare nenche il mio sindacato grazie.....

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    1. Ciao Antonio!
      Se i tuoi colleghi sono stati liquidati entro 60 giorni e Tu no, vuol dire che che nella Tua pratica c'era un qualche problema, magari legato alla finanziaria con la quale avevi la cessione del quinto, devi quindi verificare o direttamente con l'INPS o tramite il sindacato il motivo per cui la tua pratica è bloccata.-

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  8. Buon giorno signor Gianfrancoo , vorrei sapere se ho lavorato per 7 anni (2009 -2015)stagione estiva , quindi contrattto determinato con la stessa ditta e non mi e stato pagato mai il TFR , dopo 5 anni ho capito che se prescrive , ma i ultimi 2 anni (2014-2015)dopo li posso chiedere , ho diritto? grazie in anticipo

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    1. SI!
      I crediti da lavoro si prescrivono in 5 anni quindi hai diritto al pagamento del TFR degli ultimi 5 anni, aprendo se necessario una vertenza sindacale per il recupero di tutto quello che ti spetta.-

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  9. Antonio DeMaio28 ottobre 2015 16:26

    Buongiorno signor Gianfranco, mio padre è andato in pensione quota 96 - L.fornero - a settembre 2014 e vorrei sapere quando sarà liquidato il tfr e se fosse possibile un'anticipazione per motivi economici

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    1. Ciao Antonio!
      Tuo padre era un lavoratore del settore pubblico o privato?
      Infatti la normativa è diversa!

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    2. lavorava alla provincia. Quindi pubblico.
      Correggo quota 96 pre fornero

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    3. Ciao Antonio!
      La legge di stabilità del 2014 ha stabilito tempi sempre più lunghi per la liquidazione del TFR (Trattamento di fine rapporto) e del TFS (Trattamento di Fine Servizio) dovuti a statali e dipendenti pubblici. Si deve attendere un periodo da 3 mesi e mezzo a 27 mesi. E se la prestazione supera un certo importo, la somma è frazionata in 2 o 3 rate annuali.
      - Per i pensionamenti per inabilità o decesso, blocco di 3 mesi e altri 15 giorni per consentire all’INPS di liquidare la domanda, in totale 3 mesi e mezzo.
      - Il blocco sale a un anno (cui si aggiungono i 3 mesi per lavorare la pratica; nel complesso 15 mesi per raggiungimento dei limiti di età o dei limiti di servizio, per cessazione del lavoro a tempo determinato o per risoluzioni unilaterali dell’amministrazione (esempio per gli esuberi).
      - Il blocco sale a 27 mesi (24+3) nei casi di dimissioni volontarie, per licenziamenti e destituzioni. Se si superano i tempi indicati l’INPS deve riconoscere sulle somme gli interessi di mora. Terminata l’attesa scatta un’altra norma di legge che divide in rate annuali la buonuscita quando supera i 50 mila euro lordi.
      Se la buonuscita non supera 50 mila euro lordi il pagamento è completo.
      Tra 50 mila e 100 mila euro lordi il pagamento è diviso due tranches annuali: 50 mila euro il primo anno e la rimanenza il secondo.

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  10. Buonasera dovrei dare 2 mesi di preavviso ed ho chiesto :

    Io sottoscritto ….............. con la presente intendo rassegnare in data odierna le mie dimissioni volontarie. Nell'impossibilità di rispettare il pieno il periodo di preavviso stabilito dalle norme contrattuali, chiedo cortesemente di essere esonerato, in parte, dall'obbligo del preavviso senza che mi venga richiesta alcuna indennità sostitutiva. Vogliate quindi considerare quale termine ultimo del mio rapporto di lavoro la data del 16/11/2015 .
    Mi sono state accettate e controfirmate ma verbalmente mi e' stato riferito che visto che non rispetto il preavviso mi verranno decurtati i giorno che non faccio.
    Allora ho chiesto che modificavo la data ultima ma mi e' stato negato in quanto ormai gia' stabilito il tutto .
    Mi possono chiedere l'idennita sostitutuiva?.
    Saluti Angelina.

