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giovedì 6 luglio 2017

Pensioni di Invalidità

Le Pensioni di Invalidità possono essere riassunte negli 11 punti seguenti:

1) ASSEGNO MENSILE DI ASSISTENZA:


L'assegno mensile spetta ai mutilati e invalidi civili di età compresa tra i diciotto e i sessantacinque anni, nei cui confronti, in sede di visita medica presso la competente commissione sanitaria, sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa in misura non inferiore al 74% (invalidi parziali), che siano incollocati al lavoro, si trovino in stato di bisogno economico, siano cittadini italiani e abbiano la residenza in Italia.
  • Età compresa fra i 18 e i 65 anni di età;
  • Essere cittadino o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • Avere il riconoscimento di un'invalidità dal 74% al 99%;
  • Disporre di un reddito personale che rientri nei limiti
  • Non svolgere attività lavorativa;
  • Importo anno 2017 = euro 279,47 per 13 mensilità; Limite di reddito euro 4.795,97.-
  • Con un'invalidità al 100% il limite di reddito sale a 16.449,85 euro.-
L'assegno è incompatibile con l'erogazione di altre pensioni di invalidità erogate da altri organismi (es. INPS, INPDAP ecc.) . È inoltre incompatibile con pensioni di invalidità di guerra, lavoro e servizio. Al compimento dei 65 anni di età, la pensione viene trasformata automaticamente in assegno sociale, con i limiti di reddito dell'invalidità civile, e l'importo aumenta per diventare quello dell'assegno sociale.-

2) ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITÀ:
x Invalidità parziale


È una prestazione previdenziale che spetta ai lavoratori dipendenti e autonomi affetti da un'infermità fisica o mentale.
Si può ottenere quando si verificano le seguenti condizioni:
  • l'infermità fisica o mentale, accertata dal medico dell'INPS, che provochi una riduzione permanente di due terzi della capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle attitudini del lavoratore.
  • un'anzianità contributiva di almeno cinque anni, di cui almeno tre versati nei cinque anni precedenti la domanda di pensione.
  • l'assegno ordinario di invalidità non è cumulabile con la rendita INAIL concessa per lo stesso evento invalidante.
L'assegno ordinario di invalidità non è una pensione definitiva; vale infatti fino ad un massimo di tre anni ed è rinnovabile su domanda del beneficiario che viene quindi sottoposto ad una nuova visita medico-legale.

Dopo due conferme consecutive l'assegno diventa definitivo.

L'assegno ordinario di invalidità viene concesso anche se si continua a lavorare. In questo caso il titolare può essere sottoposto ogni anno a visita medico-legale.

In caso di attività lavorativa l'assegno è soggetto alla trattenuta da lavoro dipendente o autonomo ed, in caso di superamento del reddito di 4 o 5 volte l'importo del trattamento minimo dell'INPS, ad una decurtazione rispettivamente pari al 25% e 50%.-

Non è reversibile ai superstiti aventi diritto.-

Al compimento dell'età pensionabile l'assegno viene trasformato d'ufficio in pensione di vecchiaia.-

L’importo è legato ai contributi versati dall’assicurato. Possibile l’integrazione al minimo se l’assegno non è calcolato con il contributivo puro.-

