mercoledì 4 marzo 2015

TFR in Busta paga, TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e TFS (Trattamento di fine servizio)

1) TFR IN BUSTA PAGA:

Dal 1° marzo 2015 i lavoratori dipendenti del settore privato possono chiedere che il TFR che, per legge viene accantonato dal datore di lavoro, venga erogato in busta paga:


Cos'è il TFR:

Il TFR (Trattamento di fine rapporto o più comunemente chiamato “liquidazione” viene considerato come salario differito. Si tratta cioè di una porzione di retribuzione spettante al lavoratore che si accumula mese per mese, ma che resta nelle disponibilità del datore di lavoro, e che poi viene restituita dallo stesso datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto di lavoro, oppure quando si va in pensione. Il TFR corrisponde a circa una mensilità all’anno: più precisamente si ottiene dividendo la retribuzione lorda per 13,5 e sottraendo la contribuzione dovuta all’INPS nella misura dello 0,5%.-


Chi può chiederlo in busta paga:


È previsto dalla Legge di Stabilità 2015 che il lavoratore possa chiedere al suo datore di lavoro che le quote accantonate mese per mese, vengano versate sullo stipendio. Possono richiedere il TFR in busta paga solo i lavoratori dipendenti del settore privato assunti da almeno sei mesi. Infatti i dipendenti pubblici non possono richiedere l'anticipo del TFR e neanche chi lavora in casa e nell'agricoltura. Nelle aziende con più di 50 dipendenti l’erogazione può iniziare subito. Per quelle più piccole inizierà il mese successivo al rilascio del via libera al datore di lavoro da parte della banca che anticipa le somme.-


Attenzione:

Se si decide di farsi versare il TFR in busta paga, non si può più tornare indietro per tre anni. Infatti la norma, introdotta in via sperimentale, vale fino al 30 giugno 2018.-

Convenienza:

Il TFR, se viene erogato quando si lascia il lavoro, viene tassato separatamente dal reddito di lavoro percepito, il prelievo fiscale è soggetto infatti a tassazione separata. Non fa quindi aumentare il reddito imponibile, ma viene tassato per conto proprio. Il prelievo fiscale sul TFR, quando si cessa il lavoro, varia a seconda del numero di anni di anzianità di servizio. Il risultato è una tassazione nella maggior parte dei casi tra il 23% e il 26% più bassa quindi dell’aliquota IRPEF ordinaria che viene calcolata sulla busta paga mensile e sulla denuncia annuale dei redditi. I calcoli sono piuttosto complessi e conviene rivolgersi a un CAF per capire quanto otteniamo subito in busta paga e quanto otterremmo a fine rapporto di lavoro. Se si sceglie l’erogazione in busta paga, la quota di stipendio in più verrà tassata con l’aliquota marginale superiore. Se si ha un reddito fino ai 15.000 euro verrà tassata al 23%; da 15.001 fino ai 28.000 euro al 27%; da 28.001 fino 55.000 euro al 38%; e così via, a cui si aggiungono le addizionali regionale e comunale.-


Incidenza sul reddito ISEE sugli assegni familiari e sulle detrazioni fiscali:


La busta paga resa più pesante dal TFR potrebbe avere effetti negativi sul reddito ISEE che serve per usufruire di molte prestazioni sociali. I soldi in più in busta paga incideranno anche sugli assegni familiari e sulle detrazioni per lavoro dipendente e per familiari a carico, che diminuiranno in relazione al reddito che aumenta. Non influiranno però sul diritto al bonus di 80 euro.-


Incidenza sui fondi pensione complementari:


Qualora un dipendente decidesse di optare per il TFR in busta paga destinerebbe anche la parte di liquidazione che viene accantonata nei fondi pensione.-



2) Disciplina del TFR (Trattamento di Fine Rapporto)

Il Trattamento di Fine Rapporto è un istituto previdenziale, a garanzia dei lavoratori, introdotto dalla Legge 297 del 1982.Il testo della Legge citata ha sostituito il vecchio articolo 2120 del Codice Civile.
Il Trattamento di Fine Rapporto è una forma di retribuzione differita, liquidata al momento della cessazione del rapporto di lavoro del lavoratore dipendente.
La Legge 297/82 ha disciplinato in maniera innovativa le modalità ed i criteri di calcolo per la determinazione dell’indennità dovuta dal datore di lavoro.-
La Legge, peraltro, prevede esclusivamente l’obbligo, per le aziende, di registrazione contabile delle quote di tfr che maturano annualmente e di erogazione delle somme al termine del rapporto di lavoro.

Il TFR si determina calcolando, per ciascun anno di servizio, un importo pari, e comunque non superiore, all’entità della retribuzione lorda dovuta per ogni annualità, divisa per il parametro fisso 13,5. La quota rappresenta quindi il 7,41% della retribuzione (precisamente il 6,91% corrisposto all’ex dipendente più lo 0,50% corrisposto all’Inps).
Tale importo viene rivalutato, su base composta, al 31 Dicembre di ogni anno, di una percentuale costituita dall’1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice Istat dei prezzi al consumo.-
Gli elementi che concorrono alla formazione del TFR sono numerosi e vanno dallo stipendio base alle indennità di funzione comprendendo, in via generale, tutti i compensi a carattere continuativo.

