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giovedì 28 settembre 2017

Pensione di Vecchiaia - Sistema Contributivo

Soggetti interessati al calcolo della pensione di vecchiaia con sistema contributivo:
  1. I lavoratori con contribuzione versata a partire dal 1° gennaio 1996 i quali hanno tutto l'assegno determinato con il sistema di calcolo contributivo;
  2. I lavoratori in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995 i quali hanno l'applicazione del sistema contributivo limitata alle sole anzianità maturate successivamente al 1° gennaio 2012 (se in possesso di almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995) oppure al 1° gennaio 1996;
  3. Le donne che esercitano l'opzione donna di cui all'articolo 1, comma 8, legge 23 agosto 2004, n. 243 e, in generale, i lavoratori che optano per la liquidazione della pensione con il calcolo contributivo secondo le regole attualmente vigenti o la cui pensione in forza di istituti di cumulo di periodi assicurativi è calcolata col contributivo.
I coefficienti di trasformazione sono valori che concorrono al calcolo della pensione con metodo contributivo. Grazie a questi valori il montante contributivo versato dal lavoratore durante la sua vita lavorativa viene trasformato nella pensione annua.

I coefficienti di trasformazione variano in base all'età anagrafica del lavoratore nel momento in cui consegue la prestazione previdenziale, a partire dall'età di 57 anni fino ai 70 anni. Maggiore è l'età del lavoratore, più elevati risulteranno anche i coefficienti di trasformazione.

Per i trattamenti di pensione liquidati a soggetti di età inferiore a 57 anni (assegno di invalidità, pensione ai superstiti) deve essere applicato il coefficiente di trasformazione previsto per i soggetti che abbiano compiuto i 57 anni.


Coefficienti di trasformazione:

Anno                              2016-18
Età anni 57                     4,246%
Età anni 58                     4,354%
Età anni 59                     4,447%
Età anni 60                     4,589%
Età anni 61                     4,719%
Età anni 62                     4,856%
Età anni 63                     5,002%
Età anni 64                     5,159%
Età anni 65                     5,326%
Età anni 66                     5,506%
Età anni 67                     5,700%
Età anni 68                     5,910%
Età anni 69                     6,135%
Età anni 70                     6,378%


Il calcolo della prestazione:

Il calcolo della pensione con il sistema contributivo tiene conto esclusivamente dei contributi versati. Per effettuare il calcolo bisogna: 1) individuare la retribuzione annua dei lavoratori dipendenti o i redditi conseguiti dai lavoratori autonomi o parasubordinati; 2) calcolare i contributi di ogni anno sulla base dell'aliquota di computo (33% per i dipendenti; 23-24% per gli autonomi; vigente anno per anno per gli iscritti alla gestione separata); 3) determinare il montante individuale che si ottiene sommando i contributi di ciascun anno opportunamente rivalutati sulla base del tasso annuo di capitalizzazione derivante dalla variazione media quinquennale del PIL (prodotto interno lordo) determinata dall'Istat; 4) moltiplicare il montante contributivo per il coefficiente di trasformazione, che varia in funzione dell'età del lavoratore, al momento della pensione (dal 2016 oscillano da un minimo di 4,246% a 57 anni a 6,378% a 70 anni).

Requisiti necessari:

Pensione contributiva, applicabile sia ai trattamenti di vecchiaia sia alle pensioni anticipate.
1) La pensione di vecchiaia contributiva riguarda lavoratori che quando raggiungono l’età pensionabile (anno 2017 = 66 anni e 7 mesi per lavoratori dipendenti del privato) non hanno perfezionato i requisiti contributivi (20 anni di contributi versati, e un assegno pari ad almeno 1,5 volte il minimo). Se hanno 5 anni di contributivi versati, nel 2017 accedono comunque a una pensione di vecchiaia con 70 anni e 7 mesi di età.
2) La pensione anticipata contributiva è invece riservata a coloro che hanno 20 anni di contributi e un assegno pari ad almeno 2,8 volte il minimo: il requisito anagrafico 2017 è pari a 63 anni e sette mesi.-
3) Anche i lavoratori, al raggiungimento di 60 anni e 7 mesi di età, e le lavoratrici, al raggiungimento di 55 anni e 7 mesi di età, con invalidità civile dall'80% potranno anticipare di 5 anni il momento della pensione. Sono esclusi i dipendenti del pubblico impiego.-




Il sistema contributivo si applica ai lavoratori o lavoratrici che hanno iniziato a lavorare dal 1/1/1996 in poi. Il sistema contributivo prevede il calcolo della pensione effettuato sull'insieme dei contributi versati durante l'intera vita assicurativa.-

Al termine della vita lavorativa, i contributi versati vengono sommati per dare luogo alla base contributiva complessiva – il montante individuale – sulla quale si calcola la pensione. I contributi vengono rivalutati ogni anno in base al prodotto interno lordo (PIL) degli anni precedenti per consentire al lavoratore di recuperare in parte la diminuzione del potere di acquisto della moneta. Il montante viene moltiplicato per il coefficiente di trasformazione stabilito dalla legge in base all'età del lavoratore, ottenendo così la misura della pensione lorda annua.

Coefficienti di trasformazione
Anno               2013-15
Età anni 66      5,624%
Età anni 67      5,826%
Età anni 68      6,046%
Età anni 69      6,283%
Età anni 70      6,541%

Esempio:
Età lavoratore anni 66 – Anni di versamento contributi 40 - Media mensile rivalutata contributi versati (quota lavoratore + quota datore di lavoro) euro 450,00.-
450 x 13 x 40 = euro 234.000 x 5,624% = euro 13.160 lordi annuali : 13 = euro 1.012,32 euro lordi mensili.-

La pensione di vecchiaia si conseguirà dal 01/01/2014 con 66 anni + 3 mesi e con un minimo di 5 anni di contribuzione effettiva;
Limite di importo anno 2014
Importo della pensione pari ad almeno 1,5 volte l'assegno sociale
Anno 2014 euro 447,61 x 1,5 = 671,41 euro.-
La riforma del sistema pensionistico ha stabilito che per le pensioni liquidate esclusivamente con il sistema contributivo non si applicano le disposizioni sull'integrazione al trattamento minimo.-




Coefficienti di trasformazione:

Anno                                       2010-12          2013-15                                                        
Età      anni 57                          4,420%           4,304%
Età      anni 58                          4,540%           4,416%
Età      anni 59                          4,660%           4,535%
Età      anni 60                          4,800%           4,661%
Età      anni 61                          4,940%           4,796%
Età      anni 62                          5,090%           4,940%
Età      anni 63                          5,260%           5,094%
Età      anni 64                          5,430%           5,259%
Età      anni 65                          5,620%           5,435%
Età      anni 66                          5,620%           5,624%
Età      anni 67                          5,620%           5,826%
Età      anni 68                          5,620%           6,046%
Età      anni 69                          5,620%           6,283%
Età      anni 70                          5,620%           6,541%                                               

Esempio:
Età lavoratore anni 65 – Anni di versamento contributi 40 - Media mensile rivalutata contributi versati (quota lavoratore + quota datore di lavoro) euro 450,00.-
450 x 13 x 40 = euro 234.000 x 5,620% = euro 13.150 lordi annuali : 13 = euro 1.012 lordi mensili.





Coefficienti di trasformazione:

Anno                                          2009                2010                                                  
Età      anni 57                            4,720%           4,419%
Età      anni 58                            4,860%           4,538%
Età      anni 59                            5,006%           4,664%
Età      anni 60                            5,163%           4,798%
Età      anni 61                            5,334%           4,940%
Età      anni 62                            5,514%           5,093%
Età      anni 63                            5,706%           5,257%
Età      anni 64                            5,911%           5,432%
Età      anni 65                            6,136%           5,620%                                   

Esempio:
Età lavoratore anni 60 – Anni di versamento contributi 35 - Media mensile rivalutata contributi versati (quota lavoratore + quota datore di lavoro) euro 400,00.-
400 x 13 x 35 = euro 182.000 x 5,163% = euro 9.396 lordi annuali : 13 = euro 722 lordi mensili.- 


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it
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mercoledì 12 ottobre 2016

ISEE anno 2017

RIFORMA ISEE

Dal 2015 cambiano le regole sull'ISEE, l'indicatore della situazione economica da produrre per avere accesso a prestazioni legate al reddito (rette per l'università, mense ecc) per evitare che siano favoriti gli evasori. Il nuovo indicatore considera tutte le forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti. Aumenta il peso della componente patrimoniale considerando il valore degli immobili rivalutati ai fini IMU. Si tiene conto delle famiglie numerose e della presenza nel nucleo di disabili.
Per rilasciare l’attestato ISEE, sulla base del quale il cittadino può chiedere alla pubblica amministrazione prestazioni gratuite o a prezzo agevolato (asilo nido, università trasporti, sussidi, ecc.), L’INPS calcola i redditi di ciascun componente il nucleo familiare. I redditi sono riferiti al secondo anno solare precedente la presentazione della richiesta (dichiarazione sostitutiva unica). Per le spese e le franchigie che si riconoscono in favore del cittadino e che riducono la misura del reddito finale si fa invece riferimento all’anno solare precedente la presentazione della richiesta.
Quali sono esattamente i redditi presi in considerazione? Praticamente tutti. In particolare

  1. I redditi soggetti a ritenuta a titolo d’imposta (retribuzioni, pensioni, ecc.); 
  2. I redditi esenti da IRPEF; 
  3. I trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari (incluse carte di debito), percepiti da parte di amministrazioni pubbliche:
  4. I redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla disciplina dell’IMU.-
A essi vengono sottratti i seguenti importi: a) gli assegni corrisposti al coniuge in seguito alla separazione legale o al divorzio, destinati al mantenimento del coniuge e dei figli; b) una serie di spese, fino a un massimo di 5.000 euro, relative alla situazione di disabilità, come ad esempio le spese per l’acquisto di cani guida; c) i redditi agrari degli imprenditori agricoli; d) il valore del canone anno previsto nel contratto di locazione, per un ammontare massimo di 7.000 euro, (incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo); e) le spese e franchigie, articolate in funzione del grado di disabilità delle persone; f) una quota delle spese per i servizi di collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale.


Come si calcola l’ISEE?

L’ISEE si calcola sommando l’Indicatore della Situazione Reddituale, il 20% dell’Indicatore della situazione patrimoniale (ISP). La somma viene divisa per i parametri delle scale di equivalenza (composizione del nucleo) che definiscono l’ISEE.
Le modifiche sostanziali rispetto al precedente ISEE riguardano:
ciò che va considerato nell’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR);
ciò che va considerato nell’Indicatore della Situazione Patrimoniale (ISP);
il diverso riferimento alla composizione del nucleo familiare a secondo del tipo di prestazioni richieste.

Ma la novità è anche più generale. Uno dei maggiori problemi applicativi fino ad oggi, risiede nel fatto che le Regioni e i Comuni operano con notevole discrezionalità nel definire i limiti e condizioni di compartecipazione alla spesa per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate.
Il tentativo è di fissare nuovamente un criterio unico di calcolo e di applicazione validi su tutto il territorio nazionale: questo è chiaramente indicato nel nuovo decreto: l’applicazione dell’ISEE costituisce livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117, lettera m), della Costituzione. Quindi diventa vincolante per tutte le Regioni.
Infine un aspetto tecnico riguarda l’introduzione della possibilità di calcolare l’ISEE corrente, cioè di chiedere un “ricalcolo” dello stesso nel caso in cui in tempi più ravvicinati siano significativamente modificate le condizioni reddituali, patrimoniali o di composizione del nucleo.