3) PENSIONE DI INABILITÀ:
x Invalidità totale


È una pensione che spetta ai lavoratori dipendenti o autonomi affetti da un'infermità fisica o mentale.
Si può ottenere quando si verificano le seguenti condizioni:
  • un'infermità fisica o mentale, accertata dal medico dell'INPS
  • che provochi una assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa
  • un'anzianità contributiva di almeno cinque anni, di cui tre versati nei cinque anni precedenti la domanda di pensione.
Per ottenere la pensione di inabilità non si deve svolgere alcuna attività lavorativa. La pensione di inabilità non è definitiva, può essere soggetta a revisione. Non viene trasformata in pensione di vecchiaia, ma in assegno sociale. È reversibile ai superstiti aventi diritto.
La pensione di inabilità non è cumulabile con la rendita INAIL concessa per lo stesso evento invalidante.
La legge riconosce una maggiorazione convenzionale per tutti gli anni non versati dalla data di decorrenza della pensione al compimento dei 60 anni di età, sia per gli uomini che per le donne, entro il limite massimo di 40 anni di contributi.
Supponiamo che a 50 anni abbiano già versato 32 anni di contributi. In questo caso il bonus scende a soli 8 anni in quanto non si possono superare i 40 anni nel complesso. La misura del bonus viene calcolata dall'INPS sulla media delle retribuzioni degli ultimi cinque anni, rivalutate secondo gli indici di variazione del PIL. Alla retribuzione media settimanale si applica l'aliquota del 33% (se si tratta di lavoratori dipendenti), o la diversa aliquota prevista per artigiani e commercianti. Poi si moltiplica la contribuzione media per numero delle settimane che stanno tra la data di decorrenza della pensione e i 60 anni di età, fino al limite massimo dello 2.080 settimane. In questo modo si determina la maggiorazione convenzionale contributiva, per cui la pensione viene rivalutata al massimo dell'anzianità. Sul montante contributivo, comprensivo bonus, si applica il relativo coefficiente e si ottiene la pensione.-


4) INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO:


Si ha diritto all'indennità di accompagnamento se:
  • Non si è in condizione di muoversi senza l'aiuto di un accompagnatore
  • Non si è in condizione di far fronte agli atti quotidiani della vita; mettersi a letto, alzarsi, lavarsi, vestirsi, mangiare ecc.
  • Non si è ricoverato gratuitamente in istituto
Anno 2017: l'importo mensile è di euro 515,43 corrisposto per 12 mensilità, senza limiti di reddito. 


5) INDENNITÀ MENSILE DI FREQUENZA:


L'indennità di frequenza, provvidenza a favore degli invalidi minorenni, è stata istituita dalla Legge 11 ottobre 1990, n. 289.
Condizioni:
A) fino ai diciotto anni di età;
B) essere cittadino italiano o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
C) essere stati riconosciuti "minore con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell'età" (L. 289/90) o "minore con perdita uditiva superiore a 60 decibel nell'orecchio migliore";
D) frequenza ad un centro di riabilitazione, a centri di formazione professionale, a centri occupazionali o a scuole di ogni grado e ordine;
E) non disporre di un reddito annuo personale superiore a Euro 4.800,38.
L'indennità di frequenza viene erogata per tutta la durata della frequenza ai corsi, alla scuola o a cicli riabilitativi. La Sentenza della Corte Costituzionale 20 - 22 novembre 2002, n. 467 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1 comma 3 nella parte in cui non prevede che l'indennità mensile di frequenza sia concessa anche ai minori che frequentano l'asilo nido.
L'indennità di frequenza è incompatibile con l'indennità di accompagnamento e con l'indennità di comunicazione concessa ai sordomuti.
L'indennità mensile di frequenza è incompatibile con qualsiasi forma di ricovero.
Importo 2017: Euro 279,47 mensili.


6) PENSIONE PER CIECHI CIVILI PARZIALI:


La pensione è stata istituita dall'articolo 8 della Legge 10 febbraio 1962, n. 66 a favore dei ciechi parziali con un residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi anche con eventuale correzione.
La provvidenza è stata estesa ai minorenni dall'articolo 14 della Legge 29 febbraio 1980, n. 33.
Oltre a queste condizione è previsto, ai fini dell'erogazione della provvidenza, che i ciechi civili si trovino in stato di bisogno economico. Per questa seconda condizione vengono annualmente fissati dei limiti di reddito personale che non devono essere superati dal titolare della pensione.
Condizioni:
A) è concessa ai maggiorenni e ai minorenni;
B) essere cittadino italiano o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
C) essere stato riconosciuto cieco parziale cioè con un residuo visivo non superiore al totale di un ventesimo in entrambi gli occhi anche con eventuale correzione;
D) non disporre di un reddito annuo personale superiore a Euro 16.532,10
Importo 2017: Euro 279,47 per 13 mensilità.