Il TFR è una indennità riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato.

La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.

Entro il 30 giugno 2007, o entro sei mesi dalla data di assunzione, se tale data è successiva al al 1° gennaio 2007, i lavoratori dipendenti sono stati o saranno chiamati ad effettuare una Scelta sulla Destinazione del proprio TFR.

Anticipazione del TFR


Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70% del trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto di lavoro alla data della richiesta.-
Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo, e comunque del 4%  del numero totale dei dipendenti.

La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:
  • eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
  • acquisto della prima casa di abitazione per se o per i figli, documentato con atto notarile.
L'anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti, dal trattamento di fine rapporto.

Fondo di garanzia


È istituito per l'Istituto nazionale della previdenza sociale il “Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto” con lo scopo di sostituirsi al datore di lavoro in caso di insolvenza del medesimo nel pagamento del trattamento di fine rapporto; di cui all'articolo 2120 del codice civile, spettante ai lavoratori o loro aventi diritto.
Trascorsi quindici giorni dal deposito dello stato passivo, reso esecutivo ai sensi dell'articolo 97 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero dopo la pubblicazione della sentenza di cui all'articolo 99 dello stesso decreto, per il caso siano state proposte opposizioni o impugnazioni riguardanti il suo credito, ovvero dalla pubblicazione  della sentenza di omologazione del concordato preventivo, il lavoratore o i suoi aventi diritto possono ottenere a domanda di pagamento, a carico del fondo, del trattamento di fine rapporto di lavoro e dei relativi crediti accessori (fino a 3 mensilità ) , previa detrazione delle somme eventualmente corrisposte.
I pagamenti sono eseguiti dal fondo entro 60 giorni dalla richiesta dell'interessato.-         


Trattenute fiscali


Il D. Lgs. 47/2000 ha modificato, per gli Accantonamenti effettuati a partire dal 1° Gennaio 2001, la tassazione sul TFR; attualmente, la situazione è la seguente:
quote + rendimenti ante 1.1.2001 tassaz. Sep.
quote post 1.1.2001……………….tassaz. Sep.
rendimenti post 1.1.2001..11% per periodo d’imposta.


Come si calcola la tassazione separata


1) La base imponibile
tfrc = (tfr1-309,87 x n1) + (tfr2 - riv01)
tfrc = tfr complessivo
tfr1 = tfr maturato al 31-12-2000
tfr2 = tfr maturato all'1.1.2001
n1 = numero di anni di accantonamento
riv01 = rendimento finanziario post 2001

2) L'aliquota da applicare
Si divide il tfrc per n1 e si moltiplica il risultato per 12 (mesi), ottenendo così il RAR (Reddito Annuale di Riferimento).
Si calcola l'aliquota Irpef media sul RAR.

3) La riliquidazione
L'imposta viene riliquidata dagli uffici finanziari in base all'aliquota media di tassazione relativa ai 5 anni precedenti a quello di maturazione del diritto alla percezione del TFR.


Trattenute fiscali su anticipazione del TFR

Per le anticipazioni del trattamento di fine rapporto si applicano le  stesse norme di tassazione sopra esposte, salvo conguaglio all'atto della liquidazione definitiva, come da circolare del ministero delle finanze n. 29/E del 20/03/2001.



3) TFS (Trattamento di Fine Servizio) x Statali e Dipendenti pubblici

TFS tempi blocchi

La legge di stabilità del 2014 ha stabilito tempi sempre più lunghi per la liquidazione del TFR (Trattamento di fine rapporto) e del TFS (Trattamento di Fine Servizio) dovuti a statali e dipendenti pubblici. Si deve attendere un periodo da 3 mesi e mezzo a 27 mesi. E se la prestazione supera un certo importo, la somma è frazionata in 2 o 3 rate annuali.
  • Per i pensionamenti per inabilità o decesso, blocco di 3 mesi e altri 15 giorni per consentire all’INPS di liquidare la domanda, in totale 3 mesi e mezzo.
  • Il blocco sale a un anno (cui si aggiungono i 3 mesi per lavorare la pratica; nel complesso 15 mesi per raggiungimento dei limiti di età o dei limiti di servizio, per cessazione del lavoro a tempo determinato o per risoluzioni unilaterali dell’amministrazione (esempio per gli esuberi).
  • Il blocco sale a 27 mesi (24+3) nei casi di dimissioni volontarie, per licenziamenti e destituzioni. Se si superano i tempi indicati l’INPS deve riconoscere sulle somme gli interessi di mora. Terminata l’attesa scatta un’altra norma di legge che divide in rate annuali la buonuscita quando supera i 50 mila euro lordi.
  • Se la buonuscita non supera 50 mila euro lordi il pagamento è completo.
  • Tra 50 mila e 100 mila euro lordi il pagamento è diviso due tranches annuali: 50 mila euro il primo anno e la rimanenza il secondo.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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80 commenti:

  1. Salve avvocato,

    Vorrei sapere se la tredicesima e il tfr sono soggetti a contribuzione?
    La retribuzione che si trova nell'estratto conto contributivo rispecchia lo stipendio netto o lordo?