L’indicatore della situazione reddituale (ISR)

Nella normativa finora vigente vengono computati i soli redditi (complessivi) ai fini Irpef e gli eventuali proventi agrari (da dichiarazione IRAP) di tutti i componenti del nucleo familiare.
La reale novità introdotta dall’articolo 5 della cosiddetta Legge “salva Italia” è l’inclusione nell’ISR della percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale.
Il decreto, conseguentemente, ampia l’elencazione di ciò che debba rientrare nella componente reddituale includendo, quindi, oltre al reddito complessivo ai fini IRPEF, anche, in sintesi:
  • i redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo di imposta;
  • le rendite catastali dei beni immobiliari (es. abitazioni, edifici) e dei terreni;
  • il redditi figurativo delle attività mobiliari (es. titoli, azioni …);
  • assegni per il mantenimento dei figli effettivamente percepiti;
  • ogni altra componente reddituale esente da imposta, incluso i reddito da lavoro prestato all’estero tassato esclusivamente dallo Stato estero;
  • trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari, incluse le carte di debito, a qualsiasi titolo percepiti da amministrazioni pubbliche (se non già inclusi nel reddito complessivo dichiarato).
Vista l’enorme rilevanza dell’ultima voce è opportuno indicare cosa questa possa includere stando alla bozza di decreto:
  • tutte le provvidenze economiche (pensioni, assegni, indennità) concesse agli invalidi civili, ciechi civili, sordi, invalidi per lavoro, servizio e di guerra;
  • pensione sociale;
  • assegno di maternità;
  • contributi per prestazioni sociali (quali, ad esempio, i contributi per la “vita indipendente”);
  • carte di debito cioè buoni che abbiano un controvalore monetario dichiarato (es. social card);
  • assegni di cura;
  • contributi (nazionali o regionali) per l’abbattimento di barriere architettoniche o per l’acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati o per il trasporto personale;
  • ogni altro contributo pubblico.
Dalla somma dei redditi e delle somme percepite, sono ammesse alcune franchigie:
  • per chi vive in affitto il valore del canone annuo previsto nel contratto di locazione per un ammontare massimo di euro 7.000 incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo;
  • per chi risiede in abitazione di proprietà sono previste franchigie e detrazioni ma che incidono sull’indicatore patrimoniale e non su quello reddituale;
  • fino a 3000 euro per redditi da lavoro o assimilati, pari al 20% dei redditi stessi; in alternativa fino 1000 euro sui redditi da pensione (comprese le prestazioni assistenziali), pari al 20% dei redditi o prestazioni stesse.
Dalla somma di tutti i redditi nel caso in cui siano presenti nel nucleo persone con disabilità sono previste specifiche detrazioni diverse a seconda della gravità della disabilità e dell’età della persona:
  • persone con disabilità media una franchigia pari ad 4.000 euro, incrementate a 5.500 se minorenni;
  • persone con disabilità grave una franchigia pari a 5.500 euro, incrementate a 7.500 se minorenni;
  • persone non autosufficienti una franchigia pari a 7.000 euro, incrementate a 9.500 se minorenni.


L’indicatore della situazione patrimoniale (ISP)

L’articolo 5 della Legge 214/2011 prevede che alla componente patrimoniale (mobiliare e immobiliare) sia attribuito un maggior peso nel calcolo dell’ISEE.

Nel decreto la definizione di patrimoni immobiliari (abitazioni, edifici, terreni) e mobiliari (depositi, conti correnti, titoli di stato, obbligazioni, buoni fruttiferi, azioni ecc) è molto più precisa e circostanziata di quella vigente. L’obiettivo è di fare in modo che alcuni patrimoni (in particolare mobiliari) non sfuggano al calcolo dell’ISEE. Rispetto all’ISEE precedente è stata ridotta la franchigia sulla componente mobiliare e considerando il patrimonio all’estero. Sul patrimonio mobiliare è prevista una franchigia massima di 6.000 euro, accresciuta di 2000 euro per ciascun componente del nucleo fino ad un massimo di 10.000 euro

Con riferimento agli immobili si considera patrimonio solo il valore della casa che eccede il valore del mutuo ancora in essere, mentre per tenere conto dei costi dell’abitare viene riservato un trattamento “di favore” alla prima casa. Il valore IMU è calcolato al netto dell’eventuale mutuo e di una franchigia di 52.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo. Il valore residuo dell’abitazione, così calcolato, viene abbattuto a due terzi.
Il totale dell’indicatore della situazione patrimoniale (ISP) pesa al 20% nel calcolo finale del ISE.


Le scale di equivalenza

L’articolo 5 della Legge Salva Italia indica la volontà di intervenire sui “pesi dei carichi di famiglia” e cioè di favorire le famiglie numerose e quelle in cui sia presente una persona con disabilità. Riferendosi all’ISEE, questo significa anche una modificazione delle scale di equivalenza, cioè di quei parametri applicati a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare (es.: tre componenti, 2,04; quattro componenti, 2,46; ecc.).

Attualmente la scala di equivalenza è la seguente.

Numero componenti
Parametro
1
1,00
2
1,57
3
2,04
4
2,46
5
2,85

Maggiorazione di 0,35 per ogni ulteriore componente;
Maggiorazione dello 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente;
Maggiorazione di 0,2 in caso di presenza nel nucleo di tre figli, 0,35 in caso di quattro figli, 0,5 in caso di almeno cinque figli;
Maggiorazione di 0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati. La maggiorazione si applica anche in caso di nuclei familiari composti esclusivamente da genitore solo non lavoratore e da figli minorenni. Ai soli fini della maggiorazione, fa parte del nucleo familiare anche il genitore non convivente, non coniugato con l'altro genitore, che abbia riconosciuto i figli, a meno che non ricorrano casi specifici;

per la determinazione del parametro della scala di equivalenza, il componente del nucleo, che sia beneficiario di prestazioni sociosanitarie residenziali a ciclo continuativo o si trovi in convivenza anagrafica e non sia considerato nucleo familiare a se stante, incrementa la scala di equivalenza, calcolata in sua assenza, di un valore pari ad 1.


Diversificazione dell’ISEE
Dalla lettura del decreto si possono individuare quattro diverse modalità di applicazione dell’ISEE a seconda del tipo di prestazioni agevolate.
Applicazione “classica” che comprende le persone conviventi nel nucleo (con le precisazioni relative ai coniugi separati o ai genitori non conviventi) che viene applicata per la generalità delle prestazioni sociali agevolate ed è quella illustrata sopra.
Applicazione “di favore” che viene prevista per le prestazioni di natura sociosanitaria;
Applicazione “restrittiva” che viene prevista per le prestazioni di natura residenziale a ciclo continuativo (es. ricovero in RSA.
Applicazione “antielusiva” prevista per le prestazioni relative al diritto allo studio universitario.


ISEE e prestazioni socio-sanitarie

Il computo di “favore” viene previsto, come detto, per le prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria e cioè quelle assicurate nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria rivolte a persone con limitazioni dell’autonomia, ovvero interventi in favore di tali soggetti:
In questi casi (se il beneficiario è maggiorenne) il nucleo familiare preso a riferimento, è oltre che il beneficiario, il coniuge, i figli minori di anni 18, nonché i figli maggiorenni a carico. Se questi familiari non sono presenti nel nucleo, ovviamente non vengono computati, come non vengono computati altri familiari che non siano il coniuge o i figli.
Se il beneficiario invece è minorenne per l’individuazione della composizione del nucleo familiare ci si riferisce ai genitori anche se non conviventi (e quindi ai loro redditi e patrimoni).

Prestazioni agevolate rivolte a minorenni

Una ulteriore precisazione viene fissate per le prestazioni sociali agevolate rivolte ai minorenni.
Per prestazioni sociali agevolate si intendono “prestazioni sociali non destinate alla generalità dei soggetti o comunque collegate nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche, fermo restando il diritto ad usufruire delle prestazioni e dei servizi assicurati a tutti dalla Costituzione e dalle altre disposizioni vigenti.
Caso tipico: retta per gli asili nido.
In questo caso il decreto entra nel dettaglio della composizione del nucleo da prendere a riferimento e precisa che il genitore non convivente nel nucleo familiare, non coniugato con l’altro genitore, che abbia riconosciuto il figlio, fa parte del nucleo familiare del figlio, a meno che non ricorra uno dei seguenti casi:
a) quando il genitore risulti coniugato con persona diversa dall’altro genitore;
b) quando il genitore risulti avere figli con persona diversa dall’altro genitore;
c) quando con provvedimento dell’autorità giudiziaria sia stato stabilito il versamento di assegni periodici destinato al mantenimento dei figli;
d) quando sussiste esclusione dalla potestà sui figli o è stato adottato il provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
e) quando risulti accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali la estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici.

Nei primi due casi, per le prestazioni sociali agevolate rivolte ai componenti minorenni, l’ISEE è integrato di una componente aggiuntiva, calcolata sulla base della situazione economica del genitore non convivente.
Questa disposizione è volta a forzare la partecipazione alla spesa in particolari situazioni familiari e relazionali che fino ad oggi sfuggivano da tali imposizioni.


ISEE e prestazioni erogate in ambiente residenziale a ciclo continuativo

La formula più “restrittiva” riguarda le sole prestazioni erogate in ambiente residenziale a ciclo continuativo.
In questo caso il calcolo dell’ISR è potenzialmente diverso perché non vengono ammesse le deduzioni di spesa per l’assistenza personale (badanti).
Inoltre anche il nucleo su cui conteggiare l’ISEE ha una diversa composizione. Infatti nell’ISEE, in questo caso, si considerano, come componente aggiuntiva, tutti i figli anche quelli non presenti e conviventi nel nucleo familiare considerati “componente aggiuntiva” del nucleo originario. Il decreto entra nel merito delle modalità di calcolo di redditi e patrimoni della cosiddetta “componente aggiuntiva” cioè di come estrarre redditi e patrimoni di loro pertinenza dal loro nucleo familiare effettivo. Agevolazioni e franchigie ulteriori sono previste nel caso in cui la “componente” aggiuntiva sia a sua volta una persona con disabilità.

Prestazioni per il diritto allo studio universitario

Il decreto si occupa anche delle diffuse agevolazioni in ambito universitario (riduzioni delle tasse universitarie, facilitazioni per mensa, alloggi ecc.) che sono già prevalentemente condizionate alla presentazione dell’ISEE.
Anche in questo caso il decreto tenta di contenere eventuali abusi o distorsioni precisando in modo restrittivo a quale nucleo familiare si debba fare riferimento.
Lo studente continua a far parte dello stesso nucleo dei genitori anche se vive presso una residenza diversa dal nucleo familiare d’origine (caso tipico in “fuori sede”) da meno di due anni.

Su quali prestazioni economiche si applica l’ISEE

Come già detto, l’articolo 5 della Legge 214/2012 prevede che il decreto individui le agevolazioni fiscali e tariffarie e le provvidenze di natura assistenziale, non possono essere più riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata con il decreto stesso.

Nel decreto sono individuate le nuove soglie solo per due tipologie di assegni di sostegno al reddito e riguardano:
  • l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori (nuova soglia 8.446 euro)
  • l’assegno di maternità di base che sarà concesso alle donne con ISEE inferiore a 16.737 euro.
Le soglie sono sottoposte a revisione ISTAT annuale.

Non sono fissate soglie ISEE per l’indennità di accompagnamento (oggi non c’è limite reddituale), né per le altre prestazioni assistenziali concesse agli invalidi civili, ciechi civili sordi che continuano ad essere erogate riferendosi al reddito personale.


Elenco documenti necessari per la compilazione della Dichiarazione ISEE 2016:

1) Documento d’identità del dichiarante - 2) Dati anagrafici e codice fiscale di tutti i componenti il nucleo familiare - 3) Se la casa è in locazione, copia del contratto di locazione – 4) Se sono presenti persone con disabilità, certificazione attestante la disabilità – 5) Se sono presenti persone intestatarie di autoveicoli, motoveicoli di cilindrata di 500 cc e superiore, navi e imbarcazioni da diporto, targa o estremi di registrazione al PRA o RID – 6) Modello 730/2014 o Modello UNICO/2015 o modello CUD/2015 relativo ai redditi del 2014 – 7) Certificazione dei redditi anno 2014 prodotti in uno stato estero, compresi i redditi relativi agli immobili – 8) Certificazione relativa ai redditi del 2014 assoggettati ad imposta sostitutiva o ritenuta a titolo d’imposta – 9) Certificazione relativa a redditi esenti percepiti nel 2014 (borse di studio o per attività di ricerca, compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche, assegno di cura, contributo affitto, social card, indennità di accompagnamento, rendite INAIL ecc.) percepite nel 2014 – 10) Importo relativo ad assegni effettivamente percepiti/corrisposti nel 2014 per il mantenimento di coniuge e/o figli – 11) Proventi agrari da dichiarazione IRAP anno d’imposta 2014 – 12) Per tutte le tipologie di conto corrente, deposito a risparmio libero/vincolato, libretti nominativi e al portatore è necessario fornire il saldo al 31/12/2015, la giacenza media annua riferita al 2015, codice IBAN e codice fiscale operatore finanziario – 13) Per i titoli di stato, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi e assimilati, partecipazioni azionarie, azioni o quote di organismi di investimento (OICR) o società di gestione del risparmio (SGR) italiane o estere è necessario fornire il valore al 31/12/2015, codice IBAN, codice fiscale operatore finanziario – 14) Per le imprese individuali, le partecipazioni in società è necessario fornire il valore del patrimonio netto – 15) Per i contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita e di capitalizzazione, è necessario fornire la somma dei premi versati dalla data di stipula al 31/12/2015, codice IBAN e codice fiscale operatore finanziario 16) Se si è proprietari o titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, superficie, servitù) su beni immobili (fabbricati, terreni, aree edificabili) è necessario fornire documentazione che attesti rendita catastale/valore e quota di possesso aggiornati al 31/12/2015 – 17) Quota capitale residua al 31/12/2015 del mutuo contratto per l’acquisto o la costruzione degli immobili.-

Acquisizione informazioni:

  • autodichiarate dal cittadino: es. dati anagrafici, informazioni sulla disabilità
  • acquisite dagli archivi di Agenzia delle Entrate: es. reddito complessivo ai fini IRPEF
  • acquisite dagli archivi dell’INPS: es. indennità di accompagnamento, assegno per il nucleo familiare


Franchigie per disabili:


Il nuovo ISEE tiene conto anche dei costi sostenuti da persone con disabilità o non autosufficienti, introducendo franchigie differenziate sulla base dell’entità dell’inabilità dei soggetti. Le classi individuate sono tre: disabilità media, grave e non autosufficienza.