7) PENSIONE PER CIECHI ASSOLUTI:


La pensione è stata istituita dall'articolo 8 della Legge 10 febbraio 1962, n. 6. E' concessa ai maggiorenni ciechi assoluti che si trovino in stato di bisogno economico. Per questa seconda condizione vengono annualmente fissati dei limiti di reddito personale che non devono essere superati dal titolare della pensione.
La provvidenza era stata estesa ai minorenni dall'articolo 14 septies della Legge 29 febbraio 1980, n. 33, successivamente, l'articolo 5 della Legge 21 novembre 1988, n. 508 ha precisato che ai ciechi civili assoluti minorenni non spetta la pensione ma l'indennità di accompagnamento.
Condizioni:
A) è concessa ai maggiorenni;
B)  essere cittadino italiano o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
C) essere stato riconosciuto cieco assoluto;
D) non disporre di un reddito annuo personale superiore a Euro 16.532,10.
Importo 2017:
Euro 302,23 per 13 mensilità se il disabile non è ricoverato in istituto.
Euro 279,47 per 13 mensilità se il disabile è ricoverato in istituto con pagamento della retta a carico, anche in parte, dello Stato (o di Ente pubblico).


8) INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO PER CIECHI CIVILI  ASSOLUTI:


L'indennità di accompagnamento a favore dei ciechi civili assoluti è stata istituita dalla Legge 28 marzo 1968, n. 406 (art. 1).
Viene erogata ai ciechi civili assoluti al solo titolo della minorazione e cioè indipendentemente dal reddito personale e dall'età.
Condizioni:
A) essere cittadino italiano o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
B) essere stato riconosciuto cieco assoluto;
C) è indipendente dal reddito;
D) è indipendente dall'età.
E' cumulabile con quella concessa agli invalidi civili totali oppure ai sordomuti.
E' incompatibile con l'erogazione di altre indennità simili per cause di servizio, lavoro o guerra.
Non preclude la possibilità di svolgimento di attività lavorativa.
Importo 2017: Euro 911,53 mensili per 12 mensilità.


9) PENSIONE PER SORDI:


La Legge 26 maggio 1970, n. 381 aveva istituito, in favore dei sordomuti, l'assegno mensile di assistenza, provvidenza economica che ha assunto la denominazione di "pensione" con l'articolo 14 della Legge 29 febbraio 1980, n. 33.
Va ricordato che l’articolo 1 della Legge 20 febbraio 2006, n. 95 ha stabilito che in tutte le disposizioni legislative vigenti, il termine «sordomuto» è sostituito con l’espressione «sordo».
La medesima disposizione, all’articolo 1 comma 2, ha modificato la precedente definizione di «sordomuto», sostituendo l’articolo 1, comma 2 della Legge 26 maggio 1970, n. 381 con il seguente: «Agli effetti della presente legge si considera sordo il minorato sensoriale dell'udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l'età evolutiva che gli abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio».
La relativa pensione è concessa solo nel caso queste condizioni sanitarie vengano accertate e riconosciute dalle relative Commissioni di accertamento.
Oltre a queste condizioni sanitarie è previsto, ai fini dell'erogazione della provvidenza, che l'interessato si trovi in stato di bisogno economico. Per questa seconda condizione vengono annualmente fissati dei limiti di reddito personale che non devono essere superati dal titolare della pensione.
Condizioni:
A) essere di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età;
B) essere cittadino italiano o UE residente in Italia, o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
C) non disporre di un reddito personale superiore a Euro 16.532,10;
D) essere stato riconosciuto sordomuto - ora persona sorda (prelinguale o congenita).
E' incompatibile con altre provvidenze concesse a seguito della stessa menomazione per causa di guerra, servizio, lavoro.
Al compimento del sessantacinquesimo anno di età, la pensione viene trasformata in assegno sociale.
Importo 2017: Euro 279,47 per 13 mensilità.


