mercoledì 4 marzo 2015

TFR in Busta paga, TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e TFS (Trattamento di fine servizio)

1) TFR IN BUSTA PAGA:

Dal 1° marzo 2015 i lavoratori dipendenti del settore privato possono chiedere che il TFR che, per legge viene accantonato dal datore di lavoro, venga erogato in busta paga:


Cos'è il TFR:

Il TFR (Trattamento di fine rapporto o più comunemente chiamato “liquidazione” viene considerato come salario differito. Si tratta cioè di una porzione di retribuzione spettante al lavoratore che si accumula mese per mese, ma che resta nelle disponibilità del datore di lavoro, e che poi viene restituita dallo stesso datore di lavoro al momento della cessazione del rapporto di lavoro, oppure quando si va in pensione. Il TFR corrisponde a circa una mensilità all’anno: più precisamente si ottiene dividendo la retribuzione lorda per 13,5 e sottraendo la contribuzione dovuta all’INPS nella misura dello 0,5%.-


Chi può chiederlo in busta paga:


È previsto dalla Legge di Stabilità 2015 che il lavoratore possa chiedere al suo datore di lavoro che le quote accantonate mese per mese, vengano versate sullo stipendio. Possono richiedere il TFR in busta paga solo i lavoratori dipendenti del settore privato assunti da almeno sei mesi. Infatti i dipendenti pubblici non possono richiedere l'anticipo del TFR e neanche chi lavora in casa e nell'agricoltura. Nelle aziende con più di 50 dipendenti l’erogazione può iniziare subito. Per quelle più piccole inizierà il mese successivo al rilascio del via libera al datore di lavoro da parte della banca che anticipa le somme.-


Attenzione:

Se si decide di farsi versare il TFR in busta paga, non si può più tornare indietro per tre anni. Infatti la norma, introdotta in via sperimentale, vale fino al 30 giugno 2018.-

Convenienza:

Il TFR, se viene erogato quando si lascia il lavoro, viene tassato separatamente dal reddito di lavoro percepito, il prelievo fiscale è soggetto infatti a tassazione separata. Non fa quindi aumentare il reddito imponibile, ma viene tassato per conto proprio. Il prelievo fiscale sul TFR, quando si cessa il lavoro, varia a seconda del numero di anni di anzianità di servizio. Il risultato è una tassazione nella maggior parte dei casi tra il 23% e il 26% più bassa quindi dell’aliquota IRPEF ordinaria che viene calcolata sulla busta paga mensile e sulla denuncia annuale dei redditi. I calcoli sono piuttosto complessi e conviene rivolgersi a un CAF per capire quanto otteniamo subito in busta paga e quanto otterremmo a fine rapporto di lavoro. Se si sceglie l’erogazione in busta paga, la quota di stipendio in più verrà tassata con l’aliquota marginale superiore. Se si ha un reddito fino ai 15.000 euro verrà tassata al 23%; da 15.001 fino ai 28.000 euro al 27%; da 28.001 fino 55.000 euro al 38%; e così via, a cui si aggiungono le addizionali regionale e comunale.-


Incidenza sul reddito ISEE sugli assegni familiari e sulle detrazioni fiscali:


La busta paga resa più pesante dal TFR potrebbe avere effetti negativi sul reddito ISEE che serve per usufruire di molte prestazioni sociali. I soldi in più in busta paga incideranno anche sugli assegni familiari e sulle detrazioni per lavoro dipendente e per familiari a carico, che diminuiranno in relazione al reddito che aumenta. Non influiranno però sul diritto al bonus di 80 euro.-


Incidenza sui fondi pensione complementari:


Qualora un dipendente decidesse di optare per il TFR in busta paga destinerebbe anche la parte di liquidazione che viene accantonata nei fondi pensione.-



2) Disciplina del TFR (Trattamento di Fine Rapporto)

Il Trattamento di Fine Rapporto è un istituto previdenziale, a garanzia dei lavoratori, introdotto dalla Legge 297 del 1982.Il testo della Legge citata ha sostituito il vecchio articolo 2120 del Codice Civile.
Il Trattamento di Fine Rapporto è una forma di retribuzione differita, liquidata al momento della cessazione del rapporto di lavoro del lavoratore dipendente.
La Legge 297/82 ha disciplinato in maniera innovativa le modalità ed i criteri di calcolo per la determinazione dell’indennità dovuta dal datore di lavoro.-
La Legge, peraltro, prevede esclusivamente l’obbligo, per le aziende, di registrazione contabile delle quote di tfr che maturano annualmente e di erogazione delle somme al termine del rapporto di lavoro.

Il TFR si determina calcolando, per ciascun anno di servizio, un importo pari, e comunque non superiore, all’entità della retribuzione lorda dovuta per ogni annualità, divisa per il parametro fisso 13,5. La quota rappresenta quindi il 7,41% della retribuzione (precisamente il 6,91% corrisposto all’ex dipendente più lo 0,50% corrisposto all’Inps).
Tale importo viene rivalutato, su base composta, al 31 Dicembre di ogni anno, di una percentuale costituita dall’1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice Istat dei prezzi al consumo.-
Gli elementi che concorrono alla formazione del TFR sono numerosi e vanno dallo stipendio base alle indennità di funzione comprendendo, in via generale, tutti i compensi a carattere continuativo.

Il TFR è una indennità riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato.

La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.

Entro il 30 giugno 2007, o entro sei mesi dalla data di assunzione, se tale data è successiva al al 1° gennaio 2007, i lavoratori dipendenti sono stati o saranno chiamati ad effettuare una Scelta sulla Destinazione del proprio TFR.

Anticipazione del TFR


Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70% del trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto di lavoro alla data della richiesta.-
Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo, e comunque del 4%  del numero totale dei dipendenti.

La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:
  • eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
  • acquisto della prima casa di abitazione per se o per i figli, documentato con atto notarile.
L'anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti, dal trattamento di fine rapporto.