Una volta individuata la classe di appartenenza, si procede poi con un abbattimento diretto del reddito della famiglia in cui è presente la persona con disabilità.

Gli importi degli abbattimenti in somma fissa sono i seguenti:
  • 4.000,00 euro per ogni persona con disabilità media, con un incremento fino a 5.500,00 euro se minorenne;
  • 5.500,00 euro per ogni persona con disabilità grave, con un incremento fino a 7.500,00 euro se minorenne;
  • 7.000,00 euro per ogni persona non autosufficiente, con un incremento fino a 9.500,00 euro se minorenne.

ISEE Corrente:

In caso di variazione della condizione lavorativa di un componente del nucleo familiare con uno scostamento pari al 25% rispetto alla condizione reddituale precedentemente accertata nell’ISEE, il cittadino per richiedere un nuovo calcolo ISEE corrente al fine di aggiornare i dati reddituali deve:
- Essere in possesso di un ISEE 2016.
- Avere avuto una variazione della situazione lavorativa per uno o più componenti del nucleo familiare.
- Avere avuto una variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo superiore al una DSU già presentata, e variata causa di un evento avverso che ha modificato la situazione 25% rispetto a quella indicata nel precedente ISEE ancora in corso di validità e calcolato in maniera ordinaria.-


ISEE per le tasse universitarie :


Uno studente non viene fatto rientrare nel nucleo familiare dei genitori solo se ha entrambe le seguenti caratteristiche:

- se, al momento della domanda di prima iscrizione al corso di laurea, ha la residenza da almeno due anni al di fuori dell'unità abitativa della famiglia di origine e in un alloggio che non appartiene a nessun membro della sua famiglia di origine;

- se ha un’adeguata capacità di reddito, definita con il decreto ministeriale di cui all’articolo 7, comma 7, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68.



Come si calcola la consistenza del patrimonio immobiliare


A partire da quest'anno gli immobili verranno dichiarati utilizzando come valore la base imponibile ai fini Imu, che si ricava moltiplicando per 168 il valore della rendita catastale. Nel caso in cui l'immobile sia gravato da mutuo, il valore da dichiarare è pari al valore d'acquisto meno il debito ancora in atto nei confronti della banca. Nel caso dell'abitazione principale, il valore dell'immobile, che eccede l'eventuale debito con la banca, deve essere ulteriormente ridotto di 52.500 euro incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo.-



Come si calcola la consistenza del patrimonio mobiliare


A partire dallo scorso anno la consistenza del patrimonio mobiliare da inserire nel modello DSU non deve essere valutata al 31/12 dell'anno precedente ma con un valore rappresentativo dell'intero anno. La scelta del legislatore, per assicurare maggiore equità ed evitare manovre elusive, è stata quella di richiedere l'inserimento del valore della giacenza media del patrimonio mobiliare, una media ponderata della giacenza annua. Per calcolare la giacenza media del conto corrente è necessario analizzare gli estratti conto e moltiplicare le singole giacenze per i giorni in cui sono rimaste immutate. La somma dei prodotti così ottenuti deve essere divisa per 365 e il calcolo si annuncia piuttosto complicato nel caso in cui il conto corrente abbia subito molte movimentazioni. Nel caso in cui la consistenza al 31/12 sia superiore rispetto alla giacenza media, nella DSU deve essere inserita la consistenza a fine anno, mentre nel caso contrario è necessario inserire la giacenza media, a meno che la diminuzione patrimoniale non derivi dall'acquisto di un immobile. É prevista una franchigia di 6.000 euro sull'ammontare del conto corrente, elevata in presenza di nuclei familiari composti da più persone. Dal valore del patrimonio mobiliare si detrae, fino a concorrenza, una franchigia pari a 6.000 euro, accresciuta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro. La predetta soglia è incrementata di 1.000 euro per ogni figlio componente il nucleo familiare successivo al secondo.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it
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domenica 29 maggio 2016

Riflessioni di carattere politico

13/10/2018
Il governo del cambiamento o il governo dello sfascio?
Di Maio e Salvini ci dicono che sono stati eletti dal popolo e quindi possono fare tutto quello che vogliono, ma forse non è proprio così, perché Lega e Movimento 5 stelle, si sono presentati agli elettori con programmi alternativi tra loro, altrimenti sarebbero stati alleati prima delle elezioni.-
Infatti la lega si è presentata insieme a Forza Italia e a Fratelli d’Italia con un programma di “destra” cioè promettendo la diminuzione delle tasse con la flat-tax, che prevede un’aliquota IRPEF uguale per tutti, e il superamento della legge Fornero, mentre il movimento 5 stelle si è presentato con un programma in parte di “estrema sinistra”, cioè promettendo di combattere la povertà con il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza.-    
In teoria chi può essere contrario a simili proposte? In pratica però dobbiamo sapere che non si possono fare le nozze con i fichi secchi, perché per tutte queste misure ci vogliono dei soldi che purtroppo non ci sono.-
Per dare più soldi ai poveri  le strade sono solo due: o si tolgono dei soldi ai ricchi con una patrimoniale o altre tasse, o  bisogna prestarceli da chi può darceli, ma dobbiamo essere consapevoli che prima o poi dovremo comunque restituirli e con gli interessi.-
Anche diminuire le tasse e abolire la legge Fornero potrebbe andar bene a tutti, però per i soldi che mancano, anche in questo caso le strade sono solo due: o diminuire i servizi, su sanità, istruzione e trasporti pubblici, o prestarceli da chi li ha e può darceli; però dovremo poi restituirli e con gli interessi.-
Per esempio se una famiglia ha 130.000 euro di debiti e due nuovi capi famiglia i quali dicono che si possono fare delle spese aggiuntive perché i soldi ci sono, semplicemente richiedendo nuovi prestiti in banca, evidentemente la loro non è una gestione sana, perché i soldi ricevuti in prestito dovranno comunque essere restituiti a meno che non si dichiari fallimento.-
E il problema dell’Italia in questo momento è proprio questo! Chi acquista i nostri tutoli di stato, soprattutto dall’estero vuole essere ragionevolmente certo che i soldi prestati gli verranno restituiti a scadenza con gli interessi, perché se ha qualche dubbio che il Paese possa andare in default si ritira il prima possibile dall’investimento.-   
Si può obiettare che il debito pubblico è stato fatto dai governi precedenti, e comunque in diversi c’era anche la Lega, ma resta il fatto che si può aumentare il debito pubblico facendo degli investimenti su strade, autostrade, porti, aeroporti, case popolari; e in questo caso se lasciamo dei debiti ai nostri figli e nipoti potremo dire che potranno godere anche loro degli investimenti fatti, altro conto è dire che abbiamo fatto i debiti solo per adempiere ad anacronistiche promesse elettorali.-
Ce la prendiamo con l’Europa perché non approvano la nostra manovra finanziaria ma ci dimentichiamo di dire che se apparteniamo a un “club” di 27 Paesi ed abbiamo concordato delle regole valide per tutti,  non possiamo poi fare le “vittime” se gli altri Paesi non accettano che vengano violate da parte nostra, quindi o ci adeguiamo a quello che decide la maggioranza dei Paesi o ne usciamo per volontà nostra o degli altri, cioè usciamo dall’euro.-
E riguardo allo spread che sale, non è colpa degli europei o dei mercati che “ci vogliono male” ma di chi è in possesso di titoli di stato, cioè risparmiatori italiani e stranieri, che se non si fidano più dei nostri governanti, o se ne disfanno o pretendono interessi sempre più alti per prestarci i loro soldi, e questo innesta una spirale perversa che se non fermata in tempo può portarci fino al default.-

Portare il deficit al 2,4% per il 2019 con aumento del debito pubblico, sapendo in partenza che è solo una stima ottimistica, perché  quasi sicuramente saranno necessarie delle spese aggiuntive che lo faranno aumentare ancora, vuol dire che non ci saranno più soldi per altri investimenti comunque necessari, che non c’è un minimo di programmazione a medio e lungo termine, e che il debito pubblico aumenterà a dismisura, ed il rischio spread sarà sempre più in agguato.-     

14/06/2018
Nave Aquarius!
Quello che ci hanno detto!
Ci hanno detto che una nave con 629 profughi a bordo, al largo delle coste libiche in viaggio verso l’Italia è stata prontamente bloccata dalle autorità italiane in quanto si trovava al momento più vicina alle coste maltesi rispetto a quelle italiane, e quindi toccava al governo di Malta accogliere i profughi.-
Quello che non ci hanno detto!
La nave si trovava al largo delle coste libiche su richiesta delle autorità italiane perché  due motovedette italiane avevano già provveduto al salvataggio dei profughi da diversi gommoni ed avevano richiesto l’assistenza di una nave più grande per trasbordare i profughi, e si spiega quindi il rifiuto delle autorità di Malta.-
Comunque a prescindere da quello che prevede il codice della navigazione resta il fatto che il governo italiano ha colto volutamente l’occasione per muovere accuse al governo di Malta per aver impedito lo sbarco nel suoi porti  e all’Europa di averci lasciati soli, ma il governo  spagnolo fortunatamente si è offerto di accogliere i profughi.-
In molti hanno esultato per la scelta del Ministro Salvini, che da perfetto stratega politico, è riuscito al momento giusto a bloccare una nave dell’ong SOS Mediterranée, e che quindi oggi l’Italia grazie a questo gesto “valoroso” può farsi valere in Europa, come se i mali dell’Italia di oggi dipendano dall’invasione incontrollata dei profughi; la storia si ripete, ieri tutta colpa degli ebrei oggi tutta colpa dei profughi africani.-
Purtroppo la “straordinaria” vittoria di Salvini è avvenuta sulla pelle di 629 persone inermi, cioè uomini, donne, tra le quali alcune incinte, e bambini, la cui unica colpa era quella di rischiare la vita in un viaggio disumano per sfuggire a una guerra o comunque alla ricerca di un mondo migliore.-  
Io credo che il problema dei profughi non è quello di chiudere i porti italiani ma al contrario è quello di aprire tutti i porti europei ed accogliere e trattenere i profughi in base alle possibilità di ogni Paese di ospitarli, inserirli ed integrarli al tessuto sociale esistente.-
E’ ovvio che non possiamo ospitare tutti i profughi che arrivano in Italia, ma non è chiudendo i porti che si risolve il problema, perché continueranno ad arrivare comunque, dobbiamo quindi collaborare con i Paesi di origine per limitare i flussi, ma dobbiamo anche essere consapevoli che tutti gli esseri umani hanno diritto almeno a sognare un mondo migliore e a provare a cercalo.-
Non è vero che in Italia siamo invasi dagli stranieri, anzi potremmo e dovremmo ospitarne di più perché ne abbiamo e ne avremo sempre più bisogno, visto anche il costante calo delle nascite, ovviamente inserendoli nel mondo produttivo magari in attività che i nostri figli non vogliono fare, perché preferiscono a loro volta trasferirsi all’estero alla ricerca anche loro di un mondo migliore; che ci piaccia o no questa è la globalizzazione.-
A proposito di sogni; le zone montane del centro Italia colpite duramente dal terremoto si stanno gradualmente spopolando perché molti terremotati si sono traferiti o si stanno traferendo lunga la costa, e la ricostruzione ha tempi sempre più lunghi, provate quindi ad immaginare se dessimo la possibilità a delle famiglie di extracomunitari interessate, di trasferirsi in quelle zone in sostituzione dei residenti che se ne vanno.-

Mi aspetto un mare di insulti, ma penso di avere anch’io il diritto di dire la mia, senza ovviamente avere la pretesa di imporre le mie idee agli altri.- 