10) LA PENSIONE ANTICIPATA DI VECCHIAIA:


Il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 (articolo 1, comma 8) prevede la possibilità per i lavoratori, iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, con invalidità non inferiore all’80%, di anticipare l’età pensionabile (pensione di vecchiaia) a 55 anni per le donne e a 60 per gli uomini.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 13495/2003, ha ribadito che tale opportunità spetta con una invalidità pari o superiore all'80%, comprese le persone con sordità prelinguale, statuendo inoltre che l’invalidità da considerare è quella civile come definita dal Decreto del Ministero della Sanità 5 febbraio 1992.
Diverso il trattamento per i lavoratori non vedenti. Nel loro caso è ancora vigente il limite di età è di 50 anni per le donne e di 55 per gli uomini (art. 9, Legge 218/1952, confermato dall’art. 1, comma 6, Decreto Legislativo n. 503/1992).

Per gli anni 2017 e 2018 la pensione anticipata di  vecchiaia per i lavoratori dipendenti del settore privato viene riconosciuta alle donne con almeno 55 anni + 7 mesi d’età e agli uomini con 60 anni + 7 mesi d’età. Però in questo caso torna in ballo la vecchia finestra mobile di 12 mesi. Questo significa che la pensione di fatto verrà pagata alle donne a 56 anni  + 7 mesi d’età e agli uomini a 61 anni  + 7 mesi d’età.    


11) CONTRIBUTI FIGURATIVI PER IL PREPENSIONAMENTO:


La legge 23 dicembre 2000, n. 388 (articolo 80, comma 3) consente ai lavoratori sordomuti e agli invalidi per qualsiasi causa (ai quali sia stata riconosciuta un'invalidità superiore al 74 per cento o assimilabile) di richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa. Il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa utile ai fini del diritto alla pensione e dell'anzianità contributiva.
Pertanto, usufruendo di questa opportunità, il lavoratore invalido o sordomuto può raggiungere il diritto ad andare in pensione con cinque anni di anticipo. L'entrata in vigore di questa agevolazione è stata fissata al 1 gennaio 2002.


Informazi anteriori possono essere recuperate nel nostro articolo relativo alle normative superate sulle pensioni.


Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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mercoledì 16 marzo 2016

Adeguamento Annuale delle Pensioni - Minimi Anno 2016

ADEGUAMENTO ANNUALE DELLE PENSIONI - ANNO 2016

RIMBORSO PENSIONI: IL CALCOLO DELLE SOGLIE

Relativamente agli ultimi mesi del 2015 gli assegni si rivaluteranno di pochi euro, ma dal gennaio 2016 si potrà invece arrivare a qualche centinaio di euro in più. Il meccanismo riguarda solo i trattamenti compresi fra tre e sei volte il minimo, ovvero gli stessi a cui è stato riconosciuto il bonus di agosto. In base al decreto 65/2015, la rivalutazione 2015 è pari all’8%, mentre dal 2016 si applica il 20%.


RIVALUTAZIONE: COME SI CALCOLA

Per i trattamenti fra 3 e 4 volte il minimo, è previsto un aumento che va dai 6 agli 8 euro al mese per gli ultimo mesi 2015, che si porterà intorno ai 20 euro nel 2016, quando quindi i pensionati riceveranno circa 250 euro in più all’anno. I pensionati che ricevono somme fra 4 e 5 volte il minimo, avranno a partire da settembre aumenti mensili intorno ai 4 o 5 euro, che saliranno a somme comprese fra 11 o 13 euro nel 2016. Per le pensioni fra 5 e 6 volte il minimo, aumenti mensile intorno ai 2 o 3 euro nel 2015, che diventerà fra i 6 e gli 8 euro l’anno prossimo. Vediamo qualche esempio concreto di rivalutazione pensioni:
  • pensione da 1500 euro lordi al mese nel 2012: da settembre a dicembre 2015, arriva un aumento di 6,90 euro al mese, da gennaio 2016 l’incremento sale a 17,40 euro;
  • pensione da 1900 euro al mese: aumento di 4,4 euro al mese da settembre a dicembre 2015, che salgono a 11 euro nel 2016;
  • pensione da 2400 euro: aumento di 2,75 euro al mese negli ultimi mesi 2015 e di 6,9 euro al mese nel 2016.