Fondo di garanzia


È istituito per l'Istituto nazionale della previdenza sociale il “Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto” con lo scopo di sostituirsi al datore di lavoro in caso di insolvenza del medesimo nel pagamento del trattamento di fine rapporto; di cui all'articolo 2120 del codice civile, spettante ai lavoratori o loro aventi diritto.
Trascorsi quindici giorni dal deposito dello stato passivo, reso esecutivo ai sensi dell'articolo 97 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero dopo la pubblicazione della sentenza di cui all'articolo 99 dello stesso decreto, per il caso siano state proposte opposizioni o impugnazioni riguardanti il suo credito, ovvero dalla pubblicazione  della sentenza di omologazione del concordato preventivo, il lavoratore o i suoi aventi diritto possono ottenere a domanda di pagamento, a carico del fondo, del trattamento di fine rapporto di lavoro e dei relativi crediti accessori (fino a 3 mensilità ) , previa detrazione delle somme eventualmente corrisposte.
I pagamenti sono eseguiti dal fondo entro 60 giorni dalla richiesta dell'interessato.-         


Trattenute fiscali


Il D. Lgs. 47/2000 ha modificato, per gli Accantonamenti effettuati a partire dal 1° Gennaio 2001, la tassazione sul TFR; attualmente, la situazione è la seguente:
quote + rendimenti ante 1.1.2001 tassaz. Sep.
quote post 1.1.2001……………….tassaz. Sep.
rendimenti post 1.1.2001..11% per periodo d’imposta.


Come si calcola la tassazione separata


1) La base imponibile
tfrc = (tfr1-309,87 x n1) + (tfr2 - riv01)
tfrc = tfr complessivo
tfr1 = tfr maturato al 31-12-2000
tfr2 = tfr maturato all'1.1.2001
n1 = numero di anni di accantonamento
riv01 = rendimento finanziario post 2001

2) L'aliquota da applicare
Si divide il tfrc per n1 e si moltiplica il risultato per 12 (mesi), ottenendo così il RAR (Reddito Annuale di Riferimento).
Si calcola l'aliquota Irpef media sul RAR.

3) La riliquidazione
L'imposta viene riliquidata dagli uffici finanziari in base all'aliquota media di tassazione relativa ai 5 anni precedenti a quello di maturazione del diritto alla percezione del TFR.


Trattenute fiscali su anticipazione del TFR

Per le anticipazioni del trattamento di fine rapporto si applicano le  stesse norme di tassazione sopra esposte, salvo conguaglio all'atto della liquidazione definitiva, come da circolare del ministero delle finanze n. 29/E del 20/03/2001.



3) TFS (Trattamento di Fine Servizio) x Statali e Dipendenti pubblici

TFS tempi blocchi

La legge di stabilità del 2014 ha stabilito tempi sempre più lunghi per la liquidazione del TFR (Trattamento di fine rapporto) e del TFS (Trattamento di Fine Servizio) dovuti a statali e dipendenti pubblici. Si deve attendere un periodo da 3 mesi e mezzo a 27 mesi. E se la prestazione supera un certo importo, la somma è frazionata in 2 o 3 rate annuali.
  • Per i pensionamenti per inabilità o decesso, blocco di 3 mesi e altri 15 giorni per consentire all’INPS di liquidare la domanda, in totale 3 mesi e mezzo.
  • Il blocco sale a un anno (cui si aggiungono i 3 mesi per lavorare la pratica; nel complesso 15 mesi per raggiungimento dei limiti di età o dei limiti di servizio, per cessazione del lavoro a tempo determinato o per risoluzioni unilaterali dell’amministrazione (esempio per gli esuberi).
  • Il blocco sale a 27 mesi (24+3) nei casi di dimissioni volontarie, per licenziamenti e destituzioni. Se si superano i tempi indicati l’INPS deve riconoscere sulle somme gli interessi di mora. Terminata l’attesa scatta un’altra norma di legge che divide in rate annuali la buonuscita quando supera i 50 mila euro lordi.
  • Se la buonuscita non supera 50 mila euro lordi il pagamento è completo.
  • Tra 50 mila e 100 mila euro lordi il pagamento è diviso due tranches annuali: 50 mila euro il primo anno e la rimanenza il secondo.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.


80 commenti:

  1. Gentilissimo Dottor Censori, mi scuso, innanzitutto, per la domanda che Le sto per fare poichè non attinente all'argomento trattato in questo spazio. Il quesito il quale mi sta creando non pochi dubbi, è il seguente: Ho assunto in data 30.08.2013 in un bar part-time al 50% un detenuto SEMILIBERO ammesso al lavoro esterno con fine pena il 30.09.2016. Il credito d'imposta spettante a quanto ammonta e per quanti mesi spetta? Non riesco ad avere risposte precise poiché trovo pareri discordanti in merito. Mi hanno comunicato inoltre, che non ci sono agevolazioni Contributivi INPS in quanto trattasi di azienda privata e non cooperativa, e che il credito d'imposta spettante ammonta ad euro 350,00 per 18 mesi riproporzionato al contratto ovvero 350/2= quindi 175,00 al mese per il 2013 mentre 300,00 euro al mese per il 2014 ovvero 150,00.
    Tutto ciò secondo Lei è corretto ?
    Grazie Mille per la sua disponibilità Buon Lavoro.