    Grazie

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    1. Ciao Laura!
      SI!
      Sia la tredicesima che il TFR sono soggetti a contribuzione.-
      La retribuzione che si trova nell'estratto contributivo rispetta lo stipendio lordo generale.-
      In pratica si pagano i contributi sullo stipendio lordo, quindi lo stipendio lordo - i contributi da l'imponibile fiscale, e l'imponibile fiscale - le trattenute IRPEF da lo stipendio netto.-

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    2. Ma se il tfr lo percepisco nel 2015 sull'estratto conto contributivo come compare? e anche la tredicesima compare come retribuzione normale?

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    3. Ciao Laura!
      Rettifico:
      Sul Tfr non sono dovuti contributi previdenziali/assistenziali ma al momento dell'erogazione va operata la tassazione Irpef "separata".-

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    4. Gentile avvocato,

      Ma se il tfr non è soggetto a contribuzione, non dovrebbe apparire sull'estratto conto contributivo giusto?
      Perché mi ritrovo 700€ di contributi versati che non ho mai percepito.
      Il mio datore mi aveva detto che con l'erogazione del tfr mi avrebbe erogato anche i ratei di tredicesima..ma non è stato così.
      Infatti lavorando per cinque mesi con uno stipendio lordo di 1300€ il rateo non dovrebbe essere intorno ai 100€ al mese?
      Anche se mi hanno trasformato il contratto da full time a part time, quei ratei mi spetterebbero comunque, giusto? Il mio è ccnl 167

      Grazie

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    5. Ciao Laura!
      Sull'estratto contributivo risulta la retribuzione lorda complessiva dichiarata all'INPS sulla quale vengono versati i contributi e pagate le tasse, quindi non capisco che tipo di verifica vuoi fare.-
      Una trasformazione del contratto di lavoro da full time a part time non prevede ne il pagamento del TFR ne del rateo di tredicesima, a meno che tu non sia stata licenziata e riassunta.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per verificare nel tuo caso cos'è effettivamente successo.-

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  2. Buona sera!Lavoro come badante e alla fine del anno 2014,il datore di lavoro mi è stato erogato100% il tfr maturato nel corso dell'intero anno.siccome il datore non è sostituito di imposta,so che devo presentare la dichiarazione dei redditi,modello unico.La prego di spiegarmi che quadro sarà da compilare,RM24 oppure RM25,e come viene interpretato la tfr,visto che,secondo me non è un''anticipo,e un saldo?si possono fare detrazioni anche se il rapporto di lavoro non è cessato?La ringrazio in anticipo per la sua risposta,grazie mille

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    1. Lavorando come badante sei tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi, quindi dovrai pagare l'IRPEF sulle retribuzioni dello scorso anno, togliendo eventuali detrazioni + dovrai pagare il 23% di IRPEF sul TFR sul quale non sono previste detrazioni.-

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  3. Buon giorno signor Avvocato!Chiedo scusi se torno sull'argomento.Per il reddito dell'anno scorso pago 23% presentando modello 730,ma,ripeto,il datore di lavoro(lavoro come badante) mi ha erogato 100% il TFR maturato l'intero anno 2014.Si può mettere a tassazione ordinaria sommandolo al reddito complessivo e dichiararlo con 730,è legale?oppure si deve mettere a tassazione separata e dichiararlo con modello unico compilando quadro Rm 25?La ringrazio per le sue risposte!Buon lavoro!

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    1. Premesso che l'erogazione del TFR al 100% non è previsto dal contratto colf e badanti che consente di richiedere al massimo il 70% di quello maturato nel corso dell'anno, e comunque va dichiarato a tassazione separata con modello unico compilando il quadro RM 25.-

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  4. Bungiorno,
    volevo chiedere un informazione sul mio TFR.
    Nel 2001 sono stato assunto da una società a tempo indeterminato fino al 2006. In questi anni ho maturato circa 5500 euro di TFR che però nel giorno del mio licenziamento non mi è stato mai versato. Nel 2007 sono stato riassunto dalla stessa società sempre a tempo indeterminato e ancora oggi ci lavoro. Sulla mia busta paga e sul cud, ci sono due voci di tfr una risultano questi 5500 euro sotto la voce TFR presso l'azienda eil TFR presso previdenza sociale che è quello che mi sta vewrsando dal 2007. La mia domanda è ho ancora diritto al TFR depositato in azienda ?? posso richiederlo al mio datore di lavoro ?