Pensioni integrate al minimo:

Pensioni integrate al minimo                                                  euro 501,89.-
Pensioni con maggiorazione sociale ultra60enni                   euro 528,22.-
Pensioni con maggiorazione sociale ultra65enni                   euro 585,03.-
Pensioni con maggiorazione sociale ultra70enni                   euro 626,83.-
Per chi non ha diritto alla somma aggiuntiva ultra 70enni      euro 638,83.-

Pensioni sociali ed assegni social:

Pensione Sociale                                                                      euro 369,63.-
Pensione sociale con maggiorazione: 70 anni                         euro 638,82.-
Assegno sociale                                                                       euro 448,07.-
Assegno sociale con maggiorazione: 65 anni                         euro 461,90.-
Assegno sociale con maggiorazione: 70 anni                         euro 638,82.-
Inabili civili totali: 60 anni                                                         euro 638,82.-

Invalidità civile: Invalidi total

Invalidità civile 18 anni                                                           euro 279,47.-
Invalidità civile 65 anni                                                           euro 365,42.-
Invalidità civile con maggiorazione 18 anni                           euro 290,24.-
Invalidità civile con maggiorazione 60 anni                           euro 638,82.-

Invalidità civile: Invalidi parziali

Invalidità civile 18 anni                                                           euro 279,47.-
Invalidità civile 65 anni                                                           euro 365,42.-
Invalidità civile con maggiorazione 18 anni                           euro 290,24.-
Invalidità civile con maggiorazione 65 anni                           euro 461,68.- 
Invalidità civile con maggiorazione 60 anni                           euro 638,82.-

Pensione per ciechi assoluti:

Pensione 18 anni                                                                     euro 302,53.-
Pensione con maggiorazione 18 anni                                     euro 313,02.-
Pensione con maggiorazione 60 anni                                     euro 638,82.-

Indennità di frequenza. Minori:

Indennità frequenza. Minori                                                   euro 279,47.-

Indennità di accompagnamento:

Invalidi civili totali                                                                   euro 512,34.-
Ciechi assoluti                                                                       euro 899,38.-
Speciale ciechi parziali ventesimisti                                      euro 206,59.-
Indennità di comunicazione per sordomuti                            euro 254,39.-



Adeguamento annuale delle pensioni in relazione all'aumento del costo della vita: Valori per l'anno 2015.

La DEFLAZIONE azzera (o quasi) gli aumenti delle pensioni nel 2015: si avrà solo lo 0,2-0,3 più. Gli incrementi si aggireranno al massimo sui 6,50 euro annui per i trattamenti minimi. E le rendite sopra i 3 mila euro subiranno addirittura un taglio per i maggiori importi incassati nell’anno scorso. Tutto a vantaggio delle casse pubbliche e dell’INPS che risparmierà oltre due miliardi. Per il 2015 il meccanismo prevede l’adeguamento al 100% dell’indice ISTAT per le pensioni fino a tre volte il trattamento minimo (1.502,64 euro), mentre per quelle di importo superiore la rivalutazione sarà via via decrescente, fino a scomparire, come si vede dalla tabella di riferimento. Il punto è che per il 2015 l’indice ISTAT utile per la perequazione è solo dello 0,30% e dunque i benefici saranno di conseguenza prossimi allo zero. Non solo! Poiché per il 2014 sono stati corrisposti incrementi superiori dello 0,10 a quanto dovuto, il risultato sarà un aumento ancora più basso: solo 0,20. Per i trattamenti sopra i 3.000 euro mensili lordi, per effetto di ulteriori aggiustamenti e conguagli si arriverà addirittura a un taglio dell’assegno.
Per esempio chi percepisce una pensione minima (sui 500 euro) si dovrà accontentare di non più di 6,50 euro annuali, chi ha un assegno sui mille euro, potrà contare su un incremento di 13 euro circa, chi sta intorno ai 1.600 euro avrà circa 45 euro in più l’anno, ovviamente lordi. Ma chi sta sopra i 3.000 euro dovrà restituire circa 70 euro.