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    1. Ciao Angelina!
      Purtroppo SI!
      La normativa prevede che se con le dimissioni non vengono rispettati i termini di preavviso, il datore di lavoro può detrarre dalle competenze maturate dal lavoratore tanti giorni di paga quanti sono i giorni di mancato preavviso.-

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  11. Giorno lavoro in una società cooperativa arl come socio operaio editoria. Ho lavorato per tre anni poi la titolare ci ha fatto firmare le dimissioni ma senza retribuzione del tfr maturato.per poi riassumere con nome cooperativa differente. Ora mi chiedo il tfr ci aspetta di diritto la titolare della cooperativa dice che non ci aspetta malattia ferie tfr e tredicesima come è possibile se nel cud tfr maturato risulta.? Grazie in anticipo per la risposta

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    1. Vi spetta tutto quello che avete maturato, e vi consiglio di rivolgervi eventualmente a un sindacato per farvi tutelare ed assistere per il meglio.-

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  12. Buongiorno Dott. Gianfranco,
    l'azienda dove lavoravo da Novembre 2013 ha deciso di aprire una nuova azienda dal 15.06.15 con trasferimento dei dipendenti lasciando il TFR e giorni maturati sulla "vecchia" azienda per non indebitare fin da subito la nuova azienda.
    Ad oggi la parte relativa alla ferie e giorni maturati compreso la tredicesima sono stati saldati solo per alcuni dipendenti mentre il TFR non è stato in alcun modo pagato.
    Hanno scelto di aprire una nuova azienda con lo spostamento dei dipendenti, perché l'azienda "vecchia" aveva ricevuto lo scorso Maggio una cartella esattoriale per degli sgravi fiscali europei ricevuti con la legge Monti nel '97 e che non era in grado di pagare.
    Il titolare assieme al suo consulente dicono che dobbiamo aspettare che la "vecchia" azienda venga dichiarata fallita per poter richiedere all'Inps il pagamento del TFR in quanto la "vecchia" azienda non ha più liquidità ed i clienti che dovevano saldare fatture precedenti ovviamente hanno capito la situazione e non pagano.
    Vorrei capire da lei, come devo comportarmi per non rischiare di perdere questi soldi visto che sono una mamma single con due bambini da mantenere.
    La ringrazio molto per il suo aiuto
    Buona giornata

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    1. Ti consiglio di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio!
      Infatti dovrai attendere il fallimento dell'azienda per poter percepire il TFR, e i tempi saranno probabilmente lunghi comunque, ma almeno non rischierai di perdere tutto.-

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  13. Buonasera Dott Censori Vorrei cambaire posto di lavoro, sono stato in ferie per un mese , non ho ancora trovato lavoro , l'azienda mi fa 3 proposte :
    Do io le dimissioni senza preavviso e non mi viene trattenuta alcuna idennita' per il preavviso non fatto.

    Mi licenziano loro con un verbale di conciliazione ( ma non e' nella mia intenzione conciliare)

    Oppure rientrare al lavoro cambiandomi mansione ( sempre con un verbale di conciliazione)

    Chiedo posso abbassarmi il livello di inquadramento e stipendio? senza la mia volonta?
    Saluti
    Angela

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    1. Ciao Angela!
      Se presenti le dimissioni non averai diritto all'indennità di disoccupazione, quindi ha senso solo se hai un nuovo lavoro in vista, altrimenti resti senza lavoro e senza alcuna indennità.-
      Verbale di conciliazione significa che che ti chiamano alla direzione provinciale del lavoro, e in quella sede nella prima opzione dovrai impegnarti per iscritto a non impugnare il licenziamento, e nella seconda opzione dovrai impegnarti sempre per iscritto ad accettare un cambio di mansione che comporta un abbassamento di livello e quindi di stipendio.-

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  14. BUONGIORNO,SONO CLAUDIA....VORREI AVERE UN INFORMAZIONE,E' DECEDUTA MIA NONNA E DOBBIAMO DARE IL TFR ALLA BADANTE.UNA VOLTA CALCOLATA LA SOMMA COSA SI DEVE FARE?COME SI CONSEGNA,C E' UN MODULO APPOSITO O QUALCOSA DEL GENERE?INOLTRE UNA VOLTA DATO I SOLDI DOBBIAMO COMUNICARE A QUALCUNO TIPO AGENZIA DELLE ENTRATE ETC?SPERO IN UNA RISP.
    GRAZIE MILLE.