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    1. Purtroppo NO!
      Si ha diritto al TFR depositato in azienda solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro.-
      Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70% del trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto di lavoro alla data della richiesta.-
      Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo, e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti.
      La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:
      - eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
      - acquisto della prima casa di abitazione per se o per i figli, documentato con atto notarile.
      L'anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti, dal trattamento di fine rapporto.-

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    2. anche se il tfr che vorrei richiedere fa parte del periodo in cui io sono stato licenziato....quindi un contratto diverso da quello che ho adesso???

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    3. ma comunque non li perdo giusto ?? poi volevo sapere se maturano gli interessi in quanto vedo che sulla mia busta paga a distanza di due anni porta una differenza in aumento di circa 300 euro ??

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    4. NO!
      Non perdi nulla, e il TFR viene rivalutato ogni anno:
      Al 31 dicembre di ogni anno la somma complessivamente accantonata al 31/12 dell’anno precedente, viene rivalutata (comma 4° articolo 2120 del codice civile) mediante un meccanismo di indicizzazione a base composta, costituito da due componenti: un tasso a misura fissa dell’1,50% ed un tasso a misura variabile pari al 75,00% dell' aumento (rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente).-

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  5. Buongiorno Gianfranco, la mia azienda ha chiuso a dicembre 2011 e nel corso del 2012/2013/2014/2015 ci ha pagato il Tfr includendo nell'ultimo pagamento di marzo anche gli interessi legali. Le quote annuali erano inferiori ai 15000 e quindi la tassazione è stata fatta al 23%. Ora vorrei sapere se l'Agenzia delle Entrate in sede di verifica mi chiederà la differenza del 4% ( dal 23 al 27)sull'eccedenza dei 15000 euro in quanto la somma totale ricevuta nei quattro anni è di 27500 euro+1500 di interessi o vale l'importo ricevuto per singoli anni. Gli interessi sono soggetti a tassazione separata o vanno dichiarati nel 730 del 2016? Grazie in anticipo per la risposta.

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    1. Ciao Giovanna!
      - Purtroppo SI! Nel Tuo caso l'Agenzia delle Entrate Ti richiederà tra qualche anno la differenza tra l'IRPEF pagata e l'IRPEF dovuta sul totale del TFR anche se ti è stato corrisposto in più rate e in anni diversi.
      - Se le somme dovute a titolo di rivalutazione e di interessi sono percepite dopo la cessazione del rapporto di lavoro con quel datore di lavoro che aveva erogato in ritardo le somme capitarie, sono relative ad anni precedenti, ma sono percepite per accordo fra le parti, sono soggette a tassazione ordinaria. In tal caso il lavoratore dovrà includere tali somme nel quadro RC del modello Unico.-

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  6. Buonasera Gianfranco, dando un occhio alla CU consegnata a mio padre (operaio) qualche giorno fa, risulta che ha accumulato un TFR di circa 52.500 euro. Gianfranco mi sa dire esattamente questa cifra quanto vada tassata, vorrei capire il netto che rimarrebbe. So già che mi cascheranno le braccia, ma vorrei togliermi questo dubbio.
    Le faccio presente che il reddito lordo annuale di mio padre è di circa 42.000 euro. La ringrazio

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    1. Ciao Marco!
      Quando viene riscattato sotto forma di liquidazione, il trattamento di fine rapporto viene tassato con un meccanismo un po' complicato, che tiene conto dell'aliquota media applicata sullo stipendio del lavoratore negli ultimi 5 anni (in molti casi il prelievo è del 23%), e nel caso di tuo padre dovrebbe essere del 27%.-

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    2. Grazie, gentilissimo.

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    3. Ciao Marco!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  7. Buongiorno,
    vorrei porLe il seguente quesito:
    viene specificato che la quota integrativa della retribuzione non si può erogare, se l'azienda abbia sottoscritto un accordo per la ristrutturazione dei debiti di risanamento; che cosa si intende?? ho un'azienda per la quale ho richiesto una rateazione debiti INPS ed INAIL, che sto pagando alle rispettive scadenze; inoltre ho debiti IRPEF non ancora pagati; i miei dipendenti mi chiedono l'anticipazione del TFR, sono obbligato a pagarlo? oppure in ottemperanza di quella specifica mi posso rifiutare?