Pertanto l’aumento di gennaio 2015 per le pensioni in questione avrà il seguente andamento:

  • per pensioni fino a 1.502,64 euro mensili, più 0,30 %; pari al 100% ISTAT
  • per pensioni d’importo tra 1.502,64 e 2.003,52 euro mensili, più 0,285 %; pari al 95% indice ISTAT
  • per pensioni d’importo tra 2.003,53 e 2.504,40 euro mensili, più 0,225 %; pari al 75% indice ISTAT
  • per pensioni d’importo tra 2.504,41 e 3.005,28 euro mensili, più 0,15%; pari al 50% indice ISTAT
  • per pensioni superiori a euro 3.005,28 euro mensili, più 0,135%, pari a 45% indice ISTAT

Pensioni integrate al minimo:
Pensioni integrate al minimo                                                euro 502,38.
Pensioni con maggiorazione sociale ultra60enni                    euro 528,22.
Pensioni con maggiorazione sociale ultra65enni                    euro 585,03.
Pensioni con maggiorazione sociale ultra70enni                    euro 626,83.
Per chi non ha diritto alla somma aggiuntiva ultra 70enni        euro 638,83.

Pensioni sociali ed assegni sociali:
Pensione Sociale                                                                 euro 369,63.
Pensione sociale con maggiorazione: 70 anni                         euro 638,82.
Assegno sociale euro 448,51.
Assegno sociale con maggiorazione: 65 anni                         euro 461,90.
Assegno sociale con maggiorazione: 70 anni                         euro 638,82.
Inabili civili totali: 60 anni                                                     euro 638,82.

Invalidità civile: Invalidi totali
Invalidità civile 18 anni                                                         euro 279,75.
Invalidità civile 65 anni                                                         euro 365,42.
Invalidità civile con maggiorazione 18 anni                            euro 290,24.
Invalidità civile con maggiorazione 60 anni                            euro 638,82.

Invalidità civile: Invalidi parziali
Invalidità civile 18 anni                                                          euro 279,75.
Invalidità civile 65 anni                                                          euro 365,42.
Invalidità civile con maggiorazione 18 anni                             euro 290,24.
Invalidità civile con maggiorazione 65 anni                             euro 461,68.
Invalidità civile con maggiorazione 60 anni                             euro 638,82.

Pensione per ciechi assoluti: Pensione 18 anni                       euro 302,53
Pensione con maggiorazione 18 anni                                     euro 313,02.
Pensione con maggiorazione 60 anni                                     euro 638,82.

Indennità di accompagnamento: Invalidi civili totali                    euro 508,55.
Ciechi assoluti                                                                       euro 880,70.
Speciale ciechi parziali ventesimisti                                         euro 203,15.
Indennità di comunicazione per sordomuti                                euro 253,26.


Adeguamento annuale delle pensioni in relazione all'aumento del costo della vita:

Valori per l'anno 2014:

TORNA RIVALUTAZIONE PENSIONE: dopo i due anni di blocco per le prestazioni superiori a tre volte il minimo prevista dal Governo Monti torna la rivalutazione anche se differenziata.
Per i trattamenti pensionistici tra 3 e 4 volte il minimo la rivalutazione sarà al 95% dell'inflazione; tra 4 e 5 volte il minimo la rivalutazione sarà al 75%; per quelli tra 5 e 6 volte il minimo la rivalutazione sarà del 50%; per quanto riguarda i trattamenti pensionistici superiori a 6 volte il trattamento minimo per il 2014 ci sarà una rivalutazione del 40%.

