martedì 24 giugno 2014

TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e TFS (Trattamento di fine servizio)

Disciplina del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e del TFS (Trattamento di fine servizio)

Il Trattamento di Fine Rapporto è un istituto previdenziale, a garanzia dei lavoratori, introdotto dalla Legge 297 del 1982.
Il testo della Legge citata ha sostituito il vecchio articolo 2120 del Codice Civile.
Il Trattamento di Fine Rapporto è una forma di retribuzione differita, liquidata al momento della cessazione del rapporto di lavoro del lavoratore dipendente.
La Legge 297/82 ha disciplinato in maniera innovativa le modalità ed i criteri di calcolo per la determinazione dell’indennità dovuta dal datore di lavoro.-
La Legge, peraltro, prevede esclusivamente l’obbligo, per le aziende, di registrazione contabile delle quote di tfr che maturano annualmente e di erogazione delle somme al termine del rapporto di lavoro.

Il TFR si determina calcolando, per ciascun anno di servizio, un importo pari, e comunque non superiore, all’entità della retribuzione lorda dovuta per ogni annualità, divisa per il parametro fisso 13,5. La quota rappresenta quindi il 7,41% della retribuzione (precisamente il 6,91% corrisposto all’ex dipendente più lo 0,50% corrisposto all’Inps).
Tale importo viene rivalutato, su base composta, al 31 Dicembre di ogni anno, di una percentuale costituita dall’1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice Istat dei prezzi al consumo.-
Gli elementi che concorrono alla formazione del TFR sono numerosi e vanno dallo stipendio base alle indennità di funzione comprendendo, in via generale, tutti i compensi a carattere continuativo.

Il TFR è una indennità riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato.

La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.

Entro il 30 giugno 2007, o entro sei mesi dalla data di assunzione, se tale data è successiva al al 1° gennaio 2007, i lavoratori dipendenti sono stati o saranno chiamati ad effettuare una Scelta sulla Destinazione del proprio TFR.

Anticipazione del TFR

Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70% del trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto di lavoro alla data della richiesta.-
Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo, e comunque del 4%  del numero totale dei dipendenti.

La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:
  • eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
  • acquisto della prima casa di abitazione per se o per i figli, documentato con atto notarile.
L'anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti, dal trattamento di fine rapporto.

Fondo di garanzia

È istituito per l'Istituto nazionale della previdenza sociale il “Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto” con lo scopo di sostituirsi al datore di lavoro in caso di insolvenza del medesimo nel pagamento del trattamento di fine rapporto; di cui all'articolo 2120 del codice civile, spettante ai lavoratori o loro aventi diritto.
Trascorsi quindici giorni dal deposito dello stato passivo, reso esecutivo ai sensi dell'articolo 97 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero dopo la pubblicazione della sentenza di cui all'articolo 99 dello stesso decreto, per il caso siano state proposte opposizioni o impugnazioni riguardanti il suo credito, ovvero dalla pubblicazione  della sentenza di omologazione del concordato preventivo, il lavoratore o i suoi aventi diritto possono ottenere a domanda di pagamento, a carico del fondo, del trattamento di fine rapporto di lavoro e dei relativi crediti accessori (fino a 3 mensilità ) , previa detrazione delle somme eventualmente corrisposte.
I pagamenti sono eseguiti dal fondo entro 60 giorni dalla richiesta dell'interessato.-         


Trattenute fiscali

Il D. Lgs. 47/2000 ha modificato, per gli Accantonamenti effettuati a partire dal 1° Gennaio 2001, la tassazione sul TFR; attualmente, la situazione è la seguente:
quote + rendimenti ante 1.1.2001 tassaz. Sep.
quote post 1.1.2001……………….tassaz. Sep.
rendimenti post 1.1.2001..11% per periodo d’imposta.


Come si calcola la tassazione separata


1) La base imponibile
tfrc = (tfr1-309,87 x n1) + (tfr2 - riv01)
tfrc = tfr complessivo
tfr1 = tfr maturato al 31-12-2000
tfr2 = tfr maturato all'1.1.2001
n1 = numero di anni di accantonamento
riv01 = rendimento finanziario post 2001

2) L'aliquota da applicare
Si divide il tfrc per n1 e si moltiplica il risultato per 12 (mesi), ottenendo così il RAR (Reddito Annuale di Riferimento).
Si calcola l'aliquota Irpef media sul RAR.

3) La riliquidazione
L'imposta viene riliquidata dagli uffici finanziari in base all'aliquota media di tassazione relativa ai 5 anni precedenti a quello di maturazione del diritto alla percezione del TFR.


Trattenute fiscali su anticipazione del TFR

Per le anticipazioni del trattamento di fine rapporto si applicano le  stesse norme di tassazione sopra esposte, salvo conguaglio all'atto della liquidazione definitiva, come da circolare del ministero delle finanze n. 29/E del 20/03/2001.



TFS (Trattamento di Fine Servizio) x Statali e Dipendenti pubblici

TFS tempi blocchi

La legge di stabilità del 2014 ha stabilito tempi sempre più lunghi per la liquidazione del TFR (Trattamento di fine rapporto) e del TFS (Trattamento di Fine Servizio) dovuti a statali e dipendenti pubblici. Si deve attendere un periodo da 3 mesi e mezzo a 27 mesi. E se la prestazione supera un certo importo, la somma è frazionata in 2 o 3 rate annuali.
  • Per i pensionamenti per inabilità o decesso, blocco di 3 mesi e altri 15 giorni per consentire all’INPS di liquidare la domanda, in totale 3 mesi e mezzo.
  • Il blocco sale a un anno (cui si aggiungono i 3 mesi per lavorare la pratica; nel complesso 15 mesi per raggiungimento dei limiti di età o dei limiti di servizio, per cessazione del lavoro a tempo determinato o per risoluzioni unilaterali dell’amministrazione (esempio per gli esuberi).
  • Il blocco sale a 27 mesi (24+3) nei casi di dimissioni volontarie, per licenziamenti e destituzioni. Se si superano i tempi indicati l’INPS deve riconoscere sulle somme gli interessi di mora. Terminata l’attesa scatta un’altra norma di legge che divide in rate annuali la buonuscita quando supera i 50 mila euro lordi.
  • Se la buonuscita non supera 50 mila euro lordi il pagamento è completo.
  • Tra 50 mila e 100 mila euro lordi il pagamento è diviso due tranches annuali: 50 mila euro il primo anno e la rimanenza il secondo.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
Iscriviti alla CGIL. Perché? Perché è sempre dalla tua parte per dare voce al lavoro e ai diritti.


123 commenti:

  1. Gentile Dott Censori, ho qualche informazione da chiederle, lavoro in una falegnameria da ormai 10 anni, sono un operaio di secondo livello e vorrei ora licenziarmi. Quanto è il preavviso che devo dare? Se non lo do cosa accade? Ed i tempi per l'erogazione del TFR quali sono? Premetto che mi licenzio perchè non ricevo il salario da 5 mesi, sarebbe conveniente per me licenziarmi per giusta causa? cosa cambierebbe? potrei richiedere anche l'indennità di disoccupazione in quel caso? Mi scusi l'infinità di domande. Risponda solo se riesce. Grazie infinite

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    1. Ciao Fabio!
      Se presenti le dimissioni senza motivazione non avrai diritto ad alcuna indennità, mentre se presenti le dimissioni per giusta causa avrai diritto all'ASPI.-
      Però per presentare le dimissioni per giusta causa la giusta causa va dimostrata, è quindi necessaria un'assistenza sindacale, Ti consiglio pertanto di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. Buongiorno dottore Gianfranco, volevo chiedere se scaduti i due mesi rischio di on prendere più il TFR, il datore di lavoro mi aveva chiamato per firmare la busta paga ma mi aveva detto che i conti erano sbagliati di firmare che poi dopo li avrebbe corretto, io mi sono rifiutato di firmare e siamo rimasti d'accordo che mi avrebbe chiamato quando sarebbero stati giusti, i due mesi scadono sta settimana c'è rischio di perdere il TFR? Come mi devo comporate? ho fatto bene a non firmare? .La ringrazio cordiali saluti

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    3. NO!
      Non c'è problema!
      I crediti da lavoro si prescrivono in 5 anni quindi hai tempo per reclamare le Tue competenze.-
      Ovviamente se il Tuo ex datore di lavoro non rispetterà gli impegni che si assume dovrai ricorrere a un sindacato per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    4. buongiorno dott. Gianfranco,volevo chiedergli un informazione,io ho lavorato x 10 anni in una azienda come operaio,dopo sono stato licenziato e assunto in un'altra azienda sempre dagli stessi datori,che mi hanno detto che il TFR di questi 10 anni x adesso non possono pagarmelo perchè non c'è la possibilità,ad oggi sono passati 3 anni rischio di perderlo?La ringrazio anticipatamente cordiali saluti.BALDO

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    5. idem come te solo da meno tempo 8 mesi vorrei sapere anche io se con il tempo perdiamo il diritto. grazie andrea

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  2. Buonasera sig Gianfranco
    sono stato licenziato il 28/04/2014 fino ad oggi devo avere dalla ditta le retrbuzioni di: meta' febraio marzo aprile preavviso che sulla lettera di licenziamento c'e scritto che me lo pagano loro quindi io sono esonerato a darlo. Tfr ferie terdic.quatt.permessi ecc... insomma tutto mi devono ancora dare
    telefono in ditta ma la risposta e' sempre la stessa (non ci sono i soldi),le premetto che sentendo i colleghi rimasti il lavoro c'e ,buon per loro ci mancherebbe .
    Vorrei sapere che cosa devo fare per essere saldato come mi devo comportare
    Lieto di una sua risposta
    La Saluto
    Maurizio

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    1. Ciao Maurizio!
      Per legge il TFR insieme a tutte le altre competenze maturate deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per aprire una vertenza sindacale per il recupero delle tue spettanze.-

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    2. La ringrazio tantissimo
      Cordiali Saluti
      Maurizio

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    3. Ciao Maurizio!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  3. ho lavorato presso un'azienda prima con uno stage di 6 mesi e poi assunto per 2 mesi con contratto a tempo determinato. Ho diritto al tfr?

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    1. Per il periodo che hai lavorato con uno stage non è previsto il TFR, mentre è dovuto per i 2 mesi che hai lavorato con contratto a tempo determinato.-

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  4. salve dott. volevo chiedere che ho lavorato in una dita solo per due giorni il mese scorso (04/06/2014 - 05/06/2014)pero nella mia busta paga non e stata aggiunta quelli 80 euro e T.F.R quindi la chiedo ho diritto di avere 80 euro anche tfr comunque ho lavorato soli due giorni? e unaltra domanda quali sono criteri per avere 80 euro bonus nella mia busta paga? grazie, saluto

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    1. Ha diritto al bonus degli 80 euro solo chi ha un reddito annuale compreso tra gli 8.000 e i 24.000 euro.-

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  5. Gentile dott. Gianfranco
    volevo chiederle una informazione ,sono stata licenziata dal mio Ente (privato) il 16 giugno 2014,avanzo 3 mensilita' 2012 e tre mensilita' 2013. Per avere il tfr maturato presso inps devo aspettare i termini ((60gg) e/o il saldo delle spettanze e quindi che sia il mio ente a farsi "vivo" o se posso intanto recuperare TFR presentando istanza io presso inps e quindi agire autonomamente. Grazie per l'attenzione Rita

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    1. Ciao Rita!
      Il TFR deve pagartelo il Tuo Ente perché l'INPS subentra solo in caso di fallimento o di altra procedura concorsuale nei confronti del datore di lavoro.-

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  6. Buonasera,
    sto lavorando in un'azienda da 3 anni, il contratto è stato sempre stagionale di 6 mesi. Per la mia ignoranza non ho mai chiesto il tfr. Il datore di lavoro non mi ha mai portato a conoscenza di questo mio dirito che poi è anche un suo obligo. Adesso vorrei sapere se e come posso entrare in possesso dei due TFR (2012 e 2013). Posso ancora recuperare questisoldi? Grazie mille per una risposta a breve! Mihaela

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    1. Ciao Mihaela!
      SI!
      I crediti da lavoro cadono in prescrizione solo dopo 5 anni, quindi puoi ancora recuperare le Tue spettanze, e ti consiglio eventualmente di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  7. Salve,
    2 mesi ho dato le dimissioni dal lavoro in quanto ho trovato un'altra collocazione.
    Avevo un contratto a tempo indeterminato metalmeccanico 4 livello.
    Hanno un tempo massimo per versare il TFR perchè la mia ex azienda ha detto di no.

    Grazie

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    1. Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  8. Gentile dott. Gianfranco,
    sono un'ins. a tempo determinsto e desideravo chiederle se è normale che nn mi venga pagato il TFR, avendo aderito in parte al fondo espero già dal 2007.
    Inoltre, la particolarità è data dal fatto che in seguito ad una consultazione che ho eseguito in internet nell'elenco pratiche dell'inps, mi appare una simile finestra:

    TFR In lavorazione 11/07/2014
    TFR In lavorazione 18/09/2013
    TFR Fine lavorazione 21/07/2008
    TFR Fine lavorazione 09/08/2007
    TFR Annullata 02/07/2012
    TFR Annullata 20/07/2011
    TFR Annullata 16/09/2009.

    Sono stata all'INPS per chiedere informazioni e dopo varie volte mi hanno spiegato che a me non tocca.
    La prego mi aiuti a capire visto che l'Amministrazione, come si evince dal quadro, ha le idee confuse.
    La ringrazio anticipatamente.

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    1. I lavoratori nel comparto scuola possono accedere ai vantaggi della previdenza complementare e molti hanno già iniziato ad iscriversi.
      Il loro fondo si chiama "Espero" ed è nato a seguito di un accordo tra il MPI e le OO.SS. firmatarie del contratto.
      "Espero" offre la risposta giusta tanto a chi inizia la carriera quanto ai più anziani, perché garantisce ulteriore sicurezza e tranquillità a chi va in pensione indipendentemente dal servizio svolto.
      Per godere i benefici del Fondo basta sottoscrivere l'apposito modulo (compilabile anche on line dal sito del Fondo) e consegnarlo presso la segreteria della scuola.
      In assenza di sottoscrizione si perde il contributo dello Stato, 1% della retribuzione, e la deducibilità fiscale delle somme versate.
      Per saperne di più: www.fondoespero.it

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    2. Questa notte mi sono fatta una cultura...... e sono amaragggggiata....
      DOCENTI ASSUNTI DOPO IL 2001
      Tutta la quota del TFR (6,91%) viene depositata ad Espero con la conseguenza che il
      docente non otterrà più una liquidazione ma una pensione integrativa.
      Al momento del pensionamento il docente potrà decidere se incassare in unica soluzione FINO AL 50% del capitale accumulato e rivalutato oppure se utilizzare tutto il capitale come rendita vitalizia. Ho fatto quattro conti e sono atttttterrita....
      In definitiva quindi non è per niente un'adesione conveniente..... ed inoltre cosa terribile e orrenda se aderisco al contraqtto non ho piu la possibilità di reciderlo.
      In uno Stato di diritto..tt questo nn dovrebbe accadere.
      Grazie cmq per avermi risposto.

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    3. MI sorprende che per te sia una novità!
      Infatti quando hai sottoscritto l'adesione al fondo avrebbero dovuto informarti sulla fine che avrebbe fatto il Tuo TFR.-

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  9. Buongiorno gent.mo dott. Censori,
    vorrei gentilmente formularLe il seguente quesito: (dimissioni anticipate)
    in caso di dimissioni nel corrente anno (2014) all'età di 50 anni (anno di nascita:
    1964) con perdita definitiva del posto di lavoro subordinato (dipendente pubblico)
    fino all'età (stimabile nel mio caso, credo, tra i 69 e i 71 anni per l'adeguamento
    alla futura aspettativa di vita...) che mi darà diritto alla pensione di vecchiaia
    (maturata in base ai requisiti minimi di anzianità contributiva, cioè 20 anni effettivi),
    dunque fra una ventina (!) d'anni, QUANDO occorre presentare la relativa
    domanda all'INPS per evitare il rischio di una eventuale decadenza o prescrizione
    dei contributi sino all'attualità già versati?
    E' necessario presentarla quanto prima (anche se il mio diritto alla percezione di
    questa pensione di vecchiaia maturerà teoricamente solo intorno ai 70 anni di età)
    per non rischiare di perdere i contributi pregressi, oppure (subito dopo le mie
    dimissioni anticipate al corrente anno) è ancora prematuro presentarla (in quanto,
    per es., i contributi già versati non si prescrivono) e dunque aspettare per farlo fino
    alla futura epoca della maturazione dell'età anagrafica che mi darà diritto alla pensione di vecchiaia?
    Grazie di cuore per una Sua gentile risposta e cordiali saluti.

    P.S.: Per il mio tfr sò già che, purtroppo, dovrò aspettare 24 + 3 mesi....!

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    1. I contributi versati all'INPS o all'INPDAP non cadono in prescrizione quindi se sei sicuro di aver raggiunto almeno i 20 anni di contributi versati non ci sono problemi per la pensione di vecchiaia, almeno in base alla normativa attuale, e la domanda per la pensione di vecchiaia potrai presentarla al raggiungimento dei requisiti pensionistici.-
      Il problema è che purtroppo nessuno può garantirti che la normativa in vigore oggi sarà ancora valida tra 20 anni.-
      Trovo comunque assolutamente inconcepibile che un dipendente pubblico voglia presentare le dimissioni a 50 anni d'età per attendere 20 anni per andare in pensione; evidentemente c'è qualcosa che mi sfugge.-

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  10. Buongiorno Gianfranco
    ho chiesto verbalmente al mio datore di lavoro un anticipo sul mio tifr ma mi è stato negato.
    Le spiego la mia situazione assunto a settembre 2005, sono unico dipendente nella società presso cui lavoro, la mia mansione è custode; il tfr l'ho richiesto per concorrere alle spese relative all'acquisto della mia prima casa.
    E' lecito il rifiuto da parte del mio datore di lavoro?
    Grazie Andrea

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    1. Ciao Andrea!
      NO!
      Il rifiuto del Tuo datore di lavoro non è lecito, Ti consiglio quindi di presentare una formale richiesta scritta, infatti la normativa prevede:
      Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70% del trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto di lavoro alla data della richiesta.-
      Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo, e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti.
      La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:
      - eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
      - acquisto della prima casa di abitazione per se o per i figli, documentato con atto notarile.
      L'anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti, dal trattamento di fine rapporto.-

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  11. Gent.mo Dott. Censori
    In data 23/05/2005 è venuto a mancare mio padre, il quale era proprietario di due case e di un magazzino, essendo 5 fratelli e mia madre la quota di eredità a me spettante è pari a 13,33.
    Preciso inoltre che, dal momento della successione, ho sempre pagato tutte le tasse dovute per i relativi immobili.
    La mia domanda è: visto che non sono ancora trascorsi i 10 anni della morte del De cuius , possiamo rinunciare io e le mie due figlie a tale quota? se si, gentilmente può dirmi la prassi da seguire?
    La ringrazio anticipatamente e le porgo distinti saluti.

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    1. Rinuncia di eredità:
      La rinuncia all'eredità è l’atto con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non volerla accettare, ad esempio perché i debiti del defunto sono superiori ai crediti, In tale eventualità egli deve rinunciare espressamente per mezzo di una dichiarazione ricevuta dal notaio o effettuata dal Cancelliere del Tribunale circondario in cui si è aperta la successione, altrimenti si considera come non avvenuta.
      La rinuncia all'eredità non può essere sottoposta ad una condizione o ad un termine, né può essere limitata solo ad una quota parte dell’eredità stessa. La rinuncia, a differenza dell’accettazione, è sempre revocabile; il rinunziante, se non è passato il termine di prescrizione di dieci anni, ha il diritto di accettare fino a che, in seguito al suo rifiuto, un chiamato di grado inferiore non abbia a sua volta accettato. Il chiamato all’eredità perde la facoltà di rinunciare se sottrae i beni ereditati o se comunque ha venduto o donato beni di appartenenza del defunto.
      I rinuncianti si devono presentare personalmente, se maggiorenni. Nel caso di minorenni si devono presentare entrambi i genitori in loro rappresentanza. Nel caso di interdetti, inabilitati no minori, il tutore o il genitore deve chiedere l’autorizzazione per la rinuncia all’eredità del minore al Giudice Tutelare del luogo di residenza del minore o del tutore.
      La rinuncia all'eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto), entro 3 mesi dalla morte se si è in possesso dei beni o entro 10 anni se non si è in possesso dei beni e non ha effetto se non è osservata la forma prescritta (art. 519 c.c.).-

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  12. Buongiorno Sig. Gianfranco Censori, parlo a nome di mia madre e vorrei sapere solo un informazione.
    Mia madre dal primo agosto è entrata in pensione, il 31 luglio ha dato le sue dimissioni all'azienda. Il suo TFR l'ha destinato come forma pensionistica complementare tramite la sua banca.
    Quello che vorrei sapere come si fa a percepire la liquidazione?
    Grazie Stefania.

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    1. Ciao Stefania!
      Se Tua madre ha destinato il suo TFR a una forma pensionistica complementare vuol dire che non ha diritto alla liquidazione ma a una rendita vitalizia, per ricevere la quale deve presentare la domanda al fondo sul quale ha versato il suo TFR.-

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  13. Egregio Dottore le sarei grata se chiarisse questo mio dubbio: siamo cinque fratelli, di cui quattro di noi erano in possesso della chiave di casa di nostra madre mentre il quinto non ha voluto la chiave e quindi non ne era in possesso. La settimana scorsa mia madre è deceduta e noi quattro fratelli abbiamo deciso di cambiare la serratura di casa di mia madre senza interpellare e senza fornire la nuova chiave al quinto fratello (cioè colui che non possedeva la chiave) secondo lei abbiamo agito correttamente? oppure dobbiamo informare nostro fratello dell'avvenuto cambiamento di serratura e fornirgli la chiave? Spero essere stata chiara la ringrazio e la saluto

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    1. Assolutamente NO!
      Alla morte di Tua madre avete tutti e cinque gli stessi diritti sulla sua casa, quindi siete tenuti per legge a fornire la chiave anche al quinto fratello, se non volete correre il rischio di essere denunciati per sottrazione di beni dalla successione.-

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  14. Buongiorno,sono un imprenditore agricolo, ho assicurato un operaio per 156 giornate; vorrei sapere se alla fine del rapporto di lavoro devo corrisponderli il tfr e in quale misura, per esempio se percepisce una retribuzione giornaliera di 50€ quanto dovrebbe spettarli?in tal caso devo pagarglielo direttamente io o devo depositarlo mese per mese presso un fondo ? la ringrazio. Saluti

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    1. Il TFR si determina calcolando, per ciascun anno di servizio, un importo pari, e comunque non superiore, all’entità della retribuzione lorda dovuta per ogni annualità, divisa per il parametro fisso 13,5. La quota rappresenta quindi il 7,41% della retribuzione (precisamente il 6,91% corrisposto all’ex dipendente più lo 0,50% corrisposto all’Inps).
      Relativamente agli operai agricoli a tempo determinato (otd) riguardo alla destinazione:
      - preliminarmente va precisato che questi lavoratori non sono esclusi dall'applicazione della normativa sulla destinazione del tfr. Come la generalità dei lavoratori, dovranno inoltrare il modello TFR1 e TFR2 al loro datore di lavoro, esprimendo la scelta eventuale di conferimento alla previdenza complementare. Infatti, oggetto della scelta della destinazione del tfr è la titolarità del contratto di lavoro subordinato dal quale discende il diritto al trattamento di fine rapporto, e non la durata del contratto stesso;
      - il lavoratore potrà, diversamente dalla scelta della previdenza complementare, optare per mantenere il tfr presso il datore di lavoro. In questo caso nelle aziende che occupino 50 addetti e più il tfr maturando dovrà essere versato al Fondo di tesoreria appositamente costituito presso l Inps;

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  15. buongiorno. Se il datore di lavoro è d'accordo può concedermi un anticipo del tfr prima degli otto anni? Eventualmente potrebbe farlo anche durante la conciliazione prima della cessazione del rapporto di lavoro? Corro qualche rischio in questo caso?
    GRAZIE MILLE

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    1. La normativa prevede che uno dei requisiti per il diritto all'anticipo del TFR è che sono necessari almeno otto anni servizio in azienda, quindi prima degli otto anni il datore di lavoro potrebbe solo farti un prestito e recuperare l'importo alla cessazione del rapporto di lavoro, all'atto della liquidazione del TFR.-

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  16. Lavoro da 34 anni per una ditta. Mi vogliono trasferire in ditta satellite e mi dicono che l'unica cosa che cambierà sarà l'intestazione sulla busta paga. Il TFR (sia quello maturato prima del 2007 che quello dopo) mi deve essere pagato? Ci possono essere problemi per la pensione?

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    1. - Per quanto riguarda la pensione il fatto che Tu lavori con un'azienda o con un'altra è indifferente, ovviamente purché ti paghino e paghino i contributi.-
      - Per quanto riguarda invece il TFR o l'azienda attuale ti liquida tutto e ricominci da capo con la nuova o tramite passaggio diretto tutte le competenze maturate con l'azienda attuale vengono prese in carico dalla nuova, e la scelta purtroppo è dei due datori di lavoro.-
      Nel secondo caso l'azienda attuale deve consegnarti una lettera con quale attesta che tutte le Tue competenze maturate verranno girate alla nuova, e la nuova azienda dovrà consegnarti un'altra lettera con la quale attesta di aver preso in carico tutte le Tue competenze maturate con l'azienda vecchia.-

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  17. Gent.mo Dottore
    Sono una ragazza di 30 anni con un lavoro a tempo indeterminato ma poco retribuito,essendo una traduttrice mi è stato proposto di fare alcune traduzioni nel mio tempo libero, però mi si chiede di fatturare.Come posso ovviare alla fatturazione senza infrangere la legge? La ringrazio e Le porgo distinti saluti

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    Risposte
    1. Per poter fatturare devi aprire una partita IVA, che significa avviare un'attività di lavoro autonomo non compatibile con un'attività di lavoro dipendente a tempo pieno.-

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    2. Mi scuso se la disturbo ancora,poichè ho bisogno di lavorare, riferendomi a quanto sopra mi hanno parlato di emissioni di notula o ritenuta d'acconto al posto della fattura. Gentilmente mi potrebbe dire in che cosa consistono? Eventualmente io potrei avvalermene in qualche modo? Ringraziandola la saluto cordialmente



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    3. Prestazione occasionale:
      Questa tipologia di lavoro non ha una lunga tradizione nel nostro ordinamento ma è stata introdotta recentemente con la riforma del lavoro del 2003, attraverso la cosiddetta Legge Biagi e, affinché possa essere riconosciuta come tale, deve appunto rispettare i famosi paletti dettati per legge:
      - non dev’essere un’attività abituale;
      - dev’essere un’attività non professionale;
      - non deve svolgersi con continuità;
      - non dev’esserci una coordinazione.
      Per legge affinché possa essere considerata una collaborazione occasionale e non professionale:
      - la collaborazione con uno stesso committente non può essere più lunga di trenta giorni in uno stesso anno solare, altrimenti diventa abituale e continuativa;
      - la somma di tutti i compensi percepiti non può essere superiore ai 5000 euro (5 mila) netti in uno stesso anno solare.
      L'attività non deve essere concorrenziale con quella aziendale, ed è necessario il consenso del datore di lavoro, che deve quindi essere informato.-

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  18. Gentile dottore,
    ho lavorato presso una SpA dal 2004 al 2013; fino al 2007 ho lasciato il TFR presso questa società ed in seguito presso una compagnia di assicurazioni.
    Nel 2014 la società predetta è andata in liquidazione volontaria ma nulla mi ha riferito in merito alla liquidazione del tfr.
    Il sindacato non è stato mai esaustivo.
    Se è rilevante nel 2011, Le comunico, che ho fatto la cessione del quinto.
    grazie

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    1. In effetti il problema è la cessione del quinto!
      Infatti presumo che il contratto che hai sottoscritto per la cessione del quinto prevedeva che in caso di cessazione del rapporto di lavoro la banca o la finanziaria che ti ha concesso il prestito poteva rivalersi sul TFR maturato, quindi in questo caso non riceverai il Tuo TFR.-

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  19. Si infatti poteva rivalersi come previsto nel contratto ma io, dato che sono stato assunto da un'altra società subito, ho sempre onorato le rate con la cessione del quinto. Ovvero la finanziaria non aveva motivo, qualora l'avesse fatto, di attaccare il TFR. Grazie e molto lieto di conoscerla. Io sono Bruno

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    1. Ciao Bruno!
      Purtroppo le finanziarie cercano di tutelarsi al meglio possibile e non vanno quindi tanto per il "sottile" per recuperare i loro soldi; comunque Tu dovresti però consultarla almeno per avere la certezza che si sono "appropriati" del Tuo TFR.-

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  20. gentile dott, Censori, mi chiamo Pierangelo, mi sono licenziato nel mese di luglio, il mio ultimo giorno lavorativo e stato il 25 di luglio. quanto posso avere dal mio ex datore di lavoro il tfr il contratto artigiani metalmecchanici. grazie.

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    1. Ciao Pierangelo!
      La normativa prevede che il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  21. Buongiorno Dott.Censori,
    mi sono licenziato ad aprile e la ditta per la quale lavoravo (SPA quotata in borsa) è stata messa in liquidazione.
    Fino ad ora non ho ricevuto ne cedolino ne ovviamente il versamento del TFR a me spettante.
    La mia domanda è: posso richiedere già l'intervento del fondo di Garanzia dell'INPS per accorciare i tempi di recupero di queste somme?
    Grazie
    Cordiali saluti
    Emilio

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    Risposte
    1. Ciao Emilio!
      Purtroppo NO!
      Si può richiedere il pagamento del TFR al fondo di garanzia dell'INPS solo dopo una sentenza di fallimento o di altra procedura concorsuale dell'azienda per la quale si è lavorato.-

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  22. buonasera dott censori.....lavoro in un impresa di pulizie volevo sapere i tempi di erogazione del mio tfr dato che la mi avecchia ditta ha perso l appalto dove lavoro tutt ora il 31 luglio 2014 ....grazie
    cordiali saluti stefano

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    1. Ciao Stefano!
      La normativa prevede che il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  23. Bungiorno Dott Censori lavoro presso una ditta metalmeccanica con qualifica Q8°
    ad Aprile la ditta a chiesto il concordato , la nuova societa' si e'
    accorpata il tutto ma il mio stipendio e' stato ridotto del 20% , le
    chiedo ai fini pensionistici cosa ci perdo.
    Saluti

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    1. La quota di pensione maturata dopo il 2012 verrà calcolata con il sistema contributivo, quindi in base ai contributi che si verseranno all'INPS, pertanto versando meno contributi diminuirà l'aumento della quota.-

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  24. Buongiorno Dott Censori ho lavorato in un azienda di artigianato per 6 anni e adesso mi sono licenziato , vorrei sapere in quanto tempo devo avere il mio tfr e se no cosa potrei fare per ottenerlo. Grazie, cordiali saluti .

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    1. Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi se il datore di lavoro non rispetta i termini ci si può rivolgere o a un sindacato o a un avvocato per far sollecitare il pagamento.-

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  25. Salve.mi e arrivata ieri la lettera dalla INPS che il 6 settembre e stato effettuato il mandato di pagamento del tfr.dopo quanto tempo si riceve?

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    1. Di solito l'importo del TFR arriva al beneficiario dopo circa 20/30 giorni dalla data in cui viene effettuato il mandato da parte dell'INPS.-

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  26. Buongiorno,
    ho lavorato per 4 anni in una azienda che nel giugno 2012 ha messo i suoi dipendenti in cassa integrazione e poi li ha licenziati. Il suo stato era (e credo che sia ancora) di liquidazione volontaria. Ho percepito regolarmente la cassa integrazione in deroga e la disoccupazione ma ad oggi non ho avuto nè gli ultimi 2 mesi di stipendio nè il mio TFR. Da due anni si continuano a susseguire udienze in cui il liquidatore aziendale rimanda sia l'eventuale pagamento che lo stato fallimentare, così il mio legale (legale del sindacato) mi dice che non possiamo chiedere al fondo INPS. Quanti anni ancora dovrò attendere per avere quello che mi spetta di diritto? Ma soprattutto c'è la possibilità concreta che possa perdere tutto? Grazie

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    1. - Per quanto riguarda la possibilità che tu possa perdere tutto, lo escluderei perché in un modo o nell'altro riceverai tutto quello che ti spetta.-
      - Per quanto riguarda invece i tempi, purtroppo il discorso cambia perché con i tempi della giustizia italiana nessuno può fare una previsione attendibile.-

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  27. Buongiorno, ho lavorato come commessa (ccnl commercio a tempo determinato) dal 1 settembre 2013 al 31 luglio 2014. Sono passati più di 45 giorni e nn mi é ancora stata data la liquidazione. É normale e devo aspettare o posso contattare l'azienda facendo forza su tale scadenza? Grazie, buongiorno.

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    1. Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi nel tuo caso i termini non sono ancora scaduti.-

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  28. Gent.mo dr sono una dipendente comunale con 36 anni di servizio maturati +1anno e 14 gg ricongiunti, 59 anni di età. Ho fatto domanda di pensione con opzione contributiva donne...dal 1 gennaio 2015 cessa il mio rapporto lavorativo.Al di la della misera pensione...nn posso far nulla x avere la MIA BUONUSCITA non dopo 24 mesi? Inoltre le volevo chiedere ma se nel frattempo ho la possibilità di un altro e migliore lavoro posso interrompere la pratica pensionistica che come le ho scritto prima si chiuderà il 31 dicembre 2014? E se invece già percepisco pensione? ...grazie

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    1. - NO! Non è possibile anticipare la "Tua buonuscita" in quanto è prevista solo dopo 24 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-
      - NO! Non è possibile interrompere la pratica pensionistica, una volta avviata la pratica.-
      - SI! Una volta che sarai andata in pensione potrai svolgere una nuova attività lavorativa.-

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  29. Buona sera,ho una domanda per lei,se come ho finito il contratto di 5 ani come aprendistato io non lavoro piu con lui e i ho chiesto il TFR ma lui mi manda da oggi a domani,ho finito il contratto il 23luglio2014 e la mia domanda e quanto tempo ce lo ancora per darmilo?con chi devo procedere visto che lui non mi lo vogle dare?grazie mille

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    1. Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-
      Se il Tuo datore di lavoro non rispetterà i termini potrai rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per aprire una vertenza sindacale per il recupero delle Tue competenze.-

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  30. Gentile dott. Censori, ho lavorato presso un ente pubblico con contratto a tempo determinato fino al 31/12/2013. Riguardo i tempi di pagamento del tfr, l'Inps afferma che a chi cessa dal servizio entro il 31/12/2013 si applicano i vecchi termini di decorrenza (6 mesi) e non quelli di 12 mesi previsti dalla legge di stabilità entrata in vigore il 1° gennaio 2014. L'ente per cui ho lavorato invece sostiene che, essendo stato il 31/12/2013 il mio ultimo giorno di lavoro, io avrei "cessato il servizio" il 1° gennaio 2014, e pertanto al mio caso si applicherebbero i termini di 12 mesi. A me sembra che si metta in discussione la lingua italiana. Cosa ne pensa? E se ho ragione io, come potrei procedere? La ringrazio molto, cordiali saluti.

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    1. In effetti è paradossale!
      La data di cessazione del rapporto di lavoro è l'ultimo giorno di lavoro e non il giorno successivo, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. La ringrazio molto, procedero' in questo modo. Buona giornata

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  31. Salve,
    le scrivo anch'io per avere un'informazione su una situaziona un po' particolare.

    - nel 2009 do dimissioni da un contratto con tempo indeterminato, con un arretrato di 3 mensilita e il tfr.
    - mi vengono consegnate buste e CUD come se il tfr e gli stipendi fossero stati correttamente versati ma cosi non e'
    - l'anno successivo (2010) cumulo il CUD (tfr compreso, con il CUD del nuovo posto di lavoro) versando parecchie trattenute
    - faccio causa per ottenere tfr e mensilita' arretrate ma l'azienda fallisce, le evito i dettagli in quando non rilevanti per il quesito
    - Settembre 2014 l'inps accetta la mia domanda e mi riconosce il tfr (viene preso l'importo netto della busta relativa al TFR, applicati interessi e rivalutazione e applicata una ritenuta fiscale, circa del 30%) l'inps mi comunica che mi inviera il CUD relativo a questo importo.

    Le espongo ora il mio dubbio.

    il prossimo anno (2015) dovro' cumulare questo cud con il mio attuale da lavoro?
    Avro' nuovamente trattenute su questo importo?
    Come devo comportarmi per far presente che l'importo e' gia stata conteggiato 5 anni fa e non si tratta di una nuova entrata?

    grazie

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    1. Se il fondo di garanzia dell'INPS Ti ha inviato l'importo netto del TFR previsto in busta paga vuol dire che ti ha applicato le ritenute che erano previste a suo tempo, quindi l'anno prossimo riceverai un CUD dove risulterà l'importo percepito e le ritenute effettuate.-
      Il problema non è quindi la tassazione dell'importo che hai percepito quest'anno ma la tassazione del 2010, perché allora non avresti dovuto pagare imposte su somme che non avevi percepito, e a questo punto purtroppo non puoi più farci nulla.-

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    2. Grazie per la rapida risposta.

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  32. Buongiorno Dott.Censori,
    il mio compagno, assunto nel 1995, ha consegnato lettera di dimissioni ad Ottobre 2013 dopo due anni di cassa integrazione.
    Fino ad ora ha ricevuto il TFR che copre il periodo 2007/2013 ma non quello dei precedenti anni. Ha chiesto anticipazione TFR per acquisto prima casa nel 2001.
    Ieri l'azienda ha dichiarato il fallimento, come dobbiamo comportarci?Grazie buon pomeriggio

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    1. In caso di fallimento dell'azienda, per il pagamento del TFR ed eventualmente delle ultime 3 mensilità scoperte, provvede il fondo di garanzia dell'INPS.-
      Vi consiglio quindi di rivolgervi alla sede più vicina della CGIL per farvi assistere per tutto l'iter burocratico necessario per il recupero della quota di TFR non ancora percepita.-

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  33. Gentile Avvocato
    mi è arrivata la lettera inps ex inpdap per la restituzione di una quota di tfs per una causa di lavoro persa, in attesa di giudizio cassazione, pubblico dipendente .
    Ho fatto controllare quanto debbo restituire dal mio ministero ed è ok .
    Inps dice che mi restituirà la quota irpef al 23% in accredito bancario, quando non lo dice: tipo ad un mese dalla restituzione... due mesi..quando ?
    poi: la quota che dice di restituirmi al 23% viceversa dalla cifra che dicono è solo il 20,5%.
    Sono andata in sede a chiedere le spiegazioni come sopra illustrato ed ho chiesto anche se la cifra che restituisco la posso inserire nel mio 730 sotto la voce apposita prevista nel modello.
    L'impiegato alle mie domande ha fatto spallucce e per la domanda sull'inserimento nel 730 ha detto decisamente NO.
    Le chiedo : posso o non posso inserire nel 730 il bonifico della quota che restituisco e farmi rimborsare sul 730?
    perché dicono che non posso farlo ?
    Non ho tempo di girare per uffici di patronato e Le sarei veramente grata se mi rispondesse.
    Grazie

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    1. Ciao Antonia!
      Purtroppo NO!
      Non puoi inserire nel 730 il bonifico della quota del tfs che restituisci, semplicemente perché non è previsto dalla normativa attualmente in vigore.-

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  34. Gentile dott. Censori, le ho scritto ieri riguardo l'ente pubblico che non mi ha pagato il Tfr nei termini previsti. Le chiedo cortesemente un ulteriore chiarimento. Mi sono accorta che nel mio Cud tutti i campi relativi al Tfr sono vuoti (il punto 413 è quello che mi riguarda in particolare). Sa spiegarmi che cosa significa e cosa comporta questa mancanza? La ringrazio ancora per la sua disponibilità.

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    1. Strano!
      Se il TFR era rimasto in azienda, l'importo maturato doveva risultare nel CUD, quindi presumo che ci sia stato un errore.-

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  35. Buonasera avvocato
    Ho lavorato 6 anni x una srl a tempo indeterminato.
    Il 31/7/2014 essa licenzia 31 unità x causa oggettiva..... chidevo entro quanto tempi dovrà trascorrere x avere il mio TFR visti che oggi 24/09/2014 ancora non mi hanno chiamato? E cosa fare ?

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    Risposte
    1. Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, quindi una volta che sarà scaduto inutilmente il termine Ti consiglio di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per l'apertura di una vertenza sindacale per il recupero delle Tue spettanze.-

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  36. Buona sera Avvocato,
    dopo 11 anni ho appena chiesto anticipo tfr per acquisto prima casa; in quanto tempo la mia azienda deve liquidarmi il dovuto?
    Grazie

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    1. L'azienda deve liquidare l'anticipo del TFR per l'acquisto della prima casa, entro l'anno di richiesta, quindi nel tuo caso entro dicembre 2014.-

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    2. Grazie mille per la delucidazione.

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  37. Buona sera dott. Censori,
    sottopongo alla Sua cortese attenzione il mio quesito :
    dopo 10 anni di servizio, a gennaio 2014 vengo licenziato con la motivazione della riduzione di personale conseguente alla crisi del settore.
    Le ultime competenze ed il TFR ammontano a qualche decina di migliaia di euro, l'azienda opta unilateralmente per la rateizzazione del suo debito e nonostante la mia richiesta non mi sottopone alcun piano di pagamento.
    Inizialmente mi vengono retribuite con cadenza mensile le ultime competenze, a cui fa seguito l'emissione del cedolino di riferimento.
    Poi, con il TFR la situazione si complica un po'.
    Intanto ricevo un foglio non intestato su cui è riportato il conteggio alla data di cessazione del rapporto, ma non si parla ne di rate ne di data di saldo.
    Ricevo dei bonifici con indicato "rata TFR" con cadenza irregolare tendente a crescere e senza alcun cedolino di riferimento alla rata versata.
    L'azienda è tenuta ad emettere il cedolino per ogni rata corrisposta o può avvalersi della facoltà di emetterne uno solo a saldo del TFR?
    E' possibile che l'azienda trattenga il cedolino di saldo del TFR, calcolato come se mi fosse stato corrisposto nei termini contrattuali, fino all'avvenuto pagamento dell'ultima rata, omettendo pertanto di riconoscere gli eventuali interessi cumulati sull'ammortamento del debito.
    In questa seconda ipotesi come dovrei agire?
    La ringrazio per la cortese attenzione concessami.

    Marco

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    1. Ciao Marco!
      Per legge il TFR deve essere corrisposto al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, e in caso di importo elevato o di difficoltà di carattere finanziario dell'azienda le parti possono concordare una dilazione di pagamento o una rateizzazione fino ad un massimo di 6 mesi.-
      Il datore di lavoro è tenuto ad emettere alla cessazione del rapporto di lavoro il cedolino del TFR anche se l'importo non viene corrisposto o viene corrisposto solo parzialmente.-
      Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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    2. Gentile dott. Censori,
      intanto grazie per la risposta tempestiva, approfitto della sua cortesia per rivolgerLe un'ulteriore domanda :
      in base alla sua esperienza, ritiene che un richiamo scritto agli obblighi del datore di lavoro, trasmesso con posta certificata e con l'avvertimento di intraprendere azioni di tutela sindacale in mancanza di una risposta entro X giorni, possa smuovere la situazione, oppure è più indicato affidarsi direttamente all'intermediazione sindacale?
      Le scrivo questo perchè conoscendo il datore di lavoro, so che nella seconda ipotesi reagirebbe irrigidendosi ulteriormente e bloccando l'erogazione delle rate in attesa della risoluzione del contenzioso.
      In altre parole, sussiste il rischio di perdere i propri diritti sulle quote non percepite qualora trascorresse troppo tempo dalla cessazione del rapporto di lavoro?
      Cordialmente

      Marco

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    3. Ciao Marco!
      I crediti da lavoro, TFR compreso, si prescrivono in 5 anni, ma se ti preoccupi dell'irrigidimento del datore di lavoro, puoi solo aspettare che provveda Lui se e quando lo riterrà opportuno, perché un Tuo richiamo scritto non avrebbe alcun valore giuridico.-

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    4. Chiarissimo, grazie ancora.

      Marco

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    5. Ciao Marco!
      Prego!
      Alla prossima!!!

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  38. Gentile Dott.Censori,
    il mio titolare possiede due ditte, una s.a.s., e una ditta individuale. Sono assunta nella ditta s.a.s. dal 2010. Ora il mio titolare mi ha informata che vorrebbe assumermi con la ditta individuale e mi chiede di presentare le dimissioni, e contestualmente farebbe l'assunzione con la nuova ditta.
    In questo caso il TFR mi verrebbe corrisposto?
    E la tassazione del TFR sarebbe diversa in caso di dimissioni rispetto ad un caso di licenziamento?
    La ringrazio anticipatamente.

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    1. Ciao Luisa!
      SI!
      Se presenti le dimissioni dalla Tua azienda per essere assunta da un'altra, il TFR deve esserti corrisposto e la tassazione è comunque la stessa sia in caso di dimissioni che di licenziamento.-

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  39. Gentile dott. Gianfranco
    le scrivo per chiederle un parere in merito al TFR. Vengo al sodo.
    A fine mese, dopo 11 anni, l’azienda mi licenzierà per insolvenza, sono rimasto l’unico lavoratore. Visto i buoni rapporti che in questi anni ho intessuto con il mio datore di lavoro, almeno fino a questo momento, abbiamo parlato chiaro. Lui mi ha detto che non riesce a pagarmi tutto il TFR e quindi proverà, ripeto proverà, a rateizzarmelo un po’ alla volta (capisca bene che sono circa 13.000 euro!). Questo proverà non mi convince. Dopo le mie perplessità lui mi ha proposto un’altra soluzione, cioè farle una vertenza sindacale per la quale non si opporrà, non la impugnerà con un suo legale, anzi la avallerà richiedendo i soldi ad un Comune per la quale l’azienda ha fatto dei lavori e per cui ancora non è stata pagata. La mia azienda vanta nei confronti di questo Comune circa 200.000 euri, ma c’è da dire che per quanto ne so il Comune sta andando verso una causa giudiziale contro la mia azienda (trattasi di un lavoro pubblico per la quale l’azienda non essendo stata pagata ha abbandonato i lavori lasciandoli incompleti ed il Comune gli farà causa per abbandono di cantiere, danni, ecc. riscuotendo anche la polizza fideiussoria che si fa per l’affidamento di un lavoro pubblico.!). Di questa cosa non mi fido. Cioè ho pensato vai a vedere l’azienda dovrà pagare pure il Comune, come farò io ad avere i miei soldi.
    Allora gli ho proposto un’altra strada cioè avvalermi del Fondo di garanzia dell’INPS e lui nemmeno si è opposto dicendomi che non conosce questo tipo di strada ma possiamo anche fare in questo modo. Quella da lui propostami per il mio datore di lavoro è fattibile perché è stata fatta praticata anche per altri ex dipendenti dell’azienda (che per il momento non hanno visto un euro) ma che però stando sempre alle parole del mio datore di lavoro accorcerebbe i tempi per avere i soldi che mi spettano.
    Mi scuso se sono stato prolisso. Secondo lei, dott. Gianfranco, cosa mi consiglia di fare nella mia situazione, voglio dire qual è la strada meno indolore e meno tortuosa anche a livello di tempistica per avere il TFR?
    Grazie per la risposta che potrà darmi e complimenti per il suo tempo che mette a disposizione per tutti.
    Un abbraccio. Saluti. Roberto

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    1. Ciao Roberto!
      Si può ricorrere a fondo di garanzia dell'INPS solo in caso di fallimento dell'azienda, Ti consiglio quindi di accettare la rateizzazione proposta.-
      La procedura più corretta sarebbe quella di ricorrere a un sindacato per formalizzare la rateizzazione alla direzione provinciale del lavoro in modo che se il datore di lavoro non rispetta l'accordo si potrà agire velocemente per via giudiziaria.-

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    2. Grazie dott. Gianfranco per il suo prezioso consiglio.
      Un caro abbraccio. Roberto

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    3. Ciao Roberto!
      Ti ringrazio per i complimenti!
      Alla prossima!!!

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    4. Gentile dott. Gianfranco riflettendo a freddo sulla sua risposta precisamente sulla frase "se il datore di lavoro non rispetta l'accordo si potrà agire velocemente per via giudiziaria". Ecco, proprio su ques'ultima frase volevo chiederle l'azione giudiziaria si rivarrà direttamente sull'ex datore di lavoro quindi sarà sempre lui che dovrà darmi direttamente i soldi o potrò attindere così al fondo di garanzia INPS visto che l'accordo non è stato rispettato? Mi scusi e grazie della pazienza. Un caro abbraccio.

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    5. Ciao Roberto!
      Si può ricorrere al fondo di garanzia dell'INPS solo in caso di fallimento dell'azienda, quindi per agire più velocemente mi riferisco all'iter giudiziario nei confronti dell'ex datore di lavoro.-

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  40. salve è possibile riuscire ad avere un parte del tfr tra il giorno di fine lavoro e il giorno in cui mi viene liquidato? grazie in anticipo Andre

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    Risposte
    1. Ciao Andre!
      Purtroppo NO!
      Per legge non è prevista la possibilità di ricevere una parte del TFR prima della scadenza dei termini, ma se il datore di lavoro è d'accordo non c'è problema.-

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  41. Buongiorno, le chiedo un parere in merito ad una questione sul tfs che non mi fa dormire. all'inizio del 2012 sono stato sospeso dal pubblico impiego percependo x 6 mesi assegno alimentare, quindi dallo stesso inizio ho sospeso il pagamento del 5° ceduto. Dopo un paio di mesi l'assicurazione ha pagato il debito e mi ha comunicato di essere subentrata nel credito. Alla fine del 2012 stesso sono stato destituito e sono in attesa di tfs, mancano un paio di mesi. Preciso che dalla lettera dell'ass.ne sono passati oltre due anni senza sentire nè leggere più nulla. All'INPS ex INPDAP dicono che non hanno notifiche in merito. Mi chiedo: c'è ancora qualcuno in agguato oppure hanno realizzato che dovevano rispondere della somma senza rivalsa? Possibile che uno paghi più di mille euro di ass.ne per poi dover rispondere per perdita impiego se accade? Infine, leggo che il tfs deve essere liquidato per forza a mani dell'ex dipendente che non poteva cedere lo stesso mentre era in servizio, al massimo chiunque avanzi può aggredire al massimo il 5° del tfs. Cosa ne pensa? Grazie

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    1. Non potendo esaminare la documentazione inerente la cessione del 5°, e cioè le clausole previste, purtroppo non posso esserti d'aiuto, Ti consiglio quindi di rivolgerti alla sede più vicina della federconsumatori per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  42. Buondì, sono un ex dipendente pubblico, dimessosi per cambio lavoro un anno fa circa. Sono in attesa del TFR e nel frattempo ho sentito parlare di un premio una tantum che ogni pubbl dip dovrebbe avere alla fine del servizio (circa uno stipendio). Mi domando se ho confuso questo premio una volta tanto con il TFR oppure se il mio ente avrebbe dovuto liquidarmelo a prescindere dal trattamento di fine rapporto. Le sono grato per l'attenzione. Marco

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    1. Ciao Marco!
      Non mi risulta che siano previsti premi una tantum per i pubblici dipendenti alla fine del servizio, quindi presumo che l'informazione che hai ricevuto si riferisce al trattamento di fine rapporto.-

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  43. Buongiorno sono assunta in una ditta srl da due anni a tempo indeterminato,ma Nn percepisco lo stipendio da due mesi,posso dimettermi per giusta causa?inoltre se l azienda dichiara il fallimento e non possiede beni,chi mi paga gli stipendi arretrati e il tfr? Grazie in anticipo Laura

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    1. Ciao Laura!
      Per poter presentare le dimissioni per giusta causa, la giusta causa va dimostrata, è quindi necessario aprire una vertenza sindacale nei confronti del datore di lavoro.-
      In caso di fallimento dell'azienda il fondo di garanzia dell'INPS provvede al pagamento del TFR ed al massimo delle ultime 3 mensilità scoperte.-

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  44. Buonasera,
    mia moglie lavora per mia suocera, ma per motivi di salute e economici è costretta a chiudere l'attività.
    Chiedere il TFR aggravrebbe le già precarie condizioni .......che fare ?

    Grazie

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    1. Se Tua suocera chiude l'attività, per legge deve licenziare tua moglie e darle tutte le competenze maturate TFR compreso.-
      Ovviamente una volta preparate le buste paga ed effettuati i conteggi potranno eventualmente mettersi d'accordo sui tempi di liquidazione di tutte le competenze maturate.-

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  45. Salve, da settembre 2013 sulle mie buste paga compare una voce"trattenute TFR giorni meno".I giorni sono variabili fino ad un massimo di 15 giorni....e il mio è un contratto partime indeterminato...conclusione il netto in busta è la metà del mio stipendio pur lavorando 26 giorni ogni mese....cosa significa? Grazie e buona giornata

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    1. Se il Tuo è un contratto part-time di 20 ore settimanali, anche se lavori per 26 giorni al mese, la paga e tutte le altre competenze vanno ridotte della metà rispetto ad un contratto a tempo pieno.-

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  46. Salve , io ho prestato servizio presso un'azienda ospedaliera dal giugno2013 al maggio 2014 ma di TFR ancora non sene parla che tempi trascorrono di solito ?? Grazie cordiali saluti

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    1. Il blocco del TFR per i dipendenti pubblici è di un anno (cui si aggiungono i 3 mesi per lavorare la pratica; nel complesso 15 mesi per raggiungimento dei limiti di età o dei limiti di servizio, per cessazione del lavoro a tempo determinato o per risoluzioni unilaterali dell’amministrazione (esempio per gli esuberi).-

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  47. Buongiorno vokevo chiedervi una informazione. Ho lavorato da agosto 2013 ad agosto 2014 in in supermercato con contratto del commercio 5 livello come aiuto commessa. Il mio ultimo giorno sa contrato era il 5/08/2014 e poi nn mi hanno piu rinnovato. Solo oggi 16/10/14 ho ricevuto la busta del Tfr ma nn i soldi ma è normale? Sulla mia busta c'è solo la voce Tfr (automatico) cosa vuoldire? Ma le ferie e le festivita non godute dove sono? E quanto tempo hanno a disposizione per liquidarmi? potete aiutarmi per favore. Grazie.

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    1. Ciao Sonia!
      Per legge il TFR e tutte le altre competenze maturate debbono essere corrisposte al lavoratore entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, Ti consiglio quindi di verificare con il Tuo ex datore di lavoro quelli che sono i loro programmi e di rivolgerti eventualmente alla sede più vicina della CGIL per farti tutelare ed assistere per il meglio.-

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  48. Buonasera signor Gianfranco volevo chiedergli qual'e' la percentuale trattenuta dallo stato sul TFR maturato subendo un licenziamento per fine pensionistico la ringrazio ela saluto.

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    1. L'aliquota IRPEF sul TFR è l'aliquota massima prevista in base ai redditi dell'anno di percezione; comunque quella minima è del 23%.-

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  49. Ciao sig. Gianfranco sono una sig moldava,ho lavorato come colf in una familia fino a due ani fa,come niesuno n-o mia informatio sul tfr vorei sapere se poso avere ancora dirito a quosti soldi e chi mi li deve dare,datore di lavoro o l'INPS?Grazie Svetlana

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    1. Ciao Svetlana!
      TFR (Trattamento di fine rapporto)
      Deve essere liquidato al termine del rapporto di lavoro e indicativamente corrisponde ad una mensilità per ogni anno di servizio prestato.-
      Una volta stabilità qual è l'anzianità maturata dalla lavoratrice, si passa al calcolo vero e proprio.
      Il primo passo consiste nel determinare la somma pagata nel corso dei singoli anni, comprensiva della tredicesima e delle indennità di vitto e alloggio per le colf conviventi o che consumano in casa uno o più pasti.
      L'importo della retribuzione annuale, diviso per 13,5, rappresenta la quota annuale da accantonare per il trattamento di fine rapporto.
      Le singole quote annuali vanno rivalutate con degli appositi coefficienti dati dalla somma di due indici di cui:
      il primo è pari al 75% dell'aumento del costo della vita accertato dall'Istat per gli operai e gli impiegati;
      il secondo è dato da una percentuale fissa pari all'1,50% all'anno (0,125% al mese).-
      Il TFR deve essere corrisposto dal datore di lavoro, e per legge va richiesto entro 5 anni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.-

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  50. buongiorno Dott. Censori, il 30/09/2014 scade il mio contratto dopo 2 anni di lavoro presso questa azienda livello E2 chimico farmaceutico. Ad oggi ho ricevuto nella busta paga del mese di settembre lo stipendio dove sono presenti però anche altre voci: ferie residue, tredicesima dodicesimi ( è scritta così la voce, ma non la comprendo), rol residui a ore e un'altra voce che chiamano quattordice.dodicesi.res.
    A questo punto mi domando, ma se la voce TFR non compare significa che mi arriverà un secondo cedolino con il solo importo del tfr e perchè le competenze come ferie e rol residue, quattordicesima e tredicesima sono state corrisposte nella busta dello stipendio e non insieme a quella del tfr?secondo lei mi spetta ancora ricevere il tfr ? la busta paga essendo poco chiara, mi confonde un pò.
    grazie anticipatamente per la sua attenzione,
    cordiali saluti,
    Luciana

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