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    1. NO!
      Nel tuo caso non sei obbligato a pagare l'anticipazione del TFR, in ottemperanza della specifica, perché il TFR è una quota integrativa della retribuzione.-

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  8. Buonasera,
    vorrei porre una domanda sull'anticipazione del TFR per acquisto prima casa. Sono dipendente a tempo indeterminato e il mio datore di lavoro si è offerto ad anticiparmi il 100% del TFR. La tassazione resta al 23% ?
    Ho inteso che mi verrà corrisposta una cifra già tassata del 23 %, sull'anno successivo dovrò pagare conguagli per adeguamenti agli scaglioni IRPEF?
    La ringrazio, Manuela

    RispondiElimina
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    1. Ciao Manuela!
      Quando viene riscattato sotto forma di liquidazione, o come anticipazione il trattamento di fine rapporto viene tassato con un meccanismo un po' complicato, che tiene conto dell'aliquota media applicata sullo stipendio del lavoratore negli ultimi 5 anni (in molti casi il prelievo è del 23%).-
      Se l'azienda provvede alla tassazione del 23%, successivamente sarà l'agenzia delle Entrate che provvederà al ricalcolo e a richiederti un'eventuale differenza.-

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    2. Buongiorno Gianfranco, mi permetto di chiederle un'ulteriore precisazione, sperando di non farle una domanda troppa stupida.
      Se negli ultimi 5 anni ho avuto un reddito lordo di 29.000 € (quindi mi è stato applicato uno scaglione IRPEF del 38% sulla quota eccedente ai 28000 €) non mi verrà applicata una tassazione sul TFR del 38%, corretto? Immagino che resti comunque una logica proporzionale sulle fasce di reddito, è corretto?
      Perdoni la banalità della domanda, grazie nuovamente per il preziosissimo contributo
      Manuela

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    3. Ciao Manuela!
      Evidentemente non mi sono spiegato bene!
      Infatti a livello di tassazione del TFR dobbiamo parlare dell'aliquota media e non dell'aliquota massima, che nel tuo caso significa che si terrà conto della parte esente, della parte tassata al 23%, della parte tassata al 27% e della parte tassata al 38%.-

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  9. Buongiorno il mio datore di lavoro oggi mi ha proposto di valutare la possibilità di destinare il mio Tfr (sono stato assunto a febbraio 2015) presso una qualsiasi compagnia assicurativa, dicendo che in questo modo mi sarei tutellato contro eventuali insolvenze dello stesso in futuro e che cmq lo stesso datore si sarebbe sgravato dal pagamento di una somma futura importante.
    L'azienda ha meno di 50 dipendenti, è una srl.Potrei destinare il mio tfr interamente ad un fondo inps? E se fosse possibile cmq il datore di lavoro dovrebbe anticipare queste somme? Quali possono essere indicativamente i costi mensili per la gestione del tfr presso un'assicurazione?Avrei svantaggi o vantaggi?

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    1. Ciao Alessandro!
      Trovo strano il discorso del Tuo datore di lavoro che che ti consiglia di aderire a un fondo pensione, perché in teoria sarebbe contro i suoi interessi.-
      Comunque se lasci il TFR in azienda in caso di insolvenza del datore di lavoro subentra il fondo di garanzia dell'INPS per la copertura del TFR e delle ultime 3 mensilità scoperte.-
      Se invece vuoi aderire a un fondo pensione non ci sono problemi, puoi rivolgerti al fondo di categoria o a un altro fondo, ma la logica è diversa, nel senso che che il TFR destinato a un fondo pensione non è facilmente riscattabile alla cessazione del rapporto di lavoro, ma darà diritto a una seconda pensione.-

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  10. Salve dott. censori
    ho una domanda importante da fare
    sono un dipendente con moglie a carico,e' vero se chiedo il tfr in busta paga incidera' sia sul assegno familiare sia sulla detrazione x coniuge a carico?
    cordiali saluti

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    1. Purtroppo SI!
      Il TFR in busta paga va ad aumentare il proprio reddito da lavoro dipendente con tutto quello che ne consegue.-

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  11. Prima di tutto un saluto Gianfranco e un ringraziamento per l`incessante e prezioso lavoro che svogli nell`interesse di tutti.Ho avuto modo di avvalermi dei tuoi risolutivi consigli in passato, ma ora vorrei gentilmente porti un altro quesito.
    Lavoravo con contratto CCNL Anaste socio assistenziale terza eta` e sono stato licenziato.
    E` passato un mese dal licenziamento ma ancora non mi e`stato versato il TFR. Sul contratto non mi risulta espressamente indicato un termine di pagamento e non c`e alcun articolo al riguardo.Sono trascorsi 30 gg e devo inviare una lettera di sollecito di pagamento.Posso far riferimento ai termini di pagamento applicati dalle vigenti leggi come settore terziario dei servizi(30 gg)in assenza di un articolo di riferimento sul CCNL Anaste che regola i tempi di erogazione del TFR?
    Un saluto

    RispondiElimina
  12. Per completezza della mia domanda
    Il mio contratto rientra in quello nazionale di categoria Servizi, e riguarda LAVORATRICI E I LAVORA TORI
    DELLE COOPERATIVE DEL SETTORE SOCIO-SANITARIO
    ASSISTENZIALE-EDUCATIVO E DI
    INSERIMENTO LAVORATIVO

    ma non riesco a trovare il termine massimo di erogazione del TFR.