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    1. Ciao Claudia!
      Se la badante viene retribuita con busta paga, chi emette le buste paga deve emetterne una apposita con il TFR, e la badante deve sottoscriverne una copia.-
      Non sono previste altre incombenze per il datore di lavoro.-

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  15. Salve dottore
    Un mio dipendente a tempo detterminato finito a settembre ,mi chiede i soldi del tfr (settore agricolo)
    Avevamo patuito 1100 euro al mese ,le buste paghe sono arrivate da 900 o da 1200 ,ma comunque io o sempre dato quell'importo
    L,ultima busta e 1800 compreso i tfr,per me non sa leggere la busta ,perche mi chiede 700 euro anche se facendo la somma di tutti bonifici gli o dato 4750 euro per 4 mesi e le buste fanno un tottale di 5028 ,secondo me dovrei dargli altri 278 euro ,ma lui nn risponde piu al tl e manda solo sms intimidatori ,cosa devo fare?e a chi mi posso rivolgere ?

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    1. Il Tuo discorso non fa una piega!
      Il problema è se l'orario di lavoro effettuato dal dipendente è quello che risulta in busta paga, perché la differenza di retribuzione tra un mese e l'altro è piuttosto elevata.-
      Se le buste paga sono "regolari" non ci sono problemi, puoi quindi liquidare la differenza di 278 euro e il discorso è chiuso.-
      Se invece c'è una qualche anomalia, forse è il caso che cerchi di metterti d'accordo con il dipendente.-
      Puoi eventualmente rivolgerti a un'associazione agricola tipo CONFAGRICOLTURA.-

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  16. buongiorno vorrei sapere se il tfr viene pagato anche con un contratto di appena tre mesi. il datore e obbligato a versare i soldi del tfr? oppure come funziona?grazie

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    1. Ovviamente SI!
      L'importo del TFR è pari a una mensilità aggiuntiva per ogni anno di lavoro, quindi per un rapporto di lavoro di 3 mesi, l'importo spettante è pari a 3/12 della retribuzione mensile.-
      Per esempio per una retribuzione di 1.200 euro mensili, il TFR maturato sarà pari a 300 euro (1.200 : 12 x 3).-

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  17. Buonasera dott. Censori,
    sono stato impiegato con contratto a tempo indeterminato per quasi 13 anni in un'industria alimentare con meno di 50 dipendenti ( il contratto collettivo è quello per piccole e medie imprese). Il 11/12/2015 sono stato licenziato per giusta causa. Le chiedo cortesemente informazioni in merito al mio TFR maturato in questi anni e lasciato in azienda:
    -) quanto tempo ha l' azienda per pagare il TFR? (premetto che non naviga in ottime acque finanziarie)
    -) posso chiedere all'azienda di rateizzare l'importo, circa 21000 euro, per avere i soldi in più trance e l'azienda è obbligata ad accontentarmi?
    -) l'azienda ha per legge diritto a pagarmi l'interno importo l'ultimo giorno utile?

    La ringrazio anticipatamente per le risposte sempre competenti

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    1. Il TFR per legge va corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, ma la parti possono concordare una rateizzazione fino a 6 mesi.-

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  18. Buonasera dott. Censori,
    Ho richiesto a maggio 2015 l'Anticipo del TFR contratto ccnl
    con relativa documentazione (10 mila euro) ma ad oggi l'azienza prende ancora tempo. Potrei sapere i tempi di "ATTESA" consentiti dalla legge ???
    Grazie Maria

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    1. Ciao Maria!
      L'anticipo del TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data della richiesta e comunque entro il 31 dicembre dell'anno in cui viene richiesto.-

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  19. Buonasera Dott.,
    ho richiesto anticipo del tfr e mi dovrebbero essere corrisposte 7000€ nette; questo so che va a fare cumulo per il 730 del 2017 ma volevo chiederLe se perderò anche il diritto al bonus Renzi. il mio irpef lordo è 23073,79 ( busta paga di dic 2015) e per il 2015 mi spettavano 856€ del bonus.
    grazie mille

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    1. Purtroppo SI!
      L'anticipo del TFR è comunque un reddito che va ad incidere nel limite dei 26.000 euro, superato il quale si perde il diritto al bonus Renzi per tutto l'anno.-

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    2. che ingiustizia però! ci tassano qunado ce lo danno , ci tassano nel 730 e perdiamo pure il bonus! grazie mille per la risposta.
      Emanuela

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    3. Ciao Emanuela!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  20. Buongiorno le chiedo cortesemente un parere..
    il mio datore di lavoro ha deciso stamattina di liquidarci il TFR mensilmente ed entro domani mattina dobbiamo firmare questi fogli . Si puo fare una cosa del genere?