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    1. Si definiscono "detenuti" coloro che si trovano in carcere o in stato di custodia cautelare o in stato di esecuzione penale; gli "internati" sono invece coloro che sono sottoposti all'esecuzione delle misure di sicurezza detentive presso colonie agricole, case di lavoro, case di cura e ospedali psichiatrici giudiziari.
      Le cooperative sociali che impieghino persone detenute o internate negli istituti penitenziari, ex degenti degli ospedali psichiatrici giudiziari o persone condannate e internate ammesse al lavoro all'esterno hanno uno sgravio contributivo totale. Lo sgravio è ridotto qualora i soggetti siano ammessi al lavoro esterno (Legge 381/1991).
      Il decreto legge 31 agosto 2013, n.101, convertito dalla legge 30 ottobre 2013, n.125, prevede la concessione di uno specifico credito d'imposta mensile per le imprese che hanno stipulato apposita convenzione con le Direzioni degli Istituti penitenziari ed assumano i lavoratori lì detenuti o internati.
      Il Regolamento di tale misura, emanato con Decreto Interministeriale del 24 luglio 2014, specifica che per le assunzioni superiori ai 30 giorni di lavoratori detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all'esterno, spetterà al datore di lavoro un credito di imposta di:
      700 euro mensili per l'anno 2013
      520 euro mensili per gli anni a decorrere dal 2014.
      Per l’assunzione di lavoratori detenuti o internati semiliberi, il credito d’imposta sarà di:
      350 euro mensili a decorrere dal 1° gennaio 2013
      300 euro mensili dal 1° gennaio 2014.
      In entrambi i casi, il credito d’imposta è da riproporzionarsi in base alle giornate di lavoro prestate e ad eventuali orari di lavoro part-time.

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    2. Ma nel mio caso specifico "Detenuto Semilibero ammesso al lavoro esterno" mi compete dal 2014 euro 300 mensili? E per quanti mesi? La procedura è automatica o vi è un iter da seguire? Grazie ancora per la cordiale disponibilità.
      Buona Serata!!

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  2. Buongiorno Dott Censori da circa 20 anni lavoro in una azienda che a febbraio del 2014 ha chiesto il concordato preventivo, e' stata costituita una nuova societa' che ha preso in affitto e in carico i dipendente e lavoro, facendoci firmare un accordo con riduzione dello stipendio ed altro,la vecchia azienda a fine novembre e' fallita , le chiedo :
    il contratto di affitto e l'accordo firmato e' ancora valido?
    Visto che la vecchia azienda e' fallita abbiamo diritto a richiedere il saldo delle ferie e tfr maturato?
    In attesa distinti saluti.

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    1. Questo devi saperlo Tu!
      Infatti bisogna capire che significa che la nuova società ha preso in carico i dipendenti!
      Infatti se c'è stato un passaggio diretto da un'azienda all'altra Tu devi aver ricevuto due lettere una da parte della vecchia azienda nella quale ti veniva comunicato che il TFR e tutte le altre competenze maturate venivano girate alla nuova azienda, e un'altra lettera della nuova azienda che confermava di aver preso in carico il TFR dalla vecchia.-
      In caso contrario alla data di cessazione del vecchio rapporto di lavoro avreste dovuto richiedere il saldo delle vostre competenze maturate, che ovviamente potete richiedere anche adesso.-

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  3. Buonasera Dott. Censori sono Pierpaolo.....sono stato licenziato dopo 25 anni di servizio per diminuzione lavoro nel novembre 2014...ad oggi non mi hanno comunicato 13°,14° e TFR spettante ( ho quasi la certezza che sia un cifra intorno ai 27000 euro) l'unica comunicazione verbale e che vogliono darmi 800,00 euro mensili e addirittura senza nessun impegno scritto...comunque è una rata ridicola....La società (snc) per la quale lavoravo è ancora operativa, sono proprietari degli stabili e non credo che abbiano difficoltà economiche......Chiedo cortesemente un consiglio.visto che non ho nessun altro ingresso economico moglie e minore a carico.... Posso richieder l'intera somma unica soluzione? Ringrazio anticipatamente.....

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    1. Ciao Pierpaolo!
      Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, ed in caso di importo elevato o di difficoltà di carattere finanziario dell'azienda le parti possono concordare una dilazione o una rateizzazione fino a 6 mesi, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  4. Gentile avvocato,

    Le scrivo per chiarire i molti dubbi riguardo la mia situazione lavorativa.
    A maggio 2014 sono stata assunta come aiuto cameriera in un ristorante, dove ho lavorato fino a settembre. Ad ottobre 2014 il contratto mi è stato trasformato da full time a part time. Tecnicamente con il "nuovo" contratto non ho mai lavorato perché sono stata in malattia da ottobre, fino alla scadenza del contratto.
    Nella busta paga di dicembre e gennaio non c'è traccia della tredicesima, e' possibile?
    Riguardo alla malattia. L'inps paga per i primi 20 giorni il 50% e dal 21esimo il 66,66% com'è possibile allora che il mio stipendio risulti meno della metà?
    Infine, avrò diritto al tfr anche se sono stata in malattia?
    Grazie

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    1. Ciao Laura!
      - La tredicesima ti spetta comunque anche se ti è stato cambiato il contratto.-
      - Presumo che la malattia ti è stata pagata in base al nuovo orario di lavoro.-
      - SI! Hai comunque diritto al TFR anche se sei stata in malattia.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  5. Gentile Dott. Censori, Le scrivo per chiedere se un Amministratore di una srl può essere assunto come lavoratore dipendente subordinato a tempo indeterminato presso un'altra srl sfruttando la nuova agevolazione prevista dalla Legge di Stabilità 2015. Grazie e Buon Lavoro!
    Cordiali Saluti

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    1. NO!
      Un amministratore di una srl non può essere assunto come lavoratore dipendente presso un'altra srl.-

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  6. Gentile Dott. Censori sono ex dipendente di un azienda S.P.A. la quale nel maggio 2010 e' sta colpita da interdittiva antimafia, essa comunque e' ancora in vita in quanto risulta da alcune visure fatte e quindi parte dei lavoratori sono stati liquidati e parte hanno avuto anticipi sul tfr..ora la domanda e' che se e' vero che questi anticipi bloccano la scadenza dei 5 anni (termine tfr 2015) e allungano la richiesta del tfr di altri 5 dall'ultimo acconto percepito..Tutto questo perche' ce' possibilita', che l'azienda in questione possa riaprire in quanto ha gia' vinto vari ricorsi. In alternativa se cio' non fosse valido potrei con una lettera a nome proprio con A.R. chiedere l'interruzione dei termini di prescrizione e allungarli..? Ci sono dei fa-simili in merito..? ultima ipotesi. se Costoro dovessero consegnare i libri contabili e quindi chiedere fallimento e' vero che l'inps si occupera' di noi.? Le sono grato per le risposte..saluti.