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    1. Ciao Pino!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Il Tuo CCNL prevede che Il trattamento di fine rapporto è regolato dalle norme della Legge 297/82-.
      La legge 297/82 prevede che i pagamenti di cui al secondo, terzo, quarto e quinto comma del presente articolo devono essere eseguiti entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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    2. Grazie Gianfranco per la cortese risposta ma mi sono accorto
      rileggendo l`art 68 del CCNL Anaste che interpretavo erroneamente il termine ~indennita` di anzianita~. Infatti La legge n. 297 del 29 maggio 1982 ha riformato la disciplina precedente, sostituendo la voce l'indennità di anzianità corrisposta a fine rapporto con il TFR a decorrere dal 1º giugno 1982.
      Per questo se l`articolo si riferisce al TFR allora il termine non sarebbe 20 gg?
      art.68 legge n. 297 del 29 maggio 1982
      Omissis…
      L'indennità di anzianità deve essere versata entro 20 giorni dalla data di cessazione del servizio.
      In caso di ritardo dovuto a contestazione o ad altre cause non imputabili alla lavoratrice od al lavoratore sarà conteggiato l'interesse legale con decorrenza dal giorno dell'effettiva cessazione del servizio.
      ------------------------------------------------------------------------------------
      In questo caso avrei titolo per chiedere anche il calcolo degli interessi maturati dalla data del licenziamento ad oggi?

      Inoltre vorrei chiederti, i 60 giorni che tu mi indichi non si riferiscono all`art. 2 La legge n. 297 del 29 maggio 1982 ma solo per l`eventuale fondo di garanzia e il recupero coattivo in caso di insolvenza del datore di lavoro?

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    3. Ciao Pino!
      Il termine dei 60 giorni è un termine di legge previsto nei casi in cui non ci siano disposizioni diverse nel contratto di categoria.-
      Nel tuo caso i riferimenti a diversi articoli di legge in contrasto l'uno con l'altro possono servire al datore di lavoro per giustificare il ritardo del pagamento del TFR, quindi se provvederà entro 60 giorni non potrai imputargli nulla.-

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    4. Buongiorno Gianfranco
      grazie per le tue professionali e costruttive indicazioni, sempre impeccabili!
      Buone cose a te e famiglia... a risentirci
      Ciao
      Pino

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    5. Ciao Pino!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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    6. Buonasera Gianfranco
      E il minimo che posso fare per una persona gentile e disponibile come te...
      Scusa se abuso ancora della tua gentilezza ma sono un po` preoccupato per questa informazione che ho ricevuto. Sul sito INPS indicano questa cosa, ma mi fido di piu` di un tuo parere:

      http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=%3b0%3b8186%3b&lastMenu=8496&iMenu=1&itemDir=8665

      Termini di pagamento
      I termini di pagamento sono differenti a seconda delle cause di cessazione del rapporto di lavoro (articolo 3 della legge 140 del 1997 come modificato dall’articolo 1, commi 22 e 23 del decreto legge n. 138/2011, convertito dalla legge n. 148/2011, e successivamente dall’art. 1, comma 484 della legge 147 del 2013).


      Il pagamento dl Tfr deve avvenire:

      •entro 105 giorni in caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso (termine breve);

      •non prima di 12 mesi per cessazioni del rapporto di lavoro avvenute per: raggiungimento dei limiti di età o di servizio, ovvero del termine del contratto a tempo determinato;

      •non prima di 24 mesi dalla cessazione per tutti gli altri casi (dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione, licenziamento, destituzione dall’impiego ecc.).

      Se i 60 gg sono espressamente indicati sul contratto come mi facevi notare tu posso stare tranquillo che non debba aspettare addirittura 24 mesi come indicato sul sito INPS?

      ps

      ti ho inviato una richiesta di amicizia su facebook

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    7. Ciao Pino!
      La normativa a cui ti riferisci riguarda i dipendenti pubblici diretti e non i lavoratori assunti tramite cooperativa.-

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    8. Meno male!...Comunque non e` una cooperativa ma un ente morale con finanziamento pubblico dello Stato...spero che valga anche in questo caso.
      Grazie mille Gianfranco...un saluto e alla prossima

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    9. Ciao Pino!
      Tranquillo!
      Un ente morale con finanziamento pubblico è soggetto alla normativa dei lavoratori privati e non dei dipendenti pubblici.-

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    10. Buongiorno Gianfranco
      Oggi 11.05.2015 scadono il termine di 60 gg per il pagamento del tfr, il licenziamento e` avvenuto il 13.marzo.2015. Ancora non mi hanno pagato il tfr. Domani come devo comportarmi, inviare io una lettera di sollecito, oppure rivolgermi ad un sindacato?