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    1. NO!
      La normativa prevede che dal 1° marzo 2015 i lavoratori dipendenti del settore privato possono chiedere che il TFR che, per legge viene accantonato dal datore di lavoro, venga erogato in busta paga, quindi è una scelta del lavoratore e non può pertanto essere imposta dal datore di lavoro.-

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  21. buongiorno gianfranco, sono un'ex dipendente di una società in in amministrazione controllata, dopo 4 anni di cigs siamo entrati in mobilità. nel 2007 ho versato il mio tfr ad un fondo di previdenza complementare, a questo punto sono entrata in confusione! il tfr maturato negli anni di cigs lo versa in automatico l'inps o dobbiamo richiederlo su apposito modulo? e il tfr maturato invece con il fondo complementare, una volta ammesso al passivo a chi lo dobbiamo chiederlo all'inps o al fondo?
    troppa confusione! e chi ne paga è sempre il cittadino!
    grazie per l'aiuto
    saluti mimma

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    1. Ciao Mimma!
      Una volta che avete scelto di destinare il TFR a un fondo complementare è il datore di lavoro che deve provvedere ai versamenti fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro.-
      Se il datore di lavoro non provvede, dovrà provvedere il fondo di garanzia dell'INPS al versamento.-
      Se il TFR viene lasciato in azienda, alla cessazione del rapporto di lavoro si ha diritto alla liquidazione del saldo, mentre se è stato destinato a un fondo di previdenza complementare il saldo rimane al fondo anche se cessa il rapporto di lavoro, per garantire una seconda pensione, e può essere richiesta una liquidazione parziale solo in presenza di determinati requisiti previsti dal fondo stesso.-

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  22. Gentile dottor Censore, mio padre é un dipendente da 35 anni di poste italiane. Ha fatto richiesta da circa 18 mesi del tfr anticipato per sostenere spese sanitarie. É normale che non sia ancora pervenuto? La ringrazio

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    1. NO!
      Non è normale!
      L'anticipo del TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro la fine dell'anno nel quale viene richiesto, quindi il ritardo non è giustificabile, consiglio pertanto a Tuo padre di verificare se c'è stato un disguido o comunque cos'è effettivamente successo.-

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  23. Buonasera Dott. Censori, Le chiedo se una coppia regolarmente sposati, con moglie disoccupata e marito con reddito netto circa 30 mila,con figlio e moglie a carico, la moglie visto che e' disoccupata, puo non pagare la retta scolastica? Grazie a presto

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    1. Un figlio ha due genitori, quindi anche se la madre è disoccupata, ai fini del del diritto ad eventuali agevolazioni conta il reddito del padre, e di solito l'esenzione alla retta scolastica è legata alla certificazione ISEE nella quale appunto rientrano i redditi di entrambi i genitori.-

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  24. Buongiorno dott. Censori,
    sono stato dipendente in ruolo del SSN per circa 15 anni continuativi, dal 1999 al 2013, in cui ho lavorato senza mai alcuna interruzione del rapporto in diverse Aziende Sanitarie e Ospedaliere Italiane, trasferendomi con varie mobilità volontarie. Nell’ultimo Ente in cui avevo prestato servizio (dal 2003 al 2013), causa varie vicissitudini di salute e famigliari, fui costretto a interrompere il rapporto tramite dimissioni volontarie. Ora, guardando le fotocopie del mod. TFR 1 che l’Azienda in cui ho lavorato ultimamente ha trasmesso all’INPS per il pagamento del TFR, relativamente ai servizi da me prestati e relativi periodi lavorati, ho letto che essi coprono un arco temporale che va dalla mia data di trasferimento/assunzione presso di loro fino alla data delle mie dimissioni volontarie , ovvero dal 2003 al 2013. Vorrei quindi capire in che modo l’INPS potrà liquidarmi le quote di TFR maturato presso le Aziende Sanitarie/Ospedaliere in cui lavorai precedentemente. Chi è che dovrebbe riconoscermi e pagarmi quella parte di TFR ? L’INPS o l’ultima Azienda in cui ho lavorato o le rispettive singole Aziende ? Ed io dovrei fare qualcosa in particolare (domande o altro, e rivolte a chi?) per l’ottenimento di quei 4 anni (1999-2002) di TFR?
    Grazie anticipatamente per la risposta
    Cordiali saluti
    Ubaldo