Pertanto l’aumento di gennaio p.v. per le pensioni in questione avrà il seguente andamento:
  • per pensioni fino a 1.486,29 euro mensili, più 1,20 %; pari al 100% ISTAT 
  • per pensioni d’importo tra 1.486,30 e 1.981,72 euro mensili, più 1,14 %; pari al 95% indice ISTAT
  • per pensioni d’importo tra 1.981,73 e 2.477,15 euro mensili, più 0,90 %; pari al 75% indice ISTAT
  • per pensioni d’importo tra 2.477,16 e 2.972,58 euro mensili, più 0,60 %; pari al 50% indice ISTAT
  • per pensioni superiori a euro 2.972,58 euro mensili, più 0,48%, pari a 40% indice ISTAT 


CONTRIBUTO SOLIDARIETÀ PENSIONI ALTE: La legge di stabilità introduce un contributo di solidarietà, per il triennio 2014-2016, sui trattamenti pensionistici obbligatori eccedenti le 14 volte il minimo (circa 7.000 euro al mese).

L’Inps si prepara a liquidare i nuovi importi delle pensioni ,tenendo conto della variazione Istat nel costo della vita, che sarebbe pari all’1,2 %.

Pensioni integrate al minimo:
Pensioni integrate al minimo                                              euro 501,38.-
Pensioni con maggiorazione sociale ultra60enni                 euro 526,74.-
Pensioni con maggiorazione sociale ultra65enni                 euro 583,55.-
Pensioni con maggiorazione sociale ultra70enni                 euro 625,38.-
Per chi non ha diritto alla somma aggiuntiva ultra 70enni    euro 637.82.-

Pensioni sociali ed assegni sociali:
Pensione Sociale                                                              euro 368,37.-
Pensione sociale con maggiorazione: 70 anni                     euro 636,24.-
Assegno sociale                                                               euro 447,60.-
Assegno sociale con maggiorazione: 65 anni                     euro 460,52.-
Assegno sociale con maggiorazione: 70 anni                     euro 637,82.-
Inabili civili totali: 60 anni                                                 euro 637,82.-

Invalidità civile: Invalidi totali
Invalidità civile 18 anni                                                     euro 279,19.-
Invalidità civile 65 anni                                                     euro 364,51.-
Invalidità civile con maggiorazione 18 anni                        euro 289,52.-
Invalidità civile con maggiorazione 60 anni                        euro 637,82.-

Invalidità civile: Invalidi parziali
Invalidità civile 18 anni                                                    euro 279,19.-
Invalidità civile 65 anni                                                    euro 364,51.-
Invalidità civile con maggiorazione 18 anni                       euro 289,52.-
Invalidità civile con maggiorazione 65 anni                       euro 460,53.-
Invalidità civile con maggiorazione 70 anni                       euro 637,82.-

Pensione per ciechi assoluti:
Pensione 18 anni                                                             euro 301,91.-
Pensione con maggiorazione 18 anni                                euro 312,24.-
Pensione con maggiorazione 60 anni                                euro 637,82.-

Indennità di accompagnamento:
Invalidi civili totali                                                            euro 504,07.-
Ciechi assoluti                                                                 euro 863,85.-
Speciale ciechi parziali ventesimisti                                   euro 200,04.-
Indennità di comunicazione per sordomuti                        euro 251,22.-

Per chi fosse interessato a consultare i valori di riferimento in vigore negli anni precedenti, è possibile consultare il nostro articolo con le normative superate sulle Pensioni.

Se vuoi avere informazioni più dettagliate e personalizzate puoi rivolgerti alla sede CGIL più vicina; troverai indirizzi e numeri di telefono sul sito www.cgil.it.
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Gianfranco Censori