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    11. Ciao Pino!
      Ti consiglio di inviare una lettera di sollecito e se non ricevi una risposta a breve termine ti rivolgerai a un sindacato per farti tutelare.-

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  13. BUONGIORNO,l'anno scorso ho fatto la dichiarazione congiunta, io percepivo l'aspi,
    dovrei recuperare l'irpef, per 2 mesi del 2014, mi sono separata e non avendo il sostituto d'imposta come posso fare? posso presentare la dichiarazione online?
    La Ringrazio
    mara

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    1. Ciao Mara!
      Ti consiglio di rivolgerti a un CAF per presentare la dichiarazione dei redditi e richiedere il rimborso dell'IRPEF pagata ma non dovuta all'erario.-

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  14. Buongiorno Dott. Le chiedo se il mio precompilato e a zero devo inviarlo? grazie

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    1. Se i dati del tuo precompilato sono corretti puoi confermarlo, anche se non sei obbligato a farlo.-

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  15. Le chiedo anche se credo si chiami TARES quella sui terreni, quando scade? Prima si pagava con il 730 spero non mi sbagli....

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    1. Con il 730 si paga solo l'IRPEF inerente terreni e fabbricati.-

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  16. Buongiorno Sig. Gianfranco, x il TFR (anticipo in busta fino al giugno 2018) vorrei sapere la procedura, se c'e' un modulo da firmare, se e l'azienda ad informare ecc. lavoro x federdistribuzione, Grazie buona giornata.

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    1. La domanda di pagamento in busta paga del TFR va presentata al proprio datore di lavoro o su moduli già predisposti dall'azienda o presentando una semplice richiesta scritta che le quote accantonate mese per mese vengano versate sullo stipendio come previsto dalla legge di stabilità 2015.-

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  17. Buona sera
    Mi chiamo Lisa , da febbraio 2008 ho destinato il mio TFR All' INPS fino a febbraio 2013 quando ho deciso di spostarlo al fondo pensionistico Ina Assitalia Primo, visto che ho appena saputo che anche volendo non posso più' tornare indietro rispostandolo all' INPS mi chiedo se adesso decidessi di destinare il mio TFR al fondo Cometa o Arca e tra meno di un anno mi licenziassi e fossi riassunta nel settore commercio i soldi spostati nel fondo di categoria che fine farebbero? Mi verrebbero liquidati? Verrebbero trasferiti nel nuovo fondo? O rimarrebbero li fermi in assicurazione?
    Grazie

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    1. Ciao Lisa!
      Se cambi settore lavorativo i soldi depositati al fondo pensione possono essere trasferiti al nuovo fondo di categoria.-

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  18. La ringrazio Sign Gianfranco ,
    sono sempre Lisa e volevo chiederle se invece non puo' essere riscattato ? o l'unico modo per liquidarli e' avere 12/48 mese di inattivita'?
    inoltre un domani dovessi cambiare lavoro sono sempre vincolata a questo fondo pensione o potro' metterlo all'INPS?
    grazie mille per la sua disponibilita'

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    1. Ciao Lisa!
      - Purtroppo SI! Per un riscatto totale o parziale delle somme depositate nel fondo pensione, l'unico modo è avere 12/48 mesi di inattività.-
      - Se cambi lavoro nello stesso settore sei obbligata a versare allo stesso fondo pensione, mentre se cambi settore puoi trasferire l'importo versato dal vecchio al nuovo fondo pensione.-

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  19. Salve avvocato, il mio datore di lavoro mi ha detto che la mia cooperativa è inquadrata nel commercio e quindi non può licenziarmi perché dice che cmq non mi spetterebbe niente. È vero? Grazie

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    1. NO!
      Non è vero che il tuo datore di lavoro non può licenziarti e non è vero che non ti spetterebbe l'indennità di disoccupazione, quindi non devi farti imbrogliare, e ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  20. salve, devo liquidare la mia badante il mio commercialista mi ha fatto il calcolo e le devo 7200 euro ma mi sembra una cosa assurda veramente perche lei percepisce 720 euro di paga base mensile è con noi da 7 anni e mezzo quindi un tfr di 900 euro l'anno mi sembra troppo rispetto alla paga mensile e mi ha detto che su quelli lei non paga le tasse quindi l aliquota irpef è possibile? mi puo delucidare per favore

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    1. TFR (Trattamento di fine rapporto)
      Deve essere liquidato al termine del rapporto di lavoro e indicativamente corrisponde ad una mensilità per ogni anno di servizio prestato.-
      Una volta stabilità qual è l'anzianità maturata dalla lavoratrice, si passa al calcolo vero e proprio.
      Il primo passo consiste nel determinare la somma pagata nel corso dei singoli anni, comprensiva della tredicesima e delle indennità di vitto e alloggio per le colf conviventi o che consumano in casa uno o più pasti.
      L'importo della retribuzione annuale, diviso per 13,5, rappresenta la quota annuale da accantonare per il trattamento di fine rapporto.
      Le singole quote annuali vanno rivalutate con degli appositi coefficienti dati dalla somma di due indici di cui:
      - il primo è pari al 75% dell'aumento del costo della vita accertato dall'Istat per gli operai e gli impiegati;
      - il secondo è dato da una percentuale fissa pari all'1,50% all'anno (0,125% al mese).-
      La badante non ha trattenute IRPEF in busta paga ma dovrà presentare la dichiarazione dei redditi.-

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  21. Buon giorno dott. Gianfranco, sono un operaio metalmeccanico a tempo indeterminato, mi sono dimesso dall'azienda dove lavoravo circa 2 mesi fa per pensione anticipata, naturalmente dopo aver fatto il preavviso previsto dal C N L .
    L'azienda è S R L con meno di 15 persone, il titolare a tutt'oggi non mi ha pagato il TFR e mi ha detto che può darmelo a rate in 7,8 mesi, premetto che l'ammontare lordo del TFR si basa sui 43.000 €. questo secondo lei è regolare per legge? La ringrazio anticipatamente per una sua risposta che sarà senza dubbio esauriente.