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    1. Ciao Ubaldo!
      Al pagamento del TFR maturato deve comunque provvedere l'INPS ex INPDAP, ma le singole Aziende dove hai lavorato dovrebbero aver già provveduto a suo tempo a trasmettere i dati all'INPS, Ti consiglio quindi di rivolgerti a un patronato per verificare se la Tua pratica è a posto.-

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  25. Buongiorno Avv.to,

    spero sia la sezione giusta per porle una domanda: a fine gennaio 2015 sono stato licenziato (dipendente privato). Ho ricevuto per sette mesi l’aspi dopodiché, fortunatamente, sono stato assunto presso altra azienda.
    Naturalmente, per far valere i miei diritti, ho dovuto affidarmi ad un sindacato in quanto, oltre al legittimo tfr l’azienda precedente non mi aveva pagato gli ultimi tre mesi di stipendio, la tredicesima ecc. ecc.
    Dopo alcuni mesi ho firmato (anche se mal volentieri però purtroppo in Italia funziona così) un verbale nel quale si certificava che l’azienda mi avrebbe pagato (metà somma subito ed il resto in quattro rate mensili, cosa che poi è avvenuta regolarmente) 29.000 euro (per 13 anni di lavoro) a chiusura di tutto il contenzioso specificando appunto, nel verbale che quella cifra era a copertura di Tfr, tredicesima e quattordicesima 2014 non pagate, mensilità 2014 non pagate, permessi 2014 non pagati.
    La somma è stata versata nel corso dell’anno 2015.
    Preciso infine che il cud 2015 è stato più volte modificato perché ho preteso che fosse relativo a quanto mi avevano effettivamente pagato nel 2014 e non a quanto avrebbero dovuto pagarmi, per cui sono stato anche costretto ad affidarmi ad un caf per il 730.
    Ora che devo presentare il 730 per i redditi 2015 cosa succede? A parte il cud dell’inps per sette mesi di aspi ed il cud per quattro mesi della nuova azienda presso cui lavoro, il mio ex datore di lavoro dovrebbe consegnarmi il cud relativo al solo mese di gennaio 2015.
    Ma lì cosa dovrò trovare? Come dovrò (se dovrò) dichiarare i 29.000 euro avuti nel 2015 con cui ho chiuso tutti i rapporti?
    La ringrazio per la sua pazienza e professionalità.

    Mario.

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    1. Ciao Mario!
      Se il CUD 2015 hai preteso che fosse relativo solo a quanto ti avevano effettivamente pagato, adesso nel CUD 2016 troverai quello che ti è stato pagato nel 2015 con il quale anche quest'anno dovrai affidarti al CAF per il 730.-

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    2. Mi scusi Avv.to ma quello che non riesco a capire è se il cud 2015 riporterà anche la somma di € 29.000 frutto di un accordo tra le parti e comprensiva del tfr e , nel caso, se dovrò pagare le tasse anche su quella cifra. Oppure quell'importo ottenuto "a forfait" è stato riconosciuto al netto della normale tassazione.

      Grazie ancora.

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    3. SI!
      Il CUD 2016 riporterà anche la somma di 29.000 frutto di accordo tra le parti, che comunque è soggetto a tassazione separata, quindi non inciderà sul 730.-

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  26. Buonasera avvocato volevo sapere se mia mamma ha diritto all'assegno sociale visto che mio papà percepisce una pensione di euro 821,00 mensili e non hanno altri redditi. Ma di che importo sarà l'assegno sociale di mia mamma se ne avrà diritto grazie sempre molto gentile e molto competente

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    1. Ciao Barbara!
      Il limite di reddito annuale per il diritto all'assegno sociale di un pensionato coniugato è di euro 11.661,26 euro, quindi Tua madre avrà diritto solo alla differenza che consentirà insieme a tuo padre di raggiungere complessivamente il suddetto limite.-