28/04/2018
M5S e PD un matrimonio che non s’ha da fare?
Dopo quasi due mesi dalle elezioni politiche del 4 marzo, non abbiamo ancora il nuovo governo, e non riusciamo nemmeno a capire se e quando ce l’avremo!
In teoria il risultato elettorale è stato molto chiaro, nel senso che ha decretato come vincitori il Centro Destra e il Movimento 5 Stelle, e come sconfitto il Partito Democratico.-
In pratica però la situazione è molto più complessa perché se i due vincitori cioè Di Maio e Salvini si fossero messi  d’accordo avrebbero avuto i numeri per governare, ma al momento il tutto si è arenato per i veti incrociati, perché Di Maio vuole solo Salvini al governo, mentre Salvini vuole tutto il centro destra Forza Italia compresa, ed  è un nodo che non sono riusciti a sciogliere.-
Questo significa però che, in base alla legge elettorale in vigore passiamo da due vincitori a nessun vincitore, perché il Movimento 5 Stelle anche se è il primo partito con il 32% dei voti non ha comunque i numeri per governare, e lo stesso discorso vale per il Centro Destra  anche se è la prima coalizione con il 37% dei voti.-            
Il Partito Democratico in partenza ha deciso di stare all’opposizione per rispettare la volontà dell’elettorato, comunicando quindi di non avere alcuna intenzione di appoggiare ne il Centro Destra ne il Movimento 5 Stelle in quanto i programmi sono comunque alternativi.-
A questo punto però c’è una novità perché Di Maio, chiusa la trattativa con il Centro Destra,  propone al partito democratico un accordo sul programma e il Partito Democratico deciderà se accettare la proposta nella direzione del 3 maggio.-
Io trovo strano che si debba convocare una direzione del Partito Democratico per decidere se aprire o no una trattativa con il Movimento  Stelle, perché sarebbe stato più logico aprire la trattativa, verificare le possibilità di raggiungere un accordo almeno su alcuni punti importanti, sottoscrivere eventualmente un’ipotesi di accordo da sottoporre poi rispettivamente agli organismi dirigenti del Partito Democratico e alla base del Movimento 5 Stelle.-
Ora è vero che se facciamo un sondaggio sia tra gli elettori del M5S che del PD probabilmente la maggioranza è contraria ad ogni ipotesi di accordo, ed è normale dopo un’aspra campagna elettorale dove non sono mancati attacchi  ed insulti reciproci, anche a livello personale, ma ora la campagna elettorale è finita e la priorità dovrebbe essere quella di assicurare un governo al Paese.-
Che ci piaccia o no, il partito più votato dagli italiani è stato il Movimento 5 Stelle, quindi credo che il Partito Democratico abbia il dovere di verificare se c’è la possibilità di raggiungere un qualche accordo con Di Maio e debba valutare attentamente quelle che saranno le alternative a un rifiuto della trattativa o a un esito negativo della stessa.-
Presumo infatti che alla fine della giostra le altre opzioni possibili saranno solo tre:
1) Riapertura di una trattativa Centro Destra e Movimento  Stelle, che se andasse a buon fine manderebbe a monte quasi tutte  le riforme faticosamente portate a termine dal  precedente governo.- 
2) Un governo istituzionale di breve durata per modificare la legge elettorale e per altre poche leggi urgenti, ma si correrà il rischio che duri 5 anni com’è successo la scorsa legislatura, visto che presumibilmente i nuovi deputati e senatori non avranno tanta fretta di ritornare a casa.-  
3) Ritornare di nuovo al voto con questa legge elettorale, ma con il rischio che ci ritroveremo ancora senza una maggioranza che abbia i numeri per governare.-
 
Elezioni politiche 2018:
Camera:                                  Perc:                           Seggi
LEGA                                    17,37%                       125
FORZA ITALIA                   14,01%                       104
FRATELLI D’ITALIA          4,35%                           32
CENTRODESTRA               37.00%                       261
MOVIMENTO 5 STELLE   32,66%                       222
PARTITO DEMOCRATICO            18,72%                       111
ALTRI CSX                                                                  9
CENTROSINISTRA                                                120
LIBERI E UGUALI               3,39%                         14
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Senato:                                   Perc:                           Seggi
LEGA                                    17,62%                         58
FORZA ITALIA                   14,42%                         61
FRATELLI D’ITALIA          4,26%                          18
CENTRODESTRA               37.00%                       137
MOVIMENTO 5 STELLE   32,21%                       109
PARTITO DEMOCRATICO            19,12%                          53
ALTRI CSX                                                                   6
CENTROSINISTRA                                                   59
LIBERI E UGUALI               3,28%                            4    
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10/03/2018
Un saluto a Matteo Renzi!
Dopo la sconfitta sul referendum e la successiva pesante sconfitta elettorale del PD di domenica scorsa alle elezioni politiche, il nostro segretario ha rassegnato le dimissioni e si apre quindi la fase di successione, e si volta di nuovo pagina.-
Per quello che mi riguarda è la fine di un sogno, cioè della rottamazione della vecchia classe politica, del cambiamento, e della possibilità di provare un nuovo  modo di fare politica, perché ci ritroviamo al punto di partenza, in quanto per strada ci siamo persi solo d’Alema!
Ora mentre noi discutiamo se i nostri parlamentari dovranno appoggiare Di Maio o Salvini, o restare semplicemente all’opposizione, dovremo anche iniziare a discutere sulle cause della sconfitta elettorale, perché è da qui che si dovrà ripartire per il rilancio del Partito Democratico.-
Le due cocenti sconfitte sono figlie anche di una sorta di “arroganza” del leader, nel senso che è stato o amato o odiato, quindi senza mezze misure,  oltre ovviamente a errori commessi sia sul referendum, che per altre scelte impopolari tipo la buona scuola, il job act e l’emarginazione  della CGIL.-  
Un ruolo importante, e purtroppo in negativo lo hanno svolto i suoi più stretti consiglieri e per prima metterei la Boschi, per come ha gestito il referendum, con errori anche formali, oltre ad alcune scelte sbagliate proposte  agli elettori, e mi auguro quindi che impari un pò di tedesco e resti a Bolzano al servizio di chi l’ha votata, per la serie va bene per un presidente del consiglio scegliersi tanti ministri donne, ma non è detto per forza che quella più bella è anche la più intelligente.- 
Alle Comunali dello scorso anno il PD aveva chiesto la mia disponibilità a mettermi in lista visto anche che ero anche collaboratore volontario in CGIL; avevo consultato alcuni compagni e compagne, e quasi tutti mi avevano detto che mi avrebbero votato volentieri ma il problema era il PD di Renzi e mi pregavano quindi o di non candidarmi o di non chiedere loro il voto di preferenza perché li avrei messi in grosse difficoltà.-
A quel punto ho declinato l’invito, ma senza alcun rimpianto, visto che Silenzi da grande stratega politico qual è, in previsione di una possibile sconfitta elettorale, aveva “blindato” le prime 3 posizioni con 3 capilista e quindi si poteva correre solo per il quarto posto che purtroppo non c’è stato.-   
A parte il referendum , il job act, e la buona scuola,  credo che quello che ha fatto “infuriare” di più il sindacato è il taglio di risorse ai CAF e ai patronati, e spero che anche in questo caso non ci sia stato lo zampino della Boschi.-
Il CAF svolge funzioni in sostituzione dell’Erario in quanto aiuta i contribuenti per tutto l’iter fiscale previsto dalle varie leggi, e riceve un contributo pubblico che copre solo in parte i costi che sostiene, quindi ridurgli le risorse di carattere economico serve solo per far pagare di più agli utenti.-
Anche il patronato svolge compiti che l’INPS non è in grado di svolgere direttamente e riceve anche in questo caso contributi che coprono solo parzialmente i costi che sostiene, con la  conseguenza che per sopravvivere è costretto a chiedere agli utenti non iscritti al sindacato un contributo di carattere economico su alcune pratiche che svolge.-
Tanto per essere chiari, chi si rivolge al CAF, al patronato o comunque al sindacato è chi non può permettersi il lusso di pagare un commercialista, o un avvocato privato, quindi parliamo degli utenti che dovrebbero essere maggiormente tutelati da un partito di centrosinistra.- 
Tutto questo per dire che si può disquisire sulla presenza della CGIL nei luoghi di lavoro e a fianco dei lavoratori, ma che non si può comunque mettere in discussione la sua radicalizzazione sul territorio, ed è quindi assurdo che il PD non sia posta l’esigenza almeno di confrontarsi con  il sindacato sulle scelte politiche da fare.-
Mi diceva un amico grillino: Se dipendesse da me tu non dovresti nemmeno votare, perché sei un pensionato e quindi pensi solo a conservare i tuoi privilegi, pertanto dovrebbero votare solo quelli in età lavorativa  perché sono loro che devono decidere per il loro futuro.-
In effetti a 68 anni, con 50 anni di attività politica alle spalle, mi ritrovo che sono partito con D’Alema e Veltroni e mi ritrovo con Di Maio e Salvini, e a livello locale sono partito con Rossella Palmini e mi ritrovo con Mirella Emiliozzi; devo aver commesso un qualche grosso errore anch’io ed è forse ora che vada in pensione anche come militanza politica.-       
   

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30/12/2017
Pensioni d’oro! Quello che non ci diranno mai!
Raffaele Bonanni!
Da “il Fatto Quotidiano del 06/11/2014”
Risulta che l’ex segretario generale della CISL percepisce una pensione lorda di 8.593,00 euro al mese. Al netto delle trattenute si tratta di 5.391,50 euro mensili. Infatti si sarebbe deciso un aumento vertiginoso dello stipendio a ridosso dell’anno in cui, il 2011, decide di andare in pensione, beneficiando così a pieno del sistema retributivo ed evitando di finire nelle maglie della imminente riforma Fornero.-   
La retribuzione complessiva dichiarata all’INPS nel 2007 è di 171.652 euro, che aumenta  nel 2008 a 201.681 euro,  per poi viaggiare nel 2009 verso i 255.579 euro, e sale nel 2010 a 267.436 euro, mentre nel 2011 schizza a 336.260 euro.
In pratica siamo “all’assurdo” che nel 2011 per poter corrispondere la retribuzione a Bonanni, è stato necessario attingere alle trattenute sindacali di  qualcosa come 2.800 operai della CISL, che immagino siano stati entusiasti dell’utilizzo fatto dal sindacato dei loro soldi.- 
In questo modo Bonanni, scriveva ancora il quotidiano, riesce a fare domanda pensionistica prima dello scatto della riforma Fornero e quindi beneficiare del sistema retributivo: in questo modo basandosi sulle ultime cinque retribuzioni d’oro riesce a conquistare una cifra nemmeno lontanamente sognata da qualunque altro lavoratore iscritto al suo sindacato, e non solo.- 
Ovviamente quello di Bonanni è solo un esempio per provare a spiegare che in Italia ci sono tante pensioni d’oro di dirigenti pubblici e privati, per non parlare dei politici cioè dei deputati, senatori, consiglieri regionali, e magistrati, ai quali la pensione è stata calcolata con il sistema retributivo sulla paga degli ultimi anni, se non addirittura dell’ultimo anno, quindi senza alcun rapporto con i contributi versati un tutto l’arco lavorativo. Il problema è che più sono alte le pensioni e più è alta la differenza tra i contributi versati e la pensione percepita, ecco perché parliamo di pensioni d’oro.-
Tutti quelli che hanno iniziato a lavorare dal 01/01/1996 in poi andranno invece in pensione con il sistema contributivo, quindi la loro pensione verrà calcolata semplicemente in base ai contributi versati in tutto l’arco lavorativo, in pratica è come se versassero i loro soldi a un’assicurazione privata.-
Tanto per provare a spiegare la differenza tra il sistema retributivo e il sistema contributivo; ipotizziamo che Bonanni abbia un figlio che intraprenda la stessa carriera sindacale del padre, e che quindi in tutto l’arco lavorativo abbia le stesse retribuzioni del padre; ebbene a parità di stipendi la pensione del figlio sarebbe inferiore di circa il 35% rispetto a quella del padre, quindi presumibilmente avrebbe una pensione di 5.200 euro lordi mensili, a differenza del padre  che percepisce 8.593,00 euro lordi mensili.-
Oggi quasi tutti i politici si affannano a dirci che si tratta di diritti acquisiti e che quindi non possono essere messi in discussione, ma i “privilegi” acquisiti possono essere considerati diritti acquisiti? Invece ora  i giovani  non trovano lavoro e se lo trovano è saltuario e non sanno quando potranno andare in pensione, quindi quando avranno loro i diritti acquisiti?