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    1. La normativa prevede che per il pagamento del TFR in caso di importo elevato o di difficoltà di carattere finanziario dell'azienda le parti possono concordare una dilazione o una rateizzazione fino a 6 mesi, ti consiglio quindi di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. Grazie dott. Gianfranco è stato chiarissimo.

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    3. Ciao Salvo!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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  22. Buona sera Dott. Gianfranco! Mi chiamo Gianni e sono romeno! Ho lavorato per 13 ani con una società privata con contratto a tempo indeterminato! Nel 05-05-2015 sono stato licenziato per motivi di fallimento della società avendo debiti pure con INPS! Adesso la risposta del mio datore di lavoro per quanto riguarda gli arretrati del stipendio e TFR e che soldi non ce la e non si sa quando sara possibile avere questi soldi! La mia domanda e quale e il tempo previsto della lege per avere gli miei diritti prima che non posso fare più niente vista la situazione della azienda! Come mi devo comportare? Poi le volevo chiedere se l" importo del TFR nel ultimo CUD netto o lordo e quanto viene impositatto! Grazie mille per il suo aiuto!

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    1. Ciao Gianni!
      Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi una volta che sarà trascorso inutilmente il termine ti consiglio di rivolgerti a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-
      L'importo del TFR che risulta nel CUD è lordo e ed è soggetto mediamente a una trattenuta IRPEF del 23%.-

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  23. Gent.mo Dott. Censori, Le volevo cordialmente chiedere se, una somma di TFR certificata nella C.U.2015 ma effettivamente non pagata al lavoratore al momento del licenziamento (€.14.000,00 circa), può essere richiesta all'Inps una volta conclusa la procedura concorsuale. Oppure il TFR non doveva essere inserito nella Certificazione Unica poiché non erogato?
    La ringrazio anticipatamente.

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    1. Nella Certificazione Unica 2015 deve essere indicato l'importo del TFR maturato ma deve risultare che non è stato corrisposto, in modo che una volta conclusa la procedura concorsuale Tu possa richiedere il pagamento del TFR al fondo di garanzia dell'INPS.-

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  24. Buona sera,vorrei farle una domanda.io lavoro in un bar da quattro anni,due anni fa mi hanno rinovato il contratto che nn ho mai firmato,nn percepisco le busta paga da quasi due anni nn mi pagano la tredicesima nn mi pagano la maltia e se vado in ferie nn mi pagano pero mi pagano giornalmente invece al mese.mi devo preoccupare??come mi cimporto?

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    1. Purtroppo senza buste paga non puoi dimostrare il rapporto di lavoro in essere, e teoricamente è anche possibile che Tu stia lavorando in nero, quindi senza nessuna copertura contributiva, Ti consiglio pertanto di pretendere tutte le buste paga mancanti e di rivolgerti eventualmente alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  25. Buongiorno, ho dato dimissioni ccnl settore terziario il 07/04/2015, volevo sapere quando dovrebbe arrivare la liquidazione tfr.
    Grazie

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    1. Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  26. buongiorno Gianfranco, posso dare dimissioni per giusta causa anche solo per mancato pagamento di uno stipendio? sono stata assunta il 20 aprile e ad oggi non sono stata pagata. A quanto ho scoperto il mio datore di lavoro è una persona senza scrupoli e quindi vorrei andarmene al più presto possibile. Attendo tue Grazie

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    1. Purtroppo NO!
      Non puoi presentare le dimissioni per giusta causa solo per il mancato pagamento di uno stipendio, ma devi attendere almeno il secondo, e comunque va seguita una precisa procedura di legge ed è quindi necessaria un'assistenza sindacale.-

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  27. Buona sera Dott. Gianfranco! Mi chiamo Cristea!Ho lavorato per 2 anni 2004 e 2005 con una società privata con contratto a tempo indeterminato part time! tutto questo tempo per motivi famigliari mi sonno dimenticato di chiedere il TFR. Ho speranze di prendere il TFR maturato in questi 2 anni? L'Azienda e ancora in piedi sta ancora lavorando, Grazie.

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    1. Ciao Cristea!
      Purtroppo NO!
      I crediti da lavoro si prescrivono in 5 anni, quindi una volta che è trascorso il suddetto termine, per legge non sono più esigibili.-

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  28. Grazie mille Sg. Gianfranco molto gentile!

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