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  27. Buongiorno dott Censori
    Ho lavorato in somministrazione per quasi due mesi,firmando la scelta del TFR opzione 1 cioè NoN venga destinato a forme pensionistiche e continui ad essere regolato secondo le previsioni dell'art 2120.
    Nella busta paga mi trovo il cod TF 140 alla voce tfr trattenuta fondo pensione € ...
    Ho fatto presente all'agenzia interinale la quale mi ha risposto che è corretto!
    Un suo giudizio?
    Grazie

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    1. I casi sono due!
      - O per errore Tu hai barrato nel modulo la casella errata!
      - O il datore di lavoro per errore ha indicato fondo pensione in busta paga!
      Ti consiglio quindi di verificare con la ditta cos'è effettivamente successo, perché presumo che non si astato effettuato alcun versamento al fondo pensione, senza averti fatto sottoscrivere la relativa modulistica.-

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  28. Il foglio con l'opzione barrata è corretto.
    L'agenzia di somministrazione che sarebbe il mio datore,mi ha specificato che si tratta di una normativa inps,messaggio n 3678, conguaglio del contributo aggiuntivo IVS 0,50% ex legge 297/1982 nella restituzione dello sgravio contributivo sulle retribuzioni di secondo livello...io non ne so nulla, in precedenti posti di lavoro al termine contrattuale non ho mai visto questa voce.
    Grazie per la risposta.

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    1. Un datore di lavoro non può versare dei soldi a un fondo pensione senza una Tua preventiva adesione, tramite sottoscrizione della relativa domanda di adesione al fondo stesso, quindi se il versamento è ancora in sospeso il datore di lavoro può comunque provvedere alla liquidazione del TFR maturato senza problemi.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  29. Buongiorno volevo sapere ad oggi aprile 2016 la tassazione sul TFR.

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    1. Ciao Pasquale!
      Calcolo tassazione separata TFR: la regola generale per calcolare il TFR netto
      L’erogazione del TFR netto ai lavoratori dipendenti è soggetto al regime della tassazione separata disciplinata dall’articolo 17 del TUIR.
      Il principio generale prevede che, nel rispetto del principio di equità dell’imposizione fiscale, il reddito prodotto su più anni non venga tassato con le aliquote di riferimento dell’anno di incasso ma con un’aliquota media.
      A questo proposito, per passare dal TFR lordo al TFR netto è necessario considerare due elementi fondamentali:
      - numero di anni e frazioni di anni di anzianità di servizio;
      - aliquote IRPEF relative agli anni oggetto di calcolo.
      In questo modo, la tassazione è sensibilmente inferiore a quella che si avrebbe applicando l’aliquota IRPEF ordinaria al momento dell’erogazione del TFR netto.
      Inoltre, tanto per complicare ancor di più le cose, l’imposta calcolata non è a titolo definitivo poiché è previsto che l’Agenzia delle Entrate ricalcoli l’imposta, sulla base dell’aliquota media degli ultimi 5 anni di lavoro.
      Nel caso in cui l’importo risulti essere superiore, sarà direttamente l’Agenzia delle Entrate a richiedere la differenza al lavoratore.
      Calcolo tassazione separata TFR: il procedimento da seguire
      Una volta determinato il TFR lordo (come somma degli accantonamenti annuali rivalutati) occorre calcolare il TFR netto.
      Il datore di lavoro, che opera come sostituto d’imposta, dovrà seguire il seguente procedimento:
      - determinare la base imponibile come somma dei TFR accantonati nel corso degli anni e opportunamente rivalutati;
      - determinare il reddito di riferimento;
      - determinare l’aliquota media di tassazione;
      - calcolare l’imposta (IRPEF).
      Successivamente, l’Agenzia delle Entrate ricalcolerà l’imposta con riferimento all’aliquota media risultante dalle dichiarazioni fiscali degli ultimi 5 anni.

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    2. Grazie mille per la risposta.