Da comunista io avrei una proposta “rivoluzionaria”! Ricalcolare con il sistema contributivo tutte le pensioni elargite negli ultimi 25 anni e usare lo stesso criterio per i prossimi 25 anni, e  togliere la differenza, magari in modo scaglionato, cioè un 10% all’anno per 10 anni, a tutte le pensioni di importo superiore per esempio a 2.000 euro mensili. Con le somme risparmiate si potrebbe ripristinare il turnover, ed  anticipare quindi l’età pensionabile con conseguente inserimento di giovani al posto degli anziani. Infatti costringere un lavoratore a lavorare dopo i 65 anni significa che non riesce più a svolgere in pieno le sue mansioni e diventa quindi un peso per il datore di lavoro che potrebbe sostituirlo con un giovane che gli costa di meno e gli rende di più.-                  

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08/12/2017
Ospedale unico provinciale: Uno sperpero di denaro pubblico?
1)  Quello che è successo:
La normativa a livello nazionale prevede che le regioni in modo autonomo, per cercare di contenere le spese a livello sanitario, devono andare a un accorpamento delle strutture ospedaliere. La regione Marche quindi convoca una conferenza dei sindaci della provincia di Macerata e li invita  a formulare una proposta per la creazione di un ospedale al servizio di tutta la provincia, in quanto non è più economicamente sostenibile continuare a tenere aperti tanti piccoli ospedali cittadini.-Arrivano in regione 6 proposte con le quali ogni sindaco chiede la creazione dell’ospedale unico nella propria città. Il presidente Ceriscioli nei successivi incontri chiama i sindaci a scegliere tra le 6 proposte pervenute in regione, ma i  sindaci direttamente interessati continuano a insistere affinché venga scelta la propria città, mentre per gli altri la scelta è indifferente, e molti non partecipano nemmeno più ai successivi incontri.-
Visto che i sindaci non riescono a mettersi d’accordo, il presidente Ceriscioli propone allora che la scelta venga effettuata in base alla baricentricità, e cioè in base alla distanza media dei residenti delle varie città della provincia  rispetto alle 6 località in ballottaggio, per scegliere quella mediamente più vicina. Il computer messo prontamente a  disposizione dalla regione sentenzia che la località vincente è Sforzacosta di Macerata e quindi Ceriscioli comunica che si procederà in base a quanto “scelto” dai sindaci.-
2)  Quello che avrebbe dovuto o potuto succedere:
A mio avviso è coretto che il presidente della regione, essendo anche assessore alla sanità convochi la conferenza dei sindaci e richieda loro delle proposte da esaminare e in base alle quali scegliere la soluzione migliore, ma il problema è il seguito. -
Infatti ospedale unico non significa necessariamente una struttura unica a livello provinciale, ma potrebbe anche essere un ospedale dislocato in due o tre località diverse, per esempio qualche reparto a Civitanova, qualche reparto a Macerata e magari qualche altro a Tolentino, ma a questa opzione nessuno dei sindaci si è mostrato interessato.-
Comunque, se viene decisa la creazione di una struttura unica, oltre alla baricentricità bisognerebbe considerare anche i costi di realizzazione dell’opera, che sarebbero stati sicuramente inferiori a Montecosaro Scalo per la presenza di infrastrutture e di un’area già di proprietà dell’ASUR, ma questo obiettivamente non era facile  spiegarlo a un computer.-
3) Quello che succederà:
La realizzazione del nuovo ospedale di Sforzacosta pare che  costerà almeno 200 milioni di euro, in una zona priva di infrastrutture e sembra che il presidente Ceriscioli intenda stipulare una specie di contratto di “leasing” per 10 anni, se trova una società interessata; in pratica la regione Marche sborserà 20 milioni di euro all’anno per 10 anni, e alla fine tuti gli ospedali attualmente presenti in provincia verranno o ridimensionati o convertiti in ricoveri per anziani o ceduti a privati.-    
4)  Considerazione finale:
E’ giusto che su un investimento così importante a livello economico debbano decidere dei sindaci interessati solo alla realizzazione di opere nel proprio territorio? Ma non esistono dei partiti che hanno degli organismi provinciali? Non esiste una provincia con un presidente, una giunta e dei consiglieri provinciali e  regionali? Infatti questi organismi non dovrebbero  superare i campanilismi e dirimere controversie tra sindaci e organismi politici cittadini? Qualcuno si è posto il problema di chi pagherà alla fine? Sicuramente noi cittadini che ci ritroveremo o con servizi sanitari ridotti, o con ticket aumentati.-

Se per esempio i “politici” di tutto il maceratese avessero optato per Montecosaro Scalo, la regione Marche avrebbe sicuramente dovuto tenerne conto, ed avremmo quindi potuto risparmiare decine di milioni di euro che avremmo potuto spendere in altro modo e cioè  per nuovi macchinari, attrezzature, medici e infermieri.-    

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20/11/2017
Dilettanti allo sbaraglio!
Cinque consiglieri appartenenti alle liste “Vince Civitanova e “Noi con Ciarapica” quindi della maggioranza del consiglio comunale di Civitanova Marche, convocano una conferenza stampa per informare la cittadinanza che l’ex vice sindaco Giulio Silenzi si è intascato gli ultimi sei mesi di indennità da assessore, mentre aveva promesso pubblicamente che avrebbe dato tutto in beneficenza.-
Il problema però è che i “cinque moschettieri”, si sono fidati ciecamente di chi ha “soffiato” loro la notizia, senza preoccuparsi minimamente di consultare le carte, e l’ex assessore Silenzi chiamato in causa in prima persona, da politico di razza qual è, ne è uscito alla grande, spiegando in una successiva conferenza stampa che è vero che aveva chiesto il pagamento degli ultimi sei mesi di indennità, ma aveva chiesto l’accredito di tutto quello che gli spettava su un c/c particolare, utilizzato per girare poi a mezzo bonifico gli importi alle associazioni scelte, fornendo anche l’elenco dettagliato dei pagamenti effettuati.- 
Comunque che cinque consiglieri comunali, rappresentanti di  liste civiche, convochino una conferenza stampa per comunicare a noi cittadini che un ex assessore non ha rispettato le promesse  fatte a livello “personale”, non capisco quale rilevanza politica abbia, nel senso che a noi interessa che vengano possibilmente rispettati gli impegni presi a livello politico, poi se uno fa beneficenza o meno è una questione sua privata che a noi può interessare solo a livello di “pettegolezzo”.-
Riflettendo su questa vicenda mi sorge spontanea una domanda! Qual è il motivo principale per il quale una persona decide di “scendere in campo”, e cioè di mettersi in lista in partito o in una lista civica e va quindi a chiedere i voti a conoscenti, amici e parenti per essere eletto consigliere comunale?
Mi sarei aspettato che i “cinque moschettieri” avessero convocato una conferenza stampa per informare la cittadinanza sullo stato dei lavori, cioè sulla realizzazione degli impegni assunti con il proprio elettorato, invece di limitarsi a gettare del “fango”  addosso a chi aveva amministrato la Città prima di loro.-  
Purtroppo a questo punto “forse” viene a cadere una delle mie certezze più assolute, perché negli ultimi anni mi sono battuto, ovviamente nel mio piccolo, per il rinnovamento della classe politica, sia a livello nazionale che a livello locale, ero infatti per la “rottamazione”  della vecchia classe dirigente, e giustamente il mio partito ha pensato bene di rottamare me, ma se il nuovo sono i “cinque moschettieri”, devo fare il mea culpa ed augurare lunga vita, anche a livello politico,  a Giulio!.-   
  
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02/11/2017
Ospedale Unico Provinciale: Il gioco delle tre carte!
I sindaci del maceratese hanno scelto definitivamente via computer, che il nuovo ospedale provinciale verrà costruito a Macerata in Contrada Pieve; cerchiamo quindi di capire il perché.-
Dopo tante discussioni nelle quali ogni sindaco proponeva che l’ospedale fosse costruito nella propria città, fino ad arrivare a 6 candidature, ala fine i sindaci si erano messi d’accordo che la scelta venisse effettuata con dei criteri precisi e la regione  Marche mise a loro disposizione un software che, valutando dati oggettivi di popolazione e distanze,  individuasse il luogo più baricentrico dove far sorgere il nuovo ospedale.
In pratica un programma in un computer con inserito il numero dei residenti per ogni località della provincia di Macerata, nonché le distanze dalle 6 località candidate a ospitare il nuovo ospedale, ha calcolato che con una media di 81,9 milioni di minuti necessari per raggiungerlo, Macerata si piazzava al primo posto.-      
Dobbiamo dire che in questo caso l’ex sindaco Corvatta aveva capito il meccanismo, in quanto si era reso conto che insistere su Civitanova Marche era una scelta perdente, mentre optare per Montecosaro Scalo poteva essere la scelta vincente, in base ai criteri concordati con gli altri sindaci.
Successivamente, con il cambio dell’amministrazione comunale di Civitanova Marche, a  Corvatta  è subentrato il nuovo Sindaco Ciarapica che si è trovato con quasi tutte le scelte già fatte, e che  non poteva quindi fare altro che avallare le scelte degli altri sindaci e del suo predecessore.-
Il problema però è che non ha tenuto conto che i nostri amici montanari sono notoriamente più “furbi” di noi della costa, perché a un certo punto dell’assemblea conclusiva, uno dei sindaci dell’entroterra propone una variante dall’apparenza insignificante, e cioè chiede che nel calcolo matematico entrino a far parte anche i residenti di Camerino e San Severino, esclusi precedentemente perché è previso che il loro ospedale resterà in funzione e quindi non interessati direttamente al nuovo ospedale.-
Purtroppo Ciarapica non ha capito che la variante avrebbe inciso pesantemente, perché inserendo i residenti di Camerino, San Severino e zone limitrofe, il computer ha decretato che  per tutti i residenti della provincia la zona baricentrica più vicina non era più Montecosaro Scalo ma Macerata.-   
Non so se sia stato giusto o meno aggiungere i residenti di Camerino e San Severino, ma credo che scegliere l’ubicazione di un ospedale unico provinciale in base al solo criterio della distanza media dei residenti sia un’assurdità, perché non si tengono contro dei costi di realizzazione, che sarebbero stati sicuramente inferiori a Montecosaro Scalo per la presenza di infrastrutture e di un’area già di proprietà dell’ASUR.-
Presumo anche che non è  stato fatto uno studio sul possibile scenario demografico dei prossimi anni, perché se non si ricostruisce presto nelle zone terremotate, gran parte della popolazione sarà costretta a trasferirsi definitivamente nella zona costiera, con conseguente spostamento quindi anche della zona baricentrica.-   
A Civitanova Marche è previsto che rimarrà solo “il presidio di base per emergenza e attività non specialistiche”, cioè in pratica solo il pronto soccorso con annessi e connessi, con possibilità di vendita di una parte della struttura a privati che presumo già stiano fiutando l’affare, perché potranno realizzare magari strutture per anziani, ovviamente a pagamento.-  
Per quanto riguarda il costo di questo nuovo ospedale provinciale si parla di almeno 130 milioni di euro ai quali andranno aggiunti altri 70 milioni di euro per viabilità di raccordo, i parcheggi, gli arredi e altre strutture, per un totale quindi di 200 milioni di euro.- 
In conclusione mi viene un dubbio! Possibile che noi residenti nella provincia di Macerata non meritiamo una classe politica un po più preparata, e un po più attenta a come vengono spesi i soldi pubblici, e magari anche un po più al servizio dei cittadini che rappresentano?   