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    1. L'anticipo del TFR può essere richiesto alla stessa azienda solo una volta e non ogni 5 anni, ma da quest'anno si può chiedere che la quota che si matura mensilmente venga messa in busta paga.-
      In caso di fallimento dell'azienda per il pagamento del TFR provvede il fondo di garanzia dell'INPS.-

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    2. Mi spiego meglio.. L'azienda e' stata interdetta nel 2010, licenziato e messo in mobilita' per 3 anni. In questo periodo ho percepito N. 3 assegni di cui n.1nel 2011-n.2 nel 2012 e il terzo nel 2013) con regolare busta paga con dicitura" anticipo di T FR " (da conteggi aziendali di busta paga dovrei percepire una rimanenza di altri 14.000 euro). La domanda e' l'ultimo assegno percepito interrompe i termini di prescrizione e li allunga ulteriormente di altri 5 anni , debbo presentare lettera di interruzione dei termini di prescrizione"visto che a maggio 2015 sono decorsi i 5 anni e gli anticipi percepiti sono stati richiesti verbalmente e no per iscritto..? Spero di essere stato chiaro.. in eventualita' mi faccia domande...la ringrazio anticipatamente per tutte le sue risposte..Distinti Saluti

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    3. Se non sei in possesso di una documentazione dell'azienda che attesti il totale del TFR spettante devi presentare una lettera di interruzione dei termini di prescrizione indicando la cifra spettante, la quota ricevuta e la quota residua ancora da percepire.-

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  7. Buongiorno,
    mi chiamo Miranda e volevo capire se percependo parte del tfr durante il rapporto di lavoro a seguito di accordi tra il dipendente e l'azienda, la tassazione è diversa rispetto alla situazioni in cui il tfr venisse liquidato a fine rapporto.
    Inoltre volevo chiedere se viene considerato reddito a tassazione separata o meno....nel senso...mi dica se sbaglio.....se io percepisco il tfr a fine rapporto di lavoro tale importo non dovrebbe costituire reddito giusto?mentre se io percepisco un parte del tfr durante il rapporto di lavoro, quell'importo andrà ad aggiungersi al mio reddito riferito a quell'anno giusto?grazie anticipatamente

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    1. Ciao Miranda!
      SI!
      Se percepisci il TFR durante il rapporto di lavoro l'importo andrà ad aggiungersi al Tuo reddito dell'anno, mentre se lo percepisci a fine rapporto l'importo sarà soggetto a tassazione separata.-

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  8. Buonasera mi chiamo Alex.
    Il mio ex datore di lavoro mi ha già comunicato l'intenzione di liquidare il mio tfr dopo 75 giorni dalle dimissioni. Posso chiedere l'interesse dal 60esimo giorno fino al giorno di reale corresponsione della cifra dovutami? L'informazione mi serve soltanto per una lettera di sollecito preventiva che voglio scrivere. Premetto che sono RSA della CUB e che il mio ex datore di lavoro è praticamente anche il nuovo trattandosi di cooperativa che chiude e riapre con diverso nome ogni due anni circa.
    Grazie anticipatamente e buon lavoro!

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    1. Ciao Alex!
      Il saggio di interesse legale scende allo 0,5% in ragione d’anno a partire dal 1° gennaio 2015.-
      Nel Tuo caso quindi per 15 giorni di ritardo rispetto ai 60 giorni di legge dovresti chiedere lo 0,5% diviso 24 = 0,02%; forse è il caso che lasci perdere!

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    2. Anche se l'ultimo mese era novembre2014?

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    3. Ciao Alex!
      Il datore di lavoro per legge ha 60 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per pagare il TFR, quindi gli interessi decorrono eventualmente dal 61 giorno.-

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  9. Buon giorno sig.Gianfranco .
    impiegato 4 livello sono circa 13 mesi che sono in cassa integrazione e percepisco la cassa ogni 6 mesi ma mi pagano solo 2 o 3 mesi per volta. Quello che volevo sapere è che avrei intenzione di licenziarmi e aprire un'attivita per conto mio. Il Tfr dopo quanto tempo mi viene dato?

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  10. dimenticavo che sono dipendente dal 2010 in piu' il datore di lavoro sta versando ancora dei contributi mai pagati in questi anni

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    1. Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-
      Comunque se invece di presentare le dimissioni Tu vieni licenziato avresti diritto all'ASPI che potresti farti anticipare in un'unica soluzione per l'apertura di un'attività autonoma.-

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  11. Salve, non sapevo dove postare la mia domanda (mi scusi se ho sbagliato la sezione)
    Ho ricevuto dal 1 gennaio un aumento di livello del contratto commercio; dal Terzo al Secondo. Avendo io il superminimo assorbibile non ho avuto alcun vantaggio economico. La cosa in se ci puo stare, ma ciò che mi sorprende è che mentre prima avevo la voce del Minimo + Super minimo. Ora mi ritrovo un superminimo di molto inferiore al precedente, dovuto sia all'assorbimento ma anche all'aggiunta di una nuova voce che è quella dello straordinario forfettario.
    Ad esempio (le cifre sono a caso):
    Prima: 1000 minimo + 400 super
    Ora: 1100 minimo + 100 super + 200 straord forfettario

    Spero di esser riuscito a spiegarmi.
    Mi chiedo:
    Come mai questa variazione ?? io non faccio alcuno straordinario forfettario, ne tanto meno ho firmato per un tale accordo.
    Cosa comporta questa variazione??
    So che prima non si cumulava nel TFR; ed ora?
    Posso richiedere che questa voce non venga utilizzata?
    Una delle mie paure è che magari, se cambio lavoro, la nuova azienda potrebbe non riconoscermi quella voce.
    L'azienda lo poteva fare? o è uno dei "soliti gesti unilaterali"
    Grazie anticipatamente per la sua risposta; spero mi sappia rispondere e/o indirizzare.
    Saluti.