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    3. Ciao Pasquale!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  30. Salve signor Giancarlo avrei una domanda da farle allora mio padre è deceduto un anno fa ed era un impiegato pubblico ha noi familiari ci hanno già pagato la liquidazione ora però è arrivata un altra lettera che dice liquidazione con ri liquidazione Buona uscita con importo diverso dalla liquidazione che abbiamo presocosa vio dire grazie

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    1. Vi consiglio di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per una verifica del calcolo del TFR di Tuo padre.-

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  31. Buona sera ..volevo sapere dopo quanto tempo il datore di lavoro deve pagare il tfr e tutte le spettanze al dipendente dimissionario? esiste un limite di tempo e se si quale!! grazie

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    1. La normativa prevede che tutte le spettanze escluso il TFR devono essere corrisposte al lavoratore entro 30 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, mentre il TFR entro 60 giorni.-

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  32. Buon giorno dott. Gianfranco sono una guardia non armata.
    Lavoro per una srl l'anno scorso la ditta ci ha fatto licenziare e riassumere sempre con lo stesso contratto sempre lo stesso lavoro ma il nome della srl e diverso anche il titolare e non mi pagano il TFR e non hanno fatto il conguaglio fra la vecchia ditta e la nuova sul Cud dice che mi hanno pagato ma non é cosi adesso devo fare il 730 e mi trovo con 2 cud e un reddito annuo più alto senza aver preso i soldi del tfr come mi devo comportare con la azienda.
    Grazie in anticipo per la risposta .

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    1. Purtroppo con l'azienda nuova non puoi fare nulla!
      Infatti il TFR deve esserti corrisposto dalla vecchia azienda, e devi pertanto verificare se risulta cessata, se risulta fallita o altro, Ti consiglio pertanto di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  33. Buongiorno, mi chiamo Luca, sono un lavoratore dipendente di un'azienda metalmeccanica, ho quasi vent'anni di anzianità aziendale e vorrei chiedere l'anticipazione TFR per estinguere parte del mutuo: è possibile richiederla per ridurre il mutuo o solo in caso di estinzione dello stesso?
    La ringrazio.
    Cordiali saluti, Luca.

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    1. Ciao Luca!
      Purtroppo NO!
      La normativa non prevede un'anticipo del TFR per ridurre o estinguere un mutuo.-

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  34. Buongiorno Dott. Censori,mi chiamo Osvaldo e da 8 anni lavoro per una azienda metalmeccanica con molti dipendenti (ben più di 50) come impiegato addetto vendite. Da circa 5 anni ho scelto di versare il TFR in un fondo di previdenza integrativa privata (PIP). A fine dell'anno cesserò il rapporto di lavoro per scelta e dal prossimo anno sarò un lavoratore autonomo a p.iva. A questo punto vorrei tornare in possesso di tutto o della maggior parte del TFR, anche per poter supportare le spese della nuova attività. Quale consiglio mi può dare? Posso richiedere al datore di lavoro di non versare più al PIP il mio TFR ma di averlo in busta per gli ultimi mesi? Come posso recuperare i soldi versati? Come mi consiglia di agire?
    Grazie in anticipo per la risposta.
    Cordiali Saluti.
    Osvaldo

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    1. Ciao Osvaldo!
      Il riscatto:
      Prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo 252/05 era sufficiente cambiare lavoro per riscattare il proprio fondo pensione. Ora non più: se cambi lavoro potrai trasferire i versamenti pregressi in un nuovo fondo ma non potrai uscirne.
      Tuttavia la legge prevede due casi particolari di riscatto:
      - riscatto totale: in caso di inoccupazione superiore a 4 anni (48 mesi) puoi riscattare per intero il tuo fondo pensione. Ossia uscire definitivamente dalla previdenza complementare per fare del ricavato ciò che meglio credi. Questo è un peggioramento della situazione precedente, perché non basta che tu cambi lavoro o che resti disoccupato per un breve periodo per riavere indietro i tuoi soldi;
      - riscatto parziale (max 50%) in caso di inoccupazione per un periodo compreso tra i 12 e i 48 mesi o nel caso di iscrizione a liste di mobilità o cassa integrazione.
      Nella seconda ipotesi (più verosimile) potrai riavere indietro il 50% del controvalore attuale del tuo fondo pensione, che a sua volta dipenderà dalla linea di investimento scelta. Per colpa di certi trabocchetti non potrai essere certo di riavere indietro per intero quanto versato, ma quanto meno eviterai di congelare i tuoi soldi per lunghi periodi.-

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