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29/10/2017
Un saluto a Gustavo!
Apprendiamo da  notizie di stampa che l’ex assessore all’urbanistica di Civitanova Marche, Gustavo Postacchini, non intende rinnovare la tessera del PD  perché amareggiato, tra l’altro, per non essere stato inserito nel nuovo coordinamento cittadino.
In effetti escludere l’ex assessore dal nuovo gruppo dirigente è una scelta poco comprensibile, vista la dedizione e  l’impegno da lui sempre dimostrati al servizio del Partito Democratico.-
Caro Gustavo, pare che tu sia stato escluso perché considerato “non inclusivo” dall’establishment del partito;  ma se è questa la motivazione  della tua esclusione puoi stare tranquillo, perché per esempio a Civitanova Alta siamo tutti “non inclusivi”, visto che nessuno di noi fa parte del nuovo coordinamento.-  
Forse è il caso che valutiamo la possibilità di costituire a Civitanova Alta, e non solo, un nuovo circolo del PD riservato esclusivamente ai “non inclusivi”.-
Io credo che in politica non si finisce mai di imparare; infatti in condizioni normali quando un partito perde le elezioni comunali pur avendo amministrato la città per 5 anni, con un vice sindaco e ben 4 assessori che si sono avvicendati, la logica conseguenza è che il gruppo dirigente si dimette in massa e si va a un profondo rinnovamento del gruppo dirigente.
In effetti nel PD di Civitanova Marche il rinnovamento c’è stato, ma al contrario, nel senso che il vecchio gruppo dirigente si è riproposto in massa al vertice, escludendo però i “dissidenti”, vecchi e nuovi, appunto i “non inclusivi”, e l’assemblea degli iscritti  ha “ovviamente” confermato la scelta.-  

A proposito di vicende cittadine mi viene in mente, chissà perché, una vecchia serie televisiva “Highlander - L'ultimo immortale”  Dove la trama prevede che tutti gli immortali sono spinti dall'eterna lotta per la sopravvivenza in un gioco che non conosce limiti di tempo e spazio e quando un immortale ne uccide un altro tramite decapitazione, ne assorbe la forza, il potere e la conoscenza.-

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19/08/2017
Civitanova Marche - La squadra di Ciarapica!
Da chi è composta e quanto ci costa!
Compensi degli amministratori comunali
1) CIARAPICA FABRIZIO – Sindaco                                  euro 1.557 x 12 = euro  18.684,00.-
2) TROIANI FAUSTO – Vice sindaco                                   euro    856 x 12 = euro  10.272,00.-
3) BORRONI PIERPAOLO – assessore                               euro 1.401 x 12 = euro  16.812,00.-
4) CAPPONI BARBARA – assessore                                   euro 1.401 x 12 = euro  16.812,00.-
5) GABELLIERI MAIKA – assessore                                   euro 1.401 x 12 = euro  16.812,00.-
6) CARASSAI ERMANNO – assessore                               euro 1.401 x 12 = euro  16.812,00.-
7) GIARDINI ENRICO – assessore                                      euro 1.401 x 12 = euro  16.812,00.-
8) COGNIGNI GIUSEPPE – assessore                                 euro 1.401 x 12 = euro  16.812,00.-
9) MORRESI CLAUDIO – Presidente consiglio                    euro 1.401 x 12 = euro  16.812,00.-
Totale compensi annuali                                               euro                             146.640,00.- 
 
Compensi CDA- ATAC
10) BELVEDERESI MASSIMO – Presidente                        euro  833 x 12 = euro     10.000,00.-
11) BRINI OTTAVIO – vice presidente                                  euro  625 x 12 = euro       7.500,00.-
12) ROSSI DANIELE – consigliere                                       euro  625 x 12 = euro       7.500,00.-
13) ORLANDI EMANUELA – consigliere                            euro  625 x 12 = euro       7.500,00.-
14) MERCURI MILENA – consigliere                                   euro  625 x 12  = euro      7.500,00.-
Totale compensi annuali                                               euro                                40.000,00.-

Compensi CDA- AZIENDA TEATRI
15) CENTIONI FRANCESCO – Presidente             non previsti compensi
16) MOBILI MASSIMO – vice presidente                            “         
17) SQUADRONI SILVIA – consigliere                                “         
18) GATTAFONI MICHELA – consigliere                            “
19) POLVERINI FABIOLA – consigliere                               “
20) CAPODARCA  GIOVANNA – consigliere                      “
21) SANTORI ALDO – consigliere                                        “
Totale compensi annuali                                               euro                                        0,00.-

Compensi CDA – Civita.S.                                                    
22) MOBILI ALBERTO – Presidente                         euro  451 x 12 = euro        5.415,00.-
23) PETILLO ANTONIO – consigliere                                    “     198 x 12 =  euro       2.381,00.-            
24) BOMPADRE ILARIA – consigliere                                   “     198 x 12 = euro        2.381,00.-
Totale compensi annuali                                               euro                                10.177,00.-            

Totale costo complessivo annuale                                euro                             196.817,00.-

E non finisce qui!         


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14/08/2017
Un consiglio al Sindaco di Civitanova Marche
E’ di questi giorni la notizia che  tre consiglieri del centrodestra e cioè Sergio Marzetti (Forza Italia), Simone Garbuglia (Noi con Ciarapica) e Alfredo Perugini (Vince Civitanova), sono fuorusciti dalle rispettive liste e hanno costituito un nuovo gruppo consiliare.-   
Marzetti motiva tra l’altro con: “sono uscito da Forza Italia perché voglio rappresentare chi mi ha votato senza vincoli, sottomissioni o condizionamenti. La volontà dei cittadini non è stata rispettata a pieno nella composizione della giunta, né sono stato tutelato dal mio partito”.-
Sicuramente me ne intenderò  poco di politica, ma presumo che se una persona vuole mettersi in lista in un partito o in una lista civica, contatta parenti, amici e conoscenti, ai quali presenta il programma del partito o della lista di appartenenza e chiede il voto di preferenza per se, impegnandosi a portarlo avanti in caso di elezione, e non capisco quindi cosa c’entra la composizione della giunta.-
Infatti trovo strano che un candidato possa dire in campagna elettorale a un suo potenziale elettore, e ricevere anche la sua approvazione: “guarda che se vengo eletto e la giunta non verrà fatta come dico io, programma o non programma, abbandonerò il partito per fondare un gruppo autonomo”.-
A mio modesto avviso, il sindaco per premiare Civitanova Alta per il successo elettorale raggiunto, ha voluto rispristinare anche il ruolo dell’assessore delegato, e per forza di cose ha dovuto quindi nominare Carassai residente appunto in loco, magari a discapito dello stesso Marzetti.-
Devo ammettere che il sindaco, da uomo di parola, ha  cercato di fare di tutto e di più per mantenere le promesse fatte a chi lo ha sostenuto, ma purtroppo di assessori più di tanti non ne poteva nominare, ha aumentato il numero dei consiglieri dell’ATAC e dell’Azienda Teatri per il massimo consentito dalla legge, e quindi di più non poteva fare, e non si capisce  perché  per esempio all’Azienda Teatri si possono nominare al massimo 7 componenti e non 10 o 15, perché avrebbe potuto accontentare quasi tutti, e nominare magari anche un “comunista” da contrapporre al presidente “fascista”.-  
Il problema è  che dopo il primo turno Ciarapica non ha  fatto apparentamenti, ma ha fatto degli accordi con altre liste, che hanno inevitabilmente fatto “lievitare” il numero delle persone da collocare da qualche parte, e quindi i programmi iniziali sono saltati, e gli è andata pure bene perché non oso pensare a quante poltrone in più avrebbe dovuto prevedere se avesse stipulato un accordo anche con Ghio.-
Il consiglio quindi che voglio dare a questo punto al sindaco per salvare il salvabile è quello di nominare 3 “portaborse”, magari con un compenso solo simbolico:
Propongo quindi Sergio Marzetti come portaborse di Ermanno Carassai, in quanto essendo provenienti dallo stesso partito possono anche mettersi d’accordo sul contenuto della borsa, tenendo anche conto che Carassai deve partire da Piazza della Libertà per arrivare a Piazza XX Settembre, e rispettivamente  Simone Garbuglia per Barbara Capponi e  Alfredo Perugini per Maika Gabellieri in quanto queste “povere” donne  già si trovano svantaggiate ritrovandosi solo in 2  su 7 componenti la giunta, evitiamole almeno lo sforzo fisico di trasportare delle borse magari pesanti.-
E se questo non è sufficiente a risolvere il problema, mi dispiace ma purtroppo non ho altre
proposte da fare!
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22/07/2017:
Un saluto alla Cecchetti!
Di questi giorni si parla molto a Civitanova Marche di rotatoria, di sottopasso e di cavalcavia, ed è quindi inevitabile rivolgere un pensiero a una delle  protagoniste delle “battaglie” contro la realizzazione  del cavalcavia e cioè all’ex assessora Cristiana Cecchetti, che alla testa del comitato no cavalcavia è riuscita a suo tempo a impedire la realizzazione dell’opera, e a guadagnarsi meritatamente  un posto in giunta.- 
Poi però c’è stata una caduta di stile con la battuta sui leoni neri, associazione di destra ospitati nella palestra comunale: “Auspico vivamente che le pelli dei leoni neri siano molto presto utilizzate per artistici scendi letto. Non vedo altro utilizzo pertinente di tanta idiozia”. Seguita dalla giustificazione: “Mi spiace se non si capisce il senso. È e rimane una battuta”.-  
Poi è diventata una convinta sostenitrice della necessità della costruzione del forno crematorio a Civitanova Alta, cercando di rassicurare i residenti in più occasioni insieme al sindaco sul fatto che non ci sarebbe stato alcun pericolo per la loro salute, con l’unico inconveniente a suo dire di una possibile riduzione del valore delle case costruite nelle zone adiacenti; chissà poi perché!.-
Poi è diventata una convinta sostenitrice del sotto passo sulla SS16  necessario per ridurre  i problemi viari di Civitanova Marche, e io nella mia ignoranza non ho ancora capito che differenza c’è tra un cavalcavia e un sotto passo, nel senso che alla Cecchetti vanno bene le opere pubbliche realizzate sotto terra e non quelle in superficie? O vanno bene le opere pubbliche solo se vengono realizzate a qualche centinaio di metri di distanza da casa propria? Sicuramente ci sarà una spiegazione più valida, che però al momento mi sfugge.-
Poi alla presentazione della lista di Corvatta alle ultime elezioni comunali nella quale lei era capolista, le solite male lingue mi hanno riferito che una domenica mattina a Civitanova Alta sotto  le logge alla presenza di quattro gatti più due o tre cani di passaggio,  ad un certo punto lei si è allontanata dal gruppo, spostandosi al centro della piazza per applaudire platealmente l’intervento di Corvatta, ovviamente sulla parola, perché era difficile capire bene a distanza cosa stesse dicendo in quel momento; il risultato elettorale è stato, forse non a caso, che la lista di Corvatta non è riuscita ad eleggere nemmeno un consigliere comunale, “zero tituli” avrebbe commentato un noto allenatore di calcio internazionale.-
Oggi non sappiamo ancora quelle che saranno le scelte della nuova amministrazione comunale ed è quindi inutile fare supposizioni; personalmente ritengo che per quanto riguarda lo snellimento del traffico a Civitanova Marche il cavalcavia sarebbe servito a poco, e ancora meno servirà il sotto passo, quindi mi auguro che venga adottata  una soluzione alternativa ad entrambe, ma forse potete immaginare una certa mia soddisfazione  recondita se si realizzasse il cavalcavia ed andasse a finire proprio vicino alla casa di chi ho in mente io; ovviamente è solo una battuta.- 
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15/07/2017
Ciarapica – Civitanova Alta: un feeling in arrivo?
Esprimere giudizi positivi sul nuovo sindaco a pochi giorni dal suo insediamento è alquanto prematuro, e corro anche il rischio di essere “richiamato all’ordine” dal  mio partito,  cioè da qualche dirigente del PD, che mi accuserà magari di fare propaganda per la “destra”, ma ci sono alcuni segnali inequivocabili che mostrano una maggiore attenzione del nuovo sindaco su Civitanova Alta rispetto al suo predecessore.
Il primo segnale è la nomina di un assessore con la delega per Civitanova Alta, e cioè ad Ermanno Carassai che ovviamente è residente nella Città Alta e quindi è stato e continuerà ad essere un punto di riferimento per i residenti, ed è inevitabile pertanto  il confronto tra il nuovo sindaco con il suo predecessore che a suo tempo tenne per se la delega, per farne cosa non ci è ancora dato di sapere.-
Il nuovo sindaco ha anche promesso che a Civitanova Alta sarà presente stabilmente un vigile urbano, completamente “sparito” con la precedente amministrazione, tanto che la segnaletica è solo un opzione possibile, perché  a che serve per esempio un divieto di sosta se non c’è nessuno che verifichi che venga rispettato e che sanzioni chi non lo rispetta?
Se qualcuno in futuro mi chiederà perché a Civitanova Alta il centro destra raccoglie più voti del  centro sinistra rispetto al resto della Città, forse una spiegazione può anche essere questa, e cioè che il centro destra, purtroppo per noi, è più vicino ai cittadini.-
Ovviamente non credo che l’assessore Carassi con questa amministrazione risolverà i problemi di Civitanova Alta, che sono tanti e di non facile soluzione, ma il fatto che ci sia e che quindi ci si possa confrontare con lui come in passato, almeno lo spero, è già un passo avanti rispetto all’amministrazione precedente, e il che è tutto dire, visto che uno dei punti qualificanti del  programma elettorale di cinque anni fa di Corvatta era appunto la partecipazione, e della quale ha iniziato quasi subito dopo il suo insediamento, a farne a meno.- 