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    1. Purtroppo quando ti danno un superminimo assorbibile ci può essere la fregatura, nel senso che o con un rinnovo contrattuale o con un passaggio di livello il datore di lavoro può giocare con il superminimo e non dare quindi nemmeno un centesimo in più.-
      Non è corretta però la scomposizione perché lo straordinario forfettario non rientra ne nella 13/ma, ne nella 14/ma, e ne nel TFR, devi quindi richiedere che ti venga tolta la voce e riportato l'importo nel superminimo come in passato.-

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  12. Bona sera sig: censori ho lavorato con il mio ex capo 7anni e 8 mese fino al 20/01/2015 chi se presentato con il mio licenziamento per riduzione del personale,,,ma e motivi son ben altre chi mi ha cercato di fregarmi Milla volta ogni mese ore lavorate in meno in busta , busta paga falsa con 10 mese di assegni famigliare rubate e quante mi ribello e chiedo il mio diritto mi fa un altra dando la colpa al uff. paga ……. dal 2007 al 2010 le ore di feria e permesso non vengono aggiornate e quanto lo chiesto e dopo un po’ chi mi prendi in giro mi la messo a posto..fa lavorare gente straniera con presta nome (ho tesserine della sua ditta con foto diverse al date) ha fatto lavorare il mio fratello con il mio tesserino .tutto questo con prove e testimone,,io chi ho più anzianità nella ditta con due bambine e chi faccio tutte e lavori e prendo di meno a differenza dalli altre … per ultimo ho rifiutato lavori di piastrellare agenzia auto 700mq per chi il nostro lavoro era imbiancatura,stucche,tappezzeria ma io non mi lo sento di prendere la responsabilità … e questa il motivo …. Adesso mi sono rivolto ad un avvocato privato e la mandato una lettera il26/01 ma non risposto …il 17/02 mi pagato il mese di gennaio … ma per il TFR quando tempo ce vuole e come mi devo comportare …..scusa il prolungamento del testo e grazie mille…

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    1. Se ti sei rivolto a un avvocato privato i tuoi quesiti devi porli a lui senza cercare informazioni altrove che potrebbero solo portarti fuori strada.-
      Infatti prima d rivolgersi a un avvocato bisognerebbe essere certi che sia competente in materia di diritto del lavoro, bisogna quindi fidarsi e seguire le sue indicazioni per non dargli alibi in caso di ritardi o di disguidi.-
      Comunque avresti potuto rivolgerti a un sindacato ed impugnare il licenziamento per richiedere un congruo risarcimento danni oltre alle competenze maturate.-
      Per quanto riguarda il TFR, per legge deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  13. Salve avvocato,

    Vorrei sapere se la tredicesima e il tfr sono soggetti a contribuzione?
    La retribuzione che si trova nell'estratto conto contributivo rispecchia lo stipendio netto o lordo?

    Grazie

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    1. Ciao Laura!
      SI!
      Sia la tredicesima che il TFR sono soggetti a contribuzione.-
      La retribuzione che si trova nell'estratto contributivo rispetta lo stipendio lordo generale.-
      In pratica si pagano i contributi sullo stipendio lordo, quindi lo stipendio lordo - i contributi da l'imponibile fiscale, e l'imponibile fiscale - le trattenute IRPEF da lo stipendio netto.-

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    2. Ma se il tfr lo percepisco nel 2015 sull'estratto conto contributivo come compare? e anche la tredicesima compare come retribuzione normale?

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    3. Ciao Laura!
      Rettifico:
      Sul Tfr non sono dovuti contributi previdenziali/assistenziali ma al momento dell'erogazione va operata la tassazione Irpef "separata".-

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    4. Gentile avvocato,

      Ma se il tfr non è soggetto a contribuzione, non dovrebbe apparire sull'estratto conto contributivo giusto?
      Perché mi ritrovo 700€ di contributi versati che non ho mai percepito.
      Il mio datore mi aveva detto che con l'erogazione del tfr mi avrebbe erogato anche i ratei di tredicesima..ma non è stato così.
      Infatti lavorando per cinque mesi con uno stipendio lordo di 1300€ il rateo non dovrebbe essere intorno ai 100€ al mese?
      Anche se mi hanno trasformato il contratto da full time a part time, quei ratei mi spetterebbero comunque, giusto? Il mio è ccnl 167

      Grazie

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    5. Ciao Laura!
      Sull'estratto contributivo risulta la retribuzione lorda complessiva dichiarata all'INPS sulla quale vengono versati i contributi e pagate le tasse, quindi non capisco che tipo di verifica vuoi fare.-
      Una trasformazione del contratto di lavoro da full time a part time non prevede ne il pagamento del TFR ne del rateo di tredicesima, a meno che tu non sia stata licenziata e riassunta.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per verificare nel tuo caso cos'è effettivamente successo.-

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    6. Ma com'è possibile che se il contratto mi viene trasformato da full time a part time non abbia diritto al tfr e ai ratei di tredicesima alla cessazione del rapporto di lavoro?
      Mi sono rivolta alla Cgil, ma per il controllo delle buste chiedono l'iscrizione annuale, e in questo momento non ho disponibilità economica. Per questo mi sono rivolta a lei, sperando che potesse darmi una mano.
      Mi scuso se le ho recato disturbo.

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    7. Ciao Laura!
      Non potendo esaminare la Tua documentazione posso solo attenermi a quello che mi scrivi!
      Una "trasformazione" del rapporto di lavoro non è una cessazione con successiva riassunzione, quindi non si ha diritto ne al TFR ne alla tredicesima.-

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    8. Le avevo già scritto e mi aveva risposto diversamente:

      Gianfranco Censori 21 gennaio 2015 23:22
      Ciao Laura!
      - La tredicesima ti spetta comunque anche se ti è stato cambiato il contratto.-
      - Presumo che la malattia ti è stata pagata in base al nuovo orario di lavoro.-
      - SI! Hai comunque diritto al TFR anche se sei stata in malattia.-
      Ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.

      Comunque, quando ne avrò la possibilità, mi rivolgerò alla CGIL.
      Grazie

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    9. Evidentemente mi ero espresso male!
      Con una trasformazione del rapporto di lavoro si matura comunque sia la tredicesima che il TFR, che vengono però liquidate non all'atto della trasformazione stessa, ma alle scadenze naturali.-

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  14. Buona sera!Lavoro come badante e alla fine del anno 2014,il datore di lavoro mi è stato erogato100% il tfr maturato nel corso dell'intero anno.siccome il datore non è sostituito di imposta,so che devo presentare la dichiarazione dei redditi,modello unico.La prego di spiegarmi che quadro sarà da compilare,RM24 oppure RM25,e come viene interpretato la tfr,visto che,secondo me non è un''anticipo,e un saldo?si possono fare detrazioni anche se il rapporto di lavoro non è cessato?La ringrazio in anticipo per la sua risposta,grazie mille

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    1. Lavorando come badante sei tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi, quindi dovrai pagare l'IRPEF sulle retribuzioni dello scorso anno, togliendo eventuali detrazioni + dovrai pagare il 23% di IRPEF sul TFR sul quale non sono previste detrazioni.-

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  15. Buon giorno signor Avvocato!Chiedo scusi se torno sull'argomento.Per il reddito dell'anno scorso pago 23% presentando modello 730,ma,ripeto,il datore di lavoro(lavoro come badante) mi ha erogato 100% il TFR maturato l'intero anno 2014.Si può mettere a tassazione ordinaria sommandolo al reddito complessivo e dichiararlo con 730,è legale?oppure si deve mettere a tassazione separata e dichiararlo con modello unico compilando quadro Rm 25?La ringrazio per le sue risposte!Buon lavoro!

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    1. Premesso che l'erogazione del TFR al 100% non è previsto dal contratto colf e badanti che consente di richiedere al massimo il 70% di quello maturato nel corso dell'anno, e comunque va dichiarato a tassazione separata con modello unico compilando il quadro RM 25.-

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  16. Bungiorno,
    volevo chiedere un informazione sul mio TFR.
    Nel 2001 sono stato assunto da una società a tempo indeterminato fino al 2006. In questi anni ho maturato circa 5500 euro di TFR che però nel giorno del mio licenziamento non mi è stato mai versato. Nel 2007 sono stato riassunto dalla stessa società sempre a tempo indeterminato e ancora oggi ci lavoro. Sulla mia busta paga e sul cud, ci sono due voci di tfr una risultano questi 5500 euro sotto la voce TFR presso l'azienda eil TFR presso previdenza sociale che è quello che mi sta vewrsando dal 2007. La mia domanda è ho ancora diritto al TFR depositato in azienda ?? posso richiederlo al mio datore di lavoro ?

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    1. Purtroppo NO!
      Si ha diritto al TFR depositato in azienda solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro.-
      Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70% del trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto di lavoro alla data della richiesta.-
      Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo, e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti.
      La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:
      - eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
      - acquisto della prima casa di abitazione per se o per i figli, documentato con atto notarile.
      L'anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti, dal trattamento di fine rapporto.-

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    2. anche se il tfr che vorrei richiedere fa parte del periodo in cui io sono stato licenziato....quindi un contratto diverso da quello che ho adesso???

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    3. ma comunque non li perdo giusto ?? poi volevo sapere se maturano gli interessi in quanto vedo che sulla mia busta paga a distanza di due anni porta una differenza in aumento di circa 300 euro ??

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    4. NO!
      Non perdi nulla, e il TFR viene rivalutato ogni anno:
      Al 31 dicembre di ogni anno la somma complessivamente accantonata al 31/12 dell’anno precedente, viene rivalutata (comma 4° articolo 2120 del codice civile) mediante un meccanismo di indicizzazione a base composta, costituito da due componenti: un tasso a misura fissa dell’1,50% ed un tasso a misura variabile pari al 75,00% dell' aumento (rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente).-

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  17. Buongiorno Gianfranco, la mia azienda ha chiuso a dicembre 2011 e nel corso del 2012/2013/2014/2015 ci ha pagato il Tfr includendo nell'ultimo pagamento di marzo anche gli interessi legali. Le quote annuali erano inferiori ai 15000 e quindi la tassazione è stata fatta al 23%. Ora vorrei sapere se l'Agenzia delle Entrate in sede di verifica mi chiederà la differenza del 4% ( dal 23 al 27)sull'eccedenza dei 15000 euro in quanto la somma totale ricevuta nei quattro anni è di 27500 euro+1500 di interessi o vale l'importo ricevuto per singoli anni. Gli interessi sono soggetti a tassazione separata o vanno dichiarati nel 730 del 2016? Grazie in anticipo per la risposta.

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    1. Ciao Giovanna!
      - Purtroppo SI! Nel Tuo caso l'Agenzia delle Entrate Ti richiederà tra qualche anno la differenza tra l'IRPEF pagata e l'IRPEF dovuta sul totale del TFR anche se ti è stato corrisposto in più rate e in anni diversi.
      - Se le somme dovute a titolo di rivalutazione e di interessi sono percepite dopo la cessazione del rapporto di lavoro con quel datore di lavoro che aveva erogato in ritardo le somme capitarie, sono relative ad anni precedenti, ma sono percepite per accordo fra le parti, sono soggette a tassazione ordinaria. In tal caso il lavoratore dovrà includere tali somme nel quadro RC del modello Unico.-

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  18. Buonasera Gianfranco, dando un occhio alla CU consegnata a mio padre (operaio) qualche giorno fa, risulta che ha accumulato un TFR di circa 52.500 euro. Gianfranco mi sa dire esattamente questa cifra quanto vada tassata, vorrei capire il netto che rimarrebbe. So già che mi cascheranno le braccia, ma vorrei togliermi questo dubbio.
    Le faccio presente che il reddito lordo annuale di mio padre è di circa 42.000 euro. La ringrazio

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    1. Ciao Marco!
      Quando viene riscattato sotto forma di liquidazione, il trattamento di fine rapporto viene tassato con un meccanismo un po' complicato, che tiene conto dell'aliquota media applicata sullo stipendio del lavoratore negli ultimi 5 anni (in molti casi il prelievo è del 23%), e nel caso di tuo padre dovrebbe essere del 27%.-

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    2. Grazie, gentilissimo.

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    3. Ciao Marco!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  19. Buongiorno,
    vorrei porLe il seguente quesito:
    viene specificato che la quota integrativa della retribuzione non si può erogare, se l'azienda abbia sottoscritto un accordo per la ristrutturazione dei debiti di risanamento; che cosa si intende?? ho un'azienda per la quale ho richiesto una rateazione debiti INPS ed INAIL, che sto pagando alle rispettive scadenze; inoltre ho debiti IRPEF non ancora pagati; i miei dipendenti mi chiedono l'anticipazione del TFR, sono obbligato a pagarlo? oppure in ottemperanza di quella specifica mi posso rifiutare?

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    1. NO!
      Nel tuo caso non sei obbligato a pagare l'anticipazione del TFR, in ottemperanza della specifica, perché il TFR è una quota integrativa della retribuzione.-

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  20. Buonasera,
    vorrei porre una domanda sull'anticipazione del TFR per acquisto prima casa. Sono dipendente a tempo indeterminato e il mio datore di lavoro si è offerto ad anticiparmi il 100% del TFR. La tassazione resta al 23% ?
    Ho inteso che mi verrà corrisposta una cifra già tassata del 23 %, sull'anno successivo dovrò pagare conguagli per adeguamenti agli scaglioni IRPEF?
    La ringrazio, Manuela

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    1. Ciao Manuela!
      Quando viene riscattato sotto forma di liquidazione, o come anticipazione il trattamento di fine rapporto viene tassato con un meccanismo un po' complicato, che tiene conto dell'aliquota media applicata sullo stipendio del lavoratore negli ultimi 5 anni (in molti casi il prelievo è del 23%).-
      Se l'azienda provvede alla tassazione del 23%, successivamente sarà l'agenzia delle Entrate che provvederà al ricalcolo e a richiederti un'eventuale differenza.-

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    2. Buongiorno Gianfranco, mi permetto di chiederle un'ulteriore precisazione, sperando di non farle una domanda troppa stupida.
      Se negli ultimi 5 anni ho avuto un reddito lordo di 29.000 € (quindi mi è stato applicato uno scaglione IRPEF del 38% sulla quota eccedente ai 28000 €) non mi verrà applicata una tassazione sul TFR del 38%, corretto? Immagino che resti comunque una logica proporzionale sulle fasce di reddito, è corretto?
      Perdoni la banalità della domanda, grazie nuovamente per il preziosissimo contributo
      Manuela

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    3. Ciao Manuela!
      Evidentemente non mi sono spiegato bene!
      Infatti a livello di tassazione del TFR dobbiamo parlare dell'aliquota media e non dell'aliquota massima, che nel tuo caso significa che si terrà conto della parte esente, della parte tassata al 23%, della parte tassata al 27% e della parte tassata al 38%.-

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  21. Buongiorno il mio datore di lavoro oggi mi ha proposto di valutare la possibilità di destinare il mio Tfr (sono stato assunto a febbraio 2015) presso una qualsiasi compagnia assicurativa, dicendo che in questo modo mi sarei tutellato contro eventuali insolvenze dello stesso in futuro e che cmq lo stesso datore si sarebbe sgravato dal pagamento di una somma futura importante.
    L'azienda ha meno di 50 dipendenti, è una srl.Potrei destinare il mio tfr interamente ad un fondo inps? E se fosse possibile cmq il datore di lavoro dovrebbe anticipare queste somme? Quali possono essere indicativamente i costi mensili per la gestione del tfr presso un'assicurazione?Avrei svantaggi o vantaggi?

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    1. Ciao Alessandro!
      Trovo strano il discorso del Tuo datore di lavoro che che ti consiglia di aderire a un fondo pensione, perché in teoria sarebbe contro i suoi interessi.-
      Comunque se lasci il TFR in azienda in caso di insolvenza del datore di lavoro subentra il fondo di garanzia dell'INPS per la copertura del TFR e delle ultime 3 mensilità scoperte.-
      Se invece vuoi aderire a un fondo pensione non ci sono problemi, puoi rivolgerti al fondo di categoria o a un altro fondo, ma la logica è diversa, nel senso che che il TFR destinato a un fondo pensione non è facilmente riscattabile alla cessazione del rapporto di lavoro, ma darà diritto a una seconda pensione.-

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  22. Salve dott. censori
    ho una domanda importante da fare
    sono un dipendente con moglie a carico,e' vero se chiedo il tfr in busta paga incidera' sia sul assegno familiare sia sulla detrazione x coniuge a carico?
    cordiali saluti

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    1. Purtroppo SI!
      Il TFR in busta paga va ad aumentare il proprio reddito da lavoro dipendente con tutto quello che ne consegue.-

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  23. Prima di tutto un saluto Gianfranco e un ringraziamento per l`incessante e prezioso lavoro che svogli nell`interesse di tutti.Ho avuto modo di avvalermi dei tuoi risolutivi consigli in passato, ma ora vorrei gentilmente porti un altro quesito.
    Lavoravo con contratto CCNL Anaste socio assistenziale terza eta` e sono stato licenziato.
    E` passato un mese dal licenziamento ma ancora non mi e`stato versato il TFR. Sul contratto non mi risulta espressamente indicato un termine di pagamento e non c`e alcun articolo al riguardo.Sono trascorsi 30 gg e devo inviare una lettera di sollecito di pagamento.Posso far riferimento ai termini di pagamento applicati dalle vigenti leggi come settore terziario dei servizi(30 gg)in assenza di un articolo di riferimento sul CCNL Anaste che regola i tempi di erogazione del TFR?
    Un saluto

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  24. Per completezza della mia domanda
    Il mio contratto rientra in quello nazionale di categoria Servizi, e riguarda LAVORATRICI E I LAVORA TORI
    DELLE COOPERATIVE DEL SETTORE SOCIO-SANITARIO
    ASSISTENZIALE-EDUCATIVO E DI
    INSERIMENTO LAVORATIVO

    ma non riesco a trovare il termine massimo di erogazione del TFR.