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09/07/2017
Elezioni Comunali: Riflessione su governabilità e democrazia:
La coalizione di Ciarapica che  ha vinto le elezioni comunali a Civitanova Marche con il 34,77%  dei voti, (pari al 20,10% dell’elettorato, avendo votato solo il 57,81% degli aventi diritto), si ritrova con 15 consiglieri +  il sindaco + un consigliere aggiunto, mentre la minoranza con il 63,23% dei voti + il 2% di voti senza rappresentanza, si ritrova con 9 consiglieri – 1 consigliere passato alla maggioranza.-
Questo tipo di legge elettorale di sicuro assicura la governabilità, perché voglio vedere come si farà a mettere in minoranza una giunta che dispone in consiglio di una maggioranza di 17 voti contro una minoranza di 8 voti, e potranno fare quindi per i prossimi 5 anni il bello e il cattivo tempo, ma qual è il prezzo che paghiamo a livello di rappresentanza democratica? Qual sarà il ruolo dell’opposizione? E soprattutto ne vale la pena di questa “forzatura democratica” per assicurare la governabilità? Ovviamente sarebbe stato lo stesso discorso anche se avesse vinto la coalizione di Corvatta.-
L’unica differenza è che nell’aerea di centro-sinistra siamo specialisti nel dividerci e nel fare quindi sia la maggioranza che la minoranza da soli, mentre nell’area di centro destra si sono già premuniti da ogni possibile rischio, agganciando anche un consigliere di minoranza, e pertanto almeno per i prossimi 5 anni presumibilmente non ci sarà trippa per gatti.-
Non invidio di sicuro i consiglieri di opposizione perché penso che sarà abbastanza frustante per loro fare opposizione in 8 su 25, divisi oltretutto in 4 raggruppamenti diversi ed  anche antitetici tra loro.-
Infatti avremo  il sindaco uscente Dott. Tommaso Claudio Corvatta + 3 consiglieri PD e cioè Giulio Silenzi – Mirella Franco e Jury Rosati +  1 consigliere per La Nuova Città e cioè  Marco Poeta + 2 consiglieri liste Ghio e cioè Stefano Massimiliano Ghio e Pier Poalo Rossi + Stefano Mei per il movimento 5 stelle.-

In questa tornata elettorale ha perso Corvatta, uscito pesantemente sconfitto al ballottaggio, ma hanno sicuramente perso anche gli altri 2 antagonisti che almeno sulla carta avevano i numeri per andare al ballottaggio, e cioè Ghio che con il 18,79% di voti ottenuti dalle sue liste si ritrova con soli 2 consiglieri ed è andata ancora peggio a  Mei che con l’11,42% ottenuto dalla lista 5 stelle si ritrova con un solo consigliere, avendo perso per una manciata di voti, il secondo che avevano 5 anni fa.-       
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30/06/2017
Corvatta – Civitanova Alta: un feeling mai nato!
Credo che Corvatta non abbia capito in questi 5 anni in cui è stato sindaco del legame che hanno i  residenti con la città alta!
Faccio un esempio banale: Se chiedi qual è la sua residenza a un abitante di Fontespina, di San Marone o di Santa Maria Apparente ti dirà che è di Civitanova, mentre se lo chiedi a chi è residente nella città alta ti risponderà che è di Civitanova Alta, per rimarcare comunque una peculiarità.-
A mio avviso Corvatta ha commesso almeno 3 errori che purtroppo ha dovuto pagare caro a livello di consenso elettorale:
1) Ha eliminato la figura dell’assessore delegato, cioè dell’assessore che avrebbe dovuto seguire espressamente le problematiche della città alta, ed è la prima volta che succede dal dopoguerra. Ha concesso una  pseudo-delega al consigliere comunale Gustavo Postacchini che invece  meritava sicuramente questo assessorato per il contributo dato all’elezione di Corvatta, al successo del PD, e per il suo attaccamento a Civitanova Alta. A fine mandato Corvatta, forse colto da un qualche dubbio,  ha affidato a Postacchini l’assessorato all’urbanistica che però poco c’azzeccava con le sue legittime aspirazioni e con la volontà dei residenti della città alta abituati da sempre a un referente in loco.-
2) Ha cercato di portare avanti con testardaggine il progetto del Forno Crematorio a Civitanova Alta, pensando di doversi scontrare solo con qualche centinaio di residenti delle zone limitrofe, senza capire invece che il problema toccava da vicino tutti i residenti del centro storico di Civitanova Alta, delle zone limitrofe e della campagna. Quando parliamo di campagna parliamo di addetti all’agricoltura tradizionale, di addetti all’agricoltura biologica, di proprietari di ville, e di proprietari di vecchie case coloniche ristrutturate, di Bed & Breakfasts, di gente cioè che magari dopo una giornata di intenso lavoro, nel tempo libero vuole solo sedersi davanti all’uscio di casa e respirare un po d’aria buona. E’ riuscito a far mobilitare contro, anche chi non è più residente a Civitanova Alta ma che ha conservato comunque un attaccamento al vecchio centro storico, e mi sento di fare un ringraziamento particolare ad Amedeo Regini che ha combattuto insieme a noi questa battaglia.-
3) Debbo confessare che appena venuto a conoscenza dell’accordo con Ghio per il ballottaggio,  dopo il primo turno, sono stato colto da un attimo di sconforto, mi sono immaginato un’ipotetica giunta formata da Corvatta, Silenzi, Ghio e Rossi, ed ho pensato: se ripartono con il forno crematorio, visto che  negli anni scorsi erano stati tutti favorevoli, questa volta non riusciremo a fermarli. Poi mi sono calmato pensando che il PD era comunque contrario, ma presumo purtroppo che anche altri hanno avuto i miei stessi timori ed  anche qualcuno che al primo turno aveva votato PD, e di conseguenza per Corvatta, al ballottaggio ha votato per Ciarapica per non correre rischi, solo così si spiega il fatto che in alcuni seggi di Civitanova Alta Ciarapica ha preso più del doppio dei voti di Corvatta, mentre nel primo turno la differenza tra i due candidati a sindaco era minima.-

Ora la speranza è che anche il nuovo sindaco non commetta gli stessi errori, perché in caso contrario so per esperienza personale che quando sono in gioco le sorti di Civitanova Alta noi riusciamo sempre e comunque a mobilitarci e a batterci insieme, a prescindere dalle diverse posizioni politiche di appartenenza.-

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26/06/2017
COMUNE DI CIVITANOVA MARCHE
Elezioni comunali 11/06/2017 – ballottaggio 25/06/2017
Iscritti 34. 860
Primo turno
Votanti 20.154 = 57,81%
Ballottaggio
Votanti 16.705 = 47,92%

Risultato:
CORVATTA TOMMASO CLAUDIO
Voti 6.910 = 42,35%
CIARAPICA FABRIZIO
Voti 9.408 = 57,65%

Coalizione Fabrizio Ciarapica: Voti 6.313 = 34,77%
Consiglieri maggioranza eletti:
4 - Vince Civitanova = Fausto Troiani + Maika Gabellieri + Alfredo Perugini + Roberta Belletti
4 – Noi con Ciarapica = Poalo Mercuri + Enrico Giardini + Costantino Cavallo + Vincenzo Pizzicara
3 – Forza Italia = Ermanno Carassai + Sergio Marzetti + Piero Croia
2 – Fratelli d’Italia = Pierpaolo Borroni + Francesco Caldaroni
1 – Lega = Maicol Pezzola
1 – Obiettivo Civitanova = Flavio Rogani
Consiglieri minoranza eletti:
A) Coalizione Tommaso Claudio Corvatta: Voti 5.995 = 33,02%
1 – Tommaso Claudio Corvatta
3 – PD = Giulio Silenzi + Mirella Franco + Yuri Rosati
1 – La Nuova Città = Marco Poeta
B) Liste Ghio: Voti 3.411 = 18,79%
3 =  Stefano Ghio + Pier Poalo Rossi + Claudio Morresi (passato con Ciarapica)
C) Movimento 5 stelle: Voti 2.073 = 11,42%
1 =  Stefano Mei 

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24/06/2017:
A proposito di presenze! 
Risulterebbe agli atti che negli ultimi 5 anni, su 96 sedute  Ciarapica si è presentato in Consiglio Comunale solo a 47, quindi a meno della metà.
Mi viene spontanea una domanda! Se perde al ballottaggio di domani, Fabrizio Ciarapica ritornerà ad essere un consigliere comunale di minoranza, quindi per i prossimi 5 anni ci onorerà un po’  più spesso della sua presenza in Consiglio Comunale o rispetterà la stessa percentuale di presenze degli ultimi 5 anni?
Posso capire che fare il consigliere comunale di minoranza è un po’ meno gratificante che fare l’assessore o il sindaco, ma in democrazia devi accettare il verdetto popolare e dare comunque il massimo contributo possibile per il bende della città, in base alle funzioni che ti vengono assegnate dall’elettorato.-
Forse la differenza tra un politico di destra e un politico di sinistra sta anche in questo, cioè nel rispetto verso chi ti ha votato e nei confronti del quale ti sei assunto degli impegni nel richiedergli il voto.-
Basterebbe solo questo a mio avviso per votare Corvatta al ballottaggio, perché possiamo essere sicuri che cercherà di rispettare comunque i suoi impegni, a prescindere dal ruolo che avrà, come ha sempre fatto in passato sia a livello politico che a livello professionale.-

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21/06/2017:
A proposito di Forno Crematorio! 
Qualcuno per fare campagna elettorale per Ciarapiaca sta dicendo in giro che l’accordo Corvatta - Ghio per il ballottaggio prevede anche la costruzione dell’impianto di cremazione a Civitanova Alta. Vorrei quindi precisare che per il PD la questione è superata definitivamente e lo hanno confermato in assemblee pubbliche sia la Segretaria Mirella Franco, che il Vice Sindaco Giulio Silenzi che il Presidente del Consiglio Comunale Daniele Maria Angelini. Consiglio quindi ai sostenitori di Ciarapica di trovare motivazioni più valide per farlo votare, e se non le trovano  è meglio che vadano sul sicuro e facciano votare Corvatta!

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Insensato abbattere tutta l’ex fiera (20/02/2017)

- Dal corriere adriatico del 16 febbraio 2017:
L’ingegnere Giorgio Medori, presidente dei tecnici civitanovesi, fornisce spunti interessanti sul possibile riutilizzo dell’ex area dell’ex fiera, la cui volumetria è stata completamente demolita dal Comune, ad eccezione del complesso di archi in cemento armato (opera di valore architettonico, della scuola Nervi) che sovrastava la struttura. Medori è particolarmente critico sulla demolizione della porzione dell’ex fiera che si trovava sotto gli archi. “A mio avviso la decisione dell’Amministrazione di abbattere questa parte del complesso, preferendo l’ipotesi urbanisticamente forte dell’apertura di un varco sul lungomare, è stata frettolosa e insensata – afferma l’ingegnere “. Tale osservazione è già stata fatta dalla sezione maceratese di Italia Nostra. Forse era meglio valutare il riutilizzo di questo spazio, a costo zero per l’ente. Il Comune ha scelto di riappropriarsi degli spazi pubblici per lasciare un vuoto, che consenta il collegamento visivo con il lungomare anche dal lido Cluana. Questa soluzione potrebbe anche avere fortuna, a patto che l’area venga destinata semplicemente a parco cittadino. La superficie coperta sotto gli archi potrebbe diventare un’agorà per manifestazioni di vario tipo. In tal caso la nuova struttura dovrebbe essere realizzata in acciaio inox ed essere completamente a vetri, per conservare la trasparenza con il parco limitrofo e il lungomare sud.     
- Nel 2012 quando l’Amministrazione Corvatta appena insediata ha confermato il progetto della precedente di realizzare una nuova struttura in altra zona, i locali erano ancora utilizzati dall’ente fiera, quindi in buono stato di conservazione. Perché in 5 anni non si è pensato a un diverso utilizzo dei locali stessi, ma si è lasciato tutto in abbandono tanto da rendere necessario l’abbattimento dell’intera struttura? Non è uno dei compiti di un Sindaco, di cercare di conservare  il patrimonio immobiliare comunale con la “diligenza del buon padre di famiglia, visto che i locali erano stati realizzati dalle precedenti amministrazioni con i soldi pubblici, quindi a spese dei contribuenti? Per il futuro una delle ipotesi in campo è quella di realizzare in loco dei parcheggi sotterranei, anche se vicino alla spiaggia  e quindi sotto il livello del mare.  Gli architetti che “bazzicano” attorno a questa amministrazione comunale dicono che con le nuove tecnologie di oggi è possibile, allora mi chiedo perché invece di progettare una nuova struttura sott’acqua, non hanno progettato una “semplice” ristrutturazione  dei locali esistenti in base ad eventuali nuove esigenze della città ed evitare quindi l’abbattimento?                     