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    1. Ciao Pino!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Il Tuo CCNL prevede che Il trattamento di fine rapporto è regolato dalle norme della Legge 297/82-.
      La legge 297/82 prevede che i pagamenti di cui al secondo, terzo, quarto e quinto comma del presente articolo devono essere eseguiti entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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    2. Grazie Gianfranco per la cortese risposta ma mi sono accorto
      rileggendo l`art 68 del CCNL Anaste che interpretavo erroneamente il termine ~indennita` di anzianita~. Infatti La legge n. 297 del 29 maggio 1982 ha riformato la disciplina precedente, sostituendo la voce l'indennità di anzianità corrisposta a fine rapporto con il TFR a decorrere dal 1º giugno 1982.
      Per questo se l`articolo si riferisce al TFR allora il termine non sarebbe 20 gg?
      art.68 legge n. 297 del 29 maggio 1982
      Omissis…
      L'indennità di anzianità deve essere versata entro 20 giorni dalla data di cessazione del servizio.
      In caso di ritardo dovuto a contestazione o ad altre cause non imputabili alla lavoratrice od al lavoratore sarà conteggiato l'interesse legale con decorrenza dal giorno dell'effettiva cessazione del servizio.
      ------------------------------------------------------------------------------------
      In questo caso avrei titolo per chiedere anche il calcolo degli interessi maturati dalla data del licenziamento ad oggi?

      Inoltre vorrei chiederti, i 60 giorni che tu mi indichi non si riferiscono all`art. 2 La legge n. 297 del 29 maggio 1982 ma solo per l`eventuale fondo di garanzia e il recupero coattivo in caso di insolvenza del datore di lavoro?

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    3. Ciao Pino!
      Il termine dei 60 giorni è un termine di legge previsto nei casi in cui non ci siano disposizioni diverse nel contratto di categoria.-
      Nel tuo caso i riferimenti a diversi articoli di legge in contrasto l'uno con l'altro possono servire al datore di lavoro per giustificare il ritardo del pagamento del TFR, quindi se provvederà entro 60 giorni non potrai imputargli nulla.-

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    4. Buongiorno Gianfranco
      grazie per le tue professionali e costruttive indicazioni, sempre impeccabili!
      Buone cose a te e famiglia... a risentirci
      Ciao
      Pino

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    5. Ciao Pino!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

      Elimina
    6. Buonasera Gianfranco
      E il minimo che posso fare per una persona gentile e disponibile come te...
      Scusa se abuso ancora della tua gentilezza ma sono un po` preoccupato per questa informazione che ho ricevuto. Sul sito INPS indicano questa cosa, ma mi fido di piu` di un tuo parere:

      http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=%3b0%3b8186%3b&lastMenu=8496&iMenu=1&itemDir=8665

      Termini di pagamento
      I termini di pagamento sono differenti a seconda delle cause di cessazione del rapporto di lavoro (articolo 3 della legge 140 del 1997 come modificato dall’articolo 1, commi 22 e 23 del decreto legge n. 138/2011, convertito dalla legge n. 148/2011, e successivamente dall’art. 1, comma 484 della legge 147 del 2013).


      Il pagamento dl Tfr deve avvenire:

      •entro 105 giorni in caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso (termine breve);

      •non prima di 12 mesi per cessazioni del rapporto di lavoro avvenute per: raggiungimento dei limiti di età o di servizio, ovvero del termine del contratto a tempo determinato;

      •non prima di 24 mesi dalla cessazione per tutti gli altri casi (dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione, licenziamento, destituzione dall’impiego ecc.).

      Se i 60 gg sono espressamente indicati sul contratto come mi facevi notare tu posso stare tranquillo che non debba aspettare addirittura 24 mesi come indicato sul sito INPS?

      ps

      ti ho inviato una richiesta di amicizia su facebook

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    7. Ciao Pino!
      La normativa a cui ti riferisci riguarda i dipendenti pubblici diretti e non i lavoratori assunti tramite cooperativa.-

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    8. Meno male!...Comunque non e` una cooperativa ma un ente morale con finanziamento pubblico dello Stato...spero che valga anche in questo caso.
      Grazie mille Gianfranco...un saluto e alla prossima

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    9. Ciao Pino!
      Tranquillo!
      Un ente morale con finanziamento pubblico è soggetto alla normativa dei lavoratori privati e non dei dipendenti pubblici.-

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  25. BUONGIORNO,l'anno scorso ho fatto la dichiarazione congiunta, io percepivo l'aspi,
    dovrei recuperare l'irpef, per 2 mesi del 2014, mi sono separata e non avendo il sostituto d'imposta come posso fare? posso presentare la dichiarazione online?
    La Ringrazio
    mara

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    Risposte
    1. Ciao Mara!
      Ti consiglio di rivolgerti a un CAF per presentare la dichiarazione dei redditi e richiedere il rimborso dell'IRPEF pagata ma non dovuta all'erario.-

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  26. Buongiorno Dott. Le chiedo se il mio precompilato e a zero devo inviarlo? grazie

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    Risposte
    1. Se i dati del tuo precompilato sono corretti puoi confermarlo, anche se non sei obbligato a farlo.-

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  27. Le chiedo anche se credo si chiami TARES quella sui terreni, quando scade? Prima si pagava con il 730 spero non mi sbagli....

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    Risposte
    1. Con il 730 si paga solo l'IRPEF inerente terreni e fabbricati.-

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