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Museo delle arti e tradizioni popolari di Civitanova Marche Alta (29 maggio 2016)


Categoria: Musei etnografici e antropologici

Il Museo è stato inaugurato il 13 agosto del 1992 È un museo privato fondato da Pietro Pepa (“Pierino”), dopo una ventina d'anni passati a raccogliere con acquisti e donazioni tutti quegli oggetti che avevano caratterizzato la vita quotidiana fino a pochi anni prima e che ora tutti si affrettavano a distruggere. Pierino, proveniente da una famiglia che dal 1840 produceva i birocci (carri agricoli) era abituato a restaurare da sé gli oggetti che riusciva in vari modi a reperire per il Museo. Occupava due piani e si articolava in sedici Sezioni, che si arricchivano di materiale praticamente in continuazione. Al piano terra si trovava la ricostruzione delle botteghe del fabbro, del falegname e del birocciaio, la Sezione Enologica, la cucina e la camera da letto della tradizione contadina. Inoltre erano esposti mezzi di trasporto, aratri, giocattoli e cimeli vari. I pezzi forti dell’esposizione erano un biroccio del 1924, il pregevole torchio a viti gemelle, un antico tavolo da norcino, il frantoio e gli attrezzi della fonderia della fabbrica “Cecchetti”.

La raccolta l'ha fatta Pierino Pepa che a suo tempo ha sistemato il tutto in quel luogo “provvisoriamente” in attesa che il Comune gli avesse trovato un locale adatto promessogli dall'allora sindaco Marinelli , sono passati circa 25 anni, il Pepa purtroppo è scomparso, l' unico figlio è andato a vivere all'estero e quel materiale prezioso si trova ancora a marcire in uno scantinato.-

Attualmente infatti tutto il materiale si trova chiuso in un locale scantinato del villaggio della solidarietà in via Centofiorini (zona tirassegno ) dimenticato da tutti.-

Sono parti della nostra storia che non bisognerebbe mai dimenticare, per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti, per i turisti, e per il rispetto dovuto anche a chi lo ha pazientemente raccolto e donato al Comune. -

Penso che se tutto è ancora "nascosto", c'è chi dovrebbe provare almeno un minimo di vergogna.-




IL FORNO CREMATORIO NON SI FARÀ (20 maggio 2016)


IL CONSIGLIO COMUNALE A STRAGRANDE MAGGIORANZA HA CANCELLATO DAL BILANCIO 2016 DELLE OPERE PUBBLICHE IL "FORNO CREMATORIO"

Questo è Il risultato di un anno di impegno civico,ambientale, di difesa della immagine e del valore della CITTÀ ALTA portato avanti, sostenuto e condiviso da tantissimi cittadini che hanno dato vita attraverso Assemblee Pubbliche, Petizioni, Diffide ad una grande esperienza di vera Democrazia Partecipata.

La PARTECIPAZIONE, il confronto, la capacità di analisi anche tecnica, le proposte alternative hanno piegato la volontà di quanti volevano imporre un Forno Crematorio inutile, se rapportato ai reali bisogni cittadini, e potenzialmente dannoso sul piano ambientale.

Fin dall'inizio abbiamo dimostrato, dati alla mano, che altre erano e restano le soluzioni per la gestione del Cimitero di Civitanova Alta.

AVER OTTENUTO QUESTA VITTORIA IMPORTANTE DI GRANDE CONTENUTO CIVICO, STRETTAMENTE INSERITA NELLE PROBLEMATICHE E NEI BISOGNI DELLA CITTÀ ALTA, NON E’ STATA UNA CONCESSIONE MA Il RISULTATO DI IMPEGNO, PASSIONE TRASPARENZA E DELLE RAGIONI DEI CITTADINI.

In tutta questa entusiasmante vicenda Civica il Comitato NO Crem è stato solo uno strumento dei cittadini. Cittadini che ringraziamo per la fiducia che non è mai venuta meno nei momenti difficili.

Un impegno ci sentiamo di assumere: quello di vigilare affinché niente e nessuno possa tentare di vanificare il risultato .

Un ringraziamento particolare va alla Parrocchia che ha ospitato nelle sue strutture tutte le nostre iniziative pubbliche alla quale devolveremo i fondi rimasti.


Il Comitato NO CREM




Corvatta: Sindaco dal 2012 - Porta Marina: In attesa di Restauro dal 2012 (26 aprile 2016)

Il Sindaco in più occasioni pubbliche ha promesso e ribadito che Civitanova Alta era destinata a diventare il polo turistico e culturale di Civitanova Marche.

Nei giorni scorsi abbiamo avuto la conferma che Porta Marina non è ancora una priorità, mentre è ancora una priorità la realizzazione di un forno crematorio nel cimitero di Civitanova Alta.

In effetti il forno crematorio avrà effetti positivi sul turismo perché porterà migliaia di turisti a visitare un forno crematorio costruito con le più moderne tecnologie, oltre ovviamente alle persone addette al trasporto di salme da cremare in arrivo da tutta la Regione Marche e Regioni limitrofe.

La realizzazione del forno avrà sicuramente anche un riscontro di carattere culturale, perché magari anche le scuole organizzeranno delle gite per far conoscere ai ragazzi le nuovissime tecniche di “smaltimento” delle salme.

Mi viene un dubbio! Sig. Sindaco non è per caso che lei sta facendo un po’ di confusione? Lei dice pubblicamente che la Città è dalla sua parte, possibile che non le viene almeno un qualche dubbio?





IL FORNO CREMATORIO A CIVITANOVA ALTA ( 14 Gennaio 2016)


Scenario futuro:

Il centro storico di Civitanova Alta si trova in linea d’aria a circa 500 metri di distanza da dove è prevista la costruzione del forno crematorio, quindi in un raggio di 500 metri, tra ville, case singole ed appartamenti ci sono circa mille famiglie e tremila abitanti che dovranno convivere con il forno.-

Provate ad immaginare di trovarvi in Piazza della Libertà, magari davanti al Bar Cerolini a sorseggiare un caffè o a gustarvi un gelato, e una folata di vento a favore vi fa arrivare un odore acre di carne bruciata, non è il massimo del piacere?

Provate ad immaginare quello che potrà bruciare in quel forno!

Se la struttura fosse a gestione pubblica potremmo suppore il rispetto della normativa in vigore, ma trattandosi di una struttura privata, e sappiamo che quando si costituisce una società SPA o SRL che sia lo scopo primario è quello di conseguire degli utili, chi può darci delle certezze su quello che verrà effettivamente bruciato? Funzionano i controlli?

Provate ad immaginare anche che siccome una delle cause principali di malattie gravi e decessi sono dovuti ai tumori, magari tra qualche anno ci diranno che la percentuale dei tumori a Civitanova Alta sarà superiore alla media cittadina o nazionale, sarà solo per un caso fortuito?

Provate ad immaginare che tra qualche anno volete vendere casa, che si tratti della vostra villa, della vostra casa singola o del vostro appartamento, e vi diranno che vicino al cimitero non vuole venirci nessuno ad abitare e che quindi il valore del vostro immobile scenderà di molto, non è quello che ci aspettavamo?


Motivazione:

Nel cimitero di Civitanova Alta attualmente vengono richieste circa una quarantina di cremazioni all’anno mentre il forno crematorio prevede di effettuare circa 900 cremazioni all’anno, quindi si creerà una struttura che raccoglierà, esseri umani e animali deceduti da tutta la regione per la cremazione.-

Ci dicono che il cimitero è saturo e che quindi il forno crematorio è necessario, ma siccome la cremazione non è obbligatoria ma è a libera scelta dei familiari, il forno crematorio non risolve il problema dello spazio cimiteriale, pertanto se il cimitero è saturo va chiuso ed aperto un terzo in una zona meno densamente abitata, alla quale abbinare eventualmente il forno crematorio.-


Turismo!

Porta Marina è ancora imbragata e invece di provvedere per il restauro per invogliare il turismo ed esaltare la vocazione culturale di Civitanova Alta questa Amministrazione Comunale si preoccupa di potenziare il cimitero incurante del fatto che attualmente è circondato da abitazioni, costruite ovviamente nel rispetto di tutte le leggi vigenti, e quindi non certo abusive.-

In effetti avremo comunque un incremento del “turismo”, anche se forse non è il genere di turismo che volevamo!

Infatti per arrivare a 900 cremazioni all’anno vuol dire che a regime transiteranno per Civitanova Alta almeno 5 o 6 carri funebri al giorno, oltre a quelli inerenti i deceduti di Civitanova marche, che faranno la spola da tutta la regione per portare defunti da cremare e per venirli a riprendere successivamente cremati, quindi era proprio quello che ci mancava a Civitanova Alta!

Immagino quindi che tutta questa gente farà rivitalizzare il centro storico perché sicuramente si fermeranno a fare spesa nei nostri negozi, visiteranno i nostri musei, affolleranno i nostri bar e festeggeranno nei nostri ristoranti, o no?



I costi della politica! Da “Il messaggero” del 16 maggio 2010! Parlamentari europei:
Gli italiani sono i più ricchi in assoluto, La retribuzione base è di 149 mila euro, ma tra benefit, indennità di spese generali, viaggi, soggiorno e assistenti parlamentari si vola verso 35 mila euro mensili.-

Deputati:
Indennità parlamentare         euro  5.486,00.-
Diaria                                   euro  4.003,00.-
Rimborso spese                    euro  4.190,00.-
                    -------------------
Totale mensile                       euro 13.679,00.-
Da aggiungere poi le spese di trasporto da 1.100,00 euro mensili per chi risiede a Roma fino a raggiungere i 1.331,00 euro mensili per chi risiede altrove.-
Poi ci sono 3.098,00 euro annuali per spese telefoniche, per arrivare per chi risiede più lontano ad un totale di 15.000,00 euro mensili.-

Senatori:
Indennità parlamentare          euro  5.613,00.-
Diaria                                    euro  4.003,00.-
Rimborso spese                     euro  4.678,00.-
                    -------------------
Totale mensile                       euro 14.294,00.-
Da aggiungere poi le spese di trasporto da 7.679,00 euro annuali per chi risiede a Roma fino a raggiungere i 18.486,00 euro annuali per chi risiede altrove.-
Poi ci sono 4.150,00 euro annuali per spese telefoniche, per arrivare per chi risiede più lontano ad un totale di 16.179,00 euro mensili.-

Ministri:
I ministri italiani come indennità sono al quinto posto in Europa, vicini ai 14 mila euro, ai quali vanno aggiunti tutti i benefit, inclusa auto blu e viaggi ministeriali.-

Governatori:
I presidenti della giunta regionale e del Consiglio guadagnano stipendi diversi a seconda delle regioni. Si va da 7.102 euro dell'Umbria, ai 14 mila di Sicilia e Sardegna, ai 12 mila del Lazio, Lombardia, Campania. La Toscana sta a 7.498, il Molise a 12.038.-

Consiglieri regionali:
Si va dai 16.000 euro mensili in Piemonte ai 6.597 dell'Umbria. Sopra la soglia dei 10.000 euro fino a 12 mila Puglia, Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna, Calabria e Campania. Il Lazio è a quota 12 mila, il Molise a 10 mila.-
Regione Marche:
I consiglieri regionali delle Marche percepiscono un compenso base, denominato indennità di carica, che ammonta a circa 8.082 euro al mese, in più una diaria come rismborso spese forfettario di 2.620 euro, poi c'è l'indennità di funzione che varia da 580 a 2.900 euro mensili, ed infine un rimborso spese viaggio che varia da 390 a 1.000 euro in base alla distanza; Totale dagli 11,000 euro per i più poveracci ai 14.500 euro e oltre al mese-
 
Sindaci:
L'indennità è in proporzione numero di abitanti e anche alla popolazione stagionale per le località turitiche. Comunque nei Comuni piccoli, fino a mille abitanti, 1.291 euro mensili; da 3mila a 5mila abitanti si sale a 2.169 euro; si raddoppiano per i comuni da 50 a 100 mila abitanti; dai 100 a 250 mila abitanti si sale a 5mila euro; oltre il mezzo milione di abitanti 7.798 euro.-

Riflessione finale:
Ora, sarà pur vero che spinti dal sacro fuoco della politica questi “signori” lavorino molto e stiano sempre in giro per occuparsi dei nostri problemi, ma il divario con un lavoratore qualsiasi, che spesso è un pendolare, che già lavora le sue 8-9 ore, e poi fa 1-2 ore di viaggio al giorno per 1.200 euro (netti) al mese, e poi si paga di tasca sua auto, benzina, cellulare, pranzo ecc. ecc.; mi sembra che ci sia davvero una differenza indecente.-  
Ma la cosa più incredibile è che la deliberazione del proprio compenso spetti a loro!!!
Ognuno se potesse decidere quale debba essere il proprio compenso, indipendentemente da tutto (anche della mancanza di soldi in cassa) sarebbe certo più magnanimo.-
Allora la soluzione qual'è? Probabilmente in Italia nessuna! In una democrazia vera, basterebbe togliere la decisione dell'importo dello stipendio ai beneficiari, per affidarla ad altri enti